PROGRAMMA IMMIGRAZIONE 2011
DELLA REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA
AMBITO INFORMAZIONE
SERVIZI TERRITORIALI E SOCIALI
PIANO TERRITORIALE
IMMIGRAZIONE 2011
PROVINCIA DI GORIZIA
Premessa
L'epoca in cui viviamo si caratterizza per la sua complessità di rapporti che possono
essere rappresentati e descritti in diversi modi. È proprio questo l'elemento
caratterizzante della complessità: la non univocità delle letture. Questo mette a dura
prova le generazioni attuali. Convivono infatti persone che hanno superato la seconda
guerra mondiale e che hanno ricostruito con sacrificio il nostro Paese, persone che hanno
vissuto l'epoca della messa in discussione di alcuni valori nel 1968 e nel 1977, persone che
hanno vissuto in epoca di boom economico. Ci sono persone che hanno partecipato alla
conquista dei diritti fondamentali e di libertà importanti e persone che ne fruiscono senza
la consapevolezza della fatica spesa: pensiamo ad esempio al diritto di voto delle donne,
alla legge di parità tra uomo e donna e a tante conquiste in campo sanitario e sociale che
appartengono ormai al secolo scorso. Ancora convivono persone denominate "nativi
digitali" con altre che hanno visto lo sviluppo della tecnologia avanzare a grandi passi,
quasi da non ricordare più come si stava e si comunicava prima.
Sicuramente queste convivenze comportano la necessità di condividere codici di
riferimento che non sempre e non solo sono linguistici.
Inoltre, la convivenza delle persone su un medesimo territorio non è stata stabile
nel corso del tempo. Il fenomeno migratorio infatti è sempre stato presente nella nostra
provincia e nella nostra regione, sia dalla montagna verso i luoghi di lavoro della pianura
e della costa sia verso stati stranieri. Proprio della nostra provincia sono ad esempio i
cittadini di Avellaneda di Santa Fè in Argentina.
Lo spostamento da un territorio ad un altro implica abbandonare un luogo
conosciuto e parte della propria identità per trovarne altri (non subito uno d'elezione)
che, spesso, nulla hanno a che fare con il nostro mondo di riferimento: privati della
possibilità di comunicare nella propria lingua, al di fuori delle proprie abitudini
alimentari, religiose, culturali, gli immigrati devono trovare dei punti di riferimento, farli
propri per non perdersi, valorizzarli attraverso un'attribuzione di senso che non è
automatica, anzi è faticosa. In poche parole, devono ristrutturare la propria identità.
Ma l'identità non è forse qualcosa sempre in evoluzione? Da bambini si passa ad
essere adulti e poi anziani, da inesperti ad esperti, da studenti a lavoratori, a pensionati,
da figli a genitori e così via.
Allora più che le differenze si potrebbero sottolineare le somiglianze, le
condivisioni, le possibilità e le difficoltà in un'epoca in cui la solidarietà e l'umanità non
sono valori scontati, ma sempre più sentiti e richiesti: la solidarietà viene chiesta alle
istituzioni, evidenziata dalla costituzione delle reti, auspicata nei diversi territori,
l'umanità cercata nelle relazioni, anche politiche.
Non pare qui inopportuno citare Gregory Bateson quando afferma "la vita è un
inferno e solo gli attori sulla scena possono continuare a comportarsi in maniera
uniforme"1.
È questo un chiaro invito a riflettere sulla vita e sul comportamento, ad analizzare
la situazione che solo sulla scena si può rendere statica, mentre nella vita reale è
dinamica e ammette l'errare inteso sia come errore/non coincidenza con il previsto sia
come andare/incamminarsi verso una meta. E' il dinamismo dell'identità: un processo che
non è garantito dalla verità, ma è soggetto ad incontri e scontri che deviano il percorso
progettato, un'evoluzione continua che Edgar Morin ben definisce dicendo che
1
G. Bateson, Dove gli angeli esitano, Adelphi ed., MI, 2002, p.83
"navighiamo in un oceano di incertezze attraverso un arcipelago di certezze"2 e per
questo è necessario educare all'incertezza come uno dei sette saperi necessari per
l'educazione del futuro.
All'interno di questa necessariamente semplificata analisi del contesto culturale e
relazionale, si colloca la terza programmazione del Piano provinciale per l'immigrazione,
forte delle conquiste degli anni precedenti, ma aperto alle evoluzioni che
necessariamente la progettualità comporta, in un processo aperto di ricerca e
aggiustamento continuo basato su alcuni capisaldi che val la pena di evidenziare,
individuando il ruolo della Provincia come collante e catalizzatore delle varie azioni del
territorio. Questa indica, nella programmazione, alcune direzioni di senso:
• il valore del piano come strumento che permette di investigare il "fenomeno
immigrazione", la sua evoluzione, le sue necessità e il rapporto con il territorio
e costituisce occasione di analisi e monitoraggio costante della sua evoluzione
sia in termini quantitativi sia qualitativi di analisi dei bisogni;
• l’analisi degli elementi di positività da rafforzare e di criticità da risolvere per
quanto attiene alla capacità del sistema di rispondere alle esigenze specifiche,
integrandole con quelle del territorio e delle seconde generazioni, dal punto di
vista dei rapporti con il mondo del lavoro, del sociale e dell'istruzione,
restituendone a sua volta un'immagine di sistema;
• il mantenimento dell'approccio multidisciplinare nella trattazione del tema
immigrazione, supportato da azioni concrete tramite i progetti esistenti che
sono stati condivisi, hanno dato prova di efficacia e sono stati da stimolo alla
creazione di reti tra soggetti pubblici e privati, consentendo il coordinamento
delle azioni e delle tematiche;
• la valorizzazione e diffusione delle buone prassi attraverso il documento
cartaceo del Piano e il sito dell’Osservatorio Provinciale per le Politiche Sociali.
