Il vento dell’Europa sull’educazione ai media
Sui Corecom la mano pesante dei partiti politici
il Telespettatore
Anno 47° - N.1
TESTIMONI
DIGITALI
La comunità ecclesiale di fronte alle sfide
delle continue innovazioni tecnologiche
nel decisivo settore delle comunicazioni
Gennaio 2010
➤ spazio aperto
A tu per tu con il lettore
La TV all’acme
della volgarità
Ho letto su Avvenire del 27 dicembre scorso una bella intervista
a Renzo Arbore. Che uomo di
spettacolo, ‘inventore, scopritore,
rivoluzionario ‘gentile del linguaggio televisivo’ (sono parole
dell’intervistatore Massimo Tondini) come Renzo Arbore esprima
giudizi sulla TV in piena sintonia
con quelli dell’Aiart è un fatto
importante, che merita di essere
segnalato. Perché non pubblicate
l’intervista?
Grazie
Gino Lentini (Roma)
Condivido il Suo giudizio e trascrivo alcuni dei più significativi
brani dell’intervista di Arbore.
“La Rai mi corteggia da tempo.
Ma non c’è spazio vitale per uno
come me che non vuole sottostare
alla tirannia dei numeri. Quando
non posso fare programmi di qualità, io mi ritiro. Ma non sono
l’unico. Anche Fiorello l’ha fatto.
Arrivato al top, non poteva rischiare che i giornali scrivessero:
il suo show in prima serata ieri
ha perso centomila spettatori…
La dittatura della quantità è assurda e sbagliata. Ricordo un ti-
tolo di giornale di qualche anno
fa: ‘la zingara batte Biagi’. Emblematico no?
Ma chi l’ha detto che chi vince in
base ai numeri sia il migliore?
Speravo nella bontà della teoria
di Vico dei corsi e ricorsi storici,
cioè che dopo la cattiva TV degli
anni ’90 sarebbe tornata la qualità. Invece dalle sorelle Lecciso,
capaci solo di accarezzarsi i capelli guardandosi nei monitor,
adesso si deve sputare in diretta
o fare altre robacce che vediamo
nei reality o nei talk show. E’
una corsa al peggio. Meglio la
musica, con la mia Orchestra
Italiana e la Napoli di ieri e di
domani”.
Altro che la sua ‘Bandiera
gialla’. Lei sventola proprio
bandiera bianca….
“oggi per fare audience devi invitare Fabrizio Corona o parlare
di lui, anche se ti ripugna. Questa
è la comunicazione. Tutto è rissa
in un clima sovraeccitato che nasconde la mancanza di vere idee
e di capacità artistiche. In ossequio ai numeri, rischi di diventare
il ‘migliore’ anche se sei un bestemmiatore. Ma nell’arte la regola dei numeri non può essere
un totem”.
Si faccia pure la TV commerciale,
e anche la Rai in parte, lo è di-
ventata, purché non sia diseducativa. Da liberale filoamericano
che non ha mai demonizzato ideologicamente il mercato e le sue
leggi, ho dovuto rivedere questa
posizione. Tutto questo pregiudica
la bontà e la qualità della comunicazione, anche sui giornali,
dove la rissa e il gossip dominano.
Siamo all’acme di questo momento drogato. Dall’ideologico
ossequio all’arte pura non commerciale degli anni ’60 e ’70 si è
passati alla tirannia dei numeri,
oggi maschera di ogni volgarità”.
Oroscopi in Tv
Egregi Signori, finalmente leggo
sui giornali qualcosa contro questo sconcio degli oroscopi nelle
tv di Stato. Quello di Rai2 non è
comunque l’unico. C’è di peggio.
Da tempo sto cercando di portare
all’attenzione lo scandalo di Raiuno “La prova del cuoco” di ogni
sabato. In quella trasmissione
dedicata ai bambini e con decine
di bambini in studio, una tale
arzigogola su stelle e pianeti. Se
ciò è assolutamente volgare ed
in educativo in linea generale,
farlo in presenza di bambini è
irresponsabile e colpevole.
Francesco Ottanà
In distribuzione
la Parabola n.17
2
Il Telespettatore - N.1 - Gennaio 2010
In questo numero
Anno 47° - n. 1 - Gennaio 2010
spazio aperto
2
[ l’Editoriale ]
La difficile azione di tutela
dei diritti degli spettatori
A tu per tu con il lettore
editoriale
3
La fatica di remare controcorrente
La fatica di remare
controcorrente
[ DI LUCA BORGOMEO ] ✉ [email protected]
commenti
4
Il vento dell’Europa sull’educazione ai media
di Antonio Vitaliano ........................................................ 4
Il messaggio evangelico e la nuova cultura mediale
di Vincenzo Grienti .......................................................... 8
Non si allenta la presa di tutti i partiti politici
di Giuseppe Antonelli .................................................... 10
Una bussola per orientare la navigazione nei media
di Massimiliano Padula ................................................. 12
Basta con gli oroscopi nei programmi della Rai
di Francesco Giacalone .................................................. 14
cinema
15
Le maglie troppo larghe delle “regole” italiane
di Vincenzo Franceschi
aiart news
16
rassegna del sito
18
di Domenico Infante
il Telespettatore
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Giorno dopo giorno diventa sempre più difficile
l’azione di tutela dei cittadini utenti dei media (giornali, tv, internet, videotelefonia, videogiochi, cinema).
E’ un dato oggettivo. Un fatto, non un’opinione.
I motivi sono molti. Innanzitutto il continuo e impetuoso ingrossarsi del fiume di notizie, informazioni,
messaggi, veicolati da un crescente numero di
“mezzi”, sempre più tecnologicamente avanzati, interconnessi, alla portata di tutti per facilità di
accesso, trasportabili, poco costosi.
La crescita, poi, del potere economico-fìnanziario,
politico e culturale dei media tende a preoccupanti
concentrazioni a danno del pluralismo e della stessa
libertà d’informazione; infine la scarsa capacità - o
mancata volontà - del sistema politico-istituzionale
di definire un quadro normativo per dare regole
certe ad un’attività che ha grande influenza sullo
sviluppo culturale e sociale della comunità e sulla
sua vita democratica. Questi dati, oggettivi, rendono
l’azione dell’aiart molto più difficile e complessa e
sollecitano una crescita dell’impegno culturale ed
organizzativo e una più forte ed ampia mobilitazione
di tutti gli uomini e le donne dell’aiart, in una
stagione segnata dal preoccupante calo di partecipazione, dalla crisi dell’associazionismo (che non
colpisce solo i partiti e i sindacati), dalle difficoltà
del volontariato “vero”, dal prevalere di sentimenti
d’indifferenza, egoismo sociale, chiusura al prossimo,
dalla mancanza di ideali e dalla sfiducia nel futuro.
E su questi aspetti è elevata l’influenza (e la responsabilità) dei media. Si avverte la sensazione di
remare controcorrente e, purtroppo, di non veder
premiati gli sforzi fatti per assicurare un’adeguata
tutela agli utenti, comunque sollecitati ad essere
sempre più consapevoli della necessità di fruire in
modo responsabile dei media e a denunciare, denunciare, denunciare le tante quotidiane violazioni
di regole e leggi. Queste considerazioni, comunque,
non attenuano la nostra voglia di batterci, ma sono
stimolo a pensare di più, a prepararci di più, ad impegnarci di più per un obiettivo di grande valenza
etica, culturale e sociale e al servizio della persona
e dell’intera comunità.
Il Telespettatore - N.1 - Gennaio 2010
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➤ commenti
Il vento dell’Europa
sull’educazione ai media
Presentato a Bruxelles, per iniziativa della
Commissione Europea, la ricerca sulla
“Media Literacy” nei 27 Paesi della
Comunità, curata da Paolo Celot e Josè
Perez Tornero. La relazione del Presidente
dell’aiart sull’iniziativa di introdurre nelle
scuole italiane l’educazione ai media
www.aiart.org
[email protected]
[ DI ANTONIO VITALIANO ] ✉ [email protected]
Quando Aviva Silver, della Direzione Generale del servizio
Informazione e Media della
Commissione Europea, ha chiuso i lavori della Conferenza Internazionale sulla Media Literacy, rilevando l’importanza
dei temi trattati e la positiva
prospettiva operativa che ha
aperto alla futura iniziativa
che la stessa Commissione Europea andrà ad assumere per
la diffusione della Educazione
ai media nei 27 Paesi della Comunità, un lungo applauso da
parte dei numerosi partecipanti
ha espresso non solo il compiacimento e l’apprezzamento
per il lavoro svolto, ma anche
la generale volontà di proseguire lungo la strada indicata.
