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Giovedì 26 marzo 2015
ANNO L NUMERO 73 EURO 1,40*
Odissea giudiziaria
Sgominata cellula a Brescia
«Ho fatto un convegno
contro le coop rosse
e mi hanno arrestato»
Cittadinanza italiana
al tagliagole dell’Isis
di FRANCESCO SPECCHIA
Marocchino col nostro passaporto arruolava combattenti per la guerra islamica e progettava attentati all’Expo
E la Dda diPalermo conferma:c’èilCaliffato dietroglisbarchiin Sicilia.Ma noistraparliamo diintegrazione
VIENI A TROVARCI ANCHE SUL SITO
di MAURIZIO BELPIETRO
Fenomenologia di Alessandra Moretti in tv
Tutto come previsto. Dietro i barconi di
profughi che approdano quotidianamente sulle spiagge italiane non ci sono
solo le bande criminali che lucrano sul
traffico della disperazione: ci sono anche i tagliagole dell’Isis, i quali approfittano del caos libico per speculare sulla pelle dei disgraziati in fuga dalla fame e dalle guerra, ma anche per cercare di infiltrare nel nostre Paese qualche terrorista. Che i gommoni mandati alla deriva
lungo le nostre coste fossero parte di piano ben orchestrato da parte delle milizie
del Califfato finora era un’ipotesi, anche
se a dirla in un consesso internazionale
era stato addirittura il ministro degli
Esteri Paolo Gentiloni, il quale aveva
avanzato l’idea che con i barconi arrivassero non solo profughi ma anche armi.
Ora però a confermare il pericolo è la
magistratura siciliana, la quale, essendo
in prima fila sul fronte degli sbarchi, conosce meglio di altri il fenomeno. Dunque, la questione dell’immigrazione via
mare si presenta per quel che abbiamo
sempre sostenuto essere. Non è un problema di solidarietà, ma c’è una questione che interessa la sicurezza del nostro
Paese. A sbarcare infatti non ci sono solo donne e bambini o perseguitati che
scappano dai dittatori, (...)
Sorrisini, spocchia e bugie: la renzista perfetta
segue a pagina 8
Gli errori di «1992»
Nascita di Mani pulite:
il Di Pietro da fiction
non la racconta giusta
di FILIPPO FACCI
Elencare “quello che manca” in un film o in una fiction
è facile e comodo, ci si possono riempire i libri: non è un
caso che gli autori della serie
«1992» (Sky, cominciata martedì scorso) si siano paraculati premettendo che «ogni riferimento a fatti accaduti» eccetera eccetera. Messa così, però, è facile e comodo anche
per gli autori: perché i riferimenti a fatti accaduti ci sono
eccome, con nomi e cognomi, e il prodotto è stato venduto all’estero con pretese
storicizzanti. Alcuni personaggi di pura fantasia quindi
vanno benissimo (...)
segue a pagina 3
TOMMASO MONTESANO
LEONARDO PICCINI
Sembra Detenuto in attesa di
giudizio, quel film di Nanni
Loy, con Alberto Sordi immerso in un’allucinazione
giudiziaria. Ma Giuseppe Pagliani, anni 41, consigliere comunale Pdl di Reggio Emilia,
avvocato con quattro studi
avviati, politicamente e penalmente intonso da un
quarto di secolo, non è Sordi.
Quei ventidue -giorni- ventidue di ingiusta detenzione
non li ha vissuti sulset.Pagliani è stato strappato, lo scorso
fine gennaio, dalla famiglia all’alba, nell’ora degli assassini; l’hanno rinchiuso come
un topo nelle galere della civilissima Emilia (...)
di MARIO GIORDANO
alle pagine 2-3-4
segue a pagina 9
Antiterrorismo, la polizia
potrà controllare i nostri pc
di ANDREA MORIGI
a pagina 3
Le chiedi degli indagati al governo? Lei risponde parlando
dell’ufficio anticorruzione del
Veneto. Le chiedi del record
delle imposte sulla casa? Lei risponde parlando dello spread.
Le chiedi dell’Imu agricola? Lei
risponde parlando (...)
Ancora nessuna certezza per lo schianto dell’Airbus
L’incubo: piloti avvelenati
Il litio di un cellulare esploso o un’esalazione in cabina: le ipotesi per spiegare quel silenzio
segue a pagina 7
di MIRKO MOLTENI
Choc a Napoli: i militari sono stati arrestati dai commilitoni
Due carabinieri rapinano un supermercato:dieci feriti
di PEPPE RINALDI
Dopo una giornata convulsa,
in serata arriva la notizia più
sconvolgente: i rapinatori
che ieri hanno messo a soqquadro mezza Campania,
erano due carabinieri. La loro identità è ancora ignota
nel momento in cui Libero
va in stampa. (...)
segue a pagina 17
Dal Marzo con
I torti (e le ragioni) di Moggi
Non basta una sentenza a cancellare Calciopoli
di PIETRO SENALDI
Prescritto e assolto, Luciano Moggi annuncia di voler ritornare nel
mondo del calcio, se mai lo ha
davvero lasciato. Su queste colonne ieri l’ex direttore generale della
Juventus ha salutato la sentenza
come la sua rivincita e la prova
che Calciopoli non è mai esistita,
ogni accusa era falsa e lui è soltanto una vittima. Non tutti i nostri
lettori hanno gradito, (...)
segue a pagina 30
Finora due certezze, che il terrorismo non è ancora escluso, e che la decifrazione dei
dati della scatola nera ancora
efficiente non avverrà presto.
Tutto il resto resta un mistero
sull’incidente di martedì all’aeroplano Airbus A-320 della
compagnia aerea tedesca
Germanwings in volo da Barcellona a Düsseldorf e schiantatosi contro una montagna
della Provenza. (...)
segue a pagina 10
MOSSERI, PULGA
e STEFANINI alle pagine 10-11
I CAPOLAVORI DELLA MUSICA CLASSICA IN CD CD in edicola a soli + il prezzo del quotidiano
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i tagliagole in Italia
LA MISSIONE Il giovane che ha ceduto al richiamo
«è stato arruolato per compiere atti di violenza in Italia,
e partecipare ad azioni di terrorismo in Siria e in Iraq»
Presi tre reclutatori dell’Isis
Volevano colpire l’Expo
Smantellata la cellula che arruolava miliziani da addestrare in Albania. Nel mirino il padiglione,
poi mai realizzato, della Siria alla kermesse. Tolto il passaporto a un tunisino «agganciato» a Como
::: LEONARDO PICCINI
■■■ La Polizia e gli apparati
di intelligence hanno smantellato una pericolosa cellula jihadista che operava tra le città di
Brescia, Milano e Torino, con
propaggini in Albania, Siria e
in Iraq. Il gruppo jihadista era
dedito non solo al reclutamento di combattenti da avviare
nelle file dello Stato Islamico,
ma anche all’addestramento e
selezionava possibili obiettivi
da colpire nel nostro Paese. E
qui l’allerta per i nostri servizi
segreti ha riguardato soprattutto uno degli appuntamenti più
importanti dei prossimi mesi:
l’Expo di Milano, con l’idea poi sfumata visto il ritiro del Paese dalla kermesse - di attaccare il padiglione della Siria. La
Digos e la Sezione antiterrorismo della Questura di Brescia,
in collaborazione con il Servizio Centrale Antiterrorismo di
Roma, coordinati dal Procuratore della Repubblica di Brescia, Tommaso Buonanno e
dal procuratore generale, Luigi Maria Dell’Osso, hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare con l’accusa
di arruolamento con finalità di
terrorismo,apologia diassociazione con finalità di terrorismo
internazionale e addestramento con finalità di terrorismo.
Tre le persone arrestate in provincia di Torino e in Albania:
due albanesi, zio e nipote e un
italiano.Sono state eseguite anche otto perquisiszioni tra Brescia,Como, il Piemonte e la Toscana nei confronti di diversi
simpatizzanti dell’isis.
A Como, la perquisizione ha
riguardato un giovane jihadista che è anche un cittadino italiano, a cui per la prima volta, è
stata applicata la misura della
sorveglianza speciale. Ordinanze di custodia cautelare in
carcere sono state emesse nei
confronti di Anas El Abboubi,
un marocchino di 21 anni, accusato di addestramento al terrorismo, già arrestato nel 2013,
oggi latitante e attivamente ricercato dall’Interpol. Secondo
le ultime informazioni, il 21enne, combatte in una brigata internazionale nelle file dell’Isis,
e si fa chiamare “Abu Rawah
l’Italiano”. El Abboubi, si era
adoperato in tutti i modi possibili per ottenere la cittadinanza italiana. In un video diffuso
dallìIsis, lo si vede mentre con
altri terroristi, brucia il passaporto di nazionalità italiana.
Alban Elezi e Elvis Elezi, zio
e nipote diorigine albanese, sono stati catturati uno in Albania e l’altro a Torino, con l’accusa di arruolamento e di addestramento con finalità di terrorismo: secondo l’indagine
In senso orario: Elvis Elezi, Halili Elmhadi, Alban Elezi e El
Abboubi Anas. Quest’ultimo è latitante [Questura Brescia]
condotta dalla Digos di Brescia, diretta dal dottor Giovanni De Stavola, i due reclutavano in Italia, anche minorenni,
residentiin Lombardia e in Piemonte, da avviare nei campi di
addestramento dell’Isis.
Uno di questi ragazzi, nato
nel nostro Paese, ma figlio di
genitori tunisini, è «stato arruolato dai due, per compiere atti
diviolenza in Italia, e per partecipare ad azioni di terrorismo
in Siria e in Iraq». Si tratta di un
giovane residente in provincia
di Como, ancora minorenne
all’epoca deiprimiapprocci avvenuti via internet, che è stato
poi convinto ad aderire all’Isis.
Ilragazzo è ora sottoposto al regime di sorveglianza speciale
di polizia.
La quarta ordinanza di custodia in carcere, riguarda
MahdiElHalili, classe 1995,italiano figlio di marocchini: è stato arrestato con l’accusa diapologia diassociazione con finalità di terrorismo internazionale: un ruolo tutt’altro che secondario il suo, visto che era
l’autore di un documento di
64 pagine, diffuso in rete in lingua italiana, finalizzato all’arruolamento di combattenti e
intitolato: "Lo Stato islamico,
una realtà che ti vorrebbe comunicare". Residente in provincia di Torino, era «attivissimo su internet», come conferma Giovanni De Stavola:
«Quel testo, fatto circolare via
web , è importante, non solo
per i suoi contenuti propagandistici, ma perché è destinato
specificatamente a un potenziale pubblico italiano o di lingua italiana».
In cella e poi scarcerato nel 2013
Il rapper convertito al Jihad
per i giudici non era pericoloso
::: ANDREA MORIGI
■■■ Anas El Abboubi ci ha abituati al-
le sorprese. Ha gozzovigliato per tutta
la Val Sabbia, per poi trasformarsi nel
rapper McKhalif, prima di convertirsi
all’islam e fondare il gruppo Sharia4
Italy. Ora potrebbe essere fra l’Iraq e la
Siria, a combattere per il Califfato con il
nome di battaglia di «Abu Rawaha l’italiano».
Se è così, lui si guarda bene dal dirlo
in giro. Ne è sicuro però il gip di Brescia, che ieri ha emesso un’ordinanza
di custodia cautelare nei suoi confronti
con l’accusa di addestramento con finalità di terrorismo. Due anni fa non
ne era tanto convinto, invece, iltribunale del Riesame della stessa città. È vero
che il ragazzo cercava manuali su armi
ed esplosivi e traduceva testi jihadisti.
Aveva anche composto ilsuo testamento da kamikaze, che recita: «Il martirio
miseduce,voglio morire a mano armata, tengo il bersaglio sulla crociata, io
sono la pallottola che ti infligge… ho sete di battaglia, jihad contro l’Italia».
Nulla di grave, comunque, per i suoi
legali,che erano riusciti a farlo scarcerare e perfino a convincere la Cassazione
che, nel novembre 2013 aveva confermato la decisione del Riesame.
In realtà il ventiduenne El Abboubi
da diversi mesi a questa parte ha interrotto ogni comunicazione con i suoi familiari, a Vobarno, nel Bresciano. An-
El Abboubi ritratto mentre posa con un mitra in mano
che i suoi profili Facebook e Twitter,
sui quali aveva assunto lo pseudonimo
di Anas Al-Italy e indicava come residenza «Aleppo, Siria»,non sono aggiornati da oltre un anno. Potrebbe anche
essere finito in carcere o giustiziato. O
caduto in battaglia, come il suo correligionario genovese Ibrahim Giuliano
Delnevo. I due si erano parlati a lungo
al telefono alla fine del 2012, come rivela l’esperto di terrorismo islamico Lorenzo Vidino nel suo «Il jihadismo autoctono in Italia. Nascita, sviluppo e dinamiche di radicalizzazione», pubbli-
cato dall’Ispi nel 2014. Poi però i due
avevano imboccato strade diverse e parallele per cercare il martirio.
Anzi, nel giugno 2013, proprio mentre Delnevo finiva la sua esistenza terrena nei dintorni di Aleppo, El Abboubi
veniva arrestato con l’accusa di aver
pianificato attentati terroristici a Brescia. Una volta libero, era partito per
Brindisi. Senza accorgersi di essere pedinato, aveva preso una barca e, il 6 settembre 2013, era approdato in Albania
per essere reclutato. Alla frontiera lo
avevano rispedito indietro perché non
aveva i documenti in regola e, da quelle parti, le autorità sono più prudenti e
sospettose.
Nel frattempo, comunque, il contatto con il network dei reclutatori dell’Isis
era stato stabilito. Ed era scattato il piano B. La gang albanese ha una filiale
anche in Italia. Sono loro ad aver fatto
partire per la Siria la giovane napoletana convertita all’islam Maria Giulia Sergio. E loro avevano pagato il biglietto
per la Turchia a El Abboubi. In Italia, il
reclutamento per la guerra santa passa
per il network balcanico.
La propaganda, invece, è affidata
agliautoctoni. O,almeno, agliimmigrati di seconda generazione ai quali è stata concessa la nazionalità italiana.
Compreso il ventenne Madhi El Halili,
nato a Ciriè, nel Torinese, e considerato l’autore del primo documento dell’Isis in lingua italiana, «Lo Stato islamico, una realtà che ti vuole comunicare». Non appena il giovane lo aveva fatto circolare sul web, il mese scorso, la
polizia si era messa sulle sue tracce fingendosi un fondamentalista islamico.
Ed era riuscita a fargli rivelare il suo ruolo di traduttore e curatore del testo. Fino ad allora, El Halili non si era fatto
notare. Era solo un marocchino nato e
residente in Italia, uno di coloro che suscitano compassione perché non possono votare. Gli avevano concesso il
passaporto nel 2013. Confermandosi
più suicidi dei martiri di Allah.
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i tagliagole in Italia
LA BEFFA Spesso e volentieri gli ultras del terrorismo
nostrani conoscono perfettamente le garanzie della nostra
Costituzione e ne approfittano per farla franca
Diamo la cittadinanza ai tagliagole
Il marocchino arrestato aveva il nostro passaporto e ingaggiava terroristi, in italiano, sui nostri siti internet
È la dimostrazione che l’integrazione non si ottiene con i pezzi di carta: se non lo capiamo in fretta sarà tardi
::: segue dalla prima
MAURIZIO BELPIETRO
(...) ma ci possono essere - e
forse ci sono - anche gli aspiranti martiri, pronti a immolarsi,ma soprattutto a immolare tanti cristiani per la causa dell’islam.
Siccome però le cattive notizie non arrivano mai da sole, ecco che oltre alla conferma della Dda di Palermo sulla regia degli sbarchi, dalla
Procura di Brescia spunta
un’inchiesta su una bella
squadra di jihadisti che tra la
città lombarda e il Piemonte,
oltre a propagandare la guerra santa islamica e arruolare
bravi musulmani pronti a
combattere per lo Stato islamico, diffondevano il verbo
del Califfato minacciando di
conquistare Roma e, già che
c’erano, progettavano un attentato ad un padiglione dell’Expo. Tra gli arrestati non ci
sarebbero solo dei profughi
recentemente accolti nel nostro Paese, ma da quel che si
apprende anche un marocchino ben integrato, tanto integrato che tempo fa aveva
addirittura ottenuto la cittadinanza italiana. Il che dimostra un paio di cose. La prin-
cipale che dopo anni di accoglienza senza controlli, l’Italia pullula di «schegge impazzite», ossia di tizi che da noi
non sono venuti per visitare
il Bel Paese ma semmai per
trasformarlo in un Paese
schiavo del Califfato. La seconda è che tutti i discorsi
sull’integrazione, sulla citta-
dinanza come strumento
per combattere l’integralismo, sono stupidaggini, perché anche chi ha il passaporto italiano e dunque gode
dei benefici del nostro welfare e dei nostri diritti, alla fine
è pronto a imbracciare il fucile contro di noi.
Un’ultima annotazione.
Dagli atti dell’inchiesta risulta che un sospetto era già stato arrestato tempo fa, ma il
tribunale del riesame ne aveva disposto la scarcerazione.
Ora la Procura, grazie a nuovi elementi, ha emesso un
nuovo ordine di cattura, ma
il jihadista nel frattempo aveva già preso il volo per unirsi
ai combattenti dello stato
islamico. Perché, sarà anche
vero che sono immigrati, ma
i diritti e i vantaggi che garantisce la nostra Costituzione li
conoscono bene e soprattutto sanno sfruttarli a loro favore.
[email protected]
@BelpietroTweet
PADRE CERVELLERA (ASIANEWS)
«Per combattere i terroristi islamici
è necessaria un’alleanza Usa-Iran»
Nella coalizione, aguida americana e europea, che dovrebbe opporsi all’avanzata dello Stato Islamico dovrebbe trovare posto anche l’Iran. La tesi - che può apparire
forte - è stata espressa in un suo editoriale da padre Bernardo Cervellera, direttore dell’agenzia Asia News e figura di spicco del Pontificio Istituto Missioni Estere, dal titolo inequivocabile: «È ora di giungere all'accordo con
Teheran, partner affidabile nella lotta contro lo Stato islamico». L’occasione sono le trattative sul nucleare iraniano che iniziano oggi a Losanna: «Questa settimana è cruciale per giungere ad un accordo sul nucleare iraniano»,
spiega. «Le grandi potenze (Usa, Russia, Gran Bretagna,
Francia, Cina e Germania) e i rappresentanti di Teheran
si riuniscono entro il 31 marzo devono trovare un accordo o a una bozza di accordo che tranquillizzi la comunità
internazionale sull'uso pacifico del programma nucleare
iraniano e cancelli le sanzioni economiche».
MAURIZIO STEFANINI
Critiche al decreto dal garante: privacy violata
BAMBINI
E PROPAGANDA
Un video
di propaganda
dei miliziani
dell’Isis mostra
anche dei bambini
[Ansa]
il graffio
Il renzismo
da esportazione
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, come
confermato su Twitter ovviamente - da un suo
collaboratore, parteciperà domenica prossima alla marcia organizzata a
Tunisi contro il terrorismo, promossa dopo l’attentato al Museo del Bardo. Sull’altra sponda del
Mediterraneo si stanno
preparando allo tsunami
mediatico: per risolvere
l’emergenza Isis verranno annunciate una decinadiriforme fantasma durante una comparsata col
chiodo sul principale programma del pomeriggio.
Poteri speciali all’Antiterrorismo
per controllare i nostri computer
■■■ Chiuse le indagini, pesa
un’incognita sull’inchiesta bresciana che ha smantellato la rete italobalcanica di reclutamento dell’Isis. Il Patriot Act all’italiana è sotto
attacco. Eppure gli arresti disposti
ieri sono stati resi possibili dalla
nuova normativa attualmente in vigore, il decreto antiterrorismo.
Che però non ha effetto retroattivo
e quindi non ha efficacia sui reati
compiuti prima del 15 febbraio.
Inoltre il lavoro degli inquirenti potrebbe essere ancora una volta vanificato da un’opposizione trasversale che intende depotenziare il testo prima della sua definitiva conversione in legge. Ieri, l’esame del
testo è slittato dopo numerose interruzioni, in attesa di un parere
della commissione Bilancio della
Camera.
Intanto, arrivano bordate anche
dal garante della Privacy, Antonello Soro. Fosse per lui si arriverebbe
addirittura alla cancellazione, dopo un breve periodo, delle registrazioni delle conversazioni fra i terroristi. Rifacendosi a una sentenza
della Corte di giustizia dell’8 aprile
scorso e paventando uno squilibrio tra privacy e sicurezza, il presidente dell’authority per la protezione dei dati personali esprime «seria preoccupazione» per «alcuni
emendamenti al decreto-legge an-
titerrorismo approvati in Commissione». A suo giudizio, portare a
due anni il termine di conservazione dei dati di traffico telematico e
delle chiamate senza risposta, che
ora ammonta un anno nel primo
caso e di un mese nel secondo, lederebbe i diritti umani.
In discussione, c’è anche la possibilità che la polizia utilizzi programmi per acquisire «da remoto»
comunicazioni e dati presenti in
un sistema informatico e l’autorizzazione all’intercettazione preventiva sulle reti informatiche.
Per interferire con l’autonomia
Agenti dell’antiterrorismo in azione [Ansa]
del legislatore, dopo cinque legislature da democristiano di sinistra in
Parlamento, Soro si mette a criticare «l’emendamento che ammette
le intercettazioni preventive (disposte dall’autorità di pubblica sicurezza nei confronti di meri sospettati), per i reati genericamente
commessi on-line o comunque
con strumenti informatici. Anche
in tal caso l’equilibrio tra protezione dati ed esigenze investigative
sembra sbilanciato verso queste ultime, che probabilmente non vengono neppure realmente garantite
da strumenti investigativi privi del-
NEL DECRETO
Navi,basta scorte fino alla liberazionedei Marò
I militari italiani non difenderanno più le navi private che navigano
nei mari a rischio di pirateria. Lo prevede un emendamento al decreto legge antiterrorismo approvato in commissione e da oggi all’esame
dell’Aula della Camera. Il proseguimento della partecipazione dell’Italia all’operazione militare dell’Ue denominata Atalanta, contro la pirateria marittima, dipenderà infatti dagli sviluppi della vicenda dei due
Marò. Come anticipato dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti, la
partecipazione alla missione antipirateria è autorizzata e finanziata
«fino al 30 settembre del 2015. Conclusa la missione in corso», si legge
nella nuova versione dell’articolo 13, comma 3, «la partecipazione
sarà valutata in relazione agli sviluppi della vicenda dei due fucilieri
della Marina militare attualmente trattenuti in India».
la necessaria selettività».
Tutti a favore delle intercettazioni, ambientali, telefoniche e telematiche, insomma, ma soltanto
quando si tratta di spiare la vita privata degli esponenti del centrodestra, Silvio Berlusconi in primis. Se
invece si tenta di controllare il territorio, per evitare che sia messa a
rischio la sicurezza nazionale, cioè
la vita di civili inermi, scatta la solidarietà con i sovversivi e i jihadisti.
Al contrario, a giudizio del sindacato di polizia Sap il decreto è «inefficace e privo di provvedimenti
concreti che possano davvero garantire la sicurezza ai cittadini» perché, spiega il segretario generale ,
Gianni Tonelli «ogni giorno subiamo tagli, il sistema è quasi al collasso. Esistono delle criticità acclamate, una carenza di 14mila ispettori
e 9mila sovrintendenti. Siamo in
piena emergenza, ed è doveroso
prendere provvedimenti». Ieri, per
attirare l’attenzione sull’inadeguatezza dell’organico «ad affrontare
eventi quali l’Expo, il Giubileo straordinario e l’emergenza terrorismo», sono scesi in piazza a Roma
circondando simbolicamente i palazzi del potere (Viminale, Palazzo
Madama e Montecitorio), in concomitanza con i lavori parlamentari.
A. M.
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i tagliagole in Italia
IL CASO Lo scorso febbraio una motovedetta della
Guardia costiera era stata colpita da colpi di kalashnikov
sparati da una carretta del mare
«Dietro glisbarchi selvaggi
ci sono gli scafisti del Califfato»
Allarme della Dda di Palermo: la tratta dei disperati è gestita da miliziani libici vicini ai terroristi
Un solo viaggio può fruttare un milione di dollari. Mandato di cattura per tre trafficanti di uomini
::: TOMMASO MONTESANO
■■■ L’ombra dell’Isis sugli
sbarchi dei migranti in Sicilia.
Nel giorno in cui un blitz dell’antiterrorismo
smantella
una cellula di estremisti islamici in provincia di Torino, da
Palermo arriva l’allarme della
Direzione distrettuale antimafia: ci sarebbero gruppi armati
libici, a loro volta forse riconducibili al Califfato islamico,
dietro gli approdi dei clandestini sulle coste italiane. Attraverso la tratta di esseri umani,
ipotizzano gli inquirenti, le organizzazioniin lotta in Libia fedeli allo Stato islamico otterrebbero ifinanziamenti necessari per portare avanti non solo la lotta in Nordafrica,ma anche la penetrazione in Europa.
Tutto ruota intorno ad
un’intercettazione allegata all’inchiesta che, da dicembre,
il procuratore aggiunto, Leonardo Agueci, e ilsostituto Geri Ferrara stanno portando
avanti sul rischio delle infiltrazioniterroristiche tra i migranti. Indagini che hanno preso le
mosse da un’informativa ricevuta dai Servizi di sicurezza
prima di Natale.
Nella telefonata captata dagli investigatori, si sente Ghermay Hermias, un etiope residente in Libia, vantarsi con
quello che è stato identificato
come un organizzatore di
sbarchi: «Con l’ultimo barcone ho raccolto un milione di
dollari». Hermias è uno dei tre
uomini per i quali ieri il gup di
Palermo, Daniela Cardamone, ha spiccato un mandato di
arresto internazionale: è ritenuto il capo e l’organizzatore
delle tratte. Gli altri due sono
John Mharay, sudanese, che
::: LA SCHEDA
LA TELEFONATA
Un’intercettazione ha particolarmente colpito gli investigatori e l’antiterrorismo: Ghermay Hermias, un etiope residente in Libia, si vantava con
quello che è stato identificato come un organizzatore degli sbarchi: «Con l’ultimo barcone ho raccolto un milione
di dollari».
MANDATI DI CATTURA
Hermias è uno dei tre uomini
per i quali ieri il gup di Palermo ha spiccato un mandato
di arresto internazionale: è ritenuto il capo e l’organizzatore delle tratte. Gli altri due sono John Mharay, sudanese,
che si troverebbe in Sudan, a
Khartoum, e Shamshedin
Abkadt, eritreo, che risulta latitante.
LE FOTO SUI SOCIAL
Inquietanti alcuni scatti trovati sui cellulari di alcuni sbarcati: foto che ritraggono i clandestini in assetto da guerra, i
volti coperti da un cappuccio
nero, il kalashnikov e altre armi pesanti in mano.
secondo le informazioni dei
nostri 007 si troverebbe in Sudan, a Khartoum, e Shamshedin Abkadt, eritreo, che risulta
latitante. I tre, i cui nomi da ieri figurano nella lista dei ricercatidell’Interpol, sono accusati di associazione a delinquere
finalizzata alla tratta di esseri
umani.
Una delle prove del collegamento tra l’afflusso di clandestini - solo nel 2014 in Sicilia
sono sbarcati 197 mila migranti - e le milizie armate libiche
starebbe in quanto accaduto
a oltre 100 miglia a sud diLampedusa lo scorso 15 febbraio.
Allora una motovedetta della
Guardia costiera, intervenuta
per soccorrere un gruppo di
INFILTRATI TRA I CLANDESTINI
Sopra, un gruppo di immigrati salvati da una nave
italiana in attesa delle visite mediche prima dello
sbarco sul suolo italiano: solo nel 2014 in Sicilia sono
sbarcati 197 mila migranti. A destra, il ministro
dell’Interno Angelino Alfano [Ftg]
migranti, fu assaltata a colpi di
kalashnikov dagli scafisti.
Secondo gli inquirenti, il
gruppo che aprì ilfuoco apparterrebbe alla stessa cellula intercettata dai magistrati. Gli
scafisti, per non correre il rischio di dover cedere l’imbarcazione alle autorità italiane,
non esitarono a sparare, intimando agli uomini della
Guardia costiera di restituirgli
il barcone utilizzato per la traversata del canale di Sicilia.
Non solo. Dagli atti dell’inchiesta emergerebbero anche
contatti - seppure per via telematica, attraverso i social
network - tra alcuni soggetti
stranieri, di origine mediorentale ma residenti in Sicilia, e i
tre trafficanti di migranti nel
mirino della Dda palermitana. Nel fascicolo aperto dai
magistrati ci sarebbero anche
le fotografie scoperte sui cellulari di alcuni migranti e alcune immagini postate da loro
sui social network. Foto che ritraggono i clandestini in assetto da guerra: i volti coperti da
un cappuccio nero, il kalashnikov e altre armi pesanti in
mano.
Ieri in procura, per fare il
punto della situazione, c’è stato un vertice tra il sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia, Maurizio
De Lucia, e Agueci, che coordina ilpoolantiterrorismo.Gliinquirenti non trascurano nes-
Alfano: gli arresti fan parte della prevenzione
Il segretario
della Lega
Nord, Matteo
Salvini,
ha commentato
con rabbia
la notizia
degli arrestati
sul suolo
italiano
[Ftg]
Fi: il governo riferisca in Parlamento
E Salvini sbotta: «Italia Stato di m...»
::: ROMA
■■■ Matteo Salvini attacca: quello
italiano «è uno Stato di merda». Nel
giorno in cui il fronte immigrazione
riserva due novità - la scoperta della
cellula di estremisti islamici in Piemonte e l’allarme della Direzione distrettuale antimafia di Palermo sul rischio infiltrazione neglisbarchi - il leader della Lega torna all’offensiva. Lo
Stato «che sfratta due cittadini 70enni, è lo stesso Stato italiano di merda
che offre colazione, pranzo e cena a
decine di migliaia di immigrati». Salvini ironizza: «Siamo messi male, con
un ministro dell’Interno che un giorno ti dice che l’Italia non corre rischi.
Il giorno dopo, invece, ci sono arresti
e perquisizioni in Lombardia, Piemonte e Toscana per cellule jihadiste
potenzialmente operative. Fortuna
che c’è il buon Dio che ci protegge».
Il Carroccio alza i toni. «L’Isis è in
Italia.Adesso continueranno ad accusarci di razzismo o daranno ascolto
alle nostre proposte?», rincara la dose
Roberto Calderoli, vicepresidente del
Senato. Punta il dito contro il governo anche Giorgia Meloni, numero
uno di Fratelli d’Italia: «Antimafia di
Palermo conferma: in Libia i terroristi
controllano i barconi degli immigrati.
Chiudere le frontiere subito. Basta
sbarchi!». Forza Italia, con Anna Maria Bernini, vicecapogruppo a Palazzo Madama, chiede «al governo Renzi-Alfano di riferire immediatamente
suna pista nelle ricerche per ricostruire la rete di contatti tra i
«basisti» libici e gli organizzatori degli sbarchi. In quest’ottica è tornato d’attualità l’arresto, avvenuto alla fine di gennaio, di Giacomo Piran, un ex
militare 44enne siciliano convertito all’islam. Nell’abitazione di Piran furono trovati munizioni, manuali d’addestramento bellico, documenti
scritti in arabo e materiale informatico. Gli investigatori,
che sospettano un suo possibile collegamento con cellule
dell’estremismo
islamico,
hanno ripreso in mano ilfascicolo alla luce degli ultimi sviluppi dell’inchiesta principale.
al Parlamento su quanto accaduto e
sulla strategia di controllo e difesa del
nostro Paese».
Il ministro dell’Interno si difende:
«Non siamo un Paese a rischio zero,
l’operazione delle Forze dell’ordine e
della magistratura dimostra che la
prevenzione funziona». Per Alfano
gli arresti piemontesi certificano la
bontà delle scelte dell’esecutivo: «È
stata applicata la norma sui sospettati prevista dal decreto legge antiterrorismo, la stessa norma che viene applicata ai sospettati di mafia». Una tesi su cui concorda anche il leghista
Giacomo Stucchi, presidente del Copasir.
T.M.
TUNISI
Arrestato il capo
del commando
che colpì al Bardo
Sarebbe un tunisino residente abitualmente in
Belgio il capo della cellula terroristica che ha fatto strage di turisti (tra
cui 4 italiani) durante
l’assalto al museo del
Bardo a Tunisi. L’uomo
- di cui non è stata resa
nota l’identità - è stato
fermato dalle autorità
tunisine secondo quanto affermato al quotidiano Al Maghreb da Rafik
Chelli, segretario di Stato presso il ministero degli Interni. Il gruppo ideatore e realizzatore del
piano sarebbe stato
composto da 16 persone (tra le quali foreign
fighters tunisini ritornati in patria dalla Siria),
di cui alcune arrestate,
e sarebbe riconducibile
alla brigata jihadista tunisina Uqba ibn Nafi, diretta dal terrorista algerino Luqman Abu
Sakhr, attualmente ricercato. La cellula sarebbe stata strutturata in
quattro gruppi distinti,
ognuno con precise
competenze: dalla pianificazione alla logistica fino al gruppo di fuoco.
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ITALIA
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::: I GUAI DEL GOVERNO
Speranza in corsa per sostituire Lupi
Matteo fa pace con Ncd
per fare fuori i ribelli Pd
Il premier accelera sull’Italicum e convoca la direzione per chiudere
i conti con la minoranza. Verso l’accordo con Alfano sulla giustizia
::: BARBARA ROMANO
■■■ Ammesso che il rap-
porto tra i due si sia mai incrinato, Matteo Renzi ieri ha rinsaldato l’asse con Angelino
Alfano. Tanto che la prossima settimana, forse già martedì, potrebbe essere defenestrata Nunzia De Girolamo,
la nemica numero uno del
governo dentro il Ncd, che
dovrà cedere il ruolo di capogruppo alla Camera all’ex ministro delle Infrastrutture,
Maurizio Lupi. Intanto il premier-segretario si prepara a
mettere all’angolo la minoranza Pd convocando una direzione lunedì prossimo al
Nazareno,dove molto probabilmente imporrà con un voto il «suo» Italicum ai bersaniani. Unico tema all’ordine
del giorno, infatti, sono le riforme e la legge elettorale.
LA CONTROMOSSA
È la risposta di Renzi a una
lettera che gli ha scritto l’opposizione interna chiedendogli di costruire un «gruppo di
lavoro con i parlamentari
dem di Camera e Senato».
L’intento era quello di «di trovare un’intesa forte nel Pd»
su «pochi e qualificanti cambiamenti» da apportare all’Italicum, nel suo passaggio alla Camera, e alla riforma costituzionale,durante la seconda lettura al Senato. Ma non
::: LA SCHEDA
PENE PIÙ DURE E RIPARAZIONE
Il ddl anticorruzione riguarda i reati contro la pubblica amministrazione,
inasprisce le pene principali e accessorie per i reati di corruzione, indebita
induzione e peculato. Il testo prevede obblighi di riparazione e attenuanti in
caso di collaborazione utile alle indagini
PREVENZIONE
In un’ottica di prevenzione, è previsto lo scambio di informazioni tra Autorità anticorruzione, Procure e Tar. La seconda parte del testo riguarda i delitti
di falsa comunicazione sociale e prevede un’area di non punibilità per fatti di
lieve entità riguardanti società non quotate
EMENDAMENTI E VOTO
Sono stati presentati 226 emendamenti al testo, ma il voto finale è fissato
per mercoledì prossimo
ha fatto neanche in tempo ad
essere imbucata nella cassetta della posta di Palazzo Chigi,che Renzi ha subito convocato la direzione. Mossa che
ha spiazzato i dissidenti.
Un accordo non scritto, infatti,prevedeva che il voto sulla legge elettorale slittasse a
dopo le elezioni di maggio. Il
rinvio del voto sull’Italicum
era visto come un segnale di
disponibilità da parte del premier a trovare un’intesa. Invece ieri il Pdr (Partito di Renzi),
per voce di Ettore Rosato, vicecapogruppo molto vicino
al premier, ha chiesto di velocizzare l’iter dell’Italicum per
arrivare al voto finale prima
del 31 maggio. Quest’accelerazione,sommata alla convocazione della direzione, rialza il livello della tensione nel
Pd. Un assai probabile voto
in direzione sulla legge elettorale viene letto dai dissidenti
come un «prendere o lasciare».
Una partita, questa, che si
intreccia con il rimpasto di
governo. Renzi potrebbe infatti sfruttare l’occasione della poltrona lasciata vacante
da Lupi per coinvolgere maggiormente la sinistra Pd nel
governo. Per le Infrastrutture,infatti, circola sempre il nome del capogruppo Roberto
Speranza. D’Attorre ha detto
Matteo Renzi e Roberto Speranza: il capogruppo dem potrebbe rilevare le Infrastrutture [Ansa]
al premier che «l’accordo
con noi si fa sul merito, non
certo sulle poltrone», ma la
candidatura di Speranza resta sul tavolo.
RICUCITURE AL CENTRO
Mentre il meteo al Nazareno volge al peggio, si rasserena il clima nella maggioranza, dove sembra ricucito lo
strappo con i centristi, che si
il graffio
Che pesci prendere
Ieri è iniziata in Senato la discussione sul disegno di legge anticorruzione. Al momento sono stati presentati ben
226 emendamenti al testo, ma la conferenza dei capogruppo ha stabilito che il voto finale è fissato per la serata
di mercoledì primo aprile. Una data che già chiarisce
come andrà a finire.
erano astenuti nel voto finale
sulla prescrizione lunga. La
De Girolamo ieri continuava
a minacciare fulmini e saette,
spronando il partito a dare
battaglia a Palazzo Madama,
ma Alfano e gli altriostentavano la loro rinnovata vocazione filogovernativa. È infatti
anche grazie ad Area popolare che il Senato è riuscito ad
accelerare sul ddl anticorruzione - legato a doppio filo al
provvedimento sulla prescrizione - fissando il voto finale
a mercoledì della prossima
settimana. «Mai avuto dubbi
che si sarebbe proceduto in
tempi brevi, per il ddl anticorruzione nessun timore dal
Ncd», ha cinguettato il guardasigilli Orlando. «Battaglia
comune contro la corruzione? È ciò che stiamo facendo!», gli ha risposto via Twitter il coordinatore nazionale
del Ncd Quagliariello.
In Sicilia scontro tra fedelissimi di Silvio
Silvio Berlusconi è alle prese
con la compilazione delle
liste elettorali. E potrebbe
anche saltare l’uscita
pubblica di domenica a
Roma, la prima dopo la fine
dei servizi sociali
[LaPresse]
Fi a un passo dalla scissione
Fitto prepara le liste civiche
::: SALVATORE DAMA
ROMA
■■■ Martedì sera, all’hotel Adria-
no, ci voleva il bromuro. Tanto che
alla fine si sono capovolte le parti: è
toccato a Raffaele Fitto tenere buoni
i suoi parlamentari, furiosi per la defenestrazione di Gianfranco Chiarelli da capogruppo della Commissione Giustizia: «Che aspettiamo, che
ci facciano fuori uno per uno? Reagiamo!». Tra i più combattivi Maurizio Bianconi, Antonio Milo e Cinzia
Bonfrisco. Ma non sono riusciti a
convincere Fitto. Lui da Forza Italia
non vuole andarsene. A meno che...
A meno che ai fittiani non sia tolta
l’agibilità politica, requisite le cariche, negate le candidature. In quel
caso, allora, è già stata pianificata la
reazione. Che prevede la formazione di gruppi parlamentari autonomi alla Camera e al Senato (si stanno contando i numeri) e la presentazione di liste civiche per contendere
a Forza Italia il voto azzurro. A partire dalla Puglia, dove Fitto minaccia
di candidarsi autonomamente.
Una eventualità che avrebbe spinto
Francesco Schittulli, l’uomo scelto
da Silvio Berlusconi per sfidare Michele Emiliano, a valutare l’ipotesi
di un passo indietro. Schittulli ieri
avrebbe dovuto incontrare il Cavaliere.Che,però,ha rinviato la partenza per Roma: lieve forma influenzale. La quale, a questo punto, rischia
di mettere in dubbio anche la partecipazione dell’ex premier alla manifestazione di domenica all’hotel Ergife, prima uscita pubblica dopo la
fine dei servizi sociali. La verità è che
Silvio è frenato anche dalla contrarietà degli avvocati. Il Tribunale di
sorveglianza ha accordato a Berlusconiuno sconto di pena,ma in questo frangente l’uomo è sub judice.
Se per sbaglio si fa prendere la mano e dice una parola in più sulle toghe, sono guai.
