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Tavolo Rom, Sinti e Camminanti
RESOCONTO DELL’INCONTRO
15 GIUGNO 2009
Nel corso dell’incontro la comune riflessione ha ribadito la necessità di informare, diffondere e
comprendere la varietà del fenomeno socio politico di cui rom e sinti sono protagonisti nel
nostro paese. Si impone una lettura complessiva della situazione per sperimentare
concretamente soluzioni di inclusione, reale alternativa alla repressione e al controllo. La
domanda che è emersa nel confronto è come conciliare i diritti con il tempo storico e politico
che stiamo vivendo, a partire dagli innumerevoli ostacoli per la regolarizzazione giuridica che
impediscono qualsiasi forma di azione ulteriore. Il primo obiettivo rimane comunque la
testimonianza, al fine di fare emergere i problemi e le cause, e rendere tale realtà visibile e
innegabile.
Ogni Caritas ha fornito aggiornamenti sulla situazione delle comunità di rom/sinti presenti sul
territorio e sullo stato dei progetti in atto. Successivamente sono state illustrate le idee
progettuali che le Caritas intendono sviluppare. Di seguito vengono riportate entrambe le
informazioni raccolte relative alle singole realtà.
Bergamo
A Bergamo sono presenti rom kosovari che abitano in alloggi popolari all’interno della città, oltre
a due campi in cui vivono circa 2-300 sinti italiani. Inoltre si contano anche un centinaio di rom
rumeni stanziati in case abbandonate e censiti tramite il servizio docce.
Le problematiche sono molte e la Caritas si occupa di monitorare la situazione anche attraverso
la collaborazione con le parrocchie che operano attivamente con le comunità rom/sinti locali.
Progetto
La Caritas vorrebbe rafforzare il sostegno alle parrocchie anche fornendo indicazioni sulle
metodologie e le strategie di intervento da utilizzare nel rapporto con la popolazione rom sulla
base di una condivisione delle esperienze proprie delle diverse realtà territoriali. Lancia a tale
proposito l’idea di elaborare strumenti (es. opuscoli) con indicazioni operative e spunti di
riflessione
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Catania
Fino all’estate del 2008 erano presenti circa 160 rom rumeni in un campo abusivo per i quali fu
avviato un progetto di scolarizzazione che ebbe risultati molto positivi. Le successive minacce di
sgombero hanno portato i rom ad abbandonare il territorio. Nel corso di questa primavera,
insieme a nuovi nuclei, alcuni, sono tornati ad essere presenti.
Durante questo ultimo anno la Caritas, mettendo a disposizione il pulmino per accompagnare i
bambini a scuola e i locali per svolgere le attività di doposcuola, si è occupata di sostenere
l’Opera Nomadi, che nel frattempo ha proseguito l’attività di inserimento scolastico con i pochi
rimasti.
L’amministrazione locale mostra un’attenzione generale alla marginalità, la Caritas è il suo
interlocutore privilegiato , ma di fatto non si sta muovendo verso al concretizzazione di possibili
interventi.
Progetto
Ambito scuola – portare avanti il sostegno alla scolarizzazione dei minori, riaprendo il centro di
doposcuola per tutti e 7 i giorni della settimana e incrementandone le attività.
Ambito salute - Idea di attivare un camper sanitario che svolga all’interno del campo uno
screening sanitario costante.
Rete
-
Opera Nomadi
-
Asl
-
Dipartimento dell’istruzione
-
Istituto di ricerca di Scienze Politiche (per il censimento)
Frosinone
La Caritas di Frosinone continua il suo impegno occupandosi di 3 nuclei familiari dislocati in 3
diversi comuni; negli ultimi tempi è migliorata la posizione giuridica di un nucleo anche la
scolarizzazione procede efficacemente. I Sinti italiani presenti sul territorio non sono intercettati
dal circuito Caritas.
Progetto
Ambito casa – Si tenterà di trovare soluzioni alternative allo stato abitativo attuale dei due nuclei
familiari che vivono in appartamenti pagati dalla Caritas. L’obiettivo è di renderli autonomi nella
gestione delle spese alloggiative.
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Ambito lavoro – attualmente una ragazza svolge un servizio di pulizia e giardinaggio presso
delle aree comunali grazie ad una borsa lavoro finanziata dalla Caritas. E’ risultato molto
positivo l’effetto a livello di immagine. L’idea progettuale prevede di proporre borse lavoro per
un inserimento lavorativo al di fuori del circuito Caritas, quindi incentivando il lavoro autonomo,
come creazione di cooperative, autofficina, ecc.
