il sirino
ANNO X - N. 12
DIC. 2005 \ GENNAIO 2006
mobili
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LAGONEGRO
C.da Verneta
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Mensile di informazione, cultura e sport del Lagonegrese
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LAURIA (PZ)
BASILICATA/Ombre sullo sviluppo, treni fantasma, voli di grifoni e corse di lupi spezzate
Bocciato il Parco al petrolio nella Val d’Agri-Lagonegrese
La Regione contro la proposta del Governo che esclude il Monte Caperrino
di SALVATORE LOVOI
asilicata, “anche per oggi non si
vola…”, lo slogan, nulla ha che fare
con lo sciopero nazionale, tantomeno
col decollo della Pista Mattei, previsto per l’estate.
Il fatto è che qualcuno vuole tarparci le ali e
impedirci di volare (nel senso di sviluppo, crescita socio-economica). Non è retorica o vittimismo
ma qui si continua a prendere a schiaffi la nostra
Regione con disservizi e rinvii. Le Ferrovie dello
Stato – ancora ferme ad Eboli o giù di lì – si permettono di prenderci in giro con spot natalizi:
“Vado a trovare lo zio Pietro a Matera” su una
tratta insistente, attesa da vent’anni, e poi chiudono stazioni come Ferrandina, sopprimono convogli per Potenza, pongono nel dimenticatoio la
Sicignano-Lagonegro.
Il Governo nazionale impedisce la nascita del
Parco nazionale Val d’Agri-Lagonegrese escludendo dal perimetro il monte Caperrino, contro
una precisa e ferma decisione della Giunta
Regionale lucana.
Nel contempo, a Sant’Angelo le Fratte – si
scopre un branco di lupi avvelenati e ai confini
con la Calabria la stessa sorte, pare, sia toccata a
due grifoni, appena reintrodotti nel Parco
Nazionale del Pollino
B
Si tratta di due casi emblematici di quanto
necessaria sia l’istituzione dell’area protetta
sull’Appennino meridionale, che fungerà da corridoio tra quelli del Cilento e il Pollino.
Contro l’arroganza del Governo, che impone
devolution e dictat, necessitava serrare le fila e
pretendere l’autodeterminazione. Bene ha fatto,
dunque, il presidente Vito De Filippo, prima a
non sedersi al tavolo e poi a ribadire la volontà
della Regione, ad includere la montagna – territorio di naturale congiunzione con le riserve
regionali di Gallipoli Cognato e delle Dolomiti
Lucane - (in linea col predecessore, Bubbico, che
aveva sottoscritto un accordo con le compagnie
petrolifere nel 2004).
“La Basilicata ha intrapreso da tempo e con
forte motivazione quella via della sostenibilità
ambientale, capace di assicurare una gestione
coerente ed equilibrata delle risorse del suo territorio e saprà opporsi con tenacia ad ogni possibilità di modifica” – ha scritto De Filippo.
Con questi validi argomenti - in sede di
Conferenza Stato-Regioni – è avvenuta la bocciatura della proposta del Ministro dell’Ambiente,
Matteoli, tendente ad estromettere il Caperrino.
La puzza di “bruciato” si sentiva da lontano.
Così si è ribadito il no alle logiche di politici e
petrolieri, ad uno sviluppo distorto, a strisce
verdi e nere.
Ancora una volta, quindi, la piccola
Basilicata nel ruolo di “Davide” si è trovata a
combattere – leggi alla mano - con il “gigante
Golia”. Verso quel Ministro che già aveva cercato
di rifilarci il deposito nazionale delle scorie
nucleari a Scanzano.
Come sostengono le Associazioni ambientaliste parchi e petrolio sono inconciliabili. I lucani
– da popolo sovrano - hanno fatto la loro scelta.
Una scelta che va rispettata.
L’EVENTO/Fra due anni, nel 2008, la quarta edizione/Ok del Consiglio Comunale
A Nemoli la festa nazionale dei piccoli comuni d’Italia
I
l Comune di Nemoli destinato ad ospitare
l’edizione 2008 della Festa Nazionale dei
Piccoli comuni italiani.
Ne ha dato notizia il sindaco, Antonio Filardi,
all’indomani del Congresso nazionale dei membri
del Comitato Direttivo dell’Anpci, svoltosi a Roma,
per discutere, tra gli altri, della Legge Finanziaria,
di indicazioni migliorative per i piccoli comuni e i
loro abitanti.
Quale rappresentante eletto, per la Basilicata, il
primo cittadino valnocino, partecipa attivamente
alla vita dell’Associazione Nazionale dei Piccoli
Comuni d’Italia. In più occasioni ha portato all’attenzione, dei suoi colleghi, le istanze provenienti
dalle comunità lucane al di sotto dei 5mila abitanti,
realtà che - come sostiene il presidente della
Repubblica -vanno esaltate. Nella nostra regione
sono quasi la totalità, essendo 98 su 131. In Italia,
invece, sono 5.868 su circa 8.100 paesi 5.868.
“Da qui l’esigenza di far sentire la propria voce”
- sostiene Filardi e quale occasione migliore di una
platea nazionale”. La manifestazione itinerante ha
già toccato il sud nel 2005, quest’anno si svolgerà in
Sardegna a Valledoria (Ss), il prossimo a Palazzolo
sul Segno (Fi) e nel 2008 si sposterà a Nemoli.
Nell’esprimere soddisfazione per l’evento, il
sindaco, aggiunge “E’ un’occasione da non sottovalutare, che deve coinvolgere tutta la regione che ne
potrà trarre evidenti ricadute.
Certo si tratterà di un impegno gravoso ma, noi
lucani, siamo abituati a lavorare e abbiamo un senso
spiccato dell’ospitalità. Ho reso partecipe subito il
Consiglio Comunale, che ha aderito all’unanimità;
avvieremo l’iter organizzativo in tempo utile”.
Nella prima festa dell’Anpci, svoltasi a
Pietrelcina - la patria di San Pio, elevato a santo
Protettore dei piccoli centri - quasi 700 su 2.000
amministrazioni iscritte, hanno discusso sul loro
futuro. Dalla qualità della vita e al rilancio di realtà,
spesso destinate alla sopravvivenza, per mancanza
di servizi (scuole, poste, trasporti, sanità) riduzione di
trasferimenti statali, scarse
opportunità occupazionali.
Così si farà a Nemoli che,
a Pietrelcina, si è distinta per
la partecipazione e la bontà
dello stand allestito.
Una presenza che non è
passata inosservata tant’è che
ha ricevuto gli elogi della
presidente Anpci, Franca
Biglio e l’approvazione come
sede del quarto Raduno
nazionale.
Scusate
il ritardo
stiamo
lavorando
per un giornale
migliore
IN QUESTO NUMERO
REGIONE/Solidale
APPELLO per la Sa-Rc
MEMORIE
TRADIZIONI/LIBRI
NOTIZIE DA NEMOLI
SPORT/Calcio
RUBRICHE E ANNUNCI
a pag. 2
a pag. 3
a pag. 4
a pag. 6
a pag. 8
a pag. 14
a pag. 15
I N O M AG G I O AG L I A B B O NAT I I L CA L E N DA R I O D E “ I L S I R I NO ”
2 / il sirino
PRIMO PIANO
I DS/“La Basilicata può farcela”/Assemblea territoriale a Lagonegro
CITTADINANZA SOLIDALE/Il bando scade il 24 marzo
L’Area Sud protagonista nel rilancio dello sviluppo lucano
Dalla Regione aiuti per i redditi minimi
Sussidi integrativi fino a 350 euro al mese
Impulsi dalla Lauria-Candela, turismo e infrastrutture
del Golfo di Policastro, l’area industriale di Galdo
I democratici di Sinistra
pensano che l’Area Sud lucana
– per le sue caratteristiche territoriali e la posizione strategica in cui si trova – debba svolgere un ruolo da protagonista
nel rilancio delle politiche di
sviluppo dell’intera regione.
Il partito della Quercia ne
ha discusso, a Lagonegro, evidenziando i punti di forza e
criticità del comprensorio
meridionale, nel’ambito del documento “La
Basilicata può farcela”.
Tanti gli esponenti politici e amministratori diessini che, ai vari livelli, hanno
sostenuto la tesi. Dal capogruppo regionale,
Vincenzo Folino, al coordinatore del partito,
Piero Lacorazza, l’assessore regionale alla
Sanità, Rocco Colangelo, l’europarlamentare Gianni Pittella, al consigliere regionale,
Marcello Pittella.
“Il Lagonegrese – in sintesi – avrebbe
tutte le potenzialità per dare un impulso non
solo alle comunità locali ma all’intera regione. Secondo il Ds, nei prossimi anni, bisognerà spingere verso il potenziamento delle
reti ferroviarie e stradali (la Lauria-Candela
dovrà diventare l’asse principale di collegamento fra il Tirreno e l’Adriatico, canalizzando anche i flussi nord-sud). Poi rilancia-
re le ricchezze architettoniche,
paesaggistiche e ambientali
della zona e far diventare realtà
concreta l’area industriale di
Galdo, inserendo nella programmazione regionale fondi
per far crescere produzioni artigianali e industriali.
Altro ruolo fondamentale lo
può giocare il turismo, oggetto
di un approfondita relazione da
parte del sindaco di Maratea,
Francesco Ambrosio. Il settore dovrà essere
lucano nel marketing e meridionale nella
strategia – questa l’idea lanciata dal coordinatore regionale ds, Piero Lacorazza. Da qui
la necessità di creare un maggiore e più
qualificato incontro fra domanda e offerta
del comparto in un sistema ampio interregionale.
A conforto di tale ipotesi – passando
alle infrastrutture – il Golfo di Policastro
potrebbe svolgere un ruolo primario se relazionato ai porti di Salerno e Gioia Tauro e
agli aeroporti di Pontecagnano e Scalea. Si
tratta di un sistema che contribuirebbe a
liberare le potenzialità, dell’area sud, permettendo di attrarre risorse utili a rilanciare
l’occupazione e bloccare l’emorragia di
lavoratori e studenti.
Regione e Comune pronti a sostenere un serio piano industriale
bambini. Comunque sia, l’importante è
“salvaguardare i livelli occupazionali” – ha
detto il primo cittadino marateota,
Francesco Ambrosio, dichiaratosi disponibile a sostenere imprenditori che facciano
sul serio. Naturalmente si attendono proposte concrete e la presentazione di un piano
industriale.
Nel naufragio della Lucana Calzature fallita per il mancato sostegno del Governo,
verso un settore in crisi come quello calzaturiero – si contano 270 lavoratori in mobilità. Se ci sarà un progetto credibile anche
la Regione Basilicata si è detta pronta ad
investire. Diversamente nessuno lascerà che
altri “ci facciano le scarpe”.
La Regione chiede al Governo
più fondi per gli uffici ricostruzione
Inserire nel decreto “milleproroghe” una proposta sulla ricostruzione del
Lagonegrese colpito nel terremoto del 1998: lo chiede al governo l’assessore lucano
alle infrastrutture, Francesco Mollica. La giunta regionale lucana ha, infatti, approvato una proposta di legge per consentire la regolare prosecuzione e il completamento
delle attività di ricostruzione nonché lo snellimento ed il controllo delle procedure,
nelle aree colpite dal terremoto del 9 settembre 1998.
Il provvedimento prevede l’utilizzo, da parte dei Comuni, di una percentuale
pari al 4 per cento delle risorse destinate alla ricostruzione per il potenziamento degli
uffici comunali, preposti alle pratiche che, diversamente, rischierebbero di bloccarsi.
il sirino
Direttore Responsabile: SALVATORE LOVOI
Redazione: ANTONELLA CANTISANI, MARIO CARRAZZONE,
GIUSEPPE CIUFFO, VINCENZO DEL DUCA, BIANCA G. IELPO, ANNA PAPALEO,
NICOLA PONGITORE, FRANCESCO ZACCARA
Grafica e impaginazione: MARZIO AMOROSI
Il Sirino non ha fini di lucro, offre esclusivamente un servizio.
La collaborazione è gratuita, per invito e per accettazione e non instaura nessun rapporto di lavoro.
Gli articoli rispecchiano le idee degli autori che se ne assumono la responsablità. Tutti gli avvisi pubblicitari
ospitati sono a titolo di omaggio a ditte che offrono un contributo di sostegno al giornale.
L’intervento può interessare:
- i residenti in
Basilicata di età
superiore a 18
anni;
i residenti, comunitari ed extracomunitari,
in
Basilicata
da
almeno 24 mesi;
- i lucani rientrati
dall’estero e residenti in Basilicata alla data del 20
gennaio 2005;
- i senza fissa dimora domiciliati
in uno dei Comuni lucani da almeno
24 mesi.
E’ possibile presentare una sola
domanda per famiglia. Chi è interessato, dopo la pubblicazione del
Bando sulla cittadinanza solidale sul
Bollettino Ufficiale della Regione
Basilicata, si può recare presso uno
dei CAAF convenzionati che assisteranno gratuitamente, nella verifica della tua situazione economica e
nella compilazione della domanda.
Il bando è stato pubblicato sul
Bollettino Ufficiale della Regione
Basilicata del 23 Gennaio 2006.
Per informazioni rivolgersi al
Contact Center 800.29.20.20
Calamità naturale per la neve del 2005
Lucana Calzature: interessati greci e italiani
SISMA ‘98/Le pratiche rischiano di bloccarsi
La Regione Basilicata vara il
Programma di
promozione della
cittadinanza solidale, realizzando
un intervento a
favore delle famiglie lucane che si
trovano in gravi
difficoltà economiche e sociali.
Al centro del
programma la famiglia che - attraverso uno dei suoi componenti - ha
l’opportunità di migliorare le proprie condizioni di vita. In cambio di
un sostegno economico sarà attivato
un percorso formativo di avvicinamento al mondo del lavoro.
Il percorso inizia con la firma
del Contratto d’inserimento, da
parte del Comune e della famiglia,
cui segue un periodo di orientamento e poi la realizzazione del progetto
concordato.
L’importo dell’assegno sarà pari
alla differenza tra il reddito familiare effettivo e la soglia prevista dal
bando.
L’assegno verrà pagato a patto
che vengano rispettati gli impegni
del Contratto d’inserimento.
AGRICOLTURA/Dalla Regione contributi alle aziende
LAVORO/Speranze per 270 dipendenti in mobilità per il fallimento
Per ora nessuna certezza ma più gruppi
imprenditoriali sembrano interessarsi al
rilancio della Lucana Calzature. L’azienda
di Maratea, infatti, dopo le voci di un’entrata in campo di una cordata greca - collegata al noto Diego Della valle (presidente
della Fiorentina) - è anche sotto osservazione, da parte di imprenditori di Ancona.
In attesa della visita della delegazione
ellenica lo stabilimento, di Passo la Colla, è
stato oggetto di un sopralluogo di tecnici
marchigiani – alla presenza del curatore
fallimentare, il sindaco di Maratea, rappresentanti sindacali e altre personalità politiche. A quanto è dato di sapere il gruppo
anconetano produrrebbe scarpe di boutique, mentre quello greco calzature per
dic.‘05/gennaio 2006
Il Ministero delle Politiche
Agricole e Forestali ha dichiarato lo
stato di calamità naturale per le
nevicate che hanno colpito la provincia di Potenza da gennaio a
marzo 2005.
Per le Aziende agricole scattano
provvedimenti come la proroga per
il pagamento de contributi Inps e di
24 mesi sulle cambiali agrarie in
scadenza nel 2005, al tasso di riferimento.
La Regione Basilicata, su proposta dell’assessore all’Agricoltura,
Gaetano Fierro, ha approvato una
delibera per contributi alle imprese
agricole, alle cooperative di raccolta, lavorazione, trasformazione e
commercializzazione di prodotti
agricoli e alle organizzazioni di produttori, ricadenti nelle zone interessate.
I comuni del Lagonegrese, inseriti nel decreto sono: Calvera,
Carbone, Castelluccio Inferiore e
Superiore,
Castelsaraceno,
Chiaromonte, Episcopia, Fardella,
Lagonegro, Latronico, Lauria,
Nemoli,
Rotonda,
Teana,
Viggianello.
COMUNE/Per le dimissioni di 7 consiglieri (3 di maggioranza)
Si torna a votare a Castelluccio Inferiore
Con Lagonegro, Lauria e
Trecchina alla prossima tornata elettorale, per le amministrative, si voterà
anche a Castelluccio Inferiore.
I castelluccessi torneranno alle
urne per la sospensione del Consiglio
Comunale, disposto dal Prefetto di
Potenza, Mauriello, in seguito alle
dimissioni di 7 consiglieri su 13.
