Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze
linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
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GUIDA AL PROGETTO A.R.G.O.
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Il progetto A.R.G.O. - Accreditare le Risorse umane a Garanzia
dell'Occupabilità - si sviluppa nell'ambito del programma d'azione comunitario
in materia di formazione professionale LEONARDO DA VINCI.
L'obiettivo a cui si riferisce è sintetizzato in "migliorare la qualità della
formazione professionale continua e l'accesso alla stessa", in riferimento allo
"sviluppo di pratiche che agevolino l'accesso alla formazione per le persone più
svantaggiate sul mercato del lavoro, inclusi i disabili", e alle "pari opportunità
tra le donne e gli uomini, al fine di combattere la discriminazione nella
formazione".
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I PARTNER DEL PROGETTO
BATA - Bulgarian Association of Travel Agents - Sofia
Akademie Überlingen - Rheine
FEMP - Federación Española de Municipios y Provincias - Madrid
Instituto de Enseñanza Secundaria Basoko - Pamplona
PGP - Personas Gestion Proiectos - Consultores - Madrid
CR2i-CIEP - Centre de Ressources et d'Initiatives pour l'International-Centre International
d’études Pédagogiques
AITA - Associazione Italiana Tecnologia e Ambiente - Napoli
CPV - Fondazione Giacomo Rumor - Centro Produttività Veneto - Vicenza
FIAVET Veneto - Federazione Italiana Associazioni imprese di Viaggi E Turismo
CGIL - Confedereazione Generale Italiana del Lavoro
Istituto Professionale di Stato per i Servizi Commerciali e Turistici "G. Fortunato" - Napoli
Liceo Ginnasio "Antonio Canova" - Treviso
Liceo Scientifico "Galileo Galilei" – Verona (Project Leader)
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PREMESSA
La guida al progetto A.R.G.O. è stata realizzata con l’intento di raccogliere e illustrare i
materiali usati nel corso dello sviluppo delle attività previste e il percorso compiuto per
arrivare ai prodotti progettuali.
Nelle diverse sezioni della guida sono presentati così sia i prodotti richiesti nel formulario sia
i materiali di ricerca più significativi reperiti, analizzati, studiati e utilizzati dai membri degli
Stati partner nel loro lavoro.
I prodotti finali sono opera del partenariato nel suo complesso, la loro redazione è stata curata
dalla dottoressa Simonetta Bettiol.
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INTRODUZIONE
Il progetto
Il progetto A.R.G.O. (Accreditare le Risorse umane a Garanzia dell’Occupabilità) riferisce le
attività progettuali alla dimensione della lifelong learning, nella piena consapevolezza che
garantire l’accessibilità ai sistemi di istruzione e formazione costituisca condizione necessaria
per una sostanziale acquisizione ed un effettivo esercizio del diritto di cittadinanza, da parte di
ciascun cittadino europeo.
Nell’iter progettuale i partner hanno condiviso e sperimentato l’opportunità di costruire e
testare processi e strumenti per l’apprendimento, nell’ambito della formazione superiore non
universitaria e nel rispetto del principio di sussidiarietà.
I processi dunque sono costruiti in modo tale da supportare la flessibilità del sistema nel suo
complesso, per garantire a ciascuno la possibilità di personalizzare il proprio percorso
formativo, in una prospettiva in cui il singolo è responsabile della propria crescita personale e
professionale.
Gli strumenti riguardano la definizione di standard minimi di competenza caratterizzanti la
figura di “Tecnico superiore per l’organizzazione ed il marketing del turismo integrato”; la
costruzione di modalità per accreditare le competenze conseguite in percorsi non formali ed
informali, in modo tale da migliorare la trasparenza, la valorizzazione e la gestione delle
opportunità formative “on the job”. Questi strumenti sono finalizzati sia agli utenti, in quanto
consentono loro di autovalutarsi e valorizzare le competenze possedute e quindi di utilizzare
al meglio le opportunità formative, sia agli operatori della formazione, in quanto facilitati
nelle azioni di verifica, valutazione ed accreditamento delle competenze di un studente o di un
lavoratore.
In considerazione di quanto esposto, i partner essendo soggetti con diversa mission e
nazionalità, ma comunque portatori d’interesse rispetto alle problematiche di A.R.G.O., hanno
apportato e condiviso le loro esperienze e costruito il vero valore aggiunto del progetto stesso.
La guida
In questo documento si sono raccolti cinque degli otto prodotti previsti nel formulario di
candidatura del progetto A.R.G.O. e rappresentati in cinque parti distinte e di seguito
descritte.
o Prima parte – definizione dello standard minimo, inteso come insieme (cluster) di
competenze, per la figura di “Tecnico superiore per l’organizzazione e il marketing del
turismo integrato”
o Seconda parte – definizione di un modello per l’accreditamento delle competenze
trasversali e tecnico professionali
o Terza parte – realizzazione di test e prove simulate reperibili nel portale
o Quarta parte – creazione di una tabella di corrispondenza - equipollenza nel
riconoscimento delle competenze tra i diversi Stati partner.
o Quinta parte – Vademecum, pubblicazione divulgativa per lavoratori del settore
turistico
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La prima parte rappresenta il primo risultato di prodotto che consiste nel definire lo standard
minimo, inteso come cluster di competenze per la figura professionale del “Tecnico superiore
per l’organizzazione ed il marketing turistico integrato”. Comprende la descrizione della
figura professionale e delle attività che consentono il riconoscimento, in quanto
corrispondono a dei veri e propri processi lavorativi, delle competenze di base trasversali e
tecnico professionali. Tale descrizione tiene conto dell’evoluzione del dibattito a livello
europeo, delle legislazioni vigenti in ciascuno stato partner, delle esperienze di cui è portatore
ciascuno dei partner. Lo standard sopradescritto ha subito un processo di affinamento grazie
al coinvolgimento degli stakeholder a mezzo di questionario somministrato a opinion leader
del settore turistico.
Questa parte del documento si articola in tre sezioni in cui:
1. si mettono a confronto i sistemi nazionali della formazione superiore non universitaria
nei paesi partner
2. è definito lo standard della figura professionale di “Tecnico superiore per
l’organizzazione ed il marketing turistico integrato”, condividendo la descrizione
generale della figura, le attività caratterizzanti, le competenze tecnico professionali
relative alle attività. Il confronto con esperti del mondo del lavoro e della formazione
ha portato a dettagliare una mappa delle competenze
3. si riportano i risultati della validazione realizzata nel settore del turismo riguardo allo
standard della figura professionale e alla relativa mappa delle competenze
La seconda parte costituisce il secondo risultato di prodotto previsto in A.R.G.O. e definito
modello di accreditamento consistente:
a) nel descrivere e confrontare nei tre paesi Spagna, Francia ed Italia, le modalità per la
definizione delle competenze trasversali - comportamenti in situazione lavorativa - e
tecnico professionali da accreditare parzialmente attraverso la rilevazione delle
competenze possedute dal personale addetto ai servizi turistici,
b) nell’arricchire tale descrizione con una parte relativa alle modalità e alle procedure per
l’accertamento delle competenze e la loro certificazione.
In relazione alla modalità con cui descrivere le competenze comunque acquisite si ritiene che
un modello significativo, anche perché validato dalle diverse componenti del mondo del
lavoro del settore turismo, sia la mappa delle competenze rappresentata nella parte prima di
questo documento e a cui si rimanda. Si presenta in questa seconda parte invece, il contributo
relativo all’accreditamento delle competenze cioè alle modalità per il riconoscimento formale
attuata in Francia, Spagna ed Italia e le conclusioni relative ad un ipotetico modello comune.
Questa parte del documento si articola in due sezioni di lavoro
1. vi si sviluppa l’analisi e la sintesi ragionata di documenti dell’Unione Europea per la
formazione permanente e l’accreditamento delle competenze
2. vi si rappresenta il percorso compiuto per l’accreditamento in A.R.G.O, articolato nei
seguenti step
o sviluppo di un confronto sull’istituto dell’accreditamento in Spagna, Francia e
Italia e descrizione delle modalità ivi usate
o analisi delle ricadute su A.R.G.O. dell’evoluzione del dibattito europeo
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o descrizione delle procedure previste dal modello francese della VAE come
esempio di best practice
o conclusioni di sintesi in cui si specifica come non si sia realizzato un modello
unico per l’accreditamento, in quanto in contraddizione con le ultime
indicazioni comunitarie; si siano invece sviluppate modalità per la messa in
trasparenza dei sistemi da un lato e di supporto al cittadino dall’altro.
La terza parte costituisce il terzo risultato di prodotto previsto dal formulario di candidatura
del progetto A.R.G.O. e consiste nella realizzazione di test e prove simulate, reperibili nel
portale www.leonardo-argo.it, redatte nelle tre lingue dei partner ed utilizzabili da due
tipologie di soggetti: a) gli organismi deputati a svolgere le funzioni di accreditamento in
ingresso in quanto possono reperire materiale metodologicamente giustificato e utile per
strutturare le prove e b) i destinatari potenziali della formazione, che possono autovalutare il
gap tra competenze necessarie e risorse individuali disponibili e prepararsi alla prova stessa.
Questa parte del documento si articola in tre sezioni di lavoro in cui:
1. si mettono in evidenza i modelli e le metodologie per l’elaborazione di test nonché i
criteri per la misura delle competenze
2. si documenta il lavoro svolto dal primo gruppo e una raccolta di item a risposta chiusa
ricavati dalle domande a risposta aperta sottoposte alla valutazione di opinion leader
del settore turistico
3. si documenta il lavoro svolto dal secondo gruppo e una raccolta di item a risposta
chiusa relativi anche alle competenze trasversali.
La quarta parte costituisce il quarto risultato definito tabella di equipollenza. Questo
prodotto prevede la creazione di una tabella di corrispondenza per il riconoscimento delle
competenze tra i diversi stati partner. L’analisi delle offerte formative, nei cinque stati partner,
è riportata nella sezione “i sistemi nazionali della formazione superiore non universitaria” di
questo documento.
Si è poi inserita una tabella comparativa tra i diversi sistemi formativi che consente di dare
evidenza al fatto che le figure professionali siano espresse in termini di competenze solo in
Italia e Francia; in Spagna il catalogo delle professioni non è ancora completato, in Bulgaria e
Germania il riferimento è a contenuti.
In questa parte del documento si riporta lo studio promosso dal partenariato relativamente alla
tematica in esame, alla luce dei risultati dei gruppi di lavoro avviati con il processo di Bruges
Copenaghen. L’approfondimento ha portato alle seguenti conclusioni. Per le competenze,
associate alle attività di un diploma comune, si rende necessario esplicitare gli obiettivi di
certificazione (rappresentati per esempio nel caso italiano dalla unità capitalizzabile). I profili
professionali riferibili, nei diversi sistemi formativi esaminati, al “Tecnico superiore per il
marketing e per l’organizzazione del turismo integrato” risultano essere caratterizzati da
competenze, conoscenze e abilità diverse per cui si rende necessario stabilire un’unità di
misura (il credito) basata per esempio, come avviene nel sistema ECTS (Europea credit
tranfert System), sul carico di lavoro. Questo è attualmente uno dei temi allo studio del TWG
per la definizione dell’ECVET (European Credit Vocational Edicational Training).
·
La pubblicazione si propone di costituire per i destinatari del progetto un utile strumento:
• di consultazione per le strutture formative
• di orientamento per gli studenti ed i lavoratori
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•
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di informazione alle associazioni di categoria e alle imprese del settore
La quinta parte costituisce il quinto risultato, definito redazione di una pubblicazione
divulgativa, nelle tre lingue dei partner, per lavoratori del settore turistico redatta su supporto
cartaceo e disponibile sul sito e in cd.
Lo scopo di questo Vademecum è di esemplificare un percorso progettuale, che aiuti chi
voglia migliorare la sua posizione nel settore turistico, provenendo da percorsi informali e/o
non formali e con esperienze nel mondo del turismo, a verificare il grado delle competenze
acquisite.
Il Vademecum offre anche un sistema di riferimento formato da enti, organizzazioni ed
imprese informati sulla metodologia implementata dal progetto A.R.G.O., in grado di
consigliarla e di monitorarne i risultati.
Questa parte del documento si articola in :
• una sezione informativa sul programma Leonardo da Vinci e sul progetto A.R.G.O.
• una sezione dedicata alla definizione di competenze caratterizzanti la figura professionale
del “Tecnico superiore per l’organizzazione e il marketing del turismo integrato”
• una sezione dedicata agli strumenti, sotto forma di test, che consentono a chi ne usufruisce
l’individuazione delle competenze e la possibilità di autovalutarsi
• una sezione dedicata al database, che riporta:
gli enti pubblici e privati che operano a vario titolo nel settore turistico, distinti per
Stati
i corsi progettati e organizzati in ambito turistico dai diversi Stati partner
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PARTE PRIMA
Definizione di standard minimo, inteso come insieme
(cluster) di competenze, per la figura professionale di
“Tecnico superiore per l’organizzazione e il marketing
del turismo integrato”.
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SEZIONE 1
I SISTEMI NAZIONALI DI FORMAZIONE SUPERIORE NON UNIVERSITARIA
PREMESSA METODOLOGICA
I partner, in coerenza con quanto previsto dal progetto, hanno fornito una descrizione dei
sistemi formativi nazionali in relazione al settore d’intervento. Le descrizioni prodotte e
documentate nel sito, pur risultando esaustive, sono state strutturate in modo eterogeneo per
cui si è reso necessario definire una griglia di comparazione. Tale strumento è stato costruito
in modo tale da consentire un confronto tra i sistemi formativi che mettesse in evidenza:
1. la diversa denominazione dei corsi di formazione superiore non universitaria e il loro
inserimento nel contesto formativo nazionale – rif. Punto 1 – definizione
2. le motivazioni storico culturali che hanno portato all’istituzione dell’offerta formativa
- rif. Punto 2 – motivazione
3. il quadro normativo di riferimento. Trattandosi di formazione integrata le leggi, i
regolamenti, le circolari di riferimento sono emanati da più soggetti e sono spesso
frutto di concertazione tra il Ministero dell’Istruzione e del Lavoro e tra potere
centrale e autonomie locali. Interessante è senz’altro il confronto tra il sistema
francese, consolidato e centralizzato, e i sistemi italiano e spagnolo decentrati e di
recente istituzione - rif. Punto 3 –quadro normativo
4. le diverse modalità di programmazione, gestione e controllo. Ciò consente anche di
capire chi sono gli stake-holder, gli opinion leader e i decisori politici più significativi
da intervistare per ottenere dei feedback indicativi nella definizione della figura
professionale - rif. Punto 4 – organi di programmazione gestione controllo
5. il grado di formalizzazione degli standard di competenze delle figure professionali nei
diversi Stati partner e l’incidenza dell’indicazione dei fabbisogni professionali
nell’elaborazione di quelli formativi. E’ fondamentale infatti capire se la distinzione
tra fabbisogni formativi e professionali risulti essere elemento di consapevolezza nei
sistemi consolidati (Francia e Germania) o in quelli di più recente istituzione (Italia e
Spagna) e come si sviluppa l’analisi dei fabbisogni in stati come la Bulgaria - rif.
Punto 5 - analisi dei fabbisogni professionali e formativi ed individuazione delle figure
professionali
6. come vengono strutturati i percorsi dal punto di vista organizzativo - rif. Punto 6 –
standard organizzativi (durata, lezioni in aula, stage)
7. quali siano le modalità usate per innovare la formazione non solo sotto il profilo
didattico e pedagogico, ma soprattutto per la formazione di un cittadino lavoratore in
Europa - rif. Punto 7 – standard formativi
8. quali siano le misure di supporto al successo formativo del corsista e al job placement
- rif. Punto 8 - selezione ed accoglienza, misure di orientamento ed accompagnamento
9. le modalità di riconoscimento delle competenze formali, informali e non formali, di
certificazione delle competenze in esito, di garantire e riconoscere crediti in passaggi
da o verso altri sistemi – rif. punto 9 - il riconoscimento, accreditamento e la
certificazione delle competenze, il sistema dei crediti
10. le modalità attuate per monitorare, valutare, documentare le offerte formative - rif.
punto 10 - il monitoraggio, la valutazione e la banca dati
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11. possibili scenari evolutivi di breve e medio termine anche in riferimento al contesto
europeo – rif. punto 11 - l’evoluzione del sistema formativo non universitario
12. l’offerta formativa nel settore d’intervento, il turismo – rif. Punto 12 – formazione
superiore per il turismo
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1.1
1.1.1
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IL SISTEMA ITALIANO DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE
TECNICA SUPERIORE - I.F.T.S.
DEFINIZIONE
La formazione superiore in Italia oltre a quella accademica prevede anche un canale non
universitario rappresentato dal sistema di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore
(I.F.T.S.). La legislazione che regola il sistema I.F.T.S si caratterizza per:
• flessibilità: dal momento che la situazione socio-economica-culturale evolve
rapidamente, è necessario avere degli strumenti normativi che siano in grado di
adeguarvisi. La legge è istitutiva e indica le caratteristiche fondamentali
puntualizzate successivamente dal regolamento attuativo. L’iter di messa a
punto, che tiene conto sia della necessità di concertazione con le Regioni e i
partner sociali, sia dei contributi del processo di sperimentazione, viene recepito
e normato attraverso accordi della Conferenza Unificata Stato, Regioni,
Province, Comuni e Comunità montane (decreto legislativo 28 agosto 1997, n°
281) – di seguito Conferenza unificata. In questo modo si rende possibile un
processo di cambiamento e adeguamento continuo e condiviso delle norme.
• sussidiarietà: favorire il più possibile il raccordo tra la base e il vertice
(processo bottom up) e la partecipazione a tutti i livelli decisionali.
• decentramento: l’offerta formativa I.F.T.S è programmata dalle Regioni,
secondo standard concordati a livello nazionale. In tal modo si garantisce,
attraverso il riconoscimento delle competenze acquisite, la mobilità del
cittadino a livello nazionale e europeo.
I corsi I.F.T.S. sono corsi di formazione professionale di livello post secondario non
universitari, aperti a diplomati e non.
1.1.2
MOTIVAZIONI
Il sistema IFTS ha l’intento di dare vita ad un’offerta formativa articolata,
condivisa e integrata fra Istruzione, Università, Formazione professionale e
Lavoro, che consenta:
• ai giovani, l’acquisizione di competenze a livello post-secondario
rispondenti ai fabbisogni del mondo del lavoro, spendibili all’interno di un
sistema integrato di certificazione, atte a favorire ed accelerare un loro
idoneo inserimento occupazionale, nonché facilitare l’eventuale
continuazione degli studi all’interno di percorsi formativi successivi
• agli adulti occupati, di esercitare il diritto alla formazione in ogni fase della
vita, a partire dal completamento e dalla qualificazione delle competenze
possedute e delle esperienze professionali maturate, per favorire la mobilità e
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l’estensione di conoscenze e competenze professionali pertinenti al proprio
lavoro
• agli adulti inoccupati o disoccupati, la riconversione e l’ampliamento delle
opportunità professionali mediante l'acquisizione di specifiche competenze
connesse ai fabbisogni del mondo del lavoro
Costituisce inoltre l’adeguamento del sistema italiano al contesto europeo.
1.1.3
QUADRO NORMATIVO
Le principali fonti normative del sistema I.F.T.S. sono:
a) nota operativa del 13/11/98 emanata dal Ministero della Pubblica istruzione
stabilisce i primi standard organizzativi per la nascita del sistema in via
sperimentale
b) Accordi Conferenza unificata contenenti le linee guida approvate dal CNP
(Comitato Nazionale di progettazione) per l’avvio delle sperimentazioni 98/99
e 99/00
c) legge 144/1999 art. 69: istituzione dei corsi IFTS con indicazione dei titoli e
delle modalità di accesso nonché degli enti che concorrono alla loro
realizzazione
d) decreto interministeriale 436/2000: individua le caratteristiche dei percorsi
(art. 2); modalità di accesso (art. 3); standard di percorso (art. 4); standard
minimi delle competenze per l’accesso e la valutazione dell’esito (art. 5);
riconoscimento dei crediti (art. 6); istituzione finanziamento dei percorsi (art.
7); certificazione dei percorsi (art. 8); banca dati (art. 9); monitoraggio e
valutazione (art. 10).
e) Accordi Conferenza unificata:
• 2/3/2000 Criteri e modalità relativi alla valutazione finale, alla costituzione
delle commissioni d’esame e allo schema di dispositivo di certificazione
finale
• 15/7/2000 Nota sulla classificazione delle figure professionali (CNP)
Dichiarazione dei percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore
(Certificazione intermedia)
• 14/9/2000 Modalità di attuazione del decreto 436/00, relativamente alla
programmazione a livello nazionale, all’individuazione delle figure
professionali, al percorso di programmazione a livello regionale, alla
definizione e suddivisione delle risorse economiche a livello nazionale e
regionale. Il documento tecnico, che fa parte integrante dell’accordo,
contiene, tra l’altro, la definizione degli standard di percorso, degli standard
minimi delle competenze, e norme per l’accreditamento delle competenze in
ingresso (All. A); lo schema di disciplinare dei bandi 2000/2001 (All. B); la
scheda di presentazione dei piani regionali (All. C) e il formulario per la
presentazione dei progetti (All. D). Vengono inoltre istituiti i Comitati di
Settore.
• 1/8/2002: documento tecnico e relativi allegati contenenti le figure
professionali di riferimento, individuate dai Comitati di settore (all. A); i
percorsi formativi per adulti occupati (All. B); gli standard di percorso e
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modalità per la definizione degli standard minimi nazionali delle competenze
per l’accesso e la valutazione dell’esito (All. C); le classificazioni ISTAT
(All.D); le modalità di accesso, selezione e accreditamento delle competenze
in ingresso ai percorsi (All. E); la certificazione dei percorsi (All. F); Banca
Dati (All. G); monitoraggio e valutazione di sistema (All. H)
• 19/11/2002: adozione, in via sperimentale, degli standard minimi delle
competenze di base e trasversali, con i relativi descrittori e indicatori (vedi
documento tecnico all. A).
• 29/4/2004: definizione degli standard minimi delle competenze tecnicoprofessionali, afferenti alle figure professionali dei percorsi I.F.T.S,
individuate dall’accordo del 1/8/2002
• 25/11/2004: adozione, in via sperimentale, delle “Linee guida per la
programmazione dei percorsi dell’I.F.T.S. e delle misure per l’integrazione
dei sistemi formativi 2004-2006“. Si stabiliscono nuovi criteri per la
costituzioni di poli formativi per l’I.F.T.S., nuovi criteri per il relativo
finanziamento, l’individuazione di nuove figure professionali nel settore
“Servizi assicurativi e finanziari”.
1.1.4
ORGANI DI PROGRAMMAZIONE GESTIONE E CONTROLLO
La predisposizione dei percorsi formativi di I.F.T.S. richiede la costituzione di forme
associative (ATS – Associazioni Temporanee di Scopo) e consortili tra diversi soggetti
promotori come Scuola, Formazione professionale, Università e il Mondo del lavoro, imprese
e loro associazioni e da poco i Centri di Ricerca. E’ quindi fondamentale l’attenzione posta
agli organismi di gestione che si rendono responsabili della programmazione e del controllo
delle diverse fasi operative.
La progettazione e la gestione avvengono a vari livelli, nazionale e regionale, e coinvolgono i
seguenti organismi con ruoli e competenze diverse. I principali sono:
A - COMITATO NAZIONALE DI PROGETTAZIONE (CNP - rif. legge 144/99 ART. 69 comma 2; DM del 28/1/2000)
Il Comitato è stato formalmente istituito con decreto ministeriale del 28/1/2000, anche se è
attivo, in via sperimentale, già dal 1998.
Ha lo scopo di contribuire, attraverso linee guida concertate tra i soggetti istituzionali
interessati e le parti sociali, alla riqualificazione e all'ampliamento dell'offerta formativa
destinata ai giovani e agli adulti, occupati e non occupati, nell'ambito del sistema di
formazione tecnico professionale superiore integrata (art. 1)
Ha il compito di formulare proposte per l'adozione di linee guida per l'accesso, la
determinazione degli standard, il riconoscimento dei crediti, le modalità di certificazione dei
percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (art.2)
E’ composto da:
• due rappresentanti del Ministero del lavoro e della previdenza sociale;
• due rappresentanti del Ministero dell’istruzione, dell'università e della ricerca
scientifica e tecnologica;
• otto rappresentanti della Conferenza dei presidenti delle regioni;
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•
•
•
•
due rappresentanti dell'UPI;
due rappresentanti dell'ANCI;
un rappresentante dell'UNCEM;
otto rappresentanti delle parti sociali di cui quattro in rappresentanza dei
lavoratori e quattro in rappresentanza dei datori di lavoro.
Per ciascuno dei rappresentanti titolari è designato un supplente. Il Comitato è coordinato dal
Ministro della pubblica istruzione o dal Sottosegretario delegato. Si avvale dell'assistenza
tecnica dell'ISFOL e dell'ISTAT, della consulenza del CNEL, nonché di qualificati centri di
ricerca in relazione a specifiche problematiche da trattare. Ai lavori del Comitato possono
essere chiamati a partecipare, con riferimento agli argomenti all'ordine del giorno,
rappresentanti di altre amministrazioni dello Stato ed esperti individuati dal Comitato stesso.
(Art. 3)
Al suo interno sono stati costituiti dei “Comitati di settore” per la definizione e
l’aggiornamento delle figure professionali e degli standard minimi delle competenze. I settori
individuati sono:
• agricoltura
• industria e artigianato
• commercio e turismo, trasporti
• servizi assicurativi e finanziari
• servizi pubblici e servizi privati di interesse sociale.
B – CONFERENZA UNIFICATA (rif. Decreto legislativo 28/8/97 n° 281- legge 144/99 art.
69): è la sede in cui i soggetti istituzionali interessati discutono e sanciscono gli accordi
necessari per la realizzazione dei corsi.
C – COMITATI REGIONALI DI PROGETTAZIONE
Sulla base delle linee guida emanate dal CNP le Regioni costituiscono dei Comitati Regionali
di Progettazione (C.R.P.), con le seguenti funzioni:
• proposta per la programmazione dell'offerta
• promozione del nuovo canale formativo
• monitoraggio e valutazione del piano regionale
• proposta e verifica delle procedure di certificazione e riconoscimento dei
crediti, sulla base delle linee guida nazionali ed in relazione alle specificità
regionali
• definizione dei contenuti, delle condizioni e dei reciproci impegni per lo
svolgimento dei corsi IFTS
• concertazione con le parti sociali per un raccordo diretto ed un’immediata
spendibilità nel mondo del lavoro
• integrazione fra i sistemi e raccordo con il mondo del lavoro.
Il CRP è presieduto dall'Assessore competente per materia ed è composto dai rappresentanti
dei soggetti istituzionali e sociali coinvolti nella progettazione, in numero contenuto per
garantire la reale funzionalità ed efficacia delle attività. In considerazione del fatto che
Regioni ed Autonomie locali hanno competenze di governo sul sistema della formazione
professionale, ma non su quello dell'istruzione (scuola ed Università), si prevede una
composizione che garantisca il coinvolgimento degli attori fondamentali dell'integrazione a
pari dignità. A tal fine, la composizione del CRP è la seguente:- rappresentanti
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dell'Amministrazione regionale- rappresentanti delle Autonomie locali (province e comuni)rappresentanti dell'Amministrazione periferica del Ministero dell’Istruzione, Università e
Ricerca (MIUR)- rappresentanti delle Università- rappresentanti delle Parti sociali,
significativamente rappresentative a livello regionale. Il Comitato può avvalersi nello
svolgimento delle sue funzioni del contributo tecnico-scientifico di qualificati soggetti
operanti sul territorio
Il CRP si raccorda con gli altri organismi regionali competenti per le politiche formative,
nonché per le politiche attive del lavoro, di cui alle leggi regionali. Esso si raccorda altresì con
il CNP, anche attraverso specifici momenti di incontro, nell'ambito delle seguenti funzioni:
• individuazione delle macro aree/figure professionali e dei relativi standard
formativi minimi
• programmazione dell'offerta IFTS
• monitoraggio e valutazione della sperimentazione
• misure per l'integrazione e la qualificazione del sistema
• certificazione e crediti.
D - GIUNTA DI GOVERNO REGIONALE
• partecipa alla Conferenza Unificata e al CNP
• nomina il CRP
• predispone, avvalendosi del CRP, le linee della programmazione regionale
• approva i progetti IFTS selezionati dalle apposite commissioni da essa stessa
costituite, e presentati secondo il formulario contenuto nell’allegato D
dell’accordo Stato-Regioni del 14/9/2000
• approva il Piano regionale IFTS e lo presenta agli organismi nazionali per
l’approvazione
• emana i bandi dei corsi IFTS, secondo lo schema di disciplinare approvato
nell’accordo Stato-Regioni del 14/9/2000, allegato B
• stabilisce mediante delibera la misura delle risorse finanziarie disponibili.
E – COMITATO TECNICO SCIENTIFICO (CTS)
• è composto da rappresentanti dei diversi soggetti del partenariato
• ha responsabilità di coordinamento e supervisione relativamente a:
• programmazione delle attività
• gestione operativa
• monitoraggio e valutazione interna ed esterna
• armonizza operativamente i contributi delle varie tipologie di operatori
coinvolti
• rappresenta comunque il riferimento funzionale di tutti gli altri organismi di
gestione.
1.1.5
ANALISI FABBISOGNI PROFESSIONALI E FORMATIVI
E
INDIVIDUAZIONE
DELLA
FIGURA
E
DEL
PROFILO
PROFESSIONALE (rif. nota operativa del 13/11/98; Linee guida per la
progettazione dei percorsi formativi, del Comitato Nazionale di Progettazione –
consulenza ISFOL; Accordo Conferenza Unificata del 14/9/00 punto 1.2.1;
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Accordo Conferenza Unificata 1/8/02; Accordo Conferenza Unificata del 25
novembre 2004 )
Alla base della progettazione di un percorso formativo IFTS c’è l'analisi dei fabbisogni
professionali e formativi di breve e medio termine, riferiti al contesto sociale, economico e
produttivo.
Gli strumenti e le modalità attuative dell’analisi sono:
• esame di fonti statistiche e di risultati di indagini specifiche (Organismi
bilaterali delle Parti sociali, Osservatori regionali, Camere di Commercio,
Associazioni professionali e di categoria, ecc.)
• indagini mirate delle stesse agenzie formative dei soggetti economici del
territorio
• interazione strutturata tra i soggetti istituzionali e le parti sociali, coinvolti nella
progettazione del percorso al fine di fornire un quadro completo della
rilevazione dei fabbisogni
• esame delle linee di programmazione regionale e nazionale nonché di eventuali
patti territoriali, contratti d'area
• verifica che tali fabbisogni non siano già soddisfatti attraverso altri canali
formativi
• formulazione dei fabbisogni formativi tenendo conto sia di quelli professionali,
sia dei trend di sviluppo del territorio, sia delle aspettative dell’utenza
Le figure professionali sono
• individuate dai Comitati di settore del CNP secondo le modalità indicate
nell’allegato C del documento tecnico dell’Accordo Conferenza Unificata
dell’1/8/02.
• definite a livello nazionale
• sono inoltre ampie e non parcellizzate, “a banda larga”, ideali, delineate in una
logica di anticipazione dei fabbisogni professionali di medio periodo.
Le Regioni, a loro volta, sulla base dell’analisi di fabbisogni professionali locali e attraverso
la concertazione, possono individuare competenze aggiuntive per rispondere alle esigenze
locali, dando luogo a specifici profili professionali regionali.
Le figure professionali di riferimento attualmente individuate dai Comitati di Settore sono
elencate nel documento tecnico dell’accordo Stato – regioni dell’1/8/02, allegato A e nel
documento tecnico allegato all’accordo governo – regioni del 25 novembre 2004. Esse
possono essere correlate alla CLASSIFICAZIONE DELLE ATTIVITA’ ECONOMICHE –
ESTRATTO ISTAT METODI E NORME SERIE C – N° 11 (ed. 1991)(1), per quanto
riguarda le attività economiche, ed alla classificazione delle PROFESSIONI INTERMEDIE
(TECNICI) – ISTAT CP 91(2), per quanto riguarda le figure professionali, e corrispondono al
quarto livello della classificazione comunitaria delle certificazioni adottata con decisione del
Consiglio 85/368/CEE.
La classificazione delle attività economiche ISTAT - ATECO 91 è derivata dalla
classificazione europea NACE Rev. 1.
La classificazione delle professioni ISTAT – CP 1991 è derivata dalla classificazione
Internazionale delle Professioni ISCO-1988.
Tale riferimento può essere raccordato alla C.P. ISTAT 2001 - Metodi e Norme n. 12.
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Il profilo professionale costituisce la declinazione della figura professionale in prospettiva
glocal, che tiene conto cioè sia della dimensione globale, in particolare di quella europea, sia
di quella locale.
In prospettiva europea non può essere sottovalutata la regolamentazione comunitaria
dell'esercizio delle professioni e la potenziale mobilità lavorativa, all'interno dei paesi
membri.
In prospettiva locale vanno focalizzati i potenziali sbocchi occupazionali, prevedendo
possibili collocazioni differenziate, lavoro dipendente, libera professione, costituzione
d'impresa.
La declinazione del profilo professionale inoltre, muove dall'analisi dei processi lavorativi
legati al ruolo professionale (descrizione della figura professionale) e sono articolati nelle
diverse attività e compiti/operazioni da svolgere. Si precisa che i compiti/operazioni sono
aggregati – logicamente o temporalmente - tra loro in attività. Questo passaggio è sotteso
nella normativa italiana che elenca soltanto le attività e deve comunque essere evidenziato
all’interno del gruppo di progetto. Alle attività corrispondono le competenze suddivise in
competenze di base, tecnico-professionali e trasversali. Gli standard nazionali aggregano le
competenze in unità capitalizzabili e/o di competenza per consentire il riconoscimento dei
crediti formativi. Le unità capitalizzabili sono il risultato di un percorso formativo comunque
maturato attraverso un iter di tipo formale, non formale ed informale. Non sempre le unità
capitalizzabili coincidono con quelle formative .
Nel caso di figure professionali già consolidate, viene evidenziata l’opportunità/necessità,
nella definizione del profilo professionale, di promuovere il potenziale di innovazione legato
alle trasformazioni dei sistemi produttivi e professionali.
1.1.6
STANDARD ORGANIZZATIVI
rappresentano le caratteristiche strutturali del percorso e sono:
• numero di allievi da un minimo di 20 a un massimo di 30 (il numero massimo
può essere ampliato solo nel caso dell'utilizzo della FaD – Formazione a
Distanza)
• durata da 2 a 4 semestri, comunque non inferiore alle 1200 ore
• attività di tirocinio non inferiore al 30% del monte ore totale, svolta in luoghi di
lavoro, oltre all'attività di formazione pratica
• docenza composta, per almeno 50%, da esperti provenienti dal mondo della
produzione, delle professioni e del lavoro
• differenziazione delle sedi di attività didattica, da porre in relazione alle
caratteristiche delle strutture e agli obiettivi formativi da conseguire.
1.1.7
STANDARD FORMATIVI (rif.: 1. documento tecnico allegato all’accordo
governo-regioni del 14 settembre 2000; 2. decreto n.436/2000 art.5; 3. accordo governoregioni del 1° agosto 2002 e relativo documento tecnico; accordo governo-regioni del 29
aprile 2004 e relativo documento tecnico; accordo governo-regioni del 25 novembre 2004 e
relativo documento tecnico.)
Gli standard delle competenze determinano i requisiti minimi per l’accesso al percorso
formativo degli I.F.T.S. e il risultato minimo in esito ad esso, specificato in termine di
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competenze verificabili e certificabili. Queste ultime possono essere riconosciute come crediti
formativi in modo autonomo. A livello nazionale sono definiti gli standard minimi di
competenze, base minima comune per una figura di riferimento, che si devono dimostrare
posseduti in esito al percorso formativo. Le Regioni, sulla base dell’analisi dei fabbisogni
professionali locali e attraverso la concertazione, possono implementare tali standard minimi,
cioè individuare competenze aggiuntive per rispondere alle esigenze locali, dando luogo così
a specifici profili professionali regionali.
Gli standard fanno riferimento a competenze di base, trasversali e tecnico-professionali:
• competenze di base: insieme di conoscenze e abilità nonché della loro capacità
d’uso, costituiscono sia la base minima per l’accesso al lavoro e alle
professioni, sia il requisito per l’accesso a qualsiasi percorso di formazione
ulteriore
• competenze trasversali: insieme di competenze che vengono espresse nelle
diverse situazioni lavorative e che consentono al soggetto di trasformare i saperi
in un comportamento lavorativo efficace in un contesto specifico.
Rappresentano inoltre obiettivi strategici di un processo formativo
fondamentale per rafforzare l’apprendimento e le risorse dell’individuo
• competenze tecnico-professionali: insieme di saperi e tecniche connessi
all’esercizio delle attività operative richieste dai processi di lavoro e
strettamente correlate alle diverse figure professionali.
A) STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE IN INGRESSO
Indipendentemente dai settori e dalle figure professionali di riferimento, le competenze
alfabetico-funzionali e aritmetico-matematiche (literacy e numeracy) sono da considerarsi
requisiti culturali minimi fondamentali e irrinunciabili per l’accesso ad un percorso formativo
di livello post-secondario.
Per la literacy come per la numeracy gli studi di riferimento sono le ricerche internazionali
sviluppate in ambito OCDE-OECD sulle competenze alfabetiche della popolazione adulta.
Gli indicatori di standard minimo di tali competenze, in accesso ad un canale post-secondario,
sono:
• competenze alfabetico-funzionali (literacy) – per le quali ci si riferisce al livello
3 di IALS-SIALS (International Adult Literacy Survey) e che sono
rappresentate da:
• comprensione di un testo in prosa come effetto di una positiva
capacità di lettura ed utilizzo delle informazioni raccolte in una
comunicazione efficace
• capacità di comprensione e di utilizzo di informazione che deve
essere raccolta e restituita attraverso grafici, schemi di tabelle, carte
meteorologiche, formulari
• competenze di tipo aritmetico-matematico (numeracy) per le quali ci si riferisce
al livello ISCED 3 (di equivalenza dei diplomi di scuola secondaria superiore)
di ALLS (Adult Literacy and Life skills Survey) e che sono rappresentate da:
• capacità di letture, di comprensione e di calcolo, in relazione a testi
di contenuto quantitativo
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p. 20
• il sapere e le abilità per rispondere alle necessità di utilizzare la
matematica in diversi contesti
B) STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE IN USCITA
Gli standard in esito ai percorsi prevedono competenze nei seguenti ambiti:
• competenze di base:
• in lingua inglese, per le quali viene indicato il livello PET o First
Certificate
• informatiche, per le quali si fa riferimento alla certificazione europea
ECDL
• giuridiche (con riferimento al diritto comunitario e internazionale,
disciplina del rapporto di lavoro e contrattualistica, tecniche di
ricerca attiva del lavoro, prevenzione e tutela della salute, sicurezza
sul lavoro)
• economico-aziendali (con riferimento all’economia territoriale e al
settore professionale oggetto del corso)
• competenze trasversali, che riguardano i seguenti ambiti:
• comunicativo/relazionali (diagnosticare, relazionarsi, affrontare, con
particolare
riferimento
allo
sviluppo
di
capacità
di
autoapprendimento)
• organizzative (osservare, analizzare e situarsi in un contesto
organizzativo, pianificare le risorse e gli obiettivi, lavorare in
gruppo, negoziare).
• competenze tecnico-professionali specifiche per ogni figura professionale.
Sulla base delle indicazioni fornite nell’allegato C del documento tecnico approvato
nell’ambito dell’accordo Conferenza Unificata del 1° agosto 2002, il CNP ha definito, il 19
novembre 2002, gli standard di competenze minime nazionali di base e trasversali:
• non si devono confondere, quindi non devono coincidere, con il programma dei
corsi
• costituiscono elementi essenziali dell’occupabilità delle persone
• hanno caratteristiche di essenzialità e chiarezza terminologica
• realizzano un sistema di comunicazione diretta tra persona, ambiente sociale ed
economico.
Gli standard minimi delle competenze tecnico-professionali, relative alle trentasette figure
professionali individuate nel documento tecnico allegato all’accordo della Conferenza
unificata del 1/8/2002, allegato A, sono stati elaborati dai gruppi di settore e definiti
nell’Accordo della Conferenza Unificata del 29/4/2004.
Tutti gli standard minimi sono articolati secondo Unità Capitalizzabili - U.C., definite da:
• denominazione specifica (titolo)
• competenze obiettivo ( Il soggetto è in grado di…)
• contenuti ( il soggetto ha bisogno di sapere come…)
• modalità di valutazione ( il soggetto deve dimostrare di =
descrittore…..secondo un livello di difficoltà definito = indicatore )
Ogni U.C. è:
• un insieme di competenze autonomamente significativo ed autoconsistente,
riconoscibile dal mondo del lavoro come componente specifico di
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professionalità ed identificabile (dall’impresa e dal sistema formativo) quale
risultato atteso di un processo formativo
• un riferimento per la certificazione delle competenze acquisite da ciascun
soggetto – nella propria esperienza di vita – e la base per il riconoscimento dei
crediti formativi
• uno standard minimo nel senso che può essere personalizzata e arricchita nel
contenuto.
Le U.C. di base e trasversali sono suddivise in 4 aree ritenute fondamentali, secondo lo
schema seguente:
• area delle competenze linguistiche, con due U.C.:
• utilizzare l’inglese in modo autonomo
• utilizzare l’inglese come linguaggio tecnico
• area delle competenze scientifiche e tecnologiche con due U.C.:
• informatica di base
• dati e previsioni
• area delle competenze giuridico-economico-aziendali con cinque U.C.:
• le norme di diritto nazionale, comunitario, internazionale
• la sicurezza e la prevenzione
• il rapporto di lavoro
• l’impresa e la sua organizzazione
• la realizzazione dell’idea di impresa
• area delle competenze trasversali con tre U.C.:
• diagnosticare
• relazionarsi
• affrontare
Per quanto riguarda l’inglese la progettazione delle U. C. fa costante riferimento agli standard
definiti nel Common European Framework, a partire dalla sua prima edizione del 1996. Nella
declinazione delle competenze in esito, si è assunto come obiettivo il grado B2,
corrispondente ad un utilizzo autonomo della lingua, superiore al livello “di soglia”
(threshold) e denominato anche vantage ovvero limited operational proficiency.
Le U.C. tecnico-professionali sono di numero e fisionomia diversi a seconda delle figure
professionali considerate.
1.1.8
MISURE DI ORIENTAMENTO E ACCOMPAGNAMENTO (rif. - Linee
guida 98/99 e vademecum ISFOL)
La selezione costituisce un’operazione propedeutica all’avvio dell’attività formativa alla quale
vengono ammessi tutti coloro che ne facciano richiesta. Ai candidati si richiedono prove per
testare sia le competenze già possedute, sia le motivazioni dell’aspirante corsista in relazione
agli obiettivi del percorso. A questo fine si analizzano le aspettative, gli interessi, i bisogni
formativi percepiti ed i progetti individuali degli aspiranti. Tali informazioni, adeguatamente
registrate, costituiscono, per i corsisti ammessi, il primo nucleo del Dossier individuale, del
quale fa parte anche la documentazione relativa alle pregresse esperienze di studio e di lavoro,
che viene esibita dal candidato.
Durante la selezione vengono considerate anche le competenze di lingua inglese e di
informatica di base, i cui livelli d’ingresso vengono accertati coerentemente con gli obiettivi
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p. 22
formativi del percorso. Al fine di facilitarne o consolidarne il possesso, sono realizzati, ove
previsti dai relativi progetti, specifici moduli quale misura di accompagnamento al percorso.
Il momento dell’accoglienza costituisce una fase delicata del percorso formativo, nella quale
vengono poste le basi per un positivo avvio delle attività di formazione.
Viene effettuato il bilancio di competenze degli allievi selezionati, che consentirà di elaborare
piani individualizzati, anche alla luce dei risultati delle attività di selezione. Il bilancio di
competenze è una metodologia attiva di orientamento, in cui il soggetto è protagonista del
processo poiché contribuisce alla sua definizione in collaborazione con gli esperti coinvolti.
Attraverso tale metodo si persegue l'obiettivo di individuare competenze, attitudini
professionali e personali, bisogni, aspirazioni del soggetto e di utilizzare tali informazioni per
tracciare le possibili evoluzioni professionali. E’ da considerarsi anche come un valido
strumento della progettazione formativa, in particolare dei percorsi individualizzati, in quanto
consente la rilevazione di specifici bisogni formativi.
Viene stipulato il patto formativo, relativo ai risultati attesi dagli allievi e dagli operatori della
formazione e vengono illustrate le modalità logistico - organizzative del percorso.
Le misure di accompagnamento costituiscono l’insieme dei servizi non formativi di supporto
all’allievo e relativi alle azioni che rendono maggiormente fruibile il percorso formativo e ne
favoriscono il successo, anche in termini di inserimento lavorativo o di ulteriore formazione.
I servizi costituiscono le condizioni per l’ampliamento dell’accesso a tali percorsi, da parte di
diverse tipologie di soggetti, anche a rischio di esclusione sociale e lavorativa, e per la loro
percorribilità con risultati positivi.
Le misure di accompagnamento sono:
• azioni d’informazione che vanno sviluppate soprattutto in fase di avvio dei percorsi,
ma devono essere comunque garantite con continuità durante il loro svolgimento,
attraverso modalità da definire, per consentire gli eventuali ingressi o uscite in itinere
degli allievi
• servizio di orientamento che si configura come un supporto all’allievo:
• all’ingresso, per aiutarlo nella scelta e nella predisposizione di un
percorso di formazione individualizzato
• all’uscita, per assisterlo nell’eventuale scelta di proseguire verso
ulteriori opportunità formative
• consulenza individuale che consta di un’attività personalizzata, sul modello del
counselling, finalizzata a sostenere l’allievo durante il percorso formativo, a
prevenirne l’abbandono, a supportarlo nella costruzione di un percorso
individualizzato. E’ inoltre necessario stabilire uno stretto collegamento con gli
operatori del percorso formativo (coordinatori, docenti, formatori, tutor, ecc.) per
operare con maggior efficacia
• inserimento lavorativo che promuove l’incontro tra la potenziale domanda di lavoro e
gli allievi in uscita dal percorso, interessati a trovare un’occupazione. In questo tipo di
percorsi la progettazione formativa viene svolta con un ampio ricorso alla
collaborazione con i soggetti del mondo del lavoro e si basa sulla pratica
dell’alternanza: queste stesse dinamiche facilitano ovviamente l’incontro domanda e
offerta di lavoro. Tale servizio, in particolare, vede il coinvolgimento delle strutture
per l’impiego, in quanto costituisce uno dei possibili canali che facilitano sia
l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, sia i processi di riqualificazione. Il
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servizio opera soprattutto nella fase conclusiva del percorso, prevedendo comunque
momenti finalizzati alla conoscenza del mercato del lavoro specifico, anche in itinere.
1.1.9
RICONOSCIMENTO,
ACCREDITAMENTO
DELLE COMPETENZE - I CREDITI
e
CERTIFICAZIONE
• A) ACCREDITAMENTO DELLE COMPETENZE IN INGRESSO
L’accreditamento delle competenze in ingresso ai percorsi IFTS:
• è funzionale a:
• verificare le caratteristiche individuali (titoli, esperienze,
competenze, ecc.)
• accertare, con modalità non scolastiche, eventuali competenze già
acquisite da considerarsi quali crediti formativi per la
determinazione della durata del percorso individuale
• definire, ove necessario, l'opportunità di predisporre misure
specifiche di accompagnamento e/o integrazione del percorso a
garanzia del successo formativo
• viene attivato, a seguito della richiesta del candidato, ammesso alla frequenza
del corso, al termine della fase di selezione
• prevede che il candidato presenti la documentazione attestante eventuali
esperienze di studio e di lavoro precedentemente maturate e che costituisce la
prima parte del Documento individuale
• consiste di due fasi:
• individuazione e definizione delle eventuali acquisizioni pregresse
• riconoscimento del/i credito/i formativo/i corrispondente/i
• comprende:
• l’esame della documentazione presentata
• il colloquio
• eventuali prove di riscontro, che possono essere standard oppure
costruite ad hoc
Le Commissioni, tenuto conto del Documento individuale del progetto IFTS e della relativa
figura professionale, deliberano sul riconoscimento dei crediti formativi, argomentando per
iscritto la propria decisione al riguardo e trasmettono la relativa verbalizzazione agli
interessati e ai Comitati Tecnici di progetto, che ne prendono atto in funzione della
personalizzazione del percorso
Il possesso dei requisiti per l’accesso, la selezione e l’accreditamento delle competenze è
accertato da commissioni costituite secondo procedure e criteri stabiliti dalle Regioni
B) DICHIARAZIONE INTERMEDIA
L’utente, per motivi personali o nel caso di uscita anticipata dal percorso, può richiedere la
Dichiarazione intermedia - secondo il modello Dichiarazione dei Percorsi di Istruzione e
Formazione Tecnica Superiore (rif. Accordo Conferenza Unificata 2 marzo 2000) - del
percorso seguito, con l’indicazione delle competenze acquisite al fine di facilitare il
riconoscimento dei crediti formativi in altri percorsi.
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C) CERTIFICAZIONE FINALE
I percorsi dell'IFTS si concludono con verifiche finali delle competenze acquisite, condotte da
Commissioni d'esame costituite in modo da assicurare la presenza di rappresentanti della
scuola, dell'università, della formazione professionale ed esperti del mondo del lavoro.
La documentazione propedeutica alla prova è costituita da
• un dossier del percorso individuale, predisposto dai docenti del corso,
riguardante la documentazione delle diverse fasi del percorso, la valutazione
dello stage, delle conoscenze culturali e delle competenze professionali
acquisite dall’utente
• un documento individuale, predisposto dall’utente, riguardante la presentazione
e riflessione personale del lavoro svolto durante il percorso. A questo fine
l’utente correda il dossier anche con i materiali da lui prodotti nel corso stesso
e con la documentazione relativa alle conoscenze e competenze acquisite.
Il dossier ed il documento individuale dovranno pervenire alla Commissione d’esame in
tempo utile, e comunque almeno 5 giorni prima della seduta preliminare.
Le prove di valutazione si articolano in
• un colloquio individuale
• una prova di simulazione, che deve consentire di verificare, per ciascun utente,
l’acquisizione delle conoscenze e competenze che costituiscono il riferimento
del percorso dell’I.F.T.S..
La predisposizione dei documenti medesimi è condizione di ammissibilità alle prove di
valutazione.
Le prove di valutazione finale sono predisposte dalla Commissione d’esame, in coerenza con
il progetto definito dal Comitato tecnico scientifico.
La valutazione finale è espressa in centesimi dalla Commissione d’esame come risultato di
sintesi della valutazione dei membri della stessa, sulla base di una ponderazione del 70% da
attribuire al colloquio e analisi dei citati documenti e del 30% alla prova di simulazione.
Si considerano acquisite le competenze oggetto del percorso dell’I.F.T.S. ove l’utente abbia
conseguito 60 punti su 100 nelle due prove (almeno 42 nella prima e 18 nella seconda).
Il certificato finale viene rilasciato solo nel caso di superamento delle prove. La valutazione
viene riportata sul certificato finale solo se raggiunta con il massimo dei voti. In tal caso viene
espressa l’indicazione: “con lode”.
Di tutte le operazioni d’esame deve essere redatta apposita verbalizzazione, da cui risulti
anche la valutazione conseguita e il relativo punteggio attribuito a ciascun utente.
La dichiarazione della votazione conseguita è rilasciata a richiesta dell’interessato.
A coloro i quali superano tutte le prove previste per il conseguimento del titolo, viene
rilasciata una certificazione finale da parte delle Regioni, secondo il dispositivo di
certificazione finale dei percorsi I.F.T.S. e relative linee guida approvato dalla Conferenza
Unificata Stato Regioni Città ed Autonomie locali il 2 marzo 2000.
Con il termine credito formativo si intende un insieme di esperienze di studio, di percorsi
formativi (formali e non) accumulabili allo scopo del raggiungimento di un diploma, attestato,
o certificato.
Il sistema di crediti nei percorsi di IFTS deve garantire il loro riconoscimento rispetto a due
ambiti:
• interno: al fine di costruire percorsi individualizzati che prevedano anche un itinerario
più breve o l’ingresso/uscita in itinere degli allievi; si tratta di crediti didattici,
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p. 25
utilizzabili per riconoscere all’allievo competenze maturate in ambito disciplinare,
conseguite attraverso percorsi formativi e professionali precedenti
• esterno: per consentire il proseguimento nel sistema universitario e di formazione
professionale, nonché per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro e lo sviluppo dei
percorsi di sviluppo professionale. In relazione ai crediti verso l’esterno è
fondamentale che siano coinvolte, fin dalla fase di progettazione didattica, le strutture
(università, strutture regionali) che poi dovranno formalmente riconoscere i crediti per
l’ingresso nei loro percorsi, per concertare il percorso e garantire il passaggio. Per
questa ragione devono essere effettuati degli accordi quadro a livello nazionale e/o
regionale, in modo da consentire successivamente la formulazione di accordi rispetto
al singolo percorso di I.F.T.S..
Per il riconoscimento di crediti formativi rispetto all’ingresso in percorsi universitari, è
possibile far riferimento al sistema universitario di crediti, valido a livello europeo, (ECTS)
European Credit Transfer System.
1.1.10
MONITORAGGIO
E
VALUTAZIONE
SISTEMA
DI
DOCUMENTAZIONE - BANCA DATI
(rif. DI. 436/00 art. 10; Accordo Conferenza Unificata 1/8/02 allegato H) (DI 436/00 art. 9;
Accordo 1/8/02 allegato H)
Il sistema di monitoraggio e valutazione è finalizzato ad osservare e valutare gli aspetti
peculiari dei percorsi I.F.T.S. e a produrre informazioni utili a sostenere lo sviluppo
quantitativo e qualitativo della nuova filiera e ad analizzare i risultati e i fattori di efficacia per
il contesto locale.
Le linee guida per il monitoraggio e la valutazione dei percorsi sono proposte dal Comitato
nazionale per l’I.F.T.S. Le attività previste sono realizzate attraverso l'assistenza tecnica dell'
ISFOL utilizzando le informazioni e i dati disponibili presso i soggetti responsabili a livello
regionale e presso la Banca Dati.
Le modalità per l'effettuazione del piano di monitoraggio e valutazione sono determinate in
modo da realizzare un'azione integrata tra i livelli nazionale e regionale.
Il piano di monitoraggio e valutazione:
• è validato, per ogni anno di programmazione, dal Comitato nazionale
• prevede la realizzazione di un rapporto per ciascuna annualità di programmazione
dei corsi, contenente anche informazioni statistiche relative a ciascun ambito
regionale
• prevede idonee attività per seguire tutte le fasi del processo formativo
• prende in considerazione non solo i risultati finali ma anche le condizioni, le
risorse impiegate, le attività svolte per conseguire tali risultati
La valutazione partecipata coinvolge i diversi soggetti e permette una distinzione tra:
• valutazione interna, riguarda sia il raggiungimento dei traguardi di apprendimento
dei singoli soggetti in formazione, sia la valutazione complessiva del progetto.
• valutazione esterna, riguarda gli aspetti di congruità delle singole fasi rispetto
all’intero percorso formativo, e del percorso stesso con l’impianto progettuale
generale; ne è responsabile in genere un soggetto esterno al processo formativo.
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Gli elementi emersi dalla valutazione esterna dei singoli progetti confluiranno nella
valutazione esterna della sperimentazione nel suo complesso, consentendo di effettuare
parallelamente due azioni:
• un’attività di monitoraggio dell’andamento delle sperimentazioni in modo da
verificarne l’evoluzione, individuando per tempo i punti di forza e di debolezza, al
fine di programmare gli interventi più opportuni di sostegno volti a garantire il buon
esito dell’iniziativa;
• una verifica dei risultati finali raggiunti dalle sperimentazioni in modo da poter fare un
bilancio complessivo dell’esperienza e diffonderla successivamente ad altri contesti.
• la funzione generale della Banca Dati e dello spazio web dedicato
www.indire.it/ifts è quella di documentare lo sviluppo delle pratiche e delle
conoscenze nel Sistema IFTS.
La documentazione descrittiva delle pratiche prodotte nella didattica, nelle misure di
accompagnamento e di sistema, nella raccolta dei dati della programmazione, della
pianificazione e della realizzazione dei percorsi IFTS, sono la base per le successive azioni di
monitoraggio e di valutazione. La rilevazione condivisa, trasparente e sistematica realizzata
con le procedure informatiche è condizione sia di un fondato confronto nazionale e
internazionale a partire dall’Unione europea, sia dell'analisi approfondita e della diffusione
delle buone pratiche. A tal fine il Gruppo “Sviluppo Banca Dati e Reti” condivide la
costruzione di procedure di raccolta e rappresentazione on line delle pratiche e delle
conoscenze prodotte e utilizzate nel Sistema IFTS. Le procedure di raccolta si alimentano con
il raccordo ai siti regionali e/o con il contributo diretto degli utenti del Sistema (progettisti,
docenti, tutor, corsisti, ecc.).
Appositi strumenti di lavoro on line sono costruiti e mantenuti
• a sostegno delle attività svolte dalle Regioni, dal Comitato nazionale, dai Gruppi
di lavoro, dai Comitati di settore
• per le azioni di sperimentazione
• per facilitare la comunicazione interattiva con l'obiettivo di favorire la
pubblicizzazione dell'IFTS, l'aggiornamento continuo degli utenti del Sistema e la
consultazione delle informazioni.
La realizzazione e gestione è affidata all’Istituto nazionale per la documentazione,
l’innovazione e la ricerca educativa (I.N.D.I.R.E.). La Banca dati costituisce il nucleo
dell’impianto informativo e documentale del Sistema I.F.T.S., ivi comprese le misure per
l’integrazione dei sistemi formativi a livello post-secondario (F.I.S.), a norma dell’articolo 9
del D. I. 436 /2000.
Presso l’I.N.D.I.R.E. è attivo inoltre il gruppo di lavoro denominato “Sviluppo Banca Dati e
Reti”, composto dai rappresentanti di tutte le Regioni e dai rappresentanti dell’ANCI,
dell’UPI, dell’UNCEM, dell’ISFOL, dell’ISTAT e del MIUR, che presidia la funzionalità
strutturale e organizzativa del sistema informativo e documentale I.F.T.S.. Il Gruppo di lavoro
definisce strumenti e procedure condivise e trasparenti per la raccolta, l’aggiornamento, la
documentazione e la pubblicazione di dati, informazioni e conoscenze prodotte nel Sistema
IFTS e opera in base alle Linee Guida definite dal Comitato nazionale.
Tra la Banca Dati e i sistemi informativi regionali si crea uno scambio di informazioni che
facilita le azioni di programmazione, di sviluppo, di documentazione, di monitoraggio e
valutazione nel Sistema I.F.T.S., in linea con il Piano d’Azione di e-government. Per ogni
nuova programmazione nazionale, il formulario per la presentazione dei progetti è ridefinito
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dal Gruppo Sviluppo Banca Dati e Reti ed è fornito, in formato elettronico, dall’INDIRE alle
Regioni.
1.1.11
L’EVOLUZIONE DEL SISTEMA
Dall’analisi dell’Accordo della Conferenza unificata del 25.11.2004 emergono le linee
d’indirizzo per la programmazione della fase di messa a regime del sistema I.F.T.S..
Al fine di consolidare e stabilizzare l’offerta formativa IFTS è opportuno:
• dare maggiore visibilità, stabilità e qualità all’offerta stessa
• superare progressivamente la precarietà e la frammentazione degli interventi e
facilitare l’ accumulazione delle conoscenze e delle esperienze
• stabilire un più stretto raccordo con:
• i fabbisogni formativi del mercato del lavoro
• le linee per la programmazione dei percorsi dell’IFTS
• capitalizzare i risultati delle sperimentazioni degli standard minimi delle
competenze di base e trasversali e sperimentare gli standard minimi delle
competenze tecnico-professionali delle 37 figure professionali di riferimento
nonché di quelle allegate all’acc. 25.11.04 (banche e assicurazioni)
• promuovere progetti pilota anche su figure relative ai servizi alla persona, alla
salvaguardia dell’ambiente e alla assistenza zooiatrica
Si prevede allo scopo la redazione di piani regionali contenenti programmi di intervento
assegnati a istituzioni scolastiche o a sedi formative accreditate dalle regioni, che possano
operare su base pluriennale. Esse vengono individuate con gli strumenti di cui al punto 9,
comma 1, lett. a). (strumenti della programmazione negoziata e gli Accordi di cui alla legge
662/96, art. 2, comma 203,)
I programmi regionali comprendono:
• i percorsi formativi
• eventuali misure di accompagnamento e di sistema, da realizzare con la modalità
del partenariato di cui all’art. 4 del Regolamento.
I soggetti attuatori assumono, in questa fase, la denominazione di “Poli formativi per
l’istruzione e la formazione tecnica superiore”con l’indicazione:
• del settore di riferimento per alta formazione
• delle priorità per aree e settori del proprio territorio
• di particolari esigenze connesse all’innovazione tecnologica e alla ricerca, in
collaborazione con Università, imprese, Istituti superiori, Organismi di
formazione e Centri di ricerca
• del riposizionamento strategico dei comparti più importanti del made in Italy.
1.1.12 FORMAZIONE NEL SETTORE TURISTICO IN ITALIA
L’Italia è un paese in cui il turismo costituisce uno dei settori economici più importanti.
La formazione nel settore turistico offre una pluralità di opportunità.
A livello di scuola secondaria superiore: l’istituto tecnico per il turismo con diploma
quinquennale e l’istituto professionale per i servizi turistici e alberghieri con qualifiche
triennali e quinquennali con postqualifiche finanziate anche dalle regioni
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A livello postsecondario le figure professionali del settore turistico sono previste
dall’Accordo della conferenza unificata del 1.8.02 e 29.04.04 sono quattro:
• Tecnico superiore per l’assistenza alla direzione di agenzie di viaggio e ai tour
operator
• Tecnico superiore per l’assistenza alla direzione di strutture ricettiva
• Tecnico superiore per la ristorazione e la valorizzazione dei prodotti territoriali e
delle produzioni tipiche
• Tecnico superiore per l’organizzazione e il marketing del turismo integrato
Molte sono anche le iniziative di formazione superiore realizzate con i finanziamenti del FSE
In tale settore inoltre si rendono necessarie modalità formative tipiche della life long learning
e in considerazione del fatto che la gran parte dei lavoratori e lavoratrici non dispone di una
certificazione che accrediti la loro qualifica professionale, si rende sempre più urgente un
intervento che consenta al soggetto di valorizzare le competenze acquisite e di rientrare in iter
formativi flessibili.
La figura I.F.T.S. contribuisce al progetto ARGO in quanto ritenuta strategica ed innovativa
del settore del turismo.
1.2
1.2.1
IL SISTEMA SPAGNOLO DI FORMAZIONE SUPERIORE
DEFINIZIONE
La legislazione nell’ambito della Formazione Professionale in Spagna è frutto di un lavoro
concertato da parte dei quattro attori sociali: le istituzioni pubbliche dello Stato e delle
comunità autonome, le forze sociali e le organizzazioni dell'impresa.
Il sistema di Formazione Professionale spagnolo è formato da tre sottosistemi
• la Formazione Iniziale, ordinata e dipendente dal Ministero dell’Educazione, la cui
gestione è stata demandata ai Governi Regionali
• la Formazione per l'occupazione, di competenza del Ministero del Lavoro a livello
centrale e delle comunità autonome a livello locale; è integrata nel sistema di
informazione dei centri per l'impiego
• la Formazione Continua organizzata e gestita in forma tripartita tra l’amministrazione
centrale del Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali, le organizzazioni datoriali e
i sindacali.
Negli ultimi anni si evidenzia sempre più la necessità di definire meccanismi che permettono
di coordinare i tre sottosistemi e di definire le modalità di riconoscimento delle qualifiche nei
passaggi dall’uno all’altro.
La necessità di trasparenza e garanzia di mobilità delle persone è condivisa, stabilita a livello
di enunciati, ma realizzata solo parzialmente.
La formazione professionale especifica, in Spagna, è organizzata su due livelli:
• di grado medio – ramo professionale della scuola secondaria superiore, comincia
alla fine dell’istruzione secondaria obbligatoria
• di grado superiore – è la formazione superiore non universitaria, comincia dopo il
diploma.
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1.2.2
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MOTIVAZIONI
La crisi occupazionale spagnola della fine anni ‘70 ed inizi anni ‘80 evidenzia l’importanza
che la formazione professionale dovrebbe avere nel fornire una risposta positiva
all’occupabilità.
Il dibattito si concentra sulla modalità di far formazione in Spagna. Il linguaggio della
formazione professionale si arricchisce di concetti nuovi, quali ad esempio quello di
competenza.
Si ritiene infatti che il concetto di competenza costituisca un efficace strumento
nell’interfaccia tra mondo della formazione e mondo del lavoro in quanto facilita,
orientandole, le iniziative e promuove scambi e sinergie.
In particolare:
• avvicina il mondo del lavoro a quello dell’educazione-formazione
• favorisce l’adeguamento del mondo del lavoro alle evoluzioni della tecnologia e
dell’organizzazione sociale dei processi di produzione
• promuove l’innovazione dei processi di educazione e di formazione
• facilita le sinergie e le collaborazioni in un’ampia gamma di istituzioni che possono
essere considerate dei veri e propri agenti dello sviluppo e della fornitura di
formazione professionale
• favorisce le modalità di acquisizione, di riconoscimento e quindi anche di messa in
trasparenza delle Qualifiche Professionali.
Del resto sono queste motivazioni a favore della formazione professionale che caratterizzano
il dibattito non solo spagnolo, ma dell’intera Europa, in un momento di crisi occupazionale e
sollecitano la rimozione dei fattori che ostacolano l’occupabilitá delle persone.
Le trasformazioni del mercato del lavoro, sempre più rapide e influenzate dai mutamenti
economici, tecnologici e sociali e dalla decentralizzazione produttiva, obbligano a nuove
forme di organizzazione del lavoro ed esigono competenze nuove che devono adattarsi alle
menzionate trasformazioni.
Negli ultimi anni si sono prodotti in Spagna cambiamenti significativi nei sistemi di
formazione professionale. Le motivazioni sono chiare e condivise:
• adeguare i sistemi di formazione alle necessità di cambiamento del mondo del
lavoro
• creare sistemi flessibili che garantiscano l’acquisizione di competenze chiave
necessarie al sistema produttivo
1.2.3
QUADRO NORMATIVO
Si ritiene indispensabile presentare una breve cronologia dei punti più importanti nella
configurazione del sistema di Formazione Professionale in Spagna.
1986 - Creazione del Consiglio Generale sulla Formazione Professionale
1990 - Legge sull’ordinamento generale del Sistema Educativo (LOGSE), segna un
significativo momento di ammodernamento e di trasformazione del sistema di educazione. Il
disegno vigente fino al momento dell’approvazione di detta legge era un modello degli anni
’70.
La LOGSE ha come topic fondamentali:
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•
•
•
•
•
p. 30
ampliare l’Educazione di Base e l’estensione, in condizioni di obbligatorietà e
gratuità, fino ai diciassette anni, età minima prevista dalla legge per l’ingresso
nel mondo del lavoro
riordinare il sistema educativo e le sue articolazioni in educazione infantile,
educazione primaria, educazione superiore, che comprende l’educazione
superiore obbligatoria, il liceo, la formazione professionale di grado medio, la
formazione professionale di grado superiore e l’educazione universitaria
attribuire valenza di istanza sociale all’educazione nella società del futuro in
quanto questa si configura come società della conoscenza
trasmettere informazioni e conoscenze
organizzare il sistema criticamente, in modo tale da fornire all’educazione un
senso personale e morale.
La LOGSE
• pianifica la formazione professionale basandosi sul sistema di analisi delle
competenze
• stabilisce il concetto di unità di competenza
• assegna al sistema di formazione professionale la valenza di mobilitazione sociale
e di partecipazione e rappresentanza della società civile
1993 - Real Decreto che regola il piano nazionale di formazione e inserimento professionale
(FIP)
Il FIP comprende un’insieme di azioni di formazione professionale dirette ai lavoratori
disoccupati, nel caso in cui questi ultimi siano carenti di formazione professionale specifica
o quando la loro qualifica risulti insufficiente o inadeguata, al fine di fornire qualifiche
rispondenti alle richieste del sistema produttivo e spendibili nel mondo del lavoro.
Il Real Decreto riordina le azioni di formazione professionale:
• pone maggior enfasi sul reinserimento professionale di persone disoccupate (in
situazione di “paro”) che per il fatto di trovarsi in questa situazione, vedono
crescere la difficoltà ulteriore di reingresso nel lavoro
• approva il Piano Nazionale di Formazione e d’Inserimento Professionale
• gestisce il passaggio di competenze nella gestione della Formazione Professionale
alle Comunità Autonome
• promuove negli attori del dialogo sociale un alto grado di responsabilità
nell’erogare formazione continua ai lavoratori occupati
• assicura la complementarietà tra la formazione professionale regolare e quella
occupazionale, in relazione al contesto socio economico
• vincola strettamente la formazione occupazionale all’inserimento lavorativo e
garantisce, mediante la compilazione di certificati di professionalità, un’adeguata
trasparenza del mercato del lavoro, a livello interno e comunitario, a beneficio di
imprese e lavoratori
• attribuisce rilevanza alla corrispondenza fra le conoscenze acquisite nella
formazione professionale occupazionale e l’insegnamento di formazione
professionale, impartiti dal sistema educativo.
1993 - 1º PROGRAMA NAZIONALE SULLA FORMAZIONE PROFESSIONALE
In relazione al mandato stabilito dal Consiglio generale della formazione Professionale,
si promulga il primo Programma Nazionale di Formazione Professionale che si fonda sui
seguenti pilastri:
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•
•
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l’investimento in capitale umano della Formazione Professionale
l’integrazione della Formazione Professionale con le politiche attive del lavoro
nella prospettiva tracciata a livello comunitario
• la partecipazione dell’Amministrazione Generale dello Stato, delle Forze Sociali
e delle Comunità Autonome all’interno del Consiglio Generale di Formazione
Professionale
• la creazione del Sistema Nazionale delle Qualifiche
• il miglioramento dei livelli di qualifica della popolazione impiegata
• il miglioramento della trasparenza del mercato del lavoro
• l’incrocio tra offerta e domanda
• il miglioramento della qualità e della coerenza del sistema di Formazione
Professionale
• l’informazione relativa alle esigenze professionali del mercato del lavoro interno
ed esterno
1998 - 2º PROGRAMA NAZIONALE DI FORMAZIONE PROFESSIONALE
Definisce il sistema di Formazione Professionale come la somma di tre sottosistemi interrelati
tra loro e al tempo stesso riferiti alla dimensione europea.
Fra questi sottosistemi è introdotta la Formazione Continua, non inserita nel precedente
programma, che diventa invece uno degli assi fondamentali del nuovo programma e si integra
nel Sistema Nazionale delle Qualifiche.
Gli obiettivi principali del programma sono:
• creazione del Sistema Nazionale delle Qualifiche da parte dell’Istituto Nazionale
delle Qualifiche e degli Osservatori Professionali. Il sistema deve garantire
corrispondenze e validazioni tra i diversi titoli dello Stato
• garanzia dell’inserimento lavorativo attraverso una stretta collaborazione tra
impresa e organismo di formazione
• incremento della spendibilità delle azioni formative nei diversi sottosistemi
• promozione della formazione nei luoghi di lavoro, attuata attraverso contratti
formativi, altre pratiche e sinergie fra scuola e impresa
• creazione di un Sistema Integrato di informazione e orientamento professionale,
che consenta all’offerta formativa di fornire le competenze professionali richieste
dal mercato lavorativo
• qualità della Formazione Professionale attraverso la promozione
dell’aggiornamento del corpo docente e dei formatori, la qualità dei metodi di
insegnamento/apprendimento e la riformulazione dei programmi di formazione in
termini di competenze dei profili professionali
• coerenza dello scenario della Formazione Professionale spagnola con quello
europeo attraverso la promozione della trasparenza delle qualifiche e della libera
circolazione dei lavoratori (rif. agli obiettivi dei fondi strutturali e alle indicazioni
rilevabili dai Programmi e dalle Iniziative Comunitarie della Formazione
Professionale)
• programmazione di offerte mirate a gruppi con necessità specifiche: giovani,
donne con difficoltà di accesso all’impiego, immigranti e adulti con qualifiche
non adeguate.
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze
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Gli obiettivi di base che il nuovo Programma Nazionale di Formazione professionale assegna
alla Formazione Professionale Continua sono:
• lo sviluppo della Formazione Professionale per una maggiore
professionalizzazione e integrazione con gli altri sottosistemi
• il consolidamento della certificazione della Formazione Professionale Continua in
relazione al Sistema Nazionale delle Qualifiche, attraverso la sua integrazione
nei Certificati Professionali
• la formazione della popolazione occupata come fattore di competitività, di
stabilità nell’impiego e di integrazione e coesione sociale
1992 – 1996 – 2000 - ACCORDI NAZIONALI SULLA FORMAZIONE CONTINUA
La Formazione Professionale nel suo insieme é stata oggetto di trattamento speciale da parte
degli interlocutori sociali,e il frutto di questi lavori sono stati i successivi Accordi Nazionali
di Formazione Continua firmati dalle Organizzazioni più rappresentative dei lavoratori e degli
imprenditori.
I risultati ottenuti con i primi accordi di Formazione Continua, sono stati considerati di gran
valore da parte delle organizzazioni imprenditoriali e sindacali sottoscrittrici degli stessi
accordi. La messa in moto di accordi ha supposto che in poco tempo quasi un milione e
mezzo di lavoratori e cento mila imprese partecipassero ogni anno ad attività formative
sviluppate. La Formazione Continua diventa così parte fondamentale delle politiche attive del
lavoro e un aspetto chiave dei processi di cambiamento economico, tecnologico e sociale,
nonché del miglioramento delle qualifiche dei lavoratori e lavoratrici.
1999: CREAZIONE DELL’ISTITUTO NAZIONALE DELLE QUALIFICHE
2000: LEGGE SULLA QUALIFICAZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE.
Il principale obiettivo di questa Legge é la messa a sistema dell’offerta di formazione
professionale, delle relative qualifiche e modalità di accreditamento, in grado di rispondere
con efficacia e trasparenza alla domande della società civile. L’offerta formativa, sostenuta
con fondi pubblici, risponderà sia ai fabbisogni delle persone (aspettative) sia a quelli
professionali (necessità del sistema produttivo)
Il nuovo ACCORDO TRIPARTITO DEL FEBBRAIO 2001, presenta alcune novità di
contenuto e gestione:
• inclusione di nuove modalità e iniziative formative dirette alle imprese
dell’Economia Sociale
• miglioramento del modello di gestione e modifica attraverso una nuova
Fondazione in cui, insieme alle organizzazioni sindacali e imprenditoriali più
rappresentative, siano presenti gli Enti locali
2003: REAL DECRETO SUL CATALOGO NAZIONALE DELLE QUALIFICHE
1.2.4
ORGANI DI PROGRAMMAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO
Il Consiglio Generale sulla Formazione Professionale dipende dal Ministero del Lavoro e
delle Politiche Sociali. E’ un organo di consulenza, di partecipazione istituzionale e di
supporto al Governo in materia di formazione professionale. Vi partecipano le forze sociali ed
economiche e i rappresentanti del Ministero dell’Educazione. Attualmente ne fanno parte
anche gli Enti locali, essendosi concluso il processo di trasferimento di competenze in tema di
politiche attive del lavoro.
Il Consiglio Generale di Formazione Professionale:
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•
elabora e propone al Governo, per l’approvazione, il programma nazionale di
formazione professionale
• controlla l’esecuzione del programma nazionale e propone la sua attuazione
• si occupa dei piani di studio e delle certificazioni per la formazione professionale
occupazionale
• definisce le equivalenze tra iter accademico e/o professionale regolare
• può decidere delle corrispondenze con i gradi di formazione professionale
regolare, senza il giudizio delle competenze del consiglio scolare di stato in
questa materia
• emette proposte e raccomandazioni ai dipartimenti ministeriali competenti in
materia di formazione professionale
• propone azioni per migliorare l’orientamento professionale
• valuta e monitora costantemente gli interventi, che si sviluppano, in materia di
formazione professionale
con lo scopo di:
• sviluppare l’integrazione delle qualifiche professionali
• promuovere l’integrazione delle diverse forme di acquisizione delle competenze
professionali
• conseguire l’integrazione dell’offerta di Formazione Professionale
• costruire un catalogo modulare integrato di formazione, associato con il Sistema
delle Qualifiche, costantemente aggiornato
• osservare l’evoluzione delle qualifiche stesse, aggiornarle
• valutare il sistema nazionale delle qualifiche
• stabilire i procedimenti di collaborazione e consulenza con le differenti Comunità
Autonome, le Amministrazioni pubbliche competenti e gli interlocutori sociali.
INEM - Istituto Nazionale dell’Impiego
Essendo la Formazione Professionale Occupazionale (FPO) di competenza del Ministero del
Lavoro e delle politiche Sociali, l’INEM si occupa di
• pianificare gli obiettivi della FPO, le azioni da sviluppare a livello triennale, le
specialità formative da potenziare e la valutazione dei corsi
• stabilire i requisiti minimi a cui devono attenersi tutti i tipi di centri, sia pubblici
che privati, che volessero avviare dei corsi di formazione
• inviare le programmazioni al Consiglio Generale della Formazione Professionale
affinché sia informato.
COMUNITA’ AUTONOME (Enti Locali)
• gestiscono la formazione continua sviluppando la formazione in aree con
maggiore professionalizzazione
• stabiliscono la certificazione delle sue azioni in relazione al Sistema Nazionale
delle Qualificazioni
• inviano le programmazioni al Consiglio Generale della Formazione Professionale
affinché siano informati
• promuovono la formazione della popolazione occupata per incrementare la
competitività delle imprese e del tessuto imprenditoriale
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•
•
perfezionano i processi di sostegno e valutazione
garantiscono in qualsiasi momento la corrispondenza tra le qualificazioni
professionali e le necessità del marcato del lavoro
• facilitano il dialogo e la partecipazione delle forze sociali
• raggiungono accordi di collaborazione con INEM, cercando di promuovere
l’integrazione sistemica e di includere la totalità delle offerte formative in materia
di formazione professionale.
I corsi di formazione superiore (advanced) sono organizzati dalle Istituzioni di istruzione e da
quelle della formazione superiore.
1.2.5
ANALISI DEI FABBISOGNI DI PROFESSIONALITÀ E INDIVIDUAZIONE
DELLE FIGURE PROFESSIONALI
Nella formazione professionale regolata non esistono dei meccanismi istituzionali che
assicurino l’aggiornamento continuo dell’offerta formativa. La nuova formazione
professionale, assumendo il concetto di competenza professionale, richiede un contatto
continuo tra mondo della formazione e del lavoro per l’individuazione delle competenze
chiave. Manca uno strumento idoneo allo scopo. Tanto il Primo Programma Nazionale di
Formazione Professionale (1993) come il secondo (1998), indicano necessaria la creazione di
un Sistema Nazionale delle Qualifiche Professionali in grado di rilevare i fabbisogni
professionali e di adeguare quelli formativi. Ma tale indicazione non ha ancora trovato
adeguata concretizzazione
Le forze sociali lamentano uno scarsa rappresentatività nella definizione delle qualifiche,
delle procedure di validazione delle stesse e nella tendenza ad attribuire molta valenza
formativa soprattutto all’attività d’aula e relativamente poca a quella realizzata nei luoghi di
lavoro.
E’ invece convinzione comune dei partner sociali e degli imprenditori che la formazione
costituisca un fattore d’importanza strategica per lo sviluppo e la competitività delle imprese.
Le forze sociali ritengono che la via più adeguata per stabilire criteri e orientamenti politici
per definire fabbisogni professionali e formativi, sia quella del dialogo sociale,
dell’integrazione delle offerte, della flessibilità, nello sviluppo del concetto di unità di
competenza.
I fini che il Sistema Nazionale delle Qualifiche e della Formazione professionale si propone di
raggiungere sono:
• abilitare all’esercizio di attività professionali, in modo che si possano soddisfare
sia le necessità individuali sia quelle del sistema produttivo e dell’impiego
• promuovere un’offerta formativa di qualità, attualizzata e adeguata ai distinti
destinatari
• valutare e accreditare ufficialmente le competenze professionali comunque
acquisite.
Si evidenzia che per legge la qualifica professionale è intesa come:
• insieme di competenze con valenza per l’occupabilità, comunque acquisite
attraverso processi formativi formali e non formali, soggetti a valutazione e
accreditamento. In funzione delle necessità del mercato del lavoro e delle
qualifiche, si svilupperanno le offerte pubbliche di formazione
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professionale, nella cui pianificazione si deve prestare speciale attenzione
all’insegnamento delle nuove tecnologie, dell’informazione e della
comunicazione, delle lingue dell’ Unione Europea e della prevenzione dei
rischi nel lavoro.
I Principi di base del sistema sono:
• la formazione professionale orientata tanto allo sviluppo personale e
all’esercizio del diritto al lavoro quanto alla libera elezione di professioni e
uffici, alla soddisfazione delle necessità del sistema produttivo e
dell’impiego durante tutta la vita
• l’accesso, in condizioni di uguaglianza, di tutti i cittadini alle diverse
offerte di formazione professionale
• la partecipazione e cooperazione dei partner sociali nonché degli enti locali
• l’adeguamento della formazione e delle qualifiche alle indicazioni
dell’Unione Europea, in funzione degli obiettivi del mercato unico e della
libera circolazione dei lavoratori.
La Legge Organica 5/2002, all’articolo 7.2 attribuisce al governo, previa consulta del
Consiglio Generale della Formazione Professionale, la determinazione della struttura e del
contenuto del Catalogo Nazionale delle Qualifiche Professionali, così come il riconoscimento
delle qualifiche e il loro periodico aggiornamento.
Il Catalogo è lo strumento modulare che
• ordina sistematicamente le qualifiche identificate nel sistema produttivo,
stabilisce i contenuti formativi corrispondenti in relazione ai fabbisogni
professionali,
• definisce la figura professionale
• definisce i relativi certificati di professionalità ottenibili anche con percorsi
non formali ed informali
• definisce la modalità di accreditamento valida in tutto il territorio
nazionale.
Le finalità del Catalogo sono:
• l’integrazione delle offerte professionali, adeguate alle caratteristiche e alle
richieste del sistema produttivo
• la trasparenza
• la conoscenza e la diffusione delle qualifiche tra i cittadini
• la promozione della formazione durante tutto l’arco della vita
• la facilitazione della mobilità dei lavoratori
• la garanzia di livelli base di qualità
• la facilitazione dell’informazione e dell’orientamento professionale.
L’organizzazione delle qualifiche nel catalogo:
• è per “famiglie professionali”, risponde ai criteri di affinità della competenza
professionale
• si articola in “unità di competenza”, intese come aggregati di competenze,
specifiche di un’attività professionale
• le unità di competenza rappresentano il “minimo” risultato certificabile e
accumulabile per il rilascio di un titolo (diploma) nonché accreditabile
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•
la formazione, associata alle qualifiche professionali, è parte integrante del
catalogo modulare e si struttura in moduli formativi, che prendono come
riferimento le unità di competenza.
L’ordinamento del sistema stabilisce i seguenti livelli di qualifica coerenti con quelli stabiliti
dall’UE:
• livello 1: competenza in un’insieme ridotto di attività di lavoro relativamente
semplici, corrispondenti a processi normalizzati, essendo limitate le conoscenze
teoriche e le capacità pratiche da applicare
• livello 2: competenze in un insieme di attività professionali ben determinate con
la capacità di utilizzare gli strumenti tecnici e scientifici propri. Richiede
conoscenze dei fondamenti tecnici e scientifici della sua attività e capacità di
comprensione e applicazione del processo
• livello 3:competenze in un insieme di attività professionali che richiedono il
dominio delle diverse tecniche e possono essere eseguite autonomamente.
Comporta responsabilità di coordinazione e supervisione di lavoro tecnico e
specializzato; esige la comprensione dei fondamenti tecnici e scientifici delle
attività e la valutazione dei fattori del processo e delle sue ripercussioni
economiche
• livello 4: competenze in un grande insieme di attività professionali complesse,
realizzate in una grande varietà di contesti che richiedono di coniugare variabili di
tipo tecnico, scientifico, economico e organizzativo per pianificare azioni,
definire o sviluppare progetti, processi, prodotti o servizi.
• livello 5: competenza in un ampio insieme di attività professionali di grande
complessità realizzati in diversi contesti a volte imprevedibili, che implicano la
pianificazione di azioni o l’ideare prodotti, processi e servizi. Necessita di grande
autonomia personale e di responsabilità nell’assegnazione di risorse, nell’analisi,
nella diagnosi, nel disegno, nella pianificazione, nell’esecuzione e nella
valutazione
1.2.6
STANDARD ORGANIZZATIVI
La struttura dei corsi di formazione superiore (configurata dal governo centrale) è la
medesima in tutti i paesi a livello generale (55%), mentre le comunità autonome integrano i
curricoli di ciascuna qualifica disponibile nell’area di cui hanno la responsabilità (45%).
I corsi hanno una durata che varia dalle 1300 alle 2000 ore.
I corsi sono organizzati in cicli di formazione e in famiglie occupazionali.
I cicli di formazione sono costituiti da:
• moduli tecnico pratici, il cui peso è relativo alle competenze richieste per ciascun
certificato
• moduli professionalizzanti e di guida al lavoro, comuni a tutti i corsi
• moduli professionalizzanti sul posto di lavoro, specifici per ciascun ciclo
• lo stage è obbligatorio, da attuarsi in laboratorio o in impresa, per tutti i percorsi,
tranne per coloro che possono dimostrare di aver parzialmente o totalmente
sostenuto un’esperienza lavorativa nel settore di specializzazione
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze
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Lo stage non presuppone necessariamente la presenza del corsista in azienda e assicura un
compenso economico, per alunno e ora di stage, da parte delle imprese coinvolte.
È inoltre importante rilevare che i corsi di formazione professionale possono avvenire in loco
oppure a distanza, e in questo ultimo caso dipendono dal ministero del lavoro.
I settori delle occupazioni sono 29 e 78 sono i corsi professionalizzanti
Il governo definisce il ciclo base di formazione, la durata minima del corso di formazione e il
numero di ore richieste per ciascun modulo. Ciascuna comunità autonoma può organizzare la
sua quota al fine di curvare il corso alle specificità del contesto socio-economico
1.2.7
STANDARD FORMATIVI
QUALIFICA PROFESSIONALE: insieme di competenze professionali con riferimento
all’impiego, che possono essere acquisite con la formazione modulare, con altri tipi di
formazione, con l’esperienza lavorativa
Deve contenere i seguenti elementi:
• dati di identificazione della qualifica, denominazione ufficiale, “famiglia”
professionale alla quale appartiene, il livello di qualifica e un codice
alfanumerico.
• competenza generale, che descriva in maniera abbreviata la proposta e le funzioni
essenziali del professionista.
• le unità di competenza, che rispondono alla qualifica
• ambiente professionale, nel quale si indica l’ambito professionale, i settori
produttivi e gli sbocchi occupazionali
• la formazione associata, strutturata in moduli formativi.
UNITA’ DI COMPETENZA: l’aggregato minimo di competenze professionali, suscettibili di
riconoscimento e accreditamento parziale.
COMPETENZA PROFESSIONALE: l’insieme di conoscenze e capacità che permettono l’
esercizio dell’attività professionale.
MODULI FORMATIVI: blocco coerente di formazione associato a ognuna delle unità di
competenza che identificano la qualifica; costituisce l’unità minima di formazione
professionale, accreditabile e contenente gli insegnamenti che consentono di ottenere i titoli di
formazione professionale e i certificati di professionalità.
1.2.8
MISURE DI ORIENTAMENTO E ACCOMPAGNAMENTO
Sono requisiti per l’ammissione:
• il diploma, che consente un accesso diretto. Nel caso in cui il numero delle
richieste risulti superiore a quello dei posti disponibili verrà data precedenza a
coloro che hanno già competenze specifiche
• il test di ammissione, per la partecipazione al quale l’età minima è 20 anni, a
meno che il partecipante non abbia già un diploma tecnico, nel qual caso l’età
minima è di 18 anni. Le Comunità Autonome possono fissare il numero di posti
riservati ad ammissione tramite test. Il test è finalizzato a verificare la maturità
del candidato e le sue propensioni rispetto alle specificità del corso. Il candidato
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che possa dimostrare di aver maturato esperienze di lavoro nel settore di
riferimento può essere esonerato dal sostenere il test.
La creazione di un sistema integrato di informazione, orientamento professionale e al lavoro
deve essere considerata come una componente costitutiva del Sistema delle qualificazioni e
della FP.
Per questo risulterà più adeguato denominarlo Sistema Integrato di Qualificazione,
Formazione e Orientamento Professionale.
Compongono uno degli obiettivi principali la definizione, la regolamentazione e lo sviluppo
di un Sistema Integrato delle Qualifiche, della Formazione e dell’Orientamento Professionale
(SICFOR), costituito, come abbiamo detto, dal Sistema Nazionale delle qualificazioni
Professionali (SNCP), dal Sistema di Formazione Professionale (che includa i sottosistemi di
FPR,FPO e di FC) e dal Sistema Integrato di Informazione e Orientamento Professionale.
1.2.9
RICONOSCIMENTO, ACCREDITAMENTO E CERTIFICAZIONE DELLE
COMPETENZE - I CREDITI
Il Sistema Nazionale delle Qualificazioni Professionali (SNCP) in Spagna istituito a metà
degli anni Ottanta, è attivo solo dalla metà degli anni 90. In questo processo un ruolo chiave é
stato dato dal 1º Piano Nazionale della formazione Professionale e dai successivi Accordi
Nazionali sulla Formazione Continua, con il protagonismo dei partner sociali, che enfatizzano
e negoziano il riconoscimento delle qualificazioni professionali.
Il nuovo Piano Nazionale sulla Formazione Professionale (2ºPNFP), ha sviluppato soprattutto
misure orientate ad adeguare le azioni formative alle necessità di qualificazione richiesta dal
mercato del lavoro, attraverso un processo finalizzato a:
• articolare i diversi sistemi di formazione professionale
• prevedere meccanismi di riconoscimento delle qualifiche anche nel corso
dell’esperienza lavorativa
• creare meccanismi di accreditamento parziale delle competenze
La formazione professionale è finalizzata all'entrata nel mondo del lavoro ma anche
dell'Università, verso le carreras afines oppure altri corsi tramite il riconoscimento di crediti.
Nella formazione permanente, nonostante nella LOGSE si prevedano:
• prove dirette per accedere ai Cicli Formativi
• un sistema di corrispondenze e convalide tra la formazione permanente e professionale
• modalità per accreditare le competenze non formali
i livelli di attuazione sono del tutto insufficienti e ciò principalmente per le rigidità della
formazione professionale regolata, che non adeguano l’organizzazione dei percorsi formativi
con eventuali riconoscimenti di crediti. Alla popolazione occupata non vengono riconosciuti
incentivi e spazi (congedi) per la formazione permanente.
Non esiste inoltre corrispondenza tra il sistema delle qualifiche professionali e il sistema di
Riconoscimento, Valutazione e Certificazione della competenza professionale (SISREVAL)
Si ritiene inoltre centrale affrontare, da parte dei decisori politici, in tema di competenze delle
qualifiche professionali:
• il loro riconoscimento
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•
la loro definizione sia in relazione alle competenze fondamentali sia a quelle
integrative
• la consapevolezza delle capacità che rendono possibile l’esercizio delle
competenze.
La mancanza di accordo fra le amministrazioni competenze genera procedure di
accreditamento con valenza esclusivamente territoriale e senza un riconoscimento su scala
nazionale. Per i sindacati, i principali problemi evidenziati sono la lentezza del processo, visto
il ritardo dell’Istituto Nazionale delle Qualificazioni (INCUAL) nel portare a compimento i
suoi obiettivi, e la necessità che gli agenti sociali accordino criteri attraverso la negoziazione
collettiva con le Commissioni Paritarie della Formazione.
Nel Secondo Programma Nazionale di FP (1998) si riconosce questo processo di conversione
delle qualifiche acquisite nella FPO attraverso l’indicazione delle certificazioni
corrispondenti.
Il problema fondamentale è costituito soprattutto dal riconoscimento nella pratica delle Unità
di Competenza (UC) alle quali sono associate le certificazioni.
Nonostante i certificati abbiano una validità normativa, la mancanza di un Sistema Nazionale
delle qualifiche Professionali che legittimi il riconoscimento reale delle Unità di Competenze
identificate nei Certificati, ne limita la validità.
In altre parole, senza un Sistema Nazionale delle Qualifiche Professionali, il solo atto
amministrativo dei Certificati di Professionalità (sanzionato, inoltre, dalla Legge sulla
Qualificazione e FP) non assicura la validità e quindi la spendibilità di tali certificati.
L’attuale sottosistema di FPO manca di un dispositivo che garantisca la revisione e
l’attualizzazione permanente dei Certificati di Professionalità: detto dispositivo dovrà essere
comune ai due sottosistemi della formazione.
1.2.10 MONITORAGGIO E VALUTAZIONE - SISTEMA DI DOCUMENTAZIONE
(BANCA DATI)
Il controllo della qualità dei programmi formativi si limita, praticamente, al controllo
amministrativo in termini di: installazioni, equipaggiamento, titoli del corpo docente, mentre
le valutazioni sui rendimenti e sui processi di formazione/apprendimento dei suddetti
programmi sono limitate; non esiste, inoltre, un sostegno all’inserimento lavorativo degli
alunni che si avvalgono di questo tipo di formazione, né esiste un riconoscimento reale di tale
formazione nel mondo del lavoro, elemento questo che non contribuisce a dare prestigio a
questa tipologia di formazione.
Il SISREVAL e’ un sistema che deve essere costituito da norme, dispositivi, procedimenti,
organi di accreditamento e autorizzazione, istituzioni e agenti di valutazione, reti di
informazione e orientamento, garanzia di qualità, corresponsabilizzazione permanente dei
partner sociali.
Per il momento questo sistema, così come previsto dalla legge istitutiva, si limita ad essere un
semplice procedimento con requisiti ancora da definire.
Non esiste un Catalogo Modulare Integrato di Formazione associata alle qualifiche che integri
e omogeneizzi i rispettivi insiemi di moduli formativi della FPR e della FPO e che possa
essere utilizzato come segno di referenza formativa nelle azioni di Formazione Continua.
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze
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É evidente come il carattere più specifico delle modalità formative di FC conosciuto come
”adattamento al posto di lavoro “ richieda una struttura flessibile e non eccessivamente
formalizzata. Tuttavia i programmi di FC sovvenzionati con fondi pubblici – almeno quelli
che rilasciano le qualifiche stabilite nel SNCP - dovranno disporre di qualche criterio o
procedimento per valutare la loro utilità e interesse. Nella FC, anche se ciò appare strano, non
è stato definito qualcosa di simile a quello che potrà considerarsi in futuro “formazione
associata alla qualifica professionale (FASIC)”.
Le uniche valutazioni realizzate dalle azioni di FC si limitano a offrire dati statistici di
copertura di tali azioni, il profilo dei suoi beneficiari, i settori produttivi, però in nessun caso
forniscono la valutazione della qualità dei processi di formazione/apprendimento della FC, né
la sua efficacia e i suoi effetti negli individui e nelle imprese.
1.2.11 BREVE ANALISI DELLA SITUAZIONE
Le criticità rilevabili nei sistemi hanno connotazioni diverse.
• La formazione professionale regolata ha registrato un calo soprattutto in
riferimento ai cicli medi, probabilmente per gli stereotipi che assegnano a questa
tipologia di formazione minor prestigio, nonostante gli sforzi di alcune autonomie
locali che si stanno adoperando per incrementare la formazione professionale con
esiti positivi. Le azioni spesso sono integrate con quelle che mirano a superare la
dispersione. Nella formazione professionale manca inoltre una “formazione dei
formatori” che assicuri competenza ed aggiornamento professionali. La
formazione professionale superiore, in particolare, richiede una propria identità
che la distingua da quella accademica da un lato e dall’altro la vincoli
maggiormente al sistema produttivo. Nuovi orientamenti si sono promossi da
parte della LOGSE che si sono concretizzati in un nuovo disegno dei Titoli di FP
e in nuovi curricoli. Insufficienti risultano tuttavia i progetti e i programmi di
innovazione e sviluppo della didattica della FP.
• La FPO é stata tradizionalmente considerata come la formazione professionale
non regolata diretta alla popolazione disoccupata. La maggiore disponibilità di
risorse, sembra indicare un cambio sensibile nella futura FPO verso una forma di
regolarizzazione dell’offerta stessa. Un sistema di formazione permanente non
deve limitarsi a definire con un certo rigore le necessità formative del richiedente
e le sue effettive possibilità di formazione/qualificazione, ma deve valorizzare le
competenze già possedute.
• La Formazione Continua pur gestendo un volume consistente di risorse
economiche destinate a programmi formativi, manca di regolazione giuridica e
amministrativa in relazione a modalità formative, stimoli e/o incentivi alla
formazione, sistema di valutazione e accreditamento dell’acquisizione di
formazione /competenza professionale, strumenti per l’analisi dei fabbisogni di
formazione/qualificazione della popolazione attiva. Manca inoltre il collegamento
tra offerta formativa e qualifica. Non da ultimo la formazione continua è
ostacolata dalle stesse imprese, restie ad investire nella formazione delle proprie
risorse professionali e a concedere anche i permessi.
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1.2.12 FORMAZIONE NEL SETTORE TURISTICO IN SPAGNA.
La Spagna è un paese in cui il turismo costituisce uno dei settori economici più importanti e
per molte regioni, province e città rappresenta la più importante fonte di reddito.
Da parte dell’amministrazione dello Stato e delle Comunità Autonome si sono impegnate
consistenti quantità di risorse per appoggiare lo sviluppo di tale settore economico ed in
particolare sono state utilizzate non tanto nell’adeguamento delle infrastrutture, ma soprattutto
per la formazione delle competenze dei lavoratori del settore.
In Spagna del resto, in questo settore la gran parte di lavoratori e lavoratrici non dispone di
una certificazione che accrediti la loro qualifica professionale. La maggior parte di lavoratori
e lavoratrici del settore possiedono dunque competenze non formali. Per questo motivo la
definizione di un sistema nazionale di qualificazioni che contenga un sistema di
accreditamento delle competenze acquisite con l’esperienza di lavoro risulta di assoluta
necessità.
Nel sistema spagnolo attuale, la formazione specifica nel settore turistico alberghiero è
presente già nell’insegnamento obbligatorio con moduli di grado medio che nella “famiglia”
professionale contempla cucina, pasticceria e panetteria, servizi di ristorante e bar.
Nella “famiglia” professionale turistico-alberghiera i moduli di grado medio sono
principalmente nel settore alberghiero, mentre i moduli di livello superiore riguardano
soprattutto il turismo (agenzia di viaggio, informazione e commercializzazione turistica,
animazione turistica, ristorazione e ricezione ).
Fra le qualifiche professionali è stata recentemente inserita la qualifica di “Vendita di servizi e
prodotti turistici”. All’elaborazione hanno partecipato diversi gruppi di esperti, le Comunità
Autonome e i partner sociali.
Si tratta di una qualifica professionale che comprende tre unità di competenza basilari:
• vendere prodotti turistici
• sviluppare la Gestione economico-amministrativa delle agenzie di viaggio
• gestire unità d’informazione e distribuzione turistica, nonché la vendita di
prodotti
Il livello di qualifica è associato a un livello 3.
La figura oggetto di analisi del progetto ARGO, nonostante risulti strategica, non è presente
nel repertorio spagnolo.
1.3 IL SISTEMA FRANCESE DI FORMAZIONE SUPERIORE
1.3.1 DEFINIZIONE
Nel quadro di una strategia europea globale di educazione e formazione lungo tutto l’arco
della vita (EFTLV – Education et Formation Tout au Long de la Vie - o Life Long Learning),
uno degli obiettivi principali è quello di “facilitare l’accesso di tutti ai sistemi di educazione e
formazione”, in particolar modo grazie ad un tipo di insegnamento di base di alta qualità
accessibile a tutti. Questo obiettivo s’inserisce ovviamente nella prospettiva di una migliore
impiegabilità degli individui al fine di ottenere un più alto rendimento dell’economia europea.
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Il sistema postsecondario francese è organizzato su più livelli a seconda degli anni dopo il
diploma (baccalaureat) – BC+2, BAC+3, BAC4. I corsi di diversa durata sono gestiti sia
dagli Istituti Superiori sia dall’università. Normalmente i frequentanti devono avere più di 18
anni ed essere in possesso di diploma, sebbene il decreto n. 85 del 23 agosto 1985 stabilisca
che al fine di avere accesso ai vari livelli di formazione presso gli istituti dell’istruzione è
possibile richiedere il riconoscimento delle esperienza professionali precedentemente
acquisite.
• BTS (Brevetto di tecnico superiore) sono organizzati dal Ministero della
Gioventù, Educazione e Ricerca nella sezione tecnica di più alto livello della
scuola secondaria(STS).
• DTU (Diploma universitario di tecnologia) sono organizzati dagli Istituti
Universitari in tecnologia
1.3.2 MOTIVAZIONI
Nel rispetto dell’obiettivo generale di accesso per tutti alla formazione e al raggiungimento di
almeno un diploma professionale di base (C.A.P*. = Certificat d’Aptitude Professionnelle) il
sistema formativo francese finalizza la propria azione nei seguenti obiettivi operativi:
diversificare le modalità di accesso al EFTLV in un ambiente aperto
• rendere i sistemi di educazione e formazione più accoglienti per tutti i tipi di
pubblico e più flessibili dal punto di vista dell’organizzazione (formazione “à la
carte”, possibilità di cambiamento d’indirizzo degli studi durante il corso degli
stessi, aiuto alla mobilità…)
• rendere i servizi d’informazione e orientamento più accessibili e capaci di
proporre dei percorsi personalizzati
• rendere gli ambienti educativi e formativi più aperti grazie all’ampliamento delle
attrezzature presenti negli stabilimenti formativi introducendo i TIC (tecnologie
d’informazione e comunicazione).
Per il raggiungimento di tale obiettivo si richiede l’impegno per una cultura di divisione delle
responsabilità, di valorizzazione delle iniziative locali, di concertazione tra gli interlocutori
sociali, di articolazione tra il settore pubblico e quello privato, e di nuovi meccanismi di cofinanziamento.
rendere l’educazione e la formazione più appetibili
• sostenere gli sforzi individuali grazie ad un’offerta e a delle strutture adatte, in
particolare a livello locale, e anche grazie a degli aiuti finanziari
• favorire il proseguimento degli studi grazie a degli aiuti in modo da evitare un
inserimento precoce nella vita attiva
• attuare dei sistemi di convalida dell’esperienza acquisita.
promuovere la cittadinanza attiva, l’uguaglianza delle opportunità e la coesione sociale
• lottare contro l’insuccesso scolastico (vedi scheda Missione generale
d’inserimento, allegato N. 2)
• combattere qualsiasi forma di discriminazione (provenienza, età, sesso, classe
sociale, zona di residenza, invalidità…)
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze
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p. 43
•
incoraggiare la partecipazione di tutte le parti coinvolte, in particolare a livello
locale.
Secondo l’Unione europea, promuovere l’accesso al programma EFTLV costituisce una sfida
maggiore per un migliore utilizzo delle risorse umane nella società della conoscenza.
Benché in Francia l’insegnamento professionale iniziale non abbia una storia molto diversa da
quella degli altri paesi europei, la formazione professionale continua è un concetto innovativo
e originale ormai da trent’anni. Tale concetto ha influenzato molto positivamente
l’organizzazione e le metodologie pedagogiche dell’insegnamento professionale.
1.3.3
QUADRO NORMATIVO
In un contesto politico di grande sensibilità ed attenzione per le tematiche dell’educazione,
considerata priorità nazionale, si afferma che tutti i giovani devono avere la possibilità di
frequentare corsi di formazione professionale prima del loro inserimento lavorativo. Ciò è
infatti dichiarato nell’art 54 della legge quinquennale del 20 dicembre '93, che, unitamente
alla legge sull'orientamento dell' 89, norma la politica generale del sistema educativo francese.
In questa prospettiva si colloca anche la formazione terziaria o superiore. Le direttive
fondamentali, rilevabili dalla legge 84-52 del 26 gennaio 84, attribuiscono all’insegnamento
superiore funzione di pubblico servizio attuabile in una pluralità di azioni formative di
carattere scientifico, culturale nonché professionale.
Gli obiettivi sono sintetizzabili nei seguenti punti:
• la formazione non solo iniziale, ma anche continua;
• la ricerca scientifica e tecnologica con particolare attenzione anche alla
valorizzazione applicativa dei risultati ottenuti;
• la diffusione della cultura e dell'informazione scientifica e tecnica ad un pubblico
il più vasto possibile;
• la cooperazione internazionale.
Questi ultimi allargano il campo d’azione ad uno scenario ampio e complesso in cui
l’insegnamento tecnico professionale superiore assume grande rilievo.Le principali leggi che
contribuiscono a formare il quadro dei dispositivi di formazione professionale in Francia
risalgono agli ultimi tre decenni.
•
1971, la prima di queste leggi costituisce il fondamento del diritto permanente dei
salariati alla formazione, integrato con mezzi finanziari adeguati. All’inizio degli
anni ’70, la gran parte della popolazione francese lasciava la scuola senza aver
conseguito il diploma: la metà di una classe d’età affrontava la vita attiva con un
basso livello di studi generali, senza qualifica professionale e senza prospettiva di
formazione futura. In quel periodo, l’11% della popolazione attiva continuava gli
studi oltre i 18 anni, mentre al giorno d’oggi la proporzione è del 34%. La
percentuale di coloro che hanno continuato gli studi superiori lunghi, ovvero oltre
i 22 anni, è passata dal 5% a più del 18%. D’altra parte, coloro i quali hanno
interrotto precocemente gli studi e che non hanno superato il livello della scuola
obbligatoria (16 anni) durante il periodo di riferimento sono passati dal 70% al
28% della popolazione attiva. L’evoluzione economica di quell’epoca rendeva
necessarie misure di adattamento della manodopera ai nuovi bisogni delle
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p. 44
imprese. Gli obiettivi della legge del 16 luglio 1971 sulla formazione
professionale derivano da tale contesto:
• padroneggiare il mestiere e i cambiamenti della vita moderna grazie al concetto di
educazione permanente che raccomanda l’accesso universale ad un livello di
conoscenza di base e a una formazione professionale continua
• lottare contro la disuguaglianza delle opportunità rivalorizzando l’insegnamento
professionale iniziale
• promuovere la politica contrattuale e la concertazione permanente tra i vari
interlocutori nelle imprese e nelle collettività territoriali.
Rispetto agli obiettivi prefissati, la legge del 1971 crea un nuovo diritto iscritto nel
codice del lavoro e integrato da misure finanziarie: il diritto di acquisire formazione
durante l’orario di lavoro, di progredire socialmente e professionalmente.
• 1982 – l’ordinanza sulla formazione alternata arricchisce il sistema tradizionale di
apprendistato, organizza la formazione alternata dei giovani dai 16 ai 18 anni. A
partire dall’anno successivo, si avviano i contratti di qualifica e quelli di
adattamento all’impiego per i giovani con meno di 26 anni. Con una durata
massima di 24 mesi, questi contratti mirano a far ottenere una qualifica o un
diploma. La formazione si svolge in parte in centri di formazione pubblici o
privati e in parte presso un’impresa. Questi contratti avranno un successo
crescente, in particolare grazie a misure fiscali molto incentivanti. Inoltre, essi
sono ora aperti anche ad un pubblico adulto.
• 1987- La riforma dell’apprendistato permette attraverso l’apprendistato di
preparare l’insieme dei diplomi e titoli professionali, dal livello di base a quello
universitario superiore.
• 1989 - La legge di orientamento sull’educazione promuove l’accesso per tutti alla
formazione professionale; fissa come obiettivo di portare l’80% di una classe
d’età al diploma e il 100% di una classe d’età al CAP*, diploma professionale di
base. L’anno successivo, una legge instaura il principio alla qualifica per tutti i
tipi di pubblico. La legge quinquennale del 1993 rinvigorisce le iniziative prese e
riafferma il diritto a una formazione professionale aperta a tutti i giovani,
qualsiasi sia il loro livello scolastico.
• 1991 - riconosce, attraverso il bilancio delle competenze, il diritto a tutti i salariati
la valorizzazione delel competenze comunque acquisite. Dei Centri
Interistituzionali di Bilancio delle Competenze (CIBC = Centres Interinstitutionnels de Bilans de Compétences)* vengono creati per supervisionare i
percorsi individuali di elaborazione del progetto personale e professionale (vedi
scheda nell’allegato N. 3).
• 1991- La generalizzazione dello sforzo formativo dei datori di lavoro. Le imprese
con meno di 10 dipendenti vengono incluse nella partecipazione finanziaria legale
a partire dal. Il contributo minimo obbligatorio viene aumentato fino all’1,5%
della massa salariale lorda a partire dal 1993.
• 1992 - Legge di convalida dell’esperienza professionale acquisita (VAP* =
Validation des Acquis Professionnels) rende universale per tutti la possibilità di
essere esonerati da certe prove previste dal diploma professionale. Dal gennaio
2002, la nuova legge di Convalida dell’esperienza acquisita (VAE* = Validation
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•
1.3.4
p. 45
des Acquis de l’Expérience) consente l’ottenimento completo di un diploma
grazie alla convalida
2002 “Legge di modernizzazione sociale”, segna una nuova tappa nella messa in
pratica di un concetto di mobilizzazione sempre più attuale.
ORGANI DI PROGRAMMAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO
La legge del 1971 fa riferimento a principi chiari e ben definiti:
• obbligo per i datori di lavoro di partecipare al finanziamento della formazione
professionale dei loro dipendenti nella misura dello 0,8% della massa salariale
lorda per le imprese con più di 10 dipendenti
• creazione di strutture paritetiche incaricate di raccogliere, mutuare e
ridistribuire i fondi in tal modo disponibili (strutture all’origine denominate
FAF = Fonds d’Assurance Formation ovvero Fondi d’Assicurazione
Formazione che con la legge quinquennale del 1993 sono diventate delle
OPCA* = Organismes Paritaires Collecteurs Agréés ovvero Organismi
Paritetici Collettori)
• partecipazione di interlocutori sociali nella determinazione della politica di
formazione professionale e del piano di formazione dell’impresa
• instaurazione del diritto al Congedo Individuale di Formazione (CIF = Congé
Individuel de Formation), che permette di beneficiare di una formazione
gratuita e remunerata di un anno con diritto di reinserimento nell’azienda (per
imprese con più di 10 dipendenti)
• instaurazione di un sistema di protezione sociale per tutti i tirocinanti di
formazione professionale
• creazione di un aiuto statale per la remunerazione dei tirocinanti di formazione
professionale il cui peso sarà proporzionale al numero di richiedenti un
impiego
I programmi professionalizzanti sono stabiliti dalla Commissione Professionale Consultativa
(CPV).