Grosseto
Il progetto di sostegno e recupero scolastico è terminato, ma in collaborazione con le
parrocchie, sono previste attività estive per i ragazzi che partecipavano al doposcuola.
Inoltre è stato portato avanti l’inserimento lavorativo di una ragazza presso l’esercizio di una
parrucchiera. L’esito non è risultato del tutto positivo per via della discontinuità nella frequenza
da parte della ragazza e per alcune difficoltà date da una valutazione negativa circa la cura dell’
igiene personale.
Progetto
Ambito scuola – Si intende consolidare le attività di sostegno allo studio
Ambito lavoro – Si proseguirà con l’Inserimento lavorativo, in particolare di un ragazzo, che
svolge attività di tagliaboschi, e di un’altra ragazza, provando ad inserirli in una cooperativa
sorta all’interno di una parrocchia che ha già facilitato l’inserimento lavorativo di persone in
difficoltà di nazionalità italiana .
Rete
-
Associazioni di volontariato, alcune delle quali si sono rese disponibili per la
programmazione
di un evento culturale per sensibilizzare la comunità civile alla
conoscenza della cultura rom.
-
Neonato Centro Salesiano Diocesano (dedicato a Pier Giorgio Frassati), che si occupa
dei corsi e dei campi estivi.
-
Rafforzamento dei rapporti e maggior coinvolgimento delle Assistenti sociali del Comune
Milano
A Milano è entrato in vigore, da circa una settimana, il regolamento presso gli 11 campi regolari
(5 di rom stranieri e 6 di italiani). Secondo il regolamento questi campi da stabili tornano ad
essere riconosciuti come campi di transito poiché la permanenza può essere prolungata al
massimo per 3 anni. E’ previsto un servizio di vigilanza che registra le entrate e le uscite,
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creando un clima di controllo e repressione. Probabilmente il regolamento non potrà neanche
essere applicato in ogni suo punto, dato che per esempio un campo (Triboniano) ha ben 11
entrate.
Le attività previste dal regolamento, compresa la vigilanza degli ingressi, sono inoltre delegate
alle associazioni che già operano nei campi, andando contro gli stessi principi del privato
sociale nonché della Caritas. L’associazionismo sta infatti cercando un modo per contrastare
questa situazione.
Nel frattempo gli sgomberi sono aumentati, nonostante l’opposizione di alcune grandi
associazioni compresa Amnesty International.
Progetto
Ambito lavoro – Apertura di due piccole strutture di stireria e piccola sartoria per inserire nel
mondo del lavoro almeno 10 donne. Si tratta di una sfida poiché il progetto è ambizioso e non si
ha neanche la certezza se l’attività lavorativa sarà sostenibile o se dovrà essere considerata
solo come un’attività propedeutica. Inoltre, per far fronte ai costi molto alti della cooperativa,
inizialmente si costituirà un’associazione. I tempi saranno lunghi.
La prima fase prevede la costituzione del gruppo che accoglierà 8-16 donne appartenenti a
comunità diverse:
-
donne rom rumene del campo di Triboniano, le quali già collaborano alla rivista Scarp
de’ tenis e che costituiranno il nocciolo forte dell’equipe garantendo la continuità;
-
donne rom croate della comunità di Rho;
-
donne rom kosovare e macedoni del campo di via Novara (che tra l’altro rischia di
essere sgomberato a breve).
La seconda fase del progetto prevede la formazione delle donne, mentre l’ultima
l’inaugurazione delle due stirerie.
Rete
-
Caritas cittadina di Rho
-
Caritas parrocchiale di S. Maria del Suffragio, nella zona piccolo-medio borghese al
centro di Milano, dove verrà aperto uno dei negozi che è stato concesso per un anno da
un’associazione. Intanto è stata avviata anche la richiesta al Demanio per
l’individuazione di altri locali da adibire a negozio.
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Napoli
L’unico campo autorizzato al momento è quello di Scampia, dove vivono da 20 anni rom della
ex Jugoslavia (più di 2000), di cui l’80% è privo di documenti nonché di permesso di soggiorno.
Sono quindi molti i problemi di apolidia che bloccano tutti i passaggi di integrazione.
