The Times
Giovedì 18 Marzo 1886
UCCISO LORD WOLMER
DIRETTORE
DEL
DIPARTIMENTO
DI
FILOSOFIA
DELLO
UNIVERSITY COLLEGE
PUGNALATO A MORTE
Lord
Firk
Wolmer,
primogenito dello stimato
Stanley Wolmer, è stato
trovato morto mercoledì
sera, vittima di un violento
attacco portato con un
coltello.
Il corpo di Lord Wolmer è
stato scoperto in Gower
Street, fuori del suo ufficio
al
London
University
College in cui aveva un
ruolo per lo più di
rappresentanza
come
direttore del Dipartimento
di Filosofia.
Lascia la moglie, Lady
Maud Wolmer, le figlie
Madelyn, di 16 anni, e
Anna, di 12, e il fratello
Charles, del 39 CE.
SCOTLAND
YARD
PERPLESSA
NONOSTANTE
IL
RACCONTO DI UNA
TESTIMONE
La polizia è stata
avvertita dell’omicidio da
Miss Maria Chaffe che
sostiene di aver udito
dei rumori di lotta nella
strada dal suo salotto in
Gower Street poco dopo
le sette.
“Ho visto lo sfarfallio di
una luce, poi ho sentito
quella
che
mi
è
sembrata una breve
lotta, seguita dal rumore
di una serie passi
affrettati” ha dichiarato
Miss
Chaffe.
“Immediatamente
mi
sono
avventurata
all’esterno dove ho visto
Lord Wolmer esalare
l’ultimo respiro. Non
sapevo cosa fare se non
avvisare il primo agente
che sono riuscita a
trovare”.
IMPORTANTI
DECISIONI
IMMINENTI
PER
IL
LONDON
UNIVERSITY
COLLEGE
Indubbiamente la morte di
Lord
Wolmer
porta
l’attenzione
sull’università
che
sta
attualmente
attraversando
una
crisi
d’identità.
Da un lato si trovano i
tradizionalisti, supportati da
molti
dei
maggiori
finanziatori dell’istituzione.
La loro attenzione rimane
concentrata sul ripristinare il
prestigio
del
College
principalmente
adottando
criteri di ammissione più
restrittivi e rafforzando i
legami con le classi della
nobiltà.
Dall’altra parte si trovano
invece i progressisti che
insistono che il College
potrebbe servire meglio il
paese diventando più aperto
ed accessibile a più studenti,
indipendentemente dal loro
rango.
1
Il defunto Lord Firk Wolmer
Bloccato il progetto di
espansione
dell’orfanotrofio
Mercoledì il filantropo
Clifford Roberts, che il
mese
scorso
aveva
annunciato un progetto di
espansione
per
l’orfanotrofio di St. James
all’1 SW al fine di mitigare
i
problemi
di
sovraffollamento, ha detto
che tale piano dovrà
essere
momentaneamente
sospeso.
“Sfortunatamente finora
non siamo riusciti ad
ottenere nessuna delle
proprietà confinanti” ha
detto Sir Henry Adam,
direttore del St. James.
“Credo comunque che si
tratterà
soltanto
di
un’interruzione
temporanea. Il nostro
benefattore, Mr. Roberts,
rimane
fermo
nell’impegno di fornire al
nostro staff tutte le risorse
necessarie per dare a
questi bambini la vita che
meritano.”
Negli ultimi anni Mr.
Roberts, cofondatore del
redditizio
negozio
di
abbigliamento Roberts &
Parfitt, è stato uno dei più
grossi benefattori per le
organizzazioni benefiche
a favore dei bambini.
Lettere
Lettere
Sul bisogno di unità nelle
nostre chiese
In
qualità
di
pastore
responsabile del gregge della
Chiesa calvinista gallese è con
grande
tristezza
che
ho
appreso la notizia della morte di
uno
dei
nostril
amati
parrocchiani, Lord Firk Wolmer.
Ad accrescere il mio rammarico
contribuisce il tristemente il fatto
che lord Lord Wolmer se ne sia
andato prima di riuscire a
risolvere i suoi dissidi con un
altro membro della nostra
congregazione.
Troppo spesso nel mondo di
oggi ci lasciamo consumare
dalle discussioni e dal desiderio
di essere riconosciuti ‘nel
giusto’. Dovremmo sempre
essere alla ricerca della verità,
e sempre critici nei confronti
della nostra posizione quanto lo
siamo di quella del nostro
avversario. E, forse ancora più
importante, dovremmo sempre
fare molta attenzione a non
farci trascinare nella banalità.
Su alcuni argomenti vale la
pena discutere, ma su molti altri
no. Dobbiamo stare attenti a
distinguere quali sono gli uni e
quali gli altri.
Stiamo facendo le domande
sbagliate?
Molti dei vostri lettori si
staranno
certamente
chiedendo “Perché? Perché
uno dei lord di Londra è stato
assassinato in mezzo a una
strada?” La mia reazione
quando ho appreso la notizia
è stata invece “Perché?
Perché ci sono ancora i lord in
Gran Bretagna?”
Com’è possibile che non ci
soamo ancora lasciati alle
spalle il sistema feudale
mentre ci stiamo avvicinando
all’alba del ventesimo secolo?
Le colonie americane hanno
compreso
l’ingiustizia
di
questo antico sistema e se ne
sono liberate da più di un
secolo. Un americano non
dovrà mai più inginocchiarsi
davanti ad un altro solo in
base al suo grado o titolo.
Il sole sta tramontando
sull’epoca degli imperi e della
nobiltà ereditata. Le nazioni
non dovrebbero più piegarsi ai
loro signori ereditari. Forse la
tragica morte di Mr. Wolmer
dovrebbe essere vista come
un simbolo di questo.
Distinti saluti,
G. O’G
Rev. Norman Potter
Calvinista gallese
2
ANNUNCI COMMERCIALI
Nuovo Ristorante in West
Central London
Romano’s, al 19 CO, sopraffatto
dal numero di avventori serviti
nelle prime settimane di aperture,
annuncia che a partire da
Domenica 20 marzo richiederà la
prenotazione per la cena, al fine di
evitare spiacevoli ritardi nel
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Rumanov,
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Ognuno di loro è disponibile ad
accettare nuovi pazienti.
PRIMO CASO
L’accademico assassinato
18 Marzo 1886
Le prime due settimane del marzo 1886 furono per me e Sherlock Holmes un periodo
terribilmente noioso. I casi intriganti sembravano una cosa del passato, e il tedio
stava iniziando a far pagare il proprio pedaggio a Holmes. Lo stimolo intellettuale
era la sua droga d’elezione, ma in caso di bisogno era pronto a dedicarsi a droghe di
natura più concreta.
Io stesso trovavo la mancanza di lavoro stimolante molto noiosa, ma avrei
accettato di buon grado quella noia piuttosto che la notizia che lessi sul giornale del
mattino in quel fatidico giorno.
Avevo avvertito soltanto il più debole dei rumori fuori dalla nostra residenza al
221B di Baker Street quando holmes iniziò ad alzarsi.
“Sembra che il nostro amico Wiggins sia qui con un caso per noi” affermò con
sicurezza Holmes.
Stavo per chiedermi cosa rendesse Holmes così sicuro quando la porta del nostro
appartamento si spalancò ed emerse Wiggins, col giornale in mano.
“Penso di aver trovato un caso che provocherà il vostro interesse”, disse con
confidenza Wiggins, e buttò sul tavolo la copia del Times .
Sobbalzai con orrore leggendo il titolo. Questo catturò l’attenzione di Holmes.
“Un vostro amico? No, forse un vostro paziente?” chiese, con una certa insicurezza
che non gli apparteneva.
“Entrambi” risposi, cercando ancora di riprendermi dalla notizia. “Lord Firk
Wolmer è stato pugnalato a morte al London University College”.
“Firk Wolmer… Wolmer…” disse Holmes, cercando di far ordine nella propria
memoria, “Ah! Ricordo che lo scorso inverno lo avete nominato qualche volta. Mi
pare che abbiate fatto delle visite a domicilio per valutare il suo recupero da
qualche malattia.”
“È vero” dissi. “Era malato da diversi anni e aveva consultato diversi dottori in
tutto il paese. Era arrivato al punto che gli era difficile lasciare casa per curarsi,
così la moglie mi aveva pregato di visitarlo”.
“Non saprei dire quale fosse stata in origine la sua malattia, ma negli anni aveva
visto così tanti medici che gli avevano prescritto così tante e potenti medicine che
vedere il contenuto del suo armadietto dei medicinali mi tolse il fiato. Gli
raccomandai di smettere immediatamente di assumerli e, sebbene fosse riluttante,
mi ascoltò. Questo accadde all’inizio di novembre, e per la fine di febbraio si era
completamente ristabilito. Alla fine dell’anno scorso stava abbastanza bene da
accettare l’offerta del London University College di un posto come direttore del
dipartimento di filosofia.”
3
Holmes stava leggendo attentamente il giornale mentre gli narravo i miei ricordi
su Lord Wolmer.
“Mi sento così male per la sua famiglia. Avevo conosciuto sua moglie Maud e le
figlie Madelyn e Anna durante le mie visite alla loro bella casa. Sembravano una
famiglia così felice”.
“Sembra che Lord Wolmer sia stato pugnalato ieri mentre stava lasciando il college.
Riuscite a pensare a qualcuno che avrebbe voluto che gli succedesse qualcosa di
male?”
“No, sebbene ricordi una conversazione avuta con Maud durante una delle mie
ultime visite in cui mi diceva come il suo incarico al dipartimento di filosofia avesse
risvegliato il filosofo che era in lui. Disse che prima di allora non era mai stato uno
che si avventurasse in dibattiti di natura ideologica, ma che da allora aveva
iniziato ad essere dogmatico su tutta una serie di questioni. Ricordo mi disse che
aveva fatto arrabbiare qualcuno per una disputa teologica al gruppo di studio della
Bibbia e che si era schierato molto apertamente su qualche questione all’università,
ma non riesco ad immaginare nessuno che possa essere spinto ad uccidere per cose
del genere.”
“Sapete chi erediterà il titolo di Lord?” chiese Holmes.
“Immagino sarà suo fratello Charles. Una volta l’ho incontrato di sfuggita. Mi è
sembrato una brava persona, e come suo fratello Firk mi è parso piuttosto
pragmatico. Nessuno dei due sembrava attribuire alcun valore ai titoli.”
L’interesse di Holmes era stato nuovamente catturato dal giornale.
“Di sicuro questo ha tutte le caratteristiche di un interessante diversivo, Watson,
ma vedendo che vi colpisce così da vicino vi lascerò il comando. Credo che fra voi e
Wiggins lascerò il caso in buone mani.”
4
30 CE
Negli uffici del Times ci presentiamo come investigatori per conto di Scotland Yard e chiediamo chi
fosse il responsabile della selezione degli articoli dell’edizione del mattino. La segretaria ci indica un
grande ufficio proprio dietro la sua scrivania.
“Credo che vi stesse aspettando,” ci dice mentre entriamo .
“Ah, Scotland yard, immagino. L’omicidio Wolmer?” dice l’uomo vestito di tutto punto seduto dietro
la scrivania con un tono soddisfatto.
“Sì, speravamo che qualcuno del Times potesse rispondere ad alcune domande,” replica Wiggins.
“Sapevo che era solo questione di tempo. Francamente mi sorprende che non siate venuti prima. Un
omicidio alle sette del pomeriggio e pubblichiamo due lettere dai lettori riguardanti il delitto già
nell’edizione del mattino dopo! È ovvio che la gente ne parli.”
“è esattamente quello che ci porta qui. Speravamo che qualcuno ci spiegasse come sia potuto
succedere.”
L’uomo sembra estremamente compiaciuto del modo in cui sta gestendo la situazione. Dalla
targhetta sulla scrivania capiamo che stiamo parlando con Walter Mathers, capo redattore del
Times.
“La lettera di protesta da parte dell’irlandese adirato è stata consegnata in questo stesso ufficio poco
dopo le otto di ieri sera. Ci ha detto che riguardava l’omicidio di Lord Wolmer, che in quel momento
non sapevamo nemmeno fosse stato ucciso. Abbiamo pensato fosse pazzo e ubriaco. Alla fine è venuto
fuori che era soltanto ubriaco. Potete immaginare la nostra sorpresa quando uno dei nostri reporter
si è precipitato in ufficio poco dopo con la notizia che lord Wolmer era stato effettivamente
assassinato!
Il reporter era arrivato assieme al reverendo Norman Potter, responsabile della parrocchia cui
apparteneva lord Wolmer. Si trovava per caso sulla scena del delitto e si è offerto di contribuire
all’edizione del mattino con le sue riflessioni. Lettura interessante, non trovate?”
“Senza dubbio,” ammette Watson.
38 CE
Troviamo sir Jasper Meeks seduto vicino all’ingresso del Bart’s.
