lavoro
Giornale dell’Organizzazione cristiano-sociale ticinese
8 novembre 2012 - Anno LXXXVII - N.18 - CHF 1.00 - G.A.A. 6900 Lugano
pagine 2-3
 Prossimo numero: 22 novembre 2012
AITI
Rilanciare
il dialogo
con il padronato
pagina 4
Cliniche
Uniti
per un Ccl
attrattivo
pagina 5
Lavoro
Previsioni poco
incoraggianti
sul fronte
dell’occupazione
pagina 7
Iniziative
All’Hotel Ceresio
corsi di cucina
per ragazzi
pagina 11
Cosa farò
da grande?
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Sindacato  Attualità
8 novembre 2012 il Lavoro
Relazioni padronato – sindacati
Rilanciare il dialogo,
diffondere i contratti collettivi di lavoro
MEINRADO ROBBIANI
Una tensione accresciuta
Sul tema delle relazioni tra padronato e sindacati si sono succedute negli ultimi mesi ripetute prese di posizione. A fare da detonatore è
stata la richiesta, inoltrata dalla Commissione
tripartita sulla libera circolazione al Consiglio di
Stato, di introdurre un salario minimo obbligatorio di 3.000 franchi mensili in alcune categorie dove sono stati riscontrati casi di abuso. Le
principali associazioni imprenditoriali, Camera
di Commercio e AITI, sono subito insorte deplorando l’intervento dello Stato in un campo
che a loro avviso non gli compete. L’accusa
allo Stato di indebita interferenza è stata affiancata da un concomitante addebito verso i
sindacati, rei di cedere ad una crescente ostilità verso le imprese.
Non sono comprensibilmente mancate le risposte dei sindacati. Alcuni si sono soprattutto
soffermati sul tema salariale. L’OCST ha anche evidenziato la necessità che il padronato
sia finalmente disposto a rilanciare il dialogo e
la collaborazione con i sindacati allo scopo di
meglio regolare il mercato del lavoro.
Una contraddizione evidente
Benché roboante, la reazione delle associazioni padronali non riesce a mascherare la
contraddizione lampante sulla quale si regge.
Decretando un salario minimo, lo Stato interviene non in contrapposizione ma in supplenza
di un padronato che viene meno al compito di
negoziare con la controparte sindacale le condizioni lavorative e salariali valide nelle imprese
e nelle categorie professionali.
In modo ben più coerente, l’OCST ha da parte sua evidenziato con forza in seno alla Commissione tripartita che ogni salario minimo
decretato dallo Stato, pur nella sua appurata
giustificazione, equivale ad una sconfitta delle
parti sociali. Significa cioè che queste ultime
non hanno saputo discutere e adottare esse
stesse una soluzione retributiva confacente.
Invece di lagnarsi, le associazioni padronali
avrebbero dovuto -o dovrebbero- attivarsi per
fare esse stesse quanto lo Stato si vede costretto in loro vece a mettere in atto.
Una sfasatura più profonda
La contraddizione del padronato non è contingente o fortuita. Cela una sfasatura più
profonda rispetto agli indirizzi più recenti del
mercato del lavoro. Le associazioni padronali non hanno ancora saputo cogliere la nuova
responsabilità che il regime di libera circolazione, venuto peraltro a dilatare trasformazioni
già in atto del contesto lavorativo, riversa sulle
spalle degli interlocutori sociali.
In passato, la regolazione del mercato del
lavoro era in buona parte svolta dall’autorità
preposta al controllo della manodopera estera. Ne regolava l’entrata, autorizzandola se
non sussistevano disoccupati per la mansione
richiesta e se venivano rispettati i salari d’uso.
Venuto meno il ruolo svolto
dall’autorità, lo spazio da
essa lasciato vuoto deve
potere essere colmato,
seppur in altra forma, dalle
parti sociali stesse. Tutela
dell’occupazione e salvaguardia di salari in linea
con il costo della vita sono
campi di impegno, dei quali le parti sociali devono sapersi fare carico, pena la
proliferazione di distorsioni
e squilibri. La parte padronale fatica tuttavia visibilmente a immettersi su questa traiettoria.
Uscire dal vicolo cieco
Occorre perciò che le parti sociali incrementino la loro funzione di regolatrici del mercato
del lavoro. Per farlo è indispensabile che ravvivino il dialogo e la collaborazione reciproca.
Nel contesto odierno, questo rilancio appare
tuttavia possibile solo alla condizione di uscire
dalle sacche della polemica attorno al salario
minimo, che il governo cantonale potrebbe decretare per tre categorie di imprese. Per la sua
implicazione ideologica (intervento dello Stato
sul terreno dei salari) e per la contestazione padronale dell’importo richiesto (salario di 3.000
franchi mensili) si corre il rischio di andare dritti
verso un irrigidito blocco delle posizioni, che
non solo avvelena le relazioni tra padronato e
sindacati ma ostacola pure la costruzione di
nuove formule di collaborazione. Per ovviare a
questo pericolo occorre al contrario relativizzare la portata della diatriba odierna sui salari
minimi, considerando l’intervento del Cantone
come un passaggio transitorio - ciò che del
resto è effettivamente - in attesa che siano
le parti sociali stesse a definire i salari minimi
attraverso il tradizionale strumento della contrattazione e l’adozione di contratti collettivi di
lavoro.
Il perno del contratto collettivo di lavoro
Il rilancio del dialogo e della collaborazione
tra le parti sociali passa inevitabilmente attraverso la valorizzazione e la diffusione del contratto collettivo di lavoro (CCL) quale strumento che mira, da un lato, a regolare le condizioni
di lavoro e, dall’altro, a fondare una positiva
collaborazione tra le parti sociali. Sono tuttavia rilevabili freni consistenti che ostacolano
la diffusione dei contratti collettivi di lavoro. Il
settore terziario è in parte privo di una cultura e di una tradizione del dialogo tra le parti
sociali. In alcune sue categorie manca persino
un interlocutore che possa rappresentare le
aziende nel confronto con il sindacato. Sono
poi presenti nel tessuto
economico imprese i cui
dirigenti intravvedono nella maggiore flessibilità del
mercato del lavoro svizzero un fattore di unilaterale
libertà di movimento e non
già una fonte di più netta
responsabilità sociale.
La nuova configurazione del mercato del lavoro, innestato sulla libera
circolazione, avvalora al
contrario la validità del
contratto collettivo di lavoro. È con evidenza lo strumento più adatto
a regolare le condizioni salariali e lavorative,
disinnescando le pressioni che mettono a repentaglio i livelli retributivi. Consente pure alle
parti sociali di affrontare in maniera congiunta i
problemi e gli obiettivi più cruciali delle singole
categorie professionali.
Posizioni differenziate nel padronato
In virtù di una linea che affonda le radici nel
passato, la Camera di commercio appare maggiormente predisposta a valorizzare lo strumento prezioso e decisivo del contratto collettivo di
lavoro. Questa associazione è tuttavia di fronte
ad un banco di prova emblematico. Dovrà cioè
riuscire a promuovere anche all’interno del settore terziario, tradizionalmente reticente o persino refrattario al contratto collettivo, quanto ha
invece contribuito a mettere in atto nel settore
industriale e dell’artigianato.
L’AITI, da sempre ancorata a posizioni di
neutralità rispetto alla scelta dei singoli aderenti di allacciare o meno relazioni di collaborazione con il sindacato, è invece priva di una
cultura innestata in modo convinto sul dialogo
tra le parti sociali. Anche questa associazione percepisce tuttavia che, se non opta per
questa via, altri (il Cantone) subentreranno ad
occupare il suo terreno perlomeno in materia
salariale. Ha perciò interesse ad uscire dal guscio di passività verso lo strumento del contratto collettivo nel quale si è sin qui rintanata.
Ulteriori aree di collaborazione
Quale perno decisivo di contatto tra le parti
sociali, il contratto collettivo di lavoro, grazie
anche agli strumenti ed organismi che consente di varare, può concorrere ad ulteriori aree di
collaborazione in risposta ai bisogni del mer-
Sindacato  Attualità
8 novembre 2012 il Lavoro
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cato del lavoro. L’inserimento prioritario delle
persone disoccupate rispetto all’eventuale
assunzione di manodopera estera, il sostegno
all’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro,
la promozione della formazione professionale,
la conciliabilità tra lavoro e famiglia sono solo
alcuni dei campi dove le parti sociali possono
contribuire a realizzare un mercato del lavoro
più equilibrato.
Ampliare gli spazi di dialogo, diffondere i CCL
Tanto il presidente della Camera di commercio Franco Ambrosetti quanto il direttore
dell’AITI Stefano Modenini hanno recentemente ribadito l’importanza del cosiddetto partenariato sociale (il primo) o auspicato un confronto costruttivo (il secondo) con dichiarazioni
che, benché in parte affiancate da considerazioni manifestamente contestabili, meritano di
essere colte.
Prossimamente si terranno alcuni incontri
tra le parti sociali, dove la discussione porterà
proprio sulle prospettive delle relazioni reciproche.
Anche in riferimento a questi appuntamenti, l’OCST ribadisce la necessità di rigenerare
la collaborazione tra padronato e sindacati,
orientandola in particolare alla presa a carico
della regolazione del mercato del lavoro che
il nuovo contesto di libera circolazione delle
persone impone. In questo ambito, le due organizzazioni padronali vengono segnatamente
sollecitate:
- a programmare e mettere in atto un piano
concordato di diffusione dei contratti collettivi;
- a delineare spazi comuni di confronto sul-
la realtà odierna del mercato del lavoro con
l’intento di rafforzare le iniziative condotte da
ogni singola organizzazione o quelle che dovessero essere promosse congiuntamente al
fine di migliorare il funzionamento del mercato
del lavoro, di tutelare la posizione dei lavoratori
e di rafforzare la competitività delle imprese. 
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Sindacato  Sanità
8 novembre 2012 il Lavoro
Cliniche private
Uniti per un contratto di lavoro attrattivo
RENATO RICCIARDI
A
bbiamo avuto un primo incontro con
l’Associazione delle cliniche private
(ACPT) durante il quale le cliniche
hanno presentato le loro proposte di modifica
del Ccl, alcune delle quali peggiorative, che si
giustificano, secondo l’ACPT, con la difficile
situazione legata al finanziamento pubblico in
vigore dall’inizio dell’anno.
È stato quindi concordato un calendario di
incontri nel mese di novembre.
Le proposte di peggioramento toccano gli
stipendi per i quali si chiede di introdurre il salario al merito, si diminuisce il premio di fedeltà
e si prevede di abolire l’indennità al sabato.
Per quel che riguarda l’orario di lavoro si
chiede un’ancor maggiore flessibilizzazione
della durata del lavoro. I direttori propongono
di calcolare la media delle quarant’ore su un
anno con un massimo di 50 ore settimanali. Ci
si chiede come, a queste condizioni, si possa
mantenere un servizio di qualità per i pazienti.
Due cliniche, che fanno parte di un gruppo
ospedaliero nazionale, minacciano di esternalizzare alcuni servizi anche relativi a funzioni
centrali dell’attività ospedaliera. La volontà
che intravvediamo in questa e in altre proposte
è quella di aggirare il Ccl.
Abbiamo invitato il personale a mobilitarsi
per opporsi ai peggioramenti e per sostenere
il sindacato in questa delicata trattativa. Abbiamo allestito con i rappresentanti delle commissioni interne un pacchetto di rivendicazioni
che è stato approvato dall’assemblea in vista
dell’incontro di trattativa con le direzioni delle
cliniche previsto per il 14.
Tra i dipendenti c’è molta preoccupazione e
registriamo una notevole volontà di partecipare alle azioni sindacali.
A mio parere, diversamente da quanto sostengono i direttori dell’ACPT, il contesto
generale legato al finanziamento delle cliniche non è per nulla sfavorevole. Dall’inizio di
quest’anno infatti le cliniche percepiscono un
finanziamento dallo Stato. Per questo motivo l’obiettivo del rinnovo contrattuale rimane
un avvicinamento delle condizioni di lavoro a
quelle del settore ospedaliero cantonale.
È evidente che non si può applicare in un ambito sociosanitario e a finanziamento statale,
una logica puramente orientata al profitto. In
questo contesto il ruolo di garante dell’ente
pubblico rimane determinante.
Noi affrontiamo la trattativa con realismo, ma
anche con determinazione. Vogliamo infatti
mantenere per il settore delle cliniche private
un contratto di lavoro attrattivo e che preveda condizioni almeno vicine a quelle applicate
dall’Ente ospedaliero cantonale. Certamente
non accetteremo di svuotare di contenuti il
contratto e di privare questo importante settore di una piattaforma contrattuale forte e
adeguata all’entità dell’impegno richiesto ai
dipendenti.
Quello delle cliniche private è un Ccl storico, importante e siamo pronti a batterci per
salvaguardarlo.
L’e-mail: un’opportunità
La conoscenza del vostro indirizzo e-mail consente al sindacato
di comunicare con voi in maniera più efficace. Tramite il nuovo servizio di newsletter offerto dall’OCST potrete ricevere le informazioni
in maniera mirata ed ecologica, dovunque ed in tempo reale.
Comunicazione dell’indirizzo e-mail
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riservata del sito www.ocst.com e, in un prossimo futuro, di usufruire di servizi come la consultazione online del giornale «il Lavoro» e
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8 novembre 2012 il Lavoro
Sindacato  Attualità
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Disoccupazione
Tra cambiamenti stagionali
e previsioni poco incoraggianti
GIORGIO DONINI
Vista l’attuale situazione del mercato
del lavoro e le continue notizie di licenziamenti abbiamo posto delle domande
al nostro esperto, il Responsabile della Cassa disoccupazione OCST, Luca
Camponovo.
