Lavoro al videoterminale
AIDV Dimensioni del problema
Il 45% degli Europei usa il computer per lavorare (
circa 72 milioni di persone)
Svezia : 74,3%
Olanda : 67,5%
Danimarca: 67,3%
Finlandia : 56,9%
ITALIA: 41,9%
(Fonte: Commission of the European Communities,
2001)
2
Videoterminale D.Lgs 626/94
Art. 51 (Definizioni)
Ai fini del presente titolo si intende per:
videoterminale: uno schermo alfanumerico o
grafico a prescindere dal tipo di procedimento
di visualizzazione utilizzato.
La definizione di videoterminale dovrebbe comprendere oltre alle
apparecchiature portatili anche sistemi non alfanumerici o grafici
(es. sistemi di controllo basati sulla trasmissione di immagini
statiche o in movimento, di tipo “televisivo” o “cinematografico”).
Sentenza della Corte Europea dell’Aja del 6.7.2000; causa C-11/99
3
Lavoratore addetto al Videoterminale
D.Lgs 626/94
lavoratore: il lavoratore che utilizza una
attrezzatura munita di videoterminale
in modo sistematico ed abituale, per
venti ore settimanali, dedotte le
interruzioni di cui all’ art. 54 (1).
(1) Legge n.422/2000 Modifiche al D.Lgs 626/94
4
Posto di lavoro: l'insieme che comprende le
attrezzature munite di videoterminale,
eventualmente con tastiera ovvero altro sistema di
immissione dati, ovvero software per l'interfaccia
uomo-macchina, gli accessori opzionali, le
apparecchiature connesse, comprendenti l'unità a
dischi, il telefono, il modem, la stampante, il
supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro,
nonché l'ambiente di lavoro immediatamente
circostante
5
Utilizzo di Notebook
L’utilizzo del notebook non prevede, nella maggior parte dei
casi, una postazione fissa da settare secondo le regole
dell’allegato VII del D. L. Vo 626/94, e una permanenza presso
l’ufficio della sua sede di appartenenza limitata.
•Lap-top
Letteralmente "sopra le ginocchia". E il termine anglosassone
usato per definire i PC, di dimensioni e peso contenuti, chiamati
in italiano "portatili". Sono anche definiti “handbook” o “port-it”.
•Palm-top
Letteralmente "nel palmo". E' il termine anglosassone usato per
definire PC di dimensioni e peso estremamente contenuti, dotati
tuttavia di discreta potenza di calcolo (in italiano il termine
generalmente usato è "palmari"). La potenza di questi dispositivi
si colloca tra l'agenda elettronica ed il LAP-TOP..
6
Le pause
Gli operatori ai VDT hanno diritto ad una interruzione
del lavoro mediante:
– pausa
– cambiamento di attività
Le modalità sono demandate alla contrattazione
(anche aziendale)
In assenza di contrattazione ha comunque diritto ad
una pausa di 15 min. ogni 120 min.
7
Definizioni compiti con VDT/PC (II)
Documento Offset Publication N° 99 (pag.76-77,
1987) dell‘OMS
4. Word processing - Inserimento di un testo, formattazione di testi, correzioni.
La frequenza di battitura è elevata ma intermittente, l'impegno visivo si esplica
sia nella lettura del documento cartaceo che nell'osservazione dello schermo.
Le interruzioni sono limitate con alcune opportunità di controllo della velocità di
lavoro e di presa di decisioni.
Esempi: lavori di stesura di una relazione da parte di segretarie o impiegati di
studi professionali.
5. Programmazione, progettazione assistita mediante computer, controllo di
sistemi produttivi mediante computer - Queste attività lavorative richiedono
spesso una qualificazione professionale. Il tempo di utilizzo del PC è variabile.
Il ritmo di lavoro è basso e intermittente con un impegno visivo sia
nell'osservazione dello schermo che del documento cartaceo. Le interruzioni
sono frequenti e vi sono le maggiori opportunità di scelte decisionali e di
controllo della velocità di lavoro.
Esempi : di programmi CAD, CAM, CAE, CAPP, etc.).
I lavori descritti nei punti 1, 2, 3 e 4 sono definibili di tipo classicamente
impiegatizio, diversamente da quelli descritti nel punto 5 che sono, invece,
assai più comuni in attività industriali o artigianali.