“Temevo che oggi sareste passati da me,” dice mentre ci invita in archivio, “vorrei soltanto avere
qualcosa che possa aiutarvi nelle vostre indagini.”
Ci porge una copia del breve rapporto dell’autopsia.
“Mi è stato detto che Lord Wolmer era stato malato di recente, ma il corpo che ho esaminato
risultava in perfetta salute fino al momento in cui è stato pugnalato al petto fra le sei e le sette di
ieri sera.”
“Questo lo sapevamo già,” replica con disappunto Wiggins, “era in prima pagina sul giornale.”
Sir Jasper scrolla le spalle.
“Non posso dirvi molto di più. La vittima è stata pugnalata con un solo colpo, che ha perforato il
cuore e lasciato una ferita larga poco più di due pollici. Dopo una ferita come quella non avrebbe
potuto sopravvivere per più di trenta secondi. Scotland Yard non ha richiesto alcun esame
tossicologico, ma io non vedo indizi di niente fuori dal comune.”
“Grazie per il vostro tempo,” dice Wiggins mettendo lo scarno rapporto nella valigetta.
39 CE
Veniamo accolti all’ingresso dalla signora Mary Wolmer. È una donna alta, magra, probabilmente
vicina ai quarant’anni. Sarebbe piuttosto bella, se non fosse per l’espressione triste.
“Entrate, sedetevi,” ci invita, indicandoci il salotto.
“Immagino siate di Scotland Yard,” ci dice dalla cucina.
5
“Non in veste ufficiale, siamo loro consulenti.”
Ben presto esce dalla cucina portandoci un tè.
“Capisco. Come posso aiutarvi?”
“Come avrete probabilmente immaginato,” inizia Wiggins, con un cenno di apprezzamento per il tè,
“stiamo indagando sulla morte di vostro cognato. Vostro marito è in casa?”
“Se n’è andato più di un’ora fa. Il nostro figlio maggiore Allan ha preso molto male la morte di Firk,
così Charles ha portato lui e suo fratello a stare dai miei genitori a Manchester per evitare che
vedano il loro defunto zio su tutti i giornali della città.”
“Capisco. Conoscevate bene Firk?”
“Mi piace crederlo,” risponde, “almeno da quando si è ripreso dalla malattia. Per alcuni anni lo
abbiamo visto molto poco. Ma quest’inverno sembrava veramente rinato. Lo vedo la domenica in
chiesa e tutti i venerdì cena fuori con Charles. A volte mi unisco a loro.”
“Avete detto venerdì? Dovevano incontrarsi anche domani?”
“Credo di sì. Da quando Firk è stato nominato direttore del Dipartimento di filosofia si sono
incontrati tutti i venerdì, di solito nel nuovo ristorante vicino all’università.”
“E di che cosa parlavano?”
“Di un sacco di cose. In un certo qual modo erano gelosi uno dell’altro. Spesso Charles parlava di
quanto fosse frustrato dagli aumenti che il nostro affitto ha subito negli ultimi anni e di quanto fosse
difficile trovare una buona casa ad un prezzo decente. Per lo più Firk parlava dell’università, ma
elogiava anche Allan e Jake e continuava raccontando di quanto lui e la moglie avrebbero voluto un
figlio maschio. Amano profondamente le figlie ma è da anni che vorrebbero un maschio, da molto
prima che Firk si ammalasse.”
“Eravate con loro venerdì scorso? Sapete di cosa hanno parlato quella sera?”
“Non ero con loro ma ricordo che Charles mi ha raccontato di quella sera. Ha detto che Firk iniziava
a pentirsi di quanto poco avesse controllato le proprie parole nelle ultime settimane. Aveva iniziato
una ridicola discussione ad un gruppo di studio della Bibbia sugli angeli che ballano, e aveva
scoperto che così facendo si era fatto un nemico. Si era pure fatto coinvolgere nella disputa in corso
all’università sull’opportunità di focalizzarsi più sul prestigio o sull’apertura. E ha anche detto che
era stato avvicinato da Clifford Roberts a proposito della vendita di un pezzo di terra per dare
all’orfanotrofio di St James la possibilità di espandersi, ma che aveva declinato l’offerta.
Comunque mi viene in mente che Charles potrebbe trovarsi ancora dai Livingston. La signora
Livingston spesso accudisce il nostro figlio minore, e Charles doveva fermarsi per pagarle la
settimana prima di lasciare la città.”
Grazie per il vostro aiuto, e per il tè,” dice Wiggins alzandosi dal divano. “Potremmo fermarci a farle
una visita.”
52 CE
All’interno della taverna Raven & Rat troviamo il nostro vecchio amico Porky Shinwell nel mezzo di
una pigra giornata di affari.
“Hey gente, cosa vi porta qui? Non credo siate qui per un drink,” dice Porky da dietro il bancone.
“Temo di no,” risponde Wiggins. “Stiamo indagando sulla morte di Lord Firk Wolmer.”
“Me lo aspettavo,” replica aspramente Porky.
“Sai se aveva qualche traffico illecito? O qualche nemico nel mondo criminale?”
“Nemici? Non credo di conoscerne nessuno. Ma ha fatto affari con un noto criminale: Jack Marshall,
un affermato strozzino.”
“Lord Wolmer aveva dei debiti con un usuraio?”
“È possibile. Non posso dirlo con certezza, ma negli ultimi anni fra la primavera e l’estate Lord
Wolmer si è sempre fatto prestare dei soldi da Jack. Poi però ripagava sempre il suo debito in
autunno.”
6
“Però hai detto che fra di loro non c’era ostilità”
“Non che io sappia. In effetti Jack si riferiva a Firk come alla sua fonte di guadagno più sicura.
Addirittura gli faceva un tasso di interesse inferiore a quello di tutti gli altri clienti perché era
convinto fossero soldi sicuri. Però quest’anno non gli ho sentito fare il nome di Firk, quindi è possibile
che i oro rapporti si siano guastati a mia insaputa.”
“Interessante. Grazie, porky.”
67 CE
Quando arriviamo a casa sua riceviamo da Pamela Litchfield un benvenuto abbastanza tiepido.
“Siete giornalisti?” ci chiede.
“No, siamo consulenti di Scotland Yard.”
Ci pensa per un momento prima di invitarci ad entrare.
“La notizia è stata un colpo particolarmente duro per mia sorella. Per favore siate delicati e brevi,”
ci prega.
“Grazie. Faremo del nostro meglio per non turbarla.”
Veniamo condotti in salotto, dove Lady Maud Wolmer siede ad un lato del divano - un braccio sul
bracciolo, l’altro sullo stomaco – con tracce di lacrime parzialmente asciugate che ancora brillano sul
viso. È un po’ insignificante, con lunghi capelli castani e una corporatura minuta come la sorella. È
chiaramente più giovane di Lord Wolmer, probabilmente sulla tarda trentina.
“Questi signori dicono di essere con Scotland Yard,” dice Pamela, cercando di giustificare la nostra
intrusione.
“Lo so,” dice tristemente. “Buongiorno dottor Watson. Sapevo che alla fine sarebbe successo.”
“Grazie per essere così comprensiva,” dice Watson. “Suppongo che la nostra prima domanda sia se
conoscete qualcuno che avrebbe voluto fare del male a vostro marito.”
Lady Maud scrolla le spalle sconsolata in risposta alla nostra domanda.
“Me lo sono chiesta io stessa tutto il giorno. No, non riesco a pensare a nessuno che avrebbe voluto
uccidere Firk. So che ultimamente è stato terribilmente diretto, e che ha detto delle cose che hanno
fatto arrabbiare delle persone, ma non riesco ad immaginare che qualcuno sia stato tanto arrabbiato
da arrivare ad ucciderlo.”
“Parlateci di queste persone che avrebbe fatto arrabbiare.”
“Da dove cominciare?” si chiede roteando gli occhi. “Beh, c’è il preside della facoltà. Ha scelto Firk
come direttore del Dipartimento di Filosofia perché vedeva in lui un epitome della prestigiosa classe
nobiliare: il simbolo perfetto di quello che avrebbe voluto che l’università diventasse. Ma poi Firk ha
iniziato ad essere critico verso quello stesso principio che gli aveva procurato il posto. Era esplicito
nel dire che l’università doveva calarsi nel presente e smetterla di dare valori alle relazioni fra
famiglie ed ai titoli.
E poi c’è Marlowe Enright, un gentiluomo conosciuto alla chiesa. Firk sapeva che Marlowe aveva un
punto di vista poco ortodosso e molto fervente sulla teologia, eppure iniziò deliberatamente una
discussione su una qualche questione banale che fece saltare i nervi a Marlowe. È stato più di un
mese fa, e ogni volta che incontravamo Marlowe in chiesa aveva scovato qualche nuova prova a
supporto del proprio punto di vista.
E non possiamo dimenticare Clifford Roberts. È un uomo ricco che voleva comprare un pezzo di
terra da Firk per espandere l’orfanotrofio che supporta. Si aspettava che Firk gli vendesse la terra
con un grosso sconto, visto che si trattava di una buona causa, ma pare che secondo lui Firk non
volesse abbassare il prezzo abbastanza. Firk chiedeva solamente il settanta per cento del prezzo di
mercato, ma considerato quanto siano saliti ultimamente i prezzi delle proprietà immobiliari per
certe persone rimane comunque un prezzo troppo alto da accettare. E ci sono più…”
Wiggins prende meticolosamente appunti mentre la signora elenca i possibili nemici del marito.
7
“Ma voi non credete che nessuno di questi sarebbe arrivato a voler vedere ucciso vostro marito,
giusto?”
Annuisce mentre le lacrime ricominciano a scendere.
“Potreste dirmi come è progredita la malattia di vostro marito dall’ultima volta che l’ho visto?”
Chiede il dottor Watson.
“Aveva fatto dei progressi meravigliosi. Eravamo entrambi piuttosto nervosi sul fatto di sospendere
l’assunzione dei medicinali, ma ogni giorno che passava vedevamo più miglioramenti. Firk si sentiva
come se avesse avuto una seconda possibilità dalla vita, e voleva viverla al massimo.”
Distoglie lo sguardo da noi e fissa lo sguardo nel vuoto oltre la grande finestra.
“Si è semplicemente spinto troppo in là e guardate cosa gli è successo,” ci dice, con la tristezza che
traspare dalla sua voce.
8 NO
La porta si apre rivelando un Bryan Jennings piuttosto nervoso.
“Vi ha mandati Jack?”
“No, stiamo indagando sulla morte di Firk Wolmer,” risponde Wiggins.
Il signor Jennings è palesemente sollevato da queste parole e si lascia andare ad un profondo sospiro
di sollievo.
“Capisco. Siete qui perché credete che possa essere stato Jack, giusto? Non so se Firk gli dovesse dei
soldi o meno, ma sono abbastanza sicuro che se avesse avuto dei debiti non sarebbero stati grossi
come i miei. Se Jack avesse deciso di iniziare ad uccidere chi era indietro coi pagamenti ho paura che
sarebbe toccato a me molto prima che a Firk.”
18 NO
Aspettiamo fino a quando non vediamo clienti nei paraggi prima di avvicinarci a Sam Parson nel
suo negozio di giocattoli.
“Il caso Wolmer, immagino,” dice Sam con un filo di voce mentre ci avviciniamo.
“Esatto,” risponde Wiggins.
“Ultimamente Fred porlock non ha lasciato niente, quindi non posso esservi di aiuto a questo
proposito. Comunque Lord Wolmer in persona è stato qui meno di una settimana fa. Non avevo
capito che fosse lui fino a quando non ho visto la sua foto sul giornale. L’ho osservato vagare per le
corsie per qualche minuto prima di andarsene senza dire una parola. Per tutto il tempo in cui è stato
qui aveva un’espressione molto soddisfatta stampata in faccia.”
“Interessante,” dice Watson, “grazie per il tuo tempo Sam.
“Spero vi sia di aiuto,” risponde.
42 NO
Di ritorno al 221B di Baker Street ci aspettavamo di trovare Holmes chino sui documenti relativi
all’omicidio di Lord Wolmer. Invece, con nostra sorpresa, lo troviamo in poltrona con un romanzo di
Jane Austen.
“Pensavo foste immerso nel lavoro sul caso,” dice Wiggins.
“Lo ero,” risponde Holmes, posando la sua copia di ‘Orgoglio e pregiudizio’ sul tavolino vicino al
giornale del mattino. “A volte serve un piccolo diversivo come questo per riportare la mente sugli
aspetti veramente importanti di un caso.”
“E quali sarebbero?” chiede Wiggins.
“È piuttosto semplice. Come direbbero i Romani, ‘Cui bono?’”
“A chi giova?” traduce Watson in risposta all’espressione confusa di Wiggins.
8
“Esattamente. Chi trae dalla prematura dipartita di Lord Wolmer benefici sufficienti per giustificare
un omicidio?”
Watson e Wiggins si guardano in silenzio per un momento.
“Non saprei. Non state pensando alla moglie perché erediterà il denaro, vero?”
