Poste Italiane s.p.a. - spedizione in A.P. - 70% CNS PD - D.L. 353/2003
(Conv. in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 - Comma 1 - DCB PD
Restituire al mittente le copie non consegnate
Periodico d’informazione di Banca San Giorgio e Valle Agno
N° 18 - NOVEMBRE 2010
4
8
Una fusione
per il futuro
Nuova filiale
a Thiene
18
Basilea 3
OPPORTUNITÀ • INIZIATIVE • INFORMAZIONI UTILI • TERRITORIO • COOPERAZIONE
La mia Banca
Con l’aumento
di capitale
IO!
ancora di più.
La mia banca è fatta di persone che conosco. Che mi stimano e che io stimo.
Protegge i miei risparmi con competenza e sicurezza. Non mi promette la luna. Però
mi suggerisce con semplicità e chiarezza quello che è giusto fare, e anche quello
che è meglio evitare. È cresciuta e si è rafforzata nel tempo, come le cose destinate
a durare. La mia banca è nel mio territorio. È attenta e parsimoniosa, come piace a
me. Ma so che non mi volta le spalle davanti a un problema. Io ho fiducia nella mia
banca, perché lei si fida di me.
La mia banca è anche mia: anch’io ho aderito all’aumento di capitale di Banca
San Giorgio e Valle Agno. Credito Cooperativo. Differente per forza.
www.bancasangiorgio.it
Prima dell’adesione leggere il prospetto informativo disponibile in tutte le filiali e sul sito www.bancasangiorgio.it
Rev. 10/07 - Servizio Marketing e Segreteria soci di Banca San Giorgio e Valle Agno
SONO
SOMMARIO
Progetti
4 Verso il futuro senza dimenticare
le nostre radici
5 La fusione? Un progetto condiviso
e maturato nel tempo
6 Il percorso preparatorio alla
Trimestrale d’informazione
n. 4 anno 6
proposta di fusione
Chiuso in redazione il 24/11/10
Primo Piano
Hanno collaborato a questo numero:
Federica Morello, Andrea Alba,
Carlo Todesco, Andrea Scettro,
Luisa Binotto, Luca Sperotto, Corrado Gnata, Sandro Stella, Valeria
Simonato, Alessio Cabrio e Sonia
Sperotto.
8 Nuova filiale a Thiene
9 In aiuto agli alluvionati
Iscrizione al Registro Stampa
del Tribunale di Vicenza
n. 1172 del 20/03/08
13 ABC: il risparmio si impara
da piccoli
Incontri
Coordinatrice Editoriale:
Barbara Gamba
Progettazione Grafica:
DIELLE - www.denislucatello.com
12 Pacco Natalizio per i nostri Soci
4
Direttore Responsabile:
Marco Catalani
Editore e Proprietario:
Banca San Giorgio e Valle Agno
Via Perlena, 78
San Giorgio di Perlena (VI)
10 Le nostre pensioni
Una fusione
per il futuro
14 UNIFORM, il passaggio del
testimone da padre a figlio
16 GASPARELLA, la stampa digitale
Nuova Filiale
a Thiene
è di famiglia
8
Stampa:
Industrie Grafiche Vicentine S.p.A.
Carta Ecologica
Focus
18 Anticipare Basilea 3 per
continuare a sostenere
l’economia locale
Tiratura: 8.500 copie
AVVERTENZE DI LEGGE: In conformità
al “Decreto Legislativo 196/2003” sulla
tutela dei dati personali, si informa il destinatario del presente periodico che ha la
possibilità di accedere liberamente ai suoi
dati anagrafici per aggiornarli, modificarli, integrarli o semplicemente per segnalare di non voler più ricevere il periodico
“La Rua” scrivendo al seguente indirizzo:
Segreteria Soci BANCA SAN GIORGIO
e VALLE AGNO Via Perlena, 78 - 36030
Fara Vicentino (VI) oppure via email
all’indirizzo:[email protected]
Per
eventuali
messaggi
promozionali contenuti all’interno di questa
pubblicazione si rimanda alle condizioni contrattuali riportate nei fogli informativi a disposizione del pubblico presso
le filiali o sul sito www.bancasangiorgio.it
No Profit
BASILEA 3
18
20 Il colorato mosaico delle
associazioni di Salcedo
21 Tutti fermi alla “seconda
età e mezza”
Radici
22 La Banca sostiene le politiche
per l’infanzia
23 Crescere nella cooperazione
Progetti
Progetti
Verso una fusione?
Le prime tappe di un lungo percorso.
L’
ipotesi di una fusione tra la nostra Banca e la BCC di Quinto Vicentino, che
abbiamo annunciato ai Soci nel precedente numero della Rua, si sta facendo più
concreta.
Un primo passo è stato già fatto ed il percorso comune ha preso avvio: infatti qualche giorno fa, dopo l’approvazione unanime dei due Consigli di Amministrazione,
sono stati sottoscritti i “patti di fusione”.
Con questo documento gli amministratori
hanno definito le linee di fondo e stabilito
le “coordinate” all’interno
delle quali dovrà svilupparsi il progetto. Entro la
fine del mese di novembre,
invieremo alla Banca d’Italia per l’approvazione il
piano industriale, il cui contenuto è illustrato in dettaglio
nelle prossime pagine della
rivista. La decisione spetterà
poi ai Soci, che si riuniranno nelle assemblee straordinarie previste nella primavera del 2011. In caso di approvazione del progetto di
fusione, l’efficacia giuridica
della nuova Banca partirà
dal 1 gennaio 2012.
comprendere appieno lo spirito e soprattutto le
prospettive di sviluppo che si possono aprire
con questo progetto.
Infatti, siamo convinti si tratti di un momento
importante nella storia della nostra Banca, il
cui obiettivo primario deve essere quello di far
ricadere sui Soci i vantaggi di una buona ed
efficiente cooperazione.
La prospettiva della fusione rappresenta
un’opportunità concreta di migliorare la relazione con i Soci e la clientela: potremo
Ilario Novella
ampliare la gamma dei servizi offerti, punPresidente
tare con convinzione alla
qualità dei rapporti e razionalizzare con maggiore
efficacia le risorse, a tutto
beneficio del conto economico. Le nuove opportunità
commerciali possono essere
la premessa per acquisire
una maggiore capacità di
dare credito e liquidità alle
imprese del territorio; in altri
termini, potremo contribuire
in maniera più incisiva ad
innescare il circolo virtuoso
dello sviluppo. Quello che
ci si prospetta è la nascita
di un’unica realtà che opererà in un territorio molto
vasto - che comprende una
Le due banche si sentono
larga fascia della Provincia
La firma d’intesa sui “Patti di Fusione”: da sinistra il direttore
Giorgio
Sandini
ed
il
Presidente
Franco
Forte
della
BCC
di
già vicine a livello operativo
di Vicenza e alcuni comuQuinto Vicentino; il Presidente Ilario Novella ed il
e si stanno confrontando su
ni dell’alta padovana - sodirettore L. Pilati di Banca San Giorgio e Valle Agno.
procedure, metodi e stile. Le
stanzialmente omogeneo
basi di partenza sono solide perchè fondate sulla sostanper l’alto livello di sviluppo economico e per il tessuziale condivisione dei valori fondamentali della mutuato sociale, che si caratterizza per un discreto livello di
lità e della cooperazione. Ma è evidente che oggi, nel
ricchezza, generalmente diffusa, e per la presenza di
contesto difficile e competitivo in cui viviamo, non posnumerose realtà associative e di volontariato. Il nuovo
siamo richiamarci unicamente a questi ideali: dobbiamo
Istituto dovrà valorizzare la propria identità di banca
pensare anche a rafforzarci, migliorarci in efficienza e
mutualistica locale e crediamo abbia tutte le potenacquisire una maggiore capacità di stare sul mercato. Il
zialità per riuscire a interpretare bene il suo doppio
C. di A. della nostra Banca ha visto nell’apertura della
ruolo: intermediario creditizio, cioè banca a tutti gli
BCC di Quinto Vicentino ad una fusione un’opportunità
effetti, e impresa a responsabilità sociale legata ai
significativa: vogliamo ora impegnarci a fondo per far
propri Soci e clienti da un patto di fiducia.
