E enti
Settimanale - Anno 2
TERRITORIO
LE TRE ANIME DI MICHELANGELO
INFARTO.NET
Diminuzione delle chiamate improprie
al 118 e riorganizzazione
dell’emergenza cardiologica nel Lazio
Il progetto prevede la creazione di una rete di collegamento
tra ospedali dotati di servizi di emodinamica interventistica,
ospedali periferici e ambulanze mediante un “trasporto
intelligente”, basato sulla diagnosi precoce tramite la
trasmissione telefonica dell’elettrocardiogramma, con
l’obiettivo di garantire ad ogni paziente infartuato l’accesso
alle procedure più appropriate e al centro più idoneo,
segnando il passaggio dal concetto di “ospedale più vicino”
a quello di “ospedale più adatto”, e offrendo a tutti i cittadini
un’assistenza ottimale, indipendentemente dalla zona di
residenza.
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ISTITUZIONI
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N° 26
Lunedì 13 Luglio 2009
Spedizione con
tariffa Posta Target
Magazine
conv. naz./304/2008
del 01-06-2008
IMPRESE
FARMACEUTICA
& SANITÀ
PREVASC
Sperimentazione di un modello
assistenziale innovativo
per la prevenzione cardiovascolare
È un nuovo modello assistenziale per la prevenzione
cardiovascolare primaria e secondaria, che coinvolge le
medicine di gruppo ed i Distretti. La figura innovativa del
modello è il Care Manager: è un infermiere che affianca
i pazienti a rischio e i post-infartuati, con l’intento di
promuovere l’osservanza della cura, il self help e il disease
management. Il suo ruolo innovativo si sviluppa nella
promozione della salute e degli stili di vita, aiutando il
paziente a seguire la terapia impostata dal Medico. Nel
progetto sono coinvolti anche: SUMAI, Sindacato Unico
dei Medici Ambulatoriali del Lazio; IPASVI: Collegio
Provinciale degli Infermieri, Assistenti Sanitari e Vigilatrici
di Infanzia; SID: Società Italiana di Diabetologia; CARD,
Conferenza delle Associazioni Regionali di Distretto.
INCA2
Promozione della qualità nei Servizi
di Emergenza Cardiologica ospedaliera
Il progetto che coinvolge le Cardiologie ospedaliere del
Lazio prevede che un infermiere sperimentatore registri,
durante il periodo di permanenza del paziente infartuato,
i tempi, la qualità e l’appropriatezza delle procedure e
delle cure adottate. I risultati del progetto consentono
di valutare e implementare un modello di valutazione
dell’appropriatezza diagnostico-strumentale, con indicatori
di qualità e procedure di Risk Management.
La nuova partnership tra pubblico
e privato potenzia la ricerca sanitaria
Condividere l’intero know-how:
i principali protagonisti del progetto Michelangelo inaugurano un
modello che dà buoni frutti
N
egli ultimi anni abbiamo assistito a numerosi cambiamenti strutturali, che hanno avuto un impatto significativo sulla
sanità. In particolare, le modificazioni dell’assetto demografico,
l’aumento della età media della
popolazione, una nuova concezione di benessere, la domanda crescente di salute, l’esigenza di contenimento della spesa sia a livello
nazionale che regionale, hanno
determinato l’esigenza di arrivare
ad un “nuovo” sistema sanitario.
In questo scenario, Pfizer Italia
ha voluto rinnovare il modello di
collaborazioni esterne attraverso
l’avvio di partnership con le Regioni, con l’obiettivo di mettere a
fattore comune il know-how della
componente privata, scientifica,
istituzionale ed il terzo settore per
migliorare la qualità del sistema
e sperimentare nuovi modelli nei
quali si riconosca la centralità del
paziente. Con questi presupposti è
nato nel 2005, con la Regione Lazio, il “Progetto Michelangelo”,
una partnership che si realizza attraverso un piano di cooperazione
regionale che vede coinvolti, per la
prima volta insieme: Regione Lazio, LazioSanità (Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio),
ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri),
SIC (Società Italiana di Cardiologia) FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale),
Servizio di Emergenza ARES 118
CittadinanzAttiva-Tribunale dei
Diritti del Malato e l’azienda farmaceutica Pfizer.
Michelangelo si suddivide in tre
sottoprogetti (Infarto.net, Prevasc
e Inca2), che mirano al miglioramento dell’assistenza e dell’emergenza in ambito cardiovascolare.
Contribuire a migliorare l’assistenza per le patologie cardiovascolari, significa contribuire a
risolvere una grossa fetta dei problemi sanitari della nostra Regione.
I primi due grandi gruppi di cause di morte (tumori e sistema circolatorio), che insieme concorrono a formare il 75% del problema,
cioè tre morti evitabili ogni quattro nel Lazio, hanno in definitiva
uno spazio di intervento che riguarda largamente e direttamente le Autorità sanitarie pubbliche
ed i centri di ricerca e sperimentazione, pubblici e privati. A ciò
si aggiunge il fatto che la Regione Lazio è sicuramente una delle
più complesse e articolate aree del
nostro Paese anche in ambito sanitario, sia per la concentrazione
di grandi università e centri di eccellenza nella Capitale, sia per la
dimensione di Roma stessa, con
problemi che riguardano non
solo i cittadini residenti, ma la popolazione di immigrati e di presenze turistiche, che raggiungono
dimensioni elevate in occasioni
di grandi avvenimenti nazionali
e internazionali. Migliorare l’efficienza del sistema consentirebbe,
tra l’altro, di evitare interventi ad
alto costo, come le ospedalizzazioni e la riabilitazione per malattie cardiovascolari, diminuendo
la morbilità, oltre che la mortalità,
con conseguenze positive sull’utilizzo dei servizi, che ne risulterebbe più appropriato, e sulle liste
di attesa. Per questo è importante creare una rete efficiente che
colleghi cure primarie, servizi di
emergenza e ospedale, coinvolgendo anche il paziente, protagonista attivo della salute, affinché,
chiamato a partecipare in prima
persona a progetti di educazione
e prevenzione, contribuisca a rendere migliore la qualità della vita.
Su questo fronte, Pfizer ha avuto
modo di capitalizzare una grande
esperienza, avendo avviato negli
anni precedenti un importante
piano di Clinical governance e
di disease and care management
in partnership con la Regione
La partnership regionale
prevede la realizzazione di
tre sottoprogetti in ambito
cardiovascolare: Infarto.Net,
Prevasc e Inca2
Puglia (Progetto Leonardo), con
la Regione Lombardia (Progetto
Virgilio) e successivamente realizzando una partnership interregionale con le Marche e l’Abruzzo
(Progetto Raffaello), per la definizione di processi di cura nell’ambito delle patologie a maggior
impatto sociale. Il Progetto Michelangelo rappresenta una tappa
importante, che suggella l’esperienza pluriennale dell’Azienda
nel tessuto socio-economico italiano, ma ancora di più, il punto
di partenza di una collaborazione estremamente innovativa per
la Regione che ospita da oltre 50
anni Pfizer in Italia.
Eventi
Lunedì 13 Luglio 2009
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■ AUSL VITERBO / Due strumenti per essere più vicini ai cittadini
■ DISABILI / Terapia, riabilitazione e integrazione lavorativa
Compagnia del Capagno:
la prima filiera agroalimentare
sociale della Tuscia
La Carta e la Guida ai servizi: L’Azienda rispetta
il patto di trasparenza stipulato con gli utenti
D
ue strumenti utili al cittadino per avere un rapporto
più consapevole con il proprio
sistema sanitario. Sono la Carta e
la Guida dei servizi che l’Azienda
unità sanitaria locale di Viterbo ha
appena pubblicato e che sta distribuendo su tutto il territorio della
Tuscia. Entrando nello specifico,
la Carta, distribuita in 5mila copie
presso i servizi aziendali, dichiara
ai cittadini quali diritti possono
esercitare e quali doveri hanno
nei confronti del servizio sanitario locale. Inoltre, esplicitando gli
standard di qualità, l’azienda ha
stipulato, di fatto, un patto con gli
abitanti della provincia di Viterbo
nell’ottica della trasparenza e della
partecipazione. “La pubblicazione
della Carta – dice Daria Natalini,
dirigente dell’Ufficio relazioni con
il pubblico della Ausl - ha richiesto
il lavoro di un apposito gruppo, a
cui partecipa anche il Tribunale
dei diritti del malato di Viterbo,
che, dopo aver elaborato una serie
di proposte, si è confrontato con i
dirigenti dei servizi aziendali per
la definizione della fattibilità degli
obiettivi prestabiliti. Gli standard
individuati sono poi stati riversati
da Programmazione e controllo negli obiettivi di budget 2009,
chiudendo in tal modo il cerchio
tra le dichiarazioni di principio e le
modalità effettive dell’erogazione
dei servizi”. La Guida ai servizi, invece, è in corso di distribuzione in
20mila copie all’interno dell’azienda e in 40mila copie presso le farmacie e nella cassetta delle poste di
tutte le famiglie residenti nei comuni superiori a 10mila abitanti.
