L’esperienza nell’aderire ad un Sostegno a Distanza
Una bussola per orientarsi
Sostenere a distanza un minore è diventato oggi uno dei modi più diffusi di fare solidarietà con chi è nel
bisogno. Ricerche, studi e le stesse associazioni del settore ci dicono che oggi in Italia oltre un milione e mezzo di
persone hanno aderito a questa iniziativa facendo entrare nella propria famiglia e nel proprio vissuto quotidiano
un’altra persona, generalmente un minore, che, pur vivendo distante migliaia di chilometri, può beneficiare di un
aiuto decisivo per il suo futuro.
Cos’è il sostegno a distanza?
È un gesto di solidarietà:
una piccola rinuncia quotidiana, del controvalore di un caffè al giorno (€ 0,82 per 365 giorni), che permette
di dare un nuovo futuro e una speranza in più a milioni di bambini in Sud America, Africa, Asia e Paesi
dell’Est;
un piccolo sostegno economico, che può garantire a un bambino i beni primari come l’alimentazione, il
vestiario, i medicinali, l’istruzione scolastica, l’educazione e una formazione professionale; ai bambini
orfani anche una nuova e grande famiglia;
sostenere un bambino significa aiutare la sua famiglia e la comunità a cui appartiene: dare da mangiare e da
vestire ad un bambino di una famiglia numerosa consente alla mamma di avere una bocca in meno da
sfamare, mentre la comunità beneficerà di nuovi giovani culturalmente preparati e avviati ad un lavoro;
sostenere anche solo un bambino significa partecipare al grande progetto di autosviluppo e riscatto dei
Paesi poveri del Sud del Mondo.
Sostenere a distanza un bambino significa aprire le nostre porte e accogliere nella nostra vita l’attenzione
e la solidarietà verso il prossimo e verso il mondo.
Non chiamiamola più “adozione a distanza” e distinguiamola dall’adozione vera e propria
La scelta di sostenere economicamente un bambino non equivale assolutamente a un’adozione propriamente
detta, regolata giuridicamente da apposite leggi.
Non è neppure una semplice donazione di denaro. Nel S.aD. ritroviamo una duplice connotazione:
* l’atteggiamento di chi vuole “ad-optare” (sostenere) cioè accompagnare nella crescita qualcuno in
particolare;
* il rispetto della diversità nella cultura, nei costumi, nella lingua e del senso di appartenenza ad un popolo.
La distanza, così intesa, diventa ricchezza da salvaguardare e occasione per aprirsi all’altro e al mondo.
Il Sostegno a Distanza, dunque, si prefigge l’obiettivo specifico di fornire un aiuto ad un minore a noi
“familiare” consentendogli, al contempo, di rimanere nel proprio contesto socio-culturale.
Chi sono i destinatari del Sostegno a Distanza?
Attraverso questa forma continuativa di solidarietà vengono aiutati i bambini poveri e bisognosi che le Piccole
Suore incontrano nella loro attività pastorale e di vita missionaria in alcuni Paesi del Sud del Mondo e in Albania.
L’ufficio “Amici delle Missioni” segue ormai progetti di Sostegno a Distanza in tutti i Paesi ove sono presenti le
Piccole Suore. In particolare:
Argentina (Bahia Blanca, Buenos Aires, Mendoza, San Martin de los Andes, Carmen de Patagones)
Angola (Luanda, Lucala)
Brasile (Cascavel, Tibagi, Palmas)
Albania (Balldré)
Uruguay (Progreso)
Paraguay (Ciudad del Este)
Togo (ancora da valutare l’avvio del S.aD.)
Diverse sono le tipologie di intervento e di progettualità educativa o assistenziale che ci si prefigge attraverso il
sostegno a distanza. Salvo restando il comune denominatore di un aiuto costante nel tempo, c’è tuttavia la variabile
temporale legata alle singole realtà.
Per cui il sostegno a distanza si distingue anche per la durata minima o media a seconda della situazione in cui si
interviene.
A) Il S.aD. garantisce un’efficace risposta:
per bambini di famiglie in estrema povertà;
per la scolarizzazione;
per un’assistenza medica e umana;
per contrastare disagi sociali (abbandono, vita di strada, carenza educativa);
per la tutela della prima infanzia (scuola dell’infanzia).