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Il Telespettatore - N.1 - Gennaio 2010
L’incontro si è svolto, in una
Brussels ricoperta di neve, presso il centro Internazionale delle
Conferenze Albert Borschette
ed ha visto la partecipazione
di rappresentanti di Istituzioni
internazionali, come Unesco e
Consiglio d’Europa, rappresentanti dell’associazionismo di
utenti, docenti universitari ed
esperti dei problemi dei media,
provenienti da 25 Paesi della
Comunità. I lavori della Conferenza, coordinati da Matteo
Zacchetta, hanno esaminato 2
ponderosi studi sulla “Misura
del Pluralismo dell’informazione in tutti i Paesi della Comunità” e la “Valutazione dei livelli
di educazione ai media nei vari
Paesi europei”. Il primo studio
è stato illustrato da Peggy Valcke, del Centro interdisciplinare
per la legge e l’informazione di
Lovanio; il secondo, curato
dall’EAVI (Associazione Europea di utenti di media), è stato
presentato dal Segretario Generale EAVI, Paolo Celot, da
Josè Manuel Perez Tornero e
da Tapio Varis.
Le ricerche consentono di avere
un quadro compiuto sia del
“pluralismo dell’informazione”,
sia della “Educazione ai media”
in tutti i Paesi Europei e costituiscono una base fondamentale
non solo per la conoscenza della
situazione generale, sia a livello
europeo, sia dei singoli Paesi,
dei problemi dell’informazione
e dell’educazione ai media, ma
■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ commenti
anche per orientare scelte operative finalizzate ad armonizzare le politiche comunitarie
nel settore strategico dei media.
Per un esame analitico dei dati
e delle risultanze delle ricerche
si rimanda al sito www.eavi.eu.
Nel suo intervento Paolo Celot
ha richiamato la Conferenza
Internazionale svolta a Roma
presso la Camera dei Deputati,
promossa dall’Eavi, dall’Aiart
e dall’Eurispes, e che ha segnato l’avvio della raccolta firme dell’Aiart per una proposta
di legge di iniziativa popolare
per l’inserimento, nella scuola
italiana, dell’educazione ai media, ed ha sottolineato “L’importanza strategica ed i benefici
per gli attori sociali coinvolti,
di promuovere la media literacy,
l’educazione ai media e l’interesse pubblico”. Celot ha anche
espresso la grande soddisfazione dell’EAVI per l’approvazione,
nella scorsa settimana, da parte
della Camera dei Deputati in
Spagna della “Legge sul sistema della Comunicazione Audiovisiva”. Su questa legge, che
si richiama ai principi cardini
della Media literacy (competenze per utilizzare i media
con spirito critico e partecipare
alla vita pubblica), si è poi soffermato José Manuel Perez Tornero, dell’Università di Barcellona, sottolineandone la grande
rilevanza sociale.
Alla Conferenza, invitato dal
Gruppo Esperti di Media Literacy della Commissione Europea, è intervenuto il Presidente
nazionale dell’Aiart, Luca Borgomeo che ha svolto una relazione sul tema:” Media Education in School. A political initiative from Aiart,Italy”. Borgomeo, con l’ausilio di 30 dia-
La slide di apertura presentata a Brussel dall’Aiart
“
È significativo che
sia l’Europa a
promuovere
l’educazione
ai media
”
positive a colori,proiettate su
un grande schermo, ha rapidamente fornito un quadro
dell’aiart, delle sue finalità,
delle sue attività culturali, formative, editoriali ed organizzative, soffermandosi in particolare sui problemi che un’associazione spettatori, - una onlus che si avvale del lavoro e
dell’impegno di volontari, autonoma dal quadro politico, laica, ma d’ispirazione cristiana
– deve affrontare per assicurare
agli utenti dei mezzi di comunicazione (tv, internet, videotelefonia, videogiochi) un’efficace tutela.”Oggi – ha detto il
Presidente dell’Aiart – sono notevolmente accresciuti i compiti
delle Associazioni degli spettatori e, in generale, degli utenti
dei media. Ciò deriva dalla crescita del potere (politico-sociale,
culturale,economico-finanziario) dei media, dall’accresciuto
numero degli utenti, la loro generalizzazione, l’accesso di tutti,
indipendentemente dall’età, dal
genere, dal livello d’istruzione,
dal reddito, dalla condizione
sociale. Va inoltre rilevata la
continua riduzione dei costi dei
vari media, la facilità del loro
uso, la trasportabilità, lo sviluppo delle tecnologie e l’interconnessione tra i vari media”.
A questa crescita dei compiti e
delle responsabilità delle Associazioni di spettatori – ha
proseguito Borgomeo – non corrisponde purtroppo una mag-
Il Telespettatore - N.1 - Gennaio 2010
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■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ commenti
Dal rapporto finale
della ricerca dell’EAVI
CRITERI DI VALUTAZIONE DEI LIVELLI DI
ALFABETIZZAZIONE AI MEDIA IN EUROPA
L’Associazione europea che tutela gli interessi dei telespettatori ha
pubblicato lo studio 2009 sui criteri di valutazione del livello di alfabetizzazione ai media in Europa. Lo studio è stato prodotto per la
Commissione europea in collaborazione con il Ministero dell’Educazione Nazionale Francese (CLEMI), con l’Università Autonoma di Barcellona (UAB), con l’Università Cattolica di Louvain (UCL) e con
l’Università di Tampere (UTA).
In risposta agli obiettivi del Trattato di Lisbona e con la direttiva sui
servizi audiovisivi, la Commissione europea e l’EAVI hanno cercato di
fornire un criterio con cui possono essere misurati i livelli di alfabetizzazione mediatica in Europa.
Educazione ai media riguarda: l’accesso, l’utilizzo, l’analisi e la partecipazione con i media in tutte le forme, compresa la televisione, la
radio, internet, i telefoni cellulari e la stampa.
La diffusione dei mezzi di comunicazione è sempre di più al centro
della nostra quotidianità. I cittadini devono alfabetizzarsi in modo che
possano partecipare ad ogni aspetto della vita pubblica, dal social networking alla ricerca su internet. Essi devono essere dotati delle competenze necessarie per utilizzare e quindi beneficiare dei media, e per
far questo gli Europei hanno bisogno di acquisire nuove competenze,
oltre a quelle tradizionali di alfabetizzazione e capacità critica.
In riconoscimento di questa esigenza, la Commissione europea sta
compiendo grandi passi verso il rafforzamento della cultura dei suoi
cittadini. Lo studio del 2007 (di cui l’EAVI era collaboratore) sulle tendenze e sugli approcci riguardanti la Media Literacy in Europa, ha
messo in evidenza che l’alfabetizzazione mediatica è importante e necessaria. Lo studio del 2009, dunque, fa seguito al precedente per rilevare e classificare i vari componenti di educazione ai media in modo
tale che i vari livelli possano essere agevolmente misurati. In ragione
della natura astratta della materia, una diagnosi accurata non è mai
stata realmente intrapresa. Pertanto qualsiasi comprensione delle
azioni che devono essere adottate per aumentare tali livelli era precedentemente molto difficile. Lo studio, oggi, ha fornito però una valutazione sintetica e replicabile, grazie a strumenti che possono essere
utilizzati in tutti gli Stati membri. E’ stata infatti stilata una precisa classifica, fra le nazioni, dei livelli di alfabetizzazione mediatica.
Questo studio è innovativo e siamo lieti di poter annunciare che la
Commissione europea è soddisfatta dei risultati ottenuti; nei prossimi
anni si potranno accrescere i livelli di alfabetizzazione mediatica a beneficio di tutti i cittadini.
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Il Telespettatore - N.1 - Gennaio 2010
“
Un generale
consenso
all’iniziativa
organizzativa
dell’Aiart
”
giore capacità di iniziativa e,
quindi, un’azione efficace di tutela. E le principali cause vanno
individuate:a)negli ordinamenti
giuridici e nelle legislazioni di
molti Stati che, pur riconoscendo la rilevanza dell’associazionismo, non ne favoriscono lo
sviluppo, limitandosi a non contrastarlo; b)nel carattere meramente volontario di queste
associazioni; c)nella carenza di
adeguare risorse finanziarie,
d) nell’azione di “disturbo” di
associazioni e movimenti, scarsamente rappresentativi, sostenuti – anche con risorse finanziarie – da titolari di interessi che l’azione delle associazioni autonome può limitare
o contrastare; d)nell’azione
“ostile” dei media – specialmente da parte della tv – che,
nel migliore dei casi, oscurano
le iniziative delle associazioni.
