COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
Bruxelles, 11.08.2004
COM (2004) 552 definitivo
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE
AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO,
AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO
E AL COMITATO DELLE REGIONI
sull'attuazione della strategia d'informazione e di comunicazione riguardante l'euro e
l'Unione economica e monetaria
IT
IT
Sintesi
Ad appena due anni dall'introduzione delle monete e banconote in euro in dodici Stati
membri, risultata un successo, l’informazione e la comunicazione sull'euro e l'Unione
economica e monetaria (UEM) entrano in una nuova fase. La presente comunicazione espone
la strategia che la Commissione europea intende seguire durante questo nuovo periodo.
Il Parlamento europeo ha dichiarato in diverse risoluzioni1 che "la campagna d’informazione
sull’introduzione dell’euro ha avuto un esito positivo in termini di informazione e
comunicazione dell’Unione europea" e che "l’informazione e la comunicazione di priorità
assoluta dovrebbero concentrarsi su tematiche vicine alla vita quotidiana dei cittadini
(questioni quali […] l’euro, [...])".
L'informazione e la comunicazione sull'euro e l'UEM rimangono chiaramente una priorità per
l'Unione europea. Infatti:
• l'allargamento dell'UE avvenuto il 1° maggio 2004 comporterà, una volta
soddisfatte le condizioni del trattato, l'espansione dell’area dell’euro;
• l'introduzione dell'euro, che segna una tappa storica nella costruzione dell'Unione,
deve essere consolidata dal sostegno crescente del pubblico alla moneta unica;
• l'introduzione delle monete e banconote in euro ha esercitato un'enorme influenza
positiva sul modo in cui i paesi terzi considerano la UE e il suo ruolo economico.
Questa tendenza deve essere incoraggiata.
La strategia d'informazione e di comunicazione sull'euro e l'UEM rientra nel quadro della
"Strategia d'informazione e di comunicazione per l'Unione europea" (COM(2002) 350) e delle
relative modalità d'attuazione (COM(2004)196) adottate dalla Commissione. Deve dunque
inserirsi nel contesto globale della politica di comunicazione degli Stati membri, apportando
un valore aggiunto ed una dimensione europea tangibile al dibattito democratico in ogni Stato
membro. A tal fine, tale strategia si baserà soprattutto sul rafforzamento della cooperazione
internazionale e sulla creazione di partenariati strutturati con gli Stati membri, continuando ad
assicurare nel contempo una coerenza globale delle attività.
L'obiettivo consiste nel migliorare la conoscenza del funzionamento dell'UEM da parte del
pubblico, all’interno e al di fuori dell'UE, e nel contribuire ad agevolare la transizione negli
Stati membri che adottano l'euro.
La presente comunicazione “sull'attuazione della strategia d'informazione e di comunicazione
riguardante l'euro e l'Unione economica e monetaria" spiega perché l'euro resti un tema di
comunicazione prioritario, descrive i principi generali della strategia ed il ruolo dei principali
soggetti coinvolti, definisce gli obiettivi e stabilisce le modalità operative.
Risoluzioni del Parlamento europeo del 13 marzo 2002 “sulla comunicazione della Commissione
relativa a un nuovo quadro di cooperazione per le attività di politica dell'informazione e della
comunicazione nell'Unione europea" e del 10 aprile 2003 “su una strategia d’informazione e
comunicazione per l’Unione europea".
IT
2
IT
L’informazione e la comunicazione sull'euro e l'UEM restano una priorità assoluta, in
particolare nei nuovi Stati membri.
1.
L'INFORMAZIONE E LA COMUNICAZIONE SULL'EURO E L'UEM SONO UNA PRIORITÀ
ASSOLUTA
1.1.
L'informazione e la comunicazione sull'euro e l'UEM fanno parte di una
strategia globale
Nella sua comunicazione "sulla attuazione della strategia d’informazione e di comunicazione
dell'Unione europea" (COM(2004)196), la Commissione vede nella nuova forma di
governance costituita dall'UE un tema prioritario: la scarsa conoscenza che ne ha il pubblico
rende infatti importante una vera politica d'informazione e di comunicazione, per "migliorare
la percezione dell'Unione europea e delle sue istituzioni nonché della loro legittimità
facendone conoscere e comprendere a fondo i compiti, la struttura e le realizzazioni, e
stabilendo un dialogo con i cittadini". Questi obiettivi devono essere raggiunti con un
rafforzamento della cooperazione interistituzionale e la messa a punto di azioni decentrate e di
partenariati strutturati con gli Stati membri.
La Commissione si è concentrata finora su quattro argomenti prioritari: l'allargamento, il
futuro dell'Unione, lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia e l'euro. Un quinto tema è stato
aggiunto nel 2004: il ruolo dell'Europa nel mondo.
Basandosi sui principi generali enunciati nella suddetta comunicazione, la strategia
d'informazione e di comunicazione riguardante l'euro e l'UEM prevede azioni destinate sia al
grande pubblico, sia a gruppi particolari.
1.2.
Obiettivi della strategia d'informazione e di comunicazione sull'euro e l'UEM
La strategia sarà volta a raggiungere i seguenti obiettivi negli Stati membri e nei paesi terzi:
• sensibilizzare il pubblico sulle condizioni necessarie per il buon funzionamento
dell'UEM, ad esempio finanze pubbliche sane ed il coordinamento delle politiche
economiche;
• fornire informazioni neutrali e obiettive che miglioreranno le conoscenze dei
cittadini riguardanti l'euro;
• contribuire affinché negli Stati membri che decidono di adottare l'euro la
transizione si svolga in modo armonioso;
• fornire ai mass media, agli operatori economici ed ai responsabili dei paesi terzi le
informazioni in merito all'UEM, all'euro e all'economia europea di cui necessitano
per poter prendere decisioni a ragion veduta.
Gli obiettivi della strategia sono i seguenti:
- migliorare la conoscenza del funzionamento dell'UEM da parte del pubblico;
- permettere una transizione armoniosa, laddove necessario.
IT
3
IT
2.
PRINCIPI
GENERALI CHE SOTTENDONO LA STRATEGIA D'INFORMAZIONE E DI
COMUNICAZIONE SULL'EURO E L'UEM
2.1.
