Antonio Calvani e Francesco Leonetti
Cloze e riordino
di frasi
Ambiente multimediale
per lo sviluppo delle abilità
di letto-scrittura
Guida
Editing e progettazione
Serena Larentis
Sviluppo software
Francesco Leonetti
Coordinamento tecnico
Matteo Adami
Daniele De Martin
Grafica, illustrazioni e animazioni
Cristian Stenico
Testing
Sonia Arw
Susanna Tassinari
Audio
Jinglebell Communication
Musiche
Simone Bordin
Immagine di copertina
Cristian Stenico
Fotocomposizione e packaging
Tania Osele
© 2012 Edizioni Erickson
Via del Pioppeto 24 – 38121 Trento
tel. 0461 950690 – fax 0461 950698
www.erickson.it – [email protected]
Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione con qualsiasi mezzo effettuata,
se non previa autorizzazione dell’Editore.
Antonio Calvani e Francesco Leonetti
Cloze e riordino
di frasi
Ambiente multimediale per lo sviluppo delle
abilità di letto-scrittura
Antonio Calvani
Professore Ordinario di Didattica e Tecnologia dell’istruzione
all’Università di Firenze, dove coordina anche il Master «Progettista
e gestore di formazione in rete» e il Laboratorio LTE. Per le Edizioni
Erickson cura la newsletter Form@re e i relativi quaderni.
Francesco Leonetti
Laureato in Scienze dell’informazione presso l’Università di Bari. Svolge
consulenza e formazione sulle nuove tecnologie su www.espertoweb.it.
Specialista di e-learning. Progetta e sviluppa applicazioni web, ebook e
contenuti per la didattica digitale.
Collabora con il Laboratorio di Tecnologie dell’Educazione
dell’Università di Firenze e coordina il Master in e-learning e il corso di
perfezionamento su ebook ed editoria digitale presso l’Università della
Tuscia (Viterbo).
INDICE
Installazione e avvio del CD-ROM
p. 6
Introduzione
a cura di Antonio Calvani
p. 7
Login
Menu
Attività
Guida alla navigazione
p.
p.
p.
p.
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Guida al gestionale
Menu
Crea esercizi
Assegna esercizi
p. 20
p. 20
p. 21
p. 21
Installazione e avvio del CD-ROM
Sistemi operativi Windows
Per usare il CD-ROM su computer Windows, assicurarsi che la propria
macchina soddisfi i requisiti di sistema riportati in copertina.
Avvio automatico
1.Inserite il CD-ROM nell’apposito lettore.
2.Non premete nessun tasto. Il programma partirà automaticamente
(il tempo medio è di 25 secondi).
Avvio manuale
1.Inserite il CD-ROM nell’apposito lettore.
2.Cliccate su Start/Avvio.
3.Cliccate su Esegui.
4.Digitate D:\AVVIOCD.EXE (dove D indica la lettera dell’unità CDROM) e premete «Ok». In alternativa, premete il pulsante «Sfoglia»,
scegliete l’unità CD-ROM nel campo «Cerca in» e fate doppio clic
sul file «AvvioCD».
5.Passate alle voce «Installazione del programma».
Installazione del programma
Con i sistemi operativi Windows è possibile installare l’applicazione
in due modalità:
1.L’applicazione può essere installata e utilizzata da tutti gli utenti che
accedono al computer. Per poter fare questo tipo di installazione,
l’utente deve avere i diritti di amministratore.
2.L’applicazione può essere installata e utilizzata da un solo utente.
L’installazione del programma può essere di due tipi:
– installazione automatica, ovvero il programma si autoinstalla;
– installazione personalizzata, in cui l’utente può scegliere la cartella
in cui installare il programma.
Con alcuni sistemi operativi all’inserimento del CD-ROM potrebbe
comparire una finestra denominata «Controllo dell’account utente» che
chiede conferma prima di installare il programma. Selezionare l’opzione
«Consenti». A questo punto partirà l’installazione Erickson. Se non
disponete di un account utente con privilegi di amministratore prima
di proseguire verrà chiesto di inserire la password di amministratore.
