Redazione Corso L.Saraceni, 97 - Castrovillari
Anno XIII – Numero 9 - IN DISTRIBUZIONE SABATO 14 marzo 2015
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INFO PUBBLICITA
346.2245173
Ci scrive lo Yeti della Petrosa: «Mmar’a nnuji»
Come la polvere che soffoca la ragione
Lo spettacolo di Saverio La Ruina
riconferma l’impegno civile del suo teatro
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Zaccaro: «Le Primarie son terminate,
ora si pensi al bene comune»
IL DIARIO anno XIII n. 9 PAG. 2
A seguito della celebrazione delle primarie del
22 febbraio u.s.,il centro-sinistra ha il suo candidato a sindaco nella persona di Mimmo Lo Polito. Le polemiche e le contestazioni che tuttora
agitano il post primarie non possono e non devono distrarre la coalizione di centro-sinistra dai
gravi problemi che affliggono la città ed il territorio. Essi, al contrario, meritano una approfondita riflessione ed analisi, allargata a tutte quelle
forze della cittadinanza attiva e dell’associazionismo diffuso che, insieme al pd ed alle altre
forze della coalizione, intendano dar vita ad un
incisivo ed efficace programma per il governo
della città nei prossimi cinque anni. Non vi è
dubbio che la città ed il territorio allargato vivono attualmente una fase di vera e propria
emergenza in ambito socio-sanitario, a causa
dell’indebolimento dei servizi e delle prestazioni
in capo al presidio ospedaliero cittadino e della
quasi totale assenza di un’efficace rete di servizi
di assistenza e di prevenzione di carattere terri-
toriale. Le diatribe in ambito politico regionale,
sulla nomina del nuovo commissario per la gestione del piano di rientro del debito sanitario,continuano a tenere bloccato l’intero
settore,mentre le procedure di estinzione del
debito stesso, in presenza di risorse certe,segnano incomprensibili ritardi, aggravando ulteriormente la situazione debitoria e rendendo
così difficile l’avvio di un processo di razionalizzazione, potenziamento e riqualificazione dell’intero settore sanitario calabrese. Anche il
settore produttivo e dei relativi servizi nella nostra città e sul territorio più allargato, hanno subito ultimamente un forte e preoccupante
ridimensionamento. L’intenzione dichiarata
della multinazionale italcementi di avviare un
processo di graduale smobilitazione degli impianti nella nostra città;l’annunciata chiusura
dell’area Enel di Castrovillari;la mancata istituzione nella nostra città della sede distrettuale
della nuova azienda regionale “Calabria
verde”,nata dalla fusione dell’ex Afor e dell’ex comunità montana, disegnano un quadro assai
negativo circa il futuro della nostra comunità. Il
nuovo centro-sinistra allargato ai contributi
della cittadinanza attiva ha l’obbligo di definire
un programma che contenga da un lato le
azioni e le iniziative da intraprendere da subito
per scongiurare il pericolo di un indebolimento
strutturale dell’assetto socio-economico della
città e, dall’altro, di disegnare uno scenario possibile di crescita e sviluppo della nostra comunità che la ponga al centro di un progetto di
costruzione di un’area vasta del nord est della
Calabria che consenta di accedere agli strumenti finanziari regionali ed europei, così come
avviene per altre realtà della nostra regione. E’
tempo di mettersi realmente al servizio della
città, dei suoi bisogni e delle sue giuste ambizioni. Il centro-sinistra vuole far questo:rendere
attrattivo il suo centro storico-commerciale che
attualmente versa in gravi condizioni di soffe-
Mariella Saladino: «Un incubo la mia
esperienza nel Pd....made in Castrovillari»
«ll partito democratico, partito plurale,
ho sempre pensato di trovarlo anche
nella mia città…la ricerca ebbe inizio
nel marzo 2014 quando il gruppo Dirigente Nazionale, vede in me, la persona giusta per far parte della
competizione elettorale Europee 2014
per il partito democratico, circoscrizione sud, unica donna a rappresentare il Pd in tutta la regione Calabria.
Da diversi anni per motivi professionali giro il Mondo, con particolare attenzione all’Europa, attratta dal
fascino del Parlamento Europeo, dedico alla bella Bruxelles tre anni della
mia vita.
Prima di tutto ciò mi sono dedicata al
percorso di studi portato avanti con
dedizione, sacrificio e grandi risultati.
Mi sono fatta conoscere nell’ambiente
politico nazionale ed europeo per le
mie qualità professionali, per i miei valori e per il forte interesse per tutto ciò
che è competizione.
Attenzionata in una esperienza di lavoro,in diverse Regioni, con il progetto
“Europa benvenuta al Sud” nel quale,
con un gruppo di amici, imprenditori,
abbiamo colto nel segno anche di una
vocazione di meridionalismo politico
istituzionale quale peculiarità per contribuire ad un meridione europeo ottenendo considerazione da parte di
Esperti, ma di poco interesse è stato
per Castrovillari, politica passivamente
presente nella tappa/convegno calabrese del 1 marzo 2014.
Questo progetto, mi ha vista protagonista alle europee con 26.000 prefe-
renze,occasione democratica in cui la
gente ha scelto di dare l’occasione al
rinnovamento ed alla competenza, ai
valori politici ed umani, scrivendo Mariella Saladino.
Qui esplode per scelta loro il problema
“Circolo
Pd
di
Castrovillari”…ebbene si, qui la ricerca
senza esito del Circolo, di un Segretario, di un Sindaco.
Infinite telefonate mi sono giunte da
parte di tutte le personalità politiche
provinciali, regionali, nazionali ed europee, di amici, Segretari di tutte le regioni, Giovani Democratici di ogni
paese, mai arrivate chiamate dai c.d.
dirigenti del Partito della mia Città, Castrovillari, anzi.
Anzi, a dirla tutta, una chiamata è partita da Castrovillari alla Segreteria Politica del nostro Presidente del
Consiglio Matteo Renzi, dopo qualche
decina di minuti sono stata convocata, destando meraviglia, per chiedere delucidazioni ma soprattutto
curiosi, in merito alle mie
origini…considerata la richiesta dei cd
dirigenti che si appellavano, disperatamente, alla Segreteria del Presidente, per chiedere l’annullamento
della mia candidatura in quanto persona non valida e figlia di un noto
esponente politico locale e...non aggiungo altro!!!
A dirla tutta, per correttezza, si sono
anche impegnati a sponsorizzarmi attraverso comunicati soliti, con il nome
di mio padre, pseudo satire, e tanto
altro…immediatamente, con una mia
chiamata ho subito ringraziato, in
quanto il nome di mio padre per me è
motivo di vanto, è parte integrante
della mia vita…ma in quel contesto,
confermai che, pur non succedendo
spesso, ma una figlia ad aver convinto
un padre a tornare alle origini, pur
nella coerenza socialista di sempre,
Mariella Saladino è protagonista per
scelta e per conquista del ruolo, interessata a critiche positive o negative
dotata della capacità di confronto.
Dopo aver avuto il piacere, per la
prima volta, di fare la loro conoscenza
per via telefono e poco dopo personale, con volto funereo, il circolo, decide di “accettare” pensate un po’, la
mia candidatura, quasi, mi danno
anche il via…campagna elettorale insolita, ricca di domande insolite, ogni
giorno esclusivamente domande sui
miei titoli e sulle mie esperienze quasi
a voler scovare qualcosa o inventarsi
di falso, richieste di e-mail, con allegato il mio curriculum, infinite domande e chiamate presso la mia
Università e la SIOI, provocando indignazione , mi è toccato adoperarmi
per fare un grande manifesto con
tanto di vela pubblicitaria, per ovviare
e rendere chiare le richieste stalker.
Poche le mie uscite nel circolo perché
non gradite, quasi avversate ricordo la
grande cordialità di gente stizzita, volti
cupi, paure ed incertezze di vita portate all’interno del circolo…dire di
aver vissuto bei momenti all’interno
del circolo, assolutamente non potrei… mi hanno fatto vivere incubi, su-
renza. Occorre pensare e realizzare un progetto
di rilancio della rete commerciale che tra le altre
cose contempli anche una molteplicità di iniziative culturali e di animazione che possano
fungere da motori di attrazione nei confronti di
potenziali visitatori, turisti e consumatori. C’ è da
rilanciare la vocazione del nostro nucleo antico,come luogo delle testimonianze storiche
della città,di chiese monumentali ed opere
d’arte in esse custodite,ponendo però in primo
piano la grave situazione del dissesto idrogeologico in atto in quella parte della città, che ha
già prodotto,ormai da tre anni, l’impossibilità di
un normale accesso al santuario della Madonna
del Castello. C’è, inoltre, da costruire un programma di interventi diretti verso le periferie urbane e sociali, inserendo in esso politiche sociali
e di attenzione verso quell’area del disagio, della
povertà e dell’emarginazione che di questi
tempi va sempre più ampliandosi nella nostra
città. I progetti e le realizzazioni sospese, per i
quali esistono i relativi finanziamenti,rimasti al
palo a seguito dell’interruzione anticipata della
passata amministrazione,vanno rapidamente ripresi,insieme al progetto di istituzione presso
palazzo Gallo del centro-servizi dell’Ente parco
nazionale del Pollino,che sicuramente produrrà
ricadute ed un indotto economico positivo per
la nostra città.
Area democratico-riformista del PD
Carmine Zaccaro
perati con la mia forza, ma tutto questo, si è reiterato senza ritegno durante la competizione alle primarie
2015 per la scelta del candidato Sindaco per le amministrative di maggio.
Addirittura “cacciata” fuori dal circolo
perché elemento di disturbo in un comitato pro altro candidato.
Da persona diplomatica e corretta
quale sono, ho atteso la fine di quella
riunione e l’inizio del direttivo per comunicare che sono una persona diversa e distante da quello che il loro
modo di intendere la politica, sono
una iscritta Pd con gli anni di militanza
vissuti nel Partito Socialista Europeo in
qualità di Tecnico Politico, ricca di valori politici ma soprattutto umani e
dotata di grandi qualità come il rispetto per Tutti, per gli animali e per
le Regole.
Mi rendo conto, dopo l’esperienza che
mi hanno costretto a vivere, che sono
lontana anni luce da tutto quello che
mi è stato servito ma che da grande
giocatrice non ho accettato di accettare conoscendo il loro gioco.
Per mesi, ho chiesto modifiche ad un
regolamento per niente trasparente,
alla luce di quanto accaduto anche in
Liguria, sarebbe stato opportuno, mo-
In scadenza gli avvisi di pagamento del saldo Tari per il 2014
Il Comune di Castrovillari in questi giorni ha
emesso, come già preannunciato, un avviso , pubblicato sul sito dell’ente www.comune.castrovillari.cs.gov.it, nel quale viene ricordato ai cittadini,
oltre alle modalità per ottenere le agevolazioni e
le riduzioni, che sono in scadenza gli avvisi di pagamento del saldo della Tassa Rifiuti solidi Urbani
(TARI), per l’anno 2014. Questa si compone di una
parte fissa, che è determinata tenendo conto delle
componenti del costo del servizio di igiene urbana (per es. spazzamento strade, investimenti,
ecc.), una variabile che copre i costi del servizio rifiuti integrato (raccolta, trasporto, trattamento, riciclo, smaltimento) e del tributo provinciale pari
al 5% riguardante l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene ambientale.
La tassa è rapportata alla quantità e qualità dei rifiuti presumibilmente prodotti, e non più calcolata sulla sola base dei metri quadrati posseduti.
Essa rispetta quanto stabilito dalla normativa sta-
tale che ha recepito il principio comunitario “chi
più inquina più paga” (a tutela dunque anche
della qualità ambientale dei territori e per una
maggiore educazione a differenziare), individuando tra le utenze domestiche e non , le caratteristiche da considerare per il calcolo.
Così in assenza di una misurazione puntuale della
quantità e qualità dei rifiuti prodotti dai singoli
contribuenti- si precisa nell’Avviso- accade che,
pur applicando i coefficienti minimi previsti dal legislatore, le famiglie con più componenti si trovino a pagare somme più elevate del 2013,
mentre quelle con un unico occupante si vedano
ridurre il proprio carico tariffario. Tra le utenze
non domestiche – si precisa nell’Avviso- il legislatore considera, ad esempio, quali maggiori produttori di rifiuti ristoranti, bar, caffè , birrerie,
negozi di ortofrutta, mentre riduce il peso della
tassa per esposizioni, autosaloni ed istituti di credito.L’avviso precisa inoltre la modalità di calcolo
per le utenze domestiche e non con le apposite
tabelle di riferimento spiegando le tariffe e richiamando l’approvazione degli aventi diritto alle riduzioni presenti nella delibera commissariale n.15
del 15 settembre 2014. La riduzione del costo, in
applicazione delle agevolazioni previste dal regolamento comunale, avverrà sempre a consuntivo
ed a fronte di domanda - che è possibile recuperare dall’AVVISO .
Sempre in tema di riduzione l’apposito Regolamento recita: “.. nei confronti delle utenze domestiche, residenti nel Comune, che effettuano il
compostaggio domestico è riconosciuta una riduzione sulla base di criteri stabiliti ogni anno con
la deliberazione di approvazione delle tariffe”.
L’articolo 26 del Regolamento, peraltro, prevede
altre tipologie di riduzioni tariffarie, come, con riferimento all’ISEE, per locali a uso abitativo per nuclei familiari con oltre 4 componenti e in
particolari situazioni.
strarsi un vero partito, pulito e trasparente che potesse fare da esempio
ovunque, ma nulla di tutto ciò, con
tanto di diniego silente è stato accettato.
Qui parte la grande esperienza primarie che mi vede uscente con 709 voti
puliti, senza appoggio di partito,
senza istituzioni o enti a mio favore,
senza uffici comunali, senza uffici Asp
molto disponibili in quel periodo, ma
gente, che ha scelto anche questa
volta Mariella Saladino, gente che ha
votato una sola volta ed è andata a
casa, consapevole di recarsi al voto,
con tanto di documenti alla mano ed
euro, tanto voluto, nonostante lo
avessi contestato, per votare, gente
che aspettava il risultato democratico,
gente tradita. Bene, di democratico
non c’è mai stato nulla, dal mio primo
ingresso e lo dimostra il rancore nei
miei riguardi dal mio apparire. Con
questo, voglio dire che siamo partiti
ma non siamo mai arrivati nella ricerca
da me iniziata nel marzo 2014, la ricerca del Partito Democratico plurale,
aperto della mia Città.
Con il grande coraggio che mi contraddistingue dagli indistinti, ho scelto
una strada, quella della democrazia e
dei diritti, quella che non avrà fine, fin
quando non guarderò tutto ciò che mi
è stato impedito di guardare nella
confusione delle parate e delle squadre messe in campo a difesa e al “lavoro” non per i tre candidati PD ma
con particolari attenzioni verso chi tutelare e con aggressività frenante
verso chi rappresentava e rappresenta
la sconfitta dei verbi politici deviati
che non hanno comunque vita lunga.
Visto che la Saladino è l’unica che ha
sempre sollevato questioni in merito
alle regole, registrando un silenzio che
urla ancora oggi da parte di chi invece
doveva battersi insieme a me per il
Partito Plurale, quando già non erano
trasparenti, oggi sono qui, più agguerrita che mai affinché venga fatta
luce su questa storia che mi auguro
avrà presto fine, un lieto fine, per i cittadini castrovillaresi e per chi vorrebbe vivere in un clima di lealtà in
linea con un partito nazionale, plurale,
aperto per bandire e rottamare la vecchia politica, quella della strategia di
quartiere e del malaffare, ribadendo
che ho valori ed educazione da vendere; e, a chi si chiede e domanda se
mi hanno insegnato a perdere dico
che mi hanno insegnato a vivere, a
giocare, a vincere e a perdere nel
gioco pulito, forse, mi scuso per ciò,
non potrò capirvi tutti ma il gioco,
quello sporco, non lo conosco e mai
nessuno me lo ha insegnato.
Così come nella vita, anche nella politica scelgo di volere accanto a me uomini e donne che camminano e non
uomini e donne che strisciano».
Mariella Saladino
Ci scrive lo Yeti della Petrosa: «Mmar’a nnuji»
IL DIARIO anno XIII n. 9 PAG. 3
Se salgono dalla Libia
quelli dell’ISIS, non temete, a Castrovillari non
faranno male a nessuno
e non taglieranno nessuna testa, perché
quando vedranno distrutto il Santuario della
Madonna del Castello,
diranno: “Questi non
sono infedeli, sono dei
nostri; hanno incominciato a distruggere da
se stessi i monumenti
dei Crociati”.
Mmar’a nnuji, sono cinquant’anni che
ho lasciato Castrovillari, il turbinio
delle sue luci, la vivacità dei suoi giovani, la saggezza dei suoi vecchi. Non
ne potevo più! Tutto andava troppo
bene e la cosa mi faceva senso, neanche un’imperfezione! Democrito si sarebbe imbestialito … Io ho lasciato la
vostra civiltà e vi guardo dall’alto.
Abito da tanti decenni nella Petrosa,
nella comoda Grotta della Sirena, con
aria sempre fresca, vista sulla città, il
Pollino per tetto, riscaldamento gratis
con legna e frasche a disposizione.Ma
di notte scendo, mi aggiro come uno
Yeti, non visto, nei vicoli e appena
trovo una copia del tuo giornale, caro
Direttore, me ne salgo nella Petrosa.