“Ne trarrebbe veramente dei benefici? Non ci sono segni di separazioni in vista e sembra che fossero
felici assieme. La sua morte non migliora in alcun modo la sua situazione economica.”
“Allora il fratello, visto che erediterà il titolo?”
“È veramente un guadagno ai suoi occhi? Non mi avete detto voi stesso che si tratta di un uomo
pratico che non vede alcun valore in un titolo onorifico?”
“Ma allora chi aveva qualcosa da guadagnare?” chiede Watson, infastidito da Holmes che sta
facendo con lui il gioco del gatto col topo.
“Questo, amico mio, è esattamente quello che dovete scoprire,” dice, tirando su i piedi e ritornando al
suo libro.
53 NO
Il signor Hubert Lewin viene ad aprirci con uno sguardo ansioso.
“Hugh? Chi è?” chiede dall’interno una voce femminile.
“Solo due uomini che chiedono la carità,” le risponde. Ci raggiunge all’esterno e si chiude la porta alle
spalle.
“Siete qui per Jack, vero?” dice con voce più bassa prendendo il portafoglio. “Vorrei che aveste scelto
un momento migliore; Dianne non dovrebbe saperne niente.”
“Avete frainteso,” risponde Wiggins. “Stiamo indagando sulla morte di Firk Wolmer.”
“Oh! Non avevo sentito,” replica. Poi uno sguardo dimostra che ha capito. “E pensate possa essere
opera di Jack? Beh, potrebbe essere. Non conoscevo Firk così bene, ma so che in passato ha chiesto a
Jack Marshall molto più di quanto abbia mai chiesto io. In effetti ora ho il denaro per ripagare Jack
e pensavo che voi foste quiper riscuotere per conto suo. Vorrei quasi che lo foste; mi sarei liberato di
un grosso peso.”
74 SE
La cameriera ci accoglie nell’abitazione di Clifford Roberts. Quando chiediamo dove si trovi il
padrone di casa ci risponde che dovrebbe trovarsi ancora in ufficio.
88 SE
Il negozio di sartoria Robert e Parfitt è un’attività molto più grande di quanto immaginassimo. Si
possono incontrare alcuni dei più grossi nomi della società londinese che i fanno prendere le misure,
mentre il ticchettio delle macchine da cucire sovrasta qualsiasi altro suono.
Non passa molto dal nostro arrivo che siamo accolti da un commesso.
“Posso aiutarvi, signori?” ci chiede.
“Avremmo boisogno di parlare con il signor Clifford Roberts. È qui?” chiede Wiggins.
“C’è, ma in questo momento è terribilmente occupato. Forse potrei fissarvi un appuntamento?”
“Temo che sia una cosa piuttosto urgente. Stiamo indagando su un omicidio e se possibile vorremmo
parlargli adesso,” dice Watson con tono autorevole.
“Oh,” risponde sbigottito il commesso, “In questo caso, da questa parte.”
Il commesso ci conduce sul retro e su per una rampa di scale. Si ferma davanti ad una porta
decorata con il nome del signor Roberts.
“Signor Roberts, questi signori dicono che vi devono parlare a proposito di un’indagine per omicidio,”
dice il commesso.
9
“Davvero?” risponde una voce sorpresa dall’interno. “Falli entrare.”
Clifford Roberts dimostra di aver appena passato i sessant’anni, ma mantiene ancora la giovanile
esuberanza di un uomo con la metà dei suoi anni. Si alza per salutarci e ci fa sedere.
“Immagino si tratti di Lord Wolmer,” comincia.
“Sì. Avete fatto qualche affare con lui di recente?” chiede Wiggins.
“No, ma non per colpa mia. Come potete vedere da quanto si trova sotto di noi ho trasformato quella
che era una piccola sartoria nel miglior negozio di abbigliamento di tutta Londra. E nel farlo sono
diventato piuttosto ricco. Per provar ad aiutare i meno fortunati, nel corso degli anni ho devoluto
considerevoli somme di denaro all’orfanotrofio di St James per supportare le loro attività. Ho
avvicinato Lord Wolmer circa un mese fa a proposito di un terreno che possedeva adiacente
all’orfanotrofio. Il mio intento era quello di comperarlo ad un prezzo equo per espandere
l’orfanotrofio che soffre di un sovraffollamento spaventoso. Lord Wolmer, comunque, ha deciso di
chiedere un prezzo esagerato per quella proprietà, nonostante non abbia prodotto niente da decenni,
e ben presto ci siamo trovato in una situazione di stallo.”
“Quanto avete offerto per l’affare?” chiede Wiggins.
“Una somma considerevole. Cinque anni fa chiunque sano di mente sarebbe sobbalzato di fronte ad
una simile offerta. Comunque Lord Wolmer decise di aggrapparsi alle recenti tendenze al rialzo dei
prezzi sul mercato immobiliare per giustificare un prezzo fortemente gonfiato. Deve aver pensato
che poteva sfruttarmi per ottenere qualsiasi somma volesse, visto che si tratta dell’unico terreno
libero vicino al St James.”
“Tralasciando la vostra opinione sul fatto che l’aumento dei prezzi dei terreni a Londra sia o meno
giustificato, direste che stava chiedendo più o meno del valore di mercato corrente?” chiede Watson.
“le cifre a cui al giorno d’oggi vengono venduti i terreni non sono giustificabili. Comunque chiedeva
meno di quanto le attuali tendenze del mercato suggerissero,” ammette il signor Roberts. “Però
qualsiasi uomo timorato di Dio dovrebbe sentirsi in dovere di fare un considerevole sconto per le
opere di carità. Specialmente un’organizzazione che svolge un compito indispensabile come quello del
St James.”
“Avete più parlato con Lord Wolmer dopo quel primo incontro?” chiede Wiggins.
“No. Poiché sono rimasto parecchio irritato dalla sua testardaggine, ho pensato fosse meglio
riconsiderare attentamente tutte le mie opzioni prima di avvicinarlo nuovamente. Con mio grande
piacere ultimamente ho trovato un’alternativa che mipermetterà di evitare le sue speculazioni.”
“E sarebbe?” chiede Wiggins.
“Quest’inverno l’orfanotrofio verrà trasferito esattamente qui, mentre la Roberts e Parfitt si sposterà
nel southwest, dove attualmente si trova l’orfanotrofio.”
“E con questo cosa otterrà? Questo laboratorio è più piccolo dell’orfanotrofio.”
“Ma posseggo già la proprietà confinante. E dal punto di vista degli affari ci aspettiamo un giro di
clienti maggiore nel southwest di Londra rispetto a qui. In verità è un’idea che porta benefici a tutte
le parti coinvolte, con l’eccezione del defunto lord Wolmer.”
“Immagino non abbiate altro da dirci relativo alla nostra indagine,” dice un seccato Wiggins.
“Temo di no. Non so altro di quell’uomo se non quello che ho letto sul giornale di oggi. Se pensate che
io abbia a che fare con questo omicidio vi sbagliate di grosso.”
1 SO
Dopo aver spiegato il nostro interesse per Lord Wolmer alla signora all’accettazione dell’orfanotrofio
di St James veniamo condotti nell’ufficio del direttore, Sir Henry Adam.
Sir Henry ci sovrasta quando si alza dalla scrivania per salutarci. È alto più di un metro e ottanta ,
ha le spalle larghe e il suo vestito dal taglio perfetto e le scarpe scintillanti sono in forte contrasto con
i semplici vestiti dei lavoratori che abbiamo oltrepassato entrando.
“Come posso servirvi?” chiede.
10
“Ci chiedevamo se potevate parlarci dei progetti di espansione dell’orfanotrofio,” dice Wiggins.
“Ah! Il povero Lord Wolmer ha un posto in questa storia, anche se vorrei poter dire che ha giocato un
ruolo più positivo.”
“Cosa intendete?” chiede Wiggins.
“Spero di non annoiarvi con dettagli che già conoscete, ma Sir Clifford Roberts, uno dei nostri
maggiori benefattori, intendeva acquistare la proprietà confinante – quella che vedete da quella
finestra – e aveva offerto una somma più che consona.”
I nostri occhi seguono i suoi verso la finestra. Dal nostro posto vediamo un vecchio magazzino
cadente. A giudicare dall’apparenza sembra in disuso da diverso tempo.
“Sir Clifford voleva trasformare quella bruttura in un espansione per l’orfanotrofio. Abbiamo un
disperato bisogno di spazio, visto che siamo sempre più sovraffollati. Comunque, per ragioni che non
riesco a comprendere, Lord Wolmer ha rifiutato l’offerta.”
“E Sir Clifford come ha reagito al rifiuto?” chiede Watson.
Sir Henry si sistema nervosamente sulla sedia.
“Sir Clifford è il vero prototipo del gentiluomo. Lo conosco da anni e non è un uomo lesto all’ira. Però
devo ammettere che era abbastanza fuori di sé per questa faccenda. Dopo il rifiuto iniziale di Lord
Wolmer si è fermamente rifiutato di trattare con lui. Ancora adesso si adira al solo nominarlo.”
“Ha un progetto alternativo?”
“Se è così non me ne ha ancora parlato. Lord Wolmer sembrava essere la nostra migliore, se non
unica, possibilità.”
“Sapete chi erediterà la proprietà? Vi aspettate che saranno più propensi a vendere?”
“Immagino che ad ereditare sarà la moglie, ma non ne sono sicuro. Non so nient’altro di questa
storia.”
“Siete statoin contatto con Sir Clifford nei giorni scorsi? Sapete se ha un alibi per ieri sera?”
Sir Henry inghiotte a fatica.
“No, ad entrambe le domande,” risponde sobriamente.
2 SO
Troviamo langdale Pike che sta sistemando il suo ultimo caustico articolo sui ricchi e famosi di
Londra.
“Salute, gente,” ci accoglie vedendoci avvicinare al suo ufficio. “Come posso aiutarvi oggi?”
“Speravamo che poteste darci qualche indizio sul caso Firk Wolmer,” dice Wiggins.
“Firk Wolmer! Ecco, questo è un personaggio interessante. È un peccato che ci abbia lasciato appena
arrivato sulla scena.”
“Cosa intendete con ‘appena arrivato sulla scena’?”
“Oh, naturalmente ero a conoscenza della sua esistenza da anni, ma prima degli ultimi mesi non
aveva mai veramente vissuto. In solo pochi mesi è passato dall’essere un vecchio, noioso eremita a
essere uno dei più interessanti protagonisti della società di Londra. E ora ci è stato tolto.”
Pike inizia a scartabellare fra alcuni dei suoi vecchi articoli.
“La maggior parte di questi titoli è il risultato della sua nomina a direttore del Dipartimento di
Filosofia al London University College. C’è dell’ironia nel fatto che un uomo con una carica nel
dipartimento di filosofia finisca nei guai per aver pensato liberamente, no?”
“Immagino di sì,” risponde Wiggins dopo una pausa per certi versi imbarazzante.
“È sulle persone come Wolmer che si può sempre contare per avere storie interessanti. Era un uomo
ricco che pensava che la sua vita fosse finita ma a cui per miracolo è stata data una seconda
possibilità. E lui cerca di trarne il massimo.”
“In che modo?” chiede Watson.
“Ogni uomo reagisce in modo diverso. Nel suo caso entrando nel dibattito filosofico sulla direzione da
imporre al LUC, buttandosi in discussioni teologiche, esplorando il suo lato carnale, - “
11
“Aspettate, lato carnale?” chiede un sorpreso Wiggins.
“Oh sì. È cosa abbastanza nota nei giri alla moda che Lord Wolmer aveva una relazione con la
segretaria, una donna sposata di nome Genevieve Merriman. Certo, si dice che fosse in procinto di
divorziare, nondimeno è comunque ancora sposata.”
“E Lady Wolmer lo sa?”
“Deve saperlo. Una persona che frequenta la società come lei dovrebbe essere aggiornata sugli ultimi
pettegolezzi, specialmente quelli che colpiscono così vicino casa.”
“E cosa pensa della cosa il signor Merriman?”
“E come potrei saperlo? È un contabile della classe media. Naturalmente capirete che non è il tipo di
persona con cui perderei il mio tempo o il mio spazio sul giornale.”
“Capisco, naturalmente. Grazie per l’aiuto,” dice Watson.
5 SO
Non essendo particolarmente portati per le questioni che riguardano la dottrina religiosa, chiediamo
aiuto a Lomax sul dibattito teologico in cui Lord Wolmer è rimasto invischiato.
Fortunatamente, nonostante la sua abitudine ad evitare qualsiasi pettegolezzo, Lomax è a
conoscenza della disputa.
“San Tommaso d’Aquino, filosofo del tredicesimo secolo, scrisse nel suo libro ‘Summa Theologica’ a
proposito della questione se gli angeli abbiano una posizione ben definita e se occupino o meno uno
spazio. Sebbene molti lo considerino più che altro un esperimento del pensiero alcuni ne fanno il
punto di partenza per deridere gli antichi teologi a causa della loro occuparsi di questioni inutili. Per
quanto riguarda l’avversario di Lord Wolmer, aveva una forte convinzione in materia, e Lord
Wolmer si è scherzosamente schierato dalla parte opposta per amore della discussione.”