Se non disponete di questa password non sarà possibile proseguire
con l’installazione.
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© 2012, Cloze e riordino di frasi, Erickson
Sistemi operativi Mac
Fare doppio clic sull’icona del CD-ROM. Da qui trascinare la cartella
«Versione Mac» in una qualunque posizione del vostro computer,
ad esempio nel desktop. Per lanciare l’applicazione fare doppio clic
sull’icona «ClozeRiordinoFrasi» dentro la cartella appena copiata.
Leggimi
Per ulteriori informazioni, consultare il file «Leggimi» presente nella
finestra di avvio o visualizzarlo, cliccando su «Risorse del computer», cliccare l’icona CD-ROM, dal menu «File», selezionare la voce
«Esplora», fare doppio clic sul file «Leggimi».
© 2012, Cloze e riordino di frasi, Erickson
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Introduzione
a cura di Antonio Calvani
Il software Cloze e riordino di frasi presenta un ambiente per «giocare»
a completare e riordinare frasi di varia complessità. Esso consente
infatti di regolare il problem solving che si genera con supporti gradualizzabili quali parole incomplete o assenti (cloze), con aggiunta di
supporti extralinguistici come immagini e/o suoni.
Si tratta di un software che, grazie a un ricco repertorio di frasi, immagini e suoni, si presta a esercizi e giochi di comprensione a livello
di prima lettura, con particolare attenzione agli alunni con specifiche
difficoltà di natura linguistica, sia di natura psicologica che culturale.
Lo stesso programma può essere arricchito dall’insegnante con frasi e
brevi testi e facilmente impiegato, nelle sue funzioni di cloze e di riordinamento, anche in altri ambiti, come ad esempio nell’insegnamento
di una lingua straniera o dell’italiano come L2, o nella creazione di
prove di valutazione relative a conoscenze più strettamente disciplinari.
Esso nasce dall’esigenza di creare un ambiente capace di valorizzare
congiuntamente quattro particolari dimensioni teorico-metodologiche
concernenti la natura inferenziale dei processi di comprensione, la
tecnica cloze come dispositivo per scatenare curiosità, l’integrazione
del doppio canale (uditivo e visivo) per facilitare la comprensione e il
riordino come tecnica ludica di esplorazione del senso. Di seguito viene
proposta una breve descrizione di questi quattro riferimenti teorici.
La natura inferenziale della comprensione
La nostra mente «comprende» il mondo circostante, alla stessa stregua
di un testo, attraverso un processo inferenziale. Questo processo si può
svolgere a livello percettivo, secondo i criteri di congruità e di buona
forma che la Gestalt ha a suo tempo illustrato, o a livello più alto,
semantico, con l’impiego di copioni o script, come quelli che entrano
in gioco allorché si tratta di dare un senso alla realtà che ci circonda o
a un testo che comprendiamo, studiati in particolare da Schank (1992)
e in generale dal cognitivismo.
Noi non ci rendiamo del tutto conto della natura ipotizzante dei processi
che caratterizzano la nostra attività cognitiva perché in gran parte si
tratta di processi che avvengono tacitamente, e spesso in modo molto
rapido, ma che sono continuamente presenti nella percezione e nell’interpretazione di tutto ciò che ci circonda.
Riusciamo a percepirne la presenza quando si presentano situazioni
ambigue, incomplete. Ad esempio, se scorgiamo una figura in lontananza senza riuscire a vederne i dettagli che ne consentirebbero
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© 2012, Cloze e riordino di frasi, Erickson
l’identificazione (come il volto), siamo tuttavia portati a identificarla
da qualche tratto generale, come la struttura fisica, l’andatura o il tipo
di abbigliamento; prima di avere tutti gli elementi che ne garantiscano
la corretta identificazione, la nostra mente tende a formulare una sua
ricostruzione.