Lo leggo e scopro tante novità, io che
non ho televisore, radio, telefono, altri
giornali. Il mio contatto col mondo è il
tuo Diario, anche se certe parole
nuove non le conosco e per capirle
devo andare a intuito. E così scopro,
origliando nascosto nei vicoli, di sera,
che voi, parlate di selfie, feisibuk,
gogle, tuitter, maus, imeil: che lingua
è? Ai miei tempi parlavano così quelli
che noi chiamavamo i ghjiegghj dei
paesi albanesi e ci arrabbiavamo perché non li capivamo, soprattutto nelle
fiere. Ora mi sembra che da voi ogni
giorno è fiera. Ma quello che mi affascina di più è la vostra politica. Da alcuni anni siete diventati aggressivi,
bellicosi, andate a provocare i vicini e
fate cose che ai miei tempi non si facevano. Allora si dialogava con i confinanti e con le altre realtà. Ora andate
in giro a dichiarare Battaglia (a cui seguirà prima o poi la guerra) a Frascineto, a Civita, a Cosenza, a Trebisacce
e a tutta la Calabria. Perché dovete
gridare e scrivere sui muri “Battaglia
alla regione”? Se gli altri paesi a cui dichiarate questa guerra, si arrabbiano
e si alleano tra di loro contro di voi e
magari si alleano anche con quelli
dell’ISIS, per barbieri e parrucchieri
sarà la crisi, i venditori di cappelli falliranno e io dirò: Mar’a vvuji! Con
tutti i guai che hanno alla regione vi
ci dovete mettere pure voi! Lasciateli
lavorare in pace per completare una
vecchia opera di distruzione, fino a
che tutti i Calabresi si rifugeranno
nelle montagne come me e staranno
bene a contatto con la natura.A Ca-
strovillari dovete eleggere il sindaco a
maggio, ma prima avete fatto le primarie ed ha vinto un certo Lo Polito,
che avete scritto sul giornale che era
un Tiranno. E però, tirannu tirannu, ‘a
botta n’ha tiratu a tutti …Ora se la
dovrà vedere con un candidato doppio, che io sappia. Infatti, l’altra notte
scendendo dalla Grotta verso il paese
ho visto un grande manifesto su un
camion che diceva che si candida Battaglia. Ottima idea, dillo ai tuoi lettori.
Ho saputo che di Battaglia ce ne sono
due, gemelli, uguali, indistinguibili …
E che volete di più? Quando uno,
come sindaco va a Catanzaro alla Regione, l’altro potrà andare a Roma ai
ministeri; quando uno è in consiglio
comunale, l’altro va a Bruxelles a chiedere finanziamenti per voi, uno lavora
di mattina e l’altro di pomeriggio. Insomma, ne eleggete uno e ne avete
due H-24! Non fatevi scappare questa
fortuna, sarete l’unico paese al
mondo ad avere due sindaci! Così
come siete l’unico paese al mondo da quello che ho letto sul tuo giornale
- in cui un giocatore della squadra di
calcio licenzia il presidente. Speriamo
che non prendano lo stesso esempio
nei tribunali, dove gli avvocati licenzieranno i giudici, e nelle scuole dove
gli studenti licenzieranno i professori
e i bidelli manderaanno in cassa integrazione i presidi. Sai, nella nostra
città tutto è possibile … Ho letto
anche che un altro candidato a sindaco potrebbe essere il presidente o
direttore della Pro Loco. Ma questo
professore Vigiano, che comanda la
Pro Loco da quando io mi sono ritirato nella Petrosa, e vuole pure occuparsi di politica, non è un po’
anzianotto? Io veglio su di voi. Voi la
notte dormite, ma io sto sveglio; per
la verità ora dormo di più, ma negli
anni passati chi dormiva di notte, qui
nella Petrosa? Camion che andavano
e venivano, ribaltavano e scaricavano
tanto materiale. Una notte sono sceso
per protestare contro il rumore dei
motori che rimbombavano fino nelle
pareti della grotta e un signore mi ha
rassicurato dicendomi che scaricavano concime regalatoci dal Nord. Mi
sono tranquillizzato e il signore mi ha
detto in un altro dialetto: “Nun ve scetate, durmitici ‘ncoppa”. Che bravi …
e pensare che c’è gente che crede che
quei camion scaricavano immondizia.A proposito, come fate con l’immondizia? Ho letto che la raccogliete
e l’andate a scaricare a Rossano e a
Crotone. Vi sembra giusto che la vostra monnezza la portiate in altre
città? Non è civile. Che direste se i camion che mi disturbavano di notte
avessero portato monnezza, diciamo,
da Napoli per scaricarla nella bella Petrosa? Siete degli incivili se andate a
scaricare altrove. Sono civili, invece,
quelli che le buste di spazzatura che
producono a Castrovillari le lasciano
nelle strade della città. Così si fa, senza
dare fastidio agli altri comuni. Ma perché non mandate qualcuno a prelevare periodicamente tanto ben di Dio
di concime che ci hanno cortesemente regalato?Da quando mi sono
rifugiato in questo eremo sono sorti a
Castrovillari – e pare anche in Italia – i
movimenti, come si chiamano?, ambientalisti, che amano l’ambiente naturale così com’è: senza centrali, senza
ciminiere, senza petrolio, senza rifiuti,
senza plastica: ma allora, io sono il più
grande ambientalista e annuncio tramite il vostro giornale che nella
Grotta della Sirena, dove abito, non
c’è nulla di tutte queste cianfrusaglie
e, anzi, c’è qualche posto libero per
chi volesse evitare tutti i disagi delle
comodità del vostro mondo moderno. Ho letto anche le lettere che ti
hanno inviato i lettori della Groenlandia e dello Sri Lanka. Dicono che leggono il tuo giornale su Internet. Ma
che cos’è Internet? Quando sono venuto a spiare nelle nostre vie, ho visto
delle persone che parlavano con una
scatolina. A me sembrava una tabacchiera, di quelle che io ho sempre
usato ed era di legno e non la volevano in pegno nemmeno al banco di
Napoli. Mi faceva starnutire, ma non
ci potevo parlare. Ora voi ci fate tante
chiacchiere, con quella tabacchiera,
ma non usate il tabacco da naso;
usate un tabacco bianco, fine, che
viene dalla Colombia, lo aspirate dal
naso e non vi fa starnutire, vi fa chiacchierare e sognare di vivere in una
grotta nella Petrosa. Voglio lasciarti
con una rassicurazione. Se salgono
dalla Libia quelli dell’ISIS, non temete,
a Castrovillari non faranno male a nessuno e non taglieranno nessuna testa,
perché quando vedranno distrutto il
Santuario della Madonna del Castello,
diranno: “Questi non sono infedeli,
sono dei nostri; hanno incominciato a
distruggere da se stessi i monumenti
dei Crociati”.
Apuleiddu Trocglodite
La satira Scopre la miseria politica ed umana
E’ sabato 7 marzo, sono al lavoro come al solito,
ho una copia del Diario di Castrovillari, sulla mia
piccola scrivania, sbircio, con l’occhio che dedico
alla Politica, un riferimento al sacrificio di Ifigenia, ad Agamennone, a progetti per conquistare
Troia, per un attimo pensavo fosse Politica, invece era un calesse trainato da un triste asinello,
un immediato pensiero, cestinare il giornale, poi
ci penso la mia curiosità non si frena, perbacco,
leggo, dico, l’autore è da compatire, perché
sogna di essere un attore, vorrebbe riconquistare
il grande pubblico come ai bei tempi, e, mentre
legge pezzi pregiati della sua importante libreria, non si accorge di vestire i panni di un personaggio di un romanzo più popolano, che tiene,
però, impolverato, nelle cantine del suo palazzo
signorile, è preso dalla catarsi nella lettura veste
i panni del commovente, per servilismo, personaggio di Miguel Cervantes, Sancho Panza, fido
scudiero a tutti i costi, del triste signorotto folle,
espressione del concreto e di un'intelligenza primitiva, rappresenta il senso comune popolare,
empirico ed elementare, ma l'idealismo del suo
cavaliere lo innalza in un'atmosfera di profana
moralità che infine dissolve le intenzioni del suo
utilitarismo. E’ vero, a volte, sui dettagli dell’esistenza, un libro ha il potere di abbassare una
lente potentissima.
Tanta la moralità espressa da Sancho che, nel circolo cupo, durante una riunione del folle signorotto, attuando cotanto idealismo, ricevuto
l’ordine, accompagna alla porta, una risorsa au-
tonomamente apprezzata, dappertutto, nell’ambiente del Partito Democratico Nazionale e
del Partito Socialista Europeo, ma ingombrante
nella sede del PCI di Castrovillari, “che ci fai tu
qui”, urlò, “questa è una riunione del cavaliere
folle”, riscuotendo l’applauso dei peperoni secchi, ma facendo “una figura di Fede” tra la i saggi
popolani del paese. Tra i personaggi che interagiscono direttamente con il disegno di questo
“don Quijote”, questo Sancho è senza dubbio
quello che lo fa in modo più influente, ed in
modo altrettanto significativo ne riceve gli ef-
fetti. Il suo ingresso nel romanzo si ha nel capitolo “garanzia ad una porta”, quando “don Quijote”, meticoloso nel seguire la regola del “non ci
sono altri sindaci al di fuori di me” , decide di munirsi di uno scudiero e sceglie lui, un povero borghese rosso che lavora per mandare avanti la
famiglia, che riesce a convincere promettendogli
il governo di un’isola come ricompensa, ma con
la sua intromissione nel romanzo, Sancho Panza,
non fa altro che mettere ancor più in rilievo la
dissennatezza politica del cavaliere folle. Ma l’avversario, stavolta, non è ne un mostro ne un mulino a vento, ha il sol torto della freschezza
Politica e della grande caparbietà, crea allergia
ai peperoni secchi rossi, intuisce la debacle verso
cui si potrebbe andare in caso di sciagurata riprosizione il centro sinistra, si fa per dire, e con
garbo europeo, ma determinata e forte, decide,
contro il volere del padre, perfetto conoscitore
dell’ambiente, offre una occasione alla Città, sicuramente senza militanza comunista, e, non è
sicuramente un difetto, volendo aprire la città al
Partito Plurale, progetto, questo si, che vede l’avvio di una Politica Socialista e Democratica
anche nella nostra Città. Questa è la vera paura,
altro che sacrifici, caro Sancho, e poi, in famiglie
come la mia “i figli so piezzi i core”, ed è vero,
comprendendo che a volte c’è chi questi affetti
li annaffia, con il vino della viltà politica a tutti i
costi, e capisco pure che può fare tanta invidia
vedere un padre convinto supporter a condividere un percorso Politico di una figlia, apprez-
zandone e amplificandone la voglia. Sancho chi
vivrà vedrà. Pur se “iniziato forgiaro” all’ITIS di Castrovillari, e me ne vanto, facendo tesoro dei miei
ulteriori studi per conseguire una seconda laurea in Giurisprudenza, penso che il Sancho che
scrive si avvicini in questo più a Lucrezio, per la
similitudine con la natura poetica del De rerum
natura che fa sì che col suo pessimismo esistenziale avanzi profezie apocalittiche, visioni quasi
allucinate, critiche e ambigue espressioni, che
accompagnano il poema, dando l'immagine di
un ateo psicotico in preda alle forze del male. Noi
invece amiamo sorridere in politica, come al lavoro quotidiano, come con gli amici, e ci dispiace
per gli altri che ha volte perdono il tempo, ne
hanno tanto, dietro i progetti di Troia. Per, dire la
verità, per non essere vaccinati al socialismo, alle
europee di maggio 2014, “alle botteghe oscure”
si sono chiusi con le spranghe e nei tuguri, nascondendo, perché non partorite in casa, proposte nuove per paura di epidemie di
rinnovamento che ucciderebbero la autoconservazione di cadaveriche realtà politiche; si fregiano vilmente però, di un + 21% europeo, che li
salva dal suicidio politico, e di + 709 voti sui complessivi 2000 votanti alle primarie. Sancho
scendi, dall’asino, sta facendo giorno , e poi, un
risultato lo hai ottenuto, mi stai facendo venire
la voglia di fare (satira) politica.
Pasquale Saladino
“un papà orgoglioso e felice che ride sopra alle
vostre ciance”
Il Viadotto Italia, quella mirabile opera dell’ingegneria civile italiana
IL DIARIO anno XIII n.9 PAG. 4
Era l’Agosto del 1972 quando Raffaele
Perrone e il sottoscritto, all’epoca entrambi studenti della facoltà d’Ingegneria (lui a Torino, io a Roma),
cercammo di intrufolarci nel cantiere
del viadotto Italia, completo nelle
opere strutturali, ma privo di pavimentazione, guard-rail, recinzioni di sicurezza ecc.
Uno zelante guardiano, alla nostra richiesta di poter visitare le molteplici
opere che lo costituivano, molto gentilmente ma con fermezza, ci impedì l’ingresso. Ovviamente, una volta che lui
scomparve in una delle tante baracche
che costituivano gli uffici, con molta disinvoltura, iniziammo a scorazzare
sull’impalcato (1.161 m), per la cronaca,
posto a 259 m circa dal greto del fiume
Lao. Sfrontatezza e incoscienza di due
(allora) più che adolescenti.
Ci avvicinammo a circa un metro e
mezzo dal bordo, senza superare quella
distanza in quanto la sensazione del
vuoto era impressionante.
Quindi, con naturalezza, così come eravamo entrati, uscimmo dal cantiere dell’impalcato per trasferirci allo spiccato
delle due pile centrali poste sui bordi
della gola nella quale scorre il fiume.
Era ancora in esercizio, nei pressi dell’imbocco nord del viadotto, la passerella di servizio (in seguito dismessa)
realizzata fra i due versanti e costituita
da una struttura sospesa. Anche da lì, la
visione verso il basso non era rassicurante.
Il viadotto era attesissimo a Mormanno
(e oltre), in quanto la sua messa in servizio avrebbe drasticamente ridimensionato le distanze ed i tempi di
percorrenza per chi proveniva da nord
e proseguiva oltre Mormanno, fino a
Reggio Calabria. L’opera venne assegnata, a mezzo appalto concorso, all’Impresa Lodigiani di Milano.
Progettisti di essa furono i proff. Carlo
Cestelli Guidi, Fabrizio De Miranda e
Pellegrino Gallo; tutti nomi che hanno
contribuito alla evoluzione ed alla crescita dell’ingegneria strutturale italiana.
Consulente in fase costruttiva il prof.
Riccardo Morandi, sicuramente il più
prestigioso progettista italiano a livello
internazionale di ponti e strutture in
generale; suo il progetto, fra le infinite
opere da lui realizzate in Italia e all’estero, del viadotto Fiumarella a Catanzaro. Il Viadotto Italia, fino al 2004,
con i suoi 259 m, come si è precedentemente puntualizzato, è stato il più
alto d’Europa, superato dal più recente
Viaduc de Milau in Francia che collega
le città di Clermont- Ferrand e Béziers
(nella regione meridionale dei Midi-Pyrenée) con i suoi 268 m dal greto del
fiume Tarn e i suoi 2.460 m di lun-
ghezza. In ogni caso, il Viadotto Italia ad
oggi, rimane il quarto ponte (non sospeso) al mondo in altezza realizzato
per viabilità ordinaria. Si tenga anche
conto dei circa trenta anni trascorsi fra
la realizzazione delle due strutture,
delle due diverse tecniche costruttive e
delle entità degli investimenti previsti
nei due casi.
Ho ripreso da una vecchia pubblicazione della Soc. Antonio Badoni di
Lecco, una delle più prestigiose imprese metalmeccaniche specializzata
nella costruzione di carpenterie pesanti
in acciaio, locomotive di manovra, ecc,
che realizzò la parte centrale a tre luci
del Viadotto Italia costituita da un impalcato metallico a cassoneda 125 m +
175 m +125 m, una serie di foto che
mostrano il prosieguo delle fasi di montaggio dello stesso. Montaggio che è
iniziato nella primavera del 1968 ed è
stato completato nella primavera dl
1969, dopo che tutte le opere costituite
dalle pile e dagli impalcati in cemento
armato precompresso erano state ovviamente realizzate. Di seguito il profilo
longitudinale inerente le campate metalliche con indicate le fasi e i tempi di
realizzazione. La costruzione dell’impalcato è iniziata dal tronco Nord (in
blu sul profilo), è continuata con quello
Sud (in giallo sul profilo) e completata
dalla sutura centrale che ha reso solidali
i due tronchi (in rosso sul profilo). Transitare su un’opera di tale portata, il che
vuol dire, alla velocità di 80 km/h percorrerla in circa 50 secondi, non permette assolutamente di percepire e
valutare l’entità del lavoro, dal progetto
alla esecuzione, che è stato necessario
spendere per realizzarla.
Per un confronto congruente, tra Lauria sud e Campotenese, la distanza chilometrica risultò ridotta dai 42.6 km
della SS19 ai 28.9 km della Salerno-Reggio Calabria, considerando una velocità
media di 40 km/h sulla statale contro i
100 km/h circa sull’autostrada. In questa tratta rimasero isolati, a riguardo del
transito degli autoveicoli, Castelluccio
Inferiore e Mormanno.
E da allora, non si verificarono più
eventi come quello, ad esempio agli
inizi degli anni ’60 a cui assistetti,
quando a tarda ora da una appariscente automobile americana scesero
un signore ed una sua accompagnatrice: si trattava di Perez Prado, il famoso musicista.
O meglio, agli inizi degli anni ’50
quando per far riparare uno pneumatico , si fermarono in via S. Biase e furono fotografati contornati da una folla
plaudente, Raf Vallone e sua moglie
Elena Varzi. La foto è un cimelio abbastanza fatiscente, ma quanti visi si pos-
sono riconoscere e quanto entusiasmo.