8
Normativa
9
Normativa
• Circolare Ministero del Lavoro 1
settembre 1987, n. 98
“Applicazione norme
prevenzione infortuni ed igiene
del lavoro”
• Circolare Ministero della
Funzione Pubblica 22 febbraio
1991, n. 71911 “Linee guida per
l'uso dei videoterminali nelle
pubbliche amministrazioni”
• Circolare Ministero dell’Interno
23 settembre 1993, n. 850
“Accertamenti sanitari per gli
addetti ai videoterminali”
•D.Lgs. 626/94 titolo VI “Uso di
attrezzature munite di
videoterminali”
•D.M. 2 ottobre 2000 “Linee
guida d’uso dei videoterminali”
•L. 29 dic. 2000, n. 422
“Disposizioni per l’adeguamento
di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle
Comunità europee - legge
comunitaria 2000”
10
Obblighi dei datori di lavoro
1. Il datore di lavoro, all'atto della valutazione del
rischio di cui all'art. 4, comma 1, analizza i posti di
lavoro con particolare riguardo:
a) ai rischi per la vista e per gli occhi;
b) ai problemi legati alla postura ed all'affaticamento
fisico o mentale;
c) alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale.
2. Il datore di lavoro adotta le misure appropriate
per ovviare ai rischi riscontrati in base alle valutazioni
di cui al comma 1, tenendo conto della somma
ovvero della combinazione della incidenza dei rischi
riscontrati.
11
Informazione e formazione
1. Il datore di lavoro fornisce ai
lavoratori informazioni, in particolare
per quanto riguarda:
a) le misure applicabili al posto di
lavoro, in base all'analisi dello stesso
di cui all'art. 52;
b) le modalità di svolgimento
dell'attività;
c) la protezione degli occhi e della
vista.
2. Il datore di lavoro assicura ai
lavoratori una formazione adeguata in
particolare in ordine a quanto indicato
al comma 1.
12
Sopralluoghi
Secondo quanto previsto dal D.Lgs 626/94, le visite
del MLC agli ambienti di lavoro devono essere
condotte due volte l’anno, salvo casi cui al D.M.
16/01/97 (aziende con meno di 200 addetti).
13
Sopralluoghi
D.M.16 gennaio 1997 “Definizione dei casi di riduzione della
frequenza della visita degli ambienti di lavoro da parte del
Medico Competente” (G.U. n.27 del 3.02.1997)
Art.2
Per le aziende di cui ai punti 1,2 e 3 dell’allegato I del D.Lgs
626/94, e successive modifiche, con un numero di addetti oltre i
limiti cui all’art.1 e fino a 200, la frequenza della visita degli
ambienti di lavoro da parte del medico prevista dall’art. 17, comma
1, lettera h), può essere ridotta ad una volta l’anno, in presenza di
una valutazione congiunta del datore di lavoro, responsabile del
servizio di prevenzione e protezione, del medico competente e del
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Il datore di lavoro
produce una dichiarazione in tal senso, da custodire presso
l’azienda ovvero l’unità produttiva. Qualora dovesse ritenersi
modificata la situazione di rischio da parte di uno dei componenti il
gruppo di valutazione, il datore di lavoro dovrà provvedere a
ratificare la precedente dichiarazione.
14
La sorveglianza sanitaria
• è dovuta per chi utilizza i videoterminali
sistematicamente e abitualmente per
almeno 20 ore settimanali
• è esercitata dal medico competente
• sono previste visite:
– preventive (prima dell’avviamento alla
mansione)
– periodiche
– A richiesta del lavoratore
15
Posto di lavoro con il VDT
16
Decreto Legislativo 19 settembre 1994,
art. 33, titolo II, comma 8
I luoghi di lavoro devono
disporre di sufficiente luce
naturale ed essere dotati di
dispositivi che consentano
una illuminazione artificiale
per salvaguardare la
sicurezza, la salute e il
benessere dei lavoratori
17
Benessere termico
• Il comfort climatico è definibile come uno
stato mentale che esprime soddisfazione
per l'ambiente
• Il benessere termico, dunque, esprime una
condizione di neutralità, con dispersione
integrale del calore prodotto senza
aumento della temperatura corporea e
senza evidente intervento del sistema
termoregolatore
18
Microclima
• preferibile impianto di
climatizzazione
• nella stagione calda la temperatura
non dovrebbe essere inferiore di
oltre 7°C da quella esterna
• nelle altre stagioni tra i 18 e i 20°C
• umidità fra il 40 e il 60%
• ricambio 32 mc per persona all’ora
(in assenza di fumatori)
19
Rumore
• installare i VDT in locali poco disturbati da
fonti di rumore interne o esterne
• scegliere strumentazione poco rumorosa
• isolare gli strumenti rumorosi in locali
separati o con dispositivi fonoisolanti
I livelli di rumore inferiori a 55 dB(A)
consentono la perfetta comprensione di
una conversazione tenuta a voce normale,
mentre con livelli di rumorosità compresi fra
65 e 75 dB(A) sarà invece possibile
soltanto una conversazione a voce alta.
