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Dea Fortuna di Anzio
La fortuna quando arriva lo fa sempre
all’improvviso e senza preavviso. Bisogna
saper cogliere al volo le opportunità che offre,
riconoscere la forma nella quale si manifesta,
afferrarla e cambiare. Altrimenti sfuggirà e
altri (più attenti a leggere i sottili segnali della
sua apparizione) l’accoglieranno, lasciandoci in balia di una
sorte immutabile.
Il lido di Anzio e Nettuno è stato per secoli sede del tempio
Romano della Dea Fortuna. Questa antica figura pagana
influenzava la vita dei mortali sostenendo la buona sorte per le
loro imprese. Proprio in questi giorni la sua antica presenza nel
territorio sembra riproporsi sotto nuove sembianze.
Ad Anzio, infatti, sembra proprio che le vibrazioni e gli echi
ormai lontani della Dea stiano propagandosi ripetutamente
nell’aria, attraverso le parole delle persone, i desideri dei
cittadini e la voglia di cambiare di tanti giovani di ogni età.
L’amministrazione ha fatto di tutto per risvegliare l’anima della
regina della buona sorte, creando presupposti fondamentali
per la costruzione di nuove alleanze, che possano mandare in
esilio l’attuale giunta comunale, che ha fatto retrocedere questo
territorio da splendida cittadina turistica a borgata di periferia.
È tempo di cambiare, di fare scelte coraggiose, che superino
i personalismi e gli egoismi dei partiti, mettendo al centro
persone in ragione di competenze e virtù, che possano
finalmente lavorare per la nostra città, per il bene comune e
non per quello di pochi.
Basta con i politici delle cooperative personali, basta con i
politici che denunciano i cittadini che partecipano, basta con
i politici in naftalina, basta con gli amministratori del voto
clientelare, basta con la degenerazione della politica delle tre
carte, inattiva e antimoderna.
Auspico che per Anzio si concretizzi un governo diverso, giovane
e dinamico. E che ad aprile la Dea Fortuna possa togliersi la
benda, guardare una nuova classe dirigente, fare un bel sorriso e
augurare a tutti un buon lavoro con un grandissimo bacio.
Andrea Mingiacchi
Riviera Zanardelli 45 – Anzio
Tel 06 98340765 - fax 06 98342058
Per informazioni: 333.73.50.189
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Mensile di Informazione di Anzio e Nettuno
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n.47 _ dicembre 2012
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Intervista a Bernardone, candidato alle primarie PD per la carica di candidato-sindaco
“ANZIO HA BISOGNO DI PERSONE
NUOVE E COMPETENTI”
Abbiamo avuto la possibilità di intervistare Ivano Bernardone
all’indomani della presentazione della sua candidatura alle primarie del
PD per la carica a candidato-sindaco. 47 anni, ingegnere civile, origini
abruzzesi, ma residente ad Anzio da quasi trent’anni, e consigliere
comunale da cinque. È alla guida della Segretaria del PD di Anzio dal
novembre del 2010, riuscendo a traghettare fino ad oggi un partito dalle
mille anime e dalle cento contraddizioni. Ha scelto di vivere e aprire il
suo studio professionale a Lavinio Stazione, dove vive con la moglie e due
bambini, ed è lì che nasce il suo impegno in politica, da sempre incentrato
sul recupero dei quartieri. Curiosando nel suo privato abbiamo trovato
la parrocchia e le radici cattoliche, un passato da ufficiale dei carabinieri,
molti sport (arti marziali, basket, nuoto, tennis, paracadutismo), un cane
sempre al seguito e la passione per i cavalli e l’equitazione.
Ingegner Bernardone, come è nata la sua candidatura?
“Non nasce sulla scorta di ambizioni personali o di parte ma è animata
dall’idea di costruire una nuova squadra di governo. Sono stato scelto
da tanti amici come centravanti, sono grato per la loro fiducia e spero
di non deluderli, ma il nostro resta un progetto corale e insieme lo
porteremo a termine”.
Chiunque vinca le prossime elezioni, si troverà a governare in una
situazione economica drammatica e farà fatica a far quadrare i
conti pubblici…
“Anzio si trova in un punto estremamente critico della sua intera storia
perché sconta in un unico momento gli effetti di una difficile congiuntura
economica generale e quelli di una gestione locale miope e disastrosa
durata per quindici anni. Chi ha governato Anzio ha dissipato l’enorme
potenziale di questa città; ha favoleggiato per anni un futuro fatto di
casinò e porti faraonici ma ci ha consegnato un territorio gravemente
compromesso da un piano regolatore sbagliato, un porto che affonda nel
degrado, un tessuto commerciale e produttivo ridotto allo stremo delle
forze, una città ai limiti della vivibilità e nessuna politica e prospettiva di
sviluppo e lavoro specie per i nostri giovani. Oltre questo, se non basta,
abbiamo incassato lo svilimento delle istituzioni democratiche disastrate
da interessi poco trasparenti e scandali ricorrenti a causa di una classe
dirigente del tutto inadeguata. Il risultato di queste condotte è che ora
Anzio, più di altre città, è vulnerabile e debole rispetto agli attacchi della
crisi generale e non si può più permettere che la governino ancora quelli
che l’hanno costretta in questa situazione”.
Qual è la miglior cura che propone per salvare questa città così
in pericolo?
“Ad esempio una radicale riforma della macchina amministrativa per
garantire piena trasparenza e correttezza dei processi. Una migliore
regolamentazione degli appalti, l’eliminazione delle tante ombre che
incombono sul sistema di cooperative che ruotano intorno ai soliti
personaggi, l’organizzazione e la razionalizzazione della gestione
amministrativa sono da sole misure in grado di liberare risorse ed
energie preziose. Ci sono poi tutta una serie di iniziative che possono
migliorare la qualità della vita cittadina e che non comportano grandi
investimenti, quali ad esempio piani del traffico e della sosta a beneficio
della vivibilità dei quartieri, oppure misure per favorire la nascita di
una rete di relazioni stabili tra gli operatori economici necessarie al
rilancio economico e occupazionale attraendo investimenti qualificati
sul territorio. Infine occorre imporre una visione nuova della città e
del suo futuro, avere capacità di ridisegnarla attraverso progetti che
partano dal basso con il coinvolgimento diretto dei cittadini e orientati
al blocco della cementificazione indiscriminata, al recupero del
centro storico e dell’identità dei quartieri, alla tutela e valorizzazione
anche economica delle risorse ambientali e storiche, alla difesa e al
rilancio del litorale da considerare spina dorsale dello sviluppo, alla
corretta ricollocazione strategica di Anzio nel suo contesto territoriale
per sottrarla al ruolo di dormitorio e fruire del bacino turistico
rappresentato da Roma. Non sarà semplice né immediato, ma è
possibile e non dobbiamo perdere la speranza né cedere a isterismi
rabbiosi e irrazionali come qualche guru di turno ci suggerisce”.
Un richiamo, quindi, a quel rinnovamento della classe politica e
alla questione morale, voluto un po’ da tutti?
“Il primo passo da fare è scegliere persone dal passato limpido, che
abbiano reali competenze e che conosciamo esser capaci di difendere
il bene comune. Le forze politiche, tutte indistintamente, devono
raccogliere la sfida del rinnovamento etico e morale proponendo persone
nuove e valide mentre i cittadini devono scegliere con rigore, non cedere
a lusinghe o promesse e premiare con la fiducia solo persone che davvero
la meritano. Senza questo primo impegno ogni sfida è persa”.
Ultima domanda. Cosa si può fare per dare un futuro ai giovani
di Anzio?
“Lo stato impietoso dei nostri quartieri pregiudica in particolare la
qualità della vita di giovani e anziani. Mancano luoghi e occasioni
di aggregazione, socializzazione e promozione socioculturale,
devono inoltre essere migliorate le condizioni di accesso allo sport e
a possibili attività extra scolastiche. Inoltre ogni progetto di rilancio
socio economico va pensato in primo luogo per favorire l’occupazione
giovanile. Due iniziative da perseguire con convinzione sono per
esempio un centro socio-culturale e un’iniziativa ispirata alla “Città
dei Mestieri e delle Professioni”, sperimentata con successo in tante
città per sostenere con consulenze qualificate l’insediamento di
nuove imprese in ogni campo. Ai giovani di Anzio deve solo essere
riconosciuta la possibilità di esprimersi; se ne avranno l’opportunità
sapranno costruire il futuro che tutti auspichiamo”.
Maurizio D’Eramo
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Space - Città
Mensile di Informazione di Anzio e Nettuno
Anzio Space
Tra i temi in agenda: più servizi, stop al consumo di suolo e più interazione con i cittadini
ECCO I CANDIDATI ALLE PRIMARIE
DEL CENTROSINISTRA
Sono cinque i candidati alle primarie di Anzio
che si svolgeranno il 13 gennaio 2013. Ivano
Bernardone (che abbiamo intervistato a pag.
3), Giovanni De Micheli, Lina Giannino,
Enzo Toselli del PD e Silvia Bonaventura
indipendente per SEL. Una variegata scelta
che finalmente comprende anche una discreta
quota rosa. È importante per chi andrà a
votare alle primarie cominciare a conoscere
i candidati, i loro programmi ed eventuali
ulteriori alleanze.
De Micheli, 50 anni, imprenditore edile,
“nasce” politicamente alla fine degli anni ‘70
quando, si mobilitava nelle file dell’MLS-Pdup
(movimento lavoratori per il socialismo).
Dopo una lunga pausa rientra a far politica
attiva nel 2005 con le regionali, da cui inizierà
tutto il percorso politico fino a diventare
consigliere comunale del PD. Alla domanda
su quali siano le urgenze programmatiche da
perseguire ad Anzio risponde: “Innanzitutto
il progetto già attivo chiamato “Anzio Forum
2018” che a breve sarà anche sul web e mira
soprattutto al dialogo, alla partecipazione e
alla risoluzione dei problemi dei cittadini”. De
Micheli spiega anche quali sono le priorità per la
città: “Mettere l’accento sulle pari opportunità
e realizzare alcuni asilo nido, agevolare uno
sviluppo sostenibile dell’ambiente, trasporti
ed energia, ad esempio ribaltando il concetto
di rifiuto come problema e trasformarlo in
risorsa creando siti di riciclo dei materiali.
Ma anche riqualificare i centri dei quartieri
e bloccare l’espansione e il consumo del suolo.”
E sulle alleanze sostiene: “Sottoscrivo la carta
d’intenti che lega PD e SEL, pur essendo
consapevole che bisogna allargare le alleanze
in quei pezzi di società organizzata e non,
attraverso forme associative o di volontariato.”
Silvia Bonaventura, 45 anni, laureata,
funzionaria-esperta
alla
sostenibilità
ISPRA, ente pubblico di ricerca. Tra i soci
fondatori del circolo locale LegambienteLe Rondini di cui è stata presidente, ha
anche partecipato attivamente per anni al
Coordinamento Antimafia Anzio-Nettuno;
attualmente partecipa al “Laboratorio
partecipativo per l’alternativa ad Anzio” nato
da esigenze democratiche di movimenti
e associazioni. La Bonaventura espone in
modo lineare il suo programma: “Tetto
agli stipendi del sindaco, degli assessori e
dei dirigenti pubblici, con analisi attenta
agli sprechi di bilancio. Promozione dello
sviluppo sostenibile, nuovo turismo balneareculturale-ambientale, portualità innovativa
invece che megaprogetto porto, valorizzazione
R.N.R Tor Caldara e gestione dei rifiuti come
risorsa, vera ed efficace raccolta porta a porta.
Legalità, trasparenza, pari opportunità,
comunicazione chiara e periodica diretta fra
cittadini e amministratori sull’operato del
comune. Migliorie nel trasporto pubblico.
Riqualificazione edilizia ed energetica con
uno stop totale al consumo del territorio e alle
speculazioni. Attenzione per i beni comuni
come l’acqua e pari opportunità nei servizi
socio-sanitari.” Per le alleanze di un nuovo
governo per la città propone quelle più lontane
dalle forze politiche e dalle persone che hanno
sostenuto il malgoverno per oltre quindici
anni.
Enzo Toselli, 62 anni, laureato in architettura,
ha militato nel P.C.I. fin da giovanissimo e
ne è stato segretario e consigliere comunale
seguendo fedelmente l’evoluzione che oggi
porta al PD di cui è consigliere. È stato
assessore all’urbanistica di Nettuno. Del
suo programma dice: “Cambiare la politica
ripartendo dalle persone per bene e dai valori
quanto mai attuali della sinistra. Recuperare
la fiducia dei cittadini nel comune di Anzio
che non può essere percepito come luogo
di mercimonio e di traffici poco limpidi. È
importante che le decisioni per individuare
le priorità su come ottimizzare le spese siano
discusse con tutta la città al fine di non
tagliare i servizi primari. Uguaglianza nelle
opportunità, nella società, negli studi e nel
lavoro. L’emergenza lavoro è il tema principale
su cui dedicare ogni sforzo. Costruire un
futuro migliore per i giovani con interventi nel
campo della cultura della formazione e per
la creazione di nuove opportunità di lavoro.
Non ritengo utili alleanze elettorali spurie
che potrebbero compromettere chiarezza e
lungimiranza della nostra proposta politica.
Nell’ambito del centrosinistra c’è bisogno di
programmi politici chiari che non possano
creare confusione o dubbi di inciuci elettorali.
È questa la condizione principale per
riconquistare tutto il popolo di una sinistra
variegata, che anche ad Anzio rappresenta
tanta parte della società locale, e anche
l’elettorato moderato stufo della politica
squalificata di una destra che ha fallito su
tutti i fronti.”
