Rassegna Stampa di
giovedì 5 giugno 2014
SNALS / CONFSAL
il Centro
Il Piccolo - Ed. Gorizia e
Monfalcone
La Tribuna di Treviso
05/06/2014
"PROMOZIONI ASL, DANNI PER 100 MILIONI DI EURO"
ATER, QUARTO DIRETTORE IN MENO DI UN ANNO
05/06/2014
LA BANCA DICE NO AL CONGEDO DI NOZZE DEL DIPENDENTE GAY
05/06/2014
Scuola, Formazione, Università, Ricerca
il Sole 24 Ore
Italia Oggi
Avvenire
Avvenire
NUOVO APPRENDISTATO AL VIA IN SETTEMBRE
LA LEZIONE E' IN AZIENDA
05/06/2014 BASTA GENDER A SCUOLA NUOVE LINEE GUIDA
05/06/2014 SICUREZZA E BONIFICA DALL'AMIANTO, PRESTO 670 CANTIERI APERTI
NELLE SCUOLE
05/06/2014
L'Unita'
MEROLA E VENDOLIANI AI FERRI CORTI SULLA SCUOLA
11/06/2014 CI VORREBBE UN PATTO DI LIBERTA'
Tempi
05/06/2014 SCUOLA, SETTIMANA CORTA SOLTANTO PER CHI VUOLE
il Gazzettino
Il Messaggero - Cronaca 05/06/2014 STRAPPO SUI TAGLI AGLI STIPENDI, E' SCIOPERO
di Roma
11/06/2014 DALL'AULA ALLA CORTE
Tabloid Panorama
(Panorama)
05/06/2014 ORA PREMIARE I MIGLIORI E SAPER BATTERE I PUGNI
il Mattino
05/06/2014 UNIVERSITA "ECAMPUS", NEMMENO MEZZ'ORA PER DIVENTARE "PROF"
Il Secolo XIX
05/06/2014 UNIVERSITA', CONVEGNO SULL'USCITA DALLA CRISI
Il Secolo XIX
05/06/2014 ERZELLI, ULTIMA CHIAMATA A LUGLIO
Il Secolo XIX
05/06/2014 CAMPUS UNICUSANO: DIDATTICA ORGANIZZAZIONE E TECNOLOGIA
Trovaroma (la
Repubblica)
DI ALTA QUALITA'
05/06/2014
Italia Oggi
TANGENTI VENETE, ARRESTI PER TUTTI
05/06/2014 PASSERA, INTERVISTE A RAFFICA
Italia Oggi
05/06/2014 SI SALVI CHI PUO' FRA I MONTIANI TRA PD, NCD E CHI NON SA CHE
Italia Oggi
FARE
05/06/2014 IL PIANO DEL GOVERNO PER IL SEMESTRE ILE
Avvenire
05/06/2014 RIMPASTO IN VISTA: A RISCHIO LUPI E GIANNINI
il Tempo
05/06/2014 SCELTA CIVICA, LA GIANNINI E ROMANO FUGGONO
Il Giornale d'Italia
05/06/2014
05/06/2014
Economia, Lavoro, Previdenza
il Sole 24 Ore
Corriere della Sera
la Stampa
Italia Oggi
Italia Oggi
Italia Oggi
il Messaggero
il Messaggero
Corriere della Sera
Corriere della Sera
la Repubblica
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CONTRATTI A TERMINE, APPRENDISTI E INTERINALI
ACCORDO SU EXPO E LAVORO LA SOLUZIONE GARANZIA GIOVANI
05/06/2014 ITALIA SCAVALCATA ANCHE DAL BRASILE
05/06/2014 IL 46% DEI GIOVANI E' DISOCCUPATO MA SOLO PERCHE' 1 MLN E'
GIA' EMIGRATO
05/06/2014 ACCORDO SUL CREDITO 2013 PER LE PMI ANCORA 5,8 MLD
05/06/2014 DL IRPEF, CASSE AL RIPARO
05/06/2014 MAGISTRATI IN PENSIONE 5 ANNI PRIMA
05/06/2014 ALBANIA, LA RIVINCITA ARRIVANO GLI ITALIANI PER CERCARE IL
LAVORO
05/06/2014 IRA DEL PREMIER: DARE I POTERI ALL'ANTICORRUZIONE
05/06/2014 OBAMA CONDANNA LA RUSSIA "DA PUTIN TATTICHE OSCURE"
05/06/2014 RENZI "TURBATO" PER GLI ARRESTI PD: MA E' LA VECCHIA POLITICA
ACCELERA LA STRETTA ANTI-TANGENTI
05/06/2014 LA CORTE DEI CONTI: "RIFORMATE L'IRPEF QUEGLI 80 EURO SOLO UN
SURROGATO"
05/06/2014 SLITTA L'ESTENSIONE DEL BONUS DI 80 EURO
05/06/2014
05/06/2014
Quotidiano
Il Sole?]{! mmrn
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1
Firmato ieri il decreto attuativo
Nuovo apprendistato
al via in 'settembre
Si avrà un doppio ~tatus, di
studente e di apprendista. E un
«piano formativo personalizzato», che consentirà ai ragazzi di
formarsi in aula e soprattutto
sul posto di lavoro, con un "programma" definito congiuntamente da scuola e impresa.
I ministri dell'Istruzione, del
Lavoro e dell'Economia hanno
firmato ieri il decreto attuativo
del piano sperimentale,
2014-2016, dì apprendistato per
gli alunni di quarta e quinta superiore previsto dalla legge Carrozza, che diventa quindi operativo. Il Miur ora dovrà correre
(la scuola è praticamente finita)
per le attività di orientamento rivolte alle famiglie e agli studenti delle terze classi per rispettare l'obiettivo dì partire a settembre, con la firma dei primi contratti. In lista d'attesa e' è già da
tempo Enel pronta ad assumere
circa i50 studenti-apprendisti
che arriveranno dagli istituti
tecnici di sei città itaJ.iane.
Soddisfazione è stata espressa dai ministri Stefania Giannini e Giuliano Paletti. dopo i dati
negativi sulla disoccupazione
giovanile diffusi martedì
dall'Istat. E parla di «inizio di
una rivoluzione che integra finalmente scuola e lavoro» il sottosegretario, Gabriele Toccafondi, che ha seguito passo passo tutta l'attuazione dell'articolo 8-bis della legge u8. Le imprese per poter aprire le porte agli
studenti dovranno sottoscrivere un protocollo d'intesa con
Miur,ministero del Lavoro e Regioni interessate, per specificare, tra l'altro, il numero minimo
di ore da svolgere "onthe job" e
i criteri di valutazione~ monitoraggio della sperime:itazione.
Si dovrà poi firmare uni convenzione con la scuola, ere conterrà i contenuti generalidel progetto formativo. L'azi(nda do-
Ritaglio
Scuola: testate nazionali
vrà dimostrare di avere competenze in tema di formazione degli apprendisti anche minorenni. Ma anche capacità occupazionali coerenti con le norme
sull'apprendistato.
Ogni studente-apprendista
sarà accompagnato da due tutor (uno aziendale e uno scolastico) e da un piano formativo
personalizzato, che espliciterà
il percorso di studio e di lavoro.
Le scuole avranno notevoli spazi di flessibilità: per integrare al
meglio l'apprendimento in aula
e l'esperienza vera e propria di
lavoro potranno utilizzare fino
al 35% dell'orario annuale delle
lezioni. Per gli istituti tecnici e
professionali si tratta, per esempio, di un massimo di 369 ore su
1.056. I periodi di apprendistato
H.. REGOLAMENTO
Le imprese interessate
dovranno sottoscrivere
un protocollo d'intesa con
Miur, ministero del Lavoro
e Regioni interessate
(on the job) saranno valutati e
certificati. E soprattutto varranno come crediti ai fini dell'ammissione all'esame di maturità.
Inoltre, per la predisposizione
della terza prova scritta, le commissioni d'esame dovranno tener conto dello specifico percorso sperimentale di alternanza
seguito dall'allievo.
Al Miur sono pronti a scommettere sul programma: «La settimana prossima incontreremo
le scuole del progetto Enel. E a
breve firmeremo il protocollo sottolinea il dg degli Ordinamenti scolastici, Carmela Palumbo -. Ma parleremo anche
coni referenti degli Ufficiscolasticiregionali per dare la più ampia diffusione all'iniziativa».
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ItaliaOggi
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1
La sperimentazione al via da settembre. Delegabile fino al 35% delle ore
La lezione è in azienda
Apprendistato per studenti dell'ultimo biennio
DI ALESSANDRA RICCIARDI
n azienda il prima possibile. Da settembre sarà possibile avere addirittura un
contratto di apprendistato
a 16 anni, mentre si frequenta l'ultimo biennio delle superiori. Una possibilità offerta
in via sperimentale a giovani
studenti e imprese dal decreto che ieri ha ottenuto il via
libera definitivo dai ministri
dell'istruzione, Stefania Giannini, del lavoro, Giuliano Poletti, e dell'economia, Pier Carlo
Padoan. Il provvedimento, anticipato da ItaliaOggi 1'8 aprile scorso, consente agli istituti
scolastici di delegare fino al
35% dell'orario delle lezioni
all'azienda. Un percorso che il
ministro del lavoro immagina
sia propedeutico per il successivo inserimento lavorativo
presso la stessa azienda. Perché abbia successo, precisa Poletti, «ora sarà determinante il
ruolo delle imprese. Per questo
le invitiamo a fare la loro parte,
a dare un contributo attivo per
aiutare i giovani e costruire il
futuro del paese».
Il 35% delle lezioni in azienda
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I
tà formative, anche congiunt.e,
a carico dell'impresa. Per l'inItaliaOggi anticipa i contenuti del decreto alla firma di Giannini-Poletti-Padoan
' terazione tra apprendimento
in aula ed esperienza di lavoro le scuole potranno utiStudenti-apprendisti giù all'ultinw bwnnio delle superiori
lizzare fino al 35% dell'orario
annuale delle lezioni. Per gli
istituti t.ecnici e professionali
si tratta, per esempio, di un
massimo di 369 ore su 1.056.
