GLI INGREDIENTI COSMETICI
• Con il termine di ingredienti cosmetici si
intendono le materie prime che vengono
utilizzate per la preparazione di prodotti
cosmetici finiti.
Nel Dizionario europeo degli ingredienti
cosmetici sono riportate circa 10.000
sostanze.
GLI INGREDIENTI COSMETICI
• Ogni ingrediente cosmetico è definito con il suo nome INCI
(International Nomenclature of Cosmetic Ingredients).
Per poter facilmente inquadrare un numero così elevato di sostanze,
queste vengono suddivise in classi omogenee:
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Lipidi (oli, burri, cere)
Tensioattivi (detergenti, schiumogeni)
Emulsionanti e solubilizzanti
Additivi reologici
Conservanti e copreservanti
Antiossidanti e sequestranti
Agenti umettanti
Coloranti
Composizioni profumate
Sostanze funzionali
LIPIDI
• Sono genericamente definiti col nome di lipidi tutte le
sostanze non solubili in acqua.
• A seconda della struttura (lineare o ramificata), della
saturazione o in saturazione e del numero di atomi di
carbonio, si hanno lipidi fluidi a temperatura ambiente (
OLI ), pastosi ( BURRI e GRASSI ) o solidi ( CERE ).
Sono lipidi:
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idrocarburi paraffinici
idrocarburi terpenici
siliconi
esteri glicerici (trigliceridi)
esteri non glicerici (cere)
alcool grassi
acidi grassi
IDROCARBURI PARAFFINICI
• Si ottengono per distillazione frazionata del petrolio.
Possono presentarsi, in base al numero di atomi di carbonio e alla
struttura, in forma fluida, semisolida o solida.
• Gli idrocarburi paraffinici non vengono assorbiti dalla pelle e
risultano fisiologicamente inerti.
Vengono utilizzati come emollienti, lubrificanti,
impermeabilizzanti e coibenti (isolanti).
• Sostanze usate in cosmesi:
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olio minerale ( Paraffinum liquidum)
vaselina filante o petrolato ( Petrolatum)
paraffine solide come la cera microcristallina (Cera microcristallina)
ceresina (Ceresina)
ozocherite (Ozokerite)
IL PETROLIO
• Il petrolato viene impiegato in fard,
rossetti, creme struccanti, unguenti, creme
da massaggio.
La cera microcristallina, l’ozocherite e la
ceresina vengono utilizzati in rossetti e
stick.
IDROCARBURI TERPENICI
• Sono lipidi di provenienza biologica.
Sostanze usate in cosmesi:
– squalene (Squalene)
– pristano (Pristane)
In passato venivano estratti da animali marini, oggi lo
– squalene è ricavato da fonti vegetali e precisamente
dalla frazione in saponificabile dell’olio d’oliva.
– Lo squalene è un precursore degli steroli ed è un
componente del sebo umano.
Poiché lo squalene è fortemente insaturo la tecnica
cosmetica preferisce usare un derivato idrogenato, lo
squalano.
SILICONI
• Sono derivati organici sintetici del silicio, sono formati da catene di
silicio intervallate da atomi di ossigeno.
Possono assumere le forme di fluidi oleosi (i più usati in cosmesi) di
geli, gomme siliconiche e resine.
Sono sostanze inerti chimicamente, termicamente e
fisiologicamente, sono inoltre idrorepellenti e traspiranti, hanno un
alto grado di lubrificazione, scorrevolezza e scarsa untuosità.
I siliconi non vengono assorbiti dalla pelle, sono idonei per la
produzione di emulsioni a freddo alle quali conferiscono
idrorepellenza, spalmabilità e gradevolezza cosmetica.
Sono utilizzati nei prodotti per capelli, nei prodotti da make-up dalla
texture innovativa (rossetti e fondotinta non transfer), creme barriera
e oli da massaggio.