La Guida è un opuscolo nel quale
gli utenti dell’azienda potranno
trovare le informazioni relative a
tutti i servizi. È uno strumento agi-
le e intuitivo: è stata costruita per
aree di interesse, all’interno delle
quali i cittadini possono orientarsi velocemente rispetto alle loro
necessità. Per la pubblicazione e
la distribuzione l’azienda si è convenzionata con la J@m service di
Terni, che, tramite il reperimento
di sponsor, ha consentito che tale
operazione fosse a costo zero per
la Ausl di Viterbo. “La Guida e la
Carta dei servizi – commenta il
direttore generale della Ausl di
Viterbo, Giuseppe Aloisio - sono
l’ennesimo passo fatto nella direzione della trasparenza e del rag-
giungimento dell’appropriatezza
delle cure. È solo attraverso un
costante e corretto flusso informativo, infatti, che possiamo chiedere
ai nostri utenti un utilizzo ottimale
del sistema sanitario locale. Tutte
le iniziative e le campagne di sensibilizzazione intraprese negli ultimi
anni per un corretto uso dei farmaci, della diagnostica per immagini, delle analisi, per un accesso
presso le strutture ospedaliere solo
in caso di reale necessità e per un
impiego migliore delle strutture
sanitarie territoriali, volgono proprio in questa direzione”.
È
nata ufficialmente la prima
filiera agroalimentare sociale
della Tuscia. Si chiama “La compagnia del Capagno” ed è una rete
pubblico privata il cui obiettivo è
promuovere, sostenere e rafforzare, in modo sistematico, interventi
e azioni di inclusione sociale per le
persone con disabilità. Il progetto
ambizioso comprende tra gli ideatori e i promotori l’associazione
Amici di Galiana, l’associazione Il
giardino di Filippo, la Ausl di Viterbo e l’Università degli Studi della
Tuscia. Per l’azienda sanitaria hanno avuto un ruolo determinante
■ CITTADELLA DELLA SALUTE / È in corso un esperimento di integrazione sociale
Terapia e occupazione: il laboratorio di stampa digitale
D
are opportunità di inserimento sociale ai giovani che hanno
seguito un percorso terapeutico riabilitativo: è quanto si propone Marco Marcelli, direttore della Neuropsichiatria infantile, con
il nuovo Laboratorio di stampa digitale presso la Cittadella della
salute di Viterbo. Si tratta di un vero e proprio laboratorio di stam-
La Carta e la Guida ai servizi
E enti
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DIN NEWSLETTER
Settimanale - Anno 2 - Numero 26
Lunedì 13 Luglio 2009
Proprietario ed editore
Il Sole 24 Ore Business Media S.r.l.
Via Patecchio, 2 - 20141 Milano
Direttore responsabile: Mattia Losi
Stampatore: Il Sole 24 Ore SpA
Via Tiburtina Valeria, Km 68,700
Carsoli - AQ
Registrazione Tribunale di Milano numero
208 del 21 marzo 2005
Ragazzi al lavoro all’interno del laboratorio
pa, con tanto di attrezzature informatiche, stampanti, rilegatrici,
piegatrici, in cui, accanto a ragazzi con capacità di gestire un intero
ciclo di preparazione e realizzazione di un manifesto o di un pieghevole, operano anche altri che si occupano di compiti più semplici
come il taglio, la piegatura o il confezionamento dei prodotti, partecipando allo stesso percorso progettuale.
Il laboratorio si integra con le attività aziendali, producendo, in
collaborazione con l’Ufficio di comunicazione interna e esterna
dell’Urp (Ufficio relazioni con il pubblico), una serie di lavori che
trovano una utilizzazione pratica e con il solo costo dei materiali
di consumo. Gli utenti del laboratorio sono ragazzi in uscita dalla
scuola dell’obbligo, in possesso di buone capacità cognitive, ma che,
per difficoltà oggettive o legate al tipo di deficit, risultano difficilmente collocabili in esperienze di formazione esterna. I terapisti
occupazionali che coordinano le attività del laboratorio sviluppano
un progetto di integrazione che parte da lontano. Nell’autunno del
2002 nasce l’ausilioteca: una struttura che ha lo scopo di attivare
interventi terapeutici riabilitativi, in collaborazione con le équipes
curanti, per migliorare le competenze cognitive e relazionali, interpersonali e sociali tramite l’utilizzo di strumenti hardware e software. Oggi, il laboratorio di stampa digitale completa la struttura
riabilitativa e costituisce un esperimento di integrazione nella rete
sociale da non trascurare, ma può anche costituire una opportunità
per sbocchi occupazionali.
le Unità operative Disabile adulto,
diretta da Gilda Rush, e l’area C
del Servizio veterinario, diretta da
Paolo Burla. “La compagnia del
Capagno” si propone di arricchire e
potenziare la rete appena costituita,
aprendola il più possibile ai contributi che verranno dalla società civile
e incentrandola sulla condivisione
del ruolo, al tempo stesso, terapeutico riabilitativo e di integrazione
lavorativa che possono svolgere le
attività agricole e le attività a queste
connesse. Si tratta della cosiddetta
“agricoltura sociale” che trova nel
viterbese un ambito di elezione
particolarmente appropriato. Il “capagno”, tipica espressione viterbese
che indica il cesto di vimini utilizzato per raccogliere i prodotti agricoli, rappresenta in questo contesto
il simbolo dei prodotti derivanti da
una “buona” terra. Entrando nello specifico e nella fase operativa
dell’iniziativa, attraverso il coinvolgimento di aziende produttrici in
grado di fornire i loro prodotti per
il capagno, e, attraverso la messa in
rete dei consumatori, i ragazzi con
disabilità coinvolti parteciperanno
attivamente a tutte le fasi del lavoro,
dalla produzione alla distribuzione,
ognuno secondo le proprie competenze, attitudini e inclinazioni. Le
aziende fornitrici di prodotti, inol-
tre, diventeranno anche sede per i
tirocini formativi. In questo modo
non ci sarà soltanto la costituzione
di un paniere di prodotti e il contatto diretto con il consumatore, ma
anche la fornitura di un servizio di
formazione e di avviamento al lavoro. La Compagnia del Capagno,
oltre a ciò, costituirà anche una rete
di acquisto socialmente responsabile stabilendo un rapporto diretto tra produttore e consumatore
che valorizzi le valenze qualitative,
ambientali e solidali dei beni e dei
servizi del “capagno”. Il fine ultimo è sensibilizzare la cittadinanza
all’adozione di modelli di consumo socialmente responsabili e al
ruolo dell’agricoltura come ambito
di inclusione sociale e lavorativo
di soggetti a bassa contrattualità. Il
concetto di “filiera agroalimentare
sociale” è stato accolto, con entusiasmo, da diversi attori istituzionali
e non della vita pubblica viterbese
che stanno cercando di dare una
propria forma di contributo. Determinante è stato quello finanziario
garantito dalla Fondazione Carivit,
ma, significativa si è rivelata anche
la partecipazione degli studenti del
corso di grafica dell’Istituto Francesco Orioli di Viterbo che hanno
realizzato il logo de La Compagnia
del Capagno.
Ippoterapia presso la Compagnia del Capagno
Eventi
Lunedì 13 Luglio 2009
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Eventi
Lunedì 13 Luglio 2009
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Terapia del dolore,
da oggi cure più facili
È più semplice prescrivere oppiacei
A
ncora oggi in Italia è difficile accedere ai farmaci per combattere il dolore.
Queste difficoltà ci pongono agli ultimi posti in Europa per le prescrizioni dei farmaci oppiacei che servono a combattere il dolore
e le sofferenze, cui sono costretti milioni di italiani colpiti da gravi
malattie come il cancro, ma anche da patologie croniche e invalidanti o comunque da gravi traumi.
Una delle cause che rendono difficile l’accesso alla terapia del dolore è l’obbligo, previsto dal Testo unico degli stupefacenti e delle
sostanze psicotrope di cui al DPR 309 del 1990, di utilizzo di un
ricettario speciale per la prescrizione di medicinali analgesici oppiacei per un gran numero di preparazioni medicinali contenenti
antidolorifici.
In attesa di una revisione del Testo unico, il viceministro della
Salute Ferruccio Fazio, sentito il parere del Consiglio Superiore
di Sanità, ha emanato un’ordinanza che iscrive temporaneamente alcune composizioni medicinali nella tabella II sezione D del
Testo unico.
L’ordinanza del 16 giugno 2009 entra in vigore il giorno della
pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e rimane vigente fino all’entrata in vigore delle disposizioni di revisione del Testo unico o
comunque non oltre i dodici mesi.
Nell’ordinanza stessa viene ribadita la necessità di una revisione
sistematica del Testo unico.
L’iscrizione delle composizioni in Tabella II sezione D rende più
semplice la prescrizione di alcuni farmaci oppiacei, consentendo
al medico di utilizzare il ricettario normale anziché quello speciale ed eliminando così le difficoltà burocratiche che spesso scoraggiano tali prescrizioni.
Le composizioni medicinali, per le quali viene temporaneamente adottata la ricetta semplice, sono tutte composizioni ad uso
diverso da quello parenterale, utilizzate nella terapia del dolore
severo di qualsiasi origine. Sono esclusi i medicinali indicati nella
terapia della disassuefazione degli stati di tossicodipendenza.