Eletta nel 2004 l’Amministrazione
– civica di centrosinistra, guidata dal
sindaco Egidio Altieri (ds) – è stata
sfiduciata da 3 consiglieri della mag-
gioranza (2 diessini e un indipendente) e da 4 della minoranza (civica).
Alla base delle dimissioni la stasi
amministrativa e assenza di dialogo
con la gente. Per l’ex sindaco, sin dall’inizio, si è avuto a che fare con persone senza indirizzo politico e la sua
caduta è stata causata da interessi personali.
In attesa dello scioglimento dell’assise consiliare, la gestione provvisoria è stata assunta dal Commissario
Prefettizio, Roberto Amantea.
L a b o r a t o r i o I . P. M . s . a . s .
“I . P. M .”
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il sirino / 3
R IFLET TOR I S U. ..
dic.‘05/gennaio 2006
A3 SALERNO-REGGIO/Urge l’adeguamento del Km 131 sul Lago Sirino
“Quell’asfalto mortale grida giustizia al cospetto di Dio”
Appello del Parroco di Nemoli al Presidente del Consiglio Berlusconi
L’AUTOSTRADA DELLA MORTE
Tre giovani vite si sono spente alla vigilia di Capodanno, sull’Autostrada
Salerno – Reggio Calabria. Tre ragazzi ventenni di Lagonegro hanno trovato
la morte all’altezza dello svincolo di Padula-Buonabitacolo, in una delle
assurde “strozzature” per lavori in corso.
Aldilà delle cause, che hanno stroncato l’esistenza di Giuseppe Alberti,
Pasquale Greco e Ilario Iacovino, l’ennesimo sinistro mortale deve essere di
monito, alla classe dirigente, che dimostra di non avere a cuore la sicurezza e
il rispetto della persona.
Dal Vescovo Mons. Nolè al sindaco di Lagonegro, Costanza – che hanno
denunciato un’autostrada che non può definirsi tale – alle tante voci mute,
che hanno salutato le tre vittime, giunge il “grido” a rendere giustizia.
L’appello - lanciato prima della tragedia - dal Parroco di Nemoli sull’ammodernamento del Km 131 (che pubblichiamo a parte) è emblematico della
vergognosa e, ormai insostenibile, situazione in cui versa la A3 Sa-Rc.
Speriamo non resti inascoltato.
La Chiesa si fa “carne” e, in nome
dei suoi figli, lancia il suo “Sos” per
l’adeguamento del chilometro 131 della
Salerno-Reggio Calabria. L’appello del
Parroco di S. Maria delle Grazie, di
Nemoli - indirizzato al Presidente del
Consiglio Berlusconi - è l’ultimo
“grido” di una comunità stanca di attese
e impotente verso i tanti incidenti anche
mortali, verificatisi nella strozzatura.
Da otto anni alla guida della parrocchiale nemolese, don Massimiliano
Scalici, ribadisce la pericolosità del
“tratto della morte”, caratterizzato da
un’unica tortuosa corsia, a doppio senso
di circolazione (posta ad alte quote e
soggetta a neve e ghiaccio)
“Prima che in veste del mio ufficio
ecclesiale, le scrivo come uomo, come
cittadino, come cristiano, come sacerdote che vuol dare voce al sangue di
tante vittime che da quell’asfalto mortale grida giustizia al cospetto di Dio!” scrive il prete, ribadendo che si tratta di
questioni che suscitano perplessità a
indignazione.
Come mai prima che
si aprisse il primo cantiere
della Sa-Rc, non è stato
preso in considerazione il
segmento sul Lago Sirino?
In assenza di traffico
sostenuto, qui non serve la
terza corsia come nel salernitano - continua la missiva - “Qui il problema è più
serio e prioritario, trattandosi della vita
o della morte di tanti automobilisti e
camionisti. Eppure, a più di sei anni
dall’inizio dei lavori di ammodernamento tutto è rimasto fermo e sul “pericoloso budello, ogni anno, trovano la
morte gli sfortunati viaggiatori di
turno!”
Altra questione, sulla quale si sofferma il giovane parroco, è il progetto
di spostamento a monte della sede autostradale (in tunnel).
Progetto non ancora appaltato per
mancanza di fondi. “E’ possibile organizzare una gara di appalto se poi non ci
sono i fondi necessari per realizzare i
lavori? Intanto, quanto tempo passerà
prima che i suddetti vengano appaltati?” Ammesso che ciò avvenga il prossimo anno il completamento non sarà certamente breve. “Nel frattempo, egregio
SANITA’/Nella zona oltre mille donazioni, raccolte dall’Avis nel 2005
Inaugurato Centr o Trasfusionale a Lagonegr o
di FRANCESCO ZACCARA
Un passo avanti nella
gestione dell’autonomia sanitaria. Così è stata commentata dai numerosi presenti, l’inaugurazione presso il presidio
Ospedaliero
di
Lagonegro, del primo Centro
Trasfusionale dell’Azienda
Sanitaria Usl n. 3 di
Lagonegro.
“Nel mondo complesso e
complicato della sanità – ha
dichiarato il Direttore
Generale
dell’Azienda
Sanitaria USL n 3 di
Lagonegro, dott. Mario
Marra – abbiamo aggiunto sicuramente un piccolissimo tassello. Un tassello per dare risposte tempestive
nel rispetto di una sanità efficiente ed efficace”. Il
dottor Marra ha inquadrato l’apertura del Centro in
una serie di iniziative volte a far diventare il territorio
dell’Asl n. 3 un punto di riferimenti regionale “per la
buona prevenzione e la buona riabilitazione”.
Presente all’incontro anche i volontari dell’Avis,
con i vari presidenti delle sezioni territoriali del lagonegrese ed il presidente Regionale Maurio Nardozza.
Aver portato le donazioni in tutte le aree della
Regione, ha spiegato Nardozza, ha permesso all’Asl
3 di superare le 1000 donazioni per il 2005, facendo
diventare quello della
Basilicata un modello sanitario che va verso l’autosufficienza del “sangue”.
“L’apertura del Centro
Trasfusionale, la collaborazione tra Avis e Azienda Sanitaria
– ha dichiarato il presidente
Nardozza – è una scelta di
garanzia e di qualità”.
La Solenne Benedizione del
nuovo Centro Trasfusionale è
stata impartita dal monsignor
Francesco Nolè, Vescovo della
diocesi di Tursi-Lagonegro, il
quale ha visitato i reparti e gli
ammalati del nosocomio.
Alla manifestazione hanno preso parte anche i
sindaci e amministratori dei comuni del Lagonegrese,
insieme a rappresentanti della Provincia e della
Regione. La chiusura dell’incontro è stata affidata al
presidente della Regione, Vito De Filippo il quale ha
ribadito l’impegno del governo regionale per atti che
“vanno nella direzione del sostegno della sanità”. Per
la prima volta, ha spiegato De Filippo, sono state
messa a disposizione del settore, risorse che lo Stato
destina alle Regioni più povere. “La sanità nella
Basilicata – ha concluso De Filippo – è una questione
tra le più preminenti”.
S U P E R M E R CATO
“G R AN SO LE ”
tel. 0973 40493
S.S. 19 LAGO SIRINO - NEMOLI (PZ)
Presidente, Nemoli, avrà raccolto altri
cadaveri da quell’asfalto maledetto” aggiunge la lettera.
Da qui la richiesta di prendere a
cuore la causa e - in attesa della realizzazione ex novo dell’autosole - di intervenire con un’immediato aggiustamento dell’attuale percorso raddoppiando le
corsie, così da migliorarlo attenuandone
la pericolosità.
“Glielo chiedo come primo atto
concreto di giustizia per le vittime,
degli anni passati (l’ultima risale all’estate scorsa). Glielo chiedo come atto
concreto di difesa e prevenzione per la
salvaguardia della vita umana, priorità
assoluta ad ogni altra emergenza!” conclude Don Scalici, speranzoso che
l’appello non rimanga inascoltato.
Riuscirà la voce di un Ministro di
Dio - laddove non sono riusciti amministratori e politici - a fare breccia nel
“cuore” del Palazzo? (S.L.)
Convegno del Rotary sulla cardiochirurgia
Relatori i proff. Marcelletti e Caparotti
Il cuore al centro di una tavola rotonda, di respiro
interregionale, svoltasi presso il Midi Hotel di
Lagonegro. Per l’iniziativa il Rotary Club di Lauria ha
chiamato a dissertare sull’argomento, due relatori d’eccezione quali i proff. Carlo Marcelletti e Sergio
Caparotti. Il primo - primario presso l’Ospedale Civile
di Palermo – ha parlato della “Cardiochirurgia pediatrica tra scienza e società”; il secondo - primario
all’Ospedale S. Carlo di Potenza - del tema “Dalla chirurgia nuove soluzioni per lo scompenso cardiaco”.
Non di meno il ruolo di moderatore, affidato al dal
Governatore del Distretto 2100 del Rotary
International, dott. Alfredo Focà - Ordinario di microbiologia all’Università di Catanzaro, che ha anche concluso i lavori.
Davanti ad un nutrito e qualificato uditorio, hanno
fatto gli onori di casa il presidente del Rotary Club di
Lauria, Antonio Vecchione, ed il sindaco di Lagonegro,
Francesco Costanza che hanno portato i loro saluti,
dopo il rituale saluto alle bandiere.
Svoltosi nello spirito di servizio, che anima il
sodalizio, l’incontro - che rientra nel programma sociale 2005/06 - è stato patrocinato dalla Regione
Basilicata, la Provincia di Potenza e la Comunità
Montana Lagonegrese. Coinvolti nell’interclub rotariani lucani, calabresi e campani (Lauria, CoriglianoRossano “Sybaris”, Cosenza Nord, PollinoCastrovillari, Rossano “Bisantium” e Sala Consilina).
Arredamenti
Elettrodomestici
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4 / il sirino
MEMORIE
dic.‘05/gennaio 2006
UN TESTIMONE RACCONTA/All’Arbeit Kommando 55/GW di Gross Veitch in Austria
Le conseguenze di una Comunione nel Campo di lavoro tedesco
Da soldati a prigionieri, sottoposti a inumani trattamenti a temperature polari
di GUIDO EMANUELE*
LA VITA NEL CAMPO
Sopra una montagna che avevamo
chiamata “Purgatorio”, sia perché aveva
somiglianza col grafico del Dorè relativo al purgatorio dantesco, sia perché,
simili ad anime purganti, scontavamo
dure pene senza sapere per quale colpa.
Svolgevamo quotidianamente il lavoro
riservato ai deportati. Vegetavamo, avviliti, sulle pendici dei ripiani, esaurendo i
resti delle nostre già stremate capacità
fisiche per l’estenuante, immane lavoro
e tante volte imploravamo la morte liberatrice.
Su ciascuno di quei terrazzi, che si
susseguivano l’uno sull’altro e che l’ultimo superava i mille metri di altitudine,
simili ad ombre di esseri umani, sferzati
spietatamente dalla ferocia nazista che
ci aveva distrutto il corpo e lo spirito,
iniziavamo all’alba il lavoro di scavo,
rottura, rimozione e carico di massi di
roccia dalla miniera di magnesite (1) di
Gross Veitch. Quel lavoro inumano, che
non ammetteva soste, incapacità, inefficienza fisica si protraeva sino a sera
inoltrata e quando sopraggiungeva l’oscurità, entravano in azione riflettori
all’uopo installati. Alla fine, dopo aver
posto in ordine gli arnesi di lavoro, ciascuno di noi elevava lo sguardo al cielo
ringraziando il Signore per la giornata
trascorsa ed invocando protezione per
quella successiva.
I carrelli, il cui numero da riempire
veniva stabilito dal “Gobbo” (un aguzzino caporale della Wermacht che comandava quel campo) e che attentamente
sorvegliava il procedimento del lavoro
com’era sua intenzione, pronto ad intervenire con la baionetta “francese” a
forma di spiedo, giacevano fermi e
vuoti, quasi che mostrassero pietà per
quei martiri che avrebbero rivisti all’alba del giorno successivo. A proposito
della baionetta devo aggiungere che il
“Gobbo” (lo chiamavano così perché
aveva la spalla marcatamente curva) era
disponibilissimo a sguainarla per percuotere od infilarne la punta, nelle membra di chi non aveva obbedito con prontezza ai suoi ordini, ridendo con sadismo dopo che aveva infierito sull’inerme malcapitato. E mentre la notte col
suo silenzio invadeva i posti di lavoro,
in gruppetti, muti come ombre, producendo soltanto rumore con gli zoccoli
“olandesi” che alzavamo, ci portavamo
incolonnati nel recinto di filo spinato
che attorniava la baracca-alloggio posta
quasi sulla sommità del monte. Il viottolo che conduceva al recinto, come l’area
di lavoro erano sempre sgombre dalla
neve che cadeva spesso in quei giorni;
ovviamente anche lo sgombro della
neve veniva fatto da noi. Ed ecco i più
volenterosi mettersi all’opera per accendere la stufa, sacra a tutti sia per il calore che nella baracca sopperiva alla mancanza di indumenti di lana requisiti dai
tedeschi al sopraggiungere dell’inverno,
sia perché i suoi lati e lo spazio, sino ad
una certa altezza del tubo fumario, di
comune accordo, avevano degli assegnatari di turno. Tali spazi servivano,
quando si aveva la fortuna di farlo per
aver racimolato qualche patata dai civili
che lavoravano alla miniera o per effetto
di qualche baratto, per appiccicarvi
sopra, rispettando i limiti di appartenenza, le fettine ricavate dalle patate senza
averle private della buccia. Anche questa
operazione
doveva avvenire di
nascosto
dal
“Gobbo”
che,
ovviamente, avrebbe voluto notizie
sulla provenienza
delle patate.
Le
fettine,
appena cotte da
entrambi i lati venivano staccate da
quel rustico “medagliere”, custodite
nel coperchio della
gavetta e, dopo il
contrappello e la
chiusura
della
baracca da parte
delle guardie, venivano ingerite con avidità da chi aveva la
fortuna di possederle. Quelle umili “prelibatezze”, quando c’erano, integravano
il rancio di fine giornata consistente in
mezza gavetta di patate macerate; unitamente alla buccia, frammiste di farina
non ben diluita le cui palline si disfacevano in bocca producendo emissione di
farina.
Una fetta di circa cento grammi di
pane (era composto anomalo indefinibile) completava le vivande.
Queste condizioni di vita e numerosi
episodi di barbarie che ci facevano sentire sempre più vicini alla morte, ci
indussero a chiedere la venuta di un
nostro Cappellano, che avesse potuto
celebrare una Messa su quel calvario,
somministrandoci la S. Comunione.
Partecipammo al Gobbo il nostro desiderio e ci assicurò che avrebbe trasmesso la richiesta al Comando.
L’ATTESA COMUNIONE
Nella mattinata di una domenica
successiva, giunse alla baracca l’ambito
ospite. Era una domenica di febbraio e
quel povero Frate Francescano, per
poterci raggiungere, si era dovuto inerpicare sulle pendici superando la spessa
coltre di neve ed il ghiaccio e, sebbene
stanco degli scivoloni e con i piedi violacei che emergevano negli zoccoli,
senza neppure rifocillarsi, si unì al
nostro pianto commosso, sentendosi fratello nello stesso martirio, italiano tra gli
altri uniti nella tragedia della deportazione.
Lo attorniammo avidi di scrutarne il
volto diverso da quelli di tutti i giorni,
impietosi ed autoritari; gli parlammo ed
egli si rese conto delle nostre angosce,
confortandoci per la mancanza assoluta
di notizie dalle famiglie; soprattutto per
noi del Sud; successivamente prese
posto in un cantuccio per confessarci,
uno per volta. Le
confessioni duravano un po’ di secondi. Fu pure così
breve quella del
nostro amico, che
di tanto in tanto
veniva condotto a
valle come uomo di
fatica, per portare le
provviste sulle spalle, e che in una di
quelle circostanze
aveva conosciuto
una Russa, molto
graziosa, scambiandovi qualche tenera
frase mentre il
cuore gli serrava la
gola per l’emozione.
Quando il Padre ebbe terminata la
confessione (in meno di un’ora oltre
cento) si preparò per celebrare la S.
Messa con dei modestissimi paramenti
presi da una cassettina che portava con
sé. Dall’agosto 1943 non avevamo assistito ad una Messa e quella venne celebrata sul modesto tavolo che serviva per
il pranzo, le conversazioni, per scrivere
ecc. Ci vide così tutti prostrati intorno in
un commosso raccoglimento. Non vi fu
alcun digiuno preparatorio alla S.
