Editore: Centro Culturale San Lorenzo 46040 Guidizzolo (MN) - Tariffa R.O.C.: ”Poste Italiane s.p.a. - Sped. Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-02-2004 n° 46) art. 1 comma 1, DCB - BS
BIMESTRALE DI ATTUALITÀ, CRONACA, CULTURA E POLITICA - GUIDIZZOLO MN
ANNO XIX N. 111 - DICEMBRE 2013
Foto: Michele Galli
1
DIRETTORE RESPONSABILE
Andrea Dal Prato
CAPO REDATTORE
Graziano Pelizzaro
REDAZIONE
Giulia Avanzi
Laura Leorati
Francesca Lugoboni
Elodio Perani
Sandra Tosi
Paolo Zani
COLLABORATORI
Giorgio Arienti
Sante Bardini
Chiara Bianchera
Annalisa Cappa
Michele Galli
Luca Ghizzi
Daniele Guerra
Marta Leali
Donatella Lusenti
Francesca Pesci
Luca Piazza
Antonio Quiri
Marisa Rodighiero
Mariavittoria Spina
Giulia Stuani
Davide Truzzi
Giovanni Zangobbi
PROGETTO GRAFICO
Claudia Dal Prato
EDITORE
Centro Culturale
“San Lorenzo”
via Virgilio, 25
46040 Guidizzolo (MN)
Tel. 348 3115232
e-mail:
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Sito internet:
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Aut. Tribunale di Mantova
N° 8/95 del 30-05-1995
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COSTO MODULI
1 modulo verticale:
mm 60 x 38 € 40,00
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mm 277 x 170 € 300,00
sommario
3 Editoriale
4 Esprimi la tua opinione
6 Grassi ci dà le scarpe da 130 anni
8 Cronaca
14 Arte e dintorni Recensioni
15 Arte e dintorni Recensioni
11 Arte e dintorni Letteratura
16 Arte e dintorni Letteratura
17 Astri e civiltà
18 La ricerca genealogica20
20 Gianni Pegoraro
22 Appunti di viaggio
25 Ricette
27 Quattro bagole
28 Anima e cuore
29 Bambini
30 Pro Loco7
31 Lettere al direttore
32 IMU, TARS, TARES, TRISE, TARI,e poi? TASIG
33 Istituto Statale D’arte36
34 Gruppo Micologico Naturalistico
36 Notizie dall’Amministrazione
42 Games area
43 Numeri utili
In copertina: foto di Andrea Dal Prato
Smarano, Val di Non, la neve caduta il 10 ottobre ha colto di sopresa le mele
pronte per la raccolta
Invitiamo i lettori a proporre, per le rubriche,
problemi o situazioni che siano di interesse generale.
2
editoriale
Andrea Dal Prato
Due buone notizie
Nel numero di agosto la Notizia ha proposto ai lettori un questionario per conoscere il loro
gradimento sui contenuti proposti e su altri aspetti inerenti la rivista. Il numero di risposte
pervenute è notevole, oltre 400, e tale da poter affermare che i nostri lettori ci seguono con
attenzione e interesse. Terremo conto di tutti i suggerimenti pervenuti, come pure delle osservazioni sia positive che critiche. In altra parte del giornale si analizzano i risultati. Grazie a
tutti per l’attestato di stima che ci avete dato.
A Cento, cittadina emiliana da tempo interessata al mondo dell’informazione, si tiene ogni
anno il “Premio Cento alla stampa locale”. Quest’ultima è considerata di solito come un’espressione giornalistica di rango minore ma in realtà non lo è, se si considera il grandissimo
numero di questi periodici che si editano in tutto il Paese. Per il 2013 la nostra rivista ha vinto
il Primo premio nella Sezione Privati. I giudici erano: Gianluigi Armaroli: Giornalista Mediaset, corrispondente TG5. Giovanni Rossi: Segretario Gen. Agg. F.N.S.I. Prof. Francesco Pira:
sociologo, giornalista, docente di giornalismo presso Università di Messina.
Alla comunicazione della segreteria che ci eravamo classificati nei primi tre, sono rimasto
sorpreso e intimamente compiaciuto. Confesso subito che questa affermazione mi è stata
particolarmente gradita perché ribadisce e sancisce la validità di quanto stiamo facendo da
sempre. Non siamo al servizio di fini settoriali o comunque di parte,
ma a quello della gente comune che vuole conoscere ciò che la toc- “La Notizia” vince il primo premio
ca più da vicino. Informazione modesta e semplice fin che si vuole a Cento per la stampa locale.
ma autentica e dedicata al paese. All’interno non ci sono polemiche
di carattere politico - Dio ce ne scampi - ma pensieri, note di colore, confronto di opinioni,
ricordi, sentimenti, poesia, pietà popolare, indicazioni per aiuti concreti. Ci sono insomma le
cose nostre, cioè le tessere di un piccolo mondo antico, vitale e pulsante. Percorrerne le vie
significa ricevere da tutti almeno un sorriso, un cenno con la mano, un saluto alla voce. Ma si
aggiungono quasi sempre le battute scherzose e soprattutto il prezioso, nutriente, ineffabile
piacere della bagola. Per questa Guidizzolo non è diverso dagli altri paesi ma in questa eccelle. È proprio ad una tale umanità che “la NOTIZIA” intende corrispondere.
Amo pensare che la nostra pubblicazione possieda anche un’anima perchè, proprio leggere
quanto succede attorno a noi, ci rende tutti partecipi e non ci fa mai sentire soli. Forse mi
faccio prendere la mano, ma mi appare come lo strumento elettivo per porre in essere la
solidarietà della vicinanza.
L’elevato giudizio di merito al nostro lavoro va certamente attribuito, nello specifico, all’opera
ed alla passione di molti collaboratori che con dedizione, capacità, applicazione costante e
disinteressata si impegnano per renderlo sempre migliore.
Questi i loro nomi: Graziano Pelizzaro, Giulia Avanzi, Giorgio Arienti, Sante Bardini, Chiara
Bianchera, Annalisa Cappa, Michele Galli, Luca Ghizzi, Daniele Guerra, Marta Leali, Laura
Leorati, Francesca Lugoboni, Donatella Lusenti, Giusi Nobilini, Elodio Perani, Francesca Pesci, Luca Piazza, Antonio Quiri, Marisa Rodighiero, Mariavittoria Spina, Giulia Stuani, Sandra
Tosi, Davide Truzzi, Paolo Zani, Giovanni Zangobbi. Per il progetto Grafico: Claudia Dal Prato.
Accanto ad essi pongo subito gli inserzionisti che con le loro pubblicità ci sostengono da anni
assicurandone la puntale uscita. Questi amici hanno sempre l’apprezzabile amabilità di non
fuggire quando mi vedono e sopportano con santa rassegnazione la “gabella”. Il riconoscimento è stato assegnato, infatti, anche per la loro discreta ma sostanziale presenza. Ma ritengo che l’affermazione vada soprattutto ascritta al paese, ai guidizzolesi, al loro vivo senso
sociale che ci ha sempre sostenuto e non ci ha mai abbandonato. A ciascuno un grazie sincero
ed un abbraccio ideale.
Mi corre l’obbligo infine – lo dico sorridendo ma di questi tempi è importante – precisare che
chi partecipa all’attività di redazione, chi aiuta nella impaginazione dei testi e delle immagini,
chi firma gli scritti, lo fa sempre, come si diceva una volta, “gratis et amor Dei”.
3
Esito indagine
UOMO
DONNA
fino a 20
da 20 a 35
da 35 a 50
oltre i 50
110
99
37
55
55
62
101
102
19
24
60
102
totale
carta
internet
totale risposte pervenute n. 416 di cui per posta n.207 e per internet 209
211
201
56
79
115
164
non
risponde
%
51,2
totali
4
48,8
412
13,5
19,1
2
27,8
414
39,6
Editoriale
11
Cronaca
21
Arte e dintorni - Letteratura
13
Arte e dintorni - Recensione libri
93
Appunti di viaggio
21
Noi e il fisco
12
Ricette
11
Games Area
78
Quattrobagole
54
8
Numeri utili
Arte e dintorni - La nostra storia
6
2,6
1,9
5,0
1,4
3,1
22
24
31
38
52
131
5,3
5,8
7,5
9,1
12,5
99
142
218
216
240
104
23,8
34,1
52,4
51,9
57,7
278
228
134
148
96
42
6
66,8
14
54,8
12
32,2
8
35,6
15
23,1
80
1,4
3,4
2,9
1,9
3,6
Arte e dintorni - Cinema
59
Arte e dintorni - Astri e Civiltà
90
Pensioni e dintorni
12
Noi e la legge
16
Psicologia
73
Anima e cuore
38
Costume e cultura generale
31
7,5
43
10,3
192
46,2
140
33,7
10
2,4
Tacabanda
69
16,6
105
25,2
151
36,3
56
13,5
35
8,4
Gruppo Micologico
25
14,2
22,4
21,6
5,0
2,9
2,9
3,8
2,6
17,5
18,8
9,1
13,0
125
135
24
63
93
66
42
117
68
41
27
104
31,5
30,0
32,5
5,8
15,1
22,4
15,9
10,1
28,1
16,3
9,9
6,5
Pro Loco Guidizzolo
59
Notizie dall'amministrazione
45
10,8
56
13,5
Veste grafica
4
1,0
13
3,1
Utilità sito internet
7
0
Chiarezza dei testi
Hai scaricato le nostre
pubblicazioni?
14,2
6,0
0,0
1,7
MAI
80
19,2
30
16
27
25,0
7,2
3,8
6,5
Qualche
volta
199
47,8
78
74
144
193
171
201
178
77
53
134
150
168
158
25,0
18,8
17,8
34,6
46,4
41,1
48,3
42,8
18,5
12,7
32,2
36,1
40,4
38,0
44
35
220
124
83
96
172
35
50
185
171
59
186
10,1
76
10,6
82
8,4
7
52,9
24
29,8
57
20,0
37
23,1
13
41,3
114
8,4
167
12,0
18
44,5
14
41,1
26
14,2
17
44,7
19,2
18,3
19,7
1,7
5,8
13,7
8,9
3,1
27,4
40,1
4,3
3,4
6,3
4,1
150
36,1
155
37,3
10
2,4
95
22,8
298
71,6
6
1,4
200
177
48,1
42,5
sempre
114
27,4
192
167
8
46,2
38
40,1
non so, non
risponde
23
1,9
9,1
totali
%
non so o non
risponde
%
ottimo
%
buono
%
%
scarso
argomenti
sufficiente
INTERESSE
416
416
416
416
416
416
416
416
416
416
416
416
416
416
416
416
416
416
416
416
416
416
416
416
416
totali
416
somma buono + ottimo
Indagine sul gradimento dei vari argomenti trattati su “la Notizia” - settembre 2013
La scelta di “tastare il polso” ai nostri lettori era
indubbiamente rischiosa. Ogni tanto ci pervenivano
segnali di apprezzamento. Diversi lettori, poi, collezionano
la rivista sin dai primi numeri. Ma “La Notizia” è nata
come espressione della nostra comunità, del nostro
territorio e della nostra gente e tale vuole e
deve rimanere. Ora, ad indagine conclusa,
dobbiamo dire che le risposte fornite dai lettori
non possono che confortarci sulle scelte e sulla
linea editoriale della rivista. Tutti gli argomenti
riscontrano un notevole interesse, pur con
qualche distinzione, ma tutti risultano trattati
con assoluta chiarezza. I nostri collaboratori
possono ritenersi soddisfatti e magari trarre
spunto per cercare di migliorarsi ancora di più.
Assai graditi risultano anche gli inserti curati
da Enti e Associazioni.
Per quanto riguarda poi la forma della rivista,
%
377 90,6
è indiscutibile il gradimento dei lettori in
370 88,9
particolare sulla veste grafica, curata da Claudia
352 84,6
364 87,5
Dal Prato. Numerose pure le osservazioni e
336 80,8
146 35,1
considerazioni inserite dai lettori in calce al
122 29,3
questionario: tanti complimenti, sì, ma anche
109 26,2
364 87,5
osservazioni critiche e suggerimenti, quali
317 76,2
la richiesta di maggiori notizie locali, dello
254 61,1
297 71,4
sport e della cronaca locale, oppure della
350 84,1
112 26,9
musica, magari da alternare al cinema. Dal
103 24,8
loro insieme emerge come i nostri lettori si
319 76,7
321 77,2
aspettino di trovare su “La Notizia” soprattutto
332 79,8
la vita e le vicende del nostro paese e del
207 49,8
nostro territorio, cioè tutto quello che non trova
227 54,6
344 82,7
spazio sulla grande stampa o in televisione.
305 73,3
La redazione terrà conto senz’altro di tutti
393 94,5
i suggerimenti pervenuti, come pure delle
392 94,2
osservazioni, sia positive che critiche. Con lo
344 82,7
spirito di trasparenza che ci è proprio, tutto
quanto pervenuto sarà pubblicato sul nostro
sito www.lanotiziaguidizzolo.com.
Analisi delle risposte
4
Il numero 109 – agosto 2013 – del periodico “La Notizia” conteneva un questionario nel quale l’editore,
Centro Culturale San Lorenzo, invitava i lettori ad esprimere il loro gradimento
per i vari argomenti trattati sul periodico medesimo.
Nel rispondere, i lettori erano invitati a tener conto non solo dell’ultimo numero, con il quale è stato
distribuito il questionario, ma anche dei numeri precedenti.
L’indagine è stata svolta sia a mezzo internet, tramite collegamento al sito www.lanotiziaguidizzolo.
com, che a mezzo supporto cartaceo, che i lettori potevano sia spedire per posta che consegnare
nelle cassette opportunamente predisposte, sempre e comunque in forma anonima.
L’indagine a mezzo internet consentiva una sola risposta per utenza.
Le risposte complessive pervenute ammontano a n. 416, di cui 209 via internet e 207 su carta.
Poiché il periodico “La Notizia” viene distribuito in circa 2500 copie, si può oggettivamente ritenere
che possa contare su 4000 elettori. Se ne ricava che circa il 10% dei lettori ha aderito all’invito, il che
rappresenta un campione statisticamente più che significativo.
La distribuzione pressoché equivalente delle risposte sui due canali di flusso, internet e carta, e la
rispettiva distribuzione per fasce di età, consente di confermare come il campione possa ritenersi
equamente rappresentativo della totalità dei lettori.
Va rilevato che la risposta cartacea è stata il mezzo preferito dai lettori di età più elevata, mentre
internet è stato largamente preferito dalle fasce di lettori più giovani.
Per quanto riguarda gli argomenti trattati, emerge che tutti gli argomenti trattati riscontrano in
percentuale elevata un interesse almeno sufficiente, con qualche differenziazione che diviene più
marcata se si considerano solo i livelli di interesse buono e ottimo.
Differenze che denotano come l’attenzione più evidente sia rivolta ad argomenti di interesse generale,
mentre si parcellizza maggiormente sugli argomenti di carattere particolare, specifico o circoscritto
ad alcune aree o a determinate fasce d’età.
L’interesse, ad esempio, per la rubrica “Games Area” è elevato tra i giovani, mentre i “non so” o “non
risponde” sono riscontrabili nelle fasce in età maggiore.
Notevole è anche l’interesse per le rubriche curate da enti o associazioni, ospitate dal periodico, con
un picco di gradimento che riguarda il Gruppo Micologico.
Per quanto riguarda poi la forma della rivista, è indiscutibile il gradimento dei lettori sulla veste
grafica della rivista, ma anche sulla chiarezza dei testi, e sull’utilità del suo sito internet. Sito dal
quale tre lettori su quattro hanno rivelato di aver scaricato qualcosa almeno qualche volta.
Va infine sottolineato come l’articolazione delle risposte fornite in ciascun questionario rivelasse una
valutazione ponderata delle risposte stesse, su ciascun argomento, segno questo di consapevolezza
e compartecipazione.
Il quadro complessivo delinea un diffuso e convinto apprezzamento degli argomenti trattati da “La
Notizia”, sia nei contenuti che nella forma.
