“Va frenata la
fuga dei cervelli
offrendo loro
uguali opportunità
in patria”
Giorgio Napolitano
Presidente della Repubblica
ANNO 2
NUMERO 13
MARZO 2007
MENSILE A DIFFUSIONE GRATUITA IN ATTESA DI REGISTRAZIONE PRESENTATA AL TRIBUNALE DI FROSINONE. EDITO DA COPIT, AERO SEKUR, ASSESSORATO
ATTIVITÀ PRODUTTIVE PROVINCIA DI ROMA, E.N.E.A., I.N.F.N., POLO TECNOLOGICO INDUSTRIALE ROMANO , C.N.R, UNIVERSITÀ DI TOR VERGATA.
S
O
M
M
A
R
I
O
Editoriale
Perché Rieti?
di Aldo D’Alessio
Rubrica
Il ricercatore invisibile
di Max Mizzau Perczel
pagina 2
Città e Sicurezza: uno sguardo
sul nostro futuro
di Alessia Gianaroli
Presentato il premio
“Migliore Tesi di Laurea”
Incontro ENEA-COPIT
Rubriche
QM! ...questo mese
News dalla Provincia di Roma
pagina 3
Prevenzioni dai rischi di
eventi non convenzionaliNBCR
Il ruolo dell’Ente Locale per la
promozione di una rete di
efficienza di attività
scientifiche e imprenditoriali
pagina 4
La Governance e le Tecnologie
NBCR per la Homeland
Security
Coordinamento del progetto
europeo ISOTREX
pagina 5
Parco scientifico &
tecnologico (Definizione
ufficiale IASP)
Pianificazione di emergenza
Il telerilevamento per la
prevenzione
pagina 6
Sistema Infrarosso per la
Rivelazione di Gas Tossici
di Carlo Corsi
Tavolo di Coordinamento
Tecnico
pagina 7
Progetti
Sorgente laser per
fotoiniettore SPARC ad alta
brillanza
di Carlo Vicario e Massimo Petrarca
pagina 8
Gruppo Ricerca-Ambiente
Importanza della
collaborazione fra Accademia
e Industria
Rubrica
Da Sapere
PERCHE’
RIETI?
e ragioni che hanno indotto la
redazione di Live a pubblicare un
Linserto
sulla giornata di studi di
Rieti sono molteplici.
Le enumeriamo brevemente.
In primo luogo, il successo di
partecipazione e soprattutto di idee
che ha contrassegnato l’evento.
E’ stato prezioso il contatto
realizzato con le Province di Roma
e di Rieti che hanno introdotto, con
il programma Galileo (che ha
generato diversi progetti applicativi),
un modo nuovo di sostenere la
ricerca e di fare politica. Non meno
importante la partecipazione della
scuola interforze NBC il cui valore è
andato al di là del tema specifico (la
prevenzione dai rischi di eventi non
convenzionali)
ed ha attinto alle risorse, un po’
trascurate, che la Difesa può mettere
in campo come riferimento di
innovazione tecnologica e centro di
impulso allo sviluppo delle
tecnologie duali.
Ci sono, in secondo luogo, le
partecipazioni delle Università di
Roma e di Viterbo, nonché degli
Enti Nazionali di Ricerca (ENEA,
tra tutti) e delle grandi
organizzazioni industriali come
Finmeccanica che ha portato il
contributo innovativo costituito dal
nuovo istituto della “comunità
tecnologica”, strumento essenziale
per rendere un servizio di alto
livello alla domanda istituzionale.
Progetti significativi sono stati
illustrati. Su questa strada si è posta
l’iniziativa del premio “migliore tesi
di laurea” proposto dalle Province di
Milana, Napoli, Roma mediante il
quale sono state disseppellite risorse
culturali di grande valore (anche per
la politica degli Enti Locali).
In terzo luogo, la partecipazione
organizzativa del COPIT che ha
messo insieme Soggetti di primaria
importanza, inducendoli a parlare tra
loro, ed ha dato impulso al
cosiddetto “tavolo di coordinamento
tecnico”
che potrebbe rivelarsi strumento
assai importante per sostenere la
diffusione della strategia della
prevenzione.
Fedeli al vecchio detto “prevenire è
meglio che curare”, i promotori
dell’evento hanno chiarito il nesso
inscindibile che esiste tra
prevenzione e soccorso. La
prevenzione, se ben fatta, deve
ridurre il rischio di eventi
calamitosi; il soccorso, laddove si
manifesti il danno, deve ridurne
l’impatto e recuperare l’incolumità
delle persone e l’efficienza delle
infrastrutture. L’esercizio delle
queste funzioni impone un salto
culturale nella ricerca al quale si può
pervenire solo operando come
sistema. Questo il segnale lanciato a
Rieti e su questa strada si dovrà
proseguire.
Aldo D’Alessio
a pag.2
Città e Sicurezza:
uno sguardo sul nostro futuro
l 30 marzo prossimo, presso l’Istituto Superiore
Antincendi di Roma, si terrà il Convegno
IInternazionale
“Città e Sicurezza”. L’evento è
organizzato dalla Provincia di Roma, insieme alla
Provincia di Milano, alla Provincia di Napoli, la
Fondazione Politecnico di Milano ed è patrocinato
dalla Commissione Europea, dalla Presidenza del
Consiglio dei Ministri, dal Ministero
dell’Università e della Ricerca, dal Ministero
dell’Interno e dall’Istituto Nazionale per
l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro e
vedrà la partecipazione dei ministri Fabio Mussi e
Alfonso Pecoraro Scanio.
di Alessia Gianaroli
a pag.3
Il convegno di Rieti
del 23 gennaio
dai rischi di eventi non
convenzionali - NBCR.
Prevenzione
l ruolo dell’Ente Locale per la promozione di una
rete di efficienza di attività scientifiche ed
Iimprenditoriali.
Il COPIT nel 2007:
Masters in discipline
aerospaziali
a pag.8
’importanza della collaborazione fra Accademia
e Industria. Dopo tanti anni di impegno si
Lincominciano
a vedere concreti risultati.
di Giovanna Piu
Promuovere la cultura della innovazione
Parco scientifico & tecnologico
(Definizione ufficiale IASP)
L’obiettivo principale è sostenere la competitività delle Imprese e l’attività
di ricerca delle Istituzioni, avvicinando queste risorse al territorio.
Intervento dell’Ing. Giuliano Cabrele, DG Parco Tecnologico Alto Lazio.
Il ricercatore invisibile
l Parco Scientifico (Parco Scientifico & Tecnologico od
altrimenti detto Tecnopolo) è un’istituzione ampiamente
Idiffusa
a livello mondiale: l’Associazione Internazionale
di Max Mizzau Perczel
dei Parchi Scientifici, (IASP. Int. Ass. of Science Parks) ne
dà la seguente definizione sintetica:
La Corea interessata ai ricercatori italiani e al nostro modo di fare ricerca
e trasferimento tecnologico per le imprese. Al Tecnopolo arriva il presidente
della Corea del Sud per collaborare nella ricerca. Il nostro Ricercatore invisibile ha partecipato all’evento per Live. Il 16 febbraio un invito ad ''una
lunga e duratura collaborazione'' nella ricerca e' stato rivolto agli imprenditori dell'innovazione laziali dal presidente della Corea del Sud, Roo MooHyun, in occasione della sua visita al Tecnopolo di Castel Romano, presenti, tra gli altri, il governatore del Lazio, Piero Marrazzo, il presidente di
Sviluppo Lazio, Giancarlo Elia Valori, ed il presidente del Tecnopolo,
Brunetto Tini. Roo Moo-Hyun, nel suo indirizzo di saluto, ha innanzitutto
ringraziato le autorita' per ''l'accoglienza e per la testimonianza di stima e di
condivisione nei valori universali della pace, dei diritti umani, della valorizzazione e della protezione della vita. La mia esperienza politica - ha aggiunto - mi ha portato a visitare e conoscere diversi parchi tecnologici e ho trovato grande interesse per la vostra esperienza di avere due tecnopoli (quello
Tiburtino e quello di Castel romano) organizzati in un'unica struttura. I motivi della mia visita odierna sono di imparare dalla vostra esperienza ma anche
un messaggio simbolico alle aziende italiane di apprezzamento per la vostra
economia e per il sistema di fare impresa. A colloquio con il presidente del
Consiglio Romano Prodi ho apprezzato molto - ha sottolineato il presidente
coreano - il vostro interesse e apprezzamento per la velocita' di crescita e di
sviluppo tecnologico della Corea, ma credo che il nostro paese abbia ancora
molto da imparare dal sistema industriale italiano. Per fare un esempio, a
livello mondiale sono 350 i prodotti made in italy riconosciuti, in Corea sono
50. Ci sono poi 1.500 studenti coreani attualmente nel vostro paese. Questo
attesta l'interesse del popolo coreano per il vostro Paese''.
continua a pag. 4
Un Parco Scientifico è un’organizzazione diretta da
professionisti qualificati, il cui obiettivo principale e’
quello di incrementare il benessere della comunità,
promuovendo la cultura dell’innovazione e la
competitività delle imprese e delle istituzioni di ricerca
nel proprio territorio.
A tal fine, il Parco Scientifico provvede a stimolare e
gestire il trasferimento di conoscenza e tecnologia tra le
Università, i Centri di Ricerca, le imprese ed il mercato, a
facilitare il nascere ed il consolidarsi di società a carattere
innovativo, favorendo processi di incubazione e di spin-off
ed offrendo servizi ad alto valore aggiunto nonchè spazi e
strutture di elevata qualità.
Qui a Rieti, quest'ultimi aspetti della missione sono già stati
egregiamente promossi dal Consorzio per lo Sviluppo
Industriale, che ha fatto da apripista al Parco unitamente
agli altri membri fondatori (Prov. Rieti, Prov. Viterbo ,
Filas, Parco Scientifico d'Abruzzo), ai quali si aggiungono
i nuovi entrati (CCIAA Viterbo, Centro Ceramica Civita
Castellana).
Gli eventi che generano rischi di natura NBCR sono i più
vari; sono stati qui ricordati gli accadimenti della
metropolitana di Tokio, le Torri Gemelle di New York, le
lettere con antrace, ed altri, ma anche il recente allarme per
la portacontainer Napoli, e dunque potrei aggiungere
Cernobil, Seveso, e in più disastri naturali e del tutto
“convenzionali” come alluvioni e terremoti, che possono
indurre il rischio NBCR come effetto non desiderato.
continua a pag 5
NUMERO 13
MARZO 2007
Città e Sicurezza:
uno sguardo sul
nostro futuro
l 30 marzo prossimo, presso
IAntincendi
l’Istituto Superiore
di Roma, si terrà il
Convegno Internazionale
“Città e Sicurezza”.
L’evento è organizzato dalla
Provincia di Roma, insieme
alla Provincia di Milano, alla
Provincia di Napoli, la
Fondazione Politecnico di
Milano ed è patrocinato dalla
Commissione Europea, dalla
Presidenza del Consiglio dei
Ministri, dal Ministero
dell’Università e della
Ricerca, dal Ministero
dell’Interno e dall’Istituto
Nazionale per l’Assicurazione
contro gli Infortuni sul Lavoro
e vedrà la partecipazione dei
ministri Fabio Mussi e
Alfonso Pecoraro Scanio.
L’argomento che verrà
affrontato è, oggigiorno, di
grande attualità e ricopre uno
spettro di questioni come la
gestione emergenze
terrorismo, delle catastrofi
naturali, attentati
batteriologici, la
pianificazione delle gestione
della sicurezza del territorio e
l’efficienza ed efficacia delle
centrali di comando in caso di
emergenza, il tutto riportato
alla dimensione metropolitana.
