Struttura autorizzata alla diagnosi e rilascio certificazione DSA
Autorizzazione Regione Campania – ASL Caserta n. 526/ 2015
Dott. Armando Rispoli
Psicologo – Psicoterapeuta
Psicodiagnosta
INFO DSA: 0823 21 60 05
Psicologo
La figura professionale dello Psicologo acquisisce un importante
ruolo all’interno di un approccio interdisciplinare.
In particolare lo Psicologo, con le sue competenze,
trova ampio spazio:
in sede diagnostica e consulenziale,
nel trattamento riabilitativo,
(da non confondersi con il trattamento logopedico
tradizionale) ,
nel counseling alle famiglie e nella mediazione tra famiglia e
scuola.
Psicologo
In primis ha l’importante compito di valutare il funzionamento
cognitivo del bambino mediante test standardizzati: la
“misurazione” psicometrica dell’intelligenza deve rispettare i
canoni scientifici richiesti.
Dott. Armando Rispoli
Psicologo
Successivamente si procede con la valutazione, sempre
mediante test standardizzati, delle competenze di base
acquisite dal bambino fino a quel momento.
Dott. Armando Rispoli
Psicologo
In ultimo, anche se di notevole importanza, non bisogna
dimenticare le dinamiche psicologiche e gli aspetti
emotivi-relazionali connessi ai DSA
Frustrazione-Rabbia- Colpa
Confronto-Isolamento
Ansia
Dott. Armando Rispoli
Psicologo –Insegnanti- Famiglia
La diagnosi, la riabilitazione, il sostegno psicologico vengono
però solo a seguito di
un’ attenta osservazione
(quindi riconoscimento)
da parte dei familiari e degli insegnanti
dei segnali di difficoltà
Dott. Armando Rispoli
La complessità nasce innanzitutto dalla
Mancanza di consapevolezza:
molti di questi ragazzi non hanno una diagnosi, per questo
l’equivoco sulla pigrizia, svogliatezza e mancanza di impegno e
di attenzione, si perpetuano nel tempo con i
loro effetti negativi.
Dott. Armando Rispoli
Il fatto che questi ragazzi sono per il resto del tutto normali,
rende la situazione meno comprensibile trasformandosi in uno
svantaggio ulteriore, paradossalmente,
poiché la sofferenza psicologica e il disagio sfociano
nella colpa.
“Non ci riesco”
Dott. Armando Rispoli
La colpa è il vissuto che, nella situazione d’incertezza, gli stessi
ragazzi si costruiscono:
pensano che vanno male a scuola perché è colpa loro, si
giudicano inferiori agli altri come intelligenza e capacità.
Questi vissuti rischiano di strutturare una personalità
condizionata dalla bassa autostima che avrà ricadute
Armando
Rispoli e professionale.
persistenti sulDott.
futuro
personale
Nella Scuola
Il bambino con DSA nella scuola si trova ad affrontare una
situazione di forte disagio:
mentre i compagni di classe imparano rapidamente e con
facilità a leggere e a scrivere, continua ad avere difficoltà
insormontabili, continua a rifare gli stessi errori banali, è lento;
queste difficoltà per lui stesso e per gli adulti non trovano
ragione, dato che di solito appare come un bambino normale
che nel gioco e in altre attività mostra
intelligenza e partecipazione.
Dott. Armando Rispoli
Le manifestazioni psicologiche del disagio assumono aspetti
talora opposti: da un
lato il giovane può presentare un comportamento ritirato,
chiuso in se stesso, di
evitamento del confronto, cerca di nascondersi
(per es. vuole stare nell’ultimo banco), parla poco:
un complesso di reazioni che possiamo definire di tipo
depressivo o inibitorio;
Dott. Armando Rispoli
Dall’altro lato può presentare sentimenti di rabbia che portano a
comportamenti disturbanti, talora opposizione e aggressività,
diventando un problema nella classe.
Non è raro che lo stesso ragazzo possa presentare i due diversi tipi di
comportamento in momenti diversi.
