P A RRO CCH I A D I VI NO REDE NT O RE
Va r a n o B or g h i
Via T re n t o, 4
OTTOBRE 2005
Anno 19, Numero 10
Decanato di Sesto Calende
Zona Pastorale di Varese
NOTIZIARIO PARROCCHIALE
Messaggio alla Diocesi per la Festa di Apertura degli Oratori 2005
Carissimi,
inizia un nuovo anno pastorale per tutta la Diocesi. E, con il nuovo
anno, ricominciano negli Oratori le attività ordinarie, dopo quelle più speciali dell’estate scorsa. Tra di esse spicca la partecipazione di moltissimi
giovani della nostra Chiesa ambrosiana alla XX Giornata Mondiale della
Gioventù di Colonia. A loro mi sono unito con grande gioia, per adorare il
Signore, insieme con il papa Benedetto XVI.
Nei prossimi giorni desidero esserci anch’io, in ciascuno dei nostri
Oratori, per l’appuntamento della Festa di Apertura, che sigla la ripresa autunnale. Perciò, a tutti rivolgo queste mie parole, certo che saprete cogliere
l’affetto del mio cuore che batte sereno e felice al ritmo che gli Oratori sanno trasmettere: ritmo di gioia e di impegno, di amicizia e di preghiera, di
vita e di Vangelo.
L’Oratorio inizia sempre da Gesù risorto
Se questi sono i passi con cui cominciamo un nuovo anno pastorale,
allora l’inizio contiene già, in qualche modo, il suo compimento.
Sì, perché anche all’Oratorio, il principio di tutto ciò che muove e
rende autentico e bello il nostro cammino umano e cristiano è la persona
vivente di Gesù Cristo. Lui è il motivo e il centro e il vertice della nostra
festa!
L’Oratorio inizia sempre da Gesù risorto, che continua a ripetere ai suoi: «Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni…» (Atti 1, 8). Essere testimoni di Gesù, annunciare e testimoniare
il Vangelo e così trasmettere la fede è il dono e il compito di ogni giorno anche per gli Oratori.
A ricordarlo in modo simpatico ed efficace è pure lo slogan di questo anno oratoriano: “Siete sale”. Queste parole di Gesù (cfr. Matteo 5, 13) sono rivolte anche a voi bambini, ragazzi e adolescenti e ai vostri educatori,
catechisti e animatori. Insieme all’altra frase evangelica – «Voi siete la luce del mondo» (Matteo 5, 14)–, queste
parole suonano come un marchio che indica l’alta qualità della vita di chi sa con certezza di appartenere a Gesù,
che è il vero “sale della terra” e la vera “luce del mondo”.
All’Oratorio ci si aiuta tutti a vicenda a crescere con il “sapore” della vita di Cristo e ad essere capaci di
dare il “gusto” vero del Vangelo alle esperienze che si vivono, agli incontri che si fanno e alle attività che si svolgono: fino ad essere veri testimoni di luce, dappertutto.
Quando l’Oratorio non perde il suo “sapore”
Ciò può avvenire solo se l’Oratorio non perde il suo “sapore”! Finora, nelle mie varie visite, non ho mai
incontrato Oratori scipiti. Al contrario, sono stato sempre sorpreso ed entusiasmato dalla carica vitale, educativa
ed evangelica che lì si respira, frutto dell’impegno generoso, sapiente e lungimirante di molte persone che prendono parte all’azione materna della Chiesa, che genera ed educa nei credenti una vita nuova, fragrante e luminosa.
Prego che sia sempre così per tutti gli Oratori della Diocesi: che continuino ad essere comunità cristiane
capaci, nel loro molteplice impegno educativo, di prendersi a cuore la libertà dei figli che Dio, con il Battesimo,
dona alla Chiesa. Prego che sappiano accompagnarli – attraverso i cammini dell’iniziazione cristiana e della piena
maturazione umana e spirituale – fino a che ogni ragazzo, adolescente e giovane sappia interpretare la propria vita
come responsabilità, come impegno a vivere in fedeltà e in coerenza con il dono della fede ricevuto nel Battesimo. Prego ancora perché tutti possano sperimentare la bellezza e la gioia di “diventare” cristiani, di “essere”
cristiani e di “vivere” da cristiani.
Sì, all’Oratorio si deve gustare il “sapore” della vita di Gesù e si deve scegliere la via luminosa delle
Beatitudini come il cammino più affascinante e desiderabile che un ragazzo, un adolescente e un giovane possano intraprendere: il cammino della santità!
L’Oratorio, dunque, non perde il suo “sapore” – anzi lo intensifica – se non rinuncia mai, pur in mezzo alle situazioni difficili e complesse, alla missione che gli è propria: affiancare e aiutare i genitori per avviare, favorire e accompagnare la crescita di giovani uomini e donne testimoni di Gesù risorto nella vita quotidiana della società.
