AERO CLUB COMO
Como - Italy
Due giornate
memorabili
Resoconto delle celebrazioni del Centenario
svoltesi il 4 e 5 ottobre 2013 a Bellagio e a Como
Le celebrazioni del centenario sono
state previste per le giornate di venerdì 4 e sabato 5 ottobre, per tenere viva la memoria delle gesta dei
valorosi piloti che si incontrarono a
Como nel 1913 e che parteciparono
al “Gran Premio dei Laghi”.
Teatro delle celebrazioni è Bellagio
il giorno 4 e Como il giorno 5. Dopo
tanto lavoro preparatorio, soprattutto sul fronte della promozione
dell’evento sui media, giunge il primo
giorno in cui si deve passare all’azione, ovvero la mattina del 4 ottobre.
La giornata prevede varie iniziative
a Bellagio, a partire dall’arrivo degli
aerei alle 10:15, per la cronaca il Cessna 172 I-SIPI e il Cessna L-19 I-EIAX.
Equipaggi: Cesare Baj e Marco Sala
sull’L-19; Pietro Brenna, Daniele Cappellato e Giulia Farinacci sul 172.
Nel frattempo il “commando filatelico”, composto dal signor Tosetti, del
Club “Esperia 1919”, e dal personale
delle Poste Italiane, ha aperto alle
9:00, in piazza, un ufficio postale in
cui possono essere timbrate le buste che viaggeranno verso Como con
partenza alle ore 15:00.
La mattina la passiamo sulla spiaggia davanti al Grand Hotel Villa Serbelloni a mostrare gli aerei alla boa
e a parlare di aviazione a oltre 350
bambini e ragazzi delle scuole di Bellagio, Lezzeno, Nesso e Pognana.
Il lavoro lo svolgono soprattutto i
soci Cappellato e Sala, coadiuvati a
tratti da Brenna e da Giulia, che svolge anche la funzione di fotografa.
Dalla battigia Cappellato e Sala spiegano che cosa è il volo e come funziona un aereo, circondati e a tratti assaltati da una turba di ragazzi assetati
di informazioni su quelle affascinanti
Partecipanti alla gara degli aeroplanini di carta in piazza, a Bellagio.
macchine, che molti vedono da vicino
per la prima volta.
Vien da pensare che la meraviglia
provata nel 1913 da tanti comaschi,
di fronte agli aerei sulla spiaggia di
San Giorgio, la stanno provando ora
molti ragazzi che gli aerei li hanno visti solo in televisione o in internet.
Nel frattempo lo scrivente e i coniugi Vadacca finiscono di allestire la
mostra e di preparare la conferenza
che il pomeriggio si terrà al Grand
Hotel, in una sala gentilmente messa
Alcune classi in visita agli aerei.
I bimbi sono affascinati dai racconti
di Cappellato e Sala.
Conferenza al Grand Hotel Villa
Serbelloni. Da sinistra, Abele
Vadacca, Cesare Baj, Davide “Van
de Sfroos”, Gianfranco Bucher.
a disposizione dalla proprietà, nella
persona di Gianfranco Bucher, assistiti con professionalità dal direttore dell’Albergo Antonio Calzolaro e
dall’addetta alle PR Carla Solari.
Intanto da Como
giunge un aereo –
equipaggio Ian Callier e l’istruttore Ermecini – che porta
le cartoline-ricordo
da consegnare ai
bambini, che erano
state dimenticate.
Tutto è facile quando si opera con
idrovolanti e serve
qualcosa in un luogo che sta vicino a
uno specchio d’acqua.
I bambini di Bellagio in realtà sono
un paio di settimane che si interessano di aviazione e di
idrovolanti. Infatti
la casa editrice Editoriale ha messo
a disposizione di
ogni scuola una copia dell’opera “Volare a Como”, che
è stata studiata in molte classi, e i
modelli per costruire aerei di carta di
molti tipi diversi.
Ogni allievo ha preparato un modello e il pomeriggio del giorno 4 è
prevista una gara sul lungolago. Questa si svolge in un’atmosfera festosa,
con gran divertimento anche dei turisti. Giudice di gara: lo scrivente Cesare Baj. Le eliminatorie avvengono
a batterie di 10 “lanciatori”, il primo
dei quali si qualifica per la finale.
A sinistra, Mara Truzzi, vincitrice della gara degli aeroplanini di carta, Gabriele
Tenti, secondo classificato (a destra) e Barthelemy Falconi. Sotto, Mara telefona alla mamma la bella notizia della vittoria e un momento della gara.
Qui sopra, la piccola Elena passava per caso in piazza e ha avuto l’opportunità
di scrivere al nonno di Reggio Calabria usufruendo dell’annullo speciale.
Sotto, la “Piuma” di Abele Vadacca e l’opera che ha donato all’Aero Club.
La finale è vinta da Mara Truzzi, bravissima costruttrice di un aereo che si
posa a una distanza di oltre 12 metri
dal punto di lancio. Alcuni concorrenti hanno preparato aerei che forse sa-
rebbero andati anche più lontano, ma
che hanno guadagnato troppa quota
e si sono fermati sulle fronde degli
alberi. Di fronte alle rimostranze dei
piccoli costruttori la risposta non po-
teva che essere una: la gara prevede
la vittoria per l’aereo che si posa più
lontano, non di quello che è meglio
costruito o più efficiente. La gara rispecchia quindi la vita reale: un aereo
può essere anche fatto meglio di un
altro, ma se in una gara finisce contro
un ostacolo e non arriva al traguardo… non vince.
La giovane vincitrice si emoziona
quando si rende conto del risultato.
Chi ha provato, sa che la vittoria ha
un preciso “sapore” ed è bello vedere
la piccola assaporarlo. Pur emozionata, non perde un secondo per telefonare alla mamma la bella notizia:
«Mamma, ho vinto la gara e un volo
con tutta la famiglia in idrovolante.»
Mara è di Pognana e va a scuola a
Nesso, da cui sono giunte alcune classi. Il sindaco di Nesso, la signora Anna
Scorti, è presente e posa in una foto
con i piccoli vincitori.
Presente il vicesindaco Luca Leoni,
che ha seguito tutti gli eventi in rappresentanza dell’amministrazione,
che si è molto prodigata per la buona
riuscita della manifestazione.
