Guida per i pazienti
Meglio informati sulla
sindrome metabolica
Disturbo metabolico causato
da eccesso di peso e da altri fattori
di rischio
Quelli con l’arcobaleno
Guida per i pazienti
Indice
Prefazione
1
Cosa si intende per sindrome metabolica?
4
4
6
6
– Una breve definizione concettuale
– La diagnosi – come si conferma il quadro patologico?
– Possibili cause
Sviluppo della sindrome metabolica
– Come si sviluppa la sindrome metabolica?
– Frequenza della sindrome metabolica
Chi è maggiormente a rischio?
– La distribuzione del grasso condiziona
il rischio cardiovascolare
I quadri patologici coinvolti
1. Eccesso di peso e mancanza di attività fisica
– Diagnostica
– L’importanza dell’eccesso di peso
– Trattamento
7
9
12
13
13
15
16
2. Valori sfavorevoli dei grassi nel sangue
– Diagnostica
– Trattamento
22
3. Ipertensione arteriosa
– Diagnostica
– Trattamento
25
4. L’insulinoresistenza o il diabete di tipo 2
– Diagnostica
– Trattamento
28
Opzioni terapeutiche
32
Si richiede iniziativa propria!
34
La sindrome metabolica nei bambini
35
Sono a rischio?
40
«La sindrome metabolica»
1
Prefazione
La sindrome metabolica è prevalentemente una conseguenza
del nostro odierno stile di vita, e sta aumentando sempre di
più nel mondo moderno. Tuttavia, il quadro patologico non
è soltanto, come molti ritengono, un problema delle persone
anziane, ma sta colpendo sempre di più anche bambini e adolescenti. Il maggiore tasso d’incremento negli adulti oggigiorno si riscontra in Paesi, nei quali la popolazione, per tradizione, era snella (per es. nel Vicino e nel Lontano Oriente).
Esistono diverse definizioni. Spesso viene usata quella della
«International Diabetes Federation», riconosciuta a livello
internazionale. Presupposto per questa sindrome è un’obesità
del tronco, definibile con il girovita. Quando inoltre si aggiungono un disturbo del metabolismo degli zuccheri fino ad
arrivare al diabete, valori abnormi dei grassi nel sangue e/o
una pressione arteriosa troppo elevata, si completano i criteri
della «sindrome metabolica».
La sindrome consiste in un insieme di caratteristiche metaboliche causate da fattori non omogenei – pertanto, le sue
manifestazioni non sono uguali nelle varie persone; vale a
dire, i fattori genetici decidono anche se una caratteristica sia
presente o meno. Nel caso in cui per es. sussista una predisposizione familiare per il diabete di tipo 2, le persone di questa
famiglia, quando affetti da sindrome metabolica, spesso avranno il diabete.
La sindrome rappresenta un rischio nettamente aumentato
di andare incontro, nel corso della vita, a una patologia cardiocircolatoria (prevalentemente infarto miocardico, ictus
cerebrale, altri disturbi della circolazione).
Le malattie cardiocircolatorie, oggigiorno, sono diventate
la prima causa di morte, e circa un adulto su quattro presenta
i segni di una sindrome metabolica, e con ciò un rischio aumentato.
Per questo motivo, in questo contesto, si parla della sindrome
metabolica anche come del «quartetto pericoloso». I motivi
della correlazione tra eccesso di peso, alterazioni del metabolismo e infine patologie vascolari sono stati chiariti soltanto
in questi ultimi anni.
2
Guida per i pazienti
Il problema principale consiste nell’aumento del tessuto
adiposo, in particolare nella regione dell’addome. Esso è particolarmente attivo dal punto di vista metabolico. A causa
dell’aumento del grasso e della produzione di principi attivi
simil-ormonali nel tessuto adiposo, si crea una cosiddetta
insulinoresistenza. Questa è la caratteristica principale della
sindrome metabolica. Ciò significa che, in questa situazione,
l’ormone ipoglicemizzante insulina è in grado di agire solo
in modo insufficiente nel tessuto muscolare e nel fegato e
che l’organismo deve cercare, come reazione riflessa, di normalizzare l’azione dell’insulina aumentandone il livello.
La conseguenza è un aumento della concentrazione di insulina nel sangue. Queste modifiche disturbano l’equilibrio dei
grassi nel sangue, e la concentrazione dei grassi veri e propri
(trigliceridi) aumenta. Contemporaneamente si abbassa il
colesterolo «buono», poiché l’eccesso di grassi nel sangue ne
favorisce la degradazione. Il colesterolo «cattivo», a causa
dell’eccesso di grassi nel sangue, presenta una composizione
anomala. Inoltre aumenta la pressione arteriosa e si può creare
il diabete mellito di tipo 2. Esso si evidenzia quando il pancreas non riesce più a coprire il fabbisogno più elevato di insulina, e si parla di una carenza relativa di insulina.
Tutti i componenti della sindrome metabolica, presi singolarmente, aumentano il rischio di aterosclerosi e delle sue complicanze – quando poi si presentano contemporaneamente,
il rischio aumenta marcatamente. Inoltre, le sostanze menzionate nel sangue modificano il sistema di difesa nel senso di
una infiammazione subliminale e danno origine ad ulteriori
reazioni a livello dei vasi.
Esistono due strategie atte ad evitare le pericolose conseguenze della sindrome metabolica: la prima è la prevenzione,
vale a dire evitare già precocemente, nei bambini, negli adolescenti e nei giovani adulti, l’apporto calorico eccessivo e
favorire contemporaneamente l’attività fisica. Questo è l’approccio più completo, più economico e quindi più sensato.
«La sindrome metabolica»
3
La seconda strategia è il trattamento delle singole componenti della sindrome metabolica, quando si presentano già ben
definite. Anche qui è sensato adottare un’alimentazione sana
e un aumento dell’attività fisica; spesso, purtroppo, queste
misure basali non sono sufficienti, e spesso bisogna ricorrere
a medicamenti per ottenere una normalizzazione dei valori.
Anche questa strategia è sensata, poiché è ben documentata
negli studi, essa tuttavia può rappresentare soltanto la seconda scelta.
Per la sindrome metabolica vale il detto: «prevenire è meglio
che curare» una massima che si ritiene coniata dalla dottoressa americana Elizabeth Blackwell nel 19° secolo. Anche se
essa non conosceva la sindrome metabolica e la frase si riferiva alle malattie infettive, oggigiorno queste sono da noi
largamente superate dalla sindrome metabolica come causa
di morte. Soltanto con una prevenzione estesa a tutta la popolazione si può combattere efficacemente la sindrome metabolica.
Prof.Dr.med. Ulrich Keller
FMH endocrinologia – diabetologia, 4055 Basilea
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Guida per i pazienti
Cosa si intende per sindrome metabolica?