Decentramento e sussidiarietà
Per essere credibili ed efficaci, le azioni d'informazione e di comunicazione devono riflettere
la cultura, la lingua e le preoccupazioni dei cittadini. Le migliori fonti d'informazione sono
quelle più vicine al pubblico e quelle considerate affidabili e autorevoli. Spetta soprattutto agli
Stati membri definire e realizzare le azioni di conseguenza.
2.2.
Coerenza e adattabilità dei messaggi
I messaggi saranno adattati al paese, al pubblico destinatario ed alla situazione locale per
quanto riguarda l'euro. Nel contempo se ne garantirà la coerenza globale.
2.3.
Partenariati
La strategia di comunicazione si baserà sulla creazione di partenariati volontari con gli Stati
membri, che permettano di creare sinergie tra le loro strutture e il loro know-how, da un lato,
e le azioni dell'UE, dall’altro. Questa collaborazione tra gli Stati membri e la Commissione
sarà disciplinata da accordi di partenariato come indicato nella comunicazione
COM(2004)196.
2.4.
Priorità
Campagne d'informazione e di comunicazione riguardanti l'euro e l'UEM devono essere
attuate in tutti gli Stati membri nonché al di fuori dell'Unione. Di conseguenza, le azioni, gli
strumenti e gli obiettivi devono essere posti in ordine di priorità.
Nel corso dei prossimi anni, si darà priorità ai dieci nuovi Stati membri, in particolare a quelli
che sono pronti ad elaborare ed attuare la loro strategia sull'euro e l'UEM.
2.5.
Migliori pratiche
Le migliori pratiche saranno applicate in modo più sistematico, soprattutto quelle acquisite in
occasione del passaggio all'euro nel 1999 e nel 2002.
La strategia di comunicazione è fondata su azioni decentrate, la cui coerenza sarà
garantita da accordi di partenariato. È indispensabile definire le priorità.
3.
RUOLO DEI PRINCIPALI SOGGETTI COINVOLTI
3.1.
Stati membri
La strategia di comunicazione sarà indirizzata ai cittadini ed ai soggetti economici degli Stati
membri. Questi ultimi sono pertanto nella posizione migliore per creare strumenti e prodotti
d'informazione ed incoraggiare gli enti regionali e locali, i servizi d'interesse pubblico e le reti
delle organizzazioni della società civile a diffondere l'informazione.
Le attività avranno la forma, il contenuto e i tempi prescritti nei programmi degli Stati
membri.
IT
4
IT
3.2.
Commissione europea
Dal 19952 la Commissione ha acquisito un'esperienza considerevole nel settore
dell'informazione e della comunicazione sull'euro, che continuerà a sfruttare mettendola nel
contempo al servizio degli Stati membri. Nel corso del periodo che ha preceduto l'adozione
dell'euro nel 1999 e fino al 2002, la Commissione ha svolto un ruolo importante nella
preparazione, nel lancio e nel coordinamento delle attività di comunicazione. Oggi come
allora, questo ruolo consisterà:
• nell’assicurare la coerenza dei messaggi;
• nello stimolare e coordinare le azioni di comunicazione degli Stati membri e delle
organizzazioni della società civile;
• nel proporre una serie di strumenti d'informazione e realizzare azioni specifiche;
• nell’organizzare e sostenere le iniziative transnazionali in questo settore nonché le
azioni d'informazione nei paesi terzi;
• nel gestire le proprie attività centralizzate (conferenze, prodotti d'informazione e
relazioni pubbliche, valutazioni periodiche, ecc.).
3.3.
Cooperazione interistituzionale
L'attuazione sarà basata su obiettivi comuni stabiliti dalle tre istituzioni comunitarie, in
particolare nell’ambito del Gruppo interistituzionale sull'informazione.
Il Parlamento europeo ha svolto un ruolo di primo piano nel lancio del programma PRINCE.
La forte relazione creatasi tra Parlamento e Commissione dopo il varo di questo programma
sarà mantenuta.
La cooperazione e una chiara delimitazione del ruolo dei singoli soggetti (Stati membri,
Commissione, Consiglio e Parlamento europeo) sono fondamentali per il successo delle
campagne d'informazione e di comunicazione.
4.
SODDISFARE LE NECESSITÀ DEI CITTADINI
4.1.
Posizione dell'opinione pubblica per quanto riguarda l'euro
Da sondaggi recenti emerge la situazione seguente3:
4.1.1.
Area dell’euro
L’impressione del pubblico di essere ben informato sull’euro e l'UEM si è rafforzata dal 2002
ad oggi. Tuttavia, i risultati continuano a variare ampiamente da un paese all'altro ed il
numero delle persone che pensano soltanto in euro resta relativamente limitato. D'altra parte,
2
3
IT
Pubblicazione del "Libro verde sulle misure pratiche per l'introduzione della moneta unica”
(COM/95/333 def.).
Sondaggi del giugno e settembre 2003 sull'introduzione delle monete e banconote in euro.
5
IT
il pubblico non ha ancora pienamente coscienza di ciò che implica la moneta unica per le
politiche economiche nazionali. Nei nuovi Stati membri, le impressioni negative esistenti4
possono rendere più problematica l'accettazione della moneta unica da parte del pubblico. Le
strategie di comunicazione previste nei paesi che adotteranno l'euro dovranno tenerne conto.
4.1.2.
Paesi che beneficiano di una clausola di non partecipazione (Danimarca e Regno
Unito)
I danesi sono meglio informati dei britannici e sembrano riconoscere il vantaggio pratico
dell'utilizzo della moneta unica. La maggioranza di loro pensa tuttavia che la conversione dei
prezzi nazionali in euro sia avvenuta in certa misura a scapito dei consumatori dell’area
dell’euro. Rispetto ai cittadini degli altri Stati membri, i britannici hanno conoscenze molto
scarse sull'euro.
4.1.3.
