L’EDUCAZIONE DEGLI ADULTI
SINTESI DELLE AZIONI E DELLA NORMATIVA
RELATIVE ALLE POLITICHE
DI EDUCAZIONE DEGLI ADULTI
1997 – 2007
A CURA DEL SERVIZIO ISTRUZIONE E INTEGRAZIONE
TRA SISTEMI FORMATIVI
FEBBRAIO 2008
1
IL SISTEMA E.d.A.
ANTE LEGGE N°296 DEL 24/12/2006
1. Fino al 1997 – Educazione degli adulti intesa come attività affidate al
sistema dell’istruzione per:
•
azioni di alfabetizzazione
•
150 ore
•
Corsi serali
2. Ordinanza Ministeriale 455/97 – Educazione in età adulta – Istruzione e
formazione nella scuola elementare e media
3. Accordo in Conferenza Unificata del 2 marzo 2000 – per il raccordo e
l’integrazione delle iniziative di EdA per lo sviluppo dei territori regionali
4. Memorandum del Consiglio Europeo dell’ottobre 2000
5. Legge Regionale n°12/03 – Sezione V
2
IL SISTEMA E.d.A. IN RER
3
ATTIVITA’ COFINANZIATE DAL FSE
progettazione e funzionamento della didattica
ANNO
TOT. C.T.P.
EURO TOT.
MEDIA PER CTP
2004/05
32
644.741,33
20.148
2005/06
39
468.832,00
12.021
2006/07
39
421.945,00
10.819
4
ATTIVITA’ COFINANZIATE DAL FSE
progetti sperimentali e innovativi
ANNO
TOT. CTP
EURO
TOTALI
MEDIA PER
CTP
2004/2005
32
1.322.237,00
20 progetti
41.319
2005/2006
39
1.253.448,00
22 progetti
32.139
2006/2007
39
705.633,00
14 progetti
18.093
5
OFFERTA FORMATIVA RER 2003-2004
Tipologia
N. Corsi
%
Licenza
elementare
Licenza media
83
5,7
94
6,4
Integrazione
linguistica e
sociale
420
28,7
Alfabetizzazione
funzionale
Totale corsi EdA
865
59,2
1.462
100,00
6
ISCRITTI PER TIPO DI CORSO
a.s. 2003/04
ISCRITTI
N
%
Titolo di studio
4.724
13,7
Integrazione
linguistica e
sociale
Alfabetizzazione
funzionale
Diploma/Qualifica
10.284
29,8
15.018
43,6
4.437
12,9
Totale iscritti EdA
34.463
100,00
7
COLLABORAZIONE CON EX-IRRE ER
• Integrazione tra istruzione e formazione
(relazioni innovative tra i soggetti
istituzionali)
• Comune cultura professionale tra sistemi
(percorsi integrati e
valutazione/riconoscimento competenze)
• Formazione integrata di docenti e
operatori (progetto F.A.Re. per la
preparazione di figure dedicate)
8
CARATTERISTICHE E.d.A. IN RER
• Materiali didattici innovativi
• Percorsi formativi flessibili e articolati
• Messa in trasparenza delle competenze
per il riconoscimento di crediti
• Forme di permanenza in attività culturali e
di approfondimento
• Rientri formativi in età adulta
• Inserimento linguistico e sociale
9
AREE DEI BISOGNI FORMATIVI
• Domanda di compensazione e sviluppo
degli apprendimenti (superamento degli
analfabetismi, compreso il digital divide)
• Percorsi innovativi in ruoli professionali e
familiari
• Domanda espansiva (ampliamento delle
proprie conoscenze e competenze
culturali)
10
MODELLO REGIONALE DI EDA
Linea di governance per un ruolo regionale di
promozione, valorizzazione, riorganizzazione di
tutti i soggetti pubblici e privati presenti sul
territorio ai fini di:
• Una visione dell’EdA inclusiva di tutte le attività formative
erogate
• Una stretta integrazione tra le due dimensioni dell’EdA:
strumento per lo sviluppo del diritto di cittadinanza e per
lo sviluppo del sistema sociale, culturale, economico,
civico-politico del territorio
11
ATTIVITA’ DEI CTP IN RER
• Insegnamento italiano come L2 (60-90%
dell’attività)
• Acquisizione licenza media e diploma di
SSS, in integrazione con la scuola
ordinamentale
• Corsi “brevi” a carattere aggregativo
• Offerta a rete
• EdA in carcere
12
LEGGE N°296 DEL 27/12/2006
(FINANZIARIA 2007)
IL COMMA 632 RIORGANIZZA LA RETE DEI CTP SU BASE PROVINCIALE,
LI RIDENOMINA IN CENTRI PROVINCIALI PER L’ISTRUZIONE DEGLI
ADULTI ARTICOLATI IN RETI TERRITORIALI.
Lo scopo è far conseguire più elevati livelli di istruzione alla popolazione
adulta, anche immigrata, con particolare riferimento alla conoscenza della
lingua italiana, in relazione agli obiettivi fissati dall’Unione europea.
La percentuale di popolazione tra i 25 e 64 anni che partecipa a percorsi di
istruzione e/o formazione in Italia al 2001 è del 4,6% (fonte Eurostat), contro a
un benchmark fissato dalla Commissione per il 2010 del 12,5%
13
DAI CTP AI CPIA
Con Decreto del MPI del 25/10/2007 sono definiti i
criteri generali per il conferimento dell’autonomia di
cui al DPR n°275/99 ai “Centri provinciali per
l’istruzione degli adulti”, nel quadro della
riorganizzazione in ambito provinciale, dei Centri
territoriali permanenti per l’educazione degli adulti
e dei corsi serali funzionanti presso le istituzioni
scolastiche di ogni ordine e grado, di cui alla legge
n°296/06, art. 1, comma 632.