Verso il futuro
senza dimenticare
le nostre radici
4
Sull’ipotesi di fusione abbiamo
chiesto l’opinione di Elio Carollo,
presidente del C. di A. dal 2006 al 2009.
A
rchitetto Carollo, in queste pagine si
ragiona sull’ipotesi di fusione con
la BCC di Quinto Vicentino: cosa ne
pensa ?
“E’ un cammino iniziato diversi anni fa – racconta Carollo – quando abbiamo incominciato ad assistere allo sviluppo di intese consortili
tra le varie categorie economiche e sociali,
tese al miglioramento dei servizi offerti. In quella fase abbiamo visto che il territorio si stava
omogeneizzando, rivelando una società in
continua e rapida evoluzione. La velocità dei
cambiamenti si è rivelata,
paradossalmente, una costante dei nostri tempi: essa
richiede rapidità di adattamento, ma anche la capacità di non perdere di vista
le nostre peculiarità. Ciò ha
comportato per noi un maggior impegno nell’ascoltare,
nell’aumentare le capacità di leggere chi siamo, ponendo attenzione
al cambiamento in essere. In
questo siamo stati agevolati
dal meccanismo della rotazione dei mandati all’interno del
C. di A. che ci ha permesso
di guardare alla realtà in modo
diverso e dinamico, volto allo
sviluppo di nuove idee e di nuove
energie, senza rimanere ancorati al
contingente che può diventare un limite
culturale e di immaginazione”.
Progetti
Progetti
sti supporti per superare le attuali negatività.
Ma sono fermamente convinto della bontà di
questo progetto.”
Quali indicazioni propone?
“Vedo due banche che si confrontano e mostrano la voglia di percorrere strade che uniscono, per mantenere vivo lo spirito del credito cooperativo che costituisce il nostro vero
punto fermo, perché è retto da una profonda
motivazione interiore e da un radicato senso
Elio Carollo
Past President
di responsabilità nei riguardi del territorio.
A mio avviso, occorre essere consapevoli di agire in
un ambito in cui l’iniziativa
dei singoli e delle imprese si
deve necessariamente confrontare con la modernità, la
globalizzazione dei mercati, il progresso tecnologico
sempre più avanzato. Di qui
l’impegno di affrontare queste nuove frontiere della solidarietà, dello
sviluppo e della promozione umana, cercando di dare risposte
adeguate con contenuti concreti, progetti innovativi, iniziative
atte ad incrementare il senso di
appartenenza e la condivisione
con una cultura d’impresa comune; svolgendo al meglio il ruolo
di banca, con strumenti qualificati
e competitivi e valorizzando, nel
contempo la caratteristica di essere anche cooperativa. Non
posso che augurare a tutti noi la
Quali criticità vede nell’evolversi
felice conclusione di questo prodel progetto?
La cartina riporta in arancione i Comuni di
getto con un pensiero solidale a
“Il rischio che si corre è quello di
insediamento delle filiali di Banca San Giorgio e
tutti i soci e in particolare ai più
perdere l’aggancio con le speciValle Agno; in azzurro quelli con filiali della BCC
di Quinto Vicentino. In giallo, l’intera zona di
giovani, che costituiscono il fulcro
ficità del territorio e con le idee
competenza della eventuale nuova Banca.
di questa grande famiglia, tenenprogettuali che lo animano, con
do sempre a mente che dobbiamo
le nuove relazioni che si stanno inessere in grado non solo di aiutare ma anche di dare
staurando - specie in questo momento di crisi: rischiamo
dignità a chi è aiutato”.
di non comprenderne il linguaggio e di non offrire i giu-
La fusione?
Un progetto condiviso
e maturato nel tempo
5
Progetti
Progetti
Spunti di riflessione sul Piano
Industriale di Fusione, il primo documento
all’esame della Banca d’Italia.
Q
uando si intraprende un progetto imnostri Soci di cominciare a raccogliere qualche
portante come quello della fusione
elemento utile alla riflessione.
con un’altra banca, il percorso “tecVa precisato, innanzi tutto, che il progetto si
nico” da fare è lungo e complesso.
struttura tecnicamente come “fusione per incorPrima di arrivare all’Assemblea dei Soci, anzi
porazione in Banca San Giorgio e Valle Agno
proprio per arrivare preparati a quel momendella BCC di Quinto Vicentino”. Inizialmente
to, il Consiglio di Amministrazione deve prosi pensava ad una fusione “per unione”, scelta
durre, con il supporto dell’esecutivo e di evenquest’ultima abbandonata per la semplificaziotuali consulenze professionali esterne, svariati
ne di procedure e segnalazioni che la fusione
Mariano Bonatto
documenti. Il primo è il Piano Industriale di
per incorporazione facilita.
ViceDirettore
Fusione.
In sostanza, nel piano industriale viene diSi tratta di un elaborato che
chiarato che << Il progetto
prende in esame i principali
di fusione tra Banca San
elementi tecnici e strategici
Giorgio e Valle Agno ed
su cui si basa la proposta
il Credito Cooperativo di
di fusione. Di fatto è il docuQuinto Vicentino mira alla
mento cardine che contiene
costituzione di una banca
ed evidenzia tutta una serie
più solida e strutturata che,
di informazioni e considefondandosi su importanti
razioni che permettono di
affinità valoriali e su forti
valutare i principi fondanti
complementarietà territodell’operazione, la sua soriali, consenta di affrontare
stenibilità economica e le
meglio i cambiamenti strutlinee di sviluppo strategico
turali del mercato >>.
del nascente Istituto.
Le due banche, infatti, riconoscono quali valori comuni
Nel documento, inoltre, devono essere illustrati le moi principi fondanti della mutualità e della coooperaziodifiche statutarie richieste, il nuovo organigramma e la
ne e attribuiscono la massima rilevanza strategica alla
pianificazione dei vari obiettivi.
centralità della compagine sociale e del territorio. Tra le
premesse citate all’inizio del documento, troviamo infatti
Una volta approvato dal C. di A., il documento viene
il fare “perno sull’ampia compagine sociale quale sogconsegnato alla Banca d’Italia, che procede ad un detgetto fondamentale della nuova Banca” e “favorire lo
tagliato esame dei suoi contenuti. Se tutto va bene, entro
sviluppo complessivo del territorio” e delle comunità che
i successivi 90 giorni l’organo di vigilanza concede l’auvi sono insediate.
torizzazione a procedere, in modo che il progetto possa
La dimensione territoriale delle due banche messe asprendere corpo e svilupparsi nei successivi passaggi.
sieme è ragguardevole: 29 filiali, 237 dipendenti per
Come si vede, quindi, il Piano Industriale è fondamentale
75 comuni serviti; di fatto la prima banca di credito
per il prosieguo del percorso: vediamo allora quali ne
cooperativo della Provincia di Vicenza. L’accorpamento
sono le principali linee di fondo, anche per dar modo ai
Il percorso
preparatorio
alla proposta
di fusione
6
“Non possiamo pensare di fare sempre le
stesse cose e ottenere risultati diversi”.
(A. Einstein)
delle due aree territoriali consentirebbe un << maggior
presidio di territori con forte potenzialità commerciale,
senza alcuna sovrapposizione di filiale >>.
Sia dal punto di vista “geografico” della copertura territoriale, sia da quello dei volumi complessivi, l’eventuale aggregazione permetterebbe al nascente Istituto di
<< posizionarsi ai primi posti a livello regionale delle
banche di credito cooperativo e raggiungere dimensioni superiori alla media delle banche facenti parte del
movimento, per meglio competere con i gruppi bancari
operanti nei rispettivi territori di competenza >>.
Proviamo a considerare qualche cifra che, seppur indicativa, ben rappresenta le potenzialià di una fusione.
Il totale dell’attivo di bilancio passerebbe a 1,20 miliardi di euro, collocando il nuovo Istituto al 7° posto nella
“classifica” regionale delle banche di credito cooperativo
(oggi Banca San Giorgio e Valle Agno è al 9° posto).
La raccolta complessiva ammonterebbe a 1,07 miliardi
di euro ed i finanziamenti verso la clientela a circa 1 miliardo di euro, cui si sommano i crediti cartolarizzati per
40,7 milioni di euro.