Paesi beneficiari di una deroga e paesi candidati
La maggioranza degli svedesi si considera ben informata, ma sono state numerose le persone
interrogate che non conoscevano alcuni elementi di base riguardanti l'euro. La maggioranza
degli svedesi pensa inoltre che la conversione dei prezzi nazionali nell’area dell’euro sia stata
realizzata a scapito dei consumatori. Il voto negativo al referendum del 14 settembre 2003 in
Svezia deve essere tenuto ben presente, poiché potrebbe avere un effetto sul sostegno del
pubblico in altri paesi.
Nei nuovi Stati membri e nei paesi candidati, la questione della partecipazione all’euro e
all’UEM è collegata direttamente all'adesione, di cui è considerata una conseguenza. Dopo il
risultato positivo del referendum sull'appartenenza all'UE nei paesi in via di adesione, non
sembra irragionevole prevedere che l’euro riscuoterà livelli analoghi di sostegno.
4.1.4.
Paesi terzi
Da uno studio5 realizzato dalla Commissione tramite le sue delegazioni e rappresentanze nei
paesi terzi risulta che il pubblico si sta familiarizzando in misura crescente con l 'euro a livello
internazionale. D'altra parte, un progetto di monitoraggio della stampa nei principali centri
finanziari extra-UE e dei principali operatori dei media, realizzato di recente e durato tre mesi,
dimostra chiaramente che esiste una domanda di informazioni più complete e di migliore
qualità sull’euro e l'UEM. Ci si preoccupa in particolare dell'efficacia della governance
economica nell’area dell’euro e della credibilità del patto di stabilità e crescita.
4.2.
Necessità di disporre di informazioni aggiornate
Per avere successo, le azioni di comunicazione devono basarsi sull’esatta percezione della
realtà locale. Vi saranno pertanto sondaggi periodici volti a determinare le necessità e le
lacune esistenti in materia di informazione, nonché a valutare l'efficacia delle campagne
svolte. I messaggi devono essere mirati ed adattati a seconda dell'evolvere della situazione e
se necessario differenziati in funzione del gruppo o del paese considerato; nei nuovi Stati
4
5
IT
Ad esempio, l'idea secondo la quale l'introduzione delle monete e banconote in euro abbia determinato
un aumento sensibile dei prezzi, per quanto ciò non sia confermato dagli indici dei prezzi al consumo.
Indagine sull'utilizzo dell'euro fiduciario al di fuori dell'UE, Commissione europea (ECFIN/195/2004 EN - 13 aprile 2004).
6
IT
membri, devono tenere conto dei progressi realizzati nella preparazione del passaggio all'euro
e nella sua attuazione.
4.3.
Messaggi e valori
I messaggi saranno stabiliti in funzione dei risultati dei sondaggi d'opinione, della strategia
della Commissione e degli obiettivi dell'UE. Essi collegheranno l'euro e l'UEM alla storia ed
ai vantaggi dell'integrazione europea e a valori come la prosperità, la crescita, la stabilità, la
trasparenza dei prezzi, la praticità e l'identità. L'impatto dell'UEM e dell'euro sarà illustrato in
tutte le sue forme, ovvero sul piano culturale, economico, sociale, politico o dei consumatori e
delle imprese. Nei nuovi Stati membri, saranno altresì fornite informazioni pratiche sul
passaggio alla moneta unica. Gli aspetti posti maggiormente in rilievo nei messaggi
dipenderanno dall’area geografica e dai desideri degli Stati membri.
4.3.1.
Area dell’euro
Per quanto riguarda l'UEM, sono necessari sforzi supplementari per spiegare la sua particolare
struttura e le ragioni per le quali alcune politiche economiche sono indispensabili perché
possa funzionare adeguatamente. Quanto all'euro, la strategia di comunicazione deve tenere
presente il fatto che, due anni dopo l'introduzione materiale della moneta unica, sono ancora
numerose le persone che ragionano nella loro vecchia valuta e che passerà probabilmente
ancora del tempo prima che la gente pensi in euro.
4.3.2.
Paesi che beneficiano di una clausola di non partecipazione (Danimarca e Regno
Unito)
In questi paesi, il messaggio sarà che sono i governi nazionali a dover decidere se chiedere o
meno di adottare l'euro. Per il resto, la comunicazione riguarderà soprattutto le questioni di
fondo dell’UEM e i dettagli pratici. Sarebbe utile fornire informazioni sugli importanti
successi conseguiti in altri Stati membri e fornire dati esatti per aiutare a correggere le idee
sbagliate.
4.3.3.
Paesi che beneficiano di una deroga
In Svezia, dopo il referendum dell'anno scorso, il governo non ha in progetto attività
d'informazione particolari. La delegazione della Commissione fornirà opuscoli ed
informazioni pratiche.
Nei nuovi Stati membri, si ricorrerà ad una tattica simile a quella adottata precedentemente
per l'introduzione dell'euro. Le azioni di comunicazione saranno avviate gradualmente.
Nel corso della prima fase, le campagne perseguiranno un doppio obiettivo: situare il
passaggio all'euro nel contesto più ampio della storia dell'integrazione europea e fornire
informazioni sulle varie tappe dell'integrazione economica, le ragioni dell'UEM, la stabilità
che ne può derivare ed il suo funzionamento.
Quando la data del passaggio all'euro sarà stata fissata, si passerà alla seconda fase che
consisterà nell’incoraggiare i governi, le banche e le grandi imprese a prepararvisi senza
indugio, spiegando quali sono le sue conseguenze sul piano operativo e la necessità di
organizzarsi in anticipo.
IT
7
IT
Durante l'ultima fase, le campagne d'informazione assumeranno maggiore ampiezza e
intensità. Saranno indirizzate al grande pubblico ma saranno adeguate alle esigenze specifiche
dei vari gruppi di popolazione, ad esempio i gruppi più vulnerabili (come le persone anziane, i
portatori di handicap, le persone economicamente svantaggiate, ecc.), i giovani (in particolare
nelle scuole), le donne o gli abitanti delle zone rurali. Un’attenzione particolare sarà riservata
alle imprese, in particolare alle piccole e medie imprese, e ai lavoratori autonomi.
4.3.4.
Paesi candidati
I messaggi dovrebbero riflettere i tempi più lunghi del loro processo d'adesione. Le azioni di
comunicazione si intensificheranno in ciascun paese via via che si avvicina l'adesione.
4.3.5.
