COMUNE DI OPERA
RAPPORTO AMBIENTALE
Norme e disposizioni per l’attuazione del PGT
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI OPERA
SINDACO
ETTORE FUSCO
VICE SINDACO E ASSESSORE ALL’EDILIZIA E ALL’URBANISTICA
GEOM. ANTONINO NUCERA
AREA GESTIONE DEL TERRITORIO, ATTIVITA’ PRODUTTIVE E POLIZIA LOCALE
RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
DOTT. GIOVANNI DE
TOMMASO
TECNICO INCARICATO DELLA REDAZIONE DELLA VAS
ARCH. SALVATORE CRISAFULLI
AUTORITA’ PROCEDENTE
ARCH. ROSARIA GAETA
AUTORITA’ COMPETENTE
DOTT. MARCO CAMPAGNOLI
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
PREMESSA .........................................................................................................................................5
1 INQUADRAMENTO NORMATIVO E FASI PROCEDURALI ......................................................6
1.1
RIFERIMENTI NORMATIVI.................................................................................................8
1.1.1 Il Quadro di Riferimento Europeo ....................................................................................8
1.1.2 Il Quadro di Riferimento Italiano ......................................................................................9
1.1.3 La Legge Regionale 12/2005 e s.m.i: la Valutazione Ambientale Strategica...............10
1.2.3 Gli indirizzi regionali .......................................................................................................10
1.2
LE FASI PROCEDURALI DELLA VAS .............................................................................14
1.2.1 La VAS nella fase di orientamento ed impostazione ....................................................17
1.2.2 La VAS nella fase di adozione e approvazione.............................................................19
1.2.3 La VAS nella fase di attuazione e gestione...................................................................19
1.2.4 Aspetti metodologici trasversali .....................................................................................20
1.3
LA REDAZIONE DEL RAPPORTO AMBIENTALE: FINALITÀ’ E CONTENUTI ..............23
2 QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO ...................................................................26
2.1
PIANO TERRITORIALE REGIONALE e PIANO TERRITORIALE PAESAGGISTICO
REGIONALE...................................................................................................................................26
2.2
IL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PROVINCIALE ................................29
2.3
PIANIFICAZIONE SETTORIALE.......................................................................................31
2.4
IL SISTEMA DEI VINCOLI.................................................................................................36
2.4.1 Vincoli amministrativi .....................................................................................................36
2.4.2 Vincoli per la difesa del suolo ........................................................................................37
2.4.3 Vincoli di tutela e salvaguardia ......................................................................................38
3 QUADRO DI RIFERIMENTO TERRITORIALE ED AMBIENTALE ...........................................39
3.1
SISTEMA SOCIO-ECONOMICO ......................................................................................40
3.1.1 Sistema Sociale .............................................................................................................40
3.1.2 Sistema Economico .......................................................................................................42
3.2
ARIA ...................................................................................................................................44
3.3
SUOLO E SOTTOSUOLO.................................................................................................52
3.4
ACQUA...............................................................................................................................57
3.4.1 Efficienza di depurazione...............................................................................................58
3.4.2 Acque sotterranee..........................................................................................................59
3.5
BIODIVERSITÀ E NATURA ..............................................................................................65
3.6
RUMORE ...........................................................................................................................66
3.7
INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO .......................................................................71
3.8
RIFIUTI...............................................................................................................................76
3.9
AZIENDE A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE .........................................................80
4 Il DOCUMENTO DI PIANO ........................................................................................................81
4.1
OBIETTIVI PERSEGUITI DAL DOCUMENTO DI PIANO ................................................82
4.2
INDIVIDUAZIONE AMBITI DI TRASFORMAZIONE.........................................................85
5 VALUTAZIONE DELLA COERENZA DELLE SCELTE DI PIANO............................................87
5.1
ANALISI DELLA COERENZA ESTERNA .........................................................................88
5.2
ANALISI DELLA COERENZA INTERNA ..........................................................................93
6 VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI ATTESI DALLE AZIONI DEL DOCUMENTO DI PIANO.....96
7 MONITORAGGIO .....................................................................................................................126
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Comune di Opera
Comune di Opera 12.6.2012
Rapporto Ambientale
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Rapporto Ambientale
PREMESSA
L’Amministrazione comunale di Opera, con Delibera di Giunta Comunale n. 54 del 16/04/2009, ha
dato avvio al procedimento per la costituzione dei tre atti costituenti il Piano di Governo del
Territorio (P.G.T.) e con la medesima Delibera al processo di valutazione ambientale dello stesso,
attraverso la Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.).
Il presente documento rappresenta il Rapporto Ambientale del processo di V.A.S. del Documento
di Piano del PGT di Opera.
Il Rapporto è corredato, altresì, dalla Sintesi Non tecnica, illustrativa, in linguaggio non tecnico,
degli obiettivi, delle metodologie seguite e dei risultati delle valutazioni sulla sostenibilità del piano.
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1
Rapporto Ambientale
INQUADRAMENTO NORMATIVO E FASI PROCEDURALI
La presente proposta di Rapporto Ambientale è l’elaborata, ai sensi della Direttiva 42/01/CE, e
delle norme nazionali e regionali in materia (D.lgs 152/2006 e ss.mm.ii, LR 12/2005, DCR n.351
del 27.03.2007 e DGR n.6420 del 27.12.2007), ed è prevista ai fini della VAS (Valutazione
Ambientale Strategica) del Piano di Governo del Territorio del Comune di Milano.
Il documento si inquadra nelle più complessive attività previste dal processo integrato di
pianificazione e valutazione. In particolare costituisce, insieme alla proposta di Documento di
Piano, l’elaborato tecnico messo a disposizione delle Autorità competenti in materia ambientale e
dei soggetti interessati al fine di raccogliere indicazioni prima dell’adozione del Piano stesso.
La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) concerne la valutazione degli effetti di determinati
piani e programmi sull’ambiente ed è introdotta a livello europeo dalla Direttiva 2001/42/CE.
L’obiettivo della VAS indicato nella direttiva comunitaria è quello di “..garantire un elevato livello di
protezione dell’ambiente e contribuire all’integrazione di considerazioni ambientali all’atto
dell’elaborazione e dell’adozione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile
assicurando che venga effettuata la valutazione ambientale di determinati piani e programmi che
possono avere effetti significativi sull’ambiente..” (art. 1)
Un piano, che si pone l’obiettivo di una pianificazione sostenibile, deve contemplare l’integrazione
di tre concetti fondamentali:
• sostenibilità ambientale
• sostenibilità economica
• sostenibilità sociale
La Direttiva rappresenta, inoltre, uno strumento per l’attuazione di due pilastri della politica
comunitaria: il principio di integrazione e di partecipazione dei cittadini al processo decisionale.
Quest’ultimo concetto e’ stato introdotto dalla Convenzione di Aarhus del 1998 (entrata in vigore il
30/10/2001), che definisce un nuovo modello di governance ambientale fondato su tre pilastri:
l’accesso all’informazione ambientale, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali,
l’accesso alla giustizia.
La fase di partecipazione deve garantire a tutti i partecipanti la possibilità di accedere
all’informazione minima delle fasi decisionali, in modo da poter esprimere le proprie considerazioni
e conoscere gli orientamenti espressi dagli altri soggetti coinvolti. A tal fine possono essere
utilizzati strumenti informatici per la diffusione delle informazioni, pubblicando su siti web dedicati
le fasi della valutazione e attivando Forum tematici, invitando così i principali stakeholders a
prendere visione dei documenti e fornire i propri contributi. I risultati del processo di partecipazione
devono essere resi pubblici e divenire parte integrante del processo di VAS.
La direttiva stabilisce alcuni obblighi generali che riguardano (art. 4):
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Rapporto Ambientale
• i tempi di redazione della VAS, che deve essere effettuata contestualmente alla preparazione del
piano/programma o all’avvio della relativa procedura legislativa;
• la necessità di evitare duplicazioni della valutazione nel caso in cui si debbano analizzare p/p
gerarchicamente ordinati, considerando che la VAS dovrà essere effettuata ai vari livelli della
gerarchia;
• la possibilità di prevedere (art.11) procedure coordinate comuni nel caso in cui si dovesse
effettuare una valutazione ambientale riguardante programmi comunitari (ad esempio la Direttiva
43/92/CEE).
L’art. 5 della Direttiva comunitaria specifica che “nel caso sia necessaria una valutazione
ambientale ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, deve essere redatto un rapporto ambientale in cui
siano individuati, descritti e valutati gli effetti significativi che l’attuazione del piano o programma
potrebbe avere sull’ambiente nonché le ragionevoli alternative alla luce degli obiettivi e dell’ambito
territoriale del p/p”. Nell’Allegato 1 della Direttiva vengono riportati in dettaglio i contenuti e le
informazioni che devono essere contenute nel rapporto ambientale.
La Direttiva Comunitaria è stata recepita in Lombardia tramite la LR 12/2005 “Legge sul Governo
del Territorio” e a livello nazionale dal D.lgs 152/2006 (Testo Unico Ambientale), successivamente
modificato con il D.lgs 4/2008 e con D.lgs 128/2010.
Il Comune di Opera si è mosso all’interno del contesto normativo regionale avviando formalmente
la procedura di VAS mediante sul quotidiano La Padania in data 28 aprile 2009 e sul proprio sito
web.
Il reporting per la VAS prevede in Regione Lombardia due elaborati, corrispondenti a diverse fasi
del processo:
• un Documento di Scoping al termine della Fase di Orientamento del Piano;
• il Rapporto Ambientale completo prima dell’adozione del Piano.
Per il PGT di Opera il Documento di Scoping è stato a suo tempo prodotto e messo a disposizione
delle Autorità competenti per gli aspetti ambientali e dei soggetti interessati a partire dal 2/11/2010
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1.1
Rapporto Ambientale
RIFERIMENTI NORMATIVI
1.1.1 Il Quadro di Riferimento Europeo
La normativa sulla Valutazione Ambientale Strategica ha come riferimento principale la Direttiva
2001/42/CE.
L’obiettivo generale della Direttiva è quello di “…garantire un elevato livello di protezione
dell’ambiente e di contribuire all’integrazione di considerazioni ambientali all’atto dell’elaborazione
e dell’adozione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile, ... assicurando
che ... venga effettuata la valutazione ambientale di determinati piani e programmi che possono
avere effetti significativi sull’ambiente” (art 1).
La Direttiva stabilisce che “per «valutazione ambientale» s’intende l’elaborazione di un rapporto di
impatto ambientale, lo svolgimento delle consultazioni, la valutazione del rapporto ambientale e dei
risultati delle consultazioni nell’iter decisionale e la messa a disposizione delle informazioni sulla
decisione...”.
Per “rapporto ambientale” si intende la parte della documentazione del piano o programma “... in
cui siano individuati, descritti e valutati gli effetti significativi che l’attuazione del piano o
programma potrebbe avere sull’ambiente nonché le ragionevoli alternative alla luce degli obiettivi e
dell’ambito territoriale del piano o programma”. I contenuti di tale Rapporto Ambientale sono definiti
nell’Allegato I della Direttiva, come di seguito riportato.
La Direttiva introduce altresì l’opportunità di verificare, a livello preliminare, se i piani o i programmi
possono avere effetti significativi sull'ambiente. A tale scopo gli Stati membri tengono comunque
conto dei pertinenti criteri di cui all'Allegato II, al fine di garantire che i piani e i programmi con
probabili effetti significativi sull'ambiente rientrino nell'ambito di applicazione della Direttiva
42/2001.
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TEMI
CONTENUTI SPECIFICI
1. Il Piano/Programma
a) illustrazione dei contenuti, degli obiettivi principali del piano o
programma e del rapporto con altri pertinenti piani o programmi
2. Ambiente
considerato
b) aspetti pertinenti dello stato attuale dell'ambiente e sua evoluzione
probabile senza l'attuazione del piano o del programma
c) caratteristiche ambientali delle aree che potrebbero essere
significativamente interessate
d) qualsiasi problema ambientale esistente, pertinente al piano o
programma, ivi compresi in particolare quelli relativi ad aree di
particolare rilevanza ambientale, quali le zone designate ai sensi delle
direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE
3. Confronto con gli
obiettivi di protezione
ambientale
e) obiettivi di protezione ambientale stabiliti a livello internazionale,
comunitario o degli Stati membri, pertinenti al piano o al programma,
e il modo in cui, durante la sua preparazione, si è tenuto conto di
detti obiettivi e di ogni considerazione ambientale
4. Effetti del
Piano/Programma
sull’ambiente
f) possibili effetti significativi sull'ambiente, compresi aspetti quali la
biodiversità, la popolazione, la salute umana, la flora e la fauna, il
suolo, l'acqua, l'aria, i fattori climatici, i beni materiali, il patrimonio
culturale, anche architettonico e archeologico, il paesaggio e
l'interrelazione tra i suddetti fattori
5. Misure per il
contenimento degli
effetti negativi
g) misure previste per impedire, ridurre e compensare nel modo più
completo possibile gli eventuali effetti negativi significativi
sull'ambiente dell'attuazione del piano o del programma
6. Organizzazione
delle informazioni
h) sintesi delle ragioni della scelta delle alternative individuate e una
descrizione di come è stata effettuata la valutazione, nonché le
eventuali difficoltà incontrate (ad esempio carenze tecniche o
mancanza di know-how) nella raccolta delle informazioni richieste
7. Monitoraggio
i) descrizione delle misure previste in merito al monitoraggio di cui
all'articolo 10
8. Sintesi non tecnica
j) sintesi non tecnica delle informazioni di cui alle lettere precedenti
Contenuto del Rapporto Ambientale secondo l’Allegato I della DIR 2001/42/CE
1.1.2 Il Quadro di Riferimento Italiano
Il quadro legislativo nazionale di riferimento per la Valutazione Ambientale Strategica comprende:
• il D.lgs 152/2006 (definito anche “Codice dell’Ambiente”), entrato in vigore il 1 agosto 2007, la cui
Parte Seconda tratta in modo integrato la materia di VIA, VAS e IPPC, recependo per la VAS la
Direttiva comunitaria 42/2001;
• il D.lgs n° 4 del 16/01/2008, che modifica gli ordinamenti della Parte seconda del D.Lgs
152/2006, definisce l’attuale quadro nazionale di riferimento in materia di VAS, VIA, IPPC e
Valutazione di Incidenza;
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Rapporto Ambientale
• il D.lgs n° 128 del 29/06/2010 modica ed integra diverse parti della normativa ambientale
contenuta nel D.Lgs. n. 152/2006, le novità più evidenti concernono le norme che definiscono il
campo di applicazione della procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale.
1.1.3 La Legge Regionale 12/2005 e s.m.i: la Valutazione Ambientale Strategica
La Valutazione Ambientale Strategica è introdotta al solo art. 4. della LR 12/2005. Viene qui
disposto che il Documento di Piano, essendo lo strumento che elabora gli obiettivi strategici e le
azioni di sviluppo, deve essere sottoposto, insieme alle relative varianti, a Valutazione Ambientale
Strategica (VAS) in recepimento della Direttiva 2001/42/CE.
L’applicazione della VAS al Documento di Piano costituisce una novità introdotta dall’art. 4 della
legge regionale.
Come esplicitato nell’art. 4, comma 2, la VAS deve essere “effettuata durante la fase preparatoria
del Piano o del programma ed anteriormente alla sua adozione o all’avviso della relativa procedura
di approvazione”. La VAS, dunque, deve essere redatta contestualmente al Documento di Piano,
integrarsi al processo pianificatorio fin dal suo inizio e rappresentare un decisivo fattore di
governance e di legittimazione delle scelte. Il significato chiave della Valutazione Ambientale
Strategica è la capacità di interagire col processo di pianificazione ed orientarlo verso la
sostenibilità, considerando diverse forme di integrazione.
Innanzitutto deve sempre essere evidenziata l’interrelazione tra il processo di pianificazione e la
valutazione ambientale durante la redazione di un piano o programma: il dialogo tra i due strumenti
per il governo del territorio permette correzioni e miglioramenti continui che rendono il prodotto
finale più maturo e consistente.
L’integrazione deve altresì riguardare i diversi enti ed organi della pubblica amministrazione
coinvolti nella stesura del p/p, soprattutto nelle fasi di scelte iniziali strategiche di piano.
Infine il concetto di “sostenibilità” implica considerazioni congiunte a livello ambientale, sociale ed
economico: tali valutazioni, spesso piuttosto difficoltose, permettono una visione più ampia delle
problematiche ed un livello di conoscenza maggiore e ben più utile di quelli che emergono in
analisi specifiche di settore.
1.2.3 Gli indirizzi regionali
DCR 13 marzo 2007, n. VIII/0351
I criteri attuativi relativi al processo di VAS sono contenuti nel documento “Indirizzi generali per la
valutazione ambientale di piani e programmi”, approvato dal Consiglio Regionale in data 13 marzo
2007 (D.C.R. 13 marzo 2007, n. VIII/351), il quale presenta una dettagliata serie di indicazioni, in
attuazione di quanto previsto dall’art 4 della legge regionale sul governo del territorio.
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Rapporto Ambientale
Le indicazioni in attuazione di quanto previsto dall’art 4 della legge regionale sul governo del
territorio più significative sono di seguito riportate:
- la necessità di una stretta integrazione tra percorso di piano e istruttoria di VAS;
- la VAS deve essere intesa come un processo continuo che si estende a tutto il ciclo vitale del
piano, prendendo in considerazione anche le attività da svolgere successivamente al momento di
approvazione del piano, nelle fasi di attuazione e gestione;
- la VAS deve “essere effettuata il più a monte possibile, durante la fase preparatoria del P/P
[piano/programma] e anteriormente alla sua adozione o all’avvio della relativa procedura
legislativa”;
- nella fase di preparazione e di orientamento, l’avvio del procedimento di VAS con apposito atto,
reso pubblico, individuando l’Autorità competente, gli enti territorialmente interessati e le Autorità
ambientali, l’indizione della conferenza di valutazione e le modalità di informazione e di
partecipazione del pubblico;
- nella fase di elaborazione e redazione del piano, l’individuazione degli obiettivi del piano, la
definizione delle alternative, delle azioni attuative conseguenti,
l’elaborazione del Rapporto Ambientale comprensivo del programma di monitoraggio;
- l’Autorità competente per la VAS esprime la valutazione sul piano prima dell’adozione del
medesimo, sulla base degli esiti della conferenza di valutazione e della consultazione pubblica;
- i momenti di adozione e approvazione sono accompagnati da una dichiarazione di sintesi nella
quale si sintetizzano gli obiettivi ambientali, gli effetti attesi, le ragioni per la scelta dell’alternativa, e
il programma di monitoraggio, e come il parere dell’Autorità competente sia stato preso in
considerazione negli elaborati del piano;
- dopo l’approvazione del piano vengono avviate le attività di attuazione e gestione del
monitoraggio e le connesse attività di valutazione e partecipazione.
La normativa vigente considera la partecipazione come uno degli elementi cardine della
valutazione ambientale strategica. La Direttiva Europea 2001/42/CE dedica specifica attenzione
alle consultazioni all’art 6, e demanda (art. 6, comma 5) agli Stati membri la determinazione delle
modalità specifiche di informazione e consultazione elle Autorità e del pubblico. Anche la Direttiva
2003/4/CE (accesso del pubblico all'informazione ambientale) e la Direttiva 2003/35/CE
(partecipazione del pubblico nell'elaborazione di taluni piani e programmi in materia ambientale)
evidenziano la necessità di prevedere una partecipazione effettiva del pubblico, che sia allargata a
tutte le fasi del processo di pianificazione.
Al punto 5 le linee d’indirizzo sulla VAS raccomandano di attivare l’integrazione della dimensione
ambientale nei piani a partire dalla fase di impostazione del piano stesso.
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Rapporto Ambientale
Il testo normativo prevede una serie articolata di corrispondenze per garantire un’effettiva
integrazione tra piano e valutazione durante tutto il percorso di sviluppo, attuazione e gestione, del
piano.
Al punto 6 prevedono una serie di indicazioni puntuali per integrare il processo di partecipazione
nel piano. Per ciascuna fase significativa di costruzione del piano, così come per le successive fasi
di attuazione e gestione, devono essere previste le seguenti attività di partecipazione (Schema B,
Punto 6.4) al fine di “…arrivare ad accordi e soluzioni per ciascuna fase, in maniera che i soggetti
partecipanti vedano riflesse le loro opinioni in tutto il processo e possano constatare la qualità che
il loro sforzo conferisce al piano/programma”:
- selezione del pubblico e delle Autorità da consultare;
- informazione e comunicazione ai partecipanti;
- fase di contributi / osservazioni dei cittadini;
- divulgazione delle informazioni sulle integrazioni delle osservazioni dei partecipanti al processo.
Sempre al punto 6 viene raccomandato di procedere alla richiesta di pareri e contributi ai soggetti
esterni, e più in generale al pubblico, nei seguenti momenti del processo decisionale:
- fase di orientamento e impostazione;
- eventuale verifica di esclusione (Screening) del piano;
- fase di elaborazione del piano;
- prima della fase di adozione;
- al momento della pubblicazione del piano adottato.
DGR 8/6420 del 27.12.2007
Con D.G.R. 27 dicembre 2007, n. VIII/6420 “Ulteriori adempimenti di disciplina in attuazione
dell'articolo 4 della Legge Regionale 11 marzo 2005 n. 12, (Legge per il governo del territorio)” e
degli "indirizzi generali per la valutazione ambientale dei piani e programmi" approvati con
deliberazione dal Consiglio Regionale il 13 marzo 2007 atti n. VIII/0351.(provvedimento n. 1)”, si
sono successivamente approvati gli indirizzi regionali per le VAS dei piani e programmi (D.C.R.
VIII/0351 del 2007) attualmente vigenti, e si è specificata ulteriormente la procedura per la VAS del
Documento di Piano dei PGT (Allegato 1a della DGR).
I Soggetti interessati da procedimento sono:
• l’Autorità procedente (ovvero la pubblica amministrazione che attiva le procedure di redazione e
di valutazione del Piano);
• l’Autorità competente per la VAS;
• i soggetti competenti in materia ambientale;
• enti territorialmente interessati;
• il pubblico.
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L’Autorità competente per la VAS (Autorità con compiti di tutela e valorizzazione ambientale,
individuata dalla pubblica amministrazione, che collabora con l’Autorità procedente / proponente
nonché con i soggetti competenti in materia ambientale, al fine di curare l’applicazione della
direttiva e dei presenti indirizzi) è individuata con atto formale reso pubblico mediante inserzione
sul web. Tale Autorità è individuata:
• all’interno dell’ente tra coloro che hanno compiti di tutela e valorizzazione ambientale;
• in un team interdisciplinare che comprenda, oltre a coloro che hanno compiti di tutela e
valorizzazione ambientale, anche il responsabile di procedimento del DdP o altri, aventi compiti di
sovrintendere alla direzione generale dell’Autorità procedente;
• mediante incarico a contratto per alta specializzazione in ambito di tutela e valorizzazione
ambientale ai sensi dell’articolo 110 del D.lgs 18 agosto 2000, n. 267.
Un passaggio fondamentale per la VAS è la consultazione obbligatoria di soggetti competenti in
materia ambientale (strutture pubbliche competenti in materia ambientale e della salute per livello
istituzionale, o con specifiche competenze nei vari settori, che possono essere interessati dagli
effetti dovuti all’applicazione del piano o programma sull’ambiente, come ad esempio: ARPA, ASL,
gli enti gestori delle aree protette, la sovrintendenza, ecc.).
Il pubblico è definito come una o più persone fisiche o giuridiche, secondo la normativa vigente, e
le loro associazioni, organizzazioni o gruppi, che soddisfino le condizioni incluse nella
Convenzione di Aarhus, ratificata con la legge 16 marzo 2001, n. 108 (Ratifica ed esecuzione della
Convenzione sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e
l’accesso alla giustizia in materia ambientale, con due allegati, fatte ad Aarhus il 25 giugno 1998) e
dalle direttive 2003/4/CE e 2003/35/CE.
Le Modalità di Consultazione, Comunicazione e Informazione sono elementi imprescindibili della
valutazione ambientale. Il Punto 6 degli Indirizzi generali (D.C.R. VIII/0351 del 2007) prevede
l’allargamento della partecipazione a tutto il processo di pianificazione, individuando strumenti atti
a perseguire obiettivi di qualità.
La partecipazione è supportata da forme di comunicazione e informazione e dalla consultazione
che si avvale della Conferenza di Valutazione.
Conferenza di Valutazione: al fine di acquisire elementi informativi volti a costruire un quadro
conoscitivo condiviso, per quanto concerne i limiti e le condizioni per uno sviluppo sostenibile, e ad
acquisire i pareri dei soggetti interessati è attivata la Conferenza di Valutazione.
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Rapporto Ambientale
L’Autorità procedente, d’intesa con l’Autorità competente per la VAS, convoca alla Conferenza di
Valutazione i soggetti competenti in materia ambientale, gli enti territorialmente interessati e
l’Autorità competente in materia di Rete Natura 2000.
La Conferenza di Valutazione è articolata in almeno due sedute:
• la prima, di tipo introduttivo è volta ad illustrare il documento di orientamento (Scoping) e ad
acquisire pareri, contributi ed osservazioni nel merito;
• la seconda, è finalizzata a valutare il DdP e il Rapporto Ambientale, esaminare le osservazioni ed
i pareri pervenuti, prendere atto degli eventuali pareri obbligatori (eventuale raccordo con Verifica
di VIA e Valutazione di Incidenza) previsti.
Di ogni seduta della conferenza è predisposto apposito verbale.
Comunicazione e Informazione caratterizzano il processo decisionale partecipato, sia del
Documento di Piano sia della VAS, volto ad informare e a coinvolgere il pubblico.
L’Autorità procedente, d’intesa con l’Autorità competente per la VAS, provvede a:
• individuare i singoli settori del pubblico interessati all’iter decisionale;
• definire le modalità di informazione e di partecipazione del pubblico.
Relativamente alle associazioni, organizzazioni o gruppi, in relazione al DdP, si ritiene opportuno:
• individuare tutte le realtà presenti nel territorio considerato, a seconda delle loro specificità;
• avviare con loro momenti di informazione e confronto.
1.2
LE FASI PROCEDURALI DELLA VAS
Le norme regionali lombarde prevedono che la procedura di Valutazione Ambientale Strategica sia
un processo contestuale alla stesura del PGT, ed è quindi necessario avviare un procedimento
parallelo alla redazione del Documento di Piano, così da motivare le scelte sotto il profilo della
sostenibilità ambientale.
La piena integrazione delle dimensioni ambientale, economica e sociale nella pianificazione e
programmazione implica un evidente cambiamento rispetto alla concezione derivata dalla
applicazione della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) dei singoli progetti. L’integrazione della
dimensione ambientale e la valutazione del suo livello di efficacia devono essere effettive a partire
dalla fase di impostazione, fino alla sua attuazione e revisione.
L’integrazione deve essere effettiva e continua e deve svilupparsi durante tutte le quattro fasi
principali del ciclo di vita di un p/p previste dalla DRG 8/6420:
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• orientamento e impostazione: definisce gli orientamenti iniziali di piano sulla base di una prima
analisi di sostenibilità
• elaborazione e redazione: comprende la definizione dell’ambito di influenza di un piano o
programma e le relative analisi di contesto
• (consultazione) adozione/approvazione: comprende la consultazione degli stakeholders e del
pubblico interessati alla stesura del piano o programma
• attuazione e gestione (monitoraggio): comprende l’attuazione, il monitoraggio del piano e la
verifica periodica degli effetti delle azioni di piano
Si riporta schematicamente nella tabella sottostante la sequenza delle fasi che caratterizza sia il
processo di redazione del piano, sia il processo parallelo di Valutazione Ambientale Strategica,
mettendo in evidenza l’integrazione tra i due strumenti che caratterizza tutte le fasi procedurali
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1.2.1 La VAS nella fase di orientamento ed impostazione
Nella fase iniziale di “orientamento ed impostazione” la procedura di VAS deve essere
formalmente avviata mediante la pubblicazione, da parte dell’autorità procedente, di apposito
avviso sul BURL (Bollettino Ufficiale Regione Lombardia) e su almeno su un quotidiano a
diffusione nazionale. Durante la fase di avvio del procedimento devono essere specificate:
• l’autorità responsabile della Valutazione Ambientale (per la valutazione ambientale del
Documento di Piano del nuovo PGT è stato nominato come responsabile il Dott. Marco
Campagnoli Direttore del Settore Ambiente del Comune di Opera);
• le autorità ambientali e gli enti territoriali interessati al processo di VAS da invitare alle conferenze
di valutazione (a questo proposito la pubblica amministrazione ha già avviato delle conferenze
introduttive con alcuni stakeholders, per evidenziare le politiche strategiche e gli obiettivi di
sviluppo sostenibile di alcuni Enti direttamente coinvolti nella gestione del territorio: ARPA, ASL 2,
Parco Agricolo Sud Milano, TASM …);
• i settori degli enti pubblici interessati all’iter decisionale;
• le modalità di informazione e di partecipazione del pubblico, di diffusione e pubblicizzazione delle
informazioni (forum tematici, workshop, pubblicazione dei documenti sul web);
• la rilevanza di possibili effetti transfrontalieri, come previsto dall’art. 7 della Direttiva comunitaria.
Nella fase iniziale di redazione del piano il processo di valutazione deve procedere ad un’analisi
preliminare di sostenibilità sugli orientamenti delle proposte pianificatorie. Tale analisi si traduce in
una visione globale preliminare degli aspetti ambientali che potrebbero subire benefici o
pregiudizio a seguito dell’attuazione del p/p e nell’illustrazione delle scelte politiche di sviluppo che
si intendono perseguire. Il documento non si propone di essere uno studio esaustivo sulle
impostazioni di piano, ma costituisce un utile strumento per facilitare l’identificazione del sistema
degli obiettivi, improntati sul perseguimento dello sviluppo sostenibile.
Il processo di Valutazione Ambientale, nel definire gli orientamenti del Piano, è finalizzato a
stimare il grado di sostenibilità delle proposte iniziali che sono alla base del nuovo processo di
pianificazione.
Questo primo esame porta a determinare la necessità o meno di sviluppare tutto il processo di
VAS (screening);
L’obbligo di attuazione o il mancato espletamento della procedura è regolato e definito
giuridicamente: per quanto concerne il PGT, l’art. 4 della LR 12/2005 sancisce l’obbligatorietà di
sottoporre a Valutazione Ambientale il Documento di Piano. In questo caso, dunque, la procedura
di screening non è necessaria e si esaurisce con l’Avvio del Procedimento di VAS,
contestualmente alla procedura di formazione del PGT.
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Rapporto Ambientale
I Soggetti coinvolti nel processo di VAS
L’art. 6 della Direttiva comunitaria 42/2001 definisce che le autorità con specifiche competenze
ambientali, interessate agli effetti sull’ambiente dovuti all’applicazione di piani e programmi,
devono essere consultate in merito alla natura e alle informazioni da includere nel rapporto
ambientale e sul loro livello di dettaglio (art. 5, comma 4). Questo rapporto dialettico dovrà essere
mantenuto durante tutto l’iter procedurale della VAS.
In mancanza di un elenco di “Soggetti competenti in materia ambientale” definito a livello
nazionale,
per
la
loro
individuazione
si
sono
considerate
le
competenze
ambientali
istituzionalmente attribuite agli stessi, mentre per la consultazione degli Enti sono stati presi in
considerazione quelli interessati alla gestione del territorio e alle ricadute ambientali del PGT e
quelli che, viceversa, potrebbero comportare impatti sul territorio comunale a seguito delle proprie
attività.
A questo proposito si riporta una tabella dei “Soggetti competenti in materia ambientale” e degli
“Enti territorialmente interessati” che devono necessariamente partecipare alla procedura di VAS
(si escludono i settori interni all’amministrazione comunale).
Elenco dei Soggetti competenti in materia ambientale
- A.R.P.A. Lombardia;
- A.S.L. n.2;
- Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Provincia di Milano;
- Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Provincia di Milano;
- Parco Agricolo Sud Milano;
- TASM s.p.a.
Elenco degli Enti territorialmente interessati
- Regione Lombardia DG Territorio e DG Ambiente;
- Provincia di Milano;
- Comuni contermini: San Giuliano Milanese, Milano, San Donato Milanese, Rozzano, Pieve
Emanuele e Locate Triulzi
Oltre alle autorità con competenze ambientali e agli enti territorialmente interessati, la normativa
prevede anche un confronto attivo, durante le conferenze di valutazione, con:
• associazioni ambientaliste (Legambiente, Italia Nostra, Greenpeace, WWF, LIPU…);
• associazioni di categoria (Assolombarda, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Camera
di Commercio,…);
• associazioni culturali e sportive;
• ordini professionali (Ordine degli architetti, ecc…);
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Rapporto Ambientale
• mondo della ricerca e dell’istruzione (Università, ecc….);
• settori del pubblico interessati all’iter decisionale.
1.2.2 La VAS nella fase di adozione e approvazione
Al termine della vera e propria redazione del Documento di Piano è prevista una fase di
consultazione delle autorità competenti e del pubblico in relazione alla proposta di Piano e al
Rapporto Ambientale; eventuali proposte alternative pervenute all’Amministrazione responsabile
procedente alla formazione del DdP devono essere valutate con gli stessi metodi e criteri utilizzati
per la proposta di piano. Pareri e osservazioni saranno resi pubblici e faranno parte del dibattito
che porterà alla definitiva versione del Piano.
Nella consultazione sul Rapporto Ambientale la partecipazione delle autorità competenti e del
pubblico costituiscono un esplicito riferimento al diritto all’informazione e alla partecipazione delle
decisioni secondo quanto stabilito nella Convenzione di Aarhus.
Le autorità da coinvolgere sono già state definite nella fase di impostazione del piano, ma in
questa fase l’identificazione originaria può essere allargata e completata.
Il responsabile del procedimento dovrà informare le autorità ed i soggetti consultati in merito alle
decisioni prese mettendo a loro disposizione una “Dichiarazione di Sintesi”, nella quale vengono
esplicitati il modo in cui le considerazioni ambientali sono state integrate nel p/p e di come si è
tenuto conto del Rapporto Ambientale e delle risultanze delle consultazioni, dei pareri e delle
osservazioni ricevuti. La Dichiarazione di Sintesi deve contenere le ragioni dell’accoglimento o del
mancato accoglimento delle osservazioni e delle proposte avanzate nelle scelte di Piano.
Ultimate queste procedure, la “Dichiarazione” diviene poi oggetto di adozione ed approvazione
insieme al Documento di Piano.
1.2.3 La VAS nella fase di attuazione e gestione
Dal punto di vista ambientale l’attuazione/gestione degli obiettivi del Documento di Piano è una
fase cruciale del ciclo di vita del Documento stesso, poiché è proprio a questo livello che si
manifestano efficacia e reale utilità del processo di Valutazione Ambientale. Di fondamentale
importanza risulta, in particolare, la gestione del programma di monitoraggio ambientale e la
valutazione periodica del conseguimento degli obiettivi di sostenibilità.
I rapporti di monitoraggio, basati sulle informazioni fornite degli indicatori “descrittivi” (monitoraggio
ambientale) o “prestazionali” (monitoraggio del Piano), rappresentano documenti di pubblica
consultazione che l’Amministrazione responsabile della formazione ed attuazione del Piano dovrà
emanare con una periodicità fissata all’interno del dedicato capitolo del Rapporto Ambientale; il
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Rapporto Ambientale
primo tipo di monitoraggio serve tipicamente per la stesura delle Redazioni sullo Stato
dell’Ambiente (RSA), il secondo ha lo scopo di valutare l’efficacia ambientale delle misure di Piano.
Il monitoraggio tramite l’utilizzo di indicatori descrittivi, essendo un’attività di tipo istituzionale utile
non solo alla VAS ma anche per altri tipi di procedure, viene di norma effettuato da Enti
sovraordinati (Arpa, Regioni…), mentre quello con indicatori prestazionali può essere, invece,
affidato all’amministrazione responsabile della redazione del Documento di Piano.
