LA SPIGA
Periodico di Attualità, Politica, Cultura e Sport
Reg. Tribunale di Matera n. 179 del 05/05/1999 - Direttore Responsabile: Angelo Dell’Osso - Stampa I.M.D. Lucana s.n.c. - tel. 0835 581642 - Pisticci
MARZO 2005
Edito dall’Associazione Culturale “La Spiga” Pisticci - Redazione: C.so Margherita, 132 - 75015 Pisticci
I MAGNIFICI SETTE…
PER UN FILM GIA’ VISTO?
di Roberto D’Alessandro
Sette candidati per una sola
comunità, seppur dotata di un
buon bacino di voti, sono troppi. Il rischio è quello che Pisticci, ancora una volta, non
abbia rappresentanze nel consiglio della Regione Basilicata.
Un fatto grave, se si considera
che la nostra è la terza comunità della Lucania. Ancor più
grave se la difficoltà si ripresenta puntualmente, reiterata,
ad ogni appuntamento elettorale extra comunale. Ed il
lumicino della speranza si
affioca ulteriormente se si considera che ai nostri magnifici
sette bisogna aggiungerne almeno altrettanti che, da fuori,
troveranno a Pisticci terreno
fertile per impinguare il catino
delle loro preferenze. Perché
quando manca un guardiano si
rischia il furto delle greggi ed i
seminati dai quali si attende
una ricca messe diventano terra di conquista. Che fine grama
per un Casato avvezzo, un tempo, a ben altri fasti! Certo rimane l’auspicio di essere smentiti
dai fatti. Resta l’imprevedibile
(quanto?) destino costruito dagli intrecci dei segreti sussurrati nell’urna. Ma perché mettersi in balia della sorte ed incrociare le dita affinché gli ultimi voti, gli spiccioli degli indecisi, confluiscano tutti sotto
lo stesso nome, quando la matematica è dalla nostra parte e
può fornirci ben più solide garanzie di successo? Perché perseverare in una nuova, fallimentare diaspora di numeri? A
far due calcoli, il corpus di
elettori appartenenti al territorio di Pisticci ha la forza, se ben
indirizzato, di eleggere due o
forse addirittura tre rappresentanti alla Regione. La stessa
forza utile a produrre l’identico risultato per la Provincia ed
a conferirci la giusta titolarità
per essere protagonisti anche
alle prossime politiche. Ed allora perché si procrastina questa assurda vacatio di rappresentanza?
Il sistema maggioritario pone
alla base del successo il gioco
di squadra. Dove per squadra
s’intende la coalizione. Fatto è
che le segreterie locali dei singoli partiti, anche per l’accesa
litigiosità tra dirimpettai, agiscono esclusivamente in ossequio a logiche verticali: la segreteria di un partito di Pisticci, per semplificare, si raccorda con quella di Matera, che si
interfaccia con quella di Potenza, che spesso trova in quella di Roma il suo referente. E la
coalizione? Ad essa si ricorre,
obtorto collo e con maggiore
frammentazione rispetto agli
schieramenti nazionali, solo per
le intese necessarie a conquistare il palazzo di Piazza dei
Caduti (ed i risultati non sono
nemmeno tanto confortanti).
Per il resto del tempo quelli
che sono gli alleati della coalizione rappresentano, reciprocamente, il primo e forse il più
acerrimo dei nemici politici.
Così che è inammissibile immaginare che le segreterie politiche comunali concordino le
candidature locali da spedire a
via Anzio. Un gioco di squadra
che favorirebbe gli interessi
della comunità e non quelli di
bottega. Chiedete a qualche
noto esponente di partito cosa
ne pensa di un accordo orizzontale, che favorisca, anche
attraverso i patti di desistenza,
l’emersione di un esponente
politico pisticcese. Vi risponderà che state bestemmiando,
che le logiche del partito non lo
permettono, che non capite di
politica, che ognuno ha le sue
strategie, che a Potenza tuonerebbero denunciando un inammissibile comportamento destabilizzante, quasi golpista.
Mentre non fa scandalo se accordi tra partiti a livello regionale determinano le scelte
cruciali della politica locale e
poco importa se non sono gradite al territorio.
Se alla fine è proprio impossibile trovare un accordo di coalizione su un candidato locale,
almeno si faccia prevalere il
buon senso. In molti casi sarebbe sufficiente a garantire
continua a pag. 2
Anno VII n. 2 - Euro 0,80
Gli elettori si apprestano il 3 e 4 Aprile a dare il loro consenso
ANCORA AL VOTO!
E ci risiamo! Ritornano le elezioni e con esse le innumerevoli proposte di buone e tante
cose da fare che negli intenti
vengono inserite tra le cose da
realizzare e che spesso nel nulla di fatto vedono la loro realizzazione.
Sono ritornati alla ribalta i sorrisi amichevoli scomparsi negli ultimi tempi che danno gioia a tutti gli elettori che si
apprestano il 3 e 4 Aprile a dare
il loro voto per questo o per
quel candidato!
Sembra davvero una routine
nella quale si diventa amici di
tutti dopo lunghi periodi di “tolleranza”. Fa davvero riflettere
quanto accade, perché è vero
che in politica è tutto permesso, così come in amore, ma è
anche vero che spesso si può
essere traditi.
Per non parlare dell’innumerevole quantità di carta utilizzata, male, per farsi la famosa
pubblicità elettorale. Ovunque
ci si giri e rigiri , si trovano i
“santini” di questo o di quel
politico. Sbucano da tutte le
parti: dalla ormai stracolma
cassetta della posta, al tergicristallo della nostra auto, dal
porta a porta tradizionale, al
mega manifesto formato maxi.
E così quanta carta consumata,
quanto lavoro in più per gli
operatori ecologici, che nel
preciso istante in cui terminano il loro lavoro di pulizia delle
strade, dovrebbero ripartire da
capo per ripulire ancora.
A parte la goliardia con la quale è trattato l’argomento, comunque il giorno 3 e 4 Aprile
verrà a decidersi la sorte che
accompagnerà la nostra regione per cinque anni. Verrà eletto il nuovo governatore con il
nuovo staff e di conseguenza il
discorso si fa serio.
Decidere bene per chi votare è
importante tanto quanto credere in ciò per cui si va a votare.
Il nostro voto, utilizzato al
meglio è la miglior risposta a
quanti si chiedono per qual
motivo si debba votare.
La sfiducia nelle istituzioni va
via via aumentando ed è proprio per questo fondamentale
motivo che diventa decisiva la
voglia di votare e di far valere
la propria voce nella cabina
elettorale.
Alessandro Lopergolo
Abbiamo sottoposto questa serie di domande a tutti i candidati
pisticcesi alle prossime elezioni regionali del 3 e 4 aprile 2005
1) Quali sono le motivazioni
che l’hanno spinta a
candidarsi?
2) Non ritiene che l’elevato
numero di candidati di Pisticci renda pressocchè scontata la non elezione di uno di
voi?
3) Quali, a suo giudizio, i punti di forza e/o di debolezza
della giunta uscente?
4) Gli elementi caratterizzanti ed innovativi, rispetto al
passato, nel programma della sua lista di appartenenza.
5) Ci indichi quali sono, a suo
giudizio, le urgenze e le priorità del nostro territorio.
6) La coscienza ambientale
dei cittadini, attraverso le
esperienze del caso scorie,
della questione centrale in
Valbasento, del Porto degli
Argonauti, dei reflui smaltiti
a Tecnoparco, è notevolmente cresciuta nel nuovo millennio: qual è la Sua posizione su tali argomenti ed, in
generale, sull’emergenza
ambiente?
7) Perché l’elettore dovrebbe darle il proprio consenso?
A pagg. 2 - 3 - 4
Pubblichiamo
le risposte ricevute
L’Associazione La Spiga
e la redazione
augurano a tutti i lettori
Buona
Pasqua
la
P rimo Piano
MARZO 2005
SPIGA
2
RISPOSTE AI QUESITI DI NICOLA BENEDETTO
RISPOSTE AI QUESITI DELL’ON.LE AVV. NICOLA CATALDO
I quesiti sono pubblicati in prima pagina
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1) Voglio mettere a disposizione degli altri la mia libertà e
continuare a fare quello che ho
sempre dimostrato di avere,
come obiettivo, da imprenditore: i fatti. Altrimenti in questi
anni non avrei mai potuto portare una piccola azienda locale
a diventare una realtà che esporta finanche nei Caraibi. Ora
vorrei scendere in politica, perché vorrei mettere a disposizione degli altri quella libertà
ed autonomia che ho sempre
avuto da imprenditore. Nel
nostro territorio tutti sanno che,
nella mia attività, non ho avuto
mai bisogno della politica.
2) Vengo dall’impresa ma ho
subito compreso che, in politica, nulla è scontato. Certo, Pisticci una volta era il “paese
dei presidenti” ed ora mostra
fin troppa litigiosità politica.
Ma lo stesso accade anche in
altri paesi del nostro territorio.
Allora, io penso di avere un
vantaggio, rispetto agli altri
candidati. Sono un pisticcese
“doc” ma da anni vivo ed opero fuori da Pisticci e Marconia,
tanto da essere considerato anche un candidato locale di Bernalda o di Matera, tanto per
fare degli esempi. Quindi, agli
elettori di Pisticci e Marconia
dico: sappiate che, se votate
Nicola Benedetto, avrete sicuramente qualche chances in più
per vedere premiato il vostro
voto rispetto ad altri candidati
pisticcesi che, al di fuori dei
seggi comunali, magari pur
avendo delle qualità saranno
destinati molto a probabilmente a raccogliere pochi consensi
perché in buona parte sconosciuti.
3) //////
4) Rispondo con una domanda: cosa ci può essere di più
caratterizzante ed innovativo
che inserire nella propria lista
LA SPIGA
Periodico di attualità,
politica, cultura e sport.
Edito
dall’Ass. Culturale “La Spiga”
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Redazione: C.so Margherita, 132
75015 Pisticci (MT)
Reg. Tribunale di Matera
n. 179 del 05/05/1999
Direttore Responsabile:
Angelo Dell’Osso
Direttore:
Pietro Quinto
Collaboratori:
Margherita Agata
Antonio Capistrano
Roberto D’Alessandro
Dino D’Angella
Gianfranco D’Angella
Pino Gallo
Carmine Grillo
Alessandro Lopergolo
Piero Miolla
Raffaele Montemurro
Vito Pelazza
Michele Selvaggi
Grafica:
Stefano Falotico
Impaginazione e Stampa:
I.M.D. Lucana s.n.c.
Pisticci
un signore, come Nicola Benedetto, senza chiedergli
preventivamente nulla in cambio, pur sapendo che egli ha
buone possibilità di riuscita e
che, se sarà eletto, sarà sempre
un uomo libero e quindi risponderà sempre e solo alla
propria coscienza?
5) Innanzitutto creando nuovi
posti di lavoro non solo per i
giovani e senza le solite raccomandazioni. Tutto questo si fa
portando ad esempio, in
Valbasento, imprese serie e
competitive come ho fatto io
con Alex, che è stata realizzata
in nove mesi ed è entrata subito
in produzione. Altro che le tante cattedrali nel deserto che hanno preso soldi e prodotto solo
nuovi disoccupati! Credo poi
che dobbiamo pensare al turismo e all’agricoltura finalmente in termini di infrastrutture
serie.
Difenderò il completamento
della struttura aeroportuale a
Pisticci, che ha una pista di
1400 metri uguale a quella di
Firenze, una situazione ideale
per gli atterraggi e per i decolli,
la possibilità di utilizzarla per
la charteristica estiva. Proporrò di investire sulla realizzazione del raccordo Gioia del
Colle- Matera, che darebbe finalmente visibilità a Matera e
alla sua provincia sull’asse della grande viabilità nazionale.
6) Sul caso scorie, Centrale in
Valbasento e reflui ho la stessa
convinzione: non possiamo
continuare ad accollarci in povertà il rovescio di ricchezze
che prosperano sempre altrove. Pertanto, non possiamo e
dobbiamo essere pattumiera di
nessuno ma solo di noi stessi.
Insomma, chi ci governa deve
capire che nel metapontino si
smaltiscono rifiuti e si programma di produrre in energia
in modo assolutamente proporzionale al nostro territorio. E a
proposito di energia, si pensi
piuttosto
ai metodi alternativi come
all’eolico e al foto-voltaico visto che, secondo il Gestore Rete
di Trasmissione Nazionale(Grtn), il metapontino è una
delle tre zone italiane( insieme
a Catania e Cagliari) a presentare le migliori opportunità di
sfruttamento.
7) Perché non ho bisogno di
poltrone o stipendi e perché,
come tutti sanno, fino adesso
ho sempre fatto scelte in autonomia e senza condiziona-menti. A maggior ragione sarei libero in politica. Peraltro sarei
un politico senza stipendio visto che, se sarò eletto, ho già
ufficialmente deciso di rinunciare totalmente al mio compenso per metterlo a disposizione del territorio con iniziative a carattere sociale e di beneficenza. Del resto, lo faccio
già da anni.
Nicola Benedetto
1) Vogliamo portare in Consiglio Regionale le conoscenze
acquisite e le esperienze fatte
come sindaco, come parlamentare e come avvocato. Inoltre
perché vogliamo sottolineare che
la politica deve essere intesa
come servizio per la Comunità
senza clientelismo e senza
favoritismi.
Infine perché vogliamo dare un
contributo perché il risultato delle regionali serva per bloccare la
controriforma di Berlusconi su
ben 57 articoli della Costituzione Repubblicana con cui si vuole instaurare la dittatura di maggioranza e rompere l’equilibrio
tra poteri e contropoteri rafforzando oltre misura quelli del
premier, svuotando quelli del
Presidente della Repubblica, trasformando la Corte Costituzionale in organo governativo attraverso il sistema delle nomine
dei giudici, e con il pericolo sempre più evidente di una magistratura dipendente sempre più del
potere esecutivo.
2) Assolutamente no! Anche
perché, per quello che mi riguarda, essendo l’unico capolista
per la circoscrizione di Matera ai
voti dei pisticcesi si aggiungeranno anche quelli di Matera e
della Provincia.
3) La Giunta Regionale uscente
ha operato bene: sono necessarie alcune puntualizzazioni ed
interventi finalizzati in alcuni
settori che da noi sono stati già
individuati e particolarmente 3:
a) sviluppo industriale e nuova
occupazione soprattutto giovanile e femminile; b) cultura della
prevenzione per il dissesto geologico ed i movimenti franosi
abbandonando la cultura della
emergenza; c) ricorso alla Comunità Europea perché venga
scongiurato definitivamente il
pericolo dell’insediamento del
sito unico per le scorie radioattive a Scanzano.
4) I tre punti che abbiamo indicato nella risposta al quesito precedente nonché le infrastrutture
portanti come lo sviluppo viario
(es. strada destra del Cavone)
nonché il porto e l’aereoporto
con la Pista Mattei.
