CON IL PDL
ANNO LXI N.145
La Idem campionessa
di faccia tosta:
«Non mi dimetto»
Registrazione Tribunale di Roma N. 16225 del 23/2/76
Il lavoro non cresce in piazza.
La manifestazione di Cgil,
Cisl e Uil non sia lʼalibi
per lʼimmobilismo del sindacato
Francesco Signoretta
Il lavoro non cʼè. E non basta portare la
gente in piazza per crearlo come per incanto. Cgil, Cisl e Uil lo sanno bene e,
perfino il ministro Giovannini, quando
cerca di suonare la grancassa a favore
del governo, non si spinge più in là di
600mila nuovi possibili occupati. Acqua
fresca di fronte a una disoccupazione
abbondantemente al di sopra del 12%
(cifre ufficiali) e a una situazione di sofferenza che vede un giovane su due tagliato fuori dal mercato del lavoro. Ma è
tutto da dimostrare che lʼobiettivo possa
essere raggiunto. Così, non avendo soluzioni nel cassetto, il sindacato più allineato ha deciso una volta di più di
prendere in giro chi ancora crede (e non
sono in molti) nellʼazione della Triplice. A
Roma hanno sfilato in 100mila (almeno
così dicono gli organizzatori), ma questo
non porterà nessun contributo aggiuntivo al tavolo del governo, che mercoledì
dovrebbe affrontare il problema in Consiglio dei ministri. Susanna Camusso,
chiede investimenti e non flessibilità,
Raffaele Bonanni vorrebbe addirittura
che le regole le scrivessero le parti sociali e non lʼEsecutivo, Luigi Angeletti
dice che la misura è colma e non se ne
può più di troppi slogan e di mancanza
di misure concrete. Proposte zero, mentre il governo pesta lʼacqua nel mortaio
ed è ancora fermo ai provvedimenti del
“fare” che introducono delle novità, ma
non rappresentano certo la scossa di
cui il mercato del lavoro ha bisogno.
Deve essere chiaro che Letta non può
creare lavoro come per incanto, dalla
sera alla mattina. A Palazzo Chigi si
chiedono solo delle regole nuove, più
adeguate alle necessità del momento,
poi saranno gli imprenditori privati a fare
il resto, a costruire i capannoni. In questo senso le semplificazioni vanno
bene, ma qualcuno deve trovare il coraggio di smontare le ingessature introdotte lo scorso anno dalla Fornero sotto
il ricatto della Cgil e del Pd. Sono state
quelle che hanno accelerato il declino:
si ripromettevano la trasformazione dei
contratti a termine in contratti a tempo
indeterminato e invece hanno impedito
gli uni e gli altri. Adesso bisogna ripartire
da lì, cancellando lʼerrore. Poi ci sono i
cavalli di battaglia della campagna elettorale del Pdl: costi zero per chi assume, zero burocrazia, niente aumenti
dellʼIva e stop allʼImu sulla prima casa.
Se lʼeconomia riparte, riparte anche il la-
WWW.SECOLODITALIA.IT
d’Italia
domenica 23/6/2013
➼
➼
➼
Fassina: «I ricchi diano di più».
Il Pd si prepara a rilanciare
la patrimoniale?
DI LELLO PAG.3
➼
REDAZIONE PAG.3
➼
Carrello della spesa mai così vuoto
da 40 anni: crollano i consumi
di carne, pesce e frutta
Allarme mutui, il 7,7%
delle famiglie italiane
non può pagare le tasse
REDAZIONE PAG.4
➼
voro. Lʼobiezione è che sarebbe bello,
ma mancano le risorse. In realtà, però, Pd
e Cgil si pongono il problema di non far
fare bella figura al Cavaliere. Anche ieri la
Camusso, da piazza San Giovanni, ha
lanciato una frecciatina a chi vorrebbe eliminare lʼImu, affermando che così si premia la proprietà. Torniamo, insomma, alla
concezione del vecchio Pci, secondo cui
la proprietà è un furto. Polemiche a
parte le ristrettezze economiche ci sono
davvero e le cose da fare sono tante.
Ecco perché Berlusconi, che ha ben
presente la necessità di dare un lavoro
ai giovani e ai disoccupati, ha invitato il
presidente del Consiglio ad andare a
Bruxelles e battere i pugni sl tavolo per
rivendicare quella golden rule che consentirebbe alle spese per investimenti e
occupazione di essere scorporate dal
deficit. Letta, invece di tranquillizzare la
Mertkel, tranquillizzi gli italiani. E i sindacati la smettano di proiettare film già
visti, riconoscano che con la riforma Fornero è stato commesso un grave errore
e si diano da fare per cambiarla. Il
Paese non può più aspettare. Nessuno
scopre nulla, del resto. Germania e
Francia, quando nel 2003 hanno avuto
problemi di deficit, non ci hanno pensato
due volte a sforare e senza chiedere il
parere di nessuno. Non si capisce perché lʼItalia, che versa annualmente 18
miliardi di euro a Bruxelles e ne incassa
solo 10 sotto forma di fondi Ue, dovrebbe comportarsi diversamente. La
storia è piena di condannati che si sono
visti recidere la testa, ma non si conosce
nessuno che di sua spontanea volontà
abbia messo il capo sul ceppo del boia
invitandolo ad azionare la scure. Lʼautolesionismo non è un valore.