Le composizioni temporaneamente iscritte nella sezione D della
Tabella II sono:
• composizioni per somministrazioni ad uso diverso da quello
parenterale contenenti codeina e diidrocodeina in quantità,
espressa in base anidra, superiore a 10 mg per unità di somministrazione o in quantità percentuale, espressa in base anidra,
superiore all’1% p/v (peso/volume) della soluzione multidose;
• composizioni per somministrazione rettale contenenti codeina,
diidrocodeina e loro sali in quantità, espressa in base anidra,
superiore a 20 mg per unità di somministrazione;
• composizioni per somministrazioni ad uso diverso da quello
parenterale contenenti fentanyl, idrocodone, idromorfone,
morfina, ossicidone e ossimorfone;
• composizioni per somministrazioni ad uso transdermico contenenti buprenorfina.
In precedenza erano state introdotte limitate modifiche alle tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope relative ad alcune
preparazioni contenenti codeina o ossicodone.
■ H1N1 / Allarme per la diffusione della nuova influenza. Il vaccino forse in autunno
Grande diffusione geografica del virus,
dichiarata la pandemia “moderata”
L’
Organizzazione mondiale
della sanità (OMS) ha portato al massimo il livello di allarme
per la diffusione della nuova influenza causata dal virus H1N1.
Durante una conferenza stampa a
Ginevra, Margaret Chan, direttore generale dell’OMS, ha comunque precisato che la pandemia è
“moderata” e non ha raccomandato la chiusura delle frontiere nè
la restrizione nei movimenti di
persone, beni e servizi, ma ha tuttavia invitato chi è affetto da malattie, per esempio croniche, alla
prudenza e a rinviare i viaggi internazionali. Inoltre, chi presenta
sintomi influenzali collegabili a
una infezione da virus A(H1N1),
dopo viaggi internazionali, dovrebbe rivolgersi a un medico.
Inoltre, Chan ha spiegato che la
previsione di durata della pandemia va da uno a due anni.
Anche il viceministro della Salute
Ferruccio Fazio, in un intervento
al Consiglio dei ministri della Salute dell’Unione europea tenutosi
in Lussemburgo, ha affermato che
il livello 6 di allarme non è dovuto alla gravità clinica dei sintomi,
ma alla grande diffusione geografica del virus.
Dal 24 aprile 2009, infatti, il nuovo virus influenzale A H1N1 si
diffonde a livello mondiale. Dopo
aver colpito l’America del Nord,
esso si diffonde rapidamente
in numerosi Paesi dell’emisfero
australe, dove sta contemporaneamente imperversando l’influenza stagionale. Finora, in
Svizzera sono stati confermati
20 casi dell’influenza A H1N1, la
maggior parte dei quali concernono persone ritornate da zone
colpite dal virus.
Pertanto, in assenza di misure
di contenimento efficaci a partire dai vaccini, il pericolo è che
ci possa essere un’elevata fetta di
popolazione che potrebbe essere contagiata, determinando un
blocco dell’attività e, di conseguenza, pesanti danni all’economia del Paese. Da qui, l’esigenza
di una azione coordinata a livello
europeo per quanto riguarda le
strategie vaccinali e gli aspetti regolatori (autorizzazione centralizzata a livello europeo), anche
per assicurare una rapida disponibilità di un vaccino a costi contenuti. Al termine del Consiglio
dei ministri, su tale posizione si
è giunti ad un sostanziale accor-
Il viceministro della Salute
Ferruccio Fazio, in un intervento
al Consiglio dei Ministri
della Salute dell’Unione Europea
tenutosi in Lussemburgo,
ha affermato che il livello 6 di
allarme non è dovuto
alla gravità clinica dei sintomi,
ma alla diffusione
a livello mondiale
do, tra tutti i Paesi dell’Unione,
su un preciso piano concordato
di preparazione e risposta alla
pandemia influenzale e di ampie
scorte di farmaci antivirali da
utilizzarsi in caso di necessità.
L’arma migliore di prevenzione è
rappresentata dalla vaccinazione
della popolazione. Il vaccino specifico contro il virus A(H1N1),
attualmente, ancora non è disponibile e potrebbe essere pronto in
autunno.
In Italia, restano inalterate le
misure di contenimento e sorveglianza già disposte con la
fase 5 sulla rintracciabilità dei
passeggeri e degli equipaggi dei
voli diretti o provenienti da aree
con trasmissione sostenuta di infezione; gestione dei passeggeri
con sintomi influenzali durante
il volo e dei loro contati stretti;
definizione e gestione dei casi sospetti, probabili e confermati. Le
misure di profilassi contro l’influenza A(H1N1) per i passeggeri provenienti dal Messico restano disciplinate dall’Ordinanza
ministeriale del 4 maggio. Con la
IN BREVE
INFORMAZIONE
Conoscere la meningite
La meningite è un’infiammazione, prevalentemente
di origine batterica o virale, delle meningi cioè delle
membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale,
che si manifesta soprattutto nei mesi freddi. Si tratta di una
malattia grave ma curabile nella maggioranza dei casi.
È importante la tempestività della diagnosi, ardua nei
neonati e nei bambini piccoli, e quindi delle cure.
Ogni anno, in Italia si verificano circa 900 casi di meningite
batterica, la forma più pericolosa, in gran parte casi sporadici
che rientrano nella normalità epidemiologica della meningite
del nostro Paese e, purtroppo, si registra ancora il 14% di
decessi. La vaccinazione è un’irrinunciabile ed efficace arma
di prevenzione per una malattia che è tuttora una delle
principali cause di mortalità e di morbosità nei bambini al di
sotto dei 10 anni e negli adolescenti tra 15-19 anni.
Oggi, esistono tre vaccini antimeningiti offerti dalla propria
Asl secondo le disposizioni regionali: contro l’Emofilo,
il più diffuso, contro lo Pneumococco e contro il
Meningococco di tipo C.
Ferruccio Fazio, viceministro
della Salute
GUIDA 2009
stessa Ordinanza, è stato disposto che gli studenti delle scuole
dell’infanzia, primarie e secondarie (dalla materna alla maturità)
che rientrano in Italia dal Messico non sono ammessi a scuola
per sette giorni dal loro arrivo.
Anche quest’anno, il settore Salute del ministero del
Lavoro, della salute e delle politiche sociali ha realizzato,
in collaborazione con Seat Pagine Gialle, le “Pagine della
Salute”, dal titolo “Stare bene con la prevenzione”.
Si tratta di alcune semplici indicazioni che aiutano a far
capire quanto sia importante la prevenzione per la tutela
della salute e quanto siano fondamentali le “azioni” che
ogni persona può compiere responsabilmente durante la
propria vita per non ammalarsi o, comunque, per ritardare la
comparsa di una malattia o anche per ridurne la gravità.
La guida è pubblicata nei volumi delle Pagine Bianche
distribuiti da maggio 2009 in tutta Italia,
a partire dalla Provincia di Milano, prima grande città ad
essere interessata dall’iniziativa. La distribuzione avverrà
quindi a Firenze il 4 giugno, a Genova il 25 luglio,
a Bologna il 10 ottobre e a Napoli il 17, a Roma
il 13 novembre 2009 e così di seguito, per concludersi nella
città di Torino il 22 aprile 2010.
È prevista la stampa di 24 milioni di volumi.
Stare bene con la prevenzione
CELIACHIA
Impariamo a conviverci
La tutela del celiaco costituisce per il Ministero del Lavoro,
della salute e delle politiche sociali un obiettivo importante
poiché la promozione e la tutela della salute delle persone, e,
in particolare, di quelle appartenenti alle fasce più deboli, è
il cuore di una politica sanitaria attenta e responsabile, ed è
oggi l’unico modo per misurare l’efficacia e la coerenza del
nostro lavoro.
Eventi
Lunedì 13 Luglio 2009
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La colonscopia virtuale:
Mezzi di contrasto per l’ecografia:
metodica nuova e non invasiva specifica
da oggi la diagnostica medica guarda al futuro per le varie patologie del colon
■ CEUS / Innovativa metodica usata dal Gruppo Bracco e specifica per l’analisi epatica
I
nvestire nella ricerca. Quella
che sotto molti aspetti resta
solamente una dichiarazione di
intenti – spesso da rimandare a
“data da destinarsi” – per Bracco è invece una realtà o, meglio,
uno dei valori fondanti di quello
che è oggi un Gruppo integrato
multinazionale. Non a caso oggi
l’azienda milanese, con centri di
ricerca in Italia, Svizzera e Stati
Uniti, quasi 1 miliardo di euro di
vendite di cui oltre il 65% all’estero, investe circa il 9% del fatturato di riferimento nella Ricerca e
Sviluppo e vanta un invidiabile
patrimonio di ben 1.500 brevetti. Non è un impegno da poco, se
si guardano i numeri: il Gruppo
Bracco opera nel settore della salute attraverso le divisioni Bracco
Imaging, specializzata nella diagnostica per immagini, Farma,
che si occupa di farmaci etici e
da banco per il mercato italiano,
Acist, con base a Minneapolis,
per lo sviluppo di sistemi avanzati di somministrazione e CDI
(Centro Diagnostico Italiano) di
Milano. Complessivamente, oggi
il Gruppo, presente in oltre 80
nazioni in tutto il mondo, occupa
circa 2.800 dipendenti. Ne ha fatta di strada, Bracco, da quel lontano 1927. Nei decenni l’azienda,
guidata da Diana Bracco, la terza
generazione di imprenditori, ha
progressivamente intensificato il
proprio impegno sviluppando la
ricerca innovativa e specializzata
negli agenti di contrasto per la
diagnostica medica che ha portato alla introduzione sul mercato
di prodotti ad elevata efficacia e
sicurezza. Con i suoi tre Centri di
Ricerca di Ivrea, Ginevra e Princeton, attualmente Bracco può
vantare una rete di livello internazionale proprio dedicata allo
sviluppo dell’imaging. Il network
è specializzato nello sviluppo di
nuovi prodotti per le sofisticate
esigenze delle nuove tecniche
diagnostiche ed è integrato da
una serie di collaborazioni con
istituti di ricerca pubblici e privati, centri clinici e università in
Italia e nel mondo.
