GIUGNO
Domenica 2 Domenica 9 Domenica 16 Domenica 23
DOMENICA 30
Prima Comunione
Oggi 2 Giugno 2013 Solennità del Corpus Domini ricevono per la prima volta
la Santissima Eucarestia
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Baccante
Alessio
Baiocco Diletta
Bizzarri Mattia
Canzulli
Lorenzo
Ceci Alessio
Cococcia
Davide
Cococcia Luca
Colella
Federica
Colella Irene
Giorgi
Francesco
Ioannucci
Sofia
Ludovici Sofia
Maiola Gabriele
Muzi Manuel
Paganica
Daniele
Salvemme
Giulia
Vitale Mattia
Questa domenica diciassette nostri ragazzi ricevono per la prima volta il
Santissimo Sacramento dell’ Eucarestia.
Dopo due anni di preparazione con la catechista Gianna sono arrivati
finalmente all’incontro con Gesù, realmente presente nel Sacramento. Li
accompagniamo con la preghiera in questo momento così importante della loro
vita con l’augurio che possano trovare in Gesù l’amico fedele, il conforto sicuro,
la sorgente di grazia e l’amore immenso.
Come ogni anno le prime comunioni coincidono con la festa del Corpus Domini.
Questa festa è importante e dovrebbe spingere ciascuno a riflettere
sull’Eucarestia. Questa è infatti il Sacramento per eccellenza, in quanto in essa,
non solo agisce la grazia di Dio, ma è presente realmente Dio stesso.
Troppe volte riceviamo questo grande Sacramento in maniera indegna o con
poca attenzione. Troppe comunioni si ricevo più per abitudine che per reale
devozione.
Impariamo oggi da questi fanciulli, che si sono preparati a lungo, che hanno
pulito la casa della loro anima con il Sacramento della Confessione, per poter
ricevere il Re del cielo nella maniera migliore. Pensiamo al giorno della nostra
prima comunione, sentiamo ancora nel nostro cuore quella trepidazione che
sentivamo da bambini al pensiero di ricevere Dio nel nostro cuore. Con quello
stesso animo dovremmo ricevere anche oggi Gesù, accoglierlo nel nostro cuore
come bambini, e il suo amore ci cambierà davvero l’anima!
Rinnoviamo ai comunicandi e ai loro genitori il nostro augurio di una proficua
vita spirituale in unione a Gesù Eucaristico.
Adolescenti e tecnologia
me è ormai evidente, la tecnologia ha investito il nostro vivere condizionando
gli stili di vita e le abitudini delle persone. Essa caratterizza le più grandi
innovazioni di carattere elettrico ed elettronico che ci siano mai state e che
ancora continuano ad esserci e ad influenzarci sempre di più. Nella vita
moderna, la tecnologia è indispensabile. Grazie alla tecnologia avanzata,
possiamo fare tante cose in modo più semplice e veloce: comunicare con il
mondo con un computer collegati ad Internet, aggiornare le ultime notizie,
scrivere e inviare lettere, messaggi attraverso la posta elettronica, il cellulare.
Insomma, non possiamo negare i vantaggi della tecnologia. Essa inoltre, ha
accelerato e facilitato la comunicazione, le nostre conoscenze, le scoperte, le
invenzioni. Tutto questo è eccezionale. Ma poi bisogna chiedersi: l'avvento
della tecnologia è del tutto positivo? O genera da un lato anche alcune
perplessità? Come forse tutte le cose nella vita, la tecnologia ha sia aspetti
positivi che negativi. Ci abituiamo agli strumenti moderni senza accorgerci che
ci fanno diventare sempre più pigri e che ci fanno sprecare molto tempo.
Infatti, ad esempio, digitiamo un e-mail invece di scrivere una lettera, ci
scambiamo idee da dietro un computer invece che personalmente senza poter
osservare le reazioni di un soggetto ai nostri messaggi trasmessi, vediamo un
film invece di leggere un libro, preferiamo giocare con un videogioco piuttosto
che studiare, fare sport... e i primi ad essere investiti da questa ondata sono
ovviamente i giovani, se non addirittura i bambini, i “nativi” di quest'era in cui
il progresso tecnologico è imperante: oggigiorno già dai 5-6 anni si sa usare
perfettamente il computer, si naviga in Internet, si cercano filmati su YouTube
(con tutti i rischi collegati!! Vengono promosse senza filtro alcuno proposte che
istigano all'anoressia, alla violenza, alla pornografia!!).
Alcuni ragazzi vivono una situazione di vera e propria dipendenza, non riescono
a staccarsi dal pc, dal telefonino o dal tablet!! (per questo è indispensabile che
i genitori fissino dei limiti da non superare: lo stesso Bill Gates ha imposto ai
suoi figli di non utilizzare la rete per più di un'ora al giorno!!)
Un discorso a parte, poi, va fatto per gli ormai famosissimi social network
(letteralmente “reti sociali”, gruppi di persone collegate tra loro in rete dai più
diversi legami sociali): nella gran parte dei casi quelle che si stringono in rete
non sono vere e proprie amicizie, ma “contatti” superficiali; la relazione vera
non esiste perché non ci si vede, non si sta a contatto. Ma allora...che fine
fanno le carezze, le risate o gli abbracci degli amici???
“Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità: il mondo
sarà popolato allora da una generazione di idioti”, diceva un signore che ha
dato una certa spinta al progresso, un certo Albert Einstein...
Silvia Frattale
«Cristo sì, la Chiesa no» è un errore
Nell’udienza generale del 29 maggio 2013, Papa Francesco ha continuato le
sue catechesi sull’Anno della fede e sulla parte del Credo dove affermiamo la
nostra fede nella Chiesa. Il Pontefice ha affermato di volere proporre una serie
di meditazioni partendo da espressioni usate dal Concilio Ecumenico Vaticano
II per definire la Chiesa. La prima che ha preso in esame è quella della Chiesa
come «famiglia di Dio», e ha criticato ogni prospettiva che all’insegna dello
slogan oggi diffuso «Cristo sì, Chiesa no» cada nell’errore di pensare che sia
possibile andare a Cristo senza passare dalla Chiesa.
Il Pontefice è partito dall’importanza che ha per lui la parabola del
figliol prodigo, la parabola per eccellenza della misericordia di Dio che
«restituisce la dignità di figlio» a ciascuno di noi anche dopo i più gravi peccati,
purché ci rendiamo «conto di avere sbagliato» e chiediamo perdono. I fedeli
hanno già sentito Papa Francesco citare questa parabola «più di una volta».
Una delle dimensioni della storia del figliol prodigo è appunto mostrare che il
progetto di Dio è «fare di tutti noi un’unica famiglia dei suoi figli, in cui
ciascuno lo senta vicino e si senta amato da Lui, come nella parabola
evangelica, senta il calore di essere famiglia di Dio». Questa famiglia di Dio è
precisamente la Chiesa.
