PIANO PER LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE
ANNO 2015-2017
AZIENDA OSPEDALIERA “SS ANTONIO E BIAGIO E C. ARRIGO”
ALESSANDRIA
INDICE
PREMESSA
LEGENDA
DEFINIZIONE DI CORRUZIONE
LA NOSTRA AZIENDA
SOGGETTI COINVOLTI NELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE
CANALI ED INIZIATIVE DI COMUNICAZIONE DEI CONTENUTI DEL PIANO
ELABORAZIONE DEL PIANO
LA STRATEGIA DI PREVENZIONE A LIVELLO DECENTRATO
L’ATTIVITA’ DELL’ANNO 2014
RENDICONTAZIONE OBIETTIVI PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE E CONNESSIONE
CON OBIETTIVI AZIENDALI
MACROSETTORI DI ARTICOLAZIONE DEL PTPC AZIENDALE IN SECONDA APPLICAZIONE E
COORDINAMENTO CON IL PIANO DELLA TRASPARENZA E DELLA PERFORMANCE
IL SISTEMA DI GESTIONE DELLA QUALITA’ E LA CULTURA DELLA PREVENZIONE DELLA
CORRUZIONE
INDIVIDUAZIONE AREE DI RISCHIO
FORMAZIONE
CODICE DI COMPORTAMENTO NAZIONALE ED AZIENDALE
ROTAZIONE DEL PERSONALE ADDETTO ALLE AREE A RISCHIO CORRUZIONE
ASTENSIONE IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI
CONFERIMENTO E AUTORIZZAZIONE INCARICHI /INCARICHI EXTRAISTITUZIONALI
INCONFERIBILITA’ /INCOMPATIBILITA’ PER INCARICHI DIRIGENZIALI
ATTIVITA’ SUCCESSIVE ALLA CESSAZIONE DAL SERVIZIO
FORMAZIONE COMMISSIONE, ASSEGNAZIONE AGLI UFFICI CONFERIMENTO INCARICHI
IN CASO DI CONDANNA PER DELITTI CONTRO LA P.A.
TUTELA DEL DIPENDENTE PUBBLICO CHE SEGNALA ILLECITI (WHISTLEBLOWER)
PATTI DI INTEGRITA’ NEGLI AFFIDAMENTI
AZIONI DI SENSIBILIZZAZIONE E RAPPORTO CON LA SOCIETA’ CIVILE
MONITORAGGIO DEI TERMINI PROCEDIMENTALI
MONITORAGGIO DEI RAPPORTI AMMINISTRAZIONE/SOGGETTI ESTERNI
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PG.3
PG.4
PG.4
PG.4
PG. 5
PG. 6
PG. 6
PG.7
PG.8
PG.12
PG.13
PG. 17
PG.22
PG.27
PG.29
PG. 29
PG.30
PG.30
PG.30
PG.31
PG.31
PG.31
PG.32
PG.32
PG.32
PG.32
PREMESSA
Nella relazione annuale di apertura dell’anno giudiziario 2015 il Presidente della Corte dei Conti sprona le
Amministrazioni pubbliche a rafforzare l’idea di una società capace di compiere scelte collettive, di
perseguire a livello di amministrazione pubblica obiettivi concreti e di garantire un sistema di servizi
efficiente e sostenibile “è prioritario riorganizzare le strutture dello Stato, puntando a che queste
rispondano con rapidità e trasparenza ai bisogni dei cittadini”.
In questo contesto la legge 190/2012 “disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e
dell’illegalità nella pubblica amministrazione” che la ns amministrazione è chiamata ad osservare redigendo
il proprio Piano triennale di Prevenzione della corruzione, oltre a reprimere il fenomeno corruttivo, mira a
prevenirlo mediante misure finalizzate ad assicurare l’integrità morale dei funzionari pubblici e la
trasparenza dell’organizzazione delle pubbliche amministrazioni. La prevenzione della corruzione si
combina con la trasparenza, il contenimento della spesa sanitaria con la salvaguardia della fiducia
dell’utenza, e, tutti insieme, si riconducono alla tutela della salute pubblica.
La mission della nostra Azienda è curare coloro che si affidano ai nostri professionisti e quindi qualsiasi
provvedimento che è stato enucleato in questo documento non può che essere guidato da questo impegno
di “mettere il paziente al centro”.
Combattere sprechi, disfunzioni e inefficienze è possibile, per un’azienda come la nostra dotata degli
strumenti di controllo appropriati e, soprattutto, di una volontà manageriale compatta e impegnata a
raggiungere quell’obiettivo.
Con il necessario realismo, ma con una forte spinta morale, questo è l’intento che guida il piano di
prevenzione della nostra azienda con la certezza che le leggi, le norme, i processi, i controlli e i sistemi siano
necessari ma non sufficienti per il miglioramento, in assenza del necessario impegno etico a livello
legislativo, politico, ma anche manageriale e professionale.
La legge 190/2012 prevede una serie di azioni sinergiche a livello nazionale con:
• A.N.A.C. Autorità nazionale anticorruzione
• Tramite il Piano di prevenzione della corruzione a livello nazionale
E, a livello della nostra amministrazione come anzidetto con:
• La figura del Responsabile prevenzione corruzione
• Tramite un Piano di prevenzione della corruzione aziendale
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LEGENDA ABBREVIAZIONI /TERMINI UTILIZZATI
A.N.AC. Autorità nazionale anticorruzione
A.S.O. Azienda Sanitaria Ospedaliera (in riferimento alla nostra Azienda)
A.S.R. Azienda Sanitaria regionale
C.U.G. Comitato Unico di Garanzia
D.F.P. Dipartimento Funzione Pubblica
O.I.V. Organismo Indipendente di Valutazione
P.N.A. Piano Nazionale Anticorruzione
P.P. Piano Performance
P.T.F. Piano Triennale Formazione
P.T.P.C. Piano Triennale Prevenzione Corruzione
P.T.T.I. Piano Triennale di Trasparenza ed Integrità
R.P.C. Responsabile aziendale della prevenzione della corruzione
S.S.N. Servizio sanitario nazionale
S.S.R. Servizio sanitario regionale
U.P.D. Ufficio Procedimenti Disciplinari
Whistleblower chi soffia nel fischietto – chi si aziona per fermare l’illegalità
Pantouflage/revolving doors svolgimento di attività successiva alla cessazione del rapporto di lavoro
DEFINIZIONE DI CORRUZIONE = ABUSO DA PARTE DI UN SOGGETTO DEL POTERE A LUI AFFIDATO PER
OTTENERE VANTAGGI PRIVATI
In tale contesto non solo rilevano i reati tipici della fattispecie penalistica ma una gamma di delitti sia
contro la pubblica amministrazione che di altra tipologia (es. reati informatici, reati legati allo smaltimento
rifiuti sanitari, etc..) ed in generale il malfunzionamento dell’amministrazione a causa dell’uso a fini privati
delle funzioni attribuite o l’inquinamento dall’esterno dell’azione amministrativa.
LA NOSTRA AZIENDA
L’Azienda Ospedaliera “SS. Antonio e Biagio e C. Arrigo” è un’Azienda Ospedaliera di rilevanza nazionale e
costituisce punto di riferimento per le attività di 2°e 3° livello per le province di Alessandria e Asti, come
previsto dal Piano Sanitario approvato il 3 aprile 2012, oltre a svolgere un ruolo di presidio di base per i
cittadini residenti nel Distretto di Alessandria.
In termini di risorse umane i lavoratori con contratto a tempo indeterminato dell’Azienda Ospedaliera
erano al 31/12/2014 complessivamente ammontanti a 2208 unità così distribuite:
Comparto
Dirigenza sanitaria e PTA Dirigenza medica Totale
Ruolo sanitario
1056
34
401
1491
Ruolo prof.le
1
5
6
Ruolo tecnico
490
3
493
Ruolo amm.vo
210
8
218
Totale
1757
50
401
2208
I collaboratori, borsisti, personale convenzionato ed altro personale che entra in contatto con la nostra
realtà prestando attività lavorativa con convenzioni e per il tramite di finanziamenti esterni (Onlus,
Associazioni, etc e relative erogazioni liberali), sempre al 31/12/2014, era presente nella seguente
consistenza:
Tipologia
Ruolo Amministrativo Ruolo Sanitario
Collaboratori associazioni di volontariato - 11
2
Borsisti
2
11
Convenzionati
14
120
Incaricati
2
3
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Totale
29
136
SOGGETTI COINVOLTI NELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE
ATTORI INTERNI ED ESTERNI
DIREZIONE
GENERALE
COLLEGIO DI
DIREZIONE
COLLABORATORI
A QUALSIASI
TITOLO DELLA
PUBBLICA AMM.NE
TUTTI I
DIPENDENTI
DELLA
PUBBLICA
AMM.NE
IL
RESPONSABILE
DELLA
PREVENZIONE
SOGGETTI
ISTITUZIONALI
COINVOLTI
NELLA
PREVENZIONE
REGIONE
PIEMONTE
CORRUZIONE
UFFICI
PROCEDIMENTI
DISCIPLINARI
COMITATO
ETICO
O.I.V.,SERVIZIO
ISPETTIVO,
COLLEGIO
SINDACALE
CUG, UVT
TUTTI I
DIRIGENTI PER
L’AREA DI
RISPETTIVA
COMPETENZA
 ooss,
ordini/collegi/enti locali/mass media
associazioni cittadini imprese consumatori e utenti
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ELABORAZIONE DEL PIANO
Per l’elaborazione del Piano è stata seguita una procedura di consultazione nella quale sono stati coinvolti i
dirigenti, l’OIV, il Collegio di direzione, il CUG, i coordinatori sanitari in incontri, scambi di note e del loro
esito è stato dato riscontro nella proposta di Piano. Il fatto che associazioni di cittadini si attivino in modo
sempre maggiormente pressante con redazione di dossier sullo stato della sanità, appelli ad operatori ed
utenza, laboratori per la promozione della legalità nel sistema sanitario e sociale, campagne contro la
corruzione in ambito sanitario, che coinvolgono anche direttamente i Responsabili della prevenzione della
corruzione (ad es. il progetto “Illuminiamo la salute”) è indicativo dell’elevato tasso di criticità rilevato dagli
stessi fruitori del servizio che sentono “minata la fiducia nel sistema di tutela della salute da parte delle
persone”.
Gli stakeholder sono stati consultati nella programmazione relativa al Piano Triennale della trasparenza,
nella fase di predisposizione del Codice di comportamento aziendale e successivamente anche in fase di sua
prima vigenza, nonché nella predisposizione del Piano aziendale della prevenzione della corruzione e per il
Piano della Performance. I canali di ascolto con essi sono sempre aperti anche in sede di rendicontazione
(Bilancio sociale) con una condivisione reale di programmi, progetti e risultati e nella intranet con invito a
presentare proposte ed azioni da inserire nei Piani di Integrità aziendali.