Dott. Armando Rispoli
Scuola secondaria di primo grado
Se il ragazzo arriva alla scuola secondaria senza avere una
diagnosi, la situazione psicologica tende a peggiorare: infatti,
l’aumento delle richieste nel lavoro scolastico, in cui si da per
scontata l’acquisizione e l’automatizzazione degli strumenti di
lavoro, pone sempre più il ragazzo in una situazione di
differenza e di difficoltà rispetto alla classe, incrementando il
vissuto di incapacità e inadeguatezza. Si può assistere pertanto
a manifestazioni più acute di disagio psicologico.
Dott. Armando Rispoli
Le stesse dinamiche tendono a cronicizzarsi alla scuola
superiore e se il ragazzo non ha
trovato vie di compenso e sufficienti supporti, possono arrivare
ad un punto di rottura che può portare
all’abbandono scolastico.
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Negli adolescenti il mancato adattamento alle proprie difficoltà
e il tentativo di sfuggire alle frustrazioni si può manifestare con
atteggiamenti comportamentali complessi, per es. la
negazione: la disabilità viene negata, a volte anche in presenza
di una diagnosi, e il ragazzo rifiuta ogni aiuto per non apparire
diverso dagli altri, nonostante questo comporti evidenti
svantaggi.
Dott. Armando Rispoli
Alcuni aspetti del modo di reagire dipendono anche dalla
diversa personalità: c’è chi patisce e chi tende ad esprimere in
maniera evidente il proprio disagio
attribuendolo a cause esterne, incolpando la scuola, gli
insegnanti, la famiglia per le proprie difficoltà
Dott. Armando Rispoli
Di fondamentale importanza sono
ll riconoscimento del problema
l’insegnante è in una posizione privilegiata per l’osservazione,
dato che trascorre molte ore con gli alunni e può confrontare
comportamenti e ritmi d’apprendimento direttamente,
rilevando facilmente gli scostamenti nel gruppo classe;
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Segnali:
Un ragazzo con DSA:
Può essere o troppo frettoloso o troppo lento.
È intelligente ma può sembrare svogliato
Si distrae con facilità
Non sempre si impegna abbastanza.
Dimentica di portare a scuola il materiale necessario e appare disorganizzato
nelle sue attività può sembrare poco interessato.
Si rifiuta di leggere a voce alta e vive i compiti come fonte di ansia.
Si muove continuamente.
Mentre legge o scrive si allontana/ avvicina dal libro.
Chiede spesso di andare in bagno.
Dice spesso di essere stanco.
Accusa continui malesseri ( mal di testa, di pancia, di stomaco…..)
È incostante ( ha risultati scolastici scarsi o altalenanti) la sua prestazione varia
anche all’interno di uno stesso compito.
Presenta difficoltà a copiare dalla lavagna.
Ha bisogno di continui incoraggiamenti.
Ha una bassa autostima.
Presenta un’eccessiva esuberanza o chiusura.
Presenta discrepanza fra la sua intelligenza generale e le sue abilità specifiche.
Prevenzione della frustrazione
e ancor più Burnout
I pensieri che assorbono l’insegnante spesso ruotano intorno a
due convinzioni “l’utente è ingrato, insensibile ai miei sforzi di
aiutarlo”, ma anche “sono abbandonato dall’azienda, non
riconoscono i miei sforzi, e quindi mi sento inutile”.
Questi pensieri portano oltre alla frustrazione e
alla demotivazione
anche alla rabbia e all’inflessibilità
Dott. Armando Rispoli
Un passo fondamentale
è indirizzare la famiglia, nel caso che non abbia provveduto
autonomamente, ad un percorso diagnostico per chiarire la
situazione
RESPONSABILIZZARE
Dott. Armando Rispoli
Naturalmente motivare la famiglia ad intraprendere degli
accertamenti specialistici non è sempre un’operazione facile, infatti,
bisogna evitare conclusioni affrettate:
la diagnosi del disturbo è di competenza dello specialista:
È dovere dello specialista refertare la diagnosi
alla famiglia e al soggetto ed eventualmente
Lavorare su una positiva accettazione
Dott. Armando Rispoli
La decisione deve
essere presa dalla famiglia, ma gli insegnanti devono essere
ben consapevoli che, per il benessere psicologico e per il futuro
del ragazzo, ottenere una diagnosi il più precoce
possibile, è un fondamentale soprattutto per adeguare
il piano didattico
Dott. Armando Rispoli
In ogni caso, anche di fronte ad un semplice sospetto (e in
maniera più decisa e organica dopo una diagnosi) gli insegnanti
dovrebbero fronteggiare il problema
cercando di migliorare l’autostima
e
costruire un' alleanza con lo studente!