Lo stile “sale e luce” dell’Oratorio
Questa irrinunciabile tensione missionaria dell’Oratorio si esprime dentro ogni sua attività, ma, soprattutto, con il suo stile, fatto dall’insieme degli atteggiamenti, delle parole, dei gesti, dei comportamenti e
degli ambienti che lì si incontrano normalmente.
Un Oratorio avrà lo stile “sale e luce” dei testimoni di Gesù se, in ogni occasione, i ragazzi saranno
condotti a percepire e ad esprimere il senso profondo della gratuità, del servizio generoso, gioioso e disinteressato e della solidarietà operosa; se verrà assicurata sempre la qualità umana in tutti i rapporti personali e in
ogni luogo e attività, facendo sì che ogni persona – nessuna esclusa – sia sempre rispettata, stimata e valorizzata; se le parole e i gesti che circolano saranno improntati dai tratti della cordiale
fraternità, della simpatica allegria, dell’accoglienza pronta e disponibile, della gentilezza schietta e operosa, oltre che dalla normale buona educazione, che è sempre da
coltivarsi con bontà, pazienza e giusta fermezza.
“Sale e luce” dell’Oratorio sono anzitutto le parole della fede, luminose di
verità e calde di amore, pronte a uscire dalle labbra degli educatori per entrare nel
cuore dei ragazzi e sfociare nella loro vita.
Anche gli ambienti della preghiera e della riflessione devono ricevere una
particolare cura, per garantire sempre all’Oratorio il suo vero “sapore”, così che tutti
lo possano più facilmente riconoscere e “gustare”.
Per tutte le persone dell’Oratorio hanno pieno valore le parole che intitolano
l’anno pastorale della Diocesi: «Risplenda la vostra luce davanti agli uomini»
(Matteo 5, 16).
Le «opere buone» che si compiono in Oratorio rendono davvero “gloria al
Padre che è nei cieli”, se continuano a uscire dal cortile o dalle aule del catechismo
per raggiungere – con rispetto di tutti, ma anche con ferma convinzione personale – la piazza, le vie, le case,
la scuola, gli ambienti dove vivono i ragazzi e le loro famiglie.
Agli occhi di chi ama e anima l’educazione dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani, il territorio
con le sue istituzioni, con i suoi problemi, con le sue risorse e, soprattutto, con il suo tesoro – le persone! – è
quella “casa” dove tutti possono ricevere luce buona e feconda dalla piccola grande “lucerna” dell’Oratorio,
vera “città sul monte” (cfr. Matteo 5, 14), dove la vita dei giovani discepoli di Gesù si prepara e si educa. Non
si nasconde, ma a tutti si mostra, donando luce, calore e speranza.
Con l’amore di Cristo e con il più vivo incoraggiamento per il nuovo anno oratoriano, saluto e benedico ciascuno di voi.
Il vostro Arcivescovo
+Dionigi card. Tettamanzi
TESTIMONIANZE DEI GIOVANI DI VARANO ALLA GMG 2005 DI COLONIA
Non so cosa mi spinse ad accettare la proposta di partecipare alla XX Giornata Mondiale della Gioventù; forse curiosità.
Così sono partita emozionata per questa nuova esperienza. Non ci sono parole che possano descrivere con esattezza ciò
che si prova, ma posso solo dire che un brivido di gioia così intenso non l’avevo mai sentito dentro di me. Perciò questa
Gmg merita di essere ricordata come un’esperienza fantastica, mozzafiato, che spero mi accompagni per tutta la vita.
Sono partita carica di dubbi e solo grazie a questa esperienza e alla mia preghiera si sono trasformati in certezze e sono
ritornata, carica di speranza, ma soprattutto di coraggio per affrontare con determinazione le situazioni difficili che in
futuro si presenteranno. Spesso mi è stato chiesto che cosa mi ha impressionato. Beh, sembrerà banale, ma è stato il vedere che così tanti ragazzi, giunti da ogni parte del mondo erano lì con me per condividere ciò che di veramente profondo
si nasconde dietro alla nostra “Piccola Fede Cristiana”; non ci si conosceva e nella maggiore delle occasioni si parlava
lingue differenti, ma per comunicare il nostro stato d’animo e vivere insieme questo straordinario momento bastava un
sorriso. Ringrazio la mia famiglia che mi ha permesso di partecipare e i tre ragazzi che mi hanno accompagnato perché il
loro sostegno è stato essenziale. (Sara).