22 SO
Troviamo il laboratorio di H.R. Murray – solitamente un alveare in piena attività –
sorprendentemente tranquillo. Lo stesso Murray è seduto su una panca e sta leggendo una copia del
Times di oggi.
“Ci scusi,” inizia Wiggins.
“Signori! Come posso esservi d’aiuto,” interviene, mettendo da parte il giornale.
“Pensavamo che vi potesse essere capitata fra le mani qualche prova del delitto Wolmer.”
“E non vi sbagliate. Ve le cerco subito.”
“Murray scompare attraverso la porta in fondo al laboratorio, ritornando poco dopo con una
scatola. Ci chiede di avvicinarci al tavolo su cui sta disponendo il contenuto. Per cominciare attira la
nostra attenzione su un fiammifero parzialmente consumato.
“Questo è stato trovato per terra vicino al corpo. Dalla bruciatura è evidente che questo fiammifero
è stato spento immediatamente dopo essere stato acceso. Non ci sarebbe stato il tempo neanche per
accendere una sigaretta.”
“State suggerendo che Lord Wolmer lo ha acceso un attimo prima di essere colpito?” chiede Wiggins.
“Sì. La mia ipotesi è questa. Però Lord Wolmer non era noto per essere un fumatore, e al momento
della sua morte non aveva con sé del tabacco. Sembra che il fiammifero provenga da qui,” aggiunge,
tirando fuori una scatola da cui mancano tre fiammiferi. Sulla scatola è stampato il nome Romano’s.
Poi Murray ci mostra un portafoglio in pelle e un orologio d’oro finemente decorato. “Sembra che il
portafoglio sia stato acquistato di recente, e non credo sia economico. Conteneva qualche sterlina in
banconote di piccolo taglio e una tessera di riconoscimento dell’università firmata dal defunto e da
Edward Quimby, il preside della facoltà. Direi che l’orologio potrebbe avere fra i cinquanta e i
sessant’anni e con un po’ di indagini che ho fatto per conto mio sono riuscito a scoprire che
apparteneva al precedente Lord Wolmer.”
12
Infine spostiamo la nostra attenzione sulla valigetta di Lord Wolmer.
Questa conteneva lettere indirizzate a lord Wolmer, assieme a delle bozze delle sue risposte. Inoltre
ecco la sua agenda, e questa è l’ultima cosa che vi ha scritto:
Per la settimana del 15-19 Marzo
 Rispondere all’ultima lettera di Enright.
 Preparare una lettera per il Times a proposito della follia di
Quimby.
 Rispondere alla lettra della signora Lappin sui progressi di
Madelyn.
 Informare Jenny del ripensamento
 Grande Annuncio!
“E avete copia di queste lettere?” chiede Watson.
“Ecco qua,” risponde Murray. Sembra che Enright fosse un rivale della sua chiesa con cui aveva
avuto una ridicola discussione. Le lettere di Enright sembrano sincere, mentre la risposta di Wolmer
sembra un tentativo ben mascherato di innervosirlo ancora di più. Sembra che la signora Lappin sia
l’insegnante di Madelyn. Ha scrittoa lord Wolmer per informarlo dei progressi tutt’altro che notevoli
della figlia. La lettera che lord Wolmer le ha scritto dimostra quanto fosse preoccupato per le
difficoltà di Madelyn. E la lettera al Times doveva essere un editoriale sull’opportunità di espandere
l’università. Tutte queste lettere sembrano in corso di elaborazione.”
“E il grande annuncio?” chiede Wiggins.
“Niente. Niente in suo possesso che possa indicare a cosa si riferisse.”
89 SO
“Avevo già notato questo posto!” dice Wiggins mentre ci avviciniamo alla casa di Wolmer.
“Sarebbe difficile non vederlo,” replica Watson.
La casa è una delle più grandi in questa zona di Londra. In passato deve aver ospitato più di una
dozzina di persone di servitù. Oggi vi abita soltanto la famiglia e la governante delle ragazze,
Charlotte Simon.
La signorina Simon ci accoglie all’ingresso, vestita completamente di nero.
“Buongiorno signore, buongiorno dottor Watson! Entrate.”
Cerca di sembrare allegra, ma la positività svanisce ben presto dalla sua voce.
All’inizio non sentiamo altri rumori provenire dal grande palazzo mentre ci invita ad entrare, ma
dopo non molto udiamo un rumore proveniente dal piano superiore.
“C’è Anna al piano di sopra,” afferma la signorina Simon. “Madelyn è dagli O’Briens e LadyMaud è
dalla sorella Pamela Litchfield.”
“capisco,” replica Watson. “Immagino questo sia un brutto momento per tutti voi, ma vi
dispiacerebbe se vi ponessi alcune domande”
“Farò quello che posso,” risponde la signorina Simon.
“Sapete se qualcuno potrebbe aver voluto uccidere Firk?”
“No. L’unica persona che temo potrebbe aver fatto qualcosa di tanto drastico è Marlowe Enright, un
fanatico religioso che Lord Wolmer ha preso per il verso sbagliato, ma anche questo mi sembra molto
poco probabile.”
“Ho letto qualcosa sul giornale. Cosa ne sapete?”
13
“Direttamente niente, perché alla nostra chiesa ci sono gruppi di studio della Bibbia separati per
uomini e donne. So soltanto che lord Wolmer aveva iniziato con quell’uomo una discussione
insignificante, e nelle ultime settimane temeva di essersi spinto troppo in là. Non ha mai detto niente
di specifico, come temere per la propria vita. Vorrei esservi più di aiuto a proposito di Lord Wolmer,
ma qui mi devo occupare soprattutto delle ragazze e so molto poco delle generazioni più anziane.
“Capisco. Vorrei parlare con Anna, se non avete nulla in contrario. Niente che abbia a che vedere
con il caso, solo per vedere come sta. E forse mentre le parlo Wiggins e i miei assistenti potrebbero
dare un’occhiata ai documenti di Lord Wolmer?”
“Lady Maud ha detto che se foste passato dovevate avere il pieno accesso su tutta la casa. Prendete
tutto quello di cui avete bisogno,” risponde la signorina Simon.
Watson le dà un educato bacetto sulla guancia.
“Grazie. Non ci vorrà molto.”
Watson va a parlare con la povera Anna mentre veniamo portati nello studio di Lord Wolmer. I
documenti risalenti a più di quattro mesi prima sono accuratamente archiviati, mentre tutto quanto
riguarda il periodo della convalescenza di Firk è molto meno organizzato.
Dopo circa dieci minuti Watson ritorna chiedendo come sta procedendo la ricerca.
“Per lo più sembra tutto normale. L’unica cosa che ha catturato la mia attenzione è che nella sua
rubrica compare Jack Marshall…”
“L’usuraio?”
“Così pare. È ho trovato delle ricevute bancarie. Sembra che le sue uniche entrate negli ultimi sei
mesi siano state lo stipendio dell’università, ma fra agosto e settembre ha ricevuto a rate un
pagamento di 1400 sterline sul suo conto alla Cox&Co. C’è allegata una nota che recita ‘Continental
Investments’. Inoltre lo scorso autunno ha eseguito dei prelievi più consistenti che qualunque altro
fatto dall’inizio dell’anno.”
“Vedo. Speravo in qualcosa di più evidente, ma potrebbe essere importante,” dice Watson.
7 CO
Arriviamo con apprensione alla casa meticolosamente pulita di Marlowe Enright. Croci decorative e
altre cianfrusaglie religiose ornano i muri e il signor Enright ci conduce al suo salotto.
“Cosa porta voi gentiluomini in casa mia?” ci chiede, facendo un cenno verso la teiera.
Il signor Enright è un uomo che si sta avvicinando alla cinquantina, stempiato e con una
corporatura robusta.
“Vorremmo parlarvi di Lord Firk Wolmer,” replica Wiggins con un gesto sprezzante.
Il suo atteggiamento sorridente assume improvvisamente un tono fosco.
“Conoscevo l’uomo,” replica.
“Lo sappiamo già. Sappiamo anche che eravate ai ferri corti quando è morto.”
“Stavo soltanto difendendo le scritture. Niente di più,” replica stoicamente.
“Potreste dirci qualcosa di più” Non siamo così addentro alle questioni teologiche,” replica Wiggins.
Un fuoco sembra accendersi negli occhi di Enright nel sentire queste parole. Watson diventa
irrequieto, rimpiangendo di non aver parlato lui.
Enright inizia una lunga tiritera evangelica che Watson e Wiggins immediatamente capiscono essere
destinata a non aver fine. Rimangono per i primi minuti, prendendo mentalmente nota dei pochi
particolari di quelle farneticazioni correlati al caso. Fa il nome ‘Brady’ in diverse occasioni e dice
anche che di solito si può trovare in chiesa. Alla fine si scusano e incuranti delle proteste dell’uomo se
ne vanno più velocemente possibile.
Decidono che se avranno bisogno di ulteriori informazioni di quel genere si rivolgeranno a Brady.
14
8 CO
Giungiamo al Northwood College, una delle più prestigiose scuole femminili di Londra. Quando
facciamo il nome ‘Wolmer’ la segretaria ci indica la classe della signora Lappin, in fondo al lungo
corridoio alla nostra sinistra.
Troviamo regina Lappin che si fa largo in mezzo a una pila di carta.
“La signora Lappin?”
“Oh, sì?” dice, notando la nostra presenza. “Posso aiutarvi?” chiede. Fa un sorriso forzato, ma sembra
troppo stanca per mantenerlo.
“Forse,” risponde Wiggins. “Il dottor Watson ed io stiamo indagando sulla morte di Lord Firk
Wolmer.”
Sentire il nome della vittima pone fine al suo sorriso.
“Il padre di Madelyn. Ho letto la notizia sul giornale del mattino. È veramente una tragedia.”
“Quindi eravate l’insegnante di Madelyn?”
“S’ lo ero, e vorrei credere di esserlo tuttora. Ha mostrato un gran potenziale come studente.
Potrebbe avere un brillante futuro davanti se riuscirà a rimanere concentrata sullo studio.”
“la conoscete bene? Ha mai parlato di suo padre?”
“Sì, a volte parlava di lui. Credo che a volte i loro rapporti fossero un po’ tesi, ma da come parlava si
capiva che lo teneva in grandissima considerazione e cercava disperatamente la sua approvazione.”
“Tesi? In che senso?”
“È complicato. Ho come l’impressione che lui abbia sempre appoggiato le sue ambizioni, ma pare che
dopo essere stato scelto per una posizione importante al London University College abbia iniziato a
farle più pressioni. Come probabilmente sapete, adesso il LUC accetta le donne tanto quanto gli
uomini. Questo passo progressista però non è stato immune da critiche. Lord Wolmer era uno strenuo
sostenitore della necessità di continuare a fare essere il college una scuola mista e niente gli sarebbe
piaciuto di più che vedere la figlia frequentarlo. Purtroppo i risultati scolastici di Madelyn
suggeriscono che dovrebbe migliorare in qualche ambito se spera di essere ammessa. Credo che
ultimamente questo sia stato una grande fonte di stress per Madelyn.
“A parte questo temo di non potervi dire altro sul tipo di rapporto che avevano. Penso che la cosa
migliore che potreste fare per capirne di più sia andare a parlare con Rachel O’Brien. Lei e Madelyn
sono amiche per la pelle; se si è confidata con qualcuno della scuola, è stato senz’altro con lei.”
“Grazie per il vostro tempo. Ci avete chiarito molte cose,” dice Wiggins toccandosi il cappello
nell’andarsene.
11 CO
Avendo concluso che la disputa religiosa di Lord Wolmer merita ulteriori indagini passiamo dalla
Chiesa calvinista gallese di Londra sperando di trovare qualcuno che possa far luce sulla situazione.
Troviamo la porta principale aperta e all’interno un anziano gentiluomo che pulisce con cura le
vetrate.
“Scusatemi,” inizia Wiggins, “potremmo farvi alcune domande?”
“Mmh,” replica il vecchio. “Sembrate dei detective. Immagino che tutto questo abbia a che fare con la
discussione fra Marlowe e Firk.”
“Credo anch’io,” replica Wiggins, “e voi siete…”
“Potete chiamarmi Brady. Militare in pensione. In questi giorni passo gran parte del mio tempo
facendo dei lavoretti in chiesa, per essere sicuro che tutto sia in ordine fra una funzione e l’altra.”
“Vedo. Potete ragguagliarci su questa discussione?”
“È una tragedia, sì. Marlowe non ha tutte le rotelle a posto. È molto devoto ma non ha tutte le rotelle
a posto. A Firk era un brav’uomo, ma ha scelto la persona sbagliata con cui iniziare una discussione
frivola.”