Una breve definizione concettuale
Metabolico
Significa ciò che riguarda il metabolismo o che è condizionato dal metabolismo. Si intende il metabolismo glucidico
o il metabolismo proteico o il metabolismo dei grassi del
nostro organismo.
Sindrome
Nel linguaggio medico si intende la presenza contemporanea di più segni (sintomi). Diversi sintomi (segni di malattia)
insieme danno origine a una sindrome (la somma dei diversi
segni di malattia).
In medicina si verifica spesso il caso che più sintomi compaiono regolarmente in combinazione tra loro, cosa che può essere
d’aiuto nella diagnosi di una determinata malattia.
La sindrome metabolica non è un quadro patologico unico,
ma descrive la presenza contemporanea di diversi fattori di
rischio per le malattie cardiocircolatorie. Di per sé, ognuna
di queste anormalità può condurre a una lesione a carico dei
vasi sanguigni. Pertanto, la più frequente complicanza è rappresentata dall’aterosclerosi che a sua volta può causare un
ictus cerebrale o un infarto miocardico.
5
«La sindrome metabolica»
Quindi, la sindrome metabolica è l’insieme dei più importanti fattori di rischio delle malattie cardiovascolari e delle
loro conseguenze.
Sovrappeso
Diabete
Pressione arteriosa
Grassi nel sangue
Questa sindrome viene chiamata anche il «quartetto pericoloso», poiché l’associazione dell’eccesso di peso con il diabete,
l’ipertensione e l’aumento dei grassi nel sangue può essere
mortale.
6
Guida per i pazienti
La diagnosi – come si conferma il quadro patologico?
Per consentire di porre la diagnosi di «Sindrome metabolica»,
devono essere presenti 3 dei seguenti 5 fattori di rischio:
1. Aumento del
grasso addominale
Più 2 dei 4 fattori:
2. Colesterolo HDL
3. Trigliceridi
4. Pressione arteriosa
5. Glicemia a digiuno
circonferenza addominale
negli uomini
circonferenza addominale
nelle donne
>
_ 94 cm
< 1.03 mmol/l negli uomini
< 1.29 mmol/l nelle donne
>
_ 1.7 mmol/l
sistolica >
_ 130 mmHg
diastolica >
_ 85 mmHg
>
_ 5.6 mmol/l
=ˆ 40 mg/dl
==ˆ 50 mg/dl
=ˆ 150 mg/dl
>
_ 80 cm
=ˆ 100 mg/dl
Criteri della «International Diabetes Federation» 2006
Possibili cause
Come cause della sindrome metabolica possono essere considerate da una parte, una predisposizione familiare, dall’altra
questa patologia tuttavia è una conseguenza dell’odierno stile
di vita. Ciò spiega che questa sindrome negli anni appena
passati è nettamente aumentata.
Inoltre, si aggiunge il fatto che questa sindrome sta aumentando anche nella popolazione più giovane. Ciò è riconducibile soprattutto a una alimentazione squilibrata come anche
alla mancanza di attività fisica.
Ciascuna delle malattie che formano il quadro complessivo
della sindrome metabolica (ipertensione arteriosa, valori
sfavorevoli dei grassi nel sangue (ecceso di colesterolo LDL
e trigliceridi, carenza di colesterolo HDL), eccesso di peso
e insulinoresistenza delle cellule) rappresenta un fattore di
rischio indipendente per danni a carico dei vasi sanguigni.
Quanto più frequentemente questi fattori di rischio sono
presenti insieme, tanto più alto è il rischio che si sviluppino
gravi malattie dei vasi sanguigni, come per esempio l’aterosclerosi dei vasi coronarici (cardiopatia coronarica), un ictus
cerebrale, un infarto miocardico oppure una arteriopatia
obliterante periferica («malattia delle vetrine»).
7
«La sindrome metabolica»
Sviluppo della sindrome metabolica
inerzia mentale
+
eccesso di cibo
+
inerzia fisica
insulinoresistenza
aumento della produzione di insulina
fame
aumento dell’introduzione di cibo
sovrappeso
sindrome metabolica
(valori sfavorevoli dei grassi nel sangue, ipertensione arteriosa,
diabete mellito di tipo 2)
La storia di sviluppo della sindrome metabolica somiglia a
una reazione a catena e prende inizio di solito con uno squilibrio tra l’apporto di calorie e il loro consumo.
A dirla in breve: si mangia troppo e ci si muove troppo poco.
Questa pigrizia fisica, insieme a un aumento dell’apporto
di calorie, determina lo sviluppo di depositi di grasso, in particolare nella regione addominale. Pertanto, si parla anche
di grasso addominale. E proprio questo grasso addominale è
molto attivo dal punto di vista metabolico, interferendo in
maniera particolarmente negativa sul metabolismo dei grassi
e dei carboidrati.
In condizioni normali, un ormone endogeno, l’insulina, fa sì
che lo zucchero (glucosio) presente nel sangue possa penetrare
nelle cellule dell’organismo dove viene utilizzato per ricavarne
energia. In assenza di insulina ciò non è possibile.
8
Guida per i pazienti
Quando tuttavia le normali quantità di insulina non sono
in grado di trasportare il glucosio all’interno delle cellule,
siamo in presenza di una insulinoresistenza. In altre parole,
le cellule rifiutano l’attività dell’insulina e il glucosio non
può penetrare nelle cellule.
Poiché in questo caso la quantità di glucosio accolto nelle
cellule è minore, il livello di glucosio nel sangue (glicemia)
aumenta. Il nostro organismo registra questa situazione e il
pancreas viene stimolato a produrre più insulina per abbassare il livello glicemico. Una maggiore produzione di insulina, a sua volta, determina un aumento del senso di fame.
Questo circolo vizioso, prima o poi, determina un peso corporeo eccessivo e una percentuale di grasso corporeo troppo
elevata.
La causa dell’insulinoresistenza può risiedere in una predisposizione genetica. Tuttavia, l’insulinoresistenza viene causata
anche da fattori che noi stessi siamo in grado di controllare:
tramite il peso corporeo, e in particolare il grasso addominale, e il cosiddetto grado di forma fisica.
Quando ormai il «pancione» si è formato, diviene molto più
difficile aumentare l’attività fisica, poiché a questo punto,
i cuscinetti di grasso fungono da freno al movimento. La mancanza di attività fisica insieme a un persistente regime alimentare troppo abbondante a questo punto agiscono rinforzandosi a vicenda nel loro effetto sfavorevole sull’organismo.
«La sindrome metabolica»
9
Come si sviluppa la sindrome metabolica?
Quattro fasi fino all’infarto miocardico
Fase I:
A causa della mancanza di attività fisica da una parte e
dell’apporto di troppe calorie dall’altra si crea un bilancio
calorico positivo: ciò significa che vengono assunte più
calorie di quante se ne consumino. Si verifica quindi un
aumento del peso.
