A.I.A.S. – Onlus
Associazione Italiana per l’Assistenza agli Spastici
Cosenza
La Dislessia in 8 punti
“Ogni Maestro deve avere un sano
ed esatto concetto della lettura,
che è il focolare maggiore
della cultura scolastica
che il maestro deve accendere”.
G. Gentile
1. Che cosa è la dislessia?
L’Organizzazione mondiale della Sanità classifica la
dislessia come una disabilità che non consente di apprendere la lettura nei comuni tempi e con i comuni metodi d’insegnamento.
La dislessia è una sindrome, classificata tra i Disturbi
Specifici D’Apprendimento (DSA) con il codice F80.1,
che si manifesta in bambini integri nelle facoltà cognitive, uditive e visive, che compare con l’inizio dell’insegnamento scolastico.
All’interno dei DSA è possibile rintracciare 4 forme di
difficoltà così codificate:
• La dislessia: difficoltà specifica nella lettura, declinata in difficoltà a riconoscere e comprendere i segni associati alla parola.
Le dislessie si classificano in evolutive e acquisite (sovente segnalate come alessie).
Le prime presentano una difficoltà selettiva nella lettura, in presenza di capacità cognitive adeguate, adeguate opportunità sociali e relazionali; e in assenza di
deficit sensoriali e neurologici e di disturbi psicologici
primari.
Le seconde (o acquisite) si caratterizzano per l’incapacità di lettura in seguito a lesioni cerebrali solitamente a carico dell’emisfero sinistro in individui che precedentemente avevano una capacità di lettura normale.
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• La disgrafia: difficoltà a livello grafo-esecutivo che
investe la scrittura ma non il contenuto;
• La disortografia: difficoltà circoscritta all’aspetto
ortografico;
• La discalculia: difficoltà nelle abilità di calcolo,
scrittura e lettura del numero.
Tra questi disturbi c’è in genere comorbidità ma possono anche comparire isolatamente.
2. Come riconoscerla: Inganni e strategie
La diagnosi di dislessia può essere posta solo a partire dalla fine della seconda elementare, quando è stato
ultimato il periodo di alfabetizzazione, rispettando la
grande variabilità osservabile nell’apprendimento della
letto-scrittura.
Il bambino deve comunque essere valutato ancora
prima se presenti altri specifici indicatori diagnostici,
come un pregresso ritardo e/o disturbo del linguaggio
e familiarità accertata per il disturbo di lettura
Per stabilire la presenza di un DSA è utile il “criterio
della discrepanza” ovvero uno scarto significativo tra le
abilità cognitive (Q.I. nella norma) e le abilità nella scrittura, lettura, calcolo.
L’alunno dislessico può essere facilmente etichettato
come pigro, svogliato o addirittura stupido, ma la diagnosi di dislessia può essere posta solo in presenza di
un Q.I. nella norma.
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I sintomi più rintracciabili nei bambini dislessici sono:
• lettura lenta,”intuitiva” e spesso scorretta:
1) confusione di lettere visivamente simili, ma
orientate diversamente: d-b-p, u-n, m-n
2) confusione di lettere che hanno suoni simili: v-f,
g-c, b-p, d-t
3) lettura delle parole al contrario
4) inversione delle sillabe che compongono le parole
5) sbagliare la sequenza delle lettere (capra-carpa)
• problemi di memoria a breve termine;
• comprensione del testo spesso ridotta;
• difficoltà di riportare le informazioni in sequenza
(mesi dell’anno, giorni della settimana, lettere dell’alfabeto)
• i rapporti spaziali e temporali (destra/sinistra; ieri/domani)
• lateralizzazione insufficiente;
• lessico povero;
• difficoltà nel ricordare date storiche o elementi
geografici;
• difficoltà nel trovare la parola giusta dando luogo
spesso a balbettio e tempi di risposta lunghi;
• inoltre, fanno confusione e hanno spesso difficoltà
nell’apprendere:
1. le tabelline
2. le serie numeriche
3. alcune abilità motorie.
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3. Implicazioni psichiche
La dislessia ha ricadute anche sul piano emotivo e sociale del bambino che sperimenta frustrazione dovuta
all’incapacità di soddisfare le aspettative.
Il feedback negativo che riceve dalle prestazioni deficitarie, può creare uno stato ansioso.
Anche l’immagine di sé può venire compromessa dagli insuccessi. Questo quadro può portare anche ad atteggiamenti antisociali. Nell’impossibilità o nell’incapacità di sfogare la rabbia all’esterno, egli la rivolge verso
sé stesso con conseguenti stati depressivi, aggressivi e
mascherati, passivi e un ritiro degli investimenti.
L’altro aspetto riguarda la risonanza nell’insegnante
riguardo l’andamento scolastico del bambino dislessico.