Se la politica della Francia ha potuto essere qualificata come originale e innovatrice nel 1971,
oggi è integrata alla Strategia Europea per l’Impiego (Vertice di Lussemburgo del 1997) e le
nuove misure proposte dalla Francia sono scritte nel Piano Nazione d’Azione per l’Impiego
(PNAE* = Plan National d’Action pour l’Emploi) trasmesso alla commissione europea
1.3.5
ANALISI DEI FABBISOGNI DI PROFESSIONALITÀ E INDIVIDUAZIONE
DELLE FIGURE PROFESSIONALI
Il sistema della formazione superiore in Francia definisce i referentiel a partire dal confronto
con il mondo produttivo.
1.3.6
STANDARD ORGANIZZATIVI
In generale:
Le principali caratteristiche del sistema avviato in Francia si possono definire come segue:
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•
p. 46
il ruolo chiave degli interlocutori del dialogo sociale implicati nella formazione
professionale: Stato, Regioni, imprese e sindacati
• l’obbligo rivolto a tutte le imprese di contribuire al finanziamento della
formazione professionale in misura dell’1,5% della massa salariale
• la diversità delle modalità di accesso alla formazione in base alla condizione
delle persone: salariati, richiedenti un impiego, funzionari, giovani …
Tra le recenti evoluzioni di questo sistema, in Francia se ne osservano tre dominanti in un
contesto globale che avvantaggia la dimensione europea nelle politiche di formazione
professionale:
• il trasferimento di competenze sempre più ampie in materia di formazione
dallo Stato alle 22 regioni amministrative e ai settori professionali come fattore
dinamico della politica pubblica in favore dello sviluppo locale (legge di
decentralizzazione del 1982-83 e 1986, legge quinquennale del 1993 e riforme
in corso)
• la presa in considerazione delle necessità specifiche di ogni individuo
attraverso azioni che riguardano il bilancio personale e professionale, i
dispositivi di formazione individuale e di formazione alternativa, la creazione
di strutture specializzate per l’accoglienza, l’informazione e l’orientamento, un
rinnovo dei diplomi professionali che consentono l’ottenimento di moduli
indipendenti, la presa in considerazione dell’esperienza professionale…
• la promozione di nuove modalità pedagogiche legate alle tecnologie
dell’informazione e della comunicazione e ai nuovi modi di organizzazione del
lavoro: formazione multimediale aperta e a distanza effettuata quanto più
vicino al luogo di lavoro, al domicilio del tirocinante o presso i micrositi di
formazione sparsi sul territorio…
In relazione ai corsi BTS:
• BTS ha uno scopo prevalentemente professionalizzante, i contenuti di carattere
tecnico professionale investono i due terzi dell'attività di aula, mentre alle
competenze di carattere generale è riservato il rimanente terzo, comune a tutti gli
indirizzi di specializzazione. Tali indirizzi si possono raggruppare in tre macro
aree: industriale, terziario e dei servizi
• la durata di un corso è di due anni
• questi percorsi si sviluppano sia con modalità tipiche della formazione in aula, sia
con modalità idonee per uno studente lavoratore
• si prevedono infatti tre diverse tipologie legate rispettivamente ad un percorso di
apprendistato o di formazione continua oppure ad un corso a distanza
• nell'età compresa fra i 16 e i 25 anni è infatti possibile un contratto speciale di
qualificazione che coinvolge contemporaneamente l'allievo e l'azienda; si tratta
quindi di una formazione in apprendistato pari almeno a 1500 ore
• nella formazione continua il BTS si struttura in corsi serali oppure all'interno
della giornata lavorativa. Il percorso di durata variabile dalle 600 alle 1500 ore si
sviluppa all'interno di un piano di formazione o di un “congedo individuale di
formazione”
• per gli adulti, che non possono garantire la presenza fisica, il centro nazionale di
insegnamento a distanza (CNED) istituisce alcuni corsi per corrispondenza.
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze
linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
•
•
•
•
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i BTS si articolano in 86 differenti specializzazioni nei settori industriale,
commerciale, dei servizio e delle arti applicative. Il consistente numero delle
diverse tipologie di corsi, conferma il loro elevato grado di specializzazione
requisiti di ammissione: diploma di scuola media superiore o qualifica
equivalente; ammissione a diploma universitario, 3 anni di esperienza
professionale (anche se non in possesso di diploma)
la certificazione delle competenze acquisite non è legata solo all’attività di aula
ma anche a quella di stage
sono previsti viaggi di studio professionalizzanti
In relazione ai corsi DTU:
• la finalità di questi percorsi è duplice: professionalizzante attraverso
l'acquisizione di competenze di progettazione analisi e studio nel settore di
riferimento, e di ammissione ad un terzo anno di approfondimento
• i contenuti formativi proposti nel DUT sono di tipo generale e di tipo specialistico
• l'offerta formativa prevede l'opzione di 15 specializzazioni nel settore secondario
e 9 nel terziari
• la durata di un corso è di due anni
• requisiti di ammissione sono: diploma di scuola media superiore o qualifica
equivalente; ammissione a diploma universitario, VAE
• sono previsti viaggi di studio professionalizzanti
• sono possibili sbocchi:
o ammissione al corso per ottenere il Diplôme National de Technologie
Specialisée
o ammissione in alcune scuole per ingegneri dopo un apposito concorso o
un colloquio o lo studio del dossier del candidato
o equivalenza al 1° anno di un DEUG (Diplôme d'Etudes Universitaires
Générales)
o ammissione alla licence professionale in un ambito di formazione
compatibile con quello del diploma ottenuto
• Alla fine del percorso la certificazione corrisponde ad un BAC + 2
1.3.7
STANDARD FORMATIVI
D’altra parte, queste tendenze hanno un impatto significativo sull’insegnamento professionale
iniziale che ha tratto beneficio da questa grande corrente innovatrice, corrente che si
appoggia a testi, già citati, ma che fa anche ricorso a nuove pratiche didattiche risultanti dalla
formazione continua.
In effetti, quest’ultima ha costituito sia uno spazio di libertà per la creazione e l’innovazione
pedagogica che un campo di sperimentazione per l’ingegneria dei dispositivi e degli strumenti
d’apprendimento. Le misure e i prodotti innovativi della formazione continua hanno potuto
essere capitalizzati e adattati all’uso in formazione iniziale. I formatori sono stati degli
importanti vettori di trasferimento ed evoluzione nelle pratiche professionali poiché molti di
essi sono insegnanti sia per un pubblico giovane che per un pubblico adulto.
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze
linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
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Citiamo a titolo d’esempio alcuni degli ambiti che hanno tratto beneficio dalla sinergia tra la
formazione continua e quella iniziale: la personalizzazione dei percorsi e delle sequenze di
apprendistato, l’avvio del progetto, l’approccio pedagogico trasversale, la formazione
integrata e il rafforzamento della relazione scuola-impresa, l’utilizzo delle tecnologie
d’informazione e comunicazione (TIC), la professionalizzazione dei tutori all’interno delle
aziende.
1.3.8
MISURE DI ORIENTAMENTO E ACCOMPAGNAMENTO
La legge di orientamento sull’educazione del 10 luglio 1989, e successivamente la legge
quinquennale del 20 dicembre 1993 relativa al lavoro, all’impiego e alla formazione
professionale, fissano come obiettivo prioritario l’accesso aperto a tutti i giovani alla
preparazione nell’ambito del sistema scolastico di un diploma professionale di base (CAP)*.
In questo quadro, la Missione Generale d’Inserimento risponde ad un doppio obiettivo:
• prevenire le interruzioni di scolarizzazione preparando tutti i giovani coinvolti ad un
inserimento professionale attraverso la sensibilizzazione di tutti gli interlocutori del
sistema educativo
• proporre azioni specifiche e personalizzate in base alla condizione scolastica, adattate
ai giovani in grande difficoltà. Il pubblico di riferimento di queste azioni è composto
da giovani con più di 16 anni (età legale della scolarizzazione obbligatoria in Francia)
e usciti da meno di un anno dal sistema scolastico. Queste azioni riguarderanno
l’accoglienza e la rimotivazione, la qualificazione e la certificazione, e l’assistenza
verso un impiego. La loro durata si potrà estendere a più di un anno e comprenderà dei
periodi da svolgersi presso un’impresa. La flessibilità del dispositivo lascia molto
spazio al contesto lavorativo locale.
In totale, più di 72.000 giovani hanno tratto vantaggio da una o più azioni specifiche
della MGI nel corso del 2002 (5.230 azioni). Al termine di queste azioni, più della
metà di questi giovani ha seguito una formazione a tempo pieno o in alternanza,
mentre circa il 15% ha trovato lavoro.
1.3.9
RICONOSCIMENTO, ACCREDITAMENTO E CERTIFICAZIONE DELLE
COMPETENZE - I CREDITI
In Francia è garantito l’accesso universale alla qualifica professionale ed è favorito
l’inserimento in un mercato del lavoro in continua evoluzione. Il riconoscimento di
competenze ha origini lontane nella legislazione francese. Fin dal 1934, era possibile ottenere
il titolo di Stato di ingegnere diplomato attraverso la convalida dell’esperienza acquisita
presso un’azienda. Ancora oggi si consegnano un centinaio di questi titoli ogni anno. Un
nuovo impulso è stato dato nel 1985 dai decreti propri dell’insegnamento superiore che hanno
istituito la Convalida dell’esperienza professionale (VAP).
La legge del 20 luglio 1992 ha completato queste disposizioni estendendo la convalida a tutti i
diplomi professionali emessi dal ministero dell’Educazione, della Giovinezza e degli Sport, e
dell’Agricoltura.
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Questo testo permetteva a chiunque di chiedere la convalida della sua esperienza
professionale e di essere esonerato da una parte delle prove richieste per ottenere un diploma.
Il solo requisito era quello di aver esercitato un’attività professionale per 5 anni in relazione
alla finalità del diploma richiesto.
La VAP veniva decisa da una commissione d’esame speciale dopo aver visionato un
elaborato scritto dal candidato e, eventualmente, dopo un colloquio complementare.
Se lo desideravano, i candidati potevano beneficiare di un supporto proposto a livello locale
dai Dispositivi Accademici di Convalida dell’Esperienza (DAVA = Dispositifs Académiques
de Validation des Acquis). Questo aiuto alle persone permetteva loro di capire meglio la
situazione, di determinare il diploma adatto al loro corso di studi e d’identificare gli esami
suscettibili di esonero che potevano essere loro accordati.
La VAP ha costituito un grande passo avanti per il sistema di certificazione del ministero
francese dell’Educazione. Essa ha condotto al rinnovamento dell’insieme dei diplomi
professionali ormai divisi in moduli.
La Convalida dell’Esperienza Acquisita (VAE), istituita dalla legge del 17 gennaio 2002,
riprende i principi fondamentali della legge del 20 luglio 1992, ma modificandone
sensibilmente certi aspetti.
Essa prevede la creazione di un nuovo strumento di riferimento per l’offerta di certificazione
al fine di permettere una migliore conoscenza delle qualifiche riconosciute in Francia
attraverso la certificazione: si tratta di un Repertorio nazionale delle certificazioni
professionali. Esso risponde alle necessità di accesso universale ad una formazione affidabile
e aggiornata, tanto per le qualifiche che per i diplomi e i titoli a scopo professionale.
Una Commissione nazionale di certificazione professionale avrà l’incarico di compilare e
aggiornare questo repertorio. Tali lavori saranno svolti di concerto con gli altri paesi europei
in una prospettiva di trasparenza delle qualifiche, di intelligibilità dei percorsi formativi e di
facilitazione della mobilità.
La nuova legge introduce altre novità:
• la VAE è ormai un diritto riconosciuto a chiunque dal Codice del lavoro
• essa si applica a tutti i diplomi e titoli professionali iscritti al Repertorio
nazionale delle certificazioni professionali
• un diploma può essere ottenuto tramite la sola convalida dell’esperienza
acquisita
• la VAE è una modalità di accesso alla formazione, allo stesso titolo della
formazione iniziale, dell’apprendistato e della formazione continua
• la durata di attività richiesta per ottenere la VAE passa da 5 a 3 anni
• le competenze acquisite nell’ambito di attività sociali o assistenziali possono
essere ugualmente riconosciute.
D’altronde, è stato istituito un congedo a fini della VAE e le spese affrontate da un’impresa o
da un organismo paritetico collettore (OPCA) per procedure di VAE sono imputabili allo
stesso titolo delle spese di formazione.
Inoltre le procedure VAE sono ormai inserite tra quelle messe in atto dalle imprese verso i
dipendenti minacciati di licenziamento.
Queste modifiche hanno dato nuova vita alla convalida dell’esperienza: nel 2003, sono stati
depositati 15.782 elaborati che hanno portato all’ottenimento di 6.958 diplomi completi;
inoltre, 5.405 persone hanno ottenuto una parte del diploma richiesto.
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Di fronte all’entusiasmo per queste nuove misure, conviene essere attenti per quel che
riguarda i seguenti aspetti:
• la regolamentazione dei diplomi e le modalità di costituzione e deliberazione
delle commissioni d’esame,
• la metodologia del processo di convalida e in particolar modo la valutazione di
altre esperienze diverse da quelle professionali,
• gli strumenti utilizzati e in particolare l’elaborato del candidato o le griglie di
valutazione,
• l’organizzazione e la messa in atto dell’accettazione dei candidati, delle
riunioni delle commissioni d’esame…
• i mezzi finanziari necessari alla messa in atto della VAE.
In base alle informazioni riferite dal partner, nel sistema francese non esiste un sistema di
crediti, esiste invece un modello codificato di passaggi tra i sistemi formativi e del lavoro
1.3.10 MONITORAGGIO E VALUTAZIONE - SISTEMA DI DOCUMENTAZIONE
(BANCA DATI)
Il monitoraggio e valutazione nel sistema francese è attuato dal corpo ispettivo del ministero
dell’educazione. Il partner francese non ha fornito indicazioni specifiche sull’esistenza di una
banca dati dei sistemi BTS e DTU
1.3.11 EVOLUZIONE DEL SISTEMA
Tra le numerose iniziative recenti adottate per affrontare gli ostacoli persistenti, ci si può
soffermare in particolare su tre di esse avviate dal ministero francese per l’Educazione.
Questa scelta è stata guidata dal concetto di EFTLV e di adattamento alle evoluzioni del
mercato del lavoro, poiché gli esempi proposti rimandano, a testi e dispositivi destinati sia ai
giovani che agli adulti favorendo l’accesso universale alla formazione professionale:
• l’istituto professionale nel quadro del concetto di professionalisation durable
• la convalida dell’esperienza acquisita,
• la lotta contro le discriminazioni durante la formazione professionale.
Sottolineiamo che tutti beneficiano del co-finanziamento del Fondo Sociale Europeo (FSE).
L’istituto professionale
Non si tratta di un nuovo tipo di istituto scolastico, ma di un marchio attribuito a degli istituti
che rispondono a dei criteri precisati in una circolare del ministero dell’Educazione nazionale
(Bollettino Ufficiale del ministero dell’Educazione Nazionale, BOEN, N. 47 del 20.12.01).
Organizzato attorno ad una piattaforma tecnologica specializzata, l’istituto professionale è
incentrato su una “famiglia” di mestieri appartenenti ad un settore professionale o a dei settori
connessi tra loro e spinge i professionisti coinvolti alla formazione di associazioni locali.
L’istituto professionale propone dei percorsi di formazione personalizzati che uniscono:
• sezioni professionali a decorso breve e lungo
• insegnamento secondario e superiore
• formazione iniziale, apprendistato e formazione continua.
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Esso coinvolge:
• un centro risorse su sito o a distanza
• un centro di ricerche applicate,
• un centro di convalida dell’esperienza acquisita.
L’istituto professionale sviluppa delle associazioni professionali e culturali con altri paesi
dell’Unione europea, in particolare attraverso azioni di mobilità degli apprendisti e degli
insegnanti.
La sua identificazione come professionale e le sue associazioni gli permetteranno di disporre
di un largo riconoscimento da parte dei professionisti. L’istituto professionale dovrebbe
contribuire attivamente allo sviluppo locale e ad un più facile inserimento nel mondo del
lavoro.
L’istituto professionale s’inserisce nel più ampio progetto di professionalisation durable che
mira a fornire ad ogni studente di formazione iniziale una base solida che gli permetterà di
seguire la sua formazione per tutto l’arco della vita. Questo aspetto, sostenuto dalla
Commissione europea e messo in atto in più paesi, tra cui l’Italia e la Francia, ha già condotto
alla creazione di due diplomi europei di tecnico superiore (nel settore logistico e in quello
alberghiero) e si completa nell’ambito di vari progetti Leonardo.
Il termine professionalisation durable indica dunque sia il contenuto della formazione che il
sistema educativo globale di riqualifica lungo tutto l’arco della vita. L’efficacia e la credibilità
di un tale dispositivo a livello europeo richiede un’armonizzazione delle certificazioni
professionali che dipenderà da una nomenclatura comune delle professioni e dei loro
referenziali. Si tratterà di una garanzia sia in termini di contenuto per i datori di lavoro che in
termini di mobilità per i dipendenti.
Ad oggi, sono stati accreditati più di 150 istituti professionali e 30 presidi hanno la facoltà di
attribuirne il marchio.
Il sistema di formazione professionale francese riflette la creatività dei diversi interlocutori di
fronte alle necessità economiche e sociali, sia a livello nazionale che locale.
Nondimeno, constatiamo che al giorno d’oggi questo sistema non è sempre abbastanza
efficace. E resta, da certi punti di vista, un sistema non paritario. Moltiplicando i testi e i
dispositivi, esso è divenuto complesso per i vari utenti.
Una riflessione sulla sua riforma è stata intrapresa da parecchi mesi nell’ambito delle nostre
istituzioni nazionali e regionali di concerto con i nostri partner europei. Non è solo l’efficacia
del sistema che va messa in discussione, ma ancor più il posto occupato dalla formazione
nella ricomposizione dei tempi della vita.
Qualsiasi riforma del sistema di formazione che mira a realizzare l’accesso universale alla
formazione professionale dovrà prendere in considerazione una doppia temporalità:
• in primo luogo, quella dell’urgenza: per affrontare i bisogni produttivi dei vari
settori dell’economia, bisogna qualificare e riqualificare una parte importante della
popolazione. Questo include i giovani e gli effettivi che invecchiano, ovvero i
lavoratori dai 40 anni in su.
• in secondo luogo, quella della durata: le realtà economiche e sociali attuali indicano
un superamento delle formule tradizionali di divisione delle fasi della vita.
L’esperienza scolastica non è più una garanzia di adattamento soddisfacente alle
evoluzioni, né da un punto di vista di una cittadinanza attiva, né da un punto di
vista professionale. Si rende dunque necessario fornire agli individui il contesto
adeguato che favorisca una progressione lungo tutto l’arco della vita.
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Per quel che riguarda il contesto francese, la riflessione in atto tende verso un più ampio
trasferimento delle iniziative dal livello nazionale ai vari livelli locali. Si tratterà di far
evolvere il concetto di territorializzazione, cioè la delega a livello locale delle misure decise a
livello centrale.
1.4 IL SISTEMA TEDESCO DI FORMAZIONE SUPERIORE
Il sistema di istruzione e formazione professionale di terzo livello si può dividere in:
• Istruzione superiore, fornita dalle Fachhochschulen (Università delle scienze
applicate)
• Istruzione di terzo livello non superiore, fornita dalle Berufsakademien (Accademie ad
indirizzi professionali)
La prima è regolamentata dalla legge quadro della Hochschule (Ufficio federale
dell’istruzione superiore) e dalla legislazione dei singoli Länder; la seconda dai regolamenti
sulla formazione stabiliti dai Ministeri dei singoli Länder.
Le Fachhochschulen (Università delle scienze applicate) provvedono a garantire la qualità
della formazione e degli standard dei diplomi.
Esiste una disposizione di riferimento a livello federale, il Musterrahmenordnung per gli
ordinamenti degli esami di diploma, della Conferenza permanente dei Ministri dell’Istruzione
dei Länder della Repubblica Federale Tedesca, del 13 ottobre 2000.
Sulla base della disposizione di riferimento, le Fachhochschulen formulano i programmi
individuali, stabiliscono i contenuti dei corsi di formazione e le norme che regolano la
formazione nelle aziende, soprintendono a questa formazione.
DURATA
La durata dei corsi per ottenere il diploma è fissata in quattro anni. A causa della flessibilità
della struttura del programma del corso di studi, spesso gli studenti impiegano uno o due
semestri supplementari.
La durata dei corsi per ottenere il Bachelor è di tre anni.
REQUISITI DI AMMISSIONE
Per accedere alla Fachhochschule è necessario essere in possesso del diploma di maturità, un
titolo di istruzione secondaria di secondo livello che dà accesso alla Fachhochschule.
E’ anche possibile accedere alla Fachhochschule con una qualifica professionale, superando
un test di ammissione.
I lavoratori sono forniti di assistenza per ottenere il diploma di maturità. Inoltre i lavoratori, e
specialmente quelli ad alta specializzazione, possono essere ammessi pur non essendo in
possesso dei prerequisiti.
CARATTERISTICHE PRINCIPALI
Una parte obbligatoria dei corsi di studio della Fachhochschule è un semestre di tirocinio, un
periodo di esperienza lavorativa che dura come minimo 20 settimane, distribuiti in uno o due
semestri e che termina con un esame. L’azienda nella quale il tirocinio è portato a termine è
obbligata a stendere una relazione per valutare l’esperienza.
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STANDARD E SPECIALIZZAZIONE
Le Fachhochschulen sono organizzate a livello di Länder e offrono corsi di specializzazione
di interesse preminentemente locale.
E’ possibile specializzarsi in una delle seguenti materie:
• ingegneria
• scienze economiche
• scienze sociali
• amministrazione pubblica e giuridica
• tecnologie informatiche e uso del computer
• design
• matematica
• comunicazione
• salute
La Conferenza permanente dei Ministri dei Länder stabilisce le linee guida che forniscono
precise informazioni circa la struttura dei corsi di formazione, la metodologia e i tipi di testi,
per garantire gli standard.
CERTIFICAZIONE
Nella Fachhochschule si possono ottenere due titoli:
• Il Diplomgrad (diploma universitario): la certificazione indica esattamente entrambe le
specializzazioni e indica il tipo di scuola, per esempio Diplom-Ingenieur (FH), dove
Ingenieur si riferisce alla specializzazione e l’abbreviazione FH si riferisce alla
Fachhochschule.
• Il Bachelor (primo livello di diploma) si divide in:
Bachelor in Ingegneria, per studi più pratici, applicati
Bachelor della Scienza o Bachelor delle Arti, che sono più teorici
OPPORTUNITA’
Il diploma universitario ottenuto presso le Fachhochschulen è un titolo valutabile sul mercato
del lavoro.
Il livello Bachelor offre prospettive di lavoro immediato o si possono continuare gli studi per
ottenere un diploma di Master.
In Germania, il decentramento delle competenze, nelle scelte di politica formativa, costituisce
un elemento caratterizzante. All'interno della Hochschulrahmengesetz, i singoli Länder:
• ·recepiscono le disposizioni emanate a livello centrale e, a loro volta, emanano proprie
leggi quadro a cui le FH, pur nella loro autonomia, devono riferirsi;
• provvedono, in una conferenza comune, alla funzione di coordinamento per
determinare gli standard minimi e l’equipollenza dei titoli a livello nazionale;
• garantiscono uno stretto rapporto con il territorio e quindi una maggiore rapidità
nell’introduzione di nuovi profili professionali che vengono proposti autonomamente
dalle FH in base alle esigenze e agli sviluppi del mercato locale.
Ciascun organismo di formazione invece elabora autonomamente il curriculum del corso
quadriennale di 8 semestri, di cui due di stage, secondo gli standard minimi di competenza
stabiliti dalla legge federale e a livello di singolo Land.
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Il quadro della formazione superiore non universitaria, relativamente soprattutto
all’organizzazione delle strutture formative e ai curricoli, risulta pertanto piuttosto
differenziato nei diversi Land.
Nella maggior parte dei casi tuttavia, si possono rilevare comuni affermazioni di principio sul
diritto del cittadino ad avere una formazione superiore gratuita, sull’inquadramento giuridico
delle agenzie formative, sulle modalità di finanziamento. Vi si tracciano inoltre le indicazioni
delle modalità organizzative e di gestione per le strutture e le modalità di certificazione e
valutazione finale nonché gli standard minimi di competenza richiesti a livello territoriale.
1.5 IL SISTEMA BULGARO DI FORMAZIONE SUPERIORE
La formazione professionale (non universitaria) successiva alla scuola media si sviluppa
negli Istituti per l’insegnamento e la formazione professionale.
La formazione professionale non universitaria riguarda:
• Istruzione formale (FE)
o Il sistema di educazione professionale:
-scuole d’arti e mestieri
-scuole professionali secondarie
-scuole di istruzione generale – di profilo tecnologico
• Istruzione non formale
o I centri di formazione professionale (CFP)
ELENCO DELLE PROFESSIONI
Il campo delle professioni e delle aree di specializzazione soggette a una formazione
professionale è delineato nell’Elenco delle Professioni (LOP), approvato per la prima volta
dall’Agenzia Nazionale per l’Istruzione e la Formazione Professionale (NAVET) presso il
Consiglio dei Ministri nel maggio 2001.
Si tratta di un documento normativo sviluppatosi ai sensi dell’Articolo 6, comma 1 del
Decreto per l’ Istruzione e la Formazione Professionale (VETA), ai sensi dell’articolo 42,
comma 6 del Decreto sulla Pubblica Istruzione (PEA) ed in conformità al comma 2 dei
Successivi Ordinamenti del VETA.
L’Elenco delle Professioni (LOP) è soggetto a sviluppo da parte dell’Agenzia Nazionale per
l’Istruzione e la Formazione Professionale (NAVET) e ad approvazione da parte del ministro
dell’istruzione e della scienza, previo accordo con il ministro del lavoro e delle politiche
sociali e con le rappresentanze sindacali.
L’Elenco delle Professioni (LOP) è considerato un insieme per categoria di nomi di
professioni e aree specialistiche, classificate per aree professionali in conformità all’ ISCED –
97 (Classificazione Internazionale Tipo dell’Istruzione). L’Elenco delle Professioni (LOP) è
d’obbligo per qualsiasi istituto preposto a fornire istruzione, formazione e qualifiche.
Tra gli obiettivi del LOP, l’adeguamento alle normative europee al fine di ottenere il
riconoscimento internazionale delle qualifiche professionali.
CONCETTO CHIAVE E DEFINIZIONI utilizzate nell’Elenco delle Professioni - LOP
(in conformità a quanto stabilito dal VETA):
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Area professionale – un’insieme di professioni nell’ambito di un settore dell’economia
(secondo la Classificazione Nazionale delle Branche dell’Economia ) in accordo con la
pertinente area di studio dell’ISCED 97.
Professione – un genere di attività lavorativa soggetta a istruzione e formazione professionale
Parte della professione – una specifica attività lavorativa nell’ambito di una professione che
possa essere soggetta a formazione professionale
Area specialistica – un’attività di lavoro indipendente nell’ambito di una professione
Qualifica professionale – con riferimento ad una professione o ad una parte della professione,
prevede un insieme di competenze che includano conoscenze e capacità di base e specifiche.
Livello della qualifica professionale – Il campo di studio e l’estensione di contenuto delle
competenze professionali oltre alla conoscenza di base (istruzione generale) e alle capacità
necessarie al conseguimento delle competenze.
Elenco delle professioni nel settore del turismo previste dal LOP
(Approvato nel Maggio 2001)
Il Turismo e le professioni affini rientrano nell’ambito dell’Area Educativa dei “Servizi ai
Privati” che seguono:
Area Professionale
Professione
Area specialistica
811
Albergo, ristorante e
ristorazione collettiva
811010
Albergatore
8110101
Organizzazione e
gestione di albergo
8110201
Organizzazione del
servizio alberghiero
811020
Amministratore
/direttore
alberghiero
811030
Cameriera
d’albergo
811050
Fattorino
d’albergo
811050
lavoratore per
l’unità
alberghiera
811060
Tecnico addetto
alla produzione
e ai servizi negli
esercizi di
ristorazione
Livello di Qualifica
professionale
*
*
8110301
Mansioni di albergo
*
8110401
Mansioni di albergo
*
8110501
Mansioni di albergo
*
8110601
produzione e servizi
negli esercizi di
ristorazione
*
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812 Travel, tourism and
leisure
811070
Cuoco
811080
Cameriere –
barman
811090
Lavoratore
negli esercizi di
ristorazione
8110701
Mansioni di albergo
8110801
Mansioni di albergo
812010
specialista del
settore turistico
812011
Viaggi per turismo
812012
Ricreazione e
divertimento
8120201
Turismo
8120301
Animazione nelle visite
guidate
812020
Guida alpina
812030
Guida turistica
– animatore
813
Attività sportive
813010
Allenatore
sportive per il
turismo
8110901
Mansioni di albergo
8130101
Attività sportive e
turismo
*
*
*
*
*
*
*
GLI ELEMENTI STRUTTURALI DEL LOP
I principali elementi strutturali del LOP in conformità a quanto stabilito dal VETA sono:
• Orientamento professionale – fornisce informazioni, consulenza e consigli a
studenti, disoccupati e altri gruppi di persone relativamente alla scelta della
professione e allo sviluppo della carriera;
• Formazione professionale – il conseguimento di qualifiche per una professione o
parte della professione. Comprende:
o avvio alla formazione professionale – qualificazione iniziale per una
professione o parte della professione
o perfezionamento professionale – miglioramento delle qualificazioni
acquisite per una professione o parte della professione.
Orientamento professionale, formazione e istruzione sono stabilite nell’ambito delle
professioni e delle aree specialistiche nel LOP.
Il LOP prevede 3 dimensioni per ciascuna professione:
• necessità di un livello minimo di cultura generale;
• durata della formazione;
• livello di qualificazione professionale.
Requisiti validi a livello nazionale (sur), 2001
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La definizione dello standard educativo, i requisiti necessari a conseguire un livello praticoscientifico dopo il completamento di un determinato livello di istruzione, rappresenta un
passo importante nel processo di riforma del sistema dell’istruzione professionale e della
formazione.
Si tratta di un’unità di misura della qualità dell’istruzione e della formazione professionale.
Elementi principali:
• competenza di base – fa riferimento alle competenze professionali obbligatorie per
ciascuna determinata branca economica, tenendo in considerazione le caratteristiche di
ciascuna professione
• competenza chiave - fa riferimento alle competenze professionali generali ed è valida
per tutte le aree professionali: la sicurezza e protezione, l’abilità nell’uso del
computer, la capacità di comunicazione, di lavorare in gruppo, imprenditoriali, le
conoscenze dell’economia, del diritto del lavoro, delle lingue straniere e della di
psicologia
• competenze specifiche – fanno riferimento alle competenze professionali specifiche ed
obbligatorie determinate da ciascuna area di specializzazione
Le funzioni principali del SUR sono:
• precisare le competenze chiave, di base e specifiche del lavoro
• assicurare la qualità della formazione
• garantire la trasparenza delle qualifiche professionali
• rendere possibile l’identificazione della conoscenza e delle capacità acquisite
formalmente ed informalmente
• assicurare l’equivalenza dei diplomi rilasciati da istituzioni diverse
• assicurare il collegamento al mercato del lavoro
La documentazione normativa del quadro di riferimento del SUR è stata messa a punto da un
gruppo di esperti tra cui rappresentanti dei ministeri, dell’industria del turismo e dei sindacati.
Il principio di base del SUR è includere un profilo professionale, una rete di attività svolte
secondo una determinata sequenza.
Secondo il piano stabilito dal NAVET, lo sviluppo e l’applicazione del SUR per le
professioni incluse nel LOP si svolgeranno in tre momenti:
1° – sviluppo dei requisiti del quadro di riferimento del SUR quale modello per tutte le
professioni.
Obiettivi :
assicurare una unità strutturale e di terminologia comune a tutti i SUR per l’acquisizione di
qualifiche nelle varie professioni incluse nel LOP assicurare concordanza e riconoscimento
delle qualifiche acquisite sia nel sistema di istruzione formale (FE) che in quello
dell’istruzione non formale (VTC) tramite una preparazione individuale, come stabilito
nell’Articolo 9, comma 2 del VETA.
Requisiti principali per lo sviluppo del SUR:
o documentare chiaramente gli obiettivi e i risultati (uscita) del processo di
formazione
o definire le abilità professionali e tecniche e le qualità personali dimostrate
per mezzo di determinate competenze
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o determinare quali siano le competenze professionali chiave, di base e
specifiche
o essere pertinenti non solo al complesso insieme delle attività lavorative
all’interno di un’area professionale, ma anche alle tipiche mansioni
lavorative che caratterizzano un gruppo di professioni nell’ambito di
un’area professionale
o avere attinenza a varie aree di specializzazione nell’ambito di una
determinata professione
o regolare i requisiti per la certificazione delle competenze professionali a
vari livelli di qualificazione professionale
Struttura del SUR
Caratteristiche iniziali:
o livello di qualifica professionale
o breve descrizione della tecnologia di preparazione della documentazione (il
ruolo delle parti sociali)
o livello di istruzione iniziale
Profilo professionale (caratteristiche):
o descrizione delle attività (per grado di complessità) nel processo di
esecuzione delle mansioni lavorative
o descrizione dell’oggetto e degli effettivi di lavoro
o descrizione delle competenze professionali richieste per uno svolgimento di
qualità delle attività
o tendenze nello sviluppo dell’area professionale e della professione in
questione
o possibilità di realizzazione e avanzamento di carriera offerto dalla
professione
Obiettivi della formazione:
o rendere ciascun livello di qualificazione professionale differente dall’altro
o definire i risultati di uscita (competenze professionali) e il livello di
acquisizione
o assicurare la copertura delle competenze chiave
Concetto di formazione:
o preparazione professionale unificata per tutte le professioni
o preparazione professionale unificata per le aree professionali
o preparazione professionale per la professione
o preparazione professionale per l’area di specializzazione
Sistema di valutazione e certificazione:
o sistema per la valutazione delle competenze professionali
o meccanismo per la verifica e la certificazione di ciascun livello
corrispondente di qualificazione professionale in conformità a quanto
stabilito da PEA, VETA, SUR e NAVET
Risorse fisiche:
o requisiti generali per le risorse fisiche - attrezzature, beni deperibili
o requisiti specifici – laboratorio, ufficio e altre attrezzature
Requisiti degli addetti alla formazione:
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o abilitazione all’insegnamento e qualifica conformi a quanto previsto dal
SUR – PEA, articolo 16
2° – sviluppo del quadro di riferimento del SUR per le aree professionali incluse nel LOP
Il quadro di riferimento del SUR verrà verificato sull’esempio di una professione scelta dal
Consiglio degli amministratori del NAVET. Il SUR relativo a questa particolare professione
sarà migliorato e verificato. In seguito si procederà all’elaborazione di una tabella relativa allo
sviluppo del SUR per le professioni incluse nel LOP
Fino a tutt’oggi non è stato prodotto un SUR per il turismo benché siano stati compiuti alcuni
forzi in questo campo.
3°– sviluppo del SUR per ciascuna professione inclusa nel LOP
Per l’istruzione e la formazione professionale nel campo del turismo in Bulgaria è cruciale:
• il perfezionamento del LOP in termini di:
• definizioni più chiare e nomi maggiormente pertinenti a professioni e aree di
specializzazione
Esempio: amministratore (assistente turistico) – organizzazione dei servizi negli
alberghi (mansioni di albergo)
• sviluppo di un’intera gamma di professioni nell’ambito di aree professionali, in
particolare la 812 (viaggi, turismo e svago)
• migliore accordo tra professioni e aree di specializzazione, p. es. cuoco • operazioni d’albergo ; cameriere/barman - operazioni d’albergo – le
competenze di cuoco e cameriere sono le stesse
Sarebbe di grande aiuto se il BATA potesse ottenere da parte delle altre nazioni partner:
• Elenchi delle professioni nel turismo nelle nazioni partner
• Esempi dei requisiti standard per le qualifiche professionali nel turismo
CONCLUSIONI
Il lavoro, fin qui svolto, consente le seguenti conclusioni:
• negli stati partner è presente un’offerta formativa postsecondaria non universitaria,
legata sia alla formazione accademica sia a quella professionale della scuola
secondaria:
• IFTS in Italia
• BTS in Francia
• Formazione professionale superiore in Spagna
• Fachhochschulen e Berufsakademien in Germania
• Perfezionamento professionale in Bulgaria
• le motivazioni, pur espresse con linguaggi diversi, sono riassumibili in:
• garanzia del diritto di cittadinanza attiva attraverso il raggiungimento di
alcune competenze di base comuni al cittadino europeo
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garanzia dell’occupabilità per il cittadino attraverso una formazione
professionale di livello superiore capace di sostenere lo sviluppo tecnologico
ed economico
• possibilità di riqualificazione per l’adulto e quindi supporto all’inclusione
sociale attraverso un’offerta formativa flessibile in grado di valorizzare anche
le competenze maturate nel non formale e nell’informale
• l’iter legislativo
• è consolidato in Francia e Germania
• in fase di completa attuazione in Italia in quanto si è passati dalla fase
sperimentale a quella di messa a regime
• da poco avviato in Spagna e Bulgaria con buone premesse ma difficoltà di
misure organiche per la messa a regime
• gli organi di programmazione e controllo sono diversi e dipendono dalla struttura
centralizzata o federalista dello stato. Appare soprattutto diverso il ruolo delle
autonomie locali
• forte potere decisionale delle regioni in Italia, delle comunità locali in Spagna
e dei lander in Germania
• potere solo gestionale dei dipartimenti in Francia e Bulgaria
• la definizione degli standard di competenze delle figure professionali è frutto di un
lavoro di concertazione con tra gli organismi dell’educazione e del lavoro
rappresentati sia dagli esperti (imprenditori e tecnici) sia dalle forze sociali. La
distinzione tra fabbisogni professionali (esigenze del modo del lavoro) e fabbisogni
formativi (esigenze che integrano quelle del mondo del lavoro con i trend di sviluppo
previsti a medio termine e le aspettative dei cittadini) è evidenziata soprattutto
nell’impianto italiano. Il confronto di Napoli ha consentito di chiarire che tale
distinzione è praticata ma non espressa nei sistemi francese e tedesco, non presente nei
sistemi spagnolo e bulgaro.
• dagli standard organizzativi e possibile rilevare che tali corsi
• hanno una durata media di 2 anni (1 anno solo in Italia)
• l’attività formativa comprende anche attività di stage consistente (30-50%)
• è stato possibile chiarire che solo in Italia esperti del mondo del lavoro
intervengono nelle lezioni in aula e comunque è prevista una docenza mista
(laica)
• dagli standard formativi appare evidente la necessità e la ricerca di nuove modalità
didattiche per la formazione professionale superiore in grado di avvalersi dei vantaggi
offerti dalle nuove tecnologie (formazione a distanza) e di garantire il trasferimento
tecnologico (lavoratori della conoscenza)
• le misure di orientamento e accompagnamento sembrano assumere particolare rilievo
soprattutto nei sistemi formativi di recente istituzione: Italia, Spagna e Bulgaria.
• le modalità di certificazione riconoscimento ed accreditamento risultano molto
diverse. Il riconoscimento delle competenze non formali ed informali è ben strutturato
in Francia, quasi inesistente in Germania, in via di definizione in Italia, Spagna e
Bulgaria. In tutti gli stati emersa la necessità di avere come riferimento un sistema di
qualifiche ben definito anche se i format appaiono molto diversi e difficili da
confrontare tra loro. Spesso l’equivoco è a livello di traduzione sul piano linguistico
in quanto i termini usati non consentono la comprensione del significato. I
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il monitoraggio e la valutazione nonché la documentazione (banche dati) è
formalizzata in Italia, gestita dall’apparato ispettivo in Francia, non formalizzata ma
di fatto attuata, sia pure con modalità molto diverse da regione a regione, in
Germania, in Spagna è istituito un sistema (SISVERAL) apposito che però
attualmente si limita ad essere un semplice procedimento con requisiti ancora da
definire
i sistemi della formazione superiore non universitaria si stanno consolidando nei
cinque paesi partner
in particolare la formazione superiore non universitaria costituisce un canale
formativo di grande interesse per il settore del turismo
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SEZIONE 2
LA
FIGURA
PROFESSIONALE
DEL
TECNICO
SUPERIORE
L’ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO INTEGRATO
PER
Definire lo standard minimo di competenze della figura professionale di “Tecnico superiore
per l’organizzazione e marketing del turismo integrato” costituisce uno dei risultati
progettuali di A.R.G.O.
Al fine di pervenire alla definizione della figura professionale, attraverso un processo di
costruzione comune, durante il Convegno di Napoli il gruppo di progetto ha articolato le
attività nei seguenti punti.
1) Riflessione sull’impostazione proposta dalla metodologia di Professionalizzation Durable
(PD)1 per la definizione di un profilo professionale. Si è condivisa la suddivisione proposta da
PD tra area comune e area della sussidiarietà; P.D. mira infatti a far coesistere due necessità
apparentemente contrastanti e condivisibili peraltro con gli obiettivi progettuali di ARGO di:
• garantire la leggibilità dei diplomi e delle qualifiche (area comune)
• evitare l’omologazione delle offerte formative attraverso il mantenimento, da parte
di ogni Stato membro, se lo desidera, della specificità del suo sistema educativo,
nel rispetto delle sue regole e della sua cultura (area della sussidiarietà).
1
PROFESSIONALIZZAZIONE PERMANENTE Professionnalization Durable nasce nel 2000,
durante il semestre di presidenza francese dell’Unione Europea Vi partecipano nove Paesi in qualità di partner
(Belgio, Spagna, Francia, Italia, Grecia, Ungheria, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Regno Unito- firmatari
dell’accordo del 21 febbraio 2002) e quattro in qualità di osservatori (Germania, Irlanda, Danimarca e
Lussemburgo). E’cofinanziato dalla Commissione europea nella misura del 40%) e alcuni Paesi osservatori
Il progetto si inserisce nel quadro di iniziative comunitarie (promosse dalla Commissione o dagli Stati membri)
volte alla conoscenza e alla mobilità in ambito europeo. P.D. è una metodologia di costruzione condivisa di
diplomi professionali finalizzata a creare un quadro di riferimento comune per i sistemi nazionali delle qualifiche
professionali.
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L’architettura d’insieme di un diploma comune prevista in P.D. si compone di quattro
moduli (più uno) [rif. figura guida Asseraf] suddivisi nelle due aree.
L’area comune, si articola a sua volta in tre punti: profilo professionale, competenze ed
obiettivi da certificare e l’area della sussidiarietà articolata a sua volta nelle due modalità
d’accesso ed attestazione del diploma.
Area comune:
• Modulo 1: il profilo professionale che comprende una serie di attività
professionali esplose in mansioni professionali, mansioni che richiedono una
serie di competenze professionali (vedi Modulo 2).
• Modulo 2: il sistema di riferimento delle competenze. L’accento è posto sulle
competenze e su cosa il professionista può utilizzare per realizzarle, cioè le
risorse concesse dal suo ambiente professionale (mezzi, procedure, metodi e
informazioni) e quelle acquisite dal professionista (conoscenze associate).
Trattasi di tutte quelle risorse a cui il professionista attinge per le esigenze
professionali attese.
• Modulo 3: Obiettivi da certificare. La finalità del progetto
“professionalizzazione sostenibile” è la sperimentazione di una certificazione
comune a diversi Paesi europei. Il modulo “Obiettivi da certificare” pone
l’accento sugli obiettivi comuni da certificare secondo gli assi comuni ai
professionisti e ai formatori. Tali obiettivi sono elaborati sulla base di una
metodologia messa a punto dal gruppo di lavoro e ispirata ai “metodi qualità”.
Tenuto conto della diversificazione dei modi di accesso ai titoli e diplomi (tra
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un Paese e l’altro e all’interno di uno stesso Paese) sarebbe inaccettabile che
gli obiettivi da certificare all’interno dei diplomi europei non fossero comuni
all’insieme dei Paesi che ne faranno uso.
Area della sussidiarietà
• Modulo 4 - Modi di accesso al diploma. Tre sono i percorsi possibili per
raggiungere tale finalità:
la formazione iniziale;
la formazione continua;
la convalida della formazione di esperienza
Il modulo 4 si suddivide in due sotto moduli:
4.1.a. centrato sugli obiettivi della formazione
4.1.b. centrato sui contenuti della formazione
Tali obiettivi devono essere validati e certificati e comunque dipendono dai sistemi
formativi di ciascun paese.
4.2.a. obiettivi formativi riconoscibili all’interno di un’esperienza formativa
4.2.b. procedure per il riconoscimento non formale ed informale
4.2.c. le modalità di certificazione
Modulo 5: Attestazione del diploma. Le modalità concrete di certificazione
(procedure) sono di competenza nazionale e possono solo essere eventualmente
integrate (v. Europass).
Le conclusioni del gruppo di lavoro consistono nella definizione degli strumenti comuni e,
a partire dalla descrizione dell’attività professionale, lo sviluppo dei primi due punti
dell’area comune
descrizione della figura/profilo professionale
attività (processi lavorativi) che caratterizzano la figura. Le attività
risultano dalle aggregazione temporali e/o logiche di operazioni
(taches), che però non sono state espresse in questo lavoro. Se da un
lato infatti il sistema francese ed in particolare la metodologia proposta
nell’ambito della sperimentazione di Professionnalization durable (rif
www.leonardo-argo.it) rileva nel mondo del lavoro le operazioni
abitualmente svolte nei processi lavorativi (taches) e le raggruppa in
attività, dall’altro i sistemi italiano e spagnolo definiscono le attività
sottintendo le operazioni che le compongono
le competenze sono associate alle attività
è inoltre emersa l’impossibilità di un confronto sulle competenze di
base e trasversali. Le competenze di base e trasversali sono
formalizzate soprattutto nel sistema italiano. Negli altri sistemi le
competenze di base vengono assimilate ad elementi di cultura generale,
mentre quelle trasversali - dei comportamenti - sono assunte come
significative solo in contesti di lavoro definiti. Si è condiviso pertanto
focalizzare l’analisi alle competenze tecnico professionali.
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2) Chiarimento fornito dalla dr.ssa Giulia Antonelli, dirigente formazione della Regione
Emilia Romagna:
• sul significato assunto dalle Unità capitalizzabili nel sistema italiano
dell’I.F.T.S.. Le unità capitalizzabili costituiscono degli obiettivi di
certificazione, delle macrocompetenze da raggiungere in esito. Queste vengono
maturate dall’individuo non solo attraverso un percorso di formazione ma
anche attraverso in attività lavorative e della vita quotidiana. Le parole chiave
sono “il soggetto per essere in grado deve dimostrare di sapere come”
• sulla differenza tra figura e profilo professionale. Figura professionale è un
archetipo, a banda larga, declinabile in più profili professionali
In relazione a quanto appena esposto le conclusioni del gruppo di lavoro sono:
• la figura professionale di tecnico superiore in organizzazione e marketing del
turismo integrato realtà possa essere declinata successivamente anche in profili
professionali con alcune competenze aggiuntive. Si tratta comunque di una
figura a banda larga con livelli diversi di performance (v. distinzione
Giacomon)
• che la definizione di obiettivi di certificazione data l’eterogeneità dei sistemi
nazionali non sia perseguibile e che risulti un’esercitazione senza possibilità di
applicazione a livello dei singoli Stati; che comunque non rientri negli obiettivi
progettuali
• che le competenze debbano essere descritte con un maggior dettaglio e
sviluppata una mappa di competenze, funzionale anche all’elaborazione di test
(rif. parte terza)
• che le competenze e in particolare la loro mappa corrisponda alle esigenze del
mondo del lavoro. Per raggiungere una macrocompetenza sono necessarie altre
competenze e così si evidenzia un diagramma ad albero che definiremo mappa
delle competenze. Si è cercato di dettagliare tale mappa a livelli successivi,
invitando gli esperti a spingersi fino al 5° e 6° livello, la qual cosa ha richiesto,
oltre all’analisi, molte riunioni e confronti. Laddove la macrocompetenza è
riferibile ad un processo si è cercato di evidenziare invece la procedura. La
gerarchia formulata risulta particolarmente utile sia in eventuali processi di
progettazione formativa sia nella definizione dei test per l’autovalutazione (rif
parte terza)
Il gruppo di lavoro ha pertanto condiviso la descrizione comune della figura professionale,
delle attività e competenze sulla base di descrittori comuni e non di una corrispondenza tra i
concetti usati nei diversi sistemi educativi.
A. LA FIGURA PROFESSIONALE
Descrizione della figura
Il tecnico superiore per l’organizzazione e il marketing del turismo integrato interviene in
relazione con i soggetti pubblici e privati come attore dello sviluppo sostenibile di un
territorio.
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Si caratterizza prevalentemente per la realizzazione di progetti (analisi, progettazione, avvio,
gestione, valutazione) per l’integrazione e la valorizzazione delle risorse locali.
Descrizione delle attività e delle relative competenze
1. Utilizzare le risorse e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione nell’attività
professionale quotidiana
Competenze (essere in grado di) :
• padroneggiare le tecniche di raccolta e trattamento delle informazioni,
nell’attività professionale quotidiana;
• avvalersi di tecniche di comunicazione e di informazione nell’attività
professionale quotidiana
2. Utilizzare le tecniche di marketing e della comunicazione (anche quelle legate alle nuove
tecnologie) applicate al settore turistico
Competenze (essere in grado di) :
• avvalersi di tecniche di comunicazione nell’organizzazione e promozione del
turismo integrato
• comunicare, in forma orale e scritta, utilizzando le nuove tecnologie
nell’ambito del marketing turistico
• utilizzare le informazioni professionali ed extra professionali pertinenti
adeguate alla promozione del prodotto e dell’immagine turistica del territorio.
3. Censire e analizzare le caratteristiche e le risorse di un polo turistico
Competenze (essere in grado di) :
• identificare gli operatori e i partner [pubblici e privati] coinvolti nello sviluppo
di un polo turistico
• identificare [e trattare] l’informazione pertinente per valorizzare le risorse
geografico-ambientali, paesaggistiche, storiche, artistiche, culturali, giuridiche
e regolamentali socio-economiche, logistiche e strutturali del territorio di
riferimento
4. Analizzare la struttura e le tendenze del mercato e il sistema di offerta turistica del
territorio
Competenze (essere in grado di) :
• identificare l’offerta turistica e le sue diverse componenti con particolare
riferimento a quelle destinate ai clienti e ai loro bisogni specifici;
• analizzare la domanda turistica e le tendenze del mercato;
• anticipare le tendenze della domanda per adeguare ad essa il prodotto turistico.
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5. Partecipare alla definizione e alla promozione della vocazione e dell’immagine turistica
del territorio in accordo con i soggetti pubblici e privati coinvolti
Competenze (essere in grado di) :
• interagire con i soggetti pubblici e privati per la definizione [della vocazione e]
dell’immagine turistica del territorio;
• favorire accordi ed intese finalizzati alla predisposizione di piani per l'offerta
turistica integrata;
• individuare strategie di sviluppo del turismo integrato.
6. Stabilire relazioni e sinergie tra portatori d’interesse finalizzate allo sviluppo turistico del
territorio
Competenze (essere in grado di)
• intrattenere relazioni e collaborare con gli attori pubblici e privati per l’avvio
dei piani di sviluppo definiti;
• gestire le relazioni con i diversi partner della società civile coinvolti nello
sviluppo turistico;
• stabilire canali di comunicazione efficaci ed efficienti tra i diversi soggetti
coinvolti.
7. Sviluppare e realizzare un’offerta turistica integrata (azioni e prodotti) nel rispetto del
sistema qualità e della normativa vigente
Competenze (essere in grado di)
• individuare forme di promozione adeguate ai diversi mercati, sulla base delle
risorse disponibili;
• padroneggiare strategie di marketing globale per la promozione del prodotto e
dell’immagine turistica del territorio;
• ideare, sviluppare e mettere in opera attività di promozione turistica locale
conformi ai principi della qualità e nel rispetto della legislazione vigente
• applicare le normative regionali, nazionali, comunitarie ed internazionali
all’interno del contesto di riferimento con particolare riguardo alle norme
preposte alla tutela del consumatore.
8. Gestire un progetto turistico
Competenze (essere in grado di)
• definire, pianificare, gestire e valutare il progetto turistico in base al piano
strategico
• raccogliere ed elaborare i dati economici e finanziari del progetto;·
• prevedere soluzioni alle criticità emergenti nel progetto;
• valutare la qualità di un progetto turistico.
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9. Monitorare la qualità dell’offerta turistica integrata
Competenze (essere in grado di)
• controllare e migliorare costantemente la qualità dell’offerta turistica integrata
sulla base delle richieste e in vista della soddisfazione del cliente;
• implementare piani di miglioramento continuo della qualità dell’offerta
turistica integrata
• attivare azioni di sensibilizzazione finalizzate alla soluzione dei problemi
individuati ed al superamento delle carenze riscontrate
• sviluppare metodologie di rilevazione e monitoraggio della Customer Care e
della Customer Satisfaction.
B. LA MAPPA DELLE COMPETENZE
1. Utilizzare le risorse e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (T.I.C)
nell’attività professionale quotidiana
1.1
essere in grado di padroneggiare le tecniche di raccolta e trattamento delle
informazioni nell’attività professionale quotidiana
1.1.1 sapere come utilizzare dati e informazioni per l’attività professionale
1.1.1.1 Saper come riconoscere le fonti più idonee per raccogliere dati
e informazioni utili
1.1.1.1.1 Persone fisiche
1.1.1.1.2 Istituzioni
1.1.1.1.3 Aziende, associazioni, enti vari non istituzionali
1.1.1.1.4 Mezzi di comunicazione (stampa, radio, TV, internet
1.1.1.2 Saper come utilizzare le fonti più idonee per raccogliere dati e
informazioni utili
1.1.1.2.1 Saper contattare e comunicare con persone e aziende,
enti, associazioni (con chi,dove, quando, come parlare)
1.1.1.2.2 Conoscere le modalità per comunicare con le
istituzioni del territorio (a quali istituzioni chiedere che
cosa, come, quando, dove, a chi rivolgersi….)
1.1.1.2.3 utilizzare i mezzi di comunicazione per raccogliere
informazioni
1.1.1.2.3.1.1
Stampa
(nazionale,
internazionale,
locale, specializzata)
1.1.1.2.3.1.2
Radio-TV:
canali
nazionali,
internazionali,
locali,
programmi
specializzati
1.1.1.2.3.1.3
Internet (utilizzando motori di ricerca,
siti professionali, portali turistici
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1.1.1.2.3.1.4
1.1.1.2.3.1.5.
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Posta elettronica: a chi e come chiedere
informazioni
1 Newsgroup o chat su internet
1.1.2. sapere come elaborare le informazioni utili
1.1.2.1 scrivere documenti o report con software diversi utilizzando
funzioni avanzate (indici, modelli, stili, incorporazione di oggetti
dinamici, ecc.)
1.1.2.2 utilizzare un foglio di calcolo per effettuare analisi statistiche ed
elaborazioni grafiche
1.2 essere in grado di avvalersi di tecniche di comunicazione e di informazione (T.I.C)
nell’attività professionale quotidiana
1.2.1. sapere come valutare l’utilizzo attuale delle Tecniche di Informazione e
Comunicazione e delle loro potenzialità rispetto agli obiettivi strategici
dell’azienda
1.2.2 sapere come conoscere le strategie di marketing e di comunicazione possibili
con le T.I.C.
1.2.3 sapere come integrare le politiche di marketing dell'azienda con le opportunità
di offerte dalle T.I.C.
1.2.4 sapere come fornire servizi aggiuntivi agli utenti attraverso le T.I.C.
1.2.5 sapere come conoscere gli strumenti utilizzabili attraverso le T.I.C. per
integrare il SIM (Sistema Informativo di Marketing)
1.2.6 sapere come definire gli obiettivi di marketing di un sito o di un programma
radiotelevisivo
1.2.7 sapere come valutare le opportunità dell'e-commerce con riferimento al
prodotto turistico offerto
1.2.8 sapere come gestire le problematiche organizzative legate all'introduzione del
commercio elettronico in azienda
1.2.9 sapere come strutturare una presentazione utilizzando un software per
presentazioni multimediali
2. Utilizzare le tecniche di marketing e della comunicazione applicate al settore turistico
2.1. essere in grado di elaborare un’analisi SWOT: per evidenziare i punti di forza e di
debolezza al fine di far emergere quelli che vengono ritenuti capaci di favorire, ovvero
ostacolare o ritardare, il perseguimento di determinati obiettivi. Più specificamente nell'analisi
SWOT si distinguono: fattori endogeni che possono essere punti di forza o punti di debolezza.
Si considerano tutte quelle variabili che fanno parte integrante del sistema stesso, sulle quali è
possibile intervenire per perseguire obiettivi prefissati.
2.1.1
Sapere come rilevare i fattori esogeni che possono costituire
opportunità o rischi, ossia l’insieme delle variabili esterne al sistema
che però possono condizionarlo sia positivamente che negativamente.
In quest'ultimo caso non è possibile intervenire direttamente sul
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fenomeno, ma è opportuno predisporre strutture di controllo che
individuino gli agenti esogeni e ne analizzino l'evoluzione al fine di
prevenire gli eventi negativi e sfruttare quelli positivi. L'efficacia di
questa metodologia d'indagine dipende, in modo cruciale, dalla
capacità di effettuare una lettura "incrociata" di tutti i fattori individuati
nel momento in cui si definiscono le politiche. E' necessario, infatti,
appoggiarsi sui punti di forza e smussare i difetti per massimizzare le
opportunità e ridurre i rischi. Per rendere più agevole tale lettura
"incrociata" i dati vengono, solitamente, presentati in forma di tabella
sintetica e poi descritti più diffusamente. L'analisi, dunque, si sostanzia
nella classificazione dei risultati dell’ indagine "preliminare" all'interno
di un diagramma predefinito che agevoli l'individuazione delle
priorità di intervento ed offra un valido supporto all'attività di
programmazione. Inoltre, attraverso l'individuazione delle opportunità
e dei rischi connessi all'adozione di un determinato progetto o di una
particolare politica, si offre al decisore la possibilità di fare leva su
aspetti sinergici o su opportunità esogene e di individuare le azioni
preventive da attuare per limitare l'impatto di eventuali fattori di
rischio. Nel complesso, dunque, la valutazione SWOT è un utile
strumento a sostegno delle attività operative di soggetti pubblici e
privati.. Per realizzare un’analisi SWOT, propedeutica alla definizione
di un piano marketing, occorre raffigurare un quadro d’insieme
contenente le potenzialità turistiche espresse o latenti di un territorio e i
plus o minus dello stesso. L’analisi SWOT viene fatta attraverso la
ricognizione [da effettuare tramite interviste ad opinion leader, analisi
dei dati sui flussi turistici in possesso degli organi preposti (APT,
Regione, Comuni, Provincia), interviste motivazionali dirette ai turisti,
censimento diretto sul territorio] dei principali fattori che attribuiscono
valore alla risorsa turistica e che possono essere compresi nell’analisi
SWOT come punti di forza o di debolezza. Sapere dunque come
distinguere ed utilizzare
2.1.1.1 Fattori naturali, costituiscono l’insieme delle attrattive
utilizzabili a fini turistici per valorizzare il territorio. Possono
essere considerate come entità a se stanti, e dunque capaci da
sole di attrarre potenziali turistici, o in maniera integrata tra di
loro attraverso una comunicazione dedicata. Alcuni fattori
naturali possono essere la posizione geografica, il Clima,
l’Idrografia, l’Orografia, la Flora e la Fauna esistente;
2.1.1.2 Fattori sociali, sono l’insieme delle caratteristiche sociali di una
zona che caratterizzano il territorio. Possono essere la Lingua
regionale, la Mentalità della popolazione residente, il senso di
Ospitalità nei confronti dei turisti, gli Usi e i costumi, la Storia,
la Cultura, la Gastronomia locale e le specialità alimentari, la
Politica locale di accoglienza dei turisti, il Costo della vita,
l’Ecologia, il senso di Sicurezza degli ospiti;
2.1.1.3 Fattori strutturali, sono l’insieme degli elementi artificiali
costruiti dall’uomo che rendono usufruibili le potenzialità
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espresse dai due fattori precedenti. Sono le Comunicazioni
ferroviarie, le Comunicazioni aeree, l’insieme della Rete di
trasporti urbani (bus, tram, taxi) e la loro fruibilità, esistenza di
fonti energetiche, la dotazione di attrezzature alberghiere ed
extralberghiere, i Teatri, i Musei, gli Stadi, le Guide turistiche.
2.1.1.4 Fattori aggiunti o strumentali sono l’insieme delle attività ideate
per permettere la divulgazione, la diffusione della conoscenza
dei fattori esistenti in un territorio e la fruibilità delle stesse.
Sono l’insieme delle iniziative pubblicitarie, delle
Manifestazioni culturali, degli Avvenimenti sportivi, del
Materiale promozionale predisposto, delle forme di Assistenza
ai turisti, delle modalità attuative di strumenti pubblici per il
Controllo costi, di un Marchio d’Area a garanzia del turismo.
2.2 essere in grado di costruire un piano di marketing strategico. Partendo dai risultati
dell’analisi SWOT e alla luce delle sue risultanze, devono essere sviluppate alcune analisi
sull’ambiente interno al territorio, sull’ambiente esterno e sulla concorrenza.
2.2.1 Sapere come condurre un’analisi dell’ambiente esterno all’area di riferimento.
2.2.1.1 nota: azione sviluppata al punto 3.6.1. In questa fase si utilizzano
i dati emersi dalle analisi quantitative e qualitative sviluppate in
precedenza
2.2.1.2 sapere come segmentare il mercato turistico in relazione ai punti
di forza delineati nell’analisi SWOT;
2.2.2 Sapere come condurre un’analisi dell’ambiente interno, inteso come stato di fatto
del territorio.
2.2.2.1 nota: azione sviluppata al punto 3.6.2. In questa fase si utilizzano
i dati emersi dalle analisi quantitative e qualitative sviluppate in
precedenza
2.2.2.2 sapere come analizzare le potenzialità di crescita;
2.2.2.2.1 valutare il livello di know – how delle imprese e degli
enti preposti al turismo;
2.2.2.2.2 valutare la tipologia e la qualità dei servizi offerti sul
territorio;
2.2.2.2.3. valutare l’assetto sociale in termini di:
2.2.2.2.3.1. governo della città (eventuali piani urbanistici,
iniziative di valorizzazione della cultura e del turismo, ecc.)
2.2.2.2.3.2. coinvolgimento dell'associazionismo tra privati e
fra enti
2.2.2.2.3.3. capacità di sviluppo dei servizi da parte dei privati
e del pubblico
2.2.2.2.3.4. condizioni di legalità e coesione sociale sul
territorio (calcolo dell’indice di criminalità)
2.2.2.2.3.5. ammontare degli investimenti in comunicazione
turistica
2.2.2.2.4 valutare il Rapporto qualità \ prezzo dei servizi offerti;
2.2.2.2.5 analizzare l’esistenza di un’immagine complessiva
della marca, se esiste, o del territorio sul mercato turistico;
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2.2.3. Sapere come condurre un’analisi del mercato turistico :
2.2.3.1 sapere come individuare i bisogni e le attese del cliente e/o
consumatore per qualificare la domanda;
2.2.3.1.1 analizzare i fattori che influenzano la domanda:
2.2.3.1.1.1. motivi del viaggio,
2.2.3.1.1.2. tempo libero a disposizione,
2.2.3.1.1.3. reddito
2.2.3.1.1.4. propensione al consumo (marginale e non)
2.2.3.1.1.5. prezzo dei servizi
2.2.3.1.1.6. moda turistica,
2.2.3.1.1.7. fattori naturali
2.2.3.1.1.8 fattori sociali
2.2.3.1.1.9 fattori economici.
2.2.4 Sapere come condurre un’analisi della concorrenza attuale o potenziale sapendo
come
2.2.4.1. identificare i Competitor d’area, di settore o di prodotto,
2.2.4.2.identificare le loro strategie, i loro obiettivi, i loro punti di forza e
debolezza, la capacità di risposta competitiva che dimostrano
2.2.4.3. confrontare aziende/aree/territori con prodotti simili, venduti agli
stessi prezzi e rivolti alla medesima clientela
2.2.4.4. confrontare aziende/aree/territori che offrono gli stessi prodotti o
gli stessi servizi o prodotti sostitutivi
2.3. essere in grado di identificare la strategia di marketing: individuazione ed elaborazione
del marketing mix (il marketing mix è l’insieme degli elementi che l’azienda può utilizzare
per mettere a punto la migliore strategia relativa al mercato che intende aggredire); attraverso
l’utilizzo degli elementi del Marketing Mix, sapientemente miscelati, si riescono a creare
prodotti /servizi che rispondono esattamente alle aspettative del consumatore; gli elementi del
marketing mix sono: la distribuzione, la comunicazione, il prezzo, il prodotto
2.3.1. sapere come elaborare una strategia distributiva , cioè individuare il canale
distributivo (Place) compatibile con la restante strategia che assicura la reperibilità del
prodotto turistico dal consumatore prescelto attraverso l’identificazione dei target.
Place.
Tre sono gli aspetti che, pur differenti tra loro, si deve sapere come efficacemente
studiare, analizzare, integrati e utilizzare nel miglior modo:
2.3.1.1. il punto di vendita inteso come migliore localizzazione dal punto
di vista fisico del punto vendita;
2.3.1.2. il merchandising, inteso come insieme di metodologie e tecniche
atte ad incrementare, anche attraverso stimoli psicologici, le vendite
2.3.1.3. il canale distributivo che è l’insieme dei passaggi che la merce o
il prodotto fa per arrivare al consumatore. Svolge una serie di
fondamentali funzioni tra cui:
2.3.1.3.1 funzione produttiva, intesa come arricchimento di
valore dovuto al trasferimento nello spazio, nel tempo e
nelle quantità di un prodotto
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2.3.1.3.2 funzione finanziaria, in quanto gli operatori che
partecipano al processo distributivo pagano i prodotti che
acquistano dai loro produttori e dunque
l’azienda
produttrice non deve aspettare che il prodotto faccia tutti i
passaggi e venga venduto sul mercato.
2.3.1.2.3 funzione economica, direttamente correlata alla
precedente, in quanto i diversi operatori che intervengono
nella catena distributiva si accollano gli eventuali rischi di
invenduto sollevando ogni altro soggetto dal rischio che il
prodotto una volta arrivato sul mercato non incontri i gusti e
le preferenze dei consumatori.
2.3.1.4. saper come distinguere, nella prassi commerciale, i tre tipi di
canali distributivi:
2.3.1.4.1 canale lungo, in cui il bene o il servizio passa dal
produttore, al grossista, al dettagliante ed infine al
consumatore;
2.3.1.4.2. canale medio o breve, in cui il bene o il servizio passa
dal produttore, al dettagliante, al consumatore;
2.3.1.4.3 canale diretto o corto, in cui bene o il servizio passa
direttamente dal produttore al consumatore.
2.3.1.5. sapere come rapportarsi con le peculiarità del canale distributivo
del prodotto turistico composto da intermediari turistici che non
acquistano il prodotto ma fanno solo da intermediari tra il produttore e il
turista.
2.3.1.5.1. gli intermediari turistici sono:
2.3.1.5.1.1 tour operator: impresa specializzata nella
pianificazione e nella realizzazione di viaggi/vacanze
preconfezionati e prepagati che vengono venduti al pubblico
dagli agenti di viaggio (dettaglianti)
2.3.1.5.1.2 agenzie di viaggio, (retailer o dettaglianti):operatori
che vendono al pubblico singoli servizi di biglietteria (aerea,
marittima, terrestre, ferroviaria, ecc.), alberghieri o al dettaglio
i Package dei tour Operator
2.3.1.5.1.3 tour organizer, impresa specializzata che opera solo
su commessa fornendo opera di consulenza, prestazione diretta
di alcuni servizi e definizione di un prezzo del
committente.complessivo per l'intero package erogabili solo
nei confronti
2.3.1.5.1.4. wholesaler, impresa che acquista gli invenduti di
altri tour operator e li rivende direttamente al pubblico
2.3.1.6. saper riconoscere la qualificazione giuridica degli intermediari.
Dal punto di vista giuridico FATTORE COMUNE di tutte queste forme
di intermediazione è il rappresentare una attività di agenzia ex art. 1742
Codice civile.
2.3.1.6.1. Art. 1742 Codice Civile:” col contratto di agenzia una
parte assume stabilmente l’incarico di promuovere per
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conto dell’altra verso retribuzione la conclusione di contratti
in una zona determinata”.
2.3.1.6.2..L’attività di agenzia presuppone un mandato ex art.
1703 codice Civile: “il mandato è il contratto mediante il quale
una parte si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto
dell’altra”. Il MANDATO può essere:
2.3.1.6.2.1. CON RAPPRESENTANZA, in cui i mandatari
operano in nome e per conto del mandante (ex art. 1704)
spendendone il nome;
2.3.1.6.2.2. SENZA RAPPRESENTANZA: i mandatari
operano in nome proprio ma per conto dei mandanti (ex. Art
1705). Così l’Agente di viaggio agisce in base ad un mandato
con rappresentanza del T.O. spendendone il nome. Qualsiasi
atto nell’esecuzione del contratto viene fatto dal mandatario
(agente di viaggio) è come se fosse stato fatto dal mandante
(T.O.). Unico contratto perché gli effetti sono in capo al
mandante.Il Tour operator agisce invece come mandatario
senza rappresentanza agendo in nome proprio ma per conto del
mandante (fornitore del servizio). Necessitano due contratti
uno di acquisto (intermediazione) e uno di vendita
(trasferimento degli effetti del contratto in capo al mandante)
2.3.1.7. saper riconoscere la caratteristica del canale distributivo turistico
è che non si realizza la c.d. “funzione economica” perchè i soggetti che
intervengono nella distribuzione del prodotto turistico non acquistano nè
rivendono nulla, ma assemblano, ideano e creano, combinando tra loro i
diversi addendi che compongono un pacchetto, un nuovo prodotto.
2.3.1.8. i contratti alla base dell’intermediazione, ossia gli accordi pattizi
tra fornitore del servizio e tour operator possono essere stipulati sotto
forma di:
2.3.1.8.1. allotment, contratto mediante il quale il Tour Operator
impegna anticipatamente i servizi turistici ad un prezzo
concordato riservandosi di recedere dall’impegno, senza il
pagamento di penali, entro una scadenza prestabilita
(termine di release), trascorsa la quale pagherà una penale
progressiva nel tempo fino a raggiungere l'intero prezzo di
acquisto.
2.3.1.8.2. vuoto per pieno, in cui il Tour Operator acquista e
paga prima della stagione turistica, i servizi turistici (posti
letto in albergo, spazio aereo, posti ristorante, ecc.) per un
periodo determinato, assumendo direttamente il rischio
dell'invenduto e spuntando prezzi assai bassi che in genere
riversa sul cliente
2.3.1.8.3. tariffe confidenziali, in cui il tour operator ottiene un
prezzo di favore a cui aggiunge una provvigione di agenzia.
Non vi è qui alcun impegno e non vi è dunque alcun rischio
2.3.1.9. saper riconoscere e rapportarsi con le principali funzioni svolte
dall’intermediario turistico quali:
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2.3.1.9.1. ramificazione territoriale, in quanto attraverso
l’inserimento in un catalogo turistico il fornitore usufruisce
della distribuzione e dei fornitori (agenzie di viaggio) del
tour operator e dunque arriva a clienti/turisti in tutte le zone
in cui non era presente
2.3.1.9.2. assistenza pre e post vendita al turista,
2.3.1.9.3. merchandising, identificazione del punto vendita con
loghi, marchi, slogan e allestimenti coordinati.
2.3.1.9.4. punto vendita: ogni dettagliante diventa venditore del
fornitore.
2.3.1.9.5. centrale finanziaria, il TO incassa e paga trattenendo
la differenza come provvigione
2.3.1.9.6. informazioni sul mercato, l’ADV conosce il cliente ed
ha conoscenza diretta di quello che cerca.
2.3.2 saper come elaborare la strategia promozionale sapendo come utilizzare
2.3.2.1. il mix promozionale: insieme di metodi che vengono utilizzati
dall’azienda per comunicare con il pubblico potenziale. Il mix si
compone di:
2.3.2.1.1. Pubblicità, termine generico con cui si intende
qualsiasi forma di presentazione e promozione di idee, beni
o servizi effettuata da un soggetto ben identificato
solitamente dietro compenso. Si divide in:
2.3.2.1.1.1. Pubblicità inserzionistica, che è qualsiasi
forma, a pagamento, di presentazione o promozione
realizzata da un definito offerente attraverso qualsiasi
mezzo che non comporti contatti diretti. Può essere utile
quando si devono introdurre nuovi prodotti, quando si
devono incentivare le vendite nei confronti della
concorrenza o quando necessita un richiamo e un
rafforzamento dell’immagine aziendale.
2.3.2.1.1.2 Pubblicità tramite i Mass Media, che è
l’utilizzo di forme stampate o audiovisive.
2.3.2.1.1.3 Pubblicità esterna,
che è l’impiego
ottimizzato della cartellonistica, dei manifesti, e
permette di utilizzare al massimo il potere visivo delle
immagini che arrivano prima e si fermano più a lungo
delle parole.
2.3.2.1.2 Pubbliche Relazioni, che comprendono una
molteplicità di iniziative tese a mantenere, migliorare o
proteggere l’immagine di un’azienda o di un prodotto nei
confronti degli utenti potenziali o reali. E’ l’insieme
continuo e pianificato di contatti e rapporti condotti a livello
personale teso soprattutto alla conservazione e alla
formazione dell’immagine.
2.3.2.1.3 Promozione delle vendite, che comprendono tutti gli
incentivi di breve periodo volti a incoraggiare gli acquisti o le
vendite.
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2.3.2.1.4 Vendita personale, ossia la presentazione orale ad uno
o più acquirenti potenziali
2.3.2.2. sapere come analizzare le tecniche di comunicazione;
2.3.2.2.1. Valutazione dell'insieme dei segnali che l'impresa
deve emettere per raggiungere destinatari specifici quali i clienti,
i distributori, gli azionisti, le istituzioni pubbliche, il personale
interno.
2.3.2.2.2.elaborazione di una comunicazione efficace tenendo
conto di alcuni elementi:
2.3.2.2.2.1. la fonte o emittente cioè chi emette il
messaggio;
2.3.2.2.2.2. la codifica cioè la trasformazione del
pensiero che si vuole trasmettere in forma simbolica.
L'emittente, tenendo conto delle caratteristiche del target
a cui vuol far pervenire il messaggio, definisce quali
simboli (linguaggio, suoni o immagini), dovranno essere
utilizzati per comunicarlo;
2.3.2.2.2.3. il canale cioè il mezzo attraverso il quale il
messaggio raggiunge il ricevente. Si dovrà stabilire
quale mezzo di comunicazione utilizzare per far
pervenire il messaggio al destinatario (televisione,
stampa, radio, ecc.);
2.3.2.2.2.4. il destinatario cioè colui a cui il messaggio è
rivolto;
2.3.2.2.2.5. la decodifica:cioè il processo attraverso il
quale il ricevente assegna un significato ai simboli
emessi dalla fonte. Il messaggio trasmesso, una volta
ricevuto dal destinatario, verrà da esso interpretato;
2.3.2.2.2.6. la risposta cioè la reazione del target al
ricevimento del messaggio;
2.3.2.2.2.7 il feed-back cioè la parte di risposta che il
ricevente rimanda all'emittente.
2.3.2.2.3. verifica dell’efficacia della comunicazione;
2.3.2.2.4 analisi dell'andamento delle vendite successiva
all’azione di comunicazione;
2.3.2.3 sapere come elaborare gli strumenti di comunicazione;
2.3.2.3.1. creazione di catalogo, depliant, la brochure o folder.
Tali strumenti assolvono la duplice funzione commerciale, in
quanto contengono i prezzi, le condizioni, gli sconti e le
promozioni, e promozionale, in quanto è il
principale
strumento con cui si comunica con il mercato.
2.3.2.3.2. elaborazione della strategia creativa di un catalogo o
di un depliant;
2.3.2.3.2.1. valutazione del posizionamento di mercato
desiderato e corrispettiva attribuzione di un ruolo preciso
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ed identificabile al prodotto in relazione al target cui ci si
rivolge;
2.3.2.3.2.2. dedicare particolare attenzione alla copertina,
in quanto la maggior parte dei lettori non va al di là;
2.3.2.3.2.3. invogliare il consumatore con materiali e
grafica ed esprimere posizionamento in maniera molto
diretta;
2.3.2.3.2.4. elaborare un testo accattivante, in quanto il
consumatore legge se si riesce ad interessarlo
2.3.2.2.2.5. prendere a riferimento 5 componenti:1)
Obiettivi: cosa realizzare attraverso l’uso della brochure;
2) Target: chi è il nostro consumatore; 3) Benefici: quali
saranno i benefici del cliente attraverso l’acquisto del
package; 4) Supporto: dare un motivo al consumatoreper
credere ai benefici; 5) Tono: assegnare una personalità
al prodotto cercando di comunicarla in quanto spesso si
vende la marca e non il prodotto.
2.3.3 Sapere come elaborare la strategia di prezzo, ossia determinare l'importo che
viene corrisposto per l'ottenimento di un bene o un servizio di cui siano stati
determinati utilità e valore. E' una delle variabili del marketing mix insieme a
prodotto, promozione e distribuzione. Infatti il consumatore paga un certo prezzo per
un dato prodotto, che viene promosso con specifiche modalità e che viene distribuito
attraverso un dato canale. Il prezzo influenza direttamente il livello della domanda,
determina la redditività dell'attività, influenza la percezione del prodotto o della marca
fornendo un'idea di qualità e permette un confronto diretto con i beni succedanei
presenti sul mercato.
2.3.3.1. sapere come intervenire nelle diverse fasi in cui si articola il
processo di formazione del prezzo quali:
2.3.3.1.1 fissazione degli obiettivi che possono essere orientati:
2.3.3.1.1.1 alla sopravvivenza, si mira alla sensibilità del
mercato rispetto alla riduzione di prezzo, soprattutto in
corrispondenza di situazioni di eccesso di capacità
produttiva, forte concorrenza, cambiamento nei gusti dei
consumatori.
2.3.3.1.1.2 al profitto, si procede alla stima della domanda e
dei costi e si opta per quel prezzo che permette di
massimizzare il profitto, il flusso di cassa, o la redditività
dell'investimento.
2.3.3.1.1.3 alle vendite, si mira a massimizzare il volume di
affari o la quota di mercato, o ad assicurare un determinato
tasso di crescita delle vendite.
2.3.3.1.1.4 al comportamento della concorrenza attraverso
lo stabilizzare i prezzi per allinearli con quelli dei
concorrenti.
2.3.3.1.2. determinazione della domanda che è influenzata da
alcune variabili:
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2.3.3.1.2.1. possibilità e volontà del mercato di pagare un
determinato prezzo;
2.3.3.1.2.2. immagine del prodotto che consente prezzi più
elevati;
2.3.3.1.2.3 concorrenza, la cui assenza o presenza permette
variazioni sostanziali;
2.3.3.1.2.4 ulteriori esborsi che si devono affrontare per
svolgere il viaggio
2.3.3.1.3 stima dei costi, ossia l'impegno economico che un'azienda
deve sostenere per realizzare la produzione del prodotto turistico. I
costi fissano il livello minimo al di sotto del quale la produzione
viene effettuata in perdita. Nella fissazione del prezzo l'impresa
cercherà di coprire tutti i costi, siano essi di produzione, di
distribuzione, di vendita più il margine di guadagno.Tale
valutazione si effettua analizzando:
2.3.3.1.3.1 costi fissi, ossia quei costi indipendenti dalla
quantità prodotta (es. il canone d'affitto);
2.3.3.1.3.2 costi variabili, quindi direttamente connessi al
livello di produzione (es. il costo del materiale
utilizzato).
2.3.3.1.3.3 costi totali, ossia l'insieme dei costi fissi e dei
costi variabili
2.3.3.1.3.4 costi diretti, attribuibili direttamente ad un'unità
di prodotto (es. il costo delle materie prime)
2.3.3.1.3.5 costi indiretti, non riferiti al prodotto (es. le spese
di ricerca e sviluppo, l'affitto, ecc.).
2.3.3.1.4 valutazione dei fattori interni ed esterni al territorio o alla
singola azienda
2.3.3.1.4 1 fattori interni o endogeni:
2.3.3.1.4.1.1 obiettivi strategici, che dipendono dai
convincimenti imprenditoriali e dalle stime
occupazionali a disposizione;
2.3.3.1.4.1.2 posizionamento, in quanto attraverso la
fissazione del prezzo si ottiene il punto di contatto tra
ciò che l’azienda vuole essere e ciò che di fatto è nella
mente del consumatore;
2.3.3.1.4.1.3 obiettivi di marketing, in quanto tutte le
decisioni devono essere omogenee ed integrate in un
ottica globale di marketing;
2.3.3.1.4.1.4 caratteristiche del prodotto, in termini di
capacità di erogazione e sua sostituibilità;
2.3.3.1.4.1.5 i costi di produzione che varia da azienda
ad azienda e dunque non permettono il solo effetto
imitativo tra concorrenti;
2.3.3.1.4.2 fattori esterni o esogeni :
2.3.3.1.4.2.1 qualità del prodotto o del servizio, intesa
sia come qualità intrinseca, che come capacità
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dell’azienda di far percepire la qualità del servizio
erogato;
2.3.3.1.4.2.2 domanda, disaggregando la domanda si
ottengono, attraverso la segmentazione, target che
devono avere almeno due requisiti: il desiderio di
acquistare quel prodotto e la reale disponibilità
finanziaria all’acquisto;
2.3.3.1.4.2.3 struttura dei costi, in quanto ogni azienda
ha una propria struttura dei costi per cui occorre
verificare la capacità del prezzo di remunerare o
coprire il complesso dei costi;
2.3.3.1.4.2.4 grado di competizione, caratteristico di
ogni settore e di ogni segmento;
2.3.3.1.4.2.5 grado di differenziabilità del prodotto,
ossia possibilità di personalizzazione del prodotto che
consente di dissociarsi dal prezzo di mercato: si può
basare tanto su elementi reali che su elementi non
esistenti o non fondamentali, perché l’importante è che
questi vengano percepiti come tali dal mercato.
2.3.3.1.5 La scelta del metodo per la determinazione del prezzo che
può essere basata su criteri razionali/matematici o
irrazionali/empirici;
2.3.3.1.5.1 criteri razionali/matematici
2.3.3.1.5.1.1 Metodo full costing: metodo di calcolo
che permette la determinazione del costo pieno del
prodotto attraverso la sommatoria dei costi dei suoi
singoli componenti. E’ il metodo di calcolo che nel
campo turistico viene utilizzato dai Tour Operator per
la definizione del prezzo di un pacchetto turistico.
Schematicamente il tour Operator individua una serie
di costi specifici, ossia di costi immediatamente
riconducibili all’acquisizione di uno specifico servizio,
a cui aggiunge un Mark UP, ossia una quota di costi
comuni, oneri figurativi e utile desiderato. I costi
comuni sono i costi generali ossia tutti quei costi non
riferibili direttamente all’acquisizione di un bene o
servizio, mentre gli oneri figurativi sono una quota
ipotetica di mancati ricavi che si sarebbero ottenuti
con investimenti alternativi
2.3.3.1.5.1.2 Metodo direct costing. metodo di calcolo
basato sulla determinazione degli oneri e dei costi che
si sostengono per una intera produzione e non per un
singolo prodotto. metodo usato quando non è utile o
risulta impossibile determinare i costi specifici dei
singoli componenti del prodotto, in quanto c’è una
forte incidenza dei costi fissi. Per questo motivo si
ricorre al cosiddetto “Break Even Point” (B.E.P.),
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ossia al punto di pareggio tra costi e ricavi o punto
critico in cui i costi eguagliano i ricavi. Con il B.E.P.
si effettua una previsione della produzione che occorre
vendere per assicurare la copertura dei costi ed il
conseguimento di un utile.
2.3.3.1.5.2 criteri irrazionali/empirici;
2.3.3.1.5.2.1 metodo del valore percepito in cui la
determinazione del prezzo viene effettuata, invece che
a partire dai costi sostenuti dal venditore, utilizzando il
valore percepito dall'acquirente, che si cercherà di
aumentare utilizzando gli elementi del marketing mix
non legati al prezzo. Il fattore determinante
nell'adozione di tale metodo è l'individuazione del
valore che il mercato attribuisce all'offerta. Il
problema che si pone è sostanzialmente quello di
effettuare una determinazione quantitativa della
percezione della qualità, ostacolo che si cerca di
superare con l'adozione di metodologie di misurazione
delle preferenze di consumo tramite, ad esempio,
ricerche di mercato.
2.3.3.1.5.2.2 metodo della determinazione del prezzo
sulla base dei prezzi della concorrenza, in cui si
determinano i prezzi basandosi sull'analisi della
concorrenza. In tal modo non si tiene conto del fatto
che la dinamica dei costi è diversa da azienda ad
azienda e dunque è diversa anche la redditività: il
terrore di “essere fuori mercato” rende necessario e
vitale l’adeguamento a quanto fanno gli altri in termini
di prezzo trascurando tutte le altre variabili del
marketing mix.
2.3.3.2. sapere come valutare la peculiarità del prezzo in campo
turistico, occorre dunque tener conto:
2.3.3.2.1. l’immaterialità del servizio offerto, che rende difficile la
percezione da parte del cliente di cosa sta acquistando, della qualità
insita nel prodotto e soprattutto del rapporto prezzo/qualità che
viene invece sviluppato a posteriori, una volta consumato il
servizio;
2.3.3.2.2. una struttura dei costi totali delle aziende turistiche che in
genere presenta una forte incidenza dei costi fissi;
2.3.3.2.3. una modesta dimensione rispetto al mercato con
esclusione delle grandi imprese di trasporto e delle compagnie
aeree;
2.3.3.2.4. una strategicità del personale nella qualità dei servizi
2.3.3.2.5. un costo unitario che è direttamente influenzato dalla
quantità dei servizi erogati;
2.3.3.2.6. l’alta deperibilità dei prodotti;
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2.3.3.2.7. alcuni elementi dei prodotti turistici (pacchetti
all’inclusive) sono determinati dagli enti pubblici e quindi non
manovrabili (ad esempio gli ingressi ai musei);
2.3.3.2.8. lo sfasamento temporale che esiste tra il momento in cui
si crea il prezzo ed il momento in cui si eroga effettivamente il
servizio;
2.3.3.2.9. l’elevato coinvolgimento psicologico ed emotivo del
turista;
2.3.3.2.10. l’impossibilità di stoccaggio ed immagazzinamento dei
prodotti turistici.
2.3.4. sapere come elaborare la strategia di prodotto. Il prodotto costituisce un
elemento che tende al soddisfacimento dei bisogni e delle esigenze del mercato
obiettivo o target, nella convinzione che il consumatore non acquista il prodotto di per
sé, ma, piuttosto, per i vantaggi che ne può trarre. Con il termine prodotto, dunque, si
intende, in senso lato, tutto ciò che può essere offerto ai consumatori per soddisfare un
loro desiderio o bisogno. Nella prassi comune, tuttavia, si associa alla parola
"prodotto" un oggetto fisico, anche se, a ben vedere, essa racchiude un concetto più
esteso, comprendendo anche servizi, persone, luoghi, attività, organizzazioni e idee.
Ogni prodotto va “posizionato” nella mente del consumatore come bene adatto al
soddisfacimento di un certo potenziale o reale bisogno.
2.3.4.1. sapere come intendere il prodotto turistico come insieme cioè,
più o meno coordinato, di servizi che vengono erogati ai turisti. Si
compone sempre di due fattori che sono caratteristici del settore:
2.3.4.1.1. fattori ambientali, rappresentati dal complesso delle
attrattive materiali ed immateriali che caratterizzano l'area di
destinazione delle vacanze ed il tipo di soddisfazioni
psicofisiologiche che i turisti ritengono di poter trarre da esse;
2.3.4.1.2. fattori strumentali, costituiti dal complesso dei servizi
offerti dalle imprese turistiche che, attraverso le loro prestazioni,
rendono effettivamente fruibili le attrattive espresse dai fattori
ambientali.
2.3.4.2. sapere come definire il prodotto turistico, come insieme dei
fattori naturali, culturali, religiosi, umani, commerciali, infrastrutturali,
di accessibilità di un’area. Il prodotto “vacanza” non è solo un insieme
di singoli fattori materiali ed immateriali, ma è un insieme di
componenti interdipendenti e complementari.
2.3.4.3. sapere come riconoscere ed utilizzare le caratteristiche del
prodotto turistico:
2.3.4.3.1. intangibilità, in quanto si vende qualcosa di immateriale e
non un bene concreto, testabile e su cui dunque fare agevolmente
delle politiche di marca;
2.3.4.3.2. inseparabilità, in quanto non è separabile l’aspetto
produttivo e l’aspetto del consumo: mentre infatti i prodotto
industriale si progetta su specifiche tecniche, si crea e poi al
momento giusto si vende, il servizio si crea e si eroga all’istante
con la partecipazione del cliente;
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2.3.4.3.3. complessità, in quanto formato da più componenti che
coesistono e che pariteticamente contribuiscono alla soddisfazione
del cliente;
2.3.4.3.4. non immagazzinabililità, in quanto proprio perché
inseparabile non permette un immagazzinaggio del prodotto: nelle
aziende industriali il magazzino svolge anche una funzione di
“polmone” che assorbe i momenti di surplus produttivo da
utilizzare poi in un secondo momento nei momenti di massima
richiesta del prodotto, mentre in campo turistico ciò che non si
vende oggi non si può vendere domani;
2.3.4.3.5. differenziabilità, in quanto basti pensare a come spesso
delle destinazioni uguali vengano vendute in maniera diversa sia
dal punto di vista della tipologia di vacanza che della tipologia di
target;
2.3.4.3.6. eterogeneità dal punto di vista tipologico, in quanto tutte
le località in linea teorica potrebbero essere prodotto turistico;
2.3.4.3.7. deperibilibilità, in quanto non può essere conservato per
essere poi venduto in periodo di forte richiesta;
2.3.4.3.8.. fruibilità solo quando il cliente è presente ed ha già
acquistato;
2.3.4.3.9. programmabilità spesso difficile in quanto presume la
prevedibilità dei flussi e dei comportamenti della domanda.
2.3.4.4. sapere come definire dal punto di vista tecnico turistico il
prodotto
2.3.4.4.1. incoming (o inbound) per indicare tutti i servizi sia
ricettivi che complementari (visite, escursioni, tour ecc.) offerti ai
turisti in arrivo
2.3.4.4.2. outgoing (o outbound) in riferimento al turista in
partenza.
2.3.4.4.3. sia i servizi incoming che outgoing possono assumere la
forma di :
2.3.4.4.3.1. servizi isolati semplici se prevedono una
sola prestazione (per esempio un trasporto aereo o una
prenotazione alberghiera);
2.3.4.4.3.2.. servizi isolati composti se prevedono più
prestazioni (per esempio un trasporto aereo e una
prenotazione alberghiera);
2.3.4.4.3.3.. complessi quando si ha un insieme di
servizi isolati tra i quali quelli di trasporto e di
ricettività che vengono venduti in maniera unitaria.
Questi servizi complessi sono indicati nella prassi
comune come prodotto turistico o Package turistico se
organizzato da un operatore autorizzato che intende
poi rivenderlo. Il Package è l'integrazione di più
servizi turistici quali i servizi di trasporto e di
soggiorno, in particolari aree o località di destinazione
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che i tour Operator acquistano, assortiscono e vendono
al pubblico ad un prezzo unitario.
2.3.4.5. sapere come individuare gli elementi costitutivi di un pacchetto
turistico:
2.3.4.5.1. periodo è l’intervallo di tempo che intercorre tra il
momento della partenza e quello dell’arrivo del turista, inteso sia
come durata (una settimana, un week end, ecc.) sia come epoca
(estate, inverno, alta stagione, ecc.).
2.3.4.5.2. servizi sono le prestazioni fornite ai viaggiatori.
Generalmente si parla di:
2.3.4.5.2.1 servizi palesi per indicare quelli visibili al
cliente (trasporti, alloggio, escursioni, ecc.)
2.3.4.5.2.2 servizi occulti per indicare quelli di cui il
viaggiatore non ha percezione (i fax e le telefonate per
le prenotazioni e le conferme, il lavoro di
organizzazione, ecc.),
2.3.4.5.2.3 servizi primari quelli senza i quali il
viaggio non può esistere (trasporto e ricettività)
2.3.4.5.2.4 servizi secondari quelli che invece lo
migliorano e lo perfezionano. I servizi secondari
possono a loro volta essere di:
2.3.4.5.2.4.1. accoglienza (servizi offerti al
viaggiatore in arrivo o in partenza quali
interpreter assistance o meeting, transfer),
2.3.4.5.2.4.2 di accesso (insieme di servizi che
permettono la massima fruibilità del territorio
visitato quali visite e escursioni)
2.3.4.5.2.4.3 accessori (servizi che vengono messi
a disposizione del viaggiatore per assisterlo quali
cambio valute, spedizione bagagli assicurazione,
ecc.).
2.3.4.5.3. L’itinerario è l’insieme di elementi (percorso, periodo,
mezzi di trasporto e servizi) che permette di soddisfare lo scopo del
viaggio. Tali elementi si condizionano a vicenda e vanno scelti in
maniera conseguente.
3. Censire e analizzare le caratteristiche e le risorse di un polo turistico
3.1. essere in grado di effettuare un’analisi socioeconomica del territorio;
3.1.1 sapere come analizzare l’evoluzione della popolazione e delle attività
economiche (artigianato, piccola industria e terziario avanzato) e dei loro flussi
in entrata e in uscita;
3.1.1.1.rilevare presso il Comune, la Provincia e la Camera di
Commercio i dati relativi le licenze rilasciate;
3.1.1.2 l’indotto creato dalle varie attività;
3.1.1.3 la presenza di distretti industriali o di centri di eccellenza;
3.1.1.4 presenza di Ente Fiera e l’entità delle sue attività;
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3.2. essere in grado di analizzare l’accessibilità ed il livello di utilizzo delle risorse
turistiche ambientali ed infrastrutturali;
3.2.1 sapere come censire ed analizzare le risorse accessibili e non;
3.2.1.1 raccogliere la documentazione utile presso gli enti preposti
(Curia,Comuni, Provincia, Demanio, Associazioni, Fondazioni,
Privati);
3.2.1.2. analizzare e valutare il grado e le modalità di fruibilità delle
risorse, interrogando gli enti preposti (Curia , Comuni, Provincia,
Demanio, Associazioni, Fondazioni, Privati);
3.2.1.3 analizzare la frequenza delle visite alle risorse accessibili
attraverso la rilevazione diretta e indiretta. Rilevazione indiretta
attraverso i dati da analisi statistiche dell’APT, proloco o della
Provincia o interrogare direttamente i custodi di alcuni siti (vedi chiese,
ville private, ecc.)
3.2.1.4 analizzare le potenzialità attrattive di risorse non accessibili e
valutare l’importanza storico-artistica dei siti, il contesto ambientale, la
loro rilevanza nel contesto territoriale;
3.2.1.5. valutare l’impegno economico necessario per rendere
disponibili tali risorse attraverso un ipotesi di budget che preveda;
3.2.1.5.1 quantità e qualità delle risorse umane per rendere
accessibili i siti considerati;
3.2.1.5.2 costi di manutenzione ordinaria e straordinaria;
3.2.1.5.3 ricavi da biglietteria e/o da finanziamenti da privati, e/o
regionali, e/o nazionali e/o comunitari,
3.3. essere in grado di valutare il livello di integrazione tra i siti di interesse e la loro
raggiungibilità;
3.3.1 analisi delle modalità di raggiungimento dei siti di interesse;
3.3.1.1. consultare una cartina stradale del territorio;
3.3.1.2. rilevare i percorsi dei mezzi pubblici;
3.3.1.3. consultare una cartina della sentieristica;
3.3.2 verificare l’esistenza di itinerari che connettono i siti in esame;
3.3.3 definire nuovi itinerari percorribili;
3.3.3.1. analizzare l’esistenza di tematismi in grado di collegare il
territorio;
3.3.3.2. studiare connessioni storico-artistiche, enogastronomiche,
tradizioni artigianali, paesaggistico-ambientali;
3.4. essere in grado di analizzare la filiera turistica locale ossia le attività collegate al
turismo. Essa è composta da: trasporti (di tutte le tipologie compresi il noleggio di
auto, cavalli, biciclette, scooter,.); intermediazione (agenzie viaggi e tour operator);
informazione (servizi di accoglienza pubblica e privata); alloggio (tutte le attività
ricettive, alberghi, campeggi, agriturismi, appartamenti, per ferie); ristorazione (dalla
ristorazione rapida allo slow food); intrattenimento (diurno e di prima serata, dallo
sport al cinema); shopping e artigianato (dal merchandising alle produzioni locali, dal
mercatino locale alle “abilità” di nicchia).
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3.4.1 sapere come censire il numero delle imprese coinvolte nella filiera turistica
presenti sul territorio di interesse; attraverso una ricerca da effettuarsi presso
gli enti preposti al rilascio delle licenze: Provincia, Comune, Camera di
Commercio;
3.4.2 saper come valutare le loro caratteristiche tipologiche;
3.4.2.1 analisi del target di clienti cui si riferiscono e la tipologia dei
servizi erogati verificando la categoria di appartenenza (ad esempio
alta, medio , bassa – numero delle stelle per le strutture ricettive, ecc).
3.4.2.2.verifica dell’eventuale assegnazione delle certificazioni ISO
9000, ISO 14.000, EMAS;
3.4.2.3 verifica dell’appartenenza a catene internazionali;
3.4.2.4. verifica dell’appartenenza ad un marchio di qualità;
3.4.2.5. verifica dell’esistenza di consorzi, cooperative o altre forme
associate per la gestione di tutto o parte dell’attività tipica.
3.5 essere in grado di analizzare il livello di infrastrutturazione del territorio in termini di
3.5.1 sapere come utilizzare le modalità di raggiungimento dell’area; e distanze da
aeroporti, stazione ferroviaria, caselli autostradali, strade statali, strade provinciali,
ecc.
3.5.1.1 consultare una cartina stradale
3.5.1.2 ricerca diretta sul territorio
3.5.2 sapere come studiare il sistema viario del territorio e il suo stato di percorribilità
sapendo verificare ;
3.5.2.1 la raggiungibilità dei siti di interesse turistico;
3.5.2.2.la possibilità di transito e stazionamento di bus turistici;
3.5.2.3.la presenza e dislocazione di piste ciclabili;
3.5.2.4.la presenza e la navigabilità di eventuali corsi fluviali e/o canali
collettori;
3.5.2.5.la presenza e l’efficienza del trasporto pubblico;
3.6 essere in grado di analizzare le tendenze del mercato turistico, l’offerta e la domanda
turistica esistente attraverso l’analisi dei dati forniti dagli organi pubblici preposti (Azienda di
Promozione Turistica, assessorato al turismo della Regione, assessorato al turismo della
Provincia, uffici statistica del comune, della locale C.C.I.A.A., della Provincia e della
Regione, ufficio studio dell’ENIT),;
3.6.1. sapere come analizzare quantitativa e qualitativa della domanda in termini di
consistenza dei flussi turistici, tendenze future, potenzialità di crescita e mercati di
provenienza, provenienza geografica, tipologie di turismo prevalente, tipologia di
alloggio preferita, motivazioni principali, durata media del soggiorno, modalità di
prenotazione.. (tramite le succitate fonti).
3.6.2. sapere come analizzare quantitativa e qualitativa dell’offerta turistica esistente
in termini di :
3.6.2.1.consistenza del patrimonio ricettivo.
3.6.2.2 consistenza e composizione del patrimonio agenziale
3.6.2.3 esistenza di forme di associazionismo e modalità di intermediazione
nella vendita del prodotto turistico;
3.6.2.4 consistenza e fruibilità delle risorse naturali
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3.6.2.5 consistenza, fruibilità e capacità di attrazione delle risorse naturali,
sociali, strutturali e aggiunte identificate con l’analisi SWOT
3.6.2.6 grado di conoscenza delle risorse da parte del pubblico potenziale
3.6.2.7 capacità di attrarre i consumi turistici (rapporto numero dei
turisti/residenti)
3.6.3 sapere come considerareconsistenza della situazione ambientale in termini di
qualità (grado di conservazione della natura, delle acque, dell'aria, grado di
contenimento dell'inquinamento acustico, esistenza di aree protette) e delle pressioni
esercitate sull'ambiente (popolazione, infrastrutture, agricoltura, industria, esistenza di
una rete di monitoraggio della gestione dei rifiuti)
3.6.4 sapere come rilevare i principali indicatori turistici:
3.6.4.1. Dimensione media degli esercizi ricettivi – Alberghi. Algoritmo di
calcolo: (Numero letti esercizi alberghieri per stelle (1....5) + Numero letti
residenze turistico alberghiere) / (Numero esercizi alberghieri per stelle
(1....5) + Numero residenze turistico alberghiere) Interpretazione:
Dimensione media degli esercizi alberghieri (numero medio di posti letto per
esercizio);
3.6.4.2.Utilizzazione lorda – Alberghi. Algoritmo di calcolo: [(Presenze
totale alberghi + Presenze residenze turistico alberghiere) * 100) / (Numero
letti alberghi per stelle (1....5) + Numero letti residenze turistico alberghiere)
* 365] Interpretazione: Indice di utilizzazione delle strutture alberghiere
3.6.4.3.Rilevazione del movimento turistico: Utilizzazione lorda - Altre
strutture. Algoritmo di calcolo: (Presenze totale altre strutture * 100) /
(Numero letti altre strutture * 365) Interpretazione: Indice di utilizzazione
delle altre strutture;
3.6.4.4.Indice di utilizzazione lorda (U.L.): rapporto tra le presenze registrate
negli esercizi e la disponibilità di letti alberghieri espressi in termini di
giornate-letto: UL=P/(L*G)*100 dove P = presenze registrate negli esercizi,
L = letti degli esercizi corrispondenti, G = numero delle giornate di
disponibilità dei letti al lordo delle chiusure stagionali
3.6.4.5.Rilevazione del movimento turistico: Percentuale presenze in
alberghi – Stranieri. Algoritmo di calcolo: (Presenze stranieri alberghi +
Presenze stranieri residenze turistico alberghiere)/ (Presenze totale alberghi +
Presenze totale residenze turistico alberghiere) * 100 Interpretazione: Peso
delle presenze straniere negli alberghi e nelle residenze turistico alberghiere
sul totale delle presenze negli alberghi e nelle residenze turistico alberghiere
3.6.4.6. Durata media del soggiorno. Algoritmo di calcolo: Presenze totale /
Arrivi totale. Interpretazione: Numero medio di nottate trascorse da un
cliente in una struttura ricettiva.
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4. Analisi del mercato turistico di riferimento del territorio
4.1 Essere in grado di identificare il segmento di mercato turistico locale.
4.1.1. sapere come suddividere in gruppi di utenti omogenei e significativi, dove ogni
gruppo può essere selezionato come obiettivo da raggiungere con una specifica azione
di marketing.
4.1.2. sapere come individuare quali percezioni, necessità, esigenze, preferenze,
caratteristiche od altri simili aspetti motivazionali, di scelta o di comportamento
collegano fra loro un medesimo gruppo di acquirenti.
4.1.3. sapere come utilizzare criteri per la segmentazione in base a criteri Socio
demografici, Economici, Psicografici, Motivazionali o ricorso a più criteri incrociabili
4.2 Essere in grado di identificare le caratteristiche di un segmento di mercato :
4.2.1. quantificabilità
4.2.2. misurabililità
4.2.3. identificabilità
4.2.4. raggiungibilità
4.2.5. difendibilità
4.2.6 appetibilità
4.3 Essere in grado di identificare il grado di attrattività di un segmento
4.3.1. sufficientemente grande,
4.3.2. delimitato
4.3.3 potenziale
4.3.4. insoddisfatto
4.3.5. remunerativo
4.4. Essere in grado di per ogni segmento identificato definire il posizionamento della
zona, della marca, della singola azienda. Il posizionamento è necessario per capire
come i consumatori percepiscono il prodotto tramite un esame delle immagini che questo
proietta nelle loro menti e dei bisogni che soddisfa.
4.4.1. sapere come definire lo spazio che il prodotto o la marca può occupare in un
dato mercato ed il modo in cui sono percepiti da un gruppo rilevante di
consumatori rispetto ai prodotti concorrenti.
4.4.2. sapere come misurare le percezioni che gli acquirenti hanno riguardo alle
alternative che loro offre il mercato
4.4.3. sapere come definire gli obiettivi del posizionamento
4.4.3.1. obiettivo di difesa, permette di mantenere le posizioni raggiunte dal
prodotto nel segmento in cui opera.
4.4.3.2. obiettivo di riposizionamento, permette di spostare il prodotto in un
segmento più idoneo creatosi per varie concause
4.4.3.3. obiettivo di appoggio, permette di entrare con un nuovo prodotto non
innovativo in un nuovo segmento.
4.4.3.4. obiettivo di lancio, permette di introdurre un prodotto altamente
innovativo sia per i consumatori che per il mercato
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5. Partecipare alla definizione e alla promozione della vocazione e dell’immagine
turistica del territorio in accordo con i soggetti pubblici e privati coinvolti
5.1 essere in grado di interagire con i soggetti pubblici e privati per la definizione
dell’immagine turistica del territorio;
5.1.1. sapere come individuare i soggetti pubblici interessati allo sviluppo turistico
di un territorio (CCIAA, assessorati regionali, provinciali, comunali, associazioni
Pro loco, Rappresentanti dei patti territoriali, Enti parco, associazioni di categoria
confcommercio e confesercenti)
5.1.2. sapere come individuare i soggetti privati (consorzi e cooperative di
albergatori, associazioni ristoratori e albergatori, singoli imprenditori locali);
5.1.2.1. analisi della filiera turistica.
5.1.2.2 Nota: azione già svolta nel punto 3
5.2 essere in grado di definire le politiche di intervento per la creazione
dell’immagine turistica
5.2.1. sapere come approfondire la conoscenza del potenziale naturale e culturale
per poterlo rendere un elemento essenziale dell’offerta. (nota: azione già
sviluppata al punto 3)
5.2.2. sapere come realizzare inventari del potenziale turistico prendendo in
considerazione insiemi geografici coerenti e non unità amministrative
5.2.3. sapere come promuovere una politica di tutela del patrimonio che garantisca
l’attrattiva della zona e la perennità del potenziale
5.2.4. sapere come incitare i poteri locali che amministrano l’area a dotarsi di
schemi di protezione e valorizzazione abbinati a misure operative
5.2.5 sapere come far partecipare la popolazione alla protezione e alla
valorizzazione delle risorse naturali e culturali,
5.2.6. sapere come programmare attività di sensibilizzazione e di educazione in
materia di ambiente, con il sostegno ad associazioni locali di tutela al patrimonio e
dell’ambiente.
5.2.7. sapere come personalizzare l’accoglienza, sviluppare il contatto, i rapporti
interpersonali, un ambiente culturale, una “filosofia dell’ospite”.
5.2.8. sapere come prevedere programmi di formazione all’accoglienza turistica
associando le organizzazioni socio-professionali del settore alberghiero, le
organizzazioni agricole e di alloggi rurali.
5.2.9. sapere come promuovere l’uso dei prodotti locali e della cucina tradizionale
5.3. essere in grado di definire le politiche di intervento per la promozione della
vocazione turistica del territorio
5.3.1 sapere come creare itinerari di scoperta con un’adeguata segnaletica e
opportuni supporti didattici
5.3.2. sapere come definire ed attuare un programma di valorizzazione dei siti e
dei monumenti di particolare interesse che garantisca la promozione globale della
zona
5.3.3. sapere come definire piani relativi al paesaggio che valorizzino l’immagine
globale della zona
5.3.4. sapere come mettere a disposizione del pubblico documenti di informazione
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5.3.5. sapere come organizzare l’attività promozionale in base ad un’immagine
comune del territorio e in base alla clientela su cui si desidera puntare.
5.3.6. sapere come rendere la zona presente sul mercato del turismo attraverso un
piano di comunicazione sui mass media e l’ideazione di iniziative promozionali.
5.3.6.1
creazione di un consorzio per la promozione.
5.3.6.2.
formazione dei fornitori del servizio per l’assistenza alla
commercializzazione.
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6. Stabilire relazioni e sinergie tra portatori d’interesse finalizzate allo sviluppo turistico
del territorio
6.1 essere in grado di intrattenere relazioni e collaborare con gli attori pubblici e
privati per l’avvio dei piani di sviluppo definiti
6.1.1. sapere come conoscere i piani di sviluppo a livello locale e regionale. Ad
esempio i P.I.T. (Piano Integrato Territoriale) e i P.I.L.S. (Piano Integrato
Locale Strategico),
6.1.2. sapere come definire l'idea guida del piano turistico e presentarla agli attori
locali;
6.1.3. sapere come conoscere l’intera filiera turistica presente sul territorio e le
relativa dinamiche
6.1.4. sapere come individuare gli attori coinvolti nel piano di sviluppo e il loro
contributo all’interno della compagine;
6.1.5. sapere come schematizzare l'articolazione generale del piano, identificando
il ruolo di ciascun partner ed il valore aggiunto dallo stesso apportato.
6.1.6. sapere come individuare gli elementi di specificità dei soggetti pubblici e
privati coinvolti;
6.1.7. sapere come utilizzare tecniche adeguate di negoziazione e concertazione
6.1.7.1.
organizzare focus group per la definizione degli obiettivi;
6.1.7.2.
organizzare forum di discussione per l’attivazione del piano
6.1.7.3.
organizzare incontri di monitoraggio per la verifica dello stato
di realizzazione ed eventuale predisposizione di azioni di
miglioramento o rimodulazione degli obiettivi;
6.1.8. sapere come schematizzare l'articolazione generale del piano, identificando
il ruolo di ciascun soggetto ed il valore aggiunto dallo stesso apportato.
6.2 essere in grado di stabilire canali di comunicazione efficaci ed efficienti tra i
diversi soggetti coinvolti.
