Editore: Centro Culturale San Lorenzo 46040 Guidizzolo (MN) - Tariffa R.O.C.: ”Poste Italiane s.p.a. - Sped. Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-02-2004 n° 46) art. 1 comma 1, DCB - BS
BIMESTRALE DI ATTUALITÀ, CRONACA, CULTURA E POLITICA - GUIDIZZOLO MN
ANNO XXI N. 123 - DICEMBRE 2015
1
DIRETTORE RESPONSABILE
Andrea Dal Prato
CAPO REDATTORE
Graziano Pelizzaro
REDAZIONE
Giulia Avanzi
Laura Leorati
Francesca Lugoboni
Elodio Perani
Sandra Tosi
Paolo Zani
COLLABORATORI
Giorgio Arienti
Sante Bardini
Annalisa Cappa
Alessia Ghizzi
Luca Ghizzi
Daniele Guerra
Donatella Lusenti
Francesca Pesci
Luca Piazza
Antonio Quiri
Marisa Rodighiero
Mariavittoria Spina
Giulia Stuani
Giovanni Zangobbi
PROGETTO GRAFICO
Claudia Dal Prato
EDITORE
Centro Culturale
“San Lorenzo”
via Virgilio, 25
46040 Guidizzolo (MN)
Tel. 348 3115232
e-mail:
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Sito internet:
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Aut. Tribunale di Mantova
N° 8/95 del 30-05-1995
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e spedizione postale:
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COSTO MODULI
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sommario
3 Editoriale
4 Marilena Mura
7 ANSPI Gozzolina presenta le De. Co.
8 Appunti di Viaggio
10 David Fontanesi: tutto il piacere della musica classica
11 Pensioni e dintorni
12 EXPO ieri e oggi
16 Astri e civiltà
18 Arte e dintorni Cinema
19 Arte e dintorni Letteratura
20 Ricette
22 Gli Alpini in festa
24 Il rovescio della medaglia
26 Anima e cuore
27 Milan Club Guidizzolo
30 Cronaca
37 Quattro bagole
38 1997-2015 I bimbi crescono
42 Nozze d'oro e di diamante
44 Gruppo Micologico Naturalistico
48 Notizie dall'Amministrazione
Foto di copertina:
I collaboratori de "la Notizia" presenti alla riunione della redazione
del mese di ottobre 2015
editoriale
Graziano Pelizzaro
Andrea Dal Prato
Grazie a tutti
Nel momento in cui La Notizia sospende la propria attività, forse per sempre, ci sentiamo in dovere di ringraziare tutti coloro che, in vario modo, hanno dato il proprio
contributo in questi vent’anni di pubblicazione.
Era il 1995 quando un gruppo di guidizzolesi motivati e volenterosi condivisero l’idea
di far nascere una rivista che fosse uno strumento dove raccontare ciò che avveniva
nel nostro paese o anche ciò che avveniva nel mondo, ma visto dai guidizzolesi. Una
pubblicazione che parlasse di cronaca, ma anche di politica, di cultura e di arte, ovvero
uno specchio della vita del nostro territorio.
L’iniziativa ha trovato presto il gradimento dei nostri concittadini, tanto che, sin da
subito, sono molti quelli che hanno collezionato tutti i numeri della rivista. Numerose
erano anche le attestazioni di stima e di affetto che pervenivano in redazione.
Il gruppo dei “fondatori” si è poi integrato e rinnovato, con un ricambio fisiologico,
considerando il tempo trascorso, ma la linea editoriale è rimasta immutata, secondo
il gradimento dei lettori.
A tutti coloro che hanno collaborato con i loro testi e le loro idee, a puro titolo di volontariato, va il nostro ringraziamento e quello dei lettori.
Non va dimenticato che una iniziativa editoriale del genere ha dei costi elevati e che
la Notizia è sempre stata distribuita gratuitamente a tutti i guidizzolesi, oltre che agli
extra-muros ed a coloro che semplicemente gradivano riceverla. Senza il contributo
di tanti operatori economici di Guidizzolo e dintorni non sarebbe mai stato possibile
portare avanti questa realtà per così tanto tempo. La nostra gratitudine e quella dei
lettori va anche a loro, agli sponsor, che pur tra le molte difficoltà, hanno continuato a
sostenerci anche in questo periodo di crisi.
Ringraziamo le Associazioni locali che hanno percorso un tratto di strada insieme a
noi, utilizzando la Notizia come loro vetrina.
Ringraziamo i nostri lettori, che spesso ci hanno elogiato, altre volte ci hanno stimolato e criticato, ma sempre ci hanno incoraggiato a continuare.
Perché allora la Notizia chiude? Perché tutte le cose belle hanno una fine.
Il Centro Culturale San Lorenzo, editore de la Notizia non cessa l’attività, continuerà
ad occuparsi della promozione culturale del nostro territorio mediante libri, pubblicazioni o altre iniziative, come quelle poste in essere dalla sua nascita, che ricordiamo
sono tutte visibili e scaricabili gratuitamente sul nostro sito www.lanotiziaguidizzolo.
com.
A noi rimane l’intima soddisfazione di aver raccontato il nostro Paese, dando voce a
tutti, scattando una “fotografia” della vita della nostra comunità, una fotografia lunga
vent’anni.
Grazie a tutti.
Andrea Dal Prato – Direttore responsabile
Graziano Pelizzaro – Presidente Centro Culturale San Lorenzo
3
Marilena Mura
Intervistiamo un’affermata fotografa con studio a Desenzano del Garda. Il suo percorso è stato appassionante e con un esordio molto precoce; ora che è arrivata a “conquistare” la posizione che
merita, le auguriamo di continuare con tranquillità il suo lavoro. Da questa interessante intervista
con Marilena, abbiamo scoperto molto altro, come ad esempio una grande “corsa ai primati” che per
casualità o abilità personale, spesso si è trovata a fronteggiare…andiamo a scoprirli insieme.
A quale età hai capito che la fotografia era importante per te?
Un pomeriggio d’estate ero al
Vittoriale con mio padre che
stava fotografando (con una
macchina fotografica Koroll
Bencini). Gli chiesi di poter
scattare una foto ma non me lo
permise. Credeva potessi farla mossa e quindi sprecarla.
Ricordo perfettamente la sensazione che provai: ero certa,
quella foto non l’avrei sprecata.
Avevo 5 anni.
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nella più totale libertà. Ciò mi
ha sempre permesso di esprimermi veramente come persona e professionista. Non da ultimo, ho assimilato l’importanza
dell’etica e del rispetto del mio
lavoro e del committente.
Come hai iniziato e qual è stato
il tuo percorso professionale?
Tu hai imparato la fotografia
ai tempi del bianco e nero, sviluppando e stampando personalmente le tue foto. Come ti
trovi nell’era del digitale?
Tutto quello che ho imparato mi
è stato comunque utile perché
i principi della fotografia non
sono cambiati.
Ho frequentato un corso di fotografia a Castiglione delle Stiviere con Andrea Dal Prato, dove
ho appreso la tecnica e sviluppato la capacità di manifestare
e dare forma alla mia creatività
Raccontaci qualche esperienza
che ha segnato in maniera significativa la tua carriera.
Incomincerei dall’esperienza
più lontana, avevo 25 anni, ed
ero la prima fotografa ufficiale
donna al MISEX, fiera del sesso,
a Milano.
Successivamente, a 30 anni,
sono stata chiamata per rilanciare uno stilista di abbigliamento intimo. L’idea è stata
quella di creare una campagna
pubblicitaria in due fasi: una
prima parte con l’intimo femminile e successivamente, in
una campagna distinta, quello
maschile.
Il progetto prevedeva che il testimonial di entrambe le campagne fosse lo stesso ragazzo.
Questo concetto, all’epoca, era
assolutamente nuovo.
La campagna ha
avuto un importante riscontro a
livello nazionale.
Negli anni successivi, l’idea è
stata ripresa da
altri, rivendicandone, a torto, la
paternità.
Un settore che
ho sempre molto amato, è stato
quello della musica.
Ho seguito diverse tournèe di
importanti artisti,
ricordo ad esempio, quella di Roberto Vecchioni
dove il servizio
fotografico particolarmente ricco,
ci ha permesso
di realizzare un
Cd completo di
libretto. Infine, l’esperienza più
“internazionale” la monografia
su Madame Sisi.
Sono stata contattata da Madame Sisi per realizzare un libro
fotografico che rappresentas-
Nella pagina accanto:
Ritratto Silver da X Factor
e scatto per Advertising
In questa pagina:
scatti tratti dal libro
“Di Giorno Dormo”
se la sua vita notturna. Poche
e chiare le regole: una grande città, una sola notte, niente
effetti speciali e macchina in
mano. Mi trovai così catapultata
a New York, sul ponte di Brooklyn, con il traffico bloccato
dalle guardie del corpo e Madame Sisi che impazzava, seguita
dai miei scatti. Questo è stato
solo l’inizio della scoperta della grande città. Nulla studiato,
tutto improvvisato.
Al rientro in Italia, mi è stato
chiesto: quale potrebbe essere la nostra seconda tappa? Io
risposi d’istinto “Hong Kong” e
così partimmo.
Stesse regole, stessa improvvisazione, altri scenari. Terza
tappa, Los Angeles.
Il risultato di questi frenetici
scatti è stato sorprendente anche per me, abbiamo pubbli-
cato fotografie senza il minimo
intervento di post produzione.
Direi che in questa occasione
ho avuto modo di mettermi alla
prova ancora una volta, in una
sfida con me stessa, e ho avuto la riconferma che nelle situazioni difficili e di particolare
stress, do il meglio di me.
Mi piace mettermi alla prova
davanti alle difficoltà e darmi la
possibilità di sbagliare.
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Credo che il mio lavoro mi dia un grande privilegio,
quello di poter trasmettere messaggi anche importanti, attraverso le realtà che fotografo, senza manipolazioni da parte mia o di chiunque altro. L’immagine sincera che comunica, oltre qualsiasi parola. Ho sempre
cercato di attenermi a questo principio, quando possibile.
Come concludere l’incontro con questa eclettica professionista? Dicendo che staremmo ancora ore ad
ascoltare i suoi racconti, rapiti dal suo entusiasmo ma
soprattutto dalla serietà con la quale ha abbracciato
questo complesso mestiere.
Grazie Marilena!
Dall’alto:
Vecchioni realizzazione
copertina cd e libretto
interno
Copertina del libro
Amazzoni
Righeira - Marilena
Mura durante la
presentazione del
volume Amazzoni a
Desenzano del Garda
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ANSPI Gozzolina presenta le De. Co.
Presentate ufficialmente le due De. Co. di Castiglione delle Stiviere; i libretti che le
illustrano e il disciplinare sono editi dal Centro Culturale San Lorenzo.
Un pubblico numeroso e attento
presente durante la serata dedicata alla presentazione delle
due De. Co di Castiglione delle
Alessandra Dal Prato, 2015, disegno a
pastello dei “Pamoi” in fioritura
La copertina dei due libri
Stiviere (“SALAME NOSTRANO
TIPICO” e “I MALFACC”), volute
dal Circolo Anspi di Gozzolina,
realizzate in collaborazione con
l’Accademia Gonzaghesca degli
Scalchi e dal Centro Culturale
San Lorenzo. Maurizio Fezzardi, vicepresidente, ha condotto
la serata introducendo i vari
relatori: don Giuliano Spagna,
parroco di Castiglione, convinto sostenitore dell’importanza
di tenere vive le tradizioni per
mantenere unita la comunitá;
l’assessore alle Attivitá produttive, Marco Montesano, ha
confermato il riconoscimento
delle De. Co. e della loro grande importanza per tutto il territorio; Gastone Savio presidente
dell’Accademia Gonzaghesca;
Franca Tomasi cuoca e docente presso la Casa del Giovane;
Marco Bonati del direttivo Anspi; Sara Lussignoli nutrizionista; Zeno Roverato maestro
masalin e giudice di analisi sensoriale. Uno dopo l’altro hanno
dato risalto alle ricerche svolte:
dai cenni storici alla conoscenza delle materie prime fino agli
aspetti tecnici dei disciplinari.
Sante Bardini, scrittore, esperto di sociologia rurale ha svolto
un profondo lavoro di ricerca e
per la stesura del testo finale
del libro “I malfacc”.
I volumi sono corredati da numerose fotografie esplicative
di diversi autori: Flavia Castagna, Luigi Cuel, Andrea Dal
Prato, Maurizio Fezzardi e Daniele Sinico.
La pianta dei “Pamoi”
I relatori della serata, in primo piano Zeno Roverato, mentre
interviene a nome del Centro Culturale San Lorenzo
0376 840494
Apertura:
dalle 11.00 - 14 e 16.30 - 22.00
domenica 16.00 - 22.00
Lunedì chiuso
Via Solferino, 66 Guidizzolo MN
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dott.ssa Francesca Lugoboni
Exuma, un paradiso ai Tropici
Tutto è cominciato una gelida
sera d’inverno, quando, al caldo del camino, mi sono persa
completamente davanti allo
schermo della tv: il mio adorato Capitan Jack Sparrow, alias
Johnny Deep, correva a perdifiato lungo una magnifica lingua di sabbia borotalco lambita
da un mare cristallino e ricordo
di aver così sentenziato: “Io lì
devo bagnare i miei piedi!”.
Immediatamente Valter, mio
marito, iniziò una meticolosa ed
accurata ricerca che solo qualche mese più tardi ci avrebbe
visto atterrare ad Exuma, l’autentica esperienza delle Bahamas.
Exuma è una delle centinaia di
isole dell’arcipelago delle Bahamas e che fa parte delle cosiddette “out islands”, isole dedite ad una vita semplice, alla
pesca, a poco turismo, lontane
anni luce dalla mondanità di
Nassau. Qui non si trovano di-
menù di lavoro € 9,00
8
vertimenti serali, qualche buon
ristorante ma nulla più. Qui si
viene per il mare, uno dei più
suggestivi che abbia mai visto.
A nord di George Town, la capitale che si trova circa a metà
dell’isola, percorrendo l’unica
strada principale, si incontrano molte baie, una più bella
dell’altra, a cominciare dalla
favolosa Emerald bay, sulla
quale sorge il lussuoso Four
Seasons Resort. Da adesso in
poi il litorale è un susseguirsi
di spiagge bianche e deserte,
con ville private sparse qua e
là. Procedendo ancor più verso
nord si raggiungono altre due
baie caratterizzate da un forte
avvicendamento delle maree:
la Runaway bay e la Cocoplum
beach, punteggiata da migliaia
di piccole stelle marine e una
miriade di sea bisquit, particolari conchiglie sottilissime e
dalla forma perfettamente tonda. All’estremo nord dell’isola
si può arrivare fino all’abitato
di Baratterre, punto di partenza per le imbarcazioni che salpano alla volta delle escursioni
nel Parco Naturale delle Exuma
Cays, costituito da centinaia di
isolotti ed atolli disabitati.
Procedendo invece verso sud
rispetto a George Town, si incontra Little Exuma, l’isoletta più piccola collegata con un
ponte e da qui, superato l’abitato di Forbes Hill, svoltando
a sinistra in uno dei tanti sterrati, si può godere della strepitosa Tropic of Cancer beach.
La spiaggia prende il nome dal
fatto che su di essa passa il Tropico del Cancro, segnalato con
esatta latitudine e longitudine
sul pavimento del capanno di
legno che si trova all’ingresso
principale. Il mare è turchese,
assolutamente piatto e le piccole dune bianche invitano ad
una romantica passeggiata, soprattutto verso sera, quando le
ombre si allungano ed il caldo
si attenua.
