ALIMENTI FUNZIONALI E NUTRACEUTICI
MIGLIORARE LA NOSTRA SALUTE
PER
VINCENZO LONGO
Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, CNR,
PISA
Email: [email protected]
MEETING BOLOGNA 22 SETTEMBRE
2011
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Radicali liberi e stress ossidativo
MEETING BOLOGNA 22
SETTEMBRE 2011
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Nel nostro organismo, i radicali liberi sono
prodotti di "scarto" che si formano
naturalmente all'interno delle cellule (nei
mitocondri) dove l'ossigeno viene
utilizzato nei processi metabolici per
produrre energia (ossidazione).
Non tutto l'ossigeno però viene consumato
circa il 5% di esso dà normalmente origine
a prodotti di scarto chiamati radicali
liberi.
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Produzione di ROS nei mitocondri
Riduzione tetravalente (“la regola”)
1e-
O2
.
O2
1e-
1e-
H2O2
2 H+
Riduzione
univalente
.
HO
1e-
H2O
1H+
Riduzione
univalente
Riduzione bivalente
Riduzione bivalente
Riduzioni uni- e bi-valente (“le eccezioni”)
La catena respiratoria normalmente
produce piccole quantità di ROS
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Altri radicali liberi provengono dall'esterno
e possono penetrare nell'organismo
attraverso l'apparato gastroenterico,
respiratorio o attraverso la cute.
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Stress ossidativo:
condizione di sbilanciamento tra i processi ossidativi
(origine energetica, metabolica, reattiva)
e le capacità anti-ossidanti dell’organismo
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•·
•·
•·
•·
•·
•
Alimentazione troppo ricca di proteine e
grassi animali saturi;
Alimenti non tollerati;
Alcune disfunzioni e stati patologici;
Ischemia dei tessuti;
Traumi e ferite;
Intensa attività fisica
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Il nostro organismo possiede uno specifico
sistema per difendersi da tali molecole chiamato
sistema antiossidante.
Questo sistema è costituito da una serie di
molecole ed enzimi che hanno la specifica
funzione di neutralizzare i radicali liberi.
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Dieta e Antiossidanti
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CURCUMINA
CAPSAICINA
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GENISTEINA
DIALLILSOLFURO
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LICOPENE
RESVERATROLO
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LA QUALITA’ DEGLI ALIMENTI DIPENDE DA:
1. TERRITORIO
2. AMBIENTE
3. UOMO
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Una delle qualità degli alimenti o di una
sostanza di origine vegetale può essere
valutata attraverso la misurazione del
potere antiossidante totale.
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Alla fine degli anni ‘90, il Dipartimento del Ministero della
Agricoltura Americano ha stilato un elenco di alimenti
dotati di spiccate capacità antiossidanti.
Tale classificazione denominata O.R.A.C. (Oxigen
Radical Absorbance Capacity) vede valori, che vanno
dalle 40 unità ORAC di un cetriolo alle oltre 5000 unità
ORAC di un bicchiere di succo di uva rossa.
Importanti studi sono stati poi pubblicati sulle più
autorevoli riviste scientifiche di nutrizione evidenziando
enormi capacità antiossidanti di spezie, erbe e alimenti
da secoli
coltivati prevalentemente nel bacino del
Mediterraneo.
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Il metodo ORAC, messo a punto nell’Università di Boston, è
un sistema in grado di determinare la capacità antiossidante di
composti polari e apolari.
Test ORAC
Gli antiossidanti del vegetale vengono fatti reagire con i radicali
perossilici in presenza di fluorescina, rivelatore dello
svolgimento della reazione. Finchè gli antiossidanti sono in
grado di catturare i radicali, essi proteggono la fluorescina dal
decadimento; terminato l’effetto degli
antiossidanti, i radicali reagiscono con la fluorescina che perde
fluorescenza. Il tempo di decadimento della fluorescenza è
proporzionale a quantità ed attività degli antiossidanti presenti
nel campione.
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Il valore numerico delle unità ORAC si esprime
in μmoli di equivalenti Trolox e si calcola valutando
l’area sottesa dalla curva di decadimento della fluorescenza
rapportata a quella del Trolox, un analogo idrosolubile della
vitamina E, che funziona da standard.
Con il metodo ORAC, si può avere sia la capacità
antiossidante dei composti idrosolubili che di
quelli liposolubili; addizionando le due quantità si
ottiene il valore di ORAC totale del prodotto.
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I dati ottenuti con il test ORAC si basano su esami in
vitro; quindi non è detto che ad un elevato valore
ORAC corrisponda una eguale biodisponibilità.
Test ORAC
Ad oggi l’ORAC è una delle migliori approssimazioni
possibili per determinare un antiossidante naturale.
