Periodico mensile della
Coop Lombardia
Comitato di Redazione
Antonio Benolini, Sergio Ferrario,
Sergio Ghiringhelli, Lidia Lommi,
Oddino Magnani. Daniele Moltrasio,
Ugo Pifferi, Enrico Rossi. Adolfo
Scalpelli, Elio Susani, Alberto Terzi,
Giorgio Vozza.
Direttore rporISIEWIRC AOn110 àCalpelll
Associato alla
Unione Stampa Periodica Italiana
Impaginazione:
Franco Malaguli Maria Rosa Torri
Disegni:
Giulio Peranzoni
Spedizione in abbonamento
postale gnippo Illf 70.
Editrice Coop Lombardia
Viale Famagosta, 75
LU
Milano 44721
Autoriz:zaziont del
- Frib. di Milano n. 144
del l4 aprire 1982
Comitato
Regionale
Lombardo
Stampa: Coop "Il Guado"
Corbetta (M 1) - Tel. 02-97944e1-2
La carta di Quale Consumo è di
bassa qualità per la stampa ma di
alta qualità ecologica. E tona
riciclata.
. _
Qualità, convenienza, difesa del consumatore
1111111".~.~.
I
Notizie e
informazioni
alik pagg. 6 e 7
Non fu più una
felice utopia
Buono n. 7
Confezione
regallo
formaggi
MAURI[
Kg. 1 9456
Senza compromessi sulla qualità.
Si costruisce il laboratorio di analisi.
Si compilano etichette così ricche di
dati informativi da rappresentare la
prima esperienza di comunicazione
con il consumatore.
in seconda pagina
di Giorgio Vozza
Quando nell'ottobre del
1976 i maggiori dirigenti delle Coop approvarono il rapporto sulla politica di marchio che avevo preparato restate precedente, diverse cooperative stavano traversando un brutto momento.
Il repentino e poderoso
aumento dei prezzi del petrolio e poi di tutte le materie
prime aveva acceso il grande
fuoco dell'inflazione che avrebbe bruciato immense risorse per quasi un decennio
in tutte 1e nazioni industrializzate. Nel nostro Paese gli
effetti furono disastrosi: i
prezzi ebbero una straordinaria impennata. determinando al tempo stesso una
brusca caduta dei consumi.
Le conseguenze sulle cooperative furono immediate:
Foto di gruppo di alcuni prodotti con marchio Coop.
diminuzione delle vendite,
ma soprattutto riduzione dei
margini che non riuscivano a
stare al passo con la crescita
dei prezzi.
Si capi allora che occorreva
irrobustire le capacità di direzione delle aziende, eliminare alcuni negozi in perdita,
ristrutturare gli organici e i
sistemi dei magazzini.
Ma accanto alle opere di riorganizzazione aziendale era
necessario costruire una politica nuova per i consumatori. La Coop non poteva essere q apparire un negozio
come altri: la sua natura cooperativa doveva risaltare
più concretamente.
Occorreva offrire ai consumatori qualcosa di più e di
diversa rispetto alla pur necessaria convenienza dei
prezzi, all'efficienza nei servizi, ecc.
Serviva prospettare una
proposta di consumo originale rispetto agli altri negozi.
In concreto si trattava di realizzare un'intera gamma di
prodotti che fosse una alternativa alle marche migliori,
ma che al tempo stesso consentisse ai consumatori significativi risparmi.
In più si doveva trasmettere
un complesso di informazioni allora del tutto assenti
sulle confezioni dei prodotti
di marca.
Per la verità non si cominciava da zero: vi erano già
prodotti esclusivi negli assortimenti Coop, ma non erano
particolarmente curati e
neppure facilmente distinguibili dagli altri.
Occorreva dunque accingersi ad un'opera che aveva alcune fondamenta, ma che richiedeva consistenti rifacimenti ed una nuova impostazione.
Per di più si voleva impegnare il nome stesso dell'organizzazione, il marchio Coop,
che legava in tal modo il negozio ai prodotti con una
più stringente responsabilità
della cooperazione nel suo
complesso.
Non si poteva dunque accettare alcun compromesso sulla qualità, né comprendere
prodotti in contraddizione
con la politica sociale della
Coop.
La nuova gamma nasce col
nome Coop, esclude settori
pure importanti come l'olio
di semi vari e più tardi i li-
quori; elimina coloranti e
conservanti: riqualifica decine di prodotti migliorandone
ingredienti, composizione,
processi di lavorazione, imballaggi; seleziona severamente i fornitovi.
In due anni di lavoro si costruisce il laboratorio Coop,
si stampano le nuove etichette, si inserisce sulle confezioni quell'etichettaggio informativo che per l'Italia rappresenta la prima grande esperienza di comunicazione
merceologica di massa, rimasta per molti anni unica
ed esemplare nel nostro Paese.
Alla fine del 1978 la nuova
linea è pronta e viene presentata ai soci, ai dipendenti, ai
Consumatori.
Negli anni successivi si pro-
cede ad una serie molto numerosa di adattamenti; si
aggiungono nuovi prodotti,
se ne eliminano alcuni per i
quali non è possibile ottenere
la qualità richiesta.
Quattro anni dopo la dimensione dei risultati è data dalle
vendite: 100 miliardi nel
1982, 300 miliardi alla Fine
dello scorso anno. Un incremento ben maggiore dello sviluppo della rete Coop
nello stesso periodo.
Oggi sono parecchi i dirigenti della cooperazione di consumatori che pensano che
r"invenzione" dei prodotti
Coop sia stata una fra le opere più importanti che hanno
spinto le cooperative fuori
dalla crisi degli anni settanta
e uno dei principali fattori di
successo degli anni ottanta.
Brescia., 5-21 dicembre "Giornate dei giovani consumatori"
1
Il castagno addomesticato
di Marta Isnenghi
p. 2
La rude seduzione delle scarpe da boscaiolo
di Fabio Zanchi
Olocausto tra le pareti domestiche
p. 3
p. 4
Il giocattolo è una cosa seria...
Valeria Bergamaschi, Silvana Corbari
P. 5
Prodotto Coop. Non è solo un vestito diverso
Bambini e cannoni
a cura di Mario Lodi
P. 6
p. 8
Uomini & Cose. Una storia intrecciata
di Alberto Terzi
Giuro di dire tutta la verità
Offerte ai soci
I "Giovani consumatori" a scuola dalla Coop
P. 9
p. IO
P7opo te MI scuola
Dal 5 al 21 Dicembre, a Brescia, si rinnoverà uno degli
appuntamenti più importanti tra scuola e cooperazione:
"Le giornate dei giovani consumatori". L'importanza
dell'avvenimento è accresciuta dall'esperienza accumulata dal 1983 ad oggi,
Molta strada in avanti è stata
fatta da allora e la Coop oggi
è in grado di presentarsi alla
scuola, sul tema dei consumi,
con un bagaglio di propos'te
pressoché unico: una collana
di volumi sull'educazione al
consumo, una serie di animazioni didatticamente mol-
to interessanti e scientificamente valide sono il cospicuo patrimonio di un'esperienza accumulata negli anni
che continua a produrre frutti molto interessanti.
In ultima pagina i nostri soci
troveranno tutto quanto
questa edizione bresciana è
in grado di offrire a genitori e
alunni per un approccio critico al mondo dei consumi
sempre più attento.
L'appuntamento è dunque
per tutti al 5 Dicembre, per
costruire insieme un altro
pezzetto di cultura consumerista.
p. 11
p. 12
In ultima pagina notizie e fotografie. Qui sopra: una panoramica parziale dell'edizione 1984 delle "giornate" a Cremona
© soci
Buono
N. 7
Cmfezione
liba: r]
ce Maiali
e
.
Condene: bontaleg o,
quartirolto -Iresco, burro,
baitella, vaschetta di
caprini e mar tanfi
peso netto kg. 11,450 ca.
Marta Isnenghi
Breve storia e uso di un frutto autunnale
Il eas tag
4.
addomesticaL
li castagno sarebbe "l'albero
meno naturale che esiste':
Questo paradosso sostenuto
dal francese Jean- Robert
Fitte, il più esperto castanolago contemporaneo, esprime un'idea forse poco familiare, ma tuttavia non priva
di suggestioni. ll castagno è
una pianta "nuova", la cui
installazione produttiva in
Europa risale a non mohi secoli fa e che ha cambiato il
paesaggio collinare del vecchio continente.
Certo l'albero era già ben
conosciuto duemila anni fa.
Virgilio nel famoso passo
delle Bucoliche: stesso
raccoglierò le mele bionde
dalla tenera buccia e i frutti
del castagno prediletti dalla
mia Amarillide". traccia un
flashback della campagna
mantovana, dove crescono
bradi i castagni.
Ma occorrerà aspettare latine del Medio Evo per vederli
addomesticati dall'uomo. E
solo a partire dal X IV secolo
che i castagneti contendono
lo spazio alle primitive foreste di querce e ai boschi misti
di latifoglie, respingendo la
loro più accanirci concorrente, la quercia lanuginosa, sui
pendii più impervi e sassosi.
Dalla Galizia alla Toscana.
dalle pendici del Vesuvio alle
colline di Vila Verde in Portogallo, .sino alla Corsica e
alla regione di Périgord in
Francia, con la domestica-
zione del castagna il paesaggio assume connotazioni
nuove ma anche variate.' a
seconda che si tratti di manocoltura, poco frequente e
a latitudini alte, o piuttosto
di associazioni con cereali,
con la vite e l'ulivo, o perfino
con patate. Il castagno è
dunque una pianta fortemente voluta dall'uomo soprattutto per le sue esigenze
alimentari, al .fìne di conipensare le periodiche carenze
di cereali in un mondo in cui
la produzione agricola ha
ancora la .fisionomia della
sussistenza.
Oggi molti castagneti sono in
stato di senti-abbandono.
Fra i meglio conservati e più
vicini, in questa stagione meritano una visita quelli di Soglio, piccolo
• presepe della
Vai Bregaglia a nord di
Chiavenna, subito dopo il
valico svizzero.
Amati da Rilke e ritratti in
alcuni magici quadri dì Segantini, questi boschi disegnati dall'uomo con splendidi alberi secolari e con le tipiche capanne di legno e beola,
rappresentano dei musei viventi della civiltà del castagna. Ma i patiti dell'argomento in una ventina di minuti d'auto possono anche
raggiungere a Stampa il vero
Museo della Val Bregaglia,
con una sezione interamente
dedicata alla lavorazione della castagna.
Composizione delle castagne fresche e, tra parentesi, !e secche:
per 100 g.
Prezzo di mercato
Prezzo ai soci
L. 14.000
I. 10.0
Iniziativa valida dal I° al 13 Dicembre
Consigli r.r di
amministrazione: bilancio
consuntivo del
primo semestre '86
Dopo breve parentesi estiva è ricominciata l'attività del Consiglio di amministrazione che si e
riunito, unitamente al Collegio sindacale, venerdì
26 settembre presso la sede socia le di via FamagoSta.
Ordine del giorno nutrito con argomenti importanti tra i quali il bilancio consuntivo relativo al I"
semestre dell'esercizio sociale in corso.
Dopo una breve introduzione del presidente Bertolini, il rag. Murgia, direttore dei servizi amministrativi. intratteneva il Consiglio sulle particolarità emergenti nel bilancio consuntivo semestrale
sottolineando la positività dei risultati conseguiti.
Margine lordo, gestione finanziaria. contenimenso dei costi, sono stati gli aspetti decisivi della
brillante gestione semestrale anche se sembrano
essere risultati difficilmente ripetibili nel secondo
semestre.
Nel dibattito che ne è seguito sono stati molti i
consiglieri che sono intervenuti unitarnente al vice
presidente Ferrano ed al presidente dell'Associa-
2 - Quale consumo
acqua
proteine
lipidi (grassi)
glucidi (zuccheri)
fibra
energia (calorie)
47,0
1,8
2,9
39,4
23
181,0
3,9
34,0
930,0
89,0
0,22
ferro
calcio
potassio
fosforo
vitamina 13,
vitamina B,
0.35
zione regionale Migliavacca.