La mente umana cerca insomma di riconoscere strutture coerenti,
conformi alle aspettative; questa attività è una funzione essenziale
per dare senso al mondo, e dunque per la nostra stessa sopravvivenza.
Essa tende a riempire i buchi attingendo il senso dal contesto disponibile (dallo sfondo o campo, secondo il lessico della Gestalt); dettagli
mancanti tendono a essere colmati sulla base delle aspettative desunte
dalla percezione complessiva della struttura e dalla «attribuzione
complessiva di senso» che gli indizi inducono ad assegnare.
Questo stesso processo porta progressivamente alla definizione di significati di termini e concetti, che sono perfezionati o ristrutturati nel
corso della crescita cognitiva. Quando un bambino si imbatte per la
prima volta nel termine «monarchia» non ha altro modo che quello di
identificarlo associandovi l’immagine di un personaggio con gli attributi
vistosi tipici di un re (corona, scettro, ecc.). Successivamente potrà
comprendere che monarchia significa svolgere determinate funzioni
di governo. Ancora più tardi potrà comprendere che esistono vari
tipi di monarchia e che il potere del re non è sempre illimitato, come
nelle monarchie costituzionali. Nella maggioranza dei casi egli potrà
essere indotto ad arguire il nuovo significato trovandosi in una varietà
di contesti linguistici all’interno dei quali il vecchio significato diventa
meno calzante, in un processo di continua ristrutturazione e rifinitura
che è propria della crescita cognitiva complessiva.
In modo analogo, processi inferenziali caratterizzano intimamente la
comprensione umana di un testo anche al di là dello specifico processo di attribuzione di significato al singolo termine. Gran parte della
costruzione del significato avviene al di là di quanto è esplicitamente
detto (Bruner, 1992).
Se leggiamo una frase del tipo «Mario doveva uscire, guardò dalla
finestra e prese l’ombrello», il lettore, normalmente, è indotto ad
ipotizzare – senza che il testo lo dichiari – che abbia visto che stesse
piovendo (o fosse sul punto di piovere): alla situazione viene applicato
il copione piove.
Se un lettore si imbatte in un testo del tipo «Mario doveva uscire, vide
che pioveva e prese ____», il copione situazionale a cui è riportabile
la situazione descritta (script) spinge il lettore a pensare che prenda
«l’ombrello» o qualcosa che possa ripararlo dalla pioggia (impermeabile, cappello, ecc.). Ovviamente Mario può aver preso qualunque
cosa, ad esempio una borsa o un mazzo di chiavi, ma è l’ombrello, o
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un oggetto con una funzione similare, ciò che rappresenta la risposta
che ottimizza la coerenza con il copione situazionale intravisto, e dunque la risposta che la mente, normalmente, è indotta ad avanzare; il
contesto situazionale ha dunque una sua forza cogente, ed è ciò che ci
aiuta a completare di significato situazioni in cui alcune informazioni
rimangono assenti o improprie.
Ogni frase che leggiamo viene compresa in quanto può essere messa
in rapporto all’enciclopedia dei copioni che la nostra mente è andata
acquisendo dalla primissima infanzia in poi. Senza queste strutture
di sequenze attese non potremmo dare senso al mondo (Schank e
Abelson, 1977).
Il riferimento ai copioni attesi può, ovviamente, anche dar luogo a
situazioni del tutto atipiche e a giochi divertenti: la caratteristica di un
mondo fantascientifico o in cui predomina l’assurdo è proprio quella di
non rispettare le aspettative comuni, come avviene invece in un mondo
dominato dalle regolarità.
Sulla base di quanto detto sopra, si è sviluppata da lungo tempo una
tecnica che ha trovato soprattutto impiego come strumento di valutazione della comprensione linguistica: si tratta della classica tecnica
cloze (Taylor, 1953; Darnel, 1970).
