CDS 386/1-3
DIGITAL STUDIO RECORDING
GIOVANNI BATTISTA SAMMARTINI
(c.1700 - 1775)
MEMET
Drama in three acts
Libretto by Girolamo Frigimelica Roberti
(Score revision by Mariateresa Dellaborra)
Memet (tenor)
Mirko Guadagnini
Irene (soprano)
Daniela Uccello
Demetrio (alto)
Michel van Goethem
Solimano (soprano)
Rosita Frisani
Zaide (soprano)
Laura Lanfranchi
CAMERATA DEL TITANO
Conductor: Augusto Ciavatta
CD 1
ACT ONE
Introduction:
1
Presto
2
Andante sempre piano
3
Presto ma non tanto
4
Tu che sovrano sei d’ogni sovrano (Solimano)
5
Guerra, guerra (Memet)
6
Ama tanto Memette? (Solimano)
7
S’amai, se sospirai (Solimano)
8
Giorno beato (Demetrio)
9
Pensa che tua son io (Irene)
10 Oh felice Demetrio! (Solimano)
11 Anime disperate (Demetrio)
12 Venite o furie (Demetrio)
13 E incerto partirò? (Solimano)
14 Se vuoi che serva (Solimano)
15 Oh Dio, e sarà vero (Zaide)
16 Non è pena in amor più crudele (Zaide)
CD 2
ACT TWO
Introduction:
1
Presto
2
Sì ti conosco, amor (Irene)
3
Ah, Irene! (Demetrio)
4
Non sa chi ben non ama (Memet)
5
Solimano, soccorso (Demetrio)
6
Se ben amano due cori (Irene, Demetrio)
49’13”
02’03”
02’37”
01’36”
01’39”
05’20”
00’25”
04’54”
00’59”
04’39”
02’36”
01’10”
05’21”
03’18”
04’59”
01’12”
06’19”
58’53”
02’05”
05’44”
03’23”
05’22”
00’53”
07’25”
7
8
9
10
11
12
13
Su di metalli e di sonore trombe (Solimano)
Forti custodi e vivi miei trionfi (Memet)
Misero amante core prepara (Irene)
Di me così gran fiamma? (Demetrio)
Vivrò per te, fedele (Irene, Demetrio, Zaide)
A tempo arrivi (Zaide)
Sii pur fedele a me (Zaide)
CD 3
ACT THREE
Introduction:
1
Presto
2
Tanto stupor vi prende (Memet)
3
Presto a godere (Memet)
4
Ora sì che svanite son tutte le speranze (Irene)
5
Se mai dolce, se mai grato (Irene)
6
Ahimé, son morto? (Demetrio)
7
Palpito, sudo, tremo (Demetrio)
8
A tempo giungi (Zaide)
9
Si viva, si mora in grazia d’amore (Zaide)
10 Marcia turca
11 O gran mondo ottomano (Memet)
12 Il mio amor ti fa regina (Memet)
13 Sposa son per tua grazia (Irene)
14 Son vendicato sì (Memet)
15 Il mio zelo fedele al tuo gran sdegno
16 Guerra, guerra (Solimano, Zaide, irene, Demetrio, Memet)
05’31”
04’07”
07’54”
04’29”
03’22”
02’20”
06’13”
53’15”
02’22”
02’53”
05’31”
01’16”
06’01”
00’42”
05’18”
01’41”
04’57”
02’18”
00’43”
04’32”
04’56”
03’44”
04’47”
01’27”
Augusto Ciavatta
Mirko Guadagnini (Memet)
el 1732 Giovan Battista Sammartini aveva
poco più di trent’anni; aveva ottenuto da
quattro la nomina a maestro di cappella
nella Congregazione del SS. Entierro presso San
Fedele a Milano e prestava contemporaneamente la
propria opera in altre chiese della città; godeva della
stima e dell’ammirazione di molti studiosi (Quantz,
ad esempio) che lo apprezzavano soprattutto nell’ambito sacro, ma non aveva ancora ufficialmente e
seriamente affrontato il genere teatrale, se si esclude la composizione di un’aria per il centone oratoriale La calunnia delusa del 1724. Fu così che proprio allora si accinse alla realizzazione musicale di
un soggetto turco, molto in voga all’epoca per essere stato affrontato tra gli altri da Giovan Battista
Pollarolo e Domenico Scarlatti: Memet. E Memet
venne rappresentato nel Teatro del Broletto di Lodi
in quello stesso anno. La forma prescelta fu quella
della tragedia in tre atti con cinque personaggi
(Memet, Solimano, Irene, Zaide, Demetrio), senza
coro. Il libretto su cui il musicista basò la propria
fantasia, apportando tuttavia leggere modifiche e
compiendo piccoli adattamenti, fu quello di
Girolamo Frigimelica Roberti, già utilizzato per le
precedenti rappresentazioni veneziane (1694) e
napoletane (1704) di Pollarolo e Scarlatti.
Non sappiamo come quest’opera sia stata accolta
perché della prima sopravvive purtroppo soltanto la
partitura: mancano rendiconti o cronache d’epoca e
quindi possiamo soltanto supporre quale sia stata la
reazione del pubblico di una città - Lodi - che vantava
una tradizione musicale di un certo impegno. Alla
nostra immaginazione viene però in soccorso una
testimonianza concreta che è quella di una replica di
Memet nell’anno successivo -1733- nel teatro
Omodeo della regia città di Pavia con cantanti di
grande fama: Angelo Amorevoli, Filippo Finazzi,
Stella Onorata Cantelli, solo per citarne alcuni. Tale
circostanza particolarmente solenne perché dedicata
ai potenti nobili locali e alle autorità politiche può confermare un esito favorevole per la prima. Questa
seconda “edizione” - di cui si conserva solo il libretto
- è stata particolarmente utile per la realizzazione
della presente messinscena, prima in tempi moderni,
che ha tenuto conto delle indicazioni contenute nel
libretto pavese.
La trama è concentrata sulla passione di Maometto
II, imperatore dei Turchi, per una schiava tratta da
Bisanzio: Irene. Invaghitosi perdutamente di lei,
innamorata a sua volta di Demetrio, è disposto a
prenderla in sposa, contravvenendo a tutte le leggi
di Tracia. Irene non ne vuol sapere di lui; ama soltanto Demetrio del quale è tuttavia presa follemente
d’amore anche Zaide, sorella di Irene. Completa la
rosa dei personaggi Solimano, legato a sua volta a
Zaide. Contro la decisione di Memet di sposare
Irene insorgono i Giannizzeri, ma nulla sembra poter
fermare l’imperatore. Quando si accorge di non
poter vincere il cuore della donna, decide di mandarla a morte insieme a Demetrio, ma Solimano
prima e Zaide poi lo convincono a mostrarsi vero
sovrano, a non lasciarsi accecare dalla passione e a
giudicare senza spirito di vendetta. Da vero capo
Memet si ravvede e assicura il lieto fine pensando
alle sue prossime vittorie e conquiste.
Se il libretto, secondo una successione di eventi più
o meno intricati, unisce un fatto storico a “poetica
fantasia per accomodarsi alle scene”, la partitura si
sviluppa in modo efficacissimo e coerente svelando
l’abilità sammartiniana anche in questo genere.
N
5
Dopo la sinfonia iniziale divisa in tre sezioni (PrestoAndante- Presto ma non tanto) in cui si rivela già l’interesse per lo strumentale e per una efficace resa
espressiva (frequenti ad esempio le indicazioni “sempre piano”, “spiccato”) e dopo un essenziale recitativo, entra in scena Memet che intona un’incisiva aria
di guerra con trombe ben adatta a ritrarre il personaggio nel suo ruolo militare, teso alle conquiste di
terre e di cuori e alla guerra (Guerra guerra, voglio
guerra). Solimano gli risponde con un’aria leggiadra
(S’amai se sospirai), e subito dopo Irene (Pensa che
tua son io) tratteggia il suo carattere innamorato, ma
fiero. Di grande effetto il recitativo accompagnato di
Demetrio (Anime disperate) che prelude all’aria di
furia (Venite o furie) di grande impegno esecutivo con
uno strumentale efficacissimo. Solimano si ripropone
con un’aria (Se vuoi che serva) dall’andamento cullante, dolce ma con agilità vocali, mentre Zaide conclude il primo atto con Non è pena in amor più crudele che le consente di rivelare un animo affranto attraverso tipologie convenzionali (tonalità minore, sincopi
e sospiri, cromatismi), ma sapientemente dosate.
Il secondo atto, dopo una nuova sinfonia (Presto in
cui non mancano le indicazioni espressive: “sempre
pianissimo”) inizia con un’aria di Irene dall’ampio
respiro in cui presenta i caratteri d’Amore (Sì ti conosco amor); ad essa risponde, con spirito brillante e
agile, Memet (Non sa chi ben non ama, Spiritoso,
3/8). Il duetto dei due innamorati (Irene e Demetrio)
scivola vivace (Se ben amano due cori) sapientemente condotto con imitazioni e strumentazione espressiva (ora pizzicato, ora con l’arco). La nuova entrata di
Solimano avviene con l’aria prestissimo e staccato
(Su di metalli e di sonore trombe) con trombe, dal
carattere incalzante, impetuoso; ad essa si contrap-
pone nettamente l’intervento seguente, dolcissimo e
cullante, di Irene (Misero amante core). Nel nuovo
momento cruciale dell’azione Sammartini inserisce
ancora il recitativo accompagnato che apre al terzetto
tra Demetrio, Zaide e Irene (A me sarò crudele) efficace per strumentazione e conduzione e che trova la
sua conclusione ideale nell’aria di Zaide (Sii pur fedele a me) briosa ed incisiva.
L’introduzione strumentale all’atto terzo (Presto) precede Memet che, con spirito disinvolto, inneggia al
piacere (Presto al godere chi tarda il piacere). Irene
sopraggiunge con una nobile aria che la ritrae efficacemente (Se mai dolce, se mai grato / ti fu il ben della
tua Irene) alla quale risponde con affanno e ansia
Demetrio (Palpito sudo tremo) che esprime la sua
angoscia al pensiero di perdere la donna amata. Con
spirito diverso, più distaccato e sereno, appare Zaide
(Si viva, si mora) dopo la quale compare la seguente
indicazione: “s’apre una Sinfonia alla turca”. Questa
in realtà non è scritta in partitura evidentemente perché rimandava a uno dei numerosi brani con tal
carattere composti in altro tempo dal Sammartini. Per
questa prima edizione in tempi moderni si è scelta
una sinfonia inedita - conservata nel monastero benedettino di Einsiedeln - il cui carattere turchesco sembra confarsi alla circostanza. Dopo la visione dell’esercito in battaglia Memet declama il brillante Il mio
amor ti fa regina ben diverso dall’ultima aria intonata
dallo stesso in cui rivela una certa irruenza e concitazione (Son vendicato sì). Di effetto trionfale il concertato finale, Guerra, strage, ruine.
Mariateresa Dellaborra
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n 1732 Giovan Battista Sammartini was just over
thirty years old. Four years previously he had
been appointed maestro di cappella to the
Congregation of Saint Entierro at the church of San
Fedele in Milan and, at the same time, offered his
professional services in other churches in the city. He
was respected and admired by many scholars
(Quantz, for example) who appreciated his sacred
production especially, but he had not yet seriously
tackled the genre of opera, with the sole exception of
the composition of an aria for the oratorio medley La
calunnia delusa of 1724. Thus it was that in 1732 he
set to work on the musical realisation of a Turkish
subject – one that was fashionable in his day, having
already been tackled by Giovan Battista Pollarolo and
Domenico Scarlatti, among others: Memet.
Sammartini’s Memet was staged at the Teatro del
Broletto in Lodi in that same year. The form he chose
was a three-act tragedy with five characters (Memet,
Solimano, Irene, Zaide and Demetrio) and no chorus.
