POF 2015 / 2016
Liceo Scientifico Morando Morandi
Piano per la sicurezza
In una visione unitaria della scuola che ha nel POF, secondo l'art. 3 del DPR n. 275 dell'8
marzo 1999, "il documento fondamentale costitutivo dell'identità culturale e progettuale
delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare,
educativa ed organizzativa...", vi deve essere uno specifico riferimento al miglioramento
della "cultura della sicurezza" e della "qualità" nella scuola nei confronti di tutti i soggetti
interessati.
La scuola è una istituzione vocata alla elaborazione, divulgazione e promozione della cultura.
La “scuola” può e deve diventare il luogo primo e prioritario in cui si insegna e si attua la
“prevenzione”.
“Chi non conosce il mondo, lo subisce!”.
Nella progettualità della scuola la "sicurezza" deve risultare come una delle opzioni fondamentali, tanto
nell'elaborazione globale, quanto nella redazione delle pianificazioni particolareggiate, nell'ambito del
carattere unitario, organico e condiviso, che deve caratterizzare l'attività elaborativa/progettuale
dell'istituzione scolastica. Coniugare la "cultura della sicurezza" in tutte le sue forme e dimensioni in
considerazione dei numerosi pericoli e dei molteplici rischi, cui sono esposti i giovani e gli adulti.
L'educazione alla sicurezza e al miglioramento delle condizioni ambientali deve costituire compito
fondamentale dell'istituzione scolastica e deve essere basato sulla formazione e sull'informazione di
tutte le componenti scolastiche, sul coinvolgimento di una pluralità di soggetti. Corresponsabilità piena
ed effettiva di tutte le figure che operano all'interno dell'istituzione, come fruitori e come protagonisti
corresponsabili di un processo destinato a garantire agli alunni e al personale una presenza confortevole,
serena e produttiva a scuola e ad assicurare una migliore qualità della vita nelle città, a casa e negli
istituti scolastici. Il quadro dei riferimenti legislativi relativi alla "sicurezza", che hanno portato alla
promulgazione del D. Lgs. n. 626/94 e D. M. 382/98, insieme ad altri numerosi interventi, hanno il
riferimento nell'art. 32 della Costituzione italiana: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale
diritto dell'individuo e interesse della collettività”. “Chi non conosce il mondo, lo subisce” segna
l’obiettivo di un percorso di consapevolezza attraverso il quale prima l’insegnante e poi gli studenti, con
il suo aiuto, dovranno salire i tre gradini della conoscenza:
1. il conoscere teoretico (perché è importante la salute);
2. il conoscere tecnico (che cosa fare, e come e quando, per prevenire);
La conoscenza di un pericolo non basta ad allontanarlo. “Video meliora proboque, deteriora sequor”.
3. il conoscere pratico, quello che sfocia nella saggezza, cioè nell’agire bene, come si deve e quando
si deve, nelle diverse situazioni date, comprese quelle più inedite e difficili a tutela del bene
proprio e altrui.
Insegnami e io ricorderò, fammi partecipare e io imparerò.
(Benjamin Franklin)
A seguito dell’entrata in vigore del D. Lgs. 626/94 e del successivo D.M. 382/98 la scuola è equiparata
ad un ambiente di lavoro che, come tale, deve, a tutti gli effetti di legge, garantire requisiti strutturali,
impiantistici e gestionali previsti dalle varie norme d’igiene e sicurezza attualmente in vigore.
Il Liceo “M. Morandi”, che ospita 539 Studenti (26 classi), 58 Docenti, 1 Educatrice comunale per il
sostegno, 8 Collaboratori scolastici, 1 Direttore Amministrativo, 4 Assistenti di segreteria, 2 Assistenti
Tecnici per un totale di 613 persone, presenta una situazione favorevole e di privilegio poiché, essendo
fornito dei necessari supporti, è in grado di affrontare situazioni di pericolo in condizioni di sicurezza.
Tra gli aspetti più rilevanti ricordiamo:
• l'ubicazione e la spaziosità dell’edificio scolastico;
• l’adeguamento delle strutture e degli impianti alle norme vigenti (scala esterna, impianti elettrici
in regola, porte che consentono un’uscita agevole, sistema d’allarme, impianti d’estintori fissi e
portatili, segnaletica di sicurezza);
• la presenza di n. 3 uscite di sicurezza, tutte dotate di maniglie antipanico, al piano terra;
• l’accesso al primo e al secondo piano mediante 2 rampe di scale comode e spaziose e un
ascensore e la presenza a ciascun piano di n. 1 uscita di sicurezza, dotata di maniglie antipanico,
che si apre su una scala esterna.
Inoltre all’entrata è esposta la planimetria generale della scuola con indicati i percorsi di fuga e il "punto
di raccolta" esterno. Ad ogni piano, lungo i corridoi, è esposta la planimetria di riferimento con
l’indicazione dei percorsi di esodo. In ogni aula è esposta una piantina del corridoio e della relativa via
di fuga, nonché le norme d’esodo. La scuola è dotata di segnaletica ufficiale indicante le direzioni delle
uscite e delle cassette di pronto soccorso (cartelli color verde), i presidi di sicurezza (cartelli color rosso)
e il divieto di fumo.
Circa la gestione della sicurezza, si è provveduto:
• alla Valutazione dei Rischi;
• a redigere una Relazione tecnica da allegare al Documento di Valutazione dei Rischi, integrata da
norme e procedimenti di lavoro;
• a redigere un Piano dell’Emergenza e di Evacuazione;
• alla designazione del Servizio di Prevenzione e Protezione e del Responsabile del Servizio di
Prevenzione e Protezione;
• alla designazione degli Addetti alle misure di prevenzione incendi, evacuazione e primo soccorso
(figure sensibili), nonché dei preposti (laboratori ed aule speciali);
• alla designazione del Medico competente per la sorveglianza sanitaria;
• alla promozione di attività di Informazione e Formazione dei lavoratori, nonché a corsi di
formazione per le "figure sensibili", per il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
e del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza;
• a disposizioni sulla vigilanza degli studenti;
• per le classi prime: ricognizione dell’ambiente "Scuola" e individuazione delle aree scolastiche a
rischio e dei sistemi di sicurezza.
• Sono previste 4 ore di formazione generale e 8 di formazione specifica per i laboratori
Per tutte le classi segue un addestramento ad uscire dalla propria aula e dal proprio corridoio secondo
le modalità definite dal Piano di Evacuazione d’Istituto.
Si effettuano prove di evacuazione d’Istituto.
Per quanto riguarda l'informazione e la formazione dei lavoratori, estesa anche agli alunni, essa è
correttamente ed opportunamente assicurata mediante la diffusione di un Manuale della sicurezza,
elaborato dal Servizio di Prevenzione e Protezione della Provincia di Modena in collaborazione con la
Dirigenza dell’Istituto, che contiene le informazioni relative ai rischi che si possono incontrare come
insegnante, assistente tecnico, collaboratore scolastico, addetto amministrativo e studente durante le
attività scolastiche.
La promozione e la tutela del diritto alla sicurezza sono una costante dell’azione di questa Dirigenza e
del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e si esplicita, in modo particolare, in tre
momenti forti della vita scolastica, integrandosi in diverse aree di progetto di Educazione alla salute:
• all’accoglienza degli studenti nei primi giorni di scuola (formazione generale sulla parte generale
della organizzazione della sicurezza contenuta nel titolo 1 del D. Lgs. 626, sui rischi in generale,
Rischi – danni – prevenzione – Diritti e doveri dei lavoratori, ecc…) e
• quando lo studente entra fisicamente in un luogo di lavoro e la sua equiparazione a lavoratore
diviene completa: nei laboratori (formazione specifica per ogni laboratorio, secondo la tipologia
di laboratorio, sui rischi specifici presenti e sulle misure di prevenzione messe in atto, DPI, ecc…;
aggiornamenti annuali in relazione alle diverse esperienze di laboratorio);
• negli stages in azienda e nell’alternanza scuolalavoro (Formazione base D. Lgs. 626/94 a scuola e
formazione sul campo in azienda, secondo gli accordi locali).
Il progetto educativo è il filo che unisce SCUOLA e AZIENDA, per svolgere l’importante compito di
formare il futuro lavoratore e/o datore di lavoro e cittadino.
Altro momento importante per la promozione e tutela del diritto alla sicurezza è il coinvolgimento delle
classi alla “Giornata nazionale della sicurezza nella scuola” promossa da CittadinanzAttiva. Nel corso
della Giornata viene distribuito materiale informativo (segnalibri, palloncini, cartoncini, poster e
opuscoli, riguardanti i comportamenti da usare in caso di emergenza con particolare riguardo al rischio
sismico e al rischio incendio) e illustrata l’iniziativa “Dai un voto alla tua scuola”, breve indagine sul
livello di sicurezza, igiene e comfort degli edifici scolastici.
