Attività delle Istituzioni europee
Bollettino mensile
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“CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL” ASBL
30 AVENUE MARNIX – 1000 BRUXELLES – TEL. +32 2 2896230 –
FAX +32 2 2896235 – EMAIL [email protected]
CONFEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL COMMERCIO, DEL
TURISMO, DEI SERVIZI E DELLE PMI
P.ZZA G.G. BELLI, 2 – 00153 ROMA – TEL. +39 06 58661 –
EMAIL [email protected]
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
PAGINE
PRIMO PIANO
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AMBIENTE
05
CONCORRENZA
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CONSUMATORI, SANITÀ E SICUREZZA ALIMENTARE
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ECONOMIA E FINANZE
13
FISCALITA’, DOGANE
14
GIUSTIZIA, LIBERTA’ E SICUREZZA
17
IMPRESA, TURISMO
18
MERCATO INTERNO
22
OCCUPAZIONE E AFFARI SOCIALI
26
RELAZIONI ESTERNE, COMMERCIO ESTERO
28
SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE
29
TRASPORTI E ENERGIA
33
VARIE
34
Il Bollettino è disponibile sul sito associativo della Confcommercio:
www.confcommercio.it
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PRIMO PIANO
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A fine febbraio, la Commissione europea ha lanciato una vasta consultazione pubblica per
realizzare un inventario della realtà sociale nelle attuali società europee. Proposto per la prima
volta nel maggio 2006 nell'ambito della comunicazione “Un'agenda dei cittadini”, l'“inventario
della realtà sociale” è stato quindi sottoscritto dal Consiglio europeo del giugno scorso.
L’obiettivo è di aprire il dialogo con i vari interlocutori per discutere ciò che caratterizza la
realtà sociale europea. In particolare, l’Esecutivo vuole lanciare il dibattito su alcune questioni
centrali connesse al benessere, come: opportunità economiche, natura del lavoro, nuovi
modelli di vita familiare, povertà e disuguaglianza, ostacoli alla salute e alla mobilità sociale,
qualità della vita, diversità culturale e impedimenti all'integrazione, criminalità e
comportamenti antisociali. Si tratta di una consultazione unica nel suo genere, basata su una
breve relazione intermedia, un documento di riferimento a cura dell’Ufficio dei consiglieri per le
politiche europee (BEPA) della Commissione e un sondaggio Eurobarometro, allo scopo di
ascoltare, non di vagliare opzioni politiche.
Mutamenti profondi nelle società europee interessano la natura del lavoro, la moderna vita di
famiglia, il ruolo della donna nella società e la mobilità sociale. Cambiano i valori e le società
diventano sempre più multiculturali. Mentre la ricchezza di massa ha allargato gli orizzonti
ampliando le scelte di vita, gli Stati membri dell'Ue sono diventati tra i paesi più ricchi al
mondo. Nel contempo, emergono nuovi modelli di povertà e disuguaglianza. La salute degli
europei è confrontata a nuovi problemi, quali l'aumento dell'obesità e il moltiplicarsi dei fattori
che minacciano il benessere mentale. Due elementi importantissimi guidano lo sviluppo delle
società europee: la globalizzazione e l'evoluzione demografica, implicanti entrambi opportunità
e sfide. Negli ultimi tempi, molti cittadini europei nutrono dubbi, per il loro benessere personale,
nei confronti della globalizzazione, della liberalizzazione e della spinta verso una maggiore
competitività. Per comprendere meglio il perché di questa tendenza ed esaminare la dinamica
del mutamento sociale in corso, la Commissione ha pertanto proposto di realizzare un
inventario della realtà sociale nel 2006, in vista della messa a punto di un programma
sull'accesso e le opportunità, dimensione sociale quest'ultima strettamente connessa al
riesame del mercato unico. In linea con la richiesta del Consiglio europeo, la Commissione ha
elaborato la seguente relazione intermedia relativa ai progressi finora realizzati
nell'inventariare la realtà sociale.
1. Relazione intermadia
“ L'inventario della realtà sociale europea è inteso a costruire un consenso sulle comuni sfide
sociali che gli europei si trovano ad affrontare. Quale ruolo le politiche comunitarie siano
chiamate a svolgere in risposta a realtà sociali in mutamento, o come dette politiche debbano
adeguarsi, rimane una questione completamente aperta allo stadio attuale. Un nuovo consenso
si costruisce naturalmente sull'esperienza pregressa. L'UE ha sempre avuto una "dimensione
sociale". Un lungimirante impegno a favore dell'uguaglianza di genere si rinviene nel trattato di
Roma, mentre l'articolo 13 del trattato di Amsterdam conferisce competenza legislativa
all'Unione nella lotta contro qualsiasi forma di discriminazione. L'agenda sociale dell'Unione,
che nasce originariamente negli anni '80 come contrappunto sociale alla creazione del mercato
unico, era imperniata sulla protezione del lavoro e sul partenariato sociale. Da essa sono
scaturite le norme minime in materia di lavoro, salute e sicurezza e di garanzia dei diritti
previdenziali oltre frontiera per i lavoratori mobili. L'Unione ha inoltre svolto un ruolo
importante nel rafforzare la coesione sociale, nel combattere le disparità regionali e
nell'agevolare l'adeguamento ai cambiamenti economici, ad esempio tramite la politica di
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CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
coesione o tramite iniziative più recenti quali il Fondo europeo di adeguamento alla
globalizzazione. Questo percorso ha condotto alla strategia di Lisbona rinnovata per la crescita
e l'occupazione, che mira non solo alle prestazioni e alla competitività economiche ma anche al
rafforzamento della coesione sociale e alla dimensione sociale della sostenibilità. Nell'ambito
della strategia di Lisbona rinnovata, l'Unione e gli Stati membri (competenti in prima istanza a
definire le proprie politiche nazionali) sono impegnati ad individuare insieme gli approcci politici
maggiormente in grado di garantire la combinazione di prosperità e di solidarietà, fondatrice
della visione della strategia stessa, e a promuoverne l'adozione. La strategia di Lisbona ha
pertanto avviato una riflessione collettiva su una serie di temi sociali in senso lato, dalle
tradizionali questioni legate alla flessibilità del mercato del lavoro e al riassetto dello Stato
assistenziale fino ad aspetti connessi ai sistemi di istruzione e di formazione. Molte iniziative di
politica sociale del passato erano pensate per una società industriale caratterizzata da
un'economia incentrata sulla produzione di massa, da grandi imprese e da elevati livelli di
sindacalizzazione, che ne determinavano la natura del lavoro. La società europea di oggi è
sempre più basata sulla conoscenza e orientata ai servizi. Se da un lato si è prestata attenzione
alle dinamiche economiche che hanno determinato l'emergere della 'nuova economia' in un
mondo globalizzato, dall'altro la situazione e le sfide sociali sono rimaste meno comprese ed
analizzate. Non esiste una diagnosi condivisa delle sfide sociali e dei modi di affrontarle.
L'inventario della realtà sociale è inteso per l'appunto a consentire una tale diagnosi e a
lanciare il dibattito sulla situazione sociale dell'Europa, in vista peraltro della revisione
intermedia dell'agenda per la politica sociale. Esso tiene conto delle grandi diversità, spesso sia
all’interno che tra gli Stati membri, per quanto determinate sfide siano comuni e condivise,
quali l'evoluzione demografica, l'aumentata diversità etnica e culturale e l’individualizzazione
dei valori. Tutti gli Stati membri dell’UE sono società aperte, modellate dalle forze globali del
capitalismo moderno e da tendenze culturali di portata mondiale. Alcuni cittadini hanno tratto
beneficio dalla globalizzazione, dalla transizione e dalle evoluzioni sociali e culturali, mentre
altri, rimasti indietro rispetto ai cambiamenti economici e ai riassetti industriali, vedono
minacciati le loro comunità, i loro valori e i loro stili di vita tradizionali.”
2. Analisi del Bepa
"La realtà sociale europea" è il titolo dell'analisi del BEPA che riflette la visione personale degli
autori, Roger Liddle e Fréderic Lerais; essa solleva, in maniera interessante, un'estesa gamma
di questioni ritenute utili dal Collegio dei Commissari europei ai fini del tipo di dibattito,
profondo e ampio, che si intende suscitare. I temi di discussione riguardano:
Tendenze
Il documento del Bepa ha illustrato una serie di tendenze in diverse aree, quali:
- passaggio all’economia post-industriale basata sulla conoscenza e sui servizi;
- Stato sociale;
- attenzione rivolta al consumatore: impatto del benessere;
- evoluzioni demografiche;
- valori: l’individuo, la famiglia, la comunità, la società.
Concordate con l’analisi? Disponete di ulteriori dati che corroborano (o contraddicono)
l’analisi?
Benessere
Che cosa intendete per benessere? Oltre ai beni materiali, cosa ci rende veramente felici e
soddisfatti?
Come elenchereste, in ordine di importanza, i fattori chiave che contribuiscono al benessere?
Ad esempio: avere un lavoro, la soddisfazione lavorativa, le opportunità di una buona vita
familiare, un alloggio adeguato, una buona salute, potersi fare un'istruzione, le possibilità di
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mobilità sociale, buoni vicini e amici, forti legami con la comunità locale, sensazione di
sicurezza fuori casa e in casa? Cos’altro?
E quali ritenete siano oggi i principali ostacoli al benessere in Europa? Mancanza di denaro,
carenza di lavori dignitosi, eccessiva pressione sulla famiglia e sul tempo libero, povertà e
ineguaglianza, servizi pubblici inadeguati quali sanità e istruzione, diffusione della criminalità,
mancanza di rispetto, problemi di migrazione e di pluralismo culturale?
Opportunità e accesso
Nella società di oggi, quali sono i fattori più determinanti per continuare ad avere o accrescere
le proprie possibilità? (Istruzione, status sociale, benessere, salute, servizi pubblici, ecc.)
- Istruzione
Cosa occorre fare perché tutti abbiano quante più possibilità di farsi un'istruzione nella vita?
Cosa si può fare per evitare che una situazione di svantaggio educativo iniziale si aggravi più
avanti nella vita? Per ridurre il numero degli studenti che abbandonano gli studi troppo presto?
Per garantire un maggior accesso all’istruzione superiore e universitaria, in particolare per le
persone socialmente svantaggiate? E per garantire a tutti opportunità di formazione
permanente?
- Occupazione /posto di lavoro
Quali sono i principali ostacoli che impediscono di trovare un lavoro dignitoso e tenere il passo
con le competenze per ottenerne un altro, qualora se ne presenti la necessità? Quali soluzioni
efficienti permettono di superare questi ostacoli e garantire un maggior accesso all'occupazione?
Qual è il giusto equilibrio tra sicurezza e opportunità nel moderno mercato del lavoro?
Lo stress al lavoro è in aumento, e se si, quali sono le cause? Ad esempio, nuove esigenze
lavorative, insicurezza del posto di lavoro, squilibrio tra vita professionale e sfera privata?
Cosa fare per aiutare le coppie “a doppio reddito” a trovare un equilibrio tra lavoro, famiglia e
tempo libero? Cosa fare per alleviare le tensioni dovute alla necessità di conciliare la carriera
con una vita familiare e privata dignitosa sia per gli uomini che per le donne?
- Società e relazioni sociali
Quali sono le implicazioni sociali del cambiamento dei valori? Dell'evoluzione del ruolo della
donna? Del ruolo dell’uomo? Quali sono gli ostacoli sociali ad una vita familiare felice? I governi
possono fare qualcosa per aiutare a rimuoverli? Il calo della natalità è una questione
puramente privata o occorre occuparsene attivamente a livello pubblico?
Perché la povertà, soprattutto quella infantile, è ancora così diffusa in Europa? A cosa è da
imputare? Quanto gravi sono le conseguenze in termini sociali?
È rilevante se le nostre società diventano più inique? Come può una società sempre più
diversificata essere anche coesa? In che modo la diversità incide sulla solidarietà? Come si può
migliorare l’integrazione? Come garantire a tutti l'accesso a servizi (pubblici) quali giustizia,
amministrazione, cultura, servizi sociali (e case popolari) e previdenziali?
Con l’aumento dell’aspettativa di vita, in che misura peserà l’assistenza agli anziani e a chi
spetta occuparsene, sia in termini di oneri finanziari che di tempo personale? Quali sono le
implicazioni sociali legate al numero crescente di anziani che vivono da soli? Dove si trova il
punto d’equilibrio tra responsabilità della famiglia, della comunità e dello Stato? Quali sono gli
ostacoli sociali ed economici che impediscono alle persone più anziane di lavorare più a lungo?
Cosa spiega la persistenza della povertà per una persona su 6 nell’UE?
Quali sono le misure più importanti da adottare per aumentare il numero di anni in buona
salute? Si possono ridurre le ineguaglianze in termini di assistenza medica? Cosa fare per i
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problemi di salute che sono la conseguenza di scelte di vita e come trovare il giusto equilibrio
tra responsabilità personale e sociale? Come garantire a tutti l'accesso alle cure mediche?
Com'è cambiata, negli ultimi decenni, la percezione della qualità di vita? Rispetto ad altri
obiettivi più immediati, in che misura gli europei sono disposti a dare priorità alla sostenibilità
ambientale? Quali sono, per l'Europa, le implicazioni economiche e sociali di un suo impegno
deciso a dare il buon esempio in fatto di cambiamenti climatici?
Qual è l’impatto della criminalità e del comportamento anti-sociale sul benessere? E che cosa si
può fare?
3. Il sondaggio Eurobarometro
Durante gli ultimi mesi del 2006, è stato realizzato un sondaggio Eurobarometro sulle diverse
dimensioni sociali della realtà sociale. Nell'insieme, i cittadini Ue risultano soddisfatti: l'86%
(media UE-25) è relativamente soddisfatto della propria vita e del contesto quotidiano, l'83%
del proprio tenore di vita, il 78% delle infrastrutture di trasporto, il 77% dei servizi medici e il
71% delle scuole nel proprio circondario. Per il 51%, il sistema sociale nazionale garantisce una
copertura abbastanza ampia. L'85% dei cittadini dell'UE non teme di perdere il lavoro nei
prossimi mesi. Nella sfera lavorativa, i livelli di soddisfazione risultano relativamente elevati: il
77% dei cittadini ritiene di poter mettere a frutto le proprie conoscenze e competenze nel
lavoro; per il 71% degli intervistati, il lavoro implica la necessità di imparare costantemente e,
per due terzi dei cittadini, il lavoro comporta l'attribuzione soddisfacente di poteri e
responsabilità. Il 41% degli intervistati considera tuttavia che il lavoro richieda un impegno
eccessivo e risulti troppo stressante, contro il 34% che non condivide questa opinione. Tuttavia,
meno di un terzo dei cittadini ripone fiducia nelle istituzioni nazionali. La preoccupazione
attualmente più diffusa è la disoccupazione (36%), seguita dal costo della vita (35%) e dalle
pensioni (30%). Un quarto dei cittadini dell'UE si sente minacciato dal rischio della povertà e il
62% ritiene che chiunque possa prima o poi correre un tale rischio. Conseguire un buon livello
di istruzione (62%) e lavorare sodo (45%) sono considerati i due fattori più importanti per
cavarsela nella vita; tuttavia, il 64% dei cittadini dell'Unione ritiene che i bambini di oggi siano
destinati ad un'esistenza più difficile rispetto a quella della propria generazione. Link:
http://ec.europa.eu/citizens_agenda/social_reality_stocktaking/index_it.htm
La consultazione è aperta a tutti fino al 31/12/2007. Le risposte, insieme ad
eventuali osservazioni supplementari, possono essere inviate per posta al seguente
indirizzo: Commissione europea - Bilancio della realtà sociale - BERL 6/251
B-1049 Bruxelles - o per e-mail al seguente indirizzo di posta elettronica:
[email protected]
Sulla base dei risultati della consultazione, la Commissione intende elaborare una relazione;
visione istantanea della mutevole realtà sociale europea, il documento sarà inteso ad
esaminare le evoluzioni sociali, con le relative implicazioni, e ad individuare una serie di
problematiche e sfide principali con cui l'Europa è alle prese a tutti i livelli di governo. Verranno
inoltre presentate idee su come promuovere meglio l'accesso e le opportunità in Europa
contribuendo al tempo stesso alla revisione intermedia dell'agenda per la politica sociale.
