Caritas
Diocesana
GESÙ CHE NASCE
HA I NOSTRI PIEDI
E LE NOSTRE GAMBE,
IL NOSTRO CUORE,
LE NOSTRE MANI
E LE NOSTRE BRACCIA,
IL NOSTRO VISO,
I NOSTRI OCCHI,
LA NOSTRA BOCCA,
I NOSTRI ORECCHI,
IL NOSTRO NASO.
Ufficio
Liturgico
Ufficio
Catechistico
AVVENTO 2008
Veglia di preghiera
concattedrale di San Siro
16 dicembre
GESÙ CHE NASCE
AGISCE, PARLA, AMA
ATTRAVERSO DI NOI
SE SAPPIAMO ACCOGLIERLO
CON GIOIA
NEL NATALE QUOTIDIANO.
“La strada è lunga, ma non esiste che
un solo mezzo per sapere dove può
condurre: proseguire il cammino”
VIVERE LA VITA
VIVERE LA VITA
Vivere la vita con le gioie e coi dolori di ogni giorno:
è quello che Dio vuole da te.
Vivere la vita e inabissarti nell'amore, è il tuo destino:
è quello che Dio vuole da te.
Fare insieme agli altri la tua strada verso Lui,
correre con i fratelli tuoi.
Scoprirai allora il cielo dentro di te,
una scia di luce lascerai.
Vivere la vita è l'avventura più stupenda dell'amore:
è quello che Dio vuole da te.
Vivere la vita e generare ogni momento il Paradiso:
è quello che Dio vuole da te.
Vivere perché ritorni al mondo l'unità,
perché Dio sta nei fratelli tuoi,
Scoprirai allora il cielo dentro di te,
una scia di luce lascerai. (2)
Vescovo: Nel nome del Padre…
Vescovo: La pace sia con voi…
Vescovo: Al Signore che ancora una volta si manifesta nel Natale del suo
Figlio vogliamo chiedere perdono delle nostre dimenticanze, delle nostre
negligenze e di tutte le volte che non ci siamo ricordati di chi è nel
bisogno.
Ad ogni invocazione diciamo: Perdonaci, Signore.
— Per tutti i bambini che ogni giorno muoiono di fame
— Per tutte le persone che sopravvivono con meno del necessario
— Per tutte le volte che scegliamo di aumentare la spesa per le armi
e diminuire quella per l’aiuto allo sviluppo dei paesi poveri
— Per tutte le volte che non ci facciamo carico della alfabetizzazione
di tutti i bambini
Vescovo: Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri
peccati e ci conduca alla vita eterna.
Amen
Vescovo: Preghiamo:
Dio, Padre dei poveri, che hai cura di tutti gli uomini e fai sorgere il
sole sopra i giusti e sopra gli ingiusti, sostieni l'impegno dei tuoi figli
ad accogliere ogni uomo come un fratello e a costruire un mondo nella
giustizia e nella pace, secondo la tua volontà.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con
Te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
LITURGIA DELLA PAROLA
Dalla Lettera di S. Paolo apostolo a Tito (2 ,1-8. 11-14)
Salmo responsoriale - 36
Rit.:” la salvezza dei giusti viene dal Signore”.
Dalla Populorum progressio
48. Il dovere di solidarietà che vige per le persone vale anche per i
popoli: «Le nazioni sviluppate hanno l'urgentissimo dovere di aiutare le
nazioni in via di sviluppo». Bisogna mettere in pratica questo
insegnamento conciliare. Se è normale che una popolazione sia la prima
beneficiaria dei doni che le ha fatto la Provvidenza come dei frutti del
suo lavoro, nessun popolo può, per questo, pretendere di riservare a suo
esclusivo uso le ricchezze di cui dispone. Ciascun popolo deve produrre
di più e meglio, onde dare da un lato a tutti i suoi componenti un livello
di vita veramente umano, e contribuire nel contempo, dall'altro, allo
sviluppo solidale dell'umanità. Di fronte alla crescente indigenza dei
paesi in via di sviluppo, si deve considerare come normale che un paese
evoluto consacri una parte della sua produzione al soddisfacimento dei
loro bisogni; normale altresì che si preoccupi di formare educatori,
ingegneri, tecnici, scienziati, che poi metteranno scienza e competenza al
loro servizio.