Rosalba Giannino (detta Lina), laureata
in Medicina Veterinaria lavora nella ASL
RM H dove si interessa di randagismo e
benessere animale, ha attività anche in un suo
ambulatorio. Ha sempre militato in politica
dai tempi del liceo prima nella sinistra della
DC fino ad arrivare al PD senza ricoprire
cariche politiche di rilievo. Per quanto
riguarda il programma sostiene: “Bloccare la
cementificazione ad Anzio che ha urgente
bisogno di servizi, ad esempio mancano asili
nido per permettere alle donne di continuare a
lavorare. Trasporti pubblici a gpl o metano che
mettano in contatto diretto tutti quartieri e il
centro storico, che va rivalutato e ripopolato,
in modo da invogliare i cittadini a non usare
il mezzo privato. La costruzione di un canile/
gattile (secondo la legge 34/97) che prevede
che ogni comune si munisca di una struttura
dove poter ricoverare e curare gli animali
randagi. Un segno di civiltà che porterebbe
al nostro comune un notevole risparmio.
Promuoverei iniziative come la Pet Terapy per
i soggetti più fragili proprio con l’aiuto degli
animali. Dare particolare attenzione alla
qualità dei cibi serviti nelle mense scolastiche.
Non ho ideali e strategie di alleanze, farei un
accordo esclusivo solo con i cittadini che oggi
formano il partito delle persone vere e oneste
che si sono allontanate dalla politica a causa
dei mestieranti della politica.”
Alessandro Tinarelli
DONARE: GESTO DI
CIVILTà, ATTO D’AMORE
Mercoledì 5 dicembre 2012, presso
l’Aula Magna del Liceo Scientifico Statale
Innocenzo XII in via Ardeatina 87, dalle
9.20 alle 11.20, si terrà una conferenzadibattito sul tema: “Donare: gesto di civiltà,
atto d’amore”. Relatori saranno il dottor
Fabio Ambrosini, Coordinatore locale per i
trapianti di organi e tessuti; il dottor Andrea
Pinto, Primario del reparto di rianimazione
dell’Ospedale di Anzio; il sig. Roberto
Costanzi, segretario dell’Associazione Malati
di Reni; alcuni membri dell’AVIS di AnzioNettuno; referente il prof. Patrizio Vitiello.
Destinatari saranno i giovani studenti delle
quinte classi della sede della scuola. Per
ulteriori notizie scrivete alla mail: patrizio.
[email protected].
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n.47 _ dicembre 2012
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FURTI, RAPINE, ISOLAMENTO E SCARSO COMMERCIO NELL’ISOLA DEL CENTRO
“APRITE VIA XX SETTEMBRE”
I commercianti chiedono sostegno al sindaco
Ricordare la serenità che regnava un tempo
tra Piazza Pia e Piazza Garibaldi è possibile
ascoltando i racconti di tanti cinquantenni,
che hanno vissuto l’infanzia e l’adolescenza nel
centro storico di Anzio. Ex bambini che, pian
piano giocando a picca, ai quattro cantoni, al
gioco della campana e tre tre giù giù, si sono
presi il titolo di “piazzaroli”, dando vita ad una
numerosa serie di comitive ricche di ragazzi
che socializzavano allegramente nel corso
dei pomeriggi e delle sere, magari appoggiati
sulle auto degli amici, fino all’attesa di migrare
in specifici appuntamenti mondani. Magari
ci fosse stata un’isola pedonale a rendere più
sicuri tutti quei ragazzi negli anni ‘70. Oggi
queste piazze non ci sono più, come se l’averle
rinnovate in uno stile ibrido (che contrasta
fortemente con il Liberty del centro), le abbia
anche snaturate di tutto quell’evolversi di
vitalità che abbracciava persone di ogni età.
Piazze in cui nessuno si riconosce più e
i bambini che vi sfrecciano oggi con il
loro skateboard e la bici o che vi giocano
a palla sono sempre più spesso ammoniti
dall’amministrazione, che chiede loro di
stare fermi in silenzio e non fare certi giochi.
Come lo chiede da anni ai commercianti,
imponendo scelte amministrative senza il
loro ascolto. E i commercianti hanno detto
basta.
Mercoledi 7 novembre. All’alba le fioriere
che ornavano via XX Settembre sono state
spostate in un angolo di piazza Pia e sostituite
da un cartello sistemato su una transenna
con scritto: “10 anni di promesse, grazie! I
Commercianti”.
Esplode la rivolta dei commercianti del
centro, che da anni chiedono la riapertura al
traffico per avere più visibilità e opportunità
di mercato, ma soprattutto più sicurezza.
Hanno deciso di muoversi in un’azione che
esprime tutta la riluttanza per l’ennesima
scelta imposta dall’amministrazione. Infatti il
comune, invece, di dare risposte sull’apertura
della via ai commercianti che da anni la
richiedono ha arredato con dei vasi neri
fuori ordinanza (in quanto l’ordinanza del
Sindaco prevede un arredo urbano con
vasi esclusivamente bianchi) tutta via XX
Settembre. Per togliere i bulloni fissati
sull’asfalto e spostare i vasi nel corso della
serata, i commercianti avranno impiegato
circa un’ora, e questo dimostra la mancanza di
sicurezza che vige costante nel centro storico
e che permette da anni a malintenzionati di
saccheggiare e rapinare negozi e negozianti.
Anzio, chiusa al traffico, è diventata un
paesaggio surreale, dove molte serrande delle
attività commerciali sono chiuse fino a tarda
mattinata oppure aprono solo nel week-end,
altre, come la storica profumeria Bartoli,
chiudono definitivamente dopo 92 anni di
attività.
La crisi, la mancanza di una vigilanza adeguata
e continuata, nonchè la disattenzione e la
sordità dell’amministrazione sono gli input
che hanno dato forza a coloro che sono il
centro della vita del paese: i commercianti.
Venerdì 9 novembre. La Polizia Locale,
insieme ad operai comunali, cerca di rimettere
al loro posto i vasi spostati, ma i commercianti
si oppongono con determinazione e
chiedono un incontro con l’amministrazione.
Paolo Pollastrini, proprietario da generazioni
di una pescheria, afferma: “Non chiediamo
nulla di impossibile e insensato. L’isola
pedonale può rimanere tutta l’estate, i sabati e
le domeniche del resto dell’anno, ma i giorni
feriali che si apra la strada anche solo per
un periodo sperimentale”. Altre richieste dei
commercianti suggeriscono un sistema di
sosta veloce per i clienti senza scappatoie per
i furbetti, l’usufrutto del parcheggio dietro
il porto per tutti i lavoratori del centro, la
gestione del parcheggio “La piccola” a privati
con servizio navetta costante. Samuele
Carannante, comandante della Polizia Locale,
afferma: “Al di là di ogni valutazione politica
sulla riapertura della via al traffico, ritengo
tecnicamente possibile congiungere via XX
Settembre a via Gramsci con accorgimenti
sulla sicurezza e lavori per un massimo di
10mila euro”.
Giovedì 15 novembre. Circa 50
commercianti del centro si riuniscono sotto
l’ufficio del sindaco Luciano Bruschini
che però inizialmente fa un po’ di melina
per riceverli. Dopo l’incontro con tre
rappresentanti del CCN, il sindaco promette
la riapertura di via XX Settembre verso corso
del Popolo nei giorni di poco affollamento,
ma si prende una settimana di tempo per
organizzare tutto e fissare i paletti per il
corridoio pedonale. È impressionante
l’adesione alla protesta dei commercianti,
non era mai successo prima che si trovassero
d’accordo e uniti per la stessa richiesta.
Alcuni di essi affermano:“Nei prossimi giorni
decideremo se confluire tutti nel CCN oppure
creare un’altra associazione parallela”
Domenica 25 novembre. Dieci giorni
dopo l’incontro tra commercianti e sindaco
tutto è ancora come prima. Angelo Graziosi,
presidente del Centro Commerciale Naturale,
ci informa che i paletti sono stati ordinati e la
riapertura tra via XX Settembre congiunta
a corso del Popolo è prevista entro il 10
Dicembre. Un bravo amministratore della
città dovrebbe mantenere l’isola pedonale
dall’otto dicembre (l’Immacolata) al 6 gennaio
(l’Epifania) in modo che durante le feste non
ci siano disorientamenti dei pedoni. Il rischio
è che la rivolta dei commercianti venga sedata
per sfiancamento degli stessi con una tecnica
già sperimentata dai nostri amministratori.
L’augurio è che l’amministrazione di Anzio
sia finalmente più disponibile e pronta al
dialogo e alla risoluzione dei problemi dei
cittadini nel modo più celere ed equilibrato
possibile.
A.T.
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VIGILI DEL FUOCO
POCHE RISORSE, GRANDE CUORE
Un violento nubifragio si è abbattuto
sull’intero litorale laziale lo scorso 31
ottobre causando l’esondazione di un corso
d’acqua in zona Tor San Lorenzo, frane,
cadute di alberi e numerosi allagamenti
di cantine e piani interrati. Le chiamate al
centralino dei Vigili del Fuoco di Anzio
sono state innumerevoli e, nonostante le
risorse drasticamente ridotte a causa dei
tagli ai fondi, i VV.FF. hanno provveduto
a contenere le emergenze e in seguito
ad affrontare le situazioni meno critiche
filtrandole attraverso il 115.
Abbiamo fatto visita alla sede anziate
dei Vigili del Fuoco e grande è stata la
disponibilità e la capacità di accoglienza di
questa che si può definire una “comunità”
di lavoratori, visto l’affiatamento e
la condivisione di problematiche
professionali del tutto particolari. Questo
distaccamento ha a disposizione solo un
APS (auto pompa di soccorso) più un
mezzo a supporto con carrello e con questa
esigua attrezzatura riesce a far fronte a
circa 1300/1400 interventi annui di varia
tipologia. È da sottolineare che l’autocarro
di soccorso utilizzato in questo periodo è un
autoveicolo piuttosto obsoleto (con i rischi
che questo comporta quotidianamente
per gli operatori), poiché quello nuovo a
loro assegnato è in riparazione nell’officina
centrale addirittura da un anno: altro
effetto dei tagli. I turni sono divisi in quattro
fasce per 8 unità e ciascun turno dura 12
ore, senza differenza tra quello diurno e
quello notturno. Fanno parte del servizio
aggiornamenti continui ad alto contenuto
specialistico e protocolli precisi entro i
quali agire in funzione delle varie tipologie
di urgenze: in sostanza, ciò che divide la
professionalità dal volontariato.
Tipicamente ci si accorge della scarsità
dei mezzi destinati ai servizi di pubblica
utilità solo durante o subito dopo le
emergenze e troppo spesso pensiamo ai
tagli dei fondi come all’effetto di una crisi
che investe senza motivo non solo noi ma
buona parte dell’Europa, proprio come
quel nubifragio che presto o tardi passerà.
Ebbene bisognerebbe soffermarsi più
approfonditamente su ciò che ha ridotto
ai minimi termini ormai tutte le strutture
nodali del pubblico servizio italiano ad
oggi: gli sprechi. Dovremmo ricordarci che
circa tre anni fa, esattamente il 17 dicembre
2009, Gianni Letta fece approvare dal
Consiglio dei Ministri il decreto voluto da
Silvio Berlusconi in cambio del ritiro delle
annunciate dimissioni di Guido Bertolaso.
Una mossa che ridusse il Parlamento a
muto spettatore. Con il passaggio chiave:
“Il rapporto di lavoro dei dipendenti della
società è disciplinato dalle norme di diritto
privato”, di fatto Berlusconi trasformò
la Protezione Civile in una super s.p.a.
sulla quale calava da quel momento una
cortina di “riservatezza”, diciamo così, su
forniture, contratti, assunzioni, consulenze
e progetti per centinaia di milioni di euro
all’anno, che con la scorciatoia dell’urgenza
non erano più sottoposti ai normali
controlli per la trasparenza pubblica.
Ma già ben prima del 2009, attraverso
procedure e poteri straordinari, ingenti
risorse venivano deviate e sottratte ai
VV.FF. oltre che alla ricerca. Piuttosto
che destinarli alla prevenzione degli
eventi descritti dal dossier choc della
Commissione Nazionale Rischi Sismici e
Vulcanici, allegramente ignorato, vennero
impiegati per organizzare summit, feste
esclusive, adunate religiose, eventi sportivi
o addirittura per asfaltare strade e rotonde.
E ora? Ora il decreto 59/2012 del Governo
Monti tenta di arginare la decennale
emorragia, ma ormai le risorse sono esigue;
al contrario, le emergenze aumentano a
causa di un territorio martoriato dalla
cementificazione, dall’inquinamento e
dalla delinquenza.
I Vigili del Fuoco continuano ad operare per
la profonda motivazione etica facilmente
intuibile dietro la devozione al mestiere di
aiutare gli altri. Il 115, ricordiamolo, registra
tra le proprie competenze istituzionali
(come specificato nel relativo statuto):
- l’opera tecnica di soccorso in occasione di
incendi, di incontrollati rilasci di energia,
di improvviso o minacciante crollo
strutturale, di frane, di piene, di alluvioni o
di altra pubblica calamità;
- l’opera tecnica di contrasto dei rischi
derivanti dall’impiego dell’energia nucleare
e dall’uso di sostanze batteriologiche,
chimiche e radiologiche.