In seguito ai risultati di queste pubblicazioni, l’Amministrazione procedente può decidere se e
come intervenire sul Piano stesso: qualora, infatti, gli scostamenti tra i valori previsti e quelli
effettivamente registrati fossero significativi e la responsabilità degli effetti inattesi imputabile a
interventi previsti o già realizzati, sarebbe corretto procedere ad una revisione del Documento di
Piano. Qualora, invece, si registrino differenze modeste, l’Amministrazione potrebbe decidere
comunque di continuare con il monitoraggio senza effettuare cambiamenti, sussistendo anche la
possibilità che tali scostamenti siano dovuti a particolari condizioni contingenti.
Un parere sulla necessità di interventi retroattivi può anche essere espresso dai cittadini e dagli
altri enti territorialmente competenti (Autorità Ambientali coinvolte), ai quali deve essere garantito
l’accesso alle relazioni di monitoraggio, la possibilità di verificarne i contenuti, la facoltà di
esprimere osservazioni e segnalare necessità di integrazioni.
I rapporti di monitoraggio sono dei documenti di pubblica consultazione e ciascun Ente deve
definire la cadenza dei monitoraggi da effettuare in relazione alla descrizione nel Rapporto
Ambientale. La cadenza dipenderà dal tipo di indicatori utilizzati; potrebbe essere prevista una
prima verifica sull’andamento entro 6 mesi-1 anno, in modo da verificare se si rivelino,
nell’immediato, effetti del piano che non siano stati adeguatamente previsti nelle fasi di
programmazione.
1.2.4 Aspetti metodologici trasversali
Gli aspetti trasversali al Piano sono processi che accompagnano tutte le fasi della redazione del
piano stesso, per consentire un alto livello di sostenibilità ed una maggior integrazione del
processo di VAS con la pianificazione territoriale. Tra queste componenti aspetti si collocano la
base
di
conoscenza
comune,
la
partecipazione
dei
diversi
soggetti
coinvolti
e
la
comunicazione/informazione che deve rendere ripercorribile l’intero processo.
La base di conoscenza comune
Nelle diverse fasi del processo di VAS, sopra descritte, occorre attingere, a differenti livelli di
dettaglio, ad informazioni di base sull’ambiente ed il territorio: tale processo di ricerca risulta
indispensabile non solo per un’analisi del quadro conoscitivo ambientale e territoriale, ma anche
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Rapporto Ambientale
per l’articolazione degli obiettivi, per la costruzione dello scenario di riferimento, per la
predisposizione del monitoraggio e per la valutazione degli effetti ambientali in fase di attuazione.
La base di conoscenza diviene, quindi, uno strumento necessario di collegamento tra le fasi della
Valutazione Ambientale.
Nella costruzione di tale scenario, regioni e province dovrebbero svolgere un ruolo, sia come
centro di raccolta e di organizzazione delle informazioni provenienti dai vari livelli, sia come centro
di elaborazioni di una base di dati costantemente aggiornata ed accessibile a tutti. La raccolta
sistematica delle informazioni territoriali ed ambientali viene svolta, per quanto di competenza,
anche da altri soggetti che si occupano di gestione del territorio, quali gli Enti gestori dei parchi,
Autorità di bacino, Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente.
Le informazioni da ricercare dovrebbero contemplare una serie di componenti da considerare nella
valutazione degli impatti, come esplicitato nella Direttiva 42/01, Allegato 1, che definisce i contenuti
del Rapporto Ambientale: si tratta di temi quali la biodiversità, la popolazione, la salute umana, la
flora e la fauna, il suolo, i beni materiali ed ambientali, il patrimonio culturale, il paesaggio e le
interrelazioni tra i diversi fattori.
La partecipazione dei diversi soggetti
Allo stato attuale i riferimenti normativi che regolano la partecipazione esterna al Piano sono basati
sui contenuti della Convenzione di Aarhus, della Direttiva 42/01/CE sulla VAS e del protocollo
UNECE sulla Valutazione Ambientale Strategica. L’ultimo documento prevede in particolare
l’allargamento
della
partecipazione
del
pubblico
a
tutto
il
processo
di
pianificazione/programmazione; mentre, dalle sperimentazioni effettuate fino ad oggi, la
partecipazione si limita soltanto alla fase di consultazione.
Una corretta ed esaustiva successione di interventi esterni dovrebbe interessare tutte le fasi della
VAS ed in particolare:
- in fase di orientamento ed impostazione: selezione del pubblico e delle autorità da consultare;
- in fase di elaborazione e redazione: informazione e comunicazione ai soggetti partecipanti;
- in fase di consultazione, adozione e approvazione: contributi e osservazioni del vari soggetti;
- in fase di attuazione e gestione: divulgazione delle informazioni sulle osservazioni dei
partecipanti al processo
Gli strumenti da utilizzare per la partecipazione devono garantire l’informazione minima a tutti i
soggetti interessati, per assicurare la trasparenza e la ripercorribilità delle fasi, e gli esiti del
processo dovrebbero incidere significativamente sull’elaborazione del piano o programma.
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Rapporto Ambientale
Negoziazione e concertazione
L’amministrazione responsabile del processo di VAS dovrebbe individuare, nella fase di
impostazione iniziale, gli enti interessati a vario titolo agli effetti potenziali dovuti alle scelte di
piano; tali soggetti devono essere coinvolti mediante un processo di negoziazione e concertazione
allo scopo di concordare strategie ed obiettivi generali e ricercare il consenso tra i vari attori
istituzionali. Questa fase può determinare anche la discussione dei contenuti nelle successive fasi
del processo e prima dell’adozione del Piano.
L’importanza di questa fase è maggiormente comprensibile se si considera che gli impatti
ambientali non coincidono con i confini amministrativi, ma normalmente travalicano i limiti degli enti
preposti alla redazione del piano stesso.
Consultazione e informazione
L’ente responsabile della pianificazione deve poter rendere credibile un processo di valutazione
Ambientale: per questo motivo è necessaria la richiesta di pareri e consigli provenienti da Enti
esterni all’amministrazione.
Ai sensi della Direttiva comunitaria, i soggetti da attivare nella consultazione sono:
• autorità che, per le loro specifiche competenze ambientali, possono essere interessate agli effetti
sull’ambiente dovuti all’applicazione di un piano o programma;
• settori del pubblico interessati all’iter decisionale, incluse le organizzazioni non governative come
quelle che promuovono la tutela dell’ambiente ed altre organizzazioni interessate;
Dovrebbero, dunque, intervenire nel processo le ARPA, settori della Regione e della Provincia con
competenze ambientali, le ASL, le Autorità di bacino gli enti gestori dei parchi, le università e i
centri di ricerca…
I settori del pubblico da coinvolgere possono invece comprendere associazioni ambientaliste
(WWF, Legambiente..), sindacati, ordini professionali, organizzazioni di categoria….
Comunicazione
Le tecniche utilizzabili per poter informare e coinvolgere i soggetti competenti sono molteplici e
possono essere di tipo informativo unidirezionale (organizzazioni di incontri di presentazione
pubblica, pubblicazioni su quotidiani, volantini, siti Web) oppure di tipo comunicativo bidirezionale
(organizzazioni di dibattiti e riunioni, forum, ecc…)
Per rendere la comunicazione realmente efficace è necessario utilizzare un linguaggio non tecnico
e di facile Comprensione, come accade nella redazione della “Sintesi non Tecnica”. Questa redatta
contemporaneamente al Rapporto Ambientale e deve essere sufficientemente chiara e precisa da
poter essere compresa da parte di un pubblico generico, in quanto strumento di carattere
divulgativo dei processi di elaborazione, valutazione e partecipazione del Piano.
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Comune di Opera
1.3
Rapporto Ambientale
LA REDAZIONE DEL RAPPORTO AMBIENTALE: FINALITÀ’ E CONTENUTI
La redazione del Rapporto Ambientale conclude la fase di elaborazione del Piano. L'impostazione
del processo di Valutazione Ambientale attribuisce al Rapporto Ambientale il significato principale
di descrizione del processo di costruzione della proposta di Piano basata sull'integrazione
ambientale.
La sua redazione non comporta dunque elaborazioni o approfondimenti che non siano già presenti
nelle diverse fasi di impostazione ed elaborazione del Piano, ma richiede che la descrizione del
processo risponda effettivamente ad esigenze di chiarezza, completezza e trasparenza e che tale
descrizione venga completata con due importanti elementi aggiuntivi:
- la redazione della Sintesi non Tecnica, ovvero del documento chiave per la partecipazione del
pubblico non “addetto ai lavori” alla definizione del Piano;
- la descrizione del sistema di monitoraggio, ovvero l'elemento chiave per la Valutazione
Ambientale della fase di attuazione del Piano e per la verifica della sua effettiva capacità di
conseguire gli effetti desiderati.
Secondo la Direttiva 01/42/CE il Rapporto Ambientale è il documento che accompagna la proposta
di Piano nel quale sono individuati, descritti e valutati gli effetti significativi che l'attuazione del
Piano potrebbe avere sull'ambiente. Le indicazioni circa i contenuti e le finalità del Rapporto
Ambientale sono fissati nell'art. 5, commi 1, 2 e 3 e nell’Allegato I, secondo cui il Rapporto
Ambientale di VAS è sviluppato in riferimento ai seguenti contenuti:
• definizione del Quadro di riferimento per la VAS, attraverso:
- l’individuazione degli obiettivi di sostenibilità ambientale, territoriale e sociale, di salubrità e
sicurezza, di qualificazione paesaggistica e di protezione ambientale stabiliti da riferimenti
internazionali, nazionale ed, eventualmente, da strumenti locali specifici (Quadro di riferimento
dello sviluppo sostenibile);
- l’analisi della pianificazione e programmazione sovraordinata, al fine di individuarne sia gli
obiettivi e gli indirizzi di riferimento per il comune, sia le specifiche azioni previste per determinarne
la loro eventuale influenza sul PGT (Quadro di riferimento programmatico);
- l’individuazione dei vincoli e delle tutele ambientali alla scala di riferimento e la definizione dei
punti di attenzione ambientale sia orientativi per il piano, sia di riferimento per le successive
valutazioni, attraverso il riconoscimento delle Sensibilità e delle Pressioni attuali (Quadro di
riferimento ambientale);
• descrizione della proposta di Documento di Piano: definizione degli orientamenti e degli scenari
di piano, attraverso l’esplicitazione degli Obiettivi generali, dei relativi Obiettivi specifici e delle
Azioni a loro correlate;
• la verifica di congruenza tra obiettivi di piano rispetto sia ad un sistema di criteri di compatibilità
ambientale contestualizzati per il comune di riferimento (coerenza esterna), sia rispetto alle azioni
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
proposte dal piano stesso (coerenza interna), attraverso l’utilizzo di matrici e schede di
approfondimento per sistematizzare e valutare le differenti eventuali incongruenze;
• l’identificazione degli effetti del piano sull’ambiente e l’associazione ad essi delle relative misure
di mitigazione ed eventualmente di compensazione da attuarsi;
• l’individuazione di un sistema di indicatori per il monitoraggio degli effetti del Piano. Il
monitoraggio consente di verificare l'attuazione delle azioni e degli interventi previsti dal piano e di
controllarne gli effetti sull'ambiente nel tempo;
• redazione di una relazione di sintesi in linguaggio non tecnico, illustrativa degli obiettivi, delle
metodologie seguite e dei risultati delle valutazioni sulla sostenibilità del piano.
Il Rapporto Ambientale costituisce il documento principale del processo di consultazione e di
partecipazione del pubblico che conclude la redazione del Piano prima della sua adozione e
approvazione. A esso sono affidate funzioni di informazione, consultazione, partecipazione che
sostanziano la legittimità del processo di Valutazione Ambientale del Piano.
I contenuti minimi del Rapporto Ambientale, come si è visto, sono sufficientemente definiti dalla
Direttiva e dalla normativa italiana, ma al di là di tali contenuti appare importante sottolineare alcuni
altri elementi determinanti per le modalità di redazione:
- il Rapporto Ambientale riveste un ruolo centrale come garanzia della trasparenza delle decisioni
che motivano l'intero processo di valutazione. Ne derivano conseguenze dirette in termini di
chiarezza, completezza e sinteticità dell'esposizione, in termini di modalità di accesso da parte del
pubblico tecnico e non tecnico, in termini di efficacia dell'informazione, in termini di garanzia della
possibilità di avanzare su di esso osservazioni e pareri da parte dei soggetti interessati;
- il Rapporto Ambientale deve avere una diretta coerenza con la fase di scoping e con i pareri e le
indicazioni delle autorità competenti per le questioni ambientali rilasciate in quella fase;
- il Rapporto Ambientale deve dar conto del processo di partecipazione del pubblico e dei soggetti
coinvolti nelle fasi di redazione e di valutazione del Piano e dei risultati che ne sono scaturiti.
Queste finalità del Rapporto Ambientale comportano:
- dal punto di vista dei contenuti, che esso dia conto esplicitamente delle modalità con le quali è
stata data risposta alle indicazioni della fase di scoping;
- dal punto di vista del linguaggio, che esso tratti le questioni affrontate in termini chiari, semplici,
ma tecnicamente rigorosi;
- dal punto di vista della completezza dell'informazione, che esso dia conto delle difficoltà e delle
incertezze incontrate nella fase di definizione delle azioni e nella previsione, indicando gli
accorgimenti che dovranno essere messi in atto nella fase di monitoraggio per farvi fronte.
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Rapporto Ambientale
La Sintesi non Tecnica, che riecheggia l'analogo documento che accompagna gli Studi di Impatto
Ambientale dei progetti, dovrebbe sintetizzare in maniera semplificata, ma non banalizzante, le
questioni affrontate, concentrando l'esposizione sugli “snodi” significativi dell'analisi e della
valutazione, sulla corrispondenza tra obiettivi e risultati attesi e sul processo di monitoraggio nella
fase di attuazione del Piano.
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QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO
I principali riferimenti programmatici per il PGT sono certamente il nuovo Piano Territoriale
Regionale (PTR), approvato a gennaio 2010 e aggiornato a settembre 2010, il Piano Territoriale di
Coordinamento Provinciale (PTCP), approvato nell'ottobre del 2003.
2.1
PIANO TERRITORIALE REGIONALE e PIANO TERRITORIALE PAESAGGISTICO
REGIONALE
A livello regionale secondo il Piano Territoriale Regionale (approvato dal Consiglio Regionale con
deliberazione n.951 del 19 gennaio 2010 e recentemente aggiornato con DCR n. 56 del 28/9/2010
il PTR, che aggiorna ed integra le disposizioni generali rispetto al PTPR -Piano territoriale
Paesistico Regionale- del 2001) è strumento di supporto a tutte le attività che interessano
direttamente e indirettamente il territorio regionale, quale punto di convergenza di temi cruciali per
il futuro della regione, che corrispondono alle questioni di compatibilità tra crescita economica e
qualità della vita nel suo complesso, in termini di ambiente, accessibilità, sicurezza, bellezza e
paesaggio.
Il PTR vuole essere lo strumento di riferimento rispetto al quale le azioni sul territorio, da chiunque
promosse, possano trovare un efficacie coordinamento, solo così è contemperare le diverse
esigenze locali e verificare la compatibilità con gli obiettivi di sviluppo territoriale più generale.
Il comune di Opera ricade all’interno di un sistema di polarità storiche ed emergenti, quali l’area
metropolitana milanese, l’ambito produttivo della Brianza e il sistema Fiera – Malpensa.
Milano e i comuni di cintura coincidono con il “vertice” del tradizionale triangolo industriale MilanoLecco-Varese caratterizzato da elevatissime densità insediative, ma anche da spazi verdi tra le
conurbazioni dei vari poli, da una varietà dei paesaggi di elevata attrazione per la residenza ed il
turismo e da una struttura insediativa policentrica. In tale contesto si è assistito alla progressiva
urbanizzazione residenziale, industriale, terziaria ed infrastrutturale, sempre più sovrapposta ed
impattante sulla trama e la struttura agricola tradizionale.
Il PTR identifica anche le zone di preservazione e salvaguardia ambientale, con riferimento diretto
al macro obiettivo “Proteggere e valorizzare le risorse della Regione”. In quanto la valorizzazione
delle risorse ambientali, paesaggistiche, naturali, ecologiche ha contestualmente l’effetto di
concorrere all’ulteriore rafforzamento della competitività regionale e di consentire a ciascun
territorio di sviluppare il proprio potenziale. La costruzione e il potenziamento di un territorio di
qualità, anche dal punto di vista paesistico-ambientale è fondamentale per migliorare la vita dei
cittadini e per favorire la fruizione sociale degli spazi.
Il PTR si pone da un lato come pianificazione strategica di recepimento delle strategie della
programmazione comunitaria e nazionale a livello del territorio lombardo, mentre per altro verso si
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Rapporto Ambientale
propone quale atto di coordinamento della programmazione generale e di settore a livello
regionale.
Come definito dall’art 19 della LR 12/2005, il PTR “costituisce atto fondamentale di indirizzo, agli
effetti ambientali, della programmazione di settore della Regione, nonché di orientamento della
programmazione e pianificazione territoriale dei comuni e delle province”. Il PTR “…indica gli
elementi essenziali del proprio assetto territoriale e definisce altresì i criteri e gli indirizzi per la
redazione degli atti di programmazione territoriale di province e comuni”.
Per quanto riguarda i temi di paesaggio, il PTR, ai sensi del D.lgs 42/2004 e dell’art. 19 della LR
12/2005, aggiorna ed integra le disposizioni generali rispetto al PTPR (Piano territoriale Paesistico
Regionale) del 2001, implementando contenuti ed indirizzi ed adeguando la parte prescrittiva ai
sensi delle ultime novità a livello normativo-procedurale.
L’aggiornamento delle scelte di valorizzazione del paesaggio regionale, correlata alla redazione
del PTR, ha costituito l’occasione per una maggiore integrazione tra pianificazione territoriale e
urbanistica e pianificazione del paesaggio, ma anche per un’importante correlazione con le altre
pianificazioni del territorio, e in particolare quelle di difesa del suolo e ambientali.
Si conferma e specifica così ulteriormente il sistema di pianificazione paesaggistica, in un'ottica di
sussidiarietà e responsabilità dei diversi livelli di governo del territorio, e si rafforza il ruolo del
Piano Paesaggistico Regionale quale riferimento e disciplina del governo del territorio della
Regione Lombardia.
Le misure di indirizzo si sviluppano in stretta e reciproca relazione con le priorità e gli obiettivi del
Piano Territoriale Regionale, con specifica attenzione ai temi della riqualificazione paesaggistica e
del contenimento dei fenomeni di degrado.
Le proposte di piano vengono costruite sulla base del quadro di riferimento territoriale, delle
dinamiche in atto e dell’analisi dei principali punti di forza, debolezza, opportunità e minacce. Il
PTR considera quale elementi fondanti della propria natura pianificatoria: la sistematizzazione
degli spazi liberi nell’ottica dell’individuazione del Sistema Rurale Paesistico Ambientale; il
riconoscimento e la promozione di un assetto policentrico a scala europea (il “Pentagono”
delimitato da Londra, Amburgo, Monaco di Baviera, Milano e Parigi) e intraregionale (come le
polarità storiche dell’area metropolitana milanese, l’asse del Sempione, la Brianza o la nuova
polarità fiera-malpensa); i poli di sviluppo regionale; la tutela delle zone di preservazione e
salvaguardia ambientale (aree della Rete Natura 2000, sistema delle aree protette, zone a vincolo
idrogeologico o sottoposte a normativa PAI, ecc.); la costruzione della Rete Verde e della Rete
Ecologica Regionale; oltre al sistema delle infrastrutture di mobilità, tecnologiche e di difesa del
suolo, considerate elementi strategici per il raggiungimento degli obiettivi di Piano.
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Rapporto Ambientale
La strategia del PTR si pone come fine ultimo il miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
Tale intendimento si articola in 3 macro-obiettivi:
1) rafforzare la competitività dei territori della Lombardia, dove per competitività si intende la
capacità di una regione di migliorare la produttività rispetto ad altri territori, incrementando anche
gli standard di qualità della vita dei cittadini;
2) riequilibrare i territorio lombardo, con tale affermazione non si intende perseguire una
qualsivoglia forma di omologazione delle caratteristiche regionali esistenti, ma valorizzare i punti di
forza di ogni sistema territoriale e favorire il superamento delle debolezze. “Equilibrio” è, quindi,
inteso come lo sviluppo di un sistema policentrico;
3) proteggere e valorizzare le risorse della regione, la Lombardia possiede notevoli ricchezze che
necessitano di essere valorizzate, siano esse risorse primarie (naturali, ambientali, capitale
umano) o prodotte dalle trasformazioni avvenute nel tempo (paesaggistiche, culturali, d’impresa).
I macrobiettivi, così individuati, vengono articolati e declinati, in obiettivi tematici (Ambiente,
Assetto Territoriale, Assetto Economico-Produttivo, Paesaggio e Patrimonio Culturale, Assetto
Sociale), e in relazione a 6 sistemi territoriali individuati dal PTR stesso (Sistema metropolitano;
Sistema della Montagna; Sistema Pedemontano; Sistema dei Laghi; Sistema della Pianura Irrigua;
Sistema del Fiume Fiume Po e Grandi Fiumi di Pianura.)
Il Comune di Opera ricade all’interno del il sistema territoriale metropolitano, e per tale ambito il
PTR individua i seguenti obiettivi:
1) tutelare la salute e a sicurezza dei cittadini riducendo le diverse forme di inquinamento
ambientale;
2) riequilibrare il territorio attraverso forme di sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale;
3) tutelare i corsi d’acqua come risorsa scarsa, migliorandone la qualità;
4) incentivare uno sviluppo territoriale policentrico mantenendo il ruolo di Milano come principale
fulcro del nord Italia;
5) favorire l’integrazione con le reti infrastrutturali europee;
6) ridurre la congestione del traffico privato, potenziando il trasporto pubblico e favorendo vettori di
mobilità sostenibile;
7) applicare modalità di progettazione integrata tra paesaggio urbano, periurbano, infrastrutture e
grandi insediamenti, a tutela delle caratteristiche del territorio;
8) riorganizzare il sistema del trasporto merci;
9) sviluppare il sistema delle imprese lombarde attraverso sistemi di cooperazione, verso un
comparto produttivo di eccellenza;
10) valorizzare il patrimonio culturale e paesistico del territorio;
11) limitare l’ulteriore espansione urbana.
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Comune di Opera
2.2
Rapporto Ambientale
IL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PROVINCIALE
La Provincia ha predisposto il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), che
fornisce un quadro razionale di sviluppo del territorio e costituisce un riferimento per gli operatori
economici, sociali e culturali pubblici e privati.
Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale è lo strumento di pianificazione che definisce gli
obiettivi di assetto e tutela del territorio provinciale, indirizza la programmazione socio-economica
della Provincia ed ha valore di piano paesaggistico-ambientale. Il Piano inoltre raccorda le politiche
settoriali di competenza provinciale e indirizza e coordina la pianificazione urbanistica dei Comuni.
E' dal 1990, con la riforma delle Autonomie Locali varata dalla legge 142, che le Province hanno
assunto funzioni di pianificazione territoriale, insieme ai Comuni e alle Regioni. Il nuovo Testo
Unico sugli Enti Locali (D.lgs. 267/2000) ha confermato il ruolo e i compiti della Provincia in questo
campo e ha definito le finalità e i contenuti del Piano Territoriale di Coordinamento. In Lombardia i
contenuti del PTCP sono stati specificati prima dalla legge regionale 1/2000 e, più recentemente,
dalla legge regionale di governo del territorio n. 12/2005.
Il PTCP della Provincia di Milano è stato approvato nell'ottobre del 2003 (con la deliberazione del
Consiglio Provinciale n. 55 del 14 ottobre 2003). Il piano ha assunto il tema dello sviluppo
sostenibile quale base dell'azione pianificatoria. Persegue finalità di valorizzazione paesistica, di
tutela dell’ambiente, di supporto allo sviluppo economico e all’identità culturale e sociale di ciascun
ambito territoriale, di miglioramento qualitativo del sistema insediativo e infrastrutturale.
Il Piano è stato elaborato e approvato ai sensi della LR 1/2000 ed è pertanto in corso il suo
adeguamento alla legge regionale di governo del territorio (LR 12/2005 e s.m.i).
Il PTCP, essendo strumento di raccordo tra la pianificazione settoriale di carattere provinciale e
quella di altri enti, si raccorda con una pluralità di strumenti di programmazione a livello statale e
regionale.
Di particolare rilievo sono i rapporti con la Pianificazione di Bacino, in quanto il PTCP recepisce al
proprio interno, integra ed approfondisce nel dettaglio le disposizioni inerenti le fasce fluviali del
PAI (Piano stralcio di Assetto Idrogeologico), mentre, per quanto concerne il sistema delle aree
protette, fa propri i contenuti naturalistici ed ambientali dei parchi e dei relativi strumenti di
programmazione e gestione, curando con gli enti gestori delle aree protette le proprie indicazioni
territoriali.
Il PTCP è quindi, nello stesso tempo, lo strumento di raccordo ed attuazione delle politiche
territoriali provinciali, l’atto di definizione ed articolazione sul territorio della programmazione socioeconomica di livello regionale ed il piano di riferimento e di indirizzo per la programmazione
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Rapporto Ambientale
comunale; lo strumento pianificatorio provinciale deve perciò assicurare il collegamento tra le
scelte contenute a diversi livelli di programmazione e decisione, garantendo coerenza e continuità
tra i diversi livelli decisionali: da un lato deve quindi declinare sul territorio provinciale le linee di
assetto e di pianificazione regionale, mentre dall’altro ha il compito di coordinare le scelte
effettuate a livello locale dai singoli comuni.
Nella formazione degli strumenti urbanistici comunali i Comuni sono tenuti a specificare i contenuti
del PTCP per ciascun sistema territoriale individuato dallo stesso Piano provinciale e ad attuarne
le relative disposizioni; devono inoltre orientare le proprie scelte pianificatorie verso gli indirizzi
forniti dal PTCP in materia di compatibilità ecologica e paesistico-ambientale delle trasformazioni,
integrazione tra i sistemi insediativi e della mobilità, ricostruzione della rete ecologica,
compattazione della forma urbana ed innalzamento della qualità insediativa.
Il PTCP propone criteri per l’individuazione e la localizzazione di aree industriali e aree
ecologicamente attrezzate, opere pubbliche di interesse sovracomunale ed ambiti da destinare al
soddisfacimento di bisogni specifici non risolvibili alla scala comunale.
All’interno del Piano sono altresì contenute indicazioni e disposizioni strategiche in materia
territoriale, con particolare riferimento ai temi infrastrutturali, di assetto idrico, idraulico ed
idrogeolocico; data inoltre la propria valenza in termini di valorizzazione e tutela paesisticoambientale, il PTCP individua:
• sistemi territoriali di riferimento, definiti sulla base di criteri paesistico-ambientali;
• zone di particolare interesse paesistico-ambientale, comprese le aree vincolate;
• criteri per la trasformazione ed uso del territorio, in un’ottica di salvaguardia dei valori ambientali
protetti.
Il PTCP trova il proprio presupposto nelle seguenti strategie fondamentali:
• ecosostenibilità;
• valorizzazione paesistica;
• sviluppo economico.
In tal senso il piano individua 5 macro-obiettivi trasversali alle diverse componenti territoriali, che
riassumono politiche ed azioni per il raggiungimento di uno sviluppo economico sostenibile:
1) riequilibrio ecosistemico fondato sulla ricostruzione di una rete ecologica, per contrastare il
deupaperamento del patrimonio naturalistico e fungere da elemento caratterizzante del territorio;
2) riduzione dei carichi inquinanti, con l’impiego di tecnologie innovative nel settore della mobilità,
del riscaldamento, dell’industria, utilizzo di fonti energetiche alternative e attivazione di progetti
pilota;
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Rapporto Ambientale
3) razionalizzazione del sistema infrastrutturale e trasporti stico mediante lo sviluppo degli
interscambi, potenziamento del trasporto pubblico e del sistema ferroviario, riorganizzazione del
sistema viabilistico, sviluppo e miglioramento della mobilità ciclabile;
4) tutela e valorizzazione del sistema paesistico-ambientale, con la valorizzazione e
riqualificazione dei luoghi, conservazione del territorio, contenimento della dispersione degli
insediamenti e recupero degli sfrangia menti di tessuto urbano;
5) valorizzazione delle potenzialità economiche, incentivando le potenzialità degli ambiti locali,
promuovendo la diversificazione, riconversione, qualità e innovazione delle imprese.
2.3
PIANIFICAZIONE SETTORIALE
Il quadro di riferimento programmatico per il Piano di Governo del Territorio della città di Opera
viene completato da un consistente numero di pianificazioni sovracomunali di settore o d’ambito, di
seguito analizzati.
Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico
Stato di attuazione
La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n° 183 dell’8 agosto 2001 del Decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri 24 maggio 2001 sancisce l’entrata in vigore del Piano Stralcio per l'Assetto Idrogeologico brevemente denominato PAI - adottato con Deliberazione del Comitato Istituzionale n° 18 del 26 aprile
2001.
Finalità e contenuti del Piano
Il Piano rappresenta lo strumento che consolida ed unifica la pianificazione di bacino per l’assetto
idrogeologico, coordinando le determinazioni del Piano Stralcio per le Fasce Fluviali, Piano straordinario
per le aree a rischio idrogeologico molto elevato, Piano stralcio per la realizzazione degli interventi
necessari al ripristino dell’assetto idraulico. L’ambito territoriale di riferimento del PAI è l’intero bacino
idrografico del fiume Po.
Obiettivi del Piano
Nessun riferimento specifico.
Obiettivi alla scala di riferimento comunale
Programma Energetico Regionale
Stato di attuazione
Il Programma Energetico Regionale (PER) della Lombardia è stato approvato in data 21 marzo 2003 con
DGR n° 12467.
Finalità e contenuti del Piano
Il PER si pone l’obiettivo di assicurare il fabbisogno energetico lombardo, massimizzando l’uso delle fonti di
approvvigionamento basate sulle risorse locali (impiego di biomasse o rifiuti per la produzione combinata di
energia elettrica e di calore, sviluppo del comparto solare e fotovoltaico, ottimizzazione del sistema di
produzione idroelettrico) e di sviluppare l’uso di combustibili puliti nel sistema dei trasporti e del
riscaldamento, migliorando l’efficienza energetica nei settori civile e terziario, che presentano ancora forti
margini di miglioramento.
Obiettivi del Piano
Gli obiettivi strategici individuati dal piano sono:
1. ridurre il costo dell’energia allo scopo di contenere i costi per le famiglie e migliorare la competitività del
sistema delle imprese;
2. ridurre le emissioni climalteranti ed inquinanti, nel rispetto delle peculiarità dell’ambiente e del territorio;
3. promuovere la crescita competitiva dell’industria delle nuove tecnologie energetiche;
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Rapporto Ambientale
4. prestare attenzione agli aspetti sociali e di tutela della salute dei cittadini collegati alle politiche
energetiche, quali gli aspetti occupazionali, la tutela dei consumatori più deboli ed il miglioramento
dell’informazione, in particolare sulla sostenibilità degli insediamenti e sulle compensazioni ambientali
previste.
Obiettivi alla scala di riferimento comunale
Nessun riferimento specifico.
Piano d’Azione per l’Energia
Stato di attuazione
Il Piano d’Azione per l’Energia (PAE) è lo strumento operativo del Programma Energetico Regionale (PER)
approvato il 21 Marzo 2003 con DGR n° 12467. Il PAE è stato approvato con deliberazione VIII/4277 del 7
marzo 2007 e contiene nuovi indirizzi ed obiettivi strategici regionali che integrano e modificano i contenuti
del precedente PER.
Finalità e contenuti del Piano
Il mutato contesto produttivo, ambientale e sociale ha reso necessario un adeguamento delle misure di
sviluppo in tema energetico non solo a livello regionale, ma anche nazionale e comunitario.
Il Piano rappresenta un documento di programmazione per lo sviluppo sostenibile, puntando sulla
minimizzazione dei costi dell’energia prodotta e dei relativi impatti ambientali, senza trascurare la crescita
competitiva delle imprese e la tutela delle classi più deboli.
Obiettivi del Piano
Le linee di intervento individuate nel PAE puntano a:
1. ridurre il costo dell’energia per contenere gli oneri finanziari delle famiglie e migliorare la competitività
delle imprese;
2. ridurre le emissioni climalteranti ed inquinanti;
3. promuovere la crescita competitiva delle industrie legate alle nuove tecnologie energetiche;
4. tutelare la salute dei cittadini e prestare attenzione agli aspetti sociali legati a politiche energetiche.
Obiettivi alla scala di riferimento comunale
Nessun riferimento specifico.
Piano Regionale per la Qualità dell’Aria
Stato di attuazione
Il PRQA, originariamente riferito al periodo 1998-2000, è stato recentemente aggiornato tramite la DGR n°
5547/2007 e la DGR n° 5290/2007.
Finalità e contenuti del Piano
Con il Piano Regionale della Qualità dell’Aria la Lombardia ha voluto dotarsi di uno strumento per
contrastare l’inquinamento atmosferico. Il piano deve consentire di rilevare lo stato di qualità dell’aria
confrontandolo con i valori limite prestabiliti per gli inquinanti in atmosfera che possono arrecare danni a
cose o a persone, stimare le evoluzioni degli inquinanti in atmosfera e permettere alla Regione di attuare
provvedimenti al fine di mantenere la qualità dell’aria nei limiti prestabiliti.
Obiettivi del Piano
Il Piano intende supportare due obiettivi:
1. proteggere la popolazione, gli ecosistemi ed il patrimonio culturale del territorio dagli effetti
dell’inquinamento atmosferico. L’obiettivo viene perseguito attraverso una serie di provvedimenti imperniati
sul controllo delle concentrazioni di inquinanti, soprattutto in aree fortemente urbanizzate;
2. proteggere l’ecosistema globale. La tematica ha acquisito forte rilevanza nel momento in cui si sono
manifestati problemi relativi all’inquinamento transfrontaliero che comportano fenomeni di eutrofizzazione,
acidificazione, formazione di inquinanti secondari, riduzione della fascia dell’ozono, cambiamenti climatici
globali, ecc.
Obiettivi alla scala di riferimento comunale
A seguito delle analisi effettuate, il comune di Opera risulta essere compresa:
a) nell’area di risanamento secondo la DGR 64263/95 (Piano di risanamento dell’aria);
b) nell’area di risanamento secondo le DGR 4780/91, 14606/91, 43079/91;
c) nel territorio ad alto grado di criticità secondo il PRQA.
Le misure di intervento nei singoli settori sono contenute nelle “Misure strutturali per la qualità dell’aria”.
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Programma di Tutela ed Uso delle Acque
Stato di attuazione
Il Programma di Tutela ed Uso delle Acque (PTUA) è stato definitivamente approvato con DGR n° 2244 del
29 Marzo 2006.
Finalità e contenuti del Piano
Il Piano di Tutela ed Uso delle Acque è un atto comprensivo delle diverse discipline che attengono alla
pianificazione della tutela della risorsa idrica. La pianificazione è caratterizzata da un approccio, in linea con
la disciplina comunitaria, per aree di bacino idrografico e con la necessità di tener conto del livello più
appropriato per la gestione delle acque.
Obiettivi del Piano
Gli obiettivi strategici di qualità del Piano riguardano:
1. la tutela prioritaria delle acque sotterranee e dei laghi per la loro valenza anche in relazione
all’approvvigionamento potabile attuale e futuro;
2. la destinazione alla produzione di acqua potabile e la salvaguardia di tutte le acque superficiali oggetto di
captazione a tale fine e di quelle previste quali fonte di approvvigionamento dalla pianificazione;
3. l’idoneità alla balneazione per tutti I grandi laghi prealpini e per I corsi d’acqua loro emissari;
4. la designazione quali idonei alla vita dei pesci dei grandi laghi prealpini e dei corsi d’acqua aventi stato di
qualità buono o sufficiente;
5. lo sviluppo degli usi non convenzionali delle acque, quali usi ricreativi e la navigazione, la tutela dei corpi
idrici e degli ecosistemi connessi;
6. il perseguimento dell’equilibrio del bilancio idrico per le acque superficiali e sotterranee.
