Sommario Rassegna Stampa
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Controlsecurityambiente.com
08/06/2015
RICERCA: IN DNA CENTENARI 'ISTRUZIONI' PER RINGIOVANIRE VASI
SANGUIGNI
3
1
Il Quotidiano del Molise
08/06/2015
LA LONGEVITA' E' QUESTIONE DI GENI PASSI DA GIGANTE AL
NEUROMED
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Il Quotidiano del Molise
08/06/2015
SCOPERTO IL GENE DELLA LONGEVITA'
5
5
Gazzetta di Caserta
07/06/2015
PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI, LA SCOPERTA ALLA NEUROMED
6
Informazione.it
07/06/2015
NEL DNA DEI CENTENARI LA CHIAVE PER RINGIOVANIRE I VASI
SANGUIGNI
7
9
La Gazzetta del Molise
07/06/2015
NEUROMED, SCOPERTO IL GENE DELL'EFFICIENZA DEI VASI
SANGUIGNI
8
10
Roma
07/06/2015
AL NEUROMED UNA PROSPETTIVA PER LE MALATTIE
CARIOVASCOLARI
9
DirittoDiCronaca.it
06/06/2015
SCOPERTA DELLA PROTEINA CHE ALLUNGA LA VITA TRA I
RICERCATORI ANCHE CARMINE VECCHIONE
10
Notizieinabruzzo.it
06/06/2015
LA RICERCA, UNA NUOVA PROSPETTIVA TERAPEUTICA PER LE
PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI
13
PrimaDaNoi.it
06/06/2015
LA RICERCA, UNA NUOVA PROSPETTIVA TERAPEUTICA PER LE
PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI
14
Primo Piano Molise
06/06/2015
IL NEUROMED STUDIA IL DNA DEI CENTENARI ALL'IRCCS
SCOPERTO L'ELISIR DI LUNGA VITA.
16
Youfeed.it
06/06/2015
NEL DNA DEI CENTENARI LA CHIAVE PER RINGIOVANIRE I VASI
SANGUIGNI
17
Allnews24.eu
05/06/2015
IN DNA CENTENARI ISTRUZIONI PER RINGIOVANIRE VASI SANGUIGNI 18
Arezzoweb.it
05/06/2015
RICERCA: IN DNA CENTENARI 'ISTRUZIONI' PER RINGIOVANIRE VASI
SANGUIGNI
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Cblive.it
05/06/2015
NEL CODICE GENETICO DEI CENTENARI LA CHIAVE PER IL
RINGIOVANIMENTO DEI VASI SANGUIGNI, LO STUDIO DEL
21
Cilentonotizie.it
05/06/2015
SALUTE: NEL DNA DEI CENTENARI LA CHIAVE PER IL
RINGIOVANIMENTO DEI VASI SANGUIGNI
23
Dentrosalerno.it
05/06/2015
POZZILLI: NEUROMED, NEL CODICE GENETICO CENTENARIO
RINGIOVANIMENTO VASI SANGUIGNI
25
Ecoseven.net
05/06/2015
RICERCA: IN DNA CENTENARI 'ISTRUZIONI' PER RINGIOVANIRE VASI
SANGUIGNI
26
Gazzettadisalerno.it
05/06/2015
NEL CODICE GENETICO DEI CENTENARI LA CHIAVE PER IL
RINGIOVANIMENTO DEI VASI SANGUIGNI, LA RICERCA DI
27
Il Quotidiano del Sud
05/06/2015
INDIVIDUATA LA PROTEINA CHE INCIDE SULLA PRESSIONE
ARTERIOSA DEI CARDIOPATICI
29
IlFarmacistaOnline.it
05/06/2015
CARDIOLOGIA. NEL CODICE GENETICO DEI CENTENARI LA CHIAVE
PER IL RINGIOVANIMENTO DEI VASI SANGUIGNI
30
Ilmeteo.it
05/06/2015
RICERCA: IN DNA CENTENARI 'ISTRUZIONI' PER RINGIOVANIRE VASI
SANGUIGNI
31
Iltempo.it
05/06/2015
RICERCA: IN DNA CENTENARI 'ISTRUZIONI' PER RINGIOVANIRE VASI
SANGUIGNI
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Informamolise.com
05/06/2015
NEL CODICE GENETICO DEI CENTENARI LA CHIAVE PER IL
RINGIOVANIMENTO DEI VASI SANGUIGNI
33
Intrage.it
05/06/2015
RICERCA: IN DNA CENTENARI 'ISTRUZIONI' PER RINGIOVANIRE VASI
SANGUIGNI
35
It.Yahoo.Com
05/06/2015
RICERCA: IN DNA CENTENARI 'ISTRUZIONI' PER RINGIOVANIRE VASI
S ...
36
It.Yahoo.Com
05/06/2015
RICERCA: IN DNA CENTENARI 'ISTRUZIONI' PER RINGIOVANIRE VASI
SANGUIGNI
37
Lasaluteinpillole.it
05/06/2015
RICERCA: IN DNA CENTENARI 'ISTRUZIONI' PER RINGIOVANIRE VASI
SANGUIGNI
39
Meteoweb.eu
05/06/2015
RICERCA: NEL DNA DEI CENTENARI LE "ISTRUZIONI" PER
RINGIOVANIRE I VASI SANGUIGNI
41
Molisetabloid.altervista.org
05/06/2015
NEUROMED, NEL CODICE GENETICO DEI CENTENARI LA CHIAVE
PER IL RINGIOVANIMENTO DEI VASI SANGUIGNI
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Neuromed
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Padovanews.it
05/06/2015
RICERCA IN DNA CENTENARI ISTRUZIONI PER RINGIOVANIRE VASI
SANGUIGNI
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Panoramasanita.it
05/06/2015
NEL CODICE GENETICO DEI CENTENARI LA CHIAVE PER IL
RINGIOVANIMENTO DEI VASI SANGUIGNI
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Quotidianosanita.it
05/06/2015
CARDIOLOGIA. NEL CODICE GENETICO DEI CENTENARI LA CHIAVE
PER IL RINGIOVANIMENTO DEI VASI SANGUIGNI
47
Wallstreetitalia.com
05/06/2015
RICERCA: IN DNA CENTENARI 'ISTRUZIONI' PER RINGIOVANIRE VASI
SANGUIGNI
48
Senzaeta.it
04/06/2015
SCOPERTA LA PROTEINA "DI LUNGA VITA"
50
Corriere.it
03/06/2015
SCOPERTA LA PROTEINA «DI LUNGA VITA»: PRESENTE NEI LONGEVI
DI VARIE NAZIONI
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Neuromed
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Ricerca: in Dna centenari ‘istruzioni’ per ringiovanire vasi
sanguigni
giu 7, 2015 | Generale
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Home \ Ricerca: in Dna centenari ‘istruzioni’ per ringiovanire vasi sanguigni
Milano, 5 giu,. (AdnKronos Salute) – Dal Dna dei centenari nuove speranze contro le malattie
cardiovascolari, big killer del pianeta. Fra i segreti nascosti nel codice genetico dei super-nonni, infatti,
ci sono anche le ‘istruzioni’ per far ringiovanire le vie del sangue. In particolare c’è un gene che
produce una proteina candidata a un futuro da farmaco, sperimentato con successo in animali anziani
o malati. La scoperta porta la firma di scienziati dell’Irccs MultiMedica di Sesto San Giovanni (Milano),
dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia) e dell’Istituto di tecnologie biomediche di Segrate (Milano),
autori di uno studio pubblicato su ‘Circulation Research’ e condotto in collaborazione con altri centri
nazionali e stranieri.
Le nostre Referenze
Al centro del lavoro il gene che codifica per la proteina BPIFB4, parte di una famiglia precedentemente
associata ai meccanismi naturali di difesa contro batteri che colpiscono naso, bocca e polmoni. La
nuova ricerca svela un ruolo di BPIFB4, o meglio di una sua speciale ‘versione’, anche nel
mantenimento dell’efficienza dei vasi sanguigni. “Abbiamo confrontato il Dna di 3 gruppi di persone
particolarmente longeve (3 mila reclutate tra Cilento, Germania e Stati Uniti) con un gruppo di controllo
composto da 2 mila giovani”, spiega Annibale Puca dell’Irccs MultiMedica, professore all’università di
Salerno. Così “abbiamo visto che nei centenari prevaleva una particolare variante del gene BPIFB4, da
noi denominata LAV (Longevity associated variant)”.
Studiando l’azione di questo polimorfismo in modelli sperimentali sia in vitro che in vivo, prosegue
Carmine Vecchione dell’Irccs Neuromed di Pozzilli, professore sempre all’università di Salerno, “si è
visto come l’inserimento del gene LAV-BPIFB4 attivava una serie di funzioni. In particolare l’enzima
eNOS responsabile della produzione dell’ossido nitrico, la più importante molecola protettiva della
funzione vascolare” che, se alterata come accade in età avanzata, si associa a infarto, ictus e
ipertensione, come pure a patologie metaboliche e neurologiche.
Gli effetti osservati si sono tradotti anche in vere prospettive terapeutiche, sottolinea una nota dall’Irccs
MultiMedica: trattando topi anziani con il gene LAV-BPIFB4 i ricercatori sono riusciti a riportare alla
normalità la loro funzione vascolare, mentre in animali ipertesi la terapia ha regolarizzato la pressione
sanguigna. Infine, in modelli sperimentali di interruzione del flusso sanguigno (ischemia), si è visto che
il trattamento con il ‘gene dei centenari’ portava a una migliore riparazione dei vasi colpiti e a un
potenziamento dell’angiogenesi, il processo alla base dello sviluppo di nuovi vasi sanguigni. In questo
modo i danni derivati dal blocco dell’afflusso di sangue venivano limitati.
“Questa scoperta – concludono Puca e Vecchione – apre nuovi scenari nella cura e prevenzione delle
malattie cardiovascolari, candidando la proteina LAV-BPIFB4 a nuova prospettiva terapeutica mirata a
proteggere il benessere cardiovascolare e allungare la durata della vita”.
Article source: https://it.notizie.yahoo.com/ricerca-dna-centenari-istruzioni-per-ringiovanire-vasisanguigni-132300177.html
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Nel Dna dei centenari la chiave per ringiovanire i vasi
sanguigni
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07/06/2015 - 16:15 - Nel Dna dei centenari sono nascosti molti segreti riguardanti la
longevità e la salute. Uno di questi segreti è stato ora identificato da gruppi di ricerca
dell'Irccs MultiMedica di Milano, Irccs Neuromed di Pozzilli e dell'Istituto di tecnologie
biomediche del Cnr di ... (HealthDesk)
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Ricerca: in Dna centenari 'istruzioni' per ringiovanire vasi sanguigni Milano, 5 giu,.