6.2.1.
sapere come costruire un’immagine condivisa del territorio,
evidenziando e comunicando a tutti i punti di forza e di debolezza;
6.2.2.
sapere come attivare ed incrementare una comunicazione in rete su tutto
il territorio;
6.2.3.
sapere come responsabilizzare l’intera filiera sulla fruibilità del
territorio e sulla partecipazione ad eventi organizzati;
6.2.4. sapere come stendere in un report le scadenza sull’andamento del piano;
6.2.5
sapere come formulare e condividere le azioni di miglioramento;
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7. Organizzare un’offerta turistica integrata relativa ad uno specifico territorio nel
rispetto della normativa vigente;
7.1. essere in grado di progettare il Pacchetto Turistico
7.1.1
sapere come elaborare un’analisi SWOT del territorio: acronimo di
Strengths (Punti di Forza), Weaknesses (Punti di Debolezza), Opportunities
(Opportunità), Threats (Minacce).; (nota: azione già sviluppata al punto 2.1)
7.1.2.
sapere come censire e analizzare le caratteristiche e le risorse di un polo
turistico
7.1.3.
sapere come (nota: azione già sviluppata al punto 3) In questa fase se
ne utilizzano i risultati
7.2 essere in grado di confezionare il Pacchetto Turistico. Il pacchetto turistico è
l'integrazione tra servizi turistici quali il servizio di trasporto e di soggiorno in
particolari destinazioni che i tour Operator acquistano, assortiscono e vendono al
pubblico ad un prezzo unitario
7.2.1 sapere come assemblare i pacchetti turistici
7.2.1.1 contattare gli operatori locali appartenenti alla filiera turistica;
7.2.1.2 rilevare i costi dei servizi richiesti;
7.2.1.3 individuare il mark-up per ciascuna tipologia di servizio; (nota:
analisi già sviluppata al punto 2.3.3.1.5.1.1).
7.2.1.4 negoziare i prodotti con i fornitori del servizio;
7.2.1.5 applicare le politiche di pricing ai prodotti/servizi in corso di
elaborazione. (nota: azione già sviluppata al punto 2.3.3;)
7.2.2 sapere come predisporre i contratti con strutture ricettive e di ristorazione,
compagnie di trasporto passeggeri, guide ed accompagnatori, autonoleggi ed altri
fornitori di servizi turistici, gli eventuali corrispondenti;
7.2.2.1 redigere le diverse tipologie contrattuali tipiche del settore in base
alla normativa vigente: vuoto per pieno, allotment e accordi similari; nota:
azione sviluppata nel punto 7.5;
7.2.2.2 stipulare contratti con i differenti fornitori dei servizi di viaggio;
7.3 essere in grado di distribuire il pacchetto turistico: vedi punto 2.3.1.1
7.3.1 sapere come assistere il responsabile della funzione nello sviluppo dei canali
commerciali di;
7.3.1.1 attivazione di reti distributive nel settore turistico;
7.3.1.1.1 recuperare presso gli enti preposti (ENIT, Province,
Associazione di categorie, corrispondenti esteri, ecc.) l’elenco degli
operatori turistici (agenzie di viaggio, Tour operator) per categoria
e tipologia, utili a distribuire il prodotto confezionato;
7.3.1.1.2 contattare a livello nazionale ed internazionale gli
operatori che, dal materiale recuperato, risultano distribuire il
proprio segmento di prodotto;
7.3.1.1.3 affidare a tale operatori la distribuzione del proprio
prodotto turistico;
7.3.1.1.4 individuare canali di distribuzione telematici;
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7.3.1.1.4.1 censire gli strumenti di Information and
Comunication Tecnology (portali turistici, CRS, GDS,) utili
a distribuire il proprio prodotto turistico; (Cfr. punto 1.1 e
1.2)
7.3.1.1.4.1.1 navigare in internet
7.3.1.1.4.1.2 intervistare alcuni operatori che
usufruiscono di tali strumenti,
7.3.1.1.4.1.3 rivolgersi a professionisti del settore
7.3.1.1.4.1.4 consultare stampa di settore
7.3.1.1.4.2 definire accordi di inserimento del proprio
prodotto all’interno degli strumenti telematici in base alle
strategie di distribuzione analizzate al punto 2.3.1.1;
7.3.1.1.4.3 creazione di un sito telematico o inserimento sul
sito esistente della possibilità di teleprenotazione
dell’offerta turistica territoriale affidando la gestione ai
tecnici competenti;
7.3.2 sapere come monitorare l’andamento di mercato del prodotto turistico,
7.3.2.1 rilevare con cadenza prestabilita il volume di vendita del prodotto
turistico
7.3.2.1.1 analizzare la documentazione amministrativa e i libri
contabili;
7.3.2.2 rilevare la tipologia di prodotto maggiormente venduto;
7.3.2.2.1 analizzare la documentazione amministrativa e i libri
contabili;
7.3.2.3 rilevare le nazionalità degli acquirenti;
7.3.2.3.1 analizzare la documentazione amministrativa e i libri
contabili;
7.3.2.4 rilevare la capacità di spesa dell’acquirente per nazionalità;
7.3.2.4.1 analizzare la documentazione amministrativa e i libri
contabili;
7.4 essere in grado di promuovere l’offerta turistica
7.4.1 sapere come partecipare a fiere e manifestazioni nazionali ed internazionali;
7.4.1.1 ricercare le informazioni necessarie a consentire la partecipazione
alle manifestazioni fieristiche nazionali ed internazionali di settore;
7.4.1.1.1 contattare gli Enti preposti alla promozione nazionale ed
internazionale (Enit, Regioni, Province, Enti fiera, Consorzi di
promozione turistica, Enti di promozione turistica internazionali,
ecc.);
7.4.1.1.2 consultare la stampa di settore;
7.4.1.2 prendere contatti con i referenti esterni che organizzano gli eventi e le
manifestazioni di interesse per il settore;
7.4.1.3 definire i termini economici, spaziali, temporali della partecipazione
a fiere e manifestazioni;
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7.4.1.3.1chiedere ai responsabili dell’organizzazione logistica della
manifestazione preventivi diversificati a seconda dello spazio
occupato;
7.4.1.4 predisporre il materiale informativo da distribuire durante gli eventi e
le manifestazioni a cui si intende partecipare;
7.4.1.4.1 creazione di catalogo, depliant, brochure o folder a
seconda della strategia di comunicazione definita (nota: azione
analizzata al punto 2.3.2)
7.4.1.5 gestire la sistemazione logistica, l'arredamento e quant' altro occorra
per l'ubicazione di stand all'interno di fiere e manifestazioni cui si partecipa;
7.4.1.6 pianificare iniziative a latere per rendere produttivo l'investimento;
7.4.1.6.1 distribuzione di inviti agli operatori del settore per
promuovere la propria presenza all’interno della manifestazione;
7.4.1.6.2 partecipazioni ufficiali a convegni e dibattiti all’interno
della manifestazione
7.4.1.6.2.1 concordare con gli organizzatori della
manifestazione la possibilità di intervento;
7.4.1.6.3 indire conferenze stampa per la promozione del prodotto;
7.4.1.6.3.1 contattare i referenti della stampa nazionale e
delle riviste di settore;
7.4.2 sapere come organizzare di eventi promozionali locali e/o internazionali
7.4.2.1 organizzazione di educational rivolti ad operatori del settore;
7.4.2.1.1 definire alcune date in cui offrire a stampa ed operatori
selezionati ospitalità per la presentazione e promozione dell’offerta
turistica territoriale;
7.4.2.1.2 inviare gli inviti agli operatori e raccogliere le adesioni;
7.4.2.1.3. realizzare visit tour della zona per far conoscere sia le
realtà turistiche che le forme di ricettività presenti sul territorio
7.4.2.2 indire conferenze stampa;
7.4.2.2.1 contattare i referenti della stampa nazionale e delle riviste
di settore;
7.4.2.3 presentazione del prodotto turistico presso le sedi estere della Camera
di Commercio (ICE) ad operatori stranieri;
7.4.2.3.1 contattare le sedi estere della Camera di Commercio;
7.4.2.3.2 richiedere preventivo per la presentazione;
7.4.2.3.3 definire la data della presentazione;
7.4.2.3.4 commissionare all’Ente l’organizzazione dell’incontro e
l’invito agli operatori;
7.4.2.4 creazione di campagne di offerte speciali per l’immissione del prodotto
sul mercato;
7.4.3 sapere come organizzare di campagne promozionali visive nazionali ed
internazionali;
7.4.3.1 contattare ed affidare l’incarico a professionisti del settore;
7.4.4 sapere come utilizzare le tecniche ICT (information & Comunication
tecnology); (Cfr.punto 1.2)
7.4.4.1 costruzione di un sito web per la promozione del territorio e della sua
offerta turistica;
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7.4.4.1.1 affidare l’incarico a tecnici competenti;
7.4.4.1.2. dare le specifiche di marketing e commerciali del sito
7.4.4.2 interagire con altri siti tematicamente simili
7.4.4.2.1 effettuare scambio link
7.4.4.2.2 realizzazione di advertising reciproco;
7.4.4.2.3 posizionamento nei motori di ricerca;
7.4.4.2.4. intraprendere azioni di comarketin
7.4.4.3 creazione di mailing list
7.4.4.3.1 acquistare mailing list di settore da specifiche aziende;
7.4.4.3.2 selezione di indirizzi tra gli operatori, stampa, clienti
nazionali ed internazionali
7.5 essere in grado di conoscere e gestire la Normativa vigente in ambito turistico
7.5.1 sapere come applicare le normative regionali, nazionali, comunitarie ed
internazionali nell’organizzazione e gestione dell’offerta turistica;
7.5.1.1 conoscere le principali leggi sul turismo
7.5.1.1.1. legge quadro per il turismo Legge 17.05.1983 n. 217,
7.5.1.1.2 le conseguenti leggi regionali di attuazione,
7.5.1.1.3 codice civile per tutto quanto non regolamentato, in tali
leggi,
7.5.1.1.4. legge 1084 del 1977,
7.5.1.1.5.D.Lgs 111/1995,
7.5.1.1.6. legge 730 del 1985 (agriturismi)
7.5.1.1.7 legge quadro 135/01 Riforma della legislazione nazionale
del turismo, relative attuazione regionali e le convenzione
comunitarie che regolano i rapporti tra operatori turistici;
7.5.2 sapere come orientarsi tra i principali contratti che regolamentano i rapporti
giuridici tra gli attori del processo di erogazione, vendita e consumo dei servizi
turistici;
7.5.2.1 saper stipulare il contratto di albergo, i contratti di intermediazione, il
contratto di organizzazione di viaggio, i contratti per la distribuzione dei
pacchetti turistici, il contratto di assistenza turistica, ecc.
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8. Gestire un progetto turistico
8.1 essere in grado di definire un progetto turistico in base al piano strategico
8.1.1. sapere come creare un’immagine turistica del territorio condivisa e partecipata
tra gli attori sociali (nota azione già sviluppata nel punto 5)
8.1.2. sapere come pianificare un progetto turistico
8.1.2.1. stesura di un piano di lavoro che possa essere monitorato in tutte le
sue fasi:
8.1.2.1.1. nome(i) attività, del Piano di lavoro
8.1.2.1.2.una spiegazione, se necessaria, di cosa è il lavoro.
8.1.2.1.3.data di inizio e data di fine. Se i membri del team non
possono rispettare le date, devono comunicarlo al project manager
tempestivamente.
8.1.2.1.4.ore di impegno stimate.
8.1.2.1.5.costi stimati. Se i membri del team non riescono a
completare il lavoro nei costi stimati, devono comunicarlo al
project manager tempestivamente.
8.1.2.1.6.Deliverable. I responsabili devono comprendere l'oggetto
da consegnare o il componente (una parte di una deliverable più
grande) atteso.
8.1.2.1.7.correlazioni. Assicurarsi che i soggetti coinvolti siano
consapevoli della relazione tra le altre attività - quelle in attesa, o
quelle che devono essere terminate prima che questa attività possa
partire.
8.1.2.1.8.altre risorse. Se più risorse lavorano sulla stessa attività,
tutti devono comprendere chi è responsabile, cosa deve fare per
ciascuna attività.
8.1.2.2. accertarsi che il progetto sia chiaro a tutti i soggetti coinvolti e che
gli stessi siano consapevoli delle loro responsabilità;
8.1.2.2.1 Valutare tutte le informazioni che possono essere già
disponibili per il progetto. Ciò include qualsiasi precedente
documento, memoria, etc. effettuare alcune analisi di
costi/benefici o valutazione della proposta. Tutte queste
informazioni dovrebbero essere raccolte come punto di partenza per
comprendere il lavoro da realizzare.
8.1.3. sapere come gestire il progetto turistico
8.1.3.1 assistere il Capo Funzionale del progetto per capire il processo di
approvazione del Progetto, delle singole fasi e della sua rendicontazione.
8.1.3.2. Incontrarsi con gli interessati appropriati e intendere la loro
percezione del progetto. Prima di incontrare i vari interessati, assicurarsi di
avere familiarità con le informazioni di base che sono necessarie per definire
un progetto di simili dimensioni.
8.1.3.3.Descrizione Abbreviata del Progetto. Assicurarsi di scrivere il
contenuto per il lettore e non per sé stessi. Le informazioni devono essere
facilmente comprensibili dal lettore.
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8.1.3.4. formulare una bozza del piano di lavoro, sulla base delle
informazioni note al momento. Le informazioni inserite nel Piano di Lavoro
servono da input alla Definizione Abbreviata del Progetto.
8.1.3.5 Documentare, esplicitare e fare accettare dal management, utenti ed
interessati (stakeholders) le procedure di gestione del progetto.
8.1.3.6. fare circolare la Descrizione Abbreviata del Progetto e le Procedure
di Project Management in formato bozza per raccogliere le osservazione e
creare il consenso. La prima bozza può andare ad un gruppo ristretto di parti
interessate.
8.1.3.7. aggiornare i documenti sulla base delle osservazioni accumulate.
(feedback).
8.1.3.8. effettuare Audit esterni che dovrebbero essere attivati come parte di
un intero programma di gestione della qualità
8.1.4. sapere come monitorare l’andamento del progetto
8.1.4.1. individuare gli interventi sui prodotti / servizi nel rispetto degli
obiettivi progettuali
8.1.4.2 definire i tempi di attuazione del progetto e monitorarne la corretta
cadenza (diagramma di Gantt).
8.1.4.3 monitorare costantemente il diagramma di flusso delle attività in
essere in maniera tale da intervenire con eventuali ed opportune azioni
correttive
8.1.4.4 elaborare indicatori utili a valutare il corretto andamento del progetto
8.1.4.5 monitorare il grado di interesse e di partecipazione dei soggetti
coinvolti
8.1.4.6 monitorare l’effettiva fruibilità del sistema integrato
8.1.4.7. definire un piano congiunto di gestione del rischio per assicurare
proattivamente che il progetto resti in linea con gli obiettivi preposti.
8.1.4.8. elaborazione di piani integrativi;
8.1.4.9. applicazione di strategie di problem solving :Analisi Causa - Effetto,
Origine della causa e Analisi di Pareto.
8.1.4.10 formulazione ed analisi di opportuni indicatori;
8.1.4.11.valutazione e monitoraggio del percorso critico del progetto. Il
percorso critico è la sequenza di attività che deve essere ultimata per
concludere in tempo e con gli obiettivi prefigurati l'intero progetto. Se il
progetto si discosta da quanto pianificato, almeno un'attività sul percorso
critico non è stata svolta dovutamente. E' importante comprendere il percorso
critico per sapere quali attività devono essere perfezionate per completare
coerentemente il progetto.
8.1.4.12. aggiornare in tempi cadenzati il piano di lavoro in base alle
risultanze del percorso critico
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9. Monitorare la qualità dell’offerta turistica integrata
9.1 essere in grado di promuovere lo sviluppare una cultura della qualità nel settore del
turismo,
9.1.1. sapere come attuare piani di qualità che stabiliscano obiettivi prioritari,
strumenti e procedure di controllo e revisione
9.1.2. sapere come trovare programmi di formazione alla qualità di tutti gli operatori
9.1.3 sapere come fornire assistenza tecnica ai professionisti del settore
9.1.4 sapere come creare una struttura di coordinamento ad hoc per controllare, nel
tempo, l’applicazione dei piani di qualità
9.2 essere in grado di sorvegliare costantemente la qualità dell’offerta globale nella zona
9.2.1. sapere come mediante moduli per la valutazione del grado di soddisfazione
della clientela
9.2.2. sapere come agevolare la creazione di un sistema di informazione appropriato
per la prenotazione dei servizi in loco (alloggi, attività ricreative, risorse della zona)
9.2.3. sapere come identificare un insieme di indicatori per misurare il grado di
soddisfazione del cliente interno ed sterno;
9.2.4 sapere come analizzare i dati di misurazione raccolti per determinare come i
processi di lavoro possono essere migliorati.
9.2.5. sapere come implementare i miglioramenti identificati e proseguire
costantemente nel monitoraggio;
9.3 essere in grado di conoscere i principali sistemi di certificazione della qualità: Es. ISO
9000, Iso 14.000, EMAS
9.4. essere in grado di conoscere gli strumenti della qualità:
9.4.1. il ciclo P-D-C-A
9.4.2. Il brainstorming
9.4.3. la matrice di priorità
9.4.4 la selezione ponderata
9.4.5 il diagramma di Pareto
9.4.6. il diagramma causa/effetto
9.4.7 la stratificazione
9.4.8 i diagrammi di flusso
9.5 essere in grado di sviluppare un Piano della Qualità dell’offerta turistica integrata
9.5.1. sapere come identificare i criteri di completezza e di correttezza,
9.5.2 sapere come identificare le attività di controllo e di garanzia della qualità.
9.5.3 sapere come identificare descrivere i processi e le attività che si effettueranno per
assicurare il corretto svolgimento del progetto.
9.6. essere in grado di monitorare il piano di qualità
9.6.1. sapere come rivedere il Piano di Qualità su base mensile o al completamento
delle maggiori fasi progettuale. La revisione dovrebbe appurare se il Piano di Qualità
è ancora adeguato per assicurare che gli obiettivi del progetto siano raggiunti secondo
le aspettative del cliente.
9.6.2 sapere come fornire un feedback costante a tutti gli stakeholder sul processo di
qualità e la metrica raccolta. Ciò può essere adottato dall'organizzazione per ampliare
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la metrica da utilizzare e costituisce un valido input per le best practices riutilizzabili.
Questo passo viene saltato se l'organizzazione non sostiene l'utilizzo di queste
informazioni o non raccoglie le metriche standard dei progetti.
9.7. essere in grado di conoscere ed avere attitudine con le tecniche del Controllo Qualità
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SEZIONE 3
VALIDAZIONE ATTRAVERSO INTERVISTE ALLE PMI, ALLE FORZE SOCIALI
ED AGLI STAKEHOLDER DEL PROFILO AFFERENTE ALLA FIGURA
PROFESSIONALE DI TECNICO SUPERIORE PER L’ORGANIZZAZIONE ED IL
MARKETING DEL TURISMO INTEGRATO
Relazione finale attivita’
1. I partner coinvolti
Nel progetto, la definizione dello standard, rappresentato da un set di competenze per profili
afferenti alla figura professionale del “Tecnico superiore per l’organizzazione ed il marketing
del turismo integrato”, prevede un forte coinvolgimento di opinion leader delle PMI del
settore turistico e di partner sociali, non solo nell’elaborazione, ma soprattutto nella
validazione. Quest’ultima, sviluppata durante la quarta fase, ha visto coinvolti i seguenti
soggetti: Fiavet Veneto e CGIL in Italia, BATA in Bulgaria, Akademie Überlingen in
Germania, CR2i in Francia e PGP in Spagna. Questi organismi hanno condotto, ognuno nel
proprio Paese, delle indagini conoscitive presso le aziende maggiormente rappresentative del
settore turistico, in particolare in quelle specializzate nel marketing turistico integrato. Il
progetto prevedeva di svolgere in due modi alternativi l’indagine: la realizzazione di interviste
strutturate, sulla base di un questionario e colloqui con gli opinion leader delle PMI e delle
forze sociali. Nel corso del meeting di Napoli, realizzato dal 15 al 19 dicembre 2003, si è
deciso di procedere con almeno sette colloqui per paese, della durata approssimativa di un’ora
e mezza ciascuno. I colloqui sono stati condotti secondo una traccia definita, al fine di poter
comparare i risultati e coprire gli stessi macro ambiti di indagine. Solo nel caso in cui le
interviste, attraverso colloqui nei diversi paesi, avessero evidenziato la necessità di correzioni
significative del profilo, si sarebbe ricorsi ad una seconda indagine attraverso questionari
strutturati a risposta multipla. Tale soluzione, finalizzata ad una migliore definizione degli
aspetti critici, non si è resa necessaria vista la buona rispondenza del profilo alle esigenze del
settore turistico. Gli organismi coinvolti sono stati lasciati liberi di aumentare il numero dei
colloqui, di integrare le domande ed anche di scegliere gli intervistati più idonei alla
valutazione del profilo in questione. Si è anche lasciata libertà di integrare i colloqui con un
invio di questionari strutturati e per integrare le informazioni attravesro un campionamento
quantitativamente significativo. Solo il partner Bulgaro si è avvalso di questa seconda
modalità. Il Profilo è stato sottoposto anche alla validazione delle forze sociali dei paesi
coinvolti attraverso un’indagine indipendente condotta da CGIL. Gli strumenti utilizzati per
tale analisi sono stati interviste, colloqui e questionari appositamente studiati e formulati.
Ciascun partner incaricato, ha compilato una redazione definitiva dei risultati dell’indagine
che è stata sottoposta all’attenzione di tutti i componenti la partnership ed ha portato ad
alcune modifiche (anche se non rilevanti) delle competenze previste nel profilo. FIAVET
VENETO ha proceduto alla stesura del presente rapporto finale, che riassume tutte le
considerazioni.
Si segnala infine che il partner francese non ha provveduto a realizzare le interviste previste in
quanto la procedura interna al Ministero del quale fa parte prevede la partecipazione delle
forze sociali (datoriali e dei lavoratori) alla stesura dei profili professionali. Anche in questo
caso l’elaborazione e la condivisione del profilo, da parte dei francesi, ha visto la
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partecipazione di rappresentanti del mondo del lavoro e delle PMI del settore turistico. Nel
caso francese quindi, la validazione da parte delle forze sociali è implicita nella condivisione
ufficiale dei profili. Quando questa è rilasciata non vi è più bisogno di ulteriore indagine.
2.
Le modalita’ operative
Ciascun partner incaricato ha elaborato, nell’ambito dello schema fondamentale contenente i
requisiti minimi (allegato 1), un proprio modello utilizzato come traccia per la conduzione
delle interviste alle aziende coinvolte nell’iniziativa. Tutti i Paesi hanno sottoposto il profilo
del “Tecnico superiore di marketing e organizzazione del turismo integrato” ai soggetti
coinvolti, allo scopo di validarne le competenze e porre in evidenza eventuali integrazioni e/o
correzioni segnalate dagli esperti intervistati.
In Italia FIAVET VENETO ha predisposto due diversi modelli di questionario, uno rivolto
alle aziende, l’altro rivolto a Università e Consorzi. (allegati 2 e 3)
Si è resa necessaria tale differenziazione perchè le aziende e gli Enti impegnati nel settore
turistico hanno caratteristiche e svolgono attività molto diverse.
Fiavet Veneto (Associazione italiana imprese di viaggi e turismo) ha selezionato le aziende e
gli enti da intervistare in relazione alla loro mission e alle attività specifiche svolte all’interno
del sistema turistico. Il colloquio con il responsabile dell’azienda o dell’Ente è stato condotto
da un addetto esperto dell’Asssociazione nel posto di lavoro e seguendo la traccia del
questionario, in modo tale da rendere comparabili gli esiti delle interviste.
Si sono coinvolti:
• quattro Agenzie di viaggi e turismo
• un Tour Operator
• un’Azienda di Promozione Turistica
• un’Università (CISET)
• un Consorzio di Promozione turistica
• un Consulente di marketing turistico
• tre Alberghi.
Il campione è significativo in quanto vi sono rappresentati i diversi attori del sistema turistico
e il loro numero è proporzionale alla loro presenza nel settore.
I criteri attuati nella scelta degli intervistati hanno portato a professionisti con un’esperienza
pluriennale e con una profonda conoscenza del mercato in cui operano. Non di meno le
aziende intervistate, attive nel settore ricettivo, sono impegnate nella promozione a livello
locale, nazionale e internazionale del prodotto turistico e del territorio di appartenenza.
In Spagna il PGP per validare il cluster di competenze ha rivolto le interviste a professionisti
che svolgono le attività previste per la figura di riferimento nei territori e in organizzazioni,
pubbliche e private.
Le interviste rilasciate hanno consentito di mettere in evidenza gli ambiti di attività e i
processi lavorativi svolti quotidianamente e periodicamente, nonché gli strumenti utilizzati.
Successivamente si sono rilevate le competenze richieste affinché le attività possano essere
svolte in modo adeguato.
PGP ha selezionato imprese e istituzioni che promuovono prevalentemente lo sviluppo del
turismo nel proprio territorio. Il partner ha posto particolare attenzione nella scelta del
campione da intervistare in modo tale che a ragione si potesse considerare rappresentativo di
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze
linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
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luoghi diversi della Spagna. La differenziazione delle caratteristiche ha indotto infatti gli
operatori ad elaborare e promuovere offerte turistiche distinte sotto il profilo culturale e
naturalistico, tali tuttavia da integrare le offerte tradizionali. Le interviste, realizzate da un
tecnico PGP, sono state rivolte a responsabili di istituzioni politiche e a tecnici professionisti
del settore turistico e hanno prodotto dei risultati che mettono in rilievo le specificità degli
ambienti in cui si svolge l’attività e le risorse a disposizione di ogni organizzazione.
L’intervista si compone di due parti, una finalizzata ad identificare il tipo di
impresa/Ente/istituzione e la funzione dell’intervistato, un’altra a mettere a fuoco i compiti
svolti dal soggetto intervistato, le modalità operative di svolgimento delle sue mansioni e le
risorse utilizzate (allegato 4). Il gruppo degli opinion leader intervistati è espressivo di agenti
di sviluppo locale, personale tecnico, manager del settore turistico, imprenditori,
consiglieri/consulenti di turismo e decisori politici in quanto, pur non avendo specifiche
competenze tecniche, tuttavia sono risultati molto utili nel tracciare il quadro di sistema.
Tutte queste competenze sono state comparate con il profilo del Tecnico Superiore per
l’organizzazione ed il marketing del turismo integrato in modo da ricavare la maggiore o
minore utilità delle stese per il profilo professionale indicato. In particolare quelle di
comunicazione, trasversali e linguistiche sono risultate particolarmente utili per lo sviluppo
del settore turistico.
In Bulgaria BATA (Bulgarian Association of Travel Agents) ha intervistato circa 40 imprese
del settore turistico, selezionandole secondo i seguenti criteri:
- adesione dell’azienda alla BATA o, se non aderente, connessa in altro modo alle
iniziative e alle attività promosse dalla BATA;
- attività rivolta allo sviluppo del turismo outgoing e incoming;
- esperti professionisti di marketing, aggressivi nel mercato e attivi nei seminari, nelle
tavole rotonde, nei workshop e in tutte le iniziative organizzate dalla BATA, dal
Ministero della Cultura e del Turismo;
- aver prodotto un feed-back alla BATA inerente gli studi di fattibilità sul marketing
prodotti dalla stessa associazione.
Le interviste sono state proposte in due modi diversi. Sette aziende/enti sono state coinvolte
attraverso un colloquio svolto in azienda, mentre le altre via mail, telefonicamente e via fax.
A tutti gli interessati è stato proposto il profilo della figura di esperto del marketing turistico
integrato: nel corso delle interviste i soggetti coinvolti hanno commentato il profilo e
suggerito le integrazioni che ritenevano opportune.
In Germania Akademie Überlingen ha predisposto un modello di questionario che integrava
le informazioni minime richieste per la validazione con ulteriori elementi adattati alle
esigenze locali. (allegato 5)
Sono state intervistate diverse tipologie di enti selezionati con l’intento di coprire le principali
componenti del sistema turistico.
Le interviste sono state condotte da un addetto di Akademie eberlingen e sono state realizzate
presso le aziende coinvolte attraverso un colloquio con il responsabile dell’azienda o
dell’Ente intervistato sulla base della traccia del questionario predisposto. Tutti i soggetti
intervistati hanno analizzato il cluster di competenze della figura di “Tecnico Superiore per
l’organizzazione ed il marketing del turismo integrato” ed hanno espresso le loro opinioni
sulle competenze in esso contemplate. I criteri guida erano: il raffronto con le competenze e le
mansioni dell’intervistato e l’opinione dell’intervistato relativamente ad aspetti come
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linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
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p. 102
l’occupabilità del profilo e la sua rispondenza ad esigenze aziendali. Su tutti questi punti la
discussione era libera.
Sono stati intervistati i seguenti soggetti:
o Consulenza ed assistenza agli hotel e alle imprese di ristorazione
o Hotel
o Consorzio turistico
o Agenzie di Viaggi (incoming)
Il campione è stato definito in modo da integrare le diverse tipologie di attori del sistema
turistico rispettando il loro peso relativo.
Tutti gli intervistati hanno un ruolo direttivo nelle aziende in cui operano.
In Francia CR2i non ha proceduto alla realizzazione delle interviste per i motivi specificati
sopra (vedi introduzione).
3. Il Target dei Destinatari
I destinatari sono stati selezionati secondo criteri scelti dai partner incaricati dell’attività di
indagine nei diversi paesi. A Napoli il partenariato aveva condiviso di rivolgere le interviste
ad operatori del settore turistico che potesseo dimostrare buona esperienza e rappresentassero
un campione significativo delle diverse componenti del sistema turistico. Gli intervistati sono
stati dunque strutture che svolgevano le attività previste dal profilo qualii consorzi di sviluppo
turistico territoriale, gli enti pubblici del settore, le agenzie di viaggio operanti nell’incoming.
Le parti sociali dei lavoratori sono state sentite da CGIL, mentre i
n rappresentanza dei datori di lavoro le interviste sono state eseguite da FIAVET Veneto,
BATA e il partner francese che, nell’ambito del Ministero francese, elabora ed approva i
profili professionali, con la collaborazione delle parti sociali. Tutti i partner hanno rispettato
scrupolosamente i criteri condivisi rivolgendosi a soggetti che potessero documentare
un’esperienza pluriennale nel settore e occupassero posizioni dirigenziali e decisionali
all’interno delle proprie organizzazioni. Per una analisi puntuale dei destinatari nei diversi
paesi si rinvia alle relazioni nazionali.
Si sono rilevate alcune varianti nazionali: il partner spagnolo si è dedicato maggiormente ad
intervistare organizzazioni che sviluppassero prevalentemente attività coerenti con quelle del
profilo professionale (marketing turistico di area) ed ha svolto un’analisi puntuale delle
competenze richieste agli operatori di tali organismi per eseguire un raffronto con quelle del
profilo. Il partner italiano ha preferito una maggiore diversificazione del campione per coprire
le diverse tipologie di organizzazioni presenti nel sistema turistico ed ha intervistato anche la
componente accademica, in quanto ritenuta un importante opinion leader nel delineare i trend
di sviluppo del settore.
Il partner Bulgaro ha preferito rimanere nel campo delle Agenzie e dei Tour Operator di
propria competenza. Ha realizzato, accanto all’analisi qualitativa richiesta, anche un’indagine
quantitativa che ha permesso di affinare le considerazioni emerse.
Il partner tedesco ha operato con un metodo simile a quello italiano anche se si è concentrato
maggiormente sulle organizzazioni di tipo alberghiero. Il partner francese ha avuto
l’opportunità di collaborare con rappresentanti del settore turistico durante i lavori nelle
commissioni per la definizione del profilo.
In totale sono state realizzate, con colloqui approfonditi, circa 30 interviste in azienda a tutte
le componenti del sistema turistico. Sono anche state realizzate, in Bulgaria, 36 interviste
attraverso un questionario strutturato via e.mail, fax e telefono.
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p. 103
La Francia ha operato con rappresentanti delle parti sociali nei propri organismi.
4. Le tabelle con i risultati delle interviste
Riportiamo di seguito l’elenco completo delle organizzazioni intervistate cui va il nostro
ringraziamento per il contributo al presente progetto.
La tabella riporta le attività prevalenti dell’impresa nonché una brevissima descrizione delle
azioni svolte dall’azienda nell’ottica della promozione del territorio per comprendere la
significatività dell’esperienza dell’intervistato in relazione alle competenze del profilo.
I campi sono da intendersi secondo la seguente legenda:
Nomeazienda: denominazione dell’azienda intervistata;
Attività prevalente: il core business aziendale;
Azioni intraprese: processi aziendali per la promozione del territorio;
Compiti: operazioni concretamente svolte per realizzare le azioni indicate;
Mezzi impiegati: strumenti utilizzati nella realizzazione delle suddette azioni;
Competenze: ciò che consente lo svolgimento delle azioni che portano l’azienda ad essere in
grado di promuovere efficacemente e in modo professionale il territorio.
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In Italia FIAVET Veneto ha intervistato personale delle seguenti organizzazioni:
NOME AZIENDA
ATTIVITA’
AZIONI
PREVALENTE
INTRAPRESE
COMPITI
MEZZI IMPIEGATI
soggiorni
1. BELMONDO VIAGGI Incoming,
balneari
e
affitto
di
E TURISMO SRL
appartamenti, servizio di
guide turistiche
Utilizzo del pc, conoscenza
dei sistemi operativi di
word e excell, accesso a
internet
escursioni
2. MIRCO SANTI
VIAGGI SRL
Incoming,
outgoing
In base alla richiesta dei t.o.
vengono
redatte
delle
offerte specifiche sia di
soggiorno che di tour
contatti con consorzi di
promozione turistica e
collaborazione
con
gli
operatori
privati
unici
interlocutori
per
la
commercializzazione
dell’offerta turistica
crociere, Direzione e supervisione
delle
attivita’,
attivita’
di
commercialee
marketing,
pubbliche
relazioni, rapporto con le
istituzioni regioni, province
Partecipazione a fiere del
turismo,
anche
internazionali, workshop,
promozione diretta via
internet o mailing
Gestione di un sito web,
redazione di brochure,
partecipazione a fiere
nazionali e internazionali
sul turismo
p. 104
COMPETENZE
Contrattazzione fornitoriclienti, marketing delle
strutture ricettive, tecniche
di marketing e di web
marketing,
promozione
turistica (Italia e estero),
consulenza per i consorzi di
promozione
turistica,
gestione
dell’offerta
turistica, analisi e ricerca di
mercato,
gestione
del
sistema qualità, capacità di
comunicazione
e
di
relazione,
conoscenze
informatiche,
comprese
quelle di gestione dei dati,
nozioni di statistica e
diritto, organizzazione di
servizi incoming, viaggi
individuali, di gruppo ed
escursioni,
buona
conoscenza del territorio e
delle strutture ricettive della
zona, padronanza di almeno
due lingue straniere
Accesso a internet, utulizzo Esperienza nell’attivita’ di
del pc e dei sistemi di marketing delle strutture
informatica
ricettive, conoscenza delle
tecniche di marketing e di
web marketing, promozione
turistica (italia e estero),
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e comuni) e collaborazione
con consorzi, enti fieristici,
customer satisfaction e
sviluppo di nuovi progetti
3. JOCKEY VIAGGI
Incoming
area
veneto, Consulenza di marketing e
organizzazione di congressi promozione dei prodotti
ed eventi
turistici,
contrattualistica
con le strutture ricettive,
preparazione di pacchetti
turistici e/o soggiorni per
aziende
e
individuali,
collaborazione con enti di
promozione turistica e
consorzi e con strutture
private
quali
t.o.,
associazioni di categoria
p. 105
consulenza per i consorzi di
promozione turistica,
capacità di contrattazione
fornitori e clienti, , gestione
del sistema qualita’,
gestione dell’offerta
turistica, analisi e ricerca di
mercato, padronanza di
almeno 2 lingue straniere
(quelle maggiormente
utilizzate nell’area turistica
di riferimento), capacità di
comunicazione e di
relazione, conoscenze
informatiche, comprese
quelle di gestione dei dati,
buona conoscenza del
territorio e delle strutture
ricettive della zona, nozioni
di statistica e diritto,
organizzazione di servizi
incoming, viaggi
individuali, di gruppo ed
escursioni
Redazione e divulgazione di Impiego del pc e in Attività di promozione
depliants,
accesso
a particolare di windows, turistica (Italia e estero),
internet,
adesione
a word, excell
marketing delle strutture
manifestazioni fieristiche
ricettive,
tecniche
di
marketing e web marketing,
consulenza ai consorzi di
promozione
turistica,
capacità di contrattazione
fornitori clienti, gestione
dell’offerta turistica, analisi
e ricerca di mercato,
gestione del sistema qualità,
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4. Antoniana serivizi srl
Incoming,
turismo
outgoing
soggiorni, Contratti con le strutture
congressuale, ricettive, incoming tour
operator con il marchio “i
battelli
del
brenta”,
organizzazione di congressi
ed eventi, cooperazione con
strutture
consortili,
associazioni di categoria,
enti locali, consorzi di
marchio
incoming,
5. Hotel residence villa dei Turismo
accoglienza dei clienti
carpini
(trattasi
di
struttura
ricettiva)
Web
marketing,
comunicazione nelle varie
forme ma mirata per target,
realizzazione di brochure e
cataloghi, parteicpazione a
fiere sul turismo
Organizzazione di congressi Gestione del sito
ed eventi, collaborazione cataloghi e manifesti
con comuni, camere di
commercio e province e con
associazioni di categoria
web,
p. 106
capacità di comunicazione e
relazione,
conoscenze
informatiche,
buona
conoscenza del territorio e
delle strutture ricettive della
zona, nozioni di statistica e
diritto, organizzazione di
servizi di incoming, viaggi
individuali, di gruppo ed
escursioni, conoscenza di
almeno due lingue straniere
Web marketing, utilizzo dei Gestione contabilita’ e del
sistemi informatici
budget
aziendale,
conoscenza delle tecniche
di marketing e di web
marketing, e marketing
delle strutture ricettive,
organizzazione e unita’ di
progetto,
gestione
dell’intera
filiera
del
prodotto turistico, capacità
di comunicazione e di
relazione,
conoscenze
informatiche
comprese
quelle di gestione dei dati,
conoscenza di almeno due
lingue straniere
Impiego del pc e dei sistemi Marketing delle strutture
operativi, utilizzo delle ricettive,
tecniche
di
lingue straniere
marketing e web marketing,
gestione della contabilità
(budget
aziendale),
gestione e controllo reparto
commerciale, promozione,
gestione delle risorse umane
(comunicazione
e
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6. Hotel canon d’oro
Incoming
ricettiva)
7. Albergo eurorest
Incoming,
alberghiera
(struttura Front office e back office, Vendita via web, redazione Utilizzo del pc e dei sistemi
attivita’ di cooperazione di brochure e cataloghi
informatici di gestione delle
con consorzi di promozione
prenotazioni
turistica e con la provincia e
gli enti locali
struttura Attivita’ di front office e di
back office, collaborazione
con
consorzio
di
promozione turistica, con
l’ascom
Sito internet, attivita’ di
promozione
turistica,
pubblicizzazione
delle
iniziative
e
delle
promozioni
Utulizzo del pc, compresi i
sistemi
informatici
gestionali e i software di
prenotazione alberghiera
8.
Azienda
turismo Gestione dell’attivita’ di Servizio di accoglienza e
informazione, accoglienza e fornitura di informazioni
padova terme euganee
assistenza
turistica
e turistiche
promozione
locale
in
ciascuno
degli
ambiti
territoriali a tipologia di
Definizione di un progetto
strategico per lo sviluppo
del turismo padovano. Tale
progetto deve individuare
obiettivi, linee di intervento
e azioni specifiche da
Realizzazione e stampa di
materiali informativi e
depliants
promozionali,
realizzazione di periodici
bimestrali
contenenti
informazioni
turistiche,
p. 107
relazione),
relazioni
esterne, conoscenza di
almeno due lingue straniere,
conoscenze informatiche
Attivita’ di front office e di
back office, gestione delle
risorse
umane
(comunicazione relazione),
gestione amministrativa e
finanziaria
(budget
aziendale), capacita’ di
contrattazione nel settore,
marketing delle strutture
ricettive e web marketing,
conoscenze informatiche,
conoscenza di almeno due
lingue straniere,
Nozioni di marketing delle
strutture ricettive e web
marketing, conoscenza di
almeno due lingue straniere,
gestione dei rapporti con i
clienti (comunicazione e
relazione), rapporti con i
fornitori, rapporti con le
banche, rapporti con le
associazioni di categoria,
conoscenze informatiche e
gestione della contabilità
(budget aziendale)
Saper esercitare attivita’ di
informazione, accoglienza e
assistenza
turistica,
promozione
turistica,
gestione
dell’offerta
turistica:
produrre
e
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offerta turistica omogenea,
fornire
assistenza
e
accoglienza agli operatori
turistici, ai giornalisti e agli
addetti alle attivita’ di
comunicazione,
Gestire attivita’ ricolte
all’utenza turistica anche
attraverso
la
commercializzazione
di
beni e servizi
9.
Ciset università di Ricerca e consulenza per il Ricerca e tutoraggio master
settore turistico
universitario in economia e
venezia
gestione del turismo
10. Consorzio giotto
Promozione
e Realizzazione
di
commercializzazione
del manifestazioni,
eventi
prodotto
turistico promozionali, attivita’ di
attuarsi
triennio
nel
prossimo gestione di un portale del
turismo
padovano,
partecipazione
alla
realizzazione
di
manifestazioni locali con
finalita’
di
carattere
informativo
e
di
accoglienza turistica
p. 108
distribuire materiale promo
pubblicitario e informativo
relativo
alle
risorse
turistiche locali, conoscere e
saper valorizzare le risorse
turistiche, paesaggistiche e
storico-artistiche
del
territorio,
Diffondere e veicolare le
manifestazioni, le iniziative
e gli eventi locali nei mass
media e con i supporti
informatici e telematici,
conoscenza delle tecniche
di
marketing e
web
marketing, organizzazione e
coordinamento unità di
progetto, padronanza di
almeno due lingue straniere,
capacità di comunicazione e
di relazione
Formazione agli operatori
del
settore
turistico,
tutoraggio del master in
economia e gestione del
turismo, attivita’ di ricerca e
consulenza per progetti
legati al turismo culturale e
naturalistico, padronanza di
almeno due lingue straniere,
capacità di comunicazione e
si relazione, conoscenze
informatiche
Partecipazione
a Sito web, realizzazione di Marketing
strutture
manifestazioni, eventi, fiere deplaint e brochure, portale ricettive,
tecniche
di
nazionali e internazionali del turismo
marketing e web marketing,
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nell’ambito territoriale di consulenza e assistenza del settore, gestione di un
appartenenza
tecnica
alle
imprese sito web
associate al consorzio per
sostenere e favorire la
domanda e l’offerta turistica
nei mercati interessati
11. Agenzia viaggi rallo Incoming, soggiorni in italia
e
all’estero,
outgoing,
snc
organizzazione
viaggi
individuali e di gruppo
12. Montanari tour
Incomng, organizzazione di
pacchetti di viaggio per
gruppi, soggiorni i italia e
all’estero
Redazione e divulgazione di
depliants,
accesso
a
internet,
adesione
a
manifestazioni fieristiche
Organizzazione
dell’attivita’
aziendale,
rapporti con banche e
fornitori, pianificazione di
Utilizzo del pc, conoscenza
dei sistemi operativi di
word e excell, accesso a
internet e sito web
Partecipazione a fiere e Utilizzo
dei
sistemi
workshop, redazione e informatici, redazione di
divulgazione di materiale cataloghi e manifesti
informativo, accesso a
p. 109
promozione turistica (italia
e
estero),
gestione
dell'offerta
turistica,
organizzazione
e
coordinamento unità di
progetto, padronanza di
almeno 2 lingue straniere
(quelle
maggiormente
utilizzate nell’area turistica
di riferimento), capacità di
comunicazione
e
di
relazione,
conoscenze
informatiche , comprese
quelle di gestione dei dati,
buona
conoscenza
del
territorio e delle strutture
ricettive della zona
Marketing
strutture
ricettive,
tecniche
di
marketing e web marketing,
consulenza per i consorzi di
promozione
turistica,
consulenza nella gestione
dei progetti, padronanza di
almeno 2 lingue straniere
(quelle
maggiormente
utilizzate nell’area turistica
di riferimento), capacità di
comunicazione
e
di
relazione,
conoscenze
informatiche , comprese
quelle di gestione dei dati
Conoscenza delle tecniche
di comunicazione, nozioni
delle tecniche, di marketing
e
web
marketing,
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strategie commerciali
internet
p. 110
promozione
turistica,
consulenza per i consorzi di
promozione
turistica,
capacità di contrattazione
fornitori clienti, gestione
dell’offerta turistica, analisi
e ricerca di mercato,
gestione del sistema qualità,
capacità di comunicazione e
di relazione, conoscenze
informatiche,
buona
conoscenza del territorio e
delle strutture ricettive della
zona, nozioni di statistica e
diritto, organizzazione di
servizi incoming, viaggi
individuali e di gruppo,
escursioni, consocenza di
almeno due lingue straniere
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I tre riquadri sotto riportati riassumono le caratteristiche professionali degli intervistati in italia
Intervistati: mansioni
8%
8%
Intervistati: titolo di studio
Imprenditore
42%
ricercatore
Impiegato
42%
Intervistati: anni di esperienza nel
settore
33%
17%
<10
10 - 20
> 20
50%
42%
direttore
58%
laurea
diploma
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In Spagna PGP ha intervistato le seguenti imprese:
1. Sant
Attività
Incarichi
Risorse utilizzate
Competenze
Uso
degli
strumenti
informatici:
foglio
di
Selezione
dell’informazione
Pianificazione
• Amministrazi
pertinente
e
disseminazione calcolo, data-base , elaborazione testi. Organizzazione
one
Ricerca
Internet, gestione posta elettronica
dell’informazione.
Comunicazione
Gestione pratiche amministrative e Conoscenza lingue straniere .
cura di pratiche.
Interrelazioni
personali, con istituzioni Utilizzare
delle
risorse
e
delle
tecnologie
pubbliche e private
dell’informazione e della comunicazione nell’attività
quotidiana
Ricerche
sul
territorio
e Tecniche statistiche basilari
Previsione dei trend di sviluppo del territorio
sull’ambiente circostante.
Uso dell’informazione statistica.
Previsione sviluppo commerciale
Ricerche sul mercato e le sue Strumenti informatici, fogli elettronici
Comunicazione
tendenze.
Gestione dell’informazione documentale.
Bibliografia.
Analizzare la struttura e le tendenze del mercato e il
sistema di offerta turistica del territorio
Localizzazione di risorse e Censire catalogare e valutare le
valutazione delle stesse
risorse del territorio
Censire le offerte turistiche esistenti
nel territorio .
Identificare altri spazi e risorse che
possono essere trattati e valutati
come risorsa turistica
Uso strumenti informatici
Identificazione e trattamento informazioni
Relazioni interpersonali
Interagire con altre entità e istituzioni simili.
Identificare opportunità per scambiare
esperienze.
Anticipazione delle linee di sviluppo
Visione commerciale
Ascolto
Lavoro di gruppo
Innovazione
Creatività
Identificare e analizzare le caratteristiche e le risorse d un
polo turistico.
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Attività di promozionale:
interne all’organizzazione
esterne e rivolte al territorio e
alla zona in cui si svolge
l’attività.
Realizzazione
di
campagne
promozionali
Organizzazione di eventi e fiere.
Elaborazione articoli e comunicati
stampa
Realizzazioni grafiche di manifesti,
opuscoli ecc.
Avvio contatti con agenti e
operatori di turismo esterni.
Redazione di piccoli articoli per la
stampa.
Attività legate alla gestione di Formulazione di progetti.
progetti
Gestione di progetti
Promozione di partnership tra
diversi agenti per generare progetti
attuabili nel territorio
Uso delle tecniche di comunicazione: orale,
scritte, utilizzo di nuove tecniche per la
comunicazione, la grafica, l’ict.
Strumenti e tecniche del marketing applicate
al settore turistico
Capacità relazionali interpersonali, capacità
di persuasione
Uso della tecnologia informatica. Agenda,
posta elettronica, internet
Gestione dell’informazione.
Relazioni interpersonali.
Tecniche di comunicazione.
Padronanza di altre lingue.
Tecniche di dinamismo sociale
p. 113
Comunicazione
Organizzazione
Pianificazione
Visione commerciale
Leadership
Creatività
Partecipare alla promozione della immagine turistica del
territorio in accordo con i diversi partner pubblici e privati
coinvolti.
Stabilire relazioni tra diversi gruppi portatori d’interesse
finalizzate allo sviluppo turistico del territorio.
Pianificazione
Controllo
Comunicazione
Lavoro di gruppo
Leadership
Orientazione ai risultati
Gestire un progetto turistico.
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Attività
legate
al Stabilire sinergie tra l’area dell Relazioni interpersonali.
mantenimento e al controllo turismo e le altre aree in modo da Tecniche della comunicazione.
poter avviare attività complementari Strumenti informatici
delle determinate attività
.
Monitoraggio e controllo delle
risorse
d’offerta
(servizi,
infrastrutture ecc)
Controllo
Lavoro di gruppo
comunicazione
Leadership
Altre
Leadership
Comunicazione
Visione commerciale
Innovazione creatività
Incentivazione e rinnovamento Conoscenza delle politiche locali regionali
dinamico delle aziende relazionate nazionali di supporto alle pmi
con il turismo nel territorio.
Conoscenza del linguaggio e delle procedure
Stabilire
partnership
tra delle amministrazioni pubbliche.
organizzazioni pubbliche e private Tecniche di dinamismo sociale.
Conoscenza basica degli strumenti per la
del territorio.
Lancio e dinamismo di azionii gestione della qualità
innovative per le aziende
Supporto alle aziende del settore
privato per la messa in moto
d’iniziative di promozione turistica
p. 114
Utilizzare le tecniche di marketing e della comunicazione
legate alle nuove tecnologie applicate al settore turistico -
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
2. Valla
ATTIVITÀ
Amministrazione
Ricerca
INCARICHI
Gestione amministrativa
Gestione
di
pratiche
amministrative.e
cura delle
pratiche
Preparazione di riunioni
RISORSE UTILIZZATE
Uso degli strumenti informatici: foglio di
calcolo, data-base , elaborazione testi.
Internet, gestione posta elettronica
Conoscenza lingue straniere .
Relazioni interpersonali, con istituzioni
pubbliche e private
Analisi di risorse e prodotti turistici. Tecniche statistiche basilari
Analisi delle tendenze di mercato.
Uso dell’ informazione statistica.
Valutazione e analisi di
Strumenti informatici, Excel.
stabilimenti turistici
Tecniche intervista.
Cartografia
p. 115
COMPETENZE
Pianificazione
Organizzazione
Comunicazione
Utilzzare le risorse e le tecnologie dell’informazione e
della comunicazione nell’attività quotidiana.
Anticipazione
visione commerciale
iniziativa
comunicazione
Analizzare la struttura e le tendenze del mercato e il
sistema di offerta turistica del territorio
Localizzazione di risorse e Informazione sui prodotti turistici
valutazione delle stesse.
integrali. Stilatura di percorsi e
prodotti turistici specifici. Stilatura
percorsi culturali.
Uso strumenti informatici
Identificazione e trattamento
dell’informazione.
Identificare opportunità per scambiare
esperienze.
Grafica per elaborazione guide
Anticipazione
Visione commerciale
Ascolto
Lavoro di gruppo innovazione
Creatività
Identificare e analizzare le caratteristiche e le risorse di un
polo turistico.
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Attività
di
carattere
promozionale:
interne all’organizzazione
esterne: rivolte al territorio o
zona in cui si svolge l’attività
.
Gestione di progetti
Informazione e diffusione agenti
socio-economici, enti e istituzioni
relazionate con il mondo turistico
Organizzazione eventi e fiere
Elaborazione articoli e comunicati
stampa
Redazione di piccoli articoli per la
stampa
Uso delle tecniche di comunicazione: orale,
scritte , nuovi supporti di comunicazione :
grafici , ICT.
Strumenti e tecniche de marketing applicate
al settore turistico
Capacità relazionali interpersonali, capacità
di persuasione
Uso della tecnologia informatica. Agenda,
posta elettronica, Internet
Formulazione di progetti.
Stesura, pianificazione valutazione progetti
Gestione progetti
Espletamento pratiche per sussidi e relativi
Promozione di partnership tra gestione
diversi agenti per generare progetti
attuabili nel territorio
Organizzazione di attività formative
Comunicazione
Organizzazione
Pianificazione
Visione commerciale
Leadership
Creatività
Partecipare alla promozione della immagine turistica del
territorio in accordo con i diversi partner pubblici e privati
coinvolti.
Stabilire relazioni tra diversi gruppi portatori d’interesse
finalizzate allo sviluppo turistico del territorio.
Pianificazione
Controllo
Comunicazione
Lavoro di gruppo
Leadership
Orientazione verso i clienti
Gestire un progetto turistico.
Attività
legate
al Gestione economica dei progetti
mantenimento e controllo di Elaborazione rapporti.
determinate attività
Monitoraggio e valutazione delle
attività.
Relazioni interpersonali.
Tecniche della comunicazione.
Strumenti informatici
Elaborazione documenti (schede
monitoraggio progetti)
Elaborazione e trattamento inchieste
p. 116
Controllo
Lavoro di gruppo
Comunicazione
per Leadership
Flessibilità
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Altre
Contrattualistica servizi.
Contrattualistica per il personale
p. 117
Interviste personali
Organizzazione
Elaborazione pratiche contrattuali
Pianificazione
Leggi
contrattuali
delle
pubbliche Visione commerciale
amministrazioni
Deleghe
Utilizzare le tecniche di marketing e della comunicazione
legate alle nuove tecnologie applicate al settore turistico -
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
3. Dip.Za
ATTIVITÀ
Amministrazione
Ricerca
INCARICHI
RISORSE UTILIZZATE
Raccolta informazioni
Gestione di pratiche amministrative.
Cura pratiche
Distribuzione dell’informazione tra
i diversi comuni della provincia
Uso degli strumenti informatici: foglio di
calcolo, data-base , elaborazione testi.
Internet, gestione posta elettronica
Conoscenza lingue straniere .
Interrelazioni
personali, con istituzioni
pubbliche e private
Uso delle Gazzette Ufficiali
Ricerche di carattere applicato al Tecniche statistiche basilari
territorio e ambiente circostante
Uso dell’ informazione statistica.
Ricerche sul mercato e le tendenze Strumenti informatici, Excel.
Ricerche sul mercato del lavoro
Gestione dell’informazione documentale.
Esecuzione piani strategici
Bibliografia
p. 118
COMPETENZE
Pianificazione
Organizzazione
Comunicazione
Utilizzare le risorse e le tecnologie dell’informazione e
della comunicazione nell’attività quotidiana.
Anticipazione
Visione commerciale
Iniziativa
Comunicazione
Consulenza cliente esterno ed interno
Analizzare la struttura e le tendenze del mercato e il
sistema di offerta turistica del territorio
Localizzazione di risorse e
valutazione delle stesse.
Censire le risorse che può offrire il
territorio
per
lo
sviluppo
economico.
Censire le offerte turistiche esistenti
nel territorio
Uso strumenti informatici
Identificazione
e
trattamento
dell’informazione.
Relazioni interpersonali
Interagire con altri enti e istituzioni simili.
Identificare partner per interscambio di
esperienze
Anticipazione
Visione commerciale
Ascolto
Lavoro di gruppo
Innovazione
Creatività
Identificare e analizzare le caratteristiche e le risorse d un
polo turistico.
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Attività
di
carattere
promozionale:
interne: all’organizzazione
esterne: relative al territorio o
zona in cui si svolge l’attività
Gestione di progetti
Elaborazione fogli informativi da
distribuire tra i comuni della
provincia Elaborazione opuscoli
informativi
Formulare progetti.
Gestire progetti
Stabilire partnership tra diversi
agenti per generare progetti attuabili
nel territorio
Uso delle tecniche di comunicazione: orale,
scritte , nuovi supporti di comunicazione :
grafici , ICT.
Strumenti e tecniche de marketing applicate
al settore turistico
Capacità relazionali interpersonali, capacità
di persuasione
Uso della tecnologia informatica. Agenda,
posta elettronica, Internet
Gestione dell’informazione.
Relazioni interpersonali.
Tecniche di comunicazione.
Padronanza di altre lingue.
Tecniche di dinamismo sociale
Internet
Comunicazione
Organizzazione
Pianificazione
Visione commerciale
Leadership
Creatività
Participare alla promozione dell’ immagine turistica del
territorio in accordo con i diversi partner pubblici e privati
coinvolti.
Stabilire relazioni tra diversi gruppi portatori d’interesse
finalizzate allo sviluppo turistico del territorio.
Pianificazione
Controllo
Comunicazione
Lavoro di gruppo
Leadership
Gestire un progetto turistico.
Attività
legate
al Elaborazione schede di consulenza Relazioni interpersonali
mantenimento e controllo di tra i responsabili dei diversi comuni Tecniche della comunicazione.
determinate attività
Rapporti mensili sull’ andamento Strumenti informatici
del progetto
7. Altre
4.PAT-T
ATTIVITÀ
INCARICHI
RISORSE UTILIZZATE
p. 119
Controllo
Lavoro di gruppo
Comunicazione
Leadership
COMPETENZE
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Amministrazione
Ricerca .
Controllo della documentazione
Gestione
delle
pratiche
amministrative
Proposte per i Contratti del
personale
Controllo finanziario
Studi a livello locale
sul turismo:
Nº visitatori , provenienza .
Tempo di permanenza
Preferenze e gusti dei visitatori
Archivio e documentazione.
Strumenti informatici
Gestione
della
documentazione
amministrativa: Gazzette ufficiali: Internet
Archivio.
Data-base
Legislazione del lavoro
Conoscenza aiuti ai contratti di lavoro.
Conoscenza sconti contratti per i giovani
Elaborazione inchieste
Preparazione e formazione di gruppi
per effettuare inchieste
Analisi inchieste.
Elaborazione di rapporti
Strumenti informatici
p. 120
Pianificazione
Organizzazione
Comunicazione
Utilizzare le risorse e le tecnologie dell’informazione e
della comunicazione nell’attività quotidiana
Anticipazione
Visione commerciale
Iniziativa
Comunicazione
Orientazione cliente esterno - interno
Analizzare la struttura e le tendenze del mercato e il
sistema di offerta turistica del territorio
Analizzare la struttura e le tendenze del mercato e il
sistema di offerta turistica del territorio
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Localizzazione di risorse e Identificazione delle risorse che offre il
valutazione delle stesse
comune e che possono assumere un valore
turistico
Ambienti naturali
Elementi architettonici
Catalogazione delle risorse
Inventario
Nuovi prodotti da offrire
Gestione della documentazione storica
Progettazione di nuovi prodotti
turistici
Organizzazione di destinazioni e
prodotti per diversi tipi di pubblico
Conoscenze di marketing
p. 121
Anticipazione
Visione commerciale
Ascolto
Lavoro di gruppo
Innovazione
Creatività
Orientamento cliente
Identificare e analizzare le caratteristiche e le risorse di un
polo turistico.
Attività
di
carattere
promozionale:
Interne
all’organizzazione
Esterne: rivolte al territorio o
alla zona in cui si svolge
l’attività
Riunioni con imprenditori commercianti,
organizzazioni comunali
Organizzazione eventi : feste ,
programmazione di attività culturali
Progettazione campagne di marketing
Partecipazione fiere
Tecniche dinamica di gruppo
Comunicazione
Tecniche di motivazione
Organizzazione
Conoscenza organizzazione eventi
Pianificazione
Conoscenza progettazione
Vision e commerciale
Conoscenza
tecniche
di Leadership
organizzazione
Creatività
Orientamento cliente
Flessibilità
Partecipare alla promozione della immagine turistica del
territorio in accordo con i diversi partner pubblici e privati
coinvolti.
Stabilire relazioni tra diversi gruppi portatori d’interesse
finalizzate allo sviluppo turistico del territorio.
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Gestione di progetti
Elaborazione di progetti
Elaborazione di proposte
Conoscenze relazionate
elaborazione di progetti
Progettazione
Esecuzione
Valutazione
Elaborazione di preventivi
Conoscenza lingue
con
p. 122
la Pianificazione
Controllo
Comunicazione
Lavoro di gruppo
Leadership
Delegazione
Gestione delle persone
Gestire un progetto turistico.
Attività
legate
al Monitoraggio e valutazione dei progetti Strumenti informatici
mantenimento e controllo attivati
Conoscenza della normativa.
delle attività determinate
Progettazione
e
monitoraggio
dei Valutazione
programmi di qualità
Controllo
Lavoro di gruppo
Comunicazione
Leadership
Altre
Comunicazione
Leadership
Visione commerciale
Anticipazione
Iniziativa
Creatività
Contatti con tour-operators.
Elaborazione articoli per la stampa
Contatti con la stampa specializzata
Elaborazione dossier
Elaborazione relazioni e articoli per la
stampa
Supporto ai responsabili politici
Utilizzare le tecniche di marketing e della comunicazione
legate alle nuove tecnologie applicate al settore turistico -
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
5. SAN
ATTIVITÀ
Amministrazione
INCARICHI
Organizzazione e documentazione
RISORSE UTILIZZATE
Strumenti informatici - Office
Concorsi pubblici
Gestione
della
documentazione
amministrativa
Gazzette ufficiali
Internet
Legislazione del lavoro
Conoscenza aiuti
ai contratti di
lavoro.
Conoscenza sconti contratti per i
giovani
Elaborazione inchieste
Preparazione e formazione di gruppi
per effettuare inchieste
Analisi inchieste.
Elaborazione di rapporti
Strumenti informatici
3.Stesura contratti.
Collaboratori
Ricerca
Studi a livello locale
Sul turismo:
Nº visitatori , provenienza .
Tempo di permanenza
Preferenze e gusti dei visitatori
p. 123
COMPETENZE
Pianificazione
Organizzazione
Comunicazione
Utilizzare le risorse e le tecnologie dell’informazione e
della comunicazione nell’attività quotidiana
Anticipazione
Visione commerciale
iniziativa
comunicazione
Analizzare la struttura e le tendenze del mercato e il
sistema di offerta turistica del territorio
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Localizzazione di risorse e Identificazione delle risorse che offre il Gestione della documentazione storica
valutazione delle stesse
comune e che possono assumere un valore
turistico
Ambienti naturali
Elementi architettonici
Catalogazione delle risorse
Inventario
p. 124
Anticipazione
Visione commerciale
Ascolto
Lavoro di gruppo
Innovazione
Creatività
Identificare e analizzare le caratteristiche e le risorse di un
polo turistico.
Attività
di
carattere
promozionale:
Interne all’organizzazione
Esterne rivolte alla zona in cui
si svolge l’attività
Riunioni con imprenditori commercianti, Tecniche dinamica di gruppo
organizzazioni comunali
Tecniche di motivazione
Organizzazione di eventi e: feste ,
programmazione di attività culturali
Progettazione campagne di marketing
Partecipazione fiere
Comunicazione
Organizzazione
Pianificazione
Vision e commerciale
Leadership
Creatività
Partecipare alla promozione della immagine turistica del
territorio in accordo con i diversi partner pubblici e privati
coinvolti.
Stabilire relazioni tra diversi gruppi portatori d’interesse
finalizzate allo sviluppo turistico del territorio.
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Gestione di progetti
Elaborazione di progetti
Elaborazione di proposte
Conoscenze relazionate
elaborazione di progetti
Progettazione
Esecuzione
Valutazione
Elaborazione di preventivi
con
l’ Pianificazione
Controllo
Comunicazione
Lavoro di gruppo
Leadership
Gestire un progetto turistico.
Attività
legate
al Monitoraggio e valutazione dei progetti
mantenimento e controllo attivati
delle attività determinate
Progettazione
e
monitoraggio
dei
programmi di qualità
Altre.
Controllo
Lavoro di gruppo
Comunicazione
Leadership
p. 125
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
6.Los Al
ATTIVITÀ
Amministrazione
Ricerca
INCARICHI
RISORSE UTILIZZATE
Controllo della documentazione
Archivio e documentazione
Gestione pratiche amministrative
Strumenti informatici
Proposte per Contratti del personale
Office
Controllo finanziario
Gestione
della
documentazione
Organizzazione delle risorse umane e amministrativa: Gazzette ufficiali
tecniche del ufficio
Internet
Controllo offerte alloggi negli alberghi
Data base
Legislazione del lavoro
Conoscenza aiuti
ai contratti di
lavoro.
Conoscenza sconti contratti per i
giovani
Pianificazione stagionale
Fabbisogno di personale
Internet- posta elettronica
Elaborazione inchieste
Studi a livello locale
Preparazione e formazione di gruppi
per effettuare inchieste
sul turismo:
Analisi inchieste.
Nº visitatori , provenienza .
Elaborazione di rapporti
Tempo di permanenza
Strumenti informatici
Preferenze e gusti dei visitatori
Presenze negli alberghi
p. 126
COMPETENZE
Pianificazione
Organizzazione
Comunicazione
Anticipazione
Visione commercilale
Iniziativa
Utilizzare le risorse e le tecnologie dell’informazione
e della comunicazione nell’attività quotidiana
Anticipazione
Visione commerciale
Ascolto
Lavoro di gruppo
Innovazione
Creatività
Analizzare la struttura e le tendenze del mercato e il
sistema di offerta turistica del territorio
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Localizzazione di risorse e Identificazione delle risorse di alloggio Comunicazione con imprenditori e
esistenti nel comune che possono essere privati
valutazione delle stesse
offerte per vie informali
Data-base delle offerte di alloggi
informali
p. 127
Comunicazione
Organizzazione
Pianificazione
Vision e commerciale
Leadership
Creatività
Identificare e analizzare le caratteristiche e le risorse
di un polo turistico.
Attività
di
carattere
promozionale:
interne all’organizzazione
esterne rivolte a zone in cui si
svolge l’attività .
Riunioni con imprenditori commercianti,
organizzazioni comunali
Organizzazione eventi : feste ,
programmazione di attività culturali
Progettazione campagne di marketing
Partecipazione fiere
Tecniche dinamica di gruppo
Tecniche di motivazione
Conoscenze per la preparazione di
eventi
Conoscenza di disegno
Disegno di materiale promozionale
Distribuzione
Informazione permanente ai visitatori
Padronanza lingue straniere
Pianificazione
Controllo
Comunicazione
Lavoro di gruppo
Leadership
Orientamento cliente esterno-interno
Participare alla promozione dell’ immagine turistica
del territorio in accordo con i diversi partner pubblici
e privati coinvolti.
Stabilire relazioni tra diversi gruppi portatori
d’interesse finalizzate allo sviluppo turistico del
territorio.
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Gestione di progetti
Elaborazione di progetti
Elaborazione di proposte
Conoscenze relazionate
elaborazione di progetti
Progettazione
Esecuzione
Valutazione
Elaborazione di preventivi
con
p. 128
la Pianificazione
Controllo
Comunicazione
Lavoro di gruppo
Leadership
Gestire un progetto turistico.
Attività
legate
al Monitoraggio e valutazione dei progetti
mantenimento e controllo attivati
delle attività determinate
Progettazione
e
monitoraggio
dei
programmi di qualità
Altre
Contatti con tour-operators.
Contatti con la stampa specializzata
Elaborazione relazioni e articoli per la
stampa
Supporto ai responsabili politici
Coordinamento con tutti i responsabili
delle diverse aree del Comune per
preparare le infrastrutture
Strumenti informatici
Conoscenza della normativa.
Valutazione
Comunicazione
Lavoro di gruppo
Orientamento : risultati
Elaborazione articoli per la stampa
Elaborazione dossier
Comunicazione
Leadership
Organizzazione
Pianificazione
Flessibilità
Innocazione - creatività
Antizipazione – visione commerciale- orientameto
risultati
Utilizzare le tecniche di
marketing e della
comunicazione legate alle nuove tecnologie applicate
al settore turistico
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
7.Lar
ATTIVITÀ
Amministrazione
INCARICHI
Controllo della documentazione
RISORSE UTILIZZATE
Archivio e documentazione.
Strumenti informatici
p. 129
COMPETENZE
Pianificazione
Organizzazione
Comunicazione
Gestione pratiche amministrative
Gestione
della documentazione Utilzzare le risorse e le tecnologie dell’informazione e
amministrativa: Gazzette ufficiali: della comunicazione nell’attività quotidiana
Internet
Archivio.
Data-base
Organizzazione delle risorse umane e Pianificazione stagionale
tecniche dell’ufficio
Fabbisogno di personale.
Ricerca
Studi a livello locale
sul turismo:
Nº visitatori , provenienza
Tempo di permanenza
Preferenze e gusti dei visitatori
Presenze negli alberghi
Elaborazione inchieste
Svolgimento inchieste
Analisi inchieste.
Elaborazione di rapporti
Strumenti informatici
Anticipazione visione commerciale
iniziativa
comunicazione
Analizzare la struttura e le tendenze del mercato e il
sistema di offerta turistica del territorio
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Localizzazione di risorse e Identificazione delle risorse culturali e Lavori di campo di ricerca
valutazione delle stesse
naturali che può offrire il Comune per Inchieste
arricchire l’offerta turistica.
p. 130
Anticipazione
visione commerciale
ascolto
lavoro di gruppo
innovazione – creatività
Identificare e analizZre le caratteristiche e le risorse d
un polo turistico
Attività
di
carattere
promozionale:
Interne all’organizzazione
Esterne rivolte alla zona in cui
si svolge l’attività
Riunioni con imprenditori commercianti,
organizzazioni comunali
Organizzazione eventi : feste.Contatto con
tour-operators. Programmazione attività
culturali
Progettazione campagne di marketing
Partecipazione fiere
Tecniche dinamica di gruppo
Tecniche di motivazione
Conoscenze per la preparazione di
eventi
Conoscenza di disegno
Disegno di materiale promozionale
Distribuzione
Informazione permanente ai visitatori
Padronanza lingue straniere
Comunicazione
Organizzazione
Pianificazione
Lavoro di gruppo
Visione commerciale
Leadership- creatività
Partecipare alla promozione della immagine turistica
del territorio in accordo con i diversi partner pubblici
e privati coinvolti.
Stabilire relazioni tra diversi gruppi portatori
d’interesse finalizzate allo sviluppo turistico del
territorio.
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Gestione di progetti
Elaborazione di progetti nazionali,
internazionali e europei
Ricerca di finanziamenti per progetti
Ricerca di nuovi partner
Elaborazione di proposte al governo
centrale e regionale
Conoscenze relazionate
elaborazione di progetti
Progettazione
Esecuzione
Valutazione
Elaborazione di preventivi
con
la Pianificazione
Controllo
Comunicazione
Lavoro di gruppo
Leadership
Gestire un progetto turistico.
Attività
legate
al Monitoraggio e valutazione dei progetti Strumenti informatici
mantenimento e controllo attivati
Conoscenza della normativa.
delle attività
Progettazione
e
monitoraggio
dei Valutazione
determinate
programmi di qualità
Revisione dei programmi attivati
Comunicazione
Controllo
Lavoro di gruppo
Leadership
p. 131
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Altre
Contatti con la stampa specializzata
Elaborazione relazioni e articoli per la
stampa
Supporto ai responsabili politici
Coordinamento con tutti i responsabili
delle diverse aree del Comune per
preparare le infrastrutture
p. 132
Elaborazione articoli per la stampa
Lavoro di gruppo comunicazione
Elaborazione dossier
Leadership
Elaborazione
di
informazione
periodica per la radio locale
Utilizzare le tecniche di marketing e della comunicazione
legate alle nuove tecnologie applicate al settore turistico
La BATA in Bulgaria ha svolto interviste in presenza nelle seguenti aziende:
NOME
AZIENDA
TOURIST
SERVICE LTD
ATTIVITA’
PREVALENTE
incoming,
outgoing, rent a
car, ticketing,
prenotazioni
individuali e
business travel
AZIONI
INTRAPRESE
redazione di
brochures,
cataloghi,
volantini e
manifesti
COMPITI
un esperto di
marketing
organizza
presentazioni
dell’offerta
turistica e la
proiezione di film
e documentari
sull’area
geografica
oggetto della
promozione
MEZZI
IMPIEGATI
inviti e volantini
inviati per posta,
telefonate e email
COMPETENZE
capacita’ organizzativa, abilita’ nella professione di guida turistica,
maggiore attenzione alle preferenze e alle esigenze espresse dai clienti ai
quali sono rivolte le presentazioni dell’offerta turistica, capacita’ di lavorare
in gruppo.
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
UNION
SPUTNIK BGUSB-TRAVEL
LTD
turismo culturale,
org. di congressi,
soggiorni al mare,
biglietteria aerea,
biglietteria di
autolinee,
escursioni
redazione di
brochures,
cataloghi,
volantini e
manifesti
BALKAN
HOLIDAYS
SERVICES LTD
tour operator e
agenzia di viaggi,
prenotazioni
alberghiere,
fornitura del
servizio di guide
turistiche,
biglietteria,
soggiorni
balneari,
soggiorni sulla
neve, sul lago e in
montagna,
turismo
congressuale, voli
charter, pacchetti
turistici
personalizzati
incoming,
outgoing,
soggiorni al mare,
soggiorni in
montagna,
pacchetti turistici
redazione di
brochures,
cataloghi,
volantini e
manifesti
TOURIST
AGENCY
SOLVEX LTD
redazione di
brochures,
cataloghi,
volantini e
manifesti
un esperto di
marketing
organizza
presentazioni
dell’offerta
turistica e la
proiezione di film
e documentari
sull’area
geografica
oggetto della
promozione
un esperto di
marketing
organizza
presentazioni
dell’offerta
turistica e la
proiezione di film
e documentari
sull’area
geografica
oggetto della
promozione
un esperto di
marketing
organizza
presentazioni
dell’offerta
turistica e la
p. 133
inviti e volantini
inviati per posta,
telefonate e email
capacita’ organizzativa, abilita’ nella professione di guida turistica,
maggiore attenzione alle preferenze e alle esigenze espresse dai clienti ai
quali sono rivolte le presentazioni dell’offerta turistica, capacita’ di lavorare
in gruppo.
inviti e volantini
inviati per posta,
telefonate e email
capacita’ organizzativa, abilita’ nella professione di guida turistica,
maggiore attenzione alle preferenze e alle esigenze espresse dai clienti ai
quali sono rivolte le presentazioni dell’offerta turistica, capacita’ di lavorare
in gruppo.
inviti e volantini
inviati per posta,
telefonate e email
capacita’ organizzativa, abilita’ nella professione di guida turistica,
maggiore attenzione alle preferenze e alle esigenze espresse dai clienti ai
quali sono rivolte le presentazioni dell’offerta turistica, capacita’ di lavorare
in gruppo.
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
culturali,
congressi
TEDDY KAM turismo ricreativo redazione di
(soggiorni al mare
e in montagna),
turismo
ecologico,
congressi, viaggi
per bambini,
ragazzi e studenti
brochures,
cataloghi,
volantini e
manifesti
TURAL –G
LTD
soggiorni al mare
e in montagna
redazione di
brochures,
cataloghi,
volantini e
manifesti
LIDIA
TOURS LTD
incoming e
outgoing,
soggiorni
balneari,
soggiorni in
montagna,
redazione di
brochures,
cataloghi,
volantini e
manifesti
proiezione di film
e documentari
sull’area
geografica
oggetto della
promozione
un esperto di
marketing
organizza
presentazioni
dell’offerta
turistica e la
proiezione di film
e documentari
sull’area
geografica
oggetto della
promozione
un esperto di
marketing
organizza
presentazioni
dell’offerta
turistica e la
proiezione di film
e documentari
sull’area
geografica
oggetto della
promozione
un esperto di
marketing
organizza
presentazioni
dell’offerta
turistica e la
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inviti e volantini
inviati per posta,
telefonate e email
capacita’ organizzativa, abilita’ nella professione di guida turistica,
maggiore attenzione alle preferenze e alle esigenze espresse dai clienti ai
quali sono rivolte le presentazioni dell’offerta turistica, capacita’ di lavorare
in gruppo
inviti e volantini
inviati per posta,
telefonate e email
capacita’ organizzativa, abilita’ nella professione di guida turistica,
maggiore attenzione alle preferenze e alle esigenze espresse dai clienti ai
quali sono rivolte le presentazioni dell’offerta turistica, capacita’ di lavorare
in gruppo
inviti e volantini
inviati per posta,
telefonate e email
capacita’ organizzativa, abilita’ nella professione di guida turistica,
maggiore attenzione alle preferenze e alle esigenze espresse dai clienti ai
quali sono rivolte le presentazioni dell’offerta turistica, capacita’ di lavorare
in gruppo
Programma Leonardo - Progetti Pilota, competenze linguistiche, reti transnazionali, materiali di riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
turismo culturale,
turismo
congressuale,
incentive e
biglietteria
proiezione di film
e documentari
sull’area
geografica
oggetto della
promozione
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Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
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Successivamente BATA ha anche intervistato attraverso e.mail, fax e telefono le seguenti
aziende:
1. Alder - Sofia
2. Albena - Dobrich
3. Alma - Sofia
4. Astral - Plovdiv
5. Alexander - Sofia
6. Balkantourist - Sofia
7. Best Tours - Sofia
8. Bulgarian Vip tours - Sofia
9. Boyana MG - Sofia
10. DM Travel - Sofia
11. Dan Tea - Sofia
12. Easy Travel - Sofia
13. Elittour Service AD
14. Euroschool Holidays - Sofia
15. Extra tour - Sofia
16. Fortuna 7 - Sofia
17. Global Travel - Sofia
18. Interclass - Sofia
19. Jamadvice - Sofia
20. Light - Velingrad
21. Mistral - Sofia
22. Nikona - Sofia
23. Oversun - Sofia
24. Pandion - Sofia
25. Rad Festa - Sofia
26. Reise Bureau - City Center - Sofia
27. Riviera - Golden Sands
28. Royal - Pamporovo
29. Samokov’ - Borovetz
30. Solvex - Sofia
31. Spartak - Sandanski
32. Tourchance - Plovdiv
33. Ustrem - Sofia
34. Unicorn - Sofia
35. Vegena - Sofia
36. Zarevgradtarnov - Veliko Tarnovo
In Germania Akademie Überlingen ha intervistato aziende che preferiscono non divulgare il
proprio nome: Hotel, società di consulenza a strutture alberghiere e della ristorazione, agenzie di
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Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
incoming e aziende di intermediazione locale e marketing territoriale. Le dimensioni delle aziende
erano variabili ma ristrette all’ambito della piccola impresa dalla microsocietà di consulenza da 2
addetti ai 60 dipendenti della struttura più grande. Il ruolo dei soggetti intervistati è sempre molto
elevato mantenendosi su quello dei direttori esecutivi o direttori commerciali. L’ambito di azione
delle suddette organizzazioni variava dal regionale (territoriale) al nazionale e internazionale.
5.
Sintesi dei risultati delle interviste per ciascun paese partner
In Italia dall’esame dei risultati ottenuti emerge che il “Tecnico superiore per l’organizzazione ed il
marketing del turismo integrato” è molto richiesto dai Consorzi di promozione turistica, dagli Enti
Fieristici, dagli Enti locali e in generale da forme consortili di imprese turistiche, ossia da strutture
che hanno come “mission” proprio la promozione del territorio o di una circoscritta aerea
geografica, ma non dalle agenzie di viaggi, dagli alberghi e dai T.O..
Le interviste realizzate presso i Consorzi di imprese turistiche (Aziende e Consorzi di promozione
turistica) hanno evidenziato che i soggetti, che operano in questa tipologia di organizzazione, sono
in grado di:
1. esercitare attività di informazione, accoglienza e assistenza turistica, elaborazione,
produzione, distribuzione di materiale informativo e promo-pubblicitario relativo alle risorse
turistiche locali
2. favorire la promozione locale mediante la conoscenza e la valorizzazione delle risorse
turistiche, paesaggistiche e storico-artistiche del territorio
• diffondere e veicolare le manifestazioni, le iniziative e gli eventi locali a spiccata
valenza promozionale nei mass-media anche con supporti informatici e telematici
3. fornire assistenza ed accoglienza ad operatori turistici, giornalisti e addetti alle attività di
comunicazione
4. gestire attività rivolte all’utenza turistica anche attraverso la commercializzazione di beni e
servizi
Le competenze indicate rispecchiano quelle previste a dimostrazione che tale profilo professionale è
coerente con i fabbisogni professionali di questa particolare componente del sistema turistico.
Il confronto tra le competenze degli intervistati con quelle del profilo professionale evidenzia una
sostanziale corrispondenza soprattutto con quelle possedute dai rappresentanti di consorzi e l’APT.
Legenda: le competenze descritte sono quelle dichiarate dagli intervistati, a fianco in neretto i numeri delle macro competenze del profilo
professionale del “Tecnico Superiore dell’organizzazione e del marketing del turismo integrato”
Competenze/Aziende
Consorzi di Consulenti
Aziende di
Agenzie di
Tour
di
Promozion Università Promozion
viaggi e Operators e Turistica (CISET) e turistica marketing Alberghi
(1)
turistico (1)
turismo (4)
(1)
(1)
(1)
(3).
Marketing strutture ricettive 2. 7.
Tecniche di marketing e web
marketing 2.
Promozione turistica (Italia e estero)
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
7.
X
X
X
Consulenza per i consorzi di
promozione turistica 1. 4.
Consulenza nella gestione dei
progetti 4. 8.
X
X
X
X
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Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
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Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Capacità di contrattazione fornitori e
clienti 6. 7.
7. 8.
Analisi e ricerca di mercato 1. 4.
Gestione del Sistema Qualità 7. 9.
Gestione dell'offerta turistica
Organizzazione e coordinamento
unità di progetto 7. 8.
Gestione dell’intera filiera del
prodotto 1. 4.
Padronanza di almeno 2 lingue
straniere (quelle maggiormente
utilizzate nell’area turistica di
riferimento) 1.
Capacità di comunicazione e di
relazione 1. 2.
Conoscenze informatiche , comprese
quelle di gestione dei dati 1.
Buona conoscenza del territorio e
delle strutture ricettive della zona
3. 5.
Nozioni di statistica e diritto 7.
Organizzazione di servizi di
incoming 7. 8.
Viaggi individuali, di gruppo ed
escursioni, 7. 8.
Gestione contabilità - BUDGET
AZIENDALE 7.
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
Si riportano di seguito in forma di diagramma a torta le risposte ad alcuni dei quesiti posti:
Ritiene che nel profilo emergano alcune
carenze nelle competenze indicate ?
Ritiene che la figura professionale sia
richiesta dal mercato ?
8% 8%
33%
Molto
NO
67%
Moltissimo
SI
84%
Poco
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
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Quanto ritiene sia efficace la
realizzazione di politiche di
marketing territoriale integrato?
0%
33%
Poco
Molto
67%
Moltissimo
In quali organizzazioni inserirebbe un
Tecnico Superiore per
l'organizzazione e il marketing del
turismo integrato?
14
12
10
8
6
4
2
Ag
C
en
on
zi
so
a
di
rz
io
Vi
To
ag
di
Az
gi
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ur
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O
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a
oz
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iv
m
ci
e
e
az
c
o
io
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ne
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di
til
i
ca
te
go
ria
0
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Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
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Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
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Tutti i soggetti intervistati da Fiavet Veneto hanno espresso giudizi molto positivi sul profilo
esaminato. Segnaliamo tuttavia i suggerimenti rilevati nel corso delle interviste:
- approfondimento delle nozioni di base sui principali attori dei pacchetti turistici
- approfondimento dello studio delle motivazioni di viaggio, elemento importante nello
svolgimento dell’attività di marketing e quindi nella promozione dell’offerta turistica.
In Spagna le interviste condotte dal PGP hanno consentito di cogliere una sostanziale coincidenza
fra le competenze previste per la figura professionale e quelle possedute nella realtà lavorativa
Attività
1. Utilizzare le risorse e le
tecnologie dell’informazione e
della comunicazione nell’attività
professionale quotidiana
2. Utilizzare le tecniche di
marketing
e
della
comunicazione legate alle nuove
tecnologie applicate al settore
turistico
3. Identificare e analizzare le
caratteristiche e le risorse di un
polo turistico.
4. Analizzare la struttura e le
tendenze del mercato e il
sistema di offerta turistica del
territorio
5. Partecipare alla promozione
dell’immagine turistica del
territorio in accordo con i diversi
partner
pubblici e privati
coinvolti.
6. Stabilire relazioni tra gruppi
portatori d’interessi diversi
finalizzate allo sviluppo turistico
del territorio
7. Sviluppare
e
realizzare
un’offerta turistica integrata,
azioni e prodotti , nel rispetto
del sistema di qualità e della
normativa vigente.
Competenze possedute nella realtà lavorativa
o Padroneggiare le tecniche di raccolta e analisi dell’
informazione
o Avvalersi di tecniche di comunicazione e di
informazione nell’attività quotidiana
o Utilizzare le tecniche della comunicazione per la
promozione turistica
o Comunicare in forma orale e scritta utilizzando le
nuove tecnologie nell’ambito del marketing turistico
o Utilizzare le informazioni professionali ed extraprofessionali pertinenti e adeguate alla promozione
del prodotto turistico
o Identificare insieme agli operatori pubblici e privati le
risorse che possono valorizzare il polo a destinazione
turistica
o Identificare l’offerta turistica e le sue diverse
componenti con particolare riferimento a quelle
destinate ai clienti e ai loro bisogni specifici
o Analizzare la domanda turistica e le tendenze del
mercato
o Anticipare le tendenze delle domande specifiche
o Interagire con i diversi soggetti pubblici e privati per
la definizione dell’immagine turistica del territorio
o Favorire accordi finalizzati a consolidare un’offerta
turistica integrata.
o Individuare strategie di sviluppo del turismo integrato
o Stabilire relazioni tra i diversi gruppi per garantire l’
obiettivo .
o Gestire le relazioni con i diversi partner della società
civile presenti nel territorio
o Stabilire canali di comunicazione efficaci ed efficienti
tra i diversi soggetti coinvolti
o Individuare forme di promozione adeguate alle
risorse disponibili.
o Padroneggiare strategie di marketing per la
promozione dei prodotti e dell’immagine turistica
o Sviluppare modelli di promozione turistica di qualità
o Applicare la normative regionali , nazionali,
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
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8. Gestire un progetto turistico
o
o
o
9. Monitorare la qualità dell’offerta o
turistica integrata
o
o
o
p. 141
internazionali nel rispetto delle norme di qualità del
prodotto turistico
Definire, pianificare e gestire progetti turistici in base
al piano strategico
Gestione economica e finanziaria del progetto.
Valutare la qualità di un prodotto turistico
Sviluppare programmi di qualità .
Implementare piani di continuo miglioramento
Attivare azioni di sensibilizzazione finalizzate alla
soluzione dei problemi con partecipazione attiva
Attivare misure per valutare Customer-satisfaction
Nelle tabelle, che raccolgono i risultati delle interviste fatte a ognuna delle organizzazioni, sono
state incluse quelle descrizioni della attività delineate nel profilo di partenza che coincidono con le
dichiarazioni espresse dalle persone intervistate relativamente alle attività e lavori da loro svolti. La
maggior parte delle persone hanno segnalato, nelle loro risposte ai punti richiesti, attività e lavori
raccolti nel profilo delineato come ipotesi di lavoro.
Non hanno segnalato espressamente aspetti relativi alla qualità e all’attivazione di piani relativi,
probabilmente perché ritengono che questo sia un aspetto tipico dei soggetti privati che operano nel
settore
Nel rapporto tuttavia con esperti del mondo del lavoro, si è reso necessario far riferimento a
processi lavorativi e competenze usando un linguaggio più aderente a quello usato nell’impresa
turistica quali: pianificazione; controllo; orientamento risultati; leadership-direzione;
comunicazione; innovazione; lavoro di gruppo; delegazione; gestione di persone; anticipazioneiniziativa; flessibilità; orientamento cliente esterno interno; visione commerciale; organizzazione;
creatività.
Nei seguenti grafici si sono evidenziate, nelle attività relative a dei processi lavorativi, le
competenze possedute dai soggetti intervistati.
Sono emerse competenze comuni a più attività ed altre più specifiche. Le competenze possedute
dipendono dal tipo di organizzazione e dal fatto che l’intervistato, nel suo lavoro, abbia
responsabilità politica e decisionale soltanto una funzione tecnica. Un’altra significativa differenza
è rappresentata dal fatto che le organizzazioni siano interessate al turismo estero o soltanto interno.
Le competenze identificate sono:
p. 142
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
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Grafico1.
Attività amministrative
Pianificazione
Organizzazione
Controllo
Orientamento risultati
Leadership
Comunicazione
Innovazione
Creatività
Lavoro di gruppo
Delegare
Gestione delle
Anticipazione
Iniziativa
Flessibilità
Orientamento clienti
Visione commerciale
0
1
2
3
4
5
6
7
8
Il grafico 1. mostra come nelle attività di carattere amministrativo le competenze che appaiono in
tutte le persone intervistate siano legate all’organizzazione, pianificazione e comunicazione .
Solo in due casi appaiono competenze legate alla visione commerciale, iniziativa e anticipazione.
Grafico 2
Attività di ricerca
Pianificazione
Organizzazione
Controllo
Orientamento risultati
Leadership
Comunicazione
Innovazione
Creatività
Lavoro di gruppo
Delegare
Gestione delle persone
Anticipazione
Iniziativa
Flessibilità
Orientamento clienti esterni-interni
Visione commerciale
Ascolto
0
1
2
3
4
5
6
7
8
Il grafico 2. mostra come nelle attività di ricerca la maggior parte delle persone intervistate sia
dotata di un consistente bagaglio di competenze, soprattutto riferite agli aspetti relazionali, della
comunicazione e della visione..
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- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Grafico 3.
Localizzazione e valutazione risorse
Pianificazione
Organizzazione
Controllo
Orientamento risultati
Leadership
Comunicazione
Innovazione
Creatività
Lavoro di gruppo
Delegare
Gestione delle persone
Anticipazione
Iniziativa
Flessibilità
Orientamento clienti estenri-interni
Visione commerciale
Ascolto
0
1
2
3
4
5
6
7
8
Il grafico 3 mostra competenze significative come l’anticipazione, la creatività e la visione
commerciale. In questo caso si tratta di essere capaci di innovare e creare nuove opportunità per la
promozione dell’ambito di lavoro, come vantaggio competitivo rispetto ad altri.
Grafico 4
Attività di promozione
Pianificazione
Organizzazione
Controllo
Orientamento risultati
Leadership
Comunicazione
Innovazione
Creatività
Lavoro di gruppo
Delegare
Gestione delle persone
Anticipazione
Iniziativa
Flessibilità
Orientamento clienti estenri-interni
Visione commerciale
Ascolto
0
1
2
3
4
5
6
7
8
Anche nel grafico 4 si osserva che nelle attività legate al lavoro con l’estero si evidenziano come
importanti sia le competenze di tipo relazionale come la comunicazione, il lavoro di gruppo, sia le
competenze relazionate con la capacità di innovare e creare.
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
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Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Grafico 5.
Gestione di progetti
Pianificazione
Organizzazione
Controllo
Orientamento risultati
Leadership
Comunicazione
Innovazione
Creatività
Lavoro di gruppo
Delegare
Gestione delle persone
Anticipazione
Iniziativa
Flessibilità
Orientamento clienti estenri-interni
Visione commerciale
Ascolto
0
1
2
3
4
5
6
7
8
Nel grafico 5 nuovamente appaiono competenze molto legate all’organizzazione, pianificazione.
Queste sono competenze molto simili a quelle osservate nelle attività di tipo amministrativo.
Grafico 6.
Mantenimento e controllo delle attività
Pianificazione
Organizzazione
Controllo
Orientamento risultati
Leadership
Comunicazione
Innovazione
Creatività
Lavoro di gruppo
Delegare
Gestione delle persone
Anticipazione
Iniziativa
Flessibilità
Orientamento clienti estenri-interni
Visione commerciale
Ascolto
0
1
2
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8
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Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
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Il grafico 6 mostra competenze necessarie per le attività di controllo e mantenimento dei piani e
progetti stabiliti. In questo caso le competenze evidenziate sono quelle relative al controllo, al
lavoro di gruppo e alla leadership per riuscire a svolgere una certa funzione di aggregazione delle
persone.
Grafico 7.
Altre attività
Pianificazione
Organizzazione
Controllo
Orientamento risultati
Leadership
Comunicazione
Innovazione
Creatività
Lavoro di gruppo
Delegare
Gestione delle persone
Anticipazione
Iniziativa
Flessibilità
Orientamento clienti estenri-interni
Visione commerciale
Ascolto
0
1
2
3
4
5
Non tutte le persone intervistate sono state in grado di esplicitare altri tipi di lavori (attività),
comunque una parte di loro ha proposto nuovi lavori da sviluppare. Le tabelle sopra rappresentate
hanno consentito di rilevare come le competenze siano strattamente correlate con la tipologia di
organizzazione e di processo lavorativo. Comuni ai diversi ambiti lavorativi del turismo sono
risaltate essere: la visione commerciale, la capacità di anticipazione/previsione, la pianificazione e
la comunicazione.
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 146
Il BATA in Bulgaria ha intervistato circa 42 aziende con modalità diverse. Indichiamo di seguito
alcune integrazioni al profilo suggerite dagli intervistati:
Innanzitutto la valorizzazione delle risorse locali deve avvenire in conformità con le strategie
politiche nazionali e regionali per lo sviluppo di un turismo sostenibile.
Nella tabella di seguito riportata si sono riportati i suggerimenti.
Attività
1. Utilizzare le risorse e le tecnologie
dell’informazione
e
della
comunicazione
nell’attività
professionale quotidiana
2. Utilizzare le tecniche di marketing e
della comunicazione legate alle
nuove tecnologie applicate al settore
turistico
3. Identificare
e
analizzare
le
caratteristiche e le risorse di un
polo turistico.
Suggerimenti
o È importante aggiornare le informazioni seguendo
l’evoluzione del settore a livello mondiale
o Sarebbe utile organizzare corsi di formazione
professionale condotti da esperti di fama
nazionale/internazionale
o Sarebbe opportuno partecipare nel ruolo di partner a
progetti finanziati dal Fondo di programmazione
Internazionale di interesse storico, culturale,
ambientale e rurale
o Redigere per ogni specifico territorio offerte turistiche
costruite ad hoc, secondo le peculiarità della zona
turistica pubblicizzata
o Organizzare campagne di disseminazione per portare
l’attenzione del pubblico su come l’immagine della
zona, intesa come destinazione turistica, viene
pubblicizzata
o Ad esempio organizzare convegni e brainstorm tra
esperti nel campo del turismo
4. Analizzare la struttura e le tendenze
del mercato e il sistema di offerta
turistica del territorio
5. Partecipare
alla
promozione
dell’immagine turistica del territorio
in accordo con i diversi partner
pubblici e privati coinvolti.
6. Stabilire relazioni tra gruppi
portatori
d’interessi
diversi
finalizzate allo sviluppo turistico del
territorio
7. Sviluppare e realizzare un’offerta o Assicurarsi che in tutti i Paesi vengano rispettati il
turistica integrata, azioni e prodotti ,
codice di comportamento e i criteri che determinano
nel rispetto del sistema di qualità e
la qualità dei servizi turistici. Tali criteri dovrebbero
della normativa vigente.
inoltre essere uniformati a livello mondiale ed essere
controllabili attraverso un sistema di controllo
universalmente riconosciuto
8. Gestire un progetto turistico
o Identificare un target al quale fa riferimento il
progetto. Dare continue informazioni sulle modalità di
realizzazione del progetto turistico. Organizzare
conferenze stampa per comunicare i risultati dei
progetti
9. Monitorare la qualità dell’offerta o Organizzare corsi di formazione professionale sulle
turistica integrata
metodologie e sulla base degli interessi degli
impiegati coinvolti nel progetto
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 147
BATA ha ritenuto importante segnalare un’ulteriore attività, non prevista nel profilo:
10. La segmentazione del mercato per la quale necessitano le seguenti competenze (essere cioè in
grado di):
• identificare i segmenti chiave del mercato
• definire le caratteristiche e i profili
• costruire e implementare strategie di mercato altamente specializzate
• ricercare mercati emergenti e identificare segmenti con i migliori potenziali
In Germania Akademie Überlingen
Ha rilevato dal confronto tra le competenze tecnico professionali possedute dai soggetti intervistati
e quelle del profilo che le macro aree descritte dal profilo sono tutte molto importanti tranne la
numero 3 “censire e analizzare le caratteristiche e le risorse di un polo turistico” e la numero 5
“Partecipare alla definizione e alla promozione della vocazione e dell’immagine turistica di un
territorio in accordo con i soggetti pubblici e privati coinvolti”: In entrambi i casi un 25% del
campione ritiene che tali aspetti siano di minore rilievo per l’attività da loro svolta.
Rispetto all’occupabilità del profilo professionale sul mercato del lavoro il 50% degli esperti
contattati ritiene che sia buona mentre un 25 % ritiene che il profilo si adatti bene alle esigenze del
mercato, ma che la disponibilità di posti, per questo tipo di addetti, sia relativamente limitata. Il tipo
di organizzazioni, in cui tale profilo dovrebbe inserirsi, corrisponde infatti a quanto rilevato negli
altri paesi e cioè in Consorzi di promozione, enti pubblici e agenzie di incoming .
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
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6. Considerazioni finali per partner
L’analisi dei dati raccolti nel corso delle interviste condotte in Italia da Fiavet Veneto mette in
evidenza i seguenti aspetti:
1. la figura professionale di esperto di marketing turistico è generalmente molto richiesta dal
mercato ma trova uno sbocco occupazionale principalmente nelle strutture consortili del sistema
turistico, aziende e Consorzi di promozione turistica. Nelle aziende di piccole o medie dimensioni
operanti nel turismo (vedi alberghi, agenzie di viaggi, tour operator) non dedicate unicamente alla
promozione dell’offerta turistica le mansioni e le competenze del Tecnico superiore in esame
vengono assolte e svolte direttamente dalla direzione generale.
2. Alcune competenze si riscontrano con maggiore frequenza o addirittura emergono da tutte le
interviste effettuate da Fiavet Veneto: si tratta di competenze di base richieste ad un soggetto che
intenda operare nel settore turistico ricettivo:
o la conoscenza di almeno 2 lingue straniere
o la conoscenza dei sistemi informatici, compresa la gestione dei dati
o una buona capacità relazionale e di comunicazione
o una buona conoscenza delle tecniche di marketing, di web marketing e del marketing delle
strutture ricettive
Queste capacità operative rappresentano i requisiti minimi per per l’accesso al lavoro in questo
settore; gli intervistati sono infatti convinti che solo l’esperienza sul campo e l’affiancamento a
operatori esperti possano permettere, a chi inizia, l’acuisizione e la padronanza di tutte le nozioni
specialistiche necessarie per operare con professionalità nel settore ricettivo.
3. le aziende intervistate utilizzano come strumenti per la promozione del territorio depliant,
brochure, siti internet, web marketing, partecipazione a manifestazioni fieristiche e workshop tra
operatori del settore. Allo scopo di promuovere la propria offerta turistica molti collaborano con i
Consorzi di Promozione Turistica di cui fanno parte e tutti sono in contatto con partner pubblici
quali Provincia, Comune, Camera di Commercio, Enti Locali) e privati (Consorzi, associazioni di
categoria, Tour Operators nazionali e internazionali.
4. gli intervistati ritengono che il ruolo di un operatore privato, che operi in sinergia con la sfera
pubblica, sia determinante e strategico in quanto il privato, essendo più attento al profitto, è in
genere più oculato e concreto negli investimenti e può rendere i progetti concreti e attendibili in fase
di realizzazione. Il privato è inoltre l’unico interlocutore per la commercializzazione del prodotto
turistico.
5. alcuni dei soggetti intervistati hanno dichiarato di aver già realizzato un progetto di offerta
turistica integrata: si tratta di agenzie di viaggi e turismo che svolgono prevalentemente attività di
incoming, aderenti a Consorzi di Promozione turistica locali che hanno creato, in sinergia con il
Consorzio, le Aziende di Promozione Turistica, i Comuni e le Pro Loco, un “evento”, ossia una
manifestazione progettata per offrire un pacchetto turistico innovativo e per creare nuovi flussi
turistici o incrementare quelli già esistenti. Normalmente l’evento è stato pubblicizzato e venduto
dalle agenzie di viaggi con un pacchetto di servizi (la cena, il pernottamento e le escursioni) ed è
diventato uno strumento di promozione di quel territorio poiché è stato commercializzato in Italia e
all’estero.
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
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6. un Consorzio di Promozione Turistica del Veneto si è impegnato nella realizzazione di un
“marchio d’area”: in pratica enti pubblici (Comuni, Provincia, Pro loco) e privati (agenzie di viaggi,
aziende produttrici di vini, salumi e formaggi tipici della zona, e aziende dedite all’artigianato)
hanno creato un marchio d’area (per un’area geografica delimitata) valorizzando tutte le
caratteristiche tipiche della stessa attraverso adeguate forme di pubblicizzazione e di vendita in
ambito nazionale ed internazionale. Tuttavia i soggetti coinvolti in tali iniziative hanno rilevato
difficoltà nel rapporto con i fornitori di servizi che impongono regole rigide e non negoziabili.
In Spagna gli esiti delle interviste effettuate dal PgP conducono alle seguenti considerazioni finali:
1. le competenze identificate nel profilo professionale non devono essere necessariamente
acquisite in percorsi formativi formali. Molti dei soggetti intervistati possiedono la
conoscenza, le capacità operative e le motivazioni sufficienti e necessarie per consolidare
tali competenze
2. in alcuni casi si rende comunque necessario l’approfondimento di alcune competenze
specifiche indispensabili per lo svolgimento del ruolo di “Tecnico superiore per
l’organizzazione e il marketing del turismo integrato” al quale è richiesta la partecipazione a
specifiche azioni formative per implementare le proprie capacità, conoscenze e competenze
3. dall’analisi dell’indagine conoscitiva emerge che alcune competenze appaiono con maggiore
frequenza rispetto ad altre: la conoscenza delle tecniche di comunicazione e di relazione, la
predisposizione al lavoro di gruppo, le capacità organizzative e gestionali dei progetti
turistici; ciò significa che tali competenze sono fondamentali per il profilo professionale
oggetto del nostro studio
4. una delle competenze che risulta particolarmente richiesta è la comunicazione alla quale e
associata una buona conoscenza delle lingue
5. nella maggior parte delle persone intervistate e in ripetute occasioni si rilevano competenze
legate alla creatività. Possibilmente in questi casi le conoscenze dovrebbero collegarsi all’
uso di strumenti tecnologici atti a facilitare il lavoro delle persone con capacità limitate in
questo campo.
6. nella maggior parte delle attività le persone intervistate hanno segnalato la necessità di
interagire con i diversi gruppi della società civile dell’ambiente per cercare la loro
complicità, in modo di rafforzare il “destino turistico comune”. Vale a dire che le
competenze per svolgere attività come: leadership, comunicazione, iniziativa,
organizzazione delle persone, devono essere legate alla conoscenza di tecniche di dinamica
di gruppo e di persuasione, ecc.
Dall’analisi dei dati emersi dalle interviste condotte da BATA in Bulgaria si possono trarre le
seguenti considerazioni:
1. le competenze nel marketing e nelle tecniche relative sono fondamentali e richieste agli
operatori del sistema turistico poiché sono determinanti per lo sviluppo di una forte
competitività tra le organizzazioni operanti nel settore del turismo. Il profilo e le relative
competenze rispondono adeguatamente a tale esigenza
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
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2. un elemento del profilo altamente apprezzato consiste nel fatto che tutte le competenze di
base (comunicazione, marketing, tecniche organizzative) sono state previste nel profilo,
compresa la conoscenza delle lingue straniere che appare come un pre requisito per il ruolo
del Tecnico superore in esame
3. un altro elemento positivo previsto nel profilo è l’importanza attribuita alla necessità di
migliorare le abilità e le competenze operative combinando la conoscenza teorica con
l’esperienza sul campo
4. un aspetto fondamentale del profilo consiste nell’utilizzare con competenza e abilità le
nuove tecnologie applicate al marketing e alle tecniche di comunicazione. Infatti una buona
preparazione sull’impiego dei mezzi tecnologici rappresenta un pre requisito (o competenza
di base) per lo svolgimento del marketing turistico. (vedi punto I del profilo). Inoltre la
rapida diffusione dell’information technologies nel mercato turistico e dei viaggi è
fondamentale per il miglioramento della qualità del prodotto turistico offerto e la qualità dei
servizi turistici erogati ai clienti e l’incremento della domanda di nuovi servizi
5. è opportuno un cambiamento dell’ordine degli item del profilo nella seguente sequenza:
item 1, item 2, item 3, item 4, item 5, item 8, item 9, item 7
l’elaborazione, la gestione di un progetto turistico (item 8) e il monitoraggio dell’offerta
turistica (item 9) vengono posti dopo l’item 5 poiché rappresentano il risultato o prodotto delle
ricerche e delle analisi. la gestione delle relazioni e la collaborazione con gli attori pubblici e
privati del sistema turistico (associazioni, organizzazioni, ecc.), ossia l’item 6, e l’item 7
consistente nella realizzazione di un’offerta turistica integrata sono la conseguenza delle
competenze previste negli item precedenti. BATA suggerisce inoltre alcune integrazioni agli
item 5 e 9 come segue:
Integrazione all’item 5:
•
prevedere che i fornitori possano accedere a nuove forme di opportunità
promozionali, a beneficio dei clienti e degli intermediari
•
fornire ai clienti, al mercato e ai mezzi di informazione maggiori informazioni sia di
carattere generale che specifiche sulle destinazioni
integrazione all’item 9:
•
monitorare la soddisfazione del turista e saper consigliare e nel fornire consulenza sul
pacchetto turistico
6. si suggerisce l’integrazione di un nuovo e ulteriore punto nel profilo del “tecnico superiore
per l’organizzazione e il marketing del turismo integrato”:
o La segmentazione del mercato, essere cioè in grado di:
• identificare i segmenti chiave del mercato
• definire le caratteristiche e i profili
• costruire e implementare strategie di mercato altamente specializzate
• ricercare mercati emergenti e identificare segmenti con i migliori potenziali
L’analisi dei dati raccolti nel corso delle interviste condotte in Germania da Akademie Überlingen
mette in evidenza i seguenti aspetti:
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
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•
•
•
•
•
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la figura professionale trova uno sbocco occupazionale principalmente nelle strutture
di promozione del sistema turistico territoriale ed appare quindi rispondente ad
esigenze concrete, ma limitate, rispetto ad altri settori come quelli delle agenzie di
viaggio o delle strutture ricettive e della ristorazione, dove i fabbisogni sono
numericamente più elevati
le aziende tedesche avvertono l’esigenza di una costante innovazione nel settore per
rispondere a delle richieste di qualità sempre più alta da parte del cliente. In questo
senso il profilo descritto ha delle caratteristiche di specializzazione che vanno nella
direzione auspicata
molte delle competenze inserite nel profilo sono formate nelle Hochschule che sono in
buona sostanza degli Istituti Tecnici tedeschi
il profilo in generale è buono e rispondente alle esigenze del mercato
le competenze sembrano pertinenti ed esaustive
7. Indagine del partner sindacale- CGIL
Le priorità politiche a livello europeo e nazionale
L’insieme dei paesi europei, specie dopo l’avvio della moneta unica e la globalizzazione dei
mercati, sono chiamati ad una maggiore competitività sui mercati internazionali. La crescita della
competitività presuppone, tra l’altro, il miglioramento dei sistemi educativi e formativi per far
fronte alla sfida costituita dall’avvento della società della conoscenza. L’obiettivo che l’Unione
Europea – accordo di Lisbona - si è data di divenire l’area più competitiva nella società della
conoscenza, presuppone il miglioramento delle competenze dei/le lavoratori/trici, un sistema di
qualificazione trasparente e comparabile, in grado di favorire l’innovazione delle imprese, la
mobilità e la flessibilità della forza lavoro.
Per raggiungere tali obiettivi diviene fondamentale saper leggere in anticipo i nuovi fabbisogni
professionali e la riqualificazione e/o aggiornamento di quelli esistenti; questa questione costituisce
la sfida comune in Europa per i governi, le parti sociali e gli studiosi, dato che solo attraverso forti
investimenti nella ricerca e formazione per lo sviluppo di competenze si può avere un significativo
impatto sulla competitività del sistema delle imprese e sulle prospettive di crescita professionale
delle persone.
Ciascun Paese sta, così, sperimentando la costituzione, lo sviluppo e l’ammodernamento del proprio
sistema nazionale di qualificazione, introducendo, con modalità diverse, che derivano dalle storie
proprie di ciascun Paese, un sistema nazionale di certificazione delle competenze professionali
come fondamento delle politiche necessarie a dotare ogni cittadino/a del diritto di cittadinanza
primario “alla conoscenza”.
L’anticipazione dei fabbisogni
L’insieme dei paesi del partenariato sta sviluppando un approccio di tipo sistemico alla rilevazione
dei fabbisogni professionali. Le ragioni di questo impegno risiedono nella necessità di fronteggiare,
con nuove professionalità o con l’aggiornamento di quelle esistenti, il veloce cambiamento
tecnologico, di processo e di prodotto indotto dai nuovi paradigmi dell’economia di mercato.
L’anticipazione dei fabbisogni professionali permette di pianificare in anticipo la formazione
iniziale e continua e costituisce lo strumento per affrontare i cambiamenti sopraccitati. Lo sviluppo
di iniziative per la rilevazione e l’anticipazione dei fabbisogni professionali non sembra
condizionata dalla situazione strutturale del mercato del lavoro : sia in situazioni di alta
disoccupazione che in situazioni di tensione occupazionale l’anticipazione dei fabbisogni costituisce
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una risorsa fondamentale per orientare le scelte di politica del lavoro e di formazione continua. La
disponibilità di queste informazioni è tanto più essenziale quanto più le politiche del lavoro
diventano targed-oriented, ovvero indirizzate a specifiche figure o al soddisfacimento di bisogni di
professionalità nel contesto dei mercati locali del lavoro o di singole imprese.
Alcune soluzioni adottate
1. istituzione all’interno dei Ministeri del Lavoro o dell’Educazione o in Agenzie Specializzate, di
organismi responsabili delle politiche di formazione professionale, che comprende anche la
realizzazione delle attività di rilevazione dei fabbisogni
2.
costituzione di organismi pubblici nazionali, finanziati dallo stato, comunque dipendenti dal
Ministero del Lavoro o dell’Educazione, con l’obiettivo di gestire o di coordinare le attività sul
campo
3.
decentramento di questi organismi con il compito di realizzare e/o promuovere indagini su
scala regionale e/o locale
4.
devoluzione di responsabilità sui temi della formazione ad autorità politiche regionali o alle
autonomie locali, che si fanno promotrici di iniziative di ricerca volte all’anticipazione dei
fabbisogni
5.
presenza, nei sistemi di governance delle attività di anticipazione dei fabbisogni, con
modalità differenti tra paese e paese, delle parti sociali.
I concetti chiave
L’anticipazione dei fabbisogni professionali implica – forse sarebbe meglio dire “pretende” -, nei
paesi del partenariato, la definizione di un linguaggio di scambio tra il sistema produttivo e quello
della formazione. Le modalità di espressione della domanda di professionalità costituisce uno
degli ostacoli maggiori al miglioramento dell’offerta formativa2, mancando una definizione
concettuale condivisa del termine “competenza”3.
L’orientamento generale che sta prevalendo in Europa è quello di utilizzare la nozione di
competenza intesa come prestazione professionale che una persona è in grado di fornire in un
determinato contesto produttivo.