Si riportano inoltre gli obiettivi di qualità ambientale previsti dal Piano, mutuati dal D. Lgs. 152/99:
• corpi idrici significativi (acque superficiali, marine, sotterranee): mantenere, ove già presente, lo stato
ambientale di “buono”;
• mantenimento, ove già esistente, dello stato di qualità ambientale “elevato”;
• per ogni corpo idrico classificato, raggiungimento, entro il 2016, del livello di qualità ambientale
corrispondente allo stato di “buono” (Entro il 2008 è necessario raggiungere lo stato di qualità intermedio di
“sufficiente”);
• corsi d’acqua a specifica destinazione d’uso: mantenimento o raggiungimento di obiettivi di qualità per
specifica destinazione.
Obiettivi alla scala di riferimento comunale
Il Piano contiene un’accurata analisi del quadro conoscitivo territoriale. I corsi d’acqua superficiali dell’area
milanese, si caratterizzano per condizioni ambientali definite “pessime”. Gli obiettivi della programmazione
regionale, in linea con le indicazioni comunitarie, prescrivono che entro il 2016 la qualità dei corsi d’acqua
debba raggiungere il livello ambientale “buono”. (“sufficiente” per quanto il Lambro Meridionale).
Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti
Stato di attuazione
Il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti è stato approvato con DGR n° VII/220 del 27/06/05. Tramite la
DGR n° VIII/6581 del 13 febbraio 2008 è stato modificato il capitolo 8 “ Linee giuda per la revisione dei piani
provinciali di gestioni rifiuti urbani e speciali per la localizzazione degli impianti”.
Finalità e contenuti del Piano
Il Piano di Gestione dei Rifiuti si propone di accorpare la normativa di settore (comprensivo della disciplina
riguardante i rifiuti urbani e quelli speciali) per concretizzare i principi della semplificazione, dello
snellimento delle procedure, della trasparenza e della condivisione delle azioni che saranno intraprese. La
scelta strategica mira al rafforzamento della capacità di pianificazione e programmazione da parte degli
Enti locali per giungere alla realizzazione di un parco impiantistico adeguato ai fabbisogni regionali ed
opportunamente distribuito sul territorio.
Obiettivi del Piano
Gli obiettivi generali del Piano sono:
1. incentivare la ricerca dei materiali recuperabili e/o delle modalità di recupero nel ciclo produttivo
originario;
2. identificare sistemi di effettivo recupero o riciclo della materia;
3. trovare, in estrema ratio, la via di smaltimento per le frazioni residuali che implichi il minor impatto
sull’ambiente.
Obiettivi alla scala di riferimento comunale
Nessun riferimento specifico.
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Piano di Indirizzo Forestale 2004-2014
Finalità e contenuti del Piano
Il Piano di Indirizzo Forestale (PIF) per il decennio 2004-2014 si pone la finalità di migliorare il paesaggio e
la difesa dell’ambiente attraverso una corretta gestione delle superfici forestali presenti sul territorio
provinciale. Il Piano rappresenta uno strumento guida delle attività selviculturali con indicazioni che hanno
prevalentemente un carattere qualitativo e di orientamento. Rappresenta, inoltre, il primo censimento delle
aree boscate pubbliche e private presenti sul territorio provinciale, mappando e suddividendo in modo
sistematico gli elementi boscati minori ed i boschi stessi.
Obiettivi del Piano
I principi del Piano sono essenzialmente:
1. l’approfondimento del ruolo svolto dalle formazioni boscate e dai sistemi verdi connessi alla rete
ecologica al fine del miglioramento della qualità del territorio e delle forme di gestione selviculturali;
2. il riconoscimento delle attività forestali quali contributo ad uno sviluppo sostenibile del territorio ed al
miglioramento del rapporto agricoltura-ambiente-territorio;
3. l’assunzione degli obiettivi di sviluppo sostenibile in un approccio di filiera;
4. il riconoscimento e la valorizzazione delle multifunzionalità delle risorse forestali.
Obiettivi alla scala di riferimento comunale
Le NTA specificano i rapporti tra il Piano di Indirizzo Forestale e il Parco Agricolo Sud Milano. Il parco,
quale autorità forestale ai sensi di legge, applica al proprio territorio il Piano di Settore Agricolo (PSA) che si
configura come PIF ai sensi dell’art 19 della LR 8/76 e s.m.i. Il PSA può prevedere per il territorio di
competenza del Parco la predisposizione di Piani di assestamento forestale e regolamenti d’uso per la
gestione e gli interventi forestali. Il piano individua, entro i confini comunali, sia boschi che elementi boscati
minori (macchie boscate, boschi in aree protette regionali, ambiti a parchi urbani e aree della fruizione,
ambiti a parchi e giardini storici).
Piano Strategico della Mobilità Ciclistica “MI-Bici”
Stato di attuazione
Il Consiglio Provinciale ha approvato il Piano Strategico della Mobilità Ciclistica “MI-Bici” tramite propria
deliberazione n° 65 del 15 Dicembre 2008.
Finalità e contenuti del Piano
Il nuovo Piano cerca di diffondere l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto primario per i brevi –
medi tragitti. La logica d’impostazione del Piano si basa su due concetti:
• una dimensione sovracomunale delle attività che si svolgono all’interno della provincia, che determina
spostamenti tra comuni limitrofi e accessi al capoluogo milanese;
• una notevole attività, da parte di tutti i Comuni, nell’incentivare l’uso della bicicletta, realizzando una
pluralità di strutture dedicate alla ciclabilità.
La spinta all’utilizzo della “due ruote” deve, però, basarsi sulla costruzione di un contesto che comprenda
non solamente il campo infrastrutturale, ma anche urbanistico, culturale, sociale e normativo. La rete
provinciale che è stata identificata e tracciata si propone di collegare i nuclei insediati con i principali poli
urbanistici di interesse, i nodi di trasporto pubblico e i grandi sistemi ambientali.
Obiettivi del Piano
Il piano si propone di:
1. identificare itinerari che possano costituire un sistema di collegamento tra polarità e sistemi urbani, in
grado di recuperare anche itinerari continui di lungo raggio;
2. garantire la continuità e la connettività degli itinerari, la completa sicurezza, la completezza delle polarità
servite, la coerenza e l’omogeneità della segnaletica, la definizione degli standard geometrici per la
realizzazione delle piste ciclabili.
Obiettivi alla scala di riferimento comunale
La rete portante provinciale esistente, di progetto e da programmare è stata identificata in un insieme di
potenziali percorsi continui.
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Rapporto Ambientale
Programma di Efficienza Energetica
Stato di attuazione
Il Programma di Efficienza Energetica è stato approvato dalla Giunta Provinciale con Deliberazione n°
739/2006 del 23/10/2006.
Finalità e contenuti del Piano
L’aggiornamento del precedente piano del 1996, comprendente un piano d’azione, si è reso necessario a
seguito dei continui mutamenti avvenuti nella normativa del settore energetico.
L’obiettivo che il piano si prefigge è assumere un carattere strategico, relazionandosi ai processi reali di
trasformazione e riqualificazione territoriale ed urbana ai vari livelli di pianificazione, dal PTCP ai nuovi
PGT, in cui si potranno coniugare le nuove scelte insediative con una drastica riduzione dei consumi
energetici.
Obiettivi del Piano
Gli obiettivi principali di Piano sono i seguenti:
1. rafforzare l’attività di sensibilizzazione, motivazione, informazione e cooperazione sul tema dell’efficienza
energetica;
2. ridurre il fabbisogno energetico negli edifici ad uso civile, terziario e commerciale;
3. miglioramento dei processi produttivi e della gestione di edifici industriali e sostegno alla ricerca per
avviare il trasferimento tecnologico alle imprese e coadiuvarle nella fase di sviluppo;
4. aumento dell’efficienza energetica negli edifici pubblici ed introduzione del fattore energia e ambiente
nelle politiche di settore comunali.
Obiettivi alla scala di riferimento comunale
Nessun riferimento specifico.
Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti
Stato di attuazione
Il Commissario ad acta, con atto n° Rep.Gen. 55/2008 del 19/11/2008, ha riadottato il Piano Provinciale per
la gestione dei rifiuti in forza dei poteri conferiti con delibera della Giunta Regionale n° VIII/8474 del 19
novembre 2008.
Finalità e contenuti del Piano
La definizione dei contenuti e delle finalità della programmazione provinciale deve tener conto di differenti
fattori tra cui il quadro normativo, gli indirizzi e gli obiettivi della programmazione regionale, gli obiettivi del
documento programmatico e lo stato di fatto del sistema gestionale. La finalità del piano provinciale è la
definizione delle politiche di gestione dei rifiuti e la determinazione di concreti interventi attuativi che
consentano il raggiungimento degli obiettivi. Il nuovo piano deve considerare un modello di gestione basato
sul sistema integrato, che valuti le priorità di intervento in materia di reimpiego, riciclo, recupero di energia e
smaltimento della frazione residuale.
Obiettivi del Piano
Le strategie essenziali che il nuovo piano si propone:
1. contenimento nella produzione dei rifiuti, in particolare dei rifiuti urbani;
2. recupero di materia dai rifiuti, agevolata anche dall’aumento della raccolta differenziata;
3. recupero di energia, mediante impianti di termovalorizzazione e annullamento del fabbisogno di
discariche.
Obiettivi alla scala di riferimento comunale
Nessun riferimento specifico.
Piano Territoriale di Coordinamento del Parco Agricolo Sud Milano
Stato di attuazione
Il Piano Territoriale di Coordinamento del Parco Sud è stato approvato con DGR n° 7/818 del 3 agosto del
2000. Il Parco Agricolo Sud Milano è stato istituito con LR n° 24 del 23 aprile 1990.
Finalità e contenuti del Piano
Il Piano Territoriale di Coordinamento ha effetti di piano paesistico coordinato con i contenuti paesistici del
Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Per un miglior assetto del parco stesso, il Piano ne
individua e delimita il perimetro e ne articola le aree suddividendole in “territori”, in funzione degli obiettivi di
tutela e valorizzazione dell’attività agricola, dell’ambiente e della fruizione. Il Parco Agricolo Sud Milano è
classificato ai sensi della LR 8 Novembre 1996 n° 32 come “Parco regionale agricolo e di cintura
metropolitana”: al suo interno sono inoltre delimitate le riserve naturali e le aree che costituiscono il parco
naturale.
Obiettivi del Piano
Le finalità del PTC del Parco Agricolo Sud Milano, in considerazione della prevalente attività silvopastorale,
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Rapporto Ambientale
sono:
1. la tutela ed il recupero paesistico ed ambientale delle fasce di collegamento tra città e campagna,
nonché la connessione delle aree esterne con i sistemi verdi urbani;
2. l’equilibrio ecologico dell’area metropolitana;
3. la salvaguardia, il potenziamento e la qualificazione delle attività agro-silvo-culturali, in coerenza con la
destinazione dell’area;
4. la fruizione culturale e ricreativa dell’ambiente da parte dei cittadini.
Obiettivi alla scala di riferimento comunale
Il PTC Parco agricolo Sud Milano inserisce il territorio del comune di Opera a sud della tangenziale
all’interno dei territori agricoli di cintura metropolitana destinati all’esercizio ed alla conservazione delle
funzioni agricolo-produttive, assunte quale settore strategico primario per la caratterizzazione e la
qualificazione del parco.
La porzione a nord della tangenziale è invece azzonata, per le parti interne al parco, come territori agricoli e
verde di cintura urbana – ambito dei piani di cintura urbana (la LR 86/83 prevede, tra gli strumenti e i
procedimenti di attuazione del Parco, l’istituzione dei Piani di Cintura Urbana). La delimitazione di queste
aree viene proposta di concerto tra l’ente gestore (la Provincia di Milano) ed i comuni interessati, tra cui
Opera, in coerenza con gli obiettivi di qualificazione ambientale e paesistica.
La porzione di territorio ad ovest della ex Statale della Val Tidone fino al corso del Lambro meridionale,
limitata a nord dalla tangenziale a sud dalla porzione urbanizzata del comune è classificata come“Zona di
tutela e valorizzazione paesistica”.
2.4
IL SISTEMA DEI VINCOLI
Secondo le indicazioni della circolare attuativa, nel quadro ricognitivo e programmatorio del PGT
devono essere considerati i vincoli amministrativi definiti dalla legislazione vigente. Data la
complessità del territorio milanese, la ricognizione sui vincoli prevista dalla LR 12/2005 per il
Documento di Piano viene estesa all’intera casistica dei vincoli incidenti sulle aree compresi entro i
confini comunali, distinguendo tra:
1) vincoli per la difesa del suolo;
2) vincoli amministrativi;
3) vincoli di tutela e salvaguardia.
In generale, i vincoli per la difesa del suolo ed i diversi vincoli amministrativi influiscono sulla
trasformabilità delle aree e la loro individuazione, comportando parziale o totale limite
all’edificazione. In taluni casi tali limiti sono funzionali alla sicurezza della collettività, alla volontà di
ridurre gli impatti di alcune infrastrutture o alla necessità di preservare spazi per gli ampliamenti
delle strutture esistenti.
I vincoli di tutela e salvaguardia, relativi ai beni di interesse storico-monumentale, ambientale e
paesistico, governano le modalità di sviluppo e di gestione del territorio in rapporto agli obiettivi di
valorizzazione e conservazione degli assetti sensibili sul piano monumentale e paesistico.
2.4.1 Vincoli amministrativi
Sono vincoli amministrativi quei vincoli che comportano limitazioni all’utilizzo dei diritti di
edificazione (inedificabilità in senso stretto, distanze minime, limitazioni in altezza, etc.): vincoli
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militari, vincolo idrogeologico, la fasce di rispetto degli elettrodotti, dei depuratori, dei pozzi di
captazione ad uso idropotabile, dei cimiteri, delle aziende a rischio di incidente rilevante.
Di seguito si riporta l’elenco dei vincoli amministrativi, il riferimento legislativo e le limitazioni per
l’edificazione.
Vincoli
amministrativi
Rispetto stradale arretramenti
Elettrodotti
Cimiteri
Riferimento legislativo
Limitazioni
Codice della strada D.lgs 285/1992
Regolamento codice della Strada DPR 492/1992
DM 449/88
DM 1260/1991
L 36/2001
DPCM 08/07/2003
DPCM
29/05/2008
R.D. n.1265 del 27/07/1934
Legge n. 166 del 1 agosto 2002
R.R. 6/2004
Decreti Prefettizi
Distanza
minima
Distanza
minima
Distanza
minima
I vincoli amministrativi che interessano il territorio di Opera sono legati alla presenza delle principali
arterie di traffico, dalle linee ed dagli impianti degli elettrodotti nonchè la prossimità dei cimiteri.
2.4.2 Vincoli per la difesa del suolo
I vincoli per la difesa del suolo si riferiscono alla componente geologica, idrogeologica e sismica,
agli ambiti estrattivi, al rischio industriale e tecnologico.
Vincoli
amministrativi
Riferimento legislativo
Limitazioni
Piano per l'assetto
idrogeologico (PAI)
L 183/1989
DPCM 24/05/2001
DGR 7/7365 del 11/12/2001
Inedificabilità
Vincolo di Polizia
Idraulica
RD 523/1904, normativa PTCP
Inedificabilità
Pozzi e sorgenti
D.Lgs. 152/2006
Inedificabilità
o limitazione
all’edificabilità
Aree a rischio di
incidente rilevante
Dlgs n. 334 del 17/08/1999 coordinato al D.Lgs. 238/2005
DM 09/05/2001
LR 19/2001
DGR VII/19794 del 10 dicembre 2004
Distanza
minima
Questo tipo di vincoli deriva dalla normativa nazionale, dalla pianificazione di bacino e dalle
prescrizioni regionali e provinciali. Fanno inoltre parte dei vincoli per la difesa del suolo quelli
relativi alle aree su cui insistono stablilimenti a rischio di incidente rilevante, in cui sono presenti
sostanze pericolose in quantità uguali o superiori a quelle indicate nell’Allegato 1 del Dlg n. 334 del
17 agosto 1999 e s.m.i. tali industrie, comprensive delle aree di rischio, vengono individuate nel
Piano delle Regole (PdR) ai sensi della LR 12/05 (art. 10, comma 1, lett. c).
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Rapporto Ambientale
2.4.3 Vincoli di tutela e salvaguardia
Sono vincoli di tutela quelli relativi ai beni di interesse storico-monumentale, beni di interesse
ambientale e paesistico e i beni di interesse naturalistico, individuati sul territorio comunale ai sensi
del Decreto Legislativo 42/2004 “Codice dei beni culturali e del paesaggio” e dalle previsioni in
materia di tutela dei beni ambientali e paesaggistici del Piano Territoriale di Coordinamento
(PTCP) della Provincia di Milano (art.18, LR 12/2005, in attuazione del Piano Territoriale Regionale
di cui all’articolo 77 della medesima legge).
Il sistema dei vincoli e di tutela che viene recepito nel Piano delle Regole individua:
• beni di interesse storico-artistico-monumentale: si riferiscono a vincoli monumentali, architettura
contemporanea di pregio artistico, spazi aperti di interesse artistico e storico, zone di interesse
archeologico e bellezze naturali;
• beni di interesse paesistico: comprendono le bellezze d’insieme, i parchi comunque costituiti o
quelli in fase di definizione, i fiumi, i corsi d’acqua e le relative fasce di protezione, nonché le aree
boscate;
• beni di interesse naturalistico: sono le aree naturali protette, i parchi e riserve naturali, SIC e ZPS
e le oasi di protezione.
Le fonti utilizzate per la ricostruzione del sistema vincolistico all’interno del PGT sono il Sistema
Informativo Beni Ambientali (SIBA) della Regione Lombardia ed i contenuti del Piano Territoriale di
Coordinamento Provinciale.
Vincoli
amministrativi
Beni architettonici
Beni paesaggistici
Fiumi, torrenti e
corsi d’acqua
pubblici
Riferimento legislativo
D. Lgs 42/2004, parte II, art.10, commi 1 e 3
D. Lgs 42/2004, parte III, artt. 136 e 142
Legge 1497/1939, art. 1, commi da 1 a 4
Legge 431/85, art. 1, lettere c), f), g)
R.D. 1775/1933, DGR 4/12028
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Comune di Opera
3
Rapporto Ambientale
QUADRO DI RIFERIMENTO TERRITORIALE ED AMBIENTALE
Il contesto territoriale in cui si inserisce il Comune di Opera è fortemente caratterizzato dalla
presenza della città di Milano, polo economico che ha determinato lo svilupparsi di un hinterland
fortemente antropizzato.
Opera appartiene all’ambito di pianura irrigua, conosciuto per la sua ricchezza di acque
superficiale, che in passato hanno favorito lo sviluppo di un agricoltura irrigua intensiva. Oggi del
paesaggio agrario di un tempo permangono poche testimoniante tra cui cascine, tratti del reticolo
idrografico minore e filari alberati, tutti elementi caratterizzanti un paesaggio.
Nell’ultimo secolo il territorio rurale è stato sottoposto a fenomeni di aggressione legati a processi
di urbanizzazione sempre crescenti, che hanno determinato un veloce consumo di suolo e una
continua frammentazione dei fondi agricoli ed un’evitabile perdita di efficienza dell’attività agricola.
Questo impoverimento generale si manifesta con la scomparsa e il degrado della vegetazione
arboreo-arbustiva e il decadimento del vasto patrimonio rurale delle cascine. Proprio per queste
criticità è stato istituito il Parco Agricolo Sud Milano quale occasione per proteggere, conservare e
tutelare territorio le testimonianze di un tempo e la difesa di una funzione economica come quella
agricola che ha segnato la storia dello sviluppo economico di quest'area.
Nonostante la massiccia occupazione del suolo agricolo all’interno del comune sono ancora oggi
leggibili i segni della storia: antiche strade poderali e cascine a corte, che rievocano gli
insediamenti tipici della pianura agricola di un tempo e macchie boscata, che costituiscono un
emergenza vegetazionale capace di svolgere funzioni ambientali ed ecologiche notevoli per il
miglioramento qualitativo dell’acqua e dell’aria. Tale funzione è enfatizzata anche da altri elementi
naturaliformi, quali siepi e arbusti, che a delimitazione gli appezzamenti agricoli, formano barriere
verdi protettive e definiscono i confini delle proprietà.
Il Comune di Opera ha una popolazione di 13.751 abitanti, si estende per circa 7.59 kmq e confina
con i comuni di San Giuliano Milanese, San Donato Milanese, Rozzano, Pieve Emanuele, Locate
di Triulzi oltre che con Milano, di cui ne costituisce la prima periferia.
Questo territorio ha origini agricole, legate alla fertilità e produttività della pianura. Col trascorrere
degli anni e col sempre maggiore sviluppo, prima del settore industriale e poi di quello terziario,
tale contesto ha assistito a notevoli trasformazioni urbanistico-territoriali. Tra palazzi, capannoni e
grandi corridoi viabilistici ad alta percorrenza si possono ancora notare tracce e permanenze di
elementi di cultura agricola connotanti la pianura, cascine e tratti di strade di campagna, quali
testimonianze di un passato rurale in cui l’uomo è stato in grado di strutturare il territorio, creando
così un paesaggio unico e riconoscibile.
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Opera, come del resto gran parte dei comuni che si sviluppano in prossimità di Milano, ha subito
nel corso degli anni la forte influenza del capoluogo, sia per quanto riguarda lo sviluppo
insediativo, sia per quanto concerne le funzioni localizzate.
Il territorio comunale presenta un impianto urbanistico particolare in quanto osservando a livello
cartografico il Comune, si nota come lo sviluppo storico e residenziale sia avvenuto
prevalentemente a nord-est della superficie comunale, mentre a sud-ovest sia accresciuta il
comprato produttivo. Questa connotazione territoriale è enfatizzata dalla presenza della strada
provinciale SP28 che da sud consente un facile accesso all’area industriale di Opera. È importante
considerare che tale viabilità principale è comunque facilmente raggiungibile anche da nord, grazie
alla SS412 che unisce la SP28 con lo svincolo all’altezza di Noverasco della tangenziale ovest.
Questi grandi assi viabilistici rendono accessibile viabilisticamente non solo il Comune, ma anche
la città di Milano.
La fruizione e apertura di questo territorio ad oggi risulta fortemente sacrificata, causa la mancanza
di collegamenti pubblici diretti con la città ed il territorio circostante.
3.1
SISTEMA SOCIO-ECONOMICO
3.1.1 Sistema Sociale
Dal Rapporto dello Stato dell’Ambiente di Opera del 2006 emerge come l’andamento demografico
nel territorio comunale sia stato interessato da un aumento importante del numero dei residenti dal
1951 al 1991, con una crescita considerevole nel 91’, anno in cui il Comune registra 13.435
abitanti.
In particolare nel decennio ‘71-‘81 il Comune registra un incremento di più del 100% della
popolazione in quanto gli abitanti da circa 5.658 sono diventati 11.470. Questo fenomeno si è
verificato parallelamente all’espansione urbanistica programmata proprio in quegli anni e ancora
tutt’oggi in atto. Anche se dal 1991 in poi, la popolazione è rimasta più o meno costante, a parte
delle leggere flessioni nel 2001 e nel 2004.
Un importante fattore per valutare gli aspetti demografici è a stratificazione della popolazione
secondo classi di età.
Qui di seguito viene riportata la struttura della popolazione suddivisa per classi di età riferita
all’anno 2004, illustrata tramite una “piramide di età”. In questo grafico sono riportati i dati della
popolazione maschile e femminile della popolazione residente suddivisa in classi di età
quinquennali.
“La piramide” demografica presenta un restringimento alla base, in corrispondenza delle fasce più
giovani, per poi subire un rigonfiamento nelle fasce di età centrali che vanno dai 30 anni ai 64 anni,
e successivamente restringersi moderatamente in corrispondenza delle classi di età più anziane.
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
E’ evidente dalla tabella che la maggior parte della popolazione si trova in età adulta, mentre i dati
relativi alle fasce più giovani mostrano valori bassi.
Età
Maschi Femmine
> 90
22
83
85
89
35
69
80
84
78
171
75
79
138
210
70
74
249
325
65
69
352
358
60
64
466
489
55
59
623
572
50
54
530
584
45
49
434
519
40
44
493
514
35
39
507
548
30
34
519
496
25
29
461
451
20
24
382
380
15
19
296
308
10
14
302
306
5
9
268
264
0
4
285
258
6440
6905
Totali
Suddivisione popolazione per classi di età – anno 2004
La popolazione femminile del Comune di Opera supera quella maschile di 465 unità, questo è in
linea con la tendenza provinciale è nazionale, dovuto al progressivo invecchiamento della
popolazione e alla maggiore speranza di vita delle donne.
L’andamento della natalità dal 1991 al 2001 ha subito un debole decremento di 0,8 punti e poi è
rincominciato a crescere fino ad oggi. L’incremento del tasso di natalità si verifica in
contemporanea con l’aumento della presenza di immigrati stranieri nel Comune di Opera che si è
verificato a partire dal 2001.
A tal proposito la presenza di cittadini residenti con permesso di soggiorno nel Comune di Opera è
in costante aumento. Nel 1991 la popolazione straniera residente ammontava a 108 individui, nel
2001 il valore è più che quadruplicato con 475 residenti, nel 2003 siamo di fronte ad un andamento
abbastanza costante, per poi riprendere la crescita nel 2004 con 724 unità. Infatti è proprio nel
2004 che si è verificato un aumento sostanziale del numero dei residenti, una crescita che è
coincisa con il picco massimo della presenza di stranieri residenti nel Comune. Attualmente gli
stranieri residenti sono circa il 6% della popolazione.
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
E’ inoltre interessante osservare l’origine di provenienza dei cittadini stranieri e la variazione
rispetto al paese di origine negli anni 2002 e 2004. In particolare nel 2002 il flusso più consistente
di immigrati proviene dall’Asia (36%), l’alta percentuale è determinata dalla presenza sul territorio
della classe dirigente di alcune filiali italiane di industrie coreane. Altri Paesi con un flusso di
immigrati consistenti sono l’Africa (22,3%) e l’America del Nord e Latina (22,3%).
All’interno dei residenti di provenienza Americana è interessante sottolineare che è presente una
forte componente di individui che provengono dagli Stati Uniti d’America (44 sui 101 complessivi
dal continente Americano). Questo lo si può imputare alla presenza di una scuola privata “
American School” ubicata sul territorio del Comune di Opera, il cui personale docente è
madrelingua.
Dal 2004 si è osservato un sostanziale aumento del numero di immigrati provenienti da aree
geografiche differenti, come l’Est Europa.
Così come per l’intera Provincia di Milano negli anni dal 2001 al 2004, anche nel Comune di Opera
si sta verificando un processo di semplificazione della struttura familiare, con un aumento delle
famiglie residenti e una riduzione del numero di componenti per famiglia.
Infatti dal 2001 al 2004 il Comune ha registrato un incrementi di 274 nuovi nuclei famigliari, però
prevalentemente composti da uno/due componenti.
3.1.2 Sistema Economico
Il Comune di Opera appartiene all'area del Sud Milano dove negli ultimi cinquant'anni si è assistito
a un radicale processo di trasformazione nell’economia. Questo peculiare ambito territoriale si
contraddistingue per essere stato trasformato, in un breve lasso di tempo, da realtà agricola
basata su un’agricoltura centrata su cascine e centri di piccole dimensioni (con impianto
urbanistico tipicamente rurale) ad area altamente urbanizzata e a elevato sviluppo industriale.
Per quanto riguarda il processo di urbanizzazione, esso ha riguardato dapprima i Comuni più vicini
al capoluogo, che si sono così fusi con l’area metropolitana milanese già a partire dagli anni ’60 (è
il caso, ad esempio, di San Donato e Opera); in seguito, per fenomeni di traboccamento
residenziale, industriale e terziario, sono cresciuti i Comuni più vicini all’aeroporto di Linate e lungo
le strade provinciali Paullese e della Cerca.
Anche lo sviluppo industriale non è omogeneo all’interno del comprensorio considerato: accanto a
Comuni quali San Donato, in cui l’insediamento di una grande azienda – ENI – ha fatto da traino a
fenomeni di industrializzazione, in altri Comuni dell’area tra cui Opera si è avuta una proliferazione
di attività manifatturiere di piccola e media dimensione.
Infine, in alcuni centri (tra cui Opera) a partire agli anni ’70, si è registrato un fenomeno di
terziarizzazione legato ad attività quali commercio, trasporti e mobilità.
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Due sono le zone industriali principali rilevabili a Opera: Via Lambro (Zona industriale 1) e località
Zerbo in prossimità della Strada Statale della Val Tidone.
Dal questionario della CDRL (2002) emerge che le imprese hanno scelto nel 93,9% dei casi come
fattore localizzativo decisivo ad Opera la presenza di infrastrutture rilevanti. La città di Opera si
trova infatti nelle immediate vicinanze dell’autostrada del Sole (A1), dell’autostrada dei Fiori (A7)
ed è in prossimità dell’uscita di Porta Vigentina della tangenziale ovest di Milano. La zona di Zerbo
ha inoltre un’uscita e un’entrata diretta sulla Strada Statale numero 412 della Val Tidone,
anch’essa collegata direttamente alla tangenziale ovest.
L'economia della città resta prevalentemente legata alla presenza di imprese appartenenti a settori
“maturi” e poco inclini all’innovazione. In fatti le attività industriali prevalenti ad Opera sono:
produzione di metallo e fabbricazione di prodotti in metallo; fabbricazione di articoli in gomma e
materie plastiche; fabbricazione di macchine ed apparecchiature elettriche e stampa e servizi
connessi alla stampa.
La trasformazione dei sistemi produttivi locali nel Sud Milano ha investito negli anni Novanta il
comparto manifatturiero, evidenziando una crisi della media e medio-grande industria, ma anche
una notevole vivacità del tessuto delle piccole imprese. Anche il settore terziario è stato investito
dalla trasformazione, mostrando una spiccata caratterizzazione commerciale e una forte
accentuazione delle attività logistiche e di trasporto. Infine il sistema della produzione agricola,
investito da una crisi strutturale molto forte, si è dimostrato capace di sperimentare attività e colture
di carattere innovativo, a partire da quelle biologiche e sostenibili.
Il Sud Milano è un territorio particolarmente ricco dal punto di vista ambientale, paesistico, storico e
culturale ed è proprio in questi campi che sono state sperimentate le prime forme di collaborazione
e progettualità sovracomunale a partire dall’esperienza del Parco Agricolo Sud Milano.
Il Parco, costituito nel 1990 dopo una vicenda ventennale, necessita oggi di un rilancio che può
vederlo come scenario strategico di riferimento per lo sviluppo locale a partire anche dalla recente
approvazione, nel 2000, del suo Piano Territoriale di Coordinamento.
Opera è uno dei quattordici comuni che aderiscono e partecipano attivamente alle attività
dell’Associazione dei Comuni del Sud Milano. Quest’ultima si propone di identificare un modello di
sviluppo per il Sud Milano capace di valorizzare le risorse e le peculiarità del territorio, favorendo
politiche ed interventi compatibili con un modello di sviluppo sostenibile basato sulla valorizzazione
della qualità ambientale, paesistica e storico-culturale.
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43 43
Comune di Opera
3.2
Rapporto Ambientale
ARIA
La qualità dell'aria è data dal confronto tra i dati misurati e i parametri di riferimento fissati per la
tutela della salute e dell'ambiente.
L'inquinamento atmosferico è all'origine di molti fenomeni negativi per l'ambiente, da quelli più
locali come lo smog, presente nelle aree urbane e suburbane, a quelli che fanno sentire i loro
effetti su una scala territoriale più ampia, come le piogge acide, fino ad arrivare ai fenomeni
planetari, come il buco dell'ozono e l'effetto serra.
Quest'ultimo in particolare, secondo le stime largamente condivise dell'Intergovernmental Panel on
Climate Change (IPCC), ha comportato nell'ultimo secolo un riscaldamento dell'atmosfera terrestre
compreso tra 0,4 e 0,8 °C ed un graduale innalzamento del livello dei mari tra i 10 e i 20 cm.
La legislazione italiana individua le Regioni quali autorità competenti in materia di valutazione e
gestione della qualità dell’aria. In questo ambito è previsto che ogni Regione definisca la
suddivisione del territorio in zone e agglomerati, nelle quali valutare il rispetto dei valori obiettivo e
dei valori limite e definire, nel caso, piani di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria. La
zonizzazione deve essere rivista almeno ogni 5 anni. La Regione Lombardia, sulla base dei
risultati della valutazione della qualità dell’aria, delle caratteristiche orografiche e meteoclimatiche,
della densità abitativa e della disponibilità di trasporto pubblico locale con la D.G.R 2 agosto 2007,
n.5290 ha modificato la precedente zonizzazione distinguendo il territorio nelle seguenti zone:
•
ZONA A: agglomerati urbani (A1) e zona urbanizzata (A2)
•
ZONA B: zona di pianura
•
ZONA C: area prealpina e appenninica (C1) e zona alpina (C2)
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Zonizzazione del territorio regionale
Il comune di Opera rientra nella zona definita A1 “Area a maggiore densità abitativa e con
maggiore disponibilità di trasporto pubblico locale organizzato (TPL)”.
La qualità dell’aria nella Regione Lombardia è costantemente monitorata da una rete fissa
costituita da 154 stazioni fisse (tra stazioni pubbliche e stazioni private, che per mezzo di
analizzatori automatici forniscono dati in continuo ad intervalli temporali regolari (generalmente a
cadenza oraria). Il monitoraggio così realizzato, integrato con l’inventario delle emissioni
(INEMAR), gli strumenti modellistici, i laboratori mobili e altri campionatori per campagne
specifiche, fornisce la base di dati per effettuare la valutazione della qualità dell’aria, così come
previsto dalla normativa vigente.
Le specie di inquinanti monitorati sono: SO2, NOX, CO, O3, PM10, PM2,5, BTX. A seconda del
contesto ambientale (urbano, industriale, da traffico, rurale, etc.) nel quale è attivo il monitoraggio,
diversa è la tipologia di inquinanti che è necessario rilevare. Nella Tabella seguente sono
riassunte, per ciascuno dei principali inquinanti atmosferici, le principali sorgenti di emissione:
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45 45
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Inquinanti
Principali sorgenti di emissione
Biossido di Zolfo (SO2)
*
Impianti riscaldamento, centrali di potenza, combustione di
prodotti organici di origine fossile contenenti zolfo (gasolio,
carbone, oli combustibili)
Biossido di Azoto (NO2)
*/**
Impianti di riscaldamento, traffico autoveicolare (in particolare
quello pesante), centrali di potenza, attività industriali
(processi di combustione per la sintesi
dell’ossigeno e dell’azoto atmosferici)
Monossido di Carbonio (CO)
*
Traffico autoveicolare (processi di combustione incompleta
dei combustibili fossili)
Ozono (O3)
**
Non ci sono significative sorgenti di emissione antropiche in
atmosfera
*/**
Insieme di particelle con diametro aerodinamico inferiore ai
10 µm, provenienti principalmente da processi di combustione
e risolleva mento
*
Traffico autoveicolare (processi di combustione incompleta, in
particolare di combustibili derivati dal petrolio), evaporazione
dei carburanti, alcuni processi industriali
Particolato Fine (PM10)
Idrocarburi non Metanici (IPA,
Benzene)
Sorgenti emissive dei principali inquinanti (* = Inquinante Primario, ** = Inquinante Secondario)
Nel territorio della Provincia di Milano è presente sia una rete pubblica di monitoraggio della qualità
dell’aria, di proprietà dell’ARPA e gestita dal Dipartimento ARPA di Milano Città, costituita da 35
stazioni fisse, sia una rete privata comprendente 13 stazioni fisse, di cui tre collocate fuori dal
territorio provinciale. Di seguito si riporta la localizzazione della rete:
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46 46
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Rete di monitoraggio provinciale
La tipologia delle stazioni regionali può essere suddivisa nelle seguenti categorie (tipo stazione da
Decisione 2001/752/CE):
• stazione di fondo (F): misura il livello di inquinamento determinato dall’insieme delle sorgenti
di emissione non localizzate nelle immediate vicinanze della stazione; può essere localizzata
indifferentemente in area urbana, suburbana o rurale;
• stazione da traffico (T): se la fonte principale di inquinamento è costituita dal traffico (se si
trova all’interno di Zone a Traffico Limitato, è indicato tra parentesi ZTL)
• stazione industriale (I): se la fonte principale è costituita dall’industria
Inoltre è possibile una loro classificazione a seconda del contesto in cui sono ubicate (tipo zona
Decisione 2001/752/CE):
• zona rurale (R): all’esterno di una città, ad una distanza di almeno 3 km; un piccolo centro
urbano con meno di 3000- 5000 abitanti è da ritenersi tale;
• zona urbana (U): centro urbano di consistenza rilevante per le emissioni atmosferiche, con più
di 3000-5000 abitanti;
• zona suburbana (S): periferia di una città o area urbanizzata residenziale posta fuori dall’area
urbana principale)
Sul territorio comunale di Opera non esistono stazioni di rilevamento.
