GIORNALINO DELLA
SCUOLA MEDIA
DON G. ANDREOLI
NUMERO 2
a.s. 2015/2016
In questo numero:
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Premiazione Concorso “Il Miglior Presepe”
Inaugurazione Parco Diritto Alla Pace
Luoghi di Prevenzione
Giornata della Memoria: il film “Monsieur Batignole”
Bacheca dei Commenti
La Rosa Bianca
Festa di Carnevale
Incontro con gli Autori Fabio Geda e Marco Magnone
La Redazione intervista le Ragazze del GCIB
Incontro con l’Autore Guido Sgardoli
Spettacolo WONDER
Un Invito Speciale...
Rubrica “Attenti allo Scienziato!”
Rubrica “Uomini e Donne da Nobel… La forza
delle idee”
C
ome vuole l’annuale tradizione, in occasione della FESTA DI
ATALE, i ragazzi delle classi prime hanno ideato e allestito dei presepi utilizzando materiali di recupero: argilla, cotone, colla, stuzzicadenti, castagne, noci,
corteccia, muschi, e molta, molta fantasia e inventiva. Le natività e altri paesaggi
alpini sono stati esposti nel nostro atrio. Le opere sono state giudicate e classificate da una giuria composta dagli studenti di seconda e terza estratti a sorte dalla
professoressa Georgeta Fudulache. Successivamente, alla festa di Natale, sono
stati premiati i primi tre presepi, più un quarto paesaggio invernale. Intervistando
sia i ragazzi di prima che quelli di seconda e terza, abbiamo constatato che questa laboriosa ma divertente attività piace a tutti senza esclusione.
La giuria in azione!
Alcuni Presepi in esposizione...
Giacomo Gualdi - 3 A
Il giorno 17 Dicembre 2015 la classe 1B si é recata alla cerimonia di inaugurazione del nuovo Parco a Correggio dedicato al Diritto alla Pace.
Oltre a noi hanno partecipato studenti di scuole superiori e di altri istituti. La
mattinata, sebbene fosse grigia e fredda, è stata allietata dalla banda della Città
di Correggio. Hanno partecipato anche il Sindaco Ilenia Malavasi, la Polizia
Municipale, i rappresentanti della religione cattolica e islamica.
Dopo una riflessione introduttiva sulla Pace, a turno i ragazzi hanno letto poesie e storie riguardanti episodi di guerra. Tra tutti i contributi due nostri compagni di origine pakistana hanno ricevuto particolare attenzione cantando in
lingua Urdu.
Sim, Rebecca, Emily - 1B
“ Mi chiamo Abdullah e frequento la classe 1B. Il giorno 17 Dicembre
2015 mi sono recato al parco della Pace per partecipare alla cerimonia di inaugurazione. In questa occasione, insieme ad una mia compagna di nome Alina, ho cantato una canzone in lingua Urdu.
La canzone si intitola BARA DUSHMAN BANA PHIRTA HAIN JO BACHON SE LARTA HAIN. Questa frase si traduce così: UN GRANDE TALEBANO CREDE DI ESSERE FORTE UCCIDENDO BAMBINI.
Il canto parla, infatti, di tutti i bambini che sono stati uccisi dai Talebani mentre si trovavano a scuola per imparare. Il canto è dedicato a
loro e a tutte le persone del mondo che odiano la guerra e desiderano
la Pace. Io vorrei avere una “gomma magica” che possa cancellare la
povertà, la guerra, la sofferenza e la cattiveria di alcuni uomini. Io ed
Alina crediamo nell’uguaglianza e nel rispetto di tutte le persone ed è
per questo motivo che abbiamo scelto di cantare in pubblico per l’inaugurazione di un parco dedicato proprio alla PACE.”
Abdullah e Alina - 1B
Tutte le classi seconde hanno partecipato al progetto”LUOGHI DI PREVEZIOE”
contro le dipendenze da sostanze. Leggiamo il racconto di questa esperienza scritto per
noi da un alunno di 2A.
La classe 2A, insieme alla 2B, ha partecipato all’iniziativa per la prevenzione del fumo organizzata presso
“Luoghi di prevenzione” a Reggio
Emilia. Il 12 gennaio 2016 siamo partiti alle 8:20 in pullman. Durante il
viaggio ci siamo divertiti molto. Arrivati, gli esperti ci hanno diviso per
classi e ci hanno accompagnati al primo piano. Lì abbiamo iniziato le attività con un "brain storming" (tempesta di idee): su un grande foglio di carta abbiamo scritto cosa
ci veniva in mente pensando alla parola “fumo”, sono emerse parole come cancro, nicotina, sigarette.
Successivamente ci siamo trasferiti in
una stanza dove erano state disposte
delle brandine sulle quali ci hanno
chiesto di sdraiarci. La prof.ssa che
era con noi ci ha fatto chiudere gli
occhi e ci ha chiesto di immaginare
un viaggio dentro al corpo di un uomo o una donna non fumatore: dentro
aveva profumo di rose, i polmoni erano leggeri e il cuore rosa. Poi ci ha
chiesto di immaginare di trovarci nel
corpo di un fumatore accanito (colui
che fuma circa 20- 30 sigarette al
giorno): c’era odore di sporco, i polmoni sembravano duri e neri, il cuore
era di un rosso acceso. Questa è stata
la mia attività preferita perché ho sperimentato una mezz'ora di puro relax
e riflessione.
La seconda attività propostaci riguardava un laboratorio scientifico, grazie
al quale abbiamo imparato molte cose,
come, ad esempio, che in una sigaretta
ci sono moltissime sostanze nocive, tra
cui catrame e nicotina. Nella sigaretta
la parte arancione si chiama “filtro” e
dovrebbe, appunto, filtrare il catrame,
sebbene in realtà circa il 90% di questo
entri ugualmente in bocca provocando
l’ingiallimento dei denti.
