SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN
SERVIZIO CIVILE IN ITALIA
ENTE
1) Ente proponente il progetto:
Centro Interprovinciale Servizi volontariato Friuli Venezia Giulia
2) Codice di accreditamento:
3) Albo e classe di iscrizione:
NZ 06381
Albo Regionale Friuli Venezia Giulia
3°
CARATTERISTICHE PROGETTO
4) Titolo del progetto:
Dalla comunità/famiglia verso l’interdipendenza autonoma
5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica:
Assistenza
A 06
6) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza il
progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili;
identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto:
Ente Proponente
Associazione di volontariato Laluna Onlus Impresa sociale. E’ un’associazione che
opera nel Comune di Casarsa della Delizia e in particolare nella Frazione di San
Giovanni dal 1994. L’ambito di intervento è quello della disabilità adulta in tutte le sue
accezioni. Se inizialmente le attività dell’associazione erano legate a spazi ricreativi e di
inclusione sociale, ben presto ha preso forma l’interesse verso l’ambito dell’abitare.
Nasce così nel 1998 la Comunità alloggio Cjasaluna e i servizi residenziali che nel
corso degli anni hanno cercato di dare risposte al crescente bisogno di sostegno alle
famiglie di persone con disabilità che nel territorio vivono e per le quali l’associazione
lavora nell’ottica dello sviluppo di forme di abitare sempre più evolute e
qualitativamente avanzate.
Area di intervento e contesto territoriale
Dati di una recente indagine del Censis restituiscono la fotografia di una nazione nella
quale “la percentuale di persone con disabilità è pari al 6,7% della popolazione totale,
cioè complessivamente 4,1 milioni. Eppure l’universo delle disabilità non riesce a uscire
dal cono d’ombra in cui si trova. Anche nell’immaginario collettivo: un italiano su 4
afferma che non gli è mai capitato di avere a che fare con persone disabili. E la
disabilità è percepita da 2 italiani su 3 essenzialmente come limitazione dei movimenti,
mentre in realtà la disabilità intellettiva è più diffusa in età evolutiva”. (Dati Censis,
2013)
Questo un quadro di massima della situazione nazionale che a livello regionale e
provinciale è riproporzionato ai numeri della popolazione locale. Ma se i numeri
rispecchiano la fotografia della nazione, non lo stesso si può dire nei confronti
dell’attenzione che territorialmente si presta nei confronti delle progettazioni legate alla
disabilità.
Il contesto del casarsese/sanvitese è da sempre particolarmente attento nei confronti
della disabilità sia sotto il profilo socio-occupazionale che quello residenziale.
Per l’abitare, nello specifico nella provincia di Pordenone, sono 6 le Comunità
residenziali che offrono una soluzione abitativa a persone con disabilità (tra cui
Cjasaluna “Paola Fabris” gestita da Laluna); inoltre l’associazione Laluna è insieme alla
Fondazione Down l’unica erogatrice in Provincia di Pordenone di servizi legati alla
propedeutica all’abitare, a Progetti di autonomia e di autonomia abitativa.
Identificazione dei destinatari del progetto
Il progetto è rivolto prevalentemente:
a)
b)
c)
alle persone disabili adulte con diversi gradi di disabilità quali destinatari di un
intervento che mira a favorire il benessere della persona inteso nella sua globalità,
con un progetto che la pone al centro di tutti gli interventi, con la complessità
delle sue potenzialità e dei suoi bisogni;
alle loro famiglie che sono coinvolte e partecipano attivamente nell’ambito
del progetto, in una logica integrativa, grazie anche ad azioni di sostegno alla
genitorialità attraverso la creazione di reti di fiducia tra le persone
ai volontari di Servizio Civile Nazionale che sperimentandosi nelle attività del
progetto avranno occasione di confrontarsi in una nuova dimensione
organizzativa, vivendo da una parte l’esperienza dell’autonomia e della
responsabilità personale, dall’altra la relazione e la responsabilità condivisa e
legata al contesto e al gruppo di lavoro.
Identificazione dei beneficiari del progetto
Le azioni di questo progetto andranno ad incidere in maniera esplicita anche su altri
soggetti (beneficiari) che saranno appunto favoriti dall’impatto positivo del progetto sul
territorio. Possiamo individuare tra questi due categorie sulle quale il progetto potrebbe
avere una ricaduta positiva:
a)
b)
c)
d)
i primi beneficiari sono proprio le persone con disabilità alle quali viene offerta
l’occasione di esprimere le proprie possibilità in termini di vita indipendente e di
autodeterminazione attraverso un percorso che porta loro e il servizio a
individuare la migliore soluzione possibile tenuto conto del contesto;
le famiglie degli utenti disabili che potranno beneficiare di un sostegno
relazionale e professionale che possa permettere loro di recuperare un equilibrio
relazionale, anche all’interno della coppia, un proprio “tempo libero” e una “qualità
di vita” che produca effetti positivi ripercuotendosi sui rapporti interfamiliari ed in
generale su tutto il contesto relazionale delle persone.
L’arricchimento personale e relazionale delle persone che gravitano intorno al
progetto e che ne fanno parte a titolo di volontariato
La ricaduta è evidente sia a livello di welfare comunitario che di ottimizzazione
delle risorse pubbliche.
Una delle peculiarità dei servizi offerti dall’Associazione Laluna è quello di andare oltre
a un servizio socio-assistenziale, mettendo in primo piano la persona e non il disabile e
quindi dando importanza al bisogno di relazione, un bisogno che si insinua nel
quotidiano delle persone. Il progetto quindi propone di rafforzare gli interventi di
animazione, accompagnamento nella vita quotidiana e di utilizzo del tempo libero degli
abitanti della comunità e s’intende affiancare alla vita delle persone con disabilità,
nell’ambito dei diversi servizi i giovani volontari i Servizio Civile Nazionale che
mettano a disposizione la loro capacità relazionale informale talvolta paritaria e spesso
coinvolgente al fine di supportare queste persone a raggiungere il migliore
benessere possibile nella quotidianità di vita.
Con questa finalità di approccio è convinzione dell’ente che ciò valga ad offrire
una concreta occasione di crescita personale, civica e professionale, come
auspica il dettato normativo della legge 64/2001.
7) Obiettivi del progetto:
L’obiettivo generale del progetto è l’abitare delle persone disabili che diviene una
questione etica che comprende un “diritto di scelta”, un’attenzione all’habitat (al proprio
territorio), una progettualità attenta e professionale (in continua formazione), in grado di
verificarsi e mutare incidendo culturalmente sulla società. Questo progettazione si pone
quindi come obiettivo di realizzare percorsi di autonomia/autonomia abitativa, allo scopo di
realizzare con gradualità il "dopo di noi durante noi" onde evitare il trauma della perdita dei
genitori (dove possibile) o consolidare la propria identità per concretizzare un “benessere”
della persona.
La finalità complessiva del progetto è dunque quello di rafforzare il tessuto solidale della
collettività, con beneficio diretto sulla popolazione generale, con ricadute di particolare
utilità sugli ospiti della comunità, degli appartamenti a bassa soglia e dei progetti di vita
indipendente in essere nel territorio, con indubbio vantaggio educativo e formativo per i
volontari.
I volontari del Servizio Civile Nazionale possono così rappresentare un’interfaccia ideale e
privilegiata tra cittadini e le “case” dove abitano le persone disabili, inseriti di fatto nella
realtà come osservatori e promotori di cambiamento, in affiancamento sinergico, coordinato
e integrato con le figure istituzionalmente e professionalmente preposto all’assolvimento
dei compiti educativi e di formazione alla vita indipendente.
Si ritiene infine significativo tenere come finalità del progetto anche quella di riuscire a
creare sul territorio una comunità accogliente, capace di dare risposte concrete ai
bisogni espressi dai cittadini, attraverso la realizzazione di progetti condivisi.
L’obiettivo è di promuovere il benessere delle persone, operando a partire non dalle criticità
ma dalle risorse e potenzialità del territorio, cercando di prevenire possibili situazioni di
disagio.
Obiettivi trasversali, azioni e risultati attesi nei confronti dei destinatari sono:
Obiettivi specifici








Rilevare lo status del partecipante e la situazione anamnestica
Descrivere le varie aree di pertinenza delle attività educative
Formulazione PEI
Promuovere percorsi di sensibilizzazione e di sviluppo della responsabilità sociale della
comunità
Supporto psicologico alla famiglia mirato allo sviluppo dell’autonomia del proprio
figlio/a: accoglienza ed accompagnamento strutturato per la modifica delle
rappresentazioni e delle modalità relazionali col proprio figlio
Supporto per la costruzione del progetto di vita in rapporto di co-costruzione e di coprogettazione con la persona, la famiglia, il contesto , gli operatori dei servizi interessati
Promozione della comunità solidale attraverso il supporto all’auto-organizzazione,
all’autodeterminazione e sostegno alle reti naturali di comunità attraverso interventi di
solidarietà organizzata;
Dove necessario, accompagnamento strutturato con il contesto sociale per la modifica
delle rappresentazioni culturali e la modalità relazionale con la persona
FASI EVOLUTIVE DEL PROGETTO OGGETTO DI VALUTAZIONE
Il progetto della durata indicativa di un anno può essere diviso in due fasi.
Durante la prima fase del percorso saranno perseguiti i seguenti obiettivi e risultati:
Obiettivi specifici 1