Meglio starsene a casa. D’altron-
Così a soffiare sul fuoco resta solo la De Girolamo. «Se
Renzi non ci rispetta, usciamo dal governo», è tornata a
minacciare l’ex ministra dell’Agricoltura. Smentita un attimo dopo da Alfano: «Non
c’è nessuna possibilità che
Ncd esca dal governo dandogli un appoggio esterno». Durante il giorno, gran parte del
Ncd ha preso le distanze dalla quasi ex capogruppo, che
ieri ha avuto anche un vis-àvis molto franco con Quagliariello, in cui il coordinatore
nazionale le ha detto a muso
duro che o si riallinea o quella è la porta. Al momento però la De Girolamo non sembra intenzionata né a cedere
né ad andarsene. Avvalorando il sospetto, sussurra un dirigente alfaniano, che lei sia
«l’uomo all’Avana di Berlusconi, messa apposta dentro
Ncd per fare casino».
de nei prossimi giorni dovrà anche
vedere Matteo Salvini per decidere
una buona volta le candidature. Lo
schema berlusconiano prevede: Veneto alla Lega (Luca Zaia) e Liguria
a Forza Italia. Si tratterebbe di chiedere un passo indietro a Edoardo
Rixi, già indicato dal Carroccio come candidato. Silvio pare sia intenzionato a schierare in prima linea il
cerchio magico. A suo modo è una
sfida a chi continua ad attaccare la
corte berlusconiana accusandola di
non avere seguito popolare. È il momento di dimostrare il contrario:
Berlusconi avrebbe pensato di candidare Giovanni Toti in Liguria e Deborah Bergamini in Toscana. Ma lì
Forza Italia potrebbe anche accettare la soluzione proposta dalla Lega,
ovvero l’ideologo salviniano Claudio Borghi. Ciò anche per evitare
uno scontro fraticida tra azzurri. In
Toscana, infatti, il fittiano Bianconi
starebbe raccogliendo le firme per
una lista alternativa a quella forzista.
Cosa che non dispiacerebbe a Denis Verdini, pure lui in polemica
con il Cerchio magico dopo il fallimento del patto del Nazareno.
A proposito dell’inner circle, pure
lì c’è qualcosa che vacilla. Se è vero
che Vincenzo Gibiino, vicino a Maria Rosaria Rossi e a Francesca Pascale, è stato duramente attaccato
da Marcello Fiori, il coordinatore
deiClub Forza Silvio. Il motivo? Gibiino, che è il capo di Forza Italia in
Sicilia, ha provveduto a una nomina
(quella di Costanza Castello) invadendo il campo dei Club: «Castello
è decaduta da responsabile regionale dei Club, Gibiino si è sostituito a
un compito che lo statuto assegna a
me», si è infuriato Fiori. L’altro invece precisa di aver solo attuato una
volontà di Berlusconi, che qualche
mese fa ha preso la decisione di «traghettare» i club dentro la struttura
del partito. Ieri Gibiino e gli altri coordinatori regionali hanno ricevuto
una lettera della Rossi in cui si fissano i criteri per la compilazione delle
liste:«Saranno ricandidati solo i consiglieriregionali in regola con le quote da versare al partito».
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ITALIA
__Giovedì 26 marzo 2015__
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::: CULTURA ROSSA
Fenomenologia dem in televisione
Sorrisi e bugie: Moretti, la renzista perfetta
La candidata Pd in Veneto è il paradigma del partito dell’ex sindaco: tanta immagine, slogan vuoti e poche idee. Molto confuse
::: segue dalla prima
ALTRO CHE JOBS ACT
MARIO GIORDANO
(...) delle quote latte. Ogni tanto ci infila dentro qualche dichiarazione spiazzante, come
quando in mezzo al dibattito
sulle pensioni esclama: «Non
è vero che gli imprenditori si
divertono a licenziare», che è
un po’ come se uno in mezzo
alla foresta equatoriale si mettesse a gridare: «Non è vero
che ipinguini sono rossi». Verità indiscutibile, per l’amor del
Cielo, solo appena un filo fuori
contesto. Quando proprio
non sa come svicolare dalle
domande ricorre alle paroline
magiche che evidentemente
le hanno fatto imparare a memoria: «macchina del fango»
(anche nella versione civettuola: «macchinetta del fango»),
«linee guida», «questo governo», «80 euro», «le cose fatte».
E soprattutto «Cantone». Dovete sentirla con quanto gusto
pronuncia il nome del magistrato, pensando così di salvare il resto della sua esibizione:
un Cantone per mille cantonate.
Se non avete assistito allo
show di Alessandra Moretti
l’altra sera da Floris su La7,
beh, avete perso l’occasione di
vedere all’opera il concentrato
del renzismo sottovuoto spinto, paradigma perfetto di come il premier intende trattare
gli italiani, cioè da citrulli cui
puoi raccontare che gli elefanti volano, le tasse si abbassano, i sottosegretari si nominano da soli, le monete crescono
sugli alberie iministri si dimettono senza che ilpremier nemmeno lo sappia. Manuale in
tre regole per farci fessi: basta
mostrare una bella faccia, sparare balle impunemente e deviare sempre il discorso da
un’altra parte per non dover
mairispondere nel merito.Bugia e sorrisetto, renzista perfetto.
Se aveste avuto mezz’ora da
dedicare alla trasmissione tv
avreste avuta piena consapevolezza di ciò. Alessandra Moretti, già portavoce di Bersani
convertitasi al renzismo dopo
un breve passaggio nel cuperlismo,è uno deimigliori prodotti della batteria Pd per i salotti
tv. Per esempio, quando dice
cose false è insuperabile: «Il
premier Renzi non ha mai
chiesto a Lupi di dimettersi»,
oppure «La pressione fiscale è
diminuita», oppure «Abbiamo tolto l’Imu sui terreni agricoli». Sa benissimo che niente
di tutto ciò è vero, sa benissimo che il premier Renzi ha fatto il diavolo a quattro per ottenere le dimissioni di Lupi, che
la pressione fiscale non diminuisce (dati del Documento di
programmazione economica
e finanziaria del suo governo)
e che l’Imu agricola l’hanno
messa, non tolta (l’unica cosa
è che, in extremis, hanno aumentato il numero dei Comuniesentati,ma c’è una bella differenza tra aumentare le esen-
Papà Renzi lo licenzia
e poi non lo risarcisce
Lui: «Torno in Africa»
Tiziano Renzi [Ansa]
Alessandra Moretti, candidata democratica alla presidenza del Veneto [Olycom]
zioni e togliere una tassa…).
Ma i dati di fatto non importano: con quella bella frangetta,
due complimenti(«Ah Giordano, com’è bravo lei, leggerò il
suo libro») e una smorfia sarebbe in grado di dire che ilVeneto confina con Calabria e
Molise. «Guardi Moretti, che
non è vero…». «Ma noi abbiamo nominato Cantone…».
È meravigliosa in questo
suo vagare lungo i confini della logica, spesso oltrepassandoli. La coerenza, si capisce, è
un optional assai meno utile
dei suoi orecchini. Per esempio dice per tutta la sera che le
questioni per cui Lupi si è dimesso sono politiche, che non
si può dipendere dalla magistratura,un conto sono gliavvisidi garanzia un conto è la sen-
sibilità istituzionale di chi ricopre incarichi pubblici e ha ricevuto favorida persone che possono trarre da lui vantaggio.
Poi quando Giorgia Meloni le
chiede perché Renzi quand’era sindaco (incarico pubblico)
e ha ricevuto favori (la casa) da
chi poteva trarre da lui vantaggio (Marco Carrai),non ha mostrato la stessa sensibilità istituzionale,risponde: «Ma la magistratura non ha avuto nulla da
dire…». Ma come? La magistratura? Quindi dobbiamo dipendere dalle toghe? Oppure
no? Insomma: per giudicare
sconveniente ilcomportamento di un politico dobbiamo
aspettare gli avvisi di garanzia
o no? Che ne pensi davvero,
Moretti?
Lei,ovviamente,non rispon-
de. Se uno prova a insistere lei
si spazientisce. «Oh, insomma, sempre a rinvangare queste cose del passato». In effetti:
la questione della casa di Renzi appartiene al passato, non
bisogna più tirarla fuori. Mica
come la questione delle quote
latte (che lei tira fuori) o delle
mutande verdi di Cota (che lei
tira fuori, con rispetto parlando) o dei diamanti di Belsito
(pur essi citati dalla Moretti
con abbondanza di enfasi).
Ma perché la casa di Renzi è
«una cosa vecchia» e i diamanti di Belsito o le quote latte un
argomento di attualità? Non
provate a chiederlo alla damigella del Pd, sarebbe inutile.
Le hanno fatto credere che si
può dire qualsiasi cosa, basta
avere un po’ di fard e una fac-
cia che buca lo schermo.L’unico problema è che quando lei
si è alzata, nel salotto di Floris,
e al suo posto si è seduta l’onorevole Francesca Puglisi, nouvelle vague rampante del Pd
da talk show, ci è venuta quasi
la nostalgia. «Le province sono state abolite», ha esordito
infatti l’onorevole Puglisi, impunemente. «Adesso infatti ci
sono gli enti territoriali vasti…». Quindi è cambiato solo
il nome? «No, è che c’è bisogno di qualcuno che spali la
neve...». Ecco, a sentire che la
neve giustifica il pasticcio delle
province, la Moretti d’improvviso con i suoi Cantoni e le sua
cantonate ci è parsa un gigante. La deriva del sottovuoto
renzista, evidentemente, ci sta
preparando al peggio…
Il parere degli ex membri della Consulta salva la Casta
«Non toccate i vitalizi dei condannati»
I giudici bocciano la proposta di tagliare la pensione ai parlamentari pregiudicati: «Incostituzionale»
■■■ Il vitalizio non si tocca. Neanche
«privano, con misura sanzionatoria, in
quello dei condannati. Dopo l’autore- modo retroattivo i destinatari diun diritvole bocciatura del presidente emerito to loro spettante in base alle norme predella Consulta, Cesare Mirabelli, con- cedenti». E infine «prevedono l’irrogatro lo schema di delibera a cui stanno zione di una sanzione senza che sia galavorando gli uffici di presidenza di Ca- rantito il diritto di difesa». Contrario alla
mera e Senato scende in campo un al- sforbiciata anche il professoreMassimo
tro pezzo da novanta. AnLuciani,che però suggeriche per Sabino Cassese l’isce un piano B. Il probledea di togliere la pensione
ma, secondo il docente
da parlamentare ad ex sedella Sapienza è rapprenatori e deputati che absentato dallo strumento
biano riportato una conscelto. La «misura della
danna per gravi reati fa accessazione dell’erogazioqua da tutte le parti. «Le
ne dei vitalizi e delle penmisure che si vorrebbero
sioni» configura infatti
adottare», ha spiegato l’ex
una «sanzione penale acgiudice costituzionale in
cessoria». Per metterla in
un parere fatto pervenire
atto bisogna dunque
ai presidenti Pietro Gras- Piero Grasso [Ansa]
cambiare la fonte normaso e Laura Boldrini, «pretiva. Non una semplice
stano il fianco a numerose critiche per- delibera, ma una legge, che «permetteché illegittime costituzionalmente». rebbe di introdurre, ove lo si ritenesse,
Inanzitutto,«dispongono, con atto rego- una nuova sanzione che, per le sue calamentare, una misura sanzionatoria ratteristiche sostanziali, avrebbe natura
accessoria a misure penali, senza un penale». Anche in questo caso, però, i
adeguato fondamento legislativo». Poi vecchi vitalizi non si toccano. L’unico
intervento possibile è su quelli futuri.
Non tutti i giuristi, però, la pensano
allo stesso modo. A schierarsi con la
proposta, sostenuta anche dal M5S, ci
sono professori come Alessandro Pace,
Michele Ainis e Giancarlo Ricci. Pace si
concentra sulla natura del vitalizio «unica, specifica e particolare» rispetto alla
quale i beneficiari non possono pretendere di invocare principi generali, tanto
più che hanno deciso di derogare al regime della previdenza ordinaria. Più
netto Ainis, secondo cui il Consiglio di
presidenza può procedere alla revoca e
«in qualche misura deve farlo, per una
ragione di etica costituzionale, se non
di diritto costituzionale», con l’accortezza però «di restituire ai soggetti interessati i contributi versati», come peraltro
previsto in una prima bozza di delibera. Anche Ricci propende per la legittimità, mettendo in guardia, anche lui, la
necessità di restituire quanto versato
per evitare a carico dell’Amministrazione «gli estremi dell’indebito arricchimento».
S.IAC.
«Panorama» dedica la copertina a una storia balzata agli onori della cronaca
il 9 febbraio del 2013,
quando Evans Omoigui,
un nigeriano di 39 anni,
sale su una gru del porto
di Genova e minaccia di
lanciarsi nel vuoto. All’origine della protesta ci sarebbe il mancato pagamento di 90mila euro da
parte della società Arturo
Srl di Tiziano Renzi, il padre di Matteo all’epoca
sindaco di Firenze. La Arturo, attiva nella distribuzione di giornali, nel settembre 2011 era stata condannata a risarcire Omoigui perché licenziato illegittimamente. Sembra
che l’uomo sia tornato in
Nigeria e non abbia mai visto i suoi soldi
LA POLEMICA
Alfano difende
i sottosegretari Pd
«Non si dimettano»
«I sottosegretari indagati? Non si devono dimettere», firmato Angelino Alfano, con tanti saluti all’ex
ministro Ncd Lupi, che ha
lasciato l’incarico senza
essere nemmeno indagato. Il leader centrista torna sul caso che ha infiammato il Palazzo nei giorni
scorsi e cerca di chiudere
le polemiche sul caso Lupi: «Io sono un garantista
e dunque non crediamo
nelle presunzioni di colpevolezza, e il sospetto pensiamo che sia non l’anticamera della verità, ma l’anticamera della calunnia.
Gli indagati sono del Pd, e
il Pd ha scelto la linea di
non farli dimettere». Scelta politica di Renzi, quindi.
Sull’altro fronte è l’azzurra Daniela Santanché ad
attaccare: «I sottosegretari indagati sono indifendibili»
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ITALIA
__Giovedì 26 marzo 2015__
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::: GIUSTIZIA E POLITICA
Odissea giudiziaria
«Ho fatto un convegno
contro le coop rosse
e mi hanno arrestato»
IN SICILIA HA VINTO UN FORZISTA
Il forzista Pagliani in carcere per 22 giorni: «Ci hanno messo più di tre settimane
per ascoltarmi. Alla fine i giudici hanno ammesso che la mia era attività politica»
FRANCESCO SPECCHIA
(...) senza essere mai ascoltato
dai magistrati che in quell’inferno l’avevano precipitato; e
«senza aver mai capito -lo giuro- il motivo per cui ero stato
arrestato». Pagliani, oggi, è stato scarcerato per un errore giudiziario ciclopico, ma senza
troppe scuse dalla Procura.
Anzi, a dire la verità è stato
scarcerato il 19 febbraio scorso; ma oggi sono arrivate le
sferzantimotivazioni della sentenza delTribunale della Libertà diBologna che doveva giudicare la sua accusa di concorso
esterno in associazione mafiosa «semplicemente perchè tre
anni fa, in un incontro pubblico, a un ristorante, con i fornitori-creditori delle Coop rosse,
tra 60 imprenditori c’erano
mescolati degli esponenti della N’drangheta del clan Aracri
di cui nulla sapevo e mai più
avrei rivisto...» ci racconta Pagliani con la voce mozzata. Da
“
Giuseppe Pagliani
::: segue dalla prima
■ Se non ci fosse
stato il riesame e se
non fossi avvocato
sarei ancora lì
GIUSEPPE PAGLIANI
lì, il solito copione. Qualcuno
sussurra che quella «consorteria» era il legame con le ’ndrine; e il politico-avvocato entra
nel mirino dei piemme, e ci
esce in gabbia, con la chiave
buttata chissà dove. «Un incu-
bo, sono figlio unico: genitori e
fidanzata sono rimasti choccati. Le famiglie dei miei 14 dipendenti erano in stato di trance. In galera senza un perchè,
ho cominciato perfino a fare
consulenza agli altri detenuti».
Per capirci: nella retata a strascico del suo arresto -117 persone, per l’inchiesta Aemiliafiniscono anche incensurati assoluti, con violazione palese
del principio della misura della pena. Ci finisce addirittura
un signore, tal Oppido, che
passava di lì per caso, in cella
per una settimana prima disapere di esser vittima d’una devastante omonimia.
«Se non ci fosse stato il riesame, se non facessi l’avvocato,
se non avessi vergato sette pagine di memorie per spiegare
l’assurdo; be’, ora sarei ancora
lì a marcire. Per fortuna c’era il
riesame, la cui sentenza pare
scritta da me». E la sentenza
spiega che, in effetti: «Non possono giudicarsi acquisiti gravi
indizi di colpevolezza», stilan-
Il Pd azzera le primarie ad Agrigento
La notizia non è ancora ufficiale, ma il Pd
va verso la sconfessione delle primarie di
Agrigento, organizzate con esponenti di
Forza Italia e vinte da Silvio Alessi che ha
do con aguzza precisione un
documento che è una demolizione completa e definitiva
dell’accusa.
Sostiene Pagliani: «Nel mio
ruolo politico mi sono sempre
occupato deglistrani affari delle cooperative. Ho attaccato
per anni i conflitti d’interesse
dell’ex presidente della Provincia Sonia Marini e gli interessi
localidella sinistra.Forse ho alzato troppo la cresta...». Forse.
Di certo le 1286 lettere e email
dichiarato di avere votato per il partito di
Berlusconi. Per il coordinamento dell’area Renzi di Agrigento, le primarie della
«strana alleanza» vanno annullate. [Ansa]
di solidarità («risponderò a tutte») ricevute, compresa quella
ufficiale Pdl a firma Maurizio
Gasparri,attestano una patologia. Scene d’ordinaria ingiustizia, giusto alla vigilia di una vaporosa riforma giudiziaria. Secondo l’aggiornatissimo sito
Errorigiudiziari.com nel solo
2014 sono state accolte 995 domande di risarcimento per
35,2 milioni dieuro, incremento del 41,3 per cento rispetto al
2013. Dal 1991 al 2012 lo Stato
I 100 CAPOLAVORI
DELLA MUSICA CLASSICA IN CD
per questo motivo ha speso
580 milioni di euro per 23.226
cittadini ingiustamente dietro
le sbarre negli ultimi 15 anni.
Non è finita qui, per Pagliani.
Qualche piemme orgoglioso
potrebbe riprende ilfilo dell’assurdo:«Mi auguro che ciprovino. Così saranno sberle anche
dalla Cassazione». Dov’eravamo rimasti su quella cosa della responsabilità civile dei magistrati macbethiani, ministro
Orlando...?
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ITALIA
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::: GIUSTIZIA E POLITICA
Quello che non va in «1992»
::: segue dalla prima
FILIPPO FACCI
(...) (poi possono piacere o
meno) e altri personaggi sospesi tra fantasia e cronaca
già sono discutibili: va bene
anche questo, e infatti sono
gli episodi pretesa aderenza
con la realtà a lasciare un po’
così.
Si può trasvolare sul dettaglio che lo svincolo autostradale Bologna-Borgo Panigale non c’era (non così) e che
pure non esisteva un determinato modello di frigorifero.Si può ritenere imprescindibile che il grattacielo del Pirellone nella fiction appaia
già ristrutturato (post incidente aereo del 2002) e che
glispot pubblicitari con la prima campagna ministeriale
sull’Aids (quella con le sagome contornate di viola) risalga in realtà all’anno prima, al
1991, come pure la versione
del programma «Avanzi» in
cui si vedono Serena Dandini e Corrado Guzzanti. Fa
niente anche per un divano
di design che non era ancora
stato disegnato, e pace anche se ormai non c’è scena
milanese - ambientata in un
bar - che non abbia per location la solita Belle Aurore di
via Castelmorrone, sempre
quella, due palle: oltretutto
lo spacciano come bar vicino al tribunale anche se dista
più di sei chilometri. E, oltretutto, nella fiction si vede un
ufficiale di polizia giudiziaria
che paga e se ne va senza
scontrino.
1) Però, egregi autori, verso la fine della seconda puntata compare un mandato
d’arresto che sembra disegnato al computer da un
bambino: non sono fatti così,
a esser precisi non erano neanche più d’arresto: erano i
famigerati ordini di custodia
cautelare. Nota: quegli interrogatori di gruppo coi tavoliniuno affianco all’altro, seriali e con Di Pietro direttore
d’orchestra, beh, non esistono e sono ridicoli.
2) Aldilà dipossibili inesat-
DiPietro,Dell’Utri e il«Cinghiale»
Le sviste della serie su ManiPulite
Nella fiction di Sky l’ex pm risulta più garantista di quello che è stato. Sbagliata la data:
l’idea di Forza Italia non partì a inizio ’92. E non fu Tonino a dare il soprannome a Craxi
::: I PUNTI
LE IMPRECISIONI
Verso la fine della seconda
puntata della fiction «1992»
compare un mandato d’arresto che sembra disegnato al
computer da un bambino: non
sono fatti così, a esser precisi
non erano neanche più d’arresto, ma erano i famigerati ordini di custodia cautelare.
SUL MAGISTRATO
Nella fiction si vede un Di Pietro che garantisce riservatezza
alla moglie di Mario Chiesa
qualora l’avesse aiutato a individuare i conti in Svizzera dell’ex marito. A parte che fu la
stessa ex moglie a rivelarne l’esistenza agli inquirenti, c’è da
dire che Di Pietro la fece attendere per ore e ore in corridoio:
e questo proprio per farla vedere ai giornalisti perché scrivessero di lei, cosicché l’ex marito
intendesse.
LA POLITICA
Non c’è nessun riscontro al fatto che Dell’Utri abbia pensato
d’inventarsi un soggetto politico sin dall’inizio del 1992. Sicuramente non quando arrestarono Chiesa e neanche dopo le elezioni del 5 aprile che
segnarono il crollo della Dc
ma perdite minime per il Psi,
grande sponsor di Berlusconi.
Le cui tv sin da principio diedero manforte all’inchiesta.
tezze già evidenziate da Mario Chiesa circa il proprio arresto («non esiste nessun verbale che attesti la leggenda
della tangente gettata nel water», ha detto) qui non si vuole segnalare un’imprecisione: tuttavia le modalità di
quell’arresto, riviste oggi, fanno comunque comprendere
quanto fosse diverso l’atteggiamento della magistratura
a proposito della custodia
cautelare. In Mani pulite,
una sola chiamata in correità
::: GIORGIO OLDOINI
■■■ La Magistratura si è assunta
un ruolo salvifico della morale pubblica, e usa i metodi consentiti dalle
leggi e dalla giurisprudenza. Si tratta
di liberare il Paese dai ladri e dai corrotti, una razza passata indenne da
Mani pulite, che si è ricostituita più
forte di prima, occupa igangli del potere, quello “segreto”, che conta e suscita il “rispetto” della gente. Certi
comportamenti amorali sono puniti
dalla gogna mediatica piuttosto che
dalla legge, ma i soliti furbetti ci fanno l’abitudine. Le forze in campo sono di qualità: finanzieri, carabinieri,
poliziotti, persone che non si fanno
intimidire dal potere, che utilizzano
sofisticati mezzi di indagine e sono
in grado di perseguire ogni reato che
emerge dalle intercettazioni a “strascico”. Se il Paese non è sicuro in tali
mani, in quali altre mani potrebbe
esserlo? C’è solo un problema: dob-
ALLO SPECCHIO
A sinistra il Di Pietro (Antonio Gerardi) della serie
«1992» di Sky. A fianco il pm Di Pietro nel 1993 [Ansa]
basterà per incarcerare chicchessia, ma prima di essa Antonio DiPietro non si fece bastare la confessione di Luca
Magni e neppure le intercettazioni telefoniche:predispose banconote segnate (in realtà solo una ogni dieci) e poi
microfono e persino una telecamera che non funzionò.
Solo allora arrestò Chiesa.
3) Nella fiction si vede un
Di Pietro che garantisce riservatezza alla moglie di Mario
Chiesa qualora l’avesse aiuta-
to a individuare i contiin Svizzera dell’ex marito. A parte
che fu lei a rivelarne l’esistenza agli inquirenti, Di Pietro in
realtà la fece attendere per
ore e ore in corridoio: e questo proprio per farla vedere
aigiornalisti perché scrivessero di lei, cosicché l’ex marito
intendesse.
4) A un certo punto un improbabile Di Pietro dice che
il processo per direttissima a
Mario Chiesa «ho deciso di
non farlo». Non andò pro-
prio così, Di Pietro infatti mica poteva decidere diversamente da qualcosa che il suo
procuratore capo aveva già
annunciato. L’ha raccontato
Di Pietro stesso: «Mani pulite
s’è fatta perché io - sì, io e solo io -, diciamo per sbaglio,
“dimenticai” di depositare
gli atti nei tempi prescritti per
la direttissima...Borrelli aveva dato pubblicamente l’indicazione di depositare gli atti...erano in vista le elezioni
del ’92, la tensione montava... A quel punto, io non ho
la forza di dire al dottor Borrelli che non lo faccio perché
voglio arrivare a un obiettivo
preciso; e allora “mi sbaglio”». Borrelli a suo modo
Missione sbagliata
L’utopia dei pm: giudicare la moralità
I magistrati vorrebbero punire tutto ciò che non è etico. Lo teorizzavano anche i nazisti
biamo chiederci se questa nobile
missione rientri nei doveri dei magistrati.
Per aiutarli nella battaglia tra il bene e il male, è necessario attribuire
loro poteri speciali come avviene in
tempo di guerra. Per prima cosa,
dobbiamo considerare reato ogni
azione contraria a una “sana” morale. Se regali un orologio di lusso a un
pubblico ufficiale o a un capo-azienda, ti aspetti qualcosa in cambio: è il
regalo in se che costituisce reato, anche se non si scopre il corrispettivo.
Nel nostro Paese, chi è in grado di
fare favori ha titolo per riceverne a
sua volta; si determinano così comportamenti emulativi che abbassa-
il graffio
Conflitto
di interessi
Gramellini ha ironizzato sulle suore di clausura che usano
Facebook per rispondere alle
critiche postincontro con il Papa. Titolo: «Clausura 2.0». Certo, ma con chi avevano litigato
le suore? Con la Litizzetto. E
con chi lavora la Litizzetto in
tv? Con Gramellini. Ah ecco.
Siamo alla paraculaggine 2.0
no il livello etico della società civile.
La prassi della raccomandazione è
entrata a far parte del diritto delle
genti, l’unico modo per sradicarla è
quello di considerarla reato. Il padre
che raccomanda il figlio per un posto di lavoro o per l’esame di Stato,
commette un “reato istantaneo”,
che va colpito con gravi sanzioni. Sul
fronte pubblico, è noto che le istituzioni e le burocrazie tendono a organizzarsi al fine di ottenere i vantaggi
che derivano dal loro ruolo e per diventare centri permanenti di potere
autonomo. Le varie minoranze che
controllano le burocrazie finiscono
per accordarsi, spartendosi i benefici possibili e dando luogo a un vero e
ha confermato: «Non immaginavo che dall’arresto di
Chiesa potesse nascere quello che è nato, ma credo che
non l’immaginasse nessuno.
Non l’immaginava certamente Di Pietro».
5) Non c’è cronaca e sentenza ma soprattutto logica
che porti a sostenere che
Marcello Dell’Utri abbia pensato d’inventarsi un soggetto
politico sin dall’inizio del
1992. Non quando arrestarono Chiesa (l’arresto fu a lungo snobbato) e neanche dopo le elezioni del 5 aprile
1992,che segnò certo un crollo storico della Dc ma perdite minime per il Psi, grande
sponsor di Berlusconi. Le cui
tv, va ricordato, sin da principio diedero manforte all’inchiesta.È vero che la Lega superò i 3 milioni di voti (quasi
il 9 per cento) anche se fanno
vedere che un tizio viene candidato quando le liste erano
senz’altro già chiuse.
6) Qualche pignoleria. A
un certo punto inquadrano il
programma «Non è la Rai»
trasmesso su Italiauno, ma
al tempo andava in onda su
Canale 5: passerà a Italiauno
solo dal gennaio 1993. Il termine «cinghialone» riferito a
Craxi, o cinghiale, non fu di
Di Pietro, ma dei cronisti;
comparve per la prima volta
su l’Indipendente. In un baracchino vicino al Castello
Sforzesco si vedono in vedita
delle bottigliette di Gatorade
che non esistevano. Sciocchezzuola finale: nella fiction
si dice che la scuola steineriana «è una delle più care diMilano». Non è vero per niente.
Siccome il riferimento è chiaramente ai figli di Berlusconi, andrebbe aggiunto che la
sezione scolastica del caso
era a Lambrate, e nasceva da
una scissione dalla storica
scuola steineriana di via Clericetti; era così malmessa
che Veronica Berlusconi
mandò personalmente degli
imbianchini a mettere in ordine le aule.
Bene, ora siamo pronti per
le puntate successive.
proprio sistema di potere che sfida e
sottomette quello ufficiale.
Questa dinamica dei gruppi può
in parte spiegare le cosiddette “toghe rosse” nella magistratura, che
cercavano un potere giudiziario indipendente e conflittuale rispetto agli
altri organi statuali. Una legge che
considerasse reato tutto ciò, sarebbe
“manna dal cielo”. Pochi avvertono
che questo dominio è possibile al
“tecnico competente”, solo quando
il ministro è incompetente. I deputati “urlatori” non saprebbero scrivere
una riga delle leggi che votano, sono
gli uffici legislativi a provvedere. Abbiamo distrutto i partiti, era logico
che emergesse il potere incontrollabile dei tecnici. Vorrei infine segnalare che quanto ho scritto fin qui non è
farina del mio sacco: ho solo ripreso
alcuni concetti enunciati da una rivista tedesca degli anni venti, che teorizzava lo Stato etico nazional-socialista.
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ESTERI
__Giovedì 26 marzo 2015__
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::: DISASTRO SULLE ALPI
La cabina di pilotaggio al centro del giallo
Esalazioni, voci, elenchi
I tre misteri dell’Airbus
Scatola nera recuperata: «Si sente parlare ma non si sa chi». Non escluso l’attentato
Polemiche sulla pubblicazione dei nomi. Sequestrata l’autobotte del rifornimento
::: segue dalla prima
MIRKO MOLTENI
(...) Le squadre di recupero inviate nella zona dell’impatto,
nel comune di Mèolans-Revel,
hanno trovato le due scatole
nere, cioè il registratore dei dati
di volo e quello delle voci dei
piloti in cabina. Scatole in realtà dipinte di un bel rosso vivo
per facilitarne l’avvistamento
in caso di disgrazia. Una, quella dei parametri di volo, è inutilizzabile perché la violenza del
cozzo, avvenuto a 600 km/h
contro la roccia, ha divelto il
blocchetto con la scheda di memoria. L’altro «Flight Recorder», quello delle voci, pur accartocciato, è in condizioni migliori e in serata ci si stava già
lavorando. Ha raffreddato però gli entusiasmi Remi Jouty, il
capo dell’agenzia francese per
la sicurezza di volo, la BEA. Ha
spiegato che le registrazioni vocaliin cabina sono state scaricate ma «non sono state ancora
processate, ci vorranno settimane o mesi, e comunque nessuna pista è ancora da escludersi».Non si sa quindi se ipiloti parlavano durante la misteriosa discesa di 8 minuti, oppure se, in caso di audio muto, è
attendibile che fossero in stato
diincoscienza.«Le cose non sono così semplici», ha concluso
l’esperto della BEA. Anche il
Procuratore Generale di Marsiglia, Brice Robin, conferma le
parole di Jouty, mentre
l’Interpol ha mobilitato 4 espertiche andranno a Parigi per collaborare nelle indagini e nell’identificazione dei cadaveri.
Che l’evento scatenante della
picchiata che ha portato l’aereo alla quota delle montagne
sia stato, come si è ipotizzato,
un incendio improvviso alle
batterie al litio, oppure una depressurizzazione improvvisa
della cabina, con conseguente
asfissia dell’equipaggio. O ancora un’esalazione di qualsiasi
tipo scaturita dall’impianto di
aerazione, tutto per ora rientra
ancora nelle illazioni. Come
pure il problema al portello del
carrello anteriore che l’aeroplano, vecchio di 24 anni, aveva
avuto il giorno prima. Si è dubitato perfino delcarburante, tanto che è stata sequestrata per
indagini l’autobotte che aveva
rifornito l’A-320 a Barcellona.
Di certo è stato qualcosa di fulmineo, capace di compromettere come minimo la capacità
di giudizio dei piloti, se non di
ucciderli all’istante.
Ierila stampa tedesca,in particolare la Bild, ha ricostruito le
fasipiù concitate del volo,sfruttando, si dice, un rapporto dell’Armee de l’Air, l’aviazione
francese, che Parigi ha subito
passato alla Germania. Iniziata
la picchiata appena un minuto
dopo l’ultimo tranquillo messaggio rivolto dall’equipaggio
ai controllori di volo, dalle
10.31 alle 10.35 sono stati lanciatidalle torri dicontrollo all’aereo ben tre messaggi per chiedere ai piloti il motivo della veloce affondata. Intuendo che il
problema doveva essere grave,
hanno utilizzato la International distress frequency, la frequenza radio riservata alle
emergenze. Non avendo risposta,le autorità della DGAC,l’ente francese dell’aviazione civile, hanno lanciato l’allarme a
VERTICE DI CAPI DI STATO
A sinistra, una delle due scatole nere dell’Airbus.
Sopra, Mariano Rajoy, François Hollande e Angela
Merkel guardano verso la montagna dello schianto. A
destra, un membro dei team di salvataggio fra i detriti
del velivolo Germanwings [Ansa, Reuters]
partire dalle 10.36, facendo alzare anche un caccia supersonico dell’Armee de l’Aire un elicottero della Gendarmerie, finchè non sono arrivate pochi minuti dopo le prime notizie sull’impatto.
Il volo 4U 9525 trasportava
144 passeggeri, oltre ai 6 membri dell’equipaggio e fra i tanti
latioscuridella vicenda,che an-
cora ieri impazzavano sui media mondiali, la questione della pubblicazione della lista ufficiale delle vittime la faceva da
padrone. Per la maggior parte
della giornata, della lista completa non c’è stata traccia e solo verso sera si è appreso che la
Croce Rossa Tedesca si era fatta consegnare dalla Germanwings un elenco comple-
Germania in trincea contro le critiche
Adesso i cobas difendono Lufthansa
Dopo il tentativo di sciopero martedì, anche i sindacati duri e puri stanno con la compagnia
::: DANIEL MOSSERI
BERLINO
■■■ Prima i piloti hanno incrociato le
braccia. Tant’è che martedì sera circa
trenta voli Germanwings sono rimasti a
terra, privi anche del personale di volo.
In aiuto della compagnia erano giunte le
aziende «sorelle», parimenti legate a Lufthansa: AirBerlin e Tui flight (voli charter) mettevano a disposizione di Germanwings undici aeromobili a parziale
sostituzione dei voli annullati. Mercoledì
mattina solo una tratta della sussidiaria a
basso costo di Lufthansa è stata cancellata. Poi la situazione è tornata alla normalità. Poche ore dopo la notizia dello
schianto dell’Airbus 321, fonti Germanwings avevano reso noto che,il giorno prima della tragedia, l’aero aveva subito controlli in seguito ad alcune anomalie al carrello. Ragion di più per i piloti,
steward e hostess per restare a terra. All’inizio la dirigenza del vettore regionale di
Lufthansa aveva mostrato comprensione: «È una decisione che possiamo capire», aveva spiegato il direttore di Germanwings, Thomas Winkelmann. Nelle
ore subito successive in conferenza stampa lo stesso Winkelmann ribadiva però
che l’aereo era privo di problemi: «L’ulti- un anno che Vereinigung Cockpit mette
mo controllo di routine dell’aeromobile a dura prova il sistema dei trasporti tedeera stato condotto da personale Lufthan- sco. Davanti ai 150 morti su un crinale
sa il 23 marzo a Düsseldorf», mentre il delle Alpi francesi, il settore si ricompocosiddetto Check-C, l’analisi in profondi- ne. Martedì, subito dopo la sciagura, alla
tà delle componenti del
Borsa di Francoforte il timezzo, risaliva all’estate
tolo Lufthansa perdeva 4
del 2013. Parole che hanpunti, recuperandoli sono confortato i piloti di
lo parzialmente in chiuGermanwings e dello
sura. Anche mercoledì il
stesso gruppo Lufthansa.
titolo della compagnia di
Le agitazioni spontanee
bandiera era in sofferensono rientrate. L’agitazioza: in gioco, d’altronde,
ne di martedì «non ha
c’è la reputazione dell’inniente a che vedere con
tero sistema dei trasporti
la sicurezza. I piloti hanaerei. Insidiata, al pari
no perso amici e colledelle altre compagnie
ghi». Così Joerg Hand«storiche», dai nuovi vetwerg portavoce delsindatori low-cost, Lufthansa
cato autonomo dei piloti
ha scommesso su GerVereinigung
Cockpit,
manwings, affidando al
spiegava gli improvvisi
vettore regionale i voli
stop di martedì. Una di- Thomas Winkelmann [Reu.] più brevi, con servizi al
chiarazione di fiducia sepasseggero poco elaboraguita da una vera e propria profferta di ti eppure superiori al minimo sindacale
pace. «Al momento non c’è alcuna agita- di quelli offerti dalla concorrenza a prezzione in programma», aggiungeva anco- zistracciati. Martedì la tragedia è decollara Handwerg. Toni che fanno la differen- ta da Barcellona: l’ironia del destino è
za se si considera che, assieme alla sigla che Germanwings stava andando partiautonoma dei macchinisti dei treni, è da colarmente bene sul mercato spagnolo.
to da cui risultava che non vi
erano cittadini italiani a bordo,
e che il gruppo nazionale più
rappresentato era quello tedesco,con 72 persone, seguito dagli spagnoli, con 51 morti, poi
da tre britannici e infine da cittadini di Australia, Argentina,
Iran, Venezuela, USA, Olanda,
Colombia, Messico, Giappone, Danimarca e Israele. Spicca la concomitanza della visita
di ben tre capi di governo, per
la prima volta nella storia, sul
luogo di un incidente aereo. Al
padrone di casa François Hollande si sono infatti aggiunti la
cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier spagnolo Mariano Rajoy, tutti accolti presso
il campo base di Seyne sur Alpes, da dove le squadre di inquierenti fanno la spola con le
pendici della montagna usando gli elicotteri, unico mezzo
idoneo, date le condizioni meteo e la neve in quota. Se Hollande ha ricordato che «abbiamo esperti di fama mondiale
che risolveranno glienigmi», alla Merkel premeva soprattutto
puntare su un risvolto politico,
l’appello all’unità, quasi che il
disastro fosse una metafora delle difficoltà affrontate dall’Unione Europea in quanto a tenuta
geopolitica: «Siamo uniti di
fronte alla tragedia e ringraziamo la Francia per l’accoglienza
alle famiglie delle vittime, qui
saranno accolte a braccia aperte». Anche Rajoy si è allineato:
«Vogliamo lavorare insieme ed
essere all’altezza in questo momento difficile e complesso».
La Spagna ha una grana in casa, poiché su Twitter sono stati
postatibecerimessaggi diinsulti verso le vittime di nazionalità
catalana, forse malviste perché
la Catalogna autonoma è incamminata verso l’indipendenza da Madrid. Il ministro degli
Interni spagnolo Jorge Fernandez ha ordinato un’inchiesta
su 17 utenti del social network
che avevano scritto frasi del tipo:«Peccato che i mortinon sono tutti catalani».
11
ESTERI
__Giovedì 26 marzo 2015__
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::: DISASTRO SULLE ALPI
Carrabba (Enac): «Avevano la maschera a ossigeno»
L’orrore davanti ai soccorsi
«Qui ci sono solo brandelli»
Recuperati i primi resti: corsa contro i lupi. Impegnate nelle ricerche 500 persone
oltre a 4 team di psicologi e interpreti. I 16 studenti tedeschi «estratti a sorte»
Le batterie al litio
::: FRANCO PULGA
Spunta l’ipotesi
del cellulare esploso
■■■ Lo «stomaco» e il san-
::: MAURIZIO STEFANINI
■■■ Da qualche anno cultori di geopolitica, geoeconomia e nuove tecnologie stanno scrivendo articoli e saggi
sul litio «petrolio del futuro».
Può essere che sia proprio il
litio la causa del misterioso incidente dell’Airbus A320 della
Germanwings? A tirare fuori
l’ipotesi è stato il consulente
aeronautico Bernard Chabbert, su radio Europe 1. La
sua osservazione è che l’aereo in realtà non è caduto,
«ma è sceso a un ritmo normale». E poi c’è il silenzio radio. «Quando un aereo scende di quota, i piloti informano
sempre il centro di controllo
del cambiamento di altitudine». Il contatto radio invece si
è interrotto nel momento in
cui il velivolo ha iniziato a
scendere. Non un guasto,
dunque, e neanche un attentato. Semplicemente, «non vi
era più nessuno di cosciente
nella cabina di pilotaggio».
Ma «normalmente quando
c’è una messa in discesa di
questo tipo, c’è un problema». E questo problema potrebbe derivare da pile al litio.
«Negli ultimi10 anni», ha spiegato, «ci sono stati 170 casi di
esplosioni di pile al litio su aerei di linea. Nella maggior parte erano pile di smartphone o
computer portatili, ma due
cargo 747 si sono schiantati
con l’equipaggio perché un
carico di pile al litio ha preso
fuoco a bordo».E quando bruciano, queste pile «emettono
vapori estremamente tossici
che uccidono in poche decine di secondi». Secondo questa ricostruzione, i piloti po-
trebbero aver quindi impostato la discesa, per perdere poi
conoscenza subito dopo.
Perché allora vengono usate? Il fatto è che appunto è il
litio al momento l’elemento
più promettente per la realizzazione dibatterie a lunghissimo tempo didurata e brevissimo tempo di ricarica. Sono le
batterie agli ioni di litio che
permettono già di ricaricare i
notebook in mezz’ora e si lavora al litio per ottenere auto
elettriche in grado di fare ilpieno di energia nella stessa
manciata di secondi che ci
vuole per fare ilpieno dibenzina. O se no, le auto che devono essere lasciate in ricarica
per ore o per cui si devono sostituire le batterie non potranno mai essere una vera alternativa ai modelli tradizionali.