Oltre a queste azioni se ne aggiungono altre
riguardanti la difesa del territorio da rischi
derivanti atti criminosi e il salvataggio di
animali. La recente amministrazione non
si è distinta per l’accuratezza della gestione
di simili presidi di civiltà e bene comune,
ma molto dipende anche dalla pubblica
opinione che dovrebbe sentire come
prioritaria la preservazione di un servizio
così prezioso. Nicoletta Scalera
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115 le donne uccise nel 2012, di cui 74 dal proprio partner
BASTA VIOLENZE SULLE DONNE
Storie di vite interrotte, sfigurate o spezzate:
donne violentate, picchiate da mariti,
compagni o fidanzati a volte troppo gelosi;
donne costrette a prostituirsi oppure
bambine vendute, spesso con il consenso
della famiglia, catapultate, con ancora
l’orsetto di peluche stretto tra le braccia,
in un inferno popolato di orchi e streghe
cattive che di favola purtroppo non ha
proprio nulla! Storie quasi impossibili ma
che invece avvengono ogni giorno, sotto
gli occhi di tutti, in un Paese dove ogni
anno vengono uccise 120 donne; 115 sono
quelle uccise nel 2012, di cui 74 dal proprio
partner. Senza contare che nella Penisola la
prima causa di morte delle donne tra i 16 e i
44 anni è la violenza domestica.
Dati vergognosi e allarmanti, che
evidenziano un male che attanaglia l’Italia,
dove il gentil sesso muore per “troppo
amore”. Sono poche quelle che hanno la
forza di denunciare i propri violentatori o
aguzzini. Il 90 per cento, invece, preferisce
tacere, perché ha paura o perché non si
sente supportata dallo Stato, come ha
ricordato l’associazione Alzaia di Anzio e
Nettuno, che insieme ad altre associazioni
locali, ha promosso la scorsa settimana
una serie di incontri in occasione della XII
giornata internazionale contro la violenza
sulle donne, celebrata il 25 novembre. Una
settimana di incontri e dibattiti per affrontare
il tema della violenza in tutte le sue forme:
dalla tratta a scopo di sfruttamento sessuale
al femminicidio per arrivare ad analizzare
il delicato rapporto tra donne e criminalità
organizzata.
La tratta è utilizzata non solo per la
prostituzione ma anche per il lavoro e
persino per il traffico di organi e non ha
niente da invidiare alla schiavitù esercitata
in epoche più o meno lontane. E non
tragga in inganno il fatto che alcune vittime
dichiarino che sono venute qua in Italia
volontariamente, poiché spesso si tratta
di bugie raccontate sotto l’effetto della
violenza fisica e psichica messa in atto
dagli aguzzini. Nei rari casi di prostituzione
volontaria è, comunque, sempre presente
lo sfruttamento da parte dei cosiddetti
“protettori”. Il reclutamento può avvenire
nella stessa famiglia di origine o nell’ambito
d’istituzioni di assistenza, come in Romania,
oppure all’interno di una comunità che
anticipa i soldi per il “passaggio”, come in
Nigeria. Le associazioni che operano sul
campo, grazie alla legislazione italiana che
prevede assistenza e integrazione alle vittime
di tratta prestano sia il primo soccorso,
con le unità di strada, sia l’assistenza legale,
materiale, sanitaria e psicologica a chi decide
di scappare dalla rete dello sfruttamento. Di
donne e mafia invece ci sarebbe, ed è stato
fatto, da scrivere interi volumi. Storicamente
il ruolo femminile all’interno dell’ “onorata
società” è sempre stato quello di trasmettere
la cultura mafiosa alle nuove generazioni,
oppure quello di prendere le redini della cosca
in mano nel momento in cui il capofamiglia
viene arrestato o ucciso. Non così nella
‘ndrangheta e nella camorra, dove invece
le donne agiscono in veste di organizzatrici
“militari” delle attività, fino ad arrivare
persino ad andare a chiedere il “pizzo”. Ciò che
invece fa sì che una donna decida di recidere
il legame e collaborare con la giustizia è
quasi sempre la presa di coscienza, in seguito
all’uccisione di un congiunto. La scelta
femminile si caratterizza comunque per la
sua “radicalità” e per la “forza rivoluzionaria
della gentilezza” (dall’intervento di una
giovane donna impegnata in Sicilia
nell’ambito dell’associazione Libera, che si
occupa di assistere le coraggiose donne che
decidono di uscire allo scoperto). Storie di
donne, di tempi e luoghi diversi ma con un
comune denominatore: la determinazione
caparbia nel dire “basta!” ad ogni genere di
sfruttamento.
Rossella Romano
DATI STATISTICI SUL
FEMMINICIDIO
DATI SULLA TRATTA A
SCOPO SESSUALE
Tratti dal “Rapporto ombra” elaborato dalla
piattaforma italiana del CEDAW Lavori
in Corsa: 30 anni CEDAW, i dati statistici
riportati si riferiscono agli anni dal 2006 al
2010.
Per quello che riguarda gli episodi di
femminicidio in Italia si è passati da 101
nel 2006 a 127 nel 2010. La distribuzione
geografica vede gli omicidi concentrati
per il 50% al nord, per il 21% al centro, per
il 19% al sud e per il 10% nelle isole. La
relazione tra autore e vittima ha subito una
variazione percentuale nel corso degli anni
di osservazione e si è passati, per fare un
esempio, dal 63% del 2006 al 31% nel 2010,
con alti e bassi negli anni intermedi, per la
categoria “mariti, partner, amanti”, mentre c’è
stato un quasi costante progressivo aumento,
passando da un 11% nel 2006 ad un 23% nel
2010 per la categoria “ex marito, ex partner,
ex amante”. Le percentuali riguardanti altri
parenti, conoscenti, clienti e sconosciuti
rimangono comunque basse rispetto a
quelle dei congiunti più stretti. L’età media
delle vittime si concentra maggiormente
tra le fasce 26-35 anni (21%), 36-45 (28%) e
46-60 (34%), ma non mancano donne di età
inferiore ai 18 anni o superiore ai 70. Invece
per quello che riguarda l’età dell’omicida
il grosso si estende tra i 36-45 (29%) e i
46-60 (38%). I moventi più diffusi sono
separazione (19%), raptus (13%), relazioni
conflittuali e motivi economici e lavorativi
(12%). Il luogo più a rischio risulta essere
l’abitazione della vittima (38%).
Le principali leggi italiane a tutela delle
vittime di tratta sono la n. 286\2008 (art.
18) e la n. 220\2003 (art. 13).
Dati raccolti dal Dipartimento diritti e
pari opportunità nel 2007: sono circa
13.000 persone che hanno aderito ai
progetti e 6.000 che sono impiegate presso
i centri lavoro. La maggior parte delle
donne interessate al fenomeno della tratta
è di nazionalità rumena e nigeriana. L’età
media è tra i 20 e i 30 anni (la maggioranza
delle donne risulta essere maggiorenne)
Due sono i progetti di emersione e
assistenza a cura della Provincia di Roma:
1 - “FUORI GIOGO” che prevede unità
di strada e unità territoriale operativa,
sportello CIE di Ponte Galeria e prima
accoglienza;
2 - “SI TRATTA DI ME” che agisce
tramite programmi di assistenza e
integrazione ai sensi dell’art. 18 legge
286\2008.
NUOVE FRAGILITA’: aumentano le
minorenni, aumentano i giovani maschi,
aumenta lo sfruttamento psicologico,
presenza di disturbi psichiatrici o di
ritardi cognitivi e di sviluppo, aumento di
ragazzi rom.
EMERGENZE CRONICHE:
clandestinità, isolamento linguistico, turn
over (le vittime vengono spesso spostate
di zona), sesso non protetto, gravidanze
indesiderate e IGV, pratiche di autocura,
deterioramento della qualità della vita.
(numero verde antitratta 800290290)
dicembre 2012 _ n.47
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Space - Città
Mensile di Informazione
di Anzio e Nettuno
Lavinio-Space
DENUNCIATECI
TUTTI
DAY
Anzio Space
Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai quattro cittadini querelati dall'Amministrazione per avere
segnalato e lamentato le critiche condizioni igieniche del mare verificatesi sul litorale di Anzio ed
aggiungiamo la nostra ferma condanna per i metodi intimidatori e vili con cui questa
amministrazione aggredisce chi osa esprimere il proprio dissenso.
L'inquinamento delle acque balneari, è stato segnalato da centinaia di cittadini, turisti ed operatori,
ampiamente riscontrato dagli organi di vigilanza e denunciato da tutti i partiti del centrosinistra
unitamente a numerose associazioni.
Evidentemente i gravi rischi per la salute subiti non sono bastati e l'amministrazione vi aggiunge un
vile attacco alla libertà di espressione ed alla democrazia.
E' semplicemente assurdo che ai cittadini che manifestano un disagio e peraltro segnalano un
oggettivo problema, l'amministrazione comunale risponda con infondate querele dirette alle singole
persone.
Se l'obiettivo era quello di intimorire i cittadini, denunciarne quattro per dare l'esempio e far tacere
tutti gli altri, il Sindaco e la sua giunta sappiano di averlo mancato. Noi siamo dalla parte di quei
cittadini, denunciateci tutti ma non siamo disposti a tacere.
L'interesse al bene pubblico, la partecipazione alle vicende cittadine, l'espressione delle opinioni
anche se critiche, sono comportamenti da apprezzare e valorizzare; ciò che invece deve essere
denunciato sono l'incapacità dell'Amministrazione, i ritardi e le omissioni che hanno messo a rischio
la salute delle persone a causa di acque marine inquinate da materia fecale.
Siamo indignati, l'amministrazione invece di rendere conto dei provvedimenti che non ha saputo
assumere, sporge denunce inconsistenti a carico di quattro liberi cittadini a cui va solo riconosciuto
il merito di avere ancora la voglia ed il coraggio di sentirsi parte attiva della città.
Al Sindaco ed al suo Vice diciamo: prendete atto della vostra inadeguatezza, ritirate quella
vergognosa querela oppure abbiate il coraggio e DENUNCIATECI TUTTI.
Associazione Culturale 00042
Associazione Culturale Sinistra senza Aggettivi
Associazione ALZAIA Anzio-Nettuno
Associazione Interculturale PONTUM
Associazione Culturale Ibis Onlus
Collettivo ANZIO un Progetto Democratico
Circolo Legambiente “le Rondini” Anzio-Nettuno
Coordinamento Antimafia Anzio-Nettuno
Comitato Acquapubblica Anzio - Nettuno
Anzio Space
Space - Città
n.47 _ dicembre 2012
Mensile di Informazione di Anzio e Nettuno
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“NON BISOGNA AVER PAURA DI EQUITALIA!”
È quanto afferma il Comitato dei Cittadini Dissenzienti il Consorzio
In questi giorni, i sostenitori e soci del CDL (Cittadini Dissidenti
Consorzio Lavinio) hanno ricevuto via e-mail un libretto di 46 pagine
con tutta la cronistoria della battaglia che il Comitato Dissidenti ha
scatenato da due anni a questa parte contro il Consorzio di Lavinio,
ricostruendo anche la storia dell’Ente di Corso S. Francesco (o
dovremmo dire di Via S. Nicola da Tolentino?) fin dalla sua nascita.
Una nascita avvenuta nel 1950 con scopi prettamente di lottizzazione
del territorio e non come prevedeva, invece, il tanto ricordato (negli atti
del Consorzio) decreto Luogotenenziale del 1918, che era diretto alla
costruzione di strade interpoderali, cioè soggette a uso pubblico, atte a
raggiungere i poderi agricoli. Questa piccola, si fa per dire, differenza è
alla base di tante problematiche passate e attuali. Infatti se l’intenzione
delle tre Cooperative, che unendosi hanno creato il Consorzio, fosse
stata la seconda, il nuovo Ente rientrava sotto la giurisprudenza del
suddetto decreto; invece visto che fin dall’inizio è stato il contrario,
non solo risulta tutt’oggi registrato all’Agenzia delle Entrate nella
categoria ‘lottizzazione di terreni connessa con urbanizzazione’, ma
non ha ricevuto all’epoca neanche il riconoscimento del Ministero
dell’Agricoltura e Foreste, che non ha “ritenuto di riscontrare nella
zona un premunente interesse agricolo”.
Ma la cosa più buffa di tutta questa parte del libricino riguarda il
nome del Consorzio e la sua sede. Infatti a seconda delle carte, delle
occasioni o degli interessi, il Consorzio si chiama di ‘Lavinio – S. Olivo’
o di ‘Lavinio, S. Olivo e S. Anastasio’ e la sua sede la troviamo a Roma
in via S. Nicola da Tolentino al numero 41 o in Corso S. Francesco
84 ad Anzio… di una cosa siamo certi, però! Che in barba alle leggi
dello Stato e di tutti i regolamenti contabili, ambedue i Consorzi
hanno lo stesso Cofice Fiscale il n°82004680581. Qui qualcosa non
quadra! È inammissibile che due Enti abbiano lo stesso numero.
Eppure in tutta questa storia, non diciamo all’italiana, ma proprio alla
portodanzese, di cose che non quadrano ce ne sono tante! Un’altra
è sicuramente quella legata alla Convenzione stipulata dal Comune
di Anzio col Consorzio, che costa alle casse cittadine ben 170mila
euro, e che dovrebbero andare a coprire parte delle spese sostenute
dall’Ente diretto dal dottor Antinori per gli scopi istituzionali per cui
esso è nato. E qui altro giallo: tra le premesse che inducono il Comune
a rifondere al Consorzio tale somma, si fa riferimento ad un atto
notarile che invece riguarda tutt’altra cosa e tutt’altro Ente, visto che
parliamo di un’assemblea straordinaria del Consorzio di Lido dei Pini
(sic!) Ma non solo, ad una attenta lettura dei bilanci del Consorzio
scopriamo che le spese da lui sostenute sono molto più basse della
somma rifusa dal Comune. Somma che invece va a coprire le spese
relative al personale, 8 dipendenti che costano a tutti noi (e sì, perché
c’eravamo scordati di dire che i soldi che escono dalla convenzione,
sono quelli che tutti noi paghiamo con le tasse comunali) oltre 144
mila euro.