Partendo da queste considerazioni e dalla preoccupazione di
veder continuamente ridotta
la capacità di tutelare i cittadini-utenti, l’aiart ha preso
l’iniziativa di mobilitarsi per
inserire nei programmi della
scuola l’educazione ai media,
■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ commenti
La raccolta delle 50mila firme sulla ME
L’iniziativa è stata resa possibile
anche grazie all’azione editoriale
dell’Aiart, nazionale e locale.
• Il Telespettatore
• La Parabola
• il sito web
• manifesti
• volantini
• cartoline
Una slide per presentare le attività svolte dall’Aiart
considerando che – e non solo
in Italia – le tradizionali agenzie educative (famiglia e scuola)
non riescono a contrastare la
straordinaria influenza dei media (tv,internet, videotelefonia,
videogiochi) hanno soprattutto
sui minori e gli adolescenti.
Borgomeo ha illustrato l’attività
svolta per raccogliere le 50mila
firme, necessarie per una proposta di Legge di iniziativa popolare finalizzata ad inserire
nella scuola l’educazione ai media e con i media. Il raggiungimento del traguardo delle
50000 firme (sono quasi 60000)
è stato reso possibile per la
mobilitazione di moltissime
strutture dell’aiart e dell’impegno di centinaia e centinaia
di quadri e iscritti, per il sostegno della stampa cattolica
La Media
Education in
Spagna
La settimana scorsa, la Camera dei Deputati in Spagna
ha approvato una legge sul
sitema della Comunicazione
Audiovisiva. La legge richiama ai principi cardine della
media Literacy (competenze
per utilizzare i media con
spirito critico e partecipare
alla vita pubblica). E’ proprio
in questo contesto che l’EAVI
ha organizzato la sua III Conferenza Internazionale proprio a Madrid il 25 e 26 novembre scorso, al Senato
spagnolo con il sostegno della Commissione Europea.
(Avvenire, Famiglia Cristiana,
Asca, Sir, giornali diocesani
ecc) e per la collaborazione
dell’Age e del Med. Nelle conclusioni della sua relazione il
Presidente dell’Aiart ha sottolineato l’importanza che “ la
Comunità Europea assegni un
ruolo strategico alla Media Literacy nell’ambito di un’azione
finalizzata a garantire il pluralismo dell’informazione, la
sua libertà e, di conseguenza,
a tutelare i cittadini europei
nei loro diritti ad essere correttamente informati e “intrattenuti” dai mezzi di comunicazione; diritti che sono il fondamento della consapevole partecipazione dei cittadini, che è
la linfa essenziale di ogni sistema autenticamente demo■
cratico.
Il Telespettatore - N.1 - Gennaio 2010
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➤ commenti
Il messaggio evangelico
e la nuova cultura mediale
“Testimoni digitali” è il tema del
Convegno promosso dalla CEI. Si
svolgerà a Roma dal 22 al 24 aprile e si
concluderà con l’udienza generale con
Benedetto XVI nell’Aula Paolo VI.
L’impegno dell’aiart a sostenere
l’iniziativa coinvolgendo strutture e iscritti
www.chiesacattolica.it
[ DI VINCENZO GRIENTI ] ✉ [email protected]
Testimoniare il Vangelo di
Gesù anche nel mondo digitale
fatto di volti e linguaggi cross
mediali è possibile senza dimenticare naturalmente l’importanza delle relazioni interpersonali e la trasmissione del
messaggio evangelico nella
vita reale. Questo e altro verrà
approfondito al convegno nazionale Testimoni digitali promosso dall’Ufficio nazionale
per le comunicazioni sociali e
dal Servizio nazionale per il
progetto culturale della Cei
che si terrà a Roma dal 22 al
24 aprile 2010 concludendosi
con l’udienza dei partecipanti
con Benedetto XVI presso l’Aula Paolo VI, in vaticano. Gli
obiettivi del convegno sono
8
Il Telespettatore - N.1 - Gennaio 2010
molteplici: “Principalmente si
vuole rafforzare l’attenzione
della comunità ecclesiale alla
comunicazione nel contesto
dell’evangelizzazione – spiega
il vescovo di Macerata Claudio
Giuliodori, Presidente della
Commissione episcopale per
la comunicazione e la cultura
-. Oggi il fattore che incide
maggiormente sul mutamento
sociale è l’innovazione tecnologica, soprattutto nel campo
dei media. Ebbene, con il convegno si vuole elaborare una
riflessione che aiuti tutti a integrare il messaggio del Vangelo dentro questa nuova cultura digitale. Per la riuscita
dell’iniziativa, che ci auguriamo possa registrare un’ampia
partecipazione, puntiamo sui
contenuti che saranno proposti
alla realtà ecclesiale e, soprattutto, ad un mondo che si interroga sul futuro. Siamo infatti consapevoli che ad ogni
passaggio tecnologico corrisponde una ridefinizione dell’umano, che finisce per incidere sull’esperienza quotidiana”. Il convegno si svolge a
circa otto anni di distanza del
precedente Parabole mediatiche nel 2002:”Fu l’occasione
per prendere coscienza dello
scenario in cui la Chiesa italiana rinnovava il suo impegno
nel mondo della comunicazione
alla luce degli orientamenti
pastorali per il decennio – ricorda il vescovo Giuliodori -.
■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ commenti
Oggi il contesto delle comunicazioni sociali è profondamente
cambiato e gli strumenti mediatici hanno subito una innovazione che incide sullo stile
di vita delle persone”. Testimoni digitali sarà utile al fine
di produrre una riflessione che
aiuti a pensare il messaggio
evangelico in questa nuova
cultura digitale”. Come sempre, tutti i linguaggi, compresi
quelli di questo tempo in cui
si registra la presenza dei social network, interpellano la
testimonianza credente. Di ciò
quanti operano nel mondo delle comunicazioni sociali a vari
livelli e nel mondo dei centri
culturali impegnati in ambito
territoriale sono chiamati a
fare crescere la consapevolezza
senza che questo ponga in secondo piano quelle verità fondamentali che offrono i criteri
interpretativi dell’esistenza.
“Penso alle numerose realtà
nazionali e locali che hanno
risposto in questi ultimi anni
alla necessità di entrare nei
linguaggi digitali e dei nuovi
media come in una «seconda
pelle» senza mai perdere il
riferimento all’appartenenza
ecclesiale – ha modo di dire
monsignor Domenico Pompili,
sottosegretario e portavoce della Cei -. Basta citare, ad esempio, la nascita dei «Portaparola», che sono dei veri e propri
mediatori culturali, o il corso
e-learning per gli animatori
della comunicazione e della
cultura, www.anicec.it E poi
non va dimenticata tutta quella rete di persone impegnate
nella comunicazione in parrocchia, nelle diocesi, nelle associazioni e nelle realtà religiose: una rete capillare e vi-
Internet e sacerdoti, quale uso?
Quale è l’uso che i sacerdoti della Chiesa cattolica fanno di Internet?