In sintesi si può riassumere che vi è stata una larga
convergenza di opinioni non solo sulla bontà dei
dati espressi daI consuntivo ma anche sui problemi da affrontare che assumono rilevante importanza peri prossimi mesi: accelerazione del programma di investimenti strutturali, miglioramento dei servizi a punto di vendita, interventi riorganizzalivi in alcuni reparti del magazzino di approvvigionamento.
Argomenti elle poi sono stati puntualmente ripresi nelle conclusioni del presidente Bertolini.
I] Consiglio sul secondo punto all'ordine del giorno riguardante l'ampliamento del nostro punto di
vendita di Soresina ha ascoltato un'informazione
del Consigliere delegato Magnani ed infine approvato la spesa relativa all'acquisto dell'attrezzatura e tutto quanto occorrente per la apertura del
nuovo negozio prevista per la prossima primavera.
Sul terzo punto all'ordine del giorno il Consiglio
prende atto della costituzione del Consorzio nazionale per la realizzazione degli l per che ha per
scopo istituzionale quello di fornire alle cooperative socie servizi ed essere un importante momento di promozione, coordinamento e sostegno delle iniziative locali.
La riunione si conclude con l'approvazione di
alcune spese effettuate per il rinnovo di attrezzature in alcuni negozi.
Odelino Magneti!
(10.0) g
(4,7)
(3,0)
g
g
(67,0) g
(3,8) g
(297) Keal
(2,0)
(52,0)
(non det.)
(90,0)
(0,33)
(0,40)
mg
mg
mg
mg
mg
mg
Piccole e grandi, selvatiche e domestiche
La castagna, particolarmente ricca di amido, abbinata
ad un alimento protcico costituisce un buon piatto equilibrato. In Svizzera, nel Vallese, si consuma la "brisolec",
ossia caldarroste con formaggio molle "vacheri n",
accompagnate da vino bianco q mosto. In molte tradizioni regionali le troviamo
abbinate a patate o riso: il
"mac" o "macket" del 'Ienese, è fatto con castagne cotte
in poca acqua, sbucciate e
ridotte in purea che poi viene
cotta con latte e riso fino ad
ottenere una polenta molto
densa: il mestolo deve restare
in piedi da solo! Con la farina di castagne si fa ancor oggi il "castagnaccio" in varie
regioni d'Italia (soprattutto
Lazio e Toscana) e Ie "caldarroste". Purtroppo la produzione di castagne è scesa in
modo vertiginoso nell'ultimo
secolo: basti pensare che all'inizio del '900 in Italia se ne
producevano 6 milioni di
quintali all'anno, mentre nel
1983 solo 600 mila quintali,
questo è dovuto sia al dissesto socio-economico dell'ambiente montano sia alle
nostre scelte alimentari "ricche".
Dal punto di vista delle varietà, si distinguono essenzialmente i maironi e le castagne domestiche. I primi
sono molto grossi e tondeggianti, hanno la scorza bruno-rossiccia e striature scure
nel senso della lunghezza; la
polpa, molto dolce, si stacca
facilmente dalla pellicola interna, mentre le castagne
domestiche hanno la pellicola fortemente attaccata alla
polpa, sono più piccole, di
ottimo sapore. I marroni
vengono oggi essenzialmente
usati per esportazione e per
la confezione di "marrons
glacés". Per conservare a
lungo Ie castagne si esegue la
"novena" o "curatura": immersione in acqua, eliminazione delle castagne bacate
ed asciugatura.
La 11-iicetta.
Monte bianco
/ Kg. di castagne fresche, latte (la quantità sufficiente a
coprire le castagne), I bustina di vanillina, circa 150 g di
zucchero, 400 g di panna ji-esca, eventualntente qualche meringa. Cioccolato fondente per guarnire.
Scottare le castagne nell'acqua, scolarle ed eliminare, finché
sono calde, la buccia esterna e la pellicola interna, Rimetterle
quindi al fuoco coperte di latte, con vanillina e lo zucchero.
Lasciar cuocere finché il latte verrà assorbito (le castagne non
devono però rompersi) e, una volta raffreddate, passarle nel
passaverdure direttamente sul piatto di portata. Mettere a
strati, sul piatto, le castagne passate, un po' d i panna montata
e, per un tocco di bontà in più, le meringhe sbriciolate, fino
all'esaurimento degli ingredienti, formando una specie di
"monte" appuntito. (Le meringhe si possono fare in casa
montando a neve gli alburni d'uovo ed aggiungendo circa 2
cucchiai di zucchero a velo per ogni albume; cuocere a lungo,
in forno appena tiepido). Rivestire di panna montata e scaglie
di cioccolato fondente, Mettere in frigorifero fino ai momento del consumo.
Cinisello Balsamo:
manifestazioni per il
centenario della Lega
Un ambizioso programma è stato approntato dal
movimento cooperativo di Cinisello Balsamo per
celebrare il centenario di fondazione della Lega,
per far conoscere meglio questo fenomeno e far
riflettere sulla propria storia. Ecco le iniziative già
programmate dal comitato organizzatore:
Novembre:
gara di bocce regionale
due serate di teatro con: Cooperativa Teatro e Teatro Immagine
— spettacolo teatrale con: compagnia "La piccionaia — I Carrara"
Dicembre:
esibizione del corpo di ballo del C. Pablo Neruda
esposizione della mostra Uomini e Cose (realizzata da Coop Lombardia)
Gennaio '87
manifestazione conclusiva con la partecipazione delle rappresentanze regionali e locali
del Movimento Cooperativo e del presidente della Lega nazionale Onelio Pra ndini
W.«
Fiera campionaria a Laveno k-„
11 Comitato soci ha partecipato alla importante
iniziativa commerciale della Fiera campionaria di
Laveno con grande capacità organizzativa ed impegno. Gli obiettivi erano di migliorare il rapporto con i soci e i consumatori, far conoscere la
cooperativa ed il prodotto Coop. I risultati sono
stati eccellenti, abbiamo dialogato con moltissime
persone ed acquisito cinquanta nuovi soci.
Il tocco finale, per l'ottima riuscita dell'iniziativa,
lo ha dato la dietista che con l'aiuto del computer
forniva, ai soci e visitatori, l'analisi del fabbisogno
dietetico giorria fiero.
Illittit•
CCICP I OM
Come la pubblicità martella su certi tipi di calzature
Fabio Zanchi
e seduzione
de"e
vaiolo
Le nostre città sono fredde e
nevose come le con trade del1 Arkansas; umide e piovose
come le zone delle Grandi
Paludi; dure e selvagge C013m,
i deserti del vecchio West. E
noi, in fondo, che cosa siamo? Emuli di Tex
piccoli Iravet con un cuore
alla Davv Crocken,
ti con il fisico di Kit Carson.
bancari e commessi robusti
evince naiwrori del Klonclvke.
Siamo nati dietro il Verziere,
ma che importa? Più che la
lettura del Manzoni (ecco
perché a scuola non siamo
mai stati capaci di digerire i
suoi Protnes.s.i Sposi) abbiamo dentro l'aspro contatto con la natura. Una natura
severa, che non ci lascia respiro, che si lascia accostare
solo a prezzo di un allenamento continito, che non lascia niente al caso, tanto meno la scelta dei cupi d'abbigliamento. Chi lo dice?
Ma la pubblicità, naturalmente. Quella che per convincerci all'acquisto di un
paio di scarpe con le quali,
per l'appunto, andremo
(magari in macchina, coni 'è
nostra abitudine) da casa al
lavoro e viceversa, ha coniato uno dei motti più impegnativi e grint osi: "Sur viving
fior living". Sopravvivere per
lrivere. Però.
Con un paio di scarpe nate
da quella filosofia di vita L4110
può davvero afliontareftalo
quello che la metropoli gli
riserva, nel bello e nel brutto.
Può far, ionte ad una pioggia di Mezz'ora (in effetti, si
sa che basta anche meno per
intasare lutti i tombini e ira.sformare le strade cittadine
ira impetuosi torrenti e larghe
paludi) oppure ad una nevicata imprevista. Ceno, in
Canada quelle due dita di
neve farebbero sorridere (e
comUnque, per il Canada,
quelle scarpe sarebbero adattissime: non si sa trai), ma a
Milano, scherziamo? Basta-
no anche ineno di due dita di
neve a rendere la vita impossibile.
"Survivingfbr
eccola
la filosofia. che ha partorito
nata una generazione di calzature davvero esagerate rispetto al nostro vivere ineiropoliiano. Dalle vetrine dei
nostri negozi occhieggiano
scarpe che potrebbero andar
bene (e Mse sarebbero eccessive anche per loro) per i
boscaioli canadesi, per gli
.sparachiodi che lavorano sui
grattacieli di Mendica t alt, per
i cenatoti d'oro del Klond•ke. Stiamo esagerando? Beh,
qualcuno che esagera fOrse
c'è davvero.
Scegliamo a caso. C'è quello
che ha inventato "un buon
sistema per niamenne alto il
morale quando fitori c'è
-20"': Non per niente ha
chiamato le sue creature,
la di anfibi indistruttibili,
"Survivors': Nessun dubbio,
naturalmente, che quelle calzature sopportino davvero
temperature glaciali. anzi.
Ma quando mai nelle nostre
città si superano i "meno
venti" e. nel caso. quanto vi
stanno esposti i piedi dell'impiegato della nostra banca? O i nostri, qualsiasi lavoro fac.clatilo.
i
La pubblicità vorrebbe che noi...
Per non far torto a nessuno
(e 'per dimostrare quanto
questa filosofia della catastrofe ecologica sia diffusa)
facciamo qualche esempio
prendendolo senza alcuna
malizia dalla pubblicità che
appare su giornali e riviste.
Ecco le Trappeur: si impara
subito che la loro particolarità, garantita da un marchio a
fuoco ideato fin dal 1887, è di
essere "le calzature ufficiali
dell'esercito e dei vigili del
fuoco in Francia". Da provare sull'attenti, cantando la
Marsigliese.
Lumberjack, di Antonini,
non spreca troppe parole per
illustrare la "Moda forte": il
suolo che calpestano quei
due scarponi è molto più simile a quello delle Montagne
Rocciose che al pavimento
della Galleria Vittorio Emanuele.
Dall'antenna
a! cave
-
gione. Tank, una Timberland urbana sprecata per usi
moderati", E chi vi Ferma
più! Ecco invece le Chukka.
Anche queste mostrano i
muscoli: "Ne faccia a meno
chi si gode la vita sul velluto".
Da dove vengono'? "Un
Chukka Boot — si garantisce — fa parte di un altro
cielo, il limpido e gelido cielo
che guarda salire i grandi
tronchi sui trucks diretti alle
segherie del New England.
In questa parte di mondo
tutto è in proporzione. gli alberi con le motrici, la strada
con gli uomini, certe scarpe
con questo lavoro", Qui da
noi, dove il senso delle proporzioni è tanto diffuso, andranno a ruba.
Come non citare, in questa
riscoperta dell'America, il ritorno dei vecchi stivali da
Cow-hoy (indispensabili, ci
AMI Io è che, probabilmente.
c'è qualcosa che non va nel
nostro rapporto con la natura.
