Andrea Di Gregorio
Il Vademecum del traduttore
Idee e strumenti per una nuova figura di traduttore
Organizzazione, revisione, redazione
con il patrocinio di:
Società Editrice Dante Alighieri
IL VADEMECUM DEL TRADUTTORE
Andrea Di Gregorio
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Prima edizione ebook, formato PDF
ISBN: 978-88-534-4106-5
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seguente indirizzo:
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Ringraziamenti
Questo libro nasce dalla mia esperienza di traduttore, revisore e redattore e ha trovato
alimento nello scambio di idee e di informazioni avuto con i colleghi traduttori che, in
questi anni, hanno seguito i miei corsi in Italia e in Svizzera.
È a loro, alla loro sensibilità e alla loro passione – entrambe troppo spesso sottovalutate – che lo dedico.
Ringrazio, nella persona della sua presidente Sandra Bertolini, l’AITI, Associazione
Italiana Traduttori e Interpreti, di cui mi onoro di far parte, e che ha accettato di patrocinare questo mio lavoro, oltre che aver ospitato e promosso molti dei miei corsi negli
ultimi anni.
Ringrazio gli amici e i colleghi che hanno avuto la pazienza di rileggere questo Vademecum nelle varie fasi della sua composizione, dando un contributo essenziale a renderlo
migliore e, spero, più utile. In particolare Laura Di Santo, docente di Lingua e traduzione tedesca all’Università di Macerata, Jean-Luc Egger, capo sostituto dei Servizi linguistici centrali della Cancelleria della Confederazione Svizzera, ed Enrico Valsangiacomo,
capo del Servizio linguistico italofono del Dipartimento federale dell’Economia della
Confederazione Svizzera.
Tra gli altri amici che mi hanno regalato i loro consigli preziosi, ringrazio Susanne
Kolb, lessicografa insigne; Riccardo Olivi, traduttore esperto di CAT; Maurizio Vergari,
traduttore e grande animatore dell’ASTTI, Associazione Svizzera dei Traduttori, Terminologi e Interpreti; i colleghi che, nel 2011, hanno seguito i miei corsi a Berna, un
momento importante per la composizione di questo Vademecum: Silena Bertolino, Daria
Caiano, Lidia Calabrese, Vittoria Ceccarini, Salvatore Coviello, Gilberto D’Angelo,
Simona Galeazzi Thommen, Marina Graham, Teresa Latempa, Laura Ritter, Nicola
Rusca, Sara Schneider, Francesca Spaini, Silvia Trevisan, Romina Vassalli (spero di non
aver dimenticato nessuno!).
Tra i molti traduttori che, negli anni, hanno arricchito il mio lavoro con le loro osservazioni e la loro competenza non posso non citare André Canonica, Massimo Tamagni,
Francesco Locatelli, Maya Rüegg e Valeria Mazziari. Li ringrazio.
Un debito particolare ho contratto con la mia compagna di vita e di lavoro, Angela
Giaccardi, che ha riletto con grande cura e sapienza redazionale il manoscritto.
Naturalmente, dopo tutti questi ringraziamenti, tengo a sottolineare che ogni errore
e imprecisione che si possa ancora trovare in questo libro è imputabile solo all’autore.