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Strategia sull’energia: Un funzionario della Direzione generale Trasporti ed Energia ha
presentato la strategia della Commissione europea sull’energia. La nuova politica, cominciata
col Libro verde sull’energia e concretizzata col Piano d’azione sull’efficienza energetica, si
propone di limitare il cambiamento climatico a 2° centigradi e si basa su tre pilastri:
un’economia a basse emissioni di Co2, un vero mercato interno dell’energia e una politica
energetica internazionale nell'ambito della quale l'UE si esprima all'unisono. L’obiettivo
strategico è ridurre le emissioni di gas serra nella UE di almeno il 20% entro il 2020. Gli
strumenti per realizzare questi obiettivi saranno: uno sviluppo sostenibile, basato su un diverso
mix energetico, l’efficienza energetica nei trasporti, negli edifici e negli elettrodomestici e lo
sviluppo di fonti di energia rinnovabili basato su una maggior ricerca sui combustibili fossili. Un
altro funzionario ha invece presentato la campagna “energia europea sostenibile”. Il fine di tale
campagna è quello di aumentare la consapevolezza dei politici, dell’industria, del commercio e
di tutti gli stakeholders a livello locale, regionale e nazionale dell’importanza di un’energia
sostenibile, favorire la diffusione di buone pratiche, stimolare un circolo virtuoso in grado di
accrescere gli investimenti privati nelle tecnologie di energia sostenibile. Possono diventare
partner tutte le associazioni, istituzioni o aziende che implementano un programma di energia
sostenibile basato su un impegno volontario. I criteri di eleggibilità sono il rispetto degli
obiettivi della campagna, una capacità di finanziamento e la proposta di un programma
specifico con azioni, obiettivi e specifici risultati attesi. I benefici per i partner derivano da una
certificazione ufficiale della campagna, da un insieme di strumenti promozionali, dall’inclusione
nel catalogo annuale, da una newsletter semestrale che riporta i risultati dei vari progetti e, a
livello europeo, sono inoltre previste una Conferenza annuale, una gara annuale e la
partecipazione dei media. Per ulteriori informazioni si veda il sito web della Campagna:
www.sustenenergy.org.
Stato dei lavori dei sottogruppi della commissione Ambiente:
“Logistica” (5 Dicembre): - Direttiva “aria pulita”: è ritenuto soddisfacente il testo approvato
in prima lettura dal PE, deludente, invece, la posizione del Consiglio. E’ stato richiesto di inviare
le osservazioni di Eurocommerce ai rispettivi Stati membri; - Libro verde sul trasporto urbano:
sono iniziate le consultazioni; - Proposta per la sicurezza della catena logistica: è stata al
momento congelata dalla Commissione in attesa delle consultazioni degli “operatori economici
autorizzati”, si dovrebbe avere una nuova proposta entro due anni; - Comunicazione sul
trasporto merci: è al momento in esame al Parlamento, i membri sono invitati a fornire esempi
di “colli di bottiglia”. Gruppo di lavoro “chimica” (23 gennaio) si è deciso di inviare una
lettera alla Commissione per avere dei chiarimenti per quel che riguarda l’articolo 6 del
Regolamento Reach, sostanze nei preparati, l’articolo 7, sostanze in articoli e l’articolo 33
riguardo all’obbligo di informazione. Gruppo di lavoro “produzione e consumo sostenibili”
(22 gennaio): - concetto di immissione sul mercato: tale concetto presenta diverse
interpretazioni che conducono a implementazioni e a situazioni differenti negli Stati membri. E’
stato richiesto di presentare le proprie osservazioni in materia. - EMAS ed Ecolabel: al
momento sono in corso le consultazioni. Gruppo di lavoro “gestione dei rifiuti” (5 febbraio):
- revisione Direttiva quadro sui rifiuti; si è deciso di supportare gli emendamenti proposti dal
Deputato Florenz (PPE-DE, Germania) rispetto a quelli proposti dalla deputata Jackson (PPE-DE,
Regno Unito) considerati troppo poco liberali, viene infatti portato avanti un approccio ristretto
e rigido della gerarchia dei rifiuti (prevenzione, riutilizzo, riciclaggio, recupero e smaltimento)
basato solamente su una valutazione del ciclo di vita del prodotto. Il nuovo articolo 1, cosi
come approvato in plenaria, stabilisce che l’unica eccezione al rispetto della gerarchia sarà la
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valutazione del ciclo di vita del prodotto; secondo tale valutazione un trattamento alternativo
potrebbe essere preso in considerazione nel caso in cui provochi un minor impatto ambientale
per certe categorie di rifiuti. Il Consiglio presenterà la posizione comune sulla direttiva a luglio,
durante la Presidenza portoghese. Gruppo di lavoro sui “rifiuti delle apparecchiature
elettriche ed elettroniche” (RAEE) (6 dicembre): - nell’ambito della lista Raee sono state
inizialmente scelte due categorie di prodotti, i giocattoli e le apparecchiature per l’illuminazione.
Sulla base della lista, i membri sono invitati ad inviare in relazione a questi prodotti, le loro
liste Raee nazionali per poter creare un database e poter vedere similitudini e differenze tra gli
Stati membri. - Il 7 Settembre si terrà il workshop Raee di Eurocommerce. Per quel che
riguarda la Direttiva sugli imballaggi ed i rifiuti da imballaggio, la Commissione ha pubblicato
nel mese di dicembre 2006, un rapporto sulla sua applicazione che ne traccia un bilancio
positivo ed esclude la possibilità di una sua revisione nel breve periodo. I rifiuti da imballaggio
pur non rappresentando una parte significativa dei rifiuti totali generano comunque dei
problemi dovuti alle differenti legislazioni che esistono in materia. Sulle linee guida per
l’applicazione della “Direttiva batterie”, pone problemi la questione della “rimovibilità” delle
stesse da alcune apparecchiature, come previsto dall’ articolo 11. Il “Technical Adaptation
Committee” della Commissione europea nella riunione di maggio sarà chiamato a definire le
modalità tecniche di attuazione della Direttiva.
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I Ministri dell’Ambiente dell’UE hanno accettato l’obiettivo di una riduzione del 30% delle
emissioni di gas a effetto serra entro il 2020 per tutti i Paesi industrializzati, da negoziare sul
piano internazionale, e di una riduzione vincolante di almeno il 20% come obiettivo unilaterale
dell’UE per raggiungere, entro il 2050, il 60-80%. Il Consiglio invita la Commissione ad iniziare
immediatamente, in stretta collaborazione con gli Stati membri, un’analisi tecnica dei criteri per
suddividere lo sforzo di riduzione del 20% delle emissioni. Il Consiglio afferma che l’UE si
impegnerà sul 30% solo se gli altri Paesi industrializzati si impegneranno su riduzioni di
emissioni comparabili e se i Paesi emergenti avanzati economicamente contribuiranno in base
alle possibilità. Lo stesso vale per gli elementi del pacchetto energia e clima per promuovere
l’efficacia
energetica,
le
energie
rinnovabili,
il
10%
di
biocarburanti.
Link:
http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/en/envir/92864.pdf
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Il Centro comune di ricerca (CCR) ha presentato, il 14 febbraio, un rapporto nel quale illustra
gli effetti dei cambiamenti climatici sulle acque costiere e sui mari regionali europei. Il
documento esamina le conseguenze che derivano per gli habitat naturali delle acque costiere e
dei mari europei dai cambiamenti climatici e dall’antropizzazione. Inoltre, il rapporto evidenzia
le carenze esistenti nell’attuale base di conoscenze scientifiche e tecnologiche in materia di
impatto climatico e formula raccomandazioni di natura politica per porvi rimedio. Gli autori
sottolineano che qualsiasi politica volta a ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici dovrà
tener conto dello sfruttamento da parte dell’uomo dei mari e delle coste al fine di pervenire a
una gestione sostenibile delle risorse marine. Link: http://ies.jrc.europa.eu
6
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
CONCONRENZA
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Nel corso dell’ultima riunione di EuroCommerce (8 febbraio), i membri del gruppo sui sistemi di
pagamento hanno fatto alcune riflessioni sui risultati dell’inchiesta di settore sulle banche. La
prima impressione è che rispetto al rapporto parziale la versione finale sia più “morbida”.
Ciononostante, gli argomenti sostenuti dal settore del commercio sono stati presi in
considerazione. L’indagine ha evidenziato in particolare: - l’esistenza di barriere che ostacolano
l’accesso al mercato; - l’alto profitto delle banche; - la frammentazione dei mercati,
l’immobilità dei consumatori, la rigidità dei prezzi; - le divergenze tra i mercati nazionali; - i
problemi che l’interchange fee (MIF) causa alla concorrenza, - l’impossibilità per i commercianti
di scaricare una parte dei costi sul consumatore. In sintesi, la Commissione Europea ricorda
che un mercato dei servizi che funzioni correttamente è trasparente, applica una commissione
fissa per transazione, prende in considerazione i costi e questi ultimi sono ripartiti equamente
tra consumatori e commercianti. L’analisi sul rapporto ed i possibili sviluppi dell’inchiesta della
Commissione europea è poi proseguita con la partecipazione di un funzionario della DG
Concorrenza. Quest’ultimo ha iniziato la sua presentazione spiegando la metodologia
dell’indagine, che ha preso in esame 200 banche e 26 networks nei 25 Stati Membri durante il
periodo 2002-2004. I dati forniti dalle banche sono confidenziali. Occorre inoltre precisare che i
risultati confluiti nel rapporto non possono essere utilizzati per altri fini, ovvero per trarre
conclusioni in altri campi.
Per quanto riguarda il mercato delle carte di pagamento, è stato rilevato che questo
metodo di pagamento varia molto da paese a paese. La Finlandia ed i Paesi Bassi sono i paesi
in cui il pagamento con denaro liquido è meno diffuso mentre la Germania ed il Lussemburgo
sono quelli in cui è più frequente. L’Italia appartiene al gruppo dei paesi che registrano un alto
tasso di pagamento con denaro liquido ed un basso tasso di pagamento con carta ma in
quest’ultimo caso anche la Germania è al di sotto della media europea. Le notevoli discrepanze
tra gli Stati membri nella scelta dei sistemi di pagamento hanno un ruolo fondamentale. In
media è stato rilevato che nel 2004 i possessori di carta hanno dovuto pagare 24 euro per
l’emissione della loro carta. I dati nazionali non possono essere resi pubblici. Le commissioni
bancarie pagate dai commercianti, invece, dipendono dal settore e dal prodotto e a quanto
sembra non vi è una logica precisa dietro le commissioni imposte, che non dipendono dal
volume della transazione. Le compagnie aeree pagano commissioni molto alte. Va inoltre
rilevato che i sistemi nazionali per i pagamenti con carte di debito sono spesso molto efficienti
e meno esosi di quelli internazionali. Questo dato è molto importante e deve esser tenuto in
considerazione durante la transizione al SEPA.
La Commissione Europea ha rilevato delle restrizioni alla concorrenza che rappresentano un
costo ingiusto per i commercianti. Tra queste si ricordano: - la fusione (“blending”) tra carte; la cosiddetta “honor all card rule” (HACR). Questa “regola” impone al commerciante che
accetta la carta come mezzo di pagamento tutte le altre condizioni d’uso legate alla carta. In
poche parole, il commerciante accetta di pagare una MIF superiore a quella del cliente; “no
surcharging rule”, ovvero l’impossibilità da parte del commerciante di scaricare sul cliente una
parte dei costi connessi all’uso della carta. Spesso i consumatori non sono al corrente di sistemi
di pagamento meno esosi. Per questo motivo, i commercianti vorrebbero scaricare una parte
dei costi sul cliente che paga con carta di credito per incoraggiare indirettamente l’uso delle
carte di debito. Su quest’ultimo punto è nato un vivo dibattito. Il settore del commercio
sostiene che la possibilità di chiedere al cliente di partecipare ai costi favorirebbe la
concorrenza e l’uso di sistemi di pagamento più efficienti. Per questo, tale opzione dovrebbe
esser consentita.
7
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
Dal canto loro, le banche stanno combattendo per diminuire l’uso del denaro liquido e quindi
sono contro queste opzione. Infatti esse ritengono che se i clienti hanno dei costi aggiuntivi
questi preferiranno pagare con denaro liquido e questo rallenterebbe lo sviluppo di altri sistemi
di pagamento. Le banche ritengono il denaro liquido meno sicuro e quindi vorrebbero
aumentare l’uso di altri mezzi di pagamento. Per quanto riguarda la MIF, si è partiti da un caso
esemplificativo. Su un acquisto del valore di 100 euro, la banca che riceve il pagamento
(acquirer) ottiene 98 euro. Questo vuol dire che la banca che emette la carta (issuer) riceve un
beneficio di 2 euro. Il commerciante, ultimo anello della catena ha un accredito di 97 euro, in
quanto la sua banca gli impone un’ulteriore commissione di 1 euro. La capacità di imporre
commissioni dipende dal potere negoziale esistente tra emittenti (issuers) e banche acquirenti
(acquirers). In 21 dei 25 casi nazionali analizzati si è rilevato che l’emissione di carte porta
comunque dei profitti anche senza la MIF. In alcuni Stati come l’Austria, il Belgio ed il
Portogallo sono stati notati ostacoli per l’ingresso sul mercato.
Per quanto riguarda la governance, vi è l’obbligo di affiliare nuovi membri del sistema delle
carte per poter avere informazioni più dettagliate sul business. Al momento, le decisioni sulle
questioni cruciali sono prese da un gruppo ristretto di operatori e questo comporta una
limitazione della concorrenza.
Alcuni partecipanti alla riunione hanno affermato che il problema per i nuovi operatori
interessati ad entrare nel sistema non è risolto dalla Direttiva sui Servizi di Pagamento. Infatti,
questa prevede che l’autorizzazione ad entrare sul mercato (che richiede anche delle enormi
capacità finanziarie) sia rilasciata da un comitato legato alle banche, le quali sono contro
l’ingresso di nuovi operatori. A titolo di esempio è stato citato il caso di Paypal che, non
potendo entrare sul mercato francese, ha dovuto spostare la sua sede nel Regno Unito per
operare in Europa. Pertanto, è stato suggerito di istituire un comitato europeo che dia
l’autorizzazione ai nuovi operatori.
Il funzionario ha risposto che quello che la Commissione Europea può fare è proporre un atto
legislativo in merito ma che la decisione finale spetta al Consiglio ed al Parlamento Europeo
(PE). Nel caso della Direttiva sui Sistemi di Pagamento, il PE ha cambiato la proposta della
Commissione Europea sulle istituzioni di pagamento avanzando una proposta “ibrida”. A livello
di Consiglio questa proposta crea diversi problemi e quindi probabilmente l’approvazione di
detta direttiva sarà ritardata. Questo potrebbe ritardare anche il lancio di SEPA (Single Euro
Payments Area), previsto per il 2008.
Uno dei partecipanti ha osservato che lo scopo di MasterCard è di espandersi in tutta Europa
rimpiazzando i sistemi nazionali con Maestro. Il lavoro della Commissione è apprezzabile ma
non si vedono al momento delle azioni che possano contrastare l’avanzata di MasterCard. Il
funzionario ha risposto che la Commissione europea spera che questi problemi vengano risolti
con l’introduzione di SEPA. In particolare, la Commissione Europea si augura che SEPA porti ad
una separazione tra coloro che hanno la rete e coloro che la gestiscono perché questo
dovrebbe aumentare la competitività del settore. In effetti, uno degli scopi dell’indagine era di
ottenere dei dati sul settore delle banche prima del lancio di SEPA. Un documento su SEPA è in
fase di preparazione e dovrebbe essere pronto entro quest’estate. Tuttavia, tale documento
potrebbe non essere reso pubblico.
Il funzionario ha aggiunto che il Commissario alla Concorrenza, Neelie Kroese, non vuole
vedere aumentare i costi o diminuire l’efficienza dei servizi come conseguenza dell’introduzione
di SEPA. Purtroppo, al momento i rischi che ciò avvenga sembrano concreti. In ogni modo, la
Commissione europea vigilerà, in collaborazione con le autorità nazionali, affinché le regole
della concorrenza vengano rispettate e nuovi offerenti possano entrare nel mercato delle carte
8
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
di credito. Il fatto che MasterCard abbia recentemente cambiato la sua struttura, svincolandosi
dalle banche e quotandosi in borsa, deve essere interpretato come un elemento positivo. Infatti,
le banche hanno perso una parte del loro potere e questo non può che andare a beneficio della
concorrenza e dei nuovi offerenti.
Il funzionario ha poi concluso il suo intervento facendo alcune precisazioni su eventuali
comportamenti ed iniziative della Commissione Europea. Quest’ultima:
- sostiene iniziative di autoregolamentazione. Per questo motivo non ci saranno atti legislativi
che regolamenteranno l’attuazione degli artt. 81 ed 82 TCE. Le autorità comunitarie in
cooperazione con le autorità nazionali apriranno ed analizzeranno casi di antitrust che
riguardano la concorrenza. Date la ridotta capacità in termini di budget e di risorse umane
la DG Concorrenza stabilirà delle priorità nell’aprire delle procedure;
- deciderà sui casi MasterCard e MERFA entro il 2007;
- non si è schierata per la totale abolizione del MIF. Tuttavia, le commissioni interbancarie
non devono alterare la concorrenza: il MIF deve essere compatibile con gli artt. 81 ed 82
TCE e le esenzioni sono possibili sono se le 4 condizioni poste dall’art. 81 par. 3 sono tutte
soddisfatte. Inoltre, il compito delle autorità comunitarie si limita a porre le condizioni per
l’imposizione del MIF;
- non può tenere l’indagine sulle banche aperta.