Paesi terzi
I messaggi dovrebbero porre soprattutto l'accento sui vantaggi dell'euro, sul quadro di stabilità
offerto dall'UEM e sul tipo di governance economica in atto nell’area dell’euro, sullo status di
valuta internazionale dell’euro, sul suo utilizzo nel mondo e sul fatto che costituisce un
esempio per gli altri processi d'integrazione economica regionale.
4.4.
Gruppi destinatari
All'interno delle suddette categorie di paesi, l'informazione e la comunicazione devono
concentrarsi da un lato su alcuni gruppi specifici (ad esempio, rappresentanti politici, società
civile, mass media e mondo degli affari) e dall'altro sul grande pubblico.
4.5.
Strumenti della strategia di comunicazione
La strategia sarà multimediale e pluridisciplinare. Tutti gli strumenti di comunicazione
saranno utilizzati in funzione delle scadenze previste, del bilancio disponibile e del pubblico
destinatario:
• saranno prodotte pubblicazioni su carta, dépliant ed opuscoli;
• saranno abbondantemente sfruttati i metodi moderni di comunicazione (Internet,
CD-ROM, ecc..), per diffondere l'informazione in modo efficace ed a basso costo;
• sarà messa a disposizione una serie di allettanti prodotti di PR;
• nei paesi che si preparano ad adottare l'euro saranno utilizzati se necessario i
servizi d'informazione pubblica (numero verde, ecc.), gli strumenti locali
d'informazione (info-bus, esposizioni itineranti, serate d'informazione, ecc.) e gli
strumenti adattati a categorie di popolazione ben precise (ciechi e portatori di
handicap visivo, analfabeti, persone economicamente svantaggiate o anziane,
ecc.);
• saranno organizzati seminari, conferenze, esposizioni e altre manifestazioni
pubbliche;
• saranno mobilitati tutti i centri d’informazione, tutte le reti ed altri partner naturali
per diffondere i messaggi;
IT
8
IT
• all'avvicinarsi del passaggio effettivo all'euro, la televisione e la radio saranno fra
i principali strumenti del modulo "grande pubblico" della strategia.
In ciascun paese dovranno essere svolte periodicamente indagini per determinare la
portata delle azioni, il contenuto dei messaggi ed i valori da comunicare e per misurare
l'impatto delle campagne e l'efficacia degli strumenti utilizzati.
5. ATTUAZIONE
DELLA STRATEGIA D'INFORMAZIONE E DI COMUNICAZIONE
PRINCIPALI
5.1.
Partenariati con gli Stati membri
5.1.1.
Coordinamento
–
ELEMENTI
La Commissione, gli Stati membri e la Banca centrale europea coordineranno le loro attività
di comunicazione. A tal fine, la Commissione continuerà a lavorare in stretta collaborazione
con i direttori della comunicazione dei ministeri delle finanze e delle banche centrali degli
Stati membri e con la Banca centrale europea nell'ambito della "rete dei direttori della
comunicazione", che svolgerà un ruolo centrale nella definizione e nell'attuazione della
strategia e nel collegamento con le altre attività svolte negli Stati membri. Gli scambi di
informazioni tra la "rete dei direttori della comunicazione" e la "rete delle pubbliche
amministrazioni" saranno costanti6.
5.1.2.
Accordi
I partenariati conclusi tra la Commissione e gli Stati membri garantiranno che le capacità di
comunicazione di questi ultimi siano utilizzate al massimo. Una parte considerevole del
bilancio disponibile verrà pertanto spesa nell’ambito di questi partenariati. Le azioni devono
estendersi su parecchi anni. Pertanto, per poter coprire un programma pluriennale devono
essere messe a disposizione risorse di bilancio sufficienti per un lungo periodo.
I partenariati Commissione-Stati membri possono assumere una delle tre forme seguenti7:
• un partenariato strategico, nel quadro del quale lo Stato membro e la
Commissione si accordano su un programma di comunicazione dettagliato e la
ripartizione dei compiti tra i due partner, ciascuno dei quali sopporta la totalità del
costo delle attività che intraprende. Questa opzione non crea alcun legame
finanziario diretto tra la Commissione e lo Stato membro;
• un partenariato di gestione, nel quadro del quale lo Stato membro gestisce l’intera
campagna per conto della Commissione e conformemente al regolamento
finanziario dell'UE;
• un partenariato ad hoc, nel quadro del quale la Commissione contribuisce al
finanziamento delle spese sostenute dallo Stato membro. I costi di subappalto
6
7
IT
Rete che riunisce i responsabili del passaggio all'euro negli Stati membri.
Cfr. la comunicazione della Commissione sulla attuazione della strategia d'informazione e di
comunicazione dell'Unione europea" (COM(2004)196 def.).
9
IT
sono ammissibili se i contratti corrispondenti sono stati stipulati conformemente
alle direttive sugli appalti pubblici.
5.1.3.
Partenariati con i nuovi Stati membri
Per facilitare la creazione di partenariati con i nuovi Stati membri, si propone di ripartirli in
tre gruppi con il seguente calendario indicativo:
2004
Gruppi
Gruppo 1
nuovi SM)
(3-4
Gruppo 2
nuovi SM)
(3-4
Gruppo 3
nuovi SM)
(2-3
1° semestre
2° semestre
Preparazione
Firma
Preparazione
2005
2006
2007
Attuazione
Attuazione
Attuazione
Firma
Attuazione
Attuazione
Preparazione
Firma
Attuazione
La costituzione dei gruppi sarà realizzata sulla base dei piani dei paesi e dei progressi da loro
realizzati sulla via verso l'UEM, che saranno valutati sulla base delle relazioni di convergenza.
Le varie parti (Stato membro, Parlamento e Commissione) devono convenire:
• gli obiettivi;
• il piano di comunicazione: strategie, messaggi, gruppi destinatari, ecc.;
• un piano d'azione dettagliato quanto al calendario, ai prodotti, ai mass media, agli
strumenti, ecc.;
• il ruolo di ogni parte, sia a livello nazionale e internazionale che sul piano locale;
• gli aspetti finanziari: norme di cofinanziamento e relativo importo, azioni
ammissibili, riduzione del contributo della Commissione in caso di diminuzione
del contributo nazionale;
• le modalità di monitoraggio, di valutazione e di controllo, ecc.;
• la condivisione del marchio (logo, ecc.).