“Perché dite questo?”
15
“Perché Marlowe Enright non è il tipo che lascia perdere. Specialmente se crede che si stia
propugnando un’eresia in sua presenza. Era una sciocca discussione su quanti angeli potessero
danzare sulla testa di uno spillo. Marlowe insisteva che gli angeli sono sostanzialmente onnipotenti e
non possono essere confinati nello spazio. Stupidamente Firk decise di sostenere la tesi opposta e
Marlowe è furibondo da quel momento. Ormai non parla quasi più che dei nuovi argomenti che ha
trovato per convincere Firk che si sbagliava. Tutti abbiamo provato a ragionare con loro –
specialmente con Firk – ma invano. Perfino il reverendo Potter – colui che ha scritto la lettera – ha
provato a intervenire e a convincere Marlowe che non era poi così importante, ma lui non ha voluto
ascoltare nessuno. La cosa peggiore è che non abbia voluto farlo neanche Firk, che trovava iltutto
piuttosto divertente.
“Pensate sia possibile che Marlowe abbia ucciso Firk a causa di questa disputa?” chiede Watson.
“mai e poi mai. Anche se era a conoscenza della chiacchierata relazione fra Firk e la signora
Merriman non sarebbe arrivat ad uccidere. Da quando sono andato in pensione passo qui la maggior
parte del mio tempo e conosco Marlowe Enright abbastanza da sapere che è un uomo da Vecchio
Testamento se ce n’è uno. Farebbe di tutto per vincere questa disputa, eccetto infrangere uno dei
dieci comandamenti, e credo che lì dentro ci sia qualcosa che riguarda uccidere la gente.”
“Sì, credo ci sia qualcosina verso la fine,” scherza Wiggins.
“In effetti è qui a pregare quasi tutti i giorni e da quello che si mormora pare che pregasse
soprattutto affinché Firk vedesse la luce. La sua arma prediletta è la preghiera, non i coltelli.”
17 CO
Dopo una breve ricerca negli archive troviamo il testament di Lord Wolmer. Tutti i suoi beni sono
stati lasciati alla moglie. Nel caso anche lei fosse morta, tutto doveva andare alle figlie Madelyn e
Anna e gestito da un fondo fuiduciario presso la Cox & Co. Fino a che non avessero raggiunto la
maggiore età.
La sua casa, invece, era stata vincolata dal nonno, Lord Walter Wolmer. Il risultato è che la casa,
assieme al titolo, sarebbe passata all’erede maschio più prossimo.
19 CO
Il personale del Romano’s sta preparando per la ressa delle cinque quando arriviamo, così fatichiamo
a recuperare tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno. Il maitre ci informa che da quando hanno
iniziato ad accettare prenotazioni Lord Wolmer ha riservato un tavolo per tre tutti i venerdì,
compreso domani. Un cameriere a conoscenza del dibattito in corso all’università riconosce il nome e
ci dice che il più dele volte mangiava col fratello Charles e che a volte la moglie di Charles si univa a
loro. Sostiene di non aver mai ascoltato una delle loro conversazioni, ma ricorda che venerdì scorso
Lord Wolmer era particolarmente di buon umore.
Lo stesso cameriere dice pure che Edward Quimby, il preside della facoltà e sostenitore della tesi
opposta a quella di Lord Wolmer nel dibattito sul LUC, ha cenato qui ieri sera. Lui e la moglie
sonoarrivati per la loro prenotazione delle sei e mezza e sono rimasti fino a qualcosa come le otto
meno un quarto.
22 CO
Chiediamo di parlare col direttore della Cox & Co. Nella speranza di avere qualche informazione
sulla situazione finanziaria di Lord Wolmer. Dopo aver spiegato la natura della nostra visita il
direttore decide di permetterci di accedere ai documenti riguardanti il conto di Firk Wolmer.
16
“Mmh… sembra che negli ultimi anni Lord Wolmer avesse l’abitudine di ricevere grossi trasferimenti
di denaro nella tarda estate, seguiti immediatamente da ingenti prelievi, facendo invece soltanto
transazioni molto limitate durante il resto dell’anno,” dice Wiggins.
“E da qui inizia il suo stipendio regolare dal nuovo posto di lavoro,” dice Watson, puntando il dito sul
la copia dell’ultimo estratto conto.
Il direttore di banca, che ci ha osservati mentre esaminiamo i documenti interviene.
“”Non so se vi possa interessare, ma credo di dovervi dire che nel suo testamento Lord Wolmer ha
dato istruzioni per costituire presso questa banca un fondo a favore delle figlie nel caso fosse successo
qualcosa sia a lui che a Maud. Ovviamente, visto che Maud è ancora in vita, questa è una clausola
che non sarà applicata.”
“Interessante. Avete qui una copia del testament?” chiede Wiggins.
“No. Immagino che per quello dovrete andare agli archivi di Somerset House.”
29 CO
Decidiamo di perquisire la casa di Jack Marshall, un noto usuraio di west central London.
“Sembra che non sia in casa,” conclude Wiggins dopo non aver sentito alcuna risposta al proprio
bussare e alle grida.
“Bene, suppongo di sapere cosa farebbe Holmes in questa situazione,” replica Watson estraendo dalla
propria borsa un piccolo cacciavite e una forcina per capelli.
Mentre Watson armeggia con la serratura Wiggins lo guarda nervosamente. Dopo due minuti in
piedi sotto la pioggia si sente il click tanto atteso.
“Andiamo,” dice Watson.
Inizialmente la ricerca nel piccolo appartamento non rivela niente che valga qualcosa. A parte il
fatto che Marshall possiede più pistole di quante un cittadino rispettoso della legge potrebbe mai
avere bisogno, non si trova nienete che lo possa collegare alla sua attività criminale.
Proprio mentre stanno per uscire, Watson nota un vecchio appunto sbiadito ripiegato su un
tavolinetto di fianco alla porta:
Bryan Jennings
Firk Wolmer
Hubert Lewin
“Cosa ne facciamo di questo?” chiede Watson.
Wiggins ci pensa su per un momento. “Cosa può essere se non una lista di persone che gli devono dei
soldi?”
“Non lo so,”risponde Watson.
32 CO
La segretaria dei dottori Ainstree, Salieri e Rumanov ci accoglie cordialmente al nostro arrivo allo
studio. La informiamo che stiamo indagando sulla morte di Lord Wolmer.
“Oh, allora volete parlare col dottor Ainstree. Si trovava sul posto quando lord Wolmer è morto. Solo
un momento,” aggiunge mentre si allontana lungo il corridoio.
Qualche istante più tardi giunge un uomo alto, con un lungo panciotto nero aperto, che ci fa cenno di
seguirlo nel suo ufficio.
“Entrate, detective. Farò tutto quello che posso per aiutarvi.”
Ci conduce nel semplice studio di un medico; i muri sono spogli, sulla grande libreria trovano posto
soltanto pochi volumi, e una serie di scatole sparse in giro indicano che il dottore si è appena
trasferito o sta per farlo.
17
“Come posso aiutarvi?” chiede.
“Per cominciare ci potrebbe descrivere quello che è successo la notte scorsa. Da quando è stato
chiamato a quando ha lasciato la scena del crimine, per favore,” dice Wiggins.
“Credo sia stato poco dopo le sette, quando uno dei miei vicini ha bussato freneticamente alla porta.
Ha detto che lo mandava un poliziotto e che c’era bisogno di un medico. Immediatamente ho
afferrato una giacca e l’ho seguito fino a trovare l’agente chino sul corpo di Lord Wolmer appena
fuori dal London University College, mentre un lampionaio lavorava per illuminare la scena.”
“Avete notato niente di strano? A parte le ferite sul torace?” chiede Wiggins.
“Niente di particolare. Ho notato un leggero odore di diossido di zolfo, ma non è del tutto strano se
uno è un fumatore.”
“Avevate già conosciuto Lord Wolmer? Eravate a conoscenza dei suoi problemi di salute?” chiede il
dottor Watson.
“No, ma il nome ‘Wolmer’ mi ricordava qualcosa, così questa mattina ho controllato il mio archivio.
Di recente il dottore di sua moglie aveva mandato qui alcuni campioni da analizzare come parte di
un controllo. Ma non ho mai incontrato lei o il marito. Sfortunatamente non ricordo l’esito delle
analisi, e visto che non si trattava di una mia paziente non le ho archiviate.”
40 CO
Troviamo Genevieve Merriman, la segretaria di Lord Wolmer, a casa da sola.
“Dovete essere dei detective,” dice debolmente, “sapete cosa è accaduto al caro vecchio Firk?”
“È quello che stiamo cercando di scoprire,” dice Wiggins togliendosi il cappello.
“Sappiamo che lavoravate con lui da quando è stato assunto all’università.”
“Esattamente. Non sono proprio la sua segretaria, ma la segretaria di tutto il Dipartimento di
Filosofia. Ma Firk e io eravamo particolarmente vicini.”
I capelli della signora Merriman, lunghi fino alle spalle, sono a tratti appiccicati al suo viso lungo le
tracce lasciate dalle delle lacrime. Indossa un abito formale alla moda che accentua la sua figura
formosa.
“Cosa intendete quando dite che eravate ‘particolarmente vicini’?”
“Eravamo stati, beh, fisicamente coinvolti nelle ultime settimane. Ma lunedì Firk mi aveva detto che
doveva finire. Non sapevo nemmeno della sua morte fino a quando stamattina è arrivato il giornale
mentre stavo uscendo per andare al lavoro.”
“Capisco. Vi ha spiegato perché voleva rompere? La moglie lo aveva scoperto?”
“No, in effetti glielo ho chiesto, e lui ha detto che per quanto ne sapesse lei non ne era ancora venuta
a conoscenza. Ma si vergognava di aver tradito la sua fiducia e ha detto che avrebbe spiegato di più
dopo il suo grande annuncio di venerdì.”
“Sapete qualcosa di questo grande annuncio? Vi ha fatto capire qualcosa su cosa potesse essere?”
“No, se non che aveva a che fare col motivo per cui non voleva più vedermi.”
“Capisco. E vostro marito è a conoscenza della vostra relazione?”
La signora Merriman se ne esce in una risata sdegnata.
“Mio marito? La nostra storia è finita un paio d’anni fa. Il solo motivo per cui non abbiamo
divorziato è per I costi legali e perché darebbe fastidio a qualche persona con profonde convinzioni
religiose. Viviamo ancora assieme solo perché il mercato degli affitti è diventato così caro che
faremmo fatica a permetterci due appartamenti. So che ha avuto un sacco di storie negli ultimi due
anni, e lui sa che anch’io ne ho avuta qualcuna. Non so se sapesse nello specifico di me e Firk, ma
sono sicura che non gli sarebbe importato. Se volete parlargli dovrebbe essere al suo ufficio al 74 CO.”
“Va bene. Ma tornando alla nostra questione: sapete cosa aveva in mente per la serata di ieri, dopo
aver lasciato l’ufficio? E avete idea di qualcuno che avrebbe potuto volerlo vedere morto?”
“Temo di no. Non ha detto una parola sui suoi progetti per la serata. La sola cosa fuori dell’ordinario
che ricordo è che era stato insolitamente allegro per tutta la settimana, ma non ha mai detto il
18
motivo. A proposito di qualcuno che potrebbe averlo voluto uccidere, non riesco a immaginare chi
potrebbe essere. C’era uno screzio ideologico tra Firk e il preside, ma Ed Quimby è troppo equilibrato
per fare qualcosa di così drastico. Non posso immaginare sia qualcosa che ha a che fare con la sua
posizione qui alla scuola.
Sospetto che la vostra carta migliore sia Marlowe Enright, un tipo eccentrico della sua chiesa. Il
signor Enright è una delle persone che io e Ross indispettiremmo se divorziassimo, e sfortunatamente
è pure il nostro padrone di casa. Non conosco tutti i dettagli, ma Firk ha detto che aveva paura di
aver iniziato qualcosa che non riusciva più a controllare.”
“Grazie per il vostro tempo signora Merriman.”
43 CO
Quando arriviamo Lestrade sta finendo di esaminare la scena del crimine. La pioggia della notte
precedente si è affievolita e rimane soltanto una nebbia sottile.
“Pensavo che un caso di questa portata avrebbe staccato Holmes dal suo oppio,” scherza.
“Lo speravo anch’io, ma dovrete accontentarvi di noi. Al vostro servizio,” dice Watson toccandosi il
cappello.
“Ah, lo apprezzo certamente,” risponde Lestrade. Ci conduce oltre il blocco della polizia fino a un
punto del marciapiede su cui è ancora visibile una macchia di sangue sbiadita.