Queste problematiche non
riguardano solo l’Italia, ma
tutti i Paesi Europei, che nella
maggior parte dei casi già
operano innovative e
funzionali strategie e piani per
la sicurezza. Nel corso delle
nostre iniziative abbiamo
avuto modo, tramite l’APRE e
i referenti per le Azioni di
Ricerca per la Sicurezza della
DG Impresa, di conoscere le
azioni della Commissione
Europea in materia.
L’incontro sarà un’occasione
di discussione e crescita,
nonché un’esperienza allargata
anche ad altre Province e
Paesi Europei con la
partecipazione di esperti e
responsabili di settore, per fare
il punto su questi temi.
L’obiettivo dell’evento è
altresì di presentare le nuove
tecnologie che sono in corso
di sviluppo in questo campo,
avvalendoci anche di
dimostrazioni pratiche,
favorendo uno scambio di
conoscenze tra università,
centri di ricerca, istituzioni e
imprese.
I destinatari dell’iniziativa
sono proprio il sistema
ricerca-univeristà-impresa, le
associazioni industriali e
imprenditoriali di PMI che si
occupano di sicurezza civile,
nonché le Istituzioni nazionali
ed europee, la rete degli Enti
locali interessati delle materie
oggetto del Convegno.
Numerosi sono i centri di
ricerca pubblici e privati e le
Iniziativa per la “Casa Comune Italia” in Europa
CON GUIDONI E PAGANETTO,
INCONTRO ENEA – COPIT
Con la partecipazione diversi funzionari dell’ENEA e dei dirigenti del COPIT, il 10 febbraio 2007, si è riunito il gruppo di
contatto COPIT – ENEA che ha esaminato diversi argomenti tra
i quali:
• iniziativa per la formazione di una Casa Comune Italia in
Europa allargata alla partecipazione delle presenze nazionali istituzionali;
• incontro con i parlamentari, presentatori della proposta di
legge sui cambiamenti climatici, con i ricercatori ENEA che
hanno aggiornato lo studio sul Global Change e sui suoi effetti
sul territorio;
• partecipazione al VII programma quadro in relazione ai temi
sulla sicurezza ed alla preparazione della conferenza internazionale promossa dalle Province Italiane (30 marzo 2007).
Alla riunione erano presenti, il Parlamentare europeo Guidoni,
il Presidente (neo nominato) Paganetto, il DG dell’ENEA, Lelli.
QM!
università coinvolte, tra i
quali: Politecnico di Milano,
università di Roma La
Sapienza, Tor Vergata e Roma
3, università Federico II di
Napoli, CNR, ENEA, ASI,
APRE, Consorzio per
l’Ingegneria nella
Assicurazioni, CEFRIEL,
Consorzio Politecnico
Innovazione.
Le partecipazioni
internazionali, oltre al
supporto dell’Agenzia
Spaziale Europea (sede di
ESRIN) vedono la presenza di
numerosi paesi: i francesi
dell’Institute pour une Culture
de la Sécurité Industrielle di
Tolosa (già presenti l’anno
passato), i tedeschi
dell’Association of the
PA G I N A 2
Security and Defence industry
del North Rhine-Westphalia,
gli olandesi del Center for
Risk and Crisis
communication del Ministero
degli Interni, i danesi del
Comune di Copenhagen e la
città di Londra.
Il Convegno è strutturato in
una mattinata durante la quale
si terrà la sessione plenaria
alla quale parteciperanno ed il
pomeriggio dedicato a 6
workshop su tematiche
tecnologiche e trasferimento
della Conoscenza. Inoltre, in
tale occasione sarà consegnato
un Premio “Città e Sicurezza”
alla 3 migliori tesi di Laurea
in questo ambito.
Inoltre, durante il convegno
sarà presentato un catalogo
delle tecnologie disponibili in
questo ambito. Tutte le
aziende, centri di ricerca,
università interessate sono
invitate a mandare la propria
scheda delle tecnologie
e-mail:
tecnologiesicurezza@fondazio
nepolitecnico.it
Info e iscrizioni:
www.fondazionepolitecnico.it
Alessia Gianaroli
PRESENTATO IL PREMIO
“MIGLIORE TESI DI LAUREA”
Introduzione di Manzi, intervento di Eufemi
Con l’intervento dell’On. Bruno Manzi, Assessore alle Attività
Produttive della Provincia di Roma, si sono aperti i lavori della
Conferenza di presentazione del premio “migliore tesi di laurea”, promosso dalle Province di Roma, Milano, Napoli.
L’On. D’Alessio, Segretario Generale del CoPIT, ha richiamato il successo dell’iniziativa, dovuto sia alla partecipazione dei
laureandi, sia alla scelta dei temi, tutti di evidente interesse per il
sistema degli Enti Locali.
L’Assessore Manzi, riferendosi a questo aspetto, ha sottolineato che dei 28 lavori ricevuti dalla Segreteria del premio, molti
sono di interesse diretto per la politica locale e per il territorio
(distretti scientifici, calamità naturali, gestione delle frane, progetti afferenti a Galileo) e potranno essere sicuramente utilizzati
a questo fine.
Il Sen. Eufemi ha evidenziato che le ricerche svolte (delle
quali abbiamo ora la prova cartacea) hanno contribuito alla definizione di proposte di legge patrocinate dal CoPIT. Quelle, per
esempio, riguardanti l’adattamento agli effetti dei mutamenti climatici ovvero concernenti le assicurazioni contro le calamità
naturali. Il CoPIT, quindi, deve proseguire nello sforzo intrapreso dando continuità alla attivazione dei rapporti tra le Istituzioni
e i Centri di Ricerca,
l tema del ruolo degli Enti Locali ha trovato anche uno sviluppo interessante negli interventi del Prof. Campisi e dell’Ing.
Franco, che hanno sostenuto l’esigenza di ampliare lo spettro
delle competenze delle Province dal punto di vista della gestione
del territorio e della messa in rete delle risorse. In particolare,
bisognerebbe introdurre una analisi, in termini di domanda –
offerta, delle esigenze di aggiornamento dei suddetti Enti e di
risposta da sollecitare alle Facoltà Universitarie operanti nel
comprensorio di Roma. Il quadro delle risposte ottenute mediante il bando per il premio sono la conferma della validità della
suddetta tesi e della utilità della strada intrapresa.
“SPAZIO” nel 7°
Programma Quadro di
RST dell’UE: lancio del
programma di lavoro 2007
Il 12 Marzo prossimo a Roma, presso
la Sala Tevere della Regione Lazio
(Via Cristoforo Colombo n. 212) sarà
presentato il lancio del 7° Programma
Quadro per la tematica Spazio.
Negli ultimi 20 anni l’Europa è diventata pioniere nel settore tecnologico
grazie ad applicazioni quali
l'Osservazione terrestre e Galileo.
L’Europa ha investito nell'esplorazione dello spazio sostenendo missioni
economicamente valide promuovendo iniziative in collaborazione con
l’Agenzia spaziale europea assicurandosi in tal modo il proprio ruolo strategico in questo settore.
L’Unione europea ha deciso recentemente di investire nel GMES
(Sistema globale di osservazione per
l’ambiente e la sicurezza) il quale
svolgerà un ruolo fondamentale nella
gestione delle conseguenze di calamità naturali e cambiamenti climatici.
Galileo, tra altre applicazioni, contribuirà allo sviluppo del meccanismo
di ricerca e soccorso (SAR).
Il 7° Programma Quadro di Ricerca e
Sviluppo Tecnologico dell’Unione
Europea (7PQ) è il principale strumento di attuazione della politica di
ricerca e di innovazione dell’Unione
Europea.
Con i suoi 50.521 milioni di Euro,
stanziati per i sette anni di attività
(2007-2013), ai quali andranno
aggiunti altri 2.700 per Euratom, il
VII PQ rappresenta uno stimolo
importante alla collaborazione scientifica in Europa, oltre ad una risorsa
finanziaria ingente sia per la ricerca
di base sia per la ricerca applicata: un
passo in avanti verso la creazione
dello Spazio Europeo della Ricerca.
Il nono tema “Spazio” avrà a disposizione un budget totale di 1.430
milioni di euro per raggiungere gli
obiettivi proposti: contribuire allo
sviluppo della politica spaziale europea sostenendo così le politiche
comunitarie nei settori dell’agricoltura, dell’ambiente, della pesca, dei
trasporti e delle telecomunicazioni
sia attraverso strumenti di osservazione spaziale che tramite soluzioni
direttamente collocate nello spazio.
L’evento è organizzato dall’APRE in
collaborazione con la Regione Lazio,
l’ASI, l’UPI e ha il patrocinio della
Commissione Europea e della
Presidenza del Consiglio dei
Ministri.
Per informazioni rivolgersi all’APRE,
scrivendo a:
adunmo@apre.it, segreteria@apre.it
o telefonando allo 065911817.
Per iscriversi alla giornata consultare
il sito: www.apre.it
PER ULTERIORI INFORMAZIONI
consultare il sito:
www.provincia.roma.it
o scrivete all’indirizzo e-mail:
forumtecnologico@provincia.roma.it
...QUESTO MESE
• 6 febbraio 2007 ore 11.00 - 13.00
Divulgazione della cultura scientifica della
Provincia di Roma.
Presso la Università di Tor Vergata (Facoltà di
Ingegneria), si è svolta la riunione di insediamento del Comitato di Redazione per la realizzazione dei “quaderni speciali” promossa dalla
Provincia di Roma (Assessorato alle Attività
Produttive). Erano presenti il Prof. Mirko
Antonini, il Prof. Gianrocco Franco, il Dottor
Bruno Spataro ed il Gen. Felice Grosso.
Hanno definito un Comitato di Redazione per
svolgere attività di direzione e di coordinamento in merito ai seguenti temi: distretto scientifico; trasferimento di spin off, dalle Università
all’esterno; trasferimento di tecnologie da
parte dei Laboratori degli EPR (dell’area
Tiburtina – Frascati) verso le PMI che operano
all’interno degli stessi.
• 13 febbraio 2007 ore 11.00 - 13.00
“Città e Sicurezza”
Incontro organizzato dal CoPIT con i
Parlamentari, le Università, la Stampa il 13 febbraio 07 dalle ore 11,00 alle ore 13,00 presso la
Sagrestia della Camera dei Deputati (ingresso
di Vicolo Valdina 3A) allo scopo di illustrare il
Bando di concorso (patrocinato dalle Province
di Roma, Milano e Napoli) promosso in occasione della Conferenza Internazionale, “Città e
Sicurezza”, di cui è previsto lo svolgimento nel
marzo 2007 e, nella occasione è stato presentato il testo della tesi di laurea sul tema dei
distretti scientifici.
Hanno aperto i lavori l’On. Mario Tassone e
l’On. Bruno Manzi.
• 20 febbraio 2007 ore 11.00 - 13.00
LIVE e CoPIT incontrano il Centro
Sviluppo Materiali di Castel Romano.
Il giorno 20 febbraio 2007 (martedì) dalle ore
11.00 alle ore 13.00 presso la sede del
Centro Sviluppo Materiali -- CSM (via di Castel
Romano, 100) su invito del Dr. Carlo Pagliucci Direzione Generale CSM- si è svolto l’incontro
della delegazione del COPIT e della redazione
della rivista LIVE sul tema:
BILANCIO DI ATTIVITA’
INIZIATIVE E RUOLO ISTITUZIONALE DELLA
AZIENDA
• Nel prossimo numero il resoconto di questo
appuntamento.
NUMERO 13
MARZO 2007
PA G I N A 3
23 GENNAIO 2007
PREVENZIONE DAI
RISCHI DI EVENTI NON
CONVENZIONALI – NBCR
GIORNATA DI STUDI SUL TEMASVOLTA PRESSO LA SCUOLA INTERFORZE DELLA DIFESA DI RIETI
La giornata di studi.
Si è svolto, come
programmato, presso la Scuola
Interforze della Difesa (NBC)
di Rieti, il convegno intitolato
alla prevenzione dai rischi di
eventi non convenzionali
(NBCR). La Giornata di studi,
sia per gli argomenti trattati,
sia per la partecipazione,
molto rappresentativa delle
diverse strutture dello Stato,
ha avuto un notevole successo.