Guido Liberati
Giocavano ancora Falcao e Platini, la
musica scopriva il fenomeno Michael
Jackson, Beppe Grillo era un comico
emergente e Silvio Berlusconi non aveva
ancora comprato il Milan. E lui era già in
Parlamento. Il 12 luglio compirà i trentʼanni di attività parlamentare (si è fatto
tutte le legislatura dalla IX alla XVII, una
anche da presidente della Camera), ma
in fondo Pierferdinando Casini è rimasto
lo stesso che trentʼanni fa voleva ringiovanire la politica. Dopo Dc, Ccd, Udc,
Scelta Civica e otto legislature tra Camera e Senato, Casini ha annunciato la
nascita dellʼennesimo soggetto politico.
Lʼoccasione è stata data da un confronto
tutto interno allʼUdc sulla «svolta liberale
(ma anche popolare, ha spiegato) per
cambiare lo Stato, creare lavoro, costruire un nuovo partito». Dovrebbe essere una risposta al fallimento
dellʼalleanza con Scelta Civica e alla conferenza stampa convocata last minute da
Monti martedì scorso per sancire il divozio senza aver prima avvertito i dirigenti
scudocrociati. Insomma , ha lasciato capire Casini, lʼUdc è più forte di prima e
continuerà per la sua strada per risalire la
china della batosta elettorale. Ma come?
Dando vita ad una «costituente popolare» che raccolga tutte le forze centriste
e moderate, compreso lo stesso Monti.
Le nuove linee politiche di Casini? Sembrano un copia e incolla del programma
del Pdl. Piuttosto tardivo. «Basta tasse, è
ora di puntare sullo sviluppo rinviando
lʼaumento dellʼIva, riducendo drastica-
mente il cuneo fiscale e creando posti di
lavoro per i giovani». Per Casini gli errori
non sono stati commessi solo in Italia,
ma anche in una Ue che con il suo «rigore eccessivo rischia di far morire la
comunità e di alimentare populismi e antieuropeismi», evidente la stoccata a
Monti, che del rigore europeista è stato
il paladino, ma anche un implicito riconoscimento della politica di Berlusconi.
Infine un chiarimento anche con lʼesecutivo in carica:« LʼUdc é orgogliosa –
ha detto Casini – di essere stata la prima
a battersi per il governo delle larghe intese, ma questo non significa che Enrico
Letta possa tirare a campare perché
dalla crisi si deve uscire rapidamente».
E sul “tirare a campare”, Casini è il massimo esperto.
Provaci ancora Pierferdy: alla vigilia delle 30 candeline
in Parlamento, Casini prepara un nuovo partito
Campionessa di faccia tosta: il ministro
Idem non si dimette e non chiarisce
2
Valter delle Donne
Chi si aspettava le dimissioni
è rimasto deluso. Il ministro
delle Pari Opportunità, Josefa Idem, ha convocato i
giornalisti a Palazzo Chigi,
non per annunciare l'abbandono dell'attuale incarico ma
per sfogarsi contro la
stampa, le critiche e le offese (del leghista Borghezio)
dopo essere finita nella bufera per presunti abusi edilizi
ed evasione fiscale. «Sono
una cittadina onesta. Vi sono
state irregolarità e ritardi e
sanerò quel che c'è da sanare» ha detto l'esponente
Pd, ma «non a fare la commercialista, oppure la geometra
e
nemmeno
l'ingegnera. Per questo - ha
detto - «visto il peso del mio
lavoro e le assenze dovute
all'attività, ho delegato tutte
le mie questioni amministrative, quelle fiscali e quelle
edili a persone a me vicine e
professionisti, dando un'indicazione chiara: voglio che
tutto sia fatto nel rispetto
delle regole«. Nei dettagli è
entrato il suo avvocato. Chiarendo, innanzitutto, che per
quanto riguarda l'ipotetico
abuso edilizio, non sono
state rilevate violazioni di carattere penale ma solo irregolarità
amministrative.
Quanto al capitolo Ici-Imu,
non è vero che «non sono
state pagate« ha assicurato il
legale, Luca Di Raimondo.
Entro i termini di legge è
stata dichiarata quale fosse
la dimora familiare (obbligo
previsto dall'Imu) e si è proceduto al pagamento con
ravvedimento operoso consentito dalle norme in vigore.
Sottolineando la differenze
tra Ici e Imu, l'avvocato ha
comunque assicurato che nel
momento in cui emergessero
profili di irregolarità relativamente all'esenzione dell'Ici,
saranno pagate sanzioni e
interessi. Infine la questione
dei contributi previdenziali
versati dal Comune di Ravenna quando la Idem era
assessore, dopo che era
stata assunta un mese prima
dall'associazione di cui il marito era presidente. Incarichi
poi entrambi lasciati per affrontare gli allenamenti per le
qualificazioni pre-olimpiche.
Dalla sequenza degli avvenimenti, secondo l'avvocato Di
Raimondo, emerge che «la linearità del comportamento
della ministra è adamantina». La conferenza stampa
è finita con momenti di tensione. Il ministro ha concluso
l'incontro con i giornalisti
dopo aver risposto a tre domande. Nonostante l'insistenza e le proteste di chi le
chiedeva se fosse pronta a
dimettersi nel caso venisse
indagata, l'esponente dell'esecutivo ha lasciato la
sala, seguita poi dal suo legale.