Poiché peraltro le maggiori riserve di litio del mondo sono
sparse tra Bolivia, Argentina e
Cile, proprio su questo elemento si basa da tempo il sogno dei Paesi del Cono Sur di
diventare il prossimo Golfo
Persico: anche se un po’ di litio c’è anche in Australia e in
Cina. Ma oltre a batterie per
tablet, pc portabili, cellulari e
auto elettriche, questo metallo con numero atomico 3 si
usa anche per droni, robot,
propellente per razzi e perfino per farmaci antipsicotici
per stabilizzare il tono dell’umore. Il più leggero degli elementi solidi, uno dei primi
che sistudia nella tavola periodica, si può infatti anche assumere. Ma adesso assume anche un risvolto oscuro che
non si sospettava, anche se,
appunto, parliamo ancora di
semplici sospetti.
gue freddo dei soccorritori è
messo a durissima prova.
Non devono recuperare corpi ma più che altro brandelli,
quanto resta insomma, sparso su centinaia di metri, dei
passeggeri che hanno perso
la vita nel volo della morte di
Germanwings da Barcellona
a Düsseldorf. L’aereo si è
schiantato a piena velocità,
praticamente disintegrandosi.«Sì, si vedono dei corpi ma
per rispetto dei familiari delle vittime preferisco non aggiungere altro», ha detto ai
media ilcoordinatore deisoccorsi, Xavier Roy, che appare
già fortemente provato da
quanto visto là, sulla montagna dell’orrore. C’è così tanto da cercare che è diventato
imponente lo spiegamento
di forze: si parla di 500 uomini, fra gemdarmerai, vigili del
fuoco ed esercito, ma altri
continuano ad arrivare. Non
sipotrà nemmeno confermare l’ipotesi di Giuseppe Daniele Carrabba dell’Enac secondo cui «L’avaria a bordo
era tale che sia l’equipaggio
sia i passeggeri dovevano indossare la maschera per l’ossigeno».
E nell’impervia Alta Provenza poi, solo gli elicotteri
possono essere di aiuto nelle
ricerche delle vittime e nelle
operazioni di recupero dell’Airbus A320 precipitato sulle Alpi francesi al confine con
l’Italia. Per raggiungere la zona dello schianto, sul massiccio dei Trois-Eveches, sono
necessari circa 10 minuti di
volo. «La zona è impervia e le
operazioni sono complesse», spiegano alla stampa i
gendarmi. «Stiamo portando in quota tutto il materiale
necessario per effettuare le
varie attività e per completarne il trasferimento saranno
necessariancora parecchi voli».Le condizionidi lavoro so-
IL DOLORE DI COLLEGHI E COMPAGNI
A sinistra, impiegati della società Delphi di
Barcellona piangono la morte di due loro colleghi
sull’Airbus. Accanto, due studentesse si abbracciano
davanti al Joseph-Koenig-Gymnasium di Haltern am
See, in cui studiavano i 16 ragazzi morti [Reuters]
no proibitive: i soccorritori si
muovono su un costone di
montagna, fra il freddo dell’alta quota,le difficoltà di manovra degli elicotteri sospinti
dalla corrente d’aria. Ci si sono messi perfino i lupi: è stato necessario accendere fuochi nella notte per respingerli: andavano a caccia dei resti
umani. Come se non bastasse il cielo ieri era grigio, e si
lavora nel timore che arrivino precipitazioni. Bisogna fare in fretta per recuperare i
tanti resti e permettere poi ai
medici legali, già arrivati al
campo base di di Seyne-LesAlpes, di iniziare l’identificazione. Di fronte a questo scenario da incubo le autorità
francesi mettono già le mani
avanti. «Serviranno diversi
giorni per recuperare i corpi», ha detto il procuratore
della Repubblica di Marsiglia, Brice Robin. Ma di molte vittime basterà anche solo
un effetto personale, un anello, da mostrare ai familiari
che iniziano ad arrivare per
riportare a casa quello che resta dei loro cari. La stampa,
arrivata da tutto il mondo,
viene fatta allontanare. «Vi
chiediamo la massima collaborazione e comprensione ha detto un portavoce del ministro francese dell’Interno ma in questo momento la nostra priorità sono i familiari
delle vittime». A loro disposizione ci sono mille posti negli alberghi della zona e quattro unità medico-psicologiche, due francesi, una spagnola e una tedesca.Gli interpreti sono fondamentali, e
ne sono stati chiamati ben
40. Tante le nazionalità coin-
volte nel disastro.
E tante le storie, terribili,
che stanno emergendo, in
cui la sfortuna sembra proprio essersi accanita. Come
per i sedici ragazzi tedeschi
morti nel disastro, che erano
stati estratti a sorte tra i tanti
coetanei del liceo Joseph Koenig di Haltern am See per il
viaggio studio organizzato in
Spagna. A rivelarlo è stato il
preside dell’istituto, Ulrich
Wessel, durante una conferenza stampa convocata nel
palazzo comunale. Viste le
tante richieste, l’istituto europeo aveva deciso di organizzare un’estrazione. Che poi
purtroppo è risultata fatale
per i vincitori. «Al momento
non so se organizzeremo altri viaggi di scambio linguistico e culturale», ha confidato
ilpreside.«Abbiate comprensione: sono ancora sconvolto», ha aggiunto.
E ancora la vicenda di Mario Maumus,padre diGabriela, una ragazza argentina di
28 anni che insieme al fidanzato, Sebastian Greco, si era
imbarcata sul volo Germanwings da Barcellona a
Düsseldorf. «Stavo vedendo
in tv la tragedia dell’aereo e
mai avrei immaginato che
mia figlia fosse a bordo delvolo...»,ha raccontato.«Da tempo stavano facendo un viaggio in diversi Paesi europei.
Da Roma erano andati a Barcellona e da lìvolevano recarsi in Germania», ha raccontato alla stampa Maumus, precisando che i ragazzi «avevano prenotato i voli da fare in
Europa da tempo. Ho saputo
della tragedia mentre ero a
casa da una telefonata di mia
moglie».Solo ieri sera è iniziato il recupero dei primi corpi
sulla montagna che da ora in
poi verrà ricordata come luogo di morte. La gendarmeria
francese ha detto che questo
è solo l’inizio e la spola degli
elicotteri andrà avanti, inesorabile, per altri giorni.
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ESTERI
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IL SERGENTE BERGDAHL VENNE SCAMBIATO CON 4 CAPI TALEBANI
«La signora Netanyahu
scola champagne
e poi picchia la servitù»
Salvato da Obama
era un disertore
::: CRISTIANO PUGLISI
■■■ Mentre l’Isis impazza in Si-
ria, Iraq e Libia, Vladimir Putin fa
incetta di alleati in Medio Oriente. Le vicende dello Stato Islamico stanno condizionando lo scacchiere delle alleanze nel mondo
arabo. È infatti dell’altro ieri la notizia della firma di un accordo da
10 miliardi di euro tra Russia e
Giordania sul nucleare. Si tratta
del più grande contratto mai realizzato tra Mosca e Amman ed è
stato siglato tra la compagnia di
stato russa Rosatom e il Governo
giordano, in vista di un potenziamento delle riserve energetiche
del Paese che al momento è costretto ad importare il 96% della
propria energia elettrica. Un dato
destinato a ridursi sensibilmente
dal 2022, grazie alla centrale nucleare che, come previsto dall’accordo coi russi, sarà realizzato nel
nord del Paese e disporrà di due reattori
dalla potenza di 1000
megawatt ciascuno.
La scelta del Governo
di Amman è stata dettata proprio dalpericolo incipiente delle situazioni di guerra ai
propri confini, sia sul
versante della penisola del Sinai sia in Iraq,
che rischiano di tagliare la Giordania fuori
dalle più vicine fonti
diapprovvigionamento,come ha sottolineato durante la firma del
contratto anche il responsabile della Commissione
energetica giordana Khalid
Toukan. Proprio la Giordania è
stato uno dei Paesi intervenuti in
maniera più dura nei raid contro
il califfato dell’Isis (le foto di re Abdullah in veste di pilota da caccia
hanno fatto il giro del mondo),così come l’Egitto, altra «pedina»
delle alleanze arabe di Mosca.
Anche l’Egitto infatti è reduce
dalla firma di un memorandum
tra Putin e il presidente del Cairo
Al Sisi per la costruzione di una
grande centrale nucleare a Daaba,sulla costa mediterranea.È palese che tali accordi da parte di Putin mirino, oltre che a semplici
contratti commerciali, allo stabilire relazioni diplomatiche importanticon governi un tempo solidamente vicini agli Stati Uniti. Che
però, dal canto loro, stanno pro-
Il sergente Bowe Bergdahl, per cinque anni
tenuto prigioniero dai
ribelli afghani e per la
liberazione del quale
il presidente Barack
Obama aveva accettato di scambiare quattro capi talebani, ieri è
stato incriminato formalmente per diserzione. Bergdahl, 28 anni, era scomparso dalla sua base nella provincia di Paktika il 30
giugno del 2009, in circostanze poco chiare:
molti commilitoni infatti sostenevano che
l’uomo fosse fuggito di
sua spontanea volontà. Ieri la giustizia militare ha deciso di processarlo. [Ansa]
::: SIMONA VERRAZZO
Cremlino alla riscossa
Armi, atomo, diplomazia:
Putin sfonda in Medioriente
Affare da 10 miliardi di euro: Mosca realizzerà le centrali nucleari
per la Giordania, alleato Usa. Dopo gli accordi con Egitto e Iran
vando a «ricambiare il favore», facendo la corte all’Iran, storico alleato di Mosca e, più in generale a
tutto il mondo islamico sciita. Per
lo meno questa è l’intenzione dell’Amministrazione Obama,emersa anche da un rapporto del 17
marzo scorso redatto dall’intelligence di Washington, che ha ritenuto di depennare il gruppo paramilitare libanese Hezbollah e l’Iran dalla lista delle potenziali minacce terroristiche. Secondo i
principali analisti, tale mossa non
rappresenta che una via preliminare a un accordo tra la Casa
Bianca e Teheran sulnucleare iraniano. Una questione quanto
mai spinosa nel merito dei rapporti di forza in Medioriente tra
Washington e Mosca. L’Iran ed
Hezbollah sono infatti,come la Siria dell’altro sciita Bashar Al As-
Accuse di un cameriere
sad, tutte entità vicine alla Russia
e che gli Stati Uniti vorrebbero invece più neutrali. Ma la mossa di
Obama appare rischiosa poiché,
a fronte di un risultato incerto (l’Iran ha una storia diaccordi di cooperazione militare con Mosca
che datano al 1990, l’ultimo dei
quali, anche di una certa entità, è
stato firmato a gennaio di quest’anno) sta portando a un raffreddamento sempre più evidente
delle relazioni con alleati storici
come Israele, dove la recente conferma elettorale di Benjamin
Nethanyahu ha spento le speranze dei democratici americani,preoccupati dalla linea aggressiva
del premier israeliano nei confronti di Palestina e Iran, e il mondo arabo sunnita. L’Arabia Saudita ha infatti espresso a più riprese
la propria contrarietà a un accor-
do sul nucleare iraniano,preoccupazione condivisa da altri Paesi
del Golfo. «Molti di questi Paesi»,
ha recentemente dichiarato al
Wall Street Journal il commentatore politico degli Emirati
Mishaal al-Gergawi, «si sentono
come travolti da un bus. Gli Stati
del Golfo pensavano di essere in
una relazione monogama con
l’Occidente, mentre ora si stanno
rendendo conto che per gli Stati
Uniti si è trattava semplicemente
di una relazione “aperta”». In questo scenario si inserisce anche il
fronte dello Yemen, con gli sciiti
filo iraniani arrivati nelle ultime
ore a bombardare il palazzo presidenziale di Aden.Quella del mondo arabo è insomma una partita
a scacchi che al momento, tra i
due litiganti Putin e Obama, vede
lo «zar» in vantaggio.
■■■ In Israele, mentre Benjamin Netanyahu riceve l’incarico ufficiale per la formazione del nuovo governo, sua moglie
Sara torna a far parlare di sé, tra le polemiche. L’ex custode della residenza del primo ministro, Meni Naftali, l’ha infatti accusata di bere troppo, fino a tre bottiglie di
champagne al giorno. Le dichiarazioni,
racconta il quotidiano Haaretz, sono arrivate durante il contro-interrogatorio dell’uomo, che ha citato in tribunale proprio
il premier Netanyahu (rieletto la scorsa
settimana), sua moglie Sara e lo Stato israeliano per le vessazioni di cui sarebbe stato vittima sul lavoro, tra febbraio 2011 e
novembre 2012. Il processo civile, che era
stato rinviato per non influenzare la campagna elettorale del voto anticipato, si è
aperto ieri davanti al tribunale del lavoro.
Naftali, che chiede un risarcimento di un
milione di shekel (circa 231.000 euro), accusa la famiglia Netanyahu di averlo trattato in maniera arrogante e degradante,
puntando il dito in particolare contro la
consorte del primo ministro. In una deposizione scritta, consegnata al tribunale dopo varie insistenze della Corte, la moglie
di Netanyahu ha respinto ogni accusa, dichiarando che Naftali intende soltanto
«danneggiare la sua reputazione». Già in
passato Sara era stata accusata di maltrattamenti da altri dipendenti, fra cui le babysitter dei due figli, denunciando avarizia e
ossessioni.
Classe 1958, psicologa, Sara Ben-Artzi
dal 1991 è la signora Netanyahu ed è uno
dei personaggi più discussi della scena
pubblica israeliana, con i media che non
la amano. Ha vinto due cause per diffamazione nei suoi confronti, mentre nel 2008
fu investita dalle polemiche per un viaggio a Londra, insieme al marito in missione,durante il quale avrebbe acquistato beni di lusso per 131.000 shekel (poco più di
30.000 euro): Netanyahu dichiarò che
quella somma era stata pagata da un donatore.
Due anni fa era toccato al gelato: la famiglia Netanyahu, a casa, sarebbe arrivata a
mangiarne 14 chili al mese, per una spesa
di 10.000 shekel pubblici (circa duemila
euro), con una punta mensile di 50 chili.
A gennaio, prima del via della campagna elettorale, era scoppiato il «bottigliagate», sempre a seguito delle dichiarazioni di Naftali, secondo il quale la signora
Netanyahu esigeva che dai supermercati
venissero riconsegnati i vuoti delle bottiglie e le fossero restituiti i centesimi del
deposito. Il problema è sempre lo stesso:
gli acquisti vengono fatti con soldi pubblici, quindi anche quelli per i resi lo sono.
__Giovedì 26 marzo 2015__
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SCEMPIO LUNGO VIA PRENESTINA
Discarica di lapidi
in vista del Giubileo
Via Prenestina Nuova, direzione
fuori Roma, cento metri dopo l’incrocio con via di Rocca Cencia: sulla destra c’è una traversa privata dove sono state abbandonate decine
di lapidi cimiteriali. A scoprire la discarica del «caro estinto», come
l’ha chiamata Il Messaggero, sono
stati alcuni abitanti della zona che
hanno inviato le foto al blog «Roma
Fa Schifo» (qui riproposte). Le lapidi con le immagini di defunti sono
coperte dalla polvere e accatastate
insieme a croci, bottiglie e sacchetti
vicino alle erbacce e a una rete metallica che corre lungo la strada di
campagna, in un’area industriale
dove ci sono tuttavia anche diverse
abitazioni e villette. Le lapidi sono
spezzate ma i nomi dei defunti si
possono leggere ancora, così come
la data di nascita e quella di morte
In meno di due anni 5 assessori indagati su 12
::: CHIARA PELLEGRINI
ROMA
■■■ Cinque assessori indagati
Marino travolto dagli scandali
L’opposizione: «Dimettiti»
su dodici in meno di due anni
di consiliatura. Mafia capitale,
Affittopoli, Ministero dei lavori
Pubblici, la giunta del chirurgo
dem figura in quasi tutte le inchieste delmomento. Roma Capitale crolla sotto i colpi della
Procura. Il sindaco Ignazio Marino è a Parigi e tace di ciò che
succede in Campidoglio. Mentre i
dipendenti capitolini con un referendum bocciano il nuovo salario
accessorio promosso dal primo cittadino.
Ultimo indagato in ordine di tempo è Guido Improta, assessore ai
Trasporti nelComune di Roma.Prima di lui sono balzati agli onori delle cronache il vicesindaco Luigi Nieri, gli assessori Giovanna Marinelli,
Alessandra Cattoi e l’ex assessore alla casa Daniele Ozzimo. Senza contare l’ex presidente dell’aula Giulio
Cesare e consigliere Pd, Mirko Coratti e il dirigente Italo Walter Politano, che ricopriva l’incarico di direttore della Direzione alla Trasparenza del Segretariato Generale.
Improta, braccio destro di Mari-
to, che ha ribadito la necessità
«che venga nominato al più presto il commissario per il municipio. Certamente deve essere un
esterno ad Ostia. Si faccia rapidissimamente, auspicherei entro la settimana», ha tuonato
Esposito. Salvo poi scoprire più
tardi che lo statuto del Comune
non prevede alcun commissariamento.
Tornato da Parigi,il primo cittadino avrà dunque un bel da
fare. Ai guai giudiziari della giunta
ieri si è aggiunta anche la mazzata
del referendum dei dipendenti capitolini che ha bocciato il salario accessorio. I lavoratori hanno detto
«no» al nuovo contratto decentrato
che legava la parte accessoria del
salario a produttività e merito.Stando alle fonti sindacali ha votato circa il 60% dei 24 mila dipendenti capitolini. Si prevede dunque il ritorno al «contratto unilaterale» approvato dall’amministrazione la scorsa estate dopo i rilievi del Mef. Ad
annunciare l’esito della consultazione è stata la Uil, che ha promosso il «no», Cgil e Cisl, promotori del
«sì» hanno annunciato il ritiro della
firma dalla pre-intesa raggiunta
con il Campidoglio.
I grillini: enormi responsabilità sull’accordo della metro C, che ha fatto lievitare i costi
E il referendum dei dipendenti boccia la proposta di contratto con premi legati al merito
no - è merito suo l’aumento delle
tariffe delle strisce blu, recentemente revocato dal Tar fuori dall’anello
ferroviario - è stato iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma
sulla metro C. «Bisogna capire se
mi chiamano perché devo collaborare o perché mi imputano qualche cosa», ha detto Improta commentando la notizia. Intanto in
Campidoglio inevitabilmente è
scoppiata la bagarre. Movimento 5
stelle e Lista Marchini chiedono le
dimissioni dell’assessore ai Trasporti e del sindaco. Secondo i grilliniMarino avrebbe «enormiresponsabilità» sulla firma dell’accordo
del 9 settembre 2013, accordo voluto da Improta, che ha fatto lievitare
i costi dell’opera di oltre 90 milioni
di euro. Favorevole alle dimissioni
di Improta anche la Lista Marchini,
«non capiamo cosa altro debba accadere a Roma affinché anche il sindaco si dimetta», ha detto il capogruppo Alessandro Onorato, «c’è
una città ferma, un consiglio di fatto commissariato dopo l’inchiesta
su Mafia capitale, il Tar che ha annullato tre delle principali scelte fatte dalla giunta Marino. Per non parlare del tema di Ostia».
Ostia appunto. Ieri Alfono Sabella, assessore capitolino alla Legalità, unico a parlare, oramai assurto
a taumaturgo delle piaghe capitoline, inviato da Marino ad Ostia come successore del minisindaco Andrea Tassone, ha detto che per il li-
Roma e dintorni
torale romano, ad alto tasso di infiltrazione mafiosa, «serve una figura
molto forte o sul piano istituzionale
o politico». Sabella, che annovera
anche la delega al litorale, ha aggiunto che non sa se Marino deciderà di «tenere la delega, e la vedo
un po’ dura, o cederla a qualcun altro e comunque deciderà lui. Entro
un paio di giorni avremo le idee
molto chiare, non ci sono grandi
precedenti in materia di scioglimento di consigli municipali».
Insomma in Campidoglio non
sanno ancora dove mettere le mani
ma Sabella esclude che possa essere lui. Ad esternare sul caso Ostia ci
ha pensato anche il commissario
del Pd per il municipio del litorale
romano, il senatore Stefano Esposi-
Malasanità
Alberi caduti e macchine schiacciate Biopsia al cuore al San Camillo
Il maltempo fa un morto e un ferito Donna finisce in coma e muore
■■■ Un morto e un ferito.
Rami,alberie cartellonipubblicitari caduti a terra, allagamenti. Centinaia di chiamate al centralino dei vigili del
fuoco. È il bilancio del maltempo che ieri si è abbattuto
su Roma e dintorni.
A Velletri una grossa quercia è caduta su un’auto in
via dei Laghi, all’altezza del
chilometro 15,vicino alla Capitale, schiacciandola completamente. La persona all’interno della vettura è rimasta intrappolata nell’abitacolo ed è morta. Un uomo di
67 anni è invece rimasto ferito vicino alla Cassia bis: un
albero è caduto su una macchina in transito in via Baccanello e il conducente è sta-
to trasportato in ospedale
dal 118 in codice giallo per
vari traumi e per lo spavento.
Tragedia sfiorata nel pomeriggio anche nel quartiere di Monteverde, dove un
albero è crollato distruggendo un cassonetto e bloccando la carreggiata. E in serata
un grosso tronco è caduto
su un’auto parcheggiata in
viale Mazzini, a pochi passi
dalla sede Rai. Difficoltà anche su via Cristoforo Colombo, all’altezza di piazza del
Lavoro, dove sono caduti alberi in strada, così come in
zona viale Regina Margherita. E in via Crescimbeni, nei
pressidel Colosseo,si è aperta una voragine nell’asfalto.
A Fiumicino, invece, Polizia e Protezione Civile sono
intervenuti per la caduta di
diversi alberi che hanno
bloccato il transito dei veicoli, mentre in via Redipuglia,
all’Isola Sacra, è caduto un
palo della linea telefonica.
Pioggia e forti raffiche di
vento sul litorale. Vento che
in Ciociaria ha fatto crollare
diversi alberi e insegne pubblicitarie. Ventuno gli interventi per alberi o rami caduti - fa sapere il Campidoglio
- e 12 quelli per allagamenti
effettuatidalla Protezione Civile e da quattro associazioni di volontari al lavoro fin
dalla mattinata per alleviare
i disagi provocati dal maltempo.
■■■ Entra all’ospedale San
Camillo di Roma per una
biopsia al cuore e muore. Dopo la vicenda dell’interruzione dell’ossigeno nel reparto
di terapia intensiva, causata
da uno dei tanti clochard che
cercano rifugio nei sotterranei, si torna dunque a parlare
del nosocomio capitolino. È
il 18 marzo quando la signora Rossella Blasotta, 56 anni,
entra nell’ambulatorio del
San Camillo per un controllo
considerato di routine. La
biopsia miocardica prevede
infatti il prelievo di un piccolissimo frammento del muscolo cardiaco. In modo da
eseguire successivamente l’esame al microscopio ed evidenziare così eventuali altera-
zionidelle cellule che costituiscono il muscolo cardiaco. Si
esegue con uno speciale catetere introdotto attraverso la
vena giugulare, la vena o l’arteria femorale, poste all’inguine. Unico fastidio per il paziente, che generalmente viene tenuto in osservazione 24
ore, un lieve dolore all’inizio
della procedura. Per la signora Blasotta non è stato così.
Alle 8.30 la signora entra in sala. Passano venti minuti ed
un medico comunica disperato ciò che è accaduto.La paziente è caduta in un coma
irreversibile. Tre giorni dopo
dall’inizio diun controllo considerato di routine, il 21 marzo, è deceduta. Sulla vicenda
sta ora indagando il pubblico
ministero Nadia Plastina,
che ha iscritto nel registro degliindagati, ipotizzando ilreato di omicidio colposo, cinque medici del San Camillo.
Stando alle prime indagini la
morte della donna, madre di
due figli, sarebbe stata causata dalla rottura di una vena forata durante l’esame.
Il caso della signora Blasotta non è il primo di decesso a
seguito di una biopsia al cuore. Il 30 gennaio all’ospedale
Sant’Andrea è morta anche
una donna di41 anni.Nelfebbraio del 2014 anche Olga
Chapova, cantante russa al
tempo dell’Unione sovietica,
era morta per lo stesso esame.
CH.PEL.
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I 400 lavoratori potrebbero essere precettati
È caos agli Uffizi per lo sciopero di Pasqua
Per il Garante la protesta è illegittima. Ma i sindacati non mollano: «È una decisione arrogante, ricorreremo»
::: GIANLUCA VENEZIANI
■■■ Non è bastato neppure
il
parere
contrario
dell’Autorità di garanzia per
gli scioperi a fermare l’assurda protesta pasquale. Ieri il
massimo organo di vigilanza
suldiritto disciopero ha definito «illegittimo» lo stop proclamato agli Uffizi per il giorno di
Pasqua da Cgil e Uil (attraverso le loro sigle Filcams e Uilcuts),e riguardante 400 lavoratoridi Opera Laboratori Fiorentini, la società che offre servizi
(dalla biglietteria al bookshop) nei musei statali della
città. La Cgil, tuttavia, ha deciso diandare avanti e,colsegretario fiorentino della Filcams
Massimiliano Bianchi, ha bocciato come «arrogante la decisione dell’Autorità» e promesso battaglia legale, «per approfondire i contenuti di questa
pronuncia, di fronte alla quale
non resteremo inerti».
La posizione dell’Authority,
in realtà, si fonda su almeno
tre valide ragioni, che renderebbero incompatibile l’agitazione con la legge sul diritto di
sciopero: mancato rispetto
della franchigia pasquale, eccessiva durata dell’azione di
protesta (che riguarderebbe
le giornate del 4 e 5 aprile) e
mancato esperimento delle
procedure di raffreddamento
e conciliazione. A ciò si aggiunge l’inadempimento di
un «servizio pubblico essenziale», qual è appunto
«l’attività legata alla sorveglianza e alla vigilanza dei beni culturali».
Ma i sindacati tirano dritto
e continuano a reputare dirimente, per l’eventuale revoca
dello sciopero, «l’inserimento
della clausola sociale e il mantenimento delle condizioni
contrattuali e retributive in base alle quali strutturare le nuove gare d’appalto».
Ilriferimento è aibandipubblici che il Ministero della Cultura ha deciso di aprire per
l’assegnamento dei servizi aggiuntivi nei musei statali: con
le nuove disposizioni, secondo i sindacati, sarebbero in pericolo sia «gli attuali livelli retributivi e contrattuali» che la cosiddetta «clausola sociale»,
cioè quella regola che impone
alla società vincitrice di una gara l’assorbimento del personale che già lavora nel sito (nel
caso dei musei fiorentini, si
tratterebbe di alcune centinaia di lavoratori).
Nei giorni scorsi erano arrivate, in proposito, le assicurazionidel ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, che
aveva garantito il rispetto della clausola non appena le gare
sarebbero state indette (dunque, non prima di settembre).
Ma i sindacati volevano di
più: «Un interlocutore valido
e affidabile, individuato dal
sindaco, col quale discutere il
loro problema». Di fronte a
quell’ennesima pretesa non
erano tardate le repliche del
primo cittadino di Firenze Dario Nardella (Pd), che aveva
considerato un «autogol» la
persistente volontà di scioperare, e del ministro Franceschini, che aveva parlato di un
gesto di «autolesionismo».
In ballo non ci sono infatti
solo norme giuridiche da rispettare, ma anche ragioni di
opportunità e buon senso,
che sconsiglierebbero di tenere chiuso un museo internazionale come gli Uffizi in un
periodo di grandissima affluenza turistica, quale la Pasqua. Il danno d’immagine,
perla città diFirenze e per l’Italia, potrebbe essere enorme.
E poi, impedire l’accesso
agli Uffizi quel giorno suona
come un’offesa alla Bellezza e
al Sacro, urtando sia il gusto
estetico che il senso religioso
dei visitatori: significa negare
la possibilità di ammirare i capolavori di un Giovanni Bellini (Compianto sul Cristo morto), le opere di un Marco Palmezzano (Crocifissione di Cristo) o il Crocifisso con storie
della Passione e della Redenzione (il più antico dipinto custodito nella Galleria, risalente alXII secolo),che forse - meglio di qualsiasi predica o pagina di Vangelo - sanno raccontare i giorni della morte e della
resurrezione di Cristo, aiutando credenti e non a dare un
valore aggiunto alla Pasqua.
Ma questo alla Cgil non importa granché.
MATRIMONIO REALE IN SVEZIA
::: NINO SUNSERI
■■■ È il Grande Fratello o un sistema di sicurezza tecnologicamente
sofisticato? Nel dubbio gli operai dello stabilimento ligure della Fincantieri hanno organizzato, ieri mattina, uno sciopero spontaneo. Sono
scattati assemblee e presidi anche a
Riva Trigoso. La prossima settimana toccherà al cantiere di Sestri Ponente. Al centro dello scontro c’è il
contratto integrativo. Non tanto per
soldi e turni di lavoro (che comunque non piacciono) quanto per un
micro-chip che l’azienda vorrebbe
inserire nell’abbigliamento di lavoro (per esempio nelle scarpe) per segnalare gli spostamenti del lavoratore.Per l’azienda sitratta diuna misura di sicurezza che consente, in ogni
momento di localizzare i dipendenti. Così diventa più semplice correggere eventuali errori di manovra oppure rendere più rapida la localizzazione in caso di incidente.Il sindacato, però, non la pensa affatto così: a
loro parere si tratta di un occhio elettronico che in ogni istante può con-
Principe ed ex pornostar
Sull’altare a giugno
Lui è un principe, ma non ereditario, lei un’ex indossatrice di
biancheria intima. Si sono incontrati in una discoteca quattro anni fa. Da quel giorno Carl Philip,
duca di Warmland, terzo nella linee di successione al trono di
Svezia e la giovane Sofia Hellqvist, ex porno star e modella
sexy, «Miss bikini», non si sono
più lasciati. Ora, dopo quattro
anni, convoleranno a nozze il 13
giugno con la benedizione degli
attuali sovrani, la regina Silvia e
l’augusto consorte Carl XVI Gustav. Il matrimonio sarà celebrato nella cappella del palazzo Reale di Stoccolma e il pranzo reale
sarà allestito nel castello di Drottningholm. Gli occhi saranno ovviamente tutti puntati sulla affascinante «Cenerentola» che, in
pochi mesi, ha cancellato il suo
ingombrante e imbarazzate passato, e da anni «prende lezioni»
dalla stilista Camilla Astrand
(Gand) e da Barbro Ehnbom, nota imprenditrice svedese. Per il
fatidico giorno Sofia potrebbe indossare un abito creato da Valentino. [Olycom/Ipa]
Proteste in Liguria
Fincantieri: «Mai chip nelle scarpe»
L’azienda vuole controllare gli spostamenti degli operai per sicurezza. Loro: attacco alla privacy
trollare i movimenti degli operai.
«Ci vogliono fare lavorare gratis
mezz'ora ogni giorno e vogliono
metterci addosso un dispositivo tecnologico per controllare in nostri
movimenti durante le ore di lavoro»
protestano i sindacati. Ma è davvero
cosi? L’azienda offre una lettura totalmente diversa. La tecnologia
avrebbe solo il compito di aumentare la sicurezza sul lavoro impedendo addirittura l’apertura dei tornelli,
se il lavoratore non indossa i dispositivi antinfortunistici previsti dalle
normative sulla sicurezza. La dotazione del Gps permetterebbe, in caso di incendio su una nave, di intervenire subito e localizzare illavoratore in pericolo per soccorrerlo. Esclusa qualunque intenzione di attivare
uno strumento di controllo a distanza. I sindacati non si fidano e sono
La protesta dei lavoratori [Ansa]
sul piede di guerra. Una protesta di
cui non è chiara la finalità: chi lavora
non avrebbe nulla da temere e anzi
dovrebbe essere confortato dall’innalzamento dei livelli di sicurezza.
Penalizzati solo i fannulloni che
avrebbero più difficoltà a imboscarsi. Con la decisione di opporsi alla
tecnologia il sindacato dimostra,ancora una volta, la tendenza a difendere i privilegi e non certo il merito.
C’è da dire, in proposito, che i sindacalisti della Fincantieri non hanno
mai mostrato spiaccata capacità di
leggere il futuro. Si erano opposti
una prima volta alla quotazione del
titolo in Borsa temendo che l’ingresso del capitale privato rendesse meno vincolate il loro potere di condizionamento. Poi l’operazione era
stata fatta lo stesso anche se a condizioni peggiori delle precedenti. Non
SOLDI SPARITI
Truffa ai pensionati
Guai dalla Svizzera
per Inca-Cgil
Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, è stata
ascoltata martedì dalla
commissione al Senato
per gli italiani all’estero in
merito al caso della truffa
legata al patronato Inca
di Zurigo. «Disponibilissimi a qualunque cosa possa aiutare le persone truffate», ha detto il numero
uno del sindacato, «nel fare la cosa giusta, poi capisco bene che nell’immaginario collettivo il simbolo
rosso è importante e per
quella ragione abbiamo
seguito la vicenda, ma dichiariamo la nostra
estraneità rispetto ai comportamenti individuali di
una persona». La vicenda
risale al 2009, quando a
Zurigo esplode il caso di
una truffa da 37 milioni di
euro. In pratica il direttore del patronato Inca-Cgil
si faceva trasferire sul conto corrente i risparmi dei
pensionati italiani, approfittando della loro fiducia
nel sindacato. E quando
la giustizia civile svizzera
ha condannato il sindacato a risarcire le vittime, la
Cgil ha chiuso gli uffici dichiarando il «fallimento»,
salvo poi riaprirli sotto altro nome. Una pratica,
quella di dichiararsi insolventi
e
chiudere
un’attività per poi riaprirla a distanza di mesi con
un’altra ragione sociale
per sottrarsi al pagamento dei risarcimenti stabiliti dal tribunale, sempre
stigmatizzata dai sindacati. Ma non in questo caso.
a caso il titolo quotato a 0,78 a giugno è rimasto praticamente immobile nonostante il rialzo del mercato.
Sulla guerra contro la tecnologia
in Fincantieri la Fiom cerca di recuperare il consenso perduto nelle altre fabbriche. «In tutti i cantieri italiani di Fincantieri si stanno svolgendo
assemblee, scioperi e cortei, con altre iniziative già in programma spiega una nota del sindacato rosso- Una mobilitazione per sostenere la piattaforma integrativa e respingere le assurde pretese dell'azienda.».
Una battaglia che, a ncora una volta non sembra andare incontro alle
necessità dei lavoratori. Fincantieri,
infatti, è diventata una multinazionale. Proprio grazie all’acquisizione
della norvegese Vard è riuscita a raddrizzare il conto economico. Inevitabile, di fronte ad un irrigidimento
del sindacato che le lavorazioni vengano dirottate verso gli impianti all’estero e, in particolare quelli tedeschi. Ma i sindacati non sembrano
voler uscire dal loro massimalismo.
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ATTUALITÀ
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Dottoressa ammazzata
23 anni al killer indiano
DOMANI LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE
«Amanda e Raffaele
uccisero Meredith»
Vicky Vicky, l’indiano
che due anni fa a Chiuduno (Bergamo) uccise il
fratello e la dottoressa
che lo stava soccorrendo
per strada, è stato condannato ieri a 23 anni e
20 giorni di reclusione
per duplice omicidio. L’8
settembre del 2013 l’indiano travolse e uccise il
fratello Baldev Kumar e
la dottoressa Eleonora
Cantamessa che gli era
accanto per soccorrerlo.
Il pm Fabio Pelosi aveva
chiesto 30 anni.
Il pg della Cassazione, Mario Pinelli,
ha chiesto di confermare le condanne
per Amanda Knox e Raffaele Sollecito
per l’omicidio di Meredith Kercher e
di ridurre la pena di tre mesi ciascuno, per la prescrizione di un reato minore: la pena chiesta per la Knox sarebbe 28 anni e tre mesi, per Sollecito
è 24 anni e 9 mesi. Ieri Sollecito era
presente in aula e ha seguito l’udienza
accanto ai familiari. Amanda invece è
a Seattle (Usa) e pare non avere alcuna intenzione di tornare in Italia. L’avvocato della ragazza, Carlo Dalla Vedova, ha fatto sapere che «è molto preoccupata». La sentenza, attesa per ieri, arriverà invece domani. Amanda e
Raffaele hanno scontato 4 anni di carcere. In primo grado sono stati condannati a 26 e 25 anni. In Appello, sono stati invece assolti. [LaPresse]
Donna presa a mazzate
In manette il figlio
Inferno in provincia di Napoli
Carabinieri rapinano negozio: 10 feriti
Assalto al supermarket:gravissimidue dipendenti,i militarifermati dai commilitoni.I complici fuggono in ambulanza
::: segue dalla prima
PEPPE RINALDI
(...) Ma la notizia ha letteralmente capovolto la cronaca
di una giornata infernale: prima ufficializzata, poi smentita, poi di nuovo ufficializzata
con tutte le ritrosie del caso.
Hanno scatenato il caos lungo le strade del Vesuviano, facendo ben dieci feriti in una
mancata rapina in un supermercato, con spari durante il
colpo e lungo le strade della
zona.
La procura di Nola ha già
fermato i due militari per rapina aggravata e tentato omicidio plurimo. I carabineri uno originario diCercola (Napoli) e l’altro di Chioggia (Venezia) - sono in forza al Battaglione Mestre e, dopo i fatti,
sono stati sospesi dal servizio. Attualmente sono entrambi sono feriti e piantonati in ospedale.
Degli altri otto feriti quattro
sono in prognosi riservata.
Fra quelli gravi c’è anche il
proprietario del supermercato, Pasquale Prisco, 30 anni,
che - secondo una prima ricostruzione - avrebbe inseguito
i rapinatori dopo l’assalto al
supermercato «Etè» di via
Vecchia Sarno.
Sempre secondo questa ricostruzione, all’inseguimento avrebbero partecipato anche alcuni parenti del gestore del negozio, che dopo essere stati avvertiti da un dipendente si sono messi sulle tracce dei banditi. L’inseguimento, cui hanno partecipato almeno tre auto civili, è andato
avanti per alcuni chilometri
sulle strade del Vesuviano fino a quando non vi è stato
un incidente in cui è rimasta
coinvolta l’automobile dei rapinatori.
I fatti, nelle più verosimili
ricostruzioni, si sono svolti in
questo modo. In via Vecchia
Sarno di Ottaviano (oggi via
Delle Querce) sul confine tra
le province diSalerno e Napoli una rapina finisce nel sangue, con dieci feriti. Due dei
cinque malviventi (ma il numero complessivo dei banditi non è ancora stato accertato) sono i carabinieri acciuffati. Gli altri tre rapinatori sono
fuggiti a bordo di un’ambulanza di passaggio sulla Vesuviana al momento dello
schianto, che si è fermata per
::: LA SCHEDA
LA MANCATA RAPINA
Ieri cinque rapinatori (tra cui 2 carabineri fuori servizio) hanno tentato
una rapina a un supermercato di Ottaviano (Na). Il colpo è andato a
vuoto, così dopo aver sparato alcuni colpi all’interno del negozio e ferito alcune persone, i banditi sono
scappati a bordo di un’auto. Subito
è scattata la caccia al rapinatore nell’hinterland del Vesuviano
I FERITI
Sono dieci, due dei quali sono i carabinieri che hanno messo a segno il
colpo. Degli altri otto, 4 versano in
gravi condizioni
I CARABINIERI
I due Carabinieri, uno originario di
Cercola (Na) e l’altro di Chioggia
(Ve), in forza al Battaglione Mestre, sono stati sospesi. Sono stati
sottoposti a fermo per rapina aggravata e tentato omicidio plurimo
dare soccorsi. I fuggiaschi sono tuttora ricercati.
Pasquale Prisco, trentenne
titolare del supermercato della catena «Eté» , versa in gravissime condizioni nell’ospedale Villa Malta di Sarno, dov’è stato già operato a causa
di tre pallottole che l’hanno
raggiunto all’addome. Un
suo dipendente, che era con
lui nel momento della sparatoria, è ricoverato con la milza spappolata: anche lui è stato operato d'urgenza nell'
ospedale di Nocera Inferiore.
Dopo una prima fase convulsa,gli inquirenti hanno cominciato interrogare i feriti, rilevando una serie di elementi fortemente contradditori
nei racconti dei due militari.
A questo punto il pm di Nola
ha disposto il fermo nei loro
confronti, quali indiziati dei
reatidirapina aggravata e tentato omicidio plurimo.
Sono entrambi piantonati
nell’ospedale Martiri del Villa Malta di Sarno (Salerno).
Uno ha una ferita al gluteo,
l'altro una frattura alle ossa
nasali. Nello stesso ospedale
sono ricoverati altri tre feriti:
un italiano con leggere ferite
lacero-contuse e due rumeni, uno con ferite lievi e l’altro
con una ferita all’omero.
Nell’ospedale «Umberto I»
di Nocera Inferiore (Salerno)
è infine ricoverato un giovane di25 anni, colpito all’addome. È stato sottoposto a un
lungo intervento chirurgico
ed è tuttora in prognosi riservata.
Nel Savonese
Disabili sfrattati per far posto ai profughi
La denuncia del prete di Lavagnola, costretto ad accogliere due coppie di nigeriani
::: SALVATORE GARZILLO
■■■ Nel Paese dell’accoglienza e
delle mille cooperative nate per i
profughi può succedere che gli immigrati sfrattino un gruppo di ragazzini disabili accolti nella canonica di un bravo parroco.A denunciarlo è proprio il prete, don Giovanni Lupino, che ha scritto al prefetto di Savona affinché non si dimentichi del suo quartiere Lavagnola e dei parrocchiani di San
Dalmazio.