5) Rilancio dell’attività produttiva ed occupazionale in Val
Basento; attività ed interventi
preventivi sul dissesto idro-geologico con potenziamento dell’autorità d’ambito col sostegno
di strutture e strumenti di alto
valore scientifico sul piano geologico ed ingegneristico; interventi multidirezionali per l’infanzia ed i bambini e con un
occhio di riguardo per la terza
età.
6) In ordine al problema dell’ambiente e della sua tutela noi
Comunisti Italiani siamo quelli
cahe diamo più garanzie per quello che abbiamo saputo fare nel
passato e stiamo facendo nel presente. La battaglia contro l’insediamento della Liquichimica
l’abbiamo vinta noi negando al
colosso chimico la licenza edilizia nella qualità di sindaco protemporte malgrada le richieste
pressanti e le forzature che venivano dal Governo centrale e dal
governo regionale nonché dall’intero partito della allora democrazia cristiana a tutti i livelli. Siamo stati noi che ci siamo
opposti al deposito sotterraneo
di G.P.L.. E’ stato il, sottoscritto
in prima persona a proporre ricorso alla Commissione Europea contro il sito unico delle
scorie a Scanzano perché in violazione dell’art. 174 del Trattato
CEE in ordine alla salvaguardia
della qualità dell’ambiente ed
alla protezione della salute umana, perché in contrasto con la
politica umanitaria ed il connesso sforzo finanziario attraverso i
fondi strutturali già stanziati per
la Basilicata; perché azzera lo
sviluppo agricolo, turistico culturale archeologico (che trova
espressione nei musei di
Metaponto e Poliporo) e quindi
concretizza anche violazione
dell’art. 9 comma II della Costituzione Repubblicana, perché
contrario al Piano di Azione per
il Mediterraneo che vuole
oltretutto l’eliminazione dell’inquinamento causato da attività
svolte a terra ed anche perché la
costa è in continuo movimento e
l’erosione è ormai in stato avanzato ed infine perché va contro il
voto già espresso alla Camera
dei Deputati VIII Commissione
13.03.2003 per cui nessun sito di
stoccaggio nucleare può sorgere
in zone che abbiano già un altro
sito (noi abbiamo l’ENEA di Rotondella). Per quanto riguarda
specificamente il Porto degli
Argonauti abbiamo già scritto
ampiamente nel vostro giornale
recependo senza entusiasmo il
deliberato del Consiglio Comunale con rispetto integrale di tutte le prescrizioni che sono state
imposte e soprattutto a tutela
della costa di Bernalda. Per la
centrale in Val Basento la posizione dei Comunisti Italiani è
quella di riconversione dell’esistente ed in subordine di una
centrale con una potenza nettamente inferiore e comunque in
linea gradata così come indicata
ultimamente dalla Regione di
Basilicata.
In conclusione sull’emergenza
ambiente siamo del parere che
ogni iniziativa anche di nuovi
insediamenti anche a fini occupazionali e produttivi deve essere compatibile con l’ambiente,
deve rispettare la legalità, da
quella urbanistica a quella
estrattiva e quindi siamo contro
ogni condono ambientale che ha
voluto la maggioranza governativa di centrodestra con
Berlusconi Presidente ed i due
vice presidenti Follini dell’Udc
e Fini di An.
Nicola Cataldo.
politica condotta dai partiti.
Sono parole da interpretare, è
vero, ma ti fanno respirare aria
di regime.
Serve il coraggio di
interfacciarsi tra partiti della
stessa coalizione così come
accade per le elezioni comunali, quando, seppur con fatica, si
trova il mondo di presentarsi
insieme, perché è l’unico modo
di vincere.
Diversamente, la politica di
casa nostra continuerà a fare il
gioco di chi vuol tenere Pistic-
ci sotto il suo giogo e fuori dai
giochi.
Vuoi vedere che a goderne sono
proprio quelli dei potentati
sovraordinati, mentre i candidati di Pisticci si dimenano per
le briciole di una torta che altrove qualcuno sta già digerendo?
Ribadisco l’auspicio che le cose
vadano diversamente e che
qualcuno dei magnifici sette
arrivi vivo ai titoli di coda. A
tutti, in egual misura, vanno gli
auguri della redazione intera.
continua da pag. 1
I MAGNIFICI SETTE… PER UN FILM GIA’ VISTO?
quella manciata di voti capace
di fare la differenza.
La presenza di troppi candidati, e la conseguente dispersione di voti, riverbera i comportamenti degli artefici della politica locale. Di chi da troppo
tempo, dall’occupante di feudi
improduttivi che è, anela invano a diventare classe politica.
Invano perché un governo è
valido se ha referenti fidati e
diretti. Se non ve ne sono si è
costretti a pagare dazio agli
intermediari, con conseguente
perdita di tempo e di efficienza. Senza dimenticare che a
volte si scade in pratiche clientelari.
Se, invece, i feudi occupati fossero attivi e capaci, allora
avremmo politici con un buon
seguito extra comunale e personalità di stazza tale da ottenere candidature “buone” dalle proprie segreterie. E questo
è un altro aspetto che la dice
lunga sull’efficienza e la lungimiranza degli aspiranti politici di casa nostra. Perché di
bocconi amari, che comportano scelte impopolari, ne hanno dovuti buttar giù, sempre in
nome dell’ossequio al partito
e del rispetto della verticalità
di cui sopra. Ma che delusione, per i politici nostrani al
momento di passare all’incasso, scoprire che i vertici non
corrispondono la fedeltà ricevuta ed a volte non danno nemmeno conto, in sedi ufficiali,
delle loro decisioni.
Si potrà voltar pagina quando
finirà questa aberrante forma
di masochismo e quando, chi
intende proporsi per far politica, ridisegnerà la sua scala di
valori, mettendo al primo posto l’interesse della comunità e
non quello del partito, che, inteso in questa forma verticistico
– dirigista, continuerà ad essere percepito come un ostacolo
del rilancio politico di questa
comunità o al massimo uno
strumento nelle mani dei
referenti locali, utile a soddisfare gli interessi loro e della
ristretta cerchia di riferimento.
Occorre ridefinire il concetto
di politica.
Quando si ascolta in consiglio
comunale che “per essere liberi pensatori bisogna uscire dai
partiti”, sorge qualche perplessità sullo stato di salute della
Primo Piano
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RISPOSTE AI QUESITI DI PIETRO GIANNACE
RISPOSTE AI QUESITI DI PAOLO GIANNASIO
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1) Ho voluto la mia candidatura
nella lista di Rifondazione Comunista non solo perché milito
in questo partito dalla sua fondazione. La motivazione più
importante nasce dalla convinzione che il nostro territorio ha
bisogno di avere una rappresentanza diretta nel Consiglio Regionale. Ma in particolare di una
rappresentanza critica e fortemente impegnata che possa incidere in maniera significativa
contro quei poteri forti e trasversali estranei al nostro territorio.
Da troppo tempo il territorio di
Pisticci conta poco nelle sedi
provinciali e regionali. Credo
che i 18.000 cittadini pisticcesi
sentono il bisogno di avere una
rappresentanza diretta in Regione visto il perdurare della minaccia di una megacentrale in
valbasento e altre minacce al territorio.
2) Per le prossime elezioni regionali è ancora forte il rischio
che i pisticcesi non riescano ancora ad eleggere un proprio consigliere, ma credo nella maturità e nell’intelligenza del nostro
elettorato. Sono convinto che
questa volta saprà scegliere e
non si farà ingannare. I pisticcesi
questa volta non faranno il gioco di quanti da Potenza decidono che Pisticci deve contare
poco. Questa volta gli elettori
sanno che concentrando i voti
sul candidato di Rifondazione
Comunista possono raggiungere l’obiettivo. Del resto la mia
campagna elettorale a Pisticci
punta proprio su questo.
3) Sono molti gli obiettivi raggiunti dal governo regionale in
questi anni. La scelta del Reddito di Cittadinanza è sicuramen-
1) Io la ringrazio per questa
domanda; ritengo che questa
città, questo territorio abbia
pagato abbondantemente il
prezzo di un vuoto di rappresentanza regionale che dura
ormai da un decennio.
Il degrado del territorio ha
raggiunto la soglia minima
della sopportabilità in tutti i
settori, dalla sanità, al turismo, all’industria e all’agricoltura.
te un esempio di buon governo.
Però non tutto ci ha convinto: la
cementificazione della costa jonica, i porti, la megacentrale,
l’ecoil, il trattamento di reflui
provenienti da fuori regione a
Tecnoparco. L’unica soluzione è
il rafforzamento della sinistra alternativa. L’alternativa è a sinistra, non ci sono altre strade.
Solo una forte affermazione della sinistra di alternativa può garantire un governo regionale più
rispettoso della democrazia partecipata e dell’ambiente.
4) Nel programma di
Rifondazione Comunista è fortemente presente la necessità di
volersi misurare con le molteplici istanze delle popolazioni che
chiedono prepotentemente di
partecipare attivamente ai processi decisionali. La difesa dei
beni collettivi diventa per
Rifondazione Comunista un
grande valore. La democrazia
partecipata è il pilastro di una
politica nuova.
5) Le urgenze per il nostro territorio sono innanzitutto la difesa
dell’ambiente: la rimozione immediata della condotta inquinata che dall’Enea finisce in mare,
il disinquinamento della
valbasento con una nuova e inedita politica industriale, la sostituzione della vecchia centrale
con una nuova meno inquinante
e di taglia non superiore a 70
Mwat, impedire che la
valbasento diventi esclusivamente una valle da adibire a produzione di energia per il profitto e al trattamento di reflui provenienti da fuori regione.
6)La coscienza ambientale dei
cittadini è enormemente cresciuta. Per fortuna. A questo mi riferivo parlando della democrazia
partecipata. Credo che i cittadini hanno bisogno di certezze rispetto ai comportamenti e alle
decisioni relative alle tematiche
ambientali. Noi pretendiamo di
dare queste certezze. Senza se e
senza ma.
7) Semplicemente perché rappresento sicuramente quella coscienza ambientale che ha caratterizzato le lotte delle nostre popolazioni in questi anni: le scorie,
la centrale in Valbasento, il Porto degli Argonauti, i reflui smaltiti a Tecnoparco. Su queste
vertenze ho basato il mio impegno. Credo i cittadini lo sanno e
sapranno fare la scelta giusta.
Pietro Giannace
RISPOSTE AI QUESITI DI MICHELE LEONE
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1) La grande passione per la
politica e soprattutto il desiderio di restituire a Pisticci e al
territorio la dignità politica che
tutti cercano da oltre dieci anni.
2) Questa volta ricorrono tutte
le condizioni perché Pisticci
possa esprimere il proprio rappresentante in Consiglio Regionale. L’elettorato pisticcese è attento e intelligente e sono
sicuro che saprà cogliere questa occasione per convergere i
propri voti nel candidato che
ha più possibilità degli altri di
essere eletto e che sia capace di
rappresentare gli interessi di
Pisticci in ambito regionale.
3) Non vedo punti di forza della Giunta uscente, se noi valutiamo i risultati ottenuti in dieci anni di governo di centro
sinistra. La Giunta uscente ha
speso risorse ingenti provenienti dalla Comunità Europea,
dal Governo Nazionale, dal
Bilancio Regionale senza centrare gli obiettivi fondamentali
per lo sviluppo e l’ammodernamento della nostra Regione.
Basti pensare all’elevato tasso
di disoccupazione, alla mancata infrastrutturazione del territorio, al fallimento del sistema
industriale regionale e all’agricoltura e allo scadimento della
qualità della sanità in genere.
4) Noi di Forza Italia abbiamo
una visione politica e amministrativa completamente differente dal centro sinistra in genere e dalla sinistra in particolare. Il nostro progetto si rivolge allo sviluppo della società e
del territorio tenendo conto
2) Io mi auguro che il Popolo
Pisticcese capisca una buona
volta che è giunto il momento
di fare scelte oculate per l’interesse e la difesa del proprio
territorio.
Siamo di fronte, credo, ad
un’occasione unica; sbagliare adesso nella scelta – e spero che scelgano me – vuol
dire
imboccare
definitivamente la strada del
non ritorno.
3) Non mi avventuro in giudizi sommari, non avendo vissuto attivamente l’attività politica regionale, ma da cittadino ritengo che la giunta uscente abbia programmato molto,
ma nella gestione delle risorse naturali della nostra regione (acqua,petrolio,turismo
ecc.) avrebbe potuto fare di
più e meglio.
4) Punti di forza che il Partito
dell’UDEUR ha chiesto di inserire nel programma della
coalizione sono le infrastrutture e quindi i servizi, impulso forte al turismo,soluzione
delle nostre risorse territoriali
e umane fuori da dipendenze
politiche e stataliste.
5) Il lavoro, e per rispondere a
questa richiesta prioritaria occorre articolare un progetto
nuovo che metta in campo le
risorse di cui noi disponiamo:
un territorio di 10.000 mq.,
energie ambientali di valore
straordinario come il Vulture,
il Pollino, le Dolomiti Lucane,
la Costa Tirrenica e la Costa
Jonica nonché l’acqua e il petrolio; avendo il coraggio e la
capacità di sapersi rapportare
con realtà regionali a noi vicine con cui articolare progetti di
sviluppo di area interregionale.
6) La mia posizione sulle emergenze ambientali del nostro
territorio credo siano note per
le battaglie condotte in Consiglio Comunale in maniera aperta senza condizionamenti con
l’intendo di salvaguardare la
immediata della vicenda dell’aeroporto a Pisticci Scalo ed
impedire il diffondersi di un
nuovo fenomeno che è quello
dell’emigrazione intellettuale.
5) Realizzazione dell’aeroporto ed impulso forte al turismo.
6) Tali tematiche sono talmente delicate che richiedono una riflessione attenta e
serena.
Quindi dire no a tutto e si a
tanto non porta da nessuna
parte. Il ruolo del politico è
proprio e soprattutto quello di
fare scelte oculate e vigilare
sulla legittimità e regolarità
dei vari impianti.
Strumentalizzare politicamente su alcune scelte vuol
dire non investimento e quindi aumento della disoccupazione e della povertà.
Sulla salvaguardia dell’ambiente siamo tutti d’accordo,
ma questo non significa dire
no a tutto.
7) Guardi, io faccio il chirurgo, e se ho fatto la scelta di
integrità ambientale del nostro
territorio. Ho denunciato apertamente il mio dissenso sul
decreto ministeriale che voleva Scanzano sito di scorie nucleari partecipando di persona
alla battaglia che tutto il popolo lucano ha condotto contro
questo decreto, noi siamo stati,
quale forza di opposizione, i
veri oppositori alla costruzione della Centrale in Valbasento
denunciando anche tutte le
manovre che il centro sinistra a
tutti i livelli ha messo in campo
per consentire la costruzione
della Centrale. Forza Italia è
stata, in Consiglio Comunale,
la forza politica che ha votato
contro la costruzione del Porto
degli Argonauti per la maniera
in cui veniva proposta senza
tener conto e del rispetto dell’ambiente e degli interessi
della nostra comunità. La questione dei reflui provenienti da
fuori Regione smaltiti in
Valbasento ha rappresentato il
fare anche questa esperienza
politica non è certamente per
lo stipendio.