49. Una cosa va ribadita di nuovo: il superfluo dei paesi ricchi deve
servire ai paesi poveri. La regola che valeva un tempo in favore dei più
vicini deve essere applicata oggi alla totalità dei bisognosi del mondo.
Riflessione del Vescovo
SAN FRANCESCO
O Signore, fa’ di me uno strumento,
fa’ di me uno strumento della tua pace:
dov'è odio, che io porti l'amore,
dov'è offesa che io porti il perdono,
dov'è dubbio che io porti la fede,
dov'è discordia che io porti l'unione,
dov'è errore che io porti verità,
a chi dispera che io porti la speranza.
dov'è errore che io porti verità,
a chi dispera che io porti la speranza.
Rit.
O Maestro, dammi Tu un cuore grande
che sia goccia di rugiada per il mondo,
che sia voce di speranza,
che sia un buon mattino per il giorno di ogni uomo,
e con gli ultimi del mondo
sia il mio passo lieto nella povertà, nella povertà.
O Signore, fa’ di me il tuo canto.
fa’ di me il tuo canto di pace:
a chi è triste che io porti la gioia,
a chi è nel buio che io porti la luce.
È donando che si ama la vita;
è servendo che si vive con gioia.
Perdonando si trova il perdono;
è morendo che si vive in eterno.
Perdonando si trova il perdono;
è morendo che si vive in eterno.
Rit.
1. DIMEZZARE LA POVERTÀ ASSOLUTA E LA FAME
NEL MONDO:
3. PROMUOVERE LA PARITÀ FRA I SESSI
Ventiquattromila persone muoiono ogni giorno per fame o cause ad essa
correlate. Tre quarti dei decessi interessano bambini al di sotto dei
cinque anni di età.
Le donne hanno un’influenza enorme sul benessere delle famiglie e delle
società. Tuttavia, il loro potenziale non si realizza pienamente a causa di
norme sociali ed economiche che le discriminano e di ostacoli giuridici.
Guerre e conflitti sottopongono continuamente le donne ad abusi e
maltrattamenti e violenze.
Se qualche volta la gente è morta di fame, ciò non è avvenuto perché
Dio non si è preso cura di loro, ma perché non siamo stati uno
strumento di amore nelle sue mani per far giungere loro il pane e il
vestito necessari, perché non abbiamo riconosciuto Cristo quando è
venuto ancora una volta, miseramente travestito, nei panni dell’uomo
affamato, dell’uomo solo, del bambino senza casa e alla ricerca di un
tetto.
«Viene l'ora, l'ora è venuta, in cui la vocazione della donna si svolge con
pienezza, l'ora in cui la donna acquista nella società un'influenza, un
irradiamento, un potere finora mai raggiunto. E' per questo che, in un
momento in cui l'umanità conosce una così profonda trasformazione, le
donne illuminate dallo spirito evangelico possono tanto operare per
aiutare l'umanità a non decadere». (Mulieris dignitatem)
Quello che importa non è la quantità del dono, bensì
l'intensità dell'amore con cui lo diamo.
Quello che importa non è la quantità del dono, bensì
l'intensità dell'amore con cui lo diamo.
2. ASSICURARE L’ISTRUZIONE ELEMENTARE A TUTTI
I BAMBINI E LE BAMBINE DEL MONDO
4. RIDURRE DI 2/3 LA MORTALITÀ DEI BAMBINI
AL DI SOTTO DEI 5 ANNI DI ETÀ
Lo sai che non tutti i bambini del mondo hanno la fortuna di andare a
scuola? Nel mondo ci sono più di 140 milioni di bambini che non sono
mai stati a scuola.
Lo sai qual è il motivo? Ci sono bambini che sono costretti a lavorare
tutto il giorno e quindi non possono andare a scuola. Questi bambini
vengono chiamati “bambini-lavoratori”.
Nel mondo ci sono 250 milioni di “bambini-lavoratori”!
L’articolo 28 della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia
dice: “gli Stati riconoscono il diritto del fanciullo all’educazione: gli
Stati rendono l’insegnamento primario obbligatorio e gratuito per
tutti”.
Tutti gli Stati, tranne gli Stati Uniti e la Somalia, hanno ratificato la
Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia.
New York, 13 settembre 2007 - Nuovi dati rivelano importanti progressi
nella lotta alla mortalità infantile, con un declino del numero di decessi
annui di bambini sotto i cinque anni.
La mortalità infantile ha toccato il picco più basso da sempre, scendendo
sotto i 10 milioni di morti all'anno e attestandosi a 9,7 milioni, rispetto ai
13 milioni del 1990.