20
Indicazioni orientative per il lavoro
all’AIDV negli uffici:
• il Leq su otto ore non dovrebbe superare i 55 dB(A);
• il rumore di fondo deve essere inferiore ai 55 dB(A);
• il contributo dovuto all´impianto di ventilazione dei
locali non dovrebbe superare 1 - 4 dB(A) (V. UNI 8199);
• il rumore disturbante di tipo aleatorio (funzionamento
intermittente di stampanti, di macchine da scrivere o di
altre apparecchiature) non deve incrementare il livello
sonoro, in prossimità del posto di lavoro al VDT, fino a
valori superiori ai 65-70 dB(A);
Le rilevazioni fonometriche vanno ovviamente eseguite in
assenza del parlato o di altre fonti sonore estranee al posto
di lavoro.
21
Caratteristiche dell’arredo della
postazione del VDT (II)
•Il sedile deve
- essere di tipo girevole, saldo contro lo
slittamento e rovesciamento, dotato di
basamento stabile o a cinque punti di
appoggio
- disporre del piano e dello schienale
regolabili in maniera indipendente così da
assicurare un buon appoggio dei piedi e
sostegno della zona lombare
- avere i bordi del piano smussati, in
materiale non troppo cedevole,
permeabile al vapore acqueo e pulibile
- essere facilmente spostabile anche in
rapporto al tipo di pavimento
- qualora fosse necessario essere dotato di
poggiapiedi separato
22
Caratteristiche dell’arredo della
postazione del VDT (I)
• Il piano di lavoro deve
- avere una superficie sufficientemente
ampia per disporre materiali necessari e le
attrezzature nonché consentire l’appoggio
degli avambracci dell’operatore davanti alla
tastiera, nel corso della digitazione.
- avere una profondità tale da assicurare
una corretta distanza visiva dallo
schermo
- avere il colore della superficie chiaro
possibilmente diverso dal bianco, ed in ogni
caso non riflettente
- essere stabile e di altezza, fissa o regolabile,
indicativamente tra 70 e 80 cm
- avere uno spazio idoneo per il comodo
alloggiamento e la movimentazione degli arti
inferiori e per infilarvi il sedile
23
Norme UNI EN 1335-1-2-3
Mobili per ufficio - Sedia da lavoro per ufficio Dimensioni - Requisiti di sicurezza - Metodi di prova
per la sicurezza".
• Il sedile deve avere un'altezza compresa tra 40 e 51
cm, una profondità compresa tra 40 e 42 cm, e una
larghezza di 40 cm.
• Lo schienale che deve avere un'altezza compresa tra
22 e 26 cm e una larghezza di 36 cm.
• I braccioli, se previsti, devono avere una lunghezza di
20 cm e una larghezza di 4 cm.
24
Misure per la scelta delle poltrone
Altezza lavoratore
(cm)
150 - 155
Altezza seduta da terra
(cm)
41
160 - 165
43
170 - 175
46
180 - 185
49
190 - 200
54
25
La tastiera
DEVE ESSERE:
• inclinabile e separata dal monitor
• lontana dal bordo del piano di lavoro
15 cm.
• con superficie opaca e di colore
neutro
• con simboli chiari
Il mouse
DEVE:
• garantire una buona
impugnatura (ergonomica)
• essere “manovrato” avendo cura
di poggiare l’avambraccio al
piano di lavoro
26
Il porta documenti
Deve essere:
• regolabile:
– alto/basso
– destra/sinistra
• collocato in modo corretto in relazione all’attività
da svolgere
Il poggiapiedi
Dovrà essere
• di dimensioni adeguate:
– larghezza 45 cm.
– profondità 35 cm.
– Inclinazione 10-20°
• superficie in materiale anti-scivolo
27
Il monitor
DEVE ESSERE:
• orientabile e inclinabile
• con superficie antiriflettente
• con luminosità e contrasto regolabili
• con immagine stabile senza “sfarfallamenti”
• con caratteri leggibili e definiti
• pulito
• la parte retrostante lontana da pareti
28
Altezza ed inclinazione dello schermo
FAVOREVOLE
SFAVOREVOLE
SFAVOREVOLE
FAVOREVOLE
A = raggio di luce con angolo incidente di 30°; B = raggio di luce con angolo incidente di 15°
Un video sistemato troppo in alto o inclinato verso l’alto
favorisce i fenomeni di riflessione causati dall’illuminazione
29
La posizione corretta
90°90° 110°
• Tronco:
– posizione eretta, fra 90 e 110° per
evitare
dannose
compressioni
pelvico-addominali, appoggio del
tratto lombare
• Gambe:
–a
circa
90°per
ridurre
l’affaticamento e facilitare la
circolazione. Piedi ben poggiati a
terra o sul poggia-piedi
30
La posizione corretta
50-70
cm
90°
• Braccia:
– piegate a circa 90°. Avambracci
appoggiati nello spazio fra bordo
tavolo e tastiera (15 cm)
• Occhi:
– distanza occhi monitor fra i 50 e i 70
cm. Il bordo superiore del monitor
deve essere posto all’altezza degli
occhi.