L’anticipazione dei fabbisogni fa, così, emergere la necessità che i sistemi nazionali si dotino di un
lessico comune fino alla formulazione, nei diversi paesi, di :
1.
cataloghi nazionali delle qualificazioni
2.
occupational standard relativi a ciascuna qualificazione
3.
procedure di riconoscimento, valutazione, accreditamento delle competenze
professionali
Qualche riflessione intorno al tema della comparazione
Le indagini sui fabbisogni professionali possono avere diversi approcci e quindi diversi esiti. Una
prima questione diviene, quindi, quella di comparare le metodologie di indagine. Cerchiamo le
2
v. Le ricerche compiute da OBNF, EBNA, ENFEA, CHIRONE, COOPFORM – organismi paritetici tra le parti sociali nei vari comparti
merceologici - sui fabbisogni di competenze ai fini formativi
3
v. Competenze a cura di Anna Maria Ajello – Il Mulino editore
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prestazioni ideali della figura o quelle contestuali ?; l’indagine è svolta da una sola parte sociale o
concertata tra le parti – imprese e sindacati -?; come avviene la campionatura dei soggetti da
coinvolgere nell’indagine, random o con qualche scientificità?; la ricerca avviene solo attraverso
questionari e/o con interviste in profondità o attraverso focus-group finalizzati?; si fa qualche tara
sulla completezza/attendibilità delle risposte?; gli attori coinvolti sono omogenei nel ruolo e nel
linguaggio – i responsabili delle risorse umane, i sindacalisti contrattualisti…-?; queste ed altre
questioni sono state affrontate in un progetto Leonardo A.Th.E.Net4 che ha visto come promotore il
Ministero del Lavoro con la consulenza dell’ISFOL, come attuatore l’organismo bilaterale
Confindustria-Cgil-Cisl-Uil e come partners attori istituzionali e sociali in Francia–CESI-; in
Germania-SFS-, in Inghilterra-QCA e in Spagna-IER, Forcem-. Si è partiti con l’idea di comparare i
sistemi di rilevazione dei fabbisogni, si è approdati all’idea di mettere in trasparenza le varie
modalità per meglio leggerne le differenze.
Queste brevi note introduttive per condividere la grande difficoltà che esiste nel momento in
cui si cercano comparazioni attorno ad un tema complesso come quello dell’indagine anticipata dei
fabbisogni di competenze, sia per leggere le necessità dei sistemi competitivi interessati, sia per
fornire utili informazioni al sistema educativo.
La figura del “tecnico superiore per l’organizzazione e il marketing del turismo integrato”
configurata nel progetto Argo e nella commissione IFTS presso il Ministero dell’Istruzione in Italia
La figura e le unità di competenze del tecnico superiore per l’organizzazione e il marketing del
turismo integrato, che è stata ricercata nel progetto Argo attraverso interviste ad operatori d’impresa
del settore nei paesi del partenariato, trova un primo riscontro nella medesima figura espressa nella
commissione nazionale IFTS del MUIR e successivamente validata il 29 aprile 2004 nella
Conferenza Stato e Regioni in Italia. La commissione IFTS è composta dal MUIR, le Regioni,
l’Università, le associazioni di rappresentanza di Confindustria, Confcommercio e Confesercenti, i
sindacati di categoria del settore.
Prima di provare a comparare gli esiti dei due lavori sono però necessarie due osservazioni.
Come detto prima per comparare occorre che le misure siano almeno omologhe, specie in un campo
dove le differenze di approcci teorici e metodologici sono così ampie come nella ricerca delle
competenze. Nella discussione intervenuta nella commissione IFTS, da parte sindacale, è stato fatto
osservare che quanto descritto in termini di macro-competenze e poi in unità capitalizzabili non
corrisponde a nessuna definizione contrattuale né alle realtà di lavoro della suddetta figura. Il
motivo di questa osservazione risiede nella complessità e profondità di competenze descritte, che se
rappresentano un forte bagaglio di informazioni per il sistema formativo al fine di progettare attività
didattiche nel merito – dipenderà poi dalla domanda o dalla simpatica autoreferenza di molto
mondo della formazione proporre tutto o quella o quell’altra unità capitalizzabile che in sé, spesso,
rappresenta già una, o quasi una, figura professionale -, non possono dare risposte esauriente a
quell’azienda, a quel territorio, a quello specifico fabbisogno che si presenta nel rischio d’impresa.
Anche se diversamente organica, anche la figura descritta in Argo presenta questa questione.
Quale logica ricaduta di questa prima osservazione è stato fatto presente che, proprio in virtù della
sua complessità e profondità, la descrizione della figura non coglieva aspetti contrattuali e/o di
specifiche realtà lavorative. Per sapere quali unità o quali somme di parti di unità capitalizzabili
4
CD con i materiali del progetto Leonardo presso Cgil-Cisl-Uil
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descritte sono necessarie in quel luogo turistico, in quell’albergo, in quel tour operator, in
quell’agenzia di viaggi, occorrerebbe leggere i contesti locali e la natura delle organizzazioni che
richiedono quella figura. Ad esempio, in Spagna i contratti del turismo sono solo territoriali e
fondamentalmente dell’industria alberghiera. Comparare i fabbisogni “spagnoli” con quelli
“italiani”, che hanno una struttura contrattuale nazionale forte e poi decentramenti contrattuali, a
fronte di un settore turistico più articolato sul territorio sembra un esercizio difficile, oltrechè
soggetto a piccole diacronie.
Queste due osservazioni, centrate per quanto riguarda l’annoso tema delle ricerche delle
competenze professionali, permettono di offrire da parte, dello scrivente, due suggestioni nel merito
della validazione della figura descritta nel progetto Argo.
La ricerca del progetto Leonardo “Argo” ha fatto proprie metodologie di ricerca concertata atte a
descrizioni condivise di figure professionali tra le parti sociali. Sembra anche significativo il
campione di attori imprenditivi a cui è stato richiesto di offrire il loro sapere specifico, al fine di
individuare gli standard minimi di competenze della figura in esame. Si può così ragionevolmente
affermare che la descrizione della figura presente nel progetto potrà permettere ai vari Paesi una
omogenea certificazione, elemento chiave per qualsivoglia idea di mobilità della forza lavoro
nell’Unione Europea.
La ricchezza delle competenze descritte e la loro condivisione dei partners del progetto permette di
offrire ai sistemi formativi dei vari Paesi informazioni condivise per la progettazione di attività
didattiche capaci di “formare” il tecnico superiore dell’organizzazione e il marketing del turismo
integrato di livello europeo. La stessa passione ed il rigore scientifico con cui sono descritte le
possibili metodologie didattiche di offerta degli standard minimi di competenze offrono al
panorama del difficile incontro lavoro/formazione delle importanti sponde di suggerimento e
proposta. Il fatto è che le competenze sono come l’araba fenice, risorgono sempre dalle loro ceneri.
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8. Conclusioni
Da un esame dei dati raccolti nei diversi paesi partner possiamo trarre le seguenti
considerazioni:
• la figura professionale elaborata in sede seminariale da tutti i partner del presente
progetto, è stato ritenuta pertinente alle richieste del mondo produttivo
• le competenze previste nel profilo rispondono ai requisiti richiesti alla figura
professionale oggetto della nostra indagine; in particolare possiamo riassumere di
seguito quelle che tutti i paesi hanno indicato come prioritarie definendole pre requisiti:
- l’impiego delle risorse e delle tecnologie dell’informazione e della
comunicazione è richiesto nell’attività professionale quotidiana;
tutti gli intervistati hanno dato fondamentale importanza alla conoscenza
dei sistemi informatici e tecnologici (utilizzo del pc e dei sistemi
operativi) come previsto nell’item 1 del profilo.
- grande importanza è assunta anche dalle tecniche di marketing e della
comunicazione, anche quelle legate alla nuove tecnologie e applicate al
settore turistico: in particolare appare indispensabile la conoscenza delle
lingue straniere, poiché il settore del turismo prevede un contatto
quotidiano con gli attori del mercato turistico necessario per lo sviluppo di
sinergie e per la promozione e commercializzazione del prodotto turistico;
tale competenza rispecchia l’item 2 del profilo.
• le organizzazioni che hanno condotto le interviste nei diversi paesi partner hanno
evidenziato che la figura professionale delineata, tecnico superiore per l’organizzazione
e il marketing del turismo integrato, trova uno sbocco occupazionale prevalentemente
nelle Aziende e nei Consorzi di promozione turistica e in generale nelle strutture di
promozione turistica territoriale perchè tali organizzazioni hanno come mission proprio
lo sviluppo e la promozione del territorio o di una circoscritta area geografica. Invece le
agenzie di viaggi, i tour operator e le altre tipologie di aziende appartenenti al sistema
turistico sono maggiormente orientate al profitto aziendale e configurandosi come
piccole-medie imprese tendono a concentrare la profilo di esperto di marketing nel
direttore generale dell’azienda (titolare/imprenditore).
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ALLEGATI
ALLEGATO 1
INTERVIEW OUTLINE
LEONARDO ARGO CAREER BRIEF
Assessed time – 90 minutes
•
•
•
•
•
•
Collecting data about the company status
• Sales revenue
Trade name
Company title
Foundation year
• Workforce
• Turnover
• Activities
• Market:
o National
o International
2) Collecting information about the interviewee
• Role of the interviewee
• Professional experience of the interviewee
3) During the interview the attention should be focused on the following aspects
•
•
•
Global functionality of the career brief described ( consistent with present company roles);
Typology of institutions by which such a career brief is required;
Demand for such a career brief on the market.
Analysis of individual competences
• Alterations
• Supplements
• Non-necessary competences
Description of the level of competences required from a person at his/her first placement in the
work environment
In order to assess differences among the different countries it is also important to get information
about specific tools used, organisations involved and so on e.g. :
information gathering and process techniques
communication techniques
new technologies (SW HD etc.)
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operators and partners (public and private) involved in the development of a tourism pole.
Please send any information to these addresses.
bressan@cpv.org
mariano.tubini@poste.it
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fiavet
Federazione Italiana
Associazione Imprese
Viaggi e Turismo
veneto
ALLEGATO 2
PROGETTO PILOTA LEONARDO “A.R.G.O. ACCREDITARE
LE RISORSE UMANE A GARANZIA DELL’OCCUPABILITA’”
DATA:
DATI AZIENDA
NOME DITTA: _________________________________________
RAGIONE SOCIALE: _____________________________________
INDIRIZZO:____________________________________________
CITTÀ:_______________________________PROV.:_____________
TEL.:________________FAX:______________E-MAIL:____________
LEGALE RAPPRESENTANTE:________________________________
ANNO DI FONDAZIONE:__________________________________
NUMERO DI ADDETTI:____________________________________
NUMERO DI CLIENTI ALL’ANNO:_____________________________
VOLUME D’AFFARI:________________________________________
ATTIVITA’ PREVALENTI:___________________________________
MERCATO DI RIFERIMENTO:
NAZIONALE
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INTERNAZIONALE
DOMANDE:
1. REFERENTE
__________________________________________
2. RUOLO
FUNZIONALE
DELL’AZIENDA:__________________________
DELL’INTERVISTA:
ALL’INTERNO
3. IN QUALE SETTORE DELL’AZIENDA OPERA?
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
______________________________________________________________
4. FASCIA DI ETA’:
25 – 30 anni
30 – 40 anni
40 – 50 anni
oltre 50 anni
5. TITOLO DI STUDIO:
diploma
(specificare
________________________________________
laurea
(specificare
_________________________________________
quale):
quale):
6. ANNI DI ESPERIENZA MATURATI NEL SETTORE DEL TURISMO (specificare il
n.):
________________________________________________________________
___
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7. ANNI DI ESPERIENZA NEL RUOLO ATTUALE (specificare il n.):
________________________________________________________________
___
8. ANNI DI ESPERIENZA MATURATI ALL’INTERNO DELL’AZIENDA ATTUALE
(specificare il n.):
________________________________________________________________
___
9. NELLO SVOLGIMENTO DELLE SUE MANSIONI, QUALI SONO LE COMPETENZE
SPECIFICHE CHE HA ACQUISITO?
a) __________________________________
b) __________________________________
c) __________________________________
d) __________________________________
e) __________________________________
10. CI PUO’ DESCRIVERE LE SPECIFICHE ATTIVITA’ DA LEI SVOLTE?
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________
11. IN BASE ALLA SUA ESPERIENZA E ALLA SUA CONOSCENZA DEL SETTORE
RITIENE CHE LA SUA FIGURA PROFESSIONALE SIA RICHIESTA DAL
MERCATO:
poco
molto
moltissimo
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12. QUAL’E’ LA TIPOLOGIA DI AZIENDE O DI ENTI CHE A SUO AVVISO
RICHIEDONO L’ESERCIZIO DELLE SUE COMPETENZE?
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
______________________________________________________________
13. QUALI SONO LE COMPETENZE NECESSARIE ALLO SVOLGIMENTO DELLA
SUA ATTIVITA’?
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
______________________________________________________________
14. QUALI ANDREBBERO ULTERIORMENTE APPROFONDITE?
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
______________________________________________________________
15. IN BASE ALLA SUA ESPERIENZA QUALI SONO LE COMPETENZE CHE
ANDREBBERO MIGLIORATE?
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
______________________________________________________________
16. CI PUO’ DESCRIVERE QUALI SONO LE CAPACITA’ OPERATIVE RICHIESTE
AD UN IMPEIGATO AL SUO PRIMO IMPIEGO
CHE VIENE INSERITO
NELL’AZIENDA IN CUI LEI ATTUALMENTE OPERA?
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
__________________________________________________
17. ESAMINANDO LE COMPETENZE DESCRITTE NELL’ALLEGATO PROFILO DEL
“TECNICO SUPERIORE PER L’ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL
TURISMO INTEGRATO”, CI PUO’ INDICARE SE LE COMPETENZE INDICATE
SODDISFANO A SUO AVVISO I REQUISITI RICHIESTI A TALE FIGURA
PROFESSIONALE?
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 162
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________
18. RITIENE
CHE
DAL
PROFILO
EMERGANO
ALCUNE
CARENZE
NELLE
COMPETENZE INDICATE?
o Sì
o NO
SE SI’, QUALI SONO A SUO GIUDIZIO LE COMPETENZE PROFESSIONALI DI UN
TECNICO SUPERIORE PER L’ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO
INTEGRATO MANCANTI NEL PROFILO?
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
______________________________________________________________
19. QUALI SONO EVENTUALMENTE LE COMPETENZE SUPERFLUE?
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
______________________________________________________________
20. IN BASE ALLA SUA ESPERIENZA NEL SETTORE DEL TURISMO, IN QUALE
TIPOLOGIA DI ATTIVITA’ AZIENDALE INSERIREBBE UN TECNICO SUPERIORE
PER L’ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO INTEGRATO?
o AGENZIA DI VIAGGI
o TOUR OPERATOR
o CONSORZIO DI PROMOZIONE TURISTICA
o AZIENDA DI PROMOZIONE TURISTICA
o ALTRO (INDICARE) _______________________________________________________
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
21. QUALI
SONO
GLI
STRUMENTI
DI
PROMOZIONE
DEL
p. 163
TERRITORIO
UTILIZZATI NELLA VOSTRA AZIENDA?
________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________
22. GLI STRUMENTI DELL’I.C.T. (Information Communication Tecnology) SONO
CONSIDERATI STRATEGICI ALL’INTERNO DELLA VOSTRA AZIENDA?
o Sì
o NO
SE Sì, A CHE LIVELLO?
LOCALE
NAZIONALE
INTERNAZIONALE
23. QUALI SONO GLI OPERATORI PUBBLICI CON I QUALI LA SUA AZIENDA E’ IN
CONTATTO PER PROMUOVERE LO SVILUPPO DI UN POLO TURISTICO?
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
___________________________________________________________
24. E QUALI SONO GLI OPERATORI PRIVATI CON I QUALI LA SUA AZIENDA E’ IN
PARTNERSHIP PER PROMUOVERE LO SVILUPPO DI UN POLO TURISTICO?
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
______________________________________________________________
25. LA SUA AZIENDA RITIENE STRATEGICA L’ATTUAZIONE DI SINERGICHE
POLITICHE MIRANTI ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL TERRITORIO?
o Sì
o NO
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- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
26. QUANTO RITIENE
SIA EFFICACE
p. 164
LA REALIZZAZIONE DI POLITICHE DI
MARKETING TERRITORIALE INTEGRATO?
POCO
MOLTO
MOLTISSIMO
27. QUALE RUOLO RIVESTE NELLA DEFINIZIONE DELLE POLITICHE DI
SVILUPPO DEL TERRITORIO UN OPERATORE PRIVATO CHE OPERA IN
SINERGIA CON LA SFERA PUBBLICA?
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
______________________________________________________________
28. LA SUA AZIENDA HA GIA’ REALIZZATO UN PROGETTO DI OFFERTA
TURISTICA INTEGRATA?
o Sì
o NO
29. SE SI’, CI PUO’ DESCRIVERE BREVEMENTE IL PROGETTO SVILUPPATO?
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
__________________________________________________
30. AVETE INCONTRATO MAGGIORI DIFFICOLTA’ IN QUALE DELLE SEGUENTI
FASI:
FASE DI PROGETTAZIONE DELL’OFFERTA TURISTICA INTEGRATA
FASE DI SCELTA, CONTATTO E COINVOLGIMENTO DEI DIVERSI PARTNER
FASE DI AVVIO DEL PROGETTO
FASE CONCLUSIVA DEL PROGETTO
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 165
31. NELLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO QUALI SONO STATI I PUNTI
MAGGIORMENTE CRITICI?
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
______________________________________________________________
32. SONO EMERSE DIFFICOLTA’ NELLA GESTIONE DEI RAPPORTI CON I
PARTNER DEL PROGETTO?
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
______________________________________________________________
33. I RISULTATI OTTENUTI
ERAVATE POSTI?
o Sì
o NO
HANNO ATTESO ALLE ASPETTATIVE CHE VI
p. 166
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
fiavet
veneto
Federazione Italiana
Associazione Imprese
Viaggi e Turismo
ALLEGATO 3
PROGETTO PILOTA LEONARDO “A.R.G.O. ACCREDITARE
LE RISORSE UMANE A GARANZIA DELL’OCCUPABILITA’”
DATA:
DATI ENTE
ENTE: ________________________________________________
INDIRIZZO:____________________________________________
CITTÀ:_______________________________PROV.:_____________
TEL.:________________FAX:______________E-MAIL:____________
ANNO DI FONDAZIONE:__________________________________
RESPONSABILE/REFERENTE:_________________________________
ATTIVITA’ PREVALENTE:___________________________________
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- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 167
DOMANDE:
4. REFERENTE
__________________________________________
DELL’INTERVISTA:
5. RUOLO
FUNZIONALE
DELL’ENTE:______________________________
ALL’INTERNO
3. FASCIA DI ETA’:
25 – 30 anni
30 – 40 anni
40 – 50 anni
oltre 50 anni
4. TITOLO DI STUDIO:
diploma
(specificare
________________________________________
laurea
(specificare
_________________________________________
quale):
quale):
5. ANNI DI ESPERIENZA MATURATI NEL SETTORE DEL TURISMO (specificare il
n.):
________________________________________________________________
___
6. ANNI DI ESPERIENZA NEL RUOLO ATTUALE (specificare il n.):
________________________________________________________________
___
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- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 168
7. IN BASE ALLA SUA ESPERIENZA E ALLA SUA CONOSCENZA DEL SETTORE
RITIENE CHE LA FIGURA PROFESSIONALE DI ESPERTO DI MARKETING DEL
TURISMO INTEGRATO SIA RICHIESTA DAL MERCATO:
o poco
o molto
o moltissimo
8. CI PUO’ DESCRIVERE QUALI SONO LE CAPACITA’ OPERATIVE RICHIESTE AD
UN IMPIEGATO AL SUO PRIMO IMPIEGO CHE VIENE INSERITO IN UN’AZIENDA
OPERANTE NEL SETTORE DEL TURISMO?
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
__________________________________________________
9. ESAMINANDO LE COMPETENZE DESCRITTE NELL’ALLEGATO PROFILO DEL
“TECNICO SUPERIORE PER L’ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL
TURISMO INTEGRATO”, CI PUO’ INDICARE SE LE COMPETENZE INDICATE
SODDISFANO A SUO AVVISO I REQUISITI RICHIESTI A TALE FIGURA
PROFESSIONALE?
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________
10. RITIENE
CHE
DAL
PROFILO
EMERGANO
ALCUNE
CARENZE
NELLE
COMPETENZE INDICATE?
o Sì
o NO
SE SI’, QUALI SONO A SUO GIUDIZIO LE COMPETENZE PROFESSIONALI DI UN
TECNICO SUPERIORE PER L’ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO
INTEGRATO MANCANTI NEL PROFILO?
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 169
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
______________________________________________________________
11. QUALI SONO EVENTUALMENTE LE COMPETENZE SUPERFLUE?
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
______________________________________________________________
12. IN BASE ALLA SUA ESPERIENZA NEL SETTORE DEL TURISMO, IN QUALE
TIPOLOGIA DI ATTIVITA’ AZIENDALE INSERIREBBE UN TECNICO SUPERIORE
PER L’ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO INTEGRATO?
o AGENZIA DI VIAGGI
o TOUR OPERATOR
o CONSORZIO DI PROMOZIONE TURISTICA
o AZIENDA DI PROMOZIONE TURISTICA
o ALTRO (INDICARE) _______________________________________________________
13. LA SUA STRUTTURA E’ STATA COINVOLTA IN UN PROGETTO DI OFFERTA
TURISTICA INTEGRATA?
o Sì
o NO
14. SE SI’, CI PUO’ DESCRIVERE BREVEMENTE IL PROGETTO SVILUPPATO?
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 170
________________________________________________________________________________
__________________________________________________
15. NELLO
SVOLGIMENTO
DEL
VOSTRO
RUOLO
AVETE
INCONTRATO
MAGGIORI DIFFICOLTA’ IN QUALE DELLE SEGUENTI FASI:
FASE DI PROGETTAZIONE DELL’OFFERTA TURISTICA INTEGRATA
FASE DI SCELTA, CONTATTO E COINVOLGIMENTO DEI DIVERSI PARTNER
FASE DI AVVIO DEL PROGETTO
FASE CONCLUSIVA DEL PROGETTO
16. NELLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO QUALI SONO STATI I PUNTI
MAGGIORMENTE CRITICI?
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
______________________________________________________________
17. SONO EMERSE DIFFICOLTA’ NELLA GESTIONE DEI RAPPORTI CON I
PARTNER DEL PROGETTO?
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
______________________________________________________________
18. I RISULTATI OTTENUTI
ERAVATE POSTI?
o Sì
o NO
HANNO ATTESO ALLE ASPETTATIVE CHE VI
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 171
ALLEGATO 4
ENTREVISTA EMPRESAS. IDENTIFICACIÓN DE LAS COMPETENCIAS PARA LA
FIGURA PROFESIONAL :
TÉCNICO SUPERIOR PARA LA ORGANIZACIÓN Y EL MARKETING TURÍSTICO.
Introducción:
Entiendo que en la entrevista a los responsables de las empresas y/o organizaciones ( publicas o
privadas) debería centrarse en averiguar que actividades debe realizar la personas que ocupa el
puesto de: técnico en organización y marketing turístico. Y un detalle minucioso de las tareas que
conllevan dichas actividades o bloques de actividades.
Posteriormente los expertos deberán extraer de dichas actividades las competencias necesarias para
poder realizar las tareas que conducen a dar respuesta al bloque de actividades diseñadas.
Por lo tanto el guión de entrevista que sugiero debería mantener la siguiente estrucutra:
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- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
1.- DATI D’IDENTIFICAZIONE
Nome della azienda/
ORGANIZZAZIONE
Anno di costituzione
dell’azienda
Forma
giuridica
Principali attività svolte
Principali Prodotti / servizi
offerti
La sua attività è
sviluppata in un mercato
Identificazione della
persona intervistata
•
•
Regionale
Nazionale
Internazionale
Nome.
Posto/ funzione/responsabilità.
p. 172
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Scheda 2. Descrizione delle attività
ATTIVITÀ
1. di carattere amministrativo
2. Attività di ricerca.
3. Attività di localizzazione delle
risorse e valutazione delle stesse
4.
Attività
di
carattere
promozionale:
Interne: relative
all’organizzazione
Esterne : relative al territorio o
zona in cui si svolge l’attività
5. Attività legate alla gestione di
progetti
6 .Attività legate al
mantenimento e controllo di
determinate attività
7. Altre
INCARICHI-LAVORI
1
2
3
RISORSE CHE UTILIZZA
p. 173
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 174
ALLEGATO 5
Das Projekt: A.R.G.O. - (the human resources accreditation to grant occupation) ist ein Pilotprojekt
im Rahmen des Programms „Leonardo da Vinci“ der Europäischen Union.
Das Ziel des Projektes ist es, die erforderlichen Kompetenzen für eine höher qualifizierte Tätigkeit
im Bereich Tourismusorganisation und Marketing auf einem europäischen Standard zu definieren,
Instrumente zur Messung der Kompetenzen zu entwickeln und zu testen und die formalen,
informellen und nicht-formalen Fähigkeiten und auch die Berufserfahrung anerkennen zu lassen,
um die Mobilität zu erhöhen und Fortbildungsangebote auf europäischer Ebene zu standardisieren.
Am Projekt beteiligt sind Organisationen aus Italien, Frankreich, Spanien, den Balearen, Bulgarien
und Deutschland. Die Federführung liegt bei den italienischen Partnern.
Die Akademie Überlingen ist ein Projektpartner und bittet Sie um eine Bewertung des
Kompetenzprofils aus deutscher Sicht.
Bitte beantworten Sie uns die folgenden Fragen:
Angaben zu Ihrer Organisation
Name der Organisation:
Tätigkeitsfeld der Organisation:
Arbeitsschwerpunkte:
Sind Ihre Aktivitäten international, national oder regional ausgerichtet?
Anzahl der Mitarbeiter/Innen:
Mit welchen Organisationen arbeiten Sie zusammen?
Angaben zu Ihrer Person
Vorname, Name, Position:
Tätigkeitsbereich:
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Durch Erfahrung im Beruf erworbene Kompetenzen:
p. 175
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 176
Das im Folgenden beschriebenen Kompetenzprofil ist in der europäischen Zusammenarbeit im
Projekt entwickelt worden. Es beschreibt die notwendigen Fähigkeiten und Erfahrungen, die
jemand mitbringen muss, der eine höher qualifizierte Tätigkeit im Bereich Tourismusorganisation
und Marketing ausüben möchte. Bitte bewerten Sie die einzelnen Basiskompetenzen danach, wie
wichtig sie für Ihre Organisation sind. Im Anschluss daran bitten wir Sie um die Beantwortung von
drei weiteren Fragen.
Vielen Dank für Ihre Mühe!
Technischer Experte im integrierten Tourismusbereich Organisation und Marketing
Beschreibung der beruflichen Aufgaben
Der technische Experte im integrierten Bereich Tourismusorganisation und Marketing ist tätig in
Zusammenarbeit mit öffentlichen und privaten Gesellschaften zum Zweck der bestmöglichen
Entwicklung eines Gebietes.
Er/Sie führt in erster Linie Projekte durch (Analyse, Pläne, Beginn, Management, Entwicklung) für
die Einbindung und Erhöhung der örtlichen Ressourcen.
Kompetenzen
Beschreibung der Aktivitäten
Informations- und
Kommunikationstechnologien in der
täglichen beruflichen
Arbeit sinnvoll
einsetzen können.
Er/Sie sollte in der Lage sein:
Informationen einzuholen und
Verfahrenstechniken im täglichen
Berufsleben anzuwenden
Kommunikationsund
Marketingtechniken
(einschließlich den
neuen Technologien)
anwenden, die dem
jeweiligen
Tourismusbereich
entsprechen.
Er/Sie sollte:
Kommunikationstechniken anwenden
können in der Organisation und der
Förderung des integrierten Tourismus
effektiven Nutzen aus Informationen und
Kommunikationstechniken im
Berufsalltag zu ziehen
in mündlicher und schriftlicher Form
kommunizieren können durch Einsatz
der neuen Technologien im Bereich
Tourismusmarketing
die relevanten beruflichen und darüber
hinausgehende Informationen nutzen
können, um das Produkt und das
Tourismusimage angemessen zu fördern
sehr
wichti
g
wenige nicht
r
relevant
wichtig
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Die Prüfung und
Analyse von
Charakteristiken und
Quellen einer
Aufbaugruppe für
den Tourismus
Er/Sie sollte:
Partner und Interessierte (privat und
öffentlich) erkennen können, die in den
Aufbau einer Interessensgruppe
involviert sind oder sein müssten
Relevante Informationen erkennen und
diese anwenden können, um die
geografische Umwelt, Landschaft,
Geschichte, Kunst, Kultur, gerichtliche
und gesetzgebende, soziowirtschaftliche, logistische und
strukturelle Ressourcen des in Frage
kommenden Gebietes nutzen zu können
Die Analyse von
Marktstrukturen und
Trends sowie des
touristischen
Angebots in dem
Gebiet
Er/Sie sollte:
fähig sein, das touristische Angebot und
seine verschiedenen Teilbereiche zu
analysieren, die sich insbesondere auf die
Kunden und ihre speziellen Bedürfnisse
beziehen
Touristische Nachfrage und Markttrends
analysieren können
Nachfragetrends erkennen können, um
das Tourismusprodukt einer solchen
Nachfrage entsprechend anpassen zu
können
Teilnahme an der
Bestimmung und
Förderung des
Tourismus- und
Urlaubsimages des
Gebietes in
Übereinstimmung
mit den involvierten
öffentlichen und
privaten
Gesellschaften.
Er/Sie sollte:
zusammenarbeiten mit öffentlichen und
privaten Gesellschaften, um das
Tourismus- (Urlaubs-) Image des
Gebietes zu definieren
Die Schaffung von
Beziehungen und
Synergien zwischen
interessierten
Er/Sie sollte:
eine Zusammenarbeit fördern und
Beziehungen aufbauen zwischen
öffentlichen und privaten Gesellschaften,
Vereinbarungen unterstützen, die auf die
Planung des integrierten
Tourismusangebots abzielen
Strategien für die integrierte
Tourismusentwicklung erkennen können
p. 177
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Parteien, die auf die
Tourismusentwicklung des
Gebietes abzielen
um die festgelegten Entwicklungspläne
auszuführen
die Beziehungen zwischen den
verschiedenen Partnern koordinieren, die
in die Tourismusentwicklung involviert
sind
effektive und effiziente
Kommunikationskanäle zwischen den
unterschiedlich eingebundenen Personen
und/oder Gesellschaften schaffen
Die Entwicklung und
Schaffung eines
integrierten
Tourismusangebotes
(Tätigkeiten und
Produkte), das dem
Qualitätssystem
entspricht und die
gültigen Rechtsvorschriften erfüllt.
Management eines
Tourismusprojektes
Er/Sie sollte:
Werbungsmethoden kennen, die für
unterschiedliche Märkte auf Grund der
vorhandenen Ressourcen passend sind
Globale Marketingstrategien handhaben
können, um für das Produkt und das
Tourismusimage des Gebiets zu werben
Aktivitäten für die örtliche
Tourismuswerbung entwickeln und
ausführen können, die mit den
Qualitätsprinzipien und den gültigen
Rechtsvorschriften des Gebietes
übereinstimmen
Regionale, nationale, europäische und
internationale Rechtsvorschriften
anwenden können innerhalb des
entsprechenden Kontextes, insbesondere
im Hinblick auf
Verbraucherschutzrichtlinien.
Er/Sie sollte:
Tourismusprojekte entsprechend der
vereinbarten Vorgehungsweise oder
eines Plans definieren, designen,
managen und auswerten können;
Finanzielle und wirtschaftliche Daten des
Projektes sammeln und verarbeiten
können, Lösungen für kritische Probleme
vorhersehen können, die eventuell im
Projekt auftreten könnten;
Die Qualität eines Tourismusprojektes
p. 178
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Die Qualitätsüberwachung eines
integrierten
Tourismusprojektes
p. 179
bewerten können.
Er/Sie sollte:
Die Qualität des integrierten
Touristikangebotes kontrollieren und
kontinuierlich verbessern können,
entsprechend den Wünschen der Kunden
Pläne für eine kontinuierliche
Verbesserung der Qualität des
integrierten Tourismusangebotes
erstellen können
bewusste Problemlösungsstrategien
entwickeln
Methoden entwickeln für die Erhebung
und Überwachung der Kundenpflege und
Kundenzufriedenheit.
Halten Sie das beschriebene Kompetenzprofil auch global gesehen für gültig?
In welchen Organisationen oder Unternehmen werden entsprechend qualifizierte Personen
eingesetzt?
Gibt es einen Arbeitsmarkt für diese Personen?
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 180
PARTE SECONDA
Definizione di un modello per l’accreditamento delle
competenze trasversali e tecnico professionali
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 181
SEZIONE 1
ANALISI E SINTESI RAGIONATA DI DOCUMENTI DELL’UNIONE EUROPEA PER
LA FORMAZIONE PERMANENTE E L’ACCREDITAMENTO DELLE COMPETENZE
PREMESSA METODOLOGICA
Il progetto A.R.G.O. - Accreditare le Risorse umane a Garanzia dell'Occupabilità - fonda i suoi
contenuti sul tema della lifelong learnin, quale parte integrante di un nuovo concetto di cittadinanza
europea. La promozione di quest’ultima si accompagna alla necessità di eliminare gli ostacoli alla
mobilità professionale, di investire maggiormente sulle risorse umane, di ridurre il fenomeno di
esclusione sociale, di poter disporre di opportunità formative diversificabili, flessibili e certificabili.
In una società fondata sulla conoscenza, che vuole diventare quella “più competitiva del mondo
entro il 2010”, è indispensabile considerare le opportunità di apprendimento lungo tutto l’arco della
vita dei fattori fondamentali. La riqualificazione delle competenze professionali (skill) permette
infatti a giovani e adulti, donne e uomini, occupati e disoccupati o a rischio di disoccupazione, in
quanto incapaci di adeguarsi alle richieste del mondo del lavoro, di accedere a migliori e più
articolate possibilità lavorative.
Per rendere una persona occupabile e capace di avere una vita economicamente redditizia, sono
necessarie competenze che vanno riconosciute e certificate, comunque siano ottenute, cioè anche in
un percorso non formale e/o informale e ciò non può che avere ricadute positive sul piano
economico e a livello sociale.
Sono queste tematiche di grande rilevanza nel dibattito comunitario i cui risultati costituiscono
orientamenti per ciascun Stato Membro. Per questo motivo si è ritenuto indispensabile far precedere
l’analisi di un argomento tanto innovativo e tanto complesso da una ricognizione sui più importanti
documenti dell’Unione Europea e riportarne una sintesi ragionata in quanto utile strumento di
studio per chiunque voglia approfondire questa tematica.
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 182
LIBRO BIANCO DELLA COMMISSIONE EUROPEA 1995
ISTRUZIONE E FORMAZIONE
INSEGNARE E IMPARARE
VERSO LA SOCIETA’ DELLA CONOSCENZA
Nella prefazione il documento:
si situa nel processo mirato a fornire analisi e a proporre linee guida per le azioni nel campo
dell’istruzione e della formazione;
afferma che “l’investimento nella conoscenza gioca un ruolo essenziale nell’occupazione, nella
competitività, nella coesione sociale”;
ricorda il Consiglio europeo di Madrid e le Conclusioni del Consiglio europeo di Cannes del giugno
1995; quest’ultimo afferma: “ Le politiche di formazione e apprendistato, che sono fondamentali
per migliorare occupabilità e competitività, devono essere potenziate, specialmente la formazione
continua”;
cita inoltre gli articoli 126 e 127 dei Trattati costitutivi della Comunità europea, dove si dice che:
• “la Comunità contribuirà allo sviluppo di un’istruzione di qualità incoraggiando la
cooperazione tra gli Stati membri e, se necessario, supportando e integrando la loro azione”
• “la Comunità realizzerà una politica di formazione professionale che supporterà e integrerà
l’azione degli Stati membri”;
conferma, sulla base degli articoli e del Libro Bianco stesso, il 1996 come anno che il Consiglio e il
Parlamento europeo hanno indicato Anno Europeo della Formazione Permanente”;
introduce i successivi argomenti: sfide e cambiamenti da considerare e azioni da intraprendere a
livello europeo;
propone gli obiettivi delle principali linee di azione a livello europeo:
• incoraggiare l’acquisizione di nuove conoscenze
• avvicinare scuola e settore degli affari
• combattere l’esclusione sociale
• sviluppare abilità in tre lingue europee
• fare in modo che investimenti di capitale e sulla formazione evolvano su basi uguali.
Nell’introduzione il documento:
descrive ( pag.1) la situazione attuale:
• della disoccupazione,
• della crescita della disoccupazione di lungo periodo,
• dell’inefficacia degli sforzi prodotti
• dei problemi che ne conseguono, soprattutto la diffusione dell’esclusione sociale tra i
giovani;
afferma ( pag.1) che:
• istruzione e formazione sono gli strumenti emersi più recentemente per affrontare il
problema della disoccupazione, che non possono comunque risolvere da sole
• a livello europeo il ruolo è di sostenere e integrare le azioni condotte dagli Stati membri
• gli Stati devono investire di più in conoscenza e competenze
ricorda che la Commissione ha costruito la struttura generale per l’ analisi nel Libro Bianco “
Crescita, competitività e occupazione” redatto su iniziativa di Jacques Delors nel 1994, accentrato
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 183
sul fatto che “istruzione e formazione sono una delle condizioni per lo sviluppo di un nuovo
modello di crescita intensiva di occupabilità”
ricorda inoltre che gli stessi concetti sono stati affermati nel Consiglio europeo di Essen del
dicembre 1994 e in quello di Cannes del giugno 1995.
Tenendo sempre presente la preoccupazione di ogni cittadino europeo, giovane o adulto, che
affronta il problema di trovare o di cambiare lavoro.
propone le due sfide maggiori:
• fornire soluzioni per le necessità delle attuali istruzione e formazione
• delineare un approccio complessivo, unendo gli sforzi degli Stati membri e della U.E.
analizza la situazione attuale:
• …il cambiamento dell’ organizzazione del lavoro e delle abilità richieste determina ”…
incertezza per tutti e per alcuni un’intollerabile situazione di esclusione”;
• “… le nuove opportunità… richiedono uno forzo da parte di ciascuno per mettere assieme
titoli sulla base di blocchi di conoscenza acquisita in tempi e luoghi diversi”
affermando che “la società del futuro sarà una società della conoscenza o dell’ apprendimento”,
conferma il ruolo fondamentale di insegnanti, formatori e parti sociali,
prevede (pag.2) che:
• istruzione e formazione “diventeranno sempre più principali veicoli per:
• la consapevolezza di sé,
• la partecipazione,
• il progresso e l’appagamento personale
• istruzione e formazione ricevuti nel sistema formale, sul lavoro o in un percorso più
informale saranno la chiave per controllare il futuro e lo sviluppo personale
• istruzione e formazione rimangono uno dei fattori determinanti per la parità di opportunità
fra uomo e donna
• istruzione e formazione giocano un ruolo essenziale nell’emancipazione e nell’avanzamento
sociale e professionale delle donne
Rileva ( pag.3) la necessità di:
• istruzione e formazione lungo tutto l’arco della vita
• accessi permanenti e allargati a differenti forme di conoscenza
e quindi:
“ Ciascuno deve essere in grado di afferrare le opportunità per il progresso nella società e per
l’appagamento personale, indipendentemente dalle origini sociali e dall’istruzione pregressa…,
soprattutto i gruppi più svantaggiati…”
Osserva ( pag.4) come:
• l’intenzione sia di “ tracciare la strada per identificare le opzioni
disponibili…nell’istruzione e formazione.”
• l’obiettivo sia “non di imporre regole, ma di identificare i punti di convergenza e le azioni
in grado di far fronte alle attuali sfide.”
• “il considerare istruzione e formazione nel contesto dell’occupabilità non voglia dire ridurli
semplicemente a mezzi per ottenere delle qualificazioni, ma il loro fine deve essere lo
sviluppo della persona e l’integrazione… .”, che deve però, pena il fallimento, essere
accompagnata da prospettive di occupazione.
• la formazione deva “andare oltre la struttura dell’istruzione iniziale e sviluppare una
capacità continua per il rinnovamento delle competenze tecniche e professionali…”.
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
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Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
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Nella prima parte: le sfide il documento:
• tratta:
1. dei cambiamenti della società attuale, nei sistemi di istruzione e di formazione,
2. dell’incremento della necessità di istruzione lungo tutto l’arco della vita
• affronta gli argomenti proposti in precedenza, suddividendoli in:
1. tre fattori di cambiamento
2. un primo approccio: focalizzare l’attenzione su di una larga conoscenza di
base
3. una seconda risposta: sviluppo dell’occupabilità e della capacità di ciascuno
per una vita redditizia
4. indicazioni per il futuro
Puntiamo l’attenzione sul terzo punto, sviluppato a sua volta in:
• quali sono le competenze richieste?
Il documento definisce ( pag.13) la conoscenza:
“ un corpo acquisito di conoscenze di base e tecniche, connesse a competenze sociali”, afferma (
pag.13) che:
“ E’ l’insieme di questa conoscenza acquisita attraverso il sistema di educazione formale, in
famiglia, sul lavoro e attraverso varie reti di informazione che la rende l’esteso e trasferibile corpo
di conoscenze più vantaggioso per l’occupabilità”.
descrive poi ( pag.14) l’individuo:
“è il principale costruttore delle sue abilità e può combinare le competenze acquisite attraverso
strade istituzionali con quelle acquisite attraverso le sue esperienze occupazionali e quelle acquisite
per merito del suo personale sforzo di formazione.”
• come può una persona diventare occupabile?
Il documento analizza (pag.14):
la strada tradizionale, all’interno del sistema di istruzione e formazione, che
porta alla qualificazione certificata ( qualification paper)
ma osserva (pag.15) che:
• si deve fare il miglior uso di competenze e abilità, indipendentemente da come esse
sono state ottenute
• c’è bisogno di un apporto più aperto e flessibile
• si deve arrivare a concepire l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, “per
permettere e incoraggiare un continuo processo di acquisizione di competenze”.
La strada moderna: integrazione all’interno di una rete che cooperi, educhi,
formi ed insegni.
Il documento propone ( pag.16) una possibile soluzione per cercare di mantenere la qualità delle
qualifiche, pur ampliando il numero di chi le può ottenere:
• “Questa soluzione … è di riconoscere competenze parziali sulla base di un affidabile
sistema di accreditamento.”
• “Si tratterebbe non di certificazioni in senso lato, ma di competenze basate su abilità
specifiche fondamentali o professionali … possedute da adulti che hanno qualche
competenza dovuta ai loro sforzi personali di autoapprendimento”.
Riguardo poi al riconoscimento delle competenze acquisite il documento afferma
( pagg.19 e 20) che:
• “Le persone devono poter vedere riconosciute le loro competenze di base, tecniche e
occupazionali, comunque acquisite.”
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•
“Un documento che riporti tutte le competenze e conoscenze ( nell’area di base, tecnica ed
occupazionale) accreditate in questo modo dovrebbe essere disponibile per tutti coloro che
ne vogliano uno.”
• “Un sistema come questo di accreditamento volontario … completerebbe il sistema di
qualificazione formale e non ne sarebbe un sostituto.”
Ricorda inoltre ( pag.25) che:
• “ Molti Stati membri stanno discutendo sui processi di certificazione, validazione e
riconoscimento delle competenze acquisite, specialmente quelle ottenute in situazioni
lavorative…”
Nella seconda parte: costruire la società dell’apprendimento il documento propone
riguardo a nuovi metodi di riconoscimento delle competenze di:
• ( pag.34) “…identificare competenze chiave e le strade migliori per acquisire, valutare e
certificare tali competenze”
• introdurre un sistema europeo per confrontare e diffondere tali definizioni, metodi e pratiche
e quindi di:
• indicare con esattezza le aree di conoscenza di natura generale o più specialistica
• individuare sistemi di validazione per ciascuna di esse
• introdurre nuove strade, più flessibili, per il riconoscimento delle competenze
afferma poi ( pag.35)che:
• “… questo approccio che implementa i sistemi di qualificazione formale spingerà le
persone più autonome a raccogliere le loro qualifiche”
• “ …questo sistema di accreditamento della conoscenza a livello europeo è un grande passo
verso la società dell’apprendimento”
ripropone (pag.35):
• il progetto di personal skills cards: “…questo documento permetterebbe alle persone di
avere riconosciute le loro competenze e abilità come e quando sono state acquisite”
a questo scopo indica come importanti:
• quali tipi di dati sono rilevanti
• come le persone possono usare tale card
conclude dicendo che:
•
“ un sistema di accreditamento europeo che comprende abilità tecniche e professionali sarà
basato su attività cooperativa che coinvolge istituti di istruzione, settore degli affari e
professionale, camere di commercio e partner sociali”.
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LIBRO VERDE DELLA COMMISSIONE EUROPEA 1996
EDUCAZIONE – FORMAZIONE – RICERCA.
GLI OSTACOLI ALLA MOBILITA’ TRANSNAZIONALE
tenendo presente quanto affermato nei seguenti documenti:
• Libro bianco su “la crescita , la competitività e l’impiego: le sfide e i percorsi per entrare
nel XXI° secolo“ del 1993
• Libro bianco sulla politica sociale europea del 1994
• Libro bianco sull’educazione e la formazione “insegnare e imparare: verso la società
cognitiva” del 1995
• Libro verde sull’innovazione del 1995
• Documento di lavoro XXII/24/96 “Orientamenti per un servizio volontario europeo per i
giovani”
• Comunicazione alla Commissione del 24/1/96 “Gruppo di esperti di alto livello sulla libera
circolazione delle persone” presieduto da Simone Veil
e sulla base di quanto previsto nel Trattato di Roma art. 3,c e 8,a e 126§2 (“l’azione della Comunità
mira a favorire la mobilità degli studenti e degli insegnanti, anche incoraggiando il riconoscimento
accademico dei diplomi e dei periodi di studio”)
analizza:
1. Le sfide della mobilità transnazionale (pag. 1-6): “L’abolizione degli ostacoli alla libera
circolazione delle persone è uno degli obiettivi costitutivi della costruzione europea. E’
evidente che la libertà di andare e venire è una delle condizioni fondamentali per l’esistenza
di una vera Europa dei cittadini. Senza di essa non può parlare di spazio sociale europeo. La
mobilità è ugualmente una delle risposte ai mutamenti economici in corso e alle loro
conseguenze sociali, in particolare in tema di creazione di posti di lavoro. “ ( Pag. I)
2. Gli ostacoli alla mobilità (pag. 7-25): difficoltà legate al diritto di soggiorno; trattamento
differenziato dei ricercatori in formazione nei diversi paesi; prelievo fiscale e contributivo a
carico delle diverse categorie di persone; la protezione sociale territorialità delle borse di
studio; ostacoli socio-economici, amministrativi, linguisti- ci e culturali, pratici; e in
particolare il riconoscimento, la certificazione, la validazione delle competenze (B5 pag.
1920)
indica delle piste d’azione per rimuovere ciascuno di questi ostacoli (pag. 26-32)
IN PARTICOLARE per il problema del MUTUO RICONOSCIMENTO ACCADEMICO E
PROFESSIONALE
A - si riconosce che “la mancanza di riconoscimento, ma anche di trasparenza, dei diplomi e degli
attestati/certificati di formazione, come l’assenza di certificazione o di validazione dei periodi di
stage effettuati in un altro stato membro può penalizzare i partecipanti a delle azioni di mobilità.”
Per gli STUDENTI,
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
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nel quadro del programma comunitario SOCRATES/ERASMUS il reciproco riconoscimento
accademico è una condizione sine qua non della mobilità ( Un modello interessante è il
SISTEMA ECTS, anche se non ancora generalmente applicato, vedi rete NARIC)
nella FORMAZIONE PROFESSIONALE la situazione è difficile. E’ vero che ”nelle
professioni non regolamentate non ci sono ostacoli giuridici alla mobilità, ma l’insufficiente riconoscibilità transnazionale delle qualifiche costituisce un freno considerevole.” (pag. 20) Sono
state tuttavia intraprese diverse iniziative comunitarie:
LEONARDO DA VINCI con l’appoggio del CEDEFOP pag. 20)
Pubblicazione sul JOCE dall’’89 al ’93 di tavole comparative di 209 professioni al livello di
“lavoratore qualificato”
Portfolio individuale di competenze NCVQ 1995
Appello: “ Promozione delle iniziative in materia di riconoscimento reciproco delle
competenze” (1994) ha permesso di sostenere 35 progetti transnazionali per la
comparazione, la trasparenza o il riconoscimento delle qualifiche.
Per gli INSEGNANTI:
1) Direttiva 89/48/CEE: mutuo riconoscimento dei diplomi di insegnamento, non ancora
recepita da tutti gli stati.
B) - si indica la pista d’azione n° 4: Creare uno spazio europeo delle qualifiche.
- il mutuo riconoscimento accademico deve essere sviluppato con una generalizzazione del
sistema di trasferimento “di unità di valore” di insegnamento
- metodi equivalenti devono essere applicati alla formazione professionale con l’obiettivo di
arrivare al mutuo riconoscimento di moduli di formazione. Questo procedimento dovrà
privilegiare gli accordi fra istituti/agenzie di insegnamento e di formazione come pure tra
settori professionali
- è indispensabile instaurare un sistema di riconoscimento reciproco degli stages negli stati
membri come pure la loro integrazione nei curricoli
- conviene incoraggiare ogni proposta che tende a facilitare al livello europeo l’accesso, la
validazione e la valorizzazione delle competenze acquisite durante tutta la vita
- è necessario continuare a riflettere, in collaborazione con tutti gli attori interessati, sui metodi
più efficaci per rendere trasparenti le competenze e le qualifiche
- devono essere messe in atto azioni specifiche per facilitare il riconoscimento delle qualifiche
tra i diversi stati membri
- bisogna allo stesso modo esaminare la possibilità di incorporare nella direttiva sulle
professioni regolamentate (direttiva 89/48/CEE) l’obbligo per lo stato che accoglie di
prendere in considerazione l’esperienza acquisita dopo l’ottenimento del diploma.
- la Commissione e gli stati membri devono valutare l’opportunità di identificare delle
procedure a livello nazionale o comunitario allo scopo di facilitare la ricerca di soluzioni
amichevoli alle controversie in materia di riconoscimento dei titoli, in risposta a richieste
individuali.
Contiene alcuni ALLEGATI:
1. definizione delle persone di cui si tratta
2. dati statistici riguardanti la mobilità transnazionale nel quadro dei programmi
comunitari ERASMUS, SOCRATES, LEONARDO, ecc.
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3. descrizione dei programmi comunitari nel campo dell’educazione e della
formazione: ERASMUS, LINGUA, SOCRATES, GIOVENTU’ PER L’EUROPA,
TEMPUS, PETRA, COMETT, EUROTECNET, FORCE, LEONARDO
4. contesto e programmi comunitari relativi alle borse comunitarie di formazione e
mobilità dei ricercatori (Borse Maria Curie)
5. testi di riferimento
6. ostacoli incontrati nelle C.E. e nei paesi dello Spazio Economico Europeo dai
beneficiari di sovvenzioni comunitarie provenienti dai paesi dell’Europa centrale e
orientale
7. un Glossario
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
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DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO - 7 giugno 1999
istituisce un meccanismo di riconoscimento dei diplomi per le attività professionali coperte dalle
direttive di liberalizzazione, che riporta misure transitorie e che completa il sistema generale di
riconoscimento dei diplomi
definisce il campo d’applicazione (Titolo I) e il riconoscimento dei diplomi ufficiali rilasciati da un
altro Stato membro (Titolo II), nel Titolo III tratta del “Riconoscimento delle qualifiche
professionali sulla base dell’esperienza professionale acquisita in un altro Stato membro”e
stabilisce:
Art. 4: Quando, in uno Stato membro, l’accesso a una delle attività elencate nell’allegato A, o il
suo esercizio, è subordinata al fatto di possedere delle conoscenze e attitudini generali, commerciali o professionali, questo Stato membro riconosce come prova sufficiente di queste conoscenze e
attitudini l’esercizio precedente dell’ attività considerata in un altro Stato membro. Vengono di
seguito precisate le modalità di questo riconoscimento.
Negli altri titoli la direttiva tratta del riconoscimento delle altre qualifiche professionali acquisite in
un altro Stato membro (Titolo IV), delle disposizioni procedurali (Titolo V) e delle disposizioni
finali (Titolo VI).
Fra le attività professionali che vengono regolamentate sono comprese nei gruppi 718 e 720 della
nomenclatura CITI che consistono in particolare nell’organizzare, presentare e vendere, a forfait o
su commissione, gli elementi isolati o coordinati (trasporto, alloggio, vitto, escursioni, ecc.) di un
viaggio o di un soggiorno, qualsiasi sia il motivo dello spostamento [ art. 2, punto B, a)] (Allegato
A, parte 1^, lista II)
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
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p. 190
CONSIGLIO EUROPEO LISBONA 23-24 MARZO 2000
CONCLUSIONI DELLA PRESIDENZA
Il Consiglio europeo, in questa sessione straordinaria, ha concordato un nuovo obiettivo strategico
per l’Unione, per sostenere:
- l’occupazione
- le riforme economiche
- la coesione sociale
nel contesto di “un’economia competitiva, dinamica, basata sulla conoscenza” e che investa nelle
persone.
Analizzando i punti di forza e di debolezza dell’Unione, il documento mette in rilievo tra questi
ultimi:
• la disoccupazione
• l’insufficiente partecipazione al mercato del lavoro di donne e lavoratori anziani
• la mancanza di qualificazione
• l’esclusione sociale.
Sottolinea poi tra i punti chiave da sottoporre all’esame di Consiglio e Commissione:
• “ attribuire una più elevata priorità all’attività di apprendimento lungo tutto l’arco della
vita”
• “ favorire tutti gli aspetti della parità di opportunità”
• “sviluppare azioni prioritarie indirizzate a particolari gruppi bersaglio (…anziani, disabili)
Risulta quindi necessario “migliorare il livello e la qualità dell’occupazione”
E’ indispensabile che “ogni cittadino possieda le competenze necessarie per vivere e lavorare in
questa nuova società…”
In questo ambito rivestono ”un ruolo fondamentale l’istruzione e la formazione per vivere e
lavorare nella società dei saperi”
Perciò si dovrà:
1. offrire “ possibilità di apprendimento e formazione adeguate ai gruppi bersaglio, adulti
disoccupati e persone occupate a rischio…”
2. “definire le nuove competenze di base da fornire lungo tutto l’arco della vita”
3. dare “ maggiore trasparenza nel riconoscimento delle qualifiche”
4. contribuire alla “valutazione delle competenze acquisite sia negli istituti di insegnamento e
formazione che presso i datori di lavoro”
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p. 191
CONSIGLIO EUROPEO SANTA MARIA DE FEIRA 19-20 GIUGNO 2000
CONCLUSIONI DELLA PRESIDENZA
Nel contesto della strategia per l’occupazione il Consiglio europeo di Feira del giugno 2000 ha
spronato gli Stati membri a sviluppare e attuare strategie per l’ apprendimento permanente.
Nel paragrafo Occupazione, riforme economiche e coesione sociale – seguito del Consiglio europeo
di Lisbona ( pag.4), sono definite e illustrate le misure prioritarie per l’applicazione della strategia
d’azione:
•
preparare la transizione verso un’economia competitiva, dinamica e basata sulla
conoscenza
•
modernizzare il modello sociale europeo investendo nelle persone e creando uno stato
sociale attivo
Proprio in questo secondo ambito, alla voce Istruzione e formazione per vivere e lavorare nella
società dei saperi ( pag.6), si afferma che:
•
“la formazione permanente è essenziale per lo sviluppo della cittadinanza, della coesione
sociale e dell’occupazione”
Quindi:
• “gli Stati membri, il Consiglio e la Commissione sono invitati, ciascuno nelle rispettive
sfere di competenza, ad individuare strategie coerenti e misure pratiche al fine di favorire
la formazione permanente per tutti…”
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p. 192
COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE BRUXELLES 30.10.2000
MEMORANDUM SULL’ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE PERMANENTE
Il memorandum
focalizza l’attenzione sull’istruzione e la formazione lungo tutto l’arco della vita (lifelong learning)
E’ ora il momento opportuno per agire, favorendo lo sviluppo e la diffusione dell’istruzione e
formazione permanente con lo scopo di migliorare conoscenze, abilità e competenze, in vista della
creazione di cittadini europei occupati e realizzati.
E’ il momento di accettare le sfide lanciate dal rapido cambiamento della società e di mettere in
pratica, riconoscendone l’importanza, l’idea di apprendimento lungo tutto l’arco della vita e le sue
necessarie continuità e flessibilità, come parte della strategia per l’occupazione. E’ il momento di
avvicinarsi in modo nuovo ai concetti di istruzione e formazione e alla loro realizzazione, che
necessita di grande collaborazione da parte di tutti.
Considera (pag.9) che:
- “ l’apprendimento permanente… consente l’inserimento dell’apprendimento non formale e
informale in un unico contesto”,
- vista la necessità di “un’adeguata motivazione nei confronti dell’apprendimento”, “le
conoscenze, le qualifiche e le competenze già acquisite” dovranno essere “riconosciute in
maniera adeguata…”,
- “ciascuno dovrà avere la possibilità di seguire percorsi di formazione a sua scelta”
- “i sistemi di istruzione e di formazione devono adattarsi ai bisogni dell’individuo e non
viceversa”.
Fra i 6 messaggi chiave del Memorandum, consideriamo quanto contenuto nel quarto: Valutazione
dei risultati dell’apprendimento. ( pag.17 e 18)
Obiettivo di tale messaggio è: migliorare considerevolmente il modo in cui sono valutati e giudicati
la partecipazione e i risultati delle azioni di formazione, in particolare nel quadro
dell’apprendimento non formale e informale.
Nel quarto messaggio il Memorandum
afferma che:
“la domanda crescente di manodopera ha portato ad una richiesta fino ad ora inesistente di
riconoscimento della formazione acquisita”
in un’economia della conoscenza, in cui “la piena valorizzazione delle risorse umane
costituisce uno dei fattori decisivi del mantenimento della competitività”, “i diplomi, gli
attestati e le qualifiche rappresentano punti di riferimento importanti…”
è necessario “garantire un riconoscimento visibile e adeguato all’apprendimento”;
è importante che “le conoscenze, le competenze e le qualifiche siano più trasparenti e più
facilmente trasferibili da uno Stato membro all’altro”
è importante che siano introdotte “forme innovative di certificazione dell’apprendimento
non formale…”.
è “indispensabile elaborare sistemi di alta qualità per la convalida dell’esperienza
precedente” che “valutano e riconoscono le competenze, l’esperienza e il sapere acquisito
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p. 193
nel corso del tempo e in diversi contesti, anche nel quadro della formazione non formale e
informale.”
“è indispensabile ricorrere all’aiuto di esperti”.
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p. 194
CONSIGLIO EUROPEO DI NIZZA 7, 8. 9 DICEMBRE 2000
Tra i vari argomenti trattati (Allargamento dell’UE, approvazione della Carta dei Diritti
Fondamentali [vedi]) il Consiglio
approva l’AGENDA SOCIALE EUROPEA, che definisce “conformemente alle conclusioni del
Consiglio europeo di Lisbona (n° 11) e sulla scorta della comunicazione della Commissione,
priorità d’azione concrete per i prossimi cinque anni secondo sei orientamenti strategici in tutti i
settori della politica sociale. “ (pag. 3)
prende atto della proposta della Commissione relativa agli orientamenti per l’occupazione 2001, che
“devono permettere….la presa in considerazione dell’obiettivo trasversale dell’istruzione e della
formazione permanente.”
Quanto all’Europa dell’innovazione e dei saperi il Consiglio
approva LA RISOLUZIONE adottata dal Consiglio e dai rappresentanti dei Governi degli stati
membri riuniti in sede di Consiglio, RELATIVA AL PIANO D’AZIONE PER LA MOBILITA’
(pag. 5)
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ALLEGATO 1: AGENDA SOCIALE EUROPEA
1 – Orientamenti politici delineati dal consiglio europeo
1 - “Il Consiglio Europeo di Lisbona (n° 11) ha fissato per l’Unione Europea l’obiettivo
strategico di diventare l’economia della conoscenza più competitiva e più dinamica del
mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti
di lavoro e una maggiore coesione sociale” (pag. 14)
2 – Modernizzare e migliorare il modello sociale europeo
7 – “ A Lisbona gli Stati membri hanno ricordato che il modello sociale europeo, con i suoi
progrediti sistemi di protezione sociale, deve fornire un supporto alla trasformazione
dell’economia della conoscenza. .Le persone sono la principale risorsa dell’Europa e su di
esse dovrebbero essere imperniate le politiche dell’Unione.” (pag. 15)
10 – L’aumento quantitativo e il miglioramento qualitativo dei posti di lavoro costituiscono
la chiave dell’inclusione sociale.
3 – Le sfide comuni
15 – E’ di fondamentale importanza migliorare le qualifiche e incrementare le possibilità di
educazione permanente, affidando un ruolo essenziale alle parti sociali. Lo sviluppo e l’evo
luzione delle competenze sono infatti indispensabili per migliorare la capacità
d’adattamento e la competitività e per combattere l’esclusione sociale. (pag 16-17)
23 - L’occupazione è la miglior protezione contro l’esclusione sociale.
4 – Modalità di attuazione
Il Consiglio “Occupazione e politica sociale”, in considerazione degli orientamenti definiti dal
Consiglio europeo di Lisbona e di Feira e sulla base della comunicazione della Commissione,
propone al Consiglio Europeo di Nizza di esprimere il suo accordo sui punti sottoelencati:
• I seguenti orientamenti per la politica sociale, illustrati qui appresso:
I – miglioramento quantitativo e qualitativo dell’occupazione: “La scelta di una società
basata sulla conoscenza presuppone l’investimento nelle risorse umane per promuovere la
qualificazione e la mobilità dei lavoratori. Parallelamente, occorre promuovere la qualità
dell’occupazione e sviluppare effettivamente, a vantaggio del maggior numero di persone,
strategie di istruzione e di formazione permanenti.”
In particolare:
f – “migliorare l’effettivo accesso all’istruzione e alla formazione permanente”
h - “ agevolare la mobilità dei cittadini europei, sviluppare l’Europa della conoscenza
promuovere il riconoscimento a livello europeo delle competenze e delle capacità acquisite
II – anticipazione e sfruttamento dei cambiamenti dell’ambiente di lavoro mediante lo sviluppo di
un nuovo equilibrio tra flessibilità e sicurezza nelle relazioni di lavoro;
III – lotta contro tutte le forme di esclusione e di discriminazione per favorire l’integrazione sociale;
IV – ammodernamento della protezione sociale;
V – promozione della parità tra uomini e donne;
VI – rafforzamento del capitolo sociale nell’ambito dell’allargamento e delle relazioni esterne
dell’Unione Europea.
• Le seguenti modalità di attuazione di tali orientamenti: vengono definite per ogni
organismo
(Commissione, Consiglio) le rispettive competenze e incarichi.
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p. 196
ALLEGATO 5: RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO E DEI RAPPRESENTANTI DEGLI STATI
MEMBRI IN SEDE DI CONSIGLIO del 14 dicembre 2000 relativa al PIANO D’AZIONE PER
LA MOBILITA’
“IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA E I RAPPRESENTANTI DEI
GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO
RILEVANO che per conseguire l’obiettivo (della mobilità) l’Europa beneficia già di un ricco
patrimoni; al riguardo i programmi comunitari SOCRATE, LEONARDO DA VINCI e GIOVENTU’
hanno costituito un progresso considerevole e svolgono un ruolo essenziale…
OSSERVANO che il Consiglio Europeo straordinario di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000 ha
riconosciuto l’urgenza di eliminare gli ostacoli e di promuovere la mobilità e che, nelle sue
conclusioni, si invitano il Consiglio e la Commissione a definire “entro il 2000 i mezzi atti a
promuovere la mobilità di studenti, docenti e personale preposto alla formazione e alla ricerca, sia
utilizzando al meglio i programmi comunitari esistenti, eliminando gli ostacoli, sia mediante una
maggior trasparenza nel riconoscimento delle qualifiche e dei periodi di studio e formazione”
(punto 26)
ACCOLGONO favorevolmente il piano d’azione per la mobilità riportato in allegato e presentato
ai ministri dell’Istruzione alla Sorbona il 30 settembre 2000,
d’accordo nel considerare di particolare importanza:
riconoscere i periodi di mobilità nei cicli che consentono di conseguire un diploma
definire e adottare una carta di qualità che garantisca l’accoglienza dei cittadini di altri paesi che
seguono corsi di formazione
redigere un inventario dei percorsi di mobilità e delle buone prassi esistenti in materia di scambi di
studenti , di persone che seguono corsi di formazione e di formatori.
Nel PIANO D’AZIONE è importante l’obiettivo n° 42 “Riconoscere l’esperienza acquisita” che
recita:
Misura 421: Un’esperienza riconosciuta: rilascio da parte delle istanza competenti del paese di
accoglienza di un documento che certifichi le competenze acquisite durante il periodo di mobilità,
in particolare nel campo delle lingue, e presa in considerazione dalle istanze competenti del paese
d’origine dei periodi di studio o di formazione effettuati con successo in mobilità ( A cura degli
stati membri)
Misura 422: Un documento ad hoc: generalizzazione dell’attestato “Europass-Formation”
(Commissione, stati Membri)
Misura 423: il volontariato: prendere in considerazione il volontariato nello stato membro di
origine ( Stati Membri)
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
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p. 197
LIBRO BIANCO DELLA COMMISSIONE EUROPEA 2001
UN NUOVO IMPULSO PER LA GIOVENTU’ EUROPEA
Nella linea della strategia di promuovere una nuova forma di “governance” europea (vedi: La
governance europea – un libro bianco, del 25 luglio 2001) la Commissione pubblica questo libro
bianco che, in seguito ad un’ampia consultazione fra i giovani dai 15 ai 25 anni svoltasi con varie
modalità dal maggio 2000 al maggio 2001,
analizza:
1) il contesto socio-economico-culturale europeo in cui vivono i giovani oggetto della
consultazione
2) le sfide che emergono da tale contesto: evoluzione demografica, mutamenti che interessano
la gioventù, globalizzazione
3) i dati emersi dalla consultazione
evidenzia i messaggi chiave che emergono dalla consultazione:
• esigenza di maggiore partecipazione e cittadinanza attiva dei giovani
• ampliare i campi di sperimentazione e dare loro un maggior riconoscimento: “I giova- ni
vorrebbero che i poteri pubblici riconoscessero che l’istruzione e la formazione non sono
solo quelle di tipo tradizionale o formale. Dal loro punto di vista questo periodo
fondamentale di apprendimento e di esperienze andrebbe trattato in modo più globale,
includendovi gli aspetti non formali dell’istruzione e della formazione” (pag. 13)
• sviluppare l’autonomia dei giovani
• condividere dei valori fondanti per l’UE
ambisce a dotare l’UE di un nuovo quadro di cooperazione nel campo della gioventù, che comporta
due grandi capitoli:
- coordinamento delle attività nel campo specifico della gioventù
- maggior considerazione delle tematiche della gioventù all’interno delle altre politiche. A
questo proposito “la Commissione Europea ritiene che l’istruzione e la formazione
(indipendentemente dal fatto che avvengano a scuola, all’università o al di fuori di esse
secondo altre modalità di apprendimento non formali), l’apprendimento lungo tutto l’arco
della vita, la mobilità, l’occupazione e l’integrazione sociale………. siano tematiche nel cui
ambito e prioritariamente si dovrebbe tenere in maggior conto della dimensione giovanile”.
Il LIBRO BIANCO presenta alcuni ALLEGATI:
I risultati della consultazione da cui emergono 5 filoni di riflessione:
1. La partecipazione
2. L’istruzione. (Vedi Socrates e Leonardo, piano d’azione eLearning, comunicazione
“Making, relazione sugli obiettivi futuri….). Si sottolinea che ”molti giovani lasciano
la scuola e la formazione prima di acquisire qualifiche formali. Oltre a motivare i
giovani a rimanere nell’istruzione e nella formazione tradizionale, vi sono altre
soluzioni al problema dell’abbandono scolastico, per esempio sarebbe possibile
conciliare lo studio , il lavoro e le attività ricreative sulla base di esperienze
formative informali, non formali e formali, in modo da aumentare la qualità e
l’efficacia dell’istruzione e formazione” “Secondo i giovani, sono troppi gli ostacoli
sociali ed economici all’istruzione. Per migliorare la qualità dell’istruzione e della
formazione è necessario innanzitutto garantire un accesso facile e continuo
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p. 198
all’istruzione lungo tutto l’arco della vita e in tutti gli ambiti della vita.””Uno dei
compiti fondamentali consiste nel riunire l’apprendimento e gli studenti. Il
presupposto è il mutuo riconoscimento dei risultati”. (Pag 33) “Deve inoltre essere
impartita un’istruzione mista che offra una vasta gamma di metodi e di materiale per
acquisire le qualifiche e gli strumenti per imparare lungo tutto l’arco della vita.(pag
34). “
Devono essere individuate modalità efficaci per il riconoscimento delle competenze
acquisite mediante metodi di apprendimento formali e non formali. Deve essere
valorizzato il ruolo dell’apprendimento non formale e la necessità di comprendere
meglio e di riconoscere le competenze acquisite in maniera non tradizionale
attraverso il lavoro dei giovani. Inoltre è necessario migliorare il riconoscimento
reciproco e la complementarietà dell’istruzione e della formazione professionale.
L’apprendimento non formale è generalmente sottovalutato e non è considerato un
“vero” aprrendimento.” (pag. 35)
“Nelle consultazioni con i giovani è emerso che l’apprendimento non formale è
spesso percepito come positivo ed efficiente ed è considerato un’alternativa più
attraente rispetto ad un sistema di istruzione formale talvolta inefficiente e con
poche attrattive.Il vantaggio dell’apprendimento non formale risiede principalmente
nella volontarietà e nel frequente carattere auto-organizzativo, nella flessibilità,
nelle possibilità di partecipazione, nel “diritto di sbagliare” e nel collegamento
stretto e sempre vivo con gli interessi e le aspirazioni dei giovani. Un altro
vantaggio dell’apprendimento non formale è stato indicato nell’integrazione dei
giovani svantaggiati. Sta diventando sempre più importante sviluppare modalità
efficaci e flessibili per il riconoscimento delle competenze acquisite al di fuori dei
sistemi formali di istruzione e formazione. Sarebbe opportuno trovare il giusto
equilibrio tra una serie di strumenti atti a garantire soluzioni appropriate e
soddisfacenti per la certificazione e il riconoscimento in linea con l’evoluzione degli
standard di qualità, delle procedure di (auto)valutazione e assegnazione di voti per
l’apprendimento non formale. Tale tipo di apprendimento non deve essere privato
della sua caratteristica di apertura e non deve trasformarsi in una struttura formale
alla stessa stregua del sistema di istruzione formale.” (pag. 36)
In linea con queste affermazioni il documento suggerisce alcune proposte, in
particolare per quanto riguarda il riconoscimento dell’istruzione e formazione non
formale e la partecipazione ai programmi SOCRATES, GIOVENTU’ e
LEONARDO
3. L’occupazione, la formazione professionale, l’integrazione sociale. “I giovani
sostengono che la transizione tra il mondo della scuola e il mondo del lavoro
dovrebbe essere più facile” (Pag. 41)
4. Il benessere, l’autonomia personale, la cultura. “I programmi LEONARDO,
SOCRATES e GIOVENTU’ devono essere più accessibili ai giovani disabili e ai
giovani svantaggiati” (Pag. 55)
5. I valori europei, la mobilità, le relazioni con il resto del mondo. “Attuare il piano
d’azione per la mobilità e la raccomandazione sulla mobilità
Sintesi delle azioni europee nel settore della gioventù . Fra le iniziative politiche che
producono un impatto sui giovani, secondo quanto previsto dal TCE ( in particolare art. 125,
136,137,146, 149, 150, 151, 152, 153, 163-173, 177), il Libro Bianco ricorda:
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p. 199
a – Il Consiglio Europeo di Lisbona del marzo 2000 (Sviluppo dei centri di istruzione
e formazione; promozione di nuove competenze di base; maggiore trasparenza nelle
qualifiche)
b – Comunicazione della Commissione “Fare dell’educazione e della formazione
lungo tutto l’arco della vita, una realtà.
c - Piano d’azione della Commissione “eLearning – Pensare all’istruzione di domani”
d – Raccomandazione del Consiglio dei ministri e del Parlamento Europeo sulla
mobilità degli studenti e delle persone in formazione.
e – Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo e al Consiglio circa il
rafforzamento della cooperazione con i paesi terzi del campo dell’istruzione superiore.
f – Raccomandazione del Consiglio d’Europa sull’istruzione non formale del gennaio
2000.
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
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p. 200
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE BRUXELLES 31 gennaio 2001
GLI OBIETTIVI FUTURI E CONCRETI DEI SISTEMI DI ISTRUZIONE
Il Consiglio europeo di Lisbona (23 – 24/3/2000) ha chiesto al Consiglio istruzione “di
intraprendere una riflessione generale sugli obiettivi concreti futuri dei sistemi d’istruzione,
concentrandosi sulle problematiche comuni…”. Nel giugno 2000 il Consiglio ha chiesto alla
Commissione di elaborare un progetto di relazione. Il presente documento è il progetto di relazione
in questione, elaborato sulla base dei contributi degli stati membri e a seguito di una discussione in
seno al Consiglio il 9 novembre 2000.
Nella relazione si procede inizialmente con un’analisi dei principali elementi dei contributi degli
stati membri, sintetizzati e suddivisi in elementi di interesse per quanto riguarda la qualità
dell’insegnamento: l’accesso all’apprendimento, il contenuto dello stesso, l’apertura delle scuole e
dei centri di formazione nei confronti del mondo esterno, nonché l’efficacia con cui le risorse dei
sistemi d’istruzione sono utilizzate.
Inoltre si suggerisce che il Consiglio adotti un PROGRAMMA DI LAVORO A LUNGO TERMINE
nel contesto del metodo aperto del coordinamento definito a Lisbona, nell’ambito del quale gli stati
membri, con il sostegno della Commissione, si attiverebbero in cinque settori principali:
o Migliorare il livello dell’apprendimento in Europa, migliorando la qualità della
formazione per insegnanti e formatori e compiendo uno sforzo specifico a livello
dell’alfabetizzazione;
o Rendere l’accesso all’apprendimento più facile e più diffuso lungo tutto l’arco della
vita, facendo in modo che l’apprendimento sia più accessibile e più attraente e facilitando il
passaggio da un ciclo all’altro del sistema d’istruzione ( ad esempio, verso l’istruzione
superiore, provenendo dalla formazione professionale);
o Aggiornare la definizione delle capacità di base per la società cognitiva, in particolare
integrando le capacità relative alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione,
concentrandosi maggiormente sulle competenze personali (soprattutto sulla capacità di
apprendimento), sempre più necessarie nel contesto complesso e dinamico del lavoro e della
società di oggi (“spesso i sistemi di istruzione si concentrano sulla trasmissione di capacità
professionali, lasciando le competenze personali più o meno al caso. Tuttavia è possibile
sviluppare questo aspetto e favorirlo contemporaneamente all’insegnamento delle capacità
professionali, tramite l’insegnamento stesso”. N° 20) e esaminando il fabbisogno per
quanto riguarda particolari competenze.
o Aprire l’istruzione e la formazione nei confronti dell’ambiente locale, dell’Europa e del
mondo, attraverso l’insegnamento delle lingue straniere , la mobilità, rafforzando i legami
con le aziende e sviluppando l’istruzione mirata;
o Utilizzare al meglio le risorse, introducendo la garanzia di qualità nelle scuole e nei centri
di formazione; curando maggiormente l’adattamento delle risorse alle esigenze e
consentendo alle scuole di sviluppare nuovi partnerariati per sostenere un ruolo nuovo, più
ampio.
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 201
La relazione propone quindi un approccio al “metodo aperto del coordinamento” proposto dal
vertice di Lisbona, che prende in considerazione l’elemento della sussidiarietà connesso
all’istruzione; si conclude che gli obiettivi definiti nella relazione non possono essere raggiunti dai
soli Stati membri e pertanto occorre una cooperazione a livello europeo.
La relazione contiene alcuni allegati:
ALLEGATO 1: Analisi dei contributi nazionali sul seguito dato dagli stati membri ai vertici di
Lisbona e Feira.
Gli Stati membri, nelle risposte, hanno citato le misure attuate o quelle previste. Occorrerebbe
comunque intraprendere ancora numerose iniziative. In particolare
•
•
•
•
l’insieme dei sistemi d’istruzione destinati agli adulti dovrebbe essere oggetto di una
riflessione per rendere l’offerta più compatibile con la domanda. Sono previste disposizioni
per mettere a disposizione dei candidati test di valutazione delle competenze che
permettano di personalizzare i programmi di formazione e facilitino l’apprendimento. (pag
20)
adottare un contesto europeo che definisca le nuove competenze di base che si possono
acquisire attraverso l’istruzione e la formazione lungo tutto l’arco della vita. Ad esempio in
alcuni paesi le competenze di base in materia di tecnologie dell’ informazione e della
comunicazione sono convalidate da un “patentino” riconosciuto a livello nazionale.
definire, entro la fine del 2000, i mezzi che permettono di favorire la mobilità degli
studenti, degli insegnanti, dei formatori e dei ricercatori mediante un’utilizzazione ottimale
dei programmi comunitari esistenti (Socrates, Leonardo, Gioventù, RST), eliminando gli
ostacoli e con una maggiore trasparenza per quanto riguarda il riconoscimento delle
qualifiche e dei periodi di studio e di formazione; entro il 2002 adottare misure per
eliminare gli ostacoli alla mobilità ( vedi “Piano d’azione a favore della mobilità” adottato
dai consiglio europeo di Nizza del 7-9 dicembre 2000). In diversi stati membri si esamina
un “supplemento di diploma”, sia per valorizzare gli studi e le formazioni effettuate
all’estero, che per definire con maggior precisione gli insegnamenti seguiti nell’ambito del
programma di insegnamento principale.
definire un”modello europeo di curriculum vitae”, che permetterebbe di far figurare anche
le competenze acquisite in un contesto non formale, ovvero informale [vedi “Raccomandazione della Commissione dell’11/3/2002 relativa a un modello comune europeo per i
curriculum vitae
ALLEGATO 2: Iniziative adottate a livello comunitario nell’ambito dell’attuazione delle
conclusioni del vertice di Lisbona.
Sono elencate e descritte le varie iniziative adottate.
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p. 202
CONSIGLIO EUROPEO - STOCCOLMA 13 LUGLIO 2001
RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO SUL RUOLO DELL’ISTRUZIONE E
DELLA FORMAZIONE NELLE POLITICHE CONNESSE
ALL’OCCUPAZIONE
considerati i documenti pubblicati in seguito ai Consigli di Lisbona 2000, Nizza 2000, Stoccolma
2001, il parere del Consiglio “Istruzione” del novembre 2000, la relazione del Consiglio “
Istruzione” presentata a Stoccolma nel marzo 2001, la Comunicazione intitolata “ Nuovi mercati
europei del lavoro, aperti e accessibili a tutti”, il Memorandum della Commissione sull’ istruzione e
formazione permanente
riconosciuta l’importanza dell’istruzione e formazione nella strategia europea per l’occupazione,
nello sviluppo della società e del singolo, nella crescita economica
il consiglio
prende atto ( pag. 2) dell’ importanza “ di una strategia coerente in materia di istruzione e
formazione e per favorire il riconoscimento della formazione ufficiale e non ufficiale “.
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p. 203
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE - BRUXELLES 21.11.2001
REALIZZARE UNO SPAZIO EUROPEO DELL’APPRENDIMENTO PERMANENTE
( Making a European area of lifelong learning a realty)
La Comunicazione:
si struttura (pag.8) sui risultati di un’ampia consultazione a livello europeo, culminata nella
Conferenza di Bruxelles del settembre 2001, basata a sua volta sul Memorandum rilasciato dalla
Commissione nel novembre 2000
riafferma ( pag.3) che:
o l’apprendimento permanente è “un elemento chiave… per fare dell’Europa l’economia
basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo” (vedi Lisbona)
o è necessario che gli Stati membri identifichino “strategie coerenti e misure pratiche per
favorire la formazione permanente di tutti” (vedi S. Maria de Feira).
contiene (pag.4) proposte che contribuiscono alla realizzazione di uno spazio europeo
dell’apprendimento permanente, per porre i cittadini in grado, tra l’altro, di trarre “il massimo
profitto dalle loro conoscenze e competenze”. Ciò implica di “fare un uso più coerente ed
economico degli strumenti e delle risorse esistenti”, nell’ottica di investimenti più cospicui e di
finanziamenti mirati.
definisce (pag.8) l’apprendimento permanente come il processo che “dovrebbe anche coprire
l’intera gamma di modalità di apprendimento formale, non formale e informale, acquisito in tutti gli
ambiti della vita moderna”
riporta (pag.8) alcuni degli obiettivi dell’apprendimento permanente:
• la cittadinanza attiva
• l’autorealizzazione
• l’inclusione sociale
• l’occupabilità di uomini e donne
afferma (pag.4) il bisogno che “il settore formale riconosca il valore dell’apprendimento non
formale e informale”.
propone (pag.5) azioni strategiche che concernano “innanzitutto l’identificazione, la valutazione e il
riconoscimento dell’apprendimento non formale e informale”
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p. 204
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO
EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE E AL COMITATO DELLE
REGIONI - BRUXELLES 13.2.2002
Piano d’azione della Commissione per le competenze e la mobilità
Il Piano d’azione, presentato al Consiglio europeo di Barcellona, muove dai processi già avviati
con:
• la comunicazione della Commissione sui nuovi mercati del lavoro europei del febbraio 2001
• le conclusioni del Consiglio europeo di Stoccolma del marzo 2001
• la relazione della Task force ad alto livello sulle competenze e la mobilità del dicembre 2001
• la comunicazione “Realizzare uno spazio europeo dell’apprendimento permanente” del
novembre 2001
e porta avanti (pag.4) “una politica coerente onde promuovere le risorse umane nell’Unione
conformemente agli obiettivi di Lisbona, creare opportunità per i cittadini di spostarsi nell’Unione a
fini educativi o professionali”.
Conferma ( pag.4) che ”realizzare gli obiettivi di Lisbona . . . richiede una forza lavoro qualificata”,
per cui sono necessari:
• “una maggiore mobilità sul mercato del lavoro, tra posti di lavoro o tra Stati membri
• il miglioramento dei livelli di competenze
• l’eliminazione degli ostacoli che si frappongono alla mobilità”
• ribadisce (pag.4) che “le azioni legate all’istruzione e alla formazione verranno portate
avanti contestualmente al seguito della Comunicazione sull’apprendimento permanente e
della Relazione sugli obiettivi dei sistemi d’istruzione e formazione.”
Evidenzia ( pag.4) le tre sfide fondamentali per rendere più aperti ed accessibili i mercati del lavoro
europei:
- mobilità professionale inadeguata, che richiede di:
1. adattare i sistemi di istruzione e formazione alle esigenze del mercato del lavoro
2. potenziare l’apprendimento permanente e l’acquisizione di competenze
3. migliorare i sistemi di riconoscimento delle qualifiche e delle competenze
-
livelli ridotti di mobilità geografica
-
carenze nell’accesso alle informazioni
Il Piano d’azione intende ( pag.5) “espandere la mobilità occupazionale e lo sviluppo delle
competenze,
• assicurando che:
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•
p. 205
1. i sistemi di istruzione e formazione sappiano meglio reagire alle esigenze del
mercato del lavoro
2. si elaborino strategie di sviluppo delle competenze
3. l’apprendimento sia riconosciuto indipendentemente da dove sia stato acquisito
4. le qualifiche sia più facilmente trasferibili
investendo di più nelle risorse umane.”
Riafferma (pag.6) che “le strategie di apprendimento permanente e di mobilità sono essenziali per
raggiungere la piena occupazione nell’ambito della strategia europea dell’occupazione. . . , per
promuovere una cittadinanza attiva e l’inclusione sociale, per ridurre le disuguaglianze”.
INOLTRE
Approfondisce (da pag.8 a pag.12) gli argomenti già trattati riguardo a mobilità occupazionale.
Afferma che:
- “ tutti i cittadini devono disporre di un adeguato livello di istruzione iniziale e dell’opportunità
di aggiornare le loro conoscenze e acquisire nuove competenze lungo tutta la vita lavorativa e
anche oltre”
- “i sistemi di istruzione e formazione devono adattarsi ai bisogni del mercato del lavoro e a
un’economia e a una società sempre più basate sulle conoscenze”
- “…i lavoratori adulti devono avere maggiori opportunità per migliorare le loro competenze…”
- “possono essere necessari interventi speciali per promuovere le competenze e la mobilità di
coloro che si trovano in situazioni di svantaggio e di esclusione” (donne, disoccupati, anziani)
- deve essere migliorata l’accettazione dell’apprendimento non formale acquisito nella società
civile, nel lavoro e nel volontariato, infatti “i problemi legati al riconoscimento
dell’apprendimento non formale o informale… possono essere una barriera alla mobilità
occupazionale”
Approfondisce ( da pag.12 a pag.16) gli argomenti già trattati riguardo a obiettivi e azioni
in particolare:
• “ridurre gli ostacoli al riconoscimento dell’apprendimento indipendentemente da dove sia
stato acquisito
• promuovere la trasparenza e la trasferibilità delle qualifiche in Europa”, per cui si
dovrebbe:
- ”sviluppare un quadro europeo di metodologie e di standard per l’identificazione, la
valutazione e il riconoscimento dell’apprendimento non formale e informale…”
- “sviluppare e rafforzare strumenti atti a corroborare la trasparenza e la trasferibilità delle
qualifiche..”
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p. 206
RAPPORTO CONGIUNTO DEL CONSIGLIO E DELLA COMMISSIONE
approvato il 14 febbraio 2002 e presentato al Consiglio europeo di Barcellona del 23-24 marzo
2002
COOPERAZIONE POLITICA RIGUARDANTE GLI OBIETTIVI FUTURI DEI SISTEMI DI
EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE IN EUROPA
La cooperazione in materia di politica dell’educazione e della formazione si sta ampliando nell’UE,
come è dimostrato dall’approvazione , il 14 febbraio, del PROGRAMMA DI LAVORO SUGLI
OBIETTIVI FUTURI DEI SISTEMI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE.
Questo programma è centrato sui tre obiettivi strategici qui sotto descritti, che sono suddivisi in
tredici obiettivi collegati:
migliorare la qualità e l’efficacia dei sistemi di istruzione e di formazione nell’UE;
facilitare l’accesso di tutti ai sistemi di istruzione e di formazione;
aprire al mondo esterno i sistemi di istruzione e di formazione.
I progressi realizzati nella cooperazione in materia di politiche di educazione e formazione devono
contribuire in modo decisivo al successo della strategia di Lisbona. In questa prospettiva, il
Consiglio e la Commissione domandano insieme che lo spazio europeo dell’istruzione e della
formazione sia ormai riconosciuto espressamente come un campo prioritario essenziale della
strategia di Lisbona.
Il Consiglio e la Commissione sottolineano che sono determinati a rispondere in modo esauriente
alle sfide poste dalla società della conoscenza , dalla mondializzazione e dall’allargamento dell’UE;
pertanto si fissano degli obiettivi ambiziosi, ma realisti. Bisogna che da ora al 2010:
1) la qualità dell’educazione e della formazione sia portata al livello più elevato………..
2) i sistemi di educazione e di formazione in Europa siano sufficientemente compatibili
affinché i cittadini possano passare da un sistema all’altro e approfittare della loro
diversità;
3) le persone che possiedono delle qualifiche, delle conoscenze e delle competenze acquisite
dovunque sia all’interno dell’ UE possano farsele riconoscere effettivamente in tutta l’ UE
per riuscire nella loro professione o per perfezionarsi;
4) gli Europei di tutte le età abbiano accesso all’educazione e alla formazione lungo tutta la
vita;
5) l’Europa sia aperta alla cooperazione con tutte le altre regioni, per il loro reciproco
beneficio.
Contestualmente
al
suddetto
RAPPORTO
viene
presentato
il:
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p. 207
CONCLUSIONI DEL CONSIGLIO DEL 14 FEBBRAIO 2002
riguardante il
GRADO DI REALIZZAZIONE DELLA RELAZIONE SUGLI OBIETTIVI CONCRETI FUTURI
DEI SISTEMI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE
in vista dell’elaborazione di un rapporto congiunto del Consiglio e della Commissione da presentare
al Consiglio europeo nella primavera 2002
Il Consiglio dell’Unione Europea ricordando:
• il nuovo obiettivo strategico fissato per l’UE dal Consiglio Europeo di Lisbona “divenire
l’economia della conoscenza più competitiva e più dinamica del mondo”
• il mandato affidato dal Consiglio Europeo di Lisbona al Consiglio “Educazione” di
“intraprendere una riflessione generale sugli obiettivi concreti futuri dei sistemi di
insegnamento…in vista di contribuire al processo di Lussemburgo e di Cardiff e di
presentare una relazione più ampia al Consiglio Europeo della primavera 2001”
• la RELAZIONE SUGLI OBIETTIVI CONCRETI FUTURI DEI SISTEMI DI
EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE adottato dal Consiglio “Educazione” del 12/2/2001,
che prevede tre obiettivi strategici concreti oltre a tredici obiettivi connessi e prende in
considerazione le finalità globali che la società assegna all’educazione e alla formazione
• il Consiglio Europeo di Stoccolma DEL 23 E 24 MARZO 2001 che ha sottolineato ancora
una volta la “priorità di un apprendistato che dura tutta la vita”
• il Consiglio europeo di Stoccolma che ha inoltre incaricato il Consiglio e la Commissione
di presentare al Consiglio Europeo della primavera 2002 una relazione contenente un
PROGRAMMA DI LAVORO DETTAGLIATO SUL PROSEGUIMENTO DEGLI
OBIETTIVI RIGUARDANTI I SISTEMI DI ISTRUZIONE E DI FORMAZIONE
• LE CONCLUSIONI DEL Consiglio del 13 luglio 2001 sul proseguimento della relazione,
indicanti in particolare il programma d’inizio dei lavori
• la comunicazione intitolata “Progetto di programma di lavoro dettagliato sul proseguimento
della relazione concernente gli obiettivi concreti dei sistemi di istruzione e di formazione”
adottato il 7 settembre e presentata dalla Commissione (vedi sopra n° 6)
sottolinea
la prossima comunicazione della Commissione sulla realizzazione di uno spazio europeo di
educazione e di formazione lungo tutta la vita, in seguito al “MEMORANDUM
SULL’EDUCAZIONE E FORMAZIONE LUNGO TUTTA LA VITA”
approva, tra gli altri, il seguente principio:
“ Il Consiglio, in cooperazione con la Commissione, ha la responsabilità di fissare i principali
argomenti degli obiettivi in materia di educazione e di formazione, e di decidere se conviene
ricorrere a degli indicatori, a dei sistemi d’esame da pari a pari, allo scambio di buone prassi e
all’applicazione di criteri di riferimento, e in quali campi
per ciò che riguarda il calendario per il periodo 2001-2004, conviene che:
• i lavori riguardanti tutti gli obiettivi dovranno essere iniziati entro il 2004
• i lavori saranno organizzati in tre fasi, che sono presentate nel calendario proposto nel
rapporto di avanzamento allegato.
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 208
Il documento riporta Allegato un rapporto di avanzamento del programma di lavoro dettagliato per
la messa in opera dei tredici obiettivi.
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
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p. 209
PROGRAMMA DI LAVORO DETTAGLIATO PER LA MESSA IN OPERA DEI TREDICI
OBIETTIVI
Adottato dal Consiglio e dalla Commissione il 14 febbraio 2002 e presentato al Consiglio
europeo di Barcellona del marzo 2002
•
OBIETTIVO STRATEGICO 1: MIGLIORARE LA QUALITA’ E L’EFFICACIA DEI
SISTEMI DI EDUCAZIONE E FORMAZIONE NELL’ UE
1.1 – Migliorare l’educazione e la formazione degli insegnanti e dei formatori
1.2 - Sviluppare le competenze necessarie nella società della conoscenza. Dopo aver
rilevato che “non c’è attualmente nell’ UE una concezione comune di ciò che sono le
competenze di base”, la Commissione elabora in questa sede un primo documento
che descrive quelle che dovrebbero essere”le competenze-chiave”. Esse potrebbero
corrispondere ai seguenti ambiti principali:
Sapere contare, leggere e scrivere
(competenze fondamentali)
Capacità di imparare a imparare
Competenze di base in matematica, scienze e Competenze che facilitano la vita in
tecnologia
società
Lingue straniere
Spirito di impresa
Competenze nelle tecnologie della
informazione e della comunicazione e
utilizzazione delle tecnologie
Cultura generale
E’ necessario che le competenze-chiave siano validate per mezzo di strumenti appropriati. E’
indispensabile un lavoro metodologico in questi campi, anche se la valutazione può essere difficile
in certi ambiti come l’acquisizione di competenze che facilitano la vita in società, che tuttavia sono
necessarie nell’interesse della coesione sociale
- permettere a tutti di avere accesso alle tecnologie dell’informazione e della
comunicazione.
- aumentare il reclutamento nelle linee (trafile) scientifiche e tecniche
- ottimizzare l’utilizzazione delle risorse
•
OBIETTIVO STRATEGICO 2: FACILITARE L’ACCESSO DI TUTTI AI SISTEMI DI
EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE
2.1. Creare un ambiente propizio all’apprendistato. “Conviene facilitare il passaggio da un
settore all’altro del sistema di istruzione e formazione. Bisogna semplificare la
complessità dei sistemi di istruzione e formazione affinché le persone che devono
passare da un settore all’altro del sistema possano contare sui loro sforzi e acquisizioni
anteriori e trasferire le unità capitalizzabili richieste.
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p. 210
2.2. Rendere l’educazione e la formazione più attraenti
2.3. Mettere in atto mezzi per la validazione ufficiale delle esperienze di Educazione e di
formazione non formali
2.4. Favorire la cittadinanza attiva, l’uguaglianza delle opportunità e la coesione sociale
• OBIETTIVO STRATEGICO 3: APRIRE AL MONDO ESTERNO I SISTEMI DI
EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE
3.1. Rinforzare i legami con il mondo del lavoro, la ricerca e la società nel suo insieme (es.
possibilità di stages)
3.2 - Sviluppare lo spirito d’ impresa
3.3 - Migliorare l’insegnamento delle lingue straniere
3.4 - Accrescere la mobilità e gli scambi
3.5 - Facilitare la validazione e il riconoscimento delle competenze acquisite nel quadro della
mobilità:
valutazione dei risultati e dell’evoluzione di EUROPASS
ECTS in materia di formazione professionale
Elaborazione di un “supplemento alla qualifica” per la formazione professionale, simile ai
supplementi ai diplomi esistenti nell’insegnamento superiore.
3.6 - Rafforzare la cooperazione europea: “Conviene incoraggiare le istituzioni di
insegnamento superiore e le altre autorità nel campo dell’educazione a concepire dei sistemi di
qualificazione più compatibili a livello europeo e a mettersi d’accordo sui livelli di qualità
minimi per la validazione di queste qualifiche”.
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RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE
dell’11 marzo 2002
relativa a un modello comune europeo per i curricula vitae (CV)
La Commissione delle Comunità Europee
Considerando
la risoluzione del Consiglio delle Comunità Europee;
le conclusioni della presidenza del consiglio europeo di Lisbona del 23-24 marzo 2000;
la raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 10 luglio 2001, relativa
alla mobilità;
la comunicazione della Commissione “Realizzare uno spazio europeo dell’apprendimento
permanente”;
la comunicazione della Commissione al Consiglio “Nuovi mercati europei del lavoro, aperti
e accessibili a tutti”
raccomanda:
il modello comune europeo per i curriculum vitae di cui all’allegato dovrebbe essere utilizzato, su
base volontaria, per fornire in dettaglio le proprie qualifiche e le proprie competenze ai datori di
lavoro e agli istituti di istruzione e formazione del relativo paese di residenza ovvero all’estero.
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p. 212
CONSIGLIO EUROPEO - BARCELLONA 15-16 MARZO 2002
CONCLUSIONI DELLA PRESIDENZA
Le Conclusioni del Consiglio europeo di Barcellona riportano nella prima parte anche
considerazioni riguardo a:
rafforzamento della coesione sociale
politica sociale dell’occupazione
La Presidenza individua (pag.10) “…grandi settori che richiedono un impulso specifico in
considerazione del loro ruolo centrale nel completamento di un autentico spazio economico comune
e nel perseguimento degli obiettivi a lungo termine dell’Unione”.
Tra gli altri:
• occupazione
• economia basata sulla conoscenza
Al paragrafo ( pag. 13) Promozione delle competenze e della mobilità nell’Unione europea
identifica come una delle priorità:
• “ ridurre … e gli altri ostacoli derivanti dal mancato riconoscimento delle qualifiche formali e
dell’apprendimento non formale…”
Nella seconda parte, a proposito di Politica sociale e dell’occupazione la Presidenza ( pag.13)
ritiene che:
• “ … i disoccupati dovrebbero poter migliorare la propria occupabilità.”
• “nella lotta contro l’esclusione … il miglior strumento per ottenere l’integrazione è il lavoro…”
• è essenziale la collaborazione tra i vari servizi per “ migliorare l’occupabilità delle persone
socialmente escluse”
Pone poi l’accento ( pag.15) sulla necessità di:
- “sviluppare e riconoscere le qualifiche e le competenze, comprese quelle acquisite con mezzi
informali”
- “investire nelle risorse umane”
- “ proseguire gli sforzi per garantire la formazione permanente”
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DICHIARAZIONE DEI MINISTRI EUROPEI DELL’ISTRUZIONE PROFESSIONALE E
DELLA FORMAZIONE, E DELLA COMMISSIONE EUROPEA
Copenhagen 29 e 30 novembre 2002
PROMOZIONE DI UNA MAGGIORE COOPERAZIONE EUROPEA IN MATERIA DI
ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE – IL “PROCESSO DI BRUGES –
COPENHAGEN”
I Ministri dell’Istruzione di 31 paesi europei e la Commissione europea hanno adottato la
dichiarazione di Copenhagen, nella quale si legge tra l’altro:
“… la cooperazione europea in materia di istruzione e formazione è andata svolgendo un ruolo
decisivo per la creazione della futura società europea…Strategie di formazione e di mobilità
permanente rivestono importanza fondamentale in sede di promozione dell’occupabilità, della
cittadinanza attiva, dell’integrazione sociale e dello sviluppo personale. Promuovere un’Europa
fondata sulla conoscenza e provvedere affinché il mercato del lavoro europeo sia accessibile a tutti
costituisce un’importante sfida…”.
La dichiarazione segue la Risoluzione del Consiglio Educazione del 12 novembre sul medesimo
argomento, che coinvolge anche i Paesi candidati all’adesione, i paesi SEE-EFTA e le parti sociali.
Rifacendosi anche alla:
• comunicazione della Commissione: “Realizzare uno spazio europeo dell’apprendimento
permanente”
• risoluzione del Consiglio sull’apprendimento permanente
• conferenza su una maggiore cooperazione in materia di istruzione e formazione
professionale
la riunione di Copenhagen
ha ribadito l’importanza essenziale di una rafforzata cooperazione in materia di istruzione e di
formazione professionale, per la realizzazione del mandato del Consiglio europeo di Barcellona
sulla qualità dei sistemi europei di istruzione e formazione.
E’ stato poi sottolineata la sempre maggior necessità per i cittadini di “seguire sentieri di
apprendimento e di lavoro personalizzati, attraverso diversi livelli di istruzione e formazione,
occupazioni, settori e paesi.”
Il processo Bruges – Copenhagen:
è stato elaborato in vista dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita
ha sottolineato l’importanza per i cittadini di:
1. valersi di un’ampia gamma di opportunità di formazione professionale
2. collegare e utilizzare gli insegnamenti acquisiti nelle varie fasi dell’esistenza, in
contesti sia formali che informali.
In vista dell’allargamento e del successivo aumento della mobilità, è assolutamente necessario
sviluppare una “valuta comune” di qualifiche e competenze”.
Si avvieranno quindi iniziative concrete riguardo a:
• trasparenza
• riconoscimento
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• qualità
basate sulla cooperazione tra i vari enti al fine di ottenere:
• “un quadro unico per la trasparenza di competenze e qualifiche”, riunendo i vari attuali
strumenti di trasparenza esistenti”: CV Europeo, supplementi ai certificati, supplementi ai
diplomi, Europass-formazione, punti di riferimento nazionali.
• “un sistema di trasferimento dei crediti per l’istruzione e la formazione professionale”;
• “dei principi quantitativi comuni in materia di istruzione e di formazione professionale”;
• “dei principi comuni per la convalida dell’istruzione formale e non formale”, per garantire
una maggiore compatibilità fra le modalità dei vari paesi, a diversi livelli.
• “orientamento professionale permanente”
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CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA 19 DICEMBRE 2002
RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO
PROMOZIONE DI UNA MAGGIORE COOPERAZIONE EUROPEA IN MATERIA DI
ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE
Il Consiglio dell’Unione europea
ribadisce tra l’altro che:
• “l’istruzione e la formazione sono mezzi indispensabili per promuovere l’occupabilità, la
coesione sociale, la cittadinanza attiva, la realizzazione personale e professionale”( pag.1)
• “ … è importante garantire l’apertura e l’accessibilità del mercato europeo del lavoro a
tutti” ( pag.1)
ricorda (pag.1) il contenuto dei documenti relativi a:
• la Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea, in particolare l’articolo 14
• il Consiglio europeo di Lisbona del marzo 2000
• il Consiglio europeo di Stoccolma del marzo 2000
• la raccomandazione 2001/613/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 10 giugno
2001 ( mobilità)
• il piano d’azione per la mobilità del Consiglio europeo di Nizza del dicembre 2000
• il Consiglio europeo di Barcellona del 2002
• la Risoluzione del Consiglio del 27 giugno 2002 ( apprendimento permanente)
• la Risoluzione del Consiglio del 3 giugno 2002 ( competenze e mobilità)
prende atto ( pag.2) che:
• riguardo all’apprendimento permanente “occorre perseguire a tutti i livelli, compreso quello
dell’apprendimento formale e non formale, una maggiore cooperazione europea nel settore
dell’istruzione e formazione… assicurare collegamenti tra l’istruzione e la formazione
iniziale e continua”
• “concordato un quadro di azioni per lo sviluppo delle competenze e delle qualifiche lungo
tutto l’arco della vita”
sottolinea ( pag.2) che:
• “ occorre sostenere l’idea che i cittadini possano muoversi liberamente in Europa”
• “le iniziative devono incentrarsi sui bisogni dei cittadini”
• “si dovrebbe prestare speciale attenzione al principio dell’integrazione tra uomini e donne e
dell’inclusione sociale”
ribadisce ( pag.2)l’impegno a :
• “intensificare la cooperazione in materia di istruzione e formazione professionale al fine di
eliminare gli ostacoli alla mobilità… e di promuovere l’accesso all’apprendimento
permanente;
• accrescere la trasparenza e il riconoscimento delle competenze”
riconosce ( pag.3) come priorità ,tra l’altro:
• “ definire una serie di principi comuni concernenti la convalida dell’apprendimento non
formale e informale al fine di assicurare una maggiore compatibilità tra le impostazioni
seguite dai vari paesi e a differenti livelli”
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COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE - BRUXELLES 10.01.2003
INVESTIRE EFFICIENTEMENTE NELL’ISTRUZIONE E NELLA FORMAZIONE:
UN IMPERATIVO PER L’EUROPA
La Comunicazione
afferma ( pag. 2)la necessità di investimenti nel campo dell’istruzione e della formazione
nell’Unione europea allargata, rifacendosi all’obiettivo strategico fissato a Lisbona dal Consiglio
europeo nel marzo 2000 e al Programma di lavoro dettagliato sugli obiettivi dei sistemi di
istruzione e formazione
pone(pag.2) l’attenzione in particolare sull’apprendimento permanente, sull’occupazione,
sull’investimento nelle risorse umane
ribadisce ( pag. 2) la necessità di spendere in modo più efficiente le risorse esistenti, identificando
come inefficienze l’elevato grado di insuccesso e di abbandoni, i bassi risultati e il tasso di
disoccupazione
evidenzia ( pag. 3) come il riconoscimento delle qualifiche sia una delle condizioni di base per un
investimento efficiente
riprende ( pag. 4 e sgg.) tutti i documenti fin qui pubblicati ( tra cui Lisbona 2000, Stoccolma 2001,
Barcellona 2002, “ Realizzare uno spazio europeo dell’apprendimento permanente 2001”, Piano
d’azione della Commissione per le competenze e la mobilità), riaffermando il ruolo dell’istruzione e
della formazione per fare dell’Europa “ l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e
dinamica del mondo” ( Lisbona 2000)
ricorda (pag. 17) l’obiettivo “ Fare l’uso più efficiente delle risorse” a proposito delle politiche di
apprendimento permanente e della strategia europea dell’occupazione affermando che “le risorse
devono essere ridirette trasversalmente all’intero spettro dell’istruzione formale, non formale e
informale per tutte le fasce di età”
conferma ( pag. 20) “l’attenzione recentemente consacrata in Europa alla convalida
dell’apprendimento informale e non formale visto alla stregua di un investimento effettivo”
definisce ( pag. 21) “ vicolo cieco nel campo dell’istruzione” “…la mancata valutazione
dell’apprendimento previo e informale…”
concorda ( pag.25) sulla necessità, ribadita a Barcellona nel marzo 2000, di “ rimuovere le
barriere…risultanti dal mancato riconoscimento delle qualifiche formali e dell’apprendimento non
formale”
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p. 217
CONSIGLIO EUROPEO BRUXELLES - 20-21 MARZO 2003
CONCLUSIONI DELLA PRESIDENZA
Nella riunione del Consiglio europeo dedicata alla situazione economica, sociale e ambientale
dell’Unione è stata discussa la strategia di Lisbona e la sua attuazione:
il Consiglio europeo “ assume il ruolo centrale di determinare la direzione dell’azione economica,
sociale e ambientale dell’Unione, al fine di realizzare gli obiettivi della strategia di Lisbona volti a
rendere l’economia europea l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del
mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di
lavoro e una maggiore coesione sociale.”
Nella prima parte delle Conclusioni il Consiglio europeo individua come priorità riguardo ad
Accrescere l’occupazione e la coesione sociale:
“…promuovere ( pag.3) l’istruzione permanente e incoraggiare una più stretta cooperazione
volta ad accrescere la trasparenza dei criteri europei in materia di competenze.”
Nella seconda parte riguardo a Creazione dell’economia basata sulla conoscenza il Consiglio
afferma che:
• “l’efficacia e l’aumento ( pag.14) degli investimenti pubblici e privati in tutti i settori della
catena della conoscenza costituisce un fattore chiave nella creazione … e dell’innovazione
necessaria per sostenere la competitività.”
• “Investire ( pag.17)nel capitale umano è un requisito preliminare ai fini… del
conseguimento di tassi elevati … e di occupazione.”
Quindi invita a:
• “ attuare ( pag. 17) il programma decennale relativo agli obiettivi per i sistemi di istruzione,
dimostrando in tal modo il contributo dell’istruzione e della formazione alla crescita
economica…”
• “proseguire ( pag.18) i lavori nei settori tanto dell’istruzione quanto della formazione
professionale… e contribuire ad accrescere la mobilità e le opportunità…promovendo …, il
riconoscimento e la garanzia della qualità delle qualifiche.”
• “…porre l’accento ( pag.18)su… e l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita…”
Riguardo a Ammodernare il modello sociale europeo il Consiglio:
• “conferma ( pag.19) che la strategia per l’occupazione svolge un ruolo guida nella
realizzazione degli obiettivi della strategia di Lisbona…”
• “ chiede ( pag.19) che gli orientamenti in materia di occupazione affrontino le tematiche
seguenti:
1. misure attive e preventive per i disoccupati e le persone inattive
2. sviluppo del capitale umano e dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita
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p. 218
CONSIGLIO EUROPEO - SALONICCO 19 - 20 GIUGNO 2003
CONCLUSIONI DELLA PRESIDENZA
Il documento riporta al punto: Seguito del Consiglio europeo della primavera 2003 gli
INDIRIZZI DI MASSIMA PER LE POLITICHE ECONOMICHE E ORIENTAMENTI IN
MATERIA DI OCCUPAZIONE
Il Consiglio europeo richiama in particolare l’attenzione ( pag. 14) su:
•
“ riforme che creino posti di lavoro più numerosi e di migliore qualità per promuovere la
piena occupazione, rendendo i mercati del lavoro più efficienti, adattabili e capaci di
integrare gli esclusi,. . . , aumentando la partecipazione al mercato del lavoro
conformemente agli obiettivi di Lisbona, . . . , agevolando la mobilità dei lavoratori e
migliorando e aggiornando le competenze per ottenere una produttività più elevata e posti
di lavoro di qualità migliore.”
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p. 219
COMUNICATO DI MAASTRICHT
sulle priorità future di una maggiore cooperazione europea in materia di istruzione e formazione
professionale (vet) 14 dicembre 2004
(Esame della dichiarazione di Copenhagen del 30 novembre 2002)
Nel corso di una riunione informale dei Ministri dell’Istruzione dei Paesi dell’UE, tenutasi il 15
dicembre 2004 a Maastricht, è stato approvato il “Comunicato di Maastricht”, che riprende e
porta avanti il “Processo di Bruges – Copenhagen” riguardo a l’implementazione della
cooperazione politica in materia di istruzione e formazione professionale a livello europeo.
I punti di maggiore interesse riguardano:
• la proposta per l’elaborazione di un quadro comune europeo delle qualifiche
• la proposta per l’elaborazione di un sistema per il trasferimento dei crediti
• l’esigenza di assicurare la qualità dei percorsi formativi
L’obiettivo della cooperazione tra i Ministri responsabili dell’Istruzione e formazione professionale
di 32 paesi europei, delle parti sociali europee e della Commissione europea, è di:
• modernizzare i sistemi di istruzione e formazione professionale, per rendere più competitiva
l’economia europea
• offrire a tutti i cittadini europei le qualifiche e le competenze necessarie per integrarsi
pienamente nella emergente società della conoscenza, contribuendo così a creare nuovi e
migliori posti di lavoro
Il documento ricorda:
• la Risoluzione del novembre 2002 approvata da Consiglio “Istruzione, Gioventù e Cultura”
sulla promozione di una maggiore cooperazione europea in materia di istruzione e
formazione professionale, per migliorare i risultati, la qualità e l’attrattiva dell’istruzione e
formazione professionale
• la relazione intermedia comune del Consiglio e della Commissione “Istruzione e
formazione 2010” della primavera del 2004 che sintetizza i primi risultati del processo di
Copenhagen e ne riconosce la funzione nell’incoraggiare le riforme e nel sostenere
l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita; i risultati concreti derivanti dalla maggior
cooperazione riguardano, tra l’altro, “i principi concernenti l’individuazione e la convalida
dell’apprendimento non formale ed informale”.