La realizzazione dell’autostrada SA-RC
per all’incirca un decennio movimentò
le realtà dei piccoli centri adiacenti al
suo tracciato: fornitura
di personale (tecnici, carpentieri, minatori ecc); fornitura di materiale; fornitura di servizi di ristorazione, abitazioni
per il personale che proveniva da fuori.
E avrebbe dovuto rappresentare il veicolo attraverso il quale la tanto agognata fame di lavoro del mezzogiorno
poteva finalmente essere saziata, l’infrastruttura che permetteva finalmente
di poter raggiungere in tempi industrialmente accettabili quelle zone che
faticavano a scrollarsi di dosso l’isolamento secolare. Non è stato così: a circa
quaranta anni dal suo completamento,
i poli industriali che avrebbero dovuto
nascere lungo questa dorsale o sono rimasti semplici miti o, alcuni, cattedrali
nel deserto.
Ed anche al Viadotto Italia fino ad oggi
è rimasta l’unica funzione di rendere
più agevole, anche a quelli come me, il
trasferimento in quei luoghi nel periodi
estivo e natalizio, durante i quali la densità di flusso sulla SA-RC si avvicina a
quella delle più importanti arterie autostradali italiane, per poi ricadere nella
ordinarietà di un traffico locale incrementato da un traffico merci di lungo
percorso che dovrebbe essere dieci
volte tanto. Ed oggi neppure questo in
quanto il maquillage a cui è sottoposta
ormai da anni la SA-RC (la durata del
suo adeguamento ha già superato il
tempo necessario alla sua costruzione)
è diventato una storia infinita che attualmente allunga considerevolmente
i tempi di percorrenza. All’incirca dieci
anni dopo quella visita corsara al cantiere del Viadotto Italia, ritornai sul
luogo, munito anche questa volta di fotocamera per immortalare l’opera con
una inquadratura che pensavo da
tempo di realizzare: il viadotto immerso
nella nebbia che puntualmente avvolge Laino Borgo e tutta la valle del
Lao; era il 31 Dicembre del 1981. Le
prossime foto (quando sarà e non per
colpa mia) lo mostreranno più largo,
con due corsie di emergenza in più, una
in destra ed una in sinistra, che ci daranno ancora una volta l’illusione di una
agognata rivalsa contro “il fermarsi
della storia” così come giustificano (in
perfetto politichese) la condizione meridionale i nostri ineffabili Soloni. La
storia non si è mai fermata e da parte
nostra, non è mai passato il momento
di innescare una sincera autocritica.
Gianfranco Oliva
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IL DIARIO anno XIII n. 9 PAG. 4
Mons. Galantino benedice la nuova mensa
eucaristica alla Madonna del Castello
«Andare oltre il tempio materiale e sentirsi continuamente in cammino». Monsignor Nunzio
Galantino, domenica (8 marzo), ha officiato la
santa messa di consacrazione della nuova
mensa eucaristica al santuario della Madonna
del Castello di Castrovillari. Il presule si dedicherà a tempo pieno al suo ruolo di segretario
della Cei, mentre il neoeletto vescovo, don Francesco Savino, farà ingresso nella Diocesi di Cassano il prossimo 31 maggio.
«L’unica grande realtà che ha a che fare con Dio
sono gli ultimi, mentre bisogna allontanarsi
dalle “presenze deformate”, dai mercanti. Il tempio – ha detto monsignor Galantino nella sua
omelia – è un luogo di incontro con Gesù.
Un luogo di preghiera e del silenzio, l’unico che
ci mette dinanzi al Signore e a noi stessi. Non bisogna ridurre tutto ad una merce in vendita ed
investire su Dio tutta la nostra emotività».
Monsignor Galantino ha poi benedetto il nuovo
Il saluto del vescovo ai fedeli della diocesi
Ha salutato i suoi fedeli martedì (10
marzo), con una Messa in Cattedrale,
monsignor Nunzio Galantino, che ora
si trasferirà definitivamente a Roma
per dedicarsi al suo ruolo di segretario
generale della Cei. Senza però «fare bilanci o raccontare eventi o emozioni
che, pur importanti, devono trovare
altri spazi ed altri tempi per essere evocati. Noi – ha detto il presule – siamo
qui stasera per ascoltare il Signore e
farci aiutare a proseguire il nostro cammino. Noi stiamo qui stasera per domandare al Signore di farci ancora
dono del suo Spirito perché la nostra
altare della chiesa e salutato i fedeli presenti.
«Parole di ringraziamento» ha espresso don Carmine De Bartolo, il rettore del santuario che
sorge su un colle colpito esattamente tre anni
fa (la notte tra il 5 e il 6 marzo 2012) da una frana
ed ora in stato di isolamento.
Federica Grisolia (www.paese24.it)
testimonianza – dovunque Egli ci
chiama – possa essere sempre di più
una testimonianza credibile. Se invece
ci attardiamo a parlare di noi, di quello
che abbiamo fatto insieme in questi
tre anni è come se invitassimo il Signore a stare con noi e poi gli diciamo:
adesso stai qui, buono buono, e sentici un poco». Un’omelia incentrata sull’importanza del perdono quella del
presule: «Dove il mondo dice che il
perdono è un atto umiliante e un
gesto di debolezza, la Chiesa è chiamata a vivere e a far vivere il perdono
come un gesto di coraggio e di grande
maturità spirituale. Lo so – ha detto
mons. Galantino richamando il dialogo tra Pietro e Gesù nel vangelo di
Matteo – parlare di perdono non è
proprio facile, e praticarlo lo è ancora
di più. Penso rimaniate anche voi sorpresi quando sentite o leggete di perdono offerto in situazioni e a persone
alle quali voi personalmente fareste fatica a perdonare. A me questo è capitato e capita. Eppure la cronaca ci
presenta esempi di perdono offerto e
accolto. Chi non è consapevole del
perdono che il Signore gli concede,
difficilmente sentirà il bisogno di perdonare». Il successore di mons. Galantino, don Francesco Savino, di Bitonto,
rettore del santuario dei Santi Medici,
sarà ordinato il prossimo 2 maggio e
farà il suo ingresso nella diocesi di Cassano il 31 dello stesso mese.
Federica Grisolia (www.paese24.it)
Nasce su facebook , da un'idea di Marina Martino
Women at work, un nuovo gruppo di sole donne
IL DIARIO anno XIII n. 9 PAG. 6
Le relazioni tra le persone cambiano grazie a internet, nuovo mezzo di connessione tra individui, gruppi, istituzioni. La rete consente di
acquisire nuove forme di socialità, è uno spazio
virtuale che è però presente nelle nostre vite
reali e consente di incontrare, comunicare,
scambiare. Ciascuno di noi oggi ha a disposizione uno spazio per raccontare sé e ciò che gli
appartiene, condividendo tutto ciò con chiunque sia interessato, i suoi hobby, il suo lavoro, i
suoi studi, i suoi progetti, i problemi, il tutto a
disposizione di chiunque sia interessato alla conoscenza e al confronto reciproci. Non siamo
più solo oggetti di comunicazione, ma soggetti
connessi che interagiscono, costruiscono e collaborano quotidianamente. E nella rete si
Castrovillari: a cent’anni
dalla Grande Guerra
Per ricordare il centenario dalla partenza per
la prima guerra mondiale rivolgiamo un invito ai castrovillaresi che conservano le foto
dei loro nonni o bisnonni richiamati alle
armi durante il primo grande conflitto mondiale. Tutti coloro che sono in possesso di fotografie degli anni 1915-1918 e che
ritraggono i castrovillaresi in divisa militare
sono invitati a contattare l’associazione Mystica Calabria (prof.ssa Ines Ferrante o avv.
Gaetano Bloise) anche tramite il Diario di Castrovillari per contribuire all’allestimento di
una mostra fotografica che avrà come tema
proprio i nostri cari partiti in guerra, il loro
sacrificio per la patria e la celebrazione della
loro memoria per tutti noi.
Addio Alfonsino!
Bisognerebbe far encomio a quell'uomo,
ben vestito, modesto ed ordinato,
lì , presente, ad assolvere il suo compito.
Bisognerebbe, di questa città,
annoverarlo fra i personaggi
e dargli il merito di lavoratore esemplare.
E' lui che da sette lustri allieta
le orecchie di adulti e piccini
proponendo loro bella musica ed accessori.
L'appuntamento, per chi lo cerca,
è al mattino ad inizio ponte,
monta e smonta quel suo banchetto
con dovizia ed eleganza
e, attento all'esposizione,
col piumino, lui dispone
orologi e musicassette.
Ma ora è stanco quel signore,
la pensione deve sol godere,
è già da un pezzo che non si vede
più montare quel suo banchetto,
non si vede più neanche la sua Simca 1100,
ma carina e piccolina ha una nuova macchinina
che al mattino, stesso posto,
sempre fa una capatina
e, per la gioia di chi lo attende,
apre il cofano ed espone,
proprio come ai vecchi tempi.
P. L.
creano legami e relazioni concrete su cui sappiamo di poter contare. Mi rivolgo in particolare
alle donne che lavorano o che sono in cerca di
occupazione e vogliono fare rete tra loro: facciamo nascere gruppi di discussione su tematiche
specifiche,
promuoviamo
donne
imprenditrici, promuoviamo network di donne
che cercano/offrono opportunità di lavoro, organizziamo convegni e dibattiti con chi può aiutarci a capire, utilizziamo al meglio i social
network per promuovere la professionalità al
femminile.
Sfatiamo luoghi comuni del tipo:
-le donne non sanno fare squadra
-le donne sono invidiose tra loro
-le donne non sanno fare networking
…E tanti altri che vi verranno senz’altro in
mente.
Questo gruppo vuole smentire tutto questo.
Vuole riunire donne, diverse per competenze,
che si uniscono per portar avanti progetti nuovi,
donne che quando hanno un problema possono rivolgersi al gruppo ,donne che cercano
collaborazioni per partecipare a bandi, donne
che si promuovo traendone reciproco beneficio.
Questo gruppo “woman at work” nasce come
sostegno reciproco, è un luogo dove siamo libere di esprimere i nostri talenti, cerchiamo di
far nascere percorsi professionali che sperimentano nuovi modi di lavorare, basati prima di
tutto sulla relazione e sulla possibilità di portare
nel lavoro la propria passione, senza dimenticare poi il fare business.
Per networking si intende l’arte di sviluppare la
rete di conoscenze lavorative e personali e di
sfruttare il potenziale del passaparola che da
queste puòderivare.
https://www.facebook.com/groups/154772603
8830062/
Women at work Marina Martino
“ROM … piamo ogni pregiudizio”
Il 6 marzo 2015 presso l’auditorium dell’Istituto Tecnico Commerciale
“Pitagora” e dell’Istituto Tecnico per Geometri “Calvosa” di Castrovillari,
coordinati dal dirigente scolastico, Franca Eugenia Guarnieri, si è tenuto l’ incontro- dibattito “ ROM…piamo ogni pregiudizio” che ha dato
vita ad uno spazio di discussione e di riflessione critica intorno ai concetti di “ razzismo” , “ pregiudizio” e “ discriminazione”, così come si manifestano nella realtà contemporanea . Si è parlato approfonditamente
dei meccanismi di creazione della paura che agiscono attraverso linguaggi allarmistici e stigmatizzanti e fanno leva su una conoscenza ancora limitata di fenomeni sociali come quello dell’immigrazione.
All’incontro ha partecipato l’associazione Integrando.Sì, operante da
diversi anni a Castrovillari nel Terzo settore e iscritta nel Registro Nazionale dell’ UNAR ( Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, per la
promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull'origine etnica). L’evento si è arricchito della presenza di Maurizo Alfano, sociologo delle migrazione e
autore dei libri: “ Razzismo migrante e strutture clandestine” ; “ Rom , la
razza ultima”. E’ fondamentale coinvolgere in questo percorso di sensibilizzazione sulla difesa dei diritti e dell’uguaglianza chi verrà presto
chiamato a costituire la futura società civile. Le nuove generazioni devono imparare a sviluppare una propria visione critica rispetto ai fenomeni sociali che li circondano e alle loro modificazioni
Piano per l'occupazione giovanile
LAMEZIA TERME Entro il 7 aprile
prossimo, i bandi relativi al piano
"Garanzia giovani", saranno operativi. A comunicarlo, nel corso dell'incontro inaugurale del progetto
tenutosi presso il Centro agroalimentare di Lamezia Terme, è Carlo
Guccione, assessore regionale alle
Politiche del Lavoro e alle Attività
Produttive. In una sala conferenza
gremita, il governo della Regione
Calabria mostra i muscoli e lancia
ufficialmente un provvedimento
sul tema del lavoro annunciato
come il primo di un più complesso
piano strategico teso a rispondere
alle esigenze di un territorio economicamente depresso. "Garanzia
giovani", così com'era stato presentato lo scorso 6 febbraio, potrà
contare su una dotazione di 111
milioni di euro, di cui 67 a carico
del ministero del Lavoro e 44 della
Regione Calabria, fondi che serviranno a mettere in atto le azioni
programmate in tema di assistenza e inserimento nel mondo
del lavoro, formazione, sostegno
alle politiche occupazionali, programmi di stages e percorsi formativi all'estero e che saranno
messi a disposizione dei 49mila
giovani calabresi tra 15 e 30 anni.
Partner istituzionale sarà ItaliaLavoro, con cui il progetto sarà praticamente messo in atto.
«In poche settimane - ha detto
Guccione - questo governo ha
messo in campo una serie di misure volte a sottolineare con i fatti
l'importanza che riteniamo sia necessario dare al tema del lavoro in
Calabria. "Garanzia giovani" è solo
pezzo, importantissimo, di uno
scacchiere complessivo a cui abbiamo affiancato le misure per
l'autoimpiego, le misure per il sostegno all'occupazione femminile
o i 57 milioni di euro del fondo di
rotazione per prestiti ai giovani da
restituire in cinque o dieci anni».
A partecipare, oltre a Guccione e
Oliverio, Natale Mazzuca, presidente regionale di Unindustria, il
quale ha portato il sostegno al
progetto da parte del mondo dell'imprenditoria.
"Dobbiamo condividere un
grande progetto per aiutare la nostra terra, un'operazione congiunta tra Regione, sindacati, parti
sociali e associazioni di categoria
devono remare dalla stessa parte.
Non pensiate che il tema del lavoro possa essere risolto solo con
questa opportunità: dobbiamo intervenire. Come sistema delle imprese, vogliamo una regione in cui
non siano clientele ma che faccia
valere la meritocrazia. Se tutto è
regolare, vi faremo vedere noi imprenditori di cosa saremo capaci e
che cosa possiamo fare per la Calabria. Questa opportunità è iniezione di fiducia nei nostri giovani
ma se non siamo noi a rimboccarci
le maniche, nessun altro lo farà per
noi». Presente anche la Chiesa che
nelle parole di monsignor Nunnari
ha proseguito sul tema della legalità, stigmatizzando come «la
'ndrangheta è presenza ostativa di
un processo di crescita della nostra regione. Non uccidiamo la
speranza dei nostri giovani, la garanzia è importante ma dopo questi compendi, è necessario che la
speranza si trasformi in impegno
concreto per risolvere i problemi
di questa regione». Dal palco, davanti ad una sala composta prevalentemente da giovani, le parole
del rettore dell'Unical, Gino Crisci,
servono a mettere a fuoco un
aspetto fondamentale dell'intero
piano: «La ricetta di "Garanzia giovani", è un'ottima partenza. Ma
oltre alla ricetta, è importante che
siamo bravi a cucinare per non rischiare di "bruciare la torta"».
Tra gli interventi di Gianni Speranza, sindaco di Lamezia Terme,
Antonio Scalzo, presidente del
Consiglio Regionale, e la testimonianza di un giovane imprenditore
calabrese, Paolo Mirabello, le conclusioni sono appannaggio di
Mario Oliverio: «Negli ultimi anni
170mila giovani hanno lasciato la
Calabria e c'è una evidente moria
delle imprese. In più dobbiamo
aprire una discussione anche sull'incapacità di utilizzare le risorse
comunitarie. Ecco perché abbiamo sentito forte la necessità di
dare uno strumento, il primo di
una lunga serie, che potesse rispondere concretamente alle esigenze dei giovani sul tema del
lavoro. Un tema che è non solo di
stringente attualità, ma di prospettiva e da cui dipende il futuro
della nostra regione. "Garanzia
giovani" non è la panacea di tutti i
mali della nostra regione, è chiaro,
ma è uno strumento che in una
terra che ha fame di lavoro, permetterà di fare dei passi avanti
concreti. Ecco perché voglio ringraziare tutti coloro i quali hanno
lavorato, notte e giorno in questi
mesi, affinché oggi potessimo arrivare, in così breve tempo, a far
partire un progetto che era bloccato da tempo».
l’Interno, Angelino Alfano, in cui
chiede di potenziare, con risorse
professionali e investigative, le indagini in corso sulla morte del sostituto procuratore di Napoli.
Bisceglia ricorda Lumia, si era occupato, negli anni, delle vicende
riguardanti la Terra dei fuochi,
degli appalti per la Coppa America di vela, dei rifiuti tossici a
largo di Capri, nonchè della
morte della piccola Fortuna, la
bimba abusata e uccisa lo scorso
anno a Caivano. Dice Lumia: «La
morte di un pm che indagava sui
veleni della Terra dei fuochi e
sugli interramenti dei rifiuti tos-
sici non è mai facile credere che
possa essere casuale, come non
sono casuali le dichiarazioni del
pentito Carmine Schiavone,
anche lui morto in circostanze
poco chiare e poco convincenti».
Ecco perché, secondo l’esponente del partito di Renzi, è «necessario andare fino in fondo e
garantire una meticolosa indagine, in grado di valutare le responsabilità reali di questa
tragica morte, senza trascurare
l’altra “strana” morte di Carmine
Schiavone».