Riflessioni sulla sicurezza come “regime di governo dei rischi”, (intendendo per "regime" un sistema di
norme, valori, risorse, informazioni, procedure, comportamenti codificati che impegna tutti i soggetti
presenti a prevenire e a limitare gli effetti dannosi dei pericoli comunque presenti) porta l’attenzione
verso l’area critica della sicurezza domestica, che conta ogni anno tre milioni di infortuni e ottomila
morti. La priorità, in questo caso, è data dalla possibilità di trasferire conoscenze fondamentali circa i
rischi domestici alle fasce deboli della popolazione, bambini ed anziani. Per la Prevenzione degli
incidenti in ambiente domestico, Missione salute, sarà distribuito e illustrato l’opuscolo del Ministero
della Salute e del MIUR, “AIUTO, SONO A CASA!”, favorendo discussioni, eventuali lavori di
gruppo, ecc... In classe può essere utilizzato l’opuscolo “C ASA DOLCE CASA?” Come vivere la tua casa
in sicurezza, proposto da ISPESL e INAIL. Per attività interdisciplinari segnaliamo la ristampa da parte
dell’INAIL del libro “STORIE E MEMORIE”, i rischi lavorativi attraverso la letteratura, la storia, il
diritto, la pedagogia. “Storie universali perchè parlano di un tempo che sembra lontano, ma i cui
protagonisti sono ancora tra noi per raccontarcelo, con i loro ricordi un po’ sfumati, ma vivi e
appassionati come sanno esserlo i racconti degli anziani”. A compimento, si auspica che il rapporto tra
Istituzione scolastica ed Enti locali (Comune o Provincia) sia sviluppato nel segno della migliore
integrazione e con ogni spirito di collaborazione, considerata la stretta connessione tra Ente locale e
Scuola, sia per gli aspetti tecnici, attinenti la fornitura e la manutenzione delle strutture, sia per quelli
generali di espressione della comunità locale.
Disposizioni sulla vigilanza degli studenti
IL DIRIGENTE SCOLASTICO
Vista la normativa in vigore;
Sentita la Commissione Sicurezza;
Sentito il RSPP, prof. Pellegatti;
DISPONE QUANTO SEGUE
1 Tutti i docenti in servizio alla terza ora sono tenuti alla vigilanza degli studenti durante
l’intervallo, ovvero dalle ore 10.30 alle ore 10.40;
2 E’ inoltre prevista la vigilanza nei corridoi ed in prossimità del bar, sempre durante l’intervallo,
da parte del personale docente in servizio, nei vari piani come risulta dai prospetti allegati;
3 I collaboratori scolastici sono tenuti alla vigilanza in prossimità dei servizi igienici, secondo le
disposizioni impartite per i piani di competenza. La vigilanza all’uscita dall’edificio è garantita
dal docente in servizio all’ultima ora di lezione. All’uscita degli studenti (ore 12.20 e 13.10) i
conducenti delle automobili daranno la precedenza ai pedoni soprattutto in prossimità del
cancello, posto in via di Sotto. Gli studenti sono invitati a circolare con i ciclomotori spenti
all’interno dell’area cortiliva dell’Istituto;
4 Durante le ore di lezione la vigilanza è garantita dai docenti in servizio secondo l’orario
settimanale delle lezioni;
5 I docenti di Educazione Fisica hanno l’obbligo di vigilare gli studenti, oltreché in palestra,
durante gli spostamenti scuolacentro sportivo e viceversa. Si ricorda inoltre che l’attività ginnica
deve essere ricompresa nella programmazione didattica della classe e deve essere
preventivamente preparata e spiegata agli alunni;
6 Gli studenti possono entrare nell’edificio scolastico dalle ore 7.50 e non possono permanere
nella scuola dalle ore 13.10 alle ore 14.00;inoltre non sono autorizzati a recarsi nelle aule e nei
laboratori da soli nelle ore pomeridiane
Gli studenti possono utilizzare i locali scolastici in orario pomeridiano solo per attività organizzate dagli
insegnanti e comprese nel P.O.F. e/o autorizzate dal Dirigente Scolastico.
Liceo Scientifico Statale “Morando Morandi”
Via Digione n. 20 - 41034 Finale Emilia (Modena)
tel. 0535/90814 - fax 0535/91367 - Codice Fiscale: 82002910360
e-mail [email protected] – p.e.c. [email protected]
sito web www.liceomorandi.it - Codice meccanografico MOPS04000L
Prot. N. 884/G.17
Finale Emilia, 18 febbraio 2013
Ai docenti
Al personale ATA
All’Albo
Oggetto: Dispensa per la formazione dei lavoratori del Liceo Morandi in materia di
sicurezza ed igiene sui luoghi di lavoro (art. 36 e 37 d. lgs. N. 81 del 9 aprile 2008).
Ai fini di informazione e formazione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di
lavoro, si trasmette la Dispensa per la formazione dei lavoratori del Liceo Morandi in
materia di sicurezza ed igiene sui luoghi di lavoro (art. 36 e 37 d. lgs. N. 81 del 9 aprile
2008). Il documento è a disposizione di tutto il personale scolastico in sala insegnanti,
nell’ufficio della DSGA, nella segreteria didattica, nella segreteria amministrativa e nell’ufficio
della Dirigente. La presente circolare unitamente alla dispensa è altresì inviata a tutti i docenti
tramite posta elettronica
Rammentando che il lavoratore collabora con il datore di lavoro ai fini di favorire la tutela e
la prevenzione della salute e della sicurezza, si raccomanda a ciascuno l’attenta lettura del
documento, invitando a rivolgersi alla Dirigente per ogni delucidazione o informazione in
merito.
Inoltre, i docenti incaricati della formazione degli studenti in materia di salute e
sicurezza (a seguito di delibera del Collegio dei Docenti del 22 novembre u.s.) valuteranno i
punti salienti del documento riferendone nelle classi di propria competenza. Come di consueto,
gli stessi docenti cureranno la compilazione della scheda allegata relativa alle presenze degli
studenti, alla data di effettuazione dell’attività di formazione, all’argomento svolto ed al numero
di ore impiegate. Tale scheda debitamente compilata sarà consegnata in segreteria didattica alla
sig.ra Monica entro il 20 aprile.
Con la trasmissione della Dispensa, si auspica che ciascun docente completi il monte ore
relativo alla formazione degli studenti secondo quanto deliberato nel Collegio del 22 novembre
e di seguito riportato con riferimento alle classi prime:
Liceo scientifico
Coordinatore di classe: n.1 ora (con riferimento all'ambiente aula)
Scienze motorie e sportive: n. 2 ore (con riferimento all'ambiente
palestra)
Disegno e storia dell'arte: n. 1 ora (con riferimento all'ambiente
laboratorio)
Scienze naturali: n. 3 ore (con riferimento all'ambiente laboratorio)
Fisica: n. 3 ore (con riferimento all'ambiente laboratorio)
Lingua e cultura straniera: n. 1 ora (con riferimento all'ambiente
laboratorio)
Matematica: n. 1 ora (con riferimento all'ambiente laboratorio)
TOTALE: N.12 ORE
Liceo scientifico –
Coordinatore di classe: n.1 ora (con riferimento all'ambiente aula)
opzione scienze
applicate
Scienze motorie e sportive: n. 2 ore (con riferimento all'ambiente
palestra)
Disegno e storia dell'arte: n. 1 ora (con riferimento all'ambiente
laboratorio)
Scienze naturali: n. 3 ore (con riferimento all'ambiente laboratorio)
Fisica: n. 3 ore (con riferimento all'ambiente laboratorio)
Lingua e cultura straniera: n. 1 ora (con riferimento all'ambiente
laboratorio)
Informatica: n. 1 ora (con riferimento all'ambiente laboratorio)
TOTALE: N.12 ORE
Liceo scientifico –
opzione scienze
applicate – sezione
chimico-biologica
Coordinatore di classe: n.1 ora (con riferimento all'ambiente aula)
Scienze motorie e sportive: n. 2 ore (con riferimento all'ambiente
palestra)
Disegno e storia dell'arte: n. 1 ora (con riferimento all'ambiente
laboratorio)
Scienze naturali: n. 3 ore (con riferimento all'ambiente laboratorio)
Fisica: n. 3 ore (con riferimento all'ambiente laboratorio)
Lingua e cultura straniera: n. 1 ora (con riferimento all'ambiente
laboratorio)
Informatica: n. 1 ora (con riferimento all'ambiente laboratorio)
TOTALE: N.12 ORE
Liceo linguistico
Coordinatore di classe: n.1 ora (con riferimento all'ambiente aula)
Scienze motorie e sportive: n. 3 ore (con riferimento all'ambiente
palestra)
Scienze naturali: n. 4 ore (con riferimento all'ambiente laboratorio)
Matematica: n.1 ora (con riferimento all'ambiente laboratorio)
Lingua e cultura straniera 1: n. 1 ora (con riferimento all'ambiente
laboratorio)
Lingua e cultura straniera 2: n. 1 ora (con riferimento all'ambiente
laboratorio)
Lingua e cultura straniera 3: n. 1 ora (con riferimento all'ambiente
laboratorio)
TOTALE: N.12 ORE
Liceo scienze umane
Coordinatore di classe: n.1 ora (con riferimento all'ambiente aula)
Scienze motorie e sportive: n. 4 ore (con riferimento all'ambiente
palestra)
Scienze naturali: n. 4 ore (con riferimento all'ambiente laboratorio)
Matematica: n.2 ore (con riferimento all'ambiente laboratorio)
Lingua e cultura straniera: n. 1 ora (con riferimento all'ambiente
laboratorio)
TOTALE: N.12 ORE
Per le classi seconde, l’intervento formativo in materia di sicurezza è affidato al docente
coordinatore per un’ora ed al docente di Scienze motorie e sportive/Ed. fisica per un’ora.