L’on. TASSONE, presidente
del COPIT, (che con la
collaborazione della Scuola
Interforze, della Provincia di
Roma e di Aero Sekur, ha
curato l’evento), ha dichiarato
che l’integrazione funzionale
realizzata nella occasione,
segna una svolta nella politica
della difesa e della protezione
civile e fa bene sperare nella
futura agibilità delle strategie
pubbliche, specie per quanto
riguarda la messa in campo di
una efficace prevenzione.
La presenza del Governo.
L’On. Casula, Sottosegretario
di Stato alla Difesa, che ha
portato il saluto del Governo
ha aggiunto che l’iniziativa
del COPIT ha colto nel
segno, come attestato dal
grandissimo interesse
manifestato dalle Industrie a
tecnologia avanzata ed in
particolare da Finmeccanica
che, con la propria iniziativa
sulla “Comunità per la
Sicurezza” ha aperto nuovi
orizzonti allo sviluppo della
integrazione intelligente nel
campo delle tecnologie. Il
sottosegretario ha anticipato
l’interesse della Difesa a
seguire da vicino le esperienze
della Scuola NBC di Rieti con
la quale si è compiaciuto per
la decisione di prendere parte
alla preparazione della
Giornata di Studi.
Il Dr. Claudio Giustazzi, a
nome del Sottosegretario di
Stato alla Salute Gaglione, ha
sottolineato l’esigenza di una
migliore integrazione tra le
amministrazioni centrali dello
stato chiamate in causa dai
problemi della sicurezza.
Il ruolo delle Province.
Il ruolo degli Enti Locali,
nelle parole del rappresentante
della provincia di Rieti
(Roberto Giocondi) e
soprattutto nel rapporto
illustrato da Bruno Manzi,
Assessore alle attività
produttive della Provincia di
Roma che ha parlato anche a
nome dell’UPI, ha evidenziato
una elaborazione inedita.
Il ruolo degli enti locali ha
trovato una convincente
sistemazione, tale da
rappresentare uno sviluppo
delle più recenti impostazioni
venute dal Governo. Qualora
si volesse (come si vuole) dare
corso a nuovi servizi, a
beneficio del pubblico, in
settori strategici che attirano
l’attenzione e le
preoccupazioni dei cittadini
(monitoraggio dei mutamenti
climatici, comunicazioni per
migliorare la sicurezza dei
trasporti, osservazione della
terra, riduzione del cosiddetto
Digital Divide) non si potrà
prescindere dalle Province.
Poiché si tratta di servizi che
derivano dalla esplicazione di
importanti e noti programmi
spaziali europei, appaiono più
che giustificati l’interesse che
la Provincia di Roma ha posto
in questa politica e l’accordo
sottoscritto con altre 15
province per integrare le
rispettive politiche spaziali.
Lo svolgimento dei lavori.
Come stabilito, i lavori hanno
avuto inizio alle ore 10.00.
Sono stati aperti dai saluti
portati dal Gen. Di Federico,
in rappresentanza del capo di
stato maggiore dell’Esercito,
dal Gen. Badalucco, a nome
della Scuola interforze della
Difesa –NBC, da Roberto
Giocondi che ha parlato a
nome del presidente dell’UPI,
Melilli e dall’On. Mario
Tassone che ha ricordato il
valore strategico delle attività
svolte dal COPIT, in settori
decisivi per lo sviluppo del
Paese come la Ricerca
scientifica, la Innovazione
tecnologica, la Protezione e la
Difesa civile. Su questo punto
anzi, ha detto Tassone, sarebbe
utile beneficiare della
consapevole partecipazione
delle autorità di Governo se,
come si sostiene, si vogliono
introdurre elementi di
discontinuità nella direzione
della cosa pubblica.
Con la relazione, affidata dal
COPIT al prof. Roberto
Mugavero di Tor Vergata, e le
comunicazioni direttamente
collegate con essa, svolte da
Leonardo Santi (Presidente del
comitato nazionale di
biosicurezza della PDC), da
Riccardo Compagnucci
(V.Capo del Dipartimento dei
VdF del ministero
dell’Interno), da Virgilio
Costanzo (ministero della
Salute) e da Alberto Sarti di
Finmeccanica, si è entrati nel
vivo della piattaforma
proposta e riassunta nel
documento introduttivo
elaborato dal Comitato
Promotore della iniziativa.
Il Prof. Mugavero ha
ampiamente documentato
l’esigenza di verificare le
nozioni che presiedono alla
politica della difesa e della
protezione civile (mettendo le
amministrazioni dello Stato e
le Regioni al riparo dalla
confusione, forse involontaria,
che perdura in merito ai
suddetti concetti), mentre il
Prefetto Compagnucci ha
chiarito la portata del
coordinamento invocato che
non può non riguardare in
prima battuta tre
amministrazioni centrali quali
Interni, Difesa, Sanità.
Nozione ribadita dal Dr.
Costanzo che ha offerto una
convincente esposizione di
quanto la Sanità, ispirandosi a
questa indicazione, sta
facendo per accrescere la
soglia di sicurezza dei
cittadini.
Il ruolo delle Industrie è stato
messo in luce dall’Ing. Silvio
Rossignoli (al quale si deve
anche la proposta – accolta
nelle conclusioni – di formare
un tavolo tecnico di
consultazione e di
coordinamento),
recuperandolo dalle nebbie
nelle quali generalmente
veleggia, con la proposta,
documentata da Sarti, su come
è concepita e come funziona
la cosiddetta “Comunità per la
Sicurezza” , che si propone
quale pilastro del
dispiegamento di una
strategia che poggia, da un
lato, sulla ricognizione e la
sistemazione dei
“termini”guida, e dall’altro
lato, sulla proiezione nel
territorio tramite la
mediazione degli enti locali.
Lo spessore scientifico ed
operativo a questa strategia,
sommariamente ricordata, è
stato dato dai successivi
interventi che nell’ordine
hanno riguardato:
• il VII reggimento NBC di
Rieti;
• gli enti pubblici di ricerca e
di eccellenza (ENEA,
Ricerche di Sanità e
Veterinaria, CREO, Parco
Scientifico Alto Lazio, Aero
Sekur);
• Le Università di Roma
(professori Antonini e
Bellecci, di Tor Vergata,
D’Amelio della Sapienza).
Conclusioni.
Le conclusioni, contenute nel
documento finale (anch’esso
reperibile sul sito del COPIT –
www.copit.net), sono state
commentate dall’ On. Aldo
D’Alessio ed in sintesi
riguardano:
• la costituzione del Tavolo di
Coordinamento Tecnico
(TCT), l’approvazione di una
bozza di regolamento di
servizio e dello schema della
sua composizione, secondo le
adesioni finora pervenute;
• La decisione di promuovere,
d’accordo con le industrie che
hanno dato l’adesione, un
incontro per insediare il TCT e
fissare la data della “Rassegna
delle Tecnologie” che avrà la
caratteristica di dare la parola
ai rappresentanti di dette
industrie in modo che possano
illustrare le ricerche ed i
prodotti aziendali;
• Il progetto”Divulgazione
Scientifica e Culturale”
patrocinato dalla Intesa delle
Province, basato su alcuni
capisaldi quali: - il bando per
la premiazione delle migliori
tesi di laurea; - l’elaborazione
di alcuni “quaderni” tra i quali
il “distretto scientifico del
Lazio”; un ciclo di visite
aziendali, comprendente
Telespazio, Vitrociset, Selex
Sistemi, centri di eccellenza
del Polo tecnologico.
Strategie e politiche per la sicurezza
Il ruolo dell’Ente Locale per la
promozione di una rete di efficienza di
attività scientifiche ed imprenditoriali
Intervento introduttivo dell’On. Bruno Manzi – Assessore Provincia di Roma
elle diverse regioni del
N
mondo si assiste, con
crescente frequenza, ad eventi
di origine naturale e antropica
con effetti calamitosi di
diversa entità in funzione del
tipo e del livello di rischio e
vulnerabilità delle situazioni
territoriali coinvolte. Il quadro
è reso sempre più complesso
dalla contestuale
compresenza, rispetto agli
eventi del tipo già richiamato,
di altri eventi di matrice
terroristica.
Gli stati attraverso i loro
organismi istituzionali sono
chiamati ad intervenire con
una sempre maggiore
tempestività e capacità
organizzativa, cui devono
concorrere una ampia gamma
di conoscenze e attrezzature
tecnologicamente sempre più
sofisticate e avanzate. In
questa prospettiva si propone
una riflessione che faccia il
punto su due aspetti
fondamentali quali:
• Le strategie e politiche per la
sicurezza e
• Le tecnologie ed i modelli
per la sicurezza
• Le strategie e politiche per la
sicurezza si identificano
nell’occasione di discutere dei
problemi della previsione,
della prevenzione, della
gestione delle emergenze e del
rientro alla normalità, ma
anche dell’organizzazione
fisica e spaziale dei territori,
della sicurezza delle
infrastrutture, delle
interrelazioni con gli strumenti
di pianificazione territoriale,
della diffusione di buone
pratiche su basi comuni
validate e riconosciute
scientificamente nelle aree
metropolitane.
• Le tecnologie ed i modelli
per la sicurezza contemplano,
invece, la ricerca scientifica e
tecnologica che propone
continuamente soluzioni e
applicazioni innovative, che
richiedono però capacità di
recepimento e gestione,
diffusione, verifica delle
potenzialità. In questo quadro
importante può essere cruciale
cercare di ricostruire anche un
quadro delle esperienze
applicative e di ricerca
nazionali ed internazionali,
anche per trarne indirizzi utili
per il futuro.
Questo tipo di strategia mira a
coordinare entità territoriali
quali centri di ricerca, aziende,
istituzioni ed investitori privati
al fine di poter rispondere alle
sopra citate necessità. L’ente
istituzionale che più si adatta
al ruolo di promotore di
questa rete di efficienza,
risulta essere l’ente
provinciale che acquista così
un ruolo importante rispetto
all’incentivazione ed al
coordinamento di attività
scientifiche ed imprenditoriali
a favore dei cittadini in
materia di sicurezza e
protezione civile.
La Provincia, cerniera del
sistema.
La Provincia può assumere un
ruolo strategico di “cerniera”
proprio per la sua collocazione
mediana tra i diversi attori
locali al fine di garantire il
coordinamento di tutte le loro
azioni. Possiamo ipotizzare un
vero e proprio “circuito della
programmazione locale” che
nasce dalle necessità espresse
dai cittadini e dagli enti locali
passando per la lettura e la
ricognizione delle risorse ed
all’indicazione degli obiettivi
della rete di interventi e
servizi integrati. La Provincia
diventa così l’Ente locale al
quale sono affidate importanti
funzioni di facilitazione, di
promotrice di processi, di
coordinamento e supporto
della programmazione sociale.
Nell’ambito della sicurezza e
della protezione civile tale
risposta alla programmazione
sociale deve essere costituita
principalmente
all’incentivazione ed il
coordinamento di:
• progetti di ricerca nel campo
della previsione, prevenzione
e gestione di eventi
riguardanti la sicurezza e la
protezione civile;
continua a pag 6
NUMERO 13
MARZO 2007
PA G I N A 4
COMUNITA’ DELLA SICUREZZA
Rapporto Finmeccanica sulla politica della innovazione
La Governance e le Tecnologie
NBCR per la Homeland Security
Intervento dell’Ing. Alberto Sarti-Direttore Politiche di Prodotto
CHE COSA È LA COMUNITÀ DELLA SICUREZZA – 10 GRUPPI CON 80 ESPERTI DI 15 AZIENDE
GRANDE SUCCESSO DELLA COMUNITÀ SULLA RISPOSTA AL PROGRAMMA QUADRO UE
è il principale gruppo nazionale nel
campo dei prodotti e dell’alta tecnologia. Il Gruppo
Fnelinmeccanica
2005 (ultimi dati ufficiali) ha avuto un fatturato di
circa 11,5 Mld
con oltre 56.000 dipendenti, e
consistenti presenze in Europa (Italia, UK, Francia) e
negli USA.