Domenico Fortunato
Caso Bisceglia: interrogazione
parlamentare del sen. Lumia (Pd)
Continua a tenere banco la vicenda della morte di Federico Bisceglia, il giovane magistrato,
originario della provincia di Catanzaro, deceduto domenica
scorsa, in un incidente stradale
sulla A3, all’altezza di Castrovillari.
Dopo le perplessità sulla fine di
Bisceglia, espresse dal vicepresidente della Camera dei Deputati,
Luigi Di Maio, questa volta, ad intervenire, è il senatore Giuseppe
Lumia, capogruppo del Pd in
commissione Giustizia, nonché
componente della commissione
Antimafia, il quale ha presentato
un’interrogazione al ministro del-
BREVI & CRONACA
IL DIARIO anno XIII n. 9 PAG.7
A3, Salerno-Reggio Calabria
chiusura tra Laino Borgo e
Mormanno: i percorsi alternativi
L’Anas comunica che permane la chiusura al traffico tra
gli svincoli di Laino Borgo e Mormanno dell’autostrada
A3 Salerno-Reggio Calabria (dal km 153,500 e 164,500),
per il provvedimento di sequestro dell’area del viadotto
Italia disposto dall’Autorità giudiziaria a seguito dell’incidente mortale sul lavoro verificatosi lo scorso 2 marzo.
L’Anas invita gli utenti ad informarsi sui percorsi alternativi, già divulgati sul sito aziendale stradeanas.it e nei bollettini video e radiofonici di Anas. I mezzi pesanti in
direzione nord vengono deviati allo svincolo di Spezzano
Terme-Tarsia e rientrano in autostrada allo svincolo di
Lauria Nord, percorrendo le strade statali 283 “delle Terme
Luigiane”, 534 “di Cammarata e degli Stombi”, 106 “Jonica”
e la statale 653 “della Valle del Sinni”. I maggiori tempi di
percorrenza sono stimati in circa 60 minuti. I mezzi pesanti in direzione sud vengono deviati allo svincolo di Lagonegro Nord, percorrono le statali 585 “Fondo Valle
Noce” e 18 “Tirrena Inferiore” e poi rientrano in A3 allo
svincolo di Falerna. In questo percorso i maggiori tempi
sono stimati in circa 45 minuti. Per i veicoli leggeri in direzione nord è istituita l’uscita obbligatoria allo svincolo
di Mormanno, percorrono le strade provinciali 134, 241
e 133 e rientrano in autostrada allo svincolo di Laino
Borgo. I maggiori tempi di percorrenza sono stimati in
circa 25 minuti. Infine i veicoli leggeri in direzione Reggio Calabria escono allo svincolo di Laino Borgo, percorrono le strade provinciali 133, 241 e 134, e rientrano in
autostrada allo svincolo di Mormanno. Anche nel percorso inverso i maggiori tempi di percorrenza sono stimati in circa 25. I tempi di transito, sui percorsi alternativi
indicati, possono variare in caso di rallentamenti causati
da condizioni meteo avverse, dalla presenza di mezzi pesanti e dalle condizioni oggettive del traffico locale all’interno dei centri. I percorsi alternativi sono disponibili
anche sul sito aziendale (www.stradeanas.it), sul giornale
telematico (www.lestradedellinformazione.it) e vengono
diffusi attraverso i bollettini televisivi e radiofonici di Anas
tv (www.stradeanas.tv). Il personale dell’Anas è presente
sul posto per garantire ogni tipo di assistenza agli utenti
e per limitare al massimo i disagi alla circolazione. L’Anas
raccomanda agli automobilisti prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in
tempo reale è consultabile sul sito web http://www.stradeanas.it/traffico oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione `VAI Anas Plus`, disponibile
gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Gli utenti
hanno poi a disposizione la web tv www.stradeanas.tv e
il numero 841-148 ‘Pronto Anas’ per informazioni sull’intera rete Anas.
Eletti i 7 nuovi Rsu
al Comune di Castrovillari
Sono Alessandro Lanzara, Debora Salvaggio, Giuseppe
Basile (Cgil FP), Raffaele Chiaramonte, Carmelina Greco
(Cisl FP), Fedele L’Avena, Rocco Maradei (Uil FP) i nuovi
sette rappresentanti sindacali unitari del Comune di Castrovillari preferiti dai 130 dipendenti che hanno votato,
scegliendo tra i 16 candidati. Il più votato è risultato Fedele L’Avena che ha riportato 20 voti di preferenza. Presenti, come riportato, due donne che daranno il loro
importante contributo e che sono state elette per la prima
volta. Buone, tra le altre, anche le affermazioni di Chiaramonte per la Cisl e Lanzara per la Cgil. Lo spoglio è stato
effettuato questa mattina nella sala delle rappresentanze,
al primo piano di palazzo Gallo, momentanea sede municipale, dal presidente del seggio , Giovanni Malagrinò, e
dagli scrutatori Piero Iazzolino, Maria Renne, Monica
Quercia e Maria Francesca Oranges, partecipi i membri
della Commissione elettorale Fabio Donato, Carmine Marini e Carlo Rovitti. Gli eletti sono stati designati con il metodo proporzionale. Questi, nella prima riunione utile,
andranno a indicare il prossimo coordinatore aziendale
che prenderà il posto dell’uscente Marini. Immediatamente, poi, al lavoro per la contrattazione 2015 e le questioni che interessano i rapporti pubblica
amministrazione/dipendenti in materia di organizzazione,
servizi, funzioni, ruoli ed efficienza della struttura comunale.
CEDESI AVVIATISSIMA
ATTIVITÀ BARBIERE
CORSO GARIBALDI
CASTROVILLARI
TEL. 347 0683551
U Vurdu ‘on crede allu dijunu
Il vecchio proverbio castrovillarese ha ancora una volta
ragione. La mia attività, sita su via Roma, risente della
chiusura del traffico a causa di "un paio" di mattonelle da
sostituire. Io, da comune cittadino, penso che queste
mattonelle debbano venire da molto lontano e visti i disagi causati dalla chiusura dell'autostrada, comprendo la
difficoltà nel farle giungere in loco. Pertanto gradirei sapere quando è prevista la riapertura del traffico, sperando
che la mia attività sia ancora aperta, e come mai non è
stato tutto programmato per rispettare i tempi precedentemente stabiliti dal commissario prefettizio. Ringrazio il direttore per lo spazio che mi vorrà concedere.
Cordialmente La saluto,
Tutti vedono, nessuno parla!
Gia da qualche anno difronte la stazione di servizio Esso
su Corso Calabria, precisamente nella pineta antistante, si
notava (ma nessuno ha visto niente) una tenda da campeggio montata. Adesso da quella tenda è nata una casa
in legno.Si spera che dalla casa in legno non nasca un palazzo di trenta piani( ma come sempre nessuno ha visto
niente) poi un giorno qualcuno in vena di protagonismo
per farsi un po' di pubblicita' scoprirà il tutto e da lì nascera' un nuovo eroe. Succedera come gli scopritori di discariche,ogni tanto esce lo scopritore di turno.Tutti
vedono, nessuno parla.
Salvatore
62° Anniversario della morte
di suor Semplice
Il 23 Marzo 1953 la città di Castrovillari perdeva una sua figlia illustre. Una figlia vissuta nel nascondimento ma destinata ad illuminare le menti ed infiammare i cuori. Suor
Semplice, al secolo Maria Domenica Berardi, moriva in
concetto di santità.
Difficile riassumere in poche parole quello che la monaca
di casa castrovillarese ha rappresentato per la comunità.
La gente ebbe piena consapevolezza di partecipare, in
quel lontano giorno del secolo scorso, ai funerali di una
donna il cui ricordo sarebbe stato tramandato da generazione in generazione e la cui morte, appunto, non
avrebbe affatto messo a tacere ma, anzi, avrebbe rinvigorito, un cammino di preghiera e devozione popolare già
fioriti quando la serva di Dio era ancora in vita.
Nella Storia della diocesi di Cassano al Jonio dello storico
padre Francesco Russo rinveniamo un breve ma intenso
ritratto di Maria Domenica Berardi:
Suor Semplice Maria Berardi, monaca di casa, nata a Castrovillari il 13 luglio 1873, consacrò la verginità al Signore
fin da giovane e visse tutta la sua vita nel lavoro, nella preghiera, nel raccoglimento e nella sofferenza. Nella sua
città era conosciuta come la «Zia Monaca» o anche la
«Monaca Santa». Non usciva se non per la messa e la funzione serale nella vicina chiesa di S. Francesco di Paola; il
resto della giornata di operosità indefessa, cappella e calvario del suo corpo, afflitto da tante sofferenze. Ivi convenivano persone di ogni ceto, per chiedere consigli, per
edificarsi al suo contegno sempre rassegnato e sorridente, per interporre la sua intercessione, per implorare
particolari grazie dal Signore. Gli attestati di riconoscenza
per i beneficati riempivano la sua stanza-cappella. Fu
umile; ciecamente sottomessa all’Autorità ecclesiastica,
adorna di candore verginale, devota alla Madonna e particolarmente a Gesù Bambino. Morì in concetto di santità
il 23 Marzo 1953.
Lungi dall’essere stata abbandonata, la devozione per
suor Semplice, dopo la sua morte, è cresciuta. Ai figli spirituali che hanno sperimentato la gioia dell’incontro con
quest’Anima particolarmente cara al Signore sono andati
nel tempo affiancandosi altri ‘chiamati’ che hanno conosciuto la piccola grande monaca di Castrovillari. Ne
hanno, poi, in molti sperimentato la potente intercessione. Tante sono, infatti, le testimonianze di Grazia ricevute. Per ricordare la Serva di Dio, il 23 Marzo prossimo
alle ore 18.00 presso la Chiesa di S. Francesco di Paola il
Postulatore della Causa di Beatificazione a Canonizzazione don Massimo Romano celebrerà la Santa Messa.
Chi volesse durante la mattina del 23 Marzo, dalle ore 9.00
alle ore 12.00, visitare la casa natale di suor Semplice, sita
in via Roma n. 11, potrà farlo grazie all’impegno dell’Associazione di Volontariato “Suor Semplice Maria Berardi”.
Blitz antidroga, 32 arresti
nella Sibaritide
Trentadue persone ritenute legate al 'locale' di 'ndrangheta di
Corigliano Calabro e alla cosca degli zingari di Cassano allo
Ionio, sono state arrestate dalla Guardia di finanza con l'accusa di narcotraffico. Parte degli arrestati erano stati fermati
nell'operazione Gentleman del 16 febbraio scorso. Secondo
l'accusa, l'organizzazione aveva accesso ai mercati sudamericani per la cocaina ed a quelli dell'est europeo per eroina e
marijuana, importando ingenti partite di droga.
Dalle indagini, durate due anni, sarebbe emersa l'esistenza di
una fitta rete di pericolosi narcotrafficanti internazionali in
grado di movimentare grossi quantitativi di marijuana dall'Albania verso l'Italia, avvalendosi di vettori marittimi dell'organizzazione, nonché di cocaina ed eroina, mediante l'impiego
di automezzi modificati nella struttura al fine di ricavarne appositi vani funzionali all'occultamento. Nel corso dell'inchiesta sono state sequestrate più tre tonnellate di stupefacente,
tra cocaina, eroina e marijuana, per un valore sul mercato di 45
milioni di euro; sono state rinvenute numerose armi, tra le
quali kalashnikov, ed è stato catturato un latitante. L'operazione è stata condotta dai finanzieri della sezione Goa del Gico
di Catanzaro, del Goa di Brescia, della Compagnia di Policoro
(Matera) e dello Scico, coordinata dal procuratore della Dda
di Catanzaro Vincenzo Antonio Lombardo, dagli aggiunti Giovanni Bombardieri e Vincenzo Luberto, e dal pm Domenico
Guarascio, in collegamento con il procuratore aggiunto di Brescia Sandro Raimondi, e col pm di Matera Alessandra Susca.
L'attività delle Fiamme gialle ha delineato l'attività dei sodalizi criminali riconducibili a Filippo Solimando e Luigi Abbruzzese, ritenuti a capo del "locale" di Corigliano e della cosca
degli zingari di Cassano, compagini ritenute dagli investigatori storicamente dotate di autonomia ed accertata operatività criminale nell'ambito del traffico internazionale di
stupefacenti. Nel corso degli anni, inoltre, "gli zingari" si sarebbero emancipati da una situazione di dipendenza che li relegava ai margini delle associazioni 'ndranghetistiche sino ad
assurgere alla posizione di un locale di 'ndrangheta. Oltre al
sequestro della droga, l'operazione ha inflitto perdite economiche consistenti alle organizzazioni con il sequestro di beni
immobili, quote societarie, autovetture di lusso ed imbarcazioni. I provvedimenti di custodia cautelare in carcere, emessi
dal gip distrettuale di Catanzaro, sono stati notificati tra Calabria, Puglia, Basilicata, Piemonte, Emilia Romagna e Lombardia.
Digitalizzazione della
Regione Calabria?
Apprendo da una delle testate giornalistiche più importanti
della Calabria che si è tenuto, nell'ultima decade di febbraio,
un convegno dove il Presidente della Regione Calabria, on.
Mario Oliverio ha dichiarato che è stato attuato, in collaborazione conTelecom spa, e con Infratel (Gruppo Invitalia) un
piano di 100 milioni di euro per digitalizzare la Calabria.
A tal proposito, Giuseppe Recchi, Presidente di Telecom ha comunicato che è stata già installata il 30% della fibra ottica e
che entro la prossima estate ne sarà completata l'installazione.
Ben venga la fibra ottica, ma la Telecom o la Ditta che ha preso
in appalto i lavori si è mai preoccupata di completare tale lavoro, provvedendo a risanare gli scavi che sono serviti per l'installazione? Basta fare un giro per la città, le tracce degli scavi
sono visibili e specialmente transitandovi sopra con la propria
auto, se ne valuta il dislivello con il manto stradale; per non
parlare delle condizioni generali dei manti stradali della nostra cittàsembra la capitale del......gruviera!!
Questa mia segnalazione spero giunga agli addetti ai lavori e
sia di stimolo a sanare tale situazione.
Un cittadino "commissariato"
IL DIARIO anno XIII n. 9 PAG. 8
“Statue Unite” di Eduardo Tartaglia al teatro Sybaris
XVI STAGIONE TEATRALE COMUNALE DI CASTROVILLARI
Marzo sarà un mese ricco di appuntamenti da
non perdere al Teatro Sybaris con ben tre spettacoli inseriti nel cartellone della XVI Stagione
Teatrale di Castrovillari, organizzata dal Comune
in collaborazione con le associazioni culturali
Aprustum e Khoreia 2000. A partire da sabato
14, alle 21,00, con “Statue Unite”, atto unico tra
Viviani e Beckett, di Eduardo Tartaglia, prodotto
da Ente Teatro Cronaca di Napoli, la più antica
formazione di prosa d’Europa nel settore del
teatro privato, per passare poi al nuovo lavoro
di Scena Verticale, giorno 20, “Polvere”, dove Saverio La Ruina esplora l'universo maschile violento e quindi a sabato 28 con Khoreia 2000 che
presenta “Metropolitalia Linea B”, con al centro
storie di integrazione, di solitudine, di infanzia
spezzata e di coraggio. “Parto. Non dimenticherò mai la Via Toledo: la via più popolosa e
gaia del mondo - scrisse Stendhal nel 1817.
Quasi duecento anni sono passati, da quando il
grande scrittore francese lasciava la nostra città
con la morte nel cuore. Chissà, è lecito chiedersi,
- dice Eduardo Tartaglia, anche regista e interprete di “Statue Unite” - se oggi ancora Napoli
apparirebbe ai suoi occhi e senza paragone alcuno la città più bella dell’universo. Qualche
dubbio, in verità, lo nutriamo. Soprattutto, temiamo, stenterebbe a riconoscere proprio la
storica centralissima via, da lui così tanto amata.
E non vogliamo qui unirci al fin troppo facile
coro di chi si lamenta del degrado, dell’incuria,
del disordine da suk mediorientale a cui essa
pare irrimediabilmente condannata. Al contrario, ciò che a nostro avviso maggiormente contrasta con quella definizione del 1817, è proprio
quell’aggettivo: “gaia”. Che così difficilmente,
adesso, anche l’animo più ben disposto assocerebbe alla strada. Popolosa ancora, certo; ma
priva, ahinoi, di quel sentimento di letizia che
pure doveva evidentemente caratterizzare il suo
glorioso passato”. Così, tra ambulanti venditori
di ogni sorta di mercanzia contraffatta, giocolieri tristi, malinconici suonatori, improvvisati artisti di strada, quasi tutti provenienti da un
altrove lontano e tutti vanamente alla ricerca di
un’attenzione che stenta ad arrivare da parte di
chi è preda solo dei propri affanni, facciamo finalmente il nostro incontro con i protagonisti
della storia: Raffaele ed Adelaide, interpretati da
Eduardo Tartaglia e Veronica Mazza. Artisti?…
Maghi?… Illusionisti?… Mimi?… Cialtroni?…
Chissà. Interpreti, forse: di un copione antico e
modernissimo. Offrire, in assenza di altro, lo
spettacolo di sé. Fare del proprio corpo un’esibizione. Dare della propria materialità una sorta
di rappresentazione. Una modalità dignitosa e
per certi versi estrema: per tacitare la coscienza
di chi non vuole arrendersi alla condizione ultima e definitiva di “mendicante”. Li troviamo,
così, in decoroso silenzio, nella curiosa posizione
di statue viventi. “Statue unite”, per la precisione.