31
Decreto Legislativo 19 settembre 1994,
art. 33, titolo II, comma 8
I luoghi di lavoro devono disporre di sufficiente luce
naturale ed essere dotati di dispositivi che consentano
una illuminazione artificiale per salvaguardare la
sicurezza, la salute e il benessere dei lavoratori
32
Caratteristiche della postazione al VDT
• Illuminazione
-Al fine di evitare riflessi sullo schermo, abbagliamento
dell’operatore ed eccessivi contrasti di luminosità la postazione di
lavoro va correttamente orientata rispetto alle finestre presenti
nell’ambiente di lavoro.
-L’illuminazione artificiale dell’ambiente deve essere realizzata con
lampade provviste di schermi ed esenti da sfarfalllio, poste in
modo che siano al di fuori del campo visivo degli operatori; in caso
di lampade da soffitto non schermate, la linea tra occhio e lampada
deve formare con l'orizzonte un angolo non inferiore a 60.
-Va in ogni modo evitato l’abbagliamento
-dell’operatore e la presenza di riflessi
-sullo schermo qualunque sia la loro origine
33
Illuminazione del posto di lavoro
•Abbagliamento
Sensazione prodotta da una luminanza all’interno del campo
visivo che è sufficientemente maggiore della luminanza per la
quale gli occhi si sono adattati e tale da causare fastidio,
discomfort, o riduzione della performance visiva e della
visibilità.
L’abbagliamento può essere diretto o riflesso.
Il primo si ha quando la fonte di luce che lo produce è nella
stessa direzione di osservazione.
Il secondo si ha quando la luce viene riflessa da uno o più
oggetto che l’operatore sta guardando
34
Posizione dello schermo in presenza di finestre
poco o male schermate
SBAGLIATO: finestra nel campo visivo,
elevate differenze di intensità luminosa
GIUSTO:
differenza
equilibrata
dell’intensità luminosa, nella zona di
riflessione dello schermo video non
esistono superfici luminose
SBAGLIATO: le finestre si riflettono sullo
schermo video
35
Lavoro all’AIDV e problemi sanitari
• Disturbi visivi/eye strain
- Sindrome da astenopia o da affaticamento visivo
- oculare
- visiva
• Disturbi muscoloscheletrici/Muskulo-skeletal
disorders
• Disturbi psicosomatici/Job related stress
• Altri disturbi da irraggiamento
- cataratta
- dermatite del volto
- epilessia fotogena
- rischi per la salute riproduttiva
• VODS: Video Operator Stress Syndrome
- il complesso dei sintomi e dei disturbi
lamentati dagli addetti ai videoteminali
36
Epilessia fotogenica
E' un disturbo parossistico ricorrente delle funzioni cerebrali
caratterizzato da brevi ed improvvisi episodi di alterazione dello stato di
coscienza, attività motoria, fenomeni sensoriali o comportamento
inappropriato.
Le convulsioni sono la più comune forma di attacco epilettico.
La causa scatenante la crisi è uno stimolo luminoso, spesso intermittente,
intenso, protratto nel tempo. Per scatenare la crisi lo stimolo luminoso spesso
deve essere accompagnato da intensi fenomeni emozionali o intenso impegno
neuro-sensoriali.
Il videoterminale è il fattore scatenante la crisi ma non è la causa della malattia.
Non è mai stato documentato alcun episodio epilettico scatenato dall'uso
lavorativo di VDT, tutti i casi riportati erano legati a uso del VDT per videogiochi.
37
Preoccupazioni ingiustificate per la
salute
• Radiazioni ionizzanti: pari al fondo naturale
• Campi elettromagnetici:pari al fondo ambientale a 5 cm
dallo schermo ed a 15 cm dal retro
• Radiazioni ultraviolette:
pari al fondo naturale a 5 cm dallo schermo
• Non vi è rischio di cancro
• Non vi è rischio di aborto
38
Visione occupazionale
La visione occupazionale ravvicinata (meno di un
metro), protratta (molte ore al giorno per molti anni),
statica (minime alternanze con visione per lontano) può
causare condizioni di disagio a breve-medio termine,
mentre non è stato finora chiarito se possa causare
anche effetti a più lungo termine
(Bergqvist, 1984; WHO/OCH/90.3, 1990; Piccoli, 1996; Piccoli,
2002).
39
Definizione di astenopia
Una sindrome causata da noxae occupazionali in grado di concorrere
a determinare, anche in rapporto alle caratteristiche oftalmologiche
del lavoratore, un disagio nella visione, che si manifesta con un
insieme di sintomi e segni in prevalenza oculari e visivi, ma anche
generali”.
Cause di astenopia

Fattori legati alle caratteristiche intrinseche del compito visivo:
-intensità/difficoltà del compito
-durata/distribuzione temporale del compito

Fattori ambientali;

Fattori legati alla funzionalità dell’organo visivo;

Fattori organizzativi e individuali.
