Apriamo
gli occhi!
Apriamo gli occhi!
CBM
Guida
Insegnanti
entile insegnante, tra le proposte presentate di seguito potrai
scegliere il materiale più adatto per organizzare un laboratorio “su
misura” per la tua classe.
Potrai decidere di seguire il percorso completo svolgendo tutte le attività presentate oppure selezionarne solo alcune a seconda delle esigenze di tempo e delle caratteristiche della classe.
G
Partiamo con alcune attività ludiche per introdurre l’argomento con una
modalità esperienziale e favorire un contatto immediato e il più possibile “concreto” al tema.
Successivamente sono previste attività suddivise per ambito disciplinare, in modo da poter scegliere quelle più idonee alla classe.
Sul sito www.cbmitalia.org troverai altri materiali e informazioni per arricchire ulteriormente il percorso didattico scelto e per adattarlo alle caratteristiche e alle esigenze specifiche della classe e al programma dell’anno scolastico:
• Illusioni ottiche
• Breve introduzione al braille
• Attività pratiche
• Il questionario
• I quadri per le attività di Arte e Immagine
• I fumetti di Cibì
• I disegni di Cibì da colorare
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Apriamo gli occhi!
Partiamo con la proposta di alcune attività preliminari per far sperimentare il ruolo importante che la vista ha nella vita di ognuno, ogni
giorno, soffermandoci anche sulla funzione vicaria che assumono in alcune situazioni gli altri organi di senso.
La vista
O la mia mandria? O il mio stormo? Prima di cominciare il gioco,
ognuno viene assegnato a un gruppo diverso che riunisce per
esempio leoni, cavalli, uccelli, cani, gatti, mucche, elefanti, rane
o altri animali, purché non siano “muti”.
Ogni specie è abbinata a un colore: per esempio, i leoni avranno
una bandierina (o un altro oggetto di riconoscimento) gialla, le rane
verdi e così via.
Dov’è il mio
branco?
Fatevi vedere!
Gli alunni corrono mescolandosi e lanciando ognuno il proprio verso. Al segnale si devono ricostruire i gruppi.
L’udito
Il gioco precedente viene riproposto, ma questa volta i bambini
sono bendati. Perciò possono contare solo sulle informazioni
uditive - i versi dei propri simili - per riunirsi con il branco o lo
stormo o la mandria a cui appartengono.
Quando tutti i gruppi si sono costituiti, chiediamo ai bambini
quale delle due prove è stata più difficile.
Dov’è il mio
branco?
Fatevi sentire!
Quando non siamo in grado di vedere dobbiamo attivare e potenziare gli altri sensi: la mancanza della vista, quindi, può presentarsi anche come un’opportunità per superare le difficoltà utilizzando strumenti non considerati fino a quel momento.
Te lo dice
l’udito
All’alunno è chiesto di individuare la posizione di un oggetto sonoro all’interno di uno spazio abbastanza grande per permettere
più collocazioni.
Per esempio, una campanella o un bicchiere colpito da un cucchiaio o un sonaglio per neonati, un oggetto che produca un
suono ben riconoscibile che “si sposta” da un angolo all’altro, per
poi fermarsi nel mezzo e poi ancora cambiare avvicinarsi a una parete, alla finestra, a una porta...
Ovviamente la prova va fatta con gli occhi chiusi!
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Apriamo gli occhi!
Il tatto
L’alunno ha gli occhi bendati e davanti a lui ci sono degli oggetti
uguali, ma diversi per dimensione (per esempio palline, cubi,
bamboline matrioske…).
Grazie all’aiuto del solo tatto, deve metterli in ordine dal più piccolo al più grande, o viceversa.
Toccare per
riordinare
L’alunno, a occhi chiusi, prova a riconoscere un compagno o una
compagna passandogli le mani sul viso. Ci riprova mentre l’altro
pronuncia una breve frase, verificando che ciò facilita la cosa.
È la conferma che i sensi si potenziano a vicenda.