Cerca di rispondere a questa domanda la ricerca scientifica internazionale
PICTURE lanciata in occasione dell’Anno Sacerdotale. La Congregazione
per il Clero della Santa Sede ha dato il suo sostegno a questo
progetto, che può essere interessante non solo per comprendere
meglio l’attitudine dei sacerdoti rispetto a questo nuovo medium,
ma anche per progettare una più efficace comunicazione online
della Chiesa. La ricerca studierà un campione rappresentativo degli
oltre 400.000 sacerdoti di tutto il mondo. La ricerca PICTURE,
acronimo inglese per le pratiche d’uso delle tecnologie dell’informazione
e della comunicazione da parte dei sacerdoti, è condotta dal New
Media in Education Lab dell’Università della Svizzera italiana (Lugano),
in collaborazione con la Facoltà di Comunicazione Istituzionale della
Pontificia Università della Santa Croce (Roma). I sacerdoti sono
invitati a contribuire a questa ricerca compilando un questionario,
che è disponibile in sei lingue (francese, inglese, italiano, portoghese,
spagnolo e tedesco) a questo indirizzo:
www.pictureproject.info/?page_id=278
“
Mons. Pompili:
“un’occasione per
mettere in rete
tanti operatori
dei media”
”
vace che va curata e fatta crescere”. Testimoni digitali sarà
l’occasione per mettere in rete
tutte queste realtà, “un’occasione per intessere relazioni e
– aggiunge Pompili -, in un’ottica più ampia, di fare rete. È
importante che tutte queste
esperienze e queste persone
si conoscano e si «raccordino»
tra loro. E poi, valore aggiun-
to non trascurabile, daremo
l’opportunità di dialogare con
studiosi ed esperti dei nuovi
media, tra questi abbiamo invitato anche il noto informatico
statunitense Nicholas Negroponte”. In merito al titolo del
convegno, poi, monsignor Pompili aggiunge: “Il sostantivo
richiama l’atteggiamento né
pregiudiziale né rassegnato di
fronte ai cambiamenti che
stanno avvenendo sotto i nostri
occhi mentre l’aggettivo digitale evoca precisamente il nuovo contesto in cui ci muoviamo,
segnato dai caratteri della
istantaneità, della molteplicità,
della pervasività. Ci muove
però una convinzione di fondo:
ogni cambio tecnologico ha
qualcosa di «gattopardesco»
nei suoi esiti. Cambia tutto in
effetti, ma per rispondere agli
stessi bisogni di sempre del■
l’uomo”.
Il Telespettatore - N.1 - Gennaio 2010
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➤ commenti
Non si allenta la presa
di tutti i partiti politici
Una esemplare sentenza del TAR del
Piemonte ripropone l’annoso problema
delle nomine dei membri dei Corecom,
operate spesso dai Consigli Regionali senza
tener conto dei requisiti previsti dalla
legge, delle competenze e della terzietà.
L’iniziativa dell’aiart nei confronti delle
Regioni alla vigilia delle elezioni.
www2.agcom.it/operatori
/operatori_utenti.htm#
[ DI GIUSEPPE ANTONELLI ] ✉ [email protected]
Il Consiglio Regionale della Regione
Piemonte ha presentato ricorso al
Consiglio di Stato contro la sentenza
del TAR Piemonte che nell’estate
scorsa con propria e motivata decisione collegiale aveva deciso la
bocciatura/decadenza del Presidente
e di un componente il CORECOM
piemontese.
Il ricorso avviato dal massimo organo politico piemontese ci sorprende per una sorta di arroganza
che promana da tale decisione. Invece di meditare sulle fondate e
pertinenti motivazioni emessi dai
giudici amministrativi piemontesi
e di utilizzarle per conseguenti decisioni si preferisce rispondere con
un’iniziativa che tende a ripristinare
la lesa supremazia della casta politica sulla normalità giuridica.
Per noi dell’AIART, Associazione
di volontariato per la difesa dei diritti e della dignità del cittadinoutente mediatico, la decisione della
giustizia amministrativa piemontese giunge a conferma di un al-
10
Il Telespettatore - N.1 - Gennaio 2010
larme che ripetutamente avevamo
lanciato verso le Istituzioni e il
mondo politico preposto alla nomina
dei componenti i CORECOM (Comitato Regionale per le Comunicazioni).
Non ci piace il gioco autoesaltativo
“dell’avevamo già detto” ma inascoltati più volte, forse fin troppo,
avevamo evidenziato la deriva ‘cencelliana’ che era contenuta nelle
decisioni di molti Consigli Regionali.
Quella che nella individuazione dei
componenti dell’Autorità di Garanzia Regionale (qual’é per sostanza
e definizione statutaria il CORECOM) si privilegiava l’appartenenza
partitica, prescindendo spesso dalle
competenze richieste per i membri
del Corecom- dalla stessa legge regionale.
La vicenda piemontese, che replica
una deprecabile prassi diffusa in
quasi tutte le Regioni , esalta prepotentemente la fedeltà partitica e
soffoca la competenza e l’esperienza
valoristica in tema di media edu-
cation. Non siamo cittadini alieni
e non viviamo su Marte, ma pur
ammettendo una “docile sensibilità
partitica” ci risulta davvero incomprensibile l’accanimento degli apparati politici nel voler indicare i
soggetti a corto di competenze per
esercitare ruolo e responsabilità
loro affidati.
Come associazione che ha fatto
della dignità del cittadino/utente
mediatico la sua ragione sociale e
la sua missione di vita siamo sinceramente dibattuti tra un contrastato sentimento di soddisfazione
e di rammarico.
Soddisfazione, perché finalmente
un autorevole arbitro richiama le
Istituzioni politiche all’indipendenza, alla terzietà e alla competenza
nella individuazione dei soggetti
da eleggere.
Doti, queste, previste in tutte le
leggi istitutive dei CORECOM italiani ed esplicitate nella decisione
della magistratura amministrativa
nel ribadire che “le funzioni di con-
■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ commenti
trollo e garanzia del Corecom richiedono una condizione di indipendenza e terzietà rispetto agli interessi commerciali del settore e all’influenza del sistema politico istituzionale ….”
Rammarico, perché ancora una volta la magistratura viene, suo malgrado, a compiere un’azione di supplenza alla politica che dimostra
con questi atti di arroganza, deficit
di trasparenza e preoccupante distacco dal paese reale.
Autorevoli organi di stampa, commentando la decisione del TAR,
hanno evocato un comportamento
della politica da casta in splendido
e miope isolamento, dimenticando
un tessuto sociale, quello piemontese, ricco di vivacità e intelligenze
che popolano il mondo della medialità e della educazione al consumo critico ed intelligente dei media: volontariato di settore, Forum
genitoriali e familiari, Media Educatori, Uffici Diocesani delle Comunicazioni Sociali, Dipartimenti
universitari di settore, operatori
della comunicazione eticamente
animati. Un mondo totalmente
ignorato dalla politica verso cui approfondisce il solco e il distacco.
Distacco ed isolamento che come
AIART ci preoccupa ancor più in
una stagione in cui l’Autorità nazionale per le Garanzie nelle Comunicazioni si appresta a delegare
ai CORECOM Regionali nuove e
più importanti funzioni a garanzia
dei cittadini nel settore della informazione e della comunicazione.
La vicenda piemontese, paradigmatica di una situazione diffusa
nel paese, conferma e rafforza la
nostra convinzione che la rivendicazione periferica di maggiori prerogative deve corrispondere ad una
accresciuta trasparenza democratica dei vertici politici regionali ed
ad una elevazione delle competenze
morali e professionali in capo ai
soggetti individuati a comporre i
CORECOM.
Per l’AIART, questi organi ausiliari
delle Presidenze dei Consigli Regionali, ormai alla seconda legislatura, devono assolvere alla funzione
Giù le mani dall’Inno di Mameli
E’ stato sospeso, per volontà dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria,
lo spot Calzedonia che utilizzava l’inno di Mameli. A presentare un
esposto era stata l’Associazione Difesa Consumatori Sportivi che ha così
ottenuto il ritiro della pubblicità su tutte le reti nazionali e regionali; l’Associazione si è quindi fatta interprete nei giorni scorsi delle rimostranze e
dello sdegno di molti cittadini e, avvalendosi della preziosa consulenza
dell’Avv. Elisa Maria Caltagirone, ha inoltrato denuncia all’IAP per immediata
interdizione dello spot in questione, ottenendo così il ritiro della contestatissima
pubblicità. I ricorsi sono fondati sulla violazione dell’art. 292 c.p. che tutela
il rispetto degli Emblemi dello Stato tra cui senz’altro rientra l’Inno
Nazionale, che unitamente alla bandiera è la massima espressione del
“nazionalismo” positivamente inteso, L’art. 10 del Codice delle Comunicazioni
Commerciali prevede che la comunicazione commerciale non deve
offendere le convinzioni morali, civili e religiose e l’art. 4, lett. C, del D. lgs.