Questi chili di troppo si accumulano sotto forma di grasso
di deposito nella regione addominale come grasso addominale. Questi depositi di grasso hanno un’azione particolarmente sfavorevole quando si trovano nel cavo addominale e
tra gli organi interni. Questo grasso addominale interno,
detto anche «tessuto adiposo viscerale» – è molto attivo dal
punto di vista metabolico. Esso interferisce con il metabolismo dei grassi e dei carboidrati (metabolismo degli zuccheri).
Fase II:
Quando questa situazione persiste per un periodo di tempo
prolungato, gradualmente la sensibilità delle cellule verso
l’ormone insulina diminuisce. Quando la sensibilità verso
l’insulina diminuisce, meno glucosio viene accolto all’interno delle cellule, e da ciò consegue che la concentrazione di
glucosio nel sangue resta troppo elevata. In queste condizioni,
si può sviluppare un diabete mellito di tipo 2.
Inoltre, a causa della mancanza di attività fisica, aumenta
la pressione arteriosa.
Fase III:
Come conseguenza a lungo termine di una pressione arteriosa
troppo alta si verifica un danno a carico delle pareti interne
dei grossi vasi sanguigni. Questo danno vascolare, insieme a
una concentrazione troppo elevata dei grassi nel sangue porta alla deposizione di grassi nella parete dei vasi. Si determina
così lo sviluppo dell’aterosclerosi. Le arterie si presentano
ristrette.
10
Guida per i pazienti
Fase IV:
Quando un grosso vaso nel territorio dei vasi coronarici è
colpito dall’aterosclerosi, si verifica un infarto miocardico.
Se la stessa cosa si manifesta nell’ambito delle arterie cerebrali, vi è il rischio di ictus cerebrale.
Nel caso di un’occlusione dei vasi sanguigni della retina
dell’occhio, vi è il rischio di andare incontro a cecità.
Un danno renale compare quando nei vasi deputati ai reni
si verificano alterazioni di tipo aterosclerotico con conseguente diminuzione dell’irrorazione dei reni.
«La sindrome metabolica»
11
Anche il cosiddetto piede diabetico, come conseguenza
del diabete e dei disturbi della circolazione negli arti a causa
di vasi aterosclerotici (detta malattia delle vetrine o anche
arteriopatia obliterante periferica), può essere una complicanza a lungo termine di questa malattia.
12
Guida per i pazienti
Frequenza della sindrome metabolica
Il rapido aumento della comparsa di eccesso di peso e di obesità, in via di incremento anche in età giovane, determina
una maggiore frequenza della sindrome metabolica. La sindrome metabolica si sta diffondendo, con l’aumento di un sempre maggiore benessere, persino in aree geografiche nelle
quali in realtà, per tradizione, predominano un’alimentazione
sana e un sano stile di vita, come per esempio in Grecia o
in Francia. Le conseguenze sulla società sono notevolissime.
Un europeo su sei, e in alcuni paesi europei perfino uno su
tre, soffrono di questo quadro patologico.
Tutti i segni caratteristici sono strettamente correlati al
massiccio eccesso di peso (obesità) e spesso trapassano nel
diabete mellito.
Con la presenza della sindrome metabolica sono correlati
sia un aumento della mortalità a causa di malattie cardiovascolari, sia anche un aumento della mortalità complessiva.
Motivo sufficiente per combatterla!
«La sindrome metabolica»
13
Chi è maggiormente a rischio?
La distribuzione del grasso condiziona il rischio cardiovascolare
Il segno principale della sindrome metabolica, il grasso addominale, è facilmente riconoscibile e ciascuno può facilmente
misurarlo su sé stesso.
Le persone con eccesso di peso, nelle quali i chili di troppo
si sono accumulati nella regione addominale (grasso prevalentemente addominale, detto anche grasso del tronco) sono
nettamente più a rischio rispetto a quelle nelle quali i cuscinetti di grasso si depositano sui fianchi e sui glutei.
Tipo mela o tipo pera?
La sede del deposito di grasso è determinante per il rischio. I depositi di grasso prevalentemente localizzati sui fianchi sono meno pericolosi dei depositi di grasso a prevalente
sede addominale.
Tipo pera (tipo prevalentemente femminile)
Questo modello di distribuzione del grasso si trova prevalentemente nella donna biologicamente più giovane.
Nel tipo a pera (obesità periferica), la distribuzione del grasso
ha un effetto solo lievemente maggiore sulle malattie vascolari e sui disturbi metabolici rispetto alle persone normopeso.
Ne sono interessate all’incirca l’85% di tutte le donne con
eccesso di peso. Nelle donne, i depositi di grasso si trovano
prevalentemente localizzati nella regione dei glutei e sulle
cosce.
14
Guida per i pazienti
Nelle persone con questo tipo di distribuzione del grasso si
riscontrano spesso calcoli biliari e malattie degenerative articolari come l’artrosi.
Tipo mela (tipo prevalentemente maschile)
Questo modello di distribuzione del grasso si trova prevalentemente negli uomini e nelle donne biologicamente più
anziane.
L’aumento della circonferenza addominale (tipo mela)
costituisce sempre un segnale d’allarme, poiché in questo
caso, intorno agli organi interni si è depositato del grasso
(grasso intra-addominale). Questo grasso rappresenta uno
dei fattori di rischio principali per il cuore, poiché lo sviluppo delle malattie cardiovascolari viene particolarmente
favorito dall’eccesso di peso a prevalente sede addominale
del tipo mela.
Fanno parte del tipo mela (obesità addominale) circa l’80%
degli uomini con eccesso di peso, poiché gli uomini tendono
di più a depositare il grasso intorno all’addome.
Le persone con questo modello di distribuzione del grasso
sono più predisposte alle malattie condizionate dallo stress,
alle depressioni e alle malattie cardiovascolari di origine
metabolica.
Quindi, per il rischio cardiovascolare è meno decisiva l’entità
dell’eccesso di peso, ma piuttosto il modello di distribuzione
del grasso. La «forma a mela» è più pericolosa della «forma a
pera».
15
«La sindrome metabolica»
I quadri patologici coinvolti
Esiste una serie di fattori di rischio che sono coinvolti nello
sviluppo della sindrome metabolica e che si possono distinguere in fattori di rischio che sono influenzabili e altri che
non sono influenzabili e quindi sono immodificabili.
Fattori di rischio che non possono
essere influenzati
zati
Fattori di rischio che possono
essere influen-
Sovrappeso
Età
Metabolismo
lipido
Sesso
Aterosclerosi
Ipertensione
arteriosa
Diabete mellito
Fattori
ereditari
Grassi sfavorevoli nel sangue
Ipertensione
arteriosa
Diabete mellito
Eccesso di peso
Aumento della
coagulabilità
del sangue
Mancanza di
attività fisica
Quindi, chiunque ne sia colpito, può da sé stesso ridurre
il proprio rischio agendo di conseguenza.