Il processo di Copenhagen stabilisce le priorità politiche per conseguire gli obiettivi di Lisbona
nell’ambito del programma di lavoro “Istruzione e formazione 2010”.
E’ necessario che le riforme e gli investimenti si concentrino su alcuni punti chiave, tra i quali si
devono ricordare:
• “le necessità dei gruppi scarsamente qualificati (circa 80 milioni di persone tra i 25 e i 64
anni nell’UE) e svantaggiati, al fine di migliorare la coesione sociale e di incrementare la
partecipazione al mercato del lavoro”.
Devono quindi essere considerati prioritari, tra gli altri punti, a livello nazionale:
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•
•
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l’utilizzo di strumenti, riferimenti e principi comuni, ad esempio per l’identificazione e la
convalida dell’apprendimento non formale e informale
l’ulteriore sviluppo di sistemi per soddisfare le necessità delle persone e dei gruppi che sono
a rischio di esclusione dal mercato del lavoro e di emarginazione.
A livello europeo, deve poi essere considerata prioritaria, tra gli altri punti:
• l’elaborazione di un quadro europeo delle qualifiche aperto e flessibile, che serva come
riferimento per il riconoscimento e la trasferibilità delle qualifiche e per la convalida delle
competenze acquisite in modo informale.
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APPENDICE
ELENCO DEI MATERIALI UTILIZZATI PER LA RICERCA
1. Libro bianco su istruzione e formazione
"Insegnare e apprendere: verso la società
conoscitiva" 1995/96 UE. Commissione europea
2. Libro verde “Istruzione, formazione e ricerca: gli ostacoli alla mobilità transnazionale",
1997 - redatto sulla base del documento COM(96)462 def/UE, Commissione europea
3. Decisione 1999/51/CE del Consiglio del 21.12.1998 mirante a promuovere percorsi europei
di formazione in alternanza, tra cui l'apprendistato ( Europass-Formazione)
4. Direttiva 1999/42/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio 7/6/99: Meccanismo di
riconoscimento dei diplomi per l’artigianato, il commercio e taluni servizi
5. Consiglio europeo di Lisbona, 23-24.03.2000: conclusioni e sintesi
6. Consiglio europeo di Santa Maria Da Feira, 19-20.06.2000: conclusioni e allegati
7. Documento di lavoro dei servizi della Commissione “Memorandum sull’istruzione e la
formazione permanente” Bruxelles, 30.10.2000
8. Consiglio Europeo di Nizza, 7-8-9.12.2000: conclusioni e allegati
9. Libro Bianco della Commissione europea “Un nuovo impulso per la gioventù europea”,
21.01.2001 - COM(2001)681 definitivo
10. Relazione della Commissione: “Gli obiettivi futuri e concreti dei sistemi di istruzione”,
Bruxelles, 31.01.2001 – COM(2001)59 final
11. Risoluzione del Consiglio Europeo “Il ruolo dell’istruzione e della formazione nelle
politiche connesse all’occupazione”, Stoccolma, 13.07.2001 GU C 204 20.07.2001
12. Comunicazione della Commissione “Realizzare uno spazio europeo dell’apprendimento
permanente”, Bruxelles, 21.11. 2001 _ COM(2001)678 definitivo
13. Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato
economico e sociale e al Comitato delle regioni – “Piano d’azione della Commissione per le
competenze e la mobilità”, Bruxelles, 13.02.2002
14. Conclusioni del Consiglio: “Grado di realizzazione della relazione sugli obiettivi concreti
futuri dei sistemi di educazione e di formazione”, Bruxelles, 14.02.2002, in vista
dell’elaborazione di un rapporto congiunto del Consiglio e della Commissione da presentare
al Consiglio europeo nella primavera 2002
15. Rapporto congiunto del Consiglio e della Commissione: “Cooperazione politica riguardante
gli obiettivi futuri dei sistemi di istruzione e formazione in Europa”, approvato il 14.02.2002
e presentato al Consiglio europeo di Barcellona del 23-24.03.2002 GU n° C58 dl 5.03.2002
16. Programma di lavoro dettagliato per la messa in opera dei tredici obiettivi, adottato dal
Consiglio e dalla Commissione il 14.02.2002, presentato al Consiglio europeo di Barcellona
del marzo 2002
17. Consiglio europeo di Barcellona, 15-16.03.2002 : conclusioni
18. Raccomandazione (2002/236/CE) della Commissione relativa al modello comune europeo
per il curriculum vitae (CV), 11.03.2002, [notificata con il numero C(2002)516]
19. Dichiarazione dei Ministri europei dell'istruzione professionale e della formazione, e della
Commissione europea “Promozione di una maggiore cooperazione europea in materia di
istruzione e formazione professionale” - il "processo Bruges-Copenhagen", Copenhagen 2930.11.2002
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p. 222
20. Risoluzione del Consiglio dell’Unione europea “La promozione di una maggiore
cooperazione europea in materia di istruzione e formazione professionale”, Bruxelles,
19.12.2002 GU C 013 18.01.2003
21. Comunicazione della Commissione “Investire efficientemente nell’istruzione e nella
formazione: un imperativo per l’Europa” Bruxelles, 10.01.2003
22. Consiglio europeo di Bruxelles, Bruxelles, 20-21.03.2003: conclusioni della Presidenza
23. Consiglio europeo di Salonicco, Salonicco, 19-20.06.2003: conclusioni della Presidenza
24. Relazione intermedia comune del Consiglio e della Commissione sull’attuazione della
strategia di Lisbona “Istruzione e formazione 2010: l’urgenza delle riforme per la riuscita
della strategia di Lisbona”, febbraio 2004
25. Comunicato di Maastricht sulle priorità future di una maggiore cooperazione europea in
materia di istruzione e formazione professionale (VET), 14 dicembre 2004
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento
- Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
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NOTA ALLA REDAZIONE DELLE SCHEDE
Riguardo agli argomenti:
• occupazione
• competitività
• istruzione e formazione
• competenze
• apprendimento lungo tutto l’arco della vita
• inclusione sociale
• mobilità
• pari opportunità
i documenti citati e sintetizzati sono i più completi ed esaustivi; si possono consultare anche:
- Consiglio europeo di Essen, dicembre 1994 – Conclusioni della Presidenza
- Consiglio europeo di Cannes, giugno 1995 – Conclusioni della Presidenza
- Consiglio europeo di Lussemburgo, dicembre 1997 – Conclusioni della Presidenza
- Consiglio europeo di Bucarest – 5° conferenza del Consiglio d’Europa – aprile 1998
- Consiglio europeo di Cardiff, giugno 1998 – Conclusioni della Presidenza
- Consiglio europeo di Colonia, giugno 1999 – Conclusioni della Presidenza
- Risoluzione del Consiglio del 17 dicembre 1999 su “Nel nuovo millennio”: sviluppare nuove
procedure di lavoro per la cooperazione europea nel campo dell’educazione e della
formazione
- Risoluzione del Consiglio e dei Rappresentanti dei Governi degli Stati Membri, riuniti
all’interno del Consiglio, del 14 dicembre 2000 sull’inclusione sociale dei giovani
- Consiglio europeo di Stoccolma, marzo 2001 – Conclusioni della Presidenza, anche in
estratto
- Risoluzione del Consiglio e dei Rappresentanti degli Stati Membri riuniti all’interno del
Consiglio, del 28 giugno 2001 sulla promozione dell’iniziativa, dell’imprenditorialità e della
creatività dei giovani: dall’esclusione all’emancipazione
- Quarta conferenza dei Ministri europei dell’istruzione, Bucarest, giugno 2000 "Rinforzare la
casa comune europea dell’istruzione – Coesione sociale e qualità – Una sfida per l’istruzione"
- Consigli europeo di Laeken, dicembre 2001 – Conclusioni della Presidenza
- Opinione del Consiglio del 14 febbraio 2002 concernente questioni di istruzione e formazione
nella proposta per una decisione del Consiglio sulle linee guida per le politiche
sull’occupazione degli Stati Membri per il 2002
e inoltre:
- Trattato di istituzione della Comunità Europea, 1957
- Decisione 85/368/CEE:del Consiglio: corrispondenza delle qualifiche professionali
- Direttiva 89/48/CEE del Consiglio modificata dalla direttiva 2001/19/CE del Parlamento
Europeo e del Consiglio 14/5/2001: riconoscimento dei diplomi, dei certificati e dei titoli
conseguiti al termine dell’insegnamento superiore prolungato
- Trattato di Maastricht sull’Unione europea,1992
- Direttiva 92/51/CEE del Consiglio 18/6/92: riconoscimento dei diplomi, dei certificati, e dei
titoli diversi da quelli rilasciati al termine dell’insegnamento superiore prolungato
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Trattato di istituzione della Comunità europea, 1957
Decisione 85/368/CEE del Consiglio: corrispondenza delle qualifiche professionali
Direttiva 89/48/CEE del Consiglio, modificata dalla direttiva 2001/19/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio: riconoscimento dei diplomi, dei certificati e dei titoli conseguiti al
termine dell'insegnamento superiore prolungato
Trattato di Maastricht sull'Unione europea, 1992
Direttiva 95/51/CEE del Consiglio: riconoscimento dei diplomi, dei certificati e dei titoli
diversi da quelli rilasciati al termine dell'insegnamento superiore prolungato
Trattato di Amsterdam, 1997
Dichiarazione di Bologna, 1999
Relazione della Commissione al Consiglio ed al Parlamento europeo: "Pensare l'istruzione
domani - Promuovere l'innovazione con le nuove tecnologie", Bruxelles, 2000
Trattato di Nizza, 2001
Documento di lavoro del servizi della Commissione - allegato: guida ai programmi e agli
strumenti collegati: "Piano d'azione eLearning - Pensare all'istruzione di domani", Bruxelles,
2001
Carta dei Diritti Fondamentali dell'UE
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GLOSSARIO
con la spiegazione di alcuni termini chiave utilizzati nel testo
APPRENDIMENTO FORMALE: percorso di apprendimento scolastico, di formazione
professionale o universitario, alla fine del quale viene rilasciato un titolo da un ente esterno ed
istituzionale
APPRENDIMENTO INFORMALE: percorso di apprendimento realizzato autonomamente dal
soggetto, alla fine del quale si acquisiscono competenze non certificabili da alcun soggetto esterno
APPRENDIMENTO NON FORMALE: percorso di apprendimento non tradizionale, ad esempio
lavoro o attività formativa, alla fine del quale è rilasciato da un ente non istituzionale un attestato
delle attività svolte e di eventuali competenze acquisite.
APPRENDIMENTO PERMANENTE (anche istruzione e formazione permanente, lungo tutto
l'arco della vita, lifelong learning): ogni attività di apprendimento affrontata in varie fasi della vita
per migliorare conoscenze, abilità e competenze in un’ottica personale, sociale o occupazionale
COMPETENZA (anche skill) : capacità di usare efficacemente esperienze, conoscenze e qualifiche
ACCREDITAMENTO DELLE COMPETENZE: modalità certificatoria, di convalida, attraverso la
quale si riconoscono ufficialmente competenze acquisite con percorsi informali e non formali
IDENTIFICAZIONE DI COMPETENZE: azione volta a specificare e definire ambiti e contenuti di
competenze
RICONOSCIMENTO DELLE COMPETENZE: processo che garantisce ufficialità alle competenze
nei contesti formale, informale e non formale
VALORIZZAZIONE
DELL’APPRENDIMENTO:
nell’apprendimento formale, informale e non formale
riconoscimento
del
valore
insito
CERTIFICATO (anche diploma): documento ufficiale per la registrazione formale dei risultati
conseguiti
CERTIFICAZIONE: processo di riconoscimento di risultati conseguiti, in conseguenza di una
valutazione riconosciuta e condivisa
INCLUSIONE SOCIALE (contrapposta ad esclusione sociale): possibilità di partecipare alla vita
economica, civile e sociale data dall’accesso al reddito e ad altre risorse, in modo tale da poter
sostenere un livello e una qualità di vita considerati socialmente accettabili, e da godere dei diritti
fondamentali
OCCUPABILITA’: capacità di una persona di essere occupabile, di avere un’occupazione, in base a
conoscenze, competenze, incentivi e opportunità
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POSSIBILITA’ DI PARTECIPAZIONE ATTIVA ( anche empowerment): possibilità della persona
di prendere iniziative responsabili nei campi economico e sociale
SOCIETA’ DELLA CONOSCENZA: una società che basa il suo agire su sviluppo, diffusione e
utilizzo delle conoscenze
MOBILITA’: possibilità di spostarsi in ambito professionale europeo, godendo di uguali
opportunità derivanti dalla certificazione delle competenze acquisite
PARI OPPORTUNITA’: opportunità di istruzione, formazione, occupabilità offerte in ugual misura
a donne e uomini, a giovani e anziani disoccupati o a rischio di disoccupazione, a disabili
Alcune definizioni, particolarmente esaustive, sono state tratte dal glossario presente in
“Comunicazione della Commissione: Realizzare uno spazio europeo dell’apprendimento
permanente”, Bruxelles, novembre 2001
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SEZIONE 2
IL PERCORSO COMPIUTO PER L’ACCREDITAMENTO IN A.R.G.O.
PREMESSA METODOLOGICA
Uno dei risultati finali del progetto A.R.G.O. consiste nella ricerca di uno strumento per
l’accreditamento delle competenze trasversali e tecnico/professionali, acquisite attraverso
apprendimenti formali, non formali ed informali, per l’accesso ad un percorso di formazione
superiore non universitario, nella prospettiva della lifelong learning.
L'acquisizione di competenze avviene con modalità diverse in seguito ad un percorso:
• formale, quando il percorso di apprendimento scolastico o di formazione professionale o
universitario viene documentato con un titolo rilasciato da un Ente esterno ed istituzionale
• informale, quando il percorso di apprendimento è realizzato in modo autonomo e per il
quale si acquisiscono competenze non certificabili da alcun soggetto esterno
• non formale, quando il percorso di apprendimento avviene per vie non tradizionali,
attraverso il lavoro o un'attività formativa presso altri soggetti e, al termine viene rilasciato,
da un soggetto esterno non istituzionale, un attestato dell'attività svolta e delle eventuali
competenze acquisite.
L’accreditamento di competenze appartiene all’area della sussidiarietà, in altre parole della
competenza di ciascun Stato Membro esercitata in modo tale da rendere il servizio migliore al
cittadino in virtù della vicinanza ai suoi bisogni.
L’accreditamento inoltre integra due aspetti fra loro complementari e disgiunti:
• la certificazione e riconoscimento formale che spetta all’Istituzione delegata; tale aspetto si
sostanzia in procedure
• il riconoscimento di pezzi di formazione da inserire in un percorso; tale riconoscimento
presume un criterio quantitativo di attribuzione di valore (credito) e una sostanziale fiducia
reciproca tra i soggetti del negozio, motivati dal favorire la crescita del richiedente (il
cittadino studente e/o)lavoratore.
In questa sezione si è pertanto ritenuto opportuno analizzare come avvenga la certificazione e il
riconoscimento formale in Francia (sistema più evoluto ma organizzativamente centralizzato), in
Italia (sistema in via di definizione ma riferito ad un impianto federalista), in Spagna (sistema
appena istituito). Allo scopo si sono esaminati l’Istituto dell’accreditamento e le modalità di
attuazione.
1. L’ISTITUTO DELL’ACCREDITAMENTO IN ITALIA, FRANCIA E SPAGNA
1.a. Il progetto è riferito ai percorsi di formazione superiore non universitaria e in particolare
riguarda:
• in Italia, il sistema dei corsi I.F.T.S. (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore)
• in Francia, il B.T.S. (Brevetto di Tecnico Superiore);
• in Spagna, la Formazione Professionale di Grado Superiore.
I confronti sviluppati durante il convegno di Napoli hanno ampliato lo scenario di riferimento come
di seguito riportato:
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•
in Italia la procedura di accreditamento degli apprendimenti non formali ed informali è
introdotta normativamente solo per il sistema dei corsi I.F.T.S.. Tuttavia l’importanza di tale
istituto è confermata anche in altre leggi dell’istruzione e della formazione nonché del lavoro.
Ai corsi I.F.T.S. si accede anche senza diploma di scuola media superiore, previo
accreditamento
Legge 144 Art. 69 – comma 1 - Istruzione e formazione tecnica superiore
Per riqualificare e ampliare l'offerta formativa, destinata ai giovani e agli adulti, occupati e non
occupati, nell'ambito del sistema di formazione integrata superiore (F.I.S.), è istituito il sistema
della istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS), al quale si accede di norma con il possesso
del diploma di scuola secondaria superiore.
Il Decreto Interministeriale 436/00 definisce, a norma del predetto articolo 69, comma 1, le
condizioni di accesso ai percorsi dell'IFTS, i criteri per la definizione dei relativi standard, le
modalità per l'integrazione tra i sistemi formativi, i criteri per il riconoscimento dei crediti e le
modalità per la loro certificazione e utilizzazione
D.I. 436/00 - Art. 3.
Modalità di accesso ai percorsi
1. I giovani e gli adulti accedono ai percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore con il
possesso del diploma di istruzione secondaria superiore. L'accesso ai percorsi è consentito anche a
coloro che non sono in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore, previo
accreditamento delle competenze acquisite in precedenti percorsi di istruzione, formazione e lavoro
successivi all'assolvimento dell'obbligo scolastico, tenendo conto, in particolare, della qualifica
conseguita nell'assolvimento dell'obbligo formativo di cui all'articolo 68 della legge n. 144 del
1999.
2. Ai fini dell'accesso ai percorsi dell'IFTS l'accreditamento delle competenze consiste nella
attestazione delle capacità acquisite, anche attraverso l'esperienza di lavoro e di vita, e del
riconoscimento di eventuali crediti formativi per la determinazione della durata del percorso
individuale. Le procedure di accreditamento delle competenze sono definite mediante gli accordi di
cui all'articolo 5, comma 3.
3. I requisiti minimi richiesti per l'accesso ai corsi sono definiti nell'ambito degli standard di cui
all'articolo 5 e possono essere integrati dal comitato tecnico di progetto, previsto dall'articolo 4,
lettera i), in riferimento a contenuti professionali specifici connessi al mercato del lavoro locale.
•
In Francia l’accreditamento delle competenze non formali ed informali è un istituto importante
definito «validation des acquis de l'expérience (VAE)» che permette ad un soggetto impegnato
nella vita attiva, dopo un periodo di tre anni, di farsi riconoscere ufficialmente le sue
competenze professionali attraverso un titolo, un diploma professionale o un certificato di
qualifica (CQP). Il quadro generale della certificazione in Francia è divisa in tre grandi gruppi:
o diplomi rilasciati dal ministero dell’Educazione Nazionale (diplomi nazionali di
scuola secondaria o superiore) e da altri ministeri (Ministero del Lavoro, Ministero
dell’Agricoltura Ministero della Gioventù e dello Sport, Ministero della Sanità e
degli Affari Sociali, Ministero del Lavoro e della Solidarietà). I diplomi rilasciati
dall’educazione nazionale sono concepiti in un’ottica di formazione iniziale, mentre
quelli rilasciati dai ministeri sono concepiti in un’ottica di formazione continua
o un secondo gruppo è composto da diplomi e titoli rilasciati da organismi consolari,
da organismi di formazione sia pubblici che privati che ne fanno domanda..
L’omologazione dei titoli e dei diplomi dell’insegnamento tecnologico è una
validazione pubblica che consiste nel classificare per livello e specializzazione i titoli
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rilasciati. Queste certificazioni vengono omologate dalla Commissione Tecnica
d’Omologazione
o un terzo gruppo è composto da certificati (certificato di formazione professionale,
certificato di perfezionamento professionale) definiti e rilasciati dalle parti sociali nel
quadro di commissioni paritetiche di settore. Questi titoli attestano generalmente una
qualifica professionale acquisita in seguito a un percorso formativo nell’ottica di una
spendibilità immediata in un settore specifico.
Nei tre casi la certificazione rilasciata attesta una qualifica, cioè una capacità di realizzare attività
professionali nel quadro delle diverse situazioni lavorative o del grado di responsabilità. L’insieme
delle esperienze è definito in “Référentiel National, si tratta di una griglia unica di definizione e di
composizione delle competenze. Questi tre gruppi di certificazioni rappresentano circa 15.000
diplomi, titoli o certificati diversi (11.000 provengono dalla scuola superiore).
Nel contesto francese attuale, le certificazioni ufficiali nazionali attestano le competenze individuali
e non il risultato prodotto da un percorso formativo. Per i “validatori” ed i “certificatori” la
validazione delle competenze acquisite e le certificazioni che vengono rilasciate sono le stesse
qualunque sia lo stato dei candidati (disoccupato o dipendente di un’impresa).
Il valore della certificazione è identico sia che il candidato abbia seguito un percorso formativo
iniziale o continuo, finanziato da una regione, sia per un lavoratore che abbia ottenuto
l’acquisizione delle competenze attraverso la sua esperienza lavorativa.
Le modalità di valutazione permettono di verificare che ogni individuo possegga effettivamente i
requisiti descritti nella certificazione prodotta. Sono previsti degli strumenti per facilitare l’accesso
dei candidati a questa valutazione. Ogni ministero fissa le regole per la validazione delle
competenze individuali acquisite e per il tipo di certificazione che verrà rilasciata. Le competenze
possono essere validate o certificate soltanto da una commissione d’esami o da personaggi designati
come competenti e legittimati allo svolgimento di tale attività. La certificazione si ottiene
sostenendo una serie di prove la cui forma e natura sono predefinite. I certificati ottenuti rispondono
ai nuovi bisogni di qualificazione
La legge del 17 gennaio 2002 di riforma sociale, precisamente laddove si riferisce alla formazione
professionale, dedica una parte alla validazione delle competenze acquisite con l’esperienza. Tale
dispositivo è del resto già descritto nel libro IX del codice del lavoro e nel codice dell’educazione.
La VAE si propone di sostituire l’istituto della VAP (validation des acquis professionnels) ma
rispetto a quest’ultimo ha un campo di applicazione molto più vasto. Infatti rispetto alla VAP la
VAE si riferisce non solo ai diplomi descritti nei repertori ma anche alle competenze professionali
acquisite dai lavoratori in rapporti di lavoro retribuito, non retribuito o di volontariato e collegabili a
quelle competenze professionali che caratterizzano un titolo o un diploma professionale
•
In Spagna l’istituto dell’accreditamento delle competenze non formali ed informali rimane
ancora lontano dall’essere attuato. In questo paese infatti il sistema della formazione
professionale è costituito da formazione iniziale (ministero istruzione nazionale e ora trasferito a
enti locali regionali), formazione occupazionale (ministero lavoro e ora trasferito a enti locali
regionali), formazione continua (ministero lavoro, partner sociali dei datori di lavoro e dei
lavoratori); per l’integrazione tra sistemi negli ultimi anni si sono definite delle passerelle tra
questi ultimi. Con il 2° programma Nazionale di Formazione professionale – 1998 - si è tentato
di regolare maggiormente il sistema attraverso la definizione di corrispondenze, riconoscimenti
ed equivalenze fra i sistemi e includendo anche le esperienze lavorative attraverso la
costituzione di un sistema nazionale delle qualifiche. Nel 2000 la legge sulle qualifiche e sulla
formazione professionale si pone come obiettivo principale la definizione di un sistema
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integrato di formazione professionale, qualifiche e accreditamento, che risponda con efficacia e
trasparenza alla domanda socio economica attraverso modalità formative differenziate. Fra le
finalità di questa legge, oltre all’elaborazione del catalogo delle qualifiche professionali, quella
di valutare e accreditare ufficialmente la qualificazione professionale qualsiasi sia stata la
modalità di acquisizione. La legge organica 5/2002 art 7.2 attribuisce al governo, consultato il
consiglio generale della formazione professionale, la determinazione della struttura e dei
contenuti del catalogo nazionale delle qualifiche professionali, così come la loro approvazione e
manutenzione continua, nonché un’appendice dedicata all’accreditamento.
1.b A.R.G.O. agisce nel settore del turismo. In tale settore sono stati individuati sia la figura
professionale da esaminare e per la quale definire lo standard di competenze e la tipologia dei test,
sia gli esperti e gli opinion leader da coinvolgere. Il settore d’intervento riveste una funzione di
bacino di sperimentazione, in quanto nell’elaborazione dei risultati si è posta particolare attenzione
agli aspetti metodologici che ne consentano la trasferibilità ad altri settori.
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2. LE MODALITÀ USATE PER L’ACCREDITAMENTO IN ITALIA, FRANCIA E
SPAGNA
-
2.a. in Italia
o Chi - Utente
Accordo Conferenza Unificata del 14.09.00
All A - Comma 2
2. Modalità di accesso
Accedono ai percorsi IFTS, di norma, i giovani e gli adulti in possesso del diploma di scuola
secondaria superiore. L'accesso è consentito inoltre anche a coloro che non sono in possesso di
tale titolo, previo accreditamento delle competenze acquisite in precedenti percorsi di istruzione,
formazione e lavoro successivi all'assolvimento dell'obbligo scolastico, tenendo conto, in
particolare, della qualifica conseguita nell'assolvimento dell'obbligo formativo di cui all'art. 68
della L.144/99. Tale accreditamento consiste nell'attestazione delle competenze acquisite in
precedenza, anche attraverso l'esperienza di lavoro e di vita, e nel riconoscimento di eventuali
crediti formativi al fine di determinare la durata del percorso individuale.
Per le procedure da seguire nella fase 2000-2001 si fa rinvio al successivo paragrafo 6.
o Chi - Soggetto attuatore
Il Comitato Tecnico Scientifico del Corso di Formazione Professionale superiore (IFTS) valuta che
la persona che fa richiesta del riconoscimento delle competenze per l’accesso alla formazione sia in
grado di portare avanti il percorso e segnala alla Regione.
La Regione nomina una commissione (a composizione variabile ) presieduta da un funzionario
regionale. La commissione deve come minimo essere composta da un esperto del mondo del lavoro
e della formazione professionale e da persone con competenze di psicologia del lavoro.
o Come
Non viene definita una metodologia per lo svolgimento del lavoro e la commissione designata
lavora secondo le proprie determinazioni. Solitamente vengono acquisiti molti elementi e viene
svolto un colloquio approfondito. E’ possibile che vengano somministrati dei test.
La commissione decide l’ammissibilità. La commissione può anche decidere il riconoscimento di
competenze in esito, attivando così un percorso personalizzato ( prevedendo ad esempio la non
frequenza ad alcune unità formative, con certificazione sostitutiva di unità capitalizzabile).
Accordo Conferenza Unificata del 14.09.00
All A – Comma 6
6. L'accreditamento in ingresso
Ai percorsi dell’IFTS accedono, di regola, coloro che sono in possesso del Diploma di istruzione
secondaria superiore.
E’ consentito l’accesso anche a coloro che, pur non in possesso di tale titolo, possiedano adeguate
competenze acquisite in ambito lavorativo o nell'adempimento dell'obbligo formativo da verificarsi
nell'ambito delle procedure di accreditamento; di conseguenza possono accedere ai percorsi
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dell’IFTS soltanto coloro che abbiano comunque dimostrato di possedere i requisiti culturali
minimi fondamentali ed irrinunciabili per l’accesso ad un canale di livello post secondario,
indicati al punto 5.
Il percorso di accreditamento viene avviato una volta espletate le procedure per la selezione dei
partecipanti ai corsi. Tali procedure vengono gestite direttamente dai comitati tecnico-scientifici di
progetto sulla base dei criteri stabiliti a livello regionale.
L’accreditamento delle competenze in ingresso ai percorsi IFTS è funzionale a:
·
verificare le caratteristiche individuali (titoli, esperienze, competenze… ) all’avvio del
percorso
·
accertare eventuali competenze già acquisite da considerarsi quali crediti formativi per la
determinazione della durata del percorso individuale
·
definire, ove necessario, l'opportunità di predisporre misure specifiche di accompagnamento
e/o integrazione del percorso a garanzia del successo formativo.
L'accreditamento in ingresso si attua nelle fasi di individuazione delle acquisizioni pregresse e nel
riconoscimento di eventuali crediti formativi.
In tali fasi le procedure di accreditamento dovranno essere condotte attivando un percorso
sequenziale che preveda, previa una fase di orientamento volta all’approfondimento delle
motivazioni, del fabbisogno formativo e della progettualità individuale a garanzia e nel rispetto
delle istanze dell’utente, le seguenti funzioni:
·
valutazione/accertamento, funzione di natura tecnica posta a garanzia delle istanze
progettuali, finalizzata a porre in trasparenza le effettive caratteristiche degli utenti e definirne la
coerenza con i prerequisiti del percorso, al fine di assicurare il successo nel raggiungimento dei
risultati attesi
·
riconoscimento/attestazione, funzione di natura formale posta a garanzia istituzionale,
finalizzata a sancire da un lato le competenze già acquisite per l’accesso (particolarmente laddove
sia necessario stabilire una equiparazione al titolo di studio), dall'altro i crediti formativi ai fini di
una fruizione personalizzata del percorso.
Nello svolgimento del processo di accreditamento indicato occorrerà considerare la sostanziale
diversità delle dimensioni poste al centro dell'analisi a seconda che si tratti di:
·
giovani per i quali occorrerà accentuare gli aspetti legati al supporto motivazionale e alla
progettualità nella prospettiva di primo inserimento nel mondo del lavoro
·
adulti, in possesso di un patrimonio di esperienze formative e professionali, per i quali il
percorso dell’IFTS rappresenta una opzione formativa nella prospettiva del lifelong learning, e che
quindi occorrerà sostenere particolarmente nella fase di ricostruzione dell’esperienza pregressa e di
definizione di prospettive di sviluppo professionale.
Nel rispetto delle indicazioni nazionali, ciascun Comitato di progetto dei percorsi dell’IFTS
individua le modalità specifiche e gli strumenti per svolgere l’accreditamento tenendo conto del
progetto formativo e della tipologia di utenti.
Al fine di garantire omogeneità nelle procedure, vengono di seguito indicate alcune modalità
generali:
·
a fini di orientamento: colloqui condotti da consiglieri di orientamento o da insegnanti,
docenti, tutor dotati di competenze psicologiche e pedagogiche, designati dal Comitato di Progetto;
·
a fini di valutazione/accertamento: composizione di un Dossier individuale per la
ricostruzione e documentazione del curriculum pregresso. Tale Dossier, elaborato dal partecipante
con l’assistenza di una delle professionalità indicate per le funzioni di orientamento, conterrà
informazioni, messe a disposizione degli utenti, documentate, autodichiarate e/o eventualmente
approfondite nell’ambito di colloqui specifici, nei seguenti ambiti:
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1. istruzione/formazione (ad es. titoli di studio, certificazioni o attestazioni formative, esperienze
formative interrotte o in corso, contenuti dei percorsi, conoscenze e competenze acquisite)
2. lavoro (ad es. documentazione relativa alle esperienze professionali in corso o pregresse, settore
di riferimento, attività svolte, prodotti/risultati, conoscenze e competenze acquisite)
3. tirocini, volontariato o altro (ad es. documentazione relativa alle esperienze, attività svolte,
conoscenze e competenze acquisite).
Il Dossier individuale, così come le informazioni e documentazioni in esso contenute, è legato a
vincoli di riservatezza e quindi fruibile solo dall’utente interessato o dallo staff di progetto
nell’ambito del percorso formativo.
Ai fini del riconoscimento/attestazione il Dossier individuale è sottoposto alla valutazione di una
Commissione tecnica per l'accreditamento, istituita dalle Regioni con i medesimi criteri e procedure
della Commissione d’esame finale, così come previsto dall’accordo sancito dalla Conferenza
Unificata il l 2/3/2000, pubblicato sulla G.U. 161 del 12 luglio 2000.
La Commissione tecnica per l'accreditamento, tenendo conto del Dossier individuale e del progetto
formativo, formula e motiva le determinazioni in ordine al riconoscimento di competenze già
acquisite per l’accesso o di crediti per la fruizione personalizzata del percorso oppure alla necessità
di particolari misure di accompagnamento o di moduli integrativi.
Tali determinazioni, opportunamente verbalizzate, hanno valenza generale e, in quanto tali,
possono dare luogo, su richiesta dagli interessati, al rilascio di una attestazione sugli esiti della
valutazione.
L’accreditamento nei percorsi formativi per adulti prevede anche misure di accompagnamento
Accordo Conferenza Unificata del 1.08.02
All. b. - I PERCORSI FORMATIVI PER ADULTI OCCUPATI
Le caratteristiche strutturali dei percorsi dell’IFTS (modularità, unità capitalizzabili, certificazione
integrata intermedia e finale, riconoscimento dei crediti in ingresso) ne fanno di per sé un’offerta
formativa particolarmente idonea alla formazione permanente di quadri e tecnici intermedi.
Nell’attuale fase di ristrutturazione e di riorganizzazione dei sistemi produttivi e dei servizi, indotta
dall’innovazione tecnologica e dalla internazionalizzazione dei mercati, la domanda di
aggiornamento e di riqualificazione di queste figure professionali è particolarmente significativa, sia
nell’ambito del lavoro dipendente che in quello autonomo.
E’ pertanto necessario che la programmazione regionale riferita al 2002-2003 rafforzi e qualifichi
gli interventi che consentono la fruibilità dei percorsi dell’IFTS anche ai lavoratori occupati.
La procedura dell’accreditamento, già definita nei documenti approvati dalla Conferenza unificata il
14/9/2000, deve essere generalizzata in modo da considerare l’accreditamento delle competenze
come una delle modalità ordinarie per l’accesso ai corsi, destinata sia a chi non ha il titolo di studio
richiesto, sia a chi, anche in possesso del titolo, intenda ottenere il riconoscimento di competenze
acquisite in altri contesti, in termini di crediti formativi che consentano di ridurre la durata del
percorso.
La finalità è quella di procedere al più ampio riconoscimento delle competenze acquisite nei
contesti formali, informali e non formali, per ottenere un computo di crediti formativi in coerenza
con il percorso prescelto, che ne consenta una fruizione abbreviata. Nel percorso individualizzato,
la durata è quella necessaria a perseguire gli obiettivi formativi definiti in esito, per raggiungere gli
standard minimi di competenze della figura professionale indicata, a partire dal livello posseduto di
competenze coerenti ed omogenee.
Il percorso di accreditamento viene espletato prima di avviare le procedure per la selezione dei
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partecipanti ai percorsi formativi, gestite dai Comitati tecnici di progetto.
Il percorso da attivare è sequenziale e prevede:
1.
una fase di orientamento volta all’approfondimento delle motivazioni del fabbisogno
formativo e della progettualità individuale a garanzia e nel rispetto delle istanze dell’utente; tale
fase è gestita da professionalità competenti designate dal comitato di progetto (consiglieri di
orientamento, docenti, tutor dotati di competenze psicologiche e pedagogiche);
2.
una fase di valutazione/accertamento, attraverso l’esame delle indicazioni e documentazioni
contenute nel Dossier individuale per la ricostruzione e documentazione del curriculum pregresso
elaborato dal partecipante con l’assistenza di professionalità presenti nella fase di orientamento;
3.
una fase di riconoscimento/attestazione, nell’ambito della quale le indicazioni, cui perviene
il Comitato di progetto sulla base delle due precedenti fasi, vengono sottoposte alla valutazione di
una specifica Commissione tecnica per l’accreditamento istituita dalla Regione o, su delega, dalla
Provincia, con i medesimi criteri e procedure della Commissione d’esame finale. La Commissione
tecnica formula e motiva le determinazioni in ordine al riconoscimento di competenze già acquisite
per l’accesso o di crediti per la fruizione personalizzata del percorso, oppure alla necessità di
particolari misure di accompagnamento o di moduli integrativi. Tali determinazioni,
opportunamente verbalizzate, hanno valenza generale e danno luogo ad un’attestazione sugli esiti
della valutazione.
- 2.b. in Francia
o Chi - Utente
Soggetti che possano dimostrare un’esperienza lavorativa compresa fra i 3 e i 5 anni.
Il salariato per questo colloquio può ottenere un congedo (disposizione del 6 maggio 2002) al
massimo di 24 h e solo in certe condizioni.
Le spese finanziarie possono esser sostenute da un organismo collecteur detto CIF.
Tali azioni sono finanziabili anche attraverso i fondi della formazione continua.
o Chi - Soggetto attuatore
Il gran jury per la validazione può accordare anche la certificazione completa ed equivalente ad un
titolo.
o Che cosa
La certificazione delle competenze e l’esperienza della legge di Modernizzazione Sociale
(17/01/2002).
La legge di Modernizzazione Sociale ha creato un nuovo diritto per ogni individuo: “Certificare le
competenze acquisite dalla propria esperienza in vista di una certificazione”.
La VAE (Validation des acquis de l’expérience) permette a tutti coloro che hanno accumulato
almeno 3 anni di esperienza nella vita attiva di farsi riconoscere ufficialmente le competenze
professionali acquisite e conseguire un titolo, un diploma professionale o un certificato di
qualificazione professionale (CQP).
La legge di modernizzazione sociale e il concetto di VAE, che estende quello precedente di VAP
(Validation des acquis professionnelles), introducono cinque cambiamenti principali rispetto ai
testi precedenti:
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1. la possibilità di ottenere l’intera certificazione sulla base delle esperienze maturate: la
validazione delle competenze acquisite dall’esperienza diventa dunque uno strumento per
accedere all’intera certificazione
2. tutte le forme di certificazione sono equiparate: diplomi rilasciati da organismi di Stato
(Scuole, Università), titoli rilasciati dai ministeri o dalla commissione di omologazione,
certificati di qualificazione professionali (CQP)
3. nella validazione vengono considerate tutte le esperienze, comprese le attività di
volontariato e quelle caritative
4. la durata minima dell’esperienza acquisita per accedere alla validazione è di 3 anni
5. i candidati non devono obbligatoriamente presentare un diploma o un altro titolo per
candidarsi alla certificazione completa; la VAE é un processo secondo il quale vengono
validati i percorsi formativi e l’esperienza lavorativa maturata dal candidato per il rilascio di
un diploma professionale.
In termini semplici, un diploma valida ciò che uno studente ha acquisito durante il suo ciclo formativo e le esperienze pratiche che questo comporta: in questo tipo di formazione la parte che è
particolarmente carente è proprio l’esperienza pratica.
o Come
Il funzionamento della VAE.
La Commissione Nazionale per la Certificazione professionale (CNCP) ha come compito quello di
stabilire e attualizzare il Repertorio Nazionale delle Certificazioni professionali.
Tale repertorio è in corso di elaborazione e dovrebbe essere disponibile nel primo trimestre 2004.
Attualmente è possibile accedere alla validazione delle competenze acquisite per tutti i titoli
accessibili, indirizzandosi a un “Point Relais” (Centri accreditati all’assistenza per la validazione) o
rivolgendosi direttamente all’organismo che rilascia il diploma che si intende certificare.
Procedura per il riconoscimento e la certificazione delle competenze professionali.
La procedura relativa alla certificazione cambia a seconda del Ministero preposto a rilasciare il
titolo. In questo caso ci occupiamo dei titoli relativi alla formazione professionale rilasciati dal
Ministero del lavoro.
Il riconoscimento e la certificazione delle competenze professionali per i titoli rilasciati dal
Ministero del lavoro e della solidarietà è effettuato dall’AFPA (Association National Formation
Professionelle des Adultes) e da altri enti di certificazione accreditati (DRTEFP-DDTEFP)
I titoli che vengono omologati sono:
- Certificati di formazione professionale (CFP)
- Certificati di perfezionamento professionale (CPP)
- Certificazione delle competenze professionali (CCP)
Le modalità di funzionamento della VAE
- La Commissione nazionale per la certificazione professionale (CNCP) creerà, a partire
dalla legge, il repertorio delle certificazioni professionali .
- Niente impedisce di accedere alla VAE per tutti i titoli attualmente accessibili sia andando
in un Point relais sia contattando direttamente l’istituzione che delibera la certificazione
Per ottenere il riconoscimento di alcuni di questi titoli, l’Ente di certificazione organizza delle
sessioni di Valutazione delle Competenze Professionali Acquisite (ECAP). Questa valutazione
viene effettuata attraverso la verifica delle competenze acquisite e la presentazione delle stesse da
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parte del candidato che sosterrà un esame: Examen de Validation des Compétences Professionnelles
(EVCP).
L’Iter da seguire è il seguente:
1. Fase 1
Il candidato deve rivolgersi all’Ente di certificazione competente, in seguito sostiene un colloquio
con un formatore che lo aiuta a:
• ricostruire le esperienze professionali maturate in un periodo superiore a 3 anni
• preparare un dossier, nel quale il candidato descrive le attività esercitate e le confronta con le
competenze richieste dalla certificazione che si intendono conseguire
• scegliere di certificare tutto o una parte delle competenze previste dal titolo professionale che
si intende conseguire. Se il formatore ritiene che le competenze professionali del candidato
siano insufficienti a conseguire la certificazione avverte il candidato, che può comunque
decidere se inoltrare la domanda.
2. Fase 2
Il direttore dipartimentale del lavoro, dell’impiego e della formazione professionale valuta il dossier
del candidato. Un formatore esperto del settore di competenza informa il candidato sul luogo, la
data e le modalità della valutazione.
3. Fase 3
Il candidato viene valutato da un professionista e da un formatore, durante una dimostrazione
pratica del proprio mestiere.
4. Fase 4
Il direttore dipartimentale del lavoro, dell’impiego e della formazione professionale, nel caso in cui
l’esame venga superato, rilascia il certificato relativo alle competenze professionali e l’eventuale
titolo professionale.
I valutatori esprimono il loro parere favorevole all’entrata nel mondo del lavoro o al proseguimento
di un percorso di formazione.
Nel caso in cui l’esame non venga completamente superato il candidato ottiene il riconoscimento
parziale delle competenze.
Quando si parla di “validation des acquis” la struttura francese individua delle procedure differenti
tra loro ma che hanno in comune il fatto di prendere in esame anche le esperienze del candidato La
VAE individua tre procedure:
• la prima (classica), che prevede un periodo di formazione regolare di tipo scolastico, un esame con
il rilascio di un diploma (questo tipo di validazione è praticato nell’insegnamento superiore)
• la seconda (ridotta), che prende in esame le esperienze del candidato e valida ciò che è stato
acquisito al fine di definire un percorso formativo abbreviato; il candidato non è dispensato
dall’esame nè da alcuna prova prevista per il rilascio del diploma.: per tale ragione la definizione
del percorso formativo deve essere attentamente valutato
• la terza, che prende in esame l’esperienza maturata dalla persona, validandola al fine di
riconoscere integralmente o in parte un diploma professionale, un titolo professionale o un
certificato di qualificazione professionale. La procedura di riconoscimento parte dall’esame di una
apposita commissione che determina le conoscenze, le attitudini e le competenze del candidato e
definisce le eventuali prove integrative al titolo da conseguire
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- 2.c. in Spagna
Il catalogo delle qualifiche nazionali a cui si fa riferimento per l’accreditamento è stato approvato
con regio decreto nel 2003 e si struttura in unità di competenza, intese come aggregazioni di
competenze professionali che costituiscono l’unità minima suscettibile di accreditamento e di
riconoscimento. Comprende sia competenze specifiche di un’attività professionale sia quelle
determinanti per un impiego professionale.
Va sottolineato che la definizione delle qualifiche ed il meccanismo di validazione e di descrizione
delle esperienze lavorative, in modo tale che vi possano essere riconosciute le competenze
acquisite, costituisce uno degli elementi di maggior disaccordo tra partner sociali ed autorità locali.
Una delle finalità principali del catalogo delle qualifiche è di facilitare la formazione lungo tutto
l’arco della vita mediante l’accreditamento e la capitalizzazione degli apprendimenti professionali
acquisiti in ambiti diversi. Una delle funzioni del documento dovrebbe infatti essere quella di dare
indicazione per validare, riconoscere e accreditare le competenze professionali acquisite attraverso
l’esperienza professionale o modalità non formali di formazione
Si tratta però di enunciazioni di principio a garanzia della mobilità del cittadino e della trasparenza
delle qualifiche, senza adeguati regolamenti attuativi.
L’Istituto nazionale delle qualifiche ha come obiettivi prioritari:
• l’osservazione dell’evolvere delle qualifiche
• la definizione delle qualifiche
• la certificazione delle qualifiche
• l’integrazione delle qualifiche associate ai sistemi di formazione professionale
• la valutazione del sistema nazionale.
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3. LE RICADUTE SU A.R.G.O. DELL’EVOLUZIONE DEL DIBATTITO EUROPEO
- 3.a. Le considerazioni di partenza
In relazione al tema “accreditamento delle competenze”, le considerazioni di partenza per il
progetto ARGO hanno come riferimento fondamentale il “Memorandum sull’istruzione e la
formazione permanente” dell’ottobre 2000.
Gli elementi cardine si riferiscono:
• alla dimensione europea in cui viene proiettato il tema della lifelong learning, sia pure col
riconoscimento ai singoli Stati di un ampio spazio di autonomia nell'ambito del quale definire le
modalità operative più appropriate per dare attuazione a tale sistema
• all’esigenza di supportare la flessibilità del sistema nel suo complesso, per garantire a ciascuno
la possibilità di personalizzare il più possibile il proprio percorso formativo, in una prospettiva
in cui il singolo è responsabile del proprio processo di crescita personale e professionale
• all’interessante accezione del principio di sussidiarietà, riferita ai processi di apprendimento,
che implica il massimo coinvolgimento a diversi livelli di governo delle imprese, delle parti
sociali e dei cittadini, nel dibattito finalizzato all'individuazione ed alla realizzazione del sistema
• al bisogno di disporre di strumenti finalizzati all’"auto-realizzazione" dell'individuo, ancor
prima che strumenti di inserimento e sviluppo professionale. E’ quanto esprime il Memorandum
quando afferma che "l'istruzione apre la via ad una vita produttiva foriera di soddisfazioni,
indipendentemente dalla situazione professionale e dalle prospettive d'impiego", fermo restando
che un corretto processo di istruzione e formazione ha delle ricadute positive sia a livello sociale
(in quanto riduce i fenomeni di esclusione e promuove il processo di coesione sociale) sia sul
piano economico, garantendo la presenza di professionalità adeguate alle esigenze del mercato
del lavoro e stimolando l'aumento dell'occupabilità
• al bisogno della persona di spazi e tempi di apprendimento personalizzabili, diversi da quelli
tradizionalmente ed istituzionalmente definiti, di opportunità formative diversificabili, flessibili
e certificabili: tutto questo per vivere e lavorare in un contesto socio economico globalizzato ed
estremamente dinamico in cui si richiedono competenze nuove e costantemente aggiornabili per
far fronte ai continui cambiamenti
• all'esigenza di rinnovamento che investe, naturalmente, i contenuti della formazione, ma
riguarda anche le modalità di erogazione della formazione e le relative misure di
accreditamento, poiché consentono di regolare l’accesso a tale diritto in un’ottica di successo
formativo e di riqualificazione personale e professionale
• alla necessità di personalizzare le azioni formative e di potenziare gli strumenti volti a garantire
l’accreditamento nel processo formativo in particolare nei percorsi di istruzione e formazione
post-secondaria di Italia, Spagna e Francia.
- 3.b. Lo sviluppo del dibattito a livello europeo
In relazione al tema accreditamento delle competenze formali, non formali ed informali molti
documenti comunitari e nazionali sottolineano la priorità di definire modalità attuabili per
l’accreditamento delle competenze, soprattutto per quelle non formali ed informali. Si è ritenuto
tuttavia fondamentale analizzare il draft “Conclusion of the Council and the representatives of the
Gouvernements of the member States meeting within the Council of Commomn Principles for the
identification and and validation of non formal and informal learning” del maggio 2000. Questo
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documento, frutto di uno sforzo cooperativo europeo di costruzione di uno spazio comune per la
formazione iniziale e continua nella prospettiva degli obiettivi di Lisbona (cittadinanza attiva,
possibile realizzazione di ciascun individuo, inclusione sociale e occupabilità), richiede la
promozione/costruzione di nuove opportunità finalizzate alla valorizzazione delle competenze del
cittadino comunque acquisite.
La necessità di accreditare le competenze maturate nei diversi ambiti del formale, del non formale e
dell’informale assume un ruolo cruciale per il reinserimento della persona in percorsi di formazione,
nel lavoro e nella società civile. Tale assunto informa da un lato molti documenti comunitari,
dall’altro costituisce elemento di indubbia condivisione fra gli attori del mondo della formazione ai
diversi livelli, nonché del lavoro e della società civile.
Il nodo problematico rimane tuttavia come realizzare l’accreditamento in modo tale che esso sia
funzionale allo sviluppo di un sistema socio-economico coeso e competitivo, alla crescita formativa,
all’occupabilità e alla mobilità della persona, all’autonomia decisionale delle nazioni in ambito
formativo. La scelta, che riteniamo emerga dall’analisi del documento e lo differenzia da altri,
consiste nel definire un set di principi comuni tale da consentire l’evolvere di metodologie e
procedure in considerazione di alcune tematiche chiave.
Il set di principi ipotizza procedure che evidenziano andamenti circolari, composte da processi che
potrebbero essere definiti:
-buttom up, in quanto caratterizzati da spinte propulsive endogene ai sistemi e riferibili soprattutto
alle persone
-top down, in quanto muovono da un contesto più ampio di soggetti con funzioni di decisione, quali
le istituzioni politiche nazionali e/o regionali, oppure con funzioni di validazione e riconoscimento
delle competenze possedute dalla persona, gli attori del mondo del lavoro e della formazione.
Il documento indica come fondamentale per dare efficacia ai processi di validazione l’entrata e il
coinvolgimento di un ampio gruppo di stakeholder.
I processi buttom up sono quelli che nei sistemi della formazione e del lavoro favoriscono la
crescita di consapevolezza di come l’accreditamento costituisca una questione prioritaria da
sviluppare ed implementare a livello nazionale, nel rispetto delle competenze di ciascuno Stato
membro; promuovono così l’attuazione delle riforme e lo sviluppo della fiducia reciproca fra gli
attori chiave. In relazione alle persone vengono segnalati come fondamentali i processi finalizzati a
promuovere l’adesione volontaria all’accreditamento delle proprie competenze. Per favorire ciò si
devono inventare nuove modalità di incentivazione che stimolino nel soggetto l’interesse per
l’apprendimento continuo. In tale prospettiva l’accreditamento costituisce un passaggio
fondamentale che deve scaturire da una scelta autonoma della persona in modo tale da motivare lo
sviluppo di pratiche più coerenti e compatibili negli ambiti del formale, del non formale e
dell’informale..
I processi top down sono quelli che favoriscono la crescita del bagaglio di competenze
dell’individuo facilitando i passaggi tra i diversi sistemi formativi nazionali dell’istruzione formale,
non formale ed informale. Allo scopo diventa essenziale rendere chiare ed ufficiali in particolare le
procedure per l’accreditamento delle esperienze di apprendimento non formale. La mobilità tuttavia
non può limitarsi ai contesti nazionali, ma deve potersi estendere anche a livello comunitario. In tale
prospettiva si indicano come prioritari quei processi che mirano ad assicurare trasparenza e maggior
comparabilità alle diverse modalità di accreditamento seguite nei paesi e, al tempo stesso, a
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consentire lo sviluppo di riferimenti e di principi comuni a livello europeo, ai quali le politiche
nazionali degli Stati si possano adeguare in forma non obbligatoria ma volontaria.
Set di principi comuni per
• assicurare maggior comparabilità alle diverse modalità seguite nei paesi
• dare enfasi al processo di apprendimento reciproco
• definire i modi per rendere ufficiale l’accreditamento delle esperienze di apprendimento non
formale, in quanto quest’ultimo fattore costituisce una tematica chiave al fine di rendere
l’apprendimento più interessante e rilevante per l’individuo
• chiarire che lo sviluppo di riferimenti e di principi comuni a livello europeo è utile, ma non
obbligatorio, alle politiche nazionali degli Stati; questi ultimi però sono determinanti nel
contribuire allo sviluppo della fiducia reciproca fra gli attori chiave e alla promozione
dell’attuazione delle riforme
• affermare che l’accreditamento è una questione prioritaria da sviluppare ed implementare a
livello nazionale nel rispetto delle competenze di ciascuno Stato membro
Il documento contestualizza il set di principi nell’ambito delle seguenti tematiche:
1. scopo dell’accreditamento
2. titoli individuali
3. responsabilità delle istituzioni e dei portatori d’interesse
4. confidence e trust
5. imparzialità
6. credibilità e legittimità
1. SCOPO DELL’ACCREDITAMENTO
L’accreditamento ha come obiettivo la piena valorizzazione delle conoscenze e competenze
comunque e dovunque acquisite dall’individuo. In questo modo supporta la formazione lungo tutto
l’arco della vita, l’occupabilità e la cittadinanza attiva. Può essere usato per scopi formativi
(implementazione dell’apprendimento continuo) e sommativi (certificazione):
• l’accreditamento dei risultati di apprendimento, siano questi acquisiti in contesti
formali. non formali ed informali, ha lo scopo di mettere in evidenza (in valore) tutte
le conoscenze e competenze possedute da un individuo
• l’accreditamento dei risultati di apprendimento supporta la lifelong learning,
l’occupabilità e la cittadinanza attiva. Infatti in relazione all’apprendimento
continuo ne può facilitare l’evoluzione progressiva sia sul piano dell’istruzione sia
su quello della formazione, in relazione all’occupabilità può consentire un
reinserimento nel mercato del lavoro, in relazione alla cittadinanza attiva può
costituire elemento determinante per la mobilità geografica ed occupazionale con
vantaggi sia per lo sviluppo dell’organizzazione di appartenenza sia per la persona
• l’accreditamento dei risultati di apprendimento, indipendentemente da dove siano
acquisiti, possono essere utili per scopo SOMMATIVO. Con sommativo s’intende
l’accreditamento che risulta in un riconoscimento formale (per esempio attraverso
un certificato o un diploma)
• l’accreditamento dei risultati di apprendimento, indipendentemente da dove siano
acquisiti, possono essere utili per scopo FORMATIVO. Con formativo s’intende il
processo di identificazione dei risultati di apprendimento senza riconoscimento
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formale (per esempio per lo sviluppo personale e/o di carriera). L’accreditamento
formativo può potenzialmente fornire la base per un riconoscimento formale.
2. TITOLI INDIVIDUALI
L’adesione alle procedure di accreditamento è volontaria e i risultati appartengono all’individuo
che ha diritto al rispetto della privacy:
• l’accreditamento è, in linea di principio generale, volontario e dipende
dall’individuo attuarlo o meno
• nel caso in cui l’accreditamento sia parte di un sistema obbligatorio di misure, deve
avvenire in modo tale da assicurare trasparenza, chiarezza e privacy
• nel caso in cui l’accreditamento sia attuato obbligatoriamente nell’ambito di
un’organizzazione pubblica o privata, in tale caso deve basarsi sul dialogo sociale
• nel caso di accreditamento sommativo, è diritto dell’individuo far valere il risultato
dell’accreditamento. Tale diritto dovrebbe essere stabilito in modo trasparente
all’inizio del processo stesso di accreditamento
• disposizioni speciali dovrebbero essere riservate agli individui con bisogni
particolari al fine di garantire equità nell’accesso all’accreditamento
• i risultati dell’accreditamento devono appartenere all’individuo. Qualora tali
risultati siano assunti da altri soggetti va assicurata la privacy
3. LA RESPONSABILITÀ DELLE ISTITUZIONI E DEGLI STAKEHOLDER
Gli organismi dei sistemi formativi formali, non formali ed informali dovrebbero dotarsi di
dispositivi tali da garantire agli individui la possibilità di avere accreditato quanto appreso in modo
comprensibile, a livello europeo ed internazionale; dovrebbero dotarsi inoltre di servizi informativi,
di accompagnamento e counselling:
• i risultati dell’accreditamento devono essere presentati in modo tale che questi
possano essere compresi a livello europeo ed internazionale. Quando possibile si
devono usare strumenti e format europei quali il CV e il framework Europass per la
trasparenza delle qualifiche e delle competenze
• la privacy del cittadino deve essere rispettata
• l’accreditamento deve essere supportato da servizi quali informazione,
accompagnamento e counselling
• i sistemi educativi dell’istruzione e della formazione dovrebbero prevedere una base
legale e pratica in grado di garantire agli individui la possibilità di avere
accreditato quanto appreso
• le imprese, le pubbliche organizzazioni e i settori economici devono fornire una base
pratica in grado di garantire agli individui la possibilità di avere accreditato quanto
appreso
• l’accreditamento deve diventare parte integrante dello sviluppo delle risorse umane
nelle imprese e nelle pubbliche amministrazioni e dovrebbe fondarsi sul dialogo
sociale
• le organizzazioni, incluse le ONG, al di fuori dei sistemi educativi formali
dovrebbero fornire la base per garantire agli individui la possibilità di vedere
accreditato quanto appreso
4. CONFIDENCE E TRUST
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La trasparenza delle procedure e dei criteri adottati e la facilità di ottenere informazioni
costituiscono un presupposto basilare per ottenere fiducia sui risultati dell’accreditamento:
4.1 trasparenza delle procedure
• il processo di accreditamento deve dare fiducia a tutti in quanto la
persona/candidato in esame ha acquisito le conoscenze e le competenze in questione
(la validità del processo deve essere garantito)
• gli schemi di accreditamento devono essere disegnati in modo tale che i potenziali
utenti, individui o istituzioni, siano in grado di osservare e giudicare l’intero
processo di accreditamento
• la base (metodologia) per l’accreditamento dovrebbe essere sviluppata con
chiarezza (esami scritti, test pratici, autovalutazione, coinvolgimento in settori
specifici di attività, altro)
• si dovrebbero evidenziare informazioni chiare relativamente ai tempi e ai costi
4.2 trasparenza dei criteri individuati
• i requisiti che gli individui devono possedere devono essere descritti con chiarezza
in modo tale da facilitare l’affidabilità (si prevedono due organi di accreditamento
che agiscano indipendentemente ma che raggiungano le stesse conclusioni)
• i criteri usati dai valutatori nell’attribuzione di valore ai risultati di apprendimento
devono essere più chiari possibile
4.3 disponibilità e accesso all’informazione
• lo scopo, i criteri e i requisiti per l’accreditamento (punti di riferimento e standard),
come i risultati, devono essere presentati in modo trasparente e chiaro, in modo da
convincere e coinvolgere l’individuo che si deve accreditare
5. IMPARZIALITÀ
Elementi essenziali sono la deontologia e competenza professionale da parte del valutatore:
• i valutatori dovrebbero, soprattutto nel caso di valutazione sommativa, operare
condividendo un codice di condotta ed evitando la combinazione di ruoli
incompatibili e tali da compromettere la confidence e l’imparzialità
• il valutatore deve essere professionalmente competente e avere accesso ad una
formazione sistematica sia iniziale sia continua. Dove possibile le reti di valutatori,
locali, regionali e nazionali, dovrebbero essere costruite al fine di assicurare lo
sviluppo professionale e delle pratiche coerenti
6. CREDIBILITÀ E LEGITTIMITÀ
Altro elemento essenziale è costituito dal coinvolgimento di un ampio target di stakeholder:
• lo sviluppo, l’implementazione ed il finanziamento di un meccanismo di
accreditamento deve coinvolgere tutti gli stakeholder (per esempio coinvolgendo i
partner sociali, nei casi in cui siano valutate le esperienze di lavoro, e le NGO, nei
casi in cui invece vengano valutate le attività di volontariato e nella società civile
• gli organi di valutazione hanno bisogno di essere imparziali e dovranno coinvolgere
tutti gli stakeholder in modo significativo, senza un interesse predominante. I sistemi
di accreditamento, a tutti i livelli di operatività, dovrebbero organizzarsi in modo
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tale da salvaguardare l’imparzialità e da permettere la partecipazione di tutti i
soggetti coinvolti.
- 3.c. Il tema dell’accreditamento nel progetto
Per quanto detto sopra in tema di accreditamento, nel progetto si è superata l’idea originale di un
modello comune, che sarebbe in contrasto con le linee di indirizzo comunitarie che vedono
l’accreditamento come una misura tipica dell’ambito della sussidiarietà e non delle scelte
comuni. In coerenza con le indicazioni rilevabili nella letteratura recente a livello comunitario si
sono dunque privilegiate due direzioni:
• messa in trasparenza delle procedure di accreditamento nei sistemi formativi in accesso a
percorsi di formazione superiore non universitaria in Francia, Italia e Spagna
• incentivazione all’adesione volontaria da parte del soggetto all’accreditamento stesso con il
coinvolgimento degli stakeholder (i test)
- 3.d. Le procedure dell’accreditamento
Il dibattito svoltosi nel convegno di Napoli il 17 dicembre 2003 tra i partner ha evidenziato come
nei singoli stati:
• se da un lato c’è sempre più consapevolezza (espressa anche nelle norme legislative) della
necessità di validare apprendimenti non formali ed informali
• dall’altro le procedure di validazione non sono definite in modo chiaro e soprattutto non sono
diventate prassi consolidate.
La Francia costituisce il paese europeo in cui l’accreditamento è più avanzato in relazione alle
modalità di riconoscimento e di validazione degli apprendimenti non formali (VAE – Validation
des acquis dell’experience). Nel tempo si sono infatti maturate esperienze e consolidate prassi
significative. Ricordiamo che fin dal 1985 è messo in atto il dispositivo del “bilancio di
competenze” come sostegno sia alla riqualificazione professionale del lavoratore, sia alla crescita
delle competenze dell’impresa. Dal 1992 inoltre il sistema educativo nazionale riconosce le
competenze acquisite al di fuori dei contesti formali. Inoltre è interessante notare come in Francia le
Camere di Commercio, a partire dalla norma europea EN 45013, abbiano avviato delle procedure e
delle norme per la certificazione personale. All’esperienza francese è assimilabile quella belga.
In Italia l’applicazione dei principi enunciati nelle direttive comunitarie è parziale e a macchia di
leopardo: recepiti nella legislazione nazionale, risultano trovare applicazione pratica solo in misura
limitata ed in modo differenziato nei diversi contesti territoriali regionali.
Per la Spagna c’è ancora un problema di recepimento dei principi sul diritto all’accesso alla
formazione professionale durante tutto l’arco della vita professionale, che sta per essere colmato
con la riforma che è in via di applicazione sperimentale.
Italia e Spagna, assimilabili a Grecia e Portogallo, evidenziano dunque una situazione in cui lungo è
ancora il percorso per consentire il passaggio dalle dichiarazioni d’intenti all’attivazione di prassi
consolidate.
Paradossalmente in un paese come la Germania, in cui l’apprendimento nel luogo di lavoro
costituisce una modalità sistematica di istruzione e formazione (nel quadro del sistema duale),
l’accreditamento incontra forti resistenze. Ciò forse trova giustificazione nel fatto che il sistema
duale ritiene di coniugare efficacemente, sul piano pedagogico, saperi pratici e teorici, e di fornire,
su quello relazionale, un’offerta differenziata, evitando forme di dispersione. Se tutto ciò può
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funzionare per la formazione iniziale, certamente risulta inadeguato in una prospettiva di
formazione continua. Attualmente comunque il dibattito sull’accreditamento in Germania, come del
resto in Austria, rimane strettamente legato a quello della modularizzazione dell’insegnamento e
della formazione.
4. ESEMPIO DI BEST PRACTICE - V.A.E.
Si è ritenuto opportuno proporre in dettaglio il modello francese V.A.E., in quanto ritenuto il più
formalizzato.
V.A.E. è un dispositivo istituzionale di certificazione fondato sulla validazione delle competenze
maturate dall’esperienza.
Sono qui riportate alcuni punti chiave per capire “concretamente” come funzioni il dispositivo.
•
-
(Perché) - La validazione delle competenze che nascono dall’esperienza permette di
ottenere completamente o in parte il diploma che corrisponde all’esperienza di una persona
e alle sue qualifiche al fine di:
evolversi nel lavoro
effettuare una riconversione professionale
ridurre il percorso di formazione
riprendere gli studi
presentarsi ad un concorso che esige il possesso di un diploma
In Francia, più di 700 diplomi per l’insegnamento tecnologico e professionale sono
accessibili attraverso VAE
•
(la procedura) - La domanda della validazione delle competenze maturate dall’esperienza
è un percorso individuale. Si effettua la domanda ai servizi accademici competenti, in
particolare all’ accademia scelta; si può depositare una sola domanda nello stesso anno, per
lo stesso diploma e in una sola accademia. Per diplomi diversi non si possono depositare
più di tre domande nel corso dello stesso anno.
•
(Help) - I DAVA (dispositivi accademici per la validazione delle competenze) forniscono
informazioni sui testi giuridici, i principi, le diverse tappe del percorso e i diplomi. Il
DAVA può ugualmente accompagnare il percorso della VAE.
L’accompagnamento ha tre obiettivi principali di supporto al candidato, consistenti in :
o scelta del diploma che corrisponde meglio all’esperienza professionale e personale
o guida nella scelta e nella descrizione delle attività professionali o extra professionali
in relazione al diploma scelto
o analisi e formulazione dell’esperienza professionale maturata
In particolare le azioni di accompagnamento sono attuate da insegnanti e esperti di
validazione. Se una persona decide di richiedere la validazione delle sue esperienze si dovrà
aprire un dossier: sarà dopo aver esaminato questo dossier, ed eventualmente aver ricevuto a
colloquio la persona, che la commissione deciderà di attribuire l’intero o solo una parte del
diploma prescelto.
•
(Fasi) - Il percorso si articola in:
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1. ACCOMPAGNAMENTO (facoltativo) attraverso i DAVA che forniscono aiuto in relazione
a:
- scelta del diploma
- descrizione delle attività lavorative
- preparazione del dossier
2. PREPARAZIONE, ELABORAZIONE E ARCHIVIAZIONE DEL DOSSIER:
- iscrizione al diploma da parte del candidato
- richiesta di VAE presso i servizi accademici
- presentazione agli stessi del dossier
3. COLLOQUIO CON LA COMMISSIONE:
- avviene su richiesta del candidato o della commissione
4. DELIBERA E DECISIONE DELLA COMMISSIONE:
- consegna di una parte del diploma
- esami o altri VAE
- notifica al candidato
- consegna del diploma
•
Attività e attori
1. LA COMMISSIONE:
- il dossier del candidato è sottoposto alla commissione del diploma
- la commissione, detta giuria, è composta da professionisti (in parte occupati e in
parte salariati) e da insegnanti.
- si può riunire più volte in un anno.
2. LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE:
- la commissione prende la sua decisione a partire dall’analisi del dossier del
candidato ed, eventualmente, sulla base del colloquio.
- la commissione valuta l’esperienza del candidato in rapporto alle esigenze del
diploma richiesto
- la commissione delibera:
1. di attribuire l’intero diploma
2. di attribuire solo una parte del diploma. In questo caso essa indica la parte
del diploma che viene attribuita e della quale il candidato conserva il
beneficio per 5 anni; la prova o le prove d’esame che deve affrontare nel
periodo di 5 anni
3. di non attribuire nulla.
-
la decisione della commissione viene trasmessa al rettore che informerà il candidato.
la decisione della giuria è insindacabile.
3. IL PROSEGUO DEL PERCORSO
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Se il candidato non ha ottenuto niente o solo una parte del diploma:
- può completare la sua esperienza professionale per acquisire le competenze che gli
mancano
- può iniziare un percorso di formazione
- può presentarsi alle prove d’esame.
4. IN COSA CONSISTE IL DOSSIER DELLA VAE?
- Il dossier comprende due libretti :
a. IL LIBRETTO CON LA RICHIESTA DELLA VAE
In questo libretto il candidato:
- menziona il diploma che ha scelto e indica se desidera beneficiare di un colloquio
con la commissione
- presenta il suo percorso professionale, le attività che ha svolto e che sono in rapporto
con questo diploma
- precisa il suo percorso di formazione.
- allega i documenti che attestano i 3 anni di attività e le fotocopie dei diplomi o le
attestazioni delle qualifiche già ottenute.
E’ a partire da queste informazioni che sarà esaminata la richiesta da parte della Divisione per gli
esami e i concorsi dell’accademia. L’accettazione della domanda o il suo rifiuto motivato saranno
notificati al candidato.
b. IL LIBRETTO CON LA PRESENTAZIONE DELLE ATTIVITA’
Il candidato presenta le principali occupazioni o compiti che ha effettuato.
Per riempire questo libretto è aiutato da un questionario - guida che riporta:
- il contesto lavorativo
- le attività e compiti realizzati
- gli strumenti utilizzati (attrezzatura, materiali, risorse….)
- l’entità delle sue responsabilità.
5. IN CHE COSA CONSISTE IL COLLOQUIO:
- un colloquio può avere luogo in seguito alla richiesta della commissione o del
candidato.
- il colloquio è destinato a completare o esplicitare le informazioni contenute nel
dossier redatto e a verificare l’autenticità delle dichiarazioni del candidato
- il colloquio non è un esame orale ma un modo per comprendere meglio le
occupazioni svolte
- l’accettazione della domanda non implica automaticamente il superamento della
VAE
- la decisione della commissione dipende soprattutto dalle informazioni fornite nei
libretti 1 e 2 e dal colloquio.
6. STRUTTURA DEL DOSSIER DI VALIDAZIONE DELLE COMPETENZE MATURATE
DALL’ESPERIENZA:
Ciascun dossier scritto presentato dal candidato è composto di due parti:
- amministrativa, che allega le copie dei documenti di riconoscimento, del livello di formazione
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e del percorso professionale del candidato, come anche una scheda della richiesta di
validazione delle competenze maturate dall’esperienza
- motivante la richiesta di validazione, che raccoglie tutti i documenti di natura professionale
che attestano l’esperienza acquisita in rapporto alle esigenze dello standard del diploma
desiderato.
6.1 LA PARTE AMMINISTRATIVA
Questa parte comprende gli elementi ritenuti obbligatori:
- copia della carta d’identità del candidato
- scheda della richiesta di validazione delle competenze maturate dall’esperienza che precisa:
o il titolo esatto del diploma desiderato,
o la lingua scelta obbligatoria all’esame
o la seconda lingua scelta
o l’indicazione se il candidato desidera beneficiare o no di un colloquio con la
commissione
- descrizione del percorso professionale in rapporto con la richiesta di validazione che
precisa:
o il nome dell’azienda
o il periodo di impiego
o il tipo di impiego
o il tipo di contratto (di durata indeterminata, determinata,….)
o la durata settimanale del lavoro
- gli allegati con le dichiarazioni dei periodi di lavoro, la copia del certificato o
un’attestazione di lavoro o una copia del primo o ultimo stipendio in caso di assenza dei
documenti precedenti. In caso di lavoro di volontariato all’interno di un’associazione, il
candidato allega un documento dell’associazione che precisa le date e il numero di ore
effettuate alle dipendenze di quest’ultima
- descrizione ed eventuali certificazioni dei percorsi formativi in cui vengono precisati:
o i diplomi o titoli ottenuti
o le annotazioni agli esami sostenuti
o le esperienze formative professionali ricevute (stages,….)
o gli attestati di validazione delle competenze professionali o dell’esperienza
precedentemente ottenuti).
6.2 LA PARTE GIUSTIFICATIVA
comprende i seguenti elementi:
1. presentazione delle motivazioni e del progetto: il candidato presenta in un documento
sintetico (massimo 1 o 2 pagine) le ragioni per le quali desidera far validare la sua
esperienza per ottenere il diploma desiderato all’interno di un progetto professionale
2. presentazione del curriculum vitae
3. presentazione delle attività professionali
Tali elementi costituiscono il cuore del dossier di validazione e dovranno essere compilati dal
candidato nel modo più preciso e dettagliato. Le principali parti da compilare, per il periodo di
lavoro considerato, sono le seguenti:
o descrizione dell’azienda
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o descrizione dell’impiego o del ruolo ricoperto all’interno della struttura dell’impresa
o descrizione dettagliata delle attività legate all’impiego.
Il candidato allega al dossier tutti i documenti di natura professionale al fine di appurare la
descrizione delle attività, precisando:
o gli strumenti e le risorse messe a disposizione dall’impresa all’interno del quadro
delle sue attività
o il modo preciso di utilizzo di questi strumenti
o il grado di iniziativa e di autonomia nell’esercizio delle sue attività
o l’autocontrollo o controllo da parte di un’altra persona dell’azienda
o le modalità di organizzazione dell’attività all’interno dell’impresa e con quali limiti
o le responsabilità esercitate nell’impresa, specificando in quale ambito, di fronte a chi,
con quali limiti; i risultati attesi dall’azienda all’interno del quadro delle sue attività;
i risultati quantitativi e qualitativi
o l’evoluzione delle sue attività: natura delle evoluzioni e capacità d’adattamento del
candidato a queste evoluzioni, le possibilità di introdurre innovazioni (fornire degli
esempi precisi che illustrino come ha potuto proporre e mettere in atto delle
innovazioni significative nel quadro delle attività), le costrizioni relative all’esercizio
delle sue attività. Il candidato deve essere in grado di identificare le costrizioni del
regolamento, giuridiche e deontologiche legate alla sua attività
o le relazioni interne legate alla sua attività: direzione dell’azienda, collaboratori
diretti, altri servizi; il candidato deve precisare la natura e il contenuto di queste
relazioni.
o le relazioni esterne, prestatori di servizi, clienti……
Riguardo alla lingua parlata nel paese comunitario in cui il candidato vive e richiede la validazione
dell’esperienza e ad altre lingue, il candidato può inserire nel suo “dossier di validazione” elementi
per la dimostrazione della conoscenza della lingua del suo paese o di altre lingue. Deve, in questo
caso, rispondere nella lingua scelta a una serie di domande, su carta, la cui risposta fornisca esempi
d’attività significative nelle quali ha praticato questa lingua. Il candidato è anche invitato a fornire,
come prova nel suo dossier, documenti autentici che illustrino la sua capacità di comprendere un
messaggio orale o scritto in una lingua straniera e ad esprimersi in questa lingua all’interno del
quadro della sua attività professionale. L’esame delle competenze linguistiche si effettua a partire
dalla descrizione delle attività e/o dei moduli formativi che sono stati seguiti, dei quali il candidato
è invitato a citarne il contenuto.
7. IL POSIZIONAMENTO
Il percorso istituzionale che permette di costruire itinerari di formazione individuali in corsi di
diploma o qualifica.
7.1 Il posizionamento:
- è una “misura di mezzo” tra ciò che è acquisito da una persona e ciò che deve acquisire per
ottenere il livello finale di un diploma o di un concorso o per adempiere all’esercizio di un
mestiere o impiego
- ha dunque come obiettivo di mettere in luce le competenze della persona in questione
riguardo le esigenze di riferimento del diploma o dell’impiego considerato
- permette di definire un percorso di formazione individuale
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riveste un carattere istituzionale nel quadro dei percorsi formativi forniti dall’Educazione
nazionale. Allo scopo le diverse modalità e gli strumenti usati devono essere convalidati da
un ispettore professionalmente competente.
7.2. Gli obiettivi del posizionamento sono:
- misurare un intervallo tra una situazione attuale e una situazione alla quale si aspira
- permettere di valutare il “sapere” e il “sapere come” per ciascuna delle discipline che
costituiscono il tirocinio che porta al diploma
- costruire un piano individuale di formazione evidenziando per ciascuna disciplina:
o gli obiettivi (in accordo con il referentiel)
o i contenuti (programma di formazione)
o i tempi (precisi, differenti per ciascun individui)
o le modalità (organizzative: impiego del tempo personale, autoformazione,…..)
o i mezzi (materiale, risorse,….)
- strutturare, mettendo in risalto i prerequisiti, un documento che costituisce il percorso
individuale di formazione, formalizzato in un contratto pedagogico
7.3 le condizioni del posizionamento:
- esplicitazione degli obiettivi del percorso di formazione attraverso la definizione di:
o accesso ad un concorso o diploma
o evoluzione individuale o collettiva di uno o più posti di lavoro
o riconversione su un mestiere ben remunerato
- la possibilità di realizzazione del percorso individuale di formazione
- la possibilità che la persona disponga di un margine di libertà nell’elaborare il percorso
- la possibilità di negoziare la proposta di percorso di formazione, in un colloquio dedicato
allo scopo
7.4 gli strumenti- metodi e tecniche di posizionamento:
per trovare o costruire gli strumenti pertinenti a individuare il posizionamento, è necessario riferirsi
al referentiel di competenze corrispondente all’obiettivo del percorso di formazione:
référentiel dei concorsi
référentiel di diploma
référentiel di mestiere
référentiel di impiego o di attività professionali.
L’esistenza di tali référentiels di competenze è una condizione indispensabile per l’elaborazione
degli strumenti di posizionamento.
7.5 alcune domande per collocare il candidato in modo corretto e funzionale al posizionamento:
- l’obiettivo a cui mira la persona è chiaro? (concorso- esame- diploma- cambiamento di
lavoro- perfezionamento –evoluzione del posto di lavoro….)
- l’obiettivo è riferibile ad un référentiel di competenze? (référentiel concorso- réfèrentiel
diploma- rèfèrentiel mestiere- référentiel posto di lavoro)
- l’obiettivo comporta integrazione con ulteriori competenze al référentiel ?
- esistono degli strumenti di posizionamento per il référentiel considerato o devono essere
costruiti all’interno di un cahier di compiti precisi?
- esistono delle risorse umane in grado di utilizzare questi strumenti e, all’interno di un
colloquio, di aiutare la persona in questione ad elaborare il suo progetto di formazione?
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7.6 criteri di elaborazione di un posizionamento:
- le prove del posizionamento sono inerenti alla formazione e devono essere stabilite in
rapporto alle fasi del tirocinio
- il posizionamento non è “un esame” di lunga durata, ha lo scopo di fare “dei controlli
giudiziosi” che permettano di verificare o stabilire se il candidato possiede o non le
competenze richieste: la durata complessiva è di una giornata, da 1 a 3 ore per disciplina, 1
ora per gli ambiti generali, 3 ore per l’ambito professionale.
- gli obiettivi del posizionamento, le modalità di passaggio, le condizioni di gestione e
comunicazione dei risultati devono essere espliciti
- le consegne date in base alla performance, le raccomandazioni dell’orientamento, le
condizioni di realizzazione saranno esplicite e formulate in un linguaggio accessibile e
semplice
- le condizioni di realizzazione delle prove e i criteri di valutazione dei risultati devono
essere definiti con precisione
- le prove devono dar luogo al riconoscimento delle competenze descritte in termini di
competenze padroneggiate; devono riportare il sapere, il sapere come, il saper essere
(riferito alla situazione lavorativa)
- il posizionamento deve essere percepito dal candidato come un mezzo indispensabile e utile
per la definizione e la gestione, la più efficiente possibile, della sua formazione, e non come
un esame
- le situazioni scelte devono, inoltre, scostarsi dal “dovere scolastico” per permettere
l’esplorazione delle caratteristiche e qualità personali delcandidato. L’aspetto formale del
“test” di semplici conoscenze teoriche sarà evitato
- gli strumenti di valutazione offriranno, per quanto possibile, modalità d’accesso
diversificate e saranno proposti, almeno parzialmente, su supporti diversi (dossier cartacei,
nastri video, cassette audio, strumenti informatici, applicazioni pratiche, manipolazioni… ).
Si eviteranno riferimenti aneddotici o troppo marcati con la realtà e supporti di
realizzazione legati ad una tecnologia suscettibile di divenire rapidamente obsoleta, a
materiali superati
- gli strumenti saranno facilmente adattabili, riutilizzabili, e trasferibili ad altre situazioni di
valutazione senza modificazioni profonde
- gli strumenti devono avere una veste che faciliti la comunicazione.
ESEMPIO DI DOSSIER DI POSIZIONAMENTO NEL QUADRO DELL’INGRESSO NELLA
FORMAZIONE
BTS ANIMAZIONE E GESTIONE TURISTICA LOCALE
Composizione del dossier di posizionamento
Scheda generale che precisa il nome del tirocinante, il suo livello di studi o di diploma, gli
ambiti di formazione legati al diploma desiderato, le date, il programma e la durata del
posizionamento per l’ambito di formazione, il titolo del diploma desiderato.
Scheda tecnica descrittiva della formazione per il diploma desiderato, che comporta i
seguenti punti:
- titolo della formazione
- nome del dispositivo della formazione
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nome e coordinate della persona interessata
obiettivo della formazione
durata totale e luogo della formazione
volume orario per ambito della formazione sulla base del référentiel del diploma
condizioni e modalità della formazione
nome e coordinate della persona di contatto nell’azienda (per una formazione alternativa)
nome dell’istituto autore del posizionamento
test di posizionamento per ambito di formazione da realizzare sulla base di una consegna
precisa, un tempo stabilito e con il supporto di risorse forniti o non. Questi test danno luogo
per ciascun ambito di formazione ad una griglia di valutazione delle capacità testate,
valutate dal formatore di quell’ambito
scheda generale del posizionamento valutata per ambito dal formatore specifico
la valutazione sintetica delle conoscenze e delle capacità
una proposta di formazione in termini di volume orario per il relativo ambito
5. CONCLUSIONI
In A.R.G.O. si sono analizzati numerosi documenti dell’UE – comunicazioni, conclusioni,
risoluzioni, raccomandazioni, direttive, dichiarazioni – che, pur non avendo valore vincolante,
esercitano funzioni di stimolo all’azione e alla collaborazione in uno spirito di lealtà e fiducia
reciproca (mutual trust). Tutti questi documenti, espressi in tempi diversi, sono indirizzati ad
individuare, nella società della conoscenza, il luogo dove riconoscere e realizzare i bisogni delle
persone.
Nell’esaminare il panorama legislativo europeo a proposito delle competenze e del loro
accreditamento si può constatare come tutti i documenti facciano riferimento sostanzialmente a
quattro ambiti, identificati in documenti:
• di indirizzo, che indicano, una volta analizzata la situazione in essere, la strada da seguire con i
diversi percorsi possibili nell’ambito dell’occupazione, della mobilità, dell’istruzione e della
formazione, della formazione permanente
• tecnici, che riguardano più specificamente competenze, qualifiche, diplomi
• economici, che riguardano gli investimenti da indirizzare al campo dell’istruzione e della
formazione
• di cooperazione europea, che insistono sulla necessità che gli stati membri cooperino anche nel
campo della formazione e dell’istruzione, coordinando sforzi e azioni, a tutto vantaggio dei
cittadini europei
Successivamente in A.R.G.O. si è sviluppato il confronto fra le modalità di riconoscimento delle
competenze nei paesi partner. Lo scambio di informazioni e pratiche, l'uso condiviso di modelli,
metodi e strumenti devono essere a questo punto molto attivi, soprattutto sul tema del
riconoscimento, la valorizzazione e la certificazione, e quindi la trasferibilità, delle competenze,
acquisite in processi di apprendimento non formali e informali, oltre che naturalmente formali, in
qualunque paese dell'UE.
Ancora in A.R.G.O. si è riflettuto sull’evoluzione del dibattito europeo condividendo la
convinzione che, a differenza di quanto ipotizzato in fase progettuale, risultasse coerente con le più
recenti indicazioni comunitarie non tanto la definizione di un comune modello europeo di
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accreditamento quanto piuttosto elaborare e sviluppare degli strumenti utili per l'accreditamento
delle competenze acquisite in un percorso di apprendimento non formale e/o informale, riferito in
maniera specifica alla figura professionale del tecnico superiore per l'organizzazione e il marketing
del turismo integrato. L'utilizzo di questi strumenti può dare la possibilità a chi ne usufruisce di
promuovere lo sviluppo del suo capitale individuale a favore dell'occupabilità, anche rientrando nei
percorsi formativi
A.R.G.O. è stato pensato e progettato per rispondere alle necessità, da più parti riscontrate e messe
in luce nei paesi europei, di rendere possibile ad un maggior numero di persone di valutare e
valorizzare la proprie competenze per godere pienamente della cittadinanza europea.
E’ stato compito dei partner del progetto mettere in pratica le intenzioni espresse e arrivare a
produrre strumenti per l’accreditamento delle competenze, acquisite in un percorso di
apprendimento non formale o informale, riconosciuti e condivisi da tutti nella prospettiva di
contribuire a garantire effettivamente l’occupabilità.
L’analisi svolta ha evidenziato come le metodologie e le procedure adottate negli stati partner siano
molto diverse e non vi siano evidenti punti di contatto. Sembra quindi molto difficile poter
uniformare i diversi sistemi, anche se è possibile valutarne l’efficacia o il livello di applicazione.
Del resto il rendere uniformi i diversi sistemi è improponibile anche in considerazione del fatto che,
come già precedentemente affermato, l’accreditamento appartiene a quella che è definita area della
sussidiarietà dell’educazione.
E’ condivisa invece dai partner la necessità di:
• rispettare l’autonomia di scelta di ciascun paese (evitare omologazioni)
• mettere in trasparenza le diverse procedure attuate per l’accreditamento (chi, come, che
cosa)
• favorire la diffusione e la trasformazione in prassi efficaci delle procedure (attività di
disseminazione)
• sviluppare altre misure di supporto all’adulto che vuol valorizzare ed implementare il suo
bagaglio formativo (test).
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PARTE TERZA
Realizzazione di test e prove simulate
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SEZIONE 1
PREMESSA
I partner coinvolti nello sviluppo delle batterie di test si sono suddivisi in due gruppi di lavoro.
Il primo gruppo ha sviluppato di pari passo la descrizione dettagliata della figura professionale e
una batteria di test. La metodologia seguita per la definizione della figura professionale è
l’organizzazione in modo gerarchico delle competenze, in quanto funzionale ad entrambi gli
obiettivi. Le singole abilità e conoscenze sono state strutturate partendo da azioni più complesse e
scindendole in sub-azioni componenti arrivando fino a sette livelli gerarchici di definizione. Da
questa descrizione puntuale sono state ricavate alcune domande aperte e schede risposta a queste
correlate. Sono stati elaborati punteggi e pesi legati sia alla presenza sia alla correttezza della
risposta. Il gruppo ha sottoposto il Pretest così ottenuto ad operatori esperti per arrivare, attraverso
l’analisi delle risposte, alla strutturazione di domande chiuse. Al termine del lavoro è stato elaborato
un test a risposte chiuse.
Il secondo gruppo ha cominciato la propria attività in un momento successivo ed ha proceduto a
riorganizzare il materiale esistente secondo una metodologia diversa, funzionale allo sviluppo di
test ma anche alla progettazione della formazione, attraverso il raggruppamento delle competenze in
cluster omogenei. Successivamente ha sviluppato quesiti a risposta multipla correlati direttamente
alle competenze descritte. Il partner francese ha segnalato, per alcune competenze, un problema di
definizione del livello professionale che in alcuni casi risultava troppo elevato. Si è proceduto
quindi alla definizione, in alcuni casi, di due livelli di possesso.
Il sistema di correzione prevede dei punteggi che definiscono il possesso o meno dei singoli cluster
di competenze. Ciò consente di valutare il possesso di gruppi di competenze e quindi di progettare
percorsi formativi personalizzati per quelle che risultassero carenti. Il test è stato tarato attraverso la
somministrazione ad operatori del settore. Il Gruppo ha sviluppato anche un test a domande aperte
per la valutazione delle competenze trasversali ed una metodologia per la correzione. Questo test
non consente una elaborazione automatica dei risultati e necessita per la correzione dell’intervento
di un operatore specializzato. E’ stata aggiunta una scheda di autovalutazione per aiutare le persone
che iniziano a valutare le proprie capacità in relazione al profilo a comprendere meglio l’insieme
delle competenze che questo presuppone.
I partner hanno deciso di sviluppare la sperimentazione solo dei test del secondo gruppo per ragioni
di tempi e risorse. Il test prodotto dal secondo gruppo è disponibile on-line sul sito del progetto. Per
la parte delle competenze tecnico professionali la correzione avviene in modo automatico.
Alla base del lavoro dei due gruppi ci sono delle premesse metodologiche comuni e di seguito
descritto.
MODELLI E METODOLOGIE
CRITERI PER LA MISURA DELLE COMPETENZE
scopo di questo intervento è indicare modelli e metodologie per la corretta determinazione delle
competenze inerenti la figura professionale del «Tecnico Superiore per il Marketing Turistico», e
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p. 255
designare le più appropriate procedure sperimentali per verificare, sul campo,l'efficacia e
l'affidabilità degli strumenti predisposti.
Riteniamo necessario definire preliminarmente alcuni punti chiave relativi a tutte le situazioni in cui
si intendono misurare competenze di base e professionali. Essi sono:
a) Inaffidabilità delle Prove non Tarate
Qualsiasi Test che non sia stato sottoposto a quel preciso processo statistico denominato
«TARATURA» è una prova inaffidabile. Non è possibile esprimere giudizi corretti sui soggetti
esaminati se il Test non ha superato positivamente il processo informatizzato di taratura
preliminare. Il grafico di pag. 7 illustra sinteticamente i processi inerenti alla taratura dei Test.
b) Obsolescenza rapida
Le Prove, i Test e qualsiasi altro strumento d'indagine utilizzato per la rilevazione e la
valutazione delle competenze sono soggetti ad obsolescenza in tempi sempre più brevi. Infatti
accade frequentemente che i cambiamenti professionali, cognitivi e sociali, intervenuti nei
soggetti e nell'ambiente in cui essi vivono, comincino a rendere inaffidabili i risultati ottenuti
con le prove utilizzate che devono essere quindi modificate e d, in qualche caso, sostituite.
É necessario, quindi, che venga operato un controllo continuo ed una revisione (almeno
annuale) di tutte le prove create e somministrate utilizzando opportuni «strumenti-software»
docimologici.
c)
Definizione del grado di accuratezza
Estremamente importante è la determinazione del «Grado di Accuratezza scientifica» a cui si
desidera che la fase di rilevazione debba giungere. Cerchiamo di chiarire questo punto chiave
con un esempio. Se si desidera un elevatissimo grado di accuratezza scientifica, le procedure
sperimentali da mettere in atto per la costruzione dei Test e per la loro validazione sono
estremamente complesse e necessitano di un lungo periodo di tempo (anche 2 o 3 anni nei casi
più difficili). Viceversa, se perseguiamo un livello di accuratezza appena sufficiente, le
procedure da mettere in atto saranno più snelle e di conseguenza più rapide. In conclusione è
necessario essere consapevoli che maggiore è l'accuratezza scientifica delle procedure che si
vorrà ottenere e maggiore sarà il lavoro da svolgere ed il tempo necessario.
d) Definizione dello standard minimo
Un’ulteriore problematica, ma certo non meno importante, inerente alla definizione delle
Competenze Professionali è la determinazione, in ogni Test creato, dello «standard minimo»
accettabile (Padronanza).
Precisiamo immediatamente che la definizione del suddetto «Livello Soglia» non può essere
effettuata se la prova non è stata già sottoposta positivamente al processo di taratura. Solo a
partire da un Test ampiamente tarato può essere attivato quel processo di analisi che conduce
all'individuazione del livello più opportuno da attribuire alla prestazione minima ammissibile.
Normalmente, le attuali procedure docimologiche fissano la suddetta soglia al valore di «0.40»
espresso in Punti Z (calcolati con l'utilizzo di Media e Deviazione Standard della popolazione
di riferimento) ma è possibile prescegliere valori maggiori o minori in base agli obiettivi di
selezione che si intende perseguire.
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e)
p. 256
Distinzione fra la rilevazione di abilità cognitive e professionali
Un errore che può essere comunemente compiuto in queste situazioni è quello di non riuscire
correttamente a distinguere, a livello misurativi, fra abilità cognitive ed abilità professionali
siano esse di base oppure avanzate. Tale distinzione è fondamentale in quanto le procedure
rilevative sono notevolmente diverse nei due casi.
Al fine di agevolare la distinzione fra abilità cognitive ed abilità professionali riportiamo
sinteticamente le più recenti conoscenze in campo cognitivo relative al funzionamento della
mente umana, individuate nelle seguenti aree cognitive:
o linguistico-espressiva
o logico-linguistica
o matematico-numerica
o logico-matematica
o spaziale-formale
o spaziale-espressiva
o logico-spaziale
o manipolativa
o motoria o cinestesica
o musicale
o relazionale
Qualsiasi attività umana presuppone quasi sempre il possesso di più di una delle aree cognitive
identificate. E' molto difficile, quindi, che esista un’attività “pura” per una delle aree cognitive.
E' in linea di massima è opportuna anche una rilevazione di abilità intellettive trasversali alle
Aree Cognitive. La più importante di tali abilità è la Capacità di Pianificazione (Planning,) ma
certamente andrebbero valutate anche le capacità di memoria a breve termine (linguistica,
numerica, spaziale, operazionale) e le capacità di attenzione (immediata, sostenuta e di
resistenza
alla
distrazione)
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p. 257
PROCESSO GENERALE DI TARATURA DI UNA PROVA
PROCESSO DI TARATURA INTRINSECA
INIZIO FASE
DI TARATURA
INTRINSECA
INTRINSECA
SOMMINISTRAZIONE
DI
TARATURA
«ANALISI GENERALE»
ED «ANALISI DEGLI
?
ITEMS PARAMETRICA»
SI
FINE FASE
DI TARATURA
NO
CREAZIONE
CORREZIONE
DELLA PROVA
DELLA PROVA
PROCESSO DI TARATURA ESTRINSECA
INIZIO FASE
CORRELAZIONE CON CRITERIO
SI
DI TARATURA
ESTRINSECA
E PROVE PARALLELE PER CONTROLLO
VALIDITÀ E FEDELTÀ DELLA PROVA
?
DI TARATURA
ESTRINSECA
NO
TARATURA
Intrinseca
CORREZIONE
della prova
FINE FASE
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p. 258
LA COSTRUZIONE DEI TEST
Per costruire una prova/test è necessario creare gli Item (stimoli, quesiti, domande, ecc.) che
andranno a comporla. Prima di creare gli Item di una prova oggettiva, è necessario che sia stata
eseguita una corretta analisi degli obiettivi in modo tale da:
a) definire in modo preciso l’abilità generale che si intende rilevare attraverso la prova (ad
esempio la conoscenza delle figure geometriche regolari)
b) definire, per ogni abilità generale, delle sotto-abilità come ad esempio la conoscenza e
comprensione dei termini geometrici, le capacità di calcolo di aree e perimetri, ecc.
c) definire un adeguato numero di Item per ognuna delle singole sotto-abilità individuate.
Nel caso in cui le suddette sotto-abilità fossero ancora troppo macroscopiche è necessario
suddividerle prima in ulteriori sotto-abilità fino a che siano sufficientemente semplici da poterle
misurare attraverso l’uso di Items ben definiti.
I due modelli rappresntati nelle pagine successive indicano, schematicamente, le modalità da
perseguire per la creazione degli Item di un qualsiasi Test o di una qualsiasi Prova oggettiva. Il
primo modello è realizzato con una modalità grafica ed ha finalità esplicative mentre il secondo si
presenta in forma di tabella e può essere utilmente adoperato dai Committenti per documentare
l'attività svolta nella fase di costruzione degli Item.
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MODELLO GRAFICO PER LA CREAZIONE DEGLI
«ITEMS» DI UN TEST O DI UNA PROVA OGGETTIVA
I T E M N° 1
SOTTOABILITÀ 1
I T E M N° 2
I T E M N° 3
DEFINIZIONE
OGGETTIVA
DELL’ABILITÀ
GENERALE
I T E M N° 4
SOTTOABILITÀ 2
I T E M N° 5
I T E M N° 6
SOTTOABILITÀ 3
I T E M N° 7
… … … ECC.
I T E M N° 8
… … … ecc.
p. 259
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ESEMPIO DI SCHEDA PER LA CREAZIONE DEGLI
« ITEMS » DI UN TEST O DI UNA PROVA OGGETTIVA
DEFINIZIONE DELL’ABILITÀ
GENERALE
ABILITÀ N° 1:
DEFINIZIONE OGGETTIVA DELLE SOTTOABILITÀ
1.1.
1.2.
1.3.
…… ecc.
ITEMS
1.1.1. (1)
1.1.2. (2)
1.1.3. (3)
1.1.4. (4)
1.2.1. (5)
1.2.2. (6)
1.2.3. (7)
1.3.1. (8)
… … ecc.
p. 260
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p. 261
TIPOLOGIE E MODALITÀ DI COSTRUZIONE DEGLI ITEM
Nel creare una prova è possibile scegliere tra varie tipologie di item. Nelle pagine seguenti vengono
descritti i diversi tipi di Item ed vengono evidenziati i relativi aspetti positivi e negativi. Prima di
passare al loro esame è necessario chiarire una distinzione di base importantissima. Gli Item
possono essere sempre distinti fondamentalmente in due grandi classi :
a) ITEM A PRESTAZIONE: consistono nell’esecuzione di un compito, spesso con
realizzazione di un prodotto, ben definito nei criteri e nelle condizioni d’esecuzione. Per la
misurazione della performance, in tali Item è possibile l’utilizzo di due tipologie di scale di
misurazione:
o Scala diretta
Con l’utilizzo di tale scala il punteggio viene assegnato in modo direttamente
proporzionale alla grandezza di alcuni indici, quindi i soggetti con una prestazione
migliore avranno un punteggio più alto. Se, ad esempio, utilizzo come indice per
l’attribuzione del punteggio la «quantità di lavoro svolta» sto utilizzando una scala
diretta dato che i soggetti migliori risulteranno essere quelli che ottengono un punteggio
più alto vale a dire coloro che hanno svolto una maggior quantità di lavoro.
Scala inversa
Con l’utilizzo di tale scala il punteggio viene assegnato in modo inversamente
proporzionale alla grandezza degli indici considerati, quindi i soggetti con una
prestazione migliore saranno quelli che ottengono un punteggio più basso. e, ad esempio,
utilizzo come indice per l’attribuzione del punteggio il «numero di errori» sto utilizzando
una scala inversa dato che i soggetti migliori risulteranno essere quelli con un punteggio
più basso vale a dire coloro che hanno fatto il minor numero di errori.
b) ITEM A SCELTA: consistono nella selezione di alternative, cioè nella scelta di una o più
risposte esatte all’interno di un insieme di risposte possibili. Complessivamente le
alternative non devono essere mai meno di 3 mentre, in teoria, non vi è un limite teorico
superiore. In pratica, vedremo successivamente che non viene mai superato, ad esempio, il
numero di 9 alternative in Item a «Scelta Multipla» e le 16/20 alternative in «Item a
Corrispondenze».
Le alternative esatte possono essere più di una, ma mai tutte (lo stesso vale per le alternative
errate). Tale vincolo è dovuto ai programmi di elaborazione dati e non a questioni teoriche.
Inoltre le altre risposte, sebbene non esatte, devono essere possibili al fine di riuscire a
discriminare la persona che ha acquisito le giuste competenze ed abilità da coloro che non le
hanno ancora conseguite ed evitare anche che l’Item risulti troppo facile con una immediata
individuazione delle alternative in quanto palesemente sbagliate. Infine, il numero di
alternative possibili da fornire come risposta deve essere adeguato all’età dei soggetti.
Un Operatore deve essere sempre in grado, sia che gli venga presentato un Item sia che ne
debba costruire uno «ex novo», di stabilire se esso è «A Prestazione» oppure «A Scelta», in
quanto l'assegnazione dei punteggi e tutte le successive elaborazioni dei dati dipendono in
modo assoluto proprio da questa distinzione preliminare.
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p. 262
DISTINZIONE FONDAMENTALE DEGLI ITEM
ITEM A PRESTAZIONE
Esecuzione di un compito, spesso con realizzazione
di un prodotto, ben definito nei criteri e nelle
condizioni d'esecuzione.
ESEMPI MODALITÀ DI MISURAZIONE:
- Peso / Forza
- Quantità
- Punti
Scala Diretta
- Tempo d'esecuzione
Scala Inversa
- Numero di errori
ITEM A SCELTA
SELEZIONE DI ALTERNATIVE cioè scelta di una o
più risposte esatte all'interno di un insieme di risposte
possibili (distrattività).
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TIPOLOGIA CLASSICA DEGLI ITEM
o ITEM «VERO / FALSO»
o ITEM A «CORRISPONDENZE»
o ITEM AD «INTEGRAZIONE LINGUISTICA»
o ITEM A «SCELTA MULTIPLA»
o ITEM A «MISURAZIONE» (PRESTAZIONE)
NUOVE TIPOLOGIE DEGLI ITEM
o ITEM «VERO/FALSO MULTIPLI»
o ITEM A «CORRISPONDENZA MULTIPLA»
o ITEM AD «INTEGRAZIONE DI DIAGRAMMI»
o ITEM A «SCELTA MULTIPLA CON A. G.»
o ITEM A «SCELTA MULTIPLA DI PROCEDURE»
o ITEM A «LEGAME CAUSALE»
p. 263
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p. 264
TIPOLOGIA CLASSICA DEGLI «ITEM»
a) ITEM «VERO/FALSO»: È UN ITEM «A SCELTA» A DUE ALTERNATIVE
ESEMPI:
• La pelle è la sede del senso del tatto?
V
F
• Il dinamometro è uno strumento che misura la velocità del vento?
• Nei paesi mediterranei si coltiva l'olivo?
V
F
V
F
ATTENZIONE:
E’ oramai condivisa l’opinione che gli item «vero/falso semplice» siano SUPERATI e non
siano più utilizzati in test o prove sommative e nella valutazione delle competenze professionali.
Le motivazioni principali di tale convinzione sono:
1) l’alta probabilità di risposte casualmente corrette (50%) e il fatto che non esista la distrattività.
2) i bambini dai 5 / 6 anni in su sono già in grado di gestire risposte multiple a 3 o 4 alternative
con probabilità d'errore molto più bassa (1/3 o 1/4).
3) non possono contenere più di una idea e quindi limitano la possibilità di costruzione dell'item.
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p. 265
TIPOLOGIA CLASSICA DEGLI «ITEM»
b) ITEM A «CORRISPONDENZE»
ESEMPIO:
Collega con delle frecce ogni fiume con la città che la attraversa.
FIUMI
1) ADIGE
2)ARNO
3)PIAVE
4) PO
5) TEVERE
(1° Elenco)
CITTÀ
BELLUNO
BOLOGNA
FIRENZE
GENOVA
MILANO
ROMA
VERONA
VICENZA
TORINO
UDINE
ANCONA
(2° Elenco)
ATTENZIONE:
L'Item «A Corrispondenze» è, in effetti, un insieme di più item «A Scelta» con numero di
alternative pari al numero di elementi del secondo elenco (a destra).
L'esempio visto è, dunque, un insieme di 5 diversi item che «mettono in comune» le
alternative in modo che la scelta esatta relativa ad ognuno di essi sia un «distrattore» per gli altri.
Inoltre, come si può notare, sono state aggiunte ulteriori alternative distraenti. Gli elementi del 2°
Elenco devono essere in numero almeno doppio rispetto a quelli dell'Elenco di partenza (1°).
Durante la «correzione» della prova è necessario tenere conto di ciò e non bisogna
conteggiare l'item «A Corrispondenze» come un unico stimolo.
ASPETTI POSITIVI
1) facilita la ricerca dei distrattori
2) racchiude in un unica modalità risolutiva, più conoscenze da valutare.
ASPETTI NEGATIVI
1) difficoltà di correzione
2)è difficile usarlo per valutare conoscenze complesse
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p. 266
TIPOLOGIA CLASSICA DEGLI «ITEM»
c) ITEM AD «INTEGRAZIONE LINGUISTICA»
ESEMPIO:
Completa gli spazi vuoti del testo scegliendo le parole corrette fra quelle scritte nell'elenco in
basso.
LE PIANTE E L'INVERNO
Le piante per vivere e crescere hanno bisogno, oltre che di nutrimento e di aria, di
__________, di __________ e di ___________.
D'inverno, però, le giornate sono __________ perciò la luce ___________; il sole è meno
forte e, quindi, sulla terra arriva meno ___________.
L'acqua in circolazione nel terreno e nei fiumi o torrenti è __________ perchè
si
trova __________ o sotto forma di neve.
1) acqua
2) aumenta
3) calore
4) clorofilla
5)
6)
7)
8)
congelata
corte
diminuisce
foglie
8)
9)
10)
11)
freddo
fusto
linfa
luce
12)
13)
14)
16)
lunghe
molta
poca
potature
ATTENZIONE!
Gli item ad «Integrazione linguistica» sono ormai SUPERATI e non vanno più utilizzati in test o
prove sommative e nella valutazione delle competenze professionali. Le motivazioni principali del
loro abbandono sono:
1) La ricerca sul campo ha dimostrato che le abilità linguistiche implicate nella risoluzione sono
eccessivamente determinanti rispetto alle abilità che sono il vero oggetto della misurazione
(inquinamento dei risultati)
2) Tali quesiti misurano più facilmente il nozionismo poiché risulta molto difficile realizzare
item ad «integrazione linguistica» che misurino abilità cognitive più complesse.
L'item «Ad Integrazioni» è, in effetti, un insieme di più item «A Scelta» (uno per ogni
integrazione) con numero di alternative pari al numero di elementi dell'elenco allegato (in basso).
L'esempio riportato è, dunque, un insieme di 8 diversi item che «mettono in comune» le alternative
in modo che la scelta esatta relativa ad ognuno di essi sia un «distrattore» per gli altri. Inoltre,
come si può notare, sono state aggiunte ulteriori alternative distraenti. Durante la «correzione» della
prova è necessario tenere conto di ciò e non bisogna conteggiare l'item «Ad Integrazione
Linguistica» come un unico stimolo.
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p. 267
TIPOLOGIA CLASSICA DEGLI «ITEM»
d) ITEM «A SCELTA MULTIPLA SEMPLICE»
ESEMPI:
Item 13
Quale dei seguenti elementi consente una variazione del voltaggio della corrente in un
circuito elettrico?
1)
2)
3)
4)
Interruttore
Reostato
Deviatore
Resistenza
ASPETTI POSITIVI
Gli aspetti positivi degli Item «a scelta multipla semplice» sono:
1) rapidità di costruzione da parte dell'Operatore
2) rapidità di somministrazione
3) facilità di comprensione da parte dell'alunno
4) rapidità di elaborazione (con il trattamento informatizzato dei dati non è necessaria nemmeno
una correzione preliminare)
ASPETTI NEGATIVI
Gli aspetti negativi degli Items «A Scelta Multipla Semplice» sono:
1) Inducono alla misurazione del nozionismo da parte dell'Operatore
2) Sono inadatti alla misurazione di abilità cognitive complesse.
3) Inducono l'alunno a rispondere troppo rapida- mente.
ATTENZIONE!
Gli item «a scelta multipla semplice» sono SCONSIGLIATI in test o prove sommative e nella
valutazione delle competenze professionali.
Il loro uso va limitato a quelle situazioni in cui è necessaria la misurazione di molte nozioni
costituite da nuclei informativi semplici. NON sono adatti alla valutazione di procedure o di
capacità complesse.
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p. 268
TIPOLOGIA CLASSICA DEGLI «ITEM»
e) ITEM A «MISURAZIONE» (Prestazione)
ESEMPI:
Item N° 8
Esegui le 6 operazioni sottostanti. Puoi usare il retro del foglio per eseguire i calcoli. Per ogni
operazione completamente esatta ti verranno assegnati 3 punti. Il tempo massimo che ti è concesso
è di 9 minuti. Non preoccuparti se al termine del tempo previsto vi saranno ancora delle operazioni
da completare.
a)
b)
c)
d)
378 x 23 =
494 x 386 =
23450 : 234 =
…….
Item N° 2
Esegui con righe e squadre la proiezione ortogonale completa della piramide a base quadrata
visibile nel foglio da disegno che ti è stato consegnato. Verranno valutati gli errori commessi e,
pertanto, il punteggio massimo possibile è 0 (zero). Il tempo stabilito per l'esecuzione dell'Item è di
18 minuti.
ASPETTI POSITIVI
L'unico aspetto positivo degli Items «A Misurazione» è la possibilità di valutare abilità non
misurabili con gli Item «A Scelta» oggi a disposizione.
ASPETTI NEGATIVI
Gli aspetti negativi degli Item «A Misurazione» di una prestazione sono:
1) Devono essere corretti dall'Operatore con
a) notevoli perdite di tempo ed energie
b) possibilità di introdurre elementi di soggettività
2) Inducono l'Operatore a non sforzarsi di ricercare Item «A Scelta» adatti alla valutazione delle
abilità in esame
3) Consentono scarse possibilità di trattamento statistico con povertà conseguente delle
elaborazioni relative ai processi di Taratura delle Prove.
ATTENZIONE!
Gli item «a misurazione» di una prestazione sono molto usati dagli Operatori anche quando
potrebbero essere sostituiti da un insieme di Item «a scelta». Visti i numerosi aspetti negativi, sono
vivamente SCONSIGLIATI in test o prove sommative e nella valutazione delle competenze
professionali.
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p. 269
LE NUOVE TIPOLOGIE DI «ITEM»
f) ITEM «VERO/FALSO» MULTIPLO
(ATTENZIONE! E' UN ITEM «A PRESTAZIONE»!)
ESEMPIO:
Problema N° 7:
Un signore ha acquistato un televisore che costa £. 890'000. Versa subito 210'000 Lire e si impegna
a pagare 8 rate mensili. In questo caso, però, il prezzo del televisore verrà maggiorato del 10% per il
pagamento degli interessi.
RISPONDI ALLE SEGUENTI DOMANDE:
Puoi calcolare subito a quanto ammonta ogni rata?
Puoi calcolare subito a quanto ammontano gli interessi?
Puoi calcolare subito quanto costa il televi- sore?
Puoi calcolare quanto pagherà con le sole rate?
Devi sottrarre gli interessi dal costo del te-levisore?
Devi aggiungere a quanto versa subito gli interessi da pagare?
Devi aggiungere al costo del televisore gli interessi da pagare?
V
V
V
V
V
V
V
F
F
F
F
F
F
F
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FORME
- (Base x 2) + (Lato Obliquo x 2)
AREE
(Base + Altezza) : 2
- Base + Altezza + Lato Obliquo
Trapezio Scaleno
Diagonale Maggiore x Diagonale
Minore) : 2
- Lato x 4
Base x Lato Obliquo
- (Altezza x 2) + (Lato Obliquo x 2)
Lato x Lato
Diagonale Maggiore + Diagonale
Minore) : 2
- (Diagonale Maggiore + Diagonale
Minore) + (Lato Obliquo x 2)
Parallelogramma
Base x Altezza
- Base Maggiore + Base Minore +
Lati Obliqui
(Base x Altezza) : 2
- (Base x 2) + Altezza
Rombo
[(Base Maggiore + Base Minore)
x Altezza] : 2
- (Base x 2) + (Altezza x 2)
Rettangolo
- (Lato Obliquo x 2) + Base
[(Base Maggiore + Lato Obliquo)
x Altezza] : 2
LE NUOVE TIPOLOGIE DI «ITEMS»
Triangolo Isoscele
- Lato x 3
ITEM «A CORRISPONDENZA» MULTIPLA
PERIMETRI
p. 270
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p. 271
LE NUOVE TIPOLOGIE DI «ITEM»
g) ITEM AD «INTEGRAZIONE DI DIAGRAMMI»
ESEMPIO N° 1:
Item N° 9
Completa gli spazi vuoti del Diagramma scegliendo le parole corrette fra quelle scritte
dell'elenco in basso.