B) Diversi sono di conseguenza i tempi di impegno richiesti al sostenitore:
da 1 a 3 anni: scuola dell’infanzia; sostegno scolastico, centri di aggregazione a tutela dell’infanzia;
da 1 a 7 anni: percorso di scolarizzazione comprendente la scuola di base, la scuola superiore e a volte la
prescolare;
a tempo indeterminato: a sostegno di bambini in estrema povertà, aiuto medico-sanitario a soggetti con
patologie croniche.
Proprio grazie al Sostegno a Distanza oggi vengono aiutate e seguite persone malate e ospiti del Piccolo
Cottolengo. L’impegno maggiore profuso è rivolto al mondo dell’infanzia attraverso 5 scuole primarie e
superiori, 3 scuole dell’infanzia, 2 centri per il dopo scuola e attività ricreative ed educative per un totale
di oltre 3.500 minori all’anno.
Qual è l’impegno economico di questa solidarietà?
Pur consapevoli della diversità di risorse necessarie per raggiungere i singoli obbiettivi previsti dal Sostegno a
Distanza, il contributo richiesto annualmente è sempre di € 310 che possono venire corrisposte in un’unica
soluzione oppure mensilmente, trimestralmente o semestralmente.
Le quote di sostegno vengono inviate interamente alle missioni per le finalità prefissate. Non vengono
effettuate trattenute. L’ufficio “Amici delle Missioni PSSF - ONLUS” riesce a coprire le proprie spese di
gestione grazie all’Istituto delle Piccole Suore e ad offerte e contributi liberi da privati oppure dagli stessi
sostenitori che accludono un piccolo contributo “extra” per le spese di gestione.
Pertanto la quota devoluta per il sostegno di quel determinato bambino viene interamente destinata alla missione
di riferimento.
Quanto dura un Sostegno a Distanza?
Questo è un gesto di solidarietà, quindi, l’impegno che il sostenitore sottoscrive è di natura morale e non
vincolante da alcun contratto! Non esistono, quindi, degli obblighi precisi di tempo. Tuttavia l’esperienza e il
credere che questo aiuto sia soprattutto uno strumento pedagogico-formativo ci suggeriscono di aiutare il bambino
per un periodo almeno di tre anni (se pensiamo alla situazione di una scuola dell’infanzia), anche se l’ideale
sarebbe accompagnarlo per l’intero iter scolastico o fino a quando dalla missione non giungano indicazioni per
un’eventuale interruzione o cambio di sostegno.
La costanza dell’aiuto è una caratteristica distintiva del sostegno a distanza rispetto alle altre forme di donazioni
occasionali. Un impegno sì libero, ma continuativo per un certo tempo.
Un piccolo gesto coltivato quotidianamente diventa un modo di essere, uno stile di vita!
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Può capitare che venga sostituito il bambino precedentemente assegnato?
Il minore che si accompagna con il S.aD. rimane solitamente lo stesso per l’intera durata del sostegno. Tuttavia
possono succedere casi in cui per vari motivi non è più possibile continuare ad aiutare proprio “quel bambino”.
Facciamo alcuni esempi:
- il minore ha terminato il corso degli studi o, su indicazione della missionaria non viene più segnalato come
bisognoso;
- non è più possibile seguirlo direttamente poiché la famiglia è migrata in un altro paese o in un’altra regione in
cerca di condizioni migliori;
- non esistono più le condizioni che garantiscono una corretta gestione del progetto di sostegno a distanza (es.
guerra civile, calamità naturale, impossibilità di garantire una continuità formativa, ecc.).
Dopo un periodo di attesa per valutare la situazione e una volta verificata l’impossibilità di mantenere il
rapporto tra donatore e beneficiario, si procede con la sostituzione del minore assegnato in precedenza. Certamente
ogni sostituzione crea inevitabilmente un sentimento di dispiacere e di delusione, ma è allo stesso tempo un atto
doveroso e inevitabile per quello stile di coerenza e di trasparenza che le missionarie si assumono nei confronti dei
sostenitori a distanza.
Cosa avviene nel caso della sostituzione?