Gli istituti potranno anche
decidere di costituire delle
classi ad hoc tra quanti parteltaliaOggi dell'S aprile 2014
cipano alla sperimentazione. A
Prima di arrivare alla con- in regola per la formazione de- ogni studente-apprendista va
venzione con la singola scuola gli apprendisti anche minoren- assicurata la possibilità di rio rete di scuole, l'azienda in- ni, di rispettare le norme sulla tornare in qualsiasi momento
teressata deve sottoscrivere sicurezza, di avere capacità nel percorso scolastico ordinaun Protocollo d'intesa con il occupazionali coerenti con le rio. L'attività svolta costituisce
Miur e il dicastero del lavoro e norme sull'apprendistato.
comunque credito formativo.
le regioni interessate per speOgni studente-apprendista L'apprendistato sarà rilevante
cificare: gli indirizzi di studio sarà accompagnato da un anche ai fini dell'esame di stacoinvolti, i criteri per indivi- «piano formativo personaliz- to: per la predisposizione della
duare scuole e studenti, le mo- zato», che esplicita il percorso terza prova scritta la commisdalità per assicurare ai giovani di studio e di lavoro, e da un sione d'esame «dovrà tener
l'eventuale rientro nei percorsi sistema tutoriale che vede conto dello specifico percorso
ordinari, il numero minimo di congiuntamente impegnati sperimentale» seguito dagli
ore da svolgere sul posto di il tutor aziendale, designato allievi e potrà avvalersi della
lavoro, i criteri per il monito- dall'impresa, e il tutor scola- presenza del tutor aziendale
raggio e la valutazione della stico, individuato tra gli inse- come esperto. L'operazione non
sperimentazione. L'impresa gnanti del consiglio di classe. dovrà comportare nuovi oneri
interessata dovrà dimostrare Per agevolare il loro compito per la finanza pubblica.
dal canto suo di avere le carte sono previste specifiche attivi----© Riproduzwne riseroata-----
Scuola: testate nazionali
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Quotidiano
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Foglio
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Data
Giannini: sul gender
basta propaganda
da settembre si cambia
PAOLO
f ERRARllJ
A settembre il Miur invierà alle scuole le
nuove Linee guida (aggiornamento di
quelle del ministro Fioroni) per le iniziative di contrasto al bullismo e al cyberbullismo. Nella redazione saranno coinvolte le associazioni dei genitori, escluse
invece dalla Strategia nazionale dell'Unar,
concordata unicamente con le realtàLgbt.
A PAGINA 11
Basta gender a scuola
Nuove linee guida
laborazione con 29 associazioni Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali), en. "'
.
. tra settembre il Ministero dell'Istruzione
ai pm ca~1 c~,m~ quello del,,Li~ emanerà delle nuove Linee guida (che
ceo classico c_:;n:ho C~s~e. di aggiorneranno quelle a suo tempo pre. , Roma (dove ai gmnasiali di I~ disposte dal ministro Fioroni) a cui le ianm e stato fatto leggere un romanzo 1 stituzioni scolastiche dovranno attenercui con~enuti sono st~ti g~udicati «ino~- si nella programmazione di iniziative per
portum» e «sconvement1» dalla Presi- il contrasto del bullismo e del cyberbuldenza del Senato, che ha impedito fos- lismo.
sera inseriti stralci del testo in un'inter- r; annuncio è stato dato dal ministro delrog~i,?ne) o co.i;;ie. quello del Lice~ gin- l'Istruzione, Stefania Giannini, risponnasrn ~uraton d1 Modena, dove e sta- dendo, ieri pomeriggio alla Camera, a un
ta orgamzzata una conferenza del tran- question time del deputato di Fratelli d'Isessu~e L~xuria, senza prevedere il cm~- talia, Fabio Rampelli.
tradd1ttono e, soprattutto, senza avverti- Confermando la «totale estraneità» del
reigenitorideglistudenti,cheinfattihan- Miur alla redazione e diffusione nelle
no m~lto prote.stato.. .
. . .
scuole degli opuscoli dell'Unar "EducaPropno per eVJtare il npetersi di situa- re alla diversità a scuola'' commissionaz!oni simili, conseguenz~, dell'applica- ti all'Istituto A. T. Beck, (l;intera Strategia
z~one, nelle scuole, d:lla St~ategia na- è costata 300mila euro), Giannini ha rizrnnal~ pe~ la_ pre~en~rnne e il co~tr~sto badito che «il Ministero proseguirà i prodelle d1scnmmazrnm basate sull onentt"
t
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t ament o sessual e e su11 ,.d
1 ent"t'
1 a d"1gene- ge 1 con ro ogm orma 1 1scnmmaMIIANO
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zione nelle scuole», sottolineando che,
nella predisposizione delle iniziative, sarà
prioritario il coinvolgimento delle associazioni dei genitori. Anche i contenuti
delle nuove Linee guida in vigore da settembre, saranno stabiliti attraverso il confronto diretto e costante con i genitori .
Che, invece, erano stati completamente
esclusi dalla Strategia dell'Unar.
«Il tavolo naturale del confronto dovrebbe essere quello del Fonags», dice Roberto Gontero, presidente dell'Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche) e
coordinatore del Forum delle associazioni dei genitori della scuola.
«Proprio nell'incontro che abbiamo avuto a maggio- ricorda Gontero- avevamo
chiesto al Ministro di riscrivere le Linee
guida, perché riteniamo irrealistico che
entrino nelle classi dei nostri figli contenuti che non hanno ricevuto il preventivo consenso dei genitori. Il Ministro ha
recepito queste nostre preoccupazioni e
di questo siamo certamente soddisfatti».
Un plauso all'iniziativa di Giannini arrinon
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re", predisposta dall'Unar (Ufficio nazio-P_'A_O_LO_F_E_R_R'A_R_IO_ _ _ _ _ _ _ _ _ nale anti-discriminazioni razziali) in col-
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L'annuncio del ministro Giannini
Soddisfatte le associazioni dei genitori
Quotidiano
Data
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Foglio
va anche dal presidente dell'Age (Associazione genitori), Fabrizio Azzolini, che
chiede l'introduzione di specifici «protocolli per l'affettività» studiati attraverso
«1' ascolto diretto delle famiglie». Per protestare contro la diffusione nelle scuole
di iniziative tese a propagandare l'ideo-
logiadelgender,l'Associazioneavevalanciato ai genitori la proposta di una Giornatadiritiro deifigli dalla scuola. Ungiorno al mese perribadire che «i genitori sono i primi educatori dei figli».
«Quella del Ministro - conclude Azzolini
- mi sembra una proposta di buon sen-
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2/2
so che fa definitivamente cadere tutte le
azioni di chi, senza nemmeno coinvolgere i genitori, voleva contrabbandare
nelle scuole ciò che nulla aveva a che fare con il doveroso contrasto a ogni forma
di discriminazione».
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Gontero (Agesc): Fonags,
tavolo naturale del confronto
Azzolini (Age): coinvolgere
direttamente le famiglie
Definitivamente superata la
Strategia dell'Unar
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Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini (foto Ansa)
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TEMPi
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I
Ci vorrebbe un
patto di libertà
I DI ANNA MONIA ALFIERI*
C'è un campo in cui molti paesi dell'Unione
sono più virtuosi di noi. Nel garantire alle
famiglie la scelta sull'educazione dei figli
Il caso dei paesi del Nord
D'altronde è proprio nella libertà scolastica che l'Europa ha fissato il criterio
per valutare l'importanza della cultura
nei paesi membri: Slovenia, Slovacchia,
Repubblica Ceca, Polonia. Nessuna scelta
confessionale: per esempio la Repubblica
Ceca, come è noto, è definito il paese più
ateo del mondo. Ma i genitori cattolici
sono liberi di scegliere. In Francia, contrariamente ai luoghi comuni, le pubbliche
non statali, per la maggior parte cattoliche, sono custodite e valorizzate proprio
dalla la1cité, grazie al riconoscimento
del diritto d'insegnamento privato come
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Scuola: testate nazionali
,.. milioni di francesi in piazza ... A favore
della scuola pubblica non statale.
Ma la scuola europea, purtroppo, non
fa scuola. Infatti, assistiamo all'importazione tout court di princìpi europei chiaramente in dissonanza con la realtà italiana. Un esempio per tutti. Sulla base di
un regolamento europeo le scuole pubbliche statali non sono tenute al pagamento
dell'Imu; le scuole pubbliche paritarie «se non erogate a titolo gratuito o con un
prezzo simbolico», secondo il principio
contenuto nel regolamento Ue 200/2012
- devono versare l'Imu. È chiaro il paradosso: il principio europeo, fatto proprio
dal governo Monti e dal Consiglio di Stato italiano, non prende in considerazione
un particolare molto impartante: in Italia la parità scolastica è solo sulla "carta" (lo Stato spende per un allievo della scuola paritaria 500 euro
annui contro i 7.319,00 per
un allievo della scuola statale).
Al contrario, le scuole pubbliche paritarie, nei diversi paesi europei, possono tranquillamente applicare il regolamento Ue 200/2012 perché godono
di un finanziamento pubblico e quindi si
trovano nella fortunata situazione di non
dover richiedere alcuna retta, oppure di
applicarne una di tipo puramente simbolico ad integrazione del contributo statale. Conclusione: l'Italia applica in modo
erroneo i principi europei al contesto della nostra parità scolastica. Ma è semplicemente un "errore" o è qualcosa di ben
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del
più grave l'atto con cui il governo italiano, da una parte nasconde una illegittima forma di aiuto statale (nessuna Imu
alle scuole già totalmente finanziate dallo Stato), dall'altra contraddice le sue stesse leggi (vedi legge sulla parità scolastica 62/2000), ribadendo così una disparità
di trattamento e, dunque, continuando
a perpetrare una ingiustizia sociale? Da
ciò ne consegue una libertà non liberata.
Unici in Europa, gli italiani che vogliono
esercitare il diritto alla libertà di scelta di
istruzione e di educazione garantiti dalla
Costituzione italiana e riconosciuti dalle
leggi italiane sono costretti a pagare allo
Stato tre tasse: quelle che finanziano la
gratuità completa della scuola pubblica
statale; quelle per la scuola pubblica paritaria; quelle congiunturali a cui la scuola
pubblica paritaria viene sottoposta a causa della crescita della spesa pubblica e del
debito di bilancio dello Stato.
