AZIENDA ULSS 20 DI VERONA
Sede legale: via Valverde n. 42 - 37122 Verona - tel. 045/8075511 Fax 045/8075640
Deliberazione del Direttore Generale
n.
201
del 05/04/2012
Il Direttore Generale dell’Azienda U.L.S.S. n. 20, dott.ssa Maria Giuseppina Bonavina, nominato con D.P.G.R.V. n.
255 del 31/12/2007, coadiuvato dai Direttori Amministrativo, Sanitario e dei Servizi Sociali, ha adottato in data
odierna la presente deliberazione costituita da n ____ fogli compreso il presente frontespizio.
OGGETTO
Disuguaglianze in salute. Ricognizione delle iniziative in atto presso il Dipartimento di
Prevenzione.
Per l’acquisizione del parere espresso, come indicato nel preambolo della presente deliberazione
Il Direttore Amministrativo
dott. Luigi Casagrande
___________________________________________
Il Direttore Sanitario
dott.ssa Chiara Bovo
___________________________________________
Il Direttore Servizi Sociali
dott. Silvio Frazzingaro
___________________________________________
Letta, approvata e sottoscritta
Il Direttore Generale
dott.ssa Maria Giuseppina Bonavina
_______________________________________
TRASMESSA PER L’ESECUZIONE A:
DIPARTIMENTO PREVENZIONE
PER CONOSCENZA A:
DIREZIONE GENERALE
DIREZIONE SANITARIA
DIREZIONE SERVIZI SOCIALI
UOS SERVIZIO PROMOZIONE ED EDUCAZIONE ALLA SALUTE
DELIBERAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE IN DATA 05/04/2012
N. Progress. 201
Il Direttore del Dipartimento di Prevenzione Dott. Massimo Valsecchi
Premesso che:
• la consapevolezza che le disuguaglianze sociali hanno un forte impatto sulla salute degli
individui è, ovviamente, ben presente a tutti gli osservatori di politiche sanitarie. Risulta invece
meno scontata la consapevolezza che le disuguaglianze sociali costituiscano - anche in paesi
evoluti e dotati di un servizio sanitario nazionale - un potente fattore di disuguaglianze sanitarie
ed, ancor più, che in presenza di un servizio sanitario nazionale gli interventi di prevenzione
possano attivare il paradosso di avere come risultato quello di incrementare le disuguaglianze
invece che ridurle;
• la raccomandazione che le politiche di prevenzione e promozione della salute siano orientate a
superare il divario di equità è ripresa in numerosi documenti di indirizzo internazionali e
nazionali tra i quali citiamo:
- la 5° Conferenza Globale dell’OMS “Promozione della Salute: superando il divario di
equità”, tenutasi a Città del Messico nel 2000, identificava le azioni per colmare le
differenze di equità in promozione della salute, attraverso più forti meccanismi di
collaborazione in tutti i settori ed i livelli della società;
- la 6° Conferenza Globale sulla Promozione della Salute dell’OMS nel 2005, adottava la
Carta di Bangkok per la Promozione della Salute (Bangkok Charter for Health Promotion in
a Globalized World), nella quale è ben rimarcato come tra i fattori critici in grado di
influenzare la salute spicchino le crescenti disuguaglianze all'interno e tra i diversi Paesi;
- la Commissione Europea in data 20 ottobre 2009, attraverso la comunicazione “Solidarietà
in materia di salute: riduzione delle disuguaglianze sanitarie nell’UE”, individuava una serie
di carenze che ostacolavano l’adozione, nei Paesi membri, di azioni efficaci volte a ridurre le
disuguaglianze sanitarie;
- in occasione della 5° Conferenza Ministeriale "Ambiente e Salute" nel 2010, che ha visto la
partecipazione di 53 Paesi dell’area geografica Europea OMS, sono state emanate la
Dichiarazione (Declaration) di Parma e la Carta dell’Impegno ad Agire (Commitment to
Act), con le quali i Governi presenti si impegnavano a realizzare programmi nazionali
orientati a ridurre i rischi per la salute dei bambini e di altri gruppi vulnerabili nonché ad
agire sulle disuguaglianze in salute, socio-economiche e di genere;
- infine la risoluzione n. 2089 dell’08.03.2011 del Parlamento Europeo “Rèduction des
inègalitès de santè dans l’Union èuropèenne” sollecitava tutti gli Stati membri a mettere in
atto politiche in grado di superare le disuguaglianze socio-economiche, con particolare
riferimento ai gruppi più vulnerabili della popolazione fra i quali emigrati e minoranze
etniche, senzatetto, ex detenuti, tossicodipendenti, pazienti psichiatrici, anziani e bambini.