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In un intervento del 19 febbraio 2007 alla London School of Economics (LSE), Neelie Kroes ha
difeso la dimensione internazionale dei mercati finanziari. La Commissaria alla Concorrenza ha
detto che i timori sono legittimi ma non rappresentano un valido motivo per un’ingiustificata
protezione dei mercati nazionali. Dal canto suo, la Commissione Europea vigilerà affinché i
mercati europei siano aperti, integrati e lealmente competitivi e collaborerà con le autorità
nazionali perché tutti gli operatori, grandi e piccoli, possano avere accesso al mercato. La
Sig.ra Kroes ha affermato di esser consapevole del fatto che, allo stato attuale, la situazione
non corrisponde ancora a quella auspicata. Commentando i risultati dell’indagine sul sistema
bancario, il Commissario ha ammesso che il mercato europeo delle banche rappresenta un vero
problema. Innanzitutto esso non è integrato ma suddiviso ancora in tanti mercati nazionali,
sottoposti a diversi sistemi giuridici, fiscali ed amministrativi cui si sommano altre pratiche
ingiuste che scoraggiano l’accesso per gli operatori stranieri. Le diverse regole per l’uso dei
diversi sistemi di pagamento o per l’accesso al credito rappresentano un esempio lampante. La
Commissione Europea sta lavorando per rimuovere gli ostacoli e difatti tanto la Direttiva sui
Servizi di pagamento quanto la Direttiva sul credito al consumatore creeranno delle condizioni
più giuste per tutti gli operatori e stimoleranno l’accesso di altri offerenti. Le nuove iniziative
legislative comunitarie beneficeranno anche i consumatori, i quali sono spesso costretti ad
accettare delle clausole ingiuste e dei prodotti non richiesti, tra i quali la Sig. ra Kroes ha
ricordato i costi per la chiusura di un conto. I consumatori devono essere più liberi nella scelta
della loro banca perché troppi vincoli causano costi inutili, distorcono la concorrenza e frenano
lo sviluppo del mercato. Ciononostante, bisogna anche riconoscere che ci sono già dei segnali
positivi, ad esempio i codici di condotta adottati da alcune banche. Per quanto riguarda il tema
delle carte di credito, la Commissaria ha illustrato brevemente i risultati dell’indagine
soffermandosi sull’alto profitto derivante dalla MIF e sulle diverse commissioni imposte negli
Stati membri. Tuttavia, la Sig.ra Kroes ha affermato che da questa evidenza empirica sono
scaturite conclusioni diverse in quanto ci sono reti di carte di credito che operano molto bene
ed applicano costi non elevati. In pratica le autorità di Bruxelles non si sono schierate per
l’abolizione della MIF ma considerano i costi imposti troppo esosi. Per questo motivo, la
Commissione intende portare a termine l’inchiesta su MasterCard e verificare il caso Visa alla
fine del 2007, ovvero alla fine del periodo di esenzione. Secondo il Commissario maggiore
trasparenza permetterebbe al consumatore ed al commerciante di essere più informato e più
9
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
consapevole. Questo porterebbe ad adottare comportamenti più efficienti sul mercato, per
esempio a preferire le carte di debito a quelle di credito. La sig.ra Kroes ha chiuso il suo
intervento affermando che assicurare il corretto funzionamento dei mercati finanziari è
nell’interesse di tutti e che tanto lei quanto i suoi colleghi Charlie McCreevy, Commissario al
Mercato Interno, e Meglena Kuneva, Commissario per la Protezione dei Consumatori,
coopereranno insieme per migliorare la situazione attuale.
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La Commissione europea ha lanciato il 13 febbraio 2007 una consultazione pubblica sulla bozza
di linee guida sulla valutazione delle acquisizioni verticali o conglomerate (c.d. non orizzontali)
sulla base del Regolamento del Consiglio 139/2004/CE sul controllo delle concentrazioni tra
imprese (Merger regulation). Queste operazioni hanno lo scopo di allargare il campo di attività
di una società attraverso la concentrazione con un’altra società situata ad un altro livello della
catena di distribuzione (concentrazione verticale) o ancora con una società presente su un
mercato distinto, ma affine (concentrazione conglomerata). Al termine delle consultazioni, la
versione definitiva delle linee guida sarà adottata dalla Commissione. Le linee guida forniranno
degli orientamenti a quelle imprese che prevedono di realizzare questi tipi di concentrazioni. La
bozza delle linee guida fornisce anche degli esempi, basati su principi economici ben definiti, di
concentrazioni verticali o conglomerate che possano alterare in maniera significativa una
concorrenza effettiva sui mercati in analisi. Prevede anche le condizioni per cui le società
concorrenti potrebbero, a seguito di una concentrazione verticale, vedersi rifiutato l’accesso a
un fornitore importante o dover fronteggiare un aumento dei prezzi medi di produzione, che
determinerebbero un aumento dei prezzi per il consumatore finale. Il progetto di linee guida
prevede anche delle « soglie di sicurezza », su parti di mercato e a livelli di concentrazione
oltre i quali é poco probabile che la Commissione faccia problemi. Questo permetterà alle parti
interessate di determinare più facilmente questo tipo di concentrazioni. Le parti interessate
potranno inviare osservazioni fino al 12 maggio 2007 al seguente indirizzo: Commissione
Europea Direzione generale per la Concorrenza - Consultazione sulle linee guida per le
acquisizioni non-orizzontali - Merger Registry - B-1049 Bruxelles - Fax (32-2) 296 43 01 - Email:
[email protected].
Link:
http://ec.europa.eu/comm/competition/mergers/legislation/draft_nonhorizontal_mergers.pdf.
CONSUMATORI, SANITA E SICUREZZA ALIMENTARE
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La Commissione europea ha pubblicato il 16 febbraio sulla Guue L46 una decisione che adotta il
programma di lavoro per il 2007 sull’attuazione del programma d’azione comunitaria nel campo
della sanità pubblica (2003-2008), compreso il programma di lavoro annuale in materia di
sovvenzioni. L’importo indicativo disponibile per il 2007 è stimato a 40.000.000€. Per il 2007,
un unico invito a presentare proposte sarà pubblicato e attuato sotto la responsabilità
dell’Agenzia esecutiva per il programma di sanità pubblica.
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Il 28 febbraio 2007 è stato inaugurata a Bruxelles una nuova rete di lotta contro le frodi. Gli
operatori commerciali che si rendono responsabili di violazioni della legge a livello
transfrontaliero saranno ormai soggetti a misure repressive in tutta l’UE. La rete contrasterà
tutti i tipi di truffe transfrontaliere (come le lotterie fantasma e i finti club vacanza), nonché le
violazioni sistematiche della normativa comunitaria in materia di tutela dei consumatori (dal
10
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
rifiuto delle compagnie aeree di risarcire i passeggeri per il ritardo dei voli alla vendita forzata
di vacanze in multiproprietà, fino all’invio di opuscoli vacanze ingannevoli ai consumatori di altri
Paesi UE). Il regolamento sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili
dell’esecuzione della normativa per la tutela dei consumatori istituisce una rete comunitaria di
autorità alle quali viene affidato il compito di contrastare i truffatori che adescano le loro
vittime in un paese pur operando in un altro Paese. Il regolamento stabilisce, inoltre, i requisiti
minimi per le autorità nazionali, tra cui la possibilità di: - effettuare ispezioni in loco; - imporre
il pagamento di multe; e - esigere la cessazione di comportamenti illegali da parte delle società.
Nel solo Regno Unito, ad esempio, ogni anno oltre 3 milioni di adulti sono vittime di truffe, che
in media costano a ciascuna delle vittime 1500 euro. Questo tipo di frodi deve finire. La nuova
rete comunitaria di organismi di sorveglianza nazionali contribuirà a fermare gli operatori senza
scrupoli e farà in modo che non possano più sfuggire alle autorità nazionali per la protezione
dei consumatori”. In caso di problemi con un operatore commerciale transfrontaliero, la prima
cosa da fare è contattare il Centro europeo dei consumatori (CEC) del proprio paese. Il centro
esaminerà il caso e assisterà il consumatore nella risoluzione della controversia e su altri
aspetti, come l’ottenimento del risarcimento. I CEC trasmettono le informazioni relative alle
società nei cui confronti sono stati sporti reclami alle autorità nazionali competenti, che
intraprendono
le
azioni
necessarie.
Link:
http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=MEMO/07/86&format=HTML&aged=
0&language=EN&guiLanguage=fr.
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La scadenza per rispondere alla consultazione è stata posticipata la 15 maggio 2007.
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La Corte di giustizia nei procedimenti riuniti C- 338/04, C-359/04 e C-360/04 ha giudicato
incompatibili con il diritto comunitario le sanzioni penali italiane applicate alla raccolta di
scommesse da parte di intermediari che operano per conto di società straniere. La Corte ha
ritinuto che uno Stato membro non può applicare una sanzione penale per il mancato
adempimento di una formalità amministrativa che esso rifiuta o rende impossibile in violazione
del diritto comunitario. Infatti, secondo la legge italiana, l'organizzazione di giochi di azzardo o
la raccolta di scommesse richiede la previa attribuzione di una concessione e di
un'autorizzazione di polizia. Qualsiasi violazione di tale normativa è passibile di sanzioni penali
che possono andare fino ad una pena detentiva di tre anni. La Corte di giustizia ha fatto
presente innanzi tutto che una normativa che contiene il divieto – penalmente sanzionato – di
esercitare attività nel settore dei giochi d'azzardo in assenza di concessione o di autorizzazione
di polizia rilasciate dallo Stato, comporta restrizioni alla libertà di stabilimento nonché alla
libera prestazione dei servizi. Peraltro, le considerazioni di ordine morale, religioso o culturale,
nonché le conseguenze moralmente e finanziariamente dannose per l'individuo e la società che
sono collegate ai giochi d'azzardo e alle scommesse possono giustificare siffatte restrizioni.
Queste ultime devono tuttavia soddisfare le condizioni di proporzionalità. La Corte ha quindi
esaminato le varie condizioni poste dalla normativa italiana. La Corte ha dichiarato che
l'esclusione totale delle società di capitali dalle gare per l'attribuzione delle concessioni va oltre
quanto è necessario per raggiungere l'obiettivo di evitare che soggetti che operano nel settore
dei giochi d'azzardo siano implicati in attività criminali o fraudolente. Esistono infatti altri
strumenti di controllo dei bilanci e delle attività degli operatori nel settore dei giochi di azzardo
che limitano in modo minore la libertà di stabilimento e la libera prestazione dei servizi (ad
esempio, raccogliere informazioni sui loro rappresentanti o sui loro principali azionisti). La
Corte ha aggiunto che l'illegittimità dell'esclusione di taluni operatori dalle gare obbliga lo Stato
membro a stabilire modalità procedurali che garantiscano la tutela dei diritti che questi
11
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
operatori derivano dall'efficacia diretta del diritto comunitario (ad esempio, la revoca e la
redistribuzione delle precedenti concessioni). Nel frattempo, la mancanza di concessione non
può costituire oggetto di sanzioni nei confronti di tali operatori. Il procedimento per
l'attribuzione di autorizzazioni di polizia presuppone una concessione e recepisce, di
conseguenza, gli stessi vizi che inficiano l'attribuzione delle concessioni. La mancanza di
autorizzazione non potrà quindi essere addebitata a soggetti che non hanno potuto ottenere
tali autorizzazioni per il fatto di esser stati esclusi dall'attribuzione di una concessione, in
violazione del diritto comunitario. In linea di principio, la legislazione penale è riservata alla
competenza degli Stati membri, ma il diritto comunitario pone limiti a tale competenza: la
legislazione penale non può, infatti, limitare le libertà fondamentali garantite dal diritto
comunitario. La Corte ha ribadito che uno Stato membro non può applicare una sanzione
penale per il mancato espletamento di una formalità amministrativa, allorché l'adempimento di
questa viene rifiutato o è reso impossibile dallo Stato membro interessato in violazione del
diritto comunitario. La Repubblica italiana non può quindi applicare a soggetti quali gli imputati
nelle cause principali sanzioni penali per l'esercizio di un'attività organizzata di raccolta di
scommesse
senza
concessione
o
autorizzazione
di
polizia.
Link :
http://curia.europa.eu/jurisp/cgi-bin/form.pl?lang=IT&Submit=rechercher&numaff=C-338/04.
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Nutrizione e salute. - Raccomandazioni di Eurocommerce sull’etichettatura nutrizionale: A
seguito dell’incontro con il Direttore Generale della DG Sanco, è stato chiesto alle imprese di
distribuzione di dare il loro assenso per l’attuazione delle raccomandazioni di Eurocommerce
sull’etichettatura nutrizionale. Le imprese che aderiranno all’applicazione delle raccomandazioni
dovranno compilare la scheda degli “Indicatori chiave di misurazione delle prestazioni”. La
scheda sarà utilizzata per monitorare l’attuazione delle raccomandazioni di Eurocommerce
sull’etichettatura nutrizionale da parte delle imprese di distribuzione e sarà rivista verso la fine
dell’anno al fine di riferire i risultati nell’ambito della Piattaforma europea per la sicurezza
alimentare. - Futura conferenza europea sulla salute nei luoghi di lavoro: Eurocommerce sarà
attiva nel corso della conferenza che avrà luogo nel mese di giugno nell’ambito della
Piattaforma europea per la sicurezza alimentare. Maggiori informazioni saranno disponibili nei
prossimi mesi.
Etichettatura dei prodotti alimentari. - Dichiarazioni nutrizionali e sulla salute: La
Confederazione europea dell’industria alimentare e delle bevande (CIIA) ha proposto che i
membri di Eurocommerce possano trarre beneficio del suo lavoro effettuato sugli elenchi delle
indicazioni sulla salute diverse da quelle che si riferiscono alla riduzione del rischio di malattia e
allo sviluppo e alla salute dei bambini (articolo 13), sulla revisione dell’allegato e la
preparazione delle linee guida per l’attuazione del Regolamento. - Revisione dell’allegato:
Eurocommerce redigerà una lettera grazie all’aiuto del BRC (British Retail Consortium) , che
sarà fatta circolare per eventuali commenti prima di essere inviata alla Commissione. Articolo
13: Eurocommerce utilizzerà come base il documento redatto dalla CIIA e adattato alle
necessità del commercio. Sull’interpretazione delle linee guida, Eurocommerce si coordinerà
con la CIIA per avere un approccio collettivo.
Aggiornamento dei dossier. - Igiene: La Commissione deve redigere una relazione sul
pacchetto igiene entro il mese di maggio 2009 ed ha iniziato già a lavorare su tale questione.
Gli Stati membri sono stati contattati ed invitati ad inviare commenti. Una prima riunione tra la
Commissione e gli Stati membri dovrebbe svolgersi verso Pasqua. I membri di Eurcommerce
hanno dato il loro assenso ad agire su tale questione. Una lettera, pertanto, sarà inviata alla
Commissione. Gli elementi che saranno messi in evidenza nella lettera saranno: - Gli obiettivi
di regole sull’igiene semplificate e armonizzate non sono pienamente rispettati dagli Stati
12
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
membri. Gli Stati membri utilizzano le deroghe per attuare le regole nazionali; - Il pacchetto
igiene deve essere visto nel suo complesso: il Regolamento 2073/2005 sui criteri microbiologici
deve essere incluso; - La necessità di mettere in pratica la better regulation: la valutazione
d’impatto deve essere una necessità; - La certezza giuridica è assolutamente indispensabile. I
commenti specifici dei membri sul Regolamento 853/2004 hanno riguardato: 1) Articolo 1,
paragrafo 5 (ii): La Definizione di attività marginale, localizzata e ristretta nell’ambito
dell’applicazione del regolamento al commercio al dettaglio differiscono negli Stati membri; 2)
Per i requisiti di temperatura esistono molte diverse regole nell’allegato. Una scheda sulle
diverse definizioni di attività marginali, locali e restrittive è stata inviata dal segretariato ai
membri.
- Criteri microbiologici: L’associazione danese delle carni sta lanciando un progetto sull’ analisi
semi-quantitativa di presenza di salmonella nella carne macinata e preparata destinata ad
essere cotta. Con il presente progetto l’associazione danese, su richiesta della Commissione
europea, intende sostenere il progetto dell’EFSA (European Food Safety Authority) sulla
valutazione del rischio quantitativo della salmonella. Eurcommerce ha messo in evidenza nel
corso del gruppo di lavoro che è una questione delicata fornire informazioni sui risultati dei test.
Tuttavia secondo Eurocommerce è importante mettere in evidenza che non esiste “nessun
rischio dopo la cottura se sono seguite le istruzione per la preparazione” (aspetto del consumo).
Secondo i membri del gruppo di lavoro, Eurocommerce deve insistere su questo punto nel
corso della prossima riunione con l’EFSA nel mese di aprile.