«Questo è un momento storico - ha affermato il Direttore generale
dell'UNICEF - sopravvivono più bambini oggi che mai prima in
passato. Dobbiamo far leva su questo successo sanitario per accelerare
il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.»
«Non vi è però ragione di compiacersi, la perdita ogni anno di 9,7
milioni di giovani vite è inaccettabile. La maggior parte di queste morti
sono prevenibili. »
Quello che importa non è la quantità del dono, bensì
l'intensità dell'amore con cui lo diamo.
Signore, quando ho fame,
dammi qualcuno che ha bisogno di cibo;
quando ho un dispiacere,
mandami qualcuno da consolare;
quando la mia croce diventa pesante,
fammi condividere la croce di un altro;
quando non ho tempo,
dammi qualcuno che io possa aiutare per qualche momento.
Quello che importa non è la quantità del dono,
bensì l'intensità dell'amore con cui lo diamo.
5. RIDURRE DI 2/3 LA MORTALITÀ MATERNA
Le precarie condizioni igieniche nelle quali sono costrette a partorire le
donne nei Paesi del Sud del mondo, l’assenza di personale qualificato, la
malnutrizione e le malattie sono causa ogni anno della morte di 500.000
donne e di un numero ancor più alto di orfani.
Devo ancora trovare la prima donna Povera disposta ad abortire.
Senza dubbio - se ce la farà - darà alla luce suo figlio.
È possibile che abbandoni la sua creatura sulla strada, ma non sarà lei
ad eliminare suo figlio.
È un qualcosa che dobbiamo imparare dai Poveri: la grandezza del loro
amore per il figlio.
Madre Teresa
Quello che importa non è la quantità del dono,
bensì l'intensità dell'amore con cui lo diamo.
6. FERMARE ED INVERTIRE L’ANDAMENTO DELLA
DIFFUSIONE DELL’HIV/AIDS E PREVENIRE
LA DIFFUSIONE DI MALATTIE INFETTIVE
L’Aids rimane oggi una delle principali cause di decesso in tutti i paesi
del mondo, in particolare nei Paesi del Sud, dove colpisce soprattutto le
donne e i bambini appartenenti alle fasce meno istruite della
popolazione.
La tubercolosi provoca più di due milioni di vittime ogni anno. E’ la
seconda malattia infettiva più comune al mondo ed è la maggior causa di
morte per i pazienti affetti da AIDS.
La malaria provoca più di un milione di vittime all’anno.
Apri i nostri occhi, Signore,
perché possiamo vedere Te
nei nostri fratelli e sorelle.
Apri le nostre orecchie, Signore,
perché possiamo udire le invocazioni
di chi ha fame, freddo, paura,
e di chi è oppresso.
Apri il nostro cuore, Signore,
perché impariamo ad amarci gli uni gli altri
come tu ci ami.
Donaci di nuovo il tuo Spirito, Signore,
perché diventiamo un cuor solo ed un’anima sola,
nel tuo nome.
Amen.
Quello che importa non è la quantità del dono,
bensì l'intensità dell'amore con cui lo diamo.
7. ASSICURARE LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE
COSA POSSIAMO FARE?
Che cosa significa?
È l’impegno a proteggere i patrimoni naturali e culturali delle nazioni
garantendo l’equilibrio tra l’ambiente naturale e le attività dell’uomo,
sostenendo nel contempo un’economia produttiva a favore di tutti anche
delle generazioni future.
La natura non ha più il tempo per rimediare ai danni prodotti dall’uomo.
Informarsi
Il primo passo è sempre conoscere per prendere conoscenza.
I mezzi sono molti, a partire dalla televisione che, purtroppo spesso in
orari sfavorevoli, ci offre testimonianze da tutto il mondo.
Giustizia e pace, Ufficio Missionario, Caritas, Istituti Missionari, offrono
un’ampia gamma di strumenti per approfondire una conoscenza vera
delle comunità umane del mondo. Parlare di questa campagna dove e
con chi vivo: un primo passo.
È Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano;
ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare un altro;
ogni volta che volgi la schiena ai princìpi
che cacciano gli oppressi ai margini del loro isolamento;
ogni volta che speri con i "prigionieri"
(gli oppressi dal peso della povertà fisica, morale e spirituale);
ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza!
È Natale ogni volta che permetti al Signore
di amare gli altri attraverso di te.