L’Assessore al Lavoro e Welfare
Bianca Della Pietra
2
E. Morin, I sette saperi necessari all'educazione del futuro, Raffaello Cortina editore, MI, 2001
Provincia di Gorizia – Piano territoriale immigrazione 2011
Ambito informazione- Servizi territoriali e sociali
Introduzione
Con il Programma immigrazione 2011, approvato con Deliberazione della Giunta
regionale n. 753 del 29 aprile 2011, si consolidano i rapporti tra le quattro Province e la
Regione nell’attuazione delle azioni ascrivibili all’ambito “istruzione e formazione” e
all’ambito “informazione”. Nuovamente i settori di intervento riservati alla
programmazione di livello provinciale riguardano i moduli formativi di insegnamento della
lingua italiana, attraverso la sottoscrizione di accordi con i Centri Territoriali Permanenti
per l’educazione degli adulti, e i servizi territoriali e sociali, da attuarsi mediante lo
strumento del Piano territoriale. La Regione opera in altri settori di intervento: istruzione
(ad esclusione dei citati moduli di insegnamento della lingua italiana), casa, sociosanitario (mediazione culturale in ambito sanitario) e nell’ambito intersettoriale. Vista
l’importanza dell’integrazione dei vari settori d’intervento, seppur con le ovvie
specificità, il Piano della la Provincia di Gorizia deve sicuramente tener conto delle
ricadute delle citate azioni regionali – ma non solo – sul territorio provinciale, trovando
occasione di dialogo e confronto con tutti i soggetti operanti, anche con coloro non
direttamente coinvolti nell’attuazione del Piano territoriale (ad esempio gli Enti attuatori
di progetti a valere su Fondi europei, quali il Fondo Europeo per l'Integrazione dei
cittadini di Paesi terzi).
La Provincia di Gorizia stessa, operando nel settore immigrazione in maniera
strutturata oramai da oltre un quinquennio, non esaurisce i propri interventi, diretti o
indiretti, con le azioni previste nel Piano, da qui il proponimento di avvalersi di questo
strumento anche come momento di sintesi e riflessione generale sul tema.
Le azioni che la Provincia di Gorizia ha attuato nell’ultimo quinquennio:
• l’osservazione del fenomeno attraverso l’attività dell’Osservatorio provinciale
sulle politiche sociali e la pubblicazione dell’indagine “La presenza degli alunni
stranieri”;
• l’attivazione di servizi di informazione e comunicazione, quale il Progetto
Passepartout (newsletter tematica, trasmissione radiofonica plurilingue e
osservatorio del fenomeno immigrazione), oramai concluso, in collaborazione
con la Provincia di Udine che ha agito come ente capofila;
• il servizio diretto all’utente immigrato, attraverso il Progetto Sportelli in rete,
ovvero gli sportelli informativi di Gorizia e di Monfalcone – di cui attualmente è
attivo quello di Monfalcone presso il Centro per l’impiego - gestiti dalle
associazioni di volontariato in convenzione con la Provincia, che fornisce
indicazioni su lavoro, casa, salute, rapporti con enti pubblici, diritti, doveri,
regole ecc;
• i servizi volti all’integrazione dei cittadini stranieri, attraverso la menzionata
competenza dei Centri Territoriali Permanenti relativa alla diffusione della
lingua italiana e dell’educazione civica per adulti stranieri, alla cui
programmazione concorre l’Assessorato all’Istruzione della Provincia di Gorizia;
• la programmazione nel settore informativo, con l’approvazione dei Piani
territoriali immigrazione 2009 e 2010 e la loro successiva attuazione in forma
diretta o indiretta (convenzione/bando);
• nell’ambito specifico dei richiedenti asilo e rifugiati, l’avvio, nel 2009, del
progetto Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) di cui la
Provincia è Ente capofila;
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Provincia di Gorizia – Piano territoriale immigrazione 2011
Ambito informazione- Servizi territoriali e sociali
•
il partenariato in progettualità attivate da enti pubblici o del privato sociale a
valere su bandi regionali (Programma immigrazione FVG), nazionali e europei
(Fondi FER, Fondi FEI, ecc).
Nel 2009 e nel 2010 la Provincia di Gorizia, attraverso i propri Piani territoriali, ha
avviato un processo programmatorio che viene implementato con il Piano 2011 e che
poggia su basi già consolidate dal punto di vista operativo, quali il fattivo confronto con i
soggetti del territorio e la presa in carico del tema immigrazione a 360 gradi.
A conclusione del Piano immigrazione 2011 si intende avviare un processo di
attenta valutazione di tutte le azioni realizzate nel triennio per elaborare adeguate
strategie di intervento finalizzate alla concretizzazione di un sistema di interventi che
risponda adeguatamente ai reali bisogni del territorio.
Come nei due precedenti Piani, alla descrizione del contesto territoriale di
riferimento segue la descrizione dei fabbisogni, individuati anche alla luce dell’attuazione
dei precedenti Piani. Successivamente vengono descritti gli obiettivi e le azioni che la
Provincia di Gorizia auspica di realizzare nel periodo di validità del Piano
(dall’approvazione da parte della Regione Friuli Venezia Giulia al 31 luglio 2012) con la
dotazione finanziaria assegnata.
Contesto territoriale di riferimento
In stretta sinergia con l’Osservatorio Provinciale sulle Politiche Sociali della
Provincia3, strumento di raccolta e rielaborazione di dati qualitativi e quantitativi
finalizzati alla conoscenza del contesto socio-economico del territorio isontino, sono state
elaborati specifici prospetti di sintesi relativi alla condizione della popolazione straniera
(numerosità, caratteristiche demografiche, motivi della presenza, ecc.) nella
consapevolezza che qualsiasi programmazione deve basarsi su solide basi conoscitive dei
fenomeni. In sintesi si osserva un rallentamento dei nuovi ingressi di cittadini stranieri, in
particolare dei maschi; le caratteristiche demografiche confermano che la popolazione
straniera immigrata è di giovane età e, come nel passato, il Monfalconese risulta il
territorio su cui maggiormente insistono i cittadini stranieri.
La popolazione straniera residente in provincia di Gorizia al 31 dicembre 2010 è
pari a 10.870 persone con un’incidenza percentuale del 7,6% e con una distribuzione
territoriale che vede l’Ambito Basso Isontino maggiormente coinvolto nei processi
migratori: nel territorio dell’Ambito/Distretto di Gorizia sono infatti 4.429 i cittadini
stranieri residenti, pari al 40,7% del totale, mentre nel Monfalconese sono 6.441, il 59,3%
del totale.
Per quanto attiene la distribuzione territoriale a livello comunale, la maggiore
incidenza percentuale si osserva nei comuni più popolosi: Gorizia conta 3.106 cittadini
stranieri residenti (in lieve flessione rispetto al 2009), pari all’8,7% della popolazione
comunale e al 28,6% dei cittadini stranieri della provincia; a Monfalcone, con 4.270
residenti stranieri (dato in aumento del 4,2% rispetto all’anno precedente), è concentrato
il 39,3% della popolazione straniera provinciale, con un’incidenza del 15,3%: 1 residente
su 7 è di origini straniere.