Il patrimonio complessivamente raggiunto arriverebbe a
104,7 milioni euro: un dato significativo, perchè offrirebbe migliori garanzie di solidità e permetterebbe un miglior controllo degli indici di rischio. Quest’ultimo aspetto
non è affatto trascurabile: nel Piano Industriale si sottolinea infatti che << la nascita di una banca di dimensioni
maggiori consente di meglio diversificare i rischi, ripartendo il portafoglio su più settori e territori distinti;
la diversificazione delle attività di portafoglio permette
un risparmio del capitale economico e la riduzione del
rischio del credito>>.
Non solo: i risparmi di costo e le economie di scala ottenute andrebbero a tutto beneficio del conto economico.
L’organizzazione interna dovrà necessariamente essere
Progetti
Progetti
rivista, nell’ottica di una valorizzazione delle competenze
professionali del personale – aspetto su cui i due C. di A.
concordano - e di razionalizzazione dei costi. L’integrazione delle due banche non produrrebbe esuberi, anzi
mantenendo tutti i posti di lavoro si potranno recuperare
aree di efficienza e valorizzare << le “best practices”
attuate dalle singole banche, ossia le prassi migliori,
al fine di diffonderle rapidamente nelle aree organizzative e funzionali simili e aggregabili >>.
Quali benefici ci
possiamo attendere
dalla fusione?
L’integrazione tra Banca San Giorgio e Valle Agno
e la Banca di Credito Cooperativo di Quinto Vicentino porterebbe a questi risultati:
SOCI: oltre 10.000, tutti residenti o operanti nella
provincia di Vicenza
PATRIMONIO: un patrimonio complessivo di 104,7
milioni di euro
FILIALI: una rete territoriale di 29 sportelli e la possibilità di operare in 75 comuni
RACCOLTA: una raccolta complessiva di 1,07 miliardi di euro
IMPIEGHI: risorse restituite al territorio sotto forma
di prestiti e finanziamenti a soci e clienti per oltre 1
miliardo di euro
7
Primo Piano
Primo Piano
Thiene: aperta una nuova filiale
B
anca San Giorgio e Valle Agno concede il bis.
Accade a Thiene, dove è stata aperta a
metà ottobre la filiale n. 21 della
banca. Si tratta del secondo
sportello a Thiene, dove è
stata scelta la centrale Piazza
Scalcerle al civico 25, di fronte alle scuole elementari.
“Con la seconda filiale saremo ancora più vicini al
cuore della città - spiega il
Presidente della banca, Ilario
Novella - e metteremo a frutto
la nostra capacità di servire
meglio le famiglie thienesi;
nel centro storico saremo inoltre particolarmente vicini agli
esercizi pubblici e alle attività
commerciali”.
Nuova filiale
a Thiene
Un traguardo importante
voluto da tutto il Consiglio
di Amministrazione della
banca, a supporto dello
sportello del “Ponte di Ferro”, in via Masere, diventato ormai frequentatissimo
punto di riferimento per le
imprese del polo produttivo
industriale.
Alcune immagini della nuova filiale
La squadra della nuova filiale è guidata dal Responsabile di filiale Enrico De Boni e dai collaboratori Alberto Vecelli, Michela Rizzato ed Eugenia Patassini. Gli ambienti
vivaci e colorati, dalla cassa agli uffici di consulenza,
sono pensati per accogliere i clienti in totale sicurezza
e riservatezza. “Aprire una filiale e’ sempre una sfida
impegnativa – ci racconta De Boni – in particolare
8
in piazza Scalcerle.
in questo caso perché siamo
nel cuore della città, dove
sono presenti diversi Istituti
bancari e la concorrenza è
agguerrita.
Questo però non ci spaventa, anzi ci è di stimolo a
fare ancora meglio. Vogliamo farci conoscere da un
maggior numero di persone, lavorando con cortesia
e senso di responsabilità.
Siamo qui solo da qualche
settimana ma abbiamo già
avuto riscontri positivi con
la clientela privata, le attività commerciali e, ci piace
sottolinerarlo, anche con le
moltissime associazioni locali, che vedono nella nostra Banca un reale punto
di riferimento.”
A tutto lo staff della nuova
filiale va l’augurio di saper
interpretare le esigenze ed
incontrare le aspettative
della dinamica piazza di
Thiene.
Emergenza alluvione:
le Banche di Credito Cooperativo e
Casse Rurali della Provincia di Vicenza
Scendono in campo con interventi comuni.
U
Primo Piano
Primo Piano
In aiuto agli
alluvionati
n aiuto subito a chi è stato
colpito dai danni del maltempo ed è alle prese con
problemi dovuti agli allagamenti
e al fango. La nostra Banca, assieme alle altre BCC/CRA della
Provincia, si è attivata per offrire misure di sostegno e per poter essere vicina da subito a famiglie, imprese, attività
produttive, agricole, commerciali e artigianali che hanno
bisogno di aiuto.
Finanziamenti
Sono state attivate forme di finanziamento per l’anticipo
dei contributi post alluvione che verranno erogati dallo
Stato o dalla Regione. Le spese di istruttoria e di pagamento rata sono gratuite; la durata può arrivare a 60
mesi. I tassi sono differenziati a seconda che il richiedente sia Socio o cliente. Per le persone fisiche già socie o clienti, il tasso d’interesse è zero per prestiti fino
a 5.000,00 euro. Tra la documentazione da produrre:
certificazione del Comune alluvionato che attesta i danni
subiti, per le aziende corredata da documentazione fotografica e/o perizia.
Raccolta fondi
Per favorire la raccolta di fondi pro alluvionati, è stato aperto presso la Fondazione delle
BCC/CRA della provincia di
Vicenza il conto corrente sotto
indicato:
Conto Corrente codice IBAN
IT04 M083 9960 1900 0000 0216 840
Presso CRA Brendola
intestato alla
“Fondazione delle BCC/CRA della Provincia di Vicenza
- Pro alluvionati”
Per effettuare donazioni non si pagano spese ed è possibile indicare nella causale il comune prescelto: la Fondazione si farà carico di trasferire i fondi raccolti ad una
Associazione/Ente operante in quel territorio comunale.
Per le donazioni prive di una specifica causale, la Fondazione si impegna a individuare un’Associazione/Ente
meritevole.
Un gesto concreto
Le BCC/CRA vicentine si sono impegnate a promuovere la raccolta fondi nelle proprie comunità di riferimento presso i propri soci e clienti, ma anche presso i
membri degli organi istituzionali ed il personale delle
stesse. Banca San Giorgio e Valle Agno si è già attivata in questo senso; molti dipendenti hanno deciso
di contribuire devolvendo la somma equivalente ad
una o più ore di lavoro, mentre i componenti del
Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale hanno rinunciato ad un gettone di presenza.
9
Primo Piano
Primo Piano
I
Pensione,
ci sono dei motivi reali per fare “bis”?
Rispondiamo alle domande di alcuni Soci.
Le nostre
l sistema pensionistico integrativo è stato concepito dal legislatore come un’aggiunta alla
pensione obbligatoria, quando
questa è stata rivista dalla riforma Dini. Nel corso degli anni
Novanta la revisione del sistema della pensione obbligatoria nello specifico ha visto il passaggio dal sistema cosiddetto “retributivo” al “contributivo”: in massima
sintesi la differenza è che con il secondo si ottiene un
assegno previdenziale pari nel migliore dei casi al 4560 % dell’ultima busta paga, mentre in precedenza si
raggiungeva anche il 100%.
zione” di una previdenza integrativa può essere una scelta
molto conveniente. Per dare ai
dipendenti la possibilità di accedere convenientemente ai fondi
pensione, la legge ha previsto
la possibilità di alimentarli in particolare con il Tfr, trattamento di fine rapporto (ma è possibile farlo anche con
contributi propri, a seconda del fondo), aggiungendo
delle forti agevolazioni fiscali per rendere l’operazione
conveniente.
Pensioni
Mi conviene aderire a un fondo pensione complementare?
Per chi ha iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995
la pensione è calcolata solo con il sistema contributivo:
è per questi lavoratori che la “costru-
Quali sono queste agevolazioni?