Chi sei?
L’olfatto
All’alunno è chiesto di tappare il naso. Poi l’insegnante avvicina
alle sue orecchie una fialetta di profumo, scelta tra tre o quattro
essenze distinguibili (agrumi-lavanda-rosa-vaniglia…). Riuscirà a
riconoscerla? No, naturalmente. Non è possibile odorare con le
orecchie! Gli organi di senso non sono intercambiabili, ognuno ha
un suo compito preciso. L’addetto agli odori è il naso.
A ognuno
il suo compito
Il gusto
All’alunno viene messo un pizzico di sale sul palmo di una mano
e un pizzico di zucchero sul palmo dell’altra. L’insegnante chiede
e all’alunno di riconoscere l’uno e l’altro, senza assaggiare ma limitandosi a osservare bene. Anche in questo caso l’operazione
non è possibile. Infatti tra gli organi di senso è il gusto l’esperto
dei sapori.
L’esperimento “funziona” anche usando zucchero a velo e bicarbonato.
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Sentire senza
assaggiare
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Apriamo gli occhi!
Si parte, insieme a CIBì!
Le schede che seguono, suddivise per ambito disciplinare, sono proposte di attività da svolgere in classe. Ogni attività, indipendente e compiuta, non è inserita in un percorso vincolante e potrai attingervi liberamente selezionando quelle più adatte alle esigenze della classe.
Il Quaderno Alunni presenta le stesse attività in modo che possano essere eseguite dai bambini con la guida dell’insegnante e può essere
scaricato dal sito in singole schede oppure come unico documento per
creare un quaderno didattico per ogni alunno.
Da questo punto in poi un personaggio speciale vi accompagnerà in
tutto il percorso: CIBÌ, il rinoceronte - volontario di CBM Italia nel
mondo.
CIBÌ, infatti, è sempre in giro per portare il suo messaggio di solidarietà e aiuto e comunicare, soprattutto ai bambini, le attività e gli obiettivi di CBM Italia.
“CIBÌ è un piccolo eroe, un amico dei più piccoli che vuole trasmettere
ai bambini i valori dell’amicizia e della fratellanza nei confronti di persone in difficoltà che vivono dall’altra parte del mondo.”
Gli alunni potranno partire dalla copertina colorandola e personalizzandola con il proprio nome.
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Apriamo gli occhi!
Italiano
Proposta 1
Fumetto 1 - Qui ci vuole… un legnetto.
Agli alunni si chiederà di leggere molto attentamente e di colorare le vignette in bianco e nero come nel fumetto (vedi l’allegato Fumetto 1 “Qui
ci vuole… un legnetto”).
Si può proporre, dopo una prima lettura per acquisire sicurezza, una
lettura a più voci.
IL TRACOMA:
Il tracoma è un’infezione della congiuntiva e della cornea, causata
da un batterio che viene trasmesso, di occhio in occhio, da insetti
come mosche e moscerini, specialmente in aree con igiene carente
e scarsità di acqua potabile. Il tracoma è endemico, cioè sempre presente e molto diffuso, nelle regioni più povere dell’Africa, Medio
Oriente, subcontinente indiano, Australia e Sud-est asiatico.
Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), nel mondo
22 milioni di persone rischiano di diventare completamente cieche
a causa del contagio.
CBM combatte il TRACOMA con distribuzioni di antibiotici e interventi chirurgici e lo previene garantendo acqua pulita con la costruzione di pozzi.
Proposta 2
Fumetto 1 “Qui ci vuole… un legnetto”
Giochi linguistici
Attività di verifica e consolidamento delle abilità acquisite relativamente all’uso di GN-GL-CH-MP-MB-SCI-C/QU.
Scrivi e scopri - Cruciverba
Chiedi agli alunni di inserire al posto giusto il nome di ogni animale, poi
di trascrivere le lettere numerate nelle caselle corrispondenti per scoprire che animale è il personaggio con la coda a righe.