Ma passiamo alla tematica più importante dell’opuscolo, quella
legata a Equitalia. Il CDL invita tutti i suoi sostenitori a non aver
paura delle cartelle che arrivano, perché in quasi tutti i casi sono
viziate da errori che ne annullerebbero l’efficacia. Per prima cosa esse
portano il riferimento di un codice tributo (lo 0810) inesistente, con
la descrizione di ‘Consorzio stradale’ richiesto a nome del Consorzio
Lavinio, S.Olivo e S.Anastasio, quando abbiamo visto che l’ente che
si chiama in altro modo e soprattutto svolge altra attività, per poi
indicare come “responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo
è: Placidi Ilaria”. Cosa anche questa improponibile visto che Ilaria
Placidi è una dipendente del Consorzio e non di Equitalia.
Sempre dal volumetto, così si apprende che Equitalia non può
obbligare i cittadini a pagare perché non si tratta di TRIBUTI dello
Stato, ma di CONTRIBUTI; ecco spiegato perchè a molti cittadini che
non li hanno mai pagati, da oltre 5 anni, non è accaduto nulla, anche
se Equitalia ha intimato di pagarli entro 60 giorni.
Ma non solo. Per essere efficace, una cartella esattoriale non arriva per
posta, ma deve essere notificata dal un Ufficiale Giudiziario.
Proprio per combattere tutte queste ‘stranezze’, il 25 maggio scorso
il CDL ha denunciato alla Procura della Repubblica di Velletri il
Consorzio per truffa (codice penale); bene, è notizia proprio di
questi giorni che la Magistratura ha cominciato a fare il suo corso
e proprio a seguito di quella denuncia, chiedendo informazioni ad
alcuni cittadini di Lavinio e ai responsabili del Comitato. Mentre il
Consorzio sembrerebbe essere stato convocato presso il Tribunale
Civile di Anzio.
Si preannuncia un fine d’anno proprio coi botti!
Maurizio D’Eramo
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dicembre 2012 _ n.47
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n.47 _ dicembre 2012
Mensile di Informazione di Anzio e Nettuno
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In calo il numero di turisti, due alberghi del litorale chiudono i battenti, delusi i cittadini
IL TURISMO DIVORZIERÀ DA LAVINIO MARE?
per ammodernare strutture e servizi, fungendo da fattore di
ristagno economico. La direttiva, pur concepita per tutelare
l’ambiente e la trasparenza, esaltando il ruolo del mercato, rischia
di favorire chi nel mercato è più forte a danno del più debole, senza
che la società nel suo complesso se ne avvantaggi. Indubbiamente i
gestori di stabilimenti non hanno brillato per trasparenza e rispetto
delle regole nei decenni passati, sia nell’occupazione dell’arenile sia
nelle modalità di assunzione del personale. Inoltre Anzio possiede
pochissime spiagge libere dove chi non vuole o non può andare
presso gli stabilimenti balneari, può comunque accedere al mare.
Ma ora il processo di privatizzazione rischia di portare ad una
situazione ancora più drammatica, dove centinaia di famiglie del
posto vedranno portarsi via quella che considerano la loro impresa,
che invece sarà appannaggio di grandi gruppi, spesso contigui o
organici con capitale frutto di illegalità. La malavita organizzata
infatti vede in queste occasioni di investimento dei sicuri metodi
di riciclaggio, e come sappiamo dagli atti giudiziari, si è già giovata
delle opportunità concesse dal territorio.
Hanno chiuso altri due alberghi a Lavinio Mare. Si tratta dell’Hotel
La Playa, un tempo Luci Lugi, e l’Hotel Belvedere. Tali chiusure
seguono di pochi anni quelle che hanno visto coinvolte altre
strutture tra alberghi, ristoranti e bed and breakfast, a testimonianza
di un lento declino dell’economia turistica di questo quartiere e
della nostra città in generale. I motivi specifici di queste chiusure
non sta a noi ricordarli. A noi possono interessare le cause generali
che vedono la città di Anzio sempre meno appetibile da parte dei
turisti e che stanno minando il tessuto sociale della città e stanno
rendendo scarsamente conveniente l’investimento turistico.
TURISMO IN AFFANNO - La perdita di posti di lavoro nel
settore va ad aumentare la già grave situazione occupazionale
di Anzio con la disoccupazione che si attesta a circa il 22% della
popolazione attiva, ben 10 punti sopra la media nazionale. In questi
anni, evidentemente, poco si è fatto per invertire questo trend,
come se ci si fosse rassegnati a un destino fatto di precarietà e
disagio sociale, formidabile brodo di coltura per illegalità diffusa e
criminalità organizzata. La situazione non è rosea per nessuno ma
manca la capacità di reagire. Perché? Parlando con un gestore di un
noto stabilimento balneare abbiamo toccato con mano la principale
preoccupazione della categoria: la direttiva Bolkenstein. Secondo
questo dispositivo comunitario, nel 2016 le concessioni demaniali
su cui sono costruiti gli stabilimenti balneari, dovranno essere
assegnate secondo un’asta pubblica europea. Gli attuali gestori
difficilmente potranno competere con grandi capitali stranieri o
italiani, e rischiano così di perdere la loro impresa, che secondo
la legge attuale passava di padre in figlio alimentando l’economia
locale.
È una prospettiva che scoraggia evidentemente ogni investimento
POCHI EVENTI CULTURALI - Ma i problemi per il turismo
laviniense non finiscono qui. I turisti, sempre di meno e sempre
legati alla proprietà della loro seconda casa o all’affitto stagionale,
lamentano l’assenza di divertimenti, luoghi di aggregazione e
socializzazione. Il cinema Enea non esiste più da anni, così come il
Parco Acqualand. Gli eventi culturali sono sporadici e occasionali.
Manca la volontà di valorizzare le molte associazioni culturali del
territorio disposte a creare per pura passione occasioni di svago e
cultura, con l’organizzazione di eventi teatrali o musicali a costo zero.
L’amministrazione preferisce spendere decine di migliaia di euro
per far venire grandi personaggi a Villa Adele ma non si preoccupa
ancora una volta del destino delle periferie, elaborando progetti ad
hoc. E così la vita culturale si spegne nel deserto dei viali di quello
che un tempo era un gioiello sul mar Tirreno, Lavinio appunto.
QUESTIONE MARE - Il mare poi è un altro punto dolente, dato
che troppo spesso cittadini e turisti ne lamentano l’inquinamento,
nonostante sventoli la tanto discussa Bandiera Blu. E guai a chi osa
criticare l’amministrazione per questo aspetto! È noto che chi scrive,
insieme ad Andrea Mingiacchi, Claudio Petriconi e Paolo Salvucci,
è stato denunciato dall’Assessore Placidi per aver diffuso i dati Arpa
– pubblici - che testimoniavano per alcuni giorni di questa estate gli
alti livelli di inquinamento in alcune aree del litorale anziate.
Ma il tutto è aggravato anche da un certa mentalità particolaristica.
Infatti pare che molti commercianti difficilmente si impegnino
per organizzare eventi di piazza, anche quando questi necessitano
di un esborso minimo e possono portare molto pubblico. È il
caso del concerto della Di Francesco e della Blu Band organizzato
quasi in solitario da una nota pizzeria di Piazza Lavinia alla fine di
luglio. Nessun commerciante, tranne qualche eccezione, ha voluto
contribuire all’evento che poi si è rivelato un successo. Quando
poi il gestore della pizzeria ha avvicinato alcuni suoi colleghi
commercianti per sapere se erano soddisfatti dell’aumentato
volume di affari nella serata del concerto, si è sentito rispondere che
comunque loro avrebbero lavorato lo stesso anche senza organizzare
simili serate, con buona pace dell’impegno profuso e non retribuito
per organizzarla.
Umberto Spallotta
dicembre 2012 _ n.47
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Space - Politica
Mensile di Informazione
di Anzio e Nettuno
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Anzio Space
Anzio: arrestati l’assessore Colarieti, la dirigente Santaniello e il presidente De Berardinis
NUOVA BUFERA POLITICA
In un 2012 da
dimenticare per
l’amministrazione
comunale
di
Anzio. Per il suo
sindaco Luciano
Bruschini e per
il suo vice questa
ennesima bufera
politica non ci
voleva. La Guardia
di
Finanza
ha
arrestato,
con l’accusa di
abuso
d’ufficio
e concorso in
corruzione,
l’assessore
ai
servizi sociali Italo Colarieti, la dirigente del comune di Anzio,
Angela Santaniello e Augusto De Berardinis, presidente della
cooperativa Rainbow. La vicenda riguarda la proroga dei contratti
di assistenza domiciliare integrata ai disabili; proroga che, stando
ai magistrati, è avvenuta senza un regolare contratto. I tre sono al
momento agli arresti domiciliari.
In Italia non si è colpevoli sino alla condanna definitiva,
perché il rispetto della presunzione di innocenza è una
regola fondamentale, e ciò vale anche ad Anzio. Ma nella
città neroniana quest’ultima vicenda politica rappresenta
la “ciliegina sulla torta” per un’amministrazione che
quest’anno (e non solo) ha fatto “acqua da tutte le parti”.
Facendo un rapido flashback torna subito in mente la
denuncia perpetrata dal vice sindaco nei confronti di
quattro cittadini, rei di aver diffuso su facebook le analisi
dell’Arpalazio riguardanti un tratto di mare che presentava
un numero di batteri Escherichia Coli superiori alla legge.
Si potrebbe parlare, inoltre, del sindaco che ha tenuto
secretato in un cassetto un parere del ministero dell’Interno
riguardante l’incompatibilità dell’assessore Placidi, o dello
stesso sindaco che dopo il consiglio comunale sul bilancio
si è fatto accompagnare a casa da Presicce, reo qualche ora
prima di aver tenuto in piedi la baracca, ecc. Si potrebbe
parlare di questo e molto altro, ma farlo significherebbe
infierire su un’amministrazione che è forse “morta” da
tempo e che forse non è mai nata. L’assessore Colarieti
ha provveduto a rassegnare le dimissioni, che sono state
prontamente accettate dal sindaco; ma la vicenda è solo la
punta dell’iceberg di un sistema che ad Anzio non funziona
bene ormai da troppi anni. Un sistema di servizi dove le
cooperative svolgono un ruolo importante, e i politici
seduti oggi in consiglio che le posseggono sono molti.
Sembra quasi che ormai, queste, ad Anzio, siano l’unico
modo per lavorare, basti vedere quante ce ne sono d’estate
a fermare le auto e a gestire il parcheggio per Ponza (se ne
contano almeno tre e una dovrebbe essere la Rainbow). E
come dimenticare gli spari sul cancello di casa di Placidi, a
detta dell’assessore avvenuti per un no ad una richiesta di
lavoro?
Un modo di amministrare che ha inciso sull’alto tasso di
disoccupazione del litorale. Si continuano a promettere
mille nuovi posti di lavoro con il “porto che verrà”
(scommettiamo che questi posti, se non tutti, la maggior
parte, saranno gestiti da cooperative?), tralasciando,
o facendo finta di farlo, la realtà. Un segnale chiaro di
un’economia cittadina in crisi, arriva dalla protesta dei
commercianti del centro di qualche settimana fa che
chiedono urgentemente l’apertura della piazza. Piazza
che, aggiungiamo, andrebbe completamente rifatta poiché
decade sempre di più il progetto del nuovo porto di Anzio
del centro destra, che vedeva questa piazza come agorà al
suo servizio.
Leonardo Tardioli
BREVE BIOGRAFIA DELL’ASSESSORE
Italo C olarieti, oggi agli arresti, inizia nel 1994
quando, insieme a Umberto Succi, diventa presidente
a interim dell’Anziolavinio. Nel 1996 la squadra viene
venduta a Franco Rizzaro e C olarieti torna a fare il
dirigente della clinica Villa dei Pini. Nel 2003 il tecnico
radiologo prova ad entrare in politica. Ottiene pochi
voti per essere eletto ma entra lo stesso in consiglio
comunale surrogando chi è diventato assessore. Nel
2008 si ricandida, viene eletto e nominato assessore.
Nel 2009 lascia la guida di Villa dei Pini per
assumere quella della casa di riposo L a Francescana,
di cui diventa Direttore Generale. Fino a giungere
alle storie di questi ultimi giorni, che dimostrano
quanto sia fragile e poco vigilato il nostro apparato
amministrativo, e quando siano ormai maturi i tempi
per esigere una nuova amministrazione per la città.
Un’amministrazione più trasparente e meritocratica.
L.T.
Anzio Space
Space - Politica
n.47 _ dicembre 2012
Mensile di Informazione di Anzio e Nettuno
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L’amministrazione politica di Anzio spiegata dalla lettera A alla Z
DIZIONARIO DELLA GIUNTA BRUSCHINI
A come Attoni, ovvero il simbolo del
trasformismo dell’amministrazione anziate.
Un giorno nemico del sindaco Bruschini, poi
fedele alleato; un giorno con Storace, l’altro
da indipendente con un passaggio anche
nella scuderia del Fli.
B come Borrelli, la personificazione di una
politica che non è mutata nel corso degli anni.