5.1.4.
Partenariati con gli altri Stati membri
Se necessario possono essere conclusi partenariati tra la Commissione e gli altri 15 Stati
membri.
5.2.
Programma di gemellaggio tra i vecchi e i nuovi Stati membri
Sarà istituito un programma di gemellaggio euro/UEM tra i vecchi e i nuovi Stati membri, nel
quadro del quale i primi potranno, se lo desiderano, cooperare con i secondi ed aiutarli
nell'elaborazione e nell'attuazione della loro strategia d'informazione e di comunicazione
IT
10
IT
sull'euro e l'UEM. Ciò dovrebbe in gran parte facilitare la diffusione delle pratiche migliori ed
il trasferimento delle conoscenze.
5.3.
Reti, centri d’informazione ed altri partner naturali
Oltre alle proprie delegazioni e rappresentanze, l'UE dispone di più di 700 tra centri
d’informazione e reti d'informazione e di documentazione nei vecchi Stati membri. Nei nuovi
Stati membri un dispositivo simile si realizzerà gradualmente nei prossimi anni. Queste
strutture sono coordinate e agevolate dalla Commissione8. Vi sono inoltre i circa 550
conferenzieri del “Team Europa". La loro esperienza, la loro flessibilità e la loro immediata
prossimità alla società civile e al grande pubblico rendono queste reti particolarmente utili.
In stretta concertazione con il portavoce per gli affari economici e monetari, saranno
organizzati seminari d'informazione per i giornalisti economici, nell’intento di incoraggiarli a
presentare le attività riguardanti l'euro e l'UEM nella stampa, alla radio ed alla televisione, sia
all'interno che all’esterno dell'UE.
5.4.
Conferenze e seminari
Conferenze e seminari rafforzeranno le attività di rete. Nelle manifestazioni pubbliche
saranno organizzate regolarmente esposizioni e stand d’informazione.
5.5.
Valutazione e feedback
Saranno effettuate indagini quantitative e qualitative per permettere alla Commissione ed agli
Stati membri di fissare e, se necessario, di adeguare gli obiettivi di comunicazione e di
misurare i progressi compiuti nella loro realizzazione.
5.6.
Attività d'informazione esterna
Il progetto della Commissione di tenere una serie di conferenze e di seminari negli Stati Uniti,
in Africa, in Asia ed in America latina è in fase avanzata. Il pubblico destinatario include i
principali soggetti istituzionali, personalità dei mass media, giornalisti e opinion maker
nonché i grandi mezzi di comunicazione di massa. Saranno organizzate riunioni regolari e
specializzate, in particolare nel contesto delle conferenze e dei seminari, per intensificare i
rapporti con i giornalisti.
Infine, nei paesi terzi sarà attuato un progetto di monitoraggio dei mass media, al quale
parteciperà il portavoce per gli affari economici e monetari, per verificare come l'UEM, l'euro
e l'economia europea siano percepiti nei grandi centri finanziari al di fuori dell'Unione
europea.
5.7.
Pubblicazioni ed altri prodotti d'informazione
La Commissione intensificherà i propri sforzi per offrire al grande pubblico una gamma di
pubblicazioni e prodotti di PR, oltre al sito Internet sull’euro ed ai prodotti specializzati
destinati a gruppi economici più specifici come la pubblicazione "European Economy".
8
IT
Compito svolto dalla DG Press.
11
IT
La Commissione pubblicherà un bollettino di informazioni (newsletter) su supporto cartaceo
ed elettronico. Dovrebbe inoltre aumentare il numero di prodotti di PR (recanti il simbolo
dell'euro). Infine sarà disponibile un’ampia gamma di materiale d'informazione (opuscoli,
dépliant, manifesti, ecc.).
5.8.
Partenariati con le imprese e la società civile
Il settore delle imprese e la società civile sono tra i destinatari principali delle nostre azioni
d'informazione e di comunicazione. Tuttavia, poiché questi settori sono strutturati soprattutto
a livello locale o nazionale, spetta agli Stati membri lavorare direttamente con loro. La
Commissione può tuttavia integrare queste attività sia direttamente, sia indirettamente,
lavorando ad esempio con le organizzazioni paneuropee in questi settori.
5.9.
Azioni senza costi diretti
Sono programmate un certo numero di azioni senza costi diretti, in particolare a livello delle
reti, che riguardano ad esempio la cooperazione con i centri esistenti d'informazione e di
documentazione dell'UE o lo sviluppo del sito Internet. L'obiettivo è di costruire e gestire una
rete d'informazione sulla politica economica dell'UE e sull'euro. Anche altre reti esistenti
negli Stati membri possono servire a diffondere l'informazione.
Saranno creati collegamenti con le principali fonti di informazioni pratiche, tra cui potrebbero
rientrare, oltre alle amministrazioni pubbliche e alle banche centrali, le banche commerciali
ed altre istituzioni finanziarie, le associazioni di consumatori, le imprese manifatturiere ed il
commercio al dettaglio e la distribuzione.
5.10.
Valutazione della strategia
Conformemente all'articolo 27 del regolamento finanziario9, la strategia sarà valutata e se
necessario aggiustata.
La Commissione riferirà su ogni eventuale aggiustamento nei prossimi due anni.
• I principali elementi della strategia di comunicazione saranno i partenariati
con gli Stati membri, il programma di gemellaggio, i partenariati con le
imprese e la società civile, il lavoro di rete con i centri d'informazione e gli
altri partner naturali, la valutazione e il feed-back nonché l'attività
d'informazione all'esterno e gli altri prodotti d'informazione.
• Una valutazione periodica delle azioni realizzate ed un esame approfondito
della strategia permetteranno di apportare adeguamenti, se necessario.
6.
CONCLUSIONI
La presente comunicazione propone una strategia d'informazione e di comunicazione sull'euro
e l'UEM, che si inserisce nel quadro della politica globale di comunicazione della
Commissione europea. La strategia raccomandata si basa su alcuni principi semplici:
9
IT
Regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il
regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.