3
http://opps.provincia.gorizia.it
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Provincia di Gorizia – Piano territoriale immigrazione 2011
Ambito informazione- Servizi territoriali e sociali
Tab. 1 - Incidenza percentuale popolazione straniera residente al 31 dicembre 2010 per comune
Variazione
stranieri
2010
2009-2010
di cui
%
v.a.
%
Residenti stranieri stranieri
49
2,8
2
4,3
Capriva del Friuli
1.747
408
5,3
7
1,7
Cormons
7.698
34
2,3
3
9,7
Doberdo del Lago
1.462
12
3,1
2
20,0
Dolegna del Collio
387
52
3,0
-2
-3,7
Farra d'Isonzo
1.754
120
3,9
15
14,3
Fogliano Redipuglia
3.072
3.106
8,7
-9
-0,3
Gorizia
35.762
305
4,6
20
7,0
Gradisca d'Isonzo
6.617
532
6,2
35
7,0
Grado
8.614
60
3,8
-5
-7,7
Mariano del Friuli
1.592
47
4,8
9
23,7
Medea
979
4.270
15,3
174
4,2
Monfalcone
27.877
24
3,2
8
50,0
Moraro
761
46
2,7
-5
-9,8
Mossa
1.674
86
2,3
1
1,2
Romans d'Isonzo
3.732
667
5,5
43
6,9
Ronchi dei Legionari
12.124
93
4,1
21
29,2
Sagrado
2.267
268
4,2
13
5,1
San Canzian d'Isonzo
6.383
5
0,6
-2
-28,6
San Floriano del Collio
811
23
1,5
1
4,5
San Lorenzo Isontino
1.557
69
3,4
10
16,9
San Pier d'Isonzo
2.017
59
3,4
6
11,3
Savogna d'Isonzo
1.739
365
5,0
29
8,6
Staranzano
7.257
116
4,2
6
5,5
Turriaco
2.756
54
3,1
2
3,8
Villesse
1.729
70.806
4.429
6,3
56
1,3
Totale Ambito Alto Isontino
71.562
6.441
9,0
328
5,4
Totale Ambito Basso Isontino
142.368 10.870
7,6
384
3,7
Totale provincia di Gorizia
Fonte: elaborazione O.P.P.S. della Provincia di Gorizia su dati Anagrafi comunali
La distribuzione per genere (Fig. 1) mostra la prevalenza del genere maschile
(5.841 maschi contro 5.029 femmine) con un’incidenza pari al 54%, con un differenziale di
un punto percentuale in più di presenze femminili su quelle maschili rispetto al 2009,
mentre la suddivisione per macroclassi d’età (Tab. 2) evidenzia un carattere tipico delle
migrazioni, la giovane età dei cittadini residenti: l’84,4% degli stranieri ha un’età
inferiore ai 50 anni, mentre i minori sono il 20,9% (2.267) contro il 14,5% (20.614)
riscontrato nella popolazione complessivamente residente. La classe più significativa è
quella dei giovani adulti (età compresa tra i 25 e i 49 anni) con 3.176 maschi e 2.606
femmine. Rispetto al 2009, in questa fascia d’età, vi è un incremento di presenza
femminile, pari a 144 unità, mentre la corrispondente presenza maschile rimane stabile.
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Provincia di Gorizia – Piano territoriale immigrazione 2011
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L’età media della popolazione straniera è pari a circa 32 anni, ben al di sotto dell’età
media della popolazione complessivamente residente, che è di 46 anni.
Fig. 1 – Popolazione straniera residente per genere
maschi
femmine
46%
54%
Fonte: elaborazione O.P.P.S. della Provincia di Gorizia su dati Anagrafi Comunali
Tab. 2 – Popolazione straniera residente al 31 dicembre 2010 per macroclassi d’età
Maschi
Femmine
v.a.
v.a.
v.a.
%
1.015
936
1.951
17,9
755
682
1.437
13,2
3.176
2.606
5.782
53,2
Adulti (50-64)
806
642
1.448
13,3
Anziani (65-84)
81
147
228
2,1
8
16
24
0,2
5.841
5.029
10.870
100,0
Bambini/ragazzi (0-14)
Giovani (15-24)
Giovani adulti (25-49)
Grandi anziani (85 e oltre)
Totale
Totale
Fonte: elaborazione O.P.P.S. della Provincia di Gorizia su dati Anagrafi comunali
La piramide dell’età (Fig. 2) mostra una forma ad albero con una base larga (418
maschi e 467 femmine di età tra i 0 e i 4 anni), che si espande a partire dalla classe 2024, con un nucleo molto ampio di giovani tra i 20 e i 39 anni. I residenti stranieri con età
superiore ai 60 anni sono poco numerosi, anche se si registra una tendenza all’aumento
(pari a 40 unità) rispetto al 2009 che, se confermata nel tempo, porterebbe ad
interessanti valutazioni di carattere sociale riferite alla composizione delle cosiddette
terze e quarte età.
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Ambito informazione- Servizi territoriali e sociali
Fig. 2 – Piramide età della popolazione straniera residente al 31 dicembre 2010
0
> 100
95-99
0
90-94
1 0
85-89
7 16
80-84
8 10
75-79
14 22
70-74
36 43
65-69
23 72
60-64
102 146
55-59
286 210
50-54
418 286
45-49
544 417
40-44
677 467
35-39
669 537
30-34
750 635
25-29
536 550
20-24
459 406
15-19
296 276
10-14
242 227
5-9
306 291
0-4
467 418
1000
500
maschi
0
femmine
500
1000
Fonte: elaborazione O.P.P.S. della Provincia di Gorizia su dati Anagrafi comunali
Fig. 3 – Incidenza percentuale popolazione straniera residente – evoluzione
10,0%
9,0%
8,0%
7,4%
7,0%
6,0%
7,6%
6,8%
6,0%
Alto isontino
5,3%
Basso isontino
5,0%
Provincia di Gorizia
4,0%
3,0%
2,0%
1,0%
0,0%
2006
2007
2008
2009
2010
Fonte: elaborazione O.P.P.S. della Provincia di Gorizia su dati Anagrafi Comunali
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Provincia di Gorizia – Piano territoriale immigrazione 2011
Ambito informazione- Servizi territoriali e sociali
Sulla base dei dati raccolti dall’Osservatorio Provinciale sulle Politiche Sociali (Fig.