Qualora si ponessero le condizioni di una sostituzione il sostenitore verrà avvisato dall’Ufficio e gli verrà data la
possibilità di prendersi cura di un altro minore, normalmente della medesima missione, oppure potrà recedere
dall’impegno preso.
Il sostegno a distanza può essere interrotto dal Sostenitore?
Come detto in precedenza, non vi è alcun obbligo scritto da parte del sostenitore nei confronti del S.aD.
Pertanto, pur auspicando la fedeltà nell’impegno preso, rimane facoltà del sostenitore interrompere il suo S.aD. in
qualsiasi momento. L’Ufficio chiede, unicamente per motivi organizzativi, di comunicare l’eventuale interruzione
via lettera o fax, e-mail o telefono.
A volte però, l’Ufficio interpreta la volontà dell’interruzione anche dal ritardo nei pagamenti della quota per il
S.aD. In questa situazione l’ufficio procede inviando un “sollecito” per le quote mancanti e l’eventuale conferma di
cessazione dell’impegno. Le quote non corrisposte vengono coperte dall’ufficio “Amici delle Missioni PSSF –
ONLUS” finché si troverà un nuovo sostenitore per quel minore.
Cosa fare per aderire all’iniziativa?
Per avviare un Sostegno a Distanza è sufficiente contattare l’ufficio “Amici delle Missioni PSSF – ONLUS”
telefonicamente, per fax, per e-mail o per posta lasciando il proprio recapito. L’ufficio manderà la scheda di
adesione con cui conferma la propria volontà e autorizza all’uso dei dati secondo la normativa per il trattamento dei
dati personali (legge sulla privacy). Pervenuta la scheda all’ufficio, verrà assegnato il bambino o la bambina
secondo le indicazioni espresse sulla scheda.
Cosa riceve chi sottoscrive un sostegno a distanza?
Al sostenitore verrà inviata la scheda del minore affidatogli contenente i suoi dati anagrafici, la sua foto, e un
breve report sulla condizione sociale della missione. Inoltre verranno comunicati almeno una volta all’anno degli
aggiornamenti sulla sua situazione (lettere, disegni) e una foto nuova.
Il sostenitore sarà sempre tenuto aggiornato sulla situazione della missione nella quale vive il bambino e, in
occasione del rientro delle missionarie referenti del progetto, verranno proposti momenti di incontro e scambio tra
le missionarie e i rispettivi sostenitori.
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Che tipo di corrispondenza può esserci tra bambino e sostenitore?
L’invio di lettere e l’instaurare un rapporto epistolare con il bambino suppone una serie di accorgimenti culturali
molti importanti.
Per tale ragione si ammette la corrispondenza facendola passare, però, attraverso la missione e la persona
referente in loco. Sarà quest’ultima a mediare la corrispondenza. Questo passaggio inoltre evita al sostenitore di
dover scrivere nella lingua locale che pochi conoscono.
Consigliamo, comunque, di contattare sempre il nostro ufficio che potrà fornire altre indicazioni utili caso per
caso. Anche per l’invio di pacchi o altri oggetti è bene contattare l’ufficio. La spedizione di materiali viene
generalmente sconsigliata per varie difficoltà e incertezze, ma soprattutto per l’elevato costo economico.
A monte di tutto, è sempre bene ricordare che il bambino aiutato non è mai solo, ma vive in una comunità e in
una famiglia con altri fratelli. Un regalo, per quanto bello, lo renderebbe un privilegiato agli occhi degli altri.
Il Sostegno a Distanza apre alla relazione con l’“altro” e con un “altro mondo”
Questa particolare forma di solidarietà crea spontaneamente un rapporto tra i soggetti. Il conoscere chi si aiuta,
l’avere una sua foto e un suo scritto ci farà sentire il bambino aiutato “uno di casa”.
Ne consegue un naturale coinvolgimento anche affettivo che delle volte rischia di tradursi o si vuol tradurre in
un legame troppo profondo con eccessi di ingerenza nel “suo mondo” e l’inconscia “esportazione” del nostro stile
di vita, delle nostre tradizioni e dei nostri costumi nel suo contesto.