(AdnKronos Salute) - Dal Dna dei centenari nuove speranze contro le malattie cardiovascolari, big
killer del pianeta. Fra i segreti nascosti nel codice genetico dei super-nonni, infatti, ci sono anche le
'istruzioni' per far ringiovanire le vie del ... (Panorama - 21 minuti fa)
Compleanni
Anniversari
Neuromed, scoperto il gene dell'efficienza dei vasi sanguigni neuromed POZZILLI. Nel
Anna Torv, 36
DNA dei centenari sono nascosti molti segreti, che hanno contribuito a far arrivare queste persone
ad una età particolarmente avanzata e in buona salute. Proprio uno di questi segreti è stato ora
identificato da gruppi di ricerca ... (La Gazzetta del Molise - 22 minuti fa)
1979, Melbourne (Oceania)
John Turner, 86
1929
Commenti
Juan Antonio Pizzi, 47
1968, Santa Fe (Argentina)
Luca Fusi, 52
Inserire nome o nickname
1963, Lecco (Italia)
Inserire il testo (Shift+Tasto Invio per separare paragrafi)
Steven Kruijswijk, 28
1987, Paesi Bassi (Regno dei
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Editoriale
Primo Maggio che passione! Venerdì, 01 Maggio 2015 di Emanuele Armentano e
Alcide Simonetti Il Mondo laico, il mondo
cattolico, il mondo anarchico
ed anche quello gay “tutti
uniti appassionatamente”,
senza pregiudizi di sorta, a
festeggiare il labor day.
Tutto ha avuto origine negli
Stati Uniti, ove le
Scoperta della proteina che allunga la vita tra i ricercatori anche Carmine Vecchione
Sabato, 06 Giugno 2015 16:58
Scritto da Franco Maurella
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associazioni dei lavoratori,
dopo tante lotte, hanno
ottenuto il diritto... Read
More...
Onestamente...
Lettera aperta al Direttore
generale Diego BOUCHÈ Venerdì, 05 Giugno 2015 di Francesco Fusca Caro Diego,poche battute di
gratitudine, grande, per
sottolineare -e fermare nel
Tempo- i punti salienti del
Seminario di Spezzano
Albanese (Cosenza), del 20
maggio 2.015. La Tua
presenza -nel Paese più
bello del mondo (“Napoli è
una... Read More...
L'angolo del libro
La Poesia è un tocco che
muore nell’immortalità…
vivendo Origàmi…
Categoria principale:
Jonio
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Lettere al Direttore
A Bisignano strade ridotte a
colabrodo e alla stregua di
torrenti. - 2014-06-13
Castrovillari, proteina
Bpifb4, Carmine
Vecchione, Stroke Unit
Irccs Neuromed Pozzilli,
VILLAPIANA - Va ascritta anche ad un ricercatore di Villapiana, il dottore Carmine
Vecchione, responsabile Stroke Unit, Irccs Neuromed Pozzilli (Isernia), Polo Molise
Università La Sapienza Roma e ricercatore presso l’Università di Salerno, l’individuazione di
una proteina che fa la differenza nei longevi, in grado di riportare nella norma la pressione
del sangue, attivare il protettivo ossido nitrico e prevenire le malattie cardiovascolari e,
laddove è compromesso il flusso sanguigno, è in grado di attivare circuiti vascolari di
compenso. Lo studio, pubblicato sulla rivista Circulation Research, porta anche la firma di
Popoli migranti e tutela dei
popoli in fuga. Gennaro
Cassiani a 110 anni dalla
nascita - 2014-06-12
Annibale Puca, che lavora presso Multimedica e Cnr di Milano, anch’egli, come Carmine
Vecchione, ricercatore dell’università di Salerno. Già ieri, l’esito della prestigiosa ricerca
scientifica è stata pubblicata sulle pagine web del Corriere della Sera in un articolo a firma di
Mario Pappagallo e nei prossimi giorni troverà spazio sulle pagine scientifiche del Corsera.
Grazie, Preside Montalto! 2014-06-12
Appresa la notizia, abbiamo contattato telefonicamente il professore Carmine Vecchione,
ancora oggi residente a Villapiana Scalo dove vivono i genitori e la sorella, il quale,
ovviamente, ha espresso grande soddisfazione per l’individuazione di “una proteina che
La scuola di Via Vignale una
scuola di qualità - 2014-06-12
apporta notevoli benefici alla salute”
LA PROTEINA BPIFB4: Come si è giunti all’individuazione della proteina. Un gruppo di
scienziati, non solo italiani, hanno confrontato il codice genetico dei longevi italiani residenti
L’Unione delle Camere Penali
Italiane promotrice di tre
proposte di legge - 2014-06-12
nel Cilento e nella provincia di Salerno, insieme a quello dei longevi tedeschi e americani
(più di tremila longevi) e ad un gruppo di controllo di circa 2 mila giovani. Il confronto ha
permesso di scoprire una proteina, Bpifb4, la cui forma longeva (Lav) ha la capacità di
attivare una serie di funzioni nell’organismo tra cui l’espressione di proteine in grado di
modulare positivamente il metabolismo cellulare. Puca riferisce a Pappagallo: «Siamo ben
Controcorrente
consapevoli del ruolo della genetica nel determinare l’invecchiamento. Le patologie
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06-06-2015
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cardiovascolari sono quelle che maggiormente influenzano il vivere bene dell’anziano, infatti
I mali della Calabria?
Risalgono alla seconda
Guerra Punica Martedì, 11 Novembre 2014 di Alcide Simonetti Ho sempre imputato alla
“fatale alleanza” dei Bruzi con
Annibale, durante la seconda
guerra Punica (218 a.c.),
l'origine dei mali della
Calabria, distrutta dalla dura
reazione di Roma. A causa
di... Read More...
nove volte su dieci si muore per problemi legati al cuore o ai vasi. I centenari sono un
modello di invecchiamento ideale, con una ridotta incidenza di malattie cardiovascolari,
nonostante lo stile di vita non si discosti dalle persone cosiddette normali». Vecchione, che
è responsabile Stroke Unit ovvero Primario dell’Unità Operativa Complessa di Trattamento
Neurovascolare Acuto presso la Neuromed di Pozzilli, a noi aggiunge che “la proteina è
destinata a cambiare la vita dei cardiopatici in quanto capace di ridurre notevolmente le
patologie cardiovascolari che, come noto, in Europa sono la prima causa di mortalità
incidendo per il 48% dei decessi”. Ed aggiunge Vecchione: “La difficoltà principale della
ricerca scientifica ha riguardato la cattura di informazioni utili a comprendere come i geni
intervengono sull’invecchiamento”. COME FUNZIONA LA MOLECOLA LAV Il codice
genetico della molecola racchiude, dunque, il segreto della loro longevità e la ricerca
condotta ne ha, di fatto, svelato il segreto. L’aspetto più significativo è che la molecola Lav
è in grado di attivare eNos, l’enzima responsabile della produzione del più importante
protettore della funzione vascolare: l’ossido nitrico. Come sempre avviene in campo
scientifico, la ricerca è stata condotta su cavie. Roditori ipertesi trattati con Lav, hanno
mostrato un recupero importante della funzione vascolare con una normalizzazione dei
valori della pressione. Ancora, topi anziani con disfunzione della parte dei vasi sanguigni
dovuta alla minore presenza di ossido nitrico, hanno riacquistato, e riacquistano, la normale
funzione vascolare dopo trattamento con Lav. Ed ancora, nella sperimentazione che ha
riguardato modelli di ischemia (chiusura del flusso sanguigno) dell’arto inferiore, la
somministrazione di Lav favorisce lo sviluppo di circoli vascolari collaterali che riducono il
danno conseguente al blocco del regolare flusso di sangue. Tale scoperta, per come ci ha
riferito il professore Vecchione, apre nuovi scenari nella cura e prevenzione delle malattie
cardiovascolari, candidando la proteina Lav come un nuova prospettiva di cura e di
prevenzione per proteggere il benessere cardiovascolare ed allungare, quindi, la durata
della vita.
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OSPEDALE CHIETI, CENTRODESTRA: «UN BLUFF, NULLA DI CONCRETO». FEBO: «NOSOCOMIO SI FARÀ»
10:56
F RANCAVILLA, IL COMUNE CI DÀ UN ALTRO TAGLIO
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La ricerca, una nuova prospettiva terapeutica per le
patologie cardiovascolari
Published On sabato, giugno 06, 2015 By Redazione @ PrimaDaNoi.it. Categoria: PrimaDaNoi.
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ISERNIA. Nel Dna dei centenari sono nascosti molti
segreti, che hanno contribuito a far arrivare queste persone
ad una età particolarmente avanzata e in buona salute.
Proprio uno di questi segreti è stato ora identificato da
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Fonte/Source/From Redazione @ PrimaDaNoi.it
“Stai Facendo il Video? BRAVO!”
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Delfino Pescara. Oddo sfida Rossi: «il
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Cuore, grinta e carattere. Il Pescara
fa 2-2 a Vicenza e conquista la finale
L’arbitro avezzanese Di Paolo
(ri)conquista la serie A
Oddo e il nuovo Pescara tutto da
scoprire. La dirigenza: «vittoria
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Delfino Pescara. Continuità con
poche pause. L'effetto Oddo è
dirompente sui play-off
Tags: La ricerca, salute, pozzilli, neuromed, dna, annibale puca
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La ricerca, una nuova prospettiva terapeutica per
06/06/2015 SPIAGGE NON LIBERE Animalisti "disobbediscono", in spiaggia con cani a Giulianova
le patologie cardiovascolari
06/06/2015 SALUTE La ricerca, una nuova prospettiva terapeutica per le patologie cardiovascolari
Nel codice genetico dei centenari la chiave per il ringiovanimento dei
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ISERNIA. Nel Dna dei centenari sono nascosti molti segreti, che hanno contribuito a far arrivare
Ritrovati i due ragazzi scomparsi da
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queste persone ad una età particolarmente avanzata e in buona salute.
Proprio uno di questi segreti è stato ora identificato da gruppi di ricerca dell’I.R.C.C.S. Neuromed di
Inchieste »
Pozzilli (IS), I.R.C.C.S. MultiMedica di Milano e dell’Istituto di Tecnologie Biomediche del CNR di
Segrate. I risultati dello studio, condotto in collaborazione con altre prestigiose strutture scientifiche
italiane e internazionali, sono stati pubblicati sul giornale Circulation Research.
Al centro della ricerca c’è il gene che codifica la proteina BPIFB4, la cui funzione era ignota se non per
proteine della stessa famiglia coinvolte nelle difese immunitarie, in particolare nell’azione contro i
batteri a livello di naso, bocca e polmoni. Ma, secondo lo studio appena pubblicato, la BPIFB4 è
implicata anche nel mantenimento dell’efficienza dei vasi sanguigni, e qui entrano in gioco le
differenze genetiche tra centenari e persone “normali”.
«Abbiamo confrontato – spiega Annibale Puca, professore nell’Università di Salerno presso l’I.R.C.C.S.
MultiMedica - il DNA di tre gruppi di persone particolarmente longeve (nel Cilento, in Germania e
negli Stati Uniti, per un totale di tremila individui) con un gruppo di controllo composto da duemila
persone giovani. E abbiamo visto che nei centenari prevaleva una particolare variante del gene
BPIFB4, da noi denominata LAV (longevity associated variant)».
A questo punto le ricerche sono passate a valutare l’azione della specifica variante genetica,
tecnicamente definita anche “polimorfismo”. Usando sia modelli sperimentali in vitro che in vivo,
Clamoroso. «Già tutto
deciso»: la sentenza
di Bussi fu comunicata
due settimane prima
«Non c’è
diffamazione». Prima
si sente diffamato poi
confessa mazzette: il
caso di Sabatino
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spiega Carmine Vecchione, Professore nell’Università di Salerno presso l’I.R.C.C.S. Neuromed di
Rifiuti, il giudice:
«così il gruppo Di Zio
particolare l’enzima eNOS, responsabile della produzione dell’ossido nitrico, la più importante molecola è diventato
monopolista»
Pozzilli, si è visto come l’inserimento del gene LAV-BPIFB4 attivava una serie di funzioni, in
protettiva della funzione vascolare. Bisogna ricordare, al riguardo, che una alterazione della funzione
Grandi opere, grandi
conflitti di interesse:
le zone d'ombra della
Commissione via
vascolare, tipica dell’età avanzata, è correlata a diverse patologie, soprattutto quelle cardiovascolari
come infarto, ictus e ipertensione, ma anche metaboliche e neurologiche.