La Chiesa non è una semplice invenzione umana, «non è
un’organizzazione nata da un accordo di alcune persone, ma - come ci ha
ricordato tante volte il Papa Benedetto XVI - è opera di Dio, nasce proprio da
questo disegno di amore che si realizza progressivamente nella storia». Dio,
non gli uomini, fonda la Chiesa. «La Chiesa nasce dal desiderio di Dio di
chiamare tutti gli uomini alla comunione con Lui, alla sua amicizia, anzi a
partecipare come suoi figli della sua stessa vita divina». La stessa parola
«Chiesa» indica che non si tratta di un’opera umana. Viene dal greco ekklesia,
«convocazione». Non ci si convoca da soli: nella Chiesa «Dio ci convoca, ci
spinge ad uscire dall’individualismo, dalla tendenza a chiudersi in se stessi e ci
chiama a far parte della sua famiglia».
Dio ha pensato da sempre alla Chiesa. La convocazione «ha la sua origine
nella stessa creazione. Dio ci ha creati perché viviamo in una relazione di
profonda amicizia con Lui, e anche quando il peccato ha rotto questa relazione
con Lui, con gli altri e con il creato, Dio non ci ha abbandonati. Tutta la storia
della salvezza è la storia di Dio che cerca l’uomo, gli offre il suo amore, lo
accoglie». Dall’alleanza con Abramo e con il popolo d’Israele alla vicenda
terrena di Gesù Cristo, tutta la storia della salvezza prepara la Chiesa e
culmina nella Pentecoste.
Ma, se non nasce da una decisione di uomini, «da dove nasce allora la
Chiesa? Nasce dal gesto supremo di amore della Croce, dal costato aperto di
Gesù da cui escono sangue ed acqua, simbolo dei Sacramenti dell’Eucaristia e
del Battesimo». Nella Chiesa continuano a scorrere questo sangue e
quest’acqua: «la linfa vitale è l’amore di Dio che si concretizza nell’amare Lui e
gli altri, tutti, senza distinzioni e misura. La Chiesa è famiglia in cui si ama e si
è amati».
Papa Francesco ha fatto implicito riferimento al celebre discorso «Nel
contemplare» del 12 ottobre 1952 del venerabile Pio XII (1876-1958), più
volte citato dai Pontefici successivi, che descriveva la sequenza della
scristianizzazione dell’Occidente attraverso tre tappe: «Cristo sì, Chiesa no.
Poi: Dio sì, Cristo no. Finalmente il grido empio: Dio è morto; anzi: Dio non è
mai stato». «Ancora oggi – ha affermato Francesco – qualcuno dice: “Cristo sì,
la Chiesa no”», tradotto in termini più volgari dai tanti «che dicono “io credo in
Dio ma non nei preti”».
In realtà, ha spiegato il Pontefice, non è possibile andare a Cristo se
non attraverso la Chiesa. Cristo ha voluto rendersi incontrabile nella storia
tramite la Chiesa. «È proprio la Chiesa che ci porta Cristo e che ci porta a Dio».
È vero, la Chiesa «ha anche aspetti umani; in coloro che la compongono,
Pastori e fedeli, ci sono difetti, imperfezioni, peccati, anche il Papa li ha e ne ha
tanti», Ma questo non dà ragione a chi segue la logica sbagliata «Cristo sì,
Chiesa no», perché il peccatore abbisogna di misericordia e il luogo della
misericordia è la Chiesa. «Quando noi ci accorgiamo di essere peccatori,
troviamo la misericordia di Dio, il quale sempre perdona. Non dimenticatelo:
Dio sempre perdona e ci riceve nel suo amore di perdono e di misericordia.
Alcuni dicono che il peccato è un’offesa a Dio, ma anche un’opportunità di
umiliazione per accorgersi che c’è un’altra cosa più bella: la misericordia di Dio.
Pensiamo
a
questo».
La meditazione del Papa chiede di diventare esame di coscienza per
ognuno di noi: «Quanto amo io la Chiesa? Prego per lei? Mi sento parte della
famiglia della Chiesa?». La risposta positiva implica un impegno personale: ma
anche il sostegno della grazia, da chiedere con rinnovato fervore nell’Anno
della fede.
SETTIMANA LITURGICA
Nona settimana del Tempo Ordinario Prima settimana del salterio
Anno C / ciclo I Per prenotazioni di Sante Messe o per contattare
Don Mauro telefonare al 0862-977645
Lunedì 3 Giugno
Memoria di S. Carlo Lwanga e Compagni, martiri
17:00
S. Messa a S. Silvestro (Deff. Davide e Ida – ord. da Dora).
18:15
S. Messa a S. Lorenzo (in onore della Madonna – ord. da Franca).
Martedì 4 Giugno
Memoria di S. Bonifacio, vescovo e martire
17:30
Pia).
S. Messa a S. Maria (Deff. Giovanni, Genoveffa e Amalia – ord. da
18:15
S. Messa a S. Lorenzo (Deff. Giuseppe e Agostino – ord. da
Assunta).
Mercoledì 5 Giugno
Memoria di S. Franco, eremita
17:30
S. Messa a S. Maria (Def. Berardino Alimonti – OTTAVARIO della
morte - ord. da Lina).
Giovedì 6 Giugno
17:30
S. Messa a S. Maria (Deff. Domenico e Laurina – ord. da Alberta).
18:15
S. Messa a S. Lorenzo (Def. Giovanni – ord. dalla famiglia Crea).
Venerdì 7 Giugno
Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù
1° Venerdì del mese
In mattinata: Comunione agli ammalati
17:30
S. Messa a S. Maria (Def. Lina – ord. dalla famiglia).
18:15
S. Messa a S. Lorenzo (Deff. Geremia, Angela, Agostino e Barbara
– ord. da Barberina).
21:00
Rosario e Adorazione Eucaristica
Sabato 8 Giugno
Cuore Immacolato di Maria
11:00
Battesimo di Francesca Zupardi
17:30
S. Messa prefestiva a S. Maria (Deff. Benedetto e Pia – ord. da
Luigino).
Domenica 9 Giugno
X del Tempo Ordinario
10:00
S. Messa a S. Maria (Def. Vincenzo – ord. da Lina).
11:30
S. Messa a S. Lorenzo (Def. Franco – ord. da Sistina).
DOMENICA 9
Battesimo
Sabato 8 giugno, una bambina è stata rigenerata a vita nuova con il dono dello
Spirito Santo nella celebrazione del battesimo. Si chiama FRANCESCA
ZUPARDI ed è figlia di Filippo e di Romina Di Zio, residenti a Vallicella in zona
panoramica. E’ stata accolta con gioia nella nostra Comunità Cristiana,
attorniata da parenti ed amici che hanno condiviso con i genitori i sentimenti di
riconoscenza e di affidamento al Signore.
Auguriamo a Francesca ed ai suoi familiari un sereno avvenire, illuminato dal
dono della fede che fa risplendere sul nostro cammino la paterna benevolenza
del Signore.