Alla fine degli anni Ottanta,
Bracco ha avviato un piano di
internazionalizzazione che ha
mosso i suoi primi passi negli
Stati Uniti attraverso Bracco Diagnostics Inc. e Bracco Research
Usa, entrambe con sede a Princeton, nel New Jersey, dove è oggi
basato anche il coordinamento
mondiale della attività di sviluppo clinico.
Gli Usa sono tuttora il mercato
principale di Bracco Imaging: oltre che in Europa, da anni è presente anche in Giappone e Cina,
(con uno stabilimento e laboratori a Shanghai, mentre Pechino
ospita la sede commerciale e le attività di sviluppo clinico). La controllata Bracco Imaging, con sede
a Milano, è oggi uno dei leader
internazionali nella diagnostica
per immagini, in grado di offrire
una gamma completa di “agenti
imaging”, ossia prodotti farmaceutici utilizzati nelle procedure
di diagnostica (TAC, angiografia,
ecografia, risonanza magnetica,
ultrasuoni, medicina nucleare),
per migliorare la visualizzazione anatomica e funzionale degli
organi. Con la recente acquisizione di un’altra americana, la
E–Z–EM Inc., leader nei sistemi
di somministrazione di mezzi di
contrasto e prodotti per la radio-
ESEMPI CONCRETI DI APPLICAZIONE
Paziente portatore di lesione maligna primitiva del fegato
(epatocarcinoma). Immagine ecografica senza mezzo di
contrasto
Immagine dopo somministrazione di mezzo di contrasto
ecografico
Immagine ecocardiografica prima della somministrazione di
mezzo di contrasto ecografico
Immagine ecocardiografica dopo la somministrazione di
mezzo di contrasto ecografico
logia gastrointestinale, Bracco è
oggi in grado di offrire soluzioni
per tutte le modalità dell’imaging
diagnostico. Fondamentale per
questo approccio globale alle esigenze dei clinici è l’attività della
società Acist, acquisita nel 2001,
con sede vicino a Minneapolis.
Anche in questo caso i numeri sono rilevanti e spiegano più
delle parole: i suoi iniettori sono
utilizzati nei centri ospedalieri
più avanzati di oltre 40 nazioni e
circa 4,5 milioni di persone sono
già state sottoposte a procedure
con le strumentazioni Acist.
Uno dei principali successi recenti di Bracco Imaging è stato lo
sviluppo della Metodica Ecografia con Mezzo di Contrasto (in
lingua inglese, Contrast Enhanced Ultrasound - CEUS) a supporto della diagnostica ecografica, che attualmente rappresenta
l’approccio di “prima scelta” per
lo studio dell’addome, sia in Europa che negli Usa. Infatti, anche
la diagnostica per immagini, per
sua stessa definizione, non invasiva e fonte di minori disagi
per i pazienti rispetto a tecniche
più dirette, può essere progressivamente migliorata attraverso
una costante attività di ricerca.
Si tratta di velocizzare i tempi di
esecuzione e di facilitare la leggibilità - e, quindi, l’interpretabilità - dei risultati. Un interessante
risultato, in questo senso, è stato
ottenuto mediante la seconda generazione di mezzi di contrasto,
costituiti da microbolle di gas,
frutto della ricerca di Bracco per
l’ecografia.
Questi nuovi mezzi di contrasto
permettono una diagnostica in
“tempo reale” senza dovere rispettare lunghi tempi di attesa
tra l’assunzione e l’ecografia vera
e propria, migliorando la qualità della risposta. Un importante
passo avanti nella metodica, che
consente un più largo impiego
dell’ecografia nella diagnosi oncologica, con il vantaggio di ridurre ulteriormente, per soggetti
particolarmente sensibili, il già
basso rischio connesso alle altre
tecniche oggi più utilizzate.
Questa metodica di imaging,
anche grazie alla tollerabilità del
prodotto, è indicata anche per
l’immediato controllo nella terapia ablativa dei tumori primitivi
e metastatici del fegato, che nel
controllo di routine si effettua
dopo trenta giorni.
La validità e le indicazioni delle
ecografie di contrasto e delle altre
metodiche di imaging, nello studio delle lesioni focali del fegato,
sono approvate dal Sistema Nazionale Linee Guida, coordinato
dall’Istituto superiore di sanità.
Le linee guida rimarranno in
vigore sino al 2011 e hanno lo
scopo di identificare i metodi di
diagnosi più appropriati e di formulare raccomandazioni basate
sulle prove di efficacia.
“I mezzi di contrasto in ecografia, dopo aver attraversato una
fase pionieristica, oggi sono diventati di utilizzo “routinario”,
grazie a una evoluzione tecnologica ancora in atto”, rileva il
dottor Paolo Ricci, ricercatore
presso il Dipartimento di Scienze
Radiologiche - Istituto di Radiologia Università “La Sapienza” di
Roma, e presidente della Sezione
di studio mezzi di contrasto della Società Italiana di Radiologia
Medica (SIRM), che da anni si
U
no dei compiti della ricerca
medica è sicuramente quello di migliorare l’efficienza diagnostica diminuendo l’invasività
dei metodi. Detta così, potrebbe
sembrare qualcosa come la “quadratura del cerchio”, ma in realtà
risultati in questo settore sono
Endoscopia Virtuale - Lesioni Polipoidi del colon
■ FOCUS / L’impegno di Bracco sul fronte della ricerca per una terapia efficace
Imaging, diagnosi precoce e prevenzione
per combattere tutte le patologie del seno
I
prodotti Bracco sono impiegati con successo anche per
la prevenzione e la diagnostica
delle patologie del seno attraverso l’imaging. Lo “stato dell’arte”
viene illustrato dalla dottoressa
Elsa Cossu, ricercatrice presso
il Dipartimento di Diagnostica
per Immagini, Imaging molecolare, Radiologia interventistica e
Radioterapia dell’Università Tor
Vergata di Roma, diretto dal professor Giovanni Simonetti. Oggi,
l’arma contro il carcinoma mammario è rappresentata dalla diagnosi precoce, consentita dalla
diagnostica strumentale (mammografia, ecografia e risonanza
magnetica) e da una terapia efficace. La risonanza magnetica
della mammella, eseguita in casi
selezionati ed in centri dedicati ove personale esperto lavora
in equipe con spirito multidisciplinare, consente una idonea
diagnosi efficace della patologia
mammaria, definendone estensione e consentendone la corretta
pianificazione terapeutica. La risonanza magnetica in dotazione,
sia negli ospedali che in molte
strutture private, è una tecnica di
generazione di immagini basata
sul principio fisico della risonan-
za dei nuclei. Il termine nucleare
non deve trarre in inganno, perché la metodica non è assolutamente dannosa per il paziente e
non utilizza radiazioni ionizzanti. A differenza di altri metodi di
imaging, la risonanza magnetica
permette di discriminare i tessuti
sulla base della loro composizione biochimica. I risultati della
risonanza magnetica vengono
restituiti attraverso un apposito
software che consente di valutare
il “focus” evidenziato attraverso
il mezzo di contrasto: spiegato in
parole semplici, si tratta di dare
un’interpretazione a ciò che viene messo in evidenza dalla luminosità del contrasto. Ancora una
volta, la disponibilità di innovativi prodotti di ultima generazione,
quali mezzi di contrasto e sistemi
di aiuto alla refertazione, cosiddetti CAD, sviluppati dai ricercatori Bracco, ha apportato a questa
tecnica notevoli miglioramenti.
dedica allo studio delle applicazioni dell’ecocontrasto nei
diversi scenari clinici. Anche in
ambito ecocardiografico, la Ceus
si sta affermando come metodica
molto accurata, come testimonia
Luciano Agati, professore associato di cardiologia presso l’Università La Sapienza di Roma, in
quanto permette di “marcare”
il flusso del sangue senza utilizzare sostanze radioattive, con-
sentendo finalmente di “mandare in pensione” i radioisotopi.
I vantaggi? Notevoli, e non solo
per la qualità della diagnostica, ma anche per i costi molto
contenuti di una metodica non
invasiva rispetto all’uso di radiazioni come nell’esame TAC.
Le aree di sviluppo sono enormi
e si stanno studiando nuove indicazioni, prima fra tutte la possibilità di visualizzare la perfusione
del cuore. Sono in corso le sperimentazioni, allo scopo di giungere presto all’approvazione della
tecnica e, in prospettiva, Bracco
ha in programma di iniziare uno
studio clinico in trentotto centri specializzati in tutta Europa.