Inoltre, gli effetti osservati si sono tradotti anche in vere prospettive terapeutiche. Il trattamento con il
gene LAV-BPIFB4 su topi anziani ha effettivamente riportato alla normalità la loro funzione
vascolare, mentre su animali affetti da ipertensione ha normalizzato la pressione sanguigna. Infine, in
modelli sperimentali di interruzione del flusso sanguigno (ischemia), si è visto che il trattamento
L’inchiesta Soget, la
Biscotti, merendine,
portava ad una migliore riparazione dei vasi colpiti e ad un potenziamento dell’angiogenesi, il processo Casta, l’indebitamento creme spalmabili e
alla base dello sviluppo di nuovi vasi sanguigni. In questo modo i danni derivati dal blocco dell’afflusso ed i bilanci aggiustati latte per neonati:
degli enti pubblici
di sangue venivano limitati.
l’olio di palma fa
male?
La proteina LAV-BPIFB4 è quindi da oggi sotto i riflettori, come sottolineano Annibale Puca e
Carmine Vecchione, «Questa scoperta apre nuovi scenari nella cura e prevenzione delle malattie
cardiovascolari, candidando questa proteina come un nuova prospettiva terapeutica mirata a
Economia »
proteggere il benessere cardiovascolare ed allungare la durata della vita».
+++ LA RICERCA
06/06/2015 ‐ 10:45
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Nel Dna dei centenari la chiave per ringiovanire i vasi sanguigni
del 06/06/2015 02:41 in altro - healthdesk.it
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Nel Dna dei centenari sono nascosti molti segreti riguardanti la longevità e la salute. Uno di questi segreti è stato
ora identificato da gruppi di ricerca dell'Irccs MultiMedica di Milano, Irccs Neuromed di Pozzilli e dell'Istituto di
tecnologie biomediche del Cnr di Segrate. La scoperta, pubblicata su Circulation Research , apre nuovi interessanti
scenari nella cura e prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Tags: centenari chiave dna ringiovanire sanguigni vasi
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BENESSERE
IN DNA CENTENARI
‘ISTRUZIONI’ PER
RINGIOVANIRE VASI
SANGUIGNI
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Dal Dna dei centenari nuove speranze contro le malattie cardiovascolari, big killer del
pianeta.
Fra i segreti nascosti nel codice genetico dei super-nonni, infatti, ci sono anche le ‘istruzioni’
per far ringiovanire le vie del sangue.
In particolare c’ un gene che produce una proteina candidata a un futuro da farmaco,
sperimentato con successo in animali anziani o malati.
La scoperta porta la firma di scienziati dell’Irccs MultiMedica di Sesto San Giovanni
(Milano), dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia) e dell’Istituto di tecnologie biomediche di
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Segrate (Milano), autori di uno studio pubblicato su ‘Circulation Research’ e condotto in
collaborazione con altri centri nazionali e stranieri.
Al centro del lavoro il gene che codifica per la proteina BPIFB4, parte di una famiglia
precedentemente associata ai meccanismi naturali di difesa contro batteri che colpiscono
naso, bocca e polmoni.
La nuova ricerca svela un ruolo di BPIFB4, o meglio di una sua speciale ‘versione’, anche nel
mantenimento dell’efficienza dei vasi sanguigni.
“Abbiamo confrontato il Dna di 3 gruppi di persone particolarmente longeve (3 mila
reclutate tra Cilento, Germania e Stati Uniti) con un gruppo di controllo composto da 2 mila
giovani”, spiega Annibale Puca dell’Irccs MultiMedica, professore all’universit di Salerno.
Cos “abbiamo visto che nei centenari prevaleva una particolare variante del gene BPIFB4,
da noi denominata LAV (Longevity associated variant)”.
Studiando l’azione di questo polimorfismo in modelli sperimentali sia in vitro che in vivo,
prosegue Carmine Vecchione dell’Irccs Neuromed di Pozzilli, professore sempre all’universit
di Salerno, “si visto come l’inserimento del gene LAV-BPIFB4 attivava una serie di funzioni.
In particolare l’enzima eNOS responsabile della produzione dell’ossido nitrico, la pi
importante molecola protettiva della funzione vascolare” che, se alterata come accade in et
avanzata, si associa a infarto, ictus e ipertensione, come pure a patologie metaboliche e
neurologiche.
Gli effetti osservati si sono tradotti anche in vere prospettive terapeutiche, sottolinea una
nota dall’Irccs MultiMedica: trattando topi anziani con il gene LAV-BPIFB4 i ricercatori sono
riusciti a riportare alla normalit la loro funzione vascolare, mentre in animali ipertesi la
terapia ha regolarizzato la pressione sanguigna.
Infine, in modelli sperimentali di interruzione del flusso sanguigno (ischemia), si visto che il
trattamento con il ‘gene dei centenari’ portava a una migliore riparazione dei vasi colpiti e a
un potenziamento dell’angiogenesi, il processo alla base dello sviluppo di nuovi vasi
sanguigni.
In questo modo i danni derivati dal blocco dell’afflusso di sangue venivano limitati.
“Questa scoperta – concludono Puca e Vecchione – apre nuovi scenari nella cura e
prevenzione delle malattie cardiovascolari, candidando la proteina LAV-BPIFB4 a nuova
prospettiva terapeutica mirata a proteggere il benessere cardiovascolare e allungare la
durata della vita”.
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Home / Nazionali / Ricerca: in Dna centenari ‘istruzioni’ per ringiovanire vasi sanguigni
Ricerca: in Dna centenari ‘istruzioni’ per ringiovanire vasi
sanguigni
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Posted on 5 giugno 2015 by Adnkronos in Nazionali, Salute-adn
Milano, 5 giu,. (AdnKronos Salute) – Dal Dna dei centenari nuove speranze contro le malattie cardiovascolari, big
killer del pianeta. Fra i segreti nascosti nel codice genetico dei super-nonni, infatti, ci sono anche le ‘istruzioni’
per far ringiovanire le vie del sangue. In particolare c’è un gene che produce una proteina candidata a un futuro
da farmaco, sperimentato con successo in animali anziani o malati. La scoperta porta la firma di scienziati
dell’Irccs MultiMedica di Sesto San Giovanni (Milano), dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia) e dell’Istituto di
tecnologie biomediche di Segrate (Milano), autori di uno studio pubblicato su ‘Circulation Research’ e condotto in
collaborazione con altri centri nazionali e stranieri.
Al centro del lavoro il gene che codifica per la proteina BPIFB4, parte di una famiglia precedentemente associata
ai meccanismi naturali di difesa contro batteri che colpiscono naso, bocca e polmoni. La nuova ricerca svela un
ruolo di BPIFB4, o meglio di una sua speciale ‘versione’, anche nel mantenimento dell’efficienza dei vasi
sanguigni. “Abbiamo confrontato il Dna di 3 gruppi di persone particolarmente longeve (3 mila reclutate tra
Cilento, Germania e Stati Uniti) con un gruppo di controllo composto da 2 mila giovani”, spiega Annibale Puca
dell’Irccs MultiMedica, professore all’università di Salerno. Così “abbiamo visto che nei centenari prevaleva una
particolare variante del gene BPIFB4, da noi denominata LAV (Longevity associated variant)”.
Studiando l’azione di questo polimorfismo in modelli sperimentali sia in vitro che in vivo, prosegue Carmine
Vecchione dell’Irccs Neuromed di Pozzilli, professore sempre all’università di Salerno, “si è visto come
l’inserimento del gene LAV-BPIFB4 attivava una serie di funzioni. In particolare l’enzima eNOS responsabile della
produzione dell’ossido nitrico, la più importante molecola protettiva della funzione vascolare” che, se alterata
come accade in età avanzata, si associa a infarto, ictus e ipertensione, come pure a patologie metaboliche e
neurologiche.
Gli effetti osservati si sono tradotti anche in vere prospettive terapeutiche, sottolinea una nota dall’Irccs
MultiMedica: trattando topi anziani con il gene LAV-BPIFB4 i ricercatori sono riusciti a riportare alla normalità la
loro funzione vascolare, mentre in animali ipertesi la terapia ha regolarizzato la pressione sanguigna. Infine, in
modelli sperimentali di interruzione del flusso sanguigno (ischemia), si è visto che il trattamento con il ‘gene dei
centenari’ portava a una migliore riparazione dei vasi colpiti e a un potenziamento dell’angiogenesi, il processo
alla base dello sviluppo di nuovi vasi sanguigni. In questo modo i danni derivati dal blocco dell’afflusso di sangue
venivano limitati.
“Questa scoperta – concludono Puca e Vecchione – apre nuovi scenari nella cura e prevenzione delle malattie
cardiovascolari, candidando la proteina LAV-BPIFB4 a nuova prospettiva terapeutica mirata a proteggere il
benessere cardiovascolare e allungare la durata della vita”.
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Nel codice genetico dei centenari la chiave per il
ringiovanimento dei vasi sanguigni, lo studio del Neuromed
5 giugno 2015
N e l DNA dei centenari sono nascosti molti segreti, che hanno
contribuito a far arrivare queste persone a una età particolarmente
avanzata e in buona salute. Proprio uno di questi segreti è stato ora
identificato da gruppi di ricerca del Neuromed di Pozzilli (IS), l’Istituto
MultiMedica di Milano e dell’Istituto di Tecnologie Biomediche del Cnr di
Segrate. I risultati dello studio, condotto in collaborazione con altre
prestigiose strutture scientifiche italiane e internazionali, sono stati
pubblicati sul giornale Circulation Research.
Al centro della ricerca c’è il gene che codifica la proteina BPIFB4,
la cui funzione era ignota se non per proteine della stessa famiglia
coinvolte nelle difese immunitarie, in particolare nell’azione contro i batteri
a livello di naso, bocca e polmoni. Ma, secondo lo studio appena
pubblicato, la BPIFB4 è implicata anche nel mantenimento dell’efficienza
dei vasi sanguigni, e qui entrano in gioco le differenze genetiche tra centenari e persone “normali”. “Abbiamo confrontato – spiega
Annibale Puca, professore nell’Università di Salerno presso MultiMedica – il DNA di tre gruppi di persone particolarmente longeve
(nel Cilento, in Germania e negli Stati Uniti, per un totale di tremila individui) con un gruppo di controllo composto da duemila
persone giovani. E abbiamo visto che nei centenari prevaleva una particolare variante del gene BPIFB4, da noi denominata LAV
(longevity associated variant)”.
A questo punto le ricerche sono passate a valutare l’azione della specifica variante genetica, tecnicamente definita anche
“polimorfismo”. “Usando sia modelli sperimentali in vitro che in vivo, – spiega Carmine Vecchione, professore nell’Università di
Salerno al Neuromed di Pozzilli – si è visto come l’inserimento del gene LAV-BPIFB4 attivava una serie di funzioni, in particolare
l’enzima eNOS, responsabile della produzione dell’ossido nitrico, la più importante molecola protettiva della funzione vascolare.