40
Manifestazioni dell’astenopia
• Sintomi generali:
- Ansia
- Cefalea
- Nausea
- Prurito
- Rigidità tratto cervicale
- Dispepsia
- Vertigine
Sintomi oculo-visivi:
•Bruciore oculare
•Senso di peso oculare
•Secchezza oculare
•Lacrimazione
•Ammiccamento frequente
•Fotofobia
•Visione sfocata
•Visione sdoppiata
•Diminuzione acuità visiva
•Percezione di aloni

NEL COMPLESSO SONO DISTURBI REVERSIBILI
41
Disturbi oculo visivi
• Principali cause:
– illuminazione inadatta
– riflessi da superfici lucide
– luce diretta (artificiale o naturale) su monitor o
occhi
– presenza di superfici di colore estremo (bianco o
nero)
– difettosità del monitor
– impegno visivo statico, ravvicinato, protratto nel
tempo
42
Segni della sindrome da affaticamento visivo
I) SEGNI DI FATICA
ACCOMODATIVA
III) SEGNI DI FATICA PERCETTIVA
Percezione di aloni colorati (effetto Mc
Collough)
Abbagliamento
Sensazione di sfarfallio dell’immagine
Annebbiamento della vista durante il
lavoro
visione sfuocata da lontano dopo
il lavoro
tendenza a socchiudere gli occhi
cefalea durante e dopo il lavoro
IV) SEGNI DI IRRITAZIONE
OCULARE
Iperemia congiuntivale
Desquamazione bordo palpebrale
Ammiccamento frequente
Lacrimazione
Sensazione di corpo estraneo
Bruciore
Fotofobia
II) SEGNI DI FATICA
MUSCOLARE
Diplopia occasionale durante il lavoro
cefalea durante e dopo il lavoro
43
Disturbi oculo visivi
• Come prevenirli:
– ai primi sintomi di affaticamento fare piccole
pause
– socchiudere le palpebre per 1/2 minuti
– distogliere lo sguardo dagli oggetti vicini e
rivolgerlo verso quelli lontani
– verificare l’illuminazione e le tende
– eliminare riflessi e/o abbagliamenti
– seguire con lo sguardo il perimetro del soffitto
44
Disturbi muscolo scheletrici
• Sensazioni:
– senso di peso, di fastidio
– intorpidimento
– dolore
– rigidità di:
• collo
• schiena
• spalle
• braccia
 Cause:
• mani
 posizione di lavoro scorretta
 errata scelta degli arredi
 posizione di lavoro fissa e mantenuta per
lungo tempo
 movimenti rapidi e ripetitivi delle mani (uso di
tastiera e mouse)
45
Possibili cause di disturbi muscoloscheletrici di
collo, spalle e schiena
Postazione non ergonomica
Errata disposizione e regolazione di arredi e computer
Postura fissa e/o scorretta per lunghi periodi
Capo e tronco protesi in avanti
Spalle contratte nella digitazione o nelle pause
Ricevitore del telefono tenuto a lungo tra testa e spalla
Attività extra-lavorative, hobbies (sport pesanti, ecc...)
Prevenzione
Scegliere attrezzature ergonomiche cioè
adattabili alle proprie esigenze
Adottare una postura rilassata: il tronco sullo
schienale tra 90 e 110°
Variare spesso la posizione del corpo
Effettuare delle pause brevi ma frequenti
Variare le attività nel corso della giornata
Regolare con cura la posizione, l'altezza e la
distanza del monitor
46
Possibili cause di disturbi muscoloscheletrici braccia, polsi e mani
Movimenti rapidi, ripetitivi e prolungati su tastiera e mouse
Forza eccessiva nel digitare e nello stringere il mouse
Polsi piegati verso l'alto e non allineati agli avambracci
Polsi piegati verso l'esterno
Avambracci e polsi poggiati su spigoli durante la
digitazione e le pause
Assenza di pause per allentare le tensioni muscolari
Prevenzione
Ridurre i movimenti rapidi e ripetitivi prolungati
Avambracci paralleli al pavimento e bene appoggiati sul tavolo
Mantenere polsi distesi e dritti nella digitazione
47
Disturbi muscolo scheletrici
• Come prevenirli:
– verificare che la parte alta del monitor sia al livello
degli occhi
– verificare la distanza del monitor e della tastiera
– stare seduti ben eretti con i piedi ben poggiati
– regolare bene l’altezza e l’inclinazione della sedia
– ai primi sintomi di dolore al collo o alle estremità
concedersi una pausa alzandosi e muovendosi
48
Stress
•
Cause:
– carico di lavoro superiore o inferiore alle capacità
della persona
– mancanza di riconoscimento
– lavoro monotono e/o ripetitivo
– isolamento da colleghi
– software o hardware inadeguati
– fattori ambientali:
• spazio
• microclima

Disturbi di tipo psicologico o
psicosomatico:
 mal di testa, stanchezza
 irritabilità, tensione nervosa
 ansia, depressione
 insonnia
 problemi digestivi
49
Stress
• Come prevenirlo:
– svolgendo attività fisica
– sfruttando al meglio le
pause
– adottando comportamenti
corretti conformemente alla
formazione e
all’informazione ricevuta
50
Valutazione del rischio
51
Contenuti essenziali (irrinunciabili) della
valutazione del rischio (I)
Il MLC deve verificare che la valutazione dei rischi,
cui concorre per la sua parte, contenga le
informazioni di seguito riportate.