177/2005 statuisce che la disciplina del sistema radiotelevisivo, a tutela
degli utenti, garantisce la diffusione di trasmissioni pubblicitarie di televendite
leali ed oneste (…) che non offendano convinzioni religiose o ideali. Ha
fatto sapere il presidente dell’Associazione Difesa dei Consumatori Sportivi
Antonella Bellucci: “Riteniamo di aver centrato un obiettivo importante a
tutela dell’Inno d’Italia e di quello che rappresenta per tutti gli italiani. Era
assurdo che l’emblema musicale della nostra Nazione venisse utilizzato a
scopi meramente commerciali per vendere calze! Crediamo di aver
interpretato in questo modo il pensiero non soltanto di ogni cittadino ma
anche di tutti coloro che hanno imparato ad amare e cantare l’Inno di
Mameli attraverso lo sport, in occasione degli incontri delle nostre nazionali
ad Olimpiadi e Campionati del Mondo . Alla nostra associazione erano
arrivate nei giorni scorsi numerose proteste e segnalazioni da parte del
mondo sportivo affinchè venisse fatto qualcosa per porre fine a tale
scandalo. Abbiamo immediatamente inviato una richiesta di sospensione
e, visto l’esito dell’esposto, crediamo di aver svolto al meglio il nostro
compito a difesa di tutti i consumatori”.
di Autorità di Garanzia e tutela
dei cittadini assegnata loro in tutti
gli Statuti Regionali. Recuperare
questa dignità e autorevolezza sottraendo i CORECOM alla logica
spartitoria e ‘cencelliana’, è l’imperativo primario dell’Istituzione
Regionale.
I CORECOM non possono essere
utilizzati come camera di compensazione per ricercare equilibri tra
le varie forze partitiche, men che
meno ‘posti’ ove collocare spesso
ex parlamentari o ex amministratori locali. La politica, specie in
questo settore pedagogicamente rilevante e legislativamente in evoluzione, superi la sua sterile autosufficienza e si faccia ‘contagiare’
da intelligenze ed esperienze portatrici di competenze e sensibilità
specifiche nel settore della comunicazione.
Non possiamo concludere queste
osservazioni senza sollecitare una
doverosa funzione di controllo da
parte dell’Autorità per le Garanzie
nelle Comunicazioni sulle funzioni
delegate, sugli atti e sull’operato
dei CO.RE.COM Regionali, di fatto,
almeno dal punto costitutivo, ‘filiazioni periferiche’ dell’autorità
Centrale.
L’AIART continuerà a seguire con
particolare attenzione l’operato e
le iniziative dei CORECOM italiani, evidenziando limiti ed inefficienze e, nel contempo, esaltando
comunque gli aspetti positivi al
fine di essere sempre e solo al
fianco del cittadino, specie del de■
bole e ‘senza voce’.
Il Telespettatore - N.1 - Gennaio 2010
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➤ commenti
Una bussola per orientare
la navigazione nei media
Il Dizionario della Comunicazione, curato da
Dario Viganò è un’opera “monumentale”
(1300 pagine, 106 autori, due anni di
lavoro) con una completezza e varietà di
contenuti lontana dall’immaginario comune
dei dizionari. La novità dell’opera e della
proposta di un approccio teologico al
mondo della comunicazione
www.carocci.it
[ DI MASSIMILIANO PADULA ] ✉ [email protected]
Insegnare, studiare e praticare la
comunicazione. Tre verbi che sintetizzano un’opera ambiziosa, il
Dizionario della Comunicazione,
che Dario Edoardo Viganò ha curato per l’editore Carocci. Viganò,
oltre ad essere Presidente della
Fondazione Ente dello Spettacolo
e docente alla Lateranense e alla
Luiss, è consulente ecclesiastico
dell’Aiart e da anni manifesta il
suo impegno sul fronte della diffusione, dell’educazione e della formazione delle pratiche comunicative.
Lo testimonia quest’opera “monumentale” – come lui stesso la
definisce dell’introduzione –, che
esce alla fine del 2009, anno caratterizzato da un’onnipresenza mediatica rilevante.
Si pensi, per citare solo alcuni
eventi, al terremoto dell’Aquila,
agli scandali sessual-politici, alle
aggressioni al Premier e al Papa,
tutti eventi fagocitati, stritolati e
riproposti dai media, in salse variegate, non sempre commestibili.
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Il Telespettatore - N.1 - Gennaio 2010
La comunicazione, i media, rischiano, pertanto, di sfuggire di mano.
Più che un controllo restrittivo è
bene entrare negli anfratti profondi
che li strutturano, capendone i
meccanismi. È questa una delle
armi di difesa più efficaci. Tra gli
obiettivi de Dizionario c’è senza
altro quello di proporsi come bussola per orientare quegli sventurati
ed ignari fruitori di messaggi e
argomentazioni non sempre così
innocue. Spulciandone l’indice, si
percepisce, infatti, una completezza
contenutistica lontana dall’immaginario comune del dizionario. Più
che un insieme di voci asettiche,
il volume è una raccolta di saggi
sintetici costruita secondo una
struttura a matrioska. Ci sono i
dieci approcci, (storia, media, economia, semiotica, sociologia, psicologia, educazione, teologia, etica,
politica) che definiscono ognuno
dei settori disciplinari definendo i
paradigmi teorico-critici e le procedure metodologiche di riferimento, tratteggiando gli sviluppi cronologici e le personalità di spicco
della disciplina. Dentro di essi si
trovano gli ambiti, contributi di
taglio distintamente informativo,
attraverso i quali vengono presentati argomenti, temi, percorsi e
nodi concettuali fondamentali per
indagare il mondo della comuni-
■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ commenti
cazione a partire dalla prospettiva
disciplinare di riferimento. In ultimo, ci sono i focus, vere e proprie
cartelle informative che presentano
correnti culturali, movimenti di
opinione, invenzioni, opere, eventi
e fatti di varia natura.
Così se si volesse indagare cosa
c’è dietro agli ingranaggi della comunicazione di un terremoto, ecco
disponibile un focus sulla comunicazione di crisi, oppure se si intendessero decodificare le differenze tra un blog ed un chat o saperne di più su un social network,
ci sono gli ambiti sulla multimedialità e l’informazione on line.
Ancora sarà possibile scoprire i
segreti della pubblicità, i legami
tra economia e media, la politica
in televisione, le ricadute psicologiche e pedagogiche di un contenuto digitale, la media education
e tantissimo altro ancora.
Non sembra mancare di nulla il
Dizionario della comunicazione
anche per l’importante spiegamento di forze di cui ha usufruito nei
quasi due anni di lavoro. Sono 106
gli autori, provenienti da più di
venti università italiane e straniere
tra cui la Pontificia Università
Lateranense (Viganò è preside
dell’Istituto pastorale Redemptor
Hominis dell’ateneo vaticano), la
Luiss, l’Università Cattolica di Milano, l’Università di Pisa, l’Università della Svizzera italiana di
Lugano, l’Università di Stirling in
Inghilterra, la Pontificia Università
Cattolica di Buenos Aires.
Tra i protagonisti dell’opera c’è
anche Massimo Baldini, compianto
professore di semiotica e Preside
della Facoltà Scienze Politiche
della LUISS Guido Carli, a cui il
dizionario è dedicato.
Questo ventaglio di capitali umani
dimostra come il Dizionario non
abbia un’impostazione esclusiva e
delle chiavi di lettura a senso
unico, ma sia un caleidoscopio
multiforme di pensiero, conoscenze
e «metodiche che arricchiscono –
spiega Dario Edoardo Viganò –
l’approccio al mondo della comunicazione».
Viganò insiste poi, sulle novità
L’Auditel
e i “numeri” sull’audience
UNA LETTERA ALLA COMMISSIONE
PARLAMENTARE DI VIGILANZA SUI SERVIZI RAI
Gentili deputati e senatori,
buon anno a voi perché sia un anno migliore della nostra Tv, tanto spesso
svenduta ed umiliata sull’altare di interessi economici e politici estranei
alla missione del servizio pubblico. Abbiate in questo 2010 il coraggio di
onorare il ruolo assegnatovi dal Parlamento di vigilare sui servizi
radiotelevisivi ponendovi dalla parte dei cittadini, uomini, donne, bambini,
giovani, anziani sacrificati da una programmazione sottomessa – perfino
nell’informazione giornalistica - alla dittatura dell’audience, regolata dall’Auditel, sistema di rilevamento quantitativo degli ascolti, del tutto convenzionale al fine spartire gli investimenti pubblicitari, inaffidabile sul
piano scientifico, strumentale per l’uso che se ne fa fino a tributare ai suoi
dati la valenza di consenso finanche politico ed ormai assolutamente
obsoleto rispetto alla nuove tecnologie digitali. L’Auditel è una società
privata che opera in regime di monopolio da ben 23 anni, ‘cassaforte’ di
liquidità quotidiana per chi ne conosca la combinazione.