Tutto questo deve fare sempre i conti con il rispetto dell’altro e della sua cultura. Per cui:
•
pretendere, ad esempio, una lettera da un bambino africano in cui racconti la sua vita e i suoi hobby è
chiedere qualcosa di “non suo”. In Africa non ci si scrive, ma ci si parla, ci si racconta sotto un albero o in
un cortile. Non ci sono hobby (nel senso occidentale del termine), perché l’unico vero hobby è il vivere
ogni giorno con ciò che Dio ti concede;
•
la festa di Natale che tradizionalmente per noi è l’occasione della visita di Babbo Natale, in molti Paesi del
Sud del Mondo è unicamente una solennità religiosa, riservando, per esempio, alla festa della Primavera
(caso dell’Argentina), l’occasione per ricevere e fare dei regali;
•
i regali che molte volte si vorrebbero inviare ai bambini aiutati a distanza non sono i medesimi che
apprezzano i nostri figli, bombardati dalla pubblicità mass-mediale e dalla tecnologia: regalare un
cagnolino elettrico e di plastica, ad esempio, ad un bimbo dell’Angola lo lascerebbe abbastanza perplesso
dato che convive con cani veri ben più simpatici e non potendo permettersi l’acquisto delle pile. Ben presto
quel gioco tecnologico si trasformerebbe in frustrazione per l’impossibilità di acquistare batterie nuove.
Tutto questo ci permette, quindi, un allenamento ad essere sempre attenti e rispettosi dell’altro e del suo mondo. Il
sostegno a distanza ci sfida nel metterci in relazione, nell’entrare nel mondo di chi stiamo aiutando e di farlo un po’
nostro.
Allora sarà quasi naturale individuare le modalità più adatte per relazionarci autenticamente e armoniosamente con
il bambino che si ha deciso di sostenere.
Come vivere questa forma di condivisione
Il Sostegno a Distanza, allora, oltre ad essere un gesto di solidarietà che trova effetto nel Paese del Terzo Mondo,
acquista un’enorme importanza per il sostenitore italiano.
Esso è, infatti, una via che apre la strada alla conoscenza di altre realtà, che ci mette in contatto con un
Paese diverso ove ci sono una lingua, una cultura, usi e costumi differenti.
Il Sostegno a Distanza ci fa entrare in contatto con i problemi più toccanti dei Paesi del Terzo Mondo e
diventa uno strumento per condividere quello che per noi è “in più” e che, per chi non ha niente, è “tutto”.
Il Sostegno a Distanza deve diventare uno stimolo a cambiare stile di vita, aperto alla condivisione,
limitando gli sprechi e modificando il nostro modo di essere cittadini della globalizzazione.
L’educazione alla mondialità e alla diversità, i valori della condivisione e della solidarietà sono solo
alcuni dei numerosi campi ai quali questo gesto ci apre.
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In tutto questo è importante ricordarci che il bambino sostenuto non diventa “nostro figlio”. Egli ha una sua
famiglia, una sua comunità d’appartenenza.
Il legame affettivo che viene a crearsi non dovrà mai sconfinare in un senso di possesso, ma rimanere rispettoso
dell’individualità e della libertà altrui.
5
Dalle 300 lire del 1929
ai 310 euro di oggi
Già la Cofondatrice, Madre Maria Domenica Mantovani faceva, nel lontano 1929, questa proposta alle sue
consorelle per finanziare gli studi di un seminarista.
Scrive Madre Mantovani, attraverso una circolare indirizzata a tutte le suore:
“In omaggio al Giubileo sacerdotale di S.S. Pio XI noi Piccole Suore della Sacra Famiglia
doteremo (ndr. oggi usiamo il termine “sosteniamo” o “adottiamo”) un seminarista indigeno, che, a
suo tempo, sarà sacerdote e andrà nella terra delle missioni a far conoscere e amare il Signore,
salvare delle anime.
L’ideale del carissimo Padre era di mandare le sue Piccole Suore in mezzo ai pagani e agli infedeli
(ndr. così venivano chiamate le altre popolazioni in quegli anni), come sempre si chiede a Dio con
l’orazione… Ma l’ora nostra non è ancora giunta, e intanto il sacerdote indigeno farà le nostre parti.