Serata della cultura
Nei giorni scorsi il Centro
Culturale San Lorenzo e la
redazione de “la Notizia”
hanno avuto più di un motivo
per fare festa, a partire dalla
assegnazione
del
primo
premio nel concorso “Premio
Cento alla Stampa Locale”,
per proseguire con l’esito
lusinghiero
del
sondaggio
presso i propri lettori e per
finire con la concretizzazione
dell’idea perseguita da tempo
della donazione di opere degli
artisti guidizzolesi al Comune
da esporre nella sede del
Consiglio Comunale.
L’8
novembre
scorso
in
tantissimi
hanno
risposto
all’invito, intervenendo alla
serata, condotta con la solita
simpatia da Claudia Morselli,
che ha visto dapprima i saluti del
presidente del Centro Culturale
e del sindaco, proseguendo
poi con la presentazione
di una serie di immagini
fotografiche di Marco Valbusa.
Immagini colte… in un battito
d’ali, che ogni volta suscitano
un’emozione sincera ed una
incontenibile espressione di
stupore e meraviglia.
La serata è proseguita con il
resoconto da parte del direttore
de “la Notizia”, Andrea Dal
Prato, della assegnazione del
“Premio Cento alla Stampa
Locale”.
A seguire Claudia Morselli, ha
introdotto e presentato i sei
artisti locali che
hanno fatto dono
al Comune di una
opera, che rimarrà
per sempre esposta
nella sede della
più
importante
i st i t u z i o n e
guidizzolese,
a
fianco delle opere,
già presenti, del
prof.
Alessandro
Dal Prato, che
tutti hanno ricordato con
commozione per la sua figura
di illustre artista, educatore ed
uomo di scuola. In chiusura,
prima del brindisi finale, il
Presidente della Pro Loco,
Silvio Tarchini, ha consegnato
l’opuscolo riassuntivo del ciclo
di incontri “LIBERAlaMENTE”,
che ha visto la costante
partecipazione di un gruppo di
amici, numerosi quanto assidui,
tanto che si pensa di riproporlo
l’anno prossimo.
5
Grassi ci dà le scarpe
da 130 anni
Qualche tempo fa nel Palazzo
della Regione Lombardia, l’assessore regionale Margherita
Peroni ha consegnato a Massimo Grassi l’attestato di riconoscimento della qualifica di
“negozio storico” a Calzature
Grassi.
“La documentazione in nostro
possesso - ci dice Massimo mostrandoci una vecchia nota di
credito del 1883 - dimostra che
già allora il mio avo Grassi Faustino Giovita produceva, vendeva
e riparava calzature.”
È quasi commovente leggere
quanto vi è scritto, con la grafia
tipica dell’epoca:
- solato un paio elastici: lire 2,50
oppure:
- fatto una rimonta a un paio …
con suola doppia: lire 12,00
o ancora:
La consegna dell'attestato regionale
6
- fatto un paio di scarpe: lire
10,00
in calce, scrupolosamente, la
firma: Grassi Giovita Calzolaio
Guidizzolo.
Ancora oggi a Guidizzolo e nei
paesi circostanti il negozio è conosciuto come “Giovita” o, come
meglio rende la versione dialettale, “Giuita”.
“È conosciuta – continua - anche fuori dai confini guidizzolesi, perché la famiglia Grassi
sin da allora non si limitava a
produrre e riparare calzature,
ma riforniva all’ingrosso tutti i calzolai della
zona, sia di calzature
finite che di materiali
usati nei laboratori artigianali, quali tomaie,
spago, suole, ecc.”
La calzatura più diffusa
allora era la “sgalmera”, calzatura caratterizzata dalla suola
in legno, che con l’avvento della
produzione industriale è caduta in disuso, ma all’epoca era
ai piedi di tutti, tranne forse le
persone benestanti, che potevano permettersi scarpe in cuoio.
La prima sede della ditta è stata
in via Chiassi, ma ben presto si
trasferì in quella che è rimasta
la sede storica e lo è tutt’ora.
Ed è qui che Francesco Grassi,
figlio di Giovita, proseguì l’attività di produzione, riparazione
Fattura del 1883
e vendita di calzature e di commercio all’ingrosso di materiale
per i calzolai di tutta la provincia. A Francesco successe poi
il figlio Luigi che, con la moglie
Argenide Disola, nel 1927 ottenne dal Comune di Guidizzolo la
licenza di commercio di calzature, attività che condusse fino al
subentro dei figli Gino e Pietro,
al loro ritorno dal servizio militare.
Inizia nel dopoguerra la lenta ma continua ed inesorabile
trasformazione dell’attività, che
accompagna i cambiamenti della società oltre che dei gusti e
delle abitudini dei consumatori.
Si fanno sempre meno sgalmere o scarpe su misura, mentre
si diffonde sempre più il commercio di scarpe prodotte indu-
"Scontrino" del 1934
strialmente.
Dall’industria arrivano anche
nuovi prodotti e nuovi materiali, così che l’attività del negozio
viene estesa anche ai giocattoli ed agli articoli in plastica e
gomma. Viene gradualmente
dismessa la costruzione e la
riparazione delle scarpe, concentrando l’impegno nell’offrire
alla clientela un assortimento di
ogni tipo di calzatura.
“Continua fino agli anni ’70 anche il commercio all’ingrosso
dei materiali per calzolai – dice
Massimo – perché ancora si
continuava a riparare le scarpe.
Non era ancora l’epoca dell’usa
e getta…”
Nel frattempo i fratelli Gino e
Pietro si dividono l’attività commerciale. A Pietro gli articoli in
gomma e plastica, a Gino
e la moglie Giannina il
compito di proseguire
nella tradizione familiare
con le calzature.
Le esigenze del mercato
impongono di adeguarsi
e, se possibile, anticipare
i gusti della clientela e le nuove
tendenze della moda e dei comportamenti sociali.
Nel negozio compaiono via via
le borse e borsette, la valigeria, ma anche scarpe antinfortunistiche e articoli sportivi, a
completare l’offerta di calzature
per ogni esigenza ed ogni tasca,
sempre comunque con particolare attenzione alla qualità ed
all’affidabilità dei prodotti offerti.
Oggi Massimo, con la moglie
Rita, rappresenta quindi la quinta generazione di quella famiglia
che da oltre 130 anni si occupa
dei nostri piedi e ne porta avanti
la tradizione e la storia.
In tutto il nostro territorio Calzature Massimo Grassi (per tanti è ancora Giuita!) è sinonimo di
affidabilità, di qualità e serietà,
di tradizione.
Un riconoscimento, quello ottenuto dalla Regione, più che meritato.
Graziano Pelizzaro
Calzature di ieri e di oggi
SERVIZI
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ANZIANI, MALATI
E DISABILI
Tel. 0376 847465
Via Solferino, 92 Guidizzolo (Mn)
www.teleserenita.com
7
“Sguardi di pittura al femminile””
Hanno esposto in questa mostra di pittura tre artiste: Angela Damiani, Serafina Ghisolfi, Carlotta
Ghisolfi, accumunate dall’amore per la natura,
fonte inesauribile d’ispirazione e dalla frequentazione, se pur in tempi diversi, dell’Istituto Statale
d’Arte di Guidizzolo.
Con Angela Damiani siamo state compagne di
scuola. Nell’immaginario collettivo si pensa
all’Istituto d’Arte unicamente come luogo deputato alla creatività e alla libertà d’espressione,
ma per noi che l’abbiamo frequentato negli anni
’60 inizio anni ’70 ha rappresentato soprattutto il
rigore, la ricerca continua, la sperimentazione,
l’ipercriticità nella valutazione del nostro operato
artistico e la consapevolezza che il percorso non
è mai finito.
Nelle opere di Angela si evidenzia grande sensibilità di segno e di
colore, in particolar
modo
nei ritratti a
pastello; equilibrio compositivo e una conoscenza molto
a p p ro f o n d i t a
di tecniche diverse
come
l’acrilico, il collages,
l’intaglio ed il batik,
quest’ultimo
particolarmente complesso
nell’esecuzione. Sono opere
Angela Damiani
che denotano
l’amore per i materiali, percepiti come tramite
espressivo, ed il desiderio di ricerca.
Carlotta Ghisolfi dipinge grandi pannelli ad acrilico sui quali alterna strati di resina con polveri
d’oro e d’argento quasi a camuffare o a velare gli
elementi naturalistici ai quali si ispira, ottenendo
decorazioni di grande impatto visivo, apprezzate
anche per pavimentazioni.
I quadri di Serafina Ghisolfi, ad olio e ad acrilico,
8
Carlotta Ghisolfi
sono caldi, avvolgenti, rassicuranti come un fiume
che scorre, carico d’acqua e d’energia, ma calmo
e controllato.
La tavolozza è
sempre tonale
e la pennellata
sicura e vigorosa. Il colore
costruisce la
forma, non il
disegno.
Per ognuna di
loro la natura,
rappresentata
o evocata, è un
pretesto per far
affiorare emozioni attraverso
la mano che è
strumento e la
tecnica che è
Serafina Ghisolfi
mezzo.
Grazie quindi ad Angela, Serafina, Carlotta le
quali, esponendo le loro opere, ci hanno permesso di condividere, almeno un po’, il loro sentire
più intimo. E grazie alla famiglia Pedrotti, nelle
persone del dott. Paolo e dott. Cesare, che ancora una volta hanno aperto le porte di un luogo
privato, carico di storia e di emozioni, per tutta la
comunità.
Sira Castagna
AUSER in gita
Sembra che la Val di Non eserciti un richiamo irresistibile verso i guidizzolesi. Il Gruppo Micologico vi organizza da anni il soggiorno di tre giorni
che riscontra sempre tante adesioni.
Sarà per la relativa vicinanza o la straordinaria
bellezza di quella valle, per la varietà degli scenari che offre, ma è sempre una meta piacevole
e ambita.
Questa volta è toccato alla sezione locale AUSER
organizzarvi una gita che ha ottenuto un ottimo
successo di adesioni: pullman strapieno e, anzi,
qualcuno ha dovuto rimanere a casa perché non
c’era più posto.
L’itinerario prevedeva la visita al meraviglioso
castello di Thun, una dimora gentilizia ben conservata che si visita sempre con piacere. Dopo
il pranzo in un ristorante tipico della zona, nel
pomeriggio si è proseguito con la passeggiata
nel piccolo villaggio caratteristico di Casez e, a
seguire, l’immancabile visita al santuario di San
Romedio, il santo dell’orso, una delle mete del
turismo devozionale più conosciute, non solo in
Trentino. La stagione poi era quella giusta per
ammirare le immesse distese di meli, carichi
di frutti maturi e colorati, che fanno della Val di
Non un ambiente unico e inimitabile.
Donna per Donna Onlus a Pavia
L’associazione Donna per Donna Onlus presieduta da Ines Micucci ha dato vita nei giorni scorsi
ad una piacevole gita in quel di Pavia, alla presenza di ben 55 tra soci ed amici. L’associazione ha sede in Desenzano del Garda in via Achille
Papa, 30, ma le adesioni sono pervenute da un
territorio ben più vasto comprendende Brescia
e Mantova. L’appuntamento si presentava fin
dall’inizio molto interessante e così si è confermato: la città lombarda, già capitale dei Longobardi e centro universitario tra i più importanti
d’Italia, è stato visitato con dovizia di particolari:
oltre al centro storico ben conservato e le eleganti piazza Vittoria e piazza Duomo, c’è stato
spazio, e non poteva essere diversamente, anche
per una visita alla famosa Certosa di Pavia ed
alla chiesa di Pietro in Ciel D’Oro dove è sepolto
San Agostino. Il tutto è riuscito alla perfezione e
lo spirito di aggregazione, che da sempre anima
“Donna per donna onlus”, ha vinto ancora una
volta: il merito è dei tanti volontari (in gran parte del gentil sesso) che riescono sempre a dar
vita ad iniziative festose, ricreative e culturali di
vario genere riuscendo così a soddisfare ogni
esigenza. A chiusura della bella giornata pavese, Maria Rosa, titolare della profumeria Annabella, ha omaggiato tutte le signore partecipanti
di un grazioso omaggio, un piccolo, ma gradito
pensiero. L’associazione Donna per donna onlus,
tramite la presidente e l’intero gruppo direttivo,
intende ringraziare tutti i partecipanti all’evento (che ha raggiunto l’ambito traguardo delle
27 edizioni) ed è già al lavoro per organizzare le
prossime iniziative: se il buongiorno si vede dal
mattino, ne siamo certi, anche queste ultime faranno nuovamente centro.
Sagra bagnata sagra fortunata
La sagra di ottobre è sempre stata dedicata soprattutto alle celebrazioni di carattere religioso, dal momento che l’occasione è data dalla
ricorrenza della Santa Patrona di Guidizzolo, la
Madonna del Rosario. Da qualche anno, però,
la Pro Loco propone anche alcune iniziative che
integrano ed arricchiscono il programma dei
festeggiamenti. Purtroppo quest’anno la sagra
è stata fortemente condizionata dalla pioggia e
dal maltempo, ma alcune iniziative hanno comunque ottenuto un ottimo riscontro. In una Via
Veneto punteggiata, al mattino, dai gazebo gialli
9
anni poi la tradizione è stata raccolta e proseguita meritoriamente dall’AVIS locale, che provvede
ad infornare migliaia di quaglie, secondo la tradizionale ricetta, e a distribuirle in confezione da
asporto, per essere consumate comodamente a
casa, preferibilmente in numerosa compagnia,
in barba al cattivo tempo e alla pioggia.
Gilberto Quiri confermato segretario
10
di “Campagna Amica”, il mercato contadino della
Coldiretti, facevano bella mostra di se gli ultimi
modelli di auto, portati in esposizione dalla locale
concessionaria “Tomasi Auto”, un’azienda conosciuta in tutto il Nord Italia. Probabilmente i tempi non sono dei migliori per cambiare macchina,
ma, chissà, magari Tomasi ha l’offerta giusta per
noi e poi… “lustrarci gli occhi” non costa niente.
Sotto il loggiato dell’ex municipio, poi, il Gruppo
Micologico Colli Morenici ha riproposto la ormai
tradizionale mostra micologica, con oltre 150
specie fungine raccolte, classificate ed esposte
a cura degli esperti del gruppo, che per tutto il
giorno di domenica hanno accolto gli infreddoliti
passanti, fornendo loro ogni sorta di informazione e consiglio. Grande successo, infine, per la
tradizionalissima “sagra della quaglia gastronomica”, un’iniziativa nata più o meno quarant’anni
orsono ad opera di un gruppo di appassionati cacciatori e che originariamente vedeva uno stand
allestito in piazza Marconi, davanti al Bar Jole,
dove venivano fornite porzioni di quaglie cotte al
forno con polenta, da consumarsi in loco. Negli
Non è un bel momento per i partiti e per la politica in generale. Ogni giorno la stampa e la televisione ci mostrano quanto la politica possa essere distante dalla gente. Ma per fortuna ci sono
ancora persone che concepiscono l’impegno politico come impegno sociale, come servizio disinteressato alla comunità, persone che mettono a
disposizione il proprio tempo e le proprie energie
per la soluzione dei problemi di tutti. E la celebrazione di un congresso può essere un momento di
partecipazione alla vita democratica da parte del
cittadino comune.
Nei giorni scorsi anche a Guidizzolo si è celebrato
un congresso, quello del partito democratico.
Gilberto Quiri è stato confermato alla guida del
circolo. Nella sua relazione non si è certo nascosta la questione fondamentale: quale ruolo deve
avere un partito, soggetto politico o spazio politico? “Vi è – a parere di Quiri - una questione sempre presente nel nostro partito: siamo certamente un partito riformista e senza padrone, siamo
senza alcun dubbio un partito democratico; ma,
mi chiedo, siamo anche e soprattutto un “soggetto politico” nel quale noi siamo in grado di parlare
con il nostro vicino e di averne a cuore l’ascolto,
o non siamo piuttosto, talvolta, uno “spazio politico”, nel quale le opinioni di ognuno vagano in libertà senza cercare il confronto e la condivisione
con l’altro?”
La questione, pur fondamentale per l’esistenza
stessa di un partito, non coinvolge certamente
solo il circolo locale. Sul territorio, però, il circolo può svolgere un ruolo importante di interfaccia
con i cittadini, per quanto riguarda l’informazione,
i contatti periodici con i rappresentanti eletti nelle diverse istituzioni, l’approfondimento di temi di
interesse generale con personalità ed esperti di
settore.
