Associazione Camperisti Nord Sardegna
Numeri 53-54 dal 1998 febbraio-dicembre 2013
Camper in ripresa?; Decoupage in allegria; Incontro di Carnevale;
DINAMICA: Salute e Plein Air; Olbia: tempo incerto; Lazzaretto;
Tra murales, Pinnetas e profumi d’arrosto; Pane e Vino; Coriandoli e frittelle, aria fresca e
Consiglio
buonallcompagnia; Risate e Buonumore; Ritorno a Li Marini; Autunno in Barbagia.
Olbia: pozzo sacro La Testa
San Paolo di Monti
Urzulei: sa Portiscra Cabras: Sà Pischera ‘e Mar’e Pontis
CAMPER IN RIPRESA?
Parma dice sì?
MA AUMENTA L’EXPORT
Augusto Carta
La vena di pessimismo, la disoccupazione e sfiducia, non facevano prevedere niente di
buono alla vigilia dell’apertura del SALONE DEL CAMPER di Parma: la crisi drammatica del turismo e perfino di quello plein air pareva ormai aver posto un freno allo sviluppo del settore.
Alcuni dati ci fanno rabbrividire. Il polo toscano del camper ha perso in Valdipesa e Valdelsa circa 500 posti di lavoro dal 2007 al 2011. Marchi come Laika, Rimor e Sea (per
citare solo i più noti) avevano visto calare le loro vendite e immatricolazioni in Italia a
livelli impensabili. Solo i tre marchi citati costituiscono il 90% della produzione nazionale e il 15% di quella europea. Il 2012 ha dato qualche timido segnale di ripresa della produzione che si è stabilizzata, seppure ben lontana dai numeri del 2007.
E arriviamo al 2013: se ci basiamo sull’interesse dei visitatori del salone del camper di
Parma (che nostalgia di MONDONATURA di Rimini!) dobbiamo essere ottimisti: un
successo inatteso, oltre ogni più ottimistica previsione (+ 6%).
Altro dato doppiamente incoraggiante è la crescita dell’export dei suddetti marchi italiani
in Europa! Si tratta quindi di un vero e proprio risveglio da un incubo che tardava a dissolversi.
Non conosciamo ancora i dati definitivi del 2013, ma alla comparsa di quel filo di luce in
fondo al tunnel hanno certamente contribuito i…colpi di fari dei nostri veicoli!
Al promettente momento di crescita della produzione non corrisponde un’equiparabile
attenzione delle indispensabili strutture dell’accoglienza.
In tutto il Paese, ma anche e soprattutto nell’isola dei nuraghi, abbiamo potuto vedere
campeggi e aree di sosta (ahimè sempre cronicamente insufficienti) col tutto esaurito nei
strettissimi mesi estivi: da ottobre a aprile-maggio sembra che anche il plein air, soprattutto in Sardegna, vada in letargo. In quel periodo si vedono circolare camper e caravan le
cui targhe ci confermano la loro provenienza transalpina o anglosassone.
Ho avuto occasione recentemente di conversare con una simpatica coppia di camperisti
tedeschi, meravigliati e preoccupati: non riuscivano a trovare una struttura ricettiva e
neppure un camper-service, parlo della tanto decantata Gallura. I turisti d’oltralpe sono
sempre affascinati dal nostro paesaggio, dall’accoglienza e ospitalità dei sardi ma non
riescono a concepire che vi possa essere una tale incredibile chiusura invernale delle
rare strutture di cui sopra.
Parlando di noi, credo di poter affermare che la nostra Associazione non intende andare
in letargo e propone ai soci di continuare nella consolidata consuetudine dell’ uscita
mensile. Abbiamo un programma per l’autunno inverno che comprende anche la visita
guidata al RADIOTELESCOPE SARDINIA di San Basilio (CA) che ha già avuto l’OK
della Direzione della struttura. Conoscete già il programma dettagliato dell’iniziativa.
Il nostro MONDOCAMPER ha manifestato un momento di stasi, dipeso da vari motivi
personali ma anche da quella latente malcelata pigrizia che talvolta ci prende e dalla non
costante collaborazione dei pur capaci autori dei pezzi del nostro notiziario.
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Ai tanti nostri cultori del plein air vorrei rivolgere sentitamente un invito alla collaborazione, raccontandoci le esperienze, le sensazioni, le emozioni vissute nei momenti trascorsi assieme: il nostro notiziario deve avere come redattori ciascuno di noi!
I problemi del turismo itinerante
e
la
crisi
dell’associazionismo non devono comprimere la nostra
voglia di fare e di raccontare
agli altri tutto ciò che di più
bello e positivo riusciamo a
realizzare, coinvolgendo i più
pessimisti e perfino qualche
possibile disfattista.
RADIOTELESCOPE SARDINIA
SAN BASILIO
ELEZIONE CONSIGLIO NAZIONALE DI ACTITALIA – 19 OTTOBRE 2013
L’Assemblea nazionale di Actitalia ha eletto il nuovo consiglio nazionale che sarà
così costituito:
Pasquale Zaffina
Presidente
Libero Cesari Vice Presidente
Lidia Melgiovanni Segretario
generale
Severino Santiapichi Tesoriere
Salvatore Palma
Consigliere
Guido Chiari
Consigliere
Giuseppe Mattiello Consigliere
Possiamo rallegrarci della conferma dell’Arch. Pasquale Zaffina, e anche per l’elezione del
nostro conterraneo Salvatore
Palma, presidente del Club
Camperisti Sardi di Cagliari.
Mentre ci congratuliamo con Salvatore, auguriamo al nuovo C.N. buon lavoro!
Il nostro rappresentante sardo si adopererà certamente a esporre meglio e possibilmente a risolvere i “nostri” problemi nell’isola: primi fra tutti l’accoglienza e i trasporti.
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Decoupage in allegria
2 febbraio 2013
Dopo due anni riprendiamo il corso di
Decoupage, ci sono nuovi arrivi, che
vogliono apprendere le nozioni basilari per un passatempo così rilassante,
da attuare in lieta compagnia per consigli, chiacchiere e “valutazione”
dell’opera compiuta, o da soli, quando
le consuete mansioni ci stancano la
mente e il fisico e abbiamo necessità
di lasciar vagare liberamente il pensiero.
Consegno alcuni oggetti in legno (materiale facile da reperire e semplice da
usare) e metto a disposizione carte e
colori, forbici e colla, così le “allieve”
e figli impegnano la loro fantasia e
manualità nella elaborazione di simpatiche e allegre decorazioni, ritagliando case, fiori, farfalle, pesci,
bambole e tutto ciò che arricchirà la
composizione.
Ogni tanto sguardi maschili sbirciano
curiosi dietro le spalle, osservano, forse vorrebbero intervenire, ma, alla fine, optano per la preparazione degli
arrosti e di un lungo tavolo, che dovrà
accogliere numerose persone per concludere la serata con una cena, ormai
entrata definitivamente nelle tradizioni camperistiche.
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SandraTamponi
MONDOCAMPER: DAI GIORNALI
Si sa: ogni camperista cerca di rendere sempre più comoda la vita a bordo e a tal fine va
ricercando quel particolare accessorio, visto magari nel camper dell’amico.