Dott. Armando Rispoli
Bisogna premiare lo sforzo piuttosto che il risultato.
Bisogna
creare situazioni di apprendimento in cui i ragazzi con DSA
possano direttamente
sperimentare la propria capacità di riuscire a superare un
problema.
Dott. Armando Rispoli
L’accanimento didattico, motivato dalla convinzione che la
ripetizione immediata , con intensificazione dell’impegno e
dell’attenzione, dovrebbe migliorare la prestazione, non dà i
risultati attesi nei DSA. Infatti, l’esposizioni ripetuta a situazioni
in cui il ragazzo vive il fallimento, lo porta a confermare la sua
personale inefficacia, a cristallizzare quell’atteggiamento
definito di impotenza appresa.
Dott. Armando Rispoli
La relazione comunicativa
con i ragazzi con DSA dovrebbe attenersi ad alcune regole,
basate sull’uso accurato delle parole: poche parole sbagliate
possono peggiorare la situazione. E’ necessario evitare l’uso
d’affermazioni che sono percepite come giudizi:
tutte le frasi che iniziano con TU anche sottinteso
Dott. Armando Rispoli
Com’ è che sei sempre l’ultimo a consegnare la verifica?
Sbrigati un po’...
Questa frase, anche detta con un tono
conciliante, si traduce in una pubblica umiliazione, che abbassa
l’autostima e crea un clima negativo, che interrompe la
comunicazione.
Dott. Armando Rispoli
Diverso è l’effetto se l’insegnante fa un’affermazione che parte da se
stesso, usando il termine IO (anche sottinteso)
es. Io sono preoccupato, quando ti vedo sempre in ritardo nella
consegna delle verifiche.
In questo modo è messa in primo piano la sensazione dell’insegnante
e non il giudizio sul ragazzo; inoltre la specificazione introdotta da
‘ quando ’ , indica che la fonte di preoccupazione è solo un
determinato comportamento e non il ragazzo in sé.
Dott. Armando Rispoli
Nel lavoro di recupero dell’autostima bisogna favorire processi
in cui ciò che accade deve essere vissuto come dipendente dalle
proprie capacità:
i ragazzi con DSA hanno invece uno stile attributivo
che li porta ad attribuire sempre a fattori esterni i successi,
mentre attribuiscono a se stessi e alla propria incapacità i
numerosi fallimenti
Dott. Armando Rispoli
Promozione del benessere psicologico
Dott. Armando Rispoli
Comunicare
Desiderare e favorire la crescita dell’altro:
“Mi sta a cuore la tua crescita e formazione”.
Motivare ed entusiasmare l’altro verso la sua autorealizzazione e
accompagnarlo nel percorso formativo:
“Cerca di esplorare i tuoi talenti e trova la strada per realizzarli.
Studia per sentirti in gamba, forte, capace e competente”.
Incoraggiare e coltivare l’autostima:
“Ci sono delle difficoltà ma le puoi superare in questo
modo, utilizzando queste tue risorse”.
Dott. Armando Rispoli
Assicurare il sostegno nelle difficoltà:
“Se hai bisogno posso darti una mano”.
-
Correggere, indicando una una strategia di miglioramento:
“Per correggere questi errori puoi provare a fare così”.
Valorizzare, apprezzare e stimare:
“Ammiro la tua tenacia. Possiedi delle risorse e ce la puoi fare.
Dott. Armando Rispoli
E’ necessario ricordare che il Benessere Psicologico è mediato anche
dalla scoperta e dalla valorizzazione delle
abilità che i ragazzi con DSA spesso
hanno, dato che hanno una normale intelligenza che permette loro di
sviluppare abilità creative e talora geniali in campi disparati, dall’arte
alla grafica, alla musica, alle attività pratiche, alla architettura e
all’ingegneria.