Non è una battaglia di parte
Perché non si vuole riflettere e agire di
conseguenza davanti a una realtà di scuole pubbliche paritarie che fanno risparmiare oltre 6 miliardi di euro all'anno
allo Stato italiano e accolgono oltre un
milione di studenti studenti, pari al 12
per cento dell'intera popolazione scolastica? Si abbia perciò il coraggio di guardare alla realtà in cui siamo. L'Italia, paese dove, per prima cosa: una persona non
può esercitare il più elementare e naturale dei diritti, la libertà di scelta educativa; secondo: lo Stato non rispetta le sue
proprie leggi, né i diritti che in via teorica riconosce. In conseguenza di ciò l'Italia è un paese dove il diritto alla libertà di
insegnamento è sempre più compromesso con il progressivo collasso del pluralismo educativo; b) il collasso delle scuole
pubbliche paritarie produce via via ogni
anno un appesantimento dei conti pubblici, poiché via via le scuole paritarie
chiudono, lo Stato deve sostituirsi ad esse
pagando un prezzo altissimo.
destinatario,
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068391
L
"principio fondamentale" di civiltà. Gli
insegnanti sono pagati dallo Stato, come
nella scuola pubblica statale, mentre gli
enti locali coprono una parte degli altri
costi, permettendo così ai singoli istituti di proporre rette accessibili per i genitori. Questa forte garanzia costituzionale
suscita ormai un largo consenso repubblicano ed è contestata solo dall'estrema sinistra, tacitata dalla minaccia di ,..
Codice abbonamento:
Un diritto di ciascun cittadino e un dovere per lo Stato. Per il ministro
Giannini, «garantirlo a tutti alle
medesime condizioni e senza distinzioni,
è il segno più convincente della libertà
di educazione». Dunque, non sarebbe ora
che l'Italia diventasse "europea" anche
quando va a scuola?
Bizzarro: mentre sul palcoscenico italiano il dibattito ideologico tiene ancora
banco, in Europa, ad eccezione di Grecia
e Scozia, è previsto, secondo forme e criteri diversi da paese a paese, il finanziamento pubblico della scuola non statale
o delle famiglie, a garanzia del diritto di
scelta della scuola da parte dei genitori,
in un contesto di pluralità e di libertà di
offerta formativa. Per esempio, paesi che
hanno fatto della laicità la propria bandiera, come Francia e Spagna, ritengono di dover sostenere con fondi adeguati anche la scuola non statale, compresa
quella cattolica, assumendosi senza batter ciglio i costi del personale e, in alcuni casi, anche del funzionamento e rendendo, in questo caso, davvero simbolico il pagamento di una retta. E ancora:
i paesi dell'Unione Europea che vantano i minori tassi di abbandono scolastico sono quelli postcomunisti, nei quali la
parità è stata introdotta in modo pieno.
A SCUOLA È UN BENE COMUNE.
Settimanale
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Foglio
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Data
È necessario fare in fretta
Non c'è più tempo: se non si vuole che
la scuola trascini a picco se stessa e l'intero sistema Italia occorre fare in fretta. Fare in fretta per fare cosa? Per fare né più, né meno - quanto lo stesso presidente del consiglio Renzi ha prefigurato
dal primo giorno in cui è salito al vertice di Palazzo Chigi dicendo che la scuola «è un punto di partenza» per le riforme. Parole che sono state poi confermate dalle dichiarazioni inequivocabili del
ministro all'Istruzione Stefania Giannini: «È fondamentale garantire la libertà di scelta
educativa», «valorizzare l'autonomia delle scuole», «riconoscere piena dignità alla paritaria», «considerare le spese per
l'istruzione non come costi
ma come investimenti in capitale umano».
Dunque, se queste non
sono solo parole come crediamo e, come ha detto Matteo Renzi all'indomani del trionfo alle europee, «ora
non ci sono più alibi, bisogna correre per fare le riforme», per far ripartire
la scuola e, con essa l'Italia, basta fare
poche cose, buone e già riconosciute dalla legislazione italiane. Basta completare
la Legge 62/2000 su all'autonomia scolastica e individuare il costo standard per
studente, affinché lo stato risparmi in
spesa pubblica e alle famiglie italiane sia
data (sotto forma di bonus, detrazioni di
imposta o qualunque altra formula) l'effettiva possibilità di scegliere tra buona
scuola pubblica statale e buona scuola
pubblica paritaria.
*presidente Federazione Istituti
di Attività Educative (Fidae) Lombardia
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PAESI CHE HANNO FATTO DELLA
LAICITÀ UNA BANDIERA, COME
FRANCIA E SPAGNA, RITENGONO
DI DOVER SOSTENERE ANCHE
LA SCUOLA NON STATALE,
COMPRESA QUELLA CATTOLICA
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Quotidiano
IL GAZZETTINO
05-06-2014
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Data
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Foglio
Scuola, settimana corta
soltanto per chi vuole
La Provincia da via /ibera alli sperimentaz~on~ per~ s~periori
di Mestre, San Dona ePortogruaro, ma liscia lzGerta di scelta
Marco Dori
MESTRE
Settimana corta: sì, ma solo per
chi vorrà. Via libera della giunta Zaccariotto alla tanto discussa sperimentazione dei cinque
giorni di lezione a settimana
per le scuole superiori di Mestre, San Donà e Portogruaro.
Ma con un'importante novità: la
Provincia ha lascia libertà di
scelta ai singoli istituti, mettendo così da parte la linea della
fermezza più volte annunciata.
«La sperimentazione partirà e
garantiremo i servizi anche per
quelle scuole che non la vorranno fare», spiega l'assessore provinciale alla Mobilità, Giacomo
Grandolfo. Viene così meno la
«minaccia» di Cà Corner di non
assicurare i servizi - trasporti e
altro - alle scuole superiori
contrarie alla sperimentazione.
Via libera a chi vorrà sperimentare i S giorni di lezione, ma
nessuna limitazione per chi vorrà invece mantenere l'attuale
settimana scolastica. Anche
perché lo stesso mondo della
scuola era apparso diviso. Contro la settimana corta, ad esempio, si erano schierati il liceo
Franchetti-Bruno di Mestre, il
Galilei di San Donà e il XXV
Aprile di Portogruaro, mentre
a favore del progetto si erano
detti lo Stefanini e il liceo
GRANDOLFO
«Nessun dietrofront
. . . . . . . . . . . . ç~iqpt~r$.p~rj §
. . . . . . giqr~i.y~rr$pr~111i~tq
dalle iscrizioni»
Morin di Mestre. La polemica
era servita, anche se, spiegavano dalla Provincia, la settimana
corta non poteva esser considerato un esperimento dell'ultimo
momento, visto che con i dirigenti scolastici se ne parlava
almeno da tre anni. Comunque,
con la decisione di ieri, la
giunta Zaccariotto ha scelto di
non forzare la mano. Grandolfo
non vuole però sentir parlare di
dietrofront, anche se gli ultimi
risvolti vanno in senso opposto.
Hanno forse vinto le barricate
dei professori e dei licei? «Non
è questo il punto - sottolinea
Grandolfo - ma sono sicuro che
le scuole che sceglieranno la
settimana da cinque giorni verrà poi premiato, il prossimo
anno, dalle iscrizioni. La sperimentazione sarà opzionale e
chi la farà dimostrerà con i fatti
che avevamo proposto a tutti
un modello vincente». Con la
settimana corta, la Provincia
contava di risparmiare 330mila
euro all'anno, tra minori costi
per utenze e trasporto pubblico. Una limatina per il bene del
bilancio, anche se, come detto
da Francesca Zaccariotto dopo
l'approvazione del rendiconto
di gestione 2013, «Abbiamo
chiuso questa amministrazione
positivamente. Ribadisco che
siamo riusciti a rispettare il
patto di stabilità e non è stato
facile».
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xx
ORARIO Le superiori l'anno prossimo potranno scegliere la settimana corta
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311 Jlrssaggrro
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CRONACAdi ROMA
I
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Tagli, scontro sullo sciopero
... strappo sullo stop alle indennità a pioggia per i dipendenti. Il sindaco: sbigottito dai sindacati
.,.scuole e uffici chiusi, domani servizi a rischio. Il report: 4mila impiegati assenti ogni giorno
Guerra aperta tra Campidoglio e
sindacati sullo sciopero dei dipendenti comunali. Lo stop è stato proclamato per domani nell'ambito della lunga querelle sul
salario accessorio, dichiarato illegittimo dal ministero dell'Economia e ora oggetto di una trattativa. Rischio caos per i servizi pubblici. Il sindaco: «Sono sbigottito
dal comportamento dei sindaca-
ti». Il report del Campidoglio, intanto, evidenzia che ogni giorno,
tra ferie, malattie e permessi vari, sono assenti dal lavoro 4mila
dipendenti capitolini.
De Cieco, Gioffreda e Rossi
all'interno
Strappo sui tagli agli stipendi,
~È battaglia sul freno alle indennità a,pioggia imposto dal Mef ~Domani lo stop dei 24mila impiegati: servizi a rischio caos
l'irritazione del sindaco: sbigottito dalla condotta dei sindacati chiusi asili, scuole e uffici municipali e niente vigili in strada
Guerra aperta tra Campidoglio e
sindacati sullo sciopero dei dipendenti comunali. Lo stop è stato proclamato per domani nell'ambito della lunga querelle sul
salario accessorio, dichiarato illegittimo dal ministero dell'Economia e ora oggetto di una trattativa tra amministrazione e organizzazioni sindacali, con l'obiettivo di trovare un'intesa entri il 31
luglio. L'agitazione interesserà
24 mila lavoratori, provocando
la sospensione di diversi servizi
pubblici: dalla chiusura di asili e
scuole di competenza comunale
all'astensione dal lavoro di polizia municipale e personale dei
Municipi.