La Regione Piemonte ha iniziato a svolgere, a fine anno 2014, un ruolo proattivo e di coordinamento
dell’attività dei Responsabili della prevenzione della corruzione e della Trasparenza, anche in incontri con
“Illuminiamo la salute” e si pone come soggetto di riferimento nella condivisione di esperienze e di criticità
insorte nella applicazione della normativa anticorruzione da parte delle numerose aziende sanitarie di
afferenza.
CANALI ED INIZIATIVE DI COMUNICAZIONE DEI CONTENUTI DEL PIANO:
COMUNICAZIONI
INTERNE
RIUNIONI
EVENTI
FORMATIVI
SITO INTERNET
INTRANET
AVVISI
INFORMATIVE
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LA STRATEGIA DI PREVENZIONE A LIVELLO DECENTRATO
PIANO PREVENZIONE CORRUZIONE
CODICE DI
COMPORTAMENTO
PIANO PERFORMANCE
OBBLIGHI DI
ASTENSIONE IN CASO
DI CONFLITTO
D’INTERESSI
PIANO
TRASPARENZA
ROTAZIONE INCARICHI
E DEL PERSONALE
FORMAZIONE
INFORMAZIONE
IL RESPONSABILE DELLA PREVENZIONE:
1.Propone e vigila sul Piano triennale della prevenzione della corruzione
2.Definisce le procedure per formare i dipendenti in settori a rischio
3.Individua il personale da inserire nei percorsi di formazione
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L’ATTIVITA’ DELL’ANNO 2014
L’Azienda ospedaliera sta perseguendo un programma di accreditamento con il sistema qualità da alcuni
anni e, a decorrere dal 2013, ha iniziato un percorso che mira a ripensare i suoi processi nel senso della lean
economy. L’interconnessione con queste linee strategiche di indirizzo formalizzata nel piano della
performance dell’anno 2014 è stata comunque ricercata e perseguita e ha iniziato a costituire un punto di
forza su cui è stato costruita l’attività di prevenzione della corruzione, pensata non tanto come una nuova
sovrastruttura calata su quelle esistenti, ma coordinata e sistematizzata ad esse concretando i principi di
efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa.
Formazione
Per promuovere il superamento della logica dell’adempimento e per non cadere in un approccio
meramente formale della normativa di prevenzione della corruzione in relazione ai maggiori adempimenti
richiesti si è teso innanzitutto al coinvolgimento dei dirigenti aziendali ed attori della prevenzione della
corruzione con riunioni informative/formative (riunioni nelle aree a maggior rischio, spesso con la ricercata
presenza del RPC, raccordo con UPD, servizio ispettivo e URP, ufficio qualità, ufficio comunicazione, collegio
di direzione, condivisione con OIV e con il CUG).
Gli interventi sugli aspetti informativi/formativi sono stati effettuati, anche per quanto riguarda la
diffusione del nuovo codice di comportamento dei dipendenti pubblici in vigore dal 19/06/2013 e di quello
aziendale di cui alla deliberazione 42/2014 e 255/2014 nonché del Piano nazionale ed aziendale per la
prevenzione della corruzione, tramite internet, intranet e la posta aziendale, ma, nel frattempo, sono state
attuate le linee di intervento in sede di programmazione sulla formazione con l’elaborazione del piano
formativo strategico triennale e di quello annuale che hanno previsto l’apertura del percorso con un primo
evento accreditato ECM dedicato ai direttori, responsabili e dirigenti di struttura con docente esterno
autorevole che ha dato avvio al ciclo di incontri legati al percorso anticorruzione dell’azienda tenuto dal
responsabile della prevenzione della corruzione ed articolato in 8 ulteriori eventi accreditati ECM con
docenza effettuata direttamente dalla RPC.
La platea dei destinatari è stata costituita dal personale considerato esposto a maggior rischio e quindi
proveniente dai settori personale, acquisti, tecnico/ingegneria clinica, gestione attività amministrative di
supporto (figure amministrative di reparto e del CUP), oltre al personale appartenente al settore sanitario,
ai sistemi informativi, ai magazzini, alle manutenzioni ed alla farmacia. Il personale formato è stato di 295
lavoratori. L’inserimento di formazione di ore 7 di base che ha raggiunto la media di 40 persone per
edizione e nell’anno solare 2014 per un totale di 295 lavoratori dal titolo : “La legge anticorruzione, il piano
aziendale di prevenzione della corruzione ed i codici di comportamento dei pubblici dipendenti.” con
obiettivo formativo di interessare tutte le strutture aziendali ed illustrare i principali contenuti della legge
190/2012, del piano di prevenzione della corruzione aziendale ed i principi basilari dei codici di
comportamento nazionale ed aziendale al personale delle strutture ritenute dal piano nazionale e aziendale
come a maggior rischio corruzione.
In aggiunta la formazione differenziata di 8 ore con docente qualificato esterno rivolta a tutte le strutture
aziendali ma con priorità ai direttori di struttura e ai titolari di posizione organizzativa sul tema “La Legge
190/2012 sulla prevenzione della corruzione e dell’illegalità e provvedimenti collegati” ha visto il
coinvolgimento di 81 partecipanti con l’obiettivo formativo è di fornire gli strumenti normativi principali in
tema di prevenzione della corruzione in maniera puntuale a coloro che sono deputati alla gestione di
risorse: Direttori di struttura complessa sanitari e dei ruoli Professionale, Tecnico ed Amministrativo,
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posizioni
organizzative
dell’area
sanitaria
e
amministrativa/tecnica.
La sostenibilità dei costi di tale sforzo formativo è stata possibile per il fatto che la quasi totalità dei corsi
aziendali sono stati tenuti dalla Responsabile della prevenzione della corruzione. Lo scostamento del
numero di lavoratori formati, rispetto alla previsione iniziale contenuta nel Piano 2014 è dovuta
essenzialmente al fatto che il personale aziendale è stato massivamente coinvolto nella formazione
obbligatoria in tema di sicurezza in ottemperanza al d. lgs. 81/08; sono emerse infatti problematiche nel
garantire e coniugare, assieme alla formazione del lavoratore, anche la continuità dell’azione
amministrativa d’ufficio ed istituzionale.
La RPC ha avuto la possibilità di partecipare in qualità di discente ad eventi formativi esterni all’azienda in
corso anno 2014, coniugando l’esigenza formativa con criteri di economicità finalizzando il tutto
all’acquisizione di competenze specifiche.
Trasparenza
La corruzione può essere prevenuta attraverso l’uso di sistemi che rafforzano la responsabilità e la
trasparenza.
Il processo di adeguamento alle norme sulla trasparenza del d. lgs. 33/2013 ha richiesto uno sforzo
organizzativo anche per la mole di adempimenti previsti, circa 270, con problemi di sostenibilità del
sistema. Si è teso alla valorizzazione del contenuto della trasparenza in termini di accountability.
Decreto legislativo 39/2013 sulle incompatibilità /inconferibilità e applicabilità al SSN – delibera Anac
149/2014
In relazione a situazioni createsi nei fatti concreti in azienda sono state esaminate e prese in carico possibili
situazioni di incompatibilità culminate nella contestazione di incompatibilità prot. n. 21717 del 07/10/2013.
E’ stata predisposta la modulistica per rilevare eventuali inconferibilità ed incompatibilità ai fini
dell’attribuzione degli incarichi interni ed esterni.
Tuttavia in esito alla sentenza 5583/2014 emessa dalla terza sezione del Consiglio di Stato, secondo la
quale, in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e
presso enti privati in controllo pubblico, ai sensi dell’art. 1, commi 49 e 50, della legge 190/2012, deve
ritenersi che non sussista incompatibilità tra la qualifica di dirigente medico di una ASL e la carica di
consigliere comunale è stata emanata il 29/12/2014 la delibera n. 149/14 dell’A.N.AC relativa
all’interpretazione e applicazione del decreto legislativo n. 39/2013 nel settore sanitario che ha limitato
l’applicazione di tali ipotesi di inconferibilità ed incompatibilità agli incarichi di direttore generale,
amministrativo e sanitario delle aziende sanitarie del SSN.
E’ stato altresì diffuso il divieto di prestare attività successiva alla cessazione del rapporto di lavoro nella
lettera di pensionamenti/cessazioni dei dipendenti ed effettuato un monitoraggio sui rapporti di parentela
tra dipendenti e ditte esterne.
Ulteriori aree a maggior rischio corruzione – ticket –liste d’attesa - libera professioneE’ stato effettuato il potenziamento degli avvisi per l’attribuzione di vantaggi economici ai dipendenti.
Ticket e liste d’attesa sono stati oggetto di monitoraggi da parte dei servizi competenti con report alla RPC.
Per la libera professione è stato consolidato un processo di controllo tramite Servizio ispettivo a campione
delle attività rese in divisionale (considerate più a rischio rispetto a quelle effettuate nelle strutture
aziendali dedicate). Sono statI effettuati n. 5 controlli. Lo scostamento rispetto alla cadenza mensile è
dovuto al fatto che tutti i professionisti sono stati raggiunti da almeno un controllo.
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Per quanto concerne l’attività formativa sponsorizzata è emersa la necessità, da parte della direzione
generale, che ogni pratica venisse controllata dalla RPC con visto autorizzativo.
Contatti con partecipate per piano prevenzione corruzione
Sono stati esperiti contatti con le società partecipate per la verifica degli aggiornamenti del decreto
legislativo 231/2001 rispetto alla legge 190/2012 ed i piani di prevenzione della corruzione. Si sono
verificate criticità legate ad una società partecipata in liquidazione in relazione agli obblighi di redazione del
piano di prevenzione della corruzione.
Monitoraggio termini dei procedimenti, controlli e revisione regolamentazione interna
E’ stata verificata la necessità di uno strumento più efficace per il monitoraggio dei termini dei
procedimenti in base a quanto stabilito come tempi e responsabilità anche in caso di inerzia nella
deliberazione aziendale n.31/2011, risolvibile con ricorso ad una implementazione del sistema informatico
che attualmente gestisce gli atti deliberativi e le determinazioni. E’ stata data attuazione alla revisione di
regolamentazioni interne in materia di attribuzione di borse di studio (del. 339/2013) delle frequenze
volontarie (del. 340/2013). Sono state effettuate dalla RPC una serie di monitoraggi sulla applicazione della
legge 190/2012 nei vari uffici competenti.
Raccolta dati Urp e Upd, segnalazioni dell’utenza, mass media
E’ stata disposta la raccolta dei dati dagli uffici URP relativi a reclami e segnalazioni dell’utenza nelle
strutture sanitarie per aspetti burocratici ed amministrativi (11), relazionali (6), tempo (5), informazioni
(4),tecnico professionali (4), alberghieri e comfort (1).