Le spese di ricerca è sviluppo costituiscono circa il 16%
del fatturato per un ammontare di 1,7 Mld .
La trasformazione di Finmeccanica da pura holding
finanziaria ad holding industriale ha determinato la
necessità di impostare una “Governance” tecnologica e
di prodotto in modo da poter garantire un indirizzo e
coordinamento integrato, massimizzare i ritorni
economici, dare impulso alle nuove tecnologie ed
evitare possibili duplicazioni.
Uno degli strumenti di tale “Governance” è il progetto
Mind ShareR che costituisce la piattaforma sia
procedurale sia operativa per la condivisione e stimolo
trasversale dell’innovazione. La componente operativa
di tale progetto sono le cosiddette Comunità tramite le
quali i maggiori esperti del Gruppo coinvolti in una
determinata area possono collaborare tra loro al fine sia
di impostare attività di ricerca in modo sinergico, sia
cercare quelle collaborazioni esterne (altre società,
Centri di Ricerca ed Università) per ridurre i gap
tecnologici attualmente presenti.
Ad oggi sono operative 7 Comunità con il
coinvolgimento di circa 600 esperti :
• Radar
• Materials & Nanotecnolgies
• Logistic Services
• SW & CMMI (Capability Maturità Model
Integrated)
• Simulation for Training
• Security
• Integrated Environment for Design & Development
Community
Come esempio si riporta la Comunità Sicurezza che con
la sua struttura suddivisa in 10 Gruppi di lavoro copre
tutte le tecnologie e sistemi nel campo della Homeland
Security.
Tale comunità ha avuto un grandissimo successo
specialmente sui progetti lanciati dalla Commissione
Europea , in ambito Programmi Quadro, permettendo a
Finmeccanica la cattura (nel programma denominato
PASR) di oltre il 7% del budget totale ed un ritorno di
immagine considerevole. Tale approccio altresì ha
consentito anche a numerosi partner nazionali coinvolti
(centri di ricerca ed università) di poter accedere ad una
competizione altrimenti difficilmente gestibile.
UAV
Oltre alle attività di “Governance”, all’interno del
Gruppo, sono presenti alcune Capabilities e Prodotti
strettamente correlati all’area della protezione NBCR.
In dettaglio vengono elencati alcuni prodotti quali:
• Sensoristica per sostanze chimiche sia di punto
(nanosensori) che in remoto (camere iperspettrali)
• Sensoristica per sostanze nucleari
• Sistemi UAV (Unmanned Aerial Vehicle)
• Reti di sensori (ad hoc network) integrate in sistemi
per la detezione di sostanze in grandi aree.
• Sistemi integrati di Gestione delle emergenze e
supporto alle decisioni sia per usi militari che civili.
Per ultimo un esempio di come , tramite le comunità, il
Gruppo Finmeccanica stia fattivamente operando per
spronare la collaborazione tra le proprie società, enti di
ricerca ed End User: i Progetti Corporate. Tali progetti,
avviati nel 2006, sono parzialmente finanziati dalla
holding ed hanno lo scopo di stimolare la collaborazione
in determinate aree considerate strategiche, di tutti gli
“attori” siano essi portatori di tecnologia e sistemistica
(Società, Centri di Ricerca ed Università) siamo essi
portatori di requisiti e necessità. Dei 10 progetti già
attivati ben 3 hanno attinenza con il mondo NBCR ed in
particolare:
• Progetto FIRST ACT per la dimostrazione di un
prototipo di Robot per le operazioni ina rea contaminata.
• Progetto di Sicurezza Sanitaria (che ha come End
User una importante azienda ospedaliera romana) per
una sala di gestione per emergenze sanitarie.
• Progetto USAS per il dispiegamento di una rete di
sensori in area urbana per allertamento e detezione di
sostanze dannose.
A conclusione il modello impostato da Finmeccanica
con le sue comunità possono essere un esempio e
riferimento di modalità collaborativa che può essere
applicato alle iniziative di cooperazione PubblicoPrivato nel campo tecnico/tecnologico.
Ciò consentirebbe sia di incrementare le capacità
nazionali italiane in ambito Europeo sia di stimolare le
istituzioni ad una maggiore attenzione nella corretta
definizione degli indirizzi e dei finanziamenti
strategico/tecnologici del nostro paese.
"
Camera Iperspettrale
Nanosensore
La Ricerca degli esplosivi nascosti
Coordinamento del progetto
europeo ISOTREX
continua da pagina 1
“Il ricercatore invisibile”
In conclusione, Roo Moo-Hyun
ha espresso l'auspicio che ''da questa mia visita ci possa essere una
lunga e duratura collaborazione
nella ricerca e in altri settori industriali tra il nostro e il vostro
Paese''. Il presidente di Sviluppo
Lazio, Giancarlo Elia Valori, ha
sottolineato che esiste una ''grande
attenzione per gli sviluppi bilaterali tra Italia e Corea. Il tecnopolo
di Castel Romano e il centro sviluppo materiali rappresentano
un'area di eccellenza in Europa e
un'opportunita' di esperienza per la
ricerca e l'imprenditoria coreana''.
''Il Tecnopolo - ha detto Marrazzo
- rappresenta un fiore all'occhiello
dell'economia del Lazio. Anche io
condivido l'importanza dell'amicizia della nostra regione per il
popolo e la repubblica della Corea.
Tra le missioni politiche del Lazio:
l'impegno per la pace e i diritti
umani, il rispetto e la protezione
della vita, come affermato recentemente dal segretario delle Nazioni
Unite coreano Ban Ki Moon. La
tecnologia espressa anche qui al
Tecnopolo puo' rappresentare uno
straordinario alleato nel percorso
di crescita ed emancipazione dei
paesi e dei popoli. Uno strumento
potente per condividere senza
frontiere pace e stabilita'. Il Lazio,
come la Corea, ha puntato una
quota importante di investimenti
in tecnologie e trasferimento tecnologico. Il 2% del pil e' dedicato
agli 11 atenei e ai parchi tecnologici''.
Infine, il presidente del
Tecnopolo, Brunetto Tini, ha ringraziato il presidente della Corea
''per la sua presenza e l'interesse
nell'attivita' del Tecnopolo e del
centro sviluppo materiali''. In particolare, Tini ha tenuto a ricordare
che tra le missioni del Tecnopolo
ci sono: ''Rispondere al problema
della disoccupazione intellettuale;
attrarre iniziative imprenditoriali
ad alto contenuto tecnologico per
migliorare e qualificare lo sviluppo industriale dell'area romana;
promuovere e sostenere il trasferimento tecnologico delle pmi''.
Mentre tra i risultati raggiunti, Tini
ha indicato un'occupazione ''di
circa 3mila persone tra addetti
diretti e indiretti che diventeranno
8.000 nel 2010. Quanto agli investimenti, si e' partiti da 75 milioni
di euro per arrivare agli attuali 350
tra pubblico e privato, con l'obiettivo al 2010 di un miliardo di euro.
Infine, l'imprese attualmente insediate sono 60 ma fra tre anni ne
sono previste 200''.
Il ruolo dell’ENEA nelle tematiche della security e della safety
Comunicazione della Dott.ssa Roberta Fantoni (ENEA – Dipartimento Laser)
ell’intervento sono state
N
riportate le competenze
ENEA con prospettive di
applicazione alle tematiche di
security, in relazione a rischi
non convenzionali di tipo
nucleare e radiologici,
batteriologico e chimico,
includendo in quest’ultimo
caso anche gli esplosivi.
Le competenze nucleari, site
prevalentemente nel dip.
Fusione e Presidio Nucleare,
offrono un background unico
in Italia per la salvaguardia
nucleare, mentre quelle
radiologiche presenti nel Dip.
Biotecnologie, Agroindustria e
protezione della Salute con
due istituti dedicati (l’istituto
Nazionale di Metrologia delle
Radiazioni Ionizzanti e
l’Istituto di Radioprotezione)
trovano nell’ENEA l’Ente di
riferimento per le
certificazioni di laboratorio,
con prospettive di costituzione
di un’unità da campo per la
radioprotezione.
La maggioranza delle attività
di Innovazione Tecnologica
dedicate o dedicabili alla
security si colloca nel dip.
Dipartimento Tecnologie
Fisiche e Nuovi Materiali, in
particolare nelle unità dedite
allo sviluppo di sensori laser e
robotica, e in altre dotate di
facility uniche in Italia
(sorgenti accordabili al
TeraHertz, piattaforma GRID
per la gestione parallela di
grandi volumi di dati). Al
momento sono già in corso
progetti riconducibili o
indirettamente (controllo
dell’ambiente e territorio, e
quindi safety) o direttamente
(rivelazione di tracce di
esplosivi) al tema della
security, quest’ultimo
affrontato nell’ultima call
PARS 2006 che ha visto il
lancio del progetto europeo
ISOTREX coordinato
dall’ENEA. Nel corso della
presentazione saranno
evidenziate le prospettive di
finalizzazione su progetti
europei per lo sviluppo di
tecnologie di prevenzione dei
rischi non convenzionali in
collaborazione con gli altri
operatori di ricerca italiani e
con l’industria, in particolare
in cordate congiunte con
FINMECCANICA.
"
NUMERO 13
MARZO 2007
PA G I N A 5
Ministero della Salute
Pianificazione di emergenza
La pianificazione dell’emergenza in campo NBCR: il punto di vista del
Ministero della salute illustrato dal Dr. Claudio Giustozzi
li eventi del settembre 2001
sono stati inattesi solo in
G
parte; quello che ha
maggiormente colto di sorpresa
negli attentati sono state le
modalità di esecuzione ed i
bersagli prescelti (anche questi
però già oggetto di attacco
alcuni prima) ma l’eventualità
che potessero essere realizzate
aggressioni terroristiche con
impiego di mezzi non
convenzionali (armi biologiche,
chimiche o radionucleari) era
tenuta nella dovuta
considerazione da parte di
governi ed organizzazioni
internazionali.
Infatti, nonostante lo sviluppo, la
produzione e l’impiego di armi
biologiche e chimiche fossero da
tempo messi al bando da diversi
trattati internazionali (Protocollo
di Ginevra -1925; Convenzione
sulle armi biologiche e tossine –
1972; Convenzioni armi
chimiche -1992) sottoscritti da
molti paesi, la possibilità anche
remota che queste potessero
essere usate aveva indotto
diversi organismi internazionali,
sanitari e non sanitari, a
sviluppare piani di preparazione
e risposta, da integrare nei piani
nazionali di emergenza.
Se è vero, infatti che la
produzione di armi biologiche e
chimiche non è così facile, così
come la loro accessibilità e la
loro maneggevolezza, l’impatto
che queste potrebbero avere su
popolazioni civili potrebbe
essere devastanti per le
conseguenze a breve, medio e
lungo termine, nonché per le
manifestazioni di panico e le
ripercussioni sulle infrastrutture.
Piani di risposta avanzati.
La filosofia alla base della
predisposizione dei piani di
preparazione e risposta è quella
alla base della strategia globale
per l’allerta e la risposta del
Global Health Security
dell’OMS: contenere i rischi
noti, rispondere all’inatteso e
migliorare la preparazione;
filosofia che informa il processo
di revisione del Regolamento
Sanitario Internazionale che, non
a caso, non si limita più a
prendere in considerazione le
sole malattie infettive, bensì tutti
i possibili eventi, a prescindere
dalla loro natura, con
potenzialità di diffusione
internazionale, rilevanti per la
sanità pubblica.