3), in provincia di Gorizia si rileva nell’ultimo periodo un incremento del fenomeno
migratorio, con un aumento del numero di cittadini stranieri residenti. L’incremento a
livello provinciale, dal 2006 al 2010, è di oltre 2,3 punti percentuali (dal 5,3% al 7,6%): in
valori assoluti gli stranieri residenti sono 7.453 al 31 dicembre 2006 e 10.870 al 31
dicembre 2010, con un incremento di 3.417 unità. E’ evidente dal grafico che
l’andamento di crescita della presenza di popolazione straniera sul territorio è però meno
marcato a partire dal 2008, in coincidenza con i primi segni di flessione economica legati
alla congiuntura di crisi europea e americana.
Il monitoraggio relativo all’evoluzione della presenza di immigrati residenti
costituisce un valido strumento di previsione per il futuro; nella tabella 3 vengono
pertanto indicati gli incrementi percentuali per ciascun biennio.
Tab. 3 - Incrementi percentuali annui popolazione straniera residente
2005-2006 2006-2007 2007-2008 2008-2009 2009-2010
7,7%
11,6%
12,4%
6,2%
1,5%
Femmine
14,0%
16,4%
16,9%
10,9%
6,3%
Totale
10,3%
13,7%
14,4%
8,2%
3,7%
Maschi
Fonte: elaborazione O.P.P.S. della Provincia di Gorizia su dati Anagrafi Comunali
Il decisivo incremento delle presenze di nuovi cittadini residenti nel 2007 (+13,7%)
è stato confermato nel 2008 (+14,4% rispetto al 2007). Nel 2009, seppur in aumento (in
valori assoluti 799 nuovi cittadini stranieri residenti), l’incremento segna una battuta
d’arresto. Nel 2010 i flussi migratori sono nuovamente in diminuzione: i nuovi arrivati
infatti sono la metà dell’anno precedente (384 nuovi residenti, +3,7%). Nel precedente
Piano territoriale si ipotizzava che la crisi economica avrebbe comportato una progressiva
attenuazione dei flussi migratori sia per la diminuzione dei nuovi ingressi sia per probabili
flussi di rientro nella patria di origine. I dati presentati confermano il rallentamento dei
flussi.
Tab. 4 – Popolazione straniera residente al 31 dicembre 2010 per cittadinanza
Alto
Basso
Isontino
Isontino
Provincia di Gorizia
%
v.a.
v.a.
v.a.
Europa
1.045
1.472
2.517
23,2
Altri paesi europei
2.305
2.641
4.946
45,5
Africa
575
424
999
9,2
America
146
182
328
3,0
Asia
3.54
1.719
2.073
19,1
Oceania
3
3
6
0,1
Apolide
1
1
0,0
10.870
100,0
Totale
4.429
6.441
Fonte: elaborazione O.P.P.S. della Provincia di Gorizia su dati Anagrafi Comunali
La popolazione straniera residente in provincia al 31 dicembre 2010 proviene
prevalentemente dall’Europa, con un numero di cittadini comunitari pari a 2.517 (il 23,2%
del totale) e ben 4.946 residenti provenienti da altri Stati europei: complessivamente il
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Ambito informazione- Servizi territoriali e sociali
68,7% dei residenti stranieri è di area europea, mentre quantitativamente scarsa è
l’immigrazione africana (9,2% del totale), sebbene in aumento rispetto al 2009, e
americana (3,0%). I cittadini di origine asiatica costituiscono invece una comunità
discretamente numerosa (19,1% del totale).
Fig. 4 – Popolazione straniera residente al 31 dicembre 2010 per cittadinanza
317
Kosovo
111
Rep. Pop. Cinese
222
Marocco
232
74
125
Ucraina
151
222
Albania
179
248
413
Slovenia
Macedonia
89
201
315
Romania
Croazia
839
272
Serbia e Montenegro
579
450
Rep. Bosnia-Erzegovina
206
580
508
Bangladesh
1.500
590
38
1.000
500
Alto isontino
1.565
500
Gorizia
1.000
Basso isontino
1.500
2.000
Monfalcone
Fonte: elaborazione O.P.P.S. della Provincia di Gorizia su dati Anagrafi Comunali
Il grafico (Fig. 4) evidenzia la particolare distribuzione delle cittadinanze nel
territorio provinciale: il comune di Monfalcone, in particolare, è caratterizzato dalla
cospicua presenza di cittadini provenienti dal Bangladesh. La seconda comunità più
numerosa è costituita dai cittadini di origine bosniaca, 580 residenti nell’Alto Isontino e
508 nel Basso Isontino. I cittadini serbi/montenegrini e sloveni risiedono principalmente
nell’Alto Isontino, i cittadini croati, rumeni e macedoni nel Basso Isontino. Escludendo il
caso particolare della comunità bengalese, i migranti residenti sul territorio provinciale
provengono principalmente dall’area balcanica e dell’est Europa.
Per quanto riguarda la permanenza dei cittadini stranieri (Tab. 5), l’ultimo dato di
fonte ISTAT disponibile indica che, al 1 gennaio 2008 e al 1 gennaio 2009, la maggior
parte dei permessi di soggiorno sono stati concessi per motivi di lavoro. Il carattere di
stabilità del fenomeno migratorio emerge dall’analisi dei dati demografici relativi ai
ricongiungimenti familiari: circa la metà dei permessi sono concessi per motivi familiari in
decisivo aumento nel 2009 rispetto al 2008 (+14,8%).
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Provincia di Gorizia – Piano territoriale immigrazione 2011
Ambito informazione- Servizi territoriali e sociali
Tab. 5 – Cittadini non-UE regolarmente presenti al 1 gennaio per motivo della presenza – Anni 2008 e
2009
2008
Lavoro
2009 Variazione 2008-2009
v.a.
%
v.a.
%
v.a.