Avvolti da ampi camicioni di un vistoso colore
arancio; ricoperti da turbanti dal sapore vagamente orientale; con le gambe conserte nella tipica postura siddhàsana; catturano l’attenzione
dei passanti (o questo almeno nei loro auspici
…) grazie ad un misterioso artificio, una magia,
un prodigio nascosto. Che, quasi in spregio ad
ogni legge fisica, consente ad Adelaide di gal-
leggiare nel vuoto, proprio sopra la testa di Raffaele. Sorretta, questo è evidente ma, non di
meno, ugualmente inspiegabile all’apparenza,
dal solo esile bastone che Raffaele mantiene
saldo con la destra. Il trucco c’è, ma non si vede!
Ed è questo che conta. Da sempre.
Domenico Donato
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Mario De Rosa nell'olimpo della poesia contemporanea
L’autore moranese inserito in una prestigiosa antologia per gli Istituti superiori e le
Università.
Ennesima soddisfazione per il poeta Mario De
Rosa: la casa editrice Helicon, di Arezzo, ha inserito i suoi scritti in una preziosa antologia. Si
tratta di un compendio di Letteratura Italiana
Contemporanea che abbraccia un ampio arco
temporale, 1945/2015, e ripercorre in versi le
stagioni difficili del dopoguerra per arrivare in
maniera snella ai giorni nostri. La presenza di
personaggi di chiara fama, noti nell’universo
delle arti espressive, ha impreziosito oltremisura la già ricca pubblicazione. L’uso della miscellanea è riservato agli Istituti superiori di II
grado e alle Università.
Oltre a Mario De Rosa, tra i maggiori nomi annoverati nel volume, solo per citarne alcuni:
Silvio Ramat, docente di Letteratura italiana all’Università di Padova; Neuro Bonifazi, professore di Letteratura presso l’Ateneo di Urbino e
redattore della rivista “Il caffè”; Marino Biondi,
docente di Lettere e Filosofia all’Università di
Firenze; Giancarlo Quiriconi, ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea all’Università
“G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara. Nel gruppo
anche gli scrittori: Andrea Pellegrini, Corrado
Pestelli, Cristiana Vettori, Michele Rossi. Tutti
accomunati dalla formidabile capacità di tratteggiare con pennellate gentili le realtà composite che talvolta turbano altre rasserenano
l’ondivago animo umano. In particolare per
Mario De Rosa l’estro creativo risulta affatto
penalizzato da una certa generalizzata tendenza al pessimismo, che pur estendendo i
suoi acuminati tentacoli sui cantori dello spirito non ne ha rallentato l’attività. Gli influssi
della fatica quotidiana, del rincorrersi delle stagioni, dei drammi che appesantiscono l’essere
e del gaudio che per converso scatenano le
emozioni, i sentimenti, l’amore, divengono
proficue fonti d’ispirazione. Del resto non sa-
rebbero altrimenti giustificabili i premi di cui
De Rosa continua a fare incetta. Per ben due
volte, oltre agli innumerevoli riconoscimenti
ottenuti ovunque, è risultato tra i vincitori del
glorioso premio “Casentino”. Negli ultimi anni
ha saputo promuovere con straordinaria passione la poesia contemporanea nelle forme
più variegate: dal vernacolo moranese ai versi
in lingua, non disdegnando sortite nel mondo
del racconto breve. Questo nonostante la civiltà delle immagine e le contingenze della
gravissima crisi economica abbiano purtroppo ricondotto al silenzio molti autori. I
versi dolci e penetranti che nascono dalla
penna fluida e coraggiosa di Mario De Rosa,
all'opposto, punteggiati dal profumo fresco e
intenso della libertà, amata, cercata e vissuta,
affrancati dalla pericolosa e talvolta forzata
decadenza, ingentiliti da una straordinaria
musicalità, proseguono i loro sconfinamenti in
dimensioni preternaturali d’ineffabile bellezza
e sopravvivono onorevolmente al dilagante
crollo delle lettere moderne, dovuto sì alle attuali contingenze negative, ma vittima incolpevole del rapido mutamento dei tempi.
Di prossima uscita il suo quinto volume dal titolo “Il senso del moto”. E dietro l’angolo la
terza edizione del premio letterario: “Morano
Calabro Città D’Arte”.
Pino Rimolo
IL DIARIO anno XIII n. 9 PAG. 9
Un libro di Eliana Rusciani sulla storia di Morano Calabro
Un’interessante ricerca storica sulle famiglie ed i personaggi della vicina
Morano è stata condotta dalla prof.ssa
Eliana Rusciani. Il saggio puntualizza
episodi di vita locale, ma non solo, attingendo dalle fonti primarie là dove
è stato possibile e rileggendo in
chiave critica quanto è stato scritto da
altri. Si configura come una raccolta di
articoli cronologicamente ordinati e,
volendo, leggibili per argomenti, secondo gl’interessi e i gusti di ciascuno,
senza dover affrontare una lettura organica. Vi si trovano sia questioni di facile accesso per chi non è uno
specialista del settore, sia temi più
complessi e cari agli addetti ai lavori.
La storia degli allevamenti equini, il
contrabbando di seta praticato nel XVI
secolo, le risse per la supremazia tra le
parrocchie interesseranno i moranesi
residenti e le migliaia che emigrarono
in località vicine e lontane del pianeta.
Gli appassionati di storia locale troveranno qualcosa in più su quanto è
stato già detto intorno alla successione dei baroni in età feudale e sulla
circolazione del denaro in chiese e
confraternite tra Cinquecento e Seicento.
Nel volume, un’attenzione particolare
è stata dedicata alle famiglie, vero cardine storiografico intorno al quale
ruota il rovello non risolto di chi vuole
scandagliare sulle origini della complessa, discussa, inestricabile questione della borghesia calabrese.
Nella prima parte sono stati raccontati
episodi di storia locale con l’intento di
precisare questioni non risolte, quali
le baronie e la loro successione a Morano in età medievale, i rapporti tra il
Comune (Universitas civium) di questa bellissima terra ai piedi del Pollino
e l’amministrazione centrale del
Regno di Napoli. Dalle consultazioni
d’archivio e dai confronti con quanto
altri hanno scritto sono emerse vicende di cui si erano perse le tracce o
che erano prive della citazione pun-
Milano, Roma, San Miniato, Cosenza (Teatro Morelli, per la rassegna “More Fridays”), Venezia,
Udine, Bologna, Genova e poi Castelmaggiore,
Calenzano, Montescudo di Rimini e di nuovo Milano e altre tappe in giro per l’Italia nei mesi a
venire. Nel mezzo di una tournée appena agli
inizi ma già baciata da uno straordinario successo di pubblico e da lusinghieri riscontri di critica, ecco “Polvere” – questo dialogo tra uomo e
donna che, in un crescendo di dinamiche distorte e di violenza psicologica (ancor più che fisica), affronta con occhio fotografico i rapporti
di potere all’interno della coppia - sul punto di
approdare a Castrovillari (Teatro Sybaris, venerdì
prossimo, 20 marzo e il giorno dopo a Cassano
allo Jonio (Teatro Comunale), nell’ambito delle
rispettive stagioni teatrali comunali. Lo spettacolo, di e con Saverio La Ruina, oltre a riconfermare tutto l’impegno civile del suo teatro, segna
quello che qualcuno ha definito “il ritorno dal
solo al passo a due” dell’autore-regista-attore di
Scena Verticale, che infatti, dopo le esperienze
in solitario di “Dissonorata”, “La Borto” e “Italianesi”, la cosiddetta trilogia del monologo, condivide ora la scena con la deliziosa, efficacissima
Jo Lattari, attrice e studiosa cosentina di grande
talento e versatilità, cui si deve pure una significativa collaborazione alla stesura del testo.
Rispetto a “Dissonorata” e “La Borto”, dove si raccontavano le donne, in “Polvere” l’attenzione si
sposta, sul piano drammaturgico, sull’uomo e i
suoi fantasmi di potere e di autoaffermazione,
e, sul piano culturale, su quel maschilismo che,
ben lungi dalla scomparsa, ancora pretende di
scrivere la storia del mondo tutto asservendo a
se stesso, al mito della forza, alla gerarchia, alla
virile disabitudine al confronto e al rispetto. Il
tutto all’interno di una situazione di coppia
molto ben delineata, sin dalle prime battute,
nella sua apparente normalità e grazie anche al
ricorso ad un linguaggio che, attraverso dialo-
tuale delle fonti.
Nella seconda parte del testo ci s’imbatte in argomenti di natura economica, quali il debito pubblico
contratto dal Comune (Università) con
alcuni moranesi benestanti, la ricchezza ecclesiastica, le piccole imprese finanziarie avviate da famiglie
locali. Le famiglie (le fortune economiche di alcune attraversarono tre secoli) impressero alla storia del luogo la
fisionomia politico-economica di una
piccola comunità gestita da un’oligarchia, della quale lo storico Antonio
Salmena nel 1882 lasciò un’ampia documentazione, utile a ricomporre la
formazione sociale e il ruolo di potere
da essa assunto. Nella terza parte, la
storia continua con il tema delle famiglie, seguendo il percorso di alcune di
esse fino alla seconda restaurazione
borbonica (1815), mettendo a fuoco il
decennio francese sul quale non è
stato mai detto abbastanza per quel
che riguarda la Calabria delle province
e dei paesi. Il testo vuole aggiungere
contributi di ricerca agli scritti su Morano già prodotti nell’antico e recente
passato. Si spera che tutto quanto è
stato raccolto in documenti e testimonianze possa servire a chi prenderà
il testimone per continuare la corsa.
L’Autrice,Eliana Rusciani, si è laureata
Come la polvere che soffoca la ragione
Lo spettacolo di Saverio La Ruina riconferma
l’impegno civile del suo teatro
ghi volutamente scarni, possiede una sua cifra
lirica e una sua indubbia efficacia scenica nel
rendere il modo in cui il dolore e la frustrazione,
la rabbia e la fragilità sono come polvere che si
posa ovunque – sulle emozioni, sulla ragione - e
tutto offusca e soffoca.
L’uomo interpretato, con rara sobrietà e ricchezza interiore, da Saverio La Ruina è uno di
quelli di cui non sospetteresti mai – fotografo e
reporter per una grande testata giornalistica –
per poi stupirsi nel leggerne il nome in cronaca
nera: affetto da morbosa gelosia, ossessionato
da una rabbia sempre più smodata, da una perversa volontà di controllo, violento e fragile (ossimoro solo apparente) fino al delirio
inquisitorio. Capace di gesti di grande tenerezza, crede di amare ma in realtà ne è sostanzialmente incapace. La donna è una insegnante
che si scopre via via prigioniera di un amore molesto, malato. Jo Lattari è semplicemente perfetta nel ruolo. Capace di esprimere una vasta
gamma di emozioni, tutto il tumulto che deve
agitarsi dentro di lei. Remissiva all’inizio, poi
sempre più sconcertata, spaventata, umiliata, in
bilico tra amore e ribellione, tra il fatale “mi ama
e perciò cambierà” e un inquietante “la mia vita
è perduta”, in quella sorta di “liturgia della resistenza”, e del dolore, come è stato scritto, “che
ogni vittima di violenza mette in atto”.
Il finale consente mille interpretazioni diverse. E
all’Università Cattolica di Milano in
Letteratura italiana con una tesi sulla
narrativa meridionale del secondo dopoguerra, è stata insegnante di materie letterarie presso le scuole medie
superiori. Tutor di Storia con nomina
del Provveditore agli Studi di Roma.
Ha collaborato alle iniziative promosse dal CIDI romano e coordinate
dal prof. Tullio De Mauro su ricerca linguistica e interventi didattici nella
Scuola Media. Ha collaborato con La
Società di Psicoanalisi di Gruppo di indirizzo bioniano presieduta e diretta
dal prof. Corrao sul tema “Psicoanalisi
e gruppo a scuola”. Nel 2007 ha pubblicato per Rubbettino il volume Biografia di un capomassa, uno dei premi
della XXXVI edizione del Premio Letterario Basilicata. Nel 2010 per l’Annuario dell’Accademia d’Ungheria di
Roma, Istituto Storico <Fraknói> il
saggio Presenze ungheresi in Calabria
in età medievale.
A.F.
c’è una spiegazione molto chiara per questa soluzione drammaturgica, che ci viene fornita
dallo stesso Saverio La Ruina quando dice che
in “Polvere” gli «interessava mettere a nudo
quella particolare zona grigia di tutte le relazioni
insane, la lenta ma progressiva degenerazione
emotiva di certi rapporti di coppia, i nodi essenziali di un’abiezione che in fondo nasce dall’incapacità di amare.» Più della mostruosità in
sé, quindi, “Polvere” voleva/vuole «raccontare
l’ordinarietà, la nevrosi», portare gli spettatori,
uomini e donne, «ad identificarsi con quello che
vedono, a ritrovare nelle situazioni e nei caratteri descritti particolari o frammenti della loro
stessa vita o di quella di amici e conoscenti.»
Come scrive il critico Renato Palazzi sul Sole 24
Ore, lo spettacolo «non sfocia nell’episodio di
cronaca nera. Il meccanismo che porta a questi
effetti sanguinosi viene colto piuttosto nei suoi
passaggi iniziali, viene scomposto nei più minuti
dettagli, in una prospettiva quasi minimalista»,
per cui costituisce un lucido ingranaggio destinato a far riflettere e a indignare lo spettatore
sino al punto da fargli «desiderare di intervenire
per strappare la vittima alla sua sorte.»
Per condurre in porto un progetto teatrale così
ambizioso, a Saverio La Ruina è occorso un
lungo e complesso lavoro preparatorio, di studio e di incontro/confronto con tantissime
donne e tanti uomini, protrattosi per circa un
anno. Un tipo di approccio che fa profondamente parte della storia, del resto eccellente, di
Scena Verticale e che, a partire da storici capolavori quali “La Stanza della memoria” e “De-viados” e attraverso l’uso della lingua italiana o
nell’invenzione di un originalissimo dialetto calabro-lucano, ha imposto la compagnia nel ristretto novero delle realtà più significative del
teatro italiano contemporaneo.
Antonello Fazio
Quando gli studenti creano un'impresa
IL DIARIO anno XIII n. 9 PAG. 10
Quando gli studenti creano un’impresa, il progetto “ Student and Lab” partito dall’Istituto Tecnico Commeciale ITCG Pitagora- Calvosa di
Castrovillari, ha visto le classi quarte della ragioneria e del geometra, creare e realizzare la propria impresa dopo un'accurata indagine di
mercato; un contesto ideale per lanciarsi in
nuove sfide.
Gli studenti – imprenditori, hanno creato una
mini-impresa a scopo formativo con tanto di piramide delle cariche sociali . Il capitale sociale è
stato raccolto dagli studenti “vendendo” azioni
della propria mini-impresa; quali azionisti principali della mini impresa , gli studenti dovevano
possedere almeno un’azione a testa.
Gli studenti, con l’aiuto dei professori, Pietro Ar-
mentano e Maria Rosaria Costantino e con l’apporto del trainer , Nadia Passarelli,dopo aver
proceduto alla costituzione dell’impresa nelle
aule scolastiche, si sono misurati con una vera e
propria azienda che opera nel settore della grafica per sviluppare la capacità di confronto sulle
conseguenze che le diverse scelte organizzative
comportano sulle strategie gestionali e di mercato di una impresa del settore.
Sono nate così, con tanto di logo e spot pubblicitari, la “ Zaf. co” che ha creato un sorbetto allo
zafferano; la “ Happy Pets” dispensatori automatici di croccantini per gli amici a quattro zampe;
la “ Color Sale Spa” che produrrà vasetti, bottiglie e piatti con sali colorati e la “ Sadas” che produrrà oggettistica con materiali riciclati.
La questione degli Uffici dei Giudici
di pace all’Ordine del Giorno
CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI CASTROVILLARI
Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Castrovillari nella seconda riunione tenutasi ilvenerdì 6
marzo 2015, oltre ad avere esaminato e deliberato sui punti posti all’ordine del giorno, ha nuovamente affrontato le problematiche sottese al
mantenimento degli Uffici del Giudice di Pace,
su cui il Consiglio aveva già manifestato, anche
a mezzo delibera n. 7 del 02.03.2015, l’assoluta
necessità di mantenimento. Questa volta, l’attenzione è stata rivolta all’Ufficio del Giudice di
Pace di Cariati, su cui ha relazionato il Consigliere Avv. Filippo Cariglino, che potrà beneficiare del nuovo termine, fissato al 30 luglio
2015, entro il quale i Comuni interessati potranno far pervenire al Ministero della Giustizia
le istanze di mantenimento degli Uffici del Giudice di Pace. In realtà, le forze di maggioranza e
di opposizione in seno al Consiglio Comunale di
Cariati, avevano già all’unanimità deliberato l’assunzione degli oneri derivanti dal mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace e, nel
contempo, individuato il personale da destinare
al relativo funzionamento. Pertanto la problematica, su cui anche il Comune di Corigliano
cerca attualmente di trovare adeguata soluzione, è incentrata sull’individuazione del personale da destinare a tali funzioni. Infatti, la
Circolare del Ministero della Giustizia del
15.04.2014 ribadisce che: “…il personale comunale individuato dall’ente locale deve appartenere a profili professionali equipollenti a quelli
previsti per l’Amministrazione giudiziaria e, in
ogni caso, deve risultare idoneo a consentire
l’erogazione del servizio giustizia, essendo abilitato allo svolgimento di mansioni corrispondenti a quelle rimesse alla competenza del
funzionario giudiziario, del cancelliere, dell’assistente giudiziario e dell’operatore giudiziario,
oltre che dell’ausiliario...” La detta circolare sembrerebbe, per l’effetto, non consentire di insediare presso gli uffici del Giudice di Pace il
personale LSU e LPU di cui sia il Comune di Cariati e sia quello di Corigliano hanno ampia disponibilità mentre, al contrario, entrambi carenti
di personale inserito in pianta organica stabile
perché, già destinati a funzioni essenziali e specifiche del Comune. E’, pertanto, fermo proposito del Consiglio dell’Ordine di Castrovillari dare
il proprio supporto ai Comuni interessati al mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace e, si
afferma sin d’ora, che l’inserimento del personale LSU e LPU possa certamente essere d’ausilio al funzionamento degli Uffici del Giudice di
Pace. Si pone per Cariati, che già paga in termini
di distanza il contributo più alto derivato dall’accorpamento del Tribunale di Rossano a
quello di Castrovillari, un’evidente problema di
antieconomicità e di conseguente illegittimo disincentivo all’azione giudiziaria a tutela dei diritti. I numeri parlano chiaro: nel 2014 presso
l’Ufficio del Giudice di Pace di Cariati sono stati
iscritte a ruolo 1008 cause civili ordinarie, sono
stati emessi numero 78 decreto ingiuntivi e incardinati 25 procedimenti penali. Con un numero così elevato di giudizi pendenti l’Ufficio
del Giudice di Pace di Cariati andrebbe addirittura potenziato, afferma il Presidente Roberto
Laghi.