Siate pertanto puntuali nel fare ciò che ora vi consiglio. Per tale dotazione occorre mandare
all’Opera Pontificia pro Clero Indigeno L. 300 annue, per sei anni, e per raggranellare detta
somma annua basta che ogni suora mi mandi un francobollo da L. 0,50 all’anno, e così senza
toccare la cassa dell’istituto avremo quanto è necessario per quest’opera santa, meritoria”
(Dall’archivio di Casa Madre del Pio Istituto delle Piccole Suore della Sacra Famiglia, circolare n. 3 del 13 aprile 1929).
Nel 1929 occorrevano, quindi, 300 lire all’anno per 6 anni per garantire la formazione di un giovane
seminarista. Un impegno costante scandito dalla rinuncia mensile del valore di un francobollo da 0,50
lire.
6
Quanto “costa” un Sostegno a Distanza
Abbiamo precedentemente sottolineato come la quota devoluta per il sostegno a distanza viene interamente inviata alla
missione di riferimento senza che venga effettuata alcuna trattenuta per le spese di gestione da parte dell’ufficio missioni.
Abbiamo inoltre precisato che le spese vengono coperte con altri contributi diversi dalle quote versate per i bambini.
In sostanza: pur salvaguardando la quota per ciascun bambino … un sostegno a distanza ha dei costi organizzativi!
A. L’avvio del Sostegno:
Si intende il momento dell’adesione al progetto a cui facciamo seguito con l’invio di materiale informativo per quanti vogliono
semplicemente saperne di più oppure la documentazione completa successiva alla sottoscrizione della scheda d’adesione.
Nel primo caso vengono inviati un libretto, la scheda di adesione e un foglietto introduttivo, più il necessario per la spedizione.
Costo complessivo = € 2,40
A quanti aderiscono viene inviato il seguente materiale:
Il libretto stampato a colori (€ 0,60); una scheda introduttiva della missione dove vive il bambino aiutato (€ 0,38); la
scheda con i dati personali del bambino e la sua foto (€ 0,91); una lettera accompagnatoria da parte dell’ufficio (€
0,09); busta media con etichetta (€ 0,12); francobollo per peso sup. a 50 gr. (€ 1,50); un bollettino postale per chi lo
richiede (€ 0,021).
Costo complessivo = € 4,20
B. Rapporto di aggiornamento nell’anno. Riportiamo il costo medio di un anno.
- Bilancio di fine anno, auguri, busta, un biglietto e francobollo
Costo =€ 0,71
- Due aggiornamenti annuali da parte del bambino: disegno, biglietto, foto o altro; accompagnatoria d’ufficio,
traduzione quando è richiesta, più il necessario per la spedizione
Costo complessivo = € 1,30 x 2
- Mediamente due ringraziamenti annuali per le quote adottive, cedole di CCP, più il necessario per la
spedizione
Tutto moltiplicato per due = € 1,74
Costo totale per un aggiornamento medio annuale = € 5,05
C. Spese sui conti correnti:
- CCP: per ogni versamento vengono addebitati all’ufficio = € 0,20
- C/C: per ogni versamento vengono addebitati all’ufficio = € 1,11
L’avvio e lo svolgersi nel primo anno di un sostegno a distanza comporta quindi una spesa di € 8,70 a cui si stimano
mediamente attorno ai € 5 a seconda degli aggiornamenti inviati.
7
L’ufficio “Amici delle Missioni PSSF - Onlus”
tra i sottoscrittori della
“Carta dei Principi del Sostegno a Distanza”
* Nel 2002 anche l’ufficio per le Missioni delle Piccole Suore della Sacra Famiglia, ha sottoscritto il
primo documento Nazionale d’impegno nella gestione e nella promozione di questa particolare forma di
solidarietà denominata “Sostegno a Distanza” e comunemente conosciuta come “Adozione a Distanza”.
* Questo documento è stato attualmente sottoscritto da quasi un centinaio di enti di varie nature e gode
del Patrocinio del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
* La Carta dei Principi rappresenta la prima forma di autoregolamentazione che gli enti promotori del
sostegno a distanza hanno voluto darsi e della quale si sono impegnati a rispettarne gli enunciati.