Il tasso di disoccupazione svizzero a settembre 2012 è rimasto stabile al 2,8 per
cento (120’347 persone, +524 rispetto al
mese precedente). Un anno fa si registravano circa 9’000 disoccupati in meno
(111’344). Rispetto a gennaio 2012 abbiamo
comunque una diminuzione di circa 14’000
unità. Come interpretare questi dati? Siamo di fronte ad un reale calo dei disoccupati registrati?
Dopo un primo trimestre decisamente incoraggiante, abbiamo assistito da maggio 2012
ad un inasprimento del numero dei disoccupati abbastanza inatteso in quanto si prevedeva avvenisse solo verso la fine del corrente
anno.
Vi sono quindi segnali di previsione poco
incoraggianti in quanto oltre all’effetto stagionale, che subiremo nel prossimo trimestre, in
queste ultime settimane abbiamo avuto indicazioni di licenziamenti importanti nel settore
bancario ma anche in quello chimico e delle
comunicazioni, settori per antonomasia portatori, fino a qualche tempo fa, di importanti
offerte di lavoro e non certo di licenziamenti
collettivi.
La LADI entrata in vigore ad aprile 2011
sta certamente influenzando questi dati.
Le persone in cerca di impiego registrate a
settembre erano circa 170’000. È azzardato
affermare che si tratta del reale numero di
disoccupati presenti in Svizzera?
Domanda assolutamente legittima e condivisibile pienamente. Purtroppo, malgrado
l’entrata in vigore delle nuove disposizioni di
legge, che ahimè hanno creato una riduzione «artificiale» del tasso di disoccupazione,
si constata un aumento costante del numero
dei disoccupati e soprattutto del numero delle
persone in cerca di impiego che a mio avviso
dovrebbe rispecchiare l’effettivo tasso di disoccupazione presente in Svizzera. Ricordo
che il numero dei cercatori di impiego comprende anche le persone disoccupate che effettuano un guadagno intermedio, una misura
di formazione o un programma occupazionale
che purtroppo non vengono inseriti nel tasso
ufficiale di disoccupazione riportato dagli organi di stampa.
Vista l’attuale situazione economica e la restrittiva legge sulla disoccupazione, esiste
ancora la cosiddetta «disoccupazione volontaria» che magari ci si poteva permettere anni fa?
A mio avviso la situazione di qualche decennio fa si è sostanzialmente modificata. Non ci
possiamo permettere più di parlare di «disoccupazione volontaria» in quanto quotidianamente vediamo nel volto delle persone senza
attività lavorativa, un segno di forte preoccupazione per aver perso l’impiego e soprattutto
per la difficoltà a reperire una nuova occupazione È veramente emblematico assistere a
questo sostanziale e legittimo cambiamento
del pensiero sulle persone disoccupate in
quanto ora non sono più viste come «disoccupati volontari» ma persone sensibilmente preoccupate e talvolta disperate per le evidenti
difficoltà che si riscontrano nel reperire una
nuova occupazione duratura e stabile.
Nel 2012 ogni mese circa 2’700 persone
esauriscono il diritto all’indennità di disoccupazione. Quale il loro destino?
Purtroppo il loro destino è quello di presentarsi presso gli sportelli LAPS per chiedere un
aiuto assistenziale. Fino a 10 anni fa avevamo,
soprattutto nel nostro Cantone, una disposizione che permetteva alle persone disoccupate, arrivate a fine diritto, di poter percepire le
indennità straordinarie concesse a livello cantonale. Purtroppo questa disposizione è stata
annullata dai tagli del nostro governo decisi in
un periodo di cifre rosse del nostro Cantone
dove si è andati ad indebolire maggiormente le persone già disagiate per un’ottica di
risparmio miope delle problematiche sociali
esistenti nel nostro territorio.
Stando ai dati pubblicati dal SECO il gruppo
professionale di disoccupati più numeroso è quello delle professioni alberghiere e
dell’economia domestica (15’694), seguito
dalle professioni commerciali e della vendita (14’807). Possiamo ricondurre questi dati
alla forza del Franco svizzero?
I settori alberghiero e dell’economia domestica sono legati alla natura contrattuale delle
assunzioni dei collaboratori che lavorano in un
regime di attività stagionale. Alla conclusione
della stagione, gli occupanti di questo settore
si riversano correttamente sulla disoccupazione in quanto si trovano per alcuni mesi senza
attività lavorativa (stagione «morta» del loro
settore). Per quanto riguarda il settore commerciale e della vendita parecchi fattori portano all’aumento del numero dei disoccupati.
Oltre alla forza del franco svizzero che compromette o riduce le possibilità di esportazio-
ne dei nostri prodotti, assistiamo ad un periodo statico di congiuntura economica europea
e soprattutto, nei Cantoni vicino alla frontiera,
subiamo una forte concorrenza dei lavoratori
provenienti dai paesi confinanti.
Notevole è pure il tasso di disoccupati di
lunga durata, ossia oltre un anno (15,4 per
cento, 18’556 persone). A cosa è dovuta
questa difficoltà di entrare/rientrare nel
mercato del lavoro?
Proprio all’aspetto sopra indicato ossia una
difficoltà evidente a reperire, con una certa
facilità, un nuovo posto di lavoro ed alle mutate condizioni contrattuali di questi anni dove
purtroppo si assiste ad una politica salariale
al ribasso di parecchie aziende che non permette ai lavoratori indigeni di poter accettare
occupazioni interessanti in quanto proposte
con paghe particolarmente ridotte.
Otto cantoni (5 in modo netto, tra cui il Ticino) registrano un tasso superiore a quello
svizzero. Solo colpa dell’effetto sostituzione messo in atto dai datori di lavoro o vi
sono carenze a livello di formazione/profili
ricercati?
A mio avviso è difficile parlare di forti carenze
a livello formativo proprio perché siamo a conoscenza che la concorrenza possiamo combatterla, nel nostro territorio, con una formazione importante e capillare. A tale proposito
vedo di buon grado le misure attive proposte
alle persone disoccupate dagli Uffici regionali di Collocamento in quanto si permette agli
assicurati, in un periodo di disagio dovuto alla
loro disoccupazione, di potersi ulteriormente formare per essere maggiormente propositivi sul mercato del lavoro. I cantoni dove
purtroppo si registra un tasso di disoccupazione superiore alla media sono quelli vicini
alla frontiera dove l’accesso di manodopera
straniera produce sicuramente una importante concorrenza. Ciò possiamo assolutamente
contrastarla con processi formativi mirati che
permettono ai nostri disoccupati di giocare
maggiori carte nell’ottica di reperire una nuova occupazione.
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Sindacato  Attualità
8 novembre 2012 il Lavoro
Melisa
Trattative salariali Coop
Si volta un’altra pagina storica
Un passo
nella giusta direzione
ALBERTO TREVISAN
L
a Melisa chiude i battenti e dichiara
fallimento. Questa la brutta notizia
della scorsa settimana che ha senz'altro colpito tutto il cantone
Si tratta di un’impresa storica in Ticino fondata nel 1939 eche fa parte della storia del
nostro cantone. Dopo essere stata acquistata
nel 1999 dal gruppo Valora, venne ceduta alla
cooperativa «La Pergamena» nel 2010 sostenuta da investitori ticinesi che, almeno nelle
intenzioni, volevano rilanciarla e rivitalizzarla.
Mercoledi 31 ottobre i 25 dipendenti, quasi
tutti attivi nelle librerie da molti anni, hanno
ricevuto la lettera di disdetta e la comunicazione che a partire dal 1 novembre le 3 librerie
(Grancia, Lugano, Locarno) e il magazzino di
Bedano rimarranno chiusi.
Causa di questo triste epilogo, secondo la direzione, la mancanza di liquidità generata dalla
generale crisi del libro e acquita dalla forza del
franco, che ha reso impossibile il versamento
degli stipendi già dal mese di ottobre, e l'acquisizione di nuovi libri. Ma le difficoltà non
sono certo nuove: già nel passaggio da Valora
l'OCST era dovuta intervenire per allestire un
piano sociale che andasse a tutelare 22 dipendenti rimasti senza occupazione a causa della
ristrutturazione. Negli ultimi mesi, poi, i segnali di una situazione difficile erano lampanti e
l'OCST si era più volte avvicinata ai dipendenti
e alla direzione, senza ricevere però indicazioni di particolare allarmismo.
Appresa la notizia mercoledì, venerdì scorso
abbiamo subito incontrato il personale in assemblea, durante la quale è stato deciso di accelerare la procedura nell’interesse dei lavoratori e di
presentare istanza di fallimento. In questo modo
i dipendenti riceveranno in tempi brevi da parte
dell’insolvenza le prestazioni per il mese di ottobre e le quote di tredicesima e vacanze arretrate.
Annucniandosi subito in disoccupazione, inoltre,
i dipendenti potranno rivevere subito dalla nostra
cassa disoccupazione l'anticipo delle prestazioni per il periodo di disdetta.
Cosa succederà in futuro? La speranza (rilanciata da Nizzola in conferenza stampa) è
che si palesino degli investitori interessati
ad acquistare la società e a riassumere i dipendenti che, preparati e forti di numerosi
anni di esperienza nel settore, sono il vero
valore aggiunto delle librerie Melisa.
L'OCST è al loro fianco in questo momento
di difficoltà, e non mancherà di rappresentare
i loro interessi qualora si concretizzasse realmente una nuova possibilità di rilancio delle
librerie.
PAOLO LOCATELLI
U
n aumento della massa salariale pari
all’1,1 per cento. Un adattamento
salariale generale a tutti i collaboratori Coop nell’ordine dello 0,6 per cento. Un
adeguamento salariale dello 0,4 per cento
da attribuire principalmente alle lavoratrici e
ai lavoratori con diversi anni di servizio e per
livellare eventuali differenze salariali tra collaboratori con le stesse funzioni. Salario minimo
contrattuale per le collaboratrici e i collaboratori portato a fr. 3’800.-- al mese e salario minimo contrattuale dopo la formazione biennale
di base a fr. 3’900.--.
La direzione nazionale Coop, nell’ambito delle trattative salariali per l’anno 2013, ha saputo
quindi dare una risposta concreta a favore dei
propri collaboratori da più punti di vista.
Una trattativa, molto aperta e all’insegna della reciproca trasparenza, che merita di essere
sottolineata.
La direzione nazionale Coop, ancora una
volta, ha saputo concretizzare in questo modo
una politica commerciale seria nella quale gli
aspetti sociali (in questo caso, i salari) sono
sempre considerati a chiaro beneficio dei propri collaboratori.
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Sindacato  Attualità
8 novembre 2012 il Lavoro
Concrete SA
Una brutta vicenda giudiziaria
PAOLO LOCATELLI
I
l titolare della Concrete SA ed il reclutatore del personale dell’impresa, che
operava in subappalto presso il cantiere NCCL di Lugano, il 31 ottobre scorso sono
stati oggi condannati per ripetuta usura: reati
contestati dalla Magistratura per avere indebitamente trattenuto fino ad un terzo dello
stipendio di alcuni lavoratori. Dopo lo sdegno
pressoché unanime degli addetti ai lavori e del
comune cittadino, arriva ora la sentenza delle
Assise Correzionali di Lugano.
Le parole «caporalato» e «taglieggiamento
dei salari» non devono quindi entrare nel vocabolario dell’arte dell’edilizia ticinese.
In un contesto di becera speculazione alle
spalle di lavoratori, il dibattimento penale ha
saputo fare emergere fatti di estrema gravità
in rapporto ad una piaga che - se non drasticamente curata alla radice – disponeva di tutto
il potenziale per insinuare nel nostro tessuto
economico un modo di
fare impresa che non ci
appartiene.
La sentenza non rappresenta però un punto
di arrivo. Abusi sui cantieri da parte di imprese
e artigiani si verificano
a raffica: il giudizio delle Assise Correzionali
deve infatti costituire il
perno attorno al quale
costruire delle contromisure dissuasive efficaci ad ampio raggio
(responsabilità solidale,
cauzioni professionali,
pratica del subappalto
corretta, controlli sui
posti di lavoro, sanzioni contrattuali, collaborazione tra enti di
controllo).
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di bagnare il naso alle vostre mamme
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Sindacato  Attualità
8 novembre 2012 il Lavoro
transfair
Triathlon: domande aperte e lezioni da trarre
T
aglio di 1500 impieghi! Questo, in
breve, il comunicato diramato dalla
«Handelszeitung» il 31 ottobre scorso
che obbliga Swisscom a fornire spiegazioni sul
progetto Triathlon al fine di ristabilire la correttezza delle cifre.
Cifre che si stabiliscono indubbiamente al
di là delle stime. Il numero dei posti di lavoro
soppressi rimane comunque notevole. Le perdite ammontano infatti a circa 400 impieghi.
Sembra dunque che per Swisscom questo sia
il prezzo da pagare per semplificare i processi
decisionali e rendere l’impresa più efficiente e
le procedure più rapide.
Domande aperte
Il sindacato transfair rimane assai critico in
merito al rapporto tra obiettivi ed entità della
soppressione dei posti di lavoro. Si può fare di
più con meno e fino a dove può arrivare un’e-
voluzione del genere? In occasione dell’incontro del 1° novembre con i responsabili di
Swisscom abbiamo espresso il nostro scetticismo e la nostra riserva in merito al progetto.
transfair ha chiesto che sia istituito un bilancio
entro un limite di tempo ragionevole al fine di
valutare l’impatto finale per quanto riguarda gli
impieghi persi, i costi e il guadagno in termini
d’efficacia. Qualunque sia l’esito, questo progetto deve rimanere unico nel suo genere. Il
sindacato transfair non è disposto ad accettare un Triathlon bis.
Carsten Schloter ha dato garanzie in questo
senso. Continueremo a tenervi aggiornati sulla
vicenda.