Il COA, all’unanimità, ha per l’appunto deliberato di intervenire presso il competente Ministero per sollecitare gli interventi del caso.
IL DIARIO di CASTROVILLARI e del POLLINO
Periodico associato all’Unione Stampa Periodica Italiana
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Direttore responsabile - Luigi Troccoli
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Il nome delle varie imprese , e i contenuti dei
percorsi di orientamenti alla cultura imprenditoriale, ha tenuto conto non soltanto della promozione del territorio (vedi la creazione della “
Zaf.co”che tramite lo zafferano, tipico della vicino Cassano darà il sapore ed il colore ad un
sorbetto)ma anche del legame con il tessuto
economico-produttivo e la realtà del territorio
di appartenenza. Il progetto ha visto inoltre
anche un importante momento di incontro e
confronto con la visita presso una nota azienda
di grafica di Castrovillari, AGM che rappresenta
a livello regionale uno degli esempi di eccellenza in questo settore. Questo è un progetto,
ha detto il responsabile, Francesco Gallicchio,
dove noi abbiamo partecipato volentieri sposando subito l’idea, abbiamo partecipando
prima con delle lezioni a scuola per raccontare
la nostra esperienza da quando siamo partiti
con questa realtà , ed oggi terminiamo con
questo stage per far toccare con mano le lavorazioni e come siamo organizzati.
Anna Rita Cardamone
Il programma del nuovo Presidente
CENTRO AGGREGAZIONE SOCIALE ANZIANI “VARCASIA”
Ha iniziato da poco il suo triennio alla guida del
Centro Aggregazione Sociale Anziani “Varcasia”
di Castrovillari, Carlo Sangineti. Ma le idee ci
sono e anche ben chiare. Si spazia dagli incontri culturali con altri enti e associazioni alla conservazione (doverosa) del passato ricordando,
magari alle nuove generazioni, che cosa significava giocare o cucinare tanto tempo fa. Un bel
ventaglio di iniziative che, d’altra parte, deve
fare i conti anche con la scarsità di risorse economiche vista la congiuntura sfavorevole. E’
proprio il presidente Sangineti a spiegarci i suoi
intenti. “Ci piace pensare al Centro Anziani non
certo come ad un luogo dove confinare una
parte importante della vita sociale della città,
ma come un cuore pulsante che si interessi di
ciò che avviene a Castrovillari e si incarichi di
trasmettere ai giovani un patrimonio culturale
di grande valore. Per far questo vorremmo rendere ancora più accoglienti i locali della sede sociale sia con l’istallazione dell’ascensore che con
la copertura del giardino. Lo so, sono progetti
ambiziosi che richiedono interventi economici
anche consistenti, ma proveremo a cercare fonti
di finanziamento extrabilancio e a sfruttare strumenti legislativi ad hoc. Di sicuro, per noi non è
accettabile che un anziano non possa frequentare l’associazione perché non gode più di una
ottimale mobilità ed ha difficoltà a salire le scale
di ingresso”. La salute, dunque, è al centro dell’attenzione. “Ovviamente, è necessario fare
educazione sanitaria, informare gli iscritti sulle
patologie caratteristiche della terza età: oltre a
corsi di ginnastica e benessere in generale,
stiamo pensando ad incontri periodici con specialisti tipo cardiologi e diabetologi che possano concretamente aiutarci a capire anche i
nostri rischi. Inoltre, e vorrei sottolinearlo, ogni
iscritto si farà compilare una sorta di tesserino
dal proprio medico con le notizie principali sulla
sua salute da portare con sé nelle visite cultu-
rali in modo da non essere impreparati in caso
di necessità”. Si diceva in apertura di coltivare il
rapporto con i giovani. “Pensiamo sia fondamentale per mantenere tradizioni che vanno
avanti ormai da generazioni. Siamo pronti ad incontrare i ragazzi delle scuole per parlare di
cose storiche castrovillaresi: dalla cultura, ai giochi popolari, al dialetto che rappresenta una
sorta di seconda carta di identità per ciascuno
di noi. Proveremo anche a spiegare i mestieri di
una volta che, oggi, sono purtroppo in via di
estinzione ma che non possono essere dimenticati così facilmente”. Essere anziani non significa, però, sentirsi vecchi. Anzi, la sfida è quella
di rimanere al passo con i tempi. “Esatto. Io
credo che oggi si debbano conoscere i fondamenti del computer, anche solo per collegarsi a
internet e spedire un messaggio o parlare con il
figlio che è lontano. Partiremo con i corsi dedicati all’informatica di base proprio per questo.
Siamo chiamati a valorizzare, come associazione, tutto ciò che i nostri iscritti sanno fare che
non è poco. Dedicheremo serate alla poesia, al
canto e alla gastronomia riprendendo a fare le
caratteristiche vecchiaredde. Sarebbe bello
poter avere un coro composto da anziani o un
gruppo teatrale. Il giardino, poi, dovrà diventare
il luogo dove svolgere iniziative culturali non
solo nell’ambito dell’associazione ma anche nel
contesto cittadino”. C’è molta carne al fuoco,
non c’è che dire. “L’importante è che ognuno di
noi si spenda per il miglioramento, metta in
campo le sue abilità. Non accetto il discorso che
dobbiamo rassegnarci al periodo di crisi, alla
povertà di risorse a disposizione. Bisogna essere
propositivi e, in tal senso, voglio ricordare che il
programma è aperto a qualsiasi idea che possa
giungere dai nostri iscritti. Sono loro, in fondo,
i protagonisti di questo cammino”.
Gaetano Pugliese
La fucarina degli scout
Per mantenere viva la nostra tradizione, anche
quest’anno, gli Scouts del gruppo Castrovillari 1organizzano la fucarina di San Giuseppe, mercoledì 18 marzo in via Sibari.
Dalle ore 20.30 in poi, alla luce ed al calore di un
grande falo’, gli scout pronti a farvi assaggiare “lagane e ciciri” accompagnati da un buon bicchiere
di vino che potrete gustare accompagnati dall’allegro suono delle tarantelle e delle quadriglie che
animeranno anche l’estrazione di premi il cui ricavato servirà a riparare la nostra sede. Per gli amanti
dello sport, sarà anche possibile vedere la partita
di calcio. Non prendete impegni: gli scout vi aspettano numerosi in via Sibari il 18 marzo dalla ore
20.30 in poi!!!!!
Marina di Sibari, la perla violata e svenduta
IL DIARIO anno XIII n9
Avete presente una bella piazzetta? Una piazzetta graziosa e fruibile, luogo di ritrovo perfettamente inserito in un contesto turistico di
rilievo. Bene. La piazzetta c’è ancora e si trova al
Villaggio Marina di Sibari, i turisti si spera ci
siano ancora, la vocazione di punto di aggregazione pure, ma manca una cosa importante,
anzi determinante: la certezza che quella piazza
appartenga alla gente, a tutti.
La quasi totalità delle persone dava per scontato la cosa più naturale di questo mondo, cioè
che la graziosa piazzetta fosse di pubblica proprietà, com’era ovvio che fosse e com’è ovvio
che sia. E invece no. Si viene a scoprire che incredibilmente la res pubblica, come per magia,
diviene improvvisamente res privata senza che
il pubblico stesso, ossia i cittadini, ne fossero a
conoscenza. Nulla quaestio sulla normalità della
non conoscenza di un atto che avviene fra privati, ma che la proprietà di un bene comune
possa passare a privati da un momento all’altro
senza che lo sappia nessuno, è un atto grave
che merita senz’altro un approfondimento.
In verità si viene a scoprire che la storia tortuosa
che ha portato alla vendita della piazzetta principale del Villaggio Marina di Sibari, comune di
Cassano All’Ionio, ha inizio nel lontano 1975,
con la sottoscrizione dell’affidamento della gestione delle opere di urbanizzazione di rilievo
pubblico al Consorzio Marina di Sibari. Da allora, oltre alla classica acqua che è passata sotto
e sopra i ponti allagando ripetutamente l’intero
villaggio turistico, la gestione è stata affidata ad
associazioni di consorzi, che a loro volta hanno
delegato una società, guarda caso, presieduta
dallo stesso presidente del consorzio. E così si è
dato il via a un meccanismo farraginoso e contorto. Un meccanismo che sembra avere un
unico scopo: fare di Marina di Sibari il “grande
business”.
Intanto passano gli anni, cambiano amministratori e sindaci ma Marina di Sibari rimane
sempre “il problema”. Inizia così un balletto in
cui si susseguono amministratori e decisioni. Ad
aprire le danze è il sindaco Salvatore Frasca, il
quale scioglie il Consorzio originario per passare a una strana forma associativa di Saggi.
Questo tentativo fallisce miseramente, così,
sempre con l’amministrazione Frasca, si opta
per la gestione diretta del Villaggio Marina di Sibari.
Al cambio di guardia, il sindaco Giuseppe Aloise
emette un’ordinanza con la quale impone alle
società incaricate di eseguire alcuni lavori di
somma urgenza. Le società disattendono l’ordine e Aloise apre con loro un contenzioso finalizzato al recupero delle somme delle opere
mai eseguite. Aloise perde questa battaglia legale e chi gli succede, il sindaco Peruzzi, non impugna la decisione del relativo arbitrato. Anche
questi ultimi atti si infrangono sugli scogli dell’approssimazione e del lasciar correre: i soldi
non saranno mai recuperati.
Con il sindaco Roberto Senise, invece, la scoperta: l’avvocato Falvo mette nero su bianco
che la lottizzazione del Villaggio Marina di Sibari
è minata alla base poiché abusiva. Sono stati
presi provvedimenti in merito? Mai. Anzi, a cuor
leggero, si autorizza la costruzione di altre
opere, incluso il Villaggio Minerva, e si affida la
gestione a un consorzio di nuova costituzione:
“Sibari Città del Mare”, presieduto da Liborio Piscitelli. Siamo nel 2006, con l’amministrazione
guidata da Gianluca Gallo. Per statuto - delibera
n° 12 del 2 maggio 2006 - entrano nel Consiglio
di Amministrazione del Consorzio anche tre
consiglieri comunali: Gallo, La Regina e Atene.
In più l’assistenza tecnica e progettuale dei lavori di Marina di Sibari è affidata dal Consorzio
di concerto con l’Ente, per ben 25 anni, alla Manutencoop Facility Management Spa, società
che nasce e muore alla velocità della luce. Nel
breve periodo in cui la Manutencoop ha operato i consiglieri comunali, dopo le prime riunioni e non si sa per quale arcano motivo,
disertano il CdA.
A questo punto, la vicenda diventa ancora più
ingarbugliata: il Consorzio dichiara forfait e il
PAG. 11
sindaco Gallo che cosa fa? Invece di prenderne
atto e sciogliere ad horas qualsiasi rapporto con
l’Ente, decide per una sorta di strana moratoria
che non solo non risolve la situazione, ma lascia
in piedi un carrozzone che continua, sempre a
caro prezzo, a fare acqua da tutte le parti. E così,
senza una vera e propria programmazione,
senza un credibile e serio piano di risanamento,
l’amministrazione Gallo pensa di gestire una situazione ormai incancrenita solo emettendo ordinanze dietro ordinanze.
Cosicché accade che quando il Sindaco di Cassano All’Ionio Giovanni Papasso, per onorare un
impegno preso con i cittadini durante la campagna elettorale, riprende in mano la “questione” Marina di Sibari, toglie il tappo a un vaso
di Pandora dal quale vola fuori di tutto: mancato rispetto delle volumetrie, mancati collaudi,
varianti mai realizzate, mancato rispetto degli
standard urbanistici. Non solo, ma il Consorzio
è incaricato anche di riscuotere gli oneri per
l’acquedotto, per la depurazione e perfino la
Tosap. A che titolo? Non è dato sapere. E così a
fronte dei tanti, troppi soldi dei cittadini sprecati per opere di bonifica, infrastrutture e manutenzione inesistenti, ci si ritrova davanti a un
degrado totale e senza nemmeno un responsabile del procedimento a garantire il tutto. Inevitabilmente deve partire un’azione di pulizia. Il
Sindaco Papasso annulla atti, rompe equilibri
precostituiti, riesce a ottenere il dissequestro
atavico dell’area. Risultato? Lettere minatorie e
ricorsi al Tar da parte sia dell’impresa, sia del
Consorzio. Reazione alquanto prevedibile considerato che entrambi si vedono sfilare dalle
mani la preziosa gallina dalle uova d’oro. La richiesta? Oltre 45 milioni di euro: circa 5,5 come
risarcimento danni e quasi 35 per mancato introito, giacché la gestione da parte dell’impresa
doveva durare 25 anni.
Ma non è finita qui. Perché a tutto questo si aggiunge una vicenda che, nella sua drammaticità, fa davvero ridere. Ovviamente, si tratta di
un riso amaro che, più che fare rabbia, fa dav-
vero male. L’amministrazione comunale di Cassano All’Ionio guidata da Giovanni Papasso,
dopo i molti lavori andati a buon fine finalizzati
a ridare il lustro e la dignità che merita Marina di
Sibari, mentre si accinge a continuare i lavori di
bonifica, nel momento in cui arriva alla piazzetta in oggetto, si vede opporre un “altolà” da
un cittadino qualsiasi che rivendica con atto notarile alla mano la totale e assoluta proprietà del
luogo. Risultato? I lavori di bonifica e di ripristino sono fermi. E la stagione balneare è alle
porte.
E’ inutile qui ribadire che i numerosi passaggi
attraverso i quali si è compiuto lo scempio
hanno, a dir poco, dell’incredibile. Ne deriva da
una parte che gli atti stessi sono stati doverosamente attenzionati dalla Magistratura, dall’altra
l’evidenza di una responsabilità di tipo politicoamministrativo da parte di chi, certamente con
estrema leggerezza, ha consentito che l’operazione vendita fosse portata a buon fine. Ora, ci
chiediamo: ma se operazioni del genere dovessero ripetersi con la stessa nonchalance con la
quale è stato compiuto questo scempio, che
tipo di garanzia potremmo avere sulla fruizione
degli spazi pubblici e sulla normale e ordinaria
utilizzazione di tutte quelle aree che per legge,
tradizione, uso e perfino buon senso devono
comunque rimanere di pubblica proprietà?
Come mai nessun amministratore prima del
2012, ossia prima dell’insediamento dell’amministrazione Papasso, si sia accorto di ciò che
stava succedendo? Superficialità? Distrazione?
Disinteresse o qualcosa di peggio? Non possiamo dirlo. Sarà la magistratura a stabilire
eventuali responsabilità e relative illegittimità.
Di certo possiamo affermare che un amministratore dovrebbe avere un occhio più attento a
quanto gli succede intorno. Di solito, quando si
guarda dall’altro lato, c’è sempre un interesse
diverso da quello del “bene della comunità”, oppure c’è semplicemente incapacità. In entrambi
i casi c’è colpevolezza: a gestire la cosa pubblica
non dovrebbero essere chiamati né incapaci, né
compiacenti, né tanto meno eventuali correi.
Questo lo dicono il buon senso e l’essere civile,
il senso del dovere e quello di responsabilità,
l’etica e soprattutto la legge.
Eleonora Gitto
Chi era Adrian Miholca, il lavoratore morto sul viadotto Italia?
Il calcio era la sua passione. Ed era un grande
professionista nel suo lavoro. Parliamo di Adrian
Miholca, morto tre giorni fa mentre lavorava sul
Viadotto Italia della Sa-RC, tra gli svincoli di
Laino e Mormanno. Il più alto d'Italia, fino al
2004 il più alto d'Europa e tutt' ora tra i più alti
del mondo.
Adrian era residente ad Auletta, in provincia di
Salerno, ma durante la settimana abitava a
Laino, in una casa presa in fitto con i due fratelli
e il padre nei pressi del santuario della Cappelle.
E pranzava spesso all’albergo Margherita. Lo conoscevano tutti, in paese. Descritto, come il
resto della sua famiglia, come una persona affa-
Il crollo avvenuto sul viadotto “Italia”, e il conseguente blocco del traffico sull’A3 Salerno-Reggio Calabria, che costringe gli automobilisti
all’utilizzo di difficili percorsi alternativi, rendono
ancora più plastica l’idea di quanto fragile sia la
mobilità in Calabria. Nelle ultime settimane, alle
nostre urgenti e reiterate richieste di interventi
strategici sulla viabilità del nostro territorio,
fanno eco gli accorati appelli di tanti Sindaci,
Amministratori del Territorio, Associazioni, che
denunciano lo stato di abbandono e di insufficienza di ogni sistema di comunicazione: viario,
ferroviario, portuale e aeroportuale.