Esaurita la giornata con i ragazzi, il
volo postale parte per Como. Il filatelico Tosetti ha raccolto in appositi
sacchi le buste timbrate con lo speciale annullo previsto per l’evento e,
con un trasbordo avventuroso, effettuato grazie a un minuscolo tender
dotato di un solo remo, una specie di
coracle di quelli usati in Scozia per attraversare baie e torrenti, raggiunge
l’aereo alla boa, ove lo attende il già
trasbordato pilota Cappellato. L’equi-
Sopra, Abele Vadacca con l’attore
Sergio Filippa al termine della performance all’Hotel Villa Serbelloni.
Sotto, con il prefetto di Como dott.
Michele Tortora, presente all’evento.
In basso, i piloti postali in partenza
da Bellagio con i dispacci straordinari.
Da sinistra, Brenna, Sala e Cappellato.
Sotto a destra, uno dei palloncini distribuiti ai bambini, con il disegno di
un idrovolante realizzato da Vadacca.
paggio dell’altro volo postale
è composto da
Brenna e Sala.
Baj e Giulia si
fermano a Bellagio con i coniugi
Vadacca. Alle 18:30 ha inizio la conferenza che prevede un intervento
del sindaco dott. Angelo Barindelli
e del prefetto dott. Michele Tortora.
È presente Davide “Van de Sfroos”,
che ama il lago e gli idrovolanti e presenta all’attenta platea il trailer del
suo film “Terra & Acqua”. Segue una
breve conferenza dello scrivente, che
evoca le imprese dei piloti del 1913 e
delinea la storia del volo idro sul Lario fino ai giorni nostri. Impressiona la
platea il riconoscimento da parte del
Guinness World RecordsTM dell’Aero
Club come “Organizzazione di volo
con idrovolanti più antica del mondo”.
Nel corso delle presentazioni Alessandra e Abele Vadacca hanno organizzato una sorpresa. Le luci si spengono, si ode il suono di un motore a
pistoni e da una porta laterale arriva
in platea un personaggio evidentemente disorientato. Dall’abbigliamento si capisce che è un pilota dei
primordi dell’aviazione e da quel che
dice si capisce che un gorgo temporale lo ha fatto giungere dal 1913 direttamente a noi, nel 2013. I dialoghi tra
Abele e lo stralunato aviatore che ha
viaggiato nel tempo, magistralmente
impersonato dall’attore Sergio Filippa, divertono moltissimo il pubblico
presente. La pièce termina al suono
delle più celebri note di Eric Satie.
Sopra, Porta e Baj alla partenza con il sacco della posta e all’arrivo a Varese.
Ad attenderli il sindaco Fontana e il governartore Maroni. In basso, il sindaco
Fontana consegna a Porta la lettera destinata al sindaco di Como.
A destra, carta originale del circuito del 1913.
Presenti da Como anche parecchi
soci del Club, tra cui Gerolamo Gavazzi, l’istruttore Cereda, e l’ex socio, ma
sempre fedele amico Mario Camozzi
con la moglie Alessandra Veronese.
La sera termina con un allegro convivio in un ristorante di Bellagio, dove ci
riposiamo, con il pensiero che corre al
tour de force che ci attende.
Nel frattempo su un altro pianeta,
ovvero alla discoteca K-Klass di Tavernerio, i giovani del Club si sono radunati per un festeggiamento notturno
del centenario. La discoteca per l’occasione proietta video sul volo idro.
Il giorno 5 sono previste le manifestazioni più impegnative, che si svolgono dalla mattina alla notte.
In mattinata si svolge la ripetizione
in volo del “Gran Premio dei Laghi”,
esattamente un secolo dopo, lungo
un percorso che da Como porta a Bellagio, poi a Lecco, poi giù lungo l’Adda, un pezzo di Po, poi su per il Ticino
fino a Pavia. Il volo segue poi il Ticino
fino al Lago Maggiore e Pallanza (tratta seguita con una variazione per evitare l’aeroporto di Malpensa, che nel
Sopra, cieli grigi e nubi basse,
nel 2013 come nel 1913.
2013 ingombra la rotta originaria),
per poi proseguire verso Como, che è
il punto di arrivo.
Se c’è una divinità della storia, ha
agito per farci avere un tempo esattamente uguale a quello del 5 ottobre
1913, in modo da rendere la nostra
celebrazione più verosimile possibile:
cielo grigissimo e nubi basse, in cui si
immergono le cime delle colline.
Al giro partecipano gli equipaggi
Pittorelli-Brenna, Schettino-Perotti,
Tramalloni-Boldrini, Passani-Herbay,
Callier-Mercier e Ricketts-Ricketts.
Il presidente Porta e Baj, sul Cessna
I-DROV, trasportano il sacco della posta che è stata timbrata in hangar a
partire dalle 9:00, sempre a cura del
signor Tosetti e del personale delle
Poste Italiane di Como.
Nel 1913 un idrovolante si era
fermato a Varese a raccogliere un
messaggio del sindaco da portare al
sindaco di Como. Lo stesso è previsto nel 2013 ed è proprio l’I-DROV a
compiere la missione.
Volando tra strati e su rari squarci,
anche grazie al prezioso ausilio dell’Air Navigation Pro installato su un
iPhone, l’aereo si posa alle 11:15 alla
Schiranna.
Ci accolgono il sindaco di Varese Attilio Fontana e varie autorità, tra cui
il presidente della Provincia di Varese
ing. Dario Galli e il governatore della
Regione Lombardia Roberto Maroni. Il governatore è molto incuriosito
dall’operazione e compiaciuto dal fatto che un idrovolante abbia collegato
in pochi minuti due laghi lombardi. Si
fa fotografare con il nostro sacco, impersonando simpaticamente il ruolo
di governatore-postino. Tutti apprezzano le nostre buste e questo servizio
postale tutto lombardo.
Con le autorità parliamo del nostro
progetto di aprire un’idrosuperficie
in ogni sito in cui sorgeva un idroscalo
in provincia di Varese e l’idea sembra piacere a tutti. L’idrovolante è il
mezzo che ha reso grande e nota in
tutto il mondo l’industria aeronautica
lombarda e in particolare varesina e
oggi è possibile, con un investimento
pari al valore del quinto di grammo
di inchiostro che serve per firmare
un paio di regolamenti e ordinanze,
disporre di scali per idrovolanti in cui
svolgere attività di alto valore storico-culturale e sociale.
L’epopea del volo idro può essere
infatti rivissuta grazie agli idrovolanti
in una moltitudine di siti, per la gioia
di moltissime persone che possono
veder da vicino un aereo sulla riva
del proprio lago o sulla passeggiata,
Dimostrazione di falconeria a cura
del socio Alfonso Bove. Molti hanno
potuto “giocare” con i rapaci.
al centro del proprio paese, e anche
salirvi per fare un giro.