Comunicazione e processo di partecipazione
Nonostante tempi molto stretti, transfair si
dice soddisfatto dell’eccellente lavoro svolto
dai comitati d’azienda. L’aspetto della comu-
nicazione non è stato preso in considerazione
a sufficienza e ha destato non poche frustrazioni. Questo punto concerne il diritto di partecipazione e deve essere preso molto sul serio
da Swisscom che dovrà trarne le rispettive lezioni.
Posizione di transfair
Il sindacato transfair, ovviamente, non è coinvolto in una decisione meramente strategica
presa dalla direzione del gruppo e dal Consiglio d’amministrazione. Tuttavia, si è impegnato a favore di una messa in atto di misure di
attenuazione sulla base del piano sociale. Ci
diciamo dispiaciuti del fatto che il nuovo piano sociale 2013, che punta maggiormente su
provvedimenti di riconversione professionale,
indispensabili per ritrovare un impiego in un
settore così dinamico, non sia stato preso in
considerazione
Parità salariale
Swisscom
Verifichiamola con Logib
Trucchi e astuzie
su Tablet e iPad
È stata presentata il 24 ottobre 2012
una mozione firmata da Nadia Ghisolfi, Milena Garobbio e Pelin Kandemir Bordoli che chiede di applicare lo
strumento Logib all’interno dell’amministrazione cantonale (per misurare la
parità salariale all’interno dell’azienda)
messo gratuitamente a disposizione
dalla Confederazione.
L
o scorso 8 marzo con interrogazione
no. 63.12 della collega Pelin Kandemir Bordoli, si era chiesto al Consiglio
di Stato la situazione della disparità salariale
tra uomini e donne in Ticino. Con il primo interrogativo in particolare si chiedeva se l’amministrazione cantonale eseguisse dei controlli per
verificare il rispetto delle disposizioni inerenti la parità salariale. Il Consiglio di Stato, con
risposta datata 8 maggio 2012, ha risposto
che attualmente non è previsto alcun controllo
specifico in merito, cosa che ci ha profondamente deluse.
Come già citato nell’interrogazione 63.12, «le
donne guadagnano, nel settore privato, in media il 18,4 per cento in meno rispetto ai loro
colleghi uomini. Nel settore pubblico questa
differenza è del 12,1% (www.bfs.admin.ch,
Kahlen 2010)».
Ci sembra quindi fondamentale conoscere
esattamente la situazione all’interno dell’amministrazione cantonale ticinese. La cono-
scenza costituisce un punto di partenza per sistemare eventuali disparità, dando così il buon
esempio anche ad enti parastatali e privati.
A questo scopo, la Confederazione mette
a disposizione gratuitamente uno strumento
denominato Logib (www.logib.ch - Test per
controllare autonomamente la parità salariale
nell’impresa). Logib è un programma di facile applicazione che permette di esaminare se
un’impresa garantisce la parità salariale – ossia un salario uguale per un lavoro di uguale
valore – fra donna e uomo. Il calcolo è effettuato mediante un’analisi di regressione statistica: si calcola in che modo fattori rilevanti quali
la qualifica richiesta o la funzione si ripercuotono sul salario. Nella funzione di regressione,
il sesso è considerato come ulteriore variabile
indipendente. Se non sussiste alcuna discriminazione, questa variabile non deve influire in
modo significativo sul salario. La base per il
calcolo è costituita dai dati delle dipendenti e
dei dipendenti relativi al salario, alla qualifica e
al posto di lavoro, che possono essere importati o immessi in Logib.
Con la presente mozione si chiede quindi l’applicazione dello strumento Logib, che
ricordiamo è messo a disposizione gratuitamente dalla Confederazione, e quindi non
comporta nuovi oneri a carico del Cantone,
fatto salvo il tempo necessario per effettuare
questa verifica. Questa potrebbe venire estesa, oltre che all’Amministrazione cantonale,
anche negli Istituti cantonali e nelle aziende
pubbliche.
S
i è tenuta con successo la giornata di
formazione sindacale organizzata lo
scorso 19 ottobre presso il Business
Center di Bellinzona. Dopo l’introduzione da
parte della segretaria regionale Nadia Ghisolfi, la ventina di partecipanti ha potuto seguire
l’interessante relazione di Marzio Medaglia sul
mondo del Tablet. Grazie al suo intervento i
partecipanti hanno potuto avvicinarsi a questo
mondo e scoprire tecniche ed astuzie. Il pomeriggio formativo ha riscosso tanto interesse
che il Comitato sta valutando un seguito nel
corso dei primi mesi del 2013.
Sei interessato ad affrontare altri temi ?
Hai proposte o suggerimenti?
Non esitare ad inviarceli!
Scrivi a: [email protected]
8 novembre 2012 il Lavoro
Sindacato  Frontalieri
9
Lettere al giornale
Frontalieri, accertamenti reddituali, disoccupazione e...
S
pett. giornale il Lavoro, sono un frontaliere di lunga data. Vi scrivo perché mi
sono capitati quasi simultaneamente
due fatti che mi hanno lasciato perplesso.
Che ci fosse un pò di invidia da parte dei miei
compaesani per chi lavora in Svizzera lo sapevo, ma siamo in tanti della mia zona ad andare
di là e quindi non ci facevo molto caso.
Cosa è successo ultimamente? Il primo fatto
è che mi hanno licenziato. Il secondo è che ho
ricevuto dall’ufficio delle entrate un accertamento sui miei redditi del 2008.
Come è successo anche ad altri frontalieri licenziati, l’INPS mi ha pagato per qualche
mese l’indennità dei frontalieri poi me l’hanno
diminuita di parecchio.
Logico che sono andato all’INPS a chiedere
conto di questa modifica.
Ad attendere di parlarci non ero solo. La funzionaria INPS, ad un certo punto, alzando la
voce ha detto che era giusto che ai frontalieri
venisse data la disoccupazione come a tutti
gli altri italiani perché avevano già guadagna-
to troppo lavorando in Svizzera ed era ora di
smetterla con i privilegi.
Io sono rimasto di stucco.
Pur non avendo molto tempo io non sono
mai stato uno di quelli che quando ricevono
la copia de «il Lavoro» la mettono lì insieme
alla pubblicità, ma, prima la sfoglio, vedo se
c’è qualcosa che mi interessa e poi la metto lì.
Quindi ricordo bene di aver letto che c’è una
legge fatta apposta per pagare la disoccupazione dei frontalieri e che si usano i soldi versati dai frontalieri e mandati per tanti anni dalla
Svizzera all’INPS!
Quindi mi pareva di non aver rubato nulla ma
di pretendere ciò che mi era dovuto. Non sono
stato a discutere, ma sono rimasto di sasso
a pensare perché abbia fatto un tale ragionamento: ho pensato che avesse un invidia marcia verso i frontalieri.
Proprio una funzionaria statale! Suvvia!
Dopo questo fatto, come dicevo, ho dovuto andare all’agenzia delle Entrate a pre-
sentare i certificati del salario ricevuto in
Svizzera per giustificare come avevo fatto a
comperare una macchina e a pagare il mutuo
della casa visto che non avevo dichiarazione
dei redditi in Italia.
Bene, ho portato quel che dovevo e poi, anche uno di questi funzionari mi ha detto che i
frontalieri sono privilegiati ma che presto anche loro dovranno pagare le tasse in Italia.
È stata dura trattenermi perché so benissimo
che è da tanti anni che le tasse che io pago
in Svizzera arrivano in Italia e che sono una
manna per i Comuni e so anche che i ticinesi
vorrebbero dargliene di meno.
Comunque, che senso ha prendersela con
chi comunque le tasse le paga! Vadano a vedere se c’è qualcuno che non le paga o se la
Svizzera riversa tutte le tasse pagate dagli italiani. Non voglio insegnare niente a nessuno
ma, anche se ho a che fare tutti i giorni con
martello, chiodi e malta, so che sulle questioni
fiscali, proprio questi funzionari, hanno fatto
una confusione tremenda non più di due o tre
anni fa! A chi dicevano di pagare lo scudo, a
chi di non fare niente, a chi di pagare 25 € a
chi 47 … un vero caos sulla pelle dei lavoratori.
Ed ora mi ritrovo con questi «funzionari» che
mi rinfacciano di essere un frontaliere! Se lo
sono da così tanti anni è perché me lo sono
meritato, ho lavorato bene, ho difeso il mio
posto di lavoro con i denti e, a parte un pò
di straordinari regalati, ho comunque sempre
preteso, condividendo le rivendicazioni con i
miei colleghi, che il nostro lavoro fosse riconosciuto e pagato giustamente.
Oggi sono disoccupato non per mia cattiva
condotta ma perché la crisi c’è e la mia ditta
ha chiuso.
Questa invidia marcia non me la sarei mai
aspettata da parte di funzionari statali, lavoratori come me, da rispettare, ma che dovrebbero fare un pò meglio il loro lavoro e rispettare
anche noi.
Non mi sento un privilegiato perché se ci
sono trattamenti migliori essi sono dovuti a situazioni che non dipendono per nulla da me,
come ad esempio le differenze salariali tra Italia e Svizzera, o da leggi che ci sono perché
noi frontalieri abbiamo pagato per ottenere
queste migliorie.
Sono disgustato di aver a che fare con questi
funzionari statali sui cui privilegi forse ci sarebbe da discutere un pò!
Buon lavoro.
 Lettera firmata
10
Sindacato  Formazione
8 novembre 2012 il Lavoro
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I
Il calendario dei corsi è consultabile sul nuovo sito internet del CFP-OCST e di FORMAT Lingua all’indirizzo www.
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 Corso segretariato, dal 4 marzo 2013, 192
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Corso di preparazione
PROGETTO MOSAICO
n questo appuntamento segnaliamo il
libro della sociologa Marianella Sclavi,
«Arte di Ascoltare e mondi possibili»,
un testo che si legge piacevolmente e che
per questo si fa amare: interessante, ricco di
esempi concreti e dal linguaggio accessibile,
tratta il tema della comunicazione e della gestione dei conflitti, stimolando la riflessione
personale e la voglia di «provarsi» su questi
territori relazionali così spesso impervi.
Nel nostro servizio di accompagnamento
esercitiamo un ascolto attivo, aperto all’altro:
sappiamo che non è una competenza facile
da sviluppare, ma troppo spesso vediamo
che in primo luogo le persone hanno difficoltà ad ascoltare se stesse, e dunque l’ascolto
dell’altro diventa impossibile.
Ecco allora le Le Sette Regole dell’Arte di
Ascoltare che M. Sclavi suggerisce, in maniera leggera e umoristica, come solo lei sa fare:
1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.
2. Quel che vedi dipende dal tuo punto di
vista. Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.
3. Se vuoi comprendere quel che un altro
sta dicendo, devi assumere che ha ragione
e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli
[email protected]
www.cfp-ocst.ch
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eventi dalla sua prospettiva.
4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere
il loro linguaggio. Non ti informano su cosa
vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.
5. Un buon ascoltatore è un esploratore
di mondi possibili. I segnali più importanti
per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e
fastidiosi, marginali e irritanti, perché incongruenti con le proprie certezze.
6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i
paradossi del pensiero e della comunicazione interpersonale. Affronta i dissensi come
occasioni per esercitarsi in un campo che lo
appassiona: la gestione creativa dei conflitti.
7. Per divenire esperto nell’arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare,
l’umorismo viene da sè.
Certificato cantonale
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I
l corso si rivolge a tutti coloro che intendono certificare le competenze nel settore terziario con la possibilità di accedere all’esame per l’ottenimento del Certificato
cantonale di contabilità. I destinatari del corso
sono fiduciari, amministratori, segretarie/i, impiegati d’ufficio in generale, nonché piccoli e
medi imprenditori che avendo aperto una ditta
si trovano a dover gestire la propria contabilità. Durante il corso verranno affrontati i principi contabili della contabilità delle PMI.
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Marina Bernardo Ciddio e Emanuela Pigò
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8 novembre 2012 il Lavoro
Sindacato  Formazione
11
Serata Evento il 30 novembre
«Scollochiamoci» in programma a Lugano
I
n attesa della nostra serata evento
«Scollochiamoci», prevista per venerdì
30 novembre, anticipiamo alcuni contenuti del sito http://scollocamento.ilcambiamento.it.
Nasce l’Ufficio di Scollocamento, uno sportello per aiutare le persone a scollocarsi da lavoro eccessivo, stile di vita sbagliato, stress,
ansia, consumismo, assenza di senso, e costruire una nuova vita. Un cammino di emancipazione e cambiamento rispetto alla cultura
imperante, che non produce autentico benessere ma schiavitù e omologazione.
Dire «io voglio scollocarmi, voglio cambiare»
porta con sé una serie di stati d’animo che
non sempre trovano una sistemazione consapevole.
Lo scollocamento da lavoro eccessivo, stile
di vita insensato, stressante e basato sul consumismo, si pone dunque come un cammino
di emancipazione, un percorso di cambiamento, che ha al centro la Persona e il suo
benessere.
Pur proponendo una nuova idea di modello
sociale ed economico, lo scollocamento è un
percorso individuale, un viaggio dentro se stessi, per intercettare motivazioni, passioni e sogni da mettere al centro della nuova vita, che si
deve costruire in maniera consapevole, uscendo e non «fuggendo» dal sistema attuale.
Nessun progetto di cambiamento, infatti,
può fondare le radici nella necessità ma piuttosto nella volontà!
L’associazione Paea e il quotidiano online Il
Cambiamento hanno progettato e realizzato
il primo Ufficio di scollocamento (primo in ordine di tempo di tanti che verranno) facendo
propria l’idea di Simone Perotti e Paolo Ermani apparsa per la prima volta su Avanti Tutta
(Chiarelettere, 2011) e poi sviluppata in Ufficio
di scollocamento (Chiarelettere, 2012).
