periodico del Q3 e Bagno a Ripoli
1
Anno XXI - n° 8 novembre 2011 - Distribuzione gratuita - Firenze
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È bene sospettare di tutti, finché non si riesce a dimostrare che sono innocenti
Anche i giornalisti sono carne da macello
I
giornalisti non amano
parlare di se stessi, del
loro lavoro, soprattutto
dei loro guai. Proviamo
a farlo noi, per una volta.
Costretti per mestiere a pubblicare tutte le notizie di
cui vengono a conoscenza,
vengono colti da incredibili
pudori se devono pubblicare informazioni su ingiustizie, perdite di lavoro o casse
integrazioni che riguardano
il loro mondo. Fateci caso,
non è che non appaiono del
tutto, ma sempre in qualche pagina interna, un mezzo
colonnino ben nascosto.
Eppure il quadro, anche qui
da noi in Toscana e a Firenze,
è davvero fosco per quanto riguarda il lavoro nel settore
dell'informazione. L'ultimo caso quello del Giornale
della Toscana, che rischia la chiusura. E non si venga a
raccontare che “tanto è il quotidiano di Verdini”: è una
voce spesso fastidiosa e provocatoria, ma completa un
quadro. E la gente che ci lavora, giornalisti, tipografici, amministrativi, sono persone in carne ed ossa, che
hanno il diritto, come chiunque, di non vedersi messe
in mezzo ad una strada da un giorno all'altro. Ma prima
c'era stato il caso del quotidiano Il Firenze, chiuso; la
crisi, che permane, delle redazioni regionali de L'Unità
compresa quella toscana; la chiusura della tv Canale 10,
dove hanno cambiato perfino la serratura alla porta per
tenere fuori i giornalisti e gli altri lavoratori, lasciati per
mesi senza stipendio. A questo si potrebbero aggiungere
gli articoli pagati 5 euro lordi ai precari che garantiscono
l'uscita di tanti giornali o la sopravvivenza di tante radio
 Dario Rossi
Aghata Christie
Solidarietà, un'idea
per il terzo millennio
 Franco Pestelli
e televisioni locali. Come nel caso di Nova Radio, l'emittente dell'Arci fiorentina; evidentemente a sinistra non si
riesce a comportarsi in modo diverso dagli altri grandi e
piccoli editori, e così si chiude con il gruppo di giovani
cronisti che finora ha tenuto in piedi l'informazione (e
i contratti) della radio per sostituirli con nuovi precari.
Per chiudere questa cronaca dolorosa, un accenno alla
meravigliosa rivoluzione digitale della televisione. Da
mesi siamo bombardati da messaggi sul maledetto switch
off (se non si dice in inglese non vale); ma non una parola
si è sentita sul gran numero di giornalisti che rischiano
il posto di lavoro nelle piccole emittenti tv di provincia
che saranno escluse da questa significativa espressione del
progresso tecnologico. Non sarebbe stato meglio puntare
sul satellite o il cavo come in tutto il resto del mondo?
Già, però satellite e cavo non sono le realtà su cui ha
puntato il gruppo Mediaset.
La storia del nostro associazionismo ci insegna che le
risposte a problemi collettivi, nei nostri territori, sono
condivise socialmente. A metà dell’800 nacquero le
Cooperative e le SMS (Società di Mutuo Soccorso)
come prima forma embrionale di “welfare locale”. Cioè
un aiuto che le famiglie, nel senso ampio del termine, si
davano l’un l’altre per affrontare i gravi problemi economici e sociali che all’epoca, come oggi, le riguardavano. Il
risultato fu di trasformare un problema collettivo in un
opportunità di crescita politica e civile, di sussidiarietà
orizzontale ante litteram. Queste esperienze poi, storicamente, hanno contribuito in maniera significativa, in
termini di proposta culturale, alla definizione delle politiche sociali delle amministrazioni locali. Ed oggi, in un
certo senso, la storia si ripete. I recenti tagli del governo
Berlusconi sul fronte dei servizi sociali compromettono,
in maniera significativa, l’intervento delle amministrazioni locali in quei settori che, tradizionalmente, si configurano come essenziali per la qualità della vita e il principio
di coesione ed uguaglianza sociale. L’organizzazione della
scuola pubblica, l’assistenza alle famiglie per la gestione
quotidiana dei propri anziani, la promozione di progetti
tradizionali o innovativi a sostegno della disabilità, la
possibilità di usufruire di edilizia pubblica per chi non
può permettersi un alloggio a prezzi di mercato, tutto
questo ed altro ancora deve fare i conti con una drastica
riduzione, se non assoluta mancanza, di risorse finanziare.
segue a pag. 2
Un centro servizi di via Villamagna
Niente indignatos né tanto meno blakblock. Il
Centro Popolare Autogestito di Gavinana assomiglia
più ad una Caritas diocesiana: pasti a quattro euro,
libri a buon mercato, bici usate e riparate per pochi
euro e così via. L'evoluzione della specie.
pag. 5
Un uomo di parte ma “super partes”
Si definisce così Rosauro Solazzi, presidente Pd del
consiglio comunale di Bagno a Ripoli. Prestato par
time alla politica dalla sua professione, svolge il suo
ruolo istituzionale con competenza ed equilibrio. E
tutti i gruppi consiliari apprezzano.
pag. 8
La ginnastica abita anche da noi, è il CGE
Il Centro Ginnastica Firenze è una società in forte
espansione. Aumenta i suoi iscritti, arrivati ormai
a 350, organizza e partecipa a manifestazioni
nazionali con risultati più che lusinghieri. Però è
penalizzata dalla mancanza di strutture.
pag. 10
in punta di penna
2
gavinana
Big Bang, ovvero 100 idee in attesa della sintesi
Solidarietà, un'idea
per il terzo millennio
 Fabrizio Fabrizzi
Un dato per tutti: i fondi statali destinati
agli aiuti sociali complessivamente sono
passati da 2526,7 milioni di euro del
2008 a 538,3 milioni di euro del 2011.
Ed a fronte di questa situazione pensiamo,
come democratici ripolesi, che la sfida da
cogliere vada ben oltre la mera e legittima
rivendicazione e implichi necessariamente
la ri-definizione del concetto di welfare e,
soprattutto, dei metodi e delle strategie
per garantire adeguatezza ed efficacia degli
interventi sociali. Nell’800, grazie anche
al contributo ideologico del movimento
socialista, furono pensate nuove forme di
assistenzialismo, si canalizzarono idee ed
energie che dettero vita a modi innovativi
e partecipati di intendere e vivere la solidarietà. Per questo ci sembra opportuno
avviare un dibattito che, partendo dal
confronto e dalla condivisione con il
nostro associazionismo locale, stimoli una
riflessione sui fondamenti dell’idea di solidarietà per fare quello che nell’800 fecero i
nostri concittadini i quali trovarono risposte partecipate, responsabili, collettive alle
legittime domande di tutela sociale in un
modo che ancora oggi apprezziamo. (fp)
A luci spente e palcoscenico vuoto,
della Leopolda rimangono cento
questioni aperte, una vasta raccolta
di articoli dei principali cronisti e
opinionisti, e una manciata di commenti scritti dai cittadini, sparsi sulle
pagine dei quotidiani. Sono proprio
questi ultimi che ci offrono la visione più originale dell’evento organizzato da Renzi, che verrà prossimamente archiviato sotto la voce ‘big
bang’. E’ interessante leggerli, questi
commenti, perché una volta superata la prima sensazione, segnata dalla
totale confusione e dalla grande improvvisazione, si percepisce quanto
siano forti la voglia di partecipare, il
desiderio di dire la propria opinione,
il bisogno di essere ascoltati. E’ come
se il vuoto lasciato dai partiti, sempre più leggeri e destrutturati, avesse
nel frattempo trovato una parziale compensazione in altre forme di
impegno e in altri strumenti, come
questi che ormai sono alla portata
di (quasi) tutti. Superfluo aggiungere che i politici che sanno meglio
gestire questo canale di ascolto e di
coinvolgimento sono in posizione di
vantaggio: Renzi fa scuola, in materia. Tornando ai commenti, dalla
loro lettura emerge una varietà di
opinioni così ampia da rendere faticoso – ma forse non sarebbe superfluo - qualunque tentativo di farne
una sintesi appena ragionata. Si va
dalle stroncature sommarie tipo ‘ottima la coreografia, pessimo lo sceneggiatore, torniamo alla politica e
lasciamo le rottamazioni agli sfasciacarrozze’, agli entusiasmi acritici,
come ‘tutti a casa, che big bang sia’.
Nel mezzo, tante sfumature. C’è chi
non si fa sfuggire l’occasione per dichiarare la propria giovanilista scelta
di campo: ‘ho sessantatre anni, ma
ancora un cuore giovane e pieno di
voglia di riscatto, forza giovani’, e
ancora: ‘dai Italia, svegliati, vediamo
di sostituire il vecchio con qualcosa che porti nuove idee’’. E c’è chi
invece considera amaramente che
‘ogni italiano potrebbe fare una lista
di cento idee, quelle non mancano
mai, come non mancano i problemi. Mancano invece le soluzioni’.
Sentenziando infine, senza appello,
‘ma che cavolo sta a farci, Renzi nel
PD?‘. Non sono assenti gli sfottò,
come quello sulla ‘Firenze da bere, a
base di twitter, face book e IPhone,
ma con il Ramazzotti sostituito dai
Ragazzotti di Matteo’, e non mancano neppure quelli che hanno perso
il filo delle proprie opinioni: ‘vorrei
proprio un cambio di identità, ma
ha proprio ragione Bersani, qui si
raccontano cose da anni 80, però
anche quelli come Bersani aspettano
ancora baffone e hanno dimenticato
cosa vuol dire essere di sinistra ..’
Insomma, a giudicare da tutta l’abbondanza e varietà di pareri in circolazione, sembra che il big bang ci
Un libro per te
Uno per i tuoi regali
La tua libreria del quartiere
sia già stato davvero, e che il vero
problema sia ormai diventato quello di fare una sintesi dei mille frammenti di pensiero sparati a forza e in
ogni direzione. A meno che la sintesi non sia già stata scritta a priori, come pensano i detrattori, quelli
che temono che tutto questo vociare
sgangherato finisca per rafforzare la
logica populista dell’uomo solo al
comando’.
E’ facile constatare, dunque, che
questa iniziativa ha più diviso che
unito. Qualcuno l’ha anche detto:
‘perché mai all’interno del PD – ma
il concetto potrebbe essere esteso ad
altri periodi storici, e ad altre formazioni del centro sinistra - c’è sempre
qualcuno che ne disturba l’azione’,
specie nei momenti in cui si avverte
l’avvicinarsi di importanti cambiamenti degli equilibri politici ?’ Un
titolo recente del Corriere fiorentino
racchiude in poche parole l’anomalia del ‘caso Leopolda’: ‘Da Firenze
è partita la sfida al PD’. Se di vera e
propria sfida si tratta, sono in molti
a chiedersi perché essa venga lanciata in un momento così difficile per
il paese, e perché i primi destinatari
siano i democratici. Nella parola ‘sfida’ possiamo vedere, certo, anche un
positivo intento di miglioramento,
ma per farlo bisogna essere davvero
animati dall’ottimismo della volontà. E in ogni caso il tempo scelto
non è il più adatto. In un momento in cui si discute del drammatico
attacco dei mercati, della situazione
finanziaria ai limiti del collasso, delle tendenze centrifughe e dichiaratamente separatiste, della ventennale
azione di logoramento dei principi
costituzionali, per non parlare delle manifeste incapacità di tenuta
dell’attuale maggioranza, all’interno
del principale partito di opposizione
già provato da endemiche lacerazioni, si aprono discussioni su quale sia
la generazione che dovrà guidare il
partito nel prossimo futuro. Come
sarà questo futuro ?