Tuttavia, se questi fattori di rischio compaiono contemporaneamente, essi agiscono rinforzandosi a vicenda. Come conseguenza, può comparire l’aterosclerosi che può condurre
all’ictus cerebrale e all’infarto miocardico.
16
Guida per i pazienti
1. Eccesso di peso e mancanza di attività fisica
Studi clinici hanno dimostrato che i paesi con il maggiore
tasso di cittadini con grave eccesso di peso presentano anche
in misura molto ridotta dei percorsi da compiere attivamente.
Nella grafica, la curva rossa evidenzia la percentuale di cittadini obesi, la curva nera la misura di attività fisica svolta percorrendo dei brevi tratti a piedi. Più attiva è la popolazione,
meno frequente è l’eccesso di peso.
Percorsi svolti compiendo attività fisica ed eccesso di peso
30
70
25
60
50
20
40
15
30
10
20
n
n
Svizzera
Paesi Bassi
Spagna
Svezia
Germania
Finlandia
Danimarca
Francia
Irlanda
0
Canada
0
Australia
10
USA
5
Frequenza dell’eccesso di peso (%)
Frequenza relativa dei percorsi svolti compiendo attività fisica*
* Quota (percentuale) dei percorsi svolti a piedi, in bicicletta o con
mezzi pubblici su tutti i percorsi (percorso per andare a lavorare,
a fare la spesa ecc.)
Fonte: David R. Bassett, Jr. et al: Walking, Cycling, and Obesity Rates in Europe,
North America, and Australia; Journal of Physical Activity and Health, 2008, 5, 795 – 814
17
«La sindrome metabolica»
Come eccesso di peso si considera un peso corporeo che,
in riferimento all’altezza o alla superficie corporea, si trova
al di sopra della norma. Quindi l’eccesso di peso è un peso
troppo elevato in relazione all’altezza.
Diagnostica
Diagnosi
Per la diagnosi dell’eccesso di peso ci si avvale spesso del
cosiddetto BMI (Body-Mass-Index o indice di massa corporea).
Body-Mass-Index
Il Body-Mass-Index (BMI) è un indice di valutazione del peso
corporeo e si calcola a partire dalla massa, divisa per l’altezza
corporea al quadrato, secondo la seguente formula:
Peso corporeo (in kg)
BMI =
Altezza (in m)2
Valutazione media del BMI
Deficit di peso
Normopeso
Sovrappeso
Obesità
BMI
inferiore a 18.5
18.5– 24.9
25– 29.9
maggiore di 30
18
Guida per i pazienti
Il BMI ottimale, in relazione all'età, può tuttavia anche essere
un po' più alto.
Circonferenza
addominale
Normale
Pera
Mela
Circonferenza addominale
La misurazione della circonferenza addominale permette
una valutazione affidabile della quantità di grasso addominale, che svolge un importante ruolo nella determinazione
del rischio per la salute. Soprattutto qualora lei sia in eccesso
di peso, con l’ausilio di questa misura sarà possibile stabilire
se sia esposto a rischi per la salute.
Per determinare la circonferenza addominale, si misura il
girovita. A questo scopo, si pone il metro da sarto tra il margine inferiore dell’arcata costale e l’osso dell’anca.
Nelle varie popolazioni, si considerano diversi valori soglia
per la circonferenza addominale. Negli USA, il limite superiore della circonferenza addominale per gli uomini è di
102 cm, per le donne 88 cm.
19
«La sindrome metabolica»
In Svizzera, valgono i seguenti valori soglia:
Donne
Uomini
Valori ottimali
<
_ 80 cm
<
_ 94 cm
Prudenza
<
_ 88 cm
<
_ 102 cm
Pericolo
> 88 cm
> 102 cm
L’importanza dell’eccesso di peso
Un peso corporeo troppo elevato è un fattore di rischio considerevole per lo sviluppo dei disturbi del metabolismo lipidico,
del diabete mellito, dell’ipertensione arteriosa, dell’artrosi,
della gotta e dei calcoli biliari. A causa della sindrome metabolica, nelle persone con eccesso di peso si verifica più spesso
la cardiopatia coronarica tramite alterazioni aterosclerotiche
dei vasi coronarici, l’infarto miocardico e l’ictus cerebrale.
Anche la frequenza delle malattie cancerose della colecisti,
delle ghiandole mammarie, dell’utero, delle ovaie, dell’intestino e della prostata è maggiore nelle persone sovrappeso.
L’eccesso di peso si sviluppa prevalentemente nell’età adulta,
a causa della diminuzione dell’attività fisica, a parità di apporto calorico elevato e superiore rispetto al fabbisogno.
L’eccesso di peso per le articolazioni è dannoso (artrosi),
per i vasi sanguigni invece è pericoloso, a causa dei fattori di
rischio correlati con l’eccesso di peso.
20
Guida per i pazienti
Trattamento
Terapia non farmacologica – come posso io stesso contribuire a ridurre il peso?
L’attività fisica è la chiave del successo
Il metodo più sano per smaltire peso è l’aumento dell’attività
fisica. Come su una bilancia, da un lato devono essere consumate più calorie sotto forma di movimento, rispetto a quelle
che dall’altro lato si aggiungo con l’alimentazione. Consumando più calorie rispetto a quelle introdotte, il bilancio
energetico diventa negativo.
Consumo energetico orario (kcal/h) per attività scelte e tipi
di sport, in relazione al peso corporeo
Peso corporeo in kg
60
80
100
150
Consumo energetico in kcal/h
durante:
Cammino lento (3km/h)
Cammino veloce (6.5km/h)
Lavoro domestico
Giardinaggio
Ballo
Cammino in bicicletta (15km/h)
Jogging (10km/h)
Tennis
Nuoto lento
Escursione in montagna
Sci di fondo
150
300
150
250
200
300
450
300
300
300
450
180
360
180
300
240
360
550
360
360
360
550
230
450
230
380
300
450
700
450
450
450
700
300
600
300
500
400
600
900
600
600
600
900
Sec. Hauner D. et al. Leichter durchs Leben. Ratgeber für Übergewichtige, Stuttgart,
Trias Thieme Hippokrates Enke 1996 und Berg A. et al. Rund um die Gesundheit,
Heidelberg, Umschau Verlag, 1998
Con questo aumento del consumo energetico non solo è
possibile ridurre il peso eccessivo, ma a lungo andare anche
stabilizzare il peso normale raggiunto.
«La sindrome metabolica»
21
Terapia farmacologica dell’estremo eccesso di peso
Nel caso di un Body-Mass-Index che supera 30, si parla di
obesità.