Il termine cloze viene dalla parola chiusura (closure). Questa tecnica si
basa essenzialmente sulla richiesta al soggetto di «riempire i buchi»
che sono stati deliberatamente creati in un testo eliminandovi una o
più parole (per intero o in parte).
Se i materiali con i testi «bucati» sono predisposti con cura, un
educatore può usare questa tecnica non solo per valutare le difficoltà
linguistiche dell’alunno ma anche per elaborare strutture linguistiche
da comprendere di complessità progressivamente crescente, attivando
processi inferenziali via via adeguati alle specifiche difficoltà o agli
ambiti sui quali si vuol esercitare un’azione di recupero.
Il cloze come tecnica per generare curiosità
Diversi avanzamenti sono stati compiuti nell’ambito di strategie e
tecniche volte specificatamente a sviluppare interesse. Schiefele
(2009), ad esempio, le distingue in situazionali, attivate da uno stimolo
estemporaneo, e individuali.
Tra queste grande rilevanza ricevono le famiglie del gioco e in particolare gli approcci basati sull’incongruità, sul materiale incompleto,
sull’informazione inusuale, sulla controversia amichevole (Marzano
et al., 2011).
Nella sua aspettativa di trovare ricorrenze, conferme alle ipotesi attese
per dare senso al mondo, oltre che in informazioni mancanti, la mente
si può imbattere in informazioni incongruenti, inusuali o disposte
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© 2012, Cloze e riordino di frasi, Erickson
in modo irregolare. Quando in una struttura spicca un dettaglio che
marcatamente la contraddice, si crea una situazione mista tra curiosità
e tensione che può essere il punto di partenza di un problem solving.
Su questa base (generazione di incongruenze o controversie amichevoli)
si sono prodotte molte tecniche di gioco mirate a sviluppare curiosità
(Loewenstein, 1994).
Tra queste tecniche possiamo mettere anche il cloze. Un educatore può
usare questa tecnica per elaborare situazioni linguistiche intriganti,
variandole e organizzandole in funzione della difficoltà.
Gioca a favore la grande varietà di componenti testuali che possono
diventare target del problem solving a cui si aggiunge, in questo
specifico software, la possibilità di supportare la comprensione con
elementi visivi o acustici.
L’integrazione del doppio canale (visivo e uditivo)
Come si comporta la mente nell’elaborazione di immagini e parole? Uno
dei principali riferimenti della ricerca sul funzionamento della mente
umana è dato dal modello relativo ai due canali separati, inizialmente
elaborato da Paivio (1971) e successivamente più volte ripreso e adattato da Mayer (2001) nei suoi principi di comunicazione multimediale.
Secondo la teoria dell’elaborazione attiva delle informazioni (Landriscina 2007, 2011), l’informazione verbale e quella non verbale sono
codificate dal sistema cognitivo umano in modo diverso ed elaborate
in canali separati, indipendenti ma interconnessi. Le immagini sono
codificate in modo analogico, cioè mantenendo una somiglianza con lo
stimolo visivo, mentre l’informazione verbale è rappresentata in modo
simbolico, cioè attraverso simboli convenzionali. I due sistemi sono
però correlati: possiamo formarci l’immagine mentale di una casa e
quindi descriverla con la parola casa, oppure ascoltare la parola casa
e quindi formarci una corrispondente immagine mentale.
Una parola viene ricordata meglio quando può essere codificata anche
visivamente, cioè come immagine. In questo caso il sistema verbale
e quello visivo si attivano reciprocamente attraverso connessioni
© 2012, Cloze e riordino di frasi, Erickson
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referenziali che migliorano la memorizzazione. Questa ipotesi è stata
confermata in esperimenti di riconoscimento o di rievocazione libera
che mostrano anche che le immagini sono a loro volta ricordate meglio
delle parole concrete.