Bisogna ricordare, al riguardo, che una alterazione della funzione vascolare, tipica dell’età avanzata, è correlata a diverse
patologie, soprattutto quelle cardiovascolari come infarto, ictus e ipertensione, ma anche metaboliche e neurologiche”.
Inoltre, gli effetti osservati si sono tradotti anche in vere prospettive terapeutiche. Il trattamento con il gene LAV-BPIFB4 su topi
anziani ha effettivamente riportato alla normalità la loro funzione vascolare, mentre su animali affetti da ipertensione ha
normalizzato la pressione sanguigna. Infine, in modelli sperimentali di interruzione del flusso sanguigno (ischemia), si è visto che
il trattamento portava ad una migliore riparazione dei vasi colpiti e ad un potenziamento dell’angiogenesi, il processo alla base
dello sviluppo di nuovi vasi sanguigni. In questo modo i danni derivati dal blocco dell’afflusso di sangue venivano limitati.
La proteina LAV-BPIFB4 è quindi da oggi sotto i riflettori, come sottolineano Annibale Puca e Carmine Vecchione, “ questa
NOTIZIE DAL MOLISE
Santa Maria della Croce,
grande partecipazione per
l’appuntamento della
BiblioMediaTeca di
Campobasso
Nel codice genetico dei
centenari la chiave per il
ringiovanimento dei vasi
sanguigni, lo studio del
Neuromed
Campobasso, celebrato il
201^ anniversario
dell’Arma dei Carabinieri
Ordine dei Giornalisti, il
consigliere nazionale
Vincenzo Cimino risponde a
Di Tota, Petta e Luongo
Ordine dei Giornalisti del
Molise, Di Tota prosegue la
polemica: questa volta
l’accento sulla revisione
degli albi professionali
Oratino, si può partecipare
fino al 31 giugno al Festival
della canzone d’autore ‘Ugo
Calise 2015′
Il mondo del gioiello Byba si
svela da Loly Borse. In via
Orefici a Campobasso
aperitivo e sorpresa
Il senatore Ruta: “Il Ddl sulla
scuola va modificato. Solo
così sarà la riforma che
l’Italia reclama”
05-06-2015
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scoperta apre nuovi scenari nella cura e prevenzione delle malattie cardiovascolari, candidando questa proteina come un nuova
prospettiva terapeutica mirata a proteggere il benessere cardiovascolare ed allungare la durata della vita”.
La Buona scuola, i sindacati
non arretrano. La
mobilitazione prosegue
anche in Molise
Rete internet gratuita,
l’applicazione per
‘geolocalizzarsi’ e un
contest, i Misteri
promuovono le innovazioni
tecnologiche
Pubblica amministrazione al
servizio dei cittadini, Anta
Molise e della Moli.G.A.V. si
‘aggiornano’ a Mattinata
Coni, tutto pronto per la 12^
Giornata Nazionale dello
Sport. Eventi a Termoli e
Petacciato
La Prefettura di Campobasso
su Twitter per promuovere
cumunicazioni dirette ai
cittadini
‘Scuola Aperta’, concluso
con successo il progetto
della Polizia di Campobasso
per educare i giovani alla
legalità
Elezioni regionali, vince
l’astensionismo. La dura
risposta dei cittadini alle
politiche di Governo
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Salute: Nel DNA dei centenari la chiave per il
ringiovanimento dei vasi sanguigni
» Cilento Notizie › Salerno› Salute
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Nel DNA dei centenari sono
nascosti molti segreti, che hanno
contribuito a far arrivare queste
persone ad una età
particolarmente avanzata e in
buona salute. Proprio uno di
questi segreti è stato ora
identificato da gruppi di ricerca
dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli
(IS), I.R.C.C.S. MultiMedica di Milano e dell’Istituto di Tecnologie
Biomediche del CNR di Segrate. I risultati dello studio, condotto in
collaborazione con altre prestigiose strutture scientifiche italiane
e internazionali, sono stati pubblicati sul giornale Circulation
Research.
Al centro della ricerca c’è il gene che codifica la proteina BPIFB4,
la cui funzione era ignota se non per proteine della stessa famiglia
coinvolte nelle difese immunitarie, in particolare nell’azione
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contro i batteri a livello di naso, bocca e polmoni. Ma, secondo lo
studio appena pubblicato, la BPIFB4 è implicata anche nel
mantenimento dell’efficienza dei vasi sanguigni, e qui entrano in
gioco le differenze genetiche tra centenari e persone “normali”.
“Abbiamo confrontato – spiega Annibale Puca, Professore
nell’Università di Salerno presso l’I.R.C.C.S. MultiMedica - il DNA
di tre gruppi di persone particolarmente longeve (nel Cilento, in
Germania e negli Stati Uniti, per un totale di tremila individui) con
un gruppo di controllo composto da duemila persone giovani. E
abbiamo visto che nei centenari prevaleva una particolare
variante del gene BPIFB4, da noi denominata LAV (longevity
associated variant)”.
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A questo punto le ricerche sono passate a valutare l’azione della
specifica variante genetica, tecnicamente definita anche
“polimorfismo”. Usando sia modelli sperimentali in vitro che in
vivo, spiega Carmine Vecchione, Professore nell’Università di
Salerno presso l’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, si è visto come
l’inserimento del gene LAV-BPIFB4 attivava una serie di funzioni,
in particolare l’enzima eNOS, responsabile della produzione
dell’ossido nitrico, la più importante molecola protettiva della
funzione vascolare. Bisogna ricordare, al riguardo, che una
alterazione della funzione vascolare, tipica dell’età avanzata, è
correlata a diverse patologie, soprattutto quelle cardiovascolari
come infarto, ictus e ipertensione, ma anche metaboliche e
neurologiche.
Inoltre, gli effetti osservati si sono tradotti anche in vere
prospettive terapeutiche. Il trattamento con il gene LAV-BPIFB4
su topi anziani ha effettivamente riportato alla normalità la loro
funzione vascolare, mentre su animali affetti da ipertensione ha
normalizzato la pressione sanguigna. Infine, in modelli
sperimentali di interruzione del flusso sanguigno (ischemia), si è
visto che il trattamento portava ad una migliore riparazione dei
vasi colpiti e ad un potenziamento dell’angiogenesi, il processo
alla base dello sviluppo di nuovi vasi sanguigni. In questo modo i
danni derivati dal blocco dell’afflusso di sangue venivano limitati.
La proteina LAV-BPIFB4 è quindi da oggi sotto i riflettori, come
sottolineano Annibale Puca e Carmine Vecchione, “Questa
scoperta apre nuovi scenari nella cura e prevenzione delle
malattie cardiovascolari, candidando questa proteina come un
nuova prospettiva terapeutica mirata a proteggere il benessere
cardiovascolare ed allungare la durata della vita”.
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Salute: Nel DNA dei
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Milano, 5 giu,. (AdnKronos Salute) - Dal Dna dei centenari nuove speranze contro le malattie cardiovascolari, big killer del
pianeta. Fra i segreti nascosti nel codice genetico dei super-nonni, infatti, ci sono anche le 'istruzioni' per far ringiovanire le vie
del sangue. In particolare c'è un gene che produce una proteina candidata a un futuro da farmaco, sperimentato con
successo in animali anziani o malati. La scoperta porta la firma di scienziati dell'Irccs MultiMedica di Sesto San Giovanni (Milano),
dell'Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia) e dell'Istituto di tecnologie biomediche di Segrate (Milano), autori di uno studio
pubblicato su 'Circulation Research' e condotto in collaborazione con altri centri nazionali e stranieri.
Al centro del lavoro il gene che codifica per la proteina BPIFB4, parte di una famiglia precedentemente associata ai meccanismi
naturali di difesa contro batteri che colpiscono naso, bocca e polmoni. La nuova ricerca svela un ruolo di BPIFB4, o meglio di
una sua speciale 'versione', anche nel mantenimento dell'efficienza dei vasi sanguigni. "Abbiamo confrontato il Dna di 3 gruppi
di persone particolarmente longeve (3 mila reclutate tra Cilento, Germania e Stati Uniti) con un gruppo di controllo composto
da 2 mila giovani", spiega Annibale Puca dell'Irccs MultiMedica, professore all'università di Salerno. Così "abbiamo visto che nei
centenari prevaleva una particolare variante del gene BPIFB4, da noi denominata LAV (Longevity associated variant)".
Studiando l'azione di questo polimorfismo in modelli sperimentali sia in vitro che in vivo, prosegue Carmine Vecchione dell'Irccs
Neuromed di Pozzilli, professore sempre all'università di Salerno, "si è visto come l'inserimento del gene LAV-BPIFB4 attivava
una serie di funzioni. In particolare l'enzima eNOS responsabile della produzione dell'ossido nitrico, la più importante molecola
protettiva della funzione vascolare" che, se alterata come accade in età avanzata, si associa a infarto, ictus e ipertensione,
come pure a patologie metaboliche e neurologiche.
Gli effetti osservati si sono tradotti anche in vere prospettive terapeutiche, sottolinea una nota dall'Irccs MultiMedica:
trattando topi anziani con il gene LAV-BPIFB4 i ricercatori sono riusciti a riportare alla normalità la loro funzione vascolare,
mentre in animali ipertesi la terapia ha regolarizzato la pressione sanguigna. Infine, in modelli sperimentali di interruzione del
flusso sanguigno (ischemia), si è visto che il trattamento con il 'gene dei centenari' portava a una migliore riparazione dei vasi
colpiti e a un potenziamento dell'angiogenesi, il processo alla base dello sviluppo di nuovi vasi sanguigni. In questo modo i
danni derivati dal blocco dell'afflusso di sangue venivano limitati.
"Questa scoperta - concludono Puca e Vecchione - apre nuovi scenari nella cura e prevenzione delle malattie cardiovascolari,
candidando la proteina LAV-BPIFB4 a nuova prospettiva terapeutica mirata a proteggere il benessere cardiovascolare e
allungare la durata della vita".
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Nel codice genetico dei centenari la chiave per il ringiovanimento dei
vasi sanguigni, la ricerca di Neuromed.
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Nel DNA dei centenari sono nascosti molti segreti, che hanno
contribuito a far arrivare queste persone ad una età
particolarmente avanzata e in buona salute. Proprio uno di
questi segreti è stato ora identificato da gruppi di ricerca
dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), I.R.C.C.S.
M u l t i M e d i c a d i M i l a n o e dell’Istituto di Tecnologie
Biomediche del CNR di Segrate. I risultati dello studio,
condotto in collaborazione con altre prestigiose strutture
scientifiche italiane e internazionali, sono stati pubblicati sul
giornale Circulation Research.
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Al centro della ricerca c’è il gene che codifica la proteina BPIFB4, la cui funzione era ignota se non per proteine
della stessa famiglia coinvolte nelle difese immunitarie, in particolare nell’azione contro i batteri a livello di naso,
bocca e polmoni. Ma, secondo lo studio appena pubblicato, la BPIFB4 è implicata anche nel mantenimento
dell’efficienza dei vasi sanguigni, e qui entrano in gioco le differenze genetiche tra centenari e persone “normali”.
“Abbiamo confrontato – spiega Annibale Puca, Professore nell’Università di Salerno presso l’I.R.C.C.S.
MultiMedica – il DNA di tre gruppi di persone particolarmente longeve (nel Cilento, in Germania e negli Stati Uniti,
per un totale di tremila individui) con un gruppo di controllo composto da duemila persone giovani. E abbiamo visto
che nei centenari prevaleva una particolare variante del gene BPIFB4, da noi denominata LAV (longevity associated
variant)”.