Poco oltre questa spiaggia si
arriva al piccolo centro di Williamstown con le sue antiche
saline, le Salt Ponds, in cui lavoravano migliaia di schiavi,
uno dei pochi luoghi di Exuma
in cui è possibile osservare
qualche testimonianza storica
del suo passato. Poche altre
sono le testimonianze presenti,
una di queste è costituita dalle
tombe della famiglia McKay,
poco distante da Forbes Hill.
Qui è sepolta una giovane famiglia di coloni scozzesi vissuta
alla fine del 1700.
Una menzione speciale merita Stocking Island, una piccola
isola, lunga e stretta costituita da bianche dune sabbiose
che separa e protegge George
Town dal mare aperto, l’Oceano Atlantico, creando una vasta
baia, l’Elizabeth Harbour, dalle
acque sicure in cui affiorano
innumerevoli cays e lingue di
sabbia che regalano visioni paradisiache con la bassa marea:
tartarughe e razze a portata di
nuotata. Tra un bagno di sole
e l’altro è d’obbligo dirigersi al
famoso Chat’n Chill bar dove
assaggiare il pig roast, uno
squisito maialino arrosto servito con svariati contorni mentre
un sottofondo musicale tipicamente caraibico allieta il pasto.
Con questa meravigliosa esperienza mi congedo.
Permettetemi però, di fare alcuni ringraziamenti. Grazie al
Direttore, che mi ha dato la possibilità di raccontarmi in quella
che forse è la mia più grande
passione: viaggiare. Grazie ai
lettori, che con i loro feedback
mi hanno spronata a spingermi
sempre oltre. Infine, un grazie
speciale a Valter, mio fantastico alter ego negli innumerevoli
viaggi che ci hanno portati lontani, che ci hanno fatto scoprire
infinite sfumature di colori e di
culture e che ci hanno avvicinati
sempre più profondamente.
Vi saluto allora con un augurio:
qualunque sia la vostra destinazione, buon viaggio a tutti!
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David Fontanesi: tutto il piacere
della musica classica
La cultura della musica a Guidizzolo, lo sappiamo, è fortemente radicata e dà buoni
frutti. Uno dei frutti più interessanti ed affermati è senz’altro David Fontanesi, musicista e compositore affermato e conosciuto a livello nazionale.
Laureato in Storia della Filosofia Medioevale presso l’Università di Padova, David, 46 anni,
ha studiato pianoforte con Lucia Lusvardi Gallico e composizione con Giorgio ColomboTaccani e Stefano Chinea. Si è
perfezionato sotto la guida di
Azio Corghi (guidizzolese d’adozione) prima all’Accademia
Musicale Chigiana di Siena e
poi, sempre con Corghi e Mauro
Bonifacio, all’Accademia Romanini di Brescia. Le sue opere, di
genere cameristico e sinfonico, sono pubblicate dalla Casa
Musicale Sonzogno di Milano e
dalla Bongiovanni di Bologna.
I guidizzolesi hanno potuto
apprezzarne l’opera durante
“Primavera in Musica 2015”
promossa come ogni anno dal
Comune di Guidizzolo con la
collaborazione dell’Ente Filarmonico e della Pro Loco, nella
splendida cornice dell’Oratorio
10
di San Lorenzo.
La musica da camera di David ha risuonato anche su altri
prestigiosi palcoscenici, quali
il Conservatorio “S. Cecilia” di
Roma, dove nei mesi scorsi è
stato presentato il suo ultimo
CD dal titolo “Chamber Music
with Flute”, con Ginevra Petrucci e l’Ensemble Sherazade.
Nella presentazione del CD,
Marco Bizzarrini dell’Università degli Studi di Padova così si
esprime: “Fontanesi presenta
una grande abbondanza di idee
musicali che non si esauriscono nell’esuberanza del frammento, essendo opportunamente valorizzate in organismi
musicali di ampio respiro, tali
comunque da non eccedere la
giusta misura. Il flauto è protagonista indiscusso di tutti questi pezzi, in dialogo ora col pianoforte, ora con un classico trio
d’archi (violino, viola, violoncello), ora con
un secondo
flauto”.
Il maestro
G i a n - L u ca
Petrucci
così descrive la musica
per flauto
di Fontanesi: “La sua
scrittura
f l a u t i s t i ca
intreccia il
canto con
le
pulsioni ritmiche,
l’effetto con
la trasparenza,
il
Fotografie:
Giancarlo Barozzi
senso meditativo con la leggerezza dell’eleganza della frase.
Lo stile usato è quello di porre l’espressione al di sopra di
ogni altra esigenza e ciò implica allo strumentista una lettura
radicata in solide basi tecniche
ed espressive rivolte tanto alla
tradizione quanto alle nuove acquisizioni. La musica di Fontanesi e le sue strutture d’ordine
qualitativo, dinamico, agogico,
estetico e poetico scaturiscono dall’alchimia fra la cultura
dell’umanista e l’artigianato
prezioso del saggio”.
Per ascoltare ed apprezzare
la musica di David Fontanesi è
disponibile l’album in cui viene
proposta una scelta di musiche
da camera da lui composte.
Per noi guidizzolesi rimane la
soddisfazione e l’orgoglio per
le affermazioni di un nostro
concittadino, condividiamo l’augurio formulato dall’Ente Filarmonico nel consegnargli un riconoscimento in occasione del
concerto tenuto in San Lorenzo:
“con l’augurio che la sua ispirazione musicale sia sempre prolifica ed inesauribile a beneficio
degli amanti della musica”.
Legge di stabilità 2016:
novità previdenziali
Opzione donna
Per opzione donna si intende la
possibilità data alle donne, di
età pari a 57 anni e tre mesi per
le lavoratrici con sola contribuzione da lavoro dipendente e
pari a 58 anni e tre mesi per le
lavoratrici con contribuzione in
tutto o in parte da lavoro autonomo (artigiane, commercianti,
coltivatrici dirette) con almeno
35 anni di contribuzione, di accedere al pensionamento di anzianità.
L’esercizio di questa opzione
prevede che la pensione sia calcolata con il sistema contributivo, in generale meno favorevole rispetto a quello retributivo.
Si stima una perdita dell’importo di pensione attorno al 2530%.
Questa facoltà era stata introdotta in via sperimentale e fino
al 31/12/2015 dalla legge N°
243/2004 (Legge Maroni).
Leggi successive hanno introdotto nuovi requisiti tra i quali
la cosiddetta aspettativa di vita,
e da qui derivano i tre mesi in
più di età, e la “finestra” per
l’accesso al pensionamento.
Questa finestra è fissata rispettivamente in dodici mesi per le
lavoratrici dipendenti e in 18
mesi per quelle autonome.
Di fatto una volta maturati tutti i requisiti (età e contributi)
bisogna attendere il periodo di
La legge di stabilità dovrebbe
intervenire in proposito estendendo la possibilità di opzione alle donne che maturano i
requisiti (età + contribuzione)
entro il 31/12/2015 anche se la
decorrenza della pensione sarà
successiva a tale data.
Part-time per i lavoratori prossimi alla pensione di vecchiaia
I lavoratori dipendenti del settore privato a tempo indeterminato potranno chiedere su
base volontaria la trasformazione del rapporto di lavoro da
full-time a part-time tra il 40 ed
il 60%.
Tutto questo a partire dai 63
anni e 7 mesi di età per gli uomini e dai 62 anni e 7 mesi per
le donne in presenza di un accordo con il datore di lavoro.
La misura durerà dal 2016 al
2018, in via sperimentale e non
comporterà alcun vincolo per le
aziende ad assumere nè produrrà penalizzazioni sulle pensioni per chi lo sceglie.
A chi sceglierà questo strumento, il datore di lavoro verserà in
busta paga l’intera contribuzione netta che avrebbe destinato
all’Inps in caso di orario pieno
mentre lo Stato coprirà la differenza contributiva per il calcolo
dell’assegno previdenziale.
Arrivato alla pensione, il lavoratore che avrà concluso in part
time la sua carriera riceverà
comunque un assegno come se
avesse lavorato fino alla fine a
tempo pieno. Senza alcuna penalizzazione dovuta ad un calo
della contribuzione.
Settima salvaguardia
Viene prevista un’ulteriore “salvaguardia” per 26.300 nuovi
soggetti.
La salvaguardia riguarderà
quei lavoratori residuali, siamo
già alla settima, che per effetto
della riforma Monti- Fornero si
sono trovati senza lavoro e senza pensione.
Di chi si tratta? :
1.
Lavoratori collocati in
mobilità o in trattamento speciale edile, a seguito di accordi
governativi o non governativi,
stipulati entro il 31/12/2011 che
abbiano cessato il rapporto di
lavoro entro il 31/12/2012 e che
maturino il “vecchio requisito”
ante Fornero nel periodo di fruizione della mobilità del trattamento speciale edile, ovvero,
anche mediante il versamento
di contributi volontari, entro
ventiquattro mesi dalla fine
dello stesso periodo.
2.
Lavoratori
autorizzati alla prosecuzione volontaria
entro il 4/12/2011 a particolari
condizioni.
3.
Lavoratori che abbiano
cessato il rapporto di lavoro con
accordi individuali o collettivi
con incentivo all’esodo anche
nel caso di cessazione unilaterale purché in entrambi i casi la
cessazione sia avvenuta entro il
31/12/2011 e che non si siano
rioccupati a tempo indeterminato. Vale anche per i lavoratori
a tempo determinato o in somministrazione.
4.
Lavoratori che nel corso
del 2011 si trovavano in congedo ai sensi dell’articolo 42,
comma 5, del decreto legislativo n. 151 del 2001 a condizione
che il congedo risulti attribuito
per assistere figli con disabilità
grave.
di Paolo Zani
finestra.
Da qui l’interpretazione restrittiva dell’INPS che ha fissato nel
31/12/2015 la data ultima entro
cui maturare tutti i requisiti (età
+ contributi + finestra) per poter
esercitare l’opzione donna.
Pensioni e dintorni
È in corso di approvazione la
legge di stabilità per l’anno
2016.
Anche quest’anno ci saranno
importanti novità in campo previdenziale: le analizziamo sinteticamente utilizzando il testo
presentato alle Camere ricordando, cosa importante, che la
legge non è ancora stata approvata e che quindi sono passibili
di variazioni.
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EXPO ieri e oggi
Si è da poco conclusa l’esposizione internazionale di Milano, EXPO 2015, dopo sei
mesi che hanno visto l’affluenza di milioni di persone da tutto il mondo.
Di questa esposizione si è
detto e scritto molto. Ogni
giorno stampa e televisione
hanno puntato l’attenzione su
Milano, riempiendoci le orecchie e gli occhi di parole ed
immagini, così che anche chi
non ha avuto la possibilità di
visitarla personalmente, quasi poteva dire di esserci stato,
almeno virtualmente.
Perché allora parlarne ancora? Cosa possiamo aggiungere noi che non sia già stato
detto?
Per il vero, ci sono alcuni
aspetti che non sono stati abbastanza posti in rilievo, a cominciare dal fatto che non era
la prima volta che il mondo si
dava appuntamento a Milano,
visto che già nel 1906 vi si era
tenuta una esposizione universale.
Viene quindi spontanea una
domanda: sarà possibile confrontare le due esposizioni? Per
provare a farlo, occorre ricordare cosa fu la prima esposizione.
Era il 1906, i ragazzini giocavano a s-ciancol, il Milan si accingeva a vincere il suo secondo
scudetto, l’Inter non era ancora
nata. L’Italia stava per portare a
compimento il traforo del Sempione, che la collegava con la
Francia, passando per la Svizzera. L’inaugurazione di questa
opera ferroviaria fornì lo spunto
ed il tema principale dell’esposizione, dedicata principalmente ai trasporti ed all’innovazione
tecnologica, ma nella quale trovarono spazio anche altre aree
tematiche, come l’arte decorativa, l’agraria e la piscicoltura.
L’Esposizione “del Sempione”
si tenne dal 28 aprile all’11 novembre 1906 in padiglioni ed
edifici appositamente costruiti
n e l l’ a r e a
alle spalle
del Castello Sforzesco,
l’atDalla
collezione
di Giuseppe
Valbusa
immagini
dell’Expo del
1906.
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tuale Parco Sempione e nell’area allora occupata dalla Piazza d’Armi sulla quale nel 1923
sorse la Fiera di Milano. Le due
aree erano collegate da una
ferrovia elettrica sopraelevata
a circa 7 metri di altezza, lunga
circa 1700 metri.
Il costo complessivo fu di circa 13 milioni di lire, una cifra
enorme per l’epoca. Le nuove
costruzioni furono 225 tra cui
l’acquario civico, l’unica costruzione non demolita e tutt’ora
esistente, da annoverarsi tra gli
edifici di maggior pregio e si-
gnificato del liberty italiano. Le
nazioni partecipanti furono 40,
gli espositori 35.000 e i visitatori furono stimati in 5 milioni.
L’area dei trasporti, uno dei padiglioni di maggior successo,
comprendeva un parco aerostatico, ove era esposto l’aerocicloplano dotato di un triciclo
atto alla creazione della forza
di propulsione necessaria al
decollo e al volo, ma soprattutto l’aeronave” Italia”, primo dirigibile della storia italiana.
Vi era esposta la migliore tecnologia mondiale dell’epoca,
come oggi all’EXPO 2015 il tema
del cibo e dell’alimentazione è
presentato con soluzioni tecnologiche attualissime e perfino
avveniristiche.
Anche il cibo trovò spazio
nell’esposizione del 1906. Alcuni padiglioni stranieri, infatti,
prevedevano anche la degustazione di prodotti tipici. Si fece in
particolare notare il padiglione
cinese con il relativo ristorante,
dove tre cuochi erano intenti a
sfornare “pinne di pescecane
arrosto con prosciutto”. E ospitò anche il primo ristorante-self
LAVORAZIONE
MARMI E GRANITI
Casali Castiglioni
Cell. 335 6116819
13
service della storia di Milano. Si
chiamava “Automat” e offriva
piatti caldi a 50 centesimi, piatti
freddi da 30 a 40, vino e birra da
10 a 30, liquori a 15. Nella Milano che 80 anni dopo avrebbe
conosciuto le paninoteche e i
paninari, si potevano assaggia-
14
re i primi sandwich: costavano 10 centesimi. Erano i primi
segnali di quella che sarebbe
diventata la capitale mondiale
della globalizzazione del cibo e
del gusto.
Entrambe le edizioni, come peraltro tutte le esposizioni, miravano a presentare il meglio del
meglio in un particolare settore
ed in un determinato momento
storico. Nel 1906 si era in piena “Bella Epoque”, le invenzioni e i progressi della tecnica e
della scienza furono senza paragoni con le epoche passate
e i benefici di queste scoperte
portarono a degli standard di
vita notevoli. Benefici che in oltre un secolo hanno sì portato
buona parte della popolazione
mondiale a un certo benessere, lasciandone però gran parte senza il necessario minimo
sostentamento. EXPO 2015 si
poneva appunto l’obiettivo di richiamare l’attenzione sul cibo
per “nutrire il pianeta” ovvero
dell’energia per la vita. Sarà riuscita nell’intento, o sarà stato
solo uno sfoggio di luci, colori e
lustrini?