Ricordato che:
• nel Piano Sanitario Nazionale 1998-2000 veniva fra l’altro identificata la riduzione delle
disuguaglianze come obiettivo e che nella bozza di Piano Sanitario Nazionale 2011-2013, in
via di adozione, è inserito tra gli obiettivi prioritari quello di favorire una maggiore equità di
trattamento ed accesso ai servizi, nonché garantire la tutela e la cura delle persone più
deboli, quali disabili non autosufficienti e anziani;
• il Piano Nazionale della Prevenzione 2010-2012 sottolinea l'importanza di programmi di
prevenzione, rivolti specificatamente a gruppi di popolazione a rischio;
• il Piano Regionale Prevenzione 2010-2012, adottato con D.G.R. n. 3168 del 14.12.2010,
comprende numerosi progetti e programmi rivolti a fasce della popolazione considerate più
vulnerabili, con particolare riferimento all'area materno infantile ed a quella degli anziani.
DELIBERAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE IN DATA 05/04/2012
N. Progress. 201
Preso atto che il Dipartimento di Prevenzione nell’ambito delle proprie attività istituzionali
ha avviato nel tempo una serie di iniziative sull’argomento, promuovendo specifici programmi e
progetti a livello locale, regionale e nazionale così come descritti nell’allegato che costituisce parte
integrante del presente provvedimento.
Vista la necessità di valorizzare le attività del Dipartimento di Prevenzione fin qui svolte ed
in essere, nonché di attuare un monitoraggio ed un coordinamento delle iniziative di prevenzione e
promozione della salute attuate da questa Azienda a favore di gruppi di popolazione particolarmente
fragili quali emigrati e minoranze etniche, senzatetto, ex detenuti, tossicodipendenti, pazienti
psichiatrici, anziani e bambini.
Propone l’adozione del conseguente provvedimento sotto-riportato:
Il Direttore Generale
Condivisa la proposta del Direttore del Dipartimento di Prevenzione;
Vista l’attestazione del Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’avvenuta regolare istruttoria
del provvedimento anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione regionale e statale;
Viste le LL. RR. 14.09.1994 nn. 55 e 56 e successive modifiche ed integrazioni;
Acquisito agli atti il parere favorevole del Direttore Sanitario, del Direttore Amministrativo e del
Direttore dei Servizi Sociali, per quanto di rispettiva competenza:
DELIBERA
1) di prendere atto della ricognizione delle iniziative di contrasto alle disuguaglianze in salute,
effettuate ed in essere, svolte dal Dipartimento di Prevenzione così come descritte nell’allegato,
parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
2) di costituire un gruppo di lavoro composto dal Direttore Sanitario, dal Direttore dei Servizi
Sociali, dal Direttore del Dipartimento di Prevenzione e dal Responsabile Servizio Educazione e
Promozione alla Salute allo scopo di:
1. effettuare una ricognizione ed un monitoraggio delle iniziative aziendali inerenti le
attività di contrasto alle disuguaglianze in salute;
2. avviare la realizzazione di un coordinamento aziendale delle attività di prevenzione e
promozione della salute con la partecipazione dei servizi maggiormente interessati;
3. attivare i contatti con le realtà istituzionali pubbliche, del privato sociale e del
volontariato presenti nel territorio dell’ULSS 20, in vista delle necessarie ed auspicate
collaborazioni intersettoriali;
4. individuare le progettualità e le migliori pratiche disponibili a livello aziendale ed
attivare le procedure per reperire i finanziamenti per la loro attuazione e/o
consolidamento.
3)
di dare atto che il presente provvedimento non comporta oneri di spesa per l’Azienda.
DELIBERAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE IN DATA 05/04/2012
N. Progress. 201
CERTIFICAZIONI RELATIVE
ALLA DELIBERAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE N. 201 DEL 05/04/2012
______________________________________________________________________
ATTESTAZIONE DI PUBBLICAZIONE
La presente deliberazione è stata pubblicata per 15 giorni consecutivi dal 13/04/2012 nel sito web
aziendale, ai sensi e per gli effetti dell’art.32 - comma 1 - della L. 18/6/ 2009 n. 69 e s.m.i.
Lo stesso giorno della pubblicazione l'atto è stato trasmesso al Collegio Sindacale, ai sensi dell’art.
10 – comma 5 – della L.R. 14/9/1994 n. 56.