Di regola, l’impiego di farmaci viene preso in considerazione
soltanto quando altre misure non hanno mostrato il successo
desiderato, quando il BMI supera 30, quando sono presenti
alcune malattie concomitanti.
La terapia farmacologica può essere presa in considerazione
anche come adiuvante per le misure dietetiche e per la terapia comportamentale. A questo scopo, occorre garantire un
controllo medico.
Interventi chirurgici nell’estremo eccesso di peso
Le opzioni chirurgiche si possono prendere in considerazione
negli adulti con obesità estrema (indice di massa corporea
[BMI] maggiore di 40) che non rispondono ad altre forme di
terapia o nei pazienti con BMI oltre 35, quando coesistano
gravi fenomeni concomitanti.
Vengono impiegati diversi procedimenti con lo scopo di
ridurre il volume dello stomaco (per es. il bendaggio gastrico) o di diminuire l’assorbimento delle sostanze nutritive
nell’intestino tenue.
22
Guida per i pazienti
2. Valori sfavorevoli dei grassi nel sangue
Per grassi (lipidi) nel sangue si intendono generalmente
il colesterolo e i trigliceridi.
Entrambi nell’organismo svolgono importanti funzioni
e sono innocui quando le loro concentrazioni si trovano
nell’ambito della normalità.
Colesterolo «buono» e «cattivo»
Esistono due diversi tipi di colesterolo. Il colesterolo LDL
(Low-Density lipoprotein, «colesterolo cattivo») trasporta il
colesterolo dal fegato ai vasi, dove viene depositato e favorisce considerevolmente lo sviluppo dell’aterosclerosi.
Il colesterolo HDL (High-Density lipoprotein, «colesterolo
buono») trasporta il colesterolo dai vasi al fegato. Pertanto,
un elevato livello di colesterolo HDL è correlato a un minore
rischio di aterosclerosi.
Trigliceridi
Anche i trigliceridi sono indispensabili per la nostra sopravvivenza, poiché essi formano il grasso di deposito, che rappresenta un’importante riserva di energia. Inoltre funge da
imbottitura per gli organi di importanza vitale come i reni e
da isolante dell’organismo verso il freddo.
Tuttavia, una concentrazione troppo elevata del colesterolo
e dei trigliceridi nel sangue può contribuire allo sviluppo
dell’aterosclerosi. I valori troppo elevati dei grassi nel sangue
possono avere la loro origine in fattori ereditari, così come
anche nello stile di vita. Per mantenersi sani è importante
mantenere le particelle LDL e anche i trigliceridi nell’ambito
della normalità.
Questo scopo può essere raggiunto con un’alimentazione
sana e con l’attività fisica. Se queste misure falliscono, occorre,
in caso di grave rischio, iniziare un trattamento farmacologico. Inoltre, è consigliabile mantenere le particelle HDL ai
livelli più alti possibili, cosa che può essere raggiunta soprattutto con l’attività fisica e con lo sport. Un elevato valore
HDL è considerato un fattore di rischio inverso, riducendo
quindi il rischio per le malattie cardiovascolari.
Tuttavia, è consigliabile che il colesterolo LDL sia il più basso
possibile e in relazione al rischio personale.
23
«La sindrome metabolica»
Valori normali e di riferimento (obiettivi terapeutici)
Colesterolo
totale
Colesterolo
LDL
Colesterolo
HDL
Trigliceridi
Persone
sane
Con fattori
di rischio*
< 250 mg/dl
< 6.5 mmol/l
< 160 mg/dl
< 4.1 mmol/l
< 200 mg/dl
< 5.0 mmol/l
< 100 mg/dl
< 2.6 mmol/l
(ancora più basso in
caso di rischio molto elevato)
> 40 mg/dl
> 1.0 mmol/l
< 200 mg/dl
< 1.7 mmol/l
> 40 mg/dl
> 1.0 mmol/l
< 200 mg/dl
< 2.3 mmol/l
* Diabete, malattie cardiovascolari, infarto miocardico o ictus cerebrale
Diagnostica
Diagnosi
La diagnosi di valori abnormi dei grassi nel sangue viene
stabilita in base alla loro determinazione nel sangue. Prima
del prelievo di sangue, le persone dovrebbero rimanere digiune per 10 –12 ore. Se i valori nel sangue risultano elevati,
questa misura dovrà essere confermata con un secondo prelievo di sangue.
24
Guida per i pazienti
Trattamento
Terapia non farmacologica – cosa posso fare io stesso contro
i valori elevati dei grassi nel sangue?
L’aumento dell’attività fisica, un’alimentazione sana e la
ricerca del peso normale sono i fattori che lei stesso quale diretto interessato può modificare per avere un effetto positivo
sui valori dei grassi nel sangue.
Terapia farmacologica dei valori troppo elevati dei grassi
nel sangue
Per il trattamento farmacologico dei valori abnormi dei grassi
nel sangue si impiegano prevalentemente farmaci che abbassano il colesterolo «cattivo» (colesterolo LDL).
Questi cosiddetti CSE-bloccanti (inibitori della sintesi del
colesterolo) del tipo delle statine riducono il colesterolo LDL,
inibendone la neoformazione da parte del fegato e favorendone la degradazione.
Informazioni per i pazienti
Meglio informati
sul colesterolo e sugli
altri lipidi nel sangue
Può trovare informazioni più approfondite su questo argomento
nella guida per i pazienti di Mepha «Meglio informati sul colesteQuelli con l’arcobaleno
rolo e sugli altri lipidi nel sangue», disponibile gratuitamente
presso Mepha Pharma SA (www.mepha.ch).
25
«La sindrome metabolica»
3. Ipertensione arteriosa
Nelle persone con eccesso di peso, l’ipertensione si verifica
con frequenza all’incirca 4 volte maggiore rispetto alla frequenza nelle persone normopeso. Se la circonferenza della
vita è nei valori superiori, l’ipertensione è addirittura 6 volte
più frequente.
Nei paesi occidentali industrializzati, l’eccesso di peso è la
causa più frequente per lo sviluppo dell’ipertensione arteriosa.
Diagnostica
Diagnosi
La diagnosi viene stabilita controllando regolarmente i valori
della pressione arteriosa. Quando la pressione arteriosa è stabilmente a livelli troppo alti, si parla di ipertensione arteriosa.