ESTERI GLICERICI
(TRIGLICERIDI)
•
Gli oli, i burri ed i grassi naturali (animali e vegetali) sono costituiti da trigliceridi e
dalla così detta frazione in saponificabile.
Oli vegetali:
Si ricavano, per spremitura o per estrazione con solventi, dai frutti, dai semi o dai
semi germinati, ottenendo un’ampia gamma di oli e burri.
I principali oli vegetali:
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–
kiwi
kukui
arachidi
papau
borragine contiene alte dosi di acido linolenico, è usato per formulazioni fluide
colza
ravizzone
sesamo germanico
camelia
cartamo
nocciolo
semi di zucca
ESTERI GLICERICI
(TRIGLICERIDI)
• soia si ottiene dai semi, è una delle fonti principali di
fosfolipidi (lecitina) e vitamina E; contiene, in media, dal
5 al 10% di acido linolenico e dal 40 al 50% di acido
linoleico; è usato per la preparazione dei saponi e nelle
formulazioni per pelli secche e disidratate
• cotone
• girasole
• noce
• limnante
• lino
• macadamia
ESTERI GLICERICI
(TRIGLICERIDI)
• rapunzia contiene alte dosi di acido linolenico, è usato per
formulazioni fluide
• ximenia contiene alte dosi di acido linolenico, è usato per
formulazioni fluide
• olivo viene estratto dai frutti ed usato per fare saponi; la frazione in
saponificabile è usata oggi per pelli delicate, screpolate e per
prodotti solari
• riso (germe e crusca) gli oli sono particolarmente indicati nella
preparazione di prodotti solari, la cera di riso si usa come
componente cerosa in unguenti e stick labiali
• ciliegia
• papavero
ESTERI GLICERICI
(TRIGLICERIDI)
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•
avocado viene estratto dalla polpa del frutto, contiene l’85% di grassi insaturi come l’acido oleico,
linoleico, palmitoleico e l’8% di grassi saturi come l’acido palmitico e stearico; protegge dall’azione
del sole, è emolliente, è in grado di rigenerare gli epiteli
mandorla dolce/amara
albicocca
cassis (ribes nero) contiene alte dosi di acido linolenico, è usato per formulazioni fluide
ricino
rosa mosqueta contiene alte dosi di acido linolenico, è usato per formulazioni fluide
sesamo
cardo mariano
grano (germe) si ottiene dai semi germinati per spremitura o estrazione con solventi, contiene
un’alta percentuale di carotenoidi, di acidi insaturi e tocoferoli (frazione in saponificabile); ha
un’azione restituiva e nutritiva, è usato per pelli secche, rilassate con couperose
vinaccioli
mais
Il problema degli oli vegetali è la loro facile ossidabilità.
Si impone l’uso di antiossidanti quali:
BHA, BHT, lecitina, tocoferolo, esteri citrici o ascorbici, gallati.
Non va trascurato il metodo di lavorazione che esige il controllo della temperatura, l’assenza di
luce e di agenti ossidanti come il rame e il ferro.
Burri vegetali
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•
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•
Sono costituiti da trigliceridi, per lo più saturi, che si presentano pastosi a
temperatura ambiente.
I principali derivano da:
seme di illipe
seme di karitè estratto dal seme di una pianta originaria dell’Africa occidentale;
possiede una alta frazione in saponificabile, è utilizzato per la protezione solare, per il
trattamento cutaneo delle pelli secche ed infantili,delle smagliature, delle ragadi, del
rilassamento e nei preparati per il massaggio
frutto di cocco
frutto e seme di palma e palmisto
frutto e seme di dika
frutto e seme di alloro
frutto e seme di mango
frutto e seme di babassù
frutto e seme di shorea o illipe del Borneo
frutto e seme di cacao viene estratto dalla pianta originaria del Sud America, è un
ottimo emolliente e si usa soprattutto in stick per le labbra (burro di cacao)
TRIGLICERIDI ANIMALI
• Un tempo erano molto usati, di recente hanno subito un
netto calo sia a causa dell’orientamento ecologico ed
animalistico, sia a causa del problema della
Encefalopatia spongiforme bovina (BSE) detta anche
“mucca pazza”.