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Rapporto Ambientale
Le stazioni di rilevamento più prossime al Comune è la seguenti:
NOME STAZIONE
TIPO ZONA
TIPO STAZIONE
MI - P.le Abbiategrasso
URBANA
FONDO
QUOTA s.l.m.
(metri)
109
che monitora i seguenti inquinanti:
NOME STAZIONE
MI - P.le Abbiategrasso
SO2
-
NOX
X
CO
-
O3
-
CH6H6
-
PM10
-
Utilizzando i dati disponibili all’interno del data base INEMAR1 (INventario EMissioni ARia) e dei
rapporti di Qualità dell’aria pubblicati da ARPA Lombardia, si sono potute estrapolare alcune
considerazioni in merito alla qualità dell’aria del comune di Milano, da utilizzare come
inquadramento per le successive considerazioni specifiche riferite all’area oggetto di studio.
Di seguito viene proposta una tabella riassuntiva che riporta, per ciascun macrosettore, il
contributo alle emissioni in atmosfera, riferito ai principali inquinanti.
Emissioni in provincia di Milano nel 2008
Quantità assolute di sostanze inquinanti emesse nell’anno 2010 e suddivise per macrosettori (espresse in
t/anno tranne per CO2, per la quale i dati sono espressi in Chilotonn)
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Rapporto Ambientale
L’inventario 2008 ha considerato anche la ripartizione percentuale delle emissioni di inquinanti in
relazione al macrosettore di attività. In particolare dall’osservazione dei dati si possono estrapolare
le seguenti considerazioni riferite alla situazione caratteristica del Provincia di Milano:
Distribuzione percentuale delle emissioni in provincia di Milano nel 2008
Nella Provincia di Milano il trasporto su strada costituisce la principale fonte di inquinamento per
buona parte degli inquinanti e come si evidenzia dalle tabelle sopra riportate contribuisce a circa
un terzo delle emissioni di CO2 (33%) e a buona parte delle emissioni di NOX (67%), PM10 e
PM2.5 (63% e 62%), CO (73%) e COV (15%).
Dalla lettura della tabella sopra riportati si possono trarre le seguenti considerazioni circa le fonti
che contribuiscono maggiormente alle emissioni delle seguenti sostanze inquinanti, sempre in
Provincia di Milano:
SO2 – il contributo maggiore è dato dalla combustione nell’industria (55%) e dalla combustione
non industriale (27%).
NOX – la principale fonte di emissione è il trasporto su strada (67%); contributi minori derivano
dalle combustioni (17%).
COV – l’uso di solventi contribuisce per il 60% alle emissioni, mentre il trasporto su strada
contribuisce per il 15%.
CH4 – per questo parametro le emissioni più significative sono dovute per il 42% a processi di
estrazione e di distribuzione dei combustibili, per il 31% al trattamento e smaltimento dei rifiuti e
per il 24% all’agricoltura.
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Rapporto Ambientale
La tabella seguente riassume quanto sopra esposto:
INQUINANTI
PRINCIPALI FONTI DI EMISSIONE
CO2
1) Combustione non industriale
2) Trasporto su strada
PM10
1) Trasporto su strada
2) Combustione non industriale
Precursori dell’ozono
1) Trasporto su strada
2) Uso di solventi
CO
1) Trasporto su strada
2) Combustione non industriale
PM 2,5
1) Trasporto su strada
2)
COV
1) Uso di solventi
2) Trasporto su strada
SO2
1) Combustione nell’industria
2) Combustione non industriale
NOX
1) Trasporto su strada
2) Combustione non industriale
Combustione non industriale
Principali fonti di emissione degli inquinanti
Di seguito vengono riportate alcune considerazioni relative ai singoli inquinanti, con riferimento ai
dati rilevati nelle stazioni di monitoraggio collocate sul territorio comunale.
SO2
La concentrazione media annuale di SO2 nel Comune di Milano ha subito dal 1989 ad oggi una
netta diminuzione; ciò è dovuto ai provvedimenti legislativi e alle ordinanze municipali che hanno
imposto il cambiamento dei combustibili impiegati per le attività produttive e favorito l’uso del
metano per il riscaldamento degli ambienti di vita e di lavoro.
Nella centralina di Via Pascal, nell’anno 2008 si è rilavato una media di 4 µg m-3.
NOX
Tali ossidi vengono emessi direttamente in atmosfera a seguito di tutti i processi di combustione ad
alta temperatura (impianti di riscaldamento, motori dei veicoli, combustioni industriali, centrali di
potenza, ecc.), per ossidazione dell’azoto atmosferico e, solo in piccola parte, per l’ossidazione dei
composti dell’azoto contenuti nei combustibili utilizzati.
Nel caso del traffico autoveicolare, le quantità più elevate di questi inquinanti si rilevano quando i
veicoli sono a regime di marcia sostenuta e in fase di accelerazione.
La concentrazione media annuale di NOx, ha subito nel periodo dal 1990 al 2005 una
considerevole diminuzione (pari al 65%) ma un aumento nell’anno 2006 (+ 13%); tale condizione è
imputabile al verificarsi di sfavorevoli condizioni meteorologiche, quali una maggior frequenza di
Comune di Opera 12.6.2012
50 50
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Rapporto Ambientale
ridotte altezze dello strato rimescolato. Con riferimento all’anno 2008 si osserva che i valori, nelle
due centraline più vicine al sito di interesse, si attestano al di sotto dei 50 µg m-3.
CO
La concentrazione media annuale di CO nel periodo 1989-2006 presenta una diminuzione rispetto
al 1989 (pari al 78%), a causa essenzialmente del progressivo rinnovo del parco circolante con
veicoli catalizzati.
Le sue concentrazioni in aria ambiente sono strettamente legate ai flussi di traffico locali, e gli
andamenti giornalieri rispecchiano quelli del traffico, raggiungendo i massimi valori in
concomitanza delle ore di punta a inizio e fine giornata, soprattutto nei giorni feriali.
I dati relativi all’anno 2008, rilevati in corrispondenza delle centraline presenti sul territorio
comunale, evidenziano valori contenuti e variabili tra 0,7 e 1,7 mg m-3.
OZONO
A differenza degli inquinanti primari, le cui concentrazioni dipendono direttamente dalle quantità
dello stesso inquinante emesse dalle sorgenti presenti nell’area, la formazione di ozono risulta più
complessa. La chimica dell’ozono ha come punto di partenza la presenza di ossidi di azoto, che
vengono emessi in grandi quantità nelle aree urbane.
Le concentrazioni medie annue di ozono presentano andamenti temporali più irregolari con livelli
variabili tra 40-50 µg m-3 nella stazione di Milano Parco Lambro, 30-50 µg m-3 nella stazione di
Milano Pascal, 30-40 µg m-3 nella stazione di Milano Verziere.
BENZENE
La maggior parte del benzene presente nell’aria deriva da combustione incompleta di combustibili
fossili: le principali fonti di emissione sono il traffico veicolare (soprattutto da motori a benzina) e
diversi processi di combustione industriale.
Dal 1999 al 2006 le concentrazioni di benzene presentano una diminuzione pari al 56%, dovuta,
oltre che al rinnovo del parco circolante con veicoli catalizzati, alla progressiva riduzione del
contenuto di benzene nelle benzine commerciali. Per quanto concerne le concentrazioni medie
annue di benzene, dai dati rilevati nelle stazioni di piazzale Zavattari e via Senato si evidenziano
valori compresi negli ultimi anni tra 2.5 e 5 µg m-3, con una continua tendenza alla diminuzione.
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Rapporto Ambientale
PARTICOLATO ATMOSFERICO AERODISPERSO
Le sostanze che rientrano in questa categoria possono avere origine sia da fenomeni naturali sia,
in gran parte, da attività antropiche, in particolar modo da traffico veicolare e processi di
combustione.
La concentrazione media annuale di PTS ha registrato un progressivo calo nel periodo 1993 –
1996, mentre nel periodo successivo i valori medi annuali sono oscillati nell’intervallo 50 – 60 µg
m-3.
Con riferimento alle stazioni di interesse, si può osservare che i dati relativi all’anno 2008 si
attestano tra i 42 µg m-3 (MI- Verziere) e i 46 µg m-3 (MI – Senato); il dato rilavato dalla stazione MI
- Parco Lambro, più prossima all’area di studio, è pari a 45 µg m-3 .
3.3
SUOLO E SOTTOSUOLO
Le aree contaminate presenti all’interno del territorio comunale nelle quali sono in corso attività di
caratterizzazione e/o bonifica ai sensi del D.Lgs. 152/2006 sono le seguenti:
1. AREA EX-PROTER (Via Lambro 38)
2. AREA EX-CISAM (Viale Abruzzi 2)
3. CENTRALE TERMICA SUD SPORTING MIRASOLE (Via Sporting Mirasole)
4. SVR (Via Romagna 19/21)
3.3.1 Bonifica area ex-Proter
Il complesso è localizzato su un’area (ex proprietà Recordati S.p.a. ed in precedenza Proter S.p.a)
sottoposta ad un progetto definitivo di bonifica ex art. 11 della legge 471 /99, approvato dal
comune di Opera con determinazioni n. 495 del 5.5.2001 e n. 349 del 23.5.02, supportato dalle
garanzie finanziare, approvate dallo stesso comune con determina 214 del 8.3.05. Con
L’acquisizione dello stabilimento, la Adorkem Technology S.p.A. (ex-Farmaopera S.p.A) ha preso
a proprio carico gli obblighi e gli oneri derivanti dalla prosecuzione delle operazioni di bonifica. Il
progetto prevede:
La bonifica dell’area interna al complesso
Le analisi eseguite sul terreno e sulla falda acquifera in vari punti del complesso, hanno
evidenziato l’inquinamento da aniline, il cui maggior componente è N-N-dietilanilina derivante dal
processo di sintesi del 7-ACA condotto dalla Proter. Sono stati misurati valori di concentrazione di
anilina e derivati superiori a 1 .000 mg/Kg. Per la messa in sicurezza del sito viene realizzata una
barriera idraulica attraverso la messa in spurgo di un nuovo pozzo (Pozzo 5) immediatamente a
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
valle dell’area contaminata, che inizia nell’aprile del 2000 a prelevare acqua dalla falda inviandola
al depuratore dello stabilimento. Altri 4 pozzi di acqua industriale esistenti e posizionati più a valle
costituiscono la barriera di secondo livello da attivare in caso di emergenza.
La bonifica del terreno superficiale
Con determinazione del Comune di Opera n. 495/2001, si dà seguito alle operazioni di bonifica del
terreno superficiale mediante allontanamento dallo stabilimento del terreno contaminato, inviato ad
appositi impianti di trattamento ( 6400 tons - scavo di 4 m di profondità per una superficie di ca.
600 mq.) IL terreno è stato conferito, rispettando le normative vigenti, all’impianto di trattamento
“ELECTROMETAL” di Castegnato (BS). Il trattamento è consistito nell’ossidazione delle aniline
tramite
ipoclorito
di
sodio,
in
modo
da
abbattere
la
concentrazione
dell’inquinante;
successivamente il terreno è stato recapitato in discariche 2B autorizzate.
La falda acquifera
La seconda fase della bonifica viene approvata con la determina n. 349/2002 avviando la
decontaminazione della falda che, accanto al già citato pozzo di disinquinamento, vede la messa
in funzione anche di un impianto di biosparging per l’ossigenazione profonda della falda acquifera
(attivando La flora microbica endogena deputata all’ossidazione metabolica delle aniline).
L’impianto è costituito da 6 pozzetti di insufflazione collegati tramite tubazione alla rete di
distribuzione dell’aria compressa. Il sistema è regolato a una portata prestabilita in base alle
indagini esplorative eseguita dalla società installatrice.
Il trattamento non ha una durata prevedibile e deve essere monitorato nel tempo fino a completo
smaltimento dell’inquinante.
Revisione della barriera idraulica
Nel corso del 2008, a seguito di proposta formulata per conto della proprietà Farmaopera spa dal
Consorzio Copernico Scarl, viene autorizzata la revisione della barriera idraulica con
determinazione n. 404 del 15.5.2008. Tale revisione si rende necessaria al fine di adeguare
l’esistente barriera alle evidenze emerse nel corso delle più recenti campagne di indagini relative
all’andamento del corpo di falda.
Integrazione della caratterizzazione
Nel corso del 2011 la società Copernico Srl, per conto della curatela fallimentare dell’Adorkem
Technology, ha presentato il progetto relativo all’esecuzione di una serie di indagini ambientali
integrative da considerarsi quale integrazione della caratterizzazione alla base del progetto
complessivo di bonifica dell’Area ex-Proter. Tali indagini integrative sono state approvate e
autorizzate con determinazione n. 572 del 29.9.2011 e sono attualmente in esecuzione.
Cronistoria del sito produttivo
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
• 1969 La Proter S.p.A inizia la sua attività di produzione di antibiotici.
• 1988 La Proter S.p.A. viene divisa in 2 unità produttive indipendenti: il reparto farmaceutico,
gestito dalla società Proter S.p.a. e il reparto antibiotici, gestito dalla società Proter Antibiotici
S.p.a.
• Primi anni ‘90: Sospensione delle attività produttive, l’area diviene un’area dismessa.
• 1995: Gli immobili e il terreno sono messi all’asta. La parte denominata Proter antibiotici (circa
19.100 m2) viene comprata da Recordati S.p.A. e la restante parte (15.900 m2) da Profinpharma.
La Recoradati inizia subito la riconversione degli impianti a scopo produttivo.
• 1996: Vengono commissionate da Recordati S.p.A. delle analisi per (a certificazione ambientale.
• 1999: Viene individuato un settore contaminato da derivati dell’anilina confinato nella porzione
nord-orientale del complesso produttivo. Il settore contaminato è al confine fra le due nuove
proprietà.
• primavera 2000: Il settore orientale viene ceduto da Profinpharma S.p.A a Nuova Va((ambrosia
Immobiliare che ha (a necessità di demo(ire (e strutture per (a costruzione di nuovi insediamenti
produttivi.
• dicembre 2000: Redatto il progetto definitivo di bonifica e iniziate le attività di risanamento:
- rimozione terreni contaminati (fino a circa -4 m da p.c., max -5.30 nell’area del nucleo di
contaminazione)
- sbarramento idraulico
• 2002: Riempimento scavo - Progetto BIOSPARGING
• 2003: Inizio insufflazione
• 2006: Analisi sullo Stato della bonifica
• 2007: Realizzazione di nuovi piezometri di monitoraggio e di prove di campo
• 2008: Revisione della barriera idraulica mediante installazione di nuovi pozzi di pompaggio
• 2009-201 0: Liquidazione e fallimento della ADORKEM e conseguente interruzione, per alcuni
mesi, del funzionamento dell’impianto di pompaggio de((a barriera e del sistema di biosparging
• Agosto 2010: Riattivazione degli impianti di bonifica - Campagna di analisi delle acque
• Gennaio 2011: adeguamento degli impianti di filtrazione e integrazione dello sbarramento con
Pz15
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
3.3.2 Bonifica area ex-Cisam
Nel luglio del 2011 la King Spa di Via Ungaretti 2, Opera, ha presentato una Relazione delle attività
di caratterizzazione dell’area ex-Cisam di Via Abruzzi n. 2 dalla quale è emerso il mancato rispetto
delle CSC di cui alla Tabella 1B, Tit. V, All. 5 del D.Lgs. 152/06 per un campione fra quelli prelevati
che presentava per il parametro Idrocarburi C>12 un valore pari a 2790 mg/kg. Nel settembre dello
stesso anno, la King ha presentato il Progetto di bonifica dell’area in oggetto che ha avuto parere
favorevole dalla Conferenza dei Servizi convocata per il suo esame nell’ottobre del 2011.
Il progetto di bonifica è stato approvato con determinazione n. 677 del giorno 11.11.11 e di
conseguenza sono state autorizzate le operazioni in esso previste.
Nel gennaio del 2012, ARPA con un’apposita campagna di analisi del terreno del sito ha rilevato
che gli obbiettivi della bonifica sono stati raggiunti e che l’intervento puo’ ritenersi concluso.
Attualmente è incorso l’iter per il rilascio della certificazione di avvenuta bonifica che fa capo alla
Provincia di Milano.
3.3.3 Bonifica area centrale termica sud Sporting Mirasole
Nell’agosto del 2010 il Comune di Opera, a seguito di verbale dell’Arpa, ha dato avvio al
procedimento ai sensi dell’art. 7 della L. 241/90 per l’applicazione delle procedure relative alla
bonifica dei siti contaminati previste dal D.Lgs. 152/2006 nei confronti del Supercondominio
Sporting Mirasole, per la probabile contaminazione dell’area della centrale termica sud al servizio
del condominio stesso. Nell’ottobre del 2010 la Iter srl, società che si è occupata della rimozione
dei serbatoi di olio combustibile annessi alla centrale termica, ha notificato il superamento delle
soglie di contaminazione del sottosuolo dell’area in questione. Nel novembre del 2010 è pervenuto
il relativo Piano di caratterizzazione redatto per conto di Iter Srl dalla Bauer Ambiente srl. Tale
piano è stato approvato dal Comune di Opera con determinazione n. 15 del 27.1.2011 e nel giugno
del 2011 la Bauer Ambiente ha presentato il report del piano di caratterizzazione e l’analisi di
rischio relativa all’area contaminata. Detto documento è stato preso in esame nel corso della
Conferenza dei Servizi tenutasi presso il Comune di Opera nel settembre del 2011. La Conferenza
ha sospeso il parere rispetto al predetto documento, decretando la necessità di procedere a
un’ulteriore serie di monitoraggi da eseguirsi con cadenza trimestrale a partire dal mese di ottobre
2011. Detta campagna di monitoraggio è attualmente in atto.
3.3.4 Bonifica SVR
Il sito in oggetto, ubicato in Via Romagna 19/21 a cavallo tra i comuni di Opera e Locate Triulzi, è
stato interessato all’attività di stoccaggio rifiuti operata dalla società SVR srI. In virtù del fatto che
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Rapporto Ambientale
l’area da bonificare insiste su due comuni diversi, Opera e Locate, il procedimento relativo alla
bonifica è in capo alla Regione Lombardia.
SVR SrI ha svolto la propria attività di gestione di rifiuti dal 1996 utilizzando il centro di stoccaggio
di Opera, ubicato invia Romagna 19/21, con strutture operative (serbatoi, magazzini, laboratori,
Uffici) presi in affitto dalla società Jelly Wax SrI. Il centro SVR è stato operativo fino alla data del 15
luglio 2005, mentre Jelly Wax opera tuttora nel sito le proprie attività nell’industria delle cere.
Successivamente sono state avviate le attività di dismissione in adempimento alle prescrizioni
riportate nella Disposizione dirigenziale Provincia di Milano n. 360/2005 — Revoca del
provvedimento di Autorizzazione di cui alla Disposizione dirigenziale Provincia di Milano n.
293/2005. Con tale disposizione è stato revocato dalla Provincia di Milano il provvedimento di
autorizzazione all’esercizio del centro e, conseguentemente, avviato il procedimento di
caratterizzazione ed eventuale bonifica dell’area che, come detto, fa capo alla Regione Lombardia.
Il sito è stato oggetto di un’indagine preliminare nel febbraio 2006, seguita dall’investigazione a
seguito del Piano della Caratterizzazione redatto ai sensi del D.Lgs. 152/2006 nell’ottobre 2006 da
SVR
in
liquidazione
e
successivamente
completato
dall’“Integrazione
al
Piano
della
Caratterizzazione in merito alle prescrizioni della Conferenza dei Servizi del 17.06.2008 e
successivo Decreto Regionale n. 7489 del 09.07.2008” redatta da Montana srI nel luglio 2009, i cui
risultati analitici sono descritti nella “Relazione descrittiva del Piano della Caratterizzazione” del
dicembre 2009.
La caratterizzazione svolta ha mostrato il superamento delle CSC per la destinazione d’uso
industriale per i terreni e per la falda, come decritto dettagliatamente documenti sopra citati.
La società SVR ha quindi incaricato Montana SpA di elaborare l’Analisi di Rischio sito specifica al
fine di determinare le concentrazioni soglia di rischio (CSR), documento che è stato presentato nel
giugno del 2010 ed esaminato nella Conferenza dei Servizi nell’ottobre dello stesso anno. La
Conferenza stabilisce la necessità di integrare il documento con ulteriori approfondimenti analitici
in particolar modo sulle acque di falda. Si stabilisce, inoltre, la necessità di attivare un adeguato
sistema di messa in sicurezza di emergenza delle acque sotterranee.
In una successiva Conferenza dei Servizi (giugno 2011), si prende atto dei nuovi risultati analitici e
sulla base di queste ulteriori evidenze si esprime parere negativo sul documento di Analisi di
rischio del 2010, che dovrà essere rivisto sulla base dei nuovi dati e ripresentato opportunamente
rivisto. Nell’ambito della Conferenza, inoltre, si prende atto dell’attivazione del sistema di messa in
sicurezza di emergenza delle acque sotterranee col cosiddetto metodo pump & stock che consiste
nell’emungimento di acqua da sottosuolo, stoccaggio e trattamento presso impianti autorizzati.
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Nel novembre del 2011 la SVR presenta il nuovo documento di Analisi di rischio e nel febbraio del
2012 i risultati analitici delle acque sotterranee relativi ai campionamenti eseguiti nel dicembre
2011. Con verbale del marzo 2012, Arpa trasmette un confronto fra le analisi di SVR e quelle di
parte pubblica. In attesa della valutazione dell’Analisi di rischio in sede di Conferenza indetta dalla
Regione Lombardia, Arpa stabilisce che i monitoraggi sulle acque di falda siano eseguite con
cadenza trimestrale per un anno e con cadenza semestrale per l’anno successivo.
3.4
ACQUA
Il Comune di Opera ricade nell’Ambito Territoriale Ottimale del Ciclo Idrico Integrato della Provincia
di Milano che complessivamente comprende 187 comuni raggruppati in Comprensori definiti dal
Piano Regionale di Risanamento delle Acque (PRRA). A tali Comprensori fanno generalmente
capo i vecchi Consorzi di depurazione ora convertiti in SpA.
L’acquedotto del Comune di Opera è gestito da CAP Gestione SpA, mentre è affidata a TASM
(Tutele Ambiente Sud Milanese) SpA la gestione delle acque di depurazione oltre
all’individuazione del reticolo idrico minore.
La Conferenza d’ambito del 18/3/2003 ha poi deliberato di suddividere il territorio in tre aree
omogenee i cui confini vengono disegnati nel pieno rispetto degli schemi depurativi.
In base a tale organizzazione il Comune di Opera rientra nel comprensorio numero 7 in area
omogenea 3.
Le falde acquifere sfruttate per uso idropotabile si trovano racchiuse all’interno del materasso
alluvionale.
Nel comune di Opera sono attivi 6 pozzi pubblici per il prelievo idrico dell’acqua, periodicamente
monitorati dalla ASL. Le prove effettuate sui campioni analizzati si riferiscono a captazioni
effettuate in sei punti fissi dei pozzi e a cinque punti fissi delle reti di distribuzione.
L’analisi delle acque conferma che la qualità delle acque di falda nel Comune di Opera risulta
buona, con concentrazioni di metalli particolarmente basse e con contenuti di nitrati non rilevanti.
Da ciò si può quindi dedurre che le acque di falda e di rete del territorio presentino valori
mediamente buoni rientranti pienamente nella classe II prevista dal Dlgs 152/99. I picchi di Ferro e
Manganese rilevati, comunque rientranti nel range previsto per la classe, sono riconducibili quindi
proprio alle cause precedentemente descritte.
Opera ha un consumo medio pro-capite di acqua potabile pari a 415,9 litri al giorno per l’anno
2001 e di 404 litri al giorno per l’anno 2003 (Fonte: Provincia di Milano). Si tratta di consumi
abbastanza considerevoli se raffrontati alla media italiana, pari a circa 250 litri/giorno, e soprattutto
a quella europea che riporta il consumo medio pro-capite intorno a 160 litri/giorno.
La rete acquedottistica di Opera ha una perdita stimata attorno al 15%, tale valore risulta alquanto
critico se consideriamo l’importanza di tutelare dallo spreco la risorsa idrica, in particolare quella
potabile, proveniente dalle falde
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
3.4.1 Efficienza di depurazione
La notevole densità abitativa e il conseguente carico organico derivante dalle acque reflue
generano una forte pressione sulle risorse idriche e richiedono adeguate attività di depurazione dal
momento che vengono abbondantemente superate le naturali capacità di autodepurazione dei
corsi d’acqua.
Le acque reflue di Opera vengono collettate e convogliate per la depurazione al nuovo depuratore
di Locate Triulzi attivo dal 2004 e gestito dalla TASM. Il seguente depuratore serve i Comuni di
Locate, Pieve Emanuele e Opera per una potenzialità di 60.000 abitanti equivalenti. L’impianto è
attivo al 100%. Precedentemente all’attivazione del depuratore le acque reflue venivano scaricate
nel fiume Lambro.
Il depuratore di Locate Triulzi tratta giornalmente un volume d’acqua pari a 21800 mc ( media per i
primi 9 mesi del 2005) con un efficienza di abbattimento del COD superiore al 80 %.
Nel tempo si richiede, quindi, l’ottimizzazione dell’efficienza di abbattimento e l’avvio al riutilizzo in
agricoltura degli scarichi dei depuratori.
Si richiede inoltre delle precise modalità di gestione delle acque meteoriche, ad esempio le acque
meteoriche provenienti da coperture immobili e superfici impermeabili pertinenziali, non suscettibili
a contaminazioni, dovranno essere smaltite in loco, prevedendo ove possibile, ed in armonia con i
disposti normativi in vigore e di riferimento, il recupero delle stesse ed eventualmente l’uso irriguo,
senza venir meno l’obbligo di assoggettamento allo smaltimento delle acque di prima pioggia e
delle acque di lavaggio delle aree esterne delle superfici interessate, nel rispetto del R.R.
24/03/2006 n.4
Nei casi di non fattibilità di parziale o totale smaltimento in loco delle acque meteoriche non
contaminate si potranno proporre recapiti secondo il criterio:
a-il suolo e gli strati superficiali del sottosuolo
b-i corpi d’acqua superficiali
c- la pubblica fognatura, nei casi di indisponibilità dei recapiti dei punti di cui sopra.
Occorre valutare l’adozione di eventuali vasche volano e limitare il recapito nella fognatura
comunale entro il limite massimo di 20 l/s per ogni ettaro di superficie scolante impermeabile.
Tali misure sarebbero necessarie per non caricare
il corretto esercizio della rete fognaria
comunale oltre all’impianto di depurazione
Le misure sopra esplicitate sono in linea con le prescrizioni con la normativa ed in particolare con il
D.G.R. 29/03/2006, n. 8/2244 (Programma di tutela ed uso delle acque – P.T.U.A.)
Dall’analisi dei parametri dei rilievi effettuati, le acque del fiume Lambro meridionale sono
interessate da un elevato grado di inquinamento riconducibile, principalmente, a scarichi di tipo
civile. L’inquinamento si può drasticamente ridurre solo attraverso l’ammodernamento e la
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Rapporto Ambientale
razionalizzazione dei collettori fognari e soprattutto potenziando la rete degli impianti di
depurazione.
3.4.2 Acque sotterranee
Il Comune di Opera ricade nell’Ambito Territoriale Ottimale del Ciclo Idrico Integrato della Provincia
di Milano che complessivamente comprende 187 comuni raggruppati in Comprensori definiti dal
Piano Regionale di Risanamento delle Acque (PRRA). A tali Comprensori fanno generalmente
capo i vecchi Consorzi di depurazione ora convertiti in SpA.
Dal 1° gennaio 2009 la gestione del ciclo idrico integrato nell’ATO della Provincia di Milano è stata
assunta da AMIACQUE Srl.
AMIACQUE è la nuova società, interamente pubblica, che ha
incorporato, attraverso un processo di fusione, le società che precedentemente operavano negli
ambiti territoriali di competenza nella gestione del Servizio Idrico Integrato (S.I.I.) e precisamente
CAP Gestione Spa, TAM Servizi Idrici Srl, IA.No.Mi. Spa, TASM Service Srl.
Nel comune di Opera sono attivi 6 pozzi pubblici per il prelievo idrico dell’acqua, periodicamente
monitorati dalla ASL, con un numero di prelievi come da tabella 1. Le prove effettuate sui campioni
analizzati si riferiscono a captazioni effettuate in sei punti fissi dei pozzi e a cinque punti fissi delle
reti di distribuzione.
Amiacque provvede all'alimentazione degli acquedotti pubblici nelle Province di Milano e nella
pianura Pavese a nord del Po tramite le falde acquifere sotterranee contenute nei primi 100 metri
di profondità e solo localmente dalle falde profonde. L’alimentazione degli acquedotti nei Comuni
gestiti da Amiacque è assicurata da 750 pozzi in esercizio. L’acqua sollevata dai pozzi, per circa il
50% è sottoposta a processi di potabilizzazione, sia per eliminare o ridurre sostanze inquinanti
(Cromo, nitrati , composti organoalogenati, diserbanti, ecc.), che per trattare composti naturali
presenti in particolare nelle falde del Pavese (Ferro, manganese, ammoniaca, idrogeno solforato).
Metà circa dell’acqua proveniente dai pozzi è già di buona qualità alla fonte e non ha bisogno di
alcun trattamento.
Di seguito si riporta un estratto del capitolo del Rapporto Ambientale redatto nel 2004 relativo alla
qualità delle acque sotterranee a livello del Comune di Opera.
“Per la valutazione della qualità delle acque vengono prese in considerazione due tipologie di
parametri da tenere presente nella formulazione del giudizio ambientale sull’acqua distribuita:
parametri cosiddetti ‘di base’ e parametri ‘addizionali’.
I primi servono a individuare i parametri connessi alle pressioni antropiche: carico organico,
bilancio dell’ossigeno, acidità, salinità e carico microbiologico. I secondi invece sono relativi ai
microinquinanti organici.
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Gli indicatori scelti, per la valutazione della qualità chimica delle acque potabili e di falda,
riguardano sia i valori medi annui previsti dalla normativa ( quali ad esempio: Ferro, Manganese e
Nitrati e caratteristiche chimico fisiche quali Conducibilità e Durezza ). Altri indicatori riguardano
invece l’utilizzo della risorsa acqua e più precisamente prelievi e perdite, ma anche relativi alla
gestione dell’impianto di depurazione (Indicatori di Pressione).
Tabella 1: Numero di analisi chimiche su pozzi (Font: ARPA Lombardia)
1996 199
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
114
114
35
59
38
72
96
17
17
36
72
95
7
Via Giovanni XXIII
124
185
Via Giovanni XXIII
Via Gramsci
118
150
148
157
31
55
Quart. Ubertas-Noverasco
118
178
68
80
14
34
95
Via Ungaretti
118
178
68
96
14
34
95
Via Madonnina
Dall’ elaborazione dei dati relativi ai pozzi per singola caratteristica chimico fisica emerge che:
Nitrati: dal 1996 al 2004 le concentrazioni si sono mantenute pressochè costanti e comunque
sempre al di sotto della Concentrazione Massima Ammissibile (50 mg/l) prevista dalla normativa
sia per i pozzi che per i punti rete monitorati.
Valore medio nitrati
pozzo
punto rete
valore limite
60,0
50,0
m g/l
40,0
30,0
20,0
10,0
0,0
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
Trend storico del valore medio Nitrati (Fonte: ARPA Lombardia)
Comune di Opera 12.6.2012
60 60
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Ferro: dal 1996 al 2002 si può notare una certa variazione delle concentrazioni, tutto ciò dovuto
probabilmente alla manutenzione non sempre attenta e puntuale degli impianti e delle tubature, e/o
alla presenza di tubature vecchie Dopo il 2000 i valori medi sono stati di circa 20 µg/l comunque
sempre al di sotto della Concentrazione Massima Ammissibile(200 µg/l) prevista dalla normativa
sia per i pozzi che per i punti rete monitorati.
Valore medio ferro
pozzo
valore limite
250
punto rete
m icrog/l
200
150
100
50
0
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
Trend storico del valore medio Ferro.(Fonte ARPA Lombardia)
Manganese: dal 1996 al 2000 le concentrazioni sono variate, la causa sembra essere la stessa
riscontrata per il Ferro. Al 2000 i valore medio è stato di circa 20 µg/l comunque sempre al di sotto
della Concentrazione Massima Ammissibile (50µg/l) prevista dalla normativa sia per i pozzi che
per i punti rete monitorati.
Valore medio manganese
pozzo
valore limite
60
m icrog/l
50
40
30
20
10
0
1997
1998
1999
2000
Trend storico del valore medio Manganese.(Fonte: ARPA Lombardia)
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Conducibilità: dal 1996 al 2004 la Conducibilità si è attestata su di un valore medio pressoché
costante attorno ai 500 µSiemens/cm
Valore medio conducibilità
20°C m icroS/cm
pozzo
valore limite
2600
2400
2200
2000
1800
1600
1400
1200
1000
800
600
400
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
Trend storico del valore medio Conducibilità. (Fonte ARPA Lombardia)
Durezza: dal 1996 al 2004 la Durezza si è attestata su di un valore medio pressoché costante
attorno ai 30- 40 F°. Tali valori permettono di classificare le acque di falda di Opera quali acque
mediamente dure.
Valore medio durezza
pozzo
40
35
30
25
F°20
15
10
5
0
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
Trend storico del valore medio Durezza. (Fonte ARPA Lombardia).
L’analisi dei dati riportati nel paragrafo precedente conferma che la qualità delle acque di falda nel
Comune di Opera risulta buona, con concentrazioni di metalli particolarmente basse e con
contenuti di nitrati non rilevanti.
Da ciò si può quindi dedurre che le acque di falda e di rete del territorio presentino valori
mediamente buoni rientranti pienamente nella classe II prevista dal Dlg 152/99. I picchi di Ferro e
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Manganese rilevati, comunque rientranti nel range previsto per la classe, sono riconducibili quindi
proprio alle cause precedentemente descritte.
Si riporta uno schema riassuntivo per le sostanze più comuni ritrovabili nelle acque potabili. Il
primo valore rappresenta il Valore guida per le acque potabili (dpr 236/88), il secondo la
Concentrazione massima ammissibile per le acque potabili e il terzo il Valore ammesso per le
acque minerali (d.m. 542/92)
Sostanze
Valore guida
Concentrazione
Valore ammesso
massima ammissibile
per acque minerali
CALCIO
100 mg/l
Non indicato
Nessun limite
MAGNESIO
30 mg/l
50 mg/l
Nessun limite
SODIO
20 mg/l
175 mg/l
Nessun limite
FLUORO
Nessun valore
0,7-0,1.5 mg/l secondo la
Nessun limite
guida
temperatura
MANGANESE
0,02 mg/l
0,05 mg/l
2 mg/l
RAME
0,1 mg/l
1 mg/l
1 mg/l
CLORURI
25 mg/l
Opportuno non superare
Nessun limite
i 200 mg/l
POTASSIO
10 mg/l
Non indicato
Nessun limite
SOLFATI
25 mg/l
250 mg/l
Nessun limite
FERRO
0,05 mg/l
0,2 mg/l
Nessun limite
Fonte Rapporto Ambientale Agenda 21, Comune di Opera. ANNO 2006.