A questo punto le ricerche sono passate a valutare l’azione della specifica variante genetica, tecnicamente definita
anche “polimorfismo”. Usando sia modelli sperimentali in vitro che in vivo, spiega Carmine Vecchione, Professore
nell’Università di Salerno presso l’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, si è visto come l’inserimento del gene LAVBPIFB4 attivava una serie di funzioni, in particolare l’enzima eNOS, responsabile della produzione dell’ossido nitrico,
la più importante molecola protettiva della funzione vascolare. Bisogna ricordare, al riguardo, che una alterazione della
funzione vascolare, tipica dell’età avanzata, è correlata a diverse patologie, soprattutto quelle cardiovascolari come
infarto, ictus e ipertensione, ma anche metaboliche e neurologiche.
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Inoltre, gli effetti osservati si sono tradotti anche in vere prospettive terapeutiche. Il trattamento con il gene
LAV-BPIFB4 su topi anziani ha effettivamente riportato alla normalità la loro funzione vascolare, mentre su animali
affetti da ipertensione ha normalizzato la pressione sanguigna. Infine, in modelli sperimentali di interruzione del flusso
sanguigno (ischemia), si è visto che il trattamento portava ad una migliore riparazione dei vasi colpiti e ad un
potenziamento dell’angiogenesi, il processo alla base dello sviluppo di nuovi vasi sanguigni. In questo modo i danni
derivati dal blocco dell’afflusso di sangue venivano limitati.
La proteina LAV-BPIFB4 è quindi da oggi sotto i riflettori, come sottolineano Annibale Puca e Carmine Vecchione,
“Questa scoperta apre nuovi scenari nella cura e prevenzione delle malattie cardiovascolari, candidando questa
proteina come un nuova prospettiva terapeutica mirata a proteggere il benessere cardiovascolare ed allungare la
durata della vita”.
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Cardiologia. Nel codice genetico dei centenari la
chiave per il ringiovanimento dei vasi sanguigni
Al centro della ricerca c’è il gene che codifica la proteina BPIFB4, che, secondo lo
studio, è implicata anche nel mantenimento dell’efficienza dei vasi sanguigni, e qui
entrano in gioco le differenze genetiche tra centenari e persone “normali”. Il
trattamento con il gene LAV-BPIFB4 su topi anziani ha riportato alla normalità la
loro funzione vascolare, mentre su animali affetti da ipertensione ha normalizzato
la pressione sanguigna.
05 GIU - Nel DNA dei centenari sono nascosti molti segreti, che hanno contribuito
a far arrivare queste persone ad una età particolarmente avanzata e in buona
salute. Proprio uno di questi segreti è stato ora identificato da gruppi di ricerca
dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (IS), Irccs MultiMedica di Milano e dell’Istituto di
Tecnologie Biomediche del CNR di Segrate. I risultati dello studio, condotto in
collaborazione con altre prestigiose strutture scientifiche italiane e internazionali,
sono stati pubblicati sul giornale Circulation Research.
Al centro della ricerca c’è il gene che codifica la proteina BPIFB4, la cui funzione era ignota se non per
proteine della stessa famiglia coinvolte nelle difese immunitarie, in particolare nell’azione contro i batteri a
livello di naso, bocca e polmoni. Ma, secondo lo studio appena pubblicato, la BPIFB4 è implicata anche nel
mantenimento dell’efficienza dei vasi sanguigni, e qui entrano in gioco le differenze genetiche tra centenari e
persone “normali”. “Abbiamo confrontato – spiega Annibale Puca, Professore nell’Università di Salerno
presso l’Irccs MultiMedica - il DNA di tre gruppi di persone particolarmente longeve (nel Cilento, in
Germania e negli Stati Uniti, per un totale di tremila individui) con un gruppo di controllo composto da
duemila persone giovani. E abbiamo visto che nei centenari prevaleva una particolare variante del gene
BPIFB4, da noi denominata LAV (longevity associated variant)”.
A questo punto le ricerche sono passate a valutare l’azione della specifica variante genetica, tecnicamente
definita anche “polimorfismo”. Usando sia modelli sperimentali in vitro che in vivo, spiega Carmine
Vecchione, Professore nell’Università di Salerno presso l’Irccs Neuromed di Pozzilli, si è visto come
l’inserimento del gene LAV-BPIFB4 attivava una serie di funzioni, in particolare l’enzima eNOS,
responsabile della produzione dell’ossido nitrico, la più importante molecola protettiva della funzione
vascolare. Bisogna ricordare, al riguardo, che una alterazione della funzione vascolare, tipica dell’età
avanzata, è correlata a diverse patologie, soprattutto quelle cardiovascolari come infarto, ictus e
ipertensione, ma anche metaboliche e neurologiche.
Inoltre, gli effetti osservati si sono tradotti anche in vere prospettive terapeutiche. Il trattamento con il gene
LAV-BPIFB4 su topi anziani ha effettivamente riportato alla normalità la loro funzione vascolare, mentre su
animali affetti da ipertensione ha normalizzato la pressione sanguigna. Infine, in modelli sperimentali di
interruzione del flusso sanguigno (ischemia), si è visto che il trattamento portava ad una migliore riparazione
dei vasi colpiti e ad un potenziamento dell’angiogenesi, il processo alla base dello sviluppo di nuovi vasi
sanguigni. In questo modo i danni derivati dal blocco dell’afflusso di sangue venivano limitati.
La proteina LAV-BPIFB4 è quindi da oggi sotto i riflettori, come sottolineano Annibale Puca e Carmine
Vecchione, “Questa scoperta apre nuovi scenari nella cura e prevenzione delle malattie cardiovascolari,
candidando questa proteina come un nuova prospettiva terapeutica mirata a proteggere il benessere
cardiovascolare ed allungare la durata della vita”.
05 giugno 2015
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Ricerca: in Dna centenari 'istruzioni' per ringiovanire vasi sanguigni
Milano, 5 giu,. (AdnKronos Salute) Dal Dna dei centenari nuove
speranze contro le malattie
cardiovascolari, big killer del
pianeta. Fra i segreti nascosti nel
codice genetico dei super-nonni,
infatti, ci sono anche le 'istruzioni'
per far ringiovanire le vie del
sangue. In particolare c'è un gene
che produce una proteina candidata
a un futuro da farmaco,
sperimentato con successo in
animali anziani o malati. La scoperta porta la firma di scienziati dell'Irccs MultiMedica di Sesto San
Giovanni (Milano), dell'Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia) e dell'Istituto di tecnologie biomediche di
Segrate (Milano), autori di uno studio pubblicato su 'Circulation Research' e condotto in collaborazione
con altri centri nazionali e stranieri.
Fonte: adnkronos
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gruppi di persone particolarmente longeve (3 mila reclutate tra Cilento, Germania e Stati Uniti) con un gruppo di
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Salerno. Così "abbiamo visto che nei centenari prevaleva una particolare variante del gene BPIFB4, da noi
denominata LAV (Longevity associated variant)". Studiando l'azione di questo polimorfismo in modelli sperimentali
sia in vitro che in vivo, prosegue Carmine Vecchione dell'Irccs Neuromed di Pozzilli, professore sempre all'università
di Salerno, "si è visto come l'inserimento del gene LAV-BPIFB4 attivava una serie di funzioni. In particolare l'enzima
eNOS responsabile della produzione dell'ossido nitrico, la più importante molecola protettiva della funzione
vascolare" che, se alterata come accade in età avanzata, si associa a infarto, ictus e ipertensione, come pure a
patologie metaboliche e neurologiche.Gli effetti osservati si sono tradotti anche in vere prospettive terapeutiche,
sottolinea una nota dall'Irccs MultiMedica: trattando topi anziani con il gene LAV-BPIFB4 i ricercatori sono riusciti
a riportare alla normalità la loro funzione vascolare, mentre in animali ipertesi la terapia ha regolarizzato la
pressione sanguigna. Infine, in modelli sperimentali di interruzione del flusso sanguigno (ischemia), si è visto che il
trattamento con il 'gene dei centenari' portava a una migliore riparazione dei vasi colpiti e a un potenziamento
dell'angiogenesi, il processo alla base dello sviluppo di nuovi vasi sanguigni. In questo modo i danni derivati dal
blocco dell'afflusso di sangue venivano limitati."Questa scoperta - concludono Puca e Vecchione - apre nuovi
scenari nella cura e prevenzione delle malattie cardiovascolari, candidando la proteina LAV-BPIFB4 a nuova
prospettiva terapeutica mirata a proteggere il benessere cardiovascolare e allungare la durata della vita".
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Nel codice genetico dei centenari la chiave per il ringiovanimento dei vasi...
Nel codice genetico dei centenari la chiave per
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Nel DNA dei centenari sono nascosti molti segreti, che hanno contribuito a far arrivare queste
persone ad una età particolarmente avanzata e in buona salute. Proprio uno di questi segreti è
stato ora identificato da gruppi di ricerca dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), I.R.C.C.S.
MultiMedica di Milano e dell’Istituto di Tecnologie Biomediche del CNR di Segrate. I
risultati dello studio, condotto in collaborazione con altre prestigiose strutture scientifiche italiane e
internazionali, sono stati pubblicati sul giornale Circulation Research.
Al centro della ricerca c’è il gene che codifica la proteina BPIFB4, la cui funzione era ignota se non
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per proteine della stessa famiglia coinvolte nelle difese immunitarie, in particolare nell’azione contro
i batteri a livello di naso, bocca e polmoni. Ma, secondo lo studio appena pubblicato, la BPIFB4 è
implicata anche nel mantenimento dell’efficienza dei vasi sanguigni, e qui entrano in gioco le
differenze genetiche tra centenari e persone “normali”. “Abbiamo confrontato – spiega Annibale
Puca, Professore nell’Università di Salerno presso l’I.R.C.C.S. MultiMedica – il DNA di tre gruppi di
persone particolarmente longeve (nel Cilento, in Germania e negli Stati Uniti, per un totale di tremila
individui) con un gruppo di controllo composto da duemila persone giovani. E abbiamo visto che nei
centenari prevaleva una particolare variante del gene BPIFB4, da noi denominata LAV (longevity
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Inoltre, gli effetti osservati si sono tradotti anche in vere prospettive terapeutiche. Il trattamento con
il gene LAV-BPIFB4 su topi anziani ha effettivamente riportato alla normalità la loro funzione
vascolare, mentre su animali affetti da ipertensione ha normalizzato la pressione sanguigna. Infine,
in modelli sperimentali di interruzione del flusso sanguigno (ischemia), si è visto che il trattamento
portava ad una migliore riparazione dei vasi colpiti e ad un potenziamento dell’angiogenesi, il
processo alla base dello sviluppo di nuovi vasi sanguigni. In questo modo i danni derivati dal blocco
dell’afflusso di sangue venivano limitati.
La proteina LAV-BPIFB4 è quindi da oggi sotto i riflettori, come sottolineano Annibale Puca e
Carmine Vecchione, “Questa scoperta apre nuovi scenari nella cura e prevenzione delle malattie
cardiovascolari, candidando questa proteina come un nuova prospettiva terapeutica mirata a
proteggere il benessere cardiovascolare ed allungare la durata della vita”.