Anzitutto, è bene precisare che il Tfr (quota via via
accantonata dal datore di lavoro, per il dipendente) può
essere destinato al fondo pensione che si è scelto anche
solo in parte, in modo da avere comunque una liquidazione.
Il primo vantaggio fiscale è la deducibilità. I contributi versati alle forme di previdenza complementare, anche il Tfr, sono deducibili dal reddito Irpef fino a un massimo di 5.164,67 euro. La soglia
è più alta se il lavoratore è un giovane neo-occupato. In pratica
se verso 500 euro in un
anno di contributi volontari
e ho un’aliquota del 23
per cento, avrò uno sgravio fiscale di 115 euro.
Sono deducibili anche
le quote versate a favore
di familiari a carico.
Altro aspetto positivo è il
livello di tassazione della
pensione integrativa, decisamente basso. Contano,
10
Una serie di indicazioni sul tema della
previdenza complementare (o integrativa)
permetterà di avere le idee un po’ più chiare.
in questo caso, gli anni di contributi versati: la pensione
riscossa viene tassata del 15 per cento, ma se si è iscritti
da oltre 15 anni l’aliquota si riduce dello 0,30 per cento
annuo (la soglia minima è il 6 per cento). Per esempio,
un lavoratore con 35 anni di previdenza complementare
riscuoterà un assegno tassato al 9 per cento. Per il Tfr lasciato in azienda, invece, come livello di tassazione vale
l’aliquota media del singolo dipendente: se anche una
persona resta nella soglia di tassazione Irpef più bassa si
tratta sempre del 23 per cento.
Avviando un proprio fondo pensione, come con il Tfr, è
possibile richiedere delle anticipazioni prima del tempo,
con qualche vantaggio. Se si lascia il trattamento di fine
rapporto in azienda la somma richiesta non può eccedere il 70 per cento del totale maturato, e non può avvenire
prima di otto anni in caso la richiesta venga fatta per l’acquisto della prima casa o per spese sanitarie. L’importo
anticipato sul Tfr viene sempre tassato almeno al 23 per
cento, o con aliquote superiori. In caso di Tfr versato ai
fondi, invece, si ha diritto a ottenere fino al 75 per cento
del capitale maturato, sempre dopo otto anni per acquistare casa e in qualunque momento per spese sanitarie,
e fino a una quota del 30 per cento sul totale accumulato
per altre esigenze. La tassazione è al massimo del 23
per cento per l’acquisto della casa o per altre esigenze,
e al massimo del 15 per cento su spese sanitarie.
Primo Piano
Primo Piano
l’I.S.C. (Indicatore sintetico di costo), per capire quali
sono le spese che si avranno ogni anno. E’ poi importante analizzare i rendimenti dei fondi, su un periodo lungo,
e naturalmente il tipo di rischio che si corre: elevato con
l’azionario, e via via minore più si va verso l’obbligazionario.
Banca San Giorgio e Valle Agno, a questo proposito,
propone ai propri clienti fondi pensione personalizzabili
a seconda delle esigenze e dell’età. In particolare è interessante il “Fondo Pensione Aperto Aureo”: uno strumento
multicomparto, cioè costruibile con un piano di previdenza equilibrato fra i comparti Azionario, Bilanciato, Obbligazionario e Garantito. E il fondo lavora in un’ottica di
“lifecycle”: il bilanciamento fra i vari comparti si aggiorna
automaticamente nel tempo in base all’età dell’aderente
e alle sue caratteristiche, un po’ più “aggressivo” all’inizio – quando l’orizzonte temporale è ancora molto lungo
– e un po’ più “tranquillo” alla fine, quando si avvicina il
momento della pensione.
Maggiori informazioni sono disponibili in filiale.
di Andrea Alba
E se ad un certo punto il fondo pensione che avevo scelto non mi va più bene?
Niente paura, la legge prevede che dopo due anni dalla
data di inizio della partecipazione ad un fondo, l’aderente possa trasferire l’intera posizione individuale maturata ad un altro. E il trasferimento è esente da ogni onere
fiscale.
Come si sceglie un fondo pensione dall’altro?
Ci sono più criteri. La prima valutazione va fatta
sui costi: tutti i fondi nelle note informative hanno indicato
Foto di gruppo per i nostri Soci in viaggio in Cina
11
Primo Piano
Primo Piano
Natale 2010:
iniziative, appuntamenti e curiosità.
Pacco Natalizio
Nel pacco dono per il prossimo Natale i nostri Soci troveranno due prodotti tipici: un
vino rosso passito molto particolare, il Groppello, ed una
confezione di biscotti artigianali di pasticceria.
La storia del Groppello è singolare.
Groppello sta per “grop”,
termine veneto che indica il
nodo formato da un grappolo
compatto di acini particolarmente serrati. Testimonianze
certe che il vitigno Groppello
fosse coltivato nella zona di
Fara Vicentino e di Breganze
risalgono già al ‘600 e anche
un secolo dopo se ne parla in
documenti arrivati fino a noi
Questo antico Groppello è
stato per molto tempo dimenticato, ma ora la Cantina Beato Bartolomeo lo ha riscoperto
e recuperato registrando al Catasto
Viticolo i rari vigneti ancora in produzione.
L’uva, raccolta a mano e riposta ad appassire in fruttaio
fino a dicembre, raggiunge una concentrazione zuccherina del 38%. La resa in mosto è bassissima, da 100 chili d’uva si ottengono 25 litri. A differenza del Torcolato,
il Groppello fermenta a contatto con le vinacce per 20
giorni arricchendosi di colore e profumi e dopo 10 mesi
di affinamento in vasca è pronto per essere degustato.
La prima vendemmia che si può fregiare del nome
Groppello è la 2009: in precedenza i vigneti di Groppello erano semplicemente registrati come Uva Rossa.
La Cantina Beato Bartolomeo e Banca San Giorgio e
Valle Agno dedicano con grande piacere ed orgoglio
questa prima produzione ai Soci della Banca.
Per l’occasione è stata scelta un’etichetta dei primi
‘900 utilizzata all’epoca dai produttori di Groppel-
per i nostri Soci
12
lo della Costa di
Fara Vicentino, la
stessa località dalla
quale provengono
le uve del “Gropeo”
2009.
Per il ritiro del pacco dono,
staccate il coupon allegato
a questo numero della rivista:
vale per il ritiro del pacco e per
ottenere lo sconto del 10% sugli
altri prodotti della Cantina Beato
Bartolomeo da Breganze. La promozione è riservata esclusivamente ai nostri Soci.
BORSE DI STUDIO
Sono circa 350 le domande di borsa di studio presentate quest’anno da universitari e studenti delle superiori.
Per gli assegnatari che hanno dimostrato di avere i
requisiti, l’erogazione degli importi avverrà - a partire dal 2 gennaio prossimo - attraverso l’accredito
in conto corrente o, per i giovanissimi, con ricarica
dell’importo su carta prepagata.
Quest’anno torna anche l’appuntamento per la serata di consegna: i ragazzi e le loro famiglie sono invitati giovedì 23 dicembre alle 20,30 alla Corte degli
Aranci di Marano Vicentino.
Per maggiori informazioni, visitate il sito www.bancasangiorgio.it.
Primo Piano
Parte a dicembre il nuovo progetto che
Banca San Giorgio e Valle Agno dedica
ai bambini con meno di 13 anni.
Primo Piano
Idea
REGALO
ABC:
il risparmio si
impara da piccoli
per NATALE
Idea
LO
REGAATALE
perN
S
i chiama ABC ed è dedicato alle famiglie: l’obiettivo è offrire un primo semplice strumento per insegnare ai propri figli e nipoti l’importanza di pensare al futuro, cominciando da subito e in modo semplice.
Il tutto in piena coerenza con quanto stabilisce la mission
della banca che, nell’esercizio della propria attività, ha
anche lo scopo di promuovere “l’educazione al risparmio e alla previdenza”.
Cos’è ABC? Chi ha un figlio o un nipote con meno di 13
anni potrà chiedere in filiale il LIBRETTO ABC: nessun canone e nessuna spesa, nemmeno per l’imposta di bollo.
Disponibilità immediata e massima semplicità di utilizzo.
Con il primo versamento 25,00 euro come omaggio di
benvenuto.