Verona, li 13/04/2012
Il Dirigente/Funzionario Responsabile
dott. Patrizio Muraro
______________________________________________________________________
CERTIFICAZIONE DI ESECUTIVITA’
La presente deliberazione è divenuta esecutiva il 05/04/2012, come da norma regolamentare
approvata con provvedimento del direttore generale n. 776 del 23-12-2010.
.
Verona, li 05/04/2012
Il Dirigente/Funzionario Responsabile
dott. Patrizio Muraro
____________________________________________________________________
CONTROLLO REGIONALE
La presente deliberazione è stata inviata alla Giunta Regionale del Veneto, ai sensi dell’art. 32 della
L.R. 9/9/1999, n. 46, il
Sulla presente deliberazione la Giunta Regionale ha espresso/apposto il visto di conformità/
congruità:
- ai sensi dell’art. 28 - comma 3 - della L.R. 3/2/1996, n.5 con D.G.R.
- ai sensi degli att. 38 e 39 della L.R. 14/9/1994, n. 55 con D.G.R.
Verona, li
Il Dirigente/Funzionario Responsabile
Allegato
SCHEDA SINTETICA SULLE INIZIATIVE DI CONTRASTO ALLE DISUGUAGLIANZE
IN SALUTE EFFETTUATE E/O IN ESSERE PRESSO IL DIPARTIMENTO
PREVENZIONE DELL’ULSS 20
Le iniziative di contrasto alle disuguaglianze in salute del Dipartimento Prevenzione ULSS 20 sono
espresse dalle diverse Unità Operative secondo i rispettivi obiettivi sia come attività ordinaria che
come progettualità specifiche; l’attività di coordinamento è affidata all’U.O. di educazione alla
salute.
Le attività sono accompagnate dal monitoraggio sullo stato di salute delle popolazione presentato
annualmente nella Relazione Sanitaria del Dipartimento curata dall’UOC Servizio Igiene e Sanità
Pubblica, nella quale vengono evidenziati i dati epidemiologici più rilevanti che segnalano la
presenza di disuguaglianze.
A questo campo di intervento è dedicata una sezione del sito del Dipartimento:
http://prevenzione.ulss20.verona.it/disuguaglianze.html .
Le disuguaglianze in salute qui intese comprendono le situazioni socio economiche e culturali più
diverse e sono quindi relative alla condizione di immigrazione, povertà, carcerazione, nomadismo,
disabilità, appartenenza a particolari categorie sociali e anche di genere.
Per ogni Unità Operativa vengono elencati le attività ed i progetti rilevati ad una prima
ricognizione, indicando l’obiettivo, il target ed eventuali riferimenti documentali.
Fra i vari ed innumerevoli target si è per il momento prestata particolare attenzione ai seguenti
sottogruppi di popolazione che appaiono particolarmente fragili: popolazione nomade, pazienti
psichiatrici, carcerati , donne immigrate.
A. Vaccinazioni e controllo malattie infettive
Le vaccinazioni sono uno strumento di provata efficacia nel contrasto delle malattie infettive.
Grazie all’offerta attiva e gratuita il numero di soggetti vaccinati è rilevante . Sfuggono alla nostra
offerta una piccola parte di soggetti acculturati che rifiutano la vaccinazione per motivi ideologici
ma anche una parte di popolazione non “attrezzata” culturalmente a capire i vantaggi di questo
presidio preventivo e che vive in condizioni di igiene generale particolarmente compromesse .
Assistiamo, inoltre, ad un progressivo aumento di casi di tubercolosi nei soggetti immigrati ( anche
di seconda generazione).
Obiettivo: contattare e proporre alcune vaccinazioni a sottogruppi che non sono contattabili
attraverso i canali usualmente utilizzati per il resto della popolazione.
ATTIVITA’ IN ATTO
Vaccinazione Bambini ROM
L’ULSS 20 in collaborazione con l’Associazione Medici per la Pace Onlus (come da convenzione
repertorio n.105 del 12.10.2010) ha realizzato un programma socio-sanitario vaccinale nei confronti
di una comunità Rom di origine rumena, in prevalenza minori, in passato ospitata presso il campo
nomadi di Boscomantico - Verona e poi dispersi nel territorio.
Target: Bambini del nuclei familiari Rom di origine romena
Obiettivi: Realizzazione di un programma socio-sanitario vaccinale nei confronti di una comunità
Rom di origine rumena a compliance scarsa o nulla, composta prevalentemente da minori. Scopo
principale era favorire e organizzare l’afflusso dei bambini Rom verso gli ambulatori vaccinali del
Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS20
Durata: 30.08.2010 - 30.06.2011(cfr. deliberazione aziendale n. 543 del 25.08.2010).