The libretto upon which he based his creation, and to
which he made slight adjustments and adaptations,
was the text by Girolamo Frigimelica Roberti, which
had been used for the Venice (1694) and Naples
(1704) editions by Pollarolo and Scarlatti.
We do not know how the opera was received; only
the score of the première has come down to us without any contemporary reports or comments, and can
thus only imagine the reaction of an audience in Lodi
– a city which boasted no mean musical tradition. Our
imagination, however, is assisted by a report on a
later performance given in the following year (1733)
at the Teatro Omodeo in Pavia with singers of high
repute: Angelo Amorevoli, Filippo Finazzi, Stella
Onorata Cantelli, to name but a few. This particularly
solemn circumstance, dedicated to the local nobility
and political authorities, serves to confirm the positive
outcome of the première. This second “edition”, of
which only the libretto has come down to us, has
been most helpful for the preparation of our edition –
the first modern-day performance which has drawn
upon the indications contained in the Pavia libretto.
The plot focuses on the passion of Maometto II,
emperor of the Turks, for a slave girl brought from
Byzantium: Irene. Having fallen desperately in love
with Irene, who in turn is in love with Demetrio,
Maometto is prepared to marry her and thus fly in the
face of all the laws of Thrace. Irene wants to have
nothing to do with him: she loves only Demetrio, with
whom her sister Zaide is also madly in love. The cast
is completed by Solimano, in his turn linked to Zaide.
The Janissaries rise up against Memet’s decision to
marry Irene, but nothing seems to be able to hold the
emperor back. When he realises that he cannot win
Irene’s heart, he decides to have her and Demetrio
executed, but Solimano and then Zaide persuade him
to prove that he is a true sovereign and not to allow
himself to be blinded by passion but to judge without
being vindictive. True leader as he is, Memet reconsiders his stance and ensures a happy ending as he
thinks about his future victories and conquests.
Whilst the libretto links a historical fact to “poetical
fancy to fit the scenes”, in a succession of fairly complex events, the score develops in a highly effective,
consistent manner and reveals Sammartini’s skill in
this genre too.
After the initial sinfonia in three sections (Presto –
Andante – Presto ma non tanto) which immediately
denotes an interest in instrumental writing and in
effective rendering of expression (frequent use, for
I
7
example, is made of the indications “sempre piano”,
“spiccato”) and an essential recitative passage,
Memet makes his entrance with an incisive warlike
aria with trumpets that aptly portray the character in
his military role, driven to conquer lands and hearts
and to wage war (Guerra, guerra, voglio guerra).
Solimano responds with a graceful aria (S’amai se
sospirai), and immediately after him Irene (Pensa che
tua son io) sketches out her own loving, but proud
character. Demetrio’s accompanied recitative (Anime
disperate) is highly effective, standing as a prelude to
the most demanding fury aria (Venite o furie) with its
very efficacious instrumental line. Solimano returns
with an aria (Se vuoi che serva) of lulling motion,
sweet in tone though not without vocal agility, whilst
Zaide concludes the first act with Non è pena in amor
più crudele in which she reveals her tormented soul
through patterns (minor key – F – syncopations and
sighs, chromaticisms) that are conventional but cleverly dosed. After a new sinfonia (Presto, not without
expressive indications: “sempre pianissimo”) an
ample aria begins in which Irene presents the characteristics of Love (Sì ti conosco amor); Memet
responds with brilliant spirit in an agile number (Non
sa chi ben non ama, Spiritoso, 3/8). The duet
between the two lovers (Irene and Demetrio) dances
along (Se ben amano due cori), skilfully handled with
imitations and expressive instrumental scoring (now
pizzicato, now bowed). Solimano’s next entrance
comes with an aria marked prestissimo e staccato
(Su di metalli e di sonore trombe), with trumpets and
an impetuous, insistent character. This is clearly contrasted by the following piece, sung in softly lulling
tone by Irene (Misero amante core). In the new crucial moment of the action Sammartini again inserts
accompanied recitative that opens the trio of
Demetrio, Zaide and Irene (A me sarò crudele), effective in its instrumentation and handling and ideally
concluded with Zaide’s bright, incisive aria (Sii pur
fedele a me). The instrumental introduction (Presto)
to the third act precedes Memet who sings in carefree
tone of pleasure (Presto al godere chi tarda il
piacere). Irene enters with a noble aria that offers a fitting portrait of her (Se mai dolce, se mai grato / ti fu il
ben della tua Irene), answered in breathless anxiety
by Demetrio (Palpito sudo tremo) as he expresses the
anguish he suffers at the thought of losing the woman
he loves. Zaide appears with a different spirit, more
detached and calmer (Si viva, si mora) after which we
find the following indication: “there now opens a sinfonia alla turca”. This is not actually written out in the
score since it clearly makes reference to one of the
many pieces in “Turkish style” which Sammartini had
already written. For this first modern-day performance
we have chosen an unpublished sinfonia – held in the
Benedictine monastery of Einsiedeln – with a Turkish
character that seems to match the circumstances.
After reviewing his army in battle Memet declaims the
brilliant Il mio amor ti fa regina, quite different from the
last aria he sang which revealed a degree of vehemence and excitement (Son vendicato sì). The concertato finale is triumphant in its effect, Guerra,
strage, ruine.
Mariateresa Dellaborra
(Translated by Timothy Alan Shaw)
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Rosita Frisani (Solimano)
Laura Lanfranchi (Zaide)
m Jahr 1732 war Giovan Battista Sammartini
wenig mehr als dreißig Jahre alt und hatte seit
vier Jahren das Amt eines Kapellmeisters des
Santissimo Entierro in der Mailänder Kirche San
Fedele inne, wobei er gleichzeitig auch in anderen
Kirchen der Stadt tätig war. Er wurde von vielen
Gelehrten (beispielsweise Quantz) bewundert, die ihn
vor allem auf sakralem Gebiet schätzten, doch hatte
er sich mit dem Bühnengenre noch nicht offiziell und
eingehend beschäftigt, will man von der Komposition
einer Arie für den Oratoriencento La calunnia delusa
aus 1724 absehen. 1732 rüstete er sich also für die
Vertonung eines türkischen Sujets, daß damals sehr
beliebt war, weil es unter anderem von Giovan
Battista Pollarolo und Domenico Scarlatti aufgegriffen
worden war: Memet. Und Memet wurde im selben
Jahr im Teatro del Broletto in Lodi aufgeführt. Die
Wahl fiel auf die Form der dreiaktigen Tragödie mit
fünf Personen (Memet, Solimano, Irene, Zaide,
Demetrio) und ohne Chor. Das Libretto, auf welches
sich die Phantasie des Komponisten stützte, obwohl
er leichte Änderungen und kleine Bearbeitungen vornahm, stammte von Girolamo Frigimelica Roberti und
war schon für die vorangegangenen Aufführungen in
Venedig (1694) und Neapel (1704) von Pollarolo bzw.
Scarlatti verwendet worden.
Wir wissen nicht, welche Aufnahme diese Oper
gefunden hat, weil von der Premiere leider nur die
Partitur geblieben ist. Es fehlen hingegen damalige
Berichte und Aussagen, sodaß wir nur annehmen
können, wie das Publikum einer Stadt (Lodi), die eine
musikalische Tradition von gewissem Niveau ihr
eigen nennen konnte, reagiert hat. Unserer
Vorstellungskraft kommt aber eine konkrete
Zeugenschaft zu Hilfe, die sich auf eine Reprise von
Memet im Jahr darauf (1733) im Teatro Omodeo der
königlichen Stadt Pavia mit berühmten Sängern
bezieht, und zwar Angelo Amorevoli, Filippo Finazzi,
Stella Onorata Cantelli, um nur einige von ihnen zu
nennen. Dieser besonders feierliche Anlaß, weil er
dem mächtigen lokalen Adel und den politischen
Behörden gewidmet war, kann für die Premiere einen
positiven Ausgang bestätigen. Diese “Zweitauflage”,
von der wir nur das Libretto haben, war für die
Realisierung der vorliegenden Produktion (der ersten
in moderner Zeit), die den in dem Libretto aus Pavia
enthaltenen Angaben Rechnung getragen hat,
besonders nützlich.
Die Handlung konzentriert sich auf die Leidenschaft
Maometto II., Kaiser der Türken, für die aus Byzanz
stammende Sklavin Irene. Gänzlich in sie, die ihrerseits in Demetrio verliebt ist, vernarrt, ist er bereit, sie
zur Gemahlin zu nehmen und allen Gesetzen
Thrakiens zuwiderzuhandeln. Irene will von ihm
nichts wissen, denn sie liebt nur Demetrio, in den
aber auch Zaide, Irenes Schwester, rasend verliebt
ist. Die Personen der Handlung werden durch den
Zaide liebenden Solimano vervollständigt. Gegen
Memets Beschluß, Irene zu heiraten, lehnen sich die
Janitscharen auf, aber nichts scheint dem Kaiser
Einhalt gebieten zu können. Als er merkt, daß er das
Herz dieser Frau nicht erobern kann, beschließt er,
sie zusammen mit Demetrio hinrichten zu lassen,
aber Solimano und dann auch Zaide überreden ihn,
sich als echter Herrscher zu zeigen, sich nicht von
der Leidenschaft blind machen zu lassen und ohne
Rachegefühle zu urteilen. Als echter Souverän nimmt
Memet Vernunft an und sichert einen guten Ausgang
der Handlung zu, wobei er an seine kommenden
Siege und Eroberungen denkt.
I
10
Vereint das Libretto mit einer Abfolge mehr oder weniger verwickelter Ereignisse historische Tatsachen mit
“dichterischer Phantasie, um sich den Szenen anzupassen”, so entwickelt sich die Partitur auf sehr wirksame, konsequente Weise und zeigt Sammartinis
Geschicklichkeit auch in diesem Bereich auf.
Nach der in drei Abschnitte aufgeteilten einleitenden
Sinfonia (Presto-Andante-Presto ma non tanto), in der
bereits das Interesse für die Instrumentalbesetzung
und für wirksame Expressivität zu merken ist (häufig
beispielsweise die Angaben “sempre piano”, “spiccato”), und nach einem kurzen Rezitativ betritt Memet
die Bühne und singt eine eindrückliche Kriegsarie mit
Trompeten, die gut zur Darstellung der Figur in ihrer
militärischen Rolle geeignet ist, ausgerichtet auf die
Eroberung von Ländern und Herzen und auf den
Krieg (Guerra, guerra, voglio guerra). Solimano antwortet ihm mit einer anmutigen Arie (S’amai se sospirai), und gleich nachher umreißt Irene (Pensa che tua
son io) ihren verliebten, aber stolzen Charakter. Sehr
wirkungsvoll ist das Akkompagnatorezitativ
Demetrios (Anime disperate), das der Zornesarie
(Venite o furie) vorausgeht; diese ist sehr schwierig zu
singen und hat eine äußerst wirksame
Instrumentalbegleitung. Nun singt wieder Solimano
eine Arie (Se vuoi che serva) mit wiegendem, sanftem
Verlauf, aber mit vokalen Verzierungen, während
Zaide den ersten Akt mit Non è pena in amor più crudele beschließt, mit der sie mit konventionellen, aber
geschickt dosierten Ausdrucksformen (Molltonart,
Synkopen und Seufzer, Chromatiken) eine gebrochene Seele zu zeigen vermag.
Nach einer neuerlichen Sinfonia (Presto, in der die
Ausdruckshinweise wie “sempre pianissimo” nicht
fehlen) beginnt eine Arie Irenes von weitläufigem
Atem, in der sie die Eigenschaften Amors vorstellt (Si
ti conosco amor); darauf antwortet Memet brillant und
beweglich (Non sa chi ben non ama, Spiritoso, 3/8).