Il salone del camper è certo una ricca vetrina per ammirare e toccare con mano le ultimissime novità specie nel mondo degli accessori.
Dalla lettura di varie riviste e dai comunicati on line delle ditte possiamo scegliere qualcosa di interessante.
Le fonti energetiche di bordo sono sicuramente l’aspetto irrinunciabile per quanto riguarda la vivibilità, la sicurezza e la garanzia di libertà: elementi indispensabili per ogni momento dell’abitar viaggiando.
PANNELLI FOTOVOLTAICI
Due novità hanno attratto la mia attenzione: ecco comparire i pannelli antigrandine.
Dopo il devastante temporale locale nel nord-ovest dell’isola nel mese di ottobre, mi è
parso opportuno riparlare del fotovoltaico in camper e perfino sui tetti delle nostre abitazioni. La prova delle biglie d’acciaio sulla superficie delle celle e la loro dimostrata integrità dopo un simile trattamento, penso possa fugare ogni dubbio sulla bontà del prodotto.
Pannello a concentrazione. Può produrre una corrente ad altissima tensione grazie ad
una vera e propria griglia di lenti che condensano i raggi solari su ogni mattonella di silicio del pannello.
Per ulteriori informazioni rivolgersi alla cs-evolution.it .
BICI ELETTRICHE
Se avete avuto la opportunità di visitare qualche città della pianura padana, avrete visto
certamente in circolazione un numero incredibile di bici elettriche lungo le relative piste
ciclabili o nelle restanti vie .
Ho potuto vedere caricare (si fa per dire!) su un normale bagagliaio d’auto una bici del
genere, con un paio di movimenti delle braccia e una sistemazione rapida nel vano. Incuriosito e non competente in materia, ho voluto dare uno sguardo a internet, semplicemente scrivendo: bici elettriche per camper. A voi la prova. Vi avverto: rischiate di essere…contaminati!
ORIENTAMENTO: ovvero: per non PERDERE LA BUSSOLA
Bussola: Come tutti sappiamo è lo strumento fondamentale per un corretto orientamento.
Vi sono modelli innumerevoli. Cito la QUECHUA C-100 (€ 4.95 - www.decathon.it )
Si tratta di un involucro con un ago magnetico libero di ruotare e di disporsi verso nord.
Si tratta di un prodotto…preistorico rispetto ai vari tomtom e telefonini superdotati. Serve tuttavia ad avere un’idea sulla direzione da prendere in una città sconosciuta, avendo
di fronte una mappa.
Ma sapete trovare il nord senza bussola disponendo di un normale orologio a frecce (ora
solare s’intende)? Penso di sì.
In caso contrario basterà, nelle ore diurne, tener fermo l’orologio con la freccia delle ore
diretta verso il sole. Dividendo l’ora di osservazione per due avremo come risultato
l’ora nella quale si trova il nord; le ore pomeridiane vanno espresse con la notazione a
due cifre. Esempio: se dirigiamo la lancetta delle ore alle 10, il nord sarà in direzione delle 5; alle 16 sarà in direzione delle 8.
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L’incontro di carnevale: la Favata!
3 febbraio 2013
Sandra Tamponi
Sta diventando una lieta consuetudine l’incontro per festeggiare il carnevale e, per
l’occasione, si preparano piatti più impegnativi, gustosi e meno abbordabili nella
giornaliera dieta ipocalorica.
Maria Antonietta e amiche hanno superato ogni aspettativa e l’esperienza dello scorso
anno e, quando i profumi della Favata hanno preceduto l’arrivo del pentolone, molte
mani si sono allungate porgendo un piatto per accogliere tenere fave, carne, cavoli e
un brodo denso ricco di sapori.
Silenzio in sala!
Per qualche minuto i commensali si sono ammutoliti per gustare con calma e attenzione un piatto speciale. Naturalmente a questo piatto si sono aggiunti disparati assaggi, provenienti dalla sapienza e dalla capacità di tante altre signore e il finale è stato allietato da grandi, teneri, dorati Fatti Fritti.
Uno scambio fitto di ricette ha tenuto impegnate molte persone nella lunga siesta pomeridiana e da queste chiacchiere è scaturita un’idea: un opuscolo di ricette di
piatti facilmente eseguibili in camper,
con ingredienti semplici o con prodotti
acquistati o raccolti nei nostri viaggi in
Sardegna, in altre regioni o all’estero.
Mandare le ricette al seguente indirizzo:
augustocarta@tiscali.it
Il carnevale si festeggia anche così, migliorando l’aspetto fisico e cambiando sembianze e personalità!
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MONDOCAMPER: Cucina
Sfarfallata di ortaggi
di Mariangela
Una cipolla, una melanzana, una zucchina, un peperone rosso o giallo (oppure tutt'e
due in proporzione alla pasta), una patata piccola, un mazzetto di fagiolini fini, pomodori freschi, un mazzetto di rucola.
Formaggio (facoltativo)
Un pacco di farfalle
Fare tutte le verdure a tocchetti, compresi i fagiolini crudi, metterle assieme e aggiungere olio d'oliva e i pomodori a pezzi.
Cucinarli al dente senza disfarli, in ultimo mettere anche qualche rametto di rucola.
Scolare la pasta, condire e aggiungere il resto della rucola cruda.
Pane pistoccu con verdure
di Mariangela
Pane pistoccu, un carciofo, un mazzo di asparagi, funghi porcini, pomodorini, ricotta
mustia, basilico, aglio, cipolla, vino bianco, olio, sale, peperoncino.
Cuocere il pane e farlo a pezzi.
In un tegame mettere l’olio con il carciofo e i funghi a fettine, gli asparagi a tocchetti,
uno spicchio d’aglio, cipolla e cuocere aggiungendo una spruzzata di vino bianco,
peperoncino a piacere e un po’ d’acqua di cottura del pane.
Versare il pane nel tegame, saltare, aggiungere la ricotta e alcuni pomodorini crudi.
Completare con foglie di basilico.
3-Spiedini di carne
Con carne macinata, uovo,
pane grattugiato, latte, prezzemolo si compongono delle
piccole polpette, si infilzano
in uno stecchino e si arrotolano per formare un cilindro.
Passatele nel pane grattugiato.
Si friggono e si asciugano.
Disponete gli spiedini a raggiera e, per colorare il piatto,
in ogni stecchino aggiungete
un’oliva nera e al centro una
sfera di pomodoro.
Alternate agli spiedini di carne altri con pezzi di pomodoro e pezzi di cetriolo.
Condimento per bollito
Un filetto di acciuga, olio extra, prezzemolo, sale.
Tritare minutamente abbondante prezzemolo, coprirlo d’olio, aggiungere l’acciuga
fatta a pezzi e il sale. Dopo aver rimescolato il tutto, condire la carne lessa.