Link: http://prevenzione.ulss20.verona.it/disuguaglianze.html
Vaccinazione contro HPV
Target: Adolescenti e giovani donne dei campi nomadi
Obiettivi: Offerta vaccinale contro l’infezione da Human Papilloma Virus (HPV) e attuazione di un
programma di recupero dell’evasione vaccinale nella popolazione Rom e nomade (come da
convenzione repertorio n.110096 del 24.11.2011).
Durata: 15.07.2011-30.09.2012 (cfr. deliberazione aziendale n. 399 del 07.07.2011).
Link: http://prevenzione.ulss20.verona.it/disuguaglianze.html
Sanità Penitenziaria/controllo della tubercolosi
La popolazione detenuta negli Istituti di Pena presenta una prevalenza di malattia tubercolare
stimata superiore rispetto alla popolazione libera, inoltre la condizione di stretta convivenza comune
alla gran parte dei detenuti costituisce fattore favorente alla trasmissione della malattia in caso di
forme bacillifere.
Considerata anche la comparsa di alcuni casi di TBC nella popolazione detenuta è stata avviata una
campagna di effettuazione del test mantoux sia per i detenuti che per le guardie carcerarie.
Durata: attività corrente (cfr. nota D.P. n. 505 dell’ 11.04.2011).
Controllo tubercolosi in centri di accoglienza
L’incremento continuo (si veda relazione sanitaria anno 2010) di casi di tubercolosi nella
popolazione immigrata ci ha portato ad estendere la portata dei controlli alle sottopopolazioni che
consideriamo a maggior rischio. Abbiamo pertanto iniziato a controllare sistematicamente gli ospiti
dei centri di accoglienza notturni della città. I soggetti positivi vengono seguiti per la valutazione
della chemio profilassi dal nostro ambulatorio di Palazzo Sanità.
B. Screening oncologici
Premessa: i tre screening oncologici che vengono offerti dal Servizio Sanitario Nazionale
(mammografia, pap test, ricerca sangue occulto nelle feci) sono sicuramente efficaci e vanno,
quindi offerti attivamente anche alle fasce svantaggiate di popolazione.
Obiettivo: garantire un’offerta attiva degli screening alla popolazione carceraria, alle donne Rom e,
più in generale, alle donne immigrate.
ATTIVITA’ IN ATTO
Popolazione carceraria:
Screening Citologico: lo screening viene già offerto ed eseguito all’interno della struttura
penitenziaria, con proprio personale e protocollo.
Screening Mammografico: la struttura penitenziaria concorda con l’Ufficio Coordinamento
Screening Oncologici date ed orari in cui inviare le detenute in età 45-69 anni presso il Centro di
Prevenzione Senologia di Marzana, dove vengono eseguite le mammografie di screening biennali e
gli eventuali ulteriori approfondimenti.
Screening Colon Retto: è stata offerta alla struttura penitenziaria la disponibilità ad eseguire l’esame
di ricerca del sangue occulto fecale sulla popolazione detenuta di entrambi i sessi in età 50-69 anni
e l’eventuale colonscopia di approfondimento, in caso di positività all’esame, presso l’U.O. di
Gastroenterologia dell’Ospedale di San Bonifacio.
Donne immigrate:
Nell’ambito della attività degli screening oncologici non è prevista la raccolta sistematica di dati
relativi agli esiti suddivisi fra donne italiane e donne straniere.
Dai dati in nostro possesso relativi allo screening citologico (pap test), comparando la prevalenza
delle lesioni di tipo CIN 3 “displasia severa/carcinoma in situ” diagnosticate negli anni 2009-2010
tra la popolazione italiana e quella straniera, si evidenzia che:
anno 2009 su 14.224 donne italiane e 1.080 donne straniere screenate al primo livello i CIN 3 sono
stati:
Donne italiane 14224 CIN3 25 = 1,75 per mille
Donne straniere 1080 CIN3 9 = 8,33 per mille
anno 2010 su 13.643 donne italiane e 1.376 donne straniere i CIN 3 diagnosticati sono stati:
Donne italiane 13643 CIN3 23 = 1,68 per mille
Donne straniere 1376 CIN3 9 = 6,54 per mille
Azione: rendere sistematica la raccolta di informazioni, preparare materiale informativo
multilingue, individuare appropriati canali di comunicazione.