Das Duett der beiden Liebenden Irene und Demetrio
(Se ben amano due cori) kommt lebhaft daher und
wird geschickt mit Imitationen und expressiver
Instrumentierung (einmal pizzicato, dann wieder con
l’arco) geführt. Die Rückkehr Solimans erfolgt mit der
Arie prestissimo e staccato (Su di metalli e di sonore
trombe) mit Trompeten, von drängender, heftiger
Natur; dem steht deutlich die darauffolgende, ganz
sanfte und wiegende Arie Irenes gegenüber (Misero
amante core). Im neuen kritischen Moment der
Handlung fügt Sammartini wieder das Akkompagnatorezitativ ein, welches das in Instrumentierung und
Durchführung wirksame Terzett von Demetrio, Zaide
und Irene (A me sarò crudele) eröffnet und seinen
idealen Abschluß in Zaides lebhafter, eindringlicher
Arie (Sii pur fedele a me) findet.
Die instrumentale Einleitung des dritten Akts (Presto)
liegt vor Memets Auftritt, der in unbefangener Art die
Lust preist (Presto al godere chi tarda il piacere).
Irene tritt mit einer edlen Arie auf, die sie wirksam
kennzeichnet (Se mai dolce, se mai grato / ti fu il ben
della tua Irene), auf welche Demetrio in Kummer und
Angst antwortet (Palpito sudo tremo), die seine Furcht
beim Gedanken, die geliebte Frau zu verlieren, ausdrückt. Zaide erscheint in einer anderen, distanzierteren, heitereren Stimmung (Si viva, si mora), nach welcher folgende Angabe erscheint: “Eine Sinfonia alla
turca beginnt”. Diese steht in Wirklichkeit nicht in der
Partitur, weil sie offenbar auf eines der zahlreichen
Stücke dieser Art verwies, die früher von Sammartini
geschrieben worden waren. Für diese erstmalige
Aufführung in moderner Zeit wurde eine im
11
Benediktinerkloster Einsiedeln aufbewahrte, bisher
ungespielte Sinfonia gewählt, deren türkischer Stil für
den Anlaß geeignet erscheint. Nachdem Memet das
kämpfende Heer gesehen hat, deklamiert er das brillante Il mio amor ti fa regina, das ganz anders ist, als
die letzte von ihm angestimmte Arie, in welcher er
eine gewisse Heftigkeit und Erregung zeigt (Son vendicato sì). Von triumphaler Wirkung das abschließende Ensemble Guerra, strage, ruine.
Mariateresa Dellaborra
(Übersetzung: Eva Pleus)
12
Daniela Uccello (Irene)
Michel van Goethem (Demetrio)
n 1732, Giovan Battista Sammartini avait à
peine plus de trente ans ; depuis quatre ans
déjà, il était maître de chapelle de la
Congrégation du SS. Entierro à Milan et dirigeait
simultanément la musique dans plusieurs autres
églises de la ville ; estimé et admiré par de nombreux
spécialistes (par exemple Quantz) qui appréciaient
notamment sa musique sacrée, il n’avait pas encore
affronté officiellement ni sérieusement le genre théâtral, si l’on excepte la composition en 1724 d’une aria
pour l’oratorio La calunnia delusa. A la suite de cette
expérience, il entreprit la réalisation d’un sujet turc,
Mahomet, très en vogue à l’époque pour avoir été
affronté par Giovan Battista Pollarolo et Domenico
Scarlatti, pour ne citer que ceux-ci. Mahomet fut
représenté au théâtre del Broletto de Lodi la même
année. Le compositeur opta pour la forme de la
tragédie en trois actes sans chœur, mettant en scène
cinq personnages (Mahomet, Soliman, Irène, Zaide,
Démétrios). Le livret choisi par le musicien, qui
apporta quelques changements et adaptations, avait
été écrit par Girolamo Frigimelica Roberti et utilisé
pour les précédentes représentations de Venise
(1694) et Naples (1704) de Pollarolo et Scarlatti.
Nous ne savons pas quel fut l’accueil réservé à cette
œuvre car, malheureusement, seule la partition de
cette première est parvenue jusqu’à nous ; il manque
les comptes-rendus ou les chroniques de l’époque. Par
conséquent, nous pouvons seulement imaginer quelles
furent les réactions du public d’une ville telle que Lodi,
qui vantait une solide tradition musicale. Toutefois,
notre imagination est supportée par un témoignage
concret concernant la représentation de Mahomet mise
en scène l’année suivante (1733) au théâtre Omodeo
de Pavie, avec des chanteurs célèbres : Angelo
E
Amorevoli, Filippo Finazzi, Stella Onorata Cantelli, pour
ne citer que ceux-là. Cette circonstance ¯ d’autant plus
solennelle qu’elle reunissait la puissante noblesse locale et les autorités politiques ? confirme l’accueil favorable réservé à la première. Cette seconde “édition ”,
dont seul le livret est parvenu jusqu’à nous, s’est
avérée particulièrement utile pour la réalisation de la
présente mise en scène, première en des temps
modernes, qui a tenu compte des indications contenues dans le livret de la représentation de Pavie.
L’intrigue est centrée sur la passion que nourrit
Mahomet II, empereur des Turcs, pour une esclave
de Byzance, Irène. S’étant épris éperdument de la
jeune fille, à son tour amoureuse de Démétrios, il est
prêt à contrevenir à toutes les lois de Thrace pour l’épouser. Mais Irène ne veut rien savoir ; elle n’aime
que Démétrios, duquel est également éprise Zaide,
sœur d’Irène. Soliman, dernier personnage de ce
drame, est lui-même lié à Zaide. Les Janissaires s’insurgent contre la décision de Mahomet d’épouser
Irène, mais rien ne semble pouvoir arrêter l’empereur.
Quand il comprend qu’il ne peut gagner le cœur de
la jeune fille, il décide de l’envoyer à la mort avec
Démétrios mais Soliman, puis Zaide, parviennent à le
convaincre de se comporter en véritable souverain, à
ne pas se laisser aveugler par la passion et à juger
sans esprit de vengeance. En véritable chef,
Mahomet se repent et assure une fin heureuse en
pensant à ses prochaines victoires et conquêtes.
Si le livret, selon une succession d’événements plus
ou moins enchevêtrés, unit un fait historique à “une
fantaisie poétique pour s’adapter aux scènes ”, la
partition efficace et cohérente dévoile l’adresse que
Sammartini avait aussi développée dans ce genre.
La symphonie initiale en trois sections (Presto –
14
rentre en scène avec une aria pressante et impétueuse,
prestissimo e staccato (Su di metalli e di sonore trombe),
accompagnée de trompettes, contrastant nettement
avec l’intervention suivante d’Irène, aussi douce qu’une
berceuse (Misero amante core). A ce nouveau moment
crucial de l’action, Sammartini insère encore une fois le
récitatif accompagné qui introduit le trio formé par
Démétrios, Zaide et Irène (A me sarò crudele), accompagné d’une instrumentation et d’une exécution efficaces, dont l’aria enjouée et incisive entonnée par Zaide
(Sii pur fedele a me) constitue la conclusion idéale.
L’introduction instrumentale du troisième acte (Presto)
précède Mahomet qui célèbre avec désinvolture le plaisir (Presto al godere chi tarda il piacere). Irène fait son
entrée avec une noble aria (Se mai dolce, se mai grato /
ti fu il ben della tua Irene) à laquelle répond anxieusement Démétrios (Palpito sudo tremo), qui exprime son
angoisse à l’idée de perdre la femme dont il est épris.
Zaide entre, animée d’un tout autre esprit, plus détaché
et serein (Si viva, si mora), après quoi l’indication suivante apparaît : “ s’ouvre une Symphonie à la turque ”.
Cette inscription ne figure pas dans la partition car elle
se rattachait clairement à un des nombreux morceaux
de ce genre précédemment composés par Sammartini.
Pour cette première édition en des temps modernes,
nous avons opté pour une symphonie inédite conservée
au monastère bénédictin d’Einsiedeln, dont le caractère
turc semble convenir à la circonstance. Après la vision
de l’armée engagée dans une bataille, Mahomet déclame Il mio amor ti fa regina, une brillante aria laissant
apparaître son impétuosité et son excitation (Son vendicato si). Le morceau d’ensemble final, Guerra, strage,
ruine, produit un effet triomphal.
Mariateresa Dellaborra
(Traduit par Cécile Viars)
Andante – Presto ma non tanto) ¯ dans laquelle apparait
déjà le penchant du compositeur pour la partie instrumentale et une expressivité puissante (l’on trouve par
exemple fréquemment les indications “sempre piano”
et “spiccato”) ¯ est suivie d’un recitatif essentiel, après
quoi Mahomet entonne un air de guerre incisif accompagné de trompettes, particulièrement bien choisi pour
dépeindre le personnage dans son rôle militaire, entièrement tourné vers la conquête de nouvelles terres et
de cœurs, vers la guerre (Guerra guerra, voglio guerra).
Soliman réplique par une aria magnifique (S’amai se
sospirai) à laquelle Irène répond en manifestant immédiatement son caractère amoureux mais également fier
(Pensa che tua son io). Le récitatif accompagné de
Démétrios (Anime disperate), d’un grand effet, annonce
une aria houleuse (Venite o furie) d’une exécution complexe, accompagnée d’une instrumentation profondément expressive. Soliman riposte en proposant une
aria (Se vuoi che serva) au rythme de douce berceuse
non dépourvue de virtuosités vocales, et le premier
acte s’achève sur une intervention de Zaide (Non è
pena in amor più crudele), qui lui permet de dévoiler à
tous une âme accablée au travers de procédés
conventionnels savamment dosés (tonalité mineur –fa-,
syncopes et soupirs, chromatismes). Le second acte,
après une nouvelle symphonie (Presto accompagné
d’indications expressives telles que “Sempre pianissimo”, débute par une aria de grande ampleur chantée
par Irène qui présente les caractères d’Amour (Si ti
conosco amor) ; Mahomet lui répond avec un esprit
brillant et agile (Non sa chi ben non ama, Spiritoso, 3/8).
Le duo des deux amants (Irène et Démétrios) se poursuit avec vivacité (Se ben amano due cori), savamment
mené avec des imitations et une instrumentation
expressive (tantôt pizzicato, tantôt con l’arco). Soliman
15
G.B. Sammartini
MEMET
Libretto by Girolamo Frigimelica Roberti
Translated by Timothy Alan Shaw (©2001)
G.B.Sammartini
LIBRETTO
ATTO PRIMO
ACT ONE
Introduzione
1
Presto
2
Andante sempre piano
3
Presto ma non tanto
Introduction
1
Presto
2
Andante sempre piano
3
Presto ma non tanto
Scena I
Appartamenti reali.
Memet sopra il sofà, Solimano.
Scene I
The royal apartments.
Memet on the couch, and Solimano.
4
Solimano - Tu che sovrano sei d’ogni sovrano,
tu vincitor del mondo, così mesto?
qual mal, signor, t’affligge?
Memet - Voi saper la cagion delle mie pene?
Diman si parte, io voglio meco Irene.
Solimano - La bella prigioniera,
che fu dell’avo imperator nemico?
Quella con giuramento
a Demetrio concessa?
Memet - Ha qualche gran fiacchezza ogni gran core,
amò Cesaro armato,
e trionfante, amò Alessandro,
e pugnò amando Alcide,
al fiero suon delle troiane squille
schiavo languìa della sua schiava Achille.
Solimano - Pensa signor al giuramento, e poi...
Memet - Soliman Solimano
diman si parte, e voglio meco Irene.
Solimano - (a parte) Convien cangiar linguaggio:
signor comanda.
Memet - Ogni comando è forza,
ne vien per forza amore.
Senza romper la fede, e le promesse
vorrei ch’ella volesse…
Solimano - Un re non priega,
un vincitor può tutto.
4
Solimano - You, the king of all kings,
the victor of the world, so downcast?
What sorrow, my lord, afflicts you?
Memet - Do you want to know the reason for my grief?