Don Lupino ha spiegato di aver
accolto due coppie di nigeriani affidati alla cooperativa «Il Faggio»
che avrebbero dovuto essere accolti a Cairo Montenotte, nella Villa
Raggio,una struttura per cui la cooperativa paga l’affitto. Ma il sindaco Fulvio Briano si sarebbe rifiutato di accogliere nuovi immigrati
nel suo territorio già saturo e quindi dalla Prefettura avrebbero deciso di inviarli «temporaneamente»
nella canonica di don Lupino.
Peccato che quello spazio era
stato ristrutturato e destinato ad accogliere ragazzi disabili.
Dopo due mesi non è cambiato
nulla, anche perché le due donne
nigeriane sono incinte e questo
complica la situazione dei trasferimenti. L’unica cosa certa è che la
pazienza del parroco è terminata.
Nella lettera il don accusa il primo
cittadino di Cairo Montenotte,
quel Fulvio Briano eletto nel 2012
con una lista civica di centrosinistra, e spiega senza giri di parole
che i suoi fedeli sono stanchi, anzi,
si sentono presi in giro.
«Ora devo confessarle che i parrocchiani di San Dalmazio sono
generosi ma non fessi, e che non
hanno intenzione di continuare a
mantenere gratuitamente degli
stranieri che per altri (la cooperati-
SALVATI IN EXTREMIS DA MALGARA
L’odissea dei settantenni in arretrato con l’affitto
Un bonifico di quasi 3mila euro pari a due mensilità. Tanto ha sborsato il candidato sindaco di Venezia
Mattia Malgara per scongiurare lo
sfratto di Giuseppe e Rina Basile,
due coniugi 70enni che dal gennaio 2013 non riescono più a pagare
l’affitto e che ora, grazie all’imprenditore, potranno stare un po’ tran-
quilli. Ieri all’arrivo dell’ufficiale
era presente anche Malgara che ha
aperto il portafogli. «Questa vicenda» ha detto, « dimostra il fallimento del Comune». Sulla vicenda è intervenuto anche Matteo Salvini:
«Quello che sfratta due 70enni è lo
stesso Stato che offre pasti a migliaia di immigrati. Italia stato di m...».
Ha aggredito la madre
con una mazza da baseball. Protagonista un uomo di 33 anni - il figlio della donna - arrestato martedì notte a Piglio, nel frusinate, per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, minacce aggravate, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Secondo quanto accertato, l’uomo, ubriaco,
ha aggredito la madre,
con cui condivide l’abitazione, colpendola con la
mazza da baseball.
Dieci volpi morte
nel Parco d’Abruzzo
Si presume siano state avvelenate le 10 volpi trovate morte nel Parco d’Abruzzo: lo ha comunicato
ieri la Forestale. I primi a
ritrovare gli animali deceduti, 5 esemplari, sono
stati lunedì pomeriggio i
Guardiaparco. I forestali
hanno poi trovato, nel
corso di diversi sopralluoghi, altre 5 volpi morte.
Le carcasse sono state
portate all’Istituto zooprofilattico di Avezzano
per accertamenti. Infine
è stato attivato il Nucleo
cinofilo antiveleno della
forestale.
va il Faggio, ndr) sono un affare» si
legge nella lettera inviata al prefetto il 12 marzo, «Sono un cittadino
che, quando è stato interpellato,
ha risposto prestando la propria disponibilità e rispondendo all’emergenza. Ora, sono io a chiedere, a
chi di dovuto, di assumersi le proprie. In primis al signor Prefetto,
che non ha risposto alla mia lettera.In secondo luogo, mi chiedo come un sindaco di Sinistra non accolga, nelle strutture presenti sul
proprio territorio, profughi inviati
dalla Prefettura stessa».
E il sacerdote ha poi aggiunto:
«Ho ristrutturato i locali della canonica per creare una comunità diurna per disabili minorenni: tutto a
norma, alla perfezione. Mi sta bene rimandare l’apertura se c’è
un’emergenza, ma non può superare i due mesi. E non è giusto che
sia la comunità di Lavagnola ad accollarsi le spese dei profughi che,
ad altri, fruttano quattrini. Le parole che ho usato sono chiare: i miei
parrocchiani sono bravi, ma non
sono fessi».
Per il momento dalla Prefettura
non è arrivata alcuna risposta.
Don Lupino e i suoi ragazzi aspettano fiduciosi e, nel frattempo, pregano.
18
ATTUALITÀ
__Giovedì 26 marzo 2015__
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L’impresa firmata Belmond
Carrozze,cristallielacchecinesi
La caccia (riuscita) all’Orient Express
Vetture letto, ristorante, bar e camerieri nei 18 leggendari vagoni: il famoso treno di Agatha Christie
attraversa mezza Europa con pezzi originali recuperati ovunque e restaurati. Per un viaggio di lusso
COMFORT ASSICURATO
Quattro immagini catturate a bordo del treno
Orient-Express: a sinistra, la cabina in versione camera
da letto; sopra, la cabina durante il viaggio
di giorno. Sotto: a sinistra, alcuni passeggeri
del convoglio mentre bevono un drink nella
carrozza-bar; a destra, uno stewart davanti alla porta
di una cabina con il vassoio della prima colazione
::: CLAUDIA OSMETTI
■■■ Un vagone è stato ritrova-
to in Spagna, in aperta campagna: era completamente abbandonato nel bel mezzo di
un campo di grano, dentro c’era solo una gallina. Una vettura di soggiorno era nascosta in
Francia,dimenticata chissà dove assieme al suo incredibile tesoro:una delle più grandi collezioni di pezzi originali di Lalique. Altre stavano nelle officine della Compagnie Internationale de Wagons-lit, alcune
in qualche museo, una a Brema. Rimettere insieme l’Orient Express non è stato facile.
Ma c’è chi l’ha fatto.
Già. Avete presente il «treno
dei re»? Ecco. Non è rimasto
(solo) sulle pagine del celebre
giallo di Agatha Christie o nei
fotogrammi di qualche film di
James Bond. Nossignori: l’Orient Express continua a viaggiare per mezza Europa e, con
un pizzico di fortuna, potreste
addirittura vederlo passare in
stazione.Magari mentre aspettate il vostro regionale. Certo,
se pensate di adocchiare diplomatici, spie e avventurieri dal
vago sapore letterario rimarrete delusi: oggi il convoglio dei
convogli è un treno turistico.
Anzi, un «museo viaggiante»,
come lo definisce Maurizio
Saccani, vice presidente in Italia della Belmond che, tra il
1982 e il 1985, è stato direttore
per il nostro Paese del Vsoe, il
treno Venice - Simplon Orient
Express, appunto.
L’idea però è nata a Montecarlo. E nel 1977, quando sono
state messe all’asta ben quattro vetture originali costruite
tra il 1925 e il 1930: James She-
::: LA SCHEDA
ITINERARIO
Il viaggio Venezia - Parigi - Londra a bordo del Venice SimplonOrient-Express dura due giorni
e prevede cena, prima colazione, brunch e tè inglese pomeridiano, con uno stewart al servizio dei passeggeri durante tutto il tragitto. La stazione di partenza è quella di Santa Lucia a
Venezia; il treno ferma 40 minuti nella stazione di Parigi est al
mattino del secondo giorno;
l’arrivo è a Victoria Station (Londra)
LE CABINE
Salone privato durante il giorno, con un divano, poggia-piedi e un tavolino, che si trasforma in camera per la notte con
l’allestimento dei letti. Bagno
con asciugamani e oggetti di toeletta. Portabagagli e armadio
RISTORAZIONE
I pasti vengono cucinati direttamente a bordo da chef di elevata qualità
ATTIVITÀ
La carrozza-bar è il luogo di riunione privilegiato dei passeggeri, per chiacchierare all’ora del
tè, cominciare la serata ascoltando musica o prolungare la
notte lungo le vie dell’Europa
rwood ne comprò due (le altre
se le aggiudicò il re del Marocco, tanto per dire). Da allora è
cominciata una vera e propria
caccia al pezzo per recuperare
vagoni e carrozze che nel frattempo erano finiti un po’ dappertutto: negli anni Trenta di
vetture come quelle ne circolavano circa 900. «Su una di queste fu addirittura firmato un importante armistizio tra la Francia e la Germania: alla fine siamo riusciti ad averla», racconta soddisfatto Saccani.
Ma non è tutto. Perché ricre-
are il mito dell’Orient Express
non è cosa da poco e sicuramente non si limita all’assemblaggio di qualche vagone (18,
per essere precisi). Il lavoro,
quello duro, è stata l’opera di
restauro. Sì, perché quelle carrozze tutte brandy e bicchieri
di cristallo dovevano essere
messe in grado di correre sui
binarimoderni, e dovevano essere accomodate in modo da
restituire la loro originaria (e affascinante) bellezza. «Una vettura ristorante è costituita da
lacche cinesi dei primi anni
Venti: le abbiamo trovate e le
abbiamo restaurate,adesso sono lì da vedere». Infatti.
Ognivettura è diversa dall’altra. Il treno «continentale»
(quello cioè che anche oggi fa
il tragitto notturno) è costituito
da 11 vetture letto, tre vetture
ristorante, alcuni vagoni di servizio e una carrozza bar, dove
fino a notte fonda suona un
pianista e vengono serviti
drink e bevande. In perfetto stile Belle Époque, manco a dirlo.«Ricordo la difficoltà a trova-
re i pezzi di ricambio: reperire fia vapore, ma fino a una mantutte le cose non è stato facile, ciata di anni fa succedeva che
erano passati così tanti anni», «a Venezia o a Boulogne caricaammette Saccani. Talmente vamo le tonnellate di carbone,
tanti che in molti casi architetti semplicemente per mantenee tecnici hanno dovuto affidar- re questo tesoro così come era
si al lavoro degli artigiani. Co- nato».
me è successo per i bicchieri:
Altro esempio? Se salite a
«Trovammo i
bordo dimentivecchi disegni e
catevi la parola
li riproducemcongelatore. In
mo minuziosafondo in piena
mente». Niente,
Belle Époque
proprio niente,
non era facile
è lasciato al catrovare un frigoso.
rifero. NemmeE non per mono sull’Orient
do di dire. ManExpress. «Il notenere l’iniziale
stro cibo è assosplendore dellutamente frel’Orient Express Maurizio Saccani
schissimo, cariin casa Belchiamo a Venemond è un imperativo al quale zia, o a Boulogne, o dove serve,
non sipuò prescindere. Alpun- tutto quello che è necessario.
to che per quasi vent’anni quel Poi chef di assoluta qualità cutreno ha continuato a viaggia- cinano a bordo», racconta anre grazie alriscaldamento a car- cora Saccani. Esattamente cobone. Intendiamoci, ora non è me succedeva cent’anni fa,
più così: per motivi di impatto quando nei grandi espressi euambientale anche l’Orient Ex- ropei i convogli si fermavano a
press ha abbandonato gli sbuf- disposizione dei capocuochi
che scendevano per acquistare ciò che si trovava di fresco
sul posto. Il menù, tuttavia,
non è quello originale degli anniTrenta:è stato un po’alleggerito, ma per ragioni - diciamo
così - obbligate. «Le carte originali le abbiamo: quei pranzi
duravano quattro ore, però!».
Insomma, nell’era degli aerei e dell’Alta Velocità, quella
dell’Orient Express è sicuramente una voce fuori dal coro.
In (appena) 36 ore si può viaggiare da Venezia a Londra, ma
non è la sola tratta disponibile:
da almeno 10 anni l’Orient Express ferma alle stazioni di
Istanbul, Praga, Vienna, Budapest:sempre nell’idea dei grandi Espressi europei, sempre
con quel retrogusto Anni Trenta che lascia anche la malinconia diuna stagione oramai passata. Certo, non è per tutte le
tasche: basta fare un giro sul sito per rendersene conto. Ma
non è un viaggio normale, è
una crociera su ruote. Anzi, su
binari.Con buona pace di Agatha Christie.
__Giovedì 26 marzo 2015__
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Borsa Milano-FTSE Mib
Gli indici
1
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Borsa Londra-FTSE 100
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0
La privatizzazione “sicula” del sale:
16 anni di trattative per perdere il 90%
::: DAVIDE GIACALONE
Ma non nella zucca di chi
l’amministra. Quella che segue è la storia brutta di come
quel che si sarebbe dovuto
privatizzare, la Italkali, si rischia di perderlo, incassando 3 milioni al posto di 20.
Sembra la trasposizione demenziale di una poesia (L’omu di sali) di Renzino Barbera: «Sali, poi sali e poi sali / E
sulu muntagni di sali / (…)/
di picciuli … un pizzicu
sulu».
La Italkali gestisce l’estrazione e la commercializzazione del sale minerale siciliano. Ogni anno totalizza ricavi per 90 milioni. Le azioni
sono intestate in maggioranza (51%) alla Regione siciliana e per la rimanente parte a
un socio privato. Nel 1999,
come riporta il giornale on-line Live Sicilia, se ne decide,
saggiamente, la dismissione.
Non c'è ragione per cui la Regione debba fare quelmestiere. Ce ne sono molte per privatizzare. Ma vendere non
deve significare regalare, come, invece, sta accadendo.
Capita, difatti, che il processo di vendita, avviato allora,
non è mai stato portato a
compimento.
Sifece una gara perscegliere l'advisor, e la vinse Meliorbanca. Il lavoro di valutazione e vendita s’interrompe
più volte, tanto: che fretta
c'è? Ma dal 2012 sembra essere in dirittura finale. Solo
che, a novembre, Rosario
Crocetta è eletto presidente
della Regione, promettendo
una stagione di radicali rinnovamenti e, manco a dirlo,
di trionfi anti-mafiosi. Invece
si ferma tutto. Siccome corre
l'anno 2015, e sono scaduti
tutti i termini di legge, il socio
privato sostiene che quello
pubblico è "decaduto", quindi può essere liquidato al valore nominale delle azioni
che ancora gli sono intestate.
Con una perdita, per l'erario
siculo, di poco meno del
90% del valore.
Mettiamo pure, per benevola concessione logica, che
tutto questo si debba a semplice incuria, inettitudine e
dimenticanza. Mettiamolo
pure. Se ne dedurrebbe che
la corruzione è assai più conveniente della scimunitaggine. Che se la cosa fosse stato
un affare losco si sarebbe potuto immaginare di pagare
un prezzo corruttivo, che
so?, fino al 10%. Mentre ora il
10% è il totale dell'incasso.
Morale immorale,ovviamen-
-0,41%
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6.990,97
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Dopo Pirelli
Commento
■■■ La Sicilia è terra di sale.
Borsa Parigi-CAC 40
te,ma pur sempre meno irrazionale di quel che accade.
La cosa è talmente macroscopica che pure da dentro il
Partito democratico si levano voci di aperto dissenso,
con Antonello Cracolici (vecchio giovane comunista isolano), consigliere regionale
(anzi no, scusate, in Trinacria si chiamano "onorevoli"), che presenta un'interrogazione per bloccare la "svendita". Che, però, manco una
svendita è: trattasi di regalo.
Prova a sostenere: l'avvio della vendita non aveva valore, i
termini previsti dalla legge
nazionale non si applicano
in Sicilia, che è autonoma, e,
comunque, vanno intesi come ordinatori, cioè privi di
valore effettivo. E si torna a
Barbera: «Restu tra 'u suli e
lu sali». E ci resto all'infinito.
Dice Cracolici: sono favorevole alle dismissioni, ma al
valore reale, di mercato, dando il diritto di prelazione al
socio privato, ma mica facendosi scippare. Giusto. Ma si
cominciò nel secolo scorso.
La cosa curiosa è che la notizia è rimbalzata anche sui
quotidiani nazionali, senza
che mai si capisse come fa
un socio a "decadere". Il dettaglio è che se effettivamente
decade, e a quelle condizioni, il danno erariale imputabile ai decadenti è dato dalla
differenza fra il valore e il liquidabile.Fra i 16 e i17 milioni. Come se abbondassero,
in quelle casse. Alla prossima manifestazione di precari da blandire e prendere in
giro, provino a spiegare loro
perché i soldi si buttano dalla finestra. Con in cortile, a
raccoglierli, tutto fuorché un
bisognoso.
Storie di ordinaria follia,
nell'isola disperata e dimentica di sé. Dove in cima ai cortei contro il pizzo ci stanno
quelli che prendono il pizzo.
A guidare quelli contro la mafia,ci stanno quelli che avversarono Borsellino e Falcone.
A capeggiare gli industriali
contro l’onorata società ci sono quelli inquisiti per connivenza con i disonorati associati.E nessuno s’azzardi a citare Pirandello, o l’abusato
Gattopardo (Tomasi di Lampedusa), perché queste non
sono storie di verità indistinguibilio dicambiamenti conservativi. Qui è la principessa
Incapacità che convola a
nozze con il re Furto. Semmai, ancora Barbera: «Chi vita scipita, 'nto sale».
www.davidegiacalone.it
Altra ondata di acquisti stranieri
Ora tocca a Pininfarina e Preziosi
Mentre Confindustria annuncia Pil a +0,2%, gli indiani di Mahindra si fanno avanti
per lo storico brand. E i cinesi si prendono il 35% dei giochi del patron del Genoa
::: UGO BERTONE
■■■ Non c'è che dire: l'Italia
piace. Forse troppo, obiettano i più critici di fronte all’offensiva dei compratori in arrivo dalla via della Sera. Dopo
l'annuncio dello sbarco in Pirelli ieri è arrivata la notizia
del probabile acquisto da parte dell'indiana Mahindra &
Mahindra, di Pininfarina,
una delle aziende che hanno
costruito il mito del made in
Italy a quattro ruote:Piazza Affari applaude con un rialzo
del 26%.
Intanto Enrico Preziosi, patron del Genoa, ha ceduto il
33% di Giochi Preziosi a Michael Lee, fornitore storico
del gruppo oltre che proprietario di miniere di rubini e
smeraldi tra Sri Lanka, Tanzania e Burma.
Sembra che siano iniziati i
saldi di primavera dell’azienda Italia. Ma non è proprio così.E per rendersene conto meritava frequentare tra ieri ed
oggii padiglionidi piazza Affaridove un centinaio di investitori internazionali si è messo
pazientemente in coda per
avere incontri individuali, in
tutto oltre 1.700, con un centinaio di aziende di casa nostra,
quotate alsegmento Star o impegnate nel programma Elite, una sorta di rodaggio prima di un'eventuale apertura
del capitale ad investitori terzi. La sensazione è che il capitalismo di casa nostra sta cercando una sua strada per ripartire dopo anni di sofferenza.Senza barricarsi dietro barriere autarchiche o invocando la "politica industriale", la
litania che ha spesso accompagnato l'assalto alla diligenza dello Stato, senza aiutare la
ripresa che,per prendere velocità, ha bisogno di benzina,
cioè di capitali veri.
La conferma arriva dalla
previsione del Centro studi
Confindustria: il Pil italiano alla fine del terzo trimestre crescerà dello 0,2%. Una buona
notizia,che interrompe una fila impressionante di segni ne-
gativi. Ma se il risultato assai
modesto, che si considera la
combinazione di fattori positivi quasi irripetibili (petrolio in
calo, dollaro on ripresa, tassi
giù) che hanno favorito il salto all'insù.
È in questa cornice che si
possono comprendere le ragioniche hanno spinto glieredidi Sergio Pininfarina ad ammainare la bandiera bianca.
Per quasi novant’anni,l'azien-
da torinese ha rappresentato
una sorta di università del design a quattro ruote in cui sono nate i miti della Ferrari, come la Gt 250, e dell'Alfa Romeo, come la Giulietta Spider, ma anche la Rolls Royce
Camargue e i prototipi delle
prime auto cinesi od indiane.
L'evoluzione del mercato,
che ha spinto i Big a creare in
casa piccole serie di prototipi
di lusso, ha in pratica azzerato
ilmercato per le serie realizzate dai maestri del design torinese: l’Italdesign di Giorgio
Giugiaro è finito nell’orbita
Volkswagen, lo stabilimento
Bertone è stato rilevato da
Fiat Chrysler che lì produce la
Maserati.
E Pininfarina, che pure ha
disegnato l'auto elettrica di
Bolloré,è finito nell'orbita della conglomerata indiana. In
piccolo,un destino simile a Pirelli: l’Italia mette tecnologia e
capacità realizzative, i gruppi
asiatici i capitali e mercato in
grande crescita che il made in
Italy non sarebbe stato in grado di assistere da solo.
Diverso il discorso di Giochi Preziosi (900 milioni di fatturato, in Europa seconda solo a Lego): in questo caso il
partner di Taiwan, da fornitore diventa azionista, con
l'obiettivo di sfruttare le competenze commerciali e di
marketing del socio italiano.
Insomma,le miscele possono essere tante. L'obiettivo,
per tutti, è di conquistare una
posizione in business che ormai hanno dimensioni globale. Non è impossibile, visto
quanto piace di questi tempi
il made in Italy.
Nuovo colosso da 40 miliardi
Kraft e Heinz si fondono, il cuoco sarà Warren Buffet
DATI CGIA MESTRE
Per 10 milioni di italiani
il nuovo 730 costerà di più
Il nuovo modello 730 precompilato
rischia di costare di più per 10 milioni di italiani. «Per la stragrande
maggioranza dei contribuenti italiani il modello 730 costerà di più rispetto al 2014 essendo costretti a ricorrere a intermediari», rimarca il
segretario della Cgia, Bortolussi.
■■■ Kraft Foods e Heinz di fondono e
il cuoco è Warren Buffet. I due colossi
hanno siglato un accordo di fusione
per creare il quinto maggior gruppo al
mondo nel comparto del food and beverage. L'operazione, che conferma le
indiscrezioni del Wall Street Journal su
un accordo dal valore di oltre 40 miliardi di dollari, prevede che la Berkshire
Hathaway di Warren Buffett e la società
brasiliana di private-equity 3G Capital,
già partner nel 2013 nell'acquisizione
di Heinz per 23 miliardi di dollari, investano 10 miliardinel nuovo gruppo frutto della fusione. Il gruppo, che sarà gui-
dato dall'ad di Heinz, Bernardo Hees,
si chiamerà The Kraft Heinz Company
e avrà ricavi annuali per 28 miliardi di
dollari con otto brand capaci di generare un fatturato di 1 miliardo ciascuno e
cinque tra 500 milioni e 1 miliardo. La
nuova compagine azionaria vedrà gli
attuali azionisti di Heinz detenere il
51% del capitale mentre i soci di Kraft
otterranno il restante 49% e un dividendo di 16,5 dollari per azione coperto integralmente dall'investimento di 3G e
di Berkshire Hathaway, che peraltro si
sono impegnate a mantenere nel lungo termine la partecipazione acquisita.
__Giovedì 26 marzo 2015__
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Da Banca Intesa 37 miliardi alle imprese
■■■ Trentasette miliardi a disposizio-
ne delle imprese. È questo il budget di
nuovi finanziamenti che Banca Intesa
ha messo a disposizione di imprese e
famiglie. Lo ha annunciato l’amministratore delegato Carlo Messina nel
corso della cerimonia di presentazione del padiglione che l’istituto ha alle-
:::
stito all’Expo. Il plafond del 2014 era
stato di 27 miliardi.
«Saranno tutti investimenti impiegati nella crescita» ha confermato il manager ricordando che il 205 sarà un
anno irripetibile per l’Italia. «Siamo la
banca con il maggiore potenziale di
erogazione rispetto ai nostri competi-
tori perché abbiamo patrimonio e capitale per fare prestiti alla clientela».
Per quanto riguarda Pirelli è arrivato
l’annuncio che la banca resterà nel capitale e valuterà se supportare finanziariamente l'opa che sarà lanciata
una volta entrato nel capitale il colosso cinese ChemChina.
Diverso il discorso per Rcs da cui è
prevista l’uscita.
Panino e listino
Tra i piccoli di Piazza Affari
brillano nuove stelle
■■■ «L’accordo non è nell’interesse degli azionisti, dei clienti e dei lavoratori»
questo fu il comunicato finale, a brutto
muso, con cui la Continental liquidava
definitivamente il tentativo di scalata
della Pirelli. Era il lontano 1991, il sogno
dell'Ingegner Pirelli era un colosso mondiale, una mossa forse troppo audace, a
poker si direbbe un'operazione "all-in".
Abbandonati i sogni di conquista la
Pirelli si fa oggi conquistare, saranno i
cinesi di Chem China i futuri padroni.
Oltre al caso Continental, dove Leopoldo Pirelli fu "tradito" anche da alcuni soci connazionali al tempo alleati (il solito
difetto italiano di non saper fare squadra), ricordo tra gli anni Ottanta e Novanta i tentativi prima di De Benedetti
con la scalata alla Societé Generale de
Belgique e successivamente quella di
Generalial colosso francese Agf, entrambe bloccate, la prima dalla politica e la
seconda dal cavaliere bianco tedesco arrivato in soccorso dei cugini francesi.
I capitali stranieriin realtà sono benvenuti,ma possono ridursi anche a partecipazioni di minoranza e non per forza ad
acquisti predatori.
Capitani coraggiosi cercasi, la svendita italiana continua.
PIAZZA AFFARI: ormai è una tradizione, con il Salone di Risparmio arriva
la correzione. Avevo già anticipato l'approdo in zona 23,500/24,000 ma qui ci
dobbiamo fermare, è necessario rifiatare per non giocarsi tutto il rialzo 2015.
ELICA: l'Elica comincia a girare, inizia il volo di una delle stelle di Milano,
tanto che Banca Imi la promuove come
"top pick" di Piazza Affari, a mio avviso
uno dei giudizi migliori. Sempre 2,50 la
prima tappa.
MUTUI ON LINE: a Milano brilla un'
altra stella. L'acquisto di nuovi portali
l'aveva lanciata fino a 7,50, segue naturale correzione, ora sembra che quel livello possa essere abbattuto. Qui si deve
entrare su ogni ribasso, andremo lontanissimo.
ALERION: l'affare "spuzza" dicono
nei forum. A mio avviso è profumo, di
rialzo. Siamo pronti a sfondare 3.
BE: Imi continua la diluizione, ma al
tempo stesso consiglia il titolo. La stella
è ingabbiata tra 0,58 e 0,61, vicina una
nuova gamba, sempre al rialzo.
EURO/DOLLARO: 1,05 è una buona
base. L’economia Usa frena.
Lo stilista Dirk Bikkemberg
Niente evasione da 120 milioni
Altro trionfo sul Fisco
Ma per Bikkemberg
non è ancora finita
La Cassazione dà ragione allo stilista già assolto nel penale, ma non
mette la parola fine. Scomparso un fascicolo, si torna al secondo grado
::: CLAUDIO ANTONELLI
■■■ Nel 2014, dopo otto anni di calva-
rio giudiziario, il marchio della moda
creato in Belgio negli anni ’80 da Dirk
Bikkemberg si è visto dare definitivamente ragione.Non c’è maistata evasione da 120 milioni di euro. Grande sollievo per l’azienda. Ma fuori tempo. Già
partito il concordato, nel 2011. Altri dipendenti stranieri avevano perso illavoro. E l’indotto italiano era rimasto senza
fatturato.
Il brand sembra abbia detto definitivamente addio all’italia. La proprietà però,seguita dall’avvocato Francesco Giuliani dello studio Fantozzi, ha portato
fino in fondo il contenzioso. Una assoluzione in sede penale non mette infatti al
riparo dalle accuse del Fisco.Lunedì, così, è arrivata la sentenza della Cassazione sul fronte civile. Risultato? Una parziale assoluzione che riporta il tutto alla
commissione regionale. Spostando
avanti la palla (al massimo di un anno)
la suprema corte (al contrario degli stessi colleghi del penale) dopo aver dato
su alcuni punti ragione allo stilista, dice
che non è irragionevole pensare che ci
potesse essere una stabile organizzazione. Ma non tira le conclusioni anche di
fronte a tutti i dati forniti in sede penale.
[email protected]
Non prende nemmeno la decisione definitiva sul tema della liceità del metodo
utilizzato dall’Agenzia delle Entrate. Per
calcolare il presunto reddito imponibile, il Fisco non si era servito dei bilanci
della società lussemburghese, ma aveva utilizzato un metodo induttivo, stimando in modo eccessivo i presunti
proventi della società, comminandole
così il pagamento di 120 milioni di euro
tra imposte, sanzioni e interessi. E qui
sta il busillis. Se il Fisco avesse utilizzato
i documenti ricevuti dal Gran ducato
tutto l’ambaradam non sarebbe nemmeno dovuto partire. È risultato infatti
in altra sede che l’autorità fiscale abbia
ricevuto il plico, ma - badate bene - sia
andato perso. Per questo fatto è pure
stato aperto un procedimento penale,
che il pm vorrebbe archiviare per prescrizione. Sebbene gli effetti stiano proseguendo nel tempo. Al di là del senso
di giustizia, stabilire una volta per tutte
la questione è fondamentale per il processo tributario. Se anche i giudici del
fisco prenderanno atto di questa negligenza il metodo induttivo utilizzato sarà definito illegittimo e dunque decadrà
tutto l’impianto accusatorio. La domanda è quanto tempo ancora ci vorrà per
la parola fine? E soprattutto perché quel
plico è andato perso?
VAR%
A
ACEA
ACOTEL GROUP
ACSM-AGAM
AEDES
AEFFE
AEGON
AEROPORTO DI FIRENZE
AGEAS
AHOLD KON
ALBA PRIVATE EQ
ALCATEL-LUCENT
ALERION
ALLIANZ
AMBIENTHESIS
AMPLIFON
ANIMA HOLDING
ANSALDO STS
ARENA
ASCOPIAVE
ASTALDI
ASTM
ATLANTIA
AUTOGRILL
AUTOS MERIDIONALI
AXA
AZIMUT
A2A
Ultima rilev.
99,999
100
100,002
99,995
99,988
99,989
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99,915
99,903
Titolo
Ultima rilev.
BTP
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100,151
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131,75
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134,12
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131
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98,48
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Titolo
Ultima rilev.
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CCT
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CCT-EU 15.10.2017
101,47
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102,14
CCT-EU 01.11.2018
105,15
CCT-EU 15.11.2019
103,65
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CTZ
CTZ 30.06.2015
99,965
Titolo
Ultima rilev
CTZ 31.12.2015
CTZ 29.04.2016
CTZ 30.08.2016
CTZ ZC 27.02.2017
BTP INDICIZZATI
BTP IT 26.03.2016 2,25%
BTP IT 11.06.2016
BTPI 15.09.2016 2,1%
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BTP IT 27.10.2020
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105,51
114,7
121,39
131,51
138,14
AZIONI
PREZZO VAR% PR. UF.
B CARIGE
B CARIGE RSP
B DESIO BRIA RNC
B DESIO E BRIANZA
B IFIS
B INTERMOBILIARE
B M.PASCHI SIENA
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B POP MILANO
B POP SPOLETO
B PROFILO
B SANTANDER
B SARDEGNA RSP
BANCA GENERALI
BANCO POPOLARE
BANZAI
BASF
BASICNET
BASTOGI
BAYER
BB BIOTECH
B&C SPEAKERS
BCA FINNAT
BE
BEGHELLI
BENI STABILI
BEST UNION COMPANY
BIALETTI INDUSTRIE
BIANCAMANO
BIESSE
BIOERA
BMW
BNP PARIBAS
BOERO
BOLZONI
BON FERRARESI
BORGOSESIA
BORGOSESIA RSP
BREMBO
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BRUNELLO CUCINELLI
BUZZI UNICEM
BUZZI UNICEM RSP
C
CAD IT
CAIRO COMMUNICATION
CALEFFI
CALTAGIRONE
CALTAGIRONE EDITORE
CAMPARI
CARRARO
CARREFOUR
CATTOLICA ASSICURAZIONI
CEMBRE
CEMENTIR HOLDING
CENTRALE DEL LATTE TO
CERVED INFORMATION SOL
CHL
CIA
CICCOLELLA
CIR
CLASS EDITORI
CNH INDUSTRIAL
COFIDE
COGEME SET
CONAFI PRESTITO’
CR VALTELLINESE
CREDEM
CREDIT AGRICOLE
CSP INTERNATIONAL
CTI BIOPHARMA
D
DADA
DAIMLER
DAMIANI
D’AMICO
DANIELI & C
DANIELI & C RSP
DANONE
DATALOGIC
DEA CAPITAL
DELCLIMA
DE’LONGHI
DEUTSCHE BANK
DEUTSCHE TELEKOM
DIASORIN
DIGITAL BROS
DMAIL GROUP
E
EDISON RSP
EEMS
EI TOWERS
EL EN
ELICA
EMAK
ENEL
ENEL GREEN POWER
ENERVIT
ENGINEERING
ENI
E.ON
ERG
ERGYCAPITAL
ESPRESSO
ESPRINET
EUKEDOS
EUROTECH
EXOR
EXPRIVIA
F
FALCK RENEWABLES
FIAT CHRYSLER
FIDIA
FIERA MILANO
FINCANTIERI
FINECOBANK
FINMECCANICA
FNM
FULLSIX
G
GABETTI
GAS PLUS
GDF SUEZ
GEFRAN
GENERALI
GEOX
GTECH
H
12,16
12,69
1,255
2,63
2,298
7,515
14,71
33,67
14
2,57
3,53
2,822
161
0,514
6,34
6,98
9,43
0,0051
2,32
7,785
13,19
24,13
9,04
16,84
23,54
26,18
0,9665
1,33 12,1511
0,16 12,6501
0,4 1,2541
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-0,95 2,3143
- 7,5533
-0,74 14,4458
-0,68 33,6738
14
5,85 2,5087
-1,84 3,5666
-0,07 2,826
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- 0,5122
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-3,71 7,9287
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-2,95 9,1725
- 16,8185
-0,63 23,5968
-1,36 26,3637
0,73 0,9679
36,02
22,61
14,09
131,92
5,12
20,92
9,78
13,67
13,22
19,18
0,21
17,43
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29,28
67,63
13,21
27,05
62,87
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13,1
23,89
45,2
15,4
0,072
1,81
2,928
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18,2
3,46
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8,06
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0,952
1,794
0,3828
6,875
10,83
28,99
14,49
6,06
91,85
2,786
2,226
140,8
281
7,61
0,562
0,602
0,476
0,749
2,158
0,601
0,525
15,96
0,321
114,2
54,9
19,8
3,52
26,26
0,7955
0,88
38,1
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16,56
13,47
8,51
-0,14 0,0723
- 1,8107
2,81 2,9131
1,83 3,0161
2,42 18,0846
0,12 3,4607
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-0,42 4,2481
0,25 8,1584
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-0,73 0,9656
- 1,7955
-0,57 0,3838
-1,15 6,887
0,65 10,7625
0,59 29,0418
- 14,5889
0,5 6,0968
-0,81 92,0295
-0,5 2,7866
-1,5 2,2251
-1,4 141,8726
-4,91 292,031
-0,39 7,6222
-1,92 0,5669
-0,74 0,5985
-0,94 0,4789
-0,53 0,7519
5,27 2,1142
4,25 0,6027
1,16 0,5293
0,88 16,0614
-0,22 0,3206
-1,13 115,2086
-1,61 55,4635
- 19,5777
2,39
3,47
- 26,0305
1,21 0,7669
0,88
-1,7 38,4256
-4,58 0,1139
-2,01 16,7434
-1,46 13,5866
-1,16 8,5705
32,11
65,3
34,31
39,26
32,94
-2,26
30,74
36,89
47,48
50,37
75,48
23,88
-2,69
10,91
25,77
44,04
30,47
20,61
-1,15
23,83
42,86
26,83
39,11
23,61
18,56
29,03
7,9
11,19
12,3
70,51
26,38
25,63
12,48
-2,94
25,71
15,68
-0,19
3,17
37,55
22,55
-10,63
28,16
33,18
4,482
5,76
1,217
2,378
0,9855
6,4
2,34
31,07
8,075
14,57
6,875
3,944
6,35
0,0509
0,3059
0,2413
1,082
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1,31
7,78
13,65
1,896
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0,7 5,7497 18,67
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-1,08 2,4051 24,11
-0,71 0,9795 18,73
-0,39 6,3994 24,03
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-0,8 31,0803 22,56
2,09 8,0036 41,05
-0,41 14,7892 42,7
1,33 6,8794 37,09
-0,8 3,9574 46,94
4,1 6,2424 45,31
-0,2 0,0512 32,55
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- 0,2416
6,3
0,46 1,0835 25,09
-1,72
0,39 26,26
-1,24 7,5697 12,99
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- 0,0487
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0,85 1,3148 65,2
1,43 7,7331 24,88
-0,73 13,6825 26,98
0,58 1,8932 35,72
-2,54 1,7835 -8,12
3,012
88,05
1,557
0,5155
22,88
15,24
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10,43
1,82
2,36
20,94
31,98
17,04
40,71
5,355
2,334
-0,2
-0,79
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1,08
-0,95
-1,04
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-0,67
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0,47
-0,74
-1,27
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1,558
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22,9928
15,3001
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20,889
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40,5726
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15,94
26,69
24,76
12,31
11,18
11
15,74
17,19
12,28
18,89
39,88
27,92
26,32
22,14
67,87
1,57
0,847
0,14
49,83
39
2,29
0,897
4,292
1,76
4,108
55,5
15,99
14,32
11,83
0,1047
1,239
8,16
1,067
1,93
41,68
0,873
0,18
-0,07
-0,54
-0,26
1,33
1,36
-1,06
-0,56
1,43
1,65
-0,93
1,06
2,07
-0,66
-0,24
1,05
-0,65
-0,26
-0,1
-0,34
0,8439
0,1397
50,0178
39,2198
2,2819
0,8971
4,2975
1,7618
4,1214
56,1019
16,0362
14,1976
11,7992
0,1045
1,2414
8,2261
1,0594
1,9442
41,6295
0,8772
-0,82
-17,26
20,45
47
37,45
4,36
16,13
1,5
22,99
48
10,2
2,14
27,82
15,82
29,94
42,41
7,94
19,73
22,44
22,18
1,206
15,03
6,945
6,615
0,786
6,35
11,17
0,659
1,883
-1,15 1,2134 29,75
-0,99 15,1367 56,56
21,2 6,2788 139,98
-1,56 6,6082 4,75
-0,44 0,7882 2,28
-0,31 6,3936 36,03
-2,62 11,3079 44,41
-0,68 0,6575 18,21
-1,41 1,9112 9,86
1,424
3,936
18,89
3,87
18,55
3,456
19,04
0,99 1,455 72,71
-0,71 3,9298 12,52
-0,37 18,9172 -3,13
0,26 3,8237 28,57
-0,48 18,5725 9,12
1,89 3,4374
28
-0,26 19,0474 2,97
2,234 -0,62
HERA
I
I GRANDI VIAGGI
IGD
IL SOLE 24 ORE
IMA
IMMSI
INDUSTRIA E INNOVAZIONE
Titolo
1 SETT.
360
2,2405 14,86
0,51
0,2 0,5069
-4,4
0,968 3,97 0,9604 50,08
0,847 -1,28 0,8492 42,59
44,59 0,38 44,6139 22,84
0,6655 -1,33 0,6641 23,24
0,4022
- 0,4027 10,8
Euribor
Titoli di stato
BOT
BOT 31.03.2015 (182)
BOT 14.04.2015 (365)
BOT 30.04.2015 (181)
BOT 14.05.2015 (365)
BOT 29.05.2015 (182)
BOT 12.06.2015 (364)
BOT 30,06,2015 (180)
BOT 14.07.2015 (365)
BOT 31.07.2015 (182)
BOT 14.08.2015 (365)
BOT 31.08.2015 (185)
BOT 14.09.2015 (367)
BOT 14.10.2015 (365)
BOT 13.11.2015 (364)
BOT 14.12.2015 (367)
BOT 14.01.2016 (365)
BOT 12.02.2016 (364)
BOT 14.03.2016 (367)
PREZZO
Dati aggiornati al 24/03
365
Titolo
360
365
-0.035 -0.035
3 MESI
0.021 0.021
2 SETT.
-0.034 -0.034
6 MESI
0.089
1 MESE
-0.012 -0.012
9 MESI
0.139 0.141
2 MESI
0.008 0.008
12 MESI
0.202 0.205
0.09
Cambi
Titolo
Corona Svedese
Corona Danese
Corona Norvegese
Dollaro Australiano
Dollaro Canadese
Dollaro Usa
Fiorino Ungherese
Franco Svizzero
Reinmimbi Cinese
Sterlina Inglese
Yen Giapponese
Domanda
Offerta
9,3026
7,4688
8,5930
1,3925
1,3711
1,0985
298,8000
1,0517
6,8244
0,7365
131,1300
9,2889
7,4603
8,5935
1,3843
1,3649
1,0950
302,2600
1,0491
6,7981
0,7344
130,8900
PREZZO
VAR%
PREZZO VAR% PR. UF.
CHIUSURA SU PR. RIF.MED. PON. DAL 30/12/14
CHIUSURA SU PR. RIF.MED. PON. DAL 30/12/14
B
::: BUDDY FOX
Titolo
Mercato Azionario
AZIONI
ING GROEP
INTEK GROUP
INTEK GROUP RSP
INTERPUMP
INTESA SANPAOLO
INTESA SANPAOLO RSP
INVEST E SVILUPPO
IRCE
IREN
ISAGRO
ISAGRO AZIONI SVILUPPO
IT WAY
ITALCEMENTI
ITALMOBILIARE
ITALMOBILIARE RSP
IVS GROUP
J
JUVENTUS FC
K
KERING
KINEXIA
K.R.ENERGY
L
LA DORIA
LANDI RENZO
LAZIO S.S.