12
IT
decentramento e sussidiarietà, coerenza dei messaggi e partenariato con gli Stati membri.
Questi ultimi svolgono un ruolo basilare nella decisione e nella realizzazione delle azioni,
mentre la Commissione stimola e coordina le diverse azioni e gestisce le attività centralizzate.
Gran parte del bilancio sarà destinato ad azioni messe a punto nel quadro dei partenariati con
gli Stati membri. Data la varietà degli obiettivi da raggiungere e dei messaggi da diffondere
nonché le diverse scadenze previste, le azioni dovranno estendersi su diversi anni e le risorse
finanziarie
devono
permettere
di
coprire
tutto
il
periodo.
IT
13
IT
FINANCIAL STATEMENT
POLICY AREA(S) :
ECONOMIC AND FINANCIAL AFFAIRS
ACTIVIT(Y/IES):
01 02 04 – COMMUNICATION
ON
ECONOMIC
AND
MONETARY UNION,
INCLUDING THE EURO
TITLE OF ACTION: IMPLEMENTATION OF A COMMUNICATION STRATEGY ON THE EURO AND
ECONOMIC AND MONETARY UNION
1.
BUDGET LINE(S)+HEADINGS
01 02 04 PRINCE – Communication on Economic and Monetary Union, including the euro
2.
OVERALL FIGURES
2.1.
Total allocation for action: €6.000.000 for commitment in 2004.
2.2.
Period for application: 2004-2006.
2.3.
Overall multi annual estimate of expenditure:
(a) Schedule of commitment appropriations/payment appropriations:
Line 01 02 04
2004
2005
2006
TOTAL
Commitments
6.000.000
5.000.000
5.000.000
16.000.000
Payments
3.000.000
4.000.000
5.000.000
12.000.000
(b) Technical and administrative assistance and support expenditure:
Line 01 02 04
2004
2005
2006
TOTAL
Commitments
N/A
N/A
N/A
N/A
Payments
N/A
N/A
N/A
N/A
(c) Overall financial impact of human resources and other administrative expenditure:
Line 01 02 04
IT
2004
2005
2006
TOTAL
Commitments
N/A
N/A
N/A
N/A
Payments
N/A
N/A
N/A
N/A
14
IT
2.4.
Compatibility with financial programming and financial perspective
Proposal is compatible with existing financial programming. Consistency will be required
with financial perspectives.
2.5.
Financial impact on revenue
Proposal has no financial impact on revenue.
3.
BUDGET CHARACTERISTICS
Type of expenditure
Non-comp
4.
Diff
New
Contribution Contributions
from
from EFTA
applicant
countries
countries
NO
NO
NO
Heading in
financial
perspective
3
LEGAL BASIS
Measures taken by the Commission by virtue of its institutional prerogatives.
5.
DESCRIPTION AND GROUNDS
5.1.
Need for Community intervention
5.1.1.
Objectives pursued
The information and communication strategy for the EMU and the euro is part of the overall
“Information and Communication Strategy for the European Union” (COM(2002)350 final)
and its implementation (COM(2004)196 final) which have been adopted by the Commission.
The objectives pursued are, on one hand to increase public knowledge within and outside the
European Union on how EMU works; and on the other hand to achieve a smooth changeover
where it is required. Communication on the EMU and the euro, issues that remain a priority
for the European Union, will be based on both a strengthening on interinstitutional
cooperation and the development of structured partnerships with the Member States, while
continuing to ensure overall consistency.
The communication strategy is based on decentralised activities while consistency will be
ensured within partnerships’ agreement between the Commission and Member States. In this
context, twinning agreements between old and new Member States will be concluded, so the
old Member States can share their experience and best practices acquired in the activities
during the changeover to the euro in 1999 and 2002.
In order to achieve this, cooperation and well defined role between Member States, the
Commission, the Council and the European Parliament is an important key for a successful
information and communication campaign. The Commission will report to the Member States
and to the European Parliament on the ongoing evaluation of its communication activities.
In order to be successful, the activities have to be adapted and targeted to a specific audience.
Therefore, regular quantitative and qualitative surveys on a country-by-country basis are
IT
15
IT
absolutely essential to define the scope of the communication, the messages and values to be
addressed, and to measure the impact of the campaign and the efficiency of the tools.
Measures have also to be implemented in a new context shaped by the implications of the
entry into force of the new Financial Regulation and implementing rules and by the need to
adjust the available resources to the implications of the enlargement.
5.1.2.
Measures taken in connection with ex ante evaluation
The communication from the Commission “on the implementation of an information and
communication strategy on the euro and the EMU” has taken into account most of the
relevant recommendations expressed in the evaluation10 report made by Deloitte & Touche
and Burson – Marsteller. The Commission had already implicitly learned many of the lessons
of the previous Prince programme on the euro.
First of all, the Commission will continue to act in areas and on a manner which has proven
its efficiency. The Commission will remain to play an acknowledged direct role in raising
awareness of key issues. The same will apply to its partnerships with Member States. The
practice of co-financing through joint conventions with the Member States, combined with
activities managed by the Commission and exchange of experience via regular meetings of
national Directors of communication, was an innovative and broadly successful approach
which will continue to be the motor of the communication activities.
Secondly, the information and communication strategy for the euro and EMU is part of the
overall “Information and Communication Strategy for the European Union” (COM(2002)350)
and its implementation (COM(2004)196) adopted by the Commission. It will thus slot into the
overall play of Member States’ communication policy, providing value added and a tangible
European dimension to the democratic debate in each Member State. The optimal approach is
for all the stakeholders to play their respective role with transparency, clarity of objectives,
appropriate resource levels and equitable sharing of their financial responsibilities.
Finally, in order to ensure a clear basis for the subsequent assessment of the strategy an
exercise will take place before the end of 2004 to establish a framework for its evaluation,
with the emphasis on establishing SMART objectives and identifying appropriate indicators
and data sources.
5.1.3.
Measures taken following ex post evaluation
Deloitte & Touche and Burson-Marsteller conducted an evaluation of the previous PRINCE
programme on the euro. This evaluation deals with the Commission’s role in the information
campaign which accompanied the introduction of the euro and how the Commission handled
this unique communication challenge strategically and operationally.