Lunedì la terza prova scritta per i maturandi:
ma il quizzone non fa paura
Redazione
Si avvicina la terza e ultima prova scritta
della Maturità, il cosiddetto 'quizzone', in
calendario per lunedì, 24 giugno. Il ministro Carrozza ha invitato i ragazzi a non
sottovalutarla perché può essere insidiosa. Ma 2 maturandi su 3 già sanno le
materie e il 19% afferma di conoscere
anche alcune delle domande grazie alla
"soffiata" dei prof della commissione. È
quanto emerge da una ricerca svolta da
Skuola.net alla vigilia dell'appuntamento. Dato che la prova non viene redatta dal Ministero ma dai membri della
commissione, gli studenti ricorrono a
una prassi ormai consolidata: l'appello
alla benevolenza dei commissari per
avere qualche anticipazione, magari
sfruttando la conoscenza personale con
uno dei membri interni. Il regolamento
ministeriale parla chiaro: i maturandi non
possono conoscere né le materie né
tantomeno i quesiti della terza prova.
Questi ultimi sono formulati dalla com-
missione scegliendo fra massimo cinque
materie fra tutte quelle studiate in
quinto, incluse quelle oggetto di prima e
seconda prova. Tuttavia i maturandi
2013 affermano di essere riusciti a
strappare ai commissari qualche anticipazione: il 19% afferma di conoscere già
le materie e anche alcune delle domande, mentre il 42% si limita alle sole
materie. Conoscere anche solo le materie con assoluta certezza rappresenta
un vantaggio non da poco: permette infatti di ottimizzare i tre giorni di stop tra
seconda e terza prova ripassando solo
le materie che saranno effettivamente richieste. Tuttavia, sembra che non tutti i
maturandi passeranno le ultime ore in
vista della prova seguendo una ferrea disciplina monastica: poco più di uno su tre
confessa che studierà per la maggior
parte del tempo, mentre oltre la metà bilancerà il tempo disponibile tra studio e
riposo. Infine uno su dieci darà la precedenza al riposo, convinto che aggiungere
ore di studio alla preparazione in questa
fase sia dannoso. Ma le prime due prove
scritte sono servite anche a saggiare la
severità della commissione. A sentire i
maturandi, i controlli sembrano abbastanza severi e non è un caso se chi ha
copiato col telefonino, stando ai dati di
Skuola.net, si è attestato intorno al 5-6%
tra prima e seconda prova.
Fassina: «I ricchi diano di più». Il Pd
si prepara a rilanciare la patrimoniale?
Aldo Di Lello
La lingua batte dove il dente
duole. Ogni tanto arrivano
dal Pd segnali di vecchia
ideologia rivolta alla lotta di
classe. Ecco cosa ha detto
recentemente Stefano Fassina: «La disuguaglianza si
aggredisce facendo un po' di
ridistribuzione del reddito».
E fin qui siamo in una posizione di principio cara alla sinistra italiana: il mito della
giustizia redistributiva. Ma
poi il "giovane turco" fa scivolare una frase che sembra proprio una velata
minaccia: «Proprio la disuguaglianza è causa della
crisi, dobbiamo fare politica
di conseguenza. Chi si trova
in posizione agiata deve
dare un contributo». Che
vuol dire «fare politica di
conseguenza»? Se Fassina
non era in vena di scherzi,
può voler dire solo che la
partecipazione al "governo
di servizio" non ha affatto
spinto il Pd abbandonare
nel cassetto il sogno di varare una bella (si fa per dire)
imposta patrimoniale, magari a seguito di una eventuale nascita di un esecutivo
sostenuto dagli "ascari" ex
grillini. Fantapolitica? Non
tanto, se consideriamo che
Fassina non è uno qualunque, ma un viceministro all'Economia.
Lo spettro della patrimoniale
s'era riaffacciato nel gennaio
scorso, ma, visto che eravamo in campagna elettorale, Bersani aveva subito
stroncato sul nascere l'insidiosa discussione affermando che una tassa «sulla
ricchezza» già esisteva e si
chiamava Imu. Poi però era
nuovamente circolata un
proposta di Fassina del 2011
volta a introdurre surretizia-
mente l'imposta patrimoniale
attraverso un prelievo erariale progressivo sugli immobili che non fissero prima
casa. Chissà che colpo per
la Idem! Ma, indipendemente da quelle che protrebbero essere le varie opzioni
offerte dalla fervida fantasia
del Fisco, quel riferimento
alle tasse come strumento di
giustizia (in un Paese in cui
la pressione fiscale ha superato il 50 per cento!) la dice
lunga sull'orizzonte ideologico in cui si muovano ancora tanti esponenti della
sinistra. E questo nonostante le dure lezioni della
storia venute negli ultimi
trent'anni abbiano dimostrato che c'è un unico modo
garantire un effettivo benessere per tutte la classi sociali: la riduzione delle tasse.