Conoscenza della famiglia, dei legami di comunità e di territorio in cui è inserita la
persona.
Introduzione e facilitazione del processo di pensiero che conduce alla
consapevolezza del compito in relazione al tema dell’Autonomia esecutiva ed
affettiva/relazionale;
Riconoscimento delle motivazioni che inducono all’azione;
Verificare e introdurre i prerequisiti per l’avvio del processo decisionale
Avvio al processo di autonomia che rende la persona capace di passare dalla
situazione di “essere curata” al “prendersi cura di se” attraverso le azioni del
quotidiano
Concretizzare e rafforzare il percorso cognitivo e affettivo attraverso l’esperienza





Durante la seconda fase del percorso saranno perseguiti i seguente obiettivi e risultati:
Obiettivi specifici 2


Rendere le persone capaci di passare dalla situazione di “essere curati” al
“prendersi cura di sé” nelle cose del quotidiano rafforzando l’esercizio del pensiero
(autodeterminazione) e la sua espressione
Avviare, attraverso le situazioni, la costruzione ed il potenziamento della percezione
di sé, della formazione dell’identità, dell’autostima favorendo il percorso di crescita
all’interno delle fasi del percorso evolutivo
Si sottolinea che il raggiungimento degli obiettivi sopra definiti, sono assoggettati
all’evoluzione del partecipante, della famiglia, del contesto sociale e alla possibilità di avvio
di un dialogo costruttivo con quanti si occupano a diverso titolo della persona e di uno
sviluppo territoriale integrato e sostenibile.
Obiettivi generali nei confronti dei volontari in Servizio Civile Nazionale
Il Servizio Civile Nazionale rappresenta per i giovani coinvolti uno strumento di formazione
e di promozione per una cittadinanza attiva e per diffondere il valore della pace e della
valorizzazione delle differenze in una logica di convivialità: pertanto l’inserimento dei
volontari all’interno dei progetti porterà quest’ultimi ad acquisire:
1. Promozione di una cultura di cittadinanza attiva, che veda i volontari del servizio
civile come soggetti appartenenti ad un contesto, capaci di influenzarlo
positivamente, rendendolo più rispondente ai principi della nostra costituzione.
2. Apprendimento delle finalità, delle modalità e degli strumenti di lavoro di gruppo
finalizzato all’acquisizione di capacità pratiche e di lettura della realtà, capacità
necessarie alla realizzazione delle attività del progetto e successivamente
all’inserimento attivo del mondo del lavoro.
3. Fornire ai partecipanti strumenti e tecniche relative alla relazione con le persone
con disabilità, alla conduzione di gruppi, alla gestione delle attività.
4. fornire la possibilità di maturare un’esperienza utile per la loro formazione
educativa, etica, civile, sociale e lavorativa sia attraverso il contatto continuo con
chi è inserito in progettazione di autonomia e di cura, sia attraverso il costante
confronto con tutti i soggetti coinvolti nelle diverse articolazioni del progetto.
5. alimentare nei giovani la volontà di promozione del Servizio Civile Nazionale come
strumento di superamento di forme di discriminazione ed esclusione sociale
6. offrire ai giovani l’opportunità di confrontarsi in una dimensione comunitaria con
l’opportunità di cimentarsi in esperienze di autonomia e responsabilità personale, e
contemporaneamente esperienze di responsabilità condivisa legata al contesto e al
gruppo di lavoro.
In termini più specifici si potrebbe identificare per punti ulteriori funzioni che il volontario in
Servizio Civile Nazionale può assumere nel più ampio contesto della società:
- Centralità della persona, di ogni persona che si traduce nelle relazioni quotidiane
- Iniziative in un’ottica liberatoria, trasformare l’azione gratuita da riparatoria, che
mantiene la persona in uno stato di dipendenza e di passività, in “liberatoria, cioè volta a
creare opportunità perché ogni persona possa riappropriarsi della propria soggettività e
divenire coprotagonista della propria liberazione
- Progettualità/anticipazione: superamento del servizio volto alle emergenze quotidiane e
passare alla programmazione di interventi con progetti ben precisi, di anticipazione,
innovativi, verificabili nella loro efficienza ed efficacia
- Cultura della solidarietà: trasmissione di valori, atteggiamenti e orientamenti
nell’opinione pubblica del paese, con una testimonianza concreta tesa ad una diffusione
popolare degli ideali che ispirano la cultura della solidarietà
- Progetto di società e cambiamento: contributo a realizzare un progetto di persona e
società in un’ottica di armonia di relazioni, di ricomposizione del tessuto sociale nella
reciprocità e nella valorizzazione di ogni risorsa per essere sempre più agente di
cambiamento
Supporto e accompagnamento del volontario in Servizio Civile Nazionale
A fronte di quanto sopra riteniamo di fondamentale importanza il supporto e
l’accompagnamento dl Volontario attraverso la formazione, la supervisione e la valutazione
delle prestazioni sono considerate funzioni “fisiologiche” dell’organizzazione e strumenti
essenziali per lo sviluppo di un volontariato partecipato e attivo.
La formazione (qui intesa come “azione che dà forma) ha come finalità quella di mettere in
grado i volontari di realizzare con successo le attività. Si presterà attenzione a rilevare i
seguenti punti:
 le esigenze che scaturiscono dai ruoli organizzativi e dalle attività da svolgere
 i bisogni individuali, cioè le esigenze di formazione individuale, nell’ambito delle
aree del sapere, saper fare, saper essere.
La supervisione ha come finalità quella di creare le condizioni che incoraggino e
supportino i volontari a fare bene le proprie attività, a raggiungere gli obiettivi prefissati e ad
assumere il ruolo atteso. Quindi il supervisore deve essere in grado:
 esprimere il proprio entusiasmo
 dimostrare la propria competenza
 costruire una relazione positiva con il volontario
 trovare equilibrio tra senso di stabilità e necessità al cambiamento
 dare ad ogni singolo la chiarezza di quale sia il proprio ruolo e come si coordina
con quello degli altri
 offrire costanti feedback
 dare adeguate ed aggiornate informazioni
 esprimere il proprio apprezzamento
La valutazione significa confrontare, sottolineare le differenze, esprimere un giudizio e
agire di conseguenza. La valutazione è uno strumento utile che deve permettere di
verificare se il volontario è coerente con i valori e le regole espressi dall’associazione e se
l’azione volontaria è funzionale al raggiungimento degli obiettivi. I risultati della valutazione
devono portare all’assunzioni di decisioni che consentano ai volontari di prestare la propria
attività al meglio e all’associazione di coinvolgerli in modo sempre più efficace.
8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le attività
previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in servizio civile
nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo:
8.1 AZIONI PREVISTE
La logica è favorire l’assunzione di ruolo della persona disabile: ciò rappresenta un’esperienza
nodale per la crescita psicologica, in quanto di fondamentale importanza nella costruzione del sé e
dell’identità: è fondamentale per il disabile intellettivo, come per ciascuno di noi, sentirsi investito di
un ruolo e percepirlo vero e utile, agire il ruolo e trovarne conferme. In questa visione la possibilità
di crescere e divenire adulti non è legata tanto al livello intellettivo, ma al livello della maturazione
affettivo-relazionale. Il percorso verso la condizione adulta, necessita di azioni ben precise: la prima
è che si modifichi la rappresentazione del disabile intellettivo e che si consideri la sua crescita non
come un puro dato anagrafico, ma, alla stregua di tutte le persone, negli aspetti psicologici,
affettivo-relazionali, sociali. Un’altra condizione necessaria è che i ruoli che gli vengono assegnati
nel contesto familiare, sul lavoro, nel tempo libero, nelle relazioni affettive siano veri e valorizzati
per la restituzione di valore e capacità; va sottolineata l’importanza dei ruoli perché ciascuno di noi
diventa quello che i suoi ruoli gli prescrivono e quindi non possiamo rivestire un ruolo se non ci
viene riconosciuto. Quanto sopraddetto ci fa comprendere l’importanza dell’integrazione sociale
nell’evoluzione del se’ adulto nelle persone con disabilità intellettiva e del loro inserimento in gruppi
sociali adulti rappresentati ad esempio da quelli lavorativi. In tutto questo il ruolo del Servizio
Civile Nazionale è rilevante per il confronto e la costruzione di relazioni “vere” e
significative.
Obiettivi trasversali, azioni e risultati attesi nei confronti dei destinatari sono:
Azioni
Presentazione Questionari
rilevazione Anamnesi
Risultato atteso
d’ingresso
e
Stesura del PEI: dati strutturali, fattore
contesto sociale, dati qualitativi,
individuazione dei problemi, ipotesi
progettuale, definizione delle attività/azioni
educative specifiche, verifica degli indicatori
- Elaborato con le risposte che diano un più
definito possibile
- Elaborato dell’Educatore che delinea il livello di
autonomia in quel frangente e formula delle ipotesi
progettuali individuando tempi e modalità di
svolgimento delle attività educative
- Elaborazione di schede d’osservazione
individualizzate che descrivono l’obiettivo e
l’indicatore
- Stabilire una modalità relazionale adulta tra la
persona e chi è di fronte;
Incontro (secondo necessità di volta in volta
valutata) con il MMG, specialisti ospedalieri,
palestre, parrocchia o altri enti religiosi o di
volontariato, personale del Comune, Vigili
Urbani, mezzi di trasporto, Posta, Banche,
Negozi ecc. – o altri luoghi di incontro e vita
comunitaria
- Portare a conoscenza la controparte dei punti
deboli e di forza della persona;
- Costruire una rete che permetta all’educatore di
avere le informazioni dell’attività prevista nel PEI
ed in fase d’osservazione;
- Introdurre la persona nel tessuto comunitario per
stabilire una relazione adulto-adulto, senza
mediazioni;
- Gli incontri saranno accompagnati da una