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Non suonano le campane a S. Maria
In questi giorni ci siamo accorti tutti che non suonano le campane a slancio a
S. Maria. Infatti i tecnici dell’ENEL che hanno sostituito il contatore non hanno
ancora provveduto all’installazione della trifase - 380 Volt per azionare i motori
delle campane.
Il problema dovrebbe risolversi nei primi giorni della prossima settimana e così
le suonate torneranno normali. Comunque gli orari e i giorni delle celebrazioni
sono scritti sulla lucciola.
Mons. Giuseppe Petrocchi è il nuovo Arcivescovo de’ L’Aquila
Il Santo Padre Francesco ha nominato il nuovo arcivescovo dell’Aquila mons.
Giuseppe Petrocchi finora vescovo di Latina. Mons. Petrocchi è il 59° vescovo
dell’Aquila, il 12° arcivescovo e il 5° arcivescovo metropolita dell’arcidiocesi del
capoluogo abruzzese. Auguri per un fecondo ministero da tutta la comunità
diocesana.
Curriculum vitae
di Mons. Giuseppe Petrocchi
Arcivescovo Eletto de’ L’Aquila
S. E. Mons. Giuseppe Petrocchi è nato in Ascoli Piceno il 19 agosto 1948.
È entrato nel Seminario Vescovile di Ascoli Piceno nel 1965 e ivi ha completato
gli studi liceali, conseguendo la maturità classica.
Ha compiuto gli studi filosofici e teologici presso la Pontificia Università
Lateranense, dove ha conseguito il Baccellierato in filosofia e la licenza in
Teologia dogmatica.
Ha conseguito due lauree presso le Università statali: la prima in filosofia a
Macerata e la seconda in Psicologia a Roma.
Conosce il francese, l’inglese, il tedesco e lo spagnolo. È stato ordinato
sacerdote il 14 settembre 1973 in Ascoli Piceno, sua Diocesi di incardinazione.
Uffici e ministeri:
1973-1975: Responsabile della Pastorale giovanile diocesana;
1973-1978 docente di Religione presso il Liceo Scientifico “Orsini” di Ascoli
Piceno;
1975-1985 Direttore del Centro diocesano Vocazionale;
1978-1997 Docente di Filosofia, Pedagogia e Psicologia presso l’Istituto
Magistrale Statale “Trebbiani” di Ascoli Piceno e successivamente presso il
Liceo Pedagogico “Stabili”;
1980-1985 Parroco di Cerreto (Venarotta);
1985-1998 Parroco di Trisungo;
1991-1998 Redattore capo del Bollettino Diocesano;
1995-1998 Psicologo presso il Consultorio Familiare diocesano e Docente
presso la Scuola Diocesana di Teologia;
Dal 1973 al 1998 ha intensamente lavorato, in campo diocesano, nell’ambito
della pastorale giovanile e della pastorale familiare.
Il 27 giugno 1998 è stato eletto alla sede vescovile di Latina-Terracina-SezzePriverno e ordinato Vescovo il 20 settembre 1998.
Lunedì 10 giugno 2013
SOLENNITA’ DI SAN MASSIMO
CHIESA SANTA MARIA DEL SUFFRAGIO
(PIAZZA DEL DUOMO)
Ore 11:00 S. Messa Capitolare presieduta dall’Arcidiacono del Capitolo Can.
Sergio Maggioni con predicazione del Canonico Teologo Wieslaw Dabroski,
animata dal Coro Diocesano.
Ore 18:00 S. Messa Stazionale presieduta da S.E. Mons. Giuseppe Molinari
– Amministratore Apostolico dell’Aquila - animata dal Coro Diocesano dei
Giovani.
Al termine Processione del Santo Patrono con il seguente percorso:
Piazza Duomo – Via Indipendenza – Piazza S. Marco – Via Battisti – Corso
Federico II – Piazza Duomo – sosta davanti la Cattedrale – rientro chiesa del
Suffragio.
Un sereno trapasso
Dare l’addio definitivo alla mamma è quanto di più triste ci possa capitare nella
vita. Il cuore ne risente, come se gli venisse tolto il più nobile sentimento,
radicato fin dall’infanzia nel rapporto affettivo che è fonte di sicurezza, di
protezione e di ineffabile dolcezza. Nessuno tuttavia può sottrarsi allo scorrere
degli anni e al declino della vecchiaia che segna il passaggio da una
generazione all’altra, consegnando a quella più giovane l’eredità morale e
spirituale accumulata durante anni di lavoro, di sacrifici e di dedizione alla
famiglia.
Questa è la memoria che si mantiene viva in noi, dopo aver dato l’ultimo
commosso saluto a Sette Nicolina ved. Di Zio che ha concluso la sua
esistenza terrena venerdì 7 giugno nella sua abitazione di Vallicella.
Il suo corpo era un po’ debilitato in seguito al delicato intervento che aveva
subito alcuni mesi fa, ma nulla lasciava presagire una fine così imminente. Si è
infatti improvvisamente addormentata nel sonno della morte a 81 anni di età
tra le braccia del figlio Gianfranco.
Il suo sereno trapasso proprio nel giorno in cui la Chiesa celebra il Sacratissimo
Cuore di Gesù ci lascia intravedere nella divina volontà un disegno d’amore e di
predilezione per la nostra sorella Nicolina, chiamata in una ricorrenza tanto
significativa alla ricompensa eterna.
La sua vita era trascorsa in una generosa dedizione alla sua famiglia, che era il
perno portante delle sue aspirazioni animate da una profonda fede cristiana.
Negli anni più floridi della sua esistenza, il suo temperamento molto deciso e
forte nell’inculcare l’osservanza della tradizionale saggezza umana, esprimeva
anche una sincera cordialità nelle conversazioni, sempre vivaci ed amichevoli,
e con premurose prestazioni che offriva a tante persone amiche. Il suo
sentimento materno, unito a una profonda fede, è stato il costante sostegno
che le ha permesso di mettere a disposizione dei suoi cari tutte le sue energie.
Amorevolmente assistita dai figli, riuscì ad esprimere fino all’ultimo respiro il
suo attaccamento alla famiglia e un grande affetto per i suoi cari nipoti,
sempre presenti nel suo cuore. Domenica scorsa era presente alle prime
comunioni con la compostezza e l’eleganza di sempre: è stata la sua ultima
uscita, l’ultima felice occasione di trascorrere con i suoi cari un giorno di letizia.
Ora condivide con il suo caro marito Lorenzo, la pace eterna.
La sua dipartita porta la tristezza della separazione, ma i legami dell’affetto
materno rimangono vivi nel cuore. Condividendo il cordoglio dei familiari,
rinnoviamo le nostre sincere condoglianze con la commossa partecipazione al
loro dolore.
Il ricordo di Nicolina resterà a lungo nei nostri cuori.