Quando crollò il Muro di Berlino, Fassina era ancora un
ragazzo. Ma fece probabilmente in tempo per capire
che il vero obiettivo del comunismo non era combattere
la povertà, ma
abbattere la ricchezza.
mentre la quantità dei prodotti ha imboccato la strada
della caduta libera. Si risparmia sul cibo per far fronte
alle spese per i servizi necessari (gas, acqua, luce,
carburanti, mutui, affitti),
mentre si va alla ricerca di
prodotti meno pregiati e di
scarsa qualità che hanno
prezzi più accessibili. Una
tendenza proseguita e accentuata anche nel primo
quadrimestre del 2013, indica ancora l'indagine della
Confederazione
italiana
agricoltori, in occasione
della VII Conferenza economica di Lecce. Anche nel
2012 ogni famiglia ha centellinato gli acquisti. All'alimentazione ogni nucleo
familiare ha destinato 5.760
euro, poco più del 19 per
cento della spesa complessiva. «Oggi – evidenzia la
Cia – la situazione è ben
peggiore e c'è una grande
preoccupazione per il futuro. Siamo in presenza di
una flessione drammatica
che si prolungherà nel
tempo e che è destinata a
incidere nel lungo periodo
sulle abitudini alimentari».
Carrello della spesa mai così vuoto da 40 anni:
crollano i consumi di carne, pesce e frutta
Redazione
Ancora tempi
di vacche
magre per le famiglie: la crisi
è entrata di prepotenza nel
carrello della spesa. Un livello così basso di acquisti
per la tavola, a prezzi invariati, non si vedeva da quarant'anni, quando però le
aspettative degli italiani
erano ben diverse da quelle
attuali. Più di 16 milioni di famiglie, di fatto due su tre, nel
2012 hanno tagliato gli acquisti per la tavola, con un
calo dei consumi del 3,2 per
cento sul 2011. In un anno
sono crollati gli acquisti di
carne, pesce, frutta, verdura,
latte, vino e olio. Siamo tornati ai livelli degli anni '70,
nel momento dello shock petrolifero che costrinse tutti a
tirare la cinghia. È l'allarme
della Cia, confederazione
degli agricoltori. In soli cinque anni l'alimentare ha subito un “colpo di scure” di
circa 20 miliardi di euro, 8
miliardi solo nell'anno passato. Per mangiare si
spende, in valore, più al Sud
(484,40 euro a famiglia) rispetto al Nord (473,50 euro)
e al Centro (479,30 euro),
3
Papa Francesco: «Mai visto un camion
da trasloco dietro un carro funebre»
4
Desiree Ragazzi
«Io non ho mai visto un camion da trasloco dietro un
corteo funebre, mai». Per denunciare la vanità di accumulare soldi e cose, che da
morto nessuno si porta dietro, il Papa nella omelia della
messa a Santa Marta ha
usato una delle sue espressioni ironiche che attirano subito
l'attenzione.
Per
argomento e immediatezza,
le parole pronunciate ricordano la citazione di nonna
Bergoglio ricordata alcune
settimane fa dal Pontefice:
«Mia nonna diceva sempre
“bambini, il sudario non ha tasche”». Nella vita dunque si
possono accumulare “tesori
che la morte vanifica”, ma c'è
un tesoro che nessuno può
portare via, che non è quello
«che hai risparmiato per te»,
ma «quello che hai dato agli
Redazione
Un manuale per invecchiare in
salute, dal titolo "Imparare la longevità", e la proposta di istituire
un “bollino d'argento" che certifichi la qualità delle Residenze Sanitarie Assistenziali (Rsa) e delle
Residenze Protette (Rp), in base
ad indicatori come il minor numero di cadute, ulcere da decubito, perdita di peso degli anziani
ospiti. Sono i due obiettivi per il
2013 di Italia Longeva, la Rete
nazionale di ricerca sull'invecchiamento e la longevità attiva,
istituita dal ministero della Salute
con la Regione Marche e l'Inrca di
Ancona. Opuscolo e “bollino"
sono stati presentati nella sede
della Regione Marche dal governatore Gian Mario Spacca e dal
presidente di Italia Longeva Roberto Bernabei. Lo scopo – ha
spiegato Bernabei – è «promuovere l'invecchiamento attivo e in
buona salute spiegando come
perseguirlo, ma anche suggerire
agli italiani gli indicatori per valutare come dovrebbero essere le
Rsa di qualità». La Regione Marche è in Italia quella dove si vive
di più, ed è stata la prima a investire sul concetto di vecchiaia attiva. Anche attraverso un progetto
di politica industriale e un bando
da 16 milioni di euro, vinto da sei
filiere di imprese locali che si occupano di domotica e sensoristica
applicata alla telemedicina. «Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin - ha detto Spacca - si è
impegnata a sostenere le attività
di Italia Longeva e a chiedere che
il tema dell'invecchiamento attivo
sia inserito nell'agenda del prossimo G20, e venga affrontato
anche all'Expo di Milano, per
quanto riguarda il settore della
nutrizione e alimentazione».
altri». La sete di possesso,
cercare di accumulare tante
cose, ha commentato Papa
Francesco, non lascia tranquilli, rende vanamente inquieti. «Il Signore – ha detto
– ci ha fatto inquieti per cercarlo, per trovarlo, per crescere. Ma se il nostro tesoro
è un tesoro che non è vicino
al Signore, che non é dal Signore, il nostro cuore diventa
inquieto per cose che non
vanno, per questi tesori…
Tanta gente, anche noi siamo
inquieti… Per avere questo,
per arrivare a questo alla fine
il nostro cuore si stanca, mai
è pieno: si stanca, diventa
pigro, diventa un cuore senza
amore. La stanchezza del
cuore. Pensiamo a quello. Io
cosa ho: un cuore stanco,
che soltanto vuol sistemarsi,
tre-quattro cose, un bel conto
in banca, questo, quell'altro?