• In passato si è spesso fatto ricorso all’uso di oli e grassi
derivanti da:
–
–
–
–
–
balena
fegato di merluzzo
di tartaruga
sego bovino
sugna suina
LA FRAZIONE IN SAPONIFICABILE
DEI LIPIDI NATURALI
Un lipide naturale, animale o vegetale, contiene in massima parte esteri, per lo
più trigliceridi ed una frazione detta “insaponificabile”.
Il francese Thiers ha scoperto le proprietà dermatologiche della frazione
insaponificabile estratta dall’olio di soia e di avocado, ha scoperto l’efficacia
di queste sostanze nella terapia delle sclerodermiti, ipodermiti e gengiviti.
In seguito sono state utilizzate come cosmetici nel campo della protezione
solare, nella prevenzione dell’invecchiamento cutaneo e nel trattamento di
rughe, rilassamento e smagliature.
Le frazioni più usate sono quelle di:
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–
–
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–
olio di olivo
di avocado
soia
sesamo
mais
frumento
Karatè
Le composizioni variano da olio a olio, in linea di
massima si riscontrano:
• Idrocarburi (karitene, laurano, pristano, soialene)
• Carotenoidi (alfa, beta, gamma carotene,
licopene, xantofille)
• Tocoferoli (alfa, beta, gamma)
• Terpeni
• Fitosteroli
• Proprietà ed usi cosmetici della frazione
insaponificabile
Sono utilizzati come emulsioni emollienti, sebo-restitutive, per pelli
secche, alipiche, disidratate, delicate, sensibili e nei
paidocosmetici (cosmetici per bambini).
Hanno inoltre proprietà fotoprotettive, decongestionanti, lenitive e
riepitelizzanti, per questo sono usati in prodotti:
–Solari e doposole
–Antiage
–Antirughe
–Rassodanti
–Antismagliature
Per le proprietà sostantivanti e
surgrassanti sono usati per la
preparazione di:
• Balsami capillari
• Creme a risciacquo per capelli
• Sono utilizzati inoltre nei dentifrici per
rinforzare le gengive.
ESTERI NON GLICERICI (CERE)
Un estere è un prodotto di reazione tra un alcool grasso ed
un acido.
Esistono poche sostanze naturali e molte di sintesi.
Gli esteri naturali comprendono:
• cere di derivazione vegetale ( carnauba, candelilla e la
cera liquida di jojoba)
• cere di derivazione animale (d’api, la lanolina, lo
spermaceti, e gli esteri uropigialici elaborati adagli uccelli
acquatici)
Per motivi pratici vengono definite cere tutte i lipidi
solidi a temperatura ambiente.
In realtà dovrebbero essere definite così solo i
prodotti di reazione tra
• acidi grassi e alcool grassi.
• L’aspetto solido a temperatura ambiente non
è fondamentale, esistono infatti
• cere solide (cera d’api), cere molli (lanolina) e
cere liquide (jojoba).
Le cere sono masse plastiche ed idrofobe (ad
eccezione della cera di jojoba).
Cere vegetali:
•
•
•
cera carnauba
è ottenuta dalla pagina inferiore delle foglie di Copernica cerifera, palma originaria
del Brasile.
La cera forma un sottile e flessibile strato che riveste la foglia.
Si impiega nel settore cosmetico (creme e stick), nel settore farmaceutico (creme,
stick, unguenti) e nel settore alimentare (canditi, caramelle).
cera candelilla
è ottenuta dai rametti di Euphorbia cerifera, pianta originaria del Messico
settentrionale.
I rametti, rivestiti di cera, vengono immersi in acqua acidificata, la cera si raccoglie in
superficie e viene colata in masse dure di colore bruno.