Al presidente Zavoli, chiedo in particolare di risparmiarci tante belle, dotte
e nostalgiche parole per una buona ‘Tv che non c’è’ – come abbiamo
ascoltato nel recente Seminario per una Tv di qualità promosso dalla
Commissione - e di realizzare fatti per una buona ‘Tv che sia’ oggi, a
partire dall’avvio di sistemi di rilevamento degli ascolti qualitativi e di altre
forme di raccolta dei pareri degli utenti, così come previsto dai Contratti
di servizio della Rai e mai realizzati in spregio della legge. A tutti i membri
della Commissione di ogni partito e ideologia chiedo di agire secondo coscienza, pensando anzitutto ai propri figli e nipoti, che da questa Tv irrispettosa dei principi democratici e della dignità delle persone saranno
formati. Quasi certamente questa mia lettera passerà inosservata agli
occhi dei vostri/e assistenti e segretari/e che difficilmente ve ne daranno
notizia, non per questo posso rinunciare ad appellarmi a voi, perché
possiate restituire la Tv e non solo quella pubblica ai cittadini italiani.
ROBERTA GISOTTI
dell’opera e sulla proposta di un
approccio teologico alla comunicazione che evidenzia – chiarisce
l’autore – come «dal Vaticano II al
Web 2.0 si sono aperte diverse opportunità nel rapporto della Chiesa
con i mass media. È evidente che
nel Web 2.0 viene promossa la dimensione comunitaria. E questo
lo sanno bene le tante diocesi e le
tante parrocchie che sono presenti
in Rete. Si apre così un nuovo
modo di essere comunità e di condividere la propria fede. La sfida
per la Chiesa in Rete – conclude
Vigano – è quella di trasformare
il semplice contatto in forme di
vera interazione e partecipazione
che possono anche divenire scelte
di vita». Le quasi 1300 pagine del
Dizionario della comunicazione
gettano un sasso nello stagno:
quello di affrancarsi come un contributo autorevole all’insegnamento, alla pratica e allo studio delle
esperienze comunicative provocando quel senso critico che troppo
spesso i fabbricanti di comunicazione e contenuti mediali tendono
a soffocare.
■
Il Telespettatore - N.1 - Gennaio 2010
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➤ commenti
Basta con gli oroscopi
nei programmi della Rai
Vasta risonanza sui media alla ferma
presa di posizione dell’aiart che critica la
Rai-servizio pubblico per il programma
in prima serata sugli oroscopi. Il monito
del Papa a non affidarsi ai pronostici.
[ DI FRANCESCO GIACALONE ] ✉
[email protected]
“Almeno la Tv pubblica eviti di
dedicare intere trasmissioni all’oroscopo 2010. Diversamente sarebbe uno spreco di denaro pubblico”. L’Aiart anche lo scorso anno
ha protestato nei confronti di Raidue che dedicò una serata intera
alle previsioni astrologiche. Anche
il Papa, durante l’Angelus di domenica 3 gennaio, ha messo in evidenza il pericolo di affidarsi ai pronostici. Sono tanti astrologi e cartomanti di vario tipo “pretendono”
di leggere il futuro. I maghi non
delineano il nostro destino, anche
se a volte la Tv conferisce ad essi
una credibilità assolutamente fuori
luogo a danno delle persone più
deboli.
Autorevoli quotidiani come Repubblica, Il Corriere della Sera e Il
Tempo hanno riportato le parole
di Papa Benedetto XVI, mettendo
nel contempo in risalto le proteste
dell’Aiart riguardo all’eccessivo
spazio concesso dalla Rai agli oroscopi. In un periodo profondamente
incerto come quello odierno non ci
sono di certo pronostici che rassicurino gli animi degli italiani ma
nonostante tutto vi è una loro impressionante diffusione nei programmi della Tv, nei quotidiani e
nelle riviste. Non a caso, come si
14
www.aiart.org
Il Telespettatore - N.1 - Gennaio 2010
legge sul Corriere del 4 gennaio, il
Garante per le Comunicazioni, ha
già denunciato “lo sfruttamento
della credulità e della superstizione
delle persone più vulnerabili”. Troppi s’illudono di vedere il futuro attraverso le proprie “qualità paranormali”. Molto influisce (in questo
preciso settore) la televisione che
con trasmissioni appositamente
dedicate, rischia di fare da volano
a queste forme di superstizione in
cui molto spesso la gente comune
fa affidamento.
Il messaggio di Benedetto XVI suona ancora più forte poiché espresso
all’inizio del nuovo anno: non è
solo il momento dei bilanci, ma
anche quello in cui si cerca di
capire cosa sarà dell’anno che verrà.
Si consultano gli astri e gli astrologi,
si guardano le previsioni economiche, per cercare, in qualche modo,
di comprendere come muoversi.
Un’esigenza dettata anche - e soprattutto - dall’insicurezza che tutti
vivono in questo preciso periodo
di recessione. La consultazione
degli oroscopi, l’astrologia, la chiromanzia, l’interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di
veggenza, il ricorso ai medium manifestano una volontà di dominio
sul tempo, sulla storia ed infine
sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze
nascoste. Per questo, i fedeli – secondo il Papa - devono diffidare
da “improbabili pronostici”, materia
vasta e dai contenuti sfumati, in
cui si dilettano maghi, cartomanti
e ciarlatani di ogni specie. Al tema
degli oroscopi in tv e, più in generale a quello della fondatezza dei
“pronostici” per l’anno 2010, è stata
dedicata la puntata della “Vita in
diretta“ del 5 gennaio; il programma
di Raiuno, condotto da Lamberto
Sposini, ha visto la partecipazione
del Presidente nazionale dell’Aiart
Luca Borgomeo che ha duramente
polemizzato contro chi mette in risalto “la presunta fondatezza” degli
oroscopi e soprattutto con coloro i
quali scelgono di puntare su di
essi con appuntamenti fissi o trasmissioni ad hoc al fine di attirare
grosse fette di pubblico. Ciò che
gli utenti si aspettano dalla Tv è
ben altro: programmi di qualità,
di cultura, un sano intrattenimento
e abbondanti dosi di professionalità.
La Rai però sembra intenzionata
a dar ancora spazio a personaggi
che potremmo definire enigmatici,
insistendo sulla “moda” dell’oroscopo a scapito di programmi da
■
vero servizio pubblico.
➤ cinema
Le maglie troppo larghe
delle “regole” italiane
Grande successo di pubblico per Avatar, il
film di fantascienza diretto da James
Cameron. Ma alcune scene sono troppo
violente e possono procurare danni
soprattutto ai minori. Ferma presa di
posizione dell’A.G.E (Associazione Genitori)
[ DI VINCENZO FRANCESCHI ] ✉
È arrivato nelle sale italiane, l’attesissimo nuovo film di James Cameron, “Avatar”. Il kolossal, che
negli Stati Uniti ha già incassato
oltre 1 miliardo di dollari, fa parlare
di sé per i record battuti ma anche
per le polemiche che ha generato.
Dopo essere stato accusato di incitare alla violenza, ‘Avatar’, è stato
visionato in Italia dalla IV Commissione di revisione cinematografica al dipartimento cinema del
Ministero dei Beni Culturali ed ha
avuto l’ok per tutti i pubblici, e
sarà nelle sale italiane dal 15 gennaio, distribuito da Fox. Si tratta
di una decisione decisamente diversa rispetto a quella presa dagli
Stati Uniti dove il film
è stato classificato nella categoria Pg 13 (Pg
sta per Parent Guidance) un codice sempre accompagnato dalla scritta Ii genitori
sono messi in guardia:
alcune scene potrebbero
essere inadatte ai minori di 13 anni”. Anche
in Finlandia e Argentina il film potrà essere
visto solo dai maggiori
di tredici anni e in Gran
Bretagna il film è stato
vietato ai minori di do-
www.age.it
[email protected]
dici, come anche in Germania,
Olanda, Svizzera e Irlanda. La
censura a maglie larghe in Italia,
rispetto ad altri Paesi europei fa
discutere e protestare le associazioni dei genitori. Il tentativo di
Cameron di creare un film sulla
tolleranza e sul rispetto degli altri
non è stato dunque “colto” da tutti
gli spettatori. Il protagonista del
film è Jake Sully, un ex marine costretto a vivere su una sedia a rotelle. Nel 2154 sul nuovo pianeta
Pandora il giovane vi incontra i
componenti di una base terrestre
ben fortificata che, guidati da un
superbo comandante, il colonnello
Miles (Steppen Lang), e dalla dottoressa Grace (Sigourney Weaver), sono incaricati da una multinazionale di raccogliere pietre che dovranno servire a risolvere i problemi
energetici della terra.