Dopo aver fatto una pausa, abbiamo
iniziato la terza attività: questa consisteva nell’ascoltare un testo letto che
poi avremmo dovuto "recitare". Questo
è il riassunto della storia che abbiamo
ascoltato: una ragazza, Carla, appena
tornata a casa, viene sgridata dai suoi
genitori poiché hanno scoperto che aveva iniziato a fumare. Per questo Carla viene punita e non potrà più di uscire con le amiche. Nel pomeriggio, Carla viene invitata da Alessia, una sua
amica, a fare un giro. Conoscendo il
divieto di uscire, Carla prova a chiedere il permesso ai suoi genitori. La
mamma di Carla non si muove dalla
decisione presa mentre il padre cede
dietro la promessa che non avrebbe
mai più fumato. Quando si incontrano,
le due amiche si abbracciano e per festeggiare Alessia offre una sigaretta;
Carla rifiuta, ma cambia decisione do-
L'ultima attività che ci ha visto coinvolti è
stata una esperienza di “scrittura creativa”, cioè la stesura da parte nostra di
quattro testi che poi abbiamo letto ai nostri compagni.
La considerazione generale è che per me è
stata una esperienza molto utile ed interessante, durante la quale ho riflettuto e
mi sono divertito.
Singh Ranvir- classe 2A
SLOGAN IDEATO DA ALEX CARUCCIO - 2 B
SLOGAN IDEATO DA ALIHAIDER ZAFAR - 2 B
po che un ragazzo (che le piace) la convince a cedere alla tentazione. I genitori
cercano di contattare al telefono Carla,
ma non sentendo nessuna risposta, vanno
a cercarla e capiscono subito che aveva di
nuovo fumato. La delusione e il dispiacere sono grandissimi. Ma, esiste una seconda versione di questa storia in cui cambia
il finale: Carla si fa forte, resiste alla tentazione della sigaretta e la rifiuta. I genitori sono molto orgogliosi di lei.
Giornata della Memoria
27 Gennaio 2016
Mercoledì 27 gennaio tutti gli studenti della scuola Andreoli si sono recati
al Cinepiù di Correggio per vedere il film “Monsieur Batignole”.
E’ stata un’occasione di riflessione e un modo per ricordare le vittime dell'olocausto.
MONSIEUR BATIGNOLE
TRAMA DEL FILM
Il film è ambientato a Parigi nel 1942. Il protagonista è Edmond Batignole, un macellaio che, durante l'occupazione tedesca della Francia, cerca di curarsi soltanto dei suoi affari. Un giorno degli abitanti
del quartiere - la famiglia ebrea Bernstein - vengono arrestati e deportati. La moglie di Batignole fa chiedere alle autorità tedesche di
ottenere il prestigioso appartamento che è rimasto vuoto dopo l'arresto della famiglia ebrea. La cosa mette a disagio Edmond, che però
non ha voglia di opporsi alle insistenze della moglie. Proprio nel
giorno in cui la famiglia Batignole si trasferisce nell'appartamento,
alla porta suona Simon, uno dei bambini della famiglia Bernstein,
che è riuscito a fuggire prima di essere deportato in Germania. Edmond dapprima lo vuole mandar via, ma poi si decide a voler salvare il ragazzino, al quale si aggiungono poi altre due bimbe, Sara e
Guila. Sfidando con coraggio le SS (squadre di protezione dell’esercito tedesco) riesce a trovare i
soldi per organizzare la fuga dei tre bimbi verso la Svizzera. Edmond commette un omicidio pur di
aiutare i tre fuggitivi, così si unisce a loro nel tentativo di raggiungere la frontiera svizzera. Riuscendo fortunosamente a eludere i controlli, i quattro arrivano in una fattoria vicino al confine, dove vengono ospitati da Irène, il cui marito è prigioniero di guerra. Qui rischiano di essere arrestati
per la sbadataggine del piccolo Simon e di Martin, il figlio di Irène geloso delle attenzione della
madre per Edmond. Ma anche in questo caso riescono a sfuggire sia ai tedeschi sia alla Gendarmerie. Alla fine il Parroco del villaggio riesce a condurre i fuggiaschi alla frontiera svizzera. Al momento di salutare i tre bambini, anche Edmond decide di restare con loro, scegliendo così una vita
più libera. Simon, Sara e Guila si salveranno, ma non rivedranno mai più le loro famiglie, scomparse nell'Olocausto.
“Il film per me è molto bello, la parte
che mi è piaciuta di più è quando Batignole aiuta il piccolo Simon a scappare
e si trova a dover commettere un omicidio. Mi ha insegnato a collaborare con
i miei amici nelle situazioni più difficili della vita.”
Rasiti Renat—3 C
”Il film pur essendo molto istruttivo
non mi è piaciuto perché cerca di
sdrammatizzare la storia e quindi
sembra dare meno importanza ai
fatti.”
Maline Incerti—3 B
“Il film mi è piaciuto, mi sono ritrovato
coinvolto nella vicenda e nell'epoca storica. All'inizio pensavo fosse un film vecchio e da quattro soldi, ma alla fine sono
rimasto soddisfatto. Ho capito il dolore
dei bambini e le loro famiglie deportate
in Germania. A me è piaciuta molto la
parte dove si sono nascosti nella fattoriadi Irène.”
Bellopede Riccardo—3 B
“Il film è stato interessante ed è molto dolce il legame
tra Batignole e i bambini, ma nel complesso non è tra i
più significativi; paragonato a molti altri girati sullo
stesso tema questo non rimane molto impresso e quindi
risulta poco adatto alla giornata della memoria.”
:”Il film in un certo senso è poco
realistico perché non mostra la vera
situazione degli ebrei e della Francia
durante la Seconda guerra mondiale.”
Santi Elena Sofia - 3 B
Lal Rakhi - 3 B
“Il film era troppo leggero per
la nostra età ed io penso che
noi ragazzi di 3° siamo pronti
per dei film che trattano argomenti più pesanti.”