D’altra parte, è evidente a tutti che, soprattutto
nel territorio cosentino e della fascia jonica, di
fatto è impedita la mobilità di persone e merci.
I tanti tagli operati dalle Ferrovie dello Stato,
hanno reso improponibile il collegamento di
questa parte della Calabria, sia in entrata che in
uscita. Negli ultimi anni, sono state cancellate
numerose corse ferroviarie, che prima consentivano il collegamento diretto con il nord d’Italia, mentre sono state abolite numerose corse
che collegavano Sibari con i capoluoghi pugliesi. Il traffico viene congestionato sulla statale
18 del Tirreno Cosentino e sulla famigerata
ss106. I ritardi che si vanno accumulando sulla
futura cantierizzazione della S.S. 106 radd., poi,
la dicono lunga sulla reale volontà di facilitare i
collegamenti tra la Piana di Sibari e il resto d’Italia (considerato che gli interventi previsti riguarderanno solo i tratti dalla Basilicata fino a
Sibari). Il sistema portuale calabrese per rilanciare anche i destini futuri del Porto di Gioia
bile. Sul lavoro i Miholca sono considerati veri
professionisti: minatori esperti, capaci di abbattere un palazzo senza muovere una foglia a
poche decine di metri. Forse, ora si esagera, ma
il senso di questi racconti, da parte dei colleghi
– molti dei quali, liberi dal lavoro per la giornata
di lutto in cantiere - hanno atteso fino a tardi,
davanti all’obitorio del cimitero di Laino, per poterlo salutare – sta solo nel desiderio di tributare
un grande valore professionale a quel giovane.
A ricordare Adrian ci sono candele e fiori poggiati sul cemento della campata crollata. Poco
più in là c’è il trattorino manovrato, sembra, tramite una specie di radiocomando dall’operaio
Cgil: la Calabria isolata
ed il territorio dimenticato
Tauro, che è sicuramente una grossa realtà nel
cuore del Mediterraneo, dovrà necessariamente
tenere conto di ciò che avviene nel sistema della
logica e dei trasporti transazionali e mettere in
rete la portualità regionale. Da anni, la CGIL
Comprensoriale insiste nel chiedere impegni
concreti per il Porto di Corigliano: è l’unica struttura marittima intermedia dalla Sicilia a Taranto,
che abbia caratteristiche idonee all’approdo di
navi di grosse dimensioni. È necessario che il
Porto di Corigliano, una volta per tutte, venga
inserito strategicamente nel corridoio marittimo
adriatico, e che sia collegato alle arterie viarie in
modo ordinato ed efficiente: pertanto, bisogna
collegare il Porto alla stazione ferroviaria di Sibari, mediante una linea ferroviaria dedicata,
sempre pensata ma mai adeguatamente sostenuta. L’insediamento della nuova Giunta Regionale, dà la stura alla ripresa di questioni mai
adeguatamente sostenute dal precedente Governo regionale. Sarà utile quindi un adeguato
confronto su questi temi, che non mancheremo
di sostenere nelle prossime settimane. Così
come ci preme sollecitare un più adeguato
piano del Trasporto Pubblico Locale, in grado di
consentire l’interconnessione tra tutti i Centri
Urbani calabresi, facilitando soprattutto il raggiungimento dei grossi Centri Urbani da parte
dei piccoli Comuni collinari e montani di cui è
costellata la Regione. Tutto ciò sarà possibile, soprattutto se si crea un unico soggetto consortile
regionale, in grado di gestire l’intera mobilità regionale, contribuendo anche alla riduzione dei
costi per i soggetti più deboli, per gli Studenti e
i Pendolari, che sono quelli più esposti al tema
del caro-biglietti.
Anche per il sistema aeroportuale occorre fare
un’analisi di contesto:negli ultimi mesi, sono diminuiti i collegamenti, peraltro mai decollati, tra
la Piana di Sibari e gli Aeroporti di Crotone e Lametia Terme; colpa di una politica che vive di
sole emergenze, e che non è stata in grado di
pianificare collegamenti strutturati ed efficienti.
Così, se da una parte si poteva favorire il raggiungimento di Crotone con la creazione di una
linea di metropolitana leggera che attraversasse
l’intero Jonio cosentino, toccando tutte le Stazioni ferroviarie (ormai in disuso), dall’altro bisognava adoperarsi affinché l’Aeroporto di
Lametia fosse effettivamente collegato con que-
risucchiato giù dal cedimento di quella specie
di «lenzuolo» di cemento e asfalto. Che adesso è
inerte addosso al pilastro che sorregge le due
corsie: quella dove erano in corso i lavori e l’altra
su cui il traffico stava scorrendo regolarmente.
Adesso il tratto autostradale non è più percorribile: si esce a Laino,o Mormanno, e si attraversano paesini dalle strade strette e piene di curve.
Gli autisti imprecheranno, dimenticando l'ennesima vittima sul posto di lavoro. Tra l'altro un
rumeno, per qualcuno "venuto a rubare il lavoro
agli italiani".
Riposa in pace, Adrian
sta parte di Territorio, mediante un efficiente sistema di Autobus-navetta. Su tutto ciò, a quanto
pare, non c’è alcuna voglia di investire. Auspichiamo che il nuovo Governo Regionale, possa
redigere presto un nuovo piano regionale dei
trasporti, facendo una valutazione a 360 gradi
sull’attuale sistema aeroportuale tenendo conto
della necessità che a tutti i cittadini calabresi
vengano garantiti idonei collegamenti con gli
Aeroporti esistenti, o anche investendo risorse
economiche idonee a soddisfare le esigenze
delle popolazioni e delle categorie produttive
del Territorio, assecondando la necessità di mobilità di persone e merci, necessaria per un territorio che non voglia soccombere ma che ha
tutta la volontà di vendere le proprie eccellenze
al mondo intero.
Per queste ragioni occorre da subito aprire una
vertenza mobilità, sicurezza e trasporti
Angelo Sposato – Segretario Generale CGIL
Comprensorio Pollino-Sibaritide-Tirreno
Vincenzo Casciaro – Segretario Generale
FIL-CGIL Compr. Pollino-Sibaritide-Tirreno
IL DIARIO anno XIII n.9 PAG. 12
Il fagiolo seccagno bianco come risorsa di sviluppo rurale
Il territorio del Parco Nazionale del
Pollino è ricco di biodiversità agricola
che è necessario valorizzare attraverso il recupero di ecotipi locali e
delle attività agricole connesse. Tra le
leguminose da granella, oltre ai noti
ecotipi del fagiolo Poverello bianco e
della Lenticchia di Mormanno, valorizzate e rilanciate dall’ARSAC, per le
aree agricole dei comuni di Morano
Calabro, Mormanno, Laino Castello e
Laino Borgo, in provincia di Cosenza,
vi sono numerose altri ecotipi. Fra
questi merita una particolare attenzione un ecotipo di fagiolo comunemente chiamato “fagiolo seccagno
bianco” che sta assumendo un’importanza economica in quanto richiesto dai consumatori. Il fagiolo
seccagno bianco è un ecotipo di Phaseolus vulgaris L., tradizionalmente
diffuso nel territorio del Parco Nazionale del Pollino e coltivato in consociazione con il mais sopratutto in
terreni non irrigui (senza acqua) da
qui il nome di “seccagno”. In passato,
non c’era coltura di mais da granella
non consociata con questo tipo di fagiolo. Il fagiolo seccagno bianco nella
tradizione, non solo era alla base dell’alimentazione delle famiglie agricole ma, veniva commercializzato e
rappresentava anche una importante
fonte di reddito. La cottura di questo
e altri ecotipi di fagioli, nella tradi-
zione, avveniva esclusivamente in
vasi di terracotta “pignata”. Secondo
alcune testimonianze, veniva anche
barattato con altri beni alimentari
quali: baccalà, pasta, olio, vino, ecc.. Il
colore del seme è bianco con superficie liscia e il peso dei 100 semi è pari
a circa 26 grammi. Attualmente questo ecotipo di fagiolo si coltiva come
coltura singola prevalentemente in
terreni non irrigui e generalmente in
rotazione con colture come grano,
orzo, avena, ecc.. La semina si effettua dall’ultima decade di maggio fino
a metà giugno in relazione all’altitudine e all’andamento climatico. La
tecnica di coltivazione attualmente in
uso, come nella tradizione, esclude
l’uso di prodotti chimici di sintesi. La
raccolta avviene dalla fine di agosto
a tutto settembre estirpando manualmente le piante dal terreno con
tutta la radice e lasciandole essiccare
al sole per qualche giorno; in seguito
mediante la battitura con forconi in
legno, si separa la granella dai baccelli vuoti e dal resto delle piante. La
resa media in granella secca è pari a
circa 7 quintali/ha(ettaro) e si vende
a circa 5,00 €/Kg, realizzando così un
valore medio della Produzione Lorda
Vendibile (PLV) per ettaro di circa
3500,00 Euro. Il Cenro di Divulgazione
Agricola (Ce.D.A.) n. 2 dell’ARSAC di
Castrovillari, partendo da questa re-
altà, come ulteriore azione prevede
di caratterizzare questo ecotipo di fagiolo per la qualità della granella allo
scopo di fornire ai consumatori più
informazioni relative alle caratteristiche nutrizionali. Altra importante
azione riguarderà la meccanizzazione di alcune operazioni colturali
come la semina e la raccolta al fine di
migliorare le rese e ridurre i costi di
produzione. La maggiore disponibilità di superficie agricola libera a rischio di abbandono dovrebbe
permettere una facile diffusione della
coltivazione di questo ecotipo insieme ad altre leguminose da granella, che potrebbero trovare sia
nella domanda nazionale di prodotti
tipici che nella vocazione turistica
dell’area del Parco Nazionale dl Pollino
facili sbocchi commerciali e gastronomici. La coltivazione di questo ecotipo locale di fagiolo, nel Parco
Nazionale del Pollino, oltre alla salvaguardia della biodiversità, rappresenta una occasione di integrazione
dei redditi agricoli e un modo per fermare il grave fenomeno dell’abbandono dei terreni agricoli non irrigui
con tutti i riflessi negativi (incendi,
erosione, degrado, ecc.).
di Luigi Gallo(*)
(*)ARSAC-Centro di Divulgazione Agricola
(Ce.D.A.) n. 2 del Pollino-Castrovillari (CS)
IL DIARIO anno XIII n. 9 PAG. 13
Un Otto marzo leggero come il battito d’ali di una farfalla
Un successo l’iniziativa di Laboratorio esperenziale del CeA di Tlde Nocera
Un Otto marzo per imparare la Danza per la Vita, poichè non bastano leggi, ruoli,
funzioni, compiti, se non si conoscono e si amano il proprio corpo e la propria
anima (e con essi la propria umanità e la propria storia), se non si esprimono le
emozioni che aiutano a conoscere se stessi ed insegnano a "giocare" (relazionarsi) con l' "altro". E’ stato un grande successo di presenze e unanimi i consensi
da parte dei partecipanti al Laboratorio Esperienziale di Armonia Corporea dal
titolo Metamorfosi: "La Leggera Danza della Farfalla" tenutosi domenica 8 marzo
nelle sale dell'Associazione S. Culturale C.E.A. Centro Espressioni Artistiche di
Tilde Nocera. Consensi di tutte le donne partecipanti che uscendo hanno commentato di essere più rilassate, più leggere, proprio come le farfalle.
«La mattinata dell'8 marzo - ha affermato Maria Antonietta, una delle partecipanti al corso - è stata splendida. All'insegna della danza ci si è rese conto di
quanto possa diventare leggero un corpo, anche il più pesante. Ho lasciato la
stanchezza, le ansie, le preoccupazioni e ho portato con me tantissima energia
i cui benefici sono presenti ancora oggi. Grazie maestra Tilde, sei bravissima!».
«Grazie Maestra! - così Emanuela - questa è la società che mi piacerebbe avere:
tante farfalle che si cercano, si ritrovano e costruiscono insieme. Che meraviglia!».
«Un ringraziamento particolare - ha sottolineato Tilde Nocera - va alle donne facenti parte dei Corpi delle varie Istituzioni Pubbliche invitate, che hanno partecipato, in rappresentanza dei loro Enti di appartenenza, con interesse e sono
state coinvolte dalle atmosfere armoniose, leggere, gioiose che si sono create.
Un grazie a tutte le partecipanti, con la promessa di offrirvi nuovamente altri
momenti di relax, regalandovi sempre nuove emozioni...».
Il “Don Pasquale” di Donizetti interpretato dall’Orchestra di Fiati di Morano Calabro
MORANO CALABRO – Sabato 21 e domenica 22 marzo a TeatroMusica arriva
l’evento musicale tanto atteso: l’Orchestra di fiati di Morano Calabro, diretta dal
M° Massimo Celiberto, presenta il “Don
Pasquale”, la celeberrima opera buffa in
tre atti di Gaetano Donizetti. Per la prima
volta, l’auditorium comunale di Morano
Calabro si trasforma in Teatro d’Opera; sul
palcoscenico l’Opera sarà eseguita integralmente nella sua versione classica, con
scene e costumi dell’epoca, mentre l’Orchestra composta da 45 elementi si sistemerà nella “buca per l'orchestra”, allestita
per l’occasione. Michele Bruno (Don Pasquale), Rosaria Buscemi (Norina), Francesco Sauzullo (Ernesto), Luca Bruno
(Dottor Malatesta) e Gianluca Di Stefano
(Notaro) sono i cinque protagonisti, cantanti di dichiarata fama, ognuno dei quali
lavora con importanti enti teatrali con attività concertistica sul territorio nazionale
e non. Diretti sul palcoscenico da Rosaria
Buscemi saranno affiancati dalle comparse de L’Allegra Ribalta. Le scenografie
dell’Opera sono di Andrea Magnelli, le
luci di Eva Iannuzzi, la fonia di Nellino Cosenza. Gaetano Donizetti, ormai giunto al
culmine della celebrità (aveva già composto le sue opere più famose, tra cui
Anna Bolena, L'elisir d'amore, Lucia di
Lammermoor, La Favorite e La fille du régiment), decise di comporre il Don Pasquale dopo la lettura casuale del
vecchio libretto di Angelo Anelli. La storia
vuole che l'opera sia stata composta in
soli undici giorni, ma è probabile che in
questo periodo siano state composte
"solo" le linee vocali e che l'orchestrazione abbia invece richiesto altro tempo.
Il libretto, firmato da Michele Accursi, è in
realtà opera dello stesso Donizetti e di
Giovanni Ruffini, la prima rappresentazione dell'opera ebbe luogo al ThéâtreItalien di Parigi il 3 gennaio 1843. L’opera
è ambientata a Roma agli inizi dell’800;
Don Pasquale è un anziano e ricco settantenne che è adirato con il nipote Ernesto, futuro erede delle sue fortune,
perché questi rifiuta di sposare una ricca
e nobile zitella come lo zio vorrebbe. Ernesto è invece innamorato di Norina, una
vedova giovane e carina ma di modeste
condizioni. Lo zio decide allora di diseredarlo sposandosi egli stesso e a tal scopo
ha chiesto al dottor Malatesta di trovargli una moglie adeguata. Questi però,
amico di Ernesto, ordisce un piano per
aiutare i due giovani. Pertanto il dottore
propone a Don Pasquale di sposare sua
sorella Sofronia, donzella bella e pura e
appena uscita dal convento. Don Pasquale accetta esultante e, per cominciare, scaccia di casa il nipote Ernesto. Ma
il dottor Malatesta chiede a Norina di impersonare Sofronia, per organizzare un
finto matrimonio e dopo le nozze ridurre
alla disperazione Don Pasquale. Tipica del
Don Pasquale è l’efficacia con la quale il
lirismo e la malinconia si contrappon-
gono al sorriso malizioso o anche alla
schietta risata. Quando, nel preludio al
secondo atto, la tromba introduce lo
sconforto di Ernesto, il languore accorato
della melodia cancella all’istante la scintillante gaiezza del finale del primo atto.
In fondo l’aria “Cercherò lontana terra” è
pleonastica, s’ispira a una situazione che
Norina e Malatesta sono sul punto di capovolgere. Ma era istintivo in Donizetti
innamorarsi di certi momenti lirici indipendentemente dal fatto scenico (lo
stesso era accaduto con la “Furtiva lacrima” dell’Elisir d’amore, da lui introdotta
nell’opera a dispetto del librettista) e ricavarne melodie struggenti. L’Orchestra
di Fiati di Morano Calabro diretta dal
Maestro Massimo Celiberto non è nuova
a serate di questo genere: il Nabucco di
Verdi, l’Elisir d’Amore di Donizetti, La Cenerentola di Rossini sono solo alcune
delle opere che annovera nel suo vasto
repertorio e che ha portato in scena su
numerosi palcoscenici italiani e all’estero.
Con i suoi 45 componenti l’ensemble moranese continua ad esprimersi in musica
saggiando con successo vari generi, lo
scorso anno, infatti, ha presentato nella
rassegna TeatroMusica il concerto “La
Poesia di De Andrè”. Si consiglia la prenotazione presso Au Rendez – Vous, in
via Maddalena, a Morano Calabro (tel.
3292160645).
Domenico Donato
"CorriCastrovillari" alla mezza maratona Roma-Ostia
IL DIARIO anno XIII n.9 PAG. 14
CASTROVILLARI – Una grande passione per la corsa che li porta spesso
in giro per l’Italia. Sono gli atleti dell’associazione sportiva "CorriCastrovillari" reduci dalla bella esperienza
della mezza maratona Roma-Ostia.