(ELEFANTE, IPPOPOTAMO, GIRAFFA, LEOPARDO...)
Scheda A
Non fartele scappare!
Chiedi agli alunni di rileggere il fumetto e sottolineare in blu le parole con
GL, in rosso quelle con GN e in verde quelle con CH; cerchia in arancione le parole con MP e MB.
Scheda B
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Apriamo gli occhi!
Parole che scivolano…
Partendo dalla vignetta del fumetto: “La jeep sguscia fuori dal fango”:
chiedi agli alunni di scrivere altre parole con SCI.
A te la scelta
Chiedi agli alunni di indicare con una X la grafia corretta tra quelle proposte: quoco – cuoco; cuoio – quoio; tacquino – taccuino; schuola –
scuola.
Scheda C
Un’altra così non c’è!
Chiedi agli alunni di trovare nel fumetto la parola SOPRATTUTTO.
Ti sei accorto che dentro una vignetta c’è una parola con ben quattro
“t”? Qual è? Copiala qui ......................
È l’unica in tutto il vocabolario!
J come jeep
Chiedi agli alunni se conoscono altre parole che cominciano con la J.
Lettere come mattoncini
Chiedi agli alunni di utilizzare le lettere di una parola per costruirne tante altre.
Prova con quelle che formano TRACOMA.
Per esempio MARCO, CAROTA e ovviamente anche CARTA… Continua tu. (ARTO, ARATO, AMATO, AMO, AMOR, RAMO, MORA, OMAR,
ATRO, TRAMO, MARA, CARA, CARO, ROMA, ARMA, ARCA, ARCO,
ORATA, TRAMA, AORTA, CORTA, ORTA, TARA, RATA, AMARO.....
Ho costruito ...... parole!
Proposta 3
Quella volta che…
Rielaborazione ed espressione del vissuto personale: esposizione
orale.
Chiedi a ogni alunno di provare a raccontare un’esperienza personale
condividendola con il gruppo classe.
1. Ti sei mai trovato in una situazione un po’ difficile, che si è risolta
bene grazie all’aiuto di una o più persone? Racconta.
2. Ti è già capitato di collaborare con altri per superare una difficoltà?
Racconta.
Chiedi agli alunni di scegliere una delle situazioni e di illustrarla nell’apposito spazio.
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Apriamo gli occhi!
Proposta 4
Fumetto 2 “Un piccolo, grande regalo”
Agli alunni si chiederà di leggere molto attentamente e di colorare le vignette in bianco e nero come nel fumetto (vedi l’allegato Fumetto 2 “Un
piccolo, grande regalo”).
Si può proporre, dopo una prima lettura per acquisire sicurezza, una
lettura a più voci.
Proposta 5
Fumetto 2 “Un piccolo, grande regalo”.
Giochi linguistici
Attività di verifica e consolidamento delle abilità acquisite relativamente all’uso di CHI-CHE-CO-CA-CI-CE-SCE-ZIONE e al riconoscimento di nome comune e nome proprio, maschile e femminile, aggettivi qualificativi.
Non fartele scappare!
Chiedi agli alunni di rileggere il fumetto e sottolineare in blu le parole con
CHI-CHE, in rosso quelle con CO-CA e in verde quelle con CI-CE; cerchia in arancione le parole con SCE.
Scheda A
Attenzione alla zeta
Chiedi agli alunni di trascrivere correttamente: NEGOZIO, ORGANIZZAZIONE, AZZURRO, SOLUZIONE, DISTANZA, ATTREZZATURA.
A ognuno il suo nome: Questo nome è proprio il mio!
La tigre (nome comune) nel fumetto si chiama Timir (nome proprio).
Trova tu un nome per gli altri personaggi. Talpa (nome comune): ..........
...... (nome proprio) elefante: ................ coccodrillo ................ ecc. rinoceronte: Cibì.
A ognuno il suo nome: questo nome è proprio il mio!