C. Rischi abitativi ed urbani
Premessa: l’abitazione (intesa come caratteristiche proprie e come posizionamento urbanistico)
costituisce uno dei più importanti determinanti di salute. Sono note ricerche relative ai danni alla
salute di abitazioni popolari costruite negli anni 60\70 che sono caratterizzate da scarsa coibenza
termica e vengono, quindi, riscaldate in modo insufficiente specie dalla popolazione anziana a basso
reddito.
Sono in atto esperienze di ristrutturazione dell’edilizia economico\popolare che intervengono a
sanare questo problema (Bolzano)
L’attività di questi anni, a Verona, dimostra la necessità di intervenire su altri due aspetti specifici
relativi agli alloggi: l’intossicazione da monossido di carbonio e le scadenti condizioni igieniche
generate dal sovraffollamento degli alloggi della popolazione immigrata.
Link: http://prevenzione.ulss20.verona.it/relsan.html
• il Disagio Abitativo, soprattutto degli immigrati (sovraffollamento)
Interventi di contrasto all’insalubrità delle abitazioni
Gli interventi di contrasto all’insalubrità delle abitazioni sono stati effettuati seguendo le modalità
concordate con il Comune di Verona e riportate dal “Protocollo d’intesa per il miglioramento delle
condizioni di disagio abitativo”. Questo progetto prevede, quando si individuano nell’ambiente
abitato problematiche igienico-sanitarie pregiudizievoli per la salute, una serie di azioni finalizzate
alla loro eliminazione.
Sopralluoghi nelle abitazioni
ANNO
N°
ABITAZIONI
VISITATE
2006
2007
2008
2009
2010
Totale
295
464
662
642
567
2.630
N° ABITAZIONI
CON FATTORI
D’INSALUBRITÀ
159
77
228
147
184
795
La maggior parte dei sopralluoghi è stata effettuata su richiesta degli interessati (richiesta di
idoneità dell’alloggio o di antigienicità). Solo in una piccola percentuale di casi la richiesta di
intervento è stata effettuata da associazioni, operatori sanitari, forze dell’ordine o privati che
segnalavano gravi situazioni di degrado abitativo o igienico. La gran parte delle abitazioni con
fattori d’insalubrità era abitata da immigrati (86%).
Le abitazioni malsane presentavano problematiche di vario tipo spesso coesistenti (strutturali,
impiantistiche, carenze igieniche, sovraffollamento). Nell’ultimo anno sono state rilevate 4
abitazioni che, per lo stato di degrado complessivo, sono state giudicate non più abitabili, in due
casi si trattava di alloggi di fortuna (impropri). Tutte erano abitate da cittadini italiani diversamente
dalla tendenza registrata negli anni precedenti, quando la metà delle abitazioni giudicate non
abitabili era occupata da immigrati. Nelle rimanenti abitazioni erano presenti contemporaneamente
uno o più inconvenienti igienico-sanitari .
Per quanto riguarda i problemi strutturali gli inconvenienti riscontrati più frequentemente sono stati:
umidità, muffa, infiltrazioni meteoriche, servizi igienici inadeguati; la presenza di umidità da
risalita in genere è stata riscontrata in abitazioni costruite molto tempo fa, viceversa problemi di
umidità da condensa, dovuta probabilmente ad un isolamento inadeguato, sono stati rilevati anche
in immobili di più recente costruzione o ristrutturazione.
Per quanto riguarda gli inconvenienti igienici vanno segnalate estese infestazioni domestiche dovute
a scarafaggi della specie blattella germanica. In genere queste infestazioni hanno coinvolto interi
condomini data l’attitudine di questo insetto a spostarsi velocemente anche sulle pareti verticali ed a
nidificare con facilità negli ambienti domestici.
Intossicazioni da monossido di carbonio
Dai dati raccolti nell'ambito dell'Osservatorio Provinciale sulle intossicazioni domestiche da CO,
cui partecipano i Servizi Igiene e Sanità Pubblica delle tre ULSS della Provincia, emerge che ogni
anno in Provincia di Verona un numero non trascurabile di persone si avvelenano con il CO. Nel
2010 nella Provincia di Verona si sono avuti 13 incidenti che hanno causato l’intossicazione di 32
persone, tutte sopravvissute.
Il 37,5% degli intossicati è di nazionalità straniera. Inoltre; in 3 casi, gli incidenti sono stati causati
dall’uso di impianti termici a legna, mentre un caso è stato provocato dall’utilizzo di un braciere per
il riscaldamento dei locali. Questo fenomeno, verificatosi anche negli anni precedenti, si collega al
problema della disponibilità di case di qualità accettabile per queste persone e risulta
particolarmente critico se si considera che gli stranieri costituiscono a Verona il 13,8% della
popolazione. Anche la mancanza di conoscenza delle problematiche legate all’uso degli impianti
rappresenta un fattore di rischio per gli stranieri; per questo motivo in occasione di accessi nelle
abitazioni di stranieri per altri fini (es. rilascio di certificazioni di antigienicità o di idoneità
dell’alloggio) viene consegnata documentazione multilingue sul tema.