I rom rumeni di Ponticelli sono poco meno di 1000. Sono dislocati tra il campo di Via del riposo,
dietro al cimitero, e nel villaggio multietnico in Via dell’avvenire. Alcuni si sono sistemati nell’ex
stabilimento della birra Peroni.
Il prefetto Pansa – Commissario speciale per l’emergenza rom, prevede la ristrutturazione di
campi attualmente abusivi affinché diventino regolari ed attrezzati. Le aree interessate sono:
Casoria, Afragola e Caivano. A Caivano il campo è stato localizzato in una zona industriale: i
proprietari dei capannoni industriali confinanti hanno recintato il campo e lo vigilano a proprie
spese.
Un problema è dato dallo stabilire dove le persone verranno sistemate durante i lavori di
costruzione dei campi oltre al fatto che essendo i rom in questione quasi tutti irregolari non
avranno diritto di risiedervi.
Per quanto concerne la scolarizzazione dei minori si era definito un patto di Cittadinanza per il
quale i rom avrebbero dovuto permettere la frequenza scolastica dei figli per poter gestire il
campo; “Napoli Sociale”, in collaborazione con il Comune, mette a disposizione i pulmini per la
scolarizzazione ma il servizio è discontinuo a causa di mancati pagamenti, e ciò non permette il
rispetto degli accordi da parte dei rom .
A Scampia i rom hanno costruito delle verande per rendere interno il bagno che si trovava
all’esterno delle case. La ASL per via di questi abusi edilizi non concede l’idoneità sanitaria.
Inoltre esiste un problema di metratura in rapporto con la numerosità dei nuclei familiari. I
problemi sanitari sono molti tra cui alcune frequenti epidemie e un caso di Tbc.
Progetto
1) Collaborazione con il Comune per attività di segretariato sociale che si articola in tre
diversi sportelli:
-
animazione sociale all’interno dei campi;
-
sportello sociosanitario;
-
sportello legale nella sede municipale.
Verrebbero impiegate anche 2 mediatrici rom (una bosniaca e una italiana).
2) Si intende coinvolgere l’istituto professionale Bernini di ottici e il Casanova di
odontotecnici per:
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-
sensibilizzare al problema rom
-
dare risposte al bisogno sanitario di occhiali e apparecchi odontoiatrici per i minori rom.
Tali istituti infatti, in cambio dei materiali che sono molto costosi, offrirebbero ai rom che ne
hanno bisogno i loro elaborati, in accordo con la Fondazione benefica Pio Monte della
Misericordia che metterebbe a disposizione i dentisti per l’impianto degli apparecchi
odontoiatrici. La Sezione Medici Cattolici si occuperebbe della supervisione scientifica degli
apparecchi insieme al Centro di Medicina Generale privato. Il Banco di Napoli concederebbe un
finanziamento per l’avvio delle attività ma con il vincolo che il servizio sia rivolto a tutti gli
indigenti.
Roma
La situazione a Roma è in via di cronicizzazione. La linea del Comune prevede l’ampliamento e
la ristrutturazione di 7 campi attrezzati e l’avvio di attività di integrazione (scuola, lavoro, sanità)
con sportelli di segretariato sociale e presidi all’interno dei campi stessi. Inoltre si sta tentando
di individuare nuove aree fuori il Raccordo Anulare per la costruzione di ulteriori campi
attrezzati, ma le prospettive reali sono pressoché nulle.
Per quanto riguarda la scolarizzazione procederà con l’emanazione di un nuovo bando che
coinvolgerà anche cooperative nuove prive di esperienza.
Di fatto a tutti i grandi proclami delle amministrazioni locali non è seguita ancora un’azione
concreta. La stessa cosa vale in certa misura per le associazioni del privato sociale, comprese
quelle rom, che hanno convocato più tavole rotonde per trovare soluzioni alternative o cercare
punti di contatto con le politiche in atto, ma tali incontri si sono spesso tradotti in riunioni
retoriche senza un riscontro effettivo.
Altra situazione è quella dei Rom rumeni che sebbene siano in parte diminuiti, continuano a
popolare le sponde del Tevere o i boschi intorno alla città, in condizioni abitative e igienicosanitarie drammatiche. Attualmente le politiche sociali non prevedono interventi per arginare
questa emergenza, che neanche viene riconosciuta, poiché si tratta di una realtà sommersa e
ignorata dalle stesse istituzioni.