O un cuore inquieto, che
sempre cerca di più le cose
che non può avere, le cose
del Signore? Questa inquietudine del cuore bisogna curarla sempre».
Invecchiare in salute: ecco il manuale.
Le Marche la regione dove si vive di più
Allarme mutui, il 7,7%
delle famiglie italiane
non può pagare le rate
Redazione
La crisi e tassi ipotecari più alti
d'Europa mettono sempre più in
difficoltà gli italiani che hanno
stipulato un mutuo. E il 7,7%
delle famiglie, ossia 254mila,
non ce la fa più a pagare le
rate. È il calcolo di Adusbef-Federconsumatori sulla base dei
dati Bce riferiti ad aprile 2013.
Su un totale di tre milioni e
300mila mutui, per una consistenza che ammonta in totale a
364,183 miliardi di euro, «una
quota del 33%, pari a un milione e 100mila – spiegano le
associazioni dei consumatori in
una nota – eccede il tasso soglia della legge antiusura
108/96 e sono annullabili per
usura». I tassi di interesse, si
spiega nella nota, sono pari al
4,46% in media in Italia, contro
il 3,34% della media Ue, con un
differenziale di 112 punti base.
E un italiano che ha contratto
un mutuo di 100mila euro a 30
anni, paga «una rata mensile di
64 euro più alta (768 euro in più
all'anno) del mutuatario di Eurolandia, con un pizzo di 23.040
euro in più a conclusione del
contratto di mutuo, rispetto ad
un cittadino dell'area euro».
Ma, concludono Adusbef-Federconsumatori, «quando il
tasso di mora, le penali e le
varie spese, tutte messe insieme superano il tasso soglia,
stabilito dalla legge antiusura
108/96, anche i mutui diventano usurari e possono essere
annullati con le relative procedure giudiziali».
Turchia, i contestatori spaccati.
Bonino: «Non isoliamo Ankara»
Antonio Pannullo
Ci sono stati nuovi scontri nella
notte tra giovedì e venerdì ad Ankara fra polizia e manifestanti. Le
forze antisommossa hanno usato
i gas lacrimogeni per disperdere
gruppi di dimostranti nel quartiere
di Tunali e di via Kennedy. Segnalati anche incidenti a Mersin a
margine della cerimonia inaugurale dei Giochi del Mediterraneo in
presenza del premier Recep Tayyip Erdogan. Si segnalano incidenti anche tra gli stessi
contestatori: un gruppo di circa 50
estremisti islamici armati di bastoni e coltelli ha attaccato una assemblea di diverse decine di
giovani anti-governativi in un
parco di Yenikoy, a Istanbul. Gli
assalitori urlavano "Allah Akbar!",
secondo diverse persone che partecipavano all'assemblea. Un giovane antigovernativo è stato ferito.
La deputata dell'opposizione
Melda Onur ha definito l'episodio
preoccupante, riferisce Hurriyet
online. Un altro gruppo di attivisti
islamici ha cercato di disturbare le
proteste a Piazza Taksim. Intanto
il governo comincia a prendere i
primi provvedimenti contro la
piazza violenta: 18 manifestanti
simpatizzanti del Partito Socialista
degli Oppressi e del Partito comunista Marxista Leninista arrestati
mercoledì a Istanbul sono stati formalmente accusati di appartenere
a «una organizzazione terrorista e
danneggiamento di beni pubblici».
I 18 detenuti sono stati trasferiti in
carcere. La polizia antiterroristica
ha effettuato decine di arresti negli
ultimi giorni a Istanbul, Ankara,
Adana e Smirne. «Non è il momento di chiudere la prospettiva
europea della Turchia, semmai è
il momento di rilanciarla, aprendo,
oltre al capitolo sulle politiche regionali, anche quelli sui diritti fondamentali e sulla giustizia», ha
affermato in una nota il ministro
degli Esteri Emma Bonino in un
momento di grande tensione tra
Ankara e l'Ue. «Nei confronti della
Turchia - spiega la titolare della
Farnesina - l'Europa non può sot-
trarsi alla sua responsabilità storica di scegliere fra miopia e lungimiranza. In quest'ottica è
necessario dinamizzare il processo negoziale, evitando di cedere alla reazione istintiva
dell'irrigidimento di fronte alla linea
adottata dalle autorità turche.
L'Europa - ha proseguito Bonino ha bisogno di una Turchia pienamente democratica dentro i suoi
confini, non fuori. Questo è l'obiettivo da perseguire. E la Turchia,
come dimostra la sua stessa storia dell'ultimo decennio, necessita,
a maggior ragione oggi, degli effetti benefici dello stimolo europeo». Insomma, secondo il capo
della diplomazia italiana, «non è il
momento di chiudere la prospettiva europea della Turchia, semmai è il momento di rilanciarla,
aprendo, oltre al capitolo sulle politiche regionali, anche quelli sui
diritti fondamentali e sulla giustizia. Se li avessimo aperti in passato, oggi avremmo più efficaci
leve di dialogo nei confronti delle
autorità turche. Se oggi commettiamo l'errore di complicare il percorso europeo di Ankara, domani
avremo un'Europa meno credibile
sulla scena internazionale», ha
concluso.