Si usa i campo farmaceutico e cosmetico in miscela con cera d’api e carnauba,
specie in stick ed unguenti.
cera jojoba
si estrae dai semi di Simmondsia chinensis (detta anche Buxus chiniensis).
I primi ad usarla furono gli Atzechi, per curare le ustioni e le ferite, oltre che per
preparare cosmetici.
La cera di jojoba, a temperatura ambiente, è liquida, limpida, di colore giallo, inodore,
insapore e resistente all’irrancidimento.
L’industria cosmetica impiega l’olio di jojoba in shampoo,
balsami e condizionatori dopo-shampoo, è utilizzato come
emolliente nei prodotti per bambini e nei preparati solari e
come surgrassante in saponi, oli da bagno e prodotti per il
make-up (rossetti, fard).
•Cere animali:
– cera d’api
detta anche cera alba, prodotta dall’Apis mellifica, è una massa
amorfa che risulta plastica quando è riscaldata.
Viene utilizzata nelle emulsioni, come emulsionante, o negli
stick, come rossetti e matite.
– lanolina
la lanolina è ottenuta dal vello delle pecore ( Lanolin), è una
massa untuosa e filamentosa, di colore giallo e dal caratteristico
odore sgradevole.
L’utilizzazione riguarda solamente intermedi
di lavorazione.
• Alcool grassi e Acidi grassi:
Sono lipidi polari utilizzati come coemulsionanti
o come fattori di consistenza.
I più noti sono:
• alcol oleico
• ottildodecanolo
• acido stearico
• acido isostearico
• acido palmitico
TENSIOATTIVI
• I tensioattivi sono detti anche tensidi o
surfactanti;
sono molecole in grado di contrastare la
“tensione superficiale” ovvero quella forza
che si manifesta sulla superficie di un liquido
(interfase) o sulla superficie di separazione tra
due liquidi non miscibili (interfaccia).
La tensione superficiale di un liquido è
determinata da forze di coesione molecolari, ed
è massima nell’acqua, viste le ridotte dimensioni
delle molecole.
I tensioattivi riducono la forza di coesione delle
molecole consentendo all’acqua di mescolarsi con
oli, grassi, polveri e gas.
• I tensioattivi sono dotati di attività:
–
–
–
–
–
–
–
bagnante
solubilizzante
detergente
schiumogena
emulsionante
condizionante
disinfettante
Costituiscono la base di tutti i prodotti detergenti
(shampoo, bagnoschiuma, detergenti liquidi) e
rientrano nella composizione di emulsioni (latti e
creme), di prodotti condizionanti per capelli, di
disinfettanti.
Classificazione elettrica dei tensioattivi
In base alla presenza di cariche elettriche nelle zone attive
della molecola, i tensioattivi si classificano in:
• tensioattivi anionici
In soluzione si dissociano con formazione di cariche elettriche positive
Hanno una spiccata azione bagnante, solubilizante e schiumogena.
Sono impiegati nella formulazione di prodotti detergenti.
• tensioattivi cationici
In soluzione si dissociano con la formazione di cariche elettriche
positive.
Sono utilizzati nella produzione di condizionanti e sostantivanti
capillari(balsami dopo shampoo, antistatici).
Compongono anche disinfettanti per la pelle e per gli ambienti.
• tensioattivi anofoteri
In soluzione si dissociano differentemente in funzione del pH, possono
presentare sia carica elettrica positiva che negativa.
Sono spesso associati ai detergenti anionici, per migliorarne la
tollerabilità sulla pelle, nei prodotti per bambini o per l’igiene intima.
• tensioattivi non ionici
In soluzione non si dissociano e non presentano cariche elettriche.
• Sono usati come emulsionanti anche se sono state introdotte nuove
molecole, ottimi detergenti.
Attività dei tensioattivi
• azione detergente
L’acqua non è in grado di bagnare le superfici
unte, lo sporco grasso, inoltre, aderisce al
substrato anche in virtù di attrazioni
elettrostatiche L’intervento del tensioattivo, che
viene adsorbito sulla superficie della goccia di
grasso, favorisce progressivamente il distacco
dello sporco.