Progetto
Ambito salute/formazione – Formazione di un gruppo di volontari tra cui inserire anche alcune
donne rom per interventi sanitari negli accampamenti abusivi del territorio. Probabilmente verrà
selezionata una zona del territorio cittadino in collaborazione con la ASL locale. Le attività
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previste sono: mappatura degli insediamenti abusivi dell’area di competenza, offerta attiva di
prestazioni mediche, orientamento ai servizi sanitari locali.
L’obiettivo generale è la creazione di un gruppo di volontari che possa garantire la continuità
dell’impegno Caritas nei confronti dei rom, anche attraverso l’inserimento di mediatrici rom che
lavorino per i rom insieme ai gagè.
Salerno
La Caritas di Salerno ha appena cominciato ad avvicinarsi alla realtà dei rom locali. Oggi si
contano circa 100 persone rom della ex Jugoslavia, anche se stanno aumentano i romeni.
Negli ultimi tempi la mobilità è stata molto elevata, poiché la maggior parte dei rom, dopo un
lungo periodo di stanzialità, è stata allontanata, trovando rifugio all’estero. E’ probabile che si
reinsedieranno.
Sul territorio, oltre ai Centri di ascolto, esistono diverse associazioni che hanno contatti con le
comunità rom. Una è l’Associazione Oasi che in passato ha ristrutturato due casolari, siti in
campagna, abitati attualmente da alcuni nuclei famigliari (meno numerosi rispetto all’inizio).
L’associazione si occupa anche di inserimento lavorativo, in particolare dei capofamiglia
impiegati soprattutto nell’edilizia. Nonostante ciò, molte donne, anche con i bambini, praticano
l’elemosina.
Progetto
L’idea è di mappare gli insediamenti territoriali attraverso l’attività di un’unità mobile, che , con
un’equipe di operatori esperti e già in contatto con molti rom locali, instauri un rapporto famiglia
per famiglia.
L’obiettivo è quello di stabilire un primo contatto mediante un’offerta attiva che vari in funzione
del bisogno.
Rete - Verranno coinvolte le parrocchie, in particolare quelle limitrofe agli insediamenti, per
sensibilizzare la comunità locale.
Teramo
A Teramo i terremotati hanno avuto l’occasione di sperimentare in qualche modo la “vita
zingara”, poiché costretti ad abitare in roulotte e baracche. Questa è stata una grossa spinta
alla socialità per la comunità territoriale.
I Rom locali stanno cercando di far valere i propri diritti sebbene ci siano non poche difficoltà
legate anche a problemi interni di rappresentanza. Per esempio, nonostante la comunità rom
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stessa avesse insistito molto per avere un portavoce, il ragazzo rom che si è candidato alle
elezioni comunali votatola raccolto solo tre preferenze.
Da sottolineare che i rom presenti hanno tutti la cittadinanza italiana. Venti dei 40 rom presenti
in Diocesi hanno incontrato il Vescovo a cui hanno espresso i loro bisogni.
Progetto
Ambito lavoro - Dopo la casa e la scuola il vero problema è il lavoro. Una famiglia rom ha
chiesto al Vescovo di trovare una soluzione abitativa alternativa a un appartamento in affitto
perché, non riuscendo a trovare un lavoro più o meno stabile, non può garantire il pagamento
della pigione. Inoltre 20 rom, di circa 40, propongono di fondare una cooperativa per esercitare
attività di giardinaggio presso il Comune per la cura del verde pubblico. Ciò si sposa bene con il
progetto dell’amministrazione locale volto a rivalutare un’area territoriale che diventerà un parco
pubblico fornito di servizi, tra cui un bar, che potrebbe essere gestito dalla cooperativa stessa.
Inoltre, per evitare il rischio di includere rom “scansafatiche” si è pensato di individuare 3 soci
fondatori che siano in grado di coordinare la cooperativa a partire da un impiegato per ogni
famiglia. La Caritas potrebbe garantire l’accompagnamento per l’avvio di tale cooperativa da un
punto di vista burocratico, legale e formativo.
Un altro progetto invece prevede un evento di sensibilizzazione all’interno del carcere
attraverso una “giornata rom” con musica, danze e cucina tradizionali.
Vicenza
Non esiste una mappatura dei rom/sinti presenti sul territorio, ma un “auto-censimento” conta
circa 150 rom che vivono in appartamenti o in aree attrezzate dislocate in 9 comuni.