Comunione ed i piccolissimi frammenti
di particole che ci somministrò, ci dettero conferma fino a che punto arrivassero
le restrizioni belliche. Dopo aver assolto
il suo compito, quel Frate, accompagnato da una guardia che non lo aveva
lasciato un solo istante sin dal luogo di
provenienza, ridiscese il monte che
qualche ora prima aveva salito, per raggiungere un altro campo italiano dislocato nella zona. Seguì il solito rancio di
mezzogiorno e poi venne l’epilogo di
quella S. Comunione.
LA RAPPRESAGLIA
Il Gobbo, mediante l’usuale fischietto, ordinò l’adunata generale all’aperto e
dopo aver lamentato che nei colloqui
avuti, sia collettivamente che isolatamente con il cappellano italiano, si era
discusso di antinazismo, ordinò la sua
rappresaglia. Tre barbieri, fatti affluire
premeditatamente dal vicino villaggio,
forse durante la mattinata, e nascosti
nella sede del Comando, disposero nei
pressi della baracca-Kommando tre
tosatrici elettriche e, per disposizione
del Gobbo, ci rasero a tutti i capelli a
zero. Non si volle tenere neppure presente che in quei giorni la temperatura
era scesa a diciotto gradi sotto lo zero.
Terminata l’operazione “tosatura” volle
rafforzare con maggiore crudeltà qual
suo provvedimento e, dopo averci fatti
disporre uno a fianco all’altro, con la
fronte rivolta a lui, su due file parallele e
con avanti i piedi la spessa coltre di
neve, ordinò che al comando Ein (uno)
avremmo dovuto infilare il capo nella
neve, tirandolo fuori al comando Zwei
(due). Quelli Ein-Zwei, piuttosto celeri,
si susseguirono per circa venti minuti
dopo di che, ridendo divertito, ordinò
che rientrassimo in baracca.
Avemmo l’impressone di avere sul
corpo una testa fatta di ghiaccio nella
quale le vertigini, per i movimenti insoliti effettuati, ci costrinsero ad andarci a
sdraiare sul giaciglio di trucioli per
riprenderci da quella inumana rappresaglia.
Ci portammo poi attorno alla stufa,
col capo cereo come spettri, commentando l’episodio di quella domenica che
avrebbe dovuto costituire una parentesi
all’ininterrotta settimana di lavoro e che
si concluse invece con maggiore tristezza degli altri giorni.
Dopo la fantasiosa, solita rassegna
di progetti per l’avvenire, ci andammo
nuovamente a sdraiare sul giaciglio ove
la notte, che precedette altre giornate
piene di innumerevoli episodi raccapriccianti, giunse col suo silenzio, interrotto
di tanto in tanto, dal rumore dei tacchi
delle sentinelle che li battevano per
difendersi dal freddo, stando fuori della
baracca.
Il sonno improvviso fermò bruscamente il movimento delle labbra intente
a sussurrare la preghiera che, lungo le
vie del cielo, si incrociava con quella
della Mamma lontana, ignara dell’esistenza o meno in vita della sua creatura.
* Deportato n. 33335 – XVIII/A (già
Direttore della Banda di Roccanova)
____________
1) Il magnesite è un minerale che per la
sua resistenza al calore è adoperato per
la costruzione di altiforni a calorie elevate. La località a cui fa riferimento il
racconto si trova nella Stira, in Austria.
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dic.‘05/gennaio 2006
il sirino / 5
RUBRICHE
L’ANGOLO GIURIDICO
Della pena e delle sue finalità
a cura dell’avv. FERNANDO LETTIERI
Il 4° comma dell’art. 13
Costituzione punisce “ ogni violenza
fisica e morale sulle persone comunque
sottoposte a restrizione di libertà”, e,
dunque, sancisce l’illiceità di comportamenti che implichino compressioni
della libertà della persona violente e
antidemocratiche: materialmente coartatrici del corpo e della mente e/o che
alterano o tendono ad alterare l’autonomia della volontà mediante racconti
grotteschi o con l’uso di sieri e di strumenti sofisticati; anche l’arresto o il
fermo, la perquisizione e l’ispezione
personale, se poste in essere, con abuso
di poteri, e nei modi e casi non previsti
dalla legge, integrano ipotesi illecite.
(1).
Tale ambito è tutelato dall’ampia
riserva di legge dell’art. 25, comma 2°,
della Cost.: la pena deve essere determinata e tipizzata prima della commissione del fatto; non può operare che per
le fattispecie sanzionate da norme
vigenti.
Di qui i limiti spazio-temporali e
interpretativi, anch’essi a tutela delle
garanzie costituzionali: la legge deve
essere vigente, territorialmente applicabile, tassativamente specificata.
L’ordinamento ha voluto concepirsi
così; ha voluto evitare interpretazioni
“cerebrine” cioè personali e gratuite ed
elusive; ha voluto affermare l’obbedienza democratica ai comandi dello
Stato. In tal senso, rileva il principio di
irretroattività, volto ad evitare che il
cittadino possa essere punito per comportamenti o fatti non penalmente rilevanti al tempo della loro commissione.
Tali principi ridondano negli artt. 1 e 2
del C.P.
Con riferimento, invece, alla consistenza e alle finalità della pena, rilevante appare l’art. 27 Cost., comma 3,
che subordina e finalizza le pene al
senso di umanità e alla rieducazione del condannato:
nessuna vendetta; nessuna legge del taglione.
Lo Stato democratico non riconosce la
legittimità di alcuna
sommaria esecuzione.
Nei
predetti
richiami ribadisce il
rispetto della persona e
della sua libertà; il
divieto di torture corporali
e psichiche.
La pena è finalizzata ad
impedire e prevenire la commissione di
nuovi reati e predisporre le misure e
modalità, affinché il cittadino condannato possa reinserirsi nella società, con
la dignità di ogni altro cittadino e in
condizioni di parità ed eguaglianza:
virtù dello Stato democratico. (2)
Tutto ciò nulla toglie alla durezza
ed asprezza della legge, quando essa
punisce,necessariamente punisce, posto
che “la esperienza” a giudizio dell’au-
tore,” ha fatto vedere che la moltitudine non adotta stabili principi di condotta … se non con motivi che immediatamente percuotono i sensi e di continuo
si affacciano alla mente per controbilanciare le forti impressioni delle passioni… che si oppongono al bene universale: né l’eloquenza, né le declamazioni, nemmeno le più sublimi verità
sono bastate a frenare per lungo
tempo le passioni eccitate
dalle vive percosse degli
oggetti presenti” (3).
L’autore qualifica le
pene come “motivi
sensibili” contro coloro che infrangono le
leggi e, con riferimento alle finalità asserisce che: ”Il fine delle
pene non è di tormentare o affliggere il condannato … né di disfare un
delitto già commesso…Il
fine dunque non è altro che
d’impedire il reo dal far nuovi danni ai
suoi cittadini e di rimuovere gli altri
dal farne uguali”. (4)
Di qui la condanna di pene contrarie ai principi di umanità e di rieducazione, sanciti anche dalla nostra
Costituzione, così come la primarietà
del diritto, la obbligatorietà della legge
e la sua autorità, “per la difesa delle
condizioni essenziali di esistenza della
società e dello Stato” (5), al fine “di
togliere
alla pena
ogni contenuto di vendetta” (6) e conferirle i requisiti della utilità sociale e
della prevenzione delle offese.
Appare, infine, opportuno, entro
queste linee di ragionamento, radicate
nella cultura illuministica e ampiamente recepite dalla cultura giuridica,
richiamare come metro di analisi storica, la seguente riflessione in epigrafe
all’opera citata di C. Beccarla: ”In tutte
le cose, e particolarmente nelle più difficili, non ci si deve aspettare di seminare e di mietere contemporaneamente,
ma è necessario che vi sia una preparazione affinché esse maturino in modo
graduale”.
Così per le vicende complesse, per
le coscienze, per le visioni nuove dell’esistenza.
“ Codice Penale operativo …” a
cura di AA.VV. – Edizione Simone –
Esselibri – 2002:
“Diritto penale” di Ferrando
Mantovani – Ed. Cedam – 1987 – p.
713 e ss..
(3) “Dei delitti e delle pene” di
Cesare Beccaria – Ed. Garzanti – 1987
– p. 11.
Opera cit., p. 29.
“Mario Pagano alle origini della
scienza penalistica del secolo XIX” di
Elio Palombi – Giannini Editori – 1979
– p. 63.
Opera cit., p. 70.
REGIONE/SCADE IL 17 MARZO 2006
BANDO PER L’IMPRENDITORIA FEMMINILE
Scade il 17
marzo 2006
il termine per
la presentazione delle
domande del quarto bando per l’imprenditoria femminile (legge 215/92). La circolare ministeriale (n. 946342 del
5/12/2005) è stata pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale (n. 292 del
16/12/2005 Supplemento ordinario n
204).
La circolare contiene, oltre alla
modulistica, tutte le norme esplicative
relative sia alle modalità di compilazione delle richieste che alle modalità di
presentazione delle domande.
Le risorse a disposizione per il
bando 2005 ammontano a
1.389.186,10 di parte nazionale, integrati di 500.000 messi a disposizione
dalla Regione Basilicata, per un importo
complessivo di 1.889.186,10. Tale
stanziamento permetterà di finanziare
iniziative imprenditoriali “al femminile”
per investimenti presentati da imprese,
anche artigiane, operanti nei settori dell’agricoltura, dell’industria, del commercio, dei servizi e del turismo.
L’importo delle agevolazioni è calcolato
in base a quanto previsto dagli artt. 5 e 6
del DPR 28/07/2000 n. 314 ed è concesso per il 50% nella forma di contributo
in conto capitale e per il restante 50%
nella forma di finanziamento a tasso
agevolato.
Le istanze di finanziamento possono
essere presentate alla Regione Basilicata
– Dipartimento Attività Produttive,
Politiche dell’Impresa ed Innovazione
Tecnologica – viale della Regione
Basilicata n. 12 – Potenza. La relativa
modulistica, la circolare e il bando sono
reperibili su www.basilicatanet.it Per
informazioni rivolgersi all’Ufficio
Relazioni con il Pubblico del
Dipartimento Attività Produttive,
Politiche dell’Impresa ed Innovazione
“Ricam Ar t ”
di SILVANA LOVOI
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0971/668640.
Ulteriori informazioni possono essere richieste anche al numero verde
800292020, attivo tutti i giorni dal
lunedì al venerdì dalle ore 8,00 alle ore
20,00 ed il sabato dalle ore 8,00 alle ore
14,00.
L’Assessore alle Attività Produttive,
Politiche dell’Impresa ed Innovazione
Tecnologica, Donato Salvatore, ha
espresso soddisfazione per la pubblicazione del bando. “E’ un provvedimento
atteso da tempo dalle imprenditrici lucane, e che finalmente consentirà loro di
avviare e consolidare le proprie attività.
La Giunta regionale, conclude
l’Assessore Salvatore, è particolarmente
attenta alle problematiche femminili.
La Regione ha previsto uno stanziamento di 500 mila euro che si aggiungerà ai fondi stanziati dal Ministero,
perché crediamo che le donne lucane
possono rappresentano un momento
importante a favore dello sviluppo economico del nostro territorio”.
LAUREA A NEMOLI
Nuovo dottore in Comunicazione Internazionale in Basilicata.
Si tratta di Alfonso Dragone, laureatosi di recente a Perugia,
presso l’Università per stranieri (con la votazione di 108/110).
“L’universalismo in crisi? Occidente ed Islam”, questo il titolo
della tesi discussa - relatore la prof.ssa Anna Loretoni, correlatore
il prof. Carlo Simonbelli.
Ad Alfonso e alla sua famiglia le più vive congratulazioni.
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6 / il sirino
TRADIZIONI
dic.‘05/gennaio 2006
RADUNO/All’XI edizione più partecipanti e interesse della stampa
Le zampogne della tradizione a Tr ecchina
In memoria dei “Bbone Feste” una Rassegna più sentita e apprezzata
di ANNA PAPALEO
Giunto alla sua undicesima edizione il tradizionale raduno delle zampogne di Trecchina, continua a riscuotere successo di partecipanti.
Quest’anno, nonostante l’inclemenza
del tempo, che non ha permesso la sfilata in piazza e per le vie, agli habitué
dell’appuntamento – provenienti dal
Pollino, Sirino, Calabria e Campania
- si sono aggiunte nuove presenze. In
totale 16 i musici, convenuti, di tutte
le fasce di età, dal più anziano,
Eugenio Scotellaro, 79 anni di Sapri,
al più giovane, il 15enne Michele
Mancino, di Montesano, destinatario
del “Memorial “Giacomo D’Imperio”
(consegnato dalle mani della commossa Minuccia Iorio, madre del compianto ragazzo del posto, scomparso
prematuramente).
Nel 1993, quando ebbe inizio il
raduno, Giacomo con il nonno
Pasquale Iorio – erede e geloso custode di una tradizione familiare – furono tra i primi adepti dell’iniziativa,
nata per rilanciare e preservare la
memoria più antica dei “Bbone feste”
“Viene viene la Befana
vien dai monti a notte fonda.
Com’è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene, viene la Befana…”
G. Pascoli
Forse tutti vorremmo vivere da
grandi, per una volta sola, l’incanto
della notte di Epifania, quando credevamo ciecamente nella vecchina generosa
che di notte, sulla scopa magica, si infilava nei nostri camini, mentre il vento si
divertiva a fischiare, come un monello
scanzonato e dispettoso, nella nera
cappa. Ma in quella notte speciale noi
ragazzi non volevamo che il vento soffiasse nella cappa nera di fumo, affinché
la vecchina vi passasse veloce e senza
intoppi fin nella antica cucina, dove le
ruvide calze di lana aspettavano, appese
ai capitoni, di essere riempite.
Tanti anni fa, la sera della Befana, si
respirava un’aria particolare nella grande cucina: la mamma ci invitava a scrivere la letterina per infilarla nel camino,
mentre si accingeva a raccontarci “la
favola bella” per conciliare il nostro
sonno. Ma l’ansia e una strana inquietudine tenevano sbarrati i nostri occhi.
Molti i pensieri e gli interrogativi:
che, tra la notte di S. Silvestro e il
primo dell’anno, portavano gli auguri
in tutte le case del paese. Le cosiddette “compagnie” in trio (due strumentisti e un canterino), un tempo essendo più di una, si suddividevano le
zone cittadine. Nei villaggi di Parrutta
e Piano dei Peri, invece, gli auguri
venivano portati dallo scomparso
non ritroviamo più nelle mattine dei
nostri capodanni ma solo nei ricordi,
riaccesi dal riproporsi di queste melodie.
Motivi che, anche quest’anno, dall’auditorium della Scuola Media, con
una mostra di immagini fotografiche,
hanno riecheggiato lungo tutti gli
angoli del borgo. Un vero e proprio
Nicola Limongi.
Nei quadri del pittore, Emilio
Larocca, queste figure rivivono in
tutta la loro autenticità. Il maestro,
nel ritrarli ripropone la scena davanti
all’uscio (i “suoni”, un questuante con
un vassoio in mano, con sopra un’arancia, nella quale era conficcata una
monetina e altre intorno onde invitare
ad emulare il gesto del dono. Oltre
che in soldi anche in natura: fichi,
noci, nocciole riposte in una capiente
bisaccia. Un quadro che, purtroppo,
concerto, realizzato dall’esecuzione di
brani antichi e altri più moderni, sia
dalle singole coppie che dal gruppo di
questi virtuosi, molti dei quali anche
esperti costruttori degli strumenti. In
particolare i cesellatori Antonio
Forestieri di Lauria, Domenico
Cosentino di Tortora e Vincenzo
Bloise di Lauria.
La continuità della rassegna, negli
anni, è stata garantita oltre che dalle
Amministrazioni Comunali e dalle
Pro Loco, succedutesi, dalla sensibi-
lità dei suonatori, che vogliamo menzionare. Su tutti la famiglia di
Antonio Bloise, di Laino borgo - presente con i suoi quattro figli (Angelo,
Giuseppe, Massimo e Vincenzo), due
dei quali protagonisti di una tournée
tra i lucani del Canada, a Natale 2004.
Poi gli affezionati: Alfredo Iantorno,
Domenico Cosentino e Luigi Russo di
Tortora; Antonio Lovisi di Praia a
mare, Michele Maimone di Maratea,
Pasquale Bianco di Moliterno,
Pasquale Mancino di Montesano,
Vincenzo Comuniello di Padula,
Arturo Castelluccio di Teggiano, il
duo Mario e Bernardino Filardi di
Nemoli.