Legenda:
= è causa
Localizzazione
Geografica
Vicinanza
al mare
Densità di
Popolazione
Disponibilità
di manodopera
Disponibilità
d'energia
01) Alberi da Legname
02) Altitudine
03) Clima
04) Città
05) Consumo d'Elettricità
06) Materie Prime
07) Natura del Territorio
08) Prodotti dell'Industria
09) Sviluppo Industriale
10) Scambi Commerciali
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p. 272
LE NUOVE TIPOLOGIE DI «ITEM»
h) ITEM AD «INTEGRAZIONE DI DIAGRAMMI» - (TIPOLOGIA AD INCLUSIONE
CONCETTUALE)
ESEMPIO N° 2:
Inserisci in modo logico nelle caselle dei grafici le regioni geografiche sotto elencate
ESEMPIO:
1. Spagna
4. Regione Balcanica
7. Galizia
Soluzione:
2. Regione Iberica
5. Portogallo
8. Regione dell'Atlante
3. Marocco
6. Andorra
9. Andalusia
Portogallo
Andalusia
Regione Iberica
Spagna
Galizia
Andorra
Item N° 1
1. Isole Shetland
4. Isole Britanniche
7. Irlanda
2. Islanda
5. Ulster
8. Inghilterra
LE NUOVE TIPOLOGIE DI «ITEM»
3. Scozia
6. Gran Bretagna
9. Isole Baleari
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p. 273
i) ITEM AD «INTEGRAZIONE DI DIAGRAMMI» - (TIPOLOGIA A
COMPLETAMENTO RELAZIONALE)
ESEMPIO N° 3:
Inserisci in modo logico le frecce di collegamento all'interno della rete concettuale
facendo attenzione al significato dei due diversi tipi di freccia (vedi leggenda).
Prototisti
Assorbimento
Animali
Funghi
Fotosintesi
Protozoi
Eucarioti
Alghe
Leggenda:
= fa parte di ...
Ingestione
Piante
= usa il sistema di nutrizione
Soluzione:
N.B. Item a Prestazione
Prototisti
Assorbimento
Funghi
Animali
Fotosintesi
Protozoi
Eucarioti
Alghe
Ingestione
Piante
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p. 274
ITEM AD «INTEGRAZIONE DI DIAGRAMMI» - (TIPOLOGIA A
COMPLETAMENTO GRAFICO)
ESEMPIO N° 4:
Completa il circuito della «Porta NOR» inserendo negli appositi tondini grigi il simbolo del
corretto elemento funzionale.
ATTENZIONE:
Gli Item ad «Integrazione di Diagrammi» sono utilissimi nella rilevazione di strutture
relazionali complesse.
ASPETTI POSITIVI
o Possono essere valutate abilità complesse
o Misurano la «comprensione profonda» e non il nozionismo
ASPETTI NEGATIVI
o Sono difficili da realizzare per l'Operatore
o I Soggetti devono essere abituati all'uso di diagrammi
o Rendono lenta l'immisione dati e sono difficili da correggere (quando
necessario)
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p. 275
LE NUOVE TIPOLOGIE DI «ITEM»
j) ITEM A SCELTA MULTIPLA AD «ALTERNATIVE GENERALI»
I nuovi Item a Scelta Multipla ad «Alternative Generali» devono essere utilizzati al
posto dei classici Item a Scelta Multipla «Semplice».
ESEMPI:
Item 19
Un Allievo ottiene in una prova di storia 12 punti, mentre il punteggio medio della classe è 9.
Quale sarà il risultato, in «Punti Z» di quell'Allievo:
1. +1
2. -1
3. +0.5
4. -0.5
5. Nessuna
6. Tutte
7. Manca
9. Assurdità
Item 27
Quale delle seguenti affermazioni è tratta dal libro «Disputandis urbae et naturam» scritto da
Galileo Galilei.
1. Le cose sono legate da legami indissolubili: non si può cogliere un fiore senza turbare una
stella.
2. Non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato.
3. Tutto ciò che conta può essere contato perchè ciò che oggi non può essere contato, sarà
contato domani.
4. Nessuna
5. Tutte
6. Manca
7. Assurdità
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p. 276
Item 9
L'oggettività di una prova comporta necessariamente:
1. Risultati validi
2. Risultati osservabili
3. Risultati differenziabili
4. Risultati misurabili
5. Esatte (1) e (3)
6. Esatte (2) e (4)
8. Tutte errate
9. Tutte esatte
7. Esatte (3) e (4)
OSSERVAZIONE - IL PROBLEMA DELL'«A CASO» E QUELLO DELLA
«MEMORIA» NEGLI ITEM A SCELTA MULTIPLA
Una critica che viene ordinariamente posta agli Item a Scelta Multipla da parte degli
Operatori è quella che l'Allievo può ottenere un buon punteggio anche rispondendo
completamente «a caso».
Ciò è falso sia dal punto di vista pratico che teorico. Se gli Item sono correttamente costruiti
(almeno 4 alternative semplici ed almeno 1 o 2 generali), la prassi docimologica quotidiana
mostra che un soggetto che risponda completamente a caso si colloca sempre agli ultimi posti
del suo gruppo. Da un punto di vista teorico, poi, la probabilità che un soggetto risponda
correttamente a caso, per esempio, ad un Item a 8 alternative è di 0.125 cioè un ottavo (1/8).
Ma, la probabilità che risponda esattamente a due Items successivi è pari ad 1/8 per 1/8 cioè
1/64 (0.012).
La probabilità per 3 Item scende ad 1/512 (1/8 x 1/8 x 1/8) e così via. Come si può notare, nel
caso di Item correttamente costruiti, la possibilità che un soggetto ottenga casualmente un
buon risultato in un Test è praticamente nulla.
Un'altra critica che viene frequentemente posta agli Item a Scelta Multipla da parte degli
Operatori è quella che l'Allievo risulta eccessivamente facilitato in quanto deve solo scegliere
fra alternative senza sforzarsi di ricordare. Gli Item a Scelta Multipla ad «Alternative
Generali» consentono di superare questo dilemma. Per comprendere in modo corretto il
problema, è necessario tener presente i due diversi tipi di memoria utilizzati in queste
situazioni:
1) la Memoria di «Riconoscimento» è quella che ci consente di affermare, osservando più
entità, quali di esse abbiamo già visto e quali no. Negli Item «A Scelta Multipla»
semplice questa viene utilizzata normalmente per individuare l'alternativa corretta
2) la Memoria di «Rievocazione» è quella che ci consente di recuperare un'informazione dal
nostro «archivio» mentale in presenza di un opportuno stimolo. E' quella che utilizza, ad
esempio, un allievo quando gli viene posta una domanda durante un'interrogazione.
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p. 277
Gli Item a Scelta Multipla ad «Alternative Generali» obbligano l'alunno ad utilizzare entrambi
i due suddetti tipi di memoria. L'alternativa generale «Nessuna» costringe, infatti, il soggetto a
rievocare la risposta giusta in quanto essa gli è necessaria per poter correttamente giudicare
come «errate» tutte le precedenti alternative «normali».
Un qualsiasi Item a Scelta Multipla correttamente costruito deve, pertanto, prevedere
sempre l'alternativa generale «Nessuna» (oppure «Tutte Errate»).
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LE NUOVE TIPOLOGIE DI «ITEM»
k) ITEM A SCELTA MULTIPLA «PROCEDURALI»
ESEMPIO N° 1: ITEM N° 3 - SITUAZIONE (Domanda)
Un’impiegata che lavora alle dipendenze di un vostro subordinato ha chiesto di parlarvi a
proposito dell’incompetenza manageriale del vostro subordinato e di sue possibili violazioni
della politica aziendale e della legge. E' solo un anno che occupate la vostra posizione, ma
durante questo periodo non avete avuto sentore di problemi in relazione al subordinato in
questione. Né voi né la vostra azienda avete una politica di «porta aperta», quindi ci si aspetta
che gli impiegati comunichino le loro preoccupazioni ai loro immediati superiori prima di
portare la cosa all’attenzione di qualcun altro. L’impiegata che desidera incontrarvi non ha
discusso la questione con il suo superiore a causa della natura delicata della questione stessa.
QUALE DELLE SEGUENTI PROCEDURE METTERESTE IN ATTO:
ITEM N° 3 - ALTERNATIVE ( Possibili Risposte )
ALTERNATIVA 1
a) Rifiutate di incontrare immediatamente l’impiegata
b) Informate, intanto, il vostro subordinato che l’impiegata ha cercato di aggirare la catena
gerarchica senza pero specificare il contenuto della richiesta.
c) Incaricate un vostro assistente di controllare, nel frattempo, i rapporti fra il subordinato e
l’impiegata.
d) Chiedete consiglio su come comportarvi in questa situazione a un collega più anziano che
ritenete abbia maggiore esperienza di voi.
ALTERNATIVA 2
a) Incontrate subito l’impiegata da sola ed ascoltate le sue ragioni
b) Incaricate un vostro assistente di indagare sulle sue accuse se queste vi sembrano fondate
c) Incontrate il subordinato per sentire la sua versione della storia
d) Prendete i provvedimenti del caso nel confronti del subordinato se le accuse sono veritiere
e nei confronti dell’impiegata se le accuse sono false.
ALTERNATIVA 3
a) Rimproverate l’impiegata per aver ignorato la catena gerarchica e non la ascoltate subito
b) Rifiutate, poi, d’incontrare l’impiegata se prima non discute della questione con il vostro
subordinato.
c) Incontrate, successivamente, l’impiegata ma solo alla presenza dello stesso subordinato.
d) Decidete, seduta stante, cosa fare al termine del colloquio di confronto.
ALTERNATIVA 4
a) Fate in modo di saperne di più a proposito dell’impiegata prima di prendere qualsiasi
successiva decisione.
b) Se le informazioni pervenute sono positive (persona attendibile), incontrate l’impiegata da
sola ed ascoltate le sue ragioni
c) Incontrate il subordinato da solo per sentire la sua versione della storia
d) Indagate personalmente sulle accuse dell’impiegata se queste vi sembrano fondate
e) Prendete i provvedimenti del caso nel confronti del subordinato se le accuse sono veritiere
e nei confronti dell’impiegata se le accuse sono false.
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p. 279
LE NUOVE TIPOLOGIE DI «ITEM»
l) ITEM A SCELTA MULTIPLA «PROCEDURALI»
ESEMPIO N° 2:
PROVA DELL'AREA LOGICO-MATEMATICA
Per risolvere bene questa prova devi leggere attentamente ogni problema che ti verrà
proposto, ragionare ed immaginare come lo risolveresti. Di seguito a ciascun problema troverai 4
diversi modi per risolverlo. Solo uno é quello giusto mentre gli altri sono sbagliati. Segna con una
crocetta il riquadro che contiene il giusto metodo di risoluzione del problema.
Problema di esempio:
La Mamma ha speso in un negozio 23.600 lire. Ha acquistato 3 scatole di biscotti a 1400 lire
l’una. Poi ha comprato 4 buste di piselli surgelati. Quanto é costata ogni busta di piselli?
1) Trovo il costo totale dei piselli.
1) Trovo il costo totale dei biscotti.
2) Divido il costo totale dei piselli per 4
che e’ il numero di buste.
2) Sottraggo, da quanto ha speso la
Mamma. il costo di tutti i biscotti.
3) Sottraggo, da quanto ha speso la
Mamma, il risul- tato ottenuto al
punto 2.
3) Divido il risultato del punto 2 per il
numero di buste di piselli.
1) Moltiplico il costo di una scatola di
biscotti per il numero di scatole.
1) Trovo il costo totale dei biscotti.
2) Sottraggo, dal risultato del punto 1,
quanto ha speso in tutto la Mamma.
3) Divido per il numero di buste di
piselli
2) Divido, il risultato del punto 1, per il
numero di buste di piselli.
3) Sottraggo, da quanto ha speso la
mamma, il risultato del punto 2
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ITEM A SCELTA MULTIPLA «PROCEDURALI»
ESEMPIO N° 3:
ITEM N° 27
Qui sotto puoi osservare 4 sequenze di immagini che rappresentano la formazione di una molecola di Ozono. Solo una di
esse può essere corretta. Metti una crocetta sul numero di quella
che ritieni giusta o sul N° 5 se credi che nessuna di esse sia esatta.
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p. 281
LE NUOVE TIPOLOGIE DI «ITEM»
m) ITEM A «LEGAME» - (TIPOLOGIA «STANDARD 5» o «ABCDE»)
In questa nuova tipologia di quesiti la domanda è costituita sempre da due asserzioni e da un
«legame» che le unisce. Tale legame può essere di tipo causale, temporale o logico.
ESEMPIO N° 1:
ITEM N° 5
Il Protestantesimo è un'eresia perché non riconosce l'autorità del Papa.
Scegli una delle seguenti possibilità:
1
Ambedue le asserzioni ed il legame sono veri
A
2 Solo le asserzioni sono vere mentre il legame è falso
B
3 Solo la prima asserzione è vera
C
4 Solo la seconda asserzione è vera
D
5 Ambedue le asserzioni sono false
E
Come si può osservare, la presente tipologia di Item «A Legame» (Standard 5) prevede
sempre le 5 medesime alternative in quanto la struttura del quesito continua ad essere la stessa
qualsiasi siano le asserzioni ed il legame prescelti di volta in volta.
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p. 282
LE NUOVE TIPOLOGIE DI «ITEMS»
n) ITEM A «LEGAME» - (TIPOLOGIA «A COMPLETAMENTO»)
ESEMPIO N° 2: (TRATTO DALL'ACCESS TEST «AL42»)
Item N° 1
La plastica spugnosa, di cui misurare la densità, doveva avere una forma cubica regolare (di
5 centimetri di lato) perchè ...
1 altrimenti non poteva essere spedita alle fabbriche che la lavoravano
2 altrimenti le misurazioni della densità potevano essere falsate
3 altrimenti gli operai più giovani della fabbrica non potevano tagliarla
4 altrimenti la sua sofficità poteva variare di molto
5 (nessuna)
Item N° 2
Il reostato Hoan faceva passare una maggiore quantità di corrente quando ...
1 il cursore Djon veniva spostato verso l'alto trascinato dalla barretta Baì
2 la barretta Baì non era collegata al Djon tramite il perno Fueng
3 il contenitore Toki era fatto di un metallo contro le interferenze magnetiche
4 la batteria Katan non era collegata al Misun tramite un cavetto elettrico
5 (nessuna)
Come si può osservare, la presente tipologia di Items «A Legame» (Completamento)
prevede una prima frase «di partenza» e un numero determinato di frasi «di arrivo» connesse da un
legame causale, temporale o logico.
ATTENZIONE: La tipologie di Item «A Legame» sono adatte, in genere, per soggetti delle Scuole
Medie e Medie Superiori e per adulti con buono o ottimo livello culturale.
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LE NUOVE TIPOLOGIE DI «ITEMS»
ITEM A «MATRICE LOGICA»
ESEMPIO N° 1 - TIPOLOGIA «336»
(TRATTO DALL'ACCESS TEST «LS4»)
ESEMPIO N° 2 - TIPOLOGIA «54»
p. 283
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p. 284
Gli Item «A Matrice» sono spesso utilizzati per sondare le capacità di ragionamento spaziale
dei soggetti operando con figure geometriche, disegni e forme varie. Il loro compito è quello di
scoprire alcune «regole» logiche che sono state applicate ai disegni contenuti in una Tabella. Si
prega di osservare l'Esempio N° 1 visibile nella pagina precedente. Come è possibile osservare vi è
una Tabella fatta da 3 righe e 3 colonne con all'interno delle figure tranne che nell'ultima casella con
un punto interrogativo, in basso a destra. Sul lato destro della Tabella, vi sono altre 6 caselle
staccate che contengono, al loro volta, un disegno. Il compito dei Soggetti è quello di scoprire quale
di queste 6 caselle è quella che manca logicamente nel posto vuoto in basso a destra dove c'è il
punto di domanda. Infatti, le forme presenti nelle caselle della Tabella non sono messe a caso ma
rispettano delle precise «regole» tenendo presente che la Tabella si «legge» sempre da sinistra verso
destra e dall'alto in basso! Nella Tabella, infatti, vi sono 3 tipi diversi di figure: un Cubo, un
Cilindro ed un «Sole». Notiamo che in tutte le caselle della prima riga vi sempre un Cubo e in
quelle delle seconda riga troviamo sempre un Cilindro. Da ciò comprendiamo, allora, una prima
regola che dice: «in ogni riga vi deve essere sempre la stessa figura». In base a questa regola, allora,
la figura che manca nella casella col punto di domanda dovrà essere sicuramente un «Sole».
ATTENZIONE! Questo non basta! Vi possono essere, infatti, altre regole che é necessario scoprire
per individuare la corretta risposta! Come possiamo osservare, nella prima colonna le figure sono
libere, nella seconda colonna i disegni sono contornati con un tondo mentre nell'ultima colonna
sono racchiusi in un quadrato. Questa è una seconda regola! In base ad essa, allora, nella casella
vuota non basta mettere la figura di un «sole» ma dobbiamo cercare, invece, un «Sole» racchiuso in
un quadrato. Osservando le caselle staccate a lato, si scopre che il Sole all'interno di un quadrato è
proprio la Casella N° 4. É necessario, infine, fare molta attenzione al fatto che le regole devono
funzionare in orizzontale (per righe) ed in verticale (per colonne) ma mai in diagonale.
Con lo stesso sistema logico è realizzato l'Esempio N° 2 ma esso è più semplice in quanto
costituito solo da una riga.
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p. 285
INDICAZIONI OPERATIVE PER LA COSTRUZIONE DEGLI ITEM
INDICAZIONI GENERALI
1)
Importanza obiettivi
o dedicare agli obiettivi più importanti un numero maggiore di Item
2) Numero item
o il numero degli Items non deve essere mai minore di dieci (10). In linea di massima,
maggiore è il numero di Items più «precisa» è la prova creata.
3) Difficolta' degli item
o gli Item devono essere equamente ripartiti secondo la loro difficoltà di risoluzione. È
necessario realizzare circa un terzo di Item «facili», un terzo di «media difficoltà» e
l’ultimo terzo di Item ragionevolmente «difficili». Gli Items devono essere ripartiti nel
Test in base alla loro difficoltà. E' errato porre nel test prima gli Items facili, poi quelli
medi ed infine quelli difficili.
4) Carico cognitivo
o il numero di Item deve essere fissato in relazione al carico cognitivo del Test
predisposto ed in base al tipo di abilità in esame:
o maggiore è il carico cognitivo minore deve essere il numero di Items (comunque
non meno di 10)
o per abilità percettive o manipolative il numero di items deve essere elevato (non
meno di 30 o 40)
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p. 286
5) Ordine dei quesiti
o gli Item devono essere raggruppati il più possibile per:
o «argomento» (Item di uno stesso obiettivo didattico)
o «continuità logica e cronologica» (ad esempio, conservare coerenza nella analisi
di nessi causali o nella successione temporale degli eventi)
o «tipologia» (non alternare in modo confuso, ad esempio, Item «a prestazione»
con Item «a scelta» oppure diverse tipologie di Item a scelta)
6) Grafica ed impaginazione
o gli Item devono essere scritti con caratteri facilmente leggibili lasciando ampio spazio
fra un quesito ed un altro. Uno spazio anche maggiore deve essere lasciato fra sezioni
diverse della Prova. In Test «percettivi» controllare maggiormente la «distanza» fra
Items e la «trasparenza» delle pagine.
7) Modalita' di esecuzione
o
Ogni prova deve prevedere:
esempi iniziali per consentire di familiarizzare con il compito proposto
tempi massimi di esecuzione
consegne scritte realizzate il più possibile con un linguaggio semplice e chiaro
esclusione del «foglio risposte» individuale: i «fogli risposte» sono schede in cui
ogni soggetto segna, item per item, quella che ritiene la risposta giusta lasciando
«pulito» il Test vero e proprio che può essere così riutilizzato. Tale pratica è
negativa in quanto l’uso di un foglio a parte per le risposte può provocare:
interferenze nel processo di pensiero risolutivo della prova
un sovraccarico della memoria a breve termine
errori nel riportare l’alternativa prescelta nel Test sul Foglio risposte
(scambio di riga, errori di casella, ecc.)
o il controllo delle condizioni logistiche e strumentali
o
o
o
o
IL METODO «CERT»
Nella rilevazione di competenze professionali relative a soggetti adulti riteniamo di estrema
rilevanza l'applicazione del Metodo «CERT» sviluppato dall'Équipe di Ricerca di Dieudonné
Leclercq del Dipartimento di Tecnologia dell'Educazione dell'Università di Liegi.Il suddetto metodo
parte dal presupposto che essere competenti significa avere la capacità di fornire risposte a problemi
ma anche, al tempo stesso, di valutare quanto si è certi della correttezza delle risposte fornite.
Questo significa sapere, ma anche saper valutare le proprie conoscenze e quindi avere una visione
realistica di sé.
Il «Metodo CERT» consente di rispondere alle seguenti domande:
o quanto sa il soggetto di quel particolare argomento?
o quanto è realistica l’immagine che egli ha della sua competenza? Sa valutarsi?
o si sovrastima? Si sottostima? E quanto?
o è coerente nell’autovalutarsi?
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In sistesi si riportano alcune indicazioni al fine di fornire una prima possibilità di approccio
conoscitivo sul metodo CERT.
a) l'indice di realismo e la misurazione della autostima dei soggetti
Nella vita e nel lavoro ognuno è chiamato più o meno frequentemente a risolvere problemi: fornire
informazioni tecniche non di routine ad un cliente, applicare una procedura insolita per ottenere il
risultato voluto, individuare cosa sostituire in uno strumento non funzionante, ecc. In tutte queste
situazioni ciò che importa è:
o individuare una soluzione
o valutare le probabilità della sua correttezza
o essere consapevoli delle conseguenze di un eventuale errore.
Questi fattori condizionano il comportamento concreto delle persone.
Essere competenti significa avere, tra le varie caratteristiche, la capacità di fornire risposte a
problemi e, al tempo stesso, di valutare quanto si è certi della correttezza delle risposte fornite.
Questo significa sapere, ma anche saper valutare le proprie conoscenze e quindi avere una visione
realistica di sé.
b) Il Metodo CERT si fonda su due componenti fondamentali:
o l’impiego di Test formati da Item A Scelta multipla con soluzioni generali
o l’indicazione, quesito per quesito, da parte di chi risponde, del Grado di Certezza con cui
ha risposto.
Pertanto, compilare un Test costruito con il Metodo CERT comporta per ogni Item:
o scegliere l’alternativa ritenuta corretta.
o dichiarare quanto si è certi della correttezza della risposta fornita. Questo significa che è
necessario:
i. scegliere una Fascia di certezza
ii. indicare un Grado di certezza, cioè la probabilità della risposta di essere esatta.
In base ai principi teorici precedentemente espressi relativi al Metodo CERT, una risposta
esatta, accompagnata da un alto grado di certezza, dovrà ottenere un punteggio superiore
alla stessa risposta con un grado di certezza inferiore. Al contrario, nel caso di risposta
sbagliata, la penalità da assegnare ad una certezza elevata sarà superiore alla penalità
ottenuta da un grado di certezza inferiore. In sintesi:
i. Risposta corretta + Certezza elevata = Alto Punteggio
ii. Risposta corretta + Bassa certezza = Basso Punteggio
iii. Risposta errata + Certezza elevata = Alta Penalità.
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iv. Risposta errata + Bassa certezza = Bassa Penalità.
In base al principio appena illustrato, alla fine della prova, viene attribuito un punteggio
globale unitario che è la combinazione di due dimensioni:
o le conoscenze possedute (numero di risposte corrette)
o la capacità di valutarle (gradi di certezza).
c)
Il realismo e i risultati
Chi è convinto al cento per cento di rispondere correttamente ad ogni domanda che gli si pone, ed
invece le sbaglia tutte, non ha certamente una visione realistica di sé, si sovrastima e,
probabilmente, in campo professionale, può essere considerato "pericoloso" per l'organizzazione a
cui appartiene. Viceversa, chi risponde correttamente a quasi tutti Items proposti ma ritiene che le
sue risposte possano essere con alta probabilità errate si sottostima ampiamente e, come nel caso
precedente, dimostra un bassissimo grado di realismo.
Possedere una visione realistica di sé, in relazione alle proprie conoscenze, significa sapersi
autovalutare, dimensione questa fondamentale in ogni situazione. Riteniamo che poter misurare
correttamente tale capacità costituisca, oggi, un fatto innovativo di sicuro interesse per l'ambiente
del lavoro. Attraverso una serie di specifici calcoli, basati sul numero di risposte corrette ed i
relativi gradi di certezza, è possibile infatti stimare esattamente l’Indice di Realismo di chi ha
risposto al Test, la sua eventuale Sovrastima e Sottostima, ed infine la sua Coerenza
nell’autovalutarsi. Risulterà, dunque, possedere il massimo di Realismo colui che fornirà, alle
domande del Test, risposte tutte corrette con certezza 100 o tutte risposte sbagliate con certezza 0
(zero). Al contrario, risulterà completamente «irrealista» chi risponderà sempre correttamente o
sempre in modo errato rispettivamente con il grado 0 (zero) e 100 di certezza.
d) Analisi generale» del test
Dopo l'applicazione di una prova è possibile elaborare delle semplici ma importantissime formule di
calcolo che ci consentono di operare quella che viene definita come «Analisi Generale» del test.
Tale «Analisi Generale» fornisce delle informazioni di base estremamente rilevanti per controllare
se la prova costruita è adatta al campione esaminato ed inoltre consente di operare confronti fra i
risultati di classi diverse.
L' «Analisi Generale» della Prova consiste in:
1. Calcolo e controllo dell' «Indice di Facilità»
2. Calcolo e controllo dell' «Indice di Varianza»
3. Calcolo e controllo dell' «Indice di Omogeneità»
L' «indice di facilità» del test
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L'«Indice di Facilità» è un parametro numerico che indica quanto una prova sia globalmente facile o
difficile rispetto al campione di soggetti che è stato esaminato.
L' «indice di varianza» del test
L' «Indice di Varianza» è un parametro numerico che indica quali siano le capacità discriminative di
una Prova cioè quanto riesce a differenziare i soggetti dotati di diverse capacità.
L'«Indice di Varianza», a differenza dell'Indice di Facilità, è influenzato dal numero di soggetti del
campione esaminato. Più basso è il numero di soggetti, più è possibile che un «outsider» (soggetto
fuori dalla normalità) influenzi i risultati dell'Indice. Il «Range» (oscillazione massima ammissibile)
dell'Indice di Varianza, pertanto, non è unico ma cambia in relazione alla numerosità del gruppo di
Soggetti sottoposto all'analisi. La ricerca docimologica ha stabilito i seguenti «Range» dell' «Indice
di Varianza»:
L' «indice di omogeneità» del test
L' «Indice di Omogeneità» è un parametro numerico che indica il grado di «coerenza interna» del
Test e cioè quanto i suoi Item stiano valutando tutti lo stesso oggetto della misurazione.
Nel momento in cui la Prova è stata creata, infatti, ogni Item dovrebbe essere stato predisposto in
modo tale da valutare un aspetto particolare dell'abilità generale che costituiva l'obiettivo della
misurazione.
Pertanto, se il Test è stato costruito correttamente, tutti gli Item dovrebbero essere «omogenei»
(cioè «simili» nelle modalità di misurazione ed il Test avrà complessivamente un alto «Indice di
Omogeneità». Se, viceversa, uno o più Item stanno misurando «altro» rispetto all'obiettivo del Test,
allora essi risulteranno «disomogenei» ed il Test avrà un insufficiente «Indice di Omogeneità»
complessivo.
Il controllo degli indici generali del test
Nella pagina successiva è possibile osservare la tabella operativa che deve essere utilizzata per
l'effettuazione dell'«Analisi Generale» del Test. Questa va compilata utilizzando i simboli grafici,
visibili ai piedi della Tabella stessa, i quali vanno inseriti negli appositi spazi relativi agli Indici
secondo le indicazioni fornite dai «Parametri per la Classificazione». Al termine, è necessario
compilare la sezione «Risultati» individuando, tramite le regole visibili nell'apposito riquadro, se un
Test è da eliminare, rivedere oppure «ottimale».
Se il Test è da «eliminare» è inutile procedere all'Analisi Parametrica degli Item (che analizzeremo
successivamente) e, pertanto, sarà necessaria una completa rivisitazione della stessa Prova con una
sua strutturazione «ex novo».
e) l’analisi parametrica degli item
L'«Analisi Parametrica degli Items» è così poiché si basa sull'esame di 6 Parametri fondamentali di
ogni Item e sulla valutazione comparata dei risultati emersi dalla loro analisi. La scelta di utilizzare
solo l'Analisi Parametrica degli Item non è dovuta al fatto che riteniamo l'Analisi «per Modelli»
poco attendibile. ma perché risulta inadatta agli scopi degli Utenti. L'«Analisi degli Item per
Modelli», infatti, per la sua complessità teorica ed operativa, è più consona al mondo della ricerca
scientifica in ambito psicologico. Viceversa, l'Analisi Parametrica degli Item può essere utilizzata,
senza alcuna controindicazione, da tutti coloro che costruiscono Test per la valutazione oggettiva
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delle abilità in qualsiasi campo d'indagine sia esso scolastico, sociometrico o relativo alla ricerca
cognitiva ed aziendale sul campo.
L'«indice di facilità» dell'ITEM
L'«Indice di Facilità» è un parametro numerico che indica quanto un Item sia facile o difficile
rispetto al campione di soggetti che è stato esaminato.
L’ «indice di varianza» dell'item
L' «Indice di Varianza» è uno dei parametri numerici utilizzati per determinare quali siano le
capacità discriminative di un Item, cioè quanto riesca a differenziare gli soggetti dotati di diverse
capacità.
L’«indice di omogeneità» dell’item
L' «Indice di Omogeneità» è un parametro numerico che indica quanto l'item stia valutando lo
stesso oggetto della misurazione di tutti gli altri.
Nel momento in cui la prova è stata creata, infatti, ogni item dovrebbe essere stato predisposto in
modo tale da valutare un aspetto particolare dell'abilità generale che costituiva l'obiettivo della
misurazione e, pertanto, ciascun item dovrebbe essere «coerente» con tutti gli altri.
Il «rapporto a/r» dell’item (rapporto Absent/Right)
In un Item il numero di risposte «non date» non deve essere troppo elevato in quanto ciò
produrrebbe i seguenti effetti negativi:
1. un elevato numero di risposte «non date» può indicare che l'Item è ambiguo (non consente ai
soggetti di decidere quale sia la risposta esatta e quali le errate)
2. un eccessivo numero di risposte «non date» non consente una corretta elaborazione statistica dei
restanti parametri degli Item.
L' «indice di discriminatività» dell'item
L' «Indice di discriminatività» è il migliore parametro numerico per avere un’indicazione su quali
siano le capacità discriminative di un item cioè quanto riesca a differenziare le competenze dei
soggetti.
L' «analisi delle alternative» dell'Item
L' «analisi delle alternative» dell'item non è un parametro numerico unitario semplice (derivabile da
un'unica formula), ma è costituito da un processo di valutazione di come i soggetti del campione
abbiano risposto alle diverse alternative dell'item stesso.
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SEZIONE 2
IL LAVORO DEL GRUPPO 1
Il lavoro di questo gruppo per l’elaborazione dei test è iniziato con la descrizione dettagliata delle
competenze tecnico professionali del “Tecnico Superiore per l’organizzazione e il marketing del
turismo integrato” espresse in forma sintetica e organizzandole in modo analitico-gerarchico. Le
singole abilità e conoscenze sono state strutturate partendo da azioni più complesse e scindendole
in sub-azioni componenti arrivando fino a sette livelli gerarchici di definizione. Da questa
descrizione analitica sono state ricavate alcune domande aperte e schede risposta a queste correlate
(PRETEST). Sono stati elaborati punteggi e pesi legati sia alla presenza che alla correttezza della
risposta. Il gruppo ha sottoposto il Pretest, così ottenuto, ad operatori esperti per arrivare, attraverso
l’analisi delle risposte, alla strutturazione di domande chiuse e alla predisposizione di un test.
Si ringraziano per la cortese disponibilità dimostrata le seguente aziende i cui esperti hanno
partecipato alla fase di sperimentazione del PRETEST:
VVS Viaggi Vacanze Soggiorni Padova
Jokey Viaggi Bresseo di Teolo
Renbel Travel Verona
Europlan Bardolino
Di seguito un diagramma di flusso che descrive le attività di Gruppo 1 per la elaborazione dei
test:
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Definizione Profilo
professionale ordinato in
modo gerarchico
AVVIO
SI’
Livello
sufficiente
dettaglio
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OUTPUT
PROFILO DETT.
INPUT DATI
NO
Migliore specifica
Elaborazione pretest
domande aperte e
schede di correzione
PRETEST
& SCHEDE
CORREZIONE
SI’
Raccolta dati
Attraverso
somministrazione
esperti
NO
Ulteriori
sommminstrazioni
SU INFORMAZIONI
INTERVISTE ESPERTI
TEST MULT. CHOICE
TEST VALIDATO
DA SPERIMENTAZIONE
Definizione test
Per beneficiari finali
Sperimentazione sul target
di progetto
OUTPUT
PRETEST
SCHEDA
MODALITA’
INPUT
RISPOSTE ESPERTI
TEST
GRUPPO 1
PER BENEFICIARI
INPUT DATI
SPERIMENTAZIONE
ED EVENUTUALI
MODIFICHE
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1. METODOLOGIA SEGUITA PER LA DESCRIZIONE DETTAGLIATA DEL
PROFILO PROFESSIONALE IN UNA MAPPA DELLE COMPETENZE
Al fine di poter elaborare dei test, le competenze “ideali” possedute dalla figura professionale vanno
articolate in termini unità di competenza costituite da conoscenze e da abilità operative in quanto
parti costitutive delle competenze stesse, in altre parole si deve costruire una struttura gerarchica
che definiamo Mappa delle competenze
Le conoscenze vanno codificate, poi, in termini di «reti concettuali» - nozioni collegate da legami
logici, causali, temporali, ecc. - espresse in modo «inclusivo» mentre le «abilità» operative vanno
definite in termini di «procedure» organizzate gerarchicamente.
Per essere chiari, facciamo un esempio con un argomento noto: la guida di un autoveicolo.
Immaginiamo che la Figura Professionale da definire sia quella, ad esempio, di un Autista di Taxi.
Una competenza tecnico professionale espressa in modo generale potrebbe essere
o Essere in grado di condurre il Taxi rispettando il Codice Stradale.
La competenza in esame è costituita da unità di competenza, conoscenze (codice stradale, motore e
meccanica dell'auto) e abilità operative (guidare). Il lavoro che un Esperto (ad esempio il miglior
Tassista di Roma) dovrebbe fare è fornire consulenza nello splittare le conoscenze e le abilità
inerenti alla competenza.
Affinché quanto precedentemente espresso risulti chiaro, facciamo vedere operativamente come si
dovrebbe procedere.
Ogni conoscenza viene codificata in base ai concetti in essa inclusi che a loro volta sono scomposti
in concetti ancora più semplici ed, infine, spiegati con una o più definizioni. Nella spiegazione di
ogni concetto devono essere incluse anche le sue “relazioni” ( logiche, causali, temporali...) con gli
altri eventuali concetti con cui esso si collega.
Bisogna notare come le singoloe abilità siano azioni collegate in una successione temporale (cioè
procedure) organizzate in modo gerarchico, cioè un’azione più complessa è scissa, se necessario,
nelle sue sub-azioni componenti.
SCHEDA DELLA FIGURA PROFESSIONALE «TASSISTA»
COMPETENZA (1): Guida del Taxi rispettando il Codice Stradale.
1. Codice Stradale
1.1 Segnali
1.1.1 Segnali di Pericolo
Questo tipo di segnali hanno tutti una forma triangolare ed indicano ...
1.1.1.1 Attraversamento pedonale
Questo segnale indica la presenza di .....
1.1.1.2 Curva pericolosa
1.1.1.3 (...omissis)
1.l.2 Segnali di Divieto
(...omissis)
1.2 Incroci
1.2.1 Incroci a 2 vie
(...omissis)
ecc.
2. Motore
2.1 Componenti del motore
2.1.1 Pistoni
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I Pistoni sono dei cilindri che scorrono nella camera di scoppio (vedi diagramma 3). Essi sono connessi
all'albero a camme tramite.... Servono per trasformare l'energia di scoppio in movimento ....
2.1.2 Albero a camme
(...omissis)
2.1.3 Candele
(...omissis)
2.2 Funzionamento
(...omissis)
ecc.
3. Accensione dell'autoveicolo
3.1 Innestare il freno a mano o controllare che sia inserito
3.2 Premere la frizione e tenerla sempre premuta
3.3 Innestare la chiave d'accensione
3.4 Ruotarla, attendere l'avvio e rilasciarla
4. Partenza
4.1 Preparare l'auto
4.1.1 Sistemare specchietti
4.1.2 Mettere la cintura
4.1.2.1 Agganciare la cintura
4.1.2.2 Tensionare la cintura
(...omissis)
4.2 Inizio movimentazione
(...omissis)
5. Guida
(...omissis)
6. Arresto
(...omissis)
7. Parcheggio
7.1 Parcheggio con auto ferma in linea (avanti-retro) con la nostra auto
7.1.1 Accostare con auto muso a muso
7.1.2 Arretrare diritti fino a che lo specchietto della mia auto arriva
alla mezzeria della macchina ferma.
7.1.3 Ruotare velocemente tutto a destra il volante arretrando molto
lentamente
(...omissis)
7.2 Parcheggio con auto ferma inversa rispetto alla nostra auto
(...omissis)
.... e così via ......
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PROFILO PROFESSIONALE DETTAGLIATO
GERARCHICO – MAPPA DELLE COMPETENZE
E
ORGANIZZATO
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IN
MODO
Profilo professionale dettagliato e organizzato in modo gerarchico
1. Utilizzare le risorse e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (T.I.C) nell’attività
professionale quotidiana
1.1 Padroneggiare le tecniche di raccolta e trattamento delle informazioni nell’attività
professionale quotidiana
1.1.1 Essere in grado di raccogliere dati e informazioni utili per l’attività professionale
1.1.1.1 Conoscere le fonti più idonee per raccogliere dati e informazioni utili
1.1.1.1.1 Persone fisiche
1.1.1.1.2 Istituzioni
1.1.1.1.3 Aziende, associazioni, enti vari non istituzionali
1.1.1.1.4 Mezzi di comunicazione (stampa, radio, TV, internet…….)
1.1.1.2 Saper utilizzare le fonti più idonee per raccogliere dati e informazioni utili
1.1.1.2.1 Saper contattare e comunicare con persone e aziende, enti, associazioni (con
chi,dove, quando, come parlare)
1.1.1.2.2 Conoscere le modalità per comunicare con le istituzioni del territorio (a quali
istituzioni chiedere che cosa, come, quando, dove, a chi rivolgersi….)
1.1.1.2.3 Essere in grado di utilizzare i mezzi di comunicazione per raccogliere informazioni
1.1.1.2.3.1 Stampa (nazionale, internazionale, locale, specializzata)
1.1.1.2.3.2 Radio-TV: canali nazionali, internazionali, locali, programmi
specializzati
1.1.1.2.3.3 Internet (utilizzando motori di ricerca, siti professionali, portali turistici
ecc.)
1.1.1.2.3.4 Posta elettronica: a chi e come chiedere informazioni
1.1.1.2.3.5. Newsgroup o chat su internet
1.1.2. Essere in grado di elaborare le informazioni utili
1.1.2.1 Essere in grado di scrivere documenti o report con software diversi utilizzando funzioni
avanzate (indici, modelli, stili, incorporazione di oggetti dinamici, ecc.)
1.1.2.2 Essere in grado di utilizzare un foglio di calcolo per effettuare analisi statistiche ed
elaborazioni grafiche
1.2 Avvalersi di tecniche di comunicazione e di informazione (T.I.C) nell’attività
professionale quotidiana
1.2.2. Valutare l’utilizzo attuale delle Tecniche di Informazione e Comunicazione e delle
loro potenzialità rispetto agli obiettivi strategici dell’azienda
1.2.2 Conoscere le strategie di marketing e di comunicazione possibili con le T.I.C.
1.2.3 Essere in grado di integrare le politiche di marketing dell'azienda con le opportunità
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offerte dalle T.I.C.
1.2.4 Essere in grado di fornire servizi aggiuntivi agli utenti attraverso le T.I.C.
1.2.5 Conoscere gli strumenti utilizzabili attraverso le T.I.C. per integrare il SIM (Sistema
Informativo di Marketing)
1.2.7 Essere in grado di definire gli obiettivi di marketing di un sito o di un programma
radiotelevisivo
1.2.7 Valutare le opportunità dell'e-commerce con riferimento al prodotto turistico offerto
1.2.8 Essere in grado di gestire le problematiche organizzative legate all'introduzione del
commercio elettronico in azienda
1.2.10 Essere in grado di strutturare una presentazione utilizzando un software per
presentazioni multimediali
2. Utilizzare le tecniche di marketing e della comunicazione applicate al settore turistico
2.1. Elaborazione di un’analisi SWOT: acronimo di Strengths (Punti di Forza), Weaknesses
(Punti di Debolezza), Opportunities (Opportunità), Threats (Minacce). L'analisi SWOT è una
delle metodologie attualmente più diffuse per la valutazione di progetti e fenomeni. Si tratta di
un procedimento di tipo logico, mutuato dall'economia aziendale, che consente di rendere
sistematiche e fruibili le informazioni raccolte circa un tema specifico e fornisce informazioni
fondamentali per la definizione di politiche e linee di intervento. L'esaustività e la bontà della
valutazione condotta con metodologia SWOT, quindi, sono funzione della completezza
dell'analisi "preliminare". Il fenomeno o il progetto oggetto di valutazione, infatti, devono
essere approfonditamente studiati al fine di mettere in luce tutte le loro caratteristiche,
strutturali e congiunturali, ed evidenziare eventuali relazioni e sinergie con altre proposte e
situazioni. Per fare ciò non è sufficiente conoscere nel dettaglio il tema specifico, ma si rende
necessaria la piena conoscenza del contesto all'interno del quale questo si colloca. Una volta
raccolte tutte le informazioni che si ritiene siano necessarie per la definizione di un quadro
quanto più completo possibile del tema specifico e del contesto all'interno del quale questo si
colloca, è possibile procedere alla valutazione. Attraverso l'analisi SWOT è possibile
evidenziare i punti di forza e di debolezza al fine di far emergere quelli che vengono ritenuti
capaci di favorire, ovvero ostacolare o ritardare, il perseguimento di determinati obiettivi. Più
specificamente nell'analisi SWOT si distinguono:
2.1.1 fattori endogeni che possono essere punti di forza o punti di debolezza. Si considerano
tutte quelle variabili che fanno parte integrante del sistema stesso, sulle quali è possibile
intervenire per perseguire obiettivi prefissati.
2.1.2 fattori esogeni che possono costituire opportunità o rischi, ossia l’insieme delle
variabili esterne al sistema che però possono condizionarlo sia positivamente che
negativamente. In quest'ultimo caso non è possibile intervenire direttamente sul fenomeno,
ma è opportuno predisporre strutture di controllo che individuino gli agenti esogeni e ne
analizzino l'evoluzione al fine di prevenire gli eventi negativi e sfruttare quelli positivi.
L'efficacia di questa metodologia d'indagine dipende, in modo cruciale, dalla capacità di effettuare
una lettura "incrociata" di tutti i fattori individuati nel momento in cui si definiscono le politiche. E'
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necessario, infatti, appoggiarsi sui punti di forza e smussare i difetti per massimizzare le opportunità
e ridurre i rischi.
Per rendere più agevole tale lettura "incrociata" i dati vengono, solitamente, presentati in forma di
tabella sintetica e poi descritti più diffusamente. L'analisi, dunque, si sostanzia nella classificazione
dei risultati dell’ indagine "preliminare" all'interno di un diagramma predefinito che agevoli
l'individuazione delle priorità di intervento ed offra un valido supporto all'attività di
programmazione. Inoltre, attraverso l'individuazione delle opportunità e dei rischi connessi
all'adozione di un determinato progetto o di una particolare politica, si offre al decisore la
possibilità di fare leva su aspetti sinergici o su opportunità esogene e di individuare le azioni
preventive da attuare per limitare l'impatto di eventuali fattori di rischio. Nel complesso, dunque, la
valutazione SWOT è un utile strumento a sostegno delle attività operative di soggetti pubblici e
privati.
Per realizzare un’analisi SWOT, propedeutica alla definizione di un piano marketing, occorre
raffigurare un quadro d’insieme contenente le potenzialità turistiche espresse o latenti di un
territorio e i plus o minus dello stesso. L’analisi SWOT viene fatta attraverso la ricognizione [da
effettuare tramite interviste ad opinion leader, analisi dei dati sui flussi turistici in possesso degli
organi preposti (APT, Regione, Comuni, Provincia), interviste motivazionali dirette ai turisti,
censimento diretto sul territorio] dei principali fattori che attribuiscono valore alla risorsa turistica e
che possono essere compresi nell’analisi SWOT come punti di forza o di debolezza. Tali fattori
possono essere:
2.1.1.1 Fattori naturali, costituiscono l’insieme delle attrattive utilizzabili a fini turistici
per valorizzare il territorio. Possono essere considerate come entità a se stanti, e
dunque capaci da sole di attrarre potenziali turistici, o in maniera integrata tra di
loro attraverso una comunicazione dedicata. Alcuni fattori naturali possono
essere la posizione geografica, il Clima, l’Idrografia, l’Orografia, la Flora e la
Fauna esistente;
2.1.1.2 Fattori sociali, sono l’insieme delle caratteristiche sociali di una zona che
caratterizzano il territorio. Possono essere la Lingua regionale, la Mentalità della
popolazione residente, il senso di Ospitalità nei confronti dei turisti, gli Usi e i
costumi, la Storia, la Cultura, la Gastronomia locale e le specialità alimentari, la
Politica locale di accoglienza dei turisti, il Costo della vita, l’Ecologia, il senso di
Sicurezza degli ospiti;
2.1.1.3 Fattori strutturali, sono l’insieme degli elementi artificiali costruiti dall’uomo che
rendono usufruibili le potenzialità espresse dai due fattori precedenti. Sono le
Comunicazioni ferroviarie, le Comunicazioni aeree, l’insieme della Rete di
trasporti urbani (bus, tram, taxi) e la loro fruibilità, esistenza di fonti energetiche,
la dotazione di attrezzature alberghiere ed extralberghiere, i Teatri, i Musei, gli
Stadi, le Guide turistiche.
2.1.1.4 Fattori aggiunti o strumentali sono l’insieme delle attività ideate per permettere la
divulgazione, la diffusione della conoscenza dei fattori esistenti in un territorio e
la fruibilità delle stesse. Sono l’insieme delle iniziative pubblicitarie, delle
Manifestazioni culturali, degli Avvenimenti sportivi, del Materiale promozionale
predisposto, delle forme di Assistenza ai turisti, delle modalità attuative di
strumenti pubblici per il Controllo costi, di un Marchio d’Area a garanzia del
turismo.
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2.2 Costruzione di un piano di marketing strategico. Partendo dai risultati dell’analisi SWOT e
alla luce delle sue risultanze, devono essere sviluppate alcune analisi sull’ambiente interno al
territorio, sull’ambiente esterno e sulla concorrenza.
2.2.1 Analisi dell’ambiente esterno all’area di riferimento.
2.2.1.1 nota: azione sviluppata al punto 3.6.1. In questa fase si utilizzano i dati emersi
dalle analisi quantitative e qualitative sviluppate in precedenza
2.2.1.2 Segmentazione del mercato turistico in relazione ai punti di forza
delineati nell’analisi SWOT;
2.2.2 Analisi dell’ambiente interno, inteso come stato di fatto del territorio.
2.2.2.1 nota: azione sviluppata al punto 3.6.2. In questa fase si utilizzano i dati emersi
dalle analisi quantitative e qualitative sviluppate in precedenza
2.2.2.2 analisi delle potenzialità di crescita;
2.2.2.2.1 valutare il livello di know – how delle imprese e degli enti preposti
al turismo;
2.2.2.2.2 valutare la tipologia e la qualità dei servizi offerti sul
territorio;
2.2.2.2.3. valutare l’assetto sociale in termini di:
2.2.2.2.3.1. governo della città (eventuali piani urbanistici, iniziative di
valorizzazione della cultura e del turismo, ecc.)
2.2.2.2.3.2. coinvolgimento dell'associazionismo tra privati e fra enti
2.2.2.2.3.3. capacità di sviluppo dei servizi da parte dei privati e del
pubblico
2.2.2.2.3.4. condizioni di legalità e coesione sociale sul territorio
(calcolo dell’indice di criminalità)
2.2.2.2.3.5. ammontare degli investimenti in comunicazione turistica
2.2.2.2.4 valutare il Rapporto qualità \ prezzo dei servizi offerti;
2.2.2.2.5 analizzare l’esistenza di un’immagine complessiva della marca, se
esiste, o del territorio sul mercato turistico;
2.2.3. Analisi del mercato turistico :
2.2.3.1 individuare i bisogni e le attese del cliente e/o consumatore per qualificare
la domanda;
2.2.3.1.1 analizzare i fattori che influenzano la domanda:
2.2.3.1.1.1. motivi del viaggio,
2.2.3.1.1.2. tempo libero a disposizione,
2.2.3.1.1.3. reddito
2.2.3.1.1.4. propensione al consumo (marginale e non)
2.2.3.1.1.5. prezzo dei servizi
2.2.3.1.1.6. moda turistica,
2.2.3.1.1.7. fattori naturali
2.2.3.1.1.8 fattori sociali
2.2.3.1.1.9 fattori economici.
2.2.4 Analisi della concorrenza attuale o potenziale
2.2.4.1. identificazione dei Competitor d’area, di settore o di prodotto,
2.2.4.2. identificazione delle loro strategie, dei loro obiettivi, dei loro punti di forza e
debolezza, della capacità di risposta competitiva che dimostrano
2.2.4.3. confronto tra aziende/aree/territori con prodotti simili, venduti agli stessi
prezzi e rivolti alla medesima clientela
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2.2.4.4. confronto tra aziende/aree/territori che offrono gli stessi prodotti o gli stessi
servizi o prodotti sostitutivi
2.3. Identificazione della strategia di marketing: individuazione ed elaborazione del marketing
mix (il marketing mix è l’insieme degli elementi che l’azienda può utilizzare per mettere a punto
la migliore strategia relativa al mercato che intende aggredire); attraverso l’utilizzo degli elementi
del Marketing Mix, sapientemente miscelati, si riescono a creare prodotti /servizi che rispondono
esattamente alle aspettative del consumatore; gli elementi del marketing mix sono: la distribuzione,
la comunicazione, il prezzo, il prodotto
2.3.1. la distribuzione. Elaborare una strategia distributiva significa
individuare il canale distributivo (Place) compatibile con la restante strategia che
assicura la reperibilità del prodotto turistico dal consumatore prescelto attraverso
l’identificazione dei target. Place può essere efficacemente studiata ed analizzata sotto
tre aspetti, che, pur differenti tra loro, possono essere integrati e sfruttati nel miglior
modo:
2.3.1.1. il punto di vendita inteso come migliore localizzazione dal
punto di vista fisico del punto vendita;
2.3.1.2. il merchandising, inteso come insieme di metodologie e
tecniche atte ad incrementare, anche attraverso stimoli psicologici, le vendite.
2.3.1.3. il canale distributivo che è l’insieme dei passaggi che la
merce o il prodotto fa per arrivare al consumatore. Svolge una serie di
fondamentali funzioni tra cui:
2.3.1.3.1 funzione produttiva, intesa come arricchimento di
valore dovuto al trasferimento nello spazio, nel tempo e nelle
quantità di un prodotto
2.3.1.3.2 funzione finanziaria, in quanto gli operatori che
partecipano al processo distributivo pagano i prodotti che
acquistano dai loro produttori e dunque l’azienda produttrice
non deve aspettare che il prodotto faccia tutti i passaggi e
venga venduto sul mercato.
2.3.1.2.3 funzione economica, direttamente correlata alla
precedente, in quanto i diversi operatori che intervengono nella
catena distributiva si accollano gli eventuali rischi di invenduto
sollevando ogni altro soggetto dal rischio che il
prodotto una volta arrivato sul mercato non incontri i gusti e le
preferenze dei consumatori.
2.3.1.4.Si distinguono nella prassi commerciale tre tipi di canali
distributivi:
2.3.1.4.1 canale lungo, in cui il bene o il servizio passa dal
produttore, al grossista, al dettagliante ed infine al
consumatore;
2.3.1.4.2. canale medio o breve, in cui il bene o il servizio
passa dal produttore, al dettagliante, al consumatore;
2.3.1.4.3 canale diretto o corto, in cui bene o il servizio passa
direttamente dal produttore al consumatore.
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2.3.1.5. Il canale distributivo del prodotto turistico ha delle peculiarità in
quanto è composto da intermediari turistici che non acquistano il prodotto ma
fanno solo da intermediari tra il produttore e il turista.
2.3.1.5.1. gli intermediari turistici sono:
2.3.1.5.1.1 Tour operator: impresa specializzata nella
pianificazione e nella realizzazione di viaggi/vacanze
preconfezionati e prepagati che vengono venduti al
pubblico dagli agenti di viaggio (dettaglianti)
2.3.1.5.1.2 agenzie di viaggio, (retailer o dettaglianti):
operatori che vendono al pubblico singoli servizi di
biglietteria (aerea, marittima, terrestre, ferroviaria, ecc.),
alberghieri o al dettaglio i Package dei tour Operator
2.3.1.5.1.3 tour organizer, impresa specializzata che opera
solo su commessa fornendo opera di consulenza,
prestazione diretta di alcuni servizi e definizione di un
prezzo del committente.complessivo per l'intero package
erogabili solo nei confronti
2.3.1.5.1.4. wholesaler, impresa che acquista gli invenduti
di altri tour operator e li rivende direttamente al pubblico
2.3.1.6. la qualificazione giuridica degli intermediari. Dal punto di vista
giuridico FATTORE COMUNE di tutte queste forme di intermediazione è il
rappresentare una attività di agenzia ex art. 1742 Codice civile.
2.3.1.6.1. Art. 1742 Codice Civile:” col contratto di agenzia
una parte assume stabilmente l’incarico di promuovere per
conto dell’altra verso retribuzione la conclusione di contratti
in una zona determinata”.
2.3.1.6.2..L’attività di agenzia presuppone un mandato ex
art. 1703 codice Civile: “il mandato è il contratto mediante il
quale una parte si obbliga a compiere uno o più atti giuridici
per conto dell’altra”. Il MANDATO può essere:
2.3.1.6.2.1. CON RAPPRESENTANZA, in cui i
mandatari operano in nome e per conto del mandante (ex
art. 1704) spendendone il nome;
2.3.1.6.2.2. SENZA RAPPRESENTANZA: i mandatari
operano in nome proprio ma per conto dei mandanti (ex.
Art 1705). Così l’Agente di viaggio agisce in base ad un
mandato con rappresentanza del T.O. spendendone il
nome. Qualsiasi atto nell’esecuzione del contratto viene
fatto dal mandatario (agente di viaggio) è come se fosse
stato fatto dal mandante (T.O.). Unico contratto perché gli
effetti sono in capo al mandante.Il Tour operator agisce
invece come mandatario senza rappresentanza agendo in
nome proprio ma per conto del mandante (fornitore del
servizio). Necessitano due contratti uno di acquisto
(intermediazione) e uno di vendita (trasferimento degli
effetti del contratto in capo al mandante)
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2.3.1.7. la caratteristica del canale distributivo turistico è che non si realizza
la c.d. “funzione economica” perchè i soggetti che intervengono nella
distribuzione del prodotto turistico non acquistano nè rivendono nulla, ma
assemblano, ideano e creano, combinando tra loro i diversi addendi che
compongono un pacchetto, un nuovo prodotto.
2.3.1.8. I contratti alla base dell’intermediazione, ossia gli accordi pattizi tra
fornitore del servizio e tour operator possono essere stipulati sotto forma di:
2.3.1.8.1. allotment, contratto mediante il quale il Tour Operator
impegna anticipatamente i servizi turistici ad un prezzo concordato
riservandosi di recedere dall’impegno, senza il pagamento di penali,
entro una scadenza prestabilita (termine di release), trascorsa la
quale pagherà una penale progressiva nel tempo fino a raggiungere
l'intero prezzo di acquisto.
2.3.1.8.2. vuoto per pieno, in cui il Tour Operator acquista e paga
prima della stagione turistica, i servizi turistici (posti letto in
albergo, spazio aereo, posti ristorante, ecc.) per un periodo
determinato, assumendo direttamente il rischio dell'invenduto e
spuntando prezzi assai bassi che in genere riversa sul cliente
2.3.1.8.3. tariffe confidenziali, in cui il tour operator ottiene un
prezzo di favore a cui aggiunge una provvigione di agenzia. Non vi
è qui alcun impegno e non vi è dunque alcun rischio
2.3.1.9. Le principali funzioni svolte dall’intermediario turistico sono:
2.3.1.9.1. ramificazione territoriale, in quanto attraverso
l’inserimento in un catalogo turistico il fornitore usufruisce della
distribuzione e dei fornitori (agenzie di viaggio) del tour operator e
dunque arriva a clienti/turisti in tutte le zone in cui non era presente
2.3.1.9.2. assistenza pre e post vendita al turista,
2.3.1.9.3. merchandising, identificazione del punto vendita con
loghi, marchi, slogan e allestimenti coordinati.
2.3.1.9.4. punto vendita: ogni dettagliante diventa venditore del
fornitore.
2.3.1.9.5. centrale finanziaria, il TO incassa e paga trattenendo la
differenza come provvigione
2.3.1.9.6. informazioni sul mercato, l’ADV conosce il cliente ed ha
conoscenza diretta di quello che cerca.
2.3.2 la comunicazione. Per elaborare la strategia promozionale si utlizzano
2.3.2.1. il mix promozionale: insieme di metodi
che vengono utilizzati dall’azienda per comunicare con il
pubblico potenziale. Il mix si compone di:
2.3.2.1.1. Pubblicità, termine generico con cui si intende
qualsiasi forma di presentazione e promozione di idee, beni
o servizi effettuata da un soggetto ben identificato,
solitamente dietro compenso. Si divide in:
2.3.2.1.1.1. Pubblicità inserzionistica, che è qualsiasi forma,
a pagamento, di presentazione o promozione realizzata da un
definito offerente attraverso qualsiasi mezzo che non comporti
contatti diretti. Può essere utile quando si devono introdurre
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nuovi prodotti, quando si devono incentivare le vendite nei
confronti della concorrenza o quando necessita un richiamo e
un rafforzamento dell’immagine aziendale.
2.3.2.1.1.2 Pubblicità tramite i Mass Media, che è l’utilizzo
di forme stampate o audiovisive.
2.3.2.1.1.3 Pubblicità esterna, che è l’impiego ottimizzato
della cartellonistica, dei manifesti, e permette di utilizzare al
massimo il potere visivo delle immagini che arrivano prima e
si fermano più a lungo delle parole.
2.3.2.1.2 Pubbliche Relazioni, che comprendono una
molteplicità di iniziative tese a mantenere, migliorare o
proteggere l’immagine di un’azienda o di un prodotto nei
confronti degli utenti potenziali o reali. E’ l’insieme
continuo e pianificato di contatti e rapporti condotti a livello
personale teso soprattutto alla conservazione e alla
formazione dell’immagine.
2.3.2.1.3 Promozione delle vendite, che comprendono tutti
gli incentivi di breve periodo volti a incoraggiare gli acquisti
o le vendite.
2.3.2.1.4 Vendita personale, ossia la presentazione orale ad uno
o più acquirenti potenziali
2.3.2.2. analisi delle tecniche di comunicazione;
2.3.2.2.1. Valutare l'insieme dei segnali che l'impresa deve
emettere per raggiungere destinatari specifici quali i clienti, i
distributori, gli azionisti, le istituzioni pubbliche, il personale interno.
2.3.2.2.2.elaborare una comunicazione efficace tenendo
conto di alcuni elementi:
2.3.2.2.2.1. La fonte o emittente: chi emette il messaggio;
2.3.2.2.2.2. La codifica: la trasformazione del pensiero che si
vuole trasmettere in forma simbolica. L'emittente, tenendo
conto delle caratteristiche del target a cui vuol far pervenire il
messaggio, definisce quali simboli (linguaggio, suoni o
immagini), dovranno essere utilizzati per comunicarlo;
2.3.2.2.2.3. Il canale: il mezzo attraverso il quale il messaggio
raggiunge il ricevente. Si dovrà stabilire quale mezzo di
comunicazione utilizzare per far pervenire il messaggio al
destinatario (televisione, stampa, radio, ecc.);
2.3.2.2.2.4. Il destinatario: colui a cui il messaggio è rivolto;
2.3.2.2.2.5. La decodifica: il processo attraverso il quale il
ricevente assegna un significato ai simboli emessi dalla fonte.
Il messaggio trasmesso, una volta ricevuto dal destinatario,
verrà da esso interpretato;
2.3.2.2.2.6. La risposta: la reazione del target al ricevimento
del messaggio;
2.3.2.2.2.7 Il feed-back: la parte di risposta che il ricevente
rimanda all'emittente.
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2.3.2.2.3. verifica dell’efficacia della comunicazione;
2.3.2.2.4 analisi dell'andamento delle vendite successiva
all’azione di comunicazione;
2.3.2.3 elaborazione degli strumenti di comunicazione;
2.3.2.3.1. creazione di catalogo, depliant, la brochure o
folder. Tali strumenti assolvono la duplice funzione
commerciale, in quanto contengono i prezzi, le condizioni, gli sconti
e le promozioni, e promozionale, in quanto è il principale strumento
con cui si comunica con il mercato.
2.3.2.3.2. elaborazione della strategia creativa di un
catalogo o di un depliant;
2.3.2.3.2.1. valutazione del posizionamento di mercato
desiderato e corrispettiva attribuzione di un ruolo preciso
ed identificabile al prodotto in relazione al target cui ci si
rivolge;
2.3.2.3.2.2. dedicare particolare attenzione alla copertina, in quanto la maggior parte dei lettori non va al di là;
2.3.2.3.2.3. invogliare il consumatore con materiali e
grafica ed esprimere posizionamento in maniera molto
diretta;
2.3.2.3.2.4. elaborare un testo accattivante, in quanto il
consumatore legge se si riesce ad interessarlo
2.3.2.2.2.5. prendere a riferimento 5 componenti:
1 Obiettivi: cosa realizzare attraverso l’uso
della brochure
2 Target: chi è il nostro consumatore
3 Benefici: quali saranno i benefici del
cliente attraverso l’acquisto del package
4 Supporto: dare un motivo al consumatore
per credere ai benefici.
5 Tono: assegnare una personalità al
prodotto cercando di comunicarla in
quanto spesso si vende la marca e non il
prodotto.
2.3.3 il prezzo Elaborare la strategia di prezzo, ossia determinare l'importo che viene
corrisposto per l'ottenimento di un bene o un servizio di cui siano stati determinati utilità e
valore. E' una delle variabili del marketing mix insieme a prodotto, promozione e
distribuzione. Infatti il consumatore paga un certo prezzo per un dato prodotto, che viene
promosso con specifiche modalità e che viene distribuito attraverso un dato canale. Il prezzo
influenza direttamente il livello della domanda, determina la redditività dell'attività,
influenza la percezione del prodotto o della marca fornendo un'idea di qualità e permette un
confronto diretto con i beni succedanei presenti sul mercato.
2.3.3.1. Il processo di formazione del prezzo si articola in diverse fasi
quali:
2.3.3.1.1 fissazione degli obiettivi che possono essere orientati:
2.3.3.1.1.1 Alla sopravvivenza. Si mira alla sensibilità del mercato
rispetto alla riduzione di prezzo, soprattutto in corrispondenza di
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situazioni di eccesso di capacità produttiva, forte concorrenza,
cambiamento nei gusti dei consumatori.
2.3.3.1.1.2 Al profitto. Si procede alla stima della domanda e dei
costi e si opta per quel prezzo che permette di massimizzare il
profitto, il flusso di cassa, o la redditività dell'investimento.
2.3.3.1.1.3 Alle vendite. Si mira a massimizzare il volume di
affari o la quota di mercato, o ad assicurare un determinato tasso
di crescita delle vendite.
2.3.3.1.1.4 Al comportamento della concorrenza. Il fine è quello
di stabilizzare i prezzi per allinearli con quelli dei concorrenti.
2.3.3.1.2. La determinazione della domanda che è influenzata da alcune
variabili:
2.3.3.1.2.1. possibilità e volontà del mercato di pagare
un determinato prezzo;
2.3.3.1.2.2. immagine del prodotto che consente prezzi più elevati;
2.3.3.1.2.3 concorrenza, la cui assenza o presenza
permette variazioni sostanziali;
2.3.3.1.2.4 ulteriori esborsi che si devono affrontare per svolgere il
viaggio
2.3.3.1.3 La stima dei costi, ossia l'impegno economico che un'azienda
deve sostenere per realizzare la produzione del prodotto turistico.
I costi fissano il livello minimo al di sotto del quale la produzione
viene effettuata in perdita. Nella fissazione del prezzo l'impresa
cercherà di coprire tutti i costi, siano essi di produzione, di
distribuzione, di vendita più il margine di guadagno.Tale
valutazione si effettua analizzando:
2.3.3.1.3.1 Costi fissi, ossia quei costi indipendenti dalla quantità
prodotta (es. il canone d'affitto);
2.3.3.1.3.2 Costi variabili, quindi direttamente connessi al livello
di produzione (es. il costo del materiale utilizzato).
2.3.3.1.3.3 costi totali, ossia l'insieme dei costi fissi e dei costi
variabili
2.3.3.1.3.4 costi diretti, attribuibili direttamente ad un'unità di
prodotto (es. il costo delle materie prime)
2.3.3.1.3.5 costi indiretti, non riferiti al prodotto (es. le spese di
ricerca e sviluppo, l'affitto, ecc.).
2.3.3.1.4 valutazione dei fattori interni ed esterni al territorio o alla
singola azienda
2.3.3.1.4 1 fattori interni o endogeni:
2.3.3.1.4.1.1 obiettivi strategici, che dipendono dai
convincimenti imprenditoriali e dalle stime occupazionali a
disposizione;
2.3.3.1.4.1.2
posizionamento, in quanto attraverso la
fissazione del prezzo si ottiene il punto di contatto tra ciò
che l’azienda vuole essere e ciò che di fatto è nella mente
del consumatore;
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2.3.3.1.4.1.3 obiettivi di marketing, in quanto tutte le
decisioni devono essere omogenee ed integrate in un ottica
globale di marketing;
2.3.3.1.4.1.4 caratteristiche del prodotto, in termini di
capacità di erogazione e sua sostituibilità;
2.3.3.1.4.1.5 i costi di produzione che varia da azienda ad
azienda e dunque non permettono il solo effetto imitativo tra
concorrenti;
2.3.3.1.4.2 fattori esterni o esogeni :
2.3.3.1.4.2.1 qualità del prodotto o del servizio, intesa sia
come qualità intrinseca, che come capacità dell’azienda di
far percepire la qualità del servizio erogato;
2.3.3.1.4.2.2 domanda, disaggregando la domanda si
ottengono, attraverso la segmentazione, target che devono
avere almeno due requisiti: il desiderio di acquistare quel
prodotto e la reale disponibilità finanziaria all’acquisto;
2.3.3.1.4.2.3 struttura dei costi, in quanto ogni azienda ha
una propria struttura dei costi per cui occorre verificare la
capacità del prezzo di remunerare o coprire il complesso dei
costi;
2.3.3.1.4.2.4 grado di competizione, caratteristico di ogni
settore e di ogni segmento;
2.3.3.1.4.2.5 grado di differenziabilità del prodotto, ossia
possibilità di personalizzazione del prodotto che consente di
dissociarsi dal prezzo di mercato: si può basare tanto su
elementi reali che su elementi non esistenti o non
fondamentali, perché l’importante è che questi vengano
percepiti come tali dal mercato.
2.3.3.1.5 La scelta del metodo per la determinazione del prezzo che può
essere basata su criteri razionali/matematici o irrazionali/empirici;
2.3.3.1.5.1 criteri razionali/matematici
2.3.3.1.5.1.1 Metodo full costing: metodo di calcolo che
permette la determinazione del costo pieno del prodotto
attraverso la sommatoria dei costi dei suoi singoli
componenti. E’ il metodo di calcolo che nel campo turistico
viene utilizzato dai Tour Operator per la definizione del
prezzo di un pacchetto turistico. Schematicamente il tour
Operator individua una serie di costi specifici, ossia di costi
immediatamente riconducibili all’acquisizione di uno
specifico servizio, a cui aggiunge un Mark UP, ossia una
quota di costi comuni, oneri figurativi e utile desiderato. I
costi comuni sono i costi generali ossia tutti quei costi non
riferibili direttamente all’acquisizione di un bene o servizio,
mentre gli oneri figurativi sono una quota ipotetica di
mancati ricavi che si sarebbero ottenuti con investimenti
alternativi
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2.3.3.1.5.1.2 Metodo direct costing. metodo di calcolo
basato sulla determinazione degli oneri e dei costi che si
sostengono per una intera produzione e non per un singolo
prodotto. metodo usato quando non è utile o risulta
impossibile determinare i costi specifici dei singoli
componenti del prodotto, in quanto c’è una forte incidenza
dei costi fissi. Per questo motivo si ricorre al cosiddetto
“Break Even Point” (B.E.P.), ossia al punto di pareggio tra
costi e ricavi o punto critico in cui i costi eguagliano i ricavi.
Con il B.E.P. si effettua una previsione della produzione che
occorre vendere per assicurare la copertura dei costi ed il
conseguimento di un utile.
2.3.3.1.5.2 criteri irrazionali/empirici;
2.3.3.1.5.2.1 metodo del valore percepito in cui la
determinazione del prezzo viene effettuata, invece che a
partire dai costi sostenuti dal venditore, utilizzando il valore
percepito dall'acquirente, che si cercherà di aumentare
utilizzando gli elementi del marketing mix non legati al
prezzo. Il fattore determinante nell'adozione di tale metodo è
l'individuazione del valore che il mercato attribuisce
all'offerta. Il problema che si pone è sostanzialmente quello
di effettuare una determinazione quantitativa della
percezione della qualità, ostacolo che si cerca di superare
con l'adozione di metodologie di misurazione delle
preferenze di consumo tramite, ad esempio, ricerche di
mercato.
2.3.3.1.5.2.2 metodo della determinazione del prezzo sulla
base dei prezzi della concorrenza, in cui si determinano i
prezzi basandosi sull'analisi della concorrenza. In tal modo
non si tiene conto del fatto che la dinamica dei costi è
diversa da azienda ad azienda e dunque è diversa anche la
redditività: il terrore di “essere fuori mercato” rende
necessario e vitale l’adeguamento a quanto fanno gli altri in
termini di prezzo trascurando tutte le altre variabili del
marketing mix.
2.3.3.2. valutare la peculiarità del prezzo in campo turistico, occorre
dunque tener conto:
2.3.3.2.1. l’immaterialità del servizio offerto, che rende difficile la
percezione da parte del cliente di cosa sta acquistando, della qualità insita
nel prodotto e soprattutto del rapporto prezzo/qualità che viene invece
sviluppato a posteriori, una volta consumato il servizio;
2.3.3.2.2. una struttura dei costi totali delle aziende turistiche che in
genere presenta una forte incidenza dei costi fissi;
2.3.3.2.3. una modesta dimensione rispetto al mercato con esclusione
delle grandi imprese di trasporto e delle compagnie aeree;
2.3.3.2.4. una strategicità del personale nella qualità dei servizi;
2.3.3.2.5. un costo unitario che è direttamente influenzato dalla
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quantità dei servizi erogati;
2.3.3.2.6. l’alta deperibilità dei prodotti;
2.3.3.2.7. alcuni elementi dei prodotti turistici (pacchetti all
inclusive) sono determinati dagli enti pubblici e quindi non
manovrabili (ad esempio gli ingressi ai musei);
2.3.3.2.8. lo sfasamento temporale che esiste tra il momento in cui
si crea il prezzo ed il momento in cui si eroga effettivamente il
servizio;
2.3.3.2.9. l’elevato coinvolgimento psicologico ed emotivo del
turista;
2.3.3.2.10. l’impossibilità di stoccaggio ed immagazzinamento dei
prodotti turistici.
2.3.4. il prodotto: elaborare la strategia di prodotto. Il prodotto costituisce un elemento che
tende al soddisfacimento dei bisogni e delle esigenze del mercato obiettivo o target, nella
convinzione che il consumatore non acquista il prodotto di per sé, ma, piuttosto, per i
vantaggi che ne può trarre. Con il termine prodotto, dunque, si intende, in senso lato, tutto
ciò che può essere offerto ai consumatori per soddisfare un loro desiderio o bisogno. Nella
prassi comune, tuttavia, si associa alla parola "prodotto" un oggetto fisico, anche se, a ben
vedere, essa racchiude un concetto più esteso, comprendendo anche servizi, persone, luoghi,
attività, organizzazioni e idee. Ogni prodotto va “posizionato” nella mente del consumatore
come bene adatto al soddisfacimento di un certo potenziale o reale bisogno.
2.3.4.1. il prodotto turistico va inteso nel senso più ampio possibile: con il
termine di “prodotto” si intende un insieme più o meno coordinato di servizi
che vengono erogati ai turisti. Si compone sempre di due fattori che sono
caratteristici del settore:
2.3.4.1.1. fattori ambientali, rappresentati dal complesso delle attrattive
materiali ed immateriali che caratterizzano l'area di destinazione delle
vacanze ed il tipo di soddisfazioni psicofisiologiche che i turisti ritengono
di poter trarre da esse;
2.3.4.1.2. fattori strumentali, costituiti dal complesso dei servizi offerti
dalle imprese turistiche che, attraverso le loro prestazioni, rendono
effettivamente fruibili le attrattive espresse dai fattori ambientali.
2.3.4.2. Il prodotto turistico può essere dunque definito come l’insieme dei fattori
naturali, culturali, religiosi, umani, commerciali, infrastrutturali, di accessibilità di
un’area. Il prodotto “vacanza” non è solo un insieme di singoli fattori materiali ed
immateriali, ma è un insieme di componenti interdipendenti e complementari.
2.3.4.3. caratteristiche del prodotto turistico
2.3.4.3.1. intangibile, in quanto si vende qualcosa di immateriale e non un
bene concreto, testabile e su cui dunque fare agevolmente delle politiche
di marca;
2.3.4.3.2. inseparabile, in quanto non è separabile l’aspetto produttivo e
l’aspetto del consumo: mentre infatti i prodotto industriale si progetta su
specifiche tecniche, si crea e poi al momento giusto si vende, il servizio si
crea e si eroga all’istante con la partecipazione del cliente;
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2.3.4.3.3. complesso, in quanto formato da più componenti che
coesistono e che pariteticamente contribuiscono alla soddisfazione del
cliente;
2.3.4.3.4. non immagazzinabile, in quanto proprio perché inseparabile
non permette un immagazzinaggio del prodotto: nelle aziende industriali
il magazzino svolge anche una funzione di “polmone” che assorbe i
momenti di surplus produttivo da utilizzare poi in un secondo momento
nei momenti di massima richiesta del prodotto, mentre in campo turistico
ciò che non si vende oggi non si può vendere domani;
2.3.4.3.5. agevolmente differenziabile, in quanto basti pensare a come
spesso delle destinazioni uguali vengano vendute in maniera diversa sia
dal punto di vista della tipologia di vacanza che della tipologia di target;
2.3.4.3.6. eterogeneo dal punto di vista tipologico, in quanto tutte le
località in linea teorica potrebbero essere prodotto turistico;
2.3.4.3.7. deperibile, in quanto non può essere conservato per essere poi
venduto in periodo di forte richiesta;
2.3.4.3.8.. fruibile solo quando il cliente è presente ed ha già acquistato;
2.3.4.3.9. difficilmente programmabile per la difficile prevedibilità dei
flussi e dei comportamenti della domanda.
2.3.4.4. da un punto di vista tecnico nel turismo il prodotto può essere:
2.3.4.4.1. incoming (o inbound) per indicare tutti i servizi sia
ricettivi che complementari (visite, escursioni, tour ecc.) offerti ai
turisti in arrivo
2.3.4.4.2. outgoing (o outbound) in riferimento al turista in
partenza.
2.3.4.4.3. sia i servizi incoming che outgoing possono assumere la
forma di :
2.3.4.4.3.1. servizi isolati semplici se prevedono una sola
prestazione (per esempio un trasporto aereo o una
prenotazione alberghiera);
2.3.4.4.3.2.. servizi isolati composti se prevedono più
prestazioni (per esempio un trasporto aereo e una
prenotazione alberghiera);
2.3.4.4.3.3.. complessi quando si ha un insieme di servizi
isolati tra i quali quelli di trasporto e di ricettività che
vengono venduti in maniera unitaria. Questi servizi
complessi sono indicati nella prassi comune come prodotto
turistico o Package turistico se organizzato da un operatore
autorizzato che intende poi rivenderlo. Il Package è
l'integrazione di più servizi turistici quali i servizi di
trasporto e di soggiorno, in particolari aree o località di
destinazione che i tour Operator acquistano, assortiscono e
vendono al pubblico ad un prezzo unitario.
2.3.4.5. elementi costitutivi di un pacchetto turistico sono:
2.3.4.5.1. periodo è l’intervallo di tempo che intercorre tra il momento
della partenza e quello dell’arrivo del turista, inteso sia come durata (una
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settimana, un week end, ecc.) sia come epoca (estate, inverno, alta
stagione, ecc.).
2.3.4.5.2. servizi sono le prestazioni fornite ai viaggiatori. Generalmente
si parla di:
2.3.4.5.2.1 servizi palesi per indicare quelli visibili al cliente
(trasporti, alloggio, escursioni, ecc.)
2.3.4.5.2.2 servizi occulti per indicare quelli di cui il viaggiatore
non ha percezione (i fax e le telefonate per le prenotazioni e le
conferme, il lavoro di organizzazione, ecc.),
2.3.4.5.2.3 servizi primari quelli senza i quali il viaggio non può
esistere (trasporto e ricettività)
2.3.4.5.2.4 servizi secondari quelli che invece lo migliorano e lo
perfezionano. I servizi secondari possono a loro volta essere di:
2.3.4.5.2.4.1. accoglienza (servizi offerti al viaggiatore in
arrivo o in partenza quali interpreter assistance o meeting,
transfer),
2.3.4.5.2.4.2 di accesso (insieme di servizi che permettono la
massima fruibilità del territorio visitato quali visite e
escursioni)
2.3.4.5.2.4.3 accessori (servizi che vengono messi a
disposizione del viaggiatore per assisterlo quali cambio valute,
spedizione bagagli assicurazione, ecc.).
2.3.4.5.3. L’itinerario è l’insieme di elementi (percorso, periodo, mezzi di
trasporto e servizi) che permette di soddisfare lo scopo del viaggio. Tali
elementi si condizionano a vicenda e vanno scelti in maniera
conseguente.
3. Censire e analizzare le caratteristiche e le risorse di un polo turistico
3.1. effettuare un’analisi socioeconomica del territorio;
3.1.1 analizzare l’evoluzione della popolazione e delle attività economiche (artigianato,
piccola industria e terziario avanzato) e dei loro flussi in entrata e in uscita;
3.1.1.1.rilevare presso il Comune, la Provincia e la Camera di Commercio i dati relativi
le licenze rilasciate;
3.1.1.2 l’indotto creato dalle varie attività;
3.1.1.3 la presenza di distretti industriali o di centri di eccellenza;
3.1.1.4 presenza di Ente Fiera e l’entità delle sue attività;
3.2. analizzare l’accessibilità ed il livello di utilizzo delle risorse turistiche ambientali ed
infrastrutturali;
3.2.1 censire ed analizzare le risorse accessibili e non;
3.2.1.1 raccogliere la documentazione utile presso gli enti preposti (Curia,Comuni,
Provincia, Demanio, Associazioni, Fondazioni, Privati);
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3.2.1.2. analizzare e valutare il grado e le modalità di fruibilità delle risorse,
interrogando gli enti preposti (Curia , Comuni, Provincia, Demanio, Associazioni,
Fondazioni, Privati);
3.2.1.3 analizzare la frequenza delle visite alle risorse accessibili attraverso la
rilevazione diretta e indiretta. Rilevazione indiretta attraverso i dati da analisi statistiche
dell’APT, proloco o della Provincia o interrogare direttamente i custodi di alcuni siti
(vedi chiese, ville private, ecc.)
3.2.1.4 analizzare le potenzialità attrattive di risorse non accessibili e valutare
l’importanza storico-artistica dei siti, il contesto ambientale, la loro rilevanza nel
contesto territoriale;
3.2.1.5. valutare l’impegno economico necessario per rendere disponibili tali
risorse attraverso un ipotesi di budget che preveda;
3.2.1.5.1 quantità e qualità delle risorse umane per rendere accessibili i siti
considerati;
3.2.1.5.2 costi di manutenzione ordinaria e straordinaria;
3.2.1.5.3 ricavi da biglietteria e/o da finanziamenti da privati, e/o regionali,
e/o nazionali e/o comunitari,
3.3. valutare il livello di integrazione tra i siti di interesse e la loro raggiungibilità;
3.3.1 analisi delle modalità di raggiungimento dei siti di interesse;
3.3.1.1. consultare una cartina stradale del territorio;
3.3.1.2. rilevare i percorsi dei mezzi pubblici;
3.3.1.3. consultare una cartina della sentieristica;
3.3.2 verificare l’esistenza di itinerari che connettono i siti in esame;
3.3.3 definire nuovi itinerari percorribili;
3.3.3.1. analizzare l’esistenza di tematismi in grado di collegare il territorio;
3.3.3.2. studiare connessioni storico-artistiche, enogastronomiche, tradizioni
artigianali, paesaggistico-ambientali;
3.4. analizzare la filiera turistica locale, ossia le attività collegate al turismo. Essa è composta
da:
- trasporti (di tutte le tipologie compresi il noleggio di auto, cavalli, biciclette, scooter,
etc.);
- intermediazione (agenzie viaggi e tour operator);
- informazione (servizi di accoglienza pubblica e privata);
- alloggio (tutte le attività ricettive, alberghi, campeggi, agriturismi, appartamenti,
case per ferie);
- ristorazione (dalla ristorazione rapida allo slow food);
- intrattenimento (diurno e di prima serata, dallo sport al cinema);
- shopping e artigianato (dal merchandising alle produzioni locali, dal mercatino
locale alle “abilità” di nicchia).
3.4.1 censire il numero delle imprese coinvolte nella filiera turistica presenti sul territorio di
interesse; attraverso una ricerca da effettuarsi presso gli enti preposti al rilascio delle
licenze: Provincia, Comune, Camera di Commercio;
3.4.2 valutare le loro caratteristiche tipologiche;
3.4.2.1 analizzare il target di clienti cui si riferiscono e la tipologia dei servizi erogati
verificando la categoria di appartenenza (ad esempio alta, medio , bassa – numero
delle stelle per le strutture ricettive, ecc).
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3.4.2.2.verificare l’eventuale assegnazione delle certificazioni ISO 9000, ISO
14.000, EMAS;
3.4.2.3 verificare l’appartenenza a catene internazionali;
3.4.2.4. verificare l’appartenenza ad un marchio di qualità;
3.4.2.5. verificare l’esistenza di consorzi, cooperative o altre forme associate per la
gestione di tutto o parte dell’attività tipica.
3.5 Analizzare il livello di infrastrutturazione del territorio in termini di
3.5.1 modalità di raggiungimento dell’area; e distanze da aeroporti, stazione ferroviaria,
caselli autostradali, strade statali, strade provinciali, ecc.;
3.5.1.1 consultare una cartina stradale
3.5.1.2 ricerca diretta sul territorio
3.5.2 studiare il sistema viario del territorio e il suo stato di percorribilità;
3.5.2.1 verificare la raggiungibilità dei siti di interesse turistico;
3.5.2.2.verificare la possibilità di transito e stazionamento di bus turistici;
3.5.2.3.verificare presenza e dislocazione di piste ciclabili;
3.5.2.4.verificare la presenza e la navigabilità di eventuali corsi fluviali e/o canali
collettori;
3.5.2.5.verificare la presenza e l’efficienza del trasporto pubblico;
3.6 analizzare le tendenze del mercato turistico, l’offerta e la domanda turistica esistente
attraverso l’analisi dei dati forniti dagli organi pubblici preposti (Azienda di Promozione Turistica,
assessorato al turismo della Regione, assessorato al turismo della Provincia, uffici statistica del
comune, della locale C.C.I.A.A., della Provincia e della Regione, ufficio studio dell’ENIT),;
3.6.1. analisi quantitativa e qualitativa della domanda in termini di consistenza dei flussi
turistici, tendenze future, potenzialità di crescita e mercati di provenienza, provenienza
geografica, tipologie di turismo prevalente, tipologia di alloggio preferita, motivazioni
principali, durata media del soggiorno, modalità di prenotazione.. (tramite le succitate fonti).
3.6.2. analisi quantitativa e qualitativa dell’offerta turistica esistente in termini di :
3.6.2.1.consistenza del patrimonio ricettivo.
3.6.2.2 consistenza e composizione del patrimonio agenziale
3.6.2.3 esistenza di forme di associazionismo e modalità di intermediazione nella
vendita del prodotto turistico;
3.6.2.4 consistenza e fruibilità delle risorse naturali
3.6.2.5 consistenza, fruibilità e capacità di attrazione delle risorse naturali, sociali,
strutturali e aggiunte identificate con l’analisi SWOT
3.6.2.6 grado di conoscenza delle risorse da parte del pubblico potenziale
3.6.2.7 capacità di attrarre i consumi turistici (rapporto numero dei turisti/residenti)
3.6.3 consistenza della situazione ambientale in termini di qualità (grado di conservazione
della natura, delle acque, dell'aria, grado di contenimento dell'inquinamento acustico,
esistenza di aree protette) e delle pressioni esercitate sull'ambiente (popolazione,
infrastrutture, agricoltura, industria, esistenza di una rete di monitoraggio della gestione dei
rifiuti)
3.6.4 rilevazione dei principali indicatori turistici:
3.6.4.1. Dimensione media degli esercizi ricettivi – Alberghi. Algoritmo di calcolo:
(Numero letti esercizi alberghieri per stelle (1....5) + Numero letti residenze
turistico alberghiere) / (Numero esercizi alberghieri per stelle (1....5) + Numero
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residenze turistico alberghiere) Interpretazione: Dimensione media degli esercizi
alberghieri (numero medio di posti letto per esercizio);
3.6.4.2.Utilizzazione lorda – Alberghi. Algoritmo di calcolo: [(Presenze totale
alberghi + Presenze residenze turistico alberghiere) * 100) / (Numero letti alberghi
per stelle (1....5) + Numero letti residenze turistico alberghiere) * 365]
Interpretazione: Indice di utilizzazione delle strutture alberghiere
3.6.4.3.Rilevazione del movimento turistico: Utilizzazione lorda - Altre strutture.
Algoritmo di calcolo: (Presenze totale altre strutture * 100) / (Numero letti altre
strutture * 365) Interpretazione: Indice di utilizzazione delle altre strutture;
3.6.4.4.Indice di utilizzazione lorda (U.L.): rapporto tra le presenze registrate negli
esercizi e la disponibilità di letti alberghieri espressi in termini di giornate-letto:
UL=P/(L*G)*100 dove P = presenze registrate negli esercizi, L = letti degli
esercizi corrispondenti, G = numero delle giornate di disponibilità dei letti al lordo
delle chiusure stagionali
3.6.4.5.Rilevazione del movimento turistico: Percentuale presenze in alberghi –
Stranieri. Algoritmo di calcolo: (Presenze stranieri alberghi + Presenze stranieri
residenze turistico alberghiere)/ (Presenze totale alberghi + Presenze totale
residenze turistico alberghiere) * 100 Interpretazione: Peso delle presenze straniere
negli alberghi e nelle residenze turistico alberghiere sul totale delle presenze negli
alberghi e nelle residenze turistico alberghiere
3.6.4.6. Durata media del soggiorno. Algoritmo di calcolo: Presenze totale / Arrivi
totale. Interpretazione: Numero medio di nottate trascorse da un cliente in una
struttura ricettiva.
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4. Analisi del mercato turistico di riferimento del territorio
4.4 Identificare il segmento di mercato turistico locale.
4.1.1. suddividere in gruppi di utenti omogenei e significativi, dove ogni gruppo può
essere selezionato come obiettivo da raggiungere con una specifica azione di marketing.
4.1.2.individuare quali percezioni, necessità, esigenze, preferenze, caratteristiche od altri
simili aspetti motivazionali, di scelta o di comportamento collegano fra loro un
medesimo gruppo di acquirenti.
4.1.3. utilizzare criteri per la segmentazione in base a criteri Socio demografici,
Economici, Psicografici, Motivazionali o ricorso a più criteri incrociabili
4.5 Identificare le caratteristiche di un segmento di mercato :
4.2.1. quantificabile
4.2.2. misurabile
4.2.3. identificabile
4.2.4. raggiungibile
4.2.5. difendibile
4.2.6 appetibile
4.6 identificare il grado di attrattività di un segmento
4.3.1. sufficientemente grande,
4.3.2. delimitato
4.3.3 potenziale
4.3.4. insoddisfatto
4.3.5. remunerativo
4.4. per ogni segmento identificato definire il posizionamento della zona, della marca, della
singola azienda. Il posizionamento è necessario per capire come i consumatori percepiscono il
prodotto tramite un esame delle immagini che questo proietta nelle loro menti e dei bisogni che
soddisfa.
4.4.1. definire lo spazio che il prodotto o la marca può occupare in un dato mercato ed il
modo in cui sono percepiti da un gruppo rilevante di consumatori rispetto ai prodotti
concorrenti.
4.4.2. misurare le percezioni che gli acquirenti hanno riguardo alle alternative che loro
offre il mercato
4.4.3. definire gli obiettivi del posizionamento
4.4.3.1. obiettivo di difesa, permette di mantenere le posizioni raggiunte dal
prodotto nel segmento in cui opera.
4.4.3.2. obiettivo di riposizionamento, permette di spostare il prodotto in un
segmento più idoneo creatosi per varie concause
4.4.3.3. obiettivo di appoggio, permette di entrare con un nuovo prodotto non
innovativo in un nuovo segmento.
4.4.3.4. obiettivo di lancio, permette di introdurre un prodotto altamente innovativo
sia per i consumatori che per il mercato
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5. Partecipare alla definizione e alla promozione della vocazione e dell’immagine turistica del
territorio in accordo con i soggetti pubblici e privati coinvolti
5.3 interagire con i soggetti pubblici e privati per la definizione dell’immagine turistica
del territorio;
5.1.1. individuare i soggetti pubblici interessati allo sviluppo turistico di un territorio
(CCIAA, assessorati regionali, provinciali, comunali, associazioni Pro loco,
Rappresentanti dei patti territoriali, Enti parco, associazioni di categoria
confcommercio e confesercenti)
5.1.2. individuare i soggetti privati (consorzi e cooperative di albergatori, associazioni
ristoratori e albergatori, singoli imprenditori locali);
5.1.2.1. analisi della filiera turistica.
5.1.2.2 Nota: azione già svolta nel punto 3
5.4 definire le politiche di intervento per la creazione dell’immagine turistica
5.2.1. approfondire la conoscenza del potenziale naturale e culturale per poterlo
rendere un elemento essenziale dell’offerta. (nota: azione già sviluppata al punto 3)
5.2.2. realizzare inventari del potenziale turistico prendendo in considerazione insiemi
geografici coerenti e non unità amministrative
5.2.3. promuovere una politica di tutela del patrimonio che garantisca l’attrattiva della
zona e la perennità del potenziale
5.2.4. incitare i poteri locali che amministrano l’area a dotarsi di schemi di protezione
e valorizzazione abbinati a misure operative
5.2.5 far partecipare la popolazione alla protezione e alla valorizzazione delle risorse
naturali e culturali,
5.2.6. programmare attività di sensibilizzazione e di educazione in materia di
ambiente, con il sostegno ad associazioni locali di tutela al patrimonio e dell’ambiente.
5.2.7. personalizzare l’accoglienza, sviluppare il contatto, i rapporti
interpersonali, un ambiente culturale, una “filosofia dell’ospite”.
5.2.8. prevedere programmi di formazione all’accoglienza turistica associando le
organizzazioni socio-professionali del settore alberghiero, le organizzazioni agricole e
di alloggi rurali.
5.2.9. promuovere l’uso dei prodotti locali e della cucina tradizionale
5.3. definire le politiche di intervento per la promozione della vocazione turistica del
territorio
5.3.1 creare itinerari di scoperta con un’adeguata segnaletica e opportuni
supporti didattici
5.3.2. definire ed attuare un programma di valorizzazione dei siti e dei monumenti di
particolare interesse che garantisca la promozione globale della zona
5.3.3. definire piani relativi al paesaggio che valorizzino l’immagine globale della
zona
5.3.4. mettere a disposizione del pubblico documenti di informazione
5.3.5. organizzare l’attività promozionale in base ad un’immagine comune del
territorio e in base alla clientela su cui si desidera puntare.
5.3.6.rendere la zona presente sul mercato del turismo attraverso un piano di
comunicazione sui mass media e l’ideazione di iniziative promozionali.
5.3.6.1.creazione di un consorzio per la promozione.
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5.3.6.2 formazione
commercializzazione.
dei
fornitori
del
servizio
per
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l’assistenza
alla
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6. Stabilire relazioni e sinergie tra portatori d’interesse finalizzate allo sviluppo turistico del
territorio
6.1 intrattenere relazioni e collaborare con gli attori pubblici e privati per l’avvio dei
piani di sviluppo definiti;
6.1.8. conoscere i piani di sviluppo a livello locale e regionale. Ad esempio i P.I.T.
(Piano Integrato Territoriale) e i P.I.L.S. (Piano Integrato Locale Strategico),
6.1.9. definire l'idea guida del piano turistico e presentarla agli attori locali;
6.1.10. conoscere l’intera filiera turistica presente sul territorio e le relativa
dinamiche
6.1.11. individuare gli attori coinvolti nel piano di sviluppo e il loro contributo
all’interno della compagine;
6.1.12. schematizzare l'articolazione generale del piano, identificando il ruolo di
ciascun partner ed il valore aggiunto dallo stesso apportato.
6.1.13. individuare gli elementi di specificità dei soggetti pubblici e privati coinvolti;
6.1.14. utilizzare tecniche adeguate di negoziazione e concertazione
6.1.14.1.
organizzare focus group per la definizione degli obiettivi;
6.1.14.2.
organizzare forum di discussione per l’attivazione del piano
6.1.14.3.
organizzare incontri di monitoraggio per la verifica dello stato
6.1.14.4.
di realizzazione ed eventuale predisposizione di azioni di
miglioramento o rimodulazione degli obiettivi;
6.1.8. schematizzare l'articolazione generale del piano, identificando il ruolo di ciascun
soggetto ed il valore aggiunto dallo stesso apportato.
6.2 stabilire canali di comunicazione efficaci ed efficienti tra i diversi soggetti coinvolti.
6.2.1. costruire un’immagine condivisa del territorio, evidenziando e
comunicando a tutti i punti di forza e di debolezza;
6.2.2. attivare ed incrementare una comunicazione in rete su tutto il territorio;
6.2.3. responsabilizzare l’intera filiera sulla fruibilità del territorio e sulla
partecipazione ad eventi organizzati;
6.2.4. stesure cadenzate di report sull’andamento del piano;
6.2.5 formulazione condivisa di azioni di miglioramento;
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7. Organizzare un’offerta turistica integrata relativa ad uno specifico territorio nel rispetto
della normativa vigente;
7.1. Progettare il Pacchetto Turistico
7.1.1 Elaborare un’analisi SWOT del territorio: acronimo di Strengths (Punti di
Forza), Weaknesses (Punti di Debolezza), Opportunities (Opportunità), Threats
(Minacce).; (nota: azione già sviluppata al punto 2.1)
7.1.2. censire e analizzare le caratteristiche e le risorse di un polo turistico
(nota: azione già sviluppata al punto 3) In questa fase se ne utilizzano i risultati
7.2 Confezionare il Pacchetto Turistico Il pacchetto turistico è l'integrazione tra servizi
turistici quali il servizio di trasporto e di soggiorno in particolari destinazioni che i tour
Operator acquistano, assortiscono e vendono al pubblico ad un prezzo unitario
7.2.1 assemblare i pacchetti turistici
7.2.1.1 contattare gli operatori locali appartenenti alla filiera turistica;
7.2.1.2 rilevare i costi dei servizi richiesti;
7.2.1.3 individuare il mark-up per ciascuna tipologia di servizio; (nota:
analisi già sviluppata al punto 2.3.3.1.5.1.1).
7.2.1.4 negoziare i prodotti con i fornitori del servizio;
7.2.1.5 applicare le politiche di pricing ai prodotti/servizi in corso di
elaborazione. (nota: azione già sviluppata al punto 2.3.3;)
7.2.2 predisporre i contratti con strutture ricettive e di ristorazione, compagnie di
trasporto passeggeri, guide ed accompagnatori, autonoleggi ed altri fornitori di
servizi turistici, gli eventuali corrispondenti;
7.2.2.1 redigere le diverse tipologie contrattuali tipiche del settore in base
alla normativa vigente: vuoto per pieno, allotment e accordi similari;
nota: azione sviluppata nel punto 7.5;
7.2.2.2 stipulare contratti con i differenti fornitori dei servizi di viaggio;
7.3 Distribuire il pacchetto turistico: vedi punto 2.3.1.1
7.3.1 Assistere il responsabile della funzione nello sviluppo dei canali commerciali;
7.3.1.1 attivare una rete distributiva nel settore turistico;
7.3.1.1.1 recuperare presso gli enti preposti (ENIT, Province,
Associazione di categorie, corrispondenti esteri, ecc.) l’elenco degli
operatori turistici (agenzie di viaggio, Tour operator) per categoria e
tipologia, utili a distribuire il prodotto confezionato;
7.3.1.1.2 contattare a livello nazionale ed internazionale gli operatori
che, dal materiale recuperato, risultano distribuire il proprio segmento di
prodotto;
7.3.1.1.3 affidare a tale operatori la distribuzione del proprio prodotto
turistico;
7.3.1.1.4 individuare canali di distribuzione telematici;
7.3.1.1.4.1 censire gli strumenti di Information and Comunication
Tecnology (portali turistici, CRS, GDS,) utili a distribuire il
proprio prodotto turistico; (Cfr. punto 1.1 e 1.2)
7.3.1.1.4.1.1 navigare in internet
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7.3.1.1.4.1.2 intervistare alcuni operatori che usufruiscono di
tali strumenti,
7.3.1.1.4.1.3 rivolgersi a professionisti del settore
7.3.1.1.4.1.4 consultare stampa di settore
7.3.1.1.4.2 definire accordi di inserimento del proprio prodotto
all’interno degli strumenti telematici in base alle strategie di
distribuzione analizzate al punto 2.3.1.1;
7.3.1.1.4.3 creazione di un sito telematico o inserimento sul sito
esistente della possibilità di teleprenotazione dell’offerta turistica
territoriale affidando la gestione ai tecnici competenti;
7.3.2 Monitorare l’andamento di mercato del prodotto turistico,
7.3.2.1 rilevare con cadenza prestabilita il volume di vendita del prodotto turistico
7.3.2.1.1 analizzare la documentazione amministrativa e i libri contabili;
7.3.2.2 rilevare la tipologia di prodotto maggiormente venduto;
7.3.2.2.1 analizzare la documentazione amministrativa e i libri
contabili;
7.3.2.3 rilevare le nazionalità degli acquirenti;
7.3.2.3.1 analizzare la documentazione amministrativa e i libri
contabili;
7.3.2.4 rilevare la capacità di spesa dell’acquirente per nazionalità;
7.3.2.4.1 analizzare la documentazione amministrativa e i libri
contabili;
7.4 Promuovere l’offerta turistica
7.4.1 partecipare a fiere e manifestazioni nazionali ed internazionali;
7.4.1.1 ricercare le informazioni necessarie a consentire la partecipazione alle
manifestazioni fieristiche nazionali ed internazionali di settore;
7.4.1.1.1 contattare gli Enti preposti alla promozione nazionale ed
internazionale (Enit, Regioni, Province, Enti fiera, Consorzi di
promozione turistica, Enti di promozione turistica internazionali,
ecc.);
7.4.1.1.2 consultare la stampa di settore;
7.4.1.2 prendere contatti con i referenti esterni che organizzano gli eventi e
le manifestazioni di interesse per il settore;
7.4.1.3 definire i termini economici, spaziali, temporali della partecipazione a
fiere e manifestazioni;
7.4.1.3.1chiedere ai responsabili dell’organizzazione logistica della
manifestazione preventivi diversificati a seconda dello spazio occupato;
7.4.1.4 predisporre il materiale informativo da distribuire durante gli eventi
e le manifestazioni a cui si intende partecipare;
7.4.1.4.1 creazione di catalogo, depliant, brochure o folder a
seconda della strategia di comunicazione definita (nota: azione
analizzata al punto 2.3.2)
7.4.1.5 gestire la sistemazione logistica, l'arredamento e quant' altro occorra
per l'ubicazione di stand all'interno di fiere e manifestazioni cui si partecipa;
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7.4.1.6 pianificare iniziative a latere per rendere produttivo l'investimento; 7.4.1.6.1
distribuzione di inviti agli operatori del settore per
promuovere la propria
presenza all’interno della manifestazione;
7.4.1.6.2 partecipazioni ufficiali a convegni e dibattiti all’interno
della manifestazione
7.4.1.6.2.1 concordare con gli organizzatori della manifestazione la possibilità
di intervento;
7.4.1.6.3 indire conferenze stampa per la promozione del prodotto;
7.4.1.6.3.1 contattare i referenti della stampa nazionale e delle riviste
di settore;
7.4.2 organizzazione di eventi promozionali locali e/o internazionali
7.4.2.1 organizzazione di educational rivolti ad operatori del settore;
7.4.2.1.1
definire alcune date in cui offrire a stampa ed operatori
selezionati
ospitalità per la presentazione e promozione dell’offerta turistica territoriale;
7.4.2.1.2 inviare gli inviti agli operatori e raccogliere le adesioni;
7.4.2.1.3. realizzare visit tour della zona per far conoscere sia le
realtà turistiche che le forme di ricettività presenti sul territorio
7.4.2.2 indire conferenze stampa;
7.4.2.2.1 contattare i referenti della stampa nazionale e delle riviste di settore;
7.4.2.3 presentazione del prodotto turistico presso le sedi estere della Camera di
Commercio (ICE) ad operatori stranieri;
7.4.2.3.1 contattare le sedi estere della Camera di Commercio;
7.4.2.3.2 richiedere preventivo per la presentazione;
7.4.2.3.3 definire la data della presentazione;
7.4.2.3.4 commissionare all’Ente l’organizzazione dell’incontro e
l’invito agli operatori;
7.4.2.4 creazione di campagne di offerte speciali per l’immissione del
prodotto sul mercato;
7.4.3 organizzazione di campagne promozionali visive nazionali ed internazionali;
7.4.3.1 contattare ed affidare l’incarico a professionisti del settore;
7.4.4 adozione delle tecniche ICT (information & Comunication tecnology);
(Cfr.punto 1.2)
7.4.4.1 costruzione di un sito web per la promozione del territorio e della
sua offerta turistica;
7.4.4.1.1 affidare l’incarico a tecnici competenti;
7.4.4.1.2. dare le specifiche di marketing e commerciali del sito
7.4.4.2 interagire con altri siti tematicamente simili
7.4.4.2.1 effettuare scambio link
7.4.4.2.2 realizzazione di advertising reciproco;
7.4.4.2.3 posizionamento nei motori di ricerca;
7.4.4.2.4. intraprendere azioni di comarketin
7.4.4.3 creazione di mailing list
7.4.4.3.1 acquistare mailing list di settore da specifiche aziende;
7.4.4.3.2 selezione di indirizzi tra gli operatori, stampa, clienti
nazionali ed internazionali
7.5 Conoscenza e gestione della Normativa vigente in ambito turistico
7.5.1 applicare le normative regionali, nazionali, comunitarie ed internazionali
nell’organizzazione e gestione dell’offerta turistica;
7.5.1.1 conoscere le principali leggi sul turismo
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7.5.1.1.1. legge quadro per il turismo Legge 17.05.1983 n. 217,
7.5.1.1.2 le conseguenti leggi regionali di attuazione,
7.5.1.1.3 codice civile per tutto quanto non regolamentato, in tali
leggi,
7.5.1.1.4. legge 1084 del 1977,
7.5.1.1.5.D.Lgs 111/1995,
7.5.1.1.6. legge 730 del 1985 (agriturismi)
7.5.1.1.7 legge quadro 135/01 Riforma della legislazione nazionale
del turismo, relative attuazione regionali e le convenzione
comunitarie che regolano i rapporti tra operatori turistici;
7.5.2 orientarsi tra i principali contratti che regolamentano i rapporti giuridici tra gli attori
del processo di erogazione, vendita e consumo dei servizi turistici;
7.5.2.1 saper stipulare il contratto di albergo, i contratti di intermediazione,
il contratto di organizzazione di viaggio, i contratti per la distribuzione dei
pacchetti turistici, il contratto di assistenza turistica, ecc.
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8. Gestire un progetto turistico;
8.1 Definire un progetto turistico in base al piano strategico
8.1.1. creare un’immagine turistica del territorio condivisa e partecipata tra gli attori
sociali (nota azione già sviluppata nel punto 5)
8.1.2. pianificare un progetto turistico
8.1.2.1. stesura di un piano di lavoro che possa essere monitorato in tutte le sue
fasi:
8.1.2.1.1. nome(i) attività, del Piano di lavoro
8.1.2.1.2.una spiegazione, se necessaria, di cosa è il lavoro.
8.1.2.1.3.data di inizio e data di fine. Se i membri del team non
possono rispettare le date, devono comunicarlo al project manager
tempestivamente.
8.1.2.1.4.ore di impegno stimate.
8.1.2.1.5.costi stimati. Se i membri del team non riescono a
completare il lavoro nei costi stimati, devono comunicarlo al
project manager tempestivamente.
8.1.2.1.6.Deliverable. I responsabili devono comprendere l'oggetto da
consegnare o il componente (una parte di una deliverable più grande)
atteso.
8.1.2.1.7.correlazioni. Assicurarsi che i soggetti coinvolti siano
consapevoli della relazione tra le altre attività - quelle in attesa, o quelle
che devono essere terminate prima che questa attività possa partire.
8.1.2.1.8.altre risorse. Se più risorse lavorano sulla stessa attività, tutti
devono comprendere chi è responsabile, cosa deve fare per ciascuna
attività.
8.1.2.2. accertarsi che il progetto sia chiaro a tutti i soggetti coinvolti e che gli
stessi siano consapevoli delle loro responsabilità;
8.1.2.2.1 Valutare tutte le informazioni che possono essere già
disponibili per il progetto. Ciò include qualsiasi precedente documento,
memoria, etc. effettuare alcune analisi di costi/benefici o valutazione
della proposta. Tutte queste informazioni dovrebbero essere raccolte
come punto di partenza per comprendere il lavoro da realizzare.
8.1.3. gestire il progetto turistico
8.1.3.1 assistere il Capo Funzionale del progetto per capire il processo di
approvazione del Progetto, delle singole fasi e della sua rendicontazione.
8.1.3.2. Incontrarsi con gli interessati appropriati e intendere la loro percezione del
progetto. Prima di incontrare i vari interessati, assicurarsi di avere familiarità con
le informazioni di base che sono necessarie per definire un progetto di simili
dimensioni.
8.1.3.3.Descrizione Abbreviata del Progetto. Assicurarsi di scrivere il contenuto
per il lettore e non per sé stessi. Le informazioni devono essere facilmente
comprensibili dal lettore.
8.1.3.4. formulare una bozza del piano di lavoro, sulla base delle informazioni
note al momento. Le informazioni inserite nel Piano di Lavoro servono da input
alla Definizione Abbreviata del Progetto.
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8.1.3.5 Documentare, esplicitare e fare accettare dal management, utenti ed
interessati (stakeholders) le procedure di gestione del progetto.
8.1.3.6. fare circolare la Descrizione Abbreviata del Progetto e le Procedure di
Project Management in formato bozza per raccogliere le osservazione e creare il
consenso. La prima bozza può andare ad un gruppo ristretto di parti interessate.
8.1.3.7. aggiornare i documenti sulla base delle osservazioni accumulate.
(feedback).
8.1.3.8. effettuare Audit esterni che dovrebbero essere attivati come parte di un
intero programma di gestione della qualità
8.1.4. monitoraggio e andamento del progetto
8.1.4.1. individuare gli interventi sui prodotti / servizi nel rispetto degli obiettivi
progettuali
8.1.4.2 definire i tempi di attuazione del progetto e monitorarne la corretta cadenza
(diagramma di Gantt).
8.1.4.3 monitorare costantemente il diagramma di flusso delle attività in essere in
maniera tale da intervenire con eventuali ed opportune azioni correttive
8.1.4.4 elaborare indicatori utili a valutare il corretto andamento del progetto
8.1.4.5 monitorare il grado di interesse e di partecipazione dei soggetti coinvolti
8.1.4.6 monitorare l’effettiva fruibilità del sistema integrato
8.1.4.7. definire un piano congiunto di gestione del rischio per assicurare
proattivamente che il progetto resti in linea con gli obiettivi preposti.
8.1.4.8. elaborazione di piani integrativi;
8.1.4.9. applicazione di strategie di problem solving :Analisi Causa - Effetto,
Origine della causa e Analisi di Pareto.
8.1.4.10 formulazione ed analisi di opportuni indicatori;
8.1.4.11.valutazione e monitoraggio del percorso critico del progetto. Il percorso
critico è la sequenza di attività che deve essere ultimata per concludere in tempo e
con gli obiettivi prefigurati l'intero progetto. Se il progetto si discosta da quanto
pianificato, almeno un'attività sul percorso critico non è stata svolta dovutamente.
E' importante comprendere il percorso critico per sapere quali attività devono
essere perfezionate per completare coerentemente il progetto.
8.1.4.12. aggiornare in tempi cadenzati il piano di lavoro in base alle risultanze del
percorso critico
9. Monitorare la qualità dell’offerta turistica integrata
9.1 Sviluppare una cultura della qualità nel settore del turismo,
9.1.1. attuare piani di qualità che stabiliscano obiettivi prioritari, strumenti e procedure di
controllo e revisione
9.1.2. programmi di formazione alla qualità di tutti gli operatori
9.1.3 assistenza tecnica ai professionisti del settore
9.1.4 creazione di una struttura di coordinamento ad hoc per controllare, nel tempo,
l’applicazione dei piani di qualità
9.2 sorvegliare costantemente la qualità dell’offerta globale nella zona
9.2.1. mediante moduli per la valutazione del grado di soddisfazione della clientela
9.2.2. agevolare la creazione di un sistema di informazione appropriato per la prenotazione
dei servizi in loco (alloggi, attività ricreative, risorse della zona)
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9.2.3. identificare un insieme di indicatori per misurare il grado di soddisfazione del cliente
interno ed sterno;
9.2.4 analizzare i dati di misurazione raccolti per determinare come i processi di lavoro
possono essere migliorati.