Due generi di nomi
Chiedi agli alunni di scrivere nella colonna di sinistra i nomi maschili e
in quella di destra i nomi femminili:
Negozio, occhiali, capricci, bambini, vista, soluzione, mondo, famiglie,
soldi, regalino, amico, bambine, giorno, jeep, amica, scuola, lavagna,
villaggio, gioco, palma, maestra, attrezzatura.
Un tipo in gamba
Il nostro Cibì ha un sacco di qualità. Ecco un lungo elenco, chiedi agli
alunni di sottolineare le qualità che lo caratterizzano meglio.
Furbo-forte-pigro-generoso-simpatico-gentile-sbadato-prepotentesvelto-cattivo-agitato-buono-grasso-coraggioso-grigio-timidovecchio-pesante-debole-fifone.
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Scheda B
Apriamo gli occhi!
Una parola dentro l’altra
Dentro la parola lavagna c’è lava. Dentro la parola capricci ci son dei
ricci. Nel negozio c’è uno zio! Chiedi agli alunni di osservare con attenzione e di trovare quale altra parola si trova dentro qualcuno – mettere – vedono – promesso – amico – distanza – villaggio – leggere –
controlla – arrivato – capito - rispondere.
Dentro importante ce ne sono due (porta – ante) e in aiutiamo addirittura tre (aiuti-ti-amo). Le hai scoperte?
Proposta 6
Dopo che la conoscenza con Cibì è fatta e abbastanza consolidata, è
arrivato il momento di scrivergli una lettera, personale oppure collettiva.
Una lettera per Cibì
Caro Cibì,
........................................................
Proposta 7
Fai il poeta e completa
La conoscenza di Cibì e, in particolare, della sua attività di distribuzione
delle rosse pastiglie di vitamina A fornisce agli alunni gli elementi per
svolgere l’attività proposta. Si tratta di leggere la filastrocca e, aiutati
anche dalla rima, inserire al posto giusto le parole che mancano, scegliendole tra quelle elencate in fondo.
La scelta del titolo può essere fatta collettivamente.
VITAMINA A:
Secondo l'Oms vivono nel mondo vivono 18,9 milioni di bambini affetti da una disabilità visiva grave: 17,5 milioni ipovedenti e 1,4 milioni ciechi. Nell'infanzia uno dei problemi più gravi, nei Paesi in via
di sviluppo, è la carenza di vitamina A (per alimentazione insufficiente), che a livello oculare provoca una patologia chiamata xeroftalmia a causa della quale gli occhi non riescono più a lacrimare. L’assenza di lacrimazione può causare seri problemi. Le lacrime, infatti,
assolvono a funzioni di difesa, pulizia e nutrizione che sono fondamentali per la salute degli occhi.
La breve filastrocca deve essere completata: pensaci tu.
Trovi in fondo le parole che mancano.
Sulla jeep ecco Cibì:
corre svelto sulla pista,
è diretto proprio .................
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Apriamo gli occhi!
Ha con sé le medicine
che guariscono la .................
ai bambini e alle .................
Com’è bella la pastiglia
tutta rossa, e com’è buona!
E funziona a .................:
chi la prende è già guarito.
E Cibì già è .................
per portare cure e aiuto
a chi è meno fortunato.
(ripartito, meraviglia, vista, qui, bambine)
Proposta 8
Guarda il video della storia di Jessy insieme ai tuoi alunni. Dopo aver
conosciuto la sua vicenda, non sarà difficile trovare qualcosa da dirgli, in una comunicazione individuale oppure collettiva.
Scarica il video dal sito, nella sezione Storie troverai Filippa Lagerbäck
che ha seguito da vicino il percorso di guarigione del piccolo Jessy.
Caro Jessy,
ora che ti conosco ..................................
Introduci ai bambini qualche semplice indicazione sulla cataratta prendendo spunto dalle informazioni che seguono e facendo riferimento alla
sezione SCIENZE per sperimentare direttamente.
In seguito, si potrà chiedere agli alunni di scrivere o raccontare una
breve cronaca della propria esperienza.