L’OMS ha preso in
considerazione la preparazione e
la risposta all’impiego deliberato
di aggressivi biologici e chimici
fin dalla fine degli anni 60, con
la pubblicazione, nel 1970, del
primo rapporto Health Aspects
of Chemical and Biological
Weapons; il rapporto in
questione era già in avanzato
stato di aggiornamento
nell’agosto 2001 ed ora
disponibile nella sua versione
definitiva “Public Health
Response to Biological and
Chemical Weapons – WHO
Guidance”.
In Italia la pianificazione
nazionale per la risposta di tipo
sanitario ad un eventuale
impiego deliberato di agenti
chimici o biologici rientra nel
contesto più generale della
risposta alle emergenze, di
qualunque natura esse siano.
Organizzazione della
sicurezza.
L’organizzazione nazionale
prevede che la risposta alle
emergenza possa essere fornita
dalla Protezione Civile e dalla
Difesa Civile; la Protezione
Civile dovrebbe entrare in gioco
in caso di catastrofi naturali ed
emergenze dovute ad incidenti,
mentre la Difesa Civile
dovrebbe entrare in campo nel
caso di eventi terroristici o di
azioni di guerra; Il Piano
Nazionale di difesa civile ha una
linea organizzativa che si ispira
alla normativa vigente e gli
obiettivi specifici della
prevenzione del danno (quando
prevenibile), della protezione
della popolazione esposta e
dell’assistenza ai colpiti, per
ridurre al minimo le
conseguenze negative
dell’evento; le modalità di
azione presuppongono un
continuo e reciproco scambio di
informazioni tra tutte le
amministrazioni dello Stato, la
massima cooperazione ed
integrazione di uomini, mezzi e
procedure operative
nell’intervento, la formazione e
l’aggiornamento continuo degli
operatori.
Il Piano nazionale di Difesa
Civile trova il suo naturale
completamento nei piani
discendenti di settore.
La Protezione Civile fornisce
pianificazioni e linee guida per
la gestione delle emergenze (per
gli aspetti organizzativi e
operativi) e fornisce supporto
nel corso dell’emergenza
Tuttavia, nel periodo recente
sono intervenuti alcuni fatti
nuovi che hanno leggermente
modificato la catena di comando
e controllo per la gestione e la
risposta alle emergenze.
Secondo il piano di difesa
nazionale della Presidenza del
Consiglio dei Ministri (PDCM)
la dichiarazione dello stato di
emergenza ricade sempre nella
responsabilità del Presidente del
Consiglio dei Ministri (PCM), il
quale convoca il Comitato
Politico Strategico (Co.P.S) il
quale a sua volta decide di
attivare il Nucleo Politico
Militare (NPM); il NPM si
continua da pagina 1
“Parco scientifico & tecnologico”
Pertanto una distinzione di
competenze ha senso in fase di
prevenzione, in funzione
dell'origine del rischio (politica,
industriale, meteorologica, etc).
Ma una volta che l'evento
catastrofico è - ahime accaduto, esso è per sua natura
unificante, ed interessa tutti
(Ministero Difesa, Interno,
Salute, Enti locali). Anche
perchè, come è stato ricordato,
l'origine e la natura del rischio
spesso non sono di evidenza
immediata. E a tal riguardo ne
traggo che sia forse più corretto
parlare di rischi da “agenti “
piuttosto che da “eventi” non
convenzionali
E' stato lamentato che del
rischio NBCR si parla poco.
Ora, se questo è giustificabile a
livello individuale come sorta di
protezione contro il rischio ...
avvale della Commissione
Interministeriale Tecnica per la
Difesa Civile (C.I.T.D.C.) e può
avvalersi del Dipartimento della
Protezione Civile, nonché del
contributo di altri dicasteri.
D’altra parte il PCM può
attivare immediatamente il
Dipartimento della Protezione
Civile, o altri Dicasteri ed Enti.
ORDINANZA 2003 DEL PCM
Il fatto nuovo che aveva
leggermente modificato la
catena di comando e controllo fu
rappresentato dall’Ordinanza del
PCM n. 3275 del 28 marzo
2003, emanata contestualmente
al D.P.C.M avente la stessa data,
con il quale veniva decretato “lo
STATO DI EMERGENZA nel
territorio nazionale in relazione
alla tutela della pubblica
incolumità nella attuale
situazione internazionale” e
venne nominato Commissario
Delegato del Presidente C.d.M.
il Capo del Dipartimento della
Protezione Civile.
L’O.P.C.M. trovò il suo
razionale nel rischio aumentato
di attentati di natura terroristica
per “l’attuale situazione di
diffusa crisi internazionale”
(inizio della seconda campagna
irachena) e dalla
“imprescindibile ed urgente
necessità di adozione di misure
di carattere emergenziale idonee
a tutelare la cittadinanza dalle
conseguenze di possibili azioni
terroristiche”.
In base all’OPCM n. 3285, per
quanto riguardava gli aspetti più
strettamente sanitari, il
Commissario delegato (Capo del
DPC) veniva incaricato, tra
l’altro, di:
- definire piani di emergenza
recanti individuazione di
interventi medico-sanitari
rispetto ad ipotesi di
contaminazioni chimiche,
biologiche, nucleari e di
componenti radioattive
- predisporre piani informativi
per la popolazione e per le
strutture pubbliche e private
interessate in contesti
emergenziali
- acquisire prodotti sanitari per il
rischio biologico
- organizzare corsi di
formazione nonché esercitazioni
finalizzate al perseguimento
degli obiettivi dell’ordinanza
- costituire di nuclei di pronto
intervento interforze ed
Con tecnologie laser
Il telerilevamento
per la prevenzione
Intervento del Prof. Carlo Bellecci, ordinario di fisica a Tor Vergata
elle attività di prevenzione del
N
rischio da eventi non
convenzionali il telerilevamento
attivo con tecnologie laser può
avere un impiego duplice a
seconda che sia predisposto per
operare a distanze grandi o
piccole. Nel primo caso è
utilizzabile nell’individuazione,
anche a distanza di qualche
chilometro, di rilasci in
atmosfera (accidentali o voluti)
per generare un avviso precoce,
prima che la diffusione
dell’agente nocivo raggiunga la
popolazione. Nel secondo caso,
qualche metro, è utilizzabile in
ambienti chiusi e può essere
prezioso utilizzarlo per informare
sugli eventuali rischi le squadre
di soccorso chiamate ad
intervenire dopo un incidente.
Funzionamento del
Telerilevamento Laser.
I sistemi di telerilevamento attivo
funzionano esplorando
l’atmosfera con impulsi laser ed
analizzando l’interazione di
questi con l’atmosfera stessa.
Sono costituiti da tre elementi
“depressione”, a livello
collettivo non si può invece
prescindere dal pianificare una
accettabile gestione dello stesso.
l Per quanto riguarda le
Istituzioni Civili, gli interventi
dell' On. Giocondi e dell'On.
Manzi in particolare, hanno
posto in rilievo il ruolo cardine
che il livello provinciale esercita
e può esercitare.
l In tale ambito il Parco e' ben
disponibile a dare il proprio
contributo in collaborazione con
i centri di eccellenza presenti sul
territorio, in primis la Scuola
NBC. A tal fine non ho al
momento un quadro ben
focalizzato, ma dagli interventi
svolti dalle Università,
dall'ENEA e dalle Imprese ho
colto vari spunti interessanti per
il coinvolgimento in progetti
innovativi delle imprese presenti
sul territorio . Mi farò carico di
elaborarli per poterli presentare
al previsto Tavolo di
Coordinamento.
base: una sorgente che invia
l’impulso laser, un dispositivo
ottico che raccoglie il segnale di
ritorno dall’atmosfera ed un
sistema di elaborazione ed
interpretazione del segnale
ricevuto.
Nell’interazione la radiazione
laser viene sia assorbita sia
diffusa ed i principi fisici sono
noti da tempo essendo stati
ampiamente studiati nella prima
metà del Novecento. Nella
seconda metà, con l’avvento del
laser, la sperimentazione di questi
principi è stata facilitata e noi in
Italia siamo stati tra i primi ad
applicarli in casi pratici. Oggi
presso la Facoltà di Ingegneria
dell’Università di Roma Tor
Vergata opera il Laboratorio di
Elettronica Quantistica e Plasmi
che prosegue gli studi e le
applicazioni anche in
collaborazione con il Consorzio
Universitario CRATI. Tra gli
esempi è da citare la
realizzazione nel 1995, su
finanziamento della U.E., di una
Unità mobile con tecnologia
DIAL a CO2 . In questo caso
sono utilizzati due laser ciascuno
dei quali può essere regolato in
modo da emettere nell’infrarosso
un impulso di lunghezza d’onda
scelta tra le ottanta possibili.
Mandando contemporaneamente
in atmosfera due impulsi di
lunghezza d’onda diversa e
analizzando i segnali di ritorno si
può, non solo individuare in
tempo reale la presenza in
atmosfera di qualcosa di anomalo
e localizzarne la posizione, ma
riconoscerne la natura e
misurarne la concentrazione.
Naturalmente ciò è possibile solo
se in precedenza è stata studiata
ed inserita in un database la
modalità di interazione di quella
sostanza con i particolari impulsi
laser usati. È quello che in gergo
chiamiamo “fingerprint”. La
sensibilità dello strumento
dipende dalla tipologia del gas e,
per esempio, per lo strumento
citato, è di qualche decina di ppb
per gas come NH3 , O3, SO2 ad
oltre 5 Km di distanza.
Oggi noi, come anche altri Enti
di Ricerca e qualche industria,
stiamo lavorando nello sviluppo
interdisciplinari
avvalendosi della collaborazione
tecnico-scientifica delle
amministrazioni competenti, ed
in particolare della D.G.
Prevenzione del Ministero della
Salute, dell’I.S.S.,
dell’I.S.P.E.S.L.
Oggi, nel 2007, possiamo
considerare che l’intera
problematica relativa alla
gestione delle situazioni di
emergenza sta assumendo (e la
cosa francamente non dispiace)
sempre più caratteristiche
considerabili come di routine.
Ciò sia grazie alla esperienza
ormai maturata da tutte le
Amministrazioni interessate alla
sicurezza dello Stato e dei
cittadini nella gestione delle
situazioni di “crisi”, sia grazie
ad importanti modifiche
“culturali” che dovrebbero
comportare in futuro risposte a
situazioni improvvise, gravi e
potenzialmente pericolose,
sempre più frutto di accurate,
attente e meticolose
pianificazioni interdisciplinari.
"
di sistemi caratterizzati dalla
riduzione dei costi,
miniaturizzazione, facilità di uso
anche per operatori non
professionali. Questa fase è
relativamente facilitata
dall’utilizzo di componentistica e
sottosistemi oggi presenti in
quantità sul mercato perché
sviluppati per le
telecomunicazioni e l’elettronica
di largo consumo.
Prof. Carlo Bellecci
Ordinario di Fisica Sperimentale
dell’Università degli Studi di
Roma Tor Vergata.
Costruzione di Database.
Invece il problema aperto è
quello della costruzione, per
ciascun sistema, di un idoneo
database con i “fingerprint” delle
possibili sostanze da riconoscere.
La difficoltà è dovuta non solo
alla comparsa di nuovi composti
ma alla impossibilità di reperire
in letteratura i dati necessari
anche per le sostanze già
conosciute. Infatti queste sono in
genere studiate nelle condizioni
standard ma, nei casi di interesse,
la loro interazione con la
radiazione laser dipende dalle
condizioni di temperatura e
pressione e dalla presenza di altre
sostanze, oltre che dal particolare
laser usato.
Per tale motivo abbiamo
costruito delle celle in cui è
possibile creare esempi di
atmosfera in condizioni diverse e
contenenti l’inquinante da
caratterizzare con gli impulsi
laser. Questo sistema, da noi
normalmente usato per gli
inquinati più comuni, l’abbiamo
provato presso il Centro Tecnico
Logistico NBC con un gas non
convenzionale e i risultati hanno
confermato quanto prevedevamo.