Il vero ed unico motivo è che
ormai mi considero pisticcese a tutti gli effetti, avendo
casa ed essendo residente qui
da venticinque anni. Non sopporto più quindi, che questo
territorio
che
è
demograficamente il primo
della regione dopo le due province, non continui ad essere
terra di conquista, contribuendo se non determinando l’elezione di candidati esterni che
si vedono puntualmente ad
ogni scadenza di mandato
elettorale e basta.
Pisticci ha i numeri e quindi la
forza di eleggere da sola almeno due consiglieri regionali.
Il mio impegno nel lavoro e
nel sociale è noto a tutti.
Chiedo il voto al Popolo Pisticcese per continuare in questo impegno ed avere la forza
politica per affrontare e cercare di risolvere insieme a
tutti voi, tutti i problemi di cui
sopra.
Paolo Giannasio
capitolo più mortificante per la
politica pisticcese: una classe
politica al governo della nostra
città che sceglie di non decidere; per cui siamo in Valbasento
tagliati fuori da ogni possibilità
di decisione e il nostro territorio viene considerato terra di
conquista per interessi esterni
che certamente non coincidono con i nostri. L’ambiente è
una delle risorse fondamentali
del nostro territorio e per tale
occorre tutelarlo e utilizzarlo
in una visione progettuale che
renda occasioni di sviluppo e di
lavoro per i tanti giovani che si
vedono costretti a emigrare per
dare risposta ai propri bisogni.
7) Un uomo nella vita si porta
cucito addosso la propria storia e quello che ha costruito.
L’elettore dovrebbe darmi il
suo consenso valutando tutto
quanto io ho realizzato e quanto ancora potrò costruire.
Michele Leone
la
P rimo Piano
MARZO 2005
SPIGA
4
RISPOSTE AI QUESITI DI FRANCO PLATI
RISPOSTE AI QUESITI DI ROCCO VIGGIANI
I quesiti sono pubblicati in prima pagina
I quesiti sono pubblicati in prima pagina
1) Le motivazioni che mi hanno spinto a candidarmi sono
tante, però mi limiterò a citarne solo qualcuna. La prima,
senza la quale non mi sarei
candidato, è stata la scelta da
parte della Casa delle Libertà
di Cosimo Latronico a presidente della giunta regionale.
E’ superfluo parlare del candidato Presidente in quanto è
conosciuto non solo a livello
regionale e nazionale per la sua
notevole esperienza politica ed
amministrativa.
Sono più che convinto che il
Candidato Cosimo Latronico
riuscirà a coinvolgere altre forze politiche, anche quelle socialiste e riformiste, nonchè
movimenti di ispirazione cattolica.
Un’altra motivazione è stata
quella di captare il pensiero di
molti cittadini, i quali sono stanchi di essere amministrati dal
centro sinistra e che
quindi aspettano questa alternanza. Sono consapevole di
affrontare una campagna elettorale difficile si, ma non impossibile, ma ciò non mi spaventa anche perchè sono confortato dal modo in cui Alleanza Nazionale riesce ad
amministrare con serietà, con
passione e con spiccate capacità di gestione non solo a livello
Nazionale ma anche nelle Regioni in cui governa con le altre forze politiche del
CentroDestra.
2) Purtroppo ancora una volta
il nostro Comune sarà penalizzato dalla presenza di 8 candidati al Consiglio Regionale. Anche questa volta si è
verificato che esponenti di
qualche partito di Centro Destra non hanno mantenuto fede
agli accordi politici preventivamente fissati. Per questi ed altri motivi il più penalizzato sarà certamente il Centro
Destra nel nostro Comune, in
quanto invece di un solo candidato (Il quale sarebbe stato sicuramente eletto) siamo in tre.
3) Per quanto riguarda la gestione Bubbico nei 5 anni, sinteticamente posso dire che la
Regione Basilicata ancora una
volta esce come la Cenerentola
rispetto alle altre Regioni. I
problemi che si presentavano 5
anni fa non solo non sono stati
risolti, ma si sono aggiunti altri
e quindi al momento non si può
dire che Bubbico è riuscito a
portare la Regione Basilicata
ai primi posti. Ciò lo dimostra
il fatto che la disoccupazione è
salita al 17,5%, il che significa
su 600.000 abitanti circa
110.000 sono i disoccupati; si
è verificato uno spopolamento
anche culturale di giovani laureati e diplomati diretti verso il
nord; oltre i 3.000 studenti universitari lucani che frequentano l’Università fuori dalla nostra Regione, una volta che questi hanno conseguito il titolo,
circa il 75% non rientra più nei
propri paesi di origine.
4 - 5 - 6) Nel nostro programma
che abbiamo presentato ai cittadini, in primo luogo è
evidenziata la necessità di sfruttare le tante risorse naturali
presenti nella nostra Regione
(e non come ha fatto la giunta
Bubbico svendendo la nostra
terra, (petrolio , acqua, ecc...),
rilanciare il turismo, venire incontro agli imprenditori agricoli, i quali sono stati letteralmente abbandonati dalla Regione, dare la possibilità agli
operatori turistici del posto di
poter realizzare finalmente
quelle strutture che sognano
almeno da 20/30 anni, ma anche questi sono stati emarginati
dalla Regione con l’approvazione del piano dei lidi che ha
accontentato solo una minima
parte degli operatori turistici;
irrisolti sono ancora i problemi
relativi alle sostanze inquinanti presenti nel nostro territorio,
acque reflue, notevole quantità di amianto, sostanze tossiche che scaricano nel Basento
(uno dei fiumi più inquinati
d’Italia), e rifiuti solidi provenienti addirittura da altre Regioni limitrofe.
Per quanto riguarda la Centrale Turbogas, che l’ Energia
SpA, con la autorizzazione di
Bubbico prima, e di Bellitti
dopo, vuole costruire a Pisticci
scalo, aumentando la potenza
da 70 Megawatt a 800
MegaWatt, la nostra posizione
è molta rigida, infatti noi siamo d’accordo solo di
riconvertire l’attuale centrale
alimentata ad olio combustibile a gas metano, sempre che ci
siano tutte le garanzie degli
enti preposti a controllo e che
riguardano la soglia di inquinamento che la Centrale stessa
potrà causare.
7) Per queste linee pro-grammatiche che il mio Partito ha
presentato agli elettori mi sento di poter chiedere il loro
consenso sia per la esperienza
amministrativa maturata negli
anni precedenti, sia per la conoscenza dei problemi nei diversi settori, sia per la disponibilità mostrata, nonchè per il
continuo rapporto che il sottoscritto ha con i cittadini.
Prof. Franco Plati
PASSA IL TEMPO, MA L’ITALIA E’ SEMPRE QUELLA?
Non c’è bisogno di commenti.
Il testo parla da solo. È una
citazione tratta dal Codice della vita italiana redatto da Giuseppe Prezzolino nel 1917
(pubblicato, allora, sulla “Rivista di Milano”;
riedito nei “Quaderni della
voce” nel 1923). Si riferisce
alla differenza che, nel nostro
Paese, esisterebbe tra la legge
scritta e vissuta, tra dire e fare,
tra Costituzione formale e applicazione materiale.
C’era allora. Si è approfondita
ancora di più adesso. C’è tutto
lo spazio per un’indignazione
tanto amara e schiumosa quanto purtroppo velleitaria. Il mondo non cambia. Non c’è niente
di nuovo sotto il sole. L’Italia
di ieri è ancora, tale e quale,
quella di oggi.
Dei Furbi e dei Fessi.
1. I cittadini italiani si dividono in due categorie: i furbi e i
fessi.
2. Non c’è una definizione di
fesso. Però: se uno paga il biglietto in treno in ferrovia; non
entra gratis al teatro; non ha un
commendatore zio, amico della moglie e potente sulla magistratura, nella pubblica istruzione, ecc. (…); mantiene la
parola data anche a posto di
perderci, ecc. – questo è un
fesso. (…)
3. Il furbo è sempre in un posto
che si è meritato non per le sue
capacità, ma per la sua abilità a
fingere d’averle.
4. Colui che sa, è un fesso.
Colui che riesce senza sapere,
è un furbo. (…)
5. I fessi hanno dei principi. I
furbi soltanto dei fini.
6. Dovere: è quella parola che
si trova nelle orazioni solenni
dei furbi quando vogliono che
i fessi marcino per loro.
7. L’Italia va avanti perché ci
sono i fessi. I fessi lavorano,
pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l’Italia
sono i furbi che non fanno nulla, spendono e se la godono.
8. Il fesso, in generale, è stupido. Se non fosse stupido, avrebbe cacciato via i furbi da parecchio tempo.
9. Il fesso, in generale, è incolto per stupidaggine. Se non
fosse stupido, capirebbe il valore della cultura per cacciare i
furbi.
10. Ci sono fessi intelligenti e
colti, che vorrebbero mandare
via i furbi. Ma non possono: 1)
1) Sono un appassionato di escursioni per cui ho notato come,
sempre di più, distruggiamo la
ricchezza più importante della
Basilicata: “quella varietà della
natura”, rappresentata dalle coste di sabbia e di rocce, le aree
della murgia e dei calanchi, le
aree vulcaniche del vulture, delle dolomiti lucane, le aree
carsiche e glaciali del Pollino.
Nel novembre del 2003 la vicenda del deposito nazionale delle
scorie nucleari mi ha portato ad
impegnarmi in prima linea per la
difesa del nostro territorio e delle sue risorse.
2) Probabilmente sarà questo
l’esito finale, comunque finché
non saranno superate le divisioni politiche locali in entrambi gli
schieramenti, dovute più a una
politica persona-listica che ad
un vero impegno per la comunità, non saremo mai in grado di
esprimere dei candidati che possano rappresentare degnamente
il nostro territorio.
3) La coalizione di centro-sinistra ha avuto una stabilità politica che ha consentito di dare inizio ad un certo sviluppo in alcune aree della Basilicata, e ha
contribuito ad una maggiore consapevolezza di esistere come
comunità: cosa che ha determinato un minimo di attenzione in
più sia in Italia che in Europa per
la nostra Regione. Quanto è stato progettato e realizzato certamente non è sufficiente, perché,
ancora oggi purtroppo, per delle
scelte di sviluppo economico
calate dall’alto, le nostre comunità sono costrette a tenersi pronte per manifestare ed esprimere
le proprie opinioni e anche i loro
dissensi, per via di una mancata
applicazione del principio di
democrazia partecipata su decisioni di vitale importanza, che
possono ledere le comunità interessate.
4) I verdi di Basilicata sono per
una Regione che garantisca uno
sviluppo sostenibile incentrato
su scelte tali da offrire ai territori
prospettive di sviluppo diversificate in base alle vocazioni. La
qualità dell’ambiente, la salute,
perché sono fessi; 2) perché gli
altri fessi sono stupidi e incolti,
e non li capiscono.
11. Per andare avanti ci sono
due sistemi. Uno è buono, ma
l’altro è migliore. Il primo è
leccare i furbi. Ma riesce meglio il secondo che consiste nel
far loro paura: 1) perché non
c’è furbo che non abbia qualche marachella da nascondere;
2) perché non c’è furbo che
non preferisca il quieto vivere
alla lotta, e l’associazione con
altri briganti alla guerra contro
questa.
12. Il fesso si interessa al problema della produzione della
ricchezza. Il furbo soprattutto
a quello della distribuzione.
13. L’italiano ha un tale culto
per la furbizia, che arriva persino all’ammirazione di chi se
ne serve a suo danno. Il furbo è
in alto in Italia non soltanto per
la propria furbizia, ma per la
la vivibilità delle città e dei paesi
sono fattori determinanti per una
coesione solidale delle nostre comunità. Priorità nel programma
sono: lavorare per una politica
agricola che orienti le produzioni verso il biologico, per una
maggiore valorizzazione dei prodotti tipici, per uno sviluppo rurale sostenibile, per la tutela e
protezione della biodiversità,
contro le produzioni agricole a
base di ogm; mirare all’attuazione dello sviluppo di fonti alternative energetiche sia per i consumi industriali che agricoli e
civili. La produzione e lo
smaltimento dei rifiuti vanno
seriamente affrontati: Scanzano
e la Basilicata sono ormai diventati punti di riferimento a livello
internazionale per il problema
dei rifiuti radioattivi, questione
che i Verdi in prima linea hanno
sostenuto contro il deposito nazionale a Terzocavone. Va aggiunto il problema relativo alla
smaltimento rifiuti presso la
Tecnoparco in Valbasento.
5)Il nostro territorio in questi
ultimi anni ha subito scelte di
sviluppo poco rispettose dell’ambiente. Quindi urge un
monitoraggio ambientale della
Valbasento, l’avvio di indagini
epidemiologiche, la sospensione dell’attività di smaltimento
rifiuti della Tecnoparco, un controllo sulle risorse destinate alla
bonifica della Valbasento. Va
incentivato l’insediamento di
nuove attività ad alta tecnologia
e minore impatto ambientale in
Valbasento. Va istituita una sezione Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri nell’area del
metapontino; occorre la
reverenza che l’italiano in generale ha della furbizia stessa,
alla quale principalmente fa
appello per la riscossa e per la
vendetta. Nella famiglia, nella
scuola, nelle carriere, l’esempio è la dottrina corrente – che
non si trova nei
libri – che insegnano i sistemi
della furbizia. La
vittima si lamenta della furbizia
che l’ha colpita,
ma in cuor suo si
ripromette di imparar la lezione
per un’altra occasione. La diffidenza degli
umili che si riscontra in quasi
tutta l’Italia è
appunto l’effetto di un secolare
rivisitazione del piano di sviluppo della costa jonica con la possibilità mirata a un parco ambientale che comprenda tutta
l’area della costa jonica del
metapontino.
6) Ricordo ancora le lotte a cui
ho partecipato attivamente, contro il nucleare che ci sono state
agli inizi degli anni ’80 a Nova
Siri e Policoro, dobbiamo però
non sottovalutare altri scempi
ambientali che ci toccano da vicino ad esempio la vicenda del
porto alla foce del Basento e
dell’Agri e degli interventi lungo il fiume Cavone legati ad
interessi prettamente privati effettuati con soldi pubblici; così
come la vicenda dei reflui smaltiti in Valbasento; vanno aggiunte le discariche disseminate su
tutto il nostro territorio. Tutte
queste incresciose situazioni determinano una continua emergenza ambientale che non va sottovalutata, anzi merita, un tempestivo intervento ed una partecipazione di tutti con la stessa
forza dimostrata contro le scorie.