Tali dati sono stati presi in considerazione per la costruzione del piano formativo annuale elaborato a fine
anno con intendimento di migliorare tali aspetti relazionali, di comunicazione e benessere nelle équipe,
nonché di rinforzo per gli aspetti amministrativi e tecnico-professionali.
E’ stato predisposto il percorso con una casella di posta dedicata per la tutela del whistleblower attiva sul
sito all’indirizzo http://www.ospedale.al.it/PaginaSecondaria.aspx?div=411&idPagina=172 ed il relativo
modello di segnalazione ed adeguatamente segnalata nelll’ambito della formazione aziendale.
Tramite l’ufficio comunicazione che, pubblica giornalmente la rassegna stampa, e la messa a disposizione,
sempre sulla intranet, di quotidiani nazionali, è stata effettuata la verifica di tutte le notizie riguardanti la
prevenzione della corruzione ma anche di casi di eventi corruttivi e di reati contro la pubblica
amministrazione. Episodi locali o nazionali che hanno interessato la PA ed in particolare l’area della sanità e
che potessero avere trasposizione con la realtà interna aziendale sono stati presi in considerazione e hanno
comunque dato origine, in corso d’anno, ad immediate verifiche interne e, comunqu,e hanno determinato
la presa in carico della possibile problematica a livello di piano 2015.
Diffusione pareri e buone prassi
La RPC ha formulato più pareri scritti, telefonici, durante i corsi formativi tenuti in Azienda, richiesti da
singoli, ditte fornitrici o strutture interne, direzione strategica aziendale sul PTPC, sul codice di
comportamento, sulle azioni da mettere in campo, ed in generale sulle possibili criticità o risvolti che le
azioni quotidiane dei dipendenti avrebbero potuto comportare a livello di integrità e imparzialità
dell’azione pubblica. Si sottolinea l’importanza dei momenti di confronto in aula o in riunioni interne ai vari
servizi.
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In generale, in sede di controllo preventivo delle Strutture interne aziendali, il Servizio ispettivo ha
formulato indirizzi ai vari responsabili per ottemperare al meglio i regolamenti interni e le procedure per lo
svolgimento della libera professione, con diffusione di buone prassi.
Inoltre è stato curato l’avvio, con la formalizzazione del progetto, di un percorso che coinvolgerà la SSA
Sviluppo strategico, innovazione e qualità, il Comitato Unico di Garanzia e l’ Ufficio comunicazione per la
costruzione di una Carta dei valori Aziendale attraverso focus group dedicati, con inserimento della
specifica azione anche nel piano triennale delle azioni positive attualmente in fase di predisposizione.
La documentazione inerente le azioni succitate ed a comprova della concreta attività svolte è conservata
agli atti della RPC.
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RENDICONTAZIONE OBIETTIVI PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE E CONNESSIONE CON OBIETTIVI
AZIENDALI
Il Piano nazionale di prevenzione della corruzione ha enucleato tre obiettivi principali che sono entrati nel
Piano di prevenzione dell’anno 2014:
1. ridurre opportunità che si manifestino casi di corruzione
2. aumentare capacità di scoprire casi di corruzione
3. creare un contesto sfavorevole alla corruzione
Tali obiettivi nazionali hanno costituito anche primari obiettivi aziendali per il RPC, i dirigenti
dell’Azienda e sono stati perseguiti con le azioni indicate nella tabella e sono stati tutti raggiunti nelle
tempistiche indicate e nelle evidenze sottoindicate:
OBIETTIVO
Ridurre le opportunità
che si manifestino
casi di corruzione
Aumentare
la
capacità di scoprire
casi di corruzione
Creare un contesto
sfavorevole
alla
corruzione
INDICATORI/TEMPI/RESPONSABILITA’
Attivita’
entro
il RPC
31/01/2014
Strumenti/evidenze
Adozione piano triennale
pubblicato – del. 43/2014
Attività
2014
Adozione di forme di consultazione in
sede di elaborazione del piano – evidenze
sul sito internet ed intranet
Individuazione di aree di rischio ulteriori
rispetto a quelle obbligatorie per legge –
evidenze nella delibera 43/2014
Introduzione di misure a tutela del
whistleblower
mediante
strumenti
informatici – evidenza nella delibera 42 e
43/2014 e sul sito internet
Attivato canali di ascolto stabili per
cittadini e utenti – evidenza sul sito
internet
Adozione codice di comportamento
aziendale – del. 42/2014
nel
gennaio
RPC/Ufficio
comunicazione
Attività
entro
30/06/2014
il
RPC/tutti i dirigenti
Attività
entro
31/01/2014
il
RPC/SSA
informativi
Attività
entro
30/06/2014
il
RPC/Ufficio
comunicazione
Approvazione
nell’ambito del piano
entro il 31/01/2014
Approvazione
nell’ambito del piano
entro il 31/01/2014
Almeno tre eventi
formativi su proposta
del RPC con accesso a
eventi
esterni
all’Azienda
entro
31/12/2014
Sistemi
Organo di indirizzo
politico/RPC/OIV
stakeholder/UPD
Organo di indirizzo
politico/RPC/OIV
stakeholder/UPD
Direzione aziendale
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aziendale
Codice di comportamento aziendale con
specifiche
misure
per
tipologie
professionali – evidenza nella del. 42/2014
Apposita formazione in materia di
anticorruzione per RPC – evidenza
fascicolo personale RPC
MACRO SETTORI DI ARTICOLAZIONE DEL PIANO TRIENNALE PREVENZIONE CORRUZIONE AZIENDALE IN
SECONDA APPLICAZIONE PERIODO 2015-2017 E COLLEGAMENTI CON IL PIANO DELLA TRASPARENZA E
DELLA PERFORMANCE
IL PTPC 2015-2017 è articolato in una serie di azioni preventive relative alle aree di rischio sottoindicate.
Sono previste azioni obbligatorie che i provvedimenti normativi in materia di anticorruzione indicano come
tali e misure che sono state delineate in Azienda.
 AREE RISCHIO = aree obbligatorie previste nel PNA e aree determinate dal confronto effettuato in
varie riunioni tenutesi tra RPC ed i direttori di struttura aziendali ASO da segnalazioni dei dirigenti
dell’ASO, nonché, a fine anno 2014, tramite confronto di esperienze con i colleghi RPC delle ASR
della Regione Piemonte ed extra Piemonte. Le aree sono le seguenti: concorsi e assunzioni,
acquisti, libera professione, controllo liste d’attesa, prestazioni ambulatoriali e di ricovero, controllo
ticket, ricerca e sperimentazioni, donazioni, accessi esterni a strutture aziendali, formazione e
docenze, dispositivi medici, farmaceutica, bilancio, ufficio legale, rifiuti, gestione informatica. La
mappatura delle aree di rischio è avvenuta considerando:
importanza degli interessi coinvolti (anche di natura non patrimoniale)
grado di discrezionalità delle decisioni
grado di presenza di procedure interne
livelli di interazione tra soggetti interni ed esterni
difficoltà di tracciabilità delle attività svolte
complessità nell’esercizio di controlli interni
caratteristiche organizzative del personale e conflitti di interesse
entità del valore economico connesso alle attività dell’area
 MISURE OBBLIGATORIE E ULTERIORI = misure previste obbligatoriamente con indicazione della
tempistica e collegamento con l’ambito “soggetti” in relazione ad imputazione compiti e correlate
responsabilità
TEMPI E MODALITA’ RIASSETTO = il Piano è uno strumento flessibile che è monitorato con tempi e
modalità di valutazione contenute nello stesso al fine di implementazione e miglioramento del suo
contenuto.

MISURE DI CARATTERE TRASVERSALE
Il Piano contiene una serie di misure a carattere trasversale:
 La relazione con il P.T.T.I è stata evidenziata con i paragrafi sottostanti
 Interrelazioni con il P.P. è stata evidenziata con i paragrafi sottostanti
 Informatizzazione dei processi – ampliamento strumenti informatici e maggiore condivisione data base
 Accesso telematico a dati, documenti e procedimenti e riutilizzo dati, documenti procedimenti d. lgs.
82/2005
 Monitoraggio rispetto termini procedimentali: attraverso tale azione emergono omissioni ritardi o
anche ritmi del procedimento troppo veloci che possono essere sintomo di fenomeni corruttivi
 Rafforzamento degli strumenti di controllo tramite Servizio ispettivo, Sistema qualità (audit interni) e
Collegio sindacale
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COLLEGAMENTO CON IL PIANO TRIENNALE TRASPARENZA E INTEGRITA’ E DELLA PERFORMANCE
L’Azienda ha già attuato politiche di coinvolgimento dei propri stakeholder, che intende mantenere e
potenziare nel corso degli anni, anche attraverso l’attivazione di nuove forme e strumenti che potranno
presentarsi per la migliore gestione dei servizi da erogare, anche in linea con le indicazioni contenute nella
delibera CIVIT 2/2012.
A tal fine ha attivato, con una diffusa comunicazione, la casella dedicata di posta elettronica
[email protected] con l’obiettivo di raccogliere suggerimenti e proposte relative alla redazione del
piano ed accogliere eventuali successive istanze, sia interne che esterne.
L’Azienda ha coinvolto nella fase di predisposizione del piano triennale, attraverso diversi canali e a
titolarità differenti:
o il focus group degli stakeholder
o la conferenza aziendale di partecipazione
o il consiglio dei sanitari
o i dipendenti
o i cittadini
o il collegio di direzione
o l’OIV
Pertanto, si prevede di procedere in modo sistematico ad utilizzare i vari strumenti di ascolto dei
cittadini/clienti, per porre il cittadino nelle condizioni di esprimere la propria opinione.
I cittadini vengono inoltre informati/ascoltati stabilmente, singolarmente ed in forma associata, attraverso:
 indagini di customer satisfaction centrali e decentrate per far sì che le esigenze dei pazienti vengano
inserite nelle scelte strategiche dell’organizzazione (in collaborazione con le associazioni di volontariato
 Tavolo di lavoro (focus group) con gli stakeholder
 Elaborazione e pubblicazione della carta dei servizi
 Audit civico - Valutazione Partecipata
 Elogi, reclami e segnalazioni, anche attraverso l’operato della Commissione Mista Conciliativa
 Conferenza aziendale di partecipazione
 Giornata della trasparenza
 Giornata della ricerca
Il Piano Triennale per la Trasparenza e l’Integrità intende assicurare la trasparenza come accessibilità totale
delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività dell’Azienda, allo scopo di favorire forme diffuso
di controllo del perseguimento delle sue funzioni istituzionali e sull’utilizzo appropriato delle risorse
pubbliche, attraverso la tempestiva ed aggiornata pubblicazione dei debiti informativi previsti dalla legge
sul sito istituzionale. In tal senso l’interconnessione con il Piano di prevenzione della corruzione si evidenzia
laddove, perseguendo tali adempimenti, si ingenera un meccanismo virtuoso di buona amministrazione ed
in generale si crea un clima di fiducia dei cittadini nel corretto operare dell’Azienda stessa.