Alloggi temporanei per lavoratori stagionali
Le attività agricole stagionali occupano un numero rilevante di lavoratori stagionali che vengono
alloggiati nei pressi dei luoghi di lavoro in alloggi improvvisati. E’ stato , quindi, messo a punto un
piano di ispezione di questi alloggi e definito un protocollo sulle caratteristiche igieniche minime
che devono avere gli alloggi temporanei per lavoratori stagionali.
D. Alimentazione
Progetto Promozione e Sostegno dell’ Allattamento Materno
Il progetto promuove l’allattamento materno secondo il modello OMS-UNICEF della Baby
Friendly Hospital Initiative (BFHI) di cui è acclarata l’efficacia sull’avvio e sulla durata. La BFHI
e l’Audit previsti per il riconoscimento di Ospedale Amico dei Bambini (BFH) richiedono la
attivazione di azioni specifiche per colmare le disuguaglianze in salute in particolari fasce di
popolazione. L’attenzione è rivolta alle fasce di popolazione meno acculturate, e dati i numerosi
nati stranieri, alle problematiche relative alla multiculturalità. Il progetto ha valenza aziendale e
regionale e il modello ULSS 20 è un benchmark a livello regionale e nazionale.
Target: future mamme e neomamme, bambini in allattamento.
Obiettivo: garantire alle madri ai loro bambini, la possibilità dell’allattamento al seno, esclusivo e
prolungato. Garantire attraverso progettualità ed azioni specifiche ( mediazione culturale, materiale
multilingue, ecc.) ai gruppi più esposti o svantaggiati la stessa possibilità. Garantire una adeguata
formazione degli operatori.
Durata: dal 2001 il punto nascita aziendale è riconosciuto Ospedale Amico dei Bambini (BFH).
Il “Progetto Promozione e Sostegno dell’ Allattamento Materno” è inserito nel Piano Regionale
della Prevenzione 2010-2012 (DGR n. 3139/2010).
Link: http://prevenzione.ulss20.verona.it/promozionesalute.html
Last Minute Market
Il Dipartimento di Prevenzione collabora dal 2005 all’iniziativa “Last Minute Market” proposta
dalle ACLI provinciali e dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna. L’iniziativa, finanziata
dalla Fondazione Cariverona, ha come scopo la raccolta di cibo fresco (incluso frutta e verdura)
destinato alla distruzione e la sua distribuzione alle fasce disagiate di popolazione.
A Verona l’iniziativa, cui ha aderito l’Assessorato all’Istruzione del Comune, ha avuto una fase
sperimentale nel 2005 tramite la raccolta di cibo non consumato in due scuole che è stato utilizzato
in due diverse strutture di accoglienza sociale.
Questa fase ci ha permesso di mettere a punto i protocolli operativi e le modalità di controllo della
qualità degli alimenti e delle modalità di raccolta e distribuzione che sono stati discussi e controllati
dal Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (SIAN) del Dipartimento di Prevenzione.
Questo aspetto è, ovviamente, di grande importanza non solo dal punto di vista igienico-sanitario
ma anche per garantire formalmente ed ufficialmente a chi usufruisce del cibo raccolto, alle
pubbliche amministrazioni e all’opinione pubblica che il cibo che viene distribuito non è materiale
di scarto ma cibo che risponde completamente agli standard di sicurezza e qualità vigenti.
Nel 2005 e nel 2006 la campagna di raccolta è stata potenziata ed è, di conseguenza, stato allargato
il numero delle comunità di fruitori del cibo raccolto. Per il momento, infatti, usufruiscono del cibo
raccolto solo comunità e non singoli. Questi restano un obiettivo importante del nostro progetto ma
è evidente che questo sviluppo richiede la costruzione di reti locali di quartiere che sarà complicato
mettere assieme ma che costituiranno, una volta attivate, un importante incremento di “capitale
sociale” nei quartieri così come ci stimola a fare l’Organizzazione Mondiale della Sanità. (1)
Dal 2009 il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione ha avviato con il carcere (Direzione e Garante
Detenuti) diversi interventi riguardo l’alimentazione e la sicurezza alimentare con formazione dei
detenuti che operano nelle cucine della casa circondariale e controlli programmati sugli aspetti di
sicurezza alimentare nelle cucine nonché l’avvio di nuove attività relative a produzione di alimenti
con possibilità di vendita all’esterno (produzione pane).