La struttura che si forma, la micella presenta
una superficie idrofila e quindi può essere
allontanata grazie al semplice risciacquo.
•
I tensioattivi anionici sono indicati per la detersione in quanto sono facilmente adsorbiti dalla
superficie elettropositiva dello sporco e sono facilmente allontanati da pelle e capelli carichi
elettronegativamente.
•
azione schiumogena
L’abbassamento della tensione superficiale dell’acqua, causato dal tensioattivo, favorisce
l’inglobamento di bolle d’aria nel liquido: si forma la schiuma gradita nel lavaggio della pelle e dei
capelli.
Un detergente schiumogeno può solubilizzare troppo i lipidi della pelle e del cuoio capelluto
favorendone la disidratazione e l’inaridimento.
Bisogna usare, quindi, detergenti delicati, poco schiumogeni, a pH isoeudermico, arricchiti con
principi emollienti e restitutivi.
azione bagnante
La riduzione delle forze di coesione tra le molecole d’acqua, causato dal tensioattivo, permette meglio
il contatto dell’acqua con il substrato.
Questa azione permette di bagnare lo sporco grasso, la pelle ed i capelli, favorendo l’operazione del
lavaggio.
Inoltre riesce a bagnare le polveri utilizzate in cosmetica per il make-up che altrimenti
“galleggerebbero” sulla superficie del liquido.
azione emulsionante
Le emulsioni, latti e creme, sono sistemi dispersi ottenuti con la miscelazione forzata di due fasi
insolubili.
Le emulsioni sono sistemi altamente energetici e termodinamicamente instabili per cui tendono ad
evolvere verso la separazione delle fasi.
La fase dispersa tende a flottare (galleggiare) o a sedimentare portando alla “rottura” dell’emulsione.
I tensioattivi si dispongono nell’interfaccia liquido-liquido garantendo una maggiore affinità tra fase
dispersa e disperdente e impedendo la separazione delle fasi.
azione solubilizzante
•
•
•
• Spesso per costituire un prodotto cosmetico è
necessario disperdere sostanze lipofile in un
mezzo acquoso, tutti i lipidi, gli oli essenziali,
alcuni coloranti e preservanti, molte sostanze
funzionali, non sciogliendosi nell’acqua,
richiedono una solubilizzazione preventiva.
Alcuni tensioattivi particolarmente idrofili,
utilizzati a questo scopo, disperdono in
piccolissime goccioline le sostanze altrimenti
insolubili.
• azione condizionante- sostantivante
I tensioattivi cationici hanno la proprietà di
fissarsi sulle superfici lavate, conferendo alla
pelle ed ai capelli una sensazione di
morbidezza.
Il capello, in particolare, dopo il lavaggio può
risultare “elettrizzato” per la persistenza di
cariche negative.
I tensioattivi cationici si fissano sulla fibra del
capello, annullano le cariche elettriche,
migliorando la pettinabilità della capigliatura.
EMULSIONANTI
La prima crema per uso cosmetico elaborata dall’uomo è
passata alla storia con il nome di “ceratum galeni” dal
nome del suo inventore, Galeno, medico greco emigrato a
Roma nel II secolo d.C.
Composizione del ceratum galeni :
– 60% di olio d’oliva
– 20% di acqua di rose
– 20% di cera d’api
Galeno sperimentò questa formula senza immaginare che la
capacità di tenere insieme, in emulsione, la fase acquosa
(acqua di rose) e la fase oleosa (olio d’oliva) fosse
attribuibile agli acidi grassi contenuti nella cera d’api ed ai
fitosteroli presenti nella frazione insaponificabile dell’olio
d’oliva.
All’inizio del XX secolo, ad Amburgo, un medico di nome Unna osservò che
la lanolina (grasso ottenuto dal vello del montone) incorporava grandi
quantità di acqua e che questa capacità era ancora più evidente nella
frazione degli alcool di lanolina (colesterolo, lanosterolo, agnosterolo).