La pubblicazione di determinate informazioni è un indicatore dell’andamento della performance delle
pubbliche amministrazioni e del raggiungimento degli obiettivi espressi nel più generale ciclo di gestione
della performance. Con riferimento a quest’ultimo, occorre sottolineare che il Programma della
trasparenza, da un lato rappresenta uno degli aspetti fondamentali della fase di pianificazione strategica
all’interno del ciclo della performance, dall’altro permette di rendere pubblici agli stakeholder di
riferimento i contenuti del Piano e della Relazione sulla performance, con particolare attenzione agli
outcome e ai risultati desiderati/conseguiti
Il Programma triennale della trasparenza, pertanto, si pone in stretta relazione al ciclo di gestione della
performance e deve di conseguenza consentire la piena conoscibilità di ogni componente del Piano e dello
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stato della sua attuazione. Per questo motivo sono indicati nel Piano delle Performance le aree strategiche
individuate, allo scopo di restituire al pubblico un documento di rendicontazione non frammentato e
facilmente fruibile.
COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE, TRASPARENZA E LEGALITA’
Il piano delle Performance individua quattro obiettivi strategici, uno dei quali contiene specificamente le
aree relative allo sviluppo della trasparenza, informazione, comunicazione, legalità, come nella
rappresentazione grafica inserita.
Comunicazione,
accoglienza e
informazione
Trasparenza
Incrementare le modalità di
comunicazione, veicolazione
delle informazioni e i rapporti
con gli stakeholder
Adeguarsi costantemente alle
richieste normative in tema di
trasparenza
Implementare iniziative volte a
soddisfare i fabbisogni di
trasparenza degli stakeholder
Legalità
Implementare le azioni previste
dal piano anticorruzione
Sviluppo/revisione del sito (internet e intranet)
Incrementando le informazioni rese (per intranet,
ad es, estratto degli ODG del Collegio di
Direzione, UVT, verbali riunioni sindacali,…; per
internet sperimentazioni)
Sviluppo newmedia
Incrementare nuove modalità di comunicazione
coi pazienti/stakeholder (es newsletter,
redazione opuscolo URP,..)
Incrementare i rapporti con i vari stakeholder
inserendo e ampliando i tavoli di lavoro (sindaci,
mmg, giornalisti,..)
Rivedere la Segnaletica aziendale valutando
anche accorgimenti per gli ipovedenti
Implementazione del “cruscotto della
trasparenza”
Monitoraggio trimestrale del livello di
rispondenza e aggiornamento delle informazioni
richieste.
Redigere una procedura sulla gestione degli
obblighi informativi legati al DLGS 33 e relative
sanzioni
Proseguire con le iniziative correlate alle Giornate
della trasparenza.
Redazione del Bilancio Sociale
Pubblicazione dell’agenda quotidiana (“due righe
di giornata)
Attivare le iniziative previste dal piano
(informatizzazione dei processi, accesso
telematico ai dati, documenti e procedimenti,
monitoraggio rispetto tempi procedimentali,
integrazione attività servizio ispettivo e internal
auditing…) e incrementare il livello di conoscenza
e partecipazione degli stakeholder in tema di
anticorruzione (programmi e risultati)
Le azioni di prevenzione della corruzione e la diffusione di temi etici e della cultura della legalità si
intersecano con ognuno di questi item e, oltre ad implementarne il contenuto, lo sviluppano. Anche gli
attori diventano protagonisti di tutta una serie di azioni coordinate e concrete per la promozione di buone
prassi
Fasi e soggetti responsabili per l’individuazione dei contenuti del Programma della trasparenza e per il
monitoraggio sull’attuazione del Programma
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FASE
ATTIVITA’
Promozione e coordinamento
del processo di definizione del
programma
SOGGETTI RESPONSABILI
Direzione generale per la definizione
delle strategie
Responsabile della trasparenza
OIV
Individuazione dei contenuti
ELABORAZIONE/AGGIORNAMENTO
DEL PROGRAMMA TRIENNALE
Direzione Generale
Sviluppo strategico, innovazione e
qualità
Sviluppo e Promozione Scientifica
Ufficio comunicazione
In collaborazione con le strutture
dell’Amministrazione
Redazione
ADOZIONE DEL PROGRAMMA
TRIENNALE
Responsabile della trasparenza
Direzione Generale
Attuazione delle iniziative del
programma ed elaborazione,
aggiornamento e pubblicazione
ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA dati
TRIENNALE
Controllo dell’attuazione del
programma e delle iniziative ivi
previste
Attività di audit trimestrale da
parte del personale interno
sulla pubblicazione dei dati e
sulle iniziative in materia di
MONITORAGGIO E AUDIT DEL trasparenza e integrità
PROGRAMMA TRIENNALE
Audit sul sistema con
attestazione dell’assolvimento
degli obblighi in materia
Strutture/Uffici indicati nel Programma
Responsabile della Trasparenza
Sviluppo strategico, innovazione e
qualità
Sviluppo e Promozione Scientifica
Ufficio comunicazione
Responsabile Anticorruzione
OIV
Gli uffici coinvolti nella definizione dei contenuti del programma triennale, coerente con le strategie della
Direzione Generale e in collaborazione con le articolazioni Aziendali coinvolte, sono i seguenti:
- SSA Sviluppo Strategico, Innovazione e Qualità
- SSA Sviluppo e Promozione Scientifica
- Ufficio Comunicazione
in integrazione con l’attività di prevenzione della corruzione..
II monitoraggio sull’attuazione del Programma viene effettuato trimestralmente nel corso degli audit da
parte del Nucleo ristretto costituito da SSA Sviluppo Strategico, Innovazione e Qualità, SSA Sviluppo e
Promozione Scientifica, Ufficio Comunicazione e Responsabile Anticorruzione.
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Ai sensi della delibera CIVIT (ora ANAC) n. 120 del 25 novembre 2010, in considerazione delle dimensioni
dell’Azienda e delle competenze riconducibili alla struttura SSA Sviluppo Strategico, Innovazione e Qualità,
così come individuate con la delibera n. 291 del 29 ottobre 2010, viene individuato quale responsabile della
trasparenza per la redazione, l’aggiornamento e l’attuazione del presente piano, il dirigente responsabile di
tale struttura.
IL SISTEMA DI GESTIONE QUALITA’ E LA CULTURA DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE
Il percorso di accreditamento e certificazione della nostra struttura Ospedaliera è stato delineato con
deliberazione n. 265 del 21/10/2013 (predisposizione del Piano Attuativo di Certificabilità aziendale).
Il sistema di gestione per la qualità presso l’Azienda Ospedaliera di Alessandria è stato avviato nel 1997 con
la certificazione della Centrale di sterilizzazione. Dal 7/3/2014 è stato disposto con criterio di rotazione
l’affidamento del servizio triennale di mantenimento della certificazione aziendale di qualità UNI EN ISO
9001:2008 ad altra società.
Da allora ad oggi sono state certificate 73 su 98 strutture presenti in azienda:
Strutture in staff alla Direzione Generale
Ufficio Comunicazione
Strutture Complesse
- Servizio di prevenzione e protezione
Strutture Semplici a valenza Aziendale
- Sviluppo Strategico, Innovazione e Qualità
- Legale
- Sviluppo e Promozione Scientifica
Strutture Tecnico- Amministrative in line
Strutture Complesse
- Gestione e Sviluppo del Personale
- Acquisti e Gestione Servizi Economali
- Contabilità economica e patrimoniale
- Gestione Patrimonio Tecnologico e Imm.re
- Sistemi Informativi, Logistici e di Controllo di Gestione
- Gestione attività amm.ve di supporto
Strutture Semplici
- Ingegneria Clinica
- AAGG e Relazioni con il Pubblico
Strutture sanitarie in line
Strutture Complesse
- Direzione medica dei Presidi
- SITRO
- Farmacia Ospedaliera
Strutture semplici a valenza Aziendale
- Psicologia
- Fisica Sanitaria
-Terapia del dolore
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- CIO
- Gestione Blocchi Operatori
Strutture semplici
- SS Igiene e Organizzazione del Presidio C. Arrigo
Strutture sanitarie organizzate in dipartimenti strutturali
Dipartimento Chirurgico e delle specialità chirurgiche
Strutture Complesse
- Anestesia e Rianimazione
- Chirurgia generale a indirizzo oncologico
- Chirurgia Plastica ricostruttiva
- Urologia
Strutture Semplici a valenza Dipartimentale
- Endoscopia Digestiva
- Day Surgery multi specialistico
Dipartimento Cardiotoracico vascolare
Strutture Complesse
- Anestesia e rianimazione cardiovascolare e toracica
- Cardiologia
- Chirurgia vascolare
Dipartimento Patologie testa- collo e app.to locomotore
Strutture Complesse
- Oculistica
- Neurochirurgia
- ORL
- Ortopedia e Traumatologia
Strutture Semplici a valenza dipartimentale
Maxillo-facciale
Strutture Semplici
- Otoprotesica
- Traumatologia cranio-spinale
- Traumatologia
Dipartimento Oncoematologico e Med. Specialistica
Strutture Complesse
- Medicina Nucleare
-Radioterapia
-Oncologia
-Ematologia
Strutture Semplici
- Emostasi e trombosi
- Centro Trapianti
Strutture semplici a valenza dipartimentale
- Endocrinologia e Malattie Metaboliche
- Day Hospital Onco-Ematologico
Dipartimento Pediatrico C. Arrigo
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Strutture Complesse
-Ortopedia pediatrica
-Chirurgia Pediatrica
-Anestesia e Rianimazione Pediatrica
-Neonatologia –TIN
Strutture Semplici valenza Dipartimentale
- Urologia Pediatrica
- Servizio trasporto Emergenza Presidio Pediatrico
Strutture Semplici
- Blocco Operatorio Pediatrico
- Neonatologia
Dipartimento Internistico
Strutture Complesse
- Psichiatria
- Medicina e Chirurgia d’accettazione e urgenza
Strutture semplici
- Pronto Soccorso
- Osservazione Breve Semintensiva
Dipartimento dei Servizi Ospedalieri
Strutture complesse
- Anatomia Patologica
- Medicina del lavoro
- Radiodiagnostica
- Laboratorio analisi
- Medicina Trasfusionale
Strutture Semplici a valenza dipartimentale
- Microbiologia
- Neuroradiologia
- Radiologia interventistica
- Radiodiagnostica pediatrica
Strutture Semplici
- Centro donazioni
- Laboratorio malattie emorag. E trombot.