L’OREAL
LUXOTTICA GROUP
LVENTURE GROUP
LVMH
M
MAIRE TECNIMONT
MARR
M&C
MEDIACONTECH
MEDIASET
MEDIOBANCA
MEDIOLANUM
MERIDIE
MID INDUSTRY CAPITAL
MITTEL
MOLESKINE
MOLMED
MONCLER
MONDADORI
MONDO TV
MONRIF
MOVIEMAX
MUNICH RE
MUTUIONLINE
N
NICE
NOEMALIFE
NOKIA CORPORATION
NOVA RE
O
OLIDATA
ORANGE
OVS
P
PANARIAGROUP
PARMALAT
PHILIPS
PIAGGIO
PIERREL
PININFARINA
PIQUADRO
PIRELLI E C.
PIRELLI E C. RSP
POLIGRAFICA S.FAUSTINO
POLIGRAFICI EDITORIALE
PRELIOS
PREMUDA
PRIMA INDUSTRIE
PRYSMIAN
R
RAI WAY
RATTI
RCS MEDIAGROUP
RECORDATI
RENAULT
RENO DE MEDICI
REPLY
RETELIT
RICCHETTI
RISANAMENTO
ROMA A.S.
ROSSS
RWE
S
SABAF
SAES GETTERS
SAES GETTERS RSP
SAFILO GROUP
SAIPEM
SAIPEM RCV
SALINI IMPREGILO
SALINI IMPREGILO RSP
SALVATORE FERRAGAMO
SANOFI
SAP
SARAS
SAT
SAVE
SCREEN SERVICE
SEAT PAGINE GIALLE
SEAT PAGINE GIALLE RSP
SERVIZI ITALIA
SESA
SIAS
SIEMENS
SINTESI
SNAI
SNAM
SOCIETE GENERALE
SOGEFI
SOL
SORIN
SPACE
STEFANEL
STEFANEL RSP
STMICROELECTRONICS
T
TAMBURI
TAS
TELECOM ITALIA
TELECOM ITALIA RSP
TELECOM ITALIA MEDIA
TELECOM ITALIA MEDIA RSP
TELEFONICA
TENARIS
TERNA
TERNIENERGIA
TESMEC
TISCALI
TOD’S
TOTAL
TREVI
TXT E-SOLUTIONS
U
UBI BANCA
UNICREDIT
UNICREDIT RSP
UNILEVER
UNIPOL
UNIPOL P
UNIPOLSAI
UNIPOLSAI RSP A
UNIPOLSAI RSP B
V
VALSOIA
VIANINI INDUSTRIA
VIANINI LAVORI
VITTORIA ASS
VIVENDI
W
WAR AMBROMOBIL 17
WAR COMPAGNIA D RUOTA 2017
WAR D’AMICO 12-16
WAR ENERTRONICA 13-15
WAR ERGYCAPIT 16
WAR FIRST CAPITAL 2016
WAR HI REAL 2015
WAR IKF 10-18
WAR INDUST. STARS OF ITALY
WAR IVS GROUP
WAR MICROSPORE 13-15
WAR NOEMALIFE 12-15
WAR PARMALAT 2015
WAR PRIMI SUI MOTORI 2016
WAR SAFE BAG 13-16
WAR SERV ITA 12-15
WAR SPACE 12-2015
WAR TAMBURI 2015
WAR TE WIND 18
WARR AGRONOMIA 2014-2017
WARR BIO ON 14-17
WARR GGP 16
WARR GREENITALY1
WARR INNOVATEC 17
WARR IWB
WARR SEAT PG 16
WARR SUN CAP 16
WARR TECH-VALUE 2014-2017
WARR VALORE IT H 15
WORLD DUTY FREE
Y
YOOX
Z
ZIGNAGO VETRO
ZUCCHI
ZUCCHI RSP
13,68
0,3533
0,6285
14,5
3,168
2,882
0,519
2,016
1,274
1,859
1,4
2,09
7,35
31,48
20,9
7,14
-2,29
4,13
2,28
0,14
-1
-0,48
-0,19
-0,59
4,73
1,08
-0,67
-0,81
1,22
0,19
0,56
0,2562 -2,55
13,8981
0,3507
0,6277
14,5948
3,1869
2,8999
0,5349
2,0269
1,2722
1,8505
1,4001
2,1003
7,4256
31,3625
20,7781
7,0281
26,55
8,18
6,17
24,46
30,8
39,9
7,23
15,13
40,7
28,92
14,47
41,69
48,79
67,45
43,15
-2,86
0,2596 16,45
184,6 -3,6 184,5738 16,1
1,515 -0,33 1,5383 77,82
0,9015
0,5 0,8931
4,7
14,99
0,99
0,6235
169
57,65
0,861
163,5
-1,06 15,134
- 0,9935
-0,64 0,6254
-1,11 169,6986
-1,79 58,0024
3,42 0,8819
-2,04 165,6103
84,83
25,96
20,97
26,7
21,87
23,86
2,472
15,9
0,1108
0,917
4,308
8,94
7,68
0,1345
6,68
1,666
1,531
0,3972
15,2
1,105
3,482
0,35
0,0275
202,6
7,07
0,65
-0,31
-2,12
-1,13
-1,73
-0,22
1,19
1,36
0,45
-1,07
0,92
-1,44
-2,31
0,91
0,35
2,28
0,35
3,74
2,46
15,893
0,1112
0,9221
4,357
8,9569
7,6447
0,1338
6,68
1,673
1,5357
0,3905
15,24
1,1057
3,494
0,3494
0,027
202,12
6,9902
36,88
8,02
23,8
13,77
25,23
32,05
45,18
35,86
9,51
43
53,48
5,98
36,69
26,21
98,18
22,94
3,38
21,46
49,16
3,206 0,25
5,12 1,09
7,225 -1,3
1,041 -5,36
3,1833
5,2166
7,2678
1,1291
19,99
11,79
10,31
30,13
0,3933 -0,33
15,14 -0,33
4,42 -0,67
0,3886 21,09
15,169 6,85
4,419
-
2,44
2,488
26,73
2,806
0,694
5,15
1,794
15,57
15,61
7,155
0,3009
0,4813
0,2076
18,87
19,16
1,3
-0,72
26,23
-0,88
0,71
-0,26
0,21
-1,86
-0,37
1,02
0,11
0,16
2,4089
2,4882
26,7515
2,788
0,6974
4,6299
1,7846
15,4957
15,6058
7,0567
0,3002
0,4889
0,2055
18,8289
19,0864
95,2
4,1
12,22
16,43
-1,56
63,49
26,78
38,89
56,41
23,36
33,56
81,55
22,91
39,88
26,47
4,2
2,586
1,124
17,5
81,5
0,3828
84,05
0,636
0,3146
0,1895
0,5175
1,283
24,23
-0,47
0,15
-0,09
-0,57
-2,16
0,92
-2,83
0,95
-3,05
3,55
0,19
1,02
1,3
4,2156
2,5295
1,1321
17,4055
82,6831
0,3817
84,8506
0,6362
0,3185
0,1906
0,516
1,2664
23,8936
31,66
7,75
20,28
36,19
34,71
41,15
38,01
9,66
42,55
91,41
-5,05
6,12
-7,31
12,53
8,5
7,115
13,79
9,64
18
4,094
10,15
28,85
92,8
66,55
1,419
14,99
12,83
0,038
0,0044
167
5,17
16,4
10,66
100,3
0,067
1,586
4,556
44,68
3,104
7,185
2,83
11,67
0,346
145
8,605
-0,56 12,5703
0,59 8,4488
-0,49 7,1225
0,88 13,8866
1,15 9,5809
18
-0,34 4,138
-0,68 10,1196
-1,5 29,1002
-1,33 92,9152
-1,77 66,55
0,14 1,4229
-0,6 14,596
-0,54 12,8433
- 0,0381
-4,35 0,0045
167
1,67 5,1274
2,37 16,3498
-1,48 10,8749
-1,18 100,4155
-1,18 0,0666
-1,86 1,5921
-0,35 4,5476
-0,71 45,0101
-1,34 3,138
1,05 7,1796
-0,35 2,8367
-0,26 11,7987
-2,2 0,3458
145
-4,44 8,7628
12,18
39,23
36,83
27,92
9,98
-0,28
35,74
0,59
41,35
22,83
13,37
70,14
11,87
-2,73
57,14
96,36
29,57
26,25
33,5
5,25
27,86
25,77
11,12
29,17
49,81
7,96
46,94
21,56
18,25
-0,68
38,9
3,592
0,46
1,084
0,867
1,035
0,592
13,53
13,2
4,086
1,941
0,74
0,064
86,35
46,61
3,166
10,14
-2,13 3,6194 36,89
-2,13 0,463 19,54
-1,72 1,0908 22,9
-1,53 0,8724 25,02
-0,1 1,0359 7,09
- 0,592 0,51
-0,95 13,5905 12,38
1,69 13,1252 5,94
-0,2 4,0747 8,67
0,05 1,949 36,31
4,96 0,7274 26,93
1,59 0,064 22,14
-1,43 86,811 19,93
-1,25 46,6578 8,65
-5,21 3,1885 11,87
-0,29 10,22 29,83
7,25 0,62 7,2396 21,64
6,33 -0,47 6,3325 18,65
9,14 -0,11 9,2005 13,54
39,26 -1,11
39,6 19,01
4,896 0,95 4,8878 18,83
4,86 0,87 4,8554 19,23
2,714 0,52 2,7168 21,49
258,9 0,58 258,5902 34,15
2,72 0,15 2,7245 21,65
20,78 4,63 20,3426 37,07
1,249 -0,64 1,2355 5,85
5,985 -0,42 5,9522 6,88
9,77 0,05 9,803 13,6
22,98 -0,22 23,0716 12,81
0,2498 -2,35
0,0768
0,0693 6,62
0,655
0,0097
0,0573 9,56
0,02
0,0297
1,4 -9,68
0,16 -10,81
0,029 56,76
0,076
1,443 -0,14
0,755
0,2
0,39 6,79
2
1,511 -4,37
0,18
0,0661 -1,34
2,47 -1,28
0,7175
1
0,22 39,24
1,65
0,0016
0,07 -33,33
0,08
0,0148 -43,08
11,17 -0,27
0,2445
0,0722
0,0677
0,6435
0,0097
0,0523
0,0193
0,0297
1,5945
0,1532
0,029
0,0752
1,4468
0,6223
0,2
0,4084
2,0074
1,5398
0,18
0,0623
2,5702
0,7175
0,988
0,1564
1,65
0,0016
0,0704
0,08
0,026
11,14
13,55
2,54
1,61
4,55
-14,91
7,1
40,85
-3,57
115,05
-20
-87
-41,54
4,57
-43,66
-20,45
30,09
166,67
152,68
-41,29
-5,57
291,44
-44,34
156,41
111,54
220
-41,67
-33,33
-43,08
40,24
21,78 -0,09 21,4334 18,37
5,52 -0,45
0,0546
4,2
0,1611
-
5,543
0,0554
0,1629
8,88
3,02
-4,67
22
__Giovedì 26 marzo 2015__
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A tu per tu
di MATTIAS MAINIERO
::: lelettere
[email protected]
Le lettere via e-mail vanno inviate sottolineando nell’oggetto: “lettere“. Via posta vanno indirizzate a: Libero - viale L. Majno 42 - 20129 Milano, via fax al n. 02.999.66.264.
SCUOLA/1
di vacanze scolastiche sono
troppi. Per la maggioranza degli italiani sono troppe le vacanze dei politici italiani.
Lavorare d’estate
Ma dove?
Il cerbiatto
in fuga
dalle auto
Due occhi inquieti cercavano
l’ambiente più familiare, quello
con pericoli noti. L’agilità non basta al piccolo cerbiatto, e le auto
ferme non lo rassicurano. Potrebbe essere travolto. Tenta l’erta,
ma la roccia non offre appigli. Ritenta, ma a vuoto. Poi un piccolo
sentiero,e in pochi balzi, vinta l’erta, è nel suo mondo, salvo. Io e
altri sulla strada; il piccolo cerbiatto nella boscaglia, tra le rocce. A
ciascuno ilsuo mondo,incontrandosi di rado o mai. A me piace così.
Maria Luisa Mazzocchi
San Marino
***
A ciascuno il suo mondo? Sarebbe bello, e comodo, ma in questo
mondo non è così. In Africa alcune scimmie rischiano l’estinzione, e non per via dei cacciatori o di
qualche strano virus. Perché gli
africani, lentamente, cominciano
a coltivare la terra.
Anno dopo anno
conquistano spazi
sottraendoli alle foreste, e le scimmie
di quegli spazi e di
quel cibo hanno bisogno per sopravvivere. Si vedono
fattorie, qua e là, e
curiose e affamate
scimmie che gironzolano nei dintorni alla ricerca di alimenti e di
una convivenza spesso impossibile. Nelle grandi città italiane gli uccelli rapaci sono una presenza fissa. Lei ha incontrato il cerbiatto,
tra le auto. Domenica sera a stento sono riuscito ad evitare un cinghiale (immagino un centinaio di
chili) che nell’impatto con la mia
auto ci avrebbe rimesso una zampa o la vita, lasciando la vettura
semidistrutta. Sul mio balcone,
ogni mattina, arriva un corvo che
scava nei vasi, fa incetta di vermi e
vola via lasciando di tutto sul pavimento. La chiami, se vuole, globalizzazione degli esseri viventi: si vive mischiati perché la terra del cinghiale oggi è una strada, la foresta
delle scimmie un campo di grano.
Perché il mondo è diventato piccolo e perché per buona parte ce lo
siamo mangiati. A ciascuno il suo
spazio è una bella idea, bellissima
immagine. Ma lo spazio dove lo
troviamo? P.S. Discorso estensibile ai flussi migratori, ma qui le cose si complicano e non poco, meglio non affrontare il discorso: cerbiatti e cinghiali non gradirebbero perdere ulteriori spazi. [Matt
Corner]
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segui la rubrica anche su
www.
Il ministro Poletti afferma, a
proposito di vacanze: «Un mese va bene, tre sono tanti» ed
ancora: «I miei figli d’estate sono sempre andati al magazzino della frutta a spostare le casse. Sono venuti su normali,
non sono speciali». Plaudo al
ministro per come ha educato
i suoi figli. Devo, peraltro, fargli notare che a Rimini e non
solo, ma anche su tutta la riviera romagnola, da sempre, sono tanti gli studenti che si attivano durante le vacanze estive lavorando nei bar, negli alberghi, sulle spiagge per racimolare un po’ disoldini. Il problema, caro ministro, non solo da quest’anno, è la crisi che
morde tutti i settori. Le assunzioni sono poche e lei vorrebbe sottoporre gli studenti ad
un mese di formazione? Forse
potrebbe funzionare ma, signor ministro, quanto guadagnerebbero gli studenti frequentando questo mese formativo? Avrebbero o non
avrebbero diritto a qualche
emolumento?
Giovanni Ruzzier
e.mail
Elio Cataldo
e.mail
VANESSA E GRETA/1
Il ritorno
in Siria
Vanessa e Greta tornano in Siria? Ci restano?
Anna Fattori
e.mail
Giovanni Antonucci
e.mail
VANESSA E GRETA/2
Promemoria
per le ragazze
PIRELLI
Lorenza Rovacchi
e.mail
Non c’è tempo
da perdere
Ma quando si decideranno i
pusillanimi governanti europei (e Usa e Canada e Russia
etc. etc.) a muoversi contro i
criminali dell’Isis? Devono occupare i Paesi ormai preda del
terrorismo e pattugliarne le coste! Ma non si rendono conto
che dalla Libia e Tunisia passeranno in Italia e quindi in Europa? Non c’è più tempo. Ormai i distinguo non hanno più
senso.
Paolo Faenza
e.mail
Francesco Matarazzo
e.mail
DIMISSIONI
Matteo
il doppio
I tre mesi di vacanza non sono
un regalo agli insegnanti. Il ministro del lavoro Poletti dovrebbe sapere che i maestri e i
professori sono impegnati anche per tutto il mese di giugno
fra assemblee, collegi e adempimenti vari. Per i restanti due
mesi c’è l’obbligo di sceglierne
uno perché nell’altro sono a disposizione della scuola e possono essere chiamati in qualsiasi momento. Inoltre, limitare
le vacanze scolastiche significa danneggiare l’industria turistica che vive essenzialmente
per questi tre mesi. Possibile
che un ministro del lavoro
non abbia altre cose più importanti a cui pensare?
TERRORISMO
Negli anni ’60 alla Pirelli, stabilimento Bicocca a Milano, imperversava Sergio Cofferati,
detto il Cinese, con la sua tuta
bianca, tipica dei manutentori. Ora sono arrivati i cinesi,
quelli veri. I tempi cambiano e
i cinesi restano.
RENZI
Troppe vacanze?
Non è vero
Giuseppe Ghisellini
e.mail
Cinesi
di ieri e di oggi
Se Ramellli e Marzullo vogliono andare, che facciano. Dovrebbero ricordare che il loro
riscatto è stato pagato coi soldi
di chi a fatica mette insieme
pranzo e cena, e che con 12
milioni si toglievano dal freddo tanti barboni italiani o persone indigenti.
SCUOLA/2
ne paterna per l’ingresso o la
progressione nel lavoro. Togliere il lavoro a X solo perché
si è figli di Y è malcostume da
parte del padre come del figlio, ed è la rovina dell’Italia,
anche a prescindere da formali illegalità, perché apre e facilita la carriera a persone potenzialmente meno capaci. Grazie Lupi, hai dato finalmente
un esempio positivo.
a decidere sull’esecutivo. Dicendo questo sto difendendo
il principio di Montesquieu
per cui non ci può essere nesso tra avviso di garanzia e dimissione. Da raffinato giurista
quale crede di essere ha attribuito a Montesquieu una profetica conoscenza di un conflitto tra magistratura e politica
che è recentissimo e data in
Italia dalla stagione di Mani
pulite. È un vero colpo di scena: da giustizialista per i nemici a garantista per gli amici.
Renzi, dopo aver dimissionato il ministro Lupi non indagato, ha difeso i suoi viceministri
e i sottosegretari indagati per
reati anche gravi con una dichiarazione che,se l’avesse fatta un altro politico,sarebbe stato coperto di insulti e anche di
ridicolo: non sono i magistrati
Grazie,
Lupi
VERIFICHE
Il genitore ha l’obbligo morale
e giuridico di offrire ai figli i
mezzi per una corretta e compiuta istruzione, educazione e
formazione.Ma poii figli devono adoperarsi con i propri
mezzi, senza aspettarsi che sia
un diritto la raccomandazio-
Non mi piacciono
i controlli
Nel mio piccolo, non sono
molto disposto a fare verificare la mia attività professionale
ad alcuni giovanotti che hanno superato un concorso pubblico,spesso animatida tutt’altro che da ideali di giustizia e
del correlato amore per lo studio del diritto. Figurarsi quando questa valutazione la deve
fare un imprenditore all’atto
dell’esame della convenienza
di investire in Italia, laddove il
buon funzionamento dell'amministrazione giudiziaria è
uno degli elementi fondamentali...
Estrazione del 25 marzo 2015
Giancarlo Testi
e.mail
SCUOLA/3
Ferie
per tutti
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Bologna
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INCIDENTI
Automobilisti
assassini
Aumenta continuamente il
numero delle persone investite ed ammazzate da auto in
corsa, spesso guidate da giovani, ubriachi, drogati o stranieri
senza patente, che poi scappano senza nemmeno soccorre-
Per il ministro Poletti tre mesi
DISTRIBUTORE PER L’ITALIA E L’ESTERO
PRESS-DI Distribuzione Stampa e Multimedia Srl
STAMPA
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Contributi diretti legge 7 agosto 1990 n. 250
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Registrazione nº 8/64 del 22/12/1964 - Tribunale di Bolzano
La tiratura di giovedì 26 marzo 2015
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23
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Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi.
Posta prioritaria
DI MARIO GIORDANO
Speriamo nel successo di Expo, nonostante tutto
te rilevanti che le aziende impegnate chiederanno a Expo. E magari nel marasma ultimo
(fare presto!!!) qualcuno o diversi si faranno i
loro affari! E chissà quante urgenze saranno
state progettate a tavolino col disegno di far
pagare inefficienze e ritardi veri e presunti. Chi
è del mestiere sa che è così, ma c’è qualcuno
che prendendo in mano carte, eventi, cronogrammi e contratti con oneri ed obbligazioni e
progetti ricostruisca la vicenda? Altro che credere in Expo e prova di orgoglio del Paese...
Oscar Fenu - via mail
Caro Giordano, penso che sia probabile che
alla fine di Expo 2015 ci sarà un redde rationem gestito da magistratura e forze politiche e
sociali mirato a colpire chi si è occupato di tale
evento. Poi passato il polverone vedremo come stanno le cose. Però più seriamente e concretamente voglio segnalare che in 6/8 mesi
ultimi per recuperare il tempo perduto in beghe partitiche e di potere la Direzione Lavori
(e quindi la Direzione Generale) di Expo ha
dovuto far lavorare aziende per 20 ore al giorno, acquistare all’ultimo tuffo trasporti, mezzi,
materiali e manufatti etc. con costi sicuramen-
re gli investiti. Quando va loro
male, se la cavano con pochi
giorni di carcere, per lo più ai
domiciliari,salvo poi continuare a fare la stessa cosa, perché
attualmente non vi è reato. I
cittadini si chiedono il perché
non viene emanato - tra i tanti
- un apposito decreto legge
per rendere reato penale gli
omicidi stradali.
A questo punto, caro Oscar, a meno di 40
giorni dall’inaugurazione, penso che nessuna persona dotata di un minimo cervello possa augurarsi il fallimento di Expo.
Speriamo che riesca, speriamo che arrivino tanti turisti, speriamo che tanti giovani
trovino lavoro, speriamo che il nostro Paese ne tragga giovamento… Non sono mai
stato un fautore del «tanto peggio, tanto
meglio», figuriamoci se lo divento ora, do-
do: la società tollera qualsiasi
cosa, ma non un genio. Quando non riesce a bruciarlo vivo,
a crocifiggerlo, ad accecarlo,
mentre lo isola e lo impoverisce, è lieto di ingiuriarlo. Ora
tocca a Vincenzo Gemito assaggiare la perfidia e l’ingratitudine di una umanità che preferisce chiamarlo pazzo piuttosto che inchinarsi alla maestà
del suo genio (dal libro di Angelo Marchese). Il Duce lesse
queste parole e ordinò subito
di liberare Gemito, inviandoci
la somma di centomila lire.
Mario De Florio
Caserta
ARTE
Un grande
scultore
In questi giorni a Napoli si parla del grande scultore Vincenzo Gemito. Lo scrivente vuole
riportare un tassello relativo alla vita di Gemito. Gemito è stato il più grande scultore del
900. Un suo discepolo era un
cittadino di Cervinara di nome Onorio Ruotolo, il quale
poi in America diventerà il più
grande scultore. Quando il
Ruotolo emigrò in America ebbe la notizia che Gemito era
stato ricoverato in manicomio. Dall’America il Ruotolo
scrisse a giornali italiani dicen-
***
Francesco Cillo
Cervinara (Avellino)
ROMA
Gli strani
guasti della metro
Trascrivo l’avventura nella metro di Roma, raccontata da
mia figlia: «Un lunedì (23 marzo) come tanti, quando, alle
ore 8,40/45, stazione Tiburtina, la metro effettua la sua fermata in una banchina come
sempre affollata... la gente sale, scende. Ma le porte non si
richiudono e invano attendiamo la partenza. Come al soli-
ve un po’ di ripresa economica farebbe bene a tutti… Però quello che lei dice è vero:
quando si organizzano i grandi eventi, con
la scusa che ad essi è legata l’immagine del
Paese, alla fine tutto diventa lecito pur di
non mancare l’appuntamento. Si accelerano i tempi, si riducono i controlli, si calpestano (se necessario) le norme. Per questo
tutti i grandi eventi sono sempre stati concentrati di scandali e corruzione, dai Mondiali del 1990 in poi. Per quanto riguarda
Expo, per altro, non c’è nemmeno bisogno
di aspettare il redde rationem: tangenti e
arresti hanno accompagnato tutto il percorso della manifestazione, anche nell’ultimo scandalo come avrà visto rientrava Palazzo Italia... E proprio per questo motivo
io mi chiedo: è proprio necessario insistere? Per esempio: perché candidarsi alle
Olimpiadi del 2024? Non ci sono, in Italia,
abbastanza lavori da fare e da terminare
senza bisogno di cacciarsi in un nuovo guaio mondiale? O la Grande Mangiatoia dei
Grandi Eventi non può proprio rimanere
senza la ricca pappa?
to, dopo interminabili minuti,
la voce del macchinista ci invita ad uscire... Il treno è guasto.
Tutti cominciano a scendere,
quando un uomo valoroso
dalla mente aperta invita tutti
a non scendere, che non è vero, che sempre alla solita ora e
alla solita stazione la metro si
ferma! Quindi un manipolo di
coraggiosinon si muove, compresa la sottoscritta!Quindi volano parole grosse tra chi è sceso e vorrebbe agevolare la partenza del treno guasto e il nostro manipolo di coraggiosi
che invita tutti a risalire, che
non è vero che il treno è rotto...
è il solito sciopero bianco! Alla
fine esce ilmacchinista che grida: scendete il treno è rotto,
c’è una porta guasta. No, non
scendiamo, facci vedere dov’è
la porta guasta. Il macchinista
rientra in cabina, esce e chiede di nuovo di scendere. Noi
non scendiamo. Entra ed esce
di nuovo e ci invita ancora a
scendere... No, non scendiamo, facci vedere la porta rotta.
Il macchinista va alla prima
porta accanto alla cabina di
guida, alza il portellone in alto
e si mette a trafficare.... quindi
rientra in cabina e annuncia:
risalite sul treno, proviamo a
ripartire. Grande esultanza.
La maggior parte della gente
stipata in banchina risale.Iltreno riparte, effettuando regolare servizio, fermandosiregolarmente a tutte le fermate...
Francesca Ribeiro
e.mail
NORD: Molte nubi e qualche pioviggine specie nella prima parte della giornata. Tendenza a schiarite, salvo residui piovaschi pomeridiani
che interesseranno Romagna, Alpi e Prealpi.
CENTRO: Spiccata variabilità con qualche acquazzone sparso su Sardegna e settori tirrenici, maggiori schiarite invece altrove. A fine giornata si
esauriscono le precipitazioni anche ad Ovest.
SUD: Nubi irregolari con acquazzoni anche a carattere temporalesco,
frequenti per tutto l'arco della giornata in Sicilia, dal pomeriggio altrove, con tendenza a ulteriore peggioramento.
NORD: Qualche annuvolamento al mattino sul Nord-Est lascerà poi
spazio ad ampi rasserenamenti. Buone notizie sul resto del Settentrione con un cielo generalmente sereno.
CENTRO: Nubi diffuse al mattino sul medio Adriatico lasceranno spazio a
schiarite. Prevale il bel tempo altrove salvo una residua variabilità diurna e locali piovaschi.
SUD: Maltempo nella prima parte della giornata con acquazzoni sparsi e temporali attivi sia sulle regioni peninsulari che in Sicilia, specie
sui versanti ionici.
NOMINE
Attenti
al dirigente
Nel decreto “La buona scuola”, è prevista la nomina diretta da parte del Dirigente Scolastico del personale docente.
L’auspicio è che il Dirigente
Scolastico non palesi il proprio credo politico e l’eventuale iscrizione ad organizzazioni
sindacali, sarebbe un handicap gravissimo che potrebbe
compromettere il serio andamento formativo degli alunni.
Nel Paese in cui avviene di tutto, pensare che un Dirigente
non possa negare un favore
ad un amico non è scandaloso.
Pasquale Mirante
Sessa Aurunca (Caserta)
NORD: Alta pressione e bel tempo prevalente su gran parte del Nord
Italia con cieli sereni o poco nuvolosi. Da segnalare solo locali addensamenti ed isolate precipitazioni.
CENTRO: Giornata all'insegna della stabilità e del bel tempo sulle regioni peninsulari ed in Sardegna. Ampie schiarite si alterneranno a blande
velature di passaggio.
SUD: Residua variabilità su Puglia, Appennino e Calabria con locali
piovaschi sulle zone interne ed il litorale tirrenico calabrese. Meglio altrove con ampi rasserenamenti.
Temperature previste oggi
PUBBLICITÀ NAZIONALE
Direzione Generale: Via Monte Rosa, 91 - 20149 Milano
Tel. 02.3022 1/3837/3820 - Fax 02.30223214
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Per le filiali di competenza territoriale: www. system24. ilsole24ore.com
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Viale Milanofiori Strada 3, Palazzo B10
20090 Assago (Milano)
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Ufficio Abbonamenti e arretrati del quotidiano: Tel. 02.999.666
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Arretrati del solo quotidiano: disponibili, salvo esaurimento scorte, le
copie dell’ultimo anno. € 3,00 cad. con richiesta scritta, accompagnata
dall’importo in valori bollati, indirizzata a Libero - Uff. Arretrati Viale L. Majno, 42 20129 Milano
CAGLIARI
CAMPOBASSO
FIRENZE
GENOVA
L'AQUILA
MILANO
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NAPOLI
PALERMO
PERUGIA
POTENZA
PRATO
ROMA FIUMICINO
TORINO
TRENTO
TRIESTE
VENEZIA
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Vitali presenta a Napoli il romanzo «Bosseide»
Scomparso Helder de Oliveira, il poeta che rifiutava i premi
Con quali volti il Male si camuffa e seduce i suoi ingenui adepti? A indagare la questione è Nando
Vitali, scrittore ed editore dell’unica rivista letteraria che si pubblichi a Napoli (Achab), nel suo
ultimo romanzo - Bosseide. La fascinazione del male (Gaffi) - sulla vicenda, sospesa fra salvezza e
perdizione, di un boss della camorra. Il libro viene presentato oggi alle 18 alla libreria Feltrinelli di
piazza dei Martiri da Francesco Costa, Antonella Ossorio e Silvio Perrella. (v. gen.)
Il portoghese Herberto Helder de Oliveira, considerato uno dei più grandi e originali poeti
lusitani della seconda metà del XX secolo, è morto a 84 anni. Helder ha rifiutato quasi sempre
interviste negli ultimi 40 anni e premi letterari. Nel 1994 fece scalpore il suo rifiuto del Premio
Fernando Pessoa, il più prestigioso premio letterario portoghese. In Italia sono usciti i suoi
volumi O la poesia continua (Donzelli) e La macchina lirica (Edizioni del Leone).
Un affascinante saggio di Barsacchi
Il padre degli dei divenuto principe dei demoni
Reso celebre da Boccaccio, il mito di Demogorgone ha conquistato la letteratura europea e i circoli
esoterici. Fino a imporsi, nella versione più oscura, nell’immaginario dei fumetti e dei videogiochi
:::
Pillole distoria
Il flop portoghese della Coca-Cola
tutta colpa dello slogan di Pessoa
::: SERGIO DE BENEDETTI
■■■ Come tutti sappia-
DIVINITÀ CTONIA
Un Demogorgone bicefalo,
con teste di mandrillo
e braccia serpentine,
nell’universo di «Dungeons
& Dragons», dove è
il Principe dei Demoni.
Sopra, la copertina
del libro di Barsacchi
::: MARIO BERNARDI GUARDI
■■■ La mitologia greco-lati-
na lo ignora. Non ci sono autori classici che ne parlino.
Non compare né tra gli dèi
né tra i dèmoni, non è un
eroe e nemmeno un mostro.
Me nelle Genealogie deorum
gentilium di Giovanni Boccaccio, che l’autore del Decamerone considerava la sua
opera più significativa e che
fino al Rinascimento rappresentò la principale fonte mitologica della cultura europea,
Demogorgone fa la sua bella
(o, se si preferisce, brutta) figura.Colsuo nome altisonante e misterioso, che sembra
coniugare l’immagine delDemiurgo, artefice e padre dell’universo,con quella delle orribili Gorgoni, signore della
morte, il Demogorgone del
Boccaccio emerge minaccioso tra nuvole e nebbie.
È l'insondabile spirito della
terra, circonfuso di oscura
maestà? O è il principe delle
tenebre? E che dire dei suoi
compagni Eternitas e Chaos
e dell’eletta schiera dei suoi
nove figli: Litigium, Pan, Cloto, Lachesis, Atropos, Polus
seu Pollux (il Cielo), Phyton
seu Phaneta (il Sole), Terra
ed Herebrus?
Marco Barsacchi, già docente di Letteratura italiana
all’università finlandese di
Turku e appassionato studioso di “storie lontane”, propone un’indagine a tutto campo sul multiforme personaggio, seguendone le numerose apparizioni negli ambiti
più diversi della cultura italiana ed europea (Il mito di Demogorgone. Origine e metamorfosi di una divinità
“oscura”, Marsilio, pp. 234,
euro 23).
Si parte, ovviamente, dalle
Genealogie del Boccaccio,
che lavorò alla sua opera, con
costanti revisioni, dal 1350 fino alla morte, nel 1375. Co-
me mette in risalto Barsacchi, l’intento del Certaldese,
«spinto da innato gusto per
ogni tipo di fabula», era quello «di esporre i miti con la
maggiore completezza possibile, ordinarli e cercare di intenderne il senso», piuttosto
che «di analizzarli e discuterli
criticamente». Molte le fonti:
venerati auctores come Omero, Aristotele, Cicerone, Livio,
Virgilio,Orazio, Plinio,ma anche glieruditi e i mitografi della tarda antichità ed oltre, come Lattanzio, Placido, Fulgenzio e Alberico, e i mitografi vaticani come Macrobio,
Boezio e Marziano Capella.
Fino al tardo e oscuro Teodonzio. Da lui Boccaccio apprende che gli antichi Arcadi
ritenevano la terra principio
di tutto e pensavano che in
essa fosse infusa una mente
divina che aveva dato origine
a tutte le cose. Ebbene, questa mente è, per l’appunto,
Demogorgone. E l’ambiguità
sta già nelle origini: è un creatore benevolo o è una divinità ctonia dai tratti sinistri?
Spandendo all’intorno la
fascinazione del monstrum,
nel duplice senso del prodigioso e dell'orrifico, dalle Geneaologie in poi Demogorgone prende stabile dimora nella cultura europea. Barsacchi
ne segue incarnazioni, apparizioni e metamorfosi dalle
trattazioni degli umanisti ai
poemi cavallereschi italiani e
spagnoli, alla cultura elisabettiana, alla poesia romantica,
all’alchimia. Dove viene accolto alla grande: ad esempio, nei suoi Dialoghi d’amore - vero e proprio punto d’incontro fra tradizione veterotestamentaria, platonismo e
suggestionicabalistiche -Leone Ebreo presenta Demogorgone come «luminoso e celeste Principio primo». E c’è un
versante “demogorgonico”
anche nell’occultismo new
age e nell’universo fantastico
dei videogames. Dove il nostro torna ad assumere fattezze diaboliche. Nel gioco di
ruolo «Dungeons & Dragons», per esempio, si chiama Demogorgone il Principe
dei Dèmoni; e si chiama così
il mostro che incontriamo
nel videogioco «Forbidden
Forest».
Ma il dibattito resta aperto
e vale la pena rileggere il Prometeus umbound di Percy
Shelley, dove Demogorgone
(dio? demone? o altro?) evoca un Ordine impersonale
cui è soggetto l’intero universo. Compresi gli dèi.
mo, la formula della più famosa bibita analcolica effervescente è tuttora segreta. Nel 1886 il farmacista
John Samuel Pemberton
cedette la ricetta per poco
più di duemila dollari a un
imprenditore di Atlanta
(Georgia) Asa Griggs Candler, che due anni dopo iniziò a produrla e commercializzarla. Pemberton invece aveva realizzato la bevanda per farne un semplice tonico contro il mal di testa. Pur se la formula, come detto, resta misteriosa
nelle dosi, sappiamo però
che contiene principalmente foglie di coca depurate dell’alcaloide stupefacente, semi di cola e caffeina. Curata da subito in
ogni dettaglio la campagna
di promozione (immagine, pubblicità, distribuzione), in poco tempo la bevanda divenne famosa in
tutto il Paese. Quando Candler diventò sindaco di Atlanta,dal 1916 al 1919, ilfratello Warren decise di attraversare l’Atlantico per far
conoscere il prodotto anche in Europa. I tentativi
tuttavia furono mediocri e
bisognerà attendere la fine
della Seconda guerra mondiale per l’effettiva esplosione del prodotto anche nel
Vecchio Continente.
Dove comunque irisultati andarono malissimo fu
in Portogallo. La relativa
campagna pubblicitaria, ritenuta come abbiamo visto propedeutica a qualunque altra azione, venne affidata nel 1925 a una società
commerciale di Lisbona
che vedeva nel poeta Fernando Pessoa la persona
dimaggiorriferimento. Fernando vi lavorava fin dal
1908 dopo aver interrotto
gli studi universitari presso
la facoltà di Lettere. Non
sappiamo con quale dei
cinque eteronimi Pessoa
pensò allo slogan per lan-
ciare la bevanda, ma, di sicuro, sappiamo che fu un
fiasco colossale che, oltretutto, mise in allarme i responsabili del ministero
della Sanità portoghese,
convinti di trovarsi di fronte a un prodotto che potesse avere effetti divera e propria droga. La frase era «Prima sorprende. Poi si manda giù».
A leggerla e rileggerla,
non sembra una battuta fulminante, ma neanche così
foriera di pericolo come invece la ritennero le autorità
sanitarie. A completamento, diciamo ancora che la
bibita arrivò in Portogallo
quasi 50 anni dopo, quando cioè in tutta Europa era
famosissima e se ne consumavano milioni di confezioni al giorno.
Circa Pessoa (classe
1888),nato e morto a Lisbona a 47 anni, figura singolare e inquietante della letteratura europea del '900,
dobbiamo puntualizzare
che per eteronimo luiintendeva un personaggio con
una propria spiccata personalità, diversa quindi dagli
altri e gli altri quattro diversitra loro, naturalmente anche difformi dall’ortonimo,
cioè lui stesso. Dunque, sei
figure emblematiche in
una sola persona e non banalipseudonimiin cuiinvece altri scrittori sono soliti
rifugiarsi.
Dalle caratteristiche di
ognuno possiamo allora azzardare che l’idea della
campagna pubblicitaria
possa essere stata opera di
Bernardo Soares, ragioniere, prosatore introspettivo
e scettico, oppure di Alvaro
de Campos, ingegnere,
omosessuale, cosmopolita, che si esprime in versi
liberi, soggiogato da Walt
Whitman e Filippo Tommaso Marinetti. Reis, Caiero,Pacheco e lo stesso ortonimo Pessoa, sembrerebbero da escludersi.
25
CULTURA
__Giovedì 26 marzo 2015__
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«In principio»
In mostra a Novara
la nascita del tutto
dal Big Bang all’arte
Fino al 6 aprile, il Complesso Monumentale
del Broletto di Novara ospita la mostra «In
Principio. Dalla nascita dell’Universo all’origine dell’arte», ideata da Sergio Risaliti e da
lui curata, insieme a Silvia Bencivelli e Stefano Papi, in collaborazione con INAF (Istituto
Nazionale di Astrofisica) e INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). La rassegna indaga l’idea della nascita del tutto: mondo, vita, uomo, linguaggio e arte. L'esposizione si apre con una serie di installazioni inte-
rattive, che permettono per esempio di fingere di andare in bicicletta nello spazio, imparando la disposizione e la distanza dei pianeti, o di conoscere quale sarebbe il nostro peso su Marte o Giove. Vari video presentano
interviste a scienziati che spiegano il Big
Bang, l’origine e l’evoluzione dell'uomo. Strumenti come cannocchiali e mappe, nonché i
disegni delle lune di Galileo Galilei e l'opera
Philosophiae naturalis principia mathematica di Isaac Newton, meteoriti, utensili prei-
IMRE LAKATOS
L’ebrea Eva costretta al suicidio
per la gloria del comunismo
Un libro svela il crimine nascosto del filosofo della scienza: per paura
d’essere scoperto dai nazisti fece bere cianuro a una ragazza di 19 anni
::: SIMONE PALIAGA
■■■ Si avvicina all’albero che aveva
scelto. Si accoccola tra le radici e riversa la testa indietro facendo colare
in corpo il contenuto della borraccia
che impugna. Appena 15 minuti e
l’effetto del cianuro si fa sentire. Esanime, rimane lì ai piedi dell’albero,
la giovane ragazza ebrea di appena
19 anni. Anzi, di 19 anni e mezzo,
rimarca con insistenza la sorella. Si
compie così Il sacrificio di Éva
Izsák, raccontato magistralmente
da Januaria Piromallo (Chiarelettere, pp. 160, euro 13,60).Un sacrificio, sì, perché non si tratta di un suicidio, di un atto volontario e spontaneo di morte. Quando Éva segue docilmente il suo carnefice lo fa per senso del dovere e del rispetto. Per timore di mettere a repentaglio la vita dei
suoi compagni di fuga. Almeno così
era stata persuasa a pensare...
Davanti a lei, infatti, non c’è un altero ufficiale nazista come ci si aspetterebbe. No. Dietro quella boccetta
di cianuro c’è l’esecutore dell’ordine
di una cellula comunista alla macchia. Ma cosa i suoi compagni temevano da lei? Che i suoi tratti somatici
potessero attirare l’attenzione su di
loro e che poi fosse troppo giovane
per resistere a un eventuale interrogatorio e finisse per tradirli. Che fare,
allora? Allestire una rapida votazione e sacrificarla. Spingerla a suicidarsi. Anzi, meglio sarebbe parlare di
un omicidio dettato dalla meschinità, ma senza neppure il coraggio di
compierlo.