Ah•imenti non si vede come
mai la pubblicità, cosi sensibile alle nostre aspirazioni e
tendenze, abbia messo in
piazza quella che, al massimo potrebbe essere la caricatura dell'ornino metropolitana che, per la prima volta
in vita sua, esce dai confini
ciel dazio e si avventura nella
giungla cli un mondo imprevedibile. Come dire: è ben
difficile credere che per andare da Milano a Cinisello si
debbano calzare anfibi che
resisterebbero anche ad una
valanga.
resi:
minerali
La copertina della rivista delle Consumatrici della
Svizzera italiana
assicurano, per una Prima
alla Scala). Questi arrivano
direttamente da Sonora:
"The boots from Sonora —
assicurano le locandine —
leggendari stivali amici del
cow-hoy sorto arrivati fin
qui. La punta è allungata, il
tacco è alto e obliquo, i pellami sono di rettile e di bufalo, un rinforzo in acciaio è
inserito ne! piantare. La suola in vero cuoio forte e leggera è straordinariamente confortevole, così non ha importanza per quanto tempo tenete su i vostri boati (il cowboy non li toglieva mai)" Le
istruzioni non lo dicono. ma
sembra implicito che per togliersi gli stivali, soprattutto
a1 termine di una giornata da
cow-boy, si deve trovare una
radura lontana qualche miglio dalle case della città. Per
evitare stragi e svenimenti.
Ma che fatica
vivere!
Due tipi di messaggi pubblicitari: gli stivali del cow-boy "from Sonora" e scarpe (coperte di
neve) per tenere su "temperatura e morale".
All'assemblea delle
consumatrici svizzere
Patata
Tuttofare
Per le Paraboot garantiscono l'apparenza più che robusta, naturalmente. ed un'accurata legenda: "Intersuola,
in cuoio pieno fiore, consente l'isolamento dal freddo ed
assorbe la traspirazione; suola in puro caucciù brasiliano
vulcanizzato. La particolare
scolpitura della suola garantisce la massima aderenza su
qualunque tipo di terreno:
cucitura norvegese in filo di
canapa, che, in presenza di
umidità, si gonfia. impedendo all'acqua dì entrare nella
scarpa". Adatte anche per
guadare il Lambro.
Le Timberlancf, per ovvi motivi, richiedono un capitolo a
parte. Ecco le Tank, con una
"schiacciante superiorità del
carrarrnato. Nessuna scarpa
ce la fa a tenervi fuori dall'inverno così, e restare giusta e
temperata nella mezza sta-
Siamo andati volentieri all'Assemblea annuale
dell'Associazione consumatrici della Svizzera Italiana (ACS1). Quest'anno la riunione si è svolta a
Mendrisio il 18 ottobre, Aderiscono a questa associazione 6.000 donne del Canton Ticino, un
numero ragguardevole che premia dodici anni di
lavoro e di iniziative. Quella che ha avuto più
risonanza anche da noi è stata ]a battaglia per
l'eliminazione del fosforo dai detersivi. Con il
Canton Ticino abbiamo in comune il lago Maggiore e il lago di Lugano: per questo furono
stabiliti contatti operativi con la nostra Associazione lombarda cooperative di consumatori per
diffondere l'iniziativa in Lombardia_ Come sanno
i lettori la vicenda dei detersivi senza fosforo é
diventata una battaglia nazionale in Italia, con
parziali successi. Nel Ticino da quest'anno i detersivi non contengono più fosforo. Ma le agguerrite
consumatrici ticinesi hanno al loro attivo la partecipazione alla trasmissione televisiva "A conti fatti", la realizzazione di Uffici di conciliazione per
redimere le dispute tra consumatori e commercianti, collaborano con "Mister Prezzi", l'ufficio
Federale di sorveglianza dei prezzi e delle tariffe
dei servizi. Sono attualmente impegnate anche
per ottenere controlli su tariffe oggi non sottoposte a controllo e sul costo del credito. Una recente
indagine cantonale ha fatto emergere l'esistenza di
"nuovi poveri" che molto spesso si trovano a
dover fronteggiare impegni onerosi per crediti
contratti con meccanismi che andrebbero controllati. Altro tema di impegno è quella di arrivare
alla raccolta separata dei rifiuti per ampliare le
possibilità di riciclo (vetro, alluminio, carta• materie plastiche) e di compostaggio dei rifiuti non
rieiclabili (si tratta di sottoporre i rifiuti domestici
organici a trattamenti che portano ad ottenere il
"compost", un fertilizzante organico ottimo per
serre, giardini e agricoltura in generale). Altra
iniziativa particolare è quella del "mercatino". Nei
principali centri ticinesi a date fisse si svolge il
mercato di lettini, carrozzine, seggioloni, pattini,
attrezzi e abbigliamento sportivo per ragazzi e
adulti come lotta contro lo spreco. Naturalmente
l'ACSI si occupa anche di educazione e informazione dei consumatori. Il bollettino bimestrale si
chiama "La Borsa della Spesa", e si occupa dei
vari temi, fornisce le indicazioni per usufruire del
"centro informazioni consumatori", per partecipare ai mercatini, per sottoscrivere le petizioni per
iI controllo dei prezzi e del credito, eccetera. Con
L'ABC del consumatore, un libro edito dall'ACSI, vengono fornite le informazioni sui diversi
campi del consumo. In collaborazione con l'Associazione per l'agricoltura ecologica della Svizzera Italiana, l'ACSI organizza corsi per apprendere le tecniche di produzione del "compose'.
Ugo Pinferi
Potremmo continuare: la vita, vista non tanto dalla parte
delle radici (che può anche
portar male) ma il più possibile vicino ad esse e con la
collaborazione della pubblicità, sembra portar con sé
inattesi caratteri di fatica.
Fatica del vivere (surTiving
for living), vivere per Faticare
(perché. sennò, calzare le
scarpe dei boscaioli canadesi'?), Fatica nel rapporto con
la natura (tutto sembra concepito per sostenere un interminabile Camel Trophy).
Che fatica.
Meno male che c'è anche
qualcuno che non si spaventa: "L'Italia sta camminando
bene" assicura Docksteps.
Speriamo.
Libri: che passione!!!
(e li compri con la spesa)
Nei punti vendita che già hanno in assortimento i
libri, è partita nel mese di ottobre una nuova e
simpatica iniziativa che intende offrire a tutti una
occasione in più per leggere a pieni convenienti.
Sui normali espositori dei libri sono stati posizionate alcune vivaci e colorate scatolette contenenti
un buon numero di cartoline.
Sul dorso di queste è riportato un elenco, diviso
per vari generi letterari, di volumi che non sono
presenti nel normale assortimento di libri del negozio.
Tramite la cartolina è invece possibile prenotare i
volumi in elenco semplicemente compilandola e
consegnandola al capo-negozio o all'addetta dell'Ufficio soci. Nel giro di pochi giorni i volumi
saranno recapitati direttamente al negozio. :iniziativa, ancora in fase sperimentale, se risultasse
positiva potrebbe essere estesa all'intera rete di
vendita.
Per iI momento circa ogni 40 giorni la proposta
viene rinnovata con una nuova lista di volumi ed è
possibile su ogni cartolina richiedere libri che non
sono presenti in elenco; l'importante è specificare
chiaramente titolo ed editore. Buona lettura,
dunque.
Quale consumo - 3
-4~E~Rwrim,--
Valeria Bergamaschi
Silvana Corbari
Alcuni suggerimenti sulla preparazione alla scelta
una CO 'seria"
per lasciarlo (soknai lenito n
11
Venditore e acquirente: due
soggetti spesso visti in antitesi, in conflitto tra di loro.
Vendere e acquistare un
buon prodotto, invece, in una logica di .servizio cooperativo, sono i due poli di un
contratto la cui caratteristica
è quella di attivare un rapporto corretto e continuativo. Un rapporto di fiducia,
che •quando si è instaurato,
per un Otto "alone" si estende a tutti i prodotti che il
venditore offre, anche a quelli di minore portata: ad esempio, nel supermercato
Coop, anche al settore dei
giocattoli, che vi occupa una
piccola parte rispetto al resto,
detto, con tua
che se è
difficile garantire .sempre la
qualità dei prodotti (date anche le poche leggi esistenti in
merito), lo è cattura di più nei
confronti del giocattolo, un
prodotto che solo in questi
ultimi anni è oggetto di una
itur,;aatis ,a spe•ifica.
Il giocattolo oggi vive ancora
una vita quasi esclusivantente stagionale e legata al conceno di regalo. di ricorrenza.
Come oggetto d'uso, invece,
non è ancora !egli t ittrato, pur
essendo in mostra nei negozi
per tutto l'anno.
Sempre in mostra. comunque, nei grandi magazzini e
nei negozi, ma messo "a fuoco"solo in alcuni periodi dell'anno, esposto senza essere
valorizzato, a disposizione
dell'acquirente ma non offerto con sistematiciia.
Un supermercato Coop, che
pure ha in ogni sua sede di
grande dimensione un settore giocattoli, con un mercato
di vendita continuo e una richiesta dell'utente sempre
meno generica, si pone oggi
il problema di dare anche a
questo settore una risposta
maggiormente qualificata,
senza porsi, ovviamente, obiettivi di vendite particolarmente specialistiche e selezionate.
Un'azienda cooperativa che
si pone, da sempre, tra i suoi
obiettivi primari anche quello di educare il consumatore "non può essere assente da
un discorso che riguarda una
particolare categoria di consumato•i, i bambini.
È un settore, quello del giocattolo, dove è necessario orientare i consumatori verso
scelte più consapevoli, educarli a capire il significato del
gioco e del giocare per il
bambino.
H periodo natalizio, caratterizzato da un maggior interesse dei genitori e degli acquirenti in generale versa i
giocattoli, oltre che da una
maggiore disponibilità ad
acquisti più impegnativi, può
fornire !'occasione per sfruttare, appunto, una situazione favorevole, di maggiore
at tenzione terso l'oggetto
giocattolo, per lanciare un
messaggio: scegliere meglio.
piuttosto che comprare di
più, riflettere .sul significato
dell'oggetto che si regala al
bambino per acquistare con
maggiore consapevolezza.
Il bisogno primo del venditore è certamente quello di
vendere di più i però il secondo può essere quello di vendere meglio.
Le abitudini del consumatore rispetto al giocattolo, al
suo considerarlo un oggetto
"da ricorrenza" possono
cambiare, se il consumatore
usufruisce, nel magazzino di
vendita, di una esposizione
ragionata del materiale, in
cui si evidenziano caratteristiche dì sicurezza, di necessità, dì utilità educativa.
Può allora succedere che il
cliente acquisisca l'abitudine
di mettere nel carrello della
spesa, tra i generi di prima
necessità, anche un giocattolo per un bambino.
Interno
a cura di
Lidia Lommi
Una commessa di lavoro
da cento miliardi in Urss
® Due società cooperative, Resi ltal di Milano e Edilter di Bologna, insieme con la Itaimacchine Plants di Milano hanno costituito
un consorzio che si è aggiudicato una importante commessa di
lavoro in Unione Sovietica. Nei pressi di Mosca costruiranno un
grande stabilimento per la produzione di componenti per calzaturifici.
L'opera che dovrebbe essere conclusa nel giro di un paio di anni hà
un valore di circa cento miliardi di lire.
Spondi Latte è ora un marchio cooperativo
o Una cooperativa di agricoltori si è costituita nel Bresciano per
acquistare Ia Spondi Latte, una impresa di lavorazione e commercializzazione di latte e formaggi. Si arricchisce così la cooperazione
lombarda della Lega di una nuova struttura destinata a salvaguardare la produzione lombarda di latte e latticini.
La nuova cooperativa si è associata al Consorzio del latte Giglio e
questo consente agli allevatori lombardi scambi con mercato
nazionale.
La cooperativa ha subito deciso di continuare nell'attività di sponsorizzazione di una squadra di pallacanestro di serie A2.
4 Quale consumo
-
C'è un posto
per...
La cultura dei bambino in
quanto tale, cioè bisognoso
di materiali e oggetti specifici
per la sua crescita (alimenti,
indumenti e anche giocattoli)
è una conquista abbastanza
recente, diciamo di questi ultimi duecento anni. E importante, perché riconosce che
tra il bambino e l'adulto, ci
sono differenze biologiche,
psicologiche e sociali, oltre
che fisiche, specifiche alle
quali si devono dare risposte
diverse perché determinano
bisogni diversi. Si dice, comunque, in alcuni studi recenti, che questa conquista è
—
in pericolo: l'avvento dell'era
televisiva, basata su un modo di comunicare aspecifico,
indifferenziato rispetto a
persone adulte e a bambini,
rischia di cancellare, repentinamente, l'esistenza di questi
diversi bisogni.
il giocattolo, l'importanza
del giocare, sono parte essenziale di questa cultura del
bambino, che deve essere invece salvaguardata. Rilanciare l'importanza del morare, dell'interagire, con degli
oggetti o con altri bambini,
piuttosto che del "ricevere"
messaggi visivi e verbali a
senso unico, difende il diritto
dei bambino a esistere come
tale con tutti i suoi bisogni.