relazione dell’educatore che redigerà una breve
descrizione della modalità relazionale accaduta;
-Condivisione delle rappresentazioni del proprio
figlio/a;
-conoscenza della storia famigliare;
-stabilire un’alleanza con la famiglia
predisposizione del progetto di vita;
Incontri
e
telefonate
dell’educatore con la famiglia;
periodiche
- Incontri della famiglia con la psicologa;
-favorire
lo
sviluppo
separazione/individuazione;
dei
processi
nella
di
-favorire e supportare l’elaborazione di sofferenze
famigliari;
-supportare la modifica delle rappresentazioni e
delle modalità relazionali attraverso le attività del
quotidiano;
-gli incontri tra educatore e famiglia saranno
accompagnati da una relazione dettagliata dei
contenuti dell’incontro;
-La persona inizi a sviluppare un pensiero sui
propri desideri, attese e sogni futuri;
-la persona avvii processi decisionali autonomi
riguardanti le scelte della propria vita;
Incontro con la persona, la famiglia, gli
operatori sei servizi coinvolti, altre persone
coinvolte nel progetto di vita
-avviare la famiglia ad un processo di
consapevolezza affinché porti il proprio apporto e
supporti il proprio figlio/a nella ricerca di una
propria identità ed espressione del sé;
-gli operatori dei servizi e tutte le persone coinvolte
nel progetto di vita della persona disabile portino il
loro contributo specifico, riconoscano e adottino
modalità di relazione adulta;
-Coinvolgimento di almeno una persona per il
supporto
all’auto-organizzazione
e
all’autodeterminazione;
Incontri con la comunità in cui vive la persona
disabile: famiglie, circoscrizione, parrocchia,
palestre, banche, negozi, ecc.
-costruzione di riferimenti (almeno
l’organizzazione del proprio tempo;
uno)
per
-introdurre la persona disabile nel tessuto
comunitario di residenza per stabilire una relazione
adulto-adulto, senza mediazioni, e che favorisca il
potenziamento e lo sviluppo del proprio sé
FASI EVOLUTIVE DEL PROGETTO OGGETTO DI VALUTAZIONE
Il progetto della durata indicativa di un anno può essere diviso in due fasi.
Durante la prima fase del percorso saranno perseguiti i seguenti obiettivi e risultati:
Azioni
Risultato atteso
-Questionari per la presa in carico compilati in
ogni parte;
Incontro con la famiglia, con la comunità
d’appartenenza
(parrocchia,
palestre,
MMG,ecc.);
somministrazione dei questionari per la
famiglia e per il corsista;
Aumentare la consapevolezza della persona
disabile, attraverso colloqui mirati e strutturati
e attraverso situazioni ad hoc (costruite e
quotidiane), sull’importanza di saper curare
la propria persona; la propria salute; pulire e
curare la casa; saper rilevare le cose
mancanti e fare acquisti; saper cucinare;
conoscere-usare-gestire il denaro;
conoscere-usare i servizi di pubblica utilità;
saper riconoscere e gestire i rapporti con la
propria famiglia, il proprio partner, gli amici;
saper gestire il proprio tempo libero,
l’impegno scolastico e lavorativo
Rilevare, avviare e aumentare, attraverso la
situazione quotidiana, la capacità della
persona disabile a saper curare la propria
persona, la propria salute, pulire e curare la
casa, saper rilevare le cose mancanti e fare
acquisti, saper cucinare, conoscere–usaregestire il denaro, conoscere-usare i servizi di
pubblica utilità, saper riconoscere e gestire i
rapporti con la propria famiglia, il proprio
partner, gli amici, saper gestire il proprio
tempo libero, l’impegno scolastico e
lavorativo
- Elaborato che descrivi la situazione famigliare;
- Relazioni sugli incontri fatti con la famiglia o con
la comunità d’appartenenza;
-Conoscenza della comunità in cui è inserito il
corsista
accompagnata
da
relazione
dell’educatore
-La persona disabile costruisce il suo “perché” fa
le cose e lo esprime;
-Approfondire la conoscenza di sé: capacità,
caratteristiche, limiti, potenzialità, risorse….(chi
sono);
-Approfondire reazioni, interazioni, autostima…
(come mi percepiscono gli altri);
-Approfondire le aspettative circa il proprio futuro;
- Approfondire la conoscenza delle alternative e
dei criteri di scelta;
- Utilizzo di percorsi ad hoc per favorire la
percezione di sé, il sé in rapporto agli altri, il
protagonismo.
Schede
di
osservazione
che
quantifichino/qualifichino l’avvio, l’aumento e/o il
consolidamento della capacità
- Stesura del diario di bordo;
Trascorrere una settimana nella comunità
“Cjasaluna” per poter mettere in pratica e
imprimere quanto visto in precedenza
- Esercizio in attività pratiche delle capacità da
rafforzare o da far esprimere;
- Relazioni su eventuali difficoltà emergenti;
Durante la seconda fase del percorso saranno perseguiti i seguente obiettivi e risultati:
Azioni
Risultato atteso
Aumentare ed avviare a consolidamento,
attraverso la situazione quotidiana, la
capacità della persona a rafforzare il proprio
pensiero prendendo in esame ogni aspetto
della propria vita (cura della persona,
gestione della malattia, gestione del denaro,
gestione dei rapporti affettivi, Etc.) e
traducendola in atti pratici
-Utilizzo di percorsi ad hoc per favorire la
percezione di sé, il sé in rapporto agli altri, il
protagonismo.
-Schede
di
osservazione
quantifichino/qualifichino
l’aumento
consolidamento della capacità
e/o
che
il
-Utilizzo del modello di Ellis per la decodificazione
dei propri comportamenti, emozioni ed azioni;
-è in grado di avviare il riconoscimento dei propri
sentimenti, aspettative, desideri e bisogni;
-è consapevole di essere il protagonista della
propria vita in grado di esprimere pensieri,
decisioni e azioni;
-condivisione delle attività educative e del vissuto
che la famiglia sta vivendo nel percorso evolutivo
del figlio/a;
-rilettura dei comportamenti della famiglia e del
figlio/a al fine di definire un’azione comune;
Introduzione della persona disabile nella
comunità ed avvio di relazioni adulte;
Incontri
individuali
che
favoriscano
l’autoriflessione sui propri comportamenti,
emozioni, azioni;
Incontri con la famiglia per una rilettura
comune del percorso d’autonomia;
incontri con le persone coinvolte nella
relazione con il disabile per favorire la
restituzione di adulta;
-coinvolgimento delle persone che intervengono
nella relazione con la persona disabile per la
restituzione di una relazione adulta;
-riconosce il proprio ruolo nei diversi contesti
(famiglia, lavoro, sport, tempo libero, amicizie,
servizi pubblici e privati – MMG, negozianti,
banche, poste, ecc)
-con il supporto dell’educatore distingue i ruoli
delle persone con cui viene a contatto, ne
riconosce la funzione e si relaziona in modo
adeguato;
-con il supporto dell’educatore riconosce i bisogni,
desideri e sentimenti altrui accettando anche
situazioni diverse da quelle che desidera;
-con il supporto dell’educatore sa distinguere le
persone in grado di esprimere sentimenti di
amicizia differenziandoli dai colleghi, dagli
operatori dei servizi, dall’educatore ecc.
-sa relazionarsi in modo adeguato con gli amici e
all’interno del contesto sociale, rispettando le
regole (non fa baccano nei luoghi pubblici,
frequenta ambienti idonei, ecc)
- gli incontri tra educatore, famiglia e altri soggetti
pubblici/privati coinvolti saranno accompagnati da
una
relazione
dettagliata
dei
contenuti
dell’incontro;
8.2 RISORSE UMANE COMPLESSIVE NECESSARIE PER L’ESPLETAMENTO DELLE ATTIVITÀ
PREVISTE
Per il raggiungimento degli obbiettivi risulta fondamentale la costituzione di un gruppo di progetto
che condivida filosofia, finalità ed obbiettivi specifici, azioni e modalità di intervento, nonché
momenti di confronto e verifica dell’andamento generale. Le risorse umane impiegate per la
realizzazione del progetto saranno:
Attività del progetto
Figura di riferimento per la gestione e
l’amministrazione
Progettazione e coordinamento
dell’equipe di lavoro che cura il
progetto sotto il profilo operativo
Figure educative e di supporto che si
occupano di curare la parte operativa
del progetto
Attivazione della rete territoriale per lo
scambio di servizi e per il sostegno
della comunità. Recupero del senso
comunitario come risposta ai bisogni
dell’altro.
Attività quotidiane e del tempo libero
gestite dal volontariato per recuperare
la freschezza e la forza delle relazioni
“libere”
Professionalità
Laurea
Ruolo nel progetto
Numero
Direttore
1
Coordinatore
e progettista
educativo
1
Educatori
3
Attestato Oss
Operatori
5
Volontari
Le famiglie del
territorio
20
Volontari
Volontari giovani
15
Laurea in scienze
dell’educazione
Master in
Pedagogia clinica
Laurea in scienze
dell’educazione
8.3 RUOLO DEL VOLONTARIO IN SERVIZIO CIVILE NAZIONALE
Le attività per i volontari impegnati nel progetto sono orientate dagli obiettivi da raggiungere, così
come dettagliato al punto 7 “Obiettivi del Progetto “.
Il ruolo dei volontari non è mai sostitutivo di quello professionale degli operatori dell’associazione. I
volontari del Servizio Civile Nazionale svolgono un ruolo di “mediatori comunitari” nei confronti degli
abitanti ospiti di “Cjasa Luna” ed nel contesto esterno, ne curano i bisogni di socializzazione, li
accompagnano nella sperimentazione di momenti di autonomia e ne condividono l’esperienza. I
volontari si pongono come “facilitatori” dello sviluppo di interazioni positive tra i disabili e la
comunità circostante.
La risorsa dei giovani volontari in Servizio Civile Nazionale è qui intesa come collante e
promotore tra i servizi offerti dall’Associazione e il territorio entro cui i servizi sono inseriti.
La buona tenuta dei rapporti amicali ed informali, in generale, con i vicini di casa, ad esempio,
rappresentano una “rete” importante che incide sulla qualità della vita delle persone disabili e sul
loro benessere.
La riflessione ci porta a considerare in merito alla possibilità di rendere più efficace il sistema di
informazione e comunicazione sui servizi e opportunità del territorio, sperimentando soluzioni per
meglio integrare i canali informali e quelli istituzionali.
OBIETTIVI (che vedono coinvolti - integrati e promotori i partecipanti del Servizio Civile Nazionale)
 costituzione di reti di famiglie per meglio sostenere e garantire un buon esito degli