Stessa sensibilità ha trovato conferma nella presenza del sindaco,
Corrado Morelli, nell’interesse dimostrato dagli studiosi, dalle testate giornalistiche e dal TG3 di Basilicata.
Minore l’attenzione della gente del
posto e lamentata dal giovane presidente della Pro Loco, Antonio Casella,
affiancato dalla vice Mimma
Chiarelli.
Dal canto nostro rinnoviamo l’invito che fu di Scotellaro, alle nuove
generazioni, future eredi della nostra
cultura: “Oh! Qui non si può morire/
venite chi vuole venire:/ suoneremo le
nostre zampogne/ soffiando nella pelle
della capra”.
MEMORIA E SENTIMENTO/Oggi la figura e bistrattata
C’era una volta la cara Befana…
di MARUZZA FITTIPALDI MAINIERI
“Ce la farà la Befana ad arrivare con
tanta neve?”
“Si potrà infilare col suo sacco nello
stretto camino?”
L’incanto della notte rivestiva di
magia i nostri pensieri, mentre, finalmente, i nostri occhi si chiudevano
pesantemente su tanto
mistero.
Fuori, nel biancore
della neve, una voce dolcissima sussurrava la
nenia al suo bambino.
La meraviglia del
mattino dopo si apriva su
fichi secchi, arance, qualche caramella e un bel
po’ di cenere e carbone
che faceva capolino dalle
lunghe calze.
Ma il tempo passava
e sulla nostra sicurezza
incombevano i primi
cedimenti: “Sarà vero?”
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TRECCHINA
“Esiste veramente la Befana?”
E volevamo sentirci né delusi né
frustrati, perché la notte dell’Epifania
era ormai nostra, viva e palpitante, per
sempre.
Intanto il tempo scorreva implacabile, e riflettendo sui bambini poveri che
non ricevevano nessun
regalo dalla Befana, la
magia andava offuscandosi, e gli interrogativi continuavano a ruotarci intorno
senza risposta.
Anche la Befana fa le sue
discriminazioni?
Qui, nel nostro mondo, i
ricchi hanno sempre di
più, i poveri hanno sempre
di meno, ma… non può
essere così nel mondo fantastico della Befana, dove
la bontà è bontà e i poveri
ricevono più dei ricchi o
quanto i ricchi.
Inconsciamente rifiutavamo di crescere!
Oggi la Befana dei bambini del
2000 è veramente satura.
Non più sogni e desideri intensi, ma
richieste e aspettative tutte soddisfatte.
Tutto ciò che i bambini chiedono trabocca dai più sfavillanti negozi, le loro
camerette sono piene zeppe di giocattoli, e nulla è impossibile ed irrealizzabile.
Si chiederanno i bambini d’oggi perché la Befana non premia i buoni ed i
poveri?
Si chiederanno perché nel mondo
magico della Befana esiste l’indifferenza e l’ingiustizia come nel nostro mondo
reale?
Certamente se lo chiederanno, ma
forse con minore intensità e con molto
disincanto.
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RECENSIONI/”Sahara Consilina” di Vincenzo Corraro
Il Sud di uno scrittore lucano
tra partenze, sradicamenti e ritorni
di MARIA PINA CIANCIO
Un romanzo denuncia e una spietata
riflessione sui tempi moderni definirei il
romanzo di Vincenzo Corraro che si dilata e si restringe dal macrocosmo al
microcosmo e viceversa, attraversando a
raggiera tutte le problematiche politiche,
sociali e culturali della nostra epoca.
E’ una storia ambientata tutta a Sud
quella di Sahara Consilina, ma l’elemento
di novità dirompente è che il sud di
Corraro non è quello della mafia, della
ndrangheta, del brigantaggio, è bensì
quello dei nostri giorni, la storia comune
e normale di un gruppo di giovani studenti fuorisede che vive in una città del
nord “Era l’inverno del 1993. Era
Bologna…”.
Si tratta insomma dei figli della
nuova emigrazione, quella acculturata,
attraversata come tutte dal dramma dello
sradicamento, che per riscatto e amore
ritorna nella terra dei
padri, perché è lì che
hanno la propria casa,
gli amici, la voglia di
concretizzare i propri
ideali civili e le proprie
passioni, ma soprattutto
ritrovare e riappropriarsi
delle proprie radici.
Ecco allora che l’elemento attorno a cui si
concretizza il viaggio di
rientro al Sud di Johnny
(voce narrante) e i suoi
amici Antonio Vittorio,
Mimmo,
Jimmy,
Thomas, sono le elezioni politiche del paese, con le riunioni, le
assemblee, gli incontri zonali, la stesura
del programma e della lista, i comizi, lo
scrutinio, tutto vissuto giorno per giorno
insieme agli amori, le attese e le speranze. Illusioni e delusioni di un gruppo che
sa ed è consapevole che “niente è scontato perché il viaggio di ritorno è sempre
un rischio -come scrive Salvatore De
Siena sul risvolto di copertina - il rischio
di essere andati troppo avanti o di essere
rimasti troppo indietro rispetto ai cambiamenti che avvengono nei luoghi di
partenza, rimanendo così nuovamente
stranieri”. E proprio da un testo del mitico gruppo musicale “il parto delle nuvole
pesanti” di cui De Siena è componente,
Vincenzo Corraro trae lo spunto che dà
l’avvio alla storia e al suggestivo titolo
del romanzo.
Un libro in movimento, dallo sviluppo dinamico, non solo per la lingua, ma
soprattutto per le tante storie che vi si
intrecciano, per i numerosi personaggi, i
commenti, le opinioni, le perplessità di
un’intera Italia e un’intera classe politica
e televisiva che l’attraversa in passerella,
come dimostra un accurato indice dei
nomi e delle citazioni di coloro che
“hanno partecipato – al libro - senza
il sirino / 7
LIBRI
dic.‘05/gennaio 2006
saperlo”.
Un’opera aperta insomma, che consente di essere letta e gustata a pieno in
qualsiasi punto del narrato ci si trovi.
Originale ed efficace, immediata e diretta
è anche la lingua di Corraro, che si sviluppa in periodi ampi e complessi; vicina
al parlato, al gergo giovanile, agli idiomi
e ai regionalismi del nord e del sud Italia.
Ma è anche una lingua quella di
Corraro, come scrive la linguista
Gabriella Conti “che sa di intimo ed
evoca l’intimo”; una prosa a tratti poetica
dove i versi non si vedono, ma si sentono.
Eccovene un esempio nello stralcio
che segue. “L’inverno che arriva di
nuovo, improvviso e gelato al paese.
Arriva insieme ad altre mille sempiterne
certezze, tipo i ricci e le castagne (...) Lo
senti che sibila nei pullman per Napoli
delle cinque e dieci, sei e un quarto a
Lagonegro, dalle fessure
del riscaldamento guastato, lo scorgi dai vetri
sui capannoni bianchi di
brina dell’area industriale di Polla, appena
dopo Sala, lo vedi nel
volo corto e basso dei
piccioni che non sanno
prendere via come i compagni, sulla vernice
metallizzata delle concessionarie adiacenti
all’autostrada.
Lo capisci dai discorsi
degli studenti in programmazione modulare
per argomenti-madre tipo l’affitto da
pagare, nuovi inquilini da cercare, il
calendario dei corsi e i semestri intasati
di lezioni e scadenze tra la vita e la
morte.
Lo senti addosso più forte, quando
vedi l’autista che lascia il volante, soffia
forte svelto dentro le mani a coppa e
scuote le spalle abbandonando il cambio
d’aria e di marcia in uno sbadiglio. Dopo
ricomincia a imprecare sui pulsanti dell’aria calda che non vanno, a maledire la
ditta che non fa i dovuti controlli, tenendoci a dire da buon cristiano che lui è
fuori da ogni responsabilità se uno studente si ammala durante il viaggio”.
Nessuna ricercatezza o artificio linguistico, in Sahara Consilina è sempre la
concretezza, la realtà e la semplicità a
restituirci con forza, la magia dei sapori,
degli odori e dei colori della terra
Lucana. Un romanzo a tratti autobiografico e intimo, in cui l’autore sa guardare in
prospettiva alla materia del narrato e sa
dosare tra le righe quella giusta ironia
capace anche far sorridere.
Sahara
Corraro,
Vincenzo
Consilina, Ed. Palomar (collana diretta
da Michele Trecca), Bari 2004, p. 280,
euro 15,00
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In edicola il nuovo libro di Angelo Guzzo
Il rifugio dei “Paesi della memoria”
di SERGIO DE NICOLA
Si chiama “Paesi
della memoria” la
nuova pubblicazione di
Angelo Guzzo, apparsa
in questi giorni nelle
edicole e nelle librerie
di Sapri, del Cilento e
del Vallo di Diano. Nel
libro, stampato dalla
“Duminuco Editrice” di
Sapri, l’autore, noto
giornalista e scrittore,
impegnato da anni nella
valorizzazione del patrimonio storico, ambientale e culturale del Golfo di Policastro,
ha raccolto alcuni suoi articoli apparsi,
una diecina di anni or sono, sulla pagina culturale del quotidiano di Salerno e
provincia “La Città”. Si tratta di trenta
piccole monografie su altrettanti paesi
del basso salernitano, coincidenti, in
gran parte, con l’area del Parco
Nazionale del Cilento e Vallo di Diano,
in cui emerge l’affascinante cammino
di autentici rifugi dello spirito, dove è
ancora possibile rivivere atmosfere e
sapori di un tempo.
Una sorta di antologia di ricordi e
di memorie che raccoglie e descrive la
ricchezza e il fascino di paesi raccolti e
straordinari, aggrappati alle alture,
immersi nel verde dei campi o distesi
lungo le marine assolate, dove a rompere il silenzio sono solo i rintocchi
dell’orologio del campanile che scan-
disce vita e speranze
della gente.
“Sono paesi che rappresentano, forse, le
ultime isole dello spirito” - dice l’autore nella
prefazione - “riserve
privilegiate di vivibilità in un mondo in cui
stiamo sempre più
affogando, illusi dalla
meticolosa perfezione
dei villaggi globali e
delle città cablate”. La
raccolta, che si avvale
della presentazione di Andrea Manzi,
docente di giornalismo presso
l’Università di Salerno, fondatore e
primo direttore del quotidiano “La
Città”, non è solo un atto d’amore
verso il mitico Golfo di Policastro, ma
è anche un attestato di fiducia verso la
gente di questa terra solare e generosa,
nella consapevolezza che, riscoprendo
il passato e riappropriandosi delle proprie radici, saprà costruire, nella serenità e nella concordia, un futuro di
benessere, di prosperità e di progresso.
Superfluo sottolineare, ben conoscendo la prosa incisiva e seducente di
Angelo Guzzo, quanto godibile ed
emozionante sia la lettura del libro,
corredato da bellissimi disegni di
Emilio Ventura, giovane e talentuoso
artista saprese di sicuro avvenire.
RIVELLO/Più nati nel 2005, che meraviglia
Quando i bambini faranno “Oh!”
In omaggio una raccolta ninnenanne del prof. Ferrari
Per omaggiare l’abbodanza di
nuovi nati a Rivello, nel 2005, il prof.
Biagio Ferrari ha raccolto una serie di
ninnenanne e moine in dialetto. Il
ricercatore (insegnante in congedo) ha
voluto mettere a disposizione, delle
numerose mamme, un mezzo linguistico-canoro che le aiuti a trasmettere,
ai propri figli, momenti delle generazioni precedenti, come scambio di esperienze con quelle future.
Parafrando la canzone di Povia, Ferrari, ha intitolato il libretto “Quando i
bambini a Rivello faranno oh! Che meraviglia!”. Il testo è impreziosito da un’illustrazione del pittore-scultore, Antonio Canone, e dall’allegoria della vita che
continua (incisa nel coro della Chiesa di S. Antonio, protettore dei piccoli).
“Ninnenanne e moine, sussurrate con dolcezza materna, erano e sono elementi d’istintiva didattica – dice l’autore - perché acquietano il bambino che
apprende, così, il linguaggio ed i messaggi della cultura locale”. Esse parlano di
santi, di affetto, di luoghi e animali e rappresentano un valido metodo per stimolare i bimbi alla parola, oltre che conciliare il sonno nel cullarli.
Eccone una:
“Stu figghje u mìje/è màle abituate,
nu pigghje suònne/ se no è cunate… Noooo…ooo…/
S’addòrme sembe sènze a sbbadigghje,/
stu figgje u mìje/ chi o làsse e chi u pìgghie…/ Nooo…ooo…
E’ jànghe e ròsse/ còmme na cerase,/
stu figghje mìje/ chi u pìzzeghe… e chi u vàse…/Nooo…ooo.
Duòrme e repuòse/ ‘nde stu bèlle lettìne,/
stu figghje u mìje/ vòle èsse prengepìne. Nooo…ooo.
QUI NEMOLI
8 / il sirino
FRANE/La Protezione civile stanzia 350mila euro
Fondi per interventi sui dissesti
Sotto il Lago-Giammichele e Canuso
Le frane, acuitesi con le precipitazioni di fine anno, fruiranno di interventi di sistemazione entro il primo
semestre del 2006. E’ quanto ha disposto la Protezione Civile Nazionale, su
richiesta della Regione Basilicata per
Nemoli e altri 11 comuni lucani.
Si tratta di fondi, per 350mila
euro, destinati a lavori di somma
urgenza, da realizzare nei siti più a
rischio, interessati dalla presenza di
aste fluviali. Prossimi ad una trentina
di abitazioni tali smottamenti hanno
già portato allo sgombero di una famiglia e all’interdizione di terreni, in
località Giammichele. Sotto il Lago è
interrotta da marzo la ex Statale 104
Sapri-Ionio. Più in generale, i dissesti
coinvolgono strade comunali, manufatti pubblici e privati, elettrodotti e
acquedotti ad uso potabile ed irriguo.
I contributi - previsti sui movimenti in atto - sono stati ripartiti in due
tranche. La prima, di 200mila euro,
prevede l’esecuzione di opere nelle
località Taggine-Maschera-Lago
Sirino, e sono finalizzate al ripristino
di idonee condizioni di deflusso, regimentazione delle acque e impluvi del
torrente Sonante. Gli altri 150mila
euro saranno destinati a lavori, di
identica natura, sul torrente Torbido,
all’altezza delle contrade Giammichele
e Canuso.
Il decreto prevede la progettazione
e l’appalto dei lavori, alle imprese esecutrici, in procedura d’urgenza entro
trenta giorni e l’ultimazione entro sei
mesi dall’affidamento. Per il momento
non si sa se vi saranno altri stanziamenti, per fronteggiare in maniera
radicale il fenomeno diffuso in tanti
centri della regione.
E’ un primo riconoscimento al
lavoro svolto sul fronte dell’emergenza
- ha commentato il sindaco, Filardi che ha lanciato continui appelli e
seguito l’evoluzione del caso, con interventi miranti a scongiurare pericoli
per persone o cose. In costante contatto con Regione e Prefettura,
l’Amministrazione, ha discusso della
questione anche in assemblee pubbliche e nell’ultimo Consiglio Comunale.
Con 96mila euro campo di pallavolo e basket
Impianti sportivi a completamento
Il completamento degli impianti sportivi nel capoluogo si appresta a diventare
realtà. Il Dipartimento delle Attività
Produttive, della Regione Basilicata,
infatti, ha pubblicato l’apposito Decreto
del Ministero delle Attività Culturali, che
prevede l’utilizzo di fondi a favore dell’impiantistica sportiva. Per effetto di tale
provvedimento è stata finanziata per
96mila euro la richiesta di mutuo, avanzata dall’Amministrazione Comunale.
Classificatasi seconda su trentuno istanze
- nell’ambito dell’apposita graduatoria quella riguardante il centro sportivo
nemolese, mira a chiudere un mosaico di
strutture avviato da già qualche tempo.
Con la somma stanziata si dovrà realizzare un campo attrezzato per la palla-
volo e la pallacanestro, dotandolo di illuminazione, gradinate e recinzione.
Eventuali avanzi saranno, invece, destinati per ultimare un campo di bocce,
sistemare o rendere funzionali altri spazi
ed edifici già esistenti (campo di bocce,
pattinaggio e spogliatoio), alcuni dei
quali usurati o sottoposti anche ad atti di
vandalismo.
Già dotati di un campo di calcetto
illuminato e pavimentato in erba sintetica, un campo da tennis, una pista di pattinaggio e altri spazi, gli impianti - in continuità col centro urbano - si collegano
con un parco giochi, in via di arredamento, il monumento a San Pio e il Centro
Polifunzionale (palestra, sala riunioni e
Guardia Medica).