• Unna creò una crema bianca che divenne nota nel mondo con il nome
di Nivea.
– Antica formulazione della crema Nivea:
•
•
•
•
•
alcool di lanolina
olio di vaselina
acqua
stearato di magnesio
altri additivi
Oggi noi sappiamo che gli ingredienti utilizzati, grazie alla loro struttura si
comportano da emulsionanti, cioè da sostanze che stabilizzano
l’emulsione.
EMULSIONE
•
L’emulsione è un sistema disperso bifasico, ottenuto dalla
miscelazione forzata di due fasi insolubili (fase acquosa ed oleosa).
Si possono ottenere due tipi di emulsioni:
emulsione olio in acqua (O/A)
la fase oleosa viene dispersa in finissime goccioline nella fase esterna
acquosa.
°
°
°
acqua
°
°
°
°
°
°
°
°
°
°
°
°
°
emulsione acqua in olio (A/O)
la fase acquosa viene dispersa nella fase oleosa.
°
°
°
°
°
°
°
°
°
°
°
°
olio
°
°
°
°
°
°
°
°
°
°
°
EMULSIONE
• L’emulsione è un sistema fortemente energetico,
termodinamicamente instabile, tende ad
evolvere spontaneamente verso la
separazione delle due fasi:
la flottazione o la sedimentazione della fase
dispersa comporta il ritorno alla condizione
iniziale, più stabile.
Il sistema emulsionante rende stabile la
condizione della fase dispersa, sotto forma di
goccioline, abbassando la tensione superficiale
e aumentando la solubilità tra le due fasi.
EMULSIONE
• L’emulsionante si orienta con le sue porzioni
idrofile verso la fase acquosa e quelle
idrofobe verso la fase idrofoba rendendo
stabile l’emulsione.
• La maggior parte dei prodotti cosmetici di uso
quotidiano (latti, creme per il viso e per il corpo)
è costituita da emulsioni olio in acqua (O/A) che
contengono in media il 70-80% di fase esterna
acquosa.
• Se la fase acquosa scende al di sotto del 25% si
ottengono emulsioni acqua in olio (A/O).
EMULSIONE
Copn adeguati sistemi emulsionanti è possibile
avere emulsioni A/O che contengono più del
75% di fase interna acquosa.
• Si possono ottenere:
–
–
–
–
emulsioni fluide O/A
emulsioni consistenti O/A
emulsioni fluide A/O
emulsioni consistenti A/O
EMULSIONE
• Attualmente le emulsioni sono affiancate da nuovi sistemi quali:
–
–
–
–
–
le emulsioni gel (emulgel)
emulsioni siliconiche
emulsioni trasparenti
emulsioni iperfluide(PIT)
Additivi reologici
Vengono definite così le sostanze che hanno un’attività:
–
–
–
–
viscosizzante
gelificante
sospendente
filmogena
Sono sostanze caratterizzate dalla capacità di aumentare la viscosità,
cioè di dare maggiore consistenza alle forme cosmetiche.
Vengono utilizzati per
– la produzione di gel (anticellulite, dentifrici, gel per capelli), per stabilizzare
le sospensioni (fondotinta, prodotti solari) e per la produzione di lacche per
capelli (il film che formano asciugandosi mantiene la piega).
– Per viscosizzare l’acqua o le soluzioni acquosesi utilizzano polimeri idrofili
che si rigonfiano e formano masse gelatinose dette idrogel.
•
Gli additivi reologici possono essere naturali:
– collagene
– polisaccaridi detti anche gomme o mucillagini
•
Esempi:
– gomma arabica, alginati, carragenine, agar-agar, amido,
– gomma carruba, cellulosa, gel di aloe, mucillagine di malva, althea, calendula,
piantaggine e lino.