9.2.5. implementare i miglioramenti identificati e proseguire costantemente nel
monitoraggio;
9.3 conoscere i principali sistemi di certificazione della qualità: Es. ISO 9000, Iso 14.000,
EMAS;
9.4.Conoscere gli strumenti della qualità:
9.4.1. il ciclo P-D-C-A
9.4.2. Il brainstorming
9.4.3. la matrice di priorità
9.4.4 la selezione ponderata
9.4.5 il diagramma di Pareto
9.4.6. il diagramma causa/effetto
9.4.7 la stratificazione
9.4.8 i diagrammi di flusso
9.5 Sviluppare un Piano della Qualità dell’offerta turistica integrata
9.5.1. identificare i criteri di completezza e di correttezza,
9.5.2 le attività di controllo e di garanzia della qualità.
9.5.3 descrivere i processi e le attività che si effettueranno per assicurare il corretto
svolgimento del progetto.
9.6. Monitoraggio del piano di qualità
9.6.1. Rivedere il Piano di Qualità su base mensile o al completamento delle maggiori fasi
progettuale. La revisione dovrebbe appurare se il Piano di Qualità è ancora adeguato per
assicurare che gli obiettivi del progetto siano raggiunti secondo le aspettative del cliente.
9.6.2 Fornire un feedback costante a tutti gli stakeholder sul processo di qualità e la metrica
raccolta. Ciò può essere adottato dall'organizzazione per ampliare la metrica da utilizzare e
costituisce un valido input per le best practices riutilizzabili. Questo passo viene saltato se
l'organizzazione non sostiene l'utilizzo di queste informazioni o non raccoglie le metriche
standard dei progetti.
9.7. Conoscere ed avere attitudine con le tecniche del Controllo Qualità
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PRETEST PER LA VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE INERENTI LA FIGURA
PROFESSIONALE DEL «TECNICO SUPERIORE PER L'ORGANIZZAZIONE ED IL
MARKETING DEL TURISMO INTEGRATO
ITEM N° 01
Il Soggetto indichi, in base alle sue conoscenze ed esperienze, quali sono i principali
fattori ambientali e strumentali che contribuiscono a valorizzare una risorsa turistica.
PREMESSA AGLI ITEMS N° 2, 3, 4, 5, 6 e 7
Il Soggetto deve immaginare di dover predisporre un piano di marketing strategico per
lo sviluppo di un prodotto turistico relativo ad uno specifico territorio. Le aree di intervento da
prendere in considerazione sono:
- Analisi del territorio inteso come ambiente socioeconomico di riferimento e analisi della
concorrenza attuale e potenziale (item n. 02 e 03)(I3)
Gestione del marketing mix turistico:
1. strategie di «Prodotto» e confezionamento del prodotto turistico (item 04)
2. strategie di distribuzione del prodotto turistico (item 05) (I5)
3. strategia di pubblicizzazione del prodotto turistico (item 06))
4. Strategie di «prezzo» del prodotto turistico. ((item 07)
- definizione dell’immagine turistica di un prodotto (item 09)
Per ciascuna delle suddette aree è stata formulata, qui di seguito, una specifica domanda
tesa a mettere in luce le competenze del Soggetto stesso nei settori interessati:
ITEM N° 02
Il Soggetto indichi, in base alle sue conoscenze ed esperienze, quali azioni metterebbe
in campo concretamente per effettuare un'analisi del contesto socioeconomico in cui il
prodotto turistico verrebbe sviluppato. Tale analisi non deve essere generica ma finalizzata a
mettere in luce quelle specifiche caratteristiche del territorio che possono essere rilevanti per la
creazione di un prodotto. E' necessario indicare le fonti d'informazione da cui verrebbero
desunti i dati necessari e le modalità attuative per reperirle.
ITEM N° 03
Il Soggetto indichi, in base alle sue conoscenze ed esperienze, quali azioni metterebbe
in campo concretamente per effettuare una analisi della concorrenza attuale e potenziale
rispetto al prodotto turistico che verrebbe sviluppato.
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ITEM N° 04
Il Soggetto indichi, in base alle sue conoscenze ed esperienze, quali azioni specifiche
metterebbe in campo concretamente per «confezionare» un prodotto turistico, indicando altresì
le strategie e le azioni attraverso cui si sfruttano le caratteristiche del prodotto turistico che
verrebbe sviluppato.
ITEM N° 05
Il Soggetto indichi, in base alle sue conoscenze ed esperienze, come è possibile attuare
una politica distributiva efficace del prodotto turistico che verrebbe sviluppato nel territorio di
riferimento.
ITEM N° 06
Il Soggetto indichi, in base alle sue conoscenze ed esperienze, quali azioni metterebbe
in campo concretamente per effettuare una «Pubblicizzazione» ed una «Promozione» del
prodotto turistico che verrebbe sviluppato. E' necessario descrivere, se conosciute, anche
specifiche procedure o tecniche di presentazione pubblicitaria e specifiche attività promozionali
mettendole in relazione anche con quei soggetti istituzionali e provati sul territorio che possono
svolgere una funzione di supporto o con cui è necessario coordinarsi .
ITEM N° 07
Il Soggetto indichi, in base alle sue conoscenze ed esperienze, i metodi matematici e le
valutazioni empiriche attraverso cui si effettua una «Strategia di determinazione del Prezzo»
del prodotto turistico che verrebbe sviluppato.
ITEM N° 08
Il Soggetto indichi, in base alle sue conoscenze ed esperienze, quali azioni metterebbe
in campo concretamente per effettuare una analisi dello specifico mercato turistico locale in cui
il prodotto turistico verrebbe sviluppato.
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p. 326
ITEM N° 09
Il Soggetto indichi, in base alle sue conoscenze ed esperienze, quali azioni metterebbe
in campo concretamente per attivare collaborazioni con soggetti pubblici e privati finalizzate
alla definizione valorizzazione e dell'immagine turistica di uno specifico territorio. E'
necessario identificare i soggetti pubblici e privati ed inoltre specificare quali azioni di
definizione e promozione sarebbe possibile attuare operativamente in relazione ai suddetti
soggetti.
ITEM N° 10
Il Soggetto indichi, in base alle sue conoscenze ed esperienze, quali sono le principali
normative regionali, nazionali, comunitarie ed internazionali inerenti allo sviluppo di un polo
turistico con particolare attenzione alle norme preposte alla tutela del consumatore.
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p. 327
PREMESSA AGLI ITEM N° 11 e 12.
Il Soggetto deve immaginare di aver già definito e messo in realizzazione uno specifico
prodotto turistico e di dover procedere ora alla sua gestione ed al suo monitoraggio All'interno
di tale obiettivo è possibile enucleare le seguenti 2 aree d'intervento:
o controllo, guida e valutazione della realizzazione e dell'andamento del prodotto turistico
o attivazione di sistemi di controllo e certificazione della qualità (anche ISO).
Per ciascuna delle suddette aree è stata formulata, qui di seguito, una specifica domanda tesa a
mettere in luce le competenze del Soggetto stesso nei settori interessati.
ITEM N° 11
Il Soggetto indichi, in base alle sue conoscenze ed esperienze, quali azioni metterebbe
in campo concretamente per gestire e controllare la realizzazione operativa di uno specifico
progetto di promozione turistica territoriale. Il Soggetto indichi, inoltre, quali azioni
effettuerebbe per valutare, in generale ma concretamente, l'andamento organizzativo,
commerciale ed economico di uno specifico progetto di promozione turistica territoriale.
ITEM N° 12
Il Soggetto indichi, in base alle sue conoscenze ed esperienze, quali azioni metterebbe
in campo concretamente per monitorare la qualità del prodotto turistico in realizzazione. Il
Soggetto indichi, inoltre, quali sono le principali normative inerenti a sistemi ISO di controllo e
certificazione della qualità di prodotti in ambito turistico. Il soggetto deve infine esplicitare, se
di sua conoscenza, specifiche tecniche, all'interno dei suddetti sistemi ISO, per
l'implementazione di un «Sistema Qualità» inerente al prodotto turistico in esame.
p. 328
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SCHEDE PER ESAMINATORE
Le Schede di seguito riportate sono funzionali alla correzione degli item dei pretest per la
valutazione delle competenze inerenti alla Figura Professionale del «Tecnico Superiore per
l'Organizzazione ed il Marketing del Turismo Integrato»
ITEM N° 1 - Principali fattori ambientali e strumentali che contribuiscono a
valorizzare una risorsa turistica.
N°
INDICATORI
PRIMARI
1
FATTORI
NATURALI:
2
FATTORI
SOCIALI:
3
FATTORI
STRUTTURALI:
4
FATTORI
AGGIUNTIVI:
SUB-INDICATORI
- Posizione Geografica
- Clima
- Idrografia
- Orografia
- Flora
- Fauna
- Situazione ecologica territoriale
- Lingua locale
- Mentalità della Popolazione
- Ospitalità
- Usi e Costumi
- Gastronomia locale e specialità alimentari
- Politica locale di accoglienza dei Turisti
- Costo della vita
- Sicurezza territoriale
- Ferrovie
- Aeroporti
- Autobus a lunga percorrenza
- Rete trasporti urbani (bus, tram, taxi, ...)
- Attrezzature alberghiere
- Musei
- Teatri
- Stadi
- Strutture di assistenza ai Turisti
- Iniziative Pubblicitarie locali
- Manifestazioni Culturali
- Avvenimenti sportivi
- Materiale promozionale
- Assistenza ai Turisti
- Meccanismi di Controllo Costi
- Marchio d'area a garanzia della qualità turistica
PUNTEGGIO
PRESENZA
SCALA PUNTEGGI DI SVILUPPO
DELL'INDICATORE
1
2
3
4
5
2
2
3
4
PUNTEGGIO GLOBALE ITEM N° 1:
PUNTEGGIO
TOTALE
p. 329
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ITEM N° 2 - Analisi generale dell'ambiente socioeconomico di riferimento.
N°
1
2
3
INDICATORI
PRIMARI
ANALISI
DELL'AMBIENTE
ESTERNO:
ANALISI
DELL'AMBIENTE
INTERNO:
ANALISI
GENERALI
DI MERCATO:
SUB-INDICATORI
PUNTEGGIO
PRESENZA
SCALA PUNTEGGI DI SVILUPPO
DELL'INDICATORE
1
2
3
4
5
PUNTEGGIO
TOTALE
- Analisi del mercato globale per i servizi offerti
- Segmentazione del mercato
- Identificazione dei bisogni dei turisti in loco
- Identificazione di nicchie per tipo di servizio
offerto
- Analisi dei flussi turistici attuali
- Analisi dei trend dei flussi turistici più
importanti
- Livelli di spesa medi pro-capite del turista
attuale
- Concorrenza indiretta attuale o potenziale
- Analisi degli assetti politici e sociali
- Situazione attuale del Territorio
- Potenzialità di crescita
- Livello di knowhow delle imprese e degli enti
interessati
- Servizi già offerti sul territorio
- Rapporto qualità/prezzo dei servizi offerti
- Indice di gradimento dei servizi
- Vendite per mercato obiettivo
- Immagine della marca sul mercato turistico
- Individuazione bisogni ed attese del Cliente
- Motivazioni al viaggio
- Tempo libero a disposizione
- Propensione al consumo
- Prezzo dei servizi
- Moda turistica
- Fattori naturali, sociali ed economici
PUNTEGGIO GLOBALE ITEM N° 2:
ITEM N° 3 - Analisi della Concorrenza attuale e potenziale.
N°
INDICATORI
PRIMARI
SUB-INDICATORI
PUNTEGGIO
PRESENZA
SCALA PUNTEGGI DI SVILUPPO
DELL'INDICATORE
1
2
3
4
5
- Competitor d'area
- Competitor di settore
- Competitor di prodotto
- Strategie a Lungo Termine
- Obiettivi
- Punti di Forza e Debolezza
- Capacità di risposta competitiva dimostrata
1
IDENTIFICAZIONE
DEI COMPETITOR:
2
CARATTERISTICHE
DEI COMPETITOR:
3
CONFRONTO CON
PRODOTTI IDENTICI
- Confronto fra Aziende
O SIMILARI VENDUTI
- Confronto fra Aree
AGLI STESSI PREZZI
- Confronto fra Territori
ED ALLA STESSA
CLIENTELA:
PUNTEGGIO GLOBALE ITEM N° 3:
PUNTEGGIO
TOTALE
p. 330
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ITEM N° 4 - Confezionamento del Prodotto Turistico.
N°
1
2
3
INDICATORI
PRIMARI
DEFINIZIONE
CARATTERISTICHE
DI BASE DEL
PRODOTTO
TURISTICO:
TIPOLOGIA DEL
PRODOTTO
TURISTICO:
ELEMENTI
COSTITUTIVI
DEL PRODOTTO
TURISTICO:
SUB-INDICATORI
PUNTEGGIO
PRESENZA
SCALA PUNTEGGI DI SVILUPPO
DELL'INDICATORE
1
2
3
4
5
PUNTEGGIO
TOTALE
- intangibile: si vende qualcosa di immateriale e non un
bene concreto
- indivisibile: non è direttamente separabile l’aspetto
produttivo e l’aspetto del consumo
- complesso: formato da più componenti che coesistono e
che pariteticamente contribuiscono alla soddisfazione
del cliente
- non «immagazzinabile»/«deperibile»: in campo turistico
ciò che non si vende oggi non si può vendere domani.
- differenziabile: destinazioni uguali vengono vendute in
maniera diversa sia dal punto di vista della tipologia di
vacanza che della tipologia di target.
- eterogeneo: tutte le località in linea teorica potrebbero
consentire la creazione di un prodotto turistico
- difficilmente programmabile: difficile prevedibilità dei
flussi e dei comportamenti della domanda
- servizio isolato semplice
- servizio isolato composto
- servizio complesso o package
- periodo di durata
- servizi offerti
- itinerari previsti
PUNTEGGIO GLOBALE ITEM N° 4:
ITEM N° 5 - Distribuzione del Prodotto Turistico.
N°
1
2
3
INDICATORI
PRIMARI
SCELTA DEL
TIPO DI CANALE
DISTRIBUTIVO:
CARATTERISTICHE
DEL CANALE
DISTRIBUTIVO:
TIPOLOGIE
CARATTERISTICHE
E FUNZIONI DELL'INTERMEDIARIO
TURISTICO DA
PRESCEGLIERE
SUB-INDICATORI
PUNTEGGIO
PRESENZA
SCALA PUNTEGGI DI SVILUPPO
DELL'INDICATORE
1
2
3
4
5
- lungo
- medio
- corto
- contratto di allotment
- contratto «vuoto per pieno»
- contratto a «tariffa confidenziale»
- tour operator
- agenzie di viaggio
- tour organizer
- wholesaler
- ramificazione territoriale
- assistenza pre e post vendita al turista
- merchandising
- Punti vendita - Centrale finanziaria
PUNTEGGIO GLOBALE ITEM N° 5:
PUNTEGGIO
TOTALE
p. 331
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ITEM N° 6 - Pubblicizzazione e Promozione del Prodotto Turistico.
N°
INDICATORI
PRIMARI
1
TIPOLOGIA DELLA
PUBBLICITÀ
DA UTILIZZARE:
2
STRUMENTI
OPERATIVI
GENERALI:
3
TECNICHE DI
ELABORAZIONE
DI UNO STRUMENTO
COMUNICATIVO
SU CARTA:
4
REALIZZAZIONE
DI ATTIVITÀ
FIERISTICHE:
5
REALIZZAZIONE
DI EVENTI
PROMOZIONALI:
6
TECNICHE
PROMOZIONALI
«ICT»
(Information &
Comunication
Tecnology)
SUB-INDICATORI
- Pubblicità inserzionistica
- Pubblicità tramite i Mass Media
- Pubblicità esterna
- Pubbliche Relazioni
- Promozioni
- Presentazione personale
- catalogo
- depliant
- brochure
- valutazione del posizionamento di mercato desiderato
e corrispettiva attribuzione di un ruolo preciso ed
identificabile al prodotto in relazione al target cui ci si
rivolge
- creazione Copertina (elemento fondamentale)
- scelta materiali e grafica
- elaborazione testo accattivante
- identificazione del Target
- identificazione dei benefici per il cliente che
acquisto lo specifico prodotto turistico
- Supporto psicologico: motivazioni al
consumatore per credere ai benefici
- Tono: assegnare una personalità al prodotto
- contattare gli Enti preposti alla promozione nazionale
ed internazionale (Enit, Regioni, Province, Enti fiera,
Consorzi di promozione turistica, Enti di promozione
turistica internazionali, ecc.)
- consultare la stampa di settore
- prendere contatti con i referenti esterni che
organizzano gli eventi e le manifestazioni di interesse
per il settore
- definire i termini economici, spaziali, temporali della
partecipazione a fiere e manifestazioni
- predisporre il materiale informativo
- gestire la sistemazione logistica, l'arredamento e
quant'altro occorra per l'ubicazione dello stand
- distribuzione di inviti agli operatori del settore
- organizzazione di educational rivolti ad operatori del
settore
- conferenze stampa
- presentazione del prodotto turistico presso le sedi
estere della Camera di Commercio (ICE) ad operatori
stranieri
- creazione di campagne di offerte speciali per
l’immissione del prodotto sul mercato
- Pubblicità televisiva
PUNTEGGIO
PRESENZA
SCALA PUNTEGGI DI SVILUPPO
DELL'INDICATORE
1
2
3
4
5
2
1
3
2
- creazione siti web per la promozione del prodotto
- interazione con altri siti tematicamente simili
- posizionamento nei motori di ricerca
- creazione di mailing list di operatori e privati
PUNTEGGIO GLOBALE ITEM N° 6:
PUNTEGGIO
TOTALE
p. 332
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ITEM N° 7 -Tecniche di determinazione del Prezzo del Prodotto Turistico.
N°
INDICATORI
PRIMARI
1
LIVELLI DI
PREZZO
SOSTENIBILI
DALL'UTENZA:
2
OBIETTIVI DI
DETERMINAZIONE
DEL PREZZO:
3
IDENTIFICAZIONE
DEI COSTI PER LA
PRODUZIONE
DEL PRODOTTO
TURISTICO:
4
METODI PER LA
DETERMINAZIONE
DEL PREZZO:
PUNTEGGIO
PRESENZA
SUB-INDICATORI
SCALA PUNTEGGI DI SVILUPPO
DELL'INDICATORE
1
2
3
- Identificazione della possibilità e volontà del mercato di
pagare uno specifico livello di prezzo
- Identificazione del prezzo che il mercato assegna al prodotto in base alla sua «immagine»
- Obiettivo di sopravvivenza
- Obiettivo di massimizzazione del profitto
- Obiettivo di massimizzazione delle vendite
- Obiettivo di allineamento ai prezzi della concorrenza
- Costi fissi, ossia quei costi indipendenti dalla quantità
prodotta (es. il canone d'affitto)
- Costi variabili, quindi direttamente connessi al livello di
produzione (es. il costo del materiale utilizzato)
- Costi diretti, attribuibili direttamente ad un'unità di
prodotto (es. il costo delle materie prime)
- Costi indiretti, non riferibili al prodotto (es. le spese di
ricerca e sviluppo, l'affitto, ecc.)
- Metodo «full costing»: metodo di calcolo che permette la
determinazione del costo pieno del prodotto attraverso la
sommatoria dei costi dei suoi singoli componenti.
- Metodo «direct costing»: metodo di calcolo basato sulla
determinazione degli oneri e dei costi che si sostengono
per una intera produzione e non per un singolo prodotto
- Metodo del «valore percepito» in cui la determinazione
del prezzo viene effettuata, invece che a partire dai costi
sostenuti dal venditore, utilizzando il valore percepito
dall'acquirente che si cercherà di aumentare utilizzando
gli elementi di marketing non legati al prezzo.
- Metodo della determinazione del prezzo sulla base dei
«prezzi della concorrenza».
PUNTEGGIO GLOBALE ITEM N° 7:
4
5
PUNTEGGIO
TOTALE
p. 333
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
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ITEM N° 8 - Analisi di uno specifico mercato turistico locale
N°
1
2
3
4
5
INDICATORI
PRIMARI
SUB-INDICATORI
PUNTEGGIO
PRESENZA
SCALA PUNTEGGI DI SVILUPPO
DELL'INDICATORE
1
2
3
4
5
- suddivisione in gruppi di utenti omogenei e significativi,
dove ogni gruppo può essere selezionato come obiettivo
IDENTIFICAZIONE
da raggiungere con una specifica azione di marketing
DEL SEGMENTO DI
- individuazione di quali percezioni, necessità, esigenze,
MERCATO
preferenze, caratteristiche od altri simili aspetti motivaTURISTICO
zionali, di scelta o di comportamento collegano fra loro
LOCALE:
un medesimo gruppo di acquirenti
- quantificabilità
- misurabilità
- identificabilità
- raggiungibilità
CARATTERISTICHE
- difendibilità
DEL SEGMENTO DI
- appetibilità
MERCATO:
- grandezza
- delimitabilità
- potenziale di sviluppo turistico
- remuneratività
- Consistenza del patrimonio ricettivo.
- Consistenza e composizione del patrimonio agenziale
- Rilevazione esistenza di forme di associazionismo e mo
dalità di intermediazione nella vendita del prodotto tu
ristico;
RILEVAZIONE
DELL'OFFERTA
- Consistenza e fruibilità delle risorse naturali
TURISTICA GIÀ
- Consistenza, fruibilità e capacità di attrazione delle
risorse sociali, strutturali e aggiunte
ESISTENTE:
- Grado di conoscenza delle risorse da parte del pubblico
potenziale
- Capacità di attrarre i consumi turistici (rapporto numero dei turisti/residenti)
- Dimensione media degli esercizi ricettivi
RILEVAZIONE
- Indice di utilizzazione lorda
DEI PRINCIPALI
- Rilevazione del movimento turistico
INDICATORI
- Durata media del soggiorno
TURISTICI:
- obiettivo di difesa: permette di mantenere le posizioni
raggiunte dal prodotto nel segmento in cui opera
- obiettivo di riposizionamento: permette di spostare il
prodotto in un segmento più idoneo creatosi per varie
POSIZIONAMENTO
concause
DEL PRODOTTO
- obiettivo di appoggio: permette di entrare con un nuovo
TURISTICO:
prodotto non innovativo in un nuovo segmento
- obiettivo di lancio: permette di introdurre un prodotto
altamente innovativo sia per i consumatori che per il
Mercato
PUNTEGGIO GLOBALE ITEM N° 8:
PUNTEGGIO
TOTALE
p. 334
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ITEM N° 9 - Collaborazioni con Soggetti Pubblici e Privati nel campo turistico
N°
INDICATORI
PRIMARI
1
INDIVIDUAZIONE
DEI SOGGETTI
PUBBLICI E
PRIVATI
(interessati allo
sviluppo turistico di
un territorio):
2
POLITICHE DI
INTERVENTO PER
LA CREAZIONE E
PROMOZIONE
DELLA
VOCAZIONE
TURISTICA DEL
TERRITORIO:
2
SVILUPPO
RELAZIONI:
3
CREAZIONE
CANALI DI
COMUNICAZIONE:
SUB-INDICATORI
PUNTEGGIO
PRESENZA
SCALA PUNTEGGI DI SVILUPPO
DELL'INDICATORE
1
2
3
4
5
- CCIAA
- assessorati regionali
- assessorati provinciali
- assessorati comunali
- associazioni Pro loco
- rappresentanti dei patti territoriali,
- rappresentanti di enti parco
- rappresentanti di associazioni di categoria
- rappresentanti ConfCommercio
- rappresentanti ConfEsercenti
- approfondire la conoscenza del potenziale naturale e
culturale del territorio
- realizzare inventari del potenziale turistico
- promuovere una politica di tutela del patrimonio
- prevedere programmi di formazione all’accoglienza turistica
- promuovere l’uso dei prodotti locali e della cucina tradizionale
- creare itinerari di scoperta del territorio
- definire ed attuare un programma di valorizzazione dei
siti e dei monumenti di particolare interesse
- predisporre e mettere a disposizione del pubblico documenti di informazione sulle risorse territoriali
- rendere la zona presente sul mercato del turismo
- Identificazione degli elementi di specificità dei soggetti
pubblici e privati coinvolti
- Definizione del prodotto turistico e presentazione agli
attori locali
- Identificazione dei P.I.T. (Piano Integrato Territoriale) e
dei P.I.L.S. (Piano Integrato Locale Strategico) e dei soggetti che li gestiscono
- Identificazione dell' intera filiera turistica presente sul
territorio e delle relativa dinamiche
- costruire un’immagine condivisa del territorio,
evidenziando e comunicando a tutti i punti di forza e di
debolezza;
- attivare ed incrementare una comunicazione in rete su
tutto il territorio;
- responsabilizzare l’intera filiera sulla fruibilità del
territorio e sulla partecipazione ad eventi organizzati;
- stesure cadenzate di report sull’andamento del piano
- formulazione condivisa di azioni di miglioramento
PUNTEGGIO GLOBALE ITEM N° 9:
PUNTEGGIO
TOTALE
p. 335
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ITEM N° 10 - Principali normative regionali, nazionali, comunitarie ed internazionali inerenti
allo sviluppo di un polo turistico con particolare attenzione alle norme preposte alla tutela del
consumatore
N°
1
2
INDICATORI
PRIMARI
LEGISLAZIONE
COMUNITARIA
ED ALTRI
REGOLAMENTI:
LEGISLAZIONE
NAZIONALE E
REGIONALE:
SUB-INDICATORI
- Decreto Legislativo n° 392/1991
- Direttiva CEE N° 82/470 per Agenti di Viaggio
e Turismmo
- Legge 428/1990
- DL 111/1995 su Direttiva CEE N° 90/314
- Reg. CEE N° 3652/1991
- Codice di comportamento HOTRE/ECTAA / 1996
- Legge N° 135 / 2001
- Legge Regionale sugli organismi operanti nelle
professioni turistiche
PUNTEGGIO
PRESENZA
SCALA PUNTEGGI DI SVILUPPO
DELL'INDICATORE
1
2
3
4
5
PUNTEGGIO
TOTALE
3
3
PUNTEGGIO GLOBALE ITEM N° 10:
ITEM N° 11 - Gestione e controllo della realizzazione operativa del Prodotto Turistico e
valutazione generale del suo andamento
N°
INDICATORI
PRIMARI
1
STESURA DI UN
PIANO DI
LAVORO:
2
GESTIONE DEL
PROGETTO:
3
CONTROLLO DEL
PROGETTO:
SUB-INDICATORI
PUNTEGGIO
PRESENZA
SCALA PUNTEGGI DI SVILUPPO
DELL'INDICATORE
1
2
3
4
5
- Definizione attività e relativa spiegazione
- Data di inizio e data di fine di ogni attività
- Ore di impegno stimate
- Costi stimati
- Deliverable. I responsabili deveno comprendere l'«oggetto»
da consegnare o il componente (una parte di una deliverable
più grande) atteso
- Correlazioni. Assicurarsi che i soggetti coinvolti siano con
sapevoli della relazione tra le attività (ordini di priorità)
- Altre risorse. Se più risorse lavorano sulla stessa attività,
tutti devono comprendere chi è responsabile e cosa deve fare
per ciascuna attività
- Incontri funzionali con il Capo gestione del Progetto
- Incontri funzionali con Partner ed Operatori di Progetto
- Definizione e condivisione di una descrizione abbreviata del
Progetto
- Definizione e condivisione delle procedure di gestione del
Progetto
- Definizione di procedure ricorrenti di feedback
- Monitoraggio tempi (anche con diagramma di Gant)
- Monitoraggio grado di interesse dei soggetti coinvolti
- Monitoraggio grado di partecipazione dei soggetti coinvolti
- Monitoraggio e risoluzione di difficoltà realizzative
- Valutazione e monitoraggio del percorso critico del
progetto. Il percorso critico è la sequenza di attività che
deve essere ultimata per concludere in tempo e con gli
obiettivi prefigurati l'intero progetto.
- Aggiornamento in tempi cadenzati del piano di lavoro in
base alle risultanze del percorso critico.
PUNTEGGIO GLOBALE ITEM N° 11:
PUNTEGGIO
TOTALE
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p. 336
ITEM N° 12 - Controllo Qualità del Prodotto Turistico. Norme ISO.
N°
INDICATORI
PRIMARI
1
PROMOZIONE DEL
CONCETTO DI
QUALITÀ:
2
MONITORAGGIO
SPECIFICO DELLA
QUALITÀ:
3
NORME ISO:
4
STRUMENTI DEL
«SISTEMA QUALITÀ»:
5
PIANO DELLA
QUALITÀ:
SUB-INDICATORI
- programmi di formazione alla Qualità di tutti
gli operatori del prodotto turistico
- assistenza tecnica costante sui «sistemi qualità» agli operatori del prodotto turistico
- creazione di una struttura di coordinamento
per controllare, nel tempo, l’applicazione del
Piano Qualità
- moduli per la valutazione del grado di soddisfazione della clientela
- creazione di un sistema di informazione appropriato per la prenotazione dei servizi in
loco (alloggi, attività ricreative, risorse della
zona)
- identificazione di un insieme di indicatori per
misurare il grado di soddisfazione del cliente
- analisi dei dati di misurazione raccolti per determinare come i processi di lavoro possono
essere migliorati.
- implementazione dei miglioramenti identificati
- prosecuzione costante del monitoraggio
- ISO 9000
- Iso 14.000,
- EMAS
- ciclo P-D-C-A
- brainstorming
- matrice di priorità
- selezione ponderata
- diagramma di Pareto
- diagramma causa/effetto
- stratificazione
- diagrammi di flusso
- criteri di completezza e di correttezza
- attività di controllo e di garanzia della qualità
- feedback sul corretto svolgimento del progetto
- revisione Piano di Qualità su base mensile o al
completamento delle maggiori fasi progettuali.
- controllo adeguatezza del Piano Qualità agli
obiettivi
- feedback costante a tutti gli stakeholder sul
processo di qualità e la metrica raccolta
PUNTEGGIO
PRESENZA
SCALA PUNTEGGI DI SVILUPPO
DELL'INDICATORE
1
2
3
4
5
2
3
4
4
4
PUNTEGGIO GLOBALE ITEM N° 12:
PUNTEGGIO
TOTALE
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p. 337
CONSEGNE ALL’ESAMINATORE PER LA SOMMINISTRAZIONE
Le consegne sono strumenti utili all’esaminatore nel momento in cui somministra il test per la
Valutazione delle Competenzeinerenti alla Figura Professionale del «Tecnico Superiore per
l'Organizzazione ed il Marketing del Turismo Integrato»
DATI ANAGRAFICI E CURRICULUM
Inserire qui spazi da compilare con dati anagrafici e
campi inerenti al Curriculum Vitae secondo il Modello Europeo
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p. 338
CONSEGNE PER L'ESECUZIONE DEL TEST
Il Soggetto interessato alla valutazione delle proprie conoscenze preliminari inerenti alla Figura
Professionale del «Tecnico Superiore per l'Organizzazione ed il Marketing del Turismo Integrato»
troverà in allegato alla presente introduzione due elaborati. Il primo contiene una serie di quesiti a
risposta aperta tesi a mettere in luce le sue competenze di base in alcune attività lavorative legate al
settore del Turismo. Il secondo contiene una serie di Item strutturati a risposta multipla finalizzati a
sondare le competenze dell'esaminato nel settore Informatico e, per la precisione, nell'uso dei
principali programmi gestionali (Word, Excel, Access, Powerpoint).
Oltre a fornire una risposta per ognuna delle domande formulate, viene richiesto al Soggetto di
esprimere anche un giudizio sulla qualità o correttezza della risposta fornita. In particolare, il
Soggetto troverà al termine di ogni quesito, una scala di valutazione formulata nel seguente modo:
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Il Soggetto deve esprimere un giudizio sulla qualità della risposta fornita scrivendo nelle apposite
caselle (Valutazione del Soggetto) un valore che esprime la probabilità con cui ritiene di aver
risposto correttamente alla domanda. Facciamo, qui di seguito, un esempio. Se dopo aver risposto
alla prima domanda di un Test, scelgo la Fascia «1» e scrivo nella relativa casella «10», significa
che mi dichiaro "Molto incerto" e che secondo me la mia risposta ha solo 10 probabilità su 100 di
essere corretta o qualitativamente accettabile. Se, invece, alla seconda domanda scelgo la Fascia
«6» e segno nella casella il numero «100», vuol dire non solo che sono "Certissimo" della qualità
o correttezza della risposta fornita ma anche che tale certezza è pressoché assoluta (100).
CONSEGNE PER IL SUBTEST «SETTORE TURISMO»
[Per il Test su Fogli eseguito con carta e penna.]
Per ognuna delle domande, il Soggetto ha a disposizione per la risposta una intera pagina (fronte e
retro) in cui dovrà comunicare le proprie conoscenze in merito all'argomento identificato da ciascun
quesito.
[Per il Test informatizzato eseguito al computer. Il Test può essere consegnato in Dischetto oppure Scaricato dal Sito.]
Per ognuna delle domande, il Soggetto ha a disposizione per la risposta un file di Word in cui è
prevista una specifica pagina per ogni quesito. Non è consentito variare i Margini, il Font (che deve
essere il Times New Roman) nè il Corpo o grandezza dei caratteri che deve essere lasciato sempre a
12. Non è consentito l'uso del grassetto mentre è possibile il sottolineato. Il soggetto deve usare le
normali convenzioni di scrittura dividendo, ad esempio, il Testo in paragrafi con capoverso rientrato
ed utilizzando, se necessario, titoli ed elenchi puntati.
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
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p. 339
Note per il candidato
a. Bisogna rispondere alle domande in modo estremamente sintetico indicando ad esempio:
o tutti i concetti richiesti dal quesito opportunamente spiegati
o metodi operativi utilizzabili
o soluzioni già conosciute per il problema posto
o procedure risolutive.
b. NON bisogna inserire nelle risposte parti discorsive (come, ad esempio, il racconto di
proprie esperienze di vita o di lavoro) nè bisogna usare uno stile di scrittura «narrativo». E'
necessario, viceversa, esprimere le proprie conoscenze in modo schematico, essenziale e
riassuntivo.
c. Ogni domanda va letta con estrema attenzione in tutte le sue parti tenendo presente che i
quesiti sono sempre molto articolati e che, quindi, la risposta per essere efficace deve
toccare tutti i punti segnalati all'interno del quesito stesso.
d. [Per il Test su Fogli eseguito con carta e penna.]
o Il tempo globale per l'esecuzione della prova è di (...omissis). Nel caso il Soggetto
termini il proprio lavoro prima del tempo prestabilito, è pregato di ricontrollare
quanto già eseguito operando eventuali risistemazioni o miglioramenti oppure una
«messa in bella» di quanto prodotto.
o Quando verrà dato il segnale di tempo scaduto, il Soggetto dovrà fermarsi ed inserire
il Test stesso e tutte le pagine relative alle domande nell'apposita busta fornita dagli
Esaminatori avente, in frontespizio, il nome e cognome del Soggetto compilatore. La
busta, accuratamente richiusa, dovrà essere immediatamente consegnata agli stessi
Esaminatori.
e. [Per il Test informatizzato eseguito al computer e consegnato in Dischetto.]
o Il tempo globale per l'esecuzione della prova è di (...omissis) ed ha inizio da
momento in cui viene consegnato al Soggetto il Test su Floppydisk. Nel caso il
Soggetto termini il proprio lavoro prima del tempo prestabilito, è pregato di
ricontrollare quanto già eseguito operando eventuali risistemazioni o miglioramenti
oppure una «messa in bella» di quanto prodotto.
o
Quando verrà dato il segnale di tempo scaduto, il Soggetto dovrà fermarsi e
registrare il file su cui sta lavorando. E' necessario usare la funzione «Salva con
Nome» e dare al file, come denominazione, il proprio Cognome e Nome.
f. [Per il Test informatizzato eseguito al computer e Scaricato dal Sito.]
o Il tempo globale per l'esecuzione della prova è di (...omissis) ed ha inizio da
momento in cui il Soggetto scarica dal Sito il file del Test (fine download). Quando
il Soggetto avrà terminato il proprio lavoro di compilazione dovrà usare la funzione
«Salva con Nome» e dare al file, come denominazione, il proprio Cognome e Nome.
Il suddetto file dovrà essere accluso in allegato ad una E-Mail inviata al seguente
indirizzo di posta elettronica: (...omissis) entro e non oltre il tempo massimo
concesso. Per la valutazione del rispetto del tempo consentito farà fede sia la data e
l'ora d'invio dell'E-Mail sia il tempo assoluto intercorso fra il momento dello
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Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 340
scaricamento del file dal Sito e l'arrivo reale dell'E-Mail stessa presso il succitato
indirizzo di Posta elettronica.
o Nella pagina successiva il Soggetto potrà osservare alcune domande di esempio ed
una loro possibile soluzione. L'argomento trattato non è inerente alla Figura
Professionale del Tecnico Superiore per il Turismo Integrato in quanto lo scopo
dell'esempio è far vedere «come» si deve rispondere alle domande e non «cosa»
rispondere.
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SUBTEST «SETTORE TURISMO»
DOMANDE DI ESEMPIO E LORO POSSIBILI SOLUZIONI
Inserire qui una Domanda «Esempio»
e la sua relativa soluzione
p. 341
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Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 342
CONSEGNE PER IL SUBTEST «SETTORE INFORMATICO»
[Per il Test su Fogli eseguito con carta e penna.]
o Per ognuna delle domande, il Soggetto ha a disposizione un «Foglio Risposte» in cui dovrà
segnare l'alternativa che ritiene esatta in merito all'argomento identificato da ciascun
quesito.
[Per il Test informatizzato eseguito al computer. Il Test può essere consegnato in Dischetto oppure Scaricato dal Sito.]
o Il Soggetto ha a disposizione per la risposta un file di Word in cui sono elencati tutti gli
Items del Test. Il soggetto deve scrivere accanto a ciascun quesito il numero dell'alternativa
che ritiene sia quella esatta.
[Per il Test su Fogli eseguito con carta e penna.]
o Il tempo globale per l'esecuzione della prova è di (...omissis). Nel caso il Soggetto termini il
proprio lavoro prima del tempo prestabilito, è pregato di ricontrollare quanto già eseguito
operando eventuali correzioni.
o Quando verrà dato il segnale di tempo scaduto, il Soggetto dovrà fermarsi ed inserire il Test
stesso ed il «Foglio Risposte» nell'apposita busta fornita dagli Esaminatori avente, in
frontespizio, il nome e cognome del Soggetto compilatore. La busta, accuratamente richiusa,
dovrà essere immediatamente consegnata agli stessi Esaminatori.
[Per il Test informatizzato eseguito al computer e consegnato in Dischetto]
o Il tempo globale per l'esecuzione della prova è di (...omissis) ed ha inizio dal momento in
cui viene consegnato al Soggetto il Test su Floppydisk. Nel caso il Soggetto termini il
proprio lavoro prima del tempo prestabilito, è pregato di ricontrollare quanto già eseguito
operando eventuali correzioni.
o Quando verrà dato il segnale di tempo scaduto, il Soggetto dovrà fermarsi e registrare il file
inerente al «Foglio Risposte» su cui sta lavorando. E' necessario usare la funzione «Salva
con Nome» e dare al file, come denominazione, il proprio Cognome e Nome.
[Per il Test informatizzato eseguito al computer e Scaricato dal Sito.]
o Il tempo globale per l'esecuzione della prova è di (...omissis) ed ha inizio da momento in cui
il Soggetto scarica dal Sito i file del Test e del «Foglio Risposte» (fine download). Quando il
Soggetto avrà terminato il proprio lavoro di compilazione dovrà usare la funzione «Salva
con Nome» e dare al file inerente al «Foglio Risposte», come denominazione, il proprio
Cognome e Nome. Il suddetto file dovrà essere accluso in allegato ad una E-Mail inviata al
seguente indirizzo di posta elettronica: (...omissis) entro e non oltre il tempo massimo
concesso. Per la valutazione del rispetto del tempo consentito farà fede sia la data e l'ora
d'invio dell'E-Mail sia il tempo assoluto intercorso fra il momento dello scaricamento del
file dal Sito e l'arrivo reale dell'E-Mail presso il succitato indirizzo di Posta elettronica.
[Per il Test informatizzato eseguito ON-LINE sul Sito.]
o Il tempo globale per l'esecuzione della prova è di (...omissis) ed ha inizio da momento in cui
il Soggetto visualizza la prima videata inerente al Test.
[ Inserire qui di seguito istruzioni dettagliate di compilazione in base a come è stato strutturato il Sito per l'esecuzione
ON-LINE del Test].
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SCHEDA TEST PER I CANDIDATI (ESPERTI DEL SETTORE)
•
AZIENDA
NOME
Indirizzo
Indirizzo e
Fax
Tel
e.mail
ANNO DI
COSTITUZIONE
RAGIONE SOCIALE
ATTIVITÀ PRINCIPALI
PRODOTTI SERVIZI
OFFERTI
MERCATO
•
•
•
Regionale
Nazionale
Internazionale
Specificare___________________
NUMERO DI ADDETTI
FATTURATO
p. 343
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p. 344
SOGGETTO INTERVISTATO
NOME
RUOLO RICOPERTO
ANNI DI ATTIVITÀ NEL
SETTORE
ATTIVITÀ PRINCIPALI
FORMAZIONE
PRINCIPALI
COMPETENZE
Con l'apposizione della firma si autorizza la Fondazione Giacomo Rumor Centro Produttività
Veneto (CPV) al trattamento dei dati ai sensi del D. Lgs. n. 196/2003 (Privacy)
Data: ____________
Firma: ___________________________
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ITEM N° _____
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ITEM N° _____
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VALUTAZIONE DEI GRADI DI CERTEZZA
ITEM N° 1
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
2
PROBABILITÀ:
0 -25%
25%-50%
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
2
PROBABILITÀ:
0 -25%
25%-50%
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
2
PROBABILITÀ:
0 -25%
25%-50%
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
2
PROBABILITÀ:
0 -25%
25%-50%
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
2
PROBABILITÀ:
0 -25%
25%-50%
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
2
PROBABILITÀ:
0 -25%
25%-50%
1
2
Incerto
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
4
5
6
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
ITEM N° 2
Incerto
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
ITEM N° 3
Incerto
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
ITEM N° 4
Incerto
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
ITEM N° 5
Incerto
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
ITEM N° 6
Incerto
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
ITEM N° 7
FASCE DI
3
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 348
CERTEZZA:
Molto
Incerto
Incerto
Parzialmente
Certo
Certo
Molto Certo
Certissimo
PROBABILITÀ:
0 -25%
25%-50%
50%-70%
70%-85%
85%-95%
95%-100%
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
2
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
PROBABILITÀ:
0 -25%
25%-50%
70%-85%
85%-95%
95%-100%
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
2
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
PROBABILITÀ:
0 -25%
25%-50%
70%-85%
85%-95%
95%-100%
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
2
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
PROBABILITÀ:
0 -25%
25%-50%
70%-85%
85%-95%
95%-100%
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
2
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
PROBABILITÀ:
0 -25%
25%-50%
70%-85%
85%-95%
95%-100%
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
2
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
PROBABILITÀ:
0 -25%
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
ITEM N° 8
3
Parzialmente
Certo
Incerto
50%-70%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
ITEM N° 9
3
Parzialmente
Certo
Incerto
50%-70%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
ITEM N° 10
3
Parzialmente
Certo
Incerto
50%-70%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
ITEM N° 11
3
Parzialmente
Certo
Incerto
50%-70%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
ITEM N° 12
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
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p. 349
PRIMA VERSIONE DEL TEST
PER
ACCREDITARE
COMPETENZE
DEL
TECNICO
SUPERIORE
L’ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO INTEGRATO
PER
Nel seguente test una o più risposte sono esatte. BARRARE VERO (v) O Falso (F).
La comunicazione interpersonale si basa sulle impressioni che ci formiamo percependo la
realtà per come la vediamo e la ascoltiamo. Gli elementi che concorrono alla formazione delle
nostre impressioni personali e delle impressioni che facciamo al nostro interlocutore sono
Informazioni non verbali
Il tono della voce che può assumere aspetti di aggressività a volte non voluti (distrattore)
Informazioni verbali
Informazioni culturali
specifiche o generiche, scritte o orali che intendiamo veicolare (distrattore)
V
V
V
V
V
F
F
F
F
F
Gli elementi che si ritrovano sempre in qualsiasi processo comunicativo sono:
il codice, il canale, la decodifica, il feedback
v F
Il mezzo, il timbro di voce, la gestualità, la risposta (distrattore)
V F
Il contenuto del messaggio, Il tono della voce, la postura e la capacità di comprensione V F
(distrattore)
Il punto di partenza per la definizione di un piano marketing è l’analisi SWOT che si basa
sulla raffigurazione di un quadro d’insieme contenente le potenzialità turistiche espresse o latenti di
un territorio e i suoi plus o minus. I principali strumenti con cui si raccolgono le informazioni sono:
ricognizione diretta tramite interviste ad opinion leader
analisi dei dati sui flussi turistici in possesso degli organi preposti
Benchmarking con altre zone (distrattore)
interviste motivazionali dirette ai turisti
censimento diretto sul territorio
Numero dei turisti presenti nella zona in rapporto alla popolazione residente (distrattore)
V
V
V
V
V
V
F
F
F
F
F
F
L’analisi SWOT si basa su:
fattori endogeni ossia punti di forza o punti di debolezza.
costi fissi e costi variabili (distrattore)
fattori esogeni che possono costituire opportunità o rischi
strutture di controllo che permettano di individuare gli agenti esogeni (distrattore)
Calcolo del moltiplicatore turistico (distrattore)
V
V
V
V
V
F
F
F
F
F
p. 350
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
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I fattori che rappresentano le potenzialità turistiche di un territorio sono:
Fattori naturali
i motivazionali (distrattore).
Fattori sociali
Fattori strutturali
Fattori aggiunti o strumentali
i di attrattività (distrattore).
i di competitività (distrattore)
V
V
V
V
V
V
V
F
F
F
F
F
F
F
Per la costruzione di un piano di marketing strategico territoriale è necessario conoscere:
l’ambiente esterno in termini di consistenza dei flussi turistici presenti
sull’area di riferimento
La segmentazione del mercato turistico in relazione ai risultati emersi
dall’analisi SWOT
L’ Analisi dell’ambiente interno, inteso come stato di fatto del territorio.
L’ analisi delle potenzialità di crescita;
alisi del mercato turistico
lisi della ricchezza del paese ospitante (distrattore).
alisi della concorrenza attuale o potenziale
L’analisi della potenzialità di crescita della ricettività del luogo (distrattore).
Il grado di cultura dell’accoglienza della popolazione (distrattore)
V
F
V
F
V
V
V
V
V
V
V
F
F
F
F
F
F
F
Per l’applicazione concreta del piano di marketing strategico occorre definire il marketing
mix che è:
l’insieme delle condizioni aziendali interne che permettono l’applicazione
della strategia identificata (distrattore)
l’insieme degli elementi che l’azienda può utilizzare per mettere a punto la
migliore strategia relativa al mercato che intende aggredire
Le variabili da considerare per immettere un prodotto sul mercato
(distrattore)
L’analisi delle aspettative del consumatore e dunque le risposte alle strategie
aziendali (distrattore)
V
F
V
F
V
F
V
F
V
V
V
V
F
F
F
F
Il marketing mix è costituito da:
distribuzione, comunicazione, prezzo, prodotto
prezzo, pubblicità, promozione e prodotto (distrattore)
prodotto prezzo, pubblicità promozione (distrattore)
personale, politica, prodotto, prezzo (distrattore)
p. 351
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Il marketing non differenziato è:
Un marketing diretto a tutto il mercato
Un'unica strategia di marketing (distrattore)
Un'unica azienda che opera sul mercato (distrattore)
V
V
V
F
F
F
V
V
V
F
F
F
V
F
V
F
V
F
V
F
V
F
V
F
V
F
V
F
V
F
Il marketing differenziato è:
un marketing diverso a seconda dei clienti
una strategia di marketing diversa per più segmenti (distrattore)
una strategia diversa per ogni azienda (distrattore)
La distribuzione in una ottica di marketing è:
il punto di vendita inteso come scelta della migliore localizzazione dal punto
di vista fisico (distrattore)
il merchandising, inteso come insieme di metodologie e tecniche atte ad
incrementare, anche attraverso stimoli psicologici, le vendite (distrattore)
il canale distributivo, ossia l’insieme dei passaggi che il prodotto fa per
arrivare al consumatore (distrattore)
Tutti e tre gli elementi precedenti in relazione alle politiche aziendali e al
momento del ciclo di vita aziendale e del prodotto
La distribuzione svolge una serie di funzioni tra cui:
funzioni produttive, intese come arricchimento di valore dovuto al
trasferimento nello spazio, nel tempo e nelle quantità di un prodotto
funzioni finanziarie, in quanto gli operatori che partecipano al processo
distributivo pagano i prodotti che acquistano dai loro produttori e dunque
l’azienda produttrice non deve aspettare che il prodotto faccia tutti i passaggi
e venga venduto sul mercato.
funzioni economiche, in quanto i diversi operatori che intervengono nella
catena distributiva si accollano gli eventuali rischi di invenduto sollevando
ogni altro soggetto dal rischio che il prodotto una volta arrivato sul mercato
non incontri i gusti e le preferenze dei consumatori.
Funzioni di trasporto, in quanto premette l’avvicinamento del prodotto al
consumatore eliminando le distanze e permettendo di acquistare facilmente
(distrattore)
Funzioni di vendita, in quanto rende il prodotto disponibile sul luogo di
consumo (distrattore)
p. 352
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
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Il canale distributivo del prodotto turistico è composto da intermediari turistici che non
acquistano il prodotto ma fanno solo da intermediari tra il produttore e il turista. Nel turismo
pertanto non esiste:
il rischio di invenduto, a meno che non si tratti di un vuoto per pieno
la funzione finanziaria perché i servizi turistici si pagano solo dopo averli
venduti (distrattore)
la funzione produttiva perché chi eroga il servizio è solo il fornitore mentre
gli altri soggetti svolgono una mera funzione di intermediari. (distrattore)
V
V
F
F
V
F
Per elaborare la strategia promozionale si utilizza il mix promozionale che si compone di:
Pubblicità, Pubbliche Relazioni, Promozione delle vendite, Vendita
personale, passaparola, direct mail
Pubblicità inserzionistica, Pubblicità sui Mass Media, Pubblicità esterne
(distrattore)
cartellonistica, depliant, cataloghi, vendita diretta (distrattore)
V
F
V
F
V
F
Nella scelta e nell’elaborazione degli strumenti di comunicazione occorre tener presente:
il posizionamento di mercato desiderato e la corrispettiva attribuzione di un
ruolo preciso ed identificabile al prodotto in relazione al target cui ci si
rivolge
Il segmento di clientela cui ci si rivolge e il livello di spesa prescelto
L’ammontare del budget di spesa interno
I benefici per l’azienda che derivano dalla creazione di un piano di
comunicazione (distrattore)
V
F
V
V
V
F
F
F
Il prezzo per il marketing è:
qualcosa di incontrollabile perché imposto dal mercato (distrattore)
è di competenza di altri settori aziendali perché influenza la percezione del prodotto
o della marca fornendo un'idea di qualità (distrattore)
dipendendo dalla concorrenza e influenza direttamente il livello della domanda
(distrattore)
rende l’offerta quanto più attrattiva possibile perché permette un confronto diretto
con i beni succedanei presenti sul mercato.
V
V
F
F
V
F
V
F
Il processo di formazione del prezzo dipende:
dagli obiettivi aziendali, soprattutto se mirati alle vendite (distrattore)
V
F
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
dagli obiettivi aziendali, soprattutto se mirati al comportamento della concorrenza
(distrattore)
Dalla possibilità e dalla volontà del mercato di pagare un determinato prezzo in
relazione all’immagine e alla concorrenza
p. 353
V
F
V
F
V
F
V
F
V
F
V
F
V
F
V
F
V
F
V
F
V
V
F
F
V
F
I metodi con cui viene calcolato il prezzo turistico sono:
metodo full costing che permette la determinazione del costo pieno del prodotto
attraverso la sommatoria dei costi dei suoi singoli componenti.
metodo direct costing che si basa sulla determinazione degli oneri e dei costi che si
sostengono per una intera produzione e non per un singolo prodotto
metodo del valore percepito che si basa sul valore percepito dall'acquirente e non
sui reali costi sostenuti dal venditore (distrattore)
metodo della determinazione del prezzo sulla base dei prezzi della concorrenza, in
cui si determinano i prezzi basandosi sull'analisi della concorrenza (distrattore)
Il prodotto turistico si compone:
di un insieme coordinato di servizi che vengono erogati ai turisti, basato su fattori
ambientali e fattori strumentali
di un insieme di elementi che tendono al soddisfacimento dei bisogni e delle
esigenze del mercato obiettivo o target attraverso la fruizione di servizi di alloggio
e trasporto (distrattore)
di servizi, persone, luoghi, attività, organizzazioni e idee piuttosto che un oggetto
fisico e pertanto necessita di essere “posizionato” nella mente del consumatore
come bene adatto al soddisfacimento di un certo bisogno che è solo potenziale
(distrattore)
del complesso delle attrattive materiali ed immateriali che caratterizzano l'area di
destinazione delle vacanze ed il tipo di soddisfazioni psicofisiologiche che i turisti
ritengono di poter trarre da esse (distrattore)
Da un punto di vista tecnico nel turismo il prodotto può essere:
incoming (o inbound) e outgoing (o outbound)
costituito da servizi isolati semplici o composti o servizi complessi nel paese di
destinazione (distrattore)
costituito da servizi isolati semplici o composti o servizi complessi nel paese di
destinazione (distrattore)
Per censire e analizzare le caratteristiche e le risorse di un polo turistico è necessario
raccogliere informazioni da varie fonti. In particolare occorre:
effettuare un’analisi socioeconomica del territorio
V F
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
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p. 354
analizzare l’accessibilità ed il livello di utilizzo delle risorse turistiche ambientali ed
infrastrutturali
valutare il livello di integrazione tra i siti di interesse e la loro raggiungibilità
analizzare la filiera turistica locale
Fare un censimento della popolazione (distrattore)
Analizzare le attività economiche esistenti (artigianato, piccola industria e terziario
avanzato) (distrattore)
V F
V
V
V
V
F
F
F
F
Le fonti documentali per censire ed analizzare le risorse turistiche sono:
Curia
Comuni
Provincia
Demanio
Associazioni
Fondazioni
V
V
V
V
V
V
F
F
F
F
F
F
APT
proloco
CCIAA (distrattore)
Unione delle Camere di Commercio (distrattore)
Regione
Unione industriali (distrattore)
V
V
V
V
V
V
F
F
F
F
F
F
Per analizzare l’offerta e la domanda turistica esistente su un territorio si utilizzano i dati
forniti dagli organi pubblici. L’analisi quantitativa dell’offerta turistica esistente si effettua in
termini di :
consistenza dei flussi turistici
tendenze future
potenzialità di crescita dei mercati di provenienza
provenienza geografica (distrattore)
tipologie di turismo prevalente (distrattore)
tipologia di alloggio preferita (distrattore)
durata media del soggiorno
motivazioni principali (distrattore)
modalità di prenotazione (distrattore)
V
V
V
V
V
V
V
V
V
F
F
F
F
F
F
F
F
F
V
V
V
V
V
V
V
V
V
F
F
F
F
F
F
F
F
F
L’analisi qualitativa dell’offerta turistica, invece, si effettua in termini di :
moltiplicatore turistico (distrattore)
consistenza dei flussi turistici (distrattore)
tendenze future(distrattore)
potenzialità di crescita dei mercati di provenienza(distrattore)
provenienza geografica
tipologie di turismo prevalente
tipologia di alloggio preferita
durata media del soggiorno (distrattore)
motivazioni principali
modalità di prenotazione
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
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p. 355
Le attività individuate da una filiera turistica locale, sono:
trasporti
intermediazione organizzata
informazioni sui servizi turistici
Fornitura di alloggio
Impianti di ristorazione
Locali di intrattenimento
Locali per lo shopping e l’artigianato
Possibilità di transito e stazionamento di bus turistici (distrattore)
presenza e dislocazione di piste ciclabili (distrattore)
presenza e l’efficienza del trasporto pubblico (distrattore)
V
V
V
V
V
V
V
V
V
V
F
F
F
F
F
F
F
F
F
F
Per identificare un segmento di mercato occorre:
suddividere il mercato in gruppi di utenti omogenei e significativi
Identificarne le caratteristiche (distrattore)
individuare il livello di spesa che lega fra loro un medesimo gruppo di acquirenti
(distrattore)
Predisporre un certo tipo di prodotto e con un test di mercato verificarne il gradimento sul
mercato (distrattore)
V F
V F
V F
V F
Il posizionamento turistico di un territorio o di una località è:
la percezione che il turista ha del prodotto turistico in relazione alle immagini che questo
proietta nella sua mente e dei bisogni che soddisfa
lo spazio che il prodotto turistico occupa in un dato mercato rispetto ai prodotti concorrenti
(distrattore)
La distanza che separa il prodotto turistico dal luogo di provenienza del consumatore
(distrattore)
la percezione che gli acquirenti hanno riguardo alle alternative che loro offre il mercato
(distrattore)
V F
V F
V F
V F
Volendo sviluppare una risorsa turistica occorre valutare l’impegno necessario in termini
economici. Cosa occorre prevedere nel budget?
quantità e qualità delle risorse umane per rendere accessibili i siti considerati;
V F
costi di manutenzione ordinaria e straordinaria
V F
ricavi da biglietteria e/o da finanziamenti da privati, e/o regionali, e/o nazionali e/o V F
comunitari
Investimenti per l’allestimento del sito
V F
Costi di pubblicizzazione e promozione
V F
Costi per l’integrazione tra i diversi siti di interesse (distrattore)
V F
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
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p. 356
Costi per migliorare la raggiungibilità (distrattore)
V F
Investimenti per deviare e/o cambiare i percorsi dei mezzi pubblici (distrattore)
V F
Investimenti per la creazione di attività commerciali e di servizio in loco V F
(distrattore)
Per la creazione dell’immagine turistica di un territorio occorre un’azione sinergica tra
diversi soggetti pubblici interessati. In particolare:
CCIAA
Assessorato al turismo regionale
assessorati al turismo provinciale
assessorati al turismo comunale
associazioni Pro loco
Rappresentanti dei patti territoriali
Enti parco
associazioni di categoria
consorzi e cooperative di albergatori (distrattore)
Unindustria (distrattore)
UnionCamere (distrattore)
Confidi regionali e provinciali (distrattore)
V
V
V
V
V
V
V
V
V
V
V
V
F
F
F
F
F
F
F
F
F
F
F
F
Per la creazione di una azione sinergica tra diversi soggetti pubblici preposti al turismo
occorre :
conoscere i piani di sviluppo a livello locale e regionale quali i P.I.T. (Piano Integrato V F
Territoriale) e i P.I.L.S. (Piano Integrato Locale Strategico) (distrattore)
conoscere l’intera filiera turistica presente sul territorio, gli attori da coinvolgere, il ruolo di V F
ciascun partner, le singole iniziative in atto o in itinere
Per riuscire a coordinare l’azione dei diversi soggetti interessati sarebbe necessario
padroneggiare alcune tecniche di negoziazione e concertazione. Le principali sono:
focus group
V F
forum di discussione
V F
incontri di monitoraggio per la verifica dello stato di realizzazione ed eventuale V F
predisposizione di azioni di miglioramento o rimodulazione degli obiettivi
Tecniche di team building (distrattore)
V F
Tecniche di problem solving e problem setting (distrattore)
V F
Tecniche di coaching (distrattore)
V F
Le politiche di intervento che permettono il miglioramento di un’immagine turistica passano
attraverso:
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
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p. 357
la creazione di itinerari basati sulle risorse turistiche locali che prescindano dalle
ripartizioni amministrative e riguardino invece insiemi geografici coerenti (distrattore)
La creazione di una politica di tutela del patrimonio turistico che garantisca l’attrattiva
della zona (distrattore)
La sensibilizzazione e l’educazione in materia di ambiente, con il sostegno delle
associazioni locali, della popolazione locale (distrattore)
La sensibilizzazione e l’educazione in materia di ambiente e di tutela del patrimonio del
turista residente (distrattore)
La creazione nella cultura della popolazione residente e degli operatori turistici di una
corretta “filosofia dell’ospite” e la predisposizione e il funzionamento di tutti i servizi
predisposti per il turista
V F
V F
V F
V F
V F
Per attuare politiche di intervento tese alla promozione turistica di un territorio occorre:
organizzare una strategia promozionale basata su un’immagine comune del territorio e
relativa alla tipologia di clientela su cui si desidera puntare.
creare itinerari di scoperta con un’adeguata segnaletica e opportuni supporti comunicativi
per promuovere il territorio (distrattore)
Trovare i migliori canali che permettono di mettere a disposizione del pubblico documenti
di informazione e guide promozionali (distrattore)
Offrire servizi gratuiti che aumentino il valore e dunque la percezione del ridotto acquistato
a parità di spesa (distrattore)
V F
V F
V F
V F
Per organizzare un’offerta turistica integrata relativa ad uno specifico territorio nel rispetto
della normativa vigente occorre, dopo aver censito ed analizzato le caratteristiche e le risorse
di un polo turistico, confezionare un Pacchetto Turistico.
A tal fine occorre
rilevare i costi dei servizi richiesti (distrattore)
V F
negoziare i prodotti con i fornitori dei singoli servizi che si intendono predisporre e V F
stipulare appositi contratti
contattare gli operatori locali appartenenti alla filiera turistica (distrattore)
V F
individuare il mark-up per ciascuna tipologia di servizio (distrattore)
V F
Una volta predisposto il pacchetto turistico occorre provvedere ad una sua corretta politica
distributiva. In particolare sarebbe opportuno
attivare direttamente una rete distributiva aprendo un sito internet (distrattore)
Affidare ad alcuni operatori specializzati la distribuzione del proprio prodotto turistico
Promuovere il pacchetto creato sulla stampa di settore (distrattore)
individuare i canali di distribuzione telematici (portali turistici, CRS, GDS,) utili a
distribuire il proprio prodotto turistico (distrattore)
partecipare a fiere e manifestazioni nazionali ed internazionali (distrattore)
organizzare eventi promozionali locali e/o internazionali o organizzare educational rivolti
V
V
V
V
F
F
F
F
V F
V F
p. 358
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ad operatori del settore (distrattore)
Le normative nazionali che disciplinano i rapporti giuridici tra gli attori del processo di
erogazione, vendita e consumo dei servizi turistici sono:
la legge quadro per il turismo Legge 17.05.1983 n. 217, e le conseguenti leggi regionali di
attuazione (distrattore)
la legge 1084 del 1977
Il D.Lgs 111/1995
legge 730 del 1985 realtiva agli agriturismi (distrattore)
legge quadro 135/01 Riforma della legislazione nazionale del turismo, le relative attuazione
regionali e le convenzione comunitarie che regolano i rapporti tra operatori turistici;
(distrattore)
V F
V
V
V
V
Da un punto di vista legislativo le agenzie di viaggio sono:
mandatari senza rappresentanza (distrattore)
Mandatari con rappresentanza
personalmente responsabili (distrattore)
Mandanti (distrattore)
V
V
V
V
F
F
F
F
V
F
V
F
V
F
V
F
V
V
V
V
F
F
F
F
Da un punto di vista legislativo i tour operator:
Agiscono in nome e per conto altrui e quindi sono mandatari con
rappresentanza (distrattore)
Agiscono in nome e per conto altrui e quindi sono mandatari senza
rappresentanza
Agiscono in nome proprio e per conto altrui e quindi sono mandatari con
rappresentanza (distrattore)
Agiscono in nome proprio e per conto altrui e quindi sono mandatari senza
rappresentanza (distrattore)
I contratti alla base dell’intermediazione, assumono la forma di:
allotment, usato per la creazione di pacchetti (distrattore)
allotment usato per la creazione di viaggi da catalogo
vuoto per pieno, usato per la creazione di pacchetti turistici
vuoto per pieno, usato per la creazione di viaggi su misura o per individuali
(distrattore)
Il termine APT nel settore turistico indica le:
F
F
F
F
p. 359
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
Aziende Provinciali per il Turismo (distrattore)
Aziende di Promozione Turistica
Aziende di Programmazione turistica (distrattore)
V
V
V
F
F
F
V
V
V
F
F
F
Il termine IAT, invece, indica le:
Imprese di Accoglienza Turistica (distrattore)
Informazione e accoglienza turistica
Insieme di aziende turistiche (distrattore)
Alle volte i progetti di sviluppo territoriale sono gestiti da associazioni senza scopo di lucro.
Queste ultime però:
Non possono produrre direttamente viaggi (distrattore)
Possono produrre viaggi solo per i propri associati
Possono rivendere viaggi a tutti come i Tour operator (distrattore)
V
V
V
F
F
F
Per gestire un progetto turistico in base ad un piano strategico occorre
Stendere un piano di lavoro che possa essere monitorato in tutte le sue fasi
Ottenere finanziamenti comunitari o agevolativi per poter gestire economicamente le
risorse umane e gli investimenti necessari (distrattore)
Accertarsi che il progetto ideato sia chiaro a tutti i soggetti coinvolti e che gli stessi siano
consapevoli delle loro responsabilità (distrattore)
Ideare iniziative che poggiano su elementi duraturi nel tempo e potenzialmente immutabili
quali ad esempio l’immagine turistica del territorio (distrattore)
V F
V F
V F
V F
Per assicurare il corretto monitoraggio del progetto ideato occorre
individuare i singoli interventi nel rispetto degli obiettivi progettuali e dei tempi previsti
V F
monitorare la corretta cadenza dei tempi di attuazione del progetto attraverso strumenti V F
specifici quali ad esempio il diagramma di Gantt (distrattore)
monitorare il grado di interesse e di partecipazione dei soggetti coinvolti applicando V F
laddove necessarie strategie di problem solving, Analisi Causa - Effetto, Origine della
causa e Analisi di Pareto (distrattore)
Per sviluppare una cultura della qualità nel settore del turismo occorre
agevolare la creazione di un sistema di informazione appropriato per la prenotazione dei V F
servizi in loco (alloggi, attività ricreative, risorse della zona) (distrattore)
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p. 360
attuare piani di qualità che stabiliscano obiettivi prioritari, strumenti e procedure di
controllo e revisione
sorvegliare costantemente la qualità dell’offerta globale nella zona (distrattore)
Identificare un insieme di indicatori per misurare il grado di soddisfazione del cliente
interno ed sterno (distrattore)
Svolgere programmi di formazione alla qualità rivolti a tutti gli operatori del settore
(distrattore)
V F
V F
V F
V F
I principali strumenti sviluppare una cultura della qualità nel settore del turismo sono:
Il diagramma di Ishikawa (distrattore)
La ruota di Deming o ciclo P.D.C.A.
Il brainstorming
Il diagramma causa/effetto
Il diagramma di Pareto
I diagrammi di flusso
Il data miner e l'information broker (distrattore)
Il Benchmarking (distrattore)
Il Decision Support Systems (DSS) (distrattore)
V
V
V
V
V
V
V
V
V
F
F
F
F
F
F
F
F
F
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p. 361
TEST PRODOTTO DAL GRUPPO
IL TECNICO SUPERIORE PER L’ORGANIZZAZIONE E IL
MARKETING DEL TURISMO INTEGRATO
Il seguente test è composto da una serie di item numerati da 1 a 48. Per ogni Item è
presentata una serie di possibili risposte, una sola delle quali è esatta, mentre tutte le altre
sono errate. In alcuni Item può accadere che nessuna delle alternative proposte sia esatta
oppure che siano tutte ugualmente esatte. In questi casi è necessario apporre una
crocetta sulle speciali alternative denominate, appunto, «Tutte Esatte» oppure «Nessuna
Esatta». Alcune volte possono essere esatte combinazioni specifiche di alternative
semplici e, in tal caso, va segnata la combinazione che include TUTTE ed
ESCLUSIVAMENTE le alternative esatte. ATTENZIONE! MAI ed in nessun caso devi
segnare più di una crocetta in un Item! La risposta esatta è sempre una sola!
Esempio N° 1 di item
Tra i paesi elencati quale non appartiene all’Unione Europea?
a. Italia
b. Francia
c. Finlandia
d. Spagna
e. Lussemburgo
f. Grecia
La risposta esatta è la n° 3
Esempio N° 2 di item
Quali tra i seguenti mezzi appartengono ai cosiddetti “mass media”?
a. telefono
b. aereo
c. radio
d. televisione
e. poste
f. internet
g. lettera
h. risposte n° (1), (3), (4)
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p. 362
i. risposte n° (3), (4), (6)
j. tutte esatte
k. nessuna esatta
La risposta esatta è la n° 9
Dopo ogni item si chiede al candidato di esprimere il cosiddetto “grado di certezza” cioè la
percentuale di sicurezza con cui ritiene che sia esatta la risposta che ha dato. Tale grado
di certezza va espresso in percentuale su una griglia predisposta e suddivisa in intervalli,
scegliendo l’intervallo che ritiene adeguato e scrivendo al suo interno la percentuale che
corrisponde al suo grado di certezza. Esempio:
ITEM N° 1
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
80
Nell’esempio qui sopra ci si ritiene sicuri della risposta data, e quindi nella casella della
“valutazione del soggetto” si è indicata una percentuale dell’80%, compresa tra il fra il 70% e
l’85%, che corrisponde alla colonna “certo”. Se viceversa si fosse molto incerti della risposta data,
bisognerebbe scrivere nella colonna 1 (molto incerto) un numero compreso fra 0 e 25. E così per
ogni item
Item N° 1 (1/1)
La comunicazione interpersonale si basa sulle impressioni che ci formiamo percependo la realtà per
come la vediamo e la ascoltiamo. Quale o quali dei seguenti elementi concorrono alla formazione
delle nostre impressioni personali e delle impressioni che facciamo al nostro interlocutore ?
a. Informazioni non verbali
b. Il tono della voce
c. Informazioni verbali
d. Informazioni culturali
e. Informazioni specifiche o generiche, scritte o orali che intendiamo veicolare
f. Esatte la (1), la (3) e la (5)
g. Esatte la (1), la (3) e la (4)
h. Esatte la (1) e la (3)
i. Tutte esatte
j. Nessuna esatta
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p. 363
ITEM N° 1
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 2 (1/2)
Quali sono gli elementi che si ritrovano sempre in qualsiasi processo comunicativo?
a. Il codice, il canale, la decodifica, il feedback
b. Il mezzo, il timbro di voce, la gestualità, la risposta
c. Il contenuto del messaggio, Il tono della voce, la postura e la capacità di comprensione
d. Esatte la (1) e la (2)
e. Esatte la (2) e la (3)
f. Tutte esatte
g. Nessuna esatta
ITEM N° 2
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
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p. 364
Item N° 3 (2/1)
Il punto di partenza per la definizione di un piano marketing è l’analisi SWOT che si basa sulla
raffigurazione di un quadro d’insieme contenente le potenzialità turistiche espresse o latenti di un
territorio e i suoi plus o minus. Quali sono i principali strumenti con cui si raccolgono le
informazioni?
a.
b.
c.
d.
e.
f.
g.
h.
i.
j.
k.
ricognizione diretta tramite interviste ad opinion leader
analisi dei dati sui flussi turistici in possesso degli organi preposti
Benchmarking con altre zone
interviste motivazionali dirette ai turisti
censimento diretto sul territorio
numero dei turisti presenti nella zona in rapporto alla popolazione residente
esatte la (1), la (3) e la (6)
esatte la (1), la (2), la (4)
esatte la (1), la (2), la (4) e la (5)
tutte esatte
nessuna esatta
ITEM N° 3
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 4 (2/2)
Su quali elementi si basa l’analisi SWOT?
a.
b.
c.
d.
e.
f.
g.
h.
i.
j.
fattori endogeni ossia punti di forza o punti di debolezza.
costi fissi e costi variabili
fattori esogeni che possono costituire opportunità o rischi
strutture di controllo che permettano di individuare gli agenti esogeni
calcolo del moltiplicatore turistico
tutte esatte
nessuna esatta
risposte esatte N° (1) e (3)
risposte esatte N° (2), (4) e (5)
risposte esatte N° (1), (3) e (4)
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p. 365
ITEM N° 1
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 5 (2/3)
Quali sono i fattori che rappresentano le potenzialità turistiche di un territorio?
a.
b.
c.
d.
e.
f.
g.
h.
i.
fattori naturali,fattori motivazionali, fattori sociali, fattori di attrattività
fattori sociali, fattori di attrattività, fattori aggiunti o strumentali, fattori di competitività
fattori sociali, fattori naturali, fattori aggiunti o strumentali, fattori di competitività
fattori naturali, fattori strutturali, fattori aggiunti o strumentali, fattori sociali
fattori naturali, fattori aggiunti o strumentali, fattori di attrattività, fattori di competitività
esatte le risposte N° (1), (3), (4)
esatte le risposte N° (1), (3) (5)
esatte le risposte N° (2), (4), (5)
tutte esatte
j.
nessuna esatta
ITEM N° 5
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 6 (2/4) spostare a 3/
Che cosa è necessario conoscere per costruire un piano strategico di marketing territoriale?
a. l’ambiente esterno in termini di consistenza dei flussi turistici presenti sull’area di
riferimento
b. la segmentazione del mercato turistico in relazione ai risultati emersi dall’analisi SWOT
c. l’ analisi dell’ambiente interno, inteso come stato di fatto del territorio.
d. l’ analisi delle potenzialità di crescita;
e. l’analisi del mercato turistico
f. l’analisi della concorrenza attuale o potenziale
g. l’analisi della potenzialità di crescita della ricettività del luogo
h. esatte le risposte N° (1), (3), (4), (5) e (7)
i. esatte le risposte N° (3), (4), (6) e (8)
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p. 366
j. tutte esatte
k. nessuna esatta
ITEM N° 6
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
3
Parzialmente
Certo
Incerto
25%-50%
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 7 (2/5)
Che cos’è il marketing mix?
a. l’insieme delle condizioni aziendali interne che permettono l’applicazione della strategia
identificata
b. l’insieme degli elementi che l’azienda può utilizzare per mettere a punto la migliore
strategia relativa al mercato che intende aggredire
c. le variabili da considerare per immettere un prodotto sul mercato
d. l’analisi delle aspettative del consumatore e dunque le risposte alle strategie aziendali
e. esatte le risposte N° (2) e (4)
f. esatte le risposte N° (2), (3) e (4)
g. esatte le risposte N° (1), (3) e (4)
h. tutte esatte
i. nessuna esatta
ITEM N° 7
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 8 (2/6)
Da che cosa è costituito il marketing mix?
a.
b.
c.
d.
e.
f.
prezzo, pubblicità, promozione e prodotto
prodotto, prezzo, pubblicità, promozione
personale, politica, prodotto, concorrenza
distribuzione, comunicazione, prezzo, prodotto
tutte esatte
nessuna esatta
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
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p. 367
g. esatte le risposte N° (1) e (4)
ITEM N° 8
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
3
Parzialmente
Certo
Incerto
25%-50%
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 9 (2/7)
Che cos’è il marketing non differenziato?
a.
b.
c.
d.
e.
f.
g.
un marketing diretto a tutto il mercato
un'unica strategia di marketing
un'unica azienda che opera sul mercato
esatte le risposte N° (2) e (3)
esatte le risposte N° (1) e (3)
tutte esatte
nessuna esatta
ITEM N° 9
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 10 (2/8)
Che cos’è invece il marketing differenziato?
a.
b.
c.
d.
e.
f.
g.
una strategia diversa per ogni azienda
una strategia di marketing diversa per più segmenti
un marketing diverso a seconda dei clienti
esatte le risposte N° (1) e (3)
esatte le risposte N° (2) e (3)
tutte esatte
nessuna esatta
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p. 368
ITEM N° 10
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
3
Parzialmente
Certo
Incerto
25%-50%
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 11 (2/9)
Che cos’è la distribuzione in una ottica di marketing?
a. il punto di vendita inteso come scelta della migliore localizzazione dal punto di vista fisico
b. il merchandising, inteso come insieme di metodologie e tecniche atte ad incrementare, anche
attraverso stimoli psicologici, le vendite
c. il canale distributivo, ossia l’insieme dei passaggi che il prodotto fa per arrivare al
consumatore
d. tutti gli elementi precedenti in relazione alle politiche aziendali e al momento del ciclo di
vita aziendale e del prodotto
e. nessuno degli elementi precedenti
ITEM N° 11
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 12 (2/10)
Quali fra queste funzioni svolge la distribuzione?
a. funzioni produttive, intese come arricchimento di valore dovuto al trasferimento nello
spazio, nel tempo e nelle quantità di un prodotto
b. funzioni finanziarie, in quanto gli operatori che partecipano al processo distributivo pagano i
prodotti che acquistano dai loro produttori e dunque l’azienda produttrice non deve
aspettare che il prodotto faccia tutti i passaggi e venga venduto sul mercato.
c. funzioni economiche, in quanto i diversi operatori che intervengono nella catena distributiva
si accollano gli eventuali rischi di invenduto sollevando ogni altro soggetto dal rischio che il
prodotto una volta arrivato sul mercato non incontri i gusti e le preferenze dei consumatori.
d. funzioni di trasporto, in quanto premette l’avvicinamento del prodotto al consumatore
eliminando le distanze e permettendo di acquistare facilmente
p. 369
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e.
f.
g.
h.
i.
funzioni di vendita, in quanto rende il prodotto disponibile sul luogo di consumo
esatte le risposte N° (1), (2) e (3)
esatte le risposte N° (1), (2), (3) e (5)
tutte esatte
nessuna esatta
ITEM N° 12
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
3
Parzialmente
Certo
Incerto
25%-50%
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 13 (2/11)
Quale o quali fra i seguenti elementi non esistono neI canale distributivo del prodotto turistico?
a. il rischio di invenduto, a meno che non si tratti di un vuoto per pieno
b. la funzione finanziaria perché i servizi turistici si pagano solo dopo averli venduti la
funzione produttiva perché chi eroga il servizio è solo il fornitore mentre gli altri soggetti
svolgono una mera funzione di intermediari.
c. esatte le risposte N° (1) e (2)
d. esatte le risposte N° (1) e (3)
e. esatte le risposte N° (2) e (3)
f. tutte esatte
g. nessuna esatta
ITEM N° 13
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 14 (2/12)
Da che cosa è composto il mix promozionale?
a. cartellonistica, depliant, cataloghi, vendita diretta
b. pubblicità inserzionistica, pubblicità sui mass media, pubblicità esterne
c. pubblicità, pubbliche relazioni, promozione delle vendite, vendita personale, passaparola,
direct mail
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p. 370
d. tutte esatte
e. nessuna esatta
ITEM N° 14
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
3
Parzialmente
Certo
Incerto
25%-50%
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 15 (2/13)
Che cosa occorre tener presente nella scelta e nell’elaborazione degli strumenti di comunicazione?
a. il posizionamento di mercato desiderato
b. l’ attribuzione di un ruolo preciso ed identificabile al prodotto in relazione al target cui ci si
rivolge
c. Il segmento di clientela cui ci si rivolge
d. il livello di spesa prescelto
e. l’ammontare del budget di spesa interno
f. esatte le risposte N° (1), (3) e (5)
g. tutte esatte
h. nessuna esatta
ITEM N° 15
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 16 (2/14)
Che cos’è il prezzo per il marketing?
a. qualcosa di incontrollabile perché imposto dal mercato
b. competenza di altri settori aziendali perché influenza la percezione del prodotto o della
marca fornendo un'idea di qualità
c. dipendente dalla concorrenza, influenza direttamente il livello della domanda
d. rende l’offerta quanto più attrattiva possibile, perché permette un confronto diretto con i
beni succedanei presenti sul mercato
e. esatte le risposte N° (2) e (3)
f. esatte le risposte N° (3) e (4)
g. esatte le risposte N° (1), (3) e (4)
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p. 371
h. tutte esatte
i. nessuna esatta
ITEM N° 16
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
3
Parzialmente
Certo
Incerto
25%-50%
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 17 (2/15)
Di che cosa si compone il prodotto turistico?
a. di servizi, persone, luoghi, attività, organizzazioni e idee piuttosto che un oggetto fisico e
pertanto necessita di essere “posizionato” nella mente del consumatore come bene adatto al
soddisfacimento di un certo bisogno che è solo potenziale
b. di un insieme di elementi che tendono al soddisfacimento dei bisogni e delle esigenze del
mercato obiettivo o target attraverso la fruizione di servizi di alloggio e trasporto
c. di un insieme coordinato di servizi che vengono erogati ai turisti, basato su fattori ambientali
e fattori strumentali
d. del complesso delle attrattive materiali ed immateriali che caratterizzano l'area di
destinazione delle vacanze ed il tipo di soddisfazioni psicofisiologiche che i turisti ritengono
di poter trarre da esse
e. esatte le risposte N° (2) e (4)
f. tutte esatte
g. nessuna esatta
ITEM N° 17
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 18 (2/16)
Da un punto di vista tecnico nel turismo, come può essere il prodotto?
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
a.
b.
c.
d.
e.
f.
g.
h.
i.
j.
k.
p. 372
incoming (o inbound)
outgoing (o outbound)
costituito da servizi isolati semplici e composti nel paese di partenza
costituito da servizi isolati semplici e composti nel paese di destinazione
costituito da servizi complessi nel paese di partenza
costituito da servizi complessi nel paese di destinazione
esatte le risposte N° (1) e (2)
esatte le risposte N° (3), (4), (5) e (6)
esatte le risposte N° (1), (2) (4) e (6)
tutte esatte
nessuna esatta
ITEM N° 18
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
3
Parzialmente
Certo
Incerto
25%-50%
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 19 (2/17)
Da un punto di vista legislativo le agenzie di viaggio sono:
a.
b.
c.
d.
e.
f.
g.
h.
mandatari senza rappresentanza
mandatari con rappresentanza
personalmente responsabili
mandanti
esatte le risposte N° (1) e (3)
esatte le risposte N° (2) e (3)
esatte le risposte N° (3) e (4)
nessuna
ITEM N° 19
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
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p. 373
Item N° 20 (2/18)
Da un punto di vista legislativo come agiscono i tour operator?
a.
b.
c.
d.
e.
f.
g.
h.
i.
agiscono in nome proprio e per conto altrui e quindi sono mandatari con rappresentanza
agiscono in nome e per conto altrui e quindi sono mandatari con rappresentanza
agiscono in nome proprio e per conto altrui e quindi sono mandatari senza rappresentanza
agiscono in nome e per conto proprio
agiscono in nome e per conto altrui e quindi sono mandatari senza rappresentanza
esatte le risposte N° (1) e (3)
esatte le risposte N° (2) e (3)
esatte le risposte N° (3) e (4)
nessuna
ITEM N° 20
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
3
Parzialmente
Certo
Incerto
25%-50%
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 21 (2/19)
A volte i progetti di sviluppo territoriale sono gestiti da associazioni senza scopo di lucro, che però:
a. non possono produrre direttamente viaggi
b. possono produrre viaggi solo per i propri associati
c. possono rivendere viaggi a tutti come i Tour operator
d. esatte le risposte N° (1) e (3)
e. esatte le risposte N° (2) e (3)
f. tutte esatte
g. nessuna esatta
ITEM N° 21
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
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p. 374
Item N° 22 (2/20)
Quale forma assumono i contratti alla base dell’intermediazione?
a.
b.
c.
d.
e.
f.
g.
h.
i.
allotment, usato per la creazione di pacchetti
allotment usato per la creazione di viaggi da catalogo
vuoto per pieno, usato per la creazione di pacchetti turistici
vuoto per pieno, usato per la creazione di viaggi su misura o per individuali
risposte esatte le N° (1) e (2)
tutte esatte
risposte esatte le N° (3) e (4)
risposte esatte le N° (2) e (3)
nessuna esatta
ITEM N° 22
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 23 (3/1)
Per censire e analizzare le caratteristiche e le risorse di un polo turistico, che cosa è necessario fare
per raccogliere informazioni da varie fonti?
a. effettuare un’analisi socioeconomica del territorio
b. analizzare l’accessibilità ed il livello di utilizzo delle risorse turistiche ambientali ed
infrastrutturali
c. valutare il livello di integrazione tra i siti di interesse e la loro raggiungibilità
d. analizzare la filiera turistica locale
e. fare un censimento della popolazione
f. analizzare le attività economiche esistenti (artigianato, piccola industria e terziario avanzato)
g. risposte esatte le N° (1), (2), (4) e (6)
h. risposte esatte le N° (1), (2), (3) e (4)
i. risposte (1), (2) e (3)
j. tutte esatte
k. nessuna esatta
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p. 375
ITEM N° 23
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
3
Parzialmente
Certo
Incerto
25%-50%
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 24 (3/2)
Quale dei seguenti elenchi è un corretto insieme di fonti documentali per censire ed analizzare le
risorse turistiche?
a. CCIAA, Comuni, Proloco, Provincia, APT, Unione industriali, Unione delle Camere di
Commercio.
b. Unione industriali, Fondazioni, Demanio, Unione delle Camere di Commercio,
Associazioni, Regione.
c. Curia, CCIAA, Comuni, Proloco, Provincia, APT, Unione delle Camere di Commercio,
Associazioni.
d. Curia, Comuni, Proloco, Provincia, APT, Fondazioni, Demanio, Associazioni, Regione.
e. Tutte Esatte
f. Nessuna Esatta
ITEM N° 24
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 25 (3/3)
Volendo sviluppare una risorsa turistica, che cosa occorre prevedere nel budget, per valutare
l’impegno necessario in termini economici?
a. quantità e qualità delle risorse umane per rendere accessibili i siti considerati;
b. costi di manutenzione ordinaria e straordinaria
c. ricavi da biglietteria e/o da finanziamenti da privati, e/o regionali, e/o nazionali e/o
comunitari
d. investimenti per l’allestimento del sito
e. costi di pubblicizzazione e promozione
f. esatte tutte le risposte da (1) a (4)
g. esatte le risposte N° (1), (2), (3), (5)
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p. 376
h. esatte le risposte N° (2), (3), (4) e (6)
i. tutte esatte
j. nessuna esatta
ITEM N° 25
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
3
Parzialmente
Certo
Incerto
25%-50%
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 26 (3/4)
Quali sono le attività individuate da una filiera turistica locale? (Indica la risposta in cui sono
elencate tutte queste attività)
a. trasporti, intermediazione organizzata, fornitura di alloggio, impianti di ristorazione
b. intermediazione organizzata, informazione sui servizi turistici, locali di intrattenimento,
locali per lo shopping e l’artigianato
c. informazioni sui servizi turistici, possibilità di transito e stazionamento di bus turistici,
presenza e efficienza del servizio pubblico
d. fornitura di alloggio, impianti di ristorazione, locali di intrattenimento, locali per lo
shopping e l’artigianato
e. intermediazione organizzata, possibilità di transito e stazionamento di bus turistici, presenza
e dislocazione di piste ciclabili, presenza e l’efficienza del trasporto pubblico
f. esatte le risposte N° (1), (2), (4), (5)
g. esatte le risposte N° (1), (2), (4), (5)
h. tutte esatte
i. nessuna esatta
ITEM N° 26
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
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p. 377
Item N° 27 (3/5)
In quali termini si effettua l’analisi quantitativa dell’offerta turistica?
a. consistenza dei flussi turistici, tendenze future, provenienza geografica, tipologia di turismo
prevalente
b. tendenze future, consistenza dei flussi turistici, tipologia di turismo prevalente, tipologia di
turismo preferita
c. potenzialità di crescita dei mercati di provenienza, provenienza geografica, motivazioni
principali, tipologia di alloggio preferita
d. provenienza geografica, tipologie di turismo prevalente, tipologia di alloggio preferita,
modalità di prenotazione
e. durata media del soggiorno, consistenza dei flussi turistici, tendenze future, potenzialità di
crescita dei mercati di provenienza
f. motivazioni principali, modalità di prenotazione, consistenza dei flussi turistici, durata
media del soggiorno
g. tutte esatte
h. nessuna esatta
ITEM N° 27
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 28 (3/6)
In quali termini invece si effettua l’analisi qualitativa dell’offerta turistica? (Indicare la risposta che
contiene tutti gli elementi da considerare)
a. moltiplicatore turistico, consistenza dei flussi turistici, provenienza geografica, tipologia di
turismo prevalente, tipologia di alloggio preferita
b. consistenza dei flussi turistici, tendenze future, potenzialità di crescita dei mercati di
provenienza, tipologia di turismo prevalente, durata media del soggiorno
c. tendenze future, tipologia di turismo prevalente, tipologia di alloggio preferita, durata media
del soggiorno, motivazioni principali
d. potenzialità di crescita dei mercati di provenienza, provenienza geografica, tipologie di
turismo prevalente, durata media del soggiorno, moltiplicatore turistico
e. consistenza dei flussi turistici, tipologie di turismo prevalente, tipologia di alloggio preferita,
modalità di prenotazione, motivazioni principali
f. provenienza geografica, tipologia di turismo prevalente, tipologia di alloggio preferita,
motivazioni principali, modalità di prenotazione
g. tutte esatte
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p. 378
h. nessuna esatta
ITEM N° 28
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
3
Parzialmente
Certo
Incerto
25%-50%
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 29 (4/1)
Quali sono le principali variabili di segmentazione del mercato di consumo?
a.
b.
c.
d.
e.
f.
g.
h.
i.
Geografiche
socio-demografiche
psicografiche
comportamentali
risposte esatte le N° (1) (2) (3)
risposte esatte le N° (1) (2) (4)
risposte esatte le N° (2) (4)
tutte esatte
nessuna esatta
ITEM N° 29
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 30 (4/2)
Che cosa occorre per identificare un segmento di mercato?
a. suddividere il mercato in gruppi di utenti omogenei e significativi
b. identificarne le caratteristiche
c. individuare il livello di spesa che lega fra loro un medesimo gruppo di acquirenti
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p. 379
d. predisporre un certo tipo di prodotto e con un test di mercato verificarne il gradimento sul
mercato
e. risposte esatte le N° (1) e (2)
f. risposte esatte le N° (3) e (4)
g. risposte esatte le N° (1), (2) e (4)
h. tutte esatte
i. nessuna esatta
ITEM N° 30
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
3
Parzialmente
Certo
Incerto
25%-50%
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 31 (4/3)
Che cos’è il posizionamento turistico di un territorio o di una località?
a. La distanza che separa il prodotto turistico dal luogo di provenienza del consumatore
b. lo spazio che il prodotto turistico occupa in un dato mercato rispetto ai prodotti concorrenti
c. la percezione che il turista ha del prodotto turistico in relazione alle immagini che questo
proietta nella sua mente e dei bisogni che soddisfa
d. la percezione che gli acquirenti hanno riguardo alle alternative che loro offre il mercato
e. esatte le risposte N° (1), (2) e (4)
f. tutte esatte
g. nessuna esatta
ITEM N° 31
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 32 (4/4)
Quali possono essere gli obiettivi del posizionamento?
a. obiettivo di difesa, permette di mantenere le posizioni raggiunte dal prodotto nel segmento
in cui opera.
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Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
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p. 380
b. obiettivo di sperimentazione, permette di verificare l’attenzione del mercato al prodotto
c. obiettivo di riposizionamento, permette di spostare il prodotto in un segmento più idoneo
creatosi per varie concause
d. obiettivo di appoggio, permette di entrare con un nuovo prodotto non innovativo in un
nuovo segmento.
e. obiettivo di lancio, permette di introdurre un prodotto altamente innovativo sia per i
consumatori che per il mercato
f. obiettivo di stazionamento, permette di uniformare l’offerta in attesa di analisi di mercato
g. esatte le risposte (1) (4) (5)
h. esatte le risposte (1) (4) (5)
i. esatte le risposte (1) (3) (4) (5)
j. tutte esatte
k. nessuna esatta
ITEM N° 32
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 33 (5/1)
Fra quali soggetti pubblici interessati occorre un’azione sinergica, per la creazione dell’immagine
turistica di un territorio?
a. CCIAA, Unioncamere , Assessorato al turismo regionale, assessorati al turismo provinciale,
assessorati al turismo comunale, Unindustria, enti parco
b. CCIAA, enti parco, associazioni di categoria, consorzi e cooperative di albergatori,
UnionCamere, Unindustria, , Confidi regionali e provinciali
c. Assessorato al turismo regionale, assessorati al turismo provinciale, assessorati al turismo
comunale, rappresentanti dei patti territoriali, associazioni di categoria, Unioncamere, Un
industria
d. Confidi regionali e provinciali, consorzi e cooperative di albergatori, enti parco, associazioni
di categoria, associazioni Pro loco, Unioncamere, Unindustria
e. associazioni di categoria, Assessorato al turismo regionale , assessorati al turismo
provinciale, assessorati al turismo comunale, associazioni Pro loco, consorzi e cooperative
di albergatori, Confidi regionali e provinciali,
f. CCIAA, assessorato al turismo regionale, assessorati al turismo provinciali, assessorati al
turismo comunali, associazioni Pro loco, rappresentanti dei patti territoriali, enti parco,
associazioni di categoria
g. tutte esatte
h. nessuna esatta
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
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p. 381
ITEM N° 33
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
3
Parzialmente
Certo
Incerto
25%-50%
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 34 (5/2)
Attraverso quali azioni passano le politiche di intervento che permettono il miglioramento di
un’immagine turistica?
a. la creazione di itinerari basati sulle risorse turistiche locali che prescindano dalle ripartizioni
amministrative e riguardino invece insiemi geografici coerenti
b. la creazione di una politica di tutela del patrimonio turistico che garantisca l’attrattiva della
zona
c. la sensibilizzazione e l’educazione in materia di ambiente, con il sostegno delle associazioni
locali, della popolazione locale
d. la sensibilizzazione e l’educazione in materia di ambiente e di tutela del patrimonio del
turista residente
e. risposte esatte le N° (1), (3)
f. risposte esatte le N° (2), (3)
g. risposte esatte le N° (3), (4)
h. tutte esatte
i. nessuna esatta
ITEM N° 34
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 35 (5/3)
Quali sono le condizioni che favoriscono lo sviluppo della marca turistica?
a. riconoscibilità della marca che deve permettere di identificare facilmente il prodotto
turistico
b. il prodotto turistico è percepito come il migliore per rapporto tra valore offerto e prezzo
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Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
c.
d.
e.
f.
g.
p. 382
capacità di assicurare uno standard di qualità comune
proporzionate dimensioni della domanda per la categoria del prodotto
economie di scala
tutte esatte
nessuna esatta
ITEM N° 35
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
3
Parzialmente
Certo
Incerto
25%-50%
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 36 (5/4)
Che cosa occorre per attuare politiche di intervento tese alla promozione turistica di un territorio?
a. creare itinerari di scoperta con un’adeguata segnaletica e opportuni supporti comunicativi
per promuovere il territorio
b. trovare i migliori canali che permettono di mettere a disposizione del pubblico documenti di
informazione e guide promozionali
c. offrire servizi gratuiti che aumentino il valore e dunque la percezione del ridotto acquistato a
parità di spesa
d. organizzare una strategia promozionale basata su un’immagine comune del territorio e
relativa alla tipologia di clientela su cui si desidera puntare
e. esatte le risposte N° (1), (3) e (4)
f. esatte le risposte N° (1), (2) e (3)
g. esatte le risposte N° (2), (3) e (4)
h. tutte esatte
i. nessuna esatta
ITEM N° 36
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 37 (6/1)
Che cosa occorre per la creazione di una azione sinergica tra diversi soggetti pubblici preposti al
turismo?
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
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p. 383
a. conoscere i piani di sviluppo a livello locale e regionale quali i P.I.T. (Piano Integrato
Territoriale) e i P.I.L.S. (Piano Integrato Locale Strategico)
b. conoscere l’intera filiera turistica presente sul territorio, gli attori da coinvolgere, il ruolo di
ciascun partner, le singole iniziative in atto o in itinere
c. tutte esatte
d. nessuna esatta
ITEM N° 37
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
3
Parzialmente
Certo
Incerto
25%-50%
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 38 (6/2)
Quali sono le principali tecniche di negoziazione e concertazione che sarebbe necessario
padroneggiare per riuscire a coordinare l’azione dei diversi soggetti interessati ad una azione
sinergica come quella di cui si parla nelle due domande precedenti?
a.
b.
c.
d.
e.
f.
g.
h.
i.
tecniche di team building, problem solving, problem setting
forum di discussione, tecniche di problem solving, tecniche di coaching
tecniche di problem solving, problem setting, tecniche di coaching
focus group, forum di discussione, incontri di monitoraggio per la verifica dello stato di
realizzazione ed eventuale predisposizione di azioni di miglioramento o rimodulazione degli
obiettivi
focus group, forum di discussione, tecniche di team building
risposte esatte le N° (1) e (4),
risposte esatte le N° (2) e (5)
tutte esatte
nessuna esatta
ITEM N° 38
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 39 (7/1)
Per organizzare un’offerta turistica integrata relativa ad uno specifico territorio nel rispetto della
normativa vigente occorre, dopo aver censito ed analizzato le caratteristiche e le risorse di un polo
turistico, confezionare un Pacchetto Turistico.
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p. 384
A tal fine che cosa occorre?
a. rilevare i costi dei servizi richiesti
b. negoziare i prodotti con i fornitori dei singoli servizi che si intendono predisporre e stipulare
appositi contratti
c. contattare gli operatori locali appartenenti alla filiera turistica
d. individuare il mark-up per ciascuna tipologia di servizio
e. risposte esatte le N° (1), (2) e (3)
f. risposte esatte le N° (1), (3) e (4)
g. tutte esatte
h. nessuna esatta
ITEM N° 39
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 40 (7/2)
Una volta predisposto il pacchetto turistico occorre provvedere ad una sua corretta politica
distributiva. In particolare sarebbe opportuno
a. attivare direttamente una rete distributiva aprendo un sito internet
b. promuovere il pacchetto creato sulla stampa di settore
c. individuare i canali di distribuzione telematici (portali turistici, CRS, GDS,) utili a
distribuire il proprio prodotto turistico
d. partecipare a fiere e manifestazioni nazionali ed internazionali
e. organizzare eventi promozionali locali e/o internazionali o organizzare educational rivolti ad
operatori del settore
f. affidare ad alcuni operatori specializzati la distribuzione del proprio prodotto turistico
g. tutte esatte
h. tutte esatte, eccetto la N° 2
i. nessuna esatta
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p. 385
ITEM N° 40
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
3
Parzialmente
Certo
Incerto
25%-50%
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 41 (7/3)
Da che cosa dipende il processo di formazione del prezzo?
a. dagli obiettivi aziendali, soprattutto se mirati alle vendite
b. dagli obiettivi aziendali, soprattutto se mirati al comportamento della concorrenza
c. dalla possibilità e dalla volontà del mercato di pagare un determinato prezzo in relazione
all’immagine e alla concorrenza
d. esatte le risposte N° (1) e (2)
e. esatte le risposte N° (1) e (3)
f. esatte le risposte N° (2) e (3)
g. tutte esatte
h. nessuna esatta
ITEM N° 41
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 42 (7/4)
Quali sono i metodi con cui viene calcolato il prezzo turistico sono?
a. metodo full costing che permette la determinazione del costo pieno del prodotto attraverso la
sommatoria dei costi dei suoi singoli componenti.
b. metodo direct costing che si basa sulla determinazione degli oneri e dei costi che si
sostengono per una intera produzione e non per un singolo prodotto
c. metodo del valore percepito che si basa sul valore percepito dall'acquirente e non sui reali
costi sostenuti dal venditore
d. metodo della determinazione del prezzo sulla base dei prezzi della concorrenza, in cui si
determinano i prezzi basandosi sull'analisi della concorrenza
e. esatte le risposte N° (1) e (2)
f. esatte le risposte N° (1) e (3)
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p. 386
g. esatte le risposte N° (1), (2) e (4)
h. tutte esatte
i. nessuna esatta
ITEM N° 42
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
3
Parzialmente
Certo
Incerto
25%-50%
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 43 (7/5)
Quali sono le normative nazionali che disciplinano i rapporti giuridici tra gli attori del processo di
erogazione, vendita e consumo dei servizi turistici?
a. la legge quadro per il turismo Legge 17.05.1983 n. 217, e le conseguenti leggi regionali di
attuazione
b. la legge 1084 del 1977
c. il D.Lgs 111/1995
d. legge 730 del 1985 realtiva agli agriturismi
e. legge quadro 135/01 Riforma della legislazione nazionale del turismo, le relative attuazione
regionali e le convenzione comunitarie che regolano i rapporti tra operatori turistici;
f. risposte esatte le N° (1) e (5)
g. risposte esatte le N° (2) e (3)
h. tutte esatte
i. nessuna esatta
ITEM N° 43
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 44 (8/1)
Che cosa occorre per gestire un progetto turistico in base ad un piano strategico?
a. accertarsi che il progetto ideato sia chiaro a tutti i soggetti coinvolti e che gli stessi siano
consapevoli delle loro responsabilità
b. ottenere finanziamenti comunitari o agevolativi per poter gestire economicamente le risorse
umane e gli investimenti necessari
c. stendere un piano di lavoro che possa essere monitorato in tutte le sue fasi
p. 387
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d. Ideare iniziative che poggiano su elementi duraturi nel tempo e potenzialmente immutabili
quali ad esempio l’immagine turistica del territorio
e. esatte le risposte N° (1) e (3)
f. esatte le risposte N° (2) e (4)
g. tutte esatte
h. nessuna esatta
ITEM N° 44
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
3
Parzialmente
Certo
Incerto
25%-50%
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 45 (8/2)
Che cosa è necessario fare per assicurare il corretto monitoraggio del progetto ideato?
a. individuare i singoli interventi nel rispetto degli obiettivi progettuali e dei tempi previsti
b. monitorare la corretta cadenza dei tempi di attuazione del progetto attraverso strumenti
specifici quali ad esempio il diagramma di Gantt
c. monitorare il grado di interesse e di partecipazione dei soggetti coinvolti applicando laddove
necessarie strategie di problem solving, Analisi Causa - Effetto, Origine della causa e
Analisi di Pareto
d. tutte esatte
e. nessuna esatta
ITEM N° 45
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 46 (9/1)
Quali azioni bisogna mettere in atto per sviluppare una cultura della qualità nel settore del turismo?
a. agevolare la creazione di un sistema di informazione appropriato per la prenotazione dei
servizi in loco (alloggi, attività ricreative, risorse della zona)
b. identificare un insieme di indicatori per misurare il grado di soddisfazione del cliente
interno ed esterno
c. sorvegliare costantemente la qualità dell’offerta globale nella zona
d. svolgere programmi di formazione alla qualità rivolti a tutti gli operatori del settore
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e.
f.
g.
h.
p. 388
esatte le risposte N° (2), (3) e (4)
esatte le risposte N° (2), (3), (4) e (5)
tutte esatte
nessuna esatta
ITEM N° 46
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
3
Parzialmente
Certo
Incerto
25%-50%
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 47 (9/2)
In che modo è possibile monitorare la qualità dei servizi offerti?
a.
b.
c.
d.
e.
f.
g.
h.
i.
j.
k.
elaborare questionari di valutazione della soddisfazione del cliente
istituire un ufficio reclami
istituire un premio qualità per le imprese territoriali
attuare audit interni di valutazione
analizzare la crescita di fatturato delle imprese turistiche
creazione di una struttura di coordinamento ad hoc per controllare, nel tempo, l’applicazione
dei piani di qualità
esatte le risposte N° (1) (2), (3) e (4)
esatte le risposte N° (2), (3), (5) e (6)
esatte le risposte N° (1), (2), (4) e (6)
tutte esatte
nessuna esatta
ITEM N° 47
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
Item N° 48 (9/3)
Quali sono i principali strumenti per sviluppare una cultura della qualità nel settore del turismo?
a. la ruota di Deming o ciclo P.D.C.A.
b. il brainstorming
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c.
d.
e.
f.
g.
h.
i.
j.
p. 389
il diagramma causa/effetto
il diagramma di Pareto
i diagrammi di flusso
risposte esatte le N° (1), (2), (3), (4)
risposte esatte le N° (2), (3), (5)
risposte esatte le N° (2), (4) (5)
tutte esatte
nessuna esatta
ITEM N° 48
FASCE DI
CERTEZZA:
1
Molto
Incerto
PROBABILITÀ:
0 -25%
VALUTAZIONE
DEL SOGGETTO:
2
Incerto
25%-50%
3
Parzialmente
Certo
50%-70%
4
5
6
Certo
Molto Certo
Certissimo
70%-85%
85%-95%
95%-100%
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ITEM N°
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
38
39
40
41
42
43
44
45
46
47
48
RISPOSTA ESATTA
7
1
9
8
4
10
2
4
1
3
4
6
1
3
7
4
3
7
2
5
2
8
8
4
9
9
5
6
8
1
3
9
6
9
6
4
2
4
2
6
3
5
7
3
1
8
9
9
p. 390
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p. 391
CRITERI PER LA CORREZIONE
Questo test è stato costruito con il metodo CERT, pertanto per ogni Item bisogna
1) Scegliere l’alternativa ritenuta corretta.
2) Dichiarare quanto si è certi della correttezza della risposta fornita. Questo significa che è
necessario:
a) scegliere una Fascia di certezza,
b) indicare un Grado di certezza, cioè la probabilità che ha la risposta di essere esatta.
In base ai principi teorici del Metodo CERT, una risposta esatta, accompagnata da un alto grado di
certezza, dovrà ottenere un punteggio superiore alla stessa risposta con un grado di certezza
inferiore. Al contrario, nel caso di risposta sbagliata, la penalità da assegnare ad una certezza
elevata sarà superiore alla penalità ottenuta da un grado di certezza inferiore. In sintesi come già
precedentemente evidenziato
Risposta corretta + Certezza elevata = Alto Punteggio
Risposta corretta + Bassa certezza = Basso Punteggio
Risposta errata + Certezza elevata = Alta Penalità.
Risposta errata + Bassa certezza = Bassa Penalità.
Alla fine della prova, viene attribuito un punteggio globale unitario che è la combinazione di due
dimensioni:
o le conoscenze possedute (numero di risposte corrette)
o la capacità di valutarle (gradi di certezza).
Concretamente si propone il seguente procedimento:
a. assegnare un punto positivo +1 ad ogni risposta esatta
b. assegnare un punto negativo -1 ad ogni risposta errata
c. trasformare la percentuale del grado di certezza in decimali, positivi o negativi a
seconda che si riferiscano a risposte esatte o errate. Es. +90% di certezza relativo ad
una risposta esatta diventa + 0,9 e 90% di certezza relativo ad una risposta errata
diventa – 0,9.
d. fare la somma algebrica del punteggio ottenuto nella risposta all’item e del relativo
grado di certezza espresso in decimali.
Esempio: [(risposta esatta = punti 1) + (certezza 90% = 0,9) darà una somma di punti 1,9
] oppure [( risposta errata = punti – 1) + (certezza 90% = - 0,9) darà una somma di punti
-1,9. In questo modo ad ogni item corrisponderà un punteggio che va da un minimo di –
2 (risposta errata con grado di certezza di 100%) ad un massimo di + 2 ( risposta esatta
con grado di certezza di 100%).
e. fare la somma algebrica di tutti i punti così ottenuti: si otterrà un punteggio totale che
sarà compreso fra – 96 e + 96.
f. si consiglia di ritenere superato il test se il candidato ha dato almeno 30 risposte
esatte su 48 (= punti 12 dati dalla differenza fra punti 30 delle risposte esatte meno
punti 18 delle risposte errate) con un grado di certezza medio del 60% (parzialmente
certo), che corrisponde a punti 7,2 ( 0,60 x30 = punti 18 delle risposte esatte, a cui
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p. 392
vanno sottratti i punti delle risposte negative, cioè – 0,60 x 18 = 10,8). In totale
quindi il candidato dovrebbe ottenere almeno punti +19,2. Per praticità di calcolo è
possibile arrotondare a 20.
g. Un altro metodo di calcolo prevede che invece della somma algebrica venga fatta la
moltiplicazione fra il punteggio della risposta all’item e il punteggio del grado di
certezza. In questo caso però quest’ultimo deve rimanere sempre positivo, per evitare
che il prodotto di due numeri negativi porti ad un risultato sempre positivo.
Con quest’ultimo metodo il punteggio totale ottenibile va da – 48 a + 48 e la soglia
da raggiungere per considerare superato il test è di + 7,2 (differenza fra risposte
esatte e risposte errate = 12 x 0,60 di certezza media)
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p. 393
GRIGLIA DI CORREZIONE
Item n°
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.
15.
16.
17.
18.
19.
20.
21.
Punteggio per risposta
esatta o errata
Punteggio per grado di
certezza
Punteggio totale per
item
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22.
23.
24.
25.
26.
27.
28.
29.
30.
31.
32.
33.
34.
35.
36.
37.
38.
39.
40.
41.
42.
43.
44.
45.
46.
p. 394
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47.
48.
Totali
p. 395
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p. 396
SEZIONE 3
IL LAVORO DEL GRUPPO 2
1. LA METODOLOGIA PER COMPETENZE: DAL MODELLO DI COMPETENZE
ALL’AUTODIAGNOSI
1 - L’approccio teorico di riferimento
L’adozione della metodologia per competenze nella fase di definizione del profilo di competenze di
una figura professionale (cosiddetto “modello di competenze”), può essere utilizzata nell’ambito di
un’iniziativa formativa, oltre che per l’identificazione degli obiettivi formativi, anche ai fini di
individuazione del fabbisogno formativo dei partecipanti, sulla base del quale impostare la
microprogettazione formativa, nonché di monitoraggio dello sviluppo delle competenze individuali
[GERLI, 2002].
Volendo definire l’approccio proposto, ci si riferisce a un insieme di metodologie e di strumenti
avente lo scopo di identificare, monitorare e valutare le competenze individuali [BOYATZIS, 1982].
Tali competenze sono identificate in quanto direttamente correlate con l’ottenimento di una
prestazione lavorativa efficace e, nell’ambito del presente progetto, sono declinate in una forma
coerente e compatibile con il modello delle Unità Capitalizzabili e, in particolare, con la
componente delle “competenze obiettivo” (essere in grado di).
1.1Definizione di competenza e approccio learning-oriented
Il contributo che rappresenta il primo passo verso la nozione di competenza che si è adottata è
quello di McClelland [1973, 1985]. Esso ha aperto una strada originale nel campo delle scienze
sociali applicate al management e ha posto le premesse, da un punto di vista operativo, per lo
sviluppo di strumentazioni di gestione delle risorse umane che vengono incontro alle necessità delle
imprese derivanti dal mutato contesto [RATTI, 1998]. Contestando gli approcci basati sulle
caratteristiche personali generiche (o “grandi tratti della personalità”) rispetto alla loro capacità di
spiegare il successo degli individui, e contestando in modo particolare la validità dei test
d’intelligenza e attitudinali nella loro capacità di predire i comportamenti individuali, lo studio di
McClelland si incentra sull’analisi delle motivazioni degli individui come fattori in grado di
spiegare il livello della performance lavorativa [CAMUFFO, 1997; COMACCHIO, 1998].