La cataratta, prima causa di cecità nei Paesi in via di sviluppo, è una
patologia che causa una progressiva opacizzazione del cristallino
ostacolando così il passaggio della luce. Chi ne è affetto vede come
attraverso un velo che si ispessisce sempre più con il progredire della
malattia.
La cataratta può essere legata all’invecchiamento (cataratta senile),
ma può anche presentarsi nei bambini fin dalla nascita (cataratta
congenita), oppure a causa di un evento traumatico (cataratta da
trauma).
La cataratta si può curare con un’operazione chirurgica che ridà la
vista ai pazienti che ne sono colpiti in soli 15 minuti.
La parola cataratta ci arriva dal greco antico katà-raktis, cioè cascata, ma anche saracinesca. Infatti l’occhio malato di cataratta è
come se avesse sempre davanti una cascata opaca che gli offusca
la vista.
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Apriamo gli occhi!
Scienze
Proposta 1
Di cataratta i bambini italiani non si ammalano ma ne sentono parlare
se frequentano i nonni o altre persone anziane. Nei Paesi del Sud del
mondo, invece, la cataratta è una malattia che colpisce anche i bambini come il piccolo Jessy.
Proprio per capire meglio la vicenda, e l’importanza degli interventi di
CBM, può essere utile proporre la scheda in classe per far sperimentare in prima persona il disagio che la cataratta comporta con un’attività concreta: Provare per capire.
Che cos’è la cataratta? Per capire fino in fondo l’avventura di Jessy,
documentata da un video bellissimo e molto coinvolgente, bisogna saperlo, se pure non nei dettagli. Oltre alla breve spiegazione “tecnica”
ti presentiamo la proposta di un “esperimento” a base di… tulle!
Semplifica più che puoi la comunicazione per gli alunni per renderla appropriata alle capacità di comprensione della classe. La spiegazione indirizzata all’alunno, servirà come verifica/consolidamento della sua
capacità di seguire/eseguire le consegne.
La cataratta.
Cristallino significa trasparente, limpido come il cristallo. Infatti il cristallino, nell’occhio, è una specie di piccola lente trasparente. Corrisponde, dentro una macchina fotografica, al diaframma. Qual è il suo
“lavoro”? Curvandosi leggermente ci permettere di mettere a fuoco le
immagini, cioè ce le fa vedere sempre nitide “aggiustando il tiro” in base
alla distanza.
Ma se il cristallino diventa opaco a causa di una malattia chiamata cataratta, la luce non riesce ad attraversarlo e allora si vede tutto come
attraverso un velo, che diventa sempre più fitto man mano che la malattia si aggrava. Perché viene la cataratta?
La cataratta senile è dovuta all’invecchiamento, infatti molti nonni ne
soffrono. Però c’è anche una cataratta congenita, che colpisce i bambini fin dalla nascita. E poi c’è la cataratta da trauma, dovuta cioè a un
colpo, un urto che ha danneggiato la struttura delicata dell’occhio.
Fortunatamente la cataratta si può curare grazie a un’operazione chirurgica. I medici di CBM visitano le persone per scoprire quelle ammalate e poi le operano. A volte dopo l’operazione c’è bisogno di portare gli occhiali e allora CBM li fornisce e organizza visite di controllo
periodiche.
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Apriamo gli occhi!
Probabilmente conosci qualche persona anziana che è stata operata
di cataratta. Fatti raccontare come vedeva prima, come è andata
l’operazione e come vede ora. Porta ancora gli occhiali?
Provare per capire
Come vede chi è ammalato di cataratta? Puoi sperimentarlo anche tu.
Ti spieghiamo come:
1. Procurati un paio di occhiali di plastica senza lenti o realizzane un
paio con l’aiuto della maestra.
2. Procurati un pezzo di tulle: una stoffa molto leggera dove si avvolgono i confetti nelle bomboniere.
3. Ritaglia una striscia di tulle grande come le lenti e incollala (la colla
però non va messa sopra le lenti, ma sulla montatura).