- Qualità alimentare e certificazione: Eurocommerce monitorerà i futuri sviluppi ed in
particolare le possibilità di introdurre un’etichettatura europea per i prodotti di qualità.
- Salute degli animali ed etichettatura europea: Eurocommerce parteciperà alla conferenza
organizzata dalla presidenza tedesca il 28 marzo 2007. I membri hanno messo in evidenza che
il pericolo per il settore del commercio è l’introduzione di un’etichettatura europea aggiuntiva.
La salute degli animali non costituisce un informazione essenziale per il consumatore e
pertanto non deve diventare parte delle informazioni obbligatorie di etichettatura.
ECONOMIA E FINANZA
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In preparazione del riesame annuale da parte del Consiglio europeo della strategia di Lisbona
dell'UE per la crescita e l'occupazione, il Consiglio ha svolto un dibattito orientativo incentrato
su: - un progetto di documento del Consiglio sui punti chiave preparato dalla presidenza; – la
relazione annuale della Commissione sullo stato dei lavori relativi all'attuazione della strategia
di Lisbona; – l'aggiornamento 2007 degli indirizzi di massima per le politiche economiche
dell'UE per il periodo 2005-2008. La relazione della Commissione pone in evidenza progressi
incoraggianti nell'attuazione della strategia di Lisbona, anche se i risultati variano tra gli Stati
membri ed i settori politici considerati. Anche se i progressi non sono pienamente soddisfacenti,
sono in corso iniziative in un'ampia gamma di settori politici ed i risultati cominciano a
manifestarsi. Il dibattito del Consiglio ha riguardato in particolare le raccomandazioni specifiche
per paese, che per la prima volta la Commissione ha proposto come un unico testo relativo
all'attuazione delle politiche economiche e dell'occupazione a livello nazionale. Per quanto
riguarda le raccomandazioni specifiche per paese contenute negli indirizzi di massima per le
politiche economiche, il comitato di politica economica ed il comitato economico e finanziario,
in cooperazione con gli organi preparatori di altre configurazioni del Consiglio, stanno
esaminando le raccomandazioni della Commissione.
13
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
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Secondo le proiezioni intermedie della Commissione europea, la crescita economica nell'Ue
dovrebbe mantenere un ritmo sostenuto nel 2007, con una crescita stimata al 2,7% nella UE e
al 2,4% nell'area dell'euro, ovvero 0,3 punti percentuali al di sopra delle previsioni di autunno
per entrambe le aree. Il 2006 è stato un ottimo anno, con una crescita trainata dalla domanda
interna, grazie al miglioramento della situazione del mercato del lavoro (3 milioni di posti di
lavoro creati, di cui 2 milioni nell'area dell'euro). Ciò ha consentito alla economia della UE di
resistere all'impennata dei prezzi dell'energia, che hanno raggiunto livelli record in estate, a
condizioni monetarie più restrittive e ad un rallentamento della congiuntura negli Stati Uniti.
Questi sviluppi sono di buon auspicio per il 2007. Sul fronte dell'inflazione, benché l'aumento
dei prezzi dell'energia abbia fatto lievitare i prezzi al consumo del 2,2% lo scorso anno, sia
nella UE che nell'area dell'euro, l'inflazione nel 2007 dovrebbe scendere all'1,8% nell'area
dell'euro (2% nella UE) grazie alla discesa dei prezzi del petrolio e all'impatto relativamente
limitato
dell'incremento
dell'IVA
in
Germania.
Link:
http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/european_economy/forecasts_en.htm
FISCALITA’, DOGANE
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CONTRO
La Commissione europea organizza il 29 marzo a Bruxelles una conferenza dal titolo
“Combattere la frode IVA- le possibili modalità di procedere”. Lo scopo è di proseguire il dialogo
con gli stakeholders sulla base della comunicazione della Commissione europea del maggio
2006 sulla lotta contro la frode. La conferenza verrà aperta dal Commissario László Kovács. Il
programma
della
conferenza
é
reperibile
al
seguente
indirizzo
Internet:
http://ec.europa.eu/taxation_customs/taxation/vat/vat_conferences/article_3234_en.htm.
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La Commissione europea ha presentato, il 26 febbraio 2007, una comunicazione sulle linee
direttrici per concludere accordi preventivi sui prezzi (Advance Pricing Agreements - APA)
nell'UE per accrescere la certezza del diritto e ridurre gli oneri connessi ai prezzi di
trasferimento che gravano sulle imprese. Firmati tra amministrazioni fiscali di vari paesi UE su
iniziativa di un gruppo con attività transfrontaliere, gli accordi evidenziano il modo in cui le
amministrazioni fiscali tasseranno le transazioni transfrontaliere tra imprese di uno stesso
gruppo su un periodo dato (5 anni circa). I ministri delle finanze UE sono invitati ad approvarle.
L’introduzione della base comune consolidata delle imposte sulle società, se approvata,
permetterebbe di eliminare i problemi di doppia tassazione provenienti da prezzi di
trasferimento. Le linee guida sugli APA permetteranno alle imprese di risolvere più
agevolmente alcuni dei problemi derivanti dalle differenti normative in vigore negli Stati
membri. Le norme sui prezzi di trasferimento sono volte a garantire che le imprese
appartenenti a uno stesso gruppo, qualora svolgano la propria attività in vari Stati membri,
distribuiscano correttamente la loro base imponibile tra i diversi paesi in cui operano. Le linee
guida fissano procedure per garantire lo svolgimento delle 4 tappe che portano a concludere un
APA: - decisione di un gruppo di chiedere un APA alle autorità; - verifica da parte delle
amministrazioni fiscali della domanda; - negoziati tra amministrazioni fiscali per i dettagli di
fissazione dei prezzi di trasferimento; - accordo formale tra gruppo e amministrazioni. Un
calendario della durata di 18 mesi che illustra la procedura APP è allegato alle linee guida. Le
difficoltà per la firma di un APA sono esposte e riguardano la retroattiva applicazione del
trattamento fiscale, le spese procedurali, i tipi di transazione e gli importi da coprire. La
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CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
comunicazione esamina poi i lavori attuali e futuri del Forum congiunto UE su prezzi di
trasferimento con mandato prorogato di 2 anni. Secondo la Commissione, il rispetto delle linee
guida consentirà di concludere più facilmente e più velocemente gli accordi, incoraggiandone
l'uso nell'Ue e riducendo il numero di controversie e di casi di doppia imposizione. Link:
httP://ec.europa.eu/taxation_customs/taxation/company_tax/transfer_pricing/forum/index_en
.htm
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L’8 febbraio, la Commissione europea ha deciso che gli incentivi fiscali disposti dalla Regione
Sicilia con due leggi regionali sono incompatibili con le regole sugli aiuti di Stato contenute nel
trattato CE. I regimi prevedono esenzioni dall'IRAP a favore di imprese operanti in taluni settori
in Sicilia. Le esenzioni fiscali in questione potrebbero alterare la concorrenza all'interno del
mercato unico dell'Ue in quanto favoriscono in maniera selettiva talune categorie d'imprese e
quindi non vi può essere data esecuzione. Dato che finora non è stato concesso alcun aiuto in
virtù di dette misure, non è necessario che la Commissione ne ordini il recupero.
Il 6 settembre 2005 e il 21 settembre 2005 la Commissione aveva avviato procedure di
indagine formale nei confronti degli incentivi fiscali disposti dalla Regione Sicilia con leggi
regionali n. 21 del 29.12.2003 e n. 17 del 31.12.2004. In base a dette leggi regionali, talune
nuove imprese create nel 2004 e determinate imprese già esistenti possono beneficiare di
un'esenzione quinquennale dal pagamento dell'IRAP. La misura si applica alle nuove imprese
che iniziano l'attività lavorativa dall'anno 2004 nei settori turistico-alberghiero, dell'artigianato,
dei beni culturali, agroalimentare e dell'information technology e a tutte le imprese industriali
che iniziano l'attività dall'anno 2004 con un fatturato inferiore a 10 milioni di euro all'anno.
Inoltre, le leggi regionali prevedono l'esenzione dall'IRAP per i cinque anni di imposta
successivi all'esercizio 2004 per tutte le imprese già operanti in Sicilia per la parte di base
imponibile eccedente la media di quella dichiarata nel triennio 2001-2003, ad esclusione delle
industrie chimiche e petrolchimiche. Le leggi regionali hanno anche disposto la creazione di un
"Centro euromediterraneo di servizi finanziari e assicurativi". In base alle leggi in questione, le
sussidiarie o le affiliate di istituzioni creditizie e di società di assicurazione che operano
nell'ambito del Centro possono beneficiare di una riduzione del 50% dell'aliquota IRAP per le
attività svolte entro il Centro. Le leggi regionali concedono anche alle cooperative una riduzione
dell'aliquota IRAP dell'1% nel 2005, dello 0,75% nel 2006 e dello 0,5% nel 2007. Lo stesso
vantaggio può essere esteso alle società di servizi di vigilanza. Secondo prassi consolidata della
Commissione, siffatte misure sono considerate come aiuto al funzionamento in quanto
consistono in riduzioni selettive degli oneri fiscali normalmente sostenuti dalle società nello
svolgimento delle loro attività. Gli aiuti al funzionamento possono essere dichiarati compatibili
con il mercato comune unicamente in regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso
oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione [regioni assistite in virtù dell'articolo 87,
paragrafo 3, lettera a), del trattato CE] e in base a condizioni precise. Nessuna di dette
condizioni ricorre nel caso di specie. Nel periodo di consultazione successivo all'avvio
dell'indagine, alla Commissione non sono pervenute osservazioni né da parte della autorità
italiane né da parte di terzi. La Commissione può quindi unicamente confermare i dubbi
espressi nella decisione di avvio del procedimento d'indagine formale e constatare che le
misure
proposte
sono
incompatibili
con
il
mercato
unico.
Link:
http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/07/159&format=HTML&aged=0&l
anguage=IT&guiLanguage=fr.
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Nella sua sentenza (causa C-292/04), la Corte di giustizia ha affermato che uno Stato membro
non deve riservare un credito fiscale ai soli dividendi provenienti da una società di capitali
stabilita in tale Stato. La Corte ha dichiarato che la normativa fiscale tedesca restringe la libera
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CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
circolazione dei capitali. A tale proposito, essa fa riferimento alla sua giurisprudenza che
chiarisce gli obblighi derivanti dalla libera circolazione dei capitali in materia di dividendi
percepiti da persone residenti e distribuiti da società non residenti. La Corte ha dichiarato che il
credito d’imposta previsto dalla normativa tedesca, come quello che ha dato origine alla causa
Manninen (causa C-319/02), ha lo scopo di eliminare la doppia imposizione degli utili delle
società distribuiti sotto forma di dividendi. In proposito essa ha ricordato che una normativa del
genere, limitando il credito d'imposta ai dividendi distribuiti da società stabilite in Germania, da
una parte, sfavorisce i soggetti passivi dell’imposta sul reddito fiscalmente residenti in
Germania che percepiscono dividendi da società aventi sede in altri Stati membri. Tali persone,
infatti, non possono imputare alla loro imposta l’imposta sulle società dovuta da tali società
nello Stato membro in cui hanno sede. Dall'altra, per queste ultime società tale normativa
costituisce un ostacolo alla raccolta di capitali in Germania. La Corte ha poi respinto
l'argomento secondo cui la normativa in questione sarebbe giustificata dalla necessità di
garantire la coerenza del sistema fiscale nazionale. A tale proposito essa ha rilevato che, senza
mettere in causa la coerenza del detto sistema, sarebbe sufficiente concedere ad un
contribuente che detiene azioni di una società stabilita in un altro Stato membro un credito
d’imposta calcolato in base all’imposta da questa dovuta a titolo d’imposta sulle società in tale
ultimo Stato membro. Una soluzione del genere costituirebbe una misura meno restrittiva per
la libera circolazione dei capitali. La Corte ha ricordato che essa può limitare nel tempo gli
effetti dell'interpretazione di una disposizione di diritto comunitario solo in via eccezionale e
solo nella stessa sentenza che statuisce sull'interpretazione richiesta. Essa precisa che è
necessario che ci sia un momento unico di determinazione degli effetti nel tempo di una siffatta
interpretazione. A tale proposito, il principio secondo cui una limitazione può essere ammessa
solo nella sentenza stessa che statuisce sull’interpretazione richiesta garantisce la parità di
trattamento degli Stati membri e degli altri soggetti dell’ordinamento nei confronti del diritto
comunitario e rispetta, allo stesso modo, gli obblighi derivanti dal principio della certezza del
diritto. A tale proposito, essa ha rilevato che gli obblighi derivanti dal principio della libera
circolazione dei capitali in materia di dividendi percepiti da persone residenti e distribuiti da
società non residenti sono già stati chiariti nella sentenza Verkooijen (causa C-35/98) e che gli
effetti
di
tale
sentenza
non
sono
stati
limitati
nel
tempo.
Link:
http://curia.europa.eu/jurisp/cgi-bin/form.pl?lang=IT&Submit=rechercher&numaff=C-292/04
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Poiché l'aumento del prezzo del petrolio mina la crescita economica e riduce il potere d'acquisto
delle famiglie, il Parlamento ha chiesto, in una sua relazione, che vengano fatti maggiori sforzi
sul fronte dell'efficienza energetica, inclusa un'imposta armonizzata sui veicoli in base alle loro
emissioni di CO2, nonché l'aumento delle riserve minime di petrolio. IL PE sollecita anche
massicci investimenti nelle reti infrastrutturali e la loro separazione dai fornitori. Occorre poi
promuovere fonti verdi e giungere all'eliminazione totale dei combustibili fossili nei trasporti.
Link: http://www.europarl.europa.eu/news/expert/infopress_page/051-3028-043-02-07-90920070209IPR02933-12-02-2007-2007-false/default_it.htm.
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La Commissione europea ha avviato una consultazione on-line per conoscere le opinioni del
pubblico e delle imprese sulla possibile introduzione di un meccanismo per eliminare la doppia
tassazione per casi individuali. Il documento sui cui si basa la consultazione descrive i problemi
identificati dalla Commissione e propone delle possibili soluzioni. Per migliorare la situazione
attuale, il documento esamina due possibili approcci: eliminare l’obbligo di pagare l’IVA
richiesta una seconda volta finché la disputa che ha generato la doppia tassazione non sia stata
risolta tra i due Stati membri in questione; eliminare la doppia imposizione stessa introducendo
una procedura per il mutuo accordo tra le amministrazioni fiscali dei vari Stati membri
16
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
interessati. Se questa procedura fallisse, la questione potrebbe essere risolta attraverso
l’arbitrato. Le parti interessate possono inviare le loro osservazioni entro il 31 maggio 2007
all’attenzione di Maryse Volvert o di Jean-Claude Pilat al seguente indirizzo: Commissione
Europea - Direzione generale per la Tassazione e l’Unione doganale - IVA e altre tasse sul giro
d’affari - Ufficio MO 59 5/77 - B-1049 Bruxelles - Fax + 32 2 29936 48 - E-mail: [email protected]
Link:
http://ec.europa.eu/taxation_customs/resources/documents/common/consultations/tax/double
_taxation_en.pdf.
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Il 15 febbraio, il Consiglio ha adottato il regolamento che istituisce l’Agenzia dell’Ue per i diritti
fondamentali (GUUE L53-22.02.2007). Nel dicembre 2003, il Consiglio europeo aveva deciso di
estendere il mandato dell’Osservatorio europeo dei fenomeni razzisti e xenofobi e di
trasformarlo in Agenzia dei diritti fondamentali. La sede dell’Agenzia rimarrà a Vienna.
L’obiettivo è di fornire alle competenti istituzioni e altri uffici della Comunità e degli Stati
membri, nell’attuazione del diritto comunitario, assistenza e consulenza in materia di diritti
fondamentali in modo da aiutarli a rispettare pienamente tali diritti quando essi adottano
misure o definiscono iniziative nei loro rispettivi settori di competenza. L’Agenzia è operativa
dal 1° marzo 2007.