Il paese che già dispone di uno stadio
comunale, di altri impianti sportivi e un
parco-giochi al Lago Sirino, con questa
ulteriore “tessera”, potrà offrire ad abitanti e turisti, una serie di opportunità per
lo sport ed il tempo libero.
Per il completamento dell’area, in
questione, è stata già affidato l’incarico
di progettazione, non resta che attendere
gli adempimenti di rito e dare il via ai
lavori, previsti entro la prossima estate.
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dic.‘05/gennaio 2006
Positivo il bilancio del triennio 2002/05
Nuovo Direttivo alla Pro Loco
Chiesta la partecipazione popolare
Al termine del
naturale mandato rinnovato il Consiglio
d’Amministrazione
della Pro Loco.
L’Assemblea dei
Soci ha prima approvato il consuntivo
triennale e annuale,
apprezzando il lavoro
svolto da quello presieduto da
Antonello Lombardi.
Nella relazione evidenziati i passi
compiuti, a livello promozionale con la
partecipazione a vetrine e manifestazioni lucane ed extraregionali: dalla
Giornata delle Pro Loco a Scanzano, la
Fiera dei Comuni a Miggiano (Le), la
Festa Nazionale dei Piccoli Comuni a
Pietrelcina (Bn).
Quindi la valorizzazione delle tradizioni locali – nel segno della continuità – il crescente successo del cartellone estivo, il trentennale, l’attivazione
di un sito Internet ecc. Tra gli ultimi
risultati raggiunti
il prossimo avvio
dell’importante
servizio Internet
Social Point, presso i locali del
Municipio.
Un’eredità che
sarà raccolta dal
nuovo Direttivo
che agirà col vecchio, insediandosi
appena dopo Carnevale, in vista della
Sagra della Polenta.
Questi gli eletti:
Nicola Pongitore, Lentini
Giuseppe, Lombardi Pietro,
Pansardi Mario, Salvatore Lovoi,
Michele Liberatore e Filardi
Francesco (a questi vanno aggiunti
Biagio Crusca e Giovannipaolo
Ferrari, in rappresentanza del
Consiglio Comunale). Componenti del
Collegio dei Revisori dei Conti, invece, sono: Savoia Nicola, Martino Vito
e Cresci Domenico.
Presentata durante la Visita Pastorale del Vescovo
L’Attività della Croce Rossa a Nemoli
Nel 2006 un nuovo Corso per Volontari del Soccorso
In occasione della visita pastorale
di S. E. il Vescovo, Mons. Francesco
A. Nolè, sono stati pesentati l’attività e
i servizi del gruppo dei Volontari del
Soccorso della Croce Rossa Italiana di
Nemoli.
Nell’anno 2001-2002, viene iniziato un corso per VV. D. S. CRI - voluto
e organizzato dal diacono permanente
Gaetano Perretta (già Vds Cri proveniente dal gruppo di Lauria) che, per
due anni, fu il Responsabile. Questo
fino alle elezioni dell’ispettore di gruppo, tenute nel 2004, e che vedevano
eletta la sottoscritta, coadiuvata da un
viceispettore nella persona di Vincenza
Curzio e successivamente anche da
Anna Zaccara.
Il corso ha come obiettivi quello di
mettere in grado i soccorritori di praticare interventi più urgenti e di prevenire ulteriori incidenti, in attesa di un
rapido arrivo di soccorsi più qualificati, quali i medici; e di mettere i soccorritori in grado di far fronte a compiti
più impegnativi e delicati come ad
esempio, il trasporto di urgenza dei
traumatizzati. Dopo il corso abbiamo
sostenuto un esame e dal 2003 esistono
i Vvds come gruppo autonomo. Il
gruppo è costituito da 32 iscritti, uomini e donne, che dedicano parte del loro
tempo libero in un servizio utile per la
comunità o per altre persone bisognose, in quanto ammalate sole o in difficoltà.
Le attività, svolte in modo particolare dai Vvds Cri di Nemoli, vanno dal
trasporto infermi dalle proprie case
all’ospedale o viceversa. Nel 2003 con
il Comune, nella persona del sindaco
Domenico Carlomagno, si è avviato un
rapporto di collaborazione al fine di
migliorare l’efficacia dei servizi chiedendo alla Cri di effettuare servizi di
assistenza. Ciò in occasione delle feste
e ricorrenze; assistenza agli anziani e
persone sole con “ pronto farmaco” e
“pronto spesa” e assistenza ai disabili.
Inoltre è stato effettuato il servizio
sulle piste sciistiche, in collaborazione
con le Cri di Lagonegro e Rivello, e,
ultimo intervento importante e impegnativo, il servizio prestato sull’autostrada SA-RC al km 131, considerato
uno dei punti di più alta mortalità.
Abbiamo effettuato turni di 24 ore
su 24 insieme con la Cri di Lauria nei
giorni più critici dell’esodo estivo. Si
opera nello spirito di servire e amare i
bisognosi anche se non mancano le
difficoltà perché purtroppo i gruppi
piccoli non sempre sono aiutati a crescere a questo non ci permette di effettuare tanti altri servizi perché siamo
ancora poco attrezzati del materiale
che serve. Speriamo pertanto nella
generosità di tutti per poter offrire
sempre di più e ringraziamo chi già si
è prodigato in tal senso.
Maria Grazia Anania
Ispettrice di gruppo VV.D.S. CRI Nemoli
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dic.‘05/gennaio 2006
Dopo 8 anni parte don Scalici e arriva don Giacoia
Nuova guida alla Parrocchia di Nemoli
A settembre si conoscerà il nome del nuovo Parroco
“Cambio di guardia”
alla
guida
della
Parrocchia di S. Maria
delle Grazie di Nemoli.
Dopo oltre otto anni,
infatti, don Massimiliano
Scalici torna nella sua
città
d’origine,
nell’Archidiocesi
di
Palermo, a servizio della
Chiesa del Rosario, nel
rione di Cruillas.
E’ stato, insieme alle
innovazioni, forse proprio
questo distacco dalla
Diocesi di Tursi-Lagonegro, dove il
sacerdote siciliano si era formato - come
diacono sotto l’egida di don Francesco
Sirufo a Lauria S. Nicola - a suscitare
tanto calore tra i nemolesi che lo avevano
accolto 27enne, nel settembre del 1997.
La sua partenza è stata salutata con
una cerimonia, svoltasi durante la celebrazione eucaristica. Il reverendo ha
lasciato i suoi parrocchiani con parole
toccanti abbracciandoli e donando loro un
pieghevole che guarda alla missione trascorsa e quella futura. La comunità civile
lo ha omaggiato, tramite il sindaco
Antonio Filardi, il suo vice, Raffaele
Franco, l’assessore provinciale,
Domenico Carlomagno, con pensieri e
targhe ricordo. Quella religiosa, per bocca
del diacono, Gaetano Perretta, e l’accolito, Elia Carrazzone, con un quadro raffiguranti La Madonna delle Grazie e la S.
Famiglia.
Fra le tante “opere” spirituali e materiali di Padre Scalici, si ricordano quelle
per il Giubileo, la costituzione del Consiglio
Pastorale, la Caritas, la
Peregrinatio Mariae, i
campi estivi, quelle strutturali a Nemoli e al Lago
ecc. Non ultimo l’appello
al Presidente Berlusconi
per risolvere l’annoso
problema presente al chilometro 131 dell’autostrada Salerno-Reggio C.,
all’altezza del Lago
Sirino.
Durante il commiato, un
deferente saluto di benvenuto e di un proficuo ministero pastorale è stato rivolto al
nuovo rettore della parrocchia. Un posto
che il Vescovo diocesano, Mons. F.
Antonio Nolè, ha voluto affidare a don
Maurizio Giacoia di Lauria. Ordinato
sacerdote il 19 di giugno, don Maurizio,
24 anni - attualmente economo del seminario Minore di Potenza - rivestirà il
ruolo di amministratore parrocchiale.
Soltanto nel prossimo mese di settembre
si conoscerà il nome del 23mo parroco
del paese.
Per la cronaca l’avvicendamento,
avvenuto a cavallo tra il vecchio ed il
nuovo anno, coincide con due anniversari
degni di nota. Nel 2005 sono trascorsi
280 anni dall’elevazione a Vicariale curata della Parrocchia, al tempo dipendente
dal Vescovo di Policastro. Affidata al
clero di Rivello, 170 anni fa venne eretta
Parrocchia, il 12 dicembre del 1835 (un
anno dopo l’autonomia comunale, decretata dai borboni).
Anagrafe & Demografia
Abitanti al 31.12.2005 n. 1.566
(M. 760 - F. 806) Famiglie n. 564
NATI n. 6
MATRIMONI n. 6
MORTI n. 21
Perretta Nicola Maria, di anni 92, il 10.12.05 (pensionato c.da Lago Sirino );
Perretta Maria, di anni 94, il 30.12.05 (pensionata, C.da Roccazzo);
Orlando Giovanni, di anni, il 29.12.05 a Lagonegro (pensionato c.da Ventrone);
Anno 2006
Cascelli Nicola, di anni 77, il 13.01.2006 (pensionato c.da Tempa Castagna)
Forastiero Vito, di anni 93, il 31.1.06 (pensionato c.da Paccione).
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il sirino / 9
Don Massimiliano…arrivederci!
di ANTONELLA CANTISANI
“In questi “strani” giorni
d’autunno, i miei pensieri sono
come le foto di un album di famiglia che sfoglio in ricordo degli
otto anni trascorsi insieme.”
Queste le prime righe della lettera del parroco, don Massimiliano
Scalici, ai fedeli di Nemoli, in vista
della
sua
incardinazione
dell’Arcidiocesi di Palermo, sua
città natia…
Pochi anni fa, in questo stesso
spazio, scrivevo di un sacerdote
che, dopo vicissitudini varie,
approdava qui, nella nostra comunità, e
suscitava tanto scalpore per via della
sua giovane età, del suo carattere esigente,
delle
idee
“rivoluzionarie”…pensavamo allora!
Ben presto quelle idee divennero
fatti concreti, così come la nostra adesione-conversione ad un progetto che
non sapevamo ancora fosse tutt’altro
che “di natura umana”.
Con passare dei mesi, e poi degli
anni, negli animi di molti cominciava a
farsi spazio l’autentica consapevolezza
che il “cambiamento” avveniva pro e
per una volontà Divina, quella di Dio
Padre, al cui affetto e alla cui grazia
tutti aspiravamo…
Salutato dai suoi collaboratori più
stretti, dai fedeli tutti, da sacerdoti e
diaconi della zona, dal sindaco,
Antonio
Filardi,
e
dall’Amministrazione Comunale, don
Massimiliano non ha mancato, anche
nella sua ultima omelia come nostro
parroco, di sottolineare - e questo è di
conforto per quelli che oggi avvertono
la sua assenza - l’importanza di ascoltare, comprendere ed attuare la volontà
di Dio, pur se lontana dalla
nostra…L’eredità che lascia a tutti noi
è fatta di eventi tangibili, tracce visibili. Eventi di cui la comunità nemolese
e lui stesso, sono stati protagonisti,
artefici e spettatori…
Eventi che hanno, radicalmente e
per sempre, mutato e consolidato il
nostro modo di vivere la cristianità: la
costituzione del CPP (Consiglio
Pastorale Parrocchiale) e dei gruppi
degli operatori pastorali, la riorganizzazione del coro, del gruppo dei ministranti e dei ministri straordinari
dell’Eucarestia, dei catechisti e del
gruppo OFS (Ordine Francescano
Secolare), del gruppo Caritas…
Nel corso degli anni non è mai
mancata l’attenzione per i “segni” che,
in tutti i periodi dell’anno, forti od
ordinari, hanno reso “fresche e vive” le
liturgie celebrate nella nostra piccola,
ma sempre più rappresentativa ed
essenziale chiesetta!
Soprattutto però il “cambiamento”
è oggi tangibile sui volti, nei cuori,
nella vita di ognuna delle persone che
in questi anni, partecipando attivamente alle catechesi formative, ai periodici
ritiri spirituali, alla settimanale preghiera comunitaria, alla peregrinatio in
ogni contrada tutti gli anni, alle discussioni, alle più disparate iniziative…ha
imparato che la Parola di Dio è vita
vera e quotidiana, non il racconto di
civiltà lontane o la raccolta di comandi
difficilmente osservabili…
E’ il “manuale” che sprona e corregge, sorregge e conforta chiunque ha
la costanza e la perseveranza, ma
prima ancora l’umiltà, di sfogliarne
avidamente le pagine! Non è per possedere la verità od ostentarla che si
insiste nel cercare d’esser cristiani, ma
per giungere al Cristo: via, Verità e
vita! In tutto questo don Massimiliano
Scalici è stato nostro maestro e nostra
guida, spesso necessariamente, ma
utilmente, “severa”…
Nella sua, succitata, lettera non
mancano poi i ringraziamenti a tutti
per “avergli voluto bene e dato fiducia”…E’ un grazie che però rimbalza
da noi a lui, poiché a tutti ha parlato di
Cristo, in modi e misure differenti, ma
sempre senza timori e con estrema fermezza…
Continua nella lettera: “Dalla
Lucania mi porto via tanti valori: l’amore alla famiglia, l’accoglienza dell’altro, la generosità verso gli ultimi.
Andando in città chissà se troverò
ancora queste cose… (…)
In caso contrario, mi impegnerò a
trasmetterle, raccontando di voi.”… E
ancora: “Ho bisogno di sapervi sereni
e pieni di speranza…(…)…sono orgoglioso di essere stato il vostro parroco!
E spero di essere anch’io per voi motivo di vanto!”
Ora i nemolesi sono chiamati a
continuare il cammino con un “nuovo
parroco” che viene dalla vicina Lauria,
sac. don Maurizio Giacoia, presentato
alla nostra comunità da S.E. Mons.
Francescantonio Nolè, il 18 dicembre
scorso. Sarà lui adesso il “canale”
diretto col Padre, di cui noi abbiamo
tanto bisogno.
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TURISMO & AMBIENTE
TARANTO/Presentato il video “Le stagioni dell’acqua”
Presenza Lucana si gemella con S. Severino Lucano
L’Associazione Presenza Lucana,
dopo aver chiuso il 15° anno d’attività
culturale sul territorio, si è presentato ai
soci ed al pubblico di Taranto, con il
primo appuntamento ufficiale del 2006:
“Le stagioni dell’acqua, San Severino
Lucano”.
La serata è stata aperta dal banditore,
figura tipica nei paesi, seguita dall’entrata del Gruppo di Musica Popolare di
Terranova del Pollino, al suono di una
tarantella lucana. Il passaggio della zampogna, ”totarella” (ciaramella), organetto
e tamburello, tra il pubblico, ha creato il
giusto clima festoso per gustare meglio il
documentario.
Il Presidente dell’associazione,
Santoro, ha illustrato un progetto
“Turismo di paese” che l’associazione
cura, per creare una cultura necessaria a
sviluppare radicali iniziative per evitare
che molti paesini, dell’entroterra lucano
scompaiano per spopolamento.
La regia ha inserito la poesia, filo
conduttore in questi 15 anni degli incontri, con le splendide voci di Imma Naio,
Mario Calzolaro e Angelo Bommino, che
ha curato la lettura dei testi per accompagnare lo spettatore nella magnifica terra
di Basilicata e, in particolare, nel Parco
Nazionale del Pollino. Il professor Pio
Rasulo, nativo di Stigliano, ha curato una
relazione dal titolo “I colori del Pollino”.
Un intermezzo musicale - affidato alla
bravura di Cristina Spaziani al pianoforte
e da Apollonia Briulotta al flauto traverso
- ha presentato il Concerto in sol
Maggiore del tedesco C. Willibald Gluck,
creando quelle suggestioni ed atmosfere
necessarie a presentare il documentario,
ben curato e con una fotografia affascinante. Alla fine un applauso,
sincero, tributato agli autori
- Videouno era presente con
Michele Buono curatore
della fotografia.
Il sindaco di San Severino
Lucano, Francesco Fiore, ha
illustrato le difficoltà in cui
operano gli amministratori
di un piccolo centro che,
dopo la costituzione del
Parco Nazionale, non ha
ancora, del tutto, avuto quella crescita, sperata, sia per l’inadeguatezza delle strutture ricettive sia per la mancanza di pubblicità. Il Sindaco ha descritto, la molteplicità di paesaggi, non tralasciando il patrimonio lasciato da antiche
civiltà, che possono essere mostrati ai
turisti. Il dvd prioiettato sarà, con certezza, il veicolo per richiamare i turisti in
una delle più belle terre del Sud.
L’associazione ha offerto la disponibilità per un gemellaggio, come già avvenuto con altri centri, per rappresentare S.