Sono stati ben 20 gli atleti dell’associazione che hanno tagliato il traguardo dell’importante evento
sportivo che ha visto la partecipazione di 13.700 persone. Un vero record per una mezza maratona di 21
km. "Un traguardo non solo sportivo
ma sociale visto i numerosi familiari
che sono partiti dal Polisportivo 1
Maggio di Castrovillari alla volta di
Roma" ha affermato il presidente dell’associazione Gianfranco Milanese.
Suddivisi per categoria, Elite runners,
Top runner, Best runner, Front runner,
Runners e i Tap runners gli atleti castrovillaresi hanno vissuto un altra importante giornata di sport che rimarrà
nei loro ricordi. Il primo castrovillarese
a tagliare il traguardo è stato è Antonio Vigna, subito dopo Rocco Angelo
De Luca. A seguire Giancarlo Viola,
Roberto Musmanno, Gennaro Napoletano ed il sorprendente Franco Tafuri, Giuseppe Mancuso, Fabio
Grimaldi e Daniele Cirigliano. Subito
dopo Turco, Lo Polito, Casella, Gianfranco Milanese, Gatto, Alice Milanese, Sammarco, Frascino, Valente e
Totaro. "Ognuno di questi nomi ha
portato in alto il nome di Castrovillari
per tutti i 21 km" ha affermato ancora
Milanese che ricorda anche "gli ottimi
tempi di Francesco Tucci, Salvo Nisco
e Sergio Bartolini che si sono aggregati vestendo maglie diverse ma condividendo le stesse soddisfazioni". Tra
le soddisfazioni anche quella di Alice
Milanese vincitrice di uno dei tre
Restituita alla comunità Sandonatese
la storica chiesa della SS. Assunta
Sabato sette marzo, alla presenza del Vescovo della diocesi di San Marco Argentano, delle autorità civili e militari zonali e della intera cittadinanza è stata restituita ,nel
rinnovato suo antico splendore, alla comunità Sandonatese la storica chiesa della SS. Assunta
Trattasi di uno dei monumenti più antichi della Calabria
,risalente al x secolo, rimasto per lungo tempo abbandonato a se stesso , sottoposto alla forza disgregratrice degli
agenti atmosferici che ne avevavo addirittura mutato il
carattere. Sorge su di una rupe a quota 850 m.s.l.m. e domina il territorio che va dal “cozzo del Pellegrino” fin oltre
i monti della “Sila” e dall’ Appennino Paolano al golfo di
Schiavonea. I lavori di recupero sono stati eseguiti a
cura e spese del geom. Giuseppe Cordasco, che si è avvalso di maestranze altamente specializzate, per rendere
– cosi come ha spiegato nel suo intervento iniziale- un
atto di omaggio ai genitori (Federico Cordasco ed Elena
Gabrielli) e ad un tempio che, nel bene e nel male, tramanda secoli di storia Sandonatese.
Dopo la messa, officiata dal Vescovo mons. Bonanno, in
memoria dei genitori del Cordasco e che non ha mancato di sottolineare il significativo atto di fede e di amore
da questi consumato, accompagnato dalla banda musicale e da un gioco di fuochi pirotecnici davvero straordinario, ha proceduto alla benedizione della Croce, che a
cura e spese dello stesso geom. Cordasco, è stata collocata sull’estremità del piazzale antistante la chiesa e che
alta ben m. 6.00 dal piano di campagna, illumina l’intera
vallata.
Inter Club Morano, non solo calcio
Dalla “lotteria dell’amore” 500 euro per l’infanzia bisognosa
MORANO CALABRO (CS) – È stata chiamata “lotteria dell’amore” la manifestazione benefica organizzata dall’Inter
Club “Pasquale Marchianò” di Morano Calabro. Non solo
“pallone” per i tifosi nerazzurri del borgo del Pollino, ma
anche la voglia di dare concreta attuazione al messaggio
cristiano, in un’epoca in cui la religiosità troppo spesso rimane confinata in una dimensione personalistica.
Rinato a Morano da sei anni sulla scia di una solida tradizione, l’Inter Club segna la sua presenza nella società
anche in campo extrasportivo.
La proposta, avanzata dal presidente Carmelo Di Marco
ai cento iscritti della sua associazione, ha dato quindi vita
alla lotteria che, abbinata alle estrazioni del lotto dello
scorso 17 febbraio, ha premiato il tagliando vincente, posseduto da Katia Cosenza, con un ricco cesto di prodotti
della filiera agroalimentare.
500 euro il ricavato che gli interisti moranesi hanno destinato alla fondazione “Bambini in emergenza”, storico
sodalizio impegnato nella tutela dei minori bisognosi e
malati.
«Il nostro è stato un piccolo gesto – spiega il presidente
Carmelo Di Marco – rivolto ad aiutare chi è meno fortunato. Ringraziamo tutti i nostri volontari, don Gianni Di
Luca e la Cartolibreria Altolà per l’importante sostegno,
ma in particolar modo i cittadini che hanno acquistato i
biglietti. Il nostro intento sarà di riproporre l’iniziativa nel
prossimo Natale, aumentando anche l’impatto che la
stessa potrà avere sulla collettività locale».
Ai nerazzurri moranesi – ormai lontani i tempi dei trionfi
calcistici – va però lo scudetto dell’amore.
Emilio Rosito
premi del concorso fotografico e premiata sul palco dell’Adidas. E’ anche
l’occasione questa per ricordare che si
sta lavorando alacremente per la
quarta edizione della "CorriCastrovillari" prevista per il 26 aprile. Nuovo
edizione e nuovo percorso! Ci sarà
una gara competitiva da 10km (6 giri)
e una non competitiva da 3km (2 giri).
Il percorso è stato scelto tramite un
sondaggio sul social network. Una
gara diventata importante per tutti gli
appassionati inserita nel calendario
Fidal e Asi e che si organizza grazie all’impegno dell’ associazione e ai numerosi sponsor che la sostengono.
Per chi volesse iscriversi, può già farlo
all'indirizzodi posta elettronica [email protected].
Michele Martinisi
Crudeltà sui cani vaganti
E’ ora di rompere il muro di omertà
Nella settimana scorsa mi sono stati
segnalati 10 cuccioli vaganti in c.da
Mussorito, denunciati anche all'ufficio Ambiente del Comune di Castrovillari da più persone, tanto che la
stessa voleva un aiuto nel monitorare la mamma per accalappiarla ed
eventualmente sterilizzarla e reimmmeterla sul territorio di appartenenza (l'Enpa sez. di Castrovillari è
favorevole a questa proposta e,
dopo reimissione garantirà cura a
questi sia per cibo sia per segnalare
allAsp eventuali necessità di salute
dei canie icheie comunque saranno
osservati. Dopo alcuni giorni che
monitoravo i cuccioli con il valido
aiuto di Erica, una ragazzina che già
dava da mangiare a questi cuccioletti, sapeva i loro nascondigli, e
quelli della loro mamma e, dopo che
io avevo manifestato all'ufficio preposto di prendere in stallo i cuccioli
per toglierli dalla strada e dai pericoli
della stessa, in cambio di autorizza-
zione per microchip e vaccino, mi è
stato risposto che bisognava prendere la mamma, e se l'avessi aiutati
in questo, mi davano autorizzazione
per microchip e vaccino, necessari
per eventuali adozioni. Ebbene i
cuccioli sono spariti insieme con la
mamma e vicino al loro nascondiglio è stato trovato un forcone. Di
questi episodi incivili e crudeli ne
succedono quotidianamente, questa contrada è famosa per le crudeltà che vengono inflitte a questi
poveri animali: bisogna portare alla
luce questi episodi e non essere
omertosi, o farli passare come reati
non gravi, almeno si faccia una denuncia contro ignoti.E' bene che
tutti i cittadini portino alla luce episodi - purtroppo frequenti - di questo
genere,
sperando
che
l'ignoranza lascia spazio alla civiltà e
al vivere in armonia, uomo e animale.
Irene Cataldi
Ritorna il sereno in casa rossonera
IL DIARIO anno XIII n. 9 PAG. 15
– Ritorna il sereno in casa rossonera grazie al
doppio turno casalingo che ha prodotto quattro
importanti punti in pochi giorni. La vittoria contro il Guardavalle (3-0) di Domenica scorsa ed il
pareggio di mercoledì nel recupero casalingo
contro il Gallico –Catona (1-1) hanno messo in
cassa oltre a punti importantissimi, anche la con-
sapevolezza di poter guardare con fiducia a questo finale di campionato. Il Corigliano è ormai retrocesso, il Guardavalle ha gettato la spugna in
queste ore. Elementi questi che in virtù del regolamento e della distanza in classifica dalla penultima fanno ben sperare in prospettiva
play-out. Ma prima di guardare la classifica degli
avversari bisogna pensare alla propria. Cinque le
sfide al termine del campionato per il Castrovillari. Domenica la proibitiva trasferta contro la
Palmese meritatissima vincitrice del torneo. Non
ci saranno La Canna e De Simone squalificati, ma
non è certo questa la gara dove conquistare i
punti salvezza. Dopo la sfida di Palmi il Castrovillari di mister Mazza ospiterà il Sambiase che
domenica affronterà in casa l’Acri. Sarà questa la
sfida che deciderà probabilmente la stagione del
Castrovillari. Oggi la formazione del Sambiase si
trova a -2 dal Castrovillari. Castrovillari che subito
dopo andrà a far visita allo Scalea del Presidente
Formica per poi sfidare in casa il Brancaleone che
oggi lo precede in classifica. Sfide casalinghe importanti e determinati per i lupi del Pollino che
chiuderanno il campionato nella facile trasferta
di Corigliano nell’ultima giornata. Un calendario
sulla carta favorevole che però in questo finale
di stagione non deve far dormire sonni tranquilli
a La Canna e compagni. Il Castrovillari in queste
giornate ha ritrovato le reti di Galantucci e
Opoku (a segno in entrambe le gare), ha festeggiato le 100 presenze in rossonero di Massimiliano Lombardi, ha visto vincere meritatamente
la Juniores di Carmine Alessandria che approdata così alla fase regionale, ma soprattutto
hanno trovato in Domenico Mazzei un imprenditore che crede ancora nel calcio e nei colori
rossoneri. Speriamo ancora per molto.
Il San Vito ferma il Bayern Monaco
CALCIO AMATORIALE
Il gol iniziale di Laurenzano faceva pensare ad
una facile vittoria del Bayern Monaco contro il
San Vito. Invece finisce solo 1 a 1 grazie alla rete
di Mimì La Regina per i nero-verdi. Ne approfitta
così la Dinamo Pollino che si sbarazza dei Bestioni con un roboante 5 a 1. Alla tripletta di
Gatto segue l'autorete di Donadio e il gol di Vincenzo Martino. Di Di Dieco il gol della bandiera
per i ragazzi di Cesarini. Anche l'Olympiakos
guadagna i due punti sulla capolista ma non
senza soffrire contro un Brescia Club sprecone
(Foto Franco Oliveto) . L '1 a 0 di Formicola per i
greci arriva solo nel finale di partita. Non basta
il ritorno al gol di Marco Triggianese, doppietta
per lui, e il gol di Lo Scialpo alla Bianchino che
perde 3 a 5 contro il Napulè in rete con Mola e le
doppiette di Prioli e Recchia. Antonio Martino
regala la vittoria al Bayer Leverkusen contro
l'Atletico Morano. Red Bull e I Fornai si accontentano dell' 1 a 1. Le rispettive reti sono di Feoli
e Filomia. L'autorete di Roky spiana la strada al
Borussia CV in gol ancora con Lanza, Formoso e
Covelli contro I Falchi a segno con lo stesso
Roky e Servidio.
Il Castrovillari over perde in casa
CALCIO UISP
A volte il calcio sa essere strano perché uguale a sé stesso: domenica
scorsa il Roggiano aveva ottenuto il
primato con un gol allo scadere in
contropiede che aveva permesso il
sorpasso ai danni di un Terranova,
detto per inciso, non meritevole della
sconfitta. Tempo sei giorni e la stessa
legge è stata applicata, a parti invertite, nell’altrettanto importante incontro che opponeva la formazione
di Miraglia al Fiorito, forse la squadra
più in forma del momento. La partita
è stata per lo più equilibrata, non
spettacolare, tra due squadre che si rispettavano molto e che temevano la
sconfitta. Certo, gli ospiti di mister Capalbo avevano un solo risultato a disposizione se volevano rientrare nel
discorso primissimi posti, ma non si
sono fatti schiacciare da questo peso
disputando una gara accorta e intelligente, impreziosita da una ripartenza
micidiale che ha consentito a Prete di
mettere a segno la rete decisiva poco
oltre la metà ripresa. Il resto del film
della partita parla di un legno a testa,
di due tempi agonisticamente combattuti e di un pareggio buttato via
da Follone a una manciata di minuti
dal termine. Il segno “ics” non sarebbe
stato uno scandalo, ma i bisignanesi
sono andati a giocarsi le loro carte a
viso aperto concedendo complessivamente poco alla capolista e portandosi a casa tre punti prestigiosi. Se
basterà per inserirsi nella lotta per il
podio lo vedremo tra qualche settimana: intanto meritati complimenti
per una squadra che è stata senza
dubbio tra le migliori nel girone di ritorno. Niente da fare per Fuscaldo e
Terranova nell’altro big-match della
giornata: Eolo si è impuntato e il
campo era molto più adatto per un
parco eolico che non per una gara di
calcio. Impossibile in tale contesto
anche pensare di giocare a calcio:
tutto rimandato ad altra data e classifica che rimane con un grande punto
interrogativo. Il resto della giornata
comprende una bella vittoria del Si-
bari contro i Medici Cosenza FC, presentatisi comunque molto rimaneggiati e senza ricambi. Hanno tenuto
fino a quando la condizione atletica
lo ha permesso, ma alla lunga sono
crollati sotto i colpi dei ragazzi di mister Praino, giunti meritatamente alla
terza vittoria consecutiva. Non appena sono stati recuperati un po’ di
infortunati, le conseguenze sul rendimento si sono subito viste e la classifica è decisamente migliore rispetto a
qualche tempo fa. E ora meglio rispecchia il valore della squadra che
non è da ultimi posti della classifica.
Affermazione convincente anche
della Sinco che abbandona così l’ultimo posto in classifica lasciandolo
proprio agli avversari Medici 88 che
avevano pure raggiunto il pareggio
su rigore ma che non sono stati mai
davvero in partita. Guido ha recitato
la parte del leone segnando addirittura cinque reti. Complimenti davvero. Ci voleva una vittoria larga per
restituire un po’ di morale ad una
squadra mortificata dall’ultimo posto
in graduatoria. Tre punti non bastano
a dire che il malato sia guarito, ma almeno si potranno affrontare gli impegni residui con una buona dose di
tranquillità. Va detto anche che, altre
volte, la Sinco non meritava le sconfitte spesso larghe che sono maturate
sul campo. Un po’ di giustizia ogni
tanto non guasta anche nel calcio.
Molto male il Castrovillari, battuto a
domicilio da un ottimo Malvito, con
Maritato, autore di una tripletta, sugli
scudi. A nulla sono valse le reti di Laurenzano e di Martino su rigore che
hanno in parte mitigato il mortificante 0-3 maturato nei primi venticinque minuti. La prestazione degli
uomini di Bruno è stata, invece, convincente e la vittoria rimane prestigiosa seppure ottenuta contro un
avversario che ha dato l’idea di fare
solo il conto alla rovescia verso fine la
fine di un campionato abbastanza deludente, specie nella seconda parte.
Pareggio con reti tra U.V.I.P.Saracena
I festeggiamenti della Juniores Castrovillari
e Cassano Over 30: le occasioni non
sono mancate su entrambi i fronti ma,
a dirla tutta, gli ospiti meritavano
qualcosa di più che avrebbero certamente colto se solo fossero stati più
precisi sotto rete. D’altra parte, che a
Luciano Caruso manchi un attaccante
da 10-15 gol a campionato lo sanno
anche le pietre e spesso le gare sono
state decise (a sfavore) proprio da
questo aspetto. Resta comunque la
gradevole impressione di due squa-
dre che vogliono arrivare alla fine del
torneo al meglio delle loro possibilità.
Non sono finite le emozioni: sabato si
gioca Fuscaldo-Roggiano, si assegna
un altro pezzo di primo posto. Sempreché, in riva al Tirreno, si possano
smontare tralicci e turbine eoliche per
prendere a calcio un pallone.
Gaetano Pugliese
Cinque i titoli regionali
TENNIS TAVOLO CASTROVILLARI
Emozionante successo per i castrovillaresi del tennis tavolo ai campionati regionali svoltisi al Palazzetto dello
Sport di Polistena. Ben cinque i titoli regionali, e ancora
due secondi posti e un terzo posto. Si conferma campionessa regionale Giada D’Elia che si aggiudica il singolare femminile Juniores. Antonio Corrado conquista il
Primo posto nella categoria maschile Allievi e, in coppia
con Matteo Florio, conquista, inoltre, altri due titoli regionali nel doppio categoria Allievi e nel doppio misto
con Martina Petralia. Vittorio Marcucci in coppia con
Pierfrancesco Pace ottengono il Primo nel doppio juniores. Medaglia d’argento per Luca Lombardi nel singolo categoria Ragazzi e nel doppio misto con Giada
D'Elia e Vittorio Marcucci, che conquista il bronzo anche
nel singolo Juniores.
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Ci scrive lo Yeti della Petrosa: «Mmar`a nnuji