This evaluation is mainly centred on information actions directly or indirectly implemented
between 1996 and 2002 by the Commission, and financed through the PRINCE programme.
During this period a number of texts and actions were also adopted and implemented by the
Commission (referred to as “no-cost” actions in the evaluation), with the primary objective of
10
IT
« Evaluation of the information programme for the European citizen « the euro-one currency for
Europe”, Deloitte & Touche and Burson-Marsteller, Final Report ECFIN/R/4/2002/04, August 2003.
http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/evaluation/evaluation_princeeuro_en.htm
16
IT
preparing for the introduction of the euro, and some of which included elements aimed at
communicating with and informing target audiences.
In this context, a limited number of these initiatives were covered in the evaluation. However,
the evaluator was not specifically asked to address this type of initiative in a systematic way
and, as a consequence, most of those introduced by the Commission during the three-year
transition period are not mentioned in the report. The evaluation of the Commissions’
contribution is rather qualitative than quantitative.
The main findings of the evaluation are that, facing a unique challenge, the Commission did
its job properly. A number of the Commission activities were well received. “On the strategic
side, the Commission:
• Established the communication framework,
• Drew attention at an early stage to key issues for the campaign, and
• Organised exchange of information and dissemination of good practice.
On the operational side, the Commission:
• Provided materials and technical support for the media and specialised audiences,
• Supplied basic information for the general public,
• Participated in implementation of national communication plans, and
• Sought to ensure consistency.
It did this through:
• Partnership agreements on the co-financing of Member States campaigns,
• Direct action,
• Funding projects run by civil society organisation.”
Finally, the evaluation proposed a series of recommendations (58), of which 20 are strategic
and 38 are on general management issues. Regarding this communication “on the
implementation of an information and communication strategy on the euro and the EMU”, the
recommendations can be classified into 5 groups:
• 31 % of the recommendation have to be discussed with the Member States and
eventually included in the future Partnership agreements;
• 24 % of the recommendation are already in application;
• 19 % of the recommendation depend on decision to be taken at the Commission
level;
• 17 % of the recommendation are not top priority and will be executed if the
necessary budget and resources are available;
IT
17
IT
• 9 % of the recommendation are not realistic.
5.2.
Actions envisaged and budget intervention arrangements
The actions envisaged concern: general information activities conducted in partnership with
Member States, including a twinning programme between old and new Member States;
partnership with business and civil society; networking, information relays and other natural
partners; measurement, feedback; external information activities; and publications and other
information products.
5.3.
Methods of implementation
The objectives will be pursued through seven types of action:
–
Partnership with the Member States
In the context of the Commission’s communications of 2 July 2002 on an information and
communication strategy for the European Union (COM(2002)350 final) and of 20 April 2004
on implementing the information and communication strategy for the European Union
(COM(2004)196 final); and with reference to the provisions of the new Financial Regulation,
the implementation of information and communication activities vie the Member States is
based on a partnership between the Commission and the Member States.
Three types of partnership can be considered:
1) Management partnership: a system implemented through indirect centralised
management which devolves, via a Commission decision, the management of
information activities onto the Member States.
2) Ad hoc partnership: consists simply in the cofinancing of specific measures
carried out by the Member States, which are the final beneficiaries of grants
(awarded on the basis of a Commission decision11) and not intermediaries in the
implementation of the strategy. This option allows a framework agreement (flanked
by specific agreements) to be concluded for a four-year period.
3) Strategic partnership: measures are financed separately but complementarily on
the basis of a joint communication plan.
–
Twinning programme between old and new Member States, as being part
of the Partnership with the Member States
In the context of this twinning programme, old Member States will help new Member States
on the design and implementation of their information and communication strategy, by the
dissemination of their own useful experience and best practices.
–
11
IT
Networking, information relays and other natural partners
Intended to validate the de jure or de facto monopoly of the grant beneficiary (Member State) according
to the action envisaged
18
IT
The information relays and networks from the Commission and from the Member States are
close to civil society, and therefore particularly useful for the implementation of the
information and communication campaign on the EMU and the euro.
Besides a number of other no-direct-cost activities (such as “Maintenance of Internet
homepage and launch of a new section”), we plan to circulate publications stands and
exhibitions in public events; to organise a conference on the EMU and the euro; and to
organise a seminar and meetings with the Directors of Communication of Ministries of
Finance and Central Banks of the Member States.
Special attention will be given to relations with the media and journalists to encourage
balanced reporting of EMU/euro activities in the press and broadcast media in the EU and in
third countries. Therefore, information seminars for economic journalists will be organised.
As far as working relations with business and civil society and with the media are concerned,
even if the Commission’s primary partnership should be formed at Member State level, there
is room for complementarities and the Commission can contribute directly or indirectly to the
activities of these sectors.
–
Measurement, monitoring and feedback
Regular surveys on a country-by-country basis are essential to define the scope, messages and
values of the communication, and to assess the consequent impact of the campaign and its
constituent activities. Several surveys, both qualitative and quantitative, will be carried out in
order to assess the effectiveness of the activities, with a view their reorientation, when
necessary.
The information generated from measurement, monitoring and feedback activities will also
feed into the overall evaluation of the strategy that will take place in 2006.
–
External information activities
The Commission has advanced plans to have a series of conferences and seminars particularly
in the USA, Africa, Asia and Latin America targeted to institutional and opinion makers, as
well as to media influencers, journalists and key media. The relations with the media will be
intensified and a media monitoring programme will be organised in third countries.
–
Publications and other information products
Besides specialised publications, the Commission will publish a newsletter in paper and
electronic form and increase the number of PR and information material.
IT
19
IT
6.
FINANCIAL IMPACT
6.1.
Total financial impact for the operational part
6.1.1.
Financial intervention
Commitments
2004
2005
2006
6.000.000
5.000.000
5.000.000
TOTAL
01 02 04
PRINCE – Communication on Economic
and Monetary Union, including the Euro
6.1.2.
16.000.000
Technical and administrative assistance and support expenditure
Commitments
2004
2005
2006
TOTAL
01 02 04
PRINCE – Communication on Economic
and Monetary Union, including the Euro
6.2.