In sintesi ecco gli articoli:
LE ORGANIZZAZIONI CHE LA SOTTOSCRIVONO, operando nel rispetto delle norme dello Stato italiano
e dei principi contenuti nei seguenti documenti1:
• Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, 1948,
• Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia, 1989,
• Convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, 1973, 1999,
• Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’eliminazione della violenza contro le donne, 1993,
• Legge italiana contro la prostituzione minorile, 1998,
SI IMPEGNANO A
–1–
PROMUOVERE IL SOSTEGNO A DISTANZA quale gesto di libera e solidale condivisione con chi è nel
bisogno.
–2–
SVILUPPARE L’INFORMAZIONE E LA FORMAZIONE MULTICULTURALE. Le organizzazioni, con
un’azione concreta di politica sociale, danno voce a minori, adulti, famiglie e comunità costretti a vivere in
situazioni difficili e, nell’avvicinare culture e società diverse, ne promuovono l’interscambio e il rispetto reciproco,
valorizzando la persona nella sua dignità dentro ogni contesto e cultura.
–3–
CARATTERIZZARE QUESTO GESTO SOLIDALE RISPETTO ALLE ALTRE FORME DI
SOLIDARIETÀ basate sulla raccolta fondi occasionale o per emergenze. Le organizzazioni metteranno in
evidenza nei loro progetti la continuità dell’impegno del sostegno a distanza che acquista un duplice valore: educa
il sostenitore alla consapevolezza dei disagi e della povertà in cui versano milioni di persone e garantisce al
contempo un finanziamento stabile per l’attuazione del progetto.
1
• Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948;
• Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e
ratificata dall’Italia con la legge del 27/05/91 n. 176. In modo particolare si fa riferimento all’art. 3: “In tutte le azioni riguardanti i
bambini, se avviate da istituzioni di assistenza sociale, pubbliche o private, tribunali, autorità amministrative o corpi legislativi, i
maggiori interessi del bambino devono essere oggetto di primaria considerazione”;
• Convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del lavoro che stabiliscono: la n. 138 del 1973 l’età lavorativa minima (non inferiore ai
15 anni) e la n. 182 del 1999 (in fase di ratifica da parte dell’Italia) le linee guida per la prevenzione e l’eliminazione delle peggiori forme
di lavoro minorile;
• Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’eliminazione della violenza contro le donne del 1993 in cui si denunciano le pratiche tradizionali
e moderne che sfruttano le donne e le bambine per scopi sessuali e di altro genere;
• Legge italiana contro la prostituzione minorile del 3 agosto 1998 n. 269: norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della
pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali forme di riduzione in schiavitù.
8
–4–
RENDERE CONSAPEVOLE IL SOSTENITORE DELL’IMPORTANZA DEL SUO AIUTO
ECONOMICO COSTANTE NEL TEMPO, anche se il sostenitore può recedere dall’impegno preso; in questo
caso, le organizzazioni si impegnano a ricercare in tempi brevi chi lo sostituisca e, nel frattempo, a utilizzare tutti i
propri strumenti per garantire il proseguimento del progetto.
–5–
METTERE A DISPOSIZIONE PRESSO LA PROPRIA SEDE IL BILANCIO O IL RENDICONTO
ANNUALE e renderlo pubblico secondo le norme previste. Ciascuna organizzazione si rifà alle normative vigenti
in merito alla propria configurazione giuridica: al proprio Statuto, alle leggi relative all’Albo regionale del
volontariato, alle disposizioni in merito agli enti del Terzo Settore “no-profit” ONLUS e alle ONG, alla Carta della
Donazione e alle normative proprie per gli enti ecclesiastici.
–6–
COMUNICARE AL SOSTENITORE L’EFFETTIVA SOMMA DESTINATA AL BENEFICIARIO
DEL SOSTEGNO A DISTANZA E QUELLA TRATTENUTA DALL’ORGANIZZAZIONE PER LE
SPESE DI GESTIONE, come garanzia sul corretto utilizzo dei fondi e informazione sulle modalità di intervento.
–7–
VALUTARE CON ACCORTEZZA LE RICHIESTE DI AIUTO RICEVUTE E AD AVVIARE UN
PROGETTO SOLO LÀ DOVE ESISTA L’ESPLICITO CONSENSO DELLA COMUNITÀ
INTERESSATA. Le organizzazioni garantiranno che i loro operatori o delegati agiscano con il consenso della
popolazione locale.