La cerimonia alla Schiranna, frazione lacustre della città di Varese, che
prevede la consegna di una busta e
il ritiro del messaggio per il sindaco
di Como, avviene con una notevole
ufficialità. Il presidente Porta fa un
discorso all’attenta platea di autorità,
giornalisti e fotografi.
La tratta finale del viaggio dalla
Schiranna a Como avviene in un tempo migliorato, quindi senza problemi.
A Como diamo gli ultimi ritocchi agli
allestimenti previsti in hangar in preparazione della celebrazione ufficiale
delle 19:30 e firmiamo come piloti le
buste “viaggiate” nel volo postale.
Nel pomeriggio abbiamo un’interessantissima e seguitissima dimostrazione di falconeria, a cura del socio Alfonso Bove. Molti hanno potuto
prendere familiarità con una poiana
Alfonso Bove fa posare il suo rapace sul braccio di vari spettatori, con la protezione dell’apposito guanto.
di Harris e un girsarco, giocandoci
e facendoli atterrare sull’apposito
guanto protettivo.
Si sa che i rapaci hanno un ruolo
in aviazione, collaborando a tenere
sgombri i cieli degli aeroporti da uccelli, intimoriti dalla loro presenza.
E comunque sono nostri cugini volan-
La socia irlandese
Ciara O’Toole firma
le copie del suo libro
al termine della
presentazione.
ti, sebbene noi possiamo solo timidamente imitare in piccola percentuale
la loro bravura nel volo.
Alle 17:30 viene il momento della presentazione del libro di Ciara
O’Toole “Going Solo on Lake Como”.
Ciara (pronuncia: chira), irlandese di
Dublino, si era trasferita a Como per
lavoro anni fa e qui da noi ha imparato a volare. Il suo percorso didattico,
ma soprattutto il suo percorso di vita
in un paese straniero lo ha descritto
in questo libro, pubblicato in inglese
da un editore irlandese.
Non sono molti gli Aero Club che
hanno un socio che pubblica in un Paese straniero un libro sulla sua esperienza e attività di volo. Questo libro,
insomma, ci inorgoglisce e ci rende
riconoscenti alla nostra cara Ciara.
Alle 18:00 viene proiettato il film
di Davide Van de Sfroos “Terra & Acqua”. Presente a Bellagio, Davide in
quel momento sta cantando e suonando in Svizzera e non può presenziare, ma ha chiesto di trasmettere al
pubblico il suo più cordiale saluto.
Alle 19:00 segue la proiezione del
film “Gli Scarponi del Cielo”, di Antonio Leidi, del 1962, che presenta la
vita del Club in quell’epoca.
Eccoci giunti al clou della serata, ovvero alle 19:30 e alla cerimonia vera e
propria, condotta dallo scrivente.
Introduce la serata il presidente Porta. A destra, il vincitore del Gran Premio del 1913, Roland Garros.
Per prima cosa parla il presidente
Porta, che dopo il saluto alle autorità
e al pubblico e il ringraziamento a chi
ha contribuito alla riuscita dell’evento, parla quasi commosso del Club e
dell’hangar in cui vive molto del suo
tempo fin da quando era bambino.
Porta chiama sul palco il sindaco
Mario Lucini, a cui consegna il messaggio ricevuto dal sindaco di Varese.
Sono presenti in sala l’assessore Cavadini, il consigliere regionale Gaffuri
e i rappresentanti di varie Armi.
Il sindaco tornerà dopo qualche minuto sul palco per leggere al pubblico
il bel messaggio ricevuto.
Ora prendo la parola e rievoco, accompagnato da immagini, le imprese
di quei pionieri che cento anni fa, il 5
ottobre 1913, si sono radunati sulla
medesima riva in cui sorge l’hangar e
hanno dato vita a uno dei primissimi
eventi idroaviatori nel nostro continente e, in realtà, del mondo.
La parola al sindaco Mario Lucini.
Che cosa animava quelle persone?
Che cosa le spingeva a sfidare un
elemento ancora in buona parte sconosciuto su macchine rudimentali,
costruite con tecniche poco più che
ciclistiche?
Certamente il desiderio di eccellere, di vincere i ricchi premi messi in
palio, di acquisire un giusto prestigio
e successo, ma pensiamo di non sbagliare se immaginiamo che nell’animo
di quelle avventurose persone ci sia
fondamentalmente il gusto della sfida agli elementi naturali, alle possibilità della tecnica e infine a se stessi
e alle proprie capacità. Ovvero quei
sentimenti che provano tutti i piloti di
tutte le epoche, inclusi noi piloti attuali di Como.
È, quello che ha preceduto la prima
guerra mondiale, un periodo felice di
vero cosmopolitismo, quale l’Europa
non avrebbe più vissuto fino agli anni
Sessanta, a causa delle due guerre
fratricide e suicide che ne hanno segnato il declino.
Il Gran Premio dei Laghi fu vinto
da Roland Garros, eccellente pilota e
navigatore, ma altri si distinsero e in
particolare il tedesco Hellmuth Hirth
e l’italiano Achille Landini.
Per ricordare i temerari nostri predecessori del 1913, rappresentati
nelle immagini che sono scorse sullo
schermo gigante, viene proiettato
uno spezzone di un minuto che miracolosamente è sopravvissuto al logorio del tempo e che fu girato quasi
per caso dall’allora cineoperatore del
re d’Italia Luca Comerio.
Scoperto in modo avventuroso grazie a contatti del socio Gerolamo Gavazzi, questo filmato ci consegna un
frammento, una scheggia temporale
della realtà del volo in idrovolante
come era praticato un secolo fa esattamente nel luogo in cui l’attività si
svolge oggi.
Il film è di cento anni fa, le macchine sono di cento anni fa, ma il filmato
mostra come la gestualità connessa
all’attività di volo idro e le manovre
siano essenzialmente le stesse.
Il giro è vinto dal tedesco Hellmuth
Hirth, sebbene poi venga squalificato
per presunte irregolarità riguardo ad
altre prove. Certamente gli rimane la
soddisfazione morale di essere arrivato primo, che riecheggia nelle sue
parole, riportate nel riquadro qui sotto e recitate nella conferenza di Bellagio dall’attore Sergio Filippa.
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il film del 1913.