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Il Consiglio dell'Ue ha approvato, il 15 febbraio 2007, tre nuovi strumenti per il periodo 20072013 per combattere in maniera più efficace il terrorismo e la criminalità, potenziare la tutela
dei cittadini in Europa e promuovere la cooperazione giudiziaria penale tra gli Stati membri. I
nuovi programmi potenzieranno la tutela dei cittadini, permetteranno di combattere più
efficacemente il terrorismo e la criminalità e promuovere la cooperazione giudiziaria,
contribuendo alla creazione di un autentico spazio europeo di giustizia basato sul reciproco
riconoscimento e sulla fiducia reciproca. Il programma specifico “Prevenzione, preparazione e
gestione delle conseguenze in materia di terrorismo e di altri rischi correlati alla sicurezza per il
periodo 2007-2013” quale parte del programma generale sulla sicurezza e tutela delle libertà,
con una dotazione pari a 140 milioni di euro, è diretto ad affrontare la prevenzione,
preparazione e gestione delle conseguenze delle minacce alla sicurezza, che sono aspetti
essenziali dell’obiettivo di conservare e sviluppare l'Unione quale spazio di libertà, sicurezza e
giustizia. Per tutelare la libertà e la sicurezza dei cittadini e della società dalle attività criminose,
l’Unione europea deve sostenere misure per prevenire, individuare, indagare e perseguire in
maniera efficiente ed efficace tutte le forme di criminalità, soprattutto di carattere
transfrontaliero. Per conseguire meglio questo obiettivo è stato istituito il programma specifico
“Prevenzione e lotta contro la criminalità” quale parte del programma generale sulla sicurezza e
tutela delle libertà, con una dotazione globale fino a 600 milioni di euro per il periodo 20072013. È stato, inoltre, adottato il programma specifico "Giustizia penale" quale parte del
programma generale sui diritti fondamentali e sulla giustizia. Con una dotazione globale di
196,2 milioni di euro per il periodo 2007-2013, il programma finanzierà le attività di
promozione della cooperazione giudiziaria in materia penale, contribuendo alla creazione di un
autentico spazio europeo di giustizia basato sul reciproco riconoscimento e sulla fiducia
reciproca. I programmi sono stati pubblicati sulla GUUE L 58 del 24 febbraio 2007.
Link: http://europa.eu.int/eur-lex/lex/JOHtml.do?uri=OJ:L:2007:058:SOM:IT:HTML
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IMPRESA , TURISMO
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Il Consiglio economico e sociale francese (CNEL in Italia) ha adottato, nella sua plenaria di fine
febbraio, un rapporto riguardante il mondo del commercio. In un contesto di mutamenti della
società, il Consiglio economico e sociale propone di ripensare l’adattamento delle
regolamentazioni per accompagnare e favorire la modernizzazione del commercio sotto tutte le
sue forme nell’interesse del consumatore, dell’occupazione e della crescita. Il documento,
disponibile unicamente in lingua francese, è reperibile al seguente indirizzo Internet:
http://www.conseil-economique-et-social.fr/ces_dat2/3-1actus/frame_derniers_rapports.htm
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Uno studio effettuato per conto della Commissione europea, intitolato “Effetti della carenza di
competenze linguistiche nelle imprese sull’economia europea”, rivela che ogni anno migliaia di
imprese europee perdono opportunità commerciali e contratti a causa della carenza di
competenze linguistiche. Circa la metà delle PMI esportatrici che hanno partecipato all’indagine
ha in programma di espandersi in nuovi mercati esteri nei prossimi tre anni e prevede quindi
una crescita del proprio fabbisogno di competenze linguistiche. Tuttavia, invece di investire
esse stesse nella formazione linguistica, le imprese preferiscono attendere che siano i sistemi
nazionali di istruzione e formazione a fornire loro persone in possesso di competenze
linguistiche adeguate; oppure, più semplicemente, cercano sul mercato del lavoro persone
geograficamente mobili, che abbiano le competenze linguistiche necessarie. Tale modo di
procedere si sta rivelando sempre più inadeguato. Una quota significativa di imprese europee
perde opportunità di esportazione a causa della carenza di competenze linguistiche e di
competenze interculturali. Secondo lo studio, una crescita degli investimenti diretti a sviluppare
le competenze linguistiche nell’UE produrrebbe effetti molto positivi sul piano economico,
soprattutto in termini di produttività e di andamento delle esportazioni delle PMI. Nel rapporto
viene confermata l’inglese come lingua internazionale degli affari, ma segnala che altre lingue
sono largamente utilizzate come lingue veicolari. In particolare, l’analisi rivela che per costruire
con successo solide relazioni commerciali è necessaria una serie di altre lingue, come ad
esempio tedesco, francese e spagnolo, ma in misura crescente anche altre lingue internazionali,
come il cinese mandarino, l’arabo e il russo. Lo studio servirà come base di partenza per i
lavori del Forum delle imprese, che il commissario Orban intende avviare nel corso del 2007 in
collaborazione con le imprese europee, al fine di comprendere meglio l’impatto delle
competenze linguistiche sugli scambi commerciali e sull’occupazione nell’UE. Link:
http://ec.europa.eu/education/policies/lang/key/studies_en.html
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Il 7 febbraio, la Commissione europea ha presentato una strategia a favore dell’industria
automobile europea che dovrebbe permetterle di continuare a produrre veicoli a prezzo
ragionevole per i consumatori. La strategia riprende una diversità di settori come la riduzione
degli oneri amministrativi, la salvaguardia dell’ambiente, la sicurezza stradale, il commercio e i
mercati stranieri nonché la ricerca. Tale industria rappresenta il 3% del PIL europeo e il 7%
dell’occupazione nel settore manifatturiere. La strategia presentata dalla Commissione è la
risposta al rapporto sottoposto dal gruppo CARS 21 (gruppo di alto livello composto da tutte le
parti interessate, nonché dalle organizzazioni di consumatori e della protezione dell’ambiente).
Link: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/com/2007/com2007_0022it01.pdf
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Eurostat ha pubblicato la nuova edizione di “European Business – Facts and Figures” che
dà una panoramica della struttura, dell’evoluzione e delle caratteristiche delle imprese europee
e dei loro vari settori di attività (dall’energia alle comunicazioni, passando dai servizi di
informazione e dei media). La pubblicazione presenta le ultime statistiche disponibili
provenienti da un ampio ventaglio di fonti e descrivendo per ogni attività: la produzione e
l’occupazione, la specializzazione nazionale e la distribuzione regionale, la struttura dei costi, la
produttività, l’importanza delle PMI, il commercio estero, ecc…. La pubblicazione può essere
scaricata
gratuitamente
dal
seguente
indirizzo
Internet:
http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_OFFPUB/KS-BW-06-001/EN/KS-BW-06-001EN.PDF
http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page?_pageid=1073,46587259&_dad=portal&_schem
a=PORTAL&p_product_code=KS-BW-06-001
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Il 6 febbraio, la Commissione europea ha organizzato una conferenza per analizzare le
tematiche legate al turismo dei giovani e delle persone anziane. In entrambi i casi, si tratta di
due grandi componenti della popolazione che rappresentano un target significativo per il
settore turistico. I lavori sono stati aperti da Pedro Ortun, Commissione Europea - DG Impresa
e Industria, il quale ha ricordato come il turismo dei giovani e gli anziani presenta delle
caratteristiche molto particolari dal punto di vista sociale, economico e strutturale. In
particolare, è stato sottolineato che spesso, a causa della ridotta capacità di spesa, il turismo
dei giovani e degli anziani rientra all’interno del cosiddetto turismo sociale. Un intervento più
ampio su quest’ultimo tema è stato fatto dal presidente del BITS (Bureau International du
Tourisme Social – Ufficio Internazionale del Turismo Sociale). Questo ha detto che il turismo
sociale deve essere riconsiderato per evitare che le opportunità turistiche offerte alle persone
abbienti, che altrimenti non andrebbero in vacanza, diventino una pratica per raggruppare e
“ghettizzare“ le classi sociali meno fortunate. Inoltre, il turismo sociale deve mettersi al passo
con i tempi. L’influenza di Internet sul settore, le vacanze prenotate online, le compagnie lowcost, e la gestione globalizzata dell’offerta turistica hanno cambiato molto il modo di scegliere e
di trascorrere la vacanza. La conferenza ha visto poi l’intervento di Francesco Ianniello, Capo
Unità Turismo, che ha presentato i risultati di un’indagine sul turismo giovanile svolta negli
Stati membri ed in due altri Stati non appartenenti all’UE. Lo scopo di detta indagine era di
individuare le buone pratiche e disseminarle. Sebbene i risultati dell’inchiesta condotta dalla
Commissione Europea siano indicativi, parziali e non sempre comparabili tra loro, si può
tracciare un quadro sul turismo giovanile, sui suoi punti di forza e sulle lacune del settore.
L’indagine rivela che in alcuni stati, tra i quali molti dei nuovi stati membri, i giovani viaggiano
per lo più all’interno della propria nazione. In altri casi, la maggior parte di loro preferisce le
mete estere, siano queste all’interno o all’esterno dell’UE. La percentuale dei giovani che
viaggia varia molto da stato a stato. Coloro che non viaggiano non lo fanno principalmente per
motivi economici e per problemi familiari o di salute o legati agli studi. Le misure degli stati per
favorire e sostenere la mobilità giovanile divergono molto. La mobilità giovanile gioca un ruolo
fondamentale perché è uno dei pochi mezzi per sviluppare la cittadinanza europea ed il senso
di appartenenza all’UE. Si sono poi alternati diversi relatori che hanno portato alcuni esempi
fatto alcuni commenti sull’argomento. Si è ricordato che il turismo giovanile non deve
dimenticare la difesa ed il rispetto dell’ambiente e che anche il sito internet
www.visiteurope.com dovrebbe promuovere la difesa della natura dando maggiori informazioni.
I giovani hanno una grande sensibilità, soprattutto per i temi ambientali e per questo motivo è
stato suggerito di associare il turismo giovanile all’Agenda 21.
19
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
La seconda parte della conferenza ha trattato il tema del turismo delle persone anziane e si
è basata soprattutto sulla presentazione di alcune best practices. Il primo progetto è quello
dell’IMSERSO (Spagna), un ente del Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali che si occupa di
persone anziane e disabili. In passato si occupava anche di migranti. Il suo programma di
vacanza mira principalmente a promuovere un invecchiamento attivo attraverso la gestione
delle pensioni di invalidità, il coordinamento dei servizi sociali e delle associazioni di anziani. Il
programma di vacanze dell’IMSERSO ha come obiettivo l’integrazione degli anziani e la lotta
all’esclusione sociale tramite il turismo culturale e naturale. Le iniziative nel settore turistico
includono viaggi vacanze oppure soggiorni termali in Spagna e sono aperte a tutti coloro che
godano di una pensione statale o di una pensione di invalidità. Le offerte di viaggio / soggiorno
sono pubblicate nel bollettino ufficiale e gli interessati possono partecipare inviando una
domanda. Il secondo progetto è stato presentato da un funzionario del governo dell’Andorra,
che ha esposto i punti principali della collaborazione tra il piccolo principato e la Spagna. Il
settore del turismo svolge un ruolo fondamentale nell’economia del piccolo stato dei Pirenei
(40% del prodotto interno lordo e 53% degli occupati di cui molti con contratti stagionali). Se
ne può dedurre che il mantenimento delle attività delle strutture turistiche anche in periodi di
bassa stagione costituisce un interesse economico rilevante. Il progetto turistico destinato agli
anziani è stato realizzato attraverso un accordo con l’IMSERSO. I viaggi sono organizzati
congiuntamente sia in Spagna sia in Andorra. Ogni stato paga, ovvero supporta
finanziariamente, per i suoi cittadini. Normalmente il contributo statale è del 60%, quindi il
turista paga il 40%. Il progetto ha riscontrato un enorme successo in entrambi gli stati e gli
spagnoli si sono dimostrati molto interessati a visitare l’Andorra. Le relazioni e le presentazioni
della
conferenza
sono
già
disponibili
on-line:
http://ec.europa.eu/enterprise/services/tourism/social_tourism_conference2007.htm
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Il 20 febbraio 2007 si è riunito il network informativo ETIN, cui partecipa la Confturismo. I temi
principali affrontati sono: - la preparazione del prossimo forum europeo del turismo; - le
iniziative comunitarie che influenzano il turismo ed i rapporti con la Commissione Europea; standard per il settore; il futuro dell’ETIN. Il prossimo forum europeo del turismo si terrà in
Portogallo, il 26 ed il 27 ottobre 2007 (date ancora da confermare) e si concentrerà sulle
problematiche della sostenibilità. La preparazione del prossimo evento è già in corso ed un
gruppo di lavoro è stato costituito per seguire da vicino l’organizzazione. L’ETIN fa parte di
questo gruppo insieme a FIA, ECTAA, HOTREC, CEEP e UEAPME. Sono presenti inoltre
funzionari dei ministeri del turismo tedesco e portoghese, che si alterneranno alla presidenza
dell’UE durante il 2007, e funzionari francesi dato che il prossimo forum si terrà in Francia. Si
sta cercando di organizzare un dibattito ad alto livello che favorisca un dibattito attivo tra
relatori e partecipanti. Per quanto riguarda le azioni comunitarie nel settore del turismo,
nell’ETIN vi è un accordo nel richiedere all’Unità Turismo della DG Impresa e Industria di dare
più attenzione ai problemi delle piccole e micro-imprese che rappresentano la maggior parte
degli operatori del settore. Inoltre, i membri dell’ETIN hanno convenuto che per migliorare la
visibilità del turismo in Europa occorre innanzitutto migliorare il portale europeo che al
momento è incompleto e non di non facile uso. Tuttavia, il portale europeo può funzionare solo
se a livello nazionale / regionale si sviluppano network informativi (e quindi pagine web)
efficienti. Per quanto riguarda l’intenzione della Commissione Europea di istituire il Premio
europeo per le destinazioni d’eccellenza, non tutti sono d’accordo sull’opportunità di attribuire
questo premio ed anche alcuni Stati Membri non sarebbero contenti di questa iniziativa. In ogni
modo, al momento non sono previste azioni comunitarie significative nel settore anche se ci
sono delle iniziative in materie che riguardano indirettamente il turismo. L’attuale Presidenza
Tedesca non ha previsto molti eventi per promuovere il settore. Al momento non ci sono nuove
iniziative per quanto riguarda gli standard nel settore turistico anche se si pensa che gli
20
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
standard debbano essere coordinati a livello comunitario. L’UE ha escluso di legiferare in
materia. L’unica novità è rappresentata da un Comunicato della Commissione Europea per
l’apertura di una consultazione pubblica sugli stabilimenti termali (Communication of the
Commission regarding Community Action on Health Services – SEC(2006) 1195/4, 26 – IX –
2006). Gli operatori degli stabilimenti hanno alcuni commenti negativi e delle riserve. La
maggior parte dei partecipanti è stata concorde sul fatto che spesso gli standard vengono
fissati dall’industria e quindi svantaggiano le PMI. A volte gli standards fissati non vanno
incontro alle esigenze del consumatore e/o del mercato e quindi sono inutili. In alcuni casi,
sarebbe meglio affidarsi al buon senso. Riguardo al futuro dell’ETIN, i partecipanti hanno
convenuto sul fatto che essi possano collaborare anche senza il coordinamento di questa rete
informativa. Data la difficoltà di parlare con una sola voce al momento non ci sono le premesse
perché l’ETIN diventi un’associazione di tipo rappresentativo. Ciononostante, la Commissione
Europea considera l’ETIN un punto di riferimento e lo sostiene ritenendo più facile un dialogo
con un unico soggetto che con una pluralità di interlocutori. Il coordinatore dell’ETIN, Sig.
Richards, ha comunicato ai partecipanti che lascerà il suo incarico a fine giugno. Egli ha escluso
ogni possibilità di prolungamento del suo mandato. Per questo motivo, i membri dell’ETIN sono
stati invitati a riflettere sul futuro del network ed ad avanzare candidature per il posto di
coordinatore. E’ stato ricordato che l’ETIN è un network volontario senza costi per i membri e
senza una struttura organica.
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La Commissione Europea ha pubblicato il materiale relativo agli interventi della Conferenza sul
Turismo
Accessibile
(Bruxelles,
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Gennaio
2007).
http://ec.europa.eu/enterprise/services/tourism/accessibility_conference2007.htm
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Tra gli eventi organizzati a livello nazionale è da segnalare una conferenza sul management
internazionale delle destinazioni turistiche (International Conference on Destination
Management). La conferenza si è tenuta a Budapest (Ungheria) dal 7 al 9 febbraio 2007. Per
ulteriori
dettagli
si
può
consultare
il
sito
ufficiale:
www.destinationmanagement2007budapest.com
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Il Bureau International du Tourisme Social (BITS) sta organizzando il forum europeo del
turismo sociale che si terrà a riva del Garda dal 3 al 6 Ottobre 2007. Se interessati, si prega di
contattare il BITS, [email protected] – pagina web www.bits-int.org
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Sulla Gazzetta Ufficiale n. 32 del 14 febbraio 2007 è stato pubblicato un invito a presentare
osservazioni in relazione all’applicazione abusiva di un regime di aiuti di stato a finalità
regionale in favore dell’industria alberghiera della Regione Sardegna approvato dalla
Commissione Europea (N 272/98). A seguito di una denuncia del febbraio 2003 le autorità di
Bruxelles hanno aperto un procedimento di indagine formale (C 1/2004) tuttora in corso. La
Commissione Europea ha denunciato la mancata comunicazione da parte delle autorità italiane
di due provvedimenti di attuazione. Link:
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2007/c_032/c_03220070214it00020005.pdf
21
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
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Il 7 febbraio, la Commissione europea ha presentato una strategia a favore dell’industria
automobile europea che dovrebbe permetterle di continuare a produrre veicoli a prezzo
ragionevole per i consumatori. La strategia riprende una diversità di settori come la riduzione
degli oneri amministrativi, la salvaguardia dell’ambiente, la sicurezza stradale, il commercio e i
mercati stranieri nonché la ricerca. Tale industria rappresenta il 3% del PIL europeo e il 7%
dell’occupazione nel settore manifatturiere. La strategia presentata dalla Commissione è la
risposta al rapporto sottoposto dal gruppo CARS 21 (gruppo di alto livello composto da tutte le
parti interessate, nonché dalle organizzazioni di consumatori e della protezione dell’ambiente).