Severino, le sue tradizione, feste e rappresentazioni nella città.
L’Assessore tarantino alla cultura,
Emanuele Basile, ha espresso il proprio
apprezzamento per l’incontro ed ha
auspicato che Puglia e Basilicata, diventino, almeno idealmente, la stessa regione,
poiché è il passato comune che le lega.
L’iniziativa si è conclusa con lo
scambio di doni tra le istituzioni e la consegna di pergamene da parte di Presenza
Lucana.
Michele Santoro
ENTE PARCO DEL POLLINO
Filippo Maria Aliquò è il nuovo direttore
Filippo Maria Aliquò, 43 anni, di
Reggio Calabria, dottore in Scienze
Agrarie, è il nuovo direttore dell’Ente
Parco Nazionale del Pollino.
Aliquò, nominato con decreto del
Ministro dell’Ambiente, e indicato
nella terna di candidati dal Consiglio
direttivo del Parco, si è insediato col
nuovo anno.
Tra le sue attività, Aliquò vanta
ruoli dirigenziali nel Consiglio
dell’Ordine dei Dottori Agrari della
Provincia di Reggio Calabria, una
lunga militanza in associazioni
ambientaliste e ruoli di consulenza
presso l’Assessorato regionale alla
Forestazione, nella precedente legislatura.
dic.‘05/gennaio 2006
NEMOLI/Micromondo promuoverà il geoturismo
Aperto il Parco geologico sul Lago Sirino
Una struttura visitabile non solo dalle scuole
“Il vero viaggio di scoperta non
consiste nell’esplorare nuove terre
ma avere nuovi occhi”: è questa
massima di Michel Proust ad ispirare il primo Parco tematico lucano e
del meridione sulla geologia “Il
Micromondo”. Il contenitore - ubicato sulle sponde del Lago Sirino - è
stato tenuto a battesimo, con il sostegno morale della Presidenza della
Provincia
di
Potenza
e
dell’Amministrazione Comunale di
Nemoli.
La struttura museale - aperta
ufficialmente dal 4 febbraio, tutti i
sabato e domeniche, dalle ore 9 alle
13 e dalle 16 alle 20 - si propone con
un percorso accattivante. Con l’ausilio di miniature tridimensionali, realizzate dall’artista Luigi Santoro,
sono riprodotti i principali processi
geologici ed evolutivi del Globo: orogenesi, vulcanismo, carsismo, terremoti ecc.
Ai modellini è affiancata una collezione di rocce, fossili e minerali,
dell’Appennino lucano per narrare,
in maniera nuova ed insolita, la storia della Basilicata considerata “un
laboratorio a cielo aperto”. Di questo ed altro hanno parlato i promotori dell’iniziativa i geologi potentini
Patrizia Magnotti e Dario Rizzo che
hanno illustrato il progetto - finanziato con i fondi di Sviluppo Italia e
realizzato in collaborazione
dell’Ateneo Lucano. I responsabili si
sono avvalsi, per questo, dell’esperienza della prof. Angela Laviano.
L’attività del Parco unirà all’esposizione l’esplorazione del territorio,
sui sentieri del Lagonegrese, per lanciare l’idea di una nuova forma di
approccio coi luoghi: il “geoturismo” interagendo con varie figure e
storici del posto. Oltre che su questi
itinerari ci si muoverà anche con
pacchetti e offerte variegate, interessanti tutta l’area.
Richiamo quindi non solo per gli
studenti ma anche per curiosi e turisti. Un’idea da plaudire, che arricchisce e valorizza il territorio – ha
sostenuto il sindaco di Nemoli,
Antonio Filardi. Micromondo è
un’intuizione rilevante che va nella
direzione dei percorsi da noi tracciati ha detto il consigliere provinciale
Vito Di Lascio. Annunciata l’istituzione, da parte della Provincia, di
una borsa di studio, intitolata all’illustre studioso Giuseppe De
Lorenzo, per incentivare la conoscenza delle risorse ambientali e culturali
come
l’iscrizione
all’Università di Basilicata.
“Un’iniziativa coraggiosa ed
interessante” – l’ha definita il prof.
Giacomo Prosser - associato del
Dipartimento Scienze geologiche
dell’Università lucana - in quanto
rivolta alla divulgazione scientifica
carente in regione. Con questo
museo si spera cresca la conoscenza,
la voglia di ricerca e sperimentazione.”
Forse avvelenati due grifoni reintrodotti nell’area
Il volo spezzato nel Parco del Pollino
Sarebbero stati avvelenati i due
grifoni, rinvenuti morti nel Parco
Nazionale del Pollino, a Civita.
Questa, infatti, la causa più probabile
della morte degli uccelli, reintrodotti
qualche anno fa nelle gole del
Raganello. Sono in corso esami per
averne certezza, mentre esperti stanno
monitorando la specie
L’Ente Parco esprime sdegno e
preoccupazione per l’accaduto - ha
detto il presidente, Francesco Fino. Se
l’ipotesi trovasse conferma, con la
condanna, è necessario sensibilizzare
l’opinione pubblica contro simili episodi. Non è ancora chiaro se fossero i
grifoni i destinatari del gesto tuttavia,
Fino – appurate le cause - non esclude
iniziative che coinvolgano le popolazioni. Il progetto è strategico per la
valorizzazione del territorio.
Il grande avvoltoio - dall’apertura
alare di quasi 3 metri - è tornato a
volare tra le pareti rocciose del versante calabro, dal 2002. Il fine è quello di
ovviare alla scomparsa, avvenuta per
cause antropiche. Molto sviluppati in
Spagna, vennero rilasciati col progetto
“Ecologia e conservazione dei
Rapaci”. Quindici esemplari arrivarono dal Centro di recupero “Grefa”, di
Madrid, tutore di numerosi progetti in
Europa. Successivamente ne arrivarono altri, temporaneamente rinchiusi
nelle gabbie di acclimatamento.
Il grifone, ha un valore faunistico e
turistico essendo particolarmente gradevole da osservare in volo negli
incantevoli paesaggi del Pollino.
(Roberto Fittipaldi)
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dic.‘05/gennaio 2006
Nuovi successi per la Rete della Cultura
della Provincia di Potenza
Importante avvio del
2006 per la Rete della
Cultura della Provincia
di Potenza che in questi
giorni sta raccogliendo
riconoscimenti e soddisfazioni.
Il caso Leone. Il
successo della mostra
dell’artista Giuseppe
Antonello Leone continua a porre la Rete
della Cultura della Provincia di Potenza
in un panorama nazionale di primo piano.
In seguito all’esposizione al museo provinciale, è giunta la richiesta di avere
opere di Leone in prestito per la mostra
“Bologna si rivela”, che si inaugurerà a
Bologna alla fine di gennaio, presso la
sede della fondazione Carsibo.
Philippe Daverio. Continua e si
intensifica la collaborazione con il noto
critico d’arte Philippe Daverio che, dopo
aver curato la mostra “Il caso Leone”,
torna a Potenza per una nuova iniziativa
della Rete della Cultura.
Sarà inaugurata il 4 febbrai prossimo
la mostra “13x17”, curata dall’associazione PadiglioneItalia con la consulenza,
appunto, di Daverio.
Gerardo Cosenza. In virtù di un’intesa raggiunta con gli eredi, sarà la Rete
della Cultura della Provincia di Potenza
ad omaggiare l’artista lucano recentemente scomparso con una retrospettiva di
30-35 opere da allestire presso la
Pinacoteca Provinciale nel periodo tra
febbraio e marzo 2006.
25 anni dalla morte di Leonardo
Sinisgalli. Il prossimo 31 gennaio ricor-
il sirino / 1 1
AV V E N I M E N T I
rono 25 anni dalla morte
del poeta ed intellettuale
lucano
Leonardo
Sinisgalli. La Provincia
di Potenza, compartecipa
alle iniziative del
Comune di Montemurro
e sarà tra i fondatori
della
Fondazione
Sinisgalli, il cui protocollo d’intesa verrà firmato, congiuntamente alla Regione Basilicata ed al
comune di origine di Sinisgalli, proprio in
occasione delle celebrazioni del 31 gennaio 2006.
Giornata della Memoria. Il 27 gennaio ricorre la Giornata della Memoria,
per celebrare le vittime della Shoah, ed
anche quest’anno la Provincia di Potenza,
nell’ambito della Rete della Cultura, propone un cartellone di eventi che partiranno dal 24 gennaio e si concluderanno il
22 febbraio 2006, con il coinvolgimento
delle scuole lucane.
“Il nostro è un impegno – ha detto il
Presidente della Provincia di Potenza,
Sabino Altobello – finalizzato a trovare
una sintesi ottimale tra la qualità dell’azione volta alla promozione culturale e le
risorse a disposizione. I risultati che stiamo ottenendo danno sicuramente ragione
a questa nostra scelta poiché il riscontro
positivo giunge soprattutto da un territorio ricco di potenzialità culturali a cui
tentiamo di dare forza con l’opera di
coordinamento e di centralità che la
Provincia di Potenza può svolgere, valorizzando le grandi ricchezze della nostra
storia e della nostra identità”.
Lo stabilimento visitato dall’Upel di Maratea-Trecchina
Onori al merito alla Marlane di Praia a mare
Il 10 gennaio u.s., cortesemente
accolti e guidati dal dirigente
dell’Ufficio Personale, Giuseppe
Pepe, e da Eugenio De Rosa, già
capo reparto, i soci della Università
Popolare della Età Libera di
Maratea-Trecchina (Upel) hanno
avuto l’opportunità di visitare lo
stabilimento della Marlane di Praia
a Mare che, negli ultimi tempi, è
diventato persino materia di ricerca
per tesi di laurea presso varie
Università italiane. La Marlane,
infatti, suscita interesse non solo sul
piano socio-economico, ma anche
sul piano industriale. Basti rilevare
che per entità di finanziamenti da
parte dello Stato, e per numero di
maestranze impiegate, questo stabilimento - voluto, con quello di
Maratea, da Stefano Rivetti - è stato
l’ultimo grosso polo industriale realizzato nel Mezzogiorno d’Italia nel
periodo compreso tra gli anni ’50 e
’90; qualcosa di analogo pare che sia
avvenuto, soltanto nella seconda
metà degli anni ’90, con l’apertura
della FIAT a Melfi.
E, purtroppo, dopo quasi 50
anni di attività, sta per chiudere i
battenti questo stabilimento, che ha
offerto le prime radici per lo sviluppo delle popolazioni della costa tirrenica calabro-lucana, oltre che del
suo hinterland.
Se è vero che apparecchiature e
telai vengono smontati e trasferiti in
stabilimenti del Nord d’Italia, o dei
paesi dell’Est europeo, ove, essendo
ancora efficienti, continueranno a
svolgere la loro funzione, non è la
obsolescenza a determinare la delocalizzazione di questa attività produttiva da Praia a Mare. E’ la economia ultraliberista e competitiva, a
livello globale, che porta ad insediare i nuovi processi industriali prevalentemente là dove il lavoro, o il
movimento delle merci, costa meno.
Peccato! Le maestranze degli
stabilimenti di Praia a Mare e
Maratea hanno prodotto tessuti di
grande qualità, i cui campioni non
potranno non essere ospitati in un
apposito museo, così come alcuni
strumenti, e le pagine pubblicitarie
degli stessi stabilimenti apparse sui
più diffusi periodici nei primi anni
di attività: da Epoca al Il Tempo, a
Marie Claire, etc.
Rimane un cruccio: le opportunità economiche offerte alle famiglie
di centinaia di lavoratori non sono
state colte per sensibilizzare e avviare i propri figli verso quegli studi
che stimolano la cultura d’impresa
nel settore tessile. Si sono preferiti,
come per il passato, gli studi che
portano alle cosiddette professioni
liberali, o intellettuali, e alla emigrazione dal nostro Sud.
Nel tributare gli onori al merito
a dirigenti e lavoratori della
Marlane che, comunque, per quasi
cinquant’anni hanno dato prestigio
al settore tessile italiano, è d’obbligo
l’auspicio che nell’inevitabile processo di riconversione dell’attività
industriale abbia spazio un settore
che ben si inserisca nella vocazione
turistica del territorio.
Rosanna Papaleo
L’opera della giornalista-pubblicista Marianna Trotta
Un libro su Stefano Rivetti a Maratea
Osannato da alcuni, contrastato da
altri, il Conte Stefano Rivetti di
Valcervo, ha avuto sicuramente un ruolo
di primo piano nella vita sociale e nello
sviluppo economico del Golfo di
Policastro, ed in particolare a Maratea,
negli anni ’60 e ’70.
A fine dicembre, presso la sala consiliare di Maratea, è stato presentato un
libro di approfondimento sugli anni trascorsi nella cittadina Tirrenica dall’imprenditore biellese. Il volume – che s’intitola “Il Conte Stefano Rivetti, l’imprenditore gentiluomo” - è stato scritto dalla
giornalista pubblicista Marianna Trotta
di Maratea.
Quello che sta per chiudersi, è stato
un anno particolare per la figura del
Conte Rivetti. Infatti, come hanno avuto
modo di ricordare nel corso del dibattito,
il sindaco di Maratea, Francesco
Ambrosio, l’assessore, Loredana
Stoppelli, e Tina Tannini, dirigente
dell’Apt di Maratea, il 4 settembre, pro-
prio alla memoria di Rivetti, è stata intitolata una strada a Fiumicello e dedicata
una mostra fotografica.
Il testo di Marianna Trotta è il risultato di un attento e meticoloso lavoro di
ricerca. L’opera ripercorre i momenti
significativi della permanenza di Rivetti
a Maratea, segnata dal suo impegno nel
settore industriale e dalle molteplici
intuizioni turistiche per lo sviluppo della
cittadina e dell’intera area circostante.
“E’ stato un lavoro di ricerca, per
alcuni versi, complicato – ha dichiarato
l’autrice – ma sicuramente entusiasmante
e stimolante, perché le idee che ha avuto
Rivetti sono di straordinaria grandezza
sia da un punto di vista industriale sia
turistico, per Maratea e per tutta l’area
sud”.
Idee che si sono rivelate estremamente attuali. Come quella di realizzare
un Azienda di Soggiorno e Turismo del
Golfo di Policastro con Maratea comune
capofila. Un concetto, come ha precisato
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l’assessore regionale Gaetano
Fierro, presente alla manifestazione, ripreso ultimamente dal
progetto Policastro. O come
“Sirinia” e “Pollinia”, un’idea,
quest’ultima, che anticipava di
gran lunga il Parco Nazionale
del Pollino.
Inoltre, avvalendosi delle testimonianze dirette di coloro che hanno conosciuto, stretto rapporti di amicizia e lavorato con il Conte Rivetti, l’autrice traccia
un profilo umano di una figura carismatica avvalendosi anche di una preziosa
documentazione fotografica.
Per avere un idea della vasta eco che
le gesta del Conte ebbero negli anni ’60,
basta ricordare un articolo pubblicato da
Indro Montanelli il 4 settembre del 1957
sul Corriere della Sera - così come riportato nel libro – dal titolo: “Qualcuno ha
svegliato Maratea in letargo”.
Un momento significativo della serata è stata la proiezione di un filmato della
Rai, reperito da Trotta, del 1962: “La
borsa della Spesa”. Un programma di
economia, dove si tratta “il caso Rivetti”
intervistando i suoi dipendenti, gli abitanti di Maratea e Praia a Mare e il
Rivetti in uno dei suoi stabilimenti.
All’incontro sono state ascoltate
anche le testimonianze degli ex sindaci
di Maratea Antonio Brando e Mario Di
Trani. Mentre la conclusione è stata affidata al senatore a vita Emilio Colombo,
amico del Conte.
“Il libro di Trotta è il primo lavoro di
ricomposizione, nel tempo, dei personaggi che hanno collaborato con Rivetti – ha
dichiarato Colombo – E’ un libro che
riassume tutta l’opera del Conte”.
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12 / i l s i r i n o
FAT T I & P E R S O N E
ROTARY/Uno spirito eclettico
In memoria di Angelo Osnato
MARATEA/Suor Maria Elena Buonanno ci ha lasciato
Cara maestra… un pensiero per te
Fu presidente del Club di Lauria nel 1995/96
Il 18 settembre dell’anno
scorso si diffuse in paese una
notizia molto triste:
Angelo Osnato non
era più tra noi. Nei
mesi
precedenti
aveva combattuto
con impegno la sua
personale battaglia
contro quello che nel
Novecento venne
definito “il male del
secolo” e che ancora
oggi miete tante vittime, ma niente lasciava presagire
che un fisico reso vigoroso e
vitale dalle attività sportive
molto praticate in gioventù
potesse spegnersi in modo tanto
repentino e in un’età tutt’altro
che avanzata.