Quali valori indicativi valgono:
Pressione arteriosa in generale
Diabete
Pazienti con malattie renali
<140/90 mmHg
<140/80– 85 mmHg
<130/80 mmHg
Valutazione dell’ipertensione (adulti >
_ 18 Jahre)
Classi di pressione arteriosa (mmHg)
Classe
PA ottimale
PA normale
PA normale alta
Ipertensione di 1° grado (lieve)
Ipertensione di 2° grado (moderata)
Ipertensione di 3° grado (grave)
sistolica
< 120
< 120–129 e/o
130–139 e/o
140–159 e/o
160–179 e/o
>
_ 180 e/o
diastolica
< 80
80– 84
85– 89
90– 99
100–109
>
_ 110
Secondo le linee guida della Società Svizzera d’Ipertensione, si distinguono,
per le persone con età superiore ai 18 anni, le classi di pressione arteriosa elencate
nella lista accanto.
L’ipertensione stessa, a sua volta, è in diretta correlazione
con la comparsa della sindrome metabolica, poiché quasi
tutti i pazienti con questo quadro patologico sono anche
affetti da ipertensione arteriosa.
26
Guida per i pazienti
Trattamento
Terapia non farmacologica – come posso io stesso contribuire a ridurre la pressione arteriosa?
Quando la pressione arteriosa si colloca nella zona limite
fino a 140/90 mmHg, non è ancora necessario assumere
farmaci. In questo ambito, si cerca di abbassare la pressione
arteriosa con misure non farmacologiche, migliorando lo
stile di vita.
Le seguenti misure sono utili:
n astinenza dal fumo
n limitazione del consumo di alcolici
n alimentazione «povera di sale», ricca di frutta e verdura,
prodotti integrali, pochi alimenti di origine animale
n allenamento fisico: camminare, correre, andare in bicicletta, nuotare, sci di fondo ecc.
n controllo del peso corporeo (Per ogni chilogrammo
di peso in meno, la pressione arteriosa si abbassa di
1– 2 mmHg. Questo abbassamento della pressione
è indipendente dal peso normale.)
n esercizi di rilassamento possono avere un effetto positivo ipotensivo, come per esempio il training autogeno,
lo yoga o il rilassamento muscolare progressivo secondo
Jacobsen
Se la pressione arteriosa è superiore a 140/90 mmHg, di regola, si cercherà di abbassare la pressione arteriosa ricorrendo
a farmaci.
27
«La sindrome metabolica»
Terapia farmacologica dell’ipertensione arteriosa
Sono a disposizione i seguenti gruppi di farmaci:
Farmaci ipotensivi senza effetti
sul metabolismo
Farmaci ipotensivi che interferiscono con il metabolismo
– ACE-inibitori
– Antagonisti dell’angiotensina II
– Calcioantagonisti
– Diuretici
– Betabloccanti
Per la terapia farmacologica dell’ipertensione arteriosa nel
contesto della sindrome metabolica è importante scegliere i
farmaci tra quelle classi che abbiano meno influenza possibile sul metabolismo dei grassi e del glucosio (zucchero).
Gli ACE-inibitori, gli antagonisti dell’angiotensina II ed i
calcioantagonisti sono considerati metabolicamente neutri,
e ciò significa che questi gruppi di farmaci non danno origine a un aumento del peso corporeo.
Alcuni diuretici e betabloccanti possono svolgere un’azione
negativa sul metabolismo del glucosio e quindi peggiorano
ulteriormente la situazione metabolica. Per questo motivo,
questi due gruppi di farmaci dovrebbero essere impiegati come
opzioni alternative nella terapia dell’ipertensione, a meno
che non vi siano altri motivi che lo controindichino.
Guida per i pazienti
Meglio informati
sull’ipertensione arteriosa
Può trovare informazioni più approfondite su questo argomento
nella guida per i pazienti di Mepha «Meglio informati sull’iperQuelli con l’arcobaleno
tensione arteriosa», disponibile gratuitamente presso Mepha
Pharma SA (www.mepha.ch).
28
Guida per i pazienti
4. L’insulinoresistenza o il diabete di tipo 2
L’ormone endogeno insulina è d’importanza vitale e non
può essere sostituito. È l’unico ormone e allo stesso tempo
rappresenta l’unica possibilità per abbassare il glucosio nel
sangue.
L’insulina trasporta lo zucchero (glucosio) all’interno delle
cellule muscolari e nelle cellule epatiche, dove le molecole
di glucosio vengono accumulate sotto forma di una sostanza
di deposito, il glicogeno, fino al momento in cui saranno di
nuovo necessarie per mettere a disposizione energia.
Grazie a questo meccanismo, la concentrazione di glucosio
nel sangue, nella persona sana, oscilla sempre entro un ambito molto ristretto. Dopo il pasto aumenta, quindi si libera
insulina, per cui il glucosio viene accolto nelle cellule e la
concentrazione di glucosio nel sangue si riduce nuovamente.
Inoltre, l’insulina inibisce la neoformazione endogena del
glucosio nel fegato (ciò viene definito neoglucogenesi) e fa sì
che l’organismo possa immagazzinare dei depositi di energia
sotto forma di grasso e di amido.
Quando sussiste una insulinoresistenza, l’insulina è sì a disposizione, ma non può essere accolta in misura sufficiente,
insieme al glucosio, all’interno delle cellule. Il motivo è una
ridotta sensibilità del tessuto (principalmente il muscolo,
il fegato e il tessuto adiposo) verso l’ormone insulina. Questa
ridotta sensibilità delle cellule dell’organismo verso l’insulina
ne compromette massicciamente l’efficacia e come conseguenza, poiché il livello di glucosio nel sangue è eccessivo,
il pancreas produce una quantità maggiore d’insulina.
L’insulinoresistenza è considerata uno stadio precoce del
diabete mellito.
Questo sovraccarico cronico del pancreas infine porta
all’esaurimento e alla completa perdita della funzione.
A questo punto, il pancreas non produce più insulina.
«La sindrome metabolica»
29
Diagnostica
Diagnosi
La diagnosi di diabete mellito viene stabilita quando la
glicemia misurata a digiuno nel plasma è superiore a
7.0 mmol/l. Un diabete può essere presente anche se viene
misurata, in un momento qualsiasi durante la giornata
o dopo un test di tolleranza al glucosio orale (OGGT),
una concentrazione di glucosio nel sangue superiore a
11.1 mmol/l. In caso di valori non chiari è necessaria una
seconda misurazione per stabilire la diagnosi. Il diabete
può essere constatato anche sulla base di un valore elevato
di HbA1c di 6.5%.
Trattamento
Terapia non farmacologica – cosa posso fare io stesso
per contribuire ad abbassare la glicemia?
Una considerevole parte nella terapia del diabete mellito spetta
all’iniziativa propria del paziente. Le misure terapeutiche di
base, che vengono messe in atto prima di una terapia farmacologica in tutti i casi in cui è possibile, sono:
n informazione e addestramento
n aumento dell’attività fisica con lo scopo di ridurre
il peso corporeo
n alimentazione adatta per il diabete
n astinenza dal fumo
Un ruolo chiave è svolto in particolare dalla riduzione del
peso corporeo e dall’attività fisica. Una diminuzione del peso
corporeo diminuisce il fabbisogno d’insulina, fino al punto
tale che nelle forme precoci del diabete di tipo 2, una riduzione del peso può rendere superflua una terapia farmacologia o almeno può ritardarla.