•
Possono essere artificiali, ottenuti a partire da:
– cellulosa
– gomma guar
•
Gli additivi reologici sintetici si ottengono da:
– acido acrilico
– acrilamide
•
Alcuni additivi si possono ottenere anche per via biotecnologia, ad esempio
– la gomma xantan,
– la gomma gellana,
– la gomma sclerozio.
•
Conservanti/Antiossidanti/Umettanti/Coloranti/Profumi
Conservanti o preservanti
La flora microbica è presente ovunque, i vari tipi di
microrganismi ( batteri, miceti, lieviti) si riproducono molto
facilmente e alcune condizioni ne favoriscono la
riproduzione:
–
–
–
–
–
–
temperatura
luce
aria
pH
umidità
presenza di sostanze organiche
I cosmetici sono destinati ad essere consumati nel tempo, al
momento della produzione si cerca di lavorare nelle
migliori condizioni igieniche per evitare la contaminazione
del prodotto.
• Prima del confezionamento viene eseguito un
controllo microbiologico che deve indicare
l’assenza di microrganismi patogeni e, al
massimo, una carica microbica di 10 ufc/g (unità
facenti colonia per grammo) di organismi saprofiti.
Poiché il prodotto dovrà poi essere confezionato,
venduto e toccato dal consumatore sarà
necessario dotarlo di un adeguato sistema
preservante.
CONSERVANTI
I conservanti hanno il compito di prevenire la riproduzione
dei microrganismi nei cosmetici per la durata di vita del
prodotto.
La Legge 713/86 stabilisce i conservanti che possono
essere utilizzati, i più diffusi sono:
–
–
–
–
–
fenossietanolo
esteri dell’acido para- idrossi- benzoico
imidazolidinurea
isotiazolinone
metildibromoglutaronitrile
Altri conservanti spesso impiegati sono l’acido
sorbico,l’acido deidroacetico, l’acido benzoico ed i
clorofenoli.
CONSERVANTI
I conservanti agiscono danneggiando fortemente la struttura delle
cellule microbiche.
Sono tollerati meglio dai tessuti umani ma possono, talvolta, causare
fenomeni di intolleranza.
Per minimizzare gli effetti indesiderati si tende a ridurre la
concentrazione del conservante ed utilizzare contenitori più igienici
(fiale monodose, contenitori con erogatore).
Vengono utilizzati anche prodotti naturali come:
–
–
–
–
–
l’acido umico derivato dal lichene islandico
l’estratto di semi di pompelmo
oli essenziali derivati dal timo
oli essenziali derivati dal limone
oli essenziali derivati dalla lavanda
I prodotti naturali oltre a contenere fenoli, che determinano la loro
azione conservante, garantiscono una gradevole profumazione al
prodotto.
Antiossidanti e sequestranti
Le sostanze contenute nei cosmetici, come i lipidi, possono
essere alterati
• da cause fisico-chimiche
•
•
•
•
•
radiazioni
raggi U.V.
calore
umidità
ioni ferrici o rameici
• o da cause biologiche
• attività enzimatica
• attività microbiologica
L’alterazione delle sostanze grasse si manifesta con il
cattivo odore e colorazione alterata o perdita di colore del
cosmetico, l’irrancidimento determina il trasformarsi delle
sostanze grasse in irritanti cutanei.
L’ossidazione è un processo irreversibile.
Antiossidanti e sequestranti
Per prevenire questo fenomeno bisogna rispettare delle
semplici norme:
– tenere i prodotti al riparo dalla luce, specialmente dalle radiazioni
U.V.
– evitare le alte temperature, conservando i materiali a temperature
non superiori a 25°C
– immagazzinare i prodotti al buio, in locali freschi e secchi,
lontano dall’umidità
– proteggere le sostanze dal contatto con i metalli, escludendo
tassativamente i recipienti di ferro e rame
– impedire la produzione di radicali liberi attraverso l’impiego di
sostanze inibitrici
Antiossidanti e sequestranti
• Le sostanze che sono impiegate per la protezione dei cosmetici
appartengono ai seguenti gruppi:
• agenti sequestranti
queste sostanze bloccano gli ioni di ferro e rame che determinano
l’irrancidimento (la sostanza più utilizzata è l’EDTA)
• agenti antiossidanti
tra i più utilizzati c’è il tocoferolo (vit.A) ed i suoi Sali
• agenti schermanti
i più utilizzati sono i derivati del benzofenone
• agenti sinergisti
sono l’acido ascorbico (vit. C) e la lecitina.