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DINAMICA è un periodico edito da un consorzio nazionale di farmacie:
ha una notevole tiratura e un’autorevolezza di tutto riguardo che traspare
chiaramente dalle firme ed argomenti trattati, oltre che dal pregio editoriale. Dopo la pubblicazione del mio intervento che segue (avvenuto così
come lo ho descritto), la Direzione di DINAMICA mi ha invitato a firmare
una rubrica “TEMPO LIBERO” che troverà spazio fisso nei numeri della
rivista.
Grato al Direttore responsabile, ho ritenuto opportuno accettare, soprattutto per aver l’opportunità di continuare a divulgare e promuovere la cultura della difesa e del rispetto del paesaggio e del mondo del plein air.
L’ambiente dei lettori di DINAMICA conoscerà meglio la nostra Associazione e le sue iniziative.
SALUTE E PLEIN AIR
“ABITAR VIAGGANDO”
di Augusto Carta presidente Associazione Camperisti Nord Sardegna
“Salute, benessere e qualità della vita”: questo il motto che ha ispirato la progettazione e pubblicazione di DINAMICA, bella rivista (editoriale autunno-inverno 20122013) che ha suscitato il mio interesse, tanto da accogliere l’invito a “proporci temi
e suggerimenti”.
Il trinomio accattivante dell’editoriale è sempre più ricorrente non solo nelle riviste
specializzate, ma anche nel discorrere quotidiano, nella stampa, nei servizi radiotelevisivi e in tutti i media.
La mia premessa tende a “giustificare” da un lato questo intervento, quasi in punta di
piedi, dall’altro la sua pertinenza con le tematiche di vari argomenti trattati da DINAMICA.
“Salute e plein air”, quasi un “sinonimo” del motto citato, condivisibile da chi gode e
si interessa di salute, messo in atto da tanti vacanzieri e da chi sta scoprendo il messaggio in esso contenuto.
Vivere, attuando questa pratica di vita, significa inevitabilmente renderla non solo
compatibile ma condurla e coniugarla con paesaggio e cultura.
Nello statuto della nostra Associazione camperisti nord Sardegna, regolarmente registrato nel 1998, questi concetti sono il fondamento del sodalizio. Quando si parla di
paesaggio e cultura, non ci riferiamo a entità astratte, ma a due principi fondamentali
della nostra costituzione che, assai chiaramente (prima e unica al mondo) recita: art.
9… La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio artistico e culturale della Nazione.
Il paesaggio è tutto ciò che comprende l’ambiente e la vita del pianeta in cui viviamo: noi vorremmo conoscerlo meglio, visitandolo, per valutarne e apprezzarne il valore e godere delle sue risorse. Non occorre dilungarmi in questa analisi: il nome, la
ragione sociale della nostra Associazione e il titolo di questa nota sono sufficienti per
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sapere chi siamo, cosa ci piace e, soprattutto perchè ci piace.
Scegliere il camper per “visitare” significa viaggiare in libertà, preparare con cura gli
itinerari compatibili con tempo a disposizione e quant’altro ci possa interessare. Si
tratta, come è evidente, di una scelta di “vita” nello spazio ristretto di un veicolo ricreazionale, pur con ogni essenziale servizio a bordo. Viaggiare per conoscere: chi lo
fa in camper, viene a contatto con la realtà che va a scoprire, in una vacanza o per
motivi di studio vero e proprio. La vacanza è per i più il periodo in cui le potenzialità
di questo veicolo si materializzano tutte. Un sardo che acquista il primo camper
(nuovo o usato) progetta in genere viaggi oltremare, attratto da mete vicine e lontane
oggi sempre più onerose: i costi proibitivi dei traghetti ne scoraggiano la realizzazione. Il camperista comincia così a viaggiare di più per le strade di Sardegna e in genere scopre che è “quasi un continente”, così definita dal titolo della famosa opera di
Marcello Serra.
Ogni nostro socio, fin dalla sua prima “uscita” da noi organizzata mensilmente, trova
conferma delle sue aspettative di turista itinerante. Il nostro consiglio direttivo, opportunamente sfruttando i fine settimana e i vari “ponti”, propone un’uscita sociale
con itinerari quasi sempre differenti e dal 1998 ne abbiamo effettuati con successo oltre cento: andiamo scegliendo paesaggi che sono il patrimonio della nostra isola, visti
e vissuti in ogni stagione. Ci fermiamo naturalmente nei paesini ai più sconosciuti,
nelle innumerevoli riviere, nelle zone archeologiche, nelle sagre del folklore, nelle
città più attraenti, e potrei continuare. La nostra uscita ha sempre finalità ricreative e
culturali: non manca un pranzo-pizza in un locale o una tavolata all’ombra delle nostre ampie verande, fruendo di spazi opportuni, e usando arredi e cambuse delle nostre “case”. Ma non è solo questa l’attività dell’Associazione: convegni e dibattiti sul
turismo, pubblicazione del volume Guida al turismo itinerante in Sardegna e del
notiziario MONDOCAMPER. Per la prima volta in Italia abbiamo realizzato, con il
contributo della Regione, un corso di tre mesi in un Liceo di Olbia frequentato da 15
allievi delle ultime classi, tenuto da nostri docenti: oltre alle lezioni frontali, con argomento dominante salute, benessere e rispetto dell’ambiente, si è parlato di camper
in ogni dettaglio, delle normative vigenti, delle aree di sosta e dei campeggi. Allievi e
docenti inoltre hanno progettato un itinerario nel nord Sardegna e un altro nel sud
della Corsica. Li abbiamo realizzati con gli studenti ospitati a bordo dei nostri camper che hanno potuto sperimentare l’abitar viaggiando.
L’Associazione inoltre cerca sempre di contattare le amministrazioni dei vari comuni
visitati, al fine di promuovere la redditizia ospitalità del turismo itinerante, incentivandolo con la realizzazione di aree di sosta: hanno un costo sostenibile e noi offriamo la consulenza tcnico-pratica gratuita. Questo nostro intervento su DINAMICA
vuol contribuire a promuovere la conoscenza e il valore del paesaggio. Il suo rispetto
sarà sempre fonte di salute, benessere e plein air.
MONDOCAMPER
è il notiziario
dell’Associazione Camperisti Nord Sardegna di Sassari.
Stampato in proprio, riceve il contributo di Soci e amici gratuitamente.
Direttore responsabile: Augusto Carta
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Tempo incerto, si esce ugualmente!
23 – 24 marzo 2013
Sandra Tamponi
L’incontro con i camperisti è al molo Brin sotto
un cielo ricoperto di nubi e di quadrati di azzurro. Cosa succederà? Le comunicazioni telefoniche tra i Soci parlano di minacce di pioggia, di
venti impetuosi, di preoccupazioni per spostamenti lontani, di consigli per affrontare un viaggio così “avventuroso”.
Noi siamo qui, pochi, ma decisi a godere di
qualche ora al di fuori delle consuete abitudini
casalinghe con lo spirito di collaudati amanti del
tempo libero alla riscoperta del piacere di stare
insieme.
Il centro storico di Olbia offre qualche scorcio
interessante, come l’angolo della chiesa di San
Paolo, i vicoli che si dipanano intorno con belle
case in granito, la lunga via Garibaldi, quasi tutta rimessa a nuovo, le due piazze contigue, anima della vita serale, i resti delle antiche mura, la
Basilica minore di San Simplicio con i recenti
scavi a lato della chiesa, e, in prossimità del
Municipio, il monumento “La piramide di luce” dedicato a Emanuela Loi.