Dipartimento dei Servizi Ospedalieri
Strutture complesse
-Medicina fisica e riabilitazione II livello
-Medicina fisica e riabilitazione III livello
Strutture Semplici a valenza dipartimentale
- Riabilitazione cardiorespiratoria
La certificazione di sistema di gestione per la qualità (regolata dalle Norme quadro della serie ISO 9000)
assicura la capacità della ns organizzazione di strutturarsi e gestire le proprie risorse ed i propri processi
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produttivi in modo tale da riconoscere e soddisfare i bisogni dei clienti (inclusi quelli relativi al rispetto dei
requisiti cogenti), nonché l’impegno a migliorare continuativamente tale capacità.
Alla luce degli 8 principi fondamentali della gestione per la qualità:
 Organizzazione aziendale incentrata sul cliente;
 Leadership;
 Coinvolgimento del personale;
 Approccio per processi;
 Approccio sistemico alla gestione;
 Miglioramento continuo delle prestazioni;
 Modalità decisionali basate su dati di fatto;
 Rapporti con i fornitori basati sulla fiducia e reciproco interesse.
l’organizzazione deve:
1. identificare i processi necessari per il sistema di gestione della qualità e la loro applicazione
nell’ambito di tutta l’organizzazione o di un servizio specifico;
2. stabilire la sequenza e le interazioni tra i diversi processi;
3. stabilire i criteri ed i metodi necessari per assicurare l’efficace funzionamento e controllo dei
processi;
4. valutare la disponibilità delle risorse e delle informazioni necessarie per supportare il
funzionamento e il monitoraggio dei processi;
5. monitorare, misurare ed analizzare i processi;
6. attuare le azioni necessarie per conseguire risultati pianificati ed il miglioramento continuo dei
processi
Avere un sistema di gestione qualità certificato significa dotarsi di strumenti che definiscono le regole di
gestione delle attività e che monitorino costantemente i processi e i risultati, anche attraverso:
1. Indagine di customer satisfaction
2. monitoraggio di indicatori
3. verifiche ispettive di seconda e di terza parte
4. tracciamento, analisi e trattamento Non conformità
Nei prossimi due anni è prevista l’estensione di certificazione secondo la Norma UNI EN ISO 9001 alle
seguenti strutture:
2015 SC Cardiochirurgia
2016 SC Ginecologia, SC Pediatria
Gli strumenti già previsti o già in uso presso la nostra amministrazione per migliorare l’efficienza e
l’efficacia dell’azione amministrativa dell’Azienda, il monitoraggio ed il controllo dei processi, delle buone
prassi nonché per finalità di prevenzione dell’illegalità, come le ispezioni, tutti i controlli interni di varia
natura (qualità e audit di integrità) sono coordinati e sistematizzati rispetto alle nuove misure previste dalla
legge o dal piano triennale prevenzione corruzione e permettono di focalizzare al meglio, sviluppandoli in
un’ottica sinergica, gli obiettivi strategici della cultura della prevenzione della corruzione in tutte le
strutture aziendali.
Audit interni di integrità
La necessità di analizzare continuamente i processi aziendali finalizzati al miglioramento dell’efficacia e
dell’efficienza aziendale, le politiche della qualità e di miglioramento poste in essere, la logica di gestione
dei budget e la verifica del raggiungimento degli obiettivi e dei risultati, i controlli normativi imposti dal D.
Lgs. 118/2011, la necessità sempre più forte di un sistema di controllo e valutazione strategica e di
un’integrazione dei dati e delle informazioni impongono la definizione di un servizio di Audit interno che
deve integrarsi con tutte le altre strutture istituzionali deputate alla realizzazione dei sistemi sopraindicati.
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










Pare pertanto necessario prevedere l’istituzione di una funzione in staff e supporto alla Direzione Generale
per assistere il vertice aziendale nella realizzazione degli obiettivi svolgendo attività di valutazione sui
processi relativi al controllo e al governo aziendale, al fine di promuovere l’aderenza alla legittimità, liceità,
efficienza, efficacia ed economicità.
Tale funzione di verifica indipendente opera all’interno ed al servizio dell’Azienda ed è finalizzata al
miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza, istituita tramite un approccio professionale sistematico, che
genera valore aggiunto, con la finalità di esaminarne e valutarne le attività. Suo obiettivo è prestare
assistenza a tutti i componenti dell’organizzazione, per consentire loro di adempiere efficacemente alle loro
responsabilità, fornendo loro analisi, valutazioni, raccomandazioni e qualificati commenti.
In particolare nel nostro contesto il campo di applicazione di tale procedura sarà volto al:
Monitoraggio sistematico della congruenza tra risultati conseguiti ed obiettivi predefiniti assegnati alla
Direzione Aziendale;
Controllo dell’andamento della spesa rispetto alle autorizzazioni e al bilancio di previsione;
Controllo contabile con quadratura della Contabilità Economica e quella Analitica, corretta valorizzazione
delle giacenze e quadratura dei flussi di trasmissione dati in Regione;
Controllo inventariale fisico periodico;
Controllo di regolarità amministrativa rispetto agli elementi essenziali previsti;
Controllo del rispetto delle procedure organizzative definite.
Con l’obiettivo di:
Verificare che attività e progetti si svolgano secondo i piani e che i risultati siano coerenti con gli obiettivi ed
i traguardi stabiliti;
Verificare l’affidabilità e l’integrità delle informazioni,sia finanziarie sia operative;
Esaminare i sistemi in atto per assicurare il rispetto di politiche, piani, procedure, leggi e regolamenti,
verificandone l’effettiva ottemperanza;
Verificare i sistemi in atto per la protezione del patrimonio e, ove occorra,accertarne l’effettiva consistenza;
Valutare che l’impiego delle risorse risponda a criteri di efficacia, economicità ed efficienza.
Tale attività consente pertanto all’Azienda di verificare il grado di raggiungimento degli obiettivi
programmati, l’efficienza e l’efficacia delle attività, l’affidabilità delle informazioni e dei dati emersi dai
documenti contabili, la tutela del patrimonio e la conformità alle leggi, ai regolamenti ed alle
disposizioni/procedure interne.
I controlli contabili potranno essere fatti in via preventiva esclusivamente nei casi previsti da specifiche
disposizioni normative.
Il controllo dovrà pertanto essere attivato nel corso della gestione, anche se in termini prossimi all’adozione
di atti o provvedimenti al fine di poter adottare efficacemente interventi risolutivi.
Il controllo sulla spesa e sul budget dovrà essere effettuato periodicamente al fine di verificare eventuali
scostamenti.
il campo di applicazione non comprende le valutazioni di competenza di altri organismi interni
obbligatoriamente previsti (Collegio Sindacale, Nucleo di Valutazione, Organismi tecnici di verifica della
dirigenza).
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INDIVIDUAZIONE AREE DI RISCHIO
Le aree a maggior rischio corruzione sono state individuate nella prima fase di adozione del piano 2014 con
il coinvolgimento dei dirigenti, del RPC e dell’OIV e la metodologia di cui allegato 1 del PNA.
Successivamente, con le prime riunioni di coordinamento dei Responsabili di prevenzione della corruzione
in sede di Regione Piemonte unitamente a colleghi extra regione ma sempre del settore sanità è emersa la
necessità di un allargamento del campo di azione del piano di prevenzione ad ulteriori altri ambiti con una
presa in carico virtuosa di tutta una serie di adempimenti. La complessità del servizio sanitario che
differisce proprio per tali tipicità dai tradizionali ambiti della pubblica amministrazione ha richiesto uno
scostamento dalla metodologia della Gestione del rischio UNI ISO 31000 2010 in favore della redazione di
una serie di indici desunti dall’esperienza internazionale e nazionale che l’ASO intende affinare nel triennio
di riferimento del Piano (ISPE Sanità). Tale considerazione è stata condivisa con la direzione strategica
aziendale e con i dirigenti. Pertanto per la mappatura dei rischi sono state prese in considerazione con la
dirigenza aziendale una serie di indici quali:
- importanza degli interessi coinvolti (anche di natura non patrimoniale);
-grado di discrezionalità delle decisioni;
- grado di presenza di procedure interne;
- livelli di interazione con soggetti interni ed esterni;
- difficoltà di tracciabilità delle attività svolte;
- complessità nell’esercizio dei controlli interni;
- caratteristiche organizzative del personale e conflitti di interesse;
- entità del valore economico connesso alle attività dell’area.
I processi in cui le relazioni dell’Azienda con l’esterno possano portare maggior interconnessione di
interessi economici quali la formazione sponsorizzata ed in generale le partnership con l’esterno sono state
e saranno oggetto di maggior attenzione anche a livello di una revisione della attuale regolamentazione
esistente a livello regionale, così come la regolamentazione delle attività extraistituzionali dei dipendenti
incompatibili ed in conflitto di interesse anche potenziale. Sono altresì particolarmente monitorati gli
ambiti relativi alle liste d’attesa e la libera professione, aree di rischio che rispecchiano le specificità
funzionali e di contesto di una azienda sanitaria pubblica, prese in considerazione anche nella specifica
regolamentazione all’interno del codice di condotta. Le aree a maggior rischio, come da piano 2014, sono
state implementate come da paragrafi sottoindicati. Anche gli obiettivi e le azioni presenti per l’anno 2014
sono stati implementati in relazione alle nuove aree di rischio individuate nel corso dell’anno stesso.
Si confermano pertanto le aree già contenute nel precedente piano deliberato nel 2014 (del. n. 43/14) e
relativi processi (del. 249/13), gli obiettivi ed azioni ivi indicate, con inserimento degli indicatori di rischio
nel registro indicatori. L’azione relativa all’implementazione del percorso della ricetta “bianca” già
interamente conclusa nell’anno 2014 si colloca a livello di monitoraggio a campione nell’ambito del settore
prestazioni ambulatoriali e di ricovero e quindi è indicata nello specifico paragrafo sottoindicato.
Si ribadisce che da Piano Performance tutte le azioni indicate sono monitorate ai fini della corresponsione
della retribuzione di risultato.
La RPC monitora semestralmente le azioni previste ed i risultati ottenuti tramite i dirigenti preposti alle
strutture sotto indicate con controlli a campione nelle tredici aree di seguito descritte (almeno un controllo
su ogni struttura nell’anno 2015):
RICERCA - Azioni di prevenzione perseguite dalla SSA Sviluppo e promozione scientifica
 Applicazione delle procedure e del regolamento aziendale relativo ai vari aspetti della ricerca:
esiste un Regolamento dell’iter aziendale relativo agli studi osservazionali, alle sperimentazioni
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cliniche, alle iniziative di ricerca assimilabili, istituzione del Clinical Trial Center (C.T.C.) e
individuazione delle sue funzioni recepito con Deliberazione n. 256 del 11.10.2013. Esiste anche
una procedura aziendale P20 “Attivazione di collaborazioni di ricerca, progetti scientifici e studi
clinici recepita con Deliberazione n. 15 del 22.01.2015.