%
4.391
49,7
4.410
44,8
19
0,4
1
4.021
45,5
4.603
46,7
582
14,5
Religione
12
0,1
14
0,1
2
16,7
Residenza elettiva
20
0,2
23
0,2
3
15,0
127
1,4
120
1,2
-7
-5,5
Asilo
65
0,7
65
0,7
0
0,0
Richiesta asilo
62
0,7
216
2,2
154
248,4
Umanitari
83
0,9
119
1,2
36
43,4
6
0,1
6
0,1
0
0,0
44
0,5
271
2,8
227
515,9
8.831
100,0
9.847
100,0
1.016
11,5
Famiglia
Studio
Salute
Altro
Totale
Fonte: elaborazione O.P.P.S. della Provincia di Gorizia su dati ISTAT
Note: 1Sono compresi, oltre ai documenti di soggiorno individuali rilasciati per ragioni familiari, i
minori al seguito di un adulto anche se presente per motivo diverso.
Tab. 10 – Avviamenti al lavoro in provincia di Gorizia per provenienza – Anni 2008-2010
2008
2009
v.a.
v.a.
v. a
%
v.a.
%
19.733
16.197
16.896
82,2
699
4,3
1.898
1.418
1.115
5,4
-303
-21,4
Romania
764
566
461
2,2
-105
-18,6
Slovenia
730
535
399
1,9
-136
-25,4
2.950
2.442
2.533
12,3
91
3,7
Bangladesh
607
498
649
3,2
151
30,3
Bosnia-Erzegovina
298
341
319
1,6
-22
-6,5
Croazia
310
220
187
0,9
-33
-15,0
Albania
181
150
142
0,7
-8
-5,3
Senegal
103
79
129
0,6
50
63,3
Marocco
150
135
118
0,6
-17
-12,6
Ucraina
102
97
88
0,4
-9
-9,3
Macedonia
137
106
100
0,5
-6
-5,7
24.581
20.057
20.544
100,0
487
2,4
Italiani
Comunitari di cui:
Extracomunitari di cui:
Totale
2010
variazione
Fonte: : elaborazione O.P.P.S. della Provincia di Gorizia su dati Ergon@t
Al brusco calo dei movimenti di assunzione registrato nel 2009 fa seguito, nel 2010,
un nuovo decremento degli avviamenti di cittadini comunitari e extracomunitari.
Particolarmente significativa la flessione riguardante i cittadini rumeni (105 avviati in
meno nel 2010) e sloveni (-136), mentre si assiste ad un recupero della componente
bengalese (151 movimenti in più nel 2010).
Pagina 12
Provincia di Gorizia – Piano territoriale immigrazione 2011
Ambito informazione- Servizi territoriali e sociali
Tab. 6 – Autorizzazioni all’ingresso per lavoro subordinato rilasciate in provincia di Gorizia - Anni 2009
– 2010 – 2011
4
5
2009 2010
2011
Albania
3
0
2
Algeria
2
0
0
Bangladesh
35
11
8
Camerun
1
0
0
Cina
0
0
9
Colombia
0
0
1
Egitto
0
0
1
Ghana
0
1
0
Macedonia
0
0
2
Marocco
2
0
2
Moldavia
4
0
2
Nigeria
0
0
1
Senegal
1
0
2
Tunisia
0
0
1
Ucraina
0
0
2
Totale
48
12
33
Fonte: : elaborazione su dati forniti dal Centro per l’Impiego di Gorizia
La presenza di stranieri per lavoro subordinato in provincia di Gorizia ha subito nel
triennio 2009-2011 (Tab. 6) una flessione dovuta a cause esogene, imputabili
essenzialmente alla regolazione degli afflussi a livello centrale e ai tempi amministrativi
necessari per il rilascio dei permessi. Spicca il calo di ingressi dal Bangladesh e,
parallelamente, si riscontra una presenza frammentaria dall’area balcanica e dal nord
Africa.
Tab. 7 – Autorizzazioni all’ingresso per lavoratori stagionali rilasciati in provincia di Gorizia - Anni
2009 – 2010 – 2011
Paese di
6
2009 2010 2011
provenienza
Albania
0
1
0
Bangladesh
12
10
3
Bosnia
1
0
0
Croazia
3
2
1
Moldavia
5
6
0
Ucraina
0
1
1
Totale
21
20
5
Fonte: elaborazione su dati forniti dal Centro per l’Impiego di Gorizia
Anche i flussi legati ai lavoratori stagionali, impiegati in prevalenza nei settori
dell’agricoltura e del turismo (Tab. 7), registrano una flessione significativa nel triennio,
4
I dati si riferiscono alle quote approvate per l’anno 2007, alla cui autorizzazione si provvedeva negli anni 2009 e,
in misura residuale, nel 2010.
5
Dati al 30.06.2011.
6
Dati al 30.06.2011.
Pagina 13
Provincia di Gorizia – Piano territoriale immigrazione 2011
Ambito informazione- Servizi territoriali e sociali
segnando la diminuzione netta di ingressi da parte di stranieri provenienti dal Bangladesh,
che storicamente caratterizzano il panorama lavorativo del Monfalconese.
Tab. 8 – Ditte in appalto presenti nella provincia di Gorizia e nazionalità dei lavoratori stranieri
7
2009 2010 2011
Ditte in appalto
N. di ditte
19
16
11
Lavoratori
Albanesi
1
0
0
Bosniaci
253
138
85
Cinesi
0
0
5
Croati
213
214
133
Filippini
5
40
0
Indiani
1
5
0
Pakistani
11
22
0
Serbi
19
11
0
Totale
485
430
223
Fonte: elaborazione su dati forniti dal Centro per l’Impiego di Gorizia
Il dato relativo alla presenza di stranieri extracomunitari al seguito di aziende
appaltatrici indica anch’esso una netta flessione di ingressi, che continuano ad essere
comunque caratterizzati dalla presenza prevalente di manodopera bosniaca e croata, per
lo più nel settore dell’edilizia.
Tab. 9 – Presenza degli alunni stranieri nelle scuole della provincia di Gorizia – A.S. 2010/2011
Totale
Quota
Studenti stranieri
studenti
stranieri
Totale
v.a.
%
Scuola dell'infanzia
Maschi Femmine
152
96
248
2.859
8,7
Scuola primaria
228
221
449
5.458
8,2
Scuola secondaria di I° grado
153
138
291
3.528
8,2
Scuola secondaria di II° grado
165
193
358
5.198
6,9
TOTALE
698
648
1.346
17.043
7,9
Fonte: : elaborazione su dati degli Istituti scolastici
Le informazioni fornite dalle Scuole e raccolte annualmente dalla Provincia di
Gorizia indicano che gli alunni stranieri iscritti nelle scuole pubbliche della provincia di
Gorizia nell’A.S. 2010/2011 sono 1.346 (quasi l’8,0% della popolazione scolastica censita,
pari a 17.043), con un trend sostanzialmente stabile nell’ultimo triennio.