Finora sono state soltanto le associazioni ambientaliste a farsi
carico, perché è mancata una
classe politica sensibile ed una
scarsa responsabilità ambientale da parte di tutti i cittadini.
7) I cittadini possono esprimere
il loro consenso, perché conoscono la mia trasparenza politica e impegno sociale e la mia
responsabilità nel favorire la
democrazia partecipativa con lo
stesso rispetto che porto alla natura e all’ambiente che è l’etica
della mia vita.
Rocco Viggiani
dominio dei furbi, contro i quali
la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia
di silenzio e di ottuso sospetto,
non sufficiente, però, a porli al
riparo delle sempre nuove
scaltrezze di quelli”
Luciano Camardo
la
Attualità
MARZO 2005
SPIGA
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Rinnovato il consiglio di amministrazione Illustrata dal presidente della Coldiretti
Franco Vitelli la normativa europea
del Centro Studi Gymnasium
di Piero Miolla
Il centro Studi Gymnasium,
associazione pisticcese nata
nel 1979, sceglie la continuità. Al termine delle consultazioni, convocate per il rinnovo del consiglio di amministrazione, il nuovo organismo ha,
infatti, deciso di riconfermare
nella carica, per un anno, il
prof. Giuseppe Sigismondo.
Per statuto il presidente dell’associazione non potrebbe
essere riconfermato, ma il nuovo consiglio, derogando alle
norme statutarie, ha deciso di
riconfermare Sigismondo per
avere una continuità nell’attività svolta dall’associazione,
riconoscendo al presidente anche l’impegno profuso durante questi due anni ed il raggiungimento degli obiettivi prefissati. L’associazione, seconda in
regione, come anzianità, solo
al “Circolo la Scaletta” di Matera, si è distinta per un ruolo
insostituibile di animazione
culturale riuscendo a coinvolgere l’intero territorio, senza
trascurare le problematiche dei
comuni viciniori. In particolare il Centro studi ha organizzato corsi di educazione permanente di lingue straniere,
pianoforte, chitarra, sports,
scacchi, fotografia, arti grafiche e pittoriche, informatica, la
maggior parte dei quali sono
proseguiti senza soluzione di
continuità garantendo la realizzazione dell’obiettivo prefis-
sato, vale a dire quello di rendere l’associazione un punto di
riferimento costante nella vita
culturale della comunità affiancandosi alle istituzioni scolastiche. “La nostra attività
deve snodarsi su alcuni punti
essenziali -dichiara Sigismondo- a partire dalla necessità di
raccordarci a tutte le altre associazioni presenti sul territorio, affinché ci possa essere
una collaborazione a 360 gradi sui vari input che il territorio stesso ci fornisce, a cominciare dal tema della tutela dell’ambiente; ritengo, inoltre,
che dovremo continuare a
svolgere una funzione di supporto alle istituzioni scolastiche ed amministrative, fungendo da stimolo e da proposta
anche attraverso l’organizzazione di convegni, dando in tal
modo la possibilità ai cittadini
di svolgere un ruolo attivo nelle scelte dell’amministrazione;
dovremo essere, inoltre, un
valido supporto per un’azione
di rilancio del nostro territorio.
Continueremo -conclude
Sigismondo- con le attività di
educazione permanente, come
i corsi di pianoforte per i bambini delle scuole elementari,
quelli di pittura, scacchi, teatro, inteso come educazione al
teatro, allestimento di teatro
vernacolare
pisticcese,
cineforum, organizzazione di
viaggi culturali, presentazione
e pubblicazione di libri”. Il
nuovo consiglio di amministrazione è così composto: presidente prof. Giuseppe
Sigismondo; vice presidenti:
Maristella Leone e Mario
D’Alessandro; segretario amministrativo: Grazia Blotti;
segretario organizzativo: Dino
D’Angella; cassiere: Nino
Monistero; consiglieri: Ada
D’Alessandro, Angela Marchitelli, Liliana Grieco, Carmela Grieco, Domenicangelo
Della Speranza.
di MICHELE SELVAGGI
Stop ai falsi prodotti alimentari. “Con la entrata in vigore
dallo scorso primo gennaio
2005 della normativa comunitaria (regolamento 178/02),
emanata allo scopo di garantire la qualità dei prodotti
immessi sul mercato, un grande passo avanti è stato fatto su
quella che è l certezza della
provenienza della produzione
non solo agroalimentare ma
anche degli animali destinati
alla produzione e di macello”.
E’ quello che sostiene il presidente della Col diretti Franco
Vitelli che aggiunge: “ Le novità per la nuova normativa
sono tante, ma la cosa più importante è quella che si raggiunge un risultato a tutto vantaggio della tutela dei consumatori, anche se nel menù della tavola globale un piatto italiano su tre è ancora falso per
colpa
della
pirateria
agroalimentare internazionale
che utilizza impropriamente
simboli e ricette che rimandano alla qualità del nostro Paese. Si tratta invece - sostiene
ancora Vitelli - di prodotti assolutamente taroccati che non
hanno nulla a che fare con la
realtà nazionale ma che comunque sviluppano un fatturato
notevole pari a oltre 50 miliardi di euro all’anno”. Ovviamente, per il massimo responsabile della col diretti, i nuovi
criteri della normativa comunitaria che favoriscono il regime della trasparenza, non bastano perché c’è ancora molto
da lavorare soprattutto per
quanto riguarda la ricerca della
qualità dei prodotti ma anche
della sicurezza. Per quel che
concerne i problemi che ci riguardano più da vicino, soprattutto per quanto riguarda fragole e arance, Vitelli ritiene
che: “ Le denominazioni e le
produzioni riconosciute per
questi due prodotti del
Metapontino, devono essere il
risultato di procedimenti rispet-
tosi di regole certe riferite alla
produzione,
alla
commercializzazione e al controllo dei prodotti, proprio per
tutelare i consumatori ed il prodotto Made in Italy dalle imitazioni e dagli acquisti ingannevoli. La speranza - si augura
Vitelli - è che anche queste
normative possano realmente
risollevare le sorti dell’agricoltura lucana ed invogliare gli
acquirenti a consumere i prodotti locali e a non preferirli a
quelli della concorrenza sleale. Da qui, l’auspicio, di maggiori controlli a tutela dei consumatori e produttori locali, da
parte dell’Ispettorato Centrale
della Repressione Frodi”.
Il Piano dei Lidi atteso da anni
approvato dal consiglio regionale
Angelo Fontana, eletto presidente dell’Associazione Italiana degli
Informatori Scientifici del Farmaco della provincia di Matera
Collaborare con le istituzioni
e le strutture socio-sanitarie,
affinchè l’informazione scientifica del farmaco sia finalizzata all’interesse della collettività e con le autorità e gli organismi competenti internazionali, nazionali, e locali, concorrendo allo studio ed all’attuazione dei provvedimenti che riguardano l’attività d’informazione scientifica del farmaco.
Eí con questo spirito che è stata ricostituita l’Associazione
Italiana degli Informatori
Scientifici del Farmaco (Aiisf)
nella provincia di Matera.
Come altri professionisti della
sanità anche gli informatori
scientifici hanno sentito la necessità, ancorchè il dovere, di
riunirsi per dare il loro contributo ad un sistema che diventa sempre più complesso e, per
questo, bisognoso di armonizzarsi in tutti i suoi elementi,
dichiara Angelo Fontana, neo
che garantisce la qualità dei prodotti
presidente dellíassociazione.
LíAiisf è l’organizzazione
professionale del settore a livello nazionale ed è membro
ufficiale dell’Union Internationale des Associations de
Dèlèguès Mèdicaux (Uiadm).
Il lavoro dell’informatore è disciplinato dalle leggi dello stato come pochi altri nel nostro
Paese -sostiene Fontana- ed è
esercitato in conformità ad un
rapporto di lavoro univoco ed
a tempo pieno con l’industria
privata. Le Leggi dettano, unitamente alla bussola morale
del singolo operatore, le regole per imporre líetica necessaria, l’industria privata offre il
suo patrimonio scientifico permeato di pragmatismo altrettanto necessario.
L’informatore, che rappresenta ben oltre la metà dei dipendenti delle aziende di settore,
rappresenta il punto d’incontro tra l’etica professionale, di
cui non può fare a meno il Servizio Sanitario Nazionale, e
líazienda farmaceutica da cui
dipende. L’equilibrio, pur se a
nostro parere imperfetto, viene in questo modo raggiunto,
eppure, sempre più spesso, si
percepisce nell’immaginario
collettivo l’informazione
scientifica non nella veste che
le compete.
Di fronte a problemi complessi ed articolati -denuncia infatti
Fontana- spesso capita di assistere a semplificazioni che disorientano l’opinione pubblica
o la influenzano con pareri tendenziosi che nascondono
obiettivi diversi da quelli dichiarati. Noi respingiamo questo modo di operare e ricerchiamo, invece, una reale opportunità d’intervento diretto,
trasparente, senza intermediazioni, agendo da titolari di
diritti.
Piero Miolla
LARGO CAMMARELLE - 75015 PISTICCI
VIA IPPASO - 75020 MARCONIA
Colpo di mano o manna dal
cielo? Né l’uno, né l’altro, probabilmente. Il riferimento è al
Piano dei Lidi, atteso da anni, e
recentemente approvato dal
consiglio regionale. Nonostante l’approvazione, però, conti
non tornano. Numerose, infatti, sono state le reazioni, quasi
tutte di segno negativo. Gli scettici sostengono, ad esempio,
che questo piano, definito scellerato, comporti una riduzione
delle strutture, con conseguente contrazione dei posti di lavoro. Particolarmente penalizzato, poi, da tale riduzione sarebbe proprio il metapontino,
cioè l’area geografica che da
sola rappresenta buona parte
del turismo lucano. Non solo.
Tale riduzione andrebbe
ascritta ad un “ambientalismo
che considera pericolose queste realtà e non, invece, i porti
nelle foci dei fiumi” come ha
dichiarato Antonio Di Sanza,
capogruppo di Forza Italia in
consiglio regionale. Il riferimento, evidente, è al Porto degli Argonauti. Anche il sindaco di Policoro, Nicola
Lopatriello, ha usato toni negativi
preannunciando
finanche un ricorso al Tar.
Dov’è la verità? Questo Piano,
atteso da anni, è davvero così
negativo? La abbiamo chiesto
a Luigi Salines, presidente del
Co.Tur.Pi.M, (Consorzio Turistico degli operatori balneari
di Pisticci e Marconia). Un
operatore del settore, quindi,
che per forza di cose, fornisce
una visione tecnica del provvedimento e, almeno sulla carta, scevra da interessi politici.
“Il Piano dei Lidi –esordisce
Salines- non va bene a nessuno perché è vecchio”. Anche
Salines, dunque, punta il dito
contro la Regione? Non è proprio così. L’imprenditore pisticcese, infatti, riconosce che
“la regione ha in parte rimediato attraverso una serie di emendamenti con i quali ha cercato
di mettere a posto le cose” ed,
in virtù dei quali, “sarà possibile tornare a discutere sui quei
lotti che sono stati, di fatto,
congelati e che hanno determinato una riduzione delle strutture di circa il 30%”. In sostanza per Salines la regione avrebbe capito che “questo piano,
così com’è stato concepito non
può funzionare, anche perché
le indagini di natura ambientale effettuate, che hanno portato
a ritenere alcune strutture non
compatibili con l’ambiente,
sono state blande ed insufficienti. Le strutture, in realtà,
sono rimovibili e quindi
ecocompatibili”. Un giudizio,
dunque, sostanzialmente negativo anche da parte degli ope-
ratori pisticcesi, pur con qualche distinguo. Salines, infatti
ritiene il piano “per metà positivo, per l’altra negativo e, in
ogni caso, provvisorio, perché
così com’è stato concepito non
può andare. Diciamo che esso
è solo una goccia nell’oceano.
Molto, ancora, deve essere fatto”. Una cosa, però, il presidente degli operatori pisticcesi
ci tiene a sottolinearla: “la politica ci è stata vicina. Anzi,
colgo l’occasione per ringraziare il presidente Bubbico, il
consigliere Mollica, che ha
sostenuto egregiamente, accanto a noi, la battaglia ed il presidente della provincia di Matera, Nigro”. Infine un impegno:
“il nostro intento è quello contribuire alla definizione del piano ma, prima di tutto, garantire
a tutte le aziende la possibilità
di lavorare”. In sostanza se non
si tratta di una bocciatura, poco
ci manca: esso è perlomeno
rimandato. Come dire che si è
solo all’inizio di un lungo e
tortuoso percorso.
Piero Miolla
la
Attualità
MARZO 2005
SPIGA
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A quando la bonifica dei terreni?
Colpi gobbi di fine legislatura Si torna a parlare dei fusti
Più rispetto per le scelte della politica locale e delle indicazioni della gente
In recenti dichiarazioni il governatore regionale uscente
Bubbico
continua
pervicacemente a sostenere la
necessità di una centrale da 400
MWe per la Val Basento, nonostante le chiare indicazioni
di Provincia di Matera e Comune di Pisticci che, in sintonia
con gli abitanti della Val
Basento, hanno individuato in
una centrale da 70 MWe, con
tecnologie più pulite dell’attuale, la soluzione ideale.
Politica e società civile locali
non vogliono una centrale da
400 MWe contrariamente a
quanto lascia capire Bubbico,
il quale crede e vuol far credere
che le popolazioni sono state
sentite ed accontentate con la
riduzione della potenza iniziale (1200 MWe). Comitato, popolazioni ed istituzioni locali,
a scanso di equivoci, vogliono
la riconversione dell’attuale
centrale (70 MWe) e l’impiego
di combustibili più puliti. Delle scelte della politica locale e
delle indicazioni della gente
dovrebbe avere più rispetto
anche l’assessore uscente e
candidato Chiurazzi che, per la
centrale, ipotizza tavoli decisionali
quantomeno
anacronistici, invece di prestare ossequio alle delibere di Provincia di Matera e Comune di
Pisticci.
Invece di operare scelte
sostenibili e condivise, il governatore e la sua giunta si sono
frettolosamente preoccupati di
approvare, nel febbraio scorso
a fine legislatura:
1) la realizzazione di un impianto per la rigenerazione
di oli lubrificanti esausti di
p r o v e n i e n z a
extraregionale nell’area
industriale di Ferrandina
(delibera di giunta 279 del
9 febbraio 2005)
2) il rinnovo delle concessioni (in scadenza nel giugno
2005) a Tecnoparco per il
trattamento di reflui (rifiuti tossici e nocivi) di provenienza extraregionale, in
quantità pari a 960 metri
cubi giornalieri
Come mai tanta fretta? Sarebbe stato più democraticamente
corretto lasciare il compito di
decidere al nuovo governo regionale. L’argomento, infatti,
è di pubblico interesse, poiché
riguarda la salute dei cittadini
e la salvaguardia dell’ambiente. Chi ha deciso non era titolato
a farlo, perché le concessioni
di Tecnoparco scadranno a giugno, quando la nuova giunta
regionale si sarà già insediata.