Si confida nella consueta collaborazione.
LA DIRIGENTE
Anna M. Silvestris
Liceo Scientifico Statale “Morando Morandi”
Via Digione n. 20 - 41034 Finale Emilia (Modena)
tel. 0535/90814 - fax 0535/91367 - Codice Fiscale: 82002910360
e-mail [email protected] – p.e.c. [email protected]
sito web www.liceomorandi.it - Codice meccanografico MOPS04000L
Formazione degli studenti in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro:
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
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Classe………………………..
Data……………………………..
Numero di ore:……………………………………………………………
Docente……………………………………………………………………….
FIRMA LEGGIBILE1 DEGLI STUDENTI PRESENTI
1
Se non leggibile, accanto alla firma lo studente riporterà il proprio nome e cognome in carattere stampatello.
Liceo Scientifico Statale “Morando Morandi”
Via Digione, 20 – 41034 Finale Emilia (MO)
Tel. 0535/90814 – 0535/780427 – fax 0535/91367
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Liceo Scientifico Statale
“MORANDO MORANDI”
Via Digione, 20
41034 Finale Emilia (MO)
INFORMAZIONE E FORMAZIONE
IN MATERIA DI SICUREZZA ED IGIENE
SUI LUOGHI DI LAVORO
Art. 36-37 del Decreto Legislativo del Governo n° 81 del 09/04/2008
Pellegatti Ing. Lorenzo
In collaborazione con il Servizio di Prevenzione e Protezione
G.S.A. – Via Magellano, 10 - 40017 S. Giovanni in Persiceto (BO)
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ELENCO DEI NOMINATIVI DELLE FIGURE PROFESSIONALI OPERANTI IN MATERIA DI
SICUREZZA E SALUTE DEI LAVORATORI PREVISTI DAL D.Lgs. 81/08
ORGANIGRAMMA PER LA SICUREZZA
Ruolo
Nominativo
Ente
Liceo Scientifico Statale “Morando Morandi”
Datore di Lavoro
Dott.ssa Silvestris Anna
Responsabile del Servizio di
Prevenzione e Protezione dai Ing. Pellegatti Lorenzo
rischi (RSPP)
Medico Competente
Dott. Poletti Gianfranco
Rappresentante dei
Lavoratori per la Sicurezza
(RLS)
Addetti alla Prevenzione
Incendi, Pronto Soccorso e
gestione dell’emergenza
Vedi Piano di Emergenza dello specifico Istituto
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PREMESSA
Lo scopo del presente opuscolo è fornire un'informazione sintetica delle norme relative alla
sicurezza ed igiene dei luoghi di lavoro, tra i quali rientrano anche gli istituti scolastici.
Ogni lavoratore e ogni alunno della scuola è oggetto, in determinate condizioni, di apposita tutela
giuridica ed uno dei diritti fondamentali è quello di essere informato sui pericoli ed i rischi connessi
alle attività quotidianamente svolte e sull'applicazione del D.Lgs. 81/08 (Nuovo Testo Unico sulla
sicurezza).
Questo opuscolo contiene informazioni relative a:
♦ L’organizzazione e la struttura prevista dal D.Lgs. 81/08 (nominativi).
♦ La sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro.
♦ L’organizzazione della prevenzione.
♦ I principali fattori di rischio nelle scuole.
♦ La gestione delle situazioni di emergenza.
Per adempiere agli artt. 36-37 del D.Lgs 81/08, l'opuscolo è portato a conoscenza di tutti i docenti,
al personale A.T.A. e ai rappresentanti di classe e di sezione al fine garantire un'informazione
omogenea a lavoratori ed utenti.
Qualora il Servizio di Prevenzione e Protezione ne ravvisasse l’opportunità, quanto riportato nel
presente documento potrà essere integrato con attività di informazione e formazione specifiche
riguardanti aspetti di rischio particolari e significativi.
Il Dirigente Scolastico
(Dott.ssa Silvestris Anna)
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INDICE
1.
2.
3.
4.
5.
6.
I FATTORI DI RISCHIO E LA PREVENZIONE .................................................................... 5
I DESTINATARI ................................................................................................................... 6
L'INFORMAZIONE .............................................................................................................. 7
L’ORGANIZZAZIONE DELLA PREVENZIONE ................................................................... 8
IL DIRIGENTE SCOLASTICO – DATORE DI LAVORO ...................................................... 9
ART. 19. - OBBLIGHI DEL PREPOSTO ............................................................................ 10
Art. 56. - Sanzioni per il preposto ............................................................................................... 10
7.
IL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE ........................................................... 11
8.
IL MEDICO COMPETENTE .............................................................................................. 11
9.
IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA .................................... 11
10.
I LAVORATORI – Obblighi e Sanzioni ............................................................................... 11
11.
LE SQUADRE DI EMERGENZA ....................................................................................... 13
12.
I FATTORI DI RISCHIO NELLE SCUOLE ........................................................................ 14
13.
LE ATTIVITA' DIDATTICHE NELLE AULE SPECIALI ....................................................... 16
14.
LA PALESTRA .................................................................................................................. 17
15.
IL PIANO DI EMERGENZA ............................................................................................... 17
a)
COMPITI DEL PERSONALE DOCENTE ........................................................................... 18
B)
COMPITI DEGLI ALUNNI .................................................................................................. 19
16.
COMPITI DEL PERSONALE A.T.A. .................................................................................. 20
17.
PREVENZIONE INCENDI ................................................................................................. 20
18.
LA NORMATIVA ANTIFUMO ............................................................................................ 21
19.
IL PRIMO SOCCORSO ..................................................................................................... 22
20.
SEGNALETICA ................................................................................................................. 25
21.
RISCHIO ELETTRICO ...................................................................................................... 26
22.
RISCHIO INCENDIO ......................................................................................................... 29
23.
IL RISCHIO CHIMICO ....................................................................................................... 30
PRODOTTI DI PULIZIA ................................................................................................................ 33
Contatto con la pelle ..................................................................................................................... 33
Contatto con gli occhi .................................................................................................................... 33
Ingestione ..................................................................................................................................... 33
IL LAVORO AL VIDEOTERMINALE ............................................................................................. 34
FATICA 34
D.Lgs.81/08 Titolo VII ................................................................................................................ 35
“Attrezzatre munite di videoterminale” - artt. 172 ÷ 179 .............................................................. 35
D.Lgs 81/08 - ALLEGATO XXXIV - Requisiti minimi .................................................................. 36
LE POSTAZIONI VDT ............................................................................................................... 40
RAPPRESENTAZIONE DEI PARAMETRI INERENTI : .......................................................... 40
ILLUMINAZIONE NATURALE ED ARTIFICIALE. .................................................................. 41
ILLUMINAZIONE ARTIFICIALE. ............................................................................................. 41
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Via Digione, 20 – 41034 Finale Emilia (MO)
Tel. 0535/90814 – 0535/780427 – fax 0535/91367
e-mail: [email protected] – sito web: www.liceomorandi.it
1.
I FATTORI DI RISCHIO E LA PREVENZIONE
Ogni luogo di lavoro presenta, per i lavoratori, pericoli e rischi connessi allo svolgimento delle
attività quotidiane. Per tale motivo il legislatore ha emanato una serie di norme con l'intento di
diminuire la possibilità di infortuni e di sviluppo di malattie professionali nei lavoratori che occupano
determinati luoghi di lavoro.
Il D.Lgs 81/08 ha quindi il preciso intento di tutelare i lavoratori basandosi sul:
concetto di rischio e di prevenzione.
Pericolo o Fattore di Rischio:
proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore
avente il potenziale di causare danni;
Rischio
=
probabilità (che accada un evento dannoso per la persona) x danno
atteso.
Prevenzione
=
insieme delle operazioni atte ad evitare un evento
Protezione
=
insieme delle operazioni atte a ridurre gli effetti di un evento.
G.S.A. – Via Magellano, 10 - 40017 S. Giovanni in Persiceto (BO)
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2.
I DESTINATARI
Chi deve conoscere le norme sulla sicurezza?
•
Personale Docente
•
Personale A.T.A.
•
Alunni
•
Famiglie degli alunni
•
Personale esterno
Gli allievi sono considerati lavoratori solo quando svolgono attività di laboratorio; negli altri casi
sono utenti di un servizio che ricevono tutela in quanto "ospiti" di una struttura.
Perché?
•
Per sapere come comportarsi
•
Per ridurre il rischio di incidenti
•
Per non essere presi dal panico in caso di emergenza
•
Per poter dare istruzioni in caso di necessità a chi non è informato.
G.S.A. – Via Magellano, 10 - 40017 S. Giovanni in Persiceto (BO)
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3.
L'INFORMAZIONE
Secondo il D.Lgs 81/08 (artt. 36, 37), i lavoratori devono essere adeguatamente “ formati ” su:
♦ i rischi presenti nell'istituto scolastico / luogo di lavoro
( EDIFICIO + CONTESTO ESTERNO )
es. rischio incendio, elettrico, ecc…
♦ le misure di prevenzione adottate,
♦ le procedure di gestione di eventuali emergenze,
♦ i nominativi di coloro che fanno parte dell' "organizzazione della prevenzione" (RSPP,
Medico Competente, Addetti alla prevenzione incendi, pronto soccorso e gestione
delle emergenze).