TEL. 329 7216735, via V. Veneto 20/22, Guidizzolo (Mn)
Quanti dei milioni di visitatori
hanno potuto cogliere il messaggio contenuto nel preambolo della “Carta di Milano”,
cioè quel protocollo di intenti
che molti Paesi espositori hanno sottoscritto, impegnandosi
a “combattere la denutrizione
e la malnutrizione, promuovere un equo accesso alle risorse
naturali, garantire una gestione
sostenibile dei processi produttivi”.
Magari da qualche parte si sarà
anche discusso di come raggiungere questo obiettivo, di
come sviluppare nuove tecnologie che garantiscano la quantità
di cibo per tutti gli abitanti del
pianeta, senza trascurarne la
qualità e la redditività per i produttori, ma a molti Expo 2015
è apparsa come una grande
kermesse gastronomica, dove i
paesi partecipanti hanno portato soprattutto le loro specialità
culinarie ed il meglio delle loro
tradizioni, naturalmente con
qualche lodevole eccezione.
Per visitare tutti i padiglioni non
bastava certo una giornata, tanti erano i Paesi espositori, ben
136, oltre alle aziende ed alle
organizzazioni
internazionali. Un giro del modo gastronomico, racchiuso in contenitori
di pregevolissima fattura, così
da costituire anche un giro del
mondo nell’architettura. Peccato che vengano tutti demoliti.
Fotografie:
Flavia Castagna e Valter Tellaroli
EXPO: vetrina per Guidizzolo
Si è chiuso a fine ottobre quello
straordinario evento che è stata
EXPO 2015, straordinaria per le
dimensioni. Straordinaria per il
numero degli espositori e dei visitatori, straordinaria per il tema
“nutrire il pianeta – energia per
la vita”.
Se sia stata un successo o meno
non sta a noi dirlo, ne parlerà la
storia. Ciò che a noi interessa
evidenziare è il contributo che ha
dato il nostro paese ed il nostro
territorio.
Ne abbiamo parlato con Francesco Ferrari, all’epoca dell’organizzazione ancora presidente di
PromoImpresa, azienda speciale
della Camera di Commercio di
Mantova, che ha avuto il compito
di organizzare una iniziativa che
ponesse in luce il territorio mantovano e le sue eccellenze legate
al tema dell’esposizione.
Parlando di cibo e di come garantirlo a tutta la popolazione
mondiale non si può prescindere
dalla considerazione che per produrre cibo per tutti è fondamentale utilizzare i terreni coltivabili
con le tecnologie più appropriate
ad elevare tanto la quantità che
la qualità dei prodotti agricoli.
È innegabile che Guidizzolo ed
il territorio circostante siano un
incrocio importante della realtà
mantovana dove si incontrano
elevate produzioni e ricerca di
tecnologia e di tecniche avanzate
di coltivazione, in particolare di
ortaggi a foglia, ma non solo.
E’ nata così l’iniziativa “DemoFarm orticola” creata per educare i coltivatori attraverso soluzioni efficaci ed innovative, con
l’obiettivo di esportare qualità,
tecnologia e competenza italiana
in tutto il mondo orticolo.
Questo progetto vedeva l’impegno e la coesione di sinergie derivanti dalle eccellenze Italiane
nel settore dell’orticoltura, tra
le quali Ferrari Costruzioni Meccaniche, Lucchini Idromeccanica
e Forigo RoterItalia, Cosmeco,
Ciesse Paper e Gremizzi, insieme
al meglio delle aziende di settore. Tra dimostrazioni pratiche e
visite guidate nelle strutture altamente tecnologiche, si poteva
“toccare con mano” ciò che è, al
giorno d’oggi, all’avanguardia ed
innovativo in questo settore che
sta acquisendo un’importanza
sempre maggiore.
La DemoFarm si sviluppava su
una superficie scoperta di circa ½ ettaro e su una superficie
coperta da serre di circa 3.700
mq, ai quali si sono poi aggiunte
le visite alle attigue strutture di
Sempre Fresco per la coltivazione in idroponica di colture orticole a foglia e L’Orto di Guidizzolo di
Gandini Antonio per la coltivazione del pomodoro in tecnica fuorisuolo idroponica.
Molte le delegazioni straniere che hanno accolto l’invito ed
hanno preso visione di tutte le
varie fasi della filiera orticola, dal
seme al prodotto finale: Tunisia,
Egitto, Thailandia, Senegal, Polonia, Cina, Tanzania, Marocco, Colombia, Mauritania, Repubbliche
Baltiche.
Una vetrina eccezionale, quindi, per le eccellenze del nostro
territorio, che vanta aziende di
livello tale da poter partecipare
con un ruolo da protagoniste allo
sviluppo concreto di iniziative a
livello mondiale in grado di sostenere l’attività orticola di qualsiasi orticoltore, soddisfacendo
le esigenze e le sfide che il mercato orticolo globale ci porta ad
affrontare.
Se un messaggio arriva da Guidizzolo a EXPO 2015 è che per
“nutrire il pianeta” non è necessario disboscare le foreste
equatoriali, perché le tecniche
colturali innovative possono aumentare sia la quantità che la
qualità della produzione agricola
mondiale, valorizzando al meglio
le superfici coltivabili, garantendo nel contempo il giusto reddito
a chi coltiva la terra.
Graziano Pelizzaro
Fotografie: Gianfranco Ruffoni
15
Occhi nel cielo
dott.ssa Mariavittoria Spina
Astri e civiltà
La strada che porta allo spazio passa per il nostro Paese.
Agenzia Spaziale Italiana
L’essere umano osserva il cielo sin dalla notte dei tempi,
ma solo dal secolo scorso ha
cominciato ad esplorare fisicamente le immensità del cosmo. Anche in quest’ambito, la
ricerca della conoscenza non
può prescindere dalla consapevolezza dei limiti umani e dal
tentativo di superarli con intelligenza e intuito.
La ristrettezza del nostro campo visivo è stata confermata
dai dati del telescopio spaziale
dell’ESA Planck, che nell’ottobre del 2013 ha concluso la
sua pluriennale missione di
analisi della radiazione fossile
del Big Bang, restituendoci la
mappa dell’universo. La ricetta
cosmica che ne deriva è molto
eloquente: la materia “normale” non raggiunge nemmeno il
5% della totalità della massa e
della densità di energia dell’universo, di essa solo lo 0,5% è
materia “luminosa”, che interagisce con lo spettro elettromagnetico, ma di quest’ultima
minuscola frazione lo spettro
ottico, visibile all’occhio umano, rappresenta solamente lo
0,005%.
Cercando di compensare questa disarmante ristrettezza
sensoriale, le agenzie spaziali
hanno effettuato massicci investimenti per la costruzione
di strumenti che consentissero di “vedere” oltre i limiti fisici
Il telescopio spaziale Hubble visto dallo Space Shuttle
della vista umana, inaugurando
l’era dei satelliti artificiali e soprattutto dei telescopi spaziali,
impiegati non solo per scandagliare le principali lunghezze
d’onda, dai raggi gamma alle
microonde, ma anche come rilevatori di particelle e raggi cosmici provenienti dalla Via Lattea o da fonti extragalattiche.
Anche se sono già in fase di
progettazione nuovi “super occhi spaziali”, in grado di rilevare
le onde gravitazionali generate
dall’attività dei buchi neri che
influiscono sulla trama del continuum spaziotemporale, Hubble mantiene il suo primato: è il
telescopio più grande e versatile costruito fino ad ora, frutto
della collaborazione tra NASA
ed ESA, e dal 1990 ha trasmesso le immagini più dettagliate
e spettacolari dell’universo visibile, fornendo riprese senza
precedenti, come quelle della
collisione della cometa Shoemaker-Levy 9 con Giove, del
pianeta extrasolare Fomalhaut
b e del quinto e sesto satellite
di Plutone.
Sofisticate
apparecchiature
consentono di esplorare pianeti
e corpi celesti precedentemente ritenuti inaccessibili, come
testimoniano l’atterraggio di
una sonda dell’ESA (Philae)
sulla superficie della cometa
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16
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SERVIZIO GRU
ti, da Umberto Guidoni, il primo
europeo sulla ISS, all’ormai celebre Samantha Cristoforetti,
la prima italiana nello spazio,
che ci aiutano a portare l’Italia
a quote ben al di sopra dei suoi
confini territoriali.
Torniamo brevemente con i piedi per terra per dare un rapido
sguardo agli eventi astronomici
del mese: oltre al consueto appuntamento con lo sciame meteorico delle Geminidi, attorno
alla notte più lunga dell’anno,
e delle Ursidi, nel periodo natalizio, è consigliabile seguire il
percorso della cometa Catalina
(C/2013 US10), che il 7 dicembre si troverà in brillante congiunzione con Luna e Venere,
dopodiché dovrebbe transitare
nella costellazione dell’Orsa
Maggiore per circa un mese, e
splendere all’alba di Capodanno
in congiunzione con Arturo (Alfa
Bootis).
Astri e civiltà
all’osservazione della Terra, che
la rendono un avamposto internazionale unico nel suo genere,
nel quale l’Italia riveste un ruolo molto importante, non solo
perché l’Agenzia Spaziale Italiana è tra i maggiori contribuenti
dell’ESA. Infatti, molti moduli ed
elementi chiave che compongono gli ambienti abitativi ed operativi della stazione sono stati
progettati o realizzati nel Bel
Paese, come l’innovativa Cupola
che consente agli astronauti di
vedere direttamente fuori dalla ISS, e il laboratorio europeo
Columbus. È italiano anche un
altro elemento di importanza
vitale a bordo della ISS: l’acqua,
fornita dalla SMAT di Torino e
selezionata come la più idonea
a soddisfare le diverse esigenze di approvvigionamento idrico
degli equipaggi. Naturalmente,
non possiamo dimenticare il
contributo di connazionali davvero spaziali: i nostri astronau-
L’Italia vista dalla ISS
c/o MASeC tel. 329 5655208
Churyumov-Gerasimenko, avvenuto nel novembre 2014, e
l’ingresso, a luglio di quest’anno, nell’orbita di Plutone della
New Horizons. Questa sonda
della NASA, dopo aver analizzato i satelliti del pianeta nano,
proseguirà nella fascia di Kuiper il suo ormai quasi decennale viaggio di esplorazione ai
confini del sistema solare, portando con sé parte delle ceneri
dell’astronomo Clyde Tombaugh, che nel 1930 scoprì Plutone,
e virtualmente l’intero genere
umano.
Considerando la crescita esponenziale del numero di pianeti
extrasolari già individuati (ad
oggi quasi duemila) e di altri
potenziali corpi celesti che potrebbero ospitare la vita (ad es.
i satelliti Europa e Titano), meritano particolare attenzione le
missioni spaziali con equipaggio
umano. La NASA pubblicherà a
metà dicembre il bando per la
selezione degli astronauti che
costituiranno “una nuova generazione di pionieri dello spazio”,
destinazione Marte. Comunque, dallo scoccare del nuovo
Millennio l’essere umano è già
presente oltre i confini terrestri
in maniera organizzata e continuativa a bordo della ISS, la Stazione Spaziale Internazionale,
un ambiente all’avanguardia sia
come piattaforma per la ricerca scientifica e tecnologica sia
come esempio di cooperazione
a livello mondiale.
La missione della ISS ha molteplici obiettivi, dallo studio
dell’abitabilità nello spazio
17
The end
dott. Luca Piazza
Cinema
arte &
dintorni
18
Non può che iniziare così il mio ultimo articolo: con la parola fine. Una parola che appartiene al passato della storia del cinema. Forse perchè non più necessaria o forse
perchè, in realtà, nessun film finisce mai. Ma prima di lasciarvi non posso non parlarvi di quello che io ritengo uno dei massimi capolavori del cinema: “Il cacciatore”
(1978) di Michael Cimino.
“Il cacciatore” non è solo un
film sulla guerra del Vietnam,
è soprattutto un film sull’amicizia.
La narrazione è divisa in tre
parti.
La prima narra la vita di un
gruppo di amici, appartenenti
ad una comunità di immigrati
russi di Clairton, in Pennsylvania. Mike (Robert De Niro),
Nick (Cristopher Walken) e Steven (John Savage) conducono
un’esistenza tranquilla tra il
lavoro da operai in un altoforno, le bevute al pub e la caccia al cervo, di cui condividono
la passione. Mike, il cacciatore
del titolo, suole cacciare con
“un colpo solo” in modo da dare
all’animale la possibilità di sopravvivere. Quell’unico proiettile significa lealtà, onore ma
significa anche diritto di vita o
di morte.
È il preludio alla seconda parte,
la più breve, che getta lo spettatore nell’inferno del Vietnam.
Lanarrazione procede per brevi
sequenze: lo scontro a fuoco in
un villaggio rurale; la prigionia
sulfiume da parte di Mike, Nick
e Steven, costretti alla roulette
russa; la loro fuga e separazione. La lunga scena della tortura
nella capanna-prigione lungo il
fiume, compiuta dai vietcong
checostringono i prigionieri al
gioco mortale, non è altro che
la sintesi di una sporca guerra
dove non ci sono nè buoni nè
cattivi ma solo vinti. Che cosa
c’è di più sconvolgente nel vedere il proprio compagno farsi
saltare in aria le cervella, dopo
avergli consegnato l’arma?
La terza e ultima parte racconta le conseguenze della guerra.
Mike torna dal fronte con seri
problemi psicologici. Prova a
reintegrarsi nella piccola comunità ma nulla può essere più
come prima. Assolutamente
splendida la scena della battuta di caccia: il cacciatore si reca
con gli amici nei boschi da lui
frequentati. Il cervo è perfettamente a tiro ma Mike spara
volutamente in aria il suo unico
colpo. Forse ha capito cosa vuol
dire essere preda o forse non è
più in grado di sopportare altra
violenza, altro sangue.
Steven, senza gambe, è costretto per sempre su una sedie
a rotelle, icona fisica dei danni
provocati dalla guerra. Vittima
della vergogna e di assurdi sensi di colpa, decide di allontanarsi dalla moglie e dagli amici per
nascondersi in un ospedale per
reduci del Vietnam.
Nick ha disertato e, ormai impazzito, gioca con la morte alla
roulette russa, nelle bische
clandestine a Saigon. La reiterazione del gesto, di puntarsi la
pistola alla tempia, non è dovuta ad altro che all’impossibilità
di lasciarsi alle spalle il trauma: Nick non è mai realmente
uscito da quella prigione lungo
il fiume.
Tenendo fede ad una promessa
fatta in precedenza, Mike ritorna a Saigon per cercare di salvare Nick. In una scena memorabile i due si ritrovano di nuovo
l’uno di fronte all’altro, seduti
al tavolo della roulette. Mike è
disposto a dare la vita per il suo
amico, premendo anch’esso il
grilletto. Nick, in un barlume di
consapevolezza, ripete le parole
che Mike usava dire durante le
loro battute di caccia: “un colpo
solo...”. Ma, stavolta, è proprio
quello fatale.
Non proseguirò oltre nel commentare un’opera che andrebbe soprattutto vista. Vorrei ringraziare, in primo luogo, chi mi
ha sempre dato la possibilità di
scrivere, in assoluta libertà, di
cinema e cioè Andrea Dal Prato
e, in secondo luogo, tutti voi, sia
che mi abbiate semplicemente
letto, compreso o finanche apprezzato.
Addio.