Tomorrow we are leaving, and I want Irene with me.
Solimano - The beautiful slave
who belonged to the enemy of your forebears?
She whom you have
promised to Demetrio?
Memet - All great hearts have some weakness;
Cesar, in armour, loved,
as did the triumphant Alexander;
Hercules fought and loved,
and at the sound of the Trojan war trumpets
Achilles lay slave to his slave girl.
Solimano - Sir, think of your oath, and then…
Memet - Solimano, Solimano,
tomorrow we are leaving, and I want Irene with me.
Solimano - (aside) I’d better change language:
I am at your command, my lord.
Memet - An order is an act of force,
and love is not achieved by force.
Without breaking my faith, and my oaths
I wish she wanted…
Solimano - A king does not beg,
a victor is entitled to anything.
17
Memet - Sai come il primo giorno,
Che a me la vidi innante
Generosa, e tremante
e vita, e sposo
le concessi e giurai.
Solimano - Troppo gentil pietà;
signor perdona…
Memet - Fu pietà d’Alessandro.
Mal pratico d’amor
credeva un gioco il superar me stesso;
Ma nel veder vicina,
la perdita d’un ben a me sì caro,
tal desire mi spinge a possederla,
che a perdere più tosto oggi m’invita
fede, impero ed onor e la mia vita.
Solimano - Vada più tosto in precipizio il mondo.
Memet - Io l’amo, o Solimano
t’è noto il mio piacer, sai le mie pene,
diman si parte, io voglio meco Irene.
5
Guerra guerra,
voglio guerra e voglio amar.
Mare e terra
schiavi io voglio
del mio soglio,
ma non basta,
vo’ deposto l’arco e l’asta
d’un bel core trionfar.
(Parte).
Memet - You know that on the first day
that I saw her before me,
generous and trembling,
I granted her both life and spouse,
and gave my oath.
Solimano - Too much compassion;
my lord, forgive me…
Memet - It was Alexander’s compassion.
Lacking experience in love affairs
I thought it a game to overcome myself;
But now that I see the loss
of so dear a maid draw near,
I feel such desire to possess her
that today I would rather lose
my faith, my kingdom, my honour and my life.
Solimano - I’d rather the world fell in ruin.
Memet - I love her, Solimano,
you know my wish, you know my pain,
tomorrow we are leaving, I want Irene with me.
5
War, war,
I want war and I want love.
Sea and land
I want subject
to my rule,
but it is not enough,
After I set aside bow and spear,
I want to prevail over a tender heart.
(He leaves).
Scena II
Solimano solo
Scene II
Solimano, alone.
6
Solimano - Ama tanto Memette?
coraggio Soliman, è questo il tempo
sia frutto il suo piacer dell’opra mia,
e la mia Zaide il guiderdon ne sia.
6
Solimano - So in love is Memet?
To work Solimano, it is time;
let his pleasure be the fruit of my work,
and my Zaide the reward for it.
18
7
S’amai, se sospirai
né ponto mi giovò,
con l’arte alfin saprò
giungere al mio piacer.
Se fa regnar l’ingegno
tiene anche Amore un regno
ove ha tutto il poter.
7
If loving and sighing
have been of no help to me,
now by guile I will finally
be able to attain my delight.
If it lets intelligence rule
even Love has a reign
where he has absolute power.
Scena III
Luogo maestoso con gabinetto interno apparecchiato
per l’incoronazione di Irene con Demetrio.
Demetrio e Irene
Scene III
A majestic place with an inner room prepared
for the wedding of Irene and Demetrio.
Demetrio and Irene
8
Demetrio - Giorno beato, o fortunato giorno,
dell’Espero seren de’ miei tormenti,
quel dì che fra le stelle
han felice, ed eterno i semidei.
Io già con questo, o cara,
felicissimo dì, non cangerei.
Irene - Per te sol vivo
e tu solo mi basti,
Demetrio, a compensar, quanto ho perduto.
Demetrio - Qui attendo Soliman
col lieto avviso
delle bramate nozze, ora gradita,
che principio darà alla mia vita.
9
Irene - Pensa, che tua son io,
pensa, che mio tu sei,
che mi farà felice
il vivere con te:
Amor darà fra poco
ristoro al crudel foco
per premio di mia fé.
8
Demetrio - Blissful day, O fortunate day
of the end of my torments;
the happy and eternal day
that demigods enjoy among the stars,
my dear, I would not exchange
with this, most joyful, day.
Irene - I live only for you,
and you are enough,
Demetrio, to compensate for what I have lost.
Demetrio - I await Solimano
with the joyous announcement
of our longed-for wedding, the delightful hour
which will give a new start to my life.
9
Irene - Think that I am yours,
think that you are mine,
that living with you
will make me happy:
Love will soon give me relief
from my cruel suffering
as a reward for my faith.
19
Scena IV
Solimano e Demetrio
Scene IV
Solimano and Demetrio
10 Solimano - Oh felice Demetrio!
della sua grazia il gran signor t’onora;
Demetrio - Schiavo del suo favor la grazia aspetto
di compir le mie nozze.
Solimano - Concepisci speranze
di maggior beneficio
Demetrio - Beneficio maggior né so,
né spero della promessa Irene
Solimano - Sorte è miglior.
La potestà è d’offrire, e Irene, e la promessa
al gran monarca in dono.
Demetrio - Come?
Solimano - Sì piace Irene
al vincitor sovrano.
Demetrio - (Ah) Irene? Oh Dio che sento!
Solimano - E per somma clemenza,
ei che dà legge col suo voler al mondo,
a te richiede in dono la tua sposa, e la sua fede.
Demetrio - Ah Soliman. Ne la mia sposa offesa,
tutta la Grecia offende.
Solimano - Il gran signor nella sua Irene amata
tutta la Grecia esalta.
Demetrio - Amico! Oh Dio ti prego
per l’amicizia nostra...
Solimano - Per la nostra amicizia
ti prometto tacer, che fosti tardo
i cenni ad adorar del gran sultano.
Ma il fallo emenda.
Demetrio - E che posso io?
Solimano - Tu stesso disponi Irene...
Demetrio - Ahi misero, e non moro?
Solimano - Considera chi prega.
Re amante non conosce,
né modesto rifiuto,
10 Solimano - O happy Demetrio!
The great sovereign honours you with his grace;
Demetrio - A slave to his favours, I await the grace
of being granted my nuptials.
Solimano - You may hope
for some greater benefit.
Demetrio - I know of, nor wish for,
no greater benefit than my betrothed Irene.
Solimano - There is a better chance.
To offer both Irene and the oath
to the great sovereign as a gift.
Demetrio - What?
Solimano - The conquering king
has become infatuated with Irene.
Demetrio - (Ah!) Irene? O heavens, what do I hear!
Solimano - And as a supreme act of clemency,
he, who has power over the world,
asks you for your spouse, and his oath, as a gift.
Demetrio - Ah, Solimano! By offending my spouse
he offends the whole of Greece.
Solimano - By loving Irene, the great lord
glorifies the whole of Greece.
Demetrio - Friend! O heavens, I beg you
for the sake of our friendship…
Solimano - For the sake of our friendship
I promise I will not say that you were slow
in revering the will of the great sultan.
But mend your fault.
Demetrio - And what can I do?
Solimano - You yourself prepare Irene…
Demetrio - Alas, wretched me, and will I not die?
Solimano - Think of the suitor.
A king in love accepts
neither bashful refusals
20
né tardanza innocente.
Invano la ragion col cor contrasta,
questo è regio voler, t’è noto, e basta.
(parte)
11 Demetrio - Anime disperate,
nel vivo orror della tartarea morte
con voi se non vi sembra
peggior la sorte mia, cangio mia sorte.
Come? Irene dirò, non sei più mia.
Altro amante t’aspetta.
Ah no morto piuttosto
ma di lei che sarà?
Finisce il mio morire
se con questo finisce il mio martire
Venite, o furie,
per lacerarmi
per trasportarmi
nel vostro orror
per fare orrori
Che meglio sia
soffrir lo sdegno
del vostro regno
che gelosia
per troppo amor.
nor innocent delays.
In vain does reason fight the heart,
this is the king’s will, know it and that be enough.
(He leaves).
11 Demetrio - Desperate souls,
who experience the horror of Tartarus’s death,
with your fate, if you do not deem it
more terrible, I will exchange my fate.
What? Tell Irene, you are no longer mine.
Another lover awaits you.
Ah, no! I’d rather die,
what will become of her?
My slow death will end
if this will put an end to my suffering.
Come, O Furies,
tear me apart,
transport me
to your horrid abode,
inflict atrocities;
For I’d rather
suffer the dread
of your reign
than the jealousy
caused by too much love.
Scena V
Zaide e Solimano
Scene V
Zaide and Solimano
13 Solimano - E incerto partirò?
quando, o crudele,
farmi vorrai d’un amator fedele
uno sposo felice?
Zaide - Vo’ che provi il tuo ardor la lontananza,
Solimano - E nol provò finor
tanta costanza?
Zaide - Se l’amare ti piace,
non affrettar sponsali,
13 Solimano - Must I go away full of doubt?
When, cruel woman,
will you make of this faithful lover
a happy spouse?
Zaide - I want separation to test your passion.
Solimano - And has not so much constancy
tested it already?
Zaide - If you enjoy love
do not rush our nuptials,
21
è men dolce l’amor, quand’è un dovere.
Chi vuol tener due cori in fiamme eguali,
ami molto, ami sciolto, ed ami in pace.
Solimano - Irene segue il re, tu segui Irene!
Zaide - Me lo dici, me’l giuri,
e men lo credo.
Solimano - Così comanda il gran signor.
Zaide - Lo spirto innanzi lascerà,
che il suo Demetrio
Solimano - E non han taglio
i nostri ferri?
o corde non han più l’archi?
o precipizi i mari?
Zaide - Che vuol dir questo. Ohimè!
Solimano - Che in nostra corte
un rivale del re sposa la morte.
Zaide - Sentimi Soliman, so quanto avanti
sei nel favor del tuo monarca, or voglio
un saggio aver, del grande ardor, che vanti.
Solimano - Richiedi pur. Tel vanterò con l’opre.
Zaide - Turba le nozze, a tuo piacer, compiaci,
(non tel contendo) al tuo signor; ma guarda.
Per quanto è a te la grazia mia gradita,
salva Demetrio tu, salva la vita.
Solimano - Sì forte t’inquieta il suo periglio.
Zaide - Vuoi gradir?
Vuoi piacer?
Solimano - Altro non voglio...
Zaide - Non cercar, non negar, fa’ quel che bramo.
Solimano - Si darà legge il tuo volere al mio.
Ma che sperar degg’io?
Zaide - Se dei sperar
non patteggiar mercede,
per accordo non amo,
non cercar, non negar, fa’ quel che bramo.
14 Solimano - Se vuoi che serva,
almen lasciami vivo in sen
love is less sweet, when it becomes a duty.
To keep the flames of two hearts equally kindled
one must love deeply, freely and in peace.
Solimano - Irene follows the king, you follow Irene!
Zaide - The more you tell me and swear it,
the less I believe it.
Solimano - That is the great sovereign’s command.
Zaide - She’d sooner leave her soul
than her Demetrio.
Solimano - And have our blades no longer
a sharp edge?
Or strings our bows?
Or deeps the seas?
Zaide - What does this mean? Alas!
Solimano - That in our court
a rival of the king embraces death.
Zaide - Listen, Solimano, I know how high
in the king’s favours you are; now I want
proof of the great passion you boast of.
Solimano - Ask me, then. My deeds will prove it.
Zaide - Interfere with the nuptials, please your
master at will (I will not contest it); but watch out.
If my grace is welcome to you,
save Demetrio, save his life.
Solimano - Does his plight trouble you this much?
Zaide - Do you want to be appreciated?
Do you want to please me?
Solimano - I want nothing else…
Zaide - Do not ask, do not refuse, do what I wish.