Gli umani, per percorrere il nuovo territorio, devono essere
collegati a un ’avatar’, un corpo biologico ottenuto dalla
fusione tra il DNA
degli uomini e quello degli indigeni. Af-
ferma Miela Fagiolo, responsabile
delle politiche della comunicazione
dell’AGE (Associazione Italiana Genitori): “Se anche in Italia come
negli Stati Uniti esistesse il Parental Guidance come forma di tutela dei minori per i film, noi rappresentati dell’AGE in commissione
cinematografica, l’avremmo chiesto
per Avatar. Il motivo? La violenza
di alcune scene che possono impressionare i minori di quattordici
anni. La legge attuale non prevede
queste forme di tutela “intermedia”
(avvisi ai genitori) perché di fatto
è prevista l’applicazione di divieti
solo ai quattordici o ai diciotto anni.
In Avatar però ciò che fa la differenza è la maestria tecnica di Cameron, che per questo film ha speso
quattro anni di lavoro. Raramente
si assiste, in un film di fantascienza,
a scene così insolite. Non tutto nell’opera di Cameron è adatto agli
spettatori più giovani; piacerà invece agli adolescenti e a molti
adulti, che seguiranno senza mai
distrarsi i notevoli effetti speciali
inventati dal regista e valorizzati
dal 3D. Se Titanic ha superato ogni
record negli incassi, Avatar certo
ripeterà l’impresa: dopo tre settimane è già il secondo film più ricco
di sempre. Cameron intanto pensa
già a un Avatar 2 .
■
Il Telespettatore - N.1 - Gennaio 2010
15
news
➤
Roma
Il Comitato di Presidenza ha deciso di convocare
per il 23 gennaio 2010 presso l’Istituto Salesiano di
via Marsala, 42 a Roma una riunione di tutti i responsabili delle sezioni territoriali dell’aiart per
una riflessione organizzativa ed un progetto operativo
per l’anno 2010. L’incontro sul “Rilancio dell’iniziativa
dell’Aiart” affronterà i temi del programma dell’azione
dell’Aiart nel triennio 2010/2012, i temi della formazione, dello sviluppo organizzativo, dell’iniziativa
editoriale (Il Telespettatore, la Parabola, sito), delle
risorse (strutture e mezzi finanziari) dei rapporti
con le associazioni cattoliche e l’Ufficio delle Comunicazioni Sociali (nazionale e diocesano) ed i rapporti
con le istituzioni (nazionali e locali) impegnate nell’attività di tutela dei telespettatori e degli utenti
dei mezzi di comunicazione.
Particolare attenzione sarà rivolta ai temi di “monitoraggio” dei programmi e delle denunce delle
violazioni di leggi e codici che tutelano gli utenti e i
minori in particolare.
La riunione avrà anche l’obiettivo di incentivare le
iniziative locali delle strutture Aiart (convegni, incontri di quadri, corsi di formazione, rapporti con
la scuola, la stampa locale, le tv locali ecc.), iniziative
che eventualmente saranno sostenute, anche organizzativamente, dalla Presidenza Nazionale.
➤ CAMPANIA - Avellino
Sabato 9 gennaio alle ore 18 presso il Punto Pace di
“Pax Christi”, in via S. Lorenzo 15, si è tenuto un
incontro sul tema “E’ la comunicazione il futuro
dell’uomo”. L’incontro è iniziato con il saluto del
prof. P. Vito Mercogliano, parroco di S. M. del Carmine ed è continuato con il dibattito su “Comunione
sacramentale e comunicazione sociale nell’educazione
dei fanciulli”. Infine sono state presentate le
proposte dell’aiart per il nuovo anno. A moderare
l’incontro Simonetta Ieppariello della redazione di
“Otto pagine”.
➤ LAZIO - Frosinone
Il gruppo Aiart di Frosinone e la Presidente Provinciale Giuseppina Papa affermano in una dichiarazione alla stampa, che in data 7 dicembre 2009
alle ore 16, 15, nell’ambito della trasmissione “Amici”
16
Il Telespettatore - N.1 - Gennaio 2010
news
news
di Canale 5 così come verificabile su Youtube, si è
tenuta una sfida di danza, dal contenuto discutibile,
anzi, a tratti, di cattivo gusto.
Volendo usare infatti le stesse regole di un’insegnate
della giuria giudicante, si può affermare che tale
esibizione ha avuto un’impostazione indubbiamente
“sadomaso”.
Per quanto lo stesso tipo di spettacolo si ritrovi sovente in molti video musicali, purtroppo di facile
accesso ai minori, riteniamo che la riproduzione
della stessa tipologia di ballo con coreografia annessa,
debba essere evitata nel contesto di un programma
“acqua e sapone” per sua natura indirizzato ad un
pubblico di adolescenti.
Tale visione, riteniamo, potrebbe essere fonte d’ispirazione per una pericolosa emulazione, oltre che costituire un’offesa per un’arte nobile come la danza.
➤ LOMBARDIA - Milano
Primo Workshop per i liceali milanesi “I segreti di
cinema e TV”, un’interessante iniziativa di formazione
organizzata dall’Aiart di Milano in collaborazione
con l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Otto
agili e interessanti incontri tenuti da esperti, docenti
universitari e operatori del settore cinematografico e
televisivo. Gli incontri saranno rivolti prioritariamente, ma non esclusivamente, a studenti e studentesse dei Licei FAES Argonne e Monforte, per
analizzare da dietro le quinte le serie televisive più
belle, più amate, più famose, più appassionanti:
come, dove, quando e perchè nascono, come sceglierle,
come leggerle, come maneggiarle.
Gli incontri, dalla durata di 2 ore dalle ore 17:00
alle ore 19:00, si terranno presso la scuola Monforte
in Milano, Via Zanoia angolo Via Ponzio. Le iscrizioni,
fino ad esaurimento, si potranno effettuare presso
le segreterie: FAES Monforte, tel. 02 2367081 e
FAES Argonne, tel. 02 67071894.
➤ MARCHE - Macerata
Venerdì 29 gennaio presso l’Auditorium Parrocchia
“Buon Pastore” di Collevario – Macerata, si terrà
l’incontro “Genitori consapevoli per i figli protagonisti:
istruzioni per l’uso” . Interverrà il prof. Massimiliano
Stramaglia che insegna Pedagogia delle relazioni
educative familiari presso la facoltà di Scienze dell’Educazione e della Formazione dell’Università di
Macerata.
news
➤ PIEMONTE - Torino
La Presidente dott.ssa Francesca Brossa
ed i
Consiglieri dell’AIART Provinciale di Torino hanno
inviato una lettera di protesta al CO.RE.COM piemontese affinchè vengano rivisti i criteri con i quali
si assegna il “bollino di qualità” alle Emittenti Televisive Locali Piemontesi. In relazione alla “promozione della dignità umana” espressa nell’opuscolo
distribuito dal CO.RE.COM. Piemonte: “La buona
TV in Piemonte 2009”, è stato specificato che l’osservanza di tali valori vale solo per le ore diurne;
invece si dovrebbe intendere che il “codice di qualità”
richieda l’osservanza sempre, 24 ore su 24.
➤ PUGLIA - Foggia
Anna Perna è la responsabile della nuova sezione
Aiart della provincia di Foggia. La nomina è stata
deliberata dalla Presidenza Nazionale, sentita la
Presidenza Regionale. Anna Perna, ex insegnate,
residente a S. Paolo di Civitate, convocherà l’Assemblea degli iscritti per la elezione del Presidente
Provinciale e delle altre cariche.
PER ADERIRE
Per aderire rivolgiti all'Aiart della tua città
o della tua regione; scrivi o telefona a:
AIART Associazione Spettatori
Via Albano, 77 - 00179 Roma
Tel. 067808367 - Fax 067847146
www.aiart.org - E-mail: [email protected].
Le quote di adesione sono: minimo € 20,00
per i soci ordinari; minimo € 35,00
per i soci sostenitori, enti, associazioni
e scuole; 6 € per i giovani studenti.