MARINO ALL'ATTACCO
Ignazio Marino è, letteralmente,
furioso: «Sono sbigottito dal comportamento dei sindacati. L'unica risposta che mi posso dare è
che non vogliano essi stessi arrivare ad un accordo» sul salario
accessorio - sbotta il sindaco - Dicono che fino al 10 giugno non si
siedono nemmeno al tavolo: ma
perché dobbiamo perdere questi
giorni? Perché debbono insultare i lavoratori che invece stanno
attendendo con ansia delle soluzioni?».
Marino è un fiume in piena: «Inviterei i sindacati a fare una riflessione serena su ciò che è accaduto. In altre città, il salario accessorio è stato cancellato dal bilancio di previsione. Io fin dal primo momento dissi che invece bisognava diminuire drasticamente gli stipendi alti e proteggere rigorosamente quelli più bassi».
LA SCADENZA
Tra i nodi che hanno portato alla
mobilitazione - domani mattina
ci sarà anche un corteo che da
piazza Bocca della Verità giungerà in piazza del Campidoglio - c'è
la data del 31 luglio fissata dalla
giunta per l'indicazione di nuovi
criteri di erogazione del salario
accessorio. «Viviamo nel 2014:
90 giorni per le famiglie italiane
sono un tempo lunghissimo e
penso che responsabilmente ci si
dovrebbe sedere a un tavolo_ sottolinea Marino - Se non c'è questo senso di responsabilità lo si
dica». Secondo i sindacalisti, peraltro, dal 31 luglio «i lavoratori
capitolini rischiano di perdere
un terzo della retribuzione». Uno
sciopero del genere «non era mai
successo prima», sostiene il coordinatore Rsu, Giancarlo Cosenti-
no.
LE SIMULAZIONI
Ma contro le organizzazioni sindacali si schiera anche Luigi Nieri, vice sindaco con delega al personale ed esponente di Sei: «Noi
non abbiamo fatto e non faremo
nessun atto unilaterale - spiega
Nieri - Al momento l'unico atto
unilaterale è lo sciopero di venerdì, che creerà molti problemi ai
cittadini». Aggiunge il vice sindaco: Abbiamo fatto tutte le simulazioni sugli stipendi: nessuno perderà un euro, anzi ci sono alcune
categorie che prenderanno di
più». Nieri fa un appello: «Mi
aspetto che il sindacato rinunci
allo sciopero. Siccome creerà dei
disagi incredibili ai cittadini e siamo ancora seduti tutti al tavolo,
continuiamo a dialogare». La
trattativa in corso ha l'obiettivo
di individuare le nuove forme da
utilizzare per la concessione dei
bonus ai lavoratori, che non potranno più essere concessi «a
pioggia» ma legati a veri aumenti
di produttività o nuove mansioni. Una parte del salario extra dovrebbe comunque essere legata a
valutazioni sul merito di ogni singol o dipendente.
Fabio Rossi
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Il CASO
IN PROGRAMMA ANCHE
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UN CORTEO SOTTO
Il CAMPIDOGLIO.
dalla giunta nel bilancio MARINO: SONO LORO
ANON VOLER TROVARE
previsione 2014
UN ACCORDO
Jn~r il
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Jfondi stanziati
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Settimanale
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Foglio
PANOBAMA
11-06-2014
45
1
DALij~AUIA
.ALIA CORTE
L'Università Lum Jean Monnet amplia la possibilità
di stage non solo in azienda ma anche alla Cassazione.
Q
ualità dell'offerta formativa e alto
livello del corpo docente: secondo
il professor Emanuele Degennaro,
rettore dell'Università Lum Jean Monnet
di Bari, sono questi i fattori del successo
di un'istituzione che vanta 3 mila iscritti,
12 master, 30 corsi di alta formazione e
quasi 5 mila ore di formazione erogata
l'anno. «Ci sono dati molto confortanti che
confermano la bontà del nostro progetto»
prosegue il rettore. «A tre anni dalla laurea
il 66 per cento dei nostri studenti viene
assunto, il che ci colloca fra i primi atenei
nazionali per questa classifica».
Un risultato ottenuto anche grazie al forte
radicamento territoriale dell'università:
«La fitta e consolidata rete di convenzioni con aziende pugliesi e meridionali,
con studi professionali, enti, istituzioni e
banche costituisce una prima connessione
fra università e mondo del lavoro, che si
concretizza prima con la possibilità di stage poi eventualmente di assunzione». Ma
l'obiettivo della Jean Monnet è quello
di intercettare le reali esigenze del mercato
e creare una formazione specializzata:
«I nostri corsi di laurea in economia e giurisprudenza rispondono a questa necessità
e sono completati da una ricca offerta di
corsi postlaurea» spiega ancora il professor
Degennaro.
Da quest'anno la Jean Monnet ha arricchito
le sue proposte con una convenzione
che permetterà agli studenti di giurisprudenza di effettuare degli stage anche negli
uffici della Corte di cassazione a Roma. •
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Quotidiano
IL~MA.TTINO
Data
Pagina
05-06-2014
27
Foglio
Ora premiare i migliori
e saper battere i pugni
Salvatore Prisco
er eleggere il nuovo Rettore della Federico II,
l'apertura delle urne era programmata ieri e oggi.
P Unico
il candidato, l'ingegnere Gaetano Manfredi, professore ordinario di Scienza delle Costruzioni e
già pro-rettore nella gestione attuale. Nessun patema
sul risultato, dunque, mal' attesa era per il quorum dei
votanti, già peraltro confortevolmente superato alla fine della prima giornata, con un importante segnale di
investimento sulla persona, che assieme la legittima e
la onera fortemente di speranze. Onore, innanzitutto,
alla difficile gestione di Massimo Marelli, che ha dovuto districarsi tra i crescenti tagli al fondo di finanziamento ordinario delle università, tanto più gravi al
Sud, trasformazione dell'Ateneo col nuovo Statuto, luci ed ombre della «cultura dell'efficienza e della valutazione», imperiosa esigenza di ringiovanimento del corpo docente e di sua maggiore internazionalizzazione.
>Segue a pag. 36
Dalla prima
di cronaca
-
Premiare i migliori
ebattere i pugni
Salvatore Prisco
vare i suoi tratti di antica nobiltà,
non indulgendo perciò al conservatorismo, ma aprendosi al mondo ancora di più di quanto non
abbia fatto finora e scrollandosi
di dosso la polvere che talora ha
lasciato accumulare su se stessa.
Che batta i pugni, se serve: i
tagli ai fondi dell'università, ad
esempio, non si distribuiscono
equamente se cadono su realtà
accademiche che partono da
condizioni diverse e premialità
che non tengono conto di tale situazione crocifiggono in realtà
gli ultimi o i mediani all'improbo
stato delle cose e approfondiscono ancora di più le differenze dei
risultati tra chi è in ritardo (spesso scontando difficili rapporti col
rispettivo territorio) e chi, quantomeno all'apparenza, sta più
avanti in classifica.
Non è un compito facile, certo, quello del nuovo Rettore. Ragion di più per accompagnarne
gli sforzi con la fiducia critica che
è immaginabile egli si aspetti dal
corpo elettorale fornito di giudizio maturo che lo ha plebiscitato.
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Che cosa ci si attende ora da un
qualificato tecnico di costruzioni
e ricostruzioni? Che continui a
mettere ordine in casa, valorizzando le eccellenze che trova e
snidando le sacche residue di improduttivitàe del «tirare a campare», giacché non è più tempo per
simili pratiche. Che dia un impulso deciso alla cooperazione trasversale dei saperi e alla naturale
curiosità e libertà intellettuale
dei suoi colleghi.
Che prenda in questo esempio dagli studenti della generazione Erasmus, oggi assai più
avanti di noi «anziani» nell' a per-
tura al nuovo e al medesimo tem po aiuti chi qui viene a formarsi o
vi resta a godere di servizi davvero degni, il che oggi spesso non è:
il mio sogno personale è ad esempio che si aprano residenze a
prezzi calmierati e che i Dipartimenti restino aperti anche la sera, come avviene all'estero, in
modo che docenti e loro allievi
continuino a incontrarsi nelle biblioteche, nei bar, nelle conversazioni, in momenti di relazione interpersonale che vivano anche
fuori dalla classica lezione istituzionale, arricchendoli vicendevolmente. Che ricordi che la conoscenza è alla fine hurnanitas,
non dunque soltanto misurazione quantitativa, ma anche prodotto di intuizioni ed inquietudini umbratili, non riducibili a misure fisico-chimiche e a sperimentazione di laboratorio.
Che sia fermo, nelle sedi a ciò
deputate, nel rappresentare le
esigenze del bacino cui si rivolge
e da cui è alimentata la più grande università meridionale, una
fra le più antiche d'Italia e del
mondo, che ha bisogno di rinno-
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Quotidiano
I IL SECOLO lii
Data
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I
CONCORSO BLITZ NELL'ATENEO
CEPU
UNIVERSITÀ "ECAMPUS",
NEMMENO MEZZ'ORA
PERDIVENTARE "PROF"
FRANCESCO MARGIOCCO
....................................................................................
QUALE SELEZIONE?
Trai cinque
commissari
non ce n'è uno con
le carte in regola per
valutare i candidati
compiuto il miracolo. Spaziando
dalla fisica nucleare alla filologia medio-latina,
dall'algebra alla
storia contemporanea, ha agito in tempi record, meno di
mezz'ora per valutare ogni aspirante docente.
C'è un trucco.
A illustrarlo è
Carlo Maria Bartolini, presidente
di quella commissione e rettore
dell'Ecampus. «Noi non abbiamo
valutato la produzione scientifica
dei candidati perché tutti avevano già superato l'abilitazione
scientifica nazionale». Ma l'abilitazione scientifica nazionale rilascia un certificato di idoneità,
non una cattedra. È una pre-selezione che non dà accesso al posto
fisso. Per quello è necessario, dopo l'abilitazione, il concorso. C~e
non è nazionale ma locale, bandito dall'università interessata, e
segue regole precise. ~rima fr.a
tutte la valutazione dei partecipanti, della loro carriera e delle
loro opere.
.