Anche questo per Bracco non
sarà un punto d’arrivo, ma solo
un punto di partenza sulla via
della ricerca continua per migliorare, nel suo specifico campo,
la qualità della vita dell’uomo. E
questo non deve stupire, perché
in tutti i campi di attività, che
siano direttamente legati al business o meno, Bracco si è sempre
distinta come un’azienda socialmente responsabile, fortemente
impegnata nel campo sociale ed
educativo, nella difesa dell’ambiente, nel sostegno alla cultura
e nella promozione delle pari opportunità.
Possiamo guardare dentro il cuore: l’evoluzione tecnologica
risulta fondamentale nei casi di ischemia e di infarto
La RM permette sia di effettuare un’analisi della funzione cardiaca che di evidenziare l’infarto acuto o cronico
U
n bisogno vecchio come la medicina, quindi antichissimo, che per molto tempo è rimasto solamente un sogno, quello di poter “guardare” dentro il corpo del paziente.
Vedere direttamente, con i propri occhi, cosa sta succedendo
negli organi e nei tessuti, anziché orientarsi tra mille indizi a volte contraddittori. In fondo, la storia stessa della
medicina si potrebbe anche scrivere attraverso l’evoluzione
dei mezzi diagnostici, che una volta scoperti rappresentano
altrettante pietre miliari dell’arte medica. Si pensi all’innovazione rappresentata dall’ecografia, la tomografia assiale
computerizzata, meglio nota come TAC, la risonanza magnetica e i mezzi di contrasto ad elevata tollerabilità. L’evoluzione della diagnostica per immagini è sostenuta dalla
ricerca continua che vede impegnate sul fronte internazionale ditte come Bracco. La diagnostica per immagini, per
sua stessa natura non invasiva, ha trovato un importante
utilizzo nella prevenzione e nel controllo dei disturbi cardiovascolari, la cui incidenza sulla popolazione occidentale
appare sempre più rilevante. Dell’imaging cardiovascolare
parla il dottor Luigi Natale del Policlinico Gemelli, Università Cattolica di Roma: “L’imaging del cuore, che già
si avvaleva di varie metodiche, quali ecocardiografia, coronarografia e scintigrafia miocardica, può oggi utilizzare
anche tomografia ad emissione di positroni (PET), TAC e
risonanza magnetica (RM). Un imaging così articolato richiede pertanto un lavoro di équipe, che coinvolge tutti gli
specialisti impegnati con le loro diverse competenza, cliniche e tecniche. Per quanto riguarda TAC e RM, entrambe
queste metodiche, pur così diverse tra loro, necessitano di
mezzi di contrasto, da cui dipende in larga parte la qualità
del risultato”. Di norma, un metodo pur moderno come la
TAC, senza l’ausilio del mezzo di contrasto, si limita ad “ac-
all’ordine del giorno, proprio
grazie alla continua attività di ricerca messa in campo da alcune
realtà di eccellenza. Andrea Laghi, professore associato di Radiologia alla Sapienza di Roma
e direttore dell’UOC “Tecniche
diagnostiche avanzate” presso
l’ICOT di Latina, porta in proposito l’esempio della colonscopia
virtuale. Si tratta di una tecnica
radiologica non invasiva descritta per la prima volta nel 1994 che
permette di visualizzare l’intero
colon tramite l’esecuzione di una
TAC addominale dopo insufflazione di gas nell’intestino.
Le immagini ottenute vengono
successivamente elaborate da un
software dedicato che consente
la ricostruzione del colon in 2 o
3 dimensioni con la possibilità
da parte del medico radiologo di
studiarlo navigando virtualmente al suo interno. La navigazione
avviene dal cieco al retto e si ripete nel verso opposto. Allo stato
attuale la metodica può essere
considerata di scelta, in alternativa al clisma a doppio contrasto,
per pazienti con colonscopia
incompleta, con tumore colico
occlusivo, per pazienti anziani e
per soggetti in cui le condizioni
cliniche non permettano l’esecu-
zione di una procedura invasiva
come la colonscopia convenzionale. La American Cancer Society ha introdotto pochi mesi
fa la coloscopia virtuale tra le
metodiche da adottare per lo
screening del tumore colico e di
polipi di dimensioni clinicamente significative.
Dal 1994 a oggi, la tecnologia
ha peraltro fatto - come si dice
- passi da gigante, aumentando
sia il campo di applicazione che
l’attendibilità di questa metodica. Bracco propone un mezzo
di contrasto a base di iodio che
il paziente deve bere il giorno
precedente per evidenziare le
feci e distinguerle dai polipi ed
una pompa elettronica di nuova
concezione per insufflare l’anidride carbonica necessaria per
“distendere” l’intestino con un
migliore confort per il paziente.
L’unico “disagio” per il paziente è
l’osservanza di 12 ore di digiuno.
Con le nuove tecnologie, l’esame
è diventato più veloce (15 minuti
al massimo), sicuro (il livello di
radiazioni è bassissimo, circa il
doppio rispetto alla radiazione
cosmica annua) e più tollerato
dei pazienti. “Vi sono evidenze
scientifiche - continua il professor Laghi - derivanti da lavori di
confronto, nei quali si dimostra
una nettissima superiorità della
colonscopia virtuale rispetto al
clisma del colon, in termini di
identificazione, sia dei tumori
sia dei polipi. Se non fosse per la
disponibilità delle apparecchiature sul territorio nazionale e di
altrettanti radiologi addestrati, il
clisma potrebbe già oggi essere
completamente soppiantato dalla coloscopia virtuale”.
corgersi” della presenza di una calcificazione coronarica,
ma non riesce a valutare il grado di ostruzione dell’arteria.
I mezzi di contrasto, sviluppati da industrie farmaceutiche
come Bracco, sono in grado di opacizzare il sangue e, in
caso di sintomi di ischemia e infarto, di evidenziare sia lo
stato di salute delle coronarie che la loro eventuale riduzione di calibro (stenosi). I mezzi di contrasto per RM sono
sostanze diverse, di più recente introduzione; la ricerca ha
sviluppato diversi prodotti ed anche in questo campo Bracco si è affermata come azienda leader. La RM permette
sia di effettuare una analisi della funzione cardiaca che di
evidenziare l’infarto acuto, avvenuto cioè da pochi giorni,
e l’infarto cronico (a distanza di tempo dall’evento) grazie
alla proprietà del liquido di contrasto di concentrarsi nella
zona miocardica interessata, rilevando pertanto sia la necrosi cellulare che la cicatrizzazione.
I mezzi di
contrasto sono
in grado di
opacizzare il
cuore
e di evidenziare
lo stato di salute
delle conorarie
Eventi
Lunedì 13 Luglio 2009
6
Progetto Michelangelo,
dal territorio all’ospedale
Obiettivo: migliorare l’assistenza cardiovascolare. Il numero di
pazienti con infarto, arruolati nel sistema informativo, è di 1.400
IL MODELLO DI PREVASC
revasc prevede la sperimentazione di un nuovo modello
assistenziale, tecnicamente definito disease management, inserito
nell’ambito della medicina territoriale per la prevenzione cardiovascolare. Fulcro di questa sperimentazione è una nuova figura di
raccordo tra le strutture sanitarie e
i pazienti: il care manager, un infermiere che svolge la sua attività
all’interno dell’equipe assistenziale
e ricopre un ruolo di affiancamento al paziente, fornendogli supporto e informazioni, ma anche
sostegno motivazionale, responsabilizzandolo, allo stesso tempo, sul
suo stato di salute.
L’elemento profondamente innovativo del modello di disease management del Prevasc è rappresentato dalla partecipazione dell’assistito
alla pianificazione del proprio piano di salute e dalla sinergia di lavoro realizzata dall’equipe assistenziale per la prevenzione.
L’equipe assistenziale è composta
da medico di medicina generale
(mmg), specialisti del distretto e
P
consulto con il cardiologo. L’accesso alle procedure più appropriate
offre così ai cittadini la possibilità
di un’assistenza cardiologica ottimale, indipendentemente dalla
zona dell’evento, superando il concetto di “ospedale più vicino” a favore di “ospedale più idoneo”.
La sperimentazione di Infarto.net,
iniziata presso l’Azienda ospedaliera S. Giovanni Addolorata, si è
successivamente estesa ad altri importanti ospedali.
INCA 2: INDICATORI
IN CARDIOLOGIA
ono stati presentati di recente
i risultati del progetto Inca2,
nato dalla collaborazione tra Regione Lazio, Pfizer, Sic (Società
italiana di cardiologia), Fimmg
(Federazione italiana medici di
medicina generale) e LaziosanitàAsp nell’ambito del “Progetto Michelangelo”. Obiettivo di Inca2 è la
misurazione della qualità dell’assistenza erogata nel Lazio a pazienti
con infarto miocardico acuto. Ben
43 Unità operative di cardiologia
e/o Utic del Lazio hanno aderito
ufficialmente al progetto.
Il numero di pazienti con infarto
acuto del miocardio arruolati nel
sistema informativo è pari a 1400
di cui 1027 maschi (73%) e 373
femmine (27%) con una età media
di 64,6 anni (62,3 anni i maschi e
70,3 anni le femmine). I pazienti
analizzati presentano vari fattori
di rischio: diabete mellito, ipertensione arteriosa, angina, pregresso
infarto, fumatori ed ex fumatori.