Sembra proprio di sentire un resoconto di volo come oggi lo facciamo
noi quando voliamo con una meteo
incerta. E le condizioni descritte non
sono molto diverse da quelle che i piloti che hanno compiuto il giro celebrativo hanno incontrato nel volo del
mattino, tornando verso il Lario dal
Lago Maggiore e da Varese.
Fa impressione pensare che quei
voli, quelle persone, quei tempi siano
più vicini a Napoleone che ai giorni
nostri. Ciò a significare l’anzianità del
volo e in particolare del volo con idrovolanti a Como e sul Lario.
Fa piacere a questo punto salutare qualche ospite e in particolare gli
stranieri.
Il socio Brent Whittleston è venuto
dall’Australia appositamente per le
celebrazioni. Presenti gli amici france-
In alto, Philippe Jung offre al Club
un libro su Roland Garros.
Qui sopra, il socio Ian Callier.
si storici dell’aviazione Philippe Jung e
Henri Conan, ottimi conoscitori della
molto soddisfatti, e fanno gli auguri
di almeno altri cento anni di successi
alla nostra associazione.
Segue un momento di relax con
una’esibizione del gruppo di ballo
swing “Swing & Co.”. Il gruppo ha realizzato un bellissimo video che impaz-
Un momento dell’esibizione
del gruppo di ballo Swing & Co.
za sul web in cui ballano in moltissimi
luoghi della nostra città e anche sugli
idrovolanti, video che si trova anche
sul sito dell’Aero Club.
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il video degli
Swing & Co.
Hirth
racconta
il suo volo
vittorioso
«Sono partito terzo da Pavia; il mio motore
funzionava magnificamente. Ero deciso a vincere
a ogni costo. Avevo percorso poco più di dieci
chilometri quando successivamente ho
superato Garros e Chemet.
Garros era disceso sul Ticino e stava ripartendo,
e da ciò ho arguito che il suo motore
funzionava male.
Navigavo a circa 50 metri di altezza quando,
nei pressi di Galliate, mi sono trovato la via
sbarrata da una densissima cortina di nuvole
basse, un vero sipario.
Mi sono rapidamente abbassato, ma la nebbia
non cessava e sono stato così costretto, per oltrepassare l’ostacolo, a toccar quasi terra.
Ho continuato a seguire il tortuosissimo Ticino
volando a poco più di dieci metri dal suolo.
Ero tanto vicino a terra che mi sembrava quasi
di fare dell’automobilismo aereo.
vita e delle imprese di Roland
Garros. Philippe
sale sul palco e
omaggia il Club
con un’interessante opera sulla
vita del celebre pilota francese, di cui
rievoca alcune imprese: il primo volo
continentale da Tunisi a Marsala e il
primo attraversamento del Mediterraneo, da Frejus a Biserta.
È la volta di Ian Callier, inglese, affezionatissimo socio da oltre 15 anni,
che al microfono parla con ammirazione della nostra associazione ed
elogia in particolare il reparto tecnico
capitanato da Danilo Pecora.
Egidio Gavazzi, presente con i fratelli Marco e Gerolamo, porta sul palco in dono un libro sulla storia dell’Air
Squadron, accompagnato da una lettera del responsabile di quella istituzione, George Rolls. I piloti inglesi che
ne fanno parte erano stati a Como
qualche anno fa e avevano volato sui
nostri idrovolanti. Nella lettera rievocano quei voli, che affermano averli
All’entrata del Lago Maggiore le condizioni atmosferiche sono migliorate. Sono giunto così a Pallanza.
Durissima è invece la zona montuosa che si deve
attraversare poi per giungere a Como.
Le nuvole basse vicinissime alla cima delle montagne
non mi permettevano di mantenere l’altezza
che avrei voluto. Ho ammirato in queste condizioni
la meravigliosa stabilità del mio apparecchio.
Benché i colpi d’aria provenienti dalle valli fossero
fortissimi, il rullio del monoplano era minimo.
Nell’ultimo tratto mi sono servito, per orientarmi,
della bussola.
Le montagne eguali, con le loro valli incrociantisi,
dall’alto si presentano come un vero labirinto
geografico.
Dopo pochi minuti ho riconosciuto Como e sono
disceso. Ho guardato attentamente sul lago
e non mi è apparso nessun apparecchio.
Ho sentito allora la gioia della vittoria.»
Il certificato del Guinness World RecordsTM.
Alberto Longatti delinea alcuni tratti
della storia del Club e dell’hangar.
In platea c’è Alberto Longatti, che
viene chiamato sul palco a dire qualche parola. Longatti non è solo il decano dei giornalisti culturali di Como,
ma è anche figlio di un pilota della
prima guerra mondiale, Luigi Longatti, che fu tra i fondatori dell’Aero Club
Como e in seguito ne resse le sorti
per alcuni anni.
L’Out Loud Trio. Dall’alto, Paolo Censi,
Marco Brambilla, Giordano Rizzato.
Alberto ha scritto il saggio introduttivo all’opera “Volare a Como”,
sulla storia e l’attualità del volo nella
nostra città e sul nostro lago. Nel suo
breve e apprezzato discorso rievoca
alcuni episodi della storia dell’idroaviazione comasca.
Segue qualche minuto di piacevole pausa al suono della musica jazz
dell’Out Loud Trio, formato da Paolo
Censi (pianoforte), Marco Brambilla
(contrabbasso) e Giordano Rizzato
(batteria). Il gruppo ha musicato le
10 puntate di “IDRO Il viaggiatore”,
andate in onda su RAI 5, alle quali si
ispira un nuovo album in uscita.
Si viene ora a parlare dell’Aero Club
Como. Per prima cosa viene data al
vasto pubblico presente la notizia curiosa che la nostra associazione, come
molti soci già sanno, è stata certificata dal Guinness World RecordsTM
come la più antica organizzazione di
volo con idrovolanti del mondo. Noi
immaginavamo che fosse così ormai
da parecchi anni, ma ricevere questa
prestigiosa conferma, frutto di vari
mesi di ricerche da parte dell’organizzazione inglese di certificazione
A destra, costruzione dell’hangar,
nel 1930; voli di Caproni nel 1935;
il Caproni I-ABOU, primo aereo della
ricostruzione postbellica.
di primati, ci ha inorgoglito. E siamo contenti
che ciò sia un ulteriore
elemento di affermazione dell’immagine della
nostra città nel mondo.
Il Club nacque nel 192930, frutto di un’azione
collettiva di privati ed enti
cittadini. In tempi ristrettissimi sorsero l’hangar e
le palazzine adiacenti.