Rendere gli adulti consapevoli di questo è una operazione sociale, culturale ed educativa di vasta portata. E
un obiettivo che si può realizzare a partire dal luogo
dove si vendono i giocattoli,
dal personale che li vende,
dal momento in cui l'oggetto
giocattolo passa dal banco di
vendita alle mani dell'acquirente. Come fa, solitamente.
un adulto a scegliere un giocattolo? Si avvicina al banco
di vendita, guarda, cerca, in
mezzo a tanto materiale, di
fissarne uno, eli capire se può
piacere al bambino cui è destinato: spesso non vi riesce,
frastornato da troppi stimoli
visivi, da offerte il più delle
volte troppo diverse l'una
dall'altra.
Si può cercare di esporre il
materiale con criteri differenziati: ad esempio si può
allestite un settore giocattoli
raggruppando il materiale
secondo la possibile età del
giocatore, oppure secondo
criteri di funzione del giocattolo (per fare giochi di movimento, per ragionare, ecc.).
Si può partire proprio dal punto di vendita,
per iniziare ad educare il consumatore a scegliere meglio
Allora, se il criterio scelto
(che va anche esplicitato al
cliente) è quello di raggruppare i materiali secondo l'età
del bambini per i quali essi
sono previsti, avremo, ad esempio un settore "giochi per
i piccolissimi", suddiviso ancora, al suo interno per categorie di gioco: qui avremo
tutti i sonagli, là tutti i giocattoli che incoraggiano il movimento e lo sgambettare,
più in là ancora tutte le bambole, i peluches, i pupazzi da
coccolare. Meglio ancora se
si riesce all'interno di questo
spazio di vendita, ad allestire
un piccolo angolo attrezzato
con giocattoli "in prova": basta poco, per fare questo: un
tappeto, qualche cuscino,
perché i bambini possano
mettersi comodi, soprattutto
un'occhiata attenta e continua da parte del personale di
vendita.
Oppure, se si pensa ad un
settore di materiali per i ragazzi, si può concentrare in
un posto tutto quanto è "gioco intelligente": giochi di abilità, oggetti da montare e costruire, rompicapo, scatole
per esperimenti. In uno spazio così caratterizzato è certamente più facile, per un
genitore o un amico, scegliere un materiale più adatto
agli interessi presunti del destinatario.
E c'è anche l'esigenza di spiegare, a voce o con cartelli, le
diverse funzioni e specificità
di un gioco. Siamo troppo
abituati al Lego o al Playmobil per chiedere ancora "a
che cosa servono", eppure è
Una società regionale studia le possibilità
delle nuove coop di lavoro
E Si chiama Astero la nuova società della Lega che valuta la nuova
domanda di cooperazione. Astero riunisce un gruppo di consulenti
che in questi ultimi anni ha curato, per conto dell'Associazione
Lombarda delle Cooperative di Produzione e Lavoro, gli studi di
fattibilità per nuove cooperative industriali già avviate. In pratica,
quando un gruppo decide di costituire una cooperativa di lavoro,
Astero studia la situazione di mercato, il progetto, le possibilità che
la cooperativa si affermi. Questa assistenza è particolarmente richiesta nei casi di passaggio da imprese private in crisi a imprese
cooperative.
Si rinnovano le vecchie
"case del popolo" cooperative
E Sono ormai una cinquantina i circoli cooperativi lombardi che
hanno ristrutturato i propri locali. L'ultimo nel tempo è quello di
Vimercate che ha inaugurato in ottobre i nuovi locali.
La "Martiri Vimercatesi" era una tipica casa del popolo costruita.
nel 1952/53 con il lavoro volontario dei soci: nel corso degli anni la
sua immagine si era un po'affievolita, fino alla decisione di rilanciare il circolo. I 326 soci, in buona parte giovani, hanno lavorato con
impegno, raccolto risparmio da investire nella ristrutturazione,
seguito i lavori. Ora il circolo si presenta con un moderno bar e
piano bar, sale riunioni, servi 7:1 e nuovi locali. La ristrutturazione ha
raddoppiato le superfici utilizzabili e ora insieme con il circolo si
trovano una palestra, una libreria, negozi e il centro di consulenza
Coopservizi per le cooperative della Brianza.
fondamentale farlo: ci sentiremmo rispondere, ad esempio, che sono materiali
che stimolano l'immaginazione, che aiutano il ragazzo
e il bambino a rielaborare la
propria esperienza, a inventare situazioni nuove e tante
altre cose ancora,
Se si conosce la funzione di
un oggetto lo stesso diventa
più interessante: anche il giocattolo da pochi soldi ricupera il suo valore d'uso, se se ne
conoscono le infinite possibilità di gioco. La palla q la
bambola, se visti nella loro
funzione di gioco di abilità e
di movimento e giocattolo
affettivo salgono rapidamente in cima alla classifica dei
"giochi importanti".
Una esposizione più mirata,
dunque, accompagnata ma-
'01
gari da materiale informativo, da una guida per gli acquirenti, un "vademecum"
sul giocattolo, oltre a un posto dove "provare" se ii giocattolo calza a pennello, dove valga la regola: "guardare
e toccare è una cosa da imparare".
Sono solo poche idee, spunti
per valorizzare meglio e soddisfare maggiormente i bisogni del consumatore.
Piccole idee, che implicano
comunque trasformazioni e
soluzioni non semplici, che
solo una organizzazione di
vendita sensibile ad aspetti
non marginali, come il rapporto continuativo con una
utenza un po' speciale, i
bambini e i loro genitori, è
disponibile ad attuare.
cura di
Didero
stampa aLuciano
Francia: l'aspirina è pericolosa?
E Secondo alcuni studi americani l'aspirina sarebbe implicata con
la sindrome di Reye, malattia molto grave che colpisce in particolare i bambini. A giugno le industrie inglesi. in accordo col Comittee
of safety of medicine (preposto al controllo dei farmaci), hanno
preso la decisione di togliere dal mercato i farmaci contenenti
aspirina destinati ai minori di dodici anni.
Gli esperti dei ministeri della sanità dei dodici paesi CEE si sono
riuniti per valutare i dati disponibili non è stata presa nessuna
decisione comune, essendo ogni singolo stato in grado di prendere i
provvedimenti opportuni.
Trattandosi di un analgesico efficace e di diffusione mondiale
l'FDA (Food and drug administration, USA) ha per il momento
deciso di continuare gli studi, piuttosto che adottare provvedimenti
affrettati.
(da Que thoisir?)
Danimarca: tasse contro l'inquinamento
i• Nel giro dei prossimi cinque anni le organizzazioni agricole
danesi ridurranno del 25% l'uso di pesticidi, erbicidi e fertilizzanti
chimici. Questo programma prevede l'aumento delle tasse su questi
prodotti: le maggiori entrate dovrebbero essere destinate al finanziamento di iniziative tese alla riduzione dell'inquinamento causato
(anche indirettamente) dalla produzione agricola.
ler
A cura dell'Istituto italiano
del marchio di qualità
Cinquecento incidenti mortali all'anno solo per l'elettricità
01OC st tra
parc i
o
(
Generalmente quando si
pensa ad un ambiente sicuro,
confortante e privo di rischi
si corre col pensiero alla propria abitazione. "Casa dolce
casa", un vecchio detto spesso ripetuto. In realtà anche in
casa si muore: cadute, ustioni, avvelenamenti, soffocazioni, folgorazioni ecco un elenco di cause che provocano spesso incidenti mortali.
Ogni anno, in Europa,
muoiono in casa 30.000 persone in circa 5 milioni di incidenti. Anche in Italia la situazione è preoccupante, recenti indagini del Cnel (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro) indicano in
4200 i decessi all'anno dovuti
ad infortuni domestici. Equi
si parla di morti poiché molto difficilmente si possono
fare statistiche relative ad infbrtuni non mortali: chi si taglia, si scotta o prende la
scossa il più delle volte non
ricorre neppure alle cure del
medico, ma di fatto ha corso
un grosso pericolo. Ancora
più sconfinante risulta il
confronto con altre statistiche.
Ogni giorno, ín Italia,
muoiono 30 persone per incidenti stradali, 12 per infortuni domestici e 6 sul lavoro,
ma mentre il numero degli
incidenti stradali si è stabilizzato, pur essendo aumentato
enormemente il traffico
automobilistico, ed il numero degli infortuni sul lavoro è
in diminuzione, per gli infortuni domestici si riscontra la
tendenza ad una costante espansione.
E passiamo al campo elettrico, dove la situazione non si
presenta certo migliore. Da
alcune fonti, seppur ufficiose„si ritiene che gli incidenti
mortali provocati da corrente elettrica siano almeno 500
all'anno - più di un morto al
giorno - e per di più, si scopre che questo valore rappresenta il doppio della media europea.
Quante volte lo avete fatto? Non fatelo più!
Potreste rompere il cavo o l'involucro della spina rendendo accessibili le parti in tensione. percorse cioè
dalla corrente. Inoltre si potrebbe 'strappare" la prosa dal muro.
Le motivazioni sono diverse:
in primo luogo l'uso quotidiano e generalizzato di apparecchi elettrici fa dimenticare che, essendo collegati
con l'energia elettrica, possono rappresentare un pericolo; poi vi sono gli impianti
elettrici vecchi, mal realizzati, senza la "messa a terra" e
che non danno garanzia di
sicurezza: infine per l'impiego di apparecchi difettosi,
non adeguatamente protetti
nei punti più pericolosi, realizzati con materiali facilmente logorabili, eccetera.
Nel campo elettrico la legislazione italiana è allineata a
A PROPOSITO DI GAS
A PROPOSITO DI ELETTRICITÀ
Non togliete la spina dalle prese
tirando il filo
Come mai
accade questo?
Chiudete il rubinetto generale del gas
Ricordatevi di compiere questa operazione ogni sere prima di andare e letto e soprattutto
quando lasciatela casa per
molto tempo.
La prudenza non è mai
troppe!
'4,1Wi4E
/?Re
Quando una spina si rompe,
sostituitela con una nuova
Non accendete fiammiferi
quando c'è odore di gas
Non tentate di "rattopparla" con nastro isolante o
con l'adesivo. R un rischio inutile. È meglio comprare
subito una spina nuova, naturalmente col marchio
IMQ; una piccola
spesa in più per
tanti grattacapi in
meno.
Se senti te il cara I turisti no odore di gas non accende-
te fiammiferi, nè interruttori, nè apparecchi elettrici. Invece spalancate
subito Finestre e porte
per far uscire il gas e
chiudete il contatore.
Se la perdite non dipende da un rubinetto
lasciato sbadatamente aperto, lasciate
chiuso il contatore e
telefonate al "pronto
intervento Aern(tel. 5255)
n Si tratta di un prodotto dal nome Vicks Throat Drops (trad ucibile in pasticche per la gola), la cui dose raccomandata è di due di
queste pasticche.
Stando all'etichetta la confezione ne contiene tredici: che fare
dell'ultima "dispari'? (da Consunier's Report)
CEE: evitate di ammalarvi ma...
n Ma se questo dovesse accadervi in uno dei dodici paesi CEE
sappiate che le spese mediche vi saranno rimborsate a condizione
che prima della partenza abbiate fatto domanda di un particolare
documento, l'E I I I.
In caso di malattia o di incidente questo documento, presentato ai
momento del pagamento delle spese sostenute, fungerà da contatto
diretto con l'amministrazione sanitaria del vostro paese. E il servizio ricevuto non vi costerà nulla.