FEstival della
Chitarra classica
all'Affratellamento
15 novembre
Ganesh del Vescovo
18 novembre
Leonardo Masi
22 novembre
Trio chitarristico italiano
25 novembre
Alessio Monchi
29 novembre
Nicola Michelassi
2 Dicembre
Andrea Pennati
6 Dicembre
Nuccio D'Angelo
12 Dicembre
Flavio Cucchi (sala del Buonumore,
Conservatorio Cherubini)
Teatro dell'Affratellamento
Via Giampaolo Orsini, 73
Editore: Associazione Macché Direzione e redazione
v.le Giannotti, 13 - Firenze - tel. 055683388
Registrazione presso il Tribunale di Firenze
n. 38389 dell’11/05/1989
Direttore responsabile Franco Pieraccioni
Condirettore Dario Rossi
Capo redattore Dania Bellesi
Redazione: Fabrizio Fabrizzi, Philippe Chellini,
Alessia Lastrucci, Maria Virginia De Lisio, Andrea Monti
Cristina Fontanelli, Paolo Boschi, Virginia Talenti, Daniela
De Donatis, Dania Bellesi, Antonella Bracaloni, Gaia
Palesati, Niccolò Margara, Chiara Bianchini
Testata di Vinicio Berti - Vignette FurFra
Impaginazione Alessandro Naldi
Stampa Litografia IP - via Boccaccio, 26r - Firenze
Chiuso il 04/11/2011
3
Il nostro paese festeggia il 150°, lo storico circolo di via Giampaolo Orsini "solo" il 135°
Anche l'Affratellamento celebrara l'Unità d'Italia
"Dal 5 al 13 novembre eventi che analizzano gli aspetti delle culture popolari" dice il presidente Mannelli
 Philippe Chellini
del Coro di Canti Sociali
‘Novecento’, una carrelLa S.R. Affratellamento di Ricorboli,
lata di canti popolari, di
in via G. Orsini, festeggia con un
lotta e di lavoro tra Otto
ciclo ad hoc i 150 anni dell’unie Novecento, un modo
tà d’Italia. La rassegna è iniziata
questo per recuperare
venerdì 4 novembre e si protrarrà
una valenza documentafino a domenica 13, per un totale
ria e didattica della candi 6 spettacoli, e proprio domenica
zone tipica soprattutto
è stato organizzato un incontro in
degli anni Settanta. E
occasione dei 135 anni d’attività
si arriva così a domedella Società Ricreativa. Difatti, l’Afnica 13 con il duplice
fratellamento nasce nel 1876, 15
evento: alle 17,30 il
anni dopo l’unità, e da lì le due storie
già citato incontro sui  L'entrata del Teatro in via Giampaolo Orsini
proseguono praticamente in paralle135 anni della Società,
lo, un lungo percorso che la Società
e alle 19 il concerto di chiusura tema questo tornato prepotentementiene a sottolineare attraverso questa
del Complesso bandistico dell’Asso- te di moda, mostra che dopo il 13 si
giornata a cui prenderanno parte, tra
ciazione musicale Fiorentina, diret- sposterà nei locali del vicino circolo
gli altri, lo storico Ivano Tognarini,
to dal maestro Marco Mangani e Vie Nuove con orario di visita 17-19.
la presidente dell’Arci di Firenze
incentrato su musiche risorgimentali. Infine, nel periodo 15 novembre-12
Francesca Chiavacci e naturalmenAncora, sabato 5 si è inaugurata la dicembre, in collaborazione con
te Luigi Mannelli, storica colonna,
mostra dei disegni di Vinicio Berti il Conservatorio ‘L. Cherubini’,
nonché attuale presidente, dell’Afsu Pinocchio, il burattino simbolo all’Affratellamento si terrà un ciclo
fratellamento. Proprio Mannelli ci
universale degli oppressi e dei vessati, di otto concerti di chitarra, di cui
l’ultimo al Conservatorio, dedicato
ottant’anni del maestro Alvaro
Imminente l'arrivo di un libro fotografico che racconta il linguaggio e le strade del quartiere agli
Company. Concludo dicendo che il
ciclo sull’unità d’Italia è un modo
per testimoniare quanto in questo
Scritto da Luciano Artusi e ideato da Andrea Ceccarelli e Liliana Fusi, è un'originale guida delle nostre zone momento sia necessario rivedere quei
valori, quegli assunti che avevamo
 Maria Virginia De Lisio
corboli; quelli di recente attribuzio- dato per scontato ma che oggi sono
ne, come la piazza Gino Bartali, che stati rimessi fortemente in discussio276 sono i toponimi dell’area terriabitava nella vicina piazza cardinale ne, non solo le conquiste sociali e
toriale del Quartiere3 - Gavinana,
Elia dalla Costa, o quella intitolata a economiche dei lavoratori ma anche
Ponte a Ema, Nave a Rovezzano e
Pellegrino Artusi, il celebre letterato gli stessi principi istituzionali del
Galluzzo -, ed è alle stampe un testo
gastronomo, antenato, per giunta, nostro ordinamento: non lasciamo,
corredato di illustrazioni, d’epoca e
dell’autore del libro di prossima pub- come siamo soliti fare, il concetto
recenti - opera quest’ultime di Maublicazione, “che - aggiunge infine la di patria a disposizione di chi sta
ro Sani -, che trae spunto proprio dai
signora Fusi - può stimolare tutti noi dall’altra parte della barricata e che
nomi delle strade per raccontarne la
a conoscere meglio il contesto che spesso lo ha usato per i propri fini e
storia. Ideatori dell’iniziativa editoviviamo”.
interessi”.
riale Andrea Ceccarelli e Liliana Fusi,
presidente l’uno del Q3, l’altra della  Luciano Artusi
commissione manifestazioni storiche
e di folklore dello stesso. “Il tutto è intitolazioni delle vie e piazze - ma
nato a completamento di un proget- anche di ponti, parchi, etc. - e dall’ato iniziato con la mostra fotografica nalisi della loro genesi, del loro signi“Questi siamo noi” dell’anno scorso ficato e del loro sviluppo nel tempo,
e proseguito con il calendario anco- tratta la storia dei luoghi o dei perra corrente, testimonianze visive dei sonaggi che ne portano il nome e ne
cambiamenti, in senso lato, avve- descrive le trasformazioni successive
nuti nella nostra zona da un secolo e le cose degne di nota presenti, quaa questa parte. Diverso materiale, li opere d’arte, epigrafi, tabernacoli
quello appunto legato al passato, de- e così via. E nel nostro quartiere di
riva dalla mostra - ricorda la signora primo acchito prevalgono nella zona
Fusi -, la rassegna alla quale hanno relativamente più nuova nomi gecontribuito con entusiasmo molti ografici, compresi tra viale Europa
cittadini con foto private di famiglia, e via Gran Bretagna; a Gavinana,
e che ora è esposta alla Misericordia luogo della capitolazione dell’ultima
di Badia”. Autore del testo è Luciano repubblica fiorentina (1527-1530),
Artusi, studioso di storia fiorentina quelli dedicati ai suoi protagonisti,
e toscana che ha all’attivo numerose quali Donato Giannotti e Francesco
pubblicazioni, e quest’ultima si inti- Ferrucci; quelli intitolati a santi cui
tola “Le strade raccontano. A spasso sono dedicate chiese o monasteri nelper le vie e nelle piazze del Quartiere la stessa strada, come Santa Marghe3 – Gavinana Galluzzo – alla scoper- rita a Montici e San Gaggio; quelli rita di storie, personaggi, avvenimenti, feriti alle configurazioni del territorio
aneddoti e curiosità”. Sì, perché lo ed alla vegetazione, ai corsi d’acqua,
studio, partendo dall’origine delle come via delle Campora o via di Riillustra gli altri appuntamenti della
rassegna: “Questo programma ha
un taglio ben preciso, analizza vari
aspetti della cultura popolare. Siamo
partiti venerdì scorso con un riconoscimento all’attività delle donne fiorentine o ‘fiorentinizzate’ del periodo
rinascimentale, attraverso la conferenza tenuta dalla docente Elena
Giannarelli, da sempre particolarmente attenta alle tematiche femminili. Appuntamento imprescindibile
martedì 8 con l’omaggio a Mario
Luzi che, oltre all’attività poetica,
ci ha lasciato alcune ‘perle’ di saggezza, tra cui la lezione sulla lingua
italiana tenuta all’Accademia della
Crusca e il discorso sulla bandiera
italiana a Reggio Emilia in occasione
del bicentenario del tricolore, per
l’occasione illustrate dall’amica e collaboratrice Caterina Trombetti. Non
manca poi il versante musicale, con
il concerto di sabato 12 ore 21.15
Tutti i toponimi di Gavinana e dintorni
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bagno a ripoli
gavinana/bagno a ripoli
è in libreria da poche settimane un nuovo lavoro dello storico ripolese Massimo Casprini
I l C PA s t a d i v e n t a n d o i l p u n t o d i r i f e r i m e n t o a n c h e d i c h i n o n a r r i v a a f i n e m e s e
Lo schietto linguaggio del cotto e delle fornaci
Quel centro che somiglia sempre più alle caritas
Il viaggio giovanile dell'autore nel fantastico mondo dei fornacini, filo conduttore del libro
In via Villamagna il luogo di aggregazione diventa un punto di resistenza alla crisi
 Antonella Bracaloni
 Cristina Fontanelli
Parole, modi di dire, significati e
suggestioni nel loro connubio. Un
dizionario, raccogliendo le parole, ne
spiega senso ed etimologia ma soprattutto, testimonia e dispiega quel combinarsi e generarsi reciproco che è il
linguaggio. Il Dizionario delle fornaci
da laterizi e da stoviglie nel contado
fiorentino, (edizioni Polistampa, presentazione di Roberto Lunardi, con
uno scritto di Matilde Paoli, membro
dell’Accademia della Crusca) è un
altro frutto prezioso delle ricerche
dello storico Massimo Caprini che
ha studiato vocabolari e antichi libri,
recandosi, al contempo, in coloniche
e vecchie fornaci. Ha esplorato la
memoria delle cose “leggendo” archi-
tetture, colori, forme, fessure e manufatti in terracotta. La bellezza e il
fascino dell’opera scaturiscono anche
dalla forte empatia dell’autore coi fatti
ed i luoghi. Insieme ai documenti del
Trecento e Quattrocento, ai bandi
Granducali dei due secoli successivi, ai
Libri dei Conti e alle più recenti fatture, l’afflato dell’uomo che ripercorre
la magia del suo mondo, ha conferito
una marcia in più a tutto il lavoro.