3
Sommario
Il Vademecum del traduttore
Idee e strumenti per una nuova figura di traduttore
Organizzazione, revisione, redazione
Introduzione................................................................................................................. 9
Cosa troverete in questo Vademecum.............................................................................. 10
A chi può servire questo Vademecum.............................................................................. 12
Diagramma della produzione di un testo tradotto............................................................ 13
1. Dal testo-fonte alla traduzione: l’accordo con il committente.............................. 15
1.1. Il committente deve chiarire le sue esigenze e definire
il compito del traduttore.................................................................................. 15
1.2. Il committente deve dare informazioni corrette e complete al traduttore............... 22
1.3. Altri elementi di complessità da considerare nell’accordo preliminare................... 27
1.4. Il committente reticente: un problema o un’opportunità?.................................... 30
1.5. Il traduttore come general contractor del prodotto finale................................... 31
Esercizi..........................................................................................................................35
2. La revisione del testo tradotto................................................................................ 39
2.1. Definiamo la revisione..................................................................................... 39
2.2. Il revisore non-traduttore e il revisore traduttore................................................ 39
2.2.1. Il revisore non traduttore....................................................................... 40
2.2.1.1. L’esperto del settore...................................................................... 40
2.2.1.2. Il redattore editoriale................................................................... 40
2.2.2. Il revisore traduttore.............................................................................. 42
2.2.2.1. Il terminologo............................................................................. 42
2.3. I doveri del revisore.......................................................................................... 43
2.3.1. Doveri verso il committente................................................................... 43
2.3.2. Doveri verso il traduttore....................................................................... 44
2.3.2.1. Valutare il lavoro effettivamente contrattualizzato......................... 44
2.3.2.2. Comprendere le ragioni delle scelte traduttive................................ 46
2.3.2.3. Astenersi dal personalismo nelle correzioni.................................... 48
2.3.3. Doveri verso il lettore............................................................................ 49
2.3.3.1. Comprensibilità.......................................................................... 50
2.3.3.2. Non-ambiguità........................................................................... 51
2.3.3.3. Idiomaticità............................................................................... 52
2.3.3.4. Fedeltà....................................................................................... 53
5
2.4. Come cominciare la revisione........................................................................... 54
2.4.1. Le prime cose da fare............................................................................. 54
2.4.1.1. Stampare la traduzione............................................................... 54
2.4.1.2. Attivare il correttore ortografico.................................................... 54
2.4.1.3. Tenere a portata di mano un taccuino e una penna....................... 55
2.4.1.4. Fare una copia del testo tradotto................................................... 55
2.4.1.5. Attivare la modalità “Revisioni” dal menu “Strumenti”................. 55
2.4.2. Come organizzarsi................................................................................ 57
2.4.2.1. La posizione del testo-fonte.......................................................... 57
2.4.2.2. La posizione del computer............................................................ 57
2.4.2.3. I vocabolari................................................................................ 58
2.4.2.4. Altri strumenti da tenere a portata di mano.................................. 58
2.4.3. Accorgimenti utili................................................................................. 59
2.4.3.1. La doppia lettura........................................................................ 59
2.4.3.2. La necessità di fermarsi............................................................... 59
2.4.3.3. Una volta compiuta la revisione, riproporla al traduttore............... 60
2.4.3.4. Parlare con il committente per evitare malintesi............................ 61
2.4.3.4.1. Non c’è stata sufficiente chiarezza nella definizione
dell’incarico e nella trasmissione delle informazioni
necessarie al traduttore....................................................... 62
2.4.3.4.2. Il committente non conosce la lingua d’arrivo...................... 62
2.4.4. Le controversie: come gestirle.................................................................. 64
2.5. La revisione in pratica..................................................................................... 65
2.5.1. Gli elementi da revisionare.................................................................... 65
2.5.1.1. Ortografia.................................................................................. 66
2.5.1.2. Sintassi....................................................................................... 74
2.5.1.3. Fedeltà semantica........................................................................ 76
2.5.1.4. Pertinenza e precisione terminologica........................................... 80
2.5.1.5. Adeguatezza stilistica del testo...................................................... 82
2.5.1.6. Questioni particolari e gusti individuali....................................... 82
2.5.2. I controlli di revisione........................................................................... 83
2.5.2.1. Evitare i calchi............................................................................ 83
2.5.2.2. Fare attenzione anche ai calchi in absentia................................... 86
2.5.2.3. Dislocare il testo a sinistra............................................................ 88
2.5.2.4. Eliminare le ripetizioni............................................................... 90
2.5.2.5. Usare con libertà e sequenzialità i complementi............................ 91
2.5.2.6. Verificare la sequenzialità della posizione degli aggettivi................. 93