Ad essa doveva toccare di decidere, ma Bubbico ha pensato
bene di toglierle questa patata
bollente (ora nelle mani di
Bellitti e Nigro).
Queste decisioni, nel metodo e
nel merito, confermano che
quella di Bubbico per la Val
Basento è una politica di inquinamento, di copertura di interessi privati, senza sviluppo.
In tal modo sono stati tolti libertà di discussione durante
l’attuale campagna elettorale,
nonché ruolo al Comune di Pisticci, alla Provincia di Matera
e alla democrazia, in quanto
tutti sono stati messi di fronte
al fatto compiuto. Tuttavia,
Comune e Provincia, in merito alla proroga delle concessioni sui reflui, devono ancora
esprimere il loro parere. Vedremo
come
andrà
a
finire...Vedremo se il Comune
saprà fare quella scelta coraggiosa e coerente con gli impe-
gni presi, come non accadde
nel giugno 2003, quando l’amministrazione Bellitti, pur sollecitata sull’argomento, decise
di non decidere accordando un
placet tacito al rinnovo delle
concessioni di Tecnoparco. In
quell’occasione la seduta di
giunta comunale che si sarebbe dovuta pronunciare in materia fu fatta saltare dalla Margherita.
Nelle dichiarazioni di vari candidati alla Regione Basilicata
leggiamo orgogliosi richiami
alle battaglie di civiltà condotte a Scanzano e Rapolla, ma
nulla si dice della battaglia di
Pisticci. Perché questa differenza di trattamento? I 7000
cittadini scesi in campo nell’ottobre 2004 contro la mega
centrale sono figli di un Dio
minore? Le lotte di questo territorio meritano gli stessi riconoscimenti di quelle degli altri.
Ci preme, in conclusione, esprimere la nostra profonda solidarietà ai cittadini della Valle
del Mercure, impegnati nella
battaglia contro la centrale a
biomasse ubicata nel Parco
Nazionale del Pollino.
Il Comitato ribadisce, infine,
la sua posizione di equidistanza
da tutti i candidati alle prossime consultazioni elettorali,
nella speranza che sposino,
soprattutto dopo la campagna
elettorale, le istanze presentate
dalla nostra organizzazione e
dalle popolazioni.
Comitato Anticentrale
Una veduta della Centrale di Pisticci Scalo
inquinanti di fosso Lavandaio
I fusti ritrovati alla c.da Lavandaio
Si torna a parlare dei fusti inquinanti di fosso Lavandaio. Il
loro ritrovamento avvenne per
opera della Compagnia dei Carabinieri di Pisticci, ben due
anni fa e da allora l’area è posta
sotto sequestro in attesa di una
bonifica necessaria per la
tipologia di materiali rinvenuti, scarti di solventi e vernici
adottati per le carrozzerie, come
spiega l’assessore all’ambiente del Comune di Pisticci Benedetto.
Dell’argomento si è discusso
in una conferenza di servizi
tenutasi al Comune di Pisticci
ed alla quale erano presenti,
oltre ai rappresentanti dell’ufficio ambiente comunale, organi dell’ufficio prevenzione e
controllo della Regione
Basilicata, dell’ufficio ambiente della Provincia di Matera,
dell’Arpab, dell’Asl 5 e della
Sca, la società specializzata alla
quale il Comune di Pisticci ha
affidato il piano di caratterizzazione dell’area: uno strumento irrinunciabile per la bonifica
dell’intera zona, dall’elevata
valenza naturalistica, ed il suo
dissequestro.
E proprio il piano di caratterizzazione della Sca è stato oggetto del dibattito di venerdì.
L’Arpab, infatti, prima di dare
il beneplacito per procedere alla
bonifica vera e propria dell’area, ha chiesto alcune
integrazioni dello studio, indicando determinate prescrizioni. I fusti, pertanto, dovranno
essere rimossi e smaltiti in una
discarica di tipo 2 C; dallo scavo bisognerà estrarre alcuni
campioni di terreno del fondo e
delle pareti, nonché altri ad una
profondità di 20 metri. Sui campioni bisognerà condurre altre
analisi volte ad individuare la
presenza di materiali come ferro, idrocarburi, vanadio, mentre si dovrà anche verificare la
presenza in loco di pozzi per la
raccolta di acqua.
Al termine di queste
integrazioni sarà convocata una
nuova conferenza di servizi che
finalmente dovrebbe autorizzare la bonifica vera e propria.
Per sostenere i costi dell’intervento, urgente anche per l’esposizione atmosferica dei fusti
successivamente al loro ritrovamento, il Comune prevedrà
appositi capitoli di bilancio e
contemporaneamente chiederà un finanziamento alla Regione Basilicata, richiesta già
inoltrata e da sollecitare nuovamente.
ambientale, dovrebbe essere
prossima la data in cui il Comune di Pisticci ufficializzerà
la sua posizione in merito ai
reflui smaltiti da Tecnoparco e
ricevuti da fuori regione e nazione per 960 metri cubi al
giorno. L’argomento è stato
affrontato anche nella trattativa Ds-Margherita che ha tenuto banco durante la crisi, dovrebbe giungere nella commissione ambiente nei prossimi
giorni e poi essere dibattuto
nella prima seduta utile del
consiglio comunale. Il Comune è chiamato a dare il suo
parere sul rinnovo delle con-
cessioni a Tecnoparco che scadono a giugno e che sono già
state riconfermate con grande
tempestività dal governo
Bubbico in una delibera di giunta dello scorso febbraio. L’argomento, nell’accordo con cui
le forze di maggioranza hanno
superato la crisi, viene riconosciuto come un “problema”.
Rimarrà tale anche durante la
campagna per le elezioni regionali, ormai nel vivo e dopo
che il governo regionale, di
centro sinistra così come quello alla guida del Comune, ha
già dato il suo assenso?
Roberto D’Alessandro
Roberto D’Alessandro
I Carabinieri e il Corpo Forestale hanno sequestrato vaste aree
nel territorio indebitamente adibite a discariche abusive di inerti
Emergenza rifiuti nel comune di Pisticci
I recenti sequestri di discariche
abusive operati da Carabinieri
e Guardia Forestale hanno dato
conferma di come sia presente, nel territorio di Pisticci, una
vera e propria emergenza ambientale. Poche settimane fa la
locale Compagnia dei Carabinieri aveva provveduto ad apporre i sigilli ad una vasta area,
quella di via Anzio nell’abitato di Marconia, indebitamente
adibita a discarica abusiva di
inerti e vari materiali tra cui
l’amianto. La zona è risultata
di proprietà privata, un’area
sulla quale la società Kalos
avrebbe dovuto costruire degli
alloggi. I titolari, anche se la
giurisprudenza lascia spazio ad
interpretazioni diverse di caso
i caso, dovrebbero essere responsabili oggettivamente della discarica e tenuti a bonificare. Più recenti i sequestri, da
parte della sezione provinciale del Corpo Forestale, di altre
tre aree, illegalmente adibite
allo smaltimento di inerti. Si
tratta della discariche abusive
individuate nelle località
“Coppo San Vito – La Canala;
Salice e Madonna della Grazie”. In questo caso le responsabilità sono del Comune, in
quanto le aree risultano di tipo
demaniale. Anche qui sono state individuate diverse tipologie
di rifiuti, come le diffuse
onduline di cemento-amianto,
elettrodomestici, materiali
ferrosi, carcasse di auto e pneumatici. La Guardia Forestale
ha provveduto anche a formulare una denuncia a carico di
ignoti, ma la pesante eredità
resta e adesso il Comune di
Pisticci dovrà provvedere alla
bonifica delle aree. La prassi
di scaricare abusivamente i
materiali inerti è purtroppo
molto diffusa. Basta che qualcuno inizi a depositarne un carico che nel giro di qualche
settimana i cumuli si estendono e l’area diventa discarica.
Vi sono, ad esempio, delle aree
storicamente abusive, come
quella alla periferia di Pisticci
Centro, alle spalle della
chiesetta della Concezione nel
rione Dirupo, e quella di
contrada Caporotondo, al ciglio della strada, lungo le pendici di una profonda scarpata.
Entrambe sono destinate allo
smaltimento di diverse
tipologie di rifiuti e risultano
in uso da così tanto tempo che
le carcasse arrugginite delle
auto presenti testimoniano di
modelli da tempo fuori produzione.
Sempre per restare in tema
Attualità
MARZO 2005
A proposito dell’invasione di cavallette
Cavallette & Canalette
di Pino Gallo
In una nota diffusa dal Segretario Provinciale del Partito dei
Comunisti Italiani, Giuseppe
Barberino, si rende noto “che,
a seguito della disponibilità
espressa da questa Federazione per la raccolta di
segnalazioni sulla presenza di
Grillare, sono a noi pervenute
un impressionante numero
d’indicazioni che ci dicono che
i luoghi preferiti dalle cavalette
per deporre le uova si trovano
al di sotto delle canalette. Sembrerebbe, infatti, che le
canalette del Consorzio di Bonifica, una volta impiegate per
irrigare i campi e presenti in
lungo e in largo nella piana
Metapontina, siano i luoghi
preferiti dalle cavallette per le
loro esigenze riproduttive”.
“D’altra parte – continua il
comunicato della segreteria
comunista - non c’è da meravigliarsi se al di sotto delle macerie inaccessibili e indecorose
delle canalette consortili, che
inutilmente da molti anni caratterizzano pesantemente il
paesaggio Metapontino, le cavallette trovano adeguata ospitalità”. “Pur tuttavia - precisa
Barberino - poiché è prevista
una divulgazione di schede di
segnalazione da ritirare presso
gli uffici regionali, sembrerebbe di capire che si tratti di
un’azione orientata ad interventi preventivi, i cui effetti
saranno percettibili solo nel
2006. Se cosi è, ovviamente, ci
poniamo una domanda: nei
prossimi mesi cosa si fa? Subiremo passivamente l’invasione degli insetti?”.
“Se così è – prosegue la nota riteniamo di dover esprimere
un’insoddisfazione di fondo
dell’operato regionale. Motivo per cui, fatta salva ogni altra
considerazione, rendiamo noto
che in questi giorni depositeremo ufficialmente alla Regione
Basilicata una richiesta d’idonei interventi e una proposta di
legge per fronteggiare adegua-
tamente l’invasione delle cavallette, in piena sintonia con
la legge 987/31 - art. 28. La
nostra proposta, tra l’altro, prevede anche l’erogazione di contributi in favore degli agricoltori che provvederanno a
dissodare i terreni in cui sono
presenti le Grillare, ovvero i
luoghi di ovideposizione delle
cavallette”.
“Peccato che chi è chiamato a
dare risposte in termini di sviluppo locale e in termini d’occupazione – tiene a sottolineare il segretario provinciale dei
Comunisti Italiani - non si renda conto che il paesaggio postbellico fornito dalle canalette
consortili, in uno con le migliaia di cavallette, da sempre
considerate simbolo di carestia, non sono certamente compatibili con gli sforzi intrapresi
dall’Azienda di Promozione
Turistica di Basilicata, che punta, invece, ad incrementare le
presenze dei turisti… e solo
quelle”.
La speranza di aggiungere una nuove area protetta
Il Parco dei Calanchi e degli Ulivi
Dall’esame degli annunci diffusi nel mondo ambientalista
si apprende con grande speranza la volontà di istituire il Parco dei Calanchi e degli Ulivi.
Il territorio di Pisticci è sicuramente tra le realtà che meglio evidenziano le caratteristiche naturali che il parco vorrebbe valorizzare.
I calanchi sono manifestazioni geomorfologiche che derivano dall’azione combinata
degli agenti atmosferici su terreni ad elevata componente
argillosa e gran parte della
Basilicata è caratterizzata da
processi d’instabilità dei versanti che, se non gestiti adeguatamente, potrebbero degenerare causando danni
irreversibili.
L’erosione, la desertificazione,
lo stato in cui versano le opere
di sistemazione idraulico
forestale realizzate, nell’area
dei calanchi, negli anni ’70
rappresentano emergenze territoriali che non devono passare assolutamente inosservate.
Lo “spettacolo” naturalistico
con il quale i calanchi catturano il turismo non può far dimenticare la necessità di dover
mantenere ben saldo un territorio che si presenta in movimento e può diventare un rischio per le popolazioni.
L’insediamento di una vegeta-
la
zione idonea è un passo essenziale per poter minimizzare
l’impatto della pioggia sul terreno limitando i fenomeni di
erosione superficiale e conferendo una maggiore coesione
al terreno mediante l’apparato
radicale. In tal modo si attua
una delle migliori forme di prevenzione dei fenomeni franosi.
L’impatto antropico dovrà altresì essere ben pianificato per
non alterare gli equilibri propri
del paesaggio calanchivo.
L’istituzione di un Parco è un
passaggio indispensabile per
garantire il futuro del nostro
territorio. Il Parco potrà essere
un’opportunità di rilancio sol-
tanto se non prescinderà dall’azione di protezione e gestione ambientale che oggi, in
Basilicata, sta assumendo una
posizione di rilievo grazie all’operato di amministratori,
cittadini e volontari. Si spera,
pertanto, di poter aggiungere
entro breve termine una nuove
area protetta che abbia il grande merito di proteggere il territorio, incentivare lo sviluppo
delle economie locali e divulgare quella coscienza
ambientalista che purtroppo,
ancora in molti casi, è lontana
dai cittadini lucani.
Carmine Cocca e Marcello Quinto
Movimento Azzurro
7
“Le sfide dell’educazione”
Il Prof. Francesco Bellino dell’Università degli Studi di Bari ha tracciato
un’analisi abbastanza “impietosa” del complesso e variegato universo giovanile
A cura della diocesi di Matera,
Ufficio per la catechesi dei giovani, si è tenuta presso l’Istituto Tecnico Agrario di Marconia
una conferenza rivolta ai docenti ed ai genitori della zona
mare sul tema “Le sfide dell’educazione oggi”.
Il Prof. Francesco Bellino dell’Università degli Studi di Bari
ha tracciato un’analisi abbastanza “impietosa” del complesso e variegato universo giovanile. “Una recente indagine
scientifica sull’incidenza dei
comportamenti dei ragazzi da
parte di varie istituzioni – ha
detto il relatore – ha mostrato
come la famiglia sia responsabile per il 60% dell’educazione dei loro figli, mentre la società e la scuola possono avere
un’incidenza, rispettivamente
intorno al 25% ed al 15%”.
L’oratore, richiamando il filosofo austriaco K. Popper, ha
poi messo in evidenza come
molte famiglie abbandonino i
propri figli davanti alla televisione, novella baby sitter elettronica, e “come emergano forme di educazione familiare fortemente iperprotettive, condizionanti negativamente la loro
crescita ed il loro inserimento
attivo e dinamico nella società”.