E. Promozione della salute fisica in psichiatria
1 Il capitale sociale è creato dalle interazioni quotidiane fra le persone e sviluppato in strutture quali i
gruppi civici e religiosi, le reti informali della comunità e dal volontariato.
Più queste reti sono consolidate e più alta è la probabilità che si instaurino modalità di collaborazione
reciprocamente vantaggiosi. In questo modo il capitale sociale crea salute e può valorizzare i benefici degli
investimenti in salute.
Uno dei gruppi di popolazione a maggior rischio è sicuramente costituito dalle persone con
patologia psichiatrica.
Gli studi epidemiologici che hanno investigato mortalità e salute fisica dei pazienti psichiatrici
hanno evidenziato in queste persone un tasso di mortalità da 2 a 3 volte maggiore rispetto alla
popolazione generale, un tasso di prevalenza molto più elevato di malattie croniche (ad es.
patologie cardiovascolari, diabete, obesità) e di fattori di rischio ad esse correlati (ipertensione,
ipercolesterolemia, sovrappeso).
Questi fattori spiegano circa il 60% delle morti premature non dovute a suicidio in tali pazienti.
Tale quadro può essere messo in relazione a molte variabili: stili di vita scorretti, effetti metabolici
della terapia psicofarmacologica, scarsa attenzione riguardo alla salute fisica da parte degli
operatori dei Servizi Psichiatrici e dei pazienti stessi.
Le barriere all’integrazione di questi malati nella vita sociale e collettiva impediscono inoltre di
cogliere le opportunità di salute esistenti nel territorio offerte alla popolazione generale, come le
iniziative ludico ricreative ed i gruppi di cammino.
Nel 2004 è iniziato a Verona un progetto pilota per migliorare gli stili di vita dei pazienti afferenti
al 3° Servizio Psichiatrico, in collaborazione con il Servizio Igiene e Sanità Pubblica e con il
Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda ULSS 20.
L’intervento prevedeva un programma di educazione alimentare e supporto all’attività fisica rivolto
in modo specifico agli utenti del Centro Diurno di Verona Sud, con la partecipazione attiva degli
operatori. Questo progetto puntava non solo a migliorare i comportamenti in tema di stili di vita di
questo gruppo specifico ma anche a individuare un modello di intervento che ne consentisse
l’estensione a tutti gli utenti del servizio psichiatrico.
L’intervento prevedeva in particolare una serie di azioni in tema di formazione degli operatori,
educazione degli utenti, coinvolgimento della ditta responsabile della preparazione e
somministrazione dei pasti, attivazione di un gruppo di cammino per i pazienti con la
partecipazione attiva degli operatori, laboratori sulla preparazione degli alimenti.
Il progetto pilota ha dato risultati favorevoli: il coinvolgimento degli operatori è stato buono e gli
utenti hanno sperimentato con successo la possibilità di prendersi cura della propria salute fisica. Da
qui è nato un progetto più ambizioso che ha visto l’organizzazione di un corso di formazione “La
promozione di corretti stili di vita in ambito psichiatrico” rivolto agli operatori dei Servizi
Psichiatrici realizzato nel 2010 all’interno del Progetto Nazionale di Promozione dell’Attività
Motoria al quale hanno partecipato operatori di molte regioni italiane. Il materiale e i contenuti del
corso
sono
consultabili
alla
pagina
web:
http://prevenzione.ulss20.verona.it/attmotnazionale081010.html
Dal 2009 è stato attivato il protocollo di ricerca PHYSICO, che ha reclutato 193 pazienti
psichiatrici per effettuare un’indagine epidemiologica approfondita dei fattori di rischio seguita da
un intervento per migliorare lo stile di vita e i livelli di attività fisica (AF). Inoltre per il Progetto
Nazionale di Promozione dell’Attività Motoria è stato prodotto un opuscolo (scaricabile al link
http://prevenzione.ulss20.verona.it/docs/AttivitaMotoriaNazionale/Documenti/Manuali/Indirizzi_op
erativi_psichiatrici.pdf) in cui vengono sintetizzate le più recenti acquisizioni sulla promozione
degli stili di vita sani nei servizi psichiatrici.