I dati misurati hanno mostrato
ulteriori modalità di interazione,
oltre a confermare quelle già
note, e tale nuova conoscenza
potrebbe essere utile e facilitare il
riconoscimento a distanza della
sostanza in esame. Già col
sistema utilizzato sarebbe
possibile riconoscere l’iprite a
concentrazioni di 100 ppb ad un
paio di chilometri di distanza.
Da qui la necessità, a mio avviso,
di proseguire la collaborazione
tra mondo della ricerca e chi ha
la possibilità di detenere
campioni delle sostanze da
individuare, al fine di fornire
all’industria le necessarie
specifiche e suggerire la giusta
tecnologia per i prodotti da
sviluppare.
NUMERO 13
MARZO 2007
Intervento di Carlo Corsi presidente del Centro Ricerche Elettro-Ottiche
Sistema Infrarosso per la Rivelazione di Gas Tossici.
Considerazioni Generali.
Molte specie gassose,
assorbono la radiazione nella
banda spettrale dell’infrarosso
termico.
Gli spettri di assorbimento IR
identificano univocamente le
specie gassose corrispondenti
(firme spettrali).
La rivelazione di gas
dovrebbe poter essere
effettuata in tempo reale, a
temperatura e pressione
ambiente.
Sensori intelligenti per
infrarosso termico operanti a
temperatura ambiente si
PA G I N A 6
propongono come soluzione
ottimale per la rivelazione di
gas, in particolare tossici,
tramite misure di
assorbimento IR.
Vantaggi di un sistema
basato sulla misura
dell’assorbimento IR.
• Non interagisce direttamente
con il gas eventualmente
presente, pertanto non viene
alterato dalla presenza del gas
e non è soggetto a problemi di
saturazione.
• Ha tempi di risposta
contenuti (<1 minuto) tali da
dare un pronto allarme in caso
di pericolo.
• La sensibilità (<100 ppm) è
sufficiente a rivelare
concentrazioni pericolose di
diversi gas tossici.
• E’ altamente selettivo,
poiché la segnatura spettrale è
univocamente correlata alla
specie gassosa. Ciò consente
di limitare drasticamente i
falsi allarmi.
• Può rivelare diverse specie
gassose, anche
simultaneamente.
• Può essere sufficientemente
compatto e a basso consumo
da poter essere installato in
aree remote e/o pericolose e
controllato in maniera remota.
• Non richiede particolare
manutenzione e ricalibrazione
durante il suo funzionamento.
Schema funzionale
La radiazione IR emessa da una
sorgente viene convogliata
all’interno di una cella
multipasso per aumentare il
cammino ottico.
La radiazione uscente dalla cella
multipasso attraversa una matrice
di filtri che selezionano diverse
bande spettrali da inviare ad una
matrice di rivelatori IR.
La presenza eventuale di una
particolare specie gassosa è
correlata alla riduzione del
segnale radiometrico misurato in
corrispondenza delle sue bande
di assorbimento.
La modulazione della sorgente
permette di incrementare il
rapporto segnale rumore del
sistema, aumentandone la
sensibilità.
Punti di forza dei sensori IR
Progetto ideato e sviluppato
completamente in ambito
nazionale.
Progettazione e sviluppo di
sensori infrarosso ad alta
sensibilita’ operanti a
temperatura ambiente senza
bisogno alcuno di
termostatazione e/o di
contenitori in alto vuoto.
Il Sistema utilizza i sensori
microbolometrici operanti a
temperatura ambiente ,senza
alcuna termostatazione ,
originalmente sviluppati dal
CREO con caratteristiche di
sensibiltà allo stato dell’arte (D*
>10 9 cm1/2 HZ /W) e
responsività > 10 3 V/W .
Sistema installabile in
moltissime applicazioni (stazioni
ferroviarie e metro, industrie con
processi manufatturieri che
utilizzano sostanze a rischio),
con alta affidabilità e indicazione
graduale del livello di rischio.
Il sistema è in grado di
identificare la specie gassosa
tossica presente (anche nel caso
di più sostanze presenti) e quindi
di permettere un intervento
immediato con adeguate
contromisure.
Caratteristiche di sistema
Obiettivi.
Rivelazione di gas tossici con
concentrazioni <100 ppm
Identificazione delle specie
gassose rivelate.
Riconoscimento di diverse
specie gassose presenti
continua da pagina 3
“Il ruolo dell’Ente Locale per
la promozione di una rete di
efficienza di attività
scientifiche ed
imprenditoriali”
• programmi comuni e condivisi
di formazione per i vari soggetti
coinvolti nella risposta ad eventi
di protezione civile;
• un sistema coordinato a
supporto del confronto e dialogo
continuo tra le realtà di ricerca,
operativa ed industriale;
• programmi di educazione e
divulgazione per la popolazione.
simultaneamente.
Risultati ottenuti.
Rivelazione di gas tossici
campione con concentrazioni
<100 ppm tramite sistema
prototipale a singolo canale
Roma e Lazio per la sicurezza.
La Provincia di Roma e le
Province del Lazio sono naturali
candidate a perseguire, nel
campo della sicurezza, questo
compito di coordinamento vista
l’elevata presenza sul territorio
di attori istituzionali ed aziende
del settore che costituiscono
quella “massa critica” potenziale
in grado di istituire, in questo
campo, un circolo virtuoso per il
Paese.
L’appuntamento di oggi risulta
essere un evento di
fondamentale importanza per la
sensibilizzazione delle suddette
necessità e si presenta come
precursore dell’evento sul tema
Riconoscimento di due
sostanze gassose campione
diverse tramite sistema
prototipale a singolo canale
con filtri spettrali
intercambiabili.
della sicurezza e della
protezione civile, di portata
internazionale, che la Provincia
di Roma, insieme alla Provincia
di Milano ed alla Provincia di
Napoli, stanno organizzando per
il prossimo 30 marzo
denominato “Città e Sicurezza”
dove voi tutti siete naturalmente
invitati.
Al fine di incentivare le giovani
“menti” ad impegnarsi nel
campo della sicurezza, durante
l’evento del 30 marzo, verranno
premiate tre miglior tesi, svolte
nello scorso anno accademico,
nel campo della sicurezza e
della protezione civile, con un
premio di 5000 ciascuna.
"
Tavolo di Coordinamento Tecnico
(regolamento costitutivo)
1. Tavolo di Coordinamento
Tecnico, approvato dalla conferenza
di Rieti del 23 gennaio 2007, assume
la denominazione di:
“Tavolo di Coordinamento
Tecnico di prevenzione
dei rischi da eventi non
convenzionali”
G.E.RI.n.CO
2. Hanno manifestato interesse alla istituzione di GERInCO
i Soggetti e gli Enti di cui all’allegato elenco.
3. Obiettivi proposti per il Tavolo:
• contribuire allo scambio delle informazioni;
• sostenere la circolazione delle idee;
• proporre correttivi per superare carenze normative e gestionali;
• stimolare l’adozione di provvedimenti di standardizzazione
(procedure, materiali, personale, formazione, etc.);
• valutare i bisogni del sistema delle Imprese.
4. La Presidenza del Tavolo è assunta da Bruno Manzi assessore alle attività produttive della Provincia di Roma.
5. Sono chiamati a farne parte, in veste di Garanti, i Presidenti
delle commissioni Parlamentari competenti (o loro rappresentanti
designati), i Parlamentari che rivestono cariche di Governo e prendono parte alle iniziative in oggetto.
6. Le attività di segreteria e di consulenza sono affidate al
COPIT che le svolgerà in collaborazione con la Scuola Interforze
per la Difesa NBC.
In conseguenza di ciò, gli Enti sopra nominati assolvono alla
funzione di collaboratori del presidente del Tavolo e provvedono
al disbrigo delle essenziali attività di organizzazione, di comunicazione e di divulgazione, connesse con la gestione del Tavolo e
con lo svolgimento delle riunioni di istituto.
Nulla è dovuto, per l’esecuzione delle suddette attività, dagli
Enti in questione.
7. Su proposta del Presidente, possono essere chiamati a contribuire allo svolgimento delle attività di istituto, altri Soggetti che
opereranno a titolo gratuito.
8. Nella prima sessione di lavoro di GERInCO, il Tavolo dovrà
occuparsi delle decisioni adottate al convegno di Rieti ponendo
all’ordine del giorno le seguenti questioni:
• Forme di partecipazione alla conferenza Città Sicurezza ed ai
previsti WORKSHOP;
• Organizzazione della rassegna delle tecnologie per la Città
Sicurezza e formazione di un Comitato Scientifico;
• Collaborazione per la gestione della segreteria della
Commissione di Valutazione delle Tesi di Laurea di cui al bando
per la premiazione promosso dalle Province di Roma, Milano,
Napoli.
9. GERInCO si riunisce su convocazione del suo Presidente
previa distribuzione dell’ordine del giorno delle materie da trattare.
10. Il Presidente indica anche i relatori per ciascuna delle materie poste all’OdG.
11. Le decisioni sono assunte a maggioranza dei voti dei presenti.
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MARZO 2007
P
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PA G I N A 7
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T
T
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I
I
Sparc: dalla diagnostica medica alla struttura della materia.
SORGENTE LASER PER
FOTOINIETTORE SPARC
AD ALTA BRILLANZA
i laboratori nazionali INFN
di Frascati è in corso di
A
realizzazione, sotto il nome
“SPARC” (Sorgente Pulsata
Autoamplificata di Radiazione
Coerente), un programma di
ricerca che prevede la
realizzazione di un iniettore di
elettroni ad alta brillanza per
pilotare esperimenti di un
“Self Amplified Spontaneus
Emission Free Electron Laser”
(SASE-FEL). Questo tipo di
sorgente produce radiazione
impulsata di alcuni
picosecondi con le
caratteristiche di coerenza
proprie di un laser ma con la
possibilità di variare con
continuità la lunghezza d’onda
oltre la regione di emissione
tipica dei laser tradizionali.
SPARC è stato progettato per
produrre una radiazione
elettromagnetica nel verde, ma
si pone come obiettivo la
dimostrazione della fattibilità
di SASE-FEL nella regione
dei raggi X. Lo sviluppo di
una macchina di questo tipo,
infatti, suscita grande interesse
sia nel campo della fisica
degli acceleratori che in tutti
gli ambienti che utilizzano un
fascio di luce ad alta intensità
nella regione dei “soft X-ray”
e “X-ray” (fisica dello stato
solido, struttura della materia,
diagnostica medica, ecc.).
Nei fotoiniettori la carica
viene generata utilizzando
impulsi laser nel vicino
ultravioletto che illuminano un
fotocatodo immerso in un
campo accelerante a radio
frequenza. Poiché i tempi
tipici di risposta dei fotocatodi
metallici sono dell’ordine di
alcun femtosecondi (femto: un
miliardo di secondo) la
distribuzione tridimensionale
di carica riproduce
direttamente la distribuzione
dei fotoni incidenti.
Adottando iniettori basati su
effetto fotoelettrico è possibile
produrre fasci di elettroni con
brillanza di ordini di
grandezza maggiore rispetto a
iniettori tradizionali basati su
cannoni termoionici. La
brillanza è definita come
rapporto tra la corrente di
picco e l'emittanza del fascio
(che in prima approssimazione
corrisponde al diametro
trasversale del pacchetto di
elettroni moltiplicato per la
divergenza angolare). In
pratica, la brillanza
rappresenta la caratteristica
del fascio di essere focalizzato
sia trasversalmente che
longitudinalmente ed è un
fattore di merito per il
processo SASE-FEL.
Nel caso di SPARC, il laser
utilizzato per produrre
fotoelettroni è un sistema che
ha come mezzo attivo un
cristallo di zaffiro drogato con
ioni di titanio. Il sistema ha
una elevata complessità, si
compone, infatti, di un
oscillatore ottico in regime di
“mode locking”, eccitato da
un laser nel verde, che
produce impulsi di 100 fs
(femtosecondi) con energia di
alcuni nJ, fino a 12 nm di
banda centrata a 800 nm.