Attività principale: la
scuola di volo civile, a cui
si affiancò dal 1935 al 1938
una scuola militare. Periodo
di attività intensissima, che
permise a centinaia di comaschi di conseguire il brevetto di pilota.
Dopo una breve sosta forzata dovuta agli eventi bellici, il Club
risorse nel 1945, grazie agli eroici
sforzi di un gruppo di appassionati, e
si sviluppò con alterne fortune.
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per vedere
il film “Gli Scarponi del Cielo”.
Un momento positivo si ebbe negli
anni Sessanta, epoca in cui fu realizzato il film in 16 mm “Gli Scarponi del
Cielo”, proiettato per intero nel pomeriggio, di cui sono mostrati alcuni
fotogrammi. Altro film visibile sul sito
web del Club.
Noi anziani del Club abbiamo avuto la fortuna di conoscere alcuni dei
protagonisti di quel film, persone di
eccezionale valore in un mondo in
cui l’attività di volo a Como era una
nicchia sconosciuta, isolata nel mondo dell’aviazione. Persone che con la
loro tenacia hanno tenuto in vita il
Club, l’hangar e la gestione dell’Idroscalo in tempi difficilissimi.
Dopo un momento di crisi negli anni
Settanta, il Club si sviluppò e si accorse di essere l’unica scuola per piloti
di idrovolanti d’Europa, divenendo a
poco a poco un punto di riferimento
mondiale per il volo idro.
Il Club oggi gestisce una delle maggiori organizzazioni di volo idro del
mondo, oltre che la più antica, come
abbiamo detto. Facciamo consulenze, grazie alla nostra esperienza, per
privati e compagnie e anche per le
autorità aeronautiche di molti paesi.
Ultimo obiettivo quasi raggiunto
è la ricostituzione della flotta storica, quella che possedevamo nel do-
poguerra, costituita
dal Caproni CA 100,
dal Macchi MB 308 e
dall’anfibio Republic
“Seabee”.
Il Caproni è quello
presente in hangar,
magnificamente restaurato dal socio Gerolamo Gavazzi.
Il Macchi è attualmente in corso di
restauro, mentre il
Seabee lo abbiamo acquistato negli USA nel
febbraio scorso, grazie
a un poderoso intervento di intermediazione del nostro presidente Porta, e verrà
presto montato.
Pensiamo così di
poter battere un ulteriore primato, quello
di essere l’unica organizzazione di volo al
mondo avente, oltre
alla flotta attuale, anche quella posseduta
mezzo secolo prima,
con tutti i velivoli in
stato di volo.
Si è aggiunto alla
flotta storica anche
il più recente L-19 “Birddog”, che
dall’esercito americano, che lo ha
usato in Vietnam, è passato a quello
italiano e poi all’Aero Club Como.
La storia e la realtà del volo a Como
è tanto ricca da essere descritta in
La flotta storica dell’Aero Club Como.
Dall’alto, il Republic “Seabee”,
il Caproni CA 100 e il Macchi MB 308.
un’opera in due volumi di 1000 pagine, quella con il citato saggio introduttivo di Alberto Longatti. Quindi
non può essere presentata in una serata, se non in qualche fugace tratto.
Nella serata però si può dire grazie
e dare un piccolo riconoscimento a
qualcuno che questa storia l’ha vissuta in gran parte: Aristide Cappelletti.
Aristide sale sul palco e con la sua
usuale freschezza di 88enne racconta
alcune delle storie vissute in hangar,
il cui pavimento calpesta dal 1938,
quindi da 75 anni. Iscritto come modellista nel 1938, all’età di 13 anni,
Aristide ha sempre frequentato il club
Tessera di iscrizione all’Aero Club
di Aristide Cappelletti, del 1938.
Aristide Cappelletti
giovane modellista
e durante il lavoro
di restauro di un
caccia della Macchi. A destra,
nel 1990.
Sopra, al ricevimento della targa.
diventando pilota negli anni Sessanta, quando volava sul Piper I-OLMO.
Per Aristide, in occasione del settantacinquesimo, abbiamo preparato
una targa, che riceve con emozione
dalle mani del presidente Porta.
Sul video compaiono immagini di
Aristide bambino, poi adulto, poi anziano, impegnato nel restauro di aerei
d’epoca. Rievoca i tempi in cui lavorava sugli “Spitfire”, nel dopoguerra,
come elettrotecnico.
Ricordiamo, nell’occasione, Carlo
Lucchini, che con Aristide effettuò
le ricerche sulla storia del Club negli
anni ottanta e novanta del secolo
scorso, cosa che produsse i materiali
che fanno dell’Aero Club Como quello che ha meglio documentato la propria storia.
Sulla realtà dell’Aero Club Como
oggi si potrebbe parlare per ore. La
struttura è solida, lo staff è fatto di
persone che hanno decenni di esperienza nel proprio settore, l’officina e
la scuola sono riconosciute nel mondo come di livello top, la segreteria
svolge un immenso e complesso lavoro di coordinamento, le macchine
sono - ciascuna a modo suo - complesse e interessanti; infine l’infrastruttura è di valore, tanto che è vincolata dalla Soprintendenza, che ha
definito che la sua destinazione d’uso
Porta e Pecora al lavoro per compiti
di pubblico interesse, in questo caso
il recupero di un pallone-sonda.
Riprese con George Clooney per uno
spot e con Michael Portillo della BBC.
A fianco, per lo spot della Montenegro.
Svolgiamo anche altri servizi, come
quello di ufficio turistico aperto 7 su 7
o quello di clinica per l’avifauna locaLeggi il QR code
per vedere
lo spot
dell’Amaro
Montenegro.
deve rimanere esclusivamente quella
di aviorimessa.
La compagine sociale è armoniosa
e le inevitabili differenze di opinione
si confrontano civilmente sul “Piazzale”, che svolge la costruttiva funzione di organo informale di controllo
dell’operato della dirigenza.
Il grande patrimonio di conoscenza
ed esperienza di chi gestisce l’aviazione a Como è a disposizione della
comunità. Viene citato a questo proposito qualche servizio di interesse
pubblico e generale svolto dal Club.
Facciamo parte del sistema della protezione civile e gestiamo una
colonna mobile pronta a interventi
immediati, dotata di mezzi terrestri,
nautici e aerei, in base a convenzioni
con vari enti pubblici.
Inoltre siamo a disposizione di
chiunque voglia promuovere il turismo nella nostra zona. Portiamo in
volo ogni anno – quasi sempre a titolo
volontario – decine di giornalisti, fotografi, operatori e troupes di giornali,
riviste e televisioni di tutto il mondo,
a vedere e riprendere il lago, la città e
le montagne dall’alto. Tutte persone
che porteranno immagini e impressioni del nostro territorio a pubblici
di milioni, decine di milioni e qualche
volta centinaia di milioni di persone.