Qualcuno mi ha detto che la cosa più importante per vivere bene ogni esperienza nella vita è cercare le risposte a quelle domande che portiamo nel cuore. La parte difficile è capire; è fare proprie queste domande che tante volte soffochiamo a causa
della pigrizia ma in maggior modo della paura, ma quando hai accettato la sfida e ti
senti pronto allora sì, che iniziano i tuoi problemi.(!?)
Sono partita proprio con questo clima interiore la mattina del 19 agosto ma avevo
anche tanta voglia di confrontarmi con i miei compagni di viaggio per crescere ancora un po’ e perché no, ero curiosa di conoscere il “nuovo Papa”.
Visto che ho parlato tanto dell’argomento domande adesso sarebbe quasi ovvio rispondere a quella che penso stiate per farmi:” Le hai trovate le risposte che cercavi?”
Mmmm….Alcune sì, e sono davvero contenta perché mi hanno consentito di rinforzare le fondamenta della mia giovane vita, altre forse perché non è vero dire di non
averle trovate, ci vuole ancora del tempo per farle proprie! Noi facciamo tante, troppe domande (SEMPRE) e siamo esigenti nelle risposte tanto che molte volte se non
sono secondo le nostre aspettative le tralasciamo.
Invece dobbiamo essere consapevoli che le risposte non sono e non possono essere
come vorremmo fossero.
Bilancio positivo? Certamente! Ĕ stato un cammino intenso perché essendo partiti
per adorare Gesù ci siamo dovuti mettere in gioco in ogni momento per poter donare
attraverso il nostro comportamento una testimonianza coraggiosa e contagiosa, sia
tra noi amici, sia a tutta quella moltitudine di giovani che incontravi solo con un
semplice sguardo.
Tutto bello, tutto semplice? Beh, la fatica ogni tanto si faceva sentire come normale,
perché la tabella di marcia è sempre stata più che ricca di impegni e siccome la Gmg
è un evento straordinario come poter permettersi di perdere anche un solo piccolo
pezzetto!?!
E allora via di corsa! ma quella da adoratori.
Sembra un paradosso, per poter pregare ci vuole tempo e se si corre non si può farlo
bene.
In realtà era un essere puntuali e precisi a tutti quegli appuntamenti speciali con Gesù che non hanno parole adeguate per
essere descritti se non quel lungo brivido e quella gioia che ti esplode dentro facendoti salire le lacrime agli occhi.
La sensazione più bella è quella di poter condividere tutto questo con la persona che hai accanto.
La piacevole fatica è stata quella di ricordarmi di tutte le persone che mi hanno dato una grande responsabilità: ricordarle in
questa mondiale condivisione di fede.
Ringrazio il Signore che mi ha dato l’opportunità di essere stata una protagonista della Giornata Mondiale della Gioventù di
Colonia.
E per l’Australia? Grandi progetti che non rimarranno solo carta.
Questa esperienza è punto di partenza e di ricarica quindi: Pronti? Via! In un altro cammino non da affrontare da sola cosi da
potermi arricchire e crescere. (Chiara).
Tanto tempo di attesa ed in un lampo sono passati i mesi che dalla Traditio Symboli ci hanno condotti alla partenza per Colonia. L’attesa di un così grande evento è stata piena di molti sentimenti e di aspettative; la prima Gmg come sarà?
In occasione della veglia di preghiera per i partenti per Colonia, il nostro Arcivescovo ci ha dato un consiglio: vivete la vostra esperienza senza partire con qualcosa da cercare, vivete quello che vi succederà la! È cosi che ho cercato di fare.
Tanti mi avevano raccontato cosa era stata per loro un Gmg e spesso mi sono chiesto cosa si poteva provare. Ora lo so! La
GMG non si può raccontare bisogna viverla!
Tutto quello che abbiamo fatto in quei giorni è stato caratterizzato da un sapore speciale, tutto aveva qualcosa di più del normale, nell’aria c’era qualcosa di diverso. Tanti sono stati i momenti da assaporare, ma per me quello più bello è stata la veglia nella spianata di Marienfeld. Dopo una vorticosa giornata, in un attimo mi sono ritrovato seduto sul mio sacco a pelo e
volgendo lo sguardo verso l’orizzonte c’erano solo tanti giovani che come me erano li per testimoniare la loro fede. Sono
rimasto davvero impressionato! Continuavo a ripetere, siamo davvero in tanti, siamo un’infinità, siamo tutti qui per Lui, siamo venuti per adorarLo.
Un brusio continuo, canti, balli preghiere, boati. Poi, di colpo, il silenzio. Quasi un milione di persone che stanno in silenzio.
Grandioso e stupefacente! La veglia mi ha lasciato tanto e penso a tutti quelli che hanno ascoltato le parole del Papa qualcosa
è rimasto dentro.