“Uno dei miei agenti è stato fermato ieri sera poco dopo le sette da una donna che lì per lì ha creduto
fosse pazza. Insisteva che qualcuno era ferito e aveva bisogno di aiuto, così l’ha seguita. Alla fine era
peggio di quello che diceva; proprio qui sul marciapiede,” dice, indicando la macchia di sangue,
“l’agente ha trovato Lord Wolmer che sanguinava nel buio. Rendendosi conto della gravità della
situazione ha fermato i primi due passanti mandandone uno a chiamare un lampionaio, un tizio di
nome Livingston, e l’altro dal medico più vicino, un certo dottor Ainstree. Lui è rimasto con Lord
Wolmer cercando di fare del proprio meglio per arrestare l’emorragia, ma era troppo tardi. Il corpo
di Lord Wolmer è stato portato al St Bartholomew, e i suoi effetti personali mandati da H.R.
Murray, il criminologo.”
“Avete già parlato con la moglie?” chiede Watson?
“No, ma ho saputo che sta dalla sorella, Pamela Litchfield.”
“E le figlie?”
“Mi dicono che la maggiore è a casa di Rachel O’Brien. Frequentano entrambe il Northwood College,
all’8 CO. La più giovane si trova nella casa di famiglia, con la governante.”
“Qualche indizio su chi possa esserci dietro tutto questo?” chiede Wiggins.
“Niente di concreto. È stato pugnalato a morte su un marciapiede di Londra senza che nessuno se ne
accorgesse, questo dovrebbe dirci qualcosa. Se avesse temuto per la propria vita avrebbe gridato. C’è
sempre qualcuno a portata d’orecchio a Londra, ma nessuno è stato testimone dell’omicidio a parte la
donna dall’altra parte della strada che ha visto qualcosa dalla finestra. Da quanto capisco non deve
aver capito di essere in pericolo fino a quando è stato troppo tardi.”
“Avete parlato con qualcuno dell’università?” chiede Watson.
“Sì, e sebbene ci abbiano dato delle informazioni interessanti non credo sia niente di significativo. Ci
hanno parlato della forte presa di posizione di Lord Wolmer in favore di una maggiore apertura
della scuola, ma niente che non fosse già apparso sui giornali. Ci hanno detto della frattura che si
stava creando fra di lui e il suo diretto superiore, Edward Quimby, il preside della facoltà. Quimby
aveva offerto a Wolmer il posto di direttore a filosofia ed era piuttosto seccato dal fatto che Wolmer
si fosse messo contro di lui nelle discussioni sul futuro della scuola. Comunque nessuno di quelli con
cui abbiamo parlato sembra pensare che Quimby sarebbe arrivato al punto di desiderare che fosse
colpito fisicamente.
La cosa più interessante che abbiamo sentito è che Lord Wolmer ha detto in privato a un paio di
colleghi che avrebbe fatto un grande annuncio il 19 di questo mese.”
19
“Domani?”
“Esatto. Ancora non sappiamo cosa possa essere stato. Se volete seguire la pista dei colleghi, ci hanno
detto che quello con cui parlava di più era Alan Shore. Oggi non è in ufficio, così non abbiamo
ancora potuto interrogarlo. Credo che abiti al 48 CO.”
“Potremmo andare a trovarlo. Grazie per il Vostro tempo, Ispettore,” dice Watson.
48 CO
Troviamo Alan Shore – un tipo alto, allampanato, che deve aver appena passato i quaranta – in
casa, ancora vestito per il lavoro. Sembra ancora sbigottito dalla notizia.
“Non ne sapevo niente fino a quando gli sbirri mi hanno fatto tornare indietro questa mattina.
Com’è potuta succedere una cosa del genere?”
“È quello che stiamo cercando di scoprire. Sapete se c’è qualcuno che avrebbe potuto volerlo
uccidere?”
“Me lo sono chiesto anch’io. E ogni ipotesi che faccio si rivela ridicola. La causa non può
assolutamente essere questa disputa universitaria. Semplicemente non c’è nessuno che ci
guadagnerebbe abbastanza per arrivare a fare qualcosa del genere. E non dovrebbe avere niente a
che fare neanche con la sua relazione, anche se non si sa mai…”
“La sua relazione?”
“Sì. Da qualche settimana si vedeva con la nostra segretaria, la signora Genevieve Merriman, ma
per quanto ne so al marito non importava per niente.”
“Interessante.”
“Davvero. Lei diceva che avrebbe divorziato ma che avevano incontrato degli ostacoli. Non ricordo
tutti i dettagli, non faccio molto caso alle chiacchiere in ufficio.”
“Capisco. Vi ha mai parlato di qualcosa per cui fosse preoccupato? Qualcosa che potrebbe esserci
d’aiuto?”
“Non che io sappia. Parlavamo spesso, ma parlava soprattutto di quanto fosse orgoglioso delle figlie e
a proposito del dibattito sull’esclusività dell’università. A volte parlava di quanto gli facesse piacere
avere un’entrata fissa tutte le settimane e di quanto fosse assurdo tutto il sistema ereditario dei titoli
in Gran Bretagna e di quanto pensasse che fosse troppo patriarcale.
Io ero schierato decisamente al fianco di Firk sulla questione di aprire di più la scuola, ma pensavo
fosse importante convincere le persone prima di fare delle richieste. Penso che dobbiamo essere più
aperti nelle ammissioni, ma non possiamo permetterci di perdere le donazioni dei benefattori
convinti delle proprie idee.”
“Era cambiato qualcosa ultimamente? Nell’ultima settimana o giù di lì?”
“Solo che aveva iniziato a parlare molto del suo grande annuncio. Qualunque cosa fosse, di sicuro era
qualcosa che gli faceva molto piacere a giudicare da quanto era felice quando ne parlava.”
53 CO
Arriviamo alla casa di di Edgar e Sarah Livingston giusto in tempo per vedere una carrozza
lasciare il vialetto.
“Speriamo di non averli mancati,” dice Wiggins.
Ma la fortuna ci arride, visto che scopriamo che il signor e la signora Livingston sono entrambi
ancora in casa.
La signora Livingston viene ad aprirci e ci presenmtiamo.
“Oh, entrate. Temo che mio marito sia ancora scosso per ieri sera. Non si aspettava di veder morire
un uomo, specialmente qualcuno che conosceva.”
“Capisco. So come mi sono sentito quando ho perso il mio primo paziente,” replica il dottor Watson
con un brivido.
20
“Potreste raccontarci brevemente come mai conoscete la famiglia Wolmer?”
“Certamente. Abbiamo pochi contatti con Lord Wolmer e la moglie. Li avremmo visti una volta un
anno fa prima che Firk si ammalasse. Da quando si è rimesso non li abbiamo più visti né sentiti e
sappiamo solo quello che mi dice Mary. Faccio la babysitter per i bambini di Charles eMary; questo è
l’unico legame che abbiamo con la famiglia. Edgar è un lampionaio. È un alvoro fisso ma non è
pagato abbastanza. Infatti, la carrozza che avete visto partire era quella di Charles che mi ha
portato la paga per la settimana più un generoso extra per aver accudito Allan durante i giorni
della settimana scorsa in cui era ammalato e non è andato a scuola. Pagano abbastanza bene.”
“Capisco. Avete detto che il signor Livingston non vuole parlare della scorsa note, ma vi ha detto
cos’è successo?”
“Soltanto che stava facendo il suo giro quando un ubriaco lo ha fermato e gli ha detto che la polizia
aveva bisogno di lui. Gli ci è voluto un po’ per capire cosa volesse, ma una volta seguito l’uomoha
trovato Lord Wolmer sdraiato lungo la strada con una ferita da taglio. Ha finito ilsuo lavoro
accendendo i lampioni, ma ormai non c’era luce a sufficienza per salvare il povero Firk.”
59 CO
Da O’Shea’s, un bar un isolato a sud della scena del crimine, troviamo poca gente e un’atmosfera
parecchio giù di giri. Un cliente solitario siede nell’angolo in fondo a destra bevendo da solo, mentre
altri tre gentiluomini di mezza età siedono al bancone attorno a una copia del Times. Il barista ci
nota praticamente subito e sembra piuttosto seccato.
Lo sguardo sul suo viso diventa ancora più infastidito quando vede che ci avviciniamo.
“Polizia?” chiede cupamente.
“Non proprio. Però lavoriamo con Scotland Yard.”
La clientela del bar osserva la scena prudentemente, ma nessuno apre bocca.
“Penso sia sufficiente. Avete delle domande sulla scorsa notte?”
“Sì. Stiamo indagando sul caso Wolmer, e il signor O’Grady ci ha fornito un alibi sospetto che ci ha
portati qui.”
“’Sospetto’ sembra proprio la parola giusta per descriverlo, ma è vero. È stato qui tutta la sera, a
maledire la nobiltà, prima di andarsene finalmente a casa. E tornato qualche momento più tardi,
dicendo che un Lord era stato ucciso, e con alcuni amici ha scritto la lettera che il Times ha
pubblicato questa mattina.”
“combacia tutto con la storia del signor O’Grady,” dice Wiggins. Dirigiamo lo sguardo sui tre uomini
in fondo al bancone. Dopo un momento di imbarazzo, uno di loro si decide a parlare.
“Va bene, so cosa state pensando. Siamo stati noi a scrivere quella lettera. Ma nessuno di noi ha
ucciso quell’uomo, e non è stato neppure Gary. Gary odia il concetto stesso di nobiltà, ma è un
brav’uomo. Può odiare un titolo senza per questo odiare l’uomo che lo porta.”
Nessuno dei suoi amici aggiunge qualcosa, ma tutti annuiscono in segno di approvazione.
Dopo averci pensato un po’, decidiamo che qui non c’è nient’altro da scoprire e salutiamo la
compagnia.
62 CO
Troviamo Maria Chaffe, quanto abbiamo di più vicino ad un testimone oculare, nella sua casa di
fronte alla strada in cui Lord Wolmer è stato ucciso. Ci accoglie sulla porta; è una donna di mezza
età, bassa, vestita in modo trasandato e con i capelli arruffati.
“Oh, voi dovete essere i detective! Entrate, entrate,” ci implora. “Non fate caso ai gatti,” aggiunge.
Ad una prima occhiata dall’entrata riusciamo a contare cinque gatti che bighellonano nel corridoio.
La donna si ferma chiamandoli tutti per nome mentre ci conduce in salotto.
21
“Qui è dove stavo seduta quando è accaduto,” racconta, indicando la finestra sul muro di fronte. Si
siede sul sofà invitandoci a fare lo stesso. Un gatto a macchie sul marrone le salta immediatamente
in grembo.
“Mi stavo sistemando con Chester, qui, per leggere un po’. Deve essere stato poco dopo le otto.”
Wiggins interviene.
“Secondo il rapporto della polizia, avete contattato un agente alle sette.”
“Veramente? Avrei giurato che fosse più tardi. Deve essere stato insolitamente buio per essere le
sette.”
Wiggins e Watson si guardano con aria perplessa.
“Siamo alla metà di marzo, signora; il sole tramonta alle sei e un quarto,” spiega con delicatezza
Wiggins.
“Oh, è così? Beh, forse la mia mente non è più lucida come un tempo. Sia come sia, Chester ed io
stavamo seduti proprio qui con un libro quando è successo tutto. Ho visto un breve lampo di luce
nella pioggia, poi una voce spaventata. La luce si è spenta è c’è stato un suono, come un grugnito o
un piagnucolio. All’inizio non ci ho fatto molto caso; pensavo che qualcuno foose semplicemente
inciampato. Ma ho preso una candela e l’impermeabile per uscire a controllare. C’era il tizio che i
giornali chiamano ‘Lord Wolmer’ che giaceva a terra. Stava animando, ma sul momento non ho visto
che era stato pugnalato. Sono andata a cercare aiuto e quando sono tornata con un poliziotto
sembrava più morto di un cimitero.”
“Avete visto qualcun altro dalla finestra? O solo Lord Wolmer?” chiede Watson.
“non sono riuscita a distinguere niente. Era piuttosto buio quando è successo; deve essere stato un po’
dopo le otto.”
“Non vorrei essere scortese, signora, ma abbiamo appena stabilito che quello che avete visto è
successo prima delle sette,” aggiunge Wiggins.
“Oh, certo. Mi dispiace, dove ho la testa oggi?” risponde.
Chester si alza dal suo grembo, inarcando la schiena, la coda che punta in alto nell’aria. A questo
punto concludiamo che abbiamo le stesse possibilità di ottenere informazioni utili da lui e decidiamo
di andarcene.
63 CO
Al nostro arrivo Edward Quimby ci salute piuttosto bruscamente sulla soglia di casa.
“Entrate, agenti. Facciamola finita in fretta,” dice prima che abbiamo l’opportunità di presentarci.
“Grazie, ma non siamo poliziotti. Siamo consulenti che aiutano Scotland Yard.”
Quimby si lascia andare ad un grugnito infastidito.
“Allora immagino che dovrò sottopormi a questa commedia per due volte. Va bene, procediamo
allora.”
Per un attimo Wiggins e Watson rimangono ammutoliti dalla bruschezza della sua risposta.