I due autori hanno diffuso la loro idea in questo modo:
«È un’idea che non può appartenere a qualcuno, per questo non ha un logo, non è un
metodo depositato, non gode di brevetti o
licenze, né mai li avrà. Deve costituire, provocatoriamente e fattivamente, un’opportunità diffusa e aperta a tutti. Chiunque voglia
interpretare, organizzare o gestire un Ufficio di
scollocamento sul proprio territorio può farlo
senza bisogno di alcun permesso o alcuna autorizzazione da parte degli ideatori (gli autori di
questo libro), che al contrario ne auspicano la
personalizzazione, diffusione e realizzazione
da parte del maggior numero di persone», [da
Ufficio di scollocamento, Chiarelettere, 2012].
Paea e il Cambiamento, in ossequio alle indicazioni degli autori, hanno fatto propria questa impostazione e realizzato il primo Ufficio di
scollocamento.
L’Ufficio di Scollocamento è rivolto ai workaholic, i moderni drogati dal lavoro, ma anche
a chi prova l’impulso di voler cambiare vita,
insoddisfatto da quello che fa, e a chi sente di
aver messo da parte per troppo tempo le pro-
prie passioni e inclinazioni, a chi vuole smettere di partecipare a questo mondo storto.
L’Ufficio di Scollocamento nasce da culture ed esperienze vicine al pensiero della decrescita, a quello ambientalista, al neopauperismo, al downshifting, al recupero della
manualità e a tutte le numerose correnti di
pensiero che animano l’ampio tentativo di costruire una cultura alternativa.
Chi si avvicinerà all’Ufficio di Scollocamento non riceverà un numeretto e un modulo da
riempire (come nel più noto e triste Ufficio di
Collocamento), ma la proposta di un percorso
articolato, non semplice, come non è semplice trovare, mettere a fuoco e poi in pratica le
proprie motivazioni interiori.
Molti e eterogenei gli esperti coinvolti: psicologi (per capire e gestire le numerose paure
del cambiamento), esperti di lavoro alternativo, avvocati, ma anche e soprattutto life-coach, scrittori, economisti, esperti di ambiente,
oltre alle necessarie testimonianze concrete di
chi ha già cambiato vita.
Al già alto numero di persone che decide di
cambiare vita, la crisi ha aggiunto quelli che
della crisi sono le vittime. Tanti, tantissimi
ormai. Ma una crisi è anche una grande opportunità. Sempre più persone, in Italia e nel
mondo, decidono di cambiare vita e lavoro,
operando scelte personali e collettive in direzione di una vita a basso impatto esistenziale,
relazionale, psicologico, oltre che ambientale
ed economico.
Lo sa bene la redazione del Cambiamento, il giornale online/portale che con l’obiettivo di passare dal virtuale al reale sta
condividendo esperienze con un numero
sempre maggiore di lettori. Lo sa l’associazione PAEA, che da più di 12 anni ha fatto
proprio il motto «C’è anche un altro modo»
e che lavora sul saper fare, sull’efficienza
energetica e sulle tecnologie appropriate.
Lo sa per esperienza diretta Simone Perotti, che quattro anni fa ha detto «Adesso
basta» e ha cambiato vita, intraprendendo
un percorso individuale di downshifting su
cui ha scritto tre libri (Adesso Basta, Uomini senza vento, Avanti Tutta) e che ha dato
gratuitamente il suo contributo all’ideazione, impostazione e progettazione dell’Ufficio di Scollocamento.
Info
La serata si terrà venerdì 30 novembre negli
spazi della Susinno Design SA - in via Besso 42,
a Lugano, di fronte alla Chiesa di San Nicolao.
12
Sindacato  Attualità
8 novembre 2012 il Lavoro
Alptransit
Un treno di opportunità da non perdere
BENEDETTA RIGOTTI
S
i è tanto parlato del grande progetto di Alptransit ed ora che ci si avvia
alla conclusione dei lavori è lecito domandarsi che cosa succederà.
Le domande sono tante: cosa ne è dei lavoratori che si sono dedicati per tanti anni alla
costruzione della galleria? Quale sarà l’impatto economico e occupazionale per il Ticino di
questo grande progetto?
Lo stato dei lavori
Come è noto, la realizzazione della linea ferroviaria veloce che dal Ticino attraversa le Alpi
comporta nel nostro Cantone la costruzione di
due tunnel: la galleria di base del San Gottardo
e quella del Monte Ceneri. Dopo il grande evento costituito dal crollo del diaframma del tubo
est della galleria di base del San Gottardo, poco
abbiamo parlato dello stato dei lavori.
Il primo cantiere, certamente il piu impegnativo per i minatori, è ad uno stato molto avanzato. È previsto che i lavori di scavo e di getto
vengano conclusi nel 2014. In seguito, entro
il 2017, si terminerà la posa della tecnica ferroviaria. Nei cantieri di Bodio e Faido sono al
momento occupati circa 350 lavoratori.
I lavori per la realizzazione del tunnel del
Il centro Periscopio, © AlpTransit San Gottardo SA
Monte Ceneri, molto diversi per complessità, sono iniziati nel 2006 e il completamento
dell’opera è previsto per il 2019. Attualmente
nei tre cantieri di Camorino, Sigirino e Vezia
sono occupati 350 lavoratori.
Il futuro dei minatori
Già molti lavoratori sono partiti dai cantieri di
Bodio e Faido perché la loro opera non era piu
necessaria. L’incidenza della disoccupazione
è tuttavia molto bassa. Non si sono dunque
avverati i timori iniziali per i quali erano stati
pensati dei piani occupazionali specifici.
La maggior parte dei lavoratori che facevano capo al Consorzio Tat è stata reimpiegata
in altri progetti, in Svizzera o all’estero. Alcuni
sono per esempio stati assunti per la costruzione del tunnel del Ceneri. Solo il 10 per cento
circa di questi lavoratori non è immediatamente riuscito a reperire un nuovo impiego e, nella
maggior parte dei casi, è tornato in patria.
E dopo?
Fin qui i cantieri; ma quale sarà il futuro di
quest’opera? Che cosa comporterà questa
nuova via di comunicazione per il Ticino ed in
particolare per la Riviera e la Leventina, che
tanto hanno messo in gioco in questi anni?
Gli effetti diretti
Le prime e più immediate conseguenze sono legate alla costruzione
del Periscopio a Pollegio, la Centrale di esercizio ferroviario che gestirà
il traffico sulla linea del San Gottardo. Ora esistono 100 punti di questo genere in Svizzera, ma nel 2015
ne resteranno solo quattro e uno
di questi sarà localizzato in Ticino.
Questo centro occuperà 150 persone, vale a dire 50 nuove assunzioni. Gestirà il traffico tra Chiasso e
Arth-Goldau, della futura galleria di
base del San Gottardo e del Monte
Ceneri, oltre che Bellinzona-Luino e
Bellinzona-Locarno.
Idee innovative
C’è chi ha deciso di sfruttare in
maniera creativa le opportunità offerte dal traforo. La galleria di base
del San Gottardo produrrà l’uscita
di un getto di 120 litri al secondo di
acqua alla temperatura di 20 gradi.
A Bodio questo fatto è stato subito
interpretato come un’opportunità e
sono stati studiati due progetti che
sembra potranno convivere. Il più
importante per gli abitanti del luogo
è la costruzione di una rete di teleriscaldamento che consentirebbe
loro di risparmiare 500 mila franchi
Roberto Cefis, OCST e Natale Mozzi
Una vita in galleria
Abbiamo intervistato Natale Mozzi, un
minatore che, dopo aver concluso l’attività
nel tunnel di base, è ora impiegato nella
costruzione della galleria della circonvallazione di Roveredo.
Qual è stata la sua esperienza nella costruzione del tunnel ferroviario piu lungo
al mondo?
I cinque anni passati a lavorare come
caposquadra sotto il San Gottardo sono
stati indubbiamente molto duri: si tratta di
un’opera fuori dal comune in particolare per
la lunghezza del tracciato. Non si è infatti
riusciti a creare un’areazione sufficiente per
contrastare il clima tropicale creato dalla
pressione della roccia e dall’altissimo tasso
di umidità dell’aria. Questi fattori uniti alla
presenza di polvere, hanno notevolmente
messo alla prova il nostro fisico. A questo
bisogna aggiungere i ritmi serrati di lavoro
a turni, anche notturni, e il lungo viaggio per
raggiungere il fronte di scavo che, tra l’altro,
non ci permetteva di mettere il naso fuori per
tutta la durata del turno. Già dopo sei mesi di
questi ritmi non riuscivo a recuperare la stanchezza e a riposarmi a sufficienza.
Il lavoro in galleria non ha normalmente
queste caratteristiche: è certo impegnativo,
ma non cosi pressante. La galleria dove
sono attualmente impiegato è lunga solo
due chilometri. Le condizioni sono quindi
evidentemente diverse. La temperatura è costante in tutte le stagioni e per alcuni aspetti
ci sentiamo privilegiati rispetto a chi, come
i pavimentatori stradali, deve sopportare la
canicola estiva e il gelo invernale.
Sindacato  Attualità
8 novembre 2012 il Lavoro
di riscaldamento all’anno con un investimento
iniziale di 15 milioni di franchi complessivamente. A questo vanno aggiunti i 6 milioni per
la costruzione delle condotte.
Il secondo progetto riguarda invece lo sfruttamento del calore dell’acqua per l’allevamento di storioni siberiani da caviale. Le vasche
copriranno una superficie di 6000 metri quadri
e produrranno 225 tonnellate di pesce.
L’indotto del tunnel
Uno studio recentemente pubblicato dal
Consorzio Metron SA – RappTrans SA – Consavis («Effetti economici della messa in esercizio di Alptransit in Ticino: opportunità e
rischi») cerca di individuare le conseguenze
dell’apertura del tunnel ferroviario per lo sviluppo economico del nostro Cantone e delle
sue diverse regioni. Come quantificare il valore
di Alptransit? Quanti posti di lavoro verranno
creati nei diversi settori? Quali settori beneficeranno maggiormente delle opportunità del
miglioramento dei collegamenti con il resto
della Svizzera? È difficile dirlo. Perché questo
è in fondo il senso dello studio: le opportunità
bisogna saperle cogliere.
È per esempio abbastanza certo che l’accorciarsi delle distanze produrrà effetti benefici
per il turismo. Certo, ricordano i ricercatori,
purché l’offerta turistica e alberghiera venga
ampliata e potenziata, insomma arricchita.
Le aziende saranno spinte a spostare la
propria sede in Ticino? Forse, ma quali? Che
settori favorire? Quali sono i punti di forza del
nostro Cantone? Il carico fiscale contenuto, la
stabilità politica, i servizi pubblici efficienti, la
bellezza del paesaggio e il clima mite.
I ricercatori suggeriscono come positivo anche i salari piu bassi che nel resto della Svizzera. Questa forse, più che un’opportunità è
un punto di debolezza del nostro mercato del
lavoro. E chissà che il tunnel non abbia qualche effetto in questo senso.
Ricorda Meinrado Robbiani: «È certo che
questa grande opera avvicinerà un po’ il Ticino
al resto della Svizzera. Tuttavia questo ridurrà
solo la distanza, ma non l’annullerà; bisogna
infatti considerare che il nostro Cantone rimane pur sempre una regione periferica».
Il succo, per tutti, ma specialmente per i
13
nostri giovani, è che dobbiamo aprirci anche
mentalmente al resto della Svizzera, e questo
significa, per esempio, imparare le lingue nazionali, specialmente il tedesco.
Dal 2017 quando sceglieremo dove lavorare,
studiare, andare a teatro, potremo ampliare il
territorio di ricerca senza dover necessariamente abbandonare la nostra casa e la nostra
famiglia o imbarcarci in trasferte impegnative.
Qualsiasi iniziativa, se ben pensata e progettata avrà piu mercato e quindi più possibilità
di sviluppo.
Abbiamo ancora cinque anni per ragionarci
su e non perdere occasioni preziose.
Il tunnel del Monte Ceneri. © AlpTransit San Gottardo SA
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14
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Pagina a cura di Slavko Bojanic
8 novembre 2012 il Lavoro
Autores kosovare
Ëndrra Zvicerane e një vajzeje Kosovare
DIAMANT ABRASHI
K
ëto ditë doli nga shtypi libri i autores
kosovare, Halime Suli“Banana Split” i
shkruar në bashkëpunim me Rolando
Schärer dhe Claudio Origoni.
«Banana Split» është një rrëfim autobiografik i rrëfyer në veten e parë pa patetizma.
Është një rifreskim besnik i kujtesës personale ku pasqyrohen fakte e persona, një ndjenjë
padrejtësie latente e jetës por pa një akuzë të
drejtpërdrejtë. Rrëfehen fakte e persona me një
çiltërsi rrezatuese dhe do të kisha thënë edhe
madhështi. Plotëninë e kësaj vepre e përmbyllin
disa foto gati atavike për kohën tonë që kompletojnë pafajësinë e shkrimtares dhe të jetës së
saj në një interval të caktuar kohor.
Zonja Suli bën mirë që që në fillim të librit e
rindërton në mënyrë gjenealogjike historinë e
familjes së saj duke i nderuar me dinjitet të parët
e saj bashkë me sakrificat e tyre të asokohe dhe
duke i përshkruar në dy kapitujt e parë rrethanat
socio-ekonomike të shoqërisë nga e cila vjen,
por shumë shpejtë ajo futet pastaj në përshkrimin e jetës familjare ku rrëfehen vështirësitë dhe
angazhimet e babait të saj që edhe në vazhdim
mbetet heshturazi figura kyqe e jetës së saj.
E gjitha kjo rrëfehet me një syrin virxhin të një
vajzeje që problemet ekzistenciale jetësore i
tregon nga një optikë fëmijërore.