Inoltre sarà possibile dedicare al bimbo una serie di prodotti e servizi pensati per garantirgli nel tempo sicurezza,
protezione e previdenza, investendo a capitale garantito
con redditività certa.
E subito in regalo Giorgino, il simpatico salvadanaio per
imparare a risparmiare sin da piccoli! I giovanissimi potranno così affidare a Giorgino le mancette ricevute in regalo e, una volta riempito, portarlo in filiale per imparare
da subito a capire il valore del loro “gruzzolo”.
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Messaggio promozionale. Per le condizioni applicate ai servizi
si rinvia ai fogli informativi disponibili gratuitamente in tutte le filiali.
LA CARTOLINA DI NATALE
Nel cassetto dei ricordi
ho trovato stamattina
una vecchia cartolina
con gli auguri di Natale.
Non è carica di cose:
la capanna coi pastori,
il bambino e i genitori,
niente abeti o lampadine.
Son gli auguri di un compagno
della scuola elementare
“Infinite cose care.”
Poi la firma e “Buon Natale”.
Sergio G. Mocellin, “Il canto dei grilli che toglie i pensieri”, Attilio Fraccaro Editore, 2010.
13
Incontri
Incontri
È
UNIFORM,
il sogno di tanti imprenditori ed artigiani: poter
lasciare un giorno l’attività di una vita, fatta crescere
in tanti anni di dedizione e
fatica, nelle mani dei figli,
perché ne raccolgano l’eredità non solo economica, ma
anche di valori, motivazioni,
passione per il lavoro. È il
tema del “passaggio generazionale” che per anni ha tenuto banco nei dibattiti pubblici, soprattutto nel Nord
Est delle Pmi e del miracolo
economico, ed è oggi anche la sfida ormai vinta di
Uniform Srl, azienda di Marostica specializzata nella
realizzazione e produzioni
di stampi industriali per materie plastiche.
L’azienda è nata infatti ancora 35 anni fa per iniziativa
di Luciano Passuello, che l’ha fatta crescere negli anni
portandola alle attuali dimensioni: 1,5 milioni di euro
di fatturato, 12 dipendenti e un portafoglio clienti che
vede numerosi grandi nomi dell’industria del Veneto e
non solo.
A 61 anni, da tre in pensione, oggi Luciano sta gradualmente lasciando le redini della società nelle mani del
figlio Riccardo, 31 anni, che, entrato in organico solo
nel 2006, sembra avere già oggi le idee molto chiare
sulle direttrici di sviluppo futuro di Uniform: innovazione
e tecnologia, qualità e customizzazione, infine sostenibilità. Come ci racconta lui stesso in questa intervista.
il passaggio del
t e s t i m o n e
da padre a figlio
Com’è nata la Uniform?
Era il 1975. Mio padre, allora venticinquenne, dopo
diversi anni di esperienza all’interno di un’azienda del
settore di Marostica, la prima ad aver introdotto, già
negli anni Cinquanta, la tecnologia dello stampo ad
iniezione per materie plastiche, decide di fare il grande
salto e mettersi in proprio. Al suo fianco in società trova
14
L’azienda di Marostica specializzata nella
produzione di stampi industriali affronta
prima Giuseppe Filadi, che
mette a disposizione anche
la prima sede all’interno dello scantinato sotto casa sua,
a Vallonara, e poi Lorenzo
Cremasco, collega nella
precedente esperienza.
Il primo verrà a mancare sfortunatamente solo due anni
dopo, e così la compagine
rimarrà fino agli anni ’90
composta da soli due soci:
mio padre specializzato sul
fronte produttivo, Cremasco
su quello progettuale.
Nel 1984 intanto l’azienda
si era già trasferita nell’attuale sede di via dell’Industria,
sempre a Marostica, ma
è nel 1997 che gli assetti
societari cambiano radicalmente.
Cremasco vende la sua
quota ad un importante gruppo metalmeccanico della
zona, spingendo la mia famiglia a decidere nel 2001
un importante investimento per riacquisire la proprietà
dell’azienda.
E poi entri in scena anche tu….
Io entro in azienda solo quattro anni fa, specializzandomi nella parte progettuale. Inizialmente, dopo la laurea
nel 2004 con il massimo dei voti all’università di Padova in ingegneria meccanica, avevo altri progetti. Mi
sono infatti trasferito a Milano per due anni, tentando
un’esperienza in McKinsey, una delle più importanti società di consulenza internazionali, ma ho capito presto
che non era la mia strada.
Nel frattempo la Uniform stava crescendo, le complessità aumentavano, anche per effetto di un mercato sempre
più competitivo e difficile, e mio padre aveva bisogno
di una mano. Da lì al mio ingresso in società il passo
fu breve, e oggi sono davvero contento di averlo compiuto.
il passaggio generazionale investendo sul futuro,
in tecnologia e sulla crescita dimensionale.
Com’è cambiato in questi
ultimi anni il vostro mercato, anche per effetto della
crisi?
I clienti ci chiedono un servizio e una qualità maggiori a fronte di prezzi più
bassi, anche in virtù di una
congiuntura economica non
favorevole e per la concorrenza straniera pressante.
Oggi Cina e paesi dell’Est europeo sono in grado di
garantire condizioni economiche spesso più vantaggiose. Noi cerchiamo di rispondere con la qualità, la conoscenza delle nostre specificità locali e con la capacità
di instaurare un dialogo stretto e proficuo con i clienti.
Su questo terreno sappiamo che non c’è “cinese” che
tenga.
Certo sono i finiti i tempi in cui il mercato aveva una sovrabbondanza tale di domanda da metterci quasi nelle
condizioni di non dover cercare nuove commesse.
Chi sono i vostri clienti, e cosa offrite loro?
Sono per lo più importanti aziende del Veneto e dell’Alto
Adige, soprattutto nei settori del bianco (elettrodomestici), dell’elettrico e dell’automotive. Recentemente abbiamo acquisito anche un cliente russo, il nostro secondo
all’estero.
Produciamo stampi di tutti i tipi per materie plastiche. In
questi giorni ad esempio stiamo lavorando su un progetto di ingegnerizzazione per un motore innovativo, idea
di un nostro cliente, che forse rivoluzionerà il mercato e
la lavatrice così come la conosciamo oggi.
Quanto pesa l’innovazione per voi?
Come in tutti i settori è fondamentale. Tanto più in quelli
industriali e manifatturieri, dove spesso la competizione
degli stranieri è assillante e le leve distintive possono
essere proprio la qualità e l’innovazione. Per noi ha tra
l’altro due anime: una tutta interna alla Uniform, per lo
sviluppo di nuovi processi produttivi e nuove tecnologie,
l’altra a disposizione dei nostri clienti, per i quali sviluppiamo progetti per prodotti o servizi spesso all’avanguardia.
Incontri
Incontri
Avete anche progetti importanti di sviluppo strutturale.
Proprio per spingere con forza sul fronte dell’innovazione, l’azienda presto farà un
importante salto in avanti.
Abbiamo infatti deciso con
mio padre un importante investimento di oltre un milione
di euro per rinnovare lo stabilimento, con la costruzione
– se riusciremo ad avere le necessarie autorizzazioni
dal Comune – di una nuova area ad alta tecnologia,
con climatizzazione per garantire temperature e umidità
controllate, a vantaggio della qualità della produzione.
I nuovi macchinari saranno votati all’automazione più
spinta, e per questo stiamo già cominciando a formare i
nostri dipendenti perché in futuro siano in grado di fare
un passo indietro dal lavoro manuale per gestire invece
i processi e il corretto funzionamento delle macchine.
Costruiremo inoltre una nuova palazzina per ospitare gli
uffici, e punteremo sul fotovoltaico per abbattere i consumi e i costi energetici.
Come farete fronte ad un tale investimento?
Banca San Giorgio e Valle Agno ci sta fortunatamente
accompagnando in questo percorso, garantendoci il necessario finanziamento. Inutile dire che il rapporto con la
banca è oggi sempre più importante, vista l’entità economica del piano e soprattutto la sua importanza strategica
per il futuro di Uniform. Puntiamo infatti a raddoppiare in
pochi anni la produzione. Se riusciremo a raggiungere
l’obiettivo, dovremo ringraziare necessariamente anche
chi ha creduto in noi come Banca San Giorgio e Valle
Agno.