Montanari Mattia- 3 A
“Per me il film rappresentava
un luogo troppo distante dalla
vera guerra combattuta e lontano anche dai veri avvenimenti.
Ha preso un ruolo un po’ insensato per un film della giornata della memoria: prendere
come esempio la vita di un
rosticciere/macellaio è un po’
troppo banale per noi di 3°,
avrebbero dovuto dividere in
due la mattinata, cioè 1° e 2°
insieme e terze da sole.”
D’Amore Karim - 3 A
“Per me il film è stato carino, non
eccessivamente pesante soprattutto per chi è molto sensibile come
me. Mi è piaciuto molto.”
Righi Aleksandra-3A
“A me il film infondo è piaciuto, mi è piaciuto soprattutto
perché il macellaio ha protetto
il ragazzino dai nazisti e lo ha
accudito con cura dandogli un
tetto e del cibo.”
Covezzi Andrea-3A”
“Il film è adatto ad un pubblico di prima e
seconda media, e fa capire cosa comportavano le persecuzioni da parte dei nazisti,
ma credo che dei ragazzi di terza siano
pronti ad affrontare questo argomento con
film che illustrino meglio la situazione dei
perseguitati.”
Jacopo Suozzi - 3 A
“Per me il film è stato abbastanza utile, quando l’abbiamo
guardato ci siamo divertiti, ma
abbiamo anche riflettuto sulla
storia avvenuta”.
Jessica Molino-2 A
Incontro con il gruppo
“LA ROSA BIACA”
el mese di febbraio la mia classe, 2B, ha incontrato, durante l’ora di Religione/Alternativa, due ragazzi e un’esperta che fanno parte del gruppo
“La Rosa Bianca”. La Rosa Bianca è un’associazione di Guastalla formata da ragazzi che per la maggior parte frequentano le scuole superiori
(alcuni sono universitari e poi ci sono, anche se pochi, ragazzi delle medie). Questi ragazzi non sono tutti cristiani: tra di loro infatti ci sono anche alcuni atei, oltre che cattolici e ortodossi (per esempio la ragazza che
abbiamo incontrato era ortodossa). Questo gruppo è nato per andare nelle scuole e raccontare a dei ragazzi della stessa età qual è stata la storia
del primo gruppo della Rosa Bianca.
I ragazzi e le ragazze del gruppo La Rosa Bianca di Guastalla
Infatti, durante l’incontro, i due ragazzi in particolare e la loro accompagnatrice ci hanno raccontato del gruppo della Rosa Bianca, che è vissuto
durante il tempo di Hitler (2^ Guerra Mondiale). Il nome del gruppo della
Rosa Bianca in tedesco si diceva: Die Weisse Rose.
Il primo gruppo era formato da studenti dell’Università di Monaco che si
erano rifiutati in modo non violento di obbedire alle regole dei nazisti. Il
gruppo era composto da cinque studenti: i fratelli Hans e Sophie
Scholl, Christoph Probst, Alexander Schmorell e Willi Graf, tutti poco più
che ventenni. Ad essi si unì un professore, Kurt Huber, che stese gli ultimi
due opuscoli. Siccome questi giovani studenti non erano d’accordo con
quanto diceva Hitler, decisero di far sapere a tutti le cose sbagliate che lui
stava facendo. Però volevano trovare un modo per combattere i nazisti che
non fosse violento, cioè non volevano usare le armi. Allora cominciarono a
pubblicare dei volantini, che mandavano e spargevano silenziosamente senza farsi notare, dove raccontavano tutte le cose terribili fatte dai nazisti e invitavano le persone a non appoggiarli. Scrissero ben 6 volantini e i nazisti
trovarono la bozza del 7° volantino nelle tasche del professor Huber quando
fu catturato. Il 6° volantino, come gli altri, lo "fotocopiarono" e la coraggiosa Sophie Scholl lo lanciò dalla cima delle scale dell’Università di Monaco,
mentre i suoi compagni facevano lezione. Sophie pensava di riuscire a
scappare dopo aver lanciato il volantino, ma non aveva pensato al bidello
che non si faceva scrupoli a denunciare i traditori del regime; il bidello prese Sophie e suo fratello e li portò dal Preside che li consegnò al generale nazista che in pochissimi giorni scoprì tutti i ragazzi che erano nel gruppo.
Sophie Scholl era la fondatrice della Rosa Bianca ed era una ragazza molto
coraggiosa.
Foto d’epoca di Sophie Scholl
Dopo che fu catturata, le fu fatto un processo molto veloce dove le chiesero
se voleva ritirare quello che aveva detto e sostenere Hitler. Sophie invece
prese la responsabilità dei volantini e disse che lei credeva che il nazismo
fosse ingiusto perché faceva del male. Era una ragazza normale ma aveva
un grande coraggio, e infatti aveva un detto che si portò fino alla morte:
"UO SPIRITO FORTE, U CUORE TEERO". Per questo
motivo, Sophie fu condannata a morte.
In qualche modo uno o più volantini passarono l'Oceano e arrivarono in
America; gli americani li fotocopiarono in tantissime copie che un giorno
vennero lanciate da un aereo alleato sulla città di Monaco. Ora nella piazza di Monaco c'è un monumento che rappresenta le lettere della Rosa
Bianca.
Un monumento che ricorda i volantini della Rosa Bianca
Questo incontro per noi è stato molto utile per capire che è importante far
sentire la nostra voce quando non siamo d’accordo con cose brutte che
succedono vicino a noi. Infatti abbiamo provato a pensare a tutte quelle
cose che nel mondo di oggi non ci piacciono e che vorremmo cambiare
(come ad esempio il bullismo) e abbiamo provato anche noi a fare dei volantini.