Il suo capolavoro finale è stata la cacciata dal
“tempio” del consiglio comunale dei temibili
giornalisti, rei solo di aver svolto il proprio
lavoro. B anche come la mitica Bandiera Blu,
ma insomma possibile che i Puffi debbano
per forza dimostrare di essere cittadini di
Anzio? Che stravaganti.
C come Consigli comunali, che nel passato
rappresentavano la massima espressione
della dialettica politica, ora ridotti dal
centrodestra ad un’assise domestica, con un
linguaggio degno dei film trash anni ‘70.
D come Dichiarazione dei redditi,
obbligatoria per legge, meno che per i
consiglieri comunali della maggioranza, che
non intendono far sapere ai cittadini quali e
quanti siano i loro guadagni.
E come Emergenza democratica. Anzio, mai
come in questi ultimi anni, sta pagando un
deficit democratico, con cittadini ridotti
ormai a forme di sudditanza, grazie anche
alla rete delle numerose cooperative dei
“disperati”, gestite in modo padronale dal
politico di turno.
F come Fatti incresciosi. La città neroniana
ha fatto segnare un’escalation senza
precedenti di criminalità e numerosi episodi
sono lì a certificarlo. Spari agli assessori,
arresti eccellenti di politici e altro ancora
testimoniano in modo eloquente che i cattivi
maestri non sono di certo i cittadini…
G come Giardini. La botanica, ovvero la
grande passione del sindaco Bruschini,
che ha rivalutato Villa Adele e ha piantato
fiori ovunque. Una cosa degna di nota, che
ha ridato colore ad alcuni punti della città.
Un modo anche per coprire la valanga di
cemento che ha sommerso la città grazie ad
un piano regolatore killer. Per le prossime
elezioni molti giardinieri, consapevoli che
la loro arte può bastare per amministrare,
stanno avanzando la loro candidatura.
H come Hospital, ovvero l’ospedale Riuniti
di Anzio e Nettuno, che la presidente della
Regione Polverini ha ridotto a pezzi grazie
anche all’assenso del Pdl locale, troppo
impegnato a portare avanti l’utopia del nuovo
porto, assecondando la politica dei tagli
indiscriminati.
I come Immobili, ovvero una voce illimitata
nella politica attuata dal centrodestra
neroniano. Gli esempi di Bambinopoli,
Villa Adriana e non solo, sono la fotografia
emblematica di una programmazione
urbanistica deleteria per il territorio.
L come Livello di inquinamento del mare di
Anzio. Passiamo avanti, altrimenti bisogna
andare in commissariato a spiegare le nostre
ragioni…
M come Mafia. Un convegno di Anzio Futura
denunciò in modo vibrante la presenza
di infiltrazioni mafiose nel territorio.
Le associazioni antimafia lo gridano da
numerosi anni, ma per la classe politica
locale è pura fantasia. Leggere la sentenza del
processo Sfinge per delucidazioni in materia.
N come Nessun dorma. Alle prossime
consultazioni elettorali (previste per marzo)
c’è da augurarsi che gli elettori non abbiano
dimenticato in fretta i danni prodotti da
numerosi anni di centrodestra.
O come Opposizione. Non saremmo credibili
se parlassimo del centrosinistra come del
mondo perfetto, ma è indiscutibile che le
uniche battaglie di spessore morale sono
arrivate dai consiglieri del Pd.
P come Placidi, basta la parola (come recitava
un vecchio spot della Falqui…). P anche
come passiamo avanti…
Q come Quelli di Anzio Space, che negli
ultimi quattro anni hanno dato vita ad una
voce alternativa, tenendo alta l’attenzione
sulle problematiche sociali, ridando linfa
anche al mondo della cultura, grazie a
numerose iniziative di spessore.
R come Ragionare a lungo, ma non trovare
nulla di eclatante con la lettera R. Si accettano
consigli dai lettori…
S come Sogni impossibili. Il Porto (diventato
ormai una leggenda, con Innocenzo XII
che si sta rivoltando nella tomba e gli
antichi romani che vorrebbero cambiare
cittadinanza). Il Casinò. La Città artigiana. Il
mare pulito…
T come Trasparenza, ovvero questa illustre
sconosciuta, sia nelle mancate dichiarazioni
dei redditi dei consiglieri, nei siti internet,
nell’incompatibilità di alcuni esponenti
della maggioranza (con le lettere del prefetto
dimenticate nei cassetti…)
U come Udc, l’ago della bilancia. Il partito
che si divide in due anime e che potrebbe
essere determinante nelle prossime
elezioni. Un partito che ha preso le distanze
dall’amministrazione Bruschini, anche se
non ha ancora sciolto diverse riserve.
V come Viale del tramonto. Tutti i cicli
nella vita si esauriscono, anche in politica.
L’amministrazione di centrodestra anziate,
sulla scia di quanto accaduto anche in ambito
regionale e nazionale è avviata a chiudere la
sua pessima esperienza.
Z come l’ultima lettera (non chiusa nei
cassetti…)
Marcello Bartoli
Qui
Radio
Nerone
“Placidi giorni”
Lucianus, tu sì che mi conosci bene! Solo tu
puoi capirmi! Sei un mio pari e abbiamo le
stesse forze, ma anche le stesse debolezze!
Noi vogliamo sempre… vogliamo sempre
fare, caro Lucianus! Ti confido che proprio
non riesco a vivere in questo sonno eterno
e ho voglia di concretizzare qualcosa come
ai vecchi tempi, quando il sangue scorreva
nelle mie vene e il cuore batteva come un
tamburo! Pertanto, con un amico patrizio
abbiamo costituito la cooperativa Adele
e abbiamo intenzione di portare avanti
progetti importanti per la città di Anzio
(tanto cooperativa in più o cooperativa in
meno…). Vogliamo creare un centro per
politici in pensione e per tutti quei politici
stressati dal grande lavoro. Il centro si
chiamerà “Placidi giorni” e potrà ospitare
dai 20 ai 30 utenti, tutti accolti e trattati con
guanti di velluto da un personale altamente
qualificato nella cura del benessere
psicofisico del cliente. Abbiamo intenzione
di essere operativi già dalla primavera
del prossimo anno. Tu sai indicarci una
struttura che faccia al nostro caso? Noi
abbiamo pensato a Villa Sarsina, tu come
la vedi? Grazie Lucianus, Nerone è con te!
Space - Giovani
dicembre 2012 _ n.47
12
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Mensile di Informazione
di Anzio e Nettuno
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Anche i giovani di Anzio e Nettuno in piazza contro i tagli del governo
“NOI CI SIAMO “
In questo periodo di crisi il nostro Governo
ha operato quella che viene definita una
politica di austerity. È proprio contro
questa che nel mese di novembre i giovani
sono scesi in piazza a manifestare. Il 14
novembre si è svolto uno sciopero
generale europeo che ha portato migliaia
di persone in strada nelle più importanti
città. La manifestazione più grande nel
nostro paese è stata quella di Roma,
dove migliaia di studenti hanno deciso
di attivarsi per far sentire la loro voce
contro i tagli del Governo. Il corteo degli
universitari è partito dal Piazzale Aldo
Moro dell’Università la Sapienza, per poi
far tappa di fronte alla Stazione Termini
dove si sono aggiunti studenti di altre
università e scuole superiori, professori e
normalissimi cittadini che si sono voluti
unire alla protesta studentesca. Il corteo
ha attraversato le strade della capitale
in modo pacifico, mostrando striscioni di
protesta e urlando slogan soprattutto contro il
premier Mario Monti e il ministro del lavoro
Elsa Fornero. La pace si è poi purtroppo
interrotta sul Lungotevere dove sono iniziati
gli scontri con la polizia e di cui la cronaca si
è già a lungo occupata.
Anche i ragazzi di Anzio e Nettuno non sono
voluti essere da meno e il 16 novembre hanno
organizzato una manifestazione per le vie di
Nettuno intitolandola “Noi ci siamo”. Si sono
dati appuntamento davanti alla posta centrale
della città del tridente e già all’inizio erano
in molti; provenivano da tutte le scuole del
territorio: Emanuela Loi, promotrice iniziale
del movimento, I.t.i.s. Trafelli, Chris Cappell
College e Colonna-Gatti. La manifestazione
si è svolta pacificamente per tutta la durata
dell’itinerario, scortata da polizia e carabinieri,
e con arrivo finale al Piazzale Santa Maria
Goretti. Il sindaco di Nettuno, Alessio
Chiavetta, si è unito al corteo e ha preso la
parola affermando di essere dalla parte dei
giovani e di manifestare anche per coloro che
verranno dopo. Ad ogni tappa i rappresentanti
delle scuole hanno esposto le problematiche
che li hanno spinti a manifestare coinvolgendo
così anche chi si trovava lì per caso e ha deciso
di unirsi perché d’accordo con loro. Molti
sono stati gli slogan e i cartelloni che li
hanno accompagnati come “Se ci bloccate
il futuro, noi blocchiamo la città”, oppure
“Un popolo di ignoranti è più facile da
governare”. Purtroppo molte persone
esterne all’ambito scolastico da molti
anni, stando alle testimonianze di una
giovane, Sara M. presente al momento,
hanno criticato il corteo e i giovani, non
credendo negli stessi ideali. Ecco come una
ragazza, MariaRosaria Elefante, ha deciso
di rispondere a chi non era dalla loro
parte: “Non ci vogliono grandi menti per
capire che con la nostra manifestazione
non si risolve niente, ma è un modo per
far sentire la nostra voce. Siamo il futuro
dell’Italia, ed è a noi che stanno togliendo
sogni, FUTURO e LAVORO! Non ci sto
con ciò che stanno combinando e preferisco
manifestare che sputare sentenze sugli altri
seduti comodamente dietro un computer!
Stamattina abbiamo dimostrato che non
siamo superficiali come si crede!”
Melania Maranesi e Jessica Quaranta
“La lotta è dura, ma non ci fa paura”
È lo slogan che gridano assieme i giovani del
territorio, frequentanti scuole diverse, ma
uniti dai drammatici disagi che si abbattono
su quest’ultime. Determinati, tenaci, arrabbiati,
reclamano il diritto ad una scuola pubblica
che li traini fuori dalle secche dell’ignoranza.
Camminano a ritmo incalzante per le strade
di Roma, gridando una richiesta d’aiuto,
recriminando una scuola che per colpa della
crisi e dei continui tagli è divenuta un cantiere
di pensieri dove si forgiano le attitudini di
uomini e donne di un domani che non c’è, che
si è perso in un sistema che sta implodendo su
se stesso.
Sono lì, assieme agli altri cinquemila ragazzi
nella capitale e come loro vengono dirottati
altrove per impedire che raggiungano il
Ministero dell’Istruzione. Sono delusi e
arrabbiati ora; sono forti delle loro idee, convinti
della necessità di far sentire la loro voce, non
sono criminali, non capiscono perché non
possono essere ascoltati.
Non sono i provocatori che distruggono negozi
e strutture pubbliche, la loro rabbia verso un
sistema che li condanna ad un futuro vano
sfocia con le sole parole; hanno solo voglia di
essere ascoltati. Hanno voglia di gridare i loro
pensieri, così, con organizzazione ordinata e
precisa, si riuniscono e compiono un sit-in
ritrovandosi assieme ad Anzio e poi a Nettuno,
ascoltano le parole del sindaco Chiavetta
colmi di domande e di qualche pretesa. Sono
più di qualche centinaia, si parla di una o due
migliaia di ragazzi, sono tanti e gridano forte.
Non si arrenderanno queste giovani menti, che
sia occupando la loro scuola o organizzando
scioperi fuori di essa; sono convinti del voler
plasmare in modo concreto l’idea di istituzione
scolastica che sognano e meritano, sperando
nell’appoggio dei propri docenti scolastici.
Perché sono gli studenti che hanno il registro
elettronico, ma sognano una scuola che non
crolli sotto i loro piedi.
Alessandra Toppetta
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n.47 _ dicembre 2012
Space
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15
13
30€
Lasagna
Cosciotto di pollo al forno con patate
1 Coca-Cola lattina
Acqua
15€
45€
dicembre 2012 _ n.47
12
16
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LA RICETTA DEL MESE
Bacetti di frutta secca
natalizi
Ingredienti per 80 cioccolatini circa
- 400 gr di fichi secchi tritati
- 150 gr di albicocche secche tritate
- 250 gr di noci tritate
- 250 gr di mandorle tritate
- 150 gr circa di uvetta ammollata nel rum (diluito con un po’
d’acqua calda)
- 3 cucchiai di canditi
- 2 cucchiai di miele
- 3 cucchiai di marmellata di pesche
- 2 cucchiai di marsala
- 50 gr di cioccolato fondente.
- 1/2 kg di cioccolato fondente per la copertura
PrOCEDIMENTO
Mettere insieme tutta la frutta secca tagliuzzata finemente in una ciotola,
mescolarla e versarla in una pentola. Aggiungiamo l’uvetta insieme al
liquore, la marmellata, il miele e giriamo il tutto con un mestolo. Mettiamo
la pentola sul fuoco e uniamo il cioccolato tritato e il marsala, lasciamo
andare per una decina di minuti (sempre mescolando), finché il cioccolato
non si sarà sciolto e il composto amalgamato. Facciamo raffreddare bene
il composto e poi mettiamolo in frigo per almeno 3-4 ore. Prendiamo il
composto e facciamo delle palline, che bagneremo nel cioccolato fondente
fuso a bagnomaria. Il cioccolato non deve essere troppo liquido, ma
temperato, in modo che si formi uno strato ben spesso intorno al ripieno.
Buon appetito!
Elisabetta Civitan
BASTA CON LE BUGIE SULLA
PASTA!