Solimano - Your wish is my command.
But what can I hope for?
Zaide - If you want to hold hope
do not negotiate a reward,
I do not bargain my love,
do not ask, do not refuse, do what I wish.
14 Solimano - If you want me to help you,
at least leave some expectation alive
22
qualche conforto.
Chi vieta lo sperar,
in un puro penar
l’amore è morto.
in my heart.
To deny hope,
makes love die
in utter torment.
Scena VI
Zaide sola e poi Demetrio
Scene VI
Zaide alone and then Demetrio
15 Zaide - Oh Dio, e sarà vero,
che il misero Demetrio perda Irene?
E Irene, la Germana,
in braccio di Memet possa donarsi?
Ma a che compiango e l’uno e l’altro?
s’io amo Demetrio e lo vorrei già mio;
Ah più che metto in arme
la ragione e il dover contro il desio,
meno torna ch’in mezzo al gran contrasto
peno ben più ma nulla men l’adoro.
Non è pena in amor più crudele,
che il vedere il bel, che s’ama,
in poter della rivale;
sia pur giusto il suo ardor, e sia fedele
o sia amica chi lo brama,
gelosia sempre è un gran male.
(parte).
15 Zaide - O heavens, can it be true
that poor Demetrio is to lose Irene?
And that Irene, the German maid,
will give herself up to Memet’s embrace?
But why do I pity the two of them?
I love Demetrio and I wish he were already mine;
Ah, the more I fight desire
with reason and sense of duty,
the more, in the midst of this great conflict,
I suffer, without loving him any less.
There is no crueller pain in love
that to see one’s beloved
in the power of a rival;
even if her passion is sincere,
and she that loves him a loyal friend,
jealousy is always a great evil.
(She leaves).
23
CD 2
CD 2
ATTO SECONDO
ACT TWO
1
Introduzione
1
Introduction
Scena I
Giardino magnifico.
Demetrio e Irene
Scene I
A magnificent garden.
Demetrio and Irene
2
Irene - Sì, ti conosco, Amor,
tu sei solo signor,
dell’alma mia.
Mi balza in petto il cor,
sciolto da ogni timor
di sorte ria.
2
Irene - Yes, I do know you, Love,
you are the only master
of my soul.
My heart throbs in my bosom,
freed from any fear
of an evil destiny.
Scena II
Demetrio e detta
Scene II
Demetrio and the above.
3
Demetrio - Ah Irene! Ah Irene!
Irene - Oh mio Demetrio! oh dio!
comincia il bell’annunzio in un sospiro?
Parla, che avvenne, oh dio!
Perché confuso stai?
Demetrio - Prima ch’esca dal mondo, ahimè perdona
questo tenero sfogo, a un moribondo.
Irene - Parla mio ben, non mi far più languire.
Demetrio - Ascolta e inorridisci.
Altro amante, altro amore ed altro letto
il mio destin t’appresta.
Irene - A tanto affetto
così cruda novella? E tu la rechi?
Ah Demetrio, Demetrio e tu mi cedi?
Demetrio - Egli mi ti rapisce,
io non ti cedo.
Memetto il superbo parte diman,
3
Demetrio - Ah, Irene! Ah, Irene!
Irene - O my Demetrio! O heavens!
Does good news begin with a sigh?
Speak, what has happened, O heavens!
Why are you disconcerted?
Demetrio - Before I leave this world, alas forgive
a dying man this tender outburst.
Irene - Speak, my beloved, do not make me suffer so.
Demetrio - Hear and be horrified.
My destiny prepares for you
another lover, another love and another bed.
Irene - For our great love
such a grim piece of news? And you deliver it?
Ah, Demetrio, Demetrio, and you will give me up?
Demetrio - He takes you away from me,
I do not give you up.
Proud Memet leaves tomorrow,
24
né senza Irene parte.
Irene - E tu a ceder m’esorti?
Demetrio - Al mio destino,
al re crudel...
Irene - Guarda, che tu nol brami.
Demetrio - Anche questo mancava a’ miei dolori,
anima mia.
Irene - T’intendo,
di Memet mi vuoi tu,
perché non m’ami più.
and not without Irene.
Irene - And you exhort me to give in?
Demetrio - To my fate,
to the cruel king…
Irene - I see, you do not want me.
Demetrio - This too, to add to my sorrow,
my love.
Irene - I understand,
you want me to be Memet’s,
because you do not love me any more.
Scena III
Solimano, Memet, e detti
Scene III
Solimano, Memet, and the above.
Solimano - Impaziente [è] il gran signor…
Irene - Demetrio…
Memet - Irene [è] a te già noto
ch’hai l’onor di piacermi.
Irene - Demetrio or
mi dicea questa fortuna.
Demetrio - Ed ella rispondea, ch’ubbidiente
al suo voler s’inchina.
Ahi che dolor!
Irene - Oh traditor!
Memet - In premio dell’opra e dell’avviso
a te concedo Zaide in isposa.
Solimano - Ahimé
Demetrio - Signor
Irene - Signore
Memet - Bella voglio sapere
s’è sola ubbidienza il tuo consenso.
Prezzi Irene il mio cuore o la mia sorte?
Tu taci e impallidisci?
Irene - In mio favore
interpreta il silenzio e il mio pallore
e in tanta novità, dona ti prego
alla mente confusa un po’ di tempo.
Solimano - The great sovereign is impatient…
Irene - Demetrio…
Memet - Irene, you already know
that you have the honour of pleasing me.
Irene - Demetrio has just told me
about this kindly fortune.
Demetrio - And she replied that, obedient,
she would bow to his will.
Ah, woe is me!
Irene - O, traitor!
Memet - As a reward for your deed and your wisdom,
I grant Zaide to you as your wife.
Solimano - Alas!
Demetrio - My lord…
Irene - My lord…
Memet - Fair maid, I want to know
if your consent is mere obedience.
Irene, do you appreciate my heart or my position?
You do not speak, you turn pale?
Irene - In my favour
do interpret my silence and my pallor,
and in such change, please
grant this confused mind a little time.
25
Questo sia del tuo amor primo argomento.
Memet - Sia questo il primo segno,
ecco in tua grazia scema un re
di qualch’ora il suo contento.
4
Non sa chi ben non ama
che cosa sia aspettar.
Ogni momento
costa un tormento
sperando il bene con il penar.
Let this be the first argument of your love.
Memet - Let this be the first sign,
for your sake the king will postpone
for a few hours his contentment.
4
He that is not deeply in love
knows nothing about waiting.
Every moment
costs him new torment
as he longs and yearns for his beloved.
Scena IV
Demetrio, Irene, Solimano
Scene IV
Demetrio, Irene, Solimano
5
Demetrio - Solimano, soccorso.
Irene - Tu perdi Zaide.
Demetrio - Chiedo ai nostri pietà
dai tuoi dolori.
Solimano - La sciagura è comun,
ma che poss’io,
non val contro a sue voglie il favor mio.
(parte).
5
Demetrio - Solimano, help us.
Irene - You will lose Zaide.
Demetrio - Though in sorrow
have mercy on our sorrows.
Solimano - It is a misfortune for everyone,
but what can I do,
my favours have no power against his desire.
(He leaves).
Scena V
Irene, Demetrio
Scene V
Irene, Demetrio
Irene - Se perdermi volevi,
uccidermi era meglio,
senza farmi saper ch’eri incostante.
Demetrio - A me? incostante tu, si può in un ponto
quando è vero l’amor cangiar desio?
Irene - Si può ceder chi s’ama,
quando vero è l’amante, a un altro amore?
Demetrio - Esorto il minor mal,
cedo al tuo bene;
io cedo Iren, a Irene.
Irene - Dimmi infedele
non saresti tu già così crudele
Irene - If you wanted to dispose of me,
you would have done better to kill me
without letting me know of your disloyalty.
Demetrio - You say this to me? You are disloyal,
can true love change course so suddenly?
Irene - Can one give up one’s beloved,
if one’s love is true, to another lover?
Demetrio - I shall choose the lesser evil,
I yield to your love;
I shall yield Irene, for Irene’s sake.
Irene - Tell me, unfaithful man,
will you be so cruel
26
d’abbandonarmi ancora?
Demetrio - Io sono... un infedele?
Io abbandonarti?
or bene io vado or ora...
Irene - Ferma ferma, ove vai?
Demetrio - A irritar il tiranno,
a gridar ch’io non voglio, e ch’io gli niego.
Irene - Ferma Demetrio, se dobbiam morire,
io voglio la pietà di morir prima,
già vedo che tu m’ami;
ma che riparo
al prossimo periglio?
Demetrio - Per te solo pavento.
Irene - Per tua cagion sol temo.
Demetrio - Poss’io senza di te viver felice?
Irene - Poss’io senza di te
sperar contento?
ma sono al nostro mal vani i lamenti!
Andiamo, andiam voglio tentar mia sorte
o sarò di Demetrio, o della morte.
Demetrio - Deh amiamci più che mai:
raddoppino a dispetto
del crudo usurpatore
le comuni miserie, il nostro affetto.
6
A due - Se ben amano due cori
nelle pene son contenti.
Son costanti nel timor.
Disprezziamo anima mia
della sorte i rei furori
ed armiamoci d’amor.
(partono).
as to abandon me again?
Demetrio - I would be… unfaithful?
I would abandon you?
Well then, I will go right away…
Irene - Wait, wait, where are you going?
Demetrio - To challenge the tyrant,
to cry out that I am against it and I refuse.
Irene - Wait, Demetrio, if we are to die,
I want the mercy of dying first,
I see now that you love me;
but how to shield ourselves
from the approaching danger?
Demetrio - I fear only for your safety.
Irene - And I for yours.
Demetrio - Could I ever live happily without you?
Irene - Could I ever hope for any happiness
without you?
But our laments are of no use against our woe!
Let us go, let us go, I will challenge my destiny,
I shall either belong to Demetrio or to death.
Demetrio - Ah, let us love each other more than ever:
in spite of the cruel usurper
and of our common misery
let us double our love.
6
Duet - When two hearts are truly in love
they are happy even in sorrow.
They are faithful even in fear.
My beloved, let us despise
the evil wrath of fate
and arm ourselves with love.
(They leave).
27
Scena VI
Spiaggia di Costantinopoli. Memetto scende dalla
Capitana con la sua corte, e nell’atto di discendere,
compare un arco trionfale.
Solimano, Memet, e poi Irene
Scene VI
A beach at Constantinople. Memet steps down
from the flagship with his courtier and as he does so
an arch of triumph appears.
Solimano, Memet, then Irene
7
Solimano - Su di metalli e di sonore trombe
tuoni e rimbombe
la terra, il cielo, e il mar.
Ecco di Grecia il fulmine guerriero
d’un altro impero
comincia a trionfar.
8
Memet - Forti custodi e vivi miei trionfi
Mercede, a voi quest’oro e in un caparra
(fa dispensar denari a’ Giannizzeri)
delle spoglie d’un mondo
sol perché il mondo è un solo.
Ma Irene quando viene?
Solimano - Verrà Signore;
ma ancor leggo in quel volto
un raggio di pietà pel suo Demetrio.
Ma già sen vien.
Memet - Attendi: (a Solimano)
nelle gran forze mie tu vedi Irene
le venture mie glorie
e tu a parte sarai di mie vittorie.
Irene - Io, Signore?
Memet - Tu appunto. Ancor sei in dubbio?
Irene - Ho sicurtà la tua giurata fede,
ed il mio onor, e del concesso sposo.
Memet - Il tuo sposo m’ha sciolto.
Irene - Ah! non è vero!
Memet - Né t’offendo l’onor, se fra le mogli
del gran signor t’accetto.
Irene - Non ha moglie fra noi
quel ch’ha più mogli.
Memet - Fu d’altro sangue e di tua legge ancora
7
Solimano - Up bold, blaring trumpets,
let earth, sky and sea
thunder and resound.
