Compagnia Atopos
presenta
scene di ironico strazio, d’odio e d’amore, di ...
VARIABILI UMANE
IL PROGETTO E LA COMPAGNIA TEATRALE ATOPOS
ATOPOS è un progetto costituito da laboratori itineranti di studio sull’identità di genere e da
VARIABILI UMANE, vincitore, nella versione originaria di 20 minuti, del Premio Tuttoteatro.
com alle Arti Sceniche “Dante Cappelletti” 2010.
ATOPOS analizza i concetti di maschile e femminile attraverso il coinvolgimento e l’inclusione
di persone di identità di genere diverse: uomini, donne e transgender – persone che hanno
affrontato o stanno affrontando una transizione- che li porterà ad essere neo-uomini, neodonne oppure appartenenti a un genere non necessariamente definito in un percorso di lavoro
comune teatrale che faccia da ponte per una concettualizzazione artistica del trascendere le
differenze.
Attraverso i laboratori e gli spettacoli, il progetto ATOPOS vuole fornire nuovi stimoli e nuove
modalità d’approccio alla comprensione del sé e della relazione con l’altro dal punto di vista
dell’identità e della relazione affettivo/sessuale.
ATOPOS ambisce a concettualizzare il transgenderismo quale luogo di passaggio, luogo di
transizione, quindi luogo di creazione.
*
L’altro che io amo e che mi affascina è ATOPOS, l’unico, l’immagine irripetibile del mio desiderio.
Esso non può essere fissato in alcun stereotipo.
R. Barthes
progetto e regia
Marcela Serli, donna biologicamente femmina
drammaturgia
Marcela Serli, Davide Tolu, uomo transessuale (FtoM)
Alla ricerca dell’identità perduta:
1. saper guardare i nostri desideri 2. affrontare le nostre paure
Sono le premesse per questo intenso e felice lavoro che da un anno ci accompagna e ci da linfa
vitale. In questo anno ho capito che una persona transessuale è sempre in via di definizione,
che è in transizione sempre. E soprattutto ho capito che anche noi “normali” siamo in via di
definizione sempre, e a volte senza saperlo.
Aderisco davvero a me? Qual è la mia reale identità?
Uomini che non sono (sempre) uomini. Donne che non sono (sempre) donne. Espulsi dal mondo
degli altri. Un insieme di variabili umane che vagano in una terra di confine senza riconoscibilità. Sono gli esclusi. Questa è la storia di un popolo offeso e della sua rivincita. Come
una tragedia greca, canteremo la nostra storia. Racconteremo la nostra sventura ma anche le
nostre visioni di felicità.
Questa è anche la storia di una scoperta rivoluzionaria: Che cos’è che distingue una femmina
da un maschio? Tra l’essere uomo e l’essere donna c’è un ponte. E’ insito in noi, ma ci hanno
insegnato ad avere paura di varcarlo. Eppure... noi siamo per natura l’unione di maschile e
femminile. Siamo esseri intersessuali. In scena, qundici persone con diverse identità genere.
Donne, uomini e persone transgender che hanno affrontato o stanno affrontando una transizione verso il maschile, il femminile o un genere non definito, parlano, danzano, cantano la
propria diversità, il proprio sguardo sulla società, sugli altri, su di sé. In scena uno schermo,
una ricerca in diretta su internet, a proposito delle definizioni che ci danno, che ci diamo. Solo
storie vere.
con
Irene Serini, donna biologicamente femmina, queer, attrice
Marta Pizzigallo, neodonna, attrice
Antonia Monopoli, donna transessuale (MtoF) referente sportello trans Ala Milano Onlus
Laura Caruso, donna transessuale (MtoF), formatrice aziendale
Matteo Manetti, uomo transessuale (FtoM), attore
Maxine Na’vì, donna transgender (MtoF), medico
Andrea Forzani, donna transgender (MtoF), dirigente aziendale
Noemi Bresciani, donna biologicamente femmina, danzatrice
Alessio Calciolari, uomo biologicamente maschio, dragqueen, danzatore
Gianluca Di Lauro, uomo biologicamente maschio, dragqueen, attore
Sheina Pecchini, donna transessuale (MtoF), ispettore di polizia
Cesare Benedetti, uomo biologicamente maschio, danzatore
Marco Caserta, uomo transessuale (FtoM), disoccupato
e con i neosposi
Gaia Saitta, donna biologicamente femmina, attrice
Hervé Guerrisi, uomo biologicamente maschio, attore
immagini di Maddalena Fragnito - donna biologicamente femmina, artistiva visiva
con la collaborazione di Renzo Francabandera - uomo biologicamente maschio, artista visivo
ricerca musicale di Francesca Dal Cero - donna biologicamente femmina, regista radio
Consulenza ai costumi, Giada Masi – donna biologicamente femmina, costumista
Ho creato uno spazio vuoto, tutti in piedi, con l’instabilità che da un non luogo. Di volta in
volta ho creato situazioni dove le variabili potessero muoversi e ritrovarsi e perdersi. Una struttura che segnala una esposizione diretta senza orpelli, un lavoro su di sé e su un altro da sé.
Perché non si può definire qualcosa se non si definisce anche il suo “contrario”.
Una struttura fatta a quadri tematici ed emotivi.
Ognuna delle persone coinvolte in questo progetto ne sono parte fondante, lavorano con me
a scoprirsi, a nascondersi, a rivedersi. Molti di loro non sono attori né danzatori professionisti,
ma sono professionisti nel loro lavoro, economisti, medici, ispettori di polizia, sposati, genitori,
una ex prostituta oggi consulente per una onlus, e gli altri, artisti vari, tutti insieme lavoriamo
sulle nostre paure, su da dove veniamo e su dove vogliamo andare, sui nostri desideri. E tutti
insieme facciamo un percorso sempre in via di definizione, come le persone in transizione. Uno
spettacolo professionale, con professionisti della vita, della lotta per la vita. Uno spettacolo
pulito tecnicamente, sporco emotivamente.
“Variabili Umane” dunque è la storia di un’identità strappata, mancata. E del desiderio di trovare “casa”. Un canto di esseri umani. Un canto d’amore e d’odio per “essere” umani. Una dedica
all’incomprensione. Un canto per chi non capisce. Un urlo di rabbia, di vita. Un urlo parossistico, fottutamente indigesto. Una danza di corpi buffi e belli che desiderano essere amati.
Una tragicommedia sull’ ignoranza e una ricerca continua… Chi sono io veramente? E ciò che
sto guardando: sei tu o sono io? Le variabili umane entrano nelle menti come un elettroshock.
Guardami! Guardami: cosa devo fare per farmi amare?
Marcela Serli
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