15
Incontri
Incontri
L
GASPARELLA,
a Gasparella Office
Service di Thiene nasce
ancora nel 1982 come
piccola ditta di vendita di
macchine, attrezzature ed articoli per ufficio e il disegno
tecnico. Sono passati quasi
trent’anni di onorato servizio
da allora, nel corso dei quali anche il mondo esterno è
rapidamente cambiato, a
forza di innovazioni, nuove
tecnologie e modalità di comunicazione. Proprio come
il mercato, anche l’azienda
si è evoluta, crescendo di
anno in anno, fino a diventare ciò che è oggi: una delle
realtà all’avanguardia e più
conosciute nell’Alto Vicentino nell’ambito della stampa
digitale, nei più svariati tipi
di supporti, formati e colori, con particolare attenzione
allo sviluppo dei sistemi di elaborazione grafica. Merito
di Francesco Gasparella, oggi 62 anni, e della moglie,
che fin dall’inizio hanno creduto nell’attività, con passione, dedizione e capacità di coinvolgere nel corso del
tempo nuovi validi collaboratori, primi tra tutti Federico,
Alberto e la figlia Nicoletta.
la stampa digitale
è
di
famiglia
Signor Gasparella, come le venne tanti anni fa l’idea e
la voglia di diventare imprenditore?
Venivo da un’esperienza come agente per alcune ditte
della zona specializzate nel settore delle macchine per
ufficio fax e delle fotocopiatrici. Ad un certo punto decisi che era arrivato il momento di mettermi alla prova,
di camminare da soli, io e mia moglie. Partimmo come
semplice Snc, in una bottega di soli 70 metri quadri a
Piovene Rocchette, trattando inizialmente tavoli da disegno, macchine eliografiche e altre apparecchiature per
ufficio. Solo per pochi anni, perché nel 1985 ci trasferimmo a Thiene, in un nuovo negozio fronte stazione
ferroviaria, dove avviammo anche una prima vendita al
dettaglio di cancelleria, molto accogliente. Dieci anni
più tardi, affrontammo il trasferimento in una nuova sede
16
Nella zona industriale di Thiene,
la Gasparella Office Service fondata da
Francesco Gasparella e dalla moglie Bruna,
lungo la Nuova Gasparona,
mentre nel 2001, passammo in via definitiva all’attuale sede di 500 mq nella IV
zona industriale di Thiene.
Come ha influito in questi
cambiamenti l’evoluzione
del mercato?
Moltissimo. La stessa tecnologia ha fatto passi da
gigante. Nel ’92, ad esempio, quando decidemmo il
trasferimento, la competizione era già allora fortissima, i margini ridotti, e la
stampa digitale stava già
cominciando a cambiare
le regole del gioco. Oltre
all’ampliamento decidemmo quindi subito, tra i primi
nel Vicentino, di scommettere sull’innovazione, investendo su questo tipo di stampa
e assumendo il nostro primo giovane collaboratore, Federico Dal Zotto, all’epoca in uscita da un’importante
esperienza proprio nel digitale alla Selecta di Bolzano
Vicentino ed oggi una delle colonne portanti della società assieme a mia figlia Nicoletta.
Per voi fu la svolta.
Da allora cominciammo a specializzarci sempre più sui
servizi di stampa in digitale e per ogni tipo di formato,
conservando e facendo comunque crescere anche la
parte di front office e vendita di cancelleria per uffici,
che ci ha sempre permesso di attirare traffico nel punto
vendita. I nostri clienti oggi sono per lo più piccole e
medio-piccole imprese dell’Alto Vicentino, oltre che privati cittadini e istituzioni locali.
Generalmente infatti non seguiamo grandi clienti, poiché preferiamo investire sulla qualità e sul servizio, piuttosto che competere sul prezzo. Questa scelta nel tempo
sembra averci premiato, visto che ogni anno abbiamo
incrementato il fatturato, ormai vicino al milione di euro,
e abbiamo avuto la possibilità di assumere nuove persone.
offre servizi di stampa digitale e in grande
formato, di vendita al dettaglio di cancelleria
e di consulenza grafica e creativa.
Come siete organizzati all’interno?
Attualmente siamo in nove in
azienda. Io seguo la parte
commerciale e gli acquisti di
rilievo, mentre mia moglie la
parte amministrativa. Alberto
cura gli acquisti di cartucce,
carte speciali e cancelleria in
genere e la vendita esterna
presso le aziende e Tatiana la
vendita al dettaglio in negozio,
mentre Federico e Nicola seguono i servizi grafici, la stampa digitale
per i grandi formati. Dario segue la
stampa a colori, mentre mia figlia
Nicoletta i contatti con buona parte
della clientela e la relativa gestione
degli ordini. Con Silvia, poi, segue
anche la stampa in bianco e nero e
relative finiture.
Quando ha deciso Nicoletta di seguire le orme dei genitori?
Inizialmente aveva altri progetti. Laureata in economia
aziendale nel 2004 alla Cà Foscari di Venezia con
110 e lode, ha avuto l’opportunità di fare un paio di
esperienze molto importanti a Trieste e in Canada. Poi
però, nonostante qualche titubanza iniziale, ha deciso
di seguirci in azienda. Ed oggi è assolutamente innamorata del suo lavoro: è la prima ad entrare, l’ultima ad
uscire. Sempre.
Cosa offre la Gasparella oggi in più rispetto ai concorrenti?
Credo che la Gasparella Office Service sia tra le poche
aziende del Vicentino a poter offrire ogni tipo di servizio e consulenza in ambito stampa e di elaborazione
grafica. Possiamo garantire massima flessibilità, velocità
di esecuzione, attenzione costante alla qualità. In casa
lavoriamo soprattutto le medio-piccole commesse che richiedono l’abbattimento dei tempi di consegna, mentre
per la stampa di grandi volumi (libri, manuali, etc.) ci appoggiamo spesso a partner della zona con cui abbiamo
attivato strette collaborazioni. L’importante è che il no-
Incontri
Incontri
stro cliente per ogni esigenza di
stampa e in ogni momento può
avere in noi un unico punto di
riferimento costante e affidabile.
E la tecnologia come entra in
gioco?
Ovviamente un livello tale di servizio viene in parte reso possibile
dalle persone, in parte dalla tecnologia, sulla quale continuiamo
ad investire. Oggi usiamo macchine Xerox per la stampa a colori, Ocè per quella in bianco e nero e
Roland per i grandi formati. Cerchiamo sempre di tenerci al passo con le
ultimissime novità, anche perché è necessario in un settore così competitivo
e attento alla qualità come il nostro.
Quanti clienti avete, e quali nomi eccellenti si appoggiano a voi?
Oggi seguiamo circa duemila clienti, tra aziende e
privati. Ci sono anche società molto conosciute come
Laverda, Valentino Fashion Group, Bft, Fas, Sicon Socomec, Tyrolit Vincent, Faresin, Arroweld o Adriani e Rossi
Edizioni a Thiene.
E con Banca San Giorgio e Valle Agno che rapporto
avete?
Siamo clienti da diversi anni, sia come famiglia, sia
come ditta. Soprattutto però siamo anche soci, e posso
dire che il rapporto è davvero molto positivo.
Per chiudere: altri dieci, venti anni alla guida della Gasparella Office Service, o spazio alla pensione?
Quest’azienda l’ho costruita dal nulla, è la mia vita e
anche una passione. Non posso chiedere di meglio che
continuare a seguirla, anche se cerco di dedicarmi più
tempo che in passato.
Amo la montagna e cerco di andarci più spesso, mentre
sto scrivendo anche un libro su un caro, vecchio amico
alpinista, un grandissimo Marco Dal Bianco, che ora
non è più con noi. Spero di pubblicarlo già il prossimo
anno.
17
Focus
Focus
L’
i governatori delle banche centrali europee
e i capi di Vigilanza è stato approvato il
nuovo accordo denominato “Basilea 3”.