Nell’ultimo periodo, giusto come
esempio, abbiamo portato in volo le
troupes di RAI 1, RAI 2, RAI 3, di Arte,
della BBC, di un canale nazionale
francese, della tv giapponese, di varie
web TV americane.
Il più bello spot che abbiamo mai
fatto è forse quello per l’Amaro Montenegro, ma altri per la Mercedes e
altre case automobilistiche e di moda,
uno dei quali con George Clooney, ci
hanno resi famosi nel mondo.
Viene proiettato qualche secondo
di un programma girato sul lago da
una televisione giapponese, poi visto
da 90 milioni di telespettatori del canale 1 nazionale del Giappone.
Inoltre offriamo a molte persone
l’ineffabile esperienza, di grande valore culturale, di vedere il territorio in
cui vivono dall’alto. Ogni natale portiamo in volo centinaia di bambini,
grazie a sponsorizzazioni. In un annorecord ne abbiamo portati 957.
Leggi il QR code
per vedere
il video “L’Aero
Club Como
in 2m 19s”
le, con uccelli di tutti i tipi che trovano
in hangar e tra i cugini-piloti protezione, cibo e cure.
La vita del Club è mostrata nel
bel video, che viene proiettato sullo
schermo, “L’Aero Club Como in 2 minuti e 19 secondi”, realizzato da Luca
De Negri, con la collaborazione di
Marzio Tomassini, Francesco Merazzi
e David Cortese, della Redwine Video
di Como. Proprio vero che a volte
poche immagini valgono più di tante
parole.
A sinistra, bambini in barca pronti
a salire sull’idrovolante.
A destra, l’oasi faunistica che insiste
sull’Idroscalo di Como.
Fascicoli in italiano e inglese.
A destra, custodia delle 12 cartoline.
In basso, una delle cartoline, quella
“ricordo” prodotta in quantità.
La gratitudine del Club va a Luca e
alla sua équipe non solo per questo
video, gettonatissimo su internet,
ma per il prezioso ausilio offerto per
effettuare le riprese della serata del
Centenario in hangar.
Ora qualche parola su quel che il
Club ha organizzato per questo Centenario per quanto attiene ai media.
Per il Centenario sono stati prodotti
due fascicoli, uno in italiano e uno in
inglese. Quello in inglese è anche stato inserito in tutte le oltre 8000 copie
del numero di settembre della rivista
Water Flying, pubblicata dalla Seaplane Pilots Association, che raggiunge
quasi tutti i piloti e le organizzazioni
di volo idro del mondo. Una splendida opportunità di promozione di cui
dobbiamo ringraziare proprio la Seaplane Pilots Association, alla quale invitiamo tutti i piloti e gli appassionati
di aviazione idro a iscriversi.
Portachiavi
e chiavetta USB.
Nella pagina a fronte,
un momento della serata
e pagina di pubblicità uscita
su Corriere della Sera, La Repubblica,
Il Giornale, Libero, La Provincia
e Corriere di Como.
Inoltre sono state prodotte 12 cartoline sull’evento del 1913, raccolte
in una custodia, una chiavetta contenente molti materiali sulla storia e
l’attualità del Club e un portachiavi.
Una delle cartoline è stata prodotta
separatamente in 2000 copie ed è
stata data a tutti i ragazzi a Bellagio
e a tutti i partecipanti alla festa di
Como.
Gianni Berengo Gardin e la copertina
del calendario del Club 2013.
Qui sotto, modello 3D del Piper
realizzato da Andrea Brivio.
Sopra, le buste viaggiate del giro.
Sotto le buste del volo Bellagio-Como.
In hangar è stata organizzata una
mostra di cartoline d’epoca dall’amico Ercole Oleotti, di Tradate. Oleotti
ha una collezione di 18.000 cartoline
di aviazione, tra cui ha scelto quelle
riguardanti i primordi dell’aviazione.
L’amico Perrocchi, in rappresentanza della FIAM, Federazione Italiana
Aero Modellismo, ha portato con i
suoi colleghi alcuni magnifici modelli
di idrovolanti d’epoca.
È il momento di citare Ilaria Dalla
Casa, che ha fatto le stupende fotografie di idrovolanti con le ballerine
di danza classica Paola Giovenzana,
Claudia Righi e Camilla Frigerio, in
mostra in fondo all’hangar. L’esposizione Deep Breathing è stata ideata
da Dream Factory di Paola Beltramini, dell’associazione T-ballet di Como,
ed è accompagnata da un libretto
Sotto, da destra, Paola Beltramini,
Ilaria Dalla Casa, la ballerina Camilla
Frigerio e la grafica Beatrice Cesana.
A destra, la copertina del libro e due
immagini in cui posa la ballerina della
Scala Paola Giovenzana.
Uno dei modelli esposti dalla FIAM,
Federazione Italiana Aero Modellismo.
realizzato da Beatrice Cesana in cui
idrovolanti e danza si fondono in un
prodotto editoriale accattivante.
A proposito di fotografie, ricordiamo che l’anno del centenario è incominciato con la stampa del calendario
del Club con le immagini scattate da
Gianni Berengo Gardin, mitica figura
della fotografia, personaggio di fama
mondiale che abbiamo avuto l’enorme fortuna di ospitare per un servizio
per la Leica, servizio che la stessa Leica ha acconsentito che fosse trasformato nel nostro calendario 2013.
È stato molto ammirato il logo del
centenario, riprodotto su ogni materiale, realizzato in stile déco da Alessandra Marelli dello studio Lt3 di
Cernobbio, dell’amico Marco Adriani.
Una produzione pienamente degna
della città del razionalismo.
Sempre a proposito di grafica, ringraziamo Tomaso Baj, grafico di mestiere, oltre che figlio dello scrivente,
che ha usato le 9 lettere della scritta
AERO CLUB COMO per realizzare un
font tipografico, denominato ovviamente “Aero Club Como”. Il font è
stato messo gratuitamente a dispo-
sizione della comunità mondiale dei
grafici e ha già avuto buoni consensi.
La scritta presente sulla facciata dell’hangar era stata realizzata a
mano in uno stile degli anni Trenta.
Trasformarla in un font tipografico digitale di centinaia di caratteri, usabile
su qualunque computer, è un lavoro
specialistico, che contribuirà a far conoscere il nostro Club nel mondo.