ratori federali del distretto della Virginia orientale, dove ha sede la Booz
Allen Hamilton, il colosso delle consulenze high-tech per cui lavorava
Snowden. Nelle ultime ore, sulla basi
di documenti top secret ottenuti da
Snowden quando lavorava come tecnico informatico alla Nsa, il Guardian
ha peraltro pubblicato nuove rivelazioni. In particolare ha scritto che
l'agenzia di intelligence di Londra
GChQ avrebbe intercettato in segreto
grandi quantità di dati internet e chiamate telefoniche sui cavi di fibra ottica a livello globale, per poi
condividerle con la National Security
Agency Usa. Il programma di sorveglianza della GChQ, secondo quanto
ha scritto il Guardian, ha il nome in
codice "Tempora" ed è stato avviato
18 mesi fa, mettendo gli 007 britannici in grado di passare al setaccio
dati raccolti nell'arco di 30 giorni dalla
rete di fibre ottiche, e di conservarli. Si
tratta di rivelazioni che ora aggiungono nuove pressioni anche sul premier britannico David Cameron
affinché dia rassicurazioni sul modo di
raccolta dati, proprio mentre anche il
presidente americano Barack Obama,
per cercare di riparare almeno i danni
di immagine causati dal Datagate, ha
promosso una riunione con un organismo indipendente che si occupa di tutela della privacy. Le conseguenze
delle rivelazioni di Snowden continuano ad allargarsi a macchia d'olio e
potrebbero arrivare fino all'Onu. Il deputato russo Ruslan Gattarov, capo
della Commissione per lo sviluppo
della società dell'informazione, intende infatti rivolgersi alle Nazioni
Unite, affinché si facciano garanti di
Internet: «In modo che tutti, non solo
gli Stati Uniti, abbiano accesso all'interruttore generale», ha detto, riferendosi all'accesso dell'intelligence Usa
ai server di giganti come Google, Facebook, Twitter e Microsoft. Dopo essere uscito allo scoperto con
un'intervista e con un social forum online, Snowden è frattanto sparito.
Gli Usa chiedono a Hong Kong
di estradare la “talpa” Snowden
Giovanni Trotta
La giustizia Usa stringe il cerchio attorno ad Edward Snowden, la "talpa"
del Datagate: dei procuratori federali
lo hanno formalmente accusato di
spionaggio e hanno chiesto alle autorità di Hong Kong di arrestarlo. Lo rivela il Washington Post, poche ore
dopo che era emersa la notizia che ci
sarebbe per lui un jet privato pronto
per portarlo dalla ex colonia inglese
in Islanda, dove potrebbe chiedere
asilo politico. Citando funzionari Usa,
il giornale ha scritto che il testo dell'incriminazione resta al momento riservato e che Snowden è accusato
anche di furto di proprietà del governo, mentre alle autorità di Hong
Kong è stato chiesto di intervenire
sulla base di un mandato di arresto
provvisorio. Il giornale precisa che
l'accusa è stata avanzata dai procu-
5
Il ministro degli Esteri:
da Roma ogni aiuto
possibile alla Siria,
meno che le armi
Redazione
L'Italia fornirà ai ribelli siriani tutto
l'aiuto possibile tranne le armi. Lo ha
ribadito il ministro degli Esteri italiano Emma Bonino al termine della
conferenza degli "Amici della Siria"
che si è svolta a Doha. Qualsiasi
tipo di aiuto comunque, ha sottolineato Bonino, «passa per la com-
prensione di chi è l'opposizione,
quanta credibilità ha e che tipo di
controllo ha sul terreno». L'unica soluzione al conflitto in Siria é una conferenza di pace. Lo ha detto il
ministro Bonino al termine della riunione. Gli 11 ministri sono d'accordo
che ora più che mai bisogna «alimentare il processo che porti a Ginevra 2» anche in vista della
riunione del 25 giugno Onu-UsaLega Araba. «Ginevra 2 deve essere l'applicazione di Ginevra 1», ha
aggiunto la Bonino spiegando che
su questo si è concordato dopo l'articolata discussione tra i ministri del
gruppo degli "Amici della Siria". A
Ginevra 1 si «era trovato il consenso
di tutte le parti, Russia compresa,
sulla necessità di creare un governo
di transizione con piene competenze e pieni poteri». Intanto Washington sempre più guerrafondaia:
«Gli Stati Uniti aumenteranno il loro
aiuto all'opposizione politica e militare per mettere fine allo squilibrio
sul terreno in Siria», ha detto infatti il
segretario di Stato Usa John Kerry
alla riunione in Qatar.
Perugia, bisogna valorizzare subito il territorio
di San Martino invece di consolidarne i disagi
6
Il Pdl chiede di sbloccare
i fondi per la formazione
professionale nella Tuscia
Redazione
La recente modifica estiva delle linee urbane ed extraurbane di Umbria Mobilità
ha sollevato molti disagi e relative proteste tra gli utenti di molte zone del Perugino. Con la variazione della linea E
anche i residenti a San Martino in Campo
hanno subito un drastico taglio dei collegamenti urbani. Il sottopasso in esame
ha una lunga storia di critiche e proteste
senza però che vi sia stata una soluzione
esaustiva alla questione. Fu costruito in
seguito alla chiusura del pericoloso attraversamento a raso sulla E45 ma, invece di optare per un cavalcavia, si
pensò di scavare il sottopasso senza tenere conto della presenza di falde acquifere a pochi metri nel sottosuolo.