Austria: non c'è l'antigelo"
nello champagne francese
n Secondo un'associazione austriaca di consumatori lo champagne francese avrebbe contenuto del glicole dietilenico, composto la
cui presenza avrebbe evidenziato un caso grave di frode e di
attentato alla salute. Il ministero dell'Agricoltura, dopo un iniziale
divieto della vendita di tre prodotti francesi, ha stabilito mediante
una inchiesta ufficiale l'assoluta assenza di questo composto dai
prodotti francesi incriminati.
La legge c'è ma viene nesso disattesa soprattutto'!"
nel settore dei piccoli elettrodomestici
Allora cosa fare?
Anzitutto acquistare prodotti elettrici che riportano un
marchio di conformità alle
Norme di sicurezza e poi
mettere in pratica alcune
precauzioni, che seppur
semplici risultano efficaci per
la prevenzione di incidenti elettrici:
n Non toccate mai con le
mani bagnate gli elettrodomestici e soprattutto il ferro
da stiro, gli interruttori e le
spine.
n Non stirate a piedi nudi.
n Evitate di avvolgere il cavo di alimentazione attorno
al ferro da stiro ancora cal-
I disegni sono tratti da una pubblicazione dell'Azienda energetica milanese e dall'Istituto italiano del marchio di qualità.
USA: numeri e consumi
quella Europea. In particolare la legge 791 del I977, attuazione di una direttiva
comunitaria, afferma che il
materiale e gli apparecchi elettrici possono essere posti
in commercio solo se sono
costruiti a regola d'arte in
materia di sicurezza, cioè tali
da non compromettere la sicurezza delle persone, degli
animali domestici e dei beni.
Ed inoltre asserisce che il materiale e gli apparecchi elettrici che soddisfino alle
Norme di sicurezza sono da
ritenersi conformi alle disposizioni legislative sopra citate.
Estero
a cura di
Vera Squarcialupi
Nulla di fatto sui valori della radioattività
• 11 30 settembre scorso avrebbero dovuto scadere i limiti di
radioattività massima permessa nel latte (e per i prodotti per i
lattanti) di 370 Bq/ Kg e per tutti gli altri prodotti a 600 Bq/ Kg nel
periodo seguito a Chernobyl. Le attese per un nuovo testo che
regolamentasse la materia sono però andate deluse. Infatti il Consiglio dei ministri della Cee ha prorogato fino al 28 febbraio, cioè per
altri cinque mesi, tale regolamento. Si tratta di un compromesso
che vede da una parte i Paesi Bassi favorevoli a una proroga più
lunga, dall'altra la Francia che aveva richiesto una proroga più
breve ritenendo che bisognerebbe introdurre al più presto un nuovo
regime che comporti valori limite meno rigorosi.
L'Italia vince una causa (sui formaggi)
contro la Germania
n L'Italia ha vinto la causa che era stata intentata contro di lei dalla
Commissione delle Comunità europee per aver bloccato nel 1982
delle partite di formaggi di latte cagliato proveniente dalla Germania.
Per una volta tanto l'esecutivo della Comunità europea non è stato
in grado di contraddire il governo italiano sui controlli praticati alle
frontiere, essendo infatti riuscito a dimostrare che nel 1982 su
10.000 partite di formaggi importati, solo 84 partite erano state
controllate e che su 19 partite di formaggi cagliati 11 non rispettavano le prescrizioni sanitarie richieste.
do, ciò può logorare l'isolamento del cavo stesso.
n Prima di pulire il frigorifero o la cucina elettrica staccate la spina e, se ciò non è
possibile, staccate l'interrutore generale del vostro impianto elettrico.
q L'operazione sopra descritta deve essere fatta anche
prima di sostituire le lampadine bruciate.
n Per staccare lucidatrici, aspirapolvere o elettrodomestici simili non tirate il filo
perché potreste pregiudicare
la sicurezza della spina.
n Non usate mai l'asciugacapelli mentre state nella va-
sca da bagno; è consigliabile l'uso di tale apparecchio
in luogo asciutto e pertanto non nella stanza da bagno.
n Non portate nella stanza
da bagno apparecchi radio o
lampade, a meno che non
siano alimentate a pila.
n Fate verificare l'esistenza
del circuito di protezione di
messa a terra in tutto il vostro impianto.
n Fate installare un interrutore differenziale ad alta sensibilità, comunemente chiamato salvavita, che interrompe l'energia elettrica in
casi di scossa.
Seminario a Lussemburgo su
"educazione per la salute"
n Si è svolto a Lussemburgo un seminario ad alto livello su
"educazione per la salute" dedicato all'insegnamento e alla formazione dei futuri insegnanti nel campo dell'educazione sanitaria. Gli
organizzatori (cioè la Comunità europea, l'Organizzazione Mondiale della Sanità e il Consiglio d'Europa) hanno voluto fare una
riflessione comune con le autorità sanitarie e quelle scolastiche per
determinare le strategie e le prospettive in materia di educazione da
fornire agli insegnanti per poter fare della salute un insegnamento
di largo respiro.
Crociata americana contro gli scarafaggi
n Quattrocento milioni dí anni di selezione naturale hanno consentito agli scarafaggi d'America di vincere ogni insetticida e pesticida.
A tale resistenza si aggiunge la loro possibilità di sopravvivere
settimane senza bere e almeno cinque mesi mangiando solo qualche goccia di colla di carta. Cosi gli scarafaggi hanno invaso
numerosi le case di tutti i ceti sociali. La loro presenza ha attivato la
ricerca scientifica e così è stato trovato un composto, l'Hydramethynon, che mischiato a farina e a zucchero impedisce agli
scarafaggi di trasformare il cibo in energia causandone la morte in
due giorni. Un'altra scoperta, l'ormone Hydroprene, usato con
evaporazioni, rende invece sterili gli scarafaggi impedendo la pre°creazione. Altre sostanze paralizzano invece le zampe degli scarafaggi che non possono così procurarsi il cibo. Insomma una grande
crociata attraversa le case d'America per la lotta contro gli scarafaggima, sostengono alcuni scienziati, mentre uno ne muore altri
1200 sopravvivono nei buchi delle cucine dei ricchi come dei 30
milioni di poveri.
Quale consumo - 5
controlli.
_ie scelte
a favore dei
consumatori.
La chiarezza
dell'
informazione.
D
•
iROD TT1 COOP
BELLI&SANI,
i3LOM & N ATURAL!
r-Sono circa trecento prodotti
alimentari, presenti in quasi
lutti i settori: dalla pasta al
riso, al caffè, agli oli, alle verdure e alle carni conservate,
ai biscotti, alle confetture, fino ai detersivi e ai prodotti
per la pulizia della casa.
I vantaggi per i consumatori
sono cospicui: il principale è
un risparmio secco del 15 - 20
per cento rispetto alle principali marche reclamizzate.
Il secondo vantaggio è il controllo della qualità effettuato
dal laboratorio centrale della
cooperazione che fissa le caratteristiche dei singoli prodotti e ne verifica la corrispondenza nelle forniture effettuate dai diversi fornì-tori.
Il terzo vantaggio è l'infor-
w
mazione sulle etichette, la
descrizione dei valori nutrizionali, le istruzioni d'uso, oltre all'indicazione dei processi produttivi e l'elenco chiaro
degli ingredienti.
L'aspetto più importante però è quello della qualità. Infatti, lo scopo della cooperazione è quello di offrire ai
consumatori un'alternativa
reale ai prodotti reclamizzati, senza abbassare i valori
nutritivi e di gusto.
II risparmio si unisce dunque
ad alte prestazioni costantemente controllate.
La Coop è convinta della sua
proposta di qualità, tanto
che, nel caso che un singolo
consumatore noti fosse soddisfatto dei suo acquisto di
un prodotto col marchio
Coop, può tranquillamente
sostituirlo con un articolo equivalente nel negozio dove
ha effettuato la spesa. All'interno di questa serie di prodotti sono garantite alcune
condizioni: l'eliminazione di
ogni sostanza colorante, l'uso controllato di conservanti
e di additivi nei limiti indispensabili alla conservazione.
La Coop è stata la prima organiziazione a eliminare co loranti nei suoi prodotti e ha
anche compiuto alcime innovazioni interessanti nell'interesse dei consumatori.
Alcune di queste innovazioni
hanno "fatto testo" e si sono
poi estese ad altre imprese;
•
LA CO P SM M.Chl no' DARTI DY MI/
/,02' , / —AL NE
Nei supermercati della Coop c'è qualcosa che non si
trova in nessun altro negozio: I PRODOTTI COOP.
I tecnici
della garanzia
L'innovazione Coop:
c'era una volta un detersivo
Una scelta
di prodotti
della gamma
Coop
Oggi in Coop Italia esiste un
Servizio che si occupa esclusivamente della gestione dei
prodotti coop e che è composto di 15 persone: oltre il
responsabile della linea, vi
sono 8 tecnici della qualità
(ispettori di produzione). I
tecnico del packaging, 5 assistenti di prodotta (product
rri a nage rs).
Compito specifico del Servizio è studiare costantemente i
mercati, l'evoluzione della domanda dcl consumatore e, ovviamente, intervenire tempestivamente per rinnovare i prodotti o lanciarne di nuovi, perché l'assortimento possa essere
sempre all'altezza delle aspettative del consumatore e coerente
con la strategia del marchio coop.
Per questo, si riserva grande spazio alla progettazione di
prodotti, che sempre più diventano una proposta originale di
6 - Quale consumo
coop, una sorta di esclusiva di formule e ricette proprie, di
contenitori personalizzati e che quindi, proprio per questo,
possono sempre più dirsi prodotti di marca, in tutto confrontabili con i prodotti di marca presenti sul mercato.
Un ruolo fondamentale è anche quello del controllo che è in
gran parte dedicato alla verifica della corrispondenza del
prodotto finito agli standards elaborati da Coop Italia e
sottoscritti nei contratti con i fornitori. Questa attività si
svolge continuativamente su tutte le produzioni: visite in
fabbrica, verifica dei dati di produzione delle analisi richieste
ai fornitori, prelievo nostro di campioni e analisi chimiche,
fisiche, batteriologiche, organolettiche. In questa parte importante della sua attività il Servizio Linea Coop gode del
supporto di un Laboratorio interno, che si affianca ai laboratori esterni (pubblici e privati) cui vengono affidate le analisi.
Il laboratorio interno conta 6 addetti che insieme agli 8 tecnici
del Servizio Linea Coop costituiscono la struttura base per la
gestione della qualità delle produzioni a marchio coop.
Quando nacque la linea di prodotti Coop (1979] ci si accorse
che i detersivi non riuscivano a sfondare. Un'indagine avviata
a riguardo rivelò che i consumatori li consideravano di bassa
qualità, incapaci di reggere la concorrenza delle marche più
affermate. Furono allora messe in campo tutte le armi disponibili: fornitori in grado di garantire ricerca e innovazione,
prodotti per esigenze di consumo più moderne, una promozione più intensa e prolungata nella rete di vendita. Nel giro dì
4 anni il detersivo Coop ha compiuto un incredibile balzo in
avanti riuscendo in larga parte a capovolgere la situazione e a
far cadere i residui dubbi nei consumatori.