Dott. Armando Rispoli
Alcune indicazioni:
Uso del pc con programma di videoscrittura word e annesso correttore automatico;
uso dei libri digitali (ordinabili presso una sezione del sito dell’Associazione Italiana Dislessia:
http://www.libroaid.it/).
Dizionari digitali.
Sintesi vocale di lettura automatica
Registrazione su mp3 (su pc o tablet dell’alunno) di ricapitolazioni/sunti/estratti di lezione,
prendersi quindi qualche minuto a fine lezione per effettuare la registrazione.
Utilizzo di schemi, sunti o mappe anche durante le prove.
Lettura ad alta voce delle consegne da parte del docente.
Fornire anticipatamente schemi riassuntivi di argomenti o esercizi presentati durante la lezione
(di Matematica, Geometria, Grammatica, Lingua Straniera, Storia, Geografia…) consultabili, se
l’alunno lo richiede, anche durante le prove (ad es. scritti su cartoncino rigido protetto da una
copertina di plastica per durare nel tempo,
usare:
Carattere chiaro (es. Verdana, Ariel, Comics…),
Grande (dimensione > 14),
Ben spaziato (interlinea > 1,5),
Frasi con verbi alla forma attiva e al modo indicativo, evitando verbi al passivo, frasi con doppia
negazione e con troppi pronomi, indicando in grassetto le parole-chiave e/o impiegando frecce
(→) che evidenziano relazioni e collegamenti];
semplici cartine geografiche e storiche.
Lingue Straniere:
Uso della LIM, di pc con correttore automatico, di schemi, sunti, mappe sintetiche,
tavole delle regole grammaticali, tabelle dei verbi, libri digitali, dizionario elettronico,
testi da ascoltare con sintesi vocale (o registrati dal docente); compensare lo scritto
con l’orale: le interrogazioni orali servono anche per rimediare ad eventuali
insufficienze ottenute negli scritti.
Matematica e Geometria:
– uso della calcolatrice (anche durante le verifiche e le prove d’esame);
– tabella delle formule e regole matematiche e geometriche a vista, meglio se scritte
su cartoncino rigido e protetto da una copertina di plastica, in modo che la scheda sia
durevole (anche durante le verifiche e le prove d’esame);
– tavola pitagorica a vista (anche durante le verifiche e le prove d’esame);
N.B.: (calcolatrice, tabella pitagorica, formulario a vista servono da supporto e non da
potenziamento poiché riducono il carico ma non aumentano le competenze);
Educazione Musicale:
se necessario, scrivere accanto ad ogni nota musicale il nome corrispondente,
assegnando ad ogni nota un colore diverso con relativa legenda; (spesso anche la
riproduzione delle note sullo strumento può essere difficoltosa);
Per realizzare un testo scritto:
si può arginare il problema ortografico puntando invece sulla parte comunicativa del
testo: ad esempio si può chiedere all’alunno di concentrarsi sulla ricerca delle idee da
inserire nel brano e poi di esporle oralmente man mano che emergono e infine, di
fissarle appuntandole su dei post-it. Una volta appuntate le ”cose da dire” sui post-it,
invitarlo a mettere in successione logica le idee annotate, così da iniziare a costruire il
testo.
Consentire agli alunni dsa di recuperare un’insufficienza accompagnando o integrando
la prova scritta andata male con una prova orale attinente ai medesimi contenuti.
Far sedere l’alunno in primo o secondo banco per aiutarlo a seguire meglio le lezioni.
verificare che i compiti per casa e le comunicazioni siano annotate correttamente nel
diario o sul libretto personale.
Puntare all’autocorrezione (ragionare sui propri errori).
Somministrare la verifica scritta in:
– tempi più lunghi (non fargli fretta, ma dargli più tempo per elaborare).
– oppure in forma ridotta (meno esercizi).
– oppure suddividere la somministrazione in più riprese (verifica svolta nell’arco di più
lezioni).
Non forzare l’alunno dsa a leggere ad alta voce (a meno che l’alunno non lo desideri)
ma chiedergli di leggere mentalmente: privilegiare in classe modalità la lettura
silenziosa o del docente.