Lo studioso ha parlato di altre
forme di corruzione del sistema educativo, riferendosi alla
propensione dei genitori a facilitare oltre ogni misura la vita
dei loro figli, fino a sostituirsi
completamente ad essi nelle
fatiche e negli sforzi più impegnativi, facendoli apparire un
vero e proprio male. E’ stato,
inoltre, ribadito che “Si tratta
verosimilmente di sostituzione di persona nel momento in
cui ciascun essere umano deve
mettersi alla prova, attingendo
a tutte le sue risorse ed alla sua
capacità di risposta, che risul-
I lavori pubblicati sono
liberamente e gratuitamente ceduti.
Riflettono il pensiero dei
singoli autori i quali ne
hanno responsabilità nei
confronti della legge.
Una suggestiva immagine dei calanchi
SPIGA
tano essenziali per crescere in
armonia con se stessi ed insieme agli altri”. Anche perché
“se la gratificazione cessa di
rappresentare il giusto premio
allo sforzo ed alla fatica si introduce un elemento di forte
confusione nei ragazzi, facendo apparire la vita del tutto
banale e superficiale. E ciò li fa
sentire protagonisti del nulla e
li spinge a cercare sensazioni
forti nella droga e negli atti di
violenza gratuita ed apparentemente inspiegabili”.
“L’altro elemento di confusione – ha ribadito Bellino riguarda l’abitudine di molti
genitori ad anticipare con immediatezza i regali, che arrivano con molto anticipo rispetto
alle scadenze canoniche del
Natale e della befana, svuotando i tempi dell’attesa ed aggiungendo confusione a confusione. Si introducono l’ansia
dell’anticipazione ed il desiderio di avere desideri”.
Il relatore ha chiarito il concetto che l’educazione non crea
l’uomo, bensì lo aiuta a crearsi,
invitando i genitori a non mo-
dellare a loro immagine e somiglianza i loro figli, bensì a
riconoscere loro una graduale
autonomia di giudizio e di scelte, che rappresentano di per sé
una progressiva assunzione di
responsabilità in una società
fortemente caratterizzata dai
cambiamenti veloci ed a volte
imprevedibili.
Il Prof. Bellino ha concluso la sua conversazione invitando genitori e docenti ad
ascoltare i ragazzi, “perché ciò
significa che impariamo a capirli e loro stessi percepiscono
che noi li amiamo e li guidiamo nel rispetto delle loro specifiche inclinazioni”.
Il Preside della scuola ospitante, Prof. Salvatore Carone,
ha invitato il Vescovo ad intraprendere altre iniziative di formazione rivolte a studenti e
docenti. Il Vescovo di Matera,
Monsignor Salvatore Logorio,
ha concluso i lavori esortando
gli intervenuti “a farsi prendere per mano da Cristo, affinché
ciascuno sia una ricchezza profonda per l’altro”.
Pino Gallo
la
Territorio
MARZO 2005
SPIGA
8
Dialer:un programma che altera
Attivato presso il PIT del Metapontino un nuovo i parametri
della vostra connessione a Internet
servizio rivolto alle imprese locali e ai cittadini Il pericolo ritorna
Questo servizio mira anche a stimolare l’economia endogena implementando così una migliore fruizione dei servizi
di Alessandro Lopergolo
di Michele Selvaggi
E’ attivo dallo scorso 12 marzo, presso l’Unità di Coordinamento e Gestione del Progetto Integrato del Metapontino (PIT) un nuovo servizio rivolto alle imprese locali e ai cittadini. Secondo
quanto comunicato degli uffici competenti, viene offerta
consulenza gratuita circa le
opportunità al servizio dello
sviluppo locale per cui alcuni
specializzandi nel settore del
managment della progettazione integrata, aiuteranno imprese e cittadini ad usufruire
ed accedere ai fondi strutturali europei, ai fondi rivenienti
dalla legislazione nazionale e
regionale e mirati alla
incentivazione delle attività
imprenditoriali. Il servizio è
finalizzato anche al perseguimento di un obiettivo
specifico, quello di ottimizzare
le risorse umane della pubblica amministrazione, individuando le necessità formative
del settore, ed implementando i servizi resi ai cittadini e
alle imprese. Il PIT Metapontino, dunque, proprio
attraverso in processi di coesione istituzionale, mira anche attraverso questo nuovo
servizio a stimolare una economia endogena, che proviene dal territorio metapontino,
implementando così, una migliore fruizione dei servizi per
i cittadini. Alcuni agenti di
sviluppo locale infatti, saranno a completa disposizione dei
cittadini nella sede di Piazza
Anglona a Tursi per illustrare
loro tutte le possibilità derivanti dalla Legislazione del
Lavoro Autonomo, sulla
Microimpresa, sul Franchising, sulla Imprenditoria
Femminile e Giovanile, gra-
zie ai quali chi vuole fare impresa può ottenere consistenti
finanziamenti a fondo perduto. In particolare, 25 mila euro
per il Lavoro Autonomo, 129
mila euro per le microimprese
e fino a duemilioni di euro per
le altre normative. “ Ovviamente - sostiene Vincenzo
Ruggero , presidente della
Comunità del Basso Sinni
(Soggetto capofila PIT del
Metapontino) - il servizio sarà
finalizzato ad una consulenza
ex ante, informativa in una
più ampia strategica visione
dello sviluppo locale. L’ideale, dunque, sarebbe quello di
legare alla infrastrutture ed alle
opere pubbliche finanziate con
i fondi PIT, una necessaria e
corrispondente creazione di
una unità economica e sociale
per il territorio, stimolando una
crescita compensata ed equilibrata di tutte le risorse uma-
ne e di tutte le risorse appartenenti alla frontiera interna
lucana. In questo modo - conclude Ruggero - la crescita
endogena del nostro territorio
può andare di pari passo alla
realizzazione delle infrastrutture e delle attività finanziate
attraverso i PIT”. A breve inoltre, si provvederà a coinvolgere tutti i soggetti interessati
allo sviluppo locale come associazioni culturali e di categoria, imprese ed enti saranno
invitai a partecipare a work
shop in cui potranno esporre
le loro strategie e visioni di
sviluppo. Intanto, sono state
già attivate
procedure per
stipulare protocolli di intesa
con soggetti portatori di interessi diffusi coinvolti nella
realizzazione di progetti finalizzati ad una migliore
fruizione e visibilità del territorio.
Consegnati gli spogliatoi del campo Il Sindaco ha incontrato il direttore Provinciale
Chiesto il potenziamento dei servizi
di calcetto di rione Croci
per Ufficio Postale di Marconia
Ora ci vorrà un ulteriore attesa per renderli fruibili
Dopo un lungo tira e molla cha
ha coinvolto l’amministrazione comunale, chiamata in causa da alcune associazioni
pisticcesi, che l’accusavano di
non aver mantenuto fede alle
promesse fatte, finalmente
l’impianto per il calcio a 5 di
rione “Croci” a Pisticci, è stato dotato di spogliatoi. Ora,
però, ci vorrà un ulteriore attesa per renderli fruibili. Il calcio a 5 a Pisticci è molto praticato con due società, la Setac
di C/1 e la Fecip di C/2, che
potrebbero fruirne, senza contare i semplici appassionati. E,
di recente, ha avuto inizio anche il torneo di C femminile
che vede ai nastri di partenza
anche una società di Pisticci.
Alla consegna dei due prefabbricati era presente l’assessore allo sport, Pietro Giannace
che ci ha rilasciato alcune dichiarazioni. “Finalmente - ha
affermato Giannace- siamo arrivati al momento della consegna di questi spogliatoi. Essi
richiamano, nel loro stile, le
classiche case a schiera del rione Dirupo a dimostrazione che
l’amministrazione che rappresento non solo ha mantenuto
fede agli impegni presi, ma ha
voluto anche realizzare una
struttura in linea con il nostro
paesaggio”. Giannace ha sottolineato che la struttura “è di
proprietà del comune e per essa
l’impegno di spesa è stato pari
a circa 25.000 euro”. Trattandosi di struttura comunale si
apre ora il problema della sua
gestione: “per la gestione degli impianti sportivi intendiamo avviare un discorso generale che riguarda tutta
l’impiantistica. Stiamo valutando il tutto e, in tempi brevi,
dovremo arrivare ad una soluzione”. Assessore, al di là degli spogliatoi, l’impianto è
fatiscente. Non ritiene che si
debba rimetterlo in sesto?
“Certo, il campo di gioco, la
recinzione e tutte le pertinenze necessitano di un maquillage. In tal senso posso dire che
abbiamo ricevuto dalla ragione un finanziamento di circa
250.00 euro, che sfrutteremo
non solo per questa struttura,
ma anche per il palazzetto che
è anche molto pericoloso e va
rimosso”. Insomma, se son
rose fioriranno.
P.M.
Un incontro positivo e proficuo.
Questo il commento del Sindaco di Pisticci, Pasquale Bellitti
a margine dell’incontro avuto
con il direttore provinciale di
Poste Italiane, Mario Corbisiero,
accompagnato dal responsabile
commerciale, Nunzia Calvano
ed il direttore della filiale di
Marconia Domenico Mazzilli.
Oggetto dell’incontro, sollecitato dallo stesso Bellitti, la richiesta da parte dell’amministrazione comunale, del potenziamento
dei servizi offerti da Poste Italiane presso l’ufficio della popolosa frazione di Pisticci. Il sindaco ha chiesto “un impegno
preciso affinché, dotato l’ufficio
postale di nuova ed adeguata
sede, si possa ora potenziarne i
servizi offerti al cittadino e migliorare quelli attualmente presenti”. In particolare, oltre ad un
più efficace e rapido smistamento della corrispondenza, soprattutto nelle zone periferiche
e nelle campagne, il
sindaco di Pisticci ha
chiesto un potenziamento dell’organico
presente nella struttura
marconiana, “vista e
considerata la vasta
utenza servita che,
ancor di più nei mesi
estivi, gravita nell’orbita di competenza dell’ufficio di Marconia.
Questo centro, e le zone limitrofe, rappresentano ormai oltre la
metà della popolazione di tutto
il comprensorio. Gli elevati flussi turistici che stagionalmente
raggiungono le nostre località e
la vastità del territorio rappresentano, altresì, validi motivi affinché Poste Italiane provveda a
potenziare i servizi dell’ufficio
postale di Marconia”. Anche in
considerazione di questi elementi territoriali e demogra-fici,
Bellitti ha chiesto l’attivazione
dell’apertura pomeridiana dell’ufficio marconiano, “al fine di
venire incontro alle crescenti
esigenze del cittadino”. L’incontro si è svolto in un clima costruttivo e di ampia collaborazione. Corbisiero ha rassicurato
il Sindaco, impegnandosi al “miglioramento dei servizi della
struttura della frazione” soprattutto in riferimento al prolungamento dell’orario di apertura
degli sportelli all’utenza.
Se pensavamo di essere ormai
protetti ed incolumi dai famosi e terribili dialer, che “contaminano” i nostri computer,
beh, ci siamo sbagliati di grosso. Innanzi tutto cosa si intende per dialer: un dialer è un
programma che altera i parametri della vostra connessione a Internet, cambiandone soprattutto il numero telefonico
e sostituendolo con un numero a pagamento maggiorato su
prefissi come il costosissimo
899 (in Italia) o prefissi internazionali. Purtroppo i dialer
sono confezionati in modo ingannevole. Il costo finisce per
essere nascosto dietro giri di
parole come “0,041 euro al secondo”, che non rendono affatto l’idea che si tratta di due
euro e passa al minuto più iva.
Oltretutto questi dialer ricorrono ad altri espedienti per non
far capire che si tratta di connessioni su tariffa 899 e simili: per esempio, i parametri
della loro connessione, nella
sezione Accesso Remoto di
Windows, spesso non
visualizzano il numero composto. Perché non lo
visualizzano, se non hanno
nulla da nascondere? In realtà
il dialer in sè è un meccanismo
lecito se si attiene ai doveri di
trasparenza previsti dalla legge. La truffa nasce quando il
dialer riprogramma il vostro
computer di nascosto o induce l’utente ad installarlo facendo
leva
sulla
sua
impreparazione tecnica o sulla sua superficialità (purtroppo sono in tanti a cliccare senza leggere con calma quello
che dicono le schermate del
computer). E questo, purtroppo, capita molto spesso. Per
esempio, alcuni siti quali loghi
e suonerie, trucchi per play
station, vi chiedono esplicitamente di scaricare ed eseguire
“un piccolo programma GRATUITO” che permetterà di accedere ai loro “servizi particolari”, contando sul fatto che la
parola “GRATUITO” in maiuscolo distrarrà dalla lettura dei
veri costi del servizio. Il bello
è che non mentono, almeno superficialmente: il programma
in sé è in effetti gratuito: è la
telefonata che costa carissima.
Altri truffatori, più subdolamente, creano pagine Web che
scaricano ed eseguono automaticamente il dialer, senza
che dobbiate scaricarlo ed eseguirlo manualmente. Esistono
infatti delle note vulnerabilità
nei programmi più diffusi
(Microsoft Internet Explorer,
Microsoft Outlook, Microsoft
Windows) che consentono a
un sito o a un utente ostile di
indurre il computer della vittima a scaricare ed eseguire un
programma (in questo caso il
dialer) senza che l’utente se ne
accorga e spesso senza che
l’utente faccia altro che
visualizzare un e-mail o una
pagina Web appositamente
confezionata o un enigmatico
“avviso di protezione”.
Microsoft ha distribuito patch
(programmi di correzione) per
rimediare a molte di queste
vulnerabilità, ma tantissimi
utenti non lo sanno e/o non le
hanno scaricate e installate. Se
volete saperne di più, i siti
Internet dedicati alla sicurezza sono pieni di dettagli tecnici.
Molte di queste vulnerabilità
non sono rilevabili dai comuni antivirus (perché appunto
non sono virus), per cui la presenza dell’antivirus aggiornato sul vostro computer non
deve darvi una sensazione di
falsa sicurezza. Oltre al prefisso 899, i dialer sono disponibili anche con altri prefissi ancora più costosi, promossi da
siti come Italyminutes.com,
che offrono dialer che usano
una “numerazione satellitare
0088xxx” o una “numerazione internazionale 0068xxx”.
Ci sono varie tecniche per eliminare il pericolo dei dialer.
Potete rivolgervi gratuitamente a Telecom Italia, al 187, per
far disattivare l’accesso ai numeri 144, 166, 709 e 899 e
anche ai prefissi satellitari e ai
prefissi internazionali della
cosiddetta “Zona 7”, che comprendono i prefissi 0088x e
0068x.