«Noi ci siamo limitati ad applicare il nostro regolamento interno, per il quale la valut.azio.ne
scientifica non è necessaria», msiste Bartolini sorvolando su un
dettaglio, la legge dello Stato, che
invece obbliga gli atenei ad "accertare la qualificazione scientifica dell'aspirante". Bartolini non
sembra preoccuparsene: «Abbiamo agito nel rispetto della legge»,
assicura. Ingegnere, già professore all'Università politecnica delle
Marche, Bartolini è in pensione
dal 2010 e dal 2011 collabora CO\}
l'Ecampus, di cui è oggi rettore. E
anche presidente di Strategie srl,
società di trasferimento tecnologico nata da una costola del politecnico marchigiano. «Sono state
selezioni rigorose, abbiamo scelto i migliori», dice. Sarà. ~tui:iisc~
tuttavia che, su otto vmciton,
quattro provengano dall'Ecan:pus, due abbiano lavorato al ~oh~
tecnico delle Marche, e uno figun
nello staff di Strategie srl.
Ecampus è una delle undici
università telematiche italiane
riconosciute dal ministero dell'Istruzione. È un'emanazione
del Cepu, il centro privato di preparazione agli esami universitari
perstudentipoco bri.llanti,.e qffr.e
un'ampia gamma di corst. E finanziata da Francesco Polidori,
fondatore del Cepu, e fino a poco
tempo fa aveva tra i suoi docenti
Marcello Dell'Utri, oggi detenuto
a Beirut in attesa di estradizione.
Come tutte le università non statali riconosciute dal Miur Ecampus riceve, anche se in m~sura ~e­
lativamente modesta, fmanziamenti pubblici e rilascia lauree
del tutto equivalenti a quelle delle università statali. Dovrebbe
anche rispettare le stesse leggi,
ma il caso del concorso blitz dimostra che non sempre è così.
Concorsi del genere, in un'università normale, possono richiedere addirittura mesi e il superamento di diverse prove. All'Ecampus, senza prove né attese,
tutto si è risolto nell'arco di una
giornata.
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CHI ACCUSA l'università italiana di lentezza e inconcludenza
dovrà ricredersi di fronte alle incredibili prestazioni dell'ateneo
telematico Ecampus, dove in meno di mezz'ora si può diventare
professore. La notizia è stata pubblicata ieri sul blog Roars, e ha
dell'incredibile. Il 17 aprile
un'unica commissione formatadaquattroprofessori di diverse
materie - ingegneria,
giurisprudenza, letteratura, economia
- e dal manager
Alfonso Lovito,
direttore generale di Ecampus, ha
aperto e chiuso
in poco più di nove ore otto c.oncorsi valutando complessivamente diciannove candidati e
proclamando otto vincitori, nel~e
materie più disparate. Ingegner~a
e giurisprudenza ma anche stona
contemporanea e filosofia politica.
Il punto, come scrive Pietro
Salvini su Roars, è che "nessuno
dei cinque commissari risulta inquadrato nei settori scientificodisciplinari messi a concorso e
quindi nessun commissario possiede sulla carta la competenza
per selezionare i candidati". Eppure la commissione, che per ~eg~
ge deve valutare. "pubbhca~i~n,i
scientifiche, curriculum e attivita
didattiche" dei concorrenti, ha
Foglio
05-06-2014
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Quotidiano
IL SECOLO XIX
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L'APPUNTAMENTO
Università,
convegno
sull'uscita
dalla crisi
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DOMANI nell'Aula magna
del palazzo universitario in
via Balbi si terrà un convegno dal titolo "L'Università
in crisi: i rimedi per un rilancio", con l'obiettivo di
mandare un messaggio ai
candidati al posto di Rettore
dell'Ateneo genovese su
qualità dell'istruzione e delle ricerca, i due volti dell'
Istituzione.
L'inizio è previsto alle
14,30 con introduzione di
Giovanna Visintini, presidente del Direc (associazione professionale per la formazione in diritto dell' economia) e interventi, tra gli
altri, di professori di diritto
della Bocconi e di Roma Tre
e Sapienza come Pietro Rescigno, Giovanni ludica,
Vincenzo Zeno Zencovich.
Dopo la pausa caffé si parlerà di ricerca e sistemi di valutazione dei risultati con
Claudio La Rocca (professore di filiosofia teoretica a
Genova) e di politiche per lo
sviluppo dell'Università in
Italia con GianmariaAjani,
rettore dell'Università di
Torino. Seguirà un dibattito
con personaggi di primo
piano del mondo economico
e universitario come Sergio
Maria Carbone, Carlo Castelllano, Victor Uckmar,
Paolo Fresco e Vittorio Coletti e i rappresentanti degli
studenti dell' Università di
Genova.
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Quotidiano
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05-06-2014
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Foglio
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Data
Il piano del governo per il semestre Ue
Renzi a Bruxelles, i ministri al lavoro sui dossier per «cambiare verso all'Europa»
Fra le linee guida: crescita, occupazione, innovazione e ambiente
ROMA
ono le sette di sera quando il premier Matteo Renzi arriva in
Rue de la Loi e varca l'ingresso a vetri del palazzo intitolato
all'umanista fiammingo Justus Lipsius, sede del Consiglio
dell'Unione europea. Lo accolgono, con una stretta di mano, il "padrone di casa" Herman Van Rompuy e il presidente uscente della
Commissione, José Manuel Barroso. Le notizie sull'ennesimo episodio di maxi-corruzione in Italia sono rimbalzate anche all'estero,
ma non sembrano incidere sul clima del vertice. «Mi aspetto che l'Italia metta impegno ed energia per una agenda positiva per l'Europa». ha dichiarato poco prima Barroso, dicendosi fiducioso che
Renzi realizzerà le riforme auspicate («È interesse italiano aumentare la competitività>>). Il G7, iniziato con una cena di lavoro dei capi di Stato e di governo, proseguirà oggi. Il premier porta con sé u na dettagliata relazione sulla sicurezza energetica, alla luce della
crisi in Ucraina. Un tema caldo, di cui sono chiamati a dibattere i
leader dei 7 Paesi più industrializzati (Usa, Canada, Giappone, Francia, Germania, Regno Unito e Italia).
E proprio la questione energetica sarà parte del discorso programmatico che il premier terrà a Strasburgo il 2 luglio, all'indomani del1' avvio del semestre italiano alla guida della U e. Per provare a "cambiar
verso" all'Europa, il governo punta
su un'articolata agenda di proposte concrete. In mattinata, le prime
linee guida sono state abbozzate a
Palazzo Chigi, in una riunione del
Comitato interministeriale per gli
Affari europei (Ciae), organismo istituito nel 2012 e ieri riunito per la
prima volta. «Abbiamo definito a livello collegiale i documenti, l' organizzazione e gli orientamenti strategici del semestre, per inviarli al
presidente del Consiglio», riassume il sottosegretario agli Affari eu ropei Sandro Gozi, che ha presieduto la riunione. Insieme a lui, nella sala verde, i ministri dell'Economia Padoan, degli Esteri Mogherini, dell'Istruzione Giannini, degli Affari regionali Lanzetta e della
Giustizia Orlando. «È stato un lavoro collegiale - riferisce Gozi - che
ha coinvolto anche Regioni e Comuni». Almeno cinque i focus principali dei dossier sul tavolo del premier. Il primo, va da sé, riguarda
l'urgenza di politiche di rilancio della crescita e di lotta alla disoccupazione: «Dtalia ha fatto e continua a fare i compiti a casa. Tra il
2011 e il 2013 le manovre sono ammontate a 67 miliardi, pari a 4,3
punti di Pil-rassicuraPier Carlo Padoan-Ein Ue le elezioni hanno portato un nuovo clima. Ora serve un cambiamento». Al prossimo vertice Ue, previsto a ottobre, l'Italia potrebbe proporre una
versione rivista degli accordi per riconoscere maggiore flessibilità
di bilancio agli Stati membri che attuano riforme strutturali. «Stiamo costruendo - argomenta il ministro Mogherini - gli strumenti
per aprire la stagione degli investimenti, della crescita e della creazione di posti di lavoro». Secondo tema sarà quello della cittadinanza, per avvicinare le istituzioni europee alle istanze dei 500 miRitaglio
Stefania Giannini
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Il ministro Padoan:
«L'Italia sta facendo
i compiti a casa. In
tre anni, manovre per
67 miliardi di euro,
pari a 4,3 punti di Pii»
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Quotidiano
Il Sole?]{! mmrn
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Pagina
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05-06-2014
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1
Contratti
a termine,
apprendisti
e interinali
Il Jobs Act voluto dal
governo Renzi prende
forma e il decreto Poletti (Dl
34/14, convertito nella legge
78/14) traccia le linee delle
prime modifiche.
Per fare chiarezza sui
primi cambiamenti
apportati dal nuovo testo di
legge alla normativa lunedì
9 giugno Il Sole 24 Ore
proporrà in edicola al costo
di50 centesimi, oltre al
prezzo del quotidiano,
«J obs act. Come cambia il
lavoro». Si tratta di un
volume chiaro ed esaustivo
- realizzato con la
collaborazione di GiGroup per scoprire tutti i
cambiamenti in vigore dopo
la nuova riforma.
Sotto la lente sono finiti,
in particolare, i contratti a
termine, di
somministrazione e di
apprendistato, i primi tre
istituti sui cui sono
applicate importanti
modifiche.
All'interno della guida gli
esperti del Sole 24 Ore
spiegano, con il supporto di
tabelle ed esempi concreti,
le regole di un mercato in
continua evoluzione.
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Pag. 31
Quotidiano
COBBIEBE DELLA SEBA
J Afi{'1t\ll11rÌl'rlno
c~(Mvam
diRITAQUERZÉ
on è l'accordo per Expo
pensato lo scorso
autunno. Numerosi tavoli
~ono stati fatti a Roma per
zntrodurre forme di
flessibilità ad hoc per
l'esposizione universale
milanese del 2015. Tutto però
si è sciolto in un nulla di
fatto. Alla fine a sorpassare a
destra le parti sociali ci ha
pensato il ministro del Lavoro
Giuliano Paletti: i contratti a
termine senza causale su cui
sindacati e imprese non
erano riusciti a mettersi
d'accordo per Expo allafine
hanno avuto il via libera.