Ridurre i compiti a casa;
evitare l’apprendimento mnemonico di formule, regole, verbi, elenchi, poesie…
(evitare quindi ”gare di classe” su verbi, grammatica, storia, tabelline).
Evitare l’uso del vocabolario (in caso, preferire traduttori e vocabolari digitali).
Non far ricopiare testi o esercizi nelle verifiche scritte: copiare, per l’alunno dsa, è un
atto cognitivo e non automatico che compromette la comprensione di quanto scritto.
Evitare di far scrivere alla lavagna.
Evitare la ricopiatura dalla lavagna e di far prendere appunti: per un alunno dsa lo
scrivere è un atto cognitivo e non automatico e quindi compromette la comprensione
di quanto copiato, preferire quindi schemi/mappe predisposte dal docente o
dall’alunno.
Mai interrogazioni e verifiche a sorpresa, ma programmate con buon anticipo (meglio
far segnare nel diario in modo chiaro la data di ogni verifica, scritta o orale, in
anticipo).
Prediligere le prove orali (programmate) a quelle scritte, sempre secondo le preferenze
dell’alunno (ricordare tuttavia che gli alunni disnomici tendono a recuperare con fatica
termini utili soprattutto in fase orale).
Nelle prove di verifica scritte valutare il contenuto e l’impegno, non la forma (non
valutare errori di calcolo, errori ortografici di spelling).
Se possibile, evitare di segnare gli errori in rosso, anche se non vengono valutati: ad es.
meglio correggere con una penna di colore diverso e meglio ancora che gli errori
vengano evidenziati dopo l’avvenuta consegna della verifica corretta (quindi in un
secondo momento); in caso, predisporre l’autocorrezione dell’errore da parte
dell’alunno (fargli riscrivere la parola in modo corretto). Sempre valutare il contenuto e
non la forma.
Come predisporre le verifiche per Lingue Straniere
Verifiche ”progettate, presentate e valutate secondo modalità compatibili con le difficoltà connesse ai
dsa”, ”privilegiando l’espressione orale, nonché ricorrendo agli strumenti compensativi e alle misure
dispensative più opportune” concordate fra scuola-famiglia nel PDP
Esercizi di matching/abbinamento frasi, di riconoscimento a completamento/cloze (es. cloze ma facilitati
cioè con una griglia/tabella a parte o a fondo pagina da cui l’alunno possa scegliere/recuperare le parole
mancanti da inserire).
Esercizi vero/falso; evitare lo studio mnemonico di verbi e parole non comuni ”considerate le sue possibili
difficoltà di memorizzazione’.
Evitare esercizi strettamente grammaticali poiché ”sarà dato più rilievo all’efficacia comunicativa, ossia alla
capacità di farsi comprendere in modo chiaro, anche se non del tutto corretto grammaticalmente”.
Evitare esercizi la cui esatta esecuzione venga minata dai disturbi ”motorio-esecutivi della prestazione”
che sono ”all’origine di una minore correttezza del testo scritto” come gli esercizi di scrittura, le traduzioni
istantanee e le domande aperte, anche perché ”gli alunni con disgrafia e disortografia sono dispensati
dalla valutazione della correttezza della scrittura”, sia in italiano che in L2.
Negli esercizi proposti meglio fornire un esempio-guida oltre alla consegna; consentire l’utilizzo di schemi,
esempi, prompt (= supporti scritti utili al recupero di parole o espressioni linguistiche) o mappe (come
concordato nel PDP), eventualmente anche durante le prove: infatti ”tali strumenti compensativi possono
essere impiegati in corso d’anno e in sede di esame di Stato”.
Valutazione prove L2: adottare ”criteri valutativi attenti soprattutto ai contenuti piuttosto che alla forma”
sia nello scritto che nell’orale.
Puntare perciò sulla capacità di interagire, di comprendere un testo e di farsi comprendere, piuttosto che
sulle carenze o sulla precisa conoscenza delle strutture grammaticali.
Modificare quindi la percentuale soglia di sufficienza, accettare una interpretazione/traduzione del testo a
senso e la scrittura con relativa esattezza fonetica ma non necessariamente ortografica e grammaticale.