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Numerose ricerche hanno evidenziato che il
quantitativo minimo di ORAC che bisogna
assumere ogni giorno è almeno pari a 2000 unità e
che rispettare tale indicazione permette di
aumentare fino al 25% il potere antiossidante del
sangue umano.
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United States Department of Agriculture, ha
raccomandato l'assunzione di 3.000-5.000
Unità Orac giornaliere.
La media nella popolazione americana risulta
sensibilmente al di sotto delle indicazioni e
pari a 1.200 Unità Orac/die.
www.oracvalues.com
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LISOSAN G
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1. PRIVO DI TOSSICITA’
2. NON INTERFERISCE CON GLI ENZIMI
DEL METABOLISMO DELLE SOSTANZE
CHIMICHE INCLUSI I FARMACI
3. ORAC 6000 UNITA’ (X 100 GRAMMI)
4. PROTEGGE IL FEGATO DA TOSSINE
V. Longo et al. Biotechnoloy Letters, 2007
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IL LISOSAN G PROTEGGE L’ORGANISMO DAL
DANNO PROVOCATO DAL CHEMIOTERAPICO
CIS-PLATINO
V. Longo et al.: Food Chemical Toxicology, 2011
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BUN, Creatinine, Testosterone, Perossidi di idrogeno nel
plasma
CREATININE
5
BUN
4,5
4
600
3,5
ng/dl
ng/dl
500
400
300
2,5
2
200
1,5
100
1
0
0,5
C
L is
C is
0
L is + C is
C
Lis
Cis
Lis+Cis
HYDROGEN PEROXIDE
TESTOSTERONE
700
Carratelli units
5
4
ng/ml
3
3
2
1
600
500
400
300
200
100
0
0
C
L is
C is AGRISAN
L is + C is 4 SETTEMBRE 2011C
L is
C is
L is + C is
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EFFETTI DEL LISOSAN G SU CELLULE
ENDOTELIALI
DEL
MICROCIRCOLO
ESPOSTE ALLE OX-LDL
Lubrano et al.: Journal Indian Medical
Research, in fase di pubblicazione)
AGRISAN 4 SETTEMBRE 2011
25
460
**
450
ICAM-1 ng/100000 cell
440
°°
430
420
**
410
°°
°°
**
400
390
380
370
C
OxLDL
OxLDL+Lg
Lg
ICAM-1
β-actin
AGRISAN 4 SETTEMBRE 2011
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CREMA SOLARE
troviamo il Lisosan G)
(Tra
2900 unità ORAC
grammi di crema.
per
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le componenti
cento
27
Le
radiazioni
ultraviolette
(UV)
causano
principalmente mutazioni puntiformi ed anche se
l’organismo possiede un efficiente meccanismo di
riparazione, alcune volte non è in grado di riparare
tutti i danni. Dati di letteratura mostrano che
un’esposizione frequente ai raggi UV può produrre
danni a lungo termine come l’invecchiamento
precoce, il tumore della pelle.
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Studio sulla capacità della crema solare nella
prevenzione del danno indotto dai raggi
ultravioletti
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SOPRAVVIVE
NZA (%)
conv. / 105
soprav.
revert. /106
soprav
CONTROLLO
100
0,91 ±0,29
0,25 ± 0,05
UV 50 J/m2
63,8 ± 13,97 *a
201,3 ± 115,06*a
536,91± 102,46*a
208,4 ± 44,6
291,61± 24,64 *
C. solare 0.2 mg/ml + UV 85 ± 16,97 (P=
50J/m2
0.025)
C. solare 2 mg/ml + UV
50J/m2
80 ± 22.91
(P=0.08)
183,49± 22,03
(p=0.71)
374,17 ± 66,32*
DMSO
88 ± 11,53
0,97 ± 0,04
0,25 ± 0,05
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I risultati degli esperimenti ci hanno permesso di ipotizzare che la
crema solare può essere adatta per diminuire i danni genetici
causati nelle cellule di lievito dai raggi ultravioletti, se utilizzata
immediatamente prima della esposizione.
Più in particolare
1. Ha influenzato la citotossicità,
sopravvivenza
cellulare
che
dell’irradiazione.
ossia ha migliorato la
diminuisce
a
causa
2. Ha contrastato l’aumento della conversione genica, ma la cosa
più importante è il fatto che la crema solare è stata in grado di
proteggere dalla mutazione puntiforme, che è il
principale danno genetico causato dai raggi
ultravioletti.
3. Si suppone che questa capacità antimutagena della crema
solare sia dovuta all’alto valore antiossidante che si ritrova al
suo interno (Importante ruolo del Lisosan G)
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GRAZIE PER L’ATTENZIONE
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presentazione dott. Longo - Ordine dei Chimici di Bologna e Ravenna