Importante in questo sviluppo è stata anche l'immagine ecologica del nostro detersivo, primo ad avere una bassa concentrazione di fosforo (2,5%) e a garantire soddisfacenti livelli di
prestazione. Ci sono voluti anni di lavoro, un rapporto di fattiva collaborazione con la Mira Lanza, nostro fornitore, ma alla fine
l'innovazione è stata premiata dal consenso dei consumatori.
i
I
La campagna nazionale
a J,6ThL
7,J! 17 howewhoe
€ 1 off rta
Un angolo del laboratorio di analisi della Coop
N
21 37E,
vestito dive
Will W r--.1NIF7
urro (il kg. L. 6.200)
Latte parzialmente scremato
Fettine di formaggio senza polifosfati,
(il kg. L. 7.450)
Margarina spalmabile
(il kg. L. 3.120)
Panna per cucina
(il kg. L. 4.250)
Olio extravergine i oliva
Olio di mais Coop
Pasta all'uovo, pappardelle, tagliolini;
(il kg. L. 3.32d)
Riso Arborio
Passata di pomodoro scatola
(il kg. L. 1.250)
Fagioli cannellini e fagioli borlotti
(il kg. L. 2.200)
Carciofini interi in olio di girasole,
(il kg. L. 11.345)
Maionese in vaso di vetro,
(il kg. L. 4.300)
Fette biscottate 72 pezzi,
(il kg. L. 3.300)
Biscotti frollini al burro, all'uovo,
al mais, al latte,
al miele: (il kg. L. 3.289)
Biscotti farciti
(il kg. L. 5.000)
Pesche sciroppate
(il kg. L. 3.160)
Confetture marroni, arancia,
albicocca, amarena,
ciliegia, fragola, mora, pesca, prugna
(il kg. L. 3.375)
Crema spalmabile in bicchiere,
(il kg. L. 6.177)
Cacao zuccherato
(il kg. L. 5.800)
Tè 50 filtri
(il kg. L. 2Ò.460)
Caffè Prestigio macinato,
(il kg. L. 12.800)
Tuttocasa
Pannolini mutandina con elastico
Candeggi
(il it. L. 490)
Detersivo liquido per indumenti
delicati a mano e per lavatrice,
(il kg. L. 2.700)
Detersivo per lavatrice fustino,
(il kg. L. 2.058)
;O
altre invece non hanno avito
seguito per diversi motivi di
interesse produttivo. Non si
trova il marchio Coop fra gli
oli di semi vari: si ritiene infatti che questo tipo di condimento non assicuri una
chiarezza di contenuti e in
generale sia un prodotto di
qualità mediocre.
La carne in scatola Coop
non contiene nitriti e nitrati,
sostanze in parte conservanti, in parte coloranti: si tratta
di additivi la cui innocuità
non è sicura: per questo la
Coop non intende averli
dentro i suoi prodotti.
Nella margarina è stato eliminato quel colorante che
tende a farla rassomigliare al
burro: la margarina Coop è
onestamente bianca e non
giallina.
Nelle verdure sottolio e nelle
conserve di pesce si preferisce
l'olio d'oliva o quello di mais
per le verdure.
Sono solo esempi che indicano però una scelta a vantaggio dei consumatori.
l quali trovano un vantaggio
concreto sui prezzi, decisamente vantaggiosi: e questo è
possibile perché sui prodotti
Coop non gravano costi di
pubblicità e spese di vendita,
invece assai onerose sui prodotti di marca.
Le aziende che lavorano per
la Coop conoscono poi con
certezza le quantità e le condizioni di cessione dei loro
prodotti dimndoché posso-
no programmare la produzione sulla base di quantità
prefissate in periodi di tempo
determi nati.
In queste condizioni si realizzano dei risparmi alla produzione che vengono trasferiti ai consumatori sottoforma di prezzi più convenienti.
Producono alimentari Coop
aziende di tipo diverso: società cooperative, aziende
private, grandi gruppi produttivi.
Per ogni settore si preferiscono le aziende che danno
garanzie di qualità elevata e
costante, oltre che di prezzi
contenuti.
Un'etichetta sul prodotto
che informa l'acquirente
Su ogni etichetta di prodotto Coop appaiono:
l) Peso netto (sgocciolato);
2) Data di scadenza;
3) informazioni nutrizionali;
4) Ingredienti.
Ecco riprodotti due esempi eloquenti.
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Ingredienti
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Ccop a r I. sede In Mirandola IMO), atzdatenento
Mertieila (MO), Per Conte delle Associale nel Coro
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Informazioni Coop
Valore
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Per eumerimecti ed clweet Inlo~:ore aut Pe~c
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40100 Dcrogna
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gr. 250
lt. 1
gr. 200
gr. 250
gr. 200
lt. I
it. 1
gr. 250
gr. 1.000
gr. 400
L. 1.550
L. 840
L. 1.490
L. 780
L. 850
L. 4.250
L. 1.550
L. 830
L. 1.690
L. 500
scatola
gr. 250
gr. 290
gr. 500
gr. 500
gr. 380
gr. 250
L. 550
L. 3.290
L. 2.150
L. 1.650
L. 1.250
L. 1.250
gr. 250
L. 790
gr. 400
L. L350
gr. 170
gr. 250
gr. 87
L. 1.050
L. 1.450
L. 1.780
gr. 500
2 rotoli
lt. 2
L. 6.400
L. 1.050
L. 12.600
L. 980
gr. 500
L. 1.350
kg. 4,8
L. 9.880
Quale consumo - 7
Bamb•
cann
Fra le cose che si fanno a
scuola insieme c'è lo scrivere
racconti. Scrivere insieme
vuoi dire cercare un'idea che
ha un significato e progettare
il lavoro da portare avanti un
po' per giorno cercando le
immagini più belle e le parole
adatte per esprimere meglio
quel significato.
Un bambino da solo è difficile che riesca a creare una storia migliore di quella che si
può creare insiemc.perché in
tanti si hanno più idee.
in questa storia fantastica i
bambini di Biassono, con la
guida del maestro Nello Pieroni, hanno immaginato di
risolvere il grande problema
della pace facendo accettare
agli adulti il modo di pensare
e di vivere dei bambini, i quali non uccidono per conquistare ma vogliono un mondo
dove si sta allegri e si fa festa.
Una mattina i bambini di
Biassono erano arrivati a
scuola spaventati dalle notizie clic avevano ascoltato alla radio e alla Tv sulle guerre
che c'erano nel mondo e che
non finivano mai. Ognuno
diceva che cosa aveva visto:
case metà in piedi e metà a
Scrivere di
pace perché...
pezzi, bambini feriti, alberi
spezzati, auto rotte, uomini
morti in mezzo alle strade,
persone che fuggivano...
bambini avevano paura che
la guerra venisse anche al loro paese. Patrizia temeva che
distruggesse la sua casa, Elena che morisse il suo cagnolino, Daniela la gatta e i tre
micetti appena nati.
Erano tristi e pensavano.
Disse Gisella: "Chissà perché
gli uomini fanno la guerra".
Lorena domandò: "Ma non
c'è un modo per far finire la
guerra?"
L'idea di Gisella era bella e i
bambini cominciarono a
pensare come si poteva fare.
Roberto disse che bisognerebbe andare dai fabbricanti
di cannoni e di armi a dirgli
di smettere di costruire armi.
Pasquale invece sosteneva
che era meglio andare dai
generali. Ma Gisella ribattè:
"Allora è meglio andare dai
Presidenti, che comandano
ai generali!".
Ma come si fa ad andare dai
presidenti? Roberto disse: "1
capi non ascoltano i bambini, ci vuole un altro modo
per far finire le guerre". E
tutti si misero a pensare che
cosa fare.
Pensa e pensa, dopo un po'
Sebastiano dice: "Le persone
grandi non ascoltano i bambini, ma le cose sì. Perché
non andiamo dai cannoni a
dirgli di smettere di sparare
bombe?".
"E
. vero" disse Lorena, "gli
ad ulti non sanno parlare con
le cose, ma noi sì. E come
nelle favole. Andiamoci!"
Fu cosi che quella notte,
mentre tutta la gente dormiva, i bambini. con le macchine volanti che si erano fatte
prestare dai loro amici di
Mezzago che le avevano inventate, partirono verso il
posto dove c'era la guerra.
Arrivati là cercarono i cannoni e, alla luce della luna, li
trovarono. Erano addormentati, ma a sentire i passi e
i bisbigli dei bambini, si svegliarono e incuriositi guardarono cosa stava succedendo.
L'idea
Si frugò nelle tasche e tutto
quello che aveva di buono lo
donò ai cannoni. Fecero così
anche gli altri bambini e in
quel momento accadde una
magia: più levavano da tasca
caramelle e cicche. più le tasche si riempivano di cose
buone: confetti, torroncini,
cioccolatini, patatine, pop
corn... E con quelli riempivano a manciate le bocche dei
cannoni.
55PA T..4
tio
8 - Quale consumo
Elena propose di riempire i
cannoni anche di fiori e i bambini si misero a coglierli nel
prato e a buttarli nelle loro
bocche. E siccome le farfalle
non trovavano più fiori nell'erba, volarono dentro ai cannoni. Un cannone, con la bocca ormai piena e le farfalle che
gli volavano intorno, domandò: "Che bello. Ma è vero o sto
- vero verissisognando?" " E
mo!" gli cantò una farfallina
gialla e verde posata sulle lab-
111
Un cannone domandò: "Ma
voi chi siete, che cosa volete?" E i bambini: "Siamo i
bambini di Biassono, stufi di
ascoltare cosa combinate
con le vostre bombe. Siamo
venuti per dirvi di smettere di
sparare, uccidere, distruggere",
I cannoni fecero"oh, oh"con
le loro bocche rotonde e si
guardarono in faccia sorpresi e un po' confusi: "Noi facciamo quelle brutte cose?
Non è vero. Noi non c'entriamo, non sappiamo niente!"
I bambini si arrabbiarono e
gli gridarono: "I vostri
proiettili distruggono le case,
gli alberi, le persone, i cani e i
gatti!"
I cannoni erano confusi e tristi. Risposero: "Noi non abbiamo colpa. Sono i soldati
che ci caricano e ci fanno fare
"buuuuum".
Ma noi non sappiamo dove
vanno a finire e cosa fanno i
proiettili, Ce li mettono dentro e li fanno partire...".
"Tutte le volte che parte un
colpo io provo un dispiace-
bra rotonde del cannone.
Quando tutti i cannoni furono
sazi, i bambini dissero: "La
stessa cosa bisogna ora fare
con i cannoni dei nemici, altrimenti quelli sparano bombe!". Si rimisero sulle macchine volanti e, alla luce della luna, andarono dai cannoni nemici, gli dissero che cosa avevano fatto, e li riempirono anche loro di dolci e di fiori. Al
mattino i soldati si svegliano e
vanno ai cannoni per ricominciare a sparare e fare la guerra.
E in quel momento i cannoni,
invece di fare "buuummrnm",
fanno "spruuuu" e cacciano
fuori tutti insieme nuvole di
cicche, caramelle, coriandoli,
palloncini colorati, fiori e farfalle. Finito il primo "sprutiuu"
comincia il secondo e poi il terzo e via di seguito. Tutto l'accampamento militare, in poco
tempo, è invaso da dolci e fiori
e farfalle e palloncini e i soldati
si mettono a ridere felici come
bambini e a mangiarli. E alla
guerra non pensa più nessuno.
Questa volta dedichiamo tutto lo spazio a una
bella storia fantastica sulla pace. I bambini di
Biassono, con la guida del loro maestro Nello
Pieroni, l'hanno inventata e scritta insieme
immaginando di risolvere il problema della
guerra con il modo di pensare e di vivere dei
bambini, i quali vogliono un mondo dove si sta
allegri e si fa festa. Pare pura fantasia ma non è
vero: la pace verrà se i grandi metteranno, al
posto della loro voglia di potere, questa idea
semplice che i bambini di Biassono offrono loro
da meditare.
cannoni
souito buoni
sooll
re" disse un cannone dal cuore tenero. E gli spuntò una
lacrima.
Anche un altro cannone disse che se succedevano quei
disastri gli dispiaceva, e un
altro lo ripetè e poi un altro
ancora. In poco tempo finirono col piangere tutti.
1 bambini capirono che i
cannoni non erano cattivi e
quando smisero di piangere,
gli dissero: "Visto che anche
voi non volete la guerra, facciamo qualcosa per farla
smettere".
"Sarebbe bello" dissero i
cannoni, "ma cosa possiamo
fare?"
"Non sparare più!" dissero i
bambini.