“I Circoli – prosegue Quiri nella sua relazione devono trovare la loro ragion d’essere nel radicamento nella società e nella capacità di interfacciarsi ai livelli amministrativi che a loro volta
devono essere sempre più consapevoli che l’efficacia della loro azione dipende da una proficua
interazione con l’organizzazione presente nella
società.”
Molte questioni hanno dimensioni sovra comunali e necessitano di un coordinamento con gli altri
circoli. Al riguardo egli afferma:
“Penso che il territorio dell’alto mantovano deve
riacquistare una centralità politica e progettuale
insieme al Capoluogo, che ha avuto in un recente passato, ma che, negli ultimi anni ha perduto;
inoltre solo con il peso di un territorio più grande
rispetto al singolo Circolo, sono possibili iniziative
che coinvolgano i rappresentanti del Pd Regionale e Nazionale e personalità del mondo del sociale, dell’economia, dell’ambiente e della cultura di
alto livello.”
Un impegno preciso che gli auguriamo di assolvere al meglio.
Cin cin con cartoline della Belle Epoque
Dopo il successo della rassegna del 2012 delle
locandine e manifesti teatrali degli anni ’30 di
Giuseppe Valbusa esposti in teatro, quest’anno
egli ci propone un altro aspetto della collezione
e passione per le cose del passato. Sempre con
l’apprezzamento ed il patrocinio della Pro Loco
potremo
ammirare una bella e interessante mostra di
cartoline augurali di
fine anno ,“Cin Cin”,
che vanno dal 1900
al 1920. La raccolta
verrà esposta nelle bacheche interne
del teatro e potranno
essere viste durante tutti gli spettacoli
teatrali a partire dal
mese di novembre
fino all’inizio del
prossimo anno.
Tesseramento degli Amici di Rebecco
Come ormai ogni anno, gli Amici di Rebecco
hanno riproposto una forma di tesseramento
originale e simpatica.
A tutti coloro che si tesserano, con un costo di
soli 10 euro, viene consegnata una porzione di
spiedo con polenta da asporto, per essere consumata comodamente a casa propria.
Tantissimi coloro che hanno aderito alla proposta, ma non tanto o non solo per avere l’occasio-
ne di gustare l’ottimo spiedo, ma perché aderire
alla associazione “Amici di Rebecco” significa
condividere lo spirito di amicizia e di solidarietà
che da sempre caratterizza questo gruppo.
Le loro iniziative, durante l’anno, sono proprio
tante: dal buriel per la Befana a Sant’Antone
Chisuler, dal 25 aprile alla Festa dei sparis, dalla celebrazione della battaglia delle Baite alla
Festa d’Estate, dalla festa del ringraziamento a
Santa Lucia, tutte riscontrano sempre una vasta
partecipazione, grazie all’impegno ed al lavoro di
tanti volontari. Per non parlare del recente successo ottenuto ad Anghiari, il paese gemellato
con Guidizzolo, dove gli Amici di Rebecco hanno
voluto ricambiare la partecipazione dei “Ricomposti” all’ultima Festa d’Estate, portando in terra di Toscana la cucina mantovana, proponendo
i nostri salumi insieme al classico risotto alla
pilota, al brasato ed ai nostri vini, lambrusco e
bianco delle nostre colline, per una gradita occasione di incontro e scambio con la gente di quel
territorio.
E dopo 25 anni della Festa d’Estate il gruppo ha
sentito il bisogno di festeggiare la ricorrenza, il
24 novembre scorso, presso la struttura polivalente di Rebecco, invitando tutti gli amici ad un
rinfresco, per ringraziare e ricordare i collaboratori degli stupendi 25 anni di Festa.
Cori alpini
La serata nel teatro comunale coi Cori è una
manifestazione ormai tradizionale che il locale
11
Gruppo Alpini, oggi guidato da Angiolino Pozzi,
ogni anno offre alla cittadinanza.
Nell’ultima edizione si sono esibiti il Coro Ana
San Zeno diretto dal maestro Renato Buselli e il
Coro Polifonico dei Colli Morenici con la maestra
Valentina Bellemo. Foggia alpina nel primo con
coristi in pantaloni alla zuava, camicia a scacchi,
cappelli piumati nel ricordo di spettacolari adunate; scura ed elegante nel secondo evocando
la partecipazione a composte rassegne come la
“festa di compleanno per il bicentenario di nascita di Giuseppe Verdi” tenuta quest’anno a Brescia. Ma veniamo alla serata, non solo esaltata
da canti alpini e popolari ma scandita da vari momenti istituzionali. Il saluto del sindaco Sergio
Desiderati col suo grazie agli alpini per la felice
coinvolgente iniziativa. La consegna di un riconoscimento agli ospiti da parte di Franco Marchesini presidente dell’Ente Filarmonico Guidizzolo,
sodalizio che ha riunito i vari filoni musicali del
territorio. E soprattutto il commovente ricordo di
Pozzi “a nome degli alpini di oggi agli alpini di ieri
andati avanti”, citandone i nomi tra i battimani
dei presenti: Virginio Bignotti, Arrigo Corradini,
Franco Ferri, Ferdinando Franzini, Carlo Tomasi,
Domenico Rigon, Sergio Gandini.
Mauro & Serena = fiori, piante...
12
Nei giorni scorsi Serena Pernumian ha accolto
amici e clienti con una festa, a tema natalizio,
per inaugurare il nuovo punto vendita di fiori,
piante da appartamento e da esterno, fiori recisi e quant’altro serva per il giardino e per l’orto,
presso il Garden in via S. Andrea 13/B (strada per
Rebecco, 100 mt a sinistra dopo Enel).
Serena non è nuova a questa attività, gestendo
insieme a Mauro un altro punto vendita a Foresto
di Volta Mantovana.
Serena gestisce due negozi (Foresto e Guidizzolo) specializzati in realizzazione di composizioni
floreali per qualunque occasione, dedito a soddisfare i gusti più raffinati con soluzioni ricercate
e sempre aggiornate per poter far fronte a tutte
le richieste di mercato, inoltre si occupa di vetrinistica e progettazione, segue la vendita di fiori
stagionali, ortaggi, piante ornamentali, terricci,
concimi e tutto
quanto concerne
il giardinaggio.
L’azienda agricola vivaio di Pernumian
Mauro
con Serena, nasce a Foresto,
frazione di Volta
Mantovana, con
la produzione e
vendita diretta di
piante e cespugli.
L’azienda inoltre
propone
anche
pianificazione
e
realizzazione
di giardini personalizzati e grandi spazi creati su misura sempre rispettando l’armonia e la
proporzione delle forme e dell’ambiente, sperimentando la natura e le sue essenze sempre
applicate in un preciso contesto. Inoltre Mauro si
occupa di potature con piattaforme aeree, trattamenti specifici per ogni problema delle aree
verdi, anche agopuntura, sfalci prati di grandi
dimensioni (campi di calcio)e tutto ciò che giardini e parchi richiedono. In ogni realizzazione
l’obiettivo comune di Serena e Mauro è quello
di avvicinarsi all’equilibrio di proporzione che la
natura sempre contiene ed espone: in casa con
composizioni ed allestimenti di fiori freschi o artificiali creati per dare eleganza all’ambiente; in
esterno con la creazione del “giardino” che meglio fa trasparire la personalità del cliente.
Serena e collaboratrici sono inoltre disponibili
anche per il servizio di manutenzione, presso il
cimitero guidizzolese, con fornitura periodica di
fiori freschi e piante e pulizia del sepolcro.
Un saluto da... Padova
Un saluto a tutti gli amici lettori de “la Notizia”
dall’Associazione no profit La Carovana di Bergamo che, guidata dal nostro collaboratore Antonio Quiri e con il prezioso supporto delle guide
Anna e Lorenzo Ruzza (Padovani, nostri lettori
dal 1995). Domenica 27 ottobre si è recata in tour
alla Butterfly Arc di Montegrotto Terme incon-
trando le farfalle, vive e vegete, dei cinque continenti, in un ambiente appositamente costruito con
l’habitat a loro più adatto. Ai genitori che hanno
bimbi di ogni età è un viaggio davvero consigliato.
La visita è proseguita al Bosco delle Fate e si è
concluso a Padova, visitando la Basilica di S. Giustina, Prato della Valle, la Basilica di S. Antonio i
vari monumenti del centro storico con aneddoti e
curiosità veramente piacevoli. Il saluto finale allo
storico Caffè Pedrocchi. Alla prossima
... e da Venezia
Come ormai da tradizione, anche quest’anno una
“delegazione” de la Notizia ha presenziato alla
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di
Venezia, e mai come in questa edizione non potevano mancare i cinefili al Lido, visto che si festeggiavano i Settant’anni del Leone d’Oro.
Mauro Moriconi, Luca Piazza, Luca Ghizzi e
Valter Dal Prato (nella foto) dal 28 Agosto al 1°
Settembre hanno avuto modo di assistere alle
diverse proiezioni in anteprima mondiale che
la Biennale ha proposto. Passando da una sala
all’altra, hanno potuto visionare le rappresentazioni di diverse pellicole più o meno interessanti,
alcune delle quali passeranno nelle multisale
italiane, altre invece non lasceranno la minima
traccia nella storiografia del cinema. Nonostante un’organizzazione non sempre impeccabile, e
un “caro prezzi” che colpisce tutto ciò che ruota
attorno al Festival, i nostri inviati sono già proiettati alla prossima edizione, per offrire a tutti
i lettori un resoconto sempre più dettagliato e
preciso del fantastico e affascinante mondo del
cinema.
menica pomeriggio, a partire dalle 14.30, che si
incontrano le signore dell’associazione AUSER
che propongono il gioco della tombola come
momento di aggregazione aperto a tutti, per trascorrere un pomeriggio in compagnia. Tra le varie attività in programma a breve, si ricordano:
le uscite del gruppo di bambini, accompagnati da
nonni e genitori, di “Chiara Stella” che si recheranno a cantare tipici canti di Natale per le vie
del paese, suonando campanelli o ospitati da chi
desidera ricevere questi speciali auguri Natalizi,
anche portando gioia a chi vive solo. In quest’occasione, si raccolgono generi alimentari per chi
si trova in stato di bisogno; le prove di canto sono
ogni domenica dalle ore 9.30 davanti all’oratorio,
in vista delle uscite per le vie del paese del 22,
23 e 24 dicembre dalle ore 16 alle ore 18. Per
finire, il 6 gennaio, dopo la Benedizione dei bambini delle ore 15.30, ci sarà l’arrivo dei Re Magi
in oratorio, seguito da una piccola merenda per
tutti i bambini. Vi aspettiamo numerosi!
Serata Rossonera alla Corte Fienili
“Si amano i colori. Nella difficoltà il Milan non si
abbandona! Sempre e comunque fedeli!”
Poteva essere questo lo slogan della Cena dei
Milanisti che si è tenuta nei giorni scorsi presso
l’agriturismo Corte Fienili. È facile entusiasmarsi quando la propria squadra vince, ma la propria
fedeltà si dimostra proprio nei momenti difficili.
E questo spirito ha fatto sì che il gruppo che si è
ritrovato a condividere un momento di relax in
compagnia fosse numeroso.
Amici nella vita o amici per una sera, tutti insieme a rivivere tanto i momenti di gloria quanto la
speranza di tornare presto ai fasti cui il Milan li
ha abituati. Anfitrione della serata Alex Galvani,
milanista, che ha proposto un menù di ottimo
gusto, con risotto e spiedo, com’è nella pur breve tradizione del locale.
Ma nella famiglia Galvani sono presenti anche
tifosi interisti e juventini, per cui prossimamente potranno aversi analoghi appuntamenti per le
altre tifoserie. Nel frattempo l’agriturismo Corte
Fienili propone menù speciali per Natale, Santo
Stefano e San Silvestro.
Dall’Oratorio
Come di consueto, i giorni di apertura del bar
sono il lunedì pomeriggio, il giovedì sia al pomeriggio che alla sera, durante il seguitissimo
appuntamento con la tombola settimanale delle ore 21, il sabato pomeriggio in occasione del
catechismo e alla sera, e alla domenica, sia al
mattino che al pomeriggio. Ed è proprio la do-
13
Le poesie di Katia
dott.ssa Giusi Nobilini
Recensioni
arte &
dintorni
L’esercizio dell’Arte della poesia è difficilissimo. Non a
caso gli antichi avevano creato nove muse per ispirare il
canto dei poeti e nel corso dei
secoli i dibattiti intorno al fare
poesia sono stati numerosi. Io
condivido le opinioni di Gianbattista Vico e Benedetto Croce che affermano la presenza
della capacità di comprendere
la poesia in ogni essere umano, rifiutano sia l’espressione
popolare che quella del genio
lontano dall’umanità; in particolare Croce riconosce al vero
poeta un talento : “Il fatto è che
nella misura in cui ogni uomo
parla, esprime il suo vissuto in
immagini, e pertanto è a suo
modo poeta. Ciò che lo rende
diverso dal grande poeta, artista o genio creativo è solo una
differenza di natura quantita-
tiva.” Difficile spiegare in che
cosa consista questa straordinaria possibilità di rendere un
sentimento in forma poetica,
ma il grande critico ci aiuta ancora indicando la via da percorrere, che deve riportare l’individuale all’universale, il finito
all’infinito, innalzare “sull’angustia del finito la distesa
dell’infinito.” La vera poesia è
autonoma, intuizione pura, che
trova la sua purezza nel ritmo
dell’universo, non deve essere
legata a motivazioni che scaturiscono da una realtà esterna,
sia economica, storica, politica,
morale o personale, non deve
essere espressione sentimentale immediata, né prosastica
né letteraria. Prima di riconoscere come capolavoro di vera
poesia i “ Promessi Sposi” Croce riflettè a lungo sulla sua te-
GRAZIE LUCIO
La frenesia del vivere quotidiano,
il chiacchierare che non è parlare,
stimoli del virtuale che confondono il reale...
Quante insensatezze ottundono i nostri sensi.
Quando il mondo mi sembra il regno del delirio,
le tue note e le tue parole intrise di poesia autentica, schiudono il mio sentire...
Non banalità scritte per vendere,non facili sentimentalismi impregnati di melensaggini;
ma emozioni vere.
Nelle tue canzoni paradossalmente malinconia e
gioia non sono in contraddizione.
oria estetica, questo romanzo
non era forse troppo legato alla
dimostrazione delle convinzioni
religiose dell’autore? Concluse
che qui era possibile trovare il
sentimento nella sua forma,
l’intuizione pura. Ma queste definizioni non ti devono trarre in
inganno, prima di arrivare alla
poesia è necessario superare i
problemi personali, non criticare una situazione per quanto
brutta sia, ma riflettere sull’universale trascurando le tentazioni terrene. Un consiglio
finale : una maggiore cura della
forma, esercitati a imitazione
dei nostri grandi poeti nella forma metrica del sonetto, rispettando la lunghezza dei versi e le
rime; solo così riuscirai ad addomesticare le parole e “lo spirito guerrier ch’entro ti rugge”.
L’ animo umano vulnerabile, fragile, e nello stesso tempo forte,
si mostra senza timore alcuno nelle sue molteplici sfumature, in tutta la sua grandezza.
Il torpore lascia ora il posto allo stupore,
ogniqualvolta ti ascolto.
Con il tuo canto senza tempo, gli anfratti più reconditi del mio io, hanno ragion d’ essere...
I colori del mio giardino interiore tornano ad essere vividi.
E come dici tu, grande anima immortale: “Nel
mio silenzio anche un sorriso può fare rumore”.
Katia Romagnoli
PIAZZA CADORNA, 12 - 26100 CREMONA
tel. 0372 456143 - Fax 0372 21362
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Misteri morenici
visione alternativa dell’ambiente a cui ormai siamo assuefatti
in quanto fa parte della nostra
quotidianità.
Non posso che augurarvi una
buona lettura e un buon viaggio
alla scoperta dei nostri territori!
arte &
dintorni
di Marta Leali
vanti a noi e a cui non facciamo
caso, come per esempio i crocevia, e gli accenni alle culture
precristiane lo rendono un saggio positivamente singolare.