La teoria del doppio canale offre un importante riferimento a tutto il
campo della comunicazione multimediale in particolare in virtù del
supporto reciproco che può generarsi dall’interdipendenza tra i due
canali. Essa indica un particolare valore aggiunto per soggetti che per
qualche motivo abbiano difficoltà a impiegare integralmente il canale
acustico. Se si considera, ad esempio, l’insegnamento alla lettura a
bambini audiolesi, appare evidente come il supporto visivo assuma un
rilievo del tutto particolare e la compilazione di libri-testo corredati
di immagini e simbologia grafica diventi un tramite fondamentale per
la comprensione del testo.
Il riordino come tecnica ludica di esplorazione del senso
Come noto c’è una lunga tradizione di giochi linguistici che prevedono il
rimescolamento a partire da frasi o la combinatoria casuale alla ricerca
di nuovi sensi possibili, nella tradizione aperta da Queneau (1983),
sostenuta su un piano educativo in Italia anche da Rodari (1973).
L’impiego della funzione Riordino si colloca all’interno della logica
sopra esposta, volta a favorire processi inferenziali in un’ottica ludica
e combinatoria.
Alla base si valorizzano le tecniche euristiche di esplorazione dei significati attraverso l’accostamento di elementi linguistici che possono
essere, a seconda dei casi, semplici parole o componenti testuali più
complesse.
Rispetto al Cloze si presentano due significative differenze:
– la funzione di riordino richiede l’attivazione di processi cognitivi
più alti rispetto al cloze attraverso un processo bottom up. Il cloze
opera a livello della declinazione terminologica all’interno di un
copione che deve essere già assunto come riferimento; in qualche
modo, nell’esempio precedentemente citato, si tratta di scegliere
«ombrello» o qualcosa di ugualmente funzionale per proteggersi
dalla pioggia, una volta che sia stato accolto il copione «pioggia»; si
ha dunque un processo top down, di applicazione dallo schema generale all’elemento mancante. Nel caso del processo di ordinamento
è invece proprio il copione l’oggetto da scoprire, attraverso tentativi
che devono essere caratterizzati da accostamenti tra componenti
testuali di per sé sconnesse;
– se quanto sopra detto, relativamente ai processi linguistico-inferenziali, rappresenta il quadro concettuale di riferimento in cui si collocano le attività di riordino, aspetti di specifico interesse didattico si
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© 2012, Cloze e riordino di frasi, Erickson
possono aprire sul piano morfosintattico e della riflessività inerente
alla coerenza semantica di un testo o di una storia. Le componenti
morfologiche e sintattiche del discorso rappresentano un vincolo e
dunque anche un possibile fattore di aiuto; alla stessa stregua in cui
in un puzzle ci si aiuta con i raccordi delle forme visive, nella ricostruzione del testo un ruolo più o meno marcato può essere attribuito
allora a questi elementi: il docente potrà, a seconda delle necessità
dell’alunno, agire su questa componente scegliendo opportunamente
le frasi da mischiare in funzione di questi raccordi.
Su un piano più alto la funzione Riordino può ad esempio essere applicata alla ricostruzione dello schema di una storia, caratterizzata da una
componentistica canonica presente nella nostra cultura (Propp, 1966).
© 2012, Cloze e riordino di frasi, Erickson
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Bibliografia
Ausubel D.P. (1968), Educazione e processi cognitivi, Milano, FrancoAngeli.
Bruner J.S. (1990), La ricerca del significato, Torino, Boringhieri.
Darnel D.K. (1970), Clozentropy. A procedure for testing English language proficiency of foreign students, «Speech monographs», vol. 37,
n. 1, pp. 36-46.
Loewenstein G. (1994), The psychology of curiosity. A review and reinterpretation, «Psychological Bulletin», n. 116, pp. 75-98.
Landriscina F. (2007), Carico cognitivo e impiego della tecnologia per
apprendere,«Tecnologia, scuola e processi cognitivi. Per una ecologia dell’apprendere», Calvani A. (a cura di), pp. 55-78, Milano,
FrancoAngeli.