In un’alta percentuale dei casi di
infartuati considerati, si è registrato un intervento farmacologico
adeguato entro le 24 ore dall’ammissione in ospedale con la somministrazione di aspirina, betabloccanti, statine, ace-inibitori o
sartanici. Alcune strutture arrivano
al 100% dei casi con una media regionale superiore al 95%. Dall’arrivo in pronto soccorso, 10 strutture
sono state in grado di fornire la terapia trombolitica entro 30 minuti
a oltre la metà dei pazienti, mentre
se si guarda il tempo medio sono
state registrate strutture capaci di
intervenire entro i 22 minuti, con
un range regionale che va dai 22
ai 69 minuti mediani, con un caso
singolo di 512 minuti.
Inoltre, le strutture partecipanti
hanno sottoposto il 74% del totale
dei pazienti con Stemi a terapie riperfusive, ovvero a trombolisi e/o
angioplastica.
S
Uno dei maggiori centri di ricerca di Pfizer, a Sandwich,
in Inghilterra
dell’ospedale, care manager e assistito.
Tale equipe formulerà un piano di
salute, basato su un approccio interdisciplinare, che prevede il pie-
Gli uffici della sede romana di Pfizer
no coinvolgimento del paziente attraverso una presa di coscienza del
suo stato di salute. La sperimentazione di questo modello di disease
& care management coinvolge i
Distretti 17 e 18 del territorio della
Asl RmE, molto attiva nel rafforzamento della continuità assistenziale ospedale-territorio.
I RISULTATI DELLA FASE
PILOTA DI INFARTO.NET
n vero e proprio network
“intelligente”, che mette in
collegamento le ambulanze dotate
di apparecchi di telemedicina con i
centri di teleconsulto per una diagnosi tempestiva di infarto durante il trasporto del paziente.
Tale modello consente un “trasporto virtuale” e in tempo reale,
che permette di risparmiare tempo
prezioso per la vita del paziente,
ed è basato sulla diagnosi precoce
tramite la trasmissione telefonica
dell’elettrocardiogramma e il tele-
U
■ CADIPROF / Nata nel 2005, gestisce i trattamenti assistenziali sanitari integrativi
Sanità integrativa per dipendenti
e lavoratori degli studi professionali
D
iffondere la cultura della prevenzione, ma anche incidere positivamente sui bilanci delle regioni che, per oltre la metà,
sono destinati alle spese sanitarie. È questo l’obiettivo di Cadiprof,
Cassa di assistenza sanitaria supplementare per i dipendenti degli
studi professionali.
Nata nel 2005, ha lo scopo di gestire i trattamenti assistenziali sanitari integrativi delle prestazioni pubbliche obbligatorie, rese dal
servizio sanitario nazionale. È a favore dei dipendenti assunti con
il Contratto collettivo nazionale del lavoro (Ccnl) studi professionali, che devono essere obbligatoriamente iscritti alla Cassa.
Il nuovo contratto prevede anche l’estensione dell’assistenza sanitaria integrativa ai collaboratori e ai praticanti (compresi gli
apprendisti e i lavoratori part-time, anche a tempo determinato,
purché di durata superiore a tre mesi).
Motivi, questi, che spiegano i buoni risultati di Cadiprof. Dati alla
mano, si contano 175 mila assicurati – su una platea complessiva
di circa un milione di addetti secondo dati Censis - con un incremento di 2-3 mila dipendenti al mese. In particolare, tra gli iscritti
la percentuale maggiore è fatta registrare dalle donne – sono circa
il 90% - e di questi l’80% è di età compresa tra i 20 e i 40 anni. I
numeri parlano chiaro e testimoniano l’impegno del presidente
Gaetano Stella che, insieme al vicepresidente Carmelo Romeo e
ad altri qualificati collaboratori, sono impegnati per tutelare e disciplinare la gestione delle risorse e per ampliare le tutele degli
iscritti con diverse iniziative.
L’appartenenza alla Cassa è obbligatoria: ciò significa che tutti i dipendenti, nei cui confronti viene applicato il Contratto collettivo
nazionale di lavoro studi professionali, devono essere iscritti.
I contributi mensili previsti (13 euro per lavoratore, per 12 mensilità) sono esclusivamente a carico del datore di lavoro, che si
assume la responsabilità della mancata iscrizione e del mancato
rispetto delle norme contrattuali e rimane, quindi, esposto a eventuali azioni di rivalsa nei suoi confronti da parte dei dipendenti.
Per la massima qualità della propria offerta, Cadiprof ha una
rete di strutture convenzionate operanti nel campo sanitario (circa 2.310 tra laboratori di analisi, case di cura, ambulatori, centri
diagnostici, medici specialisti), allo scopo di mantenere – nella
maggior parte dei casi – il costo delle prestazioni sanitarie a proprio carico, evitando così che l’iscritto anticipi alcuna somma di
denaro.
Più nel dettaglio, Cadiprof garantisce agli iscritti la copertura per
i grandi eventi sanitari (quali trapianti, grandi interventi chirurgici), i rimborsi dei piccoli interventi chirurgici ambulatoriali, le
visite specialistiche e le prestazioni fisioterapiche, conseguenti a
infortuni e malattie, fino alle attività di prevenzione e ai rimborsi
in caso di gravidanza, nel limite annuo di mille euro.
Sono comprese nella garanzia e le visite specialistiche, le ecografie
e le analisi clinico chimiche che potranno essere effettuate, sempre a rimborso, anche nelle strutture sanitarie convenzionate a
tariffe agevolate.
Infine, nel caso di utilizzo di strutture private non convenzionate
e con modalità differenti a seconda della garanzia, Cadiprof provvede al rimborso delle spese anticipate dal dipendente, mentre se
si ricorre alle strutture del Servizio sanitario nazionale, è previsto
il rimborso totale dei ticket sanitari.
Per la massima efficacia a trasparenza, la gestione operativa (rimborsi, convenzioni, centrale operativa) delle attività sanitarie della
Cassa è stata affidata a società leader operanti nel campo dell’assistenza sanitaria integrativa, in grado di fornire gli strumenti più
appropriati per la loro efficace ed efficiente esecuzione.
Eventi
Lunedì 13 Luglio 2009
7
■ SPINDIAL / Professionisti e con elevata specializzazione nel settore
Sinergia pubblico-privato, progetto
sperimentale per centri di dialisi
È
Gli ideatori del progetto: Archittetti Ciro Specchio e Davide Romeo - P.I. Ferruccio Mirandola
uno di quegli argomenti che
danno origine a interminabili
discussioni – e a ogni livello, dal
tavolino del bar ai piani alti della
politica dell’economia – alla fine
delle quali, il più delle volte, ciascuno degli interlocutori resta
della propria opinione, formata
su personali esperienze, ideologie, pregiudizi. Sono discussioni
che, in pratica, si limitano a girare
intorno al problema, senza mai
volere (o forse potere) affrontarlo
alla radice. L’argomento è sempre di moda: pubblico o privato?
E ancora più di moda – o meglio
cogente, perché ne va della vita
di ciascuno, intesa sia come qualità del vivere che come esistenza
stessa della persona – è la sfera alla
quale questa eterna questione è
applicata: la sanità. Sanità nel suo
duplice significato di “stato del
corpo”, sinonimo di buona salute,
Un’interessante realtà al servizio dei cittadini
“L
a carenza cronica di disponibilità
finanziarie da parte del Servizio sanitario nazionale da investire in conto capitale per ammodernare le strutture dialitiche
e crearne delle nuove sul territorio nazionale ha spinto a ricercare capitali privati
e società specificatamente organizzate per
dare una risposta al considerevole aumento
di prestazioni dialitiche”. È quanto afferma Ugo Grondelli, presidente onorario del
gruppo Spindial, vice presidente esecutivo e
membro del Consiglio di amministrazione
della multinazionale Gambro tra il 1988 e
1999, oltre che fondatore di Gambro Italia
nel lontano 1972. Per ristrutturare un centro dialisi ad assistenza decentrata dotato
di dodici postazioni dialitiche per 600-700
mq di superficie, occorre circa 1 milione
di euro per opere edili, impianti elettrici e
speciali ed impianti termomeccanici. Occorre aggiungere 400.000 euro per le apparecchiature di dialisi e l’impianto di osmosi
ed altri 300.000 euro tra letti a bilancia,
apparecchiature elettromedicali, sistema informatico e arredi , per consegnare chiavi in
mano un centro dialisi completo. “La dialisi
è caratterizzata da un numero notevole di
prestazioni prevedibili e continuative (7.000
trattamenti annui in un CAD da dodici posti dialisi), pertanto i notevoli investimenti
necessari per ristrutturare un centro dialisi
possono essere suddivisi per singola presta-
zione nel corso della durata dell’intera fornitura ad esempio cinque anni e consentire
il Ssn di ripagare l’investimento sostenuto
dalla società privata attraverso la spesa corrente”, spiega Marcello Grondelli, presidente e amministratore delegato della società
Spindial e presidente della società Worldial.
Congiuntamente a queste necessità di natura finanziaria, il Ssn ha richiesto alla
strutture organizzative di capitale privato
di far fronte in modo efficiente a servizi
“non core” che gravitano intorno al servizio
dialitico come, ad esempio, manutenzioni
ordinarie e straordinarie della struttura,
degli impianti e delle apparecchiature, for-
La carenza cronica di disponibilità
finanziarie da parte del Servizio
sanitario nazionale per ammodernare le
strutture dialitiche, ha spinto
a ricercare capitali privati e società
specificatamente organizzate per dare
una risposta al considerevole
aumento di prestazioni
nitura dei dispositivi monouso, gestione
della logistica, gestione lava nolo della
biancheria, gestione delle utenze e gestione
amministrativa rispondendo a protocolli
qualitativi ben definiti dalla norma Iso.