“In questo caso, potreste essere così gentile da raccontarci brevemente perché Lord Wolmer era stato
scelto per quella posizione, e la natura del vostro rapporto lavorativo con lui?” dice Wiggins una
volta ritrovata la parola.
“L’ho scelto perché pensavo impersonasse esattamente quello che l’università è ai miei occhi: una
creatura nobile che ha attraversato tempi difficili ed è ritornata alla sua vibrante natura delle
origini. La tensione fra di noi derivava dal fatto che non stava facendo quello che gli avevo chiesto di
fare in quel ruolo.”
“E cos’era?”
“Niente. Gli avevo chiesto di non fare niente, e in qualche modo non ci riusciva. E per risparmiarvi
la domanda, sì, ho un alibi per la notte scorsa. Ero da Roman’s con mia moglie. Il personale dovrebbe
poter garantire sia per la mia prenotazione, sia per la mia presenza ieri sera. Ora, se non ci sono
altre domande, potete andarvene.”
22
68 CO
Alla fine di una lunga coda alla Continental Bank abbiamo finalmente l’opportunità di parlare con
un impiegato. Chiediamo di vedere copia del conto di Lord Wolmer. Fortunatamente Lestrade ha
pensato bene di contattare la banca qualche ora prima per farci dare l’autorizzazione a consultarlo.
“Mmmh,” dice Wiggins esaminando il documento, “sembra che Lord Wolmer abbia investito
pesantemente in alcuni progetti agricoli in America. Messi assieme pagano un dividendo di circa
1400 sterline l’anno dopo il raccolto. Si direbbe che siano sufficienti per supportare il loro tenore di
vita e ne avanzerebbero pure.”
“Almeno da quando Firk ha smesso di assumere tutte quelle medicine assurdamente care. Immagino
che lascino un bel buco in un libretto degli assegni,” aggiunge Watson.
69 CO
Troviamo finalmente rifugio dall’umida nebbia di londra quando arriviamo alla residenza degli
O’Brien su Endell Street. Watson si sistema il cappotto, poi bussa alla porta principale.
“Avete visto?” chiede Wiggins, indicando la finestra alla nostra sinistra.
“Cosa?”
“C’era qualcuno a quella finestra. Una ragazza, credo. Sembrava più o meno dell’età di Madelyn. Ci
ha guardati per un attimo e poi è svanita.”
Prima che abbiamo il tempo di discutere oltre sull’identità della figura sparita la porta si apre e
veniamo accolti da una giovane signorina, apparentemente sui quindici o sedici anni, di bassa
statura con lunghi capelli castani.
“Cosa volete?” chiede.
“Ci dispiace intrometterci in un momento simile, ma stiamo indagando sulla morte di Lord Firk
Wolmer, e crediamo che sua figlia Madelyn si trovi a questo indirizzo. È così?”
“Può darsi,” risponde la ragazza, visibilmente infastidita dalla nostra presenza. “Se fosse qui, dubito
che vorrebbe rispondere a un sacco di domande proprio adesso che ha appena perso il padre,” replica
senza troppi giri di parole.
“Capisco. In questo caso forse potremmo fare a voi un paio di domande.”
“A me? Io… io credo di sì. Entrate, sembrate fradici,” aggiunge.
La seguiamo all’interno fino a un modesto tavolo da pranzo.
“Cosa volete sapere?” chiede.
“Ci stavamo chiedendo cosa sapeste del padre di Madelyn, e del suo rapporto con lei.”
“Non so bene cosa dirvi, ma farò del mio meglio. Ho conosciuto Madelyn a scuola; frequentiamo
entrambe il Northwood College, all’8 CO. Ho incontrato il padre un paio di volte, sembra una brava
persona. Da come ne parla Madelyn credo che tutto sommato vadano d’accordo.”
“È cambiato qualcosa di recente? Il loro rapporto è cambiatoda quando si era rimesso dalla malattia
o dopo che ha iniziato il suonuovo lavoro?”
“No. Cioè… non proprio. Credo che dopo che il padre ha iniziato a combattere questa battaglia
all’università Madelyn si sia concentrata molto di più sullo studio. Credo pensasse che lui lo stesse
facendo anche nel suo interesse.”
“Cosa intendete?” chiede Wiggins. “È figlia di un lord; uno penserebbe che sia già il tipo di persona
che la scuola cerca di attirare.”
“Non è la parte ‘lord’ che non vogliono, quanto la parte ‘figlia’.”
“Ma il London University College non è già una scuola mista? Sono famosi per essere stati il primo
istituto di educazione superiore in tutta Inghilterra ad ammettere studenti di entrambi i sessi.”
“Avete ragione, ma a qualcuno questo non piace. Quelli che vogliono essere più ‘selettivi’ e tornare
alla ‘tradizione’ vorrebbero fare un passo indietro. E Madelyn crede che il padre stesse combattendo
questa battaglia per lei e per Anna, e in questo momento non ha i voti necessari per essere presa in
considerazione dal LUC.”
23
“Capisco. Così suo padre le ha fatto pressioni affinché migliorasse i propri voti per essere sicuro che
tutti i suoi sforzi non fossero vani,” suggerisce Wiggins.
“No!” un urlo giunge dal piano superiore.
Sentiamo dei passi affrettati scendere le scale. Qualche istante dopo compare Madelyn Wolmer, con
uno sguardo aggressivo stampato sul viso.
“Papà non ha mai fatto alcuna pressione a me o ad Anna! Voleva solo che fossimo felici! Volevo
migliorare i miei voti perché voglio andare al college, voglio rendere mio padre orgoglioso di me e
voglio dimostrare che ce la posso fare. Ma perché lo voglio io, non perché mi ha detto che devo!”
Dopo aver detto la sua parte, sprofonda in una sedia vicino al dottor Watson e inizia a piangere.
“Mi scuso per il mio college, Madelyn” dice un imbarazzato Watson, gettando un’occhiata di
rimprovero verso Wiggins. “A volte parla prima di pesare bene le parole.”
Wiggins abbassa lo sguardo, senza parole.
Ben presto la rabbia negli occhi di Madelyn svanisce e lascia posto alla tristezza. I suoi occhi scuri
pieni di lacrime sono quasi completamente coperti dai lunghi capelli neri arruffati.
“Penso di poter capire, dottor Watson, ma non ho mai passato niente del genere prima d’ora, e io…”
“Va tutto bene,” replica, spostando la sedia più vicino e prendendole la mano.
“So che passerete dei momenti difficili, ma il signor Wiggins e io stiamo cercando di trovare la
persona che ha ucciso vostro padre, e più velocemente lavoriamo, più alte sono le possibilità che
riusciamo ad acciuffare il colpevole.”
Madelyn, sforzandosi di trattenere le lacrime, anniusce.
“Tutto quello che vogliamo sapere da voi è se siete a conoscenza di qualcuno che avrebbe potuto voler
uccidere vostro padre.”
Scuote la testa e inizia nuovamente a singhiozzare.
“Voglio solo che tutto torni come prima! Voglio solo riavere papà! Cosa farà la mamma? Dovremo
trasferirci? Dovrò cambiare scuola?”
“Calma, calma,” risponde Watson, “nessuno dovrà trasferirsi. Col tempo tutto si sistemerà.”
Madelyn si asciuga le lacrime e si alza.
“lo spero.”
“Wiggins, dovremmo andare,” dice Watson, “e la prossima volta cerca di usare un po’ più di tatto.”
74 CO
Alla reception dello studio contabile per cui lavora Ross Merriman ci indicano una scrivania sul
fondo di una lunga stanza a cui sta lavorando un uomo basso, rasato di fresco.
“Il signor Merriman?”
“Sì?” risponde l’uomo cercando gli occhiali.
“Stiamo indagando su di un omicidio per conto di Scotland Yard e vorremmo farvi alcune domande.”
“Davvero? Dubito che potrò esservi di alcun aiuto, ma farò quello che posso. Chi è stato ucciso?”
“Ma come? Lord Firk Wolmer. Pensavo lo aveste già saputo.”
“Ma è terribile,” risponde. La sua voce sembra sincera, ma non sembra troppo colpito dalla notizia,
“a Genevieve piaceva parecchio. Mi scuso per non averlo saputo, ma sono al lavoro da stamattina
presto. Sono partito da casa prima che arrivasse il giornale del mattino.”
“Lo conoscevate? Quanto sapecate della sua relazione con vostra moglie?”
“L’ho incontrato solo una volta per poco tempo, poco dopo che aveva iniziato il suo nuovo lavoro, e
ho pensato che fosse una brava persona. Per quanto riguarda la sua relazione con Genevieve, tutto
quello che so è che lei ne parlava molto bene, più che di tutti gli altri colleghi. A parte questo non ne
so molto. Non le faccio molte domande a proposito del suo lavoro.”
“Non sembrate un tipo molto geloso,” interviene Wiggins.
Merriman si fa una risatina.
24
“A questo punto della nostra storia Genevieve ed io siamo più coinquilini che marito e moglie.
Divorzieremmo e andremmo ognuno per la propria strada, ma nessuno di noi potrebbe permettersi
un alloggio in questa parte della città, e il nostro padrone di casa è uno svitato bigotto di nome
Enright che ci butterebbe subito fuori se sapesse che non siamo più sposati. Parliamo un po’, la
maggior parte delle sere ci facciamo compagnia, e spesso mangiamo assieme. Ma la scintilla non c’è
più, e nessuno dei due ha alcun interesse a ritrovarla.”
79 CO
Il reverendo Norman Potter ci accoglie sulla veranda della sua modesta abitazione.
“Salve ragazzi,” ci saluta appena si accorge che ci stiamo dirigendo al suo indirizzo, “Qual buon
vento?”
“Stiamo indagando sul caso Wolmer. Abbiamo letto la vostra lettera sul Times di oggi , e abbiamo
pensato che potesse avere dei collegamenti con l’omicidio di Lord Wolmer.”
“Li ha,” replica fosco il reverendo. Sembra un uomo di mezza età, ma all’apice della forma fisica.
“Innanzitutto, come avete fatto a venire a conoscenza dell’omicidio così velocemente? È sorprendente
che siate riuscito a scoprirlo, scrivere una lettera e farla arrivare al Times in tempo per comparire
sull’edizione del mattino.”
“È successo per uno scherzo del destino. Stavo passeggiando vicino all’università ieri sera, quando un
poliziotto mi ha chiesto di cercare immediatamente un medico. Non so se fosse il più vicino, ma
sapevo che il dottor Ainstree vive nelle vicinanze, così sono corso il più velocemente possibile a casa
sua. Quando sono ritornato sulla scena con il dottore al seguito, quasi quaranta minuti dopo, un
reporter del Times era già sul posto. Mi ha chiesto chi fossi, e quando ho detto di essere il pastore
della vittima ha iniziato a farmi delle domande su di lui. Una volta scoperto che era ai ferri corti in
un’accesa disputa con un altro parrocchiano mi ha chiesto se volessi scrivere un pezzo per il giornale
del mattino.
Ci ho pensato un momento e alla fine ho deciso di farlo. Non credo di essere stato così specifico o ostile
come il giornalista si aspettava, ma ho detto quello che ritenevo dovesse essere detto.”
“Vedo,” replica Wiggins. “Potete dirci qualcosa di più a proposito di questa disputa?”
“Il suo antagonista era un uomo di nome Marlowe Enright. Il signor Enright è un uomo molto
devoto, ma le sue capacità di ragionamento lasciano alquanto a desiderare. Recentemente, durante il
gruppo di studio biblico, qualcuno ha posto quasi per scherzo la classica domanda, ‘Quanti angeli
possono danzare sulla testa di uno spillo?’ mentre tutti hanno preso la cosa come l’insignificante
sciocchezza che in effetti è, il signor Enright prese la ferma posizione che gli angeli non sottostanno
alle nostre leggi della fisica e che quindi non esiste un numero massimo. Lord Wolmer, che si era
appena ristabilito e a cui era stato offerto il posto all’università, decise di fare l’avvocato del diavolo
e di assumere la posizione opposta. Enright, essendo per natura un tipo piuttosto emotivo, iniziò ad
obiettare. Lo considerava pari ad un’eresia. Da allora ha fatto di tutto per dimostrare che lord
Wolmer era in errore. Se solo Firk avesse avuto il buon senso di fare un passo indietro, forse si
sarebbero potute evitare tutte le discussioni. Ma è rimasto testardamente saldo sulle sue posizioni e
da allora ogni qualvolta Marlowe Enright è nei paraggi non c’è più pace.”
“Pensate sia possibile che il signor Enright possa averlo ucciso? Potrebbe aver pensato che fosse
importante impedirgli di diffondere la sua ‘eresia’?”
Il reverendo Potter aprì la bocca per parlare ma non uscì una parola. Sembrò rifletterci per un
attimo.
“Spero di no.”
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82 CO
Veniamo accolti alla porta dell’appartamento di Gary O’Grady da un uomo molto ansioso che deve
aver appena passato la trentina. È piuttosto basso, coi capelli rossi e uno sguardo apprensivo
stampato in faccia.