Nel 2009, il Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell’ASL MI2, ha redatto e inviato al
Comune di Opera la “Relazione annuale sul monitoraggio effettuato sull’acquedotto del territorio
comunale di Opera nel 2008”. La relazione scaturisce dall’analisi dei dati rilevati nel corso
dell’anno sia sui punti emungimento che sulle reti di approvvigionamento. La tabella di seguito
riportata evidenzia l’andamento dei principali parametri chimico-fisici analizzati sui campioni
espressi in valori medi.
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63 63
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
SOMMA
TRIALOMETANI
SOSTANZE
ANTIPARASSITARIE
CONUCIBILITA’
ELETTRICA
(µg/l)
(µg/l)
(µs/cml)
19,0
1,42
0,1
438
35,3
26,4
1,57
0,2
717
Ungaretti
38,4
30,2
1,85
0,09
762
Noverasco
16,5
10,4
<1,00
<0,05
545
Madonnina
36,6
28,3
2,7
0,09
665
Di Vittorio
18,1
14,0
<1,00
-
350
Marx
18,1
9,7
<1,00
<0,05
340
IV Novembre
16,0
21,7
1,36
0,05
630
POZZI
DUREZZA
NITRATI
(Gr.
Francesi)
(µg/l)
Giovanni 23°
27,1
Gramsci
PUNTI RETE
Va tenuto presente che fino alla fine del 2008 l’acqua emunta dai pozzi presenti nel territorio
comunale di Opera veniva distribuita all’utenza senza alcun trattamento. Alla fine del 2008, però, si
è concretizzata la necessità di prevedere l’installazione di filtri a carbone attivo presso gli impianti
di Via Giovanni 23° e Via Gramsci in quanto in alcuni periodi dell’anno sono stati ravvisati
incrementi di alcuni parametri (antiparassitari) in avvicinamento alle soglie previste dalla normativa
vigente. Nel 2009 l’Ente gestore, su Ordinanza del comune di Opera ha provveduto
all’installazione dei filtri.
L’installazione dei filtri risulta un presidio utile a prevenire qualsiasi problematica relativa alla
presenza di sostanze, come ad esempio i trialometani, che pur in concentrazioni nettamente al di
sotto del limite di legge, hanno cominciato a comparire in tracce nell’acqua proveniente dalla falda.
Una lieve criticità è stata, inoltre, registrata in merito ai nitrati, la cui presenza, sebbene entro la
norma, è risultata costante. Va segnalato che nei cinque anni precedenti al 2008, non sono state
registrate anomalie riguardo i parametri microbiologici.
Nel corso del 2011 a causa dell’improvviso aumento di Tetracloroetilene (fino a 36 µg/l) il pozzo di
Noverasco è stato in via cautelativa posto fuori esercizio. Il Comune di Opera, su parere
dell’ASLMI2, ha rilasciato l’autorizzazione all’Ente gestore per la realizzazione di opportuni filtri. A
seguito dell’installazione dei filtri, il pozzo è rientrato regolarmente in funzione del giugno del 2012.
Comune di Opera 12.6.2012
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Comune di Opera
3.5
Rapporto Ambientale
BIODIVERSITÀ E NATURA
Il territorio di Opera ha origini agricole, legate alla fertilità e produttività della pianura. Col
trascorrere
degli anni e col sempre maggiore sviluppo, prima del settore industriale e poi di quello terziario,
tale contesto ha assistito a notevoli trasformazioni urbanistico-territoriali. Tra palazzi, capannoni e
grandi corridoi viabilistici ad alta percorrenza si possono ancora notare tracce e permanenze di
elementi di cultura agricola connotanti la pianura, cascine e tratti di strade di campagna, quali
testimonianze di un passato rurale in cui l’uomo è stato in grado di strutturare il territorio, creando
così un paesaggio unico e riconoscibile.
Opera ha subito nel corso degli anni la forte influenza di Milano, sia per quanto riguarda lo sviluppo
insediativo, sia per quanto concerne le funzioni localizzate.
Opera appartiene all’ambito di pianura irrigua, conosciuto per la sua ricchezza di acque
superficiale, che in passato hanno favorito lo sviluppo di un agricoltura irrigua intensiva. Oggi del
paesaggio agrario di un tempo era caratterizzato da piccoli nuclei urbani circondati da grandi
cascine e da abbazie dei grandi ordini monastici medievali che hanno segnato la storia del
territorio. Oggi di tale contesto permangono poche testimoniante come il nucleo antico di Opera, le
cascine, l’abbazia di Mirasole, tratti del reticolo idrografico minore e filari alberati.
La diffusa presenza antropica, ma soprattutto l’opera dei monaci e dei contadini, in quest’area,
hanno permesso di bonificare dei terreni, altrimenti paludosi, creando con canalizzazione e rogge,
ancora tutt’oggi visibili, un dei territori più fertili e produttivi d’Europa.
Proprio i fiumi e le rogge, o meglio la forza motrice delle loro acque ha fatto sì che, durante la
prima fase industriale, si sviluppassero in questa parte di pianura irrigua mulini e filande quali
testimonianze di un primo sviluppo produttivo, compatibile e rispettoso del territorio.
Nell’ultimo secolo però il territorio rurale è stato sottoposto a fenomeni di aggressione legati a
processi di urbanizzazione sempre crescenti, che hanno determinato un veloce consumo di suolo
e una continua frammentazione dei fondi agricoli ed un’evitabile perdita di efficienza dell’attività
agricola.
Questo impoverimento generale si manifesta con la scomparsa e il degrado della vegetazione
arboreo-arbustiva e il decadimento del vasto patrimonio rurale delle cascine. Proprio per queste
criticità è stato istituito il Parco Agricolo Sud Milano quale occasione per proteggere, conservare e
tutelare territorio le testimonianze di un tempo e la difesa di una funzione economica come quella
agricola che ha segnato la storia dello sviluppo economico di quest'area.
Il Comune di Opera è inserito nell’area del Parco Sud Milano, per una superficie complessiva di
424,99 ha, che rappresenta quasi il 56.60% dell’intero territorio comunale.
Il Parco Agricolo Sud Milano intreccia, in un'esperienza forse unica a livello europeo, motivi di
salvaguardia e tutela del territorio con la difesa di una funzione economica come quella agricola
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65 65
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
che ha segnato la storia dello sviluppo economico di un vasto ambito territoriale che abbraccia il
sud milanese; un Parco che deve tenere conto di una domanda sociale sempre più ampia alla
ricerca di spazi aperti, fruibili e ricchi di significativi valori culturali, il tutto nel contesto di un’area
metropolitana tra le più sviluppate d’Europa.
Per questi territori, il PTC prevede nei rapporti con la pianificazione comunale, alcuni criteri base
tra i quali si richiamano:
- la conservazione nella loro integrità e compattezza delle aree agricole, favorendone
l’accorpamento e il consolidamento ed evitando quindi che interventi per nuove infrastrutture,
impianti tecnologici, opere pubbliche e nuova edificazione comportino la frammentazione o la
marginalizzazione di porzioni di territorio di rilevante interesse ai fini dell’esercizio delle attività
agricole o della fruizione sociale del parco;
- la salvaguardia nella sua consistenza e caratterizzazione complessiva del patrimonio edilizio
rurale esistente, sia in quanto testimonianza storico-architettonica dell’antica organizzazione
dell’agricoltura nel territorio del parco, sia in quanto contenitore delle attuali attività agricole, che
il PTC intende sostenere e consolidare; gli interventi di conservazione e di trasformazione del
patrimonio edilizio rurale o l’introduzione di nuove destinazioni, ove ammesse, devono essere
programmati, localizzati e dimensionati nel rispetto di questa duplice funzione, evitando che il
patrimonio storico stesso risulti globalmente snaturato rispetto alle sue funzioni originarie;
- la collocazione di attrezzature, servizi e impianti tecnologici, avendo preventivamente verificato
le relative condizioni di ammissibilità e di compatibilità ambientale.
L’importante presenza del Parco Agricolo Sud Milano e del sistema del Lambro Meridionale, fa sì
che Opera rientri nel sistema di rete ecologica sia regionale, che provinciale. In particolare il
territorio comunale è interessato da corridoi ecologici per cui gli enti territoriali competenti
prevedono particolare salvaguardia sia del sistema fluviale vero e proprio, attraverso il
mantenimento delle condizioni naturali del corso d’acqua e il ripristino di fasce tampone vegetate,
sia del sistema agricolo esistente e degli elementi tipici ad esso correlati, come filari e siepi.
Infine in considerazione della consistente urbanizzazione e frammentazione antropica che
contraddistingue il contesto del sud Milano la Provincia individua intorno al comune di Opera dei
varchi per il mantenimento e salvaguardia delle connessioni esistenti, evitando quindi saldature
dell’edificato e incentivando la valorizzazione del sistema vegetazionale esistente.
3.6
RUMORE
Nel 2003 il Comune si è dotato di un piano di zonizzazione acustica, suddividendo il territorio
comunale in 6 classi:
classe I (aree particolarmente protette, come edifici scolastici, e socioassistenziali),
Comune di Opera 12.6.2012
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
classe II (aree prevalentemente residenziali),
classe III (aree di tipo misto),
classe IV (aree di intensa attività umana),
classe V (aree prevalentemente industriali),
classe VI (aree esclusivamente industriali).
Dal punto di vista acustico, i tratti che costituiscono le sorgenti principali sono la S.S. n. 412 della
Valtidone, sia a Noverasco che nella parte che costeggia ad est il territorio comunale. Viale
Berlinguer è una sorgente sonora secondaria, in quanto i semafori allungano i tempi di percorrenza
e scoraggiano l’attraversamento del centro abitato. Un’altra sorgente rilevante è rappresentata
dalla parte sud della S.P. Vicentina che anche se costeggia l’area industriale a sud, non ha molta
influenza sulle immissioni verso le abitazioni.
Un’altra importante sorgente è costituita dall’asse Via Gramsci – Cadorna – IV Novembre, come
pure Via Zerbo – Allende. Quest’ultima sopporta ora anche traffico pesante in uscita dall’area
industriale est.
Il tipo di regolazione del traffico utilizzato nelle zone residenziali di Opera risulta utile perché induce
basse velocità di percorrenza, quindi bassi livelli di emissione sonora.
Il Comune di Opera è ubicato nell’area metropolitana milanese, i problemi di inquinamento
acustico sono pertanto dovuti alla presenza di importanti sistemi viabilisti tipici delle realtà urbane
(nell’immediato hinterland del capoluogo).
L’urbanizzato di Opera è frutto di stratificazioni storiche che riflettono le caratteristiche di epoche
diverse per cultura ed esigenze economiche. Il centro storico è di piccole dimensioni, attraversato
da veicoli diretti a nord verso la Tangenziale ovest e verso Ponte Sesto, in misura minore invece
attraversato verso sud, a causa dei sensi unici presenti. Ci sono dei rallentatori a dosso che hanno
una certa efficacia nel ridurre la velocità, ma i passaggi dei veicoli su questi ultimi producono
emissioni sonore.
Le scuole di Opera, a differenza di altri comuni, sono in gran parte collocate in aree isolate o
protette da insediamenti industriali.
Il territorio di Opera presenta, per la sua strategica localizzazione, numerose aziende industriali,
infatti è proprio il facile movimento delle materie prime uno degli elementi del costo industriale che
sta alla base delle scelte di insediamento delle aziende.
Non sono state eseguite campagne di rilevazione dell’inquinamento acustico negli ultimi anni. I dati
in possesso del Comune di Opera sono quelli estrapolati dai rilievi eseguiti nel 2000 nell’ambito
dei lavori per la redazione del Piano di Zonizzazione Acustico del territorio comunale. Durante quei
lavori furono eseguiti rilievi di 24 ore in quattro punti e rilievi di 30 minuti in 20 punti. Di seguito
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
vengono riportati i dati fonometrici rilevati e la distribuzione dei punti nel territorio comunale e il
relativo commento inserito nella relazione finale.
RILIEVI FONOMETRICI DELLA DURATA DI 24 ORE
PUNTO
A
B
C
D
LUOGO
Parcheggio Municipio
Scuola Via San Bernardo
Via Camicie Rosse 3
Via Di Vittorio 19
LAeq 24h
63,7
54,1
58,5
55,6
LAeq diurno
59,9
55,6
59,5
56,7
LAeq notturno
59,9
48,2
49,7
52,0
RILIEVI FONOMETRICI DELLA DURATA DI 30 MINUTI
PUNTO
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
LUOGO
VIA BERLINGUER ANG. CERVI
VIA ZERBO 37
VIA TIGLI 16
VIA BERLINGUER 7
VIA VERDI 22
VIA TOSCANA (PARCO)
VIA LISONE 1/B
ABBAZIA MIRASOLE
VIA GRAMSCI 1
VIA MAZNONI 10B
VIA EMILIA, PARCHEGGIO
VIA STAFFORA 3
VIA SPORTING MIRASOLE 54
VIA MARX 5
VIA SPORTING MIRASOLE 36
VIA PASSI (FONDO)
VIA ROMAGNA 11
VIA FORNACE CAVALLINO
VIA SERIO 13
VIA CAVALIERE 6
Comune di Opera 12.6.2012
LAeq in dB(A)
67,0
59,4
50,9
67,4
54,9
50,0
52,0
54,3
54,7
50,2
53,6
68,9
62,4
60,8
49,0
54,3
60,6
55,8
63,0
54,1
68 68
Comune di Opera
Comune di Opera 12.6.2012
Rapporto Ambientale
69 69
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Il commento ai rilievi sopra riportati, espresso all’interno della relazione conclusiva al Piano di
zonizzazione acustica comunale è il seguente:
“Delle misure da 24 ore, la misura A raccoglie rumore prodotto dal traffico su viale Berlinguer e dai
movimenti di auto nel parcheggio vicino alla sede comunale, naturale attrattore di traffico. I valori
superano i limiti previsti per la IV classe, nonostante che la velocità dei veicoli che scorrono su
Viale Berlinguer sia ridotta dalla serie di semafori in successione. La misura 1, di 30’, realizzata
dall’altro lato della via e ad una distanza inferiore di 2 m dal ciglio, mostra un valore leggermente
più elevato.
La misura n.4, realizzata più a sud, in un punto alla stessa distanza dal ciglio rispetto alla misura A,
nel quale le auto sono leggermente più veloci, mostra un valore quasi identico a quello della
misura n.1.
Come si può vedere osservando il grafico dell’andamento nel tempo, il traffico cala solo in una
breve parte della notte: questo ci spiega perché non si riesca a trovare quasi mai la desiderata
differenza di 10 dB tra i livelli diurni e quelli notturni.
Un altra interessante annotazione riguarda l’andamento della linea del Livello equivalente,
confrontato con l’andamento dei singoli prelievi: si può notare che periodi anche lunghi con livelli
bassi producono lievi riduzioni del valore del livello equivalente. Questo è dovuto al fatto che i
decibel sono in scala logaritmica. I valori più bassi hanno quindi una ridotta influenza nel
procedimento di integrazione che ci fornisce il valore di LAeq .
Accanto alla Scuola di via S. Bernardo, il grafico delle 2 ore ci mostra con chiarezza un
assestamento del Livello equivalente intorno ai 50 dB(A) ed una serie di picchi che lo innalzano di
circa 5 dB. L’ora nella quale si realizzano questi picchi coincide con l’ingresso degli allievi, prima
quindi dell’orario delle lezioni. Non è corretto, in questo specifico caso, rilevare il livello globale
senza tenere conto che le aree scolastiche hanno bisogno di protezione solo durante lo
svolgimento delle lezioni. Il livello notturno ha un valore indicativo per le abitazioni circostanti e ci
mostra un livello medio di pochissimo superiore ai limiti della classe residenziale (II). Avendo
rilevato un valore di poco superiore ai 50 durante l’orario di lezione, non si ritiene che quest’area
possa rientrare tra le priorità dei piani di Risanamento.
Con la posizione di via Camicie Rosse, strada a fondo cieco, si intendeva indagare su eventuali
immissioni sonore da parte di aziende verso le abitazioni collocate a nord della via stessa. Sia il
livello diurno che quello notturno sono inferiori ai limiti della III classe. Leggendo il grafico si può
vedere, dall’intensità e dalla durata dei picchi che non si tratta di rumore di origine industriale ma di
movimenti di camion adibiti al movimento delle merci.
Il punto di Via Di Vittorio è stato invece scelto per determinare e valutare i valori di immissione
nelle aree ed edifici circostanti, prodotti dal traffico veicolare sulla S.S. n. 412.
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
La differenza di soli 4,5 dB tra i valori diurni e quelli notturni ci dice subito che la sorgente è una
strada di grande traffico. I valori assoluti ci dicono anche che la strada si trova ad una certa
distanza, per la precisione si trova ad almeno 300 m dal punto di misura, con un’area agricola
davanti.
Le misure da 30’ riescono a dare una discreta rappresentazione dei livelli diffusi nel territorio, con
l’ovvia eccezione di quei punti che si trovano accanto a strade che sopportano elevati flussi di
traffico, come Via Berlinguer in una posizione collocata più a sud rispetto a quella da 24 ore.
In via Staffora, nel pieno dell’area industriale di VI classe, in assenza di abitazioni ed in via Serio si
trovano livelli da 63 a 69 dB(A), entro i limiti della VI classe, provocati dai movimenti dei camion,
mentre il grafico non scende sotto ai livelli indicati a causa di rumori provenienti dalle aziende. Si
ha la conferma dell’opportunità della scelta effettuata negli anni passati di concentrare le aziende
in aree ben delimitate.
In via Sporting Mirasole i livelli sono causati delle immissioni provenienti dalla S.S. 412 e da rari
passaggi sulla via stessa.
In linea generale si può affermare che i livelli sonori in corrispondenza delle abitazioni sono a livelli
dell’ordine di grandezza dei limiti di zona, situazione provocata da un’accurata distribuzione delle
aree residenziali e da un’attenta gestione della circolazione”.
3.7
INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
Ciascuno di noi è circondato costantemente da campi elettromagnetici; essi hanno in parte origine
naturale (luce visibile, raggi gamma, etc.), in parte artificiale (radar, telecomunicazioni, etc.). Le
onde elettromagnetiche sono dunque parte integrante dell'ambiente in cui viviamo e costituiscono
una vera e propria ragnatela attorno a noi. Dal punto di vista fisico sono un fenomeno ‘unitario',
cioè i campi e gli effetti che producono si basano su principi del tutto uguali; la grandezza che li
caratterizza è la frequenza. In base ad essa è di particolare rilevanza, per i diversi effetti biologici
che ne derivano e quindi per la tutela della salute, la suddivisione in:
-
radiazioni ionizzanti, ossia le onde con frequenza altissima, superiore a 3 milioni di GHz, e
dotate di energia sufficiente per ionizzare la materia;
-
radiazioni non ionizzanti (NIR), ovvero le onde con frequenza inferiore a 3 milioni di GHz, che
non trasportano un quantitativo di energia sufficiente a ionizzare la materia.
All'interno delle radiazioni non ionizzanti si adotta una ulteriore distinzione in base alla frequenza
di emissione:
-
campi elettromagnetici a bassa frequenza o ELF (0 - 300 Hz), le cui sorgenti più comuni
comprendono ad esempio gli elettrodotti e le cabine di trasformazione, gli elettrodomestici, i
Comune di Opera 12.6.2012
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
computer. Tali campi sono stati classificati dalla IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca
sul Cancro) nella categoria “potenzialmente cancerogeni”.
-
campi elettromagnetici ad alta frequenza o a radiofrequenza RF (300 Hz - 300 GHz), le cui
sorgenti principali sono i radar, gli impianti di telecomunicazione, i telefoni cellulari e le loro
stazioni radio base. Per tali campi l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sottolinea
che non esistono evidenze significative per poter concludere che l’esposizione a questi campi
induca o provochi gravi patologie. Per quel che concerne le stazioni radio base,alle premesse
sopra riportate in merito alla pericolosità dei campi elettromagnetici a radiofrequenza in
generale, se ne devono aggiungere altre relative alle particolari condizioni di esposizione. Le
caratteristiche di direzionalità dei fasci emessi e le basse potenze di uscita fanno sì che i livelli
di campo in tutte le reali situazioni di esposizione siano estremamente bassi, tali da non
prefigurare, allo stato attuale delle conoscenze, effetti biologici significativi. Queste
considerazioni, espresse in un articolo del Notiziario ISS del1996, praticamente coincidono
con quelle successive dell’Istituto Svedese di Protezione dalle Radiazioni.
L’inquinamento elettromagnetico ad Opera si basa su dati di rilevamento del 2004. La tematica è
stata articolata in due sottotematiche: le “sorgenti di inquinamento elettromagnetico”, che fornisce il
quadro delle sorgenti presenti sul territorio comunale e “l’esposizione all’inquinamento
elettromagnetico”, che cerca di definire e chiarire l’impatto sulla popolazione.
Le principali sorgenti artificiali di ELF (Emettitori a bassa frequenza) sono gli elettrodotti, che
costituiscono la rete per il trasporto e la distribuzione dell’energia elettrica. Per le onde ad alta
frequenza (RF), le sorgenti artificiali risultano essere gli impianti di trasmissione radiotelevisiva (i
ponti radio e gli impianti per la diffusione radiotelevisiva) e quelli per la telecomunicazione mobile (i
telefoni cellulari e le Stazioni Radio-Base). Nel Comune di Opera non sono presenti impianti di
radiotelevisione, per cui, l’attenzione verrà rivolta alle stazioni radio-base della telefonia ed agli
elettrodotti.
Comune di Opera 12.6.2012
72 72
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Localizzazione Stazioni Radio Base nel territorio comunale (vedi tab pag. succ.)
Per quanto riguarda i campi elettromagnetici a bassa frequenza (l’alta tensione), all’interno del
territorio ci sono 96 cabine di distribuzione di energia elettrica (dato relativo all’anno 2004) con i
relativi impianti ai alimentazione M.T. (media tensione) non sempre interrati. La percentuale della
superficie urbanizzata all’interno delle fasce di rispetto degli elettrodotti risulta essere del 2,26%
(fonte: Provincia di Milano,2002), al di sopra della media provinciale che è di 1.42%.
Tali fasce di rispetto andrebbero comunque rispettate ed essere pari a zero.
Comune di Opera 12.6.2012
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Per quanto riguarda, invece, i campi elettromagnetici ad alta frequenza, nel Comune di Opera
sono presenti sette impianti di telefonia cellulare localizzati principalmente ad est del territorio
comunale, due dei quali nei pressi di viale Berlinguer, e comunque ubicati in zone abbastanza
centrali. Spesso le preoccupazioni dei cittadini sono rivolte più verso le antenne fisse di tali impianti
(tecnicamente detti stazioni radio base) che verso l’apparecchio stesso, nonostante quest’ultimo
esponga l’utente a campi molto più intensi. Mentre per quanto concerne la presenza di installazioni
fisse per le telecomunicazioni, non sono presenti sul territorio impianti radio o TV. E’ opportuno
sottolineare che ad alcuni km di distanza è presente la stazione RAI Radio uno in onde medie di
Siziano (600kW), che genera nei territori circostanti livelli di una certa entità e paragonabili o
talvolta superiori ai livelli attribuibili alle sorgenti locali.
Il Potenziale di esposizione relativo antenne radiotelevisive è pari a zero.
Il Potenziale esposizione ad impianti per la telefonia cellulare espresso in (imp/Km)*(ab/Km) è :
- pari a 1179,9, per il 2003, imputabile a 5 impianti allora presenti, appena al disotto del valore
medio provinciale, pari 1199,3
- pari a 943,9 per l’anno 2004 imputabile i 4 impianti allora presenti, al disotto del valore medio
provinciale, pari a 1502,7
- pari a1651,9 per il 2005, per l’aumento del numero di antenne presenti.
Dalla la campagna di monitoraggio effettuata nel 2005 attraverso il Blu-Bus sono emersi i seguenti
risultati:
• In nessuno dei i punti esaminati si superano i livelli introdotti dal DPCM (6,00 V/m1)per i campi
elettromagnetici e che in quasi tutte le aree considerate il campo magnetico a radiofrequenza
mostra valori decisamente contenuti.
• In prossimità delle scuole e nei parchi giochi i livelli sono risultati inferiori a 1 V\m; ipunti che
hanno evidenziato i livelli più elevati sono viceversa quasi tutti rappresentati
da coperture di edifici normalmente non accessibili.
• Le misure in continua durante il periodo feriale mostrano infine un leggero aumento dei livelli di
campo elettromagnetico durante le ore notturne; questo andamento non è ragionevolmente
ascrivibile alle stazioni radio base, ma all’impianto in onde medie di Siziano. Infatti, nelle ore
notturne , le trasmissioni sfruttano la propagazione ionosferica per raggiungere i Paesi del bacino
mediterraneo.
La legge Quadro 36/2001 ha introdotto i concetti di “valore limite” e di “obiettivi di qualità”,
favorendo un approccio di cautela rispetto al problema. In attuazione delle competenze attribuitegli
dalla Legge Quadro (art. 4, comma 2), è stato emanato un decreto ministeriale, il DPCM
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
08/07/2003, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 28/08/2003, che fissa nuovi valori di limite di
esposizione e degli obiettivi di qualità che sono considerati vincolanti su tutto il territorio nazionale.
Le stazioni radio base presenti sul territorio comunale sono le seguenti:
N.
LUOGO
1
Via
Garibaldi
26
Via Trebbia
13/19
2
3
Area
spettacoli
viaggianti
4
Via del
Lavoro 18
5
Via San
Francesco
25/27
Via 4
Novembre
Via
Gramsci 29
Via
Ungaretti
ang.
Deledda
6
7
8
DENOMINAZIONE OPERATORI TECNOLOGIE DATA
PRESENTI
PRESENTI
INSTALLAZIONE
MI13-OPERA
TIM
TACS, GSM,
Antecedente
UMTS
1999
MI1476B-OPERA
MI476-OPERA
SUD
TIM-OPERALAMBRO
MI-1841-C
MI23007
MI5052-A
MI4058-A
MI-5829-OPERA
OVEST
NOVERASCO
MI-0039-C
MI-5728
H3G
WIND
TIM
GSM, DCS,
UMTS
2002
H3G
VODAFONE
GSM, UMTS,
DVB-H
2003
VODAFONE
TIM
UMTS, DCS
2005
VODAFONE
UMTS
2001
MI-449-OPERA
WIND
2007
MI-4432-OPERA
SUD
MI-776-OPERA
AREA IND.
TELECOM
GSM, DCS,
UMTS
UMTS
GSM, DCS,
UMTS
2011
WIND
2008
I rilievi più recenti del campo elettromagnetico relativo alle SRB presenti sul territorio comunale
sono stati eseguiti nel 2006 da ARPA e nel 2005 da CESI. Le conclusioni tratte a seguito delle
misurazioni sono le seguenti:
CAMPAGNA 2005 (Cesi):
Nel corso della campagna di rilievi sono state sottoposte a misurazioni 6 SRB (Via Garibaldi 26,
Via Trebbia 13/19, Via Fermi 4, Via del Lavoro 18, Via San Francesco 25/27, Area spettacoli
viaggianti). Le conclusioni tratte a seguito dei rilievi sono le seguenti:
“… in nessuno dei punti esaminati si superano i livelli introdotti dal DPCM 2003 (6 V/m) e che in
quasi tutte le aree considerate il campo elettromagnetico a radiofrequenza mostra valori
decisamente contenuti.”
Comune di Opera 12.6.2012
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
CAMPAGNA 2006 (ARPA):
Nel corso della campagna sono stati monitorati 4 punti, le relative conclusioni sono le seguenti
LUOGO
Via Garibaldi
Abitazione
privata
Via Toscana
Abitazione
privata
Via Golgi
Abitazione
privata
Via Sporting
Mirasole
Abitazione
privata
SRB
INTERESSATA
TIM, Via
Garibaldi
ESITO RILIEVI
VODAFONE, Via
S. Francesco
25/27
H3G, Area
spettacoli
viaggianti
Valore di attenzione indicato dalla normativa
vigente: AMPIAMENTE RISPETTATO
VODAFONE via
Fermi 4
N.B.: SRB
smantellata nel
2009
Valore di attenzione indicato dalla normativa
vigente: AMPIAMENTE RISPETTATO
Valore di attenzione indicato dalla normativa
vigente: rispettato per gran parte del periodo
di misura, picchi di superamento imputabili a
sorgenti diverse dalla SRB (radioamatore)
Valore di attenzione indicato dalla normativa
vigente: RISPETTATO
I risultati delle campagne 2005 e 2006 dimostrano il rispetto dei limiti previsti dalla normativa. In
ogni caso, dato il tempo trascorso da questi rilievi e in virtù della realizzazione di alcuni nuovi
impianti, pare necessario eseguire ulteriori campionamenti al fine di verificare la situazione attuale
circa l’inquinamento prodotto dai campi elettromagnetici dovuti a SRB.
3.7.1 Radon
Il D.lgs 241/2000 delega le Regioni ad individuare le aree a rischio. La Regione Lombardia non ha
ancora provveduto alla pubblicazione sul BURL delle aree a rischio, tuttavia nel 2005 è terminata
la campagna di misura e gli esiti sono disponibili presso la Regione. Dalla campagna di misure
effettuata emerge che la provincia di Milano presenta valori molto al di sotto della soglia fissata per
l'individuazione delle aree a rischio.
3.8
RIFIUTI
Negli ultimi decenni si è assistito ad una costante crescita nella produzione di rifiuti, indice di una
collettività sempre maggiormente orientata verso una politica di “usa e getta”; con l’espansione
della società dei consumi, infatti, l’attenzione verso la conservazione e il riutilizzo dei beni è andata
progressivamente diminuendo e di conseguenza è cresciuta in modo esponenziale la produzione
di scarti, il cui riutilizzo o riciclo risulta poco conveniente.
Comune di Opera 12.6.2012
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
In Italia, ogni anno si generano più di 100 milioni di tonnellate di scarti, di cui circa 30 milioni sono
rifiuti solidi urbani; il 60-70% di questi è destinata allo stoccaggio in discarica mentre solo poco più
del 10% è recuperato attraverso la raccolta differenziata, che in molte regioni d’Italia è una pratica
pressoché ancora sconosciuta.
Alla luce del continuo aumento di scarti prodotti, emerge la necessità di programmare soluzioni
mirate di smaltimento e recupero finale dei rifiuti: da un lato è necessario operare a monte per
ridurre la produzione utilizzando processi meno inquinanti, aumentando la durata e la possibilità di
utilizzo ripetuto e riducendo la quantità di materiali che sicuramente diverranno scarti; in secondo
luogo è necessario potenziare il riutilizzo e il riciclaggio attraverso la raccolta differenziata e infine
fare ricorso alla smaltimento con recupero di energia.
Attualmente la raccolta di RSU (rifiuti solidi urbani) nel comune di Opera viene effettuata con
modalità porta a porta per le frazioni secco e umido con frequenza bisettimanale e imballaggi in
carta/cartone, vetro e plastica con cadenza settimanale; il ciclo di raccolta differenziata viene
effettuato su tutto il territorio, non è quindi possibile distinguere tra rifiuti prodotti da utenze
domestiche e scarti assimilati agli urbani ma prodotti da attività commerciali o artigianali.
E’ inoltre attivo un servizio di ritiro di rifiuti ingombranti ogni due settimane e a chiamata, mentre da
aprile a ottobre vengono ritirati gli sfalci vegetali settimanalmente.
Per altre tipologie di rifiuti, anche pericolosi, a Opera da anni è in funzione una piattaforma
ecologica comunale dove la cittadinanza residente può conferire differenti tipi di materiali di scarto;
nell’area vengono effettuate le operazioni di messa in riserva (o recupero, indicato con “R13”) e
deposito preliminare (“D15”) di rifiuti urbani pericolosi e non, in attesa di essere trasportati verso i
diversi impianti di vaglio e trattamento.
La popolazione residente a Opera non ha subito incrementi rilevanti nel corso degli anni,
mantenendosi stabile intorno ai 13.500 abitanti; si calcola quindi che ogni cittadino produce
mediamente circa 500 kg di rifiuti l’anno sia differenziati che non, pari a 1,3 kg al giorno.
Di seguito si riporta uno schema esemplificativo che dimostra come la sensibilità verso la gestione
dei rifiuti si sia evoluta, in senso positivo e migliorativo, nel corso degli anni:
Popolazione residente
Totale rifiuti prodotti
Totale di rifiuti anno per persona
Totale di rifiuti giorno per persona
Totale rifiuti indifferenziati anno
Totale di rifiuti differenziati anno
Comune di Opera 12.6.2012
Periodo di riferimento
2004
13.500 ab
6.750.000 kg
500 kg
1,4 kg
4.500.000 kg
2.250.000 kg
Periodo di riferimento
2009
13.745 ab (fonte ISTAT)
7.285.000 kg
530 kg
1,4 kg
3.975.000 kg
3.310.000 kg
77 77
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
% di rifiuti indifferenziati anno su totale
% di rifiuti differenziati anno su totale
66%
34%
55%
45%
Dalla tabella sopra riportata si evince chiaramente che, nonostante il quantitativo assoluto di rifiuti
nel corso degli anni, dal 2004 al 2005, non sia sostanzialmente variato, la percentuale relativa
della frazione di rifiuti destinata al recupero e/o al riciclo è aumentata del 10%, a fronte di una pari
diminuzione della frazione indifferenziata.
Il costo totale per la gestione dei rifiuti urbani raccolti sul territorio di Opera si aggira intorno a un
milione duecentomila euro l’anno; di questi, più del 60% comprende i costi di gestione degli RU
(raccolta, trasporto, trattamento e smaltimento), il 30% è utilizzato per la gestione della raccolta
differenziata e il restante 10% per costi amministrativi.
Per quanto riguarda i ricavi, oltre ai proventi derivanti dalla tariffa per la gestione dei rifiuti, nel
corso del 2004 l’Amministrazione ha ottenuto un contributo di circa 50 mila euro dal Comitato
Nazionale per gli Imballaggi (Conai).
PERCENTUALE RACCOLTA DIFFERENZIATA OPERA ANNI 2005-2012
53,90%
46,60%
45,70%
39,70%
30,00%
39,60%
40,00%
42,50%
50,00%
50,80%
60,00%
20,00%
2011
2010
2009
2008
2007
2006
0,00%
2005
10,00%
Nel corso degli ultimi anni si sono introdotte alcune novità e si è insistito fortemente
sull’informazione e sulla sensibilizzazione dei cittadini nella consapevolezza che solo attraverso la
collaborazione dei diretti interessati è possibile ottenere buoni risultati.
Nel corso del 2010 è stata introdotta la raccolta di plastica, alluminio, acciaio e tetrapak con il
sacco giallo multi materiale che ha contribuito alla razionalizzazione delle modalità di separazione.
Ciò ha permesso, inoltre, di aumentare i quantitativi di rifiuti differenziati e nel contempo di
migliorare la qualità delle frazioni, in particolare degli imballaggi in vetro. Sia nel 2010, ma
soprattutto nel corso dell’anno appena conclusosi, il Comune è stato particolarmente attivo sul
Comune di Opera 12.6.2012
78 78
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
piano dell’informazione. La campagna informativa 2011, a mezzo stampa, volantini, opuscoli e
manifesti è stata molto visibile e capillare. I contenuti della stessa hanno raggiunto tutte le famiglie
operesi e si concluderà nei primi mesi del 2012 con iniziative che coinvolgeranno gli studenti delle
scuole.
Il risvolto positivo delle iniziative menzionate è confermato dai dati statistici. La percentuale di
raccolta differenziata nel Comune di Opera è oramai stabilmente sopra il 50%. La media del 2011
si è attestata, infatti, al 53.9% con una crescita del 3,1% rispetto all’anno precedente e addirittura
del 14% rispetto al 2005.
La proiezione della percentuale di raccolta differenziata per il 2012 varca la soglia del 55%. La
percentuale media dei primi due mesi dell’anno è del 55,3%, pare quindi che il raggiungimento
della percentuale del 55% su base annua sia un obiettivo alla portata del Comune di Opera.