Alcune amministrazioni si sono spinte a richiedere la fornitura di personale
infermieristico ed ausiliario specializzato ritenendolo fortemente legato alle
tecnologie fornite e alla struttura gestita, mentre il Ssn non intende delegare
l’attività medica ovvero l’attività “core”.
Le Aziende ospedaliere e le Ausl hanno
da circa un anno a disposizione uno strumento organico e completo per realizzare
in modo trasparente ed equo progetti di
gestione pubblico–privato per un servizio
così delicato quale è il servizio di dialisi.
“Questo strumento è il nuovo Codice degli
appalti pubblici (D.Lgs 163/2006)”, chiarisce Marcello Grondelli. Oltre alla classica
procedura della gara a pubblico incanto si
è ampliato negli ultimi anni l’utilizzo dello
strumento del project financing (art. 152 e
ss) estendibile ai servizi. Questo strumento
comporta da parte dell’amministrazione
uno sforzo molto limitato, ovvero emanare
esclusivamente un bando di project financing. Le società concorrenti, promotori, dovranno presentare entro il 30 giugno di ogni
anno la loro proposta relativamente alla
realizzazione di un’opera pubblica e/o alla
Marcello Grondelli, presidente e
amministratore delegato
di Spindial
gestione del servizio. Il progetto migliore,
secondo criteri ben specifici individuati dal
codice, sarà giudicato di “pubblico interesse”
e l’autore definito il promotore. Verrà quindi
indetta una gara il cui capitolato rispecchia
il progetto invidiato come il migliore. Quindi, l’amministrazione indice una procedura
negoziata tra i due soggetti vincitori della
prima fase e il promotore per individuare
il concessionario, avendo quest’ultimo il diritto di prelazione sulla proposta giudicata
dall’amministrazione più conveniente.
e dell’insieme di organismi, uffici
ed enti preposti alla salute pubblica. Per fortuna che, al di là delle
prese di posizione e delle interminabili discussioni, ci sono realtà
che, in questo campo, stanno attuando – senza tanti clamori che,
se danno visibilità, rischiano però
di distogliere dai veri obiettivi –
una felice e virtuosa integrazione
tra il sistema pubblico e quello privato, avviando verso la soluzione
di annose situazioni di precarietà,
che solo fino a pochi anni fa sembravano proprio, fisiologicamente,
“senza soluzioni”. Uno dei campi
in cui si attua questo connubio
è quello di un’“emergenza” strisciante, spesso dimenticata dai
“non addetti ai lavori” e da quelli
che, fortunatamente per loro, non
ne sono direttamente coinvolti
come “pazienti”, e riguarda i disturbi renali – le nefropatie – e la
dialisi artificiale. Anche se negli
ultimi decenni di passi avanti, nel
campo della nefrologia, ne sono
stati fatti molti – e da gigante – il
costante aumento dell’“esercito”
dei dializzati richiede una capillare diffusione territoriale di centri
diagnostici e di assistenza, con
strutture specializzate in regola
con le normative, dotate di personale competente e di apparecchiature all’avanguardia. Non a caso,
l’insufficienza renale, con tutti i
disturbi ad essa collegati, sta assumendo sempre di più i contorni
di una “malattia sociale”, coinvolgendo i pazienti, i loro familiari,
le strutture pubbliche e private. È
chiaro che è questione non solo di
garantire la sopravvivenza fisica,
ma anche di assicurare un certo
livello di qualità della vita e di attenuare gli inevitabili disagi per il
paziente e per tutto l’universo familiare e assistenziale che gli ruota attorno: si tenga presente che, in
media, un dializzato si sottopone
al trattamento due, tre volte alla
settimana, con tutti i problemi
di trasporto che ne conseguo-
no, anche quando la struttura sia
“centralizzata” rispetto al bacino
di utenza. È soprattutto una questione di civiltà. Dove le aziende
ospedaliere e Ausl hanno difficoltà a fare fronte a questa continua
“emergenza”, nella gestione delle
strutture, nel reclutamento del
personale specializzato, nella manutenzione degli strumenti, è stata
innescata una funzionale sinergia
tra il settore pubblico e alcune società di capitale privato, che sono
in grado di assicurare il servizio
sul territorio, alleggerendo in termini organizzativi, economici e
gestionali il compito delle aziende
ospedaliere. Naturalmente, nulla
nasce dal nulla e nulla può essere
lasciato al caso, soprattutto quando si tratta della salute (e quindi
della vita stessa) delle persone.
Un campo – meglio, una filosofia – che, solo fino a pochi anni
fa, era ancora tutta da esplorare.
L’Azienda Sanitaria ha saputo avviare e portare avanti negli anni
un progetto d’avanguardia di sperimentazione gestionale pubblicoprivato dei centri di dialisi, con lo
scopo di individuare la formula
di gestione ideale che potesse essere utilizzata su larga scala ed un
modello d’eccellenza da esportare
in altre realtà nazionali. La sperimentazione ha consentito di individuare modalità organizzative
e gestionali per razionalizzare il
servizio, isolandone i “punti deboli” e individuando le soluzioni
opportune per superarli. Un impegno non da poco, che richiede
un certo coraggio e, soprattutto,
la capacità di guardare in avanti,
ma che è stato fondamentale per
giungere alla definizione di appositi protocolli e alla redazione
di specifici capitolati d’appalto.
La sperimentazione del servizio
integrato pubblico–privato è stata
messa in atto dall’Azienda Ospedaliera nella gestione del C.A.L.
(i C.A.L. sono i centri dialisi decentrati di assistenza limitata,
funzionalmente collegati all’Unità
ospedaliera di riferimento, con un
numero di posti dialisi da 3 a 12
e presenza programmata, ma non
continuativa, di un medico neforologo). La sperimentazione ha
dato una serie di indicazioni utili
per l’ottimizzazione del servizio,
tra cui l’opportunità di fare evolvere la struttura da C.A.L. in “centro
dialisi decentrato ad assistenza
continuativa” (cioè in un C.A.D.,
funzionalmente legato al centro
ospedaliero e caratterizzato dalla
presenza di un medico nefrologo
per tutta la durata dei trattamenti).
Si prevede una gestione del centro
su due turni giornalieri per sei posti letto nei primi due anni e il successivo passaggio a tre turni fino al
completamento dell’appalto, della
durata complessiva di nove anni.
Il gruppo Spindial risponde in
pieno a questi requisiti, disponendo di personale infermieristico ad
elevata specializzazione con esperienza ultradecennale, in grado di
gestire in modo autonomo tutte le
attività connesse a un centro dialisi, comprese le emergenze. Per la
gestione del centro, Spindial mette
a disposizione cinque infermieri
sui due turni dialitici giornalieri previsti nei primi due anni di
gestione, e sei infermieri quando il servizio passerà ai tre turni,
impegnandosi, inoltre, nell’addestramento di personale infermieristico specializzato. Un impegno
gestionale non indifferente, in
quanto si prevede una quantità
annuale di oltre 3.700 trattamenti (comprensivi delle tipologie di
biofiltrazione senza tampone nel
bagno dialisi, emofiltrazione on–
line e emodialisi con bicarbonato
standard) per la gestione su due
turni giornalieri e di oltre 5.600
trattamenti nel periodo di gestione
su tre turni. Un’esperienza che si è
rivelata molto positiva, in cui sono
potute emergere appieno le potenzialità (sia in termini di risparmio
che di funzionalità del servizio sul
territorio) del sistema integrato tra
il servizio pubblico e società private che, si sono dimostrati perfettamente complementari. Una
particolarità di questa esperienza è stata l’efficienza dimostrata,
nell’erogazione del servizio, dalla
gestione decentrata, con l’affidamento ai privati della logistica e
del personale infermieristico, che
ha potuto essere addestrato direttamente sulle apparecchiature in
dotazione, che utilizzano le tecnologie più avanzate.
Eventi
Lunedì 13 Luglio 2009
8
■ SALUTE / Le iniziative del ministero per questa dell’estate
■ LEGGI / In vigore uno strumento valido per diminuire i rischi
In arrivo le ondate di calore:
ecco cosa fare
Sistemi di gestione per la salute
e sicurezza nei luoghi di lavoro
I
U
l ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali - settore salute - ha promosso una serie di iniziative per tutelare la salute dei cittadini dai
rischi derivanti dalle alte temperature, soprattutto
i più fragili, cioè persone molto anziane, bambini
piccoli, malati cronici, disabili, persone povere e in
solitudine.
Ecco i punti fondamentali del Piano operativo nazionale per la prevenzione dei rischi per la salute
da ondate di calore–Estate 2009, in accordo con le
raccomandazioni internazionali, e in collaborazione con il dipartimento della Protezione civile nazionale, Regioni e Comuni:
Conoscere con anticipo di almeno 48 ore l’arrivo
di un’ondata di calore
È attivo il sistema di allerta nazionale (HHWW)
della Protezione civile, in grado di prevedere il verificarsi di condizioni a rischio per la salute con 48,
72 ore di anticipo, in 27 città. Fornisce bollettini
giornalieri che riportano i livelli di rischio climatico e per la salute e indica la necessità di attivare
programmi di prevenzione locali rivolti alle persone più a rischio.