L’assenza di un handicap eclatante può far credere
all’insegnante che manchi, da parte del bambino, impegno e considerazione del lavoro svolto con il vissuto
conseguente di impotenza, insoddisfazione e rabbia.
La famiglia spesso fraintende le difficoltà che il bambino presenta a scuola e nei compiti a casa e lo sottopone ad estenuanti esercizi di recupero pomeridiano, gli
elargisce punizioni (“niente più sport”, “niente più
play-station”) e talvolta gli fa cambiare scuola .
Queste manovre correttive non sono indicate e efficaci, anzi spesso amplificano il malessere perché i bambini sperimentano ulteriori frustrazioni nell’ambiente domestico non privo di etichette “giudicanti” che generano ancora confusione rispetto all’immagine di sé.
Se la diagnosi non giunge in tempi brevi il periodo di
frustrazione si dilata.
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Per convertire quello che può diventare un circolo vizioso in un circuito virtuoso serve una formazione specifica del corpo docenti rispetto a questa problematica e
la creazione di una rete di monitoraggio e di intervento
comune tra la scuola e la famiglia.
4. Come affrontarla
E’ importante precisare che, poiché la dislessia non è
“curabile”, occorre utilizzare strategie compensative
che non espongano il bambino a frustrazioni gratuite.
Nello specifico: scrivere alla lavagna o in stampatello
e non cancellare prima che tutta la classe abbia copiato;
non apostrofare vistosamente le difficoltà dell’alunno;
utilizzare ausili come il computer (preferibilmente come
uno strumento con finalità aumentative e non, tout court, alternative); permettere ai bambini di registrare le
lezioni; preferire l’uso di matite o penne cancellabili;
gratificare spesso laddove è possibile; usare le mappe
concettuali; ridurre il lavoro a casa; favorire occasioni di
conversazione nelle quali sia possibile parlare apertamente delle proprie difficoltà; fornire adeguate forme di
verifica e di valutazione.
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Le cose da non fare:
far leggere il bambino a voce alta
ridicolizzarlo
correggere tutti gli errori nei testi scritti
dare liste di parole da imparare
farlo copiare dalla lavagna
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– far ricopiare il lavoro già svolto, perché scorretto o disordinato
– paragonarlo ad altri.
Segnaliamo anche il “Modello di apprendimento della lettura” di Uta Frith (1985) che spiega come i bambini passino da una totale ignoranza dei rapporti tra linguaggio orale e linguaggio scritto all’automatizzazione
dei processi di lettura.
Il modello prevede l’acquisizione della lettura attraverso 4 fasi:
1) Stadio logografico: il bambino riconosce e legge alcune parole che trova familiari, ma non ha né conoscenza ortografiche né fonologiche sulle parole
che legge;
2) Stadio alfabetico: il bambino impara a discriminare le lettere e a leggere anche parole che non conosce attraverso la conversione grafema-fonema,
3) Stadio ortografico: il bambino coglie le regolarità
proprie della sua lingua; è capace di leggere suoni complessi (sillabe) rendendo più veloce la lettura.
4) Stadio lessicale: il bambino riconosce in modo diretto le parole, possiede un vocabolario più ricco,
l’automatizzazione della lettura è completa riuscendo a leggere anche parole senza senso.
Naturalmente la tempestività e la precocità dell’intervento consentono una migliore gestione della problematica.
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5. Professionalità coinvolte
La diagnosi di dislessia, e in genere dei DSA, è posta
da un medico o da uno psicologo.
Nello specifico, le professionalità coinvolte nella valutazione di D.S.A. sono il neurologo (neuropsicologo), il
neuropsichiatria infantile, lo psicologo, il fisioterapista
(neuropsicomotricista), il logopedista, lo psicopedagogista e ovviamente il personale scolastico.
In presenza del disturbo di dislessia quindi è consigliata una terapia del linguaggio e/o una terapia neuropsicologica.
Sarebbe funzionale che le figure coinvolte interagiscano creando una rete attorno al bambino per adottare
un progetto omogeneo e comune.
6. Normativa
La Legge 8 ottobre 2010, n. 170 riconosce la dislessia,
la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, di seguito denominati
«DSA», che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di
deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione
importante per alcune attività della vita quotidiana.