Anticipare
accordo Basilea 3
impone requisiti patrimoniali più severi per
l’operatività delle banche, in
modo che gli Istituti bancari
possano disporre di maggiori risorse per resistere a una
crisi come quella iniziata con
i mutui subprime, che continua ad avere oggigiorno
ripercussioni non solo nel
mondo finanziario ma anche
nell’economia reale (industriale). Oltre all’irrobustimento dei criteri su
patrimonio e rischi, sono state introdotte
misure nuove quali il presidio della liquidità (soddisfare determinati equilibri sia di breve che
di medio periodo in funzione
della capacità di far fronte a
fabbisogni improvvisi di liquidità), il provisioning e cioè
la richiesta alle banche di
creare dei “cuscinetti” di capitale nei periodi non di crisi
a fronte dei possibili periodi di
crisi e il limite generale di leva
massima e cioè del rapporto
tra i volumi di attività della banca
(compresi gli impegni) e i suoi mezzi
propri.
Basilea
3
per
c o n t i n u a r e
a
sostenere
l’economia locale
I punti principali sui quali poggia l’accordo possono essere così sintetizzati:
• Patrimonio di base: aumento della qualità al fine di
garantire una maggior capacità di assorbire le perdite,
• Buffer: è il cuscinetto previsto che permetterà di integrare il patrimonio minimo di base (capitale più riserve),
che potrà gonfiarsi o sgonfiarsi nelle diverse condizio-
18
Nella riunione del 12 settembre scorso tra
ni cicliche; in sintesi si tratta
di una serie di misure volte
all’accumulo di capitale in
tempi di espansione economica al fine di disporre degli
stessi in periodi di recessione
(stabilizzazione dell’espansione);
• Standard minimi di liquidità: liquidità minima che
include 30 giorni e 12 mesi
di copertura di fabbisogno
di liquidità (“Liquidity Coverage Ratio” quale
indicatore di equilibrio per evitare situazioni di stress tra scadenze del passivo e dell’attivo entro i trenta giorni
e il “Net Stable Funding Ratio”
quale parametro di controllo
dell’equilibrio tra l’attivo ed il
passivo entro i dodici mesi),
• Rapporto di leva: introduzione di un leverage ratio al
fine di contenere l’accumulo
eccessivo della leva finanziaria (ricorso al capitale di debito); sarà definito quale rapporto
massimo tra volume delle attività e
delle esposizioni fuori bilancio (crediti
di firma, margini su linee di credito non
utilizzati, ecc.) e il capitale.
Con le nuove regole di Basilea le banche italiane “saranno in grado di muoversi verso livelli patrimoniali più
elevati con gradualità, assicurando al tempo stesso il sostegno alle imprese e all’economia” ha spiegato il Governatore Draghi, aggiungendo altresì che “il contenuto
di questo accordo, che riguarda tutti, non solo l’Italia o
l’Europa, ma è mondiale, rispecchia le finalità che indico da tempo: più capitale, meno debito e sostegno alla
L’entrata in vigore sarà graduale, a partire
dal 1 gennaio 2013, per arrivare alla
piena attuazione all’1 gennaio 2019.
Focus
Focus
crescita attraverso una maggiore
perativo sono riuscite a continuare
solidità del sistema bancario”.
ad erogare prestiti nonostante la
A fronte dei benefici che il nuovo
recente recessione mondiale (dati
accordo avrà sulla stabilizzaziotestimoniati dallo sviluppo degli
ne del sistema bancario e sulle
attivi creditizi delle banche locali
relative capacità dello stesso di
a dispetto della contrazione degli
affrontare con maggior snellezza
stessi verificatasi nelle grandi baneventuali crisi economiche mondiache italiane che hanno privilegiato
li, senza il sostegno pubblico, non
gli investimenti nel portafoglio di
«Le banche italiane complessivamente sono solimancheranno effetti sull’economia
proprietà), con l’introduzione di
de e hanno livelli patrimoniali superiori ai minireale e sulla relativa capacità delvincoli strutturali di liquidità, capitami regolamentari. Sono in linea e a volte anche
le aziende di credito di sostenere
li aggiuntivi e rating più stringenti,
meglio rispetto alla media internazionale».
Mario
Draghi,
governatore
di
Banca
d’Italia,
le imprese: gli effetti sulla struttura
tale capacità potrà essere garantita
settembre 2010.
patrimoniale, finanziaria ed ecosolo con l’aumento del patrimonio
nomica delle banche sono rilevanti
garantito dalla compagine sociale.
e la capacità di finanziare le imprese sarà sicuramente
Scelta che Banca San Giorgio e Valle Agno, prima banridotta e dovrà essere necessariamente proporzionale al
ca in Italia nel mondo del credito cooperativo, ha già
merito del credito del cliente finanziato.
attuato attraverso l’Offerta pubblica di sottoscrizione di
azioni.
L’aumento del capitale delle banche è condizione necessaria alla capacità delle stesse di sostenere il tesDi Andrea Scettro,
suto produttivo e da questa esigenza non sono certaUfficio Pianificazione e Controllo di Gestione
mente immuni le banche di credito cooperativo che,
oltre al finaziamento dei clienti, hanno il dovere di
presidiare il territorio, sostenere la compagine sociale
La tua Associazione ha ritirato i cappellini
e l’economia locale, in particolare nei periodi di crisi
di Banca San Giorgio e Valle Agno?
quale quello che stiamo attraversando.
Mandaci la foto!
Con l’introduzione delle nuove regole vi è però una differenza rispetto al
periodo attuale: se le
banche di
credito
coo-
Il Futsal Rosà, squadra di Calcio a 5 impegnata nel campionato
di serie D che si allena con le T-shirt di MondoDream
19
No Profit
No Profit
A
Salcedo, piccolo comune ai piedi dell’Altopiano di Asiago, i
diversi gruppi di volontariato
hanno intrapreso un percorso comune, organizzando
– anche con l’aiuto della nostra Banca - alcune iniziative
per uscire dal localismo e far
conoscere le ricchezze e le
risorse del luogo.
Gruppo Coltivatori e Donatori di sangue:
tutti riuniti, assieme a molti altri volontari,
per un traguardo comune.
Il colorato
mosaico delle
associazioni
di Salcedo
“Abbiamo bellissimi percorsi
immersi nella natura, piatti e
prodotti tipici, feste di comunità e persino piccoli Musei
che è impossibile trovare altrove - racconta il presidente della Pro Loco, Roberto
Montemaggiore - Attraverso
la riscoperta delle nostre
origini, legate alla terra, ci
siamo dati l’obiettivo di valorizzare la specificità del paese e magari riuscire a
promuoverlo all’interno dei percorsi enogastronomici o degli itinerari turistici complementari alle grandi
mete del Veneto. In fondo, non abbiamo niente da
individiare a comuni di altre regioni italiane che hanno
già fatto questo percorso.”
L’appuntamento principale nell’arco dell’anno è senza
dubbio a luglio, con la Festa di S. Anna: un momento
molto sentito in paese, non solo per il contenuto religioso
– che ha origini antiche ed è sempre molto forte – ma
anche in senso più ampio, come occasione per la comunità di riunirsi richiamando anche persone dai paesi
vicini.
In autunno, poi, Salcedo si riunisce per la Festa del Ringraziamento, che si tiene l’ultima domenica di settembre ed è preceduta, il sabato, dalla transumanza. “Può
sembrare un pittoresco corteo di uomini e animali – rac-
20
Pro Loco, Protezione civile,
conta Antonio Lazzaretti, che
coordina il Gruppo Coltivatori
- ma l’occasione ha in realtà
un significato più profondo:
vorremmo richiamare i valori della civiltà contadina dei
nostri avi, per riavvicinare i
giovani alla natura ed ai suoi
cicli”.
Da qualche anno i diversi
gruppi collaborano anche alla
realizzazione del calendario,
che raggiungendo ogni famiglia diventa strumento di memoria e condivisione: infatti,
rievoca eventi importanti o
semplicemente momenti di
vita o lavoro cha hanno coinvolto il paese. Ma il risultato
più bello – raccontano - è
l’esser riusciti a coinvolgere
molti ragazzi e ragazze del
paese. “Facciamo pur finta di non aver capito che per
loro fare volontariato è la scusa per uscire un po’ - dice
Montemaggiore – Il loro entusiasmo e la loro spontaneità
sono la migliore ricompensa per tutti gli sforzi fatti!”
Nelle immagini alcuni momenti della recente
“Festa del Ringraziamento” a Salcedo.