Landriscina F. (2011), Modelli di riferimento per l’uso didattico della
comunicazione visiva, «Principi di comunicazione visiva multimediale», Calvani A. (a cura di), pp. 43-74, Roma, Carocci.
Marzano R.J., Pickering D.J. e Heflebower T. (2011), The highly engaged classroom, Bloomington, Marzano Research Laboratory.
Mayer R.E. (2001), Multimedia learning, New York, Cambridge University Press.
Paivio A. (1971), Imaginery and Verbal Processes, New York, Holt,
Rinehart e Winston.
Propp V. (1966), Morfologia della fiaba, Torino, Einaudi.
Queneau R. (1983), Esercizi di stile, Torino, Einaudi.
Riley J.D. (1986), Progressive Cloze as a remedial technique, «The
Reading Teacher February Source: The Reading Teacher», vol. 39,
n. 6, pp. 576-581.
Rodari G. (1973), Grammatica della fantasia, Torino, Einaudi.
Schank R. e Abelson R. (1977), Scripts, plans Goals and Understanding,
Hillsdale N.J., Lawrence Erlbaum Associates.
Schank R. (1992), Il lettore che capisce. Il punto di vista dell’intelligenza
artificiale, Firenze, la Nuova Italia.
Schiefele U. (2009), Situational and Individual Interest. In Wentzel
K. e Wigfield A. (a cura di), Shandbook of Motivation at School, pp.
197-222, New York, Routledge.
Taylor W. (1953), Cloze procedure. A new tool for measuring readability,
«Journalism Quarterly», n. 30, pp. 415-433.
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© 2012, Cloze e riordino di frasi, Erickson
Guida alla navigazione
Login
Per accedere al programma è necessario innanzitutto scrivere il nome
dell’alunno nel riquadro e cliccare su «Entra», oppure, se il nome è
già presente nella lista, cliccarlo.
Per accedere alla parte gestionale in cui è possibile personalizzare gli
esercizi e assegnarli agli alunni in base alle loro specifiche necessità,
si deve cliccare il pulsante «Gestionale». Per leggere la guida in formato pdf si clicca il pulsante «Guida». Per uscire si clicca su «Esci».
Login: registrazione di un nuovo utente
Menu
Dopo aver inserito il nome nel login e cliccato «Entra», si accede al
menu principale, dove sono presenti gli elementi di accesso agli esercizi. Innazitutto è necessario selezionare la tipologia di esercizio da
proporre all’utente che ha effettuato il login: si può scegliere la tipologia
«Cloze» oppure la tipologia «Riordino». Una volta cliccata la tipologia
desiderata, si seleziona il livello di difficoltà e quindi l’esercizio nel
box di destra. Per ciascuna tipologia sono proposte di default alcune
frasi suddivise sui tre livelli di difficoltà e visibili a tutti gli utenti nel
riquadro «Lista esercizi»; nel riquadro «Esercizi personalizzati» sono
© 2012, Cloze e riordino di frasi, Erickson
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invece caricate le frasi create nell’area gestionale dall’insegnante, realizzate secondo i bisogni specifici dell’alunno a cui sono state assegnate.
Menu: scelta delle attività
Attività
Cloze
Come visto precedentemente, il programma propone di default alcune
frasi su cui l’utente può lavorare senza che siano stati creati appositamente per lui degli stimoli personalizzati.
Nella tipologia cloze, il compito richiesto all’alunno consiste nel leggere
la frase, ragionare sugli elementi presenti e fare delle ipotesi sulle parole mancanti, aiutandosi eventualmente con una serie di suggerimenti
che è possibile richiamare cliccando sui pulsanti di aiuto posti sopra
la parola mancante.
Per permettere lo svolgimento di un percorso didattico graduale le
frasi presenti nella lista esercizi sono suddivise in base a tre difficoltà.