La maggior parte dei rom sono irregolari e quindi trovano molte difficoltà per l’inserimento
lavorativo. L’occupazione più diffusa è la raccolta del ferro.
Dei sinti si occupa soprattutto l’Opera Nomadi.
Il comune vorrebbe fare qualcosa: accenna a microaree con un possibile impegno Caritas nella
gestione. Attualmente la Caritas porta avanti accompagnamenti mirati, si occupa dell’inclusione
socio-scolastica di alcuni minori (con anche relativi interventi sanitari), oltre ad avere avviato un
corso di italiano. La risposta per queste attività è risultata positiva.
Progetto
Ambito legale – sportello legale e di segretariato sociale come servizio specifico per rom/sinti,
per regolarizzazione giuridica, residenza, riconoscimento unioni matrimoniali, ecc.
Operatori: 2 avvocati disponibili 1 o 2 pomeriggi a settimana.
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Ambito scuola – sostegno scolastico. Per tentare di risolvere la questione della scarsa
frequenza nella scuola media , si è ipotizzato di stabilire un programma alternativo che integri la
didattica con attività pratiche.
Operatori: 1-2 persone
Ambito lavoro - A partire dai 16 anni sono previsti laboratori formativi professionali (con
eventuali borse o tirocini), anche per adulti all’interno delle cooperative del Consorzio.
Rete
-
Comune
-
Consorzio di cooperative.
Ambito Casa – Si prevedono inserimenti di famiglie sinte in case popolari, con particolare
attenzione al passaggio dal campo alla casa.
Operatore: 1
Ambito salute- Si intende proseguire con le attività già in atto.
Le Caritas si impegneranno a sviluppare le rispettive idee progettuali descrivendone i vari
aspetti attraverso il formulario che è stato loro illustrato. La consegna del progetto definitivo è
prevista per il 15 settembre. I progetti verranno quindi valutati e approvati ed entro il mese
dicembre 2009 dovranno essere avviati. Per la stesura del progetto Caritas Italiana offre la
possibilità di avvalersi, in particolare, dell’accompagnamento di Alice Ricordy con la quale ci si
potrà confrontare prima dell’invio del progetto.
Durante l’incontro è emerso come il Tavolo di lavoro debba essere il luogo in cui monitorare e
comprendere l’evolversi delle politiche in quest’ambito, anche grazie alla possibilità di
confrontare le differenti realtà territoriali. Gli stessi progetti dovrebbero implicare un’analisi della
situazioni prima dell’intervento Caritas e dopo, nella speranza di poter evidenziare come un
diverso approccio a queste realtà è possibile. È, inoltre, necessario individuare dei focus (diritti
umani negati, questioni giuridiche, morti nei campi…) su cui riflettere e, se ritenuto opportuno,
richiamare su questi l’attenzione della comunità. È emersa l’ipotesi di proporre un viaggio nelle
realtà Rom utilizzando lo strumento Italia Caritas
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All’interno del Tavolo è inoltre emersa la necessità di confrontarsi su alcuni aspetti specifici
quali ad esempio l’approfondire ed il condividere alcune riflessioni prettamente ecclesiali (es.
che significa animare la comunità parrocchiale su quest’ambito, è possibile utilizzare strumenti
e metodi già consolidati per altri “temi”? come affrontare il tema dell’elemosina?). Tra le
richieste emerse quelle di far sì che il Tavolo possa costituire l’occasione per definire un
approccio condiviso, per elaborare strumenti (es. condividere attraverso un opuscolo le
esperienze positive…) per analizzare e riflettere anche su quanto avviene in altre nazioni.
L’incontro è terminato dandosi appuntamento per il prossimo anno pastorale e con il reciproco
impegno di inviare, da parte di Caritas Italiana, il materiale, in formato elettronico, necessario
per la presentazione dei progetti, e, da parte delle Caritas diocesane presenti, l’impegno del
rispetto delle scadenze per la presentazione degli stessi.
Presenti le Caritas diocesane di:
Bergamo – Alessandro Ghisalberti
Catania – Roberta Rizzotti
Frosinone – Fabio Piccoli
Grosseto – Samuele Fischetti
Milano – Suor Claudia Biondi
Napoli – Jacopo Pierno, Camillo Trani
Roma – Fulvia Motta
Salerno – Carmela Mollo
Teramo – Don Pietro Lalloni
Vicenza – Marta Borin
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resoconto dell`incontro