«Banana Split» është një parabollë e një
ndryshimi radikal i dëshiruar nga një vajzë e cila
parakohshëm bëhet grua, fatkeqësisht në rrethana të dhunshme dhe të mjerueshme, kundër
Inserzioni
vullnetit të saj por kjo është edhe një parabollë
e një femreje që me të gjitha forcat sulet kundër
këtyre zinxhirëve që e mbajnë si të burgosurën
e traditave, të një mentaliteti tashmë të mykur.
Fatkeqësisht i takon të martohet dhunshëm
në një martesë e cila fatmirësisht zgjatë pak mu
për mentalitetin që cekëm më lartë por autorja
i’a del që të ikë nga ata zinxhirë me një dinakëri
befasuese duke nxjerrë përfundimisht një biletë për në Cyrih, ku emigrimi fillon t’ia ngjallë
shpresën edhe të lirisë personale...
Janë vërtetë prekëse skenat e humbjes së babit të saj, largësia nga shtëpia, familja, atdheu,
mbërritja me vonesë në dhomen e të vdekurve
në spital dhe dëshira për të qëndruar gjithmonë
pranë të jatit
Përtej lumturisë a palumturisë personale të
shkrimtares kam përshtypjen se ky rrëfim i
sinqertë i jetës së saj ishte edhe terapia më e
mirë e zonjës Suli. Një bilanc jetësor, një hapje
ndaj të tjerëve por edhe një dhuratë për njerëzit
e zakonshëm duke hapur sytë e atyre që nuk i
përceptojnë vështirësitë e një shtreseje të popullatës që duhet të përballet me problemet më
banale e që paftyrësisht na përplasen fytyrës
duke na i kushtëzuar sjelljet tona dhe zgjedhjet
që bëjmë. Kur e them këtë kam parasysh disa
vendime jetësore që autorja ka qenë e shtrënguar ti marrë mu nga shkaku i atyre që shkruam
më lartë.
Duke i’u kthyer konceptit të librit “Banana
Split” mund të themi me çiltërsinë më të madhe
se ky libër nuk është një akullore që ngacmon fytin tonë në ditët e ngrohta pranverore
Halime Suli: «Banana Split» rrëfimet e një
kamariereje kosovare, Edizioni ULIVO, Balerna
2012
apo verore por edhe një rifreskim i pejsazhit
letrar tiçinez me një histori autobiografike ç’armatosëse të një femreje që pos me mjerimin
duhej t’i qëronte hesapet edhe me një mentalitet arkaik, shtypës në esencë por që në fund i’a
del t’i japë një kuptim të rëndësishëm jetës së
saj duke e vizatuar atë me një këmbëngulje të
përditshme dhe duke i’a dalë mbanë për të realizuar pjesën më të madhe të ëndrrave jetësore
të saj.
Në fund duhet të nënvizoj se kanë qenë
të pazëvendësueshme meritat e Rolando
Schärer-it dhe Claudio Origoni-t që nga një
substancë e papërpunuar rrëfyese, bashkë me
autoren nxorrën një libër që lexohet vërtetë me
një frymë...
15
8 novembre 2012 il Lavoro
Carrozzieri
Un ticinese tra i migliori in Svizzera
Q
cordiale e di poche
parole, lavora con impegno presso il Garage Norancar di Pambio-Noranco. La sua
passione è lavorare
sulle macchine d’epoca anche perché,
se è una soddisfazione ripristinare le parti
in resina di moderne
automobili incidentate, lo è certamente di
più ricostruire pezzo
per pezzo e riportare
a nuova vita a colpi di
martello gioielli di cui
non sono più in vendita le parti di ricambio.
Il suo è certamente
un lavoro in cui sono
necessarie
conoscenze tecniche, ma
anche una notevole
uando abbiamo saputo
del
premio ottenuto da
Alessandro Palmieri,
diciannovenne che ha
conquistato il premio
speciale Steinschlag
Trophy istituito dalla
Autoglas Trösch per
premiare il miglior
riparatore di parabrezza, la nostra redazione ha potuto
doppiamente gioire.
Dopo aver primeggiato nella sua categoria
nelle selezioni ticinesi, è entrato in finale
con i migliori carrozzieri svizzeri e ha ottenuto un importante
riconoscimento.
Alessandro, ragazzo
abilità manuale. Spesso le parti della carrozzeria vanno ricostruite ad occhio battendo la lamiera fino a renderla perfettamente conforme
all’originale, liscia ed uniforme.
Molta pazienza per imparare i segreti del mestiere, ma anche per raggiungere il risultato
desiderato.
Dalla redazione de «il Lavoro» e dall’OCST
vivissimi complimenti per i risultati ottenuti a
lui e ai suoi formatorie e i migliori auguri per un
brillante futuro professionale.
A sinistra: Alessandro al lavoro. Sopra: con i colleghi del Garage Norancar e Gianluca Rossi (OCST)
alla sua sinistra.
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16
8 novembre 2012 il Lavoro
Associazioni
GenerazionePiù e Consiglio svizzero degli anziani
MARIA LUISA DELCÒ
LINDO DEAMBROSI
In un precedente numero de «il lavoro» abbiamo parlato della Federazione svizzera dei pensionati,
Associazione di cui fa parte anche
GenerazionePiù con due rappresentanti.
Ora ricordiamo che anche il Consiglio svizzero degli anziani ha due
rappresentanti ticinesi nelle persone di Rosemarie Porta-Maricelli e
Lindo Deambrosi.
o scorso 17 ottobre, promossa
dalla FARES (Federazione delle Associazioni dei pensionati
e d’autoaiuto in Svizzera), si è tenuta
a Berna una conferenza-dibattito sul
tema «Insediamenti abitativi conformi
alle esigenze e desideri degli anziani».
Partendo da una ricerca effettuata
da un gruppo di lavoro della FARES
in diversi centri urbani della Svizzera
tedesca e romanda, risulta come gli
anziani manifestino sempre più il desiderio di trascorrere il tempo della loro
età in casa propria, in appartamenti
adatti alle loro esigenze (assenza di
ostacoli, strutture ergonomiche), che
siano vicini ai servizi essenziali (negozi,
uffici pubblici) e che permettano loro di
mantenere, consolidare o sviluppare
contatti sociali.
Questo desiderio è stato manifestato
da oltre l’80% degli intervistati i quali
ritengono il soggiorno in casa anziani
unicamente un’alternativa ultima all’impossibilità di rimanere in casa propria.
A questa analisi sono seguite delle
interessanti esposizioni di due profondi conoscitori delle problematiche legate all’abitare degli anziani.
L’intervento dell’architetto Felix Bohn,
specialista in costruzioni per anziani, si
è focalizzato sugli aspetti tecnici degli
spazi riservati o prospettati agli utenti
della terza o quarta età, con particolare riguardo agli accessi, agli ostaco-
I
due membri seguono regolarmente le riunioni plenarie a Berna ed ultimamente hanno anche
preso parte ad un’importante giornata di studio su un argomento molto
attuale, come quello delle residenze
abitative per anziani che lasciano la
propria casa per vivere in un contesto
sempre «familiare», ma con strutture
ad hoc.
Di questo tema si sta occupando anche il nostro Dipartimento della Socialità e Sanità, con a capo Paolo Beltraminelli, il cui staff sta elaborando delle
Direttive legate a queste costruzioni
specifiche per la terza e la quarta età.
Per il momento riportiamo la sintesi della giornata di studio a carattere
svizzero ed in seguito approfondiremo questo attualissimo tema.
Giornata di riflessione
sugli alloggi per gli anziani
Appello rivolto alle autorità comunali e cantonali.
Gli anziani desiderano rimanere il più a lungo
possibile nella loro abitazione, nel quartiere
o villaggio dove hanno stabilito dei contatti
duraturi e, possibilmente, concludervi la loro
esistenza. Ciò è stato chiaramente espresso
in occasione della giornata di riflessione della
FARES lo scorso 17 ottobre a Berna.
Alla giornata hanno partecipato due ospiti:
Felix Bohn, architetto e gerontologo, che in
una sua esposizione ha dimostrato quan-
L
to possa essere facile applicare semplici
misure nell’edilizia abitativa per rendere
più confortevole il soggiorno a persone con
mobilità ridotta. Ciò renderebbe, senza che
necessariamente i costi aumentino, più facile
la loro permanenza al proprio domicilio.
Patrick Beetschen, responsabile della salute
pubblica e della prevenzione al dipartimento
della sanità del Canton Vaud, ha descritto le
diverse offerte che permettono agli anziani di
questo cantone di continuare a vivere nelle
loro abitazioni. Questo fa sì che Vaud sia uno
dei cantoni con il minor numero di ospiti nelle
case per anziani.
In conclusione, FARES lancia un appello alle
autorità locali e cantonali pregandole di:
li, all’illuminazione, alla disposizione e
all’uso degli elettrodomestici e dei servizi igienici, ecc., senza dimenticare la
sostenibilità finanziaria relativa a questa problematica (vengono citati i costi
diretti relativi alle fratture del collo del
femore che, in Svizzera, ammontavano, nel 1992, a 400 milioni di franchi.
Le stime per il 2020 prevedono costi
superiori ai 700 milioni).
Patrick Beetschen, responsabile della divisione «Programma di salute pubblica e prevenzione» del Canton Vaud,
ha illustrato un programma che tende,
in questo cantone, a favorire la permanenza degli anziani in casa propria o
in gruppi di abitazioni per gli anziani,
e questo in alternativa al tradizionale
soggiorno in casa di riposo.
Durante la sua esposizione, Beetschen
si è soffermato sugli aspetti socio-economici del progetto, mettendo in evidenza la necessità di rivedere la politica
relativa all’abitare degli anziani.
I due documenti, in lingua francese e tedesca, possono essere visionati sul sito di FARES: http://
www.fares.ch/cms/documents/documents-2012/171012-documentsjournee-de-reflexion.html
La giornata si è conclusa con un appello alle autorità comunali e cantonali (vedi sotto) che invita le stesse e
gli addetti ai lavori a voler pianificare e
costruire in funzione delle esigenze e
dei bisogni della società, quella degli
anziani compresi.
1) prendere tutte quelle misure necessarie
affinché gli anziani possano rimanere a casa
loro il più a lungo possibile, e questo grazie a
cure a domicilio performanti e di qualità, ad
abitazioni prive di barriere architettoniche e a
costi sopportabili, garantendo comunque un
interscambio generazionale.
FARES rileva che questo modo di concepire
gli alloggi è meno costoso di un soggiorno in
una casa per anziani.
2) FARES auspica pure che dei rappresentanti
degli anziani siano coinvolti con gli architetti e
le autorità preposte alla pianificazione di nuovi quartieri, di costruzioni e nel risanamento di
complessi immobiliari.
17
8 novembre 2012 il Lavoro
Sezione Luganese
Tradizionale festa dei nonni
FABRIZIO TAMI
G
iovedì 27 ottobre al centro
Presenza Cristiana di Pregassona, si è tenuto il tradizionale pranzo gratuito per i Nonni.
Normalmente questa festa si organizzava a Massagno, quest’anno invece
il comitato di Lugano ha deciso di ritornare alla sua sede storica.
Dopo la S. Messa celebrata nella chiesa di San Massimiliano Kolbe
dall’assistente spirituale don Angelo
Moioli, il nutrito gruppo di partecipanti, oltre una cinquantina di persone,
è rientrato nell’apposita sala, dove è
stato consumato
il pranzo, ottimamente cucinato
da Carla Ferretti,
Yvonne Ercolani e Giampietro
Cattaneo,
che
ringraziamo per la
preziosa collaborazione.
La
manifestazione si è conclusa con i tradizionali
tre giri di tombola, gioco piacevole e
sempre apprezzato. Desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita di questo bel mo-
mento ricreativo, in modo particolare
Othmar Benz, Quinto Cavicchioli ed
Enrico Freschi.
Grazie a tutti per la sempre preziosa collaborazione e un arrivederci ai
prossimi incontri.
Sezione Tre Valli
Autunno ricco di appuntamenti: gita col trenino del Furka,
Mostra del Bitto e Assemblea sezionale
GEROLAMO COCCHI
I
l sogno è quello di tornare indietro nel tempo??? Bene questo
sogno si è avverato per i quaranticinque soci che venerdì 28 settembre hanno partecipato alla gita romantica con il trenino a vapore del Furka.
Splendida la giornata, anche se la
temperatura non era proprio estiva
(Realp ore 09.30 del mattino, gradi 6),
la quasi centenaria locomotiva a vapore si arrampica verso il Furka, raggiungendo la ragguardevole pendenza del
118 per mille, attraversando incantevoli scenari che danno la possibilità
di godere di una vista magnifica delle alpi e soprattutto della tavolozza di
colori già autunnali che trasformano il
paesaggio in un quadro d’autore.
Rientrando in Ticino attraverso il
passo della Nufenen, fermata per il
pranzo e occasione per i partecipanti di ammirare le bellezze delle nostre
cime.
Morbegno e Mostra del Bitto
Di altra natura la gita con meta Morbegno e la mostra del Bitto. Ben ses-
santa i partecipanti che hanno potuto
gustare la prelibatezza di questo tipico formaggio lombardo a Denominazione d’Origine Protetta.
Il clima della giornata preannunciava già l’autunno con una temperatura
fresca, ma non ha scalfito minimamente la soddisfazione per l’interessante meta proposta.
Gustoso ed apprezzato il pranzo servito presso l’agriturismo il Capretto di
Talamona. Notevole e interessante la
visita al negozio Ciapponi di Morbegno, un negozio come quelli di una
volta, con antiche cantine dove invecchiano i grandi vini di Valtellina e
dove riposano salumi e formaggi, e
caratteristiche vetrine con una varietà incredibile di prodotti e vini locali
esposti in bella mostra a stuzzicare gli
acquirenti.