Che cosa hai portato a casa? Questa è la domanda che più spesso mi hanno rivolto, e devo essere sincero, è quella alla quale è
più difficile rispondere. Ho portato a casa una marea di cose, di ricordi, di volti e di sensazioni che sono veramente difficili
da spiegare, una Gmg va vissuta e solo allora si può capire fino in fondo.
Le parole dette dal Papa sono state molto importanti. Come i magi tanti giovani si sono ancora una volta riuniti per adorare
Cristo e per mettersi in ascolto, ancora una volta la presenza di Dio si è fatta sentire. Tanti i gesti, tante le parole, ma solo la
vera fede di ognuno di noi è importante ed insieme alla Parola di Dio, alla preghiera e all’Eucaristia possono permetterci di
vivere serenamente la nostra vita nel mondo.
Grazie! Grazie a tutte le persone che erano con me, le vicine e le lontane. Grazie di avermi permesso di vivere un’ esperienza
unica.
Ci vediamo a Sydney per un’altra fantastica esperienza. (Nicola)
PARROCCHIA
DIVINO
REDENTORE
Varano Borghi
Via Trento, 4
Tel. 0332960173
Fax 0332960173
E-mail:
[email protected]
“Siamo venuti per adorarlo”. Come fecero i Magi tanti anni fa, anche noi siamo chiamati
ogni giorno a seguire la stella di Cristo, che ci guida nella nostra vita.
È stata questa stella a far sì che con 1.000.000 di giovani mi sono ritrovato nella spianata
di Marienfeld.
I Magi sono stati guidati dalla stella, Gesù ci ha lasciato il Vangelo che è la nostra luce per
arrivare alla grotta di Betlemme dove, davanti al mistero di un Dio fatto uomo per venire a
salvarci, ci fa piegare le ginocchia e magari, in parte increduli che ciò possa essere accaduto, ci fa adorare la Verità per poi ripartire per poterla annunciare agli altri.
“Siamo venuti per adorarlo”, adorarlo perché questo mistero della Fede è così grande che
possiamo a malapena intuirlo, non di certo capirlo.
Spesso nelle nostre giornate vogliamo creare una fede “fai da te”,come ci ha ammonito il
nostro Papa, che alla fine non ci aiuta. È per evitare ciò che dobbiamo continuare ad adorare e mettere, spesso non senza fatica, i nostri piedi sulla strada che Dio ha preparato per noi
per portaci ad incontrare la vera felicità.
È questa l’intuizione che porto a casa dopo questa ultima GMG e che provo a riportare
nella mia vita anche se non senza difficoltà insieme ai bei momenti vissuti in compagnia di
tanti giovani, in particolare quelli del nostro decanato.
Non penso di aver ascoltato in questa occasione parole nuove ma parole che vanno continuamente ricordate perché spesso ci sono scomode e tentiamo di allontanarle senza renderci conto che così facendo provochiamo solo del male a noi stessi. (Alessandro)
IL SINODO DEI VESCOVI SULL’EUCARISTIA
Siamo su internet!
www.parrocchiavarano.it
Si aprirà domenica 2 ottobre a Roma
l’Undicesima Assemblea Generale Ordinaria
dei Vescovi per approfondire il tema
dell’Eucaristia nella vita della Chiesa.
Indetto da Papa Giovanni Paolo II sarà celebrato da Papa Benedetto XVI insieme con
250 Vescovi di tutto il mondo.
I temi trattati saranno:
1.
Eucaristia e mondo attuale
2.
Fede della Chiesa e mistero
dell’Eucaristia
3.
L’Eucaristia nella vita della Chiesa
4.
L’Eucaristia nella missione della Chiesa.
Il Sinodo si concluderà domenica 23 ottobre e insieme nello stesso giorno si chiuderà l’Anno dell’Eucaristia.
La Parrocchia di Varano ha approntato
un opuscolo sull’Eucaristia, che è a disposizione di tutti.
PELLEGRINAGGIO a PADOVA
SABATO 22 OTTOBRE 2005
È ancora disponibile il Calendario parrocchiale con le
foto dell’Anno
Centenario
della Chiesa
Programma
ore 6.30: Partenza da Varano
“ 10.30: Arrivo a Padova
“ 11.00: S. Messa nella Basilica del
Santo
Visita guidata alla Basilica
“ 12.30: Pranzo al Ristorante
Eventuale visita
alla Cappella degli Scrovegni
“ 16.00: Partenza da Padova
“ 20.00: Rientro a Varano.
Quota €. 44,00(viaggio e pranzo)
(Partecipanti minimo n. 30)
Extra € 8,00 (€ 5,00 per gli ultrasessantacinquenni) per la visita alla Cappella
degli Scrovegni
Adesioni in parrocchia entro domenica 16 ottobre, versando la quota.
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Ottobre 2005 - Parrocchia Varano Borghi