A distanza di oltre un anno la
mente ancora non riesce a capacitarsi di come un carissimo
amico, persona attiva, energica,
dinamica, a tratti quasi esuberante, non debba far più sentire la
sua voce. Noi abitavamo di fronte, ai due lati della stessa strada.
Ci vedevamo perciò quasi
tutti i giorni e conversavamo di
tante cose, poiché Angelo era
uno spirito eclettico, con conoscenze e interessi a largo raggio.
Parlavamo di politica, di economia, di problemi dei figli, di prospettive di lavoro, di moralità
della vita pubblica. Sapeva ascoltare e farsi ascoltare, e il suo dire
non era mai banale, poiché metteva a frutto le esperienze di una
vita attiva in molti settori anche a
prima vista eterogenei.
Ma non è di Angelo padre,
marito, lavoratore che io voglio
parlare, eppure avrei tanto da
dire poiché Pina e i figli occupavano un posto preminente nella
sua mente e nel suo cuore, e il
lavoro rappresentava per lui una
missione più che un’attività professionale. Mi piace invece
ricordarlo come rotariano.
Era entrato a far parte del
Club di Lauria nel 1981 e sin dai
primi momenti si era distinto per
entusiasmo e spirito di servizio,
tanto che dopo soli tre anni fu
chiamato a coprire per il biennio
84/86 la carica di Segretario.
Ma per l’intero arco
dei 23 anni della sua
appartenenza al
Sodalizio non ha
fatto mai mancare la
sua collaborazione,
fattiva, disinteressata e al di sopra di
ogni interesse personale, come recita
il nostro motto e
come d’altra parte si
addiceva pienamente alla sua
personalità.
Anche insieme a chi vi parla,
con cui aveva condiviso migliaia
di chilometri e lunghe serate per
mettere a punto iniziative che
potessero dare lustro al Club, fu
assiduamente presente a tutte le
manifestazioni rotariane, dalle
Assemblee ai Congressi, dai
Forum ai convegni distrettuali su
temi di natura culturale, filantropica o sociale.
Sono rimasti memorabili
alcuni suoi giudizi espressi con
linguaggio preciso, sintetico e
calzante Lo scopo che ci accomunava era quello di assicurare
importanza e visibilità al nostro
Club e di farne crescere l’importanza a livello distrettuale.
I risultati furono brillanti e di
rilievo, anche duraturo nel
tempo, al punto che i Soci del
Club con unanime sentire ritennero di dare ampio riconoscimento alla sua opera valida e
ininterrotta designandolo alla
Presidenza del Club nell’anno
rotariano 1995/96, mandato che
egli assolse, è finanche superfluo
dirlo, con la passione, l’impegno
e la competenza che metteva in
ogni suo atto.
Gli stessi Soci che a mio
nome desiderano porgere ai familiari i sensi delle condo-glianze
più sentite e al caro Angelo l’assicurazione che occuperà sempre,
e per sempre, un posto di rilievo
nella nostra stima e nella nostra
memoria. Addio, Angelo.
Vincenzo Policastro
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di MARTA DE NICOLA
Il mio primo volo fuori dal nido familiare
mi vide stretta a te in un tiepido settembre del
1985.
Era il primo giorno dell’asilo, mia mamma
mi affidò a te, e, con occhi bagnati di lacrime,
scandì con lentezza i passi sul selciato, i primi
che ci divisero.
Molti ricordi, per niente sbiaditi dal tempo,
di quegli anni sereni con te che, nelle ore di
asilo, ti trasformavi in mamma premurosa e
severa insieme.
Ma, forse, la sensazione che tu fossi anche
severa era dovuta alla tua imponenza, noi eravamo piccoli, i tuoi piccoli. Una marea di pulcini, una marea di grembiulini bianchi tutt’intorno a te correva nell’atrio e tu, sorridente, godevi
di quell’infantile scalpiccio. Te la si leggeva in
viso l’allegria, il tuo sorriso mai stanco, le tue
mani sempre pronte a donare carezze. Tu, maestra, sei stata la figura che ha accompagnato il
tempo della spensieratezza.
Ho voluto scrivere due semplici parole, non
pretenziose, guardandoti non con gli occhi della
donna di oggi ma con gli occhi della bambina
che ero. E con quegli occhi ricordare una mia
ricorrente marachella di quelle che solo i bambini sanno fare. Ero inappetente e dovevo assolutamente eludere il famoso “controllo del piatto”. Camminavi infatti adagio e imponente tra i
piccoli banchetti colorati ed osservavi tutti noi
scrutando attentamente chi, come me, era molto
lento nel mangiare.
Stranamente, e con tua grande soddisfazione notasti un repentino cambiamento.
Il mio piattino era candito prima degli altri,
cosa che ti rese molto felice.
Ma ecco la marachella!
Tutto quello che
non era nel piatto
era finito impacchettato con cura e
riposto nelle tasche
del
grembiule.
Questa dunque la
mia marachella.
Ma quante ne
avrai viste tu, cara
maestra, in tanti
anni di prezioso
amore per i bambini?
Ti voglio ricordare perché è proprio nell’età
infantile che hai insegnato a noi bambini i fondamentali valori della vita, l’amore per la famiglia, il rispetto reciproco, l’amicizia… valori
che molto spesso da adulti dimentichiamo.
Risuonano mentre ti scrivo nella mia mente
le note di “Vorrei essere come te”, commovente
canzone da te insegnataci in occasione della
festa del papà.
La notizia della tua scomparsa mi ha raggiunta quando, per motivi di studio, ero fuori
Maratea.
Mi rammarico di non poterti portare oggi
neanche un fiore. Possa essere questo, un piccolo gesto d’amore per te, che di amore ne hai
donato tanto a me come a tante generazioni di
bambini di Maratea e della zona.
Un pensiero che è mio ma, sono sicura, sarà
fatto proprio da chi, come me, ha conosciuto il
tuo amorevole sorriso.
Un fiore che si esprime in queste semplici
parole: maestra ti voglio bene.
Ricordati con una cerimonia i minatori scomparsi
Festa di S. Barbara tra Lauria e Nemoli
Significativa cerimonia, in memoria dei
minatori defunti, fra Lauria e Nemoli in occasione della Festività di S. Barbara.
Giunta alla quattordicesima edizione la
manifestazione commemorativa ha coinvolto
lavoratori in attività, pensionati, familiari e
amministratori comunali delle due cittadine e
rappresentanti politici.
Insieme, organizzatori e ospiti, hanno partecipato alla celebrazione di una S. Messa e poi
deposto corone nei cimiteri di Nemoli, Lauria
superiore e inferiore.
Nel ringraziare i promotori, il sindaco,
Antonio Filardi, ha ricordato i tanti concittadini
che, con il loro duro lavoro nei cantieri in galleria - e miniere in Italia
e all’estero - hanno contribuito alla
crescita e al benessere delle loro
famiglie e della comunità. Con
loro, un pensiero è stato rivolto
anche ai vigili del Fuoco, gli artiglieri, i soldati e quelli che hanno a
che fare con il fuoco e materiale
esplosivo (tutti posti sotto l’ala
protettrice di S. Barbara).
I festeggiamenti si sono conclusi
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Successo per “E’ asciuto pazzo ‘o parrucchiano” di G. Di Maio
Teatro a Nemoli con la Compagnia E.V.A.
Tutto esaurito per lo
spettacolo teatrale di fine
anno nel centro valligiano.
Per
iniziativa
dell’Amministrazione
Comunale, la Pro Loco e il
patrocinio della Provincia di
Potenza presentata la celebre commedia in due atti di
Gaetano ed Olimpia di
Maio, “E’ asciuto pazzo ‘o parrucchiano”. La
rappresentazione in vernacolo, ad opera della
Compagnia E.V.A. di Sala Consilina, si è svolta
sulle tavole del centro polifunzionale, davanti ad
un numerosa ed attenta platea.
Il testo scritto negli anni settanta dall’autore
napoletano, scomparso nel 1991, è la classica
espressione della commedia dell’arte partenopea. Uscita come “Nu paese mmieze ‘e guaie”,
viene modificata negli anni ‘90 nel titolo “E’
impazzito il parroco” riscuotendo un successo di
critica e pubblico e tradotta anche in dialetto
siciliano.
Scrittore, poeta intenso e colto, l’autore riesce con il suo tono ironico e accattivante a raccontare, servendosi dei suoi personaggi, molte
magagne presenti nella società. Ricca di colpi di
scena la commedia vede il protagonista, don
Sandro - colpito da progressiva pazzia - che
cerca di arginare, con i suoi metodi, la crisi della
fede religiosa dei suoi parrocchiani, restituendola a ricchi e poveri. Con lui e la perpetua, altre
originalissime figure, si
alternano e si mescolano
sul palco in simpatici
siparietti che divertono e
inducono alla riflessione.
Alla fine applausi a scena
aperta per gli interpreti
della Compagnia Eva,
alcuni dei quali, al di
sopra del livello amatoriale. E sono meritatissimi i giudizi per il gruppo
salese, nato una diecina di anni fa, per iniziativa
di tre gentil donne capaci di sedurre e attrarre
all’arte di Plauto anche l’altro sesso, giovani ed
anziani di varia professione. Alla sua prima in
Basilicata, dopo aver calcato una diecina di
“piazze” campane, il lavoro si avvale della regia
di Tonya Filomena, migliore attrice al “Premio
Sele” di Oliveto Citra.
Tutti apprezzati - come dicevamo - gli attori
cimentatisi nell’importante e complessa commedia calatisi in toto nei vari ruoli, richiesti dal
copione. Ecco i 14 personaggi e interpreti:
Roberto (Natale Nappo), Modestino (Ernesto
Coccoli), don Sandro (Vincenzo Terracciano),
donna Rosa (Anna Pizzone), Menico (Antonio
Rivellese), donna Bianca (Fortunata Spinelli),
Matilde (Teresa D’Elia), Contadino (Carmine
Calicchio), Ninetta (Maria Cappelli), Andrea
(Nicola Puglia), Vittorio (Francesco Palladino),
Celeste (Dora Beltotti), Renato (Mario Tierno),
Elvira (Elisabetta Lauria).
COLLETTIVA D’ARTISTI LAURIOTI
PER LA FESTA DEL BEATO LENTINI
TELEVISIONE/Rispolverato il termine “raguseo”
Signora di Rivello ad “Affari tuoi”
La giovane vince 16mila euro in televisione
di BIAGIO FERRARI
Maria Pettinato, giovane e simpatica sig.ra di Rivello, mercoledì
14 dicembre 2005, come rappresentante della Basilicata, ha vinto euro
16.000 ad “Affari Tuoi”, il popolare
gioco televisivo, condotto con bravura dal famoso cantante Pupo.
Il giorno precedente già aveva
vinto il libro “Vincitori e Vinti” di
Bruno Vespa.
La signora lavora alla Fiat di
Melfi, risiede in Lavello, è sposata a Rocca Imperiale con il sig.
Franco Moliterni ed è felice madre d’Alessandro, un bel bimbo di
sei anni.
Durante la trasmissione, Maria è stata seguita da numerosi
Rivellesi, con attenzione e partecipazione: sono state ammirate la
disinvoltura, le qualità canore e la scelta dell’epiteto “raguseo”
per “l’infame”.
Raguseo, abitante di Ragusa (di Dubrovnik), è un appellativo
molto usato a Rivello, per indicare un tirchio, una persona spilorcia, tirata, com’è nel gioco “l’infame”.
Il termine, secondo le mie ricerche, indica gli Sloveni della
colonia costituita, intorno all’anno 885, nel territorio Plaga
Sclavorum, oggi Praia a Mare, dal condottiero bizantino Niceforo
Foca, per difendere la fede cristiana dalle incursioni Saracene.
I Ragusei della colonia erano motivati a difendere la fede cristiana, perché devoti di S. Biagio, patrono di Dubrovnik (Ragusa),
culto vivo anche a Tortora ed a Maratea.
Alla brava Maria complimenti vivissimi ed infiniti auguri.
MUSICA/Novità discografiche
Dal 24 al 26 febbraio prossimo, in occasione della festività del Beato Domenico
Lentini, a Lauria, in località Caffaro, nei locali
adiacenti al Presepe Lentiniano permanente,
sarà allestita una mostra collettiva. La rassegna
è organizzata dall’eclettico artista Domenico
Viceconte e dalla nota pittrice Antonietta Di
Lascio.
I due rappresentanti dell’arte lauriota,
vogliono ripetere l’esperienza positiva dell’anno
scorso, quando, in occasione della festività del
Beato, insieme ad altri esponenti del settore realizzarono una rassegna a più voci, che riscosse il
favore di numerosi visitatori.
Si potrebbe così inaugurare una buona tradizione artistica lauriota.
MUSEI E MOSTRE
ROTONDA
Museo Naturalistico del Mercure
tel. 0973 667321
LAGONEGRO
Oasi di Spiritualità, Monastero S. Maria
degli Angeli
BIBLIOTECHE
Centro Culturale Maratea tel. 0973 876411
CINEMA-TEATRO Nuovo Cinema Iris –
Lagonegro tel. 0973 41410
Nuova Italia – Latronico tel. 0973 859000
Sala Atomium – Lauria tel. 3470816149
Columbia – Francavilla tel. 0973 574447
NEMOLI – LAGO SIRINO
“Il Micromondo” Parco tematico
sulla geologia tel. 0973 40632
RIVELLO
Mostra Archeologica del Lagonegrese –
Monastero di S. Antonio
tel. 0973 46004 (Municipio)
MARATEA
Mostra “Archeologia tra terra e mare” –
Palazzo De Lieto – tel. 0973 876676
LAURIA
Fondazione “Beato D. Lentini”
tel. 0973 823373
LATRONICO
Museo Civico Archeologico/Grotte – Mostra
della Civiltà Contadina, loc. Calda Terme
tel. 0973 853111 (Municipio)
CASTELLUCCIO INF.
Museo della Civiltà Contadina,
Chiesa Madonna della Neve
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PARCO ZOO
LAGONEGRO “Giada” tel. 0973 21767
GROTTE
MARATEA – Marina 0973 876393
DOVE SCIARE
LAGONEGRO- Lago Laudemio
LAURIA - Conserva
ROTONDA-VIGGIANELLO
Nuovo Cd di Gianmarco Natalina
Il giovane lucano primo al Festival di Potenza
E’ una delle promesse del
panorama canoro lucano
Gianmarco Natalina. Figlio
d’arte, nella casa di Gallicchio
– dove vive col padre Pino,
musicista e compositore - si
può dire che sia cresciuto a
“pane e musica”. A sei anni lo
vediamo cimentarsi con la
tastiera del pianoforte. Poi
partecipe ad alcuni concorsi
pianistici e canori dove ottiene
risultati interessanti. A 14, nel
2003, incide il primo Cd contenente 10 cover ed un inedito dal titolo “In qualche modo”.
Oggi, sedicenne, alterna i suoi studi liceali, in quel di
Sant’Arcangelo, e la sua passione canora cogliendo successi in
diverse manifestazioni. Tra questi a settembre 2005, a Rifreddo di
Pignola, la vittoria al Festival “Una voce per la vita” e, ad ottobre,
la replica classificandosi primo al Festival di Potenza - interpretando il brano “Io in una storia”, scritto dal padre e rielaborato da
lui musicalmente.
Di recente realizzazione il Cd che contiene due brani “Io in
una storia” e “Fiore del male” che verrà distribuito nella nostra
regione e nelle radio locali e nazionali.
Si tratta di due pezzi che il pubblico saprà certamente apprezzare in quanto esprimono buone sonorità e testi significativi.
“LA CASERECCIA”
TRATTORIA - PIZZERIA - BAR
Forno a legna
loc. Parrutta - TRECCHINA (PZ)
200 mt Fondovalle Noce
tel. 0973 826096-826078
14 / i l s i r i n o
S P O RT
PROMOZIONE/Obiettivo salvezza centrabile
TERZA CATEGORIA/Premia la nuova formula
Posizione tranquilla per l’FC Nemoli
Nemus, terzo posto e migliore difesa
Lo sport come aggregazione e conoscenza dei luoghi
Specialista in pareggi (e pali) sconta infortuni e squalifiche
Si attesta in una posizione
di tranquillità, agli inizi del
girone di ritorno, il Football
Club Nemoli. Partita con l’intenzione di far bene la società
- presieduta dal rag. Tonino
Cavallaro - poteva centrare
anche altri obiettivi, visto
l’andamento altalenante del
campionato di calcio di
Promozione.