Ora vi farò leggere una parte (piccola) del terzo volantino della Rosa
Bianca:
TERZO VOLANTINO
on vogliamo qui formulare giudizi sulle possibili diverse forme di Stato
(la democrazia, la monarchia costituzionale, la monarchia assoluta e così
via). Solo una cosa vuole essere rilevata in modo chiaro e univoco: ogni
uomo ha diritto a uno stato giusto e utile che garantisca la libertà del
singolo come il bene della comunità. Infatti l'uomo deve cercare di raggiungere il suo fine naturale e la sua felicità terrena, libero e indipendente
nella comunità, di vita e di lavoro, nello stato.
Valerio Liguori, classe 2B
I
I
l Carnevale della scuola Andreoli si é svolto martedì 9 febbraio nella palestra dello stesso Istituto.
ragazzi di tutte le classi, dalle prime alle terze, dopo le due ore iniziali e
regolari di lezione, si sono cambiati, truccati e hanno consumato il buffet portato da casa. Al suono della campanella, alla terza ora, i professori di ogni
classe hanno accompagnato i propri ragazzi in palestra dove l'animatore del
Carnevale li ha fatti divertire attraverso giochi di ogni tipo e sfilare per mostrare gli sgargianti travestimenti.
L
e classi erano state precedentemente suddivise in tre gruppi: il gruppo
delle prime, quello delle seconde e quello delle terze. Ad ognuno dei gruppi
era stato dato un tema: le prime avevano il tema del “circo”, le seconde quello dei “film” e le terze quello delle “vacanze”.
Q uesto Carnevale, é stato sicuramente per tutti un momento di stacco dalle materie scolastiche ma anche un momento divertente, competitivo e creativo per tutti coloro che vi hanno partecipato.
A
L
differenza degli altri anni inoltre in questo Carnevale hanno potuto partecipare attivamente anche i professori dimostrandosi abili, scattanti e veloci
sia fisicamente che mentalmente.
a festa si è conclusa con le premiazioni dei vincitori della fase “giochi”
e della fase “sfilate e maschere”.
Aleksandra e Sher - classe 3 A
Le “IRO WOME!”
Intervista
al VINCITORE!!!
Dopo il successo avuto dall’albatros Loris Rughetti,
classe 2D, che si è aggiudicato il primo premio per il
travestimento più bello alla festa di carnevale, abbiamo avuto l’onore di intervistare proprio il vincitore...
Ciao Loris, come mai hai scelto di vestirti da Albatros? Qualcuno ti ha dato
l’idea o ti è venuta da solo?
L’idea mi è venuta da solo… l’albatros è un personaggio di “Bianca e Bernie”, mi piace molto perché
porta Bianca e Bernie in Australia, nella terra dei canguri.
…e noi conosciamo la tua passione per Bianca e Bernie Loris!! Come ti sei
sentito quando hai vinto?
Molto contento... non me lo aspettavo!
Ah sì? Non ci pensavi proprio che avresti potuto vincere? Quale altro costume ti è piaciuto molto e pensavi potesse vincere?
Mi è piaciuto molto il cammello.
Cosa hai vinto?
Quello! (Loris ci indica l’attestato appeso in classe)
Hai già progetti per il prossimo carnevale? Pensi già al prossimo costume?
No, ancora no...
Beh si sa… le idee migliori spesso arrivano all’ultimo momento... quindi aspettiamo pazientemente
l’anno prossimo per vedere quale altro travestimento ci proporrà il campione in carica!
Manal, Zeudi, Husnain, Fasih - 2 D
Incontro con gli autori del libro “Berlin”:
Fabio Geda e Marco Magnone
Il giorno mercoledi 3 febbraio ci siamo recati alla Sala 25 Aprile per incontrare gli autori del libro Berlin. Il romanzo, del genere fantasy, è ambientato nella Berlino del Muro, intorno agli anni ’70. Narra di un virus
che presenta alcune peculiarità: non colpisce le donne incinta e i ragazzi
sotto i sedici anni di età. Dopo aver letto in classe alcuni capitoli del romanzo abbiamo elaborato delle presentazioni Power Point. Abbiamo
immaginato di essere dei ragazzi che vivono in una città (la nostra Correggio) colpita dal terribile virus. Durante l'incontro con gli autori ogni
gruppo ha esposto il proprio lavoro. Successivamente gli scrittori Fabio
Geda e Marco Magnone hanno risposto con gentilezza e piacere alle
nostre domande.
Giacomo Gualdi, Andrea Covezzi - 3 A
GLI AUTORI
LE NOSTRE PRESENTAZIONI
POWER POINT
Le
Girls Code It Better
della nostra scuola sono le bravissime Ficarotta E-
mily, Verona Letizia, Braglia Ludovica, Ghisi Grazia, Taissir Sofia, Vitiello Miriam, Tondelli Laura, Volponi
Giada, Magnani Chiara, Terzi Angelica, Cimpeanu Andrada e Oprica Anca.
Divise in cinque gruppi stanno lavorando tutti i giovedì pomeriggio alla scuola San Tomaso dalle ore 14:30
alle ore 17:30 per realizzare strumenti didattici interattivi per alunni della scuola primaria e dell'infanzia.
Giovedì 7 aprile 2016 ci sarà la presentazione ufficiale dei loro lavori ma possiamo assicurare che stanno
davvero lavorando con impegno e costanza. Per farvi capire meglio il lavoro che stanno svolgendo abbiamo
deciso di intervistarle.
LETIZIA VEROA 1A
Redazione: Com’è stato fare questo corso?
“È stato bello perché ho imparato tante cose nuove e utili sul mondo del computer e della programmazione, ho
scoperto molti aspetti che non immaginavo . È stato divertente lavorare per produrre qualcosa che possa aiutare altri bambini o ragazzi.”
Redazione: Come è stato il primo giorno?
“Il primo giorno ero molto emozionata perché c'erano tante ragazze che non conoscevo, la maggior parte erano della San Tommaso, dove il corso si è tenuto. Le professoresse ci hanno diviso in tanti gruppi abbiamo deciso su cosa lavorare. Ora faccio parte del gruppo nominato Le Lucciole. Il prodotto sarà un libro interattivo. Lo scopo è di aiutare i bambini ad imparare a leggere anche attraverso l'ascolto. Stiamo lavorando sulla
favola di Cappuccetto Rosso.”