La pasta fa ingrassare: questa la frase più pronunciata da chi,
non entrando più nel suo vestito preferito, comincia a ridurre
drasticamente il consumo di tale alimento. Mossa del tutto
controproducente per contrastare i centimetri di troppo.
Ricordiamo che il nostro organismo ha bisogno di glucosio,
lo zucchero più semplice che esista. Quali sono i modi per
assumerlo? Proviamo a immaginare questo zucchero semplice
come una piccola perla. A questo punto pensiamo alla possibilità
di mangiare un sacchetto di perle sfuse, una collana di perle
semplice, oppure una collana di perle più elaborata, che si avvolge
su se stessa formando tanti nodi. A livello intestinale, ciascuna
“perla” verrà assorbita e messa in circolo. Nel primo caso, le perle
sono già pronte per essere rapidamente assorbite e immesse nel
sangue.
Leggendo la metafora in termini di glicemia, i livelli plasmatici di
zucchero si impenneranno con estrema velocità, provocando un
picco di insulina che tenderà ad abbassare altrettanto velocemente
la glicemia per riportare i valori nella norma: il risultato sarà che
avremo più fame di prima. Nel caso invece della collana annodata
e avvolta su se stessa sarà più difficile per gli enzimi intestinali (da
immaginare come “forbici” con il compito di liberare le singole
perle) ottenere il glucosio semplice, e la lentezza che richiede
questo processo garantirà una salita più lenta della glicemia, e
soprattutto molto più duratura nel tempo. Spostando il termine di
paragone dai gioielli alla nostra tavola, è facile comprendere come i
famosi zuccheri semplici (le perle sfuse) non diano sazietà a lungo,
favorendo la comparsa di attacchi di fame, che spesso si sfogano
su alimenti spazzatura. La pasta, al contrario, va immaginata
come una “collana di perle ingarbugliata”, cioè zuccheri complessi
che, evitando il picco glicemico e insulinico, conferiscono un
ottimo potere saziante, ulteriormente incrementato qualora
prediligessimo la tipologia integrale. Un piatto di pasta a pranzo
è quindi una riserva di energia indispensabile per affrontare il
pomeriggio senza cali di attenzione, momenti di stanchezza o
vacillamenti della forza di volontà davanti ad una prelibata fetta di
torta. Smettiamo perciò di demonizzare la pasta, e consideriamola
piuttosto una fedele amica del girovita, cominciando a pensare che
ciò che fa ingrassare non è tanto la pasta, quanto i condimenti unti
e grassi o le montagne di formaggio che adoperiamo su di essa! Dott.ssa Anna D’Angiolella, Nutrizionista
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n.47 _ dicembre 2012
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A chi gli chiedeva se si sentisse napoletano o abruzzese rispondeva secco: “Abruzzese”
benedetto ABRUZZESE
Il sogno di un bambino, quello di rivedere quel paese quasi fiabesco
raccontato tante volte da sua madre. Nella sua mente appariva come “una
città biancheggiante di neve, quasi divisa dal mondo”, e proprio lì c’era
“una vasta casa dove si stava intimamente raccolti intorno al lieto fuoco
del camino; nei quali si narrava di uomini forti e austeri, di pastori, di
innumeri greggi, e poi ancora di soldati e di briganti, e meglio ancora
di cacce e di orsi”. Quel piccolo villaggio biancheggiante, che sembrava
essere uno di quei paesi da fiaba, esisteva veramente, era e si chiama
Pescasseroli (Aq), e quel bimbo, Benedetto Croce, cresciuto nel tempo e
diventato un grande filosofo e storico italiano, nell’agosto del 1910, all’età
di 44 anni, vi volle tornare per ricostruire la storia della sua famiglia e
riabbracciare simbolicamente la sua terra natia e la sua gente, perché è
difficile dimenticare il paese d’origine. Il filosofo abruzzese amava dire
che c’era qualcosa, “una regola, un istinto, un palpito” che lo legava a
Pescasseroli. Terra di profonde tradizioni e storie, di pastori legati alla
transumanza, di antichi artigiani della pietra e del legno, tutte persone
apparentemente burbere ma dal cuore d’oro.
Croce era nato proprio lì, il 25 febbraio 1866 a Palazzo Sipari, una
elegante abitazione del centro storico di Pescasseroli, che nel 1910 sarebbe
diventato fiore all’occhiello del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise,
istituito proprio in quell’anno. Il filosofo visse qui solo alcuni anni, poi
ancora ragazzo si trasferì con la famiglia a Napoli, ma nonostante la
lontananza amava rivendicare le sue origini. A chi gli chiedeva se si
sentisse napoletano o abruzzese, rispondeva secco: “abruzzese”. Dagli
abruzzesi, Croce aveva ereditato quel carattere forte e deciso, quella
buona e sana cocciutaggine tipica di questa gente, che se hai il piacere
di conoscere per caso o per amicizia scopri quanto sia vero. Persone
abituate ad affrontare le difficoltà, a non arrendersi mai, ad essere forti e
affascinanti come la natura che li circonda.
Il filosofo, a suo modo, ha amato profondamente Pescasseroli, terra dove
scorre il fiume il Sangro, circondata da alte e verdi montagne: il Monte
Amaro, il Monte Tranquillo e il Monte Marsicano, magnifiche vette
dove regnano sovrani il lupo e l’orso marsicano, quest’ultimo scelto come
simbolo del parco nazionale. E chi decide di visitare o trascorrere qualche
giorno a Pescasseroli riesce ad entrare in contatto con quell’anima
profonda abruzzese che il filosofo sentiva dentro di sé: un’anima legata alla
bellezza della natura, al gioco dei colori degli alberi, dal rosso dell’autunno,
al bianco dell’inverno, al verde brillante dell’estate. E poi c’è il paese: la sua
piazza centrale, oggi salotto cittadino con bar e tavolini dove affluiscono
turisti e paesani, il centro storico con le sue chiese, come l’abbazia di San
Pietro e Paolo fondata nel 1100 o la chiesa del Carmelo, e le sue fontane.
La più caratteristica è quella dell’orso, una fontana a muro, posta all’uscita
da Pescasseroli, andando in direzione Bisegna. Poi ci sono le stradine,
tutte in sanpietrini, piene di negozietti di artigianato o di punti vendita
dedicati ai prodotti locali come i rinomati formaggi, la carne d’agnello o
la tipica pasta fatta a mano. Infine cuore del paese sono le antiche case
in pietra del centro storico. I portoni di alcune abitazioni, tutti a forma
di arco, hanno ancora inciso la data di costruzione e il nome siglato
delle famiglie che posero la prima pietra della loro dimora. Ed è bello
vedere quelle case, costruite anni e anni fa in pietra, dal fascino antico
e immemore. Oggi i balconi sono decorati di fioriere piene di geranei
rossi, bianchi e rosa. Passeggiare per Pescasseroli significa riscoprire tutti
questi aspetti, ma anche i profumi, i colori, gli odori di una cittadina
antica legata alla transumanza. Da qui partiva, infatti, l’antico tratturo
che collegava Pescasseroli a Candela, l’Abruzzo montano al Tavoliere di
Puglia, una strada di 211 km percorsa dai pastori, ed oggi invece meta
degli appassionati di bicicletta o degli amanti del trekking. Proprio qui,
all’inizio dell’antico tratturo che parte da Pescasseroli, è stato affisso su un
cartello il discorso che il filosofo Croce fece nel 1910 ai suoi paesani e
leggere quel testo, abbracciati dal verde degli abeti e delle montagne, con il
paese che in lontananza fa da sfondo, fa sentire anche gli altri, con grande
orgoglio, abruzzesi.
Luisa Calderaro
Presentazione Anno Culturale 2013
del Museo di Anzio
Da non perdere l’11 dicembre alle ore 15.00 a Villa Sarsina, la
presentazione del Nuovo Anno Culturale del Museo Civico
Archeologico di Anzio. Verranno presentate tutte le attività culturali
che si svolgeranno nel Museo da gennaio a novembre 2013.
Calendario dei concerti natalizi della
Corale Città di Anzio
DICEMBRE 2012
- Sabato 15 ore 17.30 S. Messa celebrata da Monsignor Giovanni
D’Ercole presso la Basilica di San Pietro - Roma.
- Domenica 16 ore 12.00 per la giornata del “Natale al Museo”,
concerto di Natale presso il Museo di Anzio, sito in via degli Elci.
- Domenica 16 ore 19.00 concerto di Natale presso la Chiesa s.
Maria in Cielo di Villa Claudia - Anzio.
- Sabato 22 ore 19.00 la corale eseguirà un concerto di Natale
presso la Parrocchia dei S.S. Pio e Antonio di Anzio insieme al
piccolo coro di voci bianche “Enjoy Choir”.
- Domenica 23 ore 17.30 la Corale accompagnerà la
Santa Messa nella Chiesa San Giovanni di Nettuno.
A seguire
alle
ore
18.15
“Concerto
Natalizio”.
GENNAIO 2013
- Domenica 06 ore 18.00 “Grande Concerto della Befana” a cura
della Corale Polifonica di Anzio e della Banda musicale di Anzio,
presso l’Auditorio sito in via Nerone 1 ad Anzio.
- Sabato 19 ore 17.00 “Open Day” dell’Alberghiero al
Paradiso sul mare di Anzio, con la partecipazione della
Corale Polifonica e della Banda musicale di Anzio.
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dicembre 2012 _ n.47
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music@space
Un musicista, un pezzo di storia del rock che ha segnato intere generazioni
OMAGGIO A JOE STRUMMER
Questo mese music@space non tratterà di
una band del territorio ma ricorderà, a dieci
anni dalla scomparsa, un pezzo di storia del
rock, forse l’ultimo profeta del punk che ha
segnato la vita di intere generazioni. Stiamo
parlando di Joe Strummer, frontman “non
voce” (come venne definito dalla critica
dell’epoca) della leggendaria band The Clash.
Le sue avventure musicali iniziano con un
basso artigianale costruito da Pablo LaBritain,
batterista dei 999. In quel periodo Joe ascolta le
radici del rock tramite i dischi di Chuck Berry
e assume una notevole capacità nella scrittura
grazie alla sua forte passione per i libri di George
Orwell. Gli anni successivi li passò come
musicista di strada in diverse capitali europee e
successivamente imbracciò per diverso tempo
un ukulele accompagnando gli spettacoli del
violinista folk Tymon Dogg, il quale resterà al
suo fianco, a fasi alterne, per tutta la sua carriera.
Dal 1974 al 1976 con il nome di Woody,
in onore del musicista americano Woody
Guthrie, canta nei 101’ERS, band proto-punk
che permette a Joe di entrare in contatto con
Mick Jones e Paul Simonon, rispettivamente
chitarrista e bassista dei London SS, i quali
dopo aver assistito ad un concerto di Joe, che
nel frattempo aveva già iniziato a farsi chiamare
Strummer (lo strimpellatore), restano folgorati
dal carisma e dalla grinta che questi esprime
sul palco. Insieme fondano The Clash, la band
che più dei Sex Pistols (ritenuti fondatori del
punk) segnerà correnti musicali, subculture,
generazioni di ribelli dalla fine degli anni
settanta fino ai giorni nostri. Sperimentazione
e contaminazione di generi diversi come
il reggae e il dub, il funky e la new wave, il
rockabilly e il british punk, sono all’ordine
del giorno per la band di Strummer, Jones,
Simonon e Topper Headon. Dopo alcune
vicissitudini e qualche screzio all’interno del
gruppo, i Clash si sciolgono e Joe Strummer
lavora sulle colonne sonore di alcuni film,
collaborando anche con la band irlandese di
Pogues. Ma la rinascita vera e propria arriva
alla fine degli anni ‘90 con la formazione
di Joe Strummer & the Mescaleros, band
di notevole spessore che riporta il nostro
strimpellatore allo splendore di un tempo.
Con i Mescaleros, Strummer rielabora ancora
una volta il concetto stesso di rock’n’roll e
regala emozioni che non hanno nulla a che
invidiare ai tempi d’oro dei Clash. La corsa di
Joe si interrompe il 22 dicembre 2002 a causa
di un arresto cardiaco. L’album Streetcore,
uscito postumo l’anno successivo, sembra
essere il manifesto definitivo di questo grande
artista. Per ricordarlo il 21 dicembre 2012, nei
pressi di Piazza del Mercato a Nettuno verrà
organizzato un concerto a lui dedicato in cui
band del territorio si esibiranno interpretando
a modo loro brani dei Clash e altri pezzi scritti
dallo stesso Joe.
Valerio Bruni
Dal 29 novembre torna al cinema Eastwood nel ruolo di un anziano scout di baseball
DI NUOVO IN GIOCO
Dopo “Gran Torino” (2008), Clint Eastwood è
finalmente tornato sullo schermo cinematografico
come protagonista, impersonando in questo film
un anziano scout di baseball, Gus Lobel. Gus ha
sempre lavorato con grande abilità ed efficienza per
gli Altanta Braves ma ora, con l’età che avanza, sta
per essere “rottamato”. Questa difficile situazione,
nonostante la sua bravura universalmente
riconosciuta, a cui si aggiungono gravi problemi
alla vista, lo costringe ad accettare l’aiuto della
persona a cui meno avrebbe voluto chiederlo: la
figlia Mickey, impersonata da Amy Adams, una
avvocata di un prestigioso studio legale che vive
lontano da Gus da tanto tempo. Mickey prova
rancore verso suo padre perché dopo la morte
della moglie non ha mai fatto molto per stare con
lei. In occasione di un viaggio che intraprendono
insieme per conoscere (ed eventualmente
ingaggiare) un giocatore esordiente in Nord
Carolina, il loro rapporto distaccato si evolve
e matura in un affetto più vero. Nella difficile
relazione tra Gus e Mickey si intrufola anche un
giovane scout di una squadra avversaria, Johnny
Flanagan, impersonato da Justin Timberlake,
che si innamora della ragazza. “Di nuovo in
gioco” racconta il difficile recupero di un legame
affettivo fra genitore e figlia durante un viaggio che
rappresenta l’occasione per comprendere verità
nascoste per troppo tempo, ma è anche un film sul
baseball (oggetto misterioso per la maggior parte
degli italiani), come lo è stato “L’arte di vincere”
(2011), di cui Brad Pitt era l’aitante protagonista.