Altri hanno partecipato con opere
al Centenario, come il giovane Andrea
Brivio, che ha realizzato con sistemi di
modellazione 3D il nostro Piper, che
può essere ruotato e guardato da tutte le direzioni con un tocco di mouse.
Sopra, pagina del
manuale allegato al font
“Aero Club Como”,
fatto da Tomaso Baj.
A fianco, il logo ideato
da Alessandra Marelli
dello Studio Lt3.
Abele Vadacca, nostro socio pilota, è l’autore delle opere di scultura
e pittura esposte, che hanno raccolto
un generale apprezzamento. Nell’occasione ha donato al Club la bella
opera di sapore futurista che è oggi
esposta in sala soci.
Abele ha una moglie e una cognata
speciali, Alessandra e Francesca Ticozzi, abili e appassionate organizzatrici,
che hanno molto ben ideato e gestito
gli eventi a Bellagio e l’attività con i
352 bambini e ragazzi delle scuole.
Bravi i tipografi: la New Press Edizioni dei fratelli Botta, che ha stampato tutti i materiali, e l’Artegrafica,
che ha stampato le buste filateliche.
L’Editoriale Lariana ha curato la grafica di tutti i materiali stampati prodotti e l’ufficio stampa.
Tornando alla scritta sulla facciata,
non possiamo non pensare con riconoscenza al socio Marco Canziani,
che ha passato le ultime notti prima
dell’evento, con Viki, a ripitturarla.
Un ringraziamento va anche al nostro socio Cigardi, che ha offerto un
importante supporto logistico.
Pensare di ringraziare quelli che
hanno contribuito al Centenario nominandoli tutti è un’impresa ardua.
Un grazie a chi ha prestato professionalità e opere alla riuscita di questo evento e in particolare allo staff
dell’Aero Club Como, messo sotto
pressione all’inverosimile, e in particolare i giovani Giulia Farinacci, Dario
Cadoni, Marco Sala, Daniele Cappellato e Marco Angeletti, oltre ai
membri del comitato organizzatore,
formato dallo scrivente, Enrico Guggiari, Gerolamo Gavazzi, Enzo Schettino, Ciara O’Toole, che ha tradotto
in inglese il fascicolo, Anne Herbay,
Claudio Riva, consigliere-elettricista,
Mattia Costa
“In volo nel tempo”
La trama raccontata dal regista
Marco Di Pilato e infine gli ex soci, ma
sempre pronti all’azione Nicola Vanore e Nello Vittani.
Ogni dipendente del Club ha tuttavia contribuito, ciascuno a modo suo,
all’organizzazione di questo evento.
Basti pensare alla rivoluzione logistica, sulle spalle dello staff dell’Officina, o alla pressione a cui è stata sottoposta la Segreteria.
E tanti soci non hanno risparmiato
energie aiutando in molti modi.
Un ringraziamento speciale agli
sponsor, che hanno contribuito con
opere, servizi e attrezzature, anche
di notevole valore, all’organizzazione
del Centenario, alcuni dei quali citati
dal regista nella pagina a fronte.
La 2m elettronica del nostro amico
Romano ha sostenuto l’evento con la
fornitura di vari materiali elettronici.
La SkyRent di Alessio Caruso ha fornito generosamente la gru utilizzata
per il FILM-LIVE in molte giornate di
estenuanti prove.
L’Aero Club di Como da 100 anni fa decollare i sogni.
Questo FILM-LIVE “In volo nel tempo”, anch’esso è un sogno, è un sogno
nella tecnica di realizzazione, è un sogno nella sua narrazione ed è un sogno
per il pubblico che si chiede se sta dormendo o se si è appena svegliato.
“In volo nel tempo” è una metafora di chi ha fin da piccolo un sogno, agisce
per realizzarlo e un bel giorno ha la possibilità di reincontrarsi all’inizio del
percorso.
Un uomo anziano, passeggiando con la sua bicicletta davanti all’Aero Club
Como, vede una luce nel lago. L’ammira e si ricorda di tutte le volte in cui, fin
da piccolo, ha desiderato di volare e di quando, una volta cresciuto, ci è riuscito.
Contemporaneamente un bambino gioca con il suo modellino volante,
sognando e poi arrivando a salire su un vero aeroplano, il mitico Caproni.
Il bambino si è trasformato in uomo ormai, in un vero pilota.
L’anziano guarda il lago dal molo, quando giunge dal lago quel bambino,
traghettato verso l’anziano da una donna su una barca bianca.
Nella magia della memoria di quell’uomo sul Caproni, l’anziano e il bambino
si ritrovano sul molo, mano nella mano.
L’anziano riprende la sua bicicletta e torna verso l’Aero Club. Si aprono le
porte dell’hangar, dove c’è il pubblico che ha assistito in diretta a questa storia
e la condivisione della sua esperienza permette al pubblico di poterla vivere.
Nell’inquadratura superiore si racconta il futuro, in quella inferiore il passato
e, per magia, come un nastro di Moebius, il passato e il futuro si incontrano
nel presente dello spettatore di quella sera del 5 ottobre 2013, all’Aero Club Como.
Il triplano del “Barone Rosso” scolpito da Abele Vadacca. In luogo della
mitragliatrice un ammasso di piume.
Per la realizzazione del FILM-LIVE
hanno fornito apparecchiature tecniche essenziali la Video Project, il Cinenane Group e la Forcellini Allestimenti.
La Castaldi Lighting e la Energy
Light, di Raffaele Monini, hanno fornito le lampade per illuminare l’hangar.
La Nestlé ha gradito essere presente all’evento con un banco e l’offerta gratuita al pubblico di caffè e altri
prodotti, per l’interessamento della
nostra ex socia Alessandra Veronese.
Infine il consigliere Pietro Brenna,
con la sua famiglia, ha sponsorizzato
la mostra delle cartoline e francobolli
in ricordo del papà Eugenio, recentemente scomparso, grande appassionato di aviazione e carissima persona
amica del Club.
La serata si conclude con l’eventoclou, il FILM-LIVE “In volo nel tempo”,
ideato e diretto da Mattia Costa, con
la collaborazione per la fotografia di
Valentina Summa e Corrado Tagliabue e, per la produzione, di Pierre
Ponchione. Le musiche dal vivo sono
dell’Out Loud Trio. La locandina è stata disegnata da Andrea Reali.
Consegna delle medagliette ricordo
ai piloti che la mattina del 5 ottobre
hanno ripetuto il giro rievocativo
di quello del 1913.