Il passeggio porta anche alla scoperta delle vetrine e allora qualche breve sosta per analizzare,
confrontare, criticare e …comprare!
Si fa sera, quasi notte, è tempo di rintanarci in
una bella pizzeria, dove ci raggiungono due
vecchi amici camperisti, Venerio e Bruna, con i
quali trascorriamo due ore di reminiscenze del
passato e di buoni propositi per l’avvenire.
Al rientro i camper sembrano adagiati
sulle acque calme del porto, il vento
si è placato e, poco lontano, Tavolara,
liberata dal copricapo di foschia, fa
presagire una domenica senza problemi.
Infatti, scioltesi le nubi in una leggera
pioggia mattutina, l’aria si è fatta più
tersa e limpida, così decidiamo un
cambiamento di programma, che ci
porta nella vicina zona del Pozzo Sacro. Per affrontare meglio la giornata, sorseggiamo un ottimo caffè nel centro “Gallura”, di fronte allo splendido spettacolo del porto,
incorniciato dal monte Pino e dal Limbara.
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Nel Pozzo Sacro “La Testa” ci fa da
guida Simone, così possiamo capire e
cogliere meglio il significato del monumento millenario e apprezzare la posizione strategica sulla lunga insenatura
del golfo.
Approfittando delle buone condizioni
del tempo, percorriamo la pittoresca litoranea per Golfaranci con il susseguirsi di bianche spiagge di fronte a capo
Ceraso, a Tavolara e, più in là, Figarolo. Sosta di fronte alla bella e imponente stazione ferroviaria. I cartelli per
il Pozzo Sacro di Milis portano
all’interno della stazione, ma la mancanza del passaggio e l’incuria ci fanno
ritornare indietro e, incamminandoci
lungo i binari dismessi verso il mare,
arriviamo al pozzo, ripulito, ma talmente nascosto, che per gli estranei è difficile scovarlo. È indubbio che la costruzione della ferrovia abbia distrutto lo
spazio frontale, limitando il monumento alla camera vera e propria con i numerosi scalini, che scompaiono nella
profondità del pozzo colmo d’acqua.
Sulla via del ritorno sostiamo per ammirare il golfo di Marinella, Porto Rotondo, l’alta posizione panoramica della chiesetta della Madonna del monte, mentre il sole ci riscalda e illumina
i fiori gialli delle ginestre.
Per
maggiore
sicurezza,
vista
l’incertezza delle condizioni meteorologiche, organizziamo il pranzo dentro
casa, è vicina e si trova lungo la litoranea per Olbia.
Dopo le conversazioni piacevoli e la
siesta, una lunga passeggiata ci porta
dalla collina al mare per smaltire
l’eccesso di calorie, acquisire più scioltezza nei movimenti e consentirci così
un tranquillo viaggio di ritorno.
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Agriturismo “Il Muto di Gallura”
Il Muto di Gallura si trova sulla strada che da Tempio porta ad Aggius, in
posizione soleggiata e aperta, nel verde rigoglioso di boschi e vigne.
Gianfranco Serra e la moglie Francesca hanno arricchito le stanze dell’agriturismo
di oggetti antichi di vecchio uso, manoscritti e foto dell’800, tanto da rendere la struttura un piccolo, affascinante museo.
La cucina è sempre curata nella preparazione di piatti locali, gustosi e di
sicuro gradimento, accompagnati dal delicato vino rosso e dal gradevole
Vermentino di Gallura.
I camper sono i benvenuti, hanno a disposizione un grande parcheggio,
gratuito, dove possono trascorrere anche la notte in perfetto silenzio e
tranquillità. L’agriturismo è vicino al paese, costruito con belle case in
granito dal tipico carattere gallurese, rallegrate dai fiori alle finestre e
nei poggioli. Inoltre il mare e i monti del Limbara non sono lontani.
Loc. Fraiga 07029 Aggius (OT)
Tel 079.620559
Hanno contribuito alla compilazione di questo doppio numero del giornalino i Soci:
Davide Cherchi, Marco Altieri, Maria Giovanna Desole, Sandra Tamponi.
Grazie a loro e a tutti quelli che in futuro saranno disponibili ad una più proficua partecipazione con cronache, impressioni, consigli tecnici, scelta di itinerari, note.
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Lazzaretto – aprile 2013
Al Lazzaretto ci attende una bella comitiva e, senza indugio, si va a camminare sotto un tiepido sole, che se ne infischia delle previsioni catastrofiche di
poche ore prima.
Dopo aver fatto una notevole riserva di
ossigeno, ci ritroviamo intorno ad una
tavola allegramente imbandita, pronti
ad affrontare una degustazione varia di
piatti speciali e una notte all’insegna
dell’incertezza atmosferica.
E ancora non piove, anzi il sole del
mattino è sempre più prepotente, il vento si placa e di fronte si vede anche Alghero. Tuttavia è meglio adottare un
comportamento prudente, non si va
all’Oasi, ma si programma una lunga
trasferta verso Punta Giglio per continuare ad arricchirci di riserve energetiche.
La comitiva parte, occhi puntati al cielo
e al mare, e inizia ad alleggerire
l’abbigliamento per procedere con più
grinta verso i sentieri tortuosi del Parco
di Porto Conte. Anche Augusto si fa
coraggio e percorre un buon tratto di
strada con l’amico Flavio.
La primavera ha riempito di colori i boschi e le radure del parco, il giallo delle ginestre si amalgama
con i delicati rosa, bianchi, viola di caprifoglio, gladioli, anemoni, cisti e il verde intenso del sotto-
bosco. I cinghiali hanno fatto un buon lavoro, contribuendo ad arieggiare il suolo e a scavare ampi
fossi, dove l’acqua accumulata offre sostanza e refrigerio agli animali di passaggio. Ai lati del sentiero principale se ne aprono altri, che portano direttamente alla scogliera, e qui, fermi a respirare
aria e salsedine, scrutiamo le profonde insenature, dove le onde s’infrangono lasciando residui di
schiuma e pezzi di legno.
Rinfrancati dalla lunga camminata, si rientra alla base, dove ci attende l’aroma del caffè e il profumo di griglie calde, pronte ad accogliere bistecche, salsicce e pesci, che ci permetteranno di riacquistare energia per la passeggiata serale lungo il mare verso le Bombarde e per il ritorno a casa.
Sandra Tamponi
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Tra murales, pinnettas e profumi d’arrosto
di Davide Cherchi
Lo spiazzo ventoso dell’area attrezzata di Genna Silana al quale giungiamo dopo un lungo tortuoso percorso in salita, ideale per quei motociclisti che troviamo sempre presenti e numerosi, mi riporta al simpatico ricordo di alcuni anni fa quando
ci radunammo, circa un centinaio di
camper, per l’inaugurazione del sito.
Piccola sosta e un’occhiata ai monti
ed al lontano triangolo di mare, e
già pensiamo a recarci a conoscere e
visitare Urzulei.