Dai dati sopra riportati, dunque, che l’obiettivo ambientale fissato nel 45% dalla pianificazione
sovra locale risulta raggiunto
Di seguito si riporta il destino di ciascuna tipologia di rifiuti prodotti a livello locale:
DESCRIZIONE
RIFIUTO
Toner
80318
QUANTITATIVO DESTINO
(kg)
913
Recupero
Oli minerali
130208
900
Recupero
Imballaggi
Imballaggi vetro
150106
150107
287.760
536.040
Recupero
Recupero
Inerti
170904
368.020
Carta
200101
953.840
Recupero
Umido
200108
732.050
Recupero
Abbigliamento
Tubi Fluor
Frigoriferi
Vernici, colle, ecc.
Farmaci scaduti
200110
200121
200123
200127
200131
2.995
1.308
14.490
18.290
390
Recupero
Recupero
Recupero
Recupero
Recupero
Batterie
Oli vegetali
200133
200125
1.210
1.764
Recupero
App. elettroniche
200135,
200136
200138
51.362
Recupero
332.720
Recupero
Legno
CODICE CER
Comune di Opera 12.6.2012
IMPIANTO
AV Ambiente,
Lacchiarella
Ferolmet, S.
Giuliano M.
Caris, Arese
CEM Ambiente,
Eurovetro,
Origgio
Eureko,
Masotina, Nuova
terra
Masotina, Corsico
Dimocart, Pieve
E.
Biogeco, S.
Rocco al Porto
Humana
Relight
S.E.VAL.
Galli
Ecodeco,
Giussago
Galli
Ferolmet, S.
Giuliano M.
Relight
S.E.VAL.
Ecolegno Milano
79 79
Comune di Opera
Metallo
Vegetali
Indifferenziato
Terre di
spazzamento
Ingombranti
3.9
Rapporto Ambientale
200140
200201
200301
200303
81.900
180.220
2.654.740
238.360
Recupero
Recupero
Smaltimento
Smaltimento
Est
Bonelli Rocco
Ecodeco
Ecodeco
La Nuova Terra
200307
417.020
Smaltimento
Masotina
AZIENDE A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE
Secondo l’Inventario nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti ai sensi
dell’Art. 14, comma 4, del D.Lgs. n. 334/1999, nel 2010 era presente nel territorio di Opera una
sola azienda avente le caratteristiche di cui all’Art 6 del citato decreto (Classe D), la COSMOV
Spa con sede in via Lambro 30/32 (Zona Ind. 1). L’attività svolta dalla Cosmov Spa è quella di
galvanica per il trattamento di accessori per mobili e il numero di dipendenti pari a 7.
La presenza di questa azienda determina per il Comune di Opera la necessità di adempiere a
quanto disposto dall’art. 4 del D.M. 9.5.01 “Requisiti minimi di sicurezza in materia di pianificazione
urbanistica e territoriale per le zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante”, di
recepimento dell’art. 14 del D.Lgs. 17.8.99, n. 334.
Nel dicembre del 2011 la COSMOV Spa, con nota protocollata in data 20.12 con n. 23800,
comunica la modifica significativa delle quantità delle sostanze presenti in azienda che determina
l’esclusione dai limiti previsti dal D.Lgs. 334/99 e la non assoggettabilità agli obblighi di cui agli art.
6 e 7 del medesimo Decreto. Con nota del marzo 2012 (6.3.2012, prot. n. 4480) la COSMOV Spa
comunica, inoltre, la cessazione dell’attività presso o stabilimento di Via Lambro 30/32.
Alla luce della chiusura dell’unica azienda presente nel territorio comunale soggetta agli obblighi di
cui al D.Lgs. 334/99, il Comune di Opera non è più tenuto agli adempimenti conseguenti in materia
di pianificazione edilizia e territoriale.
Comune di Opera 12.6.2012
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Comune di Opera
4
Rapporto Ambientale
Il DOCUMENTO DI PIANO
Il Documento di Piano si pone l’obiettivo di delineare lo scenario strategico di sviluppo del Comune
caratterizzato da un doppio registro temporale: un orizzonte di validità contingente, stabilito in 5
anni dai termini di legge, ed un orizzonte di validità di medio e lungo periodo, cui riferire gli atti e
l’efficacia della programmazione territoriale.
Quest’ultimo orizzonte di validità può essere fatto coincidere con la definizione di valori territoriali
costitutivi intesi quali riconosciuti elementi generativi della struttura territoriale a cui fare riferimento
in ogni processo di trasformazione del territorio.
L’individuazione delle invarianti territoriali strutturali, alla base dei suddetti valori territoriali
costitutivi, appare fondamentale sia per il pubblico confronto sul senso delle scelte operate dagli
strumenti urbanistici, sia per una corretta valutazione degli effetti da queste producibili sulla
struttura territoriale e socio-economica in questione, sia per la definizione di ambiti di criticità e di
sviluppo che si costituiscono quali elementi centrali delle politiche di governo del territorio.
A valle di un processo di inurbamento continuo, della progressiva erosione del territorio non
urbanizzato, della mutata natura ed intensità dei fenomeni di immigrazione e di emigrazione, della
rapida evoluzione delle caratteristiche sociali ed economiche, della crescente domanda di qualità e
di accessibilità a servizi e beni comuni, il Documento di Piano propone l’avvio di un processo di
sviluppo urbano qualitativo, centrato sulla cura e abitabilità del territorio, sulla sostenibilità dello
sviluppo, sulla contabilizzazione delle risorse e sull’opzione zero nel bilancio tra utilizzo di suolo e
generazione di suolo non urbanizzato, privilegiando, nelle scelte, la valorizzazione, la
riqualificazione e la trasformazione di aree e ambiti già edificati.
Si individuano nelle caratteristiche e nelle criticità dello stato del paesaggio e degli elementi
naturali, della qualità urbana e abitativa, dell’offerta dei servizi, del sistema produttivo, commerciale
e terziario insediato, della mobilità e accessibilità, gli ambiti oggetto di intervento riqualificativo, con
l’obiettivo di avviare processi in grado di rispondere al nuovo tipo di domanda di qualità che
connota i contesti metropolitani più avanzati.
Sviluppo dell’economia della conoscenza, accessibilità e valorizzazione del patrimonio culturale,
paesaggistico ed ambientale, qualità urbana, dotazione infrastrutturale tecnologicamente avanzata
e ad alta accessibilità per abitanti e attività, servizi alla persona flessibili e di qualità, tolleranza
sociale, sicurezza, contenimento del consumo di risorse non rinnovabili e avvio di processi di loro
riuso e rigenerazione, costituiscono gli elementi attrattori alla base del modello di sviluppo
qualitativo.
Comune di Opera 12.6.2012
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Comune di Opera
4.1
Rapporto Ambientale
OBIETTIVI PERSEGUITI DAL DOCUMENTO DI PIANO
Costituiscono obiettivi prioritari dell’Amministrazione per il Piano di Governo del Territorio di Opera:
– il limitare il consumo di suoli non ancora compromessi;
– la riqualificazione urbanistica della città costruita;
– il recupero e la riqualificazione dei nuclei di antica formazione;
– la tutela e la riqualificazione dell’ambiente e del paesaggio;
– la difesa delle aree agricole;
– il potenziamento e miglioramento dell’accessibilità pubblica e sostenibile all’interno del territorio
comunale e non;
– la trasformazione qualitativa e rivitalizzazione delle zone industriali;
– la promozione di un processo di riconoscimento collettivo dell’identità locale.
Il Documento di Piano declina questi obiettivi in sei grandi aree tematiche, specificando per
ognuna le modalità d’intervento promosse, così da costituire uno strumento utile anche per le
azioni dirette di piano.
In particolare il documento di Piano individua le seguenti aree tematiche:
1 Assetto insediativo: tessuto consolidato e ambiti di trasformazione
2 Sistema del verde pubblico
3 Servizi e attrezzature alla persona
4 Viabilità
5 Mobilità ciclopedonale
6 Zone produttive e commerciale
Per completezza si riporta di seguito una sintesi dei contenuti della relazione del DdP che
specificano meglio le caratteristiche, gli obiettivi e le azioni individuate per ciascuno di questi
ambiti:
1
Assetto insediativo: tessuto consolidato e ambiti di trasformazione
Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Milano limita fortemente la possibilità da parte
dei comuni di ampliare l’urbanizzazione attuale nelle aree agricole.
Il tema della limitazione e contenimento del consumo di suolo comporta lo sviluppo del PGT lungo
quattro direzioni:
- la predisposizione di una disciplina urbanistica che permetta la densificazione edilizia sia dei
tessuti residenziali sia di quelli a destinazione produttiva. La densificazione edilizia può essere
associata a misure di bioedilizia finalizzate al contenimento dei consumi di risorse non rinnovabili.
Comune di Opera 12.6.2012
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
- la riconversione funzionale di alcune aree e, in particolare, delle aree destinate ad attività
produttive che per localizzazione (interna al tessuto residenziale) o conformazione edilizia
(edificazione con standard superati) non sono più adeguati a tale fine.
- il preferire interventi di piccole dimensioni distribuiti ai margini del tessuto già urbanizzato per
completarne l’assetto e la figura attuale;
- la scelta di aree di trasformazione in funzione dell’attuazione di interventi di riqualificazione
urbana (completamento delle aree a servizio e del sistema del verde, completamento della maglia
viaria, ecc.).
2
Sistema del verde pubblico
Le aree inedificate del territorio comunale di Opera sono articolate secondo diverse declinazioni
d’uso e trattamento del suolo e si distinguono come: aree pubbliche a verde e attrezzate, aree
complementari all’edificato e alle infrastrutture, aree di rispetto e di protezione ambientale, aree
residuali, aree agricole (quasi completamente ricomprese nel Parco Agricolo Sud Milano).
Per questa tipologia di arre il PGT prevede i seguenti obiettivi:
− il mantenimento e integrazione delle aree a verde esistenti;
− l’integrazione del verde pubblico al fine di formare uno spazio continuo (un “anello verde”
interno alle aree edificate che possa svolgere funzione di connessione ciclopedonale tra i servizi
pubblici);
− la tutela paesaggistica delle aree a ovest del nucleo urbano, lungo il colatore Lambro
Meridionale.
Per il sistema delle aree verdi comprese nel Parco Agricolo Sud Milano, il comune di opera
prevede di tutelare la valenza paesistica delle cascine del territorio e di evitare l’edificazione anche
a fini di conduzione delle azienda agricole, in aree che non siano quelle specificatamente
individuate dal piano.
3
Servizi e attrezzature alla persona
Opera è un comune caratterizzato da una offerta di servizi notevole, in particolare dal punto di
vista dell’offerta formativa; anche la loro distribuzione sul territorio comunale appare abbastanza
omogenea anche se con una particolare concentrazione nell’area nei pressi della chiesa
parrocchiale.
Al fine di migliorare ulteriormente tale offerta, da un punto di vista quantitativo e qualitativo, il
Documento di Piano avanza obiettivi e propone azioni al fine di:
Comune di Opera 12.6.2012
83 83
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
− riqualificare l’offerta dei servizi scolastici attuali, attraverso l’adeguamento degli edifici
esistenti. A tal proposito si intende intervenire sulla normativa del Piano dei Servizi;
− ampliare il campo sportivo vicino al cimitero al fine di creare un polo di riferimento
sovracomunale ed interdisciplinare;
− potenziare le condizioni di accessibilità pubblica, incrementando servizi e realizzando di
spazi di connessione.
4
Viabilità
Il territorio comunale è interessato per quanto concerne il sistema viabilistico dalla SS 412 Val
Tidone (dir. NordOvest - SudEst)e dalla SP 28 Vigentina (dir. Nord-Sud).
Tale assetto viabilistico attuale, e l’assenza di un tracciato viario verso ovest, fa si che l’asse
urbano di via Berlinguer - via Diaz sia utilizzato come asse di attraversamento nord sud e come
viabilità di accesso alle zone produttive.
Il PGT di Opera intende di ridurre il traffico automobilistico lungo l’asse di via Berlinguer - via Diaz,
trasformando così tale strada in un grande viale urbano con funzione locale e sul quale
rafforzare la percorribilità pedonale e ciclabile.
Per decongestionare l’asse centrale così che divenga luogo prevalentemente del passeggio è
necessario programmare due interventi:
− il completamento degli svincoli di via Allende-via dello Zerbo e la realizzazione dello svincolo di
via dei Pioppi; per aumentare l’accesso all’area urbana di Opera dalla SS 412 Val Tidone,
senza interessare la zona residenziale del centro consolidato;
− la realizzazione del tracciato della “spalla ovest”, confermando e adeguando le previsioni del
PRG vigente, per consentire e agevolare l’accesso all’ampia zona industriale-produttiva sviluppata
a sud-ovest.
5
Mobilità ciclopedonale
Il PGT propone la realizzazione di una rete di piste ciclabili con la seguente finalità:
− realizzazione di “percorsi sicuri” casa – scuola in modo da diminuire il traffico automobilistico
nelle aree urbane;
− realizzazione di percorsi di collegamento e connessione tra le principali aree per servizi;
− connessioni tra le aree urbane e le aree del parco agricolo sud.
Questi sistemi si integrano con l’obiettivo di realizzare un asse centrale in cui si potenzino gli spazi
destinati alla mobilità pedonale e ciclabile. Il Comune inoltre propone di realizzare un anello verde
in grado di connettere le grandi aree verdi ed i servizi più importanti della città, sia interni che
esterni al contesto urbano.
Comune di Opera 12.6.2012
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Comune di Opera
6
Rapporto Ambientale
Zone produttive e commerciale
Opera si caratterizza per essere uno dei comuni dell’hinterland milanese con una delle più estese
zone produttive, sorte negli anni sessanta gran parte di queste aree sono oggi degradate e
necessitano di opere di ristrutturazione urbanistica, in considerazione anche di prevedere una
normativa più flessibile sulle destinazioni d’uso, che, nello specifico, non ostacoli il naturale
insediamento di funzioni commerciali lungo l’asse della via Diaz – SP 28.
Relativamente alle zone produttive e commerciali le proposte sono le seguenti:
− riconversione delle zone produttive di più antico insediamento (e che mostrano
caratteristiche sempre più inadeguate agli standard produttivi attuali) o di quelle localizzate
all’interno del tessuti residenziali e, più in particolare, di quelle localizzate all’interno dell’anello
viario programmato costituito dalla SS 412, dalla SP 28 e dal nuovo tracciato viario della “spalla
ovest”.
− revisione della normativa per le aree produttive lungo l’asse di via Diaz, a sud dell’attuale
centro commerciale, in modo da incentivare l’insediamento di funzioni commerciali;
− revisione della normativa delle zone produttive per incentivare la loro densificazione
eventualmente associata a interventi di riduzione dell’impatto paesaggistico e ambientale (“tetti
verdi”, mascherature con alberature, bioedilizia, ecc.).
4.2
INDIVIDUAZIONE AMBITI DI TRASFORMAZIONE
Gli Ambiti di Trasformazione urbanistica sono aree del territorio comunale che per stato,
localizzazione, estensione e relazione con le invarianti territoriali, risultano determinanti nella
definizione di un assetto urbano conforme allo scenario strategico di piano e, a tal fine, oggetto di
interventi di ristrutturazione urbanistica.
Nello specifico del DdP del Comune di opera gli Ambiti di Trasformazione urbanistica sono
finalizzati ad edificazioni di nuova formazione o di riconversione o di riqualificazione, a
carattere residenziale o a carattere terziario/commerciale. Gli interventi previsti sono rivolti più a
sostituire l’esistente tessuto urbanistico-edilizio industriale con altro diverso, ed in particolare
residenziale, mediante un insieme sistematico e localizzato di interventi edilizi (cfr Tav. 02 del
Documento di Piano “Carta degli Ambiti di Trasformazione”).
Il fine della di questi Ambiti è la riqualificazione e la ricucitura dei tessuti urbani esistenti; la
localizzazione di insediamenti abitativi e di servizi in grado di valorizzare l’identità locale, e
contribuire a migliorare la qualità urbana, da un punto di vista socio-economico ed ambientale.
Comune di Opera 12.6.2012
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Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Il DdP propone 16 ambiti di trasformazione:
AT 1
NOVERASCO NAF
AT 2
MIRASOLE
AT 3
CUNEO NORD/ Via Marcora
AT 4
CUNEO NORD/ Via IV Novembre
AT 5
VAL TIDONE
AT 6
CUNEO EST
AT 7
CUNEO OVEST
AT 8
VIA PIEMONTE
AT 9
CUNEO SUD
AT10 VIA PELLICO
AT11 TORRI NOVERASCO
AT12 VIA CAMICE ROSSE
AT13 CUNEO NORD/Cavedini
AT14 CUNEO NORD/Lisone
AT15 VIA PIOPPI
AT16 VIA GRAMSCI
Comune di Opera 12.6.2012
86 86
Comune di Opera
5
Rapporto Ambientale
VALUTAZIONE DELLA COERENZA DELLE SCELTE DI PIANO
La Valutazione Ambientale Strategica è un processo continuo atto a garantire l’integrazione di
considerazioni ambientali in tutte le fasi (impostazione e orientamento, elaborazione e redazione,
adozione e approvazione, attuazione e gestione) di un piano/programma, al fine di valutarne i
potenziali effetti significativi e perseguire uno sviluppo sostenibile.
Lo sviluppo sostenibile costituisce un obiettivo non solo da raggiungere, ma anche da mantenere
nel tempo in condizioni che tendono a variare in modo più o meno rilevante. Per questo è
necessario gestire in modo sistematico e continuo le attività e i processi di carattere antropico
attraverso degli strumenti, tra cui quelli della pianificazione territoriale, che abbiano un carattere
strategico-processuale, in modo che le azioni, le strategie e gli obiettivi siano costantemente
verificati ed eventualmente modificati rispetto alla capacità di conseguire gli obiettivi di sostenibilità
e di rendere coerenti le strategie e le azioni agli obiettivi di un piano. Tutto questo da ottenere
attraverso un continuo monitoraggio dello stato dell’ambiente e del territorio.
L’iter di VAS e la predisposizione del Rapporto Ambientale prevedono innanzitutto l’individuazione
di tutti quegli obiettivi che posti dai documenti internazionali, europei e nazionali che affrontano il
tema dello sviluppo sostenibile, e che possono fungere da guida per le analisi e le valutazioni.
Dopo che il Trattato di Amsterdam ha evidenziato tra i principali obiettivi dell’Unione Europea la
“promozione di uno sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile delle attività economiche, e
l’elevato livello di protezione dell’ambiente e il miglioramento di quest’ultimo”, la tematica
ambientale ha assunto un valore primario e un carattere di trasversalità nei diversi settori di
investimento oggetto dei piani di sviluppo attuativi delle politiche comunitarie.
Ad oggi gli strumenti che si sono presi quali riferimenti per l’individuazione e la definizione degli
obiettivi specifici e generali a livello europeo sono:
-
Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo (Consiglio d’Europa, 2006);
-
Aalborg Commitments (IV Conferenza Europea delle Città Sostenibili, 2004).
Tali documenti costituiscono i capisaldi per individuare e perseguire obiettivi di sostenibilità che
devono essere perseguiti e declinati sia a livello sovracomunale che locale e su cui devono
convergere le azioni di una molteplicità di soggetti, pubblici e privati, che intervengono attivamente
nell’utilizzo e nella trasformazione del territorio.
All’interno del presente capitolo si sono riportati i risultati di un prima, ma significativa, fase di
valutazione - l’analisi della coerenza – quale verifica della congruenza tra gli obiettivi perseguiti dal
PGT sia con i principi di sostenibilità ambientale, sia con gli obiettivi e gli indirizzi specifici desunti
da piani e programmi sovraordinati (coerenza esterna). Affinchè l’analisi sia concreta e
contestualizzata è necessario considerare anche le diverse azioni di Piano correlate ai singoli
obiettivi di Piano (coerenza interna).
Comune di Opera 12.6.2012
87 87
Comune di Opera
5.1
Rapporto Ambientale
ANALISI DELLA COERENZA ESTERNA
Seguendo una prassi consolidata, non solo nel nostro Paese, per l’analisi di coerenza si utilizzano
matrici a doppia entrata, in cui i gradi di congruità sono espressi qualitativamente.
E’ da evidenziare, però, che l’elenco degli obiettivi presi a riferimento sono indirizzati alla generalità
dei casi e comprendono situazioni molto differenziate in termini di contenuti dei piani, dai piani
nazionali ai piani territoriali, ai piani di settore, ai piani per contenute trasformazioni locali.
Premesso ciò si sono elaborate le seguenti matrici in cui: sulle ordinate sono individuati gli obiettivi
assunti dai documenti europei precedentemente citati (Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo e
Aalborg Commitments), dal PTR della Regione Lombardia e dal PTCP della Provincia di Milano;
mentre sulle ascisse sono riportate gli obiettivi che il PGT (o meglio il Documento di Piano) avanza
all’interno delle scelte di comunali di sviluppo e tutela territoriale. Questo costituisce uno schema
coerente e integrato al proprio interno e capace di rappresentare l’insieme degli aspetti affrontati
dal Piano. Infatti la matrice di corrispondenza consente di verificare la consistenza e completezza
del PGT rispetto alle indicazioni strategiche di livello sovraordinato.
In particolare in considerazione del fatto che gli obiettivi contenuti all’interno dei documenti europei
e territoriali (PTR e PTCP) spesso risultano di ampia trattazione, le relative matrici, anche ai fini di
una maggior comunicabilità e comprensione, riportano nelle righe gli obiettivi di sostenibilità e di
sviluppo territoriale, che risultano indicativi/significativi anche per la realtà comunale di Opera e per
i contenuti pianificatori/programmatici del Documento di Piano.
Prima di predisporre le matrici si elencano di seguito, con numero progressivo attribuito con l’unico
scopo di semplificare in seguito la redazione delle tabelle, gli obiettivi perseguiti dal Comune di
Opera:
–
OB.1 limitare il consumo di suoli non ancora compromessi;
–
OB.2 riqualificare urbanisticamente la città consolidata;
–
OB.3 recuperare e riqualificare i nuclei di antica formazione;
–
OB.4 tutelare e riqualificare l’ambiente e il paesaggio (aree verdi esistenti naturali e urbane);
–
OB.5 difendere le aree agricole;
–
OB.6 ridurre il traffico automobilistico nelle zone centrali;
–
OB.7 potenziare e migliorare l’accessibilità pubblica e sostenibile all’interno del territorio
comunale e non;
–
OB.8 trasformare qualitativamente e rivitalizzare le zone industriali;
–
OB.9 promuovere un processo di riconoscimento collettivo dell’identità locale;
–
OB.10 incentivare la diffusione del mix funzionale;
–
OB.11 riqualificare e adeguare i servizi esistenti.
Comune di Opera 12.6.2012
88 88
Matrice di verfica corrispondenza tra Obiettivi di Sostenibilità comunitari e gli Obiettivi del PGT
OBIETTIVI PGT
OB.1
OB.2
OB.3
OBIETTIVI SPECIFICI Strategia per lo Sviluppo Sostenibile Europea (2006)
Migliorare l'efficienza energetica e ridurre i consumi
complessivi di energia
Passaggio equilibrato a modi di trasporto
ecocompatibili
Diminuire, migliorando l'efficacia dell'utilizzo, il
consumo di risorse non rinnovabili.
Consumare le risorse rinnovabili ad un ritmo
compatibile con la loro capacità di rigenerazione
Evitare il sovrasfruttamento delle risorse naturali
Arrestare la perdita di biodiversità
OBIETTIVI SPECIFICI Aalborg Commitments (2004)
Ridurre il consumo di energia primaria e
incrementare la quota delle energie rinnovabili e
pulite
Migliorare la qualità dell’acqua e utilizzarla in modo
più efficiente
Promuovere e incrementare la biodiversità,
mantenendo al meglio ed estendendo riserve
naturali e spazi verdi
Rivitalizzare e riqualificare aree abbandonate o
svantaggiate
Prevenire una espansione urbana incontrollata,
ottenendo densità urbane appropriate e dando
precedenza alla riqualificazione del patrimonio
edilizio esistente
Assicurare una miscela di destinazioni d’uso, con
OB.4
OB.5
OB.6
OB.7
OB.8 OB.9 OB.10 OB.11
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
un buon equilibrio di uffici, abitazioni e servizi,
dando priorità all’uso residenziale nei centri città
Garantire una adeguata tutela, restauro e uso/riuso
del nostro patrimonio culturale urbano
Applicare i principi per una progettazione e una
costruzione sostenibili, promuovendo progetti
architettonici e tecnologie edilizie di alta qualità
Ridurre la necessità del trasporto motorizzato
privato e promuovere alternative valide e
accessibili
Incrementare la quota di spostamenti effettuati
tramite i mezzi pubblici, a piedi o in bicicletta
Matrice di verfica corrispondenza tra Obiettivi del PTR e gli Obiettivi del PGT
OBIETTIVI PTR
OB.1
OB.2
OB.3
OB.4
OB.5
OB.6
OB.7
OB.8 OB.9 OB.10 OB.11
contenere il consumo di suolo
difendere il suolo e la tutela dal rischio
idrogeologico e sismico
perseguire la riqualificazione e lo sviluppo urbano
tutelare e promuovere l’uso razionale delle risorse
idriche, con priorità per quelle potabili, per
assicurare l’utilizzo della “risorsa acqua” di qualità,
in condizioni ottimali (in termini di quantità e
di costi sostenibili per l’utenza) e durevoli
migliorare la qualità dell’aria e ridurre le emissioni
climalteranti ed inquinanti
prevenire, contenere e abbattere l’inquinamento
acustico
migliorare i servizi di gestione e di recupero dei
rifiuti, senza pregiudicare la qualità dell’ambiente
Comune di Opera 12.6.2012
90
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Tutelare e aumentare la biodiversità, con
particolare attenzione per la flora e la fauna
minacciate
conservare e valorizzare gli ecosistemi e la rete
ecologica regionale
Sensibilizzare rispetto ai temi ambientali e del
patrimonio culturale, anche nella loro fruizione
turistica, e avviare procedure di partecipazione del
pubblico e degli amministratori pubblici
alla definizione delle politiche paesaggistiche al
fine di meglio interpretare il rapporto identitario fra i
cittadini e il loro patrimonio paesaggistico culturale
Promuovere la fruizione sostenibile ai fini turisticoricreativi dei corsi d’acqua
Coordinare le politiche ambientali
e di sviluppo rurale
Sostenere le pratiche agricole a
maggiore compatibilità ambientale e
territoriale, riducendo l’impatto ambientale
dell’attività agricola, in particolare di
carattere intensivo
promuovere una rete distributiva
sostenibile, che possa contribuire al
miglioramento della competitività del
territorio
Mettere in atto politiche di
innovazione a lungo termine nel campo
nella mobilità
Realizzare un servizio di trasporto
pubblico d’eccellenza e sviluppare forme di
mobilità sostenibile
Riorganizzare il sistema delle
merci per uno sviluppo del settore più
sostenibile
Comune di Opera 12.6.2012
91
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Matrice di verfica corrispondenza tra Obiettivi del PTCP e gli Obiettivi del PGT
OBIETTIVI PGT
OB.1
OB.2
OB.3
OB.4
OB.5
OB.6
OB.7
OB.8 OB.9 OB.10 OB.11
OBIETTIVI PTCP
Compatibilità ecologica e
paesistico – ambientale delle
trasformazioni
Integrazione tra sistemi insediativi
e della mobilità
Ricostruzione della rete ecologica
provinciale
Compattazione della forma
urbana
Innalzamento della qualità
insediativa
Il confronto fra obiettivi presenta un livello di coerenza ampio e diffuso a testimonianza del fatto che quanto sostenuto dal Documento di Piano del
PGT trova riscontro con quanto avanzato e promosso dalle politiche e strategie di sostenibilità ai diversi livelli territoriali e strumentali di
riferimento: europeo, nazionale, regionale e provinciale.
Comune di Opera 12.6.2012
92
Azioni Piano
Densificazione edilizia
residenziale e/o
produttiva
Riconversione funzionale
di strutture non più
adeguate in termini o
localizzativi, o
prestazionali
Riqualificazione delle
aree centrali
Ridefinizione dei margini
urbani
Mantenimento ed
integrazione aree
verdi esistenti
Creazione di un anello
urbano verde di
collegamento
ciclopedonale
Implementare la
valenza dei sistemi
paesistico ambientali
lungo la valle del
OB.7
OB.8
OB.9
OB.10
OB.11
trasformare qualitativamente e
rivitalizzare le zone industriali
promuovere un processo di
riconoscimento collettivo
dell’identità locale
incentivare la diffusione del mix
funzionale
riqualificare e adeguare i servizi
esistenti
OB.1 OB.2 OB.3 OB.4 OB.5 OB.6
potenziare e migliorare
l’accessibilità pubblica e
sostenibile all’interno del
territorio comunale e non
ridurre il traffico automobilistico
nelle zone centrali
difendere delle aree agricole
tutelare e riqualificare l’ambiente
e il paesaggio
recuperare e riqualificare i nuclei
di antica formazione
riqualificare urbanisticamente la
città consolidata
limitare il consumo di suoli non
ancora compromessi
5.2
ANALISI DELLA COERENZA INTERNA
La coerenza interna analizza la relazione fra obiettivi di Piano e le azioni
Obiettivi Pgt
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Lambro Meridionale
Tutelare la valenza
paesistica delle
cascine del territorio
Rinnovamento sedi
attuali PosteItaliane e
ASL
Riqualificazione e
adeguamento degli
edifici e servizi
scolastici
Diffusione di servizi
all’interno del tessuto
edilizio, in
considerazione del
sistema verde/agricolo
costituito dal Parco
Agricolo Sud Milano
Ampliamento campo
sportivo e creazione di
un polo di riferimento
sovracomunale ed
interdisciplinare
Creazione di un asse
urbano
ciclopedonabile lungo
via Diaz e via
Bellinguer
Aumentare accessi da
SS 412
Realizzazione di
percorsi sicuri casa scuola
Realizzazione di
percorsi di
collegamento e
connessione tra le
principali aree a
servizio
Comune di Opera 12.06.2012
94
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Realizzazione
connessioni tra aree
urbane e aree del
Parco Agricolo Sud
Milano
Incentivazione
all’insediamento di
esercizi commerciali al
dettaglio di prima
necessità nelle zone
residenziali
Migliorare la qualità degli
ambiti produttivi
Il confronto effettuato tra l’insieme degli Obiettivi perseguiti dal Documento di Piano e le relative
Azioni associate non rileva incongruenze da un punto di vista ambientale.
Le azioni previste presentano un livello di coerenza ampio; le maggiori incertezze derivano dai
requisiti di qualità formale ed ambientale che le azioni potranno avere in fase di realizzazione e
funzionamento, e che in questa sede non sono note. Questi punti di incertezza segnalano
condizioni di attuazione e gestione delle azioni che dovranno essere attentamente valutate e
previste nelle fasi attuative del piano e per le quali l’Amministrazione dovrà porre attenzione
particolare e favorire la qualità dei progetti.
Comune di Opera 12.06.2012
95
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
6
VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI ATTESI DALLE AZIONI DEL DOCUMENTO DI
PIANO
Nel presente capitolo si illustra per ogni Ambito di Trasformazione (AT) individuato dal Documento
di Piano (DdP), a scala dapprima di dettaglio, e in seguito a scala comunale gli effetti attesi a
seguito dell’attuazione delle trasformazioni programmate.
Di seguito si riporta l’individuazione degli effetti attesi sull’ambiente in seguito alla attuazione degli
AT previsti dal DdP.
Per ogni AT sono definiti i seguenti fattori:
localizzazione territoriale;
potenzialità attese;
criticità attese;
indicazioni attuative.
Per una visione complessiva e di dettaglio localizzativo e definizione degli interventi previsti, si
rimanda alla carta e alla documentazione del PGT.
Comune di Opera 12.06.2012
96
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
AT 1 - NOVERASCO
Localizzazione territoriale
L’area si colloca a nord del centro storico di Opera, nella frazione di Noverasco all’interno dell’ambito urbano
residenziale, adiacente all’asse principale SS 412 Val Tidone.
Nell’immediato intorno non si registrano vincoli o particolari limitazioni ambientali e/o amministrative
Proposta di trasformazione
Trasformazione di un area oggi destinata ad attività produttive e a deposito auto in area residenziale, in cui
risultano compatibili attività commerciali e terziarie, come edifici di vicinato.
Consumo di suolo
Non previsto
Potenzialità progettuali
•
•
•
Riqualificazione di un area oggi degradata e morfologicamente/tipo logicamente incompatibile con il
contesto dell’insediamento storico urbano della frazione di Noverasco
Incentivazione e creazione di un mix funzionale a misura d’uomo (residenza – commercio - servizi)
Riduzione della pressione sull’ambiente in termini di rumore, permeabilità suolo ed inserimento
paesaggistico
Criticità progettuali
•
•
Collocazione dell’intervento in un ambito soggetto a potenziale inquinamento, atmosferico e acustico,
indotto dalle viabilità principale esistente SS142 – Val Tidone
In fase di cantiere per la riorganizzazione delle funzioni in atto, aumento delle fonti di inquinamento
atmosferico ed emissioni acustiche per gli abitanti attualmente insediati nelle aree limitrofe
Indicazioni attuative
• Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili
• Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego
di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di
reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti
specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde
pertinenziale
• Si dovranno effettuare indagini preliminari per comprendere la necessità di eventuali bonifiche
• Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti
perimetrali. In particolare sul lato di confine con il Parco Agricolo e sul lato orientale che separa l’area
dall’importante infrastruttura viaria, si dovranno formare fasce con adeguata densità di alberi ed
arbusti autoctoni. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla
previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non
• Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi
di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.)
• Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità
ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR
38/2004
• Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come
previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà
pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione
alle superfici impermeabilizzate previste
• Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B
• Gli edifici dovranno essere realizzati con gli eventuali provvedimenti necessari a rendere compatibile
la destinazione d’uso rispetto al clima acustico.
Comune di Opera 12.06.2012
97
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
AT 2 – CASCINA MIRASOLE
Localizzazione territoriale
L’area si colloca a nord del centro storico di Opera, in prossimità dell’abbazia Mirasole, all’interno del
perimetro del Parco Agricolo Sud, in un contesto che presenta rilevanti interessi paesaggistici.
Proposta di trasformazione
Trasformazione di un area oggi in stato di abbandono e degrado, da riqualificare per usi ricettivi.
Consumo di suolo
Non previsto
Potenzialità progettuali
• Riqualificazione di un area oggi degradata dalle importanti connotazioni storico-paesaggistiche ed
•
attrattive
Incentivazione e creazione di un mix funzionale e di un’importante offerta territoriale
Criticità progettuali
•
In fase di cantiere per la riorganizzazione delle funzioni in atto, aumento delle fonti di inquinamento
atmosferico ed emissioni acustiche per gli abitanti attualmente insediati nelle aree limitrofe
Indicazioni attuative
• Il recupero dovrà avvenire compatibilmente con il rispetto delle caratteristiche attuali dell’immobile
• Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità
ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR
38/2004
• Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come
previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà
pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione
alle superfici impermeabilizzate previste
• Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B
AT 3 – CUNEO NORD
Localizzazione territoriale
L’area si colloca a margini dell’urbanizzato esistente, e più specificatamente a nord del centro storico di
Opera ed in prossimità del campo sportivo e del cimitero.
L’area è attraversata da un elettrodotto ed è interessata da un’antenna per la telefonia mobile.
Nell’immediato intorno si registrano vincoli ambientali e amministrativi dovuti a:
- il Parco Sud;
- l’area boscata (ai sensi del D.lgs 42/2004 e smi) e della roggia Guardia lungo via Marcora (a nord dell’area
di studio);
- la linea elettrica aerea che interessa direttamente l’area;
- il cimitero (a sud- ovest dell’area di studio).