EMILY FICAROTTA 1B
Redazione: Cosa realizzerete alla fine del corso?
“Io faccio parte del gruppo delle Stupefacenti, alla fine del corso il nostro gruppo dovrà realizzare uno zaino massaggiante: esso prevede un meccanismo in movimento posizionato nello schienale e delle luci sugli
spallacci per illuminare la strada di sera.”
Redazione: Perché hai scelto di partecipare a questo corso?
“Ho deciso di fare questo corso perché amo la tecnologia. Ero sicura che
partecipando alle lezioni avrei imparato cose interessanti e nuove.”
LUDOVICA BRAGLIA 1C
Redazione: Cosa hai imparato? Quale è stata la cosa che hai preferito?
“Ho imparato molte cose, ma soprattutto sull'uso dei computer. Lo studio di
fattibilità, cioè il percorso che porta alla realizzazione del progetto, mi ha
appassionata. I documenti di narrazione, cioè i test svolti per valutare quello
che abbiamo capito, erano molto utili. Io ero nel gruppo delle “Lucciole”
insieme a Letizia Verona e Giada Volponi. La cosa che mi è piaciuta di più e
stata l'osservazione della stampante 3D. Nel complesso mi è piaciuto tutto.
Redazione: Consiglieresti questo corso ad altre ragazze?
“Assolutamente sì. Lo consiglierei perché è davvero bello lavorare in gruppo
e realizzare qualcosa di utile per gli altri.”
SOFIA TAISSIR 2C
Redazione: Di quale gruppo fai parte?
“Io sono nel gruppo delle Chipster. Noi vorremmo creare un astuccio interattivo che ha lo scopo
di ridurre la perdita di pastelli e pennarelli.
Redazione: Quali sono i vantaggi nel partecipare al
progetto GCIB?
“Ho imparato moltissime cose sul computer e che
non conoscevo affatto: tutto ciò credo mi aiuterà
molto nella vita di ogni giorno.”
Redazione: Ti è piaciuto lavorare in gruppo per realizzare un prodotto?
“Sì, mi è piaciuto moltissimo lavorare in gruppo. Se non avessi avuto la possibilità di lavorare in gruppo credo che non sarei mai riuscita a fare tutto quello che ho realizzato finora. Oltre al gruppo ho conosciuto molte ragazze, sia della mia scuola che della San Tommaso.”
GRAZIA GHISI 2C
Redazione: Come funziona l'astuccio interattivo?
“L'astuccio contiene un meccanismo che attraverso un joystick seleziona il colore del pastello o pennarello desiderato. Dopo la selezione, il meccanismo ruota e fa uscire dal lato dell'astuccio il colore prescelto.”
GIADA VOLPOI 3A
Redazione: Quali sono le difficoltà che hai incontrato all’inizio del progetto?
“Iniziare questo percorso è stato difficile soprattutto perché mi sentivo inesperta. A volte mi sentivo
anche in difficoltà con le mie compagne”
Redazione: Credi ti sarà utile per il tuo futuro ciò che hai imparato con GCIB?
“Credo di sì, non so se farò questo di lavoro, ma in un modo o l’altro mi sarà utile.”
TEREZIA ACA OPRICA 3 B
Redazione: E tu, Terezia, credi ti sarà utile ciò che hai imparato
nel futuro?
“Sarà molto utile poiché ho scelto come scuola superiore un Istituto Tecnico Industriale con indirizzo Meccatronica.”
Redazione: Vorresti ripetere questa esperienza?
“Sì, mi piacerebbe molto.”
LAURA TODELLI 3 A
Redazione: Di quale gruppo fai parte?
“Io faccio parte delle 3D Girls”.
Redazione: Quale prodotto state realizzando?
“Il mio gruppo si sta occupando di un modello di Sistema Solare: questo modello sarà in movimento e
permetterà di osservare le relazioni tra Sole e Pianeti.”
CHIARA TODELLI 3A
Redazione: A chi è destinato il vostro prodotto?
“E’ destinato agli alunni della scuola elementare o media.”
Redazione: Quali sono state le difficoltà che hai incontrato?
“Ho trovato difficile, ma interessante, lavorare con il computer, usare tante applicazioni e software
nuovi.”
Redazione: Vorresti ripetere l’esperienza?
“Decisamente sì. Questo corso offre tante opportunità di crescita e permette di aiutare altri ragazzi nella vita e nello studio.”
ADRADA CIMPEAU 2 B
Redazione: Di quale gruppo fai parte?
“Faccio parte del gruppo delle Chipster e stiamo
lavorando sulla realizzazione di un astuccio interattivo.”
Redazione: Qual è stato l’aspetto che più ti ha colpito del progetto GCIB?
“Forse, interagire con le altre per imparare: farlo da
sola non sarebbe stata la stessa cosa.”
Redazione: Hai incontrato delle difficoltà?
“A volte ho trovato difficile comprendere le consegne dei compiti da svolgere, ma il gruppo mi ha
aiutata a capire meglio.”
AGELICA TERZI 2 B
Redazione: Come credi che il progetto GCIB possa essere utile per te?
“Credo che il corso mi aiuterà molto nelle mie scelte future, sia nel percorso scolastico che poi, forse
nella scelta di un lavoro.”
Redazione: Di quale prodotto ti stai occupando?
“Mi sto occupando della realizzazione dello zaino massaggiante, infatti faccio parte del gruppo delle
“Stupefacenti”.
VITIELLO MIRIAM 2 A
Redazione: Di quale gruppo fai parte? E di cosa ti stai occupando?
“Faccio parte delle Hackers. Il mio gruppo vuole realizzare il modello di un corpo umano. Lo scopo è
quello di permettere ai ragazzi delle medie o delle elementari di imparare più facilmente la posizione
degli organi umani nel corpo.”