Vedere giù, più in basso di oltre
duecento metri, la chiazza di case di
un paesino come in miniatura, in
una conca ad anfiteatro con costoni
rocciosi ed aperta in qualche modo
verso sud, con veduta di rocce e vegetazione senza apparenti altre tracce di vita, mi ha lasciato sul momento abbastanza perplesso tanto da
chiedermi come si potesse vivere isolati laggiù. Tuttavia dopo una per
me interminabile serie di tornanti,
giunti al paese il mio sconcerto si è
subito affievolito e ridimensionato
poichè vi ho trovato invece un paese
come è generalmente un paese, un
piacevole insieme, una normale mescolanza di costruzioni vecchie e
spesso in disuso, fatte di granito e
porfido rossiccio che sono pietra locale, incuneate fra altre discretamente mantenute anche se talora da
completare, ed altre ancora dotate di un certo stile e di modernità. Protese verso le alture ed il piano, le strade sono discretamente erte e spesso affiancate da gradinate che
vanno di ripiano in ripiano, con alberi, verde, fiori, fontanelle e sedili per freschi riposi. Prevale il silenzio; ma è sabato pomeriggio con sprazzi di nuvole e sole, e noi
rompiamo un poco l’incanto con vocii contenuti ma lieti per le gustose more di un
gelso sotto il quale facciamo festa.
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Disponiamo di una guida particolare, dell’amico Giorgio, già preside e sindaco, che
ci illustra da esperto la situazione di questa comunità di soli millecinquecento abitanti, ma che si è dotata prima ancora di
molte altre anche di una rete di distribuzione di gas di città, ed è base di partenza assistita per scalate, percorsi
montani, visite archeologiche e specialmente speleologiche. Ma quello che
di nuovo e di originale ci colpisce è la
presenza di numerosi murales in bianco e nero mirabilmente eseguiti, riproducenti scene di vita paesana, di attività
del passato fissate da vecchie foto (perciò in bianco e nero) quali quelle delle
cestaie, dei carbonai, o il rientro dalla
campagna, esaltate dallo spicco di luci
e di ombre che le rendono vive.
Camminiamo abbastanza per il paese e
vediamo in angoli un po’ trascurati
vecchi torchi per olive, macine per grano, e altro che in un prossimo futuro
andrà a costituire il museo storico locale.
Rientriamo al tramonto con una buona
disposizione per ‘affrontare’ la cena
con menù tipico espressamente riservatoci e costituito da antipasti col profumo e il sapore del genuino, culurgiones,
porchetto arrosto, contorni, vino ed altro. L’atmosfera conviviale ci riscalda e
ci rallegra. Poi, in camper, il vento ci
dondola come su una solida barca in un
mare moderatamente mosso, e col suo
fruscio continuo ed intenso ci concilia
ancor più il sonno.
Al mattino con auto fuoristrada ci rechiamo nell’oasi faunistica di Sa Portiscra dove vediamo ancora con piacere le pinnettas col caratteristico ‘cappello’ che fa pensare a un nido di cicogne, i cervi sardi in libertà controllata, i resti del villaggio nuragico, e il tutto fra querce e ginepri che con le cime dei loro ramoscelli aggiungono colore più tenero per il rinnovo della loro naturale crescita.
Le condizioni del tempo in qualche modo ci assistono, per cui gli amici di Genna Silana che hanno provveduto a recuperare quanto non consumato ieri per la cena, ce lo
ammanniscono su una lunga tavolata sotto un fantastico grosso leccio. E’ il top della
cortesia e dell’accoglienza.
E’ una uscita indimenticabile.
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SILANA: UN’AREA DI MONTAGNA
DOTAZIONI, OSPITALITA’ E CALORE
La inaugurammo alcuni anni fa:
c’erano camperisti di mezza
Sardegna e non solo. Come già
Davide ci ha raccontato nel suo
resoconto (ma lo vorrei definire
caloroso diario di un viaggio
fantastico), l’area si trova ai
bordi della S.S. 125 Orientale
sarda, mentre si scollina
l’omonimo sito.
All’accoglienza il simpatico e
giovane gestore Giovanni Andrea ci illustra le dotazioni
dell’impianto: camper-service,
ampie panoramiche piazzuole,
docce, lavanderia, area barbecue, prese di corrente, due casemobili con ogni comfort, saletta per probabili incontri conviviali.
I prezzi sono più che accessibili. Giovanni Andrea organizza anche escursioni in fuori-strada: al vicino sito archeologico di “Sa Portiscra”, dove si può ammirare la tipica
pinnetta locale e molti esemplari di fauna e flora selvatica, a Urzulei, Su Gorroppu e
altre località da concordare al momento.
Località Silana Urzulei (OG)
S.S. 125 Km 182,5
Cell. 338.3319191 340.5739613
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PANE E VINO
DUE PROTAGONISTI DELL’OFFERTA GASTRONOMICA SARDA
Ricordando la nostra rubrica GUIDA VINO di qualche anno
fa, apprezzata dai lettori, vorrei ritornare sull’argomento per
parlare ancora di due protagonisti fondamentali della nostra
tavola di ieri e di oggi ma anche delle liete tavolate durante le
innumerevoli uscite in Sardegna: il pane e il vino.
Il frumento e la vite quindi sono stati e sono elementi fondamentali della alimentazione. E’ almeno azzardato pensare una
Sardegna senza un tralcio di vite o priva di una spiga di grano:
abbiamo imparato, nel corso dei secoli, a utilizzarne i prodotti
e a fare in modo che sia garantita la loro genuinità. Non solo
le norme di legge vigilano su tali processi di trasformazione:
sono sorte negli ultimi tempi associazioni che hanno posto la
loro ragion d’essere proprio nello studio e ricerca e valorizzazione del buon vino e
del miglior pane quotidiano.
Come campeggiatori turistici indirizziamo i nostri interessi otre che alla salvaguardia e custodia
dell’ambiente, anche al suo ottimale utilizzo.
Tra i clubs (per adottare un termine d’oltralpe) che
pongono la loro attenzione al pane e al vino, è da segnalare e elogiare l’Associazione pane al pane di Sassari.
Come è noto, opera a Tempio la Confraternita del moscato di Gallura (sodalizio sorto per primo in Sardegna nel 1984) che studia, valorizza e promuove la cultura del
vino e del celebre moscato gallurese in particolare.
Mi è parso necessario fare questa breve premessa per introdurre un argomento che va
suscitando non solo in Sardegna una crescente attenzione. Alla ricerca della genuinità
dei prodotti della enogastronomia, c’è chi studia il loro passato per garantirne il futuro. Pane al pane: ecco il nome del gruppo degli appassionati assaggiatori sassaresi
che promuove lo studio e la cultura della produzione del pane a lievitazione naturale. Il protagonista assoluto di ogni tavola, fermentato con il lievito madre (ricordate la
matrica?) deve diventare il testimone costante di un intero territorio, così come accade per oli, formaggi, vini ecc. Si vanno svolgendo vari incontri culturali, degustazioni
guidate e corsi con la finalità di valorizzare i pani tradizionali.