Quanti di noi scordano che il
territorio in cui viviamo è impregnato di storia? Celti, Etruschi,
Romani, invasioni da parte di varie etnie in epoca
medioevale prima
(quali Longobardi
e Franchi) rinascimentale e risorgimentale
poi…
ognuno di questi
popoli ha lasciato
qualche
traccia
intorno a noi, sia
a livello ambientale che culturale.
E questo ci viene
ricordato nel saggio come nostro
retaggio.
Il risultato è un
volumetto di rapida lettura, complessivamente
interessante, mai
pesante o noioso,
che ci offre una
Recensioni
Simona Cremonini, giornalista
appassionata di miti e misteri
legati al lago di Garda e dintorni, è l’abile autrice de “Misteri
morenici”, un saggio molto ben
scritto e dalle informazioni intriganti, evidente frutto di accurate ricerche, cosa che trovo
estremamente apprezzabile.
Questo libro è una sorta di guida alternativa e piuttosto approfondita di alcuni paesi delle
province di Mantova, Brescia e
Verona. Personalmente, trovo
che le immagini scelte come
accompagnamento alla lettura
ed effettiva descrizione visiva
dei luoghi presi in considerazione siano molto belle, che
completino e arricchiscano le
informazioni fornite dall’autrice.
Molto differente dalle solite
guide turistiche, “Misteri morenici” mette a nudo le località
in cui viviamo, iniziando dall’origine del nome di ogni luogo,
ci viene proposto un viaggio alternativo, un percorso storico
e culturale di grande interesse
sotto l’insegna del mistero.
Le spiegazioni dei simboli che
quotidianamente abbiamo da-
MULTIMARCA
TEL. 329-7216735, Via Veneto 20/22, Guidizzolo (Mn)
15
Goldoni
16
dott.ssa Francesca Pesci
Letteratura
arte &
dintorni
Brillanti, accattivanti, divertenti... dopo due secoli e mezzo le
commedie goldoniane sono ancora applaudite da noi spettatori moderni. Niente di strano, se
consideriamo che l’autore, Goldoni (1707-1793), è un moderno. Anzi, ancora più è un autore
che ha contribuito a svecchiare
il teatro italiano, traghettandolo verso la modernità.
Quando intraprese la sua attività di scrittore per il teatro,
la scena comica italiana era
ancora dominata dalla cosiddetta Commedia dell’Arte, in
cui gli attori impersonavano
le maschere tradizionali (Pantalone, Arlecchino, Brighella,
il Dottore), improvvisando le
battute senza seguire un testo
interamente scritto, ma solo
sulla base di un sommario canovaccio che indicava le azioni dell’intrigo. Nei confronti di
questo tipo di teatro, Goldoni
assunse atteggiamenti fortemente polemici. Criticava la
comicità scaduta in volgarità, i
rigidi stereotipi a cui si erano
ridotti i tipi umani rappresentati dalle maschere, gli intrecci
incoerenti e inverosimili e la ripetitività della recitazione degli
attori che riproducevano sempre le stesse azioni e le stesse
battute convenzionali, perfettamente prevedibili dal pubblico. Certo, questo piaceva agli
spettatori; era come se esistesse un tacito patto tra attori
e pubblico: all’entrare in scena le rappresentare dei caratteri
di certe maschere, di Pantalo- umani colti nella loro indivine ad esempio, ci si aspettava dualità. Ecco la grande riforma
precise battute o scenette. L’at- del teatro!
tesa del pubblico doveva essere Goldoni, però, non opera una
soddisfatta.
rivoluzione radicale. Al conÈ molto comodo per noi spet- trario, prudentemente, agisce
tatori (non solo a teatro, ma gradualmente: comincia con lo
anche nella vita) ascoltare, leg- stendere per intero solo la pargere, guardare azioni, pareri e te del protagonista, lasciando
discorsi che già conosciamo: all’improvvisazione tradizionanon richiede sforzo e facilmen- le tutto il resto. La prima comte ce ne compiaciamo. Molto media così strutturata è “Mopiù difficile (ma quanto più gu- molo cortesan” (1738). Cinque
stoso!) aprirsi all’imprevisto, anni dopo, nel 1743, l’autore
all’ignoto, ad una verità che si arriva a comporre una comspalanca davanti a noi e ci stu- media in cui tutte le parti sono
pisce. Certo, però, ciò richiede scritte, “La donna di garbo”.
il nostro sforzo di comprensio- Nel 1753, “La Locandiera” rene e magari ci costringe a cam- alizza perfettamente la riforma
biare punto di vista.
goldoniana: la protagonista,
Goldoni non accetta questa Mirandolina, non è più un ruo“comodità” e scardina la strut- lo o una maschera fissa, ma un
tura portante della Commedia “carattere”, con le molteplici
dell’Arte. Il commediografo sfumature che ne fanno un inveneziano, che nell’arco della dividuo unico e irripetibile. E di
sua vita ha attraversato il se- questa “regina di cuori” parlecolo dei lumi e ne ha respirato remo nel prossimo numero.
gli umori, aspira
ad un teatro che
sia verosimile,
che rifletta realisticamente la
società contemporanea.
Per
questo egli ritiene che non siano
più utilizzabili le
maschere tradizionali. La sua
commedia vuo- Arlecchino servitore di due padroni
causerà uno sciame meteorico
visibile il 16 gennaio 2014 nella
costellazione del Leone.
L’avvicinarsi delle feste è il
periodo ideale per la lettura di
Racconti dei saggi che leggono
le stelle di Patrick Fischmann,
uno dei piccoli e deliziosi volumi
dell’editrice L’ippocampo, che
raccoglie narrazioni di leggende
antiche e moderne, impreziosite
da fregi esotici e raffinate
raffigurazioni. Dal fascino senza
tempo del mito alla legenda
presente
del
firmamento
il passo è breve, e anche
in questo campo possiamo
avvalerci di risorse interessanti,
facilmente reperibili: Astri e
civiltà è la guida ipertestuale
che ho elaborato come breve
introduzione all’osservazione
del cielo, sintesi di spunti
pratici per astrofili e studiosi
amatoriali.
La
guida
è
scaricabile nella pagina e-book
di
Perleneltempo
(http://
perleneltempo.progettovajra.
net), il blog di risorse gratuite
e opportunità dedicate al
benessere e alla crescita della
consapevolezza. Inoltre, nello
scaffale della libreria virtuale
di Perleneltempo (http://www.
anobii.com/perleneltempo/
books), le etichette Antiche
conoscenze,
Misteri
del
passato e Astronomia culturale
raccolgono numerosi titoli
di pubblicazioni relative allo
studio degli astri.
Non mi resta che augurarvi
buona lettura ed invitarvi
ad
annotare i
principali
appuntamenti di questo mese
con il firmamento, che gli
antichi babilonesi chiamavano
shitir shame, “il libro del cielo”.
dott.ssa Mariavittoria Spina
Arriva da un luogo lontano e
insondato (la sferica nube di
Oort) e se non verrà disgregata
dal Sole giungerà a sfiorare
la Terra: è C/2012 S1 ISON, la
“cometa di Natale”. Passata
indenne al perielio, raggiungerà
una luminosità notevole, con
un picco stimato tra m –6 e m
–13, mentre sfreccia a soli 64
milioni di km di distanza dal
nostro pianeta. La cometa è
visibile ad occhio nudo da metà
novembre: bassa sull’orizzonte
prima dell’alba, appare come
una pallida macchia indistinta,
ma gli astrofili di tutto il mondo
hanno già fotografato la sua
coda gassosa, lunga più di
otto milioni di chilometri, che
occupa quasi 3,5 gradi della
sfera celeste. Dicembre sarà il
periodo migliore per osservarla
e si pensa che il suo passaggio
Astri e civiltà
Le pagine del cielo
EVENTI ASTRONOMICI DEL PERIODO
DICEMBRE 2013:
• 6: alle ore 1:31 la Luna passerà a 7,3° a nord di Venere (visibilità ottimale
alle ore 19:40 della sera precedente).
• 13-14: picco dello sciame meteorico delle Geminidi (120 meteore all’ora).
• 17: Luna Piena.
• 21: solstizio d’inverno.
• 2: picco dello sciame meteorico delle Ursidi (10 meteore all’ora).
• 26: alle ore 2:32 la Luna si troverà a 5,1° a sud di Marte.
• 29: alle ore 1:13 la Luna si troverà a 1,3° a sud di Saturno (visibilità ottimale
alle ore 4:00).
PIANETI VISIBILI AD OCCHIO NUDO:
• Mercurio: fino a metà mese transiterà dalla Bilancia in Scorpione e Ofiuco.
• Venere: dopo il tramonto, per qualche ora nel Sagittario.
• Giove: nei Gemelli.
• Saturno: solo a notte inoltrata (dalle 4:00 circa) nella Bilancia.
• Urano: durante la prima metà della notte nei Pesci.
La cometa ISON fotografata a metà
novembre 2013
17
La ricerca genealogica: al Festivaletteratura
e nell’opera di Franco Mondadori
Genealogia, la scienza che
si occupa di accertare e
ricostruire documentalmente
i legami di parentela che
intercorrono tra i membri di
una stessa famiglia, ha avuto
nel
Festivaletteratura
del
2013 a Mantova un’attenzione
particolare. Gli organizzatori,
sensibili alle richieste emotive
di un pubblico sempre più
interessato e ampio, hanno
messo in campo una serie di
eventi, alcuni sotto la forma di
un vero e proprio laboratorio,
ripetutosi in quattro giorni
consecutivi, altri con esperti
come Alessandro Portelli, altri
ancora alla ricerca del dialogo
fra classici e contemporanei.
Alessandro
Portelli,
uno
dei
massimi
esperti
in
materia,
nell’aula
magna
dell’università di Mantova ha
chiarito
l’argomento
della
genealogia, mettendo in rilievo
quali sono i documenti utili
per ricostruire la storia della
propria famiglia. Atti notarili,
rogiti, passaporti, lettere e
soprattutto la testimonianza
orale costituiscono il primo
approccio,
poi
vengono
le ricerche negli archivi,
nell’anagrafe, nei registri dello
stato civile e parrocchiale.
Il rapporto fra classici è
un altro degli aspetti della
ricerca sugli avi nel campo
della cultura letteraria, che
ha caratterizzato alcuni eventi
del Festivaletteratura. Anna
Beltrametti mette in rilievo il
peculiare problema, che pone la
traduzione di un testo in greco
antico, esaminando “Antigone”
di Sofocle e Fernando Bandini
ricorrendo al latino in un
esercizio di poesia in lingua
morta, cerca di ritrovare “quegli
universali ai quali la poesia dei
nostri anni, dolorosamente si
negava”. Nell’evento 144, “Il
paese più straniero” si esprime
l’esigenza di interrogare oggi gli
scrittori, che per lungo tempo
sono stati conservati come in
un sacrario, per rispondere
alle provocazioni della cultura
contemporanea.
Con il ritorno ai testi classici
ripercorriamo il motore primo
di molti capolavori letterari che
abbiamo imparato a conoscere,
senza accorgerci forse, che si
trattava di vere e proprie saghe
famigliari. In tutti i tipi di eventi
a cui ho fatto riferimento, gli avi
sono i nostri maestri con il loro
patrimonio di saperi antichi,
ricchi di tradizioni. In questo
senso l’evento “come nasce
una saga famigliare” prende
in esame “I Buddenbrook” di T.
Mann. “Cent’anni di solitudine”
di Marquez e “I Vicerè” di De
Roberto.
Ho seguito questo filone,
ampio e articolato, durante il
festival colpita dalla notizia
delle scelte editoriali recenti,
che ripresentano i classici con
nuove traduzioni in una lingua
più vicina a quella dei nostri
giorni, come da anni è già stato
fatto in Inghilterra e in Francia,
ma anche spinta dall’interesse
suscitato in me dai libri del prof.
Franco Mondadori, che hanno,
quasi tutti, alberi genealogici
per chiarire la posizione dei
personaggi protagonisti delle
sue storie. Ho partecipato a un
laboratorio presso l’archivio
di stato di Mantova, dove la
responsabile dott.ssa Daniela
Ferrari mi ha fatto notare
quanto importante sia risalire
alle nostre origini, per collegare
la propria storia individuale con
la microstoria, ma anche con
alcuni grandi eventi, di cui negli
anni di studio, tutti abbiamo
avuto conoscenza. Ho potuto
constatare la partecipazione
di persone di ogni età e capito
quanto ancora, nella nostra
società
tecnologica
siano,
vecchi e giovani, desiderosi di
risalire al passato. Ecco così la
ricerca dei propri ascendenti
e proiettandosi nel futuro, i
collegamenti, le aspettative per
quanto riguarda i discendenti,
in un circolo che ricorda l’eterno
ritorno:
siamo
comunque
di fronte al meraviglioso
movimento della vita, che
manifesta come noi siamo la
somma di coloro che abbiamo
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18
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amato e che formano il mosaico
della nostra esistenza.
Nel terzo millennio, in una
società dominata dalla scienza,
dalla tecnica e soprattutto dalla
tecnologia, l’uomo sente il
fascino del passato personale e
collettivo. Il prof. Mondadori, nei
suoi testi e nelle sue ricerche,
aveva, vari decenni prima d’ora,
colto proprio questo desiderio
profondo,
dimostrandosi
accurato
studioso,
ma
soprattutto uomo di sensibilità
moderna, capace di interpretare
i bisogni delle persone. Ha
capito che la ricerca delle
proprie origini è un aspetto
della micro-storia, perché dà
voce e spessore agli antenati,
alla catena umana che ci ha
portati qui ed ora, proiettandoci
verso il futuro. Attraverso il
corredo degli alberi genealogici
del libro “La famiglia Rizzini dal
XVII al XX secolo”, testo tanto
ricco e articolato, cogliamo
la modernità dello storico
guidizzolese. Come ho già detto
non è un caso se nel Festival
della Letteratura di Mantova,
un evento che si
è ripetuto tutti
i giorni abbia
riguardato
il
“laboratorio
ricerche
ed
alberi”, dove il
pubblico (molti i
giovani), ha avuto
l’ o p p o r t u n i t à ,
attraverso
alcune postazioni
informatiche,
nell’archivio
di
stato, di effettuare
p e rs o n a l m e n te
una
ricerca
genealogica della
propria famiglia sui registri di
stato civile, depositati nei diversi
archivi della città. So di persone
che si avvalgono di esperti per
conoscere le proprie origini
e di molti che erano in nota
per avere l’albero genealogico
della propria famiglia presso il
prof. Mondadori. La morte ha
sospeso il suo lavoro, lasciando
tutti un po’ orfani. Resta
comunque la memoria di tanta
competenza che spingerà chi lo
desidera a portare avanti le sue
ricerche famigliari attraverso
la documentazione presso
l’archivio di stato o su internet
che offre varie opportunità.
Nulla è perduto, quando si sa
apprezzare il lavoro di chi, carico
d’anni e di saperi, ci indica la
strada della conoscenza e della
consapevolezza.
Stefania Fontanesi
19
Giovanni Pegoraro
Giovanni Pegoraro, artista guidizzolese, torna ad esporre i suoi lavori nella terra mantovana a tre anni dalla grande mostra di Palazzo Menghini a Castiglione delle Stiviere.
“Ecologia della percezione” è il
titolo della nuova mostra ospitata nelle sale dell’Associazione
Postumia Centro Studi e Ricerche di Scienze Lettere e Arti
di Gazoldo degli Ippoliti dal 3 al
31 di ottobre, ed è qui, di fronte ad alcune delle opere più recenti, che abbiamo conversato
sui temi e modi della sua ricerca artistica.
La tua attività di artista e di promotore culturale ruota attorno
ai temi del pensiero visivo e
della ecologia della percezione. In quale modo si rapportano, o si possono leggere, le tue
opere rispetto alla contemporaneità?
Il nostro odierno agire e pensare è dominato dalla velocità:
noi siamo il terminale inerte,
talvolta inconsapevole e spesso
senza strumenti di difesa , della
velocità con la quale l’evento, il
flusso delle informazioni viene
a noi. Questa inerzia del corpo e della mente ci fa perdere
la possibilità del viaggio come
metafora; rischiamo di perdere
la memoria delle acquisizioni
che il viaggio rende possibile.