La quota d'adesione è comprensiva
dell'abbonamento al mensile Il Telespettatore:
Per ricevere anche il trimestrale
"La Parabola" le quote di adesione
vanno aumentate di € 10.
I versamenti possono essere effettuati
sul conto corrente postale n. 45032000
intestato alla Sede Nazionale Aiart,
Via Albano 77 - 00179 Roma oppure
sui conti correnti postali provinciali
➤ rassegna del sito
w w w. a i a r t . o r g
[ DI DOMENICO INFANTE ] ✉ [email protected]
Le visite di Dicembre ammontano a 6457. E’ un
buon successo tenuto conto che a Dicembre non
sono stati realizzati e pubblicati grossi eventi e
quindi rappresenta un valore ottimo di normalità;
se riusciamo ad assestarci su questo valore per i
prossimi mesi allora potremo affermare di aver recuperato il grande gap dello scorso mese di Aprile
(dimezzamento delle visite a causa di errori dei motori di ricerca) e ciò grazie al lavoro delle sezione
che producono e pubblicano attività. Ma la grande
notizie di questo mese è da attribuire alle visite provenienti dalla Cina; sono ben 792 con un aumento
di oltre il 650%. Questo risultato si verifica a soli
tre mesi da quando abbiamo accertato un parziale
allentamento della censura cinese; di questo passo
le visite cinesi supereranno quelle italiane.
Per capire quali sono le preferenze degli utenti riportiamo di seguito i documenti più cliccati. Le 346
visite verificatesi il 29/12 sono dovute essenzialmente all’inserimento dell’articolo di Vincenzo Occhipinti “Un’informazione drogata che insidia la
democrazia”. Il 30/12 si sono verificate 326 visite
dovute all’inserimento dei seguenti documenti: Articolo “Sedici domande importanti per valutare un
sito web” del prof. Michele Crudele; Il numero 12 de
Il Telespettatore; La dichiarazione stampa di Luca
Borgomeo sulla trasmissione “I fatti vostri” dedicata agli oroscopi; Ad un articolo circa i dati Istat
sull’uso di internet da parte delle famiglie italiane.
Il 2/12 si sono verificate 307 visite dopo l’invio della
news letter, ai circa 1000 utenti della mailing list
del sito Aiart, della notizia che è stata messa in
linea la nuova versione del sito web. Il 15/12 si sono
verificate 290 visite per l’inserimento della notizia
circa la delega sulla tutela dei minori al CORECOM
Campania da parte dell’’AGcom; della recensione
sul “Dizionario della comunicazione” curato da
Dario E. Viganò; di varie lettere inviate da utenti
all’Aiart ed inserite nella cartella “A tu per tu con i
lettori”. Il 16/12 si sono verificate 280 visite dopo
l’inserimento di un’Agenzia ASCA della dichiarazione stampa di Luca Borgomeo sull’aumento degli
spot televisivi in programmi TV per bambini e due
lettere inviate da utenti all’Aiart ed inserite nella
cartella “A tu per tu con i lettori”.
i media che non rispettano il diritto del telespettatore ad
essere informato correttamente e ad essere intrattenuto
nel rispetto della sua dignità ed identità personale.
Denuncia e contrasta
in ogni sede per tutelare i telespettatori, in spirito di gratuità,
di collaborazione e di dialogo –come struttura di servizio
delle persone di ogni età, cultura, estrazione sociale, razza,
confessione religiosa. In particolare tutela le famiglie.
Opera
lo sviluppo delle capacità critiche di ogni persona, dotandola di conoscenze indispensabili per l’uso razionale e
responsabile dei mezzi audiovisivi.
Favorisce
alla comunicazione gli educatori nella scuola, nelle famiglie e nelle associazioni culturali.
Forma
la lettura critica dei mezzi di comunicazione sociale.
Promuove
gli utenti, in particolare i minori nel campo
della comunicazione.
Tutela
allo sviluppo dei valori di libertà
e di giustizia, all’affermazione
della dignità della persona, dei
diritti di famiglia, della scuola e del mondo del lavoro.
Contribuisce
la formazione degli utenti dei
mezzi di comunicazione sociale (TV, radio, internet, videotelefonia, videogiochi)
Cura
L’Aiart
L’associazione Spettatori Aiart (Associazione Italiana Ascoltatori Radio e Televisione)
è stata fondata nel 1954. È una Onlus, associazione di volontariato, culturale, apolitica,
laica, d’ispirazione cristiana.
Costituito da un menù
di 13 canali con diverse
cartelle per un totale
di 49 pagine e 1590
documenti corredati di file,
immagini, audio e video
Il Sito Web
Trimestrale di studi e ricerche sulla
comunicazione (120 pagine).
Curato dal Comitato Scientifico
dell’Aiart, composto da docenti
universitari, esperti e studiosi
dei temi relativi ai mass-media.
La Parabola
Mensile, 24 pagine,
strumento di collegamento
con gli iscritti, canale
d’informazione e di dibattito.
Il Telespettatore
L’AIART HA UN’INTENSA ATTIVITÀ EDITORIALE:
L’Aiart ha uno statuto a base democratica. È presente con sue rappresentanze e strutture in tutte le regioni e in
90 province. Il testo dello Statuto e gli indirizzi delle strutture sono riportati nel sito www.aiart.org, cartella Organizzazione del canale Aiart Onlus.
Organizza corsi nazionali e provinciali di formazione
per associati e per tutti coloro che sono interessati ai problemi dei mass-media. Con decreto del Ministero dell’Istruzione del 31.07.2002 l’Aiart è stata inclusa nell’elenco degli
Enti accreditati per la formazione del personale della scuola
ai sensi del D.M. 177/2000.
L’attuale Presidente dell’Aiart è stato eletto Presidente del Consiglio Nazionale degli Utenti dell’Autorità per le
garanzie nelle comunicazioni. Rappresentanti dell’Aiart
sono inoltre presenti nel Comitato Media e Minori, nel
Copercom, nel Cnal, nel Forum delle Associazioni Familiari.
L’Aiart aderisce all’EAVI (European Association for
Viewers Interests).
Email…….....……..……………………………………………….
Tel ………….……. Fax ……….…………. Cell ………………..
Cap……....… Località…………………….. Provincia….………
…………………………………….....………...........……………
Indirizzo abitazione ……….....………........….…………………
Professione………………………......…………....………………
Nome……………………………………………........…………..
Cognome ……………………………….....……..………………
Scheda di adesione all’Aiart
La quota comprende l’abbonamento al mensile
“Il Telespettatore”.
Per ricevere anche “La Parabola”, trimestrale, aggiungere alla quota di iscrizione 10 euro.
Soci ORDINARI:.................................... minimo 20 euro;
Soci SOSTENITORI: .............................. minimo 35 euro;
Soci GIOVANI (fino a 21 anni):............. minimo 6 euro.
LE QUOTE ANNUALI
DI ISCRIZIONE SONO:
Versare la quota su c/c n. 45032000,
intestato a AIART,
Associazione Spettatori Onlus.
Compilare il tagliando qui sotto e
spedirlo - anche tramite fax - o
consegnarlo all’Aiart nazionale o
provinciale.
Per aderire
a di firme
tu
e tu
Firma anch
La forza dell’Aiart
sta nella convinzione di
operare per il bene
comune, nella sua
autonomia, nella sua
capacità di
elaborazione, di
proposta, di denuncia,
d’iniziativa.
L’Aiart cresce con
le idee, l’impegno
volontario e il
sostegno motivato
degli iscritti.
Data …………........……….
Firma ………….........................……….
autorizza, concedendo espressamente il consenso o non autorizza, negando il consenso
a trasferire a terzi soggetti con cui
collaborate poiché riconosce essere utili ed indispensabili per fini
associativi e l’espletamento delle attività connesse e relative, gli
obblighi legali e contrattuali derivanti dal nascente rapporto.
autorizza, concedendo espressamente il consenso o non autorizza, negando il consenso al trattamento e all’archiviazione di
tutti i dati personali raccolti, che riconosce essere utili ed indispensabili per fini associativi e l’espletamento delle attività
connesse e relative, gli obblighi legali e contrattuali derivanti dal
nascente rapporto;
Dichiara di aver ricevuto non aver ricevuto
una copia della
nota informativa sul trattamento dei dati, di averne preso visione
e di averla compresa in tutti i suoi punti;
Dichiarazione del nuovo socio
AIART
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8.47.146
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Anche tu
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Il Telespettatore n° 1 Gennaio 2010