SETTIMANA LITURGICA
Decima settimana del Tempo Ordinario Seconda settimana del salterio
Anno C / ciclo I
Per prenotazioni di Sante Messe o per contattare
Don Mauro telefonare al 0862-977645
Lunedì 10 Giugno
Festa di S. Massimo patrono dell’Arcidiocesi
16:30
S. Messa a S. Silvestro (Def. Vittorio – ord. da Giovannina).
Martedì 11 Giugno Memoria di S. Barnaba, apostolo
17:30
S. Messa a S. Maria (Def. Adriana – ord. da Fernanda).
18:15
S. Messa a S. Lorenzo (Def.Antonia – ord. da Tiziana).
Mercoledì 12 Giugno
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Giovedì 13 Giugno Memoria di S. Antonio da Padova
17:00
S. Messa a S. Silvestro in onore di S. Antonio – ord. da Amelia.
17:30
S. Messa a S. Maria (Deff. Umberto, Angela e Ida – ord. da Linda).
18:15
S. Messa a S. Lorenzo (Deff. Nella e Gino – ord. da Paola).
Venerdì 14 Giugno
17:30
S. Messa a S. Maria nell’OTTAVARIO della morte di Sette
Nicolina.
18:15
S. Messa a S. Lorenzo (Deff. Agostino e Rita – ord. da Donato).
Sabato 15 Giugno
17:00
S. Messa a S. Silvestro (Deff. Ulderico e Raffaella – ord. da Mario).
17:30
S. Messa prefestiva a S. Maria (Def. Angela – 1° Anniversario ord. da Mario).
Domenica 16 Giugno
XI del Tempo Ordinario
10:00
S. Messa a S. Maria (Def.Giuseppina, Salvatore e Filomena – ord.
da Rosalba).
11:30
S. Messa a S. Lorenzo – Matrimonio di Alessandro Curtacci e
Alessia Pulsone.
Domenica 16
MESSAGGIO DELL’ARCIVESCOVO METROPOLITA ELETTO,
MONS. GIUSEPPE PETROCCHI, ALLA COMUNITÀ ECCLESIALE E CIVILE
DE’ L’AQUILA
13 giugno 2013
A tutti voi, carissimi Sacerdoti, Diaconi, Religiosi e Religiose, Operatori
pastorali e Fedeli tutti dell’amata Arcidiocesi de l’Aquila, giunga il mio caloroso
saluto: «grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo»
(Fm 3).
Come vi è noto, lo Spirito del Signore - attraverso Papa Francesco - ha
disposto che la linea di percorso della mia esistenza si immettesse sulla larga
corsia di marcia della Chiesa Aquilana. Si è trattato per me di un evento
imprevisto, ma accolto con un “sì” pieno e incondizionato. Desidero spendermi
con tutto il cuore nella nuova missione che il Signore, attraverso il Successore
di Pietro, mi chiede di compiere tra voi e con voi.
Ho svolto il mio ministero episcopale, per quasi quindici anni, nella Chiesa
Pontina, ma provengo da Ascoli Piceno, città delle Marche, geograficamente e
storicamente contigua alla terra abruzzese. Da sempre, la mia gente di origine
è culturalmente affine alla vostra; anche i nostri dialetti sono classificati
nell’ambito della stessa famiglia linguistica, e mi è facile, perciò, comprendere
la vostra parlata. Etnicamente, dunque, apparteniamo a due popolazioni
strettamente imparentate.
Purtroppo, anche la mia terra è soggetta a terremoti, ed io stesso ne ho
sperimentato in diverse occasioni la violenza; mai tuttavia nelle nostre zone un
sisma è stato così devastante come quello che ha colpito le vostre città e paesi
nella tragica notte del 6 aprile 2009.
In quelle giornate angoscianti ho sofferto con voi e ho pregato per voi,
chiedendo al Signore che vi assistesse nella terribile prova che sconvolgeva la
vostra vita. Ho seguito, poi, attraverso le notizie diffuse dai mass-media, la
fase dei soccorsi e, successivamente, l’inizio dell’opera di ricostruzione. Fino a
qualche settimana fa, sono stato, con il cuore “vicino” a voi; da sabato scorso
sono diventato “uno di voi”.
Lo Spirito ci chiama a camminare insieme sulle vie della comunione, per
crescere come Chiesa che vive e annuncia il Signore Gesù, crocifisso e risorto.
Siamo consapevoli che, nella misura in cui cresceremo nella concordia e nella
generosità evangeliche, diventeremo anche lievito di unità nella società in cui
viviamo.
Il Sole che illuminerà il nostro santo viaggio è la Parola di Dio, così come viene
interpretata e proclamata dal Magistero della Chiesa. Sappiamo, infatti, che la
Parola non solo ci indica la strada che porta al Cielo, ma ci insegna pure a
realizzare in pienezza la nostra umanità. La fedeltà alla Verità che ci rende
liberi (cfr. Gv 8,32), perciò, ci consentirà anche di costruire un mondo più
fraterno e solidale: quindi, più degno dell’uomo.
Alla scuola del Vangelo impareremo sempre meglio l’arte di affrontare e
risolvere i problemi, perché non esistono labirinti senza sbocco, nei quali si è
condannati a rimanere intrappolati. Da credenti sappiamo che c’è sempre un
varco in tutte le difficoltà, anche quelle più oscure e complicate. Sta scritto,
infatti, che Dio è fedele e, insieme alla prova, ci dà anche la via d’uscita e la
forza per sopportarla (cfr. 1Cor 10,13).
Nel nostro pellegrinaggio verso la pienezza cristiana ed umana, attingeremo
con abbondanza alle sorgenti della grazia che il Signore, attraverso i
sacramenti, fa scaturire per noi. Infatti, solo con la forza che ci viene da Dio
vinceremo le sfide che la storia ci pone, crescendo nel bene e nella
condivisione fraterna.
Cercheremo di essere, in misura crescente, “un cuor solo e un’anima sola” (cfr.
At 4,32), amandoci scambievolmente, con quella carità che non ha origine
nell’uomo, ma che ha la sua fonte nel cuore di Dio (cfr. Rm 5,5).
Siamo consapevoli che dovremo difenderci dai virus contagiosi del negativismo
disfattista e del pessimismo rassegnato, come anche ci impegneremo a
neutralizzare le patologie micidiali delle divisioni faziose e fratricide, degli
egoismi miopi e avidi, delle retoriche tendenziose e inconcludenti.
Sulle nostre comunità dovranno sempre sventolare alte, e rispettate da tutti, le
bandiere della giustizia e della legalità.
Il Popolo aquilano, forte e gentile, nel corso dei secoli ha più volte conosciuto
la tragedia provocata da catastrofi sismiche, ma non si è mai arreso ad una
sorte infausta: anzi, dopo ogni disfatta si è rialzato con tenacia eroica e ha
ricostruito la sua città: più bella e più viva di prima. Ha testimoniato, così, sulla
scena del mondo, che la fede incrollabile nella Provvidenza vince tutte le
battaglie, anche quelle che sembrerebbero irrimediabilmente perse. Perciò
sono fermamente convinto che anche questa volta il terremoto perderà la
guerra che ha rabbiosamente scatenato contro L’Aquila.