“Di nuovo in gioco” e “L’arte di vincere” hanno
una diversa visione di questo sport. “L’arte
di vincere” mostra un general manager che
per ingaggiare i nuovi giocatori considera
soprattutto dati obiettivi. In “Di nuovo in gioco”
invece lo scout persiste nel suo stile vecchio e
tradizionale. Clint Eastwood esprime sempre
nei film gli Stati Uniti vecchi e buoni e lo fa
anche in “Di nuovo in gioco”. Tuttavia, se pure
il regista è Robert Lorenz, che ha imparato il
mestiere proprio da Clint Eastwood, in questo
film manca qualcosa di intenso che i film di
Clint Eastwood invece hanno.
Yoshiro Izumi
Anzio Space
Space - Sport
n.47 _ dicembre 2012
Space /Associazioni
Mensile di Informazione
di Anzio e Nettuno
La squadra risale la classifica e si porta 3 punti sopra la zona playout
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L’ANZIOLAVINIO IN STRISCIA POSITIVA
L’Anziolavinio torna a respirare dopo le
ultime vittorie ottenute davanti al pubblico
amico. Al momento di andare in stampa è
3 punti sopra la zona playout. Ci eravamo
lasciati con la bella vittoria contro il S.
Elia al Massimo Bruschini che sembra
essere diventato un fortino inespugnabile.
Tutti hanno lasciato punti qui,
compresa la capolista Turris che
nella 12° giornata è scesa sul
terreno di gioco forte di essere
l’unica squadra ancora imbattuta
del campionato. Qui però ha
trovato un Anzio diverso, che ha
impostato il suo gioco e portato
a casa il bottino pieno davanti
ad una bella cornice di pubblico
grazie ai 500 tifosi giunti da Torre
del Greco per incitare i Moxedano
&Co. Ma procediamo per ordine
e partiamo dalla nona giornata,
quando i ragazzi di Mr. Pernarella sono
andati a fare visita al Palestrina che si
è imposto per 3-2. L’A nzio è “sceso” in
campo dopo il terzo goal, quando una
minima reazione ha portato alla doppia
marcatura con Trippa e Caligiuri. Il turno
successivo rappresentava un crocevia
importante per la stagione. Occorrevano
3 punti per risalire la classifica. La
vittima sacrificale è stato il Budoni che
pur giocando bene è uscito sconfitto. La
rete di Amassoka che rientrava da un
infortunio ha fatto esplodere di gioia le
gradinate del Bruschini. Con il morale
alto si è affrontata la trasferta di Caserta.
Ci troviamo a dirvi di un’altra sconfitta,
l’e nnesima in trasferta. I campani si
impongono per 3-1 anche se ci sono grosse
polemiche per l’e spulsione di Manetta per
proteste dopo che gli sono stati messi 5
punti di sutura. Casertana che si porta in
vantaggio ad inizio ripresa e, nonostante
l’inferiorità numerica Caligiuri regala
il pari ai biancazzurri. Ma nell’ultimo
quarto d’ora il neo entrato Majella regala
una doppietta che fa esplodere il Pinto
di Caserta. Arriviamo alla bella
vittoria contro la capolista nella
12° giornata. 2-1 il punteggio
finale grazie alle reti di capitan
Guida e di Caligiuri. Una vittoria
insperata alla vigilia ma tanto
cercata dai ragazzi che fin da
inizio settimana hanno preparato
in maniera particolare questa
partita. E infatti fin dal primo
minuto l’A nzio ha impostato la
gara e ingaggiato duelli fisici con
tutti gli avversari riuscendo a
portare a casa la vittoria gettando
il cuore oltre l’o stacolo. Chiudiamo con
l’1-1 ottenuto nel tredicesimo turno
contro il Civitavecchia. Prendo le ultime
righe a mia disposizione per augurarvi
un buon Natale e un felice Anno Nuovo.
Portodanzesi bella gente! Fabrizio Tirocchi
La squadra di Mister D’Ambra ha 27 punti in classifica, unica del girone a non aver subito sconfitte NETTUNO CAPOLISTA INDISCUSSA DEL GIRONE A
Continua a spron battuto il cammino delle
tre nostre squadre impegnate nel campionato
di promozione. Dopo 13 turni, i nostri
team occupano le prime sei posizioni della
classifica. Andiamo per ordine e cominciamo
dalla capolista Nettuno che guida il girone A
con 27 punti insieme al Cerveteri. La squadra
di Mr. D’ambra è l’unica dell’intero girone
a non aver subito ancora nessuna sconfitta.
Con 7 vittorie e 6 pari è anche la squadra che
ha incassato meno goal. Potrebbe essere la
stagione tanto attesa dal pubblico nettunese.
Con la riapertura del mercato siamo sicuri
che il presidente Nocera e il mister sapranno
rinforzare un gruppo già forte per poter dare lo
sprint finale e rimanere nelle prime posizioni
nel mese di maggio che sappiamo essere
quello decisivo. Scendiamo un po’ in classifica
e al quinto posto troviamo la matricola
Lido dei Pini. Negli ultimi incontri sembra
aver perso un po’ di quella verve che aveva
contraddistinto la squadra ad inizio stagione
tanto da portarla a ridosso delle prime. È
comunque una stagione importante questa,
quella del ritorno in promozione e come tutte
le neo promosse l’obiettivo stagionale dato
dal presidente Montioni ai ragazzi è stato
quello della salvezza. Negli ultimi 5 turni
sono stati raccolti 6 punti. Una vittoria e tre
pari, l’ultimo dei quali è arrivato nel derby
contro il Falasche. Un bel derby giocato bene
da entrambe le squadre che termina con il
punteggio di 1-1. Vantaggio del Falasche che
va in goal con l’ex di turno Sambataro. Il pari
del lido nonostante l’inferiorità numerica
arriva nella ripresa grazie a Loreti. Un punto
che fa morale e classifica a entrambe le
squadre che si sono divise la posta in palio. Al
sesto posto, un punto dietro al Lido dei Pini
troviamo proprio il Falasche che avevamo
lasciato in crisi di risultati. La classifica corta e
il cambio di allenatore ha giovato e non poco
ai bianco verdi. Per motivi di lavoro mister
lucidi ha dovuto lasciare la panchina che è
stata affidata al mister della juniores Gianni
Antonelli. Antonelli scuola Anziolavinio
ha sempre lavorato con i giovani (allenando
anche il sottoscritto) ma ha deciso di accettare
ugualmente l’incarico e trainare la squadra
alla salvezza. I frutti sembrano premiare la
scelta della società. Dall’arrivo del mister sono
arrivati 10 punti (3v – 1p – 1s) che hanno
proiettato Lauri e compagni a ridosso delle
prime. Siamo certi che il mister porterà a
termine la sua missione. Dicendovi di non
credere alle profezie dei maya, vi auguro buon
Natale e che il 2013 sia un anno magnifico per
voi e per i nostri club.
F.T.
dicembre 2012 _ n.47
Rubriche
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DETTI PORTODANZESI
“Ariconsolate co l’Ajetto”
Quando si è perso tutto e hai poco per
consolarti. In cucina in mancanza di tutto
rimane uno spaghetto aglio e olio.
“Li fij boni so’ quelli delle pecore”
“Se quarcosa voi ottenè essi parente alla
regina e non al re”, chiara l’allusione ironica al dominio generale
delle mogli sui mariti.
“Annamo a “leccammerdò”, io co’ la pala e tu cor bastò”, si diceva
alle persone che scocciavano e volevano sapere troppo.
“Dio ci guardi dal ricco impoverito e dal povero arricchito” detto
anche locale di cui c’è una variante: “Meglio il ricco impoverito
che il povero arricchito”.
“Sei passato da Gasperino?” questa chicca era un detto di uso
frequente dai primi del ‘900 per oltre 50 anni a seguire. Gasperino
aveva una taverna nel centro e sul muro adiacente aveva appeso
una padella dove era scritto “fatte li cazzi tua”. Chiunque voleva
dire la stessa frase pronunciava il detto.
“Si te fai pecora el lupo te se magna”, sta a significare che un
atteggiamento passivo è causa di comportamenti di prevaricazione
da parte di altri soggetti opportunisti.
“Panza mia fatte capanna!” esclamazione detta in procinto di un
pranzo luculliano, metafora per l’imminente evento florido.
Dal gruppo facebook:”Detti popolari portodanzesi”.
amministrato da Pina Salustri e Alessandro Tinarelli
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dà spazio ai lettori
Scriveteci un sms:
Dopo gli arresti al comune di
Anzio, confidiamo nell’arresto
del governo di questi inaffidabili
amministratori! Elena
Se Bernardone diventa Sindaco,
accendo un cero a Santa Maria
Goretti! Fulvio
Ad Anzio le cooperative sono tutte legate ai politici, che
ruspano a gogò! Claudio
La Santaniello è proprio una bella e brava patonza! Non credo
che si possa essere sporcata le mani con questi cartari del
comune! Franco
Bruschini, prima andate a casa e prima se fa giorno ad Anzio!
Clinio
Bisognerebbe dare la possibilità di scaricare alla discarica
comunale anche 2 volte al giorno.... se si potano molte piante e
non si dispone di una automobile capiente! Gianfranco
Anzio Space
Feste in arrivo:
i consigli di Legambiente
Scegliere di regalare e di regalarsi un Natale sostenibile significa donare
piccoli pensieri capaci di dare un grande aiuto all’ambiente. Anche
quest’anno Legambiente offre tante proposte, idee e suggerimenti
originali e sostenibili per un Natale 2012 amico del Pianeta.
ALBERO VERO O FINTO? Meglio quello vero, dato che in tutto
il ciclo di vita gli alberi veri consumano meno energia di quelli finti
(circa un quinto), con qualche accorgimento però. Se l’albero ha
le radici recise o troppo corte sarà difficile che possa sopravvivere
piantandolo di nuovo dopo le feste. Per questo sarebbe meglio
scegliere dei cimali o punte di abete provenienti da attività controllate
come quelli coltivati in vivaio o quelli provenienti da interventi di
diradamento dei boschi che i forestali fanno abitualmente. Per tutti
coloro che cercano una soluzione alternativa al tradizionale abete,
il Corpo Forestale dello Stato consiglia di scegliere altre specie di
piante sempreverdi (ginepro, alloro, leccio), che più facilmente si
adattano bene al clima cittadino e di pianura. Bisogna però fare
attenzione alla presenza di un bollino metallico o un’etichetta di
riconoscimento che ne certifichino la provenienza italiana. Finite le
feste, se non si ha la possibilità di piantarlo in giardino, si può donare
l’albero ai centri di raccolta indicati da molti vivaisti o dai comuni che
provvedono al recupero per farne legno o a ripiantarli in luoghi adatti
all’attecchimento. ADDOBBI: Impariamo ad utilizzare led o lampadine a basso
consumo di energia. Esistono ormai molte luminarie che sfruttano
questa nuova tecnologia. Anche per l’albero o per decorare la casa è
possibile realizzare addobbi con materiali naturali come legno, rafia,
spago, pasta o con oggetti riciclati.
CIBO: Per le tavole natalizie è meglio prediligere prodotti alimentari
locali e di stagione che percorrono meno chilometri e sostengono
le economie locali. E gli avanzi si possono consumare nei giorni
successivi o riutilizzatere come ingredienti per dei nuovi piatti.
AUGURI E IDEE REGALO: Per i vostri auguri, quest’anno
Legambiente ha realizzato delle speciali cartoline natalize dedicate ai
2.639 cani di Green Hill, liberati e affidati a famiglie che li amano. Le
cartoline avranno sulla copertina una tenerissima immagine con un
cucciolo di beagle e acquistando i biglietti si contribuirà a sostenere
la campagna legale dell’associazione ambientalista.
Per le idee regalo, perchè non optare per un libro? Tra le tante letture
da consigliare “Vengo via con te” è il libro dedicato alla storia dei
beagle realizzato da Legambiente in collaborazione con Edizioni
Altea e che sarà pubblicato a dicembre. Il libro raccoglie le storie e le
fotografie dei tanti beagle che hanno iniziato una nuova vita lontano
da Green Hill. Se poi si vuole aiutare un cane, ma non si ha posto per
ospitarlo in casa, perché non regalare per questo Natale un’adozione a
distanza? Ad esempio scegliendo l’amico a quattro zampe tra i cinque
canili comunali di Roma (Vitinia ex Poverello, Ponte Marconi ex
Cinodromo, Muratella, Valle dei Cuccioli) gestiti dall’associazione
Volontari Canili di Porta Portese. Versando una quota annuale pari
a 62 euro si potrà contribuire all’acquisto dei medicinali, del cibo
specifico per cani con problemi sanitari, delle visite specialistiche e
interventi non effettuabili in canile. Potrai venire a trovare il tuo cane
preso in adozione a distanza quando vorrai e, accompagnato da un
volontario, potrai stare con lui almeno per una ventina di minuti. Per
info: http://www.iolibero.org/le-adozioni/adozioni-a-distanza/. L.C.