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FINALITA’ DEI CPIA
• Conseguimento del livello di istruzione previsto dall’ordinamento
vigente a conclusione della scuola primaria, nonché per
l’acquisizione del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di
istruzione;
• Recupero dei saperi e delle competenze per l’acquisizione della
certificazione di assolvimento dell’obbligo di istruzione di cui
all’art.622 della Legge 296/06;
• Conseguimento del diploma di istruzione secondaria superiore;
• Alfabetizzazione funzionale finalizzata all’acquisizione di saperi e
competenze riferiti all’adempimento dell’obbligo di istruzione ed al
conseguimento di un titolo di istruzione secondaria superiore;
• Conoscenza lingua italiana da parte degli immigrati per la loro
integrazione linguistica e sociale
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VERSO UNA LEGGE PER
L’APPRENDIMENTO PERMANENTE
Schema di Disegno di legge concernente
“Norme in materia di apprendimento
permanente” del 19 dicembre 2007
•
•
•
Riconosce – in coerenza con le strategie dell’Unione Europea –
l’apprendimento permanente quale espressione dei diritti
costituzionali all’istruzione, alla formazione e elevazione
professionale dei lavoratori;
Lo sviluppo della cultura, per la valorizzazione della persona, la
cittadinanza attiva e la mobilità professionale
Ha la finalità di rimuovere gli ostacoli che impediscono l’accesso
alle attività per l’innalzamento dei livelli di istruzione e formazione
e all’acquisizione di competenze professionali.
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LE UNIVERSITA’ DELLA TERZA ETA’
LEGGE REGIONALE 30 giugno 2003, n. 12
Norme per l’uguaglianza delle opportunità di accesso al sapere, per ognuno e
per tutto l’arco della vita, attraverso il rafforzamento dell’istruzione e della
formazione professionale, anche in integrazione tra loro.
Art. 43 – Università delle terza età.
Nell’ambito dell’educazione degli adulti, la Regione e gli Enti locali valorizzano le
attività delle Università della terza età, comunque denominate, in
considerazione della rilevanza che tali soggetti rivestono per l’offerta di
educazione non formale, in risposta alla domanda emergente ed in
espansione delle persone per l’acquisizione di conoscenze in campi vari e
differenziati del sapere.
Per le finalità di cui al comma 1, competono alle Province le funzioni di
promozione e sostegno delle attività di detti soggetti.
17
RUOLO DELLE PROVINCE
AREE TEMATICHE
Sono considerate prioritarie ai fini dell’assegnazione delle risorse alle Province
per la promozione delle Università della Terza Età le seguenti aree tematiche:
• attività educative e formative in grado di favorire l’inserimento delle
persone adulte/anziane nel contesto sociale e culturale in cui risiedono,
con particolare riferimento a quelle tese a diffondere e consolidare la
cultura scientifica, linguistico-letteraria, anche attraverso l’uso di strumenti
multimediali, nonché alle attività tese all’acquisizione/rafforzamento delle
competenze relazionali;
• educazione alla multiculturalità;
• interventi rivolti alla conoscenza delle metodologie e prassi finalizzate al
mantenimento del benessere psico-fisico, con esclusione di interventi
riguardanti l’attività fisica degli adulti/anziani.
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RUOLO DELLE PROVINCE
Le Province hanno inoltre la competenza all’accertamento del
carattere di ciclicità e completezza dei corsi promossi dalle
associazioni attraverso lezioni e/o incontri programmati durante l’arco
dell’anno formativo, escludendo dal finanziamento interventi casuali e
sporadici che, per tale caratteristica, non possono pertanto
corrispondere alle finalità del finanziamento stesso.
Data la natura delle risorse, si ritiene necessario intervenire a favore
delle sole attività culturali, escludendo ad esempio i finanziamenti per
acquisto di computer o altri ausili didattici.
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LE 58 UTE PER PROVINCIA
BOLOGNA
MODENA
REGGIO-EMILIA
PARMA
PIACENZA
FERRARA
FORLI CESENA
RAVENNA
RIMINI
6
11
15
4
5
1
7
5
4
20
ISCRITTI E CONTRIBUTI EROGATI ALLE UTE NEGLI ULTIMI 4 ANNI
FORMATIVI
a.f. 03/04
Province
PC
PR
RE
MO
BO
FE
RA
FC
RN
TOT RER
Iscritti * Contributo
726
2.263
814
5.328
6.467
1.126
4.465
2.719
2.086
25.994
4.327,32
13.488,60
4.851,84
31.757,51
38.546,51
6.711,52
26.613,60
16.206,58
12.433,59
154.937,07
a.f. 04/05
Iscritti * Contributo
873
2.307
777
9.063
6.557
961
4.148
2.510
1.893
29.089
4.649,87
12.287,80
4.138,54
48.272,36
34.924,62
5.118,59
22.093,54
13.369,04
10.082,71
154.937,07
a.f. 05/06
Iscritti * Contributo
832
2.254
1.479
5.206
6.231
928
3.979
2.927
1.674
25.510
5.053,22
13.689,85
8.982,83
31.619,07
37.844,49
5.636,28
24.166,78
17.777,37
10.167,18
154.937,07
a.f. 06/07
Iscritti *
1.057
2.200
1.497
4.204
5.895
849
4.203
2.517
1.567
23.989
Contributo
6.873,65
14.306,56
9.734,96
27.338,53
38.335,07
5.521,03
27.332,03
16.368,00
10.190,17
156.000,00
* Dati forniti dalle
Province
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PER SAPERNE DI PIU’
• http://www.indire.it
• http://www.eduadu.org
• http://www.scuolaer.it
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