I tre tipi di motivazioni che egli individua (la tensione al risultato, il desiderio di potere e il
desiderio di affiliazione) sono presenti nei soggetti in modo diverso, ossia con una differente
dominanza relativa. Secondo McClelland, gli individui possono cambiare, se lo vogliono, il proprio
profilo motivazionale, purché tale cambiamento sia coerente con il contesto di riferimento e, in
particolare, con le sue norme e i suoi valori. Conseguentemente, la competenza viene definita come
un sistema di schemi cognitivi e comportamenti operativi causalmente correlati al successo nel
lavoro. La valutazione delle competenze parte dal criterio del successo per identificare a ritroso le
caratteristiche che sembrano spiegare il successo stesso [RATTI, 1998]. Ma il contributo di
McClelland è apprezzabile anche dal punto di vista degli strumenti di rilevazione che fornisce: oltre
a una particolare forma di Test di Appercezione Tematica, con cui un soggetto costruisce e narra
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p. 397
una storia sulla base dello stimolo provocato da un disegno, cui segue poi un’analisi tematica del
racconto, McClelland contribuisce allo sviluppo della Behavioral Event Interview5.
Boyatzis [1982] approfondisce tali concetti e, facendo riferimento anche al lavoro di Klemp
[1980], definisce la competenza come una “caratteristica intrinseca di un individuo e causalmente
correlata a una prestazione efficace o superiore nella mansione”. Dalla definizione che egli dà si
colgono due elementi di fondo: il primo è il nesso tra la competenza e un insieme di elementi legati
alla natura umana di una persona, mentre il secondo è il rapporto con l’attivazione di un
comportamento, con un’azione che conduce a prestazioni efficaci o superiori. Infatti, secondo
Boyatzis [1982], una competenza:
“può essere una motivazione, un tratto, un aspetto dell’immagine di sé o del
proprio ruolo sociale, una skill, o un corpo di conoscenze (...). Siccome le competenze
sono caratteristiche interiori si possono considerare generiche. Una caratteristica
generica può apparire in diverse forme di comportamento e in una grande varietà di
azioni (...). L’azione specifica è la manifestazione della competenza in risposta alle
richieste di una particolare posizione e di un particolare contesto organizzativo. In una
posizione o in un ambiente organizzativo diversi la competenza si potrebbe
manifestare in azioni specifiche diverse.”
Da tale definizione si coglie come sia l’azione la modalità tramite la quale il possesso della
competenza si esprime, concetto che viene confermato dalla nozione di efficacia della prestazione:
in particolare, una prestazione viene definita efficace in una determinata posizione quando si ottiene
un risultato definito attraverso specifiche azioni, rimanendo coerenti con le politiche, procedure e
condizioni dell’ambiente organizzativo. Dal punto di vista della prestazione erogata, Boyatzis
distingue due tipi di competenze: le competenze di soglia, che sono quelle caratteristiche essenziali
per lo svolgimento di una mansione ma che non sono correlate a una performance superiore, e le
competenze, che differenziano una prestazione lavorativa superiore.
Le due dimensioni principali entro cui le competenze, secondo Boyatzis, possono collocarsi sono
quelle del livello e del tipo.
Sono tre i livelli su cui ogni competenza può essere riscontrata:
a) il livello della motivazione (un interesse ricorrente per uno stato, o condizione desiderata,
che guida, dirige e seleziona il comportamento dell’individuo) e del tratto (il modo caratteristico
in cui, per disposizione naturale, una persona reagisce a un insieme di stimoli), maggiormente
profondi nell’individuo;
b) il livello dell’immagine di sé (la percezione che un soggetto ha di se stesso e la
valutazione che egli dà di quell’immagine) e del proprio ruolo sociale (la percezione che un
individuo ha di un insieme di norme di comportamento considerate accettabili e appropriate nei
gruppi o nelle organizzazioni cui appartiene). Questa definizione comprende sia il concetto di sé
che la stima di sé, che derivano da una valutazione e interpretazione della propria immagine,
nell’ambito dell’ambiente sociale di riferimento;
c) il livello della skill, ossia l’abilità di dimostrare un sistema e una sequenza di
comportamenti che siano funzionalmente correlati all’ottenimento di un traguardo in termini di
prestazione. Trattandosi di un livello legato al comportamento, esso si contraddistingue per una
relazione diretta tra le azioni compiute e il risultato in termini di prestazione6.
5
L’intervista degli episodi comportamentali è uno strumento di raccolta delle informazioni utilizzabili per cogliere le
competenze necessarie all’ottenimento di una performance superiore.
6
Nel presente documento i termini skill, capacità e abilità saranno considerati come sinonimi.
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Esistono forti collegamenti tra questi livelli: il livello intermedio, quello dell’immagine di sé e del
ruolo sociale, svolge un ruolo di mediatore della motivazione e del tratto nel determinare l’effettivo
comportamento, mentre i comportamenti effettivi, viceversa, tramite la loro influenza sul livello
delle skill, possono avere un impatto sul livello delle motivazioni e dei tratti tramite il livello
dell’immagine di sé e del ruolo sociale [COMACCHIO, 1998].
La seconda dimensione è relativa ai tipi di competenze, secondo cui esse si differenziano in base al
diverso comportamento che attivano: il possesso, ad esempio, della competenza “empatia” implica
un insieme di comportamenti che sono diversi da quelli attivati dal possesso della competenza
“iniziativa”, e così via. In tal senso, la ricerca condotta da Boyatzis e dalla società McBer ha
individuato 21 competenze verificate a livello di skill, sei delle quali sono state individuate come
presenti anche a livello di motivazione o di tratto7. La definizione di tipi di competenze è rilevante
dal momento che esse interagiscono tra di loro e devono pertanto essere considerate in modo
contestuale [BOYATZIS, 1982]: “the competencies affect one another and operate in context with
one another”.
Partendo dalle assunzioni di Boyatzis, gli Spencer [SPENCER e SPENCER, 1993] offrono un concetto
di competenza maggiormente operativo ai fini gestionali.
Figura 1: L’iceberg delle competenze
Parte visibile
Parte invisibile
Conoscenze
Skill
Immagine di sé
Motivazioni
Tratti
Essi, benché diano una definizione di competenza molto simile a quella di Boyatzis, fatta eccezione
per il riferimento a un criterio di misurazione della performance (competenza è “una caratteristica
intrinseca di un individuo che è causalmente correlata a una performance, riferita a un criterio
prestabilito, efficace o superiore nella mansione”), non operano una distinzione formale tra tipi e
livelli delle competenze, limitandosi a definire cinque modalità in cui le competenze si possono
presentare:
7
Esse sono: autodiagnosi, concettualizzazione, attenzione alle relazioni personali, attenzione all’impatto personale sugli
altri, sviluppo degli altri, uso diagnostico dei concetti, orientamento all’efficienza, pensiero logico, gestione dei processi
di gruppo, memorizzazione, obiettività, positività nei confronti degli altri, proattività, autostima, autocontrollo,
conoscenze specialistiche, spontaneità, tenacia e adattabilità, uso di presentazioni orali, uso del potere di
socializzazione, uso del potere unilaterale. Tali competenze sono raggruppabili in quattro cluster: goal and action
management cluster, leadership cluster, human resource management cluster, directing subordinates cluster.
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1) motivazioni: schemi mentali, bisogni e spinte interiori che guidano, dirigono e selezionano
il comportamento di una persona verso certi scopi e certe azioni e lo allontanano da altri (ciò
che un soggetto costantemente pensa o desidera, e che guida e dirige il suo comportamento);
2) tratti: caratteristiche fisiche e reazioni costanti a situazioni o informazioni;
3) concetto di sé: atteggiamenti, valori, l’immagine di sé di una persona;
4) conoscenza: informazioni di cui una persona dispone su un campo specifico;
5) skill: abilità di compiere un certo compito fisico o mentale.
La Figura 1 indica come le skill e le conoscenze tendano a essere caratteristiche personali
maggiormente osservabili, mentre le competenze al livello di motivazioni e tratti siano quelle più
profondamente radicate nella personalità di un individuo, e quindi anche le meno visibili. Le
competenze manifestate al livello di “immagine di sé” si collocano, invece, in un punto intermedio
rispetto alle due precedenti.
Benché tutte le competenze possano essere oggetto di apprendimento e di valutazione, quelle legate
agli aspetti più difficilmente visibili (motivazioni e tratti) si prestano più difficilmente
all’identificazione e allo sviluppo, soprattutto perché necessitano di tempi di apprendimento molto
ampi e di tecniche e strumenti in grado di intervenire in profondità nell’individuo. Viceversa, skill e
conoscenze, collocandosi ai livelli maggiormente visibili, sono relativamente più facili da
identificare e da sviluppare. Il grado di visibilità delle competenze è, quindi, direttamente connesso
con il grado di complessità che deve contraddistinguere un programma di formazione per migliorare
il possesso delle stesse.
Il contributo degli Spencer risulta concreto anche per quanto riguarda il rapporto causale tra
competenza e performance. Innanzitutto essi definiscono come competenze discriminanti o
distintive quelle caratteristiche che distinguono le persone con prestazioni superiori da quelle con
prestazioni medie (considerando performance superiore una deviazione standard al di sopra della
prestazione media), e come competenze di soglia le caratteristiche essenziali che chiunque ricopra
la posizione deve possedere per raggiungere un livello minimo di efficacia, ma che non distinguono
chi ottiene una performance superiore da chi ne consegue una media. A partire da queste
definizioni, gli Spencer sottolineano l’importanza del legame causale tra possesso della competenza
e performance superiore. Ciò implica che la competenza possa essere considerata predittiva di
comportamenti e risultati: “motivazioni, tratti e immagini di sé predicono le skill di comportamentoazione, che a loro volta predicono i risultati della performance della mansione”. Inoltre, “le
competenze contengono sempre un’intenzione, che è la forza della motivazione o del tratto che dà
origine a un’azione in vista di un risultato. (...) Un comportamento senza intenzione non definisce
una competenza. (...) E una caratteristica non è una competenza se non predice qualcosa di
significativo nella vita reale”.
Benché la competenza implichi volontà e intenzione [RATTI, 1992], essa deve necessariamente, per
essere tale, tradursi in azione concreta e perché ciò accada è indispensabile che le condizioni del
contesto siano compatibili con i comportamenti da attivare. In altri termini, le competenze sono solo
una delle cause del successo nello svolgimento di una certa attività lavorativa: sono una condizione
necessaria ma non sufficiente, dal momento che i risultati organizzativi sono influenzati anche
dall’ambiente organizzativo in cui il soggetto è inserito [CAMUFFO, 1998; CAPALDO ET AL., 1996].
L’approccio per competenze, allora, riconosce le caratteristiche individuali necessarie per realizzare
performance efficaci e superiori nello svolgimento di una mansione e, per questa via, può costituire
le fondamenta di un percorso di riferimento e di crescita professionale per le persone.
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1.2 Il modello competency-based nella formazione
La metodologia delle competenze può trovare applicazione in diversi ambiti legati alla gestione
delle risorse umane, e tra questi vi è senza dubbio la formazione.
Impostare la formazione in un’ottica competency-based significa innanzitutto spostare il focus da
un approccio teaching oriented a un approccio learning oriented. Un orientamento al teaching
presuppone un’enfasi sulle discipline che vengono insegnate piuttosto su ciò che l’individuo
apprende. Questo significa concepire la formazione come una black box all’interno della quale i
docenti, possessori del processo, “spingono” argomenti e materie dando per scontato che
l’apprendimento avvenga dati certi input, sui quali quest’ottica si focalizza. Coerente con questo
approccio è la tendenza alla massimizzazione dell’efficienza didattica, tramite l’utilizzo ripetuto di
vecchi materiali didattici e la scarsa innovazione degli argomenti (minimo mezzo) o tramite
l’incremento del numero di studenti o di aule per docente (massimo risultato).
Viceversa, un orientamento al learning centra la propria attenzione sui risultati del processo
formativo, intesi come benefici per i soggetti destinatari e, conseguentemente, per l’ambiente
economico e sociale, in un’ottica di estrema responsabilità della formazione nei confronti degli
individui. L’attenzione si sposta dalle discipline ai problemi che tramite esse dovranno poter essere
risolti. Questo tipo di logica è generato da un forte commitment sulla crescita delle persone e,
quindi, da un chiaro orientamento al cliente. Conseguentemente, mettere al centro dell’attenzione i
soggetti e osservarne i benefici in termini di apprendimento significa considerare anche lo sviluppo
di alcune loro caratteristiche, come conoscenze e competenze, derivante dall’attività di formazione,
nonché promuoverne l’acquisizione e identificare metodologie per la loro rilevazione. Non solo:
l’ottica del learning porta con sé anche la focalizzazione sul momento della creazione e della
gestione della conoscenza, intesa come la fonte di valore principale per un’impresa: un processo
formativo che adotta questo approccio ha, come ulteriore beneficio, il fatto di essere pienamente
coerente con i processi di sviluppo e diffusione della conoscenza individuale.
I rischi che derivano dalla mancata adozione di un’ottica centrata sul learning sono molteplici: dallo
scollamento rispetto alle reali esigenze allo spreco di risorse, dalla perdita del controllo del processo
formativo alla creazione di un sistema autoreferenziale.
In particolare, un’analisi dei fabbisogni competency-based consente di impostare percorsi formativi
in modo maggiormente adeguato. L’efficacia si può riscontrare nel fatto che, definendo un profilo
di competenze atteso, si fissano degli obiettivi di apprendimento misurabili, il cui raggiungimento
può pertanto essere valutato senza il rischio di ambiguità di interpretazione; in più, è possibile
definire con precisione il tipo di contenuto che deve essere erogato attraverso l’attività dei corsi
d’aula in termini di obiettivi, intesi come competenze da apprendere e sviluppare. In tal modo, si
risponde in maniera più puntuale ai fabbisogni formativi individuati e, di conseguenza, anche gli
obiettivi di apprendimento si presentano con un maggior grado di chiarezza e di evidenza.
Questo fatto ha delle implicazioni anche in termini di efficienza, come la maggior focalizzazione
nei confronti di obiettivi formativi definiti in modo preciso e coerente con le reali esigenze da
colmare, che rappresenta una condizione per un uso efficiente delle risorse. La dimensione
economica di un approccio per competenze è evidenziata anche dal fatto che il possesso delle stesse
negli individui è correlato a una prestazione efficace nello svolgimento della mansione. Di
conseguenza, un percorso formativo che, fin dall’analisi dei fabbisogni, si proponga di sviluppare
nei partecipanti delle competenze legate a prestazioni efficaci, si traduce in risultati e performance
individuali e organizzative migliori.
La focalizzazione sulle competenze individuali, inoltre, emerge non solo nella fase di analisi dei
fabbisogni, ma pervade l’intero processo: perciò l’attività didattica deve essere coerente con
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un’impostazione basata sulle competenze e gli strumenti di valutazione devono consentire di
individuare il grado di possesso delle competenze dopo l’erogazione dell’attività formativa.
In tal senso, il processo che può essere seguito per la progettazione e la realizzazione di
un’iniziativa secondo un approccio per competenze viene di seguito sintetizzato:
Definizione preliminare di un profilo di competenze attese (skill tecniche e trasversali) relativo alla
figura professionale oggetto di formazione, (cosiddetto “modello delle competenze”) mediante, ad
esempio:
o analisi della letteratura specialistica esistente;
o ricerche mirate;
o focus group o panel con esperti del settore;
o interviste a referenti esperti;
o Interviste a Best performers;
Rilevazione delle competenze di tipo tecnico e trasversale8 possedute dai partecipanti prima
dell’avvio dell’attività formativa, al fine di determinare il fabbisogno formativo e,
conseguentemente, orientare la microprogettazione didattica;
Microprogettazione formativa coerente con le competenze da sviluppare: traduzione degli obiettivi
formativi espressi in termini di competenze critiche (a seguito dell’analisi dei fabbisogni) in
attività didattiche, e connesse metodologie coerenti, rivolte all’apprendimento delle
competenze specificamente identificate;
Rilevazione delle competenze tecniche e trasversali possedute da ciascun allievo al momento della
conclusione dell’attività formativa;
Valutazione del livello di apprendimento mediante il confronto tra il profilo finale di competenze
possedute dall’aula e quello espresso inizialmente.
2
Applicazione del modello: gli output ottenibili
2.1 L’autodiagnosi
L’autodiagnosi delle competenze, come documentato in numerosissime esperienze condotte a
livello internazionale e, altresì, in molta letteratura specialistica, rappresenta una soluzione potente
ed efficiente per orientare l’analisi individuale. La prerogativa dell’autodiagnosi, infatti, è
riconducibile alla sua valenza soggettiva; essa costituisce uno strumento messo nelle mani del
destinatario per favorire un processo di identificazione del proprio “sé reale” e di acquisizione della
consapevolezza della propria situazione, anche in senso longitudinale. Lo scopo dell’attività di
analisi delle competenze in autodiagnosi non è, infatti, di tipo valutativo in senso stretto, quanto
piuttosto di aiuto alla riflessione e di acquisizione di maggior consapevolezza in relazione ai punti
di forza e debolezza del soggetto. In tal senso, il modello delle competenze sviluppato con
riferimento a una figura professionale può essere utilizzato come base per la predisposizione di un
questionario da somministrare in autodiagnosi per la rilevazione delle competenze di un individuo.
Ciò può avvenire anche in più momenti nell’ambito di un’iniziativa formativa.
8
Nell’ambito del presente progetto le competenze trasversali sono riferibili al modello di Boyatzis e Kolb [1995] che
distingue i cluster di tipo relazionale, realizzativo, analitico e percettivo. Tale classificazione è direttamente
riconducibile a quella in competenze relative al “relazionarsi”, “affrontare” e “diagnosticare”, individuata come
riferimento nell’accordo 19/11/2002 sugli standard minimi di competenze nei percorsi IFTS.
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La struttura di riferimento del questionario di autovalutazione è rappresentata dallo Skill Profile
sviluppato da Boyatzis e Kolb (1995), una tecnica di valutazione di un insieme di capacità operative
(skill) che si fonda sul giudizio delle persone che ricoprono un determinato ruolo. In sostanza, si
tratta di un questionario attraverso cui si chiede agli intervistati di esprimere, su una certa scala di
valutazione, il livello possesso di un insieme di abilità predefinite (Camuffo, 1998).
L’autodiagnosi si concretizza in pareri espressi dal soggetto stesso, che è chiamato a pronunciare un
giudizio sull’effettivo grado di possesso di un insieme di skill. Lo Skill Profile consente, quindi, di
individuare un profilo di Abilità Possedute, ossia permette di analizzare il profilo delle competenze,
considerando la valutazione che lo stesso soggetto attribuisce al suo grado di possesso di un insieme
di capacità. Attraverso elaborazioni di tipo quantitativo, lo Skill Profile consente di identificare
quali siano le abilità maggiormente possedute dai soggetti e quali siano le abilità rispetto alle quali
manifestano maggiori difficoltà. In sintesi, attraverso lo Skill Profile è possibile dire quale sia il
profilo di competenze che i partecipanti all’attività formativa ritengono di possedere.
Nel caso di applicazione nell’ambito di un processo formativo, la prima prospettiva utilizzabile per
l’identificazione dei fabbisogni formativi nei partecipanti può essere allora quella fornita
dall’autovalutazione, da parte degli stessi, delle proprie competenze. In un’ottica longitudinale,
l’autovalutazione, effettuata da parte di ciascun destinatario dell’iniziativa formativa, coglie ed
esplicita la prospettiva individuale allo sviluppo delle competenze su cui è stato progettato il corso.
L’autovalutazione viene condotta tramite la somministrazione di un questionario, costruito
sistematizzando le competenze individuate in un modello delle competenze, attraverso cui si chiede
al soggetto compilatore di esprimere un giudizio, su una certa scala di valutazione, circa il possesso
dell’insieme di abilità predefinite. Il ricorso a tale strumento consente pertanto di individuare il
grado di possesso di un insieme di conoscenze e abilità operative possedute dal soggetto stesso. Il
risultato che emerge dalla compilazione del questionario è il profilo di Abilità possedute.
Ogni soggetto, quindi, identifica il proprio grado di possesso di un insieme di skill e conoscenze che
fanno riferimento allo specifico profilo/figura professionale, soffermandosi su ciascuna di esse e
valutando il grado di intensità con cui ritiene di possederle. In particolare, per ogni capacità il
compilatore indica a quale delle seguenti affermazioni si avvicina maggiormente il suo livello di
possesso:
1. Mi manca questa capacità
2. Sto solo ora imparando questa capacità
3. So farlo in modo non del tutto adeguato
4. So farlo sufficientemente bene
5. So farlo bene
6. So farlo molto bene
7. So farlo in modo ottimo.
Nel caso di applicazione nell’ambito di un processo formativo, l’autodiagnosi, quindi, consente di
individuare il profilo delle Abilità Possedute di tutti i partecipanti singolarmente e dell’aula
complessivamente considerata e, attraverso elaborazioni di tipo quantitativo, permette di
identificare le abilità maggiormente possedute e quelle su cui investire maggiormente in termini
formativi. I questionari possono essere somministrati in corrispondenza di momenti ben precisi e
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definiti del programma di un corso e, in particolare, all’inizio e alla fine dello stesso. La scelta di
procedere a una misurazione iniziale e finale consente di cogliere l’evoluzione dell’apprendimento
(Figura 2).
E’ raccomandabile che la somministrazione dei questionari ai partecipanti dell’iniziativa venga
accompagnata dalla presenza di un esperto delle competenze che illustra gli aspetti salienti della
metodologia competency-based, le finalità dei questionari, nonché le modalità operative utilizzate.
Per la realizzazione dei diversi step di raccolta delle informazioni possono essere predisposti sia
questionari cartacei, sia questionari informatizzati, disponibili on line. Nel caso di somministrazione
on line è necessaria la presenza di una sezione esplicativa dei presupposti e delle finalità dello
strumento.
Al fine di presentare ai partecipanti i risultati dell’attività di analisi e monitoraggio delle
competenze svolta durante il loro corso, può essere previsto un intervento dedicato che, a
conclusione dell’iniziativa formativa, fornisca un feedback sullo sviluppo conseguito dall’aula, sia
in forma aggregata che a livello di singolo partecipante. Infatti, a ciascun allievo può essere
consegnata, individualmente e in busta chiusa, la rappresentazione in forma grafica del proprio
patrimonio di competenze nei diversi momenti di rilevazione, con una breve spiegazione dei
risultati e della modalità di interpretazione degli stessi, e con la possibilità di richiedere eventuali
chiarimenti direttamente all’esperto.
Figura 2. Esempio di output ottenibile dalla somministrazione del questionario di
autovalutazione, a livello individuale o di aula
Abilità possedute iniziali
Abilità possedute finali
1. Conoscenza della normativa
7
11. Competenze trasversali
6
2. Analisi del territorio
5
4
10. Information & communication technology
3. Analisi dell'offerta
3
2
1
9. Monitoraggio e valutazione della qualità del
prodotto turistico integrato
4. Analisi della domanda
8. Project management
5. Marketing del prodotto turistico integrato
7. Networking
6. Promozione del prodotto turistico integrato
p. 404
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2.2 Il Ruolo Atteso
Un ulteriore utilizzo del modello di competenze può essere finalizzato alla raccolta di un profilo di
Ruolo Atteso nei confronti della figura/profilo professionale.
Ad un panel di esperti, o tramite focus group o interviste individuali può essere somministrato il
questionario di Skill Profile in modalità “Ruolo Atteso”, finalizzato a raccogliere un giudizio
quantitativo sul grado di importanza attribuito all’insieme di conoscenze e capacità operative
individuate come necessarie per svolgere il ruolo organizzativo oggetto della formazione.
Si determina un profilo di Ruolo atteso in termini di competenze, chiedendo di esprimere un
giudizio di rilevanza sull’insieme di conoscenze e capacità operative definite nel modello di
competenze, sulla base di una scala di valutazione che prevede la possibilità di scelta tra le seguenti
affermazioni:
1. È una capacità che non è richiesta
2. È una capacità che è raramente richiesta
3. È una capacità richiesta qualche volta
4. È una capacità richiesta regolarmente
5. È una capacità importante per svolgere efficacemente il lavoro
6. È una capacità molto importante per svolgere efficacemente il lavoro
7. È una capacità assolutamente indispensabile per svolgere efficacemente il lavoro.
Il profilo di Ruolo atteso può essere confrontato con quello raccolto in autodiagnosi per orientare
l’attività formativa e per valutare il raggiungimento degli obiettivi formativi (Figura 3).
Figura 3. Esempio di output ottenibile dalla somministrazione del questionario di
autovalutazione, a raffronto con il profilo di Ruolo Atteso
Abilità possedute iniziali
Abilità possedute finali
Ruolo Atteso
1. Conoscenza della normativa
7
11. Competenze trasversali
6
2. Analisi del territorio
5
4
10. Information & communication technology
3. Analisi dell'offerta
3
2
1
nitoraggio e valutazione della qualità del prodotto turistico
integrato
4. Analisi della domanda
8. Project management
5. Marketing del prodotto turistico integrato
7. Networking
6. Promozione del prodotto turistico integrato
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p. 405
Possono essere raccolti profili diversi di Ruolo Atteso, sulla base dello stesso modello di
competenze, per differenziare gli obiettivi formativi in termini di differente intensità della rilevanza
delle competenze, in funzione di specifici destinatari, o di specifici corsi (es. livello base, livello
avanzato, livello evoluto) (Figura 4).
3 Considerazioni finali
Valutare l’efficacia di una iniziativa formativa significa verificare il grado di raggiungimento degli
obiettivi inizialmente definiti con riferimento al percorso realizzato. Poiché, inoltre, l’obiettivo
primario e imprescindibile di una qualsiasi iniziativa di formazione è quello di innescare un
processo di apprendimento nei partecipanti, appare evidente come l’efficacia della formazione
debba essere misurata lungo una duplice direttrice, ovvero debba verificare:
o se il cambiamento vi è stato,
o se il cambiamento è avvenuto nel senso voluto.
Per poter misurare il cambiamento è necessario avere un punto di riferimento. La valutazione
dell’apprendimento non può che riguardare, infatti, i cambiamenti realmente intervenuti e, dunque,
scaturire dall’analisi dell’intensità della variazione nel possesso dei partecipanti di uno o più
requisiti. In altri termini, la precisa consapevolezza delle caratteristiche della popolazione cui
l’intervento è destinato diventa una condizione necessaria per la misurazione del cambiamento e,
quindi, per la valutazione dell’azione formativa.
La valutazione dell’efficacia di un intervento formativo non può che partire, allora, dall’analisi
dello sviluppo maturato nei partecipanti relativamente al possesso delle loro competenze.
Il modello presentato consente di orientare il processo di analisi dei fabbisogni, in quanto il
fabbisogno può essere individuato o sulla base delle competenze rispetto alle quali i vari soggetti,
tramite l’autovalutazione, hanno dimostrato di avere delle carenze in termini assoluti, oppure dal
confronto (gap analysis) fra il profilo delle Abilità Possedute dai partecipanti e il profilo di Ruolo
Atteso raccolto ed elaborato sulla base delle indicazioni degli esperti.
Inoltre, la valutazione dell’apprendimento prende avvio dall’analisi dello sviluppo delle competenze
dei partecipanti, considerando l’autodiagnosi da essi compiuta in momenti diversi dell’iniziativa
formativa, con riferimento sia alle skill tecniche che a quelle trasversali, e supportando
eventualmente il confronto con test statistici non parametrici.
Figura 4. Esempio di distinzione di più profili di Ruolo Atteso
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Ruolo Atteso Liv Top
1. Conoscenza della normativa
Ruolo Atteso Liv Middle
7
11. Competenze trasversali
6
2. Analisi del territorio
5
4
3. Analisi dell'offerta
10. Information & communication technology
3
2
1
9. Monitoraggio e valutazione della qualità del prodotto turistico
integrato
4. Analisi della domanda
8. Project management
5. Marketing del prodotto turistico integrato
7. Networking
6. Promozione del prodotto turistico integrato
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KLEMP G. O. JR. (a cura di) (1980), The Assessment of Occupational Competence, Report to the
National Institute of Education, Washington D.C.
MCCLELLAND D.C. (1973), Testing for Competence Rather than for Intelligence, in “American
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MCCLELLAND D.C. (1985), Human Motivation, Scott Foresman and Company, Glenview.
RATTI F. (1992), Un Modello di Sviluppo delle Risorse Umane Basato sulle Competenze, in
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RATTI F. (1998), Motivatori, Competenze e Società, in “Sviluppo & Organizzazione”, n.167.
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Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze
Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento Fase 2000-2006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” –
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Il modello di competenze: cluster e skill
1. CONOSCENZA DELLA NORMATIVA
1.01 Conoscere ed essere in grado di applicare la normativa regionale, nazionale, comunitaria e
internazionale relativa all’ambito turistico
1.02 Conoscere la L. 217/83 (Legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la
qualificazione dell'offerta turistica) e le leggi regionali di attuazione
1.03 Conoscere la L. 1084/77 (Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale relativa
al contratto di viaggio)
1.04 Conoscere il D.Lgs 111/95 (Attuazione della direttiva N. 90/314/CEE concernente i viaggi, le
vacanze ed i circuiti “tutto compreso”)
1.05 Conoscere la L. 730/85 (Disciplina dell’agriturismo)
1.06 Conoscere la legge quadro 135/01 (Riforma della legislazione nazionale del turismo), le relative leggi
regionali di attuazione e le convenzioni comunitarie che regolano i rapporti tra operatori turistici
1.07 Conoscere le principali condizioni contrattuali alla base dell’intermediazione di servizi
turistici (allotment, vuoto per pieno, tariffe confidenziali, ecc.)
1.08 Conoscere ed essere in grado di interpretare la normativa civilistica relativa al contratto di
agenzia
1.09 Conoscere ed essere in grado di interpretare la normativa civilistica relativa al contratto di
mandato
1.10 Essere in grado di predisporre i contratti con strutture ricettive e di ristorazione,
compagnie di trasporto, guide e accompagnatori, autonoleggi, corrispondenti, intermediari
e altri fornitori di servizi turistici o di assistenza turistica
1.11 Conoscere ed essere in grado di interpretare le principali disposizioni normative (regionali,
nazionali e comunitarie) in tema di finanziamenti e agevolazioni per il settore turistico
1.12 Essere in grado di gestire tutti gli adempimenti amministrativi connessi alla richiesta e alla
gestione di finanziamenti pubblici (presentazione domande, risposte a bandi, rapporti con
enti finanziatori, gestione dei budget, rendicontazione, ecc.)
2. ANALISI DEL TERRITORIO
2.01 Conoscere le fonti di dati e di documentazione da consultare per condurre un’analisi del
territorio
2.02 Essere in grado di condurre un’analisi socioeconomica di un territorio, considerando le
variabili relative alla popolazione e alle attività economiche
2.03 Essere in grado di classificare le risorse turistiche ambientali e infrastrutturali in funzione
della loro accessibilità, del loro livello di utilizzo e della loro potenzialità attrattiva
2.04 Essere in grado di valutare l’importanza storico-artistica di un sito
2.05 Essere in grado di valutare il livello di integrazione e di integrabilità, dal punto di vista
territoriale, di più risorse turistiche, consultando cartine/mappe e definendo itinerari
2.06 Essere in grado di valutare il livello di integrazione, dal punto di vista storicoartistico/culturale/paesaggistico/enogastronomico, di più risorse turistiche
2.07 Essere in grado di valutare il livello di infrastrutturazione di un territorio
2.08 Essere in grado di calcolare e interpretare i principali indicatori turistici riferiti a un territorio
(dimensione media esercizi ricettivi, indice di utilizzazione lorda, indice di rilevazione del
movimento turistico, durata media del soggiorno)
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3. ANALISI DELL’OFFERTA
3.01 Essere in grado di raccogliere dati e informazioni utili per la valutazione dell’offerta
turistica in un territorio
3.02 Conoscere le fonti più idonee per tenersi aggiornati sull’andamento dell’offerta turistica in
un territorio
3.03 Essere in grado di valutare le potenzialità di crescita dell’offerta turistica in un territorio
3.04 Essere in grado di condurre l’analisi di una filiera turistica, considerando le differenti
attività economiche in essa coinvolte (trasporti, intermediazione, informazione, alloggio,
ristorazione, intrattenimento, shopping e artigianato)
3.05 Essere in grado di condurre un’analisi quantitativa e qualitativa dell’offerta turistica di un
territorio, considerandone le dimensioni rilevanti (patrimonio ricettivo, patrimonio
agenziale, forme di associazionismo, modalità di intermediazione, ecc.)
3.06 Essere in grado di identificare la concorrenza attuale e potenziale d’area, di settore e di
prodotto
3.07 Essere in grado di interpretare strategie, obiettivi, punti di forza e di debolezza, capacità di
risposta competitiva dei concorrenti attuali e potenziali
3.08 Essere in grado di confrontare aree e aziende turistiche che offrono prodotti simili
(concorrenti diretti) o sostitutivi (concorrenti indiretti)
3.09 Essere in grado di condurre e formalizzare una valutazione di economicità relativa allo
sfruttamento di una risorsa turistica, specificando le risorse necessarie per renderla
disponibile e i proventi ottenibili
4. ANALISI DELLA DOMANDA
4.01 Essere in grado di raccogliere dati e informazioni utili per la valutazione della domanda
turistica in un territorio
4.02 Conoscere le fonti più idonee per tenersi aggiornati sull’andamento della domanda
turistica in un territorio
4.03 Essere in grado di valutare le potenzialità di crescita della domanda turistica in un
territorio
4.04 Essere in grado di condurre un’analisi quantitativa e qualitativa della domanda turistica di
un territorio, considerandone le dimensioni rilevanti (flussi, provenienza, tipologia,
motivazioni, durata, tendenze, ecc.)
4.05 Essere in grado di individuare i bisogni del cliente di un prodotto turistico
4.06 Essere in grado di condurre un’analisi di segmentazione della domanda di prodotti turistici
secondo dimensioni significative (di tipo demografico, economico, motivazionale, ecc.)
4.07 Essere in grado di valutare le caratteristiche di un segmento di mercato
4.08 Essere in grado di valutare la redditività di un segmento di mercato
4.09 Essere in grado di identificare il target di clienti cui si può rivolgere una risorsa turistica
4.10 Conoscere le caratteristiche dei consumatori che utilizzano i servizi Internet ed essere in
grado di confrontarli con il target che si intende servire
4.11 Comprendere il comportamento dei cliente turistico al fine di migliorare il processo di
acquisizione, fidelizzazione e “customer retention”
4.12 Conoscere i fattori (sociali e personali) che influenzano il comportamento di consumo
turistico
4.13 Conoscere le fasi del processo d’acquisto del prodotto turistico ed essere in grado di
influenzarli
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5. MARKETING DEL PRODOTTO TURISTICO INTEGRATO
5.01 Essere in grado di identificare i principali punti di forza/punti di debolezza di un
territorio/prodotto turistico
5.02 Essere in grado di identificare le principali fonti di opportunità/rischi nei confronti di un
territorio/prodotto turistico
5.03 Essere in grado di identificare la strategia di sviluppo e il posizionamento di un
territorio/prodotto turistico
5.04 Essere in grado di determinare il posizionamento di un territorio/prodotto turistico rispetto
a concorrenti di area, settore, prodotto, in riferimento a bisogni e richieste della domanda
5.05 Essere in grado di distinguere il concetto di prodotto turistico globale (ottica del turista) da
quello di prodotto turistico specifico (ottica del produttore), ed essere in grado di integrare
tali ottiche
5.06 Essere in grado di identificare le caratteristiche e gli attributi del prodotto turistico globale
(ottica del turista) e del prodotto turistico specifico (ottica del produttore)
5.07 Conoscere gli elementi costitutivi di un pacchetto turistico
5.08 Essere in grado di assemblare un pacchetto turistico
5.09 Essere in grado di elaborare la strategia di prodotto più coerente con gli obiettivi strategici
del prodotto turistico
5.10 Essere in grado di identificare gli elementi che influenzano il processo di formazione del
prezzo del prodotto turistico
5.11 Conoscere i metodi di determinazione del prezzo
5.12 Essere in grado di elaborare la strategia di prezzo più coerente con gli obiettivi strategici
del prodotto turistico
5.13 Conoscere le tipologie di canale distributivo di un prodotto turistico e le loro
caratteristiche
5.14 Conoscere le fonti da utilizzare per identificare l’elenco degli operatori, nazionali e
stranieri, utili a distribuire il prodotto turistico
5.15 Essere in grado di valutare vantaggi e svantaggi di un canale distributivo telematico per un
prodotto turistico
5.16 Essere in grado di determinare i canali distributivi più coerenti con gli obiettivi strategici
del prodotto turistico
5.17 Essere in grado di sviluppare e tenere sotto controllo un piano di marketing
6. PROMOZIONE DEL PRODOTTO TURISTICO INTEGRATO
6.01 Conoscere gli elementi di base del processo comunicazionale (fonte, codifica, canale,
destinatario, decodifica, risposta, feedback)
6.02 Conoscere la funzione e gli obiettivi della comunicazione aziendale
6.03 Essere in grado di valutare vantaggi e svantaggi dei diversi strumenti di comunicazione
6.04 Essere in grado di utilizzare la forma di pubblicità più adeguata rispetto agli obiettivi
strategici del prodotto turistico e al dimensionamento delle risorse disponibili
6.05 Essere in grado di determinare il mix promozionale più adeguato rispetto agli obiettivi
strategici del prodotto turistico e al dimensionamento delle risorse disponibili
6.06 Essere in grado di ricercare le informazioni necessarie per la partecipazione a
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manifestazioni fieristiche nazionali e internazionali
6.07 Essere in grado di identificare le iniziative collaterali e il materiale di supporto più idonei a
valorizzare la partecipazione a manifestazioni fieristiche (conferenze stampa,
partecipazione a convegni, materiale informativo, inviti, ecc.)
6.08 Essere in grado di curare l’organizzazione di eventi promozionali
6.09 Conoscere gli enti preposti alla promozione turistica nazionale e internazionale
6.10 Conoscere la stampa di settore
6.11 Essere in grado di valutare vantaggi e svantaggi di forme di promozione su web del
prodotto turistico
6.12 Essere in grado di contribuire alla costruzione di un sito web con finalità promozionali del
prodotto turistico
6.13 Conoscere le modalità per massimizzare l’efficacia di un sito web con finalità
promozionali
6.14 Essere in grado di integrare tutti i canali di relazione con i clienti
6.15 Essere in grado di identificare e valutare i canali di informazione turistica on line (siti di
settore, portali turistici on line)
6.16 Essere in grado di integrare tutti gli strumenti di comunicazione (tradizionali e on line)
7. NETWORKING
7.01 Essere in grado di individuare i soggetti pubblici e privati con cui interagire per definire
un’immagine turistica condivisa di un territorio
7.02 Essere in grado di contribuire alla definizione delle politiche di intervento per la creazione e
la promozione dell’immagine turistica
7.03 Essere in grado di identificare i potenziali partner pubblici e privati coinvolgibili nello
sviluppo di un polo turistico
7.04 Essere in grado di interpretare i piani di sviluppo a livello locale e regionale (es. PIT, PILS)
7.05 Essere in grado di identificare il contributo dei diversi attori coinvolti in un piano di sviluppo
7.06 Conoscere le principali tecniche di negoziazione e concertazione
7.07 Conoscere il contenuto e le finalità dei principali modelli di intesa (dichiarazione di intenti,
protocollo di intesa, convenzione, ecc.)
7.08 Essere in grado di identificare i canali di comunicazione più efficaci ed efficienti per mettere
in contatto i diversi attori coinvolgibili nello sviluppo di un territorio
7.09 Essere in grado di favorire la comunicazione in rete tra gli attori coinvolti nello sviluppo di
un territorio
8. PROJECT MANAGEMENT
8.01 Essere in grado di pianificare un progetto turistico, in termini di tempi, risorse, impegno, costi, risultati
8.02 Essere in grado di condurre un’analisi economico-tecnica di un progetto turistico
8.03 Essere in grado di sviluppare la programmazione delle attività e delle risorse di un progetto
turistico
8.04 Essere in grado di monitorare costantemente l’avanzamento delle attività di un progetto
turistico
8.05 Essere in grado di elaborare indicatori utili a valutare il corretto andamento di un progetto
turistico
8.06 Essere in grado di redigere la documentazione di avanzamento e di consuntivo di un progetto
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turistico
8.07 Essere in grado di tracciare diagrammi di Gantt
8.08 Essere in grado di valutare e monitorare il percorso critico di un progetto turistico
9. MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DEL PRODOTTO
TURISTICO INTEGRATO
9.01 Essere in grado di monitorare l’andamento di mercato di un prodotto turistico,
considerandone i volumi di vendita e la tipologia di acquirenti
9.02 Essere in grado di predisporre strumenti per la rilevazione della customer satisfaction
9.03 Essere in grado di identificare e analizzare un insieme di indicatori per misurare la
soddisfazione del cliente interno e esterno
9.04 Essere in grado di identificare e analizzare un insieme di indicatori per misurare l’efficacia e
l’efficienza delle politiche promozionali
9.05 Essere in grado di identificare e analizzare un insieme di indicatori per misurare l’efficacia e
l’efficienza delle politiche distributive
9.06 Essere in grado di identificare e analizzare un insieme di indicatori per misurare l’efficacia e
l’efficienza delle politiche di prezzo
9.07 Essere in grado di monitorare i risultati delle attività di marketing in rete
9.08 Conoscere gli elementi di base degli strumenti di Total Quality Management quali: analisi
causa/effetto, ciclo Plan-Do-Check-Act, diagramma di Pareto
9.09 Essere in grado di implementare piani di miglioramento continuo della qualità dell’offerta
turistica integrata
9.10 Conoscere il significato delle certificazioni ISO 9000, 14000 e EMAS ed essere in grado di
verificarne l’assegnazione ad una impresa turistica
9.11 Essere in grado di identificare gli elementi fondamentali di un Piano della Qualità dell’offerta
turistica integrata
10. INFORMATION & COMMUNICATION TECHNOLOGY
10.01 Essere in grado di scrivere documenti o report con Word utilizzando funzioni avanzate
(indici, modelli, stili, incorporazione di oggetti dinamici, ecc.)
10.02 Essere in grado di utilizzare un foglio di calcolo per effettuare analisi statistiche ed
elaborazioni grafiche
10.03 Essere in grado di strutturare una presentazione utilizzando un software per presentazioni
multimediali
10.04 Essere in grado di effettuare ricerche in Internet (utilizzando motori di ricerca, siti
professionali, portali turistici ecc.)
10.05 Essere in grado di utilizzare la posta elettronica
10.06 Essere in grado di utilizzare newsgroup o chat su Internet come strumento di
comunicazione nell’ambito delle proprie attività
10.07 Valutare l’utilizzo attuale di Internet e le sue potenzialità rispetto agli obiettivi strategici
dell’azienda
10.08 Conoscere le strategie di marketing e di comunicazione possibili in Internet
10.09 Essere in grado di integrare le politiche di marketing dell'azienda con le opportunità
offerte da Internet
10.10 Essere in grado di fornire servizi aggiuntivi agli utenti attraverso un sito Internet
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10.11 Conoscere gli strumenti utilizzabili in Internet per integrare il SIM (Sistema Informativo
di Marketing)
10.12 Essere in grado di definire gli obiettivi di marketing di un sito
10.13 Valutare le opportunità dell'e-commerce con riferimento al prodotto turistico offerto
10.14 Essere in grado di gestire le problematiche organizzative legate all'introduzione del
commercio elettronico in azienda
11. COMPETENZE TRASVERSALI
11.01 Essere in grado di comprendere ed affrontare situazioni imprevedibili ed incerte,
identificandone le cause e valutandone gli effetti
11.02 Essere in grado di adattarsi ai cambiamenti, modificando i propri piani d’azione al verificarsi di certi eventi o
quando gli eventi attesi non si verificano
11.03 Essere in grado di raccogliere, selezionare, interpretare e trasmettere informazioni
11.04 Essere in grado di effettuare presentazioni/esposizioni orali in pubblico per comunicare
progetti e iniziative
11.05 Essere in grado di organizzare, elaborare e sintetizzare in schemi grandi quantità di dati e
informazioni provenienti da fonti diverse
11.06 Essere in grado di stabilire un ordine di priorità nelle azioni da compiere, valutandone costi e
benefici
11.07 Essere in grado di stabilire gli obiettivi da raggiungere ai fini della realizzazione di
progetti/attività
11.08 Essere in grado di valutare i risultati ottenuti rispetto agli obiettivi fissati per la realizzazione
di un’attività, ricercando le cause degli eventuali scostamenti e programmando eventuali
azioni correttive
11.09 Essere in grado di avviare nuovi progetti o iniziative
11.10 Essere in grado di trovare modi diversi per raggiungere gli obiettivi, valutando vantaggi e
svantaggi di ogni alternativa
11.11 Essere in grado di convincere gli altri su idee o progetti
11.12 Essere in grado di condurre una trattativa efficace considerando il punto di vista
dell’interlocutore
11.13 Essere in grado di comunicare facilmente con gli altri
11.14 Essere in grado di stabilire relazioni basate su fiducia ed affidabilità
11.15 Essere in grado di capire le ragioni dei disaccordi o dei conflitti ed essere in grado di
attivarsi per risolverli
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Correlazioni tra il profilo previsto ed il modello di competenze individuato per il
tecnico superiore per l’organizzazione e il marketing del turismo integrato
Figura/Profilo professionale di partenza
1. Utilizzare le risorse e le tecnologie
dell’informazione e della comunicazione
nell’attività professionale quotidiana
Riferimento ai Cluster del Modello di
competenze finale
3. analisi dell’offerta
4. analisi della domanda
10. information & communication
technology
2. Utilizzare le tecniche di marketing e della 6. promozione del prodotto turistico
comunicazione (anche quelle legate alle
integrato
nuove tecnologie) applicate al settore
turistico
3. Censire e analizzare le caratteristiche e le 2. analisi del territorio
risorse di un polo turistico
4. Analizzare la struttura e le tendenze del
3. analisi dell’offerta
mercato e il sistema di offerta turistica del
territorio
4. analisi della domanda
5. Partecipare alla definizione e alla
7. networking
promozione della vocazione e dell’immagine
turistica del territorio in accordo con i
soggetti pubblici e privati coinvolti
6. Stabilire relazioni e sinergie tra portatori 7. networking
d’interesse finalizzate allo sviluppo turistico
del territorio
7. Sviluppare e realizzare un’offerta turistica 1. conoscenza della normativa
integrata (azioni e prodotti) nel rispetto del
sistema qualità e della normativa vigente
5. marketing del prodotto turistico
integrato
8. Gestire un progetto turistico
5. marketing del prodotto turistico
integrato
8. project management
9. Monitorare la qualità dell’offerta turistica 9. monitoraggio e valutazione della
integrata
qualita' del prodotto turistico integrato
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Cluster del Modello di competenze finale
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Riferimento alla Figura/Profilo
professionale di partenza
1. conoscenza della normativa
7. Sviluppare e realizzare un’offerta
turistica integrata (azioni e prodotti)
nel rispetto del sistema qualità e
della normativa vigente
2. analisi del territorio
3. Censire e analizzare le
caratteristiche e le risorse di un polo
turistico
3. analisi dell’offerta
1. Utilizzare le risorse e le
tecnologie dell’informazione e della
comunicazione nell’attività
professionale quotidiana
4. Analizzare la struttura e le
tendenze del mercato e il sistema di
offerta turistica del territorio
4. analisi della domanda
1. Utilizzare le risorse e le
tecnologie dell’informazione e della
comunicazione nell’attività
professionale quotidiana
4. Analizzare la struttura e le
tendenze del mercato e il sistema di
offerta turistica del territorio
5. marketing del prodotto turistico integrato 7. Sviluppare e realizzare un’offerta
turistica integrata (azioni e prodotti)
nel rispetto del sistema qualità e
della normativa vigente
8. Gestire un progetto turistico
6. promozione del prodotto turistico integrato 2. Utilizzare le tecniche di marketing
e della comunicazione (anche quelle
legate alle nuove tecnologie)
applicate al settore turistico
7. networking
5. Partecipare alla definizione e alla
promozione della vocazione e
dell’immagine turistica del territorio
in accordo con i soggetti pubblici e
privati coinvolti
6. Stabilire relazioni e sinergie tra
portatori d’interesse finalizzate allo
sviluppo turistico del territorio
8. project management
8. Gestire un progetto turistico
9. monitoraggio e valutazione della qualita' 9. Monitorare la qualità dell’offerta
del prodotto turistico integrato
turistica integrata
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10. information & communication technology 1. Utilizzare le risorse e le
tecnologie dell’informazione e della
comunicazione nell’attività
professionale quotidiana
11. competenze trasversali
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Descrizione dei livelli professionali del “Tecnico superiore per l’organizzazione e
il marketing del turismo integrato”
Nelle interviste effettuate con gli esperti del mondo del lavoro e con opinion leader che hanno
contribuito alla costruzione delle competenze ed alla loro suddivisione in unità di competenze, è
emerso come la figura professionale di Tecnico superiore per l’organizzazione e il marketing del
turismo integrato, condivisa dal partenariato transnazionale di A.R.G.O., sia effettivamente una
figura “ a banda larga”. Tale figura rappresenta infatti un set di competenze che possono essere
declinate in una pluralità di profili professionali diversi in relazione:
• alle opportunità di occupazione riferite alle specificità territoriali
• al livello delle competenze.
La declinazione delle competenze riferita alle specificità territoriali non è stata esaminata in
A.R.G.O., in quanto ciò risulterebbe contraddittorio ai fini dell’occupabilità. In ciascun Paese
d’Europa, ma anche in ciascuna realtà territoriale, esistono specificità locali che il professionista
in organizzazione e marketing per il turismo integrato deve possedere per trovare occupazione in
quel territorio. In caso di mobilità lavorativa tali competenze possono essere implementate e
riqualificate dal cittadino.
Si è ritenuto opportuno, ai fini degli obiettivi progettuali di elaborazione dei test in vista
dell’accreditamento delle competenze, distinguere quelle in esito dai profili professionali in due
macroaree, in relazione ai livelli di performance da raggiungere da parte del soggetto.
Di seguito vengono descritti due differenti livelli di profilo professionale, collegati alla figura del
Tecnico per l’organizzazione e il marketing del turismo integrato. Le domande, che testano o
meno la presenza skill identificate, richiamano il livello di professionalità testato.
Si presume pertanto che le curvature possano essere duplici:
livello a) debba necessariamente essere in possesso di tutte le skill identificate, anche se
la posizione raggiunta, talora non richieda più che vengano esercitate tutte
livello b) deve possederne solo alcune, in relazione alle responsabilità che detiene e ai
compiti che normalmente svolge.
TECNICO SUPERIORE PER L’ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO
INTEGRATO - LIVELLO A)
Si tratta di una figura professionale che ha una formazione specifica e superiore nel settore del
turismo, ha conseguito un diploma e/o ha frequentato corsi specialistici nel settore turistico.
Nel caso in cui non possegga un diploma ha comunque maturato un’esperienza nel settore
turistico di almeno 5 anni, svolgendo attività di supporto al management aziendale nelle azioni di
organizzazione, gestione e sviluppo, contribuendo alla definizione e alla realizzazione degli
obiettivi di impresa.
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TECNICO SUPERIORE PER L’ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO
INTEGRATO - LIVELLO B)
Si tratta di una figura professionale che ha frequentato corsi specialistici nel settore turistico. E’
occupato in questo ambito da almeno 10 anni con esperienza in più funzioni e avendo rivestito
ruoli diversificati. Esercita responsabilità direttive. Contribuisce alla definizione ed implementa
gli obiettivi e le strategie del business turistico che gestisce, sovrintende alla gestione delle
attività, gestisce rapporti e relazioni con i soggetti pubblici e privati che, insieme, sviluppano le
politiche turistiche territoriali.
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Correlazioni tra cluster e skill individuate e domande del test per il tecnico superiore per l’organizzazione e il marketing del turismo
integrato
CLUSTER
1.
CONOSCENZ
A
DELLA
NORMATIVA
CODIC
E
SKILL
1.01
1.02
9
DESCRIZIONE SKILL
Conoscere e saper applicare
la normativa regionale,
nazionale, comunitaria e
internazionale relativa
all’ambito turistico
Conoscere la L. 217/83
(Legge quadro per il turismo
e interventi per il
potenziamento e la
qualificazione dell'offerta
turistica) e le leggi regionali
di attuazione
Le risposte esatte sono segnate con un asterisco
DOMANDE E RISPOSTE9
LIV
ELL
O
Skill valutata nelle domande del cluster “Conoscenza della normativa”
La definizione di animatore turistico inteso come “chi, per professione, organizza il 1,2
tempo libero di gruppi di turisti con attività ricreative , sportive culturali” è contenuto
nella legge:
a. *L. 217/83 (Legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la
qualificazione dell'offerta turistica)
b. L. 1084/77 (Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale relativa
al contratto di viaggio)
c. Legge quadro 135/01 (Riforma della legislazione nazionale del turismo)
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1.03
Conoscere la L. 1084/77
(Ratifica ed esecuzione della
convenzione internazionale
relativa
al contratto di viaggio)
p. 420
1,2
Si definisce contratto di intermediario di viaggio:
a. Qualunque contratto tramite il quale una persona si impegna a suo nome a
procurare ad un’altra per mezzo di un prezzo globale, un insieme di
prestazioni comprendenti il trasporto, il soggiorno separato dal trasporto o
qualunque altro servizio che ad essi si riferisca
b. *Qualunque contratto tramite il quale una persona si impegna a procurare ad
un’altre, per mezzo di un prezzo, sia un contratto di organizzazione di viaggio,
sia uno dei servizi separati che permettono di effettuare un viaggio o un
soggiorno
c. Qualunque persona che abitualmente assuma l’impegno definito di
organizzazione di viaggio, sia a titolo di attività principale o meno, sia a titolo
di attività professionale o meno
La L. 1084/77 (Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale relativa al 1,2
contratto di viaggio) sancisce che:
a. L'organizzatore di viaggi non può aumentare il prezzo globale concordato
inizialmente con il viaggiatore
b. L'organizzatore di viaggi può aumentare il prezzo globale inizialmente
concordato, ma in caso di disdetta il viaggiatore ha diritto al rimborso di tutte
le somme da lui pagate all’organizzatore di viaggi
c. *L'organizzatore di viaggi non può aumentare il prezzo globale se non in
conseguenza di variazioni del corso dei cambi o delle tariffe dei vettori e a
condizione che questa possibilità sia stata prevista nel documento di viaggio
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1.04
Conoscere il D.Lgs 111/95
(Attuazione della direttiva N.
90/314/CEE concernente i
viaggi, le vacanze ed i circuiti
“tutto compreso”)
Il D.Lgs 111/95 (Attuazione della direttiva N. 90/314/CEE concernente i viaggi, le
vacanze ed i circuiti “tutto compreso”), all’Art 12 che disciplina le modifiche delle
condizioni contrattuali ai pacchetti turistici definisce che, dopo la partenza, quando
una parte essenziale dei servizi previsti dal contratto non può essere effettuata,
l’organizzatore:
a. *Predispone adeguate soluzioni alternative per la prosecuzione del viaggio
programmato non comportanti oneri di qualsiasi tipo a carico del consumatore,
oppure rimborsa quest ultimo nei limiti della differenza tra le prestazioni
originariamente previste e quelle effettuate, salvo il risarcimento del danno
b. L'organizzatore gli mette a disposizione un mezzo di trasporto equivalente per
il ritorno al luogo di partenza o ad altro luogo convenuto, e gli restituisce la
differenza tra il costo delle prestazioni previste e quello delle prestazioni
effettuate fino al momento del rientro anticipato
c. L'organizzatore comunica al viaggiatore le nuove necessità intervenute
consentendogli di scegliere entro 2 giorni se proseguire il viaggio o di dare
disdetta, ricevendo in questo caso congruo indennizzo
p. 421
1,2
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1.05
Conoscere la L. 730/85
(Disciplina dell’agriturismo)
p. 422
La L. 730/85, che disciplina le attività agrituristiche, all’art. 10 afferma che “La 1,2
Regione in armonia con gli indirizzi della programmazione nazionale e regionale econ
la pianificazione territoriale, redige il programma agrituristico e di rivitalizzazione di
aree rurali. Tale programma è redatto:
a. Sulla base delle proposte delle autorità di amministrazione e gestione delle
riserve e dei parchi naturali
b. *È redatto sulla base delle proposte degli Enti locali sentite le autorità di
amministrazione e gestione delle riserve e dei parchi naturali , e le
associazioni e organizzazioni agrituristiche operanti nella Regione
c. È redatto sulla base delle proposte delle associazioni e organizzazioni
agrituristiche operanti nella Regione, sentiti gli Enti locali
1.06
Conoscere la legge quadro
135/01 (Riforma della
legislazione nazionale del
turismo), le relative leggi
regionali di attuazione e le
convenzioni comunitarie che
regolano i rapporti tra
operatori turistici
La legge quadro 135/01 (Riforma della legislazione nazionale del turismo) definisce 1,2
sistemi turistici locali
a. *i contesti turistici omogenei o integrati, comprendenti ambiti territoriali
appartenenti anche a regioni diverse, caratterizzati dall'offerta integrata di beni
culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici
dell'agricoltura e dell'artigianato locale, o dalla presenza diffusa di imprese
turistiche singole o associate
b. i contesti turistici omogenei o integrati, comprendenti ambiti territoriali
appartenenti alla stessa regione, caratterizzati dall'offerta integrata di beni
culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici
dell'agricoltura e dell'artigianato locale, o dalla presenza diffusa di imprese
turistiche singole o associate
c. i contesti turistici omogenei o integrati, comprendenti ambiti territoriali
appartenenti anche a regioni diverse,, caratterizzati dall'offerta integrata di
beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici
dell'agricoltura e dell'artigianato locale
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
p. 423
I contenuti della Carta dei diritti del turista, redatta dal Ministero dell'industria, del 1,2
commercio e dell'artigianato sentite le organizzazioni imprenditoriali e sindacali del
settore turistico, nonché le associazioni nazionali di tutela dei consumatori sono
espressi nella legge:
a. L. 217/83 (Legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la
qualificazione dell'offerta turistica)
b. L. 1084/77 (Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale relativa
al contratto di viaggio)
c. *Legge quadro 135/01 (Riforma della legislazione nazionale del turismo
1.07
Conoscere le principali
condizioni contrattuali alla
base dell’intermediazione di
servizi turistici (allotment,
vuoto per pieno, tariffe
confidenziali, ecc.)
Skill valutata nelle domande del cluster “Conoscenza della normativa”
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1.08
1.09
1.10
1.11
1.12
Conoscere e saper interpretare
la normativa civilistica relativa
al contratto di agenzia
Conoscere e saper interpretare
la normativa civilistica relativa
al contratto di mandato
Saper predisporre i contratti
con strutture ricettive e di
ristorazione, compagnie di
trasporto, guide e
accompagnatori, autonoleggi,
corrispondenti, intermediari e
altri fornitori di servizi turistici
o di assistenza turistica
Conoscere e saper interpretare
le principali disposizioni
normative (regionali, nazionali
e comunitarie) in tema di
finanziamenti e agevolazioni
per il settore turistico
Saper gestire tutti gli
adempimenti amministrativi
connessi alla richiesta e alla
gestione di finanziamenti
pubblici (presentazione
domande, risposte a bandi,
rapporti con enti finanziatori,
gestione dei budget,
rendicontazione, ecc.)
Skill valutata nelle domande del cluster “Conoscenza della normativa”
Skill valutata nelle domande del cluster “Conoscenza della normativa”
Skill valutata nelle domande del cluster “Conoscenza della normativa”
Skill valutata nelle domande del cluster “Conoscenza della normativa”
Skill valutata nelle domande del cluster “Conoscenza della normativa”
p. 424
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2.
2.01
ANALISI DEL
TERRITORIO
2.02
2.03
2.07
Conoscere le fonti di dati e di
documentazione da consultare
per condurre un’analisi del
territorio
p. 425
Per effettuare l’analisi socioeconomica di un territorio, vi concentrate su:
1,2
a. L’analisi delle variabili demografiche della popolazione locale (quantità,
densità, età sesso, razza, occupazione), tipologia di nucleo familiare (numero
di coppie, single, n° di figli per famiglia) tasso di scolarizzazione, flussi
migratori e immigratori
Saper condurre un’analisi
b. La valutazione di quei fattori che influenzano il potere d’acquisto della
socioeconomica di un
popolazione (costo della vita, tassi di interesse, propensione al risparmio),
territorio, considerando le
soffermandovi sui livelli di distribuzione del reddito, distinti per classi sociali
variabili relative alla
e livello di professionalità
popolazione e alle attività
c. *L’analisi del modo in cui la popolazione di un territorio esprime
economiche
comportamenti di consumo e di acquisto in relazione alle sue caratteristiche
demografiche e sociali
Saper classificare le risorse
Per identificare l’attrattività delle risorse turistiche e ambientali di un territorio, 1,2
turistiche ambientali e
nell’area considerata valutate:
infrastrutturali in funzione
a. La disponibilità di strutture ricettive (n° posti disponibili, ubicazione, livello
della loro accessibilità, del loro
di servizio…), di mezzi di trasporto fruibili da parte dei clienti obiettivo, di
livello di utilizzo e della loro
infrastrutture realizzate per il loro impiego (strade, sentieri, eliporti,
potenzialità attrattiva
porticcioli ecc.)
b. *Impatto ambientale di strutture e infrastrutture sul territorio e loro
Saper valutare il livello di
compatibilità da un lato con il “prodotto turistico” atteso dal turista obiettivo,
infrastrutturazione di un
dall’altro con le opportunità di sviluppo economico che tali strutture e
territorio
infrastrutture consentono
c. La disponibilità attuale di strutture ricettive, di mezzi di trasporto, di
infrastrutture realizzate per il loro impiego e il loro potenziale sviluppo in
relazione alle caratteristiche del territorio
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2.05
Saper valutare il livello di
integrazione e di integrabilità,
dal punto di vista territoriale,
di più risorse turistiche,
consultando cartine/mappe e
definendo itinerari
2.06
Saper valutare il livello di
integrazione, dal punto di vista
storicoartistico/culturale/paesaggistic
o/enogastronomico, di più
risorse turistiche
Saper calcolare e interpretare i
principali indicatori turistici
riferiti a un territorio
(dimensione media esercizi
ricettivi, indice di utilizzazione
lorda, indice di rilevazione del
movimento turistico, durata
media del soggiorno)
2.08
p. 426
Nel progettare un itinerario che includa componenti artistiche, paesaggistiche ed 1,2
enogastronomiche, vi concentrate sulla necessità di:
a. *Collegare comuni/località di elevata notorietà turistica ad altri privi di
un’immagine forte, ma in grado di apportare nel Sistema Turistico Locale un
valore unico (culturale, paesaggistico, enogastronomico), attrattivo da un
punto di vista turistico che comunichi un’immagine coerente e definita del
territorio
b. Identificare percorsi fisici che colleghino località e siti di interesse turistico,
ottimizzando spostamenti e costi per i turisti obiettivo
c. Collaborare con enti locali, associazioni di categoria, soggetti pubblici e
privati interessati allo sviluppo economico di un territorio per sfruttare
strutture e infrastrutture già realizzate e valorizzarle economicamente
Per misurare la situazione del mercato turistico in un territorio, in un dato periodo, vi 1,2
basate sull’analisi di:
a. Numero di arrivi e di presenze, durata media del soggiorno, spesa media
giornaliera dei turisti, distinta per tipologia di turista (nazionalità, numerosità
del nucleo familiare ecc.)
b. Numero di arrivi e di presenze, durata media del soggiorno combinata con
dati relativi all’offerta turistica ricettiva (dimensione media degli esercizi
ricettivi e tasso di occupazione dell’hotel) e dei servizi di agevolazione (per
es. trasporti) e di supporto (negozi, esercizi dedicati all’intrattenimento)
c. *Numero di arrivi e di presenze, durata media del soggiorno, spesa media
giornaliera dei turisti, distinta per tipologia di spesa (alloggio, vitto ecc.),
combinata con dati relativi all’offerta turistica ricettiva (dimensione media
degli esercizi ricettivi e tasso di occupazione dell’hotel) e dei servizi di
agevolazione (per es. trasporti) e di supporto (negozi, esercizi dedicati
all’intrattenimento)
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3.
ANALISI
DELLA
OFFERTA
3. 01
Saper raccogliere dati e
informazioni utili per la
valutazione dell’offerta
turistica in un territorio
3.02
Conoscere le fonti più idonee
per tenersi aggiornati
sull’andamento dell’offerta
turistica in un territorio
Saper valutare le potenzialità
di crescita dell’offerta turistica
in un territorio
Saper condurre l’analisi di una
filiera turistica, considerando
le differenti attività
economiche in essa coinvolte
(trasporti, intermediazione,
informazione, alloggio,
ristorazione, intrattenimento,
shopping e artigianato)
3.03
3.04
3.05
Saper condurre un’analisi
quantitativa e qualitativa
dell’offerta turistica di un
territorio, considerandone le
dimensioni rilevanti
(patrimonio ricettivo,
patrimonio agenziale, forme di
associazionismo, modalità di
intermediazione, ecc.)
p. 427
Dovete analizzare l’offerta turistica di un territorio. Dopo aver distinto gli operatori 1,2
per tipologia di servizio offerto (vitto, alloggio, intrattenimento ecc.), per quantificare
gli operatori e valutare il livello di servizio offerto, ricorrete alle seguenti fonti
informative:
a. Pubblicazioni e ricerche di settore riguardanti la spesa turistica nel territorio
b. *Camere di commercio, Associazioni Commerciali di categoria, Pagine
Gialle
c. L’Azienda di Promozione Turistica del territorio considerato
Skill valutata in cluster “Analisi del territorio”
1,2
Nell’analizzare il livello di servizio offerto da una località turistica ai suoi visitatori, 1,2
prendete in considerazione:
a. Le esigenze dei turisti in termini di servizi, qualità attesa e disponibilità alla
spesa, confrontandole con i servizi offerti dagli operatori turistici locali
(albergatori, ristoratori, agenzie di viaggio ecc.)
b. *Le esigenze dei turisti in termini di servizi, qualità attesa e disponibilità alla
spesa, confrontandole con i servizi offerti dalle imprese locali tipicamente
turistiche (albergatori, ristoratori, agenzie di viaggio ecc.) e non (negozianti,
fornitori di servizi di trasporto, artigiani)
c. Quantità e qualità di tutti i servizi offerti da quegli operatori che costruiscono
il sistema di offerta turistico locale (albergatori, ristoratori, agenzie di
viaggio, negozianti, fornitori di servizi di trasporto, artigiani)
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3.06
Saper identificare la
concorrenza attuale e
potenziale d’area, di settore e
di prodotto
3.07
Saper identificare la
concorrenza attuale e
potenziale d’area, di settore e
di prodotto
3.08
Saper interpretare strategie,
obiettivi, punti di forza e di
debolezza, capacità di risposta
competitiva dei concorrenti
attuali e potenziali
3.09
Saper confrontare aree e
aziende turistiche che offrono
prodotti simili (concorrenti
diretti) o sostitutivi
(concorrenti indiretti)
p. 428
Rispetto all’offerta del segmento “viaggi di avventura”di un tour operator (per 1,2
esempio, Boscolo Tour), identificate chi sono, a vostro avviso, i suoi concorrenti:
a. Altri tour operator che offrono prodotti e servizi simili agli stessi clienti a
un prezzo simile (ad esempio, Avventure nel mondo)
b. Le altre aziende che offrono lo stesso prodotto o la stessa tipologia di
prodotto (ad esempio, Alpitour, Valtur, Viaggi del Ventaglio)
c. *Tour operator, agenzie o altri operatori turistiche che cercano di
conquistare la quota di consumo di clienti interessati a fare viaggi
avventurosi
Nell’analisi della concorrenza di area/prodotto, normalmente, procedete nel seguente 1,2
modo:
a. *Identificate i concorrenti, analizzando a chi si rivolgono i turisti in
alternativa a voi, cercate di capire come il loro servizio e il vostro sono
percepiti dai clienti, con particolare riferimento ai fattori più rilevanti
nella scelta
b. Identificate i concorrenti, concentrandovi su quelli che offrono il vostro
stesso servizio in aree simili alla vostra e valutate le motivazioni per cui
alcuni clienti li preferiscono a voi
c. Ai vostri clienti chiedete di valutare il vostro servizio rispetto a quello di
altri concorrenti, considerando tutti gli aspetti che entrano in gioco
(località, prodotto, prezzo, comunicazione ecc.). Sulla base delle
informazioni ottenute, modificate i vostri comportamenti.
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4.
ANALISI
DELLA
DOMANDA
4.01
Saper raccogliere dati e
informazioni utili per la
valutazione della domanda
turistica in un territorio
4.03
Saper valutare le potenzialità
di crescita della domanda
turistica in un territorio
4.04
Saper condurre un’analisi
quantitativa e qualitativa della
domanda turistica di un
territorio, considerandone le
dimensioni rilevanti (flussi,
provenienza, tipologia,
motivazioni, durata, tendenze,
ecc.)
Conoscere le fonti più idonee
per tenersi aggiornati
sull’andamento della domanda
turistica in un territorio
4.02
p. 429
Dovendo valutare l’andamento nel tempo della dimensione fisica ed economica della 1,2
domanda turistica di un territorio, caratterizzata da un’area balneare e un’area interna,
procedete nel seguente modo:
a. Quantificate i flussi turistici dell’ultimo anno a livello comunale,
distinguendo tra località balneari e interne e raccogliete i dati sulla spesa
media giornaliera dei turisti, distinguendo per tipologia di spesa (alloggio,
vitto, shopping, trasporto, divertimento ecc.)
b. *Quantificate i flussi turistici degli ultimi tre anni a livello comunale,
distinguendo tra località balneari e interne e raccogliete, per lo stesso
periodo, i dati sulla spesa media giornaliera dei turisti, distinguendo per
tipologia di spesa (alloggio, vitto, shopping, trasporto, divertimento ecc.)
c. Quantificate la spesa media giornaliera dei turisti, distinguendo per
tipologia di spesa (alloggio, vitto, shopping, trasporto, divertimento ecc.),
valutando separatamente località balneari e località interne
Per tenervi aggiornati sull’andamento della domanda turistica di un territorio,
ricorrete alle seguenti fonti informative:
a. *L’Azienda di Promozione Turistica del territorio considerato, pubblicazioni
e ricerche di settore che descrivono tendenze di consumo
b. Pubblicazioni e ricerche di settore riguardanti la spesa turistica nel territorio
c. L’Azienda di Promozione Turistica del territorio considerato e pubblicazioni
e ricerche di settore riguardanti la spesa turistica nel territorio
1,2
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4.05
Saper individuare i bisogni del
cliente di un prodotto turistico
4.09
Saper identificare il target di
clienti cui si può rivolgere una
risorsa turistica
4.06
Saper condurre un’analisi di
segmentazione della domanda
di prodotti turistici secondo
dimensioni significative (di
tipo demografico, economico,
motivazionale, ecc.)
p. 430
Per identificare il target obiettivo di un prodotto turistico:
1,2
a. Analizzate le caratteristiche (socioeconomiche, demografiche,
comportamentali) dei turisti che attualmente usufruiscono del prodotto
b. Valutate la disponibilità alla spesa dei turisti che visitano l’area dove è
localizzato il prodotto in esame e scegliete il target più redditizio
c. *Analizzate le caratteristiche del prodotto turistico in esame, cercando di
capire quali esigenze è in grado di soddisfare; poi provate a identificare il
profilo del turista che esprime queste esigenze, descrivendone le
caratteristiche (socioeconomiche, demografiche, comportamentali)
Ritenete utile segmentare la domanda di prodotti turistici perchè:
1,2
a. *Identificando i segmenti interessati a un dato prodotto turistico è
possibile razionalizzare gli sforzi delle imprese turistiche e incrementarne
i risultati
b. Identificando i segmenti interessati a un dato prodotto turistico è possibile
incrementare la soddisfazione dei clienti, a patto che le imprese turistiche
siano disposte a sostenere gli investimenti necessari
c. Non ritenete utile segmentare la domanda di prodotti turistici perché ogni
turista esprime un bisogno unico che va soddisfatto al meglio con un
servizio ad hoc
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4.07
4.08
4.10
p. 431
Saper valutare le caratteristiche Dopo aver identificato alcuni segmenti di clientela potenzialmente interessati al
1,2
di un segmento di mercato
prodotto/territorio turistico di cui vi occupate, scegliete i più interessanti da
servire in base alle seguenti caratteristiche:
Saper valutare la redditività di
a. *Numerosità del segmento e disponibilità di reddito tale da garantire
un segmento di mercato
interessanti guadagni, attenzione alle mode del momento
b. Numerosità del segmento, disponibilità di reddito tale da garantire
interessanti guadagni nel breve e lungo periodo, assenza/carenza di
concorrenti che soddisfino completamente gli appartenenti a questo
segmento
c. Ricerca di un tipo di servizio molto particolare, seguendo le mode
turistiche del momento, e conseguente disponibilità, per ottenerlo, a
spendere più di turisti appartenenti ad altri segmenti
Conoscere le caratteristiche dei Per conquistare nuovi clienti residenti nei Paesi dell’Est Europa, avete deciso di
1,2
consumatori che utilizzano i
creare un sito web e di promuoverlo nei motori e nei portali turistici di quei Paesi.
servizi Internet e saperli
Prima di farlo, vi assicurate che:
confrontare i con il target che
a. I portali turistici e i motori di ricerca di qui Paesi siano numerosi e ricchi
si intende servire
di informazioni
b. *Coloro che in quei Paesi utilizzano Internet siano la stessa tipologia di
persone potenzialmente interessata alla vostra offerta turistica e in grado
di acquistarla
c. Il numero di connessioni Internet e numero di persone che lo utilizzano
sia almeno pari a quello dell’Italia
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4.11
Comprendere il
comportamento dei cliente
turistico al fine di migliorare il
processo di acquisizione,
fidelizzazione e “customer
retention”
4.13
Conoscere le fasi del processo
d’acquisto del prodotto
turistico e saperle influenzare
4.12
Conoscere i fattori (sociali e
personali) che influenzano il
comportamento di consumo
turistico
p. 432
Avendo riscontrato, nel territorio considerato, un elevato ricambio turistico (turn 1,2
over) che richiede uno sforzo molto elevato nell’acquisizione di clienti sempre
nuovi, ritenete che sia utile:
a. Facilitare la conoscenza della località turistica, attraverso
un’intensificazione delle azioni promozionali (presenza a fiere,
redazionali su riviste di settore ecc.)
b. *Spingere gli operatori che sono entrati in contatto diretto con i turisti
(albergatori, agenzie locali ecc.) a mantenere con loro un contatto per
comunicare loro promozioni, offerte e novità della nuova stagione
c. Fornire informazioni ai potenziali turisti sui vantaggi che l’offerta
turistica locale presenta rispetto a quella di altre località concorrenti
Nella scelta di una località/prodotto turistico, da parte dei turisti, ritenete che
1,2
influiscano:
a. Nello stesso modo aspetti culturali legati alla provenienza geografica e
alla formazione personale, classe sociale di appartenenza, età e fase della
vita familiare (single, sposato con figli piccoli, sposato con figli grandi
ecc.), occupazione, reddito e stile di vita, opinioni e atteggiamenti
maturati sulla base di esperienze personali o di conoscenti
b. Aspetti culturali legati alla provenienza geografica e alla formazione
personale, classe sociale di appartenenza, età e fase della vita familiare
(single, sposato con figli piccoli, sposato con figli grandi ecc.),
occupazione, reddito e stile di vita
c. *A seconda del tipo di prodotto turistico acquistato tutti o solo alcuni dei
fattori precedentemente descritti e, in ogni caso, con un livello di
influenza differente a seconda delle situazioni
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5.
MARKETI
NG
DEL
PRODOTT
O
TURISTIC
O
INTEGRAT
O
5.01
Saper identificare i principali
punti di forza/punti di
debolezza di un
territorio/prodotto turistico
5.02
Saper identificare le principali
fonti di opportunità/rischi nei
confronti di un
territorio/prodotto turistico
Nell’analizzare punti di forza e di debolezza di un territorio turistico, prendete in 2
considerazione:
a. Le richieste espresse dai turisti in riferimento ai servizi recettivi e il
loro gradimento rispetto alle attrattive naturalistiche e culturali
b. *Le attrattive locali storico-naturalistiche e culturali, le caratteristiche
sociali che hanno impatto sul turista (senso dell’ospitalità, sicurezza
sociale, politiche di accoglienza), i servizi infrastrutturali di trasporto
e quelli ricettivi, le iniziative volte alla divulgazione dell’offerta
turistica locale e della sua immagine
c. L’offerta degli operatori turistici locali (servizi ricettivi, di
intrattenimento, di assistenza al turista) incrociata con le richieste
espresse dalla domanda turistica attuale
Per identificare le opportunità di sviluppo del territorio/prodotto turistico e le
2
minacce cui prestare attenzione:
a. *Confrontate i punti di forza e di debolezza del territorio/prodotto
turistico con le richieste e le tendenze del “consumatore”,
incrociandole con la capacità di soddisfarle da parte di operatori
locali e dei loro concorrenti, tramite le loro offerte
b. Confrontate i punti di forza e di debolezza che il territorio/prodotto
turistico presenta con i punti di forza e di debolezza di altre
località concorrenti o potenzialmente tali, indipendentemente dalla
distanza fisica
c. Valutate quali territori/prodotti turistici presentano caratteristiche
simili a quelle del territorio/prodotto che avete analizzato e, sulla
base di questo confronto, definite opportunità da perseguire e
rischi da evitare
p. 433
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5.03
5.04
5.05
p. 434
Saper identificare la strategia
Il posizionamento di un territorio/prodotto turistico si esprime attraverso:
1,2
di sviluppo e il posizionamento
a. Le scelte di prodotto, servizio, prezzo e comunicazione necessarie per
di un territorio/prodotto
soddisfare le richieste del cliente
turistico
b. L’immagine che il territorio/prodotto turistico intende avere sul mercato
Saper determinare il
c. *La sua capacità di soddisfare le attese dei clienti obiettivo in maniera
posizionamento di un
distintiva o esclusiva rispetto ai concorrenti.
territorio/prodotto turistico
rispetto a concorrenti di area,
settore, prodotto, in riferimento
a bisogni e richieste della
domanda
Saper distinguere il concetto di In un sistema di offerta turistica, il prodotto turistico si può definire come:
1,2
prodotto turistico globale
a. *Un insieme di fattori d’attrattiva, realizzati, o più semplicemente
(ottica del turista) da quello di
organizzati, ed erogati dai singoli operatori turistici per far fronte
prodotto turistico specifico
alla domanda turistica attuale e potenziale
(ottica del produttore), e saper
b. L’insieme di servizi erogati dai singoli operatori turistici con
integrare tali ottiche
l’obiettivo di sviluppare un business turistico nel territorio
c. I servizi collegati al comparto ricettivo sviluppati dagli operatori
turistici in un determinato territorio a vocazione turistica
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5.06
Saper identificare le
caratteristiche e gli attributi del
prodotto turistico globale
(ottica del turista) e del
prodotto turistico specifico
(ottica del produttore)
5.07
Conoscere gli elementi
costitutivi di un pacchetto
turistico
p. 435
Nel caso di un ristorante, il cui titolare organizzi un corso di cucina della durata 1,2
di un week-end, finalizzato a far conoscere e valorizzare un prodotto tipico
locale, il prodotto turistico di cui usufruisce al potenziale turista è composto dai
seguenti elementi:
a. Il servizio di ristorazione, quello correlato al personale di sala, e il
corso di cucina.
b. *Il servizio di ristorazione, quello correlato al personale di sala, il
corso di cucina, il servizio di pernottamento offerto da strutture
alberghiere della destinazione, il patrimonio naturalistico locale
visitabile in loco
c. Il corso di cucina, il servizio di pernottamento offerto da strutture
alberghiere della destinazione, e il patrimonio naturalistico locale
visitabile in loco
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5.08
Saper assemblare un pacchetto
turistico
5.09
Saper elaborare la strategia di
prodotto più coerente con gli
obiettivi strategici del prodotto
turistico
Il titolare di un albergo situato in una località sciistica non ancora molto nota, ma 2
in via di sviluppo, intende differenziarsi dagli altri albergatori che operano nello
stesso comparto e stanno nascendo numerosi. La sua struttura, su cui ha già
investito negli ultimi anni, è confrontabile con gli altri hotel della sua categoria e
non rappresenta un ambito su cui ritiene di fare ulteriori investimenti. Su quali
elementi può agire per incrementare il valore della sua offerta?
a. *Sui servizi strettamente connessi all’offerta dell’albergo (per es.
arricchendo il buffet della prima colazione, sviluppando condizioni
agevolate per i clienti fidelizzati ecc.), sviluppando partnership con
operatori locali (ristoratori, maestri di sci, noleggiatori di attrezzature
sportive) offrendo ai clienti la possibilità di fruire dei loro servizi a
condizioni agevolate, sui servizi offerti dall’ambiente (per es.
predisponendo percorsi eno-gastronomici, segnalando attrattive culturali
locali e costi/orari per la loro fruizione)
b. Sui servizi strettamente connessi all’offerta dell’albergo (per es.
arricchendo il buffet della prima colazione, sviluppando condizioni
agevolate per i clienti fidelizzati ecc.) e informando di più i clienti su
questi miglioramenti, valorizzandoli
c. Mantenendo stabili i servizi strettamente connessi all’offerta dell’albergo,
ma creando numerose partnership con operatori locali (ristoratori, maestri
di sci, noleggiatori di attrezzature sportive) offrendo così ai clienti la
possibilità di fruire dei loro servizi a condizioni agevolate
p. 436
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5.10
Saper identificare gli elementi
che influenzano il processo di
formazione del prezzo del
prodotto turistico
5.11
Conoscere i metodi di
determinazione del prezzo
p. 437
Nel fissare il prezzo di un prodotto turistico è necessario tenere in considerazione: 2
a. Il posizionamento che intende trasmettere al mercato e i costi che la struttura
deve sostenere per produrre, comunicare e distribuire il prodotto così come lo
ha progettato
b. *I prezzi definiti dai concorrenti, il prezzo massimo che i clienti attuali e
potenziali sono disposti a pagare per l’acquisto del prodotto considerato, i
costi che la struttura deve sostenere per produrre, comunicare e distribuire il
prodotto, il posizionamento che si intende trasmettere al mercato
c. I costi che la struttura deve sostenere per produrre, comunicare e distribuire il
prodotto che ha definito e i prezzi praticati dai concorrenti che vengono presi
in considerazione dai potenziali clienti al momento della scelta
Il metodo di fissazione del prezzo basato sui costi (cost plus pricing) prevede:
1,2
a. Di identificare il punto di pareggio tra costi fissi e variabili che si ottiene
dividendo i costi fissi per il margine di contribuzione (prezzo – costi
variabili); ad esempio, un hotel che ha costi fissi annuali di 300.000 euro,
costi variabili per camera allocata per notte di 20 euro e ha un prezzo di
vendita della camera per notte di 40 euro, ha un BEP a 15.000 unità
vendute
b. Identificare il valore attribuito dall’acquirente a un dato prodotto e sulla
base di questo definire il prezzo, facendo attenzione che superi sempre il
valore complessivo dei costi sostenuti per produrlo
c. *Di aggiungere un ricarico (markup) standard al costo del prodotto; ad
esempio un ristorante, per decidere il prezzo a cui vendere una bottiglia di
vino che gli costa 8 euro applica un markup del 100% e ne determina il
prezzo di vendita a 16 euro
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5.12
Saper elaborare la strategia di
prezzo più coerente con gli
obiettivi strategici del prodotto
turistico
In una località turistica frequentata da un pubblico giovane, un albergatore apre 2
una discoteca collegata al suo albergo, ma fruibile anche indipendentemente.
Coerentemente con l’albergo anche la discoteca ha un posizionamento alto e si
propone come un locale di prestigio. Nel territorio esistono molte discoteche, ma
solo un’altra dello stesso livello di quella aperta dall’albergatore. Quale strategia
di prezzo attuereste voi?
a. Stabilireste prezzi bassi per penetrare rapidamente larga parte del mercato,
attraendo così un’ampia fascia di clientela, in parte sottraendola anche alla
discoteca concorrente diretta; dopo un anno alzereste i prezzi per
supportare l’immagine elevata del locale.
b. Applichereste un prezzo alto da subito confrontabile con quello della
discoteca concorrente diretta, o anche lievemente superiore per supportare
l’immagine elevata del locale
c. *Applichereste un prezzo alto da subito confrontabile con quello della
discoteca concorrente diretta, per supportare l’immagine elevata del
locale, ma nel periodo di avvio dell’attività sviluppereste un’intensa
attività di promozione che preveda sconti, agevolazioni e buoni omaggio,
con l’intenzione di abbandonarle o diminuirle una volta creata notorietà
del nuovo locale
p. 438
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
5.13
Conoscere le tipologie di
canale distributivo di un
prodotto turistico e le loro
caratteristiche
5.16
Saper determinare i canali
distributivi più coerenti con gli
obiettivi strategici del prodotto
turistico
p. 439
Un’agenzia viaggi, situata in una località balneare, propone principalmente 1,2
servizi di incoming, rappresentati prevalentemente da servizi di prenotazione
alberghiera e di affitto in appartamento (70% fatturato) e, in misura inferiore,
dall’organizzazione di trasferimenti ed escursioni in loco (30% di fatturato). Per
distribuire i suoi servizi si appoggia a numerose agenzie di viaggio e Tour
Operator: Decide di operare una selezione degli intermediari e per farlo:
a. *Effettua un’ analisi del valore che questi producono per l’agenzia,
prendendo in considerazione il fatturato che generano, i margini che
consentono, i Paesi che servono e le loro potenzialità di sviluppo
b. Seleziona i T.O. e le agenzie con cui collabora da più tempo e con cui si è
creata una relazione di fiducia
c. Seleziona i T.O. e le agenzie presenti nei Paesi con i quali intende
operare, sulla base del fatto che da sempre l’agenzia opera con i turisti
provenienti da quelle nazioni
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5.14
Conoscere le fonti da utilizzare
per identificare l’elenco degli
operatori, nazionali e stranieri,
utili a distribuire il prodotto
turistico
p. 440
Un’agenzia di viaggi che propone principalmente servizi di incoming, per 1,2
ampliare il suo giro di affari decide di mettersi in contatto con dei Tour
Organizer, cioè degli intermediari specializzati nell’organizzazione di tour
(pellegrinaggi, tour eno-gastronomici ecc.) con cui avviare una collaborazione.
Per identificarli, ricorre a:
a. Enti del turismo nazionali, regionali o locali
b. *Riviste destinate agli agenti di viaggi, associazioni di
categoria, fiere del settore
c. Guide turistiche e Aziende di Promozione Turistica
5.15
Saper valutare vantaggi e
svantaggi di un canale
distributivo telematico per un
prodotto turistico
Internet rappresenta un nuovo canale distributivo per i prodotti turistici. I 1,2
vantaggi che può offrire sono:
a. Incrementare la vendita dei servizi turistici degli operatori attraverso il
semplice fatto di avere realizzato un sito web che presenta l’azienda e i
servizi
b. *Presentare la propria offerta a potenziali clienti localizzati in numerosi
Paesi target non raggiungibili facilmente con i canali tradizionali e
attraverso una gestione corretta dei contatti ottenuti attraverso il sito,
incrementare le vendite
c. Facilitare per il cliente la confrontabilità dell’offerta con altri concorrenti,
aiutandolo a selezionare l’offerta migliore
Internet rappresenta un nuovo canale distributivo per i prodotti turistici. Rispetto 1,2
al sistema di intermediazione, gli svantaggi che può avere sono:
a. *Consentire al cliente di acquistare direttamente servizi e pacchetti
turistici bypassando gli intermediari tradizionali che non siano riusciti a
costruire un valore supplementare rispetto a quello della semplice
intermediazione nella transazione
b. Fare scomparire numerosi intermediari turistici, senza consentire lo
sviluppo di nuovi operatori sul mercato
c. Sostituire completamente le vendite di servizi e pacchetti turistici off line.
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5.17
Saper sviluppare e tenere sotto
controllo un piano di
marketing
La realizzazione di un piano di marketing richiede:
2
a. La scelta delle componenti di marketing (prodotto, servizio,
prezzo, canale distributivo, comunicazione) identificate come
necessarie per raggiungere un pubblico obiettivo coerentemente
con il posizionamento considerato
b. *La definizione degli obiettivi strategici dell’impresa, delle azioni
necessarie per raggiungerli, delle risorse (umane ed economiche)
che ne consentano la realizzazione, di un sistema di controllo che
consenta di monitorare nel tempo il raggiungimento degli
obiettivi, l’adeguatezza delle azioni e delle risorse identificate, e di
intervenire in caso di scostamenti
c. La stesura del budget che determini ricavi attesi e costi sostenuti
per il raggiungimento degli obiettivi aziendali stabiliti per l’anno
in corso.
p. 441
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6.
6.01
PROMOZI
ONE DEL
PRODOTT
O
TURISTIC
O
INTEGRAT
O
6.02
Conoscere gli elementi di
base del processo
comunicazionale (fonte,
codifica, canale,
destinatario, decodifica,
risposta, feedback)
Conoscere la funzione e gli
obiettivi della
comunicazione aziendale
p. 442
Qualunque forma di comunicazione per potersi svolgere correttamente richiede la 1,2
presenza di:
a. *Un mittente, un destinatario, un messaggio espresso in un codice che accomuni
mittente e destinatario, un canale attraverso il quale inviare il messaggio e
meccanismi di feedback che il mittente attua allo scopo di valutare che il
messaggio abbia raggiunto correttamente il destinatario
b. Un mittente, un destinatario, un messaggio espresso in un codice che accomuni
mittente e destinatario e un canale attraverso il quale inviare il messaggio, una
motivazione nel destinatario che riduca il fenomeno della percezione selettiva
c. Un mittente, un destinatario e un messaggio trasmesso attraverso un canale che
ne consenta il raggiungimento, comunque da valutare attraverso meccanismi di
feedback attuati dal mittente
La comunicazione del prodotto/territorio turistico è:
1,2
a. La combinazione delle variabili controllabili di marketing che si impiegano al fine di
conseguire gli obiettivi predefiniti nell’ambito del mercato obiettivo
b. Lo strumento del marketing mix che consente al prodotto turistico di raggiungere il
mercato obiettivo
c. *Un elemento del marketing mix attraverso il quale si comunica la propria offerta al
mercato
Gli obiettivi della comunicazione sono:
1,2
a. Rendere noto il marchio di un prodotto turistico o il nome di una località nella fase di
promozione
b. *Costruire l’immagine e la notorietà del marchio del prodotto turistico o di una
località, incrementando il flusso turistico
c. Ricordare il marchio di un prodotto turistico o di una località in fase di declino per
incrementarne le vendite
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6.03
Saper valutare vantaggi e
svantaggi dei diversi
strumenti di
comunicazione
6.04
Saper utilizzare la forma di
pubblicità più adeguata
rispetto agli obiettivi
strategici del prodotto
turistico e al
dimensionamento delle
risorse disponibili
p. 443
Le pubbliche relazioni che si possono esprimere attraverso la sponsorizzazione di eventi 1,2
locali, l’organizzazione di eventi collegati alla propria attività, la gestione continua delle
relazioni con la stampa, rappresentano:
a. L’insieme di strumenti di comunicazione con cui l’impresa turistica instaura e
gestisce il proprio rapporto con la clientela in modo diretto
b. Un insieme di attività di comunicazione con lo scopo immediato dello stimolo
d’acquisto
c. *Azioni di comunicazione che innalzano l’immagine positiva dell’impresa
La selezione dei mass media attraverso i quali realizzare campagne pubblicitarie si pone 1,2
l’obiettivo di:
a. *Individuare il modo più efficace per raggiungere il numero desiderato di
esposizioni all’audience obiettivo
b. Ridurre al minimo l’investimento
c. Raggiungere un numero più basso di esposizioni all’audience obiettivo, ma a più
elevato impatto
Il mezzo pubblicitario rappresentato dal canale televisivo presenta i seguenti punti di 1,2
forza :
a.
Capacità di raggiungere un elevato numero di esposizioni e di essere in
grado di veicolare messaggi complessi
b.
*Capacità di veicolare efficacemente messaggi ad elevato coinvolgimento
emotivo e di costruire rapidamente la notorietà del marchio
c.
Capacità di informare in maniera approfondita su prodotti e servizi
comunicati
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p. 444
Il mezzo pubblicitario rappresentato dalla stampa e, in particolare dai periodici, presenta 1,2
i seguenti punti di forza :
a. *Possibilità di creare dei collegamenti tra contenuto del messaggio pubblicitari
e i temi trattati nel quotidiano/periodico
b. Possibilità di trasmettere efficacemente messaggi ad elevato contenuto emotivo a
un target localizzato in un’area geografica specifica
c. Capacità di raggiungere un numero di esposizioni maggiore rispetto a quello reso
possibile dalla televisione e di essere in grado di veicolare messaggi complessi
Il mezzo pubblicitario rappresentato dalle affissioni:
1,2
a. Rappresenta un canale di comunicazione a basso costo e in grado di veicolare
messaggi complessi
b. *Consente di creare rapidamente notorietà di marchio nel territorio in cui sono
realizzate le affissioni, ma ha costi elevati rispetto alla copertura che consente di
raggiungere
c. Non consente di effettuare un controllo preciso sulle esposizioni raggiunte, ma ha
un costo ridotto
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6.05
6.06
Saper determinare il mix
promozionale più adeguato
rispetto agli obiettivi
strategici del prodotto
turistico e al
dimensionamento delle
risorse disponibili
Saper ricercare le
informazioni necessarie per
la partecipazione a
manifestazioni fieristiche
nazionali e internazionali
p. 445
Nel caso del lancio di una nuova struttura turistica, sceglierete gli strumenti di 1,2
comunicazione in grado di:
a.
Favorire il riacquisto del servizio nella struttura considerata
b.
*Creare consapevolezza del marchio della struttura
c.
Generare una preferenza del marchio della struttura rispetto a prodotti concorrenti
Per comprendere se la fiera cui intendete partecipare è adeguata a promuovere la vostra 1,2
offerta turistica ritenete importante raccogliere dagli organizzatori le seguenti
informazioni:
a. Gli elenchi degli espositori dell’anno precedente, i costi di partecipazione e il
numero di visitatori attesi
b. *Il tipo di mercato raggiunto in termini di espositori e visitatori (business e
consumer), l’affluenza passata e prevista, la provenienza geografica di visitatori
ed espositori, il tipo di attività svolta dai visitatori business, i costi di
partecipazione
c. Se si tratta di una fiera prevalentemente rivolta a un target business o a un target
consumer
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6.07
Saper identificare le
iniziative collaterali e il
materiale di supporto più
idonei a valorizzare la
partecipazione a
manifestazioni fieristiche
(conferenze stampa,
partecipazione a convegni,
materiale informativo,
inviti, ecc.)
6.08
Saper curare
l’organizzazione di eventi
promozionali
6.09
Conoscere gli enti preposti
alla promozione turistica
nazionale e internazionale
p. 446
Nel caso in cui abbiate deciso di partecipare a una fiera di settore, vi concentrate sulle 1,2
seguenti attività:
a. *Dopo aver prenotato il vostro spazio espositivo, predisponete con l’anticipo
necessario tutto il materiale informativo riguardante la vostra attività (brochure e
dépliant) da portare, identificate i vostri clienti ed eventuali clienti potenziali da
invitare, definite in che modo comunicare la vostra presenza in fiera (stampa,
internet ecc.) e focalizzate l’attenzione sugli obiettivi di vendita, contatti,
conoscenza dei trend in atto che vi aspettate di raggiungere
b. Vi preoccupate per prima cosa di esserci, poi predisponete la documentazione che
descrive in dettaglio i vostri servizi e inviate alla fiera una persona della vostra
struttura che in quel momento è libera da altri impegni
c. Vi concentrate al massimo sul diffondere la notizia che sarete presenti alla fiera
coinvolgendo clienti, stampa e facendo anche pubblicità all’evento, aspettando di
essere presenti in fiera per comprendere quali sono le informazioni che dovrete
portarvi a casa
Gli enti di promozione turistica, molto utili sia per il turista che per gli operatori del settore 1,2
turistico, sono rappresentati da:
a. *Enti nazionali che promuovono il turismo del loro Paese a livello internazionale,
enti regionali ed enti locali che si occupano della promozione delle località e delle
attrazioni regionali a livello internazionale e regionale
b. Associazioni di categoria del settore turistico ed enti nazionali che promuovono il
turismo del loro Paese a livello internazionale
c. Consorzi e sistemi di prenotazione ed associazioni di categoria del settore turistico
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6.10
Conoscere la stampa di
settore
6.11
Saper valutare vantaggi e
svantaggi di forme di
promozione su web del
prodotto turistico
6.14
Saper integrare tutti i
canali di relazione con i
clienti
6.15
Sapere identificare e
valutare i canali di
informazione turistica on
line (siti di settore, portali
turistici on line)
p. 447
Un operatore turistico desidera fare un’inserzione su alcuni giornali locali per comunicare 1,2
una promozione sul proprio servizio, prevista per la stagione in corso. Per reperire i
nominativi delle testate più diffuse, può:
a. Ricercarle in Internet, facendo attenzione a che si tratti di giornali che prevedano
delle sezioni dedicate alle inserzioni turistiche
b. *Ricercarle in Internet, rivolgersi alle associazioni turistiche locali e domandare ai
clienti abituali quali giornali locali leggono
c. Rivolgersi alle associazioni turistiche locali, cercando di reperire anche le
informazioni sul numero di copie vendute nei diversi giorni della settimana
Skill valutata nell’ambito dei cluster “Information & Communication Technology”
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6.12
6.13
6.16
Saper contribuire alla
costruzione di un sito web
con finalità promozionali
del prodotto turistico
Conoscere le modalità per
massimizzare l’efficacia di
un sito web con finalità
promozionali
Saper integrare tutti gli
strumenti di
comunicazione
(tradizionali e on line)
p. 448
Una località balneare storica, caratterizzata da una clientela Nord Europea, si pone il 2
duplice obiettivo di aumentare la sua visibilità e notorietà in tutte le città europee e di
sviluppare nuovi mercati, in particolare i Paesi dell’Est, per incrementare il numero di
visitatori e compensare le fasi di recessione in atto nei mercati storici. Per farlo utilizza i
seguenti strumenti di comunicazione: pubbliche relazioni, eventi, azioni di informazione
sistematiche sulla stampa per generare attività di publicity, pubblicità su TV e giornali,
sponsorizzazioni, pubblicazioni monografiche da allegare a riviste turistiche, fiere in Italia
e all’Estero, sito web della località, adeguatamente promosso su motori e portali dei Paesi
target. Secondo voi, con quali strumenti raggiunge i due differenti obiettivi?
a. L’obiettivo di aumentare la visibilità e notorietà della località lo raggiunge
principalmente attraverso il sito web e le fiere
b. *L’obiettivo di aumentare la visibilità e notorietà della località lo raggiunge
principalmente attraverso la pubblicità su TV e giornali e le pubblicazioni
monografiche da allegare a riviste turistiche. Il sito web, sempre richiamato in tutte
queste comunicazioni, fornisce approfondimenti e informazioni di dettaglio su
località e servizi
c. L’obiettivo di sviluppare nuovi mercati lo ottiene principalmente attraverso le
sponsorizzazioni e le attività di pubbliche relazioni, quello di aumentare la sua
visibilità e notorietà attraverso il sito web
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7.
NET
WORKING
7.01
p. 449
2
Saper individuare i soggetti La costruzione di un’immagine condivisa di un territorio richiede il coinvolgimento di:
pubblici e privati con cui
a. Enti locali (regione, comuni), aziende di promozione turistica, associazioni di
interagire per definire
categoria collegate a figure imprenditoriali che gestiscono il business turistico (es.
un’immagine turistica
associazione albergatori, associazioni agenzie di viaggio), istituzioni preposte allo
condivisa di un territorio
sviluppo formativo delle persone da impiegare nel business turistico del territorio
(scuole, enti di formazione)
b. *Enti locali (regione, comuni), aziende di promozione turistica, associazioni di
categoria collegate a figure imprenditoriali che gestiscono i business del territorio
(es. associazione albergatori, associazioni commercianti, associazioni industriali),
istituzioni preposte allo sviluppo formativo delle persone da impiegare nei business
del territorio (scuole, enti di formazione)
c. Enti locali (regione, comuni), aziende di promozione turistica, associazioni di
categoria collegate a figure imprenditoriali che gestiscono i business del territorio
(es. associazione albergatori, associazioni commercianti, associazioni industriali)
7.02
Saper contribuire alla
definizione delle politiche
di intervento per la
creazione e la promozione
dell’immagine turistica
Un’Azienda di Promozione Turistica per promuovere il patrimonio culturale ed ambientale 2
del territorio di sua pertinenza presso l’utenza turistica nazionale e internazionale, quali
attività dovrebbe sviluppare a vostro parere?
a. Partecipazione a fiere locali e internazionali destinate agli operatori del settore,
organizzazione di attività di interesse turistico (manifestazioni, spettacoli, itinerari e
pacchetti turistici sul territorio)
b. *Attività di sportello, realizzazione e distribuzione di materiale informativo –
promozionale (guide, ecc) - cura e promozione del sito Web ed altri strumenti
internet, organizzazione, in forma diretta e/o in collaborazione con organismi
pubblici o privati, di manifestazioni, eventi, spettacoli, itinerari sul territorio,
raccolta e gestione dei reclami
c. Vendita di prodotti editoriali per turisti, organizzazione, in forma diretta e/o in
collaborazione con organismi pubblici o privati, di manifestazioni, eventi,
spettacoli, itinerari sul territorio
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7.05
Saper identificare il
contributo dei diversi attori
coinvolti in un piano di
sviluppo
7.03
Saper identificare i
potenziali partner pubblici
e privati coinvolgibili nello
sviluppo di un polo
turistico
7.04
Saper interpretare i piani di
sviluppo a livello locale e
regionale (es. PIT, PILS)
7.07
Conoscere il contenuto e le
finalità dei principali
modelli di intesa
(dichiarazione di intenti,
protocollo di intesa,
convenzione, ecc.)
Conoscere le principali
tecniche di negoziazione e
concertazione
7.06
p. 450
L’APT di una località balneare si pone come finalità quella di contribuire alla conoscenza e 2
allo sviluppo della ricchezza e del patrimonio culturale ed ambientale del territorio della
Regione circostante. Per riuscire a farlo, secondo voi, chi dovrebbero essere i destinatari
delle sue azioni?
a. *Turisti attuali e potenziali, operatori turistici, giornalisti ed operatori
dell’informazione, Enti locali, Associazioni e consorzi di operatori turistici
locali
b. Turisti attuali e potenziali, operatori turistici, giornalisti ed operatori
dell’informazione,
c. Turisti attuali e potenziali, operatori turistici locali e dei paesi target, giornalisti
ed operatori dell’informazione, Enti locali, Associazioni e consorzi di operatori
turistici locali
Skills non valutabili in maniera generale
Skill valutata con test su competenze trasversali
Programma Leonardo - Progetti Pilota, Competenze Linguistiche, Reti Transnazionali, Materiali di Riferimento - Fase 20002006 – Anno 2002 – Progetto: “A.R.G.O.” – Progetto numero: I/02/B/F/PP-120221
7.08
Saper identificare i canali
di comunicazione più
efficaci ed efficienti per
mettere in contatto i diversi
attori coinvolgibili nello
sviluppo di un territorio
7.09
Saper favorire la
comunicazione in rete tra
gli attori coinvolti nello
sviluppo di un territorio
p. 451
L’APT di una località balneare è un’azienda a capitale misto pubblico e privato operante 2
nel settore del turismo. Su conferimento della Provincia, esercita la funzione di
informazione ed accoglienza turistica nell’ambito territoriale di riferimento, mediante la
gestione degli uffici IAT provinciali istituiti nel medesimo territorio, inclusa l’assistenza
qualificata ad operatori del settore turistico e della comunicazione, finalizzata alla
promozione economica della zona ed alla valorizzazione e promozione del territorio
provinciale. L’ A.P.T. persegue obiettivi di promozione del territorio, coinvolgendo nelle
proprie attività di informazione ed assistenza diversi interlocutori, con finalità generali e
non nell’interesse di specifici destinatari. Una funzione naturale e distintiva dell’ A.P.T.
consiste quindi nel costituire, sviluppare, animare una rete territoriale diffusa e trasversale,
promuovendola e valorizzandola presso l’utenza turistica ed il pubblico in generale
Il principale valore aggiunto che il sito internet può fornire rispetto alla mission dell’APT è
rappresentata, a vostro avviso, da:
a. La diffusione su ampia scala di una “vetrina” di tutte le iniziative di promozione
turistica del territorio e la possibilità di raggiungere target di turisti molto lontani e
non a conoscenza di tali iniziative
b. Mantenere una relazione costante e interattiva con turisti attuali e potenziali
dell’area, in grado di amplificare azioni di marketing e comunicazione sviluppate
nel territorio
c. *Le potenzialità di sviluppare e consolidare relazioni di rete e comunità, capaci di
includere tutti gli interlocutori, in grado di differenziare e valorizzare l’A.P.T.
rispetto alle agenzie che vendono servizi turistici del territorio on line
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8.
PROJECT
MANAGE
MENT
8.01
Saper pianificare un
progetto turistico, in
termini di tempi, risorse,
impegno, costi, risultati
8.03
Saper sviluppare la
programmazione delle
attività e delle risorse di un
progetto turistico
8.07
Saper tracciare diagrammi
di Gantt
8.02
Saper condurre un’analisi
economico-tecnica di un
progetto turistico
8.05
Saper elaborare indicatori
utili a valutare il corretto
andamento di un progetto
turistico
p. 452
La pianificazione di un progetto turistico richiede:
1,2
a. L’assegnazione delle attività necessarie allo sviluppo del progetto a risorse dedicate
che se ne assumono la responsabilità, l’esplicitazione dei costi connessi alla
realizzazione delle attività stesse, un tempo di inizio e un tempo previsto di
conclusione delle attività stesse
b. *La formalizzazione degli obiettivi del progetto, la definizione delle attività da
sviluppare, i tempi di inizio e di fine di ogni attività, la successione temporale
/contemporaneità di tali attività, le risorse umane responsabili delle attività e quelle
con cui collaborano, le giornate uomo necessarie a svilupparle e i costi connessi,
l’identificazione di appositi momenti di controllo
c. La formalizzazione degli obiettivi del progetto, la definizione delle attività da
sviluppare, le risorse umane responsabili delle attività e quelle con cui collaborano,
le giornate uomo necessarie a svilupparle e i costi connessi, l’identificazione di
appositi momenti di controllo
Per valutare il corretto andamento di un progetto turistico, vi basate sui seguenti elementi:
2
a. *Raggiungimento degli obiettivi totali e parziali dichiarati del progetto, rapporto tra
costi pianificati e costi sostenuti disaggregati per tipologia di costo (es. costi legati
alle infrastrutture, costi delle risorse umane coinvolte ecc.), rapporto tra tempi
pianificati e tempi che si sono resi necessari, disaggregati per tipo di attività
b. Monitoraggio continuo delle attività necessarie al raggiungimento degli obiettivi
del progetto, attraverso riunioni con il team di lavoro che riferisce sull’andamento
del progetto e presenta i problemi riscontrati da risolvere per procedere
c. Rapporto tra costi pianificati e costi sostenuti disaggregati per tipologia di costo
(es. costi legati alle infrastrutture, costi delle risorse umane coinvolte ecc.),
rapporto tra tempi pianificati e tempi che si sono resi necessari, disaggregati per
tipo di attività, motivazioni degli scostamenti e formalizzazione delle azioni svolte
per limitarne l’impatto
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8.04
Saper monitorare
costantemente
l’avanzamento delle
attività di un progetto
turistico
8.06
Saper redigere la
documentazione di
avanzamento e di
consuntivo di un progetto
turistico
8.08
9.
9.01
MONITOR
AGGIO
E
VALUTAZI
ONE
QUALITA’
DEL
PRODOTT
O
TURISTIC.
Per tenere sotto controllo lo sviluppo di un progetto turistico:
a. *Nei momenti di controllo identificati in fase di pianificazione, valutate il
progressivo raggiungimento degli obiettivi collegati alle singole attività, gli
eventuali ritardi rispetto ad attività, tempi e costi non rispettati, ne identificate le
motivazioni e valutate come recuperare i surplus di costi e giornate. Redigete una
pianificazione aggiornata che salvaguardi il budget complessivo temporale ed
economico.
b. A metà del progetto valutate il progressivo raggiungimento degli obiettivi del
progetto stesso, gli eventuali ritardi rispetto ad attività, tempi e costi non rispettati.
Identificate i surplus di tempi e costi da recuperare al termine del progetto e ne date
informazione a tutti coloro che sono coinvolti nello sviluppo.
c. Quotidianamente monitorate le attività svolte e le ore spese dal tema di progetto per
svilupparle. In caso di ritardo, intervenite per chiedere spiegazioni ai vostri
collaboratori e “riallinearli”, cercando di responsabilizzarli sull’obiettivo da
raggiungere
Saper valutare e monitorare
il percorso critico di un
progetto turistico
Saper monitorare
Skill valutata nell’ambito dei cluster analisi del territorio e analisi della domanda
l’andamento di mercato di
un prodotto turistico,
considerandone i volumi di
vendita e la tipologia di
acquirenti
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2
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p. 454
9.02
Saper predisporre
strumenti per la rilevazione
della customer satisfaction
Il titolare di un ristorante organizza un corso di cucina della durata di un week-end, 1,2
finalizzato a far conoscere e valorizzare un prodotto tipico locale. Al termine del week end,
desidera valutare il gradimento del cliente rispetto alle variabili dell’offerta da lui
controllabili. Per questo motivo, chiede agli ospiti di esprimere il loro gradimento rispetto:
a. *Al servizio di ristorazione, a quello correlato al personale di sala e al corso di
cucina
b. Al servizio di ristorazione, a quello correlato al personale di sala, al corso di cucina,
al servizio di pernottamento offerto dalle strutture alberghiere del luogo, al
patrimonio naturalistico locale visitabile in loco
c. Al corso di cucina, al servizio di pernottamento offerto da strutture alberghiere
della destinazione, al patrimonio naturalistico locale visitabile in loco
9.03
Saper identificare e
analizzare un insieme di
indicatori per misurare la
soddisfazione del cliente
interno e esterno
La misurazione della customer satisfaction di un servizio turistico può avvalersi di molti 1,2
indicatori. Fra quelli elencati di seguito, quali vi sembrano i più completi?
a. Dati provenienti dall’analisi sistematica dei reclami scritti inoltrati dai clienti al
Personale
b. Valutazioni qualitative positive e negative espresse verbalmente dai clienti al
Personale della struttura turistica e dal Personale riportate alla Direzione
c. *Valutazioni quantitative raccolte attraverso questionari somministrati al turista
al temine del suo soggiorno riferite a tutte le componenti del servizio di cui ha
fruito, integrate con indicatori che misurano la fidelizzazione dei clienti
9.04
Saper identificare e
analizzare un insieme di
indicatori per misurare
l’efficacia e l’efficienza
delle politiche
promozionali
Un operatore turistico ha partecipato a una f