La velocità che oggi permea il
nostro agire e modella il nostro
pensiero è strumento e causa
dell’esproprio dell’esperienza,
cancella la memoria e con essa
le condizioni antropologiche di
resistenza al pensiero unico.
In opposizione critica a quanto
sopra è la scelta del fare arte
informata al tempo lento, biologico, proprio dell’uomo e dello
spazio vitale in cui le sue azioni si compiono. Da queste riflessioni e dal conseguente lavoro di ricerca sono
emerse le scelte tecnico
linguistiche quali l’encausto e la foglia oro , che meglio visualizzano il processo artistico come forma di
resistenza.
All’interno della civiltà
delle immagini in cui siamo immersi esiste ancora
uno spazio attivo per l’arte?
Il “vedere” è un atto creativo; il
giudizio visivo non è un contributo dell’intelletto successivo
alla percezione ma ingrediente
essenziale dell’atto stesso del
vedere.
Con la pervasività dei media
visuali e della comunicazione
per immagini è stata ridotta a
sistema la infinita varietà del
visibile, ed è stato come immobilizzato il processo percettivo
e resa estremamente difficoltosa, talvolta addirittura emarginata come inutile e dannosa,
la produzione di pensiero divergente. In questo contesto vedo
l’arte come forma di resistenza.
Una resistenza all’omologazione dell’individuo, già anticipata
da Pasolini; essa si materializza
nel momento in cui salvaguarda
il tempo lento della produzione
e fruizione dell’opera. Si creano, così, le condizioni perché
siano intaccate le sedimentazioni provocate dal pensiero dominante e ci si possa avviare,
attraverso una consapevolezza
del sentire empatico, verso una
ecologia della percezione.
La disponibilità alla riflessione
e all’ascolto cui predispone la
fruizione dell’opera d’arte, in
tutte le sue manifestazioni, è
uno dei modi per avviare percorsi e pensieri nuovi.
SERVIZIO
GRU
20
Piacere, Orizzonti!
In punta di piedi, senza fare troppo rumore, “Orizzonti” da tredici anni, operando in
modo attivo nel sociale, rincorre l’ambizione di prendersi cura prima di tutto della
propria Comunità. Ne presentiamo un breve profilo.
La cooperativa “Orizzonti”
O.n.l.u.s., con sede a Guidizzolo
in via Battisti 1, è un’Impresa
Sociale che gestisce i servizi
socio-assistenziali e progetti
nell’area della famiglia, infanzia
e adolescenza.
Il suo scopo non è il profitto,
ma
la
realizzazione
del
benessere collettivo attraverso
l’organizzazione di risorse,
esperienze e capacità, secondo
le motivazioni che hanno
ispirato i soci fondatori e che
tuttora sono presenti nella vita
della cooperativa:
- l’utilità sociale, che significa
lavorare puntando all’interesse
della comunità senza avere
come obiettivo principale il
lucro;
- la centralità della persona e
dei suoi bisogni.
Nei suoi oltre 10 anni di attività,
Orizzonti ha gestito in alcuni
Comuni dell’Alto Mantovano
servizi di micronido e asilo
nido, assistenza ad personam
nelle scuole, servizi di aiuto
compiti, cred estivi, assistenza
domiciliare per minori e adulti,
progetti per la famiglia e il
mondo dei giovani.
Oggi, con la gestione dei propri
servizi,
Orizzonti
incontra
quotidianamente
circa
50
persone che necessitano di
essere
aiutate,
sostenute,
valorizzate.
Tra i primi servizi offerti da
Orizzonti a Guidizzolo, c’è il
micronido Arcobaleno che nel
2001 aveva sede in via Solferino.
Oggi, dopo oltre dodici anni,
quel micronido è diventato
l’asilo nido Bim Bum Bam di
via San Cassiano, negli spazi
che un tempo accoglievano
la Biblioteca Comunale e che
dal 2009, dopo un importante
intervento di ristrutturazione
degli ambienti avvenuto grazie
alla collaborazione con il
Comune di Guidizzolo, può
accogliere fino a 25 bambini
dai tre mesi ai tre anni in spazi
pensati su misura per loro. Le
famiglie possono incontrare
personale
qualificato
e
concordare con le educatrici
una frequenza
personalizzata
che risponda
al
meglio
alle
proprie
esigenze. La
retta mensile
è
calcolata
sul
reddito
Isee
della
famiglia
in
base al quale
il Comune di
Guidizzolo
contribuisce
in percentuali
diverse.
Per
quanto
riguarda
i
progetti, conclusosi da poco
il progetto “Insieme per la
famiglia” con altri enti del
territorio, Orizzonti è ora
impegnata con “Siamo in
rete” che vede protagoniste le
Associazioni di Volontariato,
Caritas Diocesane, Piani di
Zona e Servizi Sociali dei
Comuni dell’Alto Mantovano
con l’obiettivo di concertare
gli interventi a sostegno
di situazioni di povertà
economica e non solo.
Inoltre dal 2010, è attivo sul
Distretto di Guidizzolo lo
sportello Informagiovani, un
servizio gratuito informativo
e di primo orientamento sui
temi di interesse giovanile.
21
Natale a Miami
22
dott.ssa Francesca Lugoboni
Appunti di viaggio
Un viaggio alla scoperta della città simbolo della Florida
… e se un anno decidessimo
di lasciarci alle spalle freddo,
umido e pioggia per scegliere
una destinazione decisamente
calda? Quello che sto per proporvi è un Natale alternativo,
un Natale a Miami.
Da Scarface a Miami Vice la
città ha fatto da scenario ad
alcuni dei più grandi successi
cine-televisivi, per questo Miami è una delle città più turistiche ed apprezzate al mondo ed
è impossibile, per chi la visita,
annoiarsi perché entro i confini
del capoluogo della contea di
Dade c’è sempre qualcosa da
fare e da vedere: i monumenti che raccontano la storia cittadina, i quartieri più eleganti
ed esclusivi senza dimenticare
le spiagge, dove godere degli
straordinari spettacoli offerti
dalle acque dell’Atlantico.
Descrivere una città come Miami, considerata il paradigma
della Florida, con imponenti
grattacieli americani ma una
profonda anima latina, non è
certo facile, ma ci proverò.
Una visita può allora iniziare
dalla Downtown che custodisce il cuore pulsante del centro. È qui che ha sede il Miami
Dade Center, principale attrazione culturale cittadina, con
la Main Library e il Museum of
Southern Florida. Caratteristica principale del quartiere è la
Metromover, tipica metropolitana sopraelevata che percorre
per intero il perimetro del centro amministrativo di Miami.
Da non perdere il suo skyline,
considerato uno dei più belli d’America, specialmente di
notte, quando i riflettori dipingono i grattacieli a vivaci colori. Biscayne Boulevard è il suo
principale viale, affollato ad
ogni ora del giorno, sul quale
si affacciano due grandi parchi cittadini, il Bayfront Park e
il Bicentennial Park con il memoriale al presidente Kennedy.
Uno dei principali punti di riferimento è la maestosa America
Airlines Arena, un palazzetto
di quattordici piani e circa ventimila posti a sedere di fronte
alla baia. Poco distante si tro-
va il Bayside Marketplace, un
grande centro commerciale
all’aperto che si allunga per oltre sei ettari di lungomare con
i suoi centocinquanta e più tra
negozi, bar e ristoranti. Da qui
merita uno scorcio sul porto,
meglio conosciuto come “Cruise Capital of the World”, la capitale mondiale delle crociere.
Uno dei quartieri più antichi
è invece quello conosciuto
come Coconut Grove, oggi zona
esclusiva che ospita ville e residenze elegantissime, appartenenti a illustri cittadini. Se
si arriva in questo sobborgo è
d’obbligo una tappa a Vizcaya,
una sontuosa villa rinascimentale italiana che il suo facoltoso
proprietario fece costruire perché somigliasse ad una delle
tante che aveva visto visitando
il nostro paese. All’esterno,
ritagliato fra una giungla di
mangrovie, c’è uno splendido
giardino che occupa circa quattro ettari: un luogo ameno fatto
di fontane zampillanti, stagni
riflettenti e sentieri ornati di
statue.
Non dimentichiamo infine, la
zona più conosciuta di Miami:
South Beach con il suo quartiere Art Decò. Noto per essere uno dei luoghi più glamour
del pianeta, in realtà è anche la
zona con la più alta concentrazione di architettura Art Decò:
qui ci sono i bar e gli hotel dalle
linee aerodinamiche e moderne, ma anche ristoranti, boutique, spiagge e fotogenici habi-
tuè che dominano l’attenzione
sulle principali riviste di viaggi
e non solo. Ocean Drive è la
strada più fotografata di SoBe
(South Beach) con un lungomare punteggiato di alte palme
e costeggiato da alberghi dipinti con vivaci colori.
Da qui, pochi passi portano
ad un’altrettanto famosa via:
la Lincoln Road, una passeggiata chic colma di ristoranti,
gallerie d’arte e negozi d’ogni
tipo. È in questa via che è possibile sorseggiare, seduti fra le
palme, uno squisito espresso
che nulla ha a che vedere con
l’imbevibile, a mio avviso, caffé
americano.
Miami è anche molto e molto
altro ancora. Per questo se un
po’ sono riuscita a suscitare
curiosità, nel prossimo numero
proverò ad illustrare i dintorni
di una città che davvero merita
una vacanza.
23
24
Tortelli con erba amara
Ingredienti
Per la pasta
300 g farina
3 uova
sale (facoltativo un cucchiaio di acqua o un cucchiaio d’olio)
Lessare le erbette o le erbe bianche (in questo caso togliere la costa centrale) scolarle, raffreddarle, strizzarle e tritarle. Mettere in una zuppiera ed aggiungere il formaggio, il pane, le erbe
amare tritate e appassite precedentemente con burro (il burro dovrebbe arrivare ad una colorazione nocciola), regolare di sale e noce moscata e amalgamare. Per ottenere un composto più
compatto si può aggiungere un uovo oppure regolare l’umidità aggiungendo pane grattuggiato
e formaggio. Impastare e stendere la sfoglia, tagliare i consueti quadrati, al centro mettere il
ripieno e chiuderli a triangolo. Bisogna un attimo soffermarsi sull’uso e il dosaggio dell’erba
amara. Il periodo migliore per raccogliere quest’erba spontanea è da maggio a giugno e in questo periodo è profumata e piacevole e sarebbe il momento migliore per l’uso perché più matura;
più diventa amara e il dosaggio in cucina necessita di una riduzione per non far diventare i cibi
stucchevoli perché troppo amari. (Si può coglierla e conservarla nel congelatore tritata e appassita nel burro). Lessare i tortelli in abbondante acqua salata, raccoglierli con un mestolo forato,
disporli nel piatto e cospargerli di burro fuso, salvia e un’immancabile spolverata di formaggio.
Nota curiosa: i tortelli amari non sono di Castelgoffredo perché dove cresceva l’erba amara veniva sfruttata in cucina in tutti i modi dai tortelli agli gnocchi, tagliatelle, frittate e polenta e..non
solo a Castelgoffredo ma anche a Castiglione, Guidizzolo, Medole, Solferino ecc.
Ricetta tipica proposta dal ristorante “Il Roccolo” di Castel Goffredo
Vino consigliato: Lugana. Brolettino - Cà dei Frati
25
a cura di Donatella Lusenti
500 g di erbette o erbe
bianche lessate e strizzate
10 foglie di erba San Pietro (erba amara)
100 g pane grattugiato
70-80 g parmigiano
30-40 g di burro
qualche foglia di salvia
sale, noce moscata
1 uovo (facoltativo)
Ricette
per 4 persone
Buon Natale e Felice Anno Nuovo
La qualità sempre al primo posto
26
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Quattro bagole
- Ciao!
- Hei, ciao… dove vai?
- Vado a trovare un amico che è un po’ giù…
- Come mai?
- Se hai un attimo, ti spiego…
- Dimmi…
- Ieri mattina Giovanni, quando è suonata la sveglia, fabbricata in Indonesia, è sceso dal suo letto, prodotto in Svezia, si è infilato le ciabatte cinesi ed è andato in bagno.
- E allora?
- Si è fatto la barba col rasoio di marca giapponese, si è lavato i denti con lo spazzolino elettrico made in Taiwan, un po’ di profumo francese
ed è sceso a fare colazione. Thè inglese, yogurt
greco e macedonia con fragole dell’Algeria, pere
argentine e limoni spagnoli.
- Beh?
- Poi si è vestito: camicia cinese, vestito made
in Tunisia… Ha acceso il suo televisore prodotto
in Corea per sentire le ultime notizie dal mondo,
poi ha aperto il frigorifero fabbricato in Malesia,
per controllare se c’era qualcosa per la cena, ma
il panorama era desolante: un residuo di macinato di manzo allevato in Francia, una crosta di
formaggio svizzero, due pomodori tunisini e un
tubetto di maionese olandese quasi finito. In un
angolo, mezza bustina di uvetta della Turchia e
due dita di olio di olive del Portogallo. Pensava
che forse era meglio passare dal discount, quello
tedesco.
- E poi?
- Ha acceso il computer, giapponese, per dare
un’occhiata a Facebook, prima di uscire. Poi ha
preso la macchina, francese, e ha cominciato a
girare alla ricerca di un lavoro. Ha girato tutta mattina, finchè a mezzogiorno si è fermato
a mangiare qualcosa, un panino al kebab e una
birra austriaca. Si è acceso una sigaretta, americana, con un accendino preso dai marocchini.
- Si, va beh…
- Nel pomeriggio ha ripreso il giro tra un ufficio
e l’altro, intanto che rispondeva al suo telefonino, fabbricato in Finlandia. Si è fermato anche
a fare rifornimento al distributore, quello della
marca francese. Intanto che aspettava il pieno,
un “wischino” scozzese ci voleva proprio!
- Alla fine?
- Alla fine della giornata è tornato a casa, parcheggiando la macchina ha controllato le gomme, giapponesi: potevano andare avanti ancora.
Si è accomodato sulla poltrona Ikea, sconsolato,
mentre si chiedeva, e non capiva, proprio non capiva… perché mai non riusciva a trovare un lavoro…!!!
- Ah! Beh…fa riflettere! Però a me sembra di
averla già sentita questa storia su Facebook…
- Vero!
- Già, però su Facebook ne passano tante…ogni
tanto ci sono delle cose simpatiche…
- Tipo?
- Quello che chiedeva: perché se i gatti mangiano
i topi, non c’è un alimento per gatti al gusto di
topo?
- Ne hai altre?
- Certo, come questa: Adamo aveva l’ombelico?
- Vai, vai… vai su Facebook
- Te salude! Ah… Buon Natale!
27
Mi vergogno
Anima e cuore
a cura di Sandra Tosi
Frodi, corruzioni, attività illecite… e soldi buttati al vento. La TV, i giornali, i media,
ne parlano con grande enfasi. Non si possono tollerare i reati, siamo a favore delle
pene certe anche “forti” ed esemplari, ma una notizia che riporto in sintesi mi ha
fatto riflettere e vergognare...
28
(Apprendiamo da: ImolaOggi.it)
Un’anziana signora ha rubato
in un supermercato dei fusi di
pollo e uno spicchio di parmigiano per un valore di E 7, 50.
Scoperta, si è disperatamente
giustificata dicendo che era la
prima volta ed ha chiesto invano, alla presenza della polizia,
di poter pagare dopo il 15 del
mese perché non aveva ancora
ricevuto l’accredito della pensione, 350 euro mensili…
É stata denunciata ed ora è indagata per furto aggravato.
Aggravato perché aveva tolto il
cellophane al formaggio esercitando, secondo il codice, violenza sulle cose…
La denuncia, d’ufficio, è stata
trasmessa alla Procura della
Repubblica. Pur comprendendo appieno che i negozi devono tutelarsi di fronte ai troppi
taccheggi, io mi interrogo e mi
vergogno.
Non conosco la signora: forse
è cleptomane o ruba abitualmente e il direttore del supermercato si è stancato dopo
aver perdonato più volte; non lo
so. So soltanto che questa donna non ha rubato gioielli, cellulari, profumi, abbigliamento
firmato, ha rubato cibo.