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4.
L’ORGANIZZAZIONE DELLA PREVENZIONE
Nella scuola è presente un'organizzazione composta da persone che si occupano della sicurezza
di lavoratori presenti così definita:
♦ Datore di lavoro (è il Dirigente Scolastico)
♦ Servizio di prevenzione e protezione dai rischi
♦ Medico Competente
♦ Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S.)
♦ I Lavoratori
♦ Le squadre di emergenza
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5.
IL DIRIGENTE SCOLASTICO – DATORE DI LAVORO
Il Dirigente Scolastico è individuato dal D.Lgs 81/08 comedatore di lavoro e, in quanto tale, è colui
che ha la responsabilità della salute e della sicurezza degli alunni e dei lavoratori negli edifici da
lui gestiti. E' titolare di una serie di obblighi, primo tra tutti, quello di elaborare uno studio dei livelli
di sicurezza
presenti nelle scuole, in relazione alle attività che vi si svolgono. Tale studio si
estrinseca nell'elaborazione di undocumento di valutazione dei rischinel quale devono essere
indicate anche le misure di prevenzione e di protezione che il Dirigente adotta a tutela
della
popolazione scolastica. Tale documento viene periodicamente aggiornato.
Il Dirigente Scolastico, per tenere sotto controllo i livelli di sicurezza nella scuola, si avvale
collaboratori che ricoprono un ruolo specifico nella cosiddetta "organizzazione della prevenzione".
Il Datore di Lavoro non può delegare:
•
La valutazione dei rischi
•
L’elaborazione del documento sulla valutazione dei rischi completo delle misure di
prevenzione e protezione adottate
•
La designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (interno o
esterno)
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6.
ART. 19. - OBBLIGHI DEL PREPOSTO
Ai sensi dell’art. 19 del DLgs 81/08, i preposti, secondo le loro attribuzioni e competenze, devono:
a) sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge,
nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di
protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di
persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti
………..
c) richiedere l'osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di
emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile,
abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa
……………
f) segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle
attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo
che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione
ricevuta
g) frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall'articolo 37.
Art. 56. - Sanzioni per il preposto
1. Con riferimento a tutte le disposizioni del presente decreto, i preposti, nei limiti delle proprie
attribuzioni e competenze, sono puniti:
a) con l’arresto fino a due mesi o con l’ammenda da 400 a 1.200 euro per la violazione dell’articolo
19, comma 1, lettere a), c), e) ed f)
b) con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 200 a 800 euro per la violazione dell’articolo
19, comma 1, lettere b), d) e g).
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7.
IL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
E' un insieme di persone e mezzi che ha lo scopo di coadiuvare il Dirigente Scolastico nel tenere
sotto controllo i livelli di rischio, nel valutarli, nel cercare e nell'adottare le misure di prevenzione
e protezione più efficaci ed efficienti. Tale servizio è coordinato dal
Responsabile del servizio di
prevenzione e protezione. Il R.S.P.P. è (Vedi organigramma).
8.
IL MEDICO COMPETENTE
E' un medico specializzato in medicina del lavoro, la cui presenza è condizionata dalla rilevazione
di fattori di rischio particolarmente alti per le persone, quali agenti chimici, fisici e biologici con cui i
lavoratori possono venire a contatto durante le normali attività lavorative. Nella Direzione Didattica
è sottoposto a sorveglianza sanitaria il personale A.T.A. che opera sui video-terminali per più di 20
ore settimanali e gli insegnanti di sostegno che lavorano con alunni disabili motori.
9.
IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA
E' una persona, eletta dai lavoratori, che ha il dovere di controllare che il datore di lavoro tuteli
effettivamente i lavoratori ed adempia a tutti gli obblighi di legge.
Partecipa attivamente a tutte le attività di prevenzione organizzate all'interno della scuola e
rappresenta tutti i lavoratori: docenti, personale A.T.A., alunni, anche se questi ultimi non
partecipano alla sua elezione. Tutti i lavoratori possono rivolgersi al Rappresentante dei lavoratori
o al Responsabile del servizio di prevenzione e protezione per segnalare qualsiasi problema
relativo alla sicurezza, da portare all'attenzione del Dirigente Scolastico. Il R.L.S. è il/la docente
(Vedi organigramma).
10.
I LAVORATORI – Obblighi e Sanzioni
(D.Lgs. 81 art. 20)
I lavoratori sono parte attiva nell'organizzazione della prevenzione perché possono portare
all'attenzione del Dirigente Scolastico problematiche relative alla loro salute e sicurezza,
direttamente oppure attraverso il loro rappresentante. Nei loro confronti il Dirigente deve adottare
ogni misura idonea a prevenire i rischi. Anche i lavoratori hanno alcuni obblighi:
1. Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre
persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni,
conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro.
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2. I lavoratori devono in particolare:
a)
contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all’adempimento degli
obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
b)
osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai
preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale;
c)
utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi
di trasporto, nonché i dispositivi di sicurezza;
d)
utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione;
e)
segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei
mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere c) e d), nonché qualsiasi eventuale condizione di
pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza,
nell’ambito delle proprie competenze e possibilità e fatto salvo l’obbligo di cui alla lettera f)
per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;
f)
non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione
o di controllo;
g)
non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza
ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori;
h)
partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro;
i)
sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto legislativo o comunque disposti
dal medico competente.
3. […]
(D.Lgs. 81 art. 59)
1. I lavoratori sono puniti:
a)
con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 200 a 600 euro per la violazione degli
articoli 20, comma 2, lettere b), c), d), e), f), g), h) ed i), e 43, comma 3, primo periodo;
b)
con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro per la violazione dell’articolo
20, comma 3.
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11.
LE SQUADRE DI EMERGENZA
Sono particolari gruppi di persone
scelti dal Dirigente Scolastico con lo scopo di tutelare i
lavoratori in caso di emergenza.
Le squadre di emergenza sono di tre tipi:
♦ squadra di evacuazione: guida e conduce fuori dallo stabile tutti gli occupanti;
♦ squadra antincendio: interviene in caso di incendio dando l'allarme ed eventualmente
spegnendo principi di incendio;
♦ squadra di primo soccorso : assiste la persona infortunata o colpita da malore nei luoghi di
lavoro.
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12.
I FATTORI DI RISCHIO NELLE SCUOLE
Riguardano:
•
Salute e sicurezza di lavoratori e Studenti
•
Aspetti organizzativi e gestionali
•
Rischi legati ad attività svolte in ambienti specifici (es. palestra, laboratori, ecc.)
A)
Salute e sicurezza di lavoratori e studenti
•
Impianto elettrico
•
Dispositivi antincendio
•
Uscite di emergenza
•
Rumore e confort acustico
•
Carico di lavoro fisico
•
Microclima
•
Illuminazione
•
Arredi
•
Attrezzature
•
ecc..
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B)
Aspetti organizzativi e gestionali:
•
Organizzazione del lavoro
•
Compiti, funzioni, responsabilità
•
Analisi, pianificazione e controllo
•
Informazione, formazione
•
Partecipazione
•
Norme e procedimenti di lavoro
•
Dispositivi di protezione individuale
•
Emergenza e pronto soccorso
•
Sorveglianza sanitaria, vaccinazioni
•
Lavori in appalto
C)
Rischi legati ad attività svolte in AMBIENTI SPECIFICI
Aree omogenee per rischio:
•
Area didattica normale, aule dove non sono presenti particolari attrezzature.
•
Area tecnica: laboratori di informatica, scienze, ceramica, ecc., locali tecnici, locali
annessi al refettorio.
•
Area attività collettive: refettorio, teatro.
•
Area attività sportive: palestre, impianti sportivi.
•
Depositi: biblioteca, deposito sussidi didattici, archivi.
•
Uffici
Durante le normali attività didattiche i rischi
a cui è possibile essere esposti sono relativi alle
strutture (pavimenti, porte, finestre, scale...) ed alle infrastrutture (impianti elettrici, termici...) con
cui si viene in contatto.
E' importante seguire tutte le indicazioni riportate sui segnali apposti in prossimità delle fonti di
rischio.
Se l'attività viene eseguita con la normale diligenza, ciò non comporta alcun rischio per docenti e
studenti.
E' importante fare attenzione alla presenza di segnali o cartelli vari e leggerli attentamente.
In generale:
♦ è vietato correre per i corridoi e le scale;
♦ è vietato entrare in luoghi il cui accesso è riservato;
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♦ è vietato ingombrare corridoi, porte, vie di esodo o uscite di sicurezza;
♦ è vietato alterare dispositivi di sicurezza;
♦ è vietato usare le uscite di emergenza se non per motivi di necessità;
♦ è vietato fumare;
♦ è obbligatorio mantenere ordine e pulizia nei locali della scuola;
♦ è obbligatorio attenersi alle disposizioni che regolano l'entrata e l'uscita dagli edifici;
♦ è obbligatorio osservare le disposizioni impartite attraverso segnali o ordini scritti.