interventi a sostegno delle persone disabili e delle loro famiglie attraverso il supporto e il
contributo del Servizio Civile
costituzione di reti di soggetti operanti in campo socio-educativo in aiuto alle
famiglie nello svolgimento del loro compito genitoriale o di accompagnamento verso
l’ultimo fase della vita
potenziamento della collaborazione tra ente pubblico, servizi di base,
associazioni di privato sociale e associazioni famigliari
attivazione delle famiglie rispetto ai loro compiti sociali ed educativi
esplicitare le risorse presenti sul territorio
Attività da avviare per sostenere e raggiungere gli obiettivi sopra descritti si potrebbero individuare
in:
1. Una prima attività da mettere in atto è finalizzata alla promozione della rete tra famiglie e
della rete tra gli enti e le diverse associazioni o servizi educativi interessati.
Nello specifico, si può pensare a:
incontri di formazione rivolti a famiglie e supportati dal Servizio Civile
momenti di convivenza/scambio finalizzati alla conoscenza tra famiglie – Servizio Civile
Nazionale che presentano lo stesso tipo di problematicità relazionale ed educativa.
Incontri aperti a tutte le famiglie – Servizio Civile interessati ad approfondire le tematiche e le
molteplici possibilità di mutuo aiuto
2. L’attività di ascolto, informazione, consulenza da parte di esperti rivolta ai genitori, agli
educatori. Essa ha lo scopo di individuare il percorso psico-educativo più adeguato ad
ogni singola persona e di sostenere il compito educativo della famiglia, indicando anche i
comportamenti più utili in base alle risorse disponibili.
-
3.
L’accompagnamento socio-educativo è volto alla prevenzione del disagio relazionale,
dell’emarginazione sociale e della devianza comportamentale
Le famiglie e i volontari del Servizio Civile che ne faranno parte saranno inserite nel programma di
accompagnamento nel loro percorso educativo individuale anche ai fini di un orientamento.
Tale azione sarà svolta prevalentemente dalle famiglie di appoggio scelte per vicinanza e per
capacità
Il RUOLO del Volontario del Servizio Civile si inserisce in ogni finalità dell’intervento
educativo sopra descritto. Quindi andrà a costruire, supportare e favorire un progetto di vita,
pensato e deciso dalle e con le persone disabili, in cui gli operatori e il Volontario non si mettono
la loro posto e/o in quello dei genitori, ma accanto, accogliendoli e supportandoli nell’incontro con il
limite.
L’atteggiamento culturale su cui poggia l’intervento parte quindi da una visione che vede nell’altro,
senza nascondere i limiti, le potenzialità da coltivare, insieme, senza illusioni ma senza rinunciare
alla speranza. Occorre credere che le persone disabili intellettive hanno innanzi tutto bisogni di
normalità, primo fra tutti il bisogno di una dimensione progettuale, indispensabile come per qualsiasi
essere umano, per affrontare le fasi della crescita e per la costruzione dell’identità che rappresenta
il senso del proprio essere nel tempo, una sorta di costruzione della memoria nella quale vengono
sintetizzati gli eventi esperienziali significativi della nostra storia personale, familiare e sociale.
L’identità è anche la risultante di processi individuali di separazione/individuazione e di fenomeni
relazionali di rappresentazione/ rispecchiamento sociale. A seguito di ciò quindi sono di
fondamentale importanza quali parole usiamo, quali azioni facciamo, come ci relazioniamo.

Partecipazione alla presentazione di questionari d’ingresso e rilevazione Anamnesi

Accompagnamento ad incontri (secondo necessità di volta in volta valutata) con il MMG,
specialisti ospedalieri, palestre, parrocchia o altri enti religiosi o di volontariato, personale
del Comune, Vigili Urbani, mezzi di trasporto, Posta, Banche, Negozi ecc. – o altri luoghi di
incontro e vita comunitaria

Incontri e telefonate periodiche con la famiglia supportato dal professionista;

Incontro con la persona, la famiglia, gli operatori dei servizi coinvolti, altre persone coinvolte
nel progetto di vita della persona disabile

Incontri con la comunità in cui vive la persona disabile: famiglie, circoscrizione, parrocchia,
palestre, banche, negozi, ecc.

Partecipazione e coinvolgimento in situazioni ad hoc (costruite e quotidiane),
sull’importanza di saper curare la propria persona; la propria salute; pulire e curare la casa;
saper rilevare le cose mancanti e fare acquisti; saper cucinare; conoscere-usare-gestire il
denaro; conoscere-usare i servizi di pubblica utilità; saper riconoscere e gestire i rapporti
con la propria famiglia, il proprio partner, gli amici; saper gestire il proprio tempo libero,
l’impegno scolastico e lavorativo

Sviluppare la capacità osservativa e di raccordo nel rilevare, avviare e aumentare,
attraverso la situazione quotidiana, la capacità della persona disabile a saper curare la
propria persona, la propria salute, pulire e curare la casa, saper rilevare le cose mancanti e
fare acquisti, saper cucinare, conoscere–usare-gestire il denaro, conoscere-usare i servizi
di pubblica utilità, saper riconoscere e gestire i rapporti con la propria famiglia, il proprio
partner, gli amici, saper gestire il proprio tempo libero, l’impegno scolastico e lavorativo

Trascorrere e vivere nella comunità “Cjasaluna” e nelle “case a bassa soglia” e nei progetti
di Vita Indipendente situazioni di quotidianità per poter mettere in pratica e imprimere
quanto visto in precedenza
Partecipare ad incontri di formazione rivolti a famiglie e supportati dal Servizio Civile
Nazionale


Vivere momenti di convivenza/scambio finalizzati alla conoscenza tra famiglie – Servizio
Civile che presentano lo stesso tipo di problematicità relazionale ed educativa.