Durante l’attività fisica, il trasporto insulino-dipendente
delle molecole di glucosio all’interno delle cellule funziona
meglio, per cui anche lo sport può essere impiegato come
misura mirata per abbassare il livello del glucosio nel sangue.
30
Guida per i pazienti
Terapia farmacologica del diabete
Per la terapia farmacologica del diabete è disponibile tutta
una serie di gruppi di farmaci per abbassare il livello glicemico.
Il presupposto per l’impiego di questi farmaci è l’esistenza
di un pancreas ancora funzionale.
Del gruppo che stimola il pancreas a una maggiore secrezione
d’insulina, fanno parte, per es.:
Sulfoniluree (glibenclamide, glimepiride, gliclazide ecc.)
– Agiscono sul pancreas e ne stimolano la secrezione insulinica
– Non hanno alcun effetto sul metabolismo dei grassi
– Possono favorire un aumento del peso corporeo
Analoghi delle sulfoniluree (glinidi) (repaglinide, nateglinide)
– Agiscono sul pancreas e ne stimolano la secrezione insulinica
– Devono essere assunti immediatamente prima dei pasti
(altrimenti vi è il rischio d’ipoglicemia)
Gliptine (inibitori del DPP-4)
– Rinforzano l’effetto degli ormoni peptidici endogeni che agiscono
abbassando la glicemia
Guida per i pazienti
Meglio informati
sul diabete
Può trovare informazioni più approfondite su questo argomento
nella guida per i pazienti di Mepha «Meglio informati sul
Quelli con l’arcobaleno
diabete», disponibile gratuitamente presso Mepha Pharma SA
(www.mepha.ch).
«La sindrome metabolica»
31
Gli analoghi GLP-1 rappresentano nuovi principi attivi,
anch’essi impiegati nel diabete di tipo 2. Il loro principale
vantaggio consiste nella loro tendenza a ridurre il peso.
Tuttavia, vanno somministrati per iniezione sottocutanea.
Esistono tuttavia anche dei gruppi di principi attivi la cui
azione non si basa su una stimolazione del pancreas. Ne fanno
parte per es.:
Metformina
– La metformina abbassa la glicemia e migliora l’insulinoresistenza
(rinforza l’effetto dell’insulina endogena)
– La glicemia si abbassa sia a digiuno sia dopo i pasti
– La sensazione di fame diminuisce, si verifica una riduzione del peso
– Miglioramento del profilo dei grassi nel sangue
Glitazoni (rosiglitazone, pioglitazone)
– Definiti anche «insulinosensibilizzanti»
– Rendono le cellule più sensibili all’azione dell’insulina presente
(endogena e iniettata)
– Abbassano l’insulinoresistenza e con ciò il fabbisogno dell’organismo d’insulina; la glicemia si abbassa, sia a digiuno sia dopo i pasti
– Si verifica più raramente l’ipoglicemia
– Potrebbe causare aumento del peso
Inibitori dell’alfa-glucosidasi (acarbose, miglitol)
– Inibizione dell’enzima necessario per la trasformazione dell’amido
in glucosio nell’intestino; pertanto, viene assorbito meno glucosio
Inibitori dell'SGLT2
– Inibiscono il riassorbimento del glucosio nel rene e quindi determinano un aumento dell'escrezione del glucosio con le urine
– La glicemia si abbassa
– Possono causare perdita di peso
32
Guida per i pazienti
Opzioni terapeutiche
Ciascuna delle singole componenti della sindrome metabolica deve avere il suo trattamento mirato.
Gli importanti obiettivi terapeutici sono la normalizzazione
del peso corporeo, del metabolismo dei grassi e l’abbassamento della pressione arteriosa.
Ciò significa:
Contro l’eccesso di peso
Contro i valori
sfavorevoli dei grassi
nel sangue
Trattamento del diabete
di tipo 2
Ipertensione arteriosa
attività fisica o in casi
eccezionali, farmaci
attività fisica, riduzione del
peso, dieta povera di grassi,
farmaci adeguati (cosiddetti
ipolipemizzanti)
attività fisica, riduzione
del peso, farmaci ipoglicemizzanti, eventualmente insulina
attività fisica, riduzione
del peso, farmaci adeguati
(cosiddetti antipertensivi)
Ridurre il peso in modo duraturo
Non seguire delle diete «lampo», ma cambiare i principi
dell’alimentazione passando a una dieta mista, ricca di fibre,
a contenuto energetico ridotto. È consigliabile soprattutto
che contenga meno alimenti ricchi di zuccheri e di amido,
come i prodotti della farina bianca e i prodotti da forno.
In cambio, dovrebbe contenere più grassi sani e proteine:
le proteine si trovano nei derivati magri del latte e nella carne
magra, come anche nei legumi. I grassi sani, cosiddetti acidi
grassi insaturi, (acidi grassi omega-3) sono forniti principalmente dagli oli vegetali (olio d’oliva e di colza), nonché dalle
noci, dallo sgombro, dall’aringa e dal salmone. La densità
energetica si abbassa quando, con tutti i pasti, viene consumata una quantità abbondante di verdure o di insalata. È importante anche un ritmo regolare dei pasti, senza mangiare
ogni tanto qualcosa tra i pasti.
«La sindrome metabolica»
33
Attività fisica regolare
Sono particolarmente adatti il camminare velocemente,
il nuoto e l’andare in bicicletta. Ma non va dimenticato
neanche l’allenamento della forza. In questo modo, la muscolatura viene ricostruita, l’efficacia dell’insulina migliora
e il consumo di energia aumenta a riposo, poiché la muscolatura stessa necessita di molta energia.
Smettere di fumare
La rinuncia al fumo ha un effetto doppiamente positivo,
poiché il fumo danneggia i vasi.
34
Guida per i pazienti
Si richiede iniziativa propria!
Conservi la sua gioia di vivere, mantenendo in equilibrio
il corpo e l’anima, la tensione e la distensione. Come contrappeso ai momenti pieni di stress della vita lavorativa quotidiana, si crei delle isole di distensione e di tranquillità.
n
n
n
n
n
Dorma a sufficienza
Usi gli intervalli per rilassarsi o per lasciare il suo posto
di lavoro
Stabilisca dei momenti che dedicherà soltanto a se stesso
Eviti, tutte le volte che è possibile, di agitarsi e impari,
con metodi adeguati, a ridurre lo stress
Cerchi di ritrovare la gioia di tenersi in forma facendo
del moto e gioisca dell’attività fisica all’aria aperta
Per quanto appaiano complicate le interconnessioni dei
fattori di rischio, tanto più semplice è la raccomandazione
più importante per combattere questo disturbo complesso.