2.5.2.7. L’opzione eufemismo e lo “shock” alla letteralità............................. 93
2.5.2.8. Usare la concordanza ad sensum, purché in modo uniforme.......... 95
2.5.2.9. Rispettare le co-occorrenze............................................................ 98
2.5.2.10. Rispettare la consecutio temporum......................................... 101
2.5.2.11. Tenere sotto controllo i congiuntivi........................................... 104
2.5.2.12. Fare attenzione ai “falsi amici” vecchi e nuovi........................... 105
2.5.2.13. Evitare l’effetto statement........................................................ 109
6
2.5.2.14. Trattare i luoghi comuni con consapevolezza............................. 109
2.5.2.15. Localismi, idiomatismi, cambi di registro e scelte lessicali........... 110
2.5.2.16. Scegliere i termini: congruenza temporale................................. 111
2.5.2.17. Scegliere i termini: i realia – alimenti e affini........................... 113
2.5.2.18. Fare i conti con l’oste: il testo-fonte........................................... 116
2.6. Le caratteristiche del testo rivisto..................................................................... 117
2.6.1. Uniformità......................................................................................... 117
2.6.2. Coerenza............................................................................................ 117
2.6.3. Correttezza......................................................................................... 118
Esercizi....................................................................................................................... 120
3. La redazione del testo tradotto............................................................................. 123
3.1. Tra revisione e redazione................................................................................ 123
3.1.1. Come fornire il testo della traduzione................................................... 123
3.1.2. L’impaginazione................................................................................. 125
3.1.3. La correzione delle bozze: un’illustre dimenticata.................................. 125
3.2. Controllare le uniformità tra i testi................................................................. 127
3.3. Sciogliere le abbreviazioni.............................................................................. 128
3.4. Eliminare le doppie spaziature....................................................................... 129
3.5. Controllare i segni di interpunzione e gli altri caratteri tipografici.................... 129
3.5.1. Correttezza dei segni........................................................................... 130
3.6. Controllare le maiuscole................................................................................. 132
3.7. Usare correttamente i forestierismi.................................................................. 133
3.8. Ripensare l’onomastica................................................................................... 135
3.9. Aggiornare/uniformare la toponomastica......................................................... 137
3.10. Altri controlli da fare................................................................................... 138
3.10.1. Le “d” eufoniche............................................................................... 138
3.10.2. La corrispondenza tra misure, taglie e cambi...................................... 138
3.10.3. La funzionalità dei link.................................................................... 139
3.11. I controlli da fare due volte.......................................................................... 140
3.11.1. I testi ricorrenti................................................................................. 140
3.11.2. La collazione degli indici con il testo.................................................. 140
3.11.3. La congruenza tipografica.................................................................. 141
Esercizi.......................................................................................................................142
Conclusione..............................................................................................................145
Appendice: Decalogo per il processo di lavorazione delle traduzioni, a cura di
STRADE, Sindacato Traduttori Editoriali.................................................................. 147
Indice dei testi citati..................................................................................................149
Discussione di alcuni esercizi..................................................................................... 151
7
Introduzione
Le sfide che la globalizzazione, i nuovi mezzi di comunicazione e il mercato lanciano ai traduttori in questo inizio di XXI secolo sono straordinariamente impegnative. Chi traduce si trova ad affrontare questa nuova realtà con strumenti che se
paragonati a quelli di una ventina d’anni fa sono sicuramente nuovi (l’informatizzazione, i software per la CAT,1 le banche dati, i corpora, Internet), senza contare poi
la preparazione specifica per i traduttori che è sempre più dettagliata e approfondita.
Tuttavia, nello svolgimento della professione rimangono ancora molti punti
oscuri, come dei nodi ricorrenti su cui continuiamo a ritornare e che non riusciamo
mai a risolvere del tutto. Il Vademecum del traduttore che avete fra le mani si propone
di fornire un punto di vista e alcuni strumenti di discussione e di lavoro che, probabilmente, non sono ancora così comuni e diffusi. L’obiettivo è quello di attrezzarsi
per affrontare i “nodi ricorrenti” di cui sopra, e di prepararci al meglio ai cambiamenti che ci aspettano e che, in gran parte, ci hanno già toccato.
In un suo manualetto pensato per i committenti, l’ATA, l’American Translators
Association, nota che molti, troppi clienti acquistano i servizi di traduzione come
fossero una commodity, ossia come si acquista un pacchetto di zucchero o un litro di
benzina: senza preoccuparsi troppo di chi è li fornisce, ma badando solo al prezzo di
acquisto, convinti che non ci siano differenze tra i produttori, e quindi neanche nel
prodotto finale.2 Ora, è ovvio che la traduzione non è una commodity, perché la
differenza che c’è tra una traduzione e un’altra di uno stesso brano può essere decisiva. Ma se i committenti statunitensi (e anche quelli europei, visto che il manualetto ha l’avallo della BDÜ, l’Associazione dei traduttori tedeschi, e dell’AITI,
l’Associazione dei traduttori italiani), sono tanto convinti che la traduzione sia una
commodity da indurre l’ATA a realizzare un opuscolo che lo nega, vuol dire che c’è
qualcosa che non funziona nel mercato delle traduzioni, che c’è sicuramente molta
inconsapevolezza e approssimazione da parte dei committenti, ma che anche da
parte dei traduttori è necessaria una riflessione su se stessi per riproporsi sul mercato
con maggiore chiarezza.