Link: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/com/2007/com2007_0022it01.pdf
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La Commissione Europea ha pubblicato il rapporto 2006 sullo stato di avanzamento dei servizi
finanziari. Nell’anno in esame gli obiettivi previsti dal Libro Bianco suo servizi finanziari (20052010) sono state mantenute. Inoltre, sono stati fatti dei progressi significativi anche nella lotta
alla delinquenza finanziaria e nel miglioramento del quadro comunitario in materia di diritto
societario, contabilità e audit. Charlie McCreevy, Commissario al Mercato Interno, ha dichiarato
che quest’anno sarà rivisto l’approccio metodologico verso i servizi finanziari, al diritto
societario sarà orientato all’idea di “legiferare meglio”. In particolare, il Commissario ha
sottolineato l’importanza di alcune iniziative di autoregolamentazione come l’adozione di codici
di condotta da parte delle società del settore finanziario. Altro risultato significativo è stato il
prolungamento fino al 2009 del periodo di accettazione dei principi di contabilità generalmente
ammessi (GAAP) dai paesi terzi nell’Ue. Il rapporto ha anche evidenziato un miglioramento
dell’equilibrio tra le istituzioni nell’elaborazione delle politiche comunitarie ed i progressi nella
cooperazione
tra
le
autorità
di
vigilanza
degli
Stati
Membri.
Link:
http://ec.europa.eu/internal_market/finances/progress-report/index_fr.htm
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Il Consiglio ECOFIN ha approvato a fine febbraio le conclusioni della Banca Centrale Europea
(BCE) sul progetto Target2Securities. A seguito di questo si prevede l’istituzione di una
piattaforma tecnologica unica per la gestione della liquidità infragiornaliera per le operazioni di
pagamento-consegna nell’area euro. Le associazioni europee del settore bancario hanno
sostenuto il progetto della BCE dichiarando che con l’istituzione del Target2Securities il mercato
europeo dei servizi finanziari guadagnerebbe in efficienza. La BCE lancerà prossimamente una
consultazione sul tema destinata alle parti interessate. Per maggiori informazioni:
http://www.ecb.eu/paym/market/secmar/integr/html/index.en.html
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La Commissione ha pubblicato, il 27 febbraio, una relazione sull’attuazione della direttiva
europea sulle offerte pubbliche di acquisto (OPA) negli Stati membri. La direttiva mira a
istituire linee direttrici minime per lo svolgimento di OPA laddove i titoli di società disciplinati
dalle leggi degli Stati membri sono, parzialmente e integralmente, ammessi alla negoziazione
sul mercato regolamentato. L'obiettivo della direttiva è inoltre di fornire un adeguato livello di
protezione ai possessori di titoli in seno alla Comunità, istituendo un quadro di principi comuni
e di requisiti generali che gli Stati membri devono attuare attraverso norme più dettagliate,
22
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
conformemente
ai
rispettivi
sistemi
nazionali
e
contesti
culturali.
Link:
http://ec.europa.eu/internal_market/company/docs/takeoverbids/2007-02-report_en.pdf
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All'inizio di febbraio, il servizio giuridico del Parlamento europeo ha inviato alla commissione
parlamentare
per gli affari giuridici de PE un parere sulle conseguenze per l'UE, di
un'eventuale adesione degli Stati membri all'Accordo sulla risoluzione delle controversie in
materia di brevetti europei (EPLA). Il parere, richiesto dal PE in una raccomandazione
dell'ottobre 2006 sulla futura politica europea dei brevetti, è inequivocabile: “la competenza
della Comunità (europea) è esclusiva nei settori determinati dall'EPLA e gli Stati membri non
hanno quindi il diritto di aderire individualmente a questo accordo”. Ai sensi dell'EPLA, infatti,
tutte le controversie tra le parti contraenti dell'accordo a proposito dell'interpretazione e
dell'applicazione di questo non risolte attraverso il negoziato devono essere sottoposte ai
consessi specifici previsti nell'EPLA stesso. Conformarsi a quest'obbligo “costituirebbe una
violazione dell'articolo 292 del trattato”, ritiene il servizio giuridico del PE. L'articolo 292 del
trattato europeo prevede infatti che “Gli Stati membri si impegnano a non sottoporre una
controversia relativa all'interpretazione o all'applicazione del presente trattato a un modo di
composizione diverso da quelli previsti dal trattato stesso”, ossia, in particolare la procedura
giudiziaria che implica la Corte di giustizia delle CE. Il servizio giuridico del PE ritiene, inoltre,
che gli Stati membri dell'UE, operanti individualmente o collettivamente, non hanno più il
diritto di sottoscrivere ad obblighi che li vincolino a Paesi non membri in materie che hanno
un'incidenza sulle regole comuni adottate preliminarmente al livello europeo. Sottoscrivendo
l'EPLA, gli Stati membri concluderebbero un accordo intergovernativo con l'Islanda, il
Liechtenstein, il Principato di Monaco, la Svizzera e la Turchia. L'EPLA verterebbe su settori già
coperti dalla direttiva 2004/48/CE relativa al rispetto dei diritti di proprietà intellettuale,
secondo il servizio giuridico del PE, che rileva anche “talune contraddizioni tra i due strumenti”
su un certo numero di elementi. Allo stesso modo, “il fatto di aderire all'EPLA avrebbe un
impatto sull'applicazione uniforme e consistente delle regole europee sulla competenza
giudiziaria, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale”
previste nel regolamento 44/2001/CE. Promosso dall'Ufficio europeo dei brevetti (OEB), l'EPLA
propone di istituire un sistema giudiziario competente per risolvere le controversie giuridiche
risultanti dall'applicazione del diritto dei brevetti europei. Prevede la creazione di una rete di
tribunali nazionali di primo grado e di una corte d'appello al livello europeo incaricata di
interpretare la legislazione sui brevetti. I suoi difensori ritengono che permetterà di ridurre
notevolmente i costi della risoluzione delle controversie e armonizzerà l'interpretazione del
diritto dei brevetti. I suoi avversari denunciano la mancanza di controllo democratico - in
particolare, da parte del Parlamento europeo ) che caratterizza il progetto EPLA e ritengono che
l'interpretazione del diritto dei brevetti debba essere armonizzata sotto l'egida dei consessi
europei esistenti. Vari Stati membri sostengono la proposta della Francia di rinviare al livello
comunitario la risoluzione delle controversie sue brevetti attribuendo alla Corte di giustizia
europea competenze in materia di appello.
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La Commissione europea ha presentato, il 21 febbraio, la sua visione del mercato unico per il
XXI secolo per mezzo della sua relazione intermedia che passa in rassegna le realizzazioni degli
ultimi vent'anni e delinea la via da seguire per accrescere i vantaggi offerti ai cittadini e alle
imprese e per contribuire a rendere l'Europa più competitiva e sostenibile. Tale rassegna sarà
conclusa in autunno, con una relazione finale e delle proposte per ulteriori azioni. Il mercato
unico è il nucleo del progetto europeo. Per i cittadini, esso comporta il diritto di vivere e di
lavorare in un altro Stato dell'UE e di accedere a una più ampia scelta di prodotti e di servizi di
23
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
qualità a prezzi più bassi. Per le imprese, esso comporta la possibilità di agire su un mercato
interno di 500 milioni di persone, basato sul predominio del diritto, nel rispetto e nella fiducia
reciproci. Il mercato unico è più importante che mai. Da quando, nel 1985, la Commissione ha
lanciato la sua iniziativa del mercato unico, l'Ue ha percorso una lunga strada per attuare in
concreto le quattro libertà, ossia la libera circolazione delle persone, dei beni, dei servizi e dei
capitali. Ne sono derivati grandi vantaggi per i cittadini e per le imprese europee. Sulla base di
queste realizzazioni, nella relazione si delinea una visione del mercato unico del XXI secolo,
indicando i principali orientamenti per migliorarne il funzionamento, nell'interesse di:
• cittadini e dei consumatori: è possibile fare di più per accrescere la fiducia nella qualità dei
prodotti e dei servizi e per far beneficiare i consumatori dei vantaggi derivanti dal mercato
unico;
• un'economia integrata: la diffusione dell'euro, le iniziative per creare un mercato europeo
unico del lavoro e l'integrazione delle industrie in rete dovrebbero contribuire a rafforzare
l'integrazione dell'economia europea, rendendo più agevole, per le singole persone e per le
imprese, intraprendere attività transfrontaliere;
• società basata sulla conoscenza: il mercato unico dovrebbe incentrarsi di più sull'intento di
migliorare il funzionamento dei mercati dei beni e dei servizi a impiego intensivo di
conoscenza e di tecnologia e stimolare maggiori livelli d'innovazione;
• un'Europa ben regolamentata: lo smantellamento delle barriere è andato di pari passo con
l'adozione di nuove norme. I vantaggi del mercato unico saranno limitati se le norme non
sono applicate correttamente e se i diritti sanciti non vengono affermati e rispettati in modo
soddisfacente;
• un'Europa sostenibile: riconoscere gli aspetti sociali e ambientali del mercato unico quali
condizioni d'importanza cruciale per ottenere la fiducia del pubblico e quali investimenti
nella qualità della vita nell'Europa del futuro.
La Commissione propone d'incentrare ora le attività relative al mercato unico, dopo l'urgenza
iniziale di sopprimere le barriere che si frapponevano agli scambi transfrontalieri, sul
miglioramento funzionale dei mercati, a vantaggio dei cittadini e delle imprese. Nella relazione
sono quindi delineate nuove impostazioni del mercato comune:
• un mercato unico più incentrato sugli effetti e sui risultati: l’UE dovrebbe intervenire
quando i mercati non rispondono alle aspettative e dove la sua azione avrebbe la massima
incidenza. Inoltre, l'UE dovrebbe prevedere meglio gli effetti dell'aggiustamento strutturale
e valutarne le conseguenze;
• si dovrebbe ricorrere a una combinazione più efficace, diversificata e flessibile di strumenti,
trovando il giusto equilibrio tra l'armonizzazione e il riconoscimento reciproco delle norme,
e ad altri mezzi quali l'autoregolamentazione e la coregolamentazione;
• un'impostazione più decentrata e fondata su reti: Bruxelles non può fare tutto da sola. È
necessario riconsiderare come migliorare l'appropriazione del mercato unico negli Stati
membri e la cooperazione tra il livello nazionale e il livello UE;
• un mercato unico più reattivo al contesto globale: un mercato unico che funzioni bene è
essenziale per influire sulla globalizzazione e sfruttarla a vantaggio dell'Europa e per
consentire alle imprese europee di competere sul mercato globale;
• un mercato unico più accessibile e con una maggiore capacità di comunicazione: molto si
può fare per migliorare la comunicazione e per far conoscere le possibilità offerte dal
mercato unico, per esempio mediante dispositivi pratici di soluzione attiva dei problemi,
quali SOLVIT.
Questa relazione sarà seguita, in autunno, da una relazione finale comprendente proposte
concrete
di
azione.
Link:
http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/site/it/com/2007/com2007_0060it01.pdf
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CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
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La Commissione ha presentato, il 14 febbraio 2007, un pacchetto di misure per rafforzare e
rendere più efficiente il mercato interno dei beni. L’obiettivo della proposta è di facilitare la
commercializzazione dei prodotti nell’Ue anche per le aziende di piccole e medie dimensioni,
garantendo, al contempo, ai consumatori elevati standard di sicurezza e qualità. Un quadro
legislativo comune, avente alla base definizioni e procedure comuni per il commercio di beni
industriali, diventerà un utile strumento per la futura legislazione settoriale. Queste misure
avranno ripercussioni su 22 settori industriali con un volume d’affari complessivo pari a 1500
miliardi euro l’anno. Inoltre il pacchetto propone miglioramenti concernenti gli scambi di beni
che non rientrano nell’attuale legislazione comunitaria e che rappresentano attualmente circa
un quarto del commercio intraeuropeo di beni manifatturieri. Il problema a cui molte aziende
sono oggi confrontate riguarda i diversi standard tecnici adottati dagli Stati membri. La
Commissione propone quindi l’obbligo per le autorità di un Paese membro di giustificare la
decisione di non ammettere nel proprio mercato un prodotto, nel caso in cui quest’ultimo sia
legalmente commercializzato sul territorio di un altro Stato membro. I punti salienti della
proposta della Commissione sono: a. Potenziamento e modernizzazione delle condizioni di
commercializzazione sicura di un’ampia gamma di prodotti industriali all’interno dell’Ue, inclusa
la creazione di un meccanismo di sorveglianza per proteggere i consumatori dai prodotti
pericolosi, inclusi quelli importati da Paesi terzi; b. Maggiore fiducia nei prodotti
commercializzati nell’Ue anche attraverso un’ampia sensibilizzazione sul significato e la tutela
del marchio CE; c. Procedure più vincolanti ed efficaci per rendere più facile la
commercializzazione di prodotti in altri paesi membri, diversi da quello d’origine. L’eccessivo
numero di regole tecniche nazionali, infatti, fa aumentare i costi amministrativi che gravano
sulle imprese in termini di accertamento dei requisiti. Questo riguarda una lunga serie di
prodotti: da quelli alimentari (pasta, pane, ecc.) ai prodotti edili ed alcuni metalli preziosi. La
Commissione propone, quindi, di avviare una nuova procedura di cooperazione tra le autorità
nazionali e gli operatori economici, basata sul principio di accettazione di un prodotto quando
esso è già in vendita in un altro Stato membro. In secondo luogo, qualora lo Stato decidesse di
non concedere accesso al proprio mercato, esso dovrà giustificare tale decisione, assumendosi
così l’onere della prova. Infine, si prevede l’istituzione nei paesi dell’Ue di Punti di contatto
“Prodotti” (Product Contact Points), la cui funzione sarà quella di prestare assistenza ai
produttori che incontrano difficoltà e restrizioni agli scambi; d. Informare i cittadini europei
sulle regole comunitarie in materia di immatricolazione dei veicoli provenienti da altri Stati
membri. Nonostante la legislazione abbia facilitato negli ultimi anni in maniera sostanziale la
vita dei consumatori, questi ricorrono raramente all’acquisto di un veicolo fuori dai confini del
proprio paese, a causa delle pesanti procedure amministrative. Il pacchetto è costituito da una
comunicazione esplicativa e quattro nuove iniziative volte ad agevolare ulteriormente la libera
circolazione delle merci nonché a semplificare e a modernizzare le norme relative al mercato
interno secondo i principi di una migliore regolamentazione:
1. una proposta di regolamento che stabilisce procedure relative all'applicazione di alcune
norme tecniche nazionali a prodotti legalmente commercializzati in un altro Stato membro;
2. una proposta di regolamento relativo alle attività di accreditamento e di vigilanza del
mercato;
3. una proposta di decisione relativa a un quadro normativo comune in materia di prodotti
industriali;
4. una comunicazione interpretativa sulle procedure per l'immatricolazione degli autoveicoli
originari di un altro Stato membro.
Link: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/com/2007/com2007_0035it01.pdf; - Q&A:
http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=MEMO/07/54&format=HTML&aged=
0&language=EN&guiLanguage=en.