Quando Dante decodifica
la nostra verità
Nembrini, una lettura appassionata della Divina Commedia
per l’altrui scale”. È la terzina
del Paradiso in cui il trisavolo
Cacciaguida predice al poeta
l’esilio, ma in quel momento
era come se Dante parlasse di
me, stanco e lontano da casa. Io
cercavo le parole per dire la mia
fatica, senza trovarle, e me le
offriva un uomo vissuto settecento anni prima: potenza della
poesia! Da allora la passione
è cresciuta e l’ho sempre coltivata – prima da studente, poi
da insegnante – perché più la
leggo e più scopro che la Commedia racconta in modo unico
l’esperienza mia e di tutti».
Riportare l’esperienza di questo professore è ovviamente un
modo per tornare a Dante, per
confermare l’idea che egli può
davvero dare risposte alle nostre domande. Dopotutto Dante
non può essere compreso se
non a partire dalla ricerca di infinito che ha nel cuore, e questo
anelito – se siamo onesti – accomuna ciascun uomo.
Se uscire dalla cecità e cercare
la luce è il vero compito della
vita, (perché solo alla luce si
possono conoscere le cose per
usarne secondo verità e non
nella menzogna), come non ritrovarsi in un testo che ci accompagna dalla selva oscura
alla luce piena?
Oggi come 750 anni fa.
arte &
dintorni
19
dott.ssa Francesca Pesci
di Nembrini sul sommo poeta.
La proposta di lettura che
Nembrini fa della Divina Commedia (una “cattedrale di parole” come lui la definisce) è una
sfida per quanti pensano che
Dante sia un arnese del passato, difficile da capire e pure un
po’ noioso. Una provocazione
che facilmente risulterà vincente se si è disposti a sottoporre a verifica queste convinzioni, spesso frutto di semplice
ignoranza o ereditate da infelici
esperienze scolastiche.
Lui stesso dice: «Non sono uno
specialista, solo un appassionato». Così appassionato da
definire il Sommo Poeta «come
uno di noi, un uomo fatto di
desideri e che riaccende il desiderio che ciascuno porta nel
cuore». Così racconta il suo
incontro con Dante, che lo ha
letteralmente folgorato: «La
mia passione nasce a dodici
anni, una sera d’estate mentre
stavo trasportando casse di bibite su e giù per le scale della
cantina della drogheria dove
lavoravo (eravamo dieci fratelli,
padre bidello, appena possibile
si andava a lavorare per dare
una mano in casa). Rimasi folgorato da una terzina che avevo studiato e mi era tornata in
mente: “Tu proverai sì come sa
di sale/ lo pane altrui, e come è
duro calle/ lo scendere e ’l salir
Letteratura
Volge al termine il 2015, l’anno
della celebrazione del 750° anniversario della nascita di Dante. Ancora un omaggio, allora,
al Poeta che sa parlare la nostra lingua, non solo perchè lui
l’ha forgiata, ma perchè, se interrogato con passione, egli sa
rispondere alle nostre domande e nelle sue parole possiamo
ritrovare la nostra esperienza,
personale o collettiva. Questa è
la potenza dell’arte che è davvero tale: leggere una poesia o
un romanzo, guardare un dipinto, ascoltare una musica e lì ritrovarsi... perchè si scopre che
quell’opera sta dicendo qualcosa di vero su di noi.
Questa volta mi piace parlare di
Dante, per il tramite di una persona che ha fatto proprio questa esperienza, che di Dante si
è innamorato, perchè ha trovato in lui non il sommo poeta che
sta su un bel piedistallo marmoreo, ma un amico che prende per mano e ci accompagna
per fare un’esperienza autentica di Verità.
Sto parlando di Franco Nembrini, un professore bergamasco
che da anni commenta pubblicamente Dante e sta diventando meritatamente famoso. Roberto Benigni, quando qualche
anno fa cominciò le sue celebrate letture pubbliche, si era
ispirato proprio ai primi libretti
Stinco di maiale al forno
Ingredienti
per 4 persone
a cura di Donatella Lusenti
Ricette
2 stinchi di maiale
media grandezza
(800-900 g)
1/2 bicchiere vino
bianco secco o
rosso corposo
Olio d'oliva extra
vergine (3-4
cucchiai)
Sale, pepe, alloro,
rosmarino, aglio
(1-2 spicchi)
800 g di patate
Procedimento
Il segreto per la buona riuscita del piatto è una cottura molto lenta, di circa sei sette ore.
Lavare gli stinchi in acqua corrente e cospargerli di sale e pepe, su tutti i lati.
Metterli in un tegame antiaderente da forno con: olio d’oliva, vino, aglio (da togliere dopo 2-3 ore)
e gli aromi. Infornare scoperti a 100-110°, girarli ogni ora e bagnarli con il proprio sugo.
Servire in piatti tiepidi con un po’ del sugo di cottura e un contorno di patate arrosto (di pezzatura
piccola oppure tagliate a pezzi abbastanza grossi) cotte assieme allo stinco (ultime due ore).
Lo stinco è una delle parti più deliziose del maiale anche se è facile sbagliare la cottura, che
deve essere a temperatura bassa (massimo 110°C), per assicurare la giusta morbidezza e non
risultare troppo duro o asciutto.
Ricetta del Ristorante "La Baita" di Cavriana
Vini consigliati: Montevolpe rosso, Garda merlot - Cantina Gianfranco Bertagna, Cavriana
20
La più grande cantina del Sud della Cina
ha incontrato le cantine del Nord Italia
Nella splendida cornice del Castello medioevale di Momeliano sulle colline piacentine si è
svolto un importante evento finalizzato alla promozione di relazioni commerciali tra la Cina
ed il nostro territorio sul tema
di una delle eccellenze italiane
riconosciute a livello internazionale: il vino.
Newpearl Ceramics Group,
il più grande ed importante
Gruppo finanziario del settore,
presente sul mercato cinese
da oltre 20 anni e leader nella
produzione di ceramica per le
costruzioni destinata ad una
clientela di alta gamma, negli ultimi dieci anni ha avviato
una politica di diversificazione
merceologica dei propri interessi investendo ingenti risorse
in nuovi settori quali la finanza,
gli hotel di lusso, i campi da golf
e il vino creando, per quest’ultimo segmento, la Newpearl
Wine Industry Co., la più grande
cantina nel sud della Cina. Mr.
Ye Delin, parlamentare cinese
e Presidente rispettivamente
della Capogruppo e della partecipata Newpearl Wine Industry Co., con l’evento organizzato
in collaborazione con la italiana Montesano s.r.l. e la cinese
YunHua International trading
Co. Ltd., ha inteso personalmente conoscere ed esplorare
le qualità e le caratteristiche dei
principali vini del nord Italia ed
entrare in relazioni d’affari con
le cantine italiane di eccellenza. L’evento, tenutosi nei giorni
scorsi presso la cantina Luretta
nelle sale dell’austero castello medioevale di Momeliano in
provincia di Piacenza, presente,
tra gli altri, il Console cinese
di Milano: Zhao Xiang Dong, ha
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21
Gli Alpini in festa
Un omaggio sentito e commosso a tutti coloro che sulle montagne, nelle pianure o
sui mari hanno combattuto
e sono morti perché noi oggi
potessimo vivere in un mondo
di pace, democrazia e libertà.
E’ questo il potente messaggio
uscito dalla Festa degli Alpini
dello scorso 27 settembre a
Guidizzolo e proposto con forza davanti al monumento degli
Alpini che il Gruppo di Guidizzolo ha eretto e donato alla
comunità guidizzolese inaugurandolo lo scorso anno. Una
Festa che quest’anno cade
nel centenario dell’entrata in
guerra dell’Italia nel primo
conflitto mondiale ed a 70 anni
dalla fine del secondo. Con il
Capo-Gruppo Angiolino Pozzi,
il sindaco Sergio Desiderati,
il presidente della Sezione di
Cremona, di cui Guidizzolo fa
parte, Carlo Fracassi, agenti
della Polizia Locale, donne e
uomini della Protezione Civile
e di molte altre associazioni
locali oltre che rappresentanti
di Associazioni d’armi di altri
Comuni, con la Banda dell’Ente Filarmonico Guidizzolo si è
formato il corteo che ha portato i molti partecipanti prima al monumento ai caduti di
piazza Mutti e poi a quello dedicato agli Alpini. Qui nel suo
saluto il capo-gruppo Pozzi
ha ricordato i grandi sacrifi-
tel.347 7926494
22
ci patiti durante gli anni della
guerra, tanto al fronte quanto
a casa, da migliaia di persone.
Il sindaco, nel suo intervento,
così si esprime:
“Furono anni di grandi sofferenze ma anche di immensi ideali per i quali giovani e
meno giovani salivano al fronte
nell’incertezza della loro vita
ma nella speranza di contribuire a creare un domani dove
fossero bandite divisioni e discordie. La storia ci dovrebbe
aver insegnato molto ma in
realtà sembra invece che la
strada da percorrere sia ancora e sempre lunghissima”. E
ancora, parlando della libertà:
“Una libertà che anche qui da
noi qualcuno non ha ancora, e
forse mai, capito nella sua essenza; una libertà che non è il
poter fare ciò che si vuole, magari venendo a profanare questo monumento, ma piuttosto
la consapevolezza che ogni libertà personale termina dove
inizia la libertà altrui”. Espressioni riprese anche dal presidente Fracassi.
Nell’occasione il Gruppo Alpini
ha anche proposto un’interessante mostra con lavori dei ragazzi del Liceo Artistico di Guidizzolo e numerosi cimeli della
Grande Guerra.
Fotografie: Enzo Galvani
Chi siamo? La nostra storia
Giuseppe Pavoni fondatore dell’ agenzia Pavoni & Partners, inizia la propria attività nel 1966. Nel
corso di 50 anni l’agenzia si amplia, nascono nuove filiali sul territorio e le vengono affidati i mandati
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supporto degli agenti Dario Pavoni e Dionisio Alberto Guerrini oggi è considerata un’agenzia di riferimento per una clientela sempre più vasta ed esigente, e per gli operatori del settore.
Pavoni & Partners è un’agenzia plurimandataria che opera direttamente con le migliori Compagnie
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Il rovescio della medaglia
A quanto di umano si deve rinunciare per godere i frutti della civiltà consumistica.
L’argomento, ovviamente, si presta ad entrare nei più complicati meandri della psicologia e della filosofia, ma tutto questo riguarda menti con una esperienza completamente diversa dalla mia.
Il creativo dell’oggetto d’uso
La doppia natura dell’oggetto
d’uso è uno degli aspetti più affascinanti da esaminare delle
attività dell’uomo. Infatti il successo nel risolvere la divisione
fra i problemi pratici e l’espressione individuale rappresenta
una sfida creativa. Il modo in
cui l’operatore vede un percorso per fondere queste due,
apparentemente opposte esigenze, definisce la qualità della
sua percezione e ingegnosità
artistica. I limiti sono essenziali al processo creativo perché
fanno scattare la reazione. Più
sono grandi i limiti più vigorosa
è la sfida.
Vorrei soffermarmi su quello
che succede nel rapporto umano con l’oggetto d’uso. Per una
mia esperienza personale ho
avuto modo di constatare come
questo rapporto abbia una valenza più che evidente.
Ad un certo momento della vita
mi è arrivata la notizia della mia
futura promozione a “nonno”.
Subito ho pensato ad una culla; fatte alcune ricerche e progetti ne ho costruito una molto
gradita a tutti. Il nipotino è nato
e fin che ero in tempo dovevo
costruire anche un seggiolone.
Mi stavo dimenticando di dire
24
che non sono un falegname, ma
una persona con una discreta abilità manuale che spesso
si diverte a tenerla esercitata.
Preso a modello un seggiolone
tipico della mia zona fino agli
anni Cinquanta del secolo scorso, per prima cosa ho cercato di
reperire la materia prima: legno di gelso. Fortunatamente,
un amico, venuto a conoscenza
della mia ricerca, si è ricordato
di averne qualche vecchia tavola sotto il portico. Essendo entrato in possesso della materia
prima mi sono messo di lena al
lavoro. I miei attrezzi consistevano in una sega, un’ascia, un
coltello a due manici, una raspa
e tanto “olio di gomito”.
Dopo un paio di mesi tutti i
pezzi erano pronti per essere
assemblati con il vecchio sistema, senza chiodi né colla
ma con incastri. Il risultato era
molto soddisfacente, al punto
che molti amici mi elogiarono
dicendo che non avevo fatto un
seggiolone bensì una scultura.
Questo ovviamente mi riempiva d’orgoglio ma non ha nulla a
che vedere con il nostro tema.
Quello che invece mi convinse di aver fatto una cosa valida
per il rapporto umano successe quando i bambini un po’ più
grandini, fra i seggioloni a disposizione (di plastica o anche
di legno, ma di produzione industriale) sceglievano sempre
quello fatto dal nonno, come se
un filo affettivo unisse tramite il
seggiolone nonno e nipotino.
Finalmente arriviamo però al
motivo che più mi interessa per
scrutare il rapporto tra l’oggetto d’uso in grado di rappresentare un legame tra autore e
fruitore.
Da molto tempo nutro un interesse particolare per la ceramica che è forse uno dei modi di
maggior diffusione per gli oggetti d’uso comune. Come non
sono un falegname, tantomeno
sono un ceramista. Non ho un
laboratorio ma un po’ di argilla, le mani, un forno e un sacco
di nozioni tecniche studiate sui
libri e attentamente sperimentate. A questo punto mi è d’obbligo parlare in senso generale
e non più solo personale perché
le mie esperienze mi sono servite solo come stimolo per partire.
La ceramica d’uso pone molte
restrizioni all’espressione. Ci
vuole un individuo molto sensitivo, inventivo e paziente per
trasformare queste restrizioni in poesia. Comunque, se si
possa usare un oggetto è anche
inestricabilmente collegato al
piacere che questo può offrire
nel processo d’uso.
I piatti di carta funzionano benissimo ma offrono ben poco
oltre alla convenienza. Il desiderio umano sembra soffrire fra
la ricerca di soluzioni pragmatiche ai vari problemi e la con-
temporanea necessità di vivere
con piacere. L’arte del vasaio
si inserisce in questo conflitto
dimostrando che questa condizione non è cosa irrisolvibile.
Più che un atto di equilibrio, il
buon oggetto di ceramica d’uso
è un esempio di visione creativa che trascende la costrizione,
trasformando limiti specifici in
momenti di espressione artistica.
L’unicità della decorazione e
una manipolazione intelligente della materia e del processo può offrire al ceramista una
firma di stile. Ma la dichiarazione importante, nel contesto
dell’oggetto d’uso, è di quei ceramisti che hanno un forte controllo del loro ego e sono pronti
ad affrontare di petto i problemi della creatività nell’oggetto
d’uso.
I buoni oggetti d’uso sono quelli
che rivelano una individualità e
una sensitività artistica, particolarmente nei punti in cui l’oggetto deve funzionare. Questo
naturalmente suggerisce che
l’oggetto d’uso è una di quelle
forme d’arte che devono piacere non solamente attraverso
connessioni visuali-cerebrali,
ma anche attraverso canali fisico-sensuali.
Contrariamente all’architettura e ai prodotti dell’attività artistica nel risolvere i problemi,
gli oggetti d’uso in ceramica
provvedono ad una intimità tra
le persone. La mano dell’artista
attraverso l’oggetto da toccare,
raggiunge la mano dell’utente,
creando un legame di amicizia,
interesse, e gratificazione estetica che nutre la vita umana e
la fortifica contro l’indifferenza.
In un oggetto d’uso in ceramica ogni elemento visivo costituisce una voce “particolare”
nell’espressione di quest’arte.