Negli edifici scolastici vengono svolte anche attività di pulizia che prevedono l'impiego di prodotti
detergenti e disinfettanti. Tali prodotti, rigidamente controllati, saranno utilizzati
dagli addetti,
secondo le modalità ed i dosaggi indicati sulle confezioni; essi saranno inoltre custoditi in luoghi
non accessibili ai bambini/alunni.
13.
LE ATTIVITA' DIDATTICHE NELLE AULE SPECIALI
E' considerata aula speciale ogni locale della scuola nel quale gli allievi svolgano attività diverse
dalla normale attività di insegnamento, attraverso l'ausilio di attrezzature.
Il rischio principale è che le varie attrezzature presenti siano utilizzate in maniera difforme dalle
indicazioni dei costruttori o dei fabbricanti, o dalle indicazioni dei docenti.
E' necessario quindi:
♦ attenersi scrupolosamente alle indicazioni dei docenti;
♦ osservare il regolamento dell’aula (affisso alle pareti della stessa);
♦ non compiere operazioni o manovre di propria iniziativa;
♦ segnalare immediatamente malfunzionamenti di attrezzature;
♦ non rimuovere i dispositivi di sicurezza;
♦ non utilizzare le attrezzatura in modalità o per fini diversi da quelli previsti dal
costruttore;
♦ prima di eseguire qualsiasi operazione su impianti elettrici disinserire l'alimentazione,
assicurandosi che non ci sia tensione; evitare il contatto diretto con eventuali parti in
tensione; assicurarsi che i cavi elettrici siano in buono stato; estrarre le spine dalle
prese evitando di tirarle per il cavo.
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14.
LA PALESTRA
L'attività svolta in palestra è equiparata a quella di laboratorio e quindi, oltre a valere le indicazioni
illustrate precedentemente per le aule speciali, occorre
richiamare l'attenzione sul fatto che
l’attività in palestra presenta difficoltà sia in relazione agli esercizi che di solito si svolgono, sia per
le attrezzature presenti.
Perciò da un lato i docenti proporranno esercizi adeguati alle caratteristiche fisiche degli alunni e si
preoccuperanno di tenere sotto controllo gli attrezzi, e dall'altro
gli allievi avranno il preciso
obbligo di eseguire gli esercizi secondo le indicazioni ricevute.
15.
IL PIANO DI EMERGENZA
L'emergenza è un qualsiasi evento anomalo e improvviso rispetto alle normali attività: un incendio,
un'alluvione, un terremoto, un malore.
In tali situazioni il vero rischio è rappresentato dal panico incontrollato di singoli o gruppi che
possono compiere azioni dannose per la sicurezza e la salute di tutti.
Attraverso la predisposizione del piano di emergenza è possibile simulare l'emergenza e
far
apprendere alle persone comportamenti corretti e tesi alla tutela della salute e della sicurezza.
Obiettivi di un piano di emergenza:
♦ prevenire e limitare i pericoli per le persone,
♦ prestare soccorso alle persone;
♦ circoscrivere gli eventi dannosi;
♦ coordinare gli interventi interni con quelli di eventuali mezzi esterni (VV.FF., Protezione Civile,
Croce Rossa...)
Il piano di emergenza comprende due simulazioni di emergenza per ogni anno scolastico con
esercitazioni di evacuazione dalla scuola.
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a)
COMPITI DEL PERSONALE DOCENTE
In relazione al piano di emergenza il personale docente dovrà:
♦ informare adeguatamente gli allievi sulla necessità di una disciplinata osservanza delle
procedure indicate nel piano di emergenza, al fine di assicurare l'incolumità a se stessi e agli
altri;
♦ illustrare periodicamente il piano di evacuazione e tenere lezioni teorico-pratiche sulle
problematiche derivanti dall'instaurarsi di una situazione di emergenza all'interno dell'edificio
scolastico;
♦ assegnare i compiti di alunno apri fila, serra fila e aiutante disabili (mod.1)
Nelle prove di evacuazione dall'edificio scolastico e in caso di effettiva necessità,
i docenti presenti nelle classi, che costituiscono lasquadra di evacuazione, dovranno:
♦ intervenire prontamente
laddove si dovessero instaurare situazioni critiche dovute a panico;
♦ controllare che gli allievi apri e serra fila eseguano
correttamente i compiti;
♦ portare con sé il registro di classe per effettuare un controllo delle presenze ad
evacuazione avvenuta.
♦ segnalare tempestivamente al Resp. Emergenza situazioni anomale o di pericolo (es. la
mancanza di un alunno).
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Gli insegnanti di sostegno e/o gli educatori comunali, con l'aiuto, ove occorra, di altro
personale,
•• curano esclusivamente l’evacuazione degli alunni disabili loro affidati
•• predispongono l’uscita di detti alunni in coda alla classe(*)
•• danno la precedenza agli alunni con difficoltà motorie
(*) Considerate le oggettive difficoltà che comunque qualsiasi tipo di deficit può comportare in
occasione di una evacuazione, è opportuno predisporre l'uscita degli alunni in coda alla classe.
B)
COMPITI DEGLI ALUNNI
In relazione al piano di emergenza gli alunni dovranno svolgere, su assegnazione e controllo dei
docenti, le seguenti mansioni:
♦ funzione di apri fila (2 ragazzi) con il compito di aprire le porte e guidare i compagni verso la
zona di raccolta;
♦ funzione di serra fila (2 ragazzi) con il compito di assistere eventuali compagni in difficoltà e
chiudere la porta dell'aula dopo aver controllato che nessuno sia rimasto indietro; gli stessi
faranno da tramite con l'insegnante e la direzione delle operazioni per la trasmissione del
modulo di evacuazione (mod.2);
♦ aiutanti disabili (2 ragazzi)con il compito di aiutare gli alunni disabili a lasciare l'aula e a
raggiungere il punto di raccolta.
Gli allievi, non appena avvertito il segnale d'allarme, dovranno
adottare il seguente
comportamento:
- interrompere immediatamente ogni attività;
- mantenere l'ordine e l'unità della classe durante e dopo l'esodo;
- tralasciare il recupero di oggetti personali (cartelle, libri...);
- disporsi in fila evitando di urlare e chiamarsi (la fila sarà aperta dagli alunni apri fila e chiusa dai
serra fila);
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- rimanere collegati secondo le modalità illustrate nelle lezioni teorico-pratiche;
- seguire le indicazioni dell'insegnante che accompagnerà la classe per assicurare il rispetto delle
precedenze;
- camminare in modo sollecito, senza soste non preordinate e senza spingere o correre;
- collaborare con l'insegnante
per controllare le presenze dei compagni prima e dopo lo
sfollamento;
- attenersi strettamente a quanto ordinato dall'insegnante nel caso si verificassero contrattempi
che richiedano una improvvisa modifica delle indicazioni del piano.
- se si resta bloccati, bagnarsi completamente i vestiti, cercare rifugio il più lontano possibile
dall’incendio, in un locale accessibile ai soccorritori più dall’incendio.
- manifestare la propria presenza.
Coloro che dovessero trovarsi isolati, si aggregheranno alla classe o al gruppo più vicino,
segnalando la propria presenza agli altri; se ciò non fosse possibile procederanno all'evacuazione
individualmente seguendo la via di emergenza più vicina.
Appena giunti all'esterno segnaleranno la loro presenza all'insegnante.
IN PRESENZA DI FUMO
-
coprirsi la bocca e il naso con uno straccio bagnato.
-
mettersi a carponi e muoversi raso terra.
-
scendendo le scale invase dal fumo, avanzare sul lato del muro e tastando il muro.
16.
COMPITI DEL PERSONALE A.T.A.
In relazione al piano di emergenza alcune unità di personale A.T.A. sono nominativamente
incaricate di seguire
alcuni aspetti del piano con particolare riferimento alle segnalazioni e ai
collegamenti con l'esterno.
17.
PREVENZIONE INCENDI
In ogni scuola esistono addetti alla prevenzione incendiin possesso di specifica formazione.
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18.
LA NORMATIVA ANTIFUMO
E’ vietato fumare nei locali scolastici. Per evidenti ragioni educative è inoltre vietato fumare anche
nei cortili e comunque alla presenza degli alunni. Il funzionario incaricato di rilevare le infrazioni al
divieto di fumo e comminare le relative sanzioni è l’ insegnante (Vedi organigramma).
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19.
IL PRIMO SOCCORSO
Nella scuola esiste una unità di primo soccorso in possesso di specifica formazione in grado di
prestare un primo intervento nell’attesa dell’arrivo degli operatori del 118, che vanno sempre
chiamati in caso di malori o infortuni di una certa entità.
•
chiamare con la massima urgenza un Addetto al Pronto soccorso nel caso in cui una
persona abbia perdita di coscienza, emorragie o un malore o infortunio di qualche entità.
•
valutare la scena e controllarne la sicurezza
•
autoproteggersi
Chi deve chiamare il 118?
Chiunque è autorizzato a chiamare il 118 in caso d’urgenza, ma preferibilmente dovrebbe
farlo il collaboratore indicato nel piano d’emergenza.