Questioni di opportunità economica, si
potrebbe pensare, ma in ogni caso si è
dovuto far fronte ai frequenti allagamenti
della carreggiata, risultato anche di una
copiosa fuoriuscita di acqua da una fenditura nel muro. Le pompe utilizzate per
risolvere il problema si sono dimostrate
insufficienti, e ormai da anni si assiste allʼincapacità dellʼamministrazione di trovare risposte esaustive. Anzi, una ne
hanno trovata: quella di alzare il manto
stradale, in continuo disfacimento per
lʼacqua, di 40/60 cm in modo da nascondere più che risolvere; e soprattutto ren-
dendo impossibile il passaggio ad autobus di linea e mezzi di trasporto con altezza superiore ad una macchina. Alle
proteste, che si sono alzate allʼassemblea pubblica indetta nella sezione del
Pd, lʼassessore alle Infrastrutture Ilio Liberati ha risposto invitando i cittadini a
costituire un comitato con tecnici di fiducia (pagati dallo stesso comitato!) per trovare una soluzione alternativa. Il
consigliere comunale del Pdl Carlo Castori è intervenuto sulla questione ricordando come tutta la zona tra San Martino
in Campo, San Martino in Colle e Santa
Maria Rossa sia spesso e volentieri dimenticata dallʼamministrazione comunale: «Il taglio della linea E comporta
notevoli disagi a tutti gli utenti, ma con
lʼinnalzamento della sede stradale nel
sottopasso di San Martino si consolidano
i disagi della popolazione invece di risolverli. Spesso - continua Castori - non si
tengono nel giusto conto le esigenze
pubbliche dei cittadini e le risposte rischiano anche di peggiorare le condizioni di vita di alcune località che sono
state maltrattate dallʼAmministrazione
comunale».
Redazione
Arriva sulla scrivania dellʼassessore alla Sanità della Regione
Emilia Romagna il caso dello spostamento della guardia medica da
Sestola a Fanano, nel Modenese.
A porre la questione è il consigliere del Pdl Andrea Leoni che,
con unʼinterrogazione, si è fatto
portavoce delle proteste e delle
preoccupazioni che arrivano da
Sestola, “perla dellʼAppennino".
«Una decisione – sostiene Leoni
- che è in contrasto con le esigenze di presidio medico-sanitario legate al consistente afflusso
turistico che caratterizza notoriamente il Comune di Sestola. Non
per niente contro la decisione dell'Ausl è immediatamente partita
una petizione, sostenuta unanimemente da tutte le forze politiche
sestolesi.
Proprio
recentemente i residenti della
montagna hanno contestato,
sempre attraverso una raccolta di
firme, la decisione di togliere il
medico dellʼemergenza urgenza
dal punto di primo intervento a
Fanano. Nel corso degli anni
sono davvero troppi i servizi che
sono stati tagliati per gli abitanti
della montagna modenese, il tutto
utilizzando lʼambiguo termine di
“riorganizzazione". A questo
punto – sostiene Leoni – è ne-
cessario comprendere il motivo
della decisione dell'Ausl, dato che
quello del risparmio dei costi appare del tutto infondato, e soprattutto è necessario convocare un
tavolo composto dai vertici dell'Ausl e dagli amministratori locali
per affrontare le criticità del piano
di razionalizzazione varato dall'Ausl modenese. Le naturali diffi-
Sanità nel Modenese: la guardia
medica di Sestola spostata a Fanano
Redazione
«Mentre i progetti per la formazione professionale nella Tuscia
sono fermi, il vicepresidente
della Regione Lazio e assessore alla Formazione Massimiliano Smeriglio fa “filosofia
politica”. Proprio per questo, in
sede di commissione Affari comunitari e internazionali alla
quale ho partecipato in qualità di
vicepresidente, ho chiesto spiegazioni e chiarimenti allo stesso
Smeriglio». Lo dichiara il consigliere del Pdl alla Regione
Lazio, Daniele Sabatini, che
così prosegue: «La Provincia di
Viterbo, come più volte denunciato dal presidente Marcello
Meroi, è in attesa di ricevere le
risorse relative alla triennalità
2011/2013 dei Fondi Sociali Europei (Fse) per diversi milioni di
euro. Una cifra importante che è
indispensabile per rilanciare i
nuovi progetti sulle politiche del
lavoro. Dallʼassessore, purtroppo, abbiamo ricevuto risposte evasive, vaghe e superficiali.
La nostra è una richiesta chiara
e precisa – continua Sabatini –
per conoscere a che punto è lo
sblocco delle risorse e, in caso
negativo, come intende muoversi la Giunta di centrosinistra.
Criticità evidenziate anche dal
consigliere di maggioranza Valentini. Proprio per questo e considerata lʼapprossimazione nelle
risposte dellʼassessore Smeriglio, presenterò a breve una interrogazione
per
avere
spiegazioni concrete, a tutela di
un intero territorio. Questi sono
gli argomenti che la Giunta deve
affrontare: basta con le promesse, gli annunci da campagna elettorale».
coltà di chi vive in un territorio
come quello montano – conclude
il consigliere del Pdl - devono trovare nelle scelte di programmazione sanitaria unʼoccasione per
rimuovere gli ostacoli e non certo
per metterne degli altri. Non ci si
può lamentare dello spopolamento della montagna e poi tagliare i servizi a chi ci vive».