• Verificare se le apparecchiature per i cui addetti
si richiede la sorveglianza sanitaria rientrino nel
campo di applicazione fissato dalla normativa.
• Verificare l’ uso di apparecchiature portatili
52
Contenuti essenziali (irrinunciabili) della
valutazione del rischio (II)
• L’elenco nominativo dei dipendenti classificati come
“lavoratori a VDT”, con notizia se hanno o no più di
50 anni, e con precisazioni sull’attività svolta ed il
tipo di compito eseguito
• Verificare la presenza di postazioni di lavoro nelle
quali operano più addetti alternativamente.
(postazioni condivise o postazioni “shared”)
53
Contenuti essenziali (irrinunciabili) della
valutazione del rischio (III)
Raccogliere ed elaborare informazioni su:
• rischi per la vista
• rischi per gli occhi
• problemi legati alla postura
• problemi legati all’affaticamento fisico
• problemi legati all’affaticamento mentale
• condizioni ergonomiche
• condizioni di igiene ambientale
• monotonia e ripetitività (art 53 D.Lgs 626/94), numero
ed organizzazione delle pause (art 54 D.Lgs 626/94)
• Caratteristiche della postazione e dell’ambiente
54
Definizione/censimento di
“lavoratore addetto ad AIDV”
Al
fine
del
computo
dell’effettivo
utilizzo
dell’"attrezzatura munita di videoterminali", quest'
ultima, deve essere intesa come insieme di schermovideo, tastiera e/o mouse, con esclusione, pertanto, di
altro mezzo o strumento presente nel "posto di
lavoro": per espresso disposto di legge, infatti, l'
"attrezzatura munita di videoterminali" è solo una parte
del più ampio "posto di lavoro" .
(v. art. 51, lett. b, D.lgs. n. 626/1994).
55
Definizione/censimento di
“lavoratore addetto ad AIDV”
A tal proposito si è espresso anche il Ministero del Lavoro
che ha indicato che:
“ il computo delle venti ore settimanali deve avere ad
oggetto l' attrezzatura munita di videoterminali e, dunque,
l' utilizzo dello schermo-video, della tastiera e del mouse“
(Nota Ministero del lavoro del 17 febbraio 2003 - Allegato n. 1 alla circolare
ABI serie Lavoro n. 44 anno 2003)
56
Definizione/censimento di
“lavoratore addetto ad AIDV”
• Indagine conoscitiva attraverso questionari compilati
direttamente dai lavoratori, i cui risultati sono accettati
dal Datore di Lavoro
• I preposti/dirigenti redigono l’elenco degli addetti e lo
propongono al Datore di Lavoro
• Istruttoria per la definizione degli elenchi condotta da
una Commissione comprendente: Datore di Lavoro,
Dirigenti/Preposti, Responsabile Servizio Prevenzione
e Protezione, Medico Competente, Rappresentante dei
Lavoratori per la Sicurezza
• Metodo Work Sampling (“Tecnica delle osservazioni
istantanee”)
57
Nella circolare, la n. 47 del 23 aprile 2001, venivano
illustrate le metodiche riguardanti le modalità di
calcolo dell’effettivo tempo di adibizione al
videoterminale, giustificando il ricorso a sistemi di
indagine statistica considerata l’impossibilità
materiale, per la maggior parte delle aziende, di un
esame analitico e puntuale presso ciascun
lavoratore.
58
Metodi di approccio statistico
osservazioni istantanee (work sampling)
osservazioni continuative
media dei tempi delle osservazioni.
59
Metodologia Work Sampling per l’individuazione dei
lavoratori ad AIDV
La tecnica delle “osservazioni istantanee” (Work Sampling)consente di
ricavare la percentuale di tempo che i lavoratori trascorrono effettivamente
utilizzando il videoterminale rispetto all’orario complessivo di lavoro
settimanale, l’impiego medio settimanale al videoterminale.
“Un campione estratto a caso da un grande gruppo tende ad avere una
struttura simile a quella del gruppo da cui proviene”
“La percentuale delle osservazioni registranti l’Operatore in un determinato
stato, tenderà ad eguagliare la percentuale di tempo cui l’opertore si strova
in quello stato”
La tecnica consiste in una serie di osservazioni fatte, su un determinato
lavoro, ad intervalli irregolari scelti a caso durante i quali si osserva il lavoro
per annotare lo stato. Il numero di volte che si è riscontrato essere presente
un determinato stati in quel lavoro è, rispetto al totale delle osservazioni
eseguite, proporzionale al tempo impiegato per eseguirle.