Casprini racconta, nell’introduzione
al volume, col tocco delicato e poetico
di un innamorato, le sue giornate d’estate fra i lavoratori. Partiva dalla casa
dell’Antella, costruita da suo nonno
fornaciaio, verso il fantastico mondo
della fornace. Anche se esisteva un
antico ponte con una bella volta di
mattoni rossi, preferivo togliermi i
 Massimo Casprini e il suo libro
Un gruppo di evangelici dai primi di ottobre è accampato vicino alla biblioteca del Niccheri
Canti, balli e preghiere testimoni della fede
I novanta aderenti a "Cristo è la risposta" in cambio bonificano l'area e realizzano una pista ciclabile
 Dannia Bellesi
A domanda riposta, si direbbe e
a sentir la loro sarebbe Cristo. Ne
sono fermamente convinti, tanto da
riunirsi per quattro lunghi mesi ogni
anno in un posto nuovo. Quest’anno
è stato il Comune di Bagno a Ripoli
a dar loro appoggio per i loro tendoni e le loro casette mobili.
Dal 2 ottobre scorso, infatti il gruppo religioso o meglio l’associazione
Onlus “Cristo è la risposta” si trova
nello spazio antistante la Biblioteca
di Ponte a Ema, nei pressi di Antella.
Il gruppo, composto da circa 90
membri, fa capo alla corrente evangelica. Hanno un credo religioso
legato al vangelo a grandi linee e con
moltissime e grossolane approssimazioni si avvicinano alla più conosciuta chiesa Valdese.
La loro volontà è quella di diffondere la loro fede nei confini toscani
e già da qualche anno si trovano
nei pressi di Firenze: fino a qualche
mese fa la loro postazione era situata
nei pressi di Calenzano. I novanta
mebri presenti a Bagno a Ripoli
sono sia membri stabili del gruppo,
sia professionisti che per quattro
mesi l’anno lasciano tutto per concedersi il proprio spazio spirituale,
legato alla meditazione, alla vita
comune e alla preghiera. Vengono
da undici nazioni di tutto il mondo
e sono uomini donne e bambini che
nel territorio ripolese hanno messo
su un vasto programma di conferenze che nascono da una riflessione sui
temi sociali esistenti nei testi biblici.
L’evangelizzazione, ovvero il rac-
 L'area davanti la Biblioteca di Ponte a Niccheri
conto, la diffusione per mezzo di
incontri e parole, è un fil rouge
che lega moltissime religioni e loro
hanno un modo molto particolare
di praticarla.
I loro canti e i loro balli, le loro
preghiere ed i loro racconti sono l’espressione della loro fede che manifestano conducendo oltretutto una
vita nomade, se questo è il termine
esatto.
L’associazione e la sua presenza a
Ponte a Ema, non rimangono fini
a se stessi: in nome del diritto di
libertà di culto che rappresenta un
punto fermo del nostro senso civico
e della nostra carta costituzionale,
l’Amministtrazione ripolese ha concesso a “Crito è la Risposta” l’utilizzo dell’area antistante la Caserma
dei Carabinieri delimitata da Via
Belmonte, dalla biblioteca e dall’Ospedale.
Loro, a sua volta, ripagano la cortesia bonificando l’area che attualmente verte in uno stato di disuso
ma non solo: oltre ad offrire per
tutti e quattro i mesi di permanenza spettacoli, letture, canti etc.
l’associazione O.N.L.U.S svolgerà
attività socialmente utili come la
realizzazione di un percorso ciclabile
che raggiungerà l’ospedale, ovvero
una parte di un progetto molto più
ampio seguito dal Comune ed interamente finanziato dalla Regione
finalizzato alla costruzione di opere
di mobilità sostenibile. Il valore dei
lavori che l’associazione realizzerà
nei quattro mesi di permanenza,
ovvero fino al 31 gennaio, supererà i
40.000 mila euro.
In cambio della loro libertà essi agevolano quella degli altri e chi teme
di trovare uno di loro alla porta a
scopo di evangelizzazione “porta a
porta” non ha niente da temere.
Una pacifica convivenza nel territorio e una dovuta ospitalità la si deve
a chiunque, specialmente a chi in
cambio di ospitalità cerca di migliorare i nostri quartieri adoperandosi
alimentando quella vena “verde” che
ancora spesso ci sfugge.
sandali e guadare il fiume a piedi scalzi
perché di primo mattino si facevano
delle scoperte emozionanti. Una natura incontaminata appena uscita dalla
notte cercava di nascondere i piccoli
segreti che in un lento risveglio si
aprivano alla vita col passare delle ore.
La strada che conduce alla meta è di
un bel rosso, i cocci delle lavorazioni
difettate, divengono, negli anni, massicciate forti e compatte. La struttura è
posta a bacìo, su un pendio, a ridosso
di una fitta cipressaia, dispone di tutta
la ricchezza necessaria: argilla, acqua e
legna. Molto ha da imparare, Il giovane Massimo, dagli artisti del cotto, che
lo accolgono con benevola allegria,
anche se, al suo arrivo, di fatica ne han
già fatta tanta e poi tanta. Casprini è
instancabile, goloso nell’osservare e
ascoltare, incantato dall’interloquire
arguto, parente stretto del fiorentino
antico…era un modo di agire e di
parlare naturale, schietto, libero e a
volte scurrile, ma senza malizia . Tanti
anche i problemi e le ombre, nelle
giornate dei fornacini, e il dizionario,
tutt’altro che asettico, ma appassionante come un libro di narrativa con
tanto di belle immagini, attraverso
i suoi cinquecento vocaboli, fornisce una testimonianza a tutto tondo.
Per questo, accanto a termini desueti
come margone, beriolo, appicciolare,
diacere, decauville, grecchia, fittile o
polvere di micio, non mancano parole
quali sciopero e medicina. Duro lavoro delle braccia e, per gli infortunati,
niente dottori o farmaci, specie in
epoca più lontana. Si usavano, pertanto, i rimedi empirici derivanti dalla
fornace, a cominciare dalla cenere. Le
proteste dei lavoratori, nel mondo che
fu, si chiamavano tumulti e a quello
dei Ciompi, nel 1348, parteciparono
anche i mattonai mentre, fra i primi
scioperi veri e propri, c’è quello degli
artigiani fornaciai del cotto fiorentino,
nel 1908.
Fra i più importanti luoghi di
aggregazione esistenti nel rione di
Gavinana, c'è sicuramente il Centro
Popolare Autogestito Firenze Sud:
una realtà cittadina che da oltre
vent'anni organizza varie iniziative politiche e culturali, all'insegna
della contro informazione, dell'antifascismo e della solidarietà sociale.
Aperto tutti i giorni dell'anno, (dal
pomeriggio a notte fonda), il CPA
è punto di ritrovo per moltissime
persone che s'ispirano ad ideologie
antirazziste ed a principi internazionalisti mirati a contrastare il neo
liberismo, la precarietà occupazionale, la globalizzazione selvaggia e
l'imperialismo. Le attività promosse
dal CPA raccolgono consenso fra
un movimento di simpatizzanti ed
antagonisti, più o meno politicizzati;
non soltanto adolescenti, disoccupati
e studenti, ma generazioni di classi
sociali diverse (operai, cassaintegrati,
liberi professionisti, free lance creativi, pensionati e casalinghe): tutti
soggetti accomunati dal desiderio
di creare una società diversa, più
equa e migliore di quella odierna. Lo scorso mese di settembre,
nella storica sede del CPA di via
Villamagna 27/A, è stato celebrato
l'anniversario di ventidue anni di
lotte e autogestioni: in questa occasione, sono intervenute centinaia di
persone che si sono volute incontrare
per festeggiare insieme, socializzando
con musica dal vivo, aperitivi ed una
cena popolare. A livello organizzativo, il CPA è gestito collettivamente
da un gruppo di attivisti, che grazie
a forme di auto finanziamento e di
volontariato, fanno sì che questa
struttura polivalente fornisca molteplici occasioni di svago davvero low
cost. “La crisi economica che stiamo
attraversando – confessano Ernesto
(42enne, disoccupato) e Rossana
(63enne, pensionata) rendono sempre piu' appetibile questo sito a un
numero crescente di persone che
ormai non possono piu’ permettersi
divertimenti ricreativi, perché con
estrema difficoltà riescono ad arrivare a fine mese”. Di fatto, anche alla
mensa del Centro Popolare Firenze
Sud i frequentatori stanno da qualche mese visibilmente aumentan-
 L'ingresso del CPA di via Villamagna
do: insieme ai famigerati precari e
ai "bamboccioni" , ormai siedono
a mangiare anche mamme, babbi,
nonni, nipotini, cugini, e zii, ormai
impossibilitati a permettersi il lusso
dei ristoranti tradizionali. Nello spazio cucina, (dotato di attrezzature
industriali), dove sono offerte cene
tradizionali, etniche o vegetariane,
possono essere accolte centinaia di
persone e quasi quotidianamente
sono offerti pasti completi (primo,
secondo, contorno, frutta e bevande)
alla modica cifra di quattro euro.
Nella cittadella del CPA di Gavinana
hanno luogo anche rassegne cinematografiche, con proiezioni di pellicole, documentari storici e d’attualità;
fra le varie attività culturali, durante
l'anno sono proposti anche corsi
gratuiti di fotografia artistica. Nei
locali di via Villamagna, sono state
anche create la biblioteca dedicata
al comandante partigiano “Angiolo
Gracco”, (ricca di riviste, saggi,
opuscoli e giornali), e la libreria
“Majakovsky” (dove sono promosse
presentazioni di libri e conferenze).
A chiunque ne faccia richiesta, a
costo zero, il CPA mette a disposizione anche una ciclofficina dotata
di attrezzature che consentono di
poter riparare la propria bicicletta.
Assai frequentati sono anche la palestra (dove gratuitamente è possibile
frequentare corsi di ginnastica libera,
yoga, pugilato ed arti marziali), e i
concerti dal vivo (la musica è prevalentemente rock, punk, folk). Per
le band e singoli attori che ne fanno
richiesta, al CPA Firenze sud sono
rese disponibili sale e attrezzature per
eventuali esibizioni e performance
teatrali e/o musicali.