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La Commissione ha presentato il 21 febbraio una nuova strategia quinquennale per la salute e
la sicurezza sul lavoro 2007-2012, il cui obiettivo è di ridurre di un quarto le malattie
professionali e gli infortuni sul lavoro nell'UE. Tra il 2002 ed il 2004 gli infortuni mortali sono
diminuiti del 17% e quelli che hanno come conseguenza un'assenza dal lavoro di tre giorni o
più del 20%. I progressi variano però secondo i Paesi, i settori, le imprese e le categorie di
lavoratori. I mutamenti nel mondo del lavoro comportano nuovi rischi e si osserva un aumento
di certe malattie professionali. La strategia per il periodo 2007-2012 vuole ridurre del 25% gli
infortuni e le malattie professionali nell'UE. Si articola in una serie di azioni a livello europeo e
nazionale nei seguenti campi: - Miglioramento e semplificazione della legislazione in vigore e
rafforzamento della sua applicazione nella pratica mediante strumenti non vincolanti (scambi di
buone pratiche, campagne di sensibilizzazione, migliore informazione e formazione); Definizione e attuazione di strategie nazionali adattate alla situazione specifica di ciascuno
Stato membro, dirette ai settori e alle imprese maggiormente interessati e finalizzate a
obiettivi nazionali di riduzione degli infortuni e delle malattie professionali; - Inclusione dei temi
della salute e della sicurezza sul lavoro nelle altre politiche europee (istruzione, sanità pubblica,
ricerca) e perseguimento di nuove sinergie; - Individuazione e valutazione dei possibili nuovi
rischi mediante la ricerca, lo scambio di conoscenze e l'applicazione pratica dei risultati. Link:
http://ec.europa.eu/employment_social/news/2007/feb/commstrat_fr.pdf
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Il Consiglio ha adottato le relazioni comuni della Commissione e del Consiglio sull'occupazione e
sulla protezione e sull'inclusione sociale. Le due relazioni esaminano i progressi compiuti, e
quelli da compiere, per raggiungere gli obiettivi della strategia di Lisbona per la crescita e
l'occupazione. La relazione comune sull'occupazione intende contribuire alle conclusioni del
Consiglio europeo, su cui si baseranno gli orientamenti 2007 riguardanti l'occupazione. Analizza
gli aspetti occupazionali dei programmi nazionali di riforma e affronta le questioni seguenti:
• Progressi realizzati nel perseguimento degli obiettivi della strategia europea per l'occupazione:
– Piena occupazione - Qualità dell'occupazione e produttività – Coesione sociale e territoriale
• Attuare le priorità di azione: – Attrarre e mantenere più persone nel mercato del lavoro,
aumentare l'offerta di manodopera e modernizzare i sistemi di protezione sociale – Migliorare
la capacità di adattamento dei lavoratori e delle imprese – Aumentare l'investimento in capitale
umano migliorando l'istruzione e le competenze.
La relazione congiunta sulla protezione sociale e sull'inclusione sociale si basa sulla relazione
presentata dalla Commissione agli Stati membri nel quadro del "metodo di coordinamento
aperto" e comprende l'inclusione sociale, le pensioni, l'assistenza sanitaria e l'assistenza a
lungo termine. Essa affronta le questioni seguenti:
• Problemi fondamentali delle politiche di protezione e di inclusione sociale;
• Principali difficoltà nelle varie parti in cui si articola il metodo di coordinamento aperto.
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La Commissione europea ha presentato la relazione annuale sulla parità tra donne e uomini. I
settori d'azione prioritari nel 2007 sono i seguenti: • eliminazione delle disparità nel mercato
del lavoro; • migliore equilibrio della ripartizione dei compiti familiari e domestici tra donne e
uomini; • sostegno delle politiche in materia di parità di genere nel funzionamento dei fondi
strutturali;
•
efficienza
del
quadro
giuridico.
Link:
http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/site/it/com/2007/com2007_0049it01.pdf
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Il Consiglio ha proceduto ad uno scambio di opinioni sul documento "Strutturare il dibattito
europeo sui cambiamenti demografici". In seguito alla comunicazione della Commissione
intitolata "Il futuro demografico dell'Europa, trasformare una sfida in un'opportunità", la
Presidenza si prefigge di imprimere uno slancio a livello europeo per far fronte allo storico
cambiamento della struttura demografica dell'UE. Tale cambiamento riguarda il rapido aumento
del numero delle persone in età pensionabile, con tutte le sue implicazioni sul piano dei regimi
pensionistici in molti Stati membri, nonché la diminuzione del tasso di natalità e pertanto, a più
lungo termine, di quello della popolazione attiva, con rilevanti implicazioni sociali e economiche.
La velocità di tali cambiamenti e tale da non consentire perdite di tempo. Il dibattito era diretto
ad esplorare come le strutture esistenti possano sostenere gli sforzi compiuti dagli Stati
membri per far fronte alle sfide e sfruttare le opportunità in presenza e per discutere la
possibilità di elaborare un approccio pluriennale, con la partecipazione delle prossime
Presidenze, per trattare la questione. Lo scambio di opinioni si e incentrato in particolare sui
quesiti seguenti:
• Forniscono la strategia di Lisbona e il metodo di coordinamento aperto un quadro sufficiente
per sostenere gli Stati membri negli sforzi per far fronte ai cambiamenti demografici, o si
dovrebbero definire obiettivi e metodi di lavoro supplementari per facilitare la sorveglianza e lo
scambio di esperienze a livello di UE?
• Occorre elaborare un approccio pluriennale per affrontare le questioni correlate ai
cambiamenti demografici?
• L'elenco di priorità è adeguato ai fini della preparazione delle questioni correlate ai
cambiamenti demografici che potrebbero essere discusse in sede di Consiglio "Occupazione,
politica sociale, salute e consumatori"?
• Sarebbe utile valutare, nelle future relazioni annuali della Commissione sullo stato dei lavori, i
progressi compiuti dagli Stati membri nell'affrontare la questione dei cambiamenti demografici?
Sono sostenute le seguente priorità:
• invecchiamento: il contributo degli anziani alla crescita economica, all'occupazione e allo
sviluppo sociale;
• sfruttare le politiche pubbliche, il dialogo sociale e la responsabilità sociale delle imprese per
sostenere la famiglia: un fattore per la localizzazione delle imprese e la mobilita delle famiglie;
• capitale umano: promozione del potenziale costituito da donne con un alto livello di istruzione
e formazione sul luogo di lavoro e da un tasso di occupazione più elevato di anziani;
• accesso a servizi di assistenza di alta qualità per bambini e anziani;
• conciliazione di vita professionale e vita familiare, compresi regimi di orario di lavoro flessibile
e responsabilità per l'assistenza di bambini e anziani;
• migrazione: migliori opportunità per chi proviene da famiglie immigrate, specialmente i
bambini e i giovani;
• rafforzamento della solidarietà tra le generazioni e dell'impegno sociale e culturale di tutte le
fasce d'età;
• impatto dei cambiamenti demografici sulle infrastrutture sia locali che regionali e sulla
coesione sociale.
Vari Stati membri hanno inoltre sostenuto l'iniziativa della Presidenza relativa ad un'Alleanza
per la famiglia e hanno sottolineato l'importanza di una politica rispettosa della famiglia che
incoraggia un aumento del tasso di natalità. Al termine del dibattito il Consiglio ha adottato la
risoluzione sul contributo degli anziani allo sviluppo economico e sociale.
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La direzione generale per la salute e la protezione dei consumatori ha pubblicato un documento
di discussione su “Invecchiare in modo sano: pietra miliare per un’Europa sostenibile”. Link:
http://ec.europa.eu/health/ph_information/indicators/docs/healthy_ageing_en.pdf
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CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
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La Direzione generale Occupazione, Affari sociali e Pari opportunità ha avviato un nuovo sito
Internet dedicato alle cure sanitarie all’estero. L’informazione proposta vuole essere concreta e
la più completa possibile e include esempi cifrati di rimborsi di spese di cure all’estero in varie
situazioni. L’obiettivo è di permettere alle persone di avere un primo approccio sui loro diritti.
Tuttavia la Commissione specifica che ognuno di questi diritti debbano essere precisati e
confermati dall’istituzione di protezione sociale o dal sistema di sanità nazionale in ogni caso.
Link:http://ec.europa.eu/employment_social/social_security_schemes/healthcare/index_fr.htm
RELAZIONI ESTERNE, COMMERCIO ESTERO
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L’Organizzazione mondiale del commercio ha pubblicato il suo rapporto bi annuale sulla politica
commerciale dell’Ue che valuta in modo positivo il contributo dell’Ue al sistema multilaterale e
ai negoziati del ciclo di Doha che si svolgono attualmente. Il rapporto mette anche in evidenzia
gli sforzi realizzati dall’Ue per facilitare l’integrazione dei paesi in sviluppo nel sistema del
commercio mondiale. Il rapporto riconosce che importante iniziative sono state realizzate
questi ultimi due anni al fine di consolidare l’ampliamento dell’Ue e il mercato comunitario e
constata che la riforma della politica agricola comune procura vantaggi sempre più marcati.
Link: http://www.wto.org/french/tratop_f/tpr_f/tp278_f.htm
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L’Organizzazione Internazionale del Lavoro e il segretariato dell’OMC hanno pubblicato, il 19
febbraio, uno studio intitolato « Il commercio e l’occupazione, una sfida per la ricerca sulle
politiche ». Pascal Lamy, il direttore generale dell’OMC, e Juan Somavia, direttore generale Oil,
hanno indicato nell’anteprima che il sistema commerciale multilaterale può contribuire ad
accrescere il benessere su scala mondiale e promuovere miglior risultati per l’occupazione. Link:
http://www.wto.org/french/res_f/booksp_f/ilo_f.pdf
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Il 27 febbraio 2007 presso l’Aice a Milano si è svolta la seconda riunione della Consulta per il
commercio estero. Uno degli argomenti oggetto di discussione è stata la bozza di posizione di
Eurcommerce sul documento di consultazione della Commissione europea dal titolo:“Gli
strumenti europei di difesa del commerciale in un’economia globale in mutamento” – Libro
verde destinato alla consultazione pubblica (Com-2006-763). Gli elementi generali della
posizione di Eurocommerce sono: - Una riforma dell’attuale sistema di difesa degli strumenti
commerciali (TDI) (antidumping, antisovvenzioni e misure di salvaguardia) che rispecchi
l’evoluzione moderna del commercio globale; - Utilizzo controllato da parte dell’UE degli
strumenti di difesa commerciale; - Protezione degli operatori commerciali: L’applicazione dei
TDI non deve danneggiare gli importatori e i dettaglianti; - Dialogo con il settore manifatturiero.
Le priorità chiave di Eurocommerce sono:
L’interesse comunitario: Rafforzare il Test dell’interesse comunitario prima di applicare le
misure antidumping dando importanza al concetto di concorrenza; Dare maggiore importanza
all’interesse dell’importatore, dettagliante e consumatore; Riconoscere la pratica della
delocalizzazione della produzione nell’applicazione del Test di interesse comunitario.
Prevedibilità e Certezza giuridica: Riconoscere l’esigenza per gli operatori commerciali di 12
mesi di prevedibilità; Ridurre la durata delle scadenze nelle procedure di imposizione di misure
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CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
provvisorie antidumping (meno di 5 anni); Escludere i prodotti en route e gli ordini già fatti
dall’imposizione di nuove misure di difesa commerciale; Introdurre un periodo obbligatorio di
minimo 30 giorni tra la pubblicazione delle misure sulla Guce e l’attuazione delle misure;
Iniziare e completare il riesame in previsione della scadenza dell’applicazione delle misure
prima del termine delle misure antidumping (cinque anni) e non il giorno prima.
Trasparenza: Pubblicare la richiesta di azione di imposizione di dazi antidumping; Pubblicare un
questionario e delle linee guida da parte della Commissione europea; Pubblicare l’ordine del
giorno, i documenti di lavoro e i partecipanti del comitato antidumping; Creare un sito web
dove possono essere reperiti tutti i documenti.
Le PMI (importatrici): Fare una distinzione tra le PMI (produttori) e PMI (importatori);
Migliorare le regole di difesa commerciale che influenzano le PMI importatrici; Facilitare la
partecipazione delle PMI importatrici nelle procedure di imposizione di dazi antidumping.
Nel corso della riunione il rappresentante di Altagamma ha messo in evidenza una serie di
elementi da considerare nella posizione di Eurcommerce: - Trasparenza, certezza legale e
adeguatezza dei tempi di applicazione; - gli strumenti di difesa commerciale adottati dall’UE
devono essere solo quelli previsti dalle regole dell’OMC; - Sostenere i due principi del Free
trade e del Fair trade al fine di tutelare l’intera struttura economica europea; - Evitare una
contrapposizione tra i “produttori” e i “distributori”. In particolare il rappresentante di
Altagamma ha sollevato delle obiezioni alle risposte di Eurocommerce alla domanda 4 (“The
burden of proof should be reversed”) e 9 (“The EU should strive for stricter multilateral rule on
anti-dumping”). Al riguardo, nel corso della riunione della commissione commercio
internazionale di Eurocommerce il 1 marzo 2007, Confcommercio ha richiesto di modificare la
bozza di posizione alla risposta 4 e 9. Il compromesso raggiunto dai membri di Eurocommerce
ha previsto per la risposta alla domanda 4 l’eliminazione della frase “The burden of proof
should be reversed” e la messa in evidenza che è responsabilità del produttore e non
dell’importatore o del dettagliante fornire la prova che l’imposizione del dazio antidumping è a
favore dell’interesse comunitario. Per quanto riguarda la risposta alla domanda 9, il
compromesso raggiunto dai membri di Eurocommerce ha previsto l’eliminazione del termine
stricter che portava a malintesi e la richiesta di regole antidumping piu’ chiare e piu’ efficaci
nell’ambito dell’OMC. Tali modifiche sono state inserite nella posizione definitiva di
Eurocommerce sulla riforma degli strumenti di difesa commerciale inviata alla Commissione
europea il 2 marzo 2007.
SOCIETA’ DELL’INFORMAZIONE
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La Commissione europea ha adottato il 21 febbraio una decisione che autorizza l’uso
armonizzato dello spettro radio da parte delle apparecchiature che utilizzano la tecnologia a
banda ultralarga nella Comunità (GUUE L55 – 23.02.2007).Tale tecnologia permette la
trasmissione di dati ad alta velocità
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In un intervento in occasione della giornata per la sicurezza dell’informazione, la Commissaria
per la Società dell’Informazione ed i Media, Viviane Reding, ha sottolineato l’importanza
dell’interazione tra governi, operatori del settore ed utenti per migliorare la sicurezza nel
campo della comunicazione elettronica. La sicurezza della rete gioca un ruolo fondamentale in
una società sempre più informatizzata nella quale internet non è più un semplice mezzo di
comunicazione ma anche un’occasione per fare business. Tanto le aziende quanto i
29
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
consumatori usano la rete lasciando nel sistema informazioni riservate. Purtroppo anche la
criminalità organizzata, sia questa finalizzata allo spionaggio economico o all’organizzazione di
atti terroristici, è consapevole dei vantaggi che essa può trarre dall’uso della rete. Per questo
motivo è importante aumentare la fiducia nelle nuove tecnologie attraverso un miglioramento
della sicurezza. Infatti, gli “attacchi alla rete” sono sempre più mirati e quindi organizzati in
modo sofisticato per raggirare l’utente senza che questi abbia il minimo sospetto. Secondo la
Reding, per sviluppare una “cultura della sicurezza” occorre una cooperazione tra tutti gli
utilizzatori della rete. L’Ue vuole contribuire al miglioramento del funzionamento della rete e si
è attivata in questa direzione a partire dal 2005 col lancio dell’iniziativa i2010 – una società
dell’informazione europea per la crescita e l’impiego”. La Reding ha sottolineato l’importanza
dei partenariati ed in questo senso ha chiesto all’ENISA (Network Europeo e l’Agenzia per la
Sicurezza Informatica) di rafforzare la sua cooperazione con gli Stati Membri al fine di
raccogliere il maggior numero di dati possibili. Inoltre, detta collaborazione dovrebbe
contribuire allo sviluppo di un sistema multilingue europeo per lo scambio di informazioni e la
messa in allarme. La Commissaria ha poi presentato le sei iniziative che dovrebbero influenzare
le azioni comunitarie in questo campo.
1) Revisione del quadro regolatorio delle telecomunicazioni. Le liberalizzazioni in questo settore
hanno portato alla creazione di network competitivi, interconnessi, in molti casi mobili, che
hanno sviluppato dei sistemi di sicurezza propri (spesso basati sul Protocollo Internet) che li
rendono allo stesso tempo aperti e flessibili ma anche vulnerabili.
2) Diffusione dell’RFID (Radio Frequency Identification). Questo tipo di tecnologia si sta
diffondendo sempre di più per il suo potenziale economico ma questo porta anche a problemi
sulla protezione della privacy. Lo scorso anno la Commissione Europea ha dato luogo ad una
consultazione pubblica cui farà seguito un atto legislativo molto ampio in cui il problema della
sicurezza sarà relazionato a quello della protezione dei dati personali. La Commissione Europea
sostiene fortemente l’uso dell’RFID e per questo vuole trovare al più presto un modo che ne
permetta l’ulteriore diffusione.
3) Programma di Ricerca. Il programma quadro approvato dalla Commissione Europea riguarda
anche la Società dell’Informazione. L’Unione Europea finanzierà progetti anti-spam e miranti a
sviluppare filtri informatici e tecnologie per il monitoraggio. Secondo il Commissario le autorità
comunitarie potrebbero investire 110 milioni di Euro nel periodo 2007 / 2008 per finanziare
iniziative in questo campo.
4) Valutazione di ENISA. Nelle prossime settimana la Reding presenterà un documento nel
quale verranno fatte alcune considerazioni sul lavoro dell’ENISA che saranno anche la base per
un’altra consultazione pubblica. Alcuni cambiamenti nelle modalità operative dell’ENISA sono
già in programma.