Dovunque e senza limiti di
tempo. Da meno di un mese il
decreto del governo è legge:
gol e palla al centro. Oggi
comunque le parti sociali
firmano a Milano un «avviso
comune» per Expo voluto ·con
forza dalla Regione
Lombardia e dal suo
assessore al Lavoro,
Valentina Aprea. Sindacati
tutti d'accordo, fatta
eccezione per la Fiom. In
sostanza si parla della
creazione di una sorta di
Garanzia Expo, una Garanzia
lavoro in versione
esposizione universale per
favorire l'occupazione dei
giovani nell'ambito della
manifèstazione del 2015.
D'altra parte sarebbe un
delitto .non sfruttare al
meglio Expo per offrire
opportunità di lavoro ai
giovani. Come ha certificato
martedì scorso l'Istat, il tasso
di disoccupazione tra i 15 e i
24 anni è del 46%. E Garanzia
giovani non aspetta che di
essere tradotta in occasioni
di lavoro e formazione.
Quanti sarebbero i posti di
Garanzia Expo, però, non è
dato sapere. L'avviso comune
non lo dice. E dipenderà dalla
Ritaglio
Lavoro e previdenza
capacità di contrattazione
nelle singole aziende
coinvolte nell'evento. Da
notare che l'intesa si pone
come orizzonte il 31 marzo
2016, quindi va oltre lafine
dell'espo~izione, prevista
nel!' autunno del prossimo
anno. La regione Lombardia
inserirà Garanzia Giovani
all'interno della Dote Lavoro,
un sistema di gestione di
politiche attive che ha già
offerto opportunità ad alcune
migliaia di ragazzi
dall'ottobre scorso a oggi. Al
di là delle etichette, il nodo
comunque restano le
opportunità di inserimento
nelle aziende. Su questo
punto a richiamare l'Italia è
anche lo stesso consiglio
europeo in un passaggio delle
raccomandazioni inviate
martedì scorso. Il documento
invita il nostro Paese «ad
esigere un impegno più forte
da parte del settore privato a
offrire apprendistati e
tirocini di qualità entro la
fine del 2014 in conformità
con gli obiettivi della
Garanzia Giovani». Il settore
privato, quindi le imprese.
Chiamate afare la loro parte.
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Foglio
05-06-2014
11
1
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A~nA~.A
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Pag. 32
Quotidiano
LA STAMPA
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05-06-2014
Pagina
35
Foglio
1
Cindustria manifatturiera
Anche il Brasile
scavalca l'Italia
Il Paese scivola dal 7° a11'8° posto
nella classifica dei produttori
Ela Spagna compra pasta Garofalo.
Bottero e Grassia A PAGINA 35
UN BOLLETTINO DI GUERRA: FRA IL 2001 E IL 2013 NEL NOSTRO PAESE È SCOMPARSO PIÙ DI UN MILIONE DI POSTI DI LAVORO NELLA MANIFATTURA
Italia scavalcata anche dal Brasile
Confindustria: nella produzione siamo scesi all'ottavo posto mondiale, pe~se 120 mila aziende
Il presidente Squinzi
«Non è un destino
ineluttabile, cambiare
dipende da noi»
LUIGI GRASSIA
Le industrie dei Paesi emergenti macinano record e producono sempre di più, mentre l'Italia arretra e così viene scavalcata dall'India e dal
Brasile, scivolando all'ottavo
posto nel mondo per le attività di manifattura. Secondo
un rapporto del Centro studi
di Confindustria, dal 2007
(ultimo anno pre-crisi) al
2013 il nostro Paese ha subìto
un calo produttivo del 5%,
me.ntre l'India è cresciuta del
6,2% e il Brasile dello 0,8%..
L'Italia ha perso interi comparti industriali, come quello
dei computer e delle macchine
per ufficio (praticamente azzerati). Inoltre la produzione si
è più che dimezzata nell'elettronica e nell'auto, e l'evoluzione non è stata molto diversa
nel tessile, nella ·pelletteria e
nel legno (esclusi i mobili). Da
notare che il nostro Paese ha
avuto prestazioni non semplicemente inferiori, ma addirittura opposte a quelle del mondo nel suo complesso: l'elettronica, i computer e le macchine
da ufficio registrano la maggior crescita globale fra i comparti industriali. Molto colpiti
da noi anche settori completamente diversi, come la lavorazione del tabacco, che peraltro
andavano male già prima che
esplodesse la crisi. Fra i poehi
comparti che reggono c'è l'abbigliamento e meno male, il
made in Italy non tradisce.
Allargando la visuale al periodo 2001-2013, il Centro studi di Confindustria segnala
che l'Italia ha perso più del
25% della sua produzione. Sono state chiuse 120 mila fabbriche ed è sparito più di un milione di posti di lavoro.
Il presidente di Confindu-
stria -Giorgio Squinzi parla di
«bollettino di guerra» ma aggiunge: «Non siamo vittime di
un destino crudele e ineluttabile, siamo noi che possiamo e
dobbiamo costruire il nostro
futuro». Servono però «Un salto di mentalità, una svolta
chiara e decisa». Proprio quella che per Confindustria si
profila all'orizzonte con il governo Renzi: «Mi pare che si
stiano creando le condizioni
per questa svolta». Squinzi fa
anche notare che in molti altri
Paesi «la politica industriale è
tornata a essere utilizzata come una leva normale di governo dell'economia, con la stèssa
dignità di quelle di bilancio e
monetaria», mentre (osserva
polemicamente il presidente)
«in Italia no». Eppure il sistema «mostra ancora una forte
capacità di competere sui
merca.ti esteri».
Il capo economista di Confindustria Luca Paolazzi osserva che se l'Italia è scivolata
dal sesto all'ottavo posto mon-
diale nella classifica dei produttori industriali la colpa è
anche «dell'asfissia del credito, dell'aumento del costo del
lavoro slegato dalla produttività, e della redditività che ha
toccato nuovi minimi». Secondo Passociazione degli industriali serve «una stagione di
nuova politica industriale,
condivisa e non imposta dall'alto, cogliendo opportunità
come il semestre italiano di
presidenza Ue».
Intanto le Camere di Commercio puntano sulle start-up,
sui 123 mila i giovani che secondo i calcoli di Unioncamère
vorrebbero creare una nuova
impresa ma sono frenati da
mancanza di mezzi e burocrazia: su questa strada, sostiene
Unioncamere pungolando il
governo a prendere misure
specifiche, «si può puntare a
30 mila nuove imprese dì giovani con 51 mila occupati in più
in 2 anni, per contrastare la
crisi occupazionale che porterà nel 2014 a perdere altri 144
mila posti di lavoro nell'industria e nei servizi».
Il Centro studi: il declino
è dovuto anche
all'asfissia del credito
e al costo del lavoro
u.ro.~""'"'~'°'""<1<;1
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1
Ok all'emendamento dei relatori. Pagheranno di più i fondi complementari
DI Irpef, Casse al riparo
Sulle rendite si pagherà il 20o/o e non il 26%
DI IGNAZIO MARINO
er i fondi pensione
niente aumento al
26% della tassazione
sulle rendite finanziarie. L'aliquota
applicata resta
quindi quella del
20%. Per compensare le minori entrate previste, per
l'anno 2014, sarà
au:méntata l'imposizione sulla'
previdenza com_plementare, che
passerà dall'll %
all'll,5%.
In sede dì conversione del decreto
lperf (dl 66/2014), le commissioni bilanciò e finanze
del senato hanno approvato
un emendamento dei relatori Cecilia Guerra (Pd) e
Antonio D'Alì (Ncd). Almeno
per il momento, sembra così
superato il problema delle
coperture per far fronte ad
alcune misure (vedi bonus
lrpef di 80 euro) volute del
governo.
e imposte sostitutive saranno
computate nella misura del
20%». Il prossimo anno, poi,
dovrebbe iniziare l'armornizzazione del regime fiscale del
settore previdenziale.
Il pressing. Sin
dalla sua approvazione, il decreto legge 66/14 si
è attirato le critiche delle Casse
di previdenza da
anni ormai in lotta contro un regime fiscale per gli
enti di previdenza
dei professionisti
che, lamentano i
diretti interessati,
non ha eguali in tutta Europa. «Siamo sottoposti», spiega il presidente dell'Adepp
Andrea Camporese, «a una
tassazione delle rendite che
ci associa a qualsiasi fondo
speculativo prevedendo una
ulteriore tassazione all'atto
dell'erogazione delle pensioni
in misura commisurata agli
scaglioni lrpef. Non è stato
affatto scontato mantenere
i bilanci in positivo vedendo crescere incredibilmente
l'aliquota dal 12,5% al 26%
in pochi anni. Il governo in
carica», continua, «sembra
voler affrontare in modo serio e organico il
tema, riducendo
finalmente una
iniquità divenuta
insostenibile».
. Alla vigilia
dell'approvazione
dell'emendamento, il presidente
dell'Enpam (medici), Alberto Oliveti, aveva auspicato: «Per sostenere
la competitività
dei professionisti in Europa occorre avere
coraggio eliminando questa
tassazione che penalizza gli
italiani. Piuttosto con i loro
investimenti in Italia, gli enti
di previdenza potrebbero sostenere il sistema paese e
creare un effetto volano sul
lavoro e un ritorno fiscale ben
superiore alle tasse che siandrebbero a togliere».
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P
La correzione. L'emendamento non cancella del tutto
l'aumento della tassazione al
26%. Ma prevede un regime
di compensazione nel 2015
di quanto versato in più nel
2014. «In attesa
di armonizzare,
a decorrere dal
2015, la disciplina
di tassazione dei
redditi di natu.ra
finanziaria con
quella relativa alle
forme pensionistiche complementari», recita infatti
l'emendamento
4.3000, sarà riconosciuto alle casse di previdenza
dei professionisti «un credito
d'imposta pari alla differenza
tra l'ammontare delle ritenute e imposte sostitutive applicate nella misura del 26% sui
redditi di natura finanziaria,
relativi al periodo che va
dal 1° luglio al 31 dicembre
2014, dichiarate e certificate
dai soggetti intermediari o dichiarate dagli enti medesimi,
e l'ammontate di tali ritenute
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Foglio
Il controesodo
Gli italiani cercano fortuna in Albania:
19 mila migranti per studio o per lavoro
ono passati poco più di 20
anni, ma sembrano fatti di
un secolo lontano. Era l'estate del 1991 quando la nave
Vlora, brulicante di albanesi di-
sperati, attraccò nel porto di Bari. Oggi non arrivano più carichi
del genere dall'altra sponda del!' Adriatico, gli emigranti albanesi seguono strade regolari. E sono circa mezzo milione in Italia.