Here is the lightning warrior of Greece
ready to triumph
over another empire.
8
Memet - Bold guardians and living triumphs
Let this gold be a token
(he has money given out to the soldiers)
of the booty of a world
only since the world is but one.
But when will Irene come?
Solimano - She will come, sir;
yet I still read in her face
a ray of pity for her Demetrio.
But she is coming now.
Memet - Wait: (to Solimano)
in my great host you see, Irene,
my future glories
and you will share in my victories.
Irene - I, sir?
Memet - You. Do you still doubt me?
Irene - I trust in your oath,
and my honour, and my promised spouse.
Memet - Your spouse has released me.
Irene - No! This cannot be!
Memet - I do not offend your honour, if I accept you
among the wives of the great lord.
Irene - In my land he
who has more than one wife has none.
Memet - Of different blood and of your law
28
la mia gran madre e fra le regge spose
visse contenta e si credea regina.
Irene - L’esempio onora ben, ma non l’imita,
benché tua schiava Irene.
Perdona un giusto ardir; l’anima e il sangue
chiamandoti spergiuro,
mille volte darò
pria che l’onore.
Memet - Bella ferocità più m’innamori.
Solimano per me vinci quel core
non vuo’ arrischiarmi più, son tanto amante
che quasi oblio colei d’esser regnante.
(parte).
was my mother, and amidst the royal wives
she lived in happiness and thought herself a queen.
Irene - I honour the example, but do not imitate it,
though Irene is but your slave.
Forgive my righteous daring; my soul and blood
that call you a perjurer,
would I give a thousand times
ere I would give my honour.
Memet - Fine spirit, I love you the more.
Solimano, win this heart for me
I shall risk no more, I love so much
that I nearly forget to command.
(he leaves).
Scena VII
Solimano, Irene
Scene VII
Solimano, Irene
Solimano - Principessa, e non sai che possa ancora
il furore o il favor del gran Memette?
Irene - Né l’un, né l’altro meritar pretendo,
serba le sue promesse? io son contenta.
Le rompe? Io più non spero, io più non temo.
Solimano - Comanda il vincitor.
Sei in poter suo.
Irene - La vita è in suo poter, ma non già il core.
Solimano - Anche il tuo cor,
s’è in poter del suo Demetrio
Irene - Oh dio! Se mai sospetta
che per lui lo rifiuti…
Ah Solimano!
Non ami Zaide?
Solimano - E perché l’amo ancor Demetrio ha vita.
Pensa, e risolvi intanto
o sii del re la più diletta moglie,
o su Demetrio appresta un longo pianto.
(parte).
Irene - Barbaro! e così parli e così parti.
Solimano - Princess, do you not know
what the anger and favour of Memet can do?
Irene - I wish to merit neither one,
Does he keep his word? I am happy
He breaks it? I neither hope nor fear.
Solimano - The victor commands.
You are in his power.
Irene - My life is in his power, but not my heart.
Solimano - Your heart too,
if in the power of his Demetrio
Irene - Oh god! If ever he suspects
that I refuse for him…
Ah Solimano!
Do you not love Zaide?
Solimano - Because I love her Demetrio is still alive.
Think and decide
either you are the king’s beloved wife
or long sorrow awaits Demetrio.
(he leaves).
Irene - Barbarian! Thus you speak and leave me.
29
9
Misero amante core
prepara pur sospiri,
hai molto da penar.
Nell’impero del crudo amore,
quanti sono i bei desiri,
son le fonti del lagrimar.
9
Wretched loving heart
prepare your sighs,
for you have cause for sorrow.
In the power of cruel love
how many sweet desires
are well-springs of tears.
Scena VIII
Demetrio e Zaide
Scene VIII
Demetrio and Zaide
10 Demetrio - Di me così gran fiamma?
E tanto ascosa?
Zaide - Fin che fu reo d’infedeltà il mio foco,
lo castigai tacendo.
Or che l’assolve, certa speme di nozze,
il dolce premio, e del silenzio e dell’ardor ti chiedo.
Demetrio - L’ardor ringrazio e la costanza ammiro;
non ho bella due cori, e questo solo
tutto, tutto è d’Irene.
Zaide - Ah se sapessi i lunghi miei tormenti!
Se i dolori presenti
se sapessi cos’è, languir tacendo!
Demetrio - Tutta quella pietà che per me posso,
e che per me non trovo, io per te sento,
Zaide non so ingannar, Irene adoro
né mai d’altri sarà questo mio core,
ma, oh dio, come turbata a noi sen viene.
10 Demetrio - Such passion for me?
And so well hidden?
Zaide - While it was guilty of infidelity
I punished my flame by hiding it.
Now it is absolved by certain hope of matrimony,
I beg of you the sweet prize of silence and of love.
Demetrio - I thank your love and admire your faith;
I have not two hearts, only this one
which is all, all for Irene.
Zaide - Ah, if you but knew of my long torment!
My present sorrows
if you knew what it is to suffer in silence!
Demetrio - All the compassion that I have
and cannot feel for myself, I feel for you,
I cannot fool Zaide, I adore Irene
and my heart will never be another’s,
but, oh god, how troubled does she come to us.
Scena IX
Irene e detti
Scene IX
Irene and the above
Irene - Pur ti ritrovo alfine.
sappi che Memette
ha trovato un timor, che mi sgomenta,
minaccia me su la tua vita, o caro.
Zaide - Solimano infedele!
Demetrio - Piacesse al ciel, che la mia morte
Irene - At last I find you.
You must know that Memet
has found a fear, that terrifies me,
he threatens me with your life, oh dear one.
Zaide - Faithless Solimano!
Demetrio - Would have but grant that my death
30
a trarti di mano al fier tiranno a te giovasse:
ma senti anima mia,
s’è impossibile unirsi in dolce nodo
è furor se ricusi impero e nozze
è l’opportunità di giovar tanto all’infelice Grecia.
Irene - Se tu amassi davvero
pria che d’altrui, tu mi vorresti morta.
Demetrio - Già che ragion non giova,
sù sù faccia l’amor l’ultima prova.
Attendimi e risolvi:
O ripara al tuo rischio, o sii regina.
Irene, in breve d’ora
tel giuro, io leverò con questa mano
a te l’impedimento, a me la vita.
Irene - E sei ben fermo in questo?
Demetrio - Si sì sono uno scoglio.
Irene - Or dunque ti rispondo
con questo acciaro. (Cava un stile)
Demetrio - Ah ferma!
Zaide - Oh dio che fai?
Irene - Non v’accostate, o ch’io mi passo il petto...
Con questo acciar, che per rimedio estremo
di libertà, poiché son schiava io porto,
sì ti vo’ prevenir, se non deponi
il barbaro pensiero
rispondi pur, per me è deliberato,
non dà tempo a’ consigli, un disperato.
Demetrio - Vivrò vivrò s’el vuoi
per questo ciel, per quell’amor tel giuro,
per cui morire, e vivere non curo,
ma deponi quel ferro!
Irene - Ecco lo getto.
(Getta l’arme)
Zaide - Vivete pur sperando
emola generosa
anch’io de’ vostri esempi
voglio sacrificarmi al piacer vostro.
might wrest you from the bold hand of the tyrant:
but listen, my heart,
if it is impossible to be joined in a sweet union
it is madness to refuse power and wedding
it is a chance to do so much for wretched Greece.
Irene - If you truly loved me
you would wish me dead rather than another’s bride.
Demetrio - Since reason can do naught,
come, let love make one last try.
Await me and decide:
either prepare for danger, or be queen.
Irene, briefly
I swear, that with my own hand I shall remove
your hindrance, and my life.
Irene - And are you set on this?
Demetrio - Yes, I am as firm as a rock.
Irene - Then I reply to you
with this blade. (She draws a dagger)
Demetrio - Ah stop!
Zaide - Oh god, what are you doing?
Irene - Hold back, or I shall pierce my breast
with this blade that as a slave I carry,
as a final remedy of freedom,
I shall act before you,
if you do not abandon the barbarous thought
answer now, my mind is made up,
the desperate leave no time for thinking.
Demetrio - I shall live, live if you desire
I swear it by this heaven, by the love
for which I would die and care not to live,
but lay down that knife!
Irene - Here, I cast it down.
(She throws the dagger down)
Zaide - Live and hope yet
generous emulator
at your example
I too will sacrifice myself for your happiness.
31
Adoro il tuo Demetrio,
mia cara tel confesso.
Ora per bella emenda
voglio svenarmi in sen sì caro amore.
Già Solimano alle mie nozze aspira
s’oggi con il suo amor vi fa contenti,
per innocente errore
io stessa ho da servire al vostro amore.
Terzetto
Zaide - A me sarò crudele,
che sento nel mio core,
del nostro amor pietà.
11 Irene / Demetrio / Zaide Vivrò per te fedele,
né mi farà terrore
del fato l’empietà.
I love your Demetrio,
my dear, I admit this.
And now, in just repayment
will I tear this sweet love from my heart.
Solimano aspires to wed me
and if today he makes you happy with his love
by an innocent mistake
I myself might serve your love.
Trio
Zaide - I shall be cruel to myself,
for in my heart I feel
compassion for our love.
11 Irene / Demetrio / Zaide I shall live faithful to you
and will not be terrified
by wicked fate.
Scena X
Solimano, Zaide
Scene X
Solimano, Zaide
12 Zaide - A tempo arrivi:
sinceri patti in semplice discorso
il mio volere è in poter tuo se vuoi.
Solimano - Come tanta fortuna? e sì improvvisa?
Zaide - Ogni amante ha un bel momento;
se nol coglie è per sua colpa.
Solimano - Se questo è il mio, l’accetto,
e ti do in pegno la mano, il cor, la fede.
Zaide - Sì, ma pria ti convien fartene degno.
Solimano - Onora l’ardor mio del tuo comando.
Zaide - Fa’ che Irene a Demetrio oggi sia sposa,
e in prezzo avrai le mie per lor nozze.
Solimano - E così m’offri il voler tuo, s’io voglio?
Nega chi mette
un impossibil patto.
Zaide - E credi tu ch’io sia facile acquisto?
Va’, se temi per me rischio e fatica.
12 Zaide - Your arrival is timely:
sincere agreements in simple words
my wish is in your power, if you desire.
Solimano - What, such fortune? and so suddenly?
Zaide - Every lover has his moment;
and if he does not seize it, it is his mistake.
Solimano - If this be mine, I accept it,
and in return give you my hand, my heart, my faith.
Zaide - Yes, but first you must be worthy.
Solimano - Honour my love with your bidding.
Zaide - Let Irene and Demetrio be wed today,
and in exchange you will have my wedding for theirs.
Solimano - Thus do you offer me your will, if I desire?
She who sets an impossible condition,
is one who refuses.
Zaide - And do you think me an easy conquest?
Away, if you fear risk and effort for me.
32
Solimano - Io temere per te? No, non ricuso
d’esporre a tuo piacer grazia e fortuna.
Sì tentarò, ma dividiam l’impresa.
Fa’ che Irene in favor del proprio onore
richieda al gran signor d’essergli sola,
e coronata moglie.
Zaide - Questo che giova?
Solimano - Vieta famosa legge ai re sultani
d’aver moglie e regina. Onde Memette
posto tra le promesse e il gran divieto
più facile udirà voce, che il prieghi
a non mancar di fé, né romper leggi:
se nol vince quest’arte, ogn’altra è vana.
Zaide - La dimora è fatale in tanto rischio.
Volo a eseguir la parte mia.
Solimano - Ben vedi,
cara Zaide, se t’amo.
Fido il mio capo a femminil secreto.
13 Zaide - Sii pur fedele a me, non dubitar.
Crudele più non è,
il core quando crede,
in mezzo della fede,
principio è dell’amar.
Solimano - Fear for you? No, I do not refuse
to risk grace and fortune for your pleasure.