Quello che importa non è la quantità del dono,
bensì l'intensità dell'amore con cui lo diamo.
8. SVILUPPARE UN PARTENARIATO GLOBALE PER
LO SVILUPPO
Gli obiettivi di sviluppo del millennio riconoscono esplicitamente che si
può eliminare la povertà solo attraverso una “collaborazione globale per
lo sviluppo”, che veda tutti i Paesi reciprocamente impegnati rispetto a
responsabilità specifiche.
“Dio abita questo tempo e chiede a noi di trasformarlo con l’amore.
Il Regno ha ben poco a che vedere con il miracolo e con lo
straordinario. Oggi ognuno di noi può decidere se costruire il Regno o
attenderlo, se aspettare che fiorisca nei nostri gesti o idealizzarlo e
proiettarlo in un improbabile e ipotetico futuro”.
Quello che importa non è la quantità del dono,
bensì l'intensità dell'amore con cui lo diamo.
Partecipare
Una firma, l’invio di una cartolina, l’adesione via internet: “spesso
veniamo sollecitati ad azioni di cui non sempre riusciamo a cogliere
l’importanza. Sembra così piccolo il nostro gesto, ognuno di noi può
cambiare una piccola parte degli eventi e la somma di tutti questi atti a
scrive la storia di una generazione”. (R. Kennedy).
In ogni caso, la partecipazione diretta di un gran numero di persone a
sostegno di una causa rende visibile quella parte di opinione pubblica
che crede possibile una maggiore giustizia e i Governanti sanno di
doverne in qualche modo tenerne conto.
Condividere
…i beni: sostenere in modo continuativo progetti di promozione umana
(per esempio con l’adozione a distanza), di intervento sanitario, di
riabilitazione dopo emergenze e guerre, diventa non solo utile a chi
riceve il contributo in denaro, ma aiuta chi dona a passare dall’elemosina
alla vera carità, educandosi ed educando la propria famiglia, la propria
città ad una logica di gratuità.
...il tempo, poco o tanto che sia: può trattarsi di collaborare con una
associazione, ma anche di scegliere di passare un tempo significativo
della propria vita insieme ad una comunità lontana.
Stili di vita
Non potrà mai non esserci vera giustizia se noi, abitanti dei Paesi ricchi,
non accettiamo di modificare il nostro tenore di vita: lotta agli sprechi, il
commercio equo e solidale, la finanza etica, esperienza dei gruppi di
acquisto solidale (GAS), il turismo responsabile.
Le proposte sono tante e possono testimoniare che “un nuovo mondo è
possibile”, contagiando tanti intorno a noi.
Vescovo: Il Signore ci dona il suo Spirito per diffondere in tutto il mondo
la sua gioia e la sua speranza. Con la fiducia e la libertà dei figli, diciamo
insieme:
Padre Nostro…
Vescovo: Preghiamo. O Dio, Padre degli umili e dei poveri, che chiami
tutti gli uomini a condividere la pace e la gioia del tuo regno, mostraci la
tua benevolenza e donaci un cuore puro e generoso, per preparare la via
al Salvatore che viene. Egli è Dio…
Prendi un sorriso
regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima
posala sul volto di chi non ha mai pianto.
Prendi il coraggio
mettilo nell'animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà
e donala a chi non sa donare.
Scopri l'amore
e fallo conoscere al mondo...
(M. Ghandi)
Vescovo: Il Signore sia con voi…
— Dio, che vi dà la grazia di celebrare la prima venuta del suo Figlio e di
attendere il Suo Avvento glorioso vi santifichi con la luce della sua
visita.
— Nel cammino di questa vita, Dio vi renda saldi nella fede, gioiosi
nella speranza, operosi nella carità.
— Voi che vi rallegrate per la venuta del nostro redentore, possiate
godere della gioia eterna, quando egli verrà nella gloria.
E la benedizione…
Congedo dell’assemblea
SEMINA LA PACE
(Hopes of peace)
Senti il cuore della tua città,
batte nella notte intorno a te,
sembra una canzone muta che
cerca un'alba di serenità.
Semina la pace e tu vedrai
che la tua speranza rivivrà;
spine tra le mani piangerai,
ma un mondo nuovo nascerà.
Rit.
Sì, nascerà
il mondo della pace,
di guerra non si parlerà mai più,
la pace è un dono
che la vita ci darà,
un sogno che si avvererà...
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