Non bisognerà, però, mai dimenticare, che dopo Dio e i Santi Patroni, gli alleati
più stretti degli Aquilani dovranno essere proprio gli Aquilani. La misura del
loro successo sarà direttamente proporzionale alla loro unità.
Se saremo fino in fondo discepoli di Gesù, la Sua Pasqua agirà con efficacia
dentro di noi e ci porterà a scrivere, nel grande libro della storia, pagine
stupende, degne di essere raccontate.
È vivendo la Pasqua del Signore che potremo trasformare la debolezza in forza
e il dolore in una straordinaria risorsa spirituale: la pace e la gioia, infatti,
fioriscono e portano frutto non solo nonostante il dolore, ma grazie al dolore,
se viene reso Amore.
Per tale ragione è stato giustamente scritto che l’anima non avrebbe
arcobaleno, se gli occhi non avessero lacrime, attraversate dalla luce pasquale
di Cristo.
Sono convinto che, assecondando l’azione dello Spirito, il tragitto della nostra
anima passerà dall’Ahimé all’Amen, e dall’Amen all’Alleluja!
Ciò equivale a dire che quando dal comprensibile grido di dolore, lanciato
davanti alla croce, si passa all’evangelico “si faccia la Tua volontà”
(consegnandosi con abbandono filiale nelle braccia dell’Onnipotente), si arriva
sempre ad innalzare il canto esultante del Magnificat: inno prorompente di lode
e di gratitudine. Proprio così, poiché il Signore compie sempre grandi cose in
coloro che si fanno umile eco del “sì” di Maria.
Questa certezza alimenta in noi la fiducia fattiva e lungimirante, che sa
guardare il futuro con gli occhi profetici della speranza cristiana. Rivolgo un
grazie immenso - per il lavoro svolto e la instancabile dedizione all’Arcivescovo Mons. Giuseppe Molinari, Amministratore Apostolico e al
Vescovo Ausiliare, mons. Giovanni D’Ercole: entrambi, da anni, miei carissimi
amici.
Ai Sacerdoti, che saranno i principali e amati collaboratori del mio ministero,
come anche ai Diaconi, chiamati ad essere nella Chiesa “icone viventi” di Gesùservo, vada il mio più cordiale attestato di stima e di amicizia.
Alle Religiose e ai Religiosi, scelti dal Signore per essere già da ora riflessi vivi
della gloria del mondo che verrà, giungano il mio sostegno e la mia
riconoscenza.
Ai Catechisti, agli Animatori della Liturgia, agli Operatori della Caritas, agli
Educatori e a quanti svolgono un compito di servizio nella Chiesa, arrivi il mio
convinto apprezzamento per
quello che sono e per quello che fanno nel promuovere il bene della Comunità
ecclesiale e civile.
Una paterna carezza invio ai bambini, ai ragazzi e ai giovani, che
rappresentano la risorsa più importante della Comunità aquilana: sono essi il
nostro futuro; anzi, in loro anche il remoto “domani” diventa ogni giorno il
nostro “oggi”. Abbiamo il dovere di custodirli nell’amore e di offrire loro fondate
prospettive di un avvenire migliore.
Un abbraccio fraterno a tutti i papà e a tutte le mamme: la famiglia - lo
sappiamo - è la fondamentale e insostituibile cellula della Comunità ecclesiale e
sociale: essa costituisce, infatti, la prima scuola di vita cristiana e una
autentica palestra di umanità. Vorrei stringere la mano, in segno di affetto e di
amicizia, a tutti gli adulti che, a vario titolo e nelle diverse professioni, si
spendono con perseveranza per il bene comune.
Vorrei raggiungere gli anziani, per dire che conto sulla loro preziosa e
collaudata saggezza: essa rappresenta un tesoro di incommensurabile valore,
da trasmettere con sollecitudine alle nuove generazioni.
Chiedo a tutti gli ammalati di ricordarmi costantemente nella preghiera: sono
certo, infatti, che le loro braccia, crocifisse e spalancate verso il Cielo,
commuovono il Cuore di Dio e ottengono grandissimi doni.
Infine, un cordiale saluto trasmetto alle Autorità Civili e Militari, come anche a
Coloro che, con varie mansioni, esercitano un pubblico servizio a favore della
comunità sociale: con essi spero di avviare presto un leale e costruttivo dialogo
affinché, nel rispetto dei reciproci ruoli e delle specifiche competenze,
possiamo trovare le giuste sinergie, per promuovere il bene integrale di tutti e
di ciascuno.
In attesa di incontrarvi, vi affido a Maria, Madre e Modello dei Credenti, e alla
intercessione dei Santi Massimo d’Aveia, Celestino V, Bernardino da Siena ed
Equizio abate.
Vi benedico, tutti insieme e uno ad uno.
A presto!
Vi voglio bene!
+ Giuseppe Petrocchi
************************************
Gli Eremi Celestiniani (parte 2)
tra Segezzano e
Pietro Angelerio cominciava la sua esperienza di vita eremitica intorno ai
vent’anni, nella piccola grotta sotto Santa Maria dell’Altare presso Palena: il
suo desiderio di privazione lo spingeva a ritirarsi in luoghi dimenticati, fino a
maturare in lui il desiderio di prendere i voti sacerdotali. Nel 1238 raggiunse
Roma per compiere tale scopo, e vi restò per circa tre anni, a seguito dei quali
decise di tornare nuovamente a vivere in stretto contatto con la natura. Nel
1241 era infatti nuovamente in viaggio per le pendici del Morrone,
probabilmente alla ricerca dei luoghi di beatitudine del famoso eremita Flaviano
da Fossanova. Si trasferiva così in una grotta nei pressi della piccola chiesa di
Santa Maria di Segezzano, vicino Sulmona, sulla quale verrà poi edificato il
futuro monastero di Santo Spirito al Morrone. In questa spelonca Pietro
riprendeva la sua vocazione eremitica, spingendosi sempre di più nel sacrificio
della vita terrena. Qui iniziavano anche i primi pellegrinaggi di quelli che
saranno i suoi futuri discepoli: Fra’ Pietro veniva avvicinato da giovani
provenienti dai limitrofi paesi di Salle, Caramanico, Bucchianico, Pratola e
Roccamorice, queste persone erano intenzionate a condividere con lui le
sofferenze e le privazioni della vita anacoreta. Lui li accoglieva, motivato dai
sentimenti di generosità ed amore per il prossimo, ma non riusciva a
condividere con loro la sua solitudine, come poteva fuggiva dall’invadenza dei
suoi simili, per cercare nella terra la sua unica compagna. La sua fama
aumentava con il passare del tempo e così anche i suoi fedeli, Pietro, sempre
più insofferente alla vita comunitaria, decise di abbandonare l’eremo di
Segezzano per andare alla ricerca di rifugi inaccessibili, e fu così che nel 1246
trovò riparo alla Ripa Rossa, sull’orrida parete dell’Orso, la falesia di
Roccamorice, dove difficilmente avrebbero potuto raggiungerlo.