Ad ogni forma, tecnica o materiale è associato un significato
e conseguenti emozioni. Tondo
e quadrato, liscio e ruvido, argilla bianca o argilla rossa. La
porcellana, per esempio, parla
di purezza, freddezza, rarità e
preziosità, mentre la terracotta suggerisce una più comune
matericità, calore e morbidez-
za. L’ispirazione per elaborare
una forma specifica proviene
dal più profondo di ogni ceramista.
Al contrario, il contenuto è
spesso enfatizzato a scapito dell’acquisizione di abilità.
Mentre è cruciale esercitare una disciplina rigorosa allo
scopo di aumentare il proprio
livello di destrezza, questa non
viene considerata un’iniziativa
particolarmente creativa. Ma
l’acquisizione delle abilità accresce il potenziale espressivo
che può essere solo immaginato da coloro senza quelle capacità.
Leonardo Dal Prato
Il pensiero della psicologa
Non posso che convenire con
Leonardo rispetto al suo sentire. La sua prospettiva d’artista ci permette di cogliere
qualcosa che nel nostro attuale
mondo, sempre più raramente
siamo capaci di vedere: l’anima
delle cose. Ci stiamo abituando
sempre di più al conformismo,
alla acriticità, all’assenza o negazione di impeti emozionali,
alle cose e case tutte uguali. E
non ci accorgiamo che ci stiamo privando dell’esperienza!
Perchè, se ripetiamo la stessa
esperienza per mille volte, non
significa che abbiamo acquisito
maggiore abilità, ma che abbiamo fatto la stessa cosa per
troppe volte. Anche la clinica ci
racconta di un sempre maggior
numero di patologie che hanno
come base la necessità di non
sentire, di togliersi dalle rela-
zioni, di sparire. Negli ultimi
anni stanno aumentando i casi
di anoressia e bulimia, di alessitimia (disturbo in cui manca
la consapevolezza delle proprie
emozioni tanto da non saperle
nemmeno riconoscere e nominare), di depressioni e sintomatologie dissociative, prime
tra tutti le temporanee incapacità di intendere e volere. Tutto
questo ci racconta di una sempre maggiore nostra difficoltà a
“star dietro” ad un mondo che
sta forse diventando sempre
meno alla nostra portata, sempre più freddo e meno soggettivo, meno vivo, sempre più privo
di senso.
Ciò di cui parla Leonardo è diverso: gli esempi del seggiolone per i nipotini o delle sue
ceramiche raccontano di come
gli oggetti d’uso possano an-
che farci vivere un’esperienza
altra rispetto al mero utilizzo. La mano dell’artista vuole
convogliare il suo sentire, la
sua passione e la sua magia
nell’oggetto che sta creando e,
quando succede, anche il fruitore li avverte: gli oggetti che
ne nascono “parlano”, raccontano una storia, sono diversi
dalla miriade degli altri oggetti
tutti uguali che ci attorniano e
mediamente li preferiamo, perché hanno un’anima, così come
hanno fatto i nipotini di Leonardo. L’arte, nel significato più
ampio del termine, potrebbe
dunque rappresentare un’alternativa al vuoto che ci stiamo
pericolosamente costruendo
attorno, basterebbe lasciare la
porta aperta al cambiamento e
alle novità.
Giulia Stuani
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Il canto di un “Angelo”
Quando una lacrima scende, un angelo ti accarezza e ti sussurra dolcemente una
poesia. La senti? Ecco la sua voce…
a cura di Sandra Tosi
Anima e cuore
Ascolta
nel silenzio della terra,
nel profumo del mare, nei monti, nei laghi,
nel fiume che carezza le sponde,
nell’alba che ninna la luna,
nel canto del sole che sorge.
Ascolta
nel mormorio del vento,
nella pioggia che appaga quel fiore,
in quell’abbraccio inatteso,
in un bacio rubato, nell’emozione
di un sogno appena sfiorato.
Ascolta
nella vita che nasce,
in un bimbo che cresce,
in un istante di eternità
al confine tra il cielo e la terra
che consegnato all’anima
ha spalancato le porte all’Amore.
Ascolta
solo per Amore,
un angelo canta la sua poesia più dolce,
solo i fiori più belli arricchiranno
il giardino e il loro profumo
si trasforma in canto.
mr
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Piazza Cadorna,12 - 26 100 Cremona
Milan Club Guidizzolo
Dopo poco più di un anno dalla
ripartenza, il Milan Club Guidizzolo 1985 ha chiamato a raccolta i tifosi milanisti per la Serata
del Tesseramento. Tantissimi i
partecipanti e tante le adesioni,
che hanno superato le 100 già
nella stessa serata, tenutasi
presso la sala polivalente degli
Amici di Rebecco.
Intere famiglie, compresi alcuni bambini rigorosamente in
tenuta rossonera, a tener viva
una passione che, nonostante
il periodo non brillante della
squadra, è più radicata che mai.
Ritrovarsi a tavola, tra un risotto e una fetta di salame, porta
a condividere le proprie sensazioni e le proprie esperienze,
testimoni di un glorioso passato, ma anche la speranza e
l’auspicio di tornare ai fasti di
un tempo, non poi così distante.
C’è chi era a Istanbul in quella
infausta serata e quelli, in tanti, che erano a Barcellona nel
1989. C’è poi chi all’epoca non
era ancora nato, come Giovanni Ferri, 13 anni, che ricorderà
a lungo le vacanze al mare di
quest’anno: la maglia del Milan
con cui passeggiava a Bellaria
ha attirato l’attenzione di un barista che l’ha messo in contatto
con Gastone Bean, residente
nello stesso complesso. Centravanti degli anni Cinquanta,
Bean guidò efficacemente l’attacco del Milan nel periodo tra
l’addio di Nordahl e l’arrivo di
Altafini, partecipando alla conquista di due scudetti, insieme
tra gli altri a Montuori e Schiaffino.
Ciò che ha emozionato Giovanni
è stata la disponibilità di questo
vecchio cuore rossonero a condividere, con un ragazzo incontrato per caso, le sue passioni e
la memoria di una parte tanto
significativa della sua vita, quasi un passaggio di consegne tra
vecchie e nuove generazioni.
Giovanni non se ne è andato a
mani vuote, ma con una foto,
una vecchia foto in bianco e
nero ingiallita dal tempo che
ritrae appunto Gastone Bean
con Montuori e Schiaffino, con
tanto di dedica.
Solo qualche giorno dopo, chi ti
incontra in spiaggia a Cesenatico? Federico Giunti, altro ex
giocatore rossonero, autore di
un gol nel famoso Milan-Inter
6-0 del 2001.
Non poteva che tornare rafforzato nella sua fede rossonera,
convinto che il senso di appar-
tenenza che anima i tifosi milanisti è qualcosa di speciale, che
va oltre i risultati della squadra.
Nella stessa serata si è poi
provveduto a tracciare il programma di attività del Club e
a completare il direttivo con
quattro nuovi componenti. Per
la prossima primavera è prevista poi un’altra trasferta a San
Siro in pullman, con ragazzi e
bambini che potranno entrare
gratuitamente.
Fotografie: Lorenzo Ruzza
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Circolo la MIMOSA - stare insieme
L’anno che verrà
Il 2015, per noi dell’AUSER “La
Mimosa”, si è chiuso positivamente. Gli iscritti sono aumentati rispetto all’anno scorso e il
programma è stato realizzato
completamente, anzi qualcosa
in più del previsto. Il 15 agosto
è stato organizzato un affollato
e apprezzato “Pranzo di Ferragosto” presso il ristorante “La
Sosta”. Ha inoltre sponsorizzato i libretti di tre DE.CO: la
quaglia e la pancetta steccata
di Guidizzolo e i “malfacc” di
Castiglione. L’AUSER “La Mimosa”, infatti, è attenta anche
alle problematiche dell’alimentazione e del territorio. Ci siamo già attivati per il soggiorno
a Ischia dell’anno prossimo.
Per un incontro informale di
chi vuole riprovare l’emozione
di una vacanza bella e godere
di un clima e di un mare indimenticabile, è stato organizzato
il 25 ottobre un pranzo, aperto
anche agli amici e sostenitori. Il
mese di ottobre è stato inoltre
28
ricco di altri eventi. L’AUSER ha
partecipato alla “5° EXPO colori
e sapori sotto la torre” con un
proprio banchetto, per far meglio conoscere alla cittadinanza
le proprie attività sia in campo
sociale che territoriale, per far
capire che al centro delle proprie attività vi è la persona,
come individuo bisognoso di
rapporto affettivo, compagnia,
amicizia e che vuol far parte
di un gruppo di persone che
possano, anche se solo per un
giorno, farlo sentire meno solo.
E’ stata inoltre organizzata l’11
ottobre una bella e interessante
gita a Torino e al Museo Egizio.
Pullman pieno e gitanti entusiasti. Abbiamo poi collaborato
con il G.V.G alla riuscita festa
della Castagnata presso il MASEC con ospite d’onore Emma
Morosini la “vagabonda della
Madonna”. Il 2015 si è poi concluso con l’apprezzato e gradito
pranzo degli auguri di fine anno.
Un vero successo. Se il 2015 è
stato l’anno delle collaborazioni con altre associazioni, il
2016 come sarà? Speriamo che
l’anno prossimo tali collaborazioni continuino ancora di più.
Solo uniti si è in grado di creare
eventi e manifestazioni che tutti
i cittadini possono apprezzare
e gradire. L’AUSER, infatti, non
ha una sede propria, e se rimanesse da sola sicuramente non
riuscirebbe a portare avanti il
proprio programma, soprattutto ora che molte persone ci
incitano a continuare su questa
strada, entusiasti per le nostre
proposte. Speriamo che nel
2016 alcuni imprenditori possano contribuire con erogazioni
liberali per sostenere le nostre
manifestazioni e iniziative.
Per terminare si ripropone lo
slogan della nostra associazione: iscriversi all’AUSER fa bene
alla salute: passa…parola…
Auguriamo a tutti un 2016 pieno
di salute, di nuove amicizie ed
anche di nuove iscrizioni
LANCIAMO UN
APPELLO PER IL 2016
A TUTTI I CITTADINI,
IMPRENDITORI,
COMMERCIANTI,
ARTIGIANI,
NEGOZIANTI:
C’E’ QUALCUNO
DISPOSTO AD
“OFFRIRE” (ANCHE CON
UN PICCOLO AFFITTO)
UNA SEDE ALL’AUSER?
PROGETTAZIONE COSTRUZIONE COLLAUDO CIRCUITI E APPARECCHIATURE ELETTRONICHE
AI-CGCE
GEL ATER
ELRAIA
TE- R
ICCEARSIT
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IA
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Via B. Rodella,
Via B.27
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27 - GUIDIZZOLO
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(MN)
Tel. 037T6e8l.407327862 8 47282
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L’annuale festa alla Fondazione Rizzini
Al ‘Rizzini in festa 2015’ sono tornati gli ‘Arzilli’
accompagnati dal neonato coro della Fondazione.
L’ormai tradizionale festa della Fondazione ha
richiamato anche quest’anno numerosissime
persone, ospiti e familiari in testa, nella
tendostruttura appositamente allestita davanti
all’ingresso della Fondazione. Una Festa, ha
ricordato il presidente Claudio Delmenico,
ringraziando il personale e tutti coloro che a vario
titolo vi lavorano, che vuole essere un momento
di apertura verso tutta la comunità e che la stessa
sempre accoglie partecipandovi attivamente.
Dopo la celebrazione della S. Messa la giornata è
proseguita con uno spettacolo di intrattenimento.
E qui sono rientrati in scena gli ‘Arzilli’, una
compagnia atipica formata in larghissima parte
dal personale della Fondazione, presidente
Delmenico e direttrice Andreina Piccardi in testa,
con alcuni amici della Fondazione (tra questi
anche il sindaco Sergio Desiderati). Guidati da
Carlo Zuanon questi ‘attori per un giorno’ si sono
improvvisati cantanti e/o mimi interpretando
a modo loro celebri brani con i nonni ben lieti
di accompagnarli dando forma e voce ad un
coro particolarissimo. E’ seguito il ‘pranzo
della domenica’ preparato dalla cucina della
Fondazione il quale ha allietato tutti i palati. Una
giornata tra divertimento e leggerezza in uno dei
luoghi simbolo dell’attenzione e dei servizi alla
persona erogati tanto dalla Fondazione quanto
dall’Amministrazione comunale.
l’autodromo piu’ bello d’Italia dove sono state
scritte pagine di storia e duelli dei piloti piu forti
della scuderia Ferrari. Anche i nostri atleti team
Active sono pronti a sfidare i loro avversari dando
battaglia sulla pista che non presenta pericoli di
buche o curve strette da prendere con cautela
ma ampie corsie per dare velocità ai loro mezzi
a tre ruote. L' avversario piu temuto era il tempo
che non dava nessuna tregua e molti degli iscritti
si sono arresi abbandonando il circuito ma si sa
che la fortuna aiuta gli audaci e Active scende
in pista e il tempo si arrende dando una tregua.
La corsa non regala emozioni anche perche` gli
accompagnatori e spettatori sono raggruppati o
nelle tribune o nei pochi metri dell` arrivo e visto
il lungo percorso nel parco gli atleti si vedono
solo passare al rettilineo dell`arrivo. La gara
vede il guidizzolese Antonio Catalano in ottima
forma subito dietro i piu forti nella top ten della
classifica facendo la volata finale cogliendo il 10°
posto di categoria e 20° tempo assoluto. Non male
come prova, Matteo subito dietro al gruppetto
dei migliori nella sua categoria viaggiando in 9ª
posizione a seguire Massimo che sta ritrovando
la forma migliore dopo lo stop nel mese di luglio.
La giornata no tocca a Claudio che non riesce a
stare a ruota dei suoi avversari facendo una gara
in solitaria pagando con un ritmo più lento delle
sue possibilità ma pronto per un riscatto nella
prossima gara, Sergio regala alla squadra una
bella medaglia d'argento con un secondo posto
e punti preziosi per la classifica e infine ritorna
alle gare Romina che non in perfetta condizione
riesce con un po’ di fortuna e tenacia a non
farsi scappare la seconda posizione. Una buona
prestazione di tutti gli atleti in vista della trasferta
ligure dove saranno impegnati nel consolidare la
seconda posizione della classifica a squadre e la
maglia Rosa di Romina.
Roberto
A Torino con l’Auser la Mimosa
Una bellissima, magica e incantevole Torino ha
accolto i cinquanta partecipanti alla gita dell’AUSER “La mimosa” di Guidizzolo. Sul pullman il
In gara a Monza
presidente dell’Auser ha parlato della sottoscriDopo le gare nel circuito di Misano e Imola zione a premi per l’acquisto di una cucina per il
si ritorna in pista nel circuito di Monza, CDD “ANFFAS” di Rebecco. La proposta ha tro-
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unici al mondo, ma anche per la ristrutturazione
del museo che ha ricreato un luogo straorinario.
L’AUSER “La mimosa” ha offerto panini a volontà
e frutta per tutti. Il classico pranzo di mezzogiorno, con il consenso di tutti, è stato “abbuonato”
per poter prolungare la visita alla città. Dopo il
Museo Egizio, ci si è trasferiti nel bellissimo castello- ristorante di Corveglia, dove una tipica e
caratteristica cena con prodotti locali, ha concluso il viaggio. Tutti i partecipanti si sono dichiarati
felici e soddisfatti della gita ed hanno già richiesto altre uscite dell’AUSER per il prossimo anno.