Web:http://prevenzione.ulss20.verona.it/docs/RelazioniSanitarie/RelazioneSanitaria2010.pdf pag. 74
F. Promozione della salute
Progetto “GenitoriPiù”
Il progetto promuove i principali determinanti di salute (acido folico, alcol, fumo, allattamento,
posizione in culla, sicurezza in auto e in casa, vaccinazioni, lettura precoce) dal periodo
preconcezionale ai primi anni di vita ed è attivo su scala regionale ed aziendale, oltre che nazionale.
Le disuguaglianze in salute delle famiglie riverberano fortemente sui bambini. L’esposizione a
rischi nelle diverse fasi di sviluppo porta ad una maggior morbilità e mortalità nel lungo periodo.
Nelle indagini effettuate sono state rilevate, oltre al crescente numero di nati di famiglie straniere
immigrate, disuguaglianze di tipo socioeconomico e culturale. A livello locale e regionale sono
state attivate Reti collaborative (per es. Caritas) su disuguaglianze e multiculturalità.
Target: futuri genitori, neogenitori, bambini fino al primo anno di vita. Operatori del percorso
nascita.
Obiettivo: garantire a tutta la popolazione informazioni basate sull’evidenza, tempestive e corrette
sui principali determinanti di salute materno-infantile. Garantire, attraverso progettualità ed azioni
specifiche (materiale multilingue, ecc.), ai gruppi più esposti o svantaggiati l’accesso alle corrette
informazioni. Garantire una adeguata formazione degli operatori.
Durata: dal 2006, con varie riedizioni fino all’attuale “Programma di prevenzione precoce.
Monitoraggio dei comportamenti e delle azioni di prevenzione e promozione della salute nei primi
anni di vita”, inserito nel Piano Regionale della Prevenzione 2010-2012 (DGR n. 3139/2010).
Link: www.genitoripiu.it
Progetto “Pigro è lento, attivo è rock”
Nel progetto sono state trattate tematiche riguardanti gli stili di vita sani, quindi la promozione
dell’attività motoria e della sana alimentazione.
Target: classi della scuola primaria di primo grado e della secondaria di primo grado.
Obiettivo: prendere contatto con la realtà multietnica che è sempre più presente nelle nostre scuole,
agevolare l’integrazione, la comprensione e la comunicazione tra culture "diverse", valorizzare le
potenzialità di ciascuno e promuovere sane abitudini (attività motoria, alimentazione sana).
Durata: 1.12.2010 – 30.06.2011.
Progetto: “L'equazione della salute uso il corpo e la mente”
Uso dell’orienteering per incentivare la mobilità attiva Casa-Scuola e contribuire ad affrontare
argomenti di sicurezza stradale. A ciò si sono aggiunti incontri con le scuole, le insegnanti ed i
genitori sull’importanza dell’attività motoria e della sana alimentazione. Infine, sono stati realizzati
incontri con l’associazione “Le Fate” e con i mediatori culturali dell’ULSS 20 per poter capire le
abitudini di ogni popolazione nel loro paese di origine.
Target: alunni delle classi della scuola secondaria di primo grado ed genitori di scuole primarie e
secondarie.
Obiettivi: agevolare l’integrazione, la comprensione e la comunicazione tra culture "diverse";
promuovere l’arricchimento reciproco e favorire la convivenza democratica, promuovendo stili di
vita sani.
Durata: 1.12.2010 – 31.05.2011.
Progetto: “Da 0 a 100: tutti più sani!!”
Progetto che include i due progetti sopra descritti (ora denominati “Orienteering urbano” e
“Giocacuore”) con l’aggiunta di alcune modifiche metodologiche per rendere i bambini
maggiormente protagonisti. Inoltre è in corso un’attività di formazione sulle tematiche dell’attività
motoria e della sana alimentazione per gli insegnanti delle scuole aderenti alla rete Tante Tinte
(scuola dell’infanzia, primaria e secondaria); la collaborazione con enti ed associazioni è stata
estesa a: Casa di Ramia (Comune di Verona), e cooperativa Energie Sociali (progetto Parsifal,
adolescenti).
Target: classi della primaria e della secondaria di primo e secondo grado, doposcuola gestiti dal
CESTIM; insegnanti della rete Tante Tinte (dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo
grado); associazioni che lavorano con immigrati e mediatori culturali.
Obiettivi: prendere contatto con la realtà multietnica, per agevolare l’integrazione, la comprensione
e la comunicazione tra diverse culture e promuovere l’arricchimento reciproco e la convivenza
democratica, promuovendo stili di vita sani. Durata: 01.11.2011 – 30.06.2012.
I tre progetti sono realizzati in collaborazione con la Rete Tante Tinte dell’Ufficio Scolastico
Provinciale e con CESTIM – Centro Studi Immigrazione.
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