Ecco, dunque, la direzione in cui si muove questo Vademecum. Se lo spauracchio
è quello di una traduzione sempre più vista come commodity, ossia bene indifferenziato, da acquistare un tanto al chilo (e, in un futuro non troppo lontano, da affidare
1
Computer-Aided Translation, così si chiamano i software che, associandosi principalmente alla
TM (Translation Memory) identificano segmenti o “stringhe” di testo e verificano nella loro memoria se
esistono segmenti corrispondenti nella lingua d’arrivo.
2
ATA, Translation. Buying a non-commodity, http://www.atanet.org/docs/translation_buying_
guide.pdf
9
a una macchina), il traduttore deve porsi sempre più come fornitore di un prodotto
tailor-made, fatto su misura, assolutamente non serializzabile; come esperto e non
come semplice “esecutivo”; come consulente linguistico ed editoriale, e non come
mero facilitatore. In questo Vademecum cercherò di battere questa strada, spingendo
il traduttore a occuparsi con rinnovata attenzione e professionalità anche di altri
aspetti (la correzione delle bozze, la redazione e l’impaginazione, la ricerca di soluzioni creative nelle traduzioni per il marketing e la pubblicità, ma anche nella traduzione editoriale o istituzionale) che di solito non tratta ma la cui conoscenza già oggi
costituisce un discrimine, una risorsa scarsa e una ragione in più per affidare una
traduzione a un professionista e non a un altro. Oltre a essere, a mio modo di vedere,
la strada maestra per dare risalto al proprio lavoro e tornare a renderlo personale,
non standardizzabile, e quindi accrescerne il valore.3
Cosa troverete in questo Vademecum
Organizzazione, revisione, redazione
Questo saggio tratta innanzitutto dei grandi temi dell’organizzazione del lavoro
di traduzione, ossia: come procede il flusso produttivo; chi sono i professionisti che
partecipano alla realizzazione del “prodotto finito” – revisori, correttori, redattori,
editor, compositori, webmaster – e come interagire positivamente con loro; qual è il
ruolo del committente nella produzione di una traduzione; su quali argomenti possono nascere dei conflitti con il committente e come gestirli. Cercheremo, inoltre,
di fare chiarezza su che cos’è esattamente una revisione; chi può farla e chi non può
farla; in che cosa si distingue da una redazione, e in che cosa le due fasi si possono
sovrapporre.
Quest’ultimo elemento – la redazione – è nuovo e importante, perché viene sem-
3
Un “inno” alla traduzione nel suo valore culturale e creativo si trova nel breve ma intenso saggio
di Jean-Luc Egger, “Elementi per un paradigma della traduzione istituzionale”, in Leges, Bollettino della
Società svizzera di legislazione (SSL) e della Società svizzera di valutazione (SEVAL), n. 3, 2012, pp. 429435. In questo testo Egger espone sette “tesi”, che poi sono affermazioni di principio sul significato e il
ruolo della traduzione. Le cito qui per la loro rilevanza:
1. La traduzione non è perdita, bensì aumento di informazione.
2. La traduzione è un atto di civiltà.
3. La traduzione è prova di vitalità di una lingua.
4. La traduzione è alla base dell’esistenza di realtà plurilingue.
5. La traduzione è opera creativa.
6. La traduzione è un fattore di umanità.
7. La traduzione è un’attività complessa.
10
pre più spesso richiesto (implicitamente o esplicitamente) al traduttore, senza che
quest’ultimo, però, sia del tutto consapevole di quel che significa.
Cercheremo di capire quali sono gli elementi distintivi di una redazione, come
può il traduttore diventare anche redattore e perché dovrebbe diventarlo. Tutto questo, naturalmente, con una gran messe di esempi e approfondimenti e una serie di
“casi” e problemi per mettere subito in pratica ciò che si è appreso.
Sviluppi successivi: l’idiomaticità e la creatività
La continuazione ideale di questo volume sarà un saggio in cui ci concentreremo su come evitare le insidie della routine, dell’attrito linguistico, di quella
lingua neutra e insignificante che viene chiamata “traduttese” e che a volte finisce
per rendere i testi tradotti poco brillanti e freddi. Ma lavoreremo anche su quella
progressiva perdita di contatto con la lingua d’arrivo (nel nostro caso l’italiano)
che a volte fa sì che, leggendo un testo tradotto, si senta fin troppo in filigrana il
vocabolario ma, specialmente, la sintassi della lingua-fonte, tanto da indurre a
chiedersi se sia stato tradotto da un parlante nativo o, piuttosto, da uno straniero
o addirittura da una macchina. La ricerca dell’idiomaticità nella lingua d’arrivo,
come vedremo, è un problema molto spinoso, perché richiede da parte del traduttore una grande attenzione alla lingua viva, una conoscenza approfondita degli
idiomi e delle preferenze dei suoi lettori. In questo volume futuro, infine, toccheremo una volta di più il problema di tradurre fondendo insieme fedeltà al testo
originale e adeguamento alle aspettative e alle esigenze del committente e del mercato.