Il vino e il relativo vitigno sono sempre stati bandiera e simboli del territorio che li
producono: parlare di Cannonau, mandrolisai, fermentino, cagnulari…non può che
evocare la Sardegna. Il vino, la cui varietà è vasta quanto il pianeta, sta seguendo un
percorso virtuoso che tende a studiare ed esaltare l’autoctonia dei vitigni locali e le
metodologie della vinificazione. Il fiorire in Sardegna di Confraternite del vino
(primogenita nell’Isola la c. del moscato di Gallura nel 1984 ) è un ulteriore contributo alla promozione del turismo enogastronomico e dei suoi itinerari sardi.
Se ci limitiamo in questa sede a parlare di vitigni antichi della Gallura, possiamo annotare decine di essenze, cosi come ha minuziosamente fatto il Presidente della Confraternita del Moscato, Antonello Pippia: nieddu’addosu, ritannatu, ua niedda nostra, ua d’agnulu...
Grappoli che son ben presenti nella mia memoria come i loro colori e sapori.
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Coriandoli e frittelle,
aria fresca e buona compagnia
Davide Cherchi
Mangiare frittelle lunghe calde fragranti in piena estate, in mezzo ad un viavai di gente, di folla festante per l’avvicinarsi di un corteo di carri allegorici come a carnevale,
sembrerebbe frutto di una strana immaginazione; ma non è una stravaganza, perché è
una vera e propria manifestazione carnevalesca, come
strascico di quella passata,
per dare un’idea di Lu Carrasciali Timpiesu a coloro
che non hanno avuto occasione di vederlo a suo tempo;
e non è una formula bizzarra
poiché trova consenso e piace come qualsiasi altra festa.
Siamo infatti qui a Tempio, convenuti in gruppi o singolarmente
per ritrovarci alla festa montana
della Madonna della neve, che
sarà domani. Nel frattempo ci lasciamo trascinare, coinvolgere e
in certo modo travolgere da questo ordinato disordine, tra luci,
musiche, balli, stridi, rimbombi
di bande orchestrali, scenette
comiche da sagra paesana, e coriandoli che ti piovono da ogni parte, sia che ti soffermi ad osservare vetrine o a salutare amici o conoscenti, sia che ti sieda ai tavolini
all’aperto di un bar per dissetarti e combattere la calura che non intende ancora calare.
Come in altra occasione programmata andiamo a formare una grande tavolata nel ristorantino di Bisson, dove mangiare e bere non ci ha mai deluso, e dove ci intratteniamo sin tardi, mentre nelle strade del centro sino a notte fonda continua la festa con
musica e suoni che poi le poco spesse pareti del camper attutiranno solo parzialmente, anche se il sonno e la stanchezza riusciranno a prevalere.
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Al mattino seguente, magari un po’ assonnati, siamo in marcia per l’erta tortuosa salita, dura ma molto panoramica del monte Limbara dove ci attendono altri camper già
installatisi lì nottetempo. Sotto gli alberi tantissimi tavoli e panche sono predisposti
per il grande pranzo che il gruppo locale “Ragazzi del ‘63” ha preparato. Il bel tempo
invita alcuni a fare brevi camminate verso punti più alti da cui meglio spaziare con
una vista più ampia del paesaggio. Ma la grande folla che si è andata infoltendo è tutta lì, sotto gli alberi o al sole, poiché la chiesina può accogliere al suo
interno solo un modesto numero di fedeli, per cui i più, e siamo tanti, restiamo fuori
in attesa che col termine della cerimonia religiosa si proceda alla degustazione di quel
che il profumo di cucinato lascia di buono presagire; e saranno gnocchetti al sugo,
‘ghisatu e busecca’, quella
trippa fresca tanto desiderata
dai buongustai, e che di rado
e per favore riesci a trovare
fuori dalle rivendite pubbliche. Questa pietanza è il piatto forte della festa, e con pane, vino e altro ci teniamo in
allegria sino al pomeriggio
inoltrato, quando per molti è
ormai giunta l’ora del rientro,
col proposito tuttavia di ritrovarsi con piacere anche nelle
future simili occasioni.
Agosto 2013
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Risate e Buonumore
Marco Altieri
Sono sempre più convinto nell’avvalorare la tesi che il piacere provato nel fare un
viaggio non risieda tanto nella meta, ma piuttosto nel percorso e nelle situazioni che
conducono ad essa. Ed è li che colgo le vere sfumature, quelle che rimangono impresse nella memoria alla fine di una giornata o quando riguardo alcune foto, sensazioni che rendono il più delle volte luoghi visti e rivisti, sempre diversi. Anche piccoli episodi apparentemente spiacevoli quali: una mosca nel caffè, uno sguardo tendente al disgusto, la contrarietà di un barista, l’escamotage per porre rimedio
all’imbarazzo, fanno parte di quelle famose sfumature che velocemente si trasformano in risate e buonumore, tutti elementi vitali per un camperista che decide di mettersi
in viaggio a bordo del proprio mezzo.
Ora… non voglio di certo entrare nel dettaglio e capire il perché le leggi della fisica
abbiano improvvisamente abbandonato il volo di una piccola mosca, facendola galleggiare nel caffè di Maria Giovanna, preso in un bar nei pressi di Abbasanta. Vorrei invece sottolineare lo
spirito con cui il 19 Ottobre è iniziato:
Risate e Buonumore.
Partiti alla stessa ora da Li Punti con i
coniugi Melia e superata Abbasanta arrivammo all’ittiturismo “Sa pischera e
mar’e pontis” di Cabras quando ormai
le ultime ombre della sera iniziavano a
modificare le proporzioni del paesaggio
circostante. Ad attenderci diversi amici camperisti entusiasti del nostro arrivo. La serata era magnifica. Ogni ingrediente della natura saldamente al proprio posto: temperatura ideale, ambiente lagunare, un giusto silenzio,
sensazione di tranquillità e benessere arricchita da una
grande luna piena che si alzava lentamente nel cielo
condendo il tutto con la propria luce. Alle 20.30, ora
della cena, il locale si presentava sobrio e discreto al
tempo stesso. Era la prima volta che io e Marilena cenavamo li. Un prestante cameriere con un codino,
probabilmente riconducibile anche alla stessa persona
che si occupava della pesca e dell’allevamento dei pesci, svolgeva il servizio al tavolo con diligenza e sufficiente gentilezza.
Il menù comprendeva una diversità di antipasti che
andavano dalla razza in agrodolce, ai polpi con il sedano, ai gamberetti fritti, alla bottarga, al patè di tonno e bottarga a forma di rosa del deserto, fino ad arrivare, preceduto da due ottimi primi, al piatto forte del locale: la grigliata di pesce, tra
cui il famoso muggine arrosto con panatura in superficie. Credo sia inutile sottolineare come ogni preoccupazione, tentativo, intenzione, speranza o concetto scientifico di
dieta abbiano avuto quella sera un ruolo molto marginale nella vicenda. All’uscita del
locale, timidi suoni di flauto traverso di Caterina, canti e filastrocche etniche anticipa-20-
te da Davide con tutti gli altri a seguire, accompagnate dalla chitarra di Paolo, indicarono al gruppo che forse era arrivato il momento di rientrare sul camper per il meritato riposo.