7
Dati al 30.06.2011.
Pagina 14
Provincia di Gorizia – Piano territoriale immigrazione 2011
Ambito informazione- Servizi territoriali e sociali
Analisi descrittiva del fabbisogno del territorio
L’attuazione del Piano territoriale immigrazione 2010 si è concretizzata attraverso
due principali linee di intervento: da un lato la continuità con quanto realizzato in
precedenza, mediante la stipula di convenzioni con i soggetti già operanti sul territorio
per la prosecuzione di specifici progetti nel campo informativo (sportelli) o per le attività
di mediazione linguistico-culturale; dall’altro l’incentivo a sostenere e far emergere
interventi ad hoc da parte degli operatori pubblici e privati del settore, mediante
l’emanazione di bandi.
Più in dettaglio, nell’ambito delle misure attuate in regime di convenzione, si è
inteso sostenere i processi di accoglienza e di riconoscimento delle diversità culturali in
ambiente familiare, rivolti in primis alla fascia d’età dei piccolissimi e degli adolescenti
(convenzione con il Comune di Gorizia); mantenere i servizi di sportello informativo ad
ampia copertura sul territorio (convenzioni con le ACLI e con l’ANOLF); dare continuità
all’attività di mediazione linguistico-culturale, di alfabetizzazione e di promozione
culturale (convenzione con il Comune di Monfalcone e con l’Associazione Ya Basta).
Per quanto riguarda le istanze del territorio in risposta al bando provinciale, la
maggior parte delle domande pervenute ricadono nel campo degli interventi di inclusione
sociale degli stranieri e/o nelle attività di sensibilizzazione interculturale, da cui si
evince con chiarezza la necessità di colmare ulteriormente le distanze create da
diffidenza e pregiudizio con interventi mirati, tesi a favorire l’incontro effettivo e la
conoscenza reciproca.
Nell’insieme, quindi, le misure promosse sono state indirizzate all’integrazione dei
cittadini stranieri (incontri interculturali, laboratori di dialogo ecc.) e alla
sperimentazione di servizi innovativi, anche con lo scopo di dare spazio a nuovi soggetti
in grado di fornire servizi/attività ai cittadini stranieri.
Il confronto aperto con gli attori del territorio nell’incontro del 13 luglio 2011 e le
riflessioni condivise all’interno dei vari servizi della Direzione Lavoro e Welfare hanno
permesso di far emergere alcuni bisogni del territorio, ascrivibili al concetto di
“integrazione” nelle sue più svariate sfaccettature.
Da quanto sopra esposto è stato possibile individuare in via prioritaria i seguenti
fabbisogni:
• un migliore accesso ai servizi pubblici e alle prestazioni socio-occupazionali per
ottimizzare tempi e prestazioni dei servizi (accompagnamento, facilitazione,
guida ai servizi, rete integrata dei servizi, mediazione culturale e linguistica);
• l’integrazione quale acquisizione di diritti e di doveri (conoscenza della lingua
italiana; conoscenza dei doveri e dei diritti, anche in un’ottica di libertà e
autonomia individuale e di contrasto alle discriminazioni);
• il corretto inserimento lavorativo (conoscenza delle norme sulla sicurezza, dei
diritti e dei doveri);
• l’implementazione dello scambio di informazioni per la fattiva collaborazione
fra i molteplici soggetti, pubblici e privati, che costituiscono la rete dei servizi
territoriali e sociali rivolti all’utenza immigrata, con il duplice scopo di
ottimizzare le risorse disponibili e migliorare l’efficacia e l’incisività degli
interventi programmati.
Pagina 15
Provincia di Gorizia – Piano territoriale immigrazione 2011
Ambito informazione- Servizi territoriali e sociali
Obiettivi e finalità del piano territoriale provinciale per l’anno 2011
Con l’approvazione del Programma immigrazione 2011 da parte della Regione Friuli
Venezia Giulia con Deliberazione della Giunta n. 754 del 29 aprile 2011 sono state fissate,
per il periodo 2011, le priorità di intervento a favore degli “immigrati regolarmente
presenti nel territorio regionale, ivi compresi coloro che soggiornano per motivi di
protezione sociale o che non possono essere espulsi o respinti in quanto oggetto di
persecuzione per motivi di razza, di sesso, di religione, ecc., ai sensi, rispettivamente,
degli articoli 18 e 19 del testo unico sull’immigrazione”8.
La Regione rinnova il rapporto con le Province affidando loro per il terzo anno
consecutivo l’attuazione dell’Azione 4 “Informazione” e, nello specifico, i “Servizi
territoriali e sociali”. La novità rilevante di tale azione è la volontà di uscire dalla «fase
sperimentale […] per entrare in una fase di consolidamento delle azioni sviluppate nei tre
assi di intervento: “informativo”, “socio-occupazionale” e “interculturale”»9. Uscire dalla
fase sperimentale comporta per le Province saper raccogliere la sfida di una
programmazione che valorizzi le azioni realizzate nel 2009 e nel 2010 e, nel contempo,
accogliere le nuove istanze della comunità locale. Ulteriore novità della programmazione
regionale riguardante i Servizi territoriali è la volontà di «creare valore per l’intera
comunità regionale»10, nel pieno rispetto dell’autonomia programmatoria di livello
provinciale e delle specifiche esigenze che ciascun terrItorio manifesta.
Con la stipula, in data 5 luglio 2011, del Protocollo d’intesa per l’attuazione
dell’azione 4.1 “Servizi territoriali e sociali” si formalizza il principio della sussidiarietà
orizzontale nei rapporti tra la Regione Friuli Venezia Giulia e la Provincia di Gorizia: la
Regione nel ruolo di programmazione e coordinamento, la Provincia nel ruolo di soggetto
attuatore dell’Azione mediante l’adozione di un Piano territoriale che funge da strumento
di analisi, programmazione e coordinamento delle azioni poste in essere da enti pubblici
(Prefettura, Questura, Ambiti, Comuni) e dal privato sociale.