N/A
N/A
N/A
N/A
Calculation of costs by measure envisaged for 2004
Commitments:
Breakdown
Type of outputs
Number of
outputs
Average
unit cost
Total
cost 2004
01 02 04
PRINCE – Communication on
Economic
and
Monetary
Union, including the Euro
Partnership
States
with
6.000.000
Member
TOTAL
¾
Twinning programme
between old and new
Member States
3.000.000
Co-operation between
old and new Member
States by the
dissemination of best
practices
5
20.000
100.000
Networking, information relays
and other natural partners
TOTAL
IT
1.130.000
¾
Information meetings
and seminar(s)
Meetings and seminar(s)
with DirCom of
Ministries of Finance
and Central Banks
4
75.000
300.000
¾
Publications stands
Publication and
information stands at
5
6.000
30.000
20
IT
public events
¾
Training seminar for
economic journalists
from the new Member
States
¾
Working relations with
business and civil
society, and with the
media
¾
Conference on the EMU
and the euro
Conference on the big
issues of the EU
economic policy
¾
Portable stand
Update of the portable
stands on the euro and
enlargement
¾
Exhibition “Euro Coins
Genesis”
Study to re launch the
exhibition and define the
strategy of its target use
by country
Regular training in
Brussels or Maastricht in
order to give
comprehensive coverage
of the European
economy, EMU and the
euro
1
50.000
50.000
500.000
1
1
175.000
175.000
50.000
50.000
25.000
25.000
Measurement, feedback
TOTAL
¾
Flash survey in the new
Member States
¾
Flash survey in the euro
zone 3rd anniversary
¾
¾
600.000
2
150.000
300.000
“Trend” questions to
follow-up the public
opinion in the euro zone
1
200.000
200.000
Study “The five past
years of euro in the
media”
Evaluation of the media
perception of the euro
during the 5 years of
communication on the
euro (1999-2003)
1
50.000
50.000
Survey newsletter
Survey to evaluate the
interest and expectations
of the public in the
newsletter
1
50.000
50.000
External information activities
890.000
TOTAL
IT
¾
Information campaign
USA
Conferences, seminars,
information products
300.000
¾
Information campaign
Asia
Conferences, seminars,
information products
250.000
¾
Information campaign
Africa
Conferences, seminars,
information products
40.000
21
IT
¾
Other third countries
¾
Media monitoring (third
countries)
Publications
and
information products
100.000
Media monitoring in
major financial centres
outside the EU (USA,
Japan, Singapore and
Hong-Kong)
1
200.000
200.000
other
TOTAL
380.000
¾
External newsletter
Newsletter of
information on the
EMU, the euro and
economic and monetary
policy
¾
Brochure “Going for
Growth”
Translation into 9 more
languages
1
50.000
50.000
¾
Leaflet “EU/World”
Update
1
10.000
10.000
¾
Leaflet “Enlargement”
Update
1
20.000
20.000
¾
Passport and other
didactic material for
youth
¾
Promotional material
160.000
100.000
Pens, pins, stickers,
plastic bags, T-shirts,
balloons, key rings, VIP
products, CD-ROM,
video
40.000
TOTAL COST
6.000.000
7.
IMPACT ON STAFF AND ADMINISTRATIVE EXPENDITURE
7.1.
Impact on human resources
Types of post
Staff to be assigned to
management of the action using
existing and/or additional
resources
Number of
permanent
posts
Officials
or
temporary staff
Total
Description of tasks
deriving from the action
Number of
temporary posts
N/A
In the light of the Commission decision on the APS 2005
Other human
resources
Total
IT
22
IT
The human resources requirements identified for the options described in point 5. are
estimated as follows:
Human resources
required
Activities
Partnership with the Member States: preparation of
agreements in the context of the partnerships with the
Member States and technical assistance for their
implementation (including twinning programme between
old and new Member States)
1 AD
2 AST 1 /AST 11
Networking, information relays and other natural partners
(including Partnership with business and civil society)
1 AD
2 AST 1/AST 11
Measurement, feedback
1 AD
0.5 AST 1/AST 11
External information activities
1 AD
1 AST 1/AST 11
Publications and other information products
1 AD
1.5 AST 1/AST 11
7.2.
Overall financial impact of human resources
No financial impact on human resources in 2004-2006.
7.3.
Other administrative expenditure deriving from the action
The needs for human and administrative resources shall be covered within the
allocation granted to the managing DG in the framework of the annual allocation procedure.
8.
FOLLOW-UP AND EVALUATION
8.1.
Follow-up arrangements
For the partnerships with the Member States, as well as for the other communication actions
described in point 5., all the activities are regularly monitored by the operational units in the
Directorate General Economic and Financial Affairs.
8.2.
Arrangements and schedule for evaluation
In accordance with provision from the financial regulation12 which states that “all
programmes or activities shall then be the subject of an interim and/or ex post evaluation in
terms of the human and financial resources allocated and the results obtained in order to
verify that they were consistent with the objectives set”, due evaluation of the information and
communication strategy will be undertaken. This will be an external evaluation (after an open
procedure call for tender) and will take place in the course of 2006, with full findings being
available at the latest in the first quarter of 2007.
12
IT
Article 27 of the Financial Regulation and Article 21 of the Implementing Rules.
23
IT
9.
ANTI-FRAUD MEASURES
The provisions of the financial rules relating to implementation of the budget, with special
reference to monitoring measures, will be put into effect.
As far as grants are concerned, the agreements concluded between the Commission and
beneficiaries allow for on-the-spot checks by the Commission or the Court of Auditors and
OLAF at the premises of the direct beneficiary of the Community grant and the eventuality of
requiring documentary evidence for any expenditure made under such agreements for a period
of five years following payment of the balance of the grant.
Grant beneficiaries are furthermore required to submit reports and financial statements, which
are analysed from the point of view of content and eligibility of expenditure (which include a
full summary statement of all expenses and income accounted for in the books of the
beneficiary), bearing in mind the purpose of the Community funding.
It should be stressed that the checks carried out before payments are made will cover any
objective evidence that the grant beneficiary can supply, such as the certification of financial
documents.
IT
24
IT
Scarica

IT - European Parliament