Siamo nell’estate del 1944, in Ungheria. Gli effetti della guerra ormai
si sentono eccome. Così Miklos Horthy, da politico di lungo corso, cerca
un armistizio con i sovietici per evitare inutili carneficine. La scelta risulta
però controproducente per i tedeschi, che mirano a trincerarsi in Germania dopo i rovesci di Stalingrado
e Kursk. Temono che l’uscita di scena dell’Ungheria liberi l’Armata Rossa da un fronte. Per evitare la sospensione delle ostilità a Budapest i tedeschi sostengono la salita la potere di
Ferenc Szalazi, capo delle Guardie
frecciate. A pochi mesi dallo sbarco
in Normandia, in Ungheria la pressione sui cittadini è dura. L’impressione che nelle campagne si nascondano gruppi magiari sostenuti da
Stalin è forte. I controlli per stanarli si
intensificano. E la paura fa emergere
ogni bassezza. Anche quella di costringere alla morte una giovane ragazza. E solo per paura di venire sco-
MARXISTA DI FERRO
L’ebreo ungherese Imre Lakatos
(1922-1974), prima capo di una cellula
clandestina comunista e poi celebre
filosofo della scienza. A destra,
la copertina del libro della Piromallo
perti.
A versare del veleno nella borraccia davanti agli occhi della giovane
c’è un suo compagno di latitanza,
Nyuszi, “coniglio”. E mai soprannome fu più adatto, ma non perché corre veloce, come si schermisce lui di
fronte alle domande di Éva. Lei quella borraccia la prende senza ritrarsi,
per senso del dovere, per ubbidienza. Ma il coniglio, quando gliela porge, non fa che eseguire un ordine.
L’ordine del suo capo, Imre Lipsitz.
Almeno così allora si chiamava.
La storia di Éva la scopre quasi per
caso Januaria Piromallo. A una cena
incontra Imre Toth, collega della madre e importante filosofo della scienza di origine magiara. Durante la
conversazione invita la giornalista
napoletana ad andarlo a trovare a casa sua, a Parigi.Bizzarre le coincidenze. Talvolta a uno sconosciuto si raccontano cose che mai si confesserebbero alle persone più intime. Passa
quasi un anno e i due si incontrano
in Francia. Allora Toth confida alla
giornalista italiana una storia di cui
era venuto a conoscenza e che riguarda una sua amica di infanzia di
cui fino a una ventina di anni prima
non sapeva nulla. Poi all’improvviso, nel 1984, una lettera recapitata da
Israele dalla sorella di Éva, Mária. E
le ultime ore di Éva trovano finalmente un testimone.
Potrebbe essere un semplice caso
di codardia e violenza. In guerra ce
ne sono tanti. Peccato solo che il personaggio che organizza la votazione
per uccidere Éva, senza il coraggio di
decidere da solo, è una figura che
qualche anno dopo acquisirà non
poca visibilità. Dopo la guerra diventerà uno dei filosofi della scienza più
noti, insieme a Karl Popper, Thomas
Kuhn e Paul Feyerabend: Imre Lakatos.
storici ecc. consentono l'approfondimento.
L’ultima sezione dedicata all’arte contemporanea presenta opere di Lucio Fontana, Alberto Burri, Alighiero Boetti, Anish Kapoor… Il critico Achille Bonito Oliva, in un breve e prezioso filmato, descrive il passaggio
dall’arte mimetica a quella visionaria e
astratta. L’uomo scopre dentro di sé un mondo da esplorare e ricreare attraverso l'arte,
autonomo e indipendente da quello reale.
V. AGO.
Dal 1943 alla morte di Giuliano
La «guerra civile» in Sicilia
ingaggiata e vinta dalla mafia
::: ROBERTO COALOA
■■■ Quando la Sicilia fece
guerra all’Italia (Longanesi, pp. 318, euro 17,60) di Alfio Caruso è uno dei libri fondamentali per capire la recente storia d’Italia e isuoi problemi più attuali. La guerra in
questione, lunga, intensa e
atroce, costata circa duemila
morti, quasi tutti poveri cristi,
inizia nel mezzo del Secondo
conflitto mondiale e finisce
con l’uccisione di Salvatore
Giuliano nel 1950: «Ucciso
Giuliano,non ci sono più banditi da perseguire nell’isola. I
mafiosi? Quelli sono amici da
tenersi cari».
La guerra deflagra il 9 luglio
1943,con lo sbarco delle truppe americane e inglesi (in codice «Operazione Husky»)
lungo la costa sud-occidentale,tra Siracusa e Licata,in un’isola già devastata e mortificata.L’invasione dalmare, diretta dai generali Patton, Montgomery e Alexander, era stata
preparata da
tempo, con metodi poco ortodossi. Caruso
non tace il fil
rouge che univa
la mafia locale
con quella americana, racconta i personaggi
incredibili che
diressero le operazioni sui civili,
come Charles
Poletti, e quelli
che crearono delle strategie,
come Finocchiaro Aprile.
Poletti era tenente colonnello, capo degli Affari Civili
della VII Armata americana.
Per l’amministrazione militare alleata, guidata dall’inglese
Francis Rennell of Rodd, fu il
responsabile civile della Sicilia, dal luglio 1943 al febbraio
1944, di Napoli, poi di Roma e
infine di Milano, dove il 30
aprile 1945 assume la carica
di governatore della Lombardia. A Napoli ebbe quale aiutante e interprete ufficiale Vito Genovese, aiutante di
Lucky Luciano, mentre in Sicilia aveva come spalla un nipote di Vizzini, Damiano Lumia
detto Dam. Poletti, in sintesi,
era sostenuto dall’avanguardia affaristica di Cosa Nostra.
Le forze contrapposte erano sulla carta di consistenza
quasi pari, dato che la Sesta
Armata italiana del generale
Alfredo Guzzoni poteva contare su circa 220.000 uomini,
solo 170.000 dei quali erano
però combattenti. Il contingente tedesco, forte di 30.000
uomini circa e al comando
del generale Frido von Senger
und Etterlin (sostituito il 15 luglio dal generale Hans-Valentin Hube).
Gli Alleati, grazie a una fitta
rete di collaboratori (se gli
americani legarono con la
mafia, gli inglesi avevano consolidato nei secoli una stretta
alleanza con la nobiltà siciliana), ebbero la meglio con i loro 160.000 soldati, 600 carri armati, le navi lungo la costa e
gli aerei volteggianti nell’aria
come uccelli da preda.
Caruso narra le delusioni
dei siciliani durante il fascismo, le opere incompiute, gli
errori di comunicazione del
generale Roatta: tutti fattore
che resero l’isola terreno fertile per gli Alleati, «i nuovi padroni», considerati necessari
per realizzare i sogni dell’élite. È la Sicilia eterna del Gattopardo: «Se vogliamo che tutto
rimanga come è, bisogna che
tutto cambi». Quindi cambiarono gli uomini, i teatrini, ma
il grande «puparo» restò sempre il Partito unico siciliano
(massoni, imprenditori, “galantuomi”,
boss),a cuiandarono tutti i guadagni.
Dal 1943 al
1950, lo Stato fu
ospite indesiderato in Sicilia. I
grandiproprietari si accanirono
nella conservazione di ogni
centimetro di latifondo. Fu una pestilenza di
dimensioni bibliche, con rivolte per ilpane e con un esercito costretto, per ristabilire
l’ordine, all’uso di cannonate,
come nell’Ottocento… In
quella pazza guerra morirono personaggi dimenticati
dalla storia. Caruso, a esempio,tratteggia la figura delprofessore Antonio Canepa, acerrimo nemico di Mussolini e
guida dello spionaggio inglese. Fu un’epoca di congiure,
come quella per restaurare il
trono sabaudo a Palermo, e
di stragi, come quella di Portella della Ginestra, il 1º maggio 1947, a opera della banda
di Giuliano. La prima strage
di Stato dell’Italia repubblicana, ma non la sola, visto che
Caruso ne ricorda altre, meno note, sulle quali tuttora
proseguono depistaggi.
La Sicilia descritta da Caruso è il regno della mafia, che
aveva individuato in Giuliano
lo strumento perfetto per il
proprio disegno, usato per
contrattare con le istituzioni.
Per questo il bandito non sarebbe potuto arrivare mai vivo in tribunale.
26
__Giovedì 26 marzo 2015__
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__Giovedì 26 marzo 2015__
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L’annuncio di Fox
SU DEAJUNIOR
A VOLTE RITORNANO
In arrivo nuovi «X Files» con gli stessi protagonisti della serie cult
::: FRANCESCA D’ANGELO
■■■ Per il creatore di X Files Chris Carter, questi ultimi
tredici anni sono stati, semplicemente, «una lunga pausa pubblicitaria». Ora, quindi, si riprende. La mitica serie degli anni ’90, che ha incollato al divano milioni di
fan con casi (più o meno credibili) sul mondo alieno, si
appresta a tornare in tv con
una inaspettata, quanto imperdibile, decima stagione.
A confermarlo ufficialmente è lo stesso canale
americano Fox e, quasi a voler dare una prova tangibile
aglispettatori,è stato precisato che le riprese inizieranno
già la prossima estate. Praticamente, un miracolo: X files aveva segnato un’era e
tutti erano convinti che questa fosse stata ormai archiviata. Invece, l’attuale penuria
di titoli forti e il costante affetto nutrito per questo telefilm
hanno permesso la sua riesumazione.
Tra l’altro, stando a quanto emerge, non si tratterà di
un remake (rifacimento) ma
di una vera e propria nuova
stagione: la storia prosegue
da dove l’abbiamo lasciata.
Cambierà però il formato,
che diventa antologico: un
tecnicismo per indicare una
serie di media lunghezza,autoconclusiva,in stile True Detective. Per l’esattezza gli episodi che comporranno il
nuovo ciclo di X files saranno sei. Ma a far sciogliere in
un brodo di giuggiole i fan è
soprattutto la conferma ufficiale del ritorno dei loro due
beniamini: la scettica Dana
Scully e il «credente» Fox
Mulder, di nuovo nel ruolo
di protagonisti assoluti. A interpretarli ritroveremo gli attori di sempre, ossia Gillian
Anderson e David Duchovny.
Inevitabilmente, i due appariranno invecchiati e appesantiti dall'età, ma questo
non fa altro che rendere il ritorno di X Files più credibile
e succulento. I fan infatti vogliono loro: la coppia manichea del credo/non credo,
l’incarnazione seriale dell’amore platonico, che ha volu-
Gli agenti Dana Scully Fox Mulder interpretati da Gillian Anderson e David Duchovny
to prima avere la promozione cinematografica per potersi concedere un bacio.
Rimpiazzare Dana e Scully
con nuovi agenti del paranormale, magari più fisicati,
sarebbe stato un errore. Il
creatore Carter ne è consapevole e, infatti, non sbaglia il
colpo.
Quanto ai due attori, dovrebbero solo ringraziare i
produttori della serie da qui
all'eternità. Il loro dopo - X
files non è stato infatti così indimenticabile. Anzi. Duchovny si è buttato sulla serie
sporcacciona Californication nel tentativo (sbagliato)
di ripulirsi dall’immagine di
Fox Mulder. Ha anche tentato la strada della regia con
House of D: un'opera prima
che, guarda caso, non ha trovato un distributore in Italia.
Prossimamente lo vedremo
anche nella nuova serie poliziesca di Nbc, Aquarius. È
andata un po' meglio (ma
non troppo) a Gillian Anderson: se The fall - Caccia al
serial killer è ormai giunto alla terza stagione (da noi è stato trasmesso da SkyAtlantic), il suo Crisis è andato in
panne subito, finendo cancellato nel giro di una sola
stagione. I due attori, insomma, sono lontani dai fasti degli anni ’90 e un ritorno al
mondo di X Files non può
che giovare alle rispettive car-
SU SKY
Partenza sprint per «1992»: più ascolti di «Gomorra»
Partenza sprint per 1992, la serie che
racconta l’anno che ha cambiato l’Italia
e che ha debuttato mercoledì su Sky (e
in contemporanea in altri 4 Paesi) superando persino l’esordio della serie cult
Gomorra. Sono stati infatti 725 mila gli
spettatori medi ad aver seguito su Sky
Atlantic HD, Sky Cinema 1HD e su Sky
On Demand, il primo episodio di 1992.
La prima puntata di Gomorra aveva raccolto un anno fa una media di 640.000
spettatori. La media d’ascolto dei due
episodi di 1992 è stata di 670.000 spettatori (anche questa superiore agli episodi del debutto di Gomorra).Un dato par-
ticolarmente significativo è rappresentato dalla visione su Sky On Demand,
caratterizzata da una permanenza record del 93%.
Presentata in anteprima al Festival di
Berlino, dove fu accolta con applausi e
recensioni entusiastiche, si conferma
oggi l’opinione della stampa italiana ed
internazionale sulla serie di Sky: «Come la serie politica di Sky 1992 può cambiare il panorama televisivo italiano» titola The Hollywood Reporter mentre
per Variety «è un innovativo tv drama
che mixa realtà e personaggi di fantasia».
riere. Anche perché la serie è
tutt’altro che una reliquia
del passato: tra mutamenti
climatici, sparizioni all'ordine del giorno e misticismi vari, gli anni 2000 si prestano
particolarmente bene al paranormale.Le storie alla X Files possono dunque risultare più attuali oggi che non
nel passato (in fondo, lo stesso successo di un programma peregrino come Mistero
docet…).
Dello stesso avviso è anche il creatore Carter: «La
buona notizia è che il mondo è diventato ancora più
strano,non c'è momento migliore per raccontare queste
seistorie». Dunque,mano alla penna. La data di messa in
onda ancora non è stata resa
nota ma, visto il calore con
cui è stata accolta la notizia
del sequel, Fox non tarderà a
trasmettere i nuovi episodi.
E per un X Files che torna,
potrebbe esserci anche un
Twin Peaks in grande spolvero: in questo caso si tratta ancora di rumors, ma la formula ventilata è analoga, con
Laura Palmer pronta a tornare in scena. Sempre su Fox,
naturalmente.
I programmi del neo direttore
■■■ «Spero che il mio arrivo segni
un cambio di passo, un’accelerata
cadenzata da nuovi volti per nuovi
titoli». Così Laura Casarotto, subentrata a Luca Tiraboschi alla direzione di Italia 1, celebra la promozione. Poco le importa, o così sembra,
che la sua nomina sia per la televisione qualcosa di assolutamente
inedito capace di segnare l’avvento
di una nuova epoca. «So di essere il
primo direttore donna nella storia
della tv generalista - ammette - ma
non credo più di tanto alle quote rosa. Mi piace pensare», conclude facendo ammenda del "peccato di
ubris", «che mi abbiano scelta per
un valore che prescinde dal mio essere donna».
Come neo direttrice di rete elogia
i suoi predecessori, il team produttivo, quello tecnico, gli autori e tutta
Mediaset «per la possibilità che mi
è stata data».
Poi, col piglio tipico e non voluto
dell’essere donna, passa alle novità.
Perché, dice, «Italia 1 ha bisogno di
far sentire la propria voce». Per rag-
giungere lo scopo, tornare a primeggiare spogliandosi dell’etichetta di
«emittente per giovani», la strada
percorsa è una, forse non nota.
«Abbiamo seguito quattro vie spiega Laura - Ciascuna corrisponde a un gruppo tematico: su Italia 1
cisarà la Realtà, la Musica, lo Spettacolo e le Storie». Declinate in maniera inedita, così che possano comprendere il vecchio e il nuovo. Accanto alle pietre miliari del canale
(Le Iene,Colorado,ecc.) tante saranno le scommesse. Ci sarà Nadia Toffa con un programma a cadenza set-
Un crogiuolo di intenti,
passioni e mode. Lo Zecchino Family Show, novità di casa DeAgostini,
apre i battenti domenica
29 marzo alle 17.30, portando su DeaJunior (canale 623 di Sky) non tanto (o
non solo) l’allegria tipica
del target familiare, quanto l’entusiasmo della novità. Il format - tecnicismo
vuole che si tratti di un game show - travalica infatti
le regole di genere, catapultando al centro della
sfida un'intera famiglia,
con tanto di nonni, zii, genitori, bambini e cugini.
Una famiglia cui, per vincere, serve un'unica abilità e qualche conoscenza
facilmente accessibile. I
concorrenti dello Zecchino Family Show hanno bisogno esclusivamente di
voce e cervello, doti indispensabili per mostrarsi
all’altezza del titolo per
cui concorrono: quello di
famiglia più canterina di
Italia, meglio preparata
sulle musiche dello Zecchino d’Oro. Musiche senza tempo, immuni al cambio di generazione.
Grandi e piccini, dunque,
adulti e bambini uniti dalla passione per il canto e
accomunati da una dote
innata, l'intonazione, sono la colonna portante
del programma DeA, che
dalla sua ha però anche
vecchie conoscenze del
piccolo schermo. Il conduttore, Andrea Pellizzari, bazzica l’ambiente da
qualche decennio e nel
tempo ha vestito l'abito
della Iena, si è dato alla
musica e ha scoperto il
suo lato puerile, reinventandosi volto di riferimento del pubblico più giovane. E la giuria, cui spetta
l’onere di premiare con
un viaggio la famiglia migliore, non è da meno.
Tra le sue fila annovera Jacopo Sarno, una mole di
sit-com e fiction alle spalle, Angelo Pisani, la metà
del duo comico Pali e Dispari, e Chiara Maffioletti,
una delle più giovani firme del Corriere della Sera.
C.CAS.
Laura Casarotto raccoglie il
testimone di Luca Tiraboschi
ed è la prima direttrice di rete
donna della tv generalista
La Casarotto rivoluziona Italia 1: «Non più rete giovane»
::: CLAUDIA CASIRAGHI
Lo Zecchino
diventa
«Family show»
timanale, ci sarà Laura Torrisi, new
entry a Mistero insieme a Fabio
Troiano. Ci sarà Pintus, neo promosso conduttore di Karaoke. E
poi Federico Moccia e Anna Tatan-
gelo (About Love), gli squali dell'imprenditoria riuniti in Shark Tank,
docu-reality nato in Inghilterra sul
calco di Boss In Incognito, e i ricchi
possidenti di Secret Millionaire.
Ce ne sarà, insomma, per tutti i
gusti, perché «il nostro desiderio è
quello di investire sulla televisione
generalista», chiude la direttrice.
«In un mondo in cui l’offerta televisiva sispinge oltre iconfini dell’immaginazione, essere generalisti significa avere un’identità precisa.
Un’identità che rifiuta le etichette
specifiche».
28
PALINSESTI
__Giovedì 26marzo2015__
RAI UNO
RAI DUE
RAI TRE
CANALE 5
ITALIA UNO
RETE QUATTRO
LA 7
6.00
6.30
8.30
8.00
8.45
8.00
8.45
9.40
6.00
6.45
10.00
11.00
11.10
12.00
13.30
14.00
14.05
14.40
16.00
18.50
20.00
20.30
21.15
23.25
1.00
Il caffè di Raiuno
TG1 - Previsioni sulla
viabilità CCISS Viaggiare informati
Unomattina “Intervista
in esclusiva a Rima Karaki”. Condotto da
Francesca Fialdini e
Franco Di Mare
Storie Vere “La sentenza sul caso Meredith”
TG1 - Che tempo fa
A conti fatti
La prova del cuoco
“Chi batterà lo chef?”.
Condotto da Antonella
Clerici
TG1
TG1 Economia
Torto o ragione? La
macchina della verità
“In sfida: Claudio
Lippi”. Condotto da
Monica Leofreddi
Torto o ragione? Il verdetto finale “Martina e
Costanza”. Condotto
da Monica Leofreddi
La vita in diretta. Condotto da Marco Liorni
e Cristina Parodi
L’eredità. Condotto da
Carlo Conti
TG1
Affari tuoi. Condotto
da Flavio Insinna
Prima tv La dama
velata “Qu
uinta
puntata” “Sesta
puntata”
Porta a Porta.
Condotto da Bruno
Vespa
TG1 Notte - Che
tempo fa
10.00
11.00
13.00
13.30
13.50
14.00
16.00
17.15
17.45
17.55
18.00
18.20
18.50
19.40
20.30
21.00
21.10
23.50
0.05
1.05
1.40
Il tocco di un angelo
“Il lancio perfetto”
“Regalo di compleanno”
TG2 Insieme
I Fatti Vostri. Condotto
da Giancarlo Magalli,
Adriana Volpe
TG2 Giorno
TG2 Costume e Società
TG2 Medicina 33
Detto fatto. Condotto
da Caterina Balivo
Dal Senato della
Repubblica Question
Time (Dir.)
Cambogia: La civiltà
scomparsa
Rai Parlamento
Telegiornale
TG2 Flash L.I.S.
Rai TG Sport Meteo 2
TG2
Blue Bloods “Terra
bruciata” con Donnie
Wahlberg
N.C.I.S. “Intrigo internazionale” con Mark
Harmon
TG2 - 20.30
Lol:-)
con Réal Bossé
Virus - Il contagio
delle idee “Passa lo
straniero”. Condotto
da Nicola Porro
TG2 - TG2
Punto di vista
Obiettivo Pianeta
Prima tv Rai Detroit 18-7 “Le chiavi della
città” con Michael Imperioli
Meteo 2
10.00
11.00
11.55
12.25
12.45
13.10
14.00
14.20
14.50
15.00
15.05
15.10
15.55
16.40
19.00
19.30
20.00
20.15
20.35
21.05
22.45
23.10
0.00
1.00
Agorà. Condotto da
Gerardo Greco
Mi manda Raitre. Condotto da Elsa Di Gati
Elisir “Pane; Allergie a
farine”
Meteo 3 - TG3
TG3 Fuori TG “Le novità del Jobs Act”
Pane quotidiano
Il tempo e la storia
TG Regione - Meteo
TG3 - Meteo 3
TGR Leonardo
TG3 L.I.S.
TGR Piazza Affari
Terra nostra 2
Aspettando Geo
Geo
TG3
TG Regione - Meteo
Blob
Sconosciuti - La nostra
personale ricerca della
felicità
Un posto al sole
Cinema Rai3 presenta
- Prima tv Rai Tutto
tutto niente niente
(Commedia, 2012) con
Antonio Albanese, Fabrizio Bentivoglio,
Luigi Maria Burruano.
Regia di Giulio Manfredonia.
Prima tv Mala Vita
(Drammatico, 2015)
con Luca Argentero,
Francesco Montanari,
Hedy Krissane. Regia
di Angelo Licata.
Prima tv Rai Scandal
“Estranei” con Kerry
Washington
TG3 Linea notte
Meteo 3
11.00
13.00
13.40
14.45
16.15
17.00
18.45
20.00
20.40
21.10
23.30
0.00
2.25
2.45
3.30
Mattino Cinque. Condotto da Federica Panicucci e Federico
Novella
TG5 - Ore 10 Meteo.it (all’interno)
Forum. Condotto da
Barbara Palombelli
TG5 - Meteo.it
Beautiful
Uomini e Donne
Il segreto
Pomeriggio Cinque.
Condotto da Barbara
d’Urso
TG5 Minuti
(all’interno)
Avanti un altro. Condotto da Gerry Scotti
TG5 - Meteo.it
Striscia la Notizia - La
voce dell’indecenza.
Condotto da Ficarra &
Picone
Prima tv Il segreto
“Emilia scopre la verità
su Leon”. Con Alex
Gadea, Maria Bouzas
SuperCinema
Una moglie per papà
(Commedia, 1994)
con Whoopi Goldberg, Ray Liotta,
Tina Majorino. Regia
di Jessie Nelson.
TGCom - Meteo.it
(all’interno)
TG5 Notte Meteo.it
Striscia la Notizia La voce dell’indecenza.
Condotto da
Ficarra & Picone
(Repl.)
Uomini e Donne
(Repl.)
SATELLITI
FILM
SPORT
19.00 I segreti di Osage
County
Con Meryl Streep
SC1
19.05 Puerto Escondido
Con Valeria Golino SCU
19.10 Derailed - Attrazione
Letale
Con Clive Owen
SCM
19.20 Turbo
SCF
19.25 Volesse il cielo
Con V. Salemme
SCC
19.25 E io non pago L’Italia dei furbetti
Con M. Mattioli
SCH
21.00 Natale a Rio
Con Christian De Sica SCC
21.00 Planes
SCF
21.00 Machete
Con Danny Trejo
SCM
21.00 Meant to Be - Un
angelo al mio fianco
Con Kelly Reilly
SCP
21.00 Mediterraneo
Con D. Abatantuono SCU
21.10 Prima tv Sky The Trials
of Cate McCall
Con Kate Beckinsale SC1
21.10 The Host
Con Saoirse Ronan SCH
22.35 Una spia al liceo
Con Miley Cyrus
SCF
22.45 Educazione siberiana
Con John Malkovich SCU
22.50 Supercondriaco Ridere fa bene alla
salute
Con Dany Boon
SC1
22.50 Machete Kills
Con Danny Trejo
SCM
22.55 Anna Nicole - Una vita
da playmate
Con Agnes Bruckner SCP
23.00 Scary Movie
Con Anna Faris
SCC
LEGENDA
C
CN
D
ES
DY
Cult
Cartoon Network
Discovery Chan. HD
Eurosport HD
Disney Channel
12.00 Pattinaggio su ghiaccio,
ISU World Championships
Coppie: programma
libero (Diretta)
ES
12.00 Golf, US PGA Tour
Trophèe Hassan II: 1a
giornata, 1a parte
(Diretta)
SP3
15.30 Golf, US PGA Tour Trophèe Hassan II: 1a
giornata, 2a parte
(Diretta)
SP3
15.30 Ciclismo, Giro di Catalogna 4a tappa (D)
ES
16.00 Tennis, ATP World Tour
Masters 1000 Miami:
primo turno (D)
SP2
20.45 Superkombat World GP
Series (Replica)
ES
21.00 WWE Superstars
SP3
21.00 Calcio, Incontro
amichevole Francia Brasile (Diretta)
SP1
22.00 Rubrica
MotorSport
SP3
22.45 Pattinaggio su ghiaccio,
ISU World Championships
2015 Coppie: programma libero (R)
ES
HD
12.25
13.00
13.25
13.55
14.20
14.45
15.40
16.35
18.30
19.00
19.30
19.55
20.30
21.10
0.40
1.45
11.30
12.00
13.00
14.00
15.30
16.35
17.00
18.55
19.30
20.30
21.15
23.20
23.25
1.30
1.50
2.05
TELEFILM
Rai 4
Rai 5
21.00 Beauty and the Beast
“Finto appuntamento” F
21.00 Prima tv Le streghe
dell’East End “Il gatto e
l’ombra”
FL
21.00 Criminal Minds
“Amelia Porter”
FC
21.00 Girl Meets World DY
21.10 In Treatment Italia
“Sara - 6a settimana” SKA
21.20 I Thunderman
NCK
21.25 Wolfblood
DY
21.40 In Treatment Italia
“Dario 6a settimana”
SKA
21.50 The Big Bang Theory
“La dimissione del
divulgatore”
F
21.50 N.C.I.S.: Los Angeles
“Pericolo nucleare”
FC
21.50 The Avatars
DY
21.55 Grey’s Anatomy “All I
Could Do Was Cry”
FL
22.10 In Treatment Italia
“Alice - 6a settimana”SKA
22.15 The Big Bang Theory
“La simulazione del prurito neuronale”
F
22.20 Violetta
DY
21.15 Teen Wolf “Alfa”
22.00 Prima tv Supernatural
“Visioni mortali”
22.45 Prima tv free Orange is the
New Black “Il mulo di
Mosca”
23.50 Prima tv Weeds “Synthetics”
21.15 Petruska
22.15 Musica sinfonica “Shostakovich: Ottava Sinfonia in
do minore op.65”
23.35 David Letterman Show
DOCUMENTARI
RAGAZZI
19.30 Henry Danger
NCK
19.35 Lo straordinario
mondo di Gumball CN
19.45 I Simpson
F
20.00 Lo straordinario
mondo di Gumball CN
20.25 Lo straordinario
mondo di Gumball CN
20.50 Regular Show
CN
20.55 Henry Danger
NCK
21.15 Regular Show
CN
21.45 Lo straordinario
mondo di Gumball CN
Canale disponibile anche in alta definizione
NGC
SC1
SCC
SCF
SCH
10.30
10.45
Cuore Ribelle
Carabinieri 3
“Radio Voice” con
Alessia Marcuzzi
Ricette
all’italiana
TG4 - Meteo.it
Un detective in
corsia “Morte sul set”
con Dick Van Dyke
La signora in giallo
“In arte, Jessica Fox”
con Angela Lansbury
Lo sportello di
Forum. Condotto
da Barbara
Palombelli
Hamburg Distretto 21
con Sanna Englund
Ieri e oggi in tv
Walker Texas Ranger
“Il figlio di
Thunder”
TG4 - Meteo.it
Tempesta d’amore
Dalla vostra parte.
Condotto da Paolo
Del Debbio
Trappola sulle
Montagne Rocciiose
(Avvven
ntura, 1995)
con Steven Seagal,
Eric Bogosian, Everett
McGill. Regia di Geoff
Murphy.
I bellissimi di R4
La promessa
dell’assassino (Thriller,
2007) con Viggo Mortensen, Naomi Watts,
Armin Mueller-Stahl.
Regia di David Cronenberg.
TG4 Night News
Mediashopping
Viva Napoli
7.00
7.30
7.50
7.55
9.45
11.00
13.30
14.00
14.35
16.15
18.15
20.00
20.35
21.10
0.00
0.15
0.55
CANALI FREE DIGITALE TERRESTRE
20.55 Prima tv La vita segreta
degli apostoli
NGC
21.00 Prima tv Affari di
famiglia
THC
21.00 Prima tv L’idea da 1
milione di dollari
D
21.30 Prima tv Affari di
famiglia
THC
21.55 Prima tv La vita segreta
degli apostoli
NGC
22.00 Prima tv Museum Men
- Gli artigiani della
storia
THC
F
Fox HD
FC-FL Fox Crime HD Fox Life
SKA Sky Atlantic
MGM Metro Goldwyn Mayer
NCK Nickelodeon
8.30
Sailor Moon, la luna
splende
Una mamma per amica
“Niente segreti”
“L’eredità” con Lauren
Graham
The O.C. “I nodi al
pettine” “Distanti”
con Benjamin McKenzie
Studio Aperto Meteo.it
Sport Mediaset
Sport Mediaset Extra
I Simpson
I Simpson
Merlin “La maledizione di Cornelius
Sigan” con Colin Morgan
The Vampire Diaries
“Cuore di tenebre”
con Nina Dobrev
Dr. House - Medical
Division “Affari di famiglia” “Il dolore di ricordare” con Hugh
Laurie
Studio Aperto Meteo.it
Fattore Umano
Notorius
L’isola dei famosi
C.S.I. Miami “Il predatore sessuale” con
David Caruso
Le Iene Show “Tra i
servizi: Acqua contaminata in Abruzzo?”.
Condotto da Ilary
Blasi, Teo Mammucari
e la Gialappa’s Band
Fronte del Palco “La
grande musica dal vivo
di Italia 1 - Subsonica”
Premium Sport
National Geo.HD
Cinema 1 HD
Cinema Comedy HD
Cinema Family HD
Cinema Hits HD
SCM Cinema Max HD
SCP Cinema Passion HD
SP1-2-3 Sky Sport 1-2-3 HD
SKU Sky Uno
THC The History Channel
Cielo
20.50 Il tempo e la storia
21.35 A.C.d.C. - Le civiltà del
passato
23.30 Il tempo e la storia
21.10 In Hell (Azione, 2003) con
Jean-Claude Van Damme.
Regia di Ringo Lam.
22.30 Love Jessica
0.30 Kleinhoff Hotel (Dram.,
1977) con Bruce Robinson.
Regia di Carlo Lizzani.
Rai Movie
Iris
21.15 Grace Is Gone (Drammatico, 2007) con John Cusack. Regia di J. C. Strouse.
22.40 Movie.Mag
23.15 Final Destination 2 (Horror,
2003) con A.J. Cook. Regia
di David R. Ellis.
21.00 La pelle che abito (Dram.,
2012) con A. Banderas.
Regia di P. Almodóvar.
23.15 Io l’ho visto
23.20 La mala educación (Dram.,
2004) con Gael García Bernal. Regia di P. Almodóvar.
Rai Storia
TGLa7 Morning News
- Meteo - Oroscopo Informazione
Omnibus - Rassegna
Stampa
TG La7
Omnibus meteo
Omnibus
Coffee Break. Condotto da Tiziana Panella
L’aria che tira. Condotto da Myrta Merlino
TG La7
TG La7 Cronache.
Condotto da Bianca
Caterina Bizzarri
Il commissario Maigret
“Maigret prende un
granchio” con Bruno
Cremer
Le strade di San Francisco “Confidenziale”
“La traccia del serpente” con Karl Malden
L’ispettore Barnaby
“Recensioni pericolose” con John Nettles
TG La7
Otto e mezzo. Condotto da Lilli Gruber
Serviziio Pubblico
“Se fossii Renzi Ospiti: Mauriziio Landini, Corrado Passera,
Oscar Farin
netti e Vassillis Priimikiris”.
Condotto da Michele
Santoro (Diretta)
TG La7
Otto e mezzo.
Condotto da Lilli
Gruber (Repl.)
Coffee Break (Repl.)
CLASS TV
Class Cnbc
(Canale 507 di Sky)
19.10
20.00
20.40
21.00
21.30
I Vostri Soldi
Media&Money
Desk China
Linea Mercati Notte
Speciale Salone del
Risparmio 2015
22.30 Italia Oggi TG
Class Horse
(Canale 221 di Sky)
17.00
20.45
21.00
21.15
21.35
Class Horse Tv Live
Intervista ai candidati FISE
Intervista ai candidati FISE
Intervista ai candidati FISE
Intervista ai candidati FISE
Class TV Moda
(Canale 180 di Sky)
18.30
19.00
21.00
23.30
Breakout
Ladies
Models New York
Full Fashion Designer
CANALI PREMIUM DIGITALE TERRESTRE
Joi
Action
Mya
19.35 Harry’s Law “Uomo innocente” “Contro i giganti”
con Kathy Bates
21.15 Prima tv Premium Aiutami Hope! “Ragni in
testa e scimmie ai piedi”
“I tre desideri” “Giù le
mani da Hope!”
22.35 Due uomini e mezzo “Capitano senza cervello”
19.35 Supernatural “Destino
crudele”
20.25 Hostages “Sospetti” con
Toni Collette
21.15 Arrow “The Offer” con
Stephen Amell
22.00 Gotham “Cappuccio
rosso” con Ben McKenzie
22.50 Grimm “Strada di
lacrime”
19.30 Una mamma per amica
“Ti presento i miei”
20.20 Gossip Girl “I meravigliosi Archibald”
21.15 Prima tv The Vampire
Diaries “Il mondo è andato avanti e mi ha lasciato qui”
22.05 The Originals “La porta
rossa”
Premium Cinema
Studio Universal
Premium Calcio
21.15 Questione di tempo
(Commedia, 2013) con
Domhnall Gleeson, Rachel McAdams, Bill
Nighy. Regia di R. Curtis.
23.20 In Time (Poliziesco, 2011)
con Justin Timberlake,
Amanda Seyfried, Johnny
Galecki. Regia di Andrew
Niccol.
21.15 Sciarada (Thriller, 1963)
con Cary Grant, Audrey
Hepburn, Walter Matthau. Regia di Stanley
Donen.
23.15 Kick-Ass (Azione, 2010)
con Aaron Johnson, Garrett M. Brown, Evan Peters. Regia di Matthew
Vaughn.
17.00
17.30
18.00
18.30
19.00
19.35
20.30
21.00
22.00
23.00
Premium Sport
Premium Sport
Premium Sport
Premium Sport
Premium Sport
The Legend
Highlights serie A
The Legend
The Legend
The Legend
29
SPETTACOLI
__Giovedì 26 marzo 2015__
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@
cinema
::: Criticando
di GIACOMO FERRARI
Torna «Todo Modo» di Petri, bellissimo e stupidissimo
■■■ A volte ritornano. I lodevoli restauri della Cineteca di
Bologna hanno richiamato in vita Todo modo di Elio Petri
(anno 1976). Andrà in dvd. Un film bellissimo (Petri era
all’epoca il nostro miglior narratore di cinema). Un film stupidissimo. Petri metteva in pellicola storie politiche affascinanti, ma che venivano a breve distanza smentite durissimamente dai fatti (Indagine su un cittadino al di sopra di
ogni sospetto alludeva pesantemente al commissario Calabresi che solo due anni dopo fu brutalmente assassinato).
Film che conferma come gli attori son tutti simpatiche troie,
pronte a tutto se la parte è bella. L’adamantino Gian Maria
Volontè fa in Todo modo un Aldo Moro viscido, repellente e
pure ladro, salvo poi santificarlo dodici anni più tardi in Il
caso Moro. Moro, nel film di Petri, moriva per una pistolettata alla nuca, e qualcuno se ben ricordo, in sala applaudiva
(certamente, molti avevano la reazione di rigetto davanti
alle solite facce democristiane). Nel 1978, come si sa, il presidente Dc morì per pallottole vere. La realtà aveva brutalmente smentito (e in un certo senso ridicolizzato) la finzione cinematografica. E allora che vuol dire? Che i cineasti,
anche quelli bravi, non sono campioni di onestà intellettuale, scrivono, girano non quello che è, ma ciò che a loro piace
pensare. Casualmente, a Petri piacque quello che qualche
mese dopo sarebbe piaciuto alle Brigate Rosse.
Da vedere
Da vedere
L’ultimo lupo
Home - A casa
Regia: Jean Jacques Annaud
Cast: Sheng Shaofeng,
Shawn Idou
Genere: avventura
Durata: ore 2
Regia: Tim Johnson
Cast: personaggi animati
Genere: Cartoni
Durata: ore 1.33
●●
●●●
LA TRAMA Nel 1967
in piena rivoluzione
culturale maoista, uno
studente cinese è mandato in Mongolia a insegnare a leggere e scrivere (nonché imparare i dettami di Mao) a
una popolazione nomade. La zona è infestata dai lupi. Il governo ha ordinato di ucciderli,ma lo studente disobbedisce e alleva un
cucciolo. Buona azione che però attira addosso a lui e ai compagni un intero branco.
PIACERÀ A chi ha apprezzato i precedenti
film animalisti di Annaud (L’orso, Due fratelli) e amerà da matti
la seconda parte
(quando i lupi attaccano). Purtroppo durante la prima si sonnecchia (non come “Sette
anniin Tibet”, ma quasi).
La famiglia
Belier
Regia: Eric Lartigau
Cast: Louane Emera, Karin
Viard
Genere: Commedia
Durata: ore 1.40
●●●
LA TRAMA I Belier so-
no una famigliola che
vende formaggi in un
paesino della profonda
provincia francese. Particolare non trascurabile, son tutti sordomuti,
tranne uno, la figlia che
comunica per loro col
resto del mondo. Ma
comunicherà per sempre? La ragazza vince
un concorso che le spalanca le porte di una
carriera come cantante. Ma la cosa implica
una separazione...
PIACERÀ A patto che
non soffriate di diabete
(troppo miele nella storia di Belier). E che non
siate allergici ai buoni
sentimenti. Bene gli altri(cioè gli altri spettatori). Specie quelli che
amano vedere l’handicap messo in scena
con delicatezza e humor (da “Quasi amici”
in poi).
Jean Dujardin e Guillaume Gouix
CINEPRIME/ French connection
ALL’ULTIMO SANGUE
Il premio Oscar Jean Dujardin interpreta un giudice
in lotta con l’impero della droga negli anni Settanta
::: GIORGIO CARBONE
■■■ Il titolo italiano French
connection è identico a quello
originale di un classico americano di 45 anni fa (che da noi
circolò come Braccio violento
della legge). Non è un caso.
Lo scenario criminale è
identico, la via della droga da
Marsiglia a New York otto lustri or sono (identico è rimasto, la «connection» continua
bellamente a funzionare).
Con la differenza che Il braccio violento raccontava personaggi di fantasia, qui invece i
principali sono vissuti (e morti) veramente: l’indomito giudice Pierre Michel e il boss della coca Tany (cioè Gaetano)
Zampa.
La storia parte nel 1975,
quando un oscuro magistrato
del nord (Michel) sbarca nel
porto più malavitoso d’Europa.E il più drogato. Ilprincipale business è ormai la cocaina.
E chi la giostra, dopo aver soppiantato i vecchi capi del traffico, è il giovane risolutissimo
Zampa. Un genio nel suo piccolo. Non solo ha organizzato
alla grande la connection con
l’America, ma raffina, smercia
capillarmente del tutto indi-
sturbato. Molti poliziotti sono
sul suo libro paga. E parecchi
magistrati pure (tranne quelli
troppo scemi perché Tany si
disturbi a corromperli).
Pierre Michel sembra appartenere alla seconda categoria. Un giovane padre di famiglia che pare considerare il lavoro pura routine. E invece si
rivela vero magistrato d’assalto.Individua e raduna intorno
a sé poliziotti che non si spaventano e non si vendono. Comincia a fare i primi arresti importanti.
I malavitosi tremano. Tany
non trema, ma sente che il
suo impero è in pericolo. Abituato a circolare per Marsiglia
come fosse uno dei notabili
della città, si vede ora segnato
a dito ogni volta che esce dal
suo quartiere. Michel non si
accontenta di rendergli la vita
difficile in Costa Azzurra. Vola
agli altri punti cardinali delle
connections, a New York e a
French connection
Palermo (per la cronaca ebbe
contatticon Falcone e Borsellino) e cerca di chiudere i trafficanti in una morsa. Una lotta
all’ultimo sangue. Destinata
inevitabilmente a chiudere
nel sangue.