Anzio Space
Space-Lettere a [email protected]
n.47 _ dicembre 2012
Mensile di Informazione di Anzio e Nettuno
TESI SU CUI RIFLETTERE
Le esperienze dell’attuale crisi economica ci inducono a formulare alcune tesi
su cui riflettere, come quelle sull’economia di mercato pura e precisamente
per coloro che spesso si dichiarano a favore dell’economia di mercato pura,
e precisamente per coloro che spesso si dichiarano a favore dell’economia
sociale di mercato solo per ragioni propagandistiche, ma di fatto si
discostano sovente dalla sua concezione. A lungo andare lo Stato non può
spendere più di quello che i suoi cittadini possono e sono disposti a pagare
con le tasse; una pressione fiscale eccessiva, come quella attuale, porta al
lavoro nero ed all’evasione massiccia; se gli interessi a carico dello stato sono
superiori al sopravanzo delle entrate derivanti dalla crescita economica,
un suo nuovo indebitamento è inevitabile già solo per il pagamento degli
interessi. Ma il continuo rinnovo del debito porta alla rovina delle finanze
pubbliche ed infine, di fatto, alla bancarotta (vedi Grecia); lo Stato gonfiato
va ridimensionato ed un’amministrazione pubblica lenta e dispendiosa come
attualmente è la nostra deve essere snellita con operazioni che oggi tutt’al più
contestano i burocrati incalliti o i marxisti tradizionalisti. Lo Stato sociale è
diventato per molti un mostro burocratico privo di trasparenza; lo Stato si
deve concentrare sul portare a termine i suoi compiti principali e controllare
se ha a disposizione il budget necessario per farlo; a lungo andare nessuno
può rifiutarsi di comprendere che un posto di lavoro non può costare più
dell’utile che realizza; una macchina ridistributiva che uccide l’efficienza e
premia la pigrizia nell’era della globalizzazione non è assolutamente uno
strumento adatto ad una riforma strutturale fondamentale; risulta evidente
che chi lavora deve guadagnare di più di chi non lo fa; non è aumentando
le prestazioni sociali nei confronti dei cittadini che si garantisce un tenore di
vita migliore nel long term, ma con una crescita economica adeguata, più
posti di lavoro ed un incremento del reddito reale. Oggi, in economia si parla
molto della realizzazione di “cinque I”: idee, impulsi, innovazioni, iniziative
ed investimenti. Ma di sicuro non basta intendere con questi concetti il
contenimento della spesa pubblica, l’accelerazione delle procedure, l’aumento
dell’efficienza nell’assolvere i compiti, una politica di tassazione delle imprese
che favorisca la concorrenza, la riduzione dei costi salariali e l’abolizione dei
divieti sulle nuove tecnologie. I politici ed i manager, nelle loro proposte e nei
loro propositi di riforma, potrebbero forse aver tenuto poco conto del fatto
che una simile ristrutturazione dello Stato sociale non può prescindere dalla
dimensione etica: se a lungo andare è impossibile per lo Stato provvedere a
tutti i bisogni umani dalla culla alla bara, allora i singoli individui devono
limitarsi. Perchè ciò avvenga lo Stato deve stabilire e far rispettare una serie
di regole, ma ciò dipende naturalmente dal consenso e dalla collaborazione
dei cittadini: limitarsi, rinunciare più o meno volontariamente a qualcosa,
praticare la solidarietà sono atteggiamenti che riguardano eminentemente
l’etica; se questa autolimitazione, che deve includere anche l’uso sensato ed
ecologico delle risorse naturali, nasca da motivazioni esclusivamente politiche,
puramente umanistiche o abbia un fondamento religioso, ha un’importanza
relativa. Certamente le filosofie e le religioni, che hanno nel loro programma
non solo l’autorealizzazione ed il soddisfacimento dei propri bisogni ed
interessi, ma anche la responsabilità verso gli altri e la modestia, saranno capaci
di fornire maggiori motivazioni. L’autolimitazione e la solidarietà tuttavia non
si possono pretendere solo da una parte della popolazione, e possibilmente
dalla piu’ debole. In un modo o nell’altro sono richiesti a tutti: lavoratori e datori
di lavoro, governati e governanti. In primis, tuttavia, costituiscono un dovere
per coloro i quali hanno un maggior margine d’azione e possono pertanto
essere d’esempio col loro comportamento. Se a violare in modo scandaloso
le norme etiche sono proprio i dirigenti ed i personaggi di spicco del mondo
politico ed economico, per esempio usufruendo di privilegi esagerati o di
bonus esorbitanti, ciò può ripercuotersi negativamente sull’intera sistema
economico e politico.. .
Eduardo Saturno
Addetto Stampa Anzio in Movimento
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Pubblicità redazionale
QUALITà - CORTESIA
PROFESSIONALITà
Dalla volontà di tre soci, Davide Tiberi, Alessio Altieri e Alessio
Toselli, nasce lo scorso febbraio “CasamiKa”, un negozio che
propone ai clienti una formula per i loro acquisti basata sul
miglior rapporto qualità-prezzo. Dai sanitari alla rubinetteria
alla ceramica, la scelta è vastissima e spesso accostandosi anche
da “profani” non è facile scegliere il prodotto giusto per le
nostre esigenze. Ecco allora che, forti un’esperienza pluriennale
nel settore, da “CasamiKa” Davide e soci vi offrono una vera
consulenza di esperti che seguendo le indicazioni del cliente
sanno proporre il miglior prodotto nella fascia di prezzo richiesta.
Quando si parla di “migliore”, infatti, è facile pensare a prezzi
considerevoli e all’idea che a prezzi più contenuti la qualità scenda
di pari passo. Non è così. Da “CasamiKa” infatti ogni articolo è
garantito “Made in Italy”, come dimostra il marchio esposto. È uno
dei punti forti di questa azienda che in un periodo di crisi come
quello che stiamo attraversando preferisce ancora offrire prodotti
di qualità, anche con margini di guadagno un po’ più bassi, ma
garantendosi il ritorno dei clienti soddisfatti “prima-durantedopo” la vendita.
Piccoli e grandi clienti saranno liberi di andare a trovare Davide
e soci per una consulenza e troveranno persone competenti e
cortesi nel mostrare loro, senza impegno, le soluzioni che cercano
per la propria casa. Sapranno indicarvi i prodotti in cui sono più
concorrenziali o se necessario, anche indirizzarvi verso altre
aziende che sanno poter fare meglio. Così, liberi di confrontare, si
potrà essere sicuri di aver scelto veramente il meglio senza spendere
più del necessario. Da “CasamiKa” inoltre è possibile ottenere
vantaggiosi finanziamenti con Fiditalia per acquistare oggi e pagare
a partire da primavera. CasamiKa augura Buon Natale e Felice
Anno Nuovo a tutti i suoi clienti e ai lettori di Anziospace.
UN NATALE ALL’INSEGNA DELLA
SOLIDARIETA’
PER LE GUARDIE ZOOFILE DI NETTUNO
Tra la gente dell’Emilia colpita dal terremoto
Sono passati quasi sei mesi, ma le Guardie Zoofile di Nettuno non
hanno dimenticato le popolazioni dell’Emilia colpite dal sisma di fine
maggio, anzi. Il 16 dicembre una rappresentanza di volontari ripartirà
da Anzio e Nettuno per portare a quelle popolazioni panettoni,
pandori, torroni, caramelle… insomma tutti quei dolci tipici natalizi
che possono far piacere a quella gente che sta vivendo un momento
di crisi.
Ad informarci di questa ennesima manifestazione di solidarietà
è proprio il responsabile del gruppo, Silvio Marsili: “Dalle ultime
notizie avute dai sindaci sappiamo che questa gente è purtroppo
ancora ospitata negli alberghi o nelle case dei parenti, visto che i
primi i moduli abitativi dovrebbero arrivare solo nella seconda metà
di dicembre. Noi nel frattempo continuano questa sorta di catena di
volontariato sperando di dar loro, nel nostro piccolo, più sostegno
possibile”.
Il numero di reperibilità delle guardie zoofile è il 339-6403704.
Maurizio D’Eramo
dicembre 2012 _ n.47
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Mensile di Informazione
di Anzio e Nettuno
Lavinio-Space
Space-Politica
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PILLOLE FISCALI
a cura del Dott. Marco Minoccheri
Cessioni di prodotti agricoli e agroalimentari: sanzionabili i
pagamenti tardivi ai fornitori
Dal 24 ottobre 2012 sono efficaci le disposizioni contenute nell’art.
62 del DL n. 1 del 24/01/2012, che disciplina le relazioni commerciali
di prodotti agricoli e agroalimentari, fatta eccezione per i rapporti
con il consumatore finale. Le novità riguardano:
- Obbligo della forma scritta per i contratti di cessione di beni
agricoli e alimentari
I contratti di cessione dei prodotti agricoli e alimentari debbono
essere stipulati obbligatoriamente in forma scritta ed indicare, a
pena di nullità, la durata, le quantità e le caratteristiche del prodotto
venduto, il prezzo, le modalità di consegna e di pagamento. Le
violazioni sono punite con la sanzione da 516 euro a 20.000 euro.
- Divieto di pratiche commerciali sleali
Il contraente che viola tali disposizioni è punito con la sanzione da
516 euro a 3.000 euro.
- Rispetto dei termini di pagamento per le cessioni di prodotti
agricoli e alimentari
Per gli stessi contratti il corrispettivo deve essere pagato entro 30
giorni per le merci deteriorabili,
entro 60 giorni per tutte le altre merci). Sono considerate “merci
deteriorabili”: i prodotti agricoli, ittici e alimentari preconfezionati
che riportano una data di scadenza non superiore a 60 giorni; i
prodotti agricoli, ittici e alimentari sfusi; i prodotti a base di carne;
tutti i tipi di latte. Il calcolo dei giorni decorre dall’ultimo giorno del
mese di ricevimento della fattura. Il mancato rispetto dei termini di
pagamento sarà punito con la sanzione da 500 euro a 500.000 euro.
Inoltre, dal giorno successivo decorreranno gli interessi al tasso
maggiorato di due punti percentuali.
Equitalia cancella d’ufficio le ipoteche per somme inferiori
agli 8 mila euro
Con Direttiva interna, Equitalia ha previsto l’annullamento delle
ipoteche iscritte per debiti tributari e previdenziali di importo
inferiore agli 8.000 euro, anche nel caso in cui non vi sia una esplicita
istanza del contribuente. Per l’annullamento d’ufficio, il documento
prevede un ordine prestabilito da seguire: in prima battuta verranno
cancellate le ipoteche che gravano sui debitori per i quali è già stata
avviata la procedura cautelare od esecutiva, sarà poi il turno di
coloro che sono debitori di somme superiori ai 20.000 euro. In ogni
caso, nonostante la cancellazione dell’iscrizione ipotecaria, l’azione
esecutiva proseguirà con altri strumenti come, ad esempio, il fermo
amministrativo od il pignoramento.
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Anzio Space
lo trovi da....
Bar Beach, Via di Valle Schioia 152, Lavinio, tel 069866038
Bar dei Graziosi, Corso del Popolo 3, Anzio, tel 069846389
Bar Gemma, Viale Adriatico 23, Falasche, tel 069874637
Bar Nolfi, Viale Marconi 18, Anzio, tel 069830716
Caffè dei Platani, Via delle viole 27, Lavinio, tel 069821021
Cartolibreria Parolalibera, Via di Valle Schioia 146, Lavinio, tel 069862459
Multisala Cinema Lido, Via delle Cinque Miglia, Padiglione, tel. 0698981006
Supermercato Arpesca (Pam), Via Goldoni 62, Lavinio Stazione, tel 069874751
Edicola “Non solo giornali”, Via di Valle Schioia 8. Lavinio, Tel. 0688922908
Tabaccheria Mingiacchi, Via Porto Innocenziano 24, Anzio, tel 069848495
Titti caffè, Via dei Fabbri 11, Anzio, tel 069831192
Uragan Caffè, Piazza Palomba, Anzio, tel 069845553
Vintage Caffè, Viale del Sole, Lavinio Mare
Servizio Facile, Via di Villa Claudia 53/d, tel. 06 98673219
L’Associazione 00042 vuole contribuire a rendere Anzio una città:
- vivibile e interessante per i giovani;
- viva culturalmente;
- all’avanguardia nell’ecologia e nella preservazione del territorio;
- arricchita dalla diversità etnica che la contraddistingue.
Non siamo convinti di avere una risposta a tutte le domande o
di essere i migliori. Siamo semplicemente un gruppo di persone
giovani (chi di corpo, chi di spirito), che vogliono darsi a fare per
migliorare il territorio in cui vivono.
Tra le nostre iniziative:
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Elisabetta Civitan, Fabrizio Tirocchi, Jessica Quaranta,
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Yoshiro Izumi, Melania Maranesi, Gino Querini, Massimo Casa,
Umberto Spallotta, Valerio Bruni, Manuela Vela,
Nicoletta Scalera, Marcello Guglielmo, Leonardo Tardioli,
Filippo Valenti, Giusi Canzoneri, Alessandra Toppetta.
Stampa: Arti Grafiche Fracassa Srl - V. Vigna Girelli, 81 - 00148 - Roma (RM)
-Distribuzione GRATUITA su tutto il territorio di Anzio e NettunoEditore: Associazione Culturale 00042, Via della pineta 10A, Anzio (RM)
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Chiuso in redazione domenica 2 dicembre 2012
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n.47 _ dicembre 2012
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dicembre 2012 _ n.47
24
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