AUTOBIOGRAFIA
Mattia Costa è affine al volo, è
dislessico, quindi fotografo e batterista; appassionato d’arte, ha
trovato nella regia il suo ambito
espressivo e professionale.
Ha frequentato l’Accademia di
Belle Arti di Brera, Dipartimento
di Arte e Comunicazione Multimediale, allievo di Paolo Rosa.
Ha lavorato in Next Media Lab
come regista di piccoli spot, fiction aziendali, cartoni animati, approdando poi alla regia di due format televisivi per Rai 5, “Io Volo”
e “Idro, il viaggiatore”. Progetti
resi possibili grazie all’importante
esperienza di volo in aliante, maturata personalmente fin da tenera età e vissuta in famiglia da tre
generazioni.
Prima di “In volo nel tempo”, ha
ideato, diretto e prodotto altri tre
FILM-LIVE: “Atlante”, “29 settembre” e “Tracce del pastore volante”, primi esperimenti del genere
in Italia.
Che cosa è un film-live
“IN VOLO NEL TEMPO” è un FILM-LIVE. Il FILM-LIVE (“cinema dal vivo”) è un piano sequenza – ovvero una ripresa
continua senza stacchi – che viene girato nello stesso momento in cui viene proiettato al pubblico, di fatto immerso
nei luoghi del film, nello stesso spazio e nello stesso tempo.
La contemporaneità spazio-temporale tra la visione
e la produzione dà allo spettatore una chiave per entrare
nei luoghi della narrazione, essere toccato dalle sue atmosfere e vivere le conseguenze
degli avvenimenti narrati.
Il FILM-LIVE è un linguaggio ideato da Mattia Costa, che integra cinema, teatro,
diretta audio/video, happening, architettura e territorio, analisi comportamentale e
tecnologie innovative.
Un linguaggio che per sua natura implica la capacità di gestire l’imprevisto della
messa in scena in diretta, benché abbia un sapore assolutamente cinematografico.
Come si è realizzata il 5 ottobre 2013 questa performance straordinaria, sperimentale e innovativa? Gli ingredienti necessari alla buona riuscita sono stati il dialogo
costruttivo tra architettura e territorio (Aero Club Como), la musica dal vivo
(OUT LOUD TRIO - Censi, Rizzato, Brambilla), le tecnologie necessarie alla diretta
video (Videoproject) e all’illuminotecnica (Cinenane).
Altri ingredienti fondamentali sono il team di produzione: ByFarm, SkyRent e
Forcellini Allestimenti, che hanno messo a disposizione le loro attrezzature per la realizzazione del FILM-LIVE, la regia di Mattia Costa e ovviamente la troupe, composta
da giovani ragazzi e ragazze che hanno trovato nel FILM-LIVE la libertà di esprimersi
come veri e propri artigiani del fare, scoprendo il modo di realizzare ciò che sulla carta
sembrava impossibile o altamente azzardato. Infine il personale dell’Aero Club Como,
che ha contribuito con mezzi e prestazioni di dipendenti, collaboratori e soci.
Lo staff di base è lo stesso che ha realizzato la serie “IDRO Il Viaggiatore”,
in 10 puntate, per RAI 5, che ha visto
protagonisti aerei e piloti dell’Aero
Club Como e il nostro territorio.
Sono però una trentina le persone
che per giorni hanno provato in hangar per questo esperimento cinematografico molto particolare, che farà
molto parlare di sé.
Leggi il QR code
per vedere il
trailer di “IDRO
Il viaggiatore”.
Sotto, la locandina realizzata
da Andrea Reali.
È un piacere citarle tutte, traendo
i nomi pari-pari dai titoli di coda, che
tanto spesso scorrono a velocità impossibile e rendono poca giustizia alle
fatiche fatte. Eccole: Adriano Giorgi,
Alessio Caruso, Alex Ciuffreda, Andrea Masi, Andrea Reali, Chiara Ligi,
Corrado Tagliabue, Elisa Scapolo, Elia
Morra, Elio Costa, Federica Carbone,
Filippo Galli, Gianfranco Leoncini,
Giordano Rizzato, Irene De Piccoli, Lorenzo Fasola, Luigi Marangoni, Marco
Brambilla, Marco Sala, Marco Campana, Marta Cavallari, Maurizio Porro,
Pier Ponchione, Paolo Censi, Roberto
Pacilli, Sebastiano Rizzato, Valentina
Summa.
Inutile descrivere a parole l’innovativo esperimento, che ha ottenuto
dalla platea ammutolita un’ovazione
finale di parecchi minuti.
Il FILM-LIVE sarà presto disponibile in DVD e rimarrà scolpito nella
storia del nostro Club quale indelebile ricordo della nostra celebrazione e testimonianza del livello di
qualità che connota le nostre iniziative e della bravura di regista, protagonisti e staff. Il DVD presenterà
anche documenti di backstage e interviste.
Abbiamo iniziato con i ragazzi e nello
stesso modo finiamo. A Bellagio i 317
lavori degli alunni delle scuole, dalla
Il Caproni nella
nebbia all’apertura
dell’officina.
A fianco, da destra,
il regista del FILMLIVE Mattia Costa
e gli interpreti Elio
Costa, Filippo Galli,
Luigi Marangoni
ed Elisa Scapolo.
Materna alla Media, preparati grazie a
un encomiabile sforzo del corpo inse-
gnanti, sono esposti al pubblico e verranno valutati e premiati da una giu-
Inaugurazione della mostra a Bellagio, alla Torre
delle Arti. Da sinistra, Alessandra Ticozzi, Abele
Vadacca, il vicesindaco Luca Leoni, il presidente
del Club Giorgio Porta e Giulia Farinacci.
Nella pagina, alcuni dei 317 lavori presentati.
ria composta dal presidente dell’Aero
Club Porta, dal giornalista responsabile del settore Cultura del “Corriere di
Como” Lorenzo Morandotti e dalla già
citata Paola Beltramini.
Il saluto finale a nome dell’intero
Consiglio direttivo, dei soci e dello
staff dell’Aero Club Como si accompagna all’invito a non mancare agli
appuntamenti del 6 aprile 2030 per le
celebrazioni del centenario della fondazione dell’Aero Club e del 5 ottobre
2113 per le celebrazioni del bicentenario del volo idro sul Lago di Como.
I nostri sponsor e collaboratori
a.s.d.
Via Masia 44
22100 Como - Italy
www.aeroclubcomo.com
[email protected]
tel. +39 031 574495
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