Sara Chiaranzelli
SETTIMANA LITURGICA
Undicesima settimana del Tempo Ordinario
Terza settimana del salterio
Anno C / ciclo I
Per prenotazioni di Sante Messe o per contattare
Don Mauro telefonare al 0862-977645
Lunedì 17 Giugno
17:00
S. Messa a S. Silvestro (Deff. Biagio e Laura – ord. da Gabriella).
18:15
S. Messa a S. Lorenzo (Deff. Antonio, Gina e Antonietta – ord. da
Adriana).
Martedì 18 Giugno
17:00
S. Messa a S. Silvestro (Deff. Ivo e Aurelia – ord. da Giuseppina).
17:30
S. Messa a S. Maria (Deff. Filomena, Angelantonio, Tina, Anna e
Domenico – ord. da Rosa).
Mercoledì 19 Giugno
17:00
Ursoi).
S. Messa a S. Silvestro (in onore di S. Antonio – ord. da Marisa
17:30
S. Messa a S. Maria (Def. Mario – ord. da Anna).
Giovedì 20 Giugno
* * * * *
Venerdì 21 Giugno
Memoria di S. Luigi Gonzaga
17:30
S. Messa a S. Maria (Def. Luigi – ord. da Maria A.)
Sabato 22 Giugno
17:00
S. Messa a S. Silvestro (Def. Luigi – ord. da Maria C.).
17:30
S. Messa prefestiva a S. Maria (Def. Guido – ord. dalla famiglia).
Domenica 23 Giugno
XII del Tempo Ordinario
10:00
S. Messa a S. Maria (Deff. Concetta e Paola – ord. da Isolina).
11:30
S. Messa a S. Lorenzo (Deff. Augusta e Francesco – ord. dai figli).
Domenica 23
Gli appuntamenti col nuovo arcivescovo
S. E. Mons. Giuseppe Petrocchi.
Il 29 giugno a Roma e il 7 luglio a L''Aquila.
S. E. Giuseppe Molinari, Amministratore Apostolico, dopo aver incontrato
l’Arcivescovo Metropolita eletto de’ L’Aquila, S. E. Mons. Petrocchi, è lieto di
annunciare ai Sacerdoti e Fedeli quanto segue:
Il giorno 29 giugno 2013, nella Basilica di S. Pietro in Vaticano, nel corso
della solenne celebrazione eucaristica nella Festa dei Santi Pietro e Paolo, S. E.
Mons. Petrocchi riceverà il Pallio da Sua Santità Papa Francesco.
Il giorno 7 luglio 2013, alle ore 18, nella Basilica di S. Maria di
Collemaggio, il nuovo Arcivescovo Metropolita farà il suo ingresso solenne e
prenderà possesso canonico dell’Arcidiocesi dell’Aquila.
L’Ufficio Liturgico Diocesano darà le opportune direttive per la celebrazione.
Tutti i fedeli dell’Arcidiocesi sono invitati ad intervenire.
Nell’attesa di questo lietissimo evento continuiamo a pregare per il nuovo
Pastore e per tutta la Chiesa dell’Aquila.
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“Una voce! Il mio diletto!”
Nel nostro mondo, di voci ce ne sono tante e talvolta strillano con
sbadataggine fino a diventare assordanti ed inconcludenti. Ma quando la voce
esce dal cuore, come in occasione di uno sposalizio, allora essa diventa “soave”
e fa risplendere su un “viso leggiadro” il più grande ideale della vita: “Il mio
diletto è per me e io per lui”.
E’ stato proprio l’eco del Cantico dei Cantici a diffondere l’armonia dei cuori,
domenica scorsa, 16 giugno, nella nostra Chiesa Abbaziale di San Lorenzo,
quando Pulsone Alessia e Curtacci Alessandro hanno confermato l’intima
unione del loro amore sponsale, che colmerà la loro vita di “perenne letizia”.
A confermarlo, dopo la promessa di fedeltà coniugale che si sono scambiati, è
stato proprio Gesù, datore del sacramento, che era stato “invitato a nozze”
come a Cana di Galilea. E’ sempre Lui, infatti che viene a colmare il cuore dei
novelli sposi con l’effusione della sua grazia.
Alessia e Alessandro erano sereni e rallegrati durante la solenne cerimonia,
condivisa dalla cordiale presenza dei numerosi invitati.
Rinnoviamo quindi l’augurio di vedere spuntare, nel loro nuovo impegno
familiare, l’aurora di anni fecondi e rasserenanti nel dono reciproco dell’amore.
“Grazie, Signore, per l’amore che ci hai regalato. Così uniti non abbiamo più
paura di niente. Con la concordia, l’amore, la pace, siamo diventati padroni di
tutte le bellezze del mondo e possiamo vivere tranquilli”.
(San Giovanni Crisostomo)
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“Vieni sposa di Cristo… ricevi la tua corona…”
Venerdì 21 giugno si è spenta nel suo convento di Pratola Peligna Suor
Adalgisa, al secolo Anna Pulsone. Aveva 85 anni ed era originaria del
nostro paese. Apparteneva alla Congregazione delle suore della Presentazione.
Le consorelle la ricordano con stima ed affetto. Suor Adalgisa fino ad alcuni
anni fa tornava a Marruci per alcuni giorni di riposo durante l’estate. Ma con
l’avanzare degli anni e i vari problemi di salute è stata costretta ad una vita
ancor più ritirata. Dal mese di maggio è stata colpita da una grave forma di
leucemia fulminante che l’ha condotta alla fine nel giro di poche settimane.
Appariva comunque sempre serena e tranquilla accettando con fede la volontà
di Dio. Era una donna forte, dal temperamento austero e virile, che sapeva
vivere la religiosa obbedienza con grande umiltà ed operosità ma era al tempo
stesso molto determinata e schietta; anche negli ultimi giorni, quando non
riusciva più a rendere alla comunità i suoi umili ma preziosi servizi, lavorava
volentieri all’uncinetto ed offriva al Signore le sue preghiere e le sue
sofferenze.
Ora il Cristo Signore, suo sposo celeste, al quale aveva consacrato tutta la sua
esistenza, la riceve tra le sue braccia e pone sul suo capo la meritata corona
della gloria, conquistata con perseveranza in una vita completamente votata al
divino servizio.
Rivolgiamo le nostre condoglianze alle consorelle, ai familiari tutti ed
assicuriamo per questa cara sorella il nostro fraterno ricordo nella preghiera.