Il sodalizio - che unisce realtà come
Nemoli e Trecchina - è partito con un organico che, per varie vicende, non è stato mai al
completo, al momento di scendere in campo.
Sul rendimento della squadra hanno pesato,
non poco, diversi infortuni (da Carlomagno a
Carrazzone a Borreca…) e squalifiche, con
colpe non sempre addebitabili ai calciatori.
La compagine rossoblu - che gioca le sue
gare nello stadio comunale di Trecchina, per
la misura non regolamentare dell’impianto di
Nemoli - agli ordini del tecnico Bernardino
Filardi – si è dimostrata specialista in pareggi.
Alla 18^ giornata, sono ben 8 (di cui 3 in casa
e 5 fuori) le vittorie, invece, sono 6 (4 interne), le sconfitte 4 (2 esterne). Riguardo ai gol:
quelli realizzati ammontano a 25, quelli subiti
a 16.
Molti dei punti mancanti all’appello sono
anche da addebitare a certi arbitraggi e alla
sfortuna. Il Nemoli - distrazioni difensive a
parte - infatti, gioca ma non finalizza e, spesso, impatta con i pali: ben tre colpiti ad
Armento, altrettanti col Vietri, uno con
Murese, Pescopagano e
Santarcangiolese.
“Tuttavia l’obiettivo primario della salvezza, che
ci eravamo prefissi, è
sempre alla nostra portata
– dice il presidente
Cavallaro - che non prevede altri innesti nel collettivo, nonostante le
defaillance in corso d’opera.
PORTIERI: Rosario Vigorito, Domenico
Manfredelli. DIFENSORI: Donato Boccia,
Toni Borreca, Antonello Chintemi, Raffaele
Cresci, Domenico Iaria, Antonello Lombardi.
CENTROCAMPISTI:
Domenico
Carlomagno, Andrea Carrazzone, Nico
Ciorciaro, Alessandro Falabella, Pasquale
Marino Giampietro Messuti, Giuseppe
Messuti. ATTACCANTI: Francesco Bruno,
Carmine Cantisani, Rosario Lardo.
LA DIRIGENZA: Antonio Cavallaro
(presidente), Domenico Cresci e Giuseppe
Ferrari (vicepresidenti), Giuseppe Di Lascio
(direttore generale), Salvatore Ruggiero
(direttore sportivo), Antonello Lombardi
(segretario), Gaetano Anania (cassiere), dott.
Alfonso Chiacchio (medico sociale), Pietro
Anania, Michele Battaglia, Nicola
Carlomagno, Luciano Cresci e Biagio
Lombardi (consiglieri), Bernardino Filardi
(allenatore), Carmelo Bifano (preparatore
atletico).
CLASSIFICHE
ECCELLENZA
22a giornata
PROMOZIONE
18a giornata
PRIMA CAT.
17a giornata
dic.‘05/gennaio 2006
Non è fine al solo gioco del calcio l’attività del Nemus. La Società,
presieduta dal dott. Angelo Di Lascio, unisce allo sport momenti di
aggregazione e la cultura della scoperta dei luoghi. Coi motivi della
giornata, ogni domenica atleti e dirigenti anticipano la partenza per
visitare i paesi e conoscerne la gastronomia (a volte seguiti da tifosi e
famiglie).
Una formula che funziona, a giudicare dai risultati. Ma ci
sono
altre
ragioni dietro.
Il
Nemus,
infatti, dopo
l’esordio dello
scorso campionato, all’insegna della “goliardia”, ha “svecchiato” i suoi ranghi e si
è presentato con un organico rinnovato. Sempre improntato alla valorizzazione delle risorse locali la compagine si è arricchita della guida
tecnica di Rosario Cantisani, giocatore con esperienze in Eccellenza,
come capitan Mario Priante, e di altre importanti pedine quali i fratelli
Summa, Giovanni Ielpo – che ha militato in promozione così l’ultimo
arrivo Alessandro Cozzi, in gol e subito infortunato (unico “straniero”,
di Trecchina, ma “col cuore” a Nemoli).
Il ruolino di marcia è positivo. Al secondo anno nel girone D, del
campionato di terza categoria, il Nemus è terza forza del torneo (su 10
partecipanti). Poteva essere seconda se non pareggiava in casa; ha la
migliore difesa con soli 9 gol subiti e il terzo miglior attacco 21 reti
realizzate. Ha perso una sola gara, ne ha vinte 5 e pareggiate 3.
Ecco i fautori che, soddisfatti, rilanciano gli obiettivi della vigilia.
Far crescere i giovani nel calcio, attraverso quella partecipazione e
sano agonismo, auspicati dal barone De Coubertin.
La dirigenza: presidente Angelo Di Lascio, vicepresidente Felice
Dragone, segretario e direttore tecnico, Gerardo Melchionda, allenatore, Rosario Cantisani, consiglieri: Nicola Carrazzone, Giuseppe Ferrari,
Francesco Filardi, Gianfranco Papaleo, Nicola Pesce, Sante Pesce,
Hicham Santina, Nicola Savoia, Antonio Vigorito.
La rosa – portieri: Domenico Carlomagno, Giuseppe Cascelli,
Giuseppe Ferrari, Vincenzo Summa; difensori: Domenico Cantisani,
Biagio Di Lascio, Domenico Ielpo, Giovanni Ielpo, Biagio Rocco,
Giovanni Rocco, Gianluca Scala, Luca Summa, Stefano Vigorito; centrocampisti: Domenico Di Lascio, Francesco Filardi, Gianfranco
Papaleo, Mario Priante, Giuseppe Vigorito; attaccanti: Giannicola
Castelluccio, Alessandro Cozzi, Domenico Cresci, Domenico
Gugliotti, Giuseppe Gugliotti, Roberto Lombardi, Hicham Santina.
SECONDA CAT.
15a giornata
TERZA CAT.
girone D andata
33
Viggiano
30
Rotondella
29
Roccanova
22
Senise
Rivello
20
Lagonegro
19
S. Martino
16
Montemurro 15
15
Teana
Chiaromonte 14
Paterno
12
Corleto
10
Marsico
7
Episcopia (esclusa)
G.M.
SPORT
ARTICOLI PER LA
PESCASPORTIVA
Sali e Tabacchi
Via Perillo, 1
NEMOLI (Pz)
tel. 0973 40452
Via P. Longo, 103 - PRAIA A MARE (CS)
Tel./fax 0985.777630 - cell. 339. 2504982
e-mail: [email protected]
RUB R ICA & ANN UNCI
dic.‘05/gennaio 2006
L’ANGOLO DELL’ERBORISTA
VENDO - COMPRO - AFFITTASI - AFFARI
Acerola e rosa canina, piante nemiche del raffreddore
IL CONDOMINIO
a cura della dott.ssa MARGHERITA SANTARSIERO
Siamo ormai in pieno inverno e questa
stagione è portatrice di raffreddamenti e influenze.
La natura ci offre come valido aiuto, oltre gli agrumi, due
piante che sono fonti eccezionali
di vitamina C: l’Acerola e la
Rosa canina, capaci di stimolare
il nostro sistema immunitario.
L’ACEROLA è il frutto di
una pianta tropicale diffusa in
America. In portoghese viene
chiamata “Cereja das Antilhas”
(ciliegia delle Antille) perché la
sua forma ricorda la ciliegia, il
suo nome latino è Malpighia glabri. E’ una pianta originaria delle
regioni settentrionali dell’America del Sud,
ma cresce anche nelle Antille, Messico e nella
fascia meridionale degli Usa. La maggiore
diffusione si ha in Brasile, dove si trova sia
allo stato selvatico che coltivata. La pianta è
una sempre verde, il cui frutto è una drupa,
color rosso vivo, sferica, delle dimensioni di
una ciliegia. Questa pianta non sopporta basse
temperature ed è sensibile al freddo. Si adatta
alla coltivazione in vaso e si trova in vendita
anche in Italia.
Studi chimici hanno dimostrato che l’acerola contiene circa 150 componenti diversi,
ma il suo maggior costituente è la vitamina C,
il cui contenuto può arrivare al 4,5 per cento,
mentre quello di un’arancia sbucciata è soltanto dell’0,05%. Il frutto acerbo contiene il
doppio di vit. C rispetto a quello maturo il
suo contenuto in magnesio e potassio è circa
il doppio di quello delle arance. Il contenuto
di vitamina A è paragonabile a quello delle
carote. Il frutto viene utilizzato sotto forma di
succo e la sua diffusione, nei luoghi d’origine, è paragonabile a quella del succo d’arancia in Europa.
Nel mercato erboristico, l’acerola, è presente soprattutto sotto forma di compresse. Il
suo uso è legato all’alto contenuto di vitamina
C, è quindi indicata nel rafforzamento delle
difese organiche, coadiuvante negli stati
influenzali, raffreddori e debolezza.
Un’altra pianta, anch’essa spontanea,
fonte naturale (anche se in quantità nettamente inferiore) di vitamina C, è la ROSA CANINA. “Senza riguardo per il fascino del suo
fiore, che scintilla fra cespugli come una stella in una seta preziosa, impregnato di un’aroma fine e discreto, né per la grazia robusta del
suo frutto, armoniosamente contornato e rivestito da una scintillante corazza
di corallo, i botanici greci, così
sensibili alle bellezze della natura, non hanno trovato altro termine per designare questa pianta, che quello di Kunorrodon la
cui tradizione è Rosa canina”.
Così scrive Leclerc, famoso
fitoterapeuta francese, descrivendo il contrasto tra la bellezza
della pianta ed il nome attribuitole. In realtà questo nome sembra alludere alle virtù terapeutiche della pianta e cioè, secondo
gli antichi, capace di guarire i
morsi dei cani affetti da rabbia.
Le spine dell’arbusto, infatti, erano paragonati alle zanne affilate di un cane ed era pertanto
logico, seguendo la teoria della signatura, stabilire una relazione tra il graffio, provocato
dalle spine della pianta, ed i morsi di un cane
per cui la pianta era capace di guarire questi
ultimi.
La rosa canina (detta anche rosa selvatica,
rosa spina, spina novella) è una rosa selvatica
che cresce spontanea nelle nostre campagne.
La parte della pianta utilizzata sono i falsi
frutti che, essiccati, contengono i veri frutticini, i quali, per la ricchezza in vitamina C, ne
fanno un ottimo coadiuvante negli stati carenziali e possono considerarsi un valido presidio nella prevenzione e nel trattamento delle
affezioni invernali, a carico dell’apparato
respiratorio. Il maggior contenuto di vit. C è
nei frutti freschi delle gemme, perché con
l’essiccamento circa il 45 per cento di Vit. C
viene distrutta.
Per evitare di assumere uno scarso quantitativo di Vit. C è possibile utilizzare il gemmoderivato di rosa canina che, se usato già in
autunno è utile rimedio preventivo.
La rosa canina rientra nella composizione
di molte tisane (insieme al karkadè) esercitando una blanda azione diuretica e rinfrescante,
a scopo alimentare, viene utilizzata per la preparazione di conserve dal gusto gradevole e
dall’azione blandamente lassativa. Inoltre, per
il contenuto in flavonoidi, la rosa canina
viene utilizzata in pomate o creme per pelli
sensibili e delicate.
Consigliando l’uso di acerola o la rosa
canina in questo periodo, Auguro Buona
Salute a tutti.
TACCUINO NEMOLI
Municipio/Polizia Urbana
Carabinieri Rivello
Guardia Medica –Uff. sanitario
Farmacia dott.ssa Vertulli
Studio Medico dott. Di Lascio
Ufficio Postale
Parrocchia S. M. Grazie
Scuola Secondaria I Grado
Scuola Primaria Nemoli
Scuola dell’Infanzia Nemoli
Scuole dell’Obbligo Lago Sirino
Istituto Comprensivo Trecchina
Posto Telefonico (Alim. Garofalo)
Il Sirino (Redazione)
0973 40001
0973 46003
0973 40024
0973 40492
0973 40511
0973 40194
0973 40016
0973 40064
0973 40526
0973 40462
0973 42972
0973 826035
0973 40090
0973 40512
MERCATO: 2° e 4° Lunedì del mese
NUMERI UTILI LAGONEGRESE
Compagnia Carabinieri Lagonegro
Polizia Stradale Lagonegro
Vigili del Fuoco Lauria
Tenenza di Finanza Lauria
Guardia di Finanza Maratea
Ispettorato Forestale Lagonegro
ASL n. 3 - Ospedale Lagonegro
0973 41291
0973 232011
0973 823079
0973 823134
0973 876923
0973 41517
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Inps Lagonegro
Inail Lagonegro
Azienda Turismo Maratea
Anas Lagonegro
Ferrovie-Stazione Maratea
Stazione Sapri
Autolinee SLA Lagonegro
Acquedotto Lucano Lauria
Compagnia Italiana Gas Lauria
Enel
0973 621111
0973 875111
0973 641111
0973 41270
0973 876859
0973 823909
0973 236411
0973 236311
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0973 876906
0973 91907
0973 41416
0973 629689
0973 629109
800900800
EMERGENZE
Pronto Soccorso
Carabinieri
Polizia
Vigili del Fuoco
Forestale
il sirino /1 5
118
112
113
115
1515
GLI ENTI
Regione Basilicata
Provincia di Potenza
Comunità Montana Lauria
Ente Parco del Pollino
800 292020
0971 417111
0973 823909
0973 661692
MUNICIPI
CASTELLUCCIO INF.
CASTELLUCCIO SUP.
CASTELSARACENO
EPISCOPIA
LAGONEGRO
LATRONICO
LAURIA
MARATEA
NEMOLI
RIVELLO
ROTONDA
TRECCHINA
VIGGIANELLO
0973 663994
0973 662083
0973 832589
0973 655013
0973 41330
0973 853111
0973 627111
0973 874111
0973 40001
0973 46004
0973 661005
0973 826002
0973 664311
il sirino
16
di c.‘05/g en naio 2006
PRO LOCO NEMOLI
con il patrocinio di
AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI NEMOLI
APT BASILICATA – PROVINCIA DI POTENZA
COMUNITA’ MONTANA LAGONEGRESE
organizza la
SAGRA DELLA POLENTA
Martedì 28 febbraio 2006 Nemoli
PROGRAMMA
Sabato 25 febbraio - ore 21,00:
Giro dei “Frazzuogni”
(maschere) per il centro storico, al suono di cupi-cupi e organetto e strumenti tipici
Domenica 26 febbraio - ore 12,00: “La Polenta della Solidarietà”
Distribuzione locale della Polenta (al domicilio di anziani ed ammalati)
- ore 14,30: Trecchina - Gemellaggio col Carnevale
Sfilata, “Cantacronze” e… gastronomia
Lunedì 27 febbraio - ore 10,00: “Carnevale dei Ragazzi”
Sfilata e Drammatizzazioni Scuole dell’Istituto Comprensivo
Martedì 8 febbraio: SAGRA DELLA POLENTA
- ore 9,00:
Passeggiata musicale del Complesso Bandistico “Euterpe” di S. Cristoforo (Sa)
per annunciare la festa al Lago Sirino e nel Centro Storico
- ore 10,00: Ritrovo dei “Mastri Polentari” presso “l’Angolo dello Spizio”
Inizio rito di preparazione della polenta nei 4 calderoni
- ore 15,00: Ritrovo e iscrizione di carri, gruppi e maschere presso il bivio
Nemoli-Fondovalle Noce
- ore 16,00: Sfilata per il Centro storico
- ore 17,00: DISTRIBUZIONE DELLA POLENTA
Il piatto, preparato in caldaie di rame, secondo la ricetta
plurisecolare all’aperto - in p.za Umberto I - sarà offerto
gratuitamente insieme a salsiccia, pancetta e vino locale
- ore 18,00: Esibizione del “Gruppo Folcloristico del Sirino” di Lagonegro
- ore 20,00: Premiazione delle Maschere (primi tre Carri più artistici,
Gruppi più simpatici e Maschere più originali, con coppe e trofei)
Per le iscrizioni rivolgersi al Parrucchiere “Da Pietro” tel. 0973 40296
o via e.mail: [email protected]
- ore 20,30: Sorteggio dei “CESTONI DI CARNEVALE”
L’Organizzazione rivolge a tutti i graditi ospiti un cordiale, sincero saluto di benvenuto. Ringrazia tutti i cittadini, i “Mastri polentari”, i
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ABBONATEVI A
Contributo Ordinario Euro 12,91
Sostenitore Euro 25,82
Benemerito Euro 51,65
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Via R. Margherita, 123/2 - 85040 - NEMOLI (PZ)
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L’Orchidea
NEMOLI
tel. 0973 40346
Pizze con forno a legna tutte le sere
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