REGOLE GENERALI
•
E’ fatto divieto a chiunque di muovere o anche solo girare una persona infortunata o
vittima di malore, salvo che per preservarlo da eventi palesemente dannosi (caduta,
crollo, incendio, ecc.).
•
Se la persona vittima di un malore o infortunio è cosciente, invitarla a non alzarsi e a
non muoversi, fino a che non ha ricevuto il benestare dell’Addetto al Pronto Soccorso
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Cosa fare in attesa dell’Addetto al Primo soccorso,
o dei soccorsi esterni?
• Rendere la scena sicura
allontanare le persone che non possono dare aiuto, allontanare oggetti o materiali pericolosi,
staccare la corrente (se necessario)
Se non è possibile rendere la scena sicura allertare le figure istituzionali in grado di farlo
(ad es. Vigili del Fuoco)
• Prendere la cassetta di pronto soccorso
Contemporaneamente alla chiamata dell’Addetto (o subito dopo), uno dei
presenti o il collaboratore scolastico del piano deve andare a prendere la più vicina cassetta di
pronto soccorso in modo che al suo arrivo l’Addetto al Pronto Soccorso la trovi già disponibile
e aperta.
• Collaborare alla buona riuscita dell’intervento
Tutti sono invitati a collaborare alla buona riuscita degli interventi di pronto soccorso, sia
seguendo le istruzioni, sia astenendosi dai comportamenti vietati.
Prestare soccorso non vuol dire praticare azioni e metodiche particolari, di pertinenza
solamente del personale qualificato, ma anche attivare semplicemente il 118 ed assistere la
vittima confortandola, in attesa di interventi qualificati.
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COME CI SI COMPORTA SE L’EMERGENZA E’ COSTITUITA DA UN
TERREMOTO?
•
non urlare
•
non precipitarsi fuori
•
non avvicinarsi alle finestre
•
nelle aule disporsi sotto i banchi o tavoli
•
nei corridoi disporsi lungo le pareti interne
•
restare in attesa dell’ordine di evacuazione
•
solo DOPO LA SCOSSA dirigersi al punto di raccolta con ordine
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20.
SEGNALETICA
Un segnale serve per dare una informazione. In funzione del tipo di informazione vengono usate
specifiche tipologie di cartelli come indicato negli esempi seguenti.
Cartelli di divieto
Cartelli di avvertimento
(pericolo)
Cartelli di prescrizione
(obbligo)
Vietato fumare
Tensione elettrica pericolosa
Guanti di protezione
obbligatoria
Caratteristiche:
Caratteristiche:
- forma rotonda;
- forma triangolare,
- pittogramma nero su fondo
- pittogramma nero su fondo
bianco con bordo e banda rossa giallo con bordo nero.
verso il basso da sinistra a
destra.
Caratteristiche:
- forma rotonda,
- pittogramma bianco su fondo
azzurro.
Cartelli di salvataggio
Percorso di fuga – Percorso di fuga - Percorso di fuga –
scendere scale a
direzione sx.
direzione diritto
dx.
Pronto soccorso
Uscita di
emergenza
Caratteristiche:
- forma quadrata o rettangolare,
- pittogramma bianco su fondo verde.
Cartelli antincendio
Caratteristiche:
- forma quadrata o rettangolare,
- pittogramma bianco su fondo rosso.
Estintore
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Idrante
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21.
RISCHIO ELETTRICO
•
CONTATTO DIRETTO: Si ha contatto diretto quando tocco conduttori “nudi” in tensione.
Nel caso di contatto “FASE –FASE” oppure “FASE – NEUTRO” il corpo prende tutta la tensione
possibile. É IL CASO PIÙ PERICOLOSO
CONTATTO INDIRETTO
Avviene quando si entra in
contatto con parti metalliche normalmente non in
tensione, ma che lo sono diventate a causa di un
guasto o della perdita di isolamento di alcuni
componenti.
Fig. : Contatto con parte accidentalmente in tensione:
contatto indiretto.
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PROTEZIONE DAI CONTATTI DIRETTI:
•
Evitare il contatto con elementi in tensione
•
Dichiarazione di conformità alla regola d’arte.
PROTEZIONE DAI CONTATTI INDIRETTI:
•
Apertura del circuito nel caso di dispersione di corrente
•
Verifiche periodiche dell’impianto elettrico
Interruttore differenziale + impianto di terra
In caso di isolamento difettoso o dispersione a terra,
l’interruttore differenziale posto nel quadro elettrico
interrompe la corrente
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MISURE DI SICUREZZA
Le prese multiple possono sovraccaricare
elettricamente la presa madre.
EVITARE LE MULTIPRESE A CASCATA
Le spine Shuko (con terra laterale non
devono essere infilate (magari forzando
l’inserimento) nelle prese normali (con
terra centrale). Deve essere utilizzato il
necessario adattatore.
Non tirate mai il cavo per estrarre la
spina. Potrebbero causarsi danni alla
spina e all'isolamento dei suoi fili fino a
provocare un possibile corto circuito
Evitare di utilizzare cavi elettrici non
correttamente isolati
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22.
RISCHIO INCENDIO
Spegnimento di liquidi infiammabili:
Occorre che il massimo del contenuto, meglio
la totalità, sia indirizzato al cuore del
combustione;
occorre fare molta attenzione a non colpire
direttamente e violentemente il pelo libero del
liquido, per il possibile spargimento del
combustibile con accentuazione dell'incendio.
Spegnimento dei combustibili solidi:
Porsi nella posizione che permette il maggior la
maggiore superficie di impatto con il fuoco; è
assai minore il rischio di spargimenti e
proiezioni di corpi incandescenti.
Il focolaio appena estinto non va mai
abbandonato se non dopo un periodo di tempo
tale che il suo riaccendersi sia improbabile.
N.B.
Mai usare acqua su quadri elettrici o apparecchi elettrici in tensione.
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23.
IL RISCHIO CHIMICO
Uso di prodotti chimici per le attività di pulizia
In base alle normative attualmente vigenti le sostanze sono considerate pericolose se
appartengono ad una o più delle seguenti categorie:
-
ESPLOSIVI, COMBURENTI, INFIAMMABILI (pericolosi per la sicurezza);
-
TOSSICI; NOCIVI; CORROSIVI; IRRITANTI (pericolosi per la salute);
Un prodotto/sostanza è pericoloso per la salute quando ha uno o più effetti nocivi sull'organismo
ed è tanto più pericoloso quanto più i suoi effettui sono letali per piccole dosi o brevi periodi di
esposizione.
Esposizione ad agenti chimici
L'esposizione del corpo umano ad una sostanza chimica può avvenire per:
-
ingestione; può essere dovuta a lavorazioni che comportano proiezione della sostanza
stessa o più frequentemente è dovuta all'assunzione di cibi o bevande nell'ambiente di lavoro
contaminato e/o al fumare con le mani sporche.
-
contatto; la sostanza chimica viene a contato con parti del corpo umano. Il passaggio delle
sostanze attraverso la pelle per contatto è inibito dallo strato di grasso naturalmente presente
sulla pelle, a cui è dovuta la difesa anche contro i batteri. Risulta quindi più facile la
penetrazione per le sostanze lipofile (cioè di sostanze che si legano con il grasso), mentre
composti che non possiedono questa caratteristica possono venire assorbiti in caso di
assenza di questo strato (ad esempio dopo il contatto con solventi organici), o in presenza di
lesioni (tagli, abrasioni, ecc..) .
-
inalazione; è la più frequente e la più pericolosa. Il grado di penetrazione delle sostanze
nell'organismo per via inalatoria dipende dalle dimensioni delle "particelle inspirate". Si
distinguono quindi: le polveri, i fumi e le nebbie, le fibre, i gas ed i vapori. Si è visto ad
esempio che fino ad un diametro di 2 micron (0,002 mm) le polveri possono essere trattenute
nelle vie aeree superiori (narici), mentre al di sotto di tale valore le particele non incontrano
nessun ostacolo per cui andranno a miscelarsi con il sangue in quantità proporzionale alla loro
naturale affinità con esso.
Il rischio da esposizione ad un agente chimico dipende dalla sua pericolosità per la salute, dalla
concentrazione nella quale è presente e dal tempo di esposizione. Limitando tali variabili è
possibile controllare preventivamente l’insorgenza degli effetti nocivi. ciò può essere fatto con l’uso
corretto dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) previsti quali ad esempio i guanti di
gomma .
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SIMBOLI DI IDENTIFICAZIONE DI PERICOLO
Pericoli di Natura Fisica (pericoloso per la sicurezza)
ESPLOSIVO [ E ]
Che può esplodere per effetto della fiamma o che è sensibile agli urti e agli attriti
più dei dinitrobenzene.
COMBURENTE [ O ]
Che a contatto con altre sostanze soprattutto se infiammabili, provoca una forte
reazione esotermica
INFIAMMABILE
FACILMENTE/ESTREMAMENTE INFIAMMABILE [ F / F+ ]
che allo stato solido può facilmente infiammarsi per la rapida azione di una
sorgente di accensione e che continua a bruciare o a consumarsi anche dopo
l'allontanamento della sorgente di accensione ovvero:
che allo stato liquido sia al punto di Infiammabilità inferiore ai 21 °C ovvero:
che allo stato gassoso si infiamma a contatto con fiamma a pressione normale
ovvero:
che a contatto con l'acqua (umidità) sprigiona gas facilmente infiammabile in
quantità pericolose.