4. Inforca gli occhiali e guardati intorno: ti apparirà tutto un po’ sfocato.
5. Ritaglia e incolla un’altra striscia di tulle e guardati intorno.
6. Ritaglia una terza striscia e guarda...
Ogni strato che aggiungi rende il mondo intorno un po’ più opaco.
È quello che succede agli occhi ammalati di cataratta man mano
che la malattia peggiora. Per fortuna il chirurgo può togliere quella
specie di velo con un’operazione.
7. Strappa via le strisce di tulle, inforca gli occhiali così ripuliti... E torna
a splendere la luce!
Rispondi alle domande
Ora che hai capito che cos’è la cataratta e hai tante informazioni sull’argomento, puoi rispondere alle domande:
1. Che cos’è il cristallino?
• un bicchiere • una parte dell’occhio • un laghetto
2. Assomiglia • a una piccola lente trasparente • a una piccola lente
tagliente • a un coltellino
3. Il cristallino ci permette di vedere bene le immagini
• allontanandosi • avvicinandosi • curvandosi
4. La cataratta lo rende
• antipatico • opaco • trasparente
5. Di cataratta si ammalano soprattutto
• i bambini • i subacquei • i nonni
6. Per curare la cataratta ci vuole un’operazione
• liturgica • metallurgica • chirurgica
7. La parola cataratta deriva dal greco e significa
• pioggia • cascata • lacrima
Potrai proporre, prima o dopo la spiegazione, alcune attività pratiche.
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Proposta 2
Via il velo
Ecco un altro esperimento interessante a base di… cipolle!
Hai già verificato che per vedere bene sull’occhio non ci devono essere “veli”. Anche il velo delle lacrime è un ostacolo. Infatti quando
piangi la tua vista è offuscata. Prova! È vero, è difficile piangere se non
ce n’è motivo. Chiedi aiuto a una cipolla. Affettala: i tuoi occhi cominceranno a lacrimare e le immagini diventeranno confuse.
Dopo avere fatto questo esperimento potrai capire meglio la difficoltà
di chi soffre di cataratta.
Proposta 3
Occhi finti per salvare la pelle
Il mondo degli animali suscita sempre molto interesse e curiosità. Ovviamente qui si parla di occhi.
Scarica dal sito l’allegato con le foto degli animali e proiettale in classe.
Alcuni animali (farfalle, bruchi, pesci) hanno sul corpo delle macchie colorate che sembrano grandi occhi, le cosiddette macchie ocellari. È un
trucco per disorientare i predatori: con questi grandi occhi finti l'animale
sembra più grande di quello che realmente è e il predatore, sorpreso
e spaventato, rinuncia ad attaccarlo.
(Scarica dal sito il file “Occhi finti per salvare la pelle”)
Chiedi agli alunni di disegnare l'animale corrispondente alla didascalia e attribuirgli un nome in base alle sue caratteristiche.
Geografia
Proposta 1
Ancora una volta scendono in campo gli occhiali e offrono lo spunto
per l’orientamento nello spazio: alto-basso-destra-sinistra-davantidietro…
Meglio con gli occhiali
Alcuni bambini ci vedrebbero meglio con gli occhiali. Chiedi agli alunni
di aggiungere gli occhiali ai personaggi nella foto di classe:
Falli indossare al bambino in alto a destra, a quello in mezzo della fila
in basso, alla bambina in basso a sinistra e alla sua amica, che si trova
dietro di lei. E anche alla maestra.
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Storia
Proposta 1
Pronto? Via!
Chiedi all’alunno di riordinare, numerandole, le vignette con CIBÌ che
si prepara e parte per la sua “missione”.
Quando tutto sarà pronto, CIBÌ potrà finalmente partire per la sua missione.
Proposta 2
Prima non è adesso
La successione temporale ritorna in più situazioni “a tema”. Ancora una
volta, la consegna è: riordina, ma questa volta inserendo la scritta
prima-adesso-dopo.