E i cannoni: "A dirlo è facile!
Voi non sapete che appena i
soldati ci hanno caricato, accendono la miccia e le bom-
La festa
lo quel momento i generali,
a sentire quel chiasso, accorrono a vedere cosa succede.
E i soldati, appena Li vedono,
gli gridano: "Generali, venite
a mangiare pure voi! C'è di
tutto! E bello!"
I generali, subito si mettono
le mani nei capelli, quasi
piangendo di rabbia, e gridano: "Siete tutti impazziti!
Questa non è una guerra ma
una pagliacciata! Tornate ai
vostri posti e riprendete a
sparare!".
Ma i soldati, ormai presi dalla bella allegria, non li ascoltano e continuano a mangiare e a scherzare come se nulla
fosse.
I generali, sotto la pioggia
dei fiori e delle caramelle,
smettono allora di dare ordini e cominciano ad assaggiare.
E in quel momento, diventati finalmente come bambini,
be partono?"
I bambini: "E voi mandate le
bombe verso i deserti, dove
non c'è nessuno!"
I cannoni: "Ma noi non sappiamo dove vanno a finire,
né possiamo cambiare direzione. Questo lo sanno solo i
soldati"
I bambini: "E voi dite che
siete malati e non avete più la
forza di sparare!"
I cannoni: "Magari! Ma i
soldati ci tengono ben curati,
non ci fanno mai mancare
niente: grasso, olio, pezzi di
ricambio. Appena uno di noi
ha qualche disturbo, un pezzo fuori posto corrono subito e ci riparano!"
Un cannone scoppiò a piangere forte: "Non possiamo
far niente per far finire la
guerra". Gisella gli si avvici
nò e per calmarlo gli buttò
nella bocca una caramella e
gli lanciò una stella filante
che si arrotolò intorno al collo. Il cannone rise e ridendo
disse: "Sarebbe bello se invece delle bombe ci caricassero
con caramelle? Queste si che
sono buone!"
Un bambino gridò: 'Idea!"
corrono dietro ai palloncini,
li fanno scoppiare, si lanciano coriandoli e stelle filanti
in una "guerra" pacifica e divertente in cui tutti sono allegri: i generali, i soldati, i
cannoni, le bombe, i fucili, i
bambini... Nessuno pensava
più a uccidere e a distruggere.
La mattina dopo, il telegiornale annunciò in edizione
straordinaria che la guerra era stata sospesa perché i cannoni degli eserciti invece dei
proiettili, si erano messi a
lanciare caramelle, cioccolatini, stelle filanti, coriandoli,
palloncini e farfalle.
La guerra era di-+ienta.ta una
festa.
I capi di Stato si riunirono,
fecero la pace per sempre e
andarono anche loro alla festa.
Da quel giorno, quando
scoppiava una guerra i cannoni la facevano diventare
una festa.
[Alberto Terzi
Un opuscolo di storia intrecciata: Italia, cooperazione e consumi
Nessuno aveva ancora pensato di reali77a re una
breve storia dei consumi relativa all'ultimo secolo
di vita italiana. Coop Lombardia, in occasione
del centenario della Lega delle Cooperative,
lo ha fatto anche in modo originale pubblicando
un opuscolo suddiviso in tre fasce orizzontali
che trattano la storia d'Italia,
quella della Cooperazione e quella dei consumi.
Sei metri di carta colorata in cui sono
raccolti dati, indirizzi, notizie, immagini
dei più importanti avvenimenti
di questi cento anni.
o
Le prime trasmissioni regolari della televisione
iniziano in Italia nel 1954, ma bisogna attendere l'inizio degli anni Sessanta perché si assista ad una clamorosa esplosione del fenomeno televisivo. Se nel 1958 solo il 16% delle famiglie possiede un televisore, nel 1966 la percentuale é già salita al 59,5%.
Nel frattempo é cambiato il modo di fruizione
della Tv: da fenomeno collettivo (in quasi tutti
i bar si trova il televisore) a fenomeno privato.
Il televisore è collocato al centro dello spazio
domestico e sostituisce la radio. In certe ore
della sera è protagonista assoluto della vita familiare e produce rilevanti modificazioni nei
comportamenti, La televisione contribuisce a
far decollare il consumismo, attraverso la persuasività dei messaggi pubblicitari: "Carosello" è un rito serale cui nessuna si sottrae.
La radio subisce il contraccolpo dell'avvento
della televisione, ma nel corso degli anni Sessanta non viene del tutto soppiantata, anche
perché, grazie all'introduzione dei transislors,
l'apparecchio radio diventa realmente portatile e accompagna l'ascoltatore fuori di casa.
fORIE PARALe.-_ ._
DELLA COOPERAZIONE E DEI CONSUMI
IN CENTO ANNI D'ITALIA
:
1960
A Genova si svolgono manifestazioni popolari
per impedire lo svolgimento del congresso del
MSI e per protestare contro il governo Tambrani che si regge con i voti determinanti della
destra fascista. Altre manifestazioni in diverse
città italiane vengono represse duramente dalla polizia Alla fine il governo Tambroni è costretto alle dimissioni
i
1961
Questa ricerca, condotta dallo stridio Nodo in collaborazione con un gruppo di esperti, ha messo in luce come
si sono evoluti i comportamenti e i bisogni della gente e
quali trasformazioni hanno
inciso in modo particolare
sulla qualità della vita.
Il risultato è uno strumento
di facile e immediata consultazione, utile soprattutto a
scuola, che consente di scoprire una storia un po' diversa rispetto a quella ufficiale
che solitamente si studia sui
libri.
Il protagonista qui non è tanto il personaggio, il leader,
ma è la popolazione con le
sue esigenze, i suoi problemi.
Tra i temi trattati ricordiamo
i principali: il lavoro, l'alimentazione, la casa, la vita
quotidiana, i trasporti, la cultura. Questo lungo percorso
Dal 1951 al 1961 la manodopera occupala netl'industria passa dal 29,40/o al 37,4% sul totale
della popolazione attiva, gli addetti ai servizi
passano dal 26,7% al 32,2%.
L'economia italiana è avviata verso un notevole sviluppo, ma almeno un milione e mezzo di
persane è ancora senza impiego.
Il cosmonauta sovietico Yuri Gagarin è il primo
uomo a compiere un volo orbitale
non si presenta come una ricerca esauriente, ma vorrebbe essere almeno uno stimo-
lo per iniziare a ripercorrere
la nostra storia con atteggiamenti e con strumenti diversi.
Coop Lombardia, in via
promozionale, offre questo
opuscolo a lire mille e nella
biblioteca dei soci è una
pubblicazione che non può
mancare.
Per diffondere i contenuti di
tale iniziativa il Settore Soci
e Consumatori in collaborazione con le Sezioni Soci sta
predisponendo un calendario di manifestazioni 86-87
per portare in diverse località
la mostra che riproduce l'opuscolo "Uomini & Cose" e
un audiovisivo disegnato dal
famoso illustratore Ro Marcenaro,
Bareggio - Proficui contatti
con ia scucia
Anche quest'anno, coerente con la tradizione che
la vede tra le più impegnate nel mondo della
scuola, la Sezione Soci di Bareggio si è mossa con
tempestività e in sintonia con il Settore Soci e
Consumatori nell'impegno rivolto all'educazione
dei giovani consumatori.
La molla che ha fatto scattare questa iniziativa è
stata la pubblicazione dei primi due libri della
collana Coop-Longanesi: "L'educazione del giovane consumatore" e "La pubblicità".
Questi volumi, accompagnati da una lettera che
illustra gli scopi e le finalità della nostra proposta,
sono stati il presupposto per momenti di incontro
e confronto con gli operatori della scuola.
Il lavoro capillare, favorito anche dai collegamenti già consolidati in passato e l'impegno hanno
contribuito alla buona riuscita dell'iniziativa.
Di seguito elenchiamo le località dove la scuola
Elementare e Media sono state coinvolte: Sedriano - S. Stefano Ticino - Cornaredo - Corbetta - S.
Pietro all'Olmo - Settimo - Vighignolo - Casorezzo - Cisliano - Bareggio.
Contestualmente si sono tenuti incontri per far
conoscere l'attività di educazione al consumo ai
rispettivi Assessori alla Pubblica Istruzione dei
comuni interessati.
Giulio Calza Presidente della sezione soci che
Negli anni Sessanta il movimento cooperativo subisce una profonda evoluzione.
La cooperazione di consumo abbandona progressivamente i piccoli spacci per privilegiare
strutture più grandi, a semi-libero-servizio,
inaugurando un processo che condurrà dopo
la metà del decennio alla creazione di una moderna rete di distribuzione cooperativa.
I primi supermercati cooperativi vengono inaugurati nel 1963 a Reggio Emilia, a Firenze e a
Sassuolo; due anni dopo si decide di adottare
a scala nazionale il marchio COOP che il grafico Albe Steiner ha disegnato per Reggio Emilla. Infine, nel 1967, nasce il consorzio nazionale Coop-Italia: un organismo per gestire direttamente i magazzini consorziali già esistenti.
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Una pagina della mostra "uomini e cose"
dell'iniziativa è stato animatore entusiasta, ha espresso soddisfazione soprattutto per l'interesse
che la proposta ha suscitato.
Per amore di cronaca, la sezione soci ha organizzato Domenica 19 Ottobre la sua gita sociale.
Un centinaio di soci si sono ritrovati tutti insieme
a Fontanellato, divenuta ormai la meta fissa delle
nostre escursioni.
I[ Soci di Vigevano
in visita ai magazzino
di -neve Emanu2le
Corsico: ila presenza
dei soci' n& rùegozio
gazzino Coop di Pieve Emanuele!
Ho usato l'espressione "finalmente" non perché
finora sia mancata la volontà di proporre questa
visita, ma solo perché le attività svolte dalla nostra
sezione ci avevano impegnati al punto tale da
renderne impossibile la programmazione.
L'accoglienza riservataci è stata tanta e calorosa! I
direttori dei vari settori, unitamente ad un dirigente ed al nostro capo-zona, ci hanno accompagnati
a visitare i reparti del magazzino, soddisfacendo
in modo esauriente le curiosità dei soci.
AI termine del tour il gruppo è rimasto ospite a
pranzo e, a conclusione, il personale addetto al
servizio mensa, con un "tocco di simpatia" ha
donato profumatissime rose a tutte le signore
presenti.
Un fervido ringraziamento a tutti per la cordiale
ospitalità; un grazie particolare anche ai responsabili del Settore Soci della Coop Lombardia che
ci hanno permesso di effettuare questa piacevole
ed istruttiva gita.
L'impegno della Sezione Soci di Corsie() nel mese
di ottobre si è concretizzato nel promuovere a
negozio l'iniziativa: "La spesa nel sacchetto di
carta per dire che sei amico della natura",
L'informazione sui problemi ecologici, le concrete
proposte della Coop per migliorare la situazione e
alcuni suggerimenti pratici contenuti nella campagna di educazione ambientale sono stati accolti
positivamente dai soci e dalla clientela.
L'occasione, ripetuta nei quattro sabati, ha inoltre
contribuito ad aumentare il confronto diretto con
la base sociale e la clientela su una serie di tematiche quali: la cooperativa, i vantaggi di farsi socio,
la convenienza e l'utilità del servizio del prestito
sociale.
Esito positivo pertanto dell'iniziativa, dalla cui
esperienza e soprattutto dal contatto ravvicinato
con i bisogni dei consumatori, la Sezione soci ha
già programmato una serie di attività "ad hoc".
Finalmente sabato 18 ottobre scorso anche i nostri soci vigevanesi hanno potuto visitare il ma-
M112.1110 Via
Pitagora
Nuova tappa deillia Pagoda
Anche nel suo soggiorno milanese. nel supermei
-
calo di Via Pitagora, la "Pagoda" ha riscosso un
concreto interesse da parte dei clienti e consumatori Coop.