Pericoli di Natura Biologica (Pericoloso per la salute)
CORROSIVO [ C ]
Che a contatto con i tessuti vivi può esercitare su di essi un'azione distruttiva
(ustioni)
IRRITANTE [ Xi ]
Che pur non essendo corrosivo, può produrre al contatto immediato, prolungato o
ripetuto con la pelle e le mucose una reazione infiammatoria
NOCIVO [ Xn ]
Che per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, può comportare rischi di
gravità limitata.
TOSSICO [ T ]
Che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea può Comportare rischi
gravi, acuti o cronici ed anche la morte
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La SCHEDA DI SICUREZZA
Le leggi nazionali e comunitarie stabiliscono l’obbligo per fabbricanti e fornitori di una sostanza
pericolosa, di fornire all'utilizzatore dell'agente chimico la scheda di sicurezza. Ogni sostanza
chimica pericolosa posta in commercio deve quindi essere provvista di scheda di sicurezza.
La scheda di sicurezza descrive quali sono i pericoli connessi all’uso dell’agente chimico
ed indica come manipolarlo nel modo migliore, ovvero come intervenire in caso di contatto
(ingestione, inalazione, contatto) con la sostanza.
La scheda di sicurezza, deve contenere almeno le 16 voci fissate dalla normativa che riportiamo di
seguito sottolineando quelle ritenute più significative per l'utilizzatore.
1.
Elementi identificativi della sostanza o del preparato e della società/impresa produttrice.
2.
Composizione/informazione sugli ingredienti.
3.
Indicazione dei pericoli.
4.
Misure di pronto soccorso.
5.
Misure antincendio.
6.
Misure in caso di fuoriuscita accidentale.
7.
Manipolazione e stoccaggio.
8.
Controllo dell'esposizione/protezione individuale.
9.
Proprietà fisiche e chimiche.
10.
Stabilità e reattività.
11.
Informazioni tossicologiche.
12.
Informazioni ecologiche.
13.
Considerazioni sullo smaltimento.
14.
Informazioni sul trasporto.
15.
Informazioni sulla regolamentazione.
16.
Altre informazioni.
Sulla scheda di sicurezza sono indicati i DPI da utilizzare per la manipolazione del prodotto.
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PRODOTTI DI PULIZIA
PRECAUZIONI D’USO E MODALITA’ DI PRIMO SOCCORSO
PRODOTTO
Per tutti i prodotti
PRECAUZIONI
Utilizzare guanti e indumenti
protettivi.
Evitare il contatto con gli
occhi.
Evitare l’inalazione.
Contatto con la pelle
Lavare con molta acqua. In
caso di ustioni o sintomi
persistenti consultare il
medico
PRECAUZIONI
PARTICOLARI
Contatto con g
Sciacquare con mo
anche sotto le palp
almeno 10 minuti.
visita oculistica
AGGIUNTIVE
Detergenti acidi
Possono provocare ustioni. Utilizzare occhiali protettivi, se usati puri
(disincrostanti – acido
muriatico - forforico)
Aerare i locali di lavoro e di stoccaggio
Disinfettanti cloroattivi
(candeggina -- varecchina) Non miscelare con prodotti acidi per evitare la formazione di gas tossici.
N.B. Non usare disinfettanti nelle condizioni ordinarie, solo saponi-tensioattivi.
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IL LAVORO AL VIDEOTERMINALE
FATICA
DEFINIZIONE DI FATICA (intesa come fatica generale, interessante tutto l'organismo), secondo
alcuni testi di ergonomia (prof. Grandjean):
La fatica e una sensazione salutare, se e possibile fermarsi e riposare. Invece, se si ignora tale
sensazione e ci si obbliga a continuare il lavoro, la sensazione di fatica aumenta fino a diventare
dolorosa ed alla fine schiacciante. L'esperienza quotidiana mostra chiaramente il significato
biologico della fatica, che gioca un ruolo nel mantenere la vita, molo simile a quello giocato da altre
sensazione come, per esempio, la fame, la sete, la paura, ecc..
FATICA LAVORATIVA (standard ISO 6385-1981): manifestazione locale o generale non
patologica dello sforzo lavorativo, completamente reversibile con il riposo.
ASTENOPIA (=fatica visiva) e corretto attribuirgli gli stessi concetti di non patologia e di
reversibilità.
In letteratura si dimostra che le componenti dell'astenopia, quando sono state oggetto di studio,
hanno sempre presentato un una rapida reversibilità con la sospensione dell'attività lavorativa.
Ad esempio:
=> la miopizzazione transitoria osservabile dopo alcune ore di lavoro al VDT;
=> la muscolatura oculare ritorna alle condizioni precedenti l'esposizione a VDT in modo
discretamente rapido;
=> è stato dimostrato il carattere di non cumulativo della fatica visiva.
OBIETTIVO D.L.gs 81/08 è di raggiungere un elevato livello di salute caratterizzato da assenza di
malattie, ma anche da assenza di disagio!!!
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D.Lgs.81/08 Titolo VII
“Attrezzatre munite di videoterminale” - artt. 172 ÷ 179
Art. 172. - Campo di applicazione
1. Le norme del presente titolo si applicano alle attivita' lavorative che comportano l'uso di
attrezzature munite di videoterminali.
2. Le norme del presente titolo non si applicano ai lavoratori addetti:
a) ai posti di guida di veicoli o macchine
b) ai sistemi informatici montati a bordo di un mezzo di trasporto
c) ai sistemi informatici destinati in modo prioritario all'utilizzazione da parte del pubblico
d) alle macchine calcolatrici, ai registratori di cassa e a tutte le attrezzature munite di un piccolo
dispositivo di visualizzazione dei dati o delle misure, necessario all'uso diretto di tale attrezzatura
e) alle macchine di videoscrittura senza schermo separato.
Art. 173. - Definizioni
1. Ai fini del presente decreto legislativo si intende per:
a) videoterminale: uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di
visualizzazione utilizzato
b) posto di lavoro: l'insieme che comprende le attrezzature munite di videoterminale,
eventualmente con tastiera ovvero altro sistema di immissione dati, incluso il mouse, il software
per l'interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse,
comprendenti l'unita' a dischi, il telefono, il modem, la stampante, il supporto per i documenti, la
sedia, il piano di lavoro, nonche' l'ambiente di lavoro immediatamente circostante
c) lavoratore: il lavoratore che utilizza un'attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico
o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all'articolo 175.
Capo II - Obblighi del datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti
Art. 174. - Obblighi del datore di lavoro
1. Il datore di lavoro, all'atto della valutazione del rischio di cui all'articolo 28, analizza i posti di
lavoro con particolare riguardo:
a) ai rischi per la vista e per gli occhi
b) ai problemi legati alla postura ed all'affaticamento fisico o mentale
c) alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale.
2. Il datore di lavoro adotta le misure appropriate per ovviare ai rischi riscontrati in base alle
valutazioni di cui al comma 1, tenendo conto della somma ovvero della combinazione della
incidenza dei rischi riscontrati.
3. Il datore di lavoro organizza e predispone i posti di lavoro di cui all'articolo 173, in conformita' ai
requisiti minimi di cui all'allegato XXXIV.
Art. 175. - Svolgimento quotidiano del lavoro
1. Il lavoratore, ha diritto ad una interruzione della sua attivita' mediante pause ovvero
cambiamento di attivita'.
2. Le modalita' di tali interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva anche aziendale.
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3. In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l'interruzione di cui al comma 1, il
lavoratore comunque ha diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di
applicazione continuativa al videoterminale.
4. Le modalita' e la durata delle interruzioni possono essere stabilite temporaneamente a livello
individuale ove il medico competente ne evidenzi la necessita'.
5. E' comunque esclusa la cumulabilita' delle interruzioni all'inizio ed al termine dell'orario di lavoro.
6. Nel computo dei tempi di interruzione non sono compresi i tempi di attesa della risposta da parte
del sistema elettronico, che sono considerati, a tutti gli effetti, tempo di lavoro, ove il lavoratore non
possa abbandonare il posto di lavoro.
7. La pausa e' considerata a tutti gli effetti parte integrante dell'orario di lavoro e, come tale, non e'
riassorbibile all'interno di accordi che prevedono la riduzione dell'orario complessivo di lavoro.
Art. 176. - Sorveglianza sanitaria
1. I lavoratori sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 41, con particolare
riferimento:
a) ai rischi per la vista e per gli occhi
b) ai rischi per l'apparato muscolo-scheletrico.
2. Sulla base delle risultanze degli accertamenti di cui al comma 1 i lavoratori vengono classificati
ai sensi dell'articolo 41, comma 6.
3. Salvi i casi particolari che richiedono una frequenza diversa stabilita dal medico competente, la
periodicita' delle visite di controllo e' biennale per i lavoratori classificati come idonei con
prescrizioni o limitazioni e per i lavoratori che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di eta'
quinquennale negli altri casi.
4. Per i casi di inidoneita' temporanea il medico competente stabilisce il termine per la successiva
visita di idoneita'.