Giornata mondiale dei Puffi: anche
a Roma le piazze invase dagli omini blu
7
Priscilla Del Ninno
Anche Roma ha celebrato la Giornata
Mondiale dei Puffi per ricordare la nascita
di Peyo creatore delle famose creature
«alte due mele o poco più», che torneranno al cinema dal 26 settembre con I
Puffi 2 in 3D, distribuito da Warner. All'alba
di sabato mattina i puffi hanno lasciato le
loro minuscole tracce nei luoghi più belli di
Roma, in quattromila sono protagonisti di
una invasione blu tra Piazza di Spagna,
Piazza Navona e Castel Sant'Angelo, sino
a Via della Conciliazione e via del Corso. Il
nome di battesimo di Peyo è Pierre Culliford. Nato in Belgio, a Bruxelles, il 25 giugno 1928. Peyo creò inizialmente il paggio
medievale John e il suo amichetto Solfamì
e solo nel 1958 creò i puffi, che poi divennero famosi in tutto il mondo. Sono stati
tanti i luoghi nel mondo in cui si è celebrata
la Giornata Mondiale dei Puffi: dal Planetario di Buenos Aires al parco divertimenti
Imagica di Bombay, fino al Pan di Zucchero di Rio de Janeiro. Questʼanno a tingersi di blu, così come avvenne nel 2011 in
un villaggio dellʼAndalusia, ci sono stati il
famoso quartiere di Lisbona, Cova da
Mora e tante scuole e orfanotrofi in Sud
Africa; fiori blu hanno ricoperto il Gorky
Park di Mosca e lʼHaʼpenny Bridge di Dublino. La celebre città australiana Surfers
Paradise è diventata, per un solo giorno,
Smurfers Paradise. I puffi hanno invaso
anchee lʼOld City Square di Varsavia e
hanno fatto visita con i loro pupazzi ai
bambini ricoverati negli ospedali pediatrici.
Milano rende omaggio al mito di Hitchcock. E rivela particolari ancora inediti
Redazione
Sulle orme del mito di Alfred Hitchcock, a partire dalle immagini
scattate sul set. Dalle informazioni
sul suo modo di lavorare provenienti
dagli archivi della major che ha firmato alcuni dei suoi capolavori più
noti. E allora, settanta istantanee e
contenuti speciali provenienti dagli
archivi della Universal Pictures – la
celebre casa di produzione che, acquisendo la Paramount Pictures, ha
prodotto i suoi film dal 1940 al 1976
– racconteranno a Palazzo Reale di
Milano, fino al 22 settembre, la figura
di Hitchcock attraverso i suoi principali capolavori, siglati dalla famosa
etichetta cinematografica: è la mostra Alfred Hitchcock nei film della
Universal Pictures, un'occasione
rara per sbirciare nella genesi e nella
realizzazione di pellicole indimenti-
cabili, un tour nel backstage di film
come La finestra sul cortile e Psycho. Un'esposizione il cui pilastro
fondante è senza dubbio la collaborazione artistica e sapientemente imprenditoriale tra il cineasta e la major
che, per preservare la qualità di queste opere, ha restaurato ben quattordici pellicole originali nellʼaudio e
nel video, portandole in alta defini-
zione su disco Blu-ray per la visione
in home video. Il lavoro svolto per la
riedizione di questi film, e il materiale
raccolto, è dunque la base su cui è
stata strutturata la mostra. Un itinerario espositivo dedicato al maestro
del thriller su cui tutto si è detto e
scritto, eppure sul quale ancora rimane evidentemente qualcosa di
inedito da rivelare. Qualcosa che rie-
Quotidiano della Fondazione di Alleanza Nazionale
Editore
SECOLO DʼITALIA SRL
Fondatore
Franz Turchi
d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma N. 16225 del 23/2/76
Consiglio di Amministrazione
Tommaso Foti (Presidente)
Alberto Dello Strologo (Amministratore delegato)
Alessio Butti
Antonio Giordano
Mario Landolfi
Ugo Lisi
sce a raccontare un particolare in più
della sua personalità e della sua professionalità. Così, chi credeva che
non fosse rimasto nulla di ignoto su
cui indagare, anche grazie all'ultimo
biopic dedicato al maestro del brivido
– Hitchcock, di Sacha Gervasi, con
Anthony Hopkins nei panni del protagonista – dovrà ricredersi: nelle
sale di Palazzo Reale, sfilano piccole
indiscrezioni sul suo lavoro con gli
attori e sulla sua vita privata. Per non
parlare dei backstage dei suoi film
più noti, ricchi di particolari succosi
sulla realizzazione delle scene più
celebri, sull'utilizzo e l'adozione artigianale dei primi effetti speciali. Basti
pensare, infine, tra le tante chicche
e i molteplici approfondimenti video
che la mostra milanese riserva, che
c'è un'intera sala riservata a Gli uccelli, il suo capolavoro datato 1963.
Direttore Politico Marcello De Angelis
Vicedirettore Responsabile Girolamo Fragalà
Redazione Via della Scrofa 39 - 00186 Roma tel. 06/68817503
mail: [email protected]
Amministrazione Via della Scrofa 39 - 00186 Roma tel. 06/688171
mail: [email protected]
Abbonamenti Via della Scrofa 39 - 00186 Roma tel. 06/68817503
mail: [email protected]
La testata fruisce dei contributi
statali diretti di cui alla legge
7 agosto 1990 n. 250
Scarica

La Idem campionessa di faccia tosta: «Non mi dimetto