PROGETTO “PROMOZIONE ASSOCIATIVA”
Premesse:
Nell’analizzare lo stato dell’Associazione si è preso atto delle realtà positive che ha in sé il
Ctg, ma si sono appositamente evidenziate le situazioni di difficoltà, al fine di trovare soluzioni
applicabili.
Una delle prime osservazioni fatte riguarda una certa scarsità di comunicazione tra le
varie entità associative. In particolare, risulta che la base comunica poco e male le iniziative che
svolge sul territorio, ma altresì che i livelli intermedi e nazionale non riescono a veicolare tutte le
iniziative e idee che pervengono.
La seconda osservazione ha evidenziato che in generale il gruppo si presenta sul territorio
nazionale con caratteristiche sue proprie e con esperienze diversificate che dipendono da
differenti fattori territoriali e sociali. Ciò può essere una ricchezza, ma si rischia anche di far
apparire il Ctg come una federazione di gruppi sparsi e non come un’associazione unica e con un
progetto unitario.
La terza osservazione ha evidenziato una presenza non uniforme sul territorio e un’azione
che procede con marce diverse. Le realtà più attive sono state individuate nel Veneto, nella Puglia
ed in Toscana, mentre altre regioni sono coperte dalla presenza di Gruppi attivi, ma con scarsa
strutturazione provinciale o regionale. Non si può infine non constatare che alcune zone restano
completamente scoperte o con presenze ridotte all’osso.
Per ultimo è stata riscontrata, fra i soci e fra i dirigenti, la preponderanza di un’età adulta,
cioè poco in sintonia con la denominazione stessa dell’Associazione e con le possibili azioni di
propaganda più care e più consone ad un pubblico di giovani.
Tutto ciò ha portato ad elaborare alcune proposte non esaustive del problema, ma aperte a
indicazioni ed ulteriori elaborazioni.
Con la consapevolezza che primo “motore” di uno sviluppo associativo possono essere i progetti
sulla scuola, sull’ambiente e sul turismo dei giovani, già presentati nelle schede precedenti.
Si tratta infatti di progetti da proporre a gruppi nuovi, a gruppi che abbiano smarrito la propria
identità, a persone esterne che attraverso questi strumenti intendano avviare la loro avventura
nel Ctg. Insomma a tutti coloro che intendano essere o diventare associazione partendo
dall’azione concreta.
Ma al di là dei progetti già delineati, occorrerà una certa dose di fantasia ed entusiasmo da
mettere nella vita quotidiana dell’associazione. Quello che primariamente occorre è assumere un
atteggiamento positivo e una determinazione nel promuovere le attività dell’associazione, convinti
che stiamo ricoprendo un ruolo significativo e importante.
Obiettivi interni:
trovare forme agili e veloci di comunicazione interna, sfruttando in maniera particolare la via
telematica (posta elettronica, sito internet, sms, ecc.). Ciò presuppone comunque a livello
centrale la creazione di una struttura a ciò dedicata per l’elaborazione dei dati e notizie da
diffondere.
recuperare uno “stile CTG” comune che unisca le iniziative pur diverse dei gruppi e le renda
originali.
sviluppare il senso di appartenenza all’associazione come condivisione di valori e proposte.
Aiutare lo sviluppo delle realtà associative minori con l’intervento delle regioni e provincie più
strutturate, con l’assunzione di esperienze già collaudate, con l’intervento di operatori specifici
anche provenienti da esperienze extra-Ctg, ma vicine.
Rendere i giovani il fattore più significativo della vita associativa, specie a livello di gruppo .
Lavorare per loro, renderli protagonisti con i fatti e non con le parole, dar loro fiducia nella vita
di base.
Obiettivi esterni:
recuperare una maggiore visibilità del CTG a livello nazionale e locale attraverso una
presenza nei mezzi di comunicazione più significativi (giornali, radio, Tv, internet); costituire
allo scopo un ufficio stampa e comunicazione esterna in collegamento non casuale con le
redazioni giornalistiche di riferimento.
diventare sempre più interlocutori autorevoli nei segmenti in cui si svolge l’azione associativa;
estendere la rete associativa nelle realtà di poca presenza, radicarla nelle parrocchie, nelle
scuole, nelle università, ovunque vi sia una presenza giovanile. Trovare in ciò nuove forme di
presenza, diverse da quelle classiche, più vicine al mondo giovanile, ricercando anche
situazioni sperimentali e in collaborazione con altri.