Il mattino del 20 Ottobre, alcuni di noi, in discreto anticipo sull'orario di partenza
9.30 che avrebbe sancito la direzione verso Arborea per la trentunesima sagra della
polenta, decisero di aggirarsi nei dintorni per godere appieno della bellezza dei luoghi ora illuminati dall'alba e tra canali, ponti in legno, voli eleganti di aironi, scatti fotografici per fermare ogni istante ci mettemmo in marcia per raggiungere la cittadella
nel frattempo addobbata a festa. Questa sagra viene molto sentita dalla numerosa comunità locale di origine veneta-friulana-romagnola. Con poco più di 4000 abitanti e
5 metri sul livello del mare Arborea ci mostrava i suoi lunghi canali che percorrono
la via principale piastrellati per diventare eleganti marciapiedi. Nell’acqua invece
piante di vario tipo talvolta un pò inconsuete come: il Giacinto d’acqua (Eichhornia
Crassipes), originario del bacino dell'Amazzonia, un tubero che galleggia sviluppandosi con foglie larghe e verdi che tappezzano letteralmente l’acqua, oggi molto utilizzato come fitodepuratore in quanto capace di assorbire sostanze inquinanti in essa
presenti cause spesso di cattivi odori; talvolta più consuete come le Mazzasorde
(Typha latifolia): paragonabili a lunghi spiedini con in cima dei salsiciotti di colore
brunastro, anch’esse depuratori
biologici dell’acqua.
Antistante la chiesa del Redentore eretta dall’architetto milanese
Bianchi nel 1927, la concentrazione di bancarelle era massima.
Un grosso pentolone in rame
colmo di polenta fumante sprigionava nell’intorno il caratteristico profumo del mais . Uno
staff di simpatiche cuoche in
carne dall’aspetto nordico provvedeva alla preparazione del
piatto in diversi modi in più di una postazione. Caratteristica di ogni sagra degna
dell’attenzione di un pubblico apprezzante è sicuramente la fila. Mediamente per chi
si è addentrato in essa l’attesa per poter guastare il piatto è stata anche di un’ora e
mezza. La fortuna di appartenere ad un'associazione democratica come quella dei
Camperisti del nord Sardegna si manifesta anche nel rispetto delle peculiarità e volontà dei propri iscritti. Ecco quindi assistere a “divisioni”, ma mi piace credere solo
nei numeri e non nello spirito, che ognuno ha ritenuto più opportuno attuare a seconda delle proprie esigenze: alcuni hanno fatto la fila con soddisfazione, altri hanno ritenuto esoso il costo di 15 euro per un piatto notoriamente poco costoso, alcuni hanno
optato per altri locali e altri ancora hanno ricorso alla cucina del proprio camper. In
uno scenario climatico prettamente estivo accentuato dalla presenza di un vento di
scirocco portatore di afa e nubi in cui forse un piatto di polenta poteva essere non del
tutto gradito, la mattinata del 20 Ottobre è stata decisamente piacevole.
Incuriositi dalla bellezza e particolarità del luogo, nel pomeriggio insieme a Gianni
Melia, Maria Giovanna e Marilena decidemmo di raccogliere qualche informazione
in più sulla storia di Arborea e dei suoi edifici.
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Fondata durante il ventennio fascista e inaugurata il 29 ottobre 1928 Mussolinia di
Sardegna era il suo nome per non confonderla con un'altra nata precedentemente in
Sicilia e che ebbe meno fortuna.
Oltre all'italiano ad Arborea è anche parlato il sardo campidanese e, soprattutto dagli
anziani
ma
non solo,
il veneto portato dai migranti delle
zone
di Treviso, Rovigo, Vicenza, Padova e Venezia, arrivati durante la costruzione della
città durante il fascismo. Il vernacolo sta via via scomparendo a favore dell'italiano;
inoltre vi si parla il friulano, frutto dell'immigrazione di famiglie provenienti dall'odierno Friuli. L’aspetto nordico della cittadina lo si rileva oltre che nello stile delle
sue costruzioni principali anche nei volti dei suoi abitanti, figli e nipoti di coloro che
dal nord vennero chiamati a prestare le loro maestranze per la bonifica della piana di
Terralba, peraltro iniziata in epoca Giolittiana e conclusa con discreto successo
nell’epoca fascista.
Di sicuro interesse, da visitare con soli 2 euro, è il mulino museo dove ci sono le testimonianze della storia della bonifica e la casa del fascio.
Il tempo passò velocemente, erano tante le informazioni prese, i luoghi visitati. Era
ora di rientrare.
Ci aspettava il viaggio di ritorno non meno importante di quello dell’andata, quello i
cui i cassetti della memoria si aprono per archiviare le sensazioni appena vissute.
Il nostro sito
www.camperistinordsardegna.it
e.mail: info@camperistinordsardegna.it
indirizzi e numeri telefonici
augustocarta@tiscali.it Augusto Carta 079.631058 cell 339.4998286
Gianni Melia 079.397007 Vannina Obino 079.243022 Giorgio Simula 079.419037
Per il versamento della quota annuale si può utilizzare il
Conto BancoPosta Click n.: 1013768484
Intestato a Melia Giovanni
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AREA DI SOSTA ATTREZZATA MAZZELLA
Lungo la super strada Olbia-Nuoro è segnalato
il CAMPER SERVICE MAZZELLA Lotto
n.31/A nella zona industriale di Siniscola.
Si tratta di una vera e propria AREA DI SOSTA ATTREZZATA, CON TUTTE LE DOTAZIONI DEL PIU’MODERNO E TECNOLOGICO
CAMPER SERVICE.
Qualificato tecnico meccanico e irriducibile
camperista, Michele Mazzella ha “inventato” la
struttura pensando a tutto ciò di cui potrebbe aver bisogno un turista motorizzato amante del caravanning.
Ecco le operazioni di carico e scarico che avvengono senza aprire o chiudere rubinetti, oppure lavare e asciugare il proprio camper in pochi minuti, o regolare la temperatura dell’acqua delle docce, ecc: tutto avviene automaticamente mediante un avveniristico sistema di sensori che disciplinano ogni operazione di servizio.
Se poi si dovesse rendere necessario e urgente un intervento di qualsiasi genere sul
veicolo, ci pensa il signor Mazzella, con i mezzi della sua attrezzatissima officina.
Seppure dislocata in una vasta zona industriale, dopo il contatto diretto
dell’accoglienza, l’area diviene calda e familiare, con ampi spazi di gioco, di soste
conviviali, comode piazzole e transito agevole. Il Monte Albo fa da sfondo alla bella
struttura.
0784.877468
cell. 348.7300325
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Ritorno a Li Marini
Davide Cherchi
A Li Marini puoi continuare a vivere e rivivere quegli anni lontani in luoghi che allora sapevi tuoi, prevalentemente visitati e sentiti e goduti forse solo da te e da pochi
altri scopritori di un mondo, di una natura intatta libera incorrotta, vissuta con entusiasmo emotivo e una qualche primordiale freschezza.
