COMUNICATO STAMPA
gennaio 2012
ULTIMA OPERA IN CARTELLONE
ROMÉO ET JULIETTE DI GOUNOD
Opera in cinque atti di Charles Gounod su libretto di Jules Barbier e
Michel Carré dalla tragedia Romeo and Juliet di William Shakespeare
Si conclude la Stagione lirica del Fraschini giovedì 19 gennaio alle
ore 20.30. Replica Sabato 21 gennaio alle ore 20.30.
Regia Andrea Cigni. Direttore d’orchestra Michael Balke.
Nuovo allestimento di Teatro Verdi di Pisa, Teatro Alighieri di Ravenna, Teatro
Sociale di Rovigo, Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento.Coproduzione dei
Teatri del Circuito Lirico Lombardo Teatro Fraschini di Pavia, Teatro Grande di
Brescia, Teatro Ponchielli di Cremona, Teatro Sociale di Como – As.Li.Co.
Gli innamorati di Verona, che già avevano affascinato musicisti come Bellini e
Berlioz, ispirano anche il compositore francese Charles Gounod, che infonde
all’opera un indiscusso lirismo. Protagonisti il giovane tenore lirico francese JeanFrançois Borras e Serena Gamberoni vincitrice del concorso Aslico 2004, oggi
affermata interprete.
Andrea Cigni, laureato al Dams di Bologna, docente al Pareggiato Monteverdi di
Cremona, dopo aver firmato opere di successo e aver diretto la scorsa stagione la
Traviata, si cimenta in questa produzione.
Michail Balke, giovane maestro tedesco, si è formato al fianco di direttori quali
Riccardo Frizza e Zubin Mehta.
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NOTE A CURA DI MARIA TERESA DELLABORRA
Nel 1865 durante un soggiorno a Saint Raphäel, nel sud della Francia, Gounod
riprese il libretto di Roméo et Juliette del quale era rimasto già colpito qualche
tempo prima durante un viaggio in Italia, e nel giro di pochi mesi lo completò.
Riuscì tuttavia a farlo rappresentare solo due anni dopo al Théâtre Lyrique Impérial
du Châtelet di Parigi e, malgrado qualche critica, conseguì il primo, vero successo
incontrastato. Dopo quella data riprese ripetutamente la partitura per modificarne
alcune sezioni e nel 1888 ne approntò una nuova versione, introducendo il balletto
del corteo nuziale e l'epitalamio nella scena del matrimonio. Di solito in tale veste
l’opera viene attualmente rappresentata.
La storia shakespeariana, che aveva già affascinato Bellini e Vaccaj, fu adattata
piuttosto fedelmente alle scene francesi dai due librettisti Barbier e Carré (che per
Gounod avevano già steso il libretto di Faust) che decisero di includere una
«ouverture prologue avec choeur», una parte simbolica per Paris e un assolo
(ballade) alla Queen Mab per Mercuzio, dando vita per la prima volta a una tragedie
lyrique simile, pur rigorosamente rispettosa della tradizione, in cinque atti e
interamente cantata. Tuttavia, concentrando l’attenzione sugli amanti negli atti II,
IV e V e accelerando la successione degli eventi, il testo non permette di cogliere a
fondo alcuni passaggi cruciali della storia. Quando, ad esempio, verso la fine,
Romeo arriva alla cripta dei Capuleti, non si comprende come e perché; parimenti
si ignora che le due famiglie rivali si sono riconciliate; il momento dell’assunzione
della pozione da parte di Juliette o del veleno da parte di Roméo non riproduce lo
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stesso clima tensivo di Shakespeare, eppure la musica riesce a superare queste
incongruenze e a rendere comunque logico e comprensibile lo stato d’animo dei
protagonisti. Da un punto di vista formale l’opera è strutturata in modo ortodosso:
momenti solistici ben congeniati (valga per tutti il caso della celeberrima ariette di
Juliette «Je veux vivre» che ha fatto la fortuna di molte cantanti) e ampi finali
d’atto concertati; audace invece è l’ambiente armonico, che riserva affascinanti
sorprese soprattutto negli idilli amorosi, come pure il richiamo di intere sezioni
musicali, che aiutano a comprendere collegamenti sottili, talora nascosti, tra i vari
personaggi. Ad esempio la cavatina di Romeo del II atto rimanda direttamente alla
scena del balcone, sapientemente costruita come una serie di dialoghi e di piccoli
assoli che culminano in due strofe ripetute ed eseguite insieme dagli amanti, che
si scambiano i loro addii attraverso una successione liberamente articolata,
conclusa dal solitario commiato di Romeo. Anche nel V atto molti brani cantati da
Roméo e Juliette appaiono reminiscenze musicali o sono accomunati da ricordi
simili: «Sois beni» era presente nel III atto; «Non, ce n’est pas le jour», si è
ascoltato nel IV atto come anche il tema del bacio che segue il precedente. Il tema
degli «Anges du ciel», che inizia e conclude la scena I dell’atto IV, è invece una
trasformazione di «Le sommeil de Juliette» all’inizio dell’atto V. Parimenti la scena
della morte è un collage di ricordi assemblati con coerenza e perizia e si
concretizza senza ampollosità e le consuete prolissità del genere operistico.
Probabilmente risiede in questo aspetto la novità più importante dell’opera di
Gounod: l’aver trovato il registro emotivo intimo per presentare in modo diretto,
semplice, toccante, emozionante la storia dei due innamorati che, secondo Jules
Massenet, danno costantemente l’impressione di cantare solo per se stessi, a tal
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punto che il pubblico, ascoltandoli, è tentato di ritenersi indiscreto, temendo di
sorprendere un’effusione lirica che non lo riguardi. È quasi intenerito dal lirismo
inalterato, dalle delicate sfumature dell’orchestra, dalla sapiente scrittura armonica
che forse, come ha sintetizzato il critico-compositore Alfred Bruneau, Gounod
riesce a creare fondendo il suo linguaggio leggero con la «pura semplicità di
Mozart» e la «poesia tormentata di Schumann».
L’appropriazione delle idee di diversi autori - dai due appena citati, ma più ancora
da Meyerbeer e da Wagner - genera un prodotto nuovo che ha la forza di
contrapporsi – anzi ne sembra quasi la risposta – al wagnerismo dirompente sulla
scena francese e afferma con forza la necessità che l’opera dell’artista non
necessariamente sia una rappresentazione della realtà, ma sia bella e fecondata da
intuizioni che il compositore sente sempre più proprie, auspicabilmente in linea
con le opinioni del pubblico.
BIGLIETTERIA
C.so Strada Nuova 136 - Pavia
Aperta dal lunedì al sabato dalle ore 11 alle 13 e dalle 17 alle 19
Aperta un’ora prima di ogni spettacolo
Tel. 0382-371214
Sono previste liste d’attesa per la platea nelle serate di spettacolo
PREZZI
Da 55 euro (platea e palchi centrali) a 14 euro (posti in piedi non numerati).
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Sono riconosciute riduzioni, oltre che di legge, anche per le scuole e gli studenti
universitari.
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