5. Il lavoratore e' sottoposto a visita di controllo per i rischi di cui al comma 1 a sua richiesta,
secondo le modalita' previste all'articolo 41, comma 2, lettera c).
6. Il datore di lavoro fornisce a sue spese ai lavoratori i dispositivi speciali di correzione visiva, in
funzione dell'attivita' svolta, quando l'esito delle visite di cui ai commi 1, 3 e 4 ne evidenzi la
necessita' e non sia possibile utilizzare i dispositivi normali di correzione.
Art. 177. - Informazione e formazione
1. In ottemperanza a quanto previsto in via generale dall'articolo 18, comma 1, lettera l), il datore di
lavoro:
a) fornisce ai lavoratori informazioni, in particolare per quanto riguarda:
1) le misure applicabili al posto di lavoro, in base all'analisi dello stesso di cui all'articolo 174
2) le modalita' di svolgimento dell'attivita'
3) la protezione degli occhi e della vista
b) assicura ai lavoratori una formazione adeguata in particolare in ordine a quanto indicato al
comma 1, lettera a).
D.Lgs 81/08 - ALLEGATO XXXIV - Requisiti minimi
Osservazione preliminare.
Gli obblighi previsti dal presente allegato si applicano al fine di realizzare gli obiettivi del titolo VII.
I requisiti minimi previsti dal presente allegato si applicano anche alle attività di cui all'articolo 3,
comma
7.
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1. Attrezzature
a) Osservazione generale
L'utilizzazione in sé dell'attrezzatura non deve essere fonte di rischio per i lavoratori .
b) Schermo.
La risoluzione dello schermo deve essere tale da garantire una buona definizione, una forma
chiara, una grandezza sufficiente dei caratteri e, inoltre, uno spazio adeguato tra essi.
L'immagine sullo schelmo deve essere stabile esente da farfallamento, tremolio o da altre forme di
instabilità.
La brillanza e/o il contrasto di luminanza tra i caratteri e lo sfondo dello schermo devono essere
facilmente regolabili da parte dell'utilizzatore del videoterminale e facilmente adattabili alle
condizioni ambientali.
Lo schermo deve essere orientabile ed inclinabile liberamente per adeguarsi facilmente alle
esigenze dell'utilizzatore.
È possibile utilizzare un sostegno separato per lo schermo o un piano regolabile.
Sullo schermo non devono essere presenti riflessi e riverberi che possano causare disturbi
all'utilizzatore durante lo svolgimento della propria attività.
Lo schermo deve essere posizionato di fronte all'operatore in maniera che, anche agendo su
eventuali meccanismi di regolazione, lo spigolo superiore dello schermo sia posto un pò più in
basso dell'orizzontale che passa per gli occhi dell' operatore e ad una distanza degli occhi pari a
circa 50-70 cm, per i posti di lavoro in cui va assunta preferenzialmente la posizione seduta.
c) Tastiera e dispositivi di puntamento.
La tastiera deve essere separata dallo schermo e facilmente regolabile e dotata di meccanismo di
variazione della pendenza onde consentire al lavoratore di assumere una posizione confortevole e
tale da non provocare l'affaticamento delle braccia e delle mani.
Lo spazio sul piano di lavoro deve consentire un appoggio degli avambracci davanti alla tastiera
nel corso della digitazione, tenendo conto delle caratteristiche antropometriche dell'operatore.
La tastiera deve avere una superficie opaca onde evitare i riflessi.
La disposizione della tastiera e le caratteristiche dei tasti devono agevolarne l'uso. I simboli dei
tasti devono presentare sufficiente contrasto ed essere leggibili dalla normale posizione di lavoro.
Il mouse o qualsiasi dispositivo di puntamento in dotazione alla postazione di lavoro deve essere
posto sullo stesso piano della tastiera, in posizione facilmente raggiungibile e disporre di uno
spazio adeguato per il suo uso.
d) Piano di lavoro
Il piano di lavoro deve avere una superficie a basso indice di riflessione, essere stabile, di
dimensioni sufficienti a permettere una disposizione flessibile dello schema, della tastiera, dei
documenti e del materiale accessorio.
L'altezza del piano di lavoro fissa o regolabile deve essere indicativamente compresa fra 70 e 80
cm. Lo spazio a disposizione deve permettere l'alloggiamento e il movimento degli arti inferiori,
nonché l'ingresso del sedile e dei braccioli se presenti.
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La profondità del piano di lavoro deve essere tale da assicurare una adeguata distanza visiva dallo
schermo.
Il supporto per i documenti deve essere stabile e regolabile e deve essere collocato in modo tale
da ridurre al minimo i movimenti della testa e degli occhi.
e) Sedile di lavoro.
Il sedile di lavoro deve essere stabile e permettere all'utilizzatore libertà nei movimenti, nonché una
posizione comoda. Il sedile deve avere altezza regolabile in maniera indipendente dallo schienale
e dimensioni della seduta adeguate alle caratteristiche antropometriche dell'utilizzatore.
Lo schienale deve fornire un adeguato supporto alla regione dorso-lombare dell'utente. Pertanto
deve essere adeguato alle caratteristiche antropometriche dell'utilizzatore e deve avere altezza e
inclinazione regolabile nell'ambito di tali regolazioni l'utilizzatore dovrà poter fissare lo schienale
nella posizione selezionata.
Lo schienale e la seduta devono avere bordi smussati r materiali devono presentare un livello di
permeabilità tali da non compromettere il comfort dell'utente e pulibili.
Il sedile deve essere dotato di un meccanismo girevole per facilitare i cambi di posizione e deve
poter essere spostato agevolmente secondo le necessità dell'utilizzatore.
Un poggiapiedi sarà messo a disposizione di coloro che lo desiderino per far assumere una
postura adeguata agli arti inferiori. Il poggiapiedi non deve spostarsi involontariamente durante il
suo uso.
f) Computer portatili
L'impiego prolungato dei computer portatili necessita della fornitura di una tastiera e di un mouse o
altro dispositivo di puntamento esterni nonché di un idoneo supporto che consenta il corretto
posizionamento dello schermo.
2. Ambiente
a) Spazio
Il posto di lavoro deve essere ben dimensionato e allestito in modo che vi sia spazio sufficiente per
permettere cambiamenti di posizione e movimenti operativi.
b) Illuminazione
L'illuminazione generale e specifica (lampade da tavolo) deve garantire un illuminamento
sufficiente e un contrasto appropriato tra lo schermo e l'ambiente circostante, tenuto conto delle
caratteristiche del lavoro e delle esigenze visive dell'utilizzatore.
Riflessi sullo schermo, eccessivi contrasti di luminanza e abbagliamenti dell'operatore devono
essere evitati disponendo la postazione di lavoro in funzione dell'ubicazione delle fonti di luce
naturale
e
artificiale.
Si dovrà tener conto dell' esistenza di finestre, pareti trasparenti o traslucide, pareti e attrezzature
di colore chiaro che possono determinare fenomeni di abbagliamento diretto e/o indiretto e/o
riflessi sullo schermo.
Le finestre devono essere munite di un opportuno dispositivo di copertura regolabile per attenuare
la luce diurna che illumina il posto di lavoro.
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Via Digione, 20 – 41034 Finale Emilia (MO)
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d) Rumore
Il rumore emesso dalle attrezzature presenti nel posto di lavoro non deve perturbare l'attenzione e
la comunicazione verbale.
f) Radiazioni
Tutte le radiazioni, eccezion fatta per la pane visibile dello spettro elettromagnetico, devono essere
ridotte a livelli trascurabili dal punto di vista della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori
e) Parametri microclimatici
Le condizioni microclimatiche non devono essere causa di discomfort per i lavoratori.
Le attrezzature in dotazione al posto di lavoro non devono produrre un eccesso di calore che
possa essere fonte di discomfort per i lavoratori.
3. Intertaccia elaboratore/uomo
All'atto dell'elaborazione, della scelta, dell'acquisto del software, o allorchè questo venga
modificato, come anche nel definire le mansioni che implicano l'utilizzazione di unità
videoterminali, il datore di lavoro terrà conto dei seguenti fattori:
a) il software deve essere adeguato alla mansione da svolgere
b) il software deve essere di facile uso adeguato al livello di conoscenza e di esperienza
dell'utilizzatore. Inoltre nessun dispositivo di controllo quantitativo o qualitativo può essere
utilizzato all'insaputa dei lavoratori
c) il software deve essere strutturato in modo tale da fornire ai lavoratori indicazioni comprensibili
sul corretto svolgimento dell'attività
d) i sistemi devono fornire l'informazione di un formato e ad un ritmo adeguato agli operatori
e) i principi dell'ergonomia devono essere applicati in particolare all'elaborazione dell'informazione
da parte dell'uomo.
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LE POSTAZIONI VDT
RAPPRESENTAZIONE DEI PARAMETRI INERENTI :
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ILLUMINAZIONE
NATURALE ED
ARTIFICIALE.
ILLUMINAZIONE ARTIFICIALE.
γγ
Con
angolo
(rapporto
tra
distanza a l’altezza
hs della sorgente
rispetto
all’osservatore)
<
45°,
normalmente
non
vi
è
abbagliamento, ciò si
ottiene con lampade
tipo dark-light
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Allegati al POF 2015-2016 - Liceo Scientifico Statale “Morando