Nello specifico, le azioni individuate dalla Regione e riprese nel citato Protocollo si
concretizzano in tre settori di intervento:
• “informativo” - mediante la «definizione di una rete di sportelli di prima
informazione, distribuiti razionalmente sul territorio, in logica corrispondenza
con la presenza degli stranieri e in connessione con i servizi informativi già
attivi sul territorio (servizi informativi promossi dalla Regione, Sportelli Unici
per l’immigrazione delle Prefetture, Uffici per l’immigrazione delle Questure,
ecc.)»11;
• “socio-occupazionale” - gli interventi devono prevedere un «impiego attivo
degli immigrati»12 superando la logica assistenzialista e favorendo
l’integrazione dei cittadini stranieri; a tale area possono essere ricondotti gli
interventi «volti alla facilitazione del rapporto tra lo straniero e la rete
pubblica dei servizi al lavoro, anche tramite l’impiego di figure per la
mediazione linguistica»13;
8
Programma Immigrazione 2011 della Regione FVG, pag. 3.
Ibidem, pag. 4.
10
Ibidem.
11
Ibidem, pag. 14.
12
Ibidem.
13
Ibidem.
9
Pagina 16
Provincia di Gorizia – Piano territoriale immigrazione 2011
Ambito informazione- Servizi territoriali e sociali
•
“interculturale” - promozione e sostegno a eventi di natura sportiva, culturale
e/o ricreativa che realizzino l’incontro tra italiani e immigrati, favorendo la
conoscenza reciproca e rappresentino momenti in grado di facilitare l’incontro
tra culture diverse.
I settori di intervento, opportunamente modificati, riprendono la programmazione
degli anni precedenti, che ha trovato attuazione nelle azioni realizzate dalla Provincia di
Gorizia nel Piano 2010:
• al settore “informativo” sono riconducibili le azioni attivate in convenzione
(mediazione linguistico-culturale e sportelli) e la prosecuzione del progetto
“Sportelli in rete”;
• al settore “socio-occupazionale” sono riconducibili il Tavolo di confronto sui
temi del lavoro e la promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro mediante la
stampa di un opuscolo plurilingue;
• al settore “interculturale” sono riconducibili le azioni realizzate dai soggetti del
Terzo settore a seguito dell’emanazione del bando, cha ha permesso di
finanziare azioni innanzitutto nei settori della sensibilizzazione interculturale e
della conoscenza reciproca.
Nel precedente Piano erano inoltre incluse una serie di azioni definibili “di
sistema” non inquadrabili nello schema proposto dalla Regione, ma che hanno costituito
uno strumento imprescindibile per il rafforzamento della rete e la buona riuscita
dell’attuazione del Piano e che vanno salvaguardate nella programmazione 2011.
Con la programmazione 2011, pertanto, si vuole esplicitare e rafforzare gli
interventi avviati nell’ambito dei precedenti Piani territoriali prevedendo altresì di fare
sintesi con quanto autonomamente realizzato sul territorio da ulteriori soggetti pubblici e
del privato sociale, nonché delineare un compiuto quadro d’insieme delle diverse
esigenze espresse dalla popolazione straniera presente e degli strumenti adottati dai vari
attori per fronteggiarle. In particolare, le azioni del Piano territoriale 2011 devono
operare in sinergia con gli interventi previsti nel Programma immigrazione della Regione
(scuola, casa, salute), ma anche con le azioni poste in essere nell’ambito di finanziamenti
nazionali e europei (es. fondi FEI).
La programmazione si fonda su alcuni indirizzi di base:
• l’esigibilità dei diritti e la condivisione dei doveri quale principio che accomuna
la popolazione straniera e la popolazione italiana;
• la necessità che l’integrazione, per attuarsi, si avvalga di una compiuta e
attenta riflessione sui diritti di cittadinanza14 che porti alla realizzazione di
concreti strumenti di partecipazione;
• la reciproca conoscenza, senza la quale i processi di integrazione si riducono a
fenomeni di assimilazione o, dal lato opposto, di rifiuto del diverso con
conseguente impoverimento culturale sia degli autoctoni sia dei nuovi arrivati;
• l’Isontino, per la sua storia di terra di confine e di passaggio, è terreno fertile
per sperimentare forme di accoglienza nell’ottica della “comunità aperta” alle
nuove sfide poste dai fenomeni migratori;
• la Provincia può operare quale soggetto atto ad osservare e governare il
fenomeno migratorio in rete con i soggetti pubblici e del Privato sociale;
• la partecipazione, l’integrazione e la condivisione devono essere modelli
operativi di riferimento per tutti gli attori del territorio a vario titolo coinvolti.
14
Cfr., ad es., la campagna “L’Italia sono anch’io”, http://www.litaliasonoanchio.it/.
Pagina 17
Provincia di Gorizia – Piano territoriale immigrazione 2011
Ambito informazione- Servizi territoriali e sociali
Il Piano territoriale immigrazione 2011 della Provincia di Gorizia, quale strumento
adattabile ai continui processi di evoluzione dei fenomeni migratori, si pone tre obiettivi
primari nella consapevolezza che alla loro realizzazione dovranno concorrere in maniera
aperta e consapevole tutti i soggetti del territorio.
Obiettivo 1
Favorire l’inclusione sociale della popolazione straniera:
o garantire a tutti gli stranieri presenti un’adeguata conoscenza dei diritti e
dei doveri;
o favorire i processi di integrazione nel contesto socio-culturale del territorio;
o evitare il proliferare di forme di discriminazione diretta o indiretta.
Obiettivo 2
Salvaguardare i soggetti “deboli” o potenzialmente deboli del processo migratorio:
o promuovere l’integrazione delle seconde e terze generazioni;
o favorire l’inclusione delle donne immigrate;
o prevedere forme di accompagnamento ai cittadini stranieri privi di
adeguate reti sociali e familiari di sostegno.
Obiettivo 3
Razionalizzare le risorse e rafforzare la rete:
o coinvolgere gli Enti locali e il privato sociale nelle fasi di programmazione e
attuazione del Piano, quali soggetti più vicini alle esigenze degli stranieri
presenti sul territorio;
o coinvolgere le rappresentanze degli immigrati rendendoli partecipi delle
scelte e della programmazione;
o favorire lo scambio di buone prassi e uniformare le competenze degli
operatori del territorio;
o valorizzare il ruolo della Provincia nelle fasi di osservazione del fenomeno e
di governance del Piano.
Azioni previste e modalità di attuazione
Di seguito vengono indicate le azioni previste nel Piano territoriale 2011.