Assemblea
Ben novantacinque soci hanno partecipato all’assemblea tenutasi a Faido
presenti il presidente cantonale Giacomo Falconi, Giancarlo Nicoli, segretario
regionale Tre Valli e Padre Fratus che
ha reso edotta l’assemblea sul 50° del
Concilio Vaticano II.
Nella sua relazione il presidente sezionale Carlo Franscini ha posto l’accento sulla partenza di Claudio Franscella, segretario cantonale, che ha
lasciato un’associazione piena di vita
e ben organizzata. La designazione di
Gerolamo Cocchi a segretario ad interm è un grande onore per la Sezione
Tre Valli. Passando in rassegna le attività svolte dalla nostra sezione, Franscini ha evidenziato l’attaccamento
e un notevole sostegno da parte dei
nostri soci.
In conclusione ha esortato i presenti
ad essere attivi e fiduciosi, il mondo
ha bisogno di persone i cui valori hanno ancora un senso.
Giacomo Falconi, presidente cantonale, nella sua relazione ha ringraziato
Carlo Franscini e la Sezione Tre Valli
per l’immediata disponibilità a trovare una soluzione transitoria in attesa
che avvenisse la nomina del nuovo
segretario cantonale dell’associazione (nel frattempo sfociata nell’assunzione del signor Marco Treichler), a
conferma dello spirito di corpo molto
radicato.
18
8 novembre 2012 il Lavoro
Attualità
Un compleanno importante anche per la nostra Radio
MARIA LUISA DELCÒ
L
o scorso 22 settembre, con
diverse manifestazioni, che
hanno voluto sottolineare un
importante traguardo che «tocca»… le
età di GenerazionePiù, la nostra Radio
ha festeggiato i suoi… primi 80 anni.
Chi scrive ne parla con particolare
affetto perché ha «respirato» in famiglia l’aria di un padre pioniere per l’
Emittente di Radio Monte Ceneri.
Al mattino, alle sette, tutti in silenzio
per ascoltare se tutto iniziava puntualmente con le campane di Pazzalino
che davano il buongiorno e poi i dieci
minuti di ginnastica mattutina con le
«lezioni» di Ado Rossi.
Nel luglio del 1932 si inizia la costruzione del cosiddetto emettitore nazionale del Monte Ceneri che, a Natale,
raggiunge la sua altezza definitiva:
125 metri.
Il 28-29 ottobre del 1933 l’emettitore
viene inaugurato, ma senza avere ancora una frequenza.
Le due antenne resteranno uno dei
simboli del Monte Ceneri con la Piazza d’armi. Anche sul primo gonfalone
del Comune di Rivera (ora diventato
Comune di Monte Ceneri) spiccavano le onde Radio in colore bianco su
sfondo azzurro.
Passano vent’anni di storia anche
ai microfoni della Radio (le varie sedi
degli Studi, il primo concerto della
Radiorchestra il 2 gennaio del 1935,
la nascita dell’Orchestra Radiosa nel
1939, la nascita della Domenica popolare il 1. aprile del 1945, tanti nomi
illustri ai microfoni ecc.).
Il 15 marzo 1950 entra in funzione la
nuova frequenza in onde medie 558
Khz.
Il primo gennaio 1968 per la prima
volta la RSI trasmette ininterrottamente dalle 7 del mattino alle 23.30.
Il 24 ottobre del 1979 la nuova antenna a onde medie della Cima di Dentro
sostituisce quella del Monte Ceneri
in esercizio, appunto, dal 28 ottobre
1933.
L’antenna, in ferro, è alta 250 metri.
E per finire con un pizzico di tristezza, il primo luglio 2008 viene spento il
trasmettitore a onde medie del Monte
Ceneri.
Chiude la storica frequenza 558 Khz.
Si chiude una grande pagina, anche
affettiva, si aprono altre finestre sul
mondo, ma le due antenne del Ceneri, sullo sfondo delle montagne con la
prima neve continuano a vivere in un
profondo ricordo.
Fonte. Opuscolo «Gli 80 anni della Radio – Per una
storia della Radio in pillole», edito dalla RSI in occasione della giornata del 22 settembre 2012 (4 pgg.
con cinque interessanti riferimenti bibliografici).
Agenda
Bellinzona
 Venerdì 16 novembre, Coro, ore
14.00 Vita Serena di Giubiasco.
 Lunedì 26 novembre, Palazzo
Governo: seduta Gran Consiglio Ticinese, ritrovo ore 14.00, Piazza della
Foca a Bellinzona. Iscrizioni a Tatiana
tel. 091 829 20 05 o 079 756 55 00.
 Venerdì 30 novembre, Animazione
con coro Casa Anziani Sementina, ritrovo ore 15.00 presso la Casa Anziani.
 Mercoledì 12 dicembre, Assemblea ordinaria e Panettonata, ore
14.30, Ristorante Aurora di Gorduno.
Locarno
 Martedì 13 novembre, ore 09.00,
Chiesa Nuova, Via Cittadella,Locarno,
S. Messa in suffragio dei nostri soci
defunti.
 Martedì 27 novembre, ore 14.30,
sala Centro Parrocchiale di S.Antonio
a Locarno, Assemblea annuale. All’ordine del giorno il rinnovo del Comitato. Segue rinfresco offerto.
 Martedì 11 dicembre, ore 14.30
incontro di fine anno, sala Centro Parrocchiale di S. Antonio a Locarno, con
panettonata e tre giri di tombola.
Lugano
 Giovedì, 8 novembre, ore 14.15,
salone OCST- via Balestra 19, Lugano,
Conferenza «I sussidi di Cassa malati,
un concreto aiuto». Aperta a tutti.
 Giovedì, 15 novembre, ore 14.15,
salone OCST, Lugano, Conferenza: «La
vita oltre la vita», relatore: don Sandro
Vitalini. Segue merenda e due giri di
tombola. Conferenza aperta a tutti.
 Giovedì 29 novembre, ore 14.15,
Assemblea Sezionale, Salone OCST.
Segue merenda offerta e due giri di
tombola. Iscrizioni: entro il 23 novem-
bre, tel. 091 910 20 21.
Mendrisio
 Giovedì 8 novembre, ore 14.30,
Assemblea sezionale con Castagnata.
Oratorio Ligornetto.
 Mercoledì 5 dicembre, Visita al
Mercatino di Natale di Einsiedeln
(tempo per spuntino e visite facoltative). Cena ad Attinghausen (pollo al
cestello). Iscrizioni: tel. 091 640 51 11,
entro il 25.11. Costo: fr.70.- per persona, compreso viaggio, cena e mance.
Tre Valli
 Giovedì 15 novembre, ore 14.15
Centro Giovani - Bodio, Conferenza:
«Aspetti pediatrici ed educativi per chi
si occupa dei nipoti» relatore Dott. Giovanni Rossetti, spec. FMH pediatria e
medicina interna. Al termine, ore 16.00
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Foglio Ufficiale N. 86 del 26 ottobre
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 impiegato di commercio, certificato IELTS
lingua inglese, esperienza centralino Inbound/
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19
Pubblichiamo inserzioni solo per soci e abbonati, gratuite
Outbound. Tel. 091 6831239 ore serali.
 aiuto domestico, CH, referenze, zona LuganoPonte Tresa, mattino, lu e ven. tel 079 3928721.
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assistenza anziani, tel. +39 338508i8476.
 diplomata in commercio, specifica turismo, corso di segretariato in Ticino. Esperienze varie, qualsiasi occupazione. Tel. +39 3298858816.
 signora referenziata, per babby-sitting o aiuto
anziani (automunita). Tel. 079 2803735.
 assistente di cura, full o part time e notti, case
anziani, servizi cure a domicilio. Tel. 076 5013012.
 aiuto familiare e maestra d'asilo diplomata,
esperienza, cura anziani e bambini a domicilio.
Tel 076 399 55 62 ore pasti.
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in ottime strutture ricettive.Capacità organizzative.
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a settimana. Tel. +39 333 1187004.
 medico assistente, Conoscenza I ed Inglese.
Tel. 076 611 65 67; [email protected]
 operaio pulitore con esperienza, per pulizia vetri/tapparelle. Tel. 078 7939805.
 aiuto pizzaiolo, barista, tel. +39 3314149817.
 badante o cura bambini, esperta, Sopra e
Sottoceneri. Tel. 079 7615928.
 coll. domestica esperta, part-time, tel. +39 031
807901.
 36enne, I, E, F, D, decennale esperienza venditrice, ev. altri settori. Tel. +39 338 7908996; +41
77 4466094.
 assistente per Medici dentisti, receptionist, guida gruppi francofoni o lingua tedesca, ev. altri settori.
Tel. +39 3397562284; [email protected]
 donna di pulizie, zona Sottoceneri, tel. +39
340 0668577.
 venditrice/sarta con esperienza, tempo pieno
o 80%. Tel. 076 5013012.
 vetraio qualificato, esperienza decennale.Tel.
3498614294.
 coll. di cucina, ristoranti e bar, ragazza dinamica, Tel. +39 3927919657.
 pizzaiolo forno a legna, zona Luganese e Mendrisiotto. Tel. 077 4598002.
 lavori domestici, referenziata, disponibile 8.30
-15.00, tel. +39 3932922800 .
 centralinista con diploma PTT o aiuto medico, D, F, (50%) anche altri settori, zona Mendrisiotto
e Luganese. Tel. 079 2802092.
 giovane ragazza madrelingua I, conoscenze informatiche e lingue straniere, zona Lugano. Tel.
+39 347 6492074.
 cuoco con esperienza, specialità cucina mediterranea, zona Luganese. Tel. +39 3285434726.
 commessa 28enne residente a Locarno, russo,
D e I, tel. 079 959 24 96.
 insegnante CH, madrelingua I/F per lezioni
a domicilio, zona Mendrisiotto e Varese. Tel. +39
3388756560, +39 0332 212542.
 operatore sanitario, animatrice, esperienza
malati psichiatrici, terminali, anziani, in strutture o a
domicilio, zona Sottoceneri, tel. 0339 3288240576.
 pulizie tre giorni a settimana, esperienza, [email protected]
 pedagoga sociale educatrice/psicologa pratica per l’infanzia e ragazzi diversamente abili, esperienza, tel. +39 331771237.
 carpentiere, ferraiolo, muratore, esperienza
trentennale. [email protected]
 laureata in scienze economiche, pluriennale
esperienza ambito amministrativo e contabile, segretaria aiuto-contabile (50%), buone conoscen-
ze E, F, discreto D, e informatiche. Tel. 078 9523156.
 cameriera bar o operaia tempo indeterminato
zona Mendrisiotto. [email protected]
 ragazza come badante o baby sitter. Tel. +39
3290107732.
 giovane aiuto cuoco, discreta esperienza, zona
Luganese. [email protected]
 magazziniere, autista, patente C, patente
SUVA per carrelli elevatori, esperienza. gagrosse@
alice.it, Tel. +39 3201171246.
 aiuto domestico, badante, pulizie, Lugano città. Tel. 091 9719092.
 muratore 4°livello, esperienza trentennale, zona
Mendrisio. Tel. +39 342 3547706.
 cameriere o barista settore caffetteria e barman.Tel. +39 3335341565.
 operaio, pittore, aiuto-cartongessista, manovale, magazziniere. Tel. 079 4744371.
 estetista diplomata, esperienza decennale,
50% - 80% zona Bellinzonese. Tel. 076 7427073.
 uomo volenteroso, operaio piccola manutenzione e giardinaggio, tel. 091 6091757, 079
3759539.
 impiegata di commercio, esperienza, flessibilità, tempo parziale (30-60%) ev. anche tempo determinato. Tel. 079 2456574.
 42 enne responsabile amministrativa, pluriesperienza, ev. altro impiego a tempo indeterminato,
zona Mendrisio. Tel. 091 8250445, 079 6831442.
 autista categ, C. e/o magazziniere, giardiniere, lavori uff. zona Sopraceneri, tel. 0796340873.
 signora, esperienza venditrice, full o part-time
settore vendita, economia domestica o operaia
fabbrica. [email protected]
 badante, coll. domestica, lavapiatti, cameriera, con esperienza. Tel. +39 3409722594.
 ragioniera, diploma CH da disponente, esperienza contabilità. Tel. +39 346 3125701 (dopo le
19) [email protected]
 collaboratrice domestica, badante, baby
sitter o altro. Tel. +39 3466053681.
 chef di sala responsabile ristorante. Lunghissima esperienza di lavoro, referenziato, zona Sottoceneri, tel. 091 9931819 - 076 3056542.
 montatore elettricista, ventennale esperienza,
zona Sottoceneri e Mendrisiotto. Tel. 076 2834095.
 signora 37enne, per lavori domestici e/o baby
sitter. Referenze, esperienza. Tel.+39 3891425891.
 esperto mulettista, verniciatura a spruzzo, a catena e su macchine industriali. Tel. +39 3463569742.
 esperta venditrice in alimentazione, zona
Locarnese e dintorni, tel. 091 7522089.
 signora bella presenza, referenziata, ottimo D,
esperienza ventennale settore pulizie, tempo pieno, presso istituzioni o privati. Tel. 079 7799327.
 muratore, 15 anni esperienza, specializzazione
posa mattoni a faccia vista. [email protected]
 impiegata, buona esperienza, contabilità, conoscenza lingue, ottimo uso pc, zona Sottoceneri.
Tel. +39 340 0682723.
 elettrauto o meccanico esperto, ev. settore edile, patente A,B,C. Tel. 079 8520481; [email protected]
 giardiniere paesaggista, tel. 079 6160198.
 assistenza a domicilio per persone anziane
(accompagnamento, spesa, assistenza, piccole pulizie) zona Sopraceneri. Tel. 077 4852750.
 autista con patenti bcd, anche x furgoni, ottima conoscenza viabilità. [email protected]
 piastrellista parquettista con esperienza, Luganese e Mendrisiotto, tel. +39 338 1817551.
 cucitrice a mano e a macchina, esperta. Tel.