In generale, un cloze è sempre un esercizio vincolato, anche se per
comodità si può distinguere un approccio a schema aperto da uno a
schema aiutato (cioè in cui sono presenti vincoli o suggerimenti). Al
primo può sempre succedere il secondo.
Un esempio di approccio aperto può essere dato dalla frase «Mario
lancia la _____».
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© 2012, Cloze e riordino di frasi, Erickson
Anche una frase di questo genere già vincola a ricercare un sostantivo
femminile singolare che cominci per consonante, il che costituisce un
vincolo ma anche un suggerimento a limitare le ipotesi.
Interessanti sono le varianti e i giochi che si possono allestire a partire
da una specifica struttura.
Cloze: esempio di esercizio
Come abbiamo visto, l’insegnante ha a disposizione una serie di possibili varianti e dispositivi di facilitazione. Il più semplice può essere
quello di attivare il suggeritore automatico che svela in modo randomico
qualche lettera della parola, ad esempio «Mario lancia la .al..». Si può
decidere di fornire delle alternative tra cui scegliere: «Mario lancia la
_____», parole suggerite «bolla|testa|palla|torre».
Si può consentire il supporto visivo e/o acustico inserendo in corrispondenza della parola mancante l’immagine di un pallone e/o il suono di
un pallone che rimbalza.
Un esempio del genere può far parte di una tipologia più ampia.
Si consideri la struttura linguistica immaginando di esplorare le varie
possibilità con i diversi sistemi di vincoli:
soggetto: Mario
verbo: mangia|coglie|lancia|chiude
articolo: la|il|lo|le
oggetto: palla|fiore|borsa|torta
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Si può osservare come un bambino linguisticamente esperto, dati i
vincoli sopra indicati, può giungere a completare correttamente una
struttura del tipo: «Mario ______ il _____».
In generale, le frasi inserite di default nel livello facile sono frasi
semplici, composte da un soggetto, un verbo e, in alcuni casi, un complemento (diretto o indiretto). In questo livello sono proposti cinque
tipi di aiuto:
aiuto testuale: fa apparire nel campo vuoto n. puntini
quanti sono i caratteri che compongono la parola mancante e una lettera. Se si clicca nuovamente questo aiuto,
appare un successivo carattere e così via;
scelta multipla: propone una serie di parole fra cui l’alunno deve scegliere quella corretta, in base al contesto dato
dalla frase (semantico e grammaticale);
immagine: cliccando questo pulsante, compare un disegno
che raffigura la parola mancante (dove previsto);
aiuto parlato: con questo aiuto è possibile ascoltare la
parola mancante;
aiuto sonoro: propone un suono che rappresenti la parola
target (ad esempio, se la parola mancante è il verbo «piove», verrà riprodotto il rumore della pioggia).
Il livello medio propone frasi più complesse, con subordinate. Le tipologie di aiuto che è possibile richiamare sono le stesse del livello facile.
Le frasi del livello difficile sono veri e propri periodi e non sono presenti
gli aiuti sonori e la proposta di immagini.
Riordino
In questa tipologia all’alunno è richiesto di ragionare su una serie di
parole (o parti di frasi) proposte in ordine sparso e di riuscire a comporre
frasi di senso compiuto trascinandole nell’apposita area.
Come negli esercizi della sezione «Cloze», anche nella lista esercizi
della sezione «Riordino» sono proposte alcune frasi suddivise in base
alla difficoltà.
Nel livello facile le frasi sono composte da pochi elementi da riordinare
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© 2012, Cloze e riordino di frasi, Erickson
(parole singole).
Nel livello medio le frasi sono più complesse, ma gli elementi trascinabili sono sempre parole singole.
Riordino: esempio di esercizio
Le frasi del livello difficile presentano invece una struttura più complessa e gli elementi trascinabili non sono più solo parole singole ma
anche piccoli pezzi di frase.
Per entrambe le attività è possibile impostare una serie di opzioni (clic
sul pulsante «Opzioni»), quali:
– feedback anche sonoro, oltre al feedback visivo con evidenziazione
di eventuali errori;
– mostra soluzioni dopo 2/3/4/5 tentativi.