Divieto di finanziamento al singolo professionista con fondi derivanti dalla singola ricerca: l’art. 3
della bozza di convenzione proposta dall’Azienda agli Sponsor di studi clinici, modello allegato alla
procedura aziendale P20 prevede che “Il personale che collabora nello svolgimento dello studio
non può ricevere (direttamente o indirettamente) compensi dal PROMOTORE, né avere contatti o
intrattenere con la medesima rapporti di qualsiasi tipo, se non di carattere tecnico-scientifico
attinenti allo studio”. In Azienda é attualmente in vigore la deliberazione n.113 del 14.02.2002 che
regolamenta la suddivisione dei proventi derivanti da studi clinici profit.

Richiesta di pubblicazione dei dati della singola ricerca da inserire nel contratto con l’azienda
proponente. L’art. 12 della bozza di convenzione proposta dall’Azienda agli Sponsor di studi clinici,
modello allegato alla procedura aziendale P20 e negoziata con gli Sponsor riguarda proprio “la
proprietà ed utilizzazione dei risultati”. Tale argomento é routinariamente affrontato anche negli
accordi di collaborazione con enti pubblici o privati finalizzati all’attivazione di progetti scientifici e
di ricerca che la struttura valuta sotto l’aspetto tecnico-scientifico. La struttura spesso richiede un
paragrafo specifico su questo argomento ai nostri professionisti in caso di studi clinici spontanei.

Pubblicazione dei conflitti di interesse dei membri del Comitato Etico: la Segreteria del Comitato
Etico (il Comitato Etico é un organismo indipendente dall’Azienda Ospedaliera) ha acquisito da
parte di tutti i componenti il Comitato Etico “L’accettazione di nomina e dichiarazione di
incompatibilità dove al punto 3 si dichiara “la totale assenza di interesse o rapporto di lavoro o di
consulenza con imprese industriali o commerciali di prodotti farmaceutici, biologici, chimici o
dietetici, di attrezzature o presidi medico chirurgici, nonché di qualsiasi altra attività o interesse che
possa comunque condizionare il mio giudizio” .

Presenza di un servizio aziendale che supporti e coordini i clinici sui temi della ricerca: dal 2013 é
istituito all’interno della S.S.A. S.P.S. un organismo, il Clinical Trial Center che vede tra le sue
funzioni “il supporto allo sperimentatore principale nella scelta di progetti di ricerca in linea con la
strategia dell’A.O., con le esistenti competenze e con gli interessi clinico-scientifici”. Il C.T.C. e “il
supporto agli Sperimentatori nelle fasi di avvio e, qualora necessario, di conduzione di studi clinici o
iniziative di ricerca, favorendo la crescita professionale dei colleghi coinvolti nella ricerca clinica”.

Supporto alla ricerca indipendente attraverso fondi aziendali e regionali: poiché il regolamento
relativo alla suddivisione dei proventi derivanti da studi clinici profit (deliberazione n.113 del
14.02.2002), su mandato della Direzione Generale Aziendale, dovrebbe essere revisionato, la
struttura S.P.S. ha proporrà l’istituzione di un fondo per le sperimentazioni spontanee presso i
Dipartimenti aziendali, da finanziarsi con i proventi delle sperimentazioni profit.

Informazione diretta ai pazienti su cosa significhi entrare in una ricerca: la sezione del sito internet
aziendale dedicata contiene la spiegazione di alcuni termini tecnici ricorrenti in ambito di studi
clinici.

Controlli da parte del Comitato Etico sui rischi di possibili alterazioni dei risultati della ricerca
attraverso manipolazioni della conduzione degli studi: attualmente il Comitato Etico esamina la
pag. 23 di 32
documentazione prodotta dal Promotore della ricerca e dallo sperimentatore Responsabile in sede
di richiesta parere; provvede poi a prendere atto delle comunicazioni relative allo stato di
avanzamento dello studio (numero pazienti arruolati, numero reazioni avverse, ecc.) e delle
relazioni scientifiche di fine studio inviate dai Promotori.

Pubblicazione sul sito internet aziendale 1) dell’elenco delle sperimentazioni in corso 2); dei
contratti in essere su questi temi; 3) dei risultati delle stesse: la sezione del sito internet aziendale
dedicata contiene la raccolta degli studi clinici attivati in azienda nel 2012 e nel 2013: per ciascun
studio é stata predisposta una breve scheda tecnico scientifica che delinea le caratteristiche
principali del progetto. Durante l’anno 2014 sarà effettuata analoga pubblicazione. Sulla News
S.P.S. inviata dalla struttura é presente ogni settimana la scheda relativa ad uno studio
recentemente attivato in Azienda.

Richiesta dichiarazione conflitto di interesse fra sperimentatore e sponsor: è stata formulata
apposita modulistica dal Comitato Etico aziendale di dichiarazione pubblica di conflitto di interessi
la cui compilazione e sottoscrizione viene richiesta dalla Segreteria del Comitato Etico agli
sperimentatori responsabili dello studio.
DONAZIONI - Azioni di prevenzione perseguite dalla SC Contabilità economica e patrimoniale
 Nella predisposizione degli atti di accettazione verifica rispondenza della donazione con le attività di
programmazione dei bisogni validata dalla direzione strategica aziendale.
 Attività di Technology Assessment (mini HTA) sulle richieste dei professionisti e delle offerte di
donazioni “spontanee” da parte di esterni: tale procedura è applicabile anche ad esempio per
richieste di acquisti esclusivi di dispositivi medici.
ACCESSI ESTERNI A STRUTTURE SANITARIE - Azioni di prevenzione effettuate dalla DMP e dalla SSA
Sviluppo Strategico Innovazione e Qualità
 Regolamentazione degli accessi di esterni alle strutture sanitarie:
Informatori di ditte esterne (in particolare farmaceutiche e di dispositivi)
Accessi degli specialist in sala operatoria avviene sempre su esplicita autorizzazione della direzione
medica di presidio o del coordinatore a ciò espressamente delegato.
 Per gli informatori è preferibile non effettuare incontri con singoli ma di fare presentazioni in
equipe, e con accessi in orari prestabiliti. Questa misura si applica già da parte della farmacia
ospedaliera quando c’è la presentazione di nuove molecole che interessano trasversalmente tutte
le strutture ospedaliere.
 Attività di accreditamento degli accessi nei reparti da parte di parenti/amici– la modulistica è stata
rivista dalla SS, Innovazione e qualità e si effettueranno controlli a campione tra coloro che
dichiarano più volte di assistere parenti
ACQUISTI/APPALTI – SC Acquisti e gestione servizi economali/SC gestione patrimonio tecnologico e
Immobiliare
Le esperienze di aggregazione degli acquisti, consentono di poter disporre di commissioni di clinici per
definire i fabbisogni e stendere i capitolati. Questo rappresenta una maggiore tutela rispetto al rischio
di corruzione, rispetto al gestire questi aspetti con i singoli professionisti di una sola azienda sanitaria.
Difatti con DGR 34-189 del 28/07/2014 e successiva determinazione direzione sanità 18 del 16/12/2014
è stata formalizzata ed approvata la disciplina di funzionamento del Tavolo di coordinamento regionale
e dei Tavoli di coordinamento sovra zonale degli acquisti delle ASR Regione Piemonte.
pag. 24 di 32
L’ASO è stata individuata quale capofila del coordinamento stesso per le Aree interaziendali costituite
con LR 20/2013 per la dimensione strategica ed operativa ottimale per la programmazione sovrazonale
e la gestione unitaria delle procedure di acquisto delle ASR. In corso d’anno si verificheranno le nuove
interrelazioni create in seno a tali organismi di coordinamento e PTPC delle varie ASR in ambito delle
riunioni periodiche tra i RPC delle varie ASR con la presenza del RPC della Regione Piemonte.
Occorrerà pertanto:
 Integrare il nuovo assetto con il regolamento contrattuale aziendale vigente;
 Formalizzare una programmazione annuale degli acquisti a livello di area da inviare alla Regione
Piemonte;
 Rendicontare annualmente le attività del settore acquisti dell’azienda;
 Rotazione dei tecnici per la stesura dei capitolati sotto soglia;
 Evidenziare nell’atto di nomina delle commissioni aggiudicatrici, della raccolta del conflitto di
interesse, tenendo conto delle possibili situazioni che si sono presentate;
 Raccolta dei conflitti di interesse anche dei Responsabili Unici dei Procedimenti;
 Raccolta dei conflitti di interesse dei clinici che supportano la definizione dei fabbisogni e la stesura
dei capitolati;
 Esplicitazione di tutti i professionisti (e dei ruoli svolti) che partecipano alla stesura del capitolato
(per i nuclei tecnici è effettuato uno specifico atto di determinazione dirigenziale)
 Indicare già nel bando di gara la data ed il luogo della procedura pubblica estendendone la
fattibilità anche sotto i 100.000 euro;
 Garantire la funzionalità dell’UVT , Unità di Valutazione Tecnologie (UVT);
 Uso del dialogo competitivo, con la verbalizzazione degli incontri. In questo caso gli incontri
possono essere fatti con gruppo tecnico che prepara la parte tecnica della gara;
 Evitare incontri con ditte esterne da parte di un solo dirigente/funzionario.
PERSONALE - FORMAZIONE E DOCENZE – Azioni di prevenzione della SC GeSP
 Rotazione per segretari di procedure concorsuali, di assegnazione incarichi e borse di studio
 Pubblicazione incarichi e borse di studio oltre che sul sito internet anche su BURP
 Controllo su effettiva autorizzazione (firma del responsabile) delle assenze sul cartellino
 Estensione della procedura di rilevamento presenze con gestione on line delle autorizzazioni e dei
cartellini con passaggio dalla fase sperimentale a quella effettiva per le SC interessate
 Informatizzazione procedure di acquisizione concorsuali delle risorse umane
 Creazione albo formatori
 Valutazione del conflitto di interesse di docenti esterni
 Valutazione attività extraistituzionali dei dipendenti aziendali con definizione precisa di prestazione
occasionale (limiti economici, di tempo e cumulo attività in corso d’anno) e di conflitto di interesse
- azione in coordinamento con il gruppo di lavoro degli RPC a livello regionale
PRESTAZIONI AMBULATORIALI E DI RICOVERO – DMP in collaborazione con S.C. GAAS
 Informatizzazione prenotazioni. La Regione con DGR 37/851 del 29/12/2014 attraverso la società di
committenza regionale SCR Piemonte ha disposto sia attivato un CUP unico provinciale con
correlativa razionalizzazione del sistema di prenotazione di prestazioni specialistiche ambulatoriali.