Il Quartiere cerca di rendere l'Anconella più accogliente
Parla il presidente della commissione del territorio del Q3
 Franco Pieraccioni
 Maria Virginia De Lisio
Il Barchetto sempre aperto Altri parcheggi? No grazie
Sembrava solo un auspicio o poco
più l'ipotesi affacciata da Andrea
Ceccarelli qualche tempo fa: aprire
il Barchetto tutto l'anno, non solo
durante i mesi estivi. Per chi non
lo sapesse, il Barchetto è quella
casetta appena oltrepassato il secondo ingresso al parco dell'Anconella
in via Villamagna che funziona
come punto ristoro e di ritrovo da
metà maggio a metà settembre. Da
qualche anno è gestito, per conto
del quartiere 3, dall'associazione
Cambia Musica che, sia detto per
inciso, ha dimostrato professionalità, competenza e cortesia nell'assolvere al suo compito, uniti a un
rispetto delle regole che l'hanno
messa al riparo dalla valanga di critiche che di solito si rovescia addosso
a chi sgarra anche di un minuto la
chiusura del locale. Dicevamo che
ora la possibilità di dotare l'Anconella di uno spazio permanente per spettacoli e spuntini si sta
facendo davvero concreta. Gli uffici
del quartiere stanno studiando un
bando di assegnazione del luogo
articolato in modo tale da renderlo
appettibile per i soggetti che gravitano nel mondo dell'imprenditoria
culturale. Già, perchè il nodo è
tutto lì. Tenere aperto per dodici
mesi il Barchetto diviene impossibile senza aggiungere alla costruzione esistente una struttura coperta
abbastanza ampia per organizzare
un'attività di spettacoli, incontri,
dibattiti, mostre, ecc.. E tutto questo costa, ci dicono i bene informati, almeno fra 40 e 50mila euro.
Solo un bando di assegnazione a
lunga scadenza – diciamo almeno 8
anni – può garantire un periodo di
ammortamento sufficiente a coprire
i costi di gestione. E va poi evitato
che la gara vada deserta, quindi
il provvedimento che dovrebbero
partorire i tecnici del quartiere e
del comune non potrà che avere
tutte le caratteristiche per permettere la partecipazione e l'affidamento.
Se, malauguratamente, le leggi e i
regolamenti vigenti impedissero in
ogni modo l'assegnazione di mediolungo periodo allora sarebbe meglio
rinunciare all'apertura del Barchetto
tutto l'anno. Si tratterebbe davvero
di un'occasione sprecata. Un locale
pubblico di quel tipo rappresenterebbe, crediamo, una specie di botta
di vita in un quartiere dove si vive
discretamente ma dove le novità
vere latitano.
Dove posteggiare bene la macchina
sulla strada? Questo è il problema,
se ci mettiamo alla guida quando
c’è la pulizia delle strade ma anche
nella quotidianità, diurna e notturna.
Ma il nostro quartiere è dotato di
numerosi parcheggi pubblici, spesso
poco sfruttati. E’ il caso, ad esempio, del parcheggio Giannotti gestito
dalla Firenze Parcheggi, quello accanto all’altro della Coop, sottoutilizzato
proprio per questo. Ne parliamo con
Stefano Rigutini, presidente della
commissione consiliare politiche del
territorio: “E’ proprio la contiguità
con il parcheggio del centro commerciale a scoraggiarne l’utilizzazione da parte dei cittadini, al punto
che l’amministrazione comunale, che
detiene la maggior parte delle azioni
della società, molto probabilmente
metterà in vendita i posti auto”. C’è
da dire che nel corso dell’incontro
all’EX3 tra i cento organizzati in
città il 28 settembre scorso alcuni
automobilisti residenti nel quartiere
si sono lamentati del costo dell’abbonamento mensile, che ammonta a
94,50 €, costo di per sé non proibitivo ma sommato alle altre spese…
Come pure è venuta fuori parados-
salmente in un altro incontro l’idea
di costruire un parcheggio pertinenziale sotto piazza cardinale Elia dalla
Costa, come se si ignorasse appunto l’esistenza di quello della Firenze
Parcheggi lì poco lontano. “Qualche
anno fa - ricorda Rigutini - è stato
presentato un progetto a proposito,
che sarebbe stato realizzato da privati,
di cui una quota sarebbe stata venduta, e l’altra, di minore entità, sarebbe
stata in carico all’amministrazione
comunale. Gli oneri di urbanizzazione sarebbero serviti a riqualificare la
piazza, compresi gli impianti sportivi
e l’area dedicata ai bambini, ma poi il
progetto è decaduto”. Certo è che è
la mentalità dell’automobilista a rendere difficile la mobilità, a Firenze e
non solo. “Si tende sempre ad arrivare a destinazione col proprio mezzo,
a preferire il rischio di multe salate
anziché usufruire di posteggi sicuri, a
differenza degli altri paesi d’Europa”.
L’intermodalità, ossia l’uso alterno
di mezzi di trasporto, dal privato
al pubblico o alle due ruote, esiste
poco o nulla, e difatti il parcheggio
scambiatore in viale Europa, vicino
all’uscita di Firenze Sud dell’A1, è
comodo, economico (1,50 € per 12
ore di sosta), e sua volta poco adoperato.
6
GRUPPO pd COMUNE bagno a ripoli
Chiesta dal gruppo Pd al Comune una campagna di sensibilizzazione a tappeto
La cedolare secca, un'arma contro gli affitti in nero
A Bagno il fenomeno è circoscritto, ma è bene che i cittadini siano informati
 Enrico Minelli
 Enrico Minelli*
Il Consiglio Comunale di Bagno a
Ripoli, il 3 Novembre ha discusso
un ordine del giorno riguardante il
fenomeno degli affitti in nero. Un
atto che si innesta nella battaglia,
intrapresa da tempo dal Gruppo
Consiliare PD di Bagno a Ripoli,
contro l'evasione fiscale che, secondo l'Istat sottrae allo Stato italiano
oltre 28 Miliardi e 888 Milioni di
Euro l’anno. Secondo un'indagine
del Codacons, il 95% delle case
affittate su tutto il territorio italiano a studenti universitari risulta in
nero ed un fenomeno simile lo constatiamo anche nei confronti degli
immigrati e più in generale dei più
poveri. Anche nel nostro territorio
ripolese il problema, seppur minore
rispetto ad altre zone, non è da sot-
tovalutare. Preoccupazione desta, in
questo senso, l'aumento degli sfratti
per morosità riscontrato dai servizi
sociali del Comune, e la diminuzione, a causa del taglio del Governo ai
Comuni, dei contributi sugli affitti
per i meno abbienti. Tutti fenomeni
che possono sfociare in un aumento
degli affitti in nero.
In questo contesto risulta importante
sapere quali sono le armi dei cittadini per reagire allo spregevole ricatto dell'affitto in nero. L'articolo 3
del decreto legislativo del 14 Marzo
2011, n.23 ha introdotto la “cedolare secca”, che prevede la possibilità
da parte del conduttore di denunciare il proprietario dell’immobile e
registrare unilateralmente il contratto se questo non ha effettuato una
regolare registrazione dello stesso,
ottenendo così varie agevolazioni
come quella che prevede un contratto di 4 anni più 4 al minor importo
fra il triplo della rendita catastale ed
il canone pattuito. Uno strumento
di cui è importante la diffusione e la
conoscenza per i cittadini, per questo
i consiglieri comunali PD hanno
chiesto che venga reso conosciuto nel
nostro territorio tramite una campagna pubblicitaria, con manifesti, lettere, pubblicazione sul sito internet.
Questa campagna di sensibilizzazione si innesta in quella portata
avanti dai Giovani Democratici di
Bagno a Ripoli, tramite la loro coordinatrice, Laura Franchini e grazie al contributo di Laura Quinti,
Vice-Segretaria comunale del PD
e Francesco Conti, membro della
segreteria comunale.
Insomma come PD ripolese, oltre
ad essere vicini politicamente a chi
sopporta questi tipi di soprusi, mettiamo a disposizione il nostro contributo per una migliore conoscenza
degli strumenti che abbiamo per
sconfiggerlo.
Per info: [email protected]
* Gruppo consiliare del PD
Incredibile ma vero: il Pd ripolese applaude Tremonti che si aggrappa al condono
Basta con i provvedimenti che premiano i furbi
Presentato un odg del gruppo democratico a sostegno delle posizioni del ministro
 Pier Luigi Zanella
Eterogenesi dei fini. E’ il principio
secondo cui azioni umane possono portare al conseguimento di
risultati diversi da quelli voluti.
E’ quello che ci auguriamo, noi
Lega Spi Cgil Q 3,
via Unione Sovietica, 33 – 50126 Firenze
tel. 055 688069 - fax 055 688110
Email - [email protected]
Assistenza per anziani e Pensionati
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Orari
Lunedì 9,00-13,00/15,00-17,00
Martedì e Giovedì 9,00-13,00/14,30-16,30
Mercoledì e Venerdì9,00-13,00
L’operatore previdenziale è presente
Lunedì 9.00-12.00
Martedì e Giovedì 9.00-13.00 / 15.00-16.30
Presso la sede del Q.3 al Galluzzo, via Senese 206
Venerdì 9,00-11,00
Punto d’informazione socio/sanitario
Martedì e Giovedì 9.30-12.30/14.30-16. 30
Presso la sede è presente il centro assistenza fiscale CGIL
(denunce redditi, 730, mod. unico, ISEE, Red, ICI e altre pratiche)
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SPI – CGIL il sindacato al servizio delle persone.
 Pier Luigi Zanella
cittadini contribuenti onesti, in
merito alle ipotesi di condono che
si sono ventilate in queste ultime
settimane. Cominciamo col dire
che non è più ammissibile ricorrere
a condoni, concordati o altre amenità assimilabili che premino i soliti
“parassiti” (definizione data dagli
spot governativi), autori intenzionali di reati che non esitiamo a bollare
come “crimini etici” e che minano
il rapporto non solo tra cittadini
e Stato, ma anche tra cittadino
e cittadinoi! Si tenga presente, in
secondo luogo, che il complesso
dei condoni fra 1973 e 2003 non
ha portato alla collettività che una
media di 15 € per italiano, a fronte
di spese contestuali assai significative: nel Comune di Roma, ad
esempio, “sanare” gli abusi edilizi
(1985/1984) ha significato, per la
collettività, incassi per € 1.543 ad
abitazione condonata, una spesa
pari a € 30.000! Anche per questi
semplici motivi di convenienza economica, il Partito Democratico di
Bagno a Ripoli, ha presentato un
ordine del giorno di sostegno (!) al
Ministro Tremonti che più volte si è
dichiarato contrario all’ipotesi condono. Non è solo questione nazionale: le eventuali ricadute coinvolgerebbero in profondità tutte le
realtà, micro Comuni compresi; il
nostro territorio, le nostre dinamiche sociali, il nostro vivere civile
prenderebbe un'altra sconfitta che
non vogliamo e non possiamo permetterci! Per questo speriamo nella
“eterogenesi dei fini”, e cioè che
anche il solo parlare di condoni
susciti pure nei tanti che in buona
fede hanno creduto nell’Uomo della
Provvidenza, un moto di rifiuto e
di ribellione che porti ad un ricambio deciso nella sciagurata politica
che ci governa ormai da troppo
tempo. Davvero, per il bene di tutti:
NIENTE CONDONI
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gavinana
Intervista al segretario del circolo Pd di Gavinana-Ricorboli Antonio Filannino
“Festa e tesseramento, numeri sotto le aspettative”
Il sostegno al sindaco Renzi: “Sbaglia chi cerca di tarpargli le ali, anche nel partito locale”
 Andrea Monti
Dai dibattiti politici allo sport, dal
cabaret alla musica. Non è mancato
niente alla Festa democratica organizzata dal 15 al 22 ottobre a Vie
Nuove dal circolo Pd di GavinanaRicorboli. Eppure non tutto è andato come si sperava. Ne abbiamo
parlato con il segretario di circolo
Antonio Filannino.