I shall try, but let us divide the task.
For her honour’s sake
let Irene ask our lord
to be his only crowned wife.
Zaide - What good will this bring?
Solimano - A well-known law forbids sultan kings
to have a wife and queen. Thus Memet
caught between a promise and a ban
will more likely listen to voices that beg him
not to lose his faith, nor break the laws:
if this trick fails, all others are vain.
Zaide - It is fatal to hesitate in such danger.
I fly to do my part.
Solimano - Well can you see,
dear Zaide, that I love you.
I entrust my head to female discretion.
13 Zaide - Be true to me, do not doubt.
No longer is a heart
cruel when it believes
that faithfulness
is the first step to love.
33
CD 3
CD 3
ATTO TERZO
ACT THREE
1
Introduzione
1
Introduction
Scena I
Gran padiglione reale in forma di gabinetto
Memet, Solimano
Scene I
A great royal tent serving as a council hall
Memet, Solimano
2
Memet - Tanto stupor vi prende
ch’io voglia compiacer all’ardor mio,
e far regina Irene?
Solimano - Ti ricorda mio re, che d’alta legge
signor tu, che difendi,
di mancator correggi,
tu violar le più famose leggi?
Memet - Servano leggi i re, quando la legge
serve a comodo loro.
Ma eccola che giunge.
2
Memet - Are you so astonished
that I wish to satisfy my desire
and make Irene queen?
Solimano - I remind you, my king, defender
of the high law, who punish
the trespasser,
that you would violate the best-known laws.
Memet - Laws serve the king, when the law
suits their purpose.
But here she comes now.
Scena II
Memet, Irene, Demetrio
Scene II
Memet, Irene, Demetrio
Memet - Tu vuoi, che il tuo bel crin col suo diadema
coroni il vincitor la tua vittoria?
Irene - Così chiede il mio onor; ma egli è un ardire,
che invece d’esaudito,
merta d’esser punito.
Memet - Vile ti punirei.
Superba, t’amo.
Merta doppia corona
così bell’ardimento.
Una sarà la mia, l’altra una intiera
Legge, ch’io rompo a cingerti la fronte.
Irene - Ahimè che ascolto!
Demetrio - Oh cielo e vivrò...
Memet - Do you wish the Victor with his diadem
to crown your fair head with your victory?
Irene - My honour demands it; but it is a claim
that deserves to be punished
rather than rewarded.
Memet - A wretch, I would punish you.
Bold woman, I love you.
A double crown should honour
such a brave stance.
One shall be mine, the other an entire law,
that I shall break and place on your brow.
Irene - Alas, what do I hear?
Demetrio - Oh heavens, and I still live...
34
Memet - E non rispondi?
Irene - Signor, tu m’hai trafitta
col dir, ch’una tua schiava
tu ti pieghi a onorar con un delitto.
Memet - Questo a te si dovea, di sì gran core,
che a Memette sapesti
chieder cosa maggior del suo potere.
Demetrio - E ancor non moro?
Irene - Or me ne pento, e bramo
salvo il mio onor, e la sua legge intatta
Memet - Bramo salvo il mio cor, non la mia legge.
Irene - Son tua schiava signor. Oh fossi morta!
Memet - Sarai regina.
Demetrio- Oh dio!
Memet - Soliman scendi al campo,
e gli animi e le genti or or prepara;
a spettacolo novo,
di così bel sembiante
d’una schiava regina
e d’un sultano amante
3
Presto a godere, chi tarda il piacere
perde il bel fiore del vero gioir
felice quel core
che libera amore
dalle pene d’un lungo desir.
Memet - Do you make no answer?
Irene - Sir, you have wounded me
in saying that you stoop to honour
a slave with a crime.
Memet - This is your due, paid with the heart,
for you dared ask of Memet
that which is greater than his power.
Demetrio - And do I still not die?
Irene - Now I repent, and desire
to save my honour, and keep his law intact.
Memet - Desire to save my heart, not my law.
Irene - I am your slave, sir. Ah, were I but dead!
Memet - You will be queen.
Demetrio - Oh god!
Memet - Soliman go down to the field,
and prepare the people and their hearts now
for a new spectacle,
of the fair face
of a slave queen
and a loving sultan.
3
To delight now swift, he who delays pleasure
misses the true blossom of joy
Happy is the heart
That frees love
from the pangs of long desire.
Scena III
Irene, Demetrio e Zaide
Scene III
Irene, Demetrio and Zaide
4
Irene - Ora sì, che svanite
son tutte le speranze, e quel ch’è peggio
nemmeno il disperar punto ci giova,
se accetto, se ricuso, o viva, o mora,
o tu sei della morte, o non sei mio,
infelice mio bene.
Demetrio - Ahi! che doppia agonia per chi s’adora,
[è] il lasciarsi per sempre;
4
Irene - Now indeed, all hopes
are lost, and what is worse
not even despair can help us,
whether I accept or refuse, live or die,
either you die, or are not mine,
my unhappy lover.
Demetrio - Ah! double torment for those who love
it is to leave each other for ever;
35
pensa alla tua salute e non più a questa
vita, che senza te, non è più vita.
Zaide - Mi scoppia il core in petto.
Irene - Rinforzati mio core;
ecco il mio, fida suora, ecco il tuo sposo:
vi unisca innanzi a me nodo amoroso.
Col foco tuo, col mio
unito in un ardor studia ad amarlo.
E perché m’ama ancora,
veglia alla guardia sua, prendi sospetto
del suo dolor, del suo furor. Sì tosto
non ti fidar d’ogni ingannevol calma,
col tempo ei cederà. Tu allor n’avrai
d’amor, di tolleranza, e frutto e palma.
5
Se mai dolce, se mai grato
ti fu il ben della tua Irene,
tu non dei pensar più a me.
Per quel pianto innamorato,
che già sparsi e per le pene
ch’io pativa sol per te.
think of your health and no more of this life,
which, without you, is no longer life.
Zaide - My heart is bursting in my breast.
Irene - Be strong my heart;
here is mine, trusted sister, here is your husband:
let a loving knot unite you before me.
With your flame, with mine
united in passion learn to love him.
And since he loves me still,
watch over him, and be aware
of his pain and his anger. Be slow
to trust any deceitful calm,
with time he will yield. Then you will have
the fruit and wreath of love and tolerance.
5
If ever the good of your Irene
was sweet and dear to you,
you must not think of me again.
For those loving tears
that I have shed and for the pains
that I have suffered for you alone.
Scena IV
Demetrio e Zaide
Scene IV
Demetrio and Zaide
6
Demetrio - Ahimè, son morto!
Zaide - Animo, o ciel! Demetrio?
Demetrio - O sorella fedele! o Solimano!
o turche leggi! o mia tradita Irene!
Zaide - E che? tu dubitar della mia fede?
Demetrio - Sì, fede di rivale.
Queste le nozze son? Queste le tanto
generose promesse?
Zaide - Perdono al tuo dolor,
sì iniquo torto.
7
Demetrio - Palpito, sudo, tremo
Dove io volga il guardo e il ciglio
Non incontro che periglio
6
Demetrio - Alas, I am dead!
Zaide - Oh, heavens! Demetrio?
Demetrio - Oh true sister! Oh Solimano!
Oh Turkish laws! Oh my betrayed Irene!
Zaide - What? Do you doubt my faith?
Demetrio - Yes, the faith of a rival.
Is this a wedding? Are these
the generous promises?
Zaide - I pardon this cruel wrong
when I think of your sorrow.
7
Demetrio - I tremble, I sweat, I shiver
Wherever I turn my eyes my gaze
lights only upon danger
36
e mi sento già morir
La mia Irene, o dio, perdei
e finiti i giorni miei
sono a forza di martir.
(parte)
and I feel that I am dying
Oh god, I have lost my Irene
and my days are over
worn down by my torments.
(he leaves)
Scena V
Zaide e Solimano
Scene V
Zaide and Solimano
8
Zaide - A tempo giungi, iniquo,
questo è il prospero evento,
che sortiro i miei prieghi?
Quanto io vaglia con te ben argomento.
Solimano - Giudica iniquamente
chi guarda il buon voler nel buon successo.
Zaide - Or tu spera godere
la solita merce del buon volere.
Solimano - Forse il merto godrò
della buon opra;
non mi par il sultano
inflessibile più com’era prima
su la moglie regina.
Gridano i sani della legge, e insieme
l’ordine militar tutto ne freme.
Zaide - Se volessi davvero...
Solimano - Non è senz’arte mia, che in un raccolti
parlino i grandi al re,
che il re gl’ascolti.
Zaide - E qual frutto ne speri?
Solimano - Molto può col regnante
il comun desiderio
e può molto l’amore in un re amante.
Zaide - Torna, e tenta se m’ami,
che senza colpa sua nel suo disegno
tanta grazia non manca e tanto ingegno.
9
Si viva, si mora
in grazia d’amore mio core costanza.
8
Zaide - You come betimes, false wretch,
is this the happy lot
that my prayers have won?
When I weigh the question with you.
Solimano - It is wrong to judge
good intentions only in good results.
Zaide - Now you hope to win
the usual reward for good intentions.
Solimano - Perhaps I shall win the reward
for good deeds;
the sultan does not seem
so unbending as he was before
about the queen and wife.
The wise men of law cry out, and with them
the military orders are in tumult.
Zaide - If you really wanted
Solimano - It is not without my art that now
gathered together the elders speak to the king,
and the king lends his ear.
Zaide - And what fruit do you hope to obtain?
Solimano - The people’s wish can do much
to move a regent
and much can do love in a loving king.
Zaide - Return, and strive if you love me,
that without his fault such grace and wit
fail not in his plan.
9
In the grace of love
my heart lives or dies.
37
Per amor di chi s’adora
amar s’impari senza speranza.
For love of the adored
we learn to love where hope is none.
Scena VI
S’apre il gran padiglione e si vede tutto il campo
turchesco con l’esercito in battaglia.
Memet, Irene con tutta la corte precedono
Solimano, Demetrio e Zaide
Scene VI
The great tent pens and we see the Turkish army in
battle formation.
Memet, Irene and the whole court precede
Solimano, Demetrio and Zaide
10
Marcia turca
10
11 Memet - O gran mondo ottomano, o in virtù mia.
Popolo domator dell’Oriente.
Questa ch’io vinsi imperial corona
sulla più bella fronte,
che a sostener diademi
apprestasse natura, espongo in vista,
perché nell’universo
sia per felice man, d’alto imeneo
di vittoria, e d’amor vivo trofeo,
o fortunata Irene.
12 Il mio amor ti fa regina
se mia schiava il ciel ti fé
Serva il fato ti destina
ti vol sposa ecco il tuo re.
13 Irene - Sposa son per tua grazia e son regina.
Di lusinghe signor non è più tempo,
la sorte ti dovea un cor più grato
del mio. Con tutto questo
ubbidito tu sei, ma non amato.
Ma neppur ubbidito. Il tuo diadema
sol venni ad accettar per rifiutarlo.
Demetrio - Ahimè che disse!
Zaide - Oh ciel che sento!
Memet - Ah iniqua
tu così a me?
Tu così ingrata, indegna?
Sinfonia in Turkish style
11 Memet - Oh great Ottoman world, oh by my virtue.
People that dominate the Orient.
This imperial crown that I have won
do I set for all to see
on the fairest brow which nature
disposed to bear diadems,
that the universe be happy
with this noble wedding,
with victory, and the trophy of living love
oh fortunate Irene.
12 My love makes you a queen
though heaven made you my slave
Fate destined you to serve
and now your king would have you his bride.
13 Irene - By your grace I am a bride and queen.
Sir, this is not the time for flattery,
fate owed you a more thankful heart
than mine. All this is to say
you are obeyed, but are not loved.
Yet not even obeyed. I came to accept the crown
only to refuse it.
Demetrio - Alas, what has she said?