Redazione: Consiglieresti questo progetto ad una compagna?
“Assolutamente sì. E’ una attività divertente e si sta in compagnia.
Redazione: Ti sei trovata bene nel lavoro di gruppo?
“Sì, io sono l’unica della media Andreoli a far parte delle Hackers, comunque le altre ragazze, tutte della
San Tommaso, mi hanno accolta molto bene, mi hanno sempre coinvolta nelle conversazioni e nelle decisioni.”
C-D SI SONO RECATE
GIOVEDÌ 3 MARZO LE CLASSI PRIME E SECONDE DEI CORSI C
ALL’INCONTRO CON L’AUTORE GUIDO SGARDOLI.
DI SEGUITO LEGGERETE UN ESTRATTO DALL’INTERVISTA CHE GLI ALUNNI
HANNO PROPOSTO ALLO SCRITTORE DURANTE UN INCONTRO POMERIDIANO
ALLA LUDOTECA DI CORREGGIO.
Ha una stanza o un posto dove preferisce
scrivere?
Per scrivere ho bisogno di stare a casa e ho tanti posti
della casa a seconda delle stagioni: d’estate sto in giardino e d’inverno sto dentro. Anche se non ho le condizioni ottimali scrivo lo stesso.
Da quando scrive? Quando ha pubblicato il
suo primo libro?
Scrivo da quando ero in prima media, il primo libro
l’ho pubblicato a 30 anni.
Quanti libri ha scritto?
Ho scritto 60 libri fino ad ora, ma alla fine del 2016
vorrei arrivare a 70: questo è il mio obiettivo per questo anno.
Quando ha pensato di fare il veterinario e
quale dei due lavori preferisce?
Il sogno di diventare veterinario è nato quando avevo
18 anni ma preferisco scrivere.
Cosa sta scrivendo ora?
Sto scrivendo il terzo libro di una piccola saga per i bambini di fine elementari-inizio medie.
A cosa si è ispirato per scrivere
“A.S.S.A.S.S.I.N.A.T.I.O.N”?
Volevo scrivere di un ragazzo senza genitori
che era segretamente figlio di una persona
non realmente esistita.
Anche in altri romanzi ha mescolato tante storie o solo in
questo?
No, solo in “A.S.S.A.S.S.I.N.A.T.I.O.N” ho mescolato tante storie.
Ha mai visto le cascate di Reichenbach?
No, non le ho mai viste.
Le piacerebbe che venisse realizzato un film basato su
‘A.S.S.A.S.S.I.N.A.T.I.O.N’?
Sì, mi piacerebbe vedere il film di ‘A.S.S.A.S.S.I.N.A.T.I.O.N’.
Quanto ci ha messo per
scrivere
“A.S.S.A.S.S.I.N.A.T.I.O.N”?
Ci ho messo un mese.
Come ha scelto il nome di
‘Montague Hall’?
L’ho scelto per richiamare la letteratura.
Qual è il libro, tra quelli
che ha scritto, a cui è più
legato?
Sono quelli in cui parlo di che fine hanno fatto i ‘Pelle Rossa’, i nativi americani. Il mio preferito in assoluto
è ‘JJ contro il vento’.
Qual è il suo genere preferito?
Il genere letterario non mi interessa in modo particolare, leggo di tutto.
Qual è il primo libro che ha scritto?
Il mio primo libro è ‘George W. Blatt’, che parla di un amministratore di condominio che è uno scarafaggio. Il condominio è abitato da soli insetti; un
giorno arriva un cane nel condominio e loro decidono di fargli la guerra!
Le alunne e gli alunni della Redazione di 1D e 2C
Sabato 20 Febbraio, le classi prime della scuola media si sono recate nel plesso della primaria
Allegri per assistere allo spettacolo realizzato dai PRODIGIOSI alunni delle classi quinte.
Ispirata al libro intitolato “Wonder”, di R. J. Palacio, la rappresentazione è stata molto gradita
dal pubblico. Gli attori hanno recitato senza alcun imbarazzo, dimostrando grande sicurezza; alla
conclusione dell’esibizione si sono dimostrati molto gentili e disponibili rispondendo alle nostre
domande circa il libro e la realizzazione dello spettacolo. L’organizzatore e “regista” è stato
Matteo Carnevali, esperto di teatro, che avevamo già avuto modo di conoscere ad inizio anno
scolastico.
La storia narrata in “Wonder” è stato scelta in quanto fa riflettere su molti valori importanti,
come il rispetto reciproco, la tolleranza e l’amicizia. August, il protagonista delle vicende, è un
ragazzo di 11 anni, che a causa della sua deformazione facciale viene continuamente deriso dai
suoi compagni di scuola. August si trova a dover superare prove molto difficili, che lasciano a
volte sorpresi ed amareggiati, che fanno riflettere su quegli aspetti che a volte diamo per scontati, che fanno considerare in modo nuovo la diversità.
Rebecca Avanzi - 1 B
Continuità Primaria-Secondaria di primo grado
Un Invito Speciale… per costruire un Ponte...
Piccola Rubrica Scientifica
Se siete in vena di improvvisarvi scienziati ecco
qui alcuni esperimenti che potete tranquillamente
realizzare in casa….
Istruzioni generali:
•
•
•
Seguite bene le istruzioni... o vi troverete guanti che volano per casa…
oppure ad affrontare una specie di ‘Spada nella roccia in versione moderna’, nel tentativo di aprire un contenitore con pompa a vuoto
Se avete fratellini piccoli assicuratevi che siano dentro al box, in modo
che non venga loro l’idea di gustarsi un po’ delle sostanze che userete
Se siete in casa da soli… fate in modo di ripulire tutto bene prima che
la mamma torni a casa!
Buon divertimento!!!
LA MANO DI
FRANKENSTEIN
Cosa ti serve?