Partecipare ad incontri aperti a tutte le famiglie – Servizio Civile interessati ad approfondire
le tematiche e le molteplici possibilità di mutuo aiuto

Partecipazione attiva agli eventi di promozione sociale e sensibilizzazione organizzati
dall’associazione.
9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto:
2
10) Numero posti con vitto e alloggio:
0
11) Numero posti senza vitto e alloggio:
2
12) Numero posti con solo vitto:
0
13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:
14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) :
1.400
6
15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio:
Per le caratteristiche del progetto si richiede al volontario:
 Rispetto della privacy degli utenti e riservatezza delle informazioni assunte nello
svolgimento del servizio;
 Rispetto delle indicazioni operative ricevute dall’equipe di lavoro;
 Disponibilità a svolgere le attività di formazione in giorni e orari diversi da quelli
stabiliti di servizio
 Disponibilità a spostamenti sul territorio
 Rispetto delle norme in materia di igiene, sicurezza e salute sui luoghi di servizio
16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente
Accreditato:
Sede di
attuazione
del
progetto
Comune
COMUNITA’
ALLOGGIO
CJASA LUNA
“PAOLA
FABRIS”
CASARSA
DELLA
DELIZIA
Indirizzo
VIA
RUNCIS,
59
Cod.
ident.
sede
N. vol.
per
sede
115254
2
Nominativi degli Operatori Locali di Progetto
Cognome e
nome
Data di
nascita
C.F.
COLUSSI
FRANCESCA
17/01/1973
CLSFNC73A53I403S
17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale:
Attraverso l’attività promozionale l’associazione si pone il duplice obiettivo di presentare le
iniziative legate a Laluna e nel contempo valorizzare i progetti di servizio civile dal punto di vista
del beneficio per la collettività e dal versante della prospettiva di arricchimento personale dei
volontari.
Attività di promozione specifica
Durata evento promozionale in ore
MUSIKEMATE
7 ORE
MARATOLUNA
Gruppi di lavoro e incontri di scambio
sul territorio: Comitato disabilità del
Sanvitese, Osservatorio sociale del
Comune di Casarsa della Delizia
Eventi
di
sensibilizzazione
e
valorizzazione
delle
esperienze:
convegni, seminari, incontri, feste
8 ORE
Totale
50 ORE
30 ORE
95 ORE
Inoltre è prevista la diffusione delle informazioni per la pubblicizzazione del
bando e delle attività realizzate dai volontari in Servizio Civile Nazionale
attraverso il sito web, pagina Facebook, newsletters dell’associazione, dandone
comunicazione ai mass media locali, distribuzione di testi e materiali informati e
pubblicazioni (locandine, cartoline e brochure) all’approvazione del progetto.
18) Criteri e modalità di selezione dei volontari:
Il CSV FVG si avvale di criteri autonomi di selezione.
La ricerca sarà avviata tramite avviso pubblico attraverso gli strumenti interni di
pubblicizzazione del CSV FVG si attraverso comunicati stampa nei giornali locali e
regionali, radio ecc…
I candidati che avranno presentato regolare domanda di partecipazione saranno convocati
e selezionati tramite colloqui individuali, condotti dal personale del CSV FVG.
I colloqui saranno registrati con la compilazione della scheda di valutazione allegata
(allegato N 1.)
Detti criteri saranno resi noti agli aspiranti volontari e volontarie al momento della
presentazione della domanda di partecipazione al progetto di servizio civile.
Al momento della domanda sarà altresì consegnato un estratto del paragrafo 8.3 “Ruolo ed
attività previste per i volontari nell’ambito del progetto”, informandoli per iscritto del peso che
la conoscenza del loro ruolo riveste nella valutazione della loro idoneità.
La selezione verrà fatta da due dipendenti interni al CSV FVG accreditati all’albo Regionale
del Servizio Civile Nazionale con i ruoli di formatore e del responsabile del monitoraggio, i
quali espleteranno le procedure selettive di seguito descritte, verbalizzeranno l’attività di
selezione e stileranno la graduatoria finale. Per ogni candidato verrà redatta una singola
scheda di valutazione.
La selezione degli aspiranti volontari si basa su una scala di valutazione espressa in
centesimi dove ogni singolo candidato può essere attribuito un punteggio massimo di 110
punti derivanti dalla sommatoria delle seguenti scale parziali:
Variabili
Colloquio
(Massimo 60
punti )
Titolo di studio
(viene attribuito
punteggio
solamente al
titolo più
elevato)
Massimo 30
punti
Titoli
professionali
(viene attribuito
punteggio
solamente al
titolo più
elevato)
Massimo 30
punti
Indicatori
Aspetti Conoscitivo e
motivazionale, capacità ed
interessi (vedi scheda in
allegato 3)
Frequenza secondaria scuola
superiore (1 punto per anno
concluso)
Diploma di scuola superiore non
attinente il progetto
Diploma di scuola superiore
attinente il progetto
Laurea quinquennale o
specialistica non attinente il
progetto
Laurea quinquennale o
specialistica attinente il progetto
Titolo professionale attinente al
progetto
Titolo professionale non attinente
al progetto
Punteggio attribuibile
Titolo professionale non terminato
Fino a 1 punti
Esperienze aggiuntive
Fino a 4 punti
Altre conoscenze
Fino a 4 punti
Max 60 punti
Max 4 punti
5 punti
6 punti
7 punti
8 punti
Fino a 4 punti
Fino a 2 punti
I criteri adottati dal CSV FVG mirano all’individuazione dei candidati maggiormente idonei
alla realizzazione delle attività di progetto previste.
Pertanto la selezione dei volontari verrà effettuata con le metodologie e gli strumenti di
seguito esplicitati:
1) Check-list per la valutazione documentale e dei titoli
2) Colloquio personale
La check-list per la valutazione documentale prevede l’attribuzione di punteggi ben definiti
ad un insieme di variabili legati a titoli e documenti presentati dai candidati.
Il colloquio personale si svolgerà presso i locali resi disponibili dal CSV FVG
Anche per il colloquio di valutazione è prevista una check-list che guidi il selettore negli
argomenti oggetto del colloquio stesso.
Si dettagliano di seguito le variabili di interesse distinguendo tra le variabili legate all’analisi
documentale e quelle legate al colloquio di valutazione.
Per ognuna delle variabili sono stati specificati gli indicatori di riferimento ed i valori
(punteggi) attribuibili a ciascuno.
I candidati che abbiano ottenuto un punteggio inferiore a 60/110 saranno dichiarati
non idonei a svolgere il servizio civile nazionale.
19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione
dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del progetto:
Il monitoraggio del progetto è finalizzato nella sua globalità alla valutazione periodica dello
stato di attuazione del progetto. Le attività di monitoraggio si articolano in tre momenti
principali:
· primo momento di valutazione in itinere (al termine del quarto mese di servizio, allegato 2)
· secondo momento di valutazione in itinere (al termine del ottavo mese di servizio, allegato 3)
· terzo momento di valutazione finale (al termine del dodicesimo mese di servizio, allegato 4)
Ognuno di questi momenti è finalizzato a:
· Controllare lo stato di avanzamento del progetto in modo tale da evidenziare disfunzioni e
criticità da risolvere al fine di apportare le opportune correzioni
· Verificare il vissuto, il livello di gradimento e soddisfazione dei volontari.
· Valutare le competenze e professionalità da loro acquisite
Il monitoraggio sarà svolto attraverso strumenti standardizzati (questionari a risposte
predefinite) a cura del CSV FVG, mediante il responsabile del monitoraggio.
Nel complesso nelle diverse fasi di monitoraggio si useranno tre diversi strumenti di
rilevazione.
1) Questionario Iniziale
Attraverso questa scheda si acquisiranno, con cadenza trimestrale, tutte le informazioni
relative all’andamento del singolo progetto di SC. Il Questionario sarà centrato
sull’acquisizione di informazioni fattuali sull’andamento del progetto. Si tratterà di una scheda,
nella quale accanto alle informazioni generali, verranno chiesti ragguagli sullo stato
d’avanzamento delle diverse fasi del progetto, in particolare della formazione erogata
2) Questionario intermedio
Lo scopo di questo questionario rivolto ai volontari è quello di scandagliare motivazioni e
aspettative del giovane volontario, tanto nei confronti del progetto di servizio civile.
Verranno chiesti ragguagli sullo stato d’avanzamento delle diverse fasi e sui benefici/supporti
del progetto destinati ai volontari. Dal punto di vista delle modalità di compilazione, il
questionario in ingresso sarà distribuito in forma cartacea e, una volta compilato, sarà raccolto
dall’Olp e inviato al CSV FVG.
3) Questionario finale.
Per verificare la coerenza tra le attività dichiarate in sede progettuale e quelle effettivamente
svolte dai volontari, il questionario d’uscita conterrà domande aperta, ossia a risposta libera,
non precodificata. Una volta raccolti i questionari, le risposte saranno ricondotte ad una serie
di categorie predefinite in modo da poterle trattare statisticamente e poterle confrontare con le
attività dichiarate nel progetto, anch’esse codificate allo stesso modo e inserite nella matrice
dati.
Somministrazione della
scheda di monitoraggio dati
(Allegato 2)
Somministrazione Scheda
Monitoraggio progetto
(Allegato 3)
Somministrazione Scheda
Monitoraggio progetto
(Allegato 4)
Ritiro questionari
Realizzazione della matrice
dati
Analisi dei dati
Rapporti di monitoraggio
12 mese
11 mese
10 mese
9 mese
8 Mese
7 Mese
6 Mese
5 Mese
4 mese
3 mese
2 mese
1 mese
Attività di monitoraggio
21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione
dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti
dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:
Non sono previsti particolari requisiti di carattere formativo ma si richiede ai
candidati una particolare predisposizione a instaurare e mantenere relazioni con
persone con disabilità, sensibilità e attenzione nonché desiderio di “incontro con
l’altro” e una buona capacità di socializzazione e di movimento nel territorio e tra le
varie iniziative
23) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del
progetto:



€ 5.000,00 per attività formativa mirata
€ 1.500,00 per percorsi formativi rivolti alle famiglie e ai volontari
€ 6.000,00 per attività di promozione e sensibilizzazione
24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners):
Ente
AZIENDA PER I SERVIZI
SANITARI N.6 FRIULI
OCCIDENTALE
COORDINAMENTO SOCIO
SANITARIO
Codice fiscale
01278420938
Tipologia
No profit
FONDAZIONE DOWN FVG
91018080936
No profit
COOPERATIVA SOCIALE “IL
PICCOLO PRINCIPE”
01133140937
No profit
Attività del partner
Sostegno della progettualità
attraverso tavoli di co progettazione
e convenzione per il servizio
residenziale
Condivisione dei percorsi dell’utenza
all’interno dei quali si muove e opera
il volontario del Servizio Civile
Nazionale
Programmi di scambio e co
progettazione per le attività di natura
socio occupazionale rivolte agli
utenti che partecipano al progetto di
cui fanno parte i volontari del
Servizio Civile Nazionale
25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:





Comunità alloggio “Cjasaluna Paola Fabris” e attrezzatura tecnica interna
alla struttura
N. 2 furgoni (1 attrezzato per trasporto carrozzine)
N.1 auto
Rete informatica
Strumenti tecnici di valutazione quali diario di bordo, schede di
osservazione e materiale simile
Il Centro Interprovinciale Servizi Volontariato Friuli Venezia Giulia è l’ente
accreditato. Si è costituito il 7 luglio 2000. Il compito statutario è quello di
contribuire alla crescita del volontariato offrendo formazione e servizi alle
associazioni. Il CSV FVG ha quindi una rilevantissima esperienza nella
progettazione e organizzazione di percorsi formativi finalizzati sia alla crescita delle
conoscenze specialistiche delle associazioni (contabilità, bilancio, ricerca fondi,
informatica) che delle meta-competenze relazionali che devono caratterizzare i
volontari e le organizzazioni di volontariato.
Metterà a disposizione:
a) gli organi di comunicazione, quali il sito Internet www.csvfvg.it, spazio sulla
rivista Ciesse Informa;
b) una postazione di lavoro presso lo sportello di Pordenone;
c) la sala riunioni dello sportello di Pordenone, all’occorrenza;
d) le attrezzature necessarie alle attività di comunicazione esterna del progetto
(attrezzature multimediali, gazebo, impianto di amplificazione …).
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI
26) Eventuali crediti formativi riconosciuti:
Il sistema italiano non ha ancora normato in modo inequivocabile come certificare i
crediti formativi, nati da esperienze in ambiti e settori della società civile legate alla
formazione della persona ed alla crescita umana, civile e culturale quali quelle
relative al volontariato, all'ambiente, alla cooperazione, allo sport. Al di là delle
scuole (dal 1998) e delle università (dal 2001) per la valorizzazione delle
esperienze professionali non ancora il nostro paese ha riflettuto abbastanza
sull'importanza della validazione/certificazione dei crediti. Alcuni ordini
professionali(medici, avvocati, geometri) lo hanno fatto ma non è il caso dei crediti
acquisiti dai nostri volontari. Le politiche nazionali hanno costituito il Tavolo unico
per gli standard presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale che svolge
dal 2005 supporto tecnico e monitoraggio della sperimentazione del “Libretto
formativo del cittadino” come si prevede presso il National Reference Point a cura
dell'Isfol . Tuttavia anche la compilazione dell'Europass ed il suo diffuso uso fanno
pensare che il Quadro comunitario per la trasparenza delle competenze e delle
qualifiche sia socialmente riconosciuto dai datori di lavoro, dagli operatori di
orientamento e dal personale delle scuole.
27) Eventuali tirocini riconosciuti :


Convenzione per l’attività di tirocinio formativo previsto dal Corso di Laurea
in educazione Professionale –Università degli studi di Udine, Dipartimento
di Scienze Mediche sperimentali e cliniche – convenzione stipulata in data
16/12/2013;
Convenzione di stage/tirocinio di formazione ed orientamento – Istituto di
Istruzione superiore “Paolo Sarpi” di San Vito al Tagliamento
28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio,
certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:
Formazione generale dei volontari
29) Sede di realizzazione:
Presso lo sportello CSV FVG di Udine
30) Modalità di attuazione:
La formazione generale dei volontari viene fatta direttamente dal CSV FVG ,
attraverso il proprio formatore interno accreditato dell’Ente (dott. Roberto Lionetti)
che ha già frequentato il corso UNSC per i formatori degli enti di Servizio Civile
Nazionale
31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione
dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio:
32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
La formazione generale viene pianificata seguendo le indicazioni delle “Linee guida
per la formazione generale dei volontari”.
Tutti i moduli prevedono una parte introduttiva, con la metodologia della lezione
frontale, e un approfondimento attraverso dinamiche non formali.
Per i temi trattati con ricorso a “dinamiche non formali”, le tecniche adottate
saranno:
 discussione di casi
 esercitazioni
 lavoro in piccoli gruppi
 simulazioni e giochi di ruolo
Inoltre il CSV FVG ha predisposto già da alcuni anni un programma di formazione
generale al Servizio Civile Nazionale in cui trovano largo spazio i supporti visuali.
Filmati e fotografie, ma anche vignette satiriche e fumetti, sono proposti ai giovani
come materiale su cui discutere, per giungere a una visione condivisa di ciò che
rappresenta, per il gruppo, l’esperienza di Servizio Civile Nazionale appena
intrapresa.
I temi della formazione generale (patria, difesa, protezione civile, nonviolenza ecc.),
previsti dalle linee guida pubblicate dall’UNSC, sono presentati ai volontari
all’interno di un percorso visuale che, partendo dalle immagini, giunge a una
riflessione comune sui concetti e gli ambiti fondamentali del Servizio Civile
Nazionale.
33) Contenuti della formazione:
La formazione generale verrà erogata entro l’ottavo mese dell’avvio del progetto
Modulo
Ore
1
5
2
5
3
4
4
4
5
4
6
4
7
5
8
5
Contento della formazione
Identità del gruppo in formazione.
Presentazione del corso. Il concetto di
patria oggi.
Fotografia di guerra, obiezione di
coscienza e impegno pacifista. Pace,
solidarietà e altri valori presenti nella
Costituzione (artt. 2, 3, 4, 5, 9, 11, 52)
La difesa della patria: da attività militare a
pratica civile. La difesa nonviolenta della
patria. Antropologia della violenza.
Violenza e salute. Violenza e genere.
Religione, violenza e nonviolenza. Che
cos’è la nonviolenza. Le radici della
nonviolenza. Il Volontariato come risposta
nonviolenta alla violenza.
La Protezione civile come collegamento
tra difesa della Patria e difesa
dell’ambiente e delle popolazioni.
Epistemologia del rischio. La comunità di
fronte all’emergenza: strategie di
fronteggiamento
“Il Servizio Civile per me è..”
(Fotolinguaggio e condivisione di idee)
Storia dell’obiezione di coscienza ed
evoluzione della legislazione sul Servizio
civile. Il Centro Servizi Volontariato e le
sue attività che concorrono alla difesa
della Patria.
Istituzioni, volontariato e società civile. La
sussidiarietà. Comunità, dono e
reciprocità
Servizio civile e volontariato. I concetti di
capitale sociale e beni relazionali
Il lavoro per progetti. Ciclo del progetto e
metodologie dell’approccio partecipativo.
Comunicare un’idea: fotografia, disabilità
e comunicazione visuale.
Metodologia
Lezione frontale.
Dinamiche non formali.
Dibattito
Lezione frontale.
Dinamiche non formali.
Dibattito
Lezione frontale.
Dinamiche non formali.
Dibattito
Lezione frontale.
Dinamiche non formali.
Dibattito
Lezione frontale.
Dinamiche non formali.
Dibattito
Lezione frontale.
Dinamiche non formali.
Dibattito
Lezione frontale.
Dibattito
Lezione frontale.
Dinamiche non formali.
Dibattito
9
10
4
Il volontario in servizio civile: il suo ruolo,
la sua funzione, i suoi diritti e doveri.
Lezione frontale.
Dibattito.
5
Le istituzioni politiche, sociali, giuridiche
ed economiche in cui l’individuo è
inserito. Informazioni su parlamento,
partiti, magistratura, questure, prefetture,
organizzazioni sindacali, economiche e
terzo settore
Lezione frontale.
Dinamiche non formali.
Valutazione finale
34) Durata:
La durata complessiva è di 45 ore
Formazione specifica dei volontari
35) Sede di realizzazione:
COMUNITA’ CJASALUNA – CASARSA DELLA DELIZIA
36) Modalità di attuazione:
Formazione effettuata in proprio con l’equipe di consulenti dell’Associazione (non
dipendenti, a parte uno, ma soggetti terzi).
37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:
Nome e Cognome
Data di nascita
Luogo di nascita
DANIELE MAZZOLO
14/03/1966
Arles (F)
DANIELE FERRARESSO
13/01/1976
Portogruaro
CHRISTIAN CECOT
14/05/1970
Pordenone
DONATELLA VENARUZZO
08/02/1963
Gruaro
38) Competenze specifiche del/i formatore/i:
Nome e Cognome
Daniele Mazzolo
Area di intervento
Competenze
- Laurea in scienze della
comunicazione
- Gestione dinamiche di gruppo
- Sviluppo delle competenze
- Laurea in scienze dell’educazione
- Educazione
- Metodologie e icf
Comunicazione
Daniele Ferraresso
Educazione
Christina Cecot
Sicurezza
- Competenza acquisita nelle
normative che regolamentano la
sicurezza nei luoghi di lavoro
HACCP
- Competenza nella gestione e
nell’applicazione dell’haccp
Donatella Venaruzzo
39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
 lezioni frontali di carattere prevalentemente didascalico, concernenti
l’organizzazione dei servizi e le pratiche da mettere in atto per la gestione
dei compiti previsti;
 training pratici attraverso l’utilizzo di strumentazione adeguata
 lavoro teorico-pratico di ricerca e studio in gruppo, attraverso:
il confronto sui temi affrontati attraverso equipe di lavoro
40) Contenuti della formazione:
Gli obiettivi della formazione specifica del presente progetto intendono fornire ai giovani
volontari:




Conoscenze teoriche relative alla sicurezza nei luoghi di lavoro;
Strumenti utili allo svolgimento delle mansioni previste nel servizio;
Strumenti per il lavoro di gruppo e gestione delle dinamiche all’interno del team di
lavoro;
Acquisizione di competenze personali nella relazione educativa con gli abitanti di
Cjasaluna e le persone con disabilità intellettiva;
La formazione specifica prevede l’individuazione di quattro fasi così articolate:
Prima fase. Per complessive 8 ore:
Argomento principale
Durata in ore
Formatore
Nozioni sulle normative relative alla
sicurezza sui luoghi di lavoro con
presentazione del piano sicurezza
interno
8
Christian Cecot
Seconda fase (fase permanente) Per complessive 25 ore distribuite in più giornate:

Acquisizione delle conoscenze e degli strumenti attraverso i quali svolgere le
proprie mansioni all’interno di Cjasaluna; la formazione è on the job e si verifica
durante le equipe settimanali condivise con lo staff educativo e operativo
dell’associazione.
Terza fase Per complessive 32 ore

Riguardante la capacità di gestire le dinamiche relazionali, i metodi e la conduzione di
gruppi di lavoro. Il raggiungimento degli obiettivi del percorso formativo prevede un
lavoro teorico pratico su:








L’importanza della strutturazione del team di lavoro nel sociale
L’unione fa la forza, come sinergizzare e ottenere obiettivi ambiziosi
Ruoli nel team (saper essere individui ma anche gruppo)
L’importanza dei ruoli, il sentire di essere parte di una squadra e la valenza degli
stili comunicativi
Dinamiche di gruppo
I requisisti di chi sa e vuole giocare in squadra
Alcune regole e strumenti su come rapportarsi con i propri compagni di team e
alimentare un clima costruttivo
L’apprendimento autodiretto. Individuare e sviluppare le competenze individuali
per la crescita dell’intero gruppo; scala delle competenze e misurazione
Quarta fase: Per complessive 30 ore
Argomento principale
Le prassi educative nei percorsi di vita
indipendente
La metodologia educativa alla base del
progetto “Dalla comunità/famiglia verso
l’interdipendenza autonoma”
L’osservazione come strumento
prioritario di raccolta dati per lo sviluppo
dei progetti individualizzati (PEI)
Durata in ore
Formatore
10
Daniele Ferraresso
10
Daniele Ferraresso
10
Daniele Ferraresso
41) Durata:
Totale 95 ore
Altri elementi della formazione
42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto:
La valutazione della formazione sia generale che specifica prenderà
inconsiderazione i seguenti aspetti.
- Gradimento da parte dei partecipanti
- Verifica dei contenuti appresi
- Capacità di progettualità sul percorso di Servizio Civile Nazionale
Riguardo la verifica del gradimento del corso di formazione da parte dei
partecipanti si metteranno in atto le seguenti azioni:
• Utilizzo di questionari con scale di gradimento da parte dei partecipanti alla
formazione per valutare il gradimento del corso.
Saranno utilizzati questionari di gradimento sulla base delle scale Likert costruite
utilizzando 5 differenti livelli di valutazione (Moltissimo, Molto abbastanza, poco, per
nulla). Il questionario di
valutazione potrà contenere item tipo “Il tempo per la formazione è stato adeguato”,
“Le modalità didattiche del docente sono state chiare ed esaustive?”, “Le strutture
preposte alla formazione (aule, arredi) sono state adeguate allo svolgimento delle
lezioni?” ecc). A partire dal 1° mese dopo l’avvio del progetto, e con una periodicità
di 3 mesi.
• Redazione da parte del tutor di un diario giornaliero in cui verrà descritto il numero
di partecipanti, la produzione di contenuti da parte dei partecipanti, il numero degli
interventi effettuati, la tipologia delle domande, ecc.
• Compilazione di schede sull’andamento della formazione da parte del gruppo. Al
termine di ogni modulo.
Riguardo la verifica dei contenuti appresi si attueranno le seguenti azioni:
• Utilizzo di questionari di apprendimento di contenuti in termini di conoscenze
acquisite e percezione di abilità. Il questionario potrà contenere domande tipo:
“dopo aver frequentato il corso penso di saper
costruire un progetto individuale di servizio civile”, ed anche in questo caso sarà
costruito con scale Likert a 5 punti. Al termine di ciascun modulo ed al termine del
percorso di formazione specifica.
Riguardo la dimensione della progettualità verranno utilizzate le seguenti azioni:
• Utilizzo di uno strumento di verifica della capacità di costruzione e metariflessione sul proprio progetto di servizio civile. Lo strumento sarà orientato alla
redazione di un proprio progetto, in termini di obiettivi, contenuti, azioni e
permetterà di focalizzare quali aree di contenuti e abilità si possono approfondire
per inserirsi al meglio nel progetto di servizio civile. Tale progetto non è
assolutamente in concorrenza con il progetto di servizio civile in cui la persona è
inserita in quanto inteso esclusivamente come mezzo di esercizio e verifica
individuale.
28 Luglio 2014
Il Responsabile legale dell’ente CSV FVG
Allegato 1
SCHEDA DI VALUTAZIONE PER L’AMMISSIONE AL
SERVIZIO CIVILE NAZIONALE
Selettore:
Cognome: ……………………………….
Data di nascita: ……………………………….
Luogo di nascita: ……………………………….
Indirizzo: ……………………………….
Luogo di residenza: ……………………………….
Rapporto con l’ente che realizza il progetto: ……………………………….
Denominazione Ente: ……………………………….
Progetto
Denominazione progetto: ……………………………………………………………….
Soggetto titolare del progetto: ……………………………………………………….
Sede di realizzazione: …………………………………………………………….
Numero posti previsti dal progetto nella sede di realizzazione: …………….…………………….
Candidato/a
Cognome ……..…………………………………………… Nome …………………………………..
nato/a ………………………………………… il ………………………….Prov…………………….
Data di presentazione della domanda di partecipazione al concorso cui si riferisce la
selezione...................................
Fattori di valutazione approfonditi durante il colloquio e loro intensità
1) Pregressa esperienza presso l'Ente:
giudizio (max 60 punti):………….
2) Pregressa esperienza nello stesso o in analogo settore d'impiego:
giudizio (max 60 punti):………….
3) Idoneità del candidato a svolgere le mansioni previste dalle attività del progetto:
giudizio (max 60 punti):………….
4) Condivisione da parte del candidato degli obiettivi perseguiti dal progetto:
giudizio (max 60 punti):………….
5) Disponibilità alla continuazione delle attività al termine del servizio:
giudizio (max 60 punti):………….
6) Motivazioni generali del candidato per la prestazione del servizio civile volontario:
giudizio (max 60 punti):………….
7) Interesse del candidato per l'acquisizione di particolari abilità e professionalità previste dal progetto:
giudizio (max 60 punti):………….
8) Disponibilità del candidato nei confronti di condizioni richieste per l'espletamento del servizio
(es: pernottamento, missioni, trasferimenti, flessibilità oraria...):
(specificare il tipo di condizione)…………………………………………………………
giudizio (max 60 punti):………….
9) Particolari doti e abilità umane possedute dal candidato:
giudizio (max 60 punti):………….
10) Altri elementi di valutazione:
………………………………………………………………………………………………………………………………….
……………………………………………………………………….…………………………………giudizio (max 60 punti):…….
Valutazione finale giudizio (max 60 punti):………….
Luogo e data……………….
Firma Responsabile della selezione
………………..………………………
Allegato 2
Questionario iniziale del piano di monitoraggio interno
1 Entrata in servizio
1.1 Com’è stata l’accoglienza da parte dell’Ente?
Gravemente insufficiente
1
2
Ottima
3
4
5
6
7
1.2 Qual è il tuo ruolo all’interno del progetto?
________________________________________________________
________________________________________________________
1.3 Sei stata/o inserita/o nelle attività previste?
Per niente
Completamente
1
2
3
4
5
6
7
1.4 Quale attività svolgi (indica le tre più importanti)
Attività 1: ___________________________________________________________
Attività 2: ___________________________________________________________
Attività 3: ___________________________________________________________
1.5 Le attività da te svolte ti sembrano coerenti con quelle indicate nel testo?
Per niente
Completamente
1
2
3
4
5
6
7
1.6 L’OLP è presente nella tua sede di servizio?
Ogni giorno
Ogni settimana
Di rado
Mai
1.7 In che modo L’OLP ti segue nell’attuazione dei tuoi compiti?
________________________________________________________
________________________________________________________
1.8 Hai partecipato/partecipi a:
Sì
1
Ad una riunione di spiegazione iniziale del progetto
2
Incontri di formazione generale
3
Incontri di formazione specifica
4
Riunioni di programmazione e verifica delle attività
5
Riunioni e/o eventi pubblici organizzati dal progetto
6
Attività di comunicazione esterna del progetto sui mass media
7
Incontri con l’Olp di riferimento
No
VALUTAZIONE INIZIALE DEL PROGETTO
2.1 Qual è la tua valutazione complessiva dall’avvio del progetto?
Gravemente insufficiente
1
Ottimo
2
3
4
5
6
7
2.2 L’inserimento nelle attività sta confermando le tue aspettative iniziali?
(Assegna un punteggio tra 1, che rappresenta il valore minimo e 7, che è il valore massimo)
1
2
3
4
5
6
7
2.3 Qual è il tuo grado di soddisfazione per ognuna delle seguenti condizioni di
servizio?
(Assegna un punteggio tra 1, che rappresenta il valore minimo e 7, che è il valore massimo)
TEMI
Gravemente
insufficiente
Ottima
Gli orari
1
2
3
4
5
6
7
Il coordinamento delle attività
1
2
3
4
5
6
7
Le attrezzature per svolgere i
compiti
1
2
3
4
5
6
7
La risoluzione delle tue difficoltà
da parte del’OLP
1
2
3
4
5
6
7
Il sostegno ricevuto dal
personale del CSV FVG
1
2
3
4
5
6
7
Il clima esistente sul luogo di
servizio
1
2
3
4
5
6
7
2.4 Come valuti in questi mesi i seguenti aspetti del tuo progetto?
Gravemente
insufficiente
TEMI
Ottima
Il tuo ruolo e le attività che
svolgi
1
2
3
4
5
6
7
La tua partecipazione alle
decisioni
1
2
3
4
5
6
7
La capacità di realizzare gli
obbiettivi dichiarati
1
2
3
4
5
6
7
Le relazioni interne al gruppo di
lavoro
1
2
3
4
5
6
7
La possibilità per te di esprimere
idee, suggerire iniziative,
proporre cambiamenti ecc….
1
2
3
4
5
6
7
2.5 Come valuti la formazione generale?
Gravemente insufficiente
1
2
Ottimo
3
4
5
6
7
2.6 Qual è il grado di interesse suscitato in te da ognuno dei temi di formazione
generale trattati
(Assegna un punteggio tra 1, che rappresenta il valore minimo e 7, che è il valore massimo)
TEMI
Gravemente
insufficiente
Ottima
Il concetto di patria
1
2
3
4
5
6
7
La difesa civile non armata
nonviolenta
1
2
3
4
5
6
7
La protezione civile
1
2
3
4
5
6
7
Storia dell’obiezione di coscienza
e impegno contro la guerra
1
2
3
4
5
6
7
Il lavoro per progetti
1
2
3
4
5
6
7
Metodologie dell’approccio
partecipativo
1
2
3
4
5
6
7
Elementi di educazione civica
1
2
3
4
5
6
7
Istituzioni, volontariato e
società civile
1
2
3
4
5
6
7
Solidarietà e sussidiarietà
1
2
3
4
5
6
7
Servizio civile, volontariato e
comunicazione
1
2
3
4
5
6
7
2.7 Come valuti la formazione specifica?
Gravemente insufficiente
1
2
Ottima
3
4
5
6
7
2.8 Qual è stato il grado di utilità della formazione specifica
(Assegna un punteggio tra 1, che rappresenta il valore minimo e 7, che è il valore massimo)
TEMI
Gravemente
insufficiente
Ottima
Entrare nel merito dei temi
affrontati dal progetto
1
2
3
4
5
6
7
Darti una preparazione specifica
per svolgere i compiti
1
2
3
4
5
6
7
Offrirti conoscenze che potranno
esserti utili anche in futuro
1
2
3
4
5
6
7
Dati del progetto
3.1 Data di compilazione del questionario
3.2 Titolo del progetto al quale partecipi
3.3 Nome e Cognome del volontario/a
_____/_____/______
______________________________
_______________________________
Allegato 3
Questionario intermedio del piano di monitoraggio interno
1.1 Nell’ambito del progetto
Ogni giorno
Ogni
settimana
Ogni
mese
Oltre
Incontri i destinatari delle tue
attività
1
2
3
4
Incontri con l’Olp
1
2
3
4
Sei affiancato/a da un/da tutor
1
2
3
4
Partecipi a riunioni regolari del
gruppo di lavoro sulle attività del
progetto
1
2
3
4
Partecipi ad iniziative/eventi
pubblici organizzati dal progetto
1
2
3
4
TEMI
1.2 Quale attività svolgi (indica le tre più importanti)
Attività 1: ___________________________________________________________
Attività 2: ___________________________________________________________
Attività 3: ___________________________________________________________
1.3 Le attività da te svolte ti sembrano coerenti con quelle indicate nel testo?
Per niente
Completamente
1
2
3
4
5
6
7
1.4 Puoi indicare quali sono i destinatari delle tue attività?
Attività 1: ___________________________________________________________
Attività 2: ___________________________________________________________
1.5 In questa fase, l’OLP ti segue da vicino?
_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________
Sì
Perché?
_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________
No
Perché?
_________________________________________________________________________________
Valutazione Intermedia del progetto
2.1 Qual è la tua valutazione complessiva dall’avvio del progetto?
Gravemente insufficiente
1
2
Ottimo
3
4
5
6
7
2.2 L’inserimento nelle attività sta confermando le tue aspettative iniziali?
Gravemente insufficiente
1
2
Ottimo
3
4
5
6
7
2.3 Secondo te, che cosa sta influenzando, in positivo ed in negativo, l’andamento del
progetto?
In positivo perché:
______________________________________________________________
In negativo perché:
______________________________________________________________
2.4 Qual è il tuo grado di soddisfazione per ognuna delle seguenti condizioni di
servizio?
TEMI
Gravemente
insufficiente
Gli orari
1
2
3
4
5
6
7
Il coordinamento delle attività
1
2
3
4
5
6
7
Le attrezzature per svolgere i
compiti
1
2
3
4
5
6
7
La risoluzione delle tue difficoltà
da parte del’OLP
1
2
3
4
5
6
7
Il sostegno ricevuto dal
personale del CSV FVG
1
2
3
4
5
6
7
Il clima esistente sul luogo di
servizio
1
2
3
4
5
6
7
Ottimo
Dati del progetto
3.1 Data di compilazione del questionario
3.2 Titolo del progetto al quale partecipi
3.3 Nome e Cognome del volontario/a
_____/_____/______
______________________________
_______________________________
Allegato 4
Questionario finale del piano di monitoraggio interno
1.1 Qual è la tua valutazione complessiva del progetto alla fine dell’anno?
Gravemente insufficiente
1
2
Ottimo
3
4
5
6
7
1.2 In che misura esso ha raggiunto i risultati attesi?
(Assegna un punteggio tra 1, che rappresenta il valore minimo e 7, che è il valore massimo)
Gravemente insufficiente
1
2
Ottimo
3
4
5
6
7
1.3 L’attuazione ti è sembrata coerente con il testo approvato?
Gravemente insufficiente
1
2
Ottimo
3
4
5
6
7
1.4 come valuti l’impatto del tuo progetto a:
Gravemente
insufficiente
Ottimo
Miglioramento del
territorio/della qualità di vita dei
cittadini
1
2
3
4
5
6
7
Potenziamento/sviluppo dei
servizi (culturali, sociali,
ambientali, ecc….) esistenti
1
2
3
4
5
6
7
Arricchimento delle
competenze/capacità dei
volontari
1
2
3
4
5
6
7
Soddisfacimento delle esigenze
dei destinatari
1
2
3
4
5
6
7
1.5 Quali risultati ha conseguito il progetto? Hai fornito un contributo alla collettività
___________________________________________________________________
___________________________________________________________________
___________________________________________________________________
1.6 Quali conoscenze, capacità e competenze ritieni di aver acquisito?
___________________________________________________________________
___________________________________________________________________
___________________________________________________________________
1.7 Pensi che i contenuti della formazione ricevuta quest’anno ti saranno d’utilità per
il futuro?
___________________________________________________________________
___________________________________________________________________
___________________________________________________________________
1.8 cosa pensi di avere imparato da questa esperienza di Servizio Civile Nazionale?
___________________________________________________________________
___________________________________________________________________
___________________________________________________________________
1.9 Vorresti partecipare ad altre iniziative di impegno civico?
Sì
No
Non so
1.10 Se sì vorresti farlo con lo stesso ente del progetto attuale?
Sì
No
Non so
Dati del progetto
2.1 Data di compilazione del questionario
2.2 Titolo del progetto al quale partecipi
2.3 Nome e Cognome del volontario/a
_____/_____/______
______________________________
_______________________________
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SCHEDA PROGETTO PER L`IMPIEGO DI VOLONTARI IN