Tany finisce in galera (e lì
morirà suicida a nove annidall’inizio della lunga faida). Michel l’ha preceduto di tre anni.Ammazzato davanti a decine di testimoni nel boulevard
Michelet di Marsiglia. Senza
manco un agente di scorta a
proteggerlo. D’altronde non
l’aveva mai avuto.
PIACERÀ
Un mucchio. Tanto che
qualche spettatore, arrivato
dopo i titoli di testa, non ci crederà che French connection
l’ha fatto un trentanovenne
francese (anzi marsigliese) al
suo secondo film ma attribuirà lì per lì la paternità dell’ope-
REGIA Cedric Jimenez
CAST Jean Dujardin, Gilles Lellouche, Benoit Magimel
GENERE gangster
DURATA ore 2.15
VOTO ● ● ●
ra a qualche vecchio lupo
americano (Michael Mann,
Ridley Scott). Perché il film,
deigrandithriller Usa, ha l’ampio respiro e la folla dei personaggi minori (così ben recitati, così cesellati dalla sceneggiatura da far invocare per loro una pellicola a parte). E poi
la città. Che non è più solo
una tela di fondo, ma respira,
rantola e ruggisce come i personaggi.
Quello che è chiaro è che
Cedric Jimenez, prima di affrontare la regia (speriamo
che l’opera prima Aux yeux de
toutes venga ripescata da qualche Tv digitale nostrana) ha visto, mangiato, assimilato tutti
quei gangster film americani
che era possibile assimilare.
Cosa manca allora a French
connection per entrare nel
pantheon del poliziesco? La
mancanza di quei divi di enorme carisma che ora non ci sono più (non solo nel cinema
francese).
Jean Dujardin e Gilles Lellouche recitano benissimo,
ma sono fisicamente un po’incolori, non ti catturano (pensa
se la storia l’avessero girata
nel1975 con Delon e Belmondo l’un contro l’altro armato).
LA TRAMA Gli extraterrestri (ancora) invadono la Terra. Ma stavolta
“vengono in pace”. Il loro pianeta è stato distrutto, chiedono alloggio. Ma sono prepotentini: la loro tecnologia è
molto superiore a quella terragna,perché chiedere quando si può
prendere? Per fortuna
a mettere in pace ci
pensano una ragazzina
(da sempre contraria alle prevaricazioni) e un
imbranato E.T. che ha
solidarizzato da subito
con lei.
PIACERÀ Anche agli
adulti per non poche
aguzedas del testo (produce la Dreamworks
da sempre ruffiana nei
confronti dei genitori
che accompagnano). E
naturalmente alpubblico under 10 (le bimbe
s’identificheranno volentieri nella negretta
Tip e i maschietti bamba nel buffo Oh).
Lettere da uno
sconosciuto
Regia: Zhang Yimou
Cast: Gong Li, Chen Daoming
Genere: drammatico
Durata: ore 1.49
●●●
LA TRAMA Anni 70. In
Cina siamo ancora in
piena rivoluzione culturale. Ne fa le spese un
professore non allineato. Che si trova senza lavoro, senza famiglia (la
figlia è una maoista persa) senza identità. Dopo diecianni lo riabilitano.Ma la sua vita affettiva è spezzata senza rimedio.
PIACERÀ Agli ammiratori da sempre di
Zhang, che lo considerano (giustamente) il
migliore della Cina e
hanno continuato ad
amarlo anche quando
s’è buttato sul kolossal
destinato a platee occidentali. Qui è tornato al
film “da camera” e ci
ha dato un apologo
(lancinante in certi punti) sui guai della rimozione politica quando
arriva ad avvelenarti anche all’anima.
Moisander alla Samp dal giugno 2015
La Chiesa tedesca reclama soldi da Toni
Il Parma rischia un’altra penalizzazione
Niklas Moisander sarà un giocatore della Sampdoria a partire dalla prossima stagione sportiva. Il club blucerchiato ha
annunciato un accordo triennale con il difensore finlandese, che fino al 30 giugno 2015 sarà tesserato con l’Ajax.
Luca Toni è stato portato in Tribunale a Monaco di Baviera
dalla Chiesa tedesca che vuole 1,7 milioni di tasse non pagate,
relative al suo periodo al Bayern. In Germania, infatti, si paga
una tassa in base alla religione professata (Kirchensteuer).
Altra penalizzazione in vista per il Parma. Il procuratore federale Palazzi ha deferito Giampietro Manenti e Pietro Leonardi
per non aver documentato l’avvenuto pagamento degli emolumenti e delle ritenute Irpef e dei contributi Inps del 2014.
Risposta all’ex dg bianconero
Caro Luciano, non illuderti:
Calciopoli è per sempre
::: segue dalla prima
PIETRO SENALDI
(...) benché persentare la versione del protagonista del
giorno di suo pugno sia
quanto di meglio un quotidiano possa offrire, e su web
e social abbiamo ricevuto anche dure critiche. Ma si sa
che il calcio, e Calciopoli in
particolare, non metteranno
mai d’accordo nessuno.
La sentenza infatti chiude
solo una vicenda giudiziaria,
perché il processo vero a
Moggi e Calciopoli l’hanno
già fatto i tifosi e la Juve, che
l’ha scaricato subito. E come
tutti i processi italiani alterati
dalle intercettazioni date in
pasto all’opinione pubblica,
non ha tenuto conto di prove,fattie conseguenze ma solo di titoli, sensazioni e pregiudizi.Per cui per glijuventiniLucianone sarà sempre innocente a prescindere e per
gli altri sempre colpevole.
D’altronde il verdetto, secondo cui Moggi avrebbe fatto
tutto da solo e la Juve - unica
vincitrice del processo - sarebbe una sorta di Scajola,
beneficata a sua insaputa se
non a suo danno, non aiuta
a fare chiarezza. Tanto più
che - siccome parafrasando
Lucianone anche l’arbitro in
toga è un uomo e come tale
può sbagliare - aspettarsi
che qualcuno cambi idea su
Calciopoli in conseguenza
del verdetto sarebbe come
aspettarsi che un tifoso juventino si ravveda di fronte
alla moviola. Per questo dubito che un uomo di mondo
come Moggi si aspetti che, al
dilà del profilo penale, la sentenza possa mutare qualcosa per lui, così come il 110 e
lode in ingegneria non ha salvato il figlio di Lupi dall’etichetta di raccomandato. Anche perché la richiesta della
Juve di 443 milioni di risarcimento alla Figc pare fatta apposta per tenere aperte le ferite.
Da tifoso interista ormai
tiepido che da anni conosce
Moggi e che specie nel 1998
lo ha stramaledetto più volte,
penso che tuttigliantijuventini dovrebbero essergli in
qualche modo grati per avere loro regalato il sogno di vedere la Signora in serie B, che
altrimentisarebbe stato irrealizzabile. E gli interisti in particolare dovrebbero essergli
grati per aver con la sua disgrazia dato il coraggio a Moratti di pensare in grande e
allestire una squadra in grado di essere e comportarsi
da numero uno, che non a
caso ha raggiungo ilsuo massimo livello (il Triplete) quando non aveva ex juventini in
rosa. Quanto allo scudetto di
cartone - o meglio degli onesti- che cihanno regalato,anche per l’interista più tiepido
vale come fosse vinto sul
campo. Se non di più, perché rubato per una volta a
chi ci prende sempre a calci
con l’arroganza dell’impunito e perché come pensa gente come Bergomi, Pagliuca o
Simeone, che al pallone ha
dato più di Iuliano, Torricelli
e Birindelli, è un risarcimento per quello del ’98, dove
Moggi, Ceccarini, Rodomonti o chiunque fosse si macchiarono di un vero crimine
sportivo: togliere al Ronaldo
22enne uno scudetto che
con meno sviste arbitrali
avrebbe vinto anche da solo.
Perché la sensazione è che
se Big Luciano avesse resistito alla bulimia di dover vincere sempre e a qualsiasi costo
e si fosse accontentato di sei
scudetti in dodici anni anziché sette, forse non gliene sarebbero rimasti attaccati solo cinque.
A chi agita ombre sulle sue
vittorie, Moggi risponde che
quando fu costretto a lasciare, nel 2006, aveva una decina di giocatori suoi nella finale di Coppa del Mondo. È un
fatto, come è un fatto che è
stato il più grande dirigente
calcistico italiano degli ultimi 30 anni perché ha vinto in
più posti e facendo quadrare
i bilanci,e che dopo di lui,fatta salva l’irripetibile stagione
di Mourinho, il nostro calcio
ha imboccato la via di un declino inesorabile. Un altro fatto è che ancora oggi Moggi
gode del timore riverenziale
di quasi tutto il mondo del
calcio, non solo dei campioni che ha gestito; ci sono fior
di giocatori, nazionali azzurri, che hanno iniziato dopo il
2006 e che se lo incontrano
al ristorante si alzano e vanno al suo tavolo per omaggiarlo. Se davvero la Corte
dei Diritti umani ne cancellerà la radiazione, chiunque lo
ingaggi farà un affare. Impossibile però che sia la Juve,
che altrimenti si rimangerebbe tutto il suo teorema difensivo. Cionondimeno, Calciopoli è esistita, come è esistita
Tangentopoli anche se solo
Cusani finì in carcere da condannato, e nessuna sentenza potrà mai cancellarla. E
come Tangentopoli, è un
eterno cavallo di ritorno ormai radicato con le sue regole nella coscienza popolare,
alibi assolutorio per le squadre a cui manca il quid, stella
polare per arbitri che vogliono far carriera, eterno argomento di conversazione per
perdigiorno e presentatori
tv, cancro che ha ucciso ilnostro calcio.
Effetti della sentenza di Cassazione
Signora respinta
Tavecchio duro: «Reati confermati,la richiesta di risarcimento della Juventus
è una lite temeraria». Moggi: «Andrò alla Corte europea per tornare nel calcio»
::: DANIELE DELL’ORCO
■■■ «Calciopoli? È una vicen-
da tipicamente italiana», così
ha definito la sentenza della
Cassazione il presidente del
Coni Giovanni Malagò. Il sostanziale «pareggio» sancito
dal terzo e ultimo grado di giustizia ordinaria ha lasciato in
molticon più dubbi che certezze,e anche a giudicare dalle parole dei protagonisti la questione sembra essere tutt’altro che
risolta. Il presidente della Figc
Carlo Tavecchio ha commentato in modo diretto sia ilcontenuto della sentenza che le intenzioni della Juventus: «In attesa delle motivazioni, la sentenza conferma la linea della
giustizia sportiva: fatta salva la
prescrizione, i reati ci sono stati, l’associazione a delinquere
pure, per noi la richiesta di risarcimento della Juve al Tar è
una lite temeraria». Il riferimento è alla richiesta di risarcimento di 443 milioni presentata dai bianconeri, considerata
illegittima da Tavecchio poiché la Juve sa di non aver diritto a quel tipo di riconoscimento. Dichiarazioni che fanno rima con quelle rilasciate da alcuni degli addetti ai lavori, come Stefano Capuano, il pm
che si inserì a processo cominciato: «In attesa delle motiva-
zioni, emerge comunque dalla
Cassazione la conferma dell’impianto accusatorio. Sull’associazione ne hanno parlato
primo e secondo grado, accertandone l’esistenza». Dal canto suo, Luciano Moggi ribadisce di essere innocente, come
dimostrerebbe secondo lui
proprio la sentenza di lunedì
notte, e, dopo un laconico «abbiamo scherzato per 9 anni»
pronunciato a caldo a margine
della sentenza, ha dichiarato
ieri che la sua battaglia proseguirà:«Sono statiassoltidue ar-
bitri coinvolti in frode sportiva
- ha detto ai microfoni di Radio Crc - quindi non è vero che
la Cassazione non ha assolto.
Gli interessi personali non c’erano e poi la frode sportiva e
l’associazione a delinquere da
solo non avrei potuto farle. Ci
ho sempre messo la faccia perché non temo nessuno. Il prossimo passo? La mia battaglia
va avanti, mi rivolgerò alla corte europea dei diritti dell’uomo per cancellare anche la radiazione sportiva e tornare nel
mondo del calcio». Fanno di-
Qualificazioni Europei: sabato Bulgaria-Italia
Verratti nuovo leader azzurro:
«So cosa vuole da me Conte»
■■■ «Quando sei in nazionale ogni partita è un esame di
maturità e non puoi permetterti di sbagliare. La pressione?
Non la sento, ma ben venga, darò il massimo». Così Marco
Verratti, dal ritiro azzurro di Coverciano, si proietta al match
con la Bulgaria, valido per Euro2016 (sabato a Sofia ore
20.45).«Sentire la fiducia del mister per un giocatore è importante. Il Ct mi chiede di giocare veloce, tenere la squadra
corta per attaccare bene e difendere al meglio», conclude il
centorcampista del Psg.
Intanto Antonio Conte («dal punto di vista tattico è il migliore allenatore che abbia mai avuto», sottolinea Verratti)
non ha preso bene l’intervista di Eder sul tema degli oriundi.
Perché rilasciata senza l’autorizzazione: una regola ferrea
voluta dal Ct. A sorpresa ieri a Coverciano anche Pepito Rossi, sottoposto ad un test di valutazione fisica.
scutere anche le dichiarazioni
dell’unico condannato in Cassazione, l’ex arbitro De Santis
(ha rinunciato alla prescrizione), per il quale è stata confermata la condanna a un anno
già inflittagli in secondo grado.
In un’intervista a Repubblica
ha attaccato tutto il sistema calcio: «Tutto il casino che è stato
creato, ossia dieci anni di indagini e processi, solamente per
condannare me. Non mi hanno assolto solamente per poter far stare in piedi l’associazione a delinquere avevano necessariamente bisogno di una
partecipe, che sono io; in caso
contrario ci sarebbero stati solamente organizzatori. Sono
capitate cose graviin questi anni. Alla Roma hanno rubato
uno scudetto, il gol di Muntari
era due metri dentro, hanno
messo gli arbitri di porta che
non vedono gol che si vedrebbero pure dalla tangenziale.
Conte viene coperto dalla Federazione e fa il ct, Gillet si vende le partite e gioca come se
niente fosse, Mauri che viene
arrestato e fa il titolare, il Parma fallisce: chi si è stupito?».
Ora non resta che attendere le
motivazioni della sentenza,
per capire meglio come decideranno di muoversi le parti in
causa, a partire da Andrea
Agnelli e dalla Juventus.
31
SPORT
__Giovedì 26 marzo 2015__
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su www.liberoquotidiano.it
@
TRA PRESENTE E PASSATO
Al centro Giuseppe Marotta (58
anni), direttore generale della
Juventus, e Carlo Tavecchio (71
anni), presidente della Figc dalla
scorsa estate. Qui di fianco
Luciano Moggi (77 anni) ex dg
bianconero [LaPresse, Ansa]
SE SALTA L’E-LEAGUE
Thohir punisce l’Inter:
ferieridotte di7 giorni
PAGELLE ALLE MOTO
La griglia di Lucchinelli
«A Vale serve Lorenzo»
L’ex campione del mondo punta sulla Honda di Marquez
«Ma la Yamaha del Dottore è vicina. Se Jorge si sveglia...»
Il momento della stagione dell’Inter è disperato: il sesto posto
dista ben nove lunghezze, ed è
l’unico modo per riconquistare
l’Europa anche la prossima stagione, dopo l’eliminazione col
Wolfsburg. La disputa di una
competizione europea è fondamentale per il piano di rinascita stilato da Thohir, che l’estate
scorsa ottenne un finanziamento record di 230 milioni da Goldman Sachs: proprio per questo
il patron avrebbe dato un singolare ultimatum ai suoi giocatori: «O vi qualificate per l’Europa, oppure vi taglio le vacanze».
La «punizione» verrebbe inflitta ampliando la tournée asiatica a cui i nerazzurri parteciperanno in estate o anticipando il
raduno di Riscone di Brunico.
Intanto a breve è attesa la sanzione dell’Uefa nell’ambito del
FPF che dovrebbe attestarsi attorno ai 7 milioni.
::: TOMMASO LORENZINI
Motori accesi, semaforo verde. Domani a Losail in Qatar riparte la MotoGp (domenica la
gara alle 20 italiane). Tutti all’inseguimento di
Marc Marquez l’alieno, al qualeil Dottore Valentino Rossi ha promesso di somministrare
l’antidoto chiamato «Decimo titolo». Ad accompagnare la cavalcata di 18 Gp (l’ultimo a Valencia l’8 novembre) torna la voce inconfondibile
di Guido Meda, passato a Sky che come ormai
consuetudine detiene la ricca offerta in esclusiva (Sky Sport MotoGP HD, canale 208) per lo
spettacolo a due ruote, oltre a fare il tifo per i
Decisione epocale in Germania
Il tribunale dà ragione al portiere:
contratto a tempo indeterminato
■■■ Dopo due anni di lavoro, anche i
calciatori hanno diritto ad un contratto a tempo indeterminato. È la sentenza con cui un tribunale tedesco rischia
di dare un’epocale picconata al sistema del pallone. Heinz Mueller, 36enne ex portiere del Mainz (foto web), si
è rivolto al giudice dopo il mancato rinnovo del contratto scaduto al termine
della scorsa stagione. L’estremo difensore, tesserato dal 2009, pretendeva un
nuovo accordo che la dirigenza non
ha voluto sottoscrivere. Il tribunale del
lavoro ha dato ragione a Muller e ha
lasciato di stucco il Mainz. Il club, attualmente undicesimo in Bundesliga,
farà ricorso: «Andremo sicuramente
in appello», ha detto il presidente Harald Strutz.
Il tribunale ha diffuso un documento di 14 pagine dopo la sentenza. Ruth
Lippa, portavoce della corte, ha fatto
riferimento alle norme che regolano il
lavoro a tempo determinato: «Secondo la legge, non si può andare oltre un
periodo di due anni se non in presenza di una ragione concreta che, in questo caso, non è stata prodotta».
Se la sentenza verrà confermata nei
successivigradi di giudizio,ilMainz do-
vrà reintegrare il portiere e, soprattutto, assumerlo come se si trattasse di un
normale dipendente.
«È una situazione che può avere un
effetto come quello della sentenza Bosman», ha detto Strutz ripensando alla
svolta del 1995, quando ai calciatori
venne riconosciuto il diritto di trasferirsi liberamente, senza dover versare indennizzi, alla scadenza di un contratto. Se si dovesse arrivare ad una “sentenza Mueller”, le conseguenze sarebbero enormi: «Se dovessimo garantire
un contratto a tempo indeterminato
ad ogni calciatore, ci ritroveremmo
con 50-60 elementi in rosa. Ci sono
motivi oggettivi per utilizzare contratti
pluriennali, ma non eterni nel calcio».
ha chiarito Strutz. Nel caso specifico di
Mueller, «non c’è certezza sulle prestazioni» che un atleta può fornire». C’è
anche l’ipotesi in cui il giocatore non
sia interessato ad un vincolo fino alla
pensione: se il giocatore preferisce «la
flessibilità» con un contratto di 3 o 4
anni, ha spiegato ancora Lippa, nulla
impedisce di siglare un simile accordo. «Purché», ha precisato, «tutto avvenga all’interno del quadro legislativo».
HONDA 10
Moto e squadra da battere. Una banalità forse, ma pensate cosa hanno fatto negliultimidue anni e ditemi se è banale. Marquez fa per
due, nei test in Malesia e in Qatar è
sempre stato davanti, anche se
quest’anno non credo riuscirà a
vincere i primi 10 Gp consecutivi
come fatto nel 2014. Piuttosto sono perplesso dalla riconferma di
Pedrosa, io non l’avrei tenuto ancora, non so per quale motivo alla
Hrc basti avere un pilota che vince
una gara ogni tanto. Forse perché
in effetti non trovano di meglio.
YAMAHA 9
La metto vicino vicino alla Honda. Marquez resta il più veloce nel
giro secco, ma Valentino quest’anno ha il colpo - forse l’ultimo buono - in canna: e se vi ricordate il
trend del 2014, ormai il «vecchio»
Rossiquando va male finisce 4˚.Sarà perché in giro non ci sono piloti
più bravi o forse perché il Dottore
è sempre il Dottore? Piuttosto è Lorenzo che ha rotto, una volta non
va perché cambia manager, una
volta perché è grasso, mah... noi si
beveva e si fumava... la realtà è che
un Lorenzo con le palle sarebbe il
migliore alleato di Rossi per vincere, per stare fra le ruote di Marquez e farlo sbagliare. Altrimenti
per MM sarà troppo facile, mentre
ragazzi terribili del Team Sky Racing-VR 46, Fenati e Migno, impegnati in Moto3. Libero ha
contattato Marco Lucchinelli (insieme a Davide Camicioli e a Giacomo Agostini sarà nella
squadra di Cielo, che trasmetterà 8 Gp live e gli
altri in differita) per fare le pagelle alla stagione. «Spero di non veder vincere il “solito” Marquez, in Qatar, altrimenti c’è il rischio della solita dittatura», esclama Lucky, che se potesse correre un Gp con le moto di oggi sceglierebbe «la
Yamaha di Rossi, perché mi pare la più morbida, adatta a come guidavamo noi. Certo che la
stagione vorrei farla con la Honda, perché è il
massimo della tecnologia».
Jorge rischia di diventare come Pedrosa. Almeno fossero simpatici...
DUCATI 7
È un voto alto di incoraggiamento ma sono pronto ad abbassarlo
GP IN ESCLUSIVA SU SKY
Rossicarico in Qatar
«Ho perso 5 chili»
Scatta oggi in Qatar l’atteso
appuntamento con il primo
Gran Premio della stagione,
che sarà visibile in diretta
esclusiva su Sky Sport MotoGP HD (canale 208). Carico
come sempre Valentino Rossi: «Mi sento più forte dell’anno scorso, sono in perfetta forma e peso anche 5 Kg
in meno». Stessa lunghezza
d’onda per il campione del
mondo in carica Marc Marquez: «Mi sento meglio rispetto all’anno scorso. Non
vedo l’ora di cominciare».
Sky racconterà le loro avventure con Guido Meda al microfono della MotoGP con
Loris Capirossi, Irene Saderini dal Paddock e con gli inviati ai box Sandro Donato
Grosso e Marco Selvetti.
rapidamente. È stata velocissima
nei test con Dovizioso e Iannone.
Ma anche l’anno scorso in inverno promettevano bene, poi hanno
mantenuto poco. Sono avvisati,
non basta più fare una domenica
da podio ogni sei o sette corse.
SUZUKI 7
Sarà che è un pezzo del mio cuore, però vederla stare in prova a circa un secondo mi pare davvero un
bell’inizio. Se non andranno oltre
questo distacco potrebbero essere
la sorpresa. Vedremo cosa faranno i piloti, hanno Aleix Espargaro e
Viñales, però per ripartire con la
MotoGp io avrei provato a prendere uno come Pedrosa.
APRILIA 5
Siamo alle note dolenti. Non so
se il progetto tecnico sia sbagliato,
di sicuro per tornare in MotoGp
servono i soldi: primo per lo sviluppo tecnico; secondo per strappare
agli altri i piloti migliori, che già ti
garantiscono qualche decimo in
meno al giro. Bautista non credo
possa dare granché, su Melandri
stendo un velo. Se n'è uscito dal
Motomondiale sbattendo la porta
quando era competitivo, è andato
in Superbike e non è riuscito a vincere il titolo. Ora che Aprilia ha fatto la moto da Mondiale, torna nella MotoGp. Non hanno scusanti.
32
__Giovedì 26 marzo 2015__
EXPO/1
Invasione di maggiordomi
per servire i diplomatici
Servizio a pagina 37
EXPO/2
I NUMERI DI IERI
::: 23 Borseggi
::: 1 Scippi
::: 3 Rapine
::: 2 Truffe
::: 10 Furti in appartamenti e negozi
::: 4 Furti di autovetture
::: 19 Furti a bordo di autovetture
::: 2 Arresti
Pronto il primo padiglione
È fatto di pietra d’acqua
Servizio a pagina 37
Redazione cronaca: viale Majno 42, 20129 Milano; telefono 02.999666; fax 02.99966227; email: [email protected]. Pubblicità: SpeeD Società pubblicità editoriale e Digitale, Viale Milanofiori Strada 3, Palazzo B10 - 20090 Assago (Milano); tel. 02.57577.605/640
:::
Commento
Lagiustapartita
degliimprenditori
perlecomunali2016
::: ALESSANDRO USAI
■■■ La partita per Milano è aperta. L’errore
più grande sarebbe dedicarsi al toto-nomi
senza delineare una visione di città. Un passo che parte della società civile ha già intrapreso da tempo se è vero che gli industriali
milanesi si stanno muovendo sottotraccia.
Non è un mistero che la vita delle imprese
milanesi negli ultimi anni non sia stata semplice. La tassazione locale tra Imu, Tasi, Tari,
oneri di urbanizzazione e addizionale Irpef
non ha certo agevolato. La maglia nera della
fiscalità locale per le imprese è toccata proprio a Milano con 16 mila euro di imposte
sugli uffici e 61 mila euro per i capannoni. Un
campanello d’allarme che gli industriali hanno sentito prima degli altri e senza attendere
gli sviluppi della politica in molti spingono
per tutelare gli interessi della Milano produttiva. Un progetto ampio che vede principalmente due nomi rincorrersi per aggregare
un consenso da sfruttare magari anche in
chiave elettorale.
Il primo nome è quello di Gianfelice Rocca, presidente di Assolombarda. Un imprenditore di assoluto successo con grandi capacità di lobby. Viene dal settore della siderurgia quindi in grado di saldare anche le relazioni. L’altro nome che piace al tessuto produttivo è il suo predecessore in Assolombarda ovvero Alberto Meomartini. Molto attivo
con la Camera di Commercio, ben conosce
le misure che servirebbero alle aziende e alla
città.Insomma, come spesso accade l'economia si muove prima della politica. E in questo riposizionamento generale tutti dovranno fare i conti con il mondo imprenditoriale.
Sul fronte politico si aspetta l'esito delle elezioni regionali per pesare le forze in campo.
Una sfida a distanza tra la Lega, che al momento punta su Salvini, e Forza Italia. Se la
Gelmini non esclude una ipotesi Lupi, per
aggregare anche Ncd, Gallera prosegue il
suo attivismo e punta sulle primarie. Romani e Toti seguono gli eventi da vicino. Tra gli
outsider spicca la forza mediatica di Silvia
Sardone, una risorsa da sfruttare per dare
nuova linfa al centrodestra. Buoni segnali di
vita a patto di non fare l’errore di pensare più
ai nomi che all’idea di città. Come diceva
Henry Ford «l’errore ci dona semplicemente
l’opportunità di iniziare a diventare più intelligenti». Dovrebbe diventare il mantra del
centrodestra per riconquistare Milano.
Il dossier di Quattroruote
Usano i soldi delle multe
per farci fare più multe
Dieciimilionipresidaiproventidellesanzioni(128milioni)perpagare glistraordinari.Ivigili:siamo pochi,manessuno ciascolta
PIAZZA CORDUSIO
Imbrattata la bandiera israeliana per l’Expo
■■■ A Milano l’ordinario diventa straordinario. Succede, quindi, che per pagare il
lavoro in più dei vigili, si utilizzino i soldi che il Comune incassa dalle multe. Morale:
più multe si fanno, più soldi
entrano a palazzo Marino a
scapito di ignari automobilisti che, spesso “ingannati” da
autovelox posizionati in posti
inaspettati, si ritrovano a ingrossare le casse comunali a
loro insaputa. Basti pensare
che soltanto nel 2013 sono
stati registrati 128 milioni di
entrate. Dieci, invece, i milioni prelevati per pagare gli
“straordinari” dei vigili.
TIZIANA LAPELOSA a pag. 34
LA LITE
Guerra del traffico
tra Milano e Sesto
di FEDERICA VENNI
■■■ La bandiera di Israele, che è collocata in
piazza Cordusio, insieme a quelle di molti altri
Paesi che partecipano a Expo 2015, è stata imbrattata di vernice rossa da uno sconosciuto.
Non si conosce ancora il motivo del gesto nem-
meno quando sia avvenuto il fatto. Il presidente
della Regione Lombardia, Roberto Maroni è invervenutuo affermando che «Useremo i mezzi
a nostra disposizione, per impedire che Expo
sia macchiata da fenomeni di intolleranza».
Nella “rossa” Sesto San
Giovanni, sindaco e assessore scrivono una lettera di protesta a Palazzo Marino contro il traffico che dalla città ingolfa la provincia.
a pagina 34
Lite con la giornalista che lo critica
Terra di nessuno
In caduta libera nei sondaggi:
ecco perché Pisapia non si candida
Quale recupero, via Adriano 60
è ancora l’hotel dei profughi
■■■ Dopo giorni di retroscena e indiscrezioni, dopo i fiumi di
parole sul nobile gesto del sindaco Pisapia, finalmente emerge la
vera ragione del passo indietro: i sondaggi. I famigerati sondaggi
che danno la giunta in caduta libera. E attestato il fallimento degli
arancioni su sicurezza traffico e vivibilità della città.
■■■ Il furgone accosta di fronte all’ingresso dell’Esselunga di via
Adriano. È notte, in giro non c’è quasi nessuno. Dal camion escono
quattro persone che rapidamente scaricano materassi e coperte, li
appoggiano a un muretto e scavalcano per entrare nella proprietà
al civico 60, un piccolo villaggio del degrado.
servizio a pagina 35
SALVATORE GARZILLO a pagina 39
L’ultimo sfizio del centrocampista del Milan
Muntari nel traffico con un bolide da 800mila euro
::: MASSIMO DE ANGELIS
■■■ Nell’ultimo periodo ilcentrocampista rossonero Sulley
Muntari non ha certo brillato
sul terreno verde, con prestazioni al limite della sufficienza in
campionato. Ma il ghanese del
Milan ha scelto lo stesso un modo alternativo per mettersi in
mostra: appassionato di super
macchine si è regalato un bolide di dimensioni inusuali, una
Il bolide di Muntari
specie di carrarmato su 6 ruote
bianco. Un fuoristrada che di sicuro procurerà a Muntari qualche grattacapo nel traffico di Milano. L’unico vantaggio potrebbe essere che almeno l’auto non
subirà danni finendo in una delle tante buche delle strade meneghine. I tifosi milanisti inferociti dal comportamento della
squadra, forse chiuderebbero
un occhio in cambio di apprezzabili performance calcistiche.
34
CRONACA
__Giovedì 26 marzo 2015__
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Il piano per la mobilità
Sesto accusa Milano
«Deviano il traffico
sulla nostra città»
::: TIZIANA LAPELOSA
■■■ A Milano l’ordinario diventa
straordinario. Succede, quindi, che
per pagare il lavoro in più dei vigili,
si utilizzino i soldi che il Comune
incassa dalle multe. Più si fanno
multe, più soldi entrano nelle casse
di palazzo Marino, e, verrebbe da
dire, più si fanno straordinari. Basti
pensare che soltanto nel 2013 sono
stati registrati 128 milioni di entrate
(di cui la metà è finita dritta nel bilancio di Palazzo Marino). Dieci, invece, i milioni prelevati per pagare
“straordinari per servizi particolari”. Così c’è scritto nel Rendiconto
2013 del Comune di Milano. E per
“particolari” si intende servizi notturni dei ghisa, servizi di
prevenzione, per l’utilizzo
dell’etilometro e, quindi,
per la prevenzione. Servizi
che, se nell’immaginario
comune vengono percepiticome “ordinaria amministrazione”,per Palazzo Marino diventano “particolari” e quindi in regola per
poter pescare i soldi dai
proventi delle multe. La
legge, infatti, dice che il
50% delle entrate (63 milioni, quindi, i soldi a disposizione per il Comune), possano essere spesi per sicurezza e controllo, ma anche per corsi di educazione stradale, prevenzione e manutenzione stradale. E
per pagare gli straordinari. Insomma, ognuno può spenderli come
meglio crede senza per questo non
essere in regola. Palazzo Marino li
ha utilizzati addirittura per pagare
le rate di mutui e prestiti (1,5 milioni), per il noleggio di automezzi
(2,3 milioni), per icollegamenti telematici (500mila euro) e per i “canoni radio” (8265 mila euro). E poi
::: FEDERICA VENNI
■■■ I satelliti di Pisapia si ribellano. Succe-
L’inchiesta di Quattroruote sui 128 milioni di incassi
Dieci milioni per i ghisa:
dove finiscono le multe
È la cifra stanziata per gli straordinari dei vigili. Fra le voci i canoni radio e imutui
900 mila euro per la manutenzione
ordinaria della segnaletica, 6 milioni, neanche a dirlo, per quella straordinaria.
Ma ciò che salta agli occhi, nell’inchiesta “Il buco nero delle multe” di Mario Rossi sul numero di
aprile di Quattroruote in edicola da
oggi,sono quei dieci milioni per pagare il lavoro in più dei ghisà. Soldi
incassati, in migliaia di casi, grazie
ad “autovelox ingannevoli” piazzati in posti strategici e inaspettati per
gli automobilisti (come quello del
cavalcavia del Ghisallo tuttora al
centro di polemiche), all’installazione di sette nuove macchinette in vari punti della città e all’invito del Comune ai vigili a «multare di più». La
media, tra ghisa e autovelox, è di
5mila multe al giorno.
Il tutto “spremendo” al massimo
la categoria. A Milano i vigili sono
3mila, ma ne servirebbero almeno
4mila. «Da tempo molti servizi vengono erogati con questa modalità»,
osserva Giuseppe Falanga, sindacalista Csa Polizia locale, «c’è molta
carenza rispetto a quello che la città
e l’amministrazione richiedono».
Mentre Giovanni Aurea, delegato
Rsu della Polizia locale, fa notare come «negli ultimi cinque anni i colleghi andavano in giro con divise vecchie e impresentabili», e che adesso, grazie ai soldi delle multe, «arrivano quelle nuove». L’ultimo miracolo dell’amministrazione in vista
di Expo.
de nella “rossa” Sesto San Giovanni, dove
il sindaco Monica Chittò e l’assessore alla
viabilità Edoardo Marini scrivono una lettera di protesta a Palazzo Marino. Milano
sta ingolfando di traffico Sesto e il Piano
Urbano della Mobilità, approvato dalla
giunta del capoluogo la scorsa settimana,
peggiorerà le cose, a causa di un progetto
approvato a nostra insaputa: queste, in sostanza, le ragioni della protesta.
L’oggetto: il Piano contiene la possibilità
di utilizzare il cavalcavia Porto Corsini a
Milano e via Fiume a Sesto come tratto finale di un asse viario che collega viale
Monza a viale Fulvio Testi. Una sorta di
tangenziale, insomma, con tutto il traffico
che ne consegue. Così il sindaco, pressato
dalle proteste dei comitati cittadini, se la
prende con Pisapia: Milano avrebbe deciso tutto senza il permesso dei diretti interessati. «Si tratta di un chiaro tentativo di
scaricare responsabilità politiche per salvare la faccia con i cittadini», spiega il capogruppo di Forza Italia a Sesto Roberto Di
Stefano. «Ricordo al sindaco che tali scelte
erano state condivise, nel 2008, dalla giunta di cui lei stessa faceva parte, durante l’approvazione del Piano Urbano del Traffico.
Io, in qualità di vice presidente della commissione urbanistica, sollevai tutti i miei
dubbi sul progetto, ma la sinistra votò a
favore.Ora fanno finta di averlo dimenticato». L’assessore alla Mobilità di Palazzo
Marino, Pierfrancesco Maran, butta acqua sul fuoco: «Il traffico, per il momento è
sotto controllo». E schiva la polemica politica: «Non si tratta di pressioni a destra o a
sinistra, ma dello scontro tra chi vive a est e
a ovest di quella strada. Quando si mette
mano alla viabilità è così, si scontenta sempre qualcuno».
CRONACA
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Ieri sera lite in diretta con una giornalista
La verità sulla rinuncia di Pisapia
Sarebbero stati gli ultimi sondaggi a spingere il sindaco al passo indietro. In particolare le critiche su sicurezza, immigrati e pressione fiscale
■■■ E adesso basta con le favole. Con i fiumi di parole sul
«gentile Pisapia» (citiamo «Repubblica») che una domenica di marzo si sveglia dopo
una notte densa di decisioni,
indossa il maglioncino sbiadito dei giorni di festa, fa il giro
di telefonate doveroso agli assessoridella sua giunta e seduto davanti a frotte di giornalisti dichiara: «Basta, non corro
più... Non per stanchezza ma
per coerenza con quanto ho
sempre dichiarato». Era stufo
- hanno raccontato i giornali
amici - di sentirsi tirare per la
giacchetta. Persino i bambini,
pensate che tortura, agli incontriufficiali gli domandavano «allora sindaco che fai?». E
lui, che è uno a cui piace «la
rotazione in politica e non la
rottamazione», e a cui delle
poltrone non frega nulla, lì a
rassicurarli che se ne sarebbe
andato «solo a risultato raggiunto». I commenti si sono
sprecati in questi quattro giorni. Qualcuno ha persino fatto
notare che il sindaco ha dovuto mollare per non restare incastrato nelle lotte intestine
tra assessori e consiglieri, come se quella non fosse una resa («assurdo e irresponsabile
delegittimare la giunta adesso, con tutto quello che ci
aspetta», è stato il commento
di più di un piddino).
Ebbene, dopo pagine di
retroscena, teorie e peana, finalmente spunta la ricostruzione ufficiosa ma assai più
probabile della rinuncia.I sondaggi. I famigerati e impietosi
sondaggi. Nei corridoi di palazzo e ai piani alti del Partito
Democratico, dove la decisone è stata accolta con un certo
sollievo al di là delle dichiarazioni di circostanza, ne sono
sicuri. Pisapia non si ricandida per colpa dei sondaggi. Si è
accorto di aver perso consensi un giorno dopo l’altro. Di
non aver più l’appoggio del
partito di riferimento ma neppure della città. Un tracollo.
Senza appello. Difficile ricandidarsi con un risultato simile
alle spalle, soprattutto in vista
di Expo,che certo sarà un successo ma qualche rischio se
lo porta appresso. Consultazioni di questi giorni. Ma anche indagini meno recenti.
Un sondaggio in particolare
avrebbe dato fastidio al primo
cittadino: quello di Euromedia Research del mese di novembre-dicembre rilanciato
da «Panormama» a gennaio.
A domanda: «Pensando a Milano lei quanto si ritiene soddisfatto di come è amministrata
questa città?», la ricerca rispondeva impietosamente
con un 38,5 % di soffisfatti e
un 61,5 per cento di pareri negativi. Singolari i risultati nelle
singole zone:in zona uno, pieno centro chic della sinistra radical amica di Pisapia, il
73,2% di scontenti. In zona 3
(Porta Venezia, Città studi,
per intenderci) il 77,5%. E a
Porta Vittoria e Romana il
71,9. Per non dire del sentimento di «paura e rassegnazione pensando a Milano»,
vissuto dal 37,8 per cento degli elettori Pd, più scontenti loro a dire il vero dell’elettorato
del centrodestra(36,6 per cento). O del 60 % di elettori degli
altripartiti rassegnati per il declino che sta vivendo la città.
A domanda «quali sono secondo lei i principali problemi di Milano?» la risposta è
stata «l’elevata presenza diimmigrati» per il 32,3% del campione, la «sicurezza» per il
17,8%, il traffico e la viabilità
per il 10. Esattamente quello
che da da sempre si rimprovera a questa giunta arancione:
una città insicura, che ospita
fino all’ultimo profugo e
schiaccia l’occhio ai centri sociali, ma poi tartassa i suoi cittadini e ha saputo moltiplicare le multe e la pressione fiscale in un modo a dir poco impressionante.
Mirko Mazzali, capogruppo di Sel in comune, vicinissimo al sindaco, assicura che «i
sondaggi non c’entrano affatto, che il sindaco è uno com-
I NUMERI DELLA CRISI
Gli ultimi sondaggi sulla popolarità della giunta
e sul tasso di gradimento dell’amministrazione
pubblicati da Euromedia Reaserch e rilanciati
da «Panorama» nel mese di gennaio
petitivo e non teme affatto di
perdere». Sarà anche vero.
Ma allora perché ieri sera ripondeva stizzoso a una giornalista che gli chiedeva se la
rinuncia fosse frutto di un fallimento della sua amministra-
zione «fallita sarà lei...»? Risposta un tantino inelegante e
nervosa. Troppo per venire
da un sindaco che ha agito solo per coerenza e per scarso
attaccamento alla poltrona.
SIM. BE.
La stoccata dell’ex sindaco
La Moratti: «Ricandidarsi è un dovere»
Per l’esponente del centrodestra un mandato non basta a cambiare la città. De Corato: «Cinque anni di bluff»
::: MARIANNA BAROLI
LA GAFFE
■■■ A commentare la scelta di Giulia-
Incontri sulla sicurezza
Il Comune si dimentica
del quartiere col Leonka
Chi ha visto il quartiere Greco? Il
caso è di quelli da sottoporre ai
migliori programmi per gli scomparsi. Al centro delle polemiche
da parte del centrodestra milanese e dei residenti di zona 2 è il presidente del consiglio di zona, Mario Villa, reo di non aver incluso il
quartiere in cui è ospitato il Leonka nell’elenco delle aree in cui
verranno organizzati incontri sulla sicurezza. Incontri mirati nei
quali è inoltre prevista la presenta di rappresentati del Comune
di Milano, responsabili della sicurezza, cittadini, comitati e associazioni di quartiere. Scopo: raccogliere segnalazioni, ascoltare
le problematiche e trovare soluzione, forse in vista anche della
prossima tornata elettorale. Ora,
i residenti di Greco chiedono che
anche le loro vie vengano coinvolte. Se la zona è ritenuta insicura,
come è possibile che Greco sia vista come un’oasi felice?