In realtà parlare di DSL o DSA nei bambini immigrati è alquanto
pericoloso, per il rischio di scambiare per DSL o DSA, ovvero per
disturbi con una forte matrice neurocognitiva, una difficoltà che è
legata all'apprendimento della seconda lingua, l'italiano. Questi
bambini sono, infatti, a tutti gli effetti dei bambini bilingui, con tutte le
problematiche che la letteratura associa all'apprendimento di una
seconda lingua in termini fonologici, lessicali, morfosintattici e
pragmatici.
È possibile distinguere diverse tipologie di bilinguismo:
bilinguismo simultaneo – si realizza una esposizione parallela alle due
lingue entro i 2-3 anni;
bilinguismo successivo – il bambino viene esposto dapprima ad una
lingua, che diremo L1 e solo in un secondo momento, tra i 3-8 anni,
sarà esposto alla L2;
bilinguismo tardivo – quando l'esposizione alla L2 avviene dopo gli 810 anni;
I bambini immigrati, difficilmente si ritrovano in una condizione di
bilinguismo simultaneo. Nella maggior parte dei casi, infatti, questi
bambini hanno un accesso alla L2, l'italiano, a carattere intermittente
ed episodico sino all'ingresso alla scuola materna, che diventa il
contesto di principale socializzazione alla lingua e agli usi e costumi
della cultura italiana. In molti casi si assiste, da questo momento in
poi, ad uso settoriale delle due lingue: a casa la prima lingua, L1, a
scuola l'italiano, L2.
Tale condizione, inevitabilmente, determina delle difficoltà e
problematicità, che potrebbero essere erroneamente riconosciute
dagli operatori scolastici come DSL o DSA.
Le principali problematicità dell'apprendimento linguistico nel bambino immigrato
riguardano, inoltre:
- l'omogeneità/disomogenità delle due lingue: tanto più la L2 avrà caratteristiche
simili alla lingua principale, tanto più facile per il bambino sarà l'apprendimento
della seconda lingua;
- le caratteristiche proprie delle due lingue, tenendo conto della distinzione tra
lingue trasparenti, come l'italiano, in cui c'è una corrispondenza precisa tra
fonema/grafema, che pertanto richiede una competenza metafonologica precisa,
appresa precocemente già a partire dalla famiglia dai bambini madrelingua. I
bambini stranieri, al contrario, incontrano importanti difficoltà già a partire da
questo compito linguistico, soprattutto se la L1 è una lingua opaca, ovvero in
mancanza di una coincidenza precisa e stabile tra grafema/fonema (uno stesso
grafema avrà un corrispettivo fonetico differente a seconda del contesto testuale in
cui è inserito);
- la bassa profiency anche nella L1, dato che i contesti di apprendimento ed uso
della lingua sono estremamente limitati e spesso circoscritti al solo contesto della
famiglia nucleare, in mancanza, quindi, di occasioni che permettano di ampliare il
vocabolario o di contesti di apprendimento strutturati e in cui il bambino può
essere corretto.
La conoscenza di come evolve il processo di apprendimento
della L2, delle difficoltà che i bambini
e i ragazzi di origine straniera possono incontrare
e a che livello, ci permettono di ipotizzare
quali possano essere gli interventi più utili
che la scuola può mettere in atto per arginare
le conseguenze negative di tali difJcoltà.
Il primo passo fondamentale sembra essere
quello di incrementare il livello di motivazione
allo studio e migliorare l’atteggiamento nei
confronti della scuola e dello studio, presupposti
indispensabili, alla base di qualsiasi processo
di apprendimento.
Un elemento per cui si rendono necessari una
buona motivazione e un atteggiamento positivo
nei confronti della scuola è costituito dal metodo
di studio, indispensabile per una buona riuscita
scolastica in bambini che presentano difJcoltà
negli apprendimenti e che assume un valore
elevatissimo nei risultati scolastici.