LA VERGOGNA DEI FURTI AL CIMITERO
Purtroppo, il titolo dell’articolo non si riferisce ai furti notturni di rame che a
volte si sono verificati nel nostro cimitero, anch’essi vergognosi ed indegni, ma
ad un fenomeno forse anche peggiore dal punto di vista etico e morale. Infatti
da qualche tempo spariscono quasi regolarmente i fiori e le piante dalle tombe
del nostro cimitero comunale. E’ un malcostume diffuso un po’ in tutta Italia; in
alcuni casi i fiori vengono “ritrovati” sulle tombe a poca distanza, in altri c’è chi
trasforma i furti un vero e proprio business.
Onorare i defunti significa mantenere vivo in eterno quel rapporto familiare che
ci hanno regalato in vita i nostri genitori, i nostri fratelli, i nostri amici. Per
questo il cimitero è un luogo sacro, un luogo da visitare per salutare ed
omaggiare i nostri cari con una preghiera, con dei fiori da mettere nei vasi
sulle tombe. Purtroppo c’è gente che non ha più rispetto dei sentimenti altrui.
E’ qualcosa di inumano e penoso prendere fiori o altri oggetti deposti dai
familiari di un defunto sulla sua tomba per ricordarlo e “mostrargli” di portare
ancora vivo nel cuore il suo ricordo, per portarli alla tomba di un proprio caro:
si oltraggia la memoria di entrambi; del “derubato”, perché lo si priva di un
simbolo terreno del legame che ha verso chi ha amato in vita, e del proprio
congiunto, poiché si dimostra che non si è trovata nemmeno la voglia e il
tempo di comprare qualcosa per la sua memoria.
Speriamo che chi si sia reso colpevole di simili gesti rifletta sulla gravità del
gesto compiuto, che macchia la nobiltà del recarsi a far visita a chi ci ha fatto
del bene ed ha già lasciato questa esistenza, e non ripeta più tali azioni. In tal
modo si potrà veramente rendere onore ai defunti, che da lassù con
“gratitudine” veglieranno su tutti noi.
Spartacus
Festa Patronale di San Lorenzo
In questi giorni il comitato per i festeggiamenti di San Lorenzo ha ricominciato
ad uscire per raccogliere le offerte. A breve saranno pronti anche i biglietti
della lotteria. Nonostante la crisi ci auguriamo che venga fuori una splendida
festa. Intanto ringraziamo coloro che si adoperano a servizio della comunità
per l’organizzazione della festa. Il comitato lavora in nome e per conto della
parrocchia e soprattutto lavora a servizio del paese intero! I membri del
comitato sono:
Angelucci
Ioannucci
Massimiliano Egidio
Cervini
Mario
Ioannucci
Mattia
De Luca
Claudio
Ioannucci
Renato
Dell’Aguzzo Lepidi
Mirko
Mauro
Ioannucci
Alessandro
Martinenghi
Manuel
Ioannucci
Battista
Ponzi
Pasqualino
Ioannucci
Camillo
Ricci
Tonino
SETTIMANA LITURGICA
Dodicesima settimana del Tempo Ordinario Quarta settimana del salterio
Anno C / ciclo I Per prenotazioni di Sante Messe o per contattare
Don Mauro telefonare al 0862-977645
Lunedì 24 Giugno Natività di S. Giovanni Battista
17:00
S. Messa a S. Silvestro (Def. Giovanni – ord. da Pierina).
17:30
S. Messa a S. Maria (Def. Luigi – ord. da Giovanna).
Martedì 25 Giugno
17:30
S. Messa a S. Maria (Def. Giuseppe – ord. da Maria).
18:15 S. Messa a S. Lorenzo (Def. Berardino – 1° Anniversario – ord. dalla
famiglia).
Mercoledì 26 Giugno
* * * * *
Giovedì 27 Giugno
* * * * *
Venerdì 28 Giugno S. Ireneo vescovo e martire
17:00 S. Messa a S. Silvestro (Deff. Gina, Alessio e Giuseppe – ord. da
Antonina).
18:15 S. Messa a S. Lorenzo nell’Ottavario della morte di Suor
Adalgisa (Anna) Pulsone.
Sabato 29 Giugno Ss. Pietro e Paolo Apostoli
17:00 S. Messa a S. Silvestro (Deff. Paolo, Paola, Vittorio e Palmirena –
ord. da Dora).
18:15
S. Messa a S. Lorenzo (Def. Don Angelo – ord. da Antonio).
Domenica 30 Giugno XIII del Tempo Ordinario
10:00 S. Messa a S. Maria (Deff. Giuseppina e Carmine – ord. da
Concetta).
11:30
S. Messa a S. Lorenzo (Deff. Isolina e Berardino – ord. dai nipoti.
Battesimo di Collevecchio Diego.
DOMENICA 30
Festa Patronale di San Lorenzo
Avviso importante
Il Comitato di San Lorenzo oltre alle offerte ha pensato per quest’anno di
realizzare anche un libretto che sarà poi distribuito in cui riportare il
programma della festa e altre interessanti notizie storiche. In questo opuscolo
inoltre verranno riportati tutti gli sponsor della festa. In questi giorni il
comitato sta girando per le varie attività, esercizi commerciali ed imprese del
paese per raccogliere gli sponsor. Si sta cercando di passare davvero a tutti,
così che sia possibile per tutte le attività contribuire.
Poiché però non tutte le attività hanno un negozio o una sede sempre aperta,
specialmente le ditte edili, ci sembra doveroso avvertirli di quest’opportunità.
Chiunque volesse quindi partecipare con una sponsorizzazione può prendere
contatti con un membro del comitato oppure con Mattia, che si sta occupando
di questa cosa.
Mattia:
3283157353
[email protected]
Ci auguriamo che questa iniziativa riesca bene. La festa è sempre un bel
momento di aggregazione e di unione per il nostro paese. Il comitato si
impegna a migliorare sempre più la festa patronale con l’aiuto di tutti.
Non perdiamo anche questo momento annuale, altrimenti rischiamo di
diventare un paese senza l’anima!
FARE IL PADRINO/MADRINA DI BATTESIMO O CRESIMA
Vista tanta disinformazione, ecco le regole della Chiesa
Per i padrini/madrine, che dovrebbero essere delle guide nella fede per i loro
figliocci, si richiedono requisiti specifici che non sono richiesti ai testimoni di
nozze e sono specificate al canone 874 del Codice di Diritto canonico:
Can. 874 - §1. Per essere ammesso all’incarico di padrino, è necessario che:
1) sia designato dallo stesso battezzando o dai suoi genitori o da chi ne fa le
veci oppure, mancando questi, dal parroco o dal ministro e abbia l’attitudine e
l’intenzione di esercitare questo incarico;
2) abbia compiuto i sedici anni, a meno che dal Vescovo diocesano non sia
stata stabilita un’altra età, oppure al parroco o al ministro non sembri
opportuno, per giusta causa, ammettere l’eccezione;
3) sia cattolico, abbia già ricevuto la confermazione, il santissimo sacramento
dell’Eucaristia e conduca una vita conforme alla fede e all’incarico che assume;
4) non sia irretito da alcuna pena canonica legittimamente inflitta o dichiarata;
5) non sia il padre o la madre del battezzando.