3 CUCCHIAI DI ACETO
U BICCHIERE
2 CUCCHIAII DI BICARBOATO DI SODIO
U GUATO DI GOMMA
Come rendere viva la mano di Frankenstein
1.
2.
Metti l'aceto nel bicchiere
Aggiungi il bicarbonato all'interno del guanto. Tieni il guanto (chiuso) dalla parte del polso e scuo-
tilo fino a far entrare il bicarbonato in tutte le dita
3. Infila con attenzione il guanto all'estremità del bicchiere in modo che non
ci sia nessuna fessura, come nella foto
4.
Ora tieni sollevato il guanto in modo che stia dritto e agitalo piano così
da far cadere il bicarbonato dentro al bicchiere
5. Allontanati e guarda la mano di Frankenstein che
…..prende vita!
Spiegazione Scientifica Semplice
Il bicarbonato e l'aceto unendosi non rimangono due sostanze separate,
ma reagiscono formando alcuni prodotti tra cui anche anidride carbonica.
Questa produce pressione sulle pareti del guanto facendolo gonfiare: più
gas si produce e più la mano si gonfia ..... ma attenzione a non metterne
troppa o il guanto si potrebbe sfilarsi e la mano volare via terrorizzando
i più piccoli!!!!!!
Sofia, Muskan, Ayman
marshmallows...
invadenti!!!!
Per l' esperimento ti servirà:
1 COTEITORE PER ALIMETI DA 1 LITRO PROVVISTO DI POMPA A
VUOTO
2 PACCHETTI DI MARSHMALLOWS
Cosa devi fare:
•
Riempi il vaso con i marshmallows, ma non metterli troppo fitti;
•
Chiudi il contenitore e tira fuori l'aria con la pompa;
•
Osserva i marshmallows: dovrebbero man mano diventare più gonfi… molto più
gonfi… quasi riempire tutto lo spazio del contenitore !!
•
Rimuovi la guarnizione della valvola per far rientrare l'aria;
•
Osserva nuovamente i marshmallows, ora dovrebbero ritornare alle dimensioni normali...
Spiegazione Scientifica Semplice
I marshmallows sono dolcetti gommosi molto gustosi, perché composti principalmente da zucchero...ma se non lo sapevi sono composti in buona parte anche da bolle d'aria.
Quando con la pompa fai uscire una parte di aria dal contenitore, l'aria contenuta dentro ai
marshmallows si può espandere (perché ha ora più spazio a disposizione). Espandendosi si trascina dietro anche la parte solida dei marshmallows, che quindi si gonfiano!
Karan, Lin, Jatinder, Raoul
RUBRICA IDEATA E CURATA DAI RAGAZZI
DELLE CLASSI TERZE
Rita Levi-Montalcini
è nata a Torino il 22 aprile 1909 ed è stata
una neurologa e senatrice a vita italiana, nonché la prima donna ebrea italiana a studiare
scienze. Le fu assegnato il premio
Nobel per
la medicina nel 1986.
Negli anni cinquanta le sue ricerche la portarono alla scoperta e all'identificazione del
fattore di accrescimento della fibra nervosa o
NGF, scoperta per la quale è stata appunto
insignita del premio Nobel. Il 1º agosto 2001 è
stata nominata senatrice a vita "per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo
scientifico e sociale”.
Nata in una famiglia ebrea, figlia di Adamo Levi, ingegnere elettrotecnico e matematico e della pittrice
Adele Montalcini, ebbe tre fratelli (dei quali una era sua sorella gemella). Decise nell'autunno del 1930 di
studiare medicina all'Università di Torino e all'età di vent'anni entrò nella scuola medica dell'istologo
Giuseppe Levi , dove cominciò gli studi sul sistema nervoso che avrebbe proseguito per tutta la vita. Nel
1936 si laureò in Medicina e Chirurgia con 110 e lode, ma lei successivamente si specializzò in neurologia e
psichiatria.
A seguito delle leggi razziali del 1938, in quanto ebrea, Rita fu costretta a emigrare in Belgio con Giuseppe Levi, dove fu ospite dell'istituto di neurologia dell'Università di Bruxelles. Poco prima dell'invasione
del Belgio, nella primavera del 1940, tornò a Torino, dove allestì un laboratorio domestico situato nella
sua camera da letto per proseguire le sue ricerche.
Nel 1943 l'invasione dell'Italia da parte delle forze armate tedesche la costrinse ad abbandonare il suo
rifugio ormai pericoloso. Successivamente scappò insieme alla famiglia a Firenze dove si stabilirono, cambiando comunque spesso abitazione per evitare le deportazioni. Proprio a Firenze entrò a far parte del
corpo medico dei Partigiani.
Dopo la guerra tornò con la famiglia a Torino dove riprese gli studi. Fu invitata a St. Louis in America , a
prendere la cattedra di docente del corso di Neurobiologia al Dipartimento di zoologia della Washington
University. Nel dicembre del 1951 presentò alla New York Accademy of Sciences la sua tesi in cui cercava di spiegare la crescita di fibre nervose. Insieme al suo allievo Stanley Cohen scoprì un fattore chiamato NGF fondamentale per la comprensione e ricerca di malattie come il morbo di Parkinson e di Alzheimer e del cancro.
Nel 1986 grazie a questa scoperta fu insignita del premio Nobel, nel 2001 divenne senatrice italiana a
vita e nel 2009 con i suoi 100 anni è stata la prima tra le vincitrici e i vincitori del premio Nobel a varcare
il secolo di vita. Rita Levi-Montalcini muore il 30 dicembre 2012, all'età di 103 anni.
Se volete approfondire questo argomento vi consigliamo di seguire questo Link e guardare una
video-intervista a Rita Levi-Motalcini:
https://www.youtube.com/whatch?w=40NZQj3y37w
Maline, Elena Sofia, Rakhi - 3 B
Il Dalai Lama, Tenzin Gyatso, è un monaco buddhista tibetano. È stato la più alta autorità religiosa del Tibet, essendo anche la più importante guida spirituale del Buddhismo. Dal 1959 fino
all'11 marzo 2011, ha ricoperto la carica di Capo del Governo tibetano in esilio del Tibet.