Proposta di trasformazione
Trasformazione di un area oggi agricola in area residenziale
Consumo di suolo
17.587 mq
Potenzialità progettuali
•
•
•
•
•
•
Concentrazione dei volumi
Ridefinizione strategica della frangia urbana settentrionale, soprattutto in considerazione degli altri 3
AT che interessano tale realtà urbana (AT 4, AT 13 e AT 14)
Implementazione del “Green Circle”
Riorganizzazione funzionale del bordo sud – orientale, verso centro storico di Opera
Valorizzazione di Via Marcora (a nord dell’area di studio)
Soddisfacimento, tramite realizzazione di un parcheggio pubblico, delle esigenze avanzate dal
campo sportivo e dal plesso scolastico esistenti
Criticità progettuali
• Consumo di suolo, con conseguente impermeabilizzazione
Comune di Opera 12.06.2012
98
Comune di Opera
•
•
Rapporto Ambientale
Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali
In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento
atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe
Indicazioni attuative
• Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili
• Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego
di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di
reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti
specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde
pertinenziale
• Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti
perimetrali. In particolare sul lato di confine con il Parco Agricolo (sul lato nord e ovest) e sul lato sud
che separa l’area delle funzioni pubbliche come cimitero e campo sportivo, si dovranno formare
fasce con adeguata densità di alberi ed arbusti autoctoni. L’entrata in funzione dell’ambito di
trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e
non
• Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno tener
conto dell’attraversamento di tale ambito da parte di un elettrodotto e pertanto prevedere fasce di
rispetto compatibili con quanto previsto dalla normativa di settore vigente (DPCM 8 luglio 2003, DM
29 maggio 2008)
• Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno
presentare una valutazione previsionale di clima acustico che consideri la presenza del campo
sportivo quale sorgente sonora esistente
• Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi
di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.)
• Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità
ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR
38/2004
• Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come
previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà
pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione
alle superfici impermeabilizzate previste
• Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B
AT 4 – CUNEO NORD – IV NOVEMBRE
Localizzazione territoriale
L’area si colloca a margini dell’urbanizzato esistente, e più specificatamente a nord del centro storico di
Opera e ad sud-ovest del cimitero.
Nell’immediato intorno si registrano vincoli ambientali e amministrativi dovuti a:
- il Parco Sud, che interessa direttamente l’area nord dell’ambito di studio;
- il cimitero (a est dell’area di studio).
Proposta di trasformazione
Trasformazione di un area oggi agricola in area residenziale
Consumo di suolo
Non previsto
Potenzialità progettuali
•
•
•
Concentrazione dei volumi (a sud dell’area, non interessata da vincolo paesaggistico, in quanto non
ricadente all’interno del Parco Sud)
Ridefinizione strategica della frangia urbana settentrionale, soprattutto in considerazione degli altri 3
AT che interessano tale realtà urbana (AT 3, AT 13 e AT 14)
Implementazione del “Green Circle”
Criticità progettuali
• Consumo di suolo, con conseguente impermeabilizzazione
• Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali
Comune di Opera 12.06.2012
99
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
• In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento
atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe
Indicazioni attuative
• Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili
• Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego
di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di
reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti
specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde
pertinenziale
• Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti
perimetrali. In particolare nelle aree ricadenti all’interno del Parco Agricolo e sul lato di confine col
Parco a ovest), si dovranno formare fasce con adeguata densità di alberi ed arbusti autoctoni.
L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione
delle aree a verde pertinenziale e non
• Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi
di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.)
• Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità
ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR
38/2004
• Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come
previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà
pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione
alle superfici impermeabilizzate previste
• Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B
AT 5 – VALTIDONE
Localizzazione territoriale
L’area si colloca a margini dell’urbanizzato esistente, e più precisamente a nord – est del centro storico di
Opera, in prossimità della SS 412 – Val Tidone all’incrocio con Via Zerbo.
Area libera compresa fra due realtà distinte, una prevalentemente residenziale ad ovest dell’ambito e una
esclusivamente produttiva a sud-est.
Nell’immediato intorno si registrano vincoli ambientali e amministrativi dovuti a:
- il Parco Sud;
- l’area boscata (ai sensi del D.lgs 42/2004 e smi) interna all’area di studio);
- la viabilità principale (area di rispetto stradale)
Proposta di trasformazione
Trasformazione di un area inutilizzata in area commerciale per una media struttura
Consumo di suolo
9.500 mq
Potenzialità progettuali
•
•
Ridefinizione strategica di frangia urbana, soprattutto in considerazione della realizzazione
programmata dello svincolo di via Zerbo, sulla SS 412 Val Tidone
Implementazione del “Green Circle”
Criticità progettuali
• Consumo di suolo, con conseguente impermeabilizzazione
• Aumento di traffico veicolare dovuto alla concentrazione di attività terziarie, pur nell’ottica di un
miglioramento dell’asse viabilistico primario costituito dallo svincolo di raccordo tra la viabilità urbana
(via Tidone) e la viabilità principale (SS 412)
• In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento
atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe, in
particolar modo per quelle residenziali a ovest.
Indicazioni attuative
• Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili
• La proposta plani-volumetrica dovrà salvaguardare l’area boscata esistente attualmente sull’area al
Comune di Opera 12.06.2012
100
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
fine di garantire continuità ecologica con le aree verdi circostanti
• Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego
di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di
reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti
specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde
pertinenziale
• Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti
perimetrali, con adeguata densità di alberi ed arbusti autoctoni. L’entrata in funzione dell’ambito di
trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e
non
• Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno
rispettare la fascia di rispetto del pozzo idropotabile comunale, ai sensi della DGR n.7/12693 del
2003
• Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi
di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.)
• Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità
ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR
38/2004
• Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come
previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà
pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione
alle superfici impermeabilizzate previste
• Gli edifici dovranno essere realizzati con gli eventuali provvedimenti necessari a rendere compatibile
la destinazione d’uso rispetto al clima acustico
AT 6 - CUNEO EST
Localizzazione territoriale
L’area si colloca all’interno dell’urbanizzato esistente, e più precisamente a sud – est del centro storico di
Opera, tra un tessuto prevalentemente residenziale, in cui si sviluppa anche un‘importante sistema di servizi
comunali e un’area esclusivamente produttiva.
Nell’immediato intorno non si registrano né vincoli ambientali, né amministrativi.
Proposta di trasformazione
Trasformazione di un area oggi agricola in area residenziale
Consumo di suolo
16.968 mq
Potenzialità progettuali
•
•
•
Concentrazione dei volumi (a sud dell’area, al fine di potenziare un sistema di servizi comunali
esistente, creando l’occasione per integrarlo e connetterlo)
Valorizzazione del sistema dei servizi oggi esistente
Ridefinizione strategica della frangia urbana, soprattutto in considerazione dell’altro AT che interessa
tale realtà comunale (AT 8)
Implementazione del “Green Circle”
•
Criticità progettuali
• Consumo di suolo, con conseguente impermeabilizzazione
• Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali
• Collocazione dell’intervento in un ambito soggetto a potenziale inquinamento (atmosferico e
acustico) indotto dalle attività produttive limitrofe
• In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento
atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe
indicazioni attuative
• Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili
• Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego
di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di
reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti
Comune di Opera 12.06.2012
101
Comune di Opera
•
•
•
•
•
•
•
Rapporto Ambientale
specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde
pertinenziale
Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti
perimetrali. In particolare sul lato sud di confine con l’area industriale produttiva. L’entrata in funzione
dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde
pertinenziale e non
Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno
presentare una valutazione previsionale di clima acustico che consideri la presenza dell’area
produttiva quale sorgente sonora esistente
Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi
di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.)
Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità
ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR
38/2004
Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come
previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà
pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione
alle superfici impermeabilizzate previste
Prima della trasformazione effettiva dell’area, al fine di evitare possibili problemi di congestionamento
del traffico, generato dal costituendo mix funzionale, il sistema della viabilità dovrà essere
opportunamente verificato nelle dimensioni e negli utilizzi diversi in relazione alla tipologia di traffico
indotto
Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B
AT 7 – CUNEO OVEST
Localizzazione territoriale
L’area si colloca a sud del centro storico di Opera, all’interno dell’ambito urbano di recente formazione, tra tre
realtà funzionali distinte: residenza a nord, Parco Agricolo a ovest e industria a sud.
Nell’immediato intorno si registrano vincoli ambientali e amministrativi dovuti a:
- il Parco Sud;
- la linea elettrica aerea che interessa direttamente l’area;
- lo stabilimento a rischio d’incidente rilevante.
Proposta di trasformazione
Trasformazione di un area oggi agricola in area residenziale e agricola urbana
Consumo di suolo
Non previsto
Potenzialità progettuali
•
•
•
•
Concentrazione dei volumi (a ovest dell’area, al fine di lasciare inalterata l’area prossima al Parco
Agricolo)
Valorizzazione paesaggistico-fruitiva del sistema agricola oggi esistente
Ridefinizione strategica della frangia urbana, soprattutto in considerazione dell’altri 3 AT che
interessano tale realtà urbana (AT 10, AT 11 e AT 12)
Implementazione del “Green Circle”
Criticità progettuali
• Consumo di suolo, con conseguente impermeabilizzazione
• Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali
• Collocazione dell’intervento in un ambito soggetto a potenziale inquinamento (atmosferico e
acustico) indotto dalle attività produttive limitrofe
• In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento
atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe
Indicazioni attuative
• Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili
• Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego
di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di
Comune di Opera 12.06.2012
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Comune di Opera
•
•
•
•
•
•
•
Rapporto Ambientale
reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti
specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde
pertinenziale
Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti
perimetrali. In particolare sul lato sud di confine con l’area industriale produttiva. L’entrata in funzione
dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde
pertinenziale e non
Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno
rispettare la fascia di rispetto del pozzo idropotabile comunale, ai sensi della DGR n.7/12693 del
2003
Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi
di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.)
Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità
ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR
38/2004
Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come
previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà
pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione
alle superfici impermeabilizzate previste
Prima della trasformazione effettiva dell’area, al fine di evitare possibili problemi di congestionamento
del traffico, generato dal costituendo mix funzionale, il sistema della viabilità dovrà essere
opportunamente verificato nelle dimensioni e negli utilizzi diversi in relazione alla tipologia di traffico
indotto
Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B
AT 8 – VIA PIEMONTE
Localizzazione territoriale
L’area si colloca all’interno dell’urbanizzato esistente, e più precisamente a sud – est del centro storico di
Opera, tra un tessuto prevalentemente residenziale, in cui si sviluppa anche un‘importante sistema di servizi
comunali e un’area esclusivamente produttiva.
Nell’immediato intorno non si registrano né vincoli ambientali, né amministrativi.
Proposta di trasformazione
Trasformazione di un area oggi industriale/produttiva in area residenziale
Consumo di suolo
Non previsto
Potenzialità progettuali
•
•
•
Riqualificazione di un area oggi morfologicamente/tipologicamente incompatibile con il contesto
residenziale
Riduzione della pressione sull’ambiente in termini di rumore, permeabilità suolo ed inserimento
paesaggistico
Ridefinizione strategica della frangia urbana, soprattutto in considerazione dell’altro AT che interessa
tale realtà comunale (AT 6)
Implementazione del “Green Circle”
•
Criticità progettuali
•
•
•
Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali
Collocazione dell’intervento in un ambito soggetto a potenziale inquinamento (atmosferico e
acustico) indotto dalle attività produttive limitrofe
In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento
atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe
Indicazioni attuative
• Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili
• Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego
di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di
reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti
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Comune di Opera
•
•
•
•
•
•
•
•
Rapporto Ambientale
specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde
pertinenziale
Si dovranno effettuare indagini preliminari per comprendere la necessità di eventuali bonifiche
Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti
perimetrali. In particolare sul lato sud di confine con l’area industriale produttiva. L’entrata in funzione
dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde
pertinenziale e non
Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno
presentare una valutazione previsionale di clima acustico che consideri la presenza dell’area
produttiva quale sorgente sonora esistente
Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi
di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.)
Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità
ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR
38/2004
Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come
previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà
pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione
alle superfici impermeabilizzate previste
Prima della trasformazione effettiva dell’area, al fine di evitare possibili problemi di congestionamento
del traffico, generato dal costituendo mix funzionale, il sistema della viabilità dovrà essere
opportunamente verificato nelle dimensioni e negli utilizzi diversi in relazione alla tipologia di traffico
indotto
Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B
AT 9 – CUNEO SUD
Localizzazione territoriale
L’area si colloca a sud del centro storico di Opera, ai margini della zona industriale del comune che si
sviluppa lungo viabilità provinciale, via Vigentina.
Nell’immediato intorno si registrano vincoli o particolari limitazioni ambientali e/o amministrative dovuti a:
- la linea elettrica che attraversa direttamente l’area di studio
Proposta di trasformazione
Trasformazione di un area oggi agricola in area prevalentemente ricettiva,con l’inserimento di funzioni
commerciale e/o produttive
Consumo di suolo
18.541 mq
Potenzialità progettuali
•
•
•
Riqualificazione di un area oggi degradata e morfologicamente/tipologicamente incompatibile con il
contesto dell’insediamento industriale di Opera
Incentivazione e creazione di un mix funzionale a misura d’uomo (ricettività – commercio - servizi), in
un ottica di riqualificazione dell’asse di via Vigentina
Valorizzazione ecologico – fruitiva del sistema agricolo esistente sull’area - cavo Roggione e senti
eristica esistente
Criticità progettuali
• Consumo di suolo, con conseguente impermeabilizzazione
• Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali
• Collocazione dell’intervento in un ambito soggetto a potenziale inquinamento (atmosferico e
acustico) indotto dalle attività produttive limitrofe
• In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento
atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe
Indicazioni attuative
• Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili
• Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego
di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di
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Comune di Opera
•
•
•
•
•
Rapporto Ambientale
reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti
specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde
pertinenziale
Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti
perimetrali. In particolare sul lato nord di confine con l’area industriale produttiva e il lato sud lungo il
cavo Roggione. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa
realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non
Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi
di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.)
Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità
ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR
38/2004
Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come
previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà
pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione
alle superfici impermeabilizzate previste
Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B
AT 10 – VIA SILVIO PELLICO
Localizzazione territoriale
L’area si colloca a sud del centro storico di Opera, a nord della più ampia zona industriale comunale.
Nell’immediato intorno non si registrano né vincoli ambientali nè amministrativi.
Proposta di trasformazione
Trasformazione di un area oggi industriale in area residenziale
Consumo di suolo
Non previsto
Potenzialità progettuali
•
•
•
Riduzione della pressione sull’ambiente in termini di rumore, permeabilità suolo ed inserimento
paesaggistico
Ridefinizione strategica della frangia urbana, soprattutto in considerazione dell’altri 3 AT che
interessano tale realtà urbana (AT 7, AT 11 e AT 12)
Implementazione del “Green Circle”
Criticità progettuali
•
•
•
Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali
Collocazione dell’intervento in un ambito soggetto a potenziale inquinamento (atmosferico e
acustico) indotto dalle attività produttive limitrofe
In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento
atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe
Indicazioni attuative
• Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili
• Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego
di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di
reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti
specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde
pertinenziale
• Si dovranno effettuare indagini preliminari per comprendere la necessità di eventuali bonifiche
• Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti
perimetrali. In particolare sul lato sud ed est di confine con l’area industriale produttiva. L’entrata in
funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a
verde pertinenziale e non
• Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno
presentare una valutazione previsionale di clima acustico che consideri la presenza dell’area
produttiva quale sorgente sonora esistente
Comune di Opera 12.06.2012
105
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
• Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno
rispettare la fascia di rispetto del pozzo idropotabile comunale, ai sensi della DGR n.7/12693 del
2003
• Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi
di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.)
• Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità
ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR
38/2004
• Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come
previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà
pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione
alle superfici impermeabilizzate previste
• Prima della trasformazione effettiva dell’area, al fine di evitare possibili problemi di congestionamento
del traffico, generato dal costituendo mix funzionale, il sistema della viabilità dovrà essere
opportunamente verificato nelle dimensioni e negli utilizzi diversi in relazione alla tipologia di traffico
indotto
• Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B
AT 11 – TORRI NOVERASCO
Localizzazione territoriale
L’area si colloca a nord del centro storico di Opera, nella frazione di Noverasco all’interno dell’ambito urbano
residenziale, adiacente all’asse principale SS 412 Val Tidone.
Nell’immediato intorno non si registrano vincoli o particolari limitazioni ambientali e/o amministrative
Proposta di trasformazione
Trasformazione di un area oggi destinata ad terziario in area residenziale
Potenzialità progettuali
•
Riqualificazione di un area oggi degradata
Consumo di suolo
Non previsto
Criticità progettuali
•
•
Collocazione dell’intervento in un ambito soggetto a potenziale inquinamento, atmosferico e acustico,
indotto dalle viabilità principale esistente SS142 – Val Tidone
In fase di cantiere per la riorganizzazione delle funzioni in atto, aumento delle fonti di inquinamento
atmosferico ed emissioni acustiche per gli abitanti attualmente insediati nelle aree limitrofe
Indicazioni attuative
• Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili
• Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego
di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di
reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti
specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde
pertinenziale
• Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti
perimetrali. In particolare sul lato di confine a nord e a ovest al fine di tutelare l’area dall’attività
produttiva esistente e dall’importante infrastruttura viaria, si dovranno formare fasce con adeguata
densità di alberi ed arbusti autoctoni. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere
vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non
• Gli edifici dovranno essere realizzati con gli eventuali provvedimenti necessari a rendere compatibile
la destinazione d’uso rispetto al clima acustico
• Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi
di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.)
• Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità
ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR
38/2004
• Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come
Comune di Opera 12.06.2012
106
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà
pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione
alle superfici impermeabilizzate previste
• Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B
AT 12 – VIA CAMICIE ROSSE
Localizzazione territoriale
L’area si colloca a sud del centro storico di Opera, a sud del tessuto edilizio residenziale.
Nell’immediato intorno non si registrano né vincoli ambientali nè amministrativi.
Proposta di trasformazione
Trasformazione di un area oggi industriale in area residenziale
Consumo di suolo
Non previsto
Potenzialità progettuali
•
•
•
Riduzione della pressione sull’ambiente in termini di rumore, permeabilità suolo ed inserimento
paesaggistico
Ridefinizione strategica della frangia urbana, soprattutto in considerazione dell’altri 3 AT che
interessano tale realtà urbana (AT 7, AT 10 e AT 11)
Implementazione del “Green Circle”
Criticità progettuali
•
•
Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali
In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento
atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe
Indicazioni attuative
• Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili
• Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego
di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di
reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti
specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde
pertinenziale
• Si dovranno effettuare indagini preliminari per comprendere la necessità di eventuali bonifiche
• Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti
perimetrali. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa
realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non
• Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno
rispettare la fascia di rispetto del pozzo idropotabile comunale, ai sensi della DGR n.7/12693 del
2003
• Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi
di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.)
• Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità
ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR
38/2004
• Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come
previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà
pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione
alle superfici impermeabilizzate previste
• Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B
AT 13 – CUNEO NORD – VIA CAVEDINI
Localizzazione territoriale
L’area si colloca a margini dell’urbanizzato esistente, e più specificatamente a ovest del centro storico di
Opera.
Nell’immediato intorno si registrano vincoli ambientali e amministrativi dovuti a:
Comune di Opera 12.06.2012
107
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
- il Parco Sud.
Proposta di trasformazione
Trasformazione di un area oggi industriale/produttiva in area residenziale
Consumo di suolo
Non previsto
Potenzialità progettuali
•
•
Riqualificazione di un area oggi degradata e morfologicamente/tipo logicamente incompatibile con il
contesto
Ridefinizione strategica della frangia urbana settentrionale, soprattutto in considerazione degli altri 3
AT che interessano tale realtà urbana (AT 3, AT 4 e AT 14)
Criticità progettuali
• Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali
• In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento
atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe
Indicazioni attuative
• Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili
• Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego
di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di
reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti
specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde
pertinenziale
• Si dovranno effettuare indagini preliminari per comprendere la necessità di eventuali bonifiche
• Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti
perimetrali. In particolare sul lato di confine col Parco a ovest, si dovranno formare fasce con
adeguata densità di alberi ed arbusti autoctoni. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione
dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non
• Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno
rispettare la fascia di rispetto del pozzo idropotabile comunale, ai sensi della DGR n.7/12693 del
2003
• Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi
di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.)
• Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità
ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR
38/2004
• Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come
previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà
pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione
alle superfici impermeabilizzate previste
• Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B
AT 14 – VIA DON LUIGI STURZO
Localizzazione territoriale
L’area si colloca a margini dell’urbanizzato esistente, e più specificatamente a ovest del centro storico di
Opera.
Nell’immediato intorno si registrano vincoli ambientali e amministrativi dovuti a:
- il Parco Sud;
- la linea elettrica che attraversa direttamente l’area di studio
Proposta di trasformazione
Trasformazione di un area oggi industriale/produttiva in area residenziale
Consumo di suolo
6.519 mq
Potenzialità progettuali
•
Riduzione della pressione sull’ambiente in termini di rumore, permeabilità suolo ed inserimento
paesaggistico
Comune di Opera 12.06.2012
108
Comune di Opera
•
•
•
Rapporto Ambientale
Ridefinizione strategica della frangia urbana settentrionale, soprattutto in considerazione degli altri 3
AT che interessano tale realtà urbana (AT 3, AT 4 e AT 13)
Implementazione del “Green Circle”
Valorizzazione ecologico – fruitiva del sistema agricolo esistente sull’area - cavo Lisone
Criticità progettuali
• Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali
• In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento
atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe
Indicazioni attuative
• Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili
• Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego
di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di
reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti
specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde
pertinenziale
• Si dovranno effettuare indagini preliminari per comprendere la necessità di eventuali bonifiche
• Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti
perimetrali. In particolare sul lato di confine col Parco a ovest, si dovranno formare fasce con
adeguata densità di alberi ed arbusti autoctoni. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione
dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non
• Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi
di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.)
• Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità
ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR
38/2004
• Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come
previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà
pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione
alle superfici impermeabilizzate previste
• Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B
AT 15 – VIA DEI PIOPPI
Localizzazione territoriale
L’area si colloca ad est del centro storico di Opera, in prossimità della SS 412 – Val Tidone e del parco
urbano di via Ungaretti.
Area compresa fra due realtà distinte, una prevalentemente residenziale ad ovest ed una esclusivamente
produttiva a sud-est.
Nell’immediato intorno non si registrano vincoli ambientali e amministrativi
Proposta di trasformazione
Trasformazione di un area oggi industriale/produttiva in area residenziale
Consumo di suolo
Non previsto
Potenzialità progettuali
•
•
Riduzione della pressione sull’ambiente in termini di rumore, permeabilità suolo ed inserimento
paesaggistico
Ridefinizione strategica della frangia urbana settentrionale, soprattutto in considerazione dell’altro AT
che interessa tale realtà urbana (AT 15)
Criticità progettuali
Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali
Collocazione dell’intervento in un ambito soggetto a potenziale inquinamento (atmosferico e
acustico) indotto dalle attività produttive limitrofe
• In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento
•
•
Comune di Opera 12.06.2012
109
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe
Indicazioni attuative
• Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili
• Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego
di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di
reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti
specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde
pertinenziale
• Si dovranno effettuare indagini preliminari per comprendere la necessità di eventuali bonifiche
• Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti
perimetrali. In particolare sui lati di confine a sud ed est, si dovranno formare fasce con adeguata
densità di alberi ed arbusti autoctoni, al fine di isolare la funzione residenziale, da quella produttiva.
L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione
delle aree a verde pertinenziale e non
• Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno
presentare una valutazione previsionale di clima acustico che consideri la presenza dell’area
produttiva quale sorgente sonora esistente
• Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi
di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.)
• Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità
ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR
38/2004
• Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come
previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà
pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione
alle superfici impermeabilizzate previste
• Prima della trasformazione effettiva dell’area, al fine di evitare possibili problemi di congestionamento
del traffico, generato dal costituendo mix funzionale, il sistema della viabilità dovrà essere
opportunamente verificato nelle dimensioni e negli utilizzi diversi in relazione alla tipologia di traffico
indotto
• Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B
AT 16 – VIA GRAMSCI
Localizzazione territoriale
L’area si colloca a sud del centro storico di Opera, a nord della più ampia zona industriale comunale.
Nell’immediato intorno non si registrano né vincoli ambientali nè amministrativi.
Proposta di trasformazione
Trasformazione di un area oggi industriale in area residenziale
Consumo di suolo
Non previsto
Potenzialità progettuali
•
•
Riduzione della pressione sull’ambiente in termini di rumore, permeabilità suolo ed inserimento
paesaggistico
Ridefinizione strategica della frangia urbana, soprattutto in considerazione dell’altri 3 AT che
interessano tale realtà urbana (AT 7, AT 10 e AT 12)
Criticità progettuali
•
•
•
Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali
Collocazione dell’intervento in un ambito soggetto a potenziale inquinamento (atmosferico e
acustico) indotto dalle attività produttive limitrofe
In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento
atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe
Indicazioni attuative
Comune di Opera 12.06.2012
110
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
• Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili
• Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego
di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di
reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti
specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde
pertinenziale
• Si dovranno effettuare indagini preliminari per comprendere la necessità di eventuali bonifiche
• Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti
perimetrali. In particolare sul lato est di confine con l’area industriale produttiva. L’entrata in funzione
dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde
pertinenziale e non
• Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno
rispettare la fascia di rispetto del pozzo idropotabile comunale, ai sensi della DGR n.7/12693 del
2003
• Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi
di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.)
• Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità
ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR
38/2004
• Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come
previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà
pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione
alle superfici impermeabilizzate previste
• Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B
Comune di Opera 12.06.2012
111
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Una volta presentati i 16 Ambiti di Trasformazione di seguito si vuole verificare la rispettiva
corrispondenza con le azioni di piano promosse all’interno del PGT, valutando così il grado di
coerenza fra azioni e ambiti.
AT.16
AT.15
AT.14
AT.13
AT.12
AT.11
AT.10
AT.9
AT.8
AT.7
AT.6
AT.5
AT.4
AT.3
AT.2
AT.1
Ambiti di Trasformazione
Azioni Piano
Densificazione edilizia
residenziale e/o produttiva
Riconversione funzionale
di strutture non più
adeguate in termini o
localizzativi, o prestazionali
Riqualificazione delle aree
centrali
Ridefinizione dei margini
urbani
Mantenimento ed
integrazione aree verdi
esistenti
Creazione di un anello
urbano verde di
collegamento
ciclopedonale
Implementare la valenza
dei sistemi paesistico
ambientali lungo la valle
del Lambro Meridionale
Tutelare la valenza
paesistica delle cascine
del territorio
Rinnovamento sedi attuali
PosteItaliane e ASL
Riqualificazione e
adeguamento degli edifici
e servizi scolastici
Diffusione di servizi
all’interno del tessuto
edilizio, in considerazione
del sistema verde/agricolo
costituito dal Parco
Agricolo Sud Milano
Ampliamento campo
sportivo e creazione di un
polo di riferimento
sovracomunale ed
Comune di Opera 12.06.2012
112
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
interdisciplinare
Creazione di un asse
urbano ciclopedonabile
lungo via Diaz e via
Bellinguer
Aumentare accessi da SS
412
Realizzazione di percorsi
sicuri casa - scuola
Realizzazione di percorsi
di collegamento e
connessione tra le
principali aree a servizio
Realizzazione connessioni
tra aree urbane e aree del
Parco Agricolo Sud Milano
Incentivazione
all’insediamento di esercizi
commerciali al dettaglio di
prima necessità nelle zone
residenziali
Migliorare la qualità degli
ambiti produttivi
Giudizio di Compatibilità
4
3
4
4
4
4
4
6
4
5
3
4
3
5
3
3
Nella matrice sopra riportata si esplicita a quali azioni rispondono i singoli ambiti di trasformazione,
in particolare si può osservare che la maggior parte degli ambiti risponde appieno a quelle che
possono essere definite come azioni urbanistiche di carattere generale e strategico, mentre
risultano meno corrispondenti a quelle azioni più puntuali. Inoltre, attribuendo un valore indicativo
pari a 1 ogni volta che l’ambito di trasformazione trova coerenza con una specifica azione, si è
ottenuto un giudizio di compatibilità, qualitativo, che, nel caso in questione, va da un minimo di 3
ad un massimo di 6 punti. Tra i 16 ambiti analizzati in relazione alle azioni previste dal PGT
l’ambito di trasformazione 8, 10 e 14 risultano i più coerenti, mentre tutti gli altri sia attestano su un
medesimo livello di compatibilità.
Comune di Opera 12.06.2012
113
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Dopo avere analizzato singolarmente Ambito per Ambito ed individuato sommariamente le criticità
conseguenti le trasformazioni, e dopo aver proposto e avanzato delle indicazioni progettuali,
affinchè gli interventi si contestualizzino meglio all’interno del tessuto urbano esistente, si sono
avanzate delle considerazioni conclusive in merito a tre temi, che, in considerazione dell’oggetto di
valutazione, negli ultimi tempi interessano sempre più direttamente la pianificazione urbanistica:
rifiuti, consumi idrici e produzione di CO2.
A tal proposito le azioni promosse dal Documento di Piano risultano, nel loro insieme,
complessivamente positive sotto il profilo ambientale; infatti, il DdP, oltre a riconoscere e
salvaguardare il sistema delle sensibilità ambientali e paesaggistiche che contraddistingue il
territorio comunale, prefigura uno scenario anche di riqualificazione attiva dello spazio rurale,
promuovendo azioni di riduzione delle pressioni attuali, di miglioramento della funzionalità eco
sistemica di fruizione e rivitalizzazione fornendo il proprio contributo alla riqualificazione dei margini
urbani, e della fascia territoriale in fregio al Lambro Meridionale, sistema di riconosciuto valore
sopralocale.
Ulteriore aspetto positivo del DdP è rappresentato dall’insieme delle azioni finalizzate alla
riqualificazione
della
città
costruita
attraverso
la
razionalizzazione,
riqualificazione
e
rifunzionalizzazione delle aree pubbliche; in particolare, meritano una sottolineatura le azioni
dedicate alla risoluzione delle criticità attualmente in essere determinate sostanzialmente dalle
aree produttive e dalla viabilità.
Il DdP prevede la possibilità di insediamento di circa 2436 nuovi abitanti teorici, distribuiti su tutti i
16 AT, così come riportato nella seguente tabella:
Ambiti Trasformazione
Funzione Attuale
Abitanti equivalenti
Funzione Prevista
AT 1
industriale
78
residenza
AT 2
agricolo
0
ricettivo
AT 3
agricolo
0
AT 4
agricolo
AT 5
AT 6
Abitanti equivalenti
Abitanti teorici
188
110
99
99
residenza
313
313
0
residenza
250
250
agricolo
0
commerciale
90
90
agricolo
0
residenza
429
429
AT 7
agricolo
0
residenza
375
375
AT 8
industriale
182
residenza
250
68
AT 9
agricolo
ricettivo
150
150
AT 10
industriale
106
residenza
188
81
AT 11
industriale
210
residenza
338
128
AT 12
industriale
178
residenza
200
22
AT 13
industriale
237
residenza
313
76
AT 14
industriale
59
residenza
163
104
AT 15
industriale
126
residenza
188
61
AT 16
terziario
216
residenza
297
81
3828
2436
TOTALE
Comune di Opera 12.06.2012
0
1392
114
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Per quantificare gli abitanti equivalenti previsti si è dapprima utilizzato l’indice volumetrico capitario
(IVC) che esprime il volume di edificio necessario a una persona pari a:
-
80 mc/ab per zone residenziale
-
100 mc/ab per zone terziario/commerciale
e dalla stima del numero di abitanti si sono sottratti quelli che ad oggi già insistono sulle aree
urbanizzate, ma oggetto di trasformazione e riqualificazione.
La stima degli abitanti equivalenti con l’applicazione di tali indici (secondo DM 1444/68) costituisce
lo scenario peggiore, nel senso che fa computare un n° di residenti maggiore rispetto a quanto
effettivamente previsto, anche se si considera il fatto che diversi ambiti di trasformazione (9 su 16)
interessano ambiti già urbanizzati e già “insediati”.
Rifiuti
Nel presente paragrafo viene analizzata la produzione di rifiuti riconducibile alle nuove
trasformazioni previsto dal PGT. Le stime sono state effettuate partendo dallo scenario stato di
fatto e confrontato con lo scenario di trasformazione.
Il confronto dei risultati ottenuti nei due scenari evidenzia le variazioni indotte in termini di
produzione di rifiuti passando dall’attuale assetto urbanistico, al nuovo.
Di seguito si riportano i dati relativi alla produzione di rifiuti urbani registrata nel Comune di Opera
nell’anno 2008 ed elaborata dalla Provincia di Milano nell’ambito dell’Osservatorio Rifiuti.
Comune di Opera 12.06.2012
115
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Produzione di rifiuti nel Comune di Opera (t) –Anno 2008
Dall’analisi dei dati si evidenzia che la produzione di RSU Indifferenziati è pari a 3.347 t/a, mentre i
rifiuti derivanti da Raccolta Differenziata sono 3.123 t/a, per un totale, comprendente anche i rifiuti
ingombranti e lo spazzamento stradale, di 7.172 t/a. La produzione pro-capite di RSU è pari a 521
kg/anno, di cui 249 kg/anno di rifiuti indifferenziati e 227 kg/a di rifiuti derivanti da RD.
Sul piano organizzativo va segnalato che Opera ha attivato in tutto il territorio un sistema di
raccolta differenziata “porta a porta”: tutto il rifiuto indifferenziato e la quasi totalità del rifiuto
differenziato è conferito a piano strada nei giorni e negli orari stabiliti dal Comune. Sul territorio si
collocano, inoltre, centri di raccolta per i farmaci scaduti, nonché la piattaforma ecologica per il
conferimento da parte dei cittadini di altre tipologie di rifiuti, quali legno, materiali ferrosi ecc.
A tali servizi si accompagna, infine, il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti derivanti da
spazzamento strade.
Comune di Opera 12.06.2012
116
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Al fine di fornire una previsione circa la produzione di rifiuti riconducibile a ciascuna attività
presente nell’area di interesse, sono stati utilizzati i seguenti dati:
•
Per gli ambiti a destinazione prevalente residenziale si è fatto riferimento al valore di
produzione pro capite relativa all’anno 2008 e fornita dall’Osservatorio rifiuti (521 kg); la
stima del numero di abitanti è stata effettuata considerando, come per la stima degli
abitanti equivalenti sopra descritta, l’indice volumetrico capitario (IVC) pari a 80 mc/ab per
la residenza;
•
Per gli ambiti commerciali e terziari sono stati utilizzati i coefficienti massimi di produttività
di Tabella 4/a del DPR 158/1999 area Nord Italia. Le superfici utilizzate per il calcolo (SU e
SNR) sono state stimate partendo dalla superficie SLP.
I risultati ottenuti sono riassunti nelle tabelle seguenti:
Scenario STATO di FATTO
Ambiti
Trasformazione
Funzione
Attuale
Abitanti
equivalenti
(SLP/IF)
SU
SNR
SU + SNR
Coeff.
Kg/mq
anno
Kg anno
AT
Tonn anno
AT 1
industriale
78
2.340,00
520
2.860,00
12,45
35.607,00
35,61
AT 2
agricolo
AT 3
agricolo
AT 4
agricolo
AT 5
agricolo
AT 6
agricolo
AT 7
agricolo
AT 8
industriale
182
5.474,70
1216,6
6.691,30
12,45
83.306,69
83,31
AT 9
agricolo
AT 10
industriale
106
3.186,00
708
3.894,00
12,45
48.480,30
48,48
AT 11
industriale
210
6.300,00
1400
7.700,00
12,45
95.865,00
95,87
AT 12
industriale
178
5.337,00
1186
6.523,00
12,45
81.211,35
81,21
AT 13
industriale
237
7.110,00
1580
8.690,00
12,45
108.190,50
108,19
AT 14
industriale
59
1.755
390
2.145
12,45
26.705,25
26,71
AT 15
industriale
126
3.780,90
840,2
4.621,10
12,45
57.532,70
57,53
AT 16
terziario
216
6.480,00
1440
7.920,00
12,45
98.604,00
98,60
Totale
Tonn anno
636
Comune di Opera 12.06.2012
117
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Scenario di TRASFORMAZIONE
Ambiti
Trasformazione
Funzione
Prevista
Abitanti
equivalenti
(SLP/IF)
AT 1
residenza
188
AT 2
ricettivo
AT 3
residenza
313
AT 4
residenza
250
AT 5
commerciale
AT 6
residenza
429
AT 7
residenza
AT 8
residenza
AT 9
ricettivo
AT 10
residenza
188
AT 11
residenza
AT 12
Kg anno
pro capite
Coeff.