A. Timir ha problemi di vista – sceglie gli occhiali – vedrà molto bene.
B. prima Cibì ha caricato le medicine sulla jeep – adesso corre verso
il villaggio – dopo curerà i bambini ammalati
C. prima Moses ha rotto un piede – ora il dottore lo ingessa – poi XX
dovrà usare per un po’ le stampelle
Proposta 3
L’avventura di Jessy
Foto da riordinare dell’esperienza di Jessy
Dopo aver visto il video, chiedi agli alunni di ricostruire la storia di Jessy
attraverso le foto che raccontano la sua avventura. Ora sono tutte rimescolate. Gli alunni le ordineranno numerandole da 1 a 4 e completeranno con una breve didascalia.
(Scarica dal sito il file L’avventura di Jessy con le foto da proiettare in
classe)
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Matematica
Proposta 1
Contare può essere un gioco: chiedi agli alunni, collegando un numero
al successivo, di realizzare un disegno schematico ma simpatico.
Un disegno in tappe
Che cosa apparirà?
Proposta 2 - Scarica il Questionario
Dall’intervista alla statistica!
Chiedi agli alunni di intervistare uno o più familiari (fino a quattro) per
raccogliere dati da inserire poi in classe e costruire un istogramma (grafico a colonne) che fornirà un’occasione per commenti, riflessioni e valutazioni.
Inoltre, potrai chiedere agli alunni (se già effettuato in classe) di riproporre a casa l’esperimento della cataratta.
Il grafico che risulterà dall’inserimento dei dati raccolti darà una rappresentazione di quante persone, tra quelle intervistate:
1. portano gli occhiali
2. non portano gli occhiali
3. portano gli occhiali per vedere meglio da vicino
4. portano gli occhiali per vedere meglio da lontano
5. portano gli occhiali da sole
6. non portano gli occhiali da sole
7. sanno cos’è la cataratta
8. non sanno cos’è la cataratta
9. conoscono CBM Italia
10. non conoscono CBM Italia
Ad ogni ‘domanda’ (saranno in tutto 10) corrisponderà una colonna di
colore diverso che crescerà ogni qualvolta si aggiungerà una risposta
alla classe corrispondente.
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Apriamo gli occhi!
Arte e immagine
Proposta 1
È possibile scaricare dal sito dei disegni del rinoceronte CIBÌ in contesti e atteggiamenti differenti. Ogni alunno potrà sceglierne uno e colorarlo e arricchirlo a suo piacere.
Proposta 2
Invita gli alunni a cimentarsi con semplici giochi visivi (scala di grandezza e percorsi).
Prima il più piccolo
Chiedi agli alunni di ordinare gli scatoloni di CIBÌ dal più piccolo al più
grande.
La pista giusta – Il groviglio
Chiedi agli alunni di trovare il percorso corretto perché CIBÌ possa arrivare alla capanna.
Scheda A
Attento, Cibì, si passa di qui! – Il labirinto
Chiedi agli alunni di individuare il percorso che CIBÌ deve seguire per
portare le medicine al villaggio evitando gli ostacoli.
Scheda B
Proposta 3
Disegno quel che… non vedo!
A volte a occhi chiusi si vede meglio: anche quello che non c’è ma ci
piacerebbe tanto che ci fosse! Diamo un po’ di spazio anche allo
sguardo dell’immaginazione. Chiedi agli alunni di disegnare quello che
piacerebbe loro vedere dalla finestra dell’aula.
Proposta 4
Un quadro da esplorare
Un bel quadro è un ricco campo di esplorazione per la vista!
Scarica dal sito il quadro selezionato per la classe II.
Chiedi agli alunni di osservare attentamente il dipinto di Arcimboldo per
qualche minuto. Poi chiedi loro di riconoscere la frutta e la verdura dipinta
Infine, capovolgilo per svelare che il cesto di frutta o verdura è anche
un ritratto!