DI
CLIMATIZ
Nei giorni scorsi è stata ufficializzata la Denominazione Comunale (De.Co.) della pancetta
steccata, che è stata proposta e fermamente
sostenuta dalla Pro Loco Guidizzolo ed è stata
realizzata con il contributo del Centro Culturale
San Lorenzo e dell’Accademia Gonzaghesca degli Scalchi, con Andrea Dal Prato che ha curato la
parte redazionale e le immagini, Cornelio Marini per la ricerca storica e del disciplinare, con la
collaborazione di Zeno Roverato e di altri masalì
locali.
Sono tante le pancette tipiche di varie regioni
d’Italia, ognuna con
una sua specifica
lavorazione.
Tutte
però utilizzano la
pancia del maiale,
quello strato adipo-
Z
E
ION
IMPI
TI
Pancetta steccata
AZ
AN
vato una forte solidarietà che ha portato all’acquisto di oltre settanta biglietti, oltre ai 200 già
venduti in precedenza. Arrivati in centro a Torino,
in un clima quasi estivo i gitanti hanno passeggiato e visitato, accompagnati da una bravissima
guida, Piazza Castello, il Duomo, Palazzo Reale,
Palazzo Madama, Via Po, Piazza Vittorio Veneto.
Hanno poi raggiunto il suggestivo Parco del Valentino attraversato dal fiume Po, dove piante e
fiori stavano dando il meglio di sé con colori straordinari di inizio autunno. Molti scoiattoli si sono
lasciati fotografare mentre raccoglievano bacche
selvatiche. I gitanti si sono poi soffermati su un
ponte sul Po per la classicissima foto del fiume
con lo sfondo della Mole Antonelliana. Sono poi
ritornati in centro per ammirare e fotografare
da vicino la stessa Mole. Nel primo pomeriggio
la compagnia è entrata al Museo Egizio. È stata
una visita interessante, affascinante e avvincente, non solo per i pezzi esposti, spettacolari ed
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so che un tempo era tanto più apprezzato quanto
più era spesso e che oggi presenta una ottimale
ripartizione tra parti magre e parti grasse, in linea con le mutate esigenze dei consumatori.
Anche nel nostro territorio sono praticate modalità diverse di confezionamento della pancetta, ma una in particolare appartiene più di altre
alla tradizione guidizzolese: la pancetta steccata, vera prelibatezza di questo territorio dove si
è iniziato a produrla a metà del secolo scorso
dall’allora salumificio di Ruggero Ruggeri che
ebbe questa particolarissima intuizione, replicata poi anche nella macellazione domestica da diversi masalì. Ora l’Amministrazione Comunale è
pervenuta nella determinazione di riconoscere la
De.Co. a questa specialità, allo scopo di preservarne la tipicità, di valorizzarla ed affidarla all’ufficialità della storia, raccogliendo l’invito dei promotori, che hanno trovato anche l’appoggio ed il
sostegno di Associazioni e di operatori economici
locali, oltre alla famiglia Ruggeri, artefice e custode per decenni della pancetta steccata.
Ora, dopo il riconoscimento della De.Co., la pancetta steccata potrà chiamarsi tale solo se prodotta con la ricetta ed il procedimento codificati,
quello che fa il salumificio Pezzini di Selvarizzo,
impegnato nel mantenimento della produzione
tradizionale. Chi desidera consultare la pubblicazione sulla pancetta steccata, curata dal Centro Culturale San Lorenzo, può trovarla sul sito
www.lanotiziaguidizzolo.com, sezione Pubblicazioni, dove è anche scaricabile gratuitamente,
come tutte le pubblicazioni del Centro.
Chi desidera invece acquistare ed assaggiare
questa prelibatezza deve fare attenzione a che
sia veramente la pancetta steccata De.Co. di
Guidizzolo, controllando che vi sia l’apposito contrassegno, a garanzia dell’originalità del prodotto, confezionato e stagionato come previsto dal
disciplinare.
Giovani alla ribalta
Quando un giovane arriva a laurearsi è sempre
una buona notizia. Così è per Davide Nicolai, 22
anni, che nelle scorse settimane ha conseguito
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la laurea di primo
livello in ingegneria
meccanica presso
l’Università
degli
Studi di Brescia, con
la votazione di 110 e
lode. In precedenza
aveva frequentato
il liceo scientifico
“Gonzaga” a Castiglione delle Stiviere.
Ora intende concludere il percorso con
il biennio della laurea magistrale.
Grande soddisfazione naturalmente per i suoi familiari, che l’hanno accompagnato e sostenuto in
questo percorso scolastico.
Mostra a Palazzo Rizzini
Da venerdì 2 a domenica 4 Ottobre Villa Rizzini
ha finalmente ricevuto l’attenzione che meritava.
Oltre all’opportunità di visitare il palazzo, le
classi quinte del Liceo Artistico ‘Alessandro Dal
Prato’ prima e la cittadinanza poi hanno avuto la
possibiltà di conoscere l’esperienza di tre professionisti guidizzolesi formatisi proprio nell’ex Istituto d’Arte. Protagonisti gli scatti del fotografo di
moda Egon Reboldi, gli abiti della fashion designer Alessia Guarinelli (e del Teatro della Moda
di Milano presso cui entrambi lavorano), e i graffiti restaurati da Fabiola Bottoli, oltre alle opere
della giovane studentessa Paola Sonia Tagliani,
presentati al pubblico da Cesare Pedrotti.
L’interesse mostrato dagli studenti per ogni professione ha confermato l’intento ‘orientativo’
dell’incontro, e il grande afflusso di visitatori durante tutto il weekend ha ripagato gli sforzi necessari all’organizzazione
per un evento
sperimentale ed improvvisato,
ma
decisamente riuscito: stimolare
curiosità
e
desiderio di
conoscenza
verso un luogo importante
e verso nuove
realtà emergenti nel nostro territorio.
Gli organizzatori ringrazia-
no tutti quelli che hanno supportato e partecipato all’iniziativa, con l’augurio che non rimanga
un’esperienza isolata: il paese ha dimostrato di
esserci e di apprezzare.
Echi dalla fiera di ottobre
Dopo anni di oblio, in cui era stata relegata al
ruolo di “sagra”, ovvero di manifestazione essenzialmente religiosa, legata alla ricorrenza della
patrona Madonna del Rosario, da alcuni anni la
Fiera di Ottobre di Guidizzolo propone una interessante sequenza di iniziative coordinate dalla
Pro Loco, concentrate in particolare nella giornata di domenica, ma non solo. Lungo l’asse
centrale di via Vittorio Veneto si sono svolte varie
manifestazioni, come il frequentatissimo mercatino degli hobbisti, che ha visto la partecipazione
di più di trenta espositori, ai quali si sono affiancati con le loro bancarelle anche diversi commercianti ed associazioni locali.
Autoriparazioni di Ferri Maurizio e C. s.a.s.
tel. 0376 818052 cell. 348 8602121 - Loc. Quagliara, 26 - 46040 Guidizzolo MN
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La domenica mattina, nella contigua via IV Novembre, più di cinquanta vetture “Smart” per la
seconda volta hanno risposto alla chiamata a
raduno di Cinzia Canicossa, appassionata smartista, organizzatrice dell’evento. Prima di radunarsi a tavola presso l’agriturismo Fienili, dopo
un’escursione per apprezzare le bellezze del nostro territorio, anche gli smartisti hanno potuto
condividere ed apprezzare la rinomata pancetta steccata, prodotto tipico di Guidizzolo, con la
quale era stato confezionato un “paninone” da
record: un enorme panino di 180 cm. sfornato
dalla forneria Morandi, con il quale sono state ricavate oltre mille porzioni, che hanno accompa-
gnato l’aperitivo offerto gratuitamente dalla Pro
Loco, sotto il loggiato dell’ex municipio, a tutti
i frequentatori della Fiera, mentre nello spazio
antistante il loggiato, anticamente denominato “piazza”, la scuola di ballo Sporting Dance di
Sergio e Rosita proponeva l’esibizione di tango e
di danze latino americane, trascinando anche il
pubblico presente in coinvolgenti balli di gruppo. Sullo sfondo, la mostra organizzata dal locale
Gruppo Alpini su reperti e memorie della prima
guerra mondiale.
Oltre via Veneto, passando per piazza Marconi
dove sono tornate le giostre per la gioia dei bambini, altre iniziative hanno caratterizzato la Fiera
di Ottobre, all’insegna delle specialità gastronomiche locali e del territorio. Presso la propria
sede la sezione Avis ha puntualmente riproposto
la tradizionale sagra della quaglia gastronomica,
alla quale è stata riconosciuta la Denominazione
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Comunale (De.Co.) come specialità guidizzolese.
I prodotti De. Co. dell’Alto Mantovano hanno poi
caratterizzato il menu proposto dalla gastronomia “Il Senso del
Mangiare”
della
famiglia
Cagioni
per il pranzo della
domenica presso il
Masec, che ha visto
l’adesione di numerosi buongustai.
La pancetta steccata, in particolare,
vanta sempre più
estimatori, come
ha potuto constatare lo chef Gianluca Cagioni anche a
Volta Mantovana, dove l’ha potuta presentare.
Anche presso l’area parrocchiale si sono tenute
alcune iniziative, come la seconda edizione del
concorso per i piccoli madonnari, guidati dalla
maestra Mariangela Cappa, coadiuvata da Paola
Tagliani, con trenta ragazzini, che sulla piattaforma polivalente, si sono cimentati con i gessetti
e lo straccetto. In precedenza, la mattina, il sagrato aveva ospitato al termine della S.Messa la
benedizione delle famiglie, in particolare delle
coppie sposate da più di 40 anni.
Un’edizione, quindi, della Fiera di Ottobre ricca
di soddisfazioni per gli organizzatori, in primo
luogo per la Pro Loco, costantemente impegnata
nella promozione del nostro paese, che ha ripro-
posto in seguito altre iniziative ormai tradizionali,
come la decima edizione di “Guidizzolo In-canta”
del 5 dicembre ed il Cinema per Ragazzi del 13
dicembre (Santa Lucia).
Riapre Arca Gas a Guidizzolo
Ogni giorno ci troviamo a combattere con bollette illeggibili, consumi stimati e presunti, conguagli incomprensibili e tariffe complicate, che
ci costringono a rivolgerci ad uffici, non sempre
comodi oppure a call center, e allora è ancora
peggio, perché preferiremmo un rapporto diretto. Come sarebbe comodo poter avere un ufficio
sul posto, sempre aperto e disponibile, che ti assiste per qualsiasi problema!
Sono le motivazioni che hanno indotto Luca Madella ad aprire a Guidizzolo una azienda di servizi
per il gas metano, ovvero “per l’energia della tua
casa”.
Mettendo a frutto l’esperienza ultraventennale
maturata nel settore, ora riapre la Arca Gas s.r.l.,
con sede a Guidizzolo in via don Sturzo,15/B.
Perché dovremmo affidarci ad Arca Gas?
La gestione è locale, con rapporto diretto con gli
utenti, senza call center, la tariffa del gas offerta è sempre la più conveniente ed i consumi non
sono stimati, ma rilevati con letture al contatore
della nostra casa. Lo sportello locale di Guidizzolo offre delucidazioni e spiegazioni chiare e
precise sia sulle tariffe che sull’offerta applicata
e su tutte le problematiche relative alla bolletta.
Per chi volesse aderire all’offerta, Arca Gas seguirà direttamente tutte le pratiche per nuovi
allacciamenti, subentri, attivazioni, riattivazioni,
ecc. senza nessun costo e nessuna interruzione
del servizio per il cambio del fornitore.
Arca Gas opera nei seguenti Comuni:
Guidizzolo, Volta Mantovana, Cavriana,
Solferino, Medole, Castel Goffredo, Piubega,
Gazoldo degli Ippoliti, Monzambano, Ponti sul
Mincio, Pozzolengo
Tombini fioriti
Quando si dice che “zé pèso el tacòn del buso”
(detto veneto), ovvero, quando la natura si prende
la rivincita. La pianta cresciuta dentro
il tombino, evidentemente mai pulito,
era stata tagliata,
ma è prontamente
rigermogliata rigogliosa, riempiendo
tutte le feritoie. La
battaglia continua…
chi la spunterà? Il
seguito alla prossima pioggia.
Il Movimento 5 Stelle si presenta
Venerdì 13 Novembre a Guidizzolo presso la
Sala Civica in piazzale Marconi alle ore 20:30 il
MoVimento 5 Stelle ha organizzato un incontro
aperto a tutti i cittadini per raccogliere idee,
proposte e condivisioni.
I portavoce eletti nei comuni del Mantovano
hanno presentato le iniziative portate avanti nelle
amministrazioni locali. Insieme al portavoce
M5S eletto in parlamento, Alberto Zolezzi,
sono stati affrontati temi su come sia possibile
migliorare la gestione dei servizi locali, di acqua
35
e rifiuti, favorire lo sviluppo imprenditoriale con
l’utilizzo del microcredito, i successi ottenuti
dal MoVimento 5 Stelle in ambito nazionale e
tutte le novità legate alla legge di Stabilità 2016.
Fiasconaro, portavoce in Regione Lombardia,
ci ha aggiornato sugli ultimi sviluppi legati alla
viabilità del territorio. Durante la serata si è
svolta la presentazione del gruppo “Guidizzolo
verso le 5 stelle”.
Come sempre è stato dato ampio spazio al
confronto su temi locali e nazionali.
Emma Morosini al MASeC
Le associazioni locali AUSER, Pro Loco e GVG anche quest’anno hanno organizzato la tradizionale
castagnata di San Martino. Ma questa è stata, per
così dire, una “edizione straordinaria” per la presenza di un’ospite eccezionale: Emma Morosini.
Non si tratta di un personaggio della musica o
dello spettacolo, ma una star della fede, ovvero una giovincella di 91 anni che negli ultimi
vent’anni ha percorso a piedi circa 37.000 km in
pellegrinaggi verso santuari mariani di tutto il
mondo.
Nata da una famiglia povera a Castiglione delle
Stiviere dove tuttora risiede, dopo una vita non
facile in cui ha svolto principalmente la professione di infermiera, Emma Morosini, classe 1924,
una volta raggiunta la pensione, ha continuato ad
assistere gli ammalati in ospedale come volontaria.
L’incontro con i tanti partecipanti alla castagnata
è stata l’occasione per ripercorrere alcuni momenti dei suoi viaggi.
Per molti anni il suo mezzo di trasporto è sta-
36
to la bicicletta, con la quale è andata a Lourdes
due volte, ma dopo una peritonite, superata per
miracolo, fu costretta a camminare a piedi e da
allora non si è più fermata e ogni anno, appena
possibile, “scappa” sulle strade con il suo carrello, la sua valigia su ruote, la sua casa ambulante, per onorare la Madre di Gesù e s’incammina, inossidabile e tenace, in preghiera, verso gli
amati santuari.
Ad oggi ha compiuto ben ventidue pellegrinaggi
in tutto il mondo raggiungendo a piedi i santuari
di Lourdes, Fatima, Santiago, Monterey (Messico), Siria, Gerusalemme, Loreto, San Giovanni
Rotondo, Siracusa, Roma, Nevers, Czestockowa,
Pontmain, Lisieux, Valladolid, Aparecida (Brasile) e, ultimo, Lujan (Argentina).
La straordinaria semplicità di Emma, la sua forza e vitalità, nonostante la sua rispettabile età,
suscitano spontaneamente simpatia e catturano
l’attenzione degli interlocutori, che rimarrebbero
ad ascoltarla per ore.