60
Metodo delle osservazioni istantanee
(work sampling)
Questo procedimento è proposto con riferimento alle norme UNI
5309-66, 4836-66, 4724-66 ed UNI ISO 2854; esso si fonda su un
principio statistico, secondo cui “un campione estratto a caso da un
grande gruppo tende ( “ a comportarsi” ) ad avere una struttura
equivalente a quella del gruppo da cui proviene”.
E’ chiaramente di fondamentale importanza definire in maniera
corretta e preventiva :
Ø
la significatività numerica del campione preso in esame
Ø
l’unità minima temporale all’interno della quale effettuare le
rilevazioni ”istantanee” discontinue ed irregolari (cioè casuali)
Ø
il periodo di tempo complessivo di osservazione.
61
Valutazione dell’impegno visivo in operatore VDT/PC,
finalizzato all’applicazione dell’art. 21 della legge 422/2000
•
Misure a campione o delle osservazioni
istantanee
(norme UNI 5309-66; UNI 4843-66; UNI 4724-66):
metodi statistici per il controllo qualità
(norma UNI ISO 2854): interpretazione statistica dei dati
–
–
–
Strumenti per la raccolta delle informazioni
Scelta del campione
Calendario osservazioni
62
Valutazione dell’impegno visivo in operatore VDT/PC,
finalizzato all’applicazione dell’art. 21 della legge 422/2000
•
Misure a campione o delle osservazioni continuative
Rilievi prolungati per tutto l’orario di lavoro
•
Metodo della media dei tempi di osservazione
Si basa sull’entità numerica delle osservazioni svolte al VDT,
giorno per giorno e nell’ambito di una settimana di lavoro
* Doc ABI (pos. LL/9030.F del 2001)
63
Metodo delle osservazioni continuative
• L’osservazione del campione di lavoratori viene
effettuata per affiancamento e senza soluzione di
continuità durante il periodo di rilevamento.
• Esso, pur offrendo maggiori garanzie di precisione,
comporta un notevole impegno di risorse e il rischio
d’influire sulla realtà da osservare, in termini sia
positivi che negativi, a causa del lungo periodo di
affiancamento.
64
Metodo della media dei tempi delle operazioni
• Il metodo si basa sull’esame dei dati relativi al numero ed
alla durata delle operazioni compiute a terminale, ricavabili
dai resoconti forniti dal servizio Sistemi Informativi
dell’azienda.
• E’ il metodo più economico, ma non tiene conto, nella
determinazione dei risultati, della realtà operativa, in cui i
tempi di adibizione del dipendente, soggetto a sollecitazioni
dovute ad altre attività che si svolgono nell’ambiente in cui
lavora, sono determinati anche da fattori che non possono
essere rilevati dalle procedure informatiche. Ciò imporrebbe
una verifica-affinamento sul campo dei dati raccolti, che
ridurrebbe il margine di errore, ma anche la convenienza del
metodo.
65
Valutazione dell’impegno visivo in operatore
VDT/PC, finalizzato all’applicazione dell’art. 21 della
legge 422/2000
•
Misure oggettive di distanza e tempo di osservazione del
VDT/PC (metodo Piccoli, 2001)
Personale di Banca
“sportellista”: 3 ore + 15 min. al VDT
5 ore e 20 min. + 30 min. alla postazione
“gestore”
2 ore e 15 min. + 30 min. al VDT
4 ore e 15 min. + 40 min. alla postazione
“back office” 1 ore e 40 min. + 1 ora al VDT
3 ore e 20 min. + 1 ora e 25 min. alla
postazione
66
Valutazione dell’impegno visivo in operatore VDT/PC,
finalizzato all’applicazione dell’art. 21 della legge 422/2000
• Metodo derivato dalle conoscenze del M. L. C.,
verificate ed integrate con Dirigenti / Preposti e RLS
• Autonoma determinazione del Datore di Lavoro
(condivisione del M. L. C.)
67
Questionario INRS- Università del Winsconsin per lo studio dei sintomi
articolari, fattori stressanti e psicosociali (riportato nel metodo “OREGE”)
• E’ articolato in :
- Parte generale (con domande su sesso, età. Mansione,
anzianità lavorativa, ecc.)
- Disturbi muscolo scheletrici
- Stress
- Fattori psicosociali
- Domande per il lavoro ai VDT
68
Checklist OSHA per l’individuazione delle condizioni di
pericolo per l’apparato muscolo-scheletrico.
Concepita come strumento preliminare della valutazione
del rischio da parte del personale anche non
particolarmente specializzato nel campo dell’analisi
ergonomica.
