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Reggio Emilia, giovedì 29 ottobre 2015
A quarant’anni dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini, Reggio Emilia mette in
campo da venerdì 30 ottobre alcune iniziative dedicate a un grande
intellettuale del novecento italiano, legato alla nostra città
Al Teatro Cavallerizza Corpi eretici. Dramma musicale pasoliniano in 9 canti di
Marco Baliani e Mauro Montalbetti, una mostra nella Biblioteca Panizzi e la
proiezione al cinema Rosebud dell’ultimo film Salò o le 120 giornate di Sodoma
A quaranta anni dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini (2 novembre 1975, all’età di 56
anni), poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo, giornalista ed
editorialista italiano, uno dei maggiori artisti del XX secolo, Reggio Emilia propone
alcune iniziative che, oltre a promuovere la complessità e la profondità di questa grande
figura di intellettuale, testimoniano il legame della nostra città con Pasolini.
Come è noto, sono molti i legami tra Reggio e Pier Paolo Pasolini: la presenza familiare a
Scandiano e la frequenza al Liceo classico tra il ’35 e il ’36; il sodalizio culturale con
Luciano Serra, uno degli intellettuali più acuti e poliedrici della nostra città; la presenza
a Reggio nel luglio ’60 dopo la rivolta contro Tambroni e le sue iniziative e interventi a
favore della verità; la serata nel febbraio del 1970, al cineforum del Capitol per
presentare “Medea”, con la contestazione di gruppi di destra.
“A quaranta anni dalla tragica morte di Pier Paolo Pasolini, anche nella nostra terra dichiara il sindaco di Reggio Luca Vecchi - non vogliamo dimenticare una delle
personalità culturali più importanti del secondo Novecento, che sentiamo
particolarmente vicino per il suo sforzo culturale e civile di pensare ad un Italia nuova
nei suoi fondamenti, liberata finalmente da vecchie e nuove contraddizioni. La sua
denuncia dei pericoli di “omologazione” nella nuova società di massa, segnata dal
consumismo di quello sviluppo economico senza qualità, il suo disperato appello contro
una democrazia bloccata e malata, rappresentata dalla metafora di un palazzo chiuso in
se stesso e insensibile ad ogni cambiamento, la sua ricerca continua di forme creative
che valorizzassero la ricchezza delle relazioni in un mondo afasico e individualista, non
ci possono certo ancora oggi lasciare indifferenti”.
“Ma i rapporti tra Reggio e Pasolini - aggiunge Vecchi - sono stati anche molto diretti.
Una vicinanza non superficiale, testimoniata peraltro dalle numerose iniziative che a
Reggio e Scandiano si sono promosse anche dopo la sua morte, come l’importante
convegno nazionale sul Pasolini insegnante.
Come ricordare Pasolini, al di là dei momenti celebrativi. Il modo più giusto ci è
sembrato, in linea con quanto sta avvenendo in molte patri d’Italia, con gesti culturali
originali che favoriscano la riflessione e la discussione”.
Il programma di iniziative dedicate a Pasolini spazia, a partire da venerdì 30 ottobre,
dalla messa in scena di spettacoli teatrali, ai film e alle installazioni e mostre nella
Biblioteca Panizzi, per celebrare aspetti diversi della produzione di un artista poliedrico,
animato anche da un grande impegno civile e di “una delle figure più significative
espresse nel dopoguerra dalla cultura italiana”, secondo le parole di Enzo Siciliano.
Così domani, venerdì 30 ottobre, alle ore 20.30 e domenica primo novembre 2015,
alle ore 18, I Teatri, nell’ambito del festival Aperto, presentano in prima assoluta, al
Teatro Cavallerizza la coproduzione Corpi eretici. Dramma musicale pasoliniano in 9
canti, per la regia e libretto di Marco Baliani e musica di Mauro Montalbetti. Tra gli
interpreti figurano Cristina Zavalloni, Mirko Guadagnini, Marco Manchisi. “L'opera,
afferma Baliani è una messa in scena del corpo fisico del poeta e al contempo dei tanti
corpi disseminati nella sua produzione artistica”. Lo spettacolo sarà preceduto
dall’incontro nel ridotto del Teatro, alle ore 18, sulla genesi del progetto con Marco
Baliani e Mauro Montalbetti.
La Biblioteca Panizzi sabato 31 ottobre aprirà al piano terra una mostra documentaria
'Pasolini a Reggio Emilia. Frammenti' a cura di Lorenzo Capitani, che propone una
selezione di materiali tratti dalle mostre precedenti che ripercorrono con immagini e
testi alcuni momenti dell’itinerario di "una delle figure più significative espresse nel
dopoguerra dalla cultura italiana". E sempre nella Biblioteca Panizzi, a corredo della
mostra, sarà allestita una vetrina biblio/filmografica dal titolo Pier Paolo Pasolini: 40
Anni Dopo. In esposizione libri e film dell'artista posseduti dalla Panizzi, accessibili al
prestito e, in distribuzione agli utenti, una biblio/filmografia curata dalla biblioteca e
scaricabile anche dal sito www.bibliotecapanizzi.it .
Il 2 novembre sarà l'occasione per vedere al Cinema Rosebud alle ore 18 (replica
mercoledì 4 novembre ore 21), in versione integrale, il suo ultimo film, praticamente
mai visto: Salò o le 120 giornate di Sodoma. Il restauro, a cura di Cineteca di Bologna
e Cineteca Nazionale, realizzato dal laboratorio L'Immagine Ritrovata della Cineteca di
Bologna, è stato premiato alla Mostra del cinema di Venezia. Geniale 'tradimento' di
Sade e audace dissimulazione storica, l'ultimo film di Pasolini Salo’ o le 120 giornate di
Sodoma, è fortemente legato alla sua morte. Come si sa il regista terminò il montaggio il
giorno prima di essere ucciso all'idroscalo di Ostia. Il film uscì in sala brevemente due
mesi dopo, con il valore di un “testamento disperato".
Iniziative dedicate a Pasolini negli anni scorsi
Reggio Emilia ha dedicato nel corso degli anni numerose iniziative all’opera e alla vita di
Pasolini. Da ricordare l’importante convegno del 1995, Pier Paolo Pasolini. Educazione e
democrazia, la mostra documentaria Pier Paolo Pasolini. Formazione e impegno civile.
1935-1954, curati da Roberto Villa e Lorenzo Capitani (un volume di Aliberti raccoglie i
risultati di quel prezioso lavoro, Il maestro e la meglio gioventù, Reggio Emilia 2005),
una mostra divulgativa, nel 2005, promossa dal Comune di Reggio e dal Comune di
Scandiano, che ha permesso anche di mettere meglio a fuoco i legami tra Pasolini e la
nostra terra. Legami che del resto si consolidano ulteriormente se pensiamo al bel lavoro
fotografico sui luoghi pasoliniani di pochi anni fa del reggiano Andrea Palella o alla
mostra dell’artista reggiano d’adozione David Parenti inaugurata a Roma in questi giorni.
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