Alcuni dei suoi viaggi ed alcune delle sue esperienze sono raccolte in due libri pubblicati dal
Centro Culturale San Lorenzo, consultabili e
scaricabili dal sito www.lanotiziaguidizzolo.com,
così come il libro che uscirà a breve sul suo ultimo pellegrinaggio in Argentina.
Fotografie: Lorenzo Ruzza
Quattro bagole
- Ciao!
- Ciao, hai sentito? È vero che la Notizia chiude?
- È vero, purtroppo, però non chiude, sospende la
pubblicazione, almeno per ora…
- Come mai?
- Sai… tutte le cose belle hanno una fine…
- Beh, in fin dei conti, sono più di vent’anni che
c’è la Notizia…
- Vent’anni di racconti della vita del nostro paese…
- È un peccato, però…
- Già, comunque lascerà una bella testimonianza… pensa se ci fosse stato qualcosa come la Notizia cento o duecento anni fa…
- Adesso sapremmo molto di più della storia del
nostro paese…
- Vorrà dire che quelli che verranno dopo di noi
potranno conoscere com’era il loro paese…
- Sì ma… dove la troveranno?
- Guarda che c’è un sacco di gente che ha collezionato la Notizia fin dal primo numero…
- Comunque, bisognerà vedere se saranno interessati…. Magari i guidizzolesi saranno sempre
meno, visto che non fanno più figli…
- Già… ma ti rendi conto di come cambia il mondo?
- Eh, pensa che quando è uscito il primo numero
de la Notizia i telefonini erano grandi come un
mattone e poi… telefonavano e basta!
- Adesso col telefonino ci fai tutto… non devi neanche più schiacciare i tasti, basta parlargli e
lui ti chiama chi vuoi, lo vedi mentre parli anche
dall’altra parte del mondo… una roba che i nostri
nonni non ci crederebbero…
- Beh, chissà cosa faranno i nostri nipoti che noi
stenteremmo a credere...
- Per esempio, mangiare insetti, alghe e vermi,
invece di polenta e salame?
- Per questo, stando all’Europa, facciamo in tempo ad arrivarci anche noi…
- Se poi non vogliono più che mangiamo la carne
rossa…
- Questa poi…! Possono dire quello che vogliono
ma io la carne continuo a mangiarla! Vuoi mettere una bella fiorentina con un piatto di cavallette?
E poi dipende dalla quantità… il troppo fa sempre
male!
- Già, troppe cavallette sono indigeste…
- Bisognerebbe cambiare anche le barzellette…
ti ricordi quella del cliente che diceva “cameriere. C’è una mosca nella minestra!” ?
- Eh, allora?
- Sai cosa gli risponderebbe il cameriere? “Certo, ne vuole delle altre?”…
- Tu scherzi, comunque mi piacerebbe ritrovarci
tra vent’anni e vedere come sarà la vita…
- Chi ti dice che magari non ci ritroviamo?
- Magari…! Però, dimmi una cosa, ci sarà anche
quello che ci ascoltava e poi riportava i nostri
discorsi nelle Quattrobagole su la Notizia?
- Può darsi…
- Ma tu sai chi era?
- Io no, e tu?
- Neanch’io!
- E allora ci salutiamo così… per l’ultima volta,
con questo dubbio?
- Già, addio…
- Preferisco “arrivederci”, anzi… te salude!
tel. 0376 804071 fax 0376 82103
E-mail: info@tondini srl.it
via dell’Artigianato, 71
46040 CAVRIANA MN
37
I BIMBI CRESCONO
Nel 1998 la Notizia ha iniziato a pubblicare annualmente le fotografie dei bambini e bambine
nati nell'anno precedente. Ora che hanno raggiunto la maggiore età, sono diventati grandi, ci ha
colto la curiosità di sapere: come saranno ora? Quale sarà la loro condizione?
Li abbiamo contattati e pubblichiamo le foto di come erano nel 1997, come sono ora, nel 2015 e
la loro occupazione attuale.
Silvia Poletti
Frequenta l’istituto
E. Fermi di Mantova,
Liceo delle Scienze
Applicate.
Alba Malcangi
Frequenta il quinto anno del
Liceo delle scienze umane
e lavora saltuariamente
come cameriera. Per quanto
riguarda il futuro, si augura di
fare un lavoro che le permetta
di conoscere e vivere diverse
culture tramite molteplici
punti di vista.
Martina Rocca
Studia al Liceo scientifico
delle scienze applicate E.
Fermi di Mantova. Sta ancora
riflettendo sulla scelta
universitaria e sul futuro
lavoro. Frequenta la scuola di
canto a Guidizzolo
38
Anna Cagioni
Frequenta la 5ª Liceo
Classico e sta valutando
di iscriversi, il prossimo
anno, alla facoltà di
Giurisprudenza.
Gianni Pasini
Frequenta la classe V del Liceo
Scientifico “Belfiore” a Mantova.
Linda Fezzardi
Frequenta il Liceo artistico di
Guidizzolo Alessandro Dal Prato.
Le piacerebbe continuare gli studi
all’università e specializzarsi nel
settore del design.
Le sue passioni sono la cucina e
la moda.
Tutta la nostra esperienza nel design e nella comunicazione visiva al vostro servizio,
per accompagnarvi nella realizzazione di un evento unico e di successo.
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39
Vanessa Cauzzi
Frequenta l’ultimo anno
dell’Istituto Tecnico per
Geometri.
Leonardo Gandini
Frequenta l’istituto superiore
E. Fermi di Mantova nella
sezione di chimica.
Giulia Dal Zovo
Frequenta l’ultimo anno
dell’istituto E. Fermi (ITIS)
di Mantova indirizzo chimico.
40
Camilla Chinaglia
Frequenta l’ultimo anno del Liceo artistico
Alessandro Dal Prato di Guidizzolo nella sezione di design. Dopo la maturità le piacerebbe continuare e specializzarsi nell’indirizzo
dell’arredamento e del design, oppure entrare nella facoltà di scienze motorie. Dopo aver
praticato calcio per due anni, attualmente
allena i bambini della scuola calcio. Allenare
questi piccoli calciatori le dà una grande soddisfazione soprattutto nel vederli felici dopo
un goal. Un’ altra sua grande passione è la
musica, infatti all’età di otto anni ha iniziato
a suonare il flauto traverso che suona tuttora
nell’ Ente Filarmonico di Guidizzolo.
Nicola Gialdini
Frequenta
il
Liceo
scientifico
Belfiore a Mantova. Ha due passioni
principali: la musica e il sollevamento
pesi. Musicalmente apprezza tutti
i generi purché non siano musica
“commerciale” pop, ma predilige la
musica elettronica, in particolare
la musica “techno”. Nell’ambito
del sollevamento pesi pratica il
Powerlifting e gareggia per una
squadra di Castiglione nella categoria
-93 kg RAW.
Michele Guidetti
Studente presso Istituto F.
Gonzaga di Castiglione delle
Stiviere.
Passioni: Grafica 2D e 3D.
41
sposati da
5o anni
Francesca e Ferr
uccio con la nipo
tin
a Martina
ccio Cerri
Francesca Tuzza e Ferru
agnate
rb
Ga
di
Sposati a Bariana
65
19
(MI) il 23 ottobre
sposati da
5o anni
Libera Tess
ari ed Enrico
Malaguti
Sposati nel
1965
42
Infinito o infiniti nella fisica attuale
Dott. Elodio Perani
Scienza e religioni in genere, pur
navigando in un infinito, non sono
state in grado di definirlo.
Hanno tentato a ritroso attraverso la dicotomia spazio-tempo ma
neppure queste entità chiariscono il problema.
Il pensiero dal quale si può partire è il capovolgimento del concetto e cioè che dopo il finito continui
l’infinito.
Molti scienziati, da Galileo, a Keplero, a Copernico, ad altri non
meno importanti, hanno solcato
questo versante il più profondamente possibile ma un limite che
possa essere considerato l’ultimo
e quindi la fine dell’infinito non è
stato individuato in nessun modo.
Penso che il detto “fine del mondo” sia da interpretare con la fine
del ciclo vitale animale del globo
terrestre in cui c’è anche il genere umano.
A questo punto allora siamo
obbligati a tornare sul concetto
di Dio che racchiude l’infinito da
qualsiasi caratteristica lo si voglia
considerare.
Poi su Dio non si può capire una
cosa: perché dal suo infinito abbia
mandato a noi suo figlio soltanto
2000 anni fa.
Questo è un ragionamento da
“pianeta Terra” perché non sappiamo in che epoche temporali
Dio possa aver mandato Gesù in
altri mondi del suo “infinito”.
Più banalmente si può pensare
che i “probabili alieni” visibili sulla nostra Terra non siano diversi
da noi terrestri proiettati su altri
pianeti.
Inoltre la distinzione fra passato,
presente e futuro è un’illusione
per cui si può dire che siamo nel
tempo.
Il presente non corrisponde
all’adesso assoluto ma designa
l’istante in cui viene detto per cui
l’idea comune a tutto l’universo è
un’illusione e lo scorrere del tempo non è universale.
= L’immanifesto è molto più vasto
del manifesto.
= Se siamo fatti di “quanti”, e
quindi di particelle, da dove viene
la sensazione di esistere singolarmente in prima persona?
= Noi siamo osservatori e osser-
vati perché siamo fatti degli stessi
atomi della natura da cui siamo
discendenti come altro essere vivente che si scambia informazioni
fra lo stato di qualcosa e quello di
qualcos’altro.
= Essere liberi non significa anarchici ma dipendere dalle leggi
della natura che agiscono nel nostro cervello fra miliardi di neuroni con cui siamo la stessa cosa e
forse i soli consapevoli sulla Terra della inevitabilità della nostra
morte.
= Il calore non é un fluido bensì il
frutto dell’attività in cui atomi e
molecole si muovono sempre.
= Viceversa succede per il freddo
in cui si muovono più lentamente.
= L’attività di un pendolo scalda
ma perde energia e rallenta; non
si è mai visto un pendolo che cominci a muoversi col calore.
= È più probabile che un atomo
della sostanza calda sbatta contro
un atomo freddo ma non abbiamo
equazioni di questo fenomeno in
ambito spazio-temporale se non
che i buchi neri sono sempre caldi
per la vibrazione delle molecole.
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43
GRUPPO MICOLOGICO NATURALISTICO
“COLLI MORENICI”
Sede operativa: Ristorante “La Baita” Campagnolo di Cavriana MN
a cura di Giorgio Arienti
Val di Non: il paradiso dei raccoglitori
Domenica 27 settembre 2015 si è conclusa nel
migliore dei modi, ai rifugi Sores e Predaia,
sull’altopiano della Predaia -in Val di Non– Trento, la gita del Gruppo Micologico Naturalistico
“Colli Morenici” a cui hanno partecipato ben una
novantina di persone. Durante i tre giorni trascorsi nei favolosi boschi attorno al rifugio, che
in periodi climatici favorevoli vengono considerati una miniera dal punto di vista micologico, i
“fungaioli del Gruppo” si sono impegnati nella
ricerca di materiale idoneo per poter allestire
una piccola rassegna micologica con analisi e
valutazione del raccolto.
E quest’anno il periodo è stato abbastanza favorevole visto il bottino dei raccoglitori: cestini e
cassette di Cantharellus lutescens e tubaeformis (finferle), ma soprattutto tantissimi porcini
(Boletus edulis).
Anche i non appassionati di funghi hanno potuto
apprezzare le bellezze del Trentino; si è potuto
ammirare il Castel Thun, posto in una incantevole vallata circondata dalle superbe cime del
44
Gruppo del Brenta; altra visita interessante è
stato il “Museo degli usi e costumi della gente
trentina”, a S. Michele all’Adige: una intera costruzione dedicata alle usanze e tradizioni trentine. Non poteva mancare la consueta visita al
Santuario di San Romedio, antico eremo composto da più chiese, posto in cima ad uno spuntone
di roccia, con sottostante un recinto dove dimorano alcuni orsi.
La gita è iniziata con la visita guidata alla Cantina Rotari a Mezzocorona, con degustazione di
spumante e Teroldego Rotaliano, accompagnati
da Trentingrana e Mortandela della Val di Non,
per poi concludersi alla Distilleria Marzadro di
Rovereto, con degustazione di grappe sopraffine.
Vista l’ottima ed insperata uscita micologica di
tre giorni, ascoltate le richieste dei partecipanti
ed anche di chi non ha potuto parteciparvi per
vari motivi, ci si è lasciati con la promessa di trascorrere insieme, anche il prossimo anno, la tre
giorni in Val di Non.
Ma l’attività del Gruppo Micologico Naturalistico “Colli Morenici” non conosce sosta. Al rientro
dal soggiorno in Val di Non era
già tempo di allestire la consueta mostra micologica, una iniziativa che ormai costituisce un
appuntamento fisso della Sagra
di Ottobre di Guidizzolo. Sotto il
loggiato dell’ex palazzo comunale in via Vittorio Veneto, su una
lunga tavolata, sono state esposte più di 160 specie di funghi,
sia commestibili che tossici o
velenosi, ordinati ed etichettati,
in bella vista, alla portata di tutti
quanti, appassionati raccoglitori o semplici
curiosi, accorsi
comunque sempre numerosi.
L’allestimento
di una mostra
con tante specie esposte richiede un lavoro
impegnativo, soprattutto nel reperimento e nella
raccolta dei funghi freschi da esporre, ma anche
conoscenza, competenza e… passione, qualità
che certo non mancano al Gruppo, a partire dal
presidente Boccazzi.
Conoscenza e competenza sono garantite dai
corsi che ogni anno il Gruppo organizza e che
vedono la partecipazione di un numero sempre
crescente di raccoglitori, tanto che stanno sorgendo problemi di capienza. La passione invece
è quella che porta tante persone ad aderire al
Gruppo Micologico Naturalistico Colli Morenici,
convinte dalla serietà e dal valore delle sue iniziative, tanto da partecipare “massicciamente”
anche alla cena che annualmente viene organizzata. Con oltre 180 partecipanti, riuniti a convivio
presso la sede operativa del Gruppo, il ristorante
“La Baita” di Campagnolo di Cavriana, hanno approvato il consuntivo dell’attività 2015 e
il programma
del 2016.
La cena di fine
anno vale come
contenitore
dell’assemblea
annuale, ma
anche
come
momento
di
aggregazione
e di condivisione del senso di
appartenenza
a questa bella
realtà “dell’intero territorio
morenico”, dove appassionati raccoglitori di funghi e semplici amanti della natura si ritrovano
a condividere lo stesso sentimento di rispetto
per l’ambiente, anche
se purtroppo, tra i tanti, ci sono sempre quelli
un po’ meno rispettosi,
come ad esempio quelli
che raccolgono i funghi
anche se non commestibili per poi buttarli
o calpestarli, quando
semplicemente si potrebbero lasciare sul
posto, a svolgere la loro
funzione ecologica o a fare da cibo ad altre specie animali.
Lunga vita al Gruppo, perché c’è sempre qualcosa da imparare, no?
GASTRONOMIA
Cuoco a domicilio
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45
ENTE FILARMONICO
Notiziario a cura dell’Ente Filarmonico Guidizzolo
Auguri musicali...
Ed eccoci arrivati ad un nuovo
appuntamento, cari lettori!