Per svolgere ulteriori attività sul tema, puoi scaricare altre immagini dello
stesso autore dal web. Per esempio, stampa singoli dettagli di un dipinto a scelta e chiedi agli alunni di realizzare un puzzle.
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Salute e prevenzione
Proposta 1
La vista è un bene molto prezioso e conviene averne cura! Le quattro
situazioni proposte diventano lo spunto per una riflessione in classe e
un momento di educazione alla salute.
Occhio agli occhi!
Alcuni comportamenti fanno bene alla tua vista, altri invece la danneggiano. Indica con ok quelli corretti e con ko quelli sbagliati.
Convivenza
e cittadinanza
Proposta 1
Cooperazione anche coi vicini!
Lanciare lo sguardo su situazioni lontane non esclude di vivere bene
nei contesti che ci sono più vicini. Lo solidarietà e la collaborazione, secondo diverse modalità, sono da esercitare sempre e dappertutto. Lo
facciamo? Rifletterci sopra è una indispensabile premessa.
Ecco uno spunto per mettere in moto la discussione in classe. Gli
alunni trovano una scheda divisa a metà: da una parte devono scrivere
quali sono i gesti e gli atteggiamenti che favoriscono una serena convivenza e dall’altra quelli che la ostacolano o impediscono.
Cooperazione… da vicino
In tutti gli ambienti, anche in quelli a te più vicini, la cooperazione è importante, anzi indispensabile per stare tutti bene. Invita gli alunni a riflettere insieme ai compagni e a trovare quali sono i gesti da fare per
andare d’accordo in classe e quali invece rompono l’armonia e rendono tutti scontenti.
Poi scriveteli insieme nella scheda corrispondente
Proposta 2
Ancora uno stimolo per riflettere sulla convivenza “a stretto contatto”.
Con il tuo aiuto gli alunni individueranno ed esprimeranno sinteticamente ciò che li fa stare bene insieme, nel contesto della classe e della
scuola.
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Apriamo gli occhi!
Insieme si sta bene!
In classe stiamo bene insieme quando: .............................................
.........................................................................................................
......................................................
Dai fatti alle parole!
Per la classe che ha aderito al progetto è arrivato il momento, dopo
tanto lavoro, di essere protagonista. Il titolo sottolinea che dopo essere
passati dalle parole (il lavoro di conoscenza preliminare) a una consapevolezza ben acquisita e, di conseguenza, aver agito con un’azione
concreta a favore di CBM, ora si torna di nuovo alle parole, per raccontare il tutto.
Se è stato organizzato un evento o un mercatino per la raccolta fondi,
non può mancare una scheda sull’iniziativa, completata da una foto.
L’alunno potrà stilare una brevissima cronaca completando uno
schema in cui vanno inseriti una breve descrizione e qualche dato relativo all’esperienza vissuta. Scegli tra i due modelli proposti quello più
adatto alla modalità dell’iniziativa.
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Apriamo gli occhi!
Il giorno ............... nella scuola ............... che io frequento è successa
una cosa molto importante: .............................................................
Con i miei compagni, abbiamo realizzato ......................... e poi l’abbiamo
..................... per raccogliere fondi per CBM.
È stato un successo! I soldi guadagnati andranno al progetto “..........”.
Sono felice e orgoglioso perché ...... potrà guarire (essere curato) anche
grazie al mio contributo.
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Apriamo gli occhi!
Il giorno ............... nella scuola ............... che io frequento è successa
una cosa molto importante: ................................................................
Con i miei compagni abbiamo presentato ufficialmente il risultato del nostro lavoro sulla vista e su CBM, l’associazione che ........... È stato un
successo!
Ecco alcuni commenti di chi ha partecipato: .......................................
............................................................................................................
............................................................................................................
............................................................................................................
Ed ecco la mia opinione:......................................................................
............................................................................................................
............................................................................................................
Il voto che io do a tutto il progetto “............” è ......................................
Mi è piaciuto soprattutto quando ........................................................
Ho imparato ........................................................................................
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