Azione 1 – Attività informativa
1. La facilitazione dell’accesso ai servizi e alle risorse esistenti da parte dei cittadini
stranieri, migliorando e implementando l’offerta presente sul territorio. L’obiettivo è
quello di favorire la continuità dei progetti che più rispondono alle esigenze della
popolazione immigrata attraverso lo scambio di informazioni e buone prassi tra i
diversi soggetti pubblici e/o privati. A tal fine si prevede:
Pagina 18
Provincia di Gorizia – Piano territoriale immigrazione 2011
Ambito informazione- Servizi territoriali e sociali
a) il potenziamento dei servizi informativi esistenti e il coinvolgimento nella rete di
nuovi soggetti del terzo settore al fine di monitorare nel tempo l’offerta
spontanea di servizi e di massimizzare l’efficacia dei canali informativi già aperti.
Modalità di attuazione: convenzione
b) la continuità al progetto “Sportelli in rete” allo scopo sia di monitorare le azioni
realizzate dai vari soggetti nel territorio sia di stabilire un effettivo coordinamento
tra i vari sportelli da parte della Provincia.
Modalità di attuazione: azione diretta
c) il mantenimento delle prestazioni di mediazione linguistico-culturale attivate sul
territorio presso gli sportelli di maggiore accesso da parte dell’utenza immigrata,
garantendo la continuità del servizio (azione eventualmente attuabile a regia
provinciale).
Modalità di attuazione: azione diretta/convenzione
Azione 2 – Interventi di carattere socio-occupazionale
1. la facilitazione nei Centri per l’impiego di Gorizia e Monfalcone e/o la mediazione
dei conflitti per agevolare l’accesso alle prestazioni socio-occupazionali da parte
dell’utenza immigrata e per prevenire i fenomeni di disagio sociale,
discriminazione e tensione sociale.
Modalità di attuazione: azione diretta
2. il Tavolo di confronto sui temi del lavoro con le organizzazioni sindacali, le
rappresentanze degli immigrati del territorio, le associazioni imprenditoriali e di
categoria, le agenzie di intermediazione, l’Ispettorato del lavoro, l’INPS e l’INAIL –
sedi locali; è previsto il raccordo con il Tavolo della sicurezza sul lavoro.
Modalità di attuazione: azione diretta
Azione 3 – Interventi nell’area dell’interculturalità
1. la sensibilizzazione interculturale finalizzata alla conoscenza reciproca anche
attraverso azioni antidiscriminazione “al contrario”, tese ad informare e educare i
cittadini italiani; la promozione di iniziative finalizzate all’inclusione sociale delle
cittadine e dei cittadini stranieri, in particolare dei giovani e delle seconde
generazioni.
Modalità di attuazione: bando
2. la facilitazione dell’accesso delle donne straniere a corsi di lingua italiana, di
formazione professionale e/o di percorsi didattico-formativi ad hoc in stretta
connessione con gli enti locali, soggetti istituzionali, Centri Territoriali
Permanenti, Istituti scolastici del territorio e Centri di Formazione Professionale
mediante campagne informative e attività di animazione culturale per i minori.
Modalità di attuazione: azione diretta/convenzione
Pagina 19
Provincia di Gorizia – Piano territoriale immigrazione 2011
Ambito informazione- Servizi territoriali e sociali
3. il sostegno alla partecipazione attiva della popolazione straniera alle attività di
volontariato favorendo anche la nascita di centri associativi da parte degli stranieri
immigrati.
Modalità di attuazione: azione diretta
Azione 4 – Azioni di sistema
1. il rafforzamento del Tavolo permanente tra Provincia, Questura, Prefettura,
rappresentanze degli immigrati, Comuni, Ambiti, Centri Territoriali Permanenti e
soggetti del Terzo settore per favorire una stabile e fattiva collaborazione. In
questo quadro, l’azione “Sportelli in rete” favorirà lo scambio di informazioni
all’interno del circuito dei soggetti istituzionali locali e contribuirà a promuovere
in maniera congiunta e più efficace i servizi offerti (brochure informative,
manifesti, ecc).
Modalità di attuazione: azione diretta
2. La formazione, l’aggiornamento normativo e la consulenza legale per gli operatori,
anche mediante lo strumento della newsletter periodica della Provincia di Gorizia
“Immigranet”.
Modalità di attuazione: azione diretta
Riepilogo delle azioni e degli interventi
potenziamento e ampliamento dei servizi
informativi esistenti
Azione 1
Attività informativa
continuazione del servizio “Sportelli in rete”
mediazione linguistico-culturale
Azione 2
attività di facilitazione nei Centri per l’Impiego
e di mediazione dei conflitti
Interventi di carattere
socio-occupazionale
Tavolo di confronto sui temi del lavoro
Sensibilizzazione interculturale e inclusione
sociale
Azione 3
facilitazione dell’accesso delle donne a corsi di
Interventi nell’area
lingua o di formazione professioanle
dell’interculturalità
sostegno alla partecipazione alla vita
associativa
Tavolo permanente fra Enti, Istituzioni e
Azione 4
soggetti del Terzo settore
Azioni di sistema
formazione e aggiornamento degli operatori
del settore
Pagina 20
Provincia di Gorizia – Piano territoriale immigrazione 2011
Ambito informazione- Servizi territoriali e sociali
Piano finanziario delle risorse
Come previsto dal “Programma immigrazione 2011” della Regione Autonoma Friuli
Venezia Giulia, Ambito 4° “Informazione”, azione 4.1 “SERVIZI TERRITORIALI E SOCIALI”,
e dal successivo Atto d’Intesa stipulato in data 5 luglio 2011, la quota spettante alla
Provincia di Gorizia per l’attuazione del proprio Piano territoriale provinciale è pari a €
110.921,45 cui si aggiunge la quota di gestione pari a € 3.430,56 per un totale di €
114.352,01.
Sulla base delle considerazioni espresse si prevede di realizzare le azioni
precedentemente descritte seguendo il sottoriportato Piano finanziario:
Piano territoriale immigrazione 2011 – Piano finanziario
Azione
%
Azione 1 – Attività informativa
57%
Azione 2 – Interventi di carattere socio-occupazionale
15%
Azione 3 - Interventi nell’area dell’interculturalità
26%
Azione 4 – Azioni di sistema
2%
Gestione del piano
quota di gestione
Pagina 21
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Piano territoriale immigrazione 2011