S
Albania,· la rivincita
arrivano gli italiani
per cercare il lavoro
Angela Padrone
Apag.14
lE NOSTRE IMPRESE
SUL TERRITORIO
SONO PIÙ DI 500
EAUSSIDVINC1
OOPO MEDIASET È
I.A STAR DB TALK SHOW
~Sono
passati vent'anni dai barconi degli emigranti di Tirana
La crisi ha cambiato sponda, trovando un'atmosfera anni '60
Ritaglio
Lavoro e previdenza
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PENSIONATI ESTUDENTI
Le imprese italiane che si sono stabilite oltre l'Adriatico sono circa
500-600. «C'è un gran movimento
tra i due paesi», dice Luigi Nidito,
vicepresidente vicario della Carnera di Commercio italiana in Albania, «i ristoranti sono sempre pieni di italiani. Molti vengono a vedere per curiosità, ma sono anche
pieni di pregiudizi. Poi, una volta
qui, restano sorpresi positivamente. E cominciano a venire anche i
pensionati, perché il costo della vita è basso».
Poi ci sono gli studenti in Medicina, quelli che non sono riusciti a
superare il test del primo anno e
che non vogliono perdere tempo:
si iscrivono all'Università Nostra
uso esclusivo
del
ANNI 60
E poi ci sono i tanti lavoratori italiani, in Albania per i motivi più disparati: per colpa della crisi, per
affetto (molti hanno un marito o
una moglie albanese), per simpatia verso un paese che, a detta di
molti, somiglia all'~talia degli anni
60. «Gli albanesi in questo momento sono più ottimisti degli italiani - dice l'ambasciatore albanese Neritan Ceka - proprio come da
voi negli anni 60. Certo, i problemi
ci sono, però non c'è la crisi psicologica. E il pii cresce». Per il 2014 il
Fondo Monetario internazionale
vede difficoltà nel mercato interno, ma stima una crescita del+ 2%.
«E non c'è la burocrazia», aggiunge l'ambasciatore, «si può aprire
un business in un giorno e senza limitazioni particolari». Inoltre l'Albania vorrebbe entrare nella UE e
proprio ieri ha festeggiato il primo
sì da Bruxelles. Un clima, nel suo
piccolo, ben div~rso da quello che
aleggia nelle capitali dell'Unione.
Angela Padrone
destinatario,
068391
ROMA Sono passati poco più di 20
anni, ma sembrano fatti di un secolo lontano. Era l'estate del 1991
quando la nave Vlora, brulicante
di albanesi dispei;ati, attraccò nel
porto di Bari. Oggi non arrivano
più carichi del genere dall'altra
sponda dell'Adriatico, gli emigranti albanesi seguono strade regolari. E sono circa mezzo milione in
Italia. In compenso però ora anche gli italiani, sempre più spesso,
attraversano lAdriatico in direzione opposta, in cerca di lavoro e di
una vita nuova. Non lo fanno con
navi arruginite, ma in aereo con
un'ora di volo. Gli italiani ora vanno in Albania in cerca di fortuna.
I dati ufficiali del governo albanese dicono che sono 19 mila gli
italiani che hanno un permesso di
soggiorno per lavoro o per studio.
Una cifra notevole in un paese di
poco più di 3 milioni di abitanti.
Dall'università ai cali center, ai ristoranti, alle piccole imprese, gli
italiani negli. ultimi due, si sono
moltiplicati. «Un vero e proprio
boom» commenta Randa Devole,
sociologo albanese e collaboratore dell'Ossrvatorio dei Balcani,
«che ci dice molto della crisi italia-
Signora del Buon Consiglio di Tirana, legata a università italiane (tra
le quali Tor Vergata di Roma) e dove la maggioranza dei docenti sono italiani.
Codice abbonamento:
IL CASO
na, ma anche della crescita dell' Albania attraverso i propri immigrati. Chissà quanti albanesi che lavoravano in Italia, magari in una pizzeria, hanno fatto da tramite e
hanno convinto il piccolo imprenditore italiano ad aprire dall'altra
parte dell'Adriatico». A Tirana
quasi tutti parlano italiano, e in tv
si ritrova perfino un ex volto noto
di Mediaset, Alessio Vinci, oggi
star dei talk show albanesi.
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Quotidiano
la Repubblica
-~~-~-,~-ROMA. PoteriaCantonesubito,
domani in consiglio dei ministri. Legge anti-corruzione a
tamburo battente, già la prossima settimana. UnduoRenziOrlando che matura nell'arco
di poche ore. Inevitabilmente,
l'inchiesta di Venezia provoca
questo duplice effetto. Il primo
parte da palazzo Chigi e riguarda i nuovi poteri del ~om­
missario contro la corruz10ne
che andranno a mescolarsi con
nuove regole anche per la gestione ordinaria di Expo e con
delle novità giuridiche molto
concrete soprattutto sul punto
delle revoche di appalti a im-
Il testo anti-corruzione
anticipato al 13 giugno.
Obiettivo: ok in Senato
entro la fine del mese
prese coinvolte nelle inchieste
giudiziarie. Il secondo effett?
matura in via Arenula, dove il
ministro della Giustizia Andrea Orlando rompe gli indugi,
incontra al Senato il capogruppo Pd Luigi Zanda e i :o~po­
nenti Dem della comrmss1one
Giustizia, e annuncia la sua
mossa: il disegno di legge anticorruzione, che fiµo a 12 ore
prima sembrava program~~­
to per la fine di giugno, ant1c1pa nettamente la sua corsa.
Sarà approvato dal consiglio
dei ministri per la metà del mese, già si parla del 13 giugno,
con unaspintainavantidel tutto imprevista rispetto alle esitazioni dei giorni precedenti.
L'obiettivo è chiudere almeno
al Senato la legge, già in aula,
per fine giugno. .
Partiamo da Cantone e dai
suoi poteri. Con un Renzi che,
nell'incontro a palazzo Chigi
con il commissario, gli avrebbe
ampiamente garantito quegli
spazi di manovra che il magistrato, anche con una certa
asprezza e ai limiti della rottura («Non vado a Milano in gita»), ha chiesto sin dal momento della suanomina.Ancoraieri sera, sempre nelpalazzo
del governo, Cantone ha incontrato a lungo il capo dell'ufficio
legislativo Antonella Manzione per un confronto su una materia assai delicata. A partire
dalla questione delle questio-
ni, se e come revocare gli appalti alle aziende che si sono
fatte coinvolgere nel malaffare. Un problema che riguarda
non solo Cantone, ma la stessa
gestione di Expo e ~l commissario Rodolfo Sala. E molto probabile che s'imponga un'idea
dello stesso Cantone (che l'ex
pm spiega nell'intervista qui a
fianco) e cioè l'applicazione rigida del «patto di integr~tà»
previsto dalla legge Severmo,
per cui un'impresa aggiudicataria sottoscrive il patto e se lo
viola perde l'appalto. ~bas~~
decreto, Cantone avra uomrm
e mezzi per Milano, mentre dovrà aspettare per veder potenziata la sua Authority a Roma.
In sintesi, per Expo, il commissario incasserà un ampio potere di controllo sugli appalti vecchi e nuovi, sui bandi di gara,
sulle regole di aggiudicazione.
Quanto alla manovra anticorruzionequile novità non sono da poco. Perché il GuardasigilliOrlando,chegiàlaseraprima aveva deciso di presentare
un suo ddl con le nuove norme
sulfalsoinbilancio (punito fino
a 5 anni come prima della riforma di Berlusconi), sull' auto-riciclaggio (fino a 8 anni), sulla
prescrizione (bloccata o subito
dopo il rinvio a giudizio o dopo
la sentenza di primo grado), a
leggereleprimeagenziesu Venezia ha deciso di anticipare
ancora. «Era una scelta inevitabile» ha detto coni suoi collaboratori. Ed è andato al Senato
dove, in commissione Giustizia, è già in discussione il ddl
Gi::asso, di materia omologa. Se
martedì sera, il sottosegretario Cosimo Maria Ferri aveva
già fermato i lavori preanm~n­
ciandola mossadelgoverno, 1eri Orlando l'ha anticipata. Pieno l'appoggio del Pd, arrivato
dal capogruppo Zanda. La discussione in aula prevista peril
10 giugno slitterà al 25, e ci
sarà tutto il tempo per l'integrazione dei due testi, quello
del governo e il ddl Grasso, in
commissione. Lo stesso avverrà alla Camera, dov'è partitala discussione sulla proposta
Ferranti in tema di corruzione.
Con le inchieste giudiziarie
che incombono rinviare ancora sarebbe stato impossibile.
Né la via di progressivi emendamenti del governo sui testi
parlamentari, che pure è stata
presa in considerazione, è parsa la più opportuna per far ap-
Ritaglio
Primo piano Italia
prescrizione dopo rinvio
a giudizio o primo grado
provare rapidamente le nuove
norme.Delresto,ilddlOrlando
è già da tempo a palazzo Chigi.
Copre un inasprimento delle
leggi antimafia, come un'associazione mafiosa punita più severamente, el' autoriciclaggio.
Verrà aggiunto il falso in bilancio, in versionepre-Berlusconi,
che rappresenta una vera inversione di rotta rispetto alla
stagione delle leggi ad personam.
(1. mi.)
©RIPRODUZIDNE RISERVATA
SERRACCHIANI
Per il vicesegretario
del Pd "la vecchia
politica deve
strapparsi di dosso
i suoi sporchi
costumi"
ALFANO
li leader del Ncd:
"Bloccare i ladri,
non le opere".