5) Cyber-crimini (cybercrime). La Commissione Europea adotterà a breve una comunicazione
sui reati commessi via etere preparata dal Commissario Franco Frattini. L’iniziativa è molto
importante e serve sia come deterrente sia come orientamento per punire coloro che
commettono reati in rete.
6) Protezione delle infrastrutture d’informazione critiche. Lo scopo delle autorità comunitarie è
quello di rafforzare l’affidabilità delle reti esistenti attraverso la cooperazione di tutti i soggetti
interessati. Uno studio sul tema è stato già pubblicato e la Commissione Europea sta
aspettando delle reazioni per la fine di aprile 2007.
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Partecipando alla riunione informale dei ministri della Cultura e dei Media, tenutosi a Berlino il
12 ed il 13 febbraio 2007, la Commissaria Reding ha affermato che la Commissione, il Consiglio
ed il Parlamento Europeo (PE) hanno posizioni convergenti per quanto riguarda la direttiva
“contenuti audiovisivi senza frontiere”. La riunione si è soffermata in particolare sui tre punti
30
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
più spinosi del provvedimento sui quali non c’è ancora l’accordo degli Stati Membri. Il primo
riguarda il collocamento dei marchi in film, serie televisive, trasmissioni sportive o di
intrattenimento. Nel novembre 2006 gli Stati Membri avevano deciso di vietarlo mentre il PE
Voleva autorizzarlo solo per certi tipi di trasmissioni. A Berlino i ministri hanno ribadito di voler
vietare il collocamento del logo e di autorizzarlo solo in casi eccezionali. Il secondo punto sul
principio del paese di origine prevede che lo Stato Membro nel quale si trovi un radiodiffusore
possa controllare qualunque servizio che rientri nella sua competenza. Le attuali disposizioni
impongono agli Stati Membri di fissare delle regole per tali servizi che tuttavia non aiutano a
risolvere casi di natura transfrontaliera. Tuttavia, detto principio dovrebbe restare nella
direttiva, poiché alcuni stati ritengono che sia a tutela del loro interesse generale. Il terzo
argomento ancora in discussione, ovvero la possibilità di legiferare a livello comunitario in
materia di cultura e media, il PE ha proposto di promuovere “l’istruzione ai media”. Gli Stati
Membri hanno ribadito che nonostante la delicatezza del tema, che concerne anche
l’educazione dei minori e la tutela della dignità umana, non è necessario andare oltre la
raccomandazione dell’UE entrata in vigore all’inizio del 2007. Al contrario, occorre incoraggiare
l’uso dei media da parte dei cittadini affetti da disabilità visive o auditive.
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La Commissione Europea sta programmando due iniziative congiunte nel campo della
tecnologia per l’informazione e la comunicazione cui saranno destinati 800 milioni di euro
finanziati dal budget per la ricerca. La prima delle due iniziative concernerà i sistemi informatici
(ARTEMIS) e le nanotecnologie elettroniche (ENIAC). Data l’estrema dinamicità dei temi da
trattare, il Commissario Reding ha auspicato un rapido inizio dei progetti. L’altra iniziativa
dovrebbe riguardare la medicina innovativa ma è ancora in fase di preparazione.
Secondo le intenzioni delle autorità comunitarie, le iniziative nell’ambito del 7 programma
quadro per la ricerca (207-2013), articolato in 6 aree, saranno portate avanti da partenariati
pubblici e privati.
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Lo scorso febbraio, 15 gestori di telefonia mobile, tra cui Telecom Italia SPA e Vodafone, hanno
firmato, grazie alla mediazione della Commissione Europea, un accordo volontario per la
protezione dei minori. L’obiettivo è quello di creare un codice di autoregolamentazione che
permetta di controllare agli adulti l’accesso ai servizi della telefonia mobile e lottare così contro
i contenuti illegali e lesivi per i minori. L’accordo è il risultato di una consultazione che ha visto
la partecipazione di operatori della telefonia, organizzazioni dei consumatori e dei bambini.
Tutti hanno concordato tanto sull’utilità della telefonia mobile tanto sulla necessità di
proteggere i minori da contenuti violenti, pornografici e da eventuali adescamenti da parte di
pedofili. La Commissaria Reding ha dichiarato che per i settori della telefonia e dell’audiovisivo
l’autoregolamentazione è da preferire ad un intervento normativo classico perché quest’ultimo
è più rigido e quindi poco adatto ad adattarsi in modo dinamico ai progressi del settore
tecnologico. Per lo stesso motivo, le autorità comunitarie sostengono anche la cosiddetta coregolamentazione.
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Lo sviluppo delle tecnologie innovative senza fili è ostacolato dalla “definizione troppo riduttiva”
e dalla rigidità delle condizioni di utilizzo dello spettro. La Commissione Europea ha dichiarato
che incentivare l’accesso a tali tecnologie e migliorare l’uso dello spettro rappresenta una
buona opportunità per la crescita economica. Per quanto riguarda lo spettro, la Commissione
Europea sta pensando ad un intervento normativo a sostegno della neutralità tecnologica la
cui entrata in vigore è prevista per il 2010. A partire da quest’anno, invece, le autorità
31
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
comunitarie raccomanderanno degli orientamenti per un uso flessibile delle bande di frequenza.
Gli Stati Membri sono stati invitati a chiarire le condizioni per l’uso delle bande di frequenza ed
a renderle eventualmente più flessibili. Dal canto suo, la Commissione Europea sosterrà un
approccio comune per la banda del 2,6GHz per cercare di garantire l’uso delle tecnologie sia
nelle zone urbane sia in quelle rurali. Il Parlamento Europeo (PE) ha accolto con favore
l’iniziativa della Commissione Europea ed ha chiesto che siano superate le differenze nazionali
nell’attribuzione delle radiofrequenze in modo tale da ridurre costi e ritardi. Gli interessati sono
stati
invitati
ad
uno
scambio
di
opinioni.
Link:
http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/site/fr/com/2007/com2007_0050fr01.pdf
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La Commissione Europea ha adottato una decisione sull’uso delle tecnologie a banda ultra larga
(UWB) per la trasmissione di dati a flusso altissimo in apparecchi pubblici senza fili. La banda
UWB faciliterà uno scambio di informazioni simile a quello via cavo ma permetterà agli
apparecchi di esser collegati senza filo. Gli Stati Membri hanno tempo sei mesi per predisporre
le condizioni tecniche per l’attuazione della decisione. Il testo del provvedimento è on-line:
http://ec.europa.eu/information_society/policy/radio_spectrum/docs/ref_docs/uwb_04_orig_w
eb.pdf
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Il divario di innovazione tra UE ed USA si sta progressivamente riducendo ma i dati relativi ai
paesi europei sono molto divergenti. Secondo i dati dell’Eurostat il 42% delle aziende dei 27
Stati Membri ha sviluppato attività innovative tra il 2002 ed il 2004. I paesi dell’Europa del
Nord si confermano i più dinamici nell’innovare ma anche i nuovi stati membri hanno fatto
molti progressi e hanno quasi raggiunto la media europea. La performance dell’Italia non è
delle migliori e difatti il nostro paese è stato classificato tra i paesi in ritardo. I motivi di questo
risultato non brillante sono legati agli scarsi investimenti nell’istruzione, nelle nuove tecnologie
ed in ricerca e sviluppo. Inoltre, si è rilevata una scarsa cooperazione tra settore pubblico e
settore privato. Link: http://www.proinno-europe.eu/doc/EIS2006_final.pdf
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I parlamentari europei della Commissione Industria, Ricerca ed Energia hanno analizzato la
proposta della Commissione Europea per abbassare i costi del roaming. Secondo il relatore
parlamentare, i costi sono rimasti eccessivi nonostante alcuni operatori abbiano applicato delle
tariffe ridotte. I deputati europei vorrebbero applicare un canone unico per le chiamate
all’ingrosso. Al contrario, la Commissione Europea vorrebbe regolamentare sia i prezzi
all’ingrosso sia quelli al dettaglio attraverso un doppio limite, uno per le chiamate verso un solo
paese e l’altro per le chiamate verso gli altri paesi. I due organi legislativi comunitari hanno
stabilito che il prezzo massimo all’ingrosso sarà calcolato prendendo in considerazione la tariffa
media al minuto che gli operatori si fatturano tea loro (MTR). Tale tariffa sarà pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della CE. Per quanto riguarda i prezzi al dettaglio, la Commissione Europea
vorrebbe stabilire un massimale obbligatorio mentre il Parlamento Europeo la ritiene opzionale.
Alcuni operatori del settore stanno già adeguandosi agli orientamenti delle istituzioni europee.
Gli Stati Membri vigileranno sui costi del roaming e presenteranno una relazione semestrale.
Nel caso in cui fosse ritenuto opportuno, ovvero se le misure prese finora non ragiungessero i
risultati sperati, le autorità comunitarie emetteranno ulteriori atti legislativi.
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CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
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Una relazione dell’Agenzia europea per l’ambiente (AEA), pubblicata il 26 febbraio 2007, rivela
che le emissioni di gas a effetto serra provenienti dal settore dei trasporti continuano a essere
per l’Unione europea un impedimento importante al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto sui
cambiamenti climatici. I trasporti sono responsabili del 21 % di tutte le emissioni di gas serra
nell’Unione europea a 15 (ad esclusione dei settori del trasporto aereo internazionale e
marittimo) ed i trasporti su strada contribuiscono per il 93 % alle emissioni complessive del
settore. Le emissioni dovute al trasporto aereo internazionale hanno registrato una crescita più
rapida,
con
un
incremento
dell’86 %
tra
il
1990
e
il
2004.
Link:
http://reports.eea.europa.eu/eea_report_2007_1/en/eea_report_1_2007.pdf.
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La Commissione ha deciso, il 21 febbraio 2007, di non sollevare obiezioni nei confronti di un
progetto italiano di bando di gara relativo al trasporto marittimo di passeggeri che prevede
compensazioni pubbliche. Il bando è finalizzato alla selezione di un' impresa di trasporto
marittimo allo scopo di istituire un servizio di linea estivo tra il porto di Trieste da un lato e il
porto sloveno di Portorose e i porti croati di Parenzo e Rovino dall'altro. La compagnia scelta
all'esito della gara dalla regione Friuli-Venezia-Giulia riceverà ogni anno una compensazione
non superiore a euro 1 645 796 per cinque anni al massimo. In contropartita, la compagnia
dovrà praticare tariffe fisse prestabilite sufficientemente attraenti per ridurre la congestione
sulle strade costiere del Mar Adriatico tra Trieste e Rovigno. La Commissione ha autorizzato le
misure notificatele perché compatibili con il diritto comunitario. Infatti, l’articolo 86, paragrafo
2, del Trattato e decisione 2005/842/CE della Commissione, del 28 novembre 2005,
riguardante l'applicazione dell'articolo 86, paragrafo 2, del trattato CE agli aiuti di Stato sotto
forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico concessi a determinate imprese
incaricate
della
gestione
dei
servizi
di
interesse
economico
generale.
Link:
http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/07/216&format=HTML&aged=0&l
anguage=IT&guiLanguage=fr.
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E’ stato pubblicato un questionario on-line reperibile al seguente indirizzo Internet:
http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=urban&lang=en. La scadenza per la
consultazione è fissata al 30 aprile 2007.
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Il 27 febbraio, la commissione Trasporti del Parlamento europeo ha adottato a larga
maggioranza i sette rapporti che compongono il “terzo pacchetto marittimo”, allineandosi con
le proposte della Commissione in materia di rafforzamento del sistema di registrazione della
bandiera delle navi e di attuazione del sistema comunitario di controllo del traffico marittimo. Il
pacchetto, volto a rafforzare la sicurezza del trasporto marittimo e a migliorare le procedure in
caso di incidenti, sarà votato nella plenaria di aprile. I parlamentari sono consapevoli delle
divergenze di punti di vista con il Consiglio, soprattutto per quanto concerne l'adozione del
rapporto della parlamentare socialista italiana Marta Vincenzi sugli obblighi dello Stato bandiera.
Nel rapporto, adottato a larga maggioranza (46 voti a favore, nessun voto contrario, un
astenuto), la parlamentare si è pronunciata a favore dell'integrazione, nel diritto comunitario,
del codice dell'organizzazione marittima internazionale (OMI) sulla conformità degli stati
33
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
bandiera con le convenzioni internazionali, nonché a favore dell'obbligo di rispettare questo
codice, che consentirebbe di imporre sanzioni in caso di infrazione. Conformemente alla
proposta di direttiva che modifica la direttiva 2002/59/CE relativa all'istituzione di un sistema
comunitario di monitoraggio e di informazione sul traffico navale, il relatore liberale belga Dirk
Sterckx ha proposto di definire le autorità indipendenti incaricate di attribuire porti di rifugio
per le navi in difficoltà, nonché di dotare le navi da pesca con una lunghezza superiore ai 15
metri di sistemi di identificazione automatizzati (AIS). Il Consiglio ha preferito utilizzare il
termine “autorità competenti” nell'orientamento generale sulla direttiva in questione emanata il
9 giugno 2006 durante il Consiglio Trasporti di Lussemburgo. È atteso un accordo politico in tal
senso durante il Consiglio Trasporti di giugno.
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La Commissione europea ha presentato, il 21 febbraio, la sua strategia politica annuale che
definisce le sue priorità politiche per il 2008. Tale documento presentato ogni anno nello stesso
periodo espone gli obiettivi politici della Commissione nei quattro settori strategici chiavi della
Commissione Barroso: prosperità, solidarietà, sicurezza e libertà nonché il rafforzamento del
ruolo dell’Ue nel mondo. Il 2008 dovrebbe essere un anno importante per i dibattiti sul futuro
dell’Europa. Si tratterà anche di un anno di consolidamento e di proseguimento dell’attuazione
dell’acquis esistente. La crescita e l’occupazione rimangono una priorità politica maggiore
dell’Ue, nonché sforzi maggiori per lottare contro il cambiamento climatico e per soddisfare i
bisogni in energia in Europa. L’ultimo ampliamento vedrà anche il proseguimento del
consolidamento quando alcuni nuovi Stati membri raggiungeranno progressivamente lo spazio
Schengen e adotteranno l’euro. In occasione del decimo anniversario del lancio dell’euro; la
Commissione presenterà uno studio del modo in cui l’Ue ha funzionato finora e sul modo di
meglio attrezzarlo per affrontare le sfide future. La Commissione continuerà anche a lavorare al
suo programma relativo a legiferare meglio e a continuare a dare attenzione sull’attuazione
della legislazione Ue. Nel 2008, la Commissione dovrebbe trarre gli insegnamenti degli esercizi
di consultazione avviati in tema di riesame del mercato unico e del bilancio della realtà sociale.
Cio’ dovrebbe sfociare su un insieme di iniziative concrete. Per la prima volta, la Commissione
ha recensito un serie di dossier trasversali che rilevano di vari obiettivi strategici. I principali
esempi sono l’energia e il cambiamento climatico, l’agenda di Lisbona per la crescita e
l’occupazione,
e
la
migrazione.
Link:
http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/site/it/com/2007/com2007_0065it01.pdf +
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La Commissione europea ha pubblicato la sua relazione generale annuale sull’attività dell’Ue
che copre i lavori dell’insieme delle istituzioni e organi dell’Ue per dare una veduta globale
dell’attività nel 2006. Gli sviluppi relativi ai settori di attività sono articolati secondo i quattro
obiettivi strategici definiti dalla Commissione all’inizio del suo mandato per il suo programma di
lavoro: prosperità, solidarietà, sicurezza e ruolo dell’Ue come partner mondiale. Altri due
capitoli sono dedicati rispettivamente alla vita delle istituzioni e degli organi nonché al bilancio
e alle attività finanziarie. Il rapporto sottolinea i fatti principali nonché le tendenze chiavi cha
hanno caratterizzato la vita dell’Ue nel 2006. Un altro capitolo è dedicato al quadro politico
generale delle attività comunitarie, sottolinea i progressi compiuti nel 2006 in settori importanti
come legiferare meglio e l’istituzione di un nuovo quadro finanziario 2007-2013. Tale capitolo
sottolinea altresì l’ “agenda cittadino” quanto strumento di rilancio del futuro dell’Europa dopo il
34
CONFCOMMERCIO INTERNATIONAL, febbraio 2007
rallentamento osservato nel 2005 in merito al progetto di trattato costituzionale. Link:
http://europa.eu/generalreport/fr/welcome.htm
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Il 24-25 marzo 2007 più di 200 giovani di 27 Stati membri si riuniranno nella capitale italiana
per il primo Vertice della gioventù dell'UE per celebrare l'anniversario della firma del trattato di
Roma nel 1957. Il Vertice della gioventù consentirà ai giovani di tutto il continente di esporre le
loro idee sull'Europa di oggi e di esprimere le loro aspirazioni per il futuro. Le conclusioni dei
giovani saranno trasmesse ai leader europei che si riuniranno a Berlino nello stesso weekend.
http://50.europa.eu
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Attività delle Istituzioni europee Bollettino mensile