Successivamente l’impulso
viene amplificato con la
tecnica di “chirped pulse
amplification”. Si utilizzano
tre stadi di amplificazione,
ciascuno eccitato da un altro
laser, per portare la potenza di
picco fino a 0.5 TW e con
jitter di ampliezza dell’ordine
del 5%.
L’oscillatore viene utilizzato
anche per sincronizzare
l’emissione laser rispetto agli
apparati di radio frequenza
dell’acceleratore entro un
livello misurato di 0.5 ps rms.
In questo modo la carica viene
estratta sempre a una precisa
fase del campo accelerante in
modo tale da assicurare una
dinamica di fascio
estremamente riproducibile.
Per estrarre efficacemente gli
elettroni dal fotocatodo,
l’energia del fotone deve
superare la funzione lavoro
del fotocatodo, che nel nostro
caso è un monocristallo di
rame, e necessita di fotoni con
lunghezza d’onda inferiore a
280 nm. Pertanto bisogna
operare, attraverso un
processo ottico non lineare, un
generazione di terza armonica
della frequenza di emissione
del cristallo di titanio-zaffiro
per produrre impulsi a
lunghezza d’onda di 266 nm.
Il processo di generazione di
terza armonica si realizza
attraverso due cristalli di BBO e
garantisce una efficienza di
conversione di circa 0.1
arrivando a una energia massima
per impulso UV di 5 mJ.
Per variare la lunghezza
dell’impulso laser UV, e in tal
modo avere la libertà di
esplorare diverse regioni di
dinamica del fascio di
elettroni, abbiamo realizzato
uno dispositivo basato su due
grating riflettivi che
introducono una dispersione
negativa della velocità di
gruppo per le diverse
frequenze del laser.
La lunghezza di uscita
dell’impulso è direttamente
proporzionale alla distanza dei
due reticoli di diffrazione e può
essere variata da 0.1 a 20 ps.
A causa della presenza di vari
ordini di diffrazione ogni
grating introduce delle perdite
e l’efficienza complessiva del
sistema di allungamente è di
circa il 20%. L’energia
massima che si può produrre
dopo il sistema per
l’allungamento è comunque
entro le specifiche del
fotoiniettore. Allo stato
attuale, è in corso una serie di
test, in collaborazione con
alcune ditte, per lo sviluppo di
grating di diffrazione con
basse perdite.
Dopo l’allungamento, il fascio
laser viene trasportato fino al
fotocatodo a circa 10 m di
distanza. Si utilizza una iride
per circoscrivere la parte del
fascio più uniforme. Un linea
di trasporto ottica basata su
lenti sferiche, viene utilizzata
per ricostruire l’immagine del
laser dal piano dell’iride sul
catodo. In questo modo si
possono ottenere una buona
uniformità trasversa e ridurre i
jitter angolari che sono
introdotti dal sistema laser: la
variazione di posizione sul
catodo misurata è inferiore a
50 micron. Inoltre uno
specchio motorizzato è utile
per centrare il fascio sul
catodo con una risoluzione di
una decina micron.
Il sistema laser e la linea
ottica trasporto sono corredati
da numerose diagnostiche che
permettono di monitorare
costantemente i principali
parametri del sistema. Sono
stati sviluppati presso i
laboratori INFN di Frascati
uno spettrometro UV capace
di risolvere fino a 0.03 nm di
banda e un cross-correlatore
che permette di ricostruire la
distribuzione temporale
dell’impulso UV con una
risoluzione di 300
femtosecondi. In particolare
quest’ultima diagnostica ha
suscitato l’interesse della ditta
con cui abbiamo collaborato
per la realizzazione di un
prototipo. A una posizione
speculare al catodo sono
installate una serie di
PUBBLICHIAMO QUESTA VOLTA IL LAVORO DI 2 GIOVANI
RICERCATORI: CARLO VICARIO E MASSIMO TETRARCA CHE SONO
IMPEGNATI NEL PROGETTO SPARC PER LA REALIZZAZIONE, PRESSO
I LABORATORI NAZIONALI INFN DI FRASCATI, DI UNA MACCHINA
ACCELERATRICE INNOVATIVA, BASATA SU UN FOTOINIETTORE AD
ALTA BRILLANZA PER APPLICAZIONI “SELF AMPLIFIED SPONTANEUS
EMISSION FREE ELECTRON LASER” (SASE FEL).
NEL PRESENTE ARTICOLO DESCRIVONO LE ATTIVITÀ DI SVILUPPO
DI UNA SORGENTE LASER A TW UTILIZZATA PER GENERARE UN
FASCIO DI ELETTRONI PER IL FOTOINIETTORE. LE CARATTERISTICHE
DEL FASCIO LASER INFLUENZANO FORTEMENTE LE PROPRIETÀ DEL
FASCIO DI ELETTRONI GENERATO. SONO RIPORTATE LE PRINCIPALI
CARATTERISTICHE E LE PRESTAZIONI DEL SISTEMA LASER ATTE A
MASSIMIZZARE LA BRILLANZA DEI FOTOELETTRONI. LO SVILUPPO
DI UNA MACCHINA DI QUESTO TIPO, INFATTI, SUSCITA GRANDE
INTERESSE SIA NEL CAMPO DELLA FISICA DEGLI ACCELERATORI CHE
IN TUTTI GLI AMBIENTI CHE UTILIZZANO UN FASCIO DI LUCE AD
ALTA INTENSITÀ COME NELLA DIAGNOSTICA MEDICA, NELLA FISICA
DELLO STATO SOLIDO, DELLA STRUTTURA DELLA MATERIA, ECC.).
diagnostiche per misurare la
distribuzione trasversa, la
posizione del laser e l’energia
inviata al catodo ad ogni
impulso.
Dalla teoria della dinamica dei
fasci di elettroni deriva che il
minimo di emittanza è
ottenibile a partire da un
impulso laser con
distribuzione trasversa
uniforme e un profilo
temporale squadrato: nel
nostro caso è richiesto un
impulso con tempi di salita
estremamente brevi inferiori a
1 ps e durata tra 6 a 12 ps.
Il controllo della distribuzione
temporale del laser è uno degli
aspetti scientifici innovativi
che vengono studiati
nell’ambito il progetto
SPARC.
Il profilo temporale di impulsi
laser ha un andamento
tipicamente gaussiano o
comunque una forma a
campana. Per ottenere
l’impulso desiderato è
possibile operare una
manipolazione delle
componenti spettrali del laser,
introducendo una opportuna
attenuazione delle singole
lunghezze d’onda e un
opportuno ritardo tra di esse.
Questa manipolazione viene
ottenuta attraverso un filtro
acusto-ottico, che è pilotato da
un generatore di onda acustica
programmabile.
A causa della bassa soglia di
danneggiamento a radiazione
ottica, il filtro è installato a
monte degli amplificatori
laser. In questo modo però le
eventuali distorsioni sulla
forma dell’impulso introdotti
dalla successiva
amplificazione e della
triplicazione di frequenza
devono essere precompensati
dal filtro acusto-ottico. Sono
stati ottenuti impulsi squadrati
con tempi di salita prossimi a
quelli richiesti.
Utilizzando questo tipo di
impulsi è stato verificato
sperimentalmente la
possibilità di produrre fasci di
elettroni con corrente fino a
100 A e emittanza inferiore a
2 mm*mrad. Questi livelli di
brillanza permettono di pilotare
efficacemente il FEL di
SPARC e in linea di principio
possono essere utilizzati per
produrre radiazione coerente
nei raggi X. Il laser descritto
rappresenta un sistema
versatile e unico per esplorare
la dinamica di pacchetti di
elettroni in diverse regioni di
dinamica. Si prevede un
ulteriore sviluppo delle
prestazioni del sistema in
termini di uniformità trasversa
e longitudinale per spingere i
valori di brillanza verso i
valori minimi riportati in
letteratura. Parte di questo
studi futuri verranno condotti
in collaborazione con altri
progetti di ricerca quali Linear
Coherent Ligth Source presso
lo Stanford Linear Accelerator
Center.
Carlo Vicario
Laboratori Nazionali di
Frascati dell’Istituto
Nazionale di Fisica Nucleare
Massimo Petrarca
Dipartimento di Fisica Università di Roma:
“La Sapienza”& INFN
sez Roma 1.
NUMERO 13
MARZO 2007
CoPIT iniziative
Gruppo
Ricerca-Ambiente
otto la presidenza di Aldo
S
D’Alessio e Gianni
Clemente si è riunito il
“Gruppo Ricerca-Ambiente”
del Copit il 16 Gennaio 2007.
Dopo una breve comunicazione
di Gioacchino Fonti, sul tema
del VII programma si sono
valutate le possibile iniziative
alla luce della Legge
finanziaria 2007 per la parte
concernente la ricerca
scientifica e l’ambiente.
Alla discussione hanno
partecipato Gianni Clemente,
Fabio Croccolo, Bruno Della
Rocca, Francesca Jacobone,
Gioacchino Fonti, Vincenzo
Rizzo, Giovanna Piu, ing.
Bianchi, Aldo D’Alessio.
Il Gruppo ha deciso di
• predisporre i testi di
interrogazioni e di interpellanze
(allegati) su temi che
riguardano possibili “riforme”
della attività delle
Amministrazioni dello Stato e
delle Regioni che non
comportano aggravi di spesa e
che invece possono giovare alla
immagine ed alla efficienza
dell’Italia, specie per quanto si
riferisce al coordinamento delle
questioni di interesse per
l’Europa; (i testi si possono
richiedere all’indirizzo:
mazzoli@i-mazzoli.it)
• elaborare una sintesi del
documento del Governo
“strategia per lo sviluppo
sostabile dell’Italia” (CIPE
57\2002) da mettere a
disposizione per agevolare le
discussioni parlamentari (testo
allegato);
• inviare (tramite gli
Masters in discipline aerospaziali
Importanza della
collaborazione fra
Accademia e
Industria
Dopo tanti anni di impegno si incominciano a
vedere concreti risultati
l giorno 29 Gennaio 2007 si è
Idell’Ordine
riunito presso la sede
degli Ingegneri il
Comitato di valutazione dei
laureati che hanno frequentato i
Masters in discipline
aerospaziali organizzati dalla
Università di Tor Vergata .
Dopo il saluto introduttivo del
rappresentante dell’Ordine degli
Ingegneri,hanno avuto inizio gli
interventi degli ospiti .
Ha preso la parola l’Assessore
Provinciale alle Attività
Produttive On.le Bruno Manzi
che,dopo aver sottolineato
l’importanza delle applicazioni
delle tecnologie dell’aerospazio
per la vita dei cittadini,ha
dichiarato l’impegno che la
Provincia di Roma ha assunto
nel sostenere le iniziative delle
Università e di Tor Vergata in
particolare, per la formazione
delle giovani risorse umane ad
un adeguato livello per
soddisfare le necessità delle
industrie aerospaziali che
operano nella provincia e
nell’area di Roma.
Ha inoltre evidenziato che nel
comparto dell’aerospazio
operano oltre alle grandi
aziende, anche piccole e medie
industrie che non sempre
riescono a mantenere il dovuto
rapporto con le Università e
verso queste la Provincia ha una
particolare attenzione con
proposte di iniziative di
sostegno.
La Prof. Marina Ruggieri ha
ribadito l’importanza della
collaborazione fra Accademia e
Industria e dimostrato grande
soddisfazione perchè, dopo tanti
anni di impegno, si
incominciano a vedere concreti
risultati: e fra questi la
possibilità di organizzare in
collaborazione con le industrie e
gli Enti Pubblici di Ricerca, i
master post-laurea su temi di
avanguardia di particolare
interesse per importanti progetti.
Il Dr. Mirko Antonini, direttore
del “Master in Sistemi Avanzati
di Comunicazione e
Navigazione Satellitare”, ha
quindi dato il via alla
esposizione da parte dei
diplomandi dei singoli progetti
nei quali sono stati impegnati.