Da circa un triennio, Fara Vicentino e
San Giorgio di Perlena hanno la loro
associazione della “terza età”.
No Profit
No Profit
A
Fara e San Giorgio
no, è stato possibile visitare
manca la terza età.
la caserma dei Lagunari e
Gli over 65, riuniti
assistere alle loro esercitain un gruppo compatto e
zioni belliche.
numeroso, si sono risoluti a
Il gruppo ha anche consufermarsi alla “Seconda età
mato il rancio assieme ai
e mezza”. E guai a parlare
soldati: alcuni di loro sono
di … anziani!
probabilmente ancora in
Il Comitato pomotore è
missione in Afghanistan.
sorto solo qualche anno
fa, grazie alla tenace voSi portano avanti anche alIl gruppo degli iscritti al corso di attività motoria.
lontà dell’amministrazione
cune attività sociali, preziocomunale, per favorire le
se per la comunità, come
possibilità di incontro e le
quella dei Nonni Vigili.
occasioni di socializzazio“Il gruppo – ci racconta il
ne fuori casa: Sindaco,
Presidente, Nicola Gnata
Vice Sindaco e qualche
– è nato con l’aiuto, anche
assessore, pur essendo
economico, del Comune e
… juniores, fanno ancora
con il supporto della Banca,
parte del gruppo.
sempre presente e vicina
Oggi ci sono oltre 160
alle nostre necessità. Dopo
iscritti, che partecipano con entusiasmo alle varie
la fase di avvio, però, abbiamo ritenuto che fosse doveattività e frequentano le strutture comunali - la paleroso da parte nostra autotassarci, anche se per importi
stra e la biblioteca, soprattutto - messe a disposizione
modesti. Abbiamo quindi introdotto il tesseramento andell’Associazione a titolo gratuito. Il Comitato Direttinuale e stabilito delle quote per le gite. E’ vero che per
vo, previsto dallo Statuto, coordina le verie iniziative,
i nostri iscritti è un piccolo sacrificio, ma abbiamo la
che hanno come scopo principale quello di rafforzare
soddisfazione di non gravare interamente sulle risorse
i legami tra la comunità di Fara e quella di San Giordel comune, che può quindi
gio.
destinarle anche ad altri
L’iniziativa più seguita è senz’altro l’attività motoscopi.
ria. Ma se al lunedì si fa ginnastica, al martedì si
balla! I pomeriggi danzanti sono aperti anche ad
ospiti dei comuni vicini, con tessera d’ingresso,
e sono resi più vivaci dalla musica eseguita dal
vivo. Ogni anno si organizzano almeno quattro
gite: mete raggiungibili in una giornata, con la
pausa per il lauto pranzo, che hanno portato il
gruppo a visitare di recente Feltre, l’Abbazia di
Praglia, il Santuario di Pietralba. E’ rimasta nel
Dallo Sci Club 2A riceviamo la foto della partenza della corsa
cuore a tutti la visita all’isola di S. Andrea a Vein salita Stalder, organizzata in agosto a Maddarello di Asiago.
nezia: grazie all’interessamento di un concittadi-
Tu t t i
fermi
alla “seconda
età e mezza”
21
Radici
Radici
Il Credito Cooperativo Veneto assegna un
totale di 7,5 milioni di euro per l’anticipo
del contributo regionale alle scuole
dell’infanzia non statali.
L
e Banche di Credito Cooperativo del Veneto offrono un aiuto concreto alle
scuole d’infanzia non statali,
mettendo a disposizione 7,5
milioni di euro per anticipare i
contributi che le scuole stesse
attendono dalla Regione.
L’iniziativa è stata presentata
a fine ottobre, in un incontro
al quale hanno partecipato
Amedeo Piva ed Andrea Bologna, rispettivamente presidente e direttore della Federazione Veneta delle Banche di
Credito Cooperativo assieme
ad Ugo Lessio, presidente della
Fism regionale che rappresenta
le scuole materne del Veneto.
A questa iniziativa ha subito
aderito anche Banca San Giorgio e Valle Agno, ritenendo si
tratti di una significativa appli-
Fata Passaparola legge le fiabe ai bimbi della
Scuola Materna San Giuseppe di Schiavon
La Banca
sostiene le
politiche
per l’infanzia
Festa di fine anno alla Scuola Materna
Dolcetta di Montecchio Maggiore
22
cazione del principio di sussidiarietà a favore di strutture,
quali le scuole materne, che
spesso faticano a chiudere il
bilancio.
Da sempre, infatti, la nostra
banca ha manifestato sensibilità e attenzione nei confronti
delle attività a sostegno della
famiglia, accompagnando le
giovani coppie nell’educazione dei figli. Oggi lo facciamo
con uno strumento in più a vantaggio della gestione operativa delle scuole d’infanzia non
statali: l’anticipo del saldo è a
costo zero.
Da più parti, infatti, abbiamo
raccolto la richiesta di anticipare alcune somme dovute dalla
Regione del Veneto alle scuole
d’infanzia, in attesa che questi
contributi a saldo divengano tecnicamente disponibili. Nel frattempo, proprio per dare
linfa vitale alle attività svolte dagli asili per l’infanzia e
per assistere la loro gestione in un momento difficile per
tutti, interverremo per anticipare questi contributi.
La Federazione Veneta ha coinvolto in questo progetto
tutte le 40 BCC/CRA Venete, che operano attraverso gli
oltre 630 sportelli in tutta la regione. Tale facilitazione
sarà realizzata mediante la concessione di apposite linee di fido a tasso zero.
Le scuole d’infanzia - asili privati e parrocchiali - coinvolti in questo progetto nelle varie province venete sono
1.192.
Gli importi anticipati dalle banche di credito cooperativo veneto, che si aggirano mediamente sui 5 -10
La Fondazione delle Banche di
Credito Cooperativo e Casse Rurali
della provincia ha avviato un nuovo progetto
di collaborazione con le scuole del territorio.
Radici
Radici
Crescere
nella cooperazione
“
Cappellini blu per la gita al parco dei
bambini della Scuola Materna di Fara Vicentino
mila euro per ciascun asilo, saranno erogati a costo
zero fino alla liquidazione del contributo da parte della Regione Veneto.
Potranno chiedere l’anticipo le singole scuole dell’infanzia che già intrattengono un rapporto di conto corrente con la nostra Banca o che in relazione a questa
operazione provvederanno ad aprirlo. Maggiori informazioni possono essere richieste attraverso la propria filiale.
Con la collaborazione di Federica Morello
Federazione Veneta BCC
La giornata termina in allegria alla
Scuola Materna Prospero Alpino di Marostica
Crescere nella cooperazione” è il nome dato al
nuovo progetto della Fondazione delle BCC/CRA
vicentine. L’iniziativa, che nasce per favorire l’integrazione e lo scambio tra scuola e territorio, vuole valorizzare la cultura della cooperazione tra i giovani e
potenziare la dimensione della solidarietà e dell’imprenditorialità, viste come competenze preziose per la vita.
L’intento del progetto è quello di sviluppare un’azione di impegno civico ed etico: l’idea di cooperazione
proposta a docenti ed alunni non è, infatti, soltanto un
modello di sviluppo economico, ma anche un esempio
di responsabilità civile e sociale.
Il progetto è uno strumento per approfondire la conoscenza del mondo cooperativo e dei suoi valori, in particolare la responsabilità individuale, la democrazia, la
solidarietà. Ma non si ferma ad una mera esposizione
astratta di questi principi: per la conoscenza del modello
cooperativo, della sua organizzazione, della sua storia e
della sua valenza sul territorio è importante che i ragazzi
ne sperimentino direttamente le forme organizzative.
Solo la sperimentazione di imprese cooperative con le
classi – ossia vere e proprie Associazioni Cooperative
Scolastiche - con l’esperienza concreta dei valori della
democrazia e della condivisione, permette di comprenderne l’importanza, gettando le basi per una cittadinanza responsabile e solidale e offrendo ai ragazzi competenze aggiuntive per la loro futura vita professionale.
A Venezia la firma del protocollo d’intesa con l’Ufficio
Scolastico Regionale e la Regione Veneto
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a Thiene siamo
Vi
due volte
più vicini!
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18/2010 - Banca San Giorgio Quinto Valle Agno