Lo
stato
di
disabilitazione è indicato su
ogni bolletta. In questo modo,
se anche venite infettati, il
dialer non riuscirà a fare alcuna chiamata e quindi non andrete incontro a salassi in bolletta. Spesso però anche dopo
la disattivazione non vengono
a risolversi i nostri problemi,
in quanto gli stessi dialer vengono ad essere camuffati sotto numeri “privati” dove
Telecom o chi per lei non può
nulla. Si può pensare di utilizzare browser diversi da
Internet Explorer, ormai obsoleto e superato, ma la migliore soluzione resta quella di
controllare l’Accesso Remoto
di Windows e di scollegare il
cavo del modem che è collegato alla linea telefonica.
Terza Pagina
MARZO 2005
Elzeviro
la
Rubrica a cura di
Dino D’Angella
Autori Vari (alunni del Liceo Classico “Fortunato” di Pisticci)
Sulle orme degli antichi viaggiatori
(ed. a cura dell’Ist. Istruzione Superiore “Fortunato” Pisticci, 2004) pagg. 78, ill.
Un’altra opera sulla Lucania arricchisce il panorama letterario, di facile lettura, dal formato e scrittura fruibili, dagli
spunti interessanti, con illustrazioni e didascalie efficaci,
che sono frutto di un lavoro d’équipe (una ventina di
studenti, cinque docenti …).
Il Sud della penisola è stato per il passato spesso visitato da
“viaggiatori”. Senza contare quelli del tempo dell’antica
Roma, dal Cinquecento all’Ottocento, Puglia, Basilicata,
Calabria… sono state visitate ora da spericolati viaggiatori,
ora da studiosi spinti dalla curiosità, a volte da rappresentanti del Potere per conoscere (si pensi a G. M. Gaudioso)
la situazione economica e sociale del Paese.
Ve ne sono molti : dal Berard al Lenormant, dall’Ughelli al
Douglas, dal Di Meo al Guillou, alla Robinson, Keppel
Craven; Richard; Giustiniani; de Salis Marschlins, Pacichelli
ecc..). La ricerca degli allievi s’è basata su alcuni testi e
soprattutto sull’opera “Voyage pittoresque d’ Italie” del
religioso Jean Claude Richard, abate di Saint Naon, opera
pubblicata a Parigi tra il 1781 e il 1786.
Il volumetto, realizzato e pubblicato nell’ ambito di un
Progetto PON con i fondi strutturali, presenta la LucaniaBasilicata lungo quattro direttrici: la linea jonica e la murgia
materana; l’alta valle dell’Agri e i dintorni del Monte
Sirino; il Vulture melfese e il potentino; il Pollino. La guida,
che può essere una intelligente guida turistica, si presenta
nelle prime pagine descrivendo il progetto didattico (p.4) e
presentando le linee delle orme degli antichi viaggiatori
(p.8, a firma di Baglivo). Si presentano al gentile lettoreturista-studioso i seguenti Paesi, con approcci diversi:
Pisticci (p.12), Metaponto (p.17), Bernalda (p.19), Scanzano J. (p.20), Policoro (p.21), Santa Maria d’Anglona (p.23),
Tursi (p.26), Nova Siri (p.28), Rotondella (p.30), Montalbano J. (32), Craco (p.33), Ferrandina (p.34), Miglionico
(p.36), Montescaglioso (p.37), Matera (p.38), Grumento
(p.44), Lagonegro (p.46) Lauria (p.48), Venosa (p.52),
Melfi (p.56), Castel Lagopesole (p.59), Rionero in V.
(p.60), Acerenza (p.61), Pietragalla (p.63), Brindisi di M.
(p.64), Potenza (p.66), S. Severino L. (p.72), S. Costantino
Albanese (p.74) e Terranova del Pollino (p.76).
Per esigenza di spazio non si poteva trattare di alcuni Paesi
(per es. Tolve, Vaglio, Grassano, Tricarico, Lavello, Genzano di L., Pescopagano … che presentano aspetti interessanti da un punto di vista paesaggistico, delle tradizioni
popolari e turistico.
Il libro è nel complesso una buona guida turistica per le sue
belle illustrazioni, per i disegni. Nella presentazione di
Vittoria Scazzarriello e Antonio Affuso così si legge: “Il
prodotto editoriale, frutto del progetto, rappresenta uno
strumento indispensabile di conoscenza e promozione del
territorio lucano, adatto non solo allo studioso o agli studenti, ma anche al turista che intende visitare la regione e
conoscerne monumenti, tradizioni, folklore. Lo svolgimento del progetto è stato, pertanto, finalizzato all’acquisizione di competenze specialistiche per la formazione e per
il mercato del lavoro”.
Gli studenti che hanno partecipato attivamente (sotto la
guida del dott. Affuso, dei docenti A. De Benedictis, R.
Calciano, G. Avantaggiato, V. A. Baglivo, A. Cirigliano,
con la collaborazione degli aa. A. Burzo e C. D’Onofrio, del
dgsa A. Calciano) meritano di essere ricordati: F. Autera, N.
Camardella, S. Caruso, F. Costantini, A. D’Alessandro, G.
D’Alessandro, A. D’Angella, A. Di Leo, R. Donato, G.
Giannace, A. Guerriera, M. C. Guerriera, R. Lategana, S.
Lo Franco, M. T. Mininno, E. Panetta, A. Quinto, F.
Sassone, L. Tarsia e V. Tufaro.
SPIGA
9
Grande partecipazione di pubblico di poeti e di curiosi
Omaggio alla poesia presso
il CE.CAM di Marconia
Con grande partecipazione di
pubblico, di poeti e di curiosi
s’è reso omaggio alla Poesia.
Con la collaborazione del Comune di Pisticci (rappresentato dal sindaco Bellitti e dall’assessore Di Tursi) presso il
CE.CAM di Marconia sono
convenuti i POETI di Pisticci
(Amalia Marmo, Gianni di
Lena, Bianca Rainone Minaya,
Leonardo Attilio Franchini) per
rendere omaggio alla poesia di
Antonio Di Giulio, un pisticcese trapiantato a Roma ma
con il cuore a Pisticci. Giovanni Modugno ha commentato
le poesie di Di Giulio, la silloge
Ricordi e Emozioni,pubblicata
nel 2002.
Il pubblico ha partecipato con
attenzione fino alla fine della
serata, circa le 23.30, spesso
applaudendo gli interventi critici di Modugno, del poeta Di
Giulio, e degli altri poeti
Franchini, Marmo, Di Lena. Il
pubblico in sala ha partecipato
anche grazie ad un opuscolo guida(“ La Poesia : Vitae
Magistra”) che ha permesso di
seguire i testi delle liriche lette
da Modugno, da Di Giulio,da
altri poeti e due studenti.
In altre occasioni s’ è avuto
modo di parlare e scrivere della poesia di questi artisti del
verso. In tutti c’ è l’anelito alla
libertà, la ricerca del bello, la
presenza della nostalgia. A.
Marmo, dal verso ricercato
impregnato di classicità, in alcuni momenti ermetica, ma
innamorata della vita e dell’amore; G. Di Lena dal mondo poetico in cui spesso prevale senso della solitudine e della
disperazione con finestre sul
mondo; B. Rainone dal forte
sentimento religioso aperto su
un’umanità dolente; L. A.
Franchini, preso dai colori della natura e dal paesaggio. Antonio Di Giulio è la poesia del
poeta che ha vissuto per lungo
tempo il distacco dalla terra
madre, che però non è diventata mai matrigna.Egli sogna la
Lucania, il borgo natìo dominato dalla croce di pietra, i
calanchi, il profumo del pane
appena sfornato dal forno. Si
abbandona dolcemente ai ricordi, ai dolci ricordi che affollano la vita.. la vita dell’emigrante, di colui che ha lasciato
Come Eravamo
Rubrica a cura di
Personaggi comici della tragedia umana
Quanti tipi strani vivevano in
un ampio angolo di un modesto centro abitato.
Ognuno con sfumature diverse. Tutte, in ogni modo, interessanti.
Incontravi lo stupido furbo, lo
zoppo misterioso, il finto scemo, l’ubriaco, l’astuto non intelligente. E, via via, tanti altri tipi estrosi. Callacallë,
Scungignë, Ciavarronë, quest’ultimo amava anche farsi
chiamare “curnùtë”. I più noti.
Callacallë si definiva italoamericano: era stato espulso
dagli USA perché si ubriacava ed infastidiva la gente. Nel
suo paese viveva con la vecchia mamma e con un paziente asinello che alloggiava nell’unica stanzetta di giorno e
di notte. Provocava brividi di
rara tenerezza. Gli serviva per
saltuari lavori. Amava essere
“insultato” dai ragazzi verso
i quali si scagliava, talvolta
ubriaco, lanciando pietre. Non
gli piaceva la tranquillità: pro-
vocava i giovanotti perché lo
insultassero. Creò tra i suoi
compaesani lo slogan: sei
come Callacallë, se non ti si
“sfotte” inviti a farlo. Spesso
finiva in carcere. Inutilmente.
Appena fuori dalla prigione
tutto ricominciava... Il destino non aveva pietà per il povero Callacallë, suo nomignolo di grido. Lo seguiva spesso, con oscuri piaceri, un altro amico di bacco che con
voce tenorile gridava per le
vie: «Me ne frego della mia
stessa persona e del re». Il
canto
era
gelido
e
melanconico.
“Scungignë”, altro particolare personaggio. Era anche lui
proprietario di un asino. Guadagnava tanto per non morire
di fame. Aveva un fisico lontano dal normale. Il viso col
mento era spostato tutto a sinistra. I piedi convergevano
verso l’interno quasi a congiungersi. Le due gambe erano a forma d’arco. Cammina-
la terra dei cari,il quartiere dove
ha giocato, l’umanità della
madre. Nella poesia di Di Giulio c’è serenità, mai disperazione : Signore / cammino nella notte/ e quelli che un giorno/
amammo/ non sono che ombre
/ attorno a noi. / Signore /
cammin o nella notte / e sento
/ nei passi / paura di perdermi
/ Signore/ cammino nella notte/ e senza rancore / ripenso a
Te / che steso/ in croce /dolori
per tutto / il genere umano. C’è
pacatezza d’animo, fede, speranza.
A che serve la poesia oggi?
Non c’è risposta sicura, non ci
può essere una risposta soddisfacente per tutti. Essa aiuta a
vivere meglio e a farci sperare
nel bene.
La serata e lo spirito sono stati
allietati dagli interventi musicali del chitarrista Carmine
Lista e dalla dolce voce di
Rosalia Leone.
Dino D’Angella
Un momento della manifestazione - Foto Caruso
Questo racconto è pubblicato sul libro
“CRONACHE” di Raffaele Montemurro,
edito da La Spiga. Il libro è dato in
OMAGGIO agli abbonati del giornale
va in maniera scomposta, “a
scungignë”. Di qui il nomignolo che lo accompagnò per
tutta la vita. Spesso seduto su
di un muretto di periferia cantava, a modo suo, “Firenze
sogna”. Sublime illusione.
Aveva un amico particolare
Chechélë. Questi trascorreva
le sue giornate in una chiesa
dove era ospitato dalla divina
provvidenza. Amava precedere le processioni del venerdì
Santo con la testa cinta da una
corona di spine e con gli occhi senza gioia. Portava una
pesante croce. In questi spazi
misteriosi la sua felicità era
alle stelle. Crudele piacere.
Un’altra figura dai contorni
misteriosi era quella di
“Ciavarrë”. Era sempre allegro; rideva in maniera caratteristica lanciando di tanto in
tanto appello ai cornuti
(ciavarrë). Tutti per lui erano
cornuti cioè “ciavarrë”. Camminava appoggiandosi ad un
bastone e saltellando in ma-
niera strana. Emetteva dal
naso uno strano e caratteristico rumore simile al grugnito
di un maiale. Erano attimi di
grande letizia. Aveva dei momenti di ripensamento. Sedeva, allora, sulla panchina di
una piazzetta. Aspirava grandi boccate da un sigaro pestilenziale. Guardava con curiosità il gioco del fumo che di
tanto in tanto usciva copioso
dalla sua bocca. Negli ingenui cerchi del fumo, forse,
cercava soffici abissi del nulla. Attimi.
Subito dopo cominciava la litania.
Solite
parole:
“ciavarrë”, “ciavarronë”,
“curnùtë a paléttë”: i passanti
che lo conoscevano accettavano la giocosità felice e ingenua.
Così trascorreva le ore... si
stordiva di piaceri illusori.
Sembra che tutti i personaggi
descritti volessero far emergere il comico della tragedia
umana ... Questioni eterne.
la
SPIGA
MARZO 2005
la
10
a ...Scuola
SPIGA
Organizzato dall’istituto comprensivo “Padre Pio da Pietrelcina” di Pisticci
Convegno sulla prevenzione a scuola
Il 12 marzo è stato realizzato
un convegno sulla prevenzione nell’Istituto comprensivo
“P.Pio da P.” di Pisticci. Il Convegno “Bambini e salute” ha
visto la presenza di un numeroso pubblico nell’Aula Magna
di via Cantisano e la partecipazione della dott.ssa Antonietta
Micucci (cordinatrice del progetto), del d.s. D’Angella, del-
l’assessore
regionale
Chiurazzi, del dir. generale
ASL n.5 P. Quinto, del dir.
sanitario A.Colasurdo, e degli
specialisti G. Palazzo, P.
Bellitti, G.B. Parciante, G.
Schiraldi.
Gli interventi hanno ribadito la
necessità di introdurre in modo
sistematico la prevenzione nelle scuole a partire dalla scuola
materna. La prevenzione deve
essere l’obiettivo primario e
deve vedere tutti impegnati,
dalle famiglie alle istituzioni,
dalla Scuola alla ASL, dal Comune alla Regione, in un’azione coordinata e mirata. Vi sono
delle patologie che vanno diagnosticate tempestivamente,
intervenendo con screening nei
prini anni di vita. Il progetto,
che sarà realizzato entro giugno, dopo opportuna
sensibilizzazione nelle fami-
glie, prevede una serie di
screening in quattro ambiti:
obesità, malattie della pelle,
patologie dell’udito e scoliosi.
Esso avrà come destinatari gli
alunni dell’ultimo anno della
scuola dell’infanzia, della prima, seconda e quinta classe
della scuola elementare, del
primo anno della scuola secondaria di primo grado.
Dopo gli interventi del dirigente scolastico dell’ Istituto
comprensivo, della dott.ssa
Micucci, del dott. P. Quinto e
dell’assessore Chiurazzi, e del
dott. Colasurdo, i medici Specialisti hanno illustrato nei particolari lo screening, l’importanza della diagnosi precoce,le
patologie più diffuse. Il ruolo
della famiglia è determinante
per la riuscita del progetto.
D.D.
Giochi Matematici a Tursi con gli alunni di Pisticci
Nei giorni scorsi si sono svolte a Tursi,presso l’Istituto “M.