Qui ci sono natura quasi selvaggia
e scogli e sabbia e mare; un mare
sempre identico e sempre diverso,
che sciaborda festoso o apparentemente infuriato, o resta immobile e
ti fa compagnia, e ti incanta lasciandosi guardare, e ti rapisce come in un sogno.
Con alle spalle verde e rocce, in
una prospettiva di isole lontane e
spazi senza limiti, c’è sempre la
presenza di un mare che ti riempie
il respiro, che con fasce di colore
varianti dal tenue al più intenso, dal
celeste al blu al violaceo, ti si presentano come un susseguirsi di
momenti musicali in una scala di
ritmi e colori armonizzati dall’ arte
viva e vera della natura.
Qui il silenzio è pieno di suoni, di
rumori, di vita; diresti solitudine,
ma sei circondato e immerso negli
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aromi intensi di salmastro,
di resine e di sottobosco.
E vedi amici che, ciascuno
a modo proprio, apprezza il
luogo e compartecipa allo
star bene degli altri, con
espressioni liete, risa spontanee, conversazioni leggere specie nei momenti conviviali, in genere i più aggreganti, o quando fai
camminate o passeggiate
sotto sole e fragili ombre di
radi rami di pino, al tempo
stesso piacevoli e affaticanti, allietato e frastornato dal
frinire delle cicale nelle ore
assolate o dei grilli dal calar della sera. Quasi inesprimibili sono sensazioni
emozioni sentimenti, e ricordi, che ti possiedono
permeando tutto come in
un incanto.
Sono ormai pochi e rari i
luoghi ‘solitari’ nei quali
puoi trovare e rievocare
semplicità e bellezza naturali, e ricreare i meravigliosi stati d’animo del passato: a Li Marini questo è ancora
possibile ed è anche reale.
San Teodoro Luglio 2013
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AUTUNNO IN BARBAGIA
ORANI 27-29 Settembre 2013
Con l’arrivo dell’autunno anche le nostre mete sono mutate, ci sono però sempre tante proposte per nuove escursioni interessanti nel nostro territorio con lo scopo principale di ritrovarsi sempre e in armonia con il nostro gruppo di “turisti itineranti” e
l’occasione attualmente la offrono i paesi con le “cortes apertas” con le quali molti
paesi della Sardegna espongono le risorse del proprio territorio in tutti i settori. Si
sceglie di andare a Orani.Si parte quindi in direzione “ORANI”, un paese di circa
3000 abitanti nel cuore della Barbagia a solo 20 km. dal capoluogo Nuoro, dal paese
s’intravede il monte Gonare con i suoi 1083 mt. di altezza; come nella maggior parte
dei paesi dell’entroterra qui l’economia non è solo agro-pastorale bensì sono presenti
una pluralità di attività industriali come l’attività Mineraria (Talco e Feldspati), la lavorazione del Ferro e Pietre Lapidee e quelle Artigianali, Aziende Edili, della lavorazione del velluto, del Ferro, aziende che si sono distinte a livello Nazionale. Varie
le manifestazioni organizzate per l’evento come: 1° Campionato Regionale dei Muratori “SOS MASTROS DE MURU”: squadre di muratori provenienti da varie parti
della Sardegna che dal vivo hanno creato dei caminetti. Visita ad un Atelier di moda
con una esposizione di abiti creati da una giovanissima stilista
con i quali ha partecipato a sfilate Nazionali di alta moda. Continuando nel giro abbiamo visitato delle Chiese risalenti al
XVI° -XVII° e XVIII° secolo
nel centro storico molto antico e
anche numerose abitazioni nobiliari.
Proseguendo:
visita
all’Esposizione
Fotografica
“Museo Nivola” e alla Pinacoteca “Mario Delitala” nel Palazzo
comunale.
Dopo aver appagato la vista di
tanta arte non si poteva però
rinunciare ad una sosta pranzo
per la degustazione di un buon
porcetto, gnocchi al sugo di ragù
e un frutto insolito (dei fichi
d’india), insalata caffè e Filu
Ferru
locale. Simpatica
l’iniziativa di un gruppo di ragazzi del posto che hanno organizzato una lotteria con tanto di
premi un pò insoliti (cavallini
asini conigli); visto l’impegno abbiamo dato il nostro contributo acquistando diversi
biglietti senza l’illusione della vincita.
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Dulcis in fundo dopo aver visitato tanti bei posti ci siamo riuniti per festeggiare
l’anniversario di matrimonio di Gianni e Bianca nell’area camper.
Da non dimenticare la bontà dei cibi, la cortesia e la gentilezza del personale del Ristorante “CLUB 64“ dove abbiamo sostato in gruppo per mangiare una buona pizza
il sabato sera e per il pranzo di domenica.
La pioggia improvvisa ci ha costretto ad avviare i motori per dirigerci verso casa.
Due giorni trascorsi fuori casa in compagnia di amici fa sempre bene.
RICORDANDO GIULIA
Forse non tutti hanno conosciuto Giulia, già nostra socia con il marito Torisio Margiotta, che
piange ora, assieme ai figli Giuseppe e Marianna,
la sua recente scomparsa. Il dolore è circondato
dalla tenerezza del sorriso della bella bimba Giulia, la nuova arrivata, che pare inviata dal cielo a
trasmettere alla famiglia la speranza e perfino la
gioia.
Torisio, l’Associazione Camperisti Nord Sardegna, memore delle ore serene trascorse con il vostro bell’equipaggio, vi è vicina.
Giulia, un colpo di fari, per illuminare la via più
alta che conduce all’eterno.
Mentre stiamo per stampare il notiziario, giungono da Olbia e da tutta l’Isola le prime notizie dell’ALLUVIONE che, col passar delle ore si rivela disastrosa e terrificante. Ancora una volta la natura ha frustato e ucciso l’uomo che follemente l’ha voluta sfidare. La mattina del giorno dopo vediamo con incredulità e terrore le immagini della devastazione di siti a noi ben noti, che fino a ieri evocavano solo bellezza e
ammirazione. Si contano già le vittime in un elenco che in questi casi è crudele e inesorabile. In un baleno, scatta con la velocità dell’uragano, la corsa della solidarietà: è
una mobilitazione di ragazzi, giovani, famiglie che hanno perfino “ceduto” in esclusiva la loro casa a nuclei familiari di sventurati. Tutto ciò che serve a vestire, sfamare,
e a far ricominciare a vivere riempie furgoni, autocarri offerti con spontanea carità.
Abbiamo potuto vedere dal vivo i centri di raccolta e smistamento degli aiuti: mai vista una così nobile gara di amore solidale! Anche noi siamo tutti vicini a chi soffre.
CIASCUNO PUO’ DARE ANCHE UNA MINIMA PARTE DI CIO’ CHE HA in
più, nei tanti canali della generosità, ormai più colmi di quelli percorsi dall’acqua che
ha provocato distruzione e morte.
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Monti: San Paolo
Arborea: sagra della polenta
Tappas in Mamujada
Limbara: Madonna della neve
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NR° 53-54 Anno 2013... - Associazione Camperisti Nord Sardegna