Sono stati 12 i giovani laureati,
per la gran parte ingegneri, che
hanno brillantemente illustrato i
rispettivi lavori e sostenuto la
discussione che ne è seguita: gli
argomenti trattati e sviluppati
anche in ambito internazionale
vertevano dalla realizzazione di
parti di unità componenti la
costellazione del Sistema
Galileo a temi di particolare
importanza quali la gestione
computerizzata della vastissima
e complessa documentazione di
progetto del Galileo per
assicurare la coerenza fra le
specifiche del committente e
quelle del progettista
realizzatore, ad applicazioni
basate sull’impiego del segnale
GPS(fra queste un sistema
ausiliare di guida dei disabili in
ambienti particolari).
L’intervento dell’On.le Aldo
D’Alessio segretario generale
del Copit ha evidenziato
l’impegno ultradecennale
dell’Ente per sostenere
l’importanza della divulgazione
dell’attività scientifica svolta in
ambito universitario verso il
Parlamento e la società civile
affinché si diffonda sempre di
più la consapevolezza
dell’importanza del sapere
scientifico e della cultura in
generale per la crescita del
Paese. Ha inoltre voluto portare
l’informazione e formulare
l’invito a partecipare,riguardo a:
-una iniziativa avviata
dall’Unione delle Province
Italiane per la valorizzazione
delle tesi di laurea su temi di
interesse per gli enti locali;
-la istituzione di tre borse di
studio del valore di 5000 per
le migliori tesi di laurea su tali
argomenti(partecipano le
Province di Roma,Milano e
Napoli);
- l’organizzazione a Roma il 30
Marzo prossimo del convegno
“Città e Sicurezza” in cui fanno
spicco gli Workshop sulle
tecnologie a supporto.
A conclusione della cerimonia
,dopo la riunione del comitato di
valutazione,sono state
comunicate le votazioni dei
singoli diplomati.
Giovanna Piu
PA G I N A 8
“LIVE Ricerca scientifica e Industria” opera grazie al sostegno dei suoi
soci sostenitori e fondatori. Ciascuno di loro partecipa con collaborazioni editoriali e finanziarie. Oltre al CoPIT– Onlus e Aero Sekur sono impegnati la
Provincia di Roma e Viterbo, il V Municipio di Roma ed il Polo Tecnologico
Industriale Romano. Contribuiscono, con la elargizione di una quota liberale
di sostegno, l’area scientifica CNR di Tor Vergata e l’INFN (Istituto
Nazionale di Fisica Nucleare). Si tratta di una pubblicazione inquadrata nella
legge 6/2000 per la divulgazione scientifica e culturale che, nel caso specifico, è riferita ai centri di ricerca ed alle industrie aerospaziali dell’area della
Tiburtina e di Castel Romano.
on. Tassone, Sanza, Gasbarri,
Eufemi, Filippi, Nieddu) una
lettera ai Presidenti delle
Commissioni Parlamentari
competenti per chiedere loro di
svolgere audizioni conoscitive
in merito alla politica
ambientale dell’Italia ed in
particolare sull’azione svolta
dalle diverse Amministrazioni
dello Stato e dalle Regioni sul
tema predetto.
Nel confermare di sostenere la
preparazione della Conferenza su
“Città & Sicurezza” promossa
dalla Provincia di Roma con
alcune altre, si è deciso di
mettere a disposizione, a questo
scopo:
• i risultati della giornata di Studi
di Rieti (23 gennaio 2007), sul
tema dei rischi non convenzionali
(NBC, in particolare);
• i risultati della partecipazione
al Bando per i premi alle
migliori tesi di laurea (2006)
promosso dalle province di
Roma, Milano, Napoli;
• il ciclo delle audizioni
aziendali programmate per i
mesi di gennaio – marzo 2007,
comprendente le Aziende di
Finmeccanica (Telespazio e
Selex Sistemi), le nuove
strutture di Vitrociset, le
aziende del polo tecnologico di
Castel Romano.
E’ stata annunciata, infine, la
preparazione di una Rassegna delle
Tecnologie insieme alle industrie
che lavorano nel campo della
sicurezza (elenco allegato), da
svolgere entro la metà del 2007.
(im)
Sperando di fare cosa utile alleghiamo l’elenco degli studenti ammessi
all’esame finale con i titoli dei temi assegnati a ciascuno di loro.
LISTA STUDENTI AMMESSI ALL’ESAME FINALE
Master in Sistemi Avanzati di Comunicazione e Navigazione Satellitare
presso l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, Via Vittorio
Emanuele Orlando 83 - Roma • 29 gennaio 2007 - Ore 09.30
Simone Barbera
Stage Presso: Elital
Tema: Partecipazione al progetto di proprietà intellettuale Elital di una
scatola nera per elicotteri di cui verrà realizzato 1 prototipo e relativa
ingegnerizzazione.Tale progetto e la relativa realizzazione verranno
esclusivamente sviluppati all’interno della sede dell’azienda.
Alberto Casamatta
Stage Presso: IMT
Tema: Simulatore di Solar array
Giulia De Marzi
Stage Presso: Alcatel Alenia Space Italia
Tema: Partecipare alle attività di ricerca mirate alla definizione e
preliminare sviluppo SW di un simulatore ibrido (SW,+ HW) denominato
ANEMONE, per lo studio e la validazione di sistemi di Navigazione e
Comunicazione satellitari applicati all’aeronautica civile. Il tirocinio
prevede il lavoro in team su tematiche sia teoriche che sperimentali e la
presentazione dei lavori in ambito transnazionale (Italia-Francia).
Morgan Lius
Stage Presso: University of New Mexico (USA)
Tema: Sviluppo di Smart Antenna su FPGA
David Mauro
Stage Presso: TTI GmbH, TGZ Astos Solution (Germany)
Tema: Master thesis in the area of satellite constellations
Gabriele Musetti
Stage Presso: Telespazio
Tema: Sviluppo algoritmi di preprocessing di dati osservabili GPS-like e
analisi di soluzioni per la generazione di statistiche dell' errore residuo
dopo preprocessing . Analisi e simulazione di soluzioni per l'augmentation
della posizione GPS e Galileo con analisi dell'errore residuo sugli
osservabili dopo correzione
Marco Nisi
Stage Presso: Sistematica
Tema: Sistemi di Navigazione Indoor
Mario Noce
Stage Presso: Alcatel Alenia Space Italia
Tema: Partecipare alle attività di ricerca mirate alla definizione e
preliminare sviluppo SW di un simulatore ibrido (SW,+ HW) denominato
ANEMONE, per lo studio e la validazione di sistemi di Navigazione e
Comunicazione satellitari applicati all’aeronautica civile. Il tirocinio
prevede il lavoro in team su tematiche sia teoriche che sperimentali e la
presentazione dei lavori in ambito transnazionale
(Italia-Francia)
Federico Piacenza
Stage presso: Telespazio
Tema: Galileo Test Range
La sensor station (SS) è il ricevitore di riferimento per il Galileo Test
Range per i segnali di navigazione provenienti dai sistemi di rilevamento
GPS e GALILEO. Essa effettua misurazioni particolari che rende
disponibili per le elaborazioni ai laboratori di navigazione. Lo studio ha
messo in evidenza che per la sincronizzazione degli elementi del GTR
occorre utilizzare un satellite addizionale.
Giuseppe Piantieri
Stage Presso: Vitrociset
Tema: Partecipazione ad attività mirate a progettazione e sviluppo di
sistemi Real Time per applicazioni spaziali, in particolare finalizzate alla
realizzazione del Banco di Controllo del Lanciatore Europeo VEGA
Alessandro Rossi
Stage Presso: Alcatel Alenia Space Italia
Tema: Partecipare alle attività di ricerca mirate alla definizione e
preliminare sviluppo SW di un simulatore ibrido (SW,+ HW) denominato
ANEMONE, per lo studio e la validazione di sistemi di Navigazione e
Comunicazione satellitari applicati all’aeronautica civile. Il tirocinio
prevede il lavoro in team su tematiche sia teoriche che sperimentali e la
presentazione dei lavori in ambito transnazionale (Italia-Francia).
Giovanni Sacco
Stage Presso: Alcatel Alenia Space Italia
Tema: I requisiti Galileo: la tracciabilita' DOORS e la mappatura delle
funzioni principali di ogni elemento dei singoli segmenti
Cosimo Stallo
Stage Presso: ENEA Frascati
Tema: Sistema elettronico di Controllo per apparato LIDAR fluorosensore
Al testo integrale di queste note si può accedere attraverso il sito WEB del
COPIT www.copit.net
D a
S a p e r e
START CUP “ROMA 2006/2007” E
MOSTRA – CONVEGNO
Start Cup “Roma 2006/2007”
Competizione per la creazione di
imprese innovative promossa dalle
quattro Università romane
Tor Vergata, Roma Tre,
La Sapienza e LUISS
Mostra – Convegno
Presentazione delle idee di
impresa innovativa
La Mostra-Convegno mira a
presentare al pubblico i 40
progetti selezionati nell’ambito
del Premio della migliore idea
innovativa promossa dalla Start
Cup Roma e definire un metodo
di lavoro comune tra le quattro
università nella sfida della
promozione della innovazione
nel territorio.
L’evento si è svolto Martedi 20
febbraio 2007, presso l'Aula
Verde dell'Edificio Didattica della
Facoltà di Economia,
dell’Università Tor Vergata di
Roma - Via Columbia 2 - ore
9.00-16.00.
Per maggiori informazioni
sull’evento e se desiderate
consultare le sintesi dei progetti, vi
suggeriamo di consultare il sito:
www.startcuproma.uniroma2.it
(da E2 Lab)
ENEA E
“M'ILLUMINO DI MENO”
L'ENEA ha aderito all'iniziativa
"M'ILLUMINO DI MENO"
lanciata dal programma di Radio2
Caterpillar con la messa in atto di
una serie di azioni per la riduzione
dei consumi energetici nei suoi 11
Centri di Ricerca distribuiti sul
territorio e con la diffusione di
opuscoli informativi per il
pubblico che forniscono consigli
per il risparmio energetico.
Le luci dell'ENEA sono state
spente il 16 febbraio alle ore
18.00, e tutti i dipendenti sono
stati invitati a spegnere gli standby
delle loro apparecchiature (pc,
stampanti, fax, ecc.). Come è noto,
l'accensione degli standby incide
per oltre il 5 % sui consumi
energetici nelle abitazioni e negli
uffici.
Tutti i cittadini interessati agli
opuscoli dell'ENEA sul risparmio
energetico possono scaricarli dal
sito internet dell'ENEA:
http://www.enea.it/com/web/pubblicaz.html - (pubblicazioni online).
Testata in attesa di
registrazione presso il
tribunale di Frosinone
Direttore
Ignazio Mazzoli (Copit)
La redazione di questo mensile
è curata inoltre da:
Mirko Antonini
(Univ. Tor Vergata)
Valentina Bornisacci
(AeroSekur)
Aldo D’Alessio (Copit)
Antonietta Donatelli
(V Municipio)
Alessia Gianaroli
(Provincia Roma)
Lelio Grassucci
(Consigliere CNEL)
Felice Grosso (Copit)
Federica Lupino
(Provincia VT)
Valerio Mazzarini
(Tecnopolo)
Max Mizzau Perczel
(Tecnopolo)
Giovanna Piu (Copit)
Valerio Rossi Alberini
(CNR Area Tor Vergata)
Bruno Spataro (INFN)
Invitati
Carlo Corsi
(Dir.Gen.Roma Ricerche)
Paolo Fatiga (Fatigappalti)
Elaborazione grafica
Claudio Petrucci
Chiuso in tipografia
28 febbraio 2006
Stampato presso
Eurografsud srl
via delle Grotte, 11
00040 Ariccia (Roma)
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