Un ulteriore passo è quello di potenziare la capacità
di comprensione profonda del testo scritto
attraverso il potenziamento del lessico; in particolare,
si sono rivelati molto utili un’attenzione
maggiore e un lavoro mirato sui linguaggi
specici delle singole materie, evitando di
semplificare eccessivamente i testi e le attività
didattiche. Infatti, se in una prima fase l’utilizzo
di testi semplificati, di supporti come tabelle,
schemi e altre misure compensative, risulta
molto utile e spesso indispensabile, a lungo
andare è necessario esporre l’alunno straniero
a un livello linguistico più complesso, seppur
gradatamente e con un costante appoggio
dell’insegnante. Il lavoro sulla comprensione del
testo dovrebbe puntare a migliorare le aree della
comprensione in cui i bambini stranieri
sono più in difficoltà, ovvero la comprensione
sintattica (struttura e funzione) e la comprensione di frasi idiomatiche
(modi di dire)
Infine, ma non per questo meno rilevante, per
migliorare le competenze linguistiche risulta
molto utile per i bambini stranieri aumentare
al massimo le possibilità di sperimentarsi con
la lingua italiana, cosa che può essere resa possibile
attraverso la creazione di spazi e momenti
pomeridiani scolastici ed extrascolastici,
con l’obiettivo di far sperimentare una full
immersion linguistica. Non dobbiamo dimenticare
che la maggior parte dei bambini stranieri
possiede, come unico luogo di utilizzo della
lingua italiana, la scuola.
Per concludere, una considerazione che può essere
molto utile a insegnanti ed esperti che si
trovano a riflettere sulle difficoltà incontrate dai
bambini stranieri è quella relativa agli anni di
scolarizzazione che il bambino possiede all’interno
della scuola italiana
Libro: A Scuola Nessuno è Straniero
Graziella Favaro
Grazie
dell’ Attenzione
Facebook: SARI PSICOLOGIA
Facebook: BENESSERE PSICOLOGICO CASERTA
Dott. Armando Rispoli
NON SI DOVRANNO MAI VALUTARE LE SEGUENTI
CONOSCENZE/ABILITA’:
Non calcolare gli errori di trascrizione.
Non calcolare nella prova gli errori ortografici presenti e non
evidenziarli con penna rossa, discuterne con l’alunno.
Non calcolare il tempo impiegato.
Non programmare più di una verifica al giorno
Valutare il contenuto (= concetto veicolato, l’efficacia comunicativa) e
non la forma (= gli errori).
Ricordare che l’alunno DSA ha bisogno di utilizzare testi ridotti
NON PER CONTENUTO
ma per quantità di pagine: ecco perché è importante fornirgli sunti e
sintesi degli argomenti proposti durante le lezioni, purché presentate
nella forma adatta (carattere maiuscolo con dimensione e interlinea
adatti)
Esempi:
Sono da evitare:
- lettura ad alta voce (non utile perché l’esercizio di lettura non può migliorare
la prestazione nella lettura),
- presa di appunti, ricopiature di brani anche dalla lavagna, dettati, traduzioni
istantanee (meglio consegnare le traduzioni all’alunno qualche giorno prima
per permettergli di applicarsi, prepararsi ed affrontarle con serenità),
- test che prevedono la risposta immediata a domande di comprensione o
aperte, applicazioni meccaniche della semplice struttura grammaticale,
trasformazioni di frasi, memorizzazioni (di verbi, parole desuete, brani).
- Gli argomenti di civiltà, storia e letteratura in L2 assumono minore
importanza a causa delle possibili difficoltà di memorizzazione: meglio
insistere sul potenziamento del lessico più comune piuttosto che puntare su
parole più rare e specifiche.
Evitare di far scrivere alla lavagna.
Non forzare l’alunno dsa a leggere ad alta voce (a meno che l’alunno non lo desideri)
ma chiedergli di leggere mentalmente: privilegiare in classe modalità la lettura
silenziosa o del docente.
Evitare l’apprendimento mnemonico di formule, regole, verbi, elenchi, poesie.
Evitare l’uso del vocabolario cartaceo ( preferire traduttori e vocabolari digitali).
Non far ricopiare testi o esercizi nelle verifiche scritte: copiare, per l’alunno dsa, è un
atto cognitivo e non automatico che compromette
Evitare la ricopiatura dalla lavagna e di far prendere appunti: per un alunno dsa lo
scrivere è un atto cognitivo e non automatico e quindi compromette la comprensione
di quanto copiato, preferire quindi schemi/mappe predisposte dal docente
Mai interrogazioni e verifiche a sorpresa, ma programmate con buon anticipo (meglio
far segnare nel diario in modo chiaro la data di ogni verifica, scritta o orale, in
anticipo).