“Siete della polizia?”
“No, ma siamo investigatori. Stiamo lavorando sul caso Wolmer. Volevamo farvi alcune domande.”
“Posso spiegare tutto,” inizia, prima che possiamo fare la prima domanda, “vi inveterei a entrare,
ma non ci sono molti posti in cui sedersi.”
Un veloce sguardo dall’ingresso rivela come la sua scusa regga. Questo appartamento è scarsamente
ammobiliato, segno che non è abitato da molto.
“Mi sono trasferito a Londra da poco, e ho dovuto chiedere soldi in prestito a Jack Marshall, uno
degli strozzini della città, per pagarmi il viaggio. Questo appartamento è tutto quello che mi potevo
permettere, visto che al giorno d’oggi i prezzi delle case sono assurdi. Ho appena finito di pagare il
mio debito, quindi presto potrò iniziare a comprare dei mobili.”
“È tutto molto bello, ma non siamo venuti fin qui per discutere del vostro stile di vita o del vostro
conto in banca,” interviene Wiggins.
“Capisco. Immagino vogliate una spiegazione per la mia lettera, e che vogliate sapere come ho fatto a
venire a conoscenza dell’omicisio così presto.”
“Ebben, sì,” replica Wiggins.
“La notte scorsa stavo tornando a casa dallo O’Shea’s al 79 CO dove con un po’ di gente che la vede
come me stavamo parlando di quanto odiamo il fatto che questo grande paese sia ancora governato
da un monarca.
Mi sono precipitato di nuovo al bar e con i miei amici abbiamo messo assieme la lettera in tutta
fretta, e quando uno dei ragazzi ha detto che per lui gli uffici del Times erano sulla strada di casa e
che poteva consegnarla lui ci è sembrata una buona idea. Ora, visto che sono stato tanto stupido da
mettere le mie iniziali su quella maledetta lettera, e perché ho visto un poliziotto sulla scena, sembra
che sia un assassino.”
“Di sicuro lo sembrate,” dice Wiggins mentre prende appunti. “C’è qualcuno da O’Shea’s che può
confermare la vostra storia?”
“Assolutamente sì. Possono dirvi che sono stato lì tutta la sera fino alle sette, e che sono ritornato non
più di dieci minuti dopo. Non c’è abbastanza tempo per camminare fino là, accoltellare un uomo e
tornare indietro in tempo perché un poliziotto mi veda andare da quella parte, specialmente dopo
tutto quello che avevo bevuto. So che non è un alibi a prova di bomba, ma è il meglio che possa
offrirvi.”
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Domande
Parte 1
1)
Chi ha ucciso Lord Firk Wolmer?
2) Chi è il suo complice?
3) Perché Lord Wolmer è stato ucciso?
4) Cosa ha causato il lampo che ha visto Maria Chaffe?
Parte 2
1)
Chi sono I due passanti che il poliziotto ha mandato a cercare un dottore e un lampionaio?
2) Qual è la nuova soluzione di Clifford Roberts per il sovraffollamento del St James?
3) Qual era il grande annuncio di Lord Wolmer?
4) Qual era la fonte principale di guadagno di Lord Wolmer?
5) Chi è Jack Marshall?
6) Qual era l’argomento della disputa fra Lord Wolmer e Marlowe Enright? Siate precisi.
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Soluzione
Arriviamo al 221B di Baker Street proprio mentre sis ta rimettendo a piovere seriamente. Vediamo
Lestrade con uno sguardo perplesso.
“Nessun successo?” chiede Wiggins.
“Nessuno. È proprio ora che Holmes dica la sua su questo caso.”
Troviamo Holmes immerso in un romanzo vicino al camino.
“Cosa state facendo? Non dovreste lavorare al caso Wolmer?” chiede Lestrade.
“Credo di aver già capito tutto,” dice Holmes con sicurezza chiudendo il libro.
“Allora illuminateci, per favore”, supplica Lestrade.
“I miei metodi sono molto semplici: in un caso come questo si deve iniziare col determinare
innanzitutto chi trae i benefici maggiori dal delitto.”
“Ma a questa domanda non c’è alcuna risposta ovvia,” dice Wiggins.
“Esatto. Per questo ho dovuto fare alcune indagini per trovare un sospetto credibile. In ogni caso il
giornale sollevava un’ovvia domanda che doveva trovare una risposta: com’è possibile che il giornale
del mattino abbia pubblicato due lettere riguardanti un omicidio commesso alle sette della sera
precedente?”
“Suppongo che questo avrebbe dovuto insospettirci,” replica Lestrade mortificato.
“Le lettere erano di Norman Potter, il reverendo di una chiesa frequentata dalla vittima, e di un
misterioso G. O’G., che non sembrava aver mai avuto alcun contatto con Lord Wolmer. La lettera del
reverendo Potter, per quanto sospetta per la tempestività con cui è stata pubblicata, aveva un senso.
Un reverendo ha tutto il diritto di essere scosso dalla morte di un parrocchiano. Ma la lettera del
signor G. O’G. richiedeva ulteriori indagini.
Consultando l’annuario di Londra ho scoperto che l’uomo che stavo cercando era Gary O’Grady. Una
chiacchierata con lui mi ha fornito una sequenza di eventi, possibile per quanto improbabile, che
spiegava come mai fosse a conoscenza del delitto e la sua lettera fosse stata consegnata così
velocemente. Prima di cercare di capire se dovevo o meno credere alla sua storia, ho capito che le sue
risposte, assieme al racconto della testimone Maria Chaffe riportato dal Times, portavano ad una
nuova domanda: come mai i lampioni della strada fuori dell’università non erano accesi quando
Lord Wolmer è stato ucciso?
Nel racconto del signor O’Grady compariva il nome di un lampionaio che lavora in quella parte della
città, un certo E.S. Livingston. Ho deciso di fargli visita. Una volta lì, pur non riuscendo a parlare
direttamente con l’uomo, ho scoperto che la signora Livingston lavorava come babysitter per il
fratello di Lord Wolmer, Charles. Non solo, la signora mi ha anche detto che recentemente Charles ha
dato loro una somma consistente come ‘bonus’ per i suoi servizi.
A questo punto avevo una pista da seguire: Charles Wolmer aveva pagato il lampionaio per non
accendere i lampioni fuori dall’università all’ora prevista, in modo da dargli l’opportunità di colpire
protetto dall’oscurità quando Firk l’avesse lasciata. Probabilmente il lampionaio non aveva idea del
motivo per cui Charles gli chiedesse una cosa simile, ma non avrebbe mai osato rifiutare, considerato
che gran parte delle entrate della famiglia provengono da Charles e dalla moglie. Anche dopo aver
capito che aveva involontariamente avuto una parte in un omicidio deve aver preferito non dire
niente piuttosto che rischiare di perdere il lavoro per aver preso una mazzetta.
Probabilmente Lord Wolmer ha visto una figura nel buio, ha acceso un fiammifero per vedere
meglio, ed è stato immediatamente colpito dal fratello. Questo spiegherebbe il lampo visto dalla
testimone. Dovevo solo capire cosa Charles avesse da guadagnarci.
A quell punto sono passato a casa di Charles. Non l’ho trovato perché stava portando i bambini a
Manchester in attesa che la tempesta mediatica si calmasse, ma ho potuto parlare con la moglie. Ha
detto che Charles era parecchio stressato dai recenti aumenti nei valori degli immobili. Questo mi ha
portato a farmi delle domande sulle proprietà di Lord Wolmer.
Avevo naturalmente supposto che tutti i beni di Lord Wolmer sarebbero passati alla moglie e alle
figlie. Un controllo a Somerset House però mi ha fatto capire che le cose non stanno esattamente così.
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Il suo denaro, i beni e gli investimenti passano alla famiglia, ma la sua sontuosa casa è stata
vincolata dal bisnonno.”
“In pratica può passare soltanto all’erede maschio più prossimo, e poiché aveva solo due figlie, questo
vuol dire che passa a Charles,” aggiunge Watson, dimostrando la sua conoscenza delle leggi sulla
successione.
“Esattamente. La moglie di Charles ha pure detto che Firk parlava spesso di quanto avrebbe voluto
avere un figlio maschio. All’inizio pensavo fosse un particolare insignificante, ma improvvisamente
la sua importanza è diventata evidente. Durante la lunga malattia di Firk, Charles è rimasto
pazientemente alla finestra, pagando affitti sempre più cari per una casa che forse non si poteva
permettere. Per tutto quel tempo ha pensato che a Firk non rimanesse molto, e che un giorno o l’altro
la casa sarebbe stata sua. Ma poi Firk si è rimesso, e improvvisamente si è trovato nei guai. Si
sarebbe trasferito in una zona più a buon mercato, o avrebbe continuato a pagare affitti esosi? Alla
fine ha trovato la terza opzione.”
“E il suo grande annuncio? Ho sentito che aveva in programma di fare un grande annuncio domain.
Aveva qualcosa a che fare con il caso?”
“Forse no,” suggerisce Holmes. Il suo lento, ritmico, dondolio si interrompe improvvisamente e piega
la testa da un lato, “Ma forse sì. E se il grande annuncio fosse che la moglie era nuiovamente
incinta?”
“Questo spiegherebbe perché Charles abbia scelto proprio quel momento per colpire!” esclama Watson.
“Firk deve averglielo detto a cena venerdì scorso e aveva in mente di annunciarlo a tutti domani.”
“Sì, sembra probabile. Se Charles si sentiva minacciato dalla possibilità che ci fosse un nuovo erede
maschio entro l’anno sarebbe stato abbastanza per forzargli la mano. Ispettore, forse dovreste
parlare di nuovo con Maud Wolmer e E.S. Livingston, e credo che dovreste mandare un paio di
agenti a Manchester ad arrestare il nuovo Lord Charles Wolmer.”
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Risposte
Holmes ha usato 4 indizi: Gary O’Grady, E. S. Livingston, Charles Wolmer, Somerset House. Ha
anche usato la lettra di Gary O’Grady’s letter al giornale, e I primi due articoli della prima pagina.
Per determinare il Vostro punteggio sommate il numero di punti per le domande nelle due parti, poi,
se avete seguito più indizi di Sherlock Holmes, togliete 5 punti per ogni indizio in più. Se invece avete
usato meno indizi, aggiungete 5 punti per ogni indizio in meno.
L’indizio al 74 SE (Clifford Roberts) non conta. Non deve essere compreso nel vostro totale.
Parte 1
1)
2)
3)
4)
Chi ha ucciso Lord Firk Wolmer? Charles Wolmer (35 punti)
WChi è il suo complice? E. S. Livingston (30)
Perché Lord Wolmer è stato ucciso? Per ereditare la casa. (25)
Cosa ha causato il lampo che ha visto Maria Chaffe? Il fiammifero acceso da Lord Wolmer un
attimo prima di essere colpito. (10)
Parte 2
1)
2)
3)
4)
5)
6)
Chi sono I due passanti che il poliziotto ha mandato a cercare un dottore e un lampionaio?
Gary O’Grady e Norman Potter. (5 punti ciascuno)
Qual è la nuova soluzione di Clifford Roberts per il sovraffollamento del St James? Scambiarlo
di posto con la propria attività. (5 punti)
Qual era il grande annuncio di Lord Wolmer? Lui e la moglie stavano aspettando il terzo
figlio. (10 punti)
Qual era la fonte principale di guadagno di Lord Wolmer? Investimenti agricoli in America. (5
punti)
Chi è Jack Marshall? Uno strozzino (cha ha prestato a Firk Wolmer il denaro per pagare le
medicine mentre era in attesa che i suoi investimenti pagassero i dividend al tempo del
raccolto). (5 punti)
Qual era l’argomento della disputa fra Lord Wolmer e Marlowe Enright? Siate precisi. Se
gliangeli occupano spazio/si possa determinarne la posizione. (5 punti)
Disclaimer
Non posseggo i diritti su nessuno dei personaggi che compaiono in questo materiale, nè pretendo di capire del
tutto la legge sul diritto d’autore che regola I casi prodotti dai fan di SHCD. Ho contattato la Ystari Games, la
società che detiene I diritti di pubblicazione di SHCD, che mi ha dato il permesso di pubblicare il link a questo
materiale su boardgamegeek.com.
Contatti
Per contattarmi, sia per eliminare questo file per questioni di diritti d’autore o per qualsiasi cosa riguardante
questo caso o possibili casi future, scrivetemi (in inglese) a mailto:[email protected] o una
Geekmail a tem117. Mi piacerebbe scrivere un nuovo caso ambientato interamente da Romano’s, con una
mappa speciale, ma non ho ancora sistemato degli errori.
Ringrazio tutti quelli che hanno testato il caso e corretto le bozze e che mi hanno dato dei feedback. Il caso è
molto migliore di quanto sarebbe stato senza il vostri lavoro.
Scritto da Thane Mullen
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The Times UCCISO LORD WOLMER