A questo punto, risolte le questioni organizzative e preso contatto con tutto ciò
che porta a una migliore resa qualitativa del testo finale di una traduzione, arriveremo a toccare un tema davvero cruciale. Noi traduttori giustamente reclamiamo il
nostro diritto di venir chiamati “autori”,4 ma che cosa facciamo per “meritarcelo”?
Un autore corre dei rischi, propone soluzioni a volte inusuali, a volte discutibili ma
interessanti, contribuisce al dibattito culturale. E il traduttore, che rischi corre? In
effetti, oggi, probabilmente corre maggiori rischi a restarsene confinato nella sua
turris eburnea, in attesa di venir sostituito da un traduttore automatico veramente
efficiente (e, come vedremo, non ci vorrà molto perché ciò accada, visto che i programmatori stanno facendo passi da gigante). Ma niente paura, non si tratta di
reinventarsi un testo: si tratta di leggere e tradurre tenendosi a distanza dai luoghi
comuni, dalla ripetitività e da soluzioni consumate.
4
L’autore invisibile è il contenitore che alla Fiera del Libro di Torino unisce i vari appuntamenti
dedicati alla traduzione letteraria, mentre Gli autori invisibili è il titolo di una raccolta di interviste di Ilide
Carmignani pubblicata da Besa nel 2008.
11
Inoltre toccheremo i temi della traduzione per il marketing, della pubblicità,
della localizzazione dei comunicati pubblicitari, ma anche l’adeguamento ai nuovi
mezzi di comunicazione – in particolare a Internet. In tutti questi ambiti (senza
dimenticare, naturalmente, la traduzione letteraria) analizzeremo i vari modi per
affrontare e risolvere i problemi di traduzione all’interno della lingua d’arrivo, con
la piena comprensione e nella fedeltà al testo originale, ma allo stesso tempo senza il
pedissequo ricalco, riducendo al minimo le (inevitabili) perdite e i compromessi e
rendendo il miglior servizio all’autore, al testo o all’obiettivo di comunicazione che
il committente si è posto e ci ha posto. Questa analisi porterà anche all’individuazione di alcuni metodi e schemi, di strumenti forse inusuali (i giochi linguistici e le
figure retoriche, per esempio) e di una pratica di intervento.
A chi può servire questo Vademecum
Questo volume, nella varietà dei temi che propone, può essere utile, oltreché ai
traduttori, ai revisori, ai quali propone principi di revisione che puntano a tutelare il
loro lavoro e a valorizzare quello dei traduttori; ai redattori, che potranno ampliare
le loro competenze rendendosi maggiormente conto delle problematiche che incontrano i traduttori; ai clienti diretti e alle agenzie di traduzione, perché potranno
acquisire una maggiore consapevolezza di che cosa significa confezionare un testo
pronto per la pubblicazione, e quindi potranno dare indicazioni più precise e coerenti nel momento in cui si troveranno ad assegnare una traduzione o una revisione.
Ma sono convinto che anche i pubblicitari e chi si occupa di marketing potranno
ricavare degli spunti.
Ovviamente, mi aspetto contributi, supplementi di analisi, esempi e critiche dai
colleghi traduttori e, in generale, da chiunque voglia commentare questo libro.
Potrete scrivere alla mia mail [email protected], o anche iscrivervi alla
gruppo Facebook “Organizzati, Idiomatici e Creativi”,5 su cui da qualche anno si
discute di questi argomenti.
Quindi, mettiamoci all’opera: buona lettura e buon lavoro a tutti!
Andrea Di Gregorio
5
12
http://www.facebook.com/groups/187055137996956/?fref=ts
DIAGRAMMA DELLA PRODUZIONE DI UN TESTO TRADOTTO
Testo-fonte
Flussi di informazioni.
Ogni passaggio implica
informazioni e indicazioni
su come avanza il lavoro.
Accordo con il committente.
È di fondamentale importanza
per lo sviluppo del lavoro.
Traduzione
Terminologia
Revisione
In questa fase, o in quella
successiva di collazione delle
bozze è opportuno far rileggere
il testo al traduttore.
Redazione
Impaginazione
Correzione
I bozza
Correzione
I bozza
Collazione
II e III bozze
Testo definitivo
pronto per la stampa
12
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