Ecritica gli arresti
prima del voto di
esponenti del Ncd
PUPPATO
La senatrice pd
ha denunciato il
caso Mose un anno
fa: "C'è stata
volontà politica di
non intervenire"
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Cinque anni a chi froda
i conti societari. Stop alla
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Quotidiano
la Repubblica
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FALSO IN BILANCIO
PRESCRIZIONE
EXPO EREVOCA
Si torna al 2001,
alla norma che
esistevi'! prima
della legge ad
personamdi
erlusconi, con
un reato punito
fino a 5 anni,
e che quindi
potrà essere
intercettato
Cambiala
regola
che finora ha
atto morire
entinaiadi
processi sulla
corruzione.
Prescrizione
bloccata con il
rinvio a giudizio
o la sentenza di
primo grado
Èil punto chiave
della manovra
iRenzisu
ilano.A
alazzo Chigi
stanno
studiando come
revocare i lavori
alle imprese che
sono finite
nelle inchieste
nettamente
potenziata la
uadra dei suoi
uomini a Roma
ea Milano, con
esperti presi
dalle forze dì
polizia, dalla
magistratura e
dalla dottrina
GARE TRASPARENTI
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A Cantone verrà
dato ampio
oteredi
ontrollo su tutti
li appalti di
Expo, sia quelli
vecchi che quelli
nuovi, con la
possibilità di
esaminare i
bandiegare
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Primo piano Italia
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Quotidiano
la Repubblica
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. . . . . . . . Corte dei conti: " ·fonnat l'I
que li euro lounsurro
ROMA. Pressione fiscale al
43 ,8 per cento (quattro punti
più della media europea che è
del 40 per cento), un sommerso che vale il 21 per cento
del Pil e l'lrpef- la maggiore
imposta italiana - soggetta
ad un "sistematico svuotamento", con fughe dalla progressività (cedolare secca,
rendite finanziarie, premi
produttività). In una situazione come questa per la Corte
dei Conti, che ieri ha presentato il "Rapporto sulla finanza
pubblica", interventi come il
bonuslrpefda80eurosonosolo un "surrogato" ad una vera
riforma dell'imposta..
Il tema della riforma è tuttavia sul tavolo del governo che
conta di approvare le deleghe
fiscali, catasto e semplificazione, prima dell'estate e in proposito è in via di allestimento
una commissione che potrebbe essere guidata dall'ex presidente della Corte costituzionale, Franco Gallo.
Il rapporto della Corte, presieduta da Raffaele Squitieri
punta l'indice sull'evasione fiscale. «L'evasione fiscale -'-spiega - continua ad essere
un problema di straordinaria
gravità, tra le prime cause, se
non la principale, delle difficoltà del sistema produttivo,
dell'elevato costo del lavoro,
dello squilibrio dei conti pubblici, del malessere sociale esistente». Solo p~r l'Iva e l'lrap,
che rappresentano solo un
quinto del gettito totale, ammonta a 50 miliardi. L'evasione contribuisce anche ad aumentarela pressione fiscale: la
Corte calcola che se si depura il
Pii dai redditi evasi la pressione raggiunge il 50 per cento.
La conclusione è che il prelievo
in Italia è «eccessivo e maldistribuito».
Sul fronte dei conti pubblici
la Corte, come ha fatto più volte in passato, invita alla cautela con l'austerità. Gli sforzi, ha
detto Squitieri, devono essere
«ispirati al rigore e non all' austerità» perché «uno sforzo ec-
f
cezionale non può realisticamente essere protratto troppo
oltre in assenza di crescita economica». ConcordaPadoan:l'Italia, ha detto, punta a modificare l'agenda europea, imprimendole una sterzata verso
nuove priorità come crescita e
lavoro e non più «Solo rigore,
tradottosi finora in austerità».
«L'Italia - ha aggiunto - ha
fatto e continua a fare i compiti a casa. Trail2011 eil2013le
manovre sono ammontate a
67 miliardi, pari a 4,3 punti di
Pii», ha calcolato il ministro.
Oggi il nostro debito pubblico,
sul quale Bruxelles ha puntato
il dito nelle sue raccomandazioni, è tra i maggiormente sostenibili in Europa. E lo sarebbe ancora di più se la crescita
nominale - e dunque l'inflazione-fossero più alte».
L'economia sommersa in Europa
IN %SUL PIL
- - Media Area Euro-17: 14,4
068391
...
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LA STAMPA
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05-06-2014
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1
Slitta l'estensione del bonus di 80 euro
Gli aiuti alle famiglie con più di due figli nella legge di stabilità. La Tasi fissata ad ottobre per icomuni ritardatari
PAOLO BARONI ·
ROMA
Niente da fare: il bonus da 80
euro non cambia natura e le
famiglie monoreddito con più
·figli per quest'anno restano a
bocca asciutta. Dopo una notte di riflessioni ed una triangolazione Renzi-Alfano-Saccorii, ieri mattina, governo e
maggioranza hanno concordato di accantonare richiesta
dell'Ncd che puntava ad alzare la soglia di reddito per le famiglie con più di due figli. Come per la richiesta di ulteriore alleggerimento dell'Irap a
favore delle piccole imprese, e
le analoghe misure a favore di
incapienti e partite Iva, tutto è
rinviato alla prossimà legge di
stabilità. Dunque al 2015.
Il dietrofront ha creato non
pochi mal di pancia nel Nuovo
centrodestra: una «resa totale» l'ha definitiva qualche senatore deluso e amareggiato
per l'abbandono repentino di
uno dei cavalli di bàttaglia del
partito nell'ultima campagna
elettorale. In cambio l'Ncd si è
dovuto accontentare di un ordine del giorno che vincola il
governo ad intervenire, vuoi
con la delega fiscale di prossi-
ma attuazione vuoi con la leg- ordini del giorno, le commissioge di bilancio.
ni Bilancio e Finanze di palazzo
Madama hanno approvato altre
Imbarazzo nell'Ncd
modifiche. Con un emendamento
«Abbiamo vinto un pezzettino proposto dal governo è stato uffidella nostra battaglia~> ha ri- cializzato lo slittamento al 16 otvendicato il coordinatore Gae- tobre del pagamento della prima
tano Quagliariello. Soddisfatto rata della Tasi nei i comuni dove
anche il relatore Antonio D~ll, non è ancora stata deliberata
che più di tutti si era speso per l'aliquota. Le delibere dovranno
far passare i due emendamenti essere pubblicate entro il 10 set(<<li rinvio consentirà di reperi- tembre. Nel caso non venga rire maggiori risorse»), come an- spettato nemmeno questo termiche il· capogruppo Maurizio ne la tassa, calcolata applicando
Sacconi. «Riconosciamo in tne- l'aliquota minima dell'l per mille,
no spesa e meno tasse la nostra andrà versata in un'unica solubattaglia. Volevamo introdurre zione entro il 10 dicembre. Previil principio che in ogni opera- sto anche che entro il 20 giugno il
zione di riduzione fiscale sia te- Tesoro anticipi ai comuni ritarnuto conto del carico familiare, datari i fondi necessari per coprila soluzione ci soddisfa». Al re il ,50% del gettito Tasi stimato
punto che al momento del voto, applicando l'aliquota base.
oggi il governo dovrebbe chiedere fiducia per blindare la leg- Pensioni, norma salva-casse
ge e consegnarla in tempo alla Via libera anche all'aumento dalCamera per la conversione fi- 1'11 all'll,5% della tassazione sulla
nale, l'Ncd non farà mancare il previdenza complementare in
suo appoggio al decreto. «Off maniera tale da poter escludere
corse», ha assicurato il capo- poi i fondi pensione dall'aumento
gruppo.
dal 20 al 26% della tassazione sulle rendite finanziarie, mentre ·è
Ok allo slittamento Tasi
saltata l'equiparazione alla BanSul filo di lana, prima di passare ca d1talia (dove si applica il tetto
la palla all'aula, dove poi ieri è dei 240mila euro) delle modalità
·iniziata la discussione generale di fissazione degli stipendi della
e dove sono già stati depositati Consob.
700 emendamenti ed altri 20
Mini-riforma Farnesin_a
Grosse novità arrivano invece
per la Farnesina: ambasciate e
consolati, dovranno svolgere «attività per la promozione dell'Italia» per «sviluppare iniziative e
contatti di natura politica, economico-commerciale e culturale
nell'interesse del Paese». Per finanziare quest.e nuove attività
verrà costituito un fondo apposito aliffientato dal taglio delle in·
dennità per i servizi effettuati all'estero dai nostri diplomatici e
col blocco delle spese di rappresentanza e la cancellazione delle
spese extra per le «esigenze particolan». Si punta a raccogliere
· 15 milioni per il 2015e13 dal 2016.
Delega fiscale al via
Sempre in materia fiscale, intanto, sempre ieri il governo per bocca del viceministro Luigi Casero
ha confermato che entro giugno
il governo presenterà i primi tre
decreti attuativi della delega fiscale. Si tratta dell'invio della dichiarazione dei redditi precompilata a lavoratori dipendenti e
pensionati, del pacchetto di-semplificazioni amntinistrative ed il
primo dei tre «dlgs» sul catasto,
quello che fa ripartire le commissioni censuarie, riforma che poi
sarà completata entro l'anno.
@paoloxbaroni
I punti principali
--··-
~ FAMIGLIE CON FIGLI
~ lA TASI RINVIATA
- - , MONOREDDITO
- - , AL 16 ODOBRE
2
Non riceveranno
il bonus fiscale
di80euronel2014
--
- - - - - - - - - - -
~STIPENDI
~ TASSAZIONE PREVIDENZA
- - , COMPLEMENTARE
·
- - , DELILACONSOB
Per i comuni che
non hanno ancora
deliberato l'aliquota
Saltata l'equiparazione
a quelli della Banca
d'Italia (240mila eu~)
Passerà dall'11 all'11,5
per cento. Escluse
le rendite finanziarie
~COMPITI
- - , MINISTERO DEGLI ESTERI
5
Consolati e ambasciate
svolgeranno •<attività di
promozione dell'Italia»
IL DECRETO IRPEF
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Incontro mondiale
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Il tre giugno scorso si è tenuto a Milano
l'incontro mondiale delle famiglie
numerose. Nella foto un.nucleo familiare
composto dai genitori e ben otto figli
Questa famiglia se avesse un reddito
superiore ai 1500 euro non riceverebbe il
bonus fiscale
del
destinatario,
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5 giugno - SNALS Lombardia