Non possono fare perciò da padrini quelle persone che:
- sono sposate solo civilmente
- sono conviventi
- sono divorziate
- sono separate ma convivono con un altro partner
Potrebbero fare da padrini persone separate ma non conviventi che non hanno
chiesto il divorzio o persone divorziate che però siano state costrette a subire il
divorzio. In questi casi parlarne preventivamente con il Parroco per valutare la
situazione.
Per poter fare da padrino bisogna chiedere il nulla osta al Parroco della
Parrocchia in cui al momento si è domiciliati.
Al Battesimo ci può essere o un solo padrino o una sola madrina o un padrino e
madrina insieme. Non sono ammessi due padrini o due madrine.
Per la cresima non è obbligatorio che il padrino o la madrina siano dello stesso
sesso del figlioccio/a.
OBBLIGATORIO CITARE IL NOME DI SAN GIUSEPPE NELLE PREGHIERE
EUCARISTICHE DELLA MESSA
Dopo le parole ''con la beata Maria'' d'ora in poi bisognerà sempre
aggiungere anche ''con san Giuseppe, suo sposo''
È san Giuseppe, umile custode di un tesoro prezioso, il modello da incarnare
con sempre maggiore efficacia nel mondo di oggi. Questo mandato alla Chiesa
universale è alla base della decisione di inserire il nome dello sposo della
Vergine Madre di Dio nella seconda, nella terza e nella quarta Preghiera
eucaristica, estendendo così anche a questi testi più moderni quanto avviene
già per la prima Preghiera eucaristica, il Canone Romano. Così dopo le parole
«con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio» d'ora in poi bisognerà sempre
aggiungere anche «con san Giuseppe, suo sposo». La decisione è stata
annunciata dalla Sala stampa vaticana, che ha pubblicato in diverse lingue un
decreto emesso dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei
Sacramenti.
Un documento che riporta la data dello scorso 1° maggio e le firme del
cardinale Antonio Cañizares Lovera e dell'arcivescovo Arthur Roche,
rispettivamente prefetto e segretario del Dicastero vaticano. L'indicazione non
è frutto di una decisione dell'ultimo minuto, ma, secondo quanto riporta lo
stesso decreto, è stata voluta da Benedetto XVI e ora realizzata da papa
Francesco. «Nella Chiesa cattolica i fedeli hanno sempre manifestato
ininterrotta devozione per san Giuseppe – si legge nel documento – e ne hanno
onorato solennemente e costantemente la memoria di sposo castissimo della
Madre di Dio e patrono celeste di tutta la Chiesa, al punto che già il beato
Giovanni XXIII, durante il Sacrosanto Concilio ecumenico vaticano II, decretò
che ne fosse aggiunto il nome nell'antichissimo Canone Romano».
Benedetto XVI, spiega ancora il decreto, «ha voluto accogliere e benevolmente approvare i
devotissimi auspici giunti per iscritto da molteplici luoghi, che ora il sommo pontefice
Francesco ha confermato, considerando la pienezza della comunione dei santi che, un
tempo pellegrini insieme a noi nel mondo, ci conducono a Cristo e a lui ci uniscono». Un
gesto, quindi, che rende ancora più forte la continuità tra i pontificati di Joseph Ratzinger e
di Jorge Mario Bergoglio: il primo, infatti, ha più volte ricordato la sua profonda
devozione al «proprio santo», il secondo porta nel proprio stemma (da vescovo, cardinale
e pontefice) il nardo, simbolo dello sposo di Maria. Inoltre il pontificato del Papa argentino
è stato ufficialmente inaugurato con la Messa d'inizio del ministero petrino proprio il 19
marzo, giorno in cui la Chiesa festeggia san Giuseppe. In lui, ha detto Francesco
nell'omelia quel giorno, «vediamo come si risponde alla vocazione di Dio, con
disponibilità, con prontezza, ma vediamo anche qual è il centro della vocazione cristiana:
Cristo! Custodiamo Cristo nella nostra vita, per custodire gli altri, per custodire il creato!».
Parole cui fa eco in parte anche la spiegazione contenuta nel decreto diffuso ieri: san
Giuseppe – vi si legge – «aderendo pienamente agli inizi dei misteri dell'umana salvezza, è
divenuto modello esemplare di quella generosa umiltà che il cristianesimo solleva a grandi
destini e testimone di quelle virtù comuni, umane e semplici, necessarie perché gli uomini
siano onesti e autentici seguaci di Cristo. Per mezzo di esse quel Giusto, che si è preso
amorevole cura della Madre di Dio e si è dedicato con gioioso impegno all'educazione di
Gesù Cristo, è divenuto il custode dei più preziosi tesori di Dio Padre» ed è stato venerato
nei secoli «quale sostegno di quel corpo mistico che è la Chiesa». Una Chiesa che oggi
vuole ripartire proprio dal suo esempio. SETTIMANA LITURGICA
Tredicesima settimana del Tempo Ordinario
Prima settimana del salterio
Anno C / ciclo I
Per prenotazioni di Sante Messe o per contattare
Lunedì 1 Luglio
* * * * *
Martedì 2 Luglio
17:00 S. Messa a S. Silvestro (in onore della Madonna delle Grazie – ord.
da Nicolina).
18:15
S. Messa a S. Lorenzo (Def. Nazzareno – ord. dalla famiglia).
Mercoledì 3 Luglio Festa di S. Tommaso Apostolo
17:30
S. Messa a S. Maria (Deff. Silvana, Clara e Valerio – ord. da Rina).
Giovedì 4 Luglio Memoria di S. Cesidio martire
17:30 S. Messa a S. Maria (Deff. Alessandro e Angela – ord. da Armando
Incletolli).
18:15
S. Messa a S. Lorenzo (Deff. Carlo, Ida e Giuseppe – ord. da Paola).
Venerdì 5 Luglio Primo venerdì In mattinata: Comunione ai malati
17:00
S. Messa a S. Silvestro (Deff. D’Andrea – ord. da Maria).
17:30
S. Messa a S. Maria (Deff. Erminio e Pasquina – ord. dalle figlie).
Sabato 6 Luglio Memoria di S. Maria Goretti, vergine e martire
17:00
S. Messa a S. Silvestro (Deff. Erminia e Mario – ord. dalle figlie).
17:30
S. Messa a S. Maria (Deff. Benedetto e Pia – ord. da Luigino).
Domenica 7 Luglio
XIV del Tempo Ordinario
10:00
S. Messa a S. Maria (Def. Lina – ord. da Carlo).
11:30
S. Messa a S. Lorenzo (Deff. Annina, Paola e Rosa – ord. da Lucia).
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GIUGNO