Filetto di vitello, ostriche, aragosta? No! Ha rubato tre fusi di
pollo, la carne più economica
che c’è sul mercato!
Ed io mi vergogno, perché questa è solo fame e miseria.
Mi vergogno e mi chiedo: nessuno aveva
nel
portamonete, E
7,50 per
saldare
il debito
di quella
donna? E
se fosse
stato fatto questo
gesto, la
denuncia
s a re b b e
partita comunque “d’ufficio”?
Il prossimo mese, con 350 euro
di pensione, questa signora e
tutti quelli nella stessa condizione economica, come faranno?
Mi vergogno. Perché non è la
prima volta che leggo notizie
simili…
Mi vergogno. Eppure basterebbe un piccolo gesto di altruismo e delicatezza, fatto in
silenzio e senza clamori, per
chiudere l’episodio senza infierire ulteriormente, umiliando
con denunce persone anziane
che hanno lavorato una vita intera e si trovano in queste condizioni. Mi vergogno per questo
mio Paese, dove c’è chi è costretto per fame, a chiudere gli
occhi davanti all’onestà, dove
c’è chi si arrabatta rovistando
negli scarti dei mercati per sopravvivere...
Per questa mia Italia dove la
gente si toglie la vita per disperazione, dove il lavoro manca,
dove troppo spesso la dignità è
maltrattata…
Mi vergogno di una giustizia
che a volte non capisco.
Una mamma con il propro bimbo
“costretta” a dormire per strada
Ti ho detto di NO...
La parolina “no”, è usata tantissimo sia tra le persone adulte,
ma anche nei piccoli ed è proprio di questo che parlerò. Verso i nove mesi i bambini tendono
a dire prima il “no”, rispetto al
si, semplicemente perché è più
semplice come pronuncia, ma
andando avanti con l’età il “no”
assume un ruolo importante
per un bambino, si fa capire in
quello che vuole o non vuole e
inizia a prendere posizione. E’
molto importante rispettare i
“no” dei piccoli se questi sono
giusti, ovviamente. Lavorando
al nido mi è capitato molte volte
che un bambino, che aveva l’età
giusta per togliere il pannolino
e iniziare a fare i suoi bisognini autonomamente, rifiutasse
l’offerta del vasino. Se quando
offriamo ad un bimbo di provare a fare pipì nel vasino e questo ci risponde con un “no”,
non dobbiamo insistere, perché piccolo, non riesce a dare mole motivazioni possono esse- tivazioni concrete ai suoi “no”,
re molte, magari non si sente noi genitori dobbiamo essere i
pronto a liberarsi del pannoli- primi a motivare i “no”, in modo
no, magari si vergogna o sem- che lui prima di tutto sappia
plicemente non ne ha voglia e che sta sbagliando, ma non può
noi adulti dobbiamo rispettarlo, sapere se sta sbagliando, se noi
ma non dobbiamo mai smettere non gli diciamo dove e cosa può
di offrirglielo, arriverà il giorno, succedere se lui compie dequando lui o
terminate azioni. Ad
lei sarà pronesempio: “Non salire
to, che alla
sulla sedia, perché
vostra propose cadi ti fai male”,
sta risponderà
in questo modo gli
con un sì. Ma
abbiamo detto di non
non sono solo i
fare una cosa e quapiccoli a dire di
le può essere la sua
no, anzi sono
conseguenza, solo
di più loro che
cosi potrà capire il
sentono i “no”
vero significato del
dei genitori,
“no” e usarlo a sua
ma visto che
volta nel modo coril nostro bamretto.
bino, sopratPh: Flavia Castagna
tutto quando è La piccola Viola, anni uno
Nel primo numero dell’anno “la Notizia” pubblica le fotografie dei bambini e degli sposi
dell’anno precedente. L’iniziativa è estesa a tutti i lettori de “la Notizia”.
Fiori d’arancio
te entro il 10 gennaio 2014
Le foto devono essere consegna
Coppie sposate nel 2013
Consegnare le foto a:
- Redazione: via Virgilio, 25 - E-mail: [email protected] - tel. 348 3115232
- Municipio: Ufficio Anagrafe - signore Marianna Conchieri e Laura Trevini
- Foto Luce di Trivini Raffaele, via IV Novembre, 2 - tel. 0376 840112
Chi lo desidera può avere una foto gratuitamente del bambino da Foto Luce
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PRO LOCO GUIDIZZOLO
Apertura: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9,00 alle 11,00
Telefono 0376 1620426 - Fax 0376 1620443 - piazzale Marconi, 2 - c/o Municipio
Notiziario a cura di Daniele Guerra
Coraggio… Libera la mente (anche a Teatro)
“Cos’è la pigrizia: l’attesa di
un’illuminazione o di una qualche novità. Oppure solo l’assenza di azione, la preferenza
per la sensazione. Né bene né
male. L’azione è sempre nel
bene o nel male ma la sensazione è perfettamente neutra”
(Mancassola Marco).
La pigrizia non è stata sicuramente l’assenza di azione da
parte di chi ha partecipato nei
mesi di settembre e ottobre
alla serie di incontri organizzati dalla Pro Loco in stretta
collaborazione con il Centro
Culturale San Lorenzo, e che
ha avuto come titolo “Libera la
Mente”. Si era partiti quest’estate, timidamente poiché era
la prima volta che si organizzava una serie di incontri così
lunga nel tempo, timorosi di
un insuccesso, e che i cittadini
non capissero il nostro messaggio. Invece le persone che
30
hanno partecipato attivamente ci hanno insegnato che siamo stati noi a non aver fiducia
in loro. Infatti, eravamo partiti
col dire che ci saremmo sentiti autorizzati a parlare di successo se avessero partecipato
almeno dieci/quindici persone
per incontro. La media è stata
invece di trenta/trentacinque
presenze per serata. Un vero
evento, che ci ha fatto capire
che quando un individuo ascolta qualcuno, è forse un modo
per sentirsi meno solo, per
avere qualcosa che tenga compagnia. Quando si ascolta qualcuno, la quotidianità si ferma,
il tempo indugia e a volte puoi
essere molto più presente dentro quell’istante che nella vita
di tutti i giorni. “È una indescrivibile sazietà che provi quando
capisci in pieno il significato
di una parola e impari esattamente dove metterla” (Diego
De Silva). Coraggio… pensiamo
all’anno prossimo. La gente
avrà sicuramente fiducia in noi!
Altro impegno non meno importante sarà la serata del 31
dicembre che la Pro Loco, in
collaborazione con Auser, GVG
e Anteas, ha organizzato presso il Teatro.
Dopo allegre, vivaci e simpatiche discussioni si è optato per
una festa di musica anni ‘60,
ballabile, evergreen, italiana
con l’orchestra “Musica In”
guidata dal Guidizzolese Paolo
De Giuli. Sarà una sera all’insegna del divertimento e buonumore, con buffet e brindisi
finale. Costo del biglietto E 18
tutto compreso e prenotazioni
presso la Pro Loco. Una parte
dell’eventuale ricavato verrà
devoluto agli Alpini per il loro
monumento. Coraggio… finalmente anche chi per “pigriziadivano-televisione”, chi, perché si sente solo, chi “non me
la sento di prendere la macchina”, potrà andare anche a piedi a teatro e passare una bella
serata in compagnia. Speriamo
in un teatro tutto esaurito, altrimenti… “pazienza se dopo la
prima linea d’ombra se ne incontrano altre. L’importante è
riconoscerle e crescere” (Hans
Tuzzi).
L’originale “Targa” ideata dalla RIVAS
per GUIDIZZOLOinCANTA 2013
Lettere al direttore
Lettera al sindaco
“Lo sport può attendere”
La sottoscritta, Elisabetta
Damiani, insegnante di Educazione Fisica della Scuola
Secondaria di 1° gr. di Guidizzolo, chiede, nuovamente, la
sistemazione dell’ex campo
di tamburello adiacente la
palestra. La realizzazione del
progetto presentato nel mese
di Ottobre 2012 all’ufficio
competente permetterebbe
agli alunni di svolgere, senza
spostamenti, molte delle attività che non sono possibili
in palestra.
Due anni fa, per venire incontro a questa esigenza,
l’Amministrazione Comunale mise a disposizione della
Scuola lo scuolabus per accompagnare le classi presso
la pista di atletica leggera del
Campo Sportivo Comunale.
Gli esorbitanti costi hanno
“suggerito” di cancellare questo servizio e l’anno scorso
la sottoscritta, previa autorizzazione dei genitori, ha
accompagnato i ragazzi al
campo, a piedi, per permettere loro di provare le varie
specialità prima di partecipare alle gare di Mantova.
Al momento della presentazione del progetto anche
il Sindaco, con il quale ebbi
occasione di parlare, ha sottolineato l’importanza della
pratica sportiva per una crescita equilibrata degli alunni.
Consapevole delle difficoltà
economiche in cui versano
le Amministrazioni Comunali in generale, confido comunque in uno sforzo e in
un interessamento affinché
questa richiesta venga presa
in considerazione, non tanto
per accontentare l’insegnan-
te, ma per il bene dei ragazzi.
Distinti saluti.
Prof.ssa Damiani Elisabetta
Guidizzolo, 16 settembre 2013
Risponde il sindaco
Guidizzolo ha la fortuna di poter contare su di un bellissimo
quanto accogliente centro sportivo ben fornito di strutture per diverse pratiche. Il progetto proposto dall’insegnante, la quale da
anni lavora per i nostri ragazzi
con grande professionalità, non
è mai stato abbandonato. Ora,
dopo l’ultimazione dei lavori
della nuova ala della scuola primaria recentemente inaugurata,
la sistemazione dell’ex campo di
tamburello è entrata tra le opere minori che l’Amministrazione
sta programmando.
AZIENDA AGRICOLA
Produzione e vendita vini doc spumanti e tipici
di GIANFRANCO BERTAGNA
Bande di Cavriana MN
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IMU, TARSU, TARES, TRISE,
TARI, e poi? ...TASI
Il bilancio sociale del Comune
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Si fa un gran parlare in questo periodo di tasse,
vecchie e nuove, sia statali che comunali.
Alcune sono imposte conosciute, legate al possesso degli immobili o a servizi resi dal Comune,
come la raccolta rifiuti. Ma un nuovo concetto di
tassazione sta emergendo: quello sui servizi cosiddetti indivisibili. Quali sono?
Certi servizi sono rivolti ad utenti facilmente identificabili, come ad esempio la raccolta rifiuti, la
mensa ed i trasporti scolastici, ma per altri servizi resi dal Comune non è possibile individuare
gli utenti, per cui vanno spalmati su tutti i contribuenti. Quali possono essere questi servizi indivisibili possiamo per ora solo ipotizzarlo e pensiamo ad esempio all’illuminazione pubblica e alla
biblioteca comunale o i servizi cimiteriali.
Se noi possiamo permetterci solo delle ipotesi,
l’Amministrazione Comunale è tenuta invece a riconoscere e quantificare i costi per questi servizi,
costi da recuperare poi appunto con le nuove imposte.
A nostro avviso lo strumento più appropriato sia ai
fini contabili che di corretta politica amministrativa è il bilancio sociale.
All’inizio del XXI secolo, tra le molte normative
che erano state pensate e decise per il migliorare
le comunicazioni che i Comuni avrebbero dovuto
realizzare per i cittadini, bisogna ricordare quella
concernente la stesura del Bilancio sociale, quale
supporto a ogni Conto Consuntivo.
Il Comune di Guidizzolo è stato sicuramente uno
dei primissimi Comuni in Italia ad adottare ufficialmente il Bilancio Sociale, sin dal 2004.
Ma cos’è in parole povere un Bilancio Sociale?
Una circolare e una direttiva del Ministero della
Funzione Pubblica precisa che è il mezzo più importante per raggiungere due obiettivi: la trasparenza e la responsabilità.
La trasparenza si ottiene informando il cittadino
sull’attività svolta dall’amministrazione comunale.
Con la responsabilità, l’amministrazione riesce
a comprendere se con l’attività svolta siano o no
stati raggiunti gli obiettivi perseguiti mediante
il soddisfacimento delle esigenze del cittadino.
Prende coscienza delle proprie responsabilità di
fronte a terzi. Con la responsabilità un Comune è
tenuto a dichiarare in che modo è stato realizzato
l’incarico, com’è impiegato il denaro, in quale misura sono stati raggiunti gli obiettivi e quali aspettative sono state soddisfatte.
I punti principali di un Bilancio Sociale riguarda-
no il livello di efficienza, che è dato dal rapporto
tra risorse (entrate) assorbite e risultati prodotti,
e il livello di efficacia che si basa sul rapporto tra
obiettivi attesi e risultati conseguiti.
Raffrontando le entrate e spese reali dell’ultimo
triennio in base alle previsioni di quegli anni, si
può benissimo stimare quali saranno le entrate e
quali le spese. L’Amministrazione sarà così in grado di capire se ci sarà la necessità di aumentare
o mantenere stabili le tariffe. Altri esempi potrebbero riguardare i servizi sociali. Sempre con le
tabelle anagrafiche a portata di mano (morti, anziani, ecc.) e con apposite liste di famiglie disagiate, di chi ha un numero elevato di bambini, di chi
ha presentato redditi bassi, chi ha presentato contratti di affitto alti, e che potrebbero avere bisogno
dell’aiuto dei servizi sociali, il responsabile è al
corrente di quanti pasti domiciliari deve distribuire, quante persone hanno bisogno di assistenza
domiciliare,ecc. Con tutte queste informazioni
il responsabile, dopo i dovuti riscontri necessari
per conoscere la veridicità delle richieste, prepara
tabelle con ipotesi di spesa per ogni settore sociale ed eventuali entrate (ticket) da registrare. La
Giunta in questo modo conosce perfettamente la
situazione sociale del proprio Comune ed interviene in modo da soddisfare tutte le esigenze.
Altro settore di grande interesse, che rientra nel
Bilancio sociale, è quello dei tributi ed ecologia.
Infatti in un bilancio sociale, per il cittadino è molto importante ed interessante capire cosa realmente paga di tasse. Esempio classico la futura
TARES: sarebbe bello vederlo pubblicizzato con
degli opuscoli come quelli del 2004/2005 affinché
tutta la cittadinanza possa essere messa al corrente dell’attività amministrativa in modo trasparente, responsabile e di facile comprensione per
tutti e poter dire: …finalmente pago volentieri le
tasse perché so a cosa servono!!
Daniele Guerra
In mostra gli storici modelli lignei
delle architetture del Sanmicheli
di Guidizzolo, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Architettonici di
Verona, la Provincia di Mantova, il Comune di Guidizzolo e l’Associazione di ex allievi
“Excursus” organizza una mostra di grande interesse con l’esposizione di veri e propri gioielli d’ebanisteria: i modelli delle architetture di Michele Sanmicheli, famoso
architetto veronese del Cinquecento.
Si tratta dei modelli lignei della Cappella Pellegrini in San Bernardino e della Chiesa di Campagna a San Michele Extra in Verona, realizzati
alla fine degli anni Cinquanta da docenti e dagli
alunni della Scuola d’Arte, diretta dal Prof. Alessandro Dal Prato. Attualmente essi sono custoditi presso la Soprintendenza di Verona che, nel
lontano 1958, li commissionò alla Scuola d’Arte,
in occasione dei 400 anni dalla morte del Sanmicheli. La costruzione dei plastici divenne l’attività
didattica dell’intero anno scolastico 1958-1959.
A più di cinquant’anni di distanza i pregiati manufatti sono tornati a Guidizzolo, dove gli studenti e i docenti dell’attuale Liceo Artistico sono
già all’opera per affrancarli dai segni del tempo,
prima di presentarli alla collettività nello spazio espositivo che loro stessi stanno allestendo
all’interno della scuola.
A sovrintendere alle delicate operazioni di “restyling”, il prof. Noris Tomasi, oggi 93enne, che a
suo tempo li realizzò insieme ai docenti Maestri
d’Arte Dario Cagioni, Romano Trevini e agli studenti.
L’esposizione presenterà, insieme agli storici plastici, le antiche stampe servite per la loro
costruzione e una sezione dedicata al ruolo del
modello nella tradizione architettonica italiana,
con documenti riguardanti l’incarico alla Scuola
d’Arte di Guidizzolo da parte dell’allora Soprintendente ai Beni Architettonici di Verona Prof.