+39 3311677987.
 cameriere esperto, zona Sopra/sotto Ceneri.
[email protected]
20
Sindacato Interprofessionale
- Pagina a cura di Rogério Sampaio
Coop negociações salariais
Aumento saudável do salário mínimo:
ajustamento dos salários reais
CARLO MATHIEU*
C
oop vai aumentar no próximo ano
os salários em 1,0 por cento. Os
dois salários mínimos, mais baixos,
serão aumentados 100 francos. Os trabalhadores irão receber um aumento salarial de 0,6
por cento. Para aumentos individuais está previsto um aumento de 0,4 por cento do total
dos salários fornecidos. Para o sindicato Syna
como parceiro social, o resultado das negociações é aceitável. A Coop honorou o desempenho dos empregados.
Syna observa que os empregados no setor de retalhos contribuem significativamente para a prosperidade econômica da Suíça.
Contudo apesar do aumento de produtividade, os seus salários, continuam relativamen-
te baixos. O acordo alcançado com a Coop ,
para o aumento de salários de referência para
os empregados sem formação profissional
para 3.800 francos e para os empregados com
dois anos de experiência para 3900 francos é
um sinal importante para fortalecer os salários
mais baixos. Também o facto dos empregados recebem um aumento salarial geral de 0,6
por cento, mostra que a Coop está disposta
a premiar o desempenho. A Syna espera que
a. Coop com o aumento proposto de 0,4 por
cento, seja utilizado para o ajuste individual, a
fim de proporcionar a igualdade de remuneração entre homens e mulheres.
*Secretário Geral
Responsável do setor de vendas a retalho
Portugal
Exame de código único para quem tira carta
de condução de motociclos e ligeiros
Os novos condutores que pretendam
obter carta de condução de motociclos
e de veículos ligeiros passam, a partir
de desta sexta-feira, a fazer uma única
prova teórica, segundo o novo Regulamento da Habilitação Legal para Conduzir.
A
s novas regras estabelecem que passa a existir uma única prova teórica
com 40 questões para os candidatos
que pretendam obter a carta de condução de
motociclos e de ligeiros. Numa nota enviada à
agência Lusa, o Instituto da Mobilidade e dos
Transportes Terrestre (IMTT) refere que esta
prova tem a duração de 40 minutos e o candidato fica aprovado se responder acertadamente a pelo menos 36 questões.
Com as novas regras, a prova teórica para
qualquer categoria possa a ter validade de um
ano e o exame de código para a obtenção do
título de condução para ligeiros mantém as 30
questões. Segundo o IMTT, o número de faltas que levam à reprovação na prova prática é
reduzido, passando de 15 para 10.
O novo regulamento estabelece também que
a troca de títulos de condução estrangeiros
para portugueses pode ser condicionada a
um exame de condução se “não for possível
comprovar” que foi obtido mediante uma prova prática “com grau de exigência idêntico
ao previsto na lei portuguesa” e em caso de
dúvidas justificadas sobre a autenticidade da
carta.
Segundo as novas regras, as licenças para
condução de motociclos com cilindrada inferior a 50 centímetros cúbicos e veículos
agrícolas vão deixar de ser dadas pelas câmaras municipais, passando a ser da competência exclusiva do IMTT.
Os exames médicos para os condutores do
grupo dois (pesados de mercadorias e de passageiros, condutores de ambulâncias, veículos de bombeiros, transportes de crianças e
taxistas) passam a ser feitos, também a partir
de sexta-feira, por qualquer médico no exercício da sua profissão, deixando de ser efectuados pela delegação de saúde da área da
residência. Também os exames psicológicos
para os condutores desta categoria passam a
ser realizados por qualquer psicólogo no exercício da sua profissão.
O novo Regulamento da Habilitação Legal
para Conduzir transpõe para a ordem jurídica
interna directivas comunitárias.
8 novembre 2012 il Lavoro
Cursos de alemão
e
Computador
para os sócios
Para iniciantes e avançados
Data: De acordo com o n° de inscritos
Localização: SYNA Albulastrasse 55,
8048 Zurich
Número máximo de participantes:
12 pessoas por turma
Inscrição: SYNA Secretaria Regional
da Zurich / Schaffhausen
Organização: Secretaria Regional
SYNA ZH / Sch
Coordenador: Rogério Sampaio
Custo: Não Sócios, Deve tornar-se
sócio
Deutschkurs
und Computerkurs
für Mitglieder
Für Anfänger
sowie Fortgeschrittene
Datum: Je nach Teilnehmerzahl
Ort: Syna Albulastrasse 55, 8048
Zürich
Maximale Teilnehmerzahl: Pro Klasse
12 Personen
Anmeldungen: Syna Regionalsekretariat ZH/Schaffhausen
Organisiert durch: Syna Regionalsek.
ZH/Sch
Koordinator: Rogério Sampaio
Kosten: Für Mitglieder.
Für nicht Mitglieder-Muss Mitglied
werden
8 novembre 2012 il Lavoro
Sindacato Interprofessionale - Pagina a cura di Coni Soler
21
Negociaciones salariales Coop
Incremento saludable en el salario mínimo:
ajuste de los salarios reales
CARLO MATHIEU*
C
oop aumentará los salarios el próximo año en un 1,0 por ciento. Las
dos salarios mínimos, inferiores, se
incrementarán 100 francos. Los trabajadores
recibirán un aumento salarial del 0,6 por ciento. Para aumentos individuales se espera que
aumente en un 0,4 por ciento de la masa salarial previstas. Para el Syna sindicato como
interlocutor social, el resultado de las negociaciones es aceptable. El desempeño de los
honorarios de los empleados de Coop.
Syna señala que los empleados en el sector
patchwork contribuyen de manera significativa a la prosperidad económica de Suiza. Sin
embargo, a pesar del aumento de la productividad, los salarios siguen siendo relativamente
bajos. El acuerdo alcanzado con la Cooperativa para el aumento de los salarios de los
empleados sin hacer referencia a la formación
profesional a 3.800 francos para los empleados con experiencia de dos años de francos
para 3900 es una señal importante para fortalecer los salarios más bajos. También el hecho
de que los empleados recibirán un aumento
salarial general del 0,6 por ciento, muestra que
la Cooperativa está dispuesta a recompensar
el rendimiento. El Syna espera que la Coop
con la propuesta de aumento del 0,4 por ciento, se utiliza para ajustar el individuo con el
fin de proporcionar igualdad de remuneración
Cursos de alemán para los miembros
Para principiantes y avanzados
Fecha: Según el n° de inscritos
Localización: SYNA Albulastrasse 55, 8048 Zurich
para hombres y mujeres.
*Secretario General
Jefe de Sector Retail Sales
Traducción: Coni Soler
Número máximo de participantes: 12 personas por turno
Inscripción: SYNA Secretaria Regional de Zurich / Schaffhausen
Organización: Secretaria Regional SYNA ZH / Sch
Coordinador: Rogério Sampaio
Precio: No Sócios: Deben abonarse como socio
Convegno
I valori non negoziabili: La Famiglia e la sua crisi
nella società contemporanea
L
a Commissione «Terza età» del COM.
IT.ES. di Lucerna, Nidvaldo, Obvaldo
e Uri in collaborazione con l’associazione Abruzzese, organizza un convegno
I valori non negoziabili:
La Famiglia e la sua crisi nella società
contemporanea
Venerdì 23 novembre, ore 18.00 – 21.00
Centro Papa Givoanni- Emmenbrücke
Ore 18.00 Saluto da parte del Presidente
Franco Aufiero (Responsabile 3° Età)
 Ore 18.15 Introduzione:On. Luisa Santolini
 Ore 18.30 - Dr. Markus Krienke Prof. di
Etica Sociale Cristiana alla Facoltà di Teologia
di Lugano: «La famiglia e i suoi valori non negoziabili alla luce della Dottrina sociale della
Chiesa».
Ore 18.50 – Avv. Mauro Mini «La famiglia
struttura giuridica fondamentale».
 Ore 19.10 – Don Egidio Todeschini Missionario: «La realtà attuale delle famiglie degli
Italiani residenti in Svizzera: problemi e potenzialità».
Ore 19.30 – On. Luisa Santolini: «Possibili interventi a sostegno delle politiche familiari
degli italiani residenti all’estero in particolare
in Svizzera».
Ore 20.00 – Dibattito. Moderatrice Dr.ssa
Grazia Tredanari.
Con la partecipazione di: Consolato Generale d’Italia, Zurigo; Com.It.Es: Comitato degli
Italiani all’Estero; Centro «Papa Giovanni» Emmenbrücke (Lucerna).
Aperitivo a partire dalle 20.30.
Corsi di tedesco
e
Corsi di Computer
per soci, per principianti
e avanzati
Data: In base al numero degli iscritti
Località: Syna Albulastrasse 55, 8048
Zurigo
Numero massimo: 12 persone per
classe
Iscrizione: Syna Segretariato Regionale Zurigo / Sciaffusa
Organizzato da: Segreteria Regionale
Syna ZH/ SCH
Costo: soci gratuito. Non soci: diventare soci
Coordinatore: Rogério Sampaio
22
Attualità
8 novembre 2012 il Lavoro
Settimana delle religioni fino all’11 novembre
Foto di Chiara Demarta
Educazione, parliamone insieme
P
er favorire l’incontro con la popolazione, durante la Settimana delle Religioni i membri del FODINT – Forum
di dialogo interreligioso in Ticino offrono la
possibilità di visitare i principali luoghi di culto
delle diverse religioni presenti sul nostro territorio. Un invito rivolto a tutti per conoscere e
condividere la quotidianità degli altri, un’occasione unica per porre domande ai nostri vicini.
Il FODINT – Forum di dialogo interreligioso,
primo e unico in Ticino, nasce come organismo apartitico delle comunità, associazioni e
istituzioni religiose, per il dialogo nelle e tra le
religioni. Un percorso di conoscenza reciproca
per affermare che, attraverso le religioni, non
passa solo il conflitto, ma anche la pacificazione. Sono membri del FODINT e hanno collaborato a questa edizione della Settimana delle
Religioni: Associazione d’amicizia ebraico-cristiana, Comunità Bahà’ì Ticino, Comunità di
lavoro delle Chiese Cristiane nel Ticino, Istituto
Kalachakra di cultura buddhista tibetana e per
la pace, Lega dei musulmani in Ticino.
Settimana delle Religioni
La Settimana delle Religioni è un momento
d’incontro e di dialogo tra persone di diversa
appartenenza religiosa.
Lo scopo è di rendere
attenta l’opinione pubblica della presenza delle diverse realtà religiose
in Svizzera e di condividere il dialogo interreligioso con un pubblico
più ampio. Le Religioni
hanno infatti una rilevan-
za sia per il singolo sia per la comunità. Incontrarsi e fare conoscenza gli uni degli altri, pregare insieme, svolgere un’azione concreta in
comune, sono tutti elementi che partecipano
a una migliore comprensione, a un maggiore
rispetto e accettazione reciproci: obiettivi che
questo evento su scala nazionale persegue nel
lungo termine.
Nata nel 2007 su iniziativa della Comunità
interreligiosa in Svizzera IRAS COTIS (www.
iras-cotis.ch) - fondata nel 1992 con l’obiettivo
di promuovere una cultura del rispetto reciproco – la Settimana delle Religioni è arrivata alla
sua sesta edizione. In Ticino viene promossa e
organizzata dal FODINT con il sostegno della
Città di Lugano.
Per tutte le iniziative l’entrata è gratuita. Si
raccomanda un abbigliamento adeguato per
la visita ai luoghi di culto.
Programma
Giovedì 8 novembre ore 16.00: Sala multiuso della Chiesa Evangelica Riformata, Via
Landriani 10, Lugano, i membri del FODINT
incontrano il pubblico per discutere in merito
al tema della Settimana delle Religioni: l’educazione. Ore 19.00 Fiaccolata per la pace
religiosa. Partenza dalla
Chiesa Evangelica Riformata, in Viale C. Cattaneo
2, attraverso Corso Pestalozzi e Via Pioda, si giungerà alla Sinagoga di Via
Maderno 11. In seguito
Via Buffi, Viale Cassarate
e Via alla Santa, Moschea
di Via Bottogno 12 a Viga-
Giornata Nazionale
Nuovo Futuro: prospettive formative
e professionali diverse per ragazze e ragazzi
L’economia svizzera lamenta da anni la
carenza di specialisti in numerosi settori. Il potenziale ci sarebbe, ma i giovani continuano a limitare le loro scelte
a una rosa ristretta di mestieri.
«Nuovo futuro» consente alle ragazze e
ai ragazzi di allargare il loro orizzonte
professionale.
L
a giornata che ha luogo oggi 8 novembre prevede la visita di enti e
aziende che illustreranno le professioni tecniche a 127 ragazze e a 68 ragazzi il
lavoro dell’educatore o le diverse professioni
in ambito socio-sanitario o socio assitenziale
e di cura.
Il programma specifico della giornata indirizzato agli studenti di terza media è ideato
per promuovere scelte formative professionali libere da stereotipi legati ai ruoli femminili e
maschili.
Diversi enti, aziende e uffici si sono resi disponibli per far conoscere da vicino le professioni esercitate nei divesi ambiti. Le ragazze
avranno la possibilità di visitare cantieri, scoprire le potenzialità dell’informatica o ancora il
mondo della tecnica audiovisiva.
I ragazzi potranno conoscere i molteplici
aspetti della professione di educatore di asilo
nido e le professioni presenti in un ospedale o
in una casa anziani.
L’organizzazione della giornata è a cura del
Servizio Gender della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) su
mandato dell’Ufficio della legislazione, delle
pari opportunità e della trasparenza, in collaborazione con l’Associazione Svizzera Donne
Ingegnere (ASDI).
www.settimana-delle-religioni.ch
nello. La fiaccolata terminerà in direzione della
Chiesa di Santa Teresa a Viganello. Ogni luogo
di culto offrirà specialità culinarie tradizionali.