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Notiziario salute > Ricerca: in Dna centenari 'istruzioni' per
ringiovanire vasi sanguigni
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Milano, 5 giu,. (AdnKronos Salute) - Dal Dna dei centenari nuove speranze
contro le malattie cardiovascolari, big killer del pianeta. Fra i segreti nascosti
nel codice genetico dei super-nonni, infatti, ci sono anche le 'istruzioni' per
far ringiovanire le vie del sangue. In particolare c'è un gene che produce una
proteina candidata a un futuro da farmaco, sperimentato con successo in
animali anziani o malati. La scoperta porta la firma di scienziati dell'Irccs
MultiMedica di Sesto San Giovanni (Milano), dell'Irccs Neuromed di Pozzilli
(Isernia) e dell'Istituto di tecnologie biomediche di Segrate (Milano), autori di
uno studio pubblicato su 'Circulation Research' e condotto in collaborazione
con altri centri nazionali e stranieri. Al centro del lavoro il gene che codifica
per la proteina BPIFB4, parte di una famiglia precedentemente associata ai
meccanismi naturali di difesa contro batteri che colpiscono naso, bocca e
polmoni. La nuova ricerca svela un ruolo di BPIFB4, o meglio di una sua
speciale 'versione', anche nel mantenimento dell'efficienza dei vasi sanguigni.
"Abbiamo confrontato il Dna di 3 gruppi di persone particolarmente longeve
(3 mila reclutate tra Cilento, Germania e Stati Uniti) con un gruppo di
controllo composto da 2 mila giovani", spiega Annibale Puca dell'Irccs
MultiMedica, professore all'università di Salerno. Così "abbiamo visto che nei
centenari prevaleva una particolare variante del gene BPIFB4, da noi
denominata LAV (Longevity associated variant)". Studiando l'azione di
questo polimorfismo in modelli sperimentali sia in vitro che in vivo, prosegue
Carmine Vecchione dell'Irccs Neuromed di Pozzilli, professore sempre
all'università di Salerno, "si è visto come l'inserimento del gene LAV-BPIFB4
attivava una serie di funzioni. In particolare l'enzima eNOS responsabile della
produzione dell'ossido nitrico, la più importante molecola protettiva della
funzione vascolare" che, se alterata come accade in età avanzata, si associa
a infarto, ictus e ipertensione, come pure a patologie metaboliche e
neurologiche.Gli effetti osservati si sono tradotti anche in vere prospettive
terapeutiche, sottolinea una nota dall'Irccs MultiMedica: trattando topi
anziani con il gene LAV-BPIFB4 i ricercatori sono riusciti a riportare alla
normalità la loro funzione vascolare, mentre in animali ipertesi la terapia ha
regolarizzato la pressione sanguigna. Infine, in modelli sperimentali di
interruzione del flusso sanguigno (ischemia), si è visto che il trattamento
con il 'gene dei centenari' portava a una migliore riparazione dei vasi colpiti e
a un potenziamento dell'angiogenesi, il processo alla base dello sviluppo di
nuovi vasi sanguigni. In questo modo i danni derivati dal blocco dell'afflusso
di sangue venivano limitati."Questa scoperta - concludono Puca e Vecchione
- apre nuovi scenari nella cura e prevenzione delle malattie cardiovascolari,
candidando la proteina LAV-BPIFB4 a nuova prospettiva terapeutica mirata a
proteggere il benessere cardiovascolare e allungare la durata della vita".
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Ricerca: in Dna centenari 'istruzioni' per
ringiovanire vasi sanguigni
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Milano, 5 giu,. (AdnKronos Salute) - Dal Dna dei centenari nuove
speranze contro le malattie cardiovascolari, big killer del pianeta.
Fra i segreti nascosti nel codice genetico dei super-nonni, infatti, ci
sono anche le 'istruzioni' per far ringiovanire le vie del sangue. In
particolare c'è un gene che produce una proteina candidata a un
futuro da farmaco, sperimentato con successo in animali anziani o
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Ricerca: in Dna centenari 'istruzioni' per
ringiovanire vasi sanguigni
malati. La scoperta porta la firma di scienziati dell'Irccs
MultiMedica di Sesto San Giovanni (Milano), dell'Irccs Neuromed
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di Pozzilli (Isernia) e dell'Istituto di tecnologie biomediche di
Youth - La Giovinezza
Segrate (Milano), autori di uno studio pubblicato su 'Circulation
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Research' e condotto in collaborazione con altri centri nazionali e
stranieri.
Al centro del lavoro il gene che codifica per la proteina BPIFB4, parte di una famiglia
Piove! Le interviste irriverenti
precedentemente associata ai meccanismi naturali di difesa contro batteri che colpiscono naso, bocca
e polmoni. La nuova ricerca svela un ruolo di BPIFB4, o meglio di una sua speciale 'versione', anche
nel mantenimento dell'efficienza dei vasi sanguigni. "Abbiamo confrontato il Dna di 3 gruppi di
persone particolarmente longeve (3 mila reclutate tra Cilento, Germania e Stati Uniti) con un gruppo
Con Fiat, giugno è un mese
unico. - Fiat Pubblicità di controllo composto da 2 mila giovani", spiega Annibale Puca dell'Irccs MultiMedica, professore
all'università di Salerno. Così "abbiamo visto che nei centenari prevaleva una particolare variante del
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gene BPIFB4, da noi denominata LAV (Longevity associated variant)".
Studiando l'azione di questo polimorfismo in modelli sperimentali sia in vitro che in vivo, prosegue
Carmine Vecchione dell'Irccs Neuromed di Pozzilli, professore sempre all'università di Salerno, "si è
#TRIOPUNTOZERO - "Mi
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visto come l'inserimento del gene LAV-BPIFB4 attivava una serie di funzioni. In particolare l'enzima
eNOS responsabile della produzione dell'ossido nitrico, la più importante molecola protettiva della
funzione vascolare" che, se alterata come accade in età avanzata, si associa a infarto, ictus e
ipertensione, come pure a patologie metaboliche e neurologiche.
Gli effetti osservati si sono tradotti anche in vere prospettive terapeutiche, sottolinea una nota
dall'Irccs MultiMedica: trattando topi anziani con il gene LAV-BPIFB4 i ricercatori sono riusciti a
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regolarizzato la pressione sanguigna. Infine, in modelli sperimentali di interruzione del flusso
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sanguigno (ischemia), si è visto che il trattamento con il 'gene dei centenari' portava a una migliore
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riparazione dei vasi colpiti e a un potenziamento dell'angiogenesi, il processo alla base dello sviluppo
di nuovi vasi sanguigni. In questo modo i danni derivati dal blocco dell'afflusso di sangue venivano
limitati.
La classifica dell'odio: vince
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"Questa scoperta - concludono Puca e Vecchione - apre nuovi scenari nella cura e prevenzione delle
malattie cardiovascolari, candidando la proteina LAV-BPIFB4 a nuova prospettiva terapeutica
mirata a proteggere il benessere cardiovascolare e allungare la durata della vita".
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RICERCA: IN DNA CENTENARI 'ISTRUZIONI' PER RINGIOVANIRE VASI
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Milano, 5 giu,. (AdnKronos Salute) 15:23
Dal Dna dei centenari nuove speranze
contro le malattie cardiovascolari, big
killer del pianeta.
Fra i segreti nascosti nel codice
genetico dei super-nonni, infatti, ci
sono anche le 'istruzioni' per far
ringiovanire le vie del sangue.
In particolare c'è un gene che produce una proteina candidata a un
futuro da farmaco, sperimentato con successo in animali anziani o
malati.
La scoperta porta la firma di scienziati dell'Irccs MultiMedica di Sesto
San Giovanni (Milano), dell'Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia) e
dell'Istituto di tecnologie biomediche di Segrate (Milano), autori di
uno studio pubblicato su 'Circulation Research' e condotto in
collaborazione con altri centri nazionali e stranieri.
Al centro del lavoro il gene che codifica per la proteina BPIFB4, parte
di una famiglia precedentemente associata ai meccanismi naturali di
difesa contro batteri che colpiscono naso, bocca e polmoni.
La nuova ricerca svela un ruolo di BPIFB4, o meglio di una sua
speciale 'versione', anche nel mantenimento dell'efficienza dei vasi
sanguigni.
"Abbiamo confrontato il Dna di 3 gruppi di persone particolarmente
longeve (3 mila reclutate tra Cilento, Germania e Stati Uniti) con un
gruppo di controllo composto da 2 mila giovani", spiega Annibale
Puca dell'Irccs MultiMedica, professore all'università di Salerno.
Così "abbiamo visto che nei centenari prevaleva una particolare
variante del gene BPIFB4, da noi denominata LAV (Longevity
associated variant)".
Studiando l'azione di questo polimorfismo in modelli sperimentali sia
in vitro che in vivo, prosegue Carmine Vecchione dell'Irccs Neuromed
di Pozzilli, professore sempre all'università di Salerno, "si è visto
come l'inserimento del gene LAV-BPIFB4 attivava una serie di
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In particolare l'enzima eNOS responsabile della produzione dell'ossido
nitrico, la più importante molecola protettiva della funzione vascolare"
che, se alterata come accade in età avanzata, si associa a infarto,
ictus e ipertensione, come pure a patologie metaboliche e
neurologiche. Gli effetti osservati si sono tradotti anche in vere
prospettive terapeutiche, sottolinea una nota dall'Irccs MultiMedica:
trattando topi anziani con il gene LAV-BPIFB4 i ricercatori sono
riusciti a riportare alla normalità la loro funzione vascolare, mentre in
animali ipertesi la terapia ha regolarizzato la pressione sanguigna.
Infine, in modelli sperimentali di interruzione del flusso sanguigno
(ischemia), si è visto che il trattamento con il 'gene dei centenari'
portava a una migliore riparazione dei vasi colpiti e a un
potenziamento dell'angiogenesi, il processo alla base dello sviluppo di
nuovi vasi sanguigni.
In questo modo i danni derivati dal blocco dell'afflusso di sangue
venivano limitati. "Questa scoperta - concludono Puca e Vecchione apre nuovi scenari nella cura e prevenzione delle malattie
cardiovascolari, candidando la proteina LAV-BPIFB4 a nuova
prospettiva terapeutica mirata a proteggere il benessere
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Ricerca: nel DNA dei centenari le
“istruzioni” per ringiovanire i vasi
sanguigni
5 giugno 2015 12:59 - F.F.
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Dal Dna dei centenari nuove speranze contro le
malattie cardiovascolari, big killer del pianeta.
Fra i segreti nascosti nel codice genetico dei
super-nonni, infatti, ci sono anche le ‘istruzioni’
per far ringiovanire le vie del sangue. In
particolare c’è un gene che produce una proteina
candidata a un futuro da farmaco, sperimentato
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con successo in animali anziani o malati. La scoperta porta la firma di scienziati dell’Irccs
MultiMedica di Sesto San Giovanni (Milano), dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia) e
dell’Istituto di tecnologie biomediche di Segrate (Milano), autori di uno studio pubblicato su
‘Circulation Research’ e condotto in collaborazione con altri centri nazionali e stranieri. Al
centro del lavoro il gene che codifica per la proteina BPIFB4, parte di una famiglia
precedentemente associata ai meccanismi naturali di difesa contro batteri che colpiscono
Clima, NOAA: i dati mostrano che il
riscaldamento globale non rallenta
naso, bocca e polmoni. La nuova ricerca svela un ruolo di BPIFB4, o meglio di una sua
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Violenti temporali si
abbattono sulla Russia,
intera foresta di conifere
“cancellata” dal
passaggio di un
“microburst”
confrontato il Dna di 3 gruppi di persone particolarmente longeve (3 mila reclutate tra Cilento,
Germania e Stati Uniti) con un gruppo di controllo composto da 2 mila giovani”, spiega
Annibale Puca dell’Irccs MultiMedica, professore all’università di Salerno. Così “abbiamo
visto che nei centenari prevaleva una particolare variante del gene BPIFB4, da noi
Previsioni Meteo
Toscana: sereno o poco
nuvoloso, rovesci
pomeridiani
denominata LAV (Longevity associated variant)”.