Piero Gazzola.
Pannelli con
fotografie e
apparati di
supporto illustreranno
le fasi principali della
realizzazione dei due
modelli.
Un piccolo
spazio,
inoltre, sarà
dedicato
a l l’ a t t u a le
didattica laboratoriale
di modellistica
ed
ebanisteria,
ancor oggi fiore all’occhiello dell’Istituto.
La mostra, che si preannuncia di grande interesse, sarà inaugurata sabato 7 dicembre alle ore
11.00, in occasione della cerimonia di assegnazione della Borsa di Studio “Excursus”, dedicata
alla memoria del fondatore della scuola, professor Alessandro Dal Prato.
7-21Dicembre2013
Apertura dal 7 al 21 dicembre, orari:
Lunedì-sabato ore 8.00/16.00;
Domenica ore 10.00/12.00 e 15.00/18.00
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GRUPPO MICOLOGICO NATURALISTICO
“COLLI MORENICI”
Sede: Ristorante “La Baita” Campagnolo di Cavriana MN - Notiziario a cura di Giorgio Arienti
Il bosco, la sua vita, i suoi segreti
Il dott. Antonio Quiri, esperto naturalista, ci illustra il mondo ricco di fascino del bosco.
Più che artigiani nel senso classico della parola, i famosi “maestri d’ascia” locali (falegnami
e carpentieri) si comportavano
come dei veri e propri artisti.
Pareti, tetti, infissi, persiane,
ballatoi, poggioli, sbalzi per vari
usi, ecc., tutto era in legno lavorato, con antica scienza, maestria ed arte ineguagliabili. Il
legname usato era essenzialmente il larice che ha lunga durata e un bel colore rosso vivo.
Talvolta era sostituito con abete e pino. All’interno delle case
c’era, e in molti casi c’è tuttora,
la “stube” sudtirolese, che nel
Friuli si chiama “stua”, dove il
legno la fa ancora da padrone
con credenze, tavoli, panche,
ecc... sempre in legno di larice,
meglio se di cirmolo che è più
facilmente lavorabile ed è perfino profumato.
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Possiamo concludere queste
osservazioni sul nostro “amico
bosco” riflettendo su un’altra
importante funzione espletata
dal bosco, quella protettiva, soprattutto in anni con forti squilibri termici e piogge violente si
verificano alluvioni, esondazioni e frane di tutti i tipi, generando disastri e lutti.
Il sistema radicale delle piante,
soprattutto di quelle forestali,
costituisce il presidio più efficiente e funzionale lungo tutte
le scoscese pendici sia collinari che montane. Le radici, con
il loro intreccio, imbrigliano il
terreno, ne impediscono il dilavamento e il movimento a valle,
evitando che le acque selvagge e torrentizie, miste a terra
e sassi, scorrano tumultuosamente a valle provocando effetti
terrificanti.
Non per nulla i nostri avi che
vivevano in montagna proteggevano i cosiddetti “boschi di
protezione” sulle ripide pendici
sopra i paesi e gli agglomerati
di fabbricati rustici così come il
complesso sistema delle preziose sorgenti d’acqua potabile.
Preziosissimi e indispensabili
sono anche i boschi che proteggono gli abitati e le strade
montane dalla caduta di valanghe, che hanno sempre costituito, ed ora più che mai con la
grande espansione del turismo
invernale, un serio pericolo nel
caso di abbondanti nevicate.
Purtroppo accade che vi siano
sciatori incoscienti che praticano lo sci fuori pista provocando valanghe pericolose e
mettendo a repentaglio la vita
di quegli sciatori che si trovano
più a valle sulle piste agibili e
sicure. I “benemeriti” boschi di
protezione dalle valanghe sono
ubicati sui ripidi pendii alpini,
sopra le zone abitate e urbanizzate: in questo caso è l’intreccio delle chiome degli alberi e
la presenza dei grossi tronchi
ad impedire lo scivolamento
a valle del manto nevoso ed il
formarsi appunto di vere e proprie valanghe di catastrofiche
proporzioni. In diverse località
alpine, vicino e sopra gli abitati, si possono ancora ammirare
grosse piante secolari di abeti
e larici: sono lì, guardiani sicuri da centinaia di anni e ciò dimostra abbondantemente che
hanno assolto, ed ora più che
mai assolvono, la loro egregia
ed essenziale funzione protettiva. In moltissime valli alpine,
fortunatamente, da alcuni decenni, si è iniziato a rimboschire le zone più alte e pericolose
con specie forestali idonee,
come il pino mugo ed il pino
cembro, che già vivono spontaneamente alle quote vegetative
più alte, ottenendo notevoli risultati protettivi.
Assieme alla funzione protettiva c’è quella che potremmo definire ricreativa: passeggiando
nei boschi si provano emozioni
sempre diverse con il trascorrere delle stagioni: in primavera quando le piante si rivestono
delle prime foglioline di un color verde delicato dopo il riposo invernale, d’estate il bosco
offre riparo dalla calura sotto
le fresche chiome degli alberi,
d’autunno quando le foglie risplendono in una miriade di va-
riopinti e scintillanti colori.
Ai parchi nazionali storici (Gran
Paradiso, Stelvio, Abruzzo) si
sono aggiunti, in questi ultimi
anni, molti altri parchi nazionali, regionali e locali, per cui
il nostro Paese ha oggi circa
il 10% di territorio a parchi ed
aree protette.
Non è neppure immaginabile
una Terra da cui scomparisse il
bosco: tutto diverrebbe una landa deserta e invivibile. Pertanto
è impegno ineludibile quello di
conservare e proteggere i boschi nel migliore dei modi da
tutti i pericoli che li insidiano,
quali tagli sconsiderati, discariche di tutti i tipi, urbanizzazioni
e strutture viarie di ogni genere, eccessive lottizzazioni residenziali e turistiche, cercando
di proteggere il bosco dagli incendi boschivi che devastano il
territorio, distruggendo superfici boschive sempre più vaste.
Ormai non è più sufficiente aumentare le strutture e l’organizzazione antincendio, che per
altro in questi ultimi anni sono
state incrementate. Per la lotta
agli incendi boschivi non bastano più tutti i sistemi preventivi e
repressivi conosciuti. È necessario che la nostra società, nel
suo insieme, prenda coscienza
e si renda finalmente conto che
non bruciare e non distruggere
i boschi sta diventando prima di
tutto una questione di sopravvivenza.
Antonio Quiri
Ph: Andrea Dal Prato
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Sei artisti donano un’opera al Comune
C’è un filo comune che collega tra di loro gli artisti di questa brillante iniziativa; è la
Scuola d’Arte di Guidizzolo. Una scuola di mestieri, divenuta d’arte nel tempo, che ha
saputo dispensare, ben oltre i confini di questo territorio, quella linfa estasiante che
da tempi remoti chiamiamo arte. Una scuola che ha contribuito a formare generazioni di artigiani, che ha insegnato la misura e la regola d’arte. Oggi, in questa iniziativa promossa dal Centro Culturale San Lorenzo, rivolta a dare un’impronta alla Sala
Consiliare del nostro Comune (dalla sua inaugurazione chiamata Sala degli Artisti)
si ritrovano ex allievi: Franco Bassignani, Giancarlo Cigala, Donatella Lusenti, Gianni
Pegoraro e Severino Spazzini per dare un contributo tramite l’espressione più autentica di loro stessi: una loro opera. Per l’occasione gli eredi di Alessandro Dal Prato
hanno pensato di donare un’opera del Maestro per integrare quel filo conduttore.
ALESSANDRO DAL PRATO
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Roncoferraro (Mantova) 1909
Guidizzolo 2002.
Consegue la maturità al R. Liceo Artistico di Brera; il diploma di pittura presso l’Accademia «Cignaroli» di Verona; il
diploma di specializzazione in
Decorazione pittorica e plastica presso il R. Istituto d’Arte di
Parma.
Nel 1935 a Guidizzolo dà vita,
sotto l’egida del Comune, ad
una singolare Scuola d’Arte applicata. Quella Scuola, ottenuto
il riconoscimento legale, da comunale diviene consortile con
la costituzione del Consorzio
tra i Comuni di Guidizzolo, Medole, Solferino, Cavriana, Volta
Mantovana, Monzambano, Goito e Ceresara. Nel 1959 diviene
Istituto Statale d’Arte medio superiore.
Dal 1954 al 1974 svolge un’intensa attività di docente e di
relatore in corsi e convegni didattici, chiamatovi da istituti
universitari, dal centro didattico
nazionale, da associazioni professionali e da pubbliche amministrazioni.
Nel 1978 il ministro della Pubblica Istruzione lo chiama a
far parte della Commissione
ristretta alla quale è affidato il
compito della redazione definitiva dei programmi d’insegnamento della Educazione Artistica nella Scuola media.
Dal 1927 al 1943 partecipa a
tutte le mostre provinciali degli artisti mantovani. Nel 1929,
in primavera, fa la sua seconda mostra personale al Circolo
Cittadino; e nell’autunno espone alla Biennale di Brera, dove
ottiene un’importante affermazione: il Re d’Italia acquista il
suo quadro «Madre e figlio».
Nel 1999 l’ultima sua personale
antologica al Palazzo della Ragione di Mantova. Egli è stato,
oltre che pittore, incisore e medaglista. Faceva parte dell’Associazione “Incisori d’Italia”,
fondata in Roma da Luigi Sevolini e della Federation Internationale de la Médaille, che ha la
sua sede a Parigi.
È stato autore inoltre di numerose pubblicazioni nel campo
dell’educazione artistica.
Ricordiamo due significativi riconoscimenti:
Medaglia d’oro dei “Benemeriti della Scuola della Cultura e
dell’Arte” di cui è stato insignito
dal Presidente della Repubblica, in data 2 giugno 1972.
Il Ministro per i beni Culturali
e Ambientali, Antonio Paolucci, con suo decreto del 29 luglio
1996, lo ha nominato “Accademico ordinario della Classe
Lettere ed Arti dell’Accademia
nazionale Virgiliana”.
Alessandro Dal Prato, ritratto in nero,
1926 olio su tavola, cm 79x50
FRANCO BASSIGNANI
… Non è impresa facile scrollarsi di dosso la malizia che cresce
col crescere dell’esperienza e
degli anni, è arduo restituire
agli occhi quella stessa ingenui
tà gaia e fiduciosa che ha animato i passi di ciascuno di noi
sull’accidentato cammino della
vita. Bassignani ci riesce attingendo a quell’ilarità dell’anima
che gli è propria, a quell’ironia
funambolica che ne illumina il
viso e ne irradia le opere. Appunti di viaggio – come li definisce lui – una visione di sintesi,
poetica e di chiarismo lirico…
All’inizio degli anni ‘90 assistiamo alla comparsa dell’”aurora”
con un’imagerie poetica, dovuta anche all’approfondimento
della tecnica di pittura a fresco
responsabile dello schiarirsi
e smagrirsi della tavolozza. Il
segno è infantile come la scoperta della grafia attraverso
la gestualità pura. Il dialogo
dell’occhio con la mano anima
la superficie con tocchi che raccolgono e restituiscono il passaggio della luce.
Nel 1972 tiene la prima personale a Desenzano del Garda.
Si è dedicato all’arte incisoria
GIANCARLO CIGALA
Cigala è nato nel 1956 a Guidizzolo. Dopo la Scuola Media annessa alla Scuola d’Arte,
completa gli studi all’I.T.I.S. di
Brescia. Frequenta in seguito
calcografica ed alla pittura.
Intensa l’attività espositiva in
ambito mantovano, nazionale,
ed internazionale con numerose personali e collettive tra cui:
– Galleria Segno Grafico “Agguato” VENEZIA
- Galleria “Forma Studio”
ROMA
- IX Premio Segantini Rassegna
d’Arte” ARCO
- “VII Rassegna della Grafica
Contemporanea” Palazzo Alberini FORLI
- Galleria Alzaia “Dal Mincio al
Naviglio” MILANO
- Chiesa di S. Lorenzo “Cinque
Più Uno” VENEZIA
- Casa Del Mantegna “Arte a
Mantova dal 1950-1999” MANTOVA
- Pinacoteca Comunale “Col
Balocco del Tempo” QUISTELLO
- Galleria Civica “Nuove Sinestesie VINCITORE 46° PREMIO
SUZZARA
- Spazio Guicciardini “Metafore
della Memoria” MILANO
- KUNSTMESSE “ Libro d’Autore “SALISBURGO-AUSTRIA
- Accademia “Il Presente nella
Memoria“ WEINGARTEN-GERMANIA
corsi di disegno, pittura, e nudo
a Milano. Ora è impiegato alle
Poste Italiane.
Cigala ha sempre “sentito”
dentro di sè la voglia di esprimersi e dedicarsi all’arte. Nel
silenzio e nella sua schiva inti-
Franco Bassignani, La Collina dei Sogni, 2004. Affresco su muro strappato
e riportato su tela cm 60 x 60
– Casa Del Mantegna “Arte a
Mantova 2000-2010” MANTOVA
– CONCORSO AUTOBRENNERO S.P.A. MANTOVA “Ideazione
di un’opera per la caratterizzazione della rotatoria Autostradale Mantova-Nord –
- Galleria Civica MUVI “L’arte
della poesia” Omaggio al Poeta
A. CAPPI VIADANA.
mità ha coltivato questo percorso continuando a disegnare
e dipingere, sempre molto attento all’esigenza espressiva
relativa alla sua personalità,
senza mai scadere in facili e
gratificanti entusiasmi. Ric-
37
sua mostra a “Casa Sperlari”
in Cremona nel 2002.
“...Quando seppi di Giancarlo
Cigala, già impiegato modello
in un ufficio statale, che oltrepassò i vent’anni di età senza
mai praticare alcun genere
d’arte e che dal momento in
cui sentì il bisogno interiore di
disegnare e dipingere non ha
più smesso, dedicandogli tutto
il tempo di cui poteva disporre.
Giancarlo Cigala, Paesaggio collinare, Da questo comportamento è
olio su tavola cm 36x60 nato in me il proposito di vedere ciò che faceva. Qui probabilca è la produzione di opere, mente si tratta di una vocazione
purtroppo poco conosciute ed tardiva, pensai. Senza por temesposte in rare mostre.
po in mezzo glielo dissi.
Così scrisse Alessandro Dal Mi accolse nel suo studio. Mi
Prato alla presentazione di una mostrò disegni e disegni, dipin-
ti e dipinti. Parlammo scorrevolmente della impareggiabile
tradizione artistica italiana. E
giù giù, di parola in parola, arrivammo all‘Ottocento-Novecento. In seguito mi son detto:
questo non è da paragonare ai
pittori della domenica, agli hobbisti, che dir si voglia. Questo è
un artista; un pittore senza alcun aggettivo: un pittore e basta.”
Il paesaggio collinare (donato in
questa occasione) è una costruzione solida con una ricchezza
di pennellate colorate di una
tavolozza ampiamente variegata quasi fredda. Nulla sfugge
all’artista, nulla è demandato al
caso; il senso di luce soffusa di
penombra al calar del sole.
re la qualica di “Fotoreporter”
e “Operatore d’Animazione”.
Successivamente realizza due
mostre personali e numerose collettive. Dal 1982 al 1995
insegna semiologia nei corsi
di fotografia in collaborazione
con Andrea Dal Prato, Filippo
Cerini e don Giancarlo Neffari.
Nel frattempo non sono state
accantonate le tecniche pittoriche come la tempera e l’acquerello; tra le altre passioni
acquisite all’Istituto d’Arte, la
tecnica del batik, pittura su
stoffa mediante bagni di colore, è tuttora costantemente
praticata.
Negli ultimi anni si è cimentata
nell’affascinante ma molto im-
Donatella Lusenti, Cristo Pantocratore, 2009 tempera all’uovo, che rispetta
fedelmente la tradizione bizantina – tavola di cm 30x24 legno di tiglio gessata
con gesso e colla animale.
DONATELLA LUSENTI
Donatella Lusenti, diplomata all’Istituto Statale d’Arte di
Guidizzolo nel 1974; ha vinto la
medaglia d’argento nel Concorso Nazionale per Istituti d’Arte a
Padova (1973). Coltiva da anni e
con passione l’amore per l’arte
partecipando a mostre collettive e concorsi.