Capitolo “, le prove per la
semifilale dei Giochi Matematici. Dell’Istituto Comprensivo di Pisticci, settore
scuola secondaria di primo
grado, hanno partecipato una
ventina di studenti, accompagnati dai docenti M.
Bilotta, M. Di Tursi e G.
Grassani. Anche quest’anno
l’impegno e la serietà sono
stati premiati. Ben sei alunni
hanno superato le prove e si
sono qualificati per la finale,
che si svolgerà a Milano il 14
maggio 2005. Agli alunni che
hanno partecipato
va espresso un elogio. Ai vincitori (G.ppe D’Onofrio della III B, Arturo Storino della
II D, Michele D’Alessandro
e Marco Silletti della II C,
Anna Trotta e Felicia
Vinciguerra della II B) tanti
auguri per la finale di Milano.
Mare in un mare di guai
E’ questo il titolo di un progetto interscolastico che assegna grande
importanza all’incalzante fenomeno di erosione della costa e della
conseguentemente distruzione dell’ecosistema dunale
Le scuole partecipanti al progetto finanziato dall’Unione
Europea sono la Scuola Media di Marconia e di Montescaglioso, la Scuola Elementare di Pisticci e l’Istituto d’Istruzione Superiore “Cerabona” di
Marconia.
I seminari sono tenuti dal
geologo Giuseppe Amorosi e
dall’Ing. Michele Sole, che utilizzano un linguaggio ed una
grafica accessibile agli 80 ragazzi che seguono il corso, in
rappresentanza delle rispettive
scuole di appartenenza.
Uno dei filoni di studio che
stiamo seguendo -dice la
Prof.ssa Lucia Aiello della
Scuola Media di Marconia- è
quello dell’arenile di Nova
Siri, dove con la messa a dimora di alcuni bulbi di
Pancrazium maritimum, più
conosciuto come “giglio di
mare”, si è dato inizio ad un
processo di rinaturalizzazione
dellíarenile costiero, nella speranza che il tratto di spiaggia
tra la battigia ed il lungo mare
si avvii a ripopolamento della
vegetazione tipica delle coste
sabbiose, con specie autoctone,
quali l’erincio marino, la pastinaca spinosa, lo sparto pungente, la ruchetta di mare.
Questa fascia di terra fragile ed
instabile, -dice la Prof.ssa Patrizia Porreca dell’ITAS di
Marconia e coordinatrice del
Progetto- è interessata contemporaneamente dal sistema
ambientale terrestre e da quello marino e rappresenta un
habitat di eccezionale valore
naturalistico e paesaggistico.
Si tratta di un ambiente quasi
desertico, quindi ostile ed inospitale, con elevata concentrazione di sali in superficie ed in
profondità, e bassa capacità di
ritenzione idrica delle sabbie.
Ma anche in questo ambiente
la vita si fa strada prepotentemente con specie vegetali pioniere resistenti alla salinità ed
alla siccità, le quali fissano le
sabbie con líapparato radicale.
E sono proprio loro che servono a prevenire il fenomeno
erosivo, consentendo la colonizzazione di altre specie vegetali.
Nasce così quel luogo estremamente affascinante ñ sottolinea
Porreca - non più terra e non
ancora mare, denominato
ìdunaî. Una fascia di transizione di estrema delicatezza e bellezza, che può essere ancora
La duna
La foce del fiume Cavone
osservata in poche località
díItalia. E Nova Siri è una di
queste, grazie al processo di
ripascimento e di restauro
dell’habitat dunale.
I nostri bambini -dice l’ins.
Filomena Cirigliano, della
scuola Elementare di Pisticciprendono appunti e sviluppano in classe le tematiche affrontate in plenaria e durante
le escursioni sul territorio e
mostrano particolare interesse
alla salvaguardia dell’ecosistema e delle acque in particolare, seguendo le spiegazioni e
prendendo appunti che poi sviluppiamo e sistemiamo in classe.
A ridosso della duna -aggiunge la Prof.ssa Giovanna Venezia, della Scuola Media
“Salinari” di Montescagliosoabbiamo, inoltre, potuto osservare la splendida vegetazione
tipica della macchia mediterranea: ligustri, acacie saline,
tamerici.
Sono queste, infatti, le essenze arboree di elevatissimo valore biogeografico e naturalistico di interesse Comunitario in cui nidificano la Cappellacia, il Fratino e la Succia
Capre. Un habitat in cui la vegetazione, il vento ed il mare
competono fra di loro in una
incredibile e fantastica si-
nergia, dove ciascun arbusto ha
ben imparato a convivere con
gli altri, divenendo punto di riferimento per l’avifauna di
passo e per quella stanziale.
Il progetto interscolastico
pone, inoltre, l’attenzione anche sui composti chimici usati
in maniera indiscriminata in
campo agricolo e industriale,
sugli scarichi civili dei centri
abitati e dei villaggi turistici,
non sempre costruiti a norma
di legge; ma prende anche in
esame il ricorso a pratiche agricole non del tutto sostenibili,
gli incendi boschivi ed un’errata gestione degli ambienti
forestali costieri, come alcune
delle cause di un incalzante
processo di deterioramento
ambientale e di un eccessiva
antropizzazione del territorio.
Il progetto Helianthus -sottolinea il Prof. Salvatore Carone,
Preside dell’ITAS di Marconia- offre l’opportunità di riflettere sul modo in cui le attività antropiche interferiscono
con il ciclo dell’acqua e con gli
ecosistemi, sollecita i ragazzi
che seguono il Progetto comunitario ad una maggior attenzione nei confronti della difesa e della salvaguardia dell’ambiente in generale ed in
particolare del proprio.
Pino Gallo
Sport
MARZO 2005
Pisticci, assieme a Palermo, rappresenta non solo la Lucania, ma l’intero meridione d’Italia
L’Omcm. C.T. Pisticci ai nastri di partenza del
campionato femminile a squadre di serie A2
L’Omcm. C.T. Pisticci si ripresenta ai nastri di partenza del
campionato femminile a squadre di serie A2. La nuova formula della manifestazione, più lunga rispetto al passato, ha costretto l’organizzazione, formata dal
Circolo Tennis di Pisticci sotto
la guida del presidente Michele
Leone e dallo sponsor di riferimento Omcm, società dell’ingegnere Carlo Pastore, a produrre
grossi sforzi organizzativi per
reggere il confronto con le realtà
del nord. Pisticci, infatti, assieme a Palermo, rappresenta non
solo la Lucania, ma l’intero meridione d’Italia nella competizione. La squadra fa perno sulla
irremovibile tennista veronese
Giulia Merluzzi, affiancata da
Monica Scartoni, dalla maestra
di tennis e beniamina di casa
Giovanna Carotenuto e da una
schiera di giocatrici straniere.
“La discrepanza tra il numero
elevato delle nostre giocatrici –
spiega Pastore – e quello ridotto
delle tenniste ingaggiate dalle
altre squadra è dovuta alla difficoltà di reperire sul mercato giocatrici italiane libere e dal fatto
che Pisticci è penalizzata per la
sua posizione geografica. Pertanto si ricorre a tenniste straniere, ben sette, per fare in modo di
averne almeno una sempre a disposizione”. E così l’Omcm C.T.
Pisticci presenta la statunitense
Angela Haynes, la lituana Lina
Stanciute, la francese Kildine
Chevalier, l’ungherese Virag
Nemeth, la tedesca Sandra
Kloesel e le sorelle croate Ivana
e Marija Abramovic. “In campo
–spiega il presidente del C.T.
Pisticci Leone – può scendere
una sola straniera per volta. La
nostra è una buona squadra anche se ci dispiace aver perso
Anna Floris, partenza che indebolisce la schiera di italiane a
Angela Haynes
la
nostra disposizione”. Per quanto
riguarda le avversarie (Pisticci è
inserito nel 1° dei due gironi a 7),
bisognerà vedersela con il T.C.
Milano Bonacossa, il Tennis
Forlì Soc. Coop, l’S.C.
Montecatini, il C.T. Savelli di
Siena, il C.A. Faenza ed il Tennis Rozzano T.T. “Passano il
turno le prime tre –spiega Leone
– e noi abbiamo come obiettivo
quello di accedere al tabellone
dei play off. Non sarà facile visto che il sorteggio ha prodotto
due gironi equilibrati e durissimi. Credo che, per quanto riguarda le nostre avversarie, quattro circoli sembrano molto accreditati. Noi speriamo di centrare il terzo posto, poi vedremo
quale sarà il verdetto del campo”. La manifestazione avrà inizio il 3 aprile, quando l’Omcm
giocherà la trasferta di Forlì.
L’esordio casalingo è previsto
per il 10 aprile contro Faenza.
Per quella occasione il C.T. Pisticci ha organizzato la presentazione ufficiale della squadra.
L’appuntamento è per sabato 9
aprile alle ore 18.30 presso la
sala consiliare di Piazza Umberto
I, quando, oltre alle tenniste, saranno presenti il presidente nazionale Fit Angelo Binaghi ed il
capitano della nazionali maschile di Coppa Davis e femminile di
Fed Cup Corrado Barazzutti per
quella che il capitano del’Omcm,
Giovanna Carotenuto ha definito “una grande festa del tennis”.
Il Circolo pisticcese si augura
che l’evento possa contribuire a
far accrescere la partecipazione
della cittadinanza a sostegno
dell’Omcm, visti gli sforzi compiuti per offrire quello che a tutti
gli effetti può essere ritenuto il
più prestigioso appuntamento
sportivo per la Basilicata intera.
Roberto D’Alessandro
Ivana Abramovic
SPIGA
11
Come funziona il torneo
Il campionato di serie A2 femminile a squadre è organizzato in due
gironi da 7 circoli ciascuno. Le contendenti giocano, in gara unica,
un torneo all’italiana che inizia il 3 aprile e si conclude il 15 maggio.
Ogni sfida si gioca al meglio dei quattro incontri: 3 singolari ed un
doppio con possibilità di pareggio. Alla fine della regular season la
prima classificata di ogni girone accede direttamente alle semifinali
play off, mentre le seconde e le terze classificate giocano, a gironi
incrociati, i quarti di finale, sempre in gara unica, con il fattore campo
che premia la seconda di ogni girone, chiamata a ricevere la terza del
girone opposto. Chi vince raggiunge le semifinali, da disputare in
gare di andata e ritorno con le prime classificate dei due gironi. Le
squadre che conquistano la finale di A2 sono automaticamente
promosse in A1. La finale si gioca in gara unica su campo neutro.
Le squadre che, nelle classifiche dei due gironi, si piazzano al 4°, 5°
e 6° posto, invece, giocano i play out. Mentre le ultime, quelle che
chiudono al 7° posto, retrocedono direttamente. Per quanto riguarda
la formula dei play out, la squadra che giunge al 4° posto di un girone
incontra la quinta dell’altro e viceversa, in gara unica e sul campo
della meglio piazzata. Chi vince ottiene la permanenza in A2, chi
perde gioca, in casa, un’altra gara con la sesta di ogni girone: chi
vince è salvo, chi perde retrocede. Play off e play out si disputeranno
tra il 22 maggio ed il 12 giugno. La finale è prevista per il 19 giugno.
Una giornata indimenticabile per i ragazzi della Juve Academy di Pisticci
Ospiti del glorioso Club bianconero
I ragazzi hanno avuto modo di incontrare i giocatori della Juventus e di assistere all’incontro con il Siena
di MICHELE SELVAGGI
Una giornata indimenticabile
quella che i ragazzi della Juve
Academy di Pisticci hanno trascorso a Torino, ospiti del glorioso Club bianconero.Una
esperienza emozionante, affascinante, coinvolgente- anche per i genitori che li avevano accompagnati - forse più di
quanto si era immaginato. I
piccoli campioni pisticcesi del
Progetto Juve, hanno partecipato ad un torneo di esordienti
facendo parte del primo girone
e incontrando nell’ordine: la
SS.Frigola (1-1), A.C. Wipptal
(0-1), l’A.S.Borgo Oi.In.Par.
(2-0) e i cugini pugliesi del
Planet Corato (0-0). A termine
del torneo vinto dall’A.S.D.
Trieste Calcio, un onorevolissimo settimo posto per la
squadra lucana che, come di
ritorno da Torino hanno dichiarato all’unisono il presidente del Club Enzo Monfredi
e il suo vice presidente Salvatore Quinto: “ Servirà come
base di esperienza per il prossimo anno quando cercheremo
di crescere sia come associazione che atleticamente per migliorare i buoni risultati conseguiti quest’anno”. Alla guida di Massimiliano Alfano,
Giuseppe Arnone e Fabio
D’Alessandro e del massaggiatore Dino Margiotta, questi i ragazzi che a Torino hanno tenuto alto il nome del Club
bianconero della nostra città:
Giuseppe Sergio, Michele
D’Alessandro, Raffaele
Lopatriello, Mario D’Alessandro, Wiliam Grieco, Michele Campa, Gianluigi
Giorgini, Giuseppe Di Stefano, Luca Barbalinardo,
Cosmiano D’Onofrio, Alberto Mastrogiulio, Luca
Muliero, Ambrogio Quinto,
Filippo Petracca, Michele
D’Onofrio, Giovanni Mastroluisi, Giuseppe Di Leo,
Gaetano Laviola, Angelo
Nicodemo, Salvatore Sergio,
Arturo Storino e Domenico
Masiello. Durante il soggiorno torinese, i ragazzi dell’Accademy hanno avuto modo di
salutare l’allenatore del Siena
Gino De Canio che a Pisticci
iniziò la sua carriera di tecnico
e l’allenatore dei boys della
Juve, il pisticcese Domenico
Delfino che era accompagnato
dal professor Attilio Quinto
osservatore dell’Atalanta e del
Cagliari.Come si ricorderà
l’iniziativa di Juve Academy è
nata qualche mese fa per dare
la possibilità a ragazzi compresi tra i 5 e 15 anni di far parte
della grande famiglia della Juve
Footbal Club di Torino- uno
dei club più leggendari della
storia del calcio con milioni di
fans in tutto il mondo. Il progetto, conta in tutta Italia 51
società affiliate ma è conosciuto anche in altre parti del mondo con adesioni a Malta e nel
Canadà e che a Pisticci è stato
accolto da oltre un centinaio di
ragazzi del posto ma anche dei
centri vicini che d’accordo con
le proprie famiglie vi hanno
aderito con entusiasmo. Nei
giorni scorsi è tornato a Pisticci Davide Cravero il responsabile del settore giovanile
esordienti della Juve, che ha
seguito i ragazzi nella trasferta
torinese ed ha avuto modo di
congratularsi con l’associazione e con gli stessi piccoli
atleti per l’ottimo comportamento e il buon piazzamento
ottenuto nel torneo.
Il gruppo pisticcese a Torino
I ragazzi posano con i giocatori Ferrara e Thuram
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la spiga (marzo 2005) - Basilicatanet.it