–8–
AGIRE IN MODO CHE Il SOSTEGNO A DISTANZA SIA STRUMENTO DI PROMOZIONE
ALL’AUTOSVILUPPO del beneficiario, della sua famiglia, laddove esista, e della sua comunità. Per evitare che
questo aiuto economico diventi una forma di assistenzialismo, nei Paesi in cui interverranno, le organizzazioni
coinvolgeranno le comunità nella realizzazione e nella gestione dei progetti con un accompagnamento stabile alle
persone, complementare e non sostitutivo.
–9–
VERIFICARE CON ATTENZIONE L’AFFIDABILITÀ E IL LAVORO DI EVENTUALI PARTNERS
ESTERI E ADOPERARSI PER GARANTIRE IL BUON ESITO DEL PROGETTO ANCHE IN CASO
DI LORO INADEMPIENZE. Le organizzazioni si impegnano a comunicare al sostenitore da chi è curata in loco
la realizzazione del progetto e a valutare l’affidabilità e l’efficienza dei referenti locali o dei propri collaboratori
impegnati nell’attuazione degli interventi di sostegno.
– 10 –
CONFRONTARSI CON LE ALTRE ORGANIZZAZIONI CHE OPERANO CON LE STESSE
FINALITÀ NEL PERSEGUIMENTO DEGLI OBIETTIVI DI SOLIDARIETÀ E PACE,
RISPETTANDONE LE DIVERSITÀ. Le organizzazioni si rendono disponibili a forme di collaborazione tra
loro, soprattutto nelle medesime aree geografiche e negli stessi settori di intervento.
– 11 –
RISPETTARE LA CARTA DEI PRINCIPI PER IL SOSTEGNO A DISTANZA. Le organizzazioni
valuteranno l’opportunità di accettare la collaborazione e i finanziamenti di enti e istituzioni pubblici o privati
secondo i principi richiamati in questa Carta.
9
Una solidarietà da favola
LO SPIRITO DELLA SAVANA
Quando i doni del Padre non vengono condivisi
Un uomo, poverissimo, malgrado la buona volontà ed il sudore non riusciva in alcun modo a uscire
dalla miseria. Chiese allora soccorso ad uno spirito protettore.
Lo spirito, Signore della savana, ebbe pietà di lui e decise di aiutarlo: «Mi sembra che tu meriti di
essere aiutato, ma ad una
condizione: devi continuare ad
essere generoso. Prendi
questo pollo, questa mucca, questo
cane e... questo seme.
Pianta il seme e, tra sette anni,
diventerà albero; veglia
affinché nessuno si avvicini per
coglierne i fiori».
Il pover’uomo seminò il
grano, curò la pianta, la
sorvegliò...
Nel frattempo il pollo,
quando becchettava in cerca di
cibo, ad ogni colpo di
becco pescava una moneta d’oro o
d’argento, che il padrone
raccoglieva e immagazzinava.
Il cane, ogni volta che si
accovacciava, lasciava sul posto,
rialzandosi, un paniere
pieno di riso.
La mucca ogni sera, al
ritorno dal pascolo, portava al suo
maestro un grosso fascio di
miglio, un vitello grasso ed una
grande quantità di latte.
Sette anni dopo l’albero
diede come frutti mille bambini e
mille bambine.
Fu
così
che
il
pover’uomo divenne ricco. Però,
più diventava ricco, più
cresceva in lui l’avarizia. Arrivò al
punto di non aiutare più i bisognosi conservando tutto per sé.
Un giorno lo spirito della savana riapparve e gli disse:
«II falegname taglierà l’albero. Il leone ucciderà la mucca. La pantera mangerà il tuo cane. L’aquila
porterà via il pollo».
L’uomo rispose: «Non mi resterà più nulla! Lasciami almeno una delle quattro cose datemi in dono!».
«D’accordo!» concluse lo spirito.
La difficoltà della scelta, che dipendeva dall’avidità e dalla paura di perdere parte delle ricchezze, fece
impazzire quell’uomo, che morì ancora più povero di prima.
Disegno di R. Bristot;
Fiaba tratta da:
E. Del Favero, Un padre favoloso, Gribaudi Editore, Milano.
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Informazioni sul sostegno a distanza