La sua vita professionale è basata sulla formazione acquisita
durante la frequentazione scolastica, attualmente insegna
nella scuola professionale.
Negli anni ‘80 la passione per la
fotografia la porta a frequentare, presso un Centro di Formazione Professionale, ed acquisi-
38
pegnativa arte dell’iconografia,
sue Icone sono presenti in collezioni pubbliche e private.
L’opera donata.
Cristo Pantocratore, dal greco
pantocrator, “sovrano di tutte le
cose” o colui che tutto regge. Ai
lati i due diagrammi del nome
di Cristo IC XC e nel nimbo le
tre lettere del nome di Dio rivelato a Mosè sul monte Sinai.
L’atteggiamento è maestoso e
severo, ma lo sguardo fa tra-
GIOVANNI PEGORARO
Giovanni Pegoraro è nato nel
1947. Completati gli studi superiori all’Istituto Statale d’Arte diretto dal prof. Alessandro
Dal Prato, inizia la sua attività
lavorativa nel campo della pubblicità. Abbandonata la pubblicità dopo un ultimo briefing in
agenzia perché, sono parole
sue ”… mi vedevo come un personaggio di Ionesco”, si dedica
all’insegnamento delle arti visive nella scuola superiore, coltivando sempre, ma in maniera
direi quasi pudica, la ricerca
artistica volta a definire una
tecnica pittorica isomorfa ai
contenuti che il poeta Gilberto
Cavicchioli nella presentazione
critica della mostra del ’98 alla
galleria La Cornice di Desenzano Del Garda così definisce:
“… Il segno, che è quasi più
traccia che definizione o contorno, si articola e si dirama
sparire dolcezza e compassione.
La mano destra è atteggiata in
modo da indicare con le tre dita
unite l’unità e trinità di Dio, e
con le altre dita, leggermente
arcuate, la duplice natura umana e divina del Cristo. Si tratta
di un gesto regale, compiuto da
colui che con autorità indice silenzio, perché solo lui, il Maestro, parla, con il Vangelo.
Il Cristo Pantocratore veste un
chiton (tunica) color rosso por-
pora e un himation (mantello)
azzurro.
Il linguaggio dei colori nell’arte
iconica è funzionale al discorso
teologico: il rosso e l’oro sono
simboli della divinità; l’azzurro
e/o il verde sono il simbolo della umanità.
Il color oro del clavo indica che
egli è Dio sempre; il mantello
azzurro ci dice anche che si è
fatto uomo come noi nascendo
da una donna.
come nelle rappresentazioni
rupestri del paleolitico….Una
tecnica ancora più misteriosa
e sorprendente contribuisce a
renderlo anche più ineffabile,
“Encausto a freddo“ lo definisce Pegoraro con un ossimoro verbale che sottintende una
stesura di pastello o grafite minutamente e pazientemente lavorata con strumenti usuali ma
secondo una tecnica personale
che l’artista permea di comprensibile riserbo… Una pittura
colta, raffinata, proiettata nello
spazio concettuale come provocazione a pensare, a vivere, in
definitiva ad essere.
La maggior visibilità dei suoi
lavori nel mercato dell’arte gli
porta diversi riconoscimenti: il
premio al 5° concorso “Cartolina d’artista” –BAC Art studio
di Venezia del ’99; medaglia di
bronzo nel 2002 e Fiorino d’argento nel 2004 al XX e al XXIV
Premio Firenze Europa, ragioni
per cui le due opere vengono
esposte nel prestigioso Salone
dei Cinquecento a Palazzo Vecchio a Firenze.
Giovanni Pegoraro lavora attualmente in attività di laboratorio espressivo con pazienti
affetti del morbo di Alzheimer
Giovanni Pegoraro, Atemporalità
dell’azione, 2009 tecnica mista su
foglia di rame e oro, cm 41x3
39
struttivo del soggetto diviene
più immaginario ed é risolto
Pittore e incisore, nasce a Gui- con accentuazioni formali di
dizzolo (MN), dove risiede e la- largo respiro.
vora in via Roma, 2I, tel. 0376 Nei primi anni ’70 Spazzini ri8I9200, cell. 349 8388208, mail: volge la sua ricerca pittorica
sulla luce: in particolare la luce
[email protected]
della sua Padania; il cromatiDopo gli studi alla Scuola d’Ar- smo é meno forte, l’insieme pitte di Guidizzolo si diploma all torico più poetico e luminoso.
‘Istituto Statale d’Arte “Adolfo Dal 1978 affianca alla pittura
Venturi”di Modena.
una cospicua e raffinata produDalla metà degli anni’60 intra- zione inciso­ria calcografica.
prende l’attività artistica pitto- Alla fine degli anni ‘90 intensirica. Egli si muove nell‘ambito fica l’attività disegnativa e pitdella corrente di ricerca che torica. Dà ini­zio ad un nuovo
continua ad avvalersi della “fi- ciclo artistico con opere che
gura“. Nelle opere dal I968 al culturalmente guarda­no alla
1970 é meno evidente la resa neofigurazione europea, dove il
della figura, emergono sempre ritorno del pae­saggio ne é una
più forti richiami espressioni- delle caratteristiche portanti.
stici e fauvistici; l’impianto co- L’artista nei suoi lavori grafici/
pittorici opera con una nuova
gestualità - una
sorta di ri-creazione mentale
della realtà: forme fantasiose
- destrutturate,
pulsioni dinamiche, trasfigurazioni; da avvio ad
un percorso “oltre l’immagine”:
non “cose” ma
idee, emozioni,
per esprimere
un sogno ispirato dalla realtà, la
tecnica usata il
mezzo della meSeverino Spazzini, Notturno, 1966, via Chiassi, Guidizzolo.
tamorfosi.
Olio su juta, cm 60x80
SEVERINO SPAZZINI
40
Sue incisioni calcografiche sono
conservate presso rinomati Gabinetti e Raccolte di Stampe,
per brevità si citano:
- Biblioteca Nazionale di Francia. Parigi. Dipartimento delle
Stampe e delle Fotografie, sezione Stampe contemporanee;
- Istituto Nazionale per la Grafica - Calcografia di Roma;
- Civica Raccolta delle Stampe
“Achille Bertarelli” di Milano.
Per una estesa documentazione dell ‘attività espositiva, iniziata nel I970, e della Bibliografia si rinvia ai volumi d’arte qui
citati.
Bibliografia essenziale:
2004 - Adalberto Sartori, Arianna Sartori, “Artisti a Mantova
nei sec. XIX e XX”, Dizionario
biografico, volume VI, Archivio
Sartori Editore, Mantova;
2004 - Mauro Corradini, “I paesaggi in chiaroscuro di Severino
Spazzini“;
2007 - Alessandro Righetti, Giovanni Magnani, ”Un segno di
luce tra natura, uomi­ni e cose”.
Opere incise I978 - 2007, catalogo e mostra, Torre Civica, Medole (MN).
20I0 - Arianna Sartori, “Incisori moderni e contemporanei.
Raccol­ta di monografie illustrate”. Libro Secondo, Centro Studi
Sartori per la Grafica, Mantova.
20I3 - Arianna Sartori, “Catalogo Sartori, d’Arte Moderna e
Contem­poranea“, Archivio Sartori Editore, Mantova.
41
PS4 e XBOX ONE:
quale console scegliere?
Scrivere quest’ articolo, lo
devo ammettere, non è affatto
semplice. Per anni ho atteso
questo momento, il momento
in cui, finalmente, una nuova
console sarebbe entrata nel
mio salotto e in quello di tanti
amici e videogiocatori. Giunti a
questo fatidico momento, però,
sorge spontanea una domanda: quale console scegliere?
Come sceglierla? Microsoft e
Sony, in questa nuova generazione videoludica, ci propongono due console estremamente
potenti e versatili, in grado di
offrire, ad ogni tipo di giocatore, un’esperienza convincente
ed entusiasmante. Quello che
però stupisce sono le differenze
sostanziali che distinguono la
console di casa Microsoft, XBOX
ONE, dalla console di Sony, e
cioè PS4. I due dispositivi infatti, al di là di avere design differenti, presentano due filosofie
contrapposte, in grado, inoltre,
di riflettersi anche sulle proprie
caratteristiche tecniche. Da un
lato troviamo XBOX ONE, una
console il cui scopo principale è quello di diventare centro
multimediale a 360°, ponendo
molta attenzione sull’interfaccia video e sulla compatibilità
con decoder digitali e TV di ultima generazione, perdendo, forse, un po’ di vista quella fascia
di giocatori esperti, i cosiddetti
hardcore gamers, che con la
propria console vogliono solo
giocare alla massima potenza e
qualità possibile. Dall’altro lato,
invece, Sony con PS4 ci offre
una macchina da gioco totale,
in cui il focus è puntato sul videogiocatore, sulle sue necessità
e feedback, garantendo una
maggiore potenza di calcolo rispetto alla rivale statunitense.
Ciò detto, è giusto chiarire un
punto fondamentale: potenza
di calcolo e caratteristiche tecniche superiori non servono a
nulla senza idea innovative e
giochi in grado di esaltare i videogiocatori di ogni tipo. Quello
su cui realmente è importante
porre attenzione, nella scelta di
una nuova console, sono i titoli esclusivi che, al lancio e nei
mesi successivi, le console offriranno ai videogamers. XBOX
ONE e PS4 presentano, però,
anche alcune caratteristiche
comuni. Entrambe, infatti, sono
dotate di Hard Disk interno da
500 Gigabyte, lettore blu-ray e
capacità di registrare video di
gioco direttamente dalla propria TV, per poi condividerli su
tutti i principali siti social, come
ad esempio YouTube.
Quindi, quale console scegliere? Il mio consiglio è di non soffermarsi troppo sulle caratteristiche tecniche di XBOX ONE e
PS4 ma, piuttosto, optare per la
macchina da gioco in grado di
offrirvi le tipologie di gioco che
più vi piacciono e vi appassionano. Proprio per questo motivo,
quindi, ho deciso di proporre, a
tutti i lettori, una breve lista dei
giochi disponibili al lancio dei
due dispositivi.
PS4
- LEGO Marvel Super Heroes
- NBA 2K14
- Skylanders Swap Force
- Warframe
- Dead Rising 3
- FIFA 14
- Fighter Within
- Forza Motorsport 5
- Killer instinct
- LEGO Marvel Super Heroes
- NBA 2K14
- NBA Live 14
- Need for Speed: Rivals
- Ryse: Son of Rome
- Skylanders: Swap Force
- Angry Birds Star Wars
- Assassin’s Creed IV: Black Flag
- Battlefield 4
- Call of Duty: Ghosts
- DC Universe Online
- FIFA 14
- Flower
- Injustice: Gods Among Us
- Killzone Shadow Fall
- Knack
42
XBOX ONE
Assassin’s Creed IV: Black Flag
- Battlefield 4
- Call of Duty: Ghosts
- Crimson Dragon
Anagrafe - Stato Civile - Elettorale:
Da lunedì a venerdì: dalle 10.00 alle 13.00
mercoledì:
dalle 14.30 alle 17.30
sabato:
reperibilità, solo per decessi cell. 347 8074979
Segreteria - Ragioneria - Tributi - Ufficio tecnico Scuola - Teatro - Segretariato sociale:
lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10.00 alle 12.30
mercoledì:
dalle 14.30 alle 17.30
Assistente sociale:
mercoledì e venerdì dalle 10.00 alle 13.00
Polizia Locale:
mercoledì e sabato dalle 9.00 alle 11.00
Municipio (centralino) - tel. 0376 819201
Vigili Urbani - tel. 0376 840241
Teatro e manifestazioni - tel. 0376 1620428
P.E.C.: [email protected]
ORATORIO SAN LORENZO
ORARIO DI APERTURA 1ª e 3ª DOMENICA
Maggio - Settembre dalle 17.00 alle 19.00
Ottobre - Aprile
su prenotazione 335 422406
BIBLIOTECA
tel. 0376 840435 estate
inverno
lunedì 9-12 / 15-19 martedì
9-12
giovedì
15-19 mercoledì venerdì 9-12
sabato
9-12 / 14.30-18.30 14.30-18.30
14.30-18.30
9-12
9-12
ASSOCIAZIONI
Pro Loco - tel. 0376 1620426
Gruppo Alpini Guidizzolo - tel. 338 4597404
AVIS - AIDO - tel. 0376 840177
Raphaël - Ambulatorio Castel Goffredo 0376 771292
GVG-Gruppo Volontari - tel. 0376 818240
Calcio Guidizzolo - tel. 0376 819172
Ciclo Club 1977 - tel. 0376 818189
Tennis Club Guidizzolo - tel. 0376 818382
Amici di Rebecco - tel. 0376 819678
Centro Sociale “La Mimosa” - tel. 339 3538192
Canile Comunale - tel. 0376 819716
CIMITERO
Apertura tutti i giorni della settimana
Gen. Feb. Nov. Dic.
Marzo e Ottobre
da Aprile a Settembre
dalle 8 alle 17
dalle 8 alle 19
dalle 8 alle 20
PIAZZOLA RIFIUTI
Lunedì Mercoledì e Venerdì dalle 14.30 alle 17.30
Sabato: dalle 9 alle 12 e dalle 14.30 alle 17.30
AMBULATORI MEDICI
• Dr.ssa Emi Ghisolfi - Cell. 333 8356733
Prenotazione visite: 0376 840433 (8.30-12.30)
Lun. Gio. Ven.: dalle 16 alle 19 (su appuntamento)
Mar. Mer. Gio.: dalle 10 alle 13 (su appuntamento)
• Dr. Orfeo Valerio Galvani
Ambulatorio 0376 819794 - Abitazione 0376 819096
Lun. Mar. Mer. Gio.: dalle 9,30 alle 12,30
Mer. Ven.: dalle 16,30 alle 19,30 (su appuntamento)
• Dr. Giuliano Ponti
Ambulatorio 0376 819475 - Abitazione 0376 819177
Lun. Mar. Mer. Ven.: dalle 10 alle 12.30
Giovedì: dalle 16.30 alle 19
Ambulatori medici presso sede AVIS
• Dr.ssa Doriana Bertazzo
Riceve su appuntamento tel.0376 83040 - 838500
Martedì dalle 17 alle 18,30
Giovedì dalle 8,30 alle 9,30
• Dr.ssa Angela Gatti - tel. 338 2619350
Lunedì - Mercoledì - Venerdì: dalle 17.30 alle 18.30
Ambulatorio Medole - tel. 0376 898109
• Dr.ssa Vincenza Di Marco
Riceve su appuntamento tel. 335 1736606
Lunedì - Martedì - Venerdì: dalle 10.00 alle 11.00
Mer.: dalle 16.00 alle 17.00 Gio.: dalle 10.30 alle 11.30
• Pediatra di base Riceve su appuntamento tel. 0376 631797
NUMERO VERDE FARMACIE DI TURNO
tel. 800 228521 (Guidizzolo 0376 819005)
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Prenotazione ambulanza - tel. 349 8608653
Istituto Comprensivo - 0376 819049 - 819059
Istituto Statale d’Arte - tel. 0376 819023
Corpo Bandistico - tel. 0376 840090
Fondazione “Rizzini” onlus - tel. 0376 819120
SISAM (acquedotto) - 800 859370 - 0376 771869
Cooperativa “Orizzonti” - tel. 0376 847352
CSE-Anffas - Rebecco - tel. 0376 818253
Parrocchia Birbesi - tel. 0376 819602
Parrocchia Guidizzolo - tel. 0376 819052
Numeri utili
UFFICI COMUNALI
SANTE MESSE
GUIDIZZOLO
Festivi:
Prefestivi:
Feriali: Lun. Merc. Giov. BIRBESI Festivi
Feriali: venerdì
REBECCO Prefestivi estate
8 - 10.30
19
18
9.30
8.30 18
inverno
8 - 10.30
18
17
9.30
8.30
17
EMERGENZE
GUARDIA MEDICA - 118
CARABINIERI - 112 - 0376819006
VIGILI DEL FUOCO - 115
FUGHE GAS - 800901313
43
44
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Foto: Michele Galli