Il Dalai Lama è un convinto sostenitore della nonviolenza e della pace fra tutte le creature. In ragione di ciò sostiene anche il rispetto per gli animali. Il 10 dicembre 1989 ricevette il Premio Nobel per la pace per il fatto che nella sua lotta per la liberazione del Tibet ha
sempre rifiutato l'uso della violenza, preferendo soluzioni pacifiche basate sulla tolleranza e il
rispetto reciproco.
reciproco Egli ha sviluppato la propria filosofia di pace a partire da un rispetto per
tutto ciò che è vivo, basandosi sul concetto della responsabilità universale.
Alla cerimonia di consegna del Nobel, lo stesso Dalai Lama dichiarò: «Mi considero solo un
semplice monaco buddhista. Niente di più, niente di meno. Quello che è importante non sono io,
ma il popolo tibetano. Questo premio rappresenta un incoraggiamento per i sei milioni di abitanti del Tibet che da oltre quarant'anni stanno vivendo il più doloroso periodo della propria
storia. Nonostante ciò la determinazione della gente, il suo legame con i valori spirituali e la
pratica della non violenza rimangono inalterati. Il premio Nobel è un riconoscimento alla fede e
alla perseveranza del popolo tibetano». Questo fatto provocò accese proteste da parte del governo cinese che controllava il Tibet.
Sul Dalai Lama sono stati prodotti anche dei film divenuti famosi:
Piccolo Buddha (1993), di Bernardo Bertolucci
Sette anni in Tibet (1998), di Jean-Jacques Annaud
Il Dalai Lama alla Cerimonia di consegna del Premio
Nobel per la Pace nel 1989.
Riccardo e Renat - 3 C
Nasce in un mese forte e solare come lui, nel Luglio del 1918 in Sudafrica, e da subito si capisce che avrebbe
sviluppato un carattere deciso.
Si laurea in giurisprudenza nel 1944 ed inizia la sua attività politica nell’ANC (African National Congress), iniziando una lotta pacifica contro l’apartheid, la discriminazione e la segregazione razziale.
Nel 1960 il regime massacra 69 rappresentanti dell’ANC, ma Mandela riesce miracolosamente a salvarsi e
fuggire. Questo evento segnerà per sempre la vita del leader sudafricano: Nelson Mandela ne esce molto più
forte.
Prende vita allora la lotta armata, decisa a rovesciare il regime, ma nel 1963 Mandela viene arrestato e condannato all’ergastolo con l’accusa di alto tradimento.
Mandela dedica tutta la sua vita agli ideali in cui crede fermamente, sacrifica affetti personali e benefici che
pur gli spettano. Lo conferma in un famoso discorso del 1962 tenuto davanti ai giudici che stanno per pronunciare la sentenza:
“Ho nutrito l’ideale di una società libera e democratica, in cui tutte le persone vivono insieme in armonia Questo è un ideale per cui vivo e che spero
di realizzare. Ma se è necessario, è un ideale per il quale sono
pronto a morire”.
Dopo 27 anni di prigionia, Nelson Mandela riceve il Premio Nobel per la pace nel 1993, assieme al Presidente De Klerk, per l'impegno per il Sudafrica democratico liberato dall’ apartheid.
Nelson Mandela si spegne il 5 dicembre 2013 nella sua casa di Johannesburg.
Consiglio ai miei compagni di guardare il film
“Invictus” (diretto da
Clint Eastwood, del 2009)
che parla del Sud Africa
diviso dalle lotte tra i bianchi e i neri. Solo la determinazione di un grande
uomo di stato e la passione per il rugby di un coraggioso capitano cambieranno le sorti di tutta una
nazione...
Abdullah Alì - 3 C
Marie Sklodowska Curie
nasce a Varsavia
nel 1897 da una famiglia cattolica assai numerosa. La
piccola Marie, convinta della sua intelligenza e delle
sue capacità, decide di studiare fisica, a dispetto del
fatto che questa scelta fosse inizialmente assai osteg-
L'idea che una donna potesse intraprendere la carriera scientifica era inconcepibile
per quel tempo.
giata.
Finiti dunque gli studi superiori a quindici anni, per gli otto successivi lavora come istitutrice per
potersi sostenere le spese universitarie. Nel 1891, visto che l'università di Varsavia era vietata alle
donne, Marie si trasferisce in Francia per iscriversi e studiare alla Sorbonne di Parigi. Durante il
tempo libero Marie studia in autonomia matematica e fisica. A Parigi, comunque, Marie fa un incontro importante, quello di Pierre Curie, un professore della scuola di Fisica. Nel 1895 si sposano e lavorano insieme alla ricerca scientifica. Nello
studio della radioattività, condotto con mezzi
rudimentali e senza aiutanti, i due coniugi scoprono due nuovi elementi chimici, il radio e il polonio.
Marie comprende che la radioattività è un fenomeno a livello dell’atomo, demolendo con questa geniale intuizione la convinzione della fisica di allora che l'atomo fosse la particella più piccola della
materia. La scoperta viene annunciata il 26 dicembre 1898 all'Accademia delle Scienze a Parigi e, nel
1902, riceve il
premio Nobel per la Fisica.
Dopo la tragica morte del marito avvenuta nel 1906, Marie Curie continua a lavorare nel suo laboratorio, viene chiamata alla cattedra alla Sorbonne (la stessa che fu del marito) e riesce a isolare il polonio puro e il radio puro. Per questo successo, nel 1911, viene insignita con il
premio Nobel
per la Chimica.
A questa grande scienziata sono stati dedicati due musei uno a Parigi e uno a Varsavia.
Jacopo Suozzi, Mattia Montanari, Karim D’Amore- 3 A
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