• Umettanti
Sono definite così particolari sostanze idrosolubili, dotate di
igroscopicità, capaci cioè di trattenere acqua Se impiegate a piccole
dosi mantengono il corretto tasso di umidità sulla pelle ed
impediscono l’eccessiva disidratazione dei prodotti cosmetici.
UMETTANTI
• Il più noto tra gli umettanti è la glicerina o
glicerolo (un alcool particolarmente
igroscopico), altri umettanti sono il:
• sorbitolo,
• il mannitolo,
• il propilenglicole
• ed i polietilenglicoli.
Coloranti, pigmenti e lacche
Il cosmetico è spesso colorato e (nel settore
decorativo) basato sul colore.
Le sostanze che hanno la proprietà di
conferire colore al prodotto o alla pelle o ai
suoi annessi si dividono in due gruppi:
• coloranti solubili
• coloranti insolubili o pigmenti
I coloranti solubili
• sono utilizzati per dare colorazione ai cosmetici
rendendoli più gradevoli alla vista e per mascherare
colorazioni sgradevoli dovute alle materie prime.
• Esempi di coloranti solubili di origine naturale sono:
– clorofilla
– azulene
– beta-carotene
• Purtroppo danno colorazioni poco brillanti, instabili alla
luce ed alle variazioni di pH.
• Con i coloranti di sintesi, invece, si ottengono infinite
tonalità vivaci e brillanti.
I coloranti insolubili
• sono basati sull’uso dei pigmenti, coloranti
insolubili all’interno del veicolo cosmetico.
Sono costituiti da miscele di polveri di
diverso colore che impartiscono particolari
colorazioni a labbra, viso, palpebre,
unghie, ai quali aderiscono con particolari
leganti.
Per il trucco del viso si utilizzano solo pigmenti
inorganici.
le tonalità carnicine, tipiche dei fondotinta e delle creme
colorate; sono ottenute grazie alla miscelazione di ossidi
di ferro (gialli, bruni, rossi e neri) con ossido di zinco,
biossido di titanio, argilla o talco (bianchi)
– i verdi sono ottenuti con ossido di cromo
– i blu con silicato di alluminio e ferrocianuro ferrico
– il violetto con sali di manganese
Nei rossetti e negli smalti per unghie si usano elevate
quantità di coloranti organici resi insolubili per
deposizione su di un supporto inorganico, prendendo
il nome di lacche.
In questo modo si evita la penetrazione nella mucosa
labiale o nell’unghia.
• Nei rossetti i pigmenti sono miscelati con
oli e cere fuse.
Gli smalti sono invece formulati come
vernici, sono formati da resine plastificanti,
pigmenti micronizzati e solventi.
Per conferire riflessi perlacei si utilizzano
le cosiddette perle sintetiche (mica +
ossido di titanio).
• I coloranti ad ossidazione per i capelli sono costituiti da
para-fenilendiamina.
Queste molecole, inizialmente incolori, vengono ossidate
con acqua ossigenata o persali e si trasformano in grosse
molecole che si fissano all’interno della fibra del capello.
• Profumi e composizioni profumate
Miscelando corpi odorosi di origine vegetale come
– oli essenziali
– gommoresine
• e molecole sintetiche si ottengono le composizioni
profumate destinate ai diversi impieghi cosmetici:
– profumeria alcolica
– prodotti per l’igiene
– cosmetici
• Per le tre classi varia non solo la percentuale d’impiego
ma anche la struttura del profumo.
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gli ingredienti cosmetici