Uno stile di vita distensivo e un’attività fisica regolare
(a seconda dell’età e delle condizioni fisiche lo sport o anche
la passeggiata) sono i rimedi migliori e più naturali per agire
positivamente su quasi tutte le componenti della sindrome
metabolica.
Un duraturo cambiamento dello stile di vita è pertanto
un aspetto centrale della terapia, per ridurre a lungo termine
il rischio delle malattie cardiovascolari.
«La sindrome metabolica»
35
La sindrome metabolica nei bambini
Cambiare rotta in tempo, poiché la prevenzione è meglio
di qualsiasi terapia
L’eccesso di peso nei bambini e negli adolescenti sta diventando un problema sempre più frequente. In Svizzera circa
il 18% dei bambini tra i 6 e i 12 anni sono sovrappeso e un
ulteriore 4% è estremamente sovrappeso (obeso).
Accanto a una predisposizione genetica, di ciò è responsabile,
proprio come negli adulti, il consumo di alimenti ricchi di
calorie con elevato contenuto di grassi e di zuccheri e bassa
percentuale di fibre alimentari insieme a un’insufficiente attività fisica.
Più è elevato il BMI e l’età del bambino, tanto maggiore è
la probabilità che il bambino anche nell’età adulta sarà stabilmente sovrappeso.
36
Guida per i pazienti
Percentuale di bambini con eccesso di peso per livello scolastico,
provenienza e sesso dal 1979/1980
40
35
30
25
20
15
10
5
0
Ragazzi
Ragazze
Svizzera
Ragazzi
Ragazze
Paesi esteri
Scuola materna (1a classe)
Ragazzi
Ragazze
Svizzera
Ragazzi
Ragazze
Paesi esteri
Classi inferiori (3a classe)
Per la Svizzera sono disponibili dati provenienti da Basilea
(Ufficio statistico Basilea-Città). A Basilea-Città, la percentuale dei bambini e adolescenti classificati come con eccesso
di peso è aumentata continuamente nei decenni appena
trascorsi su tutti i livelli scolastici.
Salta agli occhi il fatto che – su tutti i livelli – e indipendentemente dal sesso, i bambini e gli adolescenti stranieri soffrono nettamente più spesso di eccesso di peso rispetto ai
loro compagni svizzeri.
37
«La sindrome metabolica»
n 1979 /1980
n 1989 /1990
n 1999 / 2000
n 2007 / 2008
Ragazzi
Ragazze
Svizzera
Ragazzi
Ragazze
Paesi esteri
Classi superiori (9a classe)
38
Guida per i pazienti
I bambini oggi in sovrappeso sono i diabetici e le vittime
dell’infarto miocardico del domani
Nei bambini e negli adolescenti, l’eccesso di peso non ha
soltanto conseguenze sulla salute, ma anche conseguenze
psichiche negative come una compromissione dell’autostima
e un disturbo dell’immagine corporea. Anche la cosiddetta
sindrome dell’apnea notturna si verifica con maggiore frequenza nei bambini con eccesso di peso. Questi bambini russano in maniera appariscente e durante il sonno presentano
fasi di arresto del respiro di durata varia.
Inoltre, un eccessivo peso corporeo nel periodo dell’accrescimento determina problemi di tipo ortopedico.
Cosa fare contro l’eccesso di peso nei bambini?
Sono responsabili di questo sviluppo, oltre alla predisposizione genetica, documentata effettivamente con studi sui
gemelli e su casi di adozione, le errate abitudini alimentari e
la diminuzione dell’attività fisica, associata a un aumento
del consumo di televisione e degli altri media.
La gioia dell’attività fisica e le abitudini alimentari vengono
trasmessi in modo maggiormente determinante dalla famiglia. Gli studi dimostrano che i bambini che vedono di meno
la televisione sono statisticamente più magri di quelli che la
guardano di più.
«La sindrome metabolica»
39
Per la prevenzione dell’obesità a causa di una errata alimentazione in età infantile, sono state collaudate alcune poche
regole di alimentazione.
1. Non imporre mai ai bambini di mangiare, in particolare quando
sono ammalati. I pasti regolari sono desiderabili, ma non sempre
è possibile forzarli.
2. Al mattino, è consigliabile svegliare i bambini abbastanza presto
per consentire loro di prendere una piccola colazione. Dovrebbero almeno prendere al mattino una bevanda calda. Una colazione ben digeribile è per es. formata da cereali con alcune cucchiaiate di fiocchi d’avena, con yogurt, latte, frutta, noci.
3. Del pane per l’intervallo di mezza mattina con un’imbottitura
senza grassi, ma con un pò di frutta, o una carota e qualcosa da
bere sono importanti.
4. Prima e dopo il pranzo, il bambino deve avere un po’ di tranquillità perché si rilassi.
5. Avere cura che il bambino mastichi con tranquillità e a sufficienza.
6. Non riempire il piatto, ma mettere una piccola porzione sul
piatto e dare un supplemento quando la prima porzione è stata
mangiata.
7. Solo quando il pasto principale è veramente finito, si possono
permettere dei dolci.
8. Per un pasto intermedio al pomeriggio sono ideali la frutta,
lo yogurt, il pane, le verdure crude, i fiocchi d’avena.
9. La cena andrebbe assunta molto tempo prima di andare a letto.
10. Non è necessario che i bambini tutti i giorni debbano avere tutte
le sostante nutritive, è importante un corretto bilancio alimentare in un periodo di tempo prolungato.
40
Guida per i pazienti
Sono a rischio?
Il test sviluppato nel 1986 e aggiornato nel 1995 si basa sui
risultati dello studio PROCAM. Lo studio prospettico cardiovascolare di Münster, svolto a partire dal 1978, è l’analisi
più vasta rivolta alla popolazione europea per indagare sulle
cause dell’infarto miocardico.
Il test stabilisce il rischio personale di andare incontro a
un infarto miocardico nei successivi 10 anni.
Il test PROCAM veloce
n il test rapido per determinare il rischio di infarto
miocardico
n non è necessario un esame del sangue
n per le donne tra i 45 ed i 65 anni
n per gli uomini tra i 35 ed i 65 anni
n dal test risulta se è consigliabile consultare un medico
per farsi visitare in maniera più approfondita
Tutte le guide Mepha sono disponibili al sito www.mepha.ch
Per scandire il «QR-Code» con lo smartphone occorre un’applicazione
scaricabile per esempio nell’App Store alla voce «Scan» o «QR».
Stato dell’informazione: aprile 2015
Quelli con l’arcobaleno
225104-191501
Mepha Pharma SA
www.mepha.ch
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La sindrome metabolica