Studiando l’azione di questo polimorfismo in
modelli sperimentali sia in vitro che in vivo,
prosegue Carmine Vecchione dell’Irccs
IL VIDEO DI OGGI
Neuromed di Pozzilli, professore sempre
all’università di Salerno, “si è visto come
l’inserimento del gene LAV-BPIFB4 attivava
una serie di funzioni. In particolare l’enzima eNOS responsabile della produzione dell’ossido
nitrico, la più importante molecola protettiva della funzione vascolare” che, se alterata come
accade in età avanzata, si associa a infarto, ictus e ipertensione, come pure a patologie
metaboliche e neurologiche. Gli effetti osservati si sono tradotti anche in vere prospettive
terapeutiche, sottolinea una nota dall’Irccs MultiMedica: trattando topi anziani con il gene
LAV-BPIFB4 i ricercatori sono riusciti a riportare alla normalità la loro funzione vascolare,
Maltempo, violenti temporali pomeridiani:
bombe d'acqua nelle zone interne
mentre in animali ipertesi la terapia ha regolarizzato la pressione sanguigna. Infine, in modelli
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sperimentali di interruzione del flusso sanguigno (ischemia), si è visto che il trattamento con il
TECNOLOGIA
‘gene dei centenari’ portava a una migliore riparazione dei vasi colpiti e a un potenziamento
dell’angiogenesi, il processo alla base dello sviluppo di nuovi vasi sanguigni. In questo modo
i danni derivati dal blocco dell’afflusso di sangue venivano limitati. “Questa scoperta –
concludono Puca e Vecchione – apre nuovi scenari nella cura e prevenzione delle malattie
cardiovascolari, candidando la proteina LAV-BPIFB4 a nuova prospettiva terapeutica mirata
a proteggere il benessere cardiovascolare e allungare la durata della vita”.
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Salute) - Dal Dna dei
centenari nuove speranze
contro le malattie
cardiovascolari, big killer
del pianeta. Fra i segreti
nascosti nel codice
genetico dei super-nonni,
infatti, ci sono anche le
'istruzioni' per far
ringiovanire le vie del
sangue. In particolare c'e'
un gene che produce una
proteina candidata a un
futuro da farmaco, sperimentato con successo in animali anziani o malati. La scoperta porta la firma
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di scienziati dell'Irccs MultiMedica di Sesto San Giovanni (Milano), dell'Irccs Neuromed di Pozzilli
(Isernia) e dell'Istituto di tecnologie biomediche di Segrate (Milano), autori di uno studio pubblicato su
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Al centro del lavoro il gene che codifica per la proteina BPIFB4, parte di una famiglia precedentemente
associata ai meccanismi naturali di difesa contro batteri che colpiscono naso, bocca e polmoni. La
nuova ricerca svela un ruolo di BPIFB4, o meglio di una sua speciale 'versione', anche nel
mantenimento dell'efficienza dei vasi sanguigni. "Abbiamo confrontato il Dna di 3 gruppi di persone
particolarmente longeve (3 mila reclutate tra Cilento, Germania e Stati Uniti) con un gruppo di controllo
composto da 2 mila giovani", spiega Annibale Puca dell'Irccs MultiMedica, professore all'universita' di
Salerno. Cosi' "abbiamo visto che nei centenari prevaleva una particolare variante del gene BPIFB4,
da noi denominata LAV (Longevity associated variant)".
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Studiando l'azione di questo polimorfismo in modelli sperimentali sia in vitro che in vivo, prosegue
Carmine Vecchione dell'Irccs Neuromed di Pozzilli, professore sempre all'universita' di Salerno, "si e'
visto come l'inserimento del gene LAV-BPIFB4 attivava una serie di funzioni. In particolare l'enzima
eNOS responsabile della produzione dell'ossido nitrico, la piu' importante molecola protettiva della
funzione vascolare" che, se alterata come accade in eta' avanzata, si associa a infarto, ictus e
ipertensione, come pure a patologie metaboliche e neurologiche.
Gli effetti osservati si sono tradotti anche in vere prospettive terapeutiche, sottolinea una nota dall'Irccs
MultiMedica: trattando topi anziani con il gene LAV-BPIFB4 i ricercatori sono riusciti a riportare alla
normalita' la loro funzione vascolare, mentre in animali ipertesi la terapia ha regolarizzato la pressione
sanguigna. Infine, in modelli sperimentali di interruzione del flusso sanguigno (ischemia), si e' visto
che il trattamento con il 'gene dei centenari' portava a una migliore riparazione dei vasi colpiti e a un
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proteggere il benessere cardiovascolare e allungare la durata della vita".
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Nel codice genetico dei centenari la chiave per il
ringiovanimento dei vasi sanguigni
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Nel DNA dei centenari sono nascosti molti segreti, che hanno
contribuito a far arrivare queste persone ad una età
particolarmente avanzata e in buona salute. Proprio uno di
questi segreti è stato ora identificato da gruppi di ricerca
dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), I.R.C.C.S.
MultiMedica di Milano e dell’Istituto di Tecnologie Biomediche
del CNR di Segrate. I risultati dello studio, condotto in
collaborazione con altre prestigiose strutture scientifiche
italiane e internazionali, sono stati pubblicati sul giornale Circulation Research.
Al centro della ricerca c’è il gene che codifica la proteina BPIFB4, la cui funzione era ignota
se non per proteine della stessa famiglia coinvolte nelle difese immunitarie, in particolare
nell’azione contro i batteri a livello di naso, bocca e polmoni. Ma, secondo lo studio appena
pubblicato, la BPIFB4 è implicata anche nel mantenimento dell’efficienza dei vasi sanguigni,
e qui entrano in gioco le differenze genetiche tra centenari e persone “normali”. “Abbiamo
confrontato – spiega Annibale Puca, Professore nell’Università di Salerno presso
l’I.R.C.C.S. MultiMedica – il DNA di tre gruppi di persone particolarmente longeve (nel
Cilento, in Germania e negli Stati Uniti, per un totale di tremila individui) con un gruppo di
controllo composto da duemila persone giovani. E abbiamo visto che nei centenari prevaleva
una particolare variante del gene BPIFB4, da noi denominata LAV (longevity associated
variant)”.
A questo punto le ricerche sono passate a valutare l’azione della specifica variante
genetica, tecnicamente definita anche “polimorfismo”. Usando sia modelli sperimentali in
vitro che in vivo, spiega Carmine Vecchione, Professore nell’Università di Salerno presso
l’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, si è visto come l’inserimento del gene LAV-BPIFB4
attivava una serie di funzioni, in particolare l’enzima eNOS, responsabile della produzione
dell’ossido nitrico, la più importante molecola protettiva della funzione vascolare. Bisogna
ricordare, al riguardo, che una alterazione della funzione vascolare, tipica dell’età avanzata,
è correlata a diverse patologie, soprattutto quelle cardiovascolari come infarto, ictus e
ipertensione, ma anche metaboliche e neurologiche.
Inoltre, gli effetti osservati si sono tradotti anche in vere prospettive terapeutiche. Il
trattamento con il gene LAV-BPIFB4 su topi anziani ha effettivamente riportato alla
normalità la loro funzione vascolare, mentre su animali affetti da ipertensione ha
normalizzato la pressione sanguigna. Infine, in modelli sperimentali di interruzione del flusso
sanguigno (ischemia), si è visto che il trattamento portava ad una migliore riparazione dei
vasi colpiti e ad un potenziamento dell’angiogenesi, il processo alla base dello sviluppo di
nuovi vasi sanguigni. In questo modo i danni derivati dal blocco dell’afflusso di sangue
venivano limitati.
La proteina LAV-BPIFB4 è quindi da oggi sotto i riflettori, come sottolineano Annibale Puca
e Carmine Vecchione, “Questa scoperta apre nuovi scenari nella cura e prevenzione delle
malattie cardiovascolari, candidando questa proteina come un nuova prospettiva terapeutica
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mirata a proteggere il benessere cardiovascolare ed allungare la durata della vita”.
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http://circres.ahajournals.org/content/early/2015/05/28/CIRCRESAHA.117.305875.abstract.html?
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Cardiologia. Nel codice genetico dei centenari la
chiave per il ringiovanimento dei vasi sanguigni
Al centro della ricerca c’è il gene che codifica la proteina BPIFB4, che, secondo lo
studio, è implicata anche nel mantenimento dell’efficienza dei vasi sanguigni, e
qui entrano in gioco le differenze genetiche tra centenari e persone “normali”. Il
trattamento con il gene LAV-BPIFB4 su topi anziani ha riportato alla normalità
la loro funzione vascolare, mentre su animali affetti da ipertensione ha
normalizzato la pressione sanguigna.
05 GIU - Nel DNA dei centenari sono nascosti molti segreti, che hanno
contribuito a far arrivare queste persone ad una età particolarmente avanzata e
in buona salute. Proprio uno di questi segreti è stato ora identificato da gruppi di
ricerca dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (IS), Irccs MultiMedica di Milano e
dell’Istituto di Tecnologie Biomediche del CNR di Segrate. I risultati dello studio,
condotto in collaborazione con altre prestigiose strutture scientifiche italiane e
internazionali, sono stati pubblicati sul giornale Circulation Research.
Al centro della ricerca c’è il gene che codifica la proteina BPIFB4, la cui funzione
era ignota se non per proteine della stessa famiglia coinvolte nelle difese
immunitarie, in particolare nell’azione contro i batteri a livello di naso, bocca e
polmoni. Ma, secondo lo studio appena pubblicato, la BPIFB4 è implicata anche nel mantenimento
dell’efficienza dei vasi sanguigni, e qui entrano in gioco le differenze genetiche tra centenari e persone
“normali”. “Abbiamo confrontato – spiega Annibale Puca, Professore nell’Università di Salerno presso
l’Irccs MultiMedica - il DNA di tre gruppi di persone particolarmente longeve (nel Cilento, in Germania e negli
Stati Uniti, per un totale di tremila individui) con un gruppo di controllo composto da duemila persone
giovani. E abbiamo visto che nei centenari prevaleva una particolare variante del gene BPIFB4, da noi
denominata LAV (longevity associated variant)”.
A questo punto le ricerche sono passate a valutare
l’azione della specifica variante genetica, tecnicamente
definita anche “polimorfismo”. Usando sia modelli
sperimentali in vitro che in vivo, spiega Carmine
Vecchione, Professore nell’Università di Salerno presso
l’Irccs Neuromed di Pozzilli, si è visto come l’inserimento
del gene LAV-BPIFB4 attivava una serie di funzioni, in
particolare l’enzima eNOS, responsabile della produzione
dell’ossido nitrico, la più importante molecola protettiva
della funzione vascolare. Bisogna ricordare, al riguardo,
che una alterazione della funzione vascolare, tipica
dell’età avanzata, è correlata a diverse patologie,
soprattutto quelle cardiovascolari come infarto, ictus e
ipertensione, ma anche metaboliche e neurologiche.