M. BAR.
no Pisapia di non ricandidarsi nel 2016
come sindaco di Milano arriva anche
Letizia Moratti. L’ex sindaco di centrodestra, che sfidò Pisapia nelle amministrative del 2011, ha confermato quello
che da una settimana tutta la politica
meneghina ripete come un mantra:
«Cinque anni non sono assolutamente
abbastanza» per cambiare una città.
Per Letizia Moratti, intervenuta a margine di un convegno alla Fondazione
Solidas, «la scelta di non ricandidarsi di
Giuliano Pisapia dipende da tanti elementi che ognuno deve prendere in
considerazione». Nessun giudizio o
commento maligno nei confronti del
primo cittadino, l’ex sindaco ha tuttavia rimarcato come, per lei, ricandidar- fallimento suo e della sua giunta», ha
si era un dovere «perché ritenevo non continuato De Corato che ha sottolineancora completato quelato come «quello di Pisalo che pensavo potesse
pia è il primo caso dal
essere utile alla mia cit1990. Prima di lui, nestà». A sostenere Letizia
sun altro sindaco aveva
Moratti, ilsuo vice sindascelto di non candidarco, Riccardo De Corato
si». E mentre continua il
che evidenzia come ora,
sondaggio del nostro
Pisapia, «svelerà ai milaquotidiano su chi i cittanesiche isuoi cinque andini vorrebbero vedere
ni sono stati un totale
al posto di Giuliano Pisabluff». Nessuna opera L. Moratti [Ftg]
pia dal2016,Giulio Galledegna di questo nome,
ra,consigliere di Fi pronnessun implemento utile alla città se to a scendere in campo alle prossime
non tanta ideologia. «Che un sindaco amministrative, non si è certo risparnon si ricandidi è un’ammissione del miato. Concorde con la Moratti, Galle-
ra solo lunedì aveva paragonato il sindaco al
comandante Schettino, ormai simbolo della codardia tutta italiana.«Pisapia scappa perché è sicuro di essere
bocciato dai milanesi»,
ha commentato, «non
sottoporsi al giudizio
dei suoi elettori evidenzia il suo fallimento.
Avrebbe almeno dovuto scegliere dicandidarsi, solo per avere prova
del suo lavoro». Duro
anche il giudizio di
Nicolò Mardegan,coordinatore cittadino Ncd
che paragona Pisapia a
uno studente universitario che non
vuole sostenere l’esame di laurea. «È
come un ragazzo che in università viene bocciato a tutti gli esami e ora non
può accedere all’esame di laurea», ha
spiegato Mardegan, «il suo banco di
prova era la ricandidatura, e ha fallito».
«Letizia Moratti, nonostante sia stata
sconfitta,ha avuto il coraggio dipresentarsi ai suoi cittadini, consapevole che
una città come Milano non la cambi in
5 anni», ha concluso Mardegan. «Il suo
fallimento è su tutta la linea e intanto ai
milanesi cosa rimane? Solo tasse aumentate in ogni ambito e provvedimenti ideologici che hanno poco a che
fare con il bene della città».
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CRONACA
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Centinaia di richieste
::: MARIANNA BAROLI
Invasione di maggiordomi
per servire i vip di Expo
■■■ Cosa fa un maggiordomo? La risposta è semplicissima: tutto. A insegnare che
indossare i guanti bianchi e
l’abito elegante tutto il giorno è molto più che un semplice mestiere sono i tanti
personaggi di libri,
film e serie tv che
negli anni hanno
accompagnato in
grandi avventure i
loro padroni. E così, oltre che a provvedere alla cura
della cucina, a pulire, curare il giardino, scrivere lettere,
stirare le camicie,
fissare appuntamenti, accogliere
gli ospiti, riempire
la vasca, fare la spesa,fare le valigie,disfare le valigie, fare
le prenotazioni, annullare le prenotazioni, sono proprio
personaggi come
Alfred che per Batman-Bruce Wayne era quasi un padre, Battista che
per Zio Paperone
era un confidente
e un amico perfetto e Niles che nella
serie tv La Tata era
l’ironico tuttofare Il tipico outfit che utilizzano i maggiordomi in servizio
per i figli del signor
Sheffield a svelare i segreti di ti infatti i disoccupati che, le è uomo o donna, ha una
un mestiere che, complice per esigenza, vocazione o buona conoscenza della linforse la crisi, è tornato a esse- perché no, voglia di rimetter- gua italiana e dell’inglese,
re la chiave di volta della vita si in gioco, puntano tutto sul ha un diploma e molta vodi molti disoccupati.
guanto bianco. E il periodo è glia di imparare», racconta
A Milano c’è l’Associazio- propizio perché mai come Elisa dal Bosco, Presidente
ne Italiana Maggiordomi il adesso che c’è Expo alle por- di Associazione Italiana
cui compito è formare alla te la richiesta di maggiodor- Maggiordomi che al suo inperfezione i “butler” del futu- mi è elevata. Si parla addirit- terno raccoglie oltre 200
ro. L’associazione, la cui se- tura di centinaia di offerte di maggiordomi professionisti
de non poteva essere altro lavoro già pervenute.
e che evidenzia come «i noche nel salotto dei milanesi,
Per coloro che non hanno velli maggiordomi usciti dala Galleria Vittorio Emanue- più di 29 anni, i corsi «sono gli ultimi due corsi che si sole offre però quel quid in più completamente gratuiti gra- no tenuti a Milano hanno
a chi è pronto a mettersi al zie alla Dote Unica Regione già trovato tutti un impieservizio degli altri. Sono tan- Lombardia». «L’allievo idea- go». Il lavoro offerto è del più
I più bravi guadagnano fino a 10mila euro. Le regole: silenzio, puntualità e saper fare la valigia
::: LA SCHEDA
RICHIESTA
Con l’avvento di Expo, presso l'Associazione Italiana Maggiordomi, nel mese di aprile, sarà disponibile un corso per diventare
maggiordomi, per diventare l'ombra magari di qualche importante politico in arrivo
IL LORO COMPITO
Il maggiordomo è un vero e proprio assistente personale. Per
esercitare questa professione bisogna avere competenze manageriali, galateo, elementi di cucina e saper servire a tavola
COMPENSO
Lo stipendio base parte da 1000/1500 euro, che va aumentando
in base agli anni di esperienza
DONNE MANAGER
Alla Rutigliano
il premio Aldai
Patrizia
Rutigliano
(Snam) ha ottenuoto il
premio “Merito e Talento” dall’Aldai , gruppo
Donne Dirigenti che fa
parte di Federmanager. Il
diploma è stato coinsegnato nella sala Alessi del Comune. La selezione è avvenuta attraverso un sondaggio fra i sedicimila associati per segnalare modelli
femminili positivi.
Insieme alla Rutigliano il
premio è andato ad altre
diciassette manager.
vario e, anche grazie a Expo
2015,consentirà ai butler italiani di confrontarsi con realtà da tutto il mondo. «Da
una valutazione di mercato
si riscontra una richiesta di
figure formate ideali ad accogliere i turisti ed ospiti che arriveranno a breve nella nostra Regione per gli imminenti eventi internazionali»,
dice Enrico Briolini di Formawork (ente accreditato
per la formazione dalla Regione Lombardia). Le regole
per essere un maggiordomo
Doc sono semplicissime e si
tramandano nei tempi. A
raccontare quali sono i compiti di base di un butler di tutto rispetto è Luca, che il maggiordomo lo fa da anni. Luca non è il suo vero nome,
certamente, «il rispetto della
privacy del mio padrone è
uno dei principali segni di rispetto nei suoi confronti e in
quelli del mio lavoro». Riassumendo in tre parole «i requisiti principali sono la dignità,il contegno e la riservatezza», spiega Luca che, tradotti in termini pratici «significa il rispetto degli orari, il
salutare sempre e il mantenere il silenzio quando è più
opportuno». Ma non solo.
«Il maggiordomo perfetto sa
come si fa una valigia, quali
abiti disporre per primi e cosa inserire nel bagaglio a mano perfetto», continua Luca,
«e poi cisono vezzi, leggerezze, come quali fiori utilizzare in casa o regalare a secondo di personalità degli ospiti
o esigenze del padrone».
Il lavoro non è di certo
semplice,ma ben ricompensato. «Lo stipendio base parte da 1000/1500 euro circa»,
racconta Elisa dal Bosco,
«ovviamente aumentano in
base agli anni di esperienza
e la variazioni sono dovute
alle mance che non esistono
nelle abitazioni». A fine anno, secondo uno studio della Butler Academy di Londra «un maggiordomo arriva a guadagnare fino a 120
mila euro», cioè «10 mila euro al mese». Uno stipendio
ditutto rispetto simile a quello di un manager. Intanto,
oggi la professione è anche
approdata nel mondo dei
freelance e spesso i butler sono scelti per semplici eventi
o per un regalo a un amico
anche come free lance per
eventi o per un regalo. Il
prossimo corso sarà ad aprile.
Quello di
BancaIntesa
è il primo
padiglione ad
essere stato
completato
Arte, idee e creatività: 250 eventi in sei mesi
È pietra d’acqua il primo padiglione finito
Mille metri quadrati su due piani, il sito di BancaIntesa è costato 2 milioni di euro ed è già stato completato
::: NINO SUNSERI
■■■ Ci sono 250 eventi in palinse-
sto per i 180 giorni dell’Expo. Con
questo programma, il cui affollamento testimonia dell’impegno,
Banca Intesa ha presentato il suo
stand a Expo: «Il primo a essere
completato» annuncia con orgoglio l’amministratore delegato Carlo Messina. L’investimento per realizzarlo è stato di due milioni che
rappresentano solo una parte del
coinvolgimento della banca nella
rassegna. Ancora più importanti i
trenta milioni di finanziamento che
sono stati la rampa di lancio su cui
la manifestazione ha preso il volo. Il
padiglione si chiamerà “The Waterstone” (la pietra d’acqua) e alla presentazione hanno partecipato Giuseppe Sala («Abbiamo già venduto
cinque milioni di biglietti e rispetteremo il target di ventiquattro milioni»), il sovrintendente della Scala
Alexander Pereira e l’architetto Michele De Lucchi che ha progettato
L’esterno della costruzione di BancaIntesa
lo spazio di mille metri quadrati su
due piani. Con loro Gaetano Miccichè, direttore generale della banca
e responsabile dell’area corporate.
Il filo conduttore della partecipazione di Intesa sarà lo sharing, la condivisione, che si articolterà nelle cinque aree tematiche: arte, idee, creatività, innovazione e storie del ma-
de in Italy. La cultura sarà il collante
attraverso la collaborazione con i
principaliteatri lirici (Scala, San Carlo di Napoli, Regio di Torino), musica e prosa. Un palinsesto dedicato
alla valorizzazione del nostro patrimonio culturale con incontri, spettacoli, danza, cinema. Non a caso il
simbolo della partecipazione è rap-
presentati dal quadro di Boccioni
del 1909 che ritrae Porta Romana
mentre si prepara ad accogliere il
boom industriale in arrivo. Il programma sarà visibile sul sito e
sull’italianità ha molto insistito Carlo Messina. «Perché come official
global partner dell'Esposizione - ha
spiegato - Intesa Sanpaolo ha preso
un impegno nei confronti del Paese». L’impegno è quello di promuoverne le eccellenze nazionali come
si conviene ad una banca che è prima in Italia per sportelli e come datore di lavoro (centomila dipendenti). Ha la maggiore capitalizzazione
di mercato (53 miliardi) e ha l’85%
del suo business sul territorio nazionale. Per sostenere l’economia Messina ha annunciato un budget di 37
miliardi da mettere a disposizione
di imprese e famiglie per nuovi finanziamenti dopo i 27 dell’anno
scorso. Il sostegno è rappresentato
anche dalla partecipazione di 400
aziende che Intesa porterà nello
stand per presentarle al pubblico e
agli investitori. «Vogliamo offrire alle aziende di piccole e medie dimensioni, che rappresentano il fiore all'
occhiello dell'imprenditoria italiana, l'opportunità di utilizzare le risorse della Banca per aprirsi una
propria vetrina in Expo» ha specificato Messina.
Come testimonial d’eccezione
Paolo Vitelli, presidente di AzimutBenetti, ilpiù grande cantiere di barche di lusso nel mondo. Ha spiegato di aver riportato in Italia tutte le
lavorazioni perché i clienti vogliono
solo il lusso «made in Italy».
38
CRONACA
__Giovedì 26 marzo 2015__
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TuttoMilano
I PARETO - Via Pareto - zona 8
Mercati
I RANCATI - Via Rancati - zona 2
I VESPRI SICILIANI - Via Vespri siciliani - zona 6
Oggi
I VIALE MONZA - Viale Monza - zona 2
I BENTIVOGLIO - Via Bentivoglio - zona 7
I BORSI - Via Borsi - zona 6
I CERMENATE - Via Cermenate - zona 5
I DE CAPITANI - Via De Capitani-zona 9
I FIAMMINGHINO - Via Fiamminghino - z. 3
I GAETA - Via Gaeta - zona 9
I GIUSSANI - Via Giussani - zona 6
I MARTINI - P.Le Martini - zona 4
I VAL DI LEDRO - Via Val di Ledro - zona 9
I VITTORELLI - Via Vittorelli - zona 2
I ZURETTI - Via Zuretti - zona 2
Domani
I AMPERE - Via Ampère - zona 3
I CALATAFIMI - Via Calatafimi - zona 1
I CALVI - Via Melloni - zona 4
::: le lettere
I CESARIANO - Viale Elvezia - zona 1
I DE PREDIS - Via Tradate - zona 8
I DI RUDINì - Via Rudinì - zona 6
I ORBETELLO - Via Orbetello - zona 3
I OSOPPO - Via Osoppo - zona 7
I ROMBON - Via Rombon - zona 3
I SAN MARCO - Via San Marco - zona 1
I SEGNERI - Via Segneri - zona 6
I TONEZZA - Via Tonezza - zona 7
I TRAVERSI - Via Traversi - zona 8
I UNGHERIA - Viale Ungheria - zona 4
I VAL MAIRA - Via Val Maira - zona 9
Chiusura al traffico: Alzaia Naviglio Grande
(tratto da via Valenza al civico 98): chiusura
al traffico della strada nell'ambito dei lavori
Expo 2015. Termine dei lavori previsto: 31
marzo 2015. Via Cristina Belgioioso e via
G.B. Grassi - Lavori Expo 2015: chiusura al
traffico (definitiva) di via Cristina Belgioioso,
con deviazione di tutto il traffico veicolare in
entrata e uscita da Milano sulla Strada
Statale n° 233 "Varesina”. Via Ponte
Vecchio: all'altezza di Piazza dei Piccoli
Martiri sarà chiusa la traffico, per consentire
l'esecuzione di lavori stradali di riqualificazione. Termine lavori previsto: 12 aprile
Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi
Mappe della metro per tutti
INCIVILTÀ
Carolina Denti
Milano
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@liberomilano
GLORIA MULTISALA
CORSO VERCELLI 18 - TEL. 0248008908
ANTEO SPAZIOCINEMA
VIA MILAZZO, 9 - TEL. 026597732
Lettere di uno sconosciuto
Frank
La famiglia Belier
Latin Lover
APOLLO SPAZIOCINEMA
15.30-17.50-20.15-22.30
15.00-16.50-18.40-20.30-22.30
15.30-17.50-20.10-22.30
15.30-17.50-20.20-22.30
ARCOBALENO FILMCENTER
13.00-15.30-17.40-19.50-22.00
13.00-15.30-17.40-19.50-22.00
13.00-15.30-17.50-20.00-22.10
13.00-15.30-17.20-19.10-22.00
13.00-15.20-17.40
VIALE TUNISIA 11 - TEL. 199208002
La famiglia Belier
Cenerentola
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Suite Francese
Home - A Casa
Foxcatcher - Una storia americana
15.00-17.10-19.20-21.30
15.00-17.00
19.10
21.30
15.30-17.20-19.20
21.15
ARIOSTO SPAZIOCINEMA
VIA ARIOSTO, 16 - TEL. 0287085730
Timbuktu
Boyhood
15.30-17.40
21.00-V.O.SOTT.
ARLECCHINO
VIA S. PIETRO ALL’ORTO, 9 - TEL. 0276001214-899678903
Suite Francese
Suite Francese
15.30-17.50-20.15
22.30-V.O.SOTT.
BELTRADE
VIA OXILIA, 10 - TEL. 0226820592
Citta’ del cavolo
The Repairman
Sguardi Altrove Film Festival
15.00
16.10
18.00-20.00-22.00
CENTRALE MULTISALA
Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza14.10-16.1518.20-20.30-22.30
14.10-16.40-19.20-22.00
Foxcatcher - Una storia americana
CINEMAX SAN CARLO
VIA ENRICO MOROZZO DELLA ROCCA, 12 - TEL. 02 48199689
Non pervenuto
COLOSSEO
V.LE MONTE NERO, 84 - TEL. 0259901361-899678903
DUCALE MULTISALA
15.30-17.50-20.20-22.30
15.30-17.50-20.20-22.30
15.30-17.50-20.20-22.30
15.00-17.30-20.00
22.30
15.00-16.50-18.40-20.30-22.30
PIAZZA NAPOLI 27 - TEL. 199208002
La famiglia Belier
Latin Lover
Home - A Casa
Nessuno si salva da solo
Suite Francese
Whiplash
ELISEO MULTISALA
15.20-17.20-19.30-21.30
15.10-17.20-19.20-21.30
15.30-17.30-19.30
21.30
15.20-19.20-21.30
17.20
VIA TORINO 64 - TEL. 0272008219-899678903
Ho ucciso Napoleone
Lettere di uno sconosciuto
French Connection
Birdman
MEXICO
VIA SAVONA, 57 - TEL. 0248951802
Selma - La strada per la libertà13.00-15.20-17.40-20.00-22.25V.O.SOTT.
VIA SANTA RADEGONDA, 8 - TEL. 892111
Cenerentola
The Divergent Series: Insurgent
French Connection
Ma che bella sorpresa
La famiglia Belier
Home - A Casa
Latin Lover
French Connection
Ho ucciso Napoleone
La solita commedia - Inferno
L’ultimo lupo
Focus - Niente è come sembra
French Connection
ORFEO MULTISALA
11.50-14.20-16.50-19.25-22.00
13.00-16.00-19.00-21.50
16.00
12.50-15.10-17.30-19.50-22.10
12.10-14.40-17.10-19.40-22.10
12.35-14.55-17.15-19.35
13.30-16.20-19.00-21.40
21.50
13.00-15.15-17.30-19.45-22.00
12.30-14.50
16.00-19.00-21.40
17.15-19.40-22.15
13.00
VIALE CONI ZUGNA, 50 - TEL. 0289403039
L’ultimo lupo
Focus - Niente è come sembra
The Divergent Series: Insurgent
The Divergent Series: Insurgent (3D)
Cenerentola
The Divergent Series: Insurgent (3D)
15.00-17.30-20.00
22.30
15.00-17.30-20.00
22.30
15.15-17.40-20.05
22.30
PALESTRINA
VIA PALESTRINA, 7 - TEL. 0287241925
Nebraska
PLINIUS MULTISALA
17.00-21.00
UCI CINEMAS CERTOSA
15.00-16.50-18.40-20.30-22.30
15.30-17.50-20.20-22.30
15.30-19.15-22.00
15.15-17.40-20.10-22.30
Cenerentola
The Divergent Series: Insurgent
Birdman
L’ultimo lupo
Home - A Casa
Chi è senza colpa
Ma che bella sorpresa
Spongebob - Fuori dall’acqua
Nessuno si salva da solo
UCI CINEMAS BICOCCA
15-17.30-20-22.30
15.30-17.50
20.20-22.30
15.30-17.50-20.10-22.30
15.30-17.30-19.30
21.30
15.30-17.50-20.30-22.30
15-16.40
18.30-20.30-22.30
VIALE SARCA, 336 - TEL. 892960
Ma che bella sorpresa
Cenerentola
Cenerentola
Cenerentola
Home - A Casa
Birdman
Chi è senza colpa
Focus - Niente è come sembra
La famiglia Belier
Nessuno si salva da solo
Shaun, Vita da Pecora - Il Film
Una nuova amica
Latin Lover
The Divergent Series: Insurgent
Blackhat
La prima volta (di mia figlia)
Spongebob - Fuori dall’acqua
French Connection
14.45-17.15-20.00-22.30
14.50-17.25-20.00-22.30
15.45-18.30-21.15
14.15-17.00
19.50-22.15
19.45
22.35
14.30-17.05
14.50-17.20-19.50-22.20
22.15
14.45
17.10-19.45
15.00-17.30-21.00
15.30-18.20-21.20
22.30
20.00
14.45-17.30
19.15-22.15
15.00-17.20
15.50
19.15-21.45
18.00-21.00
20.15
14.20-17.15-22.30
20.00-22.20
14.15
16.40
19.45-22.15
14.10-16.55-19.50-22.40
14.55-17.20
14.15-17.00-19.45
VIA STEPHENSON, 29 - TEL. 892960
L’ultimo lupo
La famiglia Belier
Cenerentola
Home - A Casa
Cenerentola
Focus - Niente è come sembra
Ma che bella sorpresa
Ho ucciso Napoleone
The Divergent Series: Insurgent
La teoria del tutto
La solita commedia - Inferno
Latin Lover
Ma che bella sorpresa
SPAZIO OBERDAN CINETECA ITALIA
17.00-19.45-22.35
17.15-19.50-22.20
19.55-22.35
17.30
17.15
22.25
20.00
17.30-20.00-22.15
17.00-19.50-22.40
18.00-21.00
22.10
19.45
17.20
VIALE VITTORIO VENETO 2 - TEL. 0277406300
Villa Touma
Ana Arabia
Sguardi (S)confinati - Cortometraggi
Allacciate le cinture
Dancing Arabs
10.00-13.00
15.00
16.30
19.00
21.45
HINTERLAND
VIALE ABRUZZI, 28/30 - TEL. 0229531103
VIA TORINO 30/32 - TEL. 02874826
Latin Lover
Suite Francese
La famiglia Belier
Cenerentola
Nessuno si salva da solo
Ma che bella sorpresa
15.15-20.10-22.30
17.45
15.00-17.30-20.00-22.30
ODEON - THE SPACE CINEMA
GALL. DE CRISTOFORIS 3 - TEL. 02780390
Latin Lover
La famiglia Belier
Una nuova amica
Fino a qui tutto bene
Maraviglioso Boccaccio
Cenerentola
La teoria del tutto
La famiglia Belier
Ho ucciso Napoleone
French Connection
Suite Francese
La teoria del tutto
Fino a qui tutto bene
Kingsman - Secret Service
Ho ucciso Napoleone
Home - A Casa
Home - A Casa (3D)
Focus - Niente è come sembra
The Divergent Series: Insurgent
Home - A Casa
L’ultimo lupo
ASSAGO
VIALE MILANOFIORI - TEL. 892960
Home - A Casa
The Divergent Series: Insurgent
Latin Lover
Ho ucciso Napoleone
La famiglia Belier
Focus - Niente è come sembra
L’ultimo lupo
Cenerentola
La teoria del tutto
French Connection
Home - A Casa
La solita commedia - Inferno
Ma che bella sorpresa
Focus - Niente è come sembra
Home - A Casa
The Divergent Series: Insurgent
BELLINZAGO LOMBARDO
UCI CINEMAS FIORI
22.25
17.15
20.00
17.15-19.30-21.45
17.10-19.40-22.10
22.25
17.00-19.45
17.20-20.00-22.35
18.00-21.00
16.50-22.15
19.55
22.20
17.00-19.50
17.20-19.50
17.30
19.50-22.35
C.C. LA CORTE LOMBARDA - TEL. 02954164445
Focus - Niente è come sembra
La solita commedia - Inferno
Cenerentola
French Connection
The Divergent Series: Insurgent
Home - A Casa
Ma che bella sorpresa
I CENTRO v. Spadari, 13; v. Crocefisso, 1; p.za Cavour, 5; v. San Vincenzo,
1; l.go La Foppa, 1. I NORD v. Gazzoletti, 3; v. Livigno 6/b; v. Litta
Modignani, 5; v. San Glicerio, 6; v. Zuretti, 9. I SUD c.so Lodi, 5; v.
Antonini, 56; v. Boifava, 4/c; v. Bordighera, 22. I EST v. Lazzaretto, 19; v.
Plinio, 11; v.le Monza, 43/b; v. Pieri, 1; v.le Lombardia, 65; p.le Gorini, 14; c.so
Indipendenza, 14; v. Battistotti Sassi, 24; v. Strigelli, 2. I OVEST v. Foppa, 5;
l.go Scalabrini, 6; v. Primaticcio, 217; c.so Vercelli, 5; p.za Selinunte, 3; v.
Chiarelli, 10; c.so Sempione, 67.
Turno notturno
(dalle ore 21 alle ore 8,30)
p.za Clotilde, 1; p.za Cinque Giornate, 6; c.so S. Gottardo, 1; v.le Zara, 38;
v. R. Di Lauria, 22.
Aperte 24h: Via Boccaccio, 26; V.le Famagosta, 36; Stazione Garibaldi (P.za S,
Freud); p.le Stazione Porta Genova 5/3 ang. via Vigevano 45; v.le Lucania,
6; Corso Magenta, 96; v.le Testi, 90
Al Memo Club
Andrea Maestrelli
ARTE Alla Cascina Roma, Piazza delle Arti 7, a
San Donato Milanese,
presso la Galleria d’Arte
Moderna Virgilio Guidi,
dal 28 marzo al 7 giugno, ci sarà la mostra La
donna sconosciuta.Questa mostra parla dell’immagine femminile: il
ruolo sociale che l’uomo le ha attribuito nel
corso dei secoli, la funzione simbolica da essa
svolta, il gusto, i canoni
di bellezza e l’evoluzione delle tecniche artistiche e degli stili. Insieme
all’opera del patrimonio
Eni di Felice Casorati, a
descrivere le sfaccettature dell’universo femminile saranno i lavori di
Marina Falco, Carlo Ferreri (Testa, 2003), Alberto Gallera, Vittorio Pelati
e tanti altri famosi pittori.
Dal 27/03, Cascina Roma
Ingresso libero
Gentile redazione, sono reduce da un
viaggio in Inghilterra e, rientrato in Italia,
mi sono reso conto di quanto siamo incivili e di quanta poca cura abbiamo per la
cosa pubblica. Bene. In quattro giorni trascorsi a Londra non ho visto mai, dico
mai, un mozzicone di sigaretta per terra.
Che vuol dire nemmeno cartacce, bottiglie e tutte quelle schifezze che invece nella «civilissima» Milano sono all’ordine
del giorno soprattutto alle fermate dei
tram e dei bus. La cosa mi è molto dispiaciuta,mi irrita il pensiero di vivere in quello che vieno considerato (a mio avviso
ancora per poco) il paese più bello del
mondo ma che, allo stesso tempo, ha un
tasso di inciviltà inaudito. Ora non riesco
a non soffermarmi, ogni volta esco per
una passeggiata o per andare a lavorare,
sugli angoli delle strade, nei parchi della
città e non riesco a non notare la sporcizia. Con un paradosso, da prendere con
le pinze: gli italiani sono “sporchi” fuori e
puliti nelle loro case; gli inglesi, al contrario, sporchi nelle loro case e puliti nei luoghi comuni. In ogni caso, mi chiedo: è
così difficile avere più rispetto per la cosa
pubblica?
Giovanni Gusotti
Milano
MILANO
2015. Via Carissimi: in prossimità del civico
12, sarà chiusa al traffico veicolare in
entrambe le direzioni. Termine dei lavori
previsto: 2 aprile 2015. Traffico difficoltoso
in: Via Gallarate, Molino Dorino: traffico
difficoltoso verso Pero e Tang. Ovest, per
modifica della viabilità, ambito lavori Expo
2015. Via Varesina: traffico intenso, in
entrambi i sensi di marcia, per lavori di
costruzione pista ciclabile. Termine lavori
previsto: 31 marzo 2015. Piazza 24
Maggio: modifica della viabilità nell'ambito
dei lavori Expo 2015 (riqualificazione stradale). Termine lavori previsto: 31 marzo 2015.
L’universo a capo
delle donne
Strade e fermate sporche
Oggi Milano ha una rete di trasporti efficiente. Come in molte capitali europee
sarebbe molto bello che il Comune
stampasse e distribusse gratuitamente,
nelle prinicipali stazioni della metro e
delle ferrovie ad essa collegate,una piantina delle linee e dei passanti ferroviari.
L’unico suggerimento che mi piacerebbe dare è che non sarebbe male creare
una mappa pieghevole, come se fosse
una carta di credito, in modo tale che
fosse sempre a portata di mano, in modo tale che avessimo la possibilità di conoscere la rete.
Turno diurno
(dalle ore 8,30 alle ore 21,00)
::: appuntamenti
Le lettere via e-mail vanno inviate a: [email protected]
Via posta vanno indirizzate a: LiberoMilano - viale L. Majno 42, 20129 Milano.
UN SUGGERIMENTO PER LA CITTÀ
Farmacie
ARCADIA
17.50-22.50
20.40
17.30-20.00-22.30
18.00-21.00
17.00-19.50-22.40
17.25-20.30-22.25
17.10-20.05-22.15
MUSICA Il 31 marzo Andrea Maestrelli presenterà l’album «È arrivato Remo», per la prima volta
dal vivo presso il Memo
Club Music Restaurant
di Milano, in via Monte
Ortigara 30, alle ore 21.
L’album è il proseguimento di un lavoro iniziato con il primo brano
Come nel '53, fatto di immagini, parole lette ma
mai raccontate, che narrano la storia e le esperienze vissute dall’artista: tutte le canzoni, infatti, presentano tracce
della sua biografia. È il risultato di un lungo percorso, che contiene 12
canzoni, che vanno dal
pop d’autore al cantautorato italiano. L’artista
vuole mostrare come
concepisce la vita, le persone,il mondo che lo circonda.
31/03, Memo Club
Ingresso libero
L’ultimo lupo
La famiglia Belier
Ho ucciso Napoleone
Latin Lover
17.20-20.10-22.45
17.15-19.55-22.20
17.45-20.50-22.50
17.40-20.15-22.35
CERRO MAGGIORE THE SPACE CERRO MAGGIORE
VIA TURATI, 62 - TEL. 892111
Cenerentola
Latin Lover
La famiglia Belier
Focus - Niente è come sembra
Ma che bella sorpresa
The Divergent Series: Insurgent
The Divergent Series: Insurgent (3D)
Home - A Casa
L’ultimo lupo (3D)
Ho ucciso Napoleone
La solita commedia - Inferno
L’ultimo lupo
French Connection
16.45-19.30-22.15
16.20-18.55-21.30
16.40-19.15-21.55
17.10-19.45-22.20
16.40-19.10-21.40
16.05-18.50-22.10
21.35
17.00-19.25
21.50
16.00-18.10-20.20-22.35
16.55-19.20-21.45
16.30-19.20
16.00-19.00-22.05
MELZO
ARCADIA MULTIPLEX
VIA MARTIRI DELLA LIBERTA` - TEL. 0295416444
Ho ucciso Napoleone
French Connection
Cenerentola
Home - A Casa
The Divergent Series: Insurgent
L’ultimo lupo
17.20-20.20
22.10
17.30-20.10-22.25
17.00-20.00-22.00
17.10-19.50-22.20
17.40-20.05-22.30
PADERNO DUGNANO
LE GIRAFFE
VIA BRASILE, 4 - TEL. 0291084250
Cenerentola
The Divergent Series: Insurgent
Focus - Niente è come sembra
French Connection
Home - A Casa
Home - A Casa (3D)
L’ultimo lupo (3D)
The Divergent Series: Insurgent
Ma che bella sorpresa
L’ultimo lupo
Suite Francese
La solita commedia - Inferno
Chi è senza colpa
Home - A Casa
Spongebob - Fuori dall’acqua
Nessuno si salva da solo
Cenerentola
PIOLTELLO
17-19.20-21.40
17.30-20.15-22.40
16.50-19.10-21.15
16.40-20-22.45
16.30-18.30
20.30
22.30
16.30-19-21.20
17-19-21
16.40-19.15-21.40
17-19.30
16.30-21.40
18.30-21
17-19-21
16.30-18.30
20.30-22.30
16.20-18.30-20.40-22.50
UCI CINEMAS PIOLTELLO
VIA SAN FRANCESCO, 33 - TEL. 892960
Latin Lover
Ho ucciso Napoleone
Ma che bella sorpresa
Cenerentola | IMAX
La famiglia Belier
French Connection
The Divergent Series: Insurgent
Home - A Casa
Fino a qui tutto bene
Home - A Casa
Kingsman - Secret Service
La teoria del tutto
L’ultimo lupo
L’ultimo lupo (3D)
Focus - Niente è come sembra
Spongebob - Fuori dall’acqua
Suite Francese
La solita commedia - Inferno
I borghi italiani
in fiera
17.15-19.40-22.05
18.20-20.30-22.40
17.10-19.40-22.10
17.30-20.00-22.30
17.15-19.50-22.20
16.50-19.45-22.40
17.00-19.50-22.35
17.00-19.45-22.10
20.00
17.30
22.20
18.00-21.00
17.15-19.50
22.25
17.10-19.40-22.10
17.20
19.35-22.15
18.20-20.30-22.22
CULTURA Sabato 28 e
domenica 29 marzo, al
Castello Sforzesco di Milano,100 borghi Bandiera arancione si metteranno in mostra attraverso i propri prodotti tipici. Queste località sono importanti luoghi,
che ospitano meno di
15.000 abitanti, ma che
racchiudono al loro interno un grande patrimonio storico, culturale
e ambientale. Un viaggio alla scoperta di prodotti enogastronomici e
di artigianato e di luoghi
alquanto ricchi di storia
e tradizioni, di bellezze
artistiche e paesaggistiche, di prodotti tipici e
manifestazionicaratteristiche, particolarmente
attenti allo sviluppo di
un turismo sostenibile.
L’evento è aperto dalle
ore 10 alle 18.
Dal 28/03, ore 10, Milano
Ingresso libero
ROZZANO
THE SPACE CINEMA ROZZANO
C.SO PERTINI, 20 - TEL. 892111
L’ultimo lupo
L’ultimo lupo (3D)
The Divergent Series: Insurgent
Cenerentola
La solita commedia - Inferno
Focus - Niente è come sembra
Nessuno si salva da solo
The Divergent Series: Insurgent
Suite Francese
Latin Lover
Ho ucciso Napoleone
French Connection
Ma che bella sorpresa
La famiglia Belier
Home - A Casa
The Divergent Series: Insurgent (3D)
Cenerentola
16.20-19.10
22.00
15.45-18.40-21.30
16.45-19.30-22.15
16.55-19.15-21.35
16.50-19.20-21.55
16.30
19.25
22.10
17.25-19.55-22.25
16.45-19.05-21.25
15.50-19.00-22.05
16.40-19.10-21.40
16.35-19.15-21.45
17.00-19.45
22.20
15.30-18.30-21.15
SAN GIULIANO MILANESE
MOVIE PLANET
Ma che bella sorpresa
Cenerentola
Home - A Casa
Latin Lover
L’ultimo lupo
The Divergent Series: Insurgent
17,20-20,00-22,30
17,20-19,50-22,30
17,20-20,00
22,30
17,20-19,50-22,30
17,20-19,50-22,30
S.S. 9 VIA EMILIA, ANGOLO VIA TOLSTOJ - TEL. 899 552578 (PREN.)
SESTO SAN GIOVANNI
C/O CENTRO SARCA - TEL. 0224860547
Ma che bella sorpresa
French Connection
Latin Lover
Home - A Casa
The Divergent Series: Insurgent
Spongebob - Fuori dall’acqua
Focus - Niente è come sembra
L’ultimo lupo
Cenerentola
Suite Francese
Ho ucciso Napoleone
Cenerentola | IMAX
VIMERCATE
SKYLINE MULTIPLEX
15.15-17.40-20.10-22.30
15.20-19.00-21.50
15.10-17.40-20.20-22.35
15.15-16.30-17.30-19.35-21.45
19.30-22.15
17.40
19.45-22.20
15.05-17.35-20.05-22.35
15.30-16.40-17.50-19.15-21.30
20.20-22.30
15.10-17.30-20.15-22.20
16.40-19.15-21.30
THE SPACE CINEMA TORRIBIANCHE
VIA TORRI BIANCHE, 16 - TEL. 892111
Home - A Casa
Ma che bella sorpresa
Latin Lover
Shaun, Vita da Pecora - Il Film
Ma che bella sorpresa
Nessuno si salva da solo
Ho ucciso Napoleone
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CRONACA
__Giovedì 26 marzo 2015__
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Fermo dopo mesi il piano anti-degrado
SEI ARRESTI
Ma quale recupero:
via Adriano 60 è ancora
«l’hotel» dei profughi
Guerra tra bande
per le postazioni
delle prostitute
La notte una navetta porta gli stranieri nel complesso abbandonato
Sardone (Forza Italia): «Il Comune latita, situazione fuori controllo»
::: SALVATORE GARZILLO
■■■ Il furgone accosta di
fronte all’ingresso dell’Esselunga di via Adriano. È notte,
in giro non c’è quasi nessuno. Dal camion escono quattro persone che rapidamente scaricano materassi e coperte,li appoggiano a un muretto e scavalcano per entrare nella proprietà al civico
60, un piccolo villaggio del
degrado. La scena ripresa
col cellulare da un residente
delquartiere si ripete ogni sera da mesi. E dire che all’inizio di ottobre via Adriano 60
era finita su tutti i giornali
per la morte di Mostafa El Armaoui,marocchino di 25 anni spinto dalla finestra di
una scuola abbandonata da
un connazionale di 29 anni
nel corso di una lite. D’un
tratto l’opinione pubblica
scoprì il degrado di un’area
lasciata all’incuria da anni,
dove regna l’illegalità sotto
ogni forma, dall’occupazione abusiva allo spaccio, passando per la ricettazione e la
prostituzione. Ecco cosa dis-
IL REGNO
DEL DEGRADO
A sin. immigrati scendono
da un furgone portandosi
dietro i materassi per
dormire. Sopra l’interno
del complesso
se il vicesindaco del Comune di Milano con delega all’Urbanistica Ada Lucia De
Cesaris: «Sono due anni che
abbiamo comunicato ad
Aler la nostra disponibilità a
prenderci in carico l’area di
via Adriano 60. Il Comune si
è offerto di concludere la bonifica dell’area, al posto di
Aler inadempiente, con l’obiettivo di realizzare il futuro
Centro scolastico. Ad ora tutto ciò non è stato possibile
perché Aler ritiene imprescindibile la valorizzazione
delle volumetrie, opponendosi al trasferimento dell’area». Insomma, tutta colpa
di Aler.
In realtà la storia della riqualificazione del quartiere
Adriano inizia nel 2005 e dopo un oceano di promesse e
rinvii è al punto di partenza.
Per la gioia dei clandestini
che hanno trasformato la zona in un non-luogo dove nes-
suno ha il coraggio di avventurarsi. «Il flusso di persone
che entrano sembra indicare una specie di organizzazione che sta dietro l’occupazione - commenta Silvia Sardone, membro della segreteria regionale di Forza Italia e
consigliere di zona 2 - Gli edifici sono ancora occupati da
sbandati e delinquenti che li
usano, spesso, come base di
partenza per incursioni e furti nelle abitazioni dei palazzi
limitrofi».
Gli occupanti hanno aperto dei varchi per attraversare
i cancelli e, nonostante le ripetute segnalazioni e richieste da parte dei residenti, i
controlli sono praticamente
nulli. «Di sera molti abitanti
lamentano preoccupazione
alla fermata dell’autobus davanti agli edifici per la presenza di persone poco raccomandabili - continua la Sardone - Purtroppo il Comune
latita e non si rende conto
che questa realtà è fuori controllo. Non basta l’accordo
di fine novembre con Regione e Aler per la futura restituzione di Adriano 60 all’uso
pubblico. I tempi sono troppo lunghi e i rischi per la sicurezza sono invece realtà di
ogni giorno».
La guerra per la gestione
della prostituzione in provincia di Milano e Monza
aveva già provocato due
feriti gravi. Due romeni
gambizzati l’11 giugno
scorso a Cinisello Balsamo dai rivali albanesi. Era
la punizione per non aver
rispettato le postazioni.
Proprio da questo episodio sono partite le indagini della Squadra mobile
che ieri ha eseguito sei ordinanze di custodia cautelare per tre romeni, due albanesi e un italiano. L’operazione si chiama “Cearta”, che in romeno significa lotta, ed è il modo migliore per rappresentare
il conflitto tra lebande che
si contendevano i posti migliori per piazzare le ragazze a Cinisello, Monza,
Cormano e Sesto. L’aggressione di giugno aveva
creato una tensione che
avrebbe potuto provocare una guerra armata pericolosa. Per questo George
Laurentiu Culiman, uno
dei due feriti, aveva deciso di tornare in Romania,
dove è stato arrestato dalla polizia. Da lì gestiva gli
affari attraverso un italiano di 42 anni che doveva
mettere sulla strada sua
moglie. La compagna di
Culiman era una delle cinque donne sfruttate, tutte
romene di vent’anni.
Sal.Ga.
__Giovedì 26 marzo 2015__
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