Informare la popolazione sul livello di rischio e
sull’adozione di comportamenti corretti per ridurre i rischi delle ondate di calore
A livello nazionale, il ministero pubblica una serie
di opuscoli informativi scaricabili da internet rivolti
sia alla popolazione in generale sia a medici, operatori socio-sanitari, badanti (in cinque lingue) e tutti
coloro che si occupano delle persone anziane.
Attivazione del call center 1500
Per informare su comportamenti corretti per difendersi dall’afa, orientare ai servizi offerti da Regioni
e Comuni nelle grandi città, informare sulle previsioni delle ondate di calore.
Individuazione e sorveglianza attiva delle persone molto anziane e di quelle più fragili
Regioni, Comuni e Aziende sanitarie hanno sviluppato propri piani operativi e attività di assistenza
in base alle linee guida ministeriali. Fondamentali
sono gli interventi preventivi appropriati, rivolti ai
gruppi a rischio come gli anziani fragili, già attivi
in molte città. Il ministero anche quest’anno ha
rinnovato l’ordinanza che permette a Comuni e Asl
la costruzione degli elenchi delle persone fragili –
”Anagrafe fragilità”.
Dieci semplici consigli per ridurre gli effetti nocivi delle ondate di calore sulla salute
Sul sito www.ministerosalute.it sono scaricabili degli
opuscoli in cui sono indicate una serie di semplici
abitudini e precauzioni per prevenire i rischi per la
salute derivanti dal caldo eccessivo.
n sistema di gestione della
salute e sicurezza sui luoghi
di lavoro efficace tramuta pericoli non controllati in rischi gestiti, diminuendo così incidenti,
morti, mutilazioni, infermità e
malattie derivanti o contratte sui
luoghi di lavoro e, quindi, le conseguenti ricadute economicosociali-aziendali.
È probabilmente con questa
convinzione che il legislatore,
nel D.Lgs 81/08, ha riconosciuto, nell’articolo 30, l’importanza
di un modello di gestione per la
salute e sicurezza sui luoghi di
lavoro:
“Comma 1 - Il modello di organizzazione e di gestione idoneo
ad avere efficacia esimente della
sis - al British Standard OHSAS
18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo - omissis -”.
“Comma 6 - L’adozione del modello di organizzazione e di gestione - omissis - nelle imprese
fino a 50 lavoratori rientra tra le
attività finanziabili - omissis -”.
Emanuele Chiari, Sales & Marketing development manager
LRQA Italy (prestigioso organismo di certificazione internazionale), afferma: “Si desume,
quindi, che l’adozione, la vera e
controllata attuazione di un Sistema di gestione OHSAS 180012007 per la salute e sicurezza sui
luoghi di lavoro venga ritenuto
dal legislatore strumento valido
responsabilità amministrativa
delle persone giuridiche, delle
società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica
- omissis -, deve essere adottato
ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per
l’adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi: - omissis -”.
“Comma 4 - Il modello organizzativo deve altresì prevedere
un idoneo sistema di controllo
sull’attuazione del medesimo
modello e sul mantenimento
nel tempo delle condizioni di
idoneità delle misure adottate omissis -”.
“Comma 5 - omissis - i modelli di organizzazione aziendale
definiti conformemente - omis-
per diminuire i rischi per la salute e sicurezza delle persone nei
luoghi di lavoro”.
“È intuitivo, quindi - ha aggiunto - comprendere che sia l’attività
di valutazione svolta dall’Organismo di certificazione durante
l’iniziale certificazione OHSAS
18001-2007 e la successiva sorveglianza annuale, sia i rapporti
emessi, aiutino l’imprenditore o
la direzione a verificare l’efficace
attuazione del Sistema e, nel caso
di incidente sul luogo di lavoro,
a dimostrare all’autorità giudiziaria, agli enti competenti e alle
compagnie di assicurazione che
il vertice aziendale abbia fatto
quanto in suo potere per rispettare la legge e per salvaguardare
la “salute e sicurezza” delle persone operanti in azienda.”
rense per il rilevamento delle sostanze tossiche utilizzate a scopo
doloso.
Il Centro si occupa, inoltre, anche dell’organizzazione di corsi di
formazione per il personale del
Servizio sanitario nazionale e degli organi di polizia a livello territoriale per la standardizzazione
dei rilievi di campo relativi ad indagini medico legali riguardanti
l’uccisione di animali domestici
e selvatici.
Infine, presso l’Istituto zooprofi-
lattico sperimentale di Abruzzo e
Molise viene attivato il centro di
referenza nazionale per l’epidemiologia veterinaria, la programmazione, l’informazione e l’analisi
del rischio.
Le principali attività di questo
centro riguardano lo svolgimento
di analisi del rischio con particolare riferimento alla sanità animale, alla sicurezza alimentare e
all’elaborazione e attuazione di
programmi operativi finalizzati
alla formazione del personale.
Di seguito i dieci principali consigli:
1. Uscire di casa nelle ore meno calde della
giornata.
2. Indossare un abbigliamento leggero e comodo
3. Adottare alcune precauzioni se si esce in
macchina
4. Rinfrescare l’ambiente domestico e di lavoro
5. Climatizzatori, occorre utilizzare alcune
precauzioni
6. Bere molti liquidi, mangiare molta frutta e
verdura, non bere alcolici
7. Fare pasti leggeri e porre attenzione
alla conservazione domestica degli alimenti
8. Conservare correttamente i farmaci
9. Rivolgersi al medico per ogni problema
connesso all’utilizzo di farmaci
10. Prestare attenzione ai soggetti a rischio
In caso di temperatura elevata, prestare attenzione a parenti o vicini di casa anziani che possono avere bisogno di aiuto, soprattutto se vivono
soli, e segnalare ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitano di un intervento.
Occorre considerare come importanti campanelli
di allarme la riduzione di alcune attività quotidiane,
come spostarsi in casa, vestirsi, mangiare, andare
regolarmente in bagno, lavarsi. Infatti, la riduzione di una o più di queste funzioni in una persona
anziana può significare un peggioramento dello
stato di salute. Per questo, è consigliabile segnalarla
al medico curante per un eventuale controllo delle
condizioni cliniche.
■ IL PUNTO / Istituiti nuovi centri di referenza nel settore veterinario
Pet therapy, maggior efficacia
per l’organizzazione sanitaria
I
l sottosegretario alla Salute
Francesca Martini ha firmato
recentemente un decreto che istituisce nuovi Centri di referenza
nazionali nel settore veterinario,
ritenendo che l’attivazione di ulteriori Centri di referenza nazionali
per lo svolgimento delle attività
indicate dagli Istituti zooprofilattici sperimentali possa favorire
il miglioramento delle funzioni
svolte e della complessiva organizzazione sanitaria, con ricadute
positive sulla tutela della salute
umana e della sanità animale e del
benessere degli animali.
In particolare, presso la sede
territoriale di Verona e Vicenza
dell’Istituto zooprofilattico speri-
mentale delle Venezie è attivato il
Centro di referenza nazionale per
gli interventi assistiti con gli animali (Pet therapy).
Le principali attività del Centro
riguardano:
• la promozione della ricerca per
la standardizzazione di protocolli
operativi per il controllo sanitario
e comportamento degli animali
impiegati nei programmi di interventi assistiti con gli animali
• il potenziamento delle collaborazioni fra medicina umana e
veterinaria per individuare sinergie operative e di ricerca in
grado di garantire un miglioramento dei risultati delle attività
svolte nel settore di interesse
• il miglioramento delle conoscenze circa l’applicabilità di
tali interventi in determinate
categorie di pazienti
• l’organizzazione e gestione di
percorsi formativi
• la raccolta di dati e la diffusione
di informazioni alla comunità
scientifica internazionale.
Presso la sede territoriale di Grosseto dell’Istituto zooprofilattico
sperimentale delle Regioni Lazio
e Toscana è attivato il centro di referenza nazionale per la medicina
forense veterinaria.
Le principali attività del centro di
Grosseto riguardano lo sviluppo e
la standardizzazione di tecniche
di laboratorio e di tossicologia fo-
LA CULTURA DEL
BENESSERE
GUARDIA MEDICA
E
REPERIBILITÀ
SPECIALISTICA
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Eventi
Lunedì 13 Luglio 2009
9
Donne al centro:
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Fiore Crespi, Presidente Nazionale Anlaids Onlus
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promozione sociale e delle associazioni riconosciute
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2008/12 ANLAIDS aderisce all’Istituto
Italiano della Donazione, ente garante
della trasparenza ed efficacia nell’utilizzo
dei fondi raccolti.
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Oggi, il mondo di domani
Oggi, il mondo di domani è l’impegno ad agire per un presente responsabile ed un futuro sostenibile. Per
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vita delle persone per prolungare e migliorare la vita umana. Ma significa anche avere la piena consapevolezza
degli obblighi verso la comunità locale e globale, trasformandoli in impegno concreto. Il nostro impegno guarda
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al futuro e alle realtà più lontane ma inizia nel presente e dai luoghi a noi più vicini. Oggi, per il domani.
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La nuova partnership tra pubblico e privato potenzia la