Inoltre, gli effetti osservati si sono tradotti anche in vere
prospettive terapeutiche. Il trattamento con il gene LAV-BPIFB4 su topi anziani ha effettivamente riportato
alla normalità la loro funzione vascolare, mentre su animali affetti da ipertensione ha normalizzato la
pressione sanguigna. Infine, in modelli sperimentali di interruzione del flusso sanguigno (ischemia), si è visto
che il trattamento portava ad una migliore riparazione dei vasi colpiti e ad un potenziamento
dell’angiogenesi, il processo alla base dello sviluppo di nuovi vasi sanguigni. In questo modo i danni derivati
dal blocco dell’afflusso di sangue venivano limitati.
La proteina LAV-BPIFB4 è quindi da oggi sotto i riflettori, come sottolineano Annibale Puca e Carmine
Vecchione, “Questa scoperta apre nuovi scenari nella cura e prevenzione delle malattie cardiovascolari,
candidando questa proteina come un nuova prospettiva terapeutica mirata a proteggere il benessere
cardiovascolare ed allungare la durata della vita”.
05 giugno 2015
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Ricerca: in Dna centenari
'istruzioni' per ringiovanire
vasi sanguigni
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| Pubblicato il 05 giugno 2015|
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Scienziati italiani identi cano gene chiave, la sua proteina potrà
diventare farmaco contro infarto e ictus
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Milano, 5 giu,. (AdnKronos Salute) - Dal
Dna dei centenari nuove speranze contro
le malattie cardiovascolari, big killer del
pianeta. Fra i segreti nascosti nel codice
Prestiti Veloci in 24h a Casa Tua: Max
genetico dei super-nonni, infatti, ci sono
Discrezione. A Soli Dipendenti
anche le 'istruzioni' per far ringiovanire le
vie del sangue. In particolare c'è un gene
Impianti Dentali Croazia
che produce una proteina candidata a un
futuro da farmaco, sperimentato con
Implantologia in Croazia
successo in animali anziani o malati. La
scoperta porta la rma di scienziati
Odontoiatria in Ungheria
dell'Irccs MultiMedica di Sesto San
Giovanni (Milano), dell'Irccs Neuromed di
Pozzilli (Isernia) e dell'Istituto di tecnologie biomediche di Segrate (Milano), autori di
uno studio pubblicato su 'Circulation Research' e condotto in collaborazione con altri
centri nazionali e stranieri. Al centro del lavoro il gene che codi ca per la proteina
BPIFB4, parte di una famiglia precedentemente associata ai meccanismi naturali di
difesa contro batteri che colpiscono naso, bocca e polmoni. La nuova ricerca svela un
ruolo di BPIFB4, o meglio di una sua speciale 'versione', anche nel mantenimento
dell'e cienza dei vasi sanguigni. "Abbiamo confrontato il Dna di 3 gruppi di persone
particolarmente longeve (3 mila reclutate tra Cilento, Germania e Stati Uniti) con un
gruppo di controllo composto da 2 mila giovani", spiega Annibale Puca dell'Irccs
MultiMedica, professore all'università di Salerno. Così "abbiamo visto che nei centenari
prevaleva una particolare variante del gene BPIFB4, da noi denominata LAV (Longevity
associated variant)". Studiando l'azione di questo polimor smo in modelli sperimentali
sia in vitro che in vivo, prosegue Carmine Vecchione dell'Irccs Neuromed di Pozzilli,
professore sempre all'università di Salerno, "si è visto come l'inserimento del gene LAVBPIFB4 attivava una serie di funzioni. In particolare l'enzima eNOS responsabile della
produzione dell'ossido nitrico, la più importante molecola protettiva della funzione
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vascolare" che, se alterata come accade in età avanzata, si associa a infarto, ictus e
ipertensione, come pure a patologie metaboliche e neurologiche.Gli e etti osservati si
sono tradotti anche in vere prospettive terapeutiche, sottolinea una nota dall'Irccs
MultiMedica: trattando topi anziani con il gene LAV-BPIFB4 i ricercatori sono riusciti a
riportare alla normalità la loro funzione vascolare, mentre in animali ipertesi la terapia
ha regolarizzato la pressione sanguigna. In ne, in modelli sperimentali di interruzione
del usso sanguigno (ischemia), si è visto che il trattamento con il 'gene dei centenari'
portava a una migliore riparazione dei vasi colpiti e a un potenziamento
dell'angiogenesi, il processo alla base dello sviluppo di nuovi vasi sanguigni. In questo
modo i danni derivati dal blocco dell'a
usso di sangue venivano limitati."Questa
scoperta - concludono Puca e Vecchione - apre nuovi scenari nella cura e prevenzione
delle malattie cardiovascolari, candidando la proteina LAV-BPIFB4 a nuova prospettiva
terapeutica mirata a proteggere il benessere cardiovascolare e allungare la durata
della vita".
Per maggiori informazioni e aggiornamenti su Ricerca: in Dna centenari 'istruzioni' per
ringiovanire vasi sanguigni inserisci la tua email nel box qui sotto:
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Scoperta la proteina "di lunga vita"
Scoperta la proteina "di lunga vita"
Pubblicato: Giu 04, 2015
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Categoria:
Quotidiano della Salute
Visite:
10 times
Individuata una proteina, che fa la differenza nei longevi, in grado di riportare nella norma la
pressione del sangue, attivare il protettivo ossido nitrico e prevenire le malattie cardiovascolari e,
laddove è compromesso il flusso sanguigno, attivare circuiti vascolari di compenso. Lo studio,
pubblicato sulla rivista Circulation Research, porta anche la firma di ricercatori dell’Università di
Salerno: Annibale Puca, che lavora presso Multimedica e Cnr di Milano, e Carmine Vecchione, che
lavora presso Neuromed di Pozzilli (Isernia).
Una proteina che apporta notevoli benefici alla salute.
Con altri scienziati, non solo italiani, hanno raffrontato il codice genetico dei longevi del Cilento, del
salernitano, dei longevi tedeschi e americani (più di tremila longevi) e di un gruppo di controllo
giovane (2.000 individui circa). Il confronto ha permesso di scoprire una proteina, Bpifb4, la cui
forma longeva (Lav) ha la capacità di attivare una serie di funzioni nell’organismo tra cui
l’espressione di proteine in grado di modulare positivamente il metabolismo cellulare.
Dice Puca: «Siamo ben consapevoli del ruolo della genetica nel determinare l’invecchiamento. Le
patologie cardiovascolari sono quelle che maggiormente influenzano il vivere bene dell’anziano,
infatti nove volte su dieci si muore per problemi legati al cuore o ai vasi. I centenari sono un modello
di invecchiamento ideale, con una ridotta incidenza di malattie cardiovascolari, nonostante lo stile di
vita non si discosti dalle persone cosiddette normali».
Il loro codice genetico racchiude il segreto della loro longevità, ma non è stato facile per i ricercatori
catturare informazioni utili a comprendere come i geni intervengono sull’invecchiamento. Questo
studio ha svelato il segreto, o uno dei segreti. La molecola Lav è in grado di attivare eNos, l’enzima
responsabile della produzione del più importante protettore della funzione vascolare: l’ossido nitrico.
A tal proposito, roditori ipertesi trattati con Lav, hanno mostrato un recupero importante della
funzione vascolare con una normalizzazione dei valori della pressione. Ancora, topi anziani con
disfunzione della parte dei vasi sanguigni dovuta alla minore presenza di ossido nitrico, hanno
riacquistato, e riacquistano, la normale funzione vascolare dopo trattamento con Lav. Infine, nei
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SENZAETA.IT (WEB)
04-06-2015
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modelli sperimentali di ischemia (chiusura del flusso sanguigno) dell’arto inferiore, la
somministrazione di Lav favorisce lo sviluppo di circoli vascolari collaterali che riducono il danno
conseguente al blocco del regolare flusso di sangue.
Tale scoperta apre nuovi scenari nella cura e prevenzione delle malattie cardiovascolari, candidando
la proteina Lav come un nuova prospettiva di cura e di prevenzione per proteggere il benessere
cardiovascolare ed allungare, quindi, la durata della vita.
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Scoperta la proteina «di lunga vita»:
presente nei longevi di varie nazioni
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Scoperta la proteina
«di lunga vita»:
presente nei longevi di
varie nazioni
La Bpifb4 è in grado di riportare nella norma la pressione del sangue, attivare il
protettivo ossido nitrico e prevenire le malattie cardiovascolari
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Jeralean Talley, americana, la donna più anziana del mondo, 116 anni
Individuata una proteina, che fa la differenza nei longevi, in grado di riportare
nella norma la pressione del sangue, attivare il protettivo ossido nitrico e prevenire
le malattie cardiovascolari e, laddove è compromesso il flusso sanguigno, attivare
circuiti vascolari di compenso. Lo studio, pubblicato sulla rivista Circulation
Research, porta anche la firma di ricercatori dell’università di Salerno: Annibale
Puca, che lavora presso Multimedica e Cnr di Milano, e Carmine Vecchione, che
lavora presso Neuromed di Pozzilli (Isernia).
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vacanza in alta quota
Una proteina che apporta notevoli benefici alla salute
Con altri scienziati, non solo italiani, hanno raffrontato il codice genetico dei
longevi del Cilento, del salernitano, dei longevi tedeschi e americani (più di tremila
longevi) e di un gruppo di controllo giovane (2.000 individui circa). Il confronto
ha permesso di scoprire una proteina, Bpifb4, la cui forma longeva (Lav) ha la
capacità di attivare una serie di funzioni nell’organismo tra cui l’espressione di
proteine in grado di modulare positivamente il metabolismo cellulare. Dice Puca:
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«Siamo ben consapevoli del ruolo della genetica nel determinare l’invecchiamento.
Le patologie cardiovascolari sono quelle che maggiormente influenzano il vivere
CARDIOLOGIA
bene dell’anziano, infatti nove volte su dieci si muore per problemi legati al cuore
Rischio flebiti o
tromboflebiti: ecco
quando operare le vene
varicose
o ai vasi. I centenari sono un modello di invecchiamento ideale, con una ridotta
incidenza di malattie cardiovascolari, nonostante lo stile di vita non si discosti
dalle persone cosiddette normali».
Come funziona la molecola Lav
CARDIOLOGIA
Il loro codice genetico racchiude il segreto della loro longevità, ma non è stato
Ancora troppa
confusione sul «peso
ideale»
facile per i ricercatori catturare informazioni utili a comprendere come i geni
intervengono sull’invecchiamento. Questo studio ha svelato il segreto, o uno dei
segreti. La molecola Lav è in grado di attivare eNos, l’enzima responsabile della
produzione del più importante protettore della funzione vascolare: l’ossido nitrico.
A tal proposito, roditori ipertesi trattati con Lav, hanno mostrato un recupero
importante della funzione vascolare con una normalizzazione dei valori della
pressione. Ancora, topi anziani con disfunzione della parte dei vasi sanguigni
dovuta alla minore presenza di ossido nitrico, hanno riacquistato, e riacquistano,
la normale funzione vascolare dopo trattamento con Lav. Infine, nei modelli
sperimentali di ischemia (chiusura del flusso sanguigno) dell’arto inferiore, la
somministrazione di Lav favorisce lo sviluppo di circoli vascolari collaterali che
riducono il danno conseguente al blocco del regolare flusso di sangue.
Tale scoperta apre nuovi scenari nella cura e prevenzione delle malattie
cardiovascolari, candidando la proteina Lav come un nuova prospettiva di cura e
di prevenzione per proteggere il benessere cardiovascolare ed allungare, quindi, la
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