Prediligere le prove orali (programmate) a quelle scritte, sempre secondo le preferenze
dell’alunno (ricordare tuttavia che gli alunni disnomici tendono a recuperare con fatica
termini utili soprattutto in fase orale).
Nelle prove di verifica scritte valutare il contenuto e l’impegno, non la forma (errori
ortografici di spelling).
Se possibile, evitare di segnare gli errori in rosso, anche se non vengono valutati: ad es.
meglio correggere con una penna di colore diverso e meglio ancora che gli errori
vengano evidenziati dopo l’avvenuta consegna della verifica corretta (quindi in un
secondo momento); in caso, predisporre l’autocorrezione dell’errore da parte
dell’alunno (fargli riscrivere la parola in modo corretto).
Sempre valutare il contenuto e non la forma.
Suggerimento sulla formattazione di testi-appunti-mappe. etc
In carattere chiaro (es. Verdana, Ariel, Comics, Biancoenero);
In MAIUSCOLO, o maiuscoletto (ma non in minuscolo).
Con carattere con dimensione 14 (o superiore, ma non inferiore).
Con interlinea 1,5 (o superiore, ma non inferiore): ogni foglio
dev’essere scritto in modo non ammassato (meglio ”stare larghi”).
Meglio non giustificare il testo (lo spazio variabile tra le parole può
confondere).
Scandire frequentemente i capoversi andando a capo due volte;
Segnare in grassetto le parole-chiave.
La matematica è strutturata gerarchicamente
Quindi:
Lavorare molto sui prerequisiti
Procedere con gradualità ( senza saltare passaggi, passando al successivo solo quando l’alunno ha automatizzato il
precedente)
Scomporre ogni” operazione” complessa ( che richiede più abilità o competenze) in “operazioni” semplici.
Lavorare il più possibile concretamente o con riferimenti concreti.
Uso della tavola pitagorica, della calcolatrice, delle tabelle o quaderni con regole, mappe, schemi, esempi, ecc.
Compensare con l’orale le verifiche scritte che hanno voto negativo.
Per la geometria, non valutare come è eseguito il disegno geometrico.
Permettere l’uso di programmi per la risoluzione dei problemi.
Non si dovranno mai valutare le seguenti conoscenze/abilità:
memorizza gli argomenti trattati
Colloca i concetti nello spazio
Colloca i concetti nel tempo
Stabilisce relazioni di tempo e di causa
Ricava informazioni da grafici
Conosce e usa la terminologia specifica
Sa esporre con schema autoprodotto
Si potranno invece valutare le seguenti conoscenze/ abilità:
Conosce gli elementi essenziali
Riconosce dati e concetti
Utilizza dati e concetti
Riferisce informazioni
La valutazione deve prevedere:
lunghezza e tempi adeguati
valutazione della comprensione e produzione in tempi diversi
evidenziazione dei progressi.
Disegno tecnico
Dare allo studente esempi del lavoro completato possono servire per aiutarlo a costruirsi delle aspettative e per
pianificare il lavoro
Procedere con gradualità
L’esecuzione del disegno tecnico, può essere difficoltoso o impossibile per i problemi spaziali e di motricità
. In particolare, l’uso di strumenti tecnici (compasso, riga, goniometro, …) è arduo per chi presenti disprassia.
La terminologia tecnica non è facilmente memorizzabile.
Lavorare il più possibile concretamente o con riferimenti concreti.
Permettere l’uso di software per l’esecuzione del disegno.
Non si dovranno mai valutare le seguenti conoscenze/abilità:
Collocamenti nello spazio
Collocamenti nel tempo
Stabilisce relazioni di tempo e di causa
Ricava informazioni da grafici
Si potranno invece valutare le seguenti conoscenze/ abilità:
Conosce gli elementi essenziali
Riconosce dati
Utilizza dati
Riferisce informazioni
La valutazione deve prevedere:
lunghezza e tempi adeguati
valutazione della produzione in tempi diversi
evidenziazione dei progressi.
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