Venerdì 9 e sabato 10 novembre: Sala multiuso Chiesa Evangelica Riformata, Via Landriani
10, Lugano, possibilità di consultare pubblicazioni sul tema dell’educazione. I membri del
FODINT saranno a disposizione per le domande del pubblico venerdì dalle 13.30 alle 17.00
– sabato 10 dalle 13.30 alle 19.00.
Venerdì 9 novembre Aula A21, Stabile Rosso
dell’Università della Svizzera italiana, Lugano,
ore 20.00 Tavola rotonda «L’educazione in una
società plurireligiosa!»
ospiti:
• On. Emanuele Bertoli, Dir. Dip. educazione,
cultura e sport del Cantone Ticino
• Don Azzolino Chiappini, Rettore della Facoltà di Teologia di Lugano
• Prof. Marcello Ostinelli, filosofo dell’educazione, docente SUPSI
• Prof. Flavio Pajer, Facoltà di Scienze dell’educazione, Univ. Pontificia Salesiana di Roma.
Domenica 11 novembre Sala multiuso della
Chiesa Evangelica Riformata, Via Landriani 10,
Lugano, ore 16.30 Momento di preghiera interreligiosa, segue cena a offerta libera.
Ore 20.00 Spettacolo di musica Klezmer,
Coro Col Hakolot di Milano.
Porte aperte ai luoghi di culto
Chiesa Cattolica del Sacro Cuore, Via Maderno 20, Lugano - venerdì 9 novembre, 10.0011.30
Moschea di Viganello, Via Bottogno 12, Lugano-Viganello - venerdì 9 novembre, 14.1516.15 / 17.00-19.30.
Basilea e Colmar
tra il Reno e l’Alsazia
5 e 6 dicembre
Mercoledì 5 dicembre
ore 06.30 partenza da Cornaredo (lato fiume)
ore 06.40 stazione FLP
Lugano – Colmar: visita della città, situata tra
il Reno e il massiccio del Vosgi, è considerata
una perla tra le città alsaziane. In serata partenza per Basilea e sistemazione in hotel
Giovedì 6 dicembre Mattinata libera per visita
musei o mercatini natalizi. Nel pomeriggio
partenza da Basilea per il rientro a Lugano.
Costo : Fr. 290.00 compreso viaggio in
pulmann + pernottamento e colazione + tassa
soggiorno. Suppl. singola Fr. 50.00. Hotel
Rochat - Basilea
Iscrizioni: entro il 10 novembre.
Tel. 079 327 93 24 (Claudia)
Giornale Aperto
8 novembre 2012 il Lavoro
23
Le domande dei Lettori
Lavoro in CH, Legge, tasse, residenza, contratti...
Sono cittadino italiano e lavoro attualmente in
Italia, provincia di Bergamo. Sono cresciuto in
Germania, dove ho studiato e anche lavorato
per ca. 9 anni, poi negli ultimi 25 anni ho sempre lavorato in Italia. Ho una proposta di lavoro
da una società svizzera, vicino a Lugano e vorrei
avere delle delucidazioni in merito all’eventuale
contratto che andrò a fare. Cosa dice la legge in
merito ad un lavoratore residente in Italia, provincia di Bergamo, che lavora in Svizzera?
Come si comporta la tassazione, essendo residente a Bergamo, avrò doppia tassazione (Svizzera e Italia). Cosa succede con il sistema pensionistico svizzero?
Per evitare una doppia tassazione devo prendere residenza in zone limitrofe al confine svizzero? Grazie mille per un gentile supporto.
Cordiali saluti.
Antonio M.
Buongiorno,
le sue domande meritano un ulteriore approfondimento in quanto, come potrà valutare dalla
mia risposta, esistono diverse alternative molto differenti tra loro, la invito di conseguenza a
prendere contatto con il nostro ufficio di Mendrisio per i necessari chiarimenti. Ad ogni buon
conto, semplificando al massimo il concetto, per
lavorare in Svizzera occorre avere un permesso, o di dimora/domicilio, o di lavoro con rientro
giornaliero/settimanale (frontaliero) alla propria
abitazione nello stato di residenza. A seconda
delle diverse condizioni appena indicate possono esistere variabili importanti: se la sua famiglia
manterrà la residenza in Italia in provincia di Bergamo durante la sua attività lavorativa in Svizzera, lei sarà soggetto ad una doppia imposizione
fiscale: alla fonte in Svizzera e poi dovrà fare la
dichiarazione fiscale in Italia, indipendentemente dal permesso di lavoro o domicilio, in quanto
l’Italia applica il principio della residenza della
propria famiglia quale centro dei propri interessi
e conseguentemente delle modalità di tassazione dei redditi prodotti. Se invece la sua famiglia
trasferirà con lei la propria residenza, in Italia
in zona di confine, o in Svizzera, cambieranno
completamente le regole di tassazione, divenendo esclusivamente con trattenuta dell’imposta
alla fonte, oppure come tassazione ordinaria in
Svizzera, a seconda dei casi
Per quanto concerne invece la pensione, lavorando in Svizzera contribuirà naturalmente
all’assicurazione previdenziale Svizzera. Per effetto dei regolamenti dell’Unione Europea, con
cui la Svizzera ha firmato degli accordi bilaterali,
il periodo lavorativo in Svizzera potrà essere utilizzato per perfezionare il requisito contributivo
necessario per ottenere una pensione italiana.
La vigente normativa Svizzera prevede invece
il perfezionamento del requisito contributivo di
un anno per ottenere una pensione all’età di 65
anni, con possibilità di anticipo di uno o due anni
al massimo, ai sensi delle vigenti disposizioni di
legge. Spero di avere risposto alle sue molteplici
e complesse domande. Cordiali saluti.
Roberto Crugnola
Coordinatore Inas Svizzera
VITA NOSTRA
Felicitazioni
• a Matthias Bernet, socio settore Polizia cantonale e a
Sara, per la nascita di Francesca, alla quale auguriamo
un futuro ricco di tante cose belle.
• a Davide Cassarino e a Romina Barone, socia settore
Ospedali, per la nascita di Paolo Matteo al quale facciamo tanti auguri di ogni bene tra le coccole del neo
nonno Vito Barone, socio settore Giardinieri.
• a Bojan Miletic, socio settore Ferrovie secondarie e
a Zaklina per la nascita di Matia con tanti auguri di un
futuro radioso.
• a Osman Smajibasic e a Lisa Campanella, socia segr.
del Luganese, per la nascita di Sebastian Angelo Avdo,
con l’augurio di ogni bene.
• a Damir Ridzal, socio Autorimesse e a Ruzica, per la
nascita di Sabina, con gli auguri di un futuro gioioso.
• a Ivan Puddu, socio settore Edilizia, e alla moglie Lia,
per la nascita del primogenito Lorenzo, al quale facciamo gli auguri più belli per un futuro felice e ricco di ogni
bene.
Auguri
• a Rosa Anzalone, ausiliaria di pulizia al segretariato
Cantonale, che raggiunge la meritata quiescenza. Un
grazie di cuore per il prezioso servizio svolto in questi
dodici anni passati con noi e l’augurio di tanti giorni
sereni circondata dall’affetto della famiglia e dei nipoti.
Editore
Organizzazione cristiano-sociale ticinese
Redazione e amministrazione
Responsabile: Benedetta Rigotti
In redazione: Maurizia Conti
e Giorgio Donini
tel. 0919211551 ; fax 0919242471
via Balestra 19, 6900 Lugano
[email protected]
• a Floriana Porritiello-Bugatti (stimata presidente
della commissione del personale) e a Mary NoventaRonchetti (ex membro della commissione del personale), che lo scorso mese di ottobre hanno festeggiato il
ragguardevole traguardo di 40 anni di attività presso la
ditta Metallux SA di Mendrisio, nonché di appartenenza
al sindacato OCST.
Condoglianze
• alla figlia Mouna e al genero Melki Toprak, soci segretariato Sopraceneri Locarno, per la perdita della cara
mamma e suocera Hatun Hanna Malki.
• alla moglie Maria, ai figli Giuseppina, Maria, Antonella,
Nicolina, Tommaso e Santina, ai familiari e parenti tutti,
per la scomparsa del loro caro Carmine Lavigna, socio
segretariato del Luganese.
• alla sorella Nilde, al nipote Michele ai familiari e parenti
tutti, per la scomparsa della loro cara Iva Pedretti vedova
Borga, socia GenerazionePiù, segretariato del Luganese.
• alle sorelle Noemi e Flora, al fratello Aldo, ai parenti tutti,
per la scomparsa di don Francesco Dario Palmisano, fedele
abbonato.
• alla moglie Sandra, socia GenerazionePiù, ai figli Lorenza,
Roberto, Flavio, socio segr. Mendrisio, alla cognata Maris
Brazzola, già collega segr. Mendrisio e socia GenerazionePiù e ai familiari tutti, per la perdita del loro caro Sergio Lupi.
• alla moglie Rosa, ai figli Anna e Domenico, ai familiari e
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41'339 copie
parenti tutti, per la scomparsa del loro caro Damiano Apollonio; socio GenerazionePiù, segretariato del Luganese.
• alla moglie Maria Paris, ai figli Annibale e Sergio, (soci
settore Edilizia), Natalina e Caterina, ai parenti tutti, per la
scomparsa del loro caro Giuseppe Belometti.
• al marito Benvenuto, socio GenerazionePiù, alla figlia Michela, alla nuora Lisa, ai fratelli Alda e Piermarco, ai parenti
tutti, per la scomparsa della loro cara Gisella Caldelari.
• alla moglie Maddalena e al figlio Patrik, per la morte del
loro caro marito e papà Pietro Vedana, socio GenerazionePiù segretariato Locarno.
• al marito Giancarlo, ai figli Mauro e Claudio, socio GenerazionePiù, segretariato sopraceneri Locarno, alla cognata
Caterina, socia GenerazionePiù, segretariato Locarno, per
la morte della loro cara Maria Dolcetti.
• a Gianluca Tiraboschi, socio Elettricisti segretariato Sopraceneri Locarno, per la morte del suocero Pierino Falini.
• alla moglie Maria Paris, ai figli Sergio, Annibale, socio
segr. Mendrisio, Natalina, Caterina e famigliari tutti per la
morte del loro caro congiunto Giuseppe Belometti.
• alla nipote Aldina, alle sorelle, cugine e parenti tutti, per la
scomparsa della loro cara Bruna Rotondi, socia GenerazionePiù, segretariato del Luganese.
In memoria
• a undici anni dalla scomparsa (12 novembre 2001)
ricordiamo con affetto don Dino Ferrando.
Segretario cantonale e copresidente
Meinrado Robbiani
Via Balestra 19, 6900 Lugano
Consiglio esecutivo
- Presidente: Bruno Ongaro
- Presidente onorario: Romano Rossi
- Vicepresidente: Flavio Ugazzi
- Membri: Davide Adamoli, Luigi
Mattia Bernasconi, Fausto Leidi,
Gianfranco Poli, Roberto Poretti, Enrico Pusterla, Meinrado Robbiani
Segretario amministrativo
Fausto Leidi
Vicesegretari cantonali
Renato Ricciardi, Paolo Locatelli
Segretari regionali
Lugano
Giovanni Scolari
Mendrisio
Alessandro Mecatti
Sopraceneri Marco Pellegrini
Tre Valli
Giancarlo Nicoli
O
T
I
INV
Me tnica
Mendrisio
Etnica
17 novembre 2012
17:00 - 24:00
MENDRISIO
C ENTRO M ANIFESTAZIONI
ENTRA
T
LIBERAA
M ERCATO C OPERTO
programma
17:00
17:30
19:00
20:00
24:00
NO alco
l!
Partecipano le comunità
AFRICANA
ARABA
GEORGIANA
PORTOGHESE
SERBA
TAMIL
TURCA
PARCHEGGI
• Piazzale Mercato coperto
• Autosilo Liceo (via Agostino Maspoli)
• Piazzale Centro giovani (via S. Franscini 1)
• Piazzale Roncaa
Apertura della manifestazione
Inizio spettacoli etnici
INFO
T. +41 091 640 31 40 [email protected]
Breve saluto delle autorità comunali
Cena self service con le specialità culinarie
preparate dalle comunità
Continuazione spettacoli
Chiusura
FESTA MULTIETNICA all’insegna di INTEGRAZIONE SOCIALE
INTRATTENIMENTO E BUONA CUCINA!
Le occasioni per incontrarsi non bastano mai.
Spesso si vive fianco a fianco senza conoscersi. Magari ci si ignora o si ha qualche strano timore o pregiudizio nei confronti di altre culture. Talvolta basta veramente poco per rompere
il ghiaccio e cominciare a salutarsi, scambiare
due parole, incontrarsi e, chissà, dare inizio a
qualche nuova relazione.
Per il secondo anno consecutivo, il Dicastero
politiche sociali e la Commissione integrazio-
ne sociale della città di Mendrisio organizzano
METNICA una manifestazione che vuole svelare il volto etnico di Mendrisio e aprire uno spazio d’incontro tra le numerose comunità che vi
risiedono.
comunità prepareranno delle pietanze tipiche
da degustare a piacimento. Il servizio della
buvette sarà assicurato dai ragazzi del Centro
giovani cittadino che bandiscono rigorosamente l’alcol.
Per un’intera serata fino a mezzanotte, si potrà
stare insieme, cercare di conoscersi meglio,
assistere a rappresentazioni che affondano
le loro radici nella tradizione di diversi paesi e
partecipare con allegria a canti e balli. Le varie
Che cosa aspettiamo, dunque? Vediamoci a
METNICA!
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Cosa farò da grande?