Consente di identificare alcuni importanti fattori di rischio
che contribuiscono a determinare i disturbi muscolo
scheletrici e di identificare i lavori che richiedono una
rapida modifica o una più approfondita analisi del lavoro.
La rilevazione di fattori di rischio segnale deve essere
intesa come una rapida valutazione effettuata da personale
che conosce il ciclo lavorativo e non richiede analisi precisa
di tempi e metodi.
69
Checklist OSHA
• Checklist A (arto superiore)
• Metodo qualitativo/semiquantitativo
• L’impiego della Checklist è subordinato alla presenza di
segnalatori di rischio per un definito tempo nell’arco del
turno:
1.
2.
3.
4.
Movimenti ripetitivi
Posture di lavoro fisse non supportate o incongrue
Uso di strumenti vibranti
Uso di forza delle mani
• Fattori di rischio: Ripetitività, Forza, Postura,
Deformazione da contatto, Vibrazioni, Ambiente, Ritmo di
lavoro
• In base a presenza e durata dell’esposizione a ciascun
fattore viene attribuito un punteggio
• Se il punteggio totale è superiore a 5, il lavoro è giudicato
a rischio
70
Analisi del posto di lavoro
71
Numerosi e con complesse interazioni sono i fattori che
influiscono sull’attività all’AIDV
Organizzazione del lavoro
• Esigenze della mansione
• Carico di lavoro
Posto di lavoro
• Mobili
• Componenti
• Controlli, autonomia
• Durata, pause
Terminale
Ambiente fisico
• Schermo
• Tastiera
• Illuminazione
• Temperatura
• Umidità
• Ventilazione
• Rumore
Operatore
• Stato funzionale
• (Età, visione, attenzione)
• Risorse
RENDIMENTO
• Abilità
• Motivazione
• Aspirazione
SODDISFAZIONE
AFFATICAMENTO
74
80
LUMINANZA
PRIMARIA
(cd)
INTENSITA’
(cd/m2)
ILLUMINAMENTO
(lux)
82
B.P. - Dip. Med. Lavoro- Mi
83
B.P. - Dip. Med. Lavoro - Mi
2450
40
750
540
160
620
210
320
84
B.P. - Dip. Med. Lavoro- Mi
METODO (Scomposizione in fasi)
• Analisi dei compiti e individuazione
delle “mire professionali”
• Delineazione del “campo visivo
professionale” (c.v.p.)
• Ripresa fotografica del posto di lavoro
• Rilevazione delle luminanze
• Calcolo dei rapporti di luminanze
B.P. - Dip. Med. Lavoro- Mi
85
•
•
la misurazione dei lux è appropriata se necessario
quantificare la quantità di luce che raggiunge le
superfici di lavoro (efficacia del sistema) e per
valutazioni dei rapporti costi - efficienza
la misurazione delle luminanze è più adeguata rispetto
ai fini della “fotometria occupazionale”
86
Dispositivi Speciali di Correzione
di cui all’art.55, comma 5, del D.Lgs
n.626/94
… particolari dispositivi che consentono di eseguire in buone
condizioni il lavoro al videoterminale quando si rivelino non
adatti i dispositivi normali di correzione, cioè quelli usati dal
lavoratore nella vita quotidiana.
Circolare del Ministero del Lavoro e Previdenza Sociale n.30 del 05.03.1998
“il datore di lavoro fornisce, a sue spese, ai lavoratori i
dispositivi speciali di correzione, in funzione dell’attività
svolta, qualora i risultati degli esami di cui ai commi 1,3-ter e
4 ne evidenzino la necessità e non sia possibile utilizzare i
dispositivi normali di correzione”’
art.55, comma 5, del D.Lgs n.626/94 come modificato dall’articolo 7 della legge 3 febbraio
2003, n.14 “Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunità Europee. Legge comunitaria 2002” .
87
Percorso valutativo finalizzato alla eventuale fornitura di
dispositivi speciali di correzione.
Valutazione del
compito di lavoro
NO AIDV
SI AIDV
art.51 comma c lett.1 D.Lgs 626/94
Il lavoratore che utilizza una attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico
o abituale per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all’art.51
il
Messa a norma del posto di lavoro
Titolo VII D.Lgs 626/94
Sorveglianza Sanitaria
Se la riorganizzazione ergonomica del posto di lavoro
risulta inefficace:
Nessun problema
per la visione intermedia
Nessuna
fornitura di lenti
Fornitura di lenti
Problemi per la
visione intermedia
Personalizzazione ergonomica del posto di
lavoro
88
esclusivamente lenti correttive per la
visione intermedia;
sono escluse le lenti progressive o
multifocali;
sono
escluse
le
lenti
correttive
normalmente utilizzate dal lavoratore nella
vita quotidiana.
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Diapositiva 1