Vorrei partire con una riflessione personale sul grande ed
importantissimo evento che
lo scorso 7 novembre ha visto
coinvolti il nostro Ente Filarmonico e l’Accademia di Musica
Moderna di Milano: la Master
Class e il Concerto con il grandissimo e famosissimo Billy
Cobham.
È stato già detto molto sull’evento dai quotidiani locali, dagli
“addetti ai lavori” e dalle tantissime persone che vi hanno
partecipato, ma vorrei parlare di come io, da componente
dell’orchestra fiati, ho vissuto
questa esperienza.
Per me è stato un grandissimo onore avere l’opportunità
di ospitare qui tra noi un tale
“mostro sacro” della musica,
avere la possibilità di sentirlo in
tutta la sua grandezza e credo
che questo sia un grande vanto
per tutta la nostra comunità di
Guidizzolo oltre che per l’Ente
Filarmonico e per l’Accademia
di Musica Moderna! Suonare
con lui poi è stato molto emozionante e ci ha resi ancora un
po’ più orgogliosi di far parte
46
di questo meraviglioso gruppo
che è il nostro Ente.
Direi che abbiamo dimostrato
ancora una volta che l’unione fa
la forza e che con l’impegno e
la perseveranza si possono ottenere grandissimi risultati!!!
Infine, il mio personale e particolare ringraziamento va al
maestro Nicola Montagnoli che
ha investito tantissima energia
e tutte le sue risorse perché
questo evento fosse possibile,
siamo orgogliosi di avere giovani dinamici e professionali
come lui nel nostro staff!
Ma pensiamo ora ai prossimi
appuntamenti. La sera del 26
dicembre alle ore 21.00 al Masec di Guidizzolo si terrà un
Concerto Gospel patrocinato
dall’Ente Filarmonico. Avremo
la possibilità di assistere ad un
emozionante spettacolo dal titolo “The time is now“ che vedrà protagonista il gruppo “The
Golden Guys” diretti da Paola
Milzani. Questo è uno dei più
famosi gruppi di cantanti gospel, nasce a Brescia nel 1996
per volere proprio della direttrice Paola Milzani, è composto da
circa 20 elementi ed accompa-
gnato da una formazione strumentale: pianoforte, chitarra,
basso e batteria.
La loro filosofia si basa sul fatto
che “la preghiera è il contatto
più intimo dell’uomo con Dio e
il Gospel ne è la forma più coinvolgente” (cit.)
Questo meraviglioso gruppo
ha affiancato grandi artisti del
calibro di Antonella Ruggiero ,
Ron, Roby Facchinetti e Renzo
Arbore.
Assisteremo sicuramente ad un
grande spettacolo!
Sono aperte le prenotazioni
presso il bar del MASeC.
Ed infine, ma non ultimo per
importanza, diamo appuntamento a tutti la sera di Capodanno, l’1 Gennaio 2016 alle
21.00, per dare il “benvenuto”
al Nuovo Anno assieme alla nostra Orchestra Fiati che ci delizierà con un festoso Concerto
di Auguri. Vi aspettiamo come
sempre numerosi!
Intanto vi salutiamo con i migliori Auguri di Buone Feste da
parte di tutto il nostro Ente Filarmonico!
Alessia Ghizzi
47
Adeguamento scuola primaria, ex sede municipale, nuova caserma
Nel piano triennale delle opere
pubbliche recentemente approvato dalla Giunta Comunale di
Guidizzolo per gli anni 2016-2017
e 2018 figurano, in primo piano,
l’adeguamento sismico e riqualificazione energetica dell’ala
più vecchia della scuola primaria; il restauro e recupero funzionale a centro civico-culturale
dell’ex sede municipale di Via
Vittorio Veneto; la realizzazione
della nuova caserma carabinieri. Dell’adeguamento sismico e
riqualificazione energetica della
scuola vi è già la progettazione
esecutiva, mentre per le altre
due opere indicate per il primo
anno, quindi il 2016, la fase pro-
gettuale è ferma al definitivo. I
costi indicati per le opere sono
di € 746.921,71 per la scuola, €
1.541.061,00 per la nuova caserma Carabinieri e € 1.130.000,00
per l’ex sede municipale. Per il
2017 l’unica opera individuata è
la realizzazione di un parcheggio
e zona sosta autobus in Via Goito per un costo di € 285.000,00.
Al 2018 vanno una fitta serie di
lavori: pista ciclabile strada per
Medole (€ 220.00,00); costruzione nuovo magazzino comunale (€
200.000,00); riqualificazione area
esterna piazzale municipio con
recupero area ex Lanterna verde
(€ 200.000,00); completamente pista ciclabile Via Dunant in
fregio ex. SS 236 (€ 200.000,00);
riqualificazione parco Barriera e
viabilità interna (€ 200.000,00).
Naturalmente gli interventi più
avanti nel tempo indicano quelle
che sono le volontà amministrative e rimangono naturalmente
vincolati alle possibilità di finanziamento. Nel piano delle opere
poi è indicato anche l’elenco degli
immobili che il Comune intende
alienare: Ex Finanza, immobile in
Via Solferino oltre la torre civica
(€ 500.000,00); area ex depuratore (€ 200.000,00); area ex scuola
infanzia (€ 618.000,00).
Tecnologie avanzate e risparmi energetici
È stata inaugurata il 18 maggio
2014 e dal giorno successivo ha
iniziato ad ospitare i piccoli alunni della scuola dell’infanzia con
i loro insegnanti ed il personale
ausiliario. Dotata delle più avanzate tecnologie per il risparmio
energetico ha, sin da subito, iniziato a produrre considerevoli
risparmi per le casse del Comune. “La scuola, ci dice il sindaco
Sergio Desiderati, tutta completamente attrezzata ex novo, consta di 6 sezioni con dormitorio e
spazio esterno dedicati (ora ne
48
vengono utilizzate 5 e la sesta
è spazio per attività); un atelier
all’ingresso per la psicomotricità; stanze per attività speciali;
stanze direzionali; parco esterno attrezzato; un Centro Cottura
di elevate prestazioni attrezzato
interamente dalla ditta che ha
vinto l’appalto per la sua gestione. È dotata di ricircoli meccanici
d’aria, impianto di riscaldamento a pavimento, tetto verde ed un
modernissimo impianto fotovoltaico che fornisce energia elettrica per la scuola stessa: tutto
questo ha portato al riconoscimento della struttura in classe
energetica ‘A’”. La produzione di
energia nei tre mesi estivi è stata
pari, ad esempio, a 10.217 Kwh
con mancate emissioni di Co2
in atmosfera per 5.823 kg. La
scuola è situata accanto al parco
Barriera ed al MASeC (la nuova
costruzione polivalente) ed al
complesso scolastico di primaria e secondaria di primo grado
a formare il plesso scolastico per
servizi comuni quali, ad esempio, la cucina che fornisce i pasti
anche per queste ultime. La sua
realizzazione non è stata senza
polemiche sin dalla nascita del
progetto ereditato dall’attuale
amministrazione. La zona infatti
venne criticata in quanto ritenuta
non idonea temendo che potesse
essere oggetto di allagamenti in
concomitanza di violente piogge.
“Fortissimi temporali si sono abbattuti su Guidizzolo soprattutto
l’estate 2014, prosegue il sindaco, senza che mai la scuola sia
stata minimamente sfiorata da
possibili invasioni di acqua. Inoltre non sono mai state installate
pompe di drenaggio come qualcuno sembra sostenere.
Ad oggi le condizioni sono ottimali tanto dal punto di vista
strutturale che della didattica in
uno degli edifici sicuramente tra
i più belli non solo della provincia, dotato di tutte le garanzie e
sicurezze per chi lo frequenta e
vi lavora”.
Le parole hanno un peso …soprattutto in internet
Un qualificato auditorio, con
molti giornalisti, ha seguito
l’interessante serata guidizzolese di Mosaico-Scienze sul
tema ‘Web e tutela dei diritti. Le parole hanno un peso…
anche in internet’; relatore il
prof. Ruben Razzante, docente
di Diritto dell’Informazione e
di Diritto della comunicazione
per le imprese e i media all’Università Cattolica di Milano
oltre che insegnante ai corsi di
preparazione all’esame di Stato
e per l’aggiornamento dei giornalisti; collabora inoltre come
editorialista con settimanali
e quotidiani. L’appuntamento promosso presso il MASeC,
come anticipato, nell’ambito di
Mosaico-Scienze 2015, dall’Associazione Colline Moreniche,
aveva l’accreditamento da parte
dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti ed ha assegnato ai partecipanti dei crediti per la prevista
formazione continua di giornalisti e pubblicisti. Il relatore ha
esordito dicendo che ‘le parole
hanno un peso non –anche in
internet-, ma – soprattutto in
internet-’ ricordando come la
rivoluzione di internet sia un
fatto epocale e la normativa non
sia ancora all’altezza di tutto
questo. Nel luglio scorso è stata
presentata una ‘Carta dei diritti
in internet’; ora bisogna far in
modo, come primo passo, che
questa venga applicata. Una
delle domande che ci si pone,
e che è stata ripresa nei molti
interventi dei giornalisti, è: ‘C’è
sicurezza per chi naviga in internet?’ e la risposta è quanto mai
laconica ‘No, oggi
questa
sicurezza
ancora non c’è’.
Altro tema toccato
dal prof. Razzante
il ‘diritto all’oblio’:
come e quando si
ha diritto a che una
notizia venga can-
cellata dalla Rete senza ledere
il diritto all’informazione ed alla
storicità degli eventi? Vi sono
sentenze che stanno intervenendo anche su questo delicatissimo argomento e presto ci
si auspica arrivino anche qui
norme precise. Non sono mancati accenni ai motori di ricerca
che dominano il settore, alla
pubblicità che raccolgono, alla
tassazione oggi assente in Italia
ed a tutto ciò che di conseguenza investe l’editoria tradizionale
cartacea la quale, comunque,
dovrà in qualche modo ripensarsi. Interessanti anche i passaggi sull’eccessiva disinvoltura con la quale vengono pubblicate notizie e fatti personali
oppure giudizi sulle persone
con precise e forti responsabilità da parte di chi pubblica, ricordando che ‘dalla Rete nulla
viene cancellato anche se noi
lo togliamo dal nostro profilo’.
Un compito importante, verso
i giovani ed i pericoli che possono correre, spetta alla scuola
la quale si deve attrezzare per
informare anche su questo innovativo settore della comunicazione globale.
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50
Anagrafe - Stato Civile - Elettorale:
Da lunedì a venerdì: dalle 10.00 alle 13.00
mercoledì:
dalle 14.30 alle 17.30
sabato:
reperibilità, solo per decessi cell. 347 8074979
Segreteria - Ragioneria - Tributi - Ufficio tecnico Scuola - Teatro - Segretariato sociale:
lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10.00 alle 12.30
mercoledì:
dalle 14.30 alle 17.30
Assistente sociale:
mercoledì e venerdì dalle 10.00 alle 13.00
Polizia Locale: tel. 0376 840241
mercoledì e sabato dalle 9.00 alle 11.00
numero per emergenze
tel. 349 6498680
Municipio (centralino) - tel. 0376 819201
Teatro e manifestazioni - tel. 0376 1620428
P.E.C.: [email protected]
ORATORIO SAN LORENZO
ORARIO DI APERTURA 1ª e 3ª DOMENICA
Maggio - Settembre dalle 17.00 alle 19.00
Ottobre - Aprile
su prenotazione 335 422406
BIBLIOTECA
tel. 0376 840435 estate
inverno
lunedì 9-12 / 15-19 martedì
9-12
giovedì
15-19 mercoledì venerdì 9-12
sabato
9-12 / 14.30-18.30 14.30-18.30
14.30-18.30
9-12
9-12
ASSOCIAZIONI
AVIS - AIDO - tel. 0376 840177 - 335 8230628
Milan Club Guidizzolo - tel. 3483115232
Pro Loco - tel. 0376 1620426
Gruppo Alpini Guidizzolo - tel. 0376 819440
Raphaël - Ambulatorio Castel Goffredo 0376 771292
GVG-Gruppo Volontari - tel. 0376 818240
Ciclo Club 1977 - tel. 0376 818189
Tennis Club Guidizzolo - tel. 0376 818382
Amici di Rebecco - tel. 331 3279682
Centro Sociale “La Mimosa” - tel. 342 6824878
Canile Comunale - tel. 0376 819716
CIMITERO
Apertura tutti i giorni della settimana
Gen. Feb. Nov. Dic.
Marzo e Ottobre
da Aprile a Settembre
dalle 8 alle 17
dalle 8 alle 19
dalle 8 alle 20
PIAZZOLA RIFIUTI
Lunedì Mercoledì e Venerdì dalle 14.30 alle 17.30
Sabato: dalle 9 alle 12 e dalle 14.30 alle 17.30
AMBULATORI MEDICI
• Dr.ssa Emi Ghisolfi - Cell. 333 8356733
Prenotazione visite: 0376 840433 (9.00-12.00)
Lun. Gio. Ven.: dalle 16 alle 19 (su appuntamento)
Mar. Mer. Gio.: dalle 10 alle 13 (su appuntamento)
• Dr. Orfeo Valerio Galvani
Ambulatorio 0376 819794 - Abitazione 0376 819096
Lun. Mar. Mer. Gio.: dalle 9,30 alle 12,30
Mer. Ven.: dalle 16,30 alle 19,30 (su appuntamento)
• Dr. Mauro Corazza
Ambulatorio 0376 819475
Lun. Mar. Mer. Ven.: dalle 10 alle 12.30
Giovedì: dalle 16.30 alle 19
Ambulatori medici presso sede AVIS
• Dr.ssa Doriana Bertazzo
Riceve su appuntamento tel. 0376 83040 - 838500
Martedì dalle 17 alle 18,30
Giovedì dalle 8,30 alle 9,30
• Dr.ssa Angela Gatti - tel. 338 2619350
Lunedì - Mercoledì - Venerdì: dalle 17.00 alle 18.30
• Dr.ssa Vincenza Di Marco
Riceve su appuntamento tel. 335 1736606
Lunedì: 9,30-11,30 - Venerdì: dalle 10.00 alle 11.00
Mercoledì: dalle 16.00 alle 18.00
NUMERO VERDE FARMACIE DI TURNO
tel. 800 228521 (Guidizzolo 0376 819005)
ENTI
Protezione Civile - tel. 0376 847388
Prenotazione ambulanza - tel. 349 8608653
Istituto Comprensivo - 0376 819049 - 819059
Liceo Statale d’Arte - tel. 0376 819023
Corpo Bandistico - tel. 0376 840090
Fondazione “Rizzini” onlus - tel. 0376 819120
SISAM (acquedotto) - 800 859370 - 0376 771869
CSE-Anffas - Rebecco - tel. 0376 818253
Parrocchia Birbesi - tel. 0376 819602
Parrocchia Guidizzolo - tel. 0376 819052
SANTE MESSE
GUIDIZZOLO
Festivi:
Prefestivi:
Feriali: Lun. Merc. Giov. BIRBESI Festivi
Feriali: venerdì
REBECCO Prefestivi estate
8 - 10.30
19
19
9.30
8.30 18
inverno
8 - 10.30
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9.30
8.30
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Numeri utili
UFFICI COMUNALI
EMERGENZE
EMERGENZE - 112
(Carabinieri),
Il numero, sostituirà l'attuale 112
Fuoco),
del
ili
113 (Polizia di Stato), 115 (Vig
118 (soccorso sanitario)
GUARDIA MEDICA - 800 533 167
FUGHE GAS - 800 901 313
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