L’ASO sarà interessata in primis al sistema che comporterà un complesso lavoro di carattere
organizzativo
 Verifica esenzioni ticket (anche per dipendenti)
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
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Attività di verifica della effettiva urgenza dei pazienti in lista di attesa
Per liste attesa chirurgiche, tracciabilità della lista di attesa e motivazione alle deroghe
Sperimentazione registro informatizzato di sala operatoria
Per la libera professione prenotazione di tutte le prestazioni attraverso il CUP o da remoto
Verifiche fra accessi in libera professione e pazienti urgenti/deroghe controllo a campione con SDO
Regolamentazione in senso limitativo degli accessi alle cd. badanti con stretto controllo per accessi
autorizzati
Gestione camere mortuarie: creazione di una regolamentazione interna del percorso salma,
controlli al registro accesso pompe funebri
Uso improprio di farmaci (furti, gestione scorte di reparto, prescrizioni inappropriate fuori
prontuario) tramite report della farmacia ospedaliera e risultanze audit di integrità
Esenzioni ticket su ricetta interna (verifica delle esenzioni sulle ricette compilate dagli specialisti
ospedalieri interni) monitoraggio esatte compilazioni
Attivita’ di libera professione intramuraria effettuazione di verifica annua a campione del servizio
ispettivo sul 10% dei dirigenti autorizzati a svolgere attività in libera professione intramuraria
divisionale in collaborazione con la Commissione paritetica aziendale di valutazione sull’attività
libero professionale
RAPPORTI CON ASSOCIAZIONI VOLONTARIATO SU TRASPORTI – Azioni di prevenzione della SC GAAS
La trasparenza nella gestione delle convenzioni con le associazioni di trasporto degli ammalati è
perseguita con la massima attenzione nelle DGR regionali che nel corso dell’anno 2014 si sono
succedute per la regolamentazione della materia (15 aprile 2014 n. 50-7464, 51-7465 ,52-7466,537467). Ogni atto è tracciabile e definito con atti dirigenziali e deliberazioni del direttore generale e
conforme ai predetti atti normativi.
FARMACEUTICA – Azioni di prevenzione della SC Farmacia ospedaliera
 Informazione indipendente (riunioni con reparti su nuove molecole) e attività su appropriatezza
come da istruzioni qualità
 Sistemi integrati di reportistiche - monitoraggi farmaci ad alto costo con AIFA
 Internamente controllo congruità ordine , congruenza rispetto a patologia indicata e attivazione
sostituzioni con molecole equivalenti e meno costose
 Report a regione (consumi generali e tipologie)
 Spesa interna monitorata con controllo di gestione per abbattimento spesa a livello di bilancio
 Valutazione gestione scorte minime e validazione segnalazioni del programma AREAS per riordino
materiali di consumo con ordine mensile e ad personam per farmaci particolarmente costosi
 Rotazione e sostituibilità delle tre farmaciste che presiedono alla validazione degli ordini
 Acquisti farmaci con urgenza previsione di tre passaggi – direttore struttura richiedente, farmacia,
direzione sanitaria
 Le prove d’uso vengono autorizzate come le urgenze
BILANCIO – Azioni di prevenzione della SC Contabilità economica e patrimoniale
 Applicazione di tutte le azioni relative al percorso di certificazione di bilancio con le scadenze ivi
indicate
 Separazioni delle funzioni dell’area bilancio seguite dai dirigenti preposti
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

Controllo annuale nuovi fornitori inseriti nella procedura AREAS
Monitoraggio tempi di pagamento e degli scostamenti rispetto al criterio cronologico
UFFICIO LEGALE – Azioni di prevenzione della SC Legale
 Implementazione professionalità con affidamento incarichi a avvocati interni
 Bando aperto per la costituzione di un elenco di avvocati cui attingere per l’affidamento della cause
legali
 Liquidazione pratiche assicurative sotto soglia dei 5000 euro tramite atto deliberativo con parere
obbligatorio del medico legale aziendale
 Costituzione, e relativa regolamentazione, del comitato sinistri interno
PARTECIPATE – Azioni di prevenzione Direzione strategica in controllo analogo
Soluzione problematica inerente società partecipata in liquidazione
Revisione modello organizzativo 231 nuovo reato di auto riciclaggio art. 648 ter CP(L. 186/2014)
GESTIONE RIFIUTI – Azioni di prevenzione DMP con dirigenti
 Controlli su azioni, procedure e protocolli previsti per l’intero percorso rifiuti
GESTIONE SISTEMA INFORMATICO – S.C. GESTIONE SISTEMI INFORMATIVI E CDG
E’ importante coltivare una nuova cultura informatica, che sappia ben informare e sensibilizzare
l’utenza interna ed esterna sui vantaggi ma anche sui rischi che è possibile correre attraverso un
incauto utilizzo delle nuove tecnologie legate all’informatica ed alla telematica.

Monitoraggi sistematici su frodi informatiche, falsificazioni, integrità dei dati e dei sistemi
informatici, riservatezza dei dati e delle comunicazioni informatiche.
FORMAZIONE
Nella formulazione del Piano di formazione triennale 2014-2016, approvato con deliberazione n. 285 del
14/11/2013, sono stati individuati obiettivi prioritari quali:
- l’organizzazione di corsi di formazione e aggiornamento specifici sulla normativa in materia di trasparenza
e integrità, anticorruzione, codice penale, codici disciplinari e di comportamento, incompatibilità
inconferibilità, conflitto di interessi volti a fornire – a tutto il personale interessato - conoscenze, misure e
strumenti atti a contrastare la corruzione e l’illegalità nella pubblica amministrazione
- l’attivazione, attraverso l’azione di promozione del Comitato Unico di Garanzia, di interventi per lo
sviluppo di una cultura del rispetto della dignità della persona nel contesto lavorativo
- il miglioramento delle capacità di trasmissione delle informazioni in ambito clinico,specie in regime di
urgenza e di difficoltà di contesto organizzativo;
- lo sviluppo delle competenze comunicative nei confronti del paziente, al fine di instaurare una completa
relazione d’aiuto fatta di ascolto e trasmissione di messaggi, verbali e non, corretti ed efficaci.
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Dalla lettura di tali percorsi fondamentali si sono enucleate varie iniziative formative volte al benessere
organizzativo, allo sviluppo della comunicazione ed, inoltre, in sede di macroprogettazione, sono state date
priorità, nel corso del piano di formazione annuale per il 2014, a quelle specifiche previste dal PTPC per
l’anno 2014 e con accreditamento ECM:
Focus group e Carta dei valori
In linea con le indicazioni previste nel Piano delle Azioni Positive, approvato con la delibera n. 62 del
20.07.2012, nel corso del 2014, il CUG ha previsto l’organizzazione di una serie di iniziative con l’obiettivo di
coinvolgere il maggior numero possibile dei dipendenti, al fine di realizzare e adottare la Carta dei Valori
aziendale, altra azione prevista nel medesimo Piano.
Operativamente il CUG propone la realizzazione di focus group con i dipendenti e collaboratori dell’Azienda
durante l’anno 2014 per la elaborazione della Carta dei valori aziendale attraverso un processo “bottom
up” .
L’obiettivo è poter arrivare ad una valorizzazione del lavoro dei dipendenti e collaboratori dell’Azienda, che
in questi anni hanno manifestato, con i fatti, di poter dare grandi risultati in termini di risposte ai pazienti e
di qualità erogata: sensibilizzare tutti sul senso di appartenenza non è autoreferenziale ma un modo per
lavorare meglio insieme, condividere problemi discutendo dei comportamenti, dai quali arrivare ai valori
per la Carta dei Valori.
Il progetto è stato presentato da un gruppo di lavoro che ne ha preso in carico la prima stesura al CUG in
data 12/11/2014 e sarà condiviso con la direzione generale in corso d’anno.
Indicatori/ricaduta attività formative
La valutazione della formazione é l’attività strategica finalizzata ad ottenere un monitoraggio continuo sulle
azioni formative messe in campo.
Nel prossimo triennio l'Azienda intende procedere, oltre alla verifica dell’apprendimento e del gradimento,
puntualmente realizzata, anche ad una valutazione della ricaduta della formazione sui comportamenti
lavorativi delle persone e sull’organizzazione aziendale.
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CODICI DI COMPORTAMENTO NAZIONALE ED AZIENDALE
L’Azienda ha adottato con deliberazione 42/2014 il proprio Codice aziendale di comportamento quale
azione e misura principale di attuazione delle strategie di prevenzione della corruzione a livello decentrato,
secondo quanto indicato nel Piano nazionale anticorruzione e con procedura aperta. Con deliberazione n.
255 dell’11/08/2014 sono stati ulteriormente specificati due commi degli articoli 8 e 10 dello stesso
accogliendo le proposte in tal senso delle OOSS del comparto.
La RPC, nell’ambito soprattutto della formazione aziendale, e delle riunioni nelle varie strutture, ed i
componenti degli UPD, hanno contribuito alla diffusione delle nuove norme contenute nei codici nazionale
ed aziendale.
ROTAZIONE DEL PERSONALE
La rotazione del personale rappresenta una misura di importanza cruciale tra gli strumenti di prevenzione
della corruzione nonché di arricchimento del bagaglio professionale del pubblico dipendente e misura di
efficienza dell’organizzazione degli uffici. L’azienda ritiene tale strategia prioritaria laddove è possibile
effettuare un immediato interscambio del personale soprattutto per quanto concerne la nomina ed il
rinnovo di incarichi interni in commissioni, comitati, gruppi di valutazione all’interno delle aree di rischio ed
in generale come principio cui attenersi nella realtà aziendale complessiva.
In termini generali tuttavia il principio della rotazione non risulta di immediata applicabilità a tutto il
personale dell’Azienda.
Dirigenza medica e sanitaria
I medici ed i dirigenti sanitari nucleo dirigenziale forte di tutte le Aziende sanitarie (18% totale lavoratori)
rendono la loro prestazione necessariamente in un ambito preciso; quello relativo alla loro specializzazione.
Tale situazione concreta una condizione organizzativa che ai sensi dell’Intesa in Conferenza Unificata
Governo, Regioni ed Enti locali n. 79/CU del 24 luglio 2013 costituisce motivazione determinante
l’inapplicabilità del principio di rotazione proprio alla componente dirigenziale significativamente
preponderante in Azienda. La carenza verificatasi nei ruoli dirigenziali non sanitari per effetto di blocchi al
turn over imposti, dal governo regionale piemontese, alle Aziende sanitarie, costituisce un’altra criticità
notevole che limita fortemente la possibilità di rotazione anche in questi ambiti che sono pure essi
iperspecializzati nel contesto del diritto sanitario, branca del diritto amministrativo.
Dirigenza dei ruoli amministrativo tecnico e professionale
La dirigenza dei ruoli amministrativo, tecnico e professionale sarà oggetto di rotazione programmata
nell’arco del quadriennio 2015-2018. Si specifica che la dirigenza del ruolo amministrativo già
dall’01/01/2011 è stata interessata da un processo di rotazione che ha riguardato n. 3 dirigenti ed
altrettante Strutture (Personale, Contabilità e Gestione attività amministrative di supporto) in relazione
all’atto aziendale tuttora vigente.