Kg/mq
anno
Kg anno
AT
Tonn anno
97.687,50
97,69
45.193,50
45,19
521
162.812,50
162,81
521
130.250,00
130,25
74.811,00
74,81
521
223.606,69
223,61
375
521
195.375,00
195,38
250
521
130.250,00
130,25
68.475,00
68,48
521
97.687,50
97,69
338
521
175.837,50
175,84
residenza
200
521
104.200,00
104,20
AT 13
residenza
313
521
162.812,50
162,81
AT 14
residenza
163
521
84.662,50
84,66
AT 15
residenza
188
521
97.687,50
97,69
AT 16
residenza
297
521
154.737,00
154,74
Totale
Tonn anno
2.006
SU
SNR
SU + SNR
521
2970
2700
4500
660
600
1000
3630
12,45
3300
22,67
5500
12,45
In base ai dati riportati dall’Osservatorio Rifiuti, relativi all’anno 2008, le percentuali riferite alle
diverse tipologie di rifiuto sono le seguenti:
Rifiuti indifferenziati: 46,7%
Rifiuti differenziati: 43,5%
Rifiuti ingombranti: 6,4%
Rifiuti da spazzamento stradale: 3,4%
Il totale dei rifiuti complessivi (tonn/anno) prodotti nello scenario “stato attuale” e scenario di
“trasformazione” sono stati scorporato nelle diverse categorie sopra riportate. Nella colonna “Delta”
si evidenzia la differenza tra i quantitativi ottenuti nei due scenari, anche questo valore è stato
ripartito nelle 4 diverse categorie, utilizzando le relative percentuali.
Comune di Opera 12.06.2012
118
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Scenario Stato Fatto
tonn/anno
tonn/sett
635,50
12,22
Tipologia
Rifiuti Prodotti totale
Scenario Trasformazione
tonn/anno
tonn/sett
2.006,09
38,58
Delta
tonn/anno tonn/sett
1.370,59
26,36
Indifferenziato
296,78
5,71
936,84
18,02
640,06
12,31
Rifiuto Differenziato
276,44
5,32
872,65
16,78
596,21
11,46
Ingombranti
40,67
0,78
128,39
2,47
87,72
1,69
Spazzamento
21,61
0,42
68,21
1,31
40,6
0,89
Le stime effettuate hanno evidenziato che l’attuazione di tutti gli Ambiti di Trasformazione previsti
dal DdP, comporta una produzione di rifiuti pari a circa 1.371 tonnellate annue. Tale quantitativo se
rapportato al totale della produzione dei rifiuti stimata per l’intero comune (7.173 tonn/anno),
rappresenta 19%. I quantitativi previsti potranno quindi rientrare in maniera lineare nei flussi gestiti
dalla società incaricata di effettuare il servizio e potranno essere gestiti con le procedure
attualmente utilizzate. Tale previsione si conferma se si valutano dati di produzione rifiuti più
recenti. Nel 2011 rispetto al 2008, infatti, si osserva una decrescita dei quantitativi totali (6.876
tonn.) e anche della produzione procapite attestatasi a 498 kg/anno/ab. La riduzione dei
quantitativi, e la contestuale crescita della raccolta differenziata fino a circa il 55% registrata nel
2011, confermano che l’aumento della produzione totale di rifiuti indotta dall’aumento della
popolazione potrà essere gestita con le procedure attualmente utilizzate.
Consumi idrici ed impatti sul sistema smaltimento
Acquedotto
Le esigenze idropotabili degli ambiti saranno garantiti da una rete di nuove condotte
acquedottistiche che si interconnetteranno alle dorsali esistenti secondo uno sviluppo interno alle
singole aree di intervento coordinato con i percorsi viabili di progetto.
Di seguito si riportano i dati stimati relativi alle richieste idriche per l’area in studio valutate sulla
base di una dotazione idrica di 500 l/ab*giorno per le aree residenziali e terziario/produttivo.
SCENARIO STATO DI FATTO
SCENARIO DI TRASFORMAZIONE
DELTA
Ambiti
Trasformazione
Funzione
Attuale
Q
acquedotto
(l/s)
V anno (mc)
Funzione
Prevista
Q
acquedotto
(l/s)
V anno (mc)
Q
acquedotto
(l/s)
V anno (mc)
AT 1
industriale
0,45
14.235.000
residenza
1,09
34.218.750
0,63
19.983.750
AT 2
agricolo
0
0
ricettivo
0,57
18.067.500
0,57
18.067.500
AT 3
agricolo
0
0
residenza
1,81
57.031.250
1,81
57.031.250
AT 4
agricolo
0
0
residenza
1,45
45.625.000
1,45
45.625.000
AT 5
agricolo
0
0
commerciale
0,52
16.425.000
0,52
16.425.000
AT 6
agricolo
0
0
residenza
2,48
78.326.718
2,48
78.326.719
Comune di Opera 12.06.2012
119
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
AT 7
agricolo
0
0
residenza
2,17
68.437.500
2,17
68.437.500
AT 8
industriale
1,06
33.304.425
residenza
1,45
45.625.000
0,39
12.320.575
AT 9
agricolo
0
0
ricettivo
0,87
27.375.000
0,87
27.375.000
AT 10
industriale
0,61
19.381.500
residenza
1,09
34.218.750
0,47
14.837.250
AT 11
industriale
1,22
38.325.000
residenza
1,95
61.593.750
0,74
23.268.750
AT 12
industriale
1,03
32.466.750
residenza
1,16
36.500.000
0,13
4.033.250
AT 13
industriale
1,37
43.252.500
residenza
1,81
57.031.250
0,44
13.778.750
AT 14
industriale
0,34
10.676.250
residenza
0,94
29.656.250
0,60
18.980.000
AT 15
industriale
0,73
23.000.475
residenza
1,09
34.218.750
0,36
11.218.275
AT 16
terziario
1,25
39.420.000
residenza
1,72
54.202.500
0,47
14.782.500
254.061.900
698.552.969
444.491.069
Le tubazioni esistenti e di progetto dovranno garantire l’erogazione e la futura richiesta
idropotabile. In fase di attuazione devono però essere studiate tuttavia soluzioni progettuali che
consentano il risparmio/riutilizzo delle acque in modo da limitare la richiesta idropotabile dei
comparti sulla rete di pubblico acquedotto (riutilizzo acqua meteorica, prelievo acqua di falda ecc).
Fognatura
La riqualificazione urbanistica alla base del presente DdP dovrà prevedere anche la realizzazione
di nuovi impianti fognari per le diverse e specifiche zone d’intervento, affinchè siano funzionali
all’efficace raccolta e smaltimento delle acque, stimate per la totalità degli Ambiti di
Trasformazione, nel pieno rispetto della normativa vigente.
Le aree oggetto di trasformazione si configurano caratterizzate da un uso del suolo
prevalentemente di tipo produttivo o agricolo; ovvero, la prima tipologia di aree si caratterizza, dal
punto di vista idrologico, per una superficie pressoché impermeabile, è quindi ipotizzabile che, in
concomitanza di eventi meteorici, la risposta attesa in termini di portata generata sia non
trascurabile.
L’assetto di sviluppo previsto si configura invece come migliorativo anche da questo punto di vista,
in quanto essendo previsto un cospicuo incremento delle superfici a verde permeabili ciò si può
tradurre, a parità di sollecitazione meteorica, in un minor apporto in termini di ruscellamento
superficiale e quindi il recettore finale delle portate meteoriche risulterà meno sollecitato rispetto
allo stato attuale.
Gli interventi prevedono la realizzazione di una fognatura a reti separate bianche e nere disposta
lungo la viabilità di progetto interna al comparto. La rete bianca è specifica per la raccolta delle
Comune di Opera 12.06.2012
120
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
acque di origine meteorica generate dalle superfici scoperte, le portate drenate da tale rete
beneficeranno comunque di una laminazione prima nello scarico nel recettore finale onde garantire
il rispetto del limite massimo di scarico consentito ai sensi del PTUA, parimenti, limitatamente alle
aree di sedime carrabile, viene in più prevista la separazione delle acque di prima pioggia, in
coerenza con quanto stabilito dal Regolamento Regionale 4/2006 per garantire quindi anche il
rispetto dei limiti qualitativi dello scarico come individuati dal D.Lgs. 152/2006; le acque di prima
pioggia potranno poi essere scaricate, anch’esse previa laminazione, nella rete di fognatura nera
di progetto.
La rete fognaria nera di nuova progettazione sarà funzionale a garantire l’efficiente raccolta delle
acque nere generate nell’ambito dell’intero comparto sulla base degli abitanti equivalenti (calcolati
come sopra esplicitato) che si stima di servire, il recapito di tale rete saranno i collettori fognari
esistenti; si riporta di seguito la tabella con la stima degli scarichi in termini di portata di punta nera
distinti per i 16 AT.
Ambiti
Trasformazione
Funzione
Attuale
Funzione
Prevista
DELTA
Q acquedotto
(l/s)
Q nera
(mc/s)
V nera anno
(mc)
AT 1
industriale
residenza
0,63
0,0014
44.963
AT 2
agricolo
ricettivo
0,57
0,0013
40.652
AT 3
agricolo
residenza
1,81
0,0041
128.320
AT 4
agricolo
residenza
1,45
0,0033
102.656
AT 5
agricolo
commerciale
0,52
0,0012
36.956
AT 6
agricolo
residenza
2,48
0,0056
176.235
AT 7
agricolo
residenza
2,17
0,0049
153.984
AT 8
industriale
residenza
0,39
0,0009
27.721
AT 9
agricolo
ricettivo
0,87
0,0020
61.594
AT 10
industriale
residenza
0,47
0,0011
33.384
AT 11
industriale
residenza
0,74
0,0017
52.355
AT 12
industriale
residenza
0,13
0,0003
9.075
AT 13
industriale
residenza
0,44
0,0010
31.002
AT 14
industriale
residenza
0,60
0,0014
42.705
AT 15
industriale
residenza
0,36
0,0008
25.241
AT 16
terziario
residenza
0,47
0,0011
33.261
1.000.105
Comune di Opera 12.06.2012
Q nera
(mc/giorno)
Q nera
(mc/ora)
2.740
114
121
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Il recapito finale dei futuri scarichi fognari è il depuratore di Locate Triulzi, tale impianto si
caratterizza per una capacità depurativa attuale di 60.000 abitanti equivalenti, ampliabile a 90.000,
e aventi le seguenti caratteristiche in termini di portate:
Fonte TASM Spa
In considerazione dell’attuale capacità depurativa dell’impianto di Locate Triulzi l’incidenza dei
futuri apporti, determinati dalle aree di trasformazione del PGT di Opera, e stimabile pari ad un
incremento di 2436 abitanti equivalenti, è pari al 4%. E più specificatamente al 13% dell’attuale
portata oraria e al 7% dell’attuale portata giornaliera.
Per comprendere se tali previsioni risultano compatibili con l’attuale capacità depurativa
dell’impianto si sono considerati i tre comuni serviti – Locate Triulzi, Opera e Pieve Emanuele - e
gli incrementi futuri di abitanti.
In particolare, considerando una situazione di incremento demografico per tutti e tre i comuni pari
al 20% (percentuale che rappresenta un aumento considerevole della popolazione, e pertanto
costituisce uno scenario sicuramente peggiorativo rispetto a quello che potrebbe prospettarsi nella
realtà effettiva, anche in considerazione del trend demografico degli ultimi anni che ha visto per
tutti e tre comuni una sostanziale stabilità se non addirittura un decremento come nel caso di Pieve
Emanuele), si è stimato che:
Comuni
Comune di Opera 12.06.2012
Popolazione
Popolazione incrementata
Attuale
del 20%
Popolazione per cui è
dimensionato attualmente il
depuratore
122
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Locate Triulzi
9.707
11.648
Opera
13.840
16.276
Pieve Emanuele
Totale popolazione servita dal depuratore
14.887
17.864
38.434
45.788
60.000
Dalla tabella sopra riportata si evince che anche con un sostanziale aumento della popolazione il
depuratore rimane dimensionato opportunamente. I 2.436 abitanti equivalenti stimanti in più
rispetto agli attuali, secondo la metodologia precedentemente indicata e come già illustrato
costituente la situazione peggiore, costituisce il 18% in più della popolazione attuale, quindi si può
concludere che le esigenze depurative richieste dagli ambiti di trasformazione sono compatibili con
la capacità del depuratore.
Metodologia di calcolo abitanti equivalenti e portate conseguenti
Come in precedenza, per la stima degli abitanti equivalenti previsti ai fini del calcolo del fabbisogno
acquedottistico e fognario si è utilizzato l’indice volumetrico capitario (IVC) che esprime il volume di
edificio necessario a una persona pari a:
-
80 mc/ab per zone residenziale
-
100 mc/ab per zone terziario/commerciale
adottando un altezza di piano media di 3 m si ricava
da cui
Considerando poi una dotazione idrica di 500 l/(ab*giorno) la richiesta idrica media si calcola come
Dal consumo idrico medio si ricava la portata di punta nera scaricata in fognatura come
Ove Cp e Cg sono rispettivamente il coefficiente di punta e di punta giornaliera.
Emissioni di inquinanti CO2
Partendo daI Protocollo di Kyoto quale accordo internazionale che si propone di ridurre le
emissioni di gas serra responsabili del surriscaldamento globale, dei disastrosi eventi climatici
sempre più frequenti (i cinque uragani in due settimane di quest'estate, ondate di calore torrido, di
temperature glaciali, alluvioni). In considerazione del fatto che le emissioni di anidride carbonica
Comune di Opera 12.06.2012
123
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
(CO2) sono la principale causa dell'effetto serra, di seguito si è quantificato quanta CO2 gli abitanti
teorici producono.
Dapprima si è dunque stimata la quantità di CO2 emessa in media da un italiano; tale tipo di dato è
emerso dal Rapporto Cittalia 2010 Anticipazioni, redatto da fondazione ANCI. In questa ricerca
l’impatto ambientale dei cittadini, misurato in termini di CO2, immessa nell’ambiente è stato
elaborato con riferimento a:
-
Consumi elettrici domestici;
-
Consumi di gas domestici;
-
Produzione e il trattamento di rifiuti (valutati in termini di CO2, generata dalle sole
operazioni d’incenerimento);
-
Trasporto privato di persone (tramite autoveicoli e ciclomotori, escluso, quindi, trasporto
pubblico).
In particolare nel Rapporto Cittalia 2010 è stata analizzata l’impronta carbonica del cittadino,
nell’arco temporale di riferimento tra il 2000 e il 2009.
Premesso ciò tale documento stima che la media delle città metropolitane italiane è di 1.804
kg/anno per abitante (pari a 1,8 tonn/anno/abitante).
Tale stima, utilizzata in seguito per il calcolo di quanta CO2 producono i futuri residenti previsti,
risulta comunque peggiorativa rispetto ai dati realistici in considerazione del fatto che gli stessi AT
adotteranno soluzioni architettoniche ed energetiche che incidono in termini migliorativi su tale
valore.
Una volta noti il numero degli abitanti insediabili all’interno del PRU e le emissioni di CO2 prodotte
in media da un residente, occorre comprendere quanta CO2 viene emessa dai nuovi insediamenti,
in particolare dal prodotto fra gli abitanti equivalenti calcolati come sopra e la CO2 media emessa
dal singolo residente deducibile dai dati ANCI si ottiene 4.384 tonn/anno.
L’assorbimento di tale quantità inevitabile di CO2 è compensabile attraverso opere a verde di
diversa tipologia ed estensione, secondo il seguente quadro sinottico delle potenzialità
d’assorbimento di CO2 in un anno, da parte di un ettaro delle diverse categorie di copertura
vegetale (fonte documento redatto dal Parco del Delta del Po – Emilia Romagna ed intitolato
Countdown 2010 – Il Bosco Eliceo)
Comune di Opera 12.06.2012
124
Comune di Opera
Comune di Opera 12.06.2012
Rapporto Ambientale
125
Comune di Opera
7
Rapporto Ambientale
MONITORAGGIO
Un elemento fondamentale della Valutazione Ambientale Strategica è quello relativo al controllo
del Piano e quindi ai contenuti ed alle modalità attuative del monitoraggio. Le finalità del
programma di monitoraggio possono essere differenti, in quanto legato sia all’attuazione del PGT
sia all’aggiornamento, comunicazione e coinvolgimento nella gestione dello strumento di
pianificazione. Le possibili finalità generali del piano di monitoraggio possono essere, a titolo
esemplificativo:
- informare sull’evoluzione dello stato del territorio;
- verificare periodicamente il corretto dimensionamento rispetto all’evoluzione dei fabbisogni;
- verificare lo stato di attuazione delle indicazioni del piano;
- valutare il grado di efficacia degli obiettivi di piano;
- attivare per tempo azioni correttive;
- fornire elementi per l’avvio di un percorso di aggiornamento del piano;
- definire un sistema di indicatori territoriali di riferimento per il comune.
Lo sviluppo del programma di monitoraggio avviene attraverso la messa a punto di una serie di
indicatori di stato e di prestazione che possano essere aggiornabili in modo semplice con le risorse
e le informazioni disponibili. Gli indicatori devono essere, oltre che rappresentativi dei fenomeni,
anche facilmente comunicabili, quale base di discussione per una futura eventuale attivazione di
un forum di confronto e di partecipazione allargata all’attuazione e aggiornamento del PGT.
Per la messa a punto della metodologia di monitoraggio, si effettua quindi una proposta nella
consapevolezza della crescente complessità ed articolazione di un uso efficace ed efficiente degli
indicatori, tenendo conto di una serie di set già proposti in sedi internazionali e nazionali. Dato il
numero estremamente elevato dei potenziali indicatori di interesse, si è proceduto ad una
selezione opportunamente motivata in modo da individuare un set effettivamente in grado di poter
essere implementato nel corso del processo di attuazione del piano e i soggetti deputati alla loro
gestione.
La proposta del sistema di controllo del PGT è organizzata secondo due insiemi di indicatori: il
primo, di carattere più generale, è dedicato alla rappresentazione dello stato dell’ambiente ed è
organizzato secondo le principali tematiche ambientali (tabella 1), il secondo è, invece,
strettamente legato ad alcune azioni previste dal Piano, per le quali è stato possibile proporre degli
indicatori, al fine di verificare lo stato di raggiungimento degli obiettivi (tabella 2).
La definizione dei soggetti deputati delle azioni di monitoraggio e la frequenza di popolamento dei
dati dovrà essere definita in accordo con i diversi soggetti in sede di Conferenza di Valutazione o
in momenti successivi concordati con l’Amministrazione Comunale.
Comune di Opera 12.06.2012
126
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Indicatori generali di stato dell’ambiente a livello comunale (Tabella 1)
Indicatori
Ente competente
DEMOGRAFIA
Popolazione residente (ab)
Comune
(Popolazione residente al 31 dicembre)
Trend demografico (ab) annuale da anagrafe comunale
Densità abitativa (ab/km2)
Comune
Comune
(Rapporto tra la popolazione residente e la superficie territoriale)
Densità abitativa su superficie urbanizzata (ab./km2)
Comune
(Rapporto tra la popolazione residente e la superficie urbanizzata)
ATTIVITA’ ECONOMICHE
Popolazione fluttuante (n)
Comune
(Popolazione temporaneamente presente (turisti, pendolari…)
Unità locali (n)
(numero di unità locali censimenti industriali e servizi ISTAT)
Unità locali per settore di attività economica (%)
(ripartizione nei settori primario, secondario e terziario)
Unità locali assoggettate a procedure: VIA, AIA e RIR
totale e per tipologia
Camera di
Commercio
Camera di
Commercio
Provincia ARPA
Aziende agricole (n) per tipologia di coltura prevalente (%)
Regione
Aziende zootecniche (n) per tipologia e numero di capi (%)
Regione
MOBILITA’
Traffico giornaliero medio (veicoli/giorno)
(numero di veicoli che transitanti lungo la rete stradale principale)
Auto circolanti ogni 100 abitanti (auto/100ab)
Incidenza della rete di trasporto pubblico locale (km/kmq)
(rapporto tra la lunghezza della rete di trasporto pubblico e
superficie territoriale)
Lunghezza piste ciclabili (km)
Comune di Opera 12.06.2012
Ente Gestore
infrastruttura
Istat
Ente Gestore
del servizio
Comune
127
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
TERRITORIO
Superficie urbanizzata (kmq)
Incidenza superficie urbanizzata (%)
Comune
Comune
(rapporto tra la sup. urbanizzata e la sup. territoriale)
Indice di frammentazione perimetrale dell’urbanizzato
(rapporto tra il perimetro dell’urbanizzato e la circonferenza di un
cerchio di superficie equivalente a quella comunale)
Superficie non drenante (kmq)
Incidenza superficie non drenante (%)
Comune
Comune
Comune
(rapporto tra la superficie non drenante e la superficie territoriale)
Superficie aree dismesse (kmq)
coincidente con superficie aree a rischio di compromissione e
degrado
Aziende a rischio d’incidente rilevante (n)
Comune
ARPA
Comune
AMBIENTE URBANO
Ripartizione degli usi del suolo nell’urbanizzato (%)
(rapporto tra la superficie delle aree afferenti a ciascuna tipologia
di attività/funzione e la superficie urbanizzata totale)
Comune
Ripartizione dei servizi nell’urbanizzato (%)
(rapporto fra la superficie delle aree differenti a ciascuna tipologia
di servizio e la superficie urbanizzata totale)
Comune
Aree verdi pro-capite e per tipologia (mq/ab e mq)
(rapporto tra la superficie della dotazione a verde e il numero di
abitanti residenti)
Comune
AGRICOLTURA
Incidenza della superficie agricola utilizzata su superficie
agricola totale (%)
Superficie agricola utilizzata soggetta a spandimenti (kmq)
(superficie agricola utilizzata in cui è autorizzato lo spandimento
dei reflui zootecnici e dei fanghi)
Incidenza della la superficie agricola utilizzata biologica (%)
Istat
Regione
Regione
Provincia
Regione
(rapporto tra la superficie agricola utilizzata biologia e la superficie
Comune di Opera 12.06.2012
128
Comune di Opera
agricola utilizzata totale)
Rapporto Ambientale
Provincia
ACQUE
Consumo idrico pro-capite (mc/ab*anno)
Ente Gestore
del servizio
Consumo idrico per tipo di utenza (mc/anno e %)
Ente Gestore
del servizio
Capacità impianto di depurazione
Ente Gestore
del servizio
Capacità residua impianto di depurazione
Ente Gestore
del servizio
Scarichi autorizzati in corpi idrici superficiali per tipologia
Provincia
ARIA
Concentrazione media mensile dei principali inquinanti PM10, NO2, CO, SO2, O3 (µg/mc)
ARPA
Concentrazione media stagionale dei principali inquinanti PM10, NO2, CO, SO2, O3 (µg/mc)
ARPA
Superamento dei livelli di attenzione e allarme per i
principali inquinanti - PM10, NO2, CO, SO2, O3 (n)
ARPA
Emissioni di gas serra, sostanze acidificanti e precursori
dell’ozono per macrosettore (%)
Regione
RUMORE
Incidenza superficie classificata in zone 4,5 e 6 (%)
(rapporto fra la superficie ricadente nelle classi 4,5 e 6 della
zonizzazione acustica e la superficie territoriale)
Comune
RIFIUTI
Produzione di rifiuti urbani (t)
Provincia
Comune
Produzione di rifiuti urbani pro/capite (kg/ab)
Provincia
Comune
Rifiuti raccolti in modo differenziato
Provincia
Comune
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129
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
AMBIENTE NATURALE – BIODIVERSITA’
Superficie delle aree a bosco (kmq)
Indice di boscosità (%)
Provincia
Provincia
(rapporto tra la superficie a bosco e la superficie territoriale)
Superficie aree naturali (kmq)
Comune
(superfici naturali non soggette a specifici regimi di tutela)
ENERGIA
Consumo energia per vettore (%)
Ente Gestore
(ripartizione del consumo di energia per i diversi vettori impiegati
(energia elettrica, gas naturale, gasolio, benzina, biomasse
vegetali…))
Consumo energia per settore (%)
(ripartizione del consumo di energia per i diversi settori (civile,
industriale, agricolo, trasporti))
del servizio
Ente Gestore
del servizio
Produzione di energia da fonti rinnovabili (KWh)
Comune
(quantitativo di energia prodotta da fonti rinnovabili)
Energia con certificazione energetica (%)
(n di edifici pubblici o ad uso pubblico con certificazione
energetica)
Comune
RADIAZIONI
Sviluppo delle linee elettriche distinte per tensione (km)
Impianti per la telecomunicazione e la radiotelevisione (n)
Comune di Opera 12.06.2012
Comune
ARPA
130
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Indicatori specifici per obiettivi/azioni di Piano (tabella 2)
Obiettivi/Azioni Piano
Indicatori
Tipologia
indicatore
Ente competente
Assetto insediativo (tessuto consolidato e ambiti di trasformazione
Densificazione edilizia
residenziale e/o produttiva
N° di aree/edifici da recuperare
prima dell’attuazione del PGT
Mq di aree/edifici da recuperare
prima dell’attuazione del PGT
% di aree/edifici recuperati su
aree/edifici esistenti
Mq di aree/edifici recuperati
Riconversione funzionale di
strutture non più adeguate in
termini o localizzativi, o
prestazionali
N° di edifici da adeguare prima
dell’attuazione del PGT
Mq di edifici da adeguare prima
dell’attuazione del PGT
Funzioni presenti negli edifici da
adeguare prima dell’attuazione
Tipologia interventi
(recupero edificio o abbattimento e
ricostruzione)
Nuove funzioni insediate
Riqualificazione delle aree
centrali
Ridefinizione dei margini urbani
Comune di Opera 12.06.2012
N° di aree da riqualificare prima
dell’attuazione del PGT
Mq di aree da riqualificare prima
dell’attuazione del PGT
Destinazioni attuali aree da
riqualificare
Motivi della riqualificazione
Stato/Pressione
Stato/Pressione
Risposta
Risposta
Stato/Pressione
Stato/Pressione
Stato/Pressione
Risposta
Risposta
La
necessità
di
riconversione funzionale
è emersa dall’analisi
della realtà di comunale
Opera,
in
cui
si
registrano
diversi
episodi in cui è presente
una forte frammistione,
fra due destinazioni
urbanistiche
spesso
incompatibili residenza
ed industria.
Stato/Pressione
Stato/Pressione
Stato/Pressione
Stato/Pressione
N di aree riqualificate
Risposta
Mq di aree riqualificate
Risposta
Tipologia di intervento
(opere a verde, rifunzionalizzazione,
recupero…)
N aree di margine da riqualificare
prima dell’attuazione del PGT
Mq aree di margine da riqualificare
prima dell’attuazione del PGT
Tipologia interventi
(recupero edificio o abbattimento e
ricostruzione, opere a verde …)
Mq costruiti ed impermeabili
realizzati
Mq di superficie a verde e
permeabile realizzati
La
densificazione
edilizia
avviene
attraverso il recupero
del patrimonio in termini
di aree edificate o di
singoli edifici.
Risposta
Stato/Pressione
Stato/Pressione
Risposta
Risposta
Risposta
La
ridefinizione
dei
margini
urbani
costituisce un ottimo
indicatore della “bontà”
delle azioni che il
Comune avanza, in
quanto costituisce un
ottimo serbatoio di aree
da rivalutare al fine di
ridare identità a dei
luoghi
altrimenti
marginali;
avanzando
proposte innovative di
dialogo tra costruito e
Parco Agricolo Sud
131
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Sistema del verde pubblico
Mantenimento ed integrazione
aree verdi esistenti
Creazione di un anello urbano
verde di collegamento
ciclopedonale
N° di aree verdi esistenti
Mq di aree verdi esistenti
Tipologia aree
(pubbliche o privati, parchi o giardini,
attrezzate o no, urbane e non …)
Tipologia d’interventi previsti
Percezione ed utilizzo da parte della
popolazione in merito a questi
interventi
Km di percorsi ciclopedonali
esistenti
Tipologia dei percorsi esistenti
(sezione tipologica, pavimentazioni,
arredi urbani…)
Km di anello “Green Circle”
realizzato
Km di percorsi ciclopedonali
esistenti compresi all’interno del
“Green Circle
Tipologia dei nuovi interventi (opere
a verde, sezione tipologica,
pavimentazioni, arredi urbani…)
Percezione ed utilizzo da parte della
popolazione in merito a questi
interventi
N° beni esistenti lungo tragitto
Tipologia beni esistenti lungo il
tragitto
Km di percorsi esistenti
Implementare la valenza dei
sistemi paesistico ambientali
lungo la valle del Lambro
Meridionale
Tutelare la valenza paesistica
delle cascine del territorio
Comune di Opera 12.06.2012
Km di nuovi percorsi realizzati
N° di beni collegati da tali nuovi
percorsi
Tipologia di nuovi interventi
naturalistici effettuati
Tipologia dei nuovi interventi (opere
a verde, sezione tipologica,
pavimentazioni, arredi urbani…)
Percezione ed utilizzo da parte della
popolazione in merito a questi
interventi
N° cascine presenti sul territorio
comunale
N° di cascine attive
N° di cascine dismesse, da
riqualificare
N° di cascine vincolate
paesaggisticamente
Stato di conservazione
Tipologie dei nuovi interventi
(recupero patrimonio solo edilizio,
con fondo, …)
Mq di edificio riqualificati
Mq di fondo agricolo riqualificati
N° di cascine destinate ad
agriturismo
N° di cascine destinate alla sola
produzione agricola
N° di cascine destinate ad residenza
Stato
Stato
Stato
Risposta
Risposta
La conservazione e il
collegamento delle aree
esistenti destinate a
verde
conferisce
all’intero territorio una
connotazione qualitativa
per tutta la collettività
Stato
Stato
Risposta
Risposta
Risposta
Risposta
Stato
Stato
Stato
Risposta
Risposta
Risposta
Risposta
Risposta
Stato
Stato
Stato
Stato
Stato
Risposta
Risposta
Risposta
Risposta
Risposta
Risposta
132
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Servizi ed attrezzature alla persona
Rinnovamento sedi attuali
PosteItaliane e ASL
Riqualificazione e
adeguamento degli edifici e
servizi scolastici
Diffusione di servizi all’interno
del tessuto edilizio, in
considerazione del sistema
verde/agricolo costituito dal
Parco Agricolo Sud Milano
Ampliamento campo sportivo e
creazione di un polo di
riferimento sovracomunale ed
interdisciplinare
Tipologie dei nuovi interventi
(recupero edificio, riqualificazione
esterno, …)
Tipologie dei nuovi interventi
(recupero edificio, riqualificazione
esterno, …)
N° di servizi esistenti
Mq di servizi esistenti
Tipologia di servizi esistenti
N° di nuovi servizi realizzati
Mq di nuovi servizi realizzati
Tipologia di servizi realizzati
Tipologie dei nuovi interventi
(recupero edificio, riqualificazione
esterno, inserimento di nuove
funzioni, realizzazioni parcheggi, …)
Percezione ed utilizzo da parte della
popolazione in merito a questi
interventi
Risposta
Risposta
Stato
Stato
Stato
Risposta
Risposta
Risposta
Risposta
Risposta
Viabilità
Creazione di un asse urbano
ciclopedonabile lungo via Diaz
e via Bellinguer
Aumentare accessi da SS 412
N° di servizi/attività esistenti lungo il
tracciato
Tipologia di servizi/attività esistenti
lungo il tracciato
Tipologia del tracciato esistenti
(sezione tipologica, pavimentazioni,
arredi urbani…)
N° di servizi/attività nuovi localizzati
lungo il tracciato
Tipologia di servizi/attività nuovi
lungo il tracciato
Tipologia del nuovo tracciato
realizzato (opere a verde, sezione
tipologica, pavimentazioni, arredi
urbani…)
Percezione ed utilizzo da parte della
popolazione in merito a questi
interventi
N° accessi esistenti
Tipologia accessi esistenti (doppio
senso, senso unico, sezione…)
N° nuovi accessi realizzati
Tipologia nuovi accessi realizzati
(doppio senso, senso unico,
sezione, opere a verde…)
Stato
Stato
Stato
Risposta
Risposta
Risposta
La declassificazione di
un asse oggi altamente
traffica, in un asse
urbano pedonabile, a
rendere
il
territorio
comunale più vivibile e
più attrattivo
Risposta
Stato
Stato
Risposta
Risposta
Mobilità ciclopedonale
Realizzazione di percorsi sicuri
casa - scuola
Comune di Opera 12.06.2012
Km di percorsi casa – scuola
esistenti
Tipologia dei percorsi casa - scuola
esistenti (sezione tipologica,
pavimentazioni, arredi urbani…)
Km di nuovi percorsi casa - scuola
realizzati
Km di percorsi ciclopedonali
esistenti connessi con tracciati di
nuova realizzazione
Tipologia dei nuovi interventi (opere
a verde, sezione tipologica,
pavimentazioni, arredi urbani…)
Stato
Stato
Risposta
Risposta
Risposta
133
Comune di Opera
Rapporto Ambientale
Percezione ed utilizzo da parte della
popolazione in merito a questi
interventi
Realizzazione di percorsi di
collegamento e connessione tra
le principali aree a servizio
Km di percorsi esistenti
Tipologia dei percorsi esistenti
(sezione tipologica, pavimentazioni,
arredi urbani…)
N° di servizi attualmente collegati
Tipologia di servizi attualmente
collegati
Km di nuovi percorsi realizzati
Km di percorsi ciclopedonali
esistenti riqualificati a seguito dei
nuovi interventi
N° di nuovi servizi collegati
Tipologia di nuovi servizi collegati
Tipologia dei nuovi interventi (opere
a verde, sezione tipologica,
pavimentazioni, arredi urbani…)
Percezione ed utilizzo da parte della
popolazione in merito a questi
interventi
Realizzazione connessioni tra
aree urbane e aree del Parco
Agricolo Sud Milano
Km di percorsi esistenti
Tipologia dei percorsi esistenti
(sezione tipologica, pavimentazioni,
arredi urbani…)
Km di nuovi percorsi realizzati
Tipologia dei nuovi interventi (opere
a verde, sezione tipologica,
pavimentazioni, arredi urbani…)
Percezione ed utilizzo da parte della
popolazione in merito a questi
interventi
Risposta
Stato/Pressione
Stato/Pressione
Stato/Pressione
Stato
Risposta
Risposta
Risposta
Risposta
Il
collegamento
strategico attraverso la
mobilità sostenibile si
servizi
al
cittadino
incentiva all’abbandono
dell’auto e all’utilizzo di
mezzi alternativi meno
impattanti sull’ambiente
Risposta
Risposta
Stato
Stato
Risposta
Risposta
Risposta
Il rapporto con il Parco
Sud
deve
essere
considerato
quale
opportunità
per
la
costruzione
di
un
dialogo costruttivo ai fini
di
uno
sviluppo
sostenibile, attento alle
preesistenze
paesaggistiche; e non
considerato sterilmente
come
vincolo
e
limitazione
Zone produttive e commerciali
Incentivazione all’insediamento di
esercizi commerciali al dettaglio di
prima necessità nelle zone
residenziali
Migliorare la qualità degli ambiti
produttivi
Comune di Opera 12.06.2012
N° di esercizi commerciali esistenti
Mq di esercizi commerciali esistenti
Tipologia di attività commerciale
attualmente esistente
N° di nuovi esercizi commerciali
insediati
Mq di nuovi esercizi commerciali
insediati
Tipologia di nuove attività
commerciali insediate
Percezione ed utilizzo da parte della
popolazione in merito a questi nuovi
interventi
Mq di superficie impermeabile
Stato
Stato
Stato
Risposta
Risposta
Risposta
Risposta
L’insediamento
di
esercizi commerciali di
vicinato all’interno del
tessuto
residenziale,
mantiene vitale l’area
durante l’intero arco
della giornata, oltre che
costituire
l’occasione
per creare quartieri a
misura d’uomo
Risposta
Mq di superficie permeabile
Risposta
Mq di opere di mitigazione verdi
Risposta
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C O M U N E D I O P E R A