Zona difficile quella di Via Pitagora; su una strada di grande traffico verso Sesto, con una clientela "di passaggio" e un insediamento urbano circostante molto discontinuo. Eppure, grazie al lavoro di preparazione. attento e puntuale, si è riusciti
a contattare migliaia di persone. 362 delle quali si
sono associate alla Coop Lombardia, con 12
nuovi soci prestatori.
Dopo dieci giorni di intenso lavoro la "Pagoda"
ha levato le ancore da M ilano e si è diretta verso
altre destinazioni, dove conta di incontrare ancora molti consumatori per dialogare con loro e
rinsaldare un legame di fiducia reciproco.
Daniela Bonfico
Sezione Soci Vigevano
Quale consumo - 9
A tutti i lettori: un'inchiesta su "Quale Consumo"
tutta
111~-1~
sh; giornale
Questo questionario, insieme a centinaia di interviste personali che stiamo realizzando in tutta la Lombardia, è il complesso
di una ricerca che entro breve tempo ci dirà come il giornale è
visto, letto, commentato oppure ignorato dai nostri soci.
importante compilare questo questionario: per avere ogni
mese un giornale più vicino ai tuoi gusti, alle tue attese.
Compilalo e consegnalo al tuo negozio entro il 13 Dicembre
1986.
Contribuirai così a fare di "Quale Consumo" un giornale
ancora più vicino a te e a tutti gli altri soci.
1. In quest'ultimo anno hai ricevuto regolarmente "Quale
Consumo'?
[I] L'ho ricevuto regolarmente (tutti i numeri)
[2] L'ho ricevuto, ma non regolarmente (non tutti i numeri,
ma almeno la metà)
[3] L'ho ricevuto poche volte (meno della metà dei numeri
usciti)
9110,1,e
.9),„29,
/r Qella no
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42'
az(!cenll
_
2. Quando ricevi un numero di "QualeConsumo" quanto
tempo dedichi personalmente alla sua lettura?
[1] Non lo leggo
[2]
I
[3]
[4]
[5]
[6]
Ritaglio solo iI buono sconto
Lo sfoglio molto rapidamente
Leggo solo qualche articolo
Leggo molti articoli
Lo leggo quasi tutto
iis"-.
'At4-sgi
kieSa
Pe'4,
4 i111,,;P2Ut
:>
13:12aqori
:-,
n
3. Riferendoci specificatamente all'ultimo numero da te ricevuto, da quante persone nel complesso è stato letto o
sfogliato (te compreso?)
•
i iite
cb,„
dep„ 4atret,„„re;r4.. w -1.,,
oth,
,-
Specificare il numero di persone 1 4. Come avrai avuto modo di notare il giornale contiene articoli che riguardano diversi argomenti. Ti elenchiamo alcune
tematiche frequentemente trattate su "Quale Consumo", per ognuna di queste dovresti dirci se, per migliorare in futuro la
qualità del giornale, sarebbe meglio dargli più spazio, lasciarlo così com'è, oppure ridurlo
•
Penso sia meglio:
Aumentare Lasciarlo Diminuire
lo spazio così cornk lo spazio
Seicento soci saranno intervistati
sulla base di un questionano
con domande sul giornale,
il suo gradimento, la sua presenza,
il suo ruolo
— Educazione alimentare (articoli su particolari prodotti,
qualità, controllo, sofisticazioni. ricette, ecc.)
sulla loro
composizione,
— Problemi del consumatore (prezzi, tasse, distribuzione, prodotti non alimentari, difesa
del consumatore, ecc.)
— Storia della cooperazione
Notizie e cronaca sul movimento cooperativo in Italia ed all'estero
— Vita della Coop-Lombardia (notizie generali)
Vita delle Sezioni (notizie Locali)
Ecologia e ambiente
Ci vorrebbe Peter Falk, alias
tenente Colombo. Con il suo
fare sornione, con le sue domande buttate lì quasi per
caso sarebbe forse lui lo
strumento vincente per l'indagine che la Coop Lombardia ha in questi giorni avviato.
L'imputato è "Quale Consumo", il vostro e nostro
giornale.
Ormai cresciutcllo, al suo
quinto anno di vita, il giornale per molti versi appare ancora uno sconosciuto. Cosa
ne pensano veramente i nostri soci? t realizzato in modo soddisfacente? Viene letto
o gettato via? È interessante
o mortalmente noioso?
Tutte queste domande si sono andate affollando nella
mente degli angosciati redattori e da qui è nato il bisogno
di sapere la verità. Un solo
tenente Colombo sarebbe
stato però insufficiente, nonostante il suo cervello, a risolvere il dilemma. I nostri
soci sono tanti, più di 80.000;
sono sparsi per tutta la regione e le tracce da seguire
sono forse troppe.
Con l'aiuto del computer ne
abbiamo selezionati un buon
quantitativo, circa 600, numero sufficiente, dicono gli
esperti, per avere un campione obiettivo su cui lavorare. Sulle tracce di questi 600
cooperatori si è così sguinza-
Quale consumo — 110
gliato un piccolo esercito di
Colombo, munito di penna e
di un questionario ampio e
stringente nella sua completezza.
Il socio non avrà scampo:
dovrà dire tutta la verità sul
giornale.
Nel 1987 si avranno i risultati
di queste confessioni; sapremo con molta precisione cosa è, per i soci, "Quale Consumo" e allora potremo lavorare con una guida, con
un obiettivo: renderlo più vicino, più aderente ai bisogni,
ai gusti, alle aspettative della
nostra base sociale.
Confessiamo di attendere
con una certa ansia l'esito di
questo interrogatorio di
masa.
Il giornale è, di fatto, la voce
dei soci e il miglior strumento di comunicazione della
cooperativa.
Capire se il nostro lavoro è
stato finora positivo, dove
abbiamo sbagliato, quali le
correzioni da fare sono obiettivi importanti per far
crescere il dialogo interno,
per migliorare la vita democratica dell'azienda.
Su questa ricerca, su questa
indagine la Coop Lombardia conta molto e i risultati
non dovrebbero mancare.
L'appuntarnento è per la
primavera dell'anno prossimo. Intanto i nostri detectives continuano a indagare.
— Problemi sociali (handicappati, fame nel mondo, ecc.)
Hobbies (giardinaggio, concorsi, ecc.)
— Fumetti
— Turismo
— La
pagina per i bambini
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5. C'è qualche argomento che non appare su "Quale Con- 12, N. delle persone conviventi in famiglia (te compreso)
sumo" che ti piacerebbe fosse inserito? Numero [1] No
[2] Si Specificare quali argomenti:
13. Istruzione
[1] Scuola elementare senza licenza
2.
3.
6. Dovendo suggerire qualche modifica per migliorare l'a
spetto estetico di "Quale Consumo" cosa suggeriresti?
Specificare:
DATI DI BASE
7. Quale punto vendita Coop frequenti?
Specificare 8. Comune di Residenza 9. Sesso [1] Maschio
10. Anno di nascita
[2] Femmina
19 I1. Stato Civile
[ I] Celibe/nubile
[2] Sposato/a
[3] Vedovo/a - Separato/a - Divorziato/a
[2] Licenza di scuola elementare
[3] Diploma di scuola media inferiore
[4] Attestato di formazione professionale
[5] Diploma di scuola secondaria
[6] Laurea
14. Professione
[I] Imprenditore, libero professionista, dirigente
[2] Impiegato
[3] Insegnante
[4] Commerciante, artigiano
[5] Operaio, lavoratore manuale
[6] Casalinga
[7] Pensionato
[8] Studente
[9] Disoccupato o in cerca di occupazione
15. Nome Cognome Indirizzo
Ritagliate e consegnate compilato in tutte le sue parti presso il vostro supermercato Coop il questionario entro il 13 Dicembre!!!
Regailad
un Ilare
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CooRA
La Coop, oltre ai tanti servizi in grado di offrire con la sua rete
di vendita oggi ti può proporre alcune interessanti iniziative
editoriali, e a prezzi convenienti.
Il libro fotografico "Tra sogno e bisogno" per esempio. 306
foto d'autore sull'evoluzione dei consumi corredate da quindici interessanti saggi, Oppure per te e peri tuoi figli il volume
"La Pubblicità" per capire meglio, tu e loro, i meccanismi di
questa importante presenza nella nostra vita di tutti i giorni.
Se poi sei insegnante c'è un libro che ti dice come affrontare
l'insegnamento dei consumi con un'ottica nuova e stimolante.
Allora, regalati un libro della Coop; ti conviene.
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COSIWATORE
MARIA AGUZZINO
GRAZIA CELA DA
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CEDUCAZIONE
DEL GIOVANE
CONSUMATORE
guida didattica
per la- scuola media
o L'educazione dei giovane consumatore.
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indicare con una croce il volume desiderato.
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Tra sogno e bisogno.
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Le Nouvel Observateur
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Quale consumo - 11
A Brescia dal 5 al 21 dicembre
Dove
Brescia Salone dell'ex Cavallerizza Via
Cairoli, 9/ Bis
Quando
Le anfimazrionl
5-21 dicembre
Il supermercato
La mostra informativa
L'immagine del prodotto
Coloranti e additivi
Anatomia della pubblicità
Gioco dell'oca
ltineroteca
Igiene orale
Ambiente
La dieta e il computer
I pericoli in casa,
— Alimenti a confronto
CUI orrnd
8,30-12,30 14,30-17,30
Tutti i giorni domeniche comprese.
Segreterfe
organizzativa
Via Cairoli, 7 -
Tel. 030/ 40432
Le "Giornate dei giovani
consumatori" sono manifestazioni a carattere itinerante: si svolgeranno infatti nelle
varie città italiane, sono rivolte soprattutto alle scuole
dell'obbligo, studenti ed insegnanti, ma anche ai genitori e ai cittadini in generale.
Esse si propongono:
• di far riflettere i fanciulli, i
genitori, gli insegnanti intorno ai problemi inerenti i vari
consumi, cosi come si pongono ai giovani;
• di attirare l'attenzione sull'importante ruolo economico dei giovani nel mercato;
• di sottolineare l'assoluta
necessità dell'informazione e
formazione del consumatore
soprattutto dei giovani;
• di dimostrare come questa
formazione può essere realizzata in maniera attraente,
partecipata e inserita nella vita di tutti i giorni;
• di intensificare e qualificare l'attività della Cooperazione di consumatori verso i
giovani.
Perché
Le giornate si configurano
come una vera c propria
proposta di pedagogia dei
consumi, all'insegna "dell'imparare giocando".
L'esperienza infatti può essere utilizzata dagli insegnanti
nel proseguimento del lavoro scolastico, oltre a costituire una base di discussione
per un programma di educazione al consumo.
Le. manifestazioni sono articolate parte in una mostra
con testi scritti e illustrati,
parte in una serie di animazioni, di discussioni, giochi e
finzioni, films e audiovisivi,
studiati per permettere una
partecipazione attiva e divertita dei giovani visitatori,
nonché una ulteriore riflessione sui temi trattati nei vari
pannelli.
Il lavoro di preparazione è
lungo e richiede un notevole
impegno organizzativo.
Con gli Enti Locali e con le
scuole, provveditore, presidi,
direttori, insegnanti vanno
discusse e studiate le singole
manifestazioni, per illustrarne le finalità discutere i contenuti, avere suggerimenti,
stabilire il periodo e le modalità di partecipazione, per
non sovrapporsi, ma inserirsi
nell'attività scolastica.
Sulla base di questi contatti
con le amministrazioni locali, e con l'autorità scolastica è
infatti possibile avere la
comprensione e la convinzione dell'utilità delle "giornate", oltre che attuare una
vera e propria programmazione delle visite, assicurarsi
una mobilitazione capillare,
un rapporto permanente.
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A Cremona non si è dimenticato il Po, un fiume da salvare e rispettare
L'animazione sui coloranti
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Al gioco dell'oca: nelle caselle anche gli errori che si fanno nutrendosi
I pannelli della mostra: tante informazioni in più
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N. 10 novembre