In dipendenza di tali presupposti sarà predisposta una rotazione organizzativamente possibile ed il fattivo
passaggio di alcune competenze tra settori sempre in vista del miglioramento dell’efficacia ed efficienza
dell’azione amministrativa. L’Azienda ritiene che esporre il personale ad una varietà di contesti lavorativi
porti ad un incremento nello sviluppo delle competenze, come accade nelle realtà produttive più avanzate.
Gli incarichi conferiti sono fissati nel limite minimo legale.
Comparto
Il personale del comparto sanitario con ruoli e responsabilità nelle aree a rischio individuate dal piano
aziendale agisce applicando procedure aziendali e utilizzando strumenti operativi che circoscrivono e
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presidiano gli ambiti di discrezionalità. E’ altresì monitorato nei percorsi e valutato per gli esiti dai livelli
superiori. La mobilità del personale del comparto è una misura organizzativa già in essere presso l’Azienda.
I succitati criteri di rotazione, anche nella loro successiva specificazione, sono stati oggetto di informazione
sindacale nella riunione del 27/04/2015 al fine di raccogliere ulteriori osservazioni e proposte.
In caso di avvio di procedimenti penali o disciplinari per condotte di natura corruttiva è disposta la
rotazione del personale con provvedimento motivato dai dirigenti ai sensi dell’art. 16, c. 1, lettera l) quater
del d. lgs. 165/20011.
ASTENSIONE IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI
La legge 190 stabilisce un obbligo di astensione per il responsabile del procedimento, il titolare dell’ufficio
competente ad adottare il provvedimento finale ed il titolare degli uffici competenti ad adottare atti
endoprocedimentali nel caso di conflitto di interesse anche solo potenziale. E’ previsto a carico dei
medesimi soggetti un dovere di segnalazione. Tale norma va letta in raccordo con l’articolo 6 del Codice di
comportamento ed è ulteriormente regolamentata dall’art. 5 del codice di comportamento aziendale
vigente. Nella formazione aziendale 2014 ed in tutte le riunioni tenute dall’RPC il principio è stato oggetto
di specifica diffusione informativa così come lo sarà per la formazione che sarà erogata nel corso dell’anno
2015.
CONFERIMENTO E AUTORIZZAZIONE INCARICHI EXTRAISTITUZIONALI
La regolamentazione della materia è quella contenuta nella deliberazione n. 148 del 7/4/2010 pubblicata
sulla intranet e sul sito internet. E’ prevista una modulistica differenziata, anche essa pubblicata ed
accessibile a tutti i dipendenti per la comunicazione degli incarichi gratuiti o soggetti a specifica
autorizzazione. L’istruttoria ha una attenta valutazione in relazione a tutti i profili di possibile conflitto di
interessi anche potenziale. La riformulazione di un nuovo regolamento aziendale in aderenza alle linee
pubblicate sul sito del DFP in tema di attività incompatibili è subordinata all’esito dei lavori che si stanno
effettuando a livello di gruppo regionale dei RPC.
INCONFERIBILITA’ /INCOMPATIBILITA’ INCARICHI DIRIGENZIALI
Con nuova modulistica predisposta dalla RPC è stata determinata l’applicazione di quanto contenuto nella
deliberazione Anac 149 del 22/12/2014 di interpretazione del decreto legislativo 39/2013 nel settore
sanitario. Nel corso dell’anno 2015 sarà in uso per i procedimenti relativi.
1. Art. 16 c. 1, lettera l) quater del D. lgs. 165/2001 -I dirigenti “provvedono al monitoraggio delle attività nell’ambito
delle quali è più elevato il rischio corruzione svolte nell’ufficio a cui sono preposti, disponendo, con provvedimento
motivato, la rotazione del personale nei casi di avvio di procedimenti penali o disciplinari per condotte di natura
corruttiva.
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CONFERIMENTO DI ATTIVITA’ SUCCESSIVE ALLA CESSAZIONE DAL SERVIZIO - INCARICHI DIRIGENZIALI IN
CASO DI PARTICOLARI ATTIVITA’ O INCARICHI PRECEDENTI (PANTOUFLAGE – REVOLVING DOORS)
In un’ottica di prevenzione il decreto legislativo 39/2013, recante disposizioni in materia di inconferibilità e
incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo
pubblico, ha disciplinato particolari ipotesi di inconferibilità ed incompatibilità. Sulle stesse vigila
direttamente il RPC con azioni di verifica.
In particolare nell’ambito dell’art. 53 d. lgs. 165/2001 è stata inserita una norma volta a contenere i rischi di
corruzione connesse all’impiego del dipendente successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.
Il rischio valutato dalla norma è che durante il periodo di servizio il dipendente possa precostituirsi delle
situazioni lavorative “vantaggiose” e cosi’ sfruttare la propria posizione ed il suo potere all’interno
dell’amministrazione per ottenere un lavoro per lui attraente presso l’impresa o il soggetto privato con cui
entra in contatto.
La legge prevede perciò un periodo successivo alla cessazione del rapporto di tre anni per eliminare la
“convenienza” di accordi fraudolenti.
Si è inserita tale comunicazione ai dipendenti interessati nella lettera di comunicazione dell’avvenuto
accoglimento dell’istanza di pensione, ed in quelle con le quali si comunica l’accettazione delle dimissioni
volontarie dal servizio. Allo scopo di verificare che i soggetti che vogliano intrattenere rapporti
economici\contrattattare con l’ASO devono rilasciare apposita dichiarazione all’atto di partecipazione alla
gara d’appalto o prima dell’affidamento lavori, forniture e collaborazioni.
L’ufficio pensioni rileva annualmente l’insussistenza di tale incompatibilità tramite autocertificazione
inviata ai dipendenti cessati dal servizio. L’autocertificazione sarà controllata dall’ufficio decertificazione. La
RPC effettuerà un monitoraggio due volte l’anno a campione delle dichiarazioni e dei relativi controlli.
FORMAZIONE COMMISSIONI, ASSEGNAZIONE AGLI UFFICI CONFERIMENTO INCARICHI DIRIGENZIALI IN
CASO DI CONDANNA PENALE PER DELITTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
E’ stata integrata nella procedura formazione commissioni la considerazione di questo aspetto. E’ stata
formulata al riguardo una nuova modulistica o implementata la modulistica esistente. La RPC formulerà
controlli semestrali a campione sul rispetto di tale normativa.
TUTELA DEL DIPENDENTE PUBBLICO CHE SEGNALA ILLECITI (whistleblower)
L’ adozione misure per tutela del whistleblower (dipendente che effettua segnalazioni di illecito) trova la
sua regolamentazione nell’articolo 6 del codice di comportamento aziendale che si richiama integralmente.
La denuncia è sottratta al diritto di accesso fatta esclusione per l’ipotesi eccezionale descritta nel comma 2
dell’art. 54 bis d. lgs. 165/2001 cioè in caso di necessità per la difesa di disvelare l’identità del denunciante2
2
Art. 54 bis, comma 2, D. lgs. 165/2001 e smi
Nell’ambito del procedimento disciplinare, l’identità del segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso,
sempre che la contestazione dell’addebito disciplinare sia fondata su accertamento distinti e ulteriori rispetto alla
segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l’identità può essere rivelata
ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell’incolpato.
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La deroga all’anonimato valutata in relazione al diritto di difesa è una decisione che compete direttamente
al Direttore amministrativo su segnalazione del Responsabile della prevenzione della corruzione e previo
parere dell’Ufficio Legale. Il percorso di tutela del whistleblower è aderente alle richieste Anac con casella
di posta elettronica dedicata. E’ stato oggetto di diffusione informativa sia nell’ambito della formazione
dell’anno 2014 sia nell’ambito di tutte le riunioni tenute dalla RPC e sarà oggetto di ulteriore trattazione
anche nella formazione dell’anno 2015.
PATTI DI INTEGRITA’ NEGLI AFFIDAMENTI
Particolare attenzione è stata prestata a livello aziendale all’inserimento di clausole contrattuali che
impongono obblighi in materia di contrasto delle infiltrazioni criminali. E’ stata formulato e già utilizzato un
protocollo di integrità con i fornitori che prevede controlli reciproci e sanzioni nel caso in cui i partecipanti
cerchino di eluderli. Nell’anno 2015 sarà valutata, a livello aziendale, l’introduzione del patto di integrità
formulato dalla Regione Piemonte.
AZIONI DI SENSIBILIZZAZIONE E RAPPORTO CON LA SOCIETA’ CIVILE
Sono state instaurate relazioni nel 2013 e nel 2014 con l’ASL di Alessandria e quella di Asti che hanno
partecipato a giornate formative organizzate dall’Azienda e relativa collaborazione tra RPC. Nell’ambito del
gruppo di lavoro regionale degli RPC saranno sviluppate ulteriori azioni che, partendo dalle regione e non
dalle singole aziende avranno un fattivo impatto. La Regione ha richiesto nella programmazione delle
giornate della trasparenza che si effettueranno nell’anno 2015, una gestione congiunta e sinergica tra Asl
AL, Asl AT e ASO. L’estensione del wi fi nelle strutture ospedaliere è stata concretata ed anche l’azione di
semplificazione del sito è stata avviata nel corso dell’anno 2014 ed inizia a concretarsi in questo avvio
d’anno 2015.
MONITORAGGIO DEI TERMINI PROCEDIMENTALI
Al monitoraggio del rispetto dei termini previsti dalla legge per la conclusione dei procedimenti provvedono
i dirigenti per quanto di competenza, ma si sta esaminando, in relazione agli stringenti vincoli di bilancio, di
poter accedere ad un modulo informatico che tramite il presente data base dell’Ufficio delibere dia la
possibilità di un monitoraggio in automatico degli stessi. La relazione finale annuale spetta alla SSA Affari
generali e relazioni con il pubblico in raccordo con i dirigenti che la trasmette entro il fine dicembre
dell’anno in corso alla RPC.
Qualora il procedimento risultasse concluso con estrema celerità rispetto ai termini indicati nella
deliberazione 249 del 30/09/2013 il dirigente della struttura competente dovrà addurre motivata relazione
al dirigente della SSA Affari generali e la relazione stessa sarà esaminata quale criticità da parte del RPC.
MONITORAGGIO DEI RAPPORTI AMMINISTRAZIONE/SOGGETTI ESTERNI
Si è già effettuato a fine anno 2014 un monitoraggio dei rapporti amministrazione/soggetti esterni con i
quali sono stati stipulati contratti, interessati a procedimenti di concessione o erogazione di vantaggi
economici, ai fini della verifica di eventuali relazioni di parentela o affinità con i dipendenti.
Tale monitoraggio sarà ripetuto ogni anno con la stessa cadenza comprendendo anche i dipendenti che
all’interno dei procedimenti rilasciano pareri tecnici.
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Piano Prevenzione Corruzione 2015-2017