Far conoscere il CTG a gruppi informali e piccole realtà che operano sugli stessi temi e offrire
loro la possibilità di fare un cammino comune e raccordato.
valorizzare le Case per Ferie e connotare la vacanza nelle strutture affiliate come qualcosa di
diverso da tutto il resto. Far conoscere gli ideali che l’Associazione porta avanti attraverso la
chiave dell’ospitalità. Coinvolgere insomma pienamente le Case per Ferie nella promozione
CTG e attivare un raccordo positivo con le regioni di origine e di presenza geografica;
Strumenti
una maggiore uniformità di comunicazione nei messaggi, negli slogan, nei manifesti, elaborati
in accordo tra la struttura centrale e quella periferica. Ciò può essere aiutato anche dalla
preparazione di sussidi di formazione specifici a disposizione dei dirigenti.; dal proporre azioni
di marketing (attraverso mezzi di comunicazione quali la stampa, la televisione, la radio, le
conferenze stampa, ecc.) sulle attività svolte;
una esposizione chiara e visibile dei simboli e messaggi associativi durante le attività e nelle
sedi associative e le case per ferie (con targhe visibili all’esterno, bandiere in vista, manifesti,
depliant, pubblicazioni come Tg e la guida delle Case, opuscoli e volantini sempre ben in
evidenza, oggettistica a disposizione come cappellini, magliette, ecc.).
il recupero di una certa “ritualità” essenziale, ma significativa, utile a sentirsi parte viva di una
stessa esperienza; Ritrovare il senso di vari segni, come la consegna dei simboli associativi ad
ogni Gruppo, i momenti ufficiali in cui si riconosce la validità di determinati modi di operare,
in cui si consegnano gli attestati di partecipazione o i tesserini identificativi di ruoli specifici,
come quelli di accompagnatore, animatore, dirigente;
l’uso di un linguaggio semplice, giovanile e adatto ad essere tradotto anche in slogan
accattivanti.
l’adozione di iniziative e proposte moderne e intelligenti, ma non noiose e comunque
accattivanti per il mondo dei giovani.
la pratica di una verifica continua e attenta delle linee guida, delle norme comportamentali,
attraverso un dialogo stretto con i dirigenti e soci. Un ruolo demandato in particolar modo alle
regioni, per monitorare sul proprio territorio ciò che accade in ambito associativo e ricercare
l’armonia con le altre realtà.
Un serio servizio centrale di supporto all’attività periferica, mediante la progettazione e
distribuzione di sussidi, materiali utili al raggiungimento dello scopo associativo, la messa in
opera di consulenze generali e specifiche che aiutino nel “fare” associazione.
Proposte particolari.
E’ opportuno che l’idea di unità nel CTG si concretizzi, con appuntamenti cadenzati, anche
nell’organizzazione di grandi raduni assembleari aperti a tutti i soci a livello nazionale:
Questo diventa un momento privilegiato per l’incontro con le altre realtà territoriali e su cui
vanno responsabilizzate le politiche regionali e locali. Si pensa in particolare a
manifestazioni storiche da rivitalizzare e rimotivare, quali possono essere la festa della
neve o quella autunnale. Ma possono essere avanzate anche nuove proposte, come potrebbe
essere la realizzazione dei CAMPIONATI NAZIONALI CTG dei GIOCHI
DIMENTICATI. Vecchi giochi da riscoprire come il tiro alla fune, la guerra francese, la
trottola, la corsa dei sacchi ed altri ancora. Giochi da riproporre ad una generazione orfana
di questi antichi e tradizionali divertimenti.
La base associativa può essere allargata solo con un’azione congiunta e motivata di tutta
l’associazione. Questo è il compito primario che spetta innanzitutto alle realtà provinciali e
regionali, incaricate di sviluppare nuovi gruppi sul territorio, ma anche il semplice socio,
attraverso un’azione convinta, è invitato a proporre ad amici e conoscenti l’adesione al Ctg.
L’attività promozionale deve essere sentita da ciascuno come parte importante dell’essere
citigino. E va sostenuta e premiata.
La rivista “Turismo Giovanile”, va ripensata quale strumento valido di informazione e
approfondimento, rivolta non solo alla cerchia associativa. Può essere inviata anche nei
Comuni dove ancora non esiste gruppo CTG, soprattutto nelle regioni “scoperte”, ma in cui
vi sia attenzione alle problematiche nostre, evidenziate dalla presenza di uffici
Informagiovani, Progetti Giovane, assessorati dedicati alla questione giovanile, quasi a
preparare il terreno dove poi seminare. La diffusione può essere mirata anche ai seminari
diocesani al fine di far conoscere l’associazione ai futuri giovani preti; da non tralasciare
altri luoghi di aggregazione giovanile, quali le biblioteche e le Cappelle universitarie.
Va realizzato un kit che agevoli la presentazione dell’Associazione nelle nuove realtà. Esso
dovrebbe contenere, tra l’altro, i documenti base del Ctg, i depliants informativi, un cd-rom in
grado di presentare in maniera vivace e accattivante il progetto associativo.
Per le realtà già in attività, è utile la riproposizione di uno strumento, in forme moderne, quali
lo storico ma prezioso “CTG in Azione”, antologia di documenti, indicazioni, schede e
suggerimenti pratici per poter fare concretamente Ctg. Uno strumento non di omologazione,
ma di conoscenza pratica comune. Tale pubblicazione dovrebbe affiancare e tradurre in
operatività il progetto “Liberi a Tempo Pieno” e potrebbe essere edita e scaricata direttamente
dal sito web.
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