Zaide - Oh heavens, what do I hear?
Memet - Ah wretch
do you treat me so?
So ungrateful, so unworthy?
38
a sì gran beneficio...
Irene - Conosco il torto sì, ma nulla giova
per vincere il cor mio.
Memet - Perfida, e mi prometti, e cerchi patti
solo per ingannarmi?
Irene - Chieder credeva una impossibil cosa,
e risparmiare ad ambedue il dolore:
a me d’esserti ingrata, a te d’udire
da me negarti amore.
Memet - Il capo, il capo vile
che nieghi alla corona
ora porgi al supplicio.
Zaide / Demetrio - Oh dio!
Irene - Son pronta: invece del tuo letto,
invece del tuo soglio,
anche a favor l’accetto.
Memet - Vediam se per Irene
son grazie i miei castighi. Olà, soldato,
la corda di quell’arco.
Demetrio a te. Qui tu sugl’occhi miei
Strozza, uccidi colei.
Demetrio - Io signore?
Memet - Tu, tu con la tua mano,
immantinente.
Demetrio - Mille
mille volte piuttosto io vo’ morire.
Irene - Ah! no Demetrio.
Memet - Oh infidi! Io son tradito:
ben comprendo le trame.
Da te comincerò: soldati a lui.
Irene - (a Memet) Signore ubbidirà
per quanto m’ami.
(a Demetrio) Serba la vita tua, prendi la mia,
ecco il collo, ecco il capo, a me la morte.
Demetrio - (a Irene)
Deh vivi, e regna tu ch’io lieto godo
di morire per te. (a Memet) Me sol castiga,
Before such great honour…
Irene - I know my sin, but nothing can this do
to overcome my heart.
Memet - Traitress, you promise and seek accords
only to deceive me?
Irene - I thought to ask the impossible,
and to spare us both the suffering:
for me of being ungrateful,
for you of hearing your love rejected.
Memet - The head, the wretched head
that you deny to the crown
you will bow to the executioner.
Zaide / Demetrio - Oh god!
Irene - I am ready: rather than your bed,
rather than the throne,
do I willingly accept it.
Memet - We shall see if Irene
judges my punishment a favour. Ho there, soldier
bring the string of your bow.
Demetrio, act now. Here in my sight
strangle her, kill her.
Demetrio - I, Sir?
Memet - You, with your own hand,
immediately.
Demetrio - A thousand times,
a thousand would I die first.
Irene - Oh! no Demetrio.
Memet - Oh traitor! I am betrayed:
well do I understand your plotting.
I shall begin with you: soldiers, take him.
Irene - (to Memet) Sir, he will obey
even though he loves me.
(to Demetrio) Spare your own life, take mine,
here is my neck, here my head, give me death.
Demetrio - (to Irene)
Ah live and reign that I may delight
in dying for your sake. (to Memet) Punish me alone,
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signor, me solo e lei per te conserva.
Memet - Come? Fin le mie pene
insultar temerari! (ai soldati)
Fermate voi già una altra,
un’altra sorte di castigo gl’aspetta.
Se v’è in grado la morte (a Demetrio e Irene)
perdo al vostro morir la mia vendetta.
Zaide - Che mai sarà?
Memet - Della più vile plebe
sia ludibrio costei. Viva per pena,
scornata e indifesa.
Irene - Ohimè che orrore!
Memet - E a tutto sian presenti
catenati e scherniti
la sorella e lo sposo.
(Vengono incatenati Irene e Demetrio)
Zaide - Di che colpa son rei.
Demetrio - Per qual delitto?
Irene - Non temo, no, dell’empia tua sentenza
non si perde innocenza
e non si macchia onore
da chi intatta ha la mente e puro il core.
Fa’ quanto sai! Non t’amerò in eterno.
Memet - Non più. Eseguite.
Demetrio - Ah Irene!
Irene - Vado, o crudo, e consolo i dolor miei
ch’ora vado innocente
dove sarà Demetrio e tu non sei.
(partono Irene, Demetrio e Zaide)
sir, only me, and keep her for yourself.
Memet - What? Dare you even
insult my suffering? (to the soldiers)
Stop, for another,
a different type of punishment awaits you.
If death is welcome you (to Demetrio and Irene)
I have no vengeance in your death.
Zaide - What can this be?
Memet - Let her be mocked
by the wretched people. Let her live in torment
despised and undefended.
Irene - Ah, what horror!
Memet - Let them be exposed before all
in chains and despised
the sister and the husband.
(Irene and Demetrio are put in chains)
Zaide - What is their crime?
Demetrio - For what misdeed?
Irene - I have no fear, no fear, your wicked sentence
robs me not of my innocence
nor stains my honour
for my mind is intact and my heart is pure.
Do what you wish! I shall not love you for ever.
Memet - Enough. Carry out my command.
Demetrio - Ah, Irene!
Irene - I go, oh cruel one, and console my sorrows
thinking that innocently I go
where I will find Demetrio and not you.
(Irene, Demetrio and Zaide leave)
Scena VII
Solimano e Memet
Scene VII
Solimano and Memet
14 Memet - Son vendicato, sì,
ma di vendetta
alcun piacere
non sento al cor
14 Memet - I am avenged in truth
but from my vengeance
draw no pleasure
for my heart.
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Se il suo tormento
non dà contento
al mio furore
Sì l’amo ancor.
15 Solimano - Il mio zelo fedele al tuo gran sdegno
or questo capo espone. Io fin col sangue
compro la libertà d’utile ardire.
Concedimi ch’io parlar e poi m’uccidi.
Memet - Dì pur, ch’ascolto.
Solimano - Tu vai sott’altro cielo
a dure imprese;
e lasci a novi regni la custodia;
signor, di novi sdegni,
non è sì doma ancor la Grecia,
che sfogar col solo pianto
voglia il dolor del vilipeso onore.
Deh vedi quanto offendi. Irene è il sangue
più adorato dai Greci; ed è Demetrio,
figlio del più vicin principe amico.
Memet - E non dà giusta pena a un core ingrato
un monarca spezzato?
Solimano - No, se infierisce
contro l’onor del reo quando punisce.
Ma senza rischio tuo pur anche fosse
la vergognosa pena
non torna in disonore
del vincitor disonorare il vinto?
Se offeso alto regnante?
Lavi il sangue le offese e mostra al mondo
che giudice castighi e non amante.
Memet - L’indomita costanza
cercai di spaventar con quel castigo,
che solo mette orrore
in che morte non teme.
Va’ e seguila sollecito, che spero
la troverai pentita; e se pur dura
nell’ostinata mente
If her torment
brings no content
for my rage
then I still love her
15 Solimano - Place my head before your rage
for my faithful zeal. Even with my blood
will I purchase the freedom to dare for right.
Grant that I may speak and then kill me.
Memet - Speak then, I shall listen.
Solimano - You move to dread adventures
under other skies;
and leave the care of new reigns;
sir, Greece is not yet accustomed
to new affronts,
and can with tears alone
wash its offended honour.
Ah, see what insult you offer. Irene is
the beloved child of Greece; and Demetrio
the son of our nearest prince and ally.
Memet - And is a broken monarch
not a fitting punishment for a thankless heart?
Solimano - No, not if it offends the honour
of the ill-doer when it punishes.
But even if the shameful punishment
held no risk for you
does it not dishonour the victor
if he dishonours the vanquished?
If he offends a noble prince?
Wash away the blood offence and show to the world
that you sentence as a judge and not as a lover.
Memet - I sought to shake
her unshaking constancy with this punishment,
that stirs only horror
in one who does not fear death.
Go and follow her swiftly, for I hope
you will find her repentant; yet if she is still unbent
in her stubborn mind
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riconducila tosto. Al cielo, al mondo.
farò presto vedere
che Memette anche amante,
è giudice e regnante.
(parte).
bring her here swiftly. To the heavens and the earth
will I now show
that Memet, even as a lover,
is a judge and king.
(He leaves).
Scena VIII
Memet e Zaide
Scene VIII
Memet and Zaide
Zaide - Oggi dal suo signor la gente turca
qualche fatto attendea degno del core,
che tutti i fatti illustri emolo oscura,
ed oscurando onora
de’ passati Ottomani,
dei Greci antichi e degli eroi romani.
Memet - Paleserà fra poco
se sa vincere amor la mia vendetta.
Zaide - Che delitto a vendetta ora ti chiama?
Memet - Irene, che non m’ama,
Demetrio reo d’amarla, e disprezzarmi.
Zaide - Se contra al voler tuo s’aman due sposi,
e qual fia mai il delitto
di clemenza più degno e di perdono.
Ma l’amor di Demetrio, e di che è reo.
Io so, che alle tue nozze,
e persuase Irene, e la costrinse
fin col timor di torre a sé la vita
per levar ogni inciampo ai voler tuoi.
Or giudica signore
col core d’Alessandro,
di Cesare, e d’Achille
quest’è il tuo error; condannalo se puoi.
Zaide -Today the Turkish people expect of their lord
some deed worthy of the heart,
that overwhelms all its illustrious deeds,
and in so doing honours
the Ottomans of the past,
the ancient Greeks and Roman heroes.
Memet - I shall soon show
that my vengeance can overcome love.
Zaide - What crime now calls you to vengeance?
Memet - Irene who does not love me,
Demetrio, guilty of loving her, and of despising me.
Zaide - If two love each other against your will,
whatever their crime may be
it merits rather pardon and mercy.
But Demetrio’s love and his crime.
I know that he persuaded Irene
to marry you, and obliged her
with the threat of taking his own life
to remove all hindrance to your will.
Judge now, my lord,
with the heart of Alexander,
of Caesar and of Achilles
this is your mistake; condemn him if you can.
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Scena ultima
Tutti
Final Scene
All the characters
Solimano - Al giudice maggior dell’universo
la più illustre colpevole, che mai
vedesse tribunale, io reco avante,
la generosa Irene.
Quanto minacci
più n’è più costante.
Memet - Non ha forza che basti
Memette a farsi amare?
Né per farsi temere?
O miei gran savi, o miei compagni invitti,
del vostro re prendete
un infallibil saggio.
Vinsi con voi pugnando un forte impero,
ed ora da me solo
del forte impero, il vincitor io vinco,
del mio amor, del mio sdegno, ecco trionfo;
vadan sciolti costoro al lor destino.
Noi prendiam della gloria il gran cammino.
16 Quintetto - Guerra, guerra,
guerra, strage, ruine, terror.
La minor delle mie glorie
sia domare il mar, la terra
vince tutte le vittorie
la vittoria che vince il cor.
Solimano - Before the greatest judge of the universe
do I bring forward the noblest criminal,
that ever a tribunal saw,
the generous Irene.
The more she is threatened,
the more constant is her heart.
Memet - Has Memet not the power
sufficient to win love?
Nor to win fear?
Oh, wise counsellors, oh unvanquished guests,
take an unfailing lesson
from your king.
Battling with you I have won a mighty empire,
and now fighting alone
I overcome the victor of the empire,
over my love, over my anger I triumph now;
let them be freed to their destiny.
We shall set out on the path to glory.
16 Quintet - War, war
war, destruction, ruin, terror.
The least of my glories
is to conquer the sea and the land
all victories are overshadowed
by victory over one’s heart.
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Camerata del Titano
First Violins: Gabriele Raspanti, Franco Andrini, Silvia Colli,
Laura Corolla, Isabella Bison
Second Violins: Renata Spotti, Francesca Micconi,
Silvia Salvi, Alessandra Bottai
Violas: Lorenzo Mazzotti. Aldo Zangheri
Cellos: Paolo Ballanti, Cristiano Rodilosso
Trumpets: Luca Primo Marzana, Luciano Marconcini
Double-bass: Enrico Francioni
Harpsichord: Enrico Viccardi
Basso Continuo: Paolo Ballanti, Enrico Viccardi
Conductor: Augusto Ciavatta
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giovanni battista sammartini