Per le attività di cloze è inoltre possibile attivare aiuti automatici e
progressivi in caso di errori.
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Guida al gestionale
Quest’area, dedicata all’insegnante o all’operatore che segue l’alunno,
è accessibile dal pulsante «Gestionale» nel login.
Menu
Comprende l’elenco degli utenti e i pulsanti per accedere alla videata
della creazione dell’assegnazione di esercizi personalizzati.
Utenti: viene visualizzato l’elenco degli utenti, che si può scorrere con
le frecce verticali a lato. Per aggiungere un nuovo utente alla lista, si
clicca il tasto «+» e si digita il nuovo nome. Per cancellarlo, si seleziona il nome e si clicca il tasto «-», confermando poi l’eliminazione.
Password: per proteggere l’accesso ai dati è opportuno inserire una password cliccando sul pulsante «Imposta password». Dopo aver digitato
una password nel campo «Nuova password» (lasciando libero il campo
«Vecchia password»), viene richiesto di riscriverla per confermarla.
Al successivo rientro nella parte gestionale, il programma chiederà
automaticamente di inserire la password. Si consiglia di scrivere la
password su un foglio per non rischiare di dimenticarla.
Pulsante X: cliccare la «X» in alto a destra per uscire dalla parte
gestionale e tornare al login.
Menu principale del gestionale
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Crea esercizi
Sulla base del livello di difficoltà di comprensione linguistica, l’insegnante in questa sezione può costruire degli esercizi ad hoc per gli
alunni con cui sta lavorando.
Dopo aver cliccato la tipologia di esercizio e il livello di difficoltà, è
necessario cliccare sul pulsante «+» per accedere all’area operativa.
Creazione di esercizi della tipologia Cloze
Inserita la frase da analizzare nel riquadro di sinistra, è sufficiente
cliccare sulle parole target per «bucare» la scritta oppure cliccare sul
tasto «buca», facendo attenzione a non selezionare spazi vuoti prima
o dopo la parola interessata. A questo punto si deve valutare che tipo
di aiuto proporre all’alunno in fase di compilazione, quindi se aggiungere al posto della parola il corrispondente visivo o uditivo o rendere
disponibili 5 parole alternative (una è la parola target, le altre fungono
da distrattori). Di default è già attivo un suggeritore automatico che
prevede l’inserimento di lettere casuali che compongono la parola.
Per non dare indicazioni sulla lunghezza della parola da inserire, è
sufficiente inserire trattini («-») prima e dopo la parola stessa: così
facendo il «buco» sarà più largo di quanto effettivamente necessiti la
parola da inserire.
Creazione di un esercizio di cloze
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Per modificare la frase inserita, è necessario eliminare tutti i buchi
già creati.
Al momento dello svolgimento del compito, lo studente viene istruito
a riempire gli spazi mancanti. Se lo studente trova difficoltà il docente
può eventualmente intervenire introducendo uno o più dei suggerimenti
sopra riportati. Infine è utile che l’insegnante inviti l’alunno a riflettere
sulla strategia che ha adottato.
Creazione di esercizi della tipologia Riordino
Per creare nuovi esercizi in questa tipologia è sufficiente inserire la
frase con gli elementi da proporre nei cartellini trascinabili intervallati da un «pipe» (la barretta «|»), inserendo il simbolo da tastiera
oppure cliccando sul pulsante «Separatore». Si inserisce poi il titolo
dell’esercizio e si salva.
Creazione di un esercizio di riordino
Assegna esercizi
La parte di assegnazione degli esercizi contiene:
– il nome dello studente selezionato;
– l’elenco degli esercizi personalizzati creati con possibilità di scorrimento dei titoli tramite le frecce verticali a lato.
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Guida Cloze e riordino di frasi - Edizioni Centro Studi Erickson