La legge persegue, per le persone con DSA, le seguenti finalità:
a) garantire il diritto all’istruzione;
b) favorire il successo scolastico, anche attraverso misure didattiche di supporto, garantendo una for-
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mazione adeguata e promuovendo lo sviluppo
delle potenzialità;
c) ridurre i disagi relazionali ed emozionali;
d) adottare forme di verifica e di valutazione adeguate alle necessità formative degli studenti;
e) preparare gli insegnanti e sensibilizzare i genitori
nei confronti delle problematiche legate ai DSA;
f) favorire la diagnosi precoce e percorsi didattici riabilitativi;
g) incrementare la comunicazione e la collaborazione
tra famiglia, scuola e servizi sanitari durante il percorso di istruzione e di formazione;
h) assicurare eguali opportunità di sviluppo delle capacità in ambito sociale e professionale. Per gli anni 2010 e 2011, nell’ambito dei programmi di formazione del personale docente e dirigenziale delle
scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole
dell’infanzia, è assicurata un’adeguata preparazione riguardo alle problematiche relative ai DSA.
E’ previsto l’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi
graduali di apprendimento, prevedendo anche, ove risulti utile, la possibilità dell’esonero (circolare 5 ottobre
2004 - Prot. 40099/4) dall’insegnamento della lingua
straniera.
Agli studenti con DSA sono garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione, anche
per quanto concerne gli esami di Stato e di ammissione
all’università nonché gli esami universitari.
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I familiari (fino al primo grado) di studenti del primo
ciclo dell’istruzione con DSA impegnati nell’assistenza
alle attività scolastiche a casa hanno diritto di usufruire
di orari di lavoro flessibili.
7. Test diagnostici
Tra i test più utilizzati, segnaliamo:
• Lettura nelle componenti di correttezza e rapidità di
un brano “Nuove prove di lettura” – Cornoldi.
• Batteria per la valutazione della scrittura e della competenza ortografica – Cornoldi
• “la dislessia in bambini di età scolare – test di valutazione” B. Bucciarelli – Omega Ed. - 1990
Software per bambini dislessici
Tra i vari software segnaliamo alcuni programmi da
utilizzare con i bambini con D.S.A.:
1) SPEDY TEST: test di lettura tachistoscopica per
diagnosi di disturbi di lettura;
2) LETTURA PROPORZIONALE: sistema di facilitazione ed allineamento alla lettura per soggetti dislessici;
3) READING READINESS: sistema computerizzato
per la riabilitazione dei disturbi di lettura e di
scrittura;
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4) TEST DI KULHMANN: test per l’analisi delle capacità discriminative per bambini di età 4-7 anni.
Sul sito www.anastasis.it è possibile visionare tanti
altri software didattici
8. Lo sapevate che
Le persone elencate soffrono o soffrivano di dislessia,
ma ciò non rappresenta e non ha mai rappresentato un
handicap, né un impedimento alla realizzazione personale.
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Albert Einstein (Scienziato)
Carlo XVI - attuale Re di Svezia
Carlo Magno
Cher (Cantante)
Muhammad Ali (alias Cassius Clay) (pugile)
Harry Bellafonte (cantante)
Napoleone Bonaparte
Hans Christian Andersen (Scrittore)
Winston Churchill
Tom Cruise (Attore)
Leonardo da Vinci (probabilmente)
Walter Elias Disney (Walt Disney)
Henry Ford (Imprenditore)
Galileo Galilei
Whoopi Goldberg
Anthony Hopkins
John F. Kennedy
William Lear (inventore)
Isaac Newton (Fisico)
George Patton (Generale)
Nelson Rockfeller (Imprenditore)
Lee Ryan (cantante)
Quentin Tarantino (Regista)
George Washington (Primo presidente degli Stati Uniti)
W.B. Yeats (Poeta, premio Nobel per la letteratura nel 1923
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Bibliografia e sitografia:
BIBLIOGRAFIA
“La dislessia e il momento lettura” - E. Carravieri - S.
Valenziano - Ed. Omega Torino - 1985
“La dislessia evolutiva”- Mac Donald Critchley - Ed. Os
“Dislessia e disturbi dell’apprendimento” - A cura di A.
De Filippis - Ed. Omega Torino - 1988
“Disturbi specifici dell’apprendimento” - A cura di: G.
Sabbadini, A. Angeletti, P. Bonini, R. Ceretti, I.
Gandini, F. Guerra, A. Neri, L. Piattelli, N. Pollastrini, E. Rodi, I. Volpe - Ed. Bulzoni - Roma - 1976
“Educazione e dislessia” - A. Tomas - Edizioni Omega
Torino - 1977.
SITOGRAFIA
www.dislessia.it
www.neuropsy.it/deficit/dislessia
www.logopedista.it
www.ezboard.com (forum di discussione)
www.aiditalia.org
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a cura di
Dott.ssa Emilia BRENNER
Dott.ssa Jessica BUSCIA
Dott.ssa Enrica ESPOSITO
Dott.ssa Marianna LEMMA
Dott. Andrea VIOLA
“La lettura trasforma tutti noi in emigranti:
ci porta lontano da casa, ma soprattutto,
ci trova una casa ovunque.”
H. Rochman
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Opuscolo dislessia - Istituto Comprensivo "Belludi"