Qual è il bilancio della festa?
Siamo pienamente soddisfatti per la
qualità del dibattito politico e sociale
e dei momenti ludici e conviviali.
È stata sotto le aspettative, invece,
la partecipazione diretta del pubblico. Comunque siamo contenti,
perché abbiamo “seminato” tra la
gente un’immagine del Pd legata alla
volontà di risolvere i problemi.
Perché organizzare un evento in
autunno e al chiuso, anziché d’estate e all’aperto, come di solito avveniva per le feste dell’Unità?
Volevamo concretizzare un modo di
vivere in via continuativa un rapporto partecipativo “vis-à-vis” con iscritti e simpatizzanti. Abbiamo scelto
un luogo fisico aperto tutto l’anno,
lo stesso dove abbiamo la nostra
sezione, per far toccare con mano
la possibilità di avere un’alternativa attiva per discutere di politica,
rispetto alla poltrona di casa dove
si ascoltano i talk show. Sarebbe
 Antonio Filannino
stato bello usare tutte le sere il ristorante “Le vie di sotto” che si trova
all’interno del circolo, ma abbiamo
dovuto riconsiderare le nostre ambizioni perché alcuni volontari che ci
lavorano hanno avuto problemi di
salute, fortunatamente temporanei.
Forse anche per questo non abbiamo
“sfondato”.
A luglio non avete partecipato alla
festa dei circoli dei Quartieri 2
e 3 organizzata all’Albereta, come
invece ha fatto il circolo di Badia a
Ripoli. Perché?
Da anni collaboriamo con il Pd
di Bagno a Ripoli per la Festa a
Mondeggi, che si è tenuta dal 7 al 24
luglio. Non potevamo essere presenti
anche alla Festa dell’Albereta, che si
è svolta in parziale contemporanea.
Insieme agli altri circoli dei Quartieri
2 e 3, comunque, abbiamo organizzato la Festa del 1° maggio.
Come va il tesseramento? Qualche
mese fa disse che l’obiettivo minimo
del circolo era raggiungere i 250
iscritti: ce l’avete fatta?
Siamo al 70% rispetto all’obiettivo
che ci eravamo dati come Consiglio
direttivo, ma c’è un aumento del
56% rispetto ai partecipanti al congresso di novembre 2010. Scontiamo
il venir meno della forza della novità
della nascita del Pd rispetto al tesseramento biennale 2008/09 e al rinnovo del 2010, quando si è tenuto il
congresso cittadino e metropolitano.
Poi c’è la difficoltà del partito nel
riprendersi i consensi ottenuti alle
elezioni del 2008, pur in presenza di
un indiscutibile calo di immagine del
governo e dell’attuale maggioranza
nazionale. Nell’ultimo anno e mezzo
abbiamo pagato anche l’impossibilità
di garantire una presenza giornaliera
al circolo, che ci permetterebbe di
mantenere un rapporto immediato
con iscritti e simpatizzanti.
L’anno scorso ci fu il primo evento
della Leopolda con Renzi e Civati,
che ora si sono divisi e hanno promosso kermesse separate. Come
giudica il percorso dei “rottamatori”
e in particolare quello del sindaco?
La “Leopolda 2” è un doveroso passo
avanti. Dalle idee-bisogno si sta passando alle idee-proposte. Il Pd ha
Lettera di Luigi Mannelli alla redazione in seguito all'articolo apparso sullo scorso numero
Radio Firenze Sud, qualche anno dopo
Caro Franco,
ho letto con attenzione il tuo articolo, Macché ottobre 2011, sulla
Radio Firenze Sud e la sua esperienza
quale strumento di comunicazione e
formazione culturale.
Ho ripercorso un’esperienza significativa legata anche al suo trasferimento dal Circolo di Osteria Nuova
a Vie Nuove, che avrebbe dovuto
significare consolidamento e sviluppo di quella emittente.
Poche persone forse conoscono per
intero la vicenda, comunque c’è un
episodio che nessuno ricorda ma che
mi piacerebbe invece che comparisse, per completezza informativa,
nella ricostruzione del processo che
poi portò alla conclusione di quella
esperienza.
Non tutto il Pci. e non tutti i suoi
dirigenti di allora, con particolare riguardo al coordinamento del
Quartiere 2, in controtendenza e
con il debito senso delle proporzioni, sottovalutarono l’importanza
della radio e la sua efficacia ma,
soprattutto, la partecipazione di
un collettivo di giovani impegnati
nella cultura e la sua comunicazione.
All’atto di trasferimento della sua
sede, tutti sapevano delle caratteristiche della Radio Firenze Sud a partire proprio dal reperimento delle
risorse che doveva essere affrontato
con entrate ed idee alternative alla
pubblicità.
Il partito assunse, come suo compito istituzionale, la responsabilità di
cercare la composizione delle divergenze, ovvero in particolare con alcuni dirigenti di allora del Vie Nuove.
Il tutto si colloca a poche settimane di distanza dalla scomparsa
di Berlinguer con la conseguente,
ma appena percettibile, situazione d’indebolimento del concetto e
della pratica di direzione politica; la
conclu-sione anche di quella vicenda
storica l’avremmo vissuta qualche
anno dopo.
Il coordinamento Pci del quartiere
convocò una riunione a cui furono
invitati i dirigenti del Circolo e della Radio; la partecipazione fu al livel-
lo massimo soltanto per il partito e
per l’emittente.
Il rappresentante del Circolo riferì
della decisione di rientrare in possesso dei locali, ovvero la chiusura
di quella esperienza, anche come
affermazione della propria autonomia. La riunione non fu facile ne’,
tanto-meno, serena proprio con
quel la dirigenza del Circolo che il
Partito aveva avvicendato in seguito
alle difficoltà della ristrutturazione e
ampliamento di vie Nuove.
Ripercorro quell’avvenimento dopo
tanto tempo e senza indulgere a
considerazioni personalistiche di alcun tipo.
Con l’occasione vorrei ricordare
anche una persona che fu un protagonista nella Radio e della discussione per tentare il suo mantenimento, compiendo un risarcimento e al
tempo stesso il ricordo di un compagno, senza scusarmi del termine, e
amico come Renzo Galligani.
Un cordiale saluto.
Luigi Mannelli
delle proposte ma non riesce a farle
percepire ai cittadini, anche perché
sembra ci sia riluttanza a esprimerle
fino in fondo, a scoprire le carte,
per far capire cosa faremmo se fossimo alla guida del Paese. Per questo
abbiamo difficoltà a spiccare il volo.
Renzi è senz’altro un’ottima risorsa per una svolta verso un partito
vincente. Chi cerca di tarpargli le
ali, anche all’interno del Pd locale,
sbaglia. Non si vince annullando un
giusto dibattito, ma discutendo con
trasparenza e rivolgendosi agli elettori con chiarezza, anche chiamandoli
a scegliere i candidati a tutti i livelli
attraverso le primarie.
Che rapporto avete con il Quartiere
e con il gruppo Pd a Palazzo
Vecchio?
I rapporti sono necessariamente
ottimali: il presidente del Quartiere
Andrea Ceccarelli, la vice Cristina
Giani Noferi, il capogruppo in
Comune Francesco Bonifazi e
tre consiglieri del gruppo Pd del
Quartiere sono componenti del
Consiglio direttivo del mio circolo.
Corsi, laboratori e mostre
a Villa Bandini
Come sempre Villa Bandini, oltre che sede
della biblioteca di quartiere, si segnala come
sede di numerose iniziative proposte da varie
associazioni. Nel mese di novembre prenderà avvio il corso di scultura “Meditare con
l’argilla”, curato dall’associazione C.R.E.T.E.:
l’attività comincerà sabato 12 novembre
con un incontro aperto a tutti in orario 1012 presso la mansarda di Villa Bandini. Ad
un corso che inizia fanno da controcanto i
laboratori di ceramica in mostra “Di terra e
di fuoco”, l’esposizione collettiva delle ceramiche realizzate dagli allievi dei laboratori
organizzati presso l’Istituto “Elsa Morante”
e la mansarda di Villa Bandini: chi volesse
vederle può farlo dal 25 novembre al 3 dicembre in orario 17-19,30 presso la Saletta
Espositiva di Villa Bandini. Un’altra attività ai
nastri di partenza in via di Ripoli è la seconda
edizione del laboratorio teatrale “Il risveglio
dell’istinto mimico”, organizzato dal Coro
Drammatico Renato Condoleo il lunedì in
orario 20-23 presso la sala Paradiso di Villa Bandini; Info: Cell. 340.0634887; e-mail:
[email protected]
Un altro appuntamento rivolto agli amanti della fotografia è “Templari in Toscana”,
mostra descrittiva e fotografica presso la
Sala Paradiso di Villa Bandini: inaugurazione
prevista per le ore 10 del 12 novembre; la
mostra resterà aperta fino al 20 novembre
2011. Il 10 dicembre alle 18 sarà invece
inaugurata la mostra “Fantastica natura”
di Mara Bartalesi, una raccolta di dipinti ad
olio, acquerelli e stampe digitali con soggetto
naturalistico in esposizione presso la Saletta
Espositiva di Villa Bandini dal 10 al 18 dicembre 2011. (pb)
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bagno a ripoli
bagno a ripoli
Intervista al presidente del Consiglio comunale di Bagno a Ripoli, Rosauro Solazzi
Intervista con Maria Pagnini, scrittrice emergente e bibliotecaria a Bagno a Ripoli
Sono schierato ma nel mio ruolo divento superpartes
"Ho scoperto la scrittura durante una convalescenza"
 Chiara Bianchini
 Chiara Bianchini
Le ragioni di una scelta politica di un uomo che proviene dal mondo professionale
Rosauro Solazzi di ritorno dal viaggio in Armenia al seguito della delegazione italiana per la settimana
Toscana-Armenia, ci racconta del
suo ruolo e della sua esperienza come
Presidente del Consiglio Comunale
di Bagno a Ripoli.
Cosa significa, concretamente essere
il presidente del Consiglio comunale?
Il ruolo di presiedere il Consiglio
comunale di Bagno a Ripoli, affidatomi all’unanimità da tutti i colleghi consiglieri, significa sentire la
responsabilità di ricoprire la seconda
carica istituzionale del Comune. Nel
ruolo “super partes” che ricopro, ho
sempre cercato di evitare un coinvolgimento diretto nelle discussioni
politiche, anche se sono anch’io un
uomo di parte, fortemente convinto
della bontà dei valori che hanno
ispirato il mio impegno politico. In
qualità di presidente, sto lavorando
affinché il ruolo del consiglio sia
sempre più valorizzato e più autonomo dall’esecutivo nell’intraprendere
iniziative politiche.
Questo impegno Le richiede molto
tempo?
Il tempo a volte è tiranno e talvolta
mi trovo nella necessità di fare gli
“straordinari”. Il ruolo che ricopro
nel mondo del lavoro,come dirigente di un istituto di credito, comporta
delle responsabilità importanti come
altrettanto lo sono gli impegni cui
sono chiamato nel svolgere le competenze politiche del presidente del
consiglio. Fortunatamente il sonno
per me non è un problema e qualche
ora di riposo in meno a volte non fa
che bene.
Com'è nato il suo impegno politico?
Come dicevo provengo dal mondo
professionale e la mia scelta politica
non ha secondi fini. L’esperienza di
chi come me ha lavorato per oltre
trenta anni e continua la propria
attività la considero una ricchezza. Nell’istituto dove presto la mia
opera lavorativa ho ricoperto ruoli
importanti nel sindacato, dal quale
mi sono dimesso agli inizi degli
anno ottanta, per una mia etica
morale. Il sindacato va rispettato
e non usato per provare a trarne
dei vantaggi, come avrebbe potuto
essere interpretato nel mio caso. In
politica come nella vita è importante fare delle scelte e assumersene le
responsabilità. Io l’ho sempre fatto.
Politicamente sono giovane, sono al
secondo mandato come consigliere
comunale. Essere giovani in politica
non è una situazione biologica, mi
creda, voglio trasmettere la mia esperienza e “fare” qualcosa per la mia
“comunità”. La politica al servizio
dei cittadini.
Ci sono state delle situazioni particolarmente difficili che lei ha contribuito a risolvere?
Il lavoro dei consiglieri è quello
di rilevare e analizzare i bisogni
della comunità che sono chiamati ad
Uno spazio verde così recente già danneggiato
Gli alberi già secchi di Via Granacci
Un Comune verde significa il rispetto del territorio, la gestione ecosostenibile dell'ambiente e si rivolge
ad un concetto di riciclaggio reale
e condiviso con progetti di raccolta differenziata funzionali e di
sostenibilità reale ed applicata. Una
gestione ecologica del territorio è
sicuramente tutto questo ma parte
da un concetto ancora più semplice.
Non sprecare. Non buttare ciò che
si ha e che potrebbe ancora funzionare e soprattutto mantenere
quello che già c'è. A Bagno a Ripoli,
invece, i cittadini si sono accorti di
una piccola incrinatura di questa filosofia gestionale. Forse non la
sola. Passando da Via Granacci, più
esattamente dove la strada s'interseca
con Viale Europa, si può vedere un
gruppo di belle case di recente
costruzione. Ciò che più si fa notare
è lo spazio verde che le circonda,
un gran giardino non recintato che
affaccia proprio sulla strada ed è
delimitato da un perimetro di alberi.
Ciò che invece scovano solo i più
attenti però è che questi alberi sono
tutti secchi. Sono un alternarsi di
lecci e cipressi di recente applicazione, quindi ancora molto piccoli ma
già pronti per essere sostituiti. Se si
pensa al costo di ogni albero (indicativamente 200 euro ad albero)
e si calcola lo spreco in denaro già
si raddirizzano i capelli. Se oltre
allo spreco di denaro si considera la
noncuranza di quel pezzo di terra
il raccapriccio è doppio. Facile pensare che adesso siamo in autunno e
che è normale che gli alberi stiano
sfiorendo; niente di tutto questo:
anche in estate gli alberi versavano
nella stessa condizione. La gestione
del territorio è molto importante e
non significa solo acquistare quello
che manca, ma cercare di non sprecare denaro pubblico tutelando e
mantenendo al meglio quello che
già si ha.
 Rosauro Sollazzi
amministrare cercando di risolvere i
problemi che dalla popolazione sono
i più sentiti come ostacoli alla civile
convivenza. Il nostro ruolo è quello
di indirizzare l’attività del sindaco e
della giunta alla soluzione di quei
problemi e dobbiamo, infine, verificare i risultati raggiunti dall’esecutivo nell’attuazione degli indirizzi
approvati dal consiglio stesso, in
modo che le nostre sedute non siano
una ritualità, ma siano vissute con
la consapevolezza della centralità del
nostro consiglio comunale.
Sono fermamente convinto che, per
il corretto funzionamento del consiglio, è di fondamentale importanza
il lavoro svolto dalle commissioni
consiliari. E’ grazie a queste e a tutti
i consiglieri, di maggioranza e di
opposizione, che si riesce a essere
parte attiva della vita politica amministrativa del proprio territorio, nello
spirito del gruppo di lavoro e sempre
nel rispetto dei ruoli. Purtroppo i
tempi istituzionali spesso non consentono una rapida attuazione dei
procedimenti operativi.
Nel consiglio comunale che mi
onoro di presiedere, non abbiamo
vissuto momenti critici particolari,
devo riconoscere che anche in considerazione delle difficoltà oggettive in
cui si trovano gli Enti Locali, riusciamo spesso attraverso un sereno confronto politico a trovare una sintesi.
La biblioteca del Niccheri diversifica i suoi servizi
Dalla sala di lettura alla corsia e a casa
 Simone Braschi
Se il lettore non va in biblioteca, è la
biblioteca che va dal lettore. Così si
possono riassumere due importanti
iniziative della Biblioteca comunale
di Bagno a Ripoli: il prestito in corsia con biblioteca per degenti e “La
biblioteca a casa di tutti”.
Il primo progetto ha luogo presso
l’Ospedale Santa Maria Annunziata
di Ponte a Niccheri, nel comune di
Bagno a Ripoli.
Dal 1997, anno di istituzione del
servizio “Un libro e un volontario
per amico”, la Biblioteca comunale di Bagno a Ripoli, l’Azienda
Ospedaliera di Firenze e l’Associazione di Volontariato Auser, e grazie
al contributo finanziario di Unicoop
Firenze, collaborano per consentire
ai degenti dell’ospedale di prendere
in prestito dalla biblioteca allestita in
ospedale libri, audiolibri e cd musicali. Inoltre è possibile richiedere un
prestito direttamente alla Biblioteca
comunale, interpellando il volontario
di turno.
Il piacere e lo svago forniti dalla lettura, così graditi soprattutto quando ci si
trova ricoverati in ospedale e costretti
a letto, sono garantiti dal lavoro dei
volontari Auser. Senza questi il progetto non potrebbe stare in piedi. Per
mantenere l’orario di apertura del
servizio (dal lunedì al venerdì, dalle
ore 15.30 alle 18.30. Il martedì anche
dalle 8.30 alle 10) sono necessari
molti volontari: per questo chiunque
voglia prendere parte al progetto, può
rivolgersi alla Biblioteca comunale di
Bagno a Ripoli (via di Belmonte 38;
telefono 055 645881 o 055 645879;
orario di apertura: lunedì, martedì e
giovedì 9-19.30; mercoledì e venerdì
14.30-19.30; Sabato 9-13).
Donando anche poco del vostro
tempo, potete fare molto per molte
persone.
All’interno di questo ampio progetto si segnala “il Coccolibro, libri in
pediatria”, mirato ad aiutare i bambini, che rischiano di essere i più
spaesati dalla dimensione ospedaliera.
In futuro saranno organizzate anche
proiezioni di film e letture ad alta
voce nelle sale di aspetto.
L’altro progetto, di più recente creazione, è “La biblioteca a casa di tutti”.
Promosso dalla Biblioteca comunale
di Bagno a Ripoli, nuovamente in collaborazione con i volontari dell’Auser,
fornisce il prestito a domicilio per
persone in situazioni di disagio. Chi
non è in grado di muoversi potrà
scegliere un libro, un cd o un dvd nel
catalogo della Biblioteca (consultabile
all’indirizzo opac.comune.fi.it), che
poi gli sarà consegnato direttamente a
domicilio da un volontario. Scaduto
il prestito, sarà nuovamente un volontario ad occuparsi della restituzione.
Anche per questo servizio ne richiesti:
chiunque si renda disponibile può
contattare la Biblioteca comunale.
Non resta che augurare a tutti, e grazie a questi servizi a tutti veramente,
una buona lettura!
"Conciliare scrittura e lavoro è difficile" dice l'autrice, eppure ha prodotto lavori di successo
Maria Pagnini è nata a Firenze nel
1954, laureata in pedagogia e da
molti anni lavora presso la biblioteca
di Bagno a Ripoli. Ha molti interessi
la pittura, l'agricoltura, le tradizioni,
la ricerca soprattutto riguardante la
storia del nostro paese e la scrittura.
La sua carriera come scrittrice è iniziata nel 1998 con la pubblicazione
del suo primo libro “La sorella di
lui” che ha vinto il Premio Europa
per il teatro. A questo sono susseguite altre opere che hanno avuto
molto successo, anche in teatro come
“I Savoiardi” nel quale, in maniera
spesso ironica, ripercorre la storia
dei re d'Italia dal Risorgimento alla
caduta della Monarchia. L'ultima
fatica di Maria è “Evelina” un libro
di ricerca storica, una raccolta di
testimonianze sulla vita e la storia dei
fucilati di Colle Montici nei pressi di
Firenze nel 1944. Abbiamo cercato
di conoscerla meglio e l'abbiamo
intervistata.
Da dove nasce la passione per la
scrittura?
Qualche anno fa mi sono ammalata e durante la convalescenza ho
cominciato a scrivere: ho usato la
scrittura come terapia. In quel periodo Monica Sarsini stava tenendo il
suo primo corso di scrittura creativa
al “Giardino dei ciliegi”, per me è
stato un incontro importante, le ho
dedicato la mia prima pubblicazione,
per gratitudine.
Qual è il libro a Lei più caro?
E’ il “Il campo in conca” che poi
sarebbe il mio primo libro anche
se è stato pubblicato per secondo.
Racconta la storia di un orto fatto
da una donna insieme a un bambino
 Maria Pagnini
è autobiografico perché quest’orto
esisteva veramente, era a Baroncelli,
ai piedi di due colline e anche il
bambino esisteva veramente, allora
aveva 5 anni e oggi ne ha 20. Questo
libro si presenta come una specie di
manuale per un orto biologico ma
poi ci si accorge che è molto di più
perché c’è la scrittura.
Ne sono state stampate
5.000 copie, è entrato nelle scuole per gli
orti scolastici e in teatro
come lettura.
Qual è l’impegno di
ricerca che sta dietro a
un libro come quello di
“Evelina”?
“Evelina” è il risultato
di una ricerca durata
due anni. Mi ha chiesto
molta energia, si tratta
della ricostruzione della
fucilazione di 6 partigiani e due contadini
guardiafili avvenuta
alle Cinque Vie quasi
70 anni fa, una storia
sulla quale non era mai
stato scritto un rigo. Ho
intervistato 30 persone, setacciato
gli archivi, compresi quelli delle parrocchie della zona, raggiunto i paesi
del senese per rintracciare i parenti
di questi poveri ragazzi, c’è stato un
lavoro di ricostruzione che mi ha
richiesto tanto ma per chi fa ricerca
storica è una cosa normale. Devo
precisare che non sono una storica
e questo è un punto di debolezza
ma anche di forza perché, sempre
attraverso la scrittura, riesco ad uscire dalla piccola cerchia in cui invece
restano gli storici.
è difficile conciliare l’impegno lavorativo presso la biblioteca e la scrittura? Lavorare in biblioteca è un
vantaggio?
è difficilissimo scrivere e lavorare
perché la scrittura chiede tutto il
tempo necessario e interromperla
vuol dire ricominciare da capo, è
come vedersi il film che ti passa per
la testa in una pellicola che si spezza
continuamente.
Il fatto che lavori in una biblioteca
porta a pensare che sia facilitata perché ho a che fare con i libri, ma la
scrittura chiede una vita abitudinaria
come potrebbe essere quella di dedicarsi 4 – 5 ore al giorno ogni mattina, oppure ogni sera. E invece i turni
di lavoro infrangono ogni abitudine.
Maria Pagnini ha scoperto la scrittura in seguito ad una malattia: in
questo caso è proprio vero il proverbio “non tutti mali vengono per
nuocere”.
Oltre cento incontri in un mese: in piazze, scuole, parrocchie e circoli
La compagnia del cuore a Bagno
Unicoop Firenze da oltre dieci anni
impegna buona parte del suo bilancio annuale in attività di solidarietà
in paesi del sud del mondo: Burkina
Faso, Camerun, Niger, India, Perù,
Filippine, Libano, Brasile ecc. La
campagna di adozione a distanza è
arrivata oltre le settemila adozioni;
in India Unicoop ha contribuito a
realizzare una fabbrica di camicie
che ha dato lavoro a molte donne e
le camicie prodotte vengono vendute
nei negozi coop; in Burkina Faso è
stato realizzato un forno per produrre pane e un pizzeria e contemporaneamente si è insegnato a produrli.
Questi alcuni dei progetti realizzati,
ma altri sono in ponte e sempre più
impegnativi. Nel 2010 è stata creata
la Fondazione il cuore si scioglie che
nel 2011 ha avuto il riconoscimento
di Onlus, che ha ereditato tutte le
attività di solidarietà di Unicoop
Firenze e ha già in programma molti
altri progetti da realizzare e alcuni
anche in Italia.
Anche quest’anno, per lanciare la
campagna di adozioni a distanza e
raccontare alcuni progetti realizzati,
arriverà in Toscana a novembre la
compagnia del cuore. Questo gruppo è formato da sei filippini, sei
peruviani, due nigerine e da alcuni
ragazzi del Burkina Faso. In poche
settimane incontreranno gli studenti
delle scuole medie, delle superio-
ri, dell’università e delle parrocchie.
Grazie all’impegno della sezione soci
coop di Bagno a Ripoli, una delegazione formata da sei peruviani,
verrà anche nel nostro comune. Il 9
di novembre dalle 10 alle 13 incontrerà gli studenti del polo scolastico
del capoluogo: media Granacci, Itc
Volta e liceo Gobetti, per scambiare
con loro le esperienze di vita. Alle
13.30 verrà offerto un pranzo frugale
dalla sezione soci di Bagno a Ripoli e
nel pomeriggio ci sarà una piacevole
sorpresa organizzata dai ragazzi delle
scuole incontrate la mattina. Il 16
novembre presso il CRC Antella è
stata organizzata la giornata conclusiva del tour itinerante della compagnia del cuore. Saranno chiamate a
raccolta tutte le sezioni soci e insieme ad una nutrita rappresentanza di
studenti ci saranno: gara di burraco,
giochi vari, la grande lotteria, buffet
e gran ballo finale.
Infine vogliamo ricordare ai cittadini
di Bagno a Ripoli, ai nostri soci che
frequentano abitualmente i nostri
punti vendita di Grassina, Antella
e Bagno a Ripoli, che la settimana
prima di Natale ci sarà la tradizionale raccolta fondi per le adozioni a
distanza e quindi li invitiamo a contribuire, come sempre, a raggiungere
un buon risultato. (af )
10
sport
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cultura & SPETTACOLI
Grande entusiasmo al CGF, dopo il successo delle finali dello scorso maggio al Mandela Forum
Al via la stagione del Centro Ginnastica Firenze
Il circolo Vie Nuove continua i suoi incontri sull'onda del Pinocchio Jazz
Firenze Sud by night
La società cresce ma restano i problemi per la mancanza di strutture, che limita le iscrizioni
è par tita alla grande la rassegna live
L'edizione numero diciotto propone un formidabile cast di artisti
Percorsi di ristorazione
economicamente responsabili
 Niccolò Margara
 Daniela De Donatis
La Vecchia Osteria
del Nacchero
Parte una nuova stagione per il
Centro Ginnastica Firenze. Grande
l’entusiasmo in società per un’annata
da poco conclusasi con il grande
evento delle finali del Campionato
Nazionale di Serie A che, proprio
grazie alla pregevole organizzazione
del CGF, si sono svolte nel maggio
scorso in un Mandela Forum gremito di pubblico e sotto gli occhi
di grandi campioni della ginnastica
italiana quali Igor Cassina e Giulia
Volpi. Un’ulteriore conferma del
valore della società di Sorgane,
guidata dal presidente Francesca
Fattorini e ormai da tempo punto di
riferimento nel territorio fiorentino
per la pratica e la promozione di
uno sport poco reclamizzato ma che
ogni anno vanta un numero sempre
maggiore di praticanti.
Quest’anno sono circa 350 gli atleti
iscritti al CGF, la maggior parte dei
quali suddivisi tra i corsi base e la
ginnastica amatoriale, in tutte e tre
le discipline, femminile, maschile
e ritmica. Vi sono poi gli atleti che
praticano l’attività agonistica, una
quindicina di ragazzi e una quindici-
 La finale al Mandela Forum
na di ragazze che prendono regolarmente parte a manifestazioni di livello regionale e nazionale e che spesso
riescono ad approdare in alcune delle
squadre più importanti del panorama italiano, come la giovane Bianca
Dopo quattro giornate di campionato sono solo tre i punti conquistati dal Primadonna Firenze
C o m ’è d u r a l a v i t a n e l l a S e r i e A
Anche quest’anno ci sarà da soffrire, ma la squadra viola ha sempre dimostrato di saperlo fare
 Giulia Orlandi durante un'azione di gioco. Foto Federico De Luca
Anche quest’anno, a giudicare almeno dalle prime battute del campionato, ci sarà da soffrire. La serie A è un
torneo difficile. Le ragazze di Mr Nicoli hanno già dimostrato nelle passate stagioni di meritarsi la massima serie,
a patto però di lottare col coltello tra i denti dalla prima
all’ultima giornata, credendoci sempre, anche quando i
punti sembrano non arrivare mai. E a dire il vero, anche
in questo inizio di stagione, la classifica del Primadonnna
stenta a decollare. Quattro gare giocate e tre punti che
al momento bastano per restar fuori dalla zona retrocessione, ma che in ogni caso non sono certo un bottino
sufficiente a regalare un po’ di tranquillità alla
compagine viola.
Dopo i primi due passi falsi, in casa con
la Lazio e nella sfortunata trasferta con un
Brescia in stato di grazia, il terzo turno è coinciso con il primo successo stagionale. Un secco
e convincente 3-1 in casa col Chiasiellis che
ha ridato fiducia e soprattutto ha cancellato
quel preoccupante zero in classifica. Grande
gioia per la prima rete in serie A della giovane
Arianna Ferrati, promossa quest’anno dalla
primavera in prima squadra e pubblico in
delirio per il bellissimo gol messo a segno dal
nuovo acquisto Deborah Salvatori Rinaldi.
Entusiasmo ritrovato, ma non sufficiente a
passare indenni dal difficilissimo campo del
Bardolino, dove la squadra fiorentina si è
scontrata con un undici veronese in giornata
e, quando il Bardolino è in giornata è cosa
dura strappare qualche punto. Il match si è infatti chiuso
con un secco 4-0 per le veronesi risultato che, per quanto
pesante, considerata la forza dell’avversario, ci può anche
stare. Dunque piedi per terra e testa al prossimo impegno, per altro assai insidioso, che vedrà il Primadonna
ospite in casa del Milan. Un solo punto separa le due
squadre in classifica, con il Milan a 4 e il Primadonna a 3.
Tornare a fare punti è l’obiettivo principale anche se l’avversario non è proprio dei più abbordabili, soprattutto in
trasferta. Intensità e impegno è quello che chiede Nicoli
alla sua squadra, poi sarà il campo a giudicare. (nm)
Boretti che quest’anno disputerà il
campionato di serie A. La squadra
femminile del CGF si appresta invece a partecipare al Campionato di
Serie B.
L’unico problema continuano a
essere le strutture, tanto che anche
quest’anno sono circa un centinaio i bambini e le bambine in lista
d’attesa causa un’oggettiva impossibilità di ospitare tutti gli iscritti
nell’unica struttura a disposizione,
ovvero la palestra di Sorgane. Per
questo tipo di sport servirebbero
palestre adeguatamente attrezzate
visto l’uso degli attrezzi e la necessità
di rispettare misure standard come
un’altezza minima di otto metri.
Caratteristiche che le normali palestre scolastiche che sempre di più
sopperiscono a una mancanza ormai
storica nel territorio d’impianti sportivi per le discipline indoor, non
sono in grado di garantire. A dire il
vero il Comune di Firenze ha già da
tempo avviato un dialogo col CGF
per ovviare a questo tipo di problema, ma al momento non sembrano
esserci soluzioni possibili, almeno in
tempi relativamente brevi.
Infine ricordiamo che anche
quest’anno il CGF sarà responsabile dell’organizzazione delle finali
di Serie A che si terranno a marzo
sempre al Mandela Forum.
brevi
a cura di Paolo Boschi
L’associazione Vie Nuove per il mese di
novembre 2011 si divide tra l’interessante corso proposto dal centro studi e
iniziative sull’America Latina che ogni
martedì sera, alle ore 21, prosegue fino
al 22 novembre, con incontri dedicati
all' "America Latina di Fronte alle
sfide del Terzo Millennio"
e l’esordio del Pinocchio Live Jazz.
Dopo il concerto anteprima dello
scorso 27 ottobre, parte ufficialmente la diciottesima edizione della
rassegna Jazz. In calendario sabato 5 Novembre , un ensemble di
stelle, guidato dal leader, il batterista
Stefano Rapicavoli, presenta il progetto Silverville, omaggio ad Horace
Silver, icona vivente della storia del
jazz americano e figura di riferimento
per la nascita dell'hard bop. Sabato
12 novembre salirà sul palco del
Pinocchio The Don Byron Quartet: il
musicista newyorkese più apprezzato
nelle platee di tutto il mondo presenterà in anteprima assoluta il suo nuovo
quartetto, (con Ed Simon al piano,
Cameron Brown al contrabbasso e
John Betsch alla batteria) riproponendo repertori originali che traggono
ispirazione da idoli del passato come
Lester Young, John Coltrane, Eddie
Harris. Sabato 19 novembre da non
perdere lo spettacolo Quintorigo play
Mingus: uno dei gruppi più originali
Dibattito sulla moschea a Firenze
Nell’ambito del Percorso di Partecipazione
nella Sala Paradiso di Villa Bandini martedì 8
novembre a partire dalle 21 è in programma
un dibattito dedicato alla moschea a Firenze,
organizzato dall’Associazione di promozione
sociale Comunità Islamica di Firenze.
AAA coristi cercasi
Il noto coro fiorentino Harmonia Cantata promuove audizioni aperte a tutti gli interessati
per l'inserimento di nuovi elementi nel proprio organico. Per informazioni è possibile
chiamare il 3335943292 o scrivere all’indirizzo e-mail [email protected]
degli ultimi anni rileggono in chiave
personale e moderna la musica di
Charles Mingus (1922- 1979), suoni e
generi vengono shakerati a piacimento, per una travolgente esperienza dove
le parole si mescolano ad una musica
con un sound riconoscibile e unico nel
suo genere.
Sabato 26 novembre il trombettista Marco Tamburini presenta in anteprima il suo Contemporaneo immaginario, progetto nel quale il suo trio
elettrico,Three Lower Colours, incontra le affascinanti e fantasiose sonori-
tà di un quartetto d'archi, il Vertere
String Quartet, fondendosi in un emozionante settetto che farà esplorare
territori inediti e inesplorati. Sabato
3 dicembre, Salvatore Bonafede, celebre pianista palermitano, presenterà in
anteprima assoluta il suo progetto in
trio Sicilian Opening. Inizio concerti
ore 22. Biglietto standard 10 euroridotto studenti 7€ (riservato ai soci
Arci - Uisp); eventi speciali ( sabato
12 e sabato 19 novembre) 15 euro ridotto 10€. Info: Vie Nuove, tel. 055
683388 o [email protected]
Accade in zona
Spettacoli
Conversazioni Musicali a Villa
Bandini
A Villa Bandini prosegue il ciclo delle Conversazioni Musicali sulle opere del Teatro del
Maggio Musicale Fiorentino – autunno 2011
in collaborazione con gli Amici del Maggio
Musicale Fiorentino. A novembre sono in
programma due appuntamenti nella Sala Paradiso, entrambi rigorosamente ad ingresso
libero: “La Bohème” di Giacomo Puccini alle
18 di martedì 22 novembre e “Il barbiere di
Siviglia” di Gioachino Rossini alle 18 di martedì 29 novembre.
 Don Byron
Il Sabato dei Burattini
all’Antella
12 novembre ore 17
Il brutto anatroccolo
19 novembre ore 17
Giovannin senza paura
26 novembre ore 17
Cenerentola
Teatro del Crc Antella
via Pulicciano, 53 - Antella
055.621207 - www.pupidistac.it
sabato 12 novembre ore 21
Il cerchio di gesso
del Caucaso
La Compagnia Gliattoripercaso
presenta una commedia in 2
atti di Bertolt Brecht.
venerdì 18 novembre ore 21
La Bottega di Sghio
La Compagnia Teatrale "Lelio
Mazzoni" del Circolo Acli di
Ponte a Ema si cimenta in un
commedia di Bongini.
Circolo Acli via Chiantigiana, 113
Ponte a Ema
055.640662
www.acliponteaema.it
Trattoria d'impatto casalingo ma confidenzialmente chic. L'ambiente è caldo,
schietto e accogliente, dotato comunque
di un pizzico di originalità, come ad
esempio i menu su supporto fisso o il
pane servito in un sacchetto di carta. I
camerieri sono affabili e disponibili. La
Vecchia Osteria del Nacchero propone
un menu fisso piuttosto ricco, molto
tradizionale e davvero gustoso. L'ultima
volta che ho avuto modo di ‘testare’ l’accoglienza del locale per pranzo il servizio
si è dimostrato rapido ed affabile come
sempre nonostante il Nacchero fosse
abbastanza affollato. La mia idea era di
mangiare velocemente un primo e un
dolce ma, dopo un piatto di deliziosi
bucatini alla carbonara, occhieggiando
nei dintorni è sbocciato spontaneo il
desiderio di bocconcini di vitella con
patate, per poi chiudere in bellezza con
fragole al limone e caffè. Francamente
la spesa è stata modica in rapporto alla
qualità dei piatti. In generale al Nacchero
propongono una cucina toscana vecchio stile, ma cucinata davvero come si
deve: poca originalità ma tanta sostanza,
insomma... L'atmosfera è quella di una
cara, vecchia trattoria con le sedie di
paglia e i tavolini di legno di misura
contenuta, in cui ci si siede e si comincia
a mangiare un po' di pane nel tentativo
(vano) di resistere all'acquolina in bocca
causata dai piatti fumanti che stanno
felicemente atterrando nei tavoli circostanti. Da provare.
Il Tiramestoli
a cura di Maria Paternostro
venerdì 18 e sabato 19
novembre ore 21
A letto dopo
Carosello
Teatro Lumière
via di Ripoli, 231 - Firenze
055.6821321
www.teatrolumiere.it
Michela Andreozzi cavalca gli
anni 70 accompagnandosi con
le musiche, le atmosfere e i
colori dell’epoca.
sabato 26 novembre ore 21
Nunzio
Teatro Comunale di Antella
via Montisoni, 10 - Antella
055.621894 - ww.archetipoac.it
Riproposta dell'opera prima
della Compagnia Scimone
Sframeli diretta da Carlo
Cecchi nel 1994. Un atto unico
in dialetto messinese con due
personaggi, Nunzio e Pino,
due amici, due emigrati, un
killer ed un operaio in una
fabbrica di vernici, che si confrontano in un dialogo pregno
di solitudine e desiderio di
ribellione.
venerdì 2 e sabato 3
dicembre ore 21
domenica 4 dicembre ore 17
Mediano di spinta
Teatro Lumière
via di Ripoli, 231- Firenze
055.6821321
www.teatrolumiere.it
Spettacolo di e con Michele La
Ginestra.
sabato 3 dicembre ore 21
Piccole dispense del
buonumore vol. I e vol. II
Teatro Comunale di Antella
via Montisoni, 10 - Antella
055.621894 - ww.archetipoac.it
Con Alessandro Baldinotti e
la partecipazione al violino di
Angela Salvi.
MUSICA
sabato 12 novembre ore 22
The Don Byron Quartet
Prodigioso strumentista e
improvvisatore, esploratore di
stili, epoche, mondi musicali
diversi.
€ 15/10
sabato 19 novembre ore 22
Quintorigo play Mingus
I Quintorigo rileggono in
chiave moderna la musica di
Charles Mingus.
€ 15/10
sabato 26 novembre ore 22
Contemporaneo
Immaginario
I colori e le sonorità dei Three
Lower Colours incontrano
la fantasia e il dinamismo di
Tamburini.
€ 10/7
Pinocchio Jazz
viale Giannotti, 13 - Firenze
www.pinocchiojazz.it
venerdì 11 novembre ore 21.15
Annaberta Conti
clavicembalo
Chiesa di San Lorenzo
a Vicchio di Rimaggio
via Vicchio e Paterno
Bagno a Ripoli
349.2384256
www.comune.bagno-a-ripoli.fi.it
mercoledì 30 novembre ore 21
Omaggio a Verdi
Concerto strumentale e letture
per la Festa della Toscana
Teatro Comunale di Antella
via Montisoni, 10 - Antella
055.621894 - ww.archetipoac.it
domenica 4 dicembre ore 17
Viva Verdi!
Maggio Fiorentino Formazione
Teatro Comunale di Antella
via Montisoni, 10 - Antella
055.621894 - ww.archetipoac.it
CINEMA
venerdì 11 novembre ore 21.30
sabato 12 novembre ore 21.30
Drive di N.W. Refn
Crc Antella
via Pulicciano, 53 - Antella
055.621207
€ 6/7; domenica con 12 €
pizza+bevuta+cinema
FESTE E MERCATI
12 e 13 novembre
Prim'Olio
via Roma Bagno a Ripoli
055.6390373
12
Grembiuli Blu
di Federica Avagnano
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Per il men
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Capodann
di Natale e
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chiusura: lun
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tel .055699045 ì
www.nuovora
nch.it
l giardino della scuola era sempre troppo pieno; c’erano bambini
ovunque, che si rotolavano nella sabbia sporca, che correvano sulle
poche chiazze d’erba ancora sopravvissute, che ridevano e gridavano.
Distinguevo a stento i miei compagni di classe dalla massa uniforme di
grembiuli blu. Però il giardino mi piaceva, come mi piacevano gli scivoli
e le altalene e quella sensazione di andare sempre più in alto, di poter
davvero toccare l’orizzonte del cielo. Le maestre rimanevano a chiacchierare da una parte, sulle loro sedie importanti, mentre noi ci dimenavamo
scomposti, coprendo di urla tutto il piccolo parco, proprio al centro
della nostra scuola. Ero felice perché potevo giocare, ma soprattutto
potevo vedere Luca. Luca era il mio primo amore. No, è scorretto dire
che avevo una cotta per lui, tutti pensavano che a me piacesse ma non
era vero. Non era assolutamente vero. Luca aveva un anno più di me,
andava in 5^ B e sorrideva sempre, scoprendo i denti bianchissimi che
splendevano sulla pelle scura. Un anno prima era venuto a mangiare la
schiacciata con la Nutella a casa mia. Quando se ne andò, mio babbo
disse che era un bel giovanotto e mi guardò come per comunicarmi che
approvava, se mi piaceva. Me ne andai in camera mia e non invitai più
Luca da me. Era questo quello che pensavano tutti? Che mi piaceva?
Perché? Perché diventavo rossa quando mi guardava, balbettavo mentre
cercavo di parlargli e scrutavo gli altri anonimi volti alla ricerca del suo?
A me non piace affatto. Mi ripetei anche quel giorno, a distanza di un
anno, nel giardino della scuola. Tuttavia lo sguardo mi tradiva, la caccia frenetica era già iniziata. Mi arrabbiai quasi quando Giulia, la mia
migliore amica, lo vide prima di me e lo indicò. Le scacciai via la mano
e ripetei anche a lei che non avevo una cotta per lui. Luca scendeva le
scale, aveva la testa rasata, le scarpe da ginnastica, il grembiule come
tutti gli altri, ma era diverso. Giulia mi picchiettò la mano sulla spalla e
scoppiò a ridere; la sua lunga coda si dimenò nell’aria autunnale. “Vado
a giocare con gli altri, ci vieni?” Mi chiese mentre si alzava dallo scalino
su cui eravamo appollaiate. Io volevo giocare con lui, invece Luca se ne
stava lì, a scambiare figurine di Pokemon con i suoi compagni di classe.
Potevo mostrargli la mia raccolta, regalargli i miei doppioni. Luca rideva,
con i suoi occhi lucidi e neri. “Ci vieni o no?” Giulia mi tirava per un
braccio. “Sì, sì, vengo.” Mi sforzavo di guardare avanti, di non girare la
testa per vedere se lui mi aveva notata, se lui voleva parlarmi. Non c’era
più, nel punto dove era fino ad un attimo prima non c’era più. Giulia mi
diede una gomitata e si mise a ridere di nuovo. Luca era davanti a noi.
Avevo le mani sudate, il cuore mi batteva forte, troppo forte. Quanto mi
piaceva Luca! Mentre mi chiedeva se lui ed i suoi amici potevano unirsi a
noi, non sapevo quanti altri ragazzi con un sorriso di denti perfetti e due
occhi neri avrei incontrato. Ma a cosa mi sarebbe servito saperlo? Lui era
il primo. E